Pragg
Pragg
Praag, la città della sconfitta, è circondata da pareti di pietra coperte da un muschio enorme. A
nord, appena cento piedi lontano dai vicoli della città si trova il fiume Lynsk, che è congelato
sulla superfice per la maggior parte dei mesi dell'inverno. La città si oppose all'espansione del
caos, molte battaglie sono state combattute sulle sue mura. Nell'ultima principale battaglia (più di
200 anni fa) qualcosa di orribile accadde, la città fu travolta dalla marea del caos dopo un lungo e
spietato assedio. Quando venne invasa, il caos lasciò un marchio che corromperà Praag per
sempre. Quelli che sono periti hanno impresso il loro orrore e dolore nelle costruzioni che hanno
difeso fino alla morte. L'essenza del caos ha impresso il loro odio e la loro sofferenza, lasciando
la città per sempre maledetta. I cittadini che fuggirono, ritornarono quando la città venne liberata
da Magnus il Pio e il suo esercito. Il re Zoltan I ha ordinato che tutte le costruzioni dovevano
essere distrutte e ricostruite.
Alcuni anni dopo cose molto strane hanno iniziato a manifestarsi. Inizialmente sono state
ignorate da tutti, nella speranza inutile che questi fossero solo avvenimenti isolati. Ma non lo
erano. Questi 'avvenimenti' hanno continuato a aumentare in frequenza e in pericolo ogni
inverno. I cittadini stavano affrontando un altro assedio. Si rivolsero al loro re, supplicandolo
affinchè ponesse rimedio alla corruzione che cresceva nella città. Sentendo il suo popolo
chiedere aiuto egli tentò tutto quello che era in suo potere per arrestare il morbo, ma inutilmente.
Per ogni costruzione che aveva bruciato altre due venivano 'infettate '. Gli esorcismi erano
efficaci solo per un breve periodo e molti preti morirono mentre li praticavano. Tutto ciò che
aveva fato era stato un fallimento, cominciò a pensare che Praag sarebbe caduta nelle mani del
caos. Iniziò a perdere ogni speranza.
Un adepto di Ulric dal nome di Grinvar andò dal re Zoltan con una soluzione. Grinvar descrisse
una cerimonia, usando le reliquie sacre di tutte le chiese, per evitare la crescita del caos. Questa
cerimonia sarebbe stata condotta con le fiamme da Ulric stesso, e avrebbe bruciato tutte le zone
infette. Una volta che gli fu chiesto come conoscesse questa soluzione, Grinvar spiegò che Ulric
gli aveva parlato in un sogno. Molti membri della corte risero di questo e un consigliere disse al
re che Grinvar era pazzo. Vedendo questo, Grinvar sollevò la mano in alto ed gridò il nome di
Ulric. Una fiamma blu circondò la sua figura mortale e iniziò a diffondersi per tutta la corte,
bruciando tutto e tutti, tuttavia senza lasciare alcun segno. Tutti sentirono che una grande
presenza malvagia era stata eliminata dai loro cuori. Il re Zoltan promise che quelli della famiglia
di Griznar avrebbero per sempre avuto un posto d'onore nella corte.
Così nacque la cerimonia di epurazione e la carica di addetto alla fiamma. Da allora, la cerimonia
è stata fatta diciotto volte, per ogni anniversario della caduta. Ciò coincide con il giorno dedicato
a Ulric, il solstizio di inverno. Nel solstizio di inverno i difensori di Praag devono affrontare il
nemico nella notte più lunga dell'anno. È una prova di fede in cui i cittadini devono
temporaneamente abbandonare la loro città mentre si dice gli dei combattono per l'anima di
Praag. Soltanto coloro che si alleano con gli dei possono tentare di contribuire a pulire la città ed
a sfidare gli orrori che si presentano quando il caos è provocato dalla promulgazione di questa
cerimonia.
I cittadini di Praag sono superstiti. Hanno una prospettiva di vita molto bassa. Fortunatamente
per il resto del vecchio mondo, Praag è decisa a non cedere. È l'orgoglio che mantiene alto
l'umore della gente. Pensare a una sconfitta è accettabile... ma riconoscere tale sconfitta è
impensabile. Questa strana filosofia è molto difficile da capire per i visitatori ma per le persone
che vivono in città è perfettamente sensata. Praag è stata chiamata 'La ferita' o 'Il lupo morente'
che strappa la gola dal nemico con le sue ultime forze. La gente pensa che il caos all'interno della
loro città sarà la loro rovina, ma faranno il loro dovere prima di essere sconfitti.
Perchè i cittadini non lasciano la città per pascoli più verdi? La vita in Kislev è dura. Che cosa
accadrebbe se un lavoratore si trasferisse e non riuscisse a trovare lavoro altrove? Morirebbe di
fame. E cosa accadrebbe al commerciante cha ha dovuto lasciare tutti i vecchi conoscenti ed
iniziare da zero? Il commerciante sarebbe disperato. "Può essere un inferno, ma è il mio inferno"
è un detto comune fra coloro che vivono in Praag. La vita non è del tutto cattiva, finchè una
persona guarda oltre quello che dicono e paga il suo debito agli dei.
C'è da aggiungere che la maggior parte della popolazione non potrebbe trasferirsi anche se lo
desiderasse. Il Re Zoltan I ha applicato una legge che lega le persone ai loro Signori (nobili o
commercianti potenti). Questa imposta viene chiamata "la prigione scura". Per attraversare le
pareti esterne della città, un individuo deve dimostrare di avere il permesso di andare, mostrando
i documenti adeguati. Questi documenti potrebbero essere ottenuti soltanto dai Signori
dell'individuo attraverso una grande tassa, successivamente il trasferimento dell'individuo deve
essere approvato da un magistrato del governo.
Religione
La gente di Kislev non è conosciuta per la loro devozione, e la maggior parte dei cittadini di
Praag rientra in questa categoria. Il popolo considera il clero ed gli dei come inefficaci, incapace
di salvarli dalle incursioni del caos. L'eccezione a questo è Ulric, che il popolo considera come il
dio più capace, per proteggere la città.
I tre dei principali di Kislev (e quindi di Pragg) sono Ulric (chiamato Olric), Taal e Rhya. Altri
dei, sono spesso ignorati. Un buon esempio di questo è il tempio di Verena, fondato dopo che la
città è stata ricostruita. È quasi sempre vuoto, vi è solo lo studente occasionale che va per usare
la libreria. Fortunatamente per i tempi, i culti meno popolari sono sostenuti dal governo, questo è
dovuto principalmente al timore della reazione degli dei se i loro templi sparissero.
Giustizia
Risorse di Praag
Individui importanti
Re Zoltan II
Il re è un uomo orgoglioso (qualcuno direbbe arrogante). Spesso si trova fuori dalla città, girando
per i suoi numerosi possedimenti intorno a Kislev. Zoltan si interessa poco della politica
giornaliera di Praag, il suo unico impiego è quello di cercare più soldi per le sue casse (cerca solo
di alzare le tasse).
Principessa Catherine IV
La principessa Catherine governa effettivamente Praag. Ha la benedizione di suo padre e si
preoccupa di tutti i particolari secondari che "annoiano" suo padre. Una donna giovane e molto
intelligente, la principessa svolge le sue responsabilità verso la città in modo efficiente.
Vladmir Cossak
Addetto delle fiamme: incaricato della cerimonia di Epurazione, Vladmir segue gli esempi degli
addetti passati e le prove per mantenere il suo ruolo. È il più importante chierico di Olric in
Kislev, al pari con Ar-Ulric del Middenheim. Vladmir è dedito fedelmente al su dovere ed ha un
odio profondo verso il caos in tutte le sue forme.
Basil Vardaski
Capo inquisitore: l'inquisitore Capo è l'uomo più temuto di Praag. Indisponente e cinico, Basil
Vardaski controlla i Cacciatori di Streghe di Praag (polizia segreta) con una crudeltà uguale a
quella di un campione di Khorne. I nemici dell'Alto Inquisitore tendono a sparire...
Gruppi Importanti
Pugnali Neri
Un culto i cui membri adorano un dio del Caos senza nome (solo loro conoscono l'identità del
dio). Questo dio è chiamato dai suoi adepti come "Il senza nome" oppure "L'osservatore
silenzioso". Il culto ha evaso l'attenzione dei Cacciatori di Streghe avendo i suoi luoghi di
riunione all'esterno della città. I suoi obbiettivi sono sconosciuti, e sembra che abbia varie
attività. I cultisti amano utilizzare armi avvelenate, i pugnali sono la loro scelta preferita.
Boiardi
I Boiardi sono ricchi latifondisti. Non sono come un vero gruppo, ma hanno considerevoli
influenze politiche quando si uniscono per raggiungere uno scopo comune.
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