Simposio
Diotima era una sapiente donna che Platone introduce nel Simposio come maestra di Socrate sul
concetto di Eros.
Secondo il suo discorso, che poi verrà riportato nel Simposio l’amore è la ricerca di qualcosa che
manca, non si possiede e di cui si ha bisogno, è quindi frutto di una mancanza, figlio di Penìa
(povertà) e di Poros (qualcosa di abbondante o ingegnoso), per questo motivo non è un Dio ma un
demone, ossia un essere metà uomo e metà divino, quindi al contrario degli dei che sono sapienti
di natura il demone vuole raggiungere la sapienza che non ha e per questo è un filosofo (amante
della sapienza).
L’amore non possiede la bellezza e la vuole possedere perché la bellezza è il bene che porta alla
felicità, quindi la bellezza è l’oggetto dell’amore, il fine a cui l’amore tende.
Ci sono diversi gradi della bellezza: 1 bellezza del corpo, poi arrivati qui si capisce che la bellezza è
uguale a tutti i corpi e quindi si cerca di raggiungere il secondo scalino ovvero 2 la bellezza
dell’anima, al 3 la bellezza delle istituzioni e delle leggi, poi 4 la bellezza delle scienze e infine al 5
la bellezza pura che è la bellezza in sé, quindi l’idea di bellezza che sta nell’iperuranio e che è
immortale perché è eterna, superiore ad ogni cosa (morte e divenire), perfetta in quanto idea e
sempre uguale perché è eterna, ed è qui che si trova l’amore filosofico.
L’amore Platonico (espressione utilizzata fin dal Medioevo intendendo un amore spirituale e non
carnale) nella visione di Platone, non esclude l’Eros che è dentro di noi e che ci spinge verso un
innalzamento, quindi la salita di quei gradini che ci portano a vedere l’amore più completo, dove
non è più il sentimento tra due persone ma uno strumento per acquisire una conoscenza
superiore, per salire quella scalinata che ci porta all’idea di bellezza.
Per spiegare l’origine dell’amore Platone usa il mito delle metà, dove dice che un tempo gli uomini
erano esseri perfetti, senza distinzioni tra uomini e donne ai quali non mancava niente e uniti in un
unico corpo, si bastavano e insieme erano forti e potenti, ma gli dei invidiosi e spaventati da tale
perfezione decisero che dovevano essere divisi: allora Zeus dal monte Olimpo scagliò le sue saette
e li spaccò in due. Da allora ognuno è alla ricerca costante della propria metà sperando che
trovandola si ritornerà all’antica perfezione e felicità, ma per quanti tentativi possa fare l’uomo
non riesce a trovare la sua metà perfetta, ci prova in tutti i modi ma non trovando la sua parte
mancante continuerà a soffrire.