Cretacico
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Nella scala dei tempi geologici, il Cretacico o
Cretaceo, corrisponde al terzo e ultimo periodo Periodo Epoca Piano Età (Ma)
dell'era Mesozoica, compreso tra 145,5 ± 4,0 e Più
Paleogene Paleocene Daniano
65,5 ± 0,3 milioni di anni fa (Ma).[1] È preceduto recente
dal Giurassico e seguito dal Paleogene, il primo 66,0–
periodo della successiva era Cenozoica o Maastrichtiano
72,1
Terziaria. 72,1–
Campaniano
83,6
Per la sua durata, di circa 80 milioni di anni, è il
più lungo periodo dell'eone Fanerozoico ed è 83,6–
Santoniano
Cretacico 86,3
anche più lungo dell'intera era successiva del
superiore 86,3–
Cenozoico, il quale include il periodo attuale. Coniaciano
89,8
Viene comunemente suddiviso in due epoche, il
Cretacico inferiore e il Cretacico superiore. 89,8–
Turoniano
93,9
Questo periodo inizia dalla comparsa
dell'ammonite Berriasella jacobi e termina in Cenomaniano
93,9–
corrispondenza dell'anomalia dell'iridio associata 100,5
Cretacico
all'estinzione di massa di numerosi organismi 100,5–
Albiano
marini (foraminiferi e nanofossili calcarei) e 113,0
terrestri (dinosauri non aviani). 113,0–
Aptiano
125,0
125,0–
Barremiano
129,4
Indice Cretacico
inferiore 129,4–
Hauteriviano
Etimologia 132,9
Suddivisione 132,9–
Valanginiano
Definizioni stratigrafiche e GSSP 139,8
GSSP 139,8–
Berriasiano
145,0
Struttura
Giurassico
Paleontologia Giurassico Titoniano Più antico
superiore
Vertebrati
Fauna aerea Suddivisione del Cretacico secondo la
Commissione internazionale di stratigrafia
Mammiferi dell'IUGS.[1]
Invertebrati
Le piante
Passaggio Cretacico-Terziario
Note
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni
Schemi
Etimologia
Il termine Cretacico deriva dal latino creta, e fu definito come periodo indipendente dal geologo belga Jean
d'Omalius d'Halloy nel 1822 basandosi sugli strati di chalk, il calcare bianco della depressione di Parigi, un
deposito esteso e molto ricco di fossili, che caratterizza il Cretacico superiore.
Suddivisione
La Commissione internazionale di stratigrafia[2] riconosce per il Cretacico due epoche, Cretacico inferiore e
Cretacico superiore, e dodici piani ordinati dal più recente al più antico secondo il seguente schema:
Cretacico superiore
Maastrichtiano (72,1 ± 0,2 – 66,0 Ma)
Campaniano (83,6 ± 0,2 – 72,1 ± 0,2 Ma)
Santoniano (86,3 ± 0,5 – 83,6 ± 0,2 Ma)
Coniaciano (89,8 ± 0,3 – 86,3 ± 0,5 Ma)
Turoniano (93,9 – 89,8 ± 0,3 Ma)
Cenomaniano (100,5 – 93,9 Ma)
Cretacico inferiore
Albiano (113,0 – 100,5 Ma)
Strati del limite Cretacico-Terziario nella
Aptiano (125,0 – 113,0 Ma) provincia di Alberta, Canada.
Barremiano (129,4 – 125,0 Ma)
Hauteriviano (132,9 – 129,4 Ma)
Valanginiano (139,8 – 132,9 Ma)
Berriasiano (145,0 – 139,8 Ma)
Definizioni stratigrafiche e GSSP
La base dell'intero periodo Cretacico, coincide con quella del Cretacico inferiore e del suo primo stadio, il
Berriasiano, e viene tradizionalmente posta alla prima comparsa negli orizzonti stratigrafici della specie
ammonitica Berriasella jacobi, anche se questo limite non è ancora stato ufficialmente ratificato.[2] Altri
candidati per la definizione della base dello stadio sono la base della cronozona magnetica M18r e la base
della zona B dei Calpionellidi.
GSSP
Il GSSP,[2] il profilo stratigrafico di riferimento della Commissione internazionale di stratigrafia, non è
ancora stato fissato (2010), anche se sono in corso discussioni per arrivare ad una corretta definizione del
passaggio tra Giurassico e Cretacico.[3]
La sezione di riferimento per il limite superiore è localizzata a El Kef, in Tunisia, in corrispondenza di un
livello argilloso.
In ambiente italiano, un'importante sezione per questo limite è quella della Gola del Bottaccione, vicino a
Gubbio, dove, all'interno della formazione della Scaglia Rossa è stata individuata per la prima volta
l'anomalia dell'iridio che si ritiene associata all'impatto meteoritico di Chicxulub.
Struttura
La sua lunghezza e varietà negli eventi che si verificarono nella sua durata ne fanno uno dei più interessanti
della storia della Terra. Entrambi i suoi limiti sono oggetto di discussione per ragioni di ordine stratigrafico,
meno discussi sono i piani in esso distinti. Inoltre non viene utilizzata una suddivisione in sottoperiodi, ma
una semplice separazione in "superiore" ed "inferiore", mentre l'utilizzo del Cretacico medio è caduto in
disuso ed i piani in esso contenuto sono stati inclusi nei sottoperiodi ancora in auge.
Il limite Giurassico-Cretacico è individuabile solo in depositi marini continui con sedimentazione di
organismi pelagici, vale a dire per mezzo delle ammoniti e delle calpionelle o di entrambe, mentre non è
facile ubicarlo in serie di tipo epicontinentale. Il limite Cretacico-Terziario (K-T) è qui considerato
coincidente con il limite fra i piani Maastrichtiano e Daniano, secondo le vedute accettate dalla maggioranza
degli stratigrafi moderni, anche se la posizione del Daniano (dai più incluso nel Cenozoico) è tutt'oggi fonte
di discussione.
La discontinuità più marcata è quello osservabile fra i foraminiferi planctonici, con la scomparsa simultanea
a livello mondiale di una gran parte di generi e specie presenti nel Maastrichtiano, nessuna delle quali
sopravvisse nel Daniano. Sulle terre emerse invece, ebbe risalto la scomparsa dei grossi rettili,
principalmente i dinosauri non aviani, l'estinzione di massa probabilmente più famosa e radicata nella
cultura media, anche se non la più importante. Discontinuità faunistiche altrettanto marcati si osservano nel
nanoplancton, nelle rudiste e soprattutto nelle ammoniti, linea evolutiva che qui si interrompe
irreversibilmente, come a segnare la fine del Mesozoico.
Paleontologia
Vertebrati
I caratteri paleontologici del Cretacico sono molto importanti, primi fra tutti i vertebrati raggiunsero una
posizione di predominio mai vista, specialmente sulle terre emerse; i rettili raggiunsero il loro apogeo,
realizzando forme tra le più gigantesche che mai siano vissute sulla faccia della Terra e raggiungendo il
massimo grado di specializzazione (Tyrannosaurus, Ceratopsidae, Pteranodon, ecc.). Alla fine del periodo
si ebbero estinzioni massicce e soltanto un numero esiguo di famiglie, i cui rappresentanti nacquero durante
il Cretacico, sopravvissero fino ai nostri giorni. Sempre da rettili, in questo periodo si diffusero gli uccelli
(ancora dentati), originatisi dai dinosauri durante il precedente Giurassico, i cheloni da una linea antica di
rettili anapsidi, e i primi anfibi urodeli. Esclusivi del Cretacico sono i mosasauri, peculiari rettili acquatici.[4].
Baryonyx Tarbosaurus Carnotaurus Spinosaurus
Velociraptor Deinonychus Utahraptor Triceratops
Styracosaurus Ankylosaurus Edmontosaurus Pachycephalosaurus
Edmontonia Parasaurolophus Corythosaurus Lambeosaurus
Archelon (Testudines) Protostega Mosasaurus Libonectes
(Testudines) (Squamata) (Plesiosauria)
Elasmosaurus Leptocleidus Dastilbe Tylosaurus
(Plesiosauria) (Plesiosauria) (Actinopterygii) (Squamata)
Xiphactinus Mapusaurus Giganotosaurus Argentinosaurus
(Actinopterygii)
Carcharodontosaurus Iguanodon Cretoxyrhina Deinocheirus
Struthiomimus Ornithomimus Deinosuchus Therizinosaurus
Alamosaurus Tyrannosaurus
Fauna aerea
I fossili di uccelli del Cretacico sono piuttosto rari e riferiti a casi isolati come una specie di colombo del
Cretacico inferiore trovato in Cina nel 1992 e dei ritrovamenti spagnoli di Iberomesornis del 1988-1992[5] e
del Concornis a Cuenca.
Pteranodon Ornithocheirus Quetzalcoatlus Cearadactylus
(Pterosauria) (Pterosauria) (Pterosauria) (Pterosauria)
Dsungaripterus Anhanguera Nyctosaurus Ichthyornis (Aves)
(Pterosauria) (Pterosauria) (Pterosauria)
Iberomesornis (Aves)
Mammiferi
I mammiferi erano limitati a forme piccole incluse fra i marsupiali, i multitubercolati ed altri gruppi estinti.
Compaiono i primi mammiferi placentati, antenati degli attuali insettivori, ed i creodonti, entrambi apparsi
nel Cretacico superiore.
Steropodon Eomaia
Invertebrati
Fra gli invertebrati giocano un ruolo decisivo le ammoniti, estintesi alla fine del periodo. Su questi
cefalopodi si basa la biostratigrafia più dettagliata del Cretacico, con diverse decine di zone perlopiù
europee e nord americane. Le ammoniti sono nella fase tarda della loro evoluzione e presentano diverse
peculiarità, alcune delle quali nettamente degenerative. Si hanno forme planispirali con tendenza a svolgere,
forme turricolate, forme con avvolgimento irregolare, a gomitolo, e forme completamente svolte, diritte,
tipiche del Maastrichtiano, ed inoltre specie giganti, con un diametro superiore al metro e mezzo. Altri
cefalopodi interessanti sono le belemniti, anch'esse nella fase terminale della loro evoluzione, che è piuttosto
rapida e permette l'individuazione di diverse biozone, permettendo correlazioni precise con le ammoniti. Tra
i gasteropodi meritano citazione le nerinee, caratteristiche di un ambiente di piattaforma carbonatica e
caratterizzate da molte specie significative. Dopo le ammoniti, i lamellibranchi sono i fossili marini
stratigraficamente più importanti con gli inocerami, di ambiente sub-litorale e le rudiste, peculiari degli
ambienti di piattaforma carbonatica, in cui formano vere e proprie scogliere organogene o reef. Le rudiste
sono per la maggior parte esclusive del Cretacico, a parte il genere originario Diceras, comparso nel Malm).
Jeletzkytes Belemnitella Ostrea (Bivalvia) Tusoteuthis
(Ammonoidea) (Belemnoidea) (Cephalopoda)
Baculites
(Ammonoidea)
Altri fossili di importanza stratigrafica nel Cretaceo sono gli echinoidea irregolari, gli ostracodi e i
microfossili. I foraminiferi planctonici, comuni soprattutto nel Cretacico superiore, sono soggetti ad
un'evoluzione rapidissima, giungendo alla fine del periodo ad un livello di specializzazione alquanto elevato
(Globotruncana, Planoglobulina, Rugoglobigerina, Planomalina, ecc.). Le biozone istituite sulla base di tali
abbondanti microfossili di facies pelagica presentano applicabilità ancora maggiore rispetto a quella delle
ammoniti. Ancora importanti stratigraficamente sono le calpionelle ed i radiolari, mentre non mostrano
peculiarità significative i piccoli foraminiferi bentonici, rappresentati ancora quasi esclusivamente dalle
Nodosariidae, come nei periodi precedenti, nel Cretacico inferiore, mentre in quello superiore si fanno più
diversificati. Tra i grandi foraminiferi bentonici meritano citazione le Orbitolinidae, le Alveolonidae, le
Calcarinidae e le Lituolidae.
Le piante
Le piante terrestri del Cretacico sono ben conosciute soltanto nelle regioni dove si hanno successioni
continentali, ricche di angiosperme monocotiledoni . La flora cretacica è pertanto abbastanza simile a quella
attuale, essendovi rappresentate molte delle classi del regno vegetale. Ne differisce sostanzialmente per la
mancanza delle dicotiledoni, le più evolute fra le piante, che appariranno solo alla fine del Cenozoico. Fra le
piante acquatiche è da notare il declino delle alghe Solenoporaceae e gimnocodiacee, sostituite dalle
corallinacee, le quali avranno il loro massimo sviluppo nel Cenozoico. Poco rappresentate nel Cretacico
sono le cloroficee, comuni solo localmente, e le caracee, meno limitate delle precedenti e più utili
stratigraficamente. Importanza rilevante assumono fossili vegetali come le coccolitine e nannoconidi
(nannofossili calcarei), microfossili, entrambi comuni e non esclusivi del Cretacico.
Passaggio Cretacico-Terziario
Il passaggio Cretacico-Terziario è recentemente stato ricalcolato dall'Università della California a Berkeley
attraverso una nuova modifica della tecnica di datazione basata su Ar-Ar (L'Ar è un prodotto del
decadimento dell'isotopo K-40 con tempo di dimezzamento in 1,25 miliardi di anni)[6]
Note
1. Commissione internazionale di stratigrafia, International Chronostratigraphic Chart, su
[Link], Unione internazionale di scienze geologiche. URL consultato l'8 marzo 2024.
2. Global Boundary Stratotype Section and Point (GSSP) of the International Commission of
Stratigraphy ([Link] Status on 2010.
3. ^ Discussions about the Jurassic-Cretaceous boundary (Part I) by Ph. J. Hoedemaeker (http
s://[Link]/2008_02_15_archive.html)
4. ^ E Kauffman, Mosasaur Predation on Upper Cretaceous Nautiloids and Ammonites from the
United States Pacific Coast, in Palaios, vol. 19, n. 1, Society for Sedimentary Geology, 2004,
pp. 96–100.
5. ^ Copia archiviata, su [Link]. URL consultato il 31 dicembre 2007 (archiviato dall'url originale l'11
novembre 2007). Museo de las Ciencias de Castilla-La Mancha
6. ^ Le Scienze, pag 41,Giu 2008
Voci correlate
Scala dei tempi geologici
Altri progetti
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Collegamenti esterni
(EN) Thor Arthur Hansen e Carl Fred Koch, Cretaceous Period, su Enciclopedia Britannica,
Encyclopædia Britannica, Inc.
Schemi
era Mesozoica
periodo Triassico periodo Giurassico periodo Cretacico
Thesaurus BNCF 30512 ([Link] ·
LCCN (EN ) sh85097127 ([Link] · GND
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Controllo di
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