Il Monastero è a nord del Faro dell’Alleanza
Partite dalla roccia del tempio ed è passato mezzogiorno; il mare è immenso e si sono passate ore
senza vedere nulla, fino a quando sulla destra si para un promontorio, una lingua di terra; e sopra il
pormontorio vi è una città, un pinnacolo, ma la navicella va oltre; sulla sinistra vi sono due grandi
isole, una vicina all’altra che sembrano essere ricoperte di vegetazione, brulle, non vi è civiltà;
proseguendo vi è un’altra lingua di terra ricca di vegetazione e cascate e montagne isolate, un po’
come le classiche montagne giapponesi, un po’ di nebbiolina; la barca prosegue; man mano che si
va avanti si vede che l’acqua diventa da cristallina e pura a più melmosa e torbida e sporca, un
colore quasi nerastro; man mano che si avanza vi è uno scoglio in mezzo all’oceano; questo scoglio
sembra un dente un artiglio e sembra molto acuminato; continuando a proseguire si nota che
l’acqua torna pulita allontanandosi dallo scoglio; ora ci avviciniamo a una cota; noi due voltandoci
indietro e osservando la zona più torbida ci rendiamo conto che vi è una pinna che passa attorno
allo scoglio; vi sono degli aculei e una membrana che li uniscono; seguita dai tentacolini;vi è
qualcosa di gigantesco, incastonato sulla costa… un faro… il faro dell’alleanza; un faro gigantesco
che per la distanza a cui ci troviamo sembra essere più grande di un faro normale; un bastione
intorno ai 40-50 metri; è particolare: è a base quadrata, presenta ai suoi angoli dei rinforzi; è stata
scolpita una sorta di pianta che arriva in cima; in cima al faro vi è effettivamente la zona dove c’è il
fuoco per illuminare ma è spento; si arriva che ormai è sera; il sole tramonta e non abbiamo ancora
raggiunto il faro; raggiungiamo la costa ed è sera inoltrata, pioviggina e ci si para davanti quello.
La nostra barchetta si incastona nella sabbia, vicino alle altre navi; un signore ci osserva arrivare; un
umano che sarà sui 35-40 anni, affaticato; una moneta d’oro al giorno.
Cittadina composta da casupole in muratura legno; l’unica cosa che sembra essere lì da molti anni è
il faro dell’alleanza; avviandoci nella cittadina è composta per la maggior parte da abitazioni e a due
passi dal porto vi è la locanda del granchio; una casupola più carina decorata, con un comignolo
che esce dal fumo, proviene un odore speziato, e vi è un bastone con scritto locanda del granchio;
La locanda è composta dalla solita sala grande con varie tavolate, noi entriamo; sul lato vi sono
delle porte che potrebbero portare alle camere, delle scale, in fondo vi è il bancone dove si osserva
un nano che serve al bancone; dietro di lui vi sono varie botti, nella zona centrale alcuni liquori e
pende dal bancone un’ascia nanica enorme, da guerra, con cui il nostro barista placa le risse da bar
di un porto qualunque, sul lato destro vi è una zona caminetto e staovlta a decorare non vi è
nient’altro che delle chele; si vedono principalmente sono elfi e nani, qualche umano, per la
precisione si vede un gruppo di marinai umani vicino al fuoco che si scalda, un gruppo di cittadini
elfi e nani che chiacchierano su un altro tavolo.
Quest’ascia di guerra più che per usarla per le risse; sono gondur; quest’ascia è di suo nonno; era
una delle guardie; a sud, lato ovest della costa; scendono nel litorale; nonno nano era paladino del
regno dei nani, consacrato a Moradin, forgia sacra; venne mandato dal regno nanico al faro perché
è sempres stato un avamposto contro gli abolet, e ai tempi venne stretta un’alleanza tra nani ed
elfi, un’alleanza che molti rfuggono, ma noi del farmo manteniamo quest’alleanza; mio nonno
entrò nel faro dell’alleanza, assieme a “quel chierico” e dopo anni di osservazione difesa e
combattimeti il girumaneto del chierico e del paladino vennero meno; da quel giorno vennero
maledetti e rimasero intrappolati nel faro e qui continuano a rieccheggiare le loro voci. Non è mai
entrato nel faro. Quando suo nonno ruppe il patto lui non era nato e mio oadre mi impedì; un
giorno qualcuno arriverà e farà cessare le urla ma non è il compito di gondur. Non si può entrare al
faro, le guardie della città la sorvegliano per evitar che poveri stolti la provino.
Antiche creature del mondo, prima degli umanoidi; creature che assoggettavano a loro volere
creature più deboli di loro.
Oggettino strano da forma non definita; carta inchiostro; un coltellino; vecchio libro;
Chele che hanno distrutto barca; davanti a noi c’è guardiano del porto che ha in mano la sua spada,
davanti a lui c’è gondur e attendono emersione dal litorale di un Chuul;
Staccate due chele; rimangono due tentacoli e aprendo stomaco si trovano 5 monete di rame, 8
d’argento e 2 d’oro; 3 gemme; 1 lapislazzuli (pietra azzurro opaco con delle impurezze gialle dorate
brillanti=), 1 quarzo blu (gemma trasparenete blu); eliotropia, grigio scuro opaco con pagliuzze
rosse.
I nostri avventurireri si risvegliano. M
Terre degli hobbit; miniere di bachelon; andando a nord-ovest ci ritroviamo la capitale della regione, il
castello d’ebano; a più est, foresta cami; presenza religiosa, cattedrale di Pelor, andando verso sud,
promonotorio proboscide dove scogliera più a sud.
Kleilin è interessato al bosco temir.
Stanno cercando di far capire a regno nani e elfi qunaot la monaccaia degli abolet sia vicina, ma nessuno dei
due regni vuole ascoltare; credono che l’unica possibilità sia accendere il faro di nuovo. Chul sono
controllati da abolet . faro permette di illuminarne la tana; un complicato numero di psecchi permette di
scrutare nelle profondità del mare da lì in alto . il giorno in cui promessa infranta si narra che faro fu
inondato da colonna di luce, non si sa natura fenomeno ma da allora persone rimangono; vi era un archivio
di tutti i commerci, ufficio centrale non era in quella casupola, ma vi era un archivio alla base del faro, base
militare con armamenti e attrezzature per combattere i chul ma anche abbattere la tana; ma tutto questo
ormai è troppo vecchio e distrutto dal tempo. Testimonianze dirette di cosa c’è là dentro non ve ne sono.
Simbolo 8 , simbolo presenta 8 divinità del pantheon delle divinitàdi annabon; una delle tante chiese degli
8; all’intenro di annabon sono chiese politesite; esistono poi le cattedrali monotesitiche; c’è un abettsimo
all’intenro della chiesa, ricorda tanto la chiesa di triville a livello di struttura, stessa struttura tripartita le tre
navate laterali e l’altare centrale, non ci sono staute o quadri . rispedito nella terra naita o trasportato. C’è
un rito, un battesimo un bambino sta venendo battezzato e sento narrare di coe le benedizioni di tutti gli 8
gli dei possano riempire cuore ragazzo ecc. statua di moradin e corejon dareton; dio dei nani e dio degli elfi.
Nonostane sia chiesa da tanto no è ricca di varietà come era quella di trivill. Sul lato vi è un dipinto del faro
acceso e sull’altro v è un dipinto rapresentante il faro ormai spento e il mare in tempesta. Mare molto
clamo, fascio di uce sale sulla cima del mare; un riverbero blu sale dalla cima del faro verso il cielo.
Tempesta in corso , in mare super mosso e super movimentato; non vi è più fascio di luce e irver ero
luastor, si vedono dei tentacolini e riconosco la pinna, quadri dipinti da voi sacerdoti, compito di richiamare
ai fatti pi importanti dei luoghi dove costruiscono chiese e nientecattdral edi jon, culto di pelor, il castello di
pelor e lì cattedarle del osle. Si dice che esista una sua cattedrale, riguardo a questo , lui sa manipolare le
persone le anime pure finiscocno nei piani superiori e le maled. Moradin, nano tiene martello inmano,
vestito possente armatura in scaglie, korekìon è di vestiti nobili ma non armato.
Arriviamo davanti a faro; vi è una ragazza, è un’elfa, capelli bionid molto chiari, orecchie molto a punta,
bassa, gracile, armatura di cuoiol, arco molto grande e faretra; ha un bel pugnale. Miranda, sorella di
billiard, ci aiuta sempre.. grossa chiave d’ottone, inserisce in portone gigantesco.. tutto il faro vibra, alziamo
lo sguardo e il faro si staglia imponente, ma leggiadro e naturlasticio, con pianta scolpita che si cresce
intorno.
Abbiamo aperto questo gigantesco portone che dà sull’ingresso del faro dell’alleanza e si chiude alle spalle
la porta, non vediamo pressoché nulla; vi sono feritorie che danno squarci di luce, vediamo degli enormi
scalini, mure di pietra del faro, struttura lignea alla base. Vediamo qualcosa di magnifico e imponente, a
centor della sanza vi è un pilone gigantesco con degli enormi scalini, spazio di 6 7 persone sullo stesso
scalin, e sembrano innalzarsi per 15-20 metri; nel basso è pieno di scaffali, librerie, vecchie scrivanie,
cassetti o calamai in giro. Le scrivanie e i mobili è come se fossero appenastait abbandeonati, è come se
tutto fosse stato lasciato lì, vi sono libri aperti sui tavoli. Dalla luce tremolante dall’incantesimo ci si rende
conto di come le ombre si muovano sulle parte, di come vi siano le ombre degli scaffali che ondeggiano,
alcune ombre ircordano figure umane che si avvicino e camminano verso di noi, non sono le nostre ombre,
sono ombre di per sè
Noto che vis ono cassetti che faccio fatica ad aprire; semplkice