Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
55 visualizzazioni44 pagine

Slide 5

Il documento discute la relazione tra struttura di mercato e innovazione. Esplora le due visioni di Schumpeter, secondo cui sia la concorrenza perfetta che il monopolio possono stimolare l'innovazione. Presenta il modello di Arrow del 1962, che sostiene come la concorrenza perfetta fornisca maggiori stimoli ad innovare rispetto al monopolio.

Caricato da

7f4p8qbwv7
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
55 visualizzazioni44 pagine

Slide 5

Il documento discute la relazione tra struttura di mercato e innovazione. Esplora le due visioni di Schumpeter, secondo cui sia la concorrenza perfetta che il monopolio possono stimolare l'innovazione. Presenta il modello di Arrow del 1962, che sostiene come la concorrenza perfetta fornisca maggiori stimoli ad innovare rispetto al monopolio.

Caricato da

7f4p8qbwv7
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

Economia dell’innovazione

5. Struttura di mercato ed innovazione

marco.amendola2@[Link]

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Introduzione

Una questione che ha ricevuto grande interesse all’interno dell’economia dell’innovazione


è: esiste una relazione tra struttura del mercato ed innovazione? Se si, quale?

Nello specifico la domanda è: il tasso di innovazione è maggiore in mercati fortemente


concorrenziali o in mercati non concorrenziali tipo oligopolio e monopolio?

Come vedremo, questo tema nasce già con Schumpeter e ha trovato risposte teoriche ed
empiriche non univoche

Rimane dunque un tema aperto, anche se, ad oggi, il maggior consenso si ha intorno
all’idea secondo cui la forma di mercato più fertile per l’innovazione sarebbe quella
oligopolistica

In altri termini, né la concorrenza perfetta né il monopolio sarebbero la forma di mercato


migliore per stimolare l’innovazione

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Outline

In questo blocco di slide si cercherà dunque di analizzare la relazione tra struttura di


mercato ed innovazione. Nello specifico:

Per prima cosa, si vedrà come sia lo stesso Schumpeter ad avere visioni alternative sul
tema: Mark I → concorrenza perfetta forma ideale per l’innovazione; Mark II →
monopolio/oligopolio forma ottimale per innovazione

Vedremo poi come il contributo di Arrow (1962) ribalti quest’ultima visione di S., mostrando
come la concorrenza perfetta fornisca maggiori stimoli ad innovare rispetto alle altre forme
di mercato

Analizzeremo poi come alcune critiche al modello di Arrow ribalteranno (in parte)
nuovamente la situazione: concorrenza non è forma ideale per innovazione

Infine, si cercherà di fare una sintesi e si mostreranno alcuni risultati empirici

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Le due visioni di Schumpeter

Schumpeter è stato tra i primi a porsi il problema del rapporto tra struttura di mercato ed
innovazione

In una prima fase, quella di «La teoria dello sviluppo economico» (1912) o «Business
Cycles» (1939), S. vede nell’imprenditore che crea ed entra sul mercato con una nuova
impresa innovativa il motore dell’innovazione:

«tutte le innovazioni sono incorporate in una nuova impresa fondata a questo scopo…Il progresso industriale, per la
maggior parte delle imprese esistenti, arriva ad un dato momento presentandosi come un attacco dall’esterno»

Questa visione, spesso identificata come Schumpeter Mark I, porta S. a vedere nella
concorrenza perfetta la forma ideale per l’innovazione: l’assenza di barriere all’entrata
nei mercati è cruciale per facilitare l’ingresso delle nuove imprese innovatrici

Mark I: concorrenza perfetta → stimola innovazione

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Le due visioni di Schumpeter

In una seconda fase, quella di «Capitalismo, socialismo e democrazia» del 1942,


Schumpeter rivede la sua idea iniziale sostenendo che il monopolio (o comunque un forte
potere di mercato) è la forma di mercato più adatta all’innovazione:

"monopolist firm will generate a larger supply of innovations because there are advantages which, though not strictly
unattainable on the competitive level of enterprise, are as a matter of fact secured only on the monopoly level”

Questo perché, il monopolio:

A. garantisce l’appropriabilità degli sforzi innovativi: se ci sono elevate barriere


all’ingresso del mercato è molto difficile per altre imprese imitare/superare la mia
innovazione

B. gli extra-profitti da monopolio sono una fondamentale fonte di finanziamento interno


per investire in R&S

C. investimento in R&S necessita di grosse strutture e competenze che solo grandi


imprese, che hanno quindi un grosso potere di mercato, possono avere
Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola
Le due visioni di Schumpeter

Mark II: Monopolio → stimola innovazione

Questa seconda visione schumpeteriana, sicuramente più articolata, è quella che ha avuto
una maggiore eco nella teoria economica

Questo spiega perché la visione schumpeteriana viene generalmente riassunta con una
frase del tipo:

«dobbiamo tollerare le inefficienze statiche del monopolio se vogliamo stimolare l’innovazione del
sistema economico»

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Arrow 1962: effetto rimpiazzo

La (seconda) visione schumpeteriana secondo cui il monopolio stimola l’innovazione è


rimasta il punto di riferimento della letteratura per un paio di decenni, ovvero sino al
contributo di Kennet Arrow del 1962 «Economic Welfare and the Allocation of Resources
for Invention»

In questo articolo, Arrow mostra che l’incentivo ad innovare è maggiore per le imprese
che operano in mercati concorrenziali rispetto alle imprese che operano in mercati non
concorrenziali (nello specifico il monopolista)

Arrow mostra matematicamente, e con grande eleganza, che l’aumento di profitto derivante
da una innovazione (di processo) è maggiore per le imprese in concorrenza perfetta rispetto
ad un monopolista, in quanto quest’ultimo, innovando, non modifica la struttura del mercato
ma «rimpiazza» in parte se stesso: effetto rimpiazzo

Effetto rimpiazzo: positivo in monopolio; zero in concorrenza perfetta

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Il modello di Arrow 1962

Vediamo nel dettaglio il modello. Arrow ipotizza che:

❑Un’impresa ha generato un’innovazione di processo in grado di ridurre i costi di produzione.


Questa impresa cerca di vendere tale innovazione ad una impresa utilizzatrice

❑Per quanto riguarda l’impresa utilizzatrice, Arrow ipotizza due possibili scenari:
I. L’impresa utilizzatrice opera in un mercato di concorrenza perfetta
II. L’impresa utilizzatrice è un monopolista (definito da Arrow come impresa che opera in un
mercato con barriere all’entrata elevate che non consentono ingresso di altre imprese)

❑In entrambe i casi, l’impresa che acquista l’innovazione di processo è protetta da un brevetto di
durata infinita: no problema di appropriabilità

La domanda che si pone Arrow è: quale impresa sarebbe disposta a pagare di più per
ottenere l’innovazione, quella in concorrenza o quella in monopolio? Ovvero: quale
impresa ha un beneficio maggiore dall’introduzione dell’innovazione?
Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola
Il modello di Arrow 1962

Nel dettaglio, Arrow assume che:

o Prima dell’innovazione tutte le imprese, sia nel caso di concorrenza perfetta sia nel caso del
monopolista, producono ad un costo medio e marginale costante pari a C0 [rendimenti costanti
di scala]

o L’innovazione di processo consente di produrre ad un costo medio e marginale pari a Cn, con
Cn<C0

o Arrow ipotizza 2 scenari riguardo a Cn:


▪ Innovazione non drastica: Cn è «poco» più basso di C0
▪ Innovazione drastica: Cn è «molto» più basso di C0
[in termini più precisi: innovazione è drastica se consente ad impresa innovatrice di massimizzare i profitti
fissando prezzo e quantità come nel modello di monopolio]

o In caso di concorrenza perfetta, nessuna impresa ottiene extra-profitti: siamo in equilibrio di


lungo periodo [prezzo = costo medio]

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Il modello di Arrow 1962: innovazione drastica
Rappresentazione grafica del modello di Arrow (1962) con innovazione drastica:
Scenario con impresa utilizzatrice
monopolista:
Situazione precedente innovazione:
Impresa è monopolista
Costo medio e marginale = C0
Livello produzione: Q1
Prezzo di vendita: P1
Extra-profitti: A
Situazione post innovazione:
Impresa rimane monopolista
Costo medio e marginale = Cn
Livello produzione: Q2
Prezzo di vendita: P2
Extra-profitti: B
Incentivo ad innovare = Aumento profitti da
innovazione = B - A
Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola
Il modello di Arrow 1962: innovazione drastica
Rappresentazione grafica del modello di Arrow (1962) con innovazione drastica:
Scenario con impresa utilizzatrice in
concorrenza perfetta:
Situazione precedente innovazione:
Impresa è in concorrenza
Costo medio e marginale = C0
Livello produzione: ?
Prezzo di vendita: P3
Extra-profitti: nulli
Situazione post innovazione:
Impresa diventa monopolista
Costo medio e marginale = Cn
Livello produzione: Q2
Prezzo di vendita: P2
Extra-profitti: B
Incentivo ad innovare = Aumento profitti da
innovazione = B
Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola
Il modello di Arrow 1962: innovazione drastica

Nel caso di innovazione drastica, si ha che l’innovazione fa aumentare i profitti di:


B in concorrenza perfetta
B-A in monopolio

Impresa in concorrenza perfetta ha maggiore incentivo ad innovare, in quanto


l’innovazione le consente di ottenere un aumento di profitti maggiori rispetto a quelli ottenuti
da un’impresa monopolistica

Quale è il punto? L’impresa monopolista, innovando, deve rinunciare (interamente se


innovazione drastica) agli extra-profitti da monopolio che guadagnava in precedenza! E’
questo l’effetto rimpiazzo

L’impresa in concorrenza perfetta, invece, non avendo extra-profitti precedenti, considera


esclusivamente i profitti post innovazione nel calcolo del beneficio

N.B.: indipendentemente dalla condizione di partenza, post-innovazione è monopolio!!!


Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola
Il modello di Arrow 1962: innovazione non drastica
Rappresentazione grafica del modello di Arrow (1962) con innovazione non drastica:
Scenario con impresa utilizzatrice
monopolista:
Situazione precedente innovazione:
Impresa è monopolista
Costo medio e marginale = C0
Livello produzione: Q1
Prezzo di vendita: P1
Extra-profitti: A + B
Situazione post innovazione:
Impresa rimane monopolista
Costo medio e marginale = Cn
Livello produzione: Q2
Prezzo di vendita: P2
Extra-profitti: B + C + D + E

Incentivo ad innovare = Aumento profitti da


innovazione = C + D + E - A
Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola
Il modello di Arrow 1962: innovazione non drastica
Rappresentazione grafica del modello di Arrow (1962) con innovazione non drastica:
Scenario con impresa utilizzatrice in
concorrenza perfetta:
Situazione precedente innovazione:
Impresa è in concorrenza
Costo medio e marginale = C0
Livello produzione: ?
Prezzo di vendita: Pc
Extra-profitti: nulli
Situazione post innovazione:
Impresa diventa «pseudo-monopolista»
Costo medio e marginale = Cn
Livello produzione: Qc
Prezzo di vendita: Pc (-1 centesimo)
Extra-profitti: D + E + F

Incentivo ad innovare = Aumento profitti da


innovazione = D + E + F
Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola
Il modello di Arrow 1962: innovazione non drastica

Nel caso di innovazione non drastica, l’aumento di profitti derivanti da innovazione è:

D + E + F in concorrenza perfetta
C + D + E - A in monopolio

Differenza tra aumento profitti in concorrenza ed aumento profitti in monopolio è:


D + E + F – (C + D + E - A ) = F - C + A

Arrow mostra (cosa che non facciamo) che F - C + A è maggiore di zero

Conclusione: anche nel caso di innovazione non drastica l’incentivo economico ad


innovare è maggiore in concorrenza perfetta rispetto al monopolio

N.B. anche in questo caso, post-innovazione c’è una sola impresa sul mercato. In assenza
di barriere all’ingresso (situazione iniziale di concorrenza) il prezzo sarà vicino a quello pre-
innovazione
Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola
Il modello di Arrow 1962: implicazioni

Il modello di Arrow fornisce dunque delle argomentazioni contro «l’idea schumpeteriana»


secondo cui il monopolio sarebbe una condizione favorevole all’innovazione

Secondo Arrow, infatti, la tutela della concorrenza non solo garantirebbe la massima
efficienza statica ma sarebbe anche il terreno migliore per incentivare le innovazioni
delle imprese, infatti:

«the incentive to invent is less under monopolistic than under competitive conditions » (Arrow, 1962)

I policy makers dovrebbero così cercare di mantenere i mercati il più concorrenziali possibili

N.B.: Arrow è assolutamente consapevole che se l’innovazione non è protetta, ad esempio


tramite brevetto, l’incentivo ad innovare in concorrenza perfetta sarebbe praticamente nullo

Arrow considera seriamente il problema dell’appropriabilità dell’innovazione: è lo stesso


articolo in cui parla di fallimento del mercato della conoscenza!
Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola
Il modello di Arrow 1962: implicazioni

Secondo Arrow, post-innovazione, occorre dare potere di mercato all’impresa innovatrice,


proteggendo l’innovazione tramite brevetto

Quindi anche Arrow è consapevole che la perfetta concorrenza deve essere limitata
post-innovazione per garantire sufficienti ritorni da innovazione

Sostanzialmente: si può entrare sul mercato anche post-innovazione, ma non si può imitare
la tecnologia dell’innovatore. Questa è la combinazione ideale per stimolare l’innovazione

Da notare anche che, in caso di innovazione non drastica, questa pressione competitiva
potenziale riduce la perdita di efficienza statica dovuta a brevetto, rispetto al caso di
assenza di pressione (monopolio)

Pre-innovazione, la tutela della concorrenza è fondamentale per evitare che si creino extra-
profitti da monopolio che ridurrebbero l’incentivo ad innovare (oltre a creare perdite di
benessere dovute a minore efficienza statica)

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Focus: innovazioni di prodotto

Sulla scia del contributo di Arrow, altri modelli (che non vediamo) hanno raggiunto
conclusioni simili per quanto riguarda l’innovazione di prodotto

Questa letteratura mostra come il monopolista abbia meno incentivo ad introdurre un nuovo
prodotto sul mercato, rispetto ad imprese operanti in mercati maggiormente concorrenziali,
in quanto questo in parte tenderebbe ad erodere i suoi extra-profitti precedenti

Stessa logica di fondo dell’effetto rimpiazzo, ma in questo caso l’effetto viene chiamato
effetto cannibalizzazione

Conclusione: monopolio non è forma migliore per incentivare innovazioni di processo


o di prodotto

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Focus: innovazioni di prodotto

Da questo punto di vista dunque:

"It is surely no coincidence that Microsoft's hidden ability to innovate has become apparent only in a market in
which it is the underdog and faces fierce competition. Microsoft is far less innovative in its core businesses, in which
it has a monopoly (in Windows) and a near monopoly (in Office). But in the new markets of gaming, mobile devices
and television set-top boxes, Microsoft has been unable to exploit its Windows monopoly other than indirectly -- it has
financed the company's expensive forays into pasture new” (The Economist, 2005)

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Il modello di Arrow 1962: alcune considerazioni

Come fa Arrow ad arrivare a conclusioni diverse rispetto a Schumpeter Mark II?

Il punto A sollevato nel Mark II, l’appropriabilità, è «superato» introducendo il brevetto

Il punto B ed il punto C del Mark II, problemi di finanziamento e capacità di investimento in


R&S, non è trattato da Arrow: innovazione è generata esternamente all’impresa

Quindi: senza problemi di appropriabilità (brevetto) e senza possibili differenze nelle


possibilità e capacità delle imprese di investire in innovazione (R&S), Arrow mostra che il
monopolio riduce l’innovazione a causa di minori incentivi

Volendo la conclusione di Arrow si può riassumere così:


se la forma di mercato non ha effetti su appropriabilità dell’innovazione e se non ha
effetti su capacità di generare l’innovazione, allora la concorrenza perfetta stimola
l’innovazione rispetto al monopolio in quanto l’incentivo economico ad innovare è
maggiore in concorrenza rispetto al monopolio
Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola
Il modello di Arrow 1962: alcune considerazioni

I «due se» di Arrow sono ipotesi forti e da discutere. Molta letteratura successiva ha cercato
di analizzare la relazione tra struttura di mercato ed innovazione modificando queste ipotesi

Da una parte si è cercato di rendere endogena l’innovazione per vedere se e come questo
modifichi le conclusioni di Arrow (rimozione del secondo se di Arrow). Ad esempio: nei
modelli patent race imprese (anche eterogenee) investono in R&S per generare
l’innovazione (non li vedremo, in caso di interesse: Malerba 2.3.2 – 2.4)

Dall’altra parte è lo stesso Arrow che evidenzia come il brevetto potrebbe non garantire la
stesso grado di appropriabilità offerto dalla presenza di barriere che non consentono
l’ingresso di altre imprese. Se così è, come ammesso dallo stesso Arrow (1962), questa
relazione tra forma di mercato ed appropriabilità potrebbe modificare la sua conclusione:

“The only ground for arguing that monopoly may create superior incentives to invent is that appropriability may be
greater under monopoly than under competition. Whatever differences may exist in this direction must, of course,
still be offset against the monopolist's disincentive created by his preinvention monopoly profits”

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Alcuni contributi successivi: l’effetto efficienza

Oltre alla critica ai due se di Arrow, una parte della letteratura successiva ha «criticato» le
conclusioni di Arrow, sostenendo che Arrow ha escluso ogni motivazione strategica alla
base delle decisioni di innovazione delle imprese

Secondo questa letteratura, l’incentivo ad innovare di Arrow è un incentivo tecnologico


puro ad innovare

Nella realtà però, le imprese decidono le loro strategie innovative tenendo conto anche
delle possibili azioni delle rivali: incentivo strategico ad innovare

Nello specifico, questa letteratura ipotizza che al tempo t:

Esista una sola impresa sul mercato: impresa Insediata (I)


Esista una potenziale entrante sul mercato: impresa Entrante (E)

I fino a che è da sola, ovviamente, si comporta da monopolista


Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola
Alcuni contributi successivi: l’effetto efficienza

La domanda è: chi ha maggiori incentivi ad innovare? I o E?

Secondo questa letteratura, se I ha maggiori incentivi di E allora il monopolista ha maggiori


incentivi ad innovare rispetto al nuovo entrante e dunque il monopolio è la forma di mercato
che stimola maggiormente l’innovazione

Prima di vedere i risultati, una considerazione su questa letteratura: è davvero una critica
ad Arrow?

Si e no. E’ una modifica/estensione ad Arrow. Qui non esiste un vero monopolio come
inteso da Arrow! Il mercato è sempre contendibile! Arrow invece analizza il caso in cui il
monopolista non può essere eliminato dal mercato a causa di elevate barriere all’ingresso:

“In the monopolistic situation, it will be assumed that only the monopoly itself can invent. Thus a monopoly is
understood here to mean barriers to entry; a situation of temporary monopoly, due perhaps to a previous innovation,
which does not prevent the entrance of new firms with innovations of their own, is to be regarded as more nearly
competitive than monopolistic for the purpose of this analysis” (Arrow, 1962)

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Alcuni contributi successivi: l’effetto efficienza

Inoltre, la domanda di fondo non è totalmente sovrapponibile a quella di Arrow

Sostanzialmente qui si parte da una sola situazione, quella di monopolio, e ci si chiede se il


monopolista ha più incentivi ad innovare rispetto ad una entrante

Non si confronta il monopolista con l’impresa in concorrenza perfetta. Il confronto è tra


monopolista ed entrante

Fatte queste premesse, vediamo i risultati di questa letteratura…

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Alcuni contributi successivi: l’effetto efficienza

Chi ha maggiori incentivi ad innovare, I o E?

Ipotesi:
i) se non innova I, innova E ed entra sul mercato
ii) E entra sul mercato solo se innova

Anche qui due scenari: innovazione non drastica ed innovazione drastica

Innovazione non drastica: ingresso di E non butta fuori I → Duopolio


Innovazione drastica: ingresso di E butta fuori I → Monopolio

Come si calcolano gli incentivi? Come in Arrow:

Incentivo ad innovare = profitti se innovo – profitti se non innovo

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Alcuni contributi successivi: l’effetto efficienza

Innovazione non drastica:

Incentivi ad innovare impresa I:

Profitti se innovo = profitti da monopolio = Π𝐼𝑚

Profitti se non innovo = profitti da duopolio = Π𝐼𝑑

• Incentivo ad innovare: 𝑉𝐼 = Π𝐼𝑚 - Π𝐼𝑑

Incentivi ad innovare impresa E:

Profitti se innovo = profitti da monopolio = Π𝐸𝑑

Profitti se non innovo = 0

• Incentivo ad innovare: 𝑉𝐸 = Π𝐸𝑑 - 0 = Π𝐸𝑑


Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola
Alcuni contributi successivi: l’effetto efficienza

Domanda: I ha più incentivi ad innovare rispetto a E? Tradotto: 𝑉𝐼 > 𝑉𝐸 ?

Vediamo:

𝑉𝐼 = Π𝐼𝑚 − Π𝐼𝑑 ; 𝑉𝐸 = Π𝐸𝑑

Π𝐼𝑚 − Π𝐼𝑑 > Π𝐸𝑑 ? → 𝜫𝒎 𝒅 𝒅


𝑰 > 𝜫𝑰 + 𝜫𝑬 ? La risposta è si!! Perché?

I profitti di monopolio sono superiori (o al limite uguali) alla somma dei profitti di due
oligopolisti non collusivi

Intuizione: visto che la concorrenza riduce i profitti totali che vanno alle imprese, l’incentivo
del monopolista a rimanere tale è superiore all’incentivo dell’entrante a diventare
duopolista: effetto efficienza

Con innovazione non drastica: monopolista ha maggiore incentivo ad innovare


Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola
Alcuni contributi successivi: l’effetto efficienza

Innovazione drastica:

Incentivi ad innovare impresa I: Nel caso di innovazione


drastica:
Profitti se innovo = profitti da monopolio = Π𝐼𝑚 I e E hanno lo stesso
incentivo ad innovare: Π𝐼𝑚 = Π𝐸𝑚
Profitti se non innovo = profitti da duopolio = 0
(I ed E si comportano nello
• Incentivo ad innovare: 𝑉𝐼 = Π𝐼𝑚 stesso modo se sono
monopolisti)
Incentivi ad innovare impresa E:
Effetto efficienza non conta in
Profitti se innovo = profitti da monopolio = Π𝐸𝑚 questo caso. Il motivo è che il
duopolio (un minimo di
Profitti se non innovo = 0 concorrenza) non è
tecnologicamente possibile in
• Incentivo ad innovare: 𝑉𝐸 = Π𝐸𝑚 questo scenario
Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola
Effetto efficienza ed effetto rimpiazzo nel caso di incertezza

Secondo questa letteratura, dunque, il monopolista avrebbe incentivi ad innovare maggiori


o uguali, ma mai minori, rispetto ad una impresa entrante. Questo è dovuto all’effetto
efficienza: concorrenza riduce i profitti totali del mercato

Arrow arriva a «conclusioni opposte». Da dove deriva questa divergenza?

Come detto, il concetto di monopolio di Arrow è molto diverso da quello usato in questa
letteratura. In Arrow, il monopolista non è minacciato dall’esterno: se non innovo io non
innova nessuno

Questa letteratura successiva, invece, assume l’ipotesi opposta: se I non innova, E innova
sicuramente (al 100%)

Il monopolista dunque sente una pressione potenziale molto forte da parte del potenziale
nuovo entrante

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Effetto efficienza ed effetto rimpiazzo nel caso di incertezza

Nella realtà, tuttavia, è possibile una situazione intermedia: il monopolista si sente


minacciato dalla possibilità di entrata di E, ma questa rimane una possibilità non una
certezza, ovvero esiste incertezza

Tradotto: se I non innova, E innova ed entra sul mercato con probabilità ψ

Come cambia l’analisi in questo caso?

Vediamo prima il caso di innovazione non drastica, che è il più complesso ed interessante

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Effetto efficienza ed effetto rimpiazzo nel caso di incertezza

Innovazione non drastica con incertezza su entrata di E:

Incentivi ad innovare impresa I:

Profitti se innovo = profitti da monopolio = Π𝐼𝑚

Profitti se non innovo:


Se E innova: profitti da duopolio = Π𝐼𝑑
Se E non innova: profitti da monopolio pre-innovazione: Π𝐼𝑚1 (Area A slide 10)

Profitti attesi se non innovo: Π𝐼𝑑 ∗ ψ + Π𝐼𝑚1 ∗ (1 − ψ)

• Incentivo ad innovare: 𝑉𝐼 = Π𝐼𝑚 − Π𝐼𝑑 ∗ ψ − Π𝐼𝑚1 ∗ (1 − ψ)

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Effetto efficienza ed effetto rimpiazzo nel caso di incertezza

Incentivo ad innovare di I : 𝑉𝐼 = Π𝐼𝑚 - Π𝐼𝑑 ∗ ψ − Π𝐼𝑚1 ∗ (1 − ψ)

Notando che Π𝐼𝑑 < Π𝐼𝑚1 (non avendo innovato infatti è chiaro che profitti diminuiscono se
impresa E entra sul mercato rispetto a se rimango monopolista), tre osservazioni sono
possibili:

o Se ψ = 0 (no pressione competitiva): 𝑉𝐼 = Π𝐼𝑚 - Π𝐼𝑚1 → incentivo individuato da Arrow


o Se ψ = 1 (max. pressione competitiva): 𝑉𝐼 = Π𝐼𝑚 - Π𝐼𝑑 → incentivo individuato da eff. Efficienza
o Se 0 < ψ < 1 (pressione competitiva intermedia):
incentivo è compreso tra quello individuato da Arrow e quello individuato con il puro effetto
efficienza. In particolare: al crescere di ψ l’incentivo ad innovare di I aumenta

Prima conclusione: l’incentivo ad innovare dell’impresa monopolista I cresce al


crescere della pressione competitiva che avverte (sintetizzata dalla probabilità di
ingresso di E: ψ)

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Effetto efficienza ed effetto rimpiazzo nel caso di incertezza

Una impresa monopolistica è fortemente incentivata ad innovare solo se avverte una vera
pressione competitiva da parte di potenziali entranti

Se questa pressione è molto bassa o non esiste (ad esempio causa elevate barriere
all’ingresso come ipotizzato da Arrow), l’incentivo ad innovare sarà minore

In particolare, se pressione competitiva avvertita è troppo bassa, ψ piccolo, impresa I avrà


meno incentivi ad innovare rispetto ad impresa E. Infatti:

Incentivi ad innovare impresa E: 𝑉𝐸 = Π𝐸𝑑

Incentivi I – incentivi E = Π𝐼𝑚 - Π𝐼𝑑 ∗ ψ + Π𝐼𝑚1 ∗ (1 − ψ) - Π𝐸𝑑

Esiste un valore ψ* compreso tra 0 e 1 per cui al di sotto di questo valore la differenza di
incentivi tra I e E è negativa. Al di sopra di tale valore è positiva

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Effetto efficienza ed effetto rimpiazzo nel caso di incertezza

Conclusione 2: se la pressione competitiva avvertita da I è bassa, e nello specifico


inferiore a ψ*, impresa I avrà meno incentivi ad innovare rispetto ad impresa E

Da dove derivano conclusione 1 e 2?

L’incertezza su ingresso di E rimette in gioco effetto rimpiazzo di Arrow!!!

Non essendo sicuro di mosse di E, profitti pre-innovazione giocano nuovamente un ruolo


nel definire l’incentivo ad innovare dell’impresa monopolista I

Con incertezza, se I ha maggiori incentivi ad innovare rispetto a E dipenderà da: quale


effetto prevale tra effetto efficienza ed effetto rimpiazzo?

La probabilità di entrata di E, definisce l’importanza relativa dei due effetti e determina il


risultato finale

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Effetto efficienza ed effetto rimpiazzo nel caso di incertezza

Innovazione drastica con incertezza su entrata di E :

Incentivi ad innovare impresa I:

Profitti se innovo = Π𝐼𝑚

Se E innova: profitti da duopolio = Π𝐼𝑑


Se E innova: profitti nulli = 0
Se E non innova: profitti da monopolio pre-innovazione: Π𝐼𝑚1

Profitti attesi se non innovo: Π𝐼𝑚1 ∗ (1 − ψ)

• Incentivo ad innovare: 𝑉𝐼 = Π𝐼𝑚 − Π𝐼𝑚1 ∗ (1 − ψ)

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Effetto efficienza ed effetto rimpiazzo nel caso di incertezza

Innovazione drastica con incertezza su entrata di E :

Incentivi ad innovare impresa E: 𝑉𝐸 = Π𝐸𝑚


Nel caso di innovazione
drastica ed incertezza
Differenza incentivi tra I ed E: il risultato è:
I ha meno incentivi ad
𝑉𝐼 − 𝑉𝐸 = Π𝐼𝑚 − Π𝐼𝑚1 ∗ (1 − ψ) − Π𝐸𝑚 = −Π𝐼𝑚1 ∗ (1 − ψ)
innovare rispetto ad
E, se esiste una
Infatti per costruzione: Π𝐼𝑚 = Π𝐸𝑚 minima possibilità che
E non entri sul mercato
Quindi differenza di incentivi: (ψ < 1)
−Π𝐼𝑚1 ∗ (1 − ψ)

è sempre minore di 0 se ψ < 1 [ovvero: se no certezza ingresso E]

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Struttura di mercato ed innovazione: una sintesi

Cercando di sintetizzare, quale è la relazione tra struttura di mercato ed innovazione?

In termini di incentivi ad innovare, la risposta teorica non è univoca con due meccanismi
contrapposti evidenziati dalla letteratura: effetto rimpiazzo ed effetto efficienza

Quale dei due prevarrà può dipendere da vari fattori quali il tipo di innovazione (drastica vs
non drastica) e il livello della pressione competitiva potenziale in caso di presenza di
imprese con potere di mercato

A seconda di quale dei due effetti prevale, ci aspettiamo che la relazione tra innovazione
e potere di mercato possa essere negativa (effetto rimpiazzo prevale) o positiva (effetto
efficienza prevale), assente (i due effetti si bilanciano)

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Struttura di mercato ed innovazione: una sintesi

Questa tuttavia è solo una parte della storia

A complicare ulteriormente il quadro, infatti, esistono alcuni aspetti non affrontati


direttamente in questa letteratura, riconducibili a Schumpeter Mark II. Nello specifico:

o Gli incentivi calcolati presuppongono assenza di problemi di appropriabilità. Nella realtà,


però, il potere di mercato potrebbe aumentare il grado di appropriabilità anche in
presenza di altri mezzi di appropriabilità quali il brevetto

o Questi sono gli incentivi ad introdurre l’innovazione. Nulla si dice sulla generazione
dell’innovazione. Se questa «generazione» è un processo complesso e costoso, è
probabile che grandi imprese con grande potere di mercato potrebbero avere
maggiori fondi interni, capacità e strutture per investire in innovazione

Questi due meccanismi, dunque, avvalorano l’ipotesi di una relazione positiva tra potere di
di mercato ed innovazione

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Struttura di mercato ed innovazione: evidenza empirica

A livello teorico, dunque, il problema rimane aperto

A livello empirico? Cosa ci dice l’analisi dei dati?

L’evidenza empirica ci fornisce dei risultati interessanti, ma occorre tenere a mente che
l’analisi empirica è molto complicata in questo caso

Perché?

Difficoltà nel misurare (e definire) le variabili di interesse:

• Solite difficolta nel misurare l’innovazione (+ quale innovazione?)

• Difficoltà nel misurare il grado di potere di mercato

Ma esiste un’altra difficoltà ancora più rilevante….

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Struttura di mercato ed innovazione: evidenza empirica

Infatti:

Struttura di mercato → Innovazione

Ma anche:

Innovazione → Struttura di mercato

Infatti, innovazione tende a modificare lo stato del mercato!

Nello specifico, è molto probabile che il tasso di innovazione in un mercato impatti la stessa
struttura del mercato. In particolare, alta innovazione tende a generare imprese con potere
di mercato

La relazione è dunque bi-direzionale

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Struttura di mercato ed innovazione: evidenza empirica

Dal punto di vista empirico questo vuol dire che è difficile isolare il primo meccanismo dal
secondo

Ovvero, è molto facile trovare correlazioni ma è difficile isolare gli effetti causali (in questo
caso):

“The major obstacle to empirical research in this area is that competition and innovation are mutually endogenous.
Without addressing this, any results we find are likely to be biased toward finding a more negative relationship
between competition and innovation if higher levels of innovation act, for example, to reduce competition” (Aghion et
al., 2005)

Aghion et al. (2005) risolvono questo problema ricorrendo a delle regressioni con variabili
strumentali (IV):

“We address this problem by using a set of policy instruments that provide exogenous variation in the degree of
industrywide competition”

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Struttura di mercato ed innovazione: evidenza empirica

Nello specifico, attraverso questa tecnica IV, cercano di stimare l’effetto di «variazioni
esogene» nel grado di concorrenza del mercato sul tasso di innovazione del mercato
stesso (misurato dal numero di brevetti pesato per le citazioni ottenute)

Nello specifico, stimano un modello quadratico, dove il grado di concorrenza entra sia in
valore assoluto sia elevato al quadrato

Questo consente di catturare eventuali relazioni non lineari tra concorrenza ed innovazione

Sulla base di questa analisi, gli autori trovano una relazione ad U rovesciata tra grado di
concorrenza ed innovazione del mercato

Tradotto: il tasso di innovazione è basso per livelli di concorrenza molto alti o


estremamente bassi (monopolio), mentre è massimo per livelli intermedi (oligopolio)

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Struttura di mercato ed innovazione: evidenza empirica

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola


Riferimenti

Economia dell’innovazione, Malerba: 2.1, 2.2, 2.3.1


Economia dell’innovazione, Malerba: 14.2 (Modello di Arrow)

Letture facoltative:

Economia dell’innovazione, Malerba: 2.3.2 – 2.5

Economia dell'innovazione 2021/2022 - Marco Amendola

Potrebbero piacerti anche