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CODEX CANONUM ECCLESIARUM CODICE DEI CANONI DELLE CHIESE

ORIENTALIUM ORIENTALI

CANONES PRAELIMINARES CANONI PRELIMINARI

Can. 1 - Canones huius Codicis omnes et solas Can. 1 - I canoni di questo Codice riguardano
Ecclesias orientales catholicas respiciunt, nisi, tutte e sole le Chiese orientali cattoliche, a meno
relationes cum Ecclesia latina quod attinet, aliud che, per quanto riguarda le relazioni con la
expresse statuitur. Chiesa latina, non sia espressamente stabilito
diversamente.

Can. 2 - Canones Codicis, in quibus plerumque Can. 2 - I canoni del Codice, nei quali per lo più è
ius antiquum Ecclesiarum orientalium recipitur vel recepito o adattato il diritto antico delle Chiese
accommodatur, praecipue ex illo iure aestimandi orientali, devono essere valutati prevalentemente
sunt. partendo da quel diritto.

Can. 3 - Codex, etsi saepe ad praescripta Can. 3 - Anche se il Codice si riferisce spesso
librorum liturgicorum se refert, de re liturgica alle prescrizioni dei libri liturgici, per lo più non
plerumque non decernit; quare haec praescripta decide in materia liturgica; perciò queste
sedulo servanda sunt, nisi Codicis canonibus prescrizioni devono essere osservate
sunt contraria. diligentemente, a meno che non siano contrarie
ai canoni del Codice.

Can. 4 - Canones Codicis initas aut approbatas a Can. 4 - I canoni del Codice non abrogano né
Sancta Sede conventiones cum nationibus aliisve derogano alle convenzioni stipulate oppure
societatibus politicis non abrogant neque eis approvate dalla Santa Sede con nazioni o con
derogant; eaedem idcirco perinde ac in praesens altre società politiche; le stesse perciò continuano
vigere pergent contrariis Codicis praescriptis tuttora ad aver vigore non ostando per nulla le
minime obstantibus. prescrizioni contrarie del Codice.

Can. 5 - Iura quaesita itemque privilegia, quae a Can. 5 - I diritti acquisiti come pure i privilegi
Sede Apostolica ad haec usque tempora concessi dalla Sede Apostolica fino al presente a
personis physicis vel iuridicis concessa in usu persone fisiche o giuridiche e che sono in uso e
sunt nec revocata, integra manent, nisi Codicis non sono stati revocati, rimangono integri, a
canonibus expresse revocantur. meno che non siano espressamente revocati dai
canoni del Codice.

Can. 6 - Codice vim obtinente: Can. 6 - Con l'entrata in vigore del Codice:

1° abrogatae sunt omnes leges iuris 1° sono abrogate tutte le leggi di diritto
communis vel iuris particularis, quae sunt comune o di diritto particolare che sono contrarie
canonibus Codicis contrariae aut quas materiam ai canoni del Codice, oppure che riguardano una
respiciunt in Codice ex integro ordinatam; materia che è stata integralmente ordinata nel
Codice;

2° revocatae sunt omnes consuetudines, 2° sono revocate tutte le consuetudini che


quae canonibus Codicis reprobantur aut quae eis sono riprovate dai canoni del Codice, oppure
contrariae sunt nec centenariae vel quelle che sono contrarie a essi, ma non le
immemorabiles. centenarie o immemorabili.

TITULUS I DE CHRISTIFIDELIBUS EORUMQUE TITOLO I I FEDELI CRISTIANI E TUTTI I LORO


OMNIUM IURIBUS ET OBLIGATIONIBUS DIRITTI E DOVERI

Can. 7 - § 1. Christifideles sunt, qui per Can. 7 - § 1. I fedeli cristiani sono coloro che,
baptismum Christo incorporati in populum Dei essendo stati incorporati a Cristo mediante il
sunt constituti atque hac ratione muneris Christi battesimo, sono costituiti come popolo di Dio e
sacerdotalis, prophetici et regalis suo modo per questo motivo, partecipando nel modo loro
participes secundum suam cuiusque proprio alla funzione sacerdotale, profetica e
condicionem ad missionem exercendam regale di Cristo, sono chiamati, ciascuno secondo
vocantur, quam Deus Ecclesiae in mundo la sua condizione, ad esercitare la missione che
implendam concredidit. Dio ha affidato alla Chiesa da compiere nel
mondo.

§ 2. Haec Ecclesia in hoc mundo ut societas § 2. Questa Chiesa, costituita e ordinata in


constituta et ordinata subsistit in Ecclesia questo mondo come società, sussiste nella
catholica a successore Petri et Episcopis in Chiesa cattolica, governata dal successore di
communione cum eo gubernata. Pietro e dai Vescovi in comunione con lui.

Can. 8 - In plena communione cum Ecclesia Can. 8 - Sono in piena comunione con la Chiesa
catholica his in terris sunt illi baptizati, qui in eius cattolica qui sulla terra quei battezzati che nella
compage visibili cum Christo iunguntur vinculis sua compagine visibile sono congiunti a Cristo
professionis fidei, sacramentorum et ecclesiastici con i vincoli della professione della fede, dei
regiminis. sacramenti e del governo ecclesiastico.

Can. 9 - § 1. Speciali ratione cum Ecclesia Can. 9 - § 1. Sono legati alla Chiesa per una
conectuntur catechumeni, qui Spiritu Sancto ragione speciale i catecumeni i quali, mossi dallo
movente expetunt explicita voluntate, ut eidem Spirito Santo, chiedono con volontà esplicita di
incorporentur, ideoque hac ipsa voluntate et vita essere incorporati ad essa e perciò, con questa
fidei, spei et caritatis, quam agunt, coniunguntur stessa volontà e con la vita di fede, di speranza e
cum Ecclesia, quae eos iam ut suos fovet. di carità che conducono, sono congiunti con la
Chiesa che li sostiene come già suoi.

§ 2. Catechumenorum specialem curam habet § 2. La Chiesa ha una cura speciale dei


Ecclesia, quae, dum eos ad vitam evangelicam catecumeni e, mentre li invita a condurre una vita
ducendam invitat eosque in participationem evangelica e li introduce alla partecipazione della
Divinae Liturgiae, sacramentorum et laudum Divina Liturgia, dei sacramenti e delle lodi divine,
divinarum introducit, eisdem varias iam largitur ad essi già elargisce varie prerogative che sono
praerogativas, quae christianorum sunt propriae. proprie dei cristiani.

Can. 10 - Verbo Dei inhaerentes atque vivo Can. 10 - I fedeli cristiani, profondamente
Ecclesiae magisterio authentico adhaerentes attaccati alla parola di Dio e inoltre aderendo al
tenentur christifideles fidem immenso pretio a vivo magistero autentico della Chiesa, hanno
maioribus custoditam ac transmissam integre l'obbligo di conservare integralmente la fede,
servare et aperte profiteri necnon eam et custodita e trasmessa a prezzo altissimo dai loro
exercendo magis intellegere et in operibus antenati, e di professarla apertamente, come
caritatis fructificare. pure di approfondirla sempre più con l'esercizio e
di farla fruttificare nelle opere di carità.

Can. 11 - Inter christifideles omnes ex eorum Can. 11 - Tra tutti i fedeli cristiani, proprio in forza
quidem in Christo regeneratione viget vera circa della loro rigenerazione in Cristo, sussiste una
dignitatem et actionem aequalitas, qua cuncti vera uguaglianza nella dignità e nell'attività; in
secundum suam cuiusque condicionem et munus forza di essa tutti quanti, ciascuno secondo la
ad aedificationem Corporis Christi cooperantur. sua condizione e funzione, cooperano
all'edificazione del Corpo di Cristo.

Can. 12 - § 1. Christifideles obligatione tenentur Can. 12 - § 1. I fedeli cristiani hanno l’obbligo di


sua cuiusque agendi ratione ad communionem conservare sempre, nel loro modo di agire, la
semper servandam cum Ecclesia. comunione con la Chiesa.

§ 2. Magna cum diligentia obligationes impleant, § 2. Adempiano con grande diligenza i doveri a
quibus tenentur erga universam Ecclesiam et cui sono tenuti nei confronti della Chiesa
propriam Ecclesiam sui iuris. universale e della propria Chiesa sui iuris.

Can. 13 - Omnes christifideles secundum suam Can. 13 - Tutti i fedeli cristiani devono dedicare le
cuiusque condicionem ad sanctam vitam proprie energie, ciascuno secondo la sua
ducendam atque ad Ecclesiae incrementum condizione, per condurre una vita santa e inoltre
eiusque iugem sanctificationem promovendam per promuovere la crescita della Chiesa e la sua
vires suas conferre debent. continua santificazione.

Can. 14 - Omnes christifideles ius et Can. 14 - Tutti i fedeli cristiani hanno il diritto e il
obligationem habent allaborandi, ut divinum dovere di impegnarsi perché il messaggio divino
salutis nuntium ad omnes homines omnium della salvezza giunga sempre più a tutti gli uomini
temporum ac totius orbis magis magisque di tutti i tempi e di tutto il mondo.
perveniat.

Can. 15 - § 1. Quae Ecclesiae Pastores Christum Can. 15 - § 1. I fedeli cristiani, consapevoli della
repraesentantes tamquam fidei magistri declarant propria responsabilità, sono tenuti ad accogliere
aut tamquam Ecclesiae rectores statuunt, con cristiana obbedienza ciò che i Pastori della
christifideles propriae responsabilitatis conscii Chiesa, che rappresentano Cristo, dichiarano
christiana oboedientia prosequi tenentur. come maestri della fede oppure stabiliscono
come guide della Chiesa.

§ 2. Christifidelibus integrum est, ut necessitates § 2. I fedeli cristiani hanno pieno diritto di


suas, praesertim spirituales, suaque optata. manifestare ai Pastori della Chiesa le proprie
Ecclesiae Pastoribus patefaciant. necessità soprattutto spirituali e i propri desideri.

§ 3. Pro scientia, competentia et praestantia, § 3. In ragione della scienza, della competenza e


quibus pollent, ipsis ius est, immo et aliquando del prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e
obligatio, ut sententiam suam de his, quae ad anzi talvolta il dovere, di manifestare ai Pastori
bonum Ecclesiae pertinent, Ecclesiae Pastoribus della Chiesa il loro parere su ciò che riguarda il
manifestent eamque, salva integritate fidei et bene della Chiesa e di renderlo noto a tutti gli altri
morum ac reverentia erga eosdem Pastores fedeli cristiani, salva restando l’integrità della
attentisque utilitate communi et personarum fede e dei costumi e il rispetto verso gli stessi
dignitate, ceteris christifidelibus notam faciant. Pastori e tenendo conto dell’utilità comune e
della dignità delle persone.

Can. 16 - Ius est christifidelibus, ut ex Can. 16 - I fedeli cristiani hanno il diritto di


spiritualibus Ecclesiae bonis, praesertim ex verbo ricevere dai Pastori della Chiesa gli aiuti
Dei et sacramentis, adiumenta ab Ecclesiae provenienti dai beni spirituali della Chiesa,
Pastoribus accipiant. specialmente dalla parola di Dio e dai
sacramenti.

Can. 17 - Ius est christifidelibus, ut cultum Can. 17 - I fedeli cristiani hanno il diritto di
divinum persolvant secundum praescripta esercitare debitamente il culto divino secondo le
propriae Ecclesiae sui iuris utque propriam vitae prescrizioni della propria Chiesa sui iuris e di
spiritualis formam sequantur doctrinae quidem seguire una propria forma di vita spirituale, che
Ecclesiae consentaneam. sia però in accordo con la dottrina della Chiesa.

Can. 18 - Integrum est christifidelibus, ut libere Can. 18 - I fedeli cristiani hanno pieno diritto di
condant atque moderentur consociationes ad fondare e dirigere liberamente associazioni per
fines caritatis vel pietatis aut ad vocationem fini di carità o di pietà, oppure con lo scopo di
christianam in mundo fovendam utque conventus favorire la vocazione cristiana nel mondo e di
habeant ad eosdem fines in communi tenere riunioni per conseguire in comune quelle
persequendos. stesse finalità.

Can. 19 - Christifideles cuncti, quippe qui Can. 19 - Tutti quanti i fedeli cristiani, poiché
Ecclesiae missionem participent, ius habent, ut partecipano alla missione della Chiesa, hanno il
propriis inceptis apostolicam actionem diritto di promuovere o di sostenere l'attività
promoveant vel sustineant secundum suum apostolica con proprie iniziative secondo lo stato
cuiusque statum et condicionem; nullum tamen e la condizione di ciascuno; tuttavia nessuna
inceptum nomen catholicum sibi vindicet, nisi iniziativa rivendichi per se stessa il nome di
consensus accessit auctoritatis competentis cattolico, se non ha ottenuto il consenso della
ecclesiasticae. competente autorità ecclesiastica.

Can. 20 - Christifideles, quippe qui baptismo ad Can. 20 - I fedeli cristiani, poiché sono chiamati
vitam doctrinae evangelicae congruentem mediante il battesimo a condurre una vita
ducendam vocentur, ius habent ad educationem conforme alla dottrina evangelica, hanno diritto
christianam, qua ad maturitatem humanae all'educazione cristiana, con cui essere formati
personae prosequendam atque simul ad rettamente a conseguire la maturità della persona
mysterium salutis cognoscendum et vivendum umana e insieme a conoscere e vivere il mistero
rite instruantur. della salvezza.

Can. 21 - Qui in scientias sacras incumbunt, iusta Can. 21 - Coloro che si dedicano alle scienze
libertate fruuntur inquirendi necnon mentem sacre godono della giusta libertà di ricercare e di
suam prudenter in eis aperiendi, in quibus manifestare con prudenza il loro pensiero su ciò
peritiam habent, servato debito erga magisterium di cui sono esperti, conservando il dovuto
Ecclesiae obsequio. ossequio verso il magistero della Chiesa.

Can. 22 - Christifideles omnes ius habent, ut a Can. 22 - Tutti i fedeli cristiani hanno il diritto di
quacumque coactione sint immunes in statu vitae essere immuni da qualsiasi costrizione nella
eligendo. scelta dello stato di vita.

Can. 23 - Nemini licet bonam famam, qua quis Can. 23 - Non è lecito ad alcuno ledere
gaudet, illegitime laedere nec ius ullius personae illegittimamente la buona fama di cui uno gode,
ad propriam intimitatem tuendam violare. né violare il diritto di qualsiasi persona a
difendere la propria intimità.

Can. 24 - § 1. Christifidelibus competit, ut iura, Can. 24 - § 1. Ai fedeli cristiani compete di


quae in Ecclesia habent, legitime vindicent atque rivendicare e anche di difendere legittimamente i
defendant in foro competenti ecclesiastico ad diritti che hanno nella Chiesa presso il foro
normam iuris. ecclesiastico competente a norma del diritto.

§ 2. Christifidelibus ius quoque est, ut, si ad § 2. I fedeli cristiani hanno anche il diritto, se
iudicium ab auctoritate competenti vocantur, sono chiamati in giudizio dall'autorità competente,
iudicentur servatis iuris praescriptis cum di essere giudicati rispettando le prescrizioni del
aequitate applicandis. diritto da applicare con equità.

§ 3. Christifidelibus ius est, ne poenis canonicis § 3. I fedeli cristiani hanno il diritto di non essere
nisi ad normam legis puniantur. puniti con pene canoniche, se non a norma di
legge.

Can. 25 - § 1. Christifideles obligatione tenentur Can. 25 - § 1. I fedeli cristiani hanno l'obbligo di


necessitatibus subveniendi Ecclesiae, ut eidem sovvenire alle necessità della Chiesa, affinché
praesto sint, quae ad fines ei proprios praesertim essa possa disporre di quanto è necessario per i
ad cultum divinum, ad opera apostolatus et propri fini, specialmente per il culto divino, per le
caritatis atque ad congruam ministrorum opere di apostolato e per un adeguato
sustentationem necessaria sunt. sostentamento dei ministri.

§ 2. Obligatione quoque tenentur iustitiam § 2. Hanno anche l'obbligo di promuovere la


socialem promovendi necnon ex propriis reditibus giustizia sociale, come pure, memori del precetto
pauperibus subveniendi praecepti Domini del Signore, di soccorrere i poveri con i propri
memores. redditi.
Can. 26 - § 1. In iuribus suis exercendis Can. 26 - § 1. Nell'esercizio dei propri diritti i
christifideles et singuli et in consociationibus fedeli cristiani, sia individualmente sia riuniti in
adunati rationem habere debent boni communis associazione, devono tener conto del bene
Ecclesiae necnon iurium aliorum atque suarum comune della Chiesa, nonché dei diritti degli altri
erga alios obligationum. e inoltre dei propri doveri verso gli altri.

§ 2. Auctoritati ecclesiasticae competit intuitu § 2. Spetta all'autorità ecclesiastica, in vista del


boni communis exercitium iurium, quae bene comune, regolare l'esercizio dei diritti che
christifidelibus sunt propria, moderari. sono propri dei fedeli cristiani.

TITULUS II DE ECCLESIIS SUI IURIS ET DE TITOLO II LE CHIESE SUI IURIS E I RITI


RITIBUS

Can. 27 - Coetus christifidelium hierarchia ad Can. 27 - Si chiama, in questo Codice, Chiesa


normam iuris iunctus, quem ut sui iuris expresse sui iuris, un raggruppamento di fedeli cristiani
vel tacite agnoscit suprema Ecclesiae auctoritas, congiunto dalla gerarchia, a norma del diritto, che
vocatur in hoc Codice Ecclesia sui iuris. la suprema autorità della Chiesa riconosce
espressamente o tacitamente come sui iuris.

Can. 28 - § 1. Ritus est patrimonium liturgicum, Can. 28 - § 1. Il rito è il patrimonio liturgico,


theologicum, spirituale et disciplinare cultura ac teologico, spirituale e disciplinare, distinto per
rerum adiunctis historiae populorum distinctum, cultura e circostanze storiche di popoli, che si
quod modo fidei vivendae uniuscuiusque esprime in un modo di vivere la fede che è
Ecclesiae sui iuris proprio exprimitur. proprio di ciascuna Chiesa sui iuris.

§ 2. Ritus, de quibus in Codice agitur, sunt, nisi § 2. I riti di cui si tratta nel Codice sono, a meno
aliud constat, illi, qui oriuntur ex traditionibus che non consti altrimenti, quelli che hanno origine
Alexandrina, Antiochena, Armena, Chaldaea et dalle tradizioni Alessandrina, Antiochena,
Constantinopolitana. Armena, Caldea e Costantinopolitana.

CAPUT I DE ASCRIPTIONE ALICUI CAPITOLO I L’ASCRIZIONE A UNA CHIESA


ECCLESIAE SUI IURIS SUI IURIS

Can. 29 - § 1. Filius, qui decimum quartum Can. 29 - § 1. Il figlio che non ha ancora
aetatis annum nondum explevit, per baptismum compiuto il quattordicesimo anno di età, col
ascribitur Ecclesiae sui iuris, cui pater catholicus battesimo è ascritto alla Chiesa sui iuris a cui è
ascriptus est; si vero sola mater est catholica aut ascritto il padre cattolico; se invece solo la madre
si ambo parentes concordi voluntate petunt, è cattolica oppure se entrambi i genitori lo
ascribitur Ecclesiae sui iuris, ad quam mater richiedono con volontà concorde è ascritto alla
pertinet, salvo iure particulari a Sede Apostolica Chiesa sui iuris a cui la madre appartiene, salvo
statuto. restando il diritto particolare stabilito dalla Sede
Apostolica.

§ 2. Si autem filius, qui decimum quartum aetatis § 2. Se invece il figlio, che non ha ancora
annum nondum explevit, est: compiuto il quattordicesimo anno di età:

1° a matre non nupta natus, ascribitur 1° è nato da madre non sposata, viene
Ecclesiae sui iuris, ad quam mater pertinet; ascritto alla Chiesa sui iuris a cui appartiene la
madre;

2° ignotorum parentum, ascribitur Ecclesiae 2° è di genitori ignoti, è ascritto alla Chiesa


sui iuris, cui ascripti sunt ii, quorum curae legitime sui iuris alla quale sono ascritti coloro alle cui
commissus est; si vero de patre et matre cure è legittimamente affidato; se però si tratta di
adoptantibus agitur, applicetur § 1; padre e madre che lo adottano, si applichi il § 1;

3° parentum non baptizatorum, ascribitur 3° è di genitori non battezzati, è ascritto alla


Ecclesiae sui iuris, ad quam pertinet ille, qui eius Chiesa sui iuris alla quale appartiene colui che si
educationem in fide catholica suscepit. è assunto la sua educazione nella fede cattolica.

Can. 30 - Quilibet baptizandus, qui decimum Can. 30 - Qualsiasi battezzando che abbia
quartum aetatis annum explevit, libere potest compiuto il quattordicesimo anno di età, può
seligere quamcumque Ecclesiam sui iuris, cui per scegliere liberamente qualunque Chiesa sui iuris
baptismum in eadem susceptum ascribitur, salvo alla quale viene ascritto ricevendo in essa il
iure particulari a Sede Apostolica statuto. battesimo, salvo restando il diritto particolare
stabilito dalla Sede Apostolica.

Can. 31 - Nemo quemvis christifidelem ad Can. 31 - Nessuno presuma di indurre in alcun


transitum ad aliam Ecclesiam sui iuris ullo modo modo qualunque fedele cristiano a passare a
inducere praesumat. un’altra Chiesa sui iuris.

Can. 32 - § 1. Nemo potest sine consensu Sedis Can. 32 - § 1. Nessuno può passare validamente
Apostolicae ad aliam Ecclesiam sui iuris valide a un’altra Chiesa sui iuris senza il consenso della
transire. Sede Apostolica.

§ 2. Si vero agitur de christifideli eparchiae § 2. Se però si tratta di un fedele cristiano


alicuius Ecclesiae sui iuris, qui transire petit ad dell’eparchia di qualche Chiesa sui iuris che
aliam Ecclesiam sui iuris, quae in eodem territorio chiede di passare a un’altra Chiesa sui iuris che
propriam eparchiam habet, hic consensus Sedis ha nello stesso territorio la propria eparchia,
Apostolicae praesumitur, dummodo Episcopi questo consenso della Sede Apostolica si
eparchiales utriusque eparchiae ad transitum presume, purché i Vescovi eparchiali di entrambe
scripto consentiant. le eparchie acconsentano per iscritto al
passaggio.

Can. 33 - Integrum est mulieri ad Ecclesiam sui Can. 33 - Una donna ha pieno diritto di passare
iuris viri transire in matrimonio celebrando vel eo alla Chiesa sui iuris del marito, nella celebrazione
durante; matrimonio autem soluto libere potest ad del matrimonio o mentre perdura lo stesso; ma
pristinam Ecclesiam sui iuris redire. sciolto il matrimonio, può liberamente tornare alla
precedente Chiesa sui iuris.

Can. 34 - Si ad aliam Ecclesiam sui iuris Can. 34 - Se i genitori o il coniuge cattolico nel
transeunt parentes vel in matrimonio mixto coniux matrimonio misto passano ad altra Chiesa sui
catholicus, filii infra decimum quartum aetatis iuris, i figli al di sotto del quattordicesimo anno di
annum expletum ipso iure eidem Ecclesiae età compiuto sono ascritti per il diritto stesso alla
ascribuntur; si vero in matrimonio inter catholicos medesima Chiesa; se invece, nel matrimonio fra
unus tantum parentum ad aliam Ecclesiam sui cattolici, soltanto uno dei genitori passa ad altra
iuris transit, filii transeunt solummodo, si ambo Chiesa sui iuris, i figli passano soltanto se
parentes consenserunt; expleto vero decimo entrambi i genitori consentono; compiuto però il
quarto aetatis anno filii ad pristinam Ecclesiam quattordicesimo anno di età, i figli possono
sui iuris redire possunt. ritornare alla precedente Chiesa sui iuris.

Can. 35 - Baptizati acatholici ad plenam Can. 35 - I battezzati acattolici che convengono


communionem cum Ecclesia catholica alla piena comunione con la Chiesa cattolica
convenientes proprium ubique terrarum retineant conservino il proprio rito, lo rispettino e, nella
ritum eumque colant et pro viribus observent, misura delle proprie forze, lo osservino
proinde ascribantur Ecclesiae sui iuris eiusdem dappertutto; siano perciò ascritti alla Chiesa sui
ritus salvo iure adeundi Sedem Apostolicam in iuris del medesimo rito, salvo il diritto di ricorrere
casibus specialibus personarum, communitatum alla Sede Apostolica in casi speciali di persone,
vel regionum. di comunità o di regioni.

Can. 36 - Omnis transitus ad aliam Ecclesiam sui Can. 36 - Ogni passaggio a un'altra Chiesa sui
iuris vim habet a momento declarationis factae iuris ha valore dal momento della dichiarazione
coram eiusdem Ecclesiae Hierarcha loci vel fatta davanti al Gerarca del luogo della stessa
parocho proprio aut sacerdote ab alterutro Chiesa o al parroco proprio, oppure al sacerdote
delegato et duobus testibus, nisi rescriptum Sedis delegato dall'uno o dall'altro e davanti a due
Apostolicae aliud fert. testimoni, a meno che il rescritto della Sede
Apostolica non disponga diversamente.

Can. 37 - Omnis ascriptio alicui Ecclesiae sui Can. 37 - Ogni ascrizione a una Chiesa sui iuris o
iuris vel transitus ad aliam Ecclesiam sui iuris in passaggio a un'altra Chiesa sui iuris sia annotato
libro baptizatorum paroeciae, etiam, si casus fert, nel libro dei battezzati della parrocchia anche, se
Ecclesiae latinae, ubi baptismus celebratus est, è il caso, della Chiesa latina, dove è stato
adnotetur; si vero fieri non potest, in alio celebrato il battesimo; se invece non lo si può
documento in archivo paroeciali parochi proprii fare, si annoti in un altro documento da
Ecclesiae sui iuris, cui ascriptio facta est, conservare nell'archivio parrocchiale del parroco
asservando. della propria Chiesa sui iuris alla quale è stata
fatta l'ascrizione.

Can. 38 - Christifideles Ecclesiarum orientalium, Can. 38 - I fedeli cristiani delle Chiese orientali,
etsi curae Hierarchae vel parochi alterius anche se affidati alla cura del Gerarca o del
Ecclesiae sui iuris commissi, tamen propriae parroco di un'altra Chiesa sui iuris, rimangono
Ecclesiae sui iuris permanent ascripti. tuttavia ascritti alla propria Chiesa sui iuris.

CAPUT II DE RITIBUS SERVANDIS CAPITOLO II L'OSSERVANZA DEI RITI

Can. 39 - Ritus Ecclesiarum orientalium ut Can. 39 - I riti delle Chiese orientali, quale
universae Ecclesiae Christi patrimonium, in quo patrimonio della Chiesa universale di Cristo nel
elucet ea, quae ab Apostolis per Patres est quale risplende la tradizione che deriva dagli
traditio, et quod fidei catholicae divinam unitatem Apostoli attraverso i Padri e che afferma la divina
in varietate affirmat, religiose serventur et unità nella varietà della fede cattolica, siano
promoveantur. religiosamente osservati e promossi.

Can. 40 - § 1. Hierarchae, qui Ecclesiis sui iuris Can. 40 - § 1. I Gerarchi che presiedono le
praesunt, aliique Hierarchae omnes Chiese sui iuris e tutti gli altri Gerarchi curino con
studiosissime curent fidelem custodiam et la massima diligenza la custodia fedele e
accuratam observantiam proprii ritus nec in eo l'osservanza accurata del proprio rito e non
mutationes admittant nisi ratione eius organici ammettano in esso dei mutamenti se non per
progressus, prae oculis tamen habentes mutuam ragione di un organico progresso, tenendo
benevolentiam et unitatem christianorum. tuttavia presente la vicendevole benevolenza e
l'unità dei cristiani.

§ 2. Ceteri clerici et sodales institutorum vitae § 2. Tutti gli altri chierici e tutti i membri degli
consecratae omnes proprium ritum fideliter istituti di vita consacrata sono tenuti a osservare
observare necnon eius in dies maiorem fedelmente il proprio rito e ad acquistarne una
cognitionem perfectioremque usum acquirere sempre maggiore conoscenza e un'osservanza
tenentur. più perfetta.

§ 3. Ceteri quoque christifideles proprii ritus § 3. Anche tutti gli altri fedeli cristiani curino la
cognitionem et aestimationem foveant eumque conoscenza e la stima del proprio rito e sono
ubique observare tenentur, nisi iure aliquid tenuti a osservarlo in ogni luogo, a meno che
excipitur. qualcosa non sia eccettuato dal diritto.

Can. 41 - Christifideles cuiusvis Ecclesiae sui Can. 41 - I fedeli cristiani di qualsiasi Chiesa sui
iuris, etiam Ecclesiae latinae, qui ratione officii, iuris, anche della Chiesa latina, che per ragione
ministerii vel muneris frequentes cum di ufficio, di ministero o di incarico hanno relazioni
christifidelibus alterius Ecclesiae sui iuris frequenti con i fedeli cristiani di un'altra Chiesa
relationes habent, in cognitione et cultu ritus sui iuris, siano formati accuratamente nella
eiusdem Ecclesiae accurate pro gravitate officii, conoscenza e nella venerazione del rito della
ministerii vel muneris, quod implent, instituantur. stessa Chiesa, secondo l'importanza dell'ufficio,
del ministero o dell'incarico che adempiono.
TITULUS III DE SUPREMA ECCLESIAE TITOLO III LA SUPREMA AUTORITà DELLA
AUCTORITATE CHIESA

Can. 42 - Sicut statuente Domino sanctus Petrus Can. 42 - Come, per volontà del Signore, san
et ceteri Apostoli unum Collegium constituunt, Pietro e tutti gli altri Apostoli costituiscono un solo
pari ratione Romanus Pontifex, successor Petri, Collegio, similmente il Romano Pontefice,
et Episcopi, successores Apostolorum, inter se successore di Pietro, e i Vescovi, successori
coniunguntur. degli Apostoli, sono tra di loro congiunti.

CAPUT I DE ROMANO PONTIFICE CAPITOLO I IL ROMANO PONTEFICE

Can. 43 - Ecclesiae Romanae Episcopus, in quo Can. 43 - Il Vescovo della Chiesa di Roma, nel
permanet munus a Domino singulariter Petro, quale permane la funzione concessa dal Signore
primo Apostolorum, concessum et successoribus singolarmente a Pietro, primo degli Apostoli, e da
eius transmittendum, Collegii Episcoporum est trasmettere ai suoi successori, è il capo del
caput, Vicarius Christi atque universae Ecclesiae Collegio dei Vescovi, il Vicario di Cristo e il
his in terris Pastor, qui ideo vi muneris sui Pastore qui in terra della Chiesa universale; egli
suprema, plena, immediata et universali in perciò, in forza della sua funzione, ha la potestà
Ecclesia gaudet potestate ordinaria, quam ordinaria suprema, piena, immediata e universale
semper libere exercere potest. nella Chiesa, che può sempre esercitare
liberamente.

Can. 44 - § 1. Supremam et plenam in Ecclesia Can. 44 - § 1. Il Romano Pontefice ottiene la


potestatem Romanus Pontifex obtinet legitima suprema e piena potestà nella Chiesa con la
electione ab ipso acceptata una cum ordinatione legittima elezione da lui accettata, insieme con
episcopali; quare eandem potestatem obtinet a l’ordinazione episcopale; perciò l’eletto al
momento acceptationis electus ad summum sommo pontificato, che sia insignito del carattere
pontificatum, qui episcopali charactere insignitus episcopale, ottiene la stessa potestà dal
est; si vero charactere episcopali electus caret, momento dell’accettazione; se invece l’eletto è
statim ordinetur Episcopus. privo del carattere episcopale, sia
immediatamente ordinato Vescovo.

§ 2. Si contingit, ut Romanus Pontifex muneri suo § 2. Se capita che il Romano Pontefice rinunci
renuntiet, ad validitatem requiritur, ut renuntiatio alla sua funzione, si richiede per la validità che la
libere fiat et rite manifestetur, non vero, ut a rinuncia sia fatta liberamente e sia debitamente
quopiam acceptetur. manifestata; non si richiede invece che sia
accettata da qualcuno.

Can. 45 - § 1. Romanus Pontifex vi sui muneris Can. 45 - § 1. Il Romano Pontefice, in forza della
non modo in universam Ecclesiam potestate sua funzione, ha potestà non solo sulla Chiesa
gaudet, sed et super omnes eparchias earumque universale, ma possiede anche la principalità
coetus potestatis ordinariae obtinet principatum, della potestà ordinaria su tutte le eparchie e i loro
quo quidem simul roboratur atque vindicatur raggruppamenti; con essa però viene insieme
potestas propria, ordinaria et immediata, quam in rafforzata e garantita la potestà propria, ordinaria
eparchiam suae curae commissam Episcopi e immediata che i Vescovi hanno sull'eparchia
habent. affidata alle loro cure.

§ 2. Romanus Pontifex in munere supremi § 2. Il Romano Pontefice, nell'adempiere la


universae Ecclesiae Pastoris explendo funzione di supremo Pastore della Chiesa
communione cum ceteris Episcopis immo et universale, è sempre congiunto in comunione con
universa Ecclesia semper est coniunctus; ipsi ius tutti gli altri Vescovi e anzi con la Chiesa
tamen est determinare secundum necessitates universale; tuttavia egli ha il diritto di determinare,
Ecclesiae modum sive personalem sive secondo le necessità della Chiesa, il modo, sia
collegialem huius muneris exercendi. personale sia collegiale, di esercitare questa
funzione.
§ 3. Contra sententiam vel decretum Romani § 3. Contro una sentenza o un decreto del
Pontificis non datur appellatio neque recursus. Romano Pontefice non si dà né appello né
ricorso.

Can. 46 - § 1. In eius munere exercendo Romano Can. 46 - § 1. Nell'esercitare la sua funzione, il


Pontifici praesto sunt Episcopi, qui eidem Romano Pontefice è assistito dai Vescovi che gli
cooperatricem operam dare possunt variis possono dare una collaborazione in varie
rationibus, inter quas est Synodus Episcoporum; maniere tra le quali vi è il Sinodo dei Vescovi; gli
auxilio praeterea ei sunt Patres Cardinales, Curia sono inoltre di aiuto i Padri Cardinali, la Curia
Romana, Legati pontificii necnon aliae personae Romana, i Legati pontifici, come pure altre
itemque varia secundum necessitates temporum persone e anche varie istituzioni secondo le
instituta; quae personae omnes et instituta necessità dei tempi; tutte queste persone e
nomine et auctoritate eiusdem munus sibi istituzioni adempiono l'incarico loro affidato in
commissum explent in bonum omnium nome e con l'autorità dello stesso, per il bene di
Ecclesiarum secundum normas ab ipso Romano tutte le Chiese secondo le norme stabilite dal
Pontifice statutas. Romano Pontefice stesso.

§ 2. Patriarcharum ceterorumque Hierarcharum, § 2. La partecipazione dei Patriarchi e di tutti gli


qui Ecclesiis sui iuris praesunt, participatio in altri Gerarchi, che presiedono le Chiese sui iuris,
Synodo Episcoporum regitur normis specialibus nel Sinodo dei Vescovi è regolata da norme
ab ipso Romano Pontifice statutis. speciali stabilite dallo stesso Romano Pontefice.

Can. 47 - Sede Romana vacante aut prorsus Can. 47 - Mentre la Sede Romana è vacante o
impedita nihil innovetur in universae Ecclesiae totalmente impedita non si innovi nulla nel
regimine; serventur autem leges speciales pro governo della Chiesa universale; si osservino
eisdem adiunctis latae. invece le leggi speciali emanate per quelle
circostanze.

Can. 48 - Nomine Sedis Apostolicae vel Sanctae Can. 48 - Con il nome di Sede Apostolica o di
Sedis in hoc Codice veniunt non solum Romanus Santa Sede, in questo Codice, si intende non
Pontifex, sed etiam, nisi aliter iure cavetur vel ex solo il Romano Pontefice, ma anche, se non è
natura rei constat, Dicasteria aliaque Curiae disposto diversamente dal diritto o non consta
Romanae instituta. dalla natura delle cose, i Dicasteri e le altre
istituzioni della Curia Romana.

CAPUT II DE COLLEGIO EPISCOPORUM CAPITOLO II IL COLLEGIO DEI VESCOVI

Can. 49 - Collegium Episcoporum, cuius caput Can. 49 - Il Collegio dei Vescovi, il cui capo è il
est Romanus Pontifex cuiusque membra sunt Romano Pontefice e le cui membra sono i
Episcopi vi sacramentalis ordinationis et Vescovi, in forza dell'ordinazione sacramentale e
hierarchica communione cum Collegii capite et per la comunione gerarchica con il capo del
membris et in quo corpus apostolicum continuo Collegio e con le membra, e nel quale il corpo
perseverat, una cum capite suo et numquam sine apostolico persevera continuamente assieme al
hoc capite subiectum quoque supremae et suo capo e mai senza questo capo, è pure
plenae potestatis in universam Ecclesiam exsistit. soggetto della suprema e piena potestà sulla
Chiesa universale.

Can. 50 - § 1. Potestatem in universam Can. 50 - § 1. Il Collegio dei Vescovi esercita in


Ecclesiam Collegium Episcoporum sollemni modo solenne la potestà sulla Chiesa universale
modo exercet in Concilio Oecumenico. nel Concilio Ecumenico.

§ 2. Eandem potestatem Collegium Episcoporum § 2. Il Collegio dei Vescovi esercita la medesima


exercet per unitam Episcoporum in mundo potestà mediante l'azione unita dei Vescovi
dispersorum actionem, quae ut talis a Romano dispersi nel mondo, se essa è indetta come tale,
Pontifice est indicta aut libere recepta ita, ut oppure liberamente recepita dal Romano
verus actus collegialis effciatur. Pontefice, in modo da diventare un vero atto
collegiale.

§ 3. Romani Pontificis est secundum necessitates § 3. Spetta al Romano Pontefice, secondo le


Ecclesiae seligere et promovere modos, quibus necessità della Chiesa, scegliere e promuovere i
Collegium Episcoporum munus suum in modi con cui il Collegio dei Vescovi esercita
universam Ecclesiam collegialiter exercet. collegialmente la sua funzione sulla Chiesa
universale.

Can. 51 - § 1. Solius Romani Pontificis est Can. 51 - § 1. Spetta solamente al Romano


Concilium Oecumenicum convocare, eidem per Pontefice convocare il Concilio Ecumenico,
se vel per alios praeesse, item Concilium presiederlo personalmente o per mezzo di altri,
transferre, suspendere vel dissolvere eiusque come pure trasferire il Concilio, sospenderlo o
decreta confirmare. scioglierlo e confermarne i decreti.

§ 2. Eiusdem Romani Pontificis est res in Concilio § 2. Spetta allo stesso Romano Pontefice
Oecumenico tractandas determinare atque determinare le cose da trattare nel Concilio
ordinem in eodem Concilio servandum Ecumenico e stabilire il regolamento da
constituere; propositis a Romano Pontifice osservare nello stesso Concilio; i Padri del
quaestionibus Patres Concilii Oecumenici alias Concilio Ecumenico possono aggiungere, alle
addere possunt ab eodem Romano Pontifice questioni proposte dal Romano Pontefice, delle
approbandas. altre da approvare dallo stesso Romano
Pontefice.

Can. 52 - § 1. Ius et obligatio est omnibus et solis Can. 52 - § 1. Hanno diritto e dovere di
Episcopis, qui membra sunt Collegii partecipare con voto deliberativo al Concilio
Episcoporum, ut Concilio Oecumenico cum Ecumenico tutti e soli i Vescovi che sono membri
suffragio deliberativo intersint. del Collegio dei Vescovi.

§ 2. Ad Concilium Oecumenicum insuper aliquot, § 2. Anche altri che non sono insigniti della
qui episcopali dignitate non sunt insigniti, vocari dignità episcopale possono inoltre essere
possunt a suprema Ecclesiae auctoritate, cuius chiamati al Concilio Ecumenico dalla suprema
est eorum partes in Concilio determinare. autorità della Chiesa, alla quale spetta
determinarne il ruolo nel Concilio.

Can. 53 - Si contingit, ut Sedes Apostolica Can. 53 - Se capita che la Sede Apostolica


durante Concilii Oecumenici celebratione vacet, diventi vacante durante la celebrazione del
ipso iure hoc intermittitur, donec novus Romanus Concilio Ecumenico, questo viene sospeso dal
Pontifex Concilium Oecumenicum continuari diritto stesso, finché il nuovo Romano Pontefice
iusserit aut dissolverit. non ordini di proseguirlo oppure lo sciolga.

Can. 54 - § 1. Concilii Oecumenici decreta vim Can. 54 - § 1. I decreti del Concilio Ecumenico
obligandi non habent, nisi una cum Concilii non hanno forza obbligante se non sono stati
Patribus a Romano Pontifice approbata ab approvati, assieme ai Padri del Concilio, dal
eodem sunt confirmata et eiusdem iussu Romano Pontefice, da lui confermati e per
promulgata. comando dello stesso promulgati.

§ 2. Hac confirmatione et promulgatione, vim § 2. Hanno bisogno di questa conferma e


obligandi ut habeant, etiam egent decreta, quae promulgazione, per aver forza obbligante, anche i
fert Collegium Episcoporum, cum actionem decreti che emana il Collegio dei Vescovi quando
proprie collegialem ponit secundum alium a pone un'azione propriamente collegiale secondo
Romano Pontifice indictum vel libere receptum un altro modo indetto o recepito liberamente dal
modum. Romano Pontefice.

TITULUS IV DE ECCLESIIS TITOLO IV LE CHIESE PATRIARCALI


PATRIARCHALIBUS
Can. 55 - Secundum antiquissimam Ecclesiae Can. 55 - Secondo l’antichissima tradizione della
traditionem iam a primis Conciliis Oecumenicis Chiesa, riconosciuta già dai primi Concili
agnitam viget in Ecclesia institutio patriarchalis; Ecumenici, nella Chiesa vige l’istituzione
quare singulari honore prosequendi sunt patriarcale; perciò i Patriarchi delle Chiese
Ecclesiarum orientalium Patriarchae, qui suae orientali, che presiedono ciascuno la sua Chiesa
quisque Ecclesiae patriarchali tamquam pater et patriarcale come padre e capo, devono essere
caput praesunt. trattati con singolare onore.

Can. 56 - Patriarcha est Episcopus, cui competit Can. 56 - Il Patriarca è un Vescovo a cui
potestas in omnes Episcopos non exceptis compete la potestà su tutti i Vescovi, non esclusi i
Metropolitis ceterosque christifideles Ecclesiae, Metropoliti, e su tutti gli altri fedeli cristiani della
cui praeest, ad normam iuris a suprema Chiesa a cui presiede, a norma del diritto
Ecclesiae auctoritate approbati. approvato dalla suprema autorità della Chiesa.

Can. 57 - § 1. Erectio, restitutio, immutatio et Can. 57 - § 1. La erezione, il ripristino, il


suppressio Ecclesiarum patriarchalium supremae mutamento e la soppressione delle Chiese
Ecclesiae auctoritati reservatur. patriarcali è riservato alla suprema autorità della
Chiesa.

§ 2. Titulum unicuique Ecclesiae patriarchali § 2. Soltanto la suprema autorità della Chiesa


legitime agnitum vel concessum tantum suprema può mutare il titolo legittimamente riconosciuto o
Ecclesiae auctoritas immutare potest. concesso a ciascuna Chiesa patriarcale.

§ 3. Ecclesia patriarchalis intra fines proprii § 3. La Chiesa patriarcale deve avere entro i
territorii habere debet fixam sedem residentiae confini del proprio territorio una sede stabile di
Patriarchae in civitate principe, ex qua Patriarcha residenza del Patriarca costituita, se è possibile,
titulum desumit, si fieri potest, constitutam; haec nella città principale da cui il Patriarca desume il
sedes transferri non potest nisi gravissima de titolo. Questa sede non può essere trasferita se
causa, de consensu Synodi Episcoporum non per una causa gravissima, col consenso del
Ecclesiae patriarchalis et habito Romani Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale e
Pontificis assensu. ottenuto l'assenso del Romano Pontefice.

Can. 58 - Patriarchae Ecclesiarum orientalium Can. 58 - I Patriarchi delle Chiese orientali hanno
ubique terrarum praecedunt omnes Episcopos la precedenza in tutto il mondo su tutti i Vescovi
cuiuscumque gradus salvis normis specialibus de di qualsiasi grado, salve restando le norme
praecedentia a Romano Pontifice statutis. speciali sulla precedenza stabilite dal Romano
Pontefice.

Can. 59 - § 1. Patriarchae Ecclesiarum Can. 59 - § 1. I Patriarchi delle Chiese orientali,


orientalium, etsi alii aliis tempore posteriores, anche se posteriori nel tempo gli uni agli altri,
omnes aequales sunt ratione dignitatis sono tutti uguali quanto a dignità patriarcale,
patriarchaIis salva inter se honoris praecedentia. salva restando la precedenza di onore tra di loro.

§ 2. Ordo praecedentiae inter antiquas Sedes § 2. L'ordine di precedenza tra le antiche Sedi
patriarchales Ecclesiarum orientalium est, ut patriarcali delle Chiese orientali è che in primo
primo loco veniat Sedes Constantinopolitana, luogo viene la Sede Costantinopolitana, dopo di
post eam Alexandrina, deinde Antiochena et essa quella Alessandrina, poi l'Antiochena e
denique Hierosolymitana. quindi quella Gerosolimitana.

§ 3. Inter ceteros Patriarchas Ecclesiarum § 3. La precedenza tra tutti gli altri Patriarchi delle
orientalium praecedentia ordinatur secundum Chiese orientali è ordinata secondo l'antichità
antiquitatem Sedis patriarchalis. della Sede patriarcale.

§ 4. Inter Patriarchas Ecclesiarum orientalium, § 4. Tra i Patriarchi delle Chiese orientali che
qui unius eiusdemque sunt tituli, diversis tamen hanno un unico e stesso titolo, ma che
Ecclesiis patriarchalibus praesunt, praecedentiam presiedono a diverse Chiese patriarcali, ha la
obtinet, qui prius promotus est ad dignitatem precedenza colui che è stato promosso prima alla
patriarchalem. dignità patriarcale.

Can. 60 - § 1. Patriarcha in ecclesiis, quae Can. 60 - § 1. Il Patriarca nelle chiese destinate


christifidelibus Ecclesiae, cui praeest, destinatae ai fedeli cristiani della Chiesa a cui presiede e
sunt, et in celebrationibus liturgicis eiusdem nelle celebrazioni liturgiche della stessa Chiesa
Ecclesiae praecedit ceteros Patriarchas, etsi sunt ha la precedenza sugli altri Patriarchi, anche se
Sedis titulo potiores vel promotione seniores. sono di grado più alto per titolo di Sede o più
anziani per promozione.

§ 2. Patriarcha, qui actu potestatem § 2. Il Patriarca che attualmente possiede la


patriarchalem obtinet, praecedit illos, qui titulum potestà patriarcale ha la precedenza su quelli che
Sedis patriarchalis olim habitae adhuc servant. conservano ancora il titolo di una Sede
patriarcale in precedenza posseduta.

Can. 61 - Patriarcha procuratorem apud Sedem Can. 61 - Il Patriarca può avere un procuratore
Apostolicam habere potest a se de assensu presso la Sede Apostolica, nominato
praevio Romani Pontificis nominatum. personalmente con il previo assenso del Romano
Pontefice.

Can. 62 - Patriarcha, qui suo officio renuntiavit, Can. 62 - Il Patriarca che ha rinunciato al suo
suum titulum et honores in celebrationibus ufficio conserva il suo titolo e gli onori soprattutto
liturgicis praesertim servat itemque ius habet, ut nelle celebrazioni liturgiche; ha pure diritto che gli
sibi digna sedes habitationis de suo consensu venga assegnata col suo consenso una degna
assignetur atque media ex bonis Ecclesiae sede di abitazione e che gli si forniscano i mezzi,
patriarchalis praebeantur, quibus suae provenienti dai beni della Chiesa patriarcale, con
sustentationi proprio titulo congruae provideatur cui possa provvedere a un decoroso
firmo circa praecedentiam can. 60, § 2. sostentamento, corrispondente al proprio titolo,
fermo restando il can. 60, § 2 circa la
precedenza.

CAPUT I DE ELECTIONE PATRIARCHARUM CAPITOLO I LA ELEZIONE DEI PATRIARCHI

Can. 63 - Patriarcha canonice eligitur in Synodo Can. 63 - Il Patriarca è canonicamente eletto nel
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis. Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale.

Can. 64 - Iure particulari recenseantur ea, quae Can. 64 - Siano indicati distintamente dal diritto
requiruntur, ut quis ad patriarchalem dignitatem particolare i requisiti perché uno sia ritenuto
idoneus habeatur, salvis semper eis, quae in idoneo alla dignità patriarcale, salvo sempre
can. 180 praescribuntur. quanto è prescritto nel can. 180.

Can. 65 - § 1. Synodus Episcoporum Ecclesiae Can. 65 - § 1. Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa
patriarchalis coadunari debet in patriarchali patriarcale deve riunirsi nella residenza
residentia aut in alio loco ab Administratore patriarcale oppure in un altro luogo da designare
Ecclesiae patriarchalis de consensu Synodi dall'Amministratore della Chiesa patriarcale col
permanentis designando. consenso del Sinodo permanente.

§ 2. Synodi Episcoporum Ecclesiae patriarchalis § 2. La riunione del Sinodo dei Vescovi della
coadunatio fieri debet intra mensem a Sedis Chiesa patriarcale deve essere fatta entro un
patriarchalis vacatione computandum firmo iure mese da computare dalla vacanza della Sede
particulari longius tempus, non autem ultra patriarcale, fermo restando un tempo più lungo
bimestre, statuente. stabilito dal diritto particolare, ma non oltre due
mesi.

Can. 66 - § 1. In electione Patriarchae voce Can. 66 - § 1. Nella elezione del Patriarca hanno
activa fruuntur omnia et sola Synodi Episcoporum voce attiva tutti e soli i membri del Sinodo dei
Ecclesiae patriarchalis membra, firmo can. 102, Vescovi della Chiesa patriarcale, fermo restando
§ 3. il can. 102, § 3

§ 2. Vetitum est quemlibet alium praeter Synodi § 2. E’ vietato a qualsiasi altro, all’infuori dei
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis membra membri del Sinodo della Chiesa patriarcale, di
electioni Patriarchae in aula interesse eis clericis essere presente in aula alla elezione del
exceptis, qui ad normam can. 71, § 1 ut Patriarca, eccettuati quei chierici che, a norma
scrutatores vel actuarius Synodi assumuntur. del can. 71, § 1, sono assunti come scrutatori o
attuario del Sinodo.

§ 3. Nemini licet ullo modo sive ante Synodum § 3. Non è lecito a nessuno di immischiarsi in
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis sive ea alcun modo, sia prima del Sinodo dei Vescovi
durante electioni Patriarchae se immiscere. della Chiesa patriarcale, sia durante lo stesso,
nella elezione del Patriarca.

Can. 67 - In electione Patriarchae servari debent Can. 67 - Nell'elezione del Patriarca si devono
cann. 947 - 957 reprobata contraria osservare i cann. 947-957, riprovata la
consuetudine, nisi aliud iure communi statutum consuetudine contraria, a meno che non sia
est. stabilito diversamente dal diritto comune.

Can. 68 - § 1. Omnes Episcopi legitime convocati Can. 68 - § 1. Tutti i Vescovi legittimamente


gravi obligatione tenentur, ut intersint electioni. convocati hanno un grave obbligo di partecipare
all'elezione.

§ 2. Si quis Episcopus iusto impedimento se § 2. Se qualche Vescovo ritiene di essere


detineri existimat, scripto suas rationes aperiat impedito da un giusto impedimento, esponga per
Synodo Episcoporum Ecclesiae patriarchalis; de iscritto le sue ragioni al Sinodo della Chiesa
legitimitate impedimenti decidere est patriarcale; decidere sulla legittimità
Episcoporum, qui in loco designato initio dell'impedimento compete ai Vescovi che sono
sessionum Synodi praesentes sunt. presenti nel luogo designato all'inizio delle
sessioni del Sinodo.

Can. 69 - Convocatione canonice facta, si duae Can. 69 - Fatta canonicamente la convocazione,


ex tribus partibus Episcoporum, qui tenentur se due terzi dei Vescovi che sono tenuti a
Synodo Episcoporum Ecclesiae patriarchalis partecipare al Sinodo dei Vescovi della Chiesa
interesse, demptis eis, qui legitimo sunt patriarcale, tolti coloro che sono trattenuti da
impedimento detenti, in loco designato legittimo impedimento, risultano presenti nel
praesentes sunt, Synodus canonica declaretur et luogo designato, sia dichiarato canonico il Sinodo
ad electionem procedi potest. e si può procedere alla elezione.

Can. 70 - Nisi ius particulare aliud statuit, Synodo Can. 70 - A meno che il diritto particolare non
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis de eligendo abbia stabilito diversamente, al Sinodo dei
Patriarcha praeest, qui inter praesentes in prima Vescovi della Chiesa patriarcale per l'elezione del
sessione electus est; interim praesidentia Patriarca presiede, tra i presenti, colui che nella
Administratori Ecclesiae patriarchalis reservatur. prima sessione è stato eletto; nel frattempo la
presidenza è riservata all'Amministratore della
Chiesa patriarcale.

Can. 71 - § 1. Scrutatores et actuarius ad Can. 71 - § 1. Gli scrutatori e l'attuario possono


normam iuris particularis assumi possunt etiam essere assunti a norma del diritto particolare
inter presbyteros et diaconos. anche tra i presbiteri e i diaconi.

§ 2. Circa ea, quae scrutinia directe vel indirecte § 2. Tutti coloro che partecipano al Sinodo hanno
respiciunt, omnes, qui Synodo intersunt, gravi l'obbligo grave di conservare il segreto su ciò che
obligatione tenentur servandi secretum. direttamente o indirettamente riguarda gli scrutini.
Can. 72 - § 1. Is electus est, qui duas ex tribus Can. 72 - § 1. E' eletto colui che ha riportato due
partibus suffragiorum rettulit, nisi iure particulari terzi dei voti, a meno che per diritto particolare
statuitur, ut post congruum numerum non sia stabilito che, dopo un conveniente
scrutiniorum, saltem trium, sufficiat pars absolute numero di scrutini, almeno tre, sia sufficiente la
maior suffragiorum et ad normam can. 183, §§ 3 parte assolutamente maggiore dei voti e
et 4 electio perficiatur. l'elezione sia portata a termine a norma del
can. 183, §§ 3 e 4.

§ 2. Si electio intra quindecim dies ab inita § 2. Se l'elezione non si porta a termine entro
Synodo Episcoporum Ecclesiae patriarchalis quindici giorni, da computare dall'apertura del
computandos non peragitur, res ad Romanum Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale, la
Pontificem devolvitur. cosa viene devoluta al Romano Pontefice.

Can. 73 - Electio, si electus est saltem Episcopus Can. 73 - Se l'eletto è almeno Vescovo
legitime proclamatus, statim a praeside vel, si legittimamente proclamato, la elezione
praeses est electus, ab Episcopo ordinatione dev'essere immediatamente intimata dal
episcopali seniore totius Synodi Episcoporum Presidente all'eletto o, se è eletto il presidente,
Ecclesiae patriarchalis nomine formula modoque dal Vescovo più anziano per ordinazione
in propria Ecclesia patriarchali receptis intimanda episcopale a nome di tutto il Sinodo dei Vescovi
est electo; si vero electus nondum est Episcopus della Chiesa patriarcale, con la formula e il modo
legitime proclamatus, secreto servato ab consueto nella Chiesa patriarcale; se invece
omnibus, qui quomodolibet electionis exitum l'eletto non è stato ancora proclamato Vescovo,
noverunt, etiam erga electum, Synodus osservando il segreto da parte di tutti coloro che
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis suspenditur in qualsiasi modo hanno conosciuto l'esito della
et intimatio fiat, si omnia canonibus ad elezione, anche nei confronti dell'eletto, il Sinodo
proclamationem episcopalem requisita peracta della Chiesa patriarcale viene sospeso e si faccia
sunt. l'intimazione se tutte le cose richieste dai canoni
per la proclamazione episcopale sono state
compiute.

Can. 74 - Electus intra biduum utile ab Can. 74 - L'eletto deve manifestare, entro due
intimatione computandum manifestare debet, giorni utili da computare dall'intimazione, se
num electionem acceptet; si vero non acceptat accetta la elezione; se poi l'eletto non accetta
aut si intra biduum non respondet, omne ius ex oppure se entro due giorni non risponde, perde
electione quaesitum amittit. ogni diritto acquisito con l'elezione.

Can. 75 - Si electus acceptavit et est Episcopus Can. 75 - Se l'eletto ha accettato ed è Vescovo


ordinatus, Synodus Episcoporum Ecclesiae ordinato, il Sinodo dei Vescovi della Chiesa
patriarchalis procedat secundum praescripta patriarcale proceda secondo le prescrizioni dei
librorum liturgicorum ad eius ut Patriarchae libri liturgici alla sua proclamazione e
proclamationem et inthronizationem; si vero intronizzazione come Patriarca; se invece l'eletto
electus nondum est Episcopus ordinatus, non è ancora Vescovo ordinato, l'intronizzazione
inthronizatio valide fieri non potest, antequam non può essere fatta validamente prima che
electus ordinationem episcopalem suscepit. l'eletto abbia ricevuto l'ordinazione episcopale.

Can. 76 - § 1. Synodus Episcoporum Ecclesiae Can. 76 - § 1. Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa
patriarchalis per synodicas litteras Romanum patriarcale informi al più presto il Romano
Pontificem quam primum certiorem faciat de Pontefice mediante lettere sinodali della elezione
electione et de inthronizatione canonice peractis e dell'intronizzazione canonicamente compiute e
atque de professione fidei deque promissione inoltre della professione di fede e della promessa
fideliter officium suum implendi a novo Patriarcha di adempiere fedelmente il suo ufficio pronunciate
coram Synodo secundum probatas formulas dal nuovo Patriarca davanti al Sinodo secondo le
emissis; synodicae litterae de electione peracta formule approvate; le lettere sinodali sulla
mittantur quoque ad Patriarchas aliarum compiuta elezione siano mandate anche ai
Ecclesiarum orientalium. Patriarchi delle altre Chiese orientali.
§ 2. Novus Patriarcha per litteras manu propria § 2. Il nuovo Patriarca deve richiedere, con
subscriptas quam primum expostulare debet a lettera sottoscritta di suo pugno, al Romano
Romano Pontifice ecclesiasticam communionem. Pontefice la comunione ecclesiastica.

Can. 77 - § 1. Patriarcha canonice electus valide Can. 77 - § 1. Il Patriarca canonicamente eletto


exercet suum officium tantummodo ab esercita validamente il suo ufficio solamente
inthronizatione, qua pleno iure officium obtinet. dall’intronizzazione con la quale egli ottiene
l’ufficio a pieno diritto.

§ 2. Patriarcha, antequam communionem § 2. Prima di ricevere la comunione ecclesiastica


ecclesiasticam a Romano Pontifice accepit, ne dal Romano Pontefice, il Patriarca non convochi il
Synodum Episcoporum Ecclesiae patriarchialis Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale né
convocet neque Episcopos ordinet. ordini dei Vescovi.

CAPUT II DE IURIBUS ET OBLIGATIONIBUS CAPITOLO II DIRITTI E DOVERI DEI


PATRIACHARUM PATRIARCHI

Can. 78 - § 1. Potestas, quae Patriarchae ad Can. 78 - § 1. La potestà che compete al


normam canonum et legitimarum consuetudinum Patriarca, a norma dei canoni e delle legittime
in Episcopos ceterosque christifideles Ecclesiae, consuetudini, sui Vescovi e su tutti gli altri fedeli
cui praeest, competit, est ordinaria et propria, sed cristiani della Chiesa a cui presiede, è ordinaria e
ita personalis, ut non possit Vicarium pro tota propria; ma è così personale che egli non può
Ecclesia patriarchali constituere aut potestatem costituire un Vicario per l'intera Chiesa
suam alicui ad universitatem casuum delegare. patriarcale, oppure delegare la sua potestà a
qualcuno per la totalità dei casi.

§ 2. Potestas Patriarchae exerceri valide potest § 2. La potestà del Patriarca può essere
intra fines territorii Ecclesiae patriarchalis tantum, esercitata validamente soltanto entro i confini del
nisi aliter ex natura rei aut iure communi vel territorio della Chiesa patriarcale, a meno che
particulari a Romano Pontifice approbato constat. non consti diversamente dalla natura della cosa,
oppure dal diritto comune o particolare approvato
dal Romano Pontefice.

Can. 79 - In omnibus negotiis iuridicis Ecclesiae Can. 79 - In tutti gli affari giuridici della Chiesa
patriarchalis Patriarcha eiusdem personam gerit. patriarcale, il Patriarca la rappresenta.

Can. 80 - Patriarchae est: Can. 80 - E’ compito del Patriarca:

1° Metropolitae iura exercere et obligationes 1° esercitare i diritti di Metropolita e


implere in omnibus locis, ubi provinciae erectae adempierne gli obblighi in tutti i luoghi dove le
non sunt; province non sono erette;

2° neglegentiam Metropolitarum ad normam 2° supplire alla negligenza dei Metropoliti a


iuris supplere; norma del diritto;

3° sede metropolitana vacante Metropolitae 3° nella vacanza della sede metropolitana


iura exercere et obligationes implere in tota esercitare i diritti e adempiere i doveri del
provincia; Metropolita in tutta la provincia;

4° Metropolitam, qui oeconomum ad normam 4° ammonire il Metropolita che non ha


can. 262, § 1 non nominavit, monere; monitione nominato l’economo a norma del can. 262, § 1;
in cassum facta oeconomum per se ipsum fatta inutilmente l’ammonizione, nominare
nominare. personalmente l’economo.

Can. 81 - Romani Pontificis acta ad Ecclesiam Can. 81 - Gli atti del Romano Pontefice che
patriarchalem pertinentia Episcopis eparchialibus riguardano la Chiesa patriarcale siano notificati ai
aliisve, ad quos pertinent, per Patriarcham nota Vescovi eparchiali e agli altri destinatari per
fiant, nisi Sedes Apostolica in casu directe mezzo del Patriarca, a meno che la Sede
providit. Apostolica non abbia provveduto direttamente nel
caso.

Can. 82 - § 1. Patriarcha proprio iure potest: Can. 82 - § 1. Il Patriarca per diritto proprio può:

1° decreta ferre intra ambitum suae 1° emanare decreti, nell’ambito della sua
competentiae, quibus pressius determinantur competenza, con cui vengono determinate con
modi in lege applicanda servandi aut legum più precisione le modalità nell’applicazione della
observantia urgetur; legge oppure con cui si urge l’osservanza delle
leggi;

2° instructiones ad christifideles totius 2° indirizzare istruzioni ai fedeli cristiani di


Ecclesiae, cui praeest, dirigere ad sanam tutta la Chiesa a cui presiede per esporre la sana
doctrinam exponendam, pietatem fovendam, dottrina, per favorire la pietà, per correggere gli
abusus corrigendos et exercitia, quae spirituale abusi e per approvare e incoraggiare gli esercizi
christifidelium bonum foveant, approbanda et che favoriscono il bene spirituale dei fedeli
commendanda; cristiani;

3° litteras encyclicas toti Ecclesiae, cui 3° inviare lettere encicliche a tutta la Chiesa a
praeest, dare circa quaestiones propriam cui presiede sulle questioni che riguardano la
Ecclesiam et ritum respicientes. propria Chiesa e il rito.

§ 2. Patriarcha Episcopis ceterisque clericis § 2. Il Patriarca può comandare ai Vescovi e a


necnon sodalibus institutorum vitae consecratae tutti gli altri chierici, come pure ai membri degli
totius Ecclesiae, cui praeest, praecipere potest, istituti di vita consacrata di tutta la Chiesa a cui
ut sua decreta, instructiones atque litterae presiede, che siano letti pubblicamente ed
encyclicae in propriis ecclesiis vel domibus esposti nelle proprie chiese o case i suoi decreti,
publice legantur et exponantur. le istruzioni e anche le lettere encicliche.

§ 3. Patriarcha in omnibus, quae totam § 3. Il Patriarca non tralasci di ascoltare il Sinodo


Ecclesiam, cui praeest, veI graviora negotia permanente o il Sinodo dei Vescovi della Chiesa
respiciunt, ne omittat audire Synodum patriarcale o anche l’assemblea patriarcale nelle
permanentem vel Synodum Episcoporum cose che riguardano tutta la Chiesa a cui
Ecclesiae patriarchalis vel etiam conventum presiede o gli affari più importanti.
patriarchalem.

Can. 83 - § 1. Salvo iure et obligatione Episcopi Can. 83 - § 1. Salvo il diritto e il dovere del
eparchialis canonice visitandi propriam Vescovo eparchiale di visitare canonicamente la
eparchiam Patriarcha ius et obligationem habet in propria eparchia, il Patriarca ha il diritto e il
eadem eparchia visitationem pastoralem dovere di compiere la visita pastorale nella
peragendi temporibus iure particulari statutis. medesima eparchia nei tempi stabiliti dal diritto
particolare.

§ 2. Patriarcha potest gravi de causa et de § 2. Per una grave causa e col consenso del
consensu Synodi permanentis aliquam Sinodo permanente, il Patriarca può visitare una
ecclesiam, civitatem, eparchiam per se aut per chiesa, una città o un'eparchia, personalmente
alium Episcopum visitare et tempore huius oppure per mezzo di un altro Vescovo, e durante
visitationis omnia, quae in visitatione canonica questa visita può compiere tutto ciò che compete
Episcopo eparchiali competunt, peragere. al Vescovo eparchiale nella visita canonica.

Can. 84 - § 1. Maxime curet Patriarcha, ut sive Can. 84 - § 1. Il Patriarca abbia la massima


ipse sive Episcopi eparchiales Ecclesiae, cui sollecitudine affinché, sia lui sia i Vescovi
praeest, collatis consiliis, praesertim in eparchiali della Chiesa a cui egli presiede,
conventibus iure praevisis, cum Patriarchis ac confrontando i pareri, specialmente nelle
Episcopis eparchialibus aliarum Ecclesiarum sui assemblee previste dal diritto, con i Patriarchi e i
iuris, qui in eodem territorio potestatem suam Vescovi eparchiali delle altre Chiese sui iuris che
exercent, unitatem actionis inter se ceterosque esercitano la loro potestà nello stesso territorio,
christifideles cuiuscumque Ecclesiae sui iuris promuovano l'unità d'azione tra di loro e con tutti
promoveant et viribus unitis communia adiuvent gli altri fedeli cristiani di qualsiasi Chiesa sui iuris
opera ad bonum religionis expeditius e, unendo le forze, aiutino le opere comuni che
promovendum, ad disciplinam ecclesiasticam intendono promuovere più speditamente il bene
efficacius tuendam necnon ad omnium della religione, tutelare più efficacemente la
christianorum unitatem concorditer fovendam. disciplina ecclesiastica, nonché favorire
concordemente l'unità di tutti i cristiani.

§ 2. Foveat quoque Patriarcha frequentes § 2. Il Patriarca incoraggi anche frequenti incontri


collationes inter Hierarchas ceterosque tra i Gerarchi e tutti gli altri fedeli cristiani che,
christifideles, quos pro sua prudentia secondo la sua prudenza, giudica opportuno
convocandos censet, de rebus pastoralibus convocare su materie pastorali e altri affari che
aliisque negotiis, quae aut totam Ecclesiam, cui riguardano tutta la Chiesa a cui presiede, oppure
praeest, aut aliquam provinciam vel regionem qualche provincia o regione.
respiciunt.

Can. 85 - § 1. Patriarcha gravi de causa, de Can. 85 - § 1. Per una grave causa il Patriarca
consensu Synodi Episcoporum Ecclesiae può, col consenso del Sinodo dei Vescovi della
patriarchalis et consulta Sede Apostolica potest Chiesa patriarcale e dopo aver consultato la
provincias et eparchias erigere, aliter Sede Apostolica, erigere, circoscrivere
circumscribere, unire, dividere, supprimere diversamente, unire, dividere, sopprimere
earumque gradum hierarchicum immutare et province ed eparchie, mutarne il grado gerarchico
sedem eparchialem transferre. e trasferire la sede eparchiale.

§ 2. Patriarchae de consensu Synodi § 2. Compete al Patriarca con il consenso del


Episcoporum Ecclesiae patriarchalis competit: Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale:

1° Episcopo eparchiali Episcopum 1° dare al Vescovo eparchiale un Vescovo


coadiutorem vel Episcopum auxiliarem dare coadiutore o un Vescovo ausiliare osservando i
servatis cann. 181, § 1, 182 - 187 et 212; cann. 181, § 1, 182-187 e 212;

2° gravi de causa Metropolitam vel 2° trasferire per una grave causa il


Episcopum eparchialem aut titularem ad aliam Metropolita o un Vescovo eparchiale oppure
sedem metropolitanam, eparchialem vel titularem titolare a un’altra sede metropolitana, eparchiale
transferre; si quis renuit, Synodus Episcoporum o titolare; se qualcuno rifiuta, il Sinodo dei
Ecclesiae patriarchalis rem dirimat vel ad Vescovi della Chiesa patriarcale dirima la cosa o
Romanum Pontificem deferat. la deferisca al Romano Pontefice.

§ 3. Patriarcha de consensu Synodi permanentis § 3. Il Patriarca, col consenso del Sinodo


potest exarchias erigere, immutare et permanente, può erigere, mutare e sopprimere
supprimere. degli esarcati.

§ 4. De his decisionibus Patriarcha quam primum § 4. Di queste decisioni il Patriarca informi al più
Sedem Apostolicam certiorem faciat. presto la Sede Apostolica.

Can. 86 - § 1. Patriarchae competit: Can. 86 - § 1. Compete al Patriarca:

1° Metropolitae vel Episcopo litteras 1° dare al Metropolita o al Vescovo le lettere


patriarchales de provisione canonica dare; patriarcali circa la provvisione canonica;

2° ordinare Metropolitas per se vel, si 2° ordinare i Metropoliti personalmente o, se


impeditus est, per alios Episcopos necnon, si ius è impedito, per mezzo di altri Vescovi, come
particulare ita fert, ordinare etiam omnes pure, se il diritto particolare così comporta,
Episcopos; ordinare anche tutti i Vescovi;
3° Metropolitam post ordinationem 3° intronizzare il Metropolita dopo
episcopalem inthronizare. l’ordinazione episcopale.

§ 2. Ipso iure Patriarchae facultas datur § 2. E’ data facoltà dal diritto stesso al Patriarca
Metropolitas ceterosque Episcopos Ecclesiae, cui di ordinare e intronizzare i Metropoliti e tutti gli
praeest, a Romano Pontifice extra fines territorii altri Vescovi della Chiesa a cui presiede, costituiti
eiusdem Ecclesiae constitutos ordinandi et dal Romano Pontefice fuori dei confini del
inthronizandi, nisi aliud in casu speciali expresse territorio della stessa Chiesa, a meno che in un
statuitur. caso speciale non sia espressamente stabilito
diversamente.

§ 3. Ordinatio episcopalis et inthronizatio fieri § 3. L’ordinazione episcopale e l’intronizzazione


debent intra terminos iure statutos, litterae devono essere compiute entro i termini stabiliti
patriarchales vero de provisione canonica intra dal diritto, mentre le lettere patriarcali di
decem dies post electionis proclamationem provvisione canonica devono essere date entro
dandae sunt; de ordinatione episcopali et de dieci giorni dopo la proclamazione della elezione;
inthronizatione Sedes Apostolica quam primum della ordinazione episcopale e intronizzazione si
certior fiat. informi al più presto la Sede Apostolica.

Can. 87 - Patriarcha potest curare, ut in Synodo Can. 87 - Il Patriarca può prendersi cura che nel
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis ad normam Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale siano
cann. 181, § 1 et 182 - 187 eligantur, dummodo eletti, a norma dei cann. 181, § 1 e 182-187,
congruae eorum sustentationi provisum sit, purché si provveda al loro conveniente
aliquot Episcopi curiae patriarchalis, non tamen sostentamento, alcuni Vescovi della curia
ultra tres, quibus officium cum residentia in curia patriarcale, non però più di tre, ai quali conferire
patriarchali conferat, eosque potest peractis un ufficio con residenza nella curia patriarcale e li
omnibus ad proclamationem episcopalem può ordinare dopo aver compiuto tutte le cose
requisitis ordinare. richieste per la proclamazione episcopale.

Can. 88 - § 1. Episcopi Ecclesiae patriarchalis Can. 88 - § 1. I Vescovi della Chiesa patriarcale


Patriarchae honorem et obsequium exhibeant prestino al Patriarca onore e rispetto e la dovuta
debitamque oboedientiam praestent; Patriarcha obbedienza; il Patriarca poi tratti gli stessi
vero eosdem Episcopos, qua par est reverentia, Vescovi con la dovuta riverenza e li accolga con
prosequatur et fraterna caritate complectatur. fraterna carità.

§ 2. Patriarcha curet, ut controversiae, quae inter § 2. Il Patriarca cerchi di comporre le controversie


Episcopos forte oriuntur, componantur firmo iure che eventualmente sorgessero tra i Vescovi,
eas quolibet tempore ad Romanum Pontificem fermo restando il diritto di deferirle in qualunque
deferendi. tempo al Romano Pontefice.

Can. 89 - § 1. Patriarchae ius et obligatio est Can. 89 - § 1. E' diritto e dovere del Patriarca
omnibus clericis ad normam iuris vigilandi; si quis vigilare a norma del diritto su tutti i chierici; se gli
poenam mereri videtur, Hierarcham, cui clericus sembra che qualcuno meriti una pena, avverta il
immediate subditus est, moneat et monitione in Gerarca a cui il chierico è immediatamente
cassum facta in clericum ipse ad normam iuris soggetto e, se l'avvertenza è risultata inutile, egli
procedat. stesso proceda contro il chierico a norma del
diritto.

§ 2. Munus expediendi negotia, quae totam § 2. Il Patriarca può affidare il compito di trattare
Ecclesiam patriarchalem respiciunt, Patriarcha gli affari che riguardano l'intera Chiesa patriarcale
committere potest clerico cuilibet consulto eius a qualunque chierico, dopo aver consultato il suo
Episcopo eparchiali vel, si de sodali instituti Vescovo eparchiale o, se si tratta di un membro
religiosi veI societatis vitae communis ad instar di un istituto religioso o di una società di vita
religiosorum agitur, eius Superiore maiore, nisi comune a guisa dei religiosi, il suo Superiore
ius particulare Ecclesiae patriarchalis eorundem maggiore, a meno che il diritto particolare della
consensum requirit; hunc clericum potest etiam Chiesa patriarcale non richieda il loro consenso;
munere durante sibi immediate subdere. durante questo incarico può anche sottoporre
immediatamente a sé questo chierico.

§ 3. Patriarcha conferre potest dignitatem in § 3. Il Patriarca può conferire una dignità


propria Ecclesia patriarchali receptam cuilibet riconosciuta nella propria Chiesa a qualunque
clerico firmo can. 430, dummodo accedat chierico, fermo restando il can. 430, purché si
consensus scripto datus Episcopi eparchialis, cui aggiunga il consenso scritto del Vescovo
clericus subditus est, vel, si de sodali instituti eparchiale di cui il chierico è suddito o, se si tratta
religiosi vel societatis vitae communis ad instar di un membro di un istituto religioso o di una
religiosorum agitur, eius Superioris maioris. società di vita comune a guisa dei religiosi, del
suo Superiore maggiore.

Can. 90 - Patriarcha gravi de causa potest Can. 90 - Per una grave causa e dopo aver
consulto Episcopo eparchiali atque de consensu consultato il Vescovo eparchiale e col consenso
Synodi permanentis locum vel personam del Sinodo permanente, il Patriarca può sottrarre
iuridicam, quae non ad institutum religiosum un luogo o una persona giuridica che non
pertinet, in ipso actu erectionis a potestate appartiene a un istituto religioso, nell'atto stesso
Episcopi eparchialis eximere sibique immediate dell'erezione, dalla potestà del Vescovo
subicere, quod attinet ad administrationem eparchiale e sottometterlo immediatamente a sé,
bonorum temporalium necnon ad personas per quanto riguarda l'amministrazione dei beni
eidem loco vel personae iuridicae addictas in eis temporali come pure le persone addette al luogo
omnibus, quae ad earum munus vel officium stesso o alla persona giuridica, in tutte quelle
spectant. cose che riguardano il loro incarico o ufficio.

Can. 91 - Patriarcha commemorari debet in Can. 91 - Il Patriarca dev'essere commemorato


Divina Liturgia et in laudibus divinis post nella Divina Liturgia e nelle lodi divine, dopo il
Romanum Pontificem ab omnibus Episcopis Romano Pontefice, da tutti i Vescovi e da tutti gli
ceterisque clericis secundum praescripta librorum altri chierici secondo le prescrizioni dei libri
liturgicorum. liturgici.

Can. 92 - § 1. Patriarcha manifestet Can. 92 - § 1. Il Patriarca manifesti la comunione


communionem hierarchicam cum Romano gerarchica con il Romano Pontefice, successore
Pontifice, sancti Petri successore, per fidelitatem, di san Pietro, mediante la fedeltà, la venerazione
venerationem et oboedientiam, quae debentur e l’obbedienza che sono dovute al Pastore
supremo universae Ecclesiae Pastori. supremo della Chiesa universale.

§ 2. Patriarcha commemorationem Romani § 2. Il Patriarca deve fare la commemorazione


Pontificis in signum plenae communionis cum eo del Romano Pontefice, in segno di piena
in Divina Liturgia et in laudibus divinis secundum comunione con lui, nella Divina Liturgia e nelle
praescripta librorum liturgicorum debet facere et lodi divine, secondo le prescrizioni dei libri
curare, ut ab omnibus Episcopis ceterisque liturgici, e curare che sia fatta fedelmente da tutti i
clericis Ecclesiae, cui praeest, fideliter fiat. Vescovi e da tutti gli altri chierici della Chiesa a
cui presiede.

§ 3. Patriarchae cum Romano Pontifice frequens § 3. Il rapporto del Patriarca col Romano
sit consuetudo ac secundum normas specialiter Pontefice sia frequente e gli invii, secondo le
statutas ei relationem de statu Ecclesiae, cui norme speciali stabilite, la relazione sullo stato
praeest, exhibeat necnon intra annum a sua della Chiesa a cui presiede e, entro un anno dalla
electione, deinde pluries durante munere sua elezione e in seguito più volte durante la sua
visitationem ad Urbem peragat sanctorum funzione, compia la visita all’Urbe per venerare
Apostolorum Petri et Pauli limina veneraturus le tombe dei santi Apostoli Pietro e Paolo e si
atque sancti Petri successori in primatu super presenti al successore di Pietro nel primato sulla
universam Ecclesiam se sistat. Chiesa universale.

Can. 93 - Patriarcha resideat in sede suae Can. 93 - Il Patriarca risieda nella sede della sua
residentiae, a qua ne absit nisi canonica ex residenza e non si allontani da essa se non per
causa. una causa canonica.

Can. 94 - Divinam Liturgiam pro populo totius Can. 94 - Il Patriarca deve celebrare la Divina
Ecclesiae cui, praeest, Patriarcha celebrare Liturgia, a favore del popolo di tutta la Chiesa a
debet diebus festis iure particulari statutis. cui presiede, nei giorni festivi stabiliti dal diritto
particolare.

Can. 95 - § 1. Episcoporum eparchialium Can. 95 - § 1. I doveri dei Vescovi eparchiali, di


obligationes, de quibus in can. 196, tenent etiam cui nel can. 196, obbligano anche il Patriarca,
Patriarcham firmis de cetero singulorum fermi restando per altro i doveri dei singoli
Episcoporum obligationibus. Vescovi.

§ 2. Patriarcha curet, ut Episcopi eparchiales § 2. Il Patriarca abbia cura che i Vescovi


muneri pastorali fideliter satisfaciant et in eparchiali adempiano fedelmente la loro funzione
eparchia, quam regunt, resideant; eorum zelum pastorale e risiedano nell’eparchia che
excitet; si in aliqua re graviter offenderunt, eos governano; incoraggi il loro zelo; se in qualcosa
consulta, nisi periculum in mora est, Synodo hanno sbagliato gravemente, non tralasci di
permanenti monere ne omittat et, si monitiones ammonirli, dopo aver consultato - se non c’è
optatum effectum non sortiuntur, rem ad pericolo nell’attesa - il Sinodo permanente, e se
Romanum Pontificem deferat. le ammonizioni non ottengono l’effetto
desiderato, deferisca la cosa al Romano
Pontefice.

Can. 96 - Circa orationes et pietatis exercitia, Can. 96 - A riguardo delle orazioni e degli
dummodo proprio ritui consonent, Patriarcha in esercizi di pietà, il Patriarca in tutta la Chiesa a
tota Ecclesia, cui praeest, eadem potest ac cui presiede, ha la stessa potestà che ha il
Hierarchae loci. Gerarca del luogo, purché siano in consonanza
col proprio rito.

Can. 97 - Patriarcha diligenter vigilare debet Can. 97 - Il Patriarca deve vigilare diligentemente
rectae administrationi omnium bonorum sulla retta amministrazione di tutti i beni
ecclesiasticorum firma primaria singulorum ecclesiastici, fermo restando il dovere primario, di
Episcoporum eparchialium obligatione, de qua in cui nel can. 1022, § 1, dei singoli Vescovi
can. 1022, § 1. eparchiali.

Can. 98 - Patriarcha de consensu Synodi Can. 98 - Il Patriarca col consenso del Sinodo dei
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis et praevio Vescovi della Chiesa patriarcale e col previo
assensu Romani Pontificis conventiones iuri a assenso del Romano Pontefice può stipulare
Sede Apostolica statuto non contrarias cum delle convenzioni, che non siano contrarie al
auctoritate civili inire potest; easdem autem diritto stabilito dalla Sede Apostolica, con
conventiones Patriarcha ad effectum ducere non l'autorità civile; ma il Patriarca non può rendere
potest nisi obtenta Romani Pontificis esecutive le stesse convenzioni se non dopo aver
approbatione. ottenuto l'approvazione del Romano Pontefice.

Can. 99 - § 1. Patriarcha curet, ut Statuta Can. 99 - § 1. Il Patriarca abbia cura che siano
personalia in regionibus, in quibus vigent, ab osservati da tutti gli Statuti personali nelle regioni
omnibus serventur. in cui sono in vigore.

§ 2. Si plures Patriarchae eodem in loco § 2. Se diversi Patriarchi usufruiscono nello


potestate in Statutis personalibus agnita vel stesso luogo della potestà riconosciuta o
concessa utuntur, expedit, ut in negotiis maioris concessa negli Statuti personali, conviene che
momenti collatis consiliis agant. negli affari di maggior importanza agiscano di
comune intesa.

Can. 100 - Negotia, quae plures eparchias Can. 100 - Il Patriarca può avocare a sé gli affari
respiciunt et auctoritatem civilem tangunt, che riguardano più eparchie e che interessano
Patriarcha ad se advocare potest; statuere autem l'autorità civile; non può però prendere decisioni
de eisdem non potest nisi consultis Episcopis sugli stessi se non dopo aver consultato i Vescovi
eparchialibus, quorum interest, et de consensu eparchiali interessati e col consenso del Sinodo
Synodi permanentis; si vero res urget nec permanente; se però la cosa è urgente e non
suppetit tempus ad coadunandos Episcopos resta il tempo per riunire i Vescovi membri del
Synodi permanentis membra, horum vices in Sinodo permanente, ne fanno le veci in questo
casu gerunt Episcopi curiae patriarchalis, si caso i Vescovi della curia patriarcale, se ci sono,
habentur, secus vero duo Episcopi eparchiales altrimenti i due Vescovi eparchiali più anziani per
ordinatione episcopali seniores. ordinazione episcopale.

Can. 101 - Patriarcha in propria eparchia, in Can. 101 - Il Patriarca nella propria eparchia, nei
monasteriis stauropegiacis itemque in locis, ubi monasteri stauropegiaci, come pure nei luoghi
nec eparchia nec exarchia erecta est, eadem iura dove non è eretta né un'eparchia né un esarcato,
et obligationes habet ac Episcopus eparchialis. ha gli stessi diritti e doveri del Vescovo
eparchiale.

CAPUT III DE SYNODO EPISCOPORUM CAPITOLO III IL SINODO DEI VESCOVI DELLA
ECCLESIAE PATRIARCHALIS CHIESA PATRIARCALE

Can. 102 - § 1. Ad Synodum Episcoporum Can. 102 - § 1. Al Sinodo dei Vescovi della
Ecclesiae patriarchalis vocari debent omnes et Chiesa patriarcale devono essere convocati tutti
soli Episcopi ordinati eiusdem Ecclesiae e soli i Vescovi ordinati della stessa Chiesa
ubicumque constituti exclusis eis, de quibus in ovunque costituiti, esclusi quelli di cui nel Tit. IV -
can. 953, § 1, vel eis, qui poenis canonicis, de Le Chiese patriarcali Tit. IV - Le Chiese patriarcali
quibus in cann. 1433 et 1434, puniti sunt. can. 953, § 1, o che sono puniti con pene
canoniche di cui nei cann. 1433 e 1434.

§ 2. Quod attinet ad Episcopos eparchiales extra § 2. Per quanto riguarda i Vescovi eparchiali
fines territorii Ecclesiae patriarchalis constitutos costituiti fuori dai confini del territorio della Chiesa
et ad Episcopos titulares, ius particulare eorum patriarcale e i Vescovi titolari, il diritto particolare
suffragium deliberativum coartare potest firmis può limitare il loro voto deliberativo, fermi
vero canonibus de electione Patriarchae, restando però i canoni sulla elezione del
Episcoporum et candidatorum ad offcia, de Patriarca, dei Vescovi e dei candidati agli uffici di
quibus in can. 149. cui nel can. 149.

§ 3. Exceptis Patriarchis et Episcopis § 3. Eccetto i Patriarchi e i Vescovi eparchiali


eparchialibus adhuc in munere, octogesimo ancora in ufficio, compiuti gli ottanta anni di età, i
aetatis expleto anno, Episcopi suffragium Vescovi perdono il voto deliberativo nel Sinodo
deliberativum amittunt in Synodo Episcoporum et dei Vescovi, e anche nell’elezione dei Patriarchi,
etiam in electione Patriarcharum, Episcoporum dei Vescovi e dei candidati agli uffici di cui nel
candidatorumque ad officia de quibus in can. 149.
can. 149.

§ 4. Pro certis negotiis expediendis a Patriarcha § 4. Per la trattazione di determinati affari


ad normam iuris particularis vel de consensu possono essere invitate dal Patriarca, a norma
Synodi permanentis alii invitari possunt del diritto particolare o col consenso del Sinodo
praesertim Hierarchae non Episcopi ac periti ad permanente, altre persone, specialmente
suas opiniones Episcopis in Synodo congregatis Gerarchi non Vescovi ed esperti, al fine di
manifestandas firmo can. 66, § 2. esprimere le loro opinioni ai Vescovi riuniti nel
Sinodo, fermo restando il can. 66, § 2.

Can. 103 - Patriarchae est Synodum Can. 103 - E' compito del Patriarca convocare il
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis convocare Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale e
eique praeesse. presiederlo.

Can. 104 - § 1. Omnes Episcopi ad Synodum Can. 104 - § 1. Tutti i Vescovi legittimamente
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis legitime convocati al Sinodo dei Vescovi della Chiesa
vocati gravi obligatione tenentur, ut eidem patriarcale hanno il grave obbligo di partecipare
Synodo intersint eis exceptis, qui officio suo iam al Sinodo stesso, ad eccezione di coloro che
renuntiaverunt. hanno rinunciato al loro ufficio.

§ 2. Si quis Episcopus iusto impedimento se § 2. Se qualche Vescovo ritiene di essere


detineri existimat, scripto suas rationes aperiat trattenuto da un giusto impedimento, esponga
Synodo Episcoporum Ecclesiae patriarchalis; de per iscritto le sue ragioni al Sinodo dei Vescovi
legitimitate impedimenti decidere est della Chiesa patriarcale; decidere sulla legittimità
Episcoporum, qui in loco designato initio dell'impedimento spetta ai Vescovi che sono
sessionum Synodi praesentes sunt. presenti nel luogo designato all'inizio delle
sessioni del Sinodo.

Can. 105 - Pro Synodo Episcoporum Ecclesiae Can. 105 - Per il Sinodo dei Vescovi della Chiesa
patriarchalis nemo ex eiusdem Synodi membris patriarcale nessuno dei membri dello stesso
procuratorem sui loco mittere potest nec Sinodo può inviare al suo posto un procuratore e
quisquam plura suffragia habet. nessuno ha più di un voto.

Can. 106 - § 1. Synodus Episcoporum Ecclesiae Can. 106 - § 1. Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa
patriarchalis convocari debet, quoties: patriarcale deve essere convocato ogni volta che:

1° expedienda sunt negotia, quae ad 1° si devono trattare degli affari che


exclusivam competentiam Synodi Episcoporum appartengono alla esclusiva competenza del
Ecclesiae patriarchalis pertinent aut pro quibus Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale,
peragendis consensus eiusdem Synodi requiritur; oppure per eseguire i quali è richiesto il consenso
dello stesso Sinodo;

2° Patriarcha de consensu Synodi 2° il Patriarca col consenso del Sinodo


permanentis id necessarium iudicat; permanente lo ritiene necessario;

3° tertia saltem pars membrorum pro dato 3° almeno una terza parte dei membri lo
negotio id postulat salvis semper iuribus richiede per un certo affare, salvi restando
Patriarcharum, Episcoporum aliarumque sempre i diritti dei Patriarchi, dei Vescovi e delle
personarum iure communi statutis. altre persone stabiliti dal diritto comune.

§ 2. Synodus Episcoporum Ecclesiae § 2. Inoltre il Sinodo dei Vescovi della Chiesa


patriarchalis praeterea convocari debet, si ius patriarcale deve essere convocato, se così
particulare ita fert, statis temporibus, etiam stabilisce il diritto particolare, in tempi
quotannis. determinati, anche ogni anno.

Can. 107 - § 1. Nisi ius particulare maiorem Can. 107 - § 1. A meno che il diritto particolare
praesentiam exigit et firmis cann. 69, 149 et 183, non esiga una maggiore presenza e fermi
§ 1, quaelibet sessio Synodi Episcoporum restando i cann. 69, 149 e 183, § 1, ogni
Ecclesiae patriarchalis canonica atque singulum sessione del Sinodo dei Vescovi della Chiesa
scrutinium validum est, si maior pars patriarcale è canonica e ogni singola votazione è
Episcoporum, qui tenentur eidem Synodo valida, se la parte maggiore dei Vescovi che sono
interesse, praesens est. tenuti a intervenire al Sinodo è presente.

§ 2. Firmis cann. 72, 149 et 183, §§ 3 et 4 § 2. Fermi restando i cann. 72, 149 e 183, §§ 3 e
integrum est Synodo Episcoporum Ecclesiae 4, il Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale
patriarchalis latis normis statuere, quot suffragia ha pieno diritto di stabilire con sue norme quanti
et scrutinia requirantur, ut decisiones synodales voti e quanti scrutini sono richiesti perché le
vim iuris obtineant; secus servari debet can. 924. decisioni sinodali abbiano vigore giuridico;
altrimenti dev'essere osservato il can. 924.

Can. 108 - § 1. Patriarchae est Synodum Can. 108 - § 1. E' compito del Patriarca aprire il
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis aperire Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale,
necnon de eiusdem Synodi consensu transferre, come pure col consenso dello stesso Sinodo
prorogare, suspendere et dissolvere. trasferirlo, prorogarlo, sospenderlo o scioglierlo.

§ 2. Patriarchae quoque est praeauditis Synodi § 2. E' compito del Patriarca, dopo aver ascoltato
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis membris i membri del Sinodo dei Vescovi della Chiesa
ordinem servandum in quaestionibus patriarcale, anche preparare l'ordine del giorno
examinandis praeparare atque approbationi da osservare nell'esame delle questioni e da
Synodi initio sessionum subicere. sottoporre all'approvazione del Sinodo all'inizio
delle sessioni.

§ 3. Synodo Episcoporum Ecclesiae patriarchalis § 3. Durante il Sinodo dei Vescovi della Chiesa
durante singuli Episcopi propositis quaestionibus patriarcale i singoli Vescovi possono aggiungere
possunt alias addere, si saltem tertia pars altre questioni a quelle proposte, se lo consente
membrorum, quae Synodo intersunt, consentit. almeno la terza parte dei membri che partecipano
al Sinodo.

Can. 109 - Synodo Episcoporum Ecclesiae Can. 109 - Una volta incominciato il Sinodo dei
patriarchalis incohata nemini Episcoporum licet Vescovi della Chiesa patriarcale, a nessun
discedere a Synodi sessionibus nisi iusta de Vescovo è lecito assentarsi dalle sessioni del
causa a Synodo approbata. Sinodo se non per una giusta causa approvata
dal Sinodo.

Can. 110 - § 1. Synodo Episcoporum Ecclesiae Can. 110 - § 1. Compete esclusivamente al


patriarchalis exclusive competit leges ferre pro Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale
tota Ecclesia patriarchali, quae vim obtinent ad emanare leggi per l'intera Chiesa patriarcale, che
normam can. 150, §§ 2 et 3. hanno vigore a norma del can. 150, §§ 2 e 3.

§ 2. Synodus Episcoporum Ecclesiae § 2. Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale


patriarchalis est tribunal ad normam can. 1062. è il tribunale a norma del can. 1062.

§ 3. Synodus Episcoporum Ecclesiae § 3. Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale


patriarchalis electionem Patriarchae, porta a termine la elezione del Patriarca, dei
Episcoporum et candidatorum ad officia, de Vescovi e dei candidati agli uffici di cui nel
quibus in can. 149, peragit. can. 149.

§ 4. Actus administrativi Synodo Episcoporum § 4. Non competono al Sinodo dei Vescovi della
Ecclesiae patriarchalis non competunt, nisi pro Chiesa patriarcale gli atti amministrativi, a meno
certis actibus Patriarcha aliud statuit aut iure che per determinati atti il Patriarca non abbia
communi actus aliqui eidem Synodo reservantur stabilito diversamente, oppure che dal diritto
et firmis canonibus, qui consensum Synodi comune alcuni atti siano riservati allo stesso
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis requirunt. Sinodo e fermi restando i canoni che richiedono il
consenso del Sinodo dei Vescovi della Chiesa
patriarcale.

Can. 111 - § 1. Synodus Episcoporum Ecclesiae Can. 111 - § 1. Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa
patriarchalis designat modum et tempus patriarcale stabilisce il modo e il tempo di
promulgationis legum et publicationis decisionum. promulgazione delle leggi e di pubblicazione delle
decisioni.

§ 2. Item de secreto servando circa acta et § 2. Così pure il Sinodo dei Vescovi della Chiesa
negotia tractata Synodo Episcoporum Ecclesiae patriarcale deve decidere a riguardo del segreto
patriarchalis est decidendum salva obligatione da osservare circa gli atti e gli affari trattati, salvo
secretum servandi in casibus iure communi restando l'obbligo di conservare il segreto nei
statutis. casi stabiliti dal diritto comune.

§ 3. Acta de legibus ac decisionibus quam § 3. Gli atti relativi alle leggi e alle decisioni siano
primum Romano Pontifici mittantur; certa acta vel inviati al più presto al Romano Pontefice;
etiam omnia cum ceteris Ecclesiarum orientalium determinati atti o anche tutti siano comunicati agli
Patriarchis de iudicio eiusdem Synodi altri Patriarchi delle Chiese orientali a giudizio
communicentur. dello stesso Sinodo.

Can. 112 - § 1. Patriarchae competit promulgatio Can. 112 - § 1. La promulgazione delle leggi e la
legum et publicatio decisionum Synodi pubblicazione delle decisioni del Sinodo dei
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis. Vescovi della Chiesa patriarcale compete al
Patriarca.

§ 2. Interpretatio authentica legum Synodi § 2. L'interpretazione autentica delle leggi del


Episcoporum Ecclesiae patriarchalis usque ad Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale fino
futuram Synodum Patriarchae consulta Synodo al futuro Sinodo, compete al Patriarca dopo aver
permanenti competit. consultato il Sinodo permanente.

Can. 113 - Synodus Episcoporum Ecclesiae Can. 113 - Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa
patriarchalis sua conficiat statuta., in quibus patriarcale componga i suoi statuti nei quali si
provideatur de secretaria Synodi, de provveda circa la segreteria del Sinodo, le
commissionibus praeparatoriis, de ordine commissioni preparatorie, l'ordine di procedere
procedendi necnon de aliis mediis, quae fini come pure circa gli altri mezzi che contribuiscano
consequendo efficacius consulant. in modo più efficace a conseguirne il fine.

CAPUT IV DE CURIA PATRIARCHALI CAPITOLO IV LA CURIA PATRIARCALE

Can. 114 - § 1. Patriarcha penes suam Sedem Can. 114 - § 1. Il Patriarca deve avere, vicino alla
habere debet curiam patriarchalem a curia sua Sede, la curia patriarcale, distinta dalla curia
eparchiae Patriarchae distinctam, quae constat dell'eparchia del Patriarca, che consta del Sinodo
ex Synodo permanenti, Episcopis curiae permanente, dei Patriarchi della curia patriarcale,
patriarchalis, tribunali ordinario Ecclesiae del tribunale ordinario della Chiesa patriarcale,
patriarchalis, oeconomo patriarchali, cancellario dell'economo patriarcale, del cancelliere
patriarchali, commissione de re liturgica necnon patriarcale, della commissione liturgica, come
aliis commissionibus, quae iure curiae patriarchali pure delle altre commissioni che si aggiungono di
adiunguntur. diritto alla curia patriarcale.

§ 2. Personae ad curiam patriarchalem § 2. Le persone che appartengono alla curia


pertinentes a Patriarcha ex clericis totius patriarcale possono essere scelte dal Patriarca
Ecclesiae, cui praeest, seligi possunt consulto tra i chierici dell'intera Chiesa a cui presiede,
eorum Episcopo eparchiali vel, si de sodalibus dopo aver consultato il loro Vescovo eparchiale
instituti religiosi vel societatis vitae communis ad o, se si tratta di membri di un istituto religioso o di
instar religiosorum agitur, eorum Superiore una società di vita comune a guisa dei religiosi, il
maiore. loro Superiore maggiore.

§ 3. Officia utriusque curiae Patriarchae, § 3. Per quanto è possibile, non si cumulino nelle
quatenus fieri potest, in eisdem personis ne stesse persone gli uffici di entrambe le curie del
cumulentur. Patriarca.

Can. 115 - § 1. Synodus permanens constat ex Can. 115 - § 1. Il Sinodo permanente è composto
Patriarcha et quattuor Episcopis ad dal Patriarca e da quattro Vescovi designati per
quinquennium designatis. un quinquennio.

§ 2. Horum Episcoporum tres a Synodo § 2. Tre di questi Vescovi sono eletti dal Sinodo
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis eliguntur, dei Vescovi della Chiesa patriarcale; tra questi
inter quos saltem duo ex Episcopis eparchialibus almeno due devono essere Vescovi eparchiali,
esse debent, unus vero a Patriarcha nominatur. uno invece è nominato dal Patriarca.

§ 3. Eodem tempore ac modo designentur § 3. Nello stesso tempo e modo vengano


quattuor, quatenus fieri potest, Episcopi, qui ex designati, per quanto è possibile, quattro Vescovi
ordine a Synodo Episcoporum Ecclesiae che, nell'ordine determinato dal Sinodo dei
patriarchalis determinato Synodi permanentis Vescovi della Chiesa patriarcale, sostituiscano
membra impedita alternatim substituant. alternativamente i membri impediti del Sinodo
permanente.

Can. 116 - § 1. Patriarchae est Synodum Can. 116 - § 1. E' compito del Patriarca
permanentem convocare eique praeesse. convocare e presiedere il Sinodo permanente.

§ 2. Si Patriarcha impeditur, ne Synodo § 2. Se il Patriarca è impedito di partecipare al


permanenti intersit, Synodi sessionibus praeest Sinodo permanente, presiede le sessioni del
Episcopus ordinatione episcopali senior inter Sinodo il Vescovo più anziano per ordinazione
Synodi membra redintegrato quinario numero ad episcopale tra i membri del Sinodo dopo che si è
normam can. 115, § 3. completato il numero di cinque, a norma del
can. 115, § 3.

§ 3. Si Synodus permanens definire debet § 3. Se il Sinodo permanente deve definire un


negotium, quod personam alicuius Episcopi, qui affare che tocca la persona di un Vescovo che è
membrum eiusdem Synodi est, vel eius membro dello stesso Sinodo, o la sua eparchia
eparchiam aut officium tangit, hic quidem oppure il suo ufficio, costui deve essere senza
audiendus est, sed in Synodo ei substituatur alius dubbio consultato, ma nel Sinodo sia sostituito da
Episcopus ad normam can. 115, § 3. un altro Vescovo a norma del can. 115, § 3.

Can. 117 - Praeses et omnia alia membra Synodi Can. 117 - Il preside e tutti gli altri membri del
permanentis, quae Synodo interfuerunt, actis Sinodo permanente che hanno partecipato al
Synodi subscribere debent. Sinodo devono firmare gli atti del Sinodo.

Can. 118 - Suffragia in Synodo permanenti Can. 118 - Le votazioni nel Sinodo permanente
debent esse secreta, si de personis agitur; in devono essere segrete, se si tratta di persone; in
ceteris vero casibus, si saltem unum ex membris tutti gli altri casi, invece, quando almeno uno dei
id expresse petivit. membri lo ha chiesto espressamente.

Can. 119 - Si quod negotium ad Synodi Can. 119 - Se qualche affare che rientra nella
permanentis competentiam pertinens competenza del Sinodo permanente deve essere
definiendum est, dum locum habet Synodus definito mentre si svolge il Sinodo dei Vescovi
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis, decisio de della Chiesa patriarcale, la decisione su questo
hoc negotio Synodo permanenti reservatur, nisi affare è riservata al Sinodo permanente, a meno
Patriarcha de consensu Synodi permanentis che il Patriarca col consenso del Sinodo
decisionem Synodo Episcoporum Ecclesiae permanente non giudichi opportuno affidare la
patriarchalis committere opportunum iudicat. decisione al Sinodo dei Vescovi della Chiesa
patriarcale.

Can. 120 - Synodus permanens convocari debet Can. 120 - Il Sinodo permanente dev'essere
statis temporibus, saltem bis in anno, et, quoties convocato in tempi determinati, almeno due volte
Patriarcha id opportunum censet, et, quoties all'anno, e ogni volta che il Patriarca lo ritenga
expedienda sunt negotia, ad quae ius commune necessario, e in tutte le occasioni in cui bisogna
requirit consensum vel consilium eiusdem risolvere degli affari per i quali il diritto comune
Synodi. richiede il consenso o il consiglio dello stesso
Sinodo.

Can. 121 - Si gravi de causa de iudicio Synodi Can. 121 - Se per una causa grave, a giudizio del
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis Synodus Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale, il
permanens constitui non potest, Sedes Sinodo permanente non può essere costituito, si
Apostolica certior fiat et Synodus Episcoporum informi la Sede Apostolica, e il Sinodo dei
Ecclesiae patriarchalis eligat duos Episcopos, Vescovi della Chiesa patriarcale elegga due
quorum unus ex Episcopis eparchialibus esse Vescovi, uno dei quali dev'essere scelto tra i
debet, qui cum Patriarcha causa perdurante Vescovi eparchiali, i quali col Patriarca,
Synodi permanentis vices gerunt. perdurando la causa, fanno le veci del Sinodo
permanente.

Can. 122 - § 1. Pro administratione bonorum Can. 122 - § 1. Per l'amministrazione dei beni
Ecclesiae patriarchalis Patriarcha de consensu della Chiesa patriarcale, il Patriarca col consenso
Synodi permanentis nominet oeconomum del Sinodo permanente nomini l'economo
patriarchalem ab oeconomo eparchiae patriarcale, distinto dall'economo dell'eparchia del
Patriarchae distinctum, qui sit christifidelis in re Patriarca, che sia un fedele cristiano esperto in
oeconomica peritus et probitate praestans economia e che si distingua per onestà,
excluso vero ad validitatem eo, qui cum escludendo però, per la validità, chiunque è
Patriarcha consanguinitate vel affinitate usque ad congiunto col Patriarca per consanguineità o
quartum gradum inclusive coniunctus est. affinità fino al quarto grado compreso.

§ 2. Oeconomus patriarchalis nominatur ad § 2. L'economo patriarcale è nominato per un


tempus iure particulari determinatum; munere tempo determinato dal diritto particolare; durante
durante a Patriarcha amoveri non potest nisi de l'incarico non può essere rimosso dal Patriarca se
consensu Synodi Episcoporum Ecclesiae non col consenso del Sinodo dei Vescovi della
patriarchalis aut, si periculum in mora est, Synodi Chiesa patriarcale oppure, se vi è pericolo
permanentis. nell'attesa, del Sinodo permanente.

§ 3. Oeconomus patriarchalis rationem § 3. L'economo patriarcale deve ogni anno


administrationis exeuntis anni necnon rendere conto per iscritto al Sinodo permanente
praevisionem accepti et expensi anni incipientis dell'amministrazione dell'anno trascorso, come
Synodo permanenti quotannis scripto reddere pure della previsione delle entrate e delle uscite
debet; ratio administrationis reddenda est etiam, dell'anno che inizia; deve rendere conto
quoties a Synodo permanenti petitur. dell'amministrazione anche ogni volta che è
richiesto dal Sinodo permanente.

§ 4. Synodus Episcoporum Ecclesiae § 4. Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale


patriarchalis potest rationem administrationis può chiedere il rendiconto dell'amministrazione,
necnon praevisionem accepti et expensi ab come pure la previsione delle entrate e delle
oeconomo patriarchali exquirere et proprio uscite all'economo patriarcale e sottoporlo al
examini subicere. proprio esame.

Can. 123 - § 1. In curia patriarchali nominetur a Can. 123 - § 1. Nella curia patriarcale venga
Patriarcha presbyter vel diaconus omni nominato dal Patriarca un presbitero o un
exceptione maior, qui ut cancellarius patriarchalis diacono al di sopra di ogni sospetto che presieda
cancellariae patriarchali et archivo curiae come cancelliere patriarcale alla cancelleria
patriarchalis praeest a vices gerente, si casus patriarcale e all’archivio della curia patriarcale,
fert, a Patriarcha nominato adiutus. aiutato se è il caso, da un vicegerente nominato
dal Patriarca.

§ 2. Praeter cancellarium eiusque vices § 2. Oltre al cancelliere e al suo vicegerente, che


gerentem, qui ex officio suo notarii sunt, per il loro ufficio sono notai, il Patriarca può
Patriarcha alios quoque notarios pro tota nominare anche altri notai per l’intera Chiesa a
Ecclesia, cui praeest, nominare potest, quibus cui presiede, a tutti i quali si applicano i cann. 253
omnibus cann. 253 et 254 applicentur; quos e 254; questi notai egli può anche liberamente
notarios etiam libere ab officio amovere potest. rimuoverli dall’ufficio.

§ 3. Circa archivum curiae patriarchalis serventur § 3. A riguardo dell’archivio della curia


cann. 256 - 260. patriarcale si osservino i cann. 256-260.

Can. 124 - Commissio liturgica, quae in omni Can. 124 - La commissione liturgica, che
Ecclesia patriarchali haberi debet, ceteraeque dev'esserci in ogni Chiesa patriarcale, e tutte le
commissiones pro Ecclesiis sui iuris praescriptae altre commmissioni, prescritte per le Chiese sui
a Patriarcha eriguntur, ex personis a Patriarcha iuris, sono erette dal Patriarca e sono costituite
nominatis constituuntur necnon normis ab ipso da persone nominate dal Patriarca; inoltre sono
statutis reguntur, nisi aliter iure cavetur. regolate da norme stabilite dallo stesso, se dal
diritto non viene disposto diversamente.

Can. 125 - Expensae curiae patriarchalis Can. 125 - Le spese della curia patriarcale siano
solvantur ex bonis, quibus Patriarcha ad hunc sostenute dai beni che il Patriarca può usare a
finem uti potest; si haec non sufficiunt, singulae questo fine; se questi non sono sufficienti, le
eparchiae pro mensura a Synodo Episcoporum singole eparchie concorrano a sostenere le
Ecclesiae patriarchalis determinanda ad spese nella misura da determinare dal Sinodo dei
expensas solvendas concurrant. Vescovi della Chiesa patriarcale.

CAPUT V DE SEDE PATRIARCHALI VACANTE CAPITOLO V LA SEDE PATRIARCALE


VEL IMPEDITA VACANTE O IMPEDITA

Can. 126 - § 1. Sedes patriarchalis vacat morte Can. 126 - § 1. La Sede patriarcale diventa
aut renuntiatione Patriarchae. vacante con la morte o con la rinuncia del
Patriarca.

§ 2. Ad acceptationem renuntiationis Patriarchae § 2. Competente ad accettare la rinuncia del


competens est Synodus Episcoporum Ecclesiae Patriarca è il Sinodo dei Vescovi della Chiesa
patriarchalis consulto Romano Pontifice, nisi patriarcale, dopo aver consultato il Romano
Patriarcha Romanum Pontificem directe adiit. Pontefice, a meno che il Patriarca non si sia
rivolto direttamente al Romano Pontefice.

Can. 127 - Nisi ius particulare aliud fert, Sede Can. 127 - Se il diritto particolare non stabilisce
patriarchali vacante Administrator Ecclesiae diversamente, durante la vacanza della Sede
patriarchalis est Episcopus ordinatione episcopali patriarcale, è Amministratore della Chiesa
senior inter Episcopos curiae patriarchalis vel, si patriarcale il Vescovo più anziano per
desunt, inter Episcopos, qui membra sunt Synodi ordinazione tra i Vescovi della curia patriarcale o,
permanentis. se questi non ci sono, tra i Vescovi che sono
membri del Sinodo permanente.

Can. 128 - Administratoris Ecclesiae patriarchalis Can. 128 - E' compito dell'Amministratore della
est: Chiesa patriarcale:

1° notitiam de Sedis patriarchalis vacatione 1° comunicare immediatamente la notizia


statim cum Romano Pontifice necnon cum della vacanza della Sede patriarcale al Romano
omnibus Episcopis Ecclesiae patriarchalis Pontefice come pure a tutti i Vescovi della Chiesa
communicare; patriarcale;

2° normas speciales, quas pro diversis 2° eseguire accuratamente o cercare che gli
adiunctis, in quibus Sedis patriarchalis vacatio altri eseguano le speciali norme che il diritto
locum habuit, ius commune vel particulare aut comune o particolare, oppure l'istruzione del
Romani Pontificis instructio, si qua datur, Romano Pontefice, se esiste, prescrive secondo
praescribit, accurate exsequi vel curare, ut alii le diverse circostanze nelle quali ha avuto luogo
eas exsequantur; la vacanza della Sede patriarcale;

3° Episcopos ad Synodum Episcoporum 3° convocare i Vescovi al Sinodo dei Vescovi


Ecclesiae patriarchalis de eligendo Patriarcha della Chiesa patriarcale per l'elezione del
convocare et cetera omnia ad eandem Synodum Patriarca e disporre tutte le altre cose necessarie
necessaria disponere. allo stesso Sinodo.

Can. 129 - Administrator Ecclesiae patriarchalis Can. 129 - L'Amministratore della Chiesa
in eparchia Patriarchae, in monasteriis patriarcale, nell'eparchia del Patriarca, nei
stauropegiacis itemque in locis ubi nec eparchia monasteri stauropegiaci e inoltre nei luoghi dove
nec exarchia erecta est, eadem iura et non è eretta né l'eparchia né l'esarcato, ha gli
obligationes habet ac Administrator eparchiae stessi diritti e doveri che ha l'Amministratore di
vacantis. un'eparchia vacante.

Can. 130 - § 1. Ad Administratorem Ecclesiae Can. 130 - § 1. All'Amministratore della Chiesa


patriarchalis transit potestas ordinaria Patriarchae patriarcale passa la potestà ordinaria del
eis omnibus exclusis, quae agi non possunt nisi Patriarca, eccettuate tutte quelle cose che non
de consensu Synodi Episcoporum Ecclesiae possono farsi se non col consenso del Sinodo dei
patriarchalis. Vescovi della Chiesa patriarcale.

§ 2. Administrator Ecclesiae patriarchalis non § 2. L'Amministratore della Chiesa patriarcale


potest Protosyncellum vel Syncellos eparchiae non può rimuovere dall'ufficio il Protosincello o i
Patriarchae ab officio amovere nec Sede Sincelli dell'eparchia del Patriarca, né portare
patriarchali vacante quicquam innovare. alcuna innovazione durante la vacanza della
Sede patriarcale.

§ 3. Etsi praerogativis Patriarchae caret, § 3. L'Amministratore della Chiesa patriarcale,


Administrator Ecclesiae patriarchalis praecedit anche se è privo delle prerogative del Patriarca,
omnes Episcopos eiusdem Ecclesiae, non autem precede tutti i Vescovi della stessa Chiesa, non
in Synodo Episcoporum Ecclesiae patriarchalis però nel Sinodo dei Vescovi della Chiesa
de eligendo Patriarcha. patriarcale per l'elezione del Patriarca.

Can. 131 - Administrator Ecclesiae patriarchalis Can. 131 - L'Amministratore della Chiesa
rationem suae administrationis novo Patriarchae patriarcale deve al più presto rendere conto della
quam primum reddere debet. sua amministrazione al nuovo Patriarca.

Can. 132 - § 1. Sede patriarchali quacumque de Can. 132 - § 1. Quando la Sede patriarcale è per
causa ita impedita, ut Patriarcha ne per litteras qualsiasi causa così impedita che il Patriarca non
quidem cum Episcopis eparchialibus Ecclesiae, può comunicare nemmeno per lettera con i
cui praeest, communicare possit, regimen Vescovi eparchiali della Chiesa a cui presiede, il
Ecclesiae patriarchalis est ad normam can. 130 governo della Chiesa patriarcale, a norma del
penes Episcopum eparchialem intra fines territorii can. 130, è presso il Vescovo eparchiale più
eiusdem Ecclesiae ordinatione episcopali anziano per ordinazione episcopale entro i confini
seniorem, qui ipse impeditus non est, nisi del territorio della stessa Chiesa, se lui stesso
Patriarcha alium Episcopum vel in casu extremae non è impedito, a meno che il Patriarca non abbia
necessitatis etiam presbyterum designavit. designato un altro Vescovo o, in caso di estrema
necessità, anche un presbitero.

§ 2. Patriarcha ita impedito, ut ne per litteras § 2. Quando il Patriarca è così impedito da non
quidem cum christifidelibus propriae eparchiae poter comunicare neppure per lettera con i fedeli
communicare possit, regimen eiusdem eparchiae cristiani della propria eparchia, il governo della
est penes Protosyncellum; si vero et ipse stessa eparchia è presso il Protosincello; se poi
impeditus est, penes illum, quem designavit anche lui è impedito, il governo è presso colui
Patriareha vel is, qui Ecclesiam patriarchalem che il Patriarca ha designato o presso colui che
interim regit. governa interinalmente la Chiesa patriarcale.

§ 3. Qui regimen interim suscepit, Romanum § 3. Colui che assume interinalmente il governo
Pontificem quam primum de Sede patriarchali informi al più presto il Romano Pontefice della
impedita et de assumpto regimine certiorem sede impedita e del governo assunto.
faciat.

CAPUT VI DE METROPOLITIS ECCLESIAE CAPITOLO VI I METROPOLITI DELLA CHIESA


PATRIARCHALIS PATRIARCALE

Can. 133 - § 1. Metropolitae, qui alicui provinciae Can. 133 - § 1. Al Metropolita, che presiede una
intra fines territorii Ecclesiae patriarchalis provincia entro i confini del territorio della Chiesa
praeest, in eparchiis huius provinciae praeter alia, patriarcale, nelle eparchie di questa provincia,
quae iure communi ei tribuuntur, est: oltre a quello che gli è attribuito dal diritto
comune, spetta:

1° Episcopos provinciae intra tempus iure 1° ordinare e intronizzare i Vescovi della


determinatum ordinare et inthronizare firmo provincia, entro il tempo determinato dal diritto,
can. 86, § 1, n. 2; fermo restando il can. 86, § 1, n. 2;

2° Synodum metropolitanam temporibus a 2° convocare il Sinodo metropolitano nei


Synodo Episcoporum Ecclesiae patriarclialis tempi stabiliti dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa
statutis convocare, quaestiones in ea tractandas patriarcale, preparare opportunamente le
opportune instruere, Synodo praeesse, eam questioni da trattare in esso, presiedere,
transferre, prorogare, suspendere et dissolvere; trasferire, prorogare, sospendere o sciogliere il
Sinodo;

3° tribunal metropolitanum erigere; 3° erigere il tribunale metropolitano;

4° vigilare, ut fides et disciplina ecclesiastica 4° vigilare affinché la fede e la disciplina


accurate serventur; ecclesiastica sia accuratamente osservata;

5° visitationem canonicam peragere, si eam 5° compiere la visita canonica se il Vescovo


Episcopus eparchialis neglexit; eparchiale l'ha trascurata;

6° eum, qui legitime ad officium propositus vel 6° nominare o confermare colui che è stato
electus est, nominare vel confirmare, si legittimamente proposto o eletto a un ufficio
Episcopus eparchialis intra tempus iure statutum ecclesiastico, se il Vescovo eparchiale ha
iusto impedimento non detentus id facere omisit, omesso di farlo entro il tempo stabilito dal diritto
itemque oeconomum eparchialem nominare, si senza essere trattenuto da giusto impedimento;
Episcopus eparchialis monitus eum nominare come pure nominare l'economo eparchiale se il
neglexit. Vescovo eparchiale, dopo essere stato avvertito,
ha trascurato di nominarlo.

§ 2. In omnibus negotiis iuridicis provinciae § 2. Il Metropolita in tutti gli affari giuridici della
Metropolita eiusdem personam gerit. provincia la rappresenta.

Can. 134 - § 1. Metropolitae dignitas semper Can. 134 - § 1. La dignità di Metropolita è sempre
coniuncta est cum sede eparchiali determinata. congiunta con una sede eparchiale determinata.

§ 2. Metropolita in propria eparchia eadem iura et § 2. Il Metropolita nella propria eparchia ha gli
obligationes habet ac Episcopus eparchialis in stessi diritti e doveri che il Vescovo eparchiale ha
sua. nella sua eparchia.

Can. 135 - Metropolita commemorandus est ab Can. 135 - Il Metropolita deve essere
omnibus Episcopis ceterisque clericis in Divina commemorato da tutti i Vescovi e da tutti gli altri
Liturgia et in laudibus divinis secundum chierici nella Divina Liturgia e nelle lodi divine
praescripta librorum liturgicorum. secondo le prescrizioni dei libri liturgici.

Can. 136 - Metropolita, qui praeest provinciae, Can. 136 - Il Metropolita che presiede alla
praecedit ubique Metropolitam titularem. provincia precede in ogni luogo un Metropolita
titolare.

Can. 137 - Synodus Episcoporum Ecclesiae Can. 137 - Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa
patriarchalis pressius determinet iura et patriarcale definisca più dettagliatamente i diritti e
obligationes Metropolitarum et Synodorum i doveri dei Metropoliti e dei Sinodi metropolitani
metropolitanarum secundum legitimas secondo le legittime consuetudini della propria
consuetudines propriae Ecclesiae patriarchalis Chiesa patriarcale e secondo le circostanze dei
necnon temporum et locorum adiuncta. tempi e dei luoghi.
Can. 138 - Iura et obligationes Metropolitae extra Can. 138 - I diritti e i doveri del Metropolita
fines territorii Ecclesiae patriarchalis constituti costituito fuori dei confini del territorio patriarcale
eadem sunt ac in can. 133, § 1, nn. 2 - 6 et § 2 sono gli stessi che vengono prescritti nel
necnon in cann. 135, 136, 160 et 1084, § 3 can. 133, § 1, nn. 2-6 e § 2, come pure nei cann.
praescribuntur; circa cetera iura et obligationes 135, 136, 160 e 1084, § 3; a riguardo di tutti gli
Metropolita servat normas speciales a Synodo altri diritti e doveri, il Metropolita osservi le norme
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis propositas speciali proposte dal Sinodo dei Vescovi della
et a Sede Apostolica approbatas vel ab ipsa hac Chiesa patriarcale e approvate dalla Sede
Sede statutas. Apostolica o stabilite da questa stessa Sede.

Can. 139 - Episcopus eparchialis, qui extra fines Can. 139 - Il Vescovo eparchiale che esercita la
territorii propriae Ecclesiae patriarchalis sua potestà fuori dei confini della propria Chiesa
potestatem suam exercet et ad nullam patriarcale e che non appartiene a nessuna
provinciam pertinet, aliquem Metropolitam provincia, scelga un Metropolita dopo aver
consulto Patriarcha et cum approbatione Sedis consultato il Patriarca e con l'approvazione della
Apostolicae designet; huic Metropolitae Sede Apostolica; a questo Metropolita
competunt iura et obligationes, de quibus in competono i diritti e i doveri di cui nel can. 133,
can. 133, § 1, nn. 3 - 6. § 1, nn. 3-6.

CAPUT VII DE CONVENTU PATRIARCHALI CAPITOLO VII L'ASSEMBLEA PATRIARCALE

Can. 140 - Conventus patriarchalis est coetus Can. 140 - L'assemblea patriarcale è un
consultivus totius Ecclesiae, cui Patriarcha raggruppamento consultivo dell'intera Chiesa a
praeest, qui Patriarchae atque Synodo cui presiede il Patriarca, che presta la propria
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis adiutricem collaborazione al Patriarca e anche al Sinodo dei
operam praestat in negotiis maioris momenti Vescovi della Chiesa patriarcale nel gestire gli
gerendis praesertim ad apostolatus formas ac affari più importanti, specialmente per quanto
rationes necnon disciplinam ecclesiasticam cum concerne l'aggiornamento delle forme e dei modi
occurrentibus aetatis adiunctis atque bono di apostolato, come pure la disciplina
communi propriae Ecclesiae, ratione etiam habita ecclesiastica, adeguandoli alle circostanze del
boni communis totius territorii, ubi plures tempo presente e al bene comune della propria
Ecclesiae sui iuris exstant, apte componendas. Chiesa, tenendo conto anche del bene comune
dell'intero territorio dove esistono diverse Chiese
sui iuris.

Can. 141 - Conventus patriarchalis convocari Can. 141 - L'assemblea patriarcale deve essere
debet quinto saltem quoque anno et de consensu convocata almeno ogni cinque anni e, col
Synodi permanentis aut Synodi Episcoporum consenso del Sinodo permanente o del Sinodo
Ecclesiae patriarchalis, quoties Patriarchae id dei Vescovi della Chiesa patriarcale, ogni volta
utile videtur. che al Patriarca essa sembra utile.

Can. 142 - § 1. Patriarchae est conventum Can. 142 - § 1. E' compito del Patriarca
patriarchalem convocare, eidem praeesse atque convocare l'assemblea patriarcale, presiederla,
eum transferre, prorogare, suspendere et trasferirla, prorogarla, sospenderla e scioglierla;
dissolvere; vice-praesidem, qui in absentia lo stesso Patriarca nomina il vicepresidente che,
Patriarchae conventui praeest, ipse Patriarcha in assenza del Patriarca, presiede l'assemblea.
nominet.

§ 2. Sede patriarchali vacante conventus § 2. Quando la Sede patriarcale diventa vacante,


patriarchalis suspenditur ipso iure, donec novus l'assemblea patriarcale è sospesa dal diritto
Patriarcha de re decreverit. stesso, finché il nuovo Patriarca non decide al
riguardo.

Can. 143 - § 1. Ad conventum patriarchalem Can. 143 - § 1. All'assemblea patriarcale devono


convocandi sunt: essere convocati:
1° Episcopi eparchiales ceterique Hierarchae 1° i Vescovi eparchiali e tutti gli altri Gerarchi
loci; del luogo;

2° Episcopi titulares; 2° i Vescovi titolari;

3° Praesides confoederationum 3° i Presidi delle confederazioni monastiche, i


monasticarum, Superiores generales institutorum Superiori generali degli istituti di vita consacrata e
vitae consecratae atque Superiores inoltre i Superiori dei monasteri sui iuris ;
monasteriorum sui iuris;

4° rectores catholicarum studiorum 4° i rettori delle università cattoliche degli


universitatum et ecclesiasticarum studiorum studi e delle università ecclesiastiche degli studi,
universitatum necnon decani facultatum nonché i decani delle facoltà di teologia e di
theologiae et iuris canonici, quae intra fines diritto canonico che hanno la sede entro i confini
territorii Ecclesiae, cuius conventus tenetur, del territorio della Chiesa di cui si tiene
sedem habent; l'assemblea;

5° rectores seminariorum maiorum; 5° i rettori dei seminari maggiori;

6° ex unaquaque eparchia saltem unus ex 6° da ogni eparchia almeno uno tra i


presbyteris eidem eparchiae ascriptis praesertim presbiteri, specialmente parroci, ascritti alla
parochis, unus ex religiosis vel sodalibus stessa eparchia, uno tra i religiosi o tra i membri
societatum vitae communis ad instar religiosorum delle società di vita comune a guisa dei religiosi,
necnon duo laici, nisi statuta maiorem numerum come pure due laici, a meno che gli statuti non
determinant, qui omnes modo ab Episcopo determinino un numero maggiore; tutti costoro
eparchiali determinato designantur et quidem, si vengono designati nel modo stabilito dal Vescovo
de sodalibus instituti religiosi vel societatis vitae eparchiale e inoltre, se si tratta di membri di un
communis ad instar religiosorum agitur, de istituto religioso o di una società di vita comune a
consensu Superioris competentis. guisa dei religiosi, col consenso del Superiore
competente.

§ 2. Omnes, qui ad conventum patriarchalem § 2. Tutti coloro che devono essere convocati
convocandi sunt, eidem interesse debent, nisi all'assemblea patriarcale devono intervenirvi, a
iusto detinentur impedimemto, de quo meno che non siano trattenuti da un giusto
Patriarcham certiorem facere tenentur; Episcopi impedimento, a riguardo del quale devono
eparchiales vero procuratorem sui loco mittere informare il Patriarca; i Vescovi eparchiali però
possunt. possono inviare al loro posto un procuratore.

§ 3. Personae alterius Ecclesiae sui iuris ad § 3. All'assemblea patriarcale possono essere


conventum patriarchalem invitari et in eo partem invitate e parteciparvi, a norma degli statuti,
habere possunt ad normam statutorum. persone di un'altra Chiesa sui iuris.

§ 4. Ad conventum patriachalem etiam invitari § 4. All'assemblea patriarcale possono essere


possunt aliquot observatores ex Ecclesiis vel invitati alcuni osservatori dalle Chiese o
Communitatibus ecclesialibus acatholicis. Comunità ecclesiali acattoliche.

Can. 144 - § 1. Firmo iure cuiuslibet christifidelis Can. 144 - § 1. Fermo restando il diritto di ogni
quaestiones Hierarchis indicandi solius fedele cristiano di indicare ai Gerarchi delle
Patriarchae vel Synodi Episcoporum Ecclesiae questioni, è compito solamente del Patriarca o
patriarchalis est argumenta in conventu del Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale
patriarchali tractanda determinare. determinare gli argomenti che devono essere
trattati nell'assemblea patriarcale.

§ 2. Patriarchae est per opportunas praevias § 2. E' compito del Patriarca curare, mediante
commissiones et consultationes curare, ut omnes opportune commissioni o consultazioni, che tutte
quaestiones apte instruantur atque tempore le questioni siano preparate adeguatamente e
opportuno ad conventus membra mittantur. che vengano inviate a tempo opportuno ai
membri dell'assemblea.

Can. 145 - Conventus patriarchalis sua habeat Can. 145 - L'assemblea patriarcale abbia i suoi
statuta a Synodo Episcoporum Ecclesiae statuti approvati dal Sinodo dei Vescovi della
patriarchalis approbata, in quibus normae ad Chiesa patriarcale nei quali siano contenute le
finem conventus obtinendum necessariae norme necessarie a raggiungere il fine
contineantur. dell'assemblea.

CAPUT VIII DE TERRITORIO ECCLESIAE CAPITOLO VIII IL TERRITORIO DELLA CHIESA


PATRIARCHALIS ATQUE DE POTESTATE PATRIARCALE E LA POTESTà DEL
PATRIARCHAE ET SYNODORUM EXTRA HOC PATRIARCA E DEI SINODI FUORI DI QUESTO
TERRITORIUM TERRITORIO

Can. 146 - § 1. Territorium Ecclesiae, cui Can. 146 - § 1. Il territorio della Chiesa a cui
Patriarcha praeest, ad illas regiones extenditur, in presiede il Patriarca si estende a quelle regioni
quibus ritus eidem Ecclesiae proprius servatur et nelle quali si osserva il rito proprio della stessa
Patriarcha ius legitime acquisitum habet Chiesa e dove il Patriarca ha il diritto
provincias, eparchias necnon exarchias erigendi. legittimamente acquisito di erigere province,
eparchie, come pure esarcati.

§ 2. Si quod dubium de finibus territorii Ecclesiae § 2. Se sorge un dubbio sui confini di un territorio
patriarchalis exoritur aut si de immutatione finium della Chiesa patriarcale, oppure se si tratta di un
agitur, Synodi Episcoporum Ecclesiae cambiamento dei confini, spetta al Sinodo dei
patriarchalis est rem investigare audita superiore Vescovi della Chiesa patriarcale approfondire la
auctoritate administrativa uniuscuiusque cosa dopo aver ascoltato la superiore autorità
Ecclesiae sui iuris, cuius interest, necnon re in amministrativa di ciascuna Chiesa sui iuris
eadem Synodo discussa petitionem apte interessata, come pure, dopo che la cosa è stata
instructam de dubio solvendo vel de finibus discussa nel Sinodo stesso, porgere la petizione
immutandis Romano Pontifici porrigere, cuius debitamente istruita sulla soluzione del dubbio o
solius est dubium authentice dirimere vel sul cambiamento dei confini al Romano Pontefice
decretum de immutatione finium ferre. al quale soltanto spetta dirimere autenticamente il
dubbio o emanare un decreto sul cambiamento
dei confini.

Can. 147 - Intra fines territorii Ecclesiae Can. 147 - Entro i confini del territorio della
patriarchalis potestas Patriarchae ac Synodorum Chiesa patriarcale la potestà del Patriarca e dei
exercetur non tantum in omnes christifideles Sinodi viene esercitata non solo su tutti i fedeli
eidem Ecclesiae ascriptos, sed etiam in ceteros, cristiani ascritti alla stessa Chiesa, ma anche su
qui Hierarcham loci propriae Ecclesiae sui iuris in tutti gli altri che non hanno un Gerarca del luogo
eodem territorio constitutum non habent quique, della propria Chiesa sui iuris costituito nello
etsi propriae Ecclesiae permanent ascripti, curae stesso territorio e che, anche se rimangono
Hierarcharum loci eiusdem Ecclesiae ascritti alla propria Chiesa, sono affidati alla cura
patriarchalis committuntur firmo can. 916, § 5. dei Gerarchi del luogo della stessa Chiesa
patriarcale, fermo restando il can. 916, § 5.

Can. 148 - § 1. Patriarchae ius et obligatio est Can. 148 - § 1. E' diritto e dovere del Patriarca,
circa christifideles, qui extra fines territorii nei riguardi dei fedeli cristiani che dimorano fuori
Ecclesiae, cui praeest, commorantur, opportunas dei confini del territorio della Chiesa da lui
informationes exquirendi etiam per Visitatorem a presieduta, di cercare le opportune informazioni,
se de assensu Sedis Apostolicae missum. anche per mezzo di un Visitatore, inviato da parte
sua con l'assenso della Sede Apostolica.

§ 2. Visitator, antequam suum munus init, § 2. Il Visitatore, prima di iniziare il suo compito,
Episcopum eparchialem horum christifidelium si presenti al Vescovo eparchiale di questi fedeli
adeat eique nominationis litteras exhibeat. cristiani e gli mostri la lettera di nomina.
§ 3. Visitatione peracta Visitator ad Patriarcham § 3. Finita la visita, il Visitatore invii una relazione
relationem mittat, qui re in Synodo Episcoporum al Patriarca, il quale dopo aver discusso della
Ecclesiae patriarchalis discussa Sedi Apostolicae cosa nel Sinodo dei Vescovi della Chiesa
opportuna media proponere potest, ut ubique patriarcale può proporre alla Sede Apostolica i
terrarum tuitioni atque incremento boni spiritualis mezzi opportuni affinché si possa provvedere
christifidelium Ecclesiae, cui praeest, etiam per dappertutto alla tutela e all'incremento del bene
erectionem paroeciarum ac exarchiarum veI spirituale dei fedeli cristiani della Chiesa a cui
eparchiarum propriarum provideatur. presiede, anche attraverso la costituzione di
parrocchie e di esarcati o eparchie proprie.

Can. 149 - Candidatos, saltem tres, ad officium Can. 149 - Per adempiere l’ufficio di Vescovo
Episcopi eparchialis, Episcopi coadiutoris vel eparchiale, di Vescovo coadiutore, o di Vescovo
Episcopi auxiliaris extra fines territorii Ecclesiae ausiliare fuori dei confini della Chiesa patriarcale,
patriarchalis implendum Synodus Episcoporum il Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale
Ecclesiae patriarchalis, firmo can. 102, § 3, et ad elegge, fermo restando il can. 102, § 3 e, a
normam canonum de electionibus Episcoporum norma dei canoni sulle elezioni dei Vescovi,
eligit et per Patriarcham Romano Pontifici ad alcuni candidati, almeno tre, e li propone per la
nominationem proponit, secreto servato ab nomina, a mezzo del Patriarca, al Romano
omnibus, qui quomodolibet electionis exitum Pontefice, osservando il segreto da parte di tutti
noverunt, etiam erga candidatos. coloro che in qualsiasi modo hanno conosciuto
l’esito della elezione, anche nei confronti dei
candidati.

Can. 150 - § 1. Episcopi extra fines territorii Can. 150 - § 1. I Vescovi costituiti fuori dei confini
Ecclesiae patriarchalis constituti habent omnia del territorio della Chiesa patriarcale hanno tutti i
iura et obligationes synodalia ceterorum diritti e i doveri sinodali di tutti gli altri Vescovi
Episcoporum eiusdem Ecclesiae firmo can. 102, della stessa Chiesa, fermo restando il can. 102,
§ 2. § 2.

§ 2. Leges a Synodo Episcoporum Ecclesiae § 2. Le leggi emanate dal Sinodo dei Vescovi
patriarchalis latae et a Patriarcha promulgatae, si della Chiesa patriarcale e promulgate dal
Ieges liturgicae sunt ubique terrarum vigent; si Patriarca, se sono leggi liturgiche hanno vigore
vero leges disciplinares sunt vel si de ceteris dappertutto; se invece sono leggi disciplinari, o
decisionibus Synodi agitur, vim iuris habent intra se si tratta di tutte le altre decisioni del Sinodo,
fines territorii Ecclesiae patriarchalis. hanno valore giuridico entro i confini del territorio
della Chiesa patriarcale.

§ 3. Velint Episcopi eparchiales extra fines § 3. Vogliano i Vescovi eparchiali costituiti fuori
territorii Ecclesiae patriarchalis constituti legibus dei confini del territorio della Chiesa patriarcale
disciplinaribus ceterisque decisionibus attribuire valore giuridico nelle proprie eparchie
synodalibus, quae eorum competentiam non alle leggi disciplinari e a tutte le altre decisioni
excedunt, in propriis eparchiis vim iuris tribuere; sinodali che non eccedono la loro competenza;
si vero hae leges vel decisiones a Sede se però queste leggi o decisioni sono state
Apostolica approbatae sunt, ubique terrarum vim approvate dalla Sede Apostolica, hanno valore
iuris habent. giuridico dappertutto.

TITULUS V DE ECCLESIIS TITOLO V LE CHIESE ARCIVESCOVILI


ARCHIEPISCOPALIBUS MAIORIBUS MAGGIORI

Can. 151 - Archiepiscopus maior est Metropolita Can. 151 - L’Arcivescovo maggiore è il
Sedis determinatae vel agnitae a suprema Metropolita di una Sede determinata o
Ecclesiae auctoritate, qui toti cuidam Ecclesiae riconosciuta dalla suprema autorità della Chiesa,
orientali sui iuris titulo patriarchali non insignitae il quale presiede a un’intera Chiesa orientale sui
praeest. iuris non insignita del titolo patriarcale.

Can. 152 - Quae in iure communi de Ecclesiis Can. 152 - Quanto è detto nel diritto comune
patriarchalibus vel de Patriarchis dicuntur, de delle Chiese patriarcali o dei Patriarchi, s’intende
Ecclesiis archiepiscopalibus maioribus vel de che vale anche per le Chiese arcivescovili
Archiepiscopis maioribus valere intelleguntur, nisi maggiori e per gli Arcivescovi maggiori, a meno
aliter iure communi expresse cavetur vel ex che non sia espressamente disposto
natura rei constat. diversamente dal diritto comune o non consti
dalla natura della cosa.

Can. 153 - § 1. Archiepiscopus maior ad normam Can. 153 - § 1. L'Arcivescovo maggiore è eletto a
cann. 63 - 74 eligitur. norma dei cann. 63-74.

§ 2. Post acceptationem electi Synodus § 2. Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa


Episcoporum Ecclesiae archiepiscopalis maioris arcivescovile maggiore, dopo l'accettazione
per litteras synodicas Romanum Pontificem dell'eletto, deve informare il Romano Pontefice
certiorem facere debet de electione canonice con lettera sinodale dell'avvenuta elezione
peracta; ipse vero electus per litteras manu canonica; lo stesso eletto poi deve postulare, con
propria subscriptas expostulare debet a Romano lettera scritta di suo pugno, dal Romano
Pontifice suae electionis confirmationem. Pontefice la conferma della sua elezione.

§ 3. Obtenta confirmatione electus coram Synodo § 3. Ottenuta la conferma, l'eletto deve emettere,
Episcoporum Ecclesiae archiepiscopalis maioris davanti al Sinodo dei Vescovi della Chiesa
emittere debet professionem fidei et arcivescovile maggiore, la professione di fede e
promissionem fideliter officium suum implendi, la promessa di adempiere fedelmente il suo
deinde procedatur ad eius proclamationem et ufficio; quindi si proceda alla sua proclamazione
inthronizationem; si vero electus nondum est e intronizzazione; se però l'eletto non è stato
Episcopus ordinatus, inthronizatio valide fieri non ancora ordinato Vescovo, l'intronizzazione non
potest, antequam electus ordinationem può essere fatta validamente prima che l'eletto
episcopalem suscepit. abbia ricevuto l'ordinazione episcopale.

§ 4. Si vero confirmatio denegatur, nova electio § 4. Se invece la conferma viene negata, la


fiat intra tempus a Romano Pontifice statutum. nuova elezione si faccia entro il tempo stabilito
dal Romano Pontefice.

Can. 154 - Honoris praecedentiam immediate Can. 154 - Gli Arcivescovi maggiori hanno la
post Patriarchas Archiepiscopi maiores obtinent precedenza d'onore immediatamente dopo i
secundum ordinem erectionis Ecclesiae, cui Patriarchi, secondo l'ordine di erezione della
praesunt, in Ecclesiam archiepiscopalem Chiesa a cui presiedono, nella Chiesa
maiorem. arcivescovile maggiore.

TITULUS VI DE ECCLESIIS METROPOLITANIS TITOLO VI LE CHIESE METROPOLITANE E


CETERISQUE ECCLESIIS SUI IURIS TUTTE LE ALTRE CHIESE SUI IURIS

CAPUT I DE ECCLESIIS METROPOLITANIS CAPITOLO I LE CHIESE METROPOLITANE SUI


SUI IURIS IURIS

Can. 155 - § 1. Ecclesiae metropolitanae sui iuris Can. 155 - § 1. A una Chiesa metropolitana sui
praeest Metropolita sedis determinatae a iuris presiede il Metropolita di una determinata
Romano Pontifice nominatus et a Consilio sede, nominato dal Romano Pontefice e aiutato,
Hierarcharum ad normam iuris adiutus. a norma del diritto, da un Consiglio di Gerarchi.

§ 2. Solius supremae Ecclesiae auctoritatis est § 2. Compete solo alla suprema autorità della
Ecclesias metropolitanas sui iuris erigere, Chiesa erigere Chiese metropolitane sui iuris,
immutare et supprimere earumque territorium mutarne, sopprimerne e circoscriverne il territorio
certis finibus circumscribere. entro determinati confini.

Can. 156 - § 1. Intra tres menses ab ordinatione Can. 156 - § 1. Entro tre mesi, da computare
episcopali vel, si iam Episcopus ordinatus est, ab dall'ordinazione episcopale o, se è già stato
inthronizatione computandos Metropolita ordinato Vescovo, dall'intronizzazione, il
obligatione tenetur a Romano Pontifice petendi Metropolita ha l'obbligo di chiedere al Romano
pallium, quod est signum suae potestatis Pontefice il pallio, che è segno della sua potestà
metropolitanae atque plenae communionis metropolitana e della piena comunione della
Ecclesiae metropolitanae sui iuris cum Romano Chiesa metropolitana sui iuris con il Romano
Pontifice. Pontefice.

§ 2. Ante pallii impositionem Metropolita non § 2. Prima dell'imposizione del pallio il Metropolita
potest Consilium Hierarcharum convocare et non può convocare il Consiglio dei Gerarchi né
Episcopos ordinare. ordinare i Vescovi.

Can. 157 - § 1. Potestas, quae Metropolitae ad Can. 157 - § 1. La potestà che compete al
normam iuris in Episcopos ceterosque Metropolita, a norma del diritto, sui Vescovi e su
christifideles Ecclesiae metropolitanae, cui tutti gli altri fedeli cristiani della Chiesa
praeest, competit, est ordinaria et propria, sed ita metropolitana a cui egli presiede, è ordinaria e
personalis, ut ipse non possit Vicarium pro tota propria, ma così personale da non poter egli
Ecclesia metropolitana sui iuris constituere aut costituire un Vicario per l'intera Chiesa
potestatem suam alicui ad universitatem casuum metropolitana sui iuris, oppure delegare la sua
delegare. potestà a qualcuno per la totalità dei casi.

§ 2. Potestas Metropolitae et Consilii § 2. La potestà del Metropolita e del Consiglio dei


Hierarcharum valide exercetur solummodo intra Gerarchi è esercitata validamente solo entro i
fines territorii Ecclesiae metropolitanae sui iuris. confini del territorio della Chiesa metropolitana
sui iuris.

§ 3. In omnibus negotiis iuridicis Ecclesiae § 3. In tutti gli affari giuridici della Chiesa
metropolitanae sui iuris Metropolita eiusdem metropolitana sui iuris, il Metropolita la
personam gerit. rappresenta.

Can. 158 - § 1. Ecclesiae metropolitanae sui iuris Can. 158 - § 1. La sede della Chiesa
sedes est in civitate principe, a qua Metropolita, metropolitana sui iuris è nella città principale,
qui eidem Ecclesiae praeest, tituIum desumit. dalla quale il Metropolita che presiede la stessa
Chiesa prende il titolo.

§ 2. Metropolita in eparchia sibi concredita § 2. Il Metropolita nell'eparchia affidatagli ha gli


eadem iura et obligationes habet ac Episcopus stessi diritti e doveri che il Vescovo eparchiale ha
eparchialis in sua. nella sua.

Can. 159 - In Ecclesia metropolitana sui iuris, cui Can. 159 - Nella Chiesa metropolitana sui iuris al
praeest, Metropolitae praeter ea, quae iure Metropolita che presiede, oltre a quello che gli è
communi vel iure particulari a Romano Pontifice attribuito dal diritto comune o dal diritto
statuto ei tribuuntur, competit: particolare stabilito dal Romano Pontefice,
compete:

1° Episcopos eiusdem Ecclesiae intra tempus 1° ordinare e intronizzare i Vescovi della


iure determinatum ordinare et inthronizare; stessa Chiesa entro il tempo determinato dal
diritto;

2° Consilium Hierarcharum ad normam iuris 2° convocare il Consiglio dei Gerarchi a


convocare, quaestiones in eodem tractandas norma del diritto, disporre l’ordine del giorno
opportune instruere, eidem praeesse atque id delle questioni da trattare in esso, presiederlo e
transferre, prorogare, suspendere et dissolvere; trasferirlo, prorogarlo, sospenderlo e scioglierlo;

3° tribunal metropolitanum erigere; 3° erigere il tribunale metropolitano;

4° vigilare, ut fides et disciplina ecclesiastica 4° vigilare affinché la fede e la disciplina


accurate serventur; ecclesiastica siano accuratamente osservate;
5° visitationem canonicam in eparchiis 5° compiere la visita canonica nelle eparchie,
peragere, si eam Episcopus eparchialis neglexit; se il Vescovo eparchiale l’ha trascurata;

6° nominare Administratorem eparchiae in 6° nominare l’Amministratore dell’eparchia


casu, de quo in can. 221, n. 4; nel caso di cui nel can. 221, n. 4;

7° eum, qui legitime ad officium propositus vel 7° nominare o confermare colui che
electus est, nominare vel confirmare, si legittimamente è stato proposto o eletto a un
Episcopus eparchialis intra tempus iure statutum ufficio, se il Vescovo eparchiale ha omesso di
iusto impedimento non detentus id facere omisit, farlo entro il tempo stabilito dal diritto senza
itemque oeconomum eparchialem nominare, si essere stato trattenuto da un giusto impedimento;
Episcopus eparchialis monitus eum nominare come pure nominare l’economo eparchiale, se il
neglexit; Vescovo eparchiale dopo essere stato ammonito
ha trascurato di nominarlo;

8° Romani Pontificis acta cum Episcopis 8° comunicare gli atti del Romano Pontefice
eparchialibus aliisque, ad quos pertinent, ai Vescovi eparchiali e agli altri a cui spettano, a
communicare, nisi Sedes Apostolica directe meno che la Sede Apostolica non abbia
providit, et praescriptorum, quae in his actis provveduto direttamente, e curare la fedele
continentur, fidelem exsecutionem curare. esecuzione delle prescrizioni contenute in questi
atti.

Can. 160 - In negotiis extraordinariis vel Can. 160 - Negli affari straordinari o che
specialem difficultatem secum ferentibus comportano una speciale difficoltà i Vescovi
Episcopi eparchiales Metropolitam et Metropolita eparchiali non tralascino di ascoltare il
Episcopos eparchiales audire ne omittant. Metropolita e il Metropolita i Vescovi eparchiali.

Can. 161 - Metropolita commemorandus est post Can. 161 - Il Metropolita dev'essere
Romanum Pontificem ab omnibus Episcopis commemorato dopo il Romano Pontefice da tutti i
ceterisqne clericis in Divina Liturgia et in laudibus Vescovi e da tutti gli altri chierici nella Divina
divinis secundum praescripta librorum Liturgia e nelle lodi divine secondo le prescrizioni
liturgicorum. dei libri liturgici.

Can. 162 - Metropolita commemorationem Can. 162 - Il Metropolita deve fare la


Romani Pontificis in signum plenae communionis commemorazione del Romano Pontefice, in
cum eo in Divina Liturgia et in laudibus divinis segno di piena comunione con lui, nella Divina
secundum praescripta librorum liturgicoriam Liturgia e nelle lodi divine secondo le prescrizioni
debet facere et curare, ut ab omnibus Episcopis dei libri liturgici e curare che ciò sia fatto
ceterisque clericis Ecclesiae metropolitanae, cui fedelmente da tutti i Vescovi e da tutti gli altri
praeest, fideliter fiat. chierici della Chiesa metropolitana che presiede.

Can. 163 - Metropolitae cum Romano Pontifice Can. 163 - Il Metropolita abbia un rapporto
frequens sit consuetudo; visitatio vero, quam frequente col Romano Pontefice; la visita poi che
singulis quinquenniis ad normam can. 208, § 2 deve fare ogni cinque anni, a norma del can. 208,
peragere debet, quatenus fieri potest, una cum § 2, sia fatta, per quanto è possibile, con tutti i
omnibus Episcopis Ecclesiae metropolitanae, cui Vescovi della Chiesa metropolitana che presiede.
praeest, fiat.

Can. 164 - § 1. Ad Consilium Hierarcharum Can. 164 - § 1. Al Consiglio dei Gerarchi devono
vocari debent omnes et soli Episcopi ordinati essere convocati tutti e soli i Vescovi ordinati
eiusdem Ecclesiae metropolitanae sui iuris della stessa Chiesa metropolitana sui iuris
ubicumque constituti exclusis eis, de quibus in ovunque costituiti, esclusi coloro di cui si tratta
can. 953, § 1, vel eis, qui poenis canonicis, de nel can. 953, § 1, o coloro che sono stati puniti
quibus in cann. 1433 et 1434, puniti sunt; con pene canoniche di cui nei cann. 1433 e 1434;
Episcopi alterius Ecclesiae sui iuris nonnisi ut i Vescovi di un'altra Chiesa sui iuris possono
hospites invitari possunt, si maiori parti essere invitati soltanto come ospiti, se è accettato
membrorum Consilii Hierarcharum id placet. dalla maggior parte dei membri del Consiglio dei
Gerarchi.

§ 2. Suffragium deliberativum in Consilio § 2. Nel Consiglio dei Gerarchi hanno voto


Hierarcharum habent Episcopi eparchiales et deliberativo i Vescovi eparchiali e i Vescovi
Episcopi coadiutores; ceteri vero Episcopi coadiutori; invece tutti gli altri Vescovi della
Ecclesiae metropolitanae sui iuris hoc suffragium Chiesa metropolitana sui iuris possono avere
habere possunt, si hoc in iure particulari expresse questo voto se ciò è stabilito espressamente nel
statuitur. diritto particolare.

Can. 165 - § 1. Omnes Episcopi ad Consilium Can. 165 - § 1. Tutti i Vescovi legittimamente
Hierarcharum legitime vocati gravi obligatione convocati al Consiglio dei Gerarchi hanno il grave
tenentur, ut eidem Consilio intersint eis exceptis, obbligo di partecipare allo stesso Consiglio,
qui officio suo iam renuntiaverunt. eccettuati coloro che hanno già rinunciato al loro
ufficio.

§ 2. Si quis Episcopus iusto impedimento se § 2. Se qualche Vescovo ritiene di essere


detineri existimat, scripto suas rationes aperiat trattenuto da un giusto impedimento, esponga
Consilio Hierarcharum; de legitimitate per iscritto le sue ragioni al Consiglio dei
impedimenti decidere est Episcoporum, qui Gerarchi; decidere sulla legittimità
suffragium deliberativum habent et in loco dell'impedimento spetta ai Vescovi che hanno
designato initio sessionum Consilii praesentes voto deliberativo e che sono presenti nel luogo
sunt. stabilito all'inizio delle sessioni del Consiglio.

§ 3. Nemo ex Consilii Hierarcharum membris § 3. Nessun membro del Consiglio dei Gerarchi
procuratorem sui loco mittere potest nec può inviare al suo posto un procuratore né
quisquam plura suffragia habet. chiunque può avere più di un voto.

§ 4. Consilio Hierarcharum incohato nemini § 4. Una volta cominciato il Consiglio dei


eorum, qui interesse debent, licet discedere nisi Gerarchi, a nessuno dei partecipanti è lecito
iusta de causa a Consilii praeside approbata. allontanarsi se non per una giusta causa
approvata dal preside del Consiglio.

Can. 166 - § 1. Nisi ius particulare maiorem Can. 166 - § 1. Se il diritto particolare non esige
praesentiam exigit, quaelibet Consilii una presenza maggiore, qualunque sessione del
Hierarcharum sessio canonica atque singulum Consiglio dei Gerarchi è canonica e inoltre ogni
scrutinium validum est, si maior pars singola votazione è valida se è presente la
Episcoporum, qui tenentur Consilio Hierarcharum maggior parte dei Vescovi che sono tenuti a
interesse, praesens est. partecipare al Consiglio dei Gerarchi.

§ 2. Consilium Hierarcharum negotia. decidit ad § 2. Il Consiglio dei Gerarchi decide gli affari con
partem absolute maiorem suffragiorum eorum, la parte assolutamente maggiore dei voti di
qui suffragium deliberativum habent et coloro che hanno voto deliberativo e sono
praesentes sunt. presenti.

Can. 167 - § 1. Firmis canonibus, in quibus Can. 167 - § 1. Fermi restando i canoni nei quali
expresse de potestate Consilii Hierarcharum si tratta espressamente della potestà del
leges et normas ferendi agitur, hoc Consilium eas Consiglio dei Gerarchi di emanare leggi e norme,
ferre potest etiam in eis casibus, in quibus ius questo Consiglio può emanarle anche nei casi in
commune rem remittit ad ius particulare cui il diritto comune rimanda la cosa al diritto
Ecclesiae sui iuris. particolare di una Chiesa sui iuris.

§ 2. De legibus et normis a Consilio § 2. Il Metropolita informi al più presto la Sede


Hierarcharum latis Metropolita Sedem Apostolica sulle leggi e sulle norme emanate dal
Apostolicam quam primum certiorem faciat nec Consiglio dei Gerarchi; le leggi e le norme non
leges ac normae valide promulgari possunt, possono essere promulgate validamente prima
antequam Metropolita notitiam a Sede Apostolica che il Metropolita abbia avuto un'informazione
scripto datam habuit de Consilii actorum scritta dalla Sede Apostolica che attesti la
receptione; etiam de ceteris in Consilio ricevuta degli atti del Consiglio; il Metropolita
Hierarcharum gestis Metropolita Sedem informi la Sede Apostolica anche su tutte le altre
Apostolicam certiorem faciat. cose fatte nel Consiglio dei Gerarchi.

§ 3. Metropolitae est curare promulgationem § 3. E` compito del Metropolita curare la


legum et publicationem decisionum Consilii promulgazione delle leggi e la pubblicazione delle
Hierarcharum. decisioni del Consiglio dei Gerarchi.

§ 4. Firmis canonibus, in quibus expresse de § 4. Fermi restando i canoni nei quali si tratta
actibus administrativis Metropolitae, qui Ecclesiae espressamente degli atti amministrativi del
metropolitanae sui iuris praeest, agitur, eius est Metropolita che presiede una Chiesa
etiam illos actus administrativos ponere, qui iure metropolitana sui iuris, egli può compiere anche
communi superiori auctoritati administrativae quegli atti amministrativi che sono affidati dal
Ecclesiae sui iuris committuntur, de consensu diritto comune alla superiore autorità
tamen Consilii Hierarcharum. amministrativa della Chiesa sui iuris, però col
consenso del Consiglio dei Gerarchi.

Can. 168 - Ad Metropolitae et Episcoporum Can. 168 - Per quanto riguarda la nomina del
nominationem quod attinet, Consilium Metropolita e dei Vescovi, il Consiglio dei
Hierarcharum pro unoquoque casu elenchum Gerarchi componga per ciascun caso un elenco
componat trium saltem candidatorum magis almeno di tre candidati più idonei e lo invii alla
idoneorum eundemque Sedi Apostolicae secreto Sede Apostolica osservando il segreto anche
servato, etiam erga candidatos, mittat; quem verso i candidati; per comporre questo elenco, i
elenchum ut componant, membra Consilii membri del Consiglio dei Gerarchi, se lo
Hierarcharum, si id expedire iudicant, de ritengono opportuno, possono chiedere il parere
necessitatibus Ecclesiae et de dotibus di alcuni presbiteri o di altri fedeli cristiani che si
specialibus candidati ad episcopatum sententiam distinguono per saggezza, circa le necessità della
aliquorum presbyterorum vel aliorum Chiesa e le doti speciali del candidato
christifidelium sapientia praestantium exquirere all'episcopato.
possunt.

Can. 169 - Consilium Hierarcharum curet, ut Can. 169 - Il Consiglio dei Gerarchi abbia cura di
necessitatibus pastoralibus christifidelium provvedere alle necessità pastorali dei fedeli
provideatur, atque de eis potest statuere, quae cristiani e inoltre può stabilire su queste cose ciò
ad fidei incrementum provehendum, ad actionem che ritiene opportuno per promuovere
pastoralem communem fovendam, ad l'incremento della fede, per favorire l'attività
moderandos mores, ad proprium ritum necnon ad pastorale comune, per regolare i costumi, per
disciplinam ecclesiasticam communem osservare il proprio rito, come pure la disciplina
servandam opportuna esse videntur. ecclesiastica comune.

Can. 170 - Consilium Hierarcharum locum habeat Can. 170 - Il Consiglio dei Gerarchi si riunisca
semel saltem in anno et, quoties id postulant almeno una volta all'anno e ogni volta che lo
specialia adiuncta aut expedienda sunt negotia richiedono speciali circostanze, oppure quando
iure communi huic Consilio reservata vel pro occorre trattare degli affari riservati dal diritto
quibus peragendis consensus eiusdem Consilii comune a questo Consiglio o quando per
requiritur. eseguirli è richiesto il consenso dello stesso
Consiglio.

Can. 171 - Consilium Hierarcharum sua conficiat Can. 171 - Il Consiglio dei Gerarchi componga i
statuta Sedi Apostolicae transmittenda, in quibus suoi statuti da trasmettere alla Sede Apostolica;
provideatur de secretaria Consilii, de in essi si provveda circa la segreteria del
commissionibus praeparatoriis, de ordine Consiglio, le commissioni preparatorie, l'ordine di
procedendi necnon de aliis mediis, quae fini procedere come pure degli altri mezzi che
consequendo efficacius consulant. permettono di conseguire più efficacemente il
fine.

Can. 172 - In Ecclesia metropolitana sui iuris Can. 172 - Nella Chiesa metropolitana sui iuris si
conventus ad normam cann. 140 - 145 habeatur faccia l'assemblea a norma dei cann. 140-145 e
et quinto saltem quoque anno convocetur; quae venga convocata almeno ogni cinque anni;
ibidem de Patriarcha dicuntur, Metropolitae quanto là è detto del Patriarca, compete al
competunt. Metropolita.

Can. 173 - § 1. Sede metropolitana in Ecclesiis Can. 173 - § 1. Quando è vacante una Sede
metropolitanis sui iuris vacante: metropolitana nelle Chiese metropolitane sui
iuris :

1° Administrator Ecclesiae metropolitanae sui 1° Amministratore della Chiesa metropolitana


iuris est Episcopus eparchialis eiusdem Ecclesiae sui iuris è il Vescovo eparchiale della stessa
ordinatione episcopali senior, qui quam primum Chiesa più anziano per ordinazione episcopale;
Romanum Pontificem de sedis metropolitanae egli informi al più presto il Romano Pontefice
vacatione certiorem faciat; della vacanza della sede metropolitana;

2° ad Administratorem Ecclesiae 2° all'Amministratore della Chiesa


metropolitanae sui iuris transit potestas ordinaria metropolitana sui iuris passa la potestà ordinaria
Metropolitae eis omnibus exclusis, quae agi non del Metropolita, escluse quelle cose che non
possunt nisi de consensu Consilii Hierarcharum; possono essere eseguite se non con il consenso
del Consiglio dei Gerarchi;

3° sede metropolitana vacante nihil innovetur. 3° mentre è vacante la Sede metropolitana


non si innovi nulla.

§ 2. Sede metropolitana in his Ecclesiis impedita § 2. Quando in queste Chiese una Sede
serventur ea, quae de Sede patriarchali impedita metropolitana è impedita, si osservi ciò che è
in can. 132, § 1 statuta sunt; quae ibidem de stabilito circa la Sede patriarcale impedita nel
Patriarcha dicuntur, Metropolitae competunt. can. 132, - 1; ciò che là è detto del Patriarca
compete al Metropolita.

§ 3. Circa sedem vacantem vel impeditam § 3. Circa la sede vacante o impedita


eparchiae Metropolitae serventur cann. 221 - dell'eparchia del Metropolita, si osservino i cann.
233. 221-233.

CAPUT II DE CETERIS ECCLESIIS SUI IURIS CAPITOLO II TUTTE LE ALTRE CHIESE SUI
IURIS

Can. 174 - Ecclesia sui iuris, quae neque est Can. 174 - La Chiesa sui iuris che non è né
patriarchalis nec archiepiscopalis maior nec patriarcale, né arcivescovile maggiore, né
metropolitana, concreditur Hierarchae, qui ei metropolitana, è affidata al Gerarca che la
praeest ad normam iuris communis et iuris presiede a norma del diritto comune e del diritto
particularis a Romano Pontifice statuti. particolare stabilito dal Romano Pontefice.

Can. 175 - Hae Ecclesiae immediate a Sede Can. 175 - Queste Chiese dipendono
Apostolica dependent; iura et obligationes vero, immediatamente dalla Sede Apostolica; però i
de quibus in can. 159, nn. 3 - 8, Hierarcha a diritti e i doveri di cui nel can. 159, nn. 3-8, li
Sede Apostolica delegatus exercet. esercita il Gerarca delegato dalla Sede
Apostolica.

Can. 176 - Si ius commune aliquid remittit ad ius Can. 176 - Se il diritto comune rimanda qualcosa
particulare aut ad superiorem auctoritatem al diritto particolare o alla superiore autorità
administrativam Ecclesiae sui iuris, auctoritas amministrativa della Chiesa sui iuris, l'autorità
competens in his Ecclesiis est Hierarcha, qui ei competente in queste Chiese è il Gerarca che vi
ad normam iuris praeest, de consensu Sedis presiede a norma del diritto, col consenso della
Apostolicae, nisi aliud expresse statuitur. Sede Apostolica, a meno che non sia
espressamente stabilito diversamente.

TITULUS VII DE EPARCHIIS ET DE EPISCOPIS TITOLO VII LE EPARCHIE E I VESCOVI

CAPUT I DE EPISCOPIS CAPITOLO I I VESCOVI

Can. 177 - § 1. Eparchia est populi Dei portio, Can. 177 - § 1. L’eparchia è una porzione del
quae Episcopo cum cooperatione presbyterii popolo di Dio, affidata alle cure pastorali del
pascenda concreditur ita, ut Pastori suo Vescovo coadiuvato dal suo presbiterio, in modo
adhaerens et ab eo per Evangelium et che, aderendo al suo Pastore e da lui riunita nello
Eucharistiam in Spiritu Sancto congregata Spirito Santo per mezzo del Vangelo e
Ecclesiam particularem constituat, in qua vere dell’Eucaristia, costituisca una Chiesa
inest et operatur una, sancta, catholica et particolare, nella quale è veramente presente e
apostolica Christi Ecclesia. opera la Chiesa di Cristo, una, santa, cattolica e
apostolica.

§ 2. In erectione, immutatione et suppressione § 2. Nella erezione, mutazione e soppressione


eparchiarum intra fines territorii Ecclesiae delle eparchie entro i confini del territorio della
patriarchalis servandus est can. 85, § 1; in ceteris Chiesa patriarcale, bisogna osservare il can. 85,
casibus eparchiarum erectio, immutatio et § 1; in tutti gli altri casi l’erezione, mutazione e
suppressio competit soli Sedi Apostolicae. soppressione compete solo alla Sede Apostolica.

Can. 178 - Episcopus eparchialis, cui scilicet Can. 178 - Il Vescovo eparchiale, cioè colui al
eparchia nomine proprio pascenda concredita quale è stata affidata da pascere a nome proprio
est, eam ut vicarius et legatus Christi regit; l'eparchia, la governa come vicario e legato di
potestas, qua ipse nomine Christi personaliter Cristo; la potestà, che egli esercita
fungitur, est propria, ordinaria et immediata, etsi a personalmente a nome di Cristo, è propria,
suprema Ecclesiae auctoritate exercitium ordinaria, immediata, anche se in ultima istanza
eiusdem potestatis ultimatim regitur et certis l'esercizio della stessa potestà è governato dalla
limitibus intuitu utilitatis Ecclesiae vel suprema autorità della Chiesa e può essere
christifidelium circumscribi potest. circoscritto entro certi limiti in vista dell'utilità della
Chiesa o dei fedeli cristiani.

Can. 179 - Episcopi, quibus eparchia nomine Can. 179 - I Vescovi ai quali non è stata affidata
proprio regenda concredita non est, quodcumque un'eparchia da governare a nome proprio,
aliud munus in Ecclesia exercent vel exercuerunt, qualunque altra funzione esercitino o abbiano
Episcopi titulares vocantur. esercitato nella Chiesa, sono chiamati Vescovi
titolari.

Art. I DE ELECTIONE EPISCOPORUM Art. I La elezione dei Vescovi

Can. 180 - Ut quis idoneus ad episcopatum Can. 180 - Perché qualcuno sia ritenuto idoneo
habeatur, requiritur, ut sit: all’episcopato si richiede che sia:

1° firma fide, bonis moribus, pietate, 1° distinto per fede salda, buoni costumi,
animarum zelo et prudentia praestans; pietà, zelo delle anime e prudenza;

2° bona existimatione gaudens; 2° di buona reputazione;

3° vinculo matrimonii non ligatus; 3° non legato da vincolo matrimoniale;

4° annos natus saltem triginta quinque; 4° almeno di trentacinque anni d’età;

5° a quinquennio saltem in ordine 5° costituito nell’ordine del presbiterato


presbyteratus constitutus; almeno da cinque anni;
6° in aliqua scientia sacra doctor vel 6° dottore o licenziato o almeno esperto in
licentiatus vel saltem peritus. qualche scienza sacra.

Can. 181 - § 1. Episcopi intra fines territorii Can. 181 - § 1. I Vescovi entro i confini del
Ecclesiae patriarchalis ad sedem eparchialem territorio della Chiesa patriarcale sono designati a
vacantem vel aliud munus implendum una sede eparchiale vacante, o a compiere
designantur electione canonica ad normam cann. qualche altra funzione, con l'elezione canonica a
947 - 957, nisi aliter iure communi cavetur. norma dei cann. 947-957, a meno che non sia
disposto diversamente dal diritto comune.

§ 2. Ceteri Episcopi a Romano Pontifice § 2. Tutti gli altri Vescovi sono nominati dal
nominantur firmis cann. 149 et 168. Romano Pontefice, fermi restando i cann. 149 e
168.

Can. 182 - § 1. Candidatos ad episcopatum Can. 182 - § 1. Solo i membri del Sinodo dei
idoneos sola Synodi Episcoporum Ecclesiae Vescovi della Chiesa patriarcale possono
patriarchalis membra proponere possunt, quorum proporre i candidati idonei all’episcopato; essi
est etiam ad normam iuris particularis devono anche raccogliere, a norma del diritto
informationes et documenta, quae necessaria particolare, le informazioni e i documenti che
sunt, ut candidatorum idoneitas comprobetur, sono necessari per comprovare l’idoneità dei
colligere auditis, si opportunum ducunt, secreto et candidati, dopo aver ascoltato, se lo ritengono
singillatim aliquibus presbyteris vel etiam aliis opportuno, in segreto e singolarmente, alcuni
christifidelibus prudentia et vita christiana presbiteri o anche altri fedeli cristiani distinti per
praestantibus. prudenza e vita cristiana.

§ 2. Episcopi de informationibus Patriarcham § 2. I Vescovi comunichino al Patriarca le


tempore opportuno ante Synodi Episcoporum informazioni in tempo opportuno prima della
Ecclesiae patriarchalis convocationem certiorem convocazione del Sinodo dei Vescovi della
faciant; Patriarcha vero propriis, si casus fert, Chiesa patriarcale; il Patriarca poi, aggiungendo
additis informationibus rem ad omnia Synodi se è il caso proprie informazioni, invii la cosa a
membra mittat. tutti i membri del Sinodo.

§ 3. Nisi ius particulare a Romano Pontifice § 3. A meno che il diritto particolare approvato dal
approbatum aliud fert, Synodus Episcoporum Romano Pontefice non stabilisca diversamente, il
Ecclesiae patriarchalis nomina candidatorum Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale
examinet et secreto scrutinio elenchum esamini i nomi dei candidati e componga
candidatorum componat, qui per Patriarcham ad mediante voto segreto l’elenco dei candidati che
Sedem Apostolicam mittatur ad assensum sarà inviato dal Patriarca alla Sede Apostolica
Romani Pontificis obtinendum. per ottenere l’assenso del Romano Pontefice.

§ 4. Assensus Romani Pontificis semel praestitus § 4. L’assenso del Romano Pontefice, una volta
pro singulis candidatis valet, donec explicite dato per i singoli candidati, vale finché non sarà
revocatus erit, quo in casu nomen candidati ex stato esplicitamente revocato; nel qual caso il
elencho expungendum est. nome del candidato deve essere radiato
dall’elenco.

Can. 183 - § 1. Firmo can. 102, § 3, convocatione Can. 183 - § 1. Fermo restando il can. 102, § 3,
canonice facta, si duae ex tribus partibus fatta canonicamente la convocazione, se i due
Episcoporum, qui tenentur Synodo Episcoporum terzi dei Vescovi che sono tenuti a partecipare al
Ecclesiae patriarchalis interesse, demptis eis, qui Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale, tolti
legitimo sunt impedimento detenti, in loco coloro che sono trattenuti da un legittimo
designato praesentes sunt, Synodus canonica impedimento, sono presenti nel luogo designato,
declaretur et ad electionem procedi potest. il Sinodo sia dichiarato canonico e si può
procedere alla elezione.

§ 2. Episcopi, quem prae ceteris dignum et § 2. I Vescovi eleggano liberamente colui che
idoneum coram Domino censent, libere eligant. davanti al Signore ritengono degno e idoneo più
di tutti gli altri.

§ 3. Ad electionem requiritur pars absolute maior § 3. Per la elezione occorre la maggioranza


suffragiorum eorum, qui praesentes sunt; post assoluta dei voti di coloro che sono presenti;
tria inefficacia scrutinia suffragia feruntur in dopo tre votazioni inefficaci, nella quarta
quarto scrutinio super eis duobus tantummodo votazione i voti vanno dati solo ai due candidati
candidatis, qui in tertio scrutinio maiorem partem che nella terza votazione hanno ricevuto la
suffragiorum receperunt. maggioranza dei voti.

§ 4. Si in tertio aut quarto scrutinio ob paritatem § 4. Se, a causa della parità dei voti nella terza o
suffragiorum non constat, quis sit candidatus pro quarta votazione, non consta chi sia il candidato
novo scrutinio vel quis electus sit, paritas per la nuova votazione o chi sia stato eletto, la
dirimatur in favorem eius, qui est ordinatione parità si dirima in favore di colui che è più
presbyterali senior; si nemo ordinatione anziano per ordinazione presbiterale; se nessuno
presbyterali alios praecedit, qui est aetate senior. precede gli altri per ordinazione presbiterale,
prevale chi è più anziano d’età.

Can. 184 - § 1. Si electus est ex recensitis in Can. 184 - § 1. Se l'eletto è tra quelli compresi
elencho candidatorum, ad quem Romanus nell'elenco dei candidati per il quale il Romano
Pontifex assensum iam praestitit, peracta electio Pontefice ha già dato l'assenso, il Patriarca deve
a Patriarcha sub secreto intimanda est electo. intimare sotto segreto l'avvenuta elezione
all'eletto.

§ 2. Si electus electionem acceptavit, Patriarcha § 2. Se l'eletto ha accettato l'elezione, il Patriarca


de acceptatione electionis atque de die informi subito la Sede Apostolica
proclamationis statim Sedem Apostolicam dell'accettazione della elezione e del giorno della
certiorem faciat. proclamazione.

Can. 185 - § 1. Si electus non est ex recensitis in Can. 185 - § 1. Se l'eletto non è compreso
elencho candidatorum, statim Patriarcha Sedem nell'elenco dei candidati, il Patriarca informi
Apostolicam de peracta electione certiorem faciat subito la Sede Apostolica dell'avvenuta elezione
ad obtinendum Romani Pontificis assensum per ottenere l'assenso del Romano Pontefice; il
secreto servato ab omnibus, qui quomodolibet segreto sia osservato da tutti coloro che in
electionis exitum noverunt, etiam erga electum, qualche modo sono venuti a conoscenza
donec de assensu notitia ad Patriarcham dell'esito della votazione, anche verso l'eletto,
pervenerit. finché non giunga al Patriarca la notizia
dell'assenso.

§ 2. Obtento assensu Romani Pontificis § 2. Ottenuto l'assenso del Romano Pontefice, il


Patriarcha sub secreto electionem intimet electo Patriarca intìmi segretamente all'eletto la elezione
et ad normam can. 184, § 2 agat. e agisca a norma del can. 184, § 2.

Can. 186 - § 1. Si Synodus Episcoporum Can. 186 - § 1. Se il Sinodo dei Vescovi della
Ecclesiae patriarchalis congregari non potest, Chiesa patriarcale non può riunirsi, il Patriarca,
Patriarcha consulta Sede Apostolica suffragia dopo aver consultato la Sede Apostolica, chieda
Episcoporum per litteras exquirat; quo in casu per lettera i voti dei Vescovi; in questo caso, per
Patriarcha ad validitatem actus uti debet opera la validità dell’atto, il Patriarca deve servirsi
duorum Episcoporum scrutatorum, qui dell’opera di due Vescovi scrutatori, che devono
designandi sunt ad normam iuris particularis vel, essere designati a norma del diritto particolare o,
si deest, a Patriarcha de consensu Synodi se manca, dal Patriarca col consenso del Sinodo
permanentis. permanente.

§ 2. Scrutatores secreto servato litteras § 2. Gli scrutatori, osservando il segreto, aprano


Episcoporum aperiant, suffragia numerent et le lettere dei Vescovi, contino i voti e, stesa la
relationi scripto datae de peracto scrutinio una relazione circa lo scrutinio eseguito, la
cum Patriarcha subscribant. sottoscrivano assieme al Patriarca.

§ 3. Si quis ex candidatis in hoc unico scrutinio § 3. Se uno tra i candidati in questo unico
partem absolute maiorem suffragiorum Synodi scrutinio ha ottenuto la maggioranza assoluta dei
membrorum obtinuit, electus habeatur et voti dei membri del Sinodo, sia ritenuto eletto e il
Patriarcha ad normam can. 184 vel 185 procedat; Patriarca proceda a norma del can. 184 o 185; in
secus Patriarcha rem ad Sedem Apostolicam caso contrario il Patriarca deferisce la cosa alla
deferat. Sede Apostolica.

Can. 187 - § 1. Cuilibet ad episcopatum Can. 187 - § 1. A chiunque dev’essere promosso


promovendo necessaria est provisio canonica, all’episcopato è necessaria la provvisione
qua Episcopus eparchialis determinatae canonica con la quale viene costituito Vescovo
eparchiae constituitur vel aliud determinatum eparchiale di una determinata eparchia o gli
munus ei in Ecclesia committitur. viene affidato un altro determinato incarico nella
Chiesa.

§ 2. Candidatus ante ordinationem episcopalem § 2. Prima dell’ordinazione episcopale il


emittat professionem fidei necnon promissionem candidato emetta la professione di fede, come
oboedientiae erga Romanum Pontificem et in pure la promessa di obbedienza verso il Romano
Ecclesiis patriarchalibus etiam promissionem Pontefice e, nelle Chiese patriarcali, anche la
oboedientiae erga Patriarcham in eis, in quibus promessa di obbedienza verso il Patriarca nelle
Patriarchae ad normam iuris subiectus est. cose in cui è soggetto al Patriarca a norma del
diritto.

Can. 188 - § 1. Nisi legitimo impedimento Can. 188 - § 1. Se non è trattenuto da un


detinetur, promovendus ad episcopatum debet legittimo impedimento, colui che dev'essere
intra tres menses a die proclamationis, si de promosso all'episcopato, entro tre mesi da
electo agitur, vel a receptis apostolicis litteris, si computare dal giorno della proclamazione se si
de nominato agitur, computandos ordinationem tratta di un eletto, o dal ricevimento della lettera
episcopalem suscipere. apostolica se si tratta di uno nominato, deve
ricevere l'ordinazione episcopale.

§ 2. Episcopus eparchialis intra quattuor menses § 2. Il Vescovo eparchiale deve prendere


a sua electione vel nominatione computandos possesso canonico dell'eparchia entro quattro
debet possessionem canonicam eparchiae mesi da computare dalla sua elezione o nomina.
capere.

Can. 189 - § 1. Possessionem canonicam Can. 189 - § 1. Il Vescovo eparchiale prende


eparchiae capit Episcopus eparchialis ipsa possesso canonico della eparchia quando è fatta
inthronizatione legitime peracta, in qua publice la legittima intronizzazione, nella quale viene letta
litteras apostolicae vel patriarchales de pubblicamente la lettera apostolica o patriarcale
provisione canonica leguntur. di provvisione canonica.

§ 2. De peracta inthronizatione documentum § 2. Della avvenuta intronizzazione si stenda un


conficiatur ab ipso Episcopo eparchiali una cum documento che dev'essere sottoscritto dal
cancellario et saltem duobus testibus Vescovo eparchiale stesso assieme al cancelliere
subscribendum et in archivo curiae eparchialis e almeno da due testimoni e da conservare
asservandum. nell'archivio della curia eparchiale.

§ 3. Ante inthronizationem Episcopus in regimen § 3. Prima dell'intronizzazione il Vescovo non si


eparchiae neque per se neque per alios nec ullo intrometta, per nessun titolo, né da sé né per
titulo se ingerat; si vero aliquod officium in mezzo di altri, nel governo dell'eparchia; se però
eparchia habet, illud retinere et exercere potest. ha qualche ufficio nell'eparchia, lo può
conservare ed esercitare.

Art. II DE IURIBUS ET OBLIGATIONIBUS Art. II Diritti e doveri dei Vescovi eparchiali


EPISCOPORUM EPARCHIALIUM

Can. 190 - In omnibus negotiis iuridicis eparchiae Can. 190 - In tutti gli affari giuridici dell’eparchia
Episcopus eparchialis eiusdem personam gerit. il Vescovo eparchiale la rappresenta.

Can. 191 - § 1. Episcopi eparchialis est Can. 191 - § 1. E' compito del Vescovo
eparchiam sibi concreditam cum potestate eparchiale governare l'eparchia affidatagli con
legislativa, exsecutiva et iudiciali regere. potestà legislativa, esecutiva e giudiziaria.

§ 2. Potestatem legislativam exercet Episcopus § 2. Il Vescovo eparchiale esercita la potestà


eparchialis ipse per se; potestatem exsecutivam legislativa personalmente; esercita la potestà
exercet sive per se sive per Protosyncellum vel esecutiva sia personalmente, sia per mezzo del
Syncellos; potestatem iudicialem sive per se sive Protosincello o dei Sincelli; la potestà giudiziaria
per Vicarium iudicialem et iudices. sia personalmente sia per mezzo del Vicario
giudiziale e dei giudici.

Can. 192 - § 1. In exercendo suo munere Can. 192 - § 1. Nell'esercizio della sua funzione
pastorali Episcopus eparchialis sollicitum se pastorale il Vescovo eparchiale si mostri sollecito
praebeat erga omnes christifideles, qui eius verso tutti i fedeli cristiani affidati alle sue cure, di
curae committuntur cuiusvis sunt aetatis, qualsiasi età, condizione, nazione o Chiesa sui
condicionis, nationis vel Ecclesiae sui iuris tum in iuris, sia che abitino nel territorio della eparchia
territorio eparchiae habitantes tum in eodem ad sia che vi restino temporaneamente, rivolgendosi
tempus versantes, animum intendens con animo apostolico verso coloro che per la loro
apostolicum ad eos etiam, qui ob vitae suae situazione di vita non possono usufruire
condicionem ordinaria cura pastorali non satis frui abbastanza della cura pastorale ordinaria, come
possunt, necnon ad eos, qui a religionis praxi pure verso quelli che si sono allontanati dalla
defecerunt. pratica religiosa.

§ 2. Speciali modo curet Episcopus eparchialis, § 2. Il Vescovo eparchiale curi in modo speciale
ut omnes christifideles suae curae commissi che tutti i fedeli cristiani affidati alle sue cure
unitatem inter christianos foveant secundum favoriscano l'unità fra i cristiani secondo i principi
principia ab Ecclesia approbata. approvati dalla Chiesa.

§ 3. Episcopus eparchialis commendatos sibi in § 3. Il Vescovo eparchiale consideri affidati a sé


Domino habeat non baptizatos et curet, ut et eis nel Signore i non battezzati e curi che risplenda
ex testimonio christifidelium in communione anche per loro la carità di Cristo dalla
ecclesiastica viventium eluceat caritas Christi. testimonianza dei fedeli cristiani che vivono nella
comunione ecclesiastica.

§ 4. Episcopus eparchialis speciali sollicitudine § 4. Il Vescovo eparchiale segua con particolare


prosequatur presbyteros, quos tamquam sollecitudine i presbiteri, li ascolti come aiutanti e
adiutores et consiliarios audiat, eorum iura consiglieri, difenda i loro diritti e curi che
tueatur et curet, ut obligationes suo statui adempiano i doveri propri del loro stato e abbiano
proprias impleant eisdemque praesto sint media a loro disposizione i mezzi e le istituzioni di cui
et institutiones, quibus ad vitam spiritualem et hanno bisogno per alimentare la vita spirituale e
intellectualem fovendam egent. intellettuale.

§ 5. Curet Episcopus eparchialis, ut clericorum § 5. Il Vescovo eparchiale cerchi di provvedere, a


eorumque familiae, si coniugati sunt, congruae norma del diritto, al conveniente sostentamento,
sustentationi atque congruenti praecaventiae et alla regolare previdenza e sicurezza sociale,
securitati sociali necnon assistentiae sanitariae come pure all'assistenza sanitaria dei chierici e
ad normam iuris provideatur. delle loro famiglie, se sono coniugati.

Can. 193 - § 1. Episcopus eparchialis, cuius Can. 193 - § 1. Il Vescovo eparchiale alla cui
curae christifideles alterius Ecclesiae sui iuris cura sono affidati dei fedeli cristiani di un'altra
commissi sunt, gravi obligatione tenetur omnia Chiesa sui iuris ha il grave obbligo di provvedere
providendi, ut hi christifideles propriae Ecclesiae in ogni modo affinché questi fedeli cristiani
ritum retineant eumque colant ac pro viribus conservino il rito della propria Chiesa, lo coltivino
observent et cum auctoritate superiore eiusdem e lo osservino con tutte le loro forze e favoriscano
Ecclesiae relationes foveant. le relazioni con l'autorità superiore della stessa
Chiesa.

§ 2. Spiritualibus necessitatibus horum § 2. Il Vescovo eparchiale provveda alle


christifidelium Episcopus eparchialis provideat, si necessità spirituali di questi fedeli cristiani, per
fieri potest, per presbyteros vel parochos quanto è possibile, mediante presbiteri o parroci
eiusdem Ecclesiae sui iuris ac christifideles aut della stessa Chiesa sui iuris e fedeli cristiani,
etiam per Syncellum ad curam horum oppure anche mediante un Sincello costituito per
christifidelium constitutum. la cura di questi fedeli cristiani.

§ 3. Episcopi eparchiales, qui huiusmodi § 3. I Vescovi eparchiali che costituiscono questo


presbyteros, parochos vel Syncellos ad curam tipo di presbiteri, di parroci o Sincelli per la cura
christifidelium Ecclesiarum patriarchalium dei fedeli cristiani delle Chiese patriarcali,
constituunt, rationes cum Patriarchis, quorum prendano contatto con i relativi Patriarchi e, se
interest, ineant et illis consentientibus propria sono consenzienti, agiscano di propria autorità
auctoritate agant certiore quam primum facta informandone al più presto la Sede Apostolica; se
Sede Apostolica; si vero Patriarchae quacumque però i Patriarchi per qualunque ragione
de causa dissentiunt, res ad Sedem Apostolicam dissentono, la cosa venga deferita alla Sede
deferatur. Apostolica.

Can. 194 - Episcopus eparchialis dignitates Can. 194 - Il Vescovo eparchiale può conferire
clericis sibi subditis ceteris exclusis conferre delle dignità ai chierici suoi sudditi, esclusi tutti gli
potest ad normam tamen iuris particularis altri, ma a norma del diritto particolare della
propriae Ecclesiae sui iuris. propria Chiesa sui iuris.

Can. 195 - Vocationes sacerdotales, diaconales, Can. 195 - Il Vescovo eparchiale favorisca al
monachorum ceterorumque sodalium institutorum massimo le vocazioni sacerdotali, diaconali,
vitae consecratae ac missionales quam maxime monastiche e di tutti gli altri membri di istituti di
Episcopus eparchialis foveat. vita consacrata e missionarie.

Can. 196 - § 1. Veritates fidei credendas et Can. 196 - § 1. Il Vescovo eparchiale è tenuto a
moribus applicandas Episcopus eparchialis proporre e spiegare ai fedeli cristiani le verità
christifidelibus proponere et illustrare tenetur per della fede che si devono credere e applicare nei
se ipse frequenter praedicans; curet etiam, ut costumi, predicando personalmente con
praescripta iuris de verbi Dei ministerio, de frequenza; abbia anche cura che si osservino
homilia praesertim et institutione catechetica fedelmente le prescrizioni del diritto che
sedulo serventur ita, ut universa doctrina riguardano il ministero della parola di Dio,
christiana omnibus tradatur. specialmente l'omelia e la formazione
catechistica, in modo che a tutti venga offerta
l'intera dottrina cristiana.

§ 2. Integritatem et unitatem fidei Episcopus § 2. Il Vescovo eparchiale difenda con fermezza


eparchialis firmiter tueatur. l'integrità e l'unità della fede.

Can. 197 - Episcopus eparchialis, cum memor sit Can. 197 - Il Vescovo eparchiale, consapevole di
se obligatione teneri exemplum sanctitatis essere obbligato a offrire un esempio di santità
praebendi in caritate, humilitate et vitae nella carità, nell'umiltà e nella semplicità di vita, si
simplicitate, omni ope promovere studeat impegni a promuovere con ogni mezzo la santità
sanctitatem christifidelium secundum suam dei fedeli cristiani, secondo la vocazione propria
cuiusque vocationem atque, cum sit praecipuus di ciascuno; inoltre, essendo il principale
mysteriorum Dei dispensator, annitatur, ut dispensatore dei misteri di Dio, si adoperi perché
christifideles suae curae commissi i fedeli cristiani affidati alle sue cure crescano
sacramentorum celebratione et praesertim nella grazia mediante la celebrazione dei
Divinae Eucharistiae participatione in gratia sacramenti e specialmente con la partecipazione
crescant atque paschale mysterium penitus alla Divina Liturgia e inoltre perché conoscano
cognoscant et vivant ita, ut unum efficiant Corpus profondamente il mistero pasquale e lo vivano in
in unitate caritatis Christi. modo da formare un corpo solo nell'unità della
carità di Cristo.

Can. 198 - Divinam Liturgiam pro populo Can. 198 - Il Vescovo eparchiale celebri
eparchiae sibi concreditae Episcopus eparchialis frequentemente la Divina Liturgia per il popolo
frequenter celebret; diebus vero iure particulari dell'eparchia a lui affidata; deve poi celebrare nei
propriae Ecclesiae sui iuris praescriptis celebrare giorni stabiliti dal diritto particolare della propria
debet. Chiesa sui iuris.

Can. 199 - § 1. Episcopus eparchialis utpote Can. 199 - § 1. Il Vescovo eparchiale come
totius vitae liturgicae in eparchia sibi concredita moderatore, promotore e custode di tutta la vita
moderator, promotor atque custos vigilet, ut illa liturgica nell'eparchia a lui affidata vigili perché
quam maxime foveatur atque secundum essa sia favorita il più possibile e sia ordinata
praescripta necnon legitimas consuetudines secondo le prescrizioni e anche le legittime
propriae Ecclesiae sui iuris ordinetur. consuetudini della propria Chiesa sui iuris.

§ 2. Curet Episcopus eparchialis, ut in propria § 2. Il Vescovo eparchiale curi che nella propria
ecclesia cathedrali celebretur saltem pars laudum chiesa cattedrale si celebri almeno una parte
divinarum, etiam cottidie, secundum legitimas delle lodi divine anche ogni giorno, secondo le
consuetudines propriae Ecclesiae sui iuris; item, legittime consuetudini della propria Chiesa sui
ut in qualibet paroecia pro viribus diebus iuris ; come pure che in ogni parrocchia si
dominicis et festis atque praecipuis celebrino le lodi divine per quanto possibile nei
sollemnitatibus earumque vigiliis laudes divinae giorni di domenica e nelle feste e inoltre nelle
celebrentur. principali solennità e nelle loro vigilie.

§ 3. Episcopus eparchialis frequenter praesit § 3. Il Vescovo eparchiale presieda


laudibus divinis in ecclesia cathedrali aliave frequentemente alle lodi divine nella chiesa
ecclesia praesertim diebus festis de praecepto cattedrale o in un'altra chiesa specialmente nei
aliisque sollemnitatibus, in quibus partem habet giorni festivi di precetto e nelle altre solennità in
notabilis populi pars. cui partecipa una parte notevole di popolo.

Can. 200 - Episcopi eparchialis est in tota Can. 200 - E' compito del Vescovo eparchiale
eparchia functiones sacras celebrare, quae celebrare in tutta l'eparchia le sacre funzioni che,
secundum praescripta librorum liturgicorum ab secondo le prescrizioni dei libri liturgici, devono
ipso omnibus insignibus pontificalibus induto essere da lui celebrate solennemente, vestito con
sollemniter perficiendae sunt, non vero extra tutte le insegne pontificali, non però fuori dei
fines propriae eparchiae sine expresso vel saltem confini della propria eparchia senza il consenso
rationabiliter praesumpto Episcopi eparchialis espresso o almeno ragionevolmente presunto del
consensu. Vescovo eparchiale.

Can. 201 - § 1. Universae Ecclesiae unitatem Can. 201 - § 1. Poiché il Vescovo eparchiale
cum tueri debeat, Episcopus eparchialis deve difendere l'unità della Chiesa universale, è
disciplinam ecclesiasticam communem tenuto a promuovere la disciplina ecclesiastica
promovere necnon observantiam omnium legum comune, come pure a far rispettare l'osservanza
ecclesiasticarum atque legitimarum di tutte le leggi ecclesiastiche e inoltre delle
consuetudinum urgere tenetur. legittime consuetudini.

§ 2. Vigilet Episcopus eparchialis, ne abusus in § 2. Il Vescovo eparchiale vigili perché non


disciplinam ecclesiasticam irrepant praesertim s'introducano abusi nella disciplina ecclesiastica,
circa verbi Dei ministerium, celebrationem soprattutto a riguardo del ministero della parola di
sacramentorum et sacramentalium, cultum Dei et Dio, della celebrazione dei sacramenti e dei
Sanctorum, exsecutionem piarum voluntatum. sacramentali, del culto di Dio e dei Santi,
nell'esecuzione delle pie volontà.
Can. 202 - Episcopi eparchiales plurium Can. 202 - I Vescovi eparchiali di diverse Chiese
Ecclesiarum sui iuris in eodem territorio sui iuris, che esercitano la loro potestà nello
potestatem suam exercentes curent, ut collatis stesso territorio, procurino di favorire l'unità di
consiliis in periodicis conventibus unitatem azione confrontando i loro pareri negli incontri
actionis foveant et viribus unitis communia periodici e unendo le forze sostengano le opere
adiuvent opera ad bonum religionis expeditius comuni volte a promuovere più speditamente il
promovendum et ad disciplinam ecclesiasticam bene della religione e tutelare più efficacemente
efficacius tuendam. la disciplina ecclesiastica.

Can. 203 - § 1. Varias apostolatus formas in Can. 203 - § 1. Il Vescovo eparchiale favorisca
eparchia foveat Episcopus eparchialis atque nell’eparchia le varie forme di apostolato e abbia
curet, ut in tota eparchia vel in eiusdem cura di coordinare sotto la sua guida, in tutta
particularibus districtibus omnia opera l’eparchia o nei particolari distretti della
apostolatus servata uniuscuiusque propria indole medesima, tutte le opere di apostolato,
sub suo moderamine coordinentur. conservando l’indole propria di ciascuna.

§ 2. Urgeat Episcopus eparchialis obligationem, § 2. Il Vescovo eparchiale solleciti l’obbligo che


qua tenentur christifideles ad apostolatum pro hanno i fedeli cristiani di esercitare l’apostolato
sua quisque condicione et aptitudine secondo la condizione e l’attitudine di ciascuno e
exercendum, atque eos adhortetur, ut varia opera li esorti a partecipare e a sostenere le varie opere
apostolatus secundum necessitates loci et di apostolato secondo le necessità di luogo e di
temporis participent et adiuvent. tempo.

§ 3. Consociationes christifidelium, quae finem § 3. Il Vescovo eparchiale promuova le


spiritualem directe aut indirecte persequuntur, associazioni di fedeli cristiani che perseguono
Episcopus eparchialis promoveat eas, si id direttamente o indirettamente un fine spirituale
expedit, erigendo, approbando, laudando vel erigendole, approvandole, lodandole o
commendando ad normam iuris. raccomandandole, se è necessario, a norma del
diritto.

Can. 204 - § 1. Episcopus eparchialis, etsi Can. 204 - § 1. Il Vescovo eparchiale, anche se
Episcopum coadiutorem vel Episcopum ha un Vescovo coadiutore o un Vescovo
auxiliarem habet, obligatione tenetur in eparchia ausiliare, ha l'obbligo di risiedere nella propria
propria residendi. eparchia.

§ 2. Praeterquam causa obligationum, quae § 2. Oltre che a causa dei doveri che richiedono
legitime absentiam a propria eparchia requirunt, legittimamente la sua assenza fuori della propria
Episcopus eparchialis ab eparchia iusta de causa eparchia per una giusta causa, il Vescovo
quotannis abesse potest non ultra mensem eparchiale può assentarsi dalla sua eparchia ogni
continuum aut intermissum, dummodo cautum anno, non oltre un mese continuo o interrotto,
sit, ne ex ipsius absentia eparchia quicquam purché si premuri che nella sua assenza
detrimenti capiat. l'eparchia non ne risenta alcun danno.

§ 3. Diebus vero praecipuarum sollemnitatum § 3. Però nei giorni delle principali solennità
iure particulari secundum traditionem propriae stabilite dal diritto particolare secondo la
Ecelesiae sui iuris statutarum Episcopus tradizione della propria Chiesa sui iuris, il
eparchialis a propria eparchia ne absit nisi gravi Vescovo eparchiale non si allontani dalla propria
de causa. eparchia se non per una grave causa.

§ 4. Si Episcopus eparchialis intra fines territorii § 4. Se un Vescovo eparchiale che esercita la


Ecclesiae patriarchalis potestatem suam sua potestà entro i confini del territorio della
exercens ultra sex menses ab eparchia sibi Chiesa patriarcale è rimasto assente
concredita illegitime afuit, Patriarcha rem ad illegittimamente più di sei mesi dalla eparchia a
Romanum Pontificem statim deferat; in ceteris lui affidata, il Patriarca deferisca subito la cosa al
casibus hoc faciat Metropolita, vel, si ipse Romano Pontefice; in tutti gli altri casi lo faccia il
Metropolita illegitime afuit, Episcopus eparchialis Metropolita oppure, se il Metropolita stesso è
ordinatione episcopali senior eidem Metropolitae stato assente illegittimamente, lo faccia il
subiectus. Vescovo eparchiale più anziano per ordinazione
episcopale soggetto allo stesso Metropolita.

Can. 205 - § 1. Tenetur Episcopus eparchialis Can. 205 - § 1. Il Vescovo eparchiale ha l'obbligo
obligatione eparchiam vel ex toto vel ex parte di visitare canonicamente ogni anno o tutta o in
quotannis canonice visitandi ita, ut singulis parte l'eparchia, in modo che almeno ogni cinque
saltem quinquenniis totam eparchiam ipse per se anni visiti canonicamente l'intera eparchia
vel, si legitime est impeditus, per Episcopum personalmente o, se è legittimamente impedito,
coadiutorem aut per Episcopum auxiliarem aut per mezzo del Vescovo coadiutore oppure del
per Protosyncellum vel Syncellum aut per alium Vescovo ausiliare oppure tramite il Protosincello
presbyterum canonice visitet. o il Sincello, oppure mediante un altro presbitero.

§ 2. Visitationi canonicae Episcopi eparchialis § 2. Sono soggetti alla visita canonica del
obnoxiae sunt personae, instituta catholica, res et Vescovo eparchiale le persone, gli istituti cattolici,
loca sacra, quae intra fines eparchiae sunt. le cose e i luoghi sacri che stanno entro i confini
dell'eparchia.

§ 3. Sodales institutorum religiosorum necnon § 3. Il Vescovo eparchiale può visitare i membri


societatum vitae communis ad instar religiosorum degli istituti religiosi e delle società di vita comune
iuris pontificii vel patriarchalis eorumque domus a guisa dei religiosi di diritto pontificio o
Episcopus eparchialis visitare potest tantum in patriarcale e le loro case, soltanto nei casi
casibus iure expressis. espressamente previsti dal diritto.

Can. 206 - § 1. Episcopus eparchialis intra fines Can. 206 - § 1. Il Vescovo eparchiale che
territorii Ecclesiae patriarchalis potestatem suam esercita la sua potestà entro i confini del territorio
egercens tenetur singulis quinquenniis relationem della Chiesa patriarcale è tenuto a presentare al
Patriarchae facere circa statum eparchiae sibi Patriarca ogni cinque anni una relazione sullo
concreditae secundum modum a Synodo stato dell'eparchia a lui affidata secondo il modo
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis statutum; stabilito dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa
exemplar relationis Episcopus quam primum ad patriarcale; il Vescovo invii al più presto una
Sedem Apostolicam mittat. copia della relazione alla Sede Apostolica.

§ 2. Ceteri Episcopi eparchiales singulis § 2. Tutti gli altri Vescovi eparchiali devono
quinquenniis eandem relationem Sedi presentare la stessa relazione ogni cinque anni
Apostolicae facere debent et, si de Episcopis alla Sede Apostolica e, se si tratta dei Vescovi di
alicuius Ecclesiae patriarchalis vel Ecclesiae una Chiesa patriarcale o di una Chiesa
metropolitanae sui iuris agitur, exemplar relationis metropolitana sui iuris, inviino al più presto una
Patriarchae vel Metropolitae quam primum copia della relazione al Patriarca o al Metropolita.
mittant.

Can. 207 - Episcopus eparchialis cuiuscumque Can. 207 - Il Vescovo eparchiale di qualunque
Ecclesiae sui iuris, etiam Ecclesiae latinae, Chiesa sui iuris, anche della Chiesa latina, in
Sedem Apostolicam certiorem faciat occasione occasione della relazione quinquennale, informi
relationis quinquennalis de statu et necessitatibus la Sede Apostolica sullo stato e le necessità dei
christifidelium, qui, etsi alii Ecclesiae sui iuris fedeli cristiani che, anche se ascritti a un'altra
ascripti, eius curae commissi sunt. Chiesa sui iuris, sono affidati alle sue cure.

Can. 208 - § 1. Episcopus eparchialis intra fines Can. 208 - § 1. Il Vescovo eparchiale che
territorii Ecclesiae patriarchalis potestatem suam esercita la sua potestà entro i confini del territorio
exercens intra quinquennium a sua della Chiesa patriarcale, entro cinque anni da
inthronizatione computandum visitationem ad computare dalla sua intronizzazione, compia la
Urbem peragat, si fieri potest una cum visita all'Urbe, possibilmente assieme al
Patriarcha, sanctorum Apostolorum Petri et Pauli Patriarca, per venerare le tombe dei santi
limina veneraturus atque sancti Petri successori Apostoli Pietro e Paolo e presentarsi al
in primatu super universam Ecclesiam se sistat. successore di san Pietro nel primato sulla Chiesa
universale.

§ 2. Ceteri Episcopi eparchiales singulis § 2. Tutti gli altri Vescovi eparchiali ogni cinque
quinquenniis per se vel, si legitime sunt impediti, anni devono compiere la visita all'Urbe,
per alium visitationem ad Urbem peragere personalmente o, se sono legittimamente
debent; si vero de Episcopis alicuius Ecclesiae impediti, per mezzo di un altro; se si tratta però di
patriarchalis agitur, optandum est, ut visitatio Vescovi di una Chiesa patriarcale è desiderabile
saltem aliquoties una cum Patriarcha fiat. che almeno qualche volta la visita sia fatta
assieme al Patriarca.

Can. 209 - § 1. Commemorationem Romani Can. 209 - § 1. Il Vescovo eparchiale deve fare
Pontificis ante omnes in signum plenae prima di tutti la commemorazione del Romano
communionis cum eo in Divina Liturgia et in Pontefice, in segno di piena comunione con lui,
laudibus divinis secundum praescripta librorum nella Divina Liturgia e nelle lodi divine secondo le
liturgicorum Episcopus eparchialis facere debet prescrizioni dei libri liturgici, e curare che sia fatta
et curare, ut a ceteris clericis eparchiae fideliter fedelmente da tutti gli altri chierici dell'eparchia.
fiat.

§ 2. Episcopus eparchialis commemorandus est § 2. Il Vescovo eparchiale dev'essere


ab omnibus clericis in Divina Liturgia et in commemorato da tutti i chierici nella Divina
laudibus divinis secundum praescripta librorum Liturgia e nelle lodi divine secondo le prescrizioni
liturgicorum. dei libri liturgici.

Can. 210 - § 1. Episcopus eparchialis, qui Can. 210 - § 1. Il Vescovo eparchiale che ha
septuagesimum quintum annum aetatis explevit compiuto il settantacinquesimo anno di età
aut ob infirmam valetudinem aliave gravi de oppure che, per infermità o altra grave causa,
causa officio suo implendo minus aptus evasit, risulti meno idoneo all'adempimento del suo
rogatur, ut renuntiationem ab officio exhibeat. ufficio, è pregato di presentare la rinuncia
all'ufficio.

§ 2. Renuntiatio ab officio Episcopi eparchialis § 2. La rinuncia all'ufficio di Vescovo eparchiale


exhibenda est Patriarchae, si de Episcopo va presentata al Patriarca, se si tratta di un
eparchiali intra fines territorii Ecclesiae Vescovo eparchiale che esercita la sua potestà
patriarchalis potestatem suam exercente agitur; entro i confini del territorio della Chiesa
in ceteris casibus renuntiatio Romano Pontifici patriarcale; in tutti gli altri casi la rinuncia va
exhibenda est et praeterea, si Episcopus ad presentata al Romano Pontefice e inoltre, se il
Ecclesiam patriarchalem pertinet, Patriarchas Vescovo appartiene alla Chiesa patriarcale, al più
quam primum notificanda. presto deve essere notificata al Patriarca.

§ 3. Ad acceptationem renuntiationis Patriarcha § 3. Per l'accettazione della rinuncia, il Patriarca


indiget consensu Synodi permanentis, nisi necessita del consenso del Sinodo permanente,
praecessit invitatio ad renuntiandum a Synodo a meno che non vi sia stato in precedenza un
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis facta. invito a rinunciare da parte del Sinodo dei
Vescovi della Chiesa patriarcale.

Can. 211 - § 1. Episcopus eparchialis, cuius Can. 211 - § 1. Il Vescovo eparchiale, la cui
renuntiatio ab officio acceptata est, titulum rinuncia all'ufficio è stata accettata, ottiene il titolo
Episcopi emeriti eparchiae, quam rexit, obtinet di Vescovo emerito dell'eparchia che ha
atque sedem habitationis in ipsa eparchia servare governato e può conservare la sede della sua
potest, nisi certis in casibus ob specialia adiuncta abitazione nella stessa eparchia, a meno che in
a Sede Apostolica vel, si de eparchia intra fines determinati casi per speciali circostanze la Sede
territorii Ecclesiae patriarchalis sita agitur, a Apostolica o, se si tratta di un'eparchia situata
Patriarcha de consensu Synodi Episcoporum entro i confini del territorio della Chiesa
Ecclesiae patriarchalis aliter providetur. patriarcale, il Patriarca col consenso del Sinodo
dei Vescovi della Chiesa patriarcale, non
provveda diversamente.
§ 2. Synodus Episcoporum Ecclesiae § 2. Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale
patriarchalis vel Consilium Hierarcharum curare o il Consiglio dei Gerarchi deve fare in modo che
debet, ut congruae et dignae Episcopi emeriti si provveda a un'adeguato e degno
sustentationi provideatur, attenta quidem primaria sostentamento del Vescovo emerito, tenendo
obligatione, qua tenetur eparchia, cui inservivit. presente tuttavia l'obbligo primario a cui è tenuta
l'eparchia alla quale ha prestato servizio.

Art. III DE EPISCOPIS COADIUTORIBUS ET DE Art. III I Vescovi coadiutori e i Vescovi ausiliari
EPISCOPIS AUXILIARIBUS

Can. 212 - § 1. Si necessitates pastorales Can. 212 - § 1. Se le necessità pastorali


eparchiae id suadent, unus vel plures Episcopi dell'eparchia lo suggeriscono, si costituiscano
auxiliares petente Episcopo eparchiali uno o più Vescovi ausiliari su richiesta del
constituantur. Vescovo eparchiale.

§ 2. Gravioribus in adiunctis, etiam indolis § 2. In circostanze più gravi, anche di indole


personalis, constitui potest ex officio Episcopus personale, può essere costituito d'ufficio un
coadiutor cum iure successionis specialibus Vescovo coadiutore con diritto di successione,
potestatibus praeditus. provvisto di speciali potestà.

Can. 213 - § 1. Episcopus coadiutor praeter iura Can. 213 - § 1. Il Vescovo coadiutore, oltre ai
et obligationes, quae iure communi statuuntur, diritti e doveri che sono stabiliti dal diritto
etiam ea habet, quae in litteris de provisione comune, ha anche quelli che sono determinati
canonica determinantur. nella lettera di provvisione canonica.

§ 2. Iura et obligationes Episcopi coadiutoris a § 2. I diritti e doveri del Vescovo coadiutore,


Patriarcha constituti determinat ipse Patriarcha costituito dal Patriarca, li determina lo stesso
consulta Synodo permanenti; si vero de Episcopo Patriarca dopo aver consultato il Sinodo
coadiutore omnibus iuribus et obligationibus permanente; se invece si tratta di concedere a un
Episcopi eparchialis instruendo agitur, requiritur Vescovo coadiutore tutti i diritti e i doveri del
consensus Synodi Episcoporum Ecclesiae Vescovo eparchiale, è richiesto il consenso del
patriarchalis. Sinodo dei Vescovi della Chiesta patriarcale.

§ 3. Iura et obligationes Episcopi auxiliaris ea § 3. I diritti e i doveri del Vescovo ausiliare sono
sunt, quae iure communi statuuntur. quelli stabiliti dal diritto comune.

Can. 214 - § 1. Episcopus coadiutor et Episcopus Can. 214 - § 1. Perché il Vescovo coadiutore e il
auxiliaris, ut sui officii possessionem canonicam Vescovo ausiliare prendano il possesso canonico
capiant, debent litteras de provisione canonica del loro ufficio devono esibire al Vescovo
Episcopo eparchiali ostendere. eparchiale la lettera di provvisione canonica.

§ 2. Episcopus coadiutor debet praeterea litteras § 2. Il Vescovo coadiutore deve esibire inoltre la
de provisione canonica ostendere collegio lettera di provvisione canonica al collegio dei
consultorum eparchialium. consultori eparchiali.

§ 3. Si vero [Link] plene est § 3. Se invece il Vescovo eparchiale è totalmente


impeditus, sufficit, ut Episcopus coadiutor et impedito, è sufficiente che il Vescovo coadiutore
Episcopus auxiliaris litteras de provisione e il Vescovo ausiliare esibiscano la lettera di
canonica ostendant collegio consultorum provvisione canonica al collegio dei consultori
eparchialium. eparchiali.

§ 4. Ostensioni litterarum de provisione canonica § 4. All'esibizione della lettera di provvisione


adesse debet cancellarius, qui rem in acta canonica deve essere presente il cancelliere, che
referat. mette agli atti il fatto.

Can. 215 - § 1. Episcopus coadiutor vices gerit Can. 215 - § 1. Il Vescovo coadiutore fa le veci
Episcopi eparchialis absentis vel impediti; del Vescovo eparchiale assente o impedito; egli
nominari debet Protosyncellus et ei prae aliis deve essere nominato Protosincello e il Vescovo
Episcopus eparchialis committat ea, quae ex iure eparchiale deve affidare a lui, a preferenza di
mandatum speciale requirunt. altri, tutto ciò che per diritto richiede uno speciale
mandato.

§ 2. Episcopus eparchialis firma § 1 nominet § 2. Il Vescovo eparchiale, fermo restando il § 1,


Episcopum auxiliarem Protosyncellum; si tamen nomini il Vescovo ausiliare Protosincello; se
plures sunt, unum ex eis nominet invece sono più di uno, nomini uno di loro
Protosyncellum, alios vero Syncellos. Protosincello e gli altri invece Sincelli.

§ 3. Episcopus eparchialis in perpendendis § 3. Il Vescovo eparchiale nel valutare le cause di


causis maioris momenti praesertim indolis maggior importanza, soprattutto di indole
pastoralis Episcopos auxiliares prae ceteris pastorale, prima degli altri consulti i Vescovi
consulat. ausiliari.

§ 4. Episcopus coadiutor et Episcopus auxiliaris § 4. Il Vescovo coadiutore e il Vescovo ausiliare,


eo, quod in partem sollicitudinis Episcopi per il fatto che sono chiamati a partecipare alla
eparchialis vocati sunt, ita officium suum sollecitudine del Vescovo eparchiale, esercitino il
exerceant, ut in omnibus negotiis unanima loro ufficio in modo che in tutti gli affari agiscano
consensione cum ipso agant. con lui con unanime consenso.

Can. 216 - § 1. Episcopus coadiutor et Episcopus Can. 216 - § 1. Il Vescovo coadiutore e il


auxiliaris iusto impedimento non detenti debent, Vescovo ausiliare che non siano trattenuti da un
quoties sunt ab Episcopo eparchiali requisiti, giusto impedimento, ogni volta che ne siano
functiones obire, quas Episcopus eparchialis ipse richiesti dal Vescovo eparchiale, devono
peragere deberet. compiere le funzioni che dovrebbe compiere lo
stesso Vescovo eparchiale.

§ 2. Quae episcopalia iura et functiones § 2. Il Vescovo eparchiale non affidi abitualmente


Episcopus coadiutor et Episcopus auxiliaris ad altri i diritti episcopali e le funzioni che il
possunt et volunt exercere, Episcopus eparchialis Vescovo coadiutore e il Vescovo ausiliare
habitualiter aliis ne committat. possono e vogliono esercitare.

Can. 217 - Episcopus coadiutor et Episcopus Can. 217 - Il Vescovo coadiutore e il Vescovo
auxiliaris obligatione tenentur residendi in ausiliare hanno l'obbligo di risiedere nella
eparchia, a qua praeterquam ratione alicuius eparchia; non si allontanino da essa se non per
muneris extra eparchiam implendi aut feriarum breve tempo, tranne a motivo di un incarico da
causa, quae ultra mensem ne protrahantur, ne svolgere fuori della eparchia oppure a causa
discedant nisi ad breve tempus. delle ferie che non dovranno protrarsi oltre un
mese.

Can. 218 - Ad renuntiationem ab officio Episcopi Can. 218 - Per quanto riguarda la rinuncia
coadiutoris vel Episcopi auxiliaris quod attinet, all'ufficio di Vescovo coadiutore o di Vescovo
applicentur cann. 210 et 211, § 2; his Episcopis ausiliare, si applichino i cann. 210 e 211, § 2; al
tribuitur emeriti titulus officii, quod antea rinunciante viene attribuito il titolo di emerito
expleverunt. dell'ufficio che ha svolto in precedenza.

Art. IV DE SEDE EPARCHIALI VACANTE VEL Art. IV La sede eparchiale vacante o impedita
IMPRDITA

Can. 219 - Sedes eparchialis vacat Episcopi Can. 219 - La sede eparchiale diventa vacante
eparchialis morte, renuntiatione, translatione ac con la morte, la rinuncia, la traslazione e la
privatione. privazione del Vescovo eparchiale.

Can. 220 - Circa sedes eparchiales vacantes Can. 220 - A riguardo delle sedi eparchiali
intra fines territorii Ecclesiae patriarchalis sitas vacanti, situate entro i confini del territorio della
praeter cann. 225 - 232 et firmis cann. 222 et 223 Chiesa patriarcale, oltre ai cann. 225-232 e fermi
haec servanda sunt: restando i cann. 222 e 223, si osservi quanto
segue:

1° Patriarcha de sedis eparchialis vacatione 1° il Patriarca informi al più presto della


quam primum certiorem faciat Sedem vacanza della sede eparchiale la Sede
Apostolicam; Apostolica;

2° usque ad nominationem Administratoris 2° fino alla nomina dell’Amministratore


eparchiae potestas ordinaria Episcopi eparchialis eparchiale la potestà ordinaria del Vescovo
transit ad Patriarcham, nisi aliter iure particulari eparchiale passa al Patriarca, a meno che non
Ecclesiae patriarchalis vel a Romano Pontifice sia disposto diversamente dal diritto particolare
provisum est; della Chiesa patriarcale o dal Romano Pontefice;

3° Patriarchae est nominare Administratorem 3° è compito del Patriarca nominare


eparchiae intra mensem utilem ab accepta notitia l’Amministratore eparchiale entro un mese utile
de sedis eparchialis vacatione computandum da computare dall’avvenuta notificazione della
consultis Episcopis curiae patriarchalis, si vacanza della sede eparchiale, dopo aver
habentur, secus consulta Synodo permanenti; consultato i Vescovi della curia patriarcale, se ce
elapso inutiliter mense, Administratoris nominatio ne sono, altrimenti, consultato il Sinodo
ad Sedem Apostolicam devolvitur; permanente; trascorso inutilmente un mese, la
nomina dell’Amministratore è devoluta alla Sede
Apostolica;

4° Administrator eparchiae emissa coram 4° l’Amministratore dell’eparchia, dopo aver


Patriarcha professione fidei potestatem obtinet emessa la professione di fede davanti al
non exercendam tamen nisi capta possessione Patriarca, ottiene la potestà che però non deve
canonica officii, quae fit ostendendo litteras eius esercitare se non dopo aver preso il possesso
nominationis collegio consultorum eparchialium; canonico dell’ufficio; questo avviene esibendo la
lettera della sua nomina al collegio dei consultori
eparchiali;

5° Patriarchae est curare, ut sedi eparchiali 5° spetta al Patriarca provvedere che alla
vacanti quam primum nec ultra terminos iure sede eparchiale vacante sia dato al più presto e
communi statutos dignus idoneusque Episcopus non oltre i termini stabiliti dal diritto comune un
eparchialis detur. degno e idoneo Vescovo eparchiale.

Can. 221 - Exceptis sedibus eparchialibus Can. 221 - Eccettuate le sedi eparchiali vacanti di
vacantibus, de quibus in can. 220, in ceteris cui nel can. 220, in tutti gli altri casi di sede
casibus sede eparchiali vacante praeter cann. eparchiale vacante, oltre ai cann. 225-232 e fermi
225 - 232 et firmis cann. 222 et 223 haec restando i cann. 222 e 223, si osservi quanto
servanda sunt: segue:

1° Metropolita, secus ille, qui ad normam 1° il Metropolita, o altrimenti colui che


can. 271, § 5 collegio consultorum eparchialium presiede a norma del can. 271, § 5 il collegio dei
praeest, Sedem Apostolicam et, si de eparchia consultori eparchiali, informi al più presto della
Ecclesiae patriarchalis agitur, etiam Patriarcham vacanza della sede eparchiale la Sede Apostolica
quam primum de sedis eparchialis vacatione e, se si tratta di un'eparchia della Chiesa
certiorem faciat; patriarcale, anche il Patriarca;

2° regimen eparchiae, nisi a Sede Apostolica 2° il governo dell'eparchia, se la Sede


aliter provisum est, usque ad constitutionem Apostolica non ha provveduto diversamente,
Administratoris eparchiae transit ad Episcopum passa, fino alla costituzione dell'Amministratore
auxiliarem vel, si plures sunt, ad Episcopum eparchiale, al Vescovo ausiliare o, se sono più di
auxiliarem ordinatione episcopali seniorem vel, si uno, al Vescovo ausiliare più anziano per
Episcopus auxiliaris non habetur, ad collegium ordinazione episcopale o, se non c'è un Vescovo
consultorum eparchialium; praedicti eparchiam ausiliare, al collegio dei consultori eparchiali; i
interim regunt potestate, quam ius commune predetti governano interinalmente l'eparchia con
Protosyncello agnoscit; la potestà che il diritto comune riconosce al
Protosincello;

3° collegium consultorum eparchialium intra 3° il collegio dei consultori eparchiali, entro


octo dies ab accepta notitia de sedis eparchialis otto giorni, da computare dall'avvenuta
vacatione computandos debet Administratorem notificazione della vacanza della sede eparchiale,
eparchiae eligere, sed ad validitatem electionis deve eleggere l'Amministratore dell'eparchia; ma
requiritur pars absolute maior suffragiorum per la validità della elezione è richiesta la
membrorum eiusdem collegii; maggioranza assoluta dei voti dei membri dello
stesso collegio;

4° si intra octo dies Administrator eparchiae 4° se entro otto giorni non è stato eletto
electus non est vel si electus condicionibus in l'Amministratore dell'eparchia, oppure se l'eletto è
can. 227, § 2 ad validitatem electionis requisitis privo delle condizioni richieste per la validità nel
caret, nominatio Administratoris eparchiae can. 227, § 2, la nomina dell'Amministratore
devolvitur ad Metropolitam vel, si hic deest vel est dell'eparchia è devoluta al Metropolita o, se
impeditus, ad Sedem Apostolicam; costui manca o è impedito, alla Sede Apostolica;

5° Administrator eparchiae legitime electus 5° l'Amministratore dell'eparchia


vel nominatus statim potestatem obtinet neque legittimamente eletto o nominato ottiene
indiget ulla confirmatione; de sua electione vel ex immediatamente la potestà e non ha bisogno di
parte Metropolitae nominatione quam primum alcuna conferma; egli informi al più presto la
Sedem Apostolicam certiorem faciat et, si ad Sede Apostolica della sua elezione o della
Ecclesiam patriarchalem pertinet, etiam nomina da parte del Metropolita e, se appartiene
Patriarcham. alla Chiesa patriarcale, anche il Patriarca.

Can. 222 - Episcopus coadiutor, dummodo officii Can. 222 - Il Vescovo coadiutore, purché abbia
sui possessionem canonicam iam ceperit, sede già preso il possesso canonico del suo ufficio,
eparchiali vacante ipso iure evadit Administrator con la vacanza della sede eparchiale diventa per
eparchiae, donec ut Episcopus eparchialis il diritto stesso Amministratore dell'eparchia,
inthronizatus erit. finché non sarà intronizzato come Vescovo
eparchiale.

Can. 223 - In casu translationis ad aliam sedem Can. 223 - Nel caso di trasferimento a un'altra
eparchialem Episcopus intra duos menses ab sede eparchiale, il Vescovo deve prendere il
intimatione translationis computandos debet possesso canonico della nuova eparchia entro
possessionem canonicam novae eparchiae due mesi da computare dall'intimazione del
capere; interim vero in priore eparchia: trasferimento; nel frattempo però nella
precedente eparchia:

1° Administratoris eparchiae iura et 1° ha i diritti e i doveri dell'Amministratore


obligationes habet; dell'eparchia;

2° privilegia honorifica Episcoporum 2° conserva i privilegi onorifici dei Vescovi


eparchialium conservat; eparchiali;

3° reditus prioris officii integros percipit. 3° percepisce integralmente i redditi del


precedente ufficio.

Can. 224 - § 1. Protosyncellus et Syncelli sede Can. 224 - § 1. Durante la vacanza della sede
eparchiali vacante statim ab officio cessant, nisi eparchiale il Protosincello e i Sincelli cessano
sunt: immediatamente dall'ufficio, a meno che non
siano:
1° Episcopi ordinati; 1° Vescovi ordinati;

2° in eparchia Patriarchae constituti; 2° costituiti nell'eparchia del Patriarca;

3° in eparchia intra fines territorii Ecclesiae 3° costituiti nell'eparchia situata entro i confini
patriarchalis sita constituti, donec Administrator del territorio della Chiesa patriarcale, finché
eparchiae possessionem canonicam sui officii l'Amministratore dell'eparchia non abbia preso il
ceperit. possesso canonico del suo ufficio.

§ 2. Quae a Protosyncello et Syncellis, qui sede § 2. Tutto ciò che è stato compiuto
eparchiali vacante statim ab officio cessant, legittimamente dal Protosincello e dai Sincelli, i
legitime gesta sunt, donec certam notitiam de quali con la vacanza della sede eparchiale
sedis eparchialis vacatione acceperint, vim cessano immediatamente dall'ufficio, ha valore
habent. finché non hanno ricevuto notizia certa della
vacanza della sede eparchiale.

§ 3. Episcopus auxiliaris sede eparchiali vacante § 3. Il Vescovo ausiliare durante la vacanza della
retinet potestates a iure quidem collatas et sub sede eparchiale conserva le potestà, conferite dal
auctoritate Administratoris eparchiae exercendas, diritto e da esercitare sotto l'autorità
quas sede eparchiali plena ut Protosyncellus vel dell'Amministratore dell'eparchia, che aveva
Syncellus habebat, nisi aliud a Sede Apostolica come Protosincello o Sincello a sede eparchiale
vel iure particulari propriae Ecclesiae patriarchalis piena, a meno che non sia stabilito diversamente
statuitur. dalla Sede Apostolica o dal diritto particolare
della propria Chiesa patriarcale.

Can. 225 - § 1. Unus tantum eligitur vel Can. 225 - § 1. Si elegge o si nomina un solo
nominatur Administrator eparchiae reprobata Amministratore dell'eparchia; è riprovata la
contraria consuetudine. consuetudine contraria.

§ 2. Si oeconomus eparchialis fit Administrator § 2. Se l'economo eparchiale diventa


eparchiae, alium oeconomum eparchialem Amministratore dell'eparchia, il consiglio per gli
consilium a rebus oeconomicis interim eligat. affari economici elegga interinalmente un altro
economo eparchiale.

Can. 226 - In Administratore eparchiae Can. 226 - Né il Patriarca né il collegio dei


constituendo nullam sibi potestatis partem nec consultori eparchiali, costituendo l'Amministratore
Patriarcha nec collegium consultorum dell'eparchia, possono conservare per sé una
eparchialium retinere potest nec gerendo officio parte di potestà, né determinare la durata della
tempus determinare aliasve restrictiones gestione dell'ufficio, né prestabilire altre
praestituere. restrizioni.

Can. 227 - § 1. Administrator eparchiae sit Can. 227 - § 1. L'Amministratore dell'eparchia si


integritate, pietate, sana doctrina et prudentia distingua per integrità, pietà, sana dottrina e
praestans. prudenza.

§ 2. Valide ad officium Administratoris eparchiae § 2. All'ufficio di Amministratore eparchiale può


eligi vel nominari tantum potest Episcopus aut essere eletto o nominato validamente soltanto un
presbyter, qui vinculo matrimonii non est ligatus, Vescovo, oppure un presbitero che non sia legato
tricesimum quintum aetatis annum explevit et ad dal vincolo matrimoniale, che abbia compiuto il
eandem sedem eparchialem vacantem non est trentacinquesimo anno di età e che non sia già
iam electus, nominatus vel, translatus; si hae stato eletto, nominato o trasferito alla stessa sede
condiciones posthabitae sunt, actus illius, qui eparchiale; se queste condizioni sono state
Administrator eparchiae electus vel nominatus trasgredite, gli atti di colui che è stato eletto o
est, ipso iure nulli sunt. nominato Amministratore dell'eparchia sono nulli
per il diritto stesso.

Can. 228 Can. 228


- § 1. Sede eparchiali vacante nihil - § 1. Mentre la sede eparchiale è
innovetur. vacante non si apporti alcuna innovazione.

§ 2. Illi, qui interim eparchiae regimen curant, § 2. E' vietato a coloro che interinalmente
vetantur quidpiam agere, quod vel eparchiae vel provvedono al governo dell'eparchia di compiere
episcopalibus iuribus praeiudicium afferre potest; qualsiasi atto che possa arrecare pregiudizio
speciatim prohibentur ipsi ac omnes alii, ne sive all'eparchia o ai diritti episcopali; a costoro e a
per se sive per alium documenta curiae tutti gli altri è proibito specialmente di sottrarre,
eparchialis subtrahant, destruant vel mutent. distruggere o modificare, sia personalmente sia
per mezzo di un altro, i documenti della curia
eparchiale.

Can. 229 - Administrator eparchiae eadem iura et Can. 229 - L'Amministratore dell'eparchia ha gli
obligationes habet ac Episcopus eparchialis, nisi stessi diritti e doveri del Vescovo eparchiale, a
aliter iure cavetur vel ex natura rei constat. meno che non sia disposto diversamente dal
diritto o non consti dalla natura della cosa.

Can. 230 - Nisi aliter est legitime provisum: Can. 230 - Se non è stato legittimamente
provveduto diversamente:

1° Administrator eparchiae ius habet ad 1° l'Amministratore dell'eparchia ha diritto a


iustam remunerationem lege iuris particularis una giusta remunerazione, da stabilire con legge
statuendam vel legitima consuetudine di diritto particolare o determinata dalla legittima
determinatam, quae desumi debet ex bonis consuetudine, che dev'essere presa dai beni
eparchiae; dell'eparchia;

2° cetera emolumenta ad Episcopum 2° tutti gli altri emolumenti che spettano al


eparchialem spectantia, dum sedes eparchialis Vescovo eparchiale, mentre la sede eparchiale è
vacat, futuro Episcopo eparchiali pro vacante, siano riservati al futuro Vescovo
necessitatibus eparchiae reserventur servatis eparchiale per le necessità dell'eparchia
praescriptis iuris particularis, quae modum, quo osservando le prescrizioni del diritto particolare
emolumenta erogari debent, determinant. che determinano il modo con cui erogare gli
emolumenti.

Can. 231 - § 1. Renuntiatio Administratoris Can. 231 - § 1. La rinuncia dell'Amministratore


eparchiae exhibenda est Patriarchae, si ipse dell'eparchia dev'essere presentata al Patriarca
Administratorem designavit, secus collegio se è lui che ha designato l'Amministratore,
consultorum eparchialium, quo in casu eam altrimenti al collegio dei consultori eparchiali, nel
acceptari, ut valeat, necesse non est. quale caso non è necessario che sia accettata
perché sia valida.

§ 2. Amotio Administratoris eparchiae intra fines § 2. La rimozione dell'Amministratore


territorii Ecclesiae patriarchalis pertinet ad dell'eparchia entro i confini del territorio della
Patriarcham de consensu Synodi permanentis; Chiesa patriarcale compete al Patriarca col
secus vero Sedi Apostolicae reservatur. consenso del Sinodo permanente; altrimenti è
riservata alla Sede Apostolica.

§ 3. Post mortem, renuntiationem vel amotionem § 3. Dopo la morte, la rinuncia o la rimozione


Administratoris eparchiae novus constituatur ab dell'Amministratore dell'eparchia, ne venga
eadem auctoritate et eodem modo ac pro priore costituito uno nuovo dalla stessa autorità e nello
praescriptum est. stesso modo prescritto per il precedente.

§ 4. Administrator eparchiae cessat ab officio § 4. L'Amministratore dell'eparchia cessa


capta a novo Episcopo eparchiali possessione dall'ufficio con la presa del possesso canonico
canonica eparchiae; novus Episcopus eparchialis dell'eparchia da parte del nuovo Vescovo
rationem administrationis ab eo exigere potest. eparchiale; il nuovo Vescovo eparchiale può
esigere da lui un rendiconto dell'amministrazione.

Can. 232 - § 1. Oeconomus eparchialis sede Can. 232 - § 1. L'economo eparchiale, durante la
eparchiali vacante officium suum impleat sub vacanza della sede eparchiale, svolga il suo
auctoritate Administratoris eparchiae; ad ufficio sotto l'autorità dell'Amministratore
oeconomum eparchialem devolvitur administratio dell'eparchia; l'amministrazione dei beni
bonorum ecclesiasticorum, quae ob sedis ecclesiastici che, per la vacanza della sede
eparchialis vacationem administratorem non eparchiale, non hanno un amministratore, è
habent, nisi Patriarcha aut collegium consultorum devoluta all'economo eparchiale, a meno che il
eparchialium aliter providerunt. Patriarca oppure il collegio dei consultori
eparchiali non abbiano provveduto diversamente.

§ 2. Ad renuntiationem vel amotionem oeconomi § 2. Per quanto riguarda la rinuncia o la


eparchialis sede eparchiali vacante quod attinet, rimozione dell'economo eparchiale durante la
servandus est can. 231, §§ 1 et 2. vacanza della sede eparchiale, si deve osservare
il can. 231, §§ 1 e 2.

§ 3. Resoluto quovis modo iure oeconomi § 3. Venuto meno in qualsiasi modo il diritto
eparchialis intra fines territorii Ecclesiae dell'economo eparchiale entro i confini del
patriarchalis novi oeconomi electio vel nominatio territorio della Chiesa patriarcale, la elezione o la
pertinet ad Patriarcham consultis Episcopis nomina del nuovo economo appartiene al
curiae patriarchalis, si habentur, secus consulta Patriarca dopo aver consultato i Vescovi della
Synodo permanenti; in ceteris casibus curia patriarcale, se ci sono, altrimenti consultato
oeconomus eligitur a collegio consultorum il Sinodo permanente; in tutti gli altri casi
eparchialium. l'economo viene eletto dal collegio dei consultori
eparchiali.

§ 4. Oeconomus eparchialis novo Episcopo § 4. L'economo eparchiale renda conto della sua
eparchiali rationem reddere debet suae amministrazione al nuovo Vescovo eparchiale;
administrationis, qua reddita, nisi ab eodem in dopo il resoconto, se non è confermato dallo
officio suo confirmatur, ab officio cessat. stesso nel suo ufficio, cessa dall'ufficio.

Can. 233 - § 1. Sede eparchiali per Episcopi Can. 233 - § 1. Quando la sede eparchiale è
eparchialis captivitatem, relegationem, exilium talmente impedita per prigionia, confino, esilio
aut inhabilitatem ita impedita, ut ne per litteras oppure inabilità del Vescovo eparchiale che egli
quidem cum christifidelibus sibi commissis non può comunicare con i fedeli cristiani a sé
communicare ipse possit, regimen eparchiae est affidati nemmeno per lettera, il governo
penes Episcopum coadiutorem, nisi aliter providit dell'eparchia è presso il Vescovo coadiutore, a
Patriarcha de consensu Synodi permanentis in meno che il Patriarca non abbia provveduto
eparchiis sitis intra fines territorii Ecclesiae, cui altrimenti col consenso del Sinodo permanente
praeest, aut Sedes Apostolica; si vero Episcopus nelle eparchie situate entro i confini del territorio
coadiutor deest aut impeditus est, penes della Chiesa che presiede, oppure la Sede
Protosyncellum, Syncellum vel alium idoneum Apostolica; se invece manca un Vescovo
sacerdotem ab Episcopo eparchiali designatum, coadiutore oppure è impedito, il governo è presso
cui ipso iure competunt iura et obligationes il Protosincello, il Sincello o altro sacerdote
Protosyncelli; potest vero Episcopus eparchialis idoneo, designato dal Vescovo eparchiale, il
tempore opportuno plures designare, qui sibi quale per il diritto stesso ha i diritti e i doveri del
invicem in officio succedunt. Protosincello; il Vescovo eparchiale però nel
tempo opportuno può designarne più di uno, che
si succedono a vicenda nell'ufficio.

§ 2. Si iidem desunt aut impediti sunt, ne § 2. Se costoro vengono meno oppure sono
eparchiae regimen assumant, collegii impediti dall'assumere il governo dell'eparchia,
consultorum eparchialium est sacerdotem compete al collegio dei consultori eparchiali
eligere, qui eparchiam regat. eleggere un sacerdote che governi l'eparchia.
§ 3. Qui eparchiam intra fines territorii Ecclesiae § 3. Colui che ha assunto il governo dell'eparchia
patriarchalis regendam suscepit, quam primum entro i confini del territorio della Chiesa
Patriarcham certiorem faciat de sede eparchiali patriarcale, informi al più presto il Patriarca della
impedita et de assumpto officio; in ceteris casibus sede eparchiale impedita e dell'ufficio assunto; in
certiorem faciat Sedem Apostolicam et, si ad tutti gli altri casi informi la Sede Apostolica e, se
Ecclesiam patriarchalem pertinet, etiam appartiene a una Chiesa patriarcale, anche il
Patriarcham. Patriarca.

Art. V DE ADMINISTRATORIBUS APOSTOLICIS Art. V Gli Amministratori apostolici

Can. 234 - § 1. Eparchiae regimen sede Can. 234 - § 1. Talvolta il Romano Pontefice per
eparchiali sive plena sive vacante aliquando gravi e speciali cause affida il governo di una
Romanus Pontifex gravibus et specialibus de eparchia, a sede piena oppure vacante, a un
causis Administratori apostolico committit. Amministratore apostolico.

§ 2. Iura, obligationes et privilegia Administratoris § 2. I diritti, i doveri e i privilegi


apostolici desumuntur ex litteris suae dell'Amministratore apostolico si desumono dalla
nominationis. lettera della sua nomina.

CAPUT II DE ORGANIS EPISCOPUM CAPITOLO II GLI ORGANI CHE AIUTANO IL


EPARCHIALEM IN REGIMINE EPARCHIAE VESCOVO EPARCHIALE NEL GOVERNO
ADIUVANTIBUS DELL’EPARCHIA

Art. I DE CONVENTU EPARCHIALI Art. I L’assemblea eparchiale

Can. 235 - Conventus eparchialis adiutricem Can. 235 - L’assemblea eparchiale presta al
praestat operam Episcopo eparchiali in eis, quae Vescovo eparchiale un’opera di aiuto in quelle
ad speciales necessitates vel utilitatem eparchiae cose che si riferiscono a speciali necessità o
referuntur. all’utilità dell’eparchia.

Can. 236 - Conventus eparchialis convocetur, Can. 236 - L'assemblea eparchiale venga
quoties iudicio Episcopi eparchialis et consulto convocata, a giudizio del Vescovo eparchiale e
consilio presbyterali adiuncta id suadent. dopo aver consultato il consiglio presbiterale,
ogniqualvolta le circostanze lo consigliano.

Can. 237 - § 1. Episcopi eparchialis est Can. 237 - § 1. E’ compito del Vescovo
conventum eparchialem convocare, eidem per se eparchiale convocare l’assemblea eparchiale,
vel per alium praeesse, eum transferre, presiederla personalmente o a mezzo di un altro,
prorogare, suspendere et dissolvere. trasferirla, prorogarla, sospenderla e scioglierla.

§ 2. Sede eparchiali vacante conventus § 2. Quando la sede eparchiale diventa vacante


eparchialis suspenditur ipso iure, donec novus l’assemblea eparchiale è sospesa dal diritto
Episcopus eparchialis de re decreverit. stesso, finché il nuovo Vescovo eparchiale non
decide sulla cosa.

Can. 238 - § 1. Ad conventum eparchialem Can. 238 - § 1. All’assemblea eparchiale devono


convocandi sunt eumque adire debent: essere convocati e devono recarsi:

1° Episcopus coadiutor et Episcopi auxiliares; 1° il Vescovo coadiutore e i Vescovi ausiliari;

2° Protosyncellus, Syncelli, Vicarius iudicialis 2° il Protosincello, i Sincelli, il Vicario


ac oeconomus eparchialis; giudiziale e l’economo eparchiale;

3° consultores eparchiales; 3° i consultori eparchiali;

4° rector seminarii eparchialis maioris; 4° il rettore del seminario eparchiale


maggiore;
5° protopresbyteri; 5° i protopresbiteri;

6° unus saltem parochus ex unoquoque 6° almeno un parroco per ogni distretto, che
districtu eligendus ab omnibus, qui ibi actu curam dev’essere eletto da tutti coloro che attualmente
animarum habent, protopresbytero electioni vi hanno la cura d’anime; all’elezione presiede il
praesidente; item eligendus est alius presbyter, protopresbitero; inoltre deve essere eletto un
qui eodem impedito eius locum teneat; altro presbitero che lo sostituisca se lo stesso è
impedito;

7° membra consilii presbyteralis atque aliquot 7° i membri del consiglio presbiterale e inoltre
delegati consilii pastoralis, si exstat, ab eodem alcuni delegati del consiglio pastorale, se esiste,
consilio eligendi modo et numero iure particulari da eleggere dallo stesso consiglio secondo il
statutis; modo e il numero stabiliti dal diritto particolare;

8° aliquot diaconi ad normam iuris particularis 8° alcuni diaconi eletti a norma del diritto
electi; particolare;

9° Superiores monasteriorum sui iuris atque 9° i Superiori dei monasteri sui iuris e alcuni
aliquot Superiores ceterorum institutorum vitae Superiori di tutti gli altri istituti di vita consacrata
consecratae, quae in eparchia domum habent, che hanno una casa nell’eparchia, da eleggere
eligendi modo et numero iure particulari statutis; secondo il numero e il modo stabilito dal diritto
particolare;

10° laici electi a consilio pastorali, si exstat, 10° dei laici eletti dal consiglio pastorale, se
secus modo ab Episcopo eparchiali determinato esiste, altrimenti nel modo determinato dal
ita, ut numerus laicorum tertiam partem Vescovo eparchiale, così che il numero dei laici
membrorum conventus eparchialis non superet. non superi un terzo dei membri dell’assemblea
eparchiale.

§ 2. Episcopus eparchialis, si opportunum iudicat, § 2. Il Vescovo eparchiale, se lo giudica


potest ad conventum eparchialem invitare alios opportuno, può invitare all’assemblea eparchiale
quoque non exclusis personis aliarum anche altri, non escluse delle persone di altre
Ecclesiarum sui iuris, quibus omnibus etiam ius Chiese sui iuris, e a tutti costoro può concedere
suffragium ferendi concedere potest. anche il diritto di votare.

§ 3. Ad conventum eparchialem etiam invitari § 3. All’assemblea eparchiale possono essere


possunt aliquot observatores ex Ecclesiis vel invitati anche alcuni osservatori provenienti da
Communitatibus ecclesialibus acatholicis. Chiese o Comunità ecclesiali acattoliche.

Can. 239 - Ii, qui conventum eparchialem adire Can. 239 - Coloro che devono recarsi
debent, non possunt, etsi legitimo impedimento all'assemblea eparchiale, anche se sono
detenti sunt, mittere procuratorem, qui eorum trattenuti da un legittimo impedimento, non
nomine conventui eparchiali intersit, sed possono inviare un procuratore che partecipi
Episcopum eparchialem de impedimento all'assemblea eparchiale a loro nome, ma
certiorem faciant. informino il Vescovo eparchiale dell'impedimento.

Can. 240 - § 1. Firmo iure cuiuslibet christifidelis Can. 240 - § 1. Fermo restando il diritto di ogni
quaestiones in conventu eparchiali tractandas fedele cristiano di indicare delle questioni da
indicandi solius Episcopi eparchialis est trattare nell'assemblea eparchiale, è compito del
argumenta in hoc conventu tractanda statuere. solo Vescovo eparchiale stabilire gli argomenti da
trattare in questa assemblea.

§ 2. Episcopus eparchialis tempore opportuno § 2. Il Vescovo eparchiale nel tempo opportuno


unam vel plures constituat commissiones, costituisca una o più commissioni il cui compito è
quarum est argumenta in conventu eparchiali quello di predisporre gli argomenti da trattare
tractanda apparare. nell'assemblea eparchiale.
§ 3. Curet etiam Episcopus eparchialis, ut § 3. Il Vescovo eparchiale abbia anche cura che
tempore opportuno omnibus, qui convocati sunt, a tempo opportuno sia dato a tutti coloro che
argumentorum tractandorum schema tradatur. sono stati convocati lo schema degli argomenti
da trattare.

§ 4. Propositae quaestiones omnes liberae § 4. Tutte le questioni proposte siano sottoposte


disceptationi in sessionibus conventus eparchialis alla libera discussione nelle sessioni
subiciantur. dell'assemblea eparchiale.

Can. 241 - Solus est in conventu eparchiali Can. 241 - Nell'assemblea eparchiale il solo
legislator Episcopus eparchialis ceteris tantum legislatore è il Vescovo eparchiale, mentre tutti gli
suffragium consultivum habentibus; solus altri hanno solamente il voto consultivo; lui solo
subscribit decisionibus quibuscumque, quae in sottoscrive le decisioni di qualunque genere
conventu eparchiali factae sunt; quae, si in prese nell'assemblea eparchiale; se esse sono
eodem conventu promulgantur, statim obligare promulgate nella stessa assemblea, cominciano
incipiunt, nisi aliter expresse cavetur. ad obbligare subito, a meno che non sia
espressamente disposto diversamente.

Can. 242 - Textum legum, declarationum et Can. 242 - Il Vescovo eparchiale comunichi
decretorum, quae in conventu eparchiali data all'autorità determinata dal diritto particolare della
sunt, Episcopus eparchialis communicet cum Chiesa sui iuris il testo di leggi, dichiarazioni e
auctoritate, quam ius particulare propriae decreti che sono stati emanati nell'assemblea
Ecclesiae sui iuris determinavit. eparchiale.

Art. II DE CURIA EPARCHIALI Art. II La curia eparchiale

Can. 243 - § 1. Episcopus eparchialis penes Can. 243 - § 1. Il Vescovo eparchiale deve avere,
suam sedem habere debet curiam eparchialem, vicino alla sua sede, la curia eparchiale che lo
quae ipsum invat in regimine eparchiae sibi aiuta nel governo dell'eparchia a lui affidata.
commissae.

§ 2. Ad curiam eparchialem pertinent § 2. Appartengono alla curia eparchiale il


Protosyncellus, Syncelli, Vicarius iudicialis, Protosincello, i Sincelli, il Vicario giudiziale,
oeconomus eparchialis et consilium a rebus l'economo eparchiale e il consiglio per gli affari
oeconomicis, cancellarius, iudices eparchiales, economici, il cancelliere, i giudici eparchiali, il
promotor iustitiae et defensor vinculi, notarii et promotore di giustizia e il difensore del vincolo, i
aliae personae, quae ad curiae eparchialis officia notai e altre persone che sono assunte dal
recte implenda ab Episcopo eparchiali Vescovo eparchiale per espletare correttamente
assumuntur. gli uffici della curia eparchiale.

§ 3. Episcopus eparchialis necessitatibus vel § 3. Il Vescovo eparchiale, se lo esigono le


utilitate eparchiae exigentibus alia quoque officia necessità o l'utilità della eparchia, può costituire
in curia eparchiali constituere potest. anche altri uffici nella curia eparchiale.

Can. 244 - § 1. Nominatio et amotio ab officio Can. 244 - § 1. La nomina e la rimozione dagli
eorum, qui officia in curia eparchiali exercent, uffici di coloro che esercitano un ufficio nella curia
spectat ad Episcopum eparchialem. eparchiale spetta al Vescovo eparchiale.

§ 2. Omnes, qui ad officia in curia eparchiali § 2. Tutti coloro che sono ammessi agli uffici
admittuntur, debent: nella curia eparchiale devono:

1° promissionem emittere de officio fideliter 1° emettere la promessa di adempiere


implendo secundum modum iure aut ab Episcopo fedelmente l’ufficio secondo il modo determinato
eparchiali determinatum; dal diritto oppure dal Vescovo eparchiale;

2° secretum servare intra limites et secundum 2° osservare il segreto nei limiti e secondo il
modum iure aut ab Episcopo eparchiali modo determinati dal diritto oppure dal Vescovo
determinatos. eparchiale.

1° De Protosyncello et de Syncellis 1° Il Protosincello e i Sincelli

Can. 245 - In unaquaque eparchia constituendus Can. 245 - In ciascuna eparchia si deve costituire
est Protosyncellus, qui potestate ordinaria vicaria il Protosincello affinché, con la potestà ordinaria
ad normam iuris communis praeditus Episcopum vicaria di cui è provvisto a norma del diritto
eparchialem in totius eparchiae regimine adiuvet. comune, aiuti il Vescovo eparchiale nel governo
dell’intera eparchia.

Can. 246 - Quoties rectum eparchiae regimen id Can. 246 - Ogniqualvolta lo richiede il buon
requirit, constitui possunt unus aut plures governo dell’eparchia, possono essere costituiti
Syncelli, qui nempe ipso iure in determinata uno o più Sincelli, i quali cioè per il diritto stesso
eparchiae parte aut in certo negotiorum genere hanno la medesima potestà che il diritto
aut circa christifideles alii Ecclesiae sui iuris attribuisce al Protosincello relativamente a una
ascriptos certive personarum coetus eandem determinata parte dell’eparchia o in un
habent potestatem ac ius commune determinato genere di affari, oppure nei riguardi
Protosyncello tribuit. dei fedeli cristiani ascritti a un’altra Chiesa sui
iuris o di un determinato raggruppamento di
persone.

Can. 247 - § 1. Protosyncellus et Syncelli libere Can. 247 - § 1. Il Protosincello e i Sincelli sono
ab Episcopo eparchiali nominantur et ab eo libere nominati liberamente dal Vescovo eparchiale e
amoveri possunt firmo can. 215, §§ 1 et 2. da lui possono liberamente essere rimossi, fermo
restando il can. 215, §§ 1 e 2.

§ 2. Protosyncellus et Syncellus sint sacerdotes § 2. Il Protosincello e il Sincello siano sacerdoti


caelibes, nisi ius particulare propriae Ecclesiae celibi, a meno che il diritto particolare della
sui iuris aliud statuit, quatenus fieri potest ex propria Chiesa sui iuris non stabilisca
clericis eparchiae ascriptis, annos nati non minus diversamente, ascritti possibilmente tra i chierici
triginta, in aliqua scientia sacra doctores vel dell'eparchia, di età non inferiore ai trent'anni,
licentiati vel saltem periti, sana doctrina, laureati o licenziati o almeno esperti in qualche
probitate, prudentia ac rerum gerendarum scienza sacra, raccomandabili per sana dottrina,
experientia commendati. rettitudine, prudenza ed esperienza nel trattare gli
affari.

§ 3. Protosyncelli vel Syncelli officium ne § 3. Non sia conferito l'ufficio di Protosincello o di


conferatur Episcopi eparchialis consanguineis Sincello ai consanguinei del Vescovo eparchiale
usque ad quartum gradum inclusive. fino al quarto grado compreso.

§ 4. Episcopus eparchialis potest Protosyncellum § 4. Il Vescovo eparchiale può assumere il


et Syncellos etiam ex alia eparchia vel ex alia Protosincello e i Sincelli anche da un'altra
Ecclesia sui iuris assumere de consensu tamen eparchia o da un'altra Chiesa sui iuris, col
eorum Episcopi eparchialis. consenso però del loro Vescovo eparchiale.

Can. 248 - § 1. Nisi aliter iure communi expresse Can. 248 - § 1. Se per diritto comune non è
cavetur, Protosyncello in tota eparchia, Syncellis espressamente disposto diversamente, al
vero intra ambitum officii sibi collati eadem Protosincello in tutta l'eparchia, e ai Sincelli
competit potestas regiminis exsecutiva ac invece dentro l'ambito dell'ufficio a loro conferito,
Episcopo eparchiali eis exceptis, quae Episcopus compete la stessa potestà esecutiva di governo
eparchialis sibi vel aliis reservavit aut quae ex che ha il Vescovo eparchiale, ad eccezione di
iure requirunt ipsius mandatum speciale, quo non quelle cose che il Vescovo eparchiale ha
obtento actus, ad quem huiusmodi mandatum riservato a sé o ad altri, oppure che per diritto
requiritur, est nullus. comune richiedono il suo mandato speciale, non
ottenuto il quale, l'atto per il quale è richiesto un
tale mandato, è nullo.
§ 2. Protosyncello et Syncellis intra ambitum § 2. Al Protosincello e ai Sincelli, nell'ambito della
eorum competentiae competunt etiam facultates loro competenza, competono anche le facoltà
habituales a Sede Apostolica Episcopo eparchiali abituali concesse dalla Sede Apostolica al
concessae necnon rescriptorum Sedis Vescovo eparchiale, come pure l'esecuzione dei
Apostolicae vel Patriarchae exsecutio, nisi aliter rescritti della Sede Apostolica o del Patriarca, a
expresse cautum est aut electa est industria meno che non sia stato espressamente disposto
personae Episcopi eparchialis. diversamente oppure che non sia stata scelta
l'abilità della persona del Vescovo eparchiale.

Can. 249 - Protosyncellus et Syncelli de Can. 249 - Il Protosincello e i Sincelli devono


praecipuis negotiis et gerendis et gestis Episcopo riferire al Vescovo eparchiale sui principali affari
eparchiali referre debent nec umquam contra programmati e attuati, né mai agiscano contro la
eius voluntatem et mentem agant. sua volontà e la sua intenzione.

Can. 250 - Protosyncelli et Syncelli presbyteri Can. 250 - I Protosincelli e i Sincelli presbiteri,
durante munere habent privilegia et insignia durante il loro incarico, hanno i privilegi e le
primae post episcopalem dignitatis. insegne della prima dignità dopo quella
episcopale.

Can. 251 - § 1. Protosyncellus et Syncelli ab Can. 251 - § 1. Il Protosincello e i Sincelli


officio cessant elapso tempore determinato, cessano dall’ufficio con lo scadere del tempo
renuntiatione ab Episcopo eparchiali acceptata determinato, con la rinuncia accettata dal
vel amotione. Vescovo eparchiale e con la rimozione.

§ 2. Sede eparchiali vacante cirra Protosyncellum § 2. Durante la vacanza della sede eparchiale, a
et Syncellos servetur can. 224. riguardo del Protosincello e dei Sincelli si osservi
il can. 224.

§ 3. Suspenso officio Episcopi eparchialis § 3. Mentre è sospeso l’ufficio del Vescovo


suspenditur potestas Protosyncelli et eparchiale è sospesa la potestà del Protosincello
Syncellorum, nisi Episcopi ordinati sunt. e dei Sincelli, a meno che non siano Vescovi
ordinati.

2° De cancellario aliisque notariis et de archivo 2° Il cancelliere e gli altri notai e l’archivio della
curiae eparchialis curia eparchiale

Can. 252 - § 1. In curia eparchiali constituatur Can. 252 - § 1. Nella curia eparchiale sia
cancellarius, qui sit presbyter vel diaconus, cuius costituito il cancelliere, che sia presbitero o
praecipua obligatio, nisi aliud iure particulari diacono, il cui principale dovere, a meno che non
statuitur, est curare, ut acta curiae redigantur et sia stabilito diversamente dal diritto particolare,
expediantur atque in archivo curiae eparchialis consiste nel curare che siano redatti e sbrigati gli
asserventur. atti di curia e che siano conservati nell’archivio
della curia eparchiale.

§ 2. Si necesse videtur, cancellario dari potest § 2. Se sembra necessario, al cancelliere può


adiutor, cui nomen sit vice-cancellarii. essere dato un aiutante, col nome di vice-
cancelliere.

§ 3. Cancellarius necnon vice-cancellarius sunt § 3. Il cancelliere come pure il vice-cancelliere


ipso iure notarii curiae eparchialis. sono per il diritto stesso notai della curia
eparchiale.

Can. 253 - § 1. Praeter cancellarium constitui Can. 253 - § 1. Oltre al cancelliere possono
possunt alii notarii, quorum subscriptio publicam essere costituiti altri notai, la cui firma fa pubblica
fidem facit et quidem sive ad quaelibet acta sive fede, e questo sia per qualsiasi atto, sia per gli
ad acta iudicialia dumtaxat sive ad acta certae atti giudiziari soltanto, sia per i soli atti di una
causae aut negotii tantum. determinata causa, oppure di un affare.

§ 2. Notarii debent esse integrae famae et omni § 2. I notai devono essere di integra reputazione
suspicione maiores; in causis, quibus fama clerici e al di sopra di ogni sospetto; nelle cause in cui
in discrimen vocari potest, notarius debet esse può essere in discussione la fama di un chierico,
sacerdos. il notaio dev'essere sacerdote.

Can. 254 - Notariorum est: Can. 254 - E' compito dei notai:

1° conscribere acta et documenta circa 1° stendere per iscritto gli atti e i documenti
decreta, dispositiones, obligationes vel alia, quae riguardanti i decreti, le disposizioni, gli obblighi o
eorum operam requirunt; altre cose che richiedono la loro opera;

2° scripto fideliter redigere ea, quae geruntur, 2° verbalizzare fedelmente gli atti compiuti e
et actis de his rebus cum indicatione loci, diei, apporvi la firma con l'indicazione del luogo, del
mensis et anni subscribere; giorno, del mese e dell'anno;

3° acta vel documenta legitime petenti 3° esibire gli atti e i documenti, osservando
servatis servandis exhibere et eorum exemplaria quanto è prescritto, a chi ne fa legittima richiesta,
cum originali conformia declarare. e dichiarare le loro copie conformi all'originale.

Can. 255 - Cancellarius aliique notarii libere ab Can. 255 - Il cancelliere e gli altri notai possono
officio amoveri possunt ab Episcopo eparchiali, essere liberamente rimossi dall'ufficio dal
non autem ab Administratore eparchiae nisi de Vescovo eparchiale, ma non dall'Amministratore
consensu collegii consultorum eparchialium. dell'eparchia, se non con il consenso del collegio
dei consultori eparchiali.

Can. 256 - § 1. Episcopus eparchialis in loco tuto Can. 256 - § 1. Il Vescovo eparchiale costituisca
archivum curiae eparchialis constituat, in quo in un luogo sicuro l'archivio della curia eparchiale
documenta, quae ad negotia eparchiae spectant, in cui siano conservati i documenti che
asserventur. riguardano gli affari dell'eparchia.

§ 2. Omni diligentia ac sollicitudine conficiatur § 2. Si componga con ogni diligenza e


inventarium documentorum, quae in archivo sollecitudine l'inventario dei documenti che sono
curiae eparchialis asservantur, cum brevi eorum custoditi nell'archivio della curia eparchiale, con
synopsi. un loro breve riassunto.

Can. 257 - § 1. Archivum curiae eparchialis Can. 257 - § 1. L'archivio della curia eparchiale
clausum sit oportet eiusque clavem habeant deve rimanere chiuso e ne abbiano la chiave il
Episcopus eparchialis et cancellarius; nemini licet Vescovo eparchiale e il cancelliere; a nessuno è
in illud ingredi sine licentia aut solius Episcopi lecito entrarvi senza la licenza del solo Vescovo
eparchialis aut Protosyncelli simul et cancellarii. eparchiale, oppure del Protosincello e insieme
del cancelliere.

§ 2. Ius est eis, quorum interest, ut § 2. E' diritto di coloro che ne hanno interesse
documentorum, quae natura sua sunt publica ricevere, personalmente o mediante un
quaeque ad statum suae personae pertinent, procuratore, copia autentica dei documenti che
exemplar authenticum per se vel per per loro natura sono pubblici o che riguardano lo
procuratorem recipiant. stato della loro persona.

Can. 258 - Ex archivo curias eparchialis non licet Can. 258 - Non è lecito asportare dall'archivio
efferre documenta nisi ad breve tempus tantum della curia eparchiale documenti, se non soltanto
atque de licentia aut solius Episcopi eparchialis per breve tempo e inoltre con la licenza o del solo
aut Protosyncelli simul et cancellarii. Vescovo eparchiale, oppure del Protosincello e
insieme del cancelliere.

Can. 259 - § 1. Sit in curia eparchiali etiam Can. 259 - § 1. Vi sia nella curia eparchiale
archivum secretum aut saltem in archivo curiae anche un archivio segreto o almeno, nell'archivio
eparchialis armarium secretum omnino clausum della curia eparchiale, un armadio segreto ben
et obseratum, quod de loco amoveri non potest, chiuso e sotto chiave, che non possa essere
in quo documenta secreto servanda asserventur. rimosso dal suo posto, in cui siano custoditi i
documenti che devono essere conservati sotto
segreto.

§ 2. Singulis annis destruantur acta § 2. Ogni anno si distruggano gli atti delle
procedurarum in poenis irrogandis in materia procedure usate nell'infliggere pene in materia di
morum, quarum rei vita cesserunt aut quae a costumi ai rei deceduti oppure che sono concluse
decennio terminatae sunt, retento facti brevi da un decennio, conservando un breve sommario
summario et textu sententiae definitivae vel del fatto e il testo della sentenza definitiva o del
decreti. decreto.

Can. 260 - § 1. Archivi secreti vel armarii secreti Can. 260 - § 1. Solo il Vescovo eparchiale abbia
clavem habeat solus Episcopus eparchialis. la chiave dell'archivio segreto o dell'armadio
segreto.

§ 2. Sede eparchiali vacante archivum secretum § 2. Mentre è vacante la sede eparchiale, non si
vel armarium secretum ne aperiantur nisi in casu apra l'archivio segreto o l'armadio segreto se non
verae necessitatis ab ipso Administratore in caso di vera necessità dallo stesso
eparchiae. Amministratore eparchiale.

§ 3. Ex archivo secreto vel armario secreto § 3. Non siano asportati documenti dall'archivio
documenta ne efferantur. segreto o dall'armadio segreto.

Can. 261 - § 1. Curet Episcopus eparchialis, ut Can. 261 - § 1. Il Vescovo eparchiale abbia cura
etiam acta et documenta archivorum ecclesiarum che anche gli atti e i documenti degli archivi delle
cathedralium, paroecialium aliarumque intra fines chiese cattedrali, parrocchiali e delle altre che
territorii eparchiae exstantium diligenter esistono entro i confini del territorio dell’eparchia
asserventur atque actorum et documentorum siano diligentemente conservati e inoltre che si
inventarii duo exemplaria conficiantur, quorum compilino due copie dell’inventario degli atti e dei
alterum in proprio archivo, alterum in archivo documenti, di cui una sia conservata nell’archivio
curiae eparchialis asserventur. proprio e l’altra nell’archivio della curia
eparchiale.

§ 2. Ut acta et documenta ad haec archiva § 2. Per consultare o portar fuori gli atti e i
pertinentia inspiciantur aut efferantur, serventur documenti che appartengono a questi archivi, si
normae ab Episcopo eparchiali statutae. osservino le norme stabilite dal Vescovo
eparchiale.

3° De oeconomo eparchiali et de consilio a rebus 3° L’economo eparchiale e il consiglio per gli


oeconomicis affari economici

Can. 262 - § 1. Episcopus eparchialis consultis Can. 262 - § 1. Il Vescovo eparchiale, dopo aver
collegio consultorum eparchialium atque consilio consultato il collegio dei consultori eparchiali e
a rebus oeconomicis nominet oeconomum inoltre il consiglio per gli affari economici, nomini
eparchialem, qui sit christifidelis in re oeconomica l’economo eparchiale, che sia un fedele cristiano
peritus et probitate praestans. veramente esperto in economia e distinto per
onestà.

§ 2. Oeconomus eparchialis nominatur ad § 2. L’economo eparchiale è nominato per un


tempus iure particulari determinatum; munere tempo determinato dal diritto particolare; durante
durante ne amoveatur nisi gravi de causa ab la sua funzione non sia rimosso se non per una
Episcopo eparchiali aestimanda consultis collegio grave causa da valutare dal Vescovo eparchiale
consultorum eparchialium atque consilio a rebus dopo aver consultato il collegio dei consultori
oeconomicis. eparchiali e il consiglio per gli affari economici.

§ 3. Oeconomi eparchialis est sub Episcopi § 3. E’ compito dell’economo eparchiale


eparchialis potestate, qui eius iura ac relationes amministrare i beni temporali dell’eparchia, sotto
ad consilium a rebus oeconomicis pressius la potestà del Vescovo eparchiale che dovrà
determinet, bona temporalia eparchiae determinare più in concreto i suoi diritti e i
administrare, administrationi bonorum rapporti col consiglio per gli affari economici;
ecclesiasticorum in tota eparchia vigilare, eorum vigilare sull’amministrazione dei beni
conservationi, tutelae et incremento providere, ecclesiastici in tutta l’eparchia, provvedere alla
administratorum localium neglegentiam supplere loro conservazione, tutela e incremento, supplire
et bona ecclesiastica, quae administratore iure alla negligenza degli amministratori locali e
designato carent, per se administrare. amministrare personalmente i beni ecclesiastici
che mancano di un amministratore designato dal
diritto.

§ 4. Oeconomus eparchialis rationem § 4. L’economo eparchiale deve rendere conto


administrationis Episcopo eparchiali quotannis et, dell’amministrazione al Vescovo eparchiale ogni
quoties ab ipso Episcopo petitur, reddere debet; anno e ogni volta che ne è richiesto dallo stesso
Episcopus eparchialis vero per consilium a rebus Vescovo; il Vescovo eparchiale poi esamini i
oeconomicis rationes ab oeconomo eparchiali conti presentati dall’economo eparchiale per
exhibitas examinet. mezzo del consiglio per gli affari economici.

§ 5. Circa obligationes oeconomi eparchialis sede § 5. Per quanto riguarda i doveri dell’economo
eparchiali vacante servandus est can. 232. eparchiale quando la sede eparchiale è vacante
si osservi il can. 232.

Can. 263 - § 1. Episcopus eparchialis consilium a Can. 263 - § 1. Il Vescovo eparchiale istituisca il
rebus oeconomicis erigat, quod constet ex consiglio per gli affari economici, che consta di un
praeside, qui est ipse Episcopus eparchialis, et presidente che è il Vescovo eparchiale stesso, e
aliquot personis idoneis etiam iuris civilis, si fieri di alcune persone idonee esperte anche, per
potest, peritis ab Episcopo eparchiali consulto quanto è possibile, in diritto civile, da nominare
collegio consultorum eparchialium nominandis, dal Vescovo eparchiale dopo aver consultato il
nisi iure particulari propriae Ecclesiae sui iuris collegio dei consultori eparchiali, a meno che non
iam alio aequivalenti modo provisum est, firmo sia stato già provveduto dal diritto particolare
semper, ut ab aliis electi vel nominati indigeant della propria Chiesa sui iuris in un altro modo
confirmatione Episcopi eparchialis. equivalente, fermo restando sempre che chi è
stato eletto o nominato da altri ha sempre
bisogno della conferma del Vescovo eparchiale.

§ 2. Oeconomus eparchialis ipso iure est § 2. L'economo eparchiale è membro di diritto del
membrum consilii a rebus oeconomicis. consiglio per gli affari economici.

§ 3. A consilio a rebus oeconomicis excluduntur § 3. Sono esclusi dal consiglio per gli affari
ii, qui cum Episcopo eparchiali usque ad quartum economici i congiunti del Vescovo eparchiale fino
gradum inclusive consanguinitatis vel affinitatis al quarto grado compreso di consanguineità o di
coniuncti sunt. affinità.

§ 4. Episcopus eparchialis in actibus maioris § 4. Il Vescovo eparchiale, negli atti di maggior


momenti rem oeconomicam respicientibus importanza che riguardano l'economia non
consilium a rebus oeconomicis audire ne tralasci di ascoltare il consiglio per gli affari
praetermittat; huius autem membra tantum economici; i membri di esso però hanno solo voto
suffragium consultivum habent, nisi iure communi consultivo, a meno che per diritto comune in casi
in casibus specialiter expressis vel ex documento espressi in modo specifico o da un documento di
fundationis eorum consensus exigitur. fondazione non si esiga il loro consenso.

§ 5. Praeter alia munera ipsi iure communi § 5. Oltre alle altre funzioni affidategli dal diritto
commissa consilii a rebus oeconomicis est comune, è compito del consiglio per gli affari
quotannis rationem apparare quaestuum et economici preparare ogni anno il conto dei
erogationum, quae pro toto eparchiae regimine proventi e delle spese che si prevedono nell'anno
anno venturo praevidentur, necnon anno exeunte venturo per il governo dell'intera eparchia, e
rationem accepti et expensi approbare. inoltre approvare a fine d'anno il consuntivo delle
entrate e delle uscite.

Art. III DE CONSILIO PRESBYTERALI ET DE Art. III Il consiglio presbiterale e il collegio dei
COLLEGIO CONSULTORUM EPARCHIALIUM consultori eparchiali

Can. 264 - In eparchia constitui debet concilium Can. 264 - Nell'eparchia dev'essere costituito il
presbyterale, scilicet coetus sacerdotum consiglio presbiterale, cioè un gruppo di sacerdoti
presbyterium repraesentans, qui Episcopum che rappresentano il presbiterio, il quale col suo
eparchialem suo consilio ad normam iuris adiuvet consiglio aiuta il Vescovo eparchiale, a norma del
in eis, quae ad necessitates operis pastoralis et diritto, in ciò che riguarda le necessità dell'attività
bonum eparchiae spectant. pastorale e il bene dell'eparchia.

Can. 265 - Consilium presbyterale habeat propria Can. 265 - Il consiglio presbiterale abbia i propri
statuta ab Episcopo eparchiali approbata firmis statuti approvati dal Vescovo eparchiale, ferme
normis iuris communis et iuris particularis restando le norme del diritto comune e del diritto
propriae Ecclesiae sui iuris. particolare della propria Chiesa sui iuris.

Can. 266 - Circa constitutionem consilii Can. 266 - Per la costituzione del consiglio
presbyteralis haec serventur: presbiterale si osservi quanto segue:

1° congrua pars membrorum ad normam iuris 1° una parte conveniente dei membri sia
particularis propriae Ecclesiae sui iuris eligatur a eletta, a norma del diritto particolare della Chiesa
sacerdotibus ipsis; sui iuris, dai sacerdoti stessi;

2° aliquot sacerdotes ad normam statutorum 2° alcuni altri sacerdoti devono essere


esse debent membra nata, qui scilicet ratione membri di diritto a norma degli statuti, cioè che
officii sibi demandati ad consilium pertinent; appartengono al consiglio in ragione dell'ufficio
loro affidato;

3° Episcopo eparchiali integrum est aliquot 3° il Vescovo eparchiale ha pieno diritto di


membra libere nominare. nominare alcuni altri membri liberamente.

Can. 267 - § 1. In eligendis membris consilii Can. 267 - § 1. Nell'eleggere i membri del
presbyteralis vocem activam et passivam habent: consiglio presbiterale hanno voce attiva e
passiva:

1° omnes presbyteri eparchiae ascripti; 1° tutti i presbiteri ascritti all'eparchia;

2° ceteri sacerdotes, qui in eparchia 2° tutti gli altri sacerdoti che hanno domicilio o
domicilium vel quasi-domicilium habent et simul quasi domicilio nell'eparchia e che
in eiusdem eparchiae bonum aliquod munus simultaneamente esercitano qualche funzione
exercent. per il bene della stessa eparchia.

§ 2. Quatenus in statutis providetur, vox activa et § 2. Per quanto lo prevedono gli statuti, la voce
passiva conferri potest etiam aliis sacerdotibus, attiva e passiva può essere concessa anche agli
qui domicilium vel quasi-domicilium in eparchia altri sacerdoti che hanno il domicilio o il quasi-
habent. domicilio nell'eparchia.

Can. 268 - Modus eligendi membra consilii Can. 268 - Il modo di eleggere i membri del
presbyteralis a statutis determinandus est ita, ut, consiglio presbiterale deve essere determinato
quatenus fieri potest, sacerdotes presbyterii dagli statuti in modo che, per quanto è possibile, i
repraesententur ratione habita praesertim sacerdoti del presbiterio siano rappresentati
diversorum ministeriorum variorumque eparchiae tenendo conto soprattutto dei diversi ministeri e
districtuum. dei vari distretti dell'eparchia.

Can. 269 - § 1. Episcopi eparchialis est consilium Can. 269 - § 1. Spetta al Vescovo eparchiale
presbyterale convocare, eidem praeesse atque convocare il consiglio presbiterale, presiederlo e
quaestiones in eodem tractandas determinare aut determinare le questioni da trattare in esso,
a membris propositas accipere. oppure accogliere quelle proposte dai membri.

§ 2. Episcopus eparchialis consilium presbyterale § 2. Il Vescovo eparchiale ascolti il consiglio


audiat in negotiis maioris momenti et in casibus presbiterale negli affari più importanti e deve
iure communi expressis consulere debet; eius consultarlo nei casi indicati dal diritto comune; ha
autem consensu eget solummodo in casibus iure bisogno però del consenso di esso soltanto nei
commnni expresse determinatis firmo iure casi espressamente determinati dal diritto
Patriarchae circa negotia eparchiae, quam ipse comune, fermo restando il diritto del Patriarca,
regit, consilium presbyterale etiam in his casibus nei riguardi dell'eparchia che egli governa, di
nonnisi consulendi. chiedere soltanto il parere del consiglio
presbiterale anche in questi casi.

§ 3. Consilium presbyterale numquam agere § 3. Il consiglio presbiterale non può mai agire
potest sine Episcopo eparchiali, ad quem solum senza il Vescovo eparchiale, al quale soltanto
etiam cura spectat ea divulgandi, quae in ipso spetta anche la cura di pubblicare ciò che nello
consilio gesta sunt. stesso consiglio è stato fatto.

Can. 270 - § 1. Membra consilii presbyteralis Can. 270 - § 1. I membri del consiglio
designentur ad tempus in statutis determinandum presbiterale siano designati per il tempo
ita tamen, ut integrum consilium vel aliqua eius determinato negli statuti, in modo tale però che
pars intra quinquennium renovetur. entro un quinquennio si rinnovi l'intero consiglio o
una parte di esso.

§ 2. Sede eparchiali vacante consilium § 2. Quando la sede eparchiale diventa vacante il


presbyterale cessat eiusque munera implentur a consiglio presbiterale cessa e le sue funzioni
collegio consultorum eparchialium; intra annum a sono svolte dal collegio dei consultori eparchiali;
capta possessione canonica eparchiae entro un anno, da computare dalla presa del
computandum Episcopus eparchialis debet possesso canonico dell'eparchia, il Vescovo
novum consilium presbyterale constituere. eparchiale deve costituire un nuovo consiglio
presbiterale.

§ 3. Si consilium presbyterale munus sibi in § 3. Se il consiglio presbiterale non adempie la


bonum eparchiae commissum non implet aut funzione affidatagli per il bene dell'eparchia
eodem graviter abutitur, Episcopus eparchialis oppure ne abusa gravemente, il Vescovo
consulto Metropolita aut, si de ipsa sede eparchiale dopo aver consultato il Metropolita
metropolitana agitur, consulto Episcopo oppure, se si tratta della stessa sede
eparchiali ordinatione episcopali seniore eidem metropolitana, dopo aver consultato il Vescovo
Metropolitae subiecto illud dissolvere potest, sed eparchiale più anziano per ordinazione
intra annum novum consilium presbyterale episcopale soggetto allo stesso Metropolita, può
constituere debet. scioglierlo, ma entro un anno deve costituire un
nuovo consiglio presbiterale.

Can. 271 - § 1. Episcopus eparchialis constituere Can. 271 - § 1. Il Vescovo eparchiale deve
debet collegium consultorum eparchialium, cui costituire il collegio dei consultori eparchiali, al
competunt munera iure determinata. quale competono le funzioni determinate dal
diritto.

§ 2. Collegium consultorum eparchialium ad § 2. Il collegio dei consultori eparchiali è costituito


quinquennium constituitur, quo tamen elapso per un quinquennio, trascorso il quale però
munera sua propria exercere pergit, donec continua ancora a svolgere le sue funzioni
novum collegium constitutum erit. proprie, finché non sarà costituito un nuovo
collegio.

§ 3. Membra collegii consultorum eparchialium § 3. I membri del collegio dei consultori eparchiali
debent esse numero non minus quam sex nec devono essere di numero non inferiore a sei e
plus quam duodecim; si quacumque de causa non superiore a dodici; se per qualsiasi causa
intra determinatum quinquennium numerus entro un determinato quinquennio non c'è più il
minimus membrorum collegii iam non habetur, numero minimo dei membri del collegio, il
Episcopus eparchialis quam primum collegium Vescovo eparchiale integri al più presto il collegio
nominatione novi membri integret, secus con la nomina di un nuovo membro, altrimenti il
collegium valide agere non potest. collegio non può agire validamente.

§ 4. Membra collegii consultorum eparchialium § 4. I membri del collegio dei consultori eparchiali
libere nominantur ab Episcopo eparchiali ex eis, sono nominati liberamente dal Vescovo
qui tempore nominationis sunt membra consilii eparchiale tra coloro che, al tempo della nomina,
presbyteralis. sono membri del consiglio presbiterale.

§ 5. Collegio consultorum eparchialium praeest § 5. Il Vescovo eparchiale presiede il collegio dei


Episcopus eparchialis; sede eparchiali vacante consultori eparchiali; quando la sede eparchiale è
vel impedita is, qui interim Episcopi eparchialis vacante o impedita [lo presiede] colui che
locum tenet aut, si constitutus non est, sacerdos interinalmente tiene il posto del Vescovo
in eodem collegio sacra ordinatione senior. eparchiale oppure, se non è costituito, il
sacerdote più anziano per sacra ordinazione
nello stesso collegio.

§ 6. Quoties ius statuit Episcopum eparchialem § 6. Ogni volta che il diritto stabilisce che il
indigere consensu collegii consultorum Vescovo eparchiale necessita del consenso del
eparchialium, Patriarcha in negotiis eparchiae, collegio dei consultori eparchiali, per il Patriarca,
quam ipse regit, sufficit, ut hoc collegium negli affari dell'eparchia che egli governa, è
consulat. sufficiente che consulti questo collegio.

Art. IV DE CONSILIO PASTORALI Art. IV Il consiglio pastorale

Can. 272 - In eparchia, si adiuncta pastoralia id Can. 272 - Si costituisca nell'eparchia, se le


suadent, constituatur consilium pastorale, cuius circostanze pastorali lo suggeriscono, il consiglio
est sub anctoritate Episcopi eparchialis ea, quae pastorale che ha il compito, sotto l'autorità del
ad opera pastoralia in eparchia spectant, Vescovo, di studiare, valutare e proporne le
investigare, perpendere atque de eis conclusioni pratiche in ordine alle attività pastorali
conclusiones practicas proponere. nell'eparchia.

Can. 273 - § 1. Consilium pastorale, quod coetus Can. 273 - § 1. Il consiglio pastorale, che è un
consultivus tantum est, constat ex clericis, ex gruppo soltanto consultivo, è composto da
religiosis vel sodalibus societatum vitae chierici, religiosi o membri di società di vita
communis ad instar religiosorum et praesertim ex comune a guisa dei religiosi e soprattutto da laici
laicis designatis modo ab Episcopo eparchiali che sono designati nel modo determinato dal
determinato. Vescovo eparchiale.

§ 2. Consilium pastorale ita constituatur, ut, § 2. Il consiglio pastorale sia costituito, per
quatenus fieri potest, christifideles eparchiae quanto è possibile, in modo che i fedeli cristiani
ratione habita diversorum generum personarum, dell'eparchia siano rappresentati tenendo conto
consociationum et aliorum inceptorum dei diversi generi di persone, di associazioni e di
repraesententur. altre iniziative.

§ 3. Una cum his christifidelibus Episcopus § 3. Il Vescovo eparchiale, a seconda


eparchialis potest alios quoque, etiam alterius dell'opportunità, può invitare al consiglio
Ecclesiae sui iuris, pro opportunitate ad consilium pastorale, assieme a questi fedeli cristiani, anche
pastorale invitare. altri di un'altra Chiesa sui iuris.

§ 4. Ad consilium pastorale ne designentur nisi § 4. Al consiglio pastorale non siano designati se


christifideles certa fide, bonis moribus et non fedeli cristiani che si distinguono per fede
prudentia praestantes. sicura, buoni costumi e prudenza.

Can. 274 - § 1. Consilium pastorale constituitur Can. 274 - § 1. Il consiglio pastorale sia costituito
ad tempus secundum praescripta statutorum, a tempo determinato, secondo le prescrizioni
quae ab Episcopo eparchiali dantur. degli statuti emanati dal Vescovo eparchiale.

§ 2. Sede eparchiali vacante consilium pastorale § 2. Quando la sede eparchiale diventa vacante,
cessat. il consiglio pastorale cessa.

Can. 275 - Ad solum Episcopum eparchialem Can. 275 - Spetta solamente al Vescovo
pertinet consilium pastorale secundum eparchiale convocare il consiglio pastorale
necessitates apostolatus convocare, eidem secondo le necessità dell'apostolato, presiederlo
praeesse et ea, quae in eodem tractata sunt, e pubblicare ciò che nello stesso è stato trattato.
publicare.

Art. V DE PROTOPRESBYTERIS Art. V I protopresbiteri

Can. 276 - § 1. Protopresbyter est presbyter, qui Can. 276 - § 1. Il protopresbitero è un presbitero
districtui ex pluribus paroeciis constanti che è preposto a un distretto composto di diverse
praeficitur, ut ibidem nomine Episcopi eparchialis parrocchie, per espletare in quel luogo a nome
munera iure determinata expleat. del Vescovo eparchiale le funzioni determinate
dal diritto.

§ 2. Huiusmodi districtus erigere, immutare et § 2. Spetta al Vescovo eparchiale, dopo aver


supprimere secundum necessitates actionis consultato il consiglio presbiterale, erigere,
pastoralis pertinet ad Episcopum eparchialem mutare e sopprimere tali distretti secondo le
consulto consilio presbyterali. necessità dell'attività pastorale.

Can. 277 - § 1. Ad protopresbyteri officium, quod Can. 277 - § 1. Il Vescovo diocesano nomini
salvo iure particulari propriae Ecclesiae sui iuris all'ufficio di protopresbitero, ufficio che salvo il
cum officio parochi certae paroeciae stabiliter diritto particolare della propria Chiesa sui iuris,
coniungi non debet, Episcopus eparchialis non dev'essere stabilmente congiunto con l'ufficio
nominet auditis, si opportunum ducit, parochis et di parroco di una determinata parrocchia, dopo
vicariis paroecialibus districtus, de quo agitur, aver ascoltato, se lo ritiene opportuno, i parroci e
presbyterum doctrina et apostolica alacritate i vicari parrocchiali del distretto interessato, un
praestantem praesertim inter parochos. presbitero distinto per dottrina e attività
apostolica, scelto specialmente tra i parroci.

§ 2. Protopresbyter nominatur ad tempus iure § 2. Il protopresbitero è nominato per un tempo


particulari determinatum. determinato dal diritto particolare.

§ 3. Episcopus eparchialis protopresbyterum § 3. Il Vescovo eparchiale può rimuovere


iusta de causa ab officio amovere potest. dall'ufficio il protopresbitero per una giusta causa.

Can. 278 - § 1. Protopresbytero praeter Can. 278 - § 1. Il protopresbitero, oltre alle


potestates et facultates a iure particulari ei potestà e facoltà a lui conferite dal diritto
collatas ius et obligatio est: particolare, ha il diritto e il dovere:

1° actionem pastoralem communem 1° di promuovere e coordinare l'attività


promovendi et coordinandi; pastorale comune;

2° prospiciendi, ut clerici vitam ducant proprio 2° di aver cura che i chierici conducano una
statui congruam atque suis obligationibus vita conforme al loro stato e inoltre che
diligenter satisfaciant; adempiano diligentemente i loro doveri;

3° providendi, ut Divina Liturgia et laudes 3° di provvedere che la Divina Liturgia e le


divinae secundum praescripta librorum lodi divine siano celebrate secondo le prescrizioni
liturgicorum celebrentur, ut decor et nitor dei libri liturgici; che si conservi diligentemente il
ecclesiarum sacraeque supellectilis praesertim in decoro e lo splendore delle chiese e della sacra
celebratione Divinae Liturgiae et custodia Divinae suppellettile, specialmente nella celebrazione
Eucharistiae accurate serventur, ut recte della Divina Liturgia e nella custodia della Divina
conscribantur et asserventur libri paroeciales, ut Eucaristia; che i libri parrocchiali siano compilati e
bona ecclesiastica sedulo administrentur, custoditi regolarmente; che i beni ecclesiastici
denique, ut domus paroecialis debita diligentia siano amministrati avvedutamente e infine che la
curetur. casa parrocchiale sia conservata con la dovuta
diligenza.

§ 2. In districtu sibi concredito protopresbyter: § 2. Nel distretto affidatogli il protopresbitero:

1° operam det, ut clerici frequentent 1° si adoperi perché i chierici frequentino le


collationes, quas Hierarcha loci opportunas conferenze che il Gerarca del luogo giudica
iudicat ad scientias sacras et res pastorales opportune per promuovere le scienze sacre e le
promovendas; attività pastorali;

2° curet, ut clericis subsidia spiritualia praesto 2° abbia cura che i chierici dispongano di
sint, itemque maxime sollicitus sit de eis, qui in sussidi spirituali e abbia la massima sollecitudine
difficilioribus versantur circumstantiis aut per coloro che si trovano in situazioni più difficili
problematibus anguntur. oppure sono angustiati da problemi.

§ 3. Curet protopresbyter, ne parochi, quos § 3. Quando il protopresbitero viene a sapere che


graviter aegrotantes novit, eorumque familia, si dei parroci e la loro famiglia, se sono coniugati,
coniugati sunt, spiritualibus et materialibus hanno una grave malattia, procuri che non
auxiliis careant atque ut eorum, qui decesserunt, manchino degli aiuti spirituali e materiali e che, in
funera digne celebrentur; provideat quoque, ne caso di morte, siano celebrate degne esequie;
occasione aegrotationis vel mortis depereant aut provveda pure che, in occasione della loro
asportentur libri, documenta, sacra supellex malattia o morte, non vadano perduti oppure
aliaque, quae ad Ecclesiam pertinent. asportati libri, documenti o suppellettile sacra e
altre cose che appartengono alla Chiesa.

§ 4. Protopresbyter obligatione tenetur secundum § 4. Il protopresbitero ha l'obbligo di visitare le


determinationem ab Episcopo eparchiali factam parrocchie secondo la determinazione stabilita
paroecias visitandi. dal Vescovo eparchiale.

CAPUT III DE PAROECIIS, DE PAROCHIS ET CAPITOLO III LE PARROCCHIE, I PARROCI E I


DE VICARIIS PAROECIALIBUS VICARI PARROCCHIALI

Can. 279 - Paroecia est certa communitas Can. 279 - La parrocchia è una determinata
christifidelium in eparchia stabiliter constituta, comunità di fedeli cristiani, stabilmente costituita
cuius cura pastoralis committitur parocho. in un'eparchia, la cui cura pastorale è affidata a
un parroco.

Can. 280 - § 1. Paroecia regulariter sit Can. 280 - § 1. Di regola la parrocchia sia
territorialis, quae scilicet omnes complectatur territoriale, tale cioè da abbracciare tutti i fedeli
christifideles certi territorii; si vero de iudicio cristiani di un determinato territorio; se però, a
Episcopi eparchialis consulto consilio presbyterali giudizio del Vescovo eparchiale, dopo aver
id expedit, erigantur paroeciae personales ratione consultato il consiglio presbiterale, risulti
nationis, linguae, ascriptionis christifidelium alii opportuno, vengano erette parrocchie personali,
Ecclesiae sui iuris immo vel alia definita ratione determinate in ragione della nazione, della lingua,
determinatae. dell'ascrizione dei fedeli cristiani a un'altra Chiesa
sui iuris, anzi anche per altra ragione precisa.

§ 2. Paroecias erigere, immutare et supprimere § 2. Spetta al Vescovo eparchiale, dopo aver


est Episcopi eparchialis consulto consilio consultato il consiglio presbiterale, erigere,
presbyterali. modificare e sopprimere le parrocchie.

§ 3. Paroecia legitime erecta ipso iure persona § 3. La parrocchia legittimamente eretta è per il
iuridica est. diritto stesso una persona giuridica.

Can. 281 - § 1. Parochus est presbyter, cui ut Can. 281 - § 1. Il parroco è il presbitero a cui,
praecipuo cooperatori Episcopi eparchialis come principale cooperatore del Vescovo
tamquam pastori proprio cura animarum eparchiale, è affidata, quale pastore proprio, la
committitur in determinata paroecia sub cura delle anime in una determinata parrocchia,
auctoritate eiusdem Episcopi eparchialis. sotto l'autorità dello stesso Vescovo eparchiale.

§ 2. Persona iuridica valide parochus esse non § 2. Una persona giuridica non può essere
potest. validamente parroco.

Can. 282 - § 1. Episcopus eparchialis, non vero Can. 282 - § 1. Il Vescovo eparchiale, non però
Administrator eparchiae, potest consulto consilio l'Amministratore eparchiale, dopo aver consultato
presbyterali ac de consensu Superioris maioris il consiglio presbiterale e col consenso del
instituti religiosi vel societatis vitae communis ad Superiore maggiore di un istituto religioso o di
instar religiosorum paroeciam erigere in ecclesia una società di vita comune a guisa dei religiosi,
eiusdem instituti vel societatis firmo can. 480. può erigere una parrocchia nella chiesa dello
stesso istituto o società, fermo restando il
can. 480.

§ 2. Haec erectio fieri debet mediante § 2. Questa erezione dev'essere fatta mediante
conventione scripto data inter Episcopum una convenzione stipulata per iscritto tra il
eparchialem et Superiorem maiorem instituti Vescovo eparchiale e il Superiore maggiore di un
religiosi vel societatis vitae communis ad instar istituto religioso o di una società di vita comune a
religiosorum, qua accurate statuantur, quae ad guisa dei religiosi, mediante la quale si stabilisce
ministerium paroeciale implendum, ad personas accuratamente tutto ciò che riguarda il ministero
paroeciae addicendas, ad res oeconomicas parrocchiale da svolgere, le persone da
spectent, ac quaenam sint iura et obligationes assegnare alla parrocchia, le questioni
sodalium eiusdem instituti vel societatis in illa economiche e quali siano i diritti e doveri dei
ecclesia et quaenam parochi. membri dello stesso istituto o società in quella
chiesa e quelli del parroco.

Can. 283 - Episcopus eparchialis certos coetus Can. 283 - Il Vescovo eparchiale non sottragga,
personarum, aedificia et loca, quae in paroeciae se non per una grave causa, determinati gruppi di
territorio sunt et iure non exempta, a parochi cura persone, di edifici e luoghi che sono nel territorio
ex toto aut ex parte ne subducat nisi gravi de della parrocchia e non sono esenti di diritto, né in
causa. tutto né in parte, dalla cura del parroco.

Can. 284 - § 1. Ius nominandi parochos competit Can. 284 - § 1. Il diritto di nominare i parroci
soli Episcopo eparchiali, qui eos libere nominat. spetta solamente al Vescovo eparchiale che li
nomina liberamente.

§ 2. Ad paroeciam vero sodali instituti religiosi vel § 2. Per affidare invece una parrocchia a un
societatis vitae communis ad instar religiosorum membro di un istituto religioso o di una società di
concredendam Superior maior presbyterum vita comune a guisa dei religiosi, il Superiore
idoneum sui instituti vel societatis Episcopo maggiore propone un presbitero idoneo del suo
eparchiali ad nominationem proponit salvis istituto o società al Vescovo eparchiale per la
conventionibus initis cum Episcopo eparchiali vel nomina, salve restando le convenzioni stipulate
alia auctoritate a iure particulari propriae col Vescovo eparchiale o con altra autorità
Ecclesiae sui iuris determinata. determinata dal diritto particolare della propria
Chiesa sui iuris.

§ 3. Parochus in suo officio stabilis est, quare ad § 3. Il parroco è stabile nel suo ufficio, perciò non
tempus determinatum ne nominetur nisi: sia nominato a tempo determinato se non
quando:

1° agitur de sodali instituti religiosi vel 1° si tratta di un membro di un istituto


societatis vitae communis ad instar religiosorum; religioso o di una società di vita comune a guisa
dei religiosi;

2° candidatus ad hoc scripto consensit; 2° il candidato ha dato per iscritto il consenso


a questo;

3° agitur de casu speciali, quo in casu 3° si tratta di un caso speciale, nel qual caso
requiritur consensus collegii consultorum si richiede il consenso del collegio dei consultori
eparchialium; eparchiali;

4° ius particulare propriae Ecclesiae sui iuris 4° il diritto particolare della propria Chiesa sui
id permittit. iuris lo permette.

Can. 285 - § 1. Ut presbyter parochus nominari Can. 285 - § 1. Perché un presbitero possa
possit, oportet sit bonis moribus, sana doctrina, essere nominato parroco occorre che sia fornito
animarum zelo, prudentia ceterisque virtutilius et di buoni costumi, di sana dottrina, di zelo delle
dotibus praeditus, quae ad ministerium anime, di prudenza e delle altre virtù e doti che
paroeciale cum laude implendum iure requiruntur. sono richieste dal diritto per adempiere
lodevolmente il ministero parrocchiale.

§ 2. Si presbyter matrimonio est iunctus, boni § 2. Se il presbitero è coniugato, i buoni costumi


mores et in uxore et in filiis suis secum sono richiesti anche nella moglie e nei suoi figli
degentibus requiruntur. che abitano con lui.

§ 3. Paroeciam vacantem Episcopus eparchialis § 3. Il Vescovo eparchiale conferisca la


conferat illi, quem omnibus perpensis adiunctis parrocchia vacante a colui che, vagliate tutte le
aestimat idoneum omni personarum acceptione circostanze, egli ritiene idoneo, esclusa ogni
remota; ut iudicium de idoneitate ferat, audiat discriminazione di persone; per dare il giudizio di
protopresbyterum aptasque investigationes idoneità, ascolti il protopresbitero e compia
peragat auditis, si opportunum ducit, etiam aliis appropriate indagini ascoltando anche, se lo
christifidelibus praesertim clericis. ritiene opportuno, altri fedeli cristiani
specialmente chierici.

Can. 286 - Sede eparchiali vacante aut impedita Can. 286 - Mentre la sede eparchiale è vacante o
ad Administratorem eparchiae aliumve, qui impedita, spetta all'Amministratore eparchiale o a
eparchiam interim regit, pertinet: un altro che regge interinalmente l'eparchia:

1° parochum nominare presbyterum a 1° nominare parroco il presbitero proposto dal


Superiore maiore ad normam can. 284, § 2 Superiore maggiore a norma del can. 284, § 2;
propositum;

2° parochum ex aliis presbyteris nominare, si 2° nominare un parroco tra gli altri presbiteri,
sedes eparchialis unum saltem annum vacavit se la sede eparchiale è vacante oppure impedita
aut impedita est. da almeno un anno.

Can. 287 - § 1. Parochus unius paroeciae tantum Can. 287 - § 1. Il parroco abbia la cura
curam paroecialem habeat; ob penuriam tamen parrocchiale solamente di una parrocchia;
presbyterorum aut alia adiuncta plurium tuttavia, per la scarsità di presbiteri oppure per
vicinarum paroeciarum cura eidem parocho altre circostanze, può essere affidata allo stesso
concredi potest. parroco la cura di più parrocchie vicine.

§ 2. In eadem paroecia unus tantum habeatur § 2. Nella stessa parrocchia vi sia soltanto un
parochus; si vero ius particulare propriae parroco; se però il diritto particolare della propria
Ecclesiae sui iuris permittit, ut paroecia pluribus Chiesa sui iuris permette che la parrocchia sia
presbyteris committatur, idem ius particulare affidata a più presbiteri, lo stesso diritto
accurate determinet, quaenam sint iura et particolare determini accuratamente quali siano i
obligationes moderatoris, qui actionem diritti e doveri del moderatore, che ha la direzione
communem dirigat atque de eadem Episcopo dell'attività comune e che inoltre risponde di essa
eparchiali respondeat, et quaenam ceterorum al Vescovo eparchiale, e quali quelli degli altri
presbyterorum. presbiteri.

Can. 288 - Parochus a provisione canonica Can. 288 - Il parroco ottiene la cura delle anime
obtinet curam animarum, quam tamen eidem dal momento della provvisione canonica; ma non
exercere non licet nisi capta ad normam iuris gli è lecito esercitarla se non dopo la presa del
particularis possessione canonica paroeciae. possesso canonico della parrocchia a norma del
diritto particolare.

Can. 289 - § 1. In exsequendo munere docendi Can. 289 - § 1. Nell'esercitare la funzione di


parochus obligatione tenetur verbum Dei insegnare, il parroco ha l'obbligo di predicare la
praedicandi omnibus christifidelibus, ut hi in fide, parola di Dio a tutti i fedeli cristiani affinché,
spe et caritate radicati in Christo crescant et radicati nella fede, speranza e carità, essi
communitas christiana illud testimonium caritatis crescano in Cristo e la comunità cristiana renda
reddat, quod Dominus commendavit; itemque quella testimonianza di carità che il Signore ha
institutione catechetica christifideles ad plenam raccomandato; inoltre mediante l'istruzione
mysterii salutis cognitionem ducendi unicuique catechistica deve condurre i fedeli cristiani alla
aetati accommodatam; ad hanc institutionem piena conoscenza del mistero della salvezza
tradendam non solum sodalium institutorum adatta all'età di ciascuno; per dare questa
religiosorum vel societatum vitae communis ad istruzione cerchi non solo l'aiuto dei membri degli
instar religiosorum auxilium quaerat, sed etiam istituti religiosi o delle società di vita apostolica a
laicorum cooperationem. guisa dei religiosi, ma anche la collaborazione dei
laici.

§ 2. In perficiendo munere sanctificandi curet § 2. Nel compiere la funzione di santificare, il


parochus, ut celebratio Divinae Liturgiae centrum parroco abbia cura che la celebrazione della
sit et culmen totius vitae communitatis Divina Liturgia sia il centro e il culmine dell'intera
christianae; itemque allaboret, ut christifideles vita della comunità cristiana; si adoperi inoltre
spirituali pabulo pascantur per devotam et perché i fedeli cristiani si nutrano dell'alimento
frequentem sacramentorum susceptionem atque spirituale mediante una devota e frequente
per consciam et actuosam in laudibus divinis accoglienza dei sacramenti e con una cosciente
participationem; meminerit etiam parochus quam e attiva partecipazione alle lodi divine; ricordi
maxime sacramentum paenitentiae ad vitam ancora il parroco che il sacramento della
christianam fovendam conferre; quare facilem se penitenza favorisce in sommo grado alla crescita
praebeat ad hoc sacramentum ministrandum della vita cristiana; perciò si renda disponibile ad
vocatis ad hoc, si opus est, aliis etiam amministrare questo sacramento, chiamando a
sacerdotibus, qui varias linguas callent. questo scopo anche altri sacerdoti, se è
necessario, che conoscono le varie lingue.

§ 3. In adimplendo munere regendi imprimis curet § 3. Nell'adempiere la funzione di governare il


parochus, ut proprium gregem cognoscat; cum parroco procuri anzitutto di conoscere il proprio
autem omnium ovium sit minister, vitae gregge; poiché però è servitore di tutte le pecore,
christianae incrementum foveat tum in singulis favorisca la crescita della vita cristiana sia nei
christifidelibus tum in consociationibus praesertim singoli fedeli cristiani, sia nelle associazioni
apostolatui addictis tum in tota communitate impegnate specialmente nell'apostolato, sia
paroeciali; domos igitur et scholas visitet, prout nell'intera comunità cristiana; visiti perciò le case
munus pastorale id exigit; adulescentibus et e le scuole, nella misura in cui lo esige la
iuvenibus studiose prospiciat; pauperes et funzione pastorale; s'interessi con sollecitudine
infirmos paterna caritate prosequatur; specialem degli adolescenti e dei giovani; segua con carità
denique curam de opificibus habeat atque di padre i poveri e gli infermi; infine abbia una
allaboret, ut christifideles operibus apostolatus cura speciale degli operai e inoltre si adoperi
auxilium praestent. perché i fedeli cristiani diano il loro aiuto alle
opere di apostolato.

Can. 290 - § 1. In omnibus negotiis iuridicis Can. 290 - § 1. In tutti gli affari giuridici della
paroeciae parochus eiusdem personam gerit. parrocchia il parroco la rappresenta.

§ 2. Functiones sacrae maioris momenti, ut sunt § 2. Spettano al parroco le funzioni sacre più
celebratio sacramentorum initiationis christianae, importanti come sono la celebrazione dei
benedictio matrimoniorum firmo can. 302, § 2, sacramenti dell'iniziazione cristiana, la
exsequiae ecclesiasticae ad parochum spectant benedizione dei matrimoni, fermo restando il
ita, ut vicariis paroecialibus eas perficere non can. 302, § 2, e le esequie ecclesiastiche; perciò
liceat nisi de licentia saltem praesumpta ipsius non è lecito di celebrarle da parte dei vicari
parochi. parrocchiali se non con la licenza almeno
presunta del parroco stesso.

Can. 291 - Oblationes omnes eis exceptis, de Can. 291 - Tutte le offerte, ad eccezione di quelle
quibus in cann. 715 - 717, quae occasione di cui ai cann. 715-717, ricevute dal parroco e da
perfuncti muneris pastoralis a parocho ceterisque tutti gli altri chierici addetti alla parrocchia in
clericis paroeciae addictis recipiuntur, ad occasione del compimento di una funzione
massam paroecialem deferri debent, nisi de pastorale, devono essere versate nella cassa
contraria offerentis voluntate constat circa parrocchiale, a meno che non consti della volontà
oblationes plene voluntarias; Episcopo eparchiali contraria dell'offerente a riguardo delle offerte
consulto consilio presbyterali competit statuere pienamente volontarie; è compito del Vescovo
praescripta, quibus destinationi harum eparchiale, consultato il consiglio pastorale,
oblationum necnon iustae remunerationi parochi stabilire le prescrizioni con cui provvedere alla
ceterorumque paroeciae clericorum ad normam destinazione di queste offerte e anche alla giusta
can. 390 provideatur. remunerazione del parroco e di tutti gli altri
chierici della parrocchia, a norma del can. 390.

Can. 292 - § 1. Parochus obligatione tenetur Can. 292 - § 1. Il parroco ha l’obbligo di risiedere
residendi in domo paroeciali prope ecclesiam nella casa parrocchiale vicino alla chiesa
paroecialem; potest tamen Hierarcha loci iusta de parrocchiale; tuttavia il Gerarca del luogo può
causa permittere, ut alibi commoretur, dummodo permettere per una giusta causa che egli dimori
ministerium paroeciale nihil inde detrimenti altrove purché il ministero parrocchiale non ne
capiat. subisca alcun danno.

§ 2. Nisi gravis obstat ratio, parocho feriarum § 2. Se non lo impedisce un grave motivo, al
gratia licet quotannis a paroecia abesse non ultra parroco è lecito assentarsi ogni anno dalla
mensem continuum aut intermissum; quod in parrocchia non oltre un mese continuo o
tempus feriarum dies non computantur, quibus interrotto; non sono computati nel tempo delle
semel in anno parochus recessui spirituali vacat; ferie i giorni che il parroco dedica annualmente
parochus autem, si ultra hebdomadam a paroecia agli esercizi spirituali; tuttavia se il parroco vuole
abesse vult, tenetur de hoc proprium Hierarcham assentarsi dalla parrocchia per oltre una
loci certiorem facere. settimana, ha l’obbligo di informarne il proprio
Gerarca del luogo.

§ 3. Episcopi eparchialis est normas statuere, § 3. Spetta al Vescovo eparchiale stabilire le


quibus prospiciatur, ut parochi absentia durante norme che assicurino durante l’assenza del
curae paroeciae provideatur per sacerdotem parroco come provvedere alla cura della
debitis potestatibus et facultatibus praeditum. parrocchia mediante un sacerdote provvisto delle
debite potestà e facoltà.
Can. 293 - Memor sit parochus se debere sua Can. 293 - Il parroco si ricordi di dover offrire ai
cottidiana conversatione et sollicitudine baptizatis battezzati e ai non battezzati, ai cattolici e ai non
et non baptizatis, catholicis et acatholicis, cattolici, col suo comportamento quotidiano e la
exemplum ministerii vere sacerdotalis et sua sollecitudine, l'esempio di un ministero
pastoralis exhibere omnibusque testimonium veramente sacerdotale e pastorale, e di dover
veritatis et vitae reddere et ut bonus pastor illos rendere testimonianza di verità e di vita davanti a
quoque quaerere, qui baptizati quidem in tutti e, come buon pastore, di cercare anche
Ecclesia catholica a susceptione sacramentorum coloro che, pur se battezzati nella Chiesa
se abstinent vel immo a fide defecerunt. cattolica, si sono allontanati dalla pratica dei
sacramenti e perfino hanno abbandonato la fede.

Can. 294 - Divinam Liturgiam pro populo Can. 294 - Il parroco celebri frequentemente la
paroeciae sibi concreditae parochus frequenter Divina Liturgia per il popolo a lui affidato; nei
celebret, diebus vero iure particulari propriae giorni poi prescritti dal diritto particolare della
Ecclesiae sui iuris praescriptis celebrare tenetur. Chiesa sui iuris ha l'obbligo di celebrare.

Can. 295 - In paroecia habeantur ad normam Can. 295 - Nella parrocchia vi siano, a norma del
iuris particularis propriae Ecclesiae sui iuris diritto particolare della propria Chiesa sui iuris, gli
opportuna consilia ad res pastorales et opportuni consigli per trattare i problemi pastorali
oeconomicas tractandas. ed economici.

Can. 296 - § 1. In paroecia habeantur libri Can. 296 - § 1. In parrocchia vi siano i libri
paroeciales, liber scilicet baptizatorum, parrocchiali, cioè il libro dei battezzati, dei
matrimoniorum, defunctorum aliique secundum matrimoni, dei defunti e altri libri secondo le
normas iuris particularis propriae Ecclesiae sui norme del diritto particolare della propria Chiesa
iuris aut, si hae desunt, ab ipso Episcopo sui iuris oppure, se queste mancano, secondo
eparchiali statutas; prospiciat parochus, ut libri quanto è stabilito dallo stesso Vescovo
paroeciales servatis eisdem normis recte eparchiale; il parroco provveda che i libri
conscribantur atque asserventur. parrocchiali, nel rispetto delle stesse norme,
siano compilati e conservati regolarmente.

§ 2. In libro baptizatorum adnotentur quoque § 2. Nel libro dei battezzati siano annotati anche
ascriptio baptizati determinatae Ecclesiae sui l’ascrizione del battezzato a una determinata
iuris ad normam can. 37, ministratio chrismationis Chiesa sui iuris a norma del can. 37, il
sancti myri necnon, quae ad christifidelium conferimento della crismazione del santo myron,
pertinent statum canonicum ratione matrimonii come pure tutto ciò che riguarda lo stato
salvo quidem can. 840, § 3, ratione adoptionis canonico dei fedeli cristiani in ragione del
itemque ratione ordinis sacri vel professionis matrimonio, salvo però quanto prescritto nel
perpetuae in instituto religioso; hae adnotationes can. 840, § 3, in ragione dell’adozione, e anche
in testimonium baptismi semper referantur. in ragione dell’ordine sacro o della professione
perpetua in un istituto religioso; queste
annotazioni siano sempre riportate nell’attestato
di battesimo.

§ 3. Testimonia, quae de statu canonico § 3. Gli attestati rilasciati sullo stato canonico dei
christifidelium dantur, et omnia documenta, quae fedeli cristiani e tutti i documenti che possono
momentum habere possunt iuridicum ab ipso avere importanza giuridica siano sottoscritti dal
parocho eiusve delegato subscribantur et sigillo parroco stesso o da un suo delegato e muniti del
paroeciali muniantur. timbro parrocchiale.

§ 4. In paroecia habeatur archivum, in quo libri § 4. Nella parrocchia vi sia l’archivio, in cui
paroeciales asserventur una cum Hierarcharum vengano custoditi i libri parrocchiali insieme alle
epistulis aliisque documentis necessitatis vel lettere dei Gerarchi e gli altri documenti che sia
utilitatis causa servandis; quae omnia ab necessario o utile conservare; tutto ciò deve
Episcopo eparchiali eiusve delegato visitationis essere ispezionato dal Vescovo eparchiale o dal
canonicae vel alio tempore opportuno inspicienda suo delegato al momento della visita canonica o
parochus caveat, ne ad extraneorum manus in altro tempo opportuno e il parroco abbia cura
perveniant. che non vada in mano ad estranei.

§ 5. Libri paroeciales antiquiores quoque § 5. Anche i libri parrocchiali più antichi vengano
asserventur ad normam iuris particularis. diligentemente custoditi a norma del diritto
particolare.

Can. 297 - § 1. Parochus ab officio cessat Can. 297 - § 1. Il parroco cessa dall’ufficio con la
renuntiatione ab Episcopo eparchiali acceptata, rinuncia accettata dal Vescovo eparchiale, con la
elapso tempore determinato, amotione vel scadenza del tempo determinato, con la
translatione. rimozione o il trasferimento.

§ 2. Parochus expleto septoagesimo quinto § 2. Compiuto il settantacinquesimo anno di età,


aetatis anno rogatur, ut renuntiationem ab officio il parroco è pregato di presentare la rinuncia
exhibeat Episcopo eparchiali, qui omnibus all’ufficio al Vescovo eparchiale il quale,
personae et loci inspectis adiunctis de eadem considerate tutte le circostanze di persona e di
acceptanda aut differenda decernat; renuntiantis luogo, decida se accettarla oppure differirla; il
congruae sustentationi et habitationi ab Episcopo Vescovo eparchiale deve provvedere
eparchiali providendum est attentis normis iuris all’adeguato sostentamento e all’abitazione del
particularis propriae Ecclesiae sui iuris. rinunciante, attenendosi alle norme del diritto
particolare della propria Chiesa sui iuris.

Can. 298 - Si vacat paroecia aut parochus Can. 298 - Se una parrocchia si rende vacante,
quacumque de causa a munere pastorali in oppure se il parroco è impedito per qualsiasi
paroecia exercendo impeditur, Episcopus causa di esercitare il ministero pastorale nella
eparchialis quam primum aliquem sacerdotem parrocchia, il Vescovo eparchiale nomini al più
nominet administratorem paroeciae. presto un sacerdote come amministratore della
parrocchia.

Can. 299 - § 1. Administrator paroeciae eadem Can. 299 - § 1. L'amministratore della parrocchia
iura et obligationes habet ac parochus, nisi ab ha gli stessi diritti e doveri del parroco, a meno
Episcopo eparchiali aliud statuitur. che non sia stabilito diversamente dal Vescovo
eparchiale.

§ 2. Administratori paroeciae nihil agere licet, § 2. All'amministratore della parrocchia non è


quod praeiudicium afferre potest iuribus parochi lecito far nulla che possa recare pregiudizio ai
aut damno esse potest bonis paroecialibus. diritti del parroco oppure essere di danno ai beni
parrocchiali.

§ 3. Administrator paroeciae expleto munere § 3. Al termine della sua funzione,


parocho rationem reddat. l'amministratore della parrocchia presenti il
resoconto al parroco.

Can. 300 - § 1. Paroecia vacante itemque Can. 300 - § 1. Quando una parrocchia si rende
parocho a munere pastorali exercendo penitus vacante, come pure quando il parroco è
impedito ante administratoris paroeciae totalmente impedito di esercitare il ministero
nominationem curam paroeciae interim assumat pastorale, prima della nomina dell'amministratore
vicarius paroecialis et quidem, si plures sunt, della parrocchia, il vicario parrocchiale assuma
eorum ordinatione presbyterali senior aut, si interinalmente la cura della parrocchia; se poi
vicarii desunt, parochus vicinior; Episcopus essi sono più di uno, [l'assuma] il più anziano tra
eparchialis autem tempestive determinet, loro per ordinazione presbiterale oppure, se i
quaenam cuique paroecia vicinior habenda sit. vicari mancano, il parroco più vicino; il Vescovo
eparchiale però determini tempestivamente quale
parrocchia deve considerarsi più vicina a un'altra.

§ 2. Qui paroeciae regimen interim assumpsit, § 2. Chi assume interinalmente il governo della
Episcopum eparchialem de re statim certiorem parrocchia informi subito della cosa il Vescovo
faciat. eparchiale.

Can. 301 - § 1. Si ad curam pastoralem Can. 301 - § 1. Se, per attendere nel modo
paroeciae debite implendam necesse aut dovuto alla cura pastorale di una parrocchia,
opportunum est, parocho adiungi possunt unus risulta necessario o opportuno, al parroco
vel plures vicarii paroeciales, qui debent esse possono essere affiancati uno o più vicari
presbyteri. parrocchiali, che devono essere presbiteri.

§ 2. Vicarius paroecialis constitui potest sive pro § 2. Il vicario parrocchiale può essere costituito
tota paroecia sive pro determinata paroeciae sia per l'intera parrocchia, sia per una
parte. determinata parte della parrocchia.

§ 3. Vicarium paroecialem libere nominat § 3. Il Vescovo eparchiale nomina liberamente il


Episcopus eparchialis audito, nisi aliter prudenter vicario parrocchiale dopo aver sentito, se non
iudicat, parocho et, si de sodali instituti religiosi ritiene prudente agire diversamente, il parroco e,
vel societatis vitae communis ad instar se si tratta di un membro di un istituto religioso o
religiosorum agitur, servato can. 284, § 2. di una società di vita comune a guisa dei religiosi,
osservando il can. 284, § 2.

Can. 302 - § 1. Vicarii paroecialis iura et Can. 302 - § 1. I diritti e i doveri del vicario
obligationes ex iure communi et particulari parrocchiale si desumano dal diritto comune e
necnon ex litteris Episcopi eparchialis particolare, come pure dalla lettera del Vescovo
desumantur et sub auctoritate parochi exercenda eparchiale, e devono essere esercitati sotto
sunt sed, nisi aliter expresse cavetur et excepta l'autorità del parroco; ma, se non è
obligatione, de qua in can. 294, vicarius espressamente diposto diversamente ed
paroecialis debet ratione officii parochum eccettuato l'obbligo di cui nel can. 294, il vicario
adiuvare in toto ministerio paroeciali et, si res fert, parrocchiale deve, in ragione dell'ufficio, aiutare il
parochi vicem supplere. parroco in tutto il ministero parrocchiale e, se il
caso lo richiede, fare le veci del parroco.

§ 2. Ratione autem officii vicarius paroecialis § 2. Il vicario parrocchiale non è provvisto però, in
facultate matrimonia benedicendi praeditus non ragione dell'ufficio, della facoltà di benedire i
est; hanc tamen facultatem, etiam generalem, ei matrimoni; tuttavia questa facoltà, anche
conferre potest praeter Hierarcham loci etiam generale, gliela può conferire, oltre al Gerarca del
parochus intra fines paroeciae; quam facultatem, luogo, anche il parroco entro i confini della
si ipsi collata est, vicarius paroecialis aliis quoque parrocchia; il vicario parrocchiale, se gli è stata
sacerdotibus singulis in casibus conferre potest. conferita questa facoltà, può conferirla anche ad
altri sacerdoti nei singoli casi.

§ 3. Vicarius paroecialis tamquam parochi § 3. Il vicario parrocchiale, quale cooperatore del


cooperator praestantem et actuosam operam parroco, impieghi ogni giorno la sua generosa e
cottidie impendat in munere pastorali; inter attiva opera nella funzione pastorale; tra il
parochum et vicarium paroecialem fraterna parroco e il vicario parrocchiale vi sia un rapporto
habeatur conversatio, mutua caritas et reverentia fraterno e una carità vicendevole e si coltivi
semper vigeat iidemque consiliis, auxilio et sempre il rispetto; essi poi si aiutino a vicenda
exemplo se invicem adiuvent curae paroeciali con i consigli, l'appoggio e l'esempio a
concordi voluntate communique studio provvedere alla cura pastorale con volontà
providentes. concorde e con impegno comune.

§ 4. Vicarius paroecialis obligatione tenetur in § 4. Il vicario parrocchiale ha l'obbligo di risiedere


paroecia residendi secundum praescripta in parrocchia secondo le prescrizioni del Vescovo
Episcopi eparchialis vel legitimas consuetudines; eparchiale e le legittime consuetudini; riguardo
circa tempus feriarum vero vicarius paroecialis poi al tempo delle ferie, il vicario parrocchiale ha
idem ius habet ac parochus. lo stesso diritto del parroco.
Can. 303 - Vicarius paroecialis potest ab Can. 303 - Il vicario parrocchiale può essere
Episcopo eparchiali amoveri iusta de causa; si rimosso dal Vescovo eparchiale per una giusta
vero vicarius paroecialis est sodalis instituti causa; se poi il vicario parrocchiale è membro di
religiosi vel societatis vitae communis ad instar un istituto religioso o di una società di vita
religiosorum, servetur can. 1391, § 2. comune a guisa dei religiosi, si osservi il
can. 1391, § 2.

CAPUT IV DE RECTORIBUS ECCLESIARUM CAPITOLO II I RETTORI DELLE CHIESE

Can. 304 - Rector ecclesiae est presbyter, cui Can. 304 - Il rettore di una chiesa è il presbitero a
cura demandatur alicuius ecclesiae, quae nec cui è stata demandata la cura di una chiesa che
paroecialis est nec adnexa domui instituti vitae non è né parrocchiale né annessa alla casa di un
consecratae. istituto di vita consacrata.

Can. 305 - § 1. Rector ecclesiae nominatur ab Can. 305 - § 1. Il rettore di una chiesa è nominato
Episcopo eparchiali salvo iure Superioris maioris dal Vescovo eparchiale, salvo il diritto del
instituti religiosi vel societatis vitae communis ad Superiore maggiore di un istituto religioso o di
instar religiosorum presbyterum idoneum sui una società di vita comune a guisa dei religiosi di
instituti vel societatis ad nominationem proporre per la nomina un presbitero idoneo del
proponendi. suo istituto o della società.

§ 2. Etsi ecclesia pertinet ad aliquod institutum § 2. Anche se la chiesa appartiene a qualche


vitae consecratae clericale iuris pontificii vel istituto di vita consacrata clericale di diritto
patriarchalis, Episcopo eparchiali competit pontificio o patriarcale, compete al Vescovo
rectorem ecclesiae a Superiore propositum eparchiale nominare il rettore della chiesa
nominare. proposto dal Superiore.

§ 3. Si ecclesia coniuncta est cum seminario § 3. Se la chiesa è unita a un seminario o a un


aliove collegio, quod a presbyteris regitur, rector altro collegio retto da presbiteri, il rettore del
seminarii vel collegii est simul rector ecclesiae, seminario o del collegio è anche rettore della
nisi aliud Episcopus eparchialis statuit. chiesa, a meno che il Vescovo eparchiale non
abbia stabilito diversamente.

Can. 306 - § 1. In ecclesia sibi commissa rectori Can. 306 - § 1. Al rettore di una chiesa non è
ecclesiae functiones paroeciales peragere non lecito compiere nella chiesa a lui affidata le
licet nisi consentiente aut, si res fert, delegante funzioni parrocchiali se non col consenso oppure,
parocho et firmo can. 336, § 2. quando è il caso, con la delega del parroco e
fermo restando il can. 336, § 2.

§ 2. Rector ecclesiae potest ibidem Divinam § 2. Il rettore di una chiesa può celebrarvi la
Liturgiam et laudes divinas celebrare salvis Divina Liturgia e le lodi divine, salvi restando i
legitimis fundationis statutis atque, dummodo legittimi statuti di fondazione e inoltre purché, a
haec de iudicio Hierarchae loci nullo modo giudizio del Gerarca del luogo, esse non
ministerio paroeciali praeiudicium afferant. pregiudichino in alcun modo il ministero
parrocchiale.

Can. 307 - Hierarcha loci, si id opportunum Can. 307 - Il Gerarca del luogo, se lo ritiene
censet, potest rectori ecclesiae praecipere, ut opportuno, può ordinare al rettore della chiesa di
determinatas in ecclesia sibi commissa celebret celebrare nella chiesa a lui affidata determinate
functiones sacras, etiam paroeciales, necnon ut funzioni sacre, anche parrocchiali, come pure che
ecclesia pateat certis christifidelium coetibus. la chiesa rimanga aperta ad alcuni gruppi di fedeli
cristiani.

Can. 308 - Sine rectoris ecclesiae vel auctoritatis Can. 308 - Senza la licenza almeno presunta del
superioris licentia saltem praesumpta nemini licet rettore della chiesa o di un'autorità superiore, non
in ecclesia Divinam Liturgiam vel laudes divinas è lecito a nessuno celebrare nella chiesa la
celebrare, sacramenta ministrare aliasve Divina Liturgia o le lodi divine, amministrare i
functiones sacras peragere; haec vero licentia sacramenti o compiere altre funzioni sacre;
dari vel denegari debet ad normam iuris. questa licenza poi deve essere data o negata a
norma del diritto.

Can. 309 - Rector ecclesiae sub auctoritate Can. 309 - Il rettore di una chiesa, sotto l'autorità
Hierarchae loci servatisque legitimis statutis et del Gerarca del luogo e osservando i legittimi
iuribus quaesitis debet curare, ut Divina Liturgia, statuti e i diritti acquisiti, deve aver cura che la
sacramenta et laudes divinae secundum Divina Liturgia, i sacramenti e le lodi divine siano
praescripta librorum liturgicorum et iuris in celebrati nella chiesa secondo le prescrizioni dei
ecclesia celebrentur, onera fideliter impleantur, libri liturgici e del diritto, che gli oneri siano
bona ecclesiastica diligenter administrentur, adempiuti fedelmente, che i beni ecclesiastici
sacrae supellectilis atque aedium sacrarum siano amministrati diligentemente, che si
conservationi et decori provideatur nec quidpiam provveda alla conservazione e al decoro della
fiat, quod sanctitati loci ac reverentiae domui Dei sacra suppellettile e degli edifici sacri, e che nulla
debitae quoquo modo non congruat. avvenga in qualunque modo che sia in contrasto
con la santità del luogo o con il rispetto dovuto
alla casa di Dio.

Can. 310 - Rectorem ecclesiae Episcopus Can. 310 - Il Vescovo eparchiale può rimuovere il
eparchialis amovere potest iusta de causa; si rettore di una chiesa per una giusta causa; ma se
vero rector ecclesiae est sodalis instituti religiosi il rettore della chiesa è membro di un istituto
vel societatis vitae communis ad instar religioso o di una società di vita comune a guisa
religiosorum, servetur can. 1391, § 2. dei religiosi, si osservi il can. 1391, § 2.

TITULUS VIII DE EXARCHIIS ET DE EXARCHIS TITOLO VIII GLI ESARCATI E GLI ESARCHI

Can. 311 - § 1. Exarchia est populi Dei portio, Can. 311 - § 1. L’esarcato è una porzione del
quae ob specialia adiuncta ut eparchia non est popolo di Dio che, per speciali circostanze, non
erecta quaeque territorialiter vel alia ratione viene eretta in eparchia e che, circoscritta da un
circumscripta Exarcho pascenda concreditur. territorio o con qualche altro criterio, è affidata
alla cura pastorale dell’Esarca.

§ 2. In erectione, immutatione et suppressione § 2. Nell’erezione, modificazione e soppressione


exarchiae, quae intra fines territorii Ecclesiae di un esarcato che è situato entro i confini del
patriarchalia sita est, servandus est can. 85, § 3; territorio di una Chiesa patriarcale occorre
erectio, immutatio et suppressio ceterarum osservare il can. 85, § 3; la erezione,
exarchiarum soli Sedi Apostolicae competit. modificazione e soppressione di tutti gli altri
esarcati compete alla sola Sede Apostolica.

Can. 312 - Exarchus exarchiam regit aut nomine Can. 312 - L'Esarca governa l'esarcato o a nome
illius, a quo nominatus est, aut nomine proprio; di colui dal quale è stato nominato, oppure a
de qua re in erectione vel immutatione exarchiae nome proprio; di questo deve constare nella
constare debet. erezione o modificazione dell'esarcato.

Can. 313 - Quae in iure de eparchiis vel de Can. 313 - Quanto nel diritto è detto delle
Episcopis eparchialibus dicuntur, valent etiam de eparchie e dei Vescovi eparchiali, vale anche
exarchiis vel de Exarchis, nisi aliter iure expresse degli esarcati e degli Esarchi, a meno che non sia
cavetur vel ex natura rei constat. espressamente disposto diversamente dal diritto,
o non consti dalla natura della cosa.

Can. 314 - § 1. Intra fines territorii Ecclesiae Can. 314- § 1. Entro i confini del territorio della
patriarchalis Exarchus nominatur a Patriarcha de Chiesa patriarcale, l'Esarca è nominato dal
consensu Synodi permanentis et firmis cann. 181 Patriarca col consenso del Sinodo permanente e
- 188, si de Exarcho agitur, qui Episcopus fermi restando i cann. 181-188, se si tratta
ordinandus est; in ceteris casibus nominatio dell'Esarca che dev'essere ordinato Vescovo; in
Exarchi competit soli Sedi Apostolicae. tutti gli altri casi la nomina dell'Esarca compete
solo alla Sede Apostolica.

§ 2. Exarchus a Patriarcha nominatus ab officio § 2. L'Esarca nominato dal Patriarca non può
amoveri non potest nisi de concensu Synodi essere rimosso dall'ufficio se non col consenso
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis. del Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale.

§ 3. Exarchus possessionem canonicam § 3. L'Esarca prende il possesso canonico


exarchiae sibi concreditae capit decretum dell'esarcato affidatogli esibendo il decreto di
nominationis ostendens ei, qui interim exarchiam nomina a colui che governa interinalmente
regit. l'esarcato.

Can. 315 - § 1. Exarchus extra fines territorii Can. 315 - § 1. L'Esarca costituito fuori dei confini
Ecclesiae patriarchalis constitutus a Patriarcha del territorio della Chiesa patriarcale può
presbyteros idoneos expetere potest, qui curam richiedere al Patriarca dei presbiteri idonei che si
pastoralem christifidelium in exarchia suscipiant; assumano la cura pastorale dei fedeli cristiani
Patriarcha autem, quatenus fieri potest, petitioni nell'esarcato; il Patriarca poi, per quanto è
Exarchi satisfaciat. possibile, soddisfi la domanda dell'Esarca.

§ 2. Presbyteri a Patriarcha ad tempus § 2. I presbiteri inviati dal Patriarca a tempo


determinatum aut indeterminatum in exarchiam determinato oppure indeterminato nell'esarcato,
missi exarchiae addicti habentur et in omnibus sono da ritenere addetti all'esarcato e soggetti in
subsunt potestati Exarchi. tutto alla potestà dell'Esarca.

Can. 316 - A decretis Exarchi, qui nomine Can. 316 - Il ricorso contro i decreti dell'Esarca
Romani Pontificis vel Patriarchae exarchiam che governa l'esarcato a nome del Romano
regit, recursus fit respective ad Sedem Pontefice o del Patriarca, si fa rispettivamente
Apoatolicam vel Patriarcham; a decretis Exarchi, alla Sede Apostolica o al Patriarca; il ricorso
qui nomine proprio exarchiam regit, recursus fit contro i decreti dell'Esarca che governa l'esarcato
ad ordinariam normam iuris. a nome proprio, si fa secondo la norma ordinaria
del diritto.

Can. 317 - Exarchus obligatione tenetur Can. 317 - L'Esarca ha l'obbligo di visitare le
sanctorum Apostolorum Petri et Pauli limina tombe dei santi Apostoli Pietro e Paolo a norma
visitandi ad normam can. 208 exceptis Exarchis, del can. 208; sono eccettuati gli Esarchi che
qui nomine Patriarchae exarchiam sibi governano l'esarcato a loro affidato a nome del
concreditam regunt. Patriarca.

Can. 318 - § 1. Exarchus a Patriarcha nominatus Can. 318 - § 1. L'Esarca nominato dal Patriarca
debet quinto quoque anno relationem scripto deve inviare ogni cinque anni una relazione
datam ad Patriarcham de statu spirituali et scritta al Patriarca sullo stato spirituale e
temporali exarchiae mittere. temporale dell'esarcato.

§ 2. Exarchus a Romano Pontifice nominatus § 2. L'Esarca nominato dal Romano Pontefice


eandem relationem Sedi Apostolicae singulis deve fare ogni cinque anni la stessa relazione
quinquenniis debet facere et, si ad Ecclesiam alla Sede Apostolica e, se appartiene alla Chiesa
patriarchalem pertinet, etiam Patriarchae patriarcale, deve mandare al più presto una copia
exemplar relationis quam primum mittere. della relazione anche al Patriarca.

Can. 319 - § 1. Legibus de conventu eparchiali, Can. 319 - § 1. L'Esarca è tenuto alle leggi
de curia eparchiali, de consilio presbyterali, de sull'assemblea eparchiale, sulla curia eparchiale,
collegio consultorum eparchialium et de consilio sul consiglio presbiterale, sul collegio dei
pastorali Exarchus tenetur locorum et consultori eparchiali e sul consiglio pastorale,
personarum rationi iudicio anctoritatis, quae adattandole equamente in ragione dei luoghi e
exarchiam erexit vel immutavit, aeque delle persone, a giudizio dell'autorità che ha
accommodatis. eretto o modificato l'esarcato.
§ 2. Si collegium consultorum ad normam § 2. Se il collegio dei consultori, a norma del
can. 271, § 3 constitui non potest, Exarchus can. 271, § 3, non può essere costituito, l'Esarca
constituat coetum ex prudentioribus presbyteris costituisca un gruppo dai presbiteri più prudenti,
non minus quam tribus, quatenus fieri potest inter in numero non minore di tre, scelti possibilmente
membra consilii presbyteralis, si hoc exstat, tra i membri del consiglio presbiterale, se esso
selectis, cuius consensum vel consilium esiste, del cui consenso o consiglio deve far
exquirere debet, quoties ius statuit Episcopum richiesta ogniqualvolta il diritto stabilisce che il
eparchialem ad agendum indigere consensu vel Vescovo eparchiale ha bisogno del consenso o
consilio collegii consultorum eparchialium. del consiglio del collegio dei consultori eparchiali.

Can. 320 - § 1. Exarchiae vacantis vel impeditae Can. 320 - § 1. Il governo dell'esarcato vacante o
regimen transit ad Protosyncellum aut, si deest, impedito passa al Protosincello o, se manca, al
ad parochum ordinatione presbyterali seniorem. parroco più anziano per ordinazione presbiterale.

§ 2. Ille, ad quem exarchiae regimen interim § 2. Colui al quale è pervenuto il governo


devenit, quam primum debet certiorem facere interinale dell'esarcato deve informare al più
auctoritatem, cuius est Exarchum nominare, ut presto l'autorità che ha il compito di nominare
provideat; interim vero uti potest omnibus l'Esarca perché provveda; nel frattempo però egli
potestatibus et facultatibus sive ordinariis sive può usare tutte le potestà e facoltà, sia ordinarie
delegatis, quas Exarchus habuit, nisi eidem sia delegate, che ebbe l'Esarca, a meno che non
commissae sunt industria personae Exarchi. siano state a lui affidate per l'abilità della persona
dell'Esarca.

Can. 321 - § 1. Exarchus, qui Episcopus Can. 321 - § 1. L'Esarca che non è stato ordinato
ordinatus non est, habet durante munere Vescovo, durante la sua funzione ha i privilegi e
privilegia et insignia primae post episcopalem le insegne della prima dignità dopo quella
dignitatis. episcopale.

§ 2. In his privilegiis et insignibus retinendis vel § 2. Quanto al conservare o meno questi privilegi
minus expleto munere servetur ius particulare. e insegne, espletata la funzione, si osservi il
diritto particolare.

TITULUS IX DE CONVENTIBUS TITOLO IX LE ASSEMBLEE DEI GERARCHI DI


HIERARCHARUM PLURIUM ECCLESIARUM DIVERSE CHIESE SUI IURIS
SUI IURIS

Can. 322 - § 1. Ubi id de iudicio Sedis Can. 322 - § 1. Dove sembri opportuno a giudizio
Apostolicae opportunum videtur, Patriarchae, della Sede Apostolica, i Patriarchi, i Metropoliti
Metropolitae Ecclesiarum metropolitanarum sui delle Chiese metropolitane sui iuris, i Vescovi
iuris, Episcopi eparchiales et, si statuta ita ferunt, eparchiali e, se gli statuti lo comportano, anche
etiam ceteri Hierarchae loci plurium Ecclesiarum tutti gli altri Gerarchi del luogo delle diverse
sui iuris, etiam Ecclesiae latinae, in eadem Chiese sui iuris, anche della Chiesa latina, che
natione vel regione potestatem suam exercentes esercitano la loro potestà nella stessa nazione o
ad periodicos conventus statis temporibus regione, devono essere convocati dal Patriarca o
convocandi sunt a Patriarcha aliave auctoritate a da altra autorità designata dalla Sede Apostolica
Sede Apostolica designata, ut communicatis alle assemblee periodiche nei tempi stabiliti,
prudentiae et experientiae luminibus et collatis affinché in uno scambio luminoso di prudenza ed
consiliis sancta fiat ad commune Ecclesiarum esperienza e mediante un confronto di pareri
bonum virium conspiratio, qua unitas actionis nasca una santa cospirazione di forze per il bene
foveatur, communia opera inventur, bonum comune delle Chiese, con cui favorire l’unità di
religionis expeditius promoveatur atque disciplina azione, aiutare le attività comuni, promuovere più
ecclesiastica efficacius servetur. speditamente il bene della religione e inoltre
osservare più efficacemente la disciplina
ecclesiastica.

§ 2. Decisiones huius conventus vim iuridice § 2. Le decisioni di questa assemblea non hanno
obligandi non habent, nisi de eis agitur, quae nulli forza giuridica di obbligare, a meno che non si
possunt esse praeiudicio ritui uniuscuiusque tratti di cose che non possono pregiudicare in
Ecclesiae sui iuris vel potestati Patriarcharum, alcun modo il rito di ciascuna Chiesa sui iuris e la
Synodorum, Metropolitarum atque Consiliorum potestà dei Patriarchi, dei Sinodi, dei Metropoliti e
Hierarcharum atque simul saltem per duas ex dei Consigli dei Gerarchi, e che inoltre siano state
tribus partibus suffragiorum membrorum stabilite insieme almeno con due terzi dei voti dei
suffragium deliberativum habentium latae necnon membri aventi voto deliberativo e siano state
a Sede Apostolica approbatae sunt. approvate dalla Sede Apostolica.

§ 3. Decisio, etsi unanimo suffragio facta, quae § 3. Una decisione, anche se presa con voto
quomodocumque competentiam huius conventus unanime, che in qualunque modo ecceda la
excedit, omni vi caret, donec ab ipso Romano competenza di questa assemblea, non ha nessun
Pontifice approbata erit. valore finché non sia stata approvata dallo stesso
Romano Pontefice.

§ 4. Unusquisque conventus Hierarcharum § 4. Ogni assemblea dei Gerarchi di diverse


plurium Ecclesiarum sui iuris sua conficiat Chiese sui iuris rediga i propri statuti nei quali sia
statuta, in quibus foveatur, quatenus fieri potest, favorita, per quanto possibile, anche la
etiam participatio Hierarcharum Ecclesiarum, partecipazione dei Gerarchi delle Chiese che non
quae nondum sunt in plena communione cum sono ancora in piena comunione con la Chiesa
Ecclesia catholica; statuta, ut valeant, a Sede cattolica; gli statuti, per aver valore, devono
Apostolica approbari debent. essere approvati dalla Sede Apostolica.

TITULUS X DE CLERICIS TITOLO X I CHIERICI

Can. 323 - § 1. Clerici, qui etiam ministri sacri Can. 323 - § 1. I chierici, che sono chiamati
vocantur, sunt christifideles, qui ab auctoritate anche ministri sacri, sono dei fedeli cristiani che,
competenti ecclesiastica electi per donum eletti dall’autorità ecclesiastica competente,
Spiritus Sancti in sacra ordinatione receptum mediante il dono dello Spirito Santo ricevuto nella
deputantur, ut in Christi Pastoris missione et sacra ordinazione, sono deputati a essere ministri
potestate partem habentes Ecclesiae sint ministri. della Chiesa partecipando alla missione e alla
potestà di Cristo Pastore.

§ 2. Ratione sacrae ordinationis clerici ex divina § 2. I chierici a motivo della sacra ordinazione
institutione a ceteris christifidelibus distinguuntur. sono distinti, per divina istituzione, da tutti gli altri
fedeli cristiani.

Can. 324 - Clerici inter se communione Can. 324 - I chierici, congiunti tra loro nella
hierarchica iuncti et in variis gradibus constituti comunione gerarchica e costituiti nei vari gradi,
unum ministerium ecclesiasticum divinitus partecipano in modo diverso dell'unico ministero
institutum diversimode participant. ecclesiastico divinamente istituito.

Can. 325 - Clerici ratione sacrae ordinationis Can. 325 - I chierici, in ragione della sacra
distinguuntur in Episcopos, presbyteros et ordinazione, si distinguono in Vescovi, presbiteri
diaconos. e diaconi.

Can. 326 - Clerici in gradibus ordinis ipsa sacra Can. 326- I chierici sono costituiti nei gradi
ordinatione constituuntur; potestatem autem dell'ordine mediante la stessa sacra ordinazione;
exercere non possunt nisi ad normam iuris. ma non possono esercitare la potestà se non a
norma del diritto.

Can. 327 - Si praeter Episcopos, presbyteros vel Can. 327 - Se oltre ai Vescovi, ai presbiteri o ai
diaconos alii etiam ministri in ordine minore diaconi, anche altri ministri, costituiti in un ordine
constituti et generatim clerici minores vocati ad minore e generalmente chiamati chierici minori,
populi Dei servitium vel ad functiones sacrae sono ammessi o istituiti a servizio del popolo di
liturgiae exercendas admittuntur vel instituuntur, Dio o a esercitare funzioni della sacra liturgia,
iidem reguntur tantum iure particulari propriae costoro sono regolati soltanto dal diritto
Ecclesiae sui iuris. particolare della propria Chiesa sui iuris.

CAPUT I DE INSTITUTIONE CLERICORUM CAPITOLO I LA FORMAZIONE DEI CHIERICI

Can. 328 - Ecclesiae proprium ius et obligatio est Can. 328 - E' diritto e dovere proprio della Chiesa
clericos aliosque suos ministros instituendi; quae formare i chierici e gli altri suoi ministri; questo
obligatio singulariter et impensius exercetur dovere si esercita in modo singolare e più intenso
seminariis erigendis et regendis. nell'erezione e nel governo dei seminari.

Can. 329 - § 1. Opus fovendarum vocationum Can. 329 - § 1. L'opera di promozione delle
praesertim ad ministeria sacra ad totam vocazioni, specialmente per i ministeri sacri,
communitatum christianam pertinet, quae pro sua appartiene all'intera comunità cristiana, la quale
corresponsabilitate sollicita sit oportet de per la sua corresponsabilità dev'essere sollecita
necessitatibus ministerii universae Ecclesiae: alle necessità del ministero della Chiesa
universale:

1° curent parentes, magistri aliique vitae 1° abbiano cura i genitori, i maestri e gli altri
christianae primi educatores, ut familiis et scholis primi educatori della vita cristiana, animando le
spiritu evangelico animatis pueri et iuvenes famiglie e le scuole con spirito evangelico, che i
Dominum per Spiritum Sanctum vocantem libere fanciulli e i giovani possano ascoltare liberamente
auscultare eique libenter respondere possint; e rispondere volentieri al Signore che li chiama
per mezzo dello Spirito Santo;

2° clerici, imprimis parochi, studeant 2° i chierici e anzitutto i parroci si impegnino a


vocationes sive in adulescentibus sive in aliis, discernere e incoraggiare le vocazioni sia negli
etiam provectioris aetatis, dignoscere atque adolescenti sia negli altri, anche di età più
fovere; avanzata;

3° Episcopi eparchialis praecipue est 3° spetta in primo luogo al Vescovo


coniunctis viribus cum aliis Hierarchis in eparchiale incitare il suo gregge, unendo le forze
vocationibus provehendis gregem suum excitare con gli altri Gerarchi, per promuovere le vocazioni
inceptaque coordinare. e coordinare le iniziative.

§ 2. Iure particulari provideatur, ut opera ad § 2. Si provveda per diritto particolare affinché


vocationes provehendas sive regionalia sive, siano istituite in tutte le Chiese delle opere sia
quatenus fieri potest, eparchialia in omnibus regionali sia, per quanto è possibile, eparchiali
Ecclesiis instituantur, quae aperta sint oportet ad per promuovere le vocazioni; queste opere
universae Ecclesiae necessitates, praecipue devono essere aperte alle necessità della Chiesa
missionales. universale, specialmente missionarie.

Can. 330 - § 1. Synodi Episcoporum Ecclesiae Can. 330 - § 1. Spetta al Sinodo dei Vescovi
patriarchalis vel Consilii Hierarcharum est edere della Chiesa patriarcale o al Consiglio dei
rationem institutionis clericorum, qua ius Gerarchi emanare un piano di formazione dei
commune pressius explicandum est pro chierici nel quale si deve spiegare più
seminariis intra fines territorii propriae Ecclesiae dettagliatamente il diritto comune per i seminari
sitis; in ceteris casibus vero Episcopi eparchialis situati entro i confini del territorio della propria
est conficere huius generis rationem eparchiae Chiesa; in tutti gli altri casi invece tocca al
suae propriam firmo can. 150, § 3; istarum Vescovo eparchiale preparare un simile piano,
auctoritatum est rationem etiam immutare. proprio della sua eparchia, fermo restando il
can. 150, § 3; spetta a queste stesse autorità
anche modificare questo piano.

§ 2. Ratio institutionis clericorum potest esse, § 2. Il piano di formazione dei chierici, anche
conventionibus etiam initis, communis toti regioni mediante convenzioni, può essere comune a
vel nationi vel immo aliis Ecclesiis sui iuris cauto, un'intera regione o nazione, anzi anche alle altre
ne quid indoles rituum detrimenti capiat. chiese sui iuris, con l'avvertenza però che l'indole
dei riti non ne scapiti.

§ 3. Ratio institutionis clericorum, iure communi § 3. Il piano di formazione dei chierici,


fideliter servato et prae oculis habita traditione osservando fedelmente il diritto comune e tenuta
propriae Ecclesiae sui iuris, comprehendat presente la tradizione della propria Chiesa sui
praeter alia normas magis speciales circa iuris, deve comprendere fra l'altro norme più
formationem personalem, spiritualem, speciali riguardo alla formazione personale,
doctrinalem et pastoralem alumnorum necnon spirituale, dottrinale e pastorale degli alunni,
circa singulas disciplinas tradendas atque come pure le singole discipline da insegnare e
ordinationem cursuum et examinum. inoltre il regolamento dei corsi e degli esami.

Art. I DE SEMINARIIS ERIGENDIS ET Art. I L’erezione e il governo dei seminari


REGENDIS

Can. 331 - § 1. In seminario minore instituuntur Can. 331 - § 1. Nel seminario minore si formano
imprimis ii, qui iudicia vocationis ad ministeria anzitutto coloro che sembrano presentare indizi
sacra exhibere videntur, ut facilius et clarius eam di vocazione ai ministeri sacri, per poterla
sibi dignoscere deditoque animo excolere discernere con più facilità e chiarezza e coltivarla
possint; ad normam iuris particularis institui etiam con dedizione; a norma del diritto particolare
possunt ii, qui, etsi ad statum clericalem vocati possono essere formati anche coloro che,
non videntur, ad quaedam ministeria vel opera sebbene non sembrino chiamati allo stato
apostolatus implenda formari possunt. Alia vero clericale, possono essere formati a esercitare
instituta, quae ex propriis statutis eisdem finibus alcuni ministeri o delle opere di apostolato. Gli
inserviunt etsi nomine differunt, seminario minore altri istituti poi che, secondo i propri statuti,
aequiparantur. servono agli stessi fini, anche se differiscono di
nome, sono equiparati al seminario minore.

§ 2. In seminario maiore plenius excolitur, § 2. Nel seminario maggiore viene coltivata,


probatur atque confirmatur vocatio eorum, qui provata e confermata più intensamente la
certis signis idonei iam aestimantur ad ministeria vocazione di coloro che, da segni sicuri, sono già
sacra stabiliter suscipienda. stimati idonei ad assumere stabilmente i sacri
ministeri.

Can. 332 - § 1. Seminarium minus erigatur in Can. 332 - § 1. Il seminario minore sia eretto in
unaquaque eparchia, si id postulat bonum ogni eparchia, se lo richiede il bene della Chiesa
Ecclesiae et vires opesque sinunt. e se lo permettono le forze e le risorse.

§ 2. Erigendum est seminarium maius, quod § 2. Si deve erigere un seminario maggiore che
inserviat aut uni amplissimae eparchiae aut, si serva o a un'eparchia molto ampia oppure, se
non toti Ecclesiae sui iuris, saltem conventionibus non a un'intera Chiesa sui iuris, almeno a diverse
initis pluribus eparchiis eiusdem Ecclesiae sui eparchie della stessa Chiesa sui iuris, facendo
iuris, immo et diversarum Ecclesiarum sui iuris, oppurtune convenzioni, anzi anche a diverse
quae in eadem regione vel natione eparchiam Chiese sui iuris che hanno un'eparchia nella
habent, ita, ut tum congruo alumnorum numero stessa regione o nazione, in modo che, sia per il
tum ea, qua par est, moderatorum ac conveniente numero di alunni, sia per la relativa
magistrorum probe paratorum copia necnon abbondanza di moderatori e di professori
subsidiis sufficientibus optimisque viribus debitamente qualificati, come pure per la
coniunctis institutioni provideatur, cui nihil sufficienza di mezzi per il congiungersi delle forze
desideratur. migliori, si provveda a una formazione per nulla
manchevole.

Can. 333 - Etsi optandum est, ut alumnis unius Can. 333 - Anche se è desiderabile che agli
Ecclesiae sui iuris seminarium, praecipue minus, alunni di una Chiesa sui iuris sia riservato un
reservetur, ob speciales circumstantias in idem seminario, prima di tutto minore, tuttavia per
seminarium alumni etiam aliarum Ecclesiarum sui speciali circostanze possono essere ammessi
iuris admitti possunt. nello stesso seminario alunni anche di altre
Chiese sui iuris.

Can. 334 - § 1. Seminarium pro propria eparchia Can. 334 - § 1. Il seminario per la propria
erigitur ab Episcopo eparchiali; seminarium eparchia è eretto dal Vescovo eparchiale; il
pluribus eparchiis commune ab Episcopis seminario comune a diverse eparchie è eretto dai
eparchialibus earundem eparchiarum vel ab Vescovi eparchiali delle stesse eparchie, o
auctoritate superiore, tamen de consensu Consilii dall’autorità superiore, col consenso però del
Hierarcharum, si de Metropolita Ecclesiae Consiglio dei Gerarchi se si tratta del Metropolita
metropolitanae sui iuris agitur, aut de consensu della Chiesa metropolitana sui iuris ; oppure col
Synodi Episcoporum Ecclesiae patriarchalis, si consenso del Sinodo dei Vescovi della Chiesa
de Patriarcha. patriarcale, se si tratta del Patriarca.

§ 2. Episcopi eparchiales, pro quorum subditis § 2. I Vescovi eparchiali, per i cui sudditi è stato
seminarium commune erectum est, non possunt eretto un seminario comune, non possono
aliud seminarium valide erigere sine consensu erigere validamente un altro seminario senza il
auctoritatis, quae seminarium commune erexit, consenso dell’autorità che ha eretto il seminario
aut, si de seminario ab ipsis Episcopis comune, oppure, se si tratta di un seminario
eparchialibus erecto agitur, sine unanimi eretto dagli stessi Vescovi eparchiali, senza
consensu partium convenientium vel sine l’unanime consenso delle parti che si sono
consensu auctoritatis superioris. accordate o senza il consenso dell’autorità
superiore.

Can. 335 - § 1. Seminarium legitime erectum ipso Can. 335 - § 1. Il seminario legittimamente eretto
iure persona iuridica est. è, per il diritto stesso, persona giuridica.

§ 2. In omnibus negotiis iuridicis rector seminarii § 2. In tutti gli affari giuridici del seminario, il
eiusdem personam gerit, nisi ius particulare vel rettore lo rappresenta, a meno che il diritto
statuta seminarii aliud statuunt. particolare o gli statuti del seminario non
stabiliscano diversamente.

Can. 336 - § 1. Seminarium pluribus eparchiis Can. 336 - § 1. Il seminario comune a diverse
commune subiectum est Hierarchae designato ab eparchie è soggetto al Gerarca designato da
eis, qui seminarium erexerunt. coloro che hanno eretto il seminario.

§ 2. Exemptum a regimine paroeciali seminarium § 2. Il seminario è esente dal governo


est; pro omnibus, qui in seminario sunt, parochi parrocchiale; per tutti coloro che si trovano nel
officium, excepta materia matrimoniali et firmo seminario svolge l'ufficio di parroco, ad eccezione
can. 734, impleat rector seminarii eiusve della materia matrimoniale e fermo restando il
delegatus. can. 734, il rettore del seminario o il suo
delegato.

Can. 337 - § 1. Seminarium propria statuta Can. 337 - § 1. Il seminario abbia i propri statuti
habeat, in quibus determinentur imprimis finis nei quali siano determinati anzitutto il fine
specialis seminarii et competentia auctoritatum; speciale del seminario e la competenza delle
statuantur praeterea modus nominationis vel autorità; si stabiliscano inoltre il modo della
electionis, duratio in officio, iura et obligationes nomina o della elezione, la durata nell'ufficio, i
atque iusta remuneratio moderatorum, officialium diritti e i doveri e la giusta remunerazione dei
et magistrorum ac consiliorum necnon rationes, moderatori, degli ufficiali e dei professori e dei
quibus ipsi immo et alumni curam rectoris in consiglieri, come pure i metodi coi quali essi, anzi
disciplina seminarii praesertim servanda anche gli alunni, partecipano alla cura del rettore
participent. soprattutto nell'osservanza della disciplina del
seminario.

§ 2. Seminarium habeat quoque proprium § 2. Il seminario abbia anche il proprio direttorio


directorium, quo normae rationis institutionis nel quale si applicano le norme del piano di
clericorum adiunctis specialibus accommodatae formazione dei chierici adattate alle speciali
in effectum ducantur necnon pressius circostanze e vengono definiti in modo più
determinentur potiora disciplinae seminarii capita, concreto i punti più importanti della disciplina del
quae firmis statutis ad institutionem alumnorum seminario che riguardano, nel rispetto degli
ac vitam cottidianam totiusque seminarii ordinem statuti, la formazione degli alunni e la vita
spectant. quotidiana e l'ordine dell'intero seminario.

§ 3. Statuta seminarii approbatione indigent § 3. Gli statuti del seminario hanno bisogno
auctoritatis, quae seminarium erexit cuique etiam dell'approvazione dell'autorità che ha eretto il
competit. si casus fert, ea mutare; haec circa seminario e alla quale compete, quando occorre,
directorium spectant ad auctoritatem in statutis di modificarli; queste cose, nei riguardi del
determinatam. direttorio, spettano all'autorità determinata negli
statuti.

Can. 338 - § 1. In quolibet seminario habeantur Can. 338 - § 1. In ogni seminario vi siano il
rector et, si casus fert, oeconomus aliique rettore e, se occorre, l'economo e gli altri
moderatores et officiales. moderatori e ufficiali.

§ 2. Rectoris est ad normam statutorum § 2. E' compito del rettore curare, a norma degli
moderamen generale seminarii curare, statutis et statuti, il governo generale del seminario,
directorio seminarii ab omnibus observandis sollecitare tutti all'osservanza degli statuti e del
instare, opera aliorum moderatorum et officialium direttorio del seminario, coordinare l'attività degli
coordinare totiusque seminarii unitatem ac altri moderatori e ufficiali, e favorire l'unità e la
collaborationem fovere. collaborazione di tutto il seminario.

Can. 339 - § 1. Assit quoque saltem unus pater Can. 339 - § 1. Vi sia inoltre almeno un padre
spiritualis a rectore distinctus, praeter quem spirituale distinto dal rettore; oltre che da lui, gli
alumni quemlibet alium presbyterum a rectore ad alunni possono recarsi liberamente da qualsiasi
eorundem directionem spiritualem approbatum altro presbitero approvato dal rettore per la loro
libere petere possunt. direzione spirituale.

§ 2. Praeter confessarios ordinarios alii quoque § 2. Oltre ai confessori ordinari, siano designati o
confessarii sint designati vel invitati integro invitati anche altri confessori, fermo restando il
alumnorum iure quemlibet confessarium, etiam pieno diritto degli alunni di recarsi da qualunque
extra seminarium, salva disciplina seminarii confessore, anche fuori del seminario, salva
petendi. restando la disciplina del seminario.

§ 3. In iudicandis personis non licet § 3. Nell'esprimere un giudizio sulle persone non


confessariorum vel patrum spiritualium votum è lecito chiedere il voto dei confessori o dei padri
exquirere. spirituali.

Can. 340 - § 1. Si cursus tradendarum Can. 340 - § 1. Se si istituiscono nello stesso


disciplinarum in ipso seminario instituuntur, assit seminario i corsi per l'insegnamento delle
congruus numerus magistrorum apte selectorum discipline, vi deve essere un adeguato numero di
in sua quisque scientia vere peritorum, in professori scelti con cura, ciascuno veramente
seminario maiore quidem congruis gradibus esperto nella sua scienza, e che, nel caso di un
academicis ornatorum. seminario maggiore, abbiano conseguito i gradi
accademici adeguati.

§ 2. Praeparatione propria constanter ad diem § 2. I professori, mediante una preparazione


perducta magistri conferant inter se et cum costantemente aggiornata e cooperando
seminarii moderatoribus concorditer cooperantes concordemente tra loro e con i moderatori del
ad integram futurorum Ecclesiae ministrorum seminario, concorrano alla formazione integrale
institutionem, inter varietates disciplinarum unitati dei futuri ministri della Chiesa, solleciti dell'unità
fidei ac formationi intenti. della fede e della formazione nella diversità delle
discipline.
§ 3. Magistri scientiarum sacrarum vestigia § 3. I professori delle scienze sacre, seguendo le
sanctorum Patrum ac ab Ecclesia collaudatorum orme dei santi Padri e dei collaudati Dottori della
Doctorum praesertim Orientis secuti ex praeclaro Chiesa specialmente dell'Oriente, s'impegnino a
thesauro ab eisdem tradito doctrinam illustrare illustrare la dottrina attingendo da questo
nitantur. eccellentissimo tesoro da loro trasmesso.

Can. 341 - § 1. Auctoritatis, quae seminarium Can. 341 - § 1. Compete all'autorità che ha eretto
erexit, est curare, ut provideatur seminarii il seminario aver cura che si provveda alle spese
expensis etiam per tributa vel oblationes, de del seminario anche per mezzo di tributi o di
quibus in cann. 1012 et 1014. offerte, di cui ai cann. 1012 e 1014.

§ 2. Tributo pro seminario obnoxiae sunt etiam § 2. Sono soggette al tributo per il seminario
domus religiosorum, nisi solis eleemosynis anche le case dei religiosi, a meno che non si
sustentantur aut in eis sedes studiorum, de qua sostengano solo con elemosine, oppure vi sia
in cann. 471, § 2 et 536, § 2, actu habetur. attualmente una sede di studi di cui ai cann. 471,
§ 2 e 536, § 2.

Art. II DE INSTITUTIONE AD MINISTERIA Art. II La formazione ai ministeri

Can. 342 - § 1. Ii tantum in seminarium Can. 342 - § 1. Si ammettano in seminario solo


admittantur alumni, qui probantur ex documentis gli alunni che risultino, dai documenti richiesti a
ad normam statutorum requisitis habiles esse. norma degli statuti, di essere abili.

§ 2. Nemo recipiatur, nisi certo constat de § 2. Nessuno sia accolto se non consta con
susceptis sacramentis baptismi et chrismationis certezza che ha ricevuto i sacramenti del
sancti myri. battesimo e della crismazione del santo myron.

§ 3. Qui antea in alio seminario vel in aliquo § 3. Coloro che anteriormente sono stati alunni in
instituto religioso vel societate vitae communis ad un altro seminario o in qualche istituto religioso o
instar religiosorum alumni fuerunt, ne admittantur in una società di vita comune a guisa dei religiosi
nisi obtento testimonio rectoris aut Superioris non siano ammessi se non dopo aver ottenuto la
praesertim de causa dimissionis vel discessus. testimonianza del rettore o del Superiore,
specialmente sulla causa della dimissione o
dell'uscita.

Can. 343 - Alumni, etsi in seminarium alterius Can. 343 - Gli alunni, anche se ammessi in un
Ecclesiae sui iuris vel plurium Ecclesiarum sui seminario di un'altra chiesa sui iuris o in un
iuris commune admissi, proprio ritu instituantur seminario comune a più Chiese sui iuris, siano
reprobata contraria consuetudine. formati secondo il rito proprio: la consuetudine
contraria è riprovata.

Can. 344 - § 1. Adulescentes et iuvenes in Can. 344 - § 1. Gli adolescenti e i giovani che
seminario minore degentes congruentem servent vivono nel seminario minore conservino un
consuetudinem cum propriis familiis et conveniente rapporto con le proprie famiglie e coi
coaetaneis, qua indigent ad sanam evolutionem loro coetanei di cui hanno bisogno per una sana
psychologicam, praesertim affectivam; sedulo crescita psicologica, specialmente affettiva; si
autem vitentur omnia, quae secundum sanas eviti con cura tuttavia tutto ciò che, secondo le
psychologiae et paedagogiae normas liberam sane norme della psicologia e della pedagogia,
electionem status quocumque modo minuere può diminuire in qualsiasi modo la libera scelta
possunt. dello stato.

§ 2. Apta directione spirituali adiuti assuescant § 2. Gli alunni, aiutati da un'opportuna direzione
alumni ad decisiones personales et spirituale, si abituino a prendere decisioni
responsabiles in luce Evangelii faciendas et ad personali e responsabili alla luce del Vangelo e a
suas varias ingenii dotes iugiter excolendas non coltivare costantemente le varie doti del loro
praetermissis ullis virtutibus humanae naturae ingegno senza trascurare nessuna virtù che si
congruentibus. addice alla natura umana.

§ 3. Curriculum studiorum seminarii minoris § 3. Il curricolo degli studi del seminario minore
comprehendat ea, quae in unaquaque natione ad deve comprendere tutto quello che in ciascuna
studia superiora incohanda requiruntur et, nazione è richiesto per iniziare gli studi superiori
quatenus ratio studiorum permittit, etiam ea, quae e anche, permettendolo il piano degli studi, quelle
praesertim ad ministeria sacra suscipienda utilia cose che sono particolarmente utili per assumersi
sunt; communiter curetur, ut alumni civilem i ministeri sacri; si curi ordinariamente che gli
studiorum titulum consequantur et perinde studia alunni conseguano il titolo civile di studio per
etiam alibi prosequi possint, si ad id eligendum poter così proseguire gli studi anche altrove, se si
perventum est. arriva a questa scelta.

§ 4. Alumni provectioris aetatis instituantur sive in § 4. Gli alunni di età più matura siano formati sia
seminario sive in instituto speciali ratione habita nel seminario sia in un istituto speciale, tenendo
etiam praecedentis uniuscuiusque formationis. conto anche della precedente formazione di
ciascuno.

Can. 345 - Institutio alumnorum in seminario Can. 345 - La formazione degli alunni sia
maiore perficiatur suppletis eis, quae forte in completata nel seminario maggiore supplendo
singulis casibus institutioni seminario minori magari a ciò che è mancato in casi singoli alla
propriae defuerunt, formatione spirituali, formazione nel seminario minore, integrando fra
intellectuali et pastorali inter se integrantibus ita, loro la formazione spirituale, intellettuale e
ut efficiantur ministri Christi in medio Ecclesiae, pastorale, in modo da farli diventare ministri di
lux et sal mundi huius temporis. Cristo in mezzo alla sua Chiesa, luce e sale del
mondo contemporaneo.

Can. 346 - § 1. Aspirantes ad ministeria sacra Can. 346 - § 1. Coloro che aspirano ai sacri
formentur, ut in Spiritu Sancto consortium ministeri siano formati a coltivare nello Spirito
familiare cum Christo colant et in omnibus Deum Santo un'intima familiarità con Cristo e a cercare
quaerant ita, ut Christi Pastoris caritate impulsi Dio in tutte le cose affinché, spinti dalla carità di
omnes homines dono suae ipsorum vitae regno Cristo Pastore, siano solleciti a guadagnare al
Dei lucrifacere solliciti fiant. regno di Dio tutti gli uomini con il dono della
propria vita.

§ 2. Ex verbo Dei et sacramentis imprimis vim pro § 2. Attingano ogni giorno più, anzitutto dalla
sua vita spirituali et apostolico labore robur in parola di Dio e dai sacramenti, l'energia per la
dies hauriant: loro vita spirituale e la forza per il lavoro
apostolico:

1° verbi Dei vigili atque constanti meditatione 1° con la meditazione vigile e costante della
et secundum Patres fideli illustratione assuescant parola di Dio e con la fedele spiegazione
alumni ad suam vitam magis vitae Christi secondo i Padri, gli alunni si abituino a
configurandam et in fide, spe et caritate firmati se conformare sempre più la loro vita alla vita di
exerceant ad vivendum secundum formam Cristo e, fortificati sempre più nella fede, nella
Evangelii; speranza e nella carità, si esercitino a vivere
secondo la forma del Vangelo;

2° participent assidue Divinae Liturgiae, quae 2° partecipino assiduamente alla Divina


appareat et seminarii vitae, sicut est totius vitae Liturgia in modo che essa sia la fonte e il culmine
christianae, fons et culmen; anche della vita del seminario, come lo è di tutta
la vita cristiana;

3° laudes divinas iugiter celebrare secundum 3° imparino a celebrare sempre le lodi divine
proprium ritum addiscant et ex eis vitam secondo il proprio rito per trarne alimento per la
spiritualem alant; vita spirituale;
4° directione spirituali magni habita addiscant 4° facendo gran conto della direzione
conscientiam suam recte discutere et spirituale, imparino a fare rettamente l'esame di
sacramentum paenitentiae frequenter suscipiant; coscienza e ricevano frequentemente il
sacramento della penitenza;

5° Sanctam Mariam semper Virginem, Dei 5° onorino con pietà filiale Santa Maria
Matrem, quam Christus omnium hominum sempre Vergine, Madre di Dio, che Cristo costituì
Matrem constituit, filiali pietate prosequantur; Madre di tutti gli uomini;

6° foveantur quoque pietatis exercitia, quae 6° siano coltivati anche gli esercizi di pietà
ad spiritum orationis vocationisque apostolicae che conducono allo spirito di orazione e che sono
robur ac munimen conducunt, ea imprimis, quae forza e riparo della vocazione apostolica,
a veneranda traditione propriae Ecclesiae sui anzitutto quelli che sono stati raccomandati dalla
iuris commendata sunt; utcumque suadetur veneranda tradizione della propria Chiesa sui
recessus spiritualis et instructio de ministeriis iuris ; comunque si consiglia il ritiro spirituale e
sacris, exhortatio in via spiritus; l'istruzione sui sacri ministeri, l'esortazione nella
via dello spirito;

7° ad sensum Ecclesiae et servitii eius 7° gli alunni siano educati al "sentire con la
educantur alumni necnon ad virtutem Chiesa" e al suo servizio, come pure alla virtù
oboedientiae et ad sociam cum fratribus dell'obbedienza e alla fraterna collaborazione;
cooperationem;

8° ad ceteras quoque virtutes, quae ad 8° siano aiutati a coltivare anche tutte le altre
vocationem suam maxime conferunt, excolendas virtù che hanno grande rilevanza nella loro
adiuventur sicut discretio spirituum, castitas, vocazione, come il discernimento degli spiriti, la
animi fortitudo; illas quoque virtutes aestiment castità, la fortezza d'animo; tengano in grande
atque excolant, quae inter homines pluris fiunt et considerazione e coltivino anche quelle virtù che
Christi ministrum commendant, quarum sunt sono molto apprezzate tra gli uomini e che danno
animi sinceritas, assidua iustitiae cura, spiritus pregio al ministro di Cristo, come la sincerità
paupertatis, in promissis servata fides, in agendo d'animo, la costante cura della giustizia, lo spirito
urbanitas, in colloquendo modestia cum caritate di povertà, la fedeltà alla parola data, la
coniuncta. gentilezza del tratto, la modestia nel parlare
congiunta con la carità.

§ 3. Disciplinares seminarii normae secundum § 3. Le norme disciplinari del seminario siano


alumnorum maturitatem ita applicentur, ut alumni, applicate secondo la maturità degli alunni,
dum gradatim sibi moderari addiscunt, libertate affinché mentre gli alunni imparano a controllarsi,
sapienter uti, sponte et diligenter agere usando saggiamente la libertà, si abituino ad
assuescant. agire spontaneamente e diligentemente.

Can. 347 - Institutio doctrinalis eo tendat, ut Can. 347 - L'insegnamento dottrinale deve
alumni cultura generali loci et temporis callentes tendere a far acquisire agli alunni, forniti della
ingeniique humani conata et peracta scrutantes cultura generale del loro ambiente e del loro
amplam atque solidam doctrinam in scientiis tempo e scrutando gli sforzi e le conquiste
sacris acquirant ita, ut fidei pleniore intellectu dell'ingegno umano, un'ampia e solida dottrina
eruditi et firmati Christi Magistri luce homines sui nelle scienze sacre in modo che, istruiti in una più
temporis efficacius illuminare ac veritati inservire piena intelligenza della fede e fortificati dalla luce
possint. di Cristo maestro, possano illuminare gli uomini
del loro tempo in modo più efficace e servire la
verità.

Can. 348 - § 1. Pro eis, qui ad sacerdotium Can. 348 - § 1. Per coloro che sono destinati al
destinantur, studia seminarii maioris firmo sacerdozio, gli studi del seminario maggiore
can. 345 complectantur cursus philosophicos et devono comprendere, fermo restando il can. 345,
theologicos, qui aut successive aut coniuncte i corsi filosofici e teologici, che possono essere
peragi possunt; eadem studia completum saltem compiuti o successivamente o congiuntamente;
sexennium comprehendant ita quidem, ut tempus questi stessi studi devono abbracciare almeno un
philosophicis disciplinis dedicatum integrum sessennio completo in modo che il tempo
biennium, tempus vero studiis theologicis dedicato alle discipline filosofiche raggiunga un
integrum quadriennium adaequet. intero biennio e quello impegnato per gli studi
teologici un'intero quadriennio.

§ 2. Cursus philosophico - theologici initium § 2. I corsi filosofico-teologici prendano l'avvio


sumant introductione in mysterium Christi et con l'introduzione al mistero di Cristo e
oeconomiam salutis nec concludantur, quin all'economia della salvezza e non siano conclusi
ostendatur ratione habita ordinis seu hierarchiae senza che sia mostrata, tenuto conto dell'ordine o
veritatum doctrinae catholicae omnium gerarchia delle verità della dottrina cattolica, la
disciplinarum inter se relatio atque cohaerens relazione e la coerente composizione di tutte le
compositio. discipline tra loro.

Can. 349 - § 1. Philosophica institutio eo tendat, Can. 349 - § 1. L'insegnamento della filosofia
ut formationem in scientiis humanis perficiat; deve tendere a completare la formazione nelle
quare, ratione habita sapientiae tum antiquae tum scienze umane; perciò, tenendo presente la
recentis aetatis sive universae familiae humanae sapienza antica e moderna sia dell'intera famiglia
sive praesertim propriae culturae, quaeratur umana sia specialmente della propria cultura, si
imprimis patrimonium philosophicum perenniter cerchi di conoscere prima di tutto il patrimonio
validum. filosofico perennemente valido.

§ 2. Cursus historici et systematici ita tradantur, § 2. I corsi storici e sistematici siano dati in modo
ut alumni discretione intellectuali acuta vera et tale che gli alunni, mediante un acuto senso
falsa facilius secernere possint et mente Deo critico, possano distinguere più facilmente il vero
loquenti aperta investigationes theologicas rite dal falso e, con mente aperta a Dio che parla,
prosequi possint et aptiores fiant ad ministeria siano in grado di continuare rettamente la ricerca
obeunda colloquio inito cum excultis quoque teologica e siano meglio preparati a esercitare i
hominibus huius temporis. ministeri dialogando anche con gli intellettuali di
oggi.

Can. 350 - § 1. Disciplinae theologicae in lumine Can. 350 - § 1. Le discipline teologiche siano
fidei ita tradantur, ut alumni doctrinam catholicam insegnate alla luce della fede in modo che gli
ex divina Revelatione haustam profunde alunni penetrino profondamente la dottrina
penetrent atque in sua cultura exprimant ita, ut sit cattolica attinta dalla divina rivelazione e la
et alimentum propriae vitae spiritualis et ad esprimano nella loro cultura in modo che essa sia
ministerium efficacius obeundum perutile insieme alimento della loro vita spirituale e
instrumentum. strumento validissimo per esercitare più
efficacemente il ministero.

§ 2. Universae theologiae veluti anima sit oportet § 2. La Sacra Scrittura deve essere come l'anima
Sacra Scriptura, quae omnes disciplinas sacras di tutta la teologia e informare tutte le discipline
informare debet; unde doceantur praeter sacre; perciò si insegnino, oltre a un metodo
exegeseos accuratam methodum capita accurato di esegesi, i tratti principali
oeconomiae salutis principalia necnon potiora dell'economia della salvezza e i temi più rilevanti
themata theologiae biblicae. della teologia biblica.

§ 3. Liturgia edoceatur ratione habita eius § 3. La liturgia venga insegnata tenendo conto
specialis momenti utpote necessarius fons della sua speciale importanza in quanto è la
doctrinae et spiritus vere christiani. necessaria fonte della dottrina e dello spirito
veramente cristiano.

§ 4. Donec unitas, quam Christus Ecclesiae suae § 4. Finché l'unità che Cristo vuole per la sua
vult, non plene in actum deducatur, Chiesa non sarà pienamente realizzata,
oecumenismus sit una ex necessariis rationibus l'ecumenismo dev'essere una delle necessarie
cuiuscumque disciplinae theologicae. dimensioni di qualsiasi disciplina teologica.

Can. 351 - Magistri scientiarum sacrarum, cum Can. 351 - I professori delle scienze sacre,
de mandato auctoritatis ecclesiasticae doceant, poiché insegnano su mandato dell'autorità
doctrinam ab ipsa propositam fideliter tradant et ecclesiastica, trasmettano fedelmente la dottrina
in omnibus magisterio constanti ac moderationi da essa proposta e in tutto si sottomettano
Ecclesiae humiliter obsequantur. umilmente al magistero costante e alla guida
della Chiesa.

Can. 352 - § 1. Formatio pastoralis aptanda est Can. 352 - § 1. La formazione pastorale deve
ad loci et temporis condiciones, ad dotes essere adattata alle situazioni del luogo e del
alumnorum sive caelibum sive coniugatorum et tempo, alle doti degli alunni sia celibi sia
ad necessitates ministeriorum, ad quae se coniugati e alle necessità dei ministeri ai quali si
praeparant. preparano.

§ 2. Instituantur alumni imprimis in arte § 2. Gli alunni vengano istruiti anzitutto nell’arte
catechetica et homiletica, celebratione liturgica, catechetica e omiletica, nella celebrazione
administratione paroeciae, dialogo liturgica, nell’amministrazione della parrocchia,
evangelizationis cum non credentibus vel non nel dialogo dell’evangelizzazione coi non
christianis vel christifidelibus minus fervidis, credenti o i non cristiani o con i cristiani meno
apostolatu sociali et instrumentorum fervorosi, nell’apostolato sociale e degli
communicationis socialis non posthabitis strumenti della comunicazione sociale, senza
disciplinis auxiliaribus sicut psychologia et trascurare le discipline ausiliarie, come la
sociologia pastoralis. psicologia e la sociologia pastorale.

§ 3. Etsi se praeparant alumni ad ministeria in § 3. Anche se gli alunni si preparano a esercitare


propria Ecclesia sui iuris obeunda, ad spiritum i ministeri nella propria Chiesa sui iuris, siano
vere universalem formentur, quo ubique terrarum formati a uno spirito veramente universale, per
in servitium animarom occurrere animo parati cui siano interiormente pronti ad andare incontro
sint; edoceantur ideo de universae Ecclesiae al servizio delle anime in ogni luogo della terra;
necessitatibus et praesertim de apostolatu siano perciò istruiti sulle necessità della Chiesa
oecumenismi et evangelizationis. universale e specialmente sull’apostolato
dell’ecumenismo e dell’evangelizzazione.

Can. 353 - Habeantur ad normam iuris Can. 353 - A norma del diritto particolare vi siano
particularis exercitationes et probationes ad delle esercitazioni ed esperienze che
formationem praecipue pastoralem firmandam contribuiscano soprattutto a rafforzare la
conferentes, sicut servitium sociale vel formazione pastorale, come il servizio sociale o
caritativum, institutio catechetica, praesertim vero caritativo, l'insegnamento catechistico,
tirocinium pastorale decursu formationis specialmente però il tirocinio pastorale nel corso
philosophico-theologicae et tirocinium diaconale della formazione filosofico-teologica e il tirocinio
ante ordinationem presbyteralem. diaconale prima dell'ordinazione presbiterale .

Can. 354 - Institutio diaconis ad sacerdotium non Can. 354 - La formazione propria da impartire ai
destinatis propria ex normis supra datis aptetur diaconi non destinati al sacerdozio sia adattata,
ita, ut curriculum studiorum saltem per triennium ispirandosi alle norme sopra riferite, in modo tale
protrahatur prae oculis habitis propriae Ecclesiae che il curricolo degli studi duri almeno per un
sui iuris traditionibus de diaconia liturgiae, verbi triennio, tenendo conto delle tradizioni della
et caritatis. propria Chiesa sui iuris sulla diaconia della
liturgia, della parola e della carità.

Can. 355 - Ordinandi debite edoceantur de Can. 355 - Gli ordinandi siano debitamente istruiti
obligationibus clericorum atque ad eas magno sugli obblighi dei chierici e vengano educati ad
animo suscipiendas et implendas educentur. accoglierli e ad adempierli con grande
generosità.
Can. 356 - § 1. Rector seminarii singulis annis Can. 356 - § 1. Il rettore del seminario invii ogni
relationem de profectu formationis alumnorum anno una relazione sul progresso della
mittat ad eorundem Episcopum eparchialem aut, formazione degli alunni al rispettivo Vescovo
si casus fert, Superiorem maiorem; de statu eparchiale, oppure eventualmente al Superiore
autem seminarii ad eos, qui seminarium maggiore; riferisca poi sullo stato del seminario a
erexerunt. coloro che hanno eretto il seminario.

§ 2. Episcopus eparchialis vel Superior maior § 2. Il Vescovo eparchiale o il Superiore


suorum alumnorum formationi consulturi maggiore, al fine di provvedere alla formazione
frequenter seminarium visitent, praesertim si dei loro alunni, visitino frequentemente il
agitur de promovendis ad ordines sacros. seminario, particolarmente se si tratta di coloro
che devono essere promossi agli ordini sacri.

CAPUT II DE ASCRIPTIONE CLERICORUM CAPITOLO II L'ASCRIZIONE DEI CHIERICI A


ALICUI EPARCHIAE UN'EPARCHIA

Can. 357 - § 1. Quilibet clericus debet esse ut Can. 357 - § 1. Qualsiasi chierico deve essere
clericus ascriptus aut alicui eparchiae aut ascritto come chierico a un'eparchia, o a un
exarchiae aut instituto religioso aut societati vitae esarcato, o a un istituto religioso, o a una società
communis ad instar religiosorum aut instituto vel di vita comune a guisa dei religiosi, oppure a un
consociationi, quae ius clericos sibi ascribendi istituto o a un'associazione che abbia ottenuto
adepta sunt a Sede Apostolica vel intra fines dalla Sede Apostolica il diritto di ascriversi dei
territorii Ecclesiae, cui praeest, a Patriarcha de chierici oppure, entro i confini del territorio della
consensu Synodi permanentis. Chiesa a cui presiede, dal Patriarca col consenso
del Sinodo permanente.

§ 2. Quod de clericorum alicui eparchiae § 2. Ciò che è stabilito circa l'ascrizione dei
ascriptione et de dimissione ab ea statuitur, valet chierici a un'eparchia e la dimissione da essa,
congrua. congruis referendo etiam de aliis supra vale anche, con i dovuti riferimenti, delle altre
dictis personis iuridicis necnon iure particulari ita persone giuridiche sopra indicate, come pure, se
ferente de ipsa Ecclesia patriarchali, nisi aliter così lo comporta il diritto particolare, della stessa
iure expresse cautum est. Chiesa patriarcale, a meno che non sia stato
espressamente disposto diversamente dal diritto.

Can. 358 - Per ordinationem diaconalem aliquis Can. 358 - Per mezzo dell'ordinazione diaconale
ut clericus ascribitur eparchiae, pro cuius servitio uno è ascritto come chierico all'eparchia per il cui
ordinatur, nisi ad normam iuris particularis servizio è ordinato, a meno che, a norma del
propriae Ecclesiae sui iuris eidem eparchiae iam diritto particolare della propria Chiesa sui iuris,
ascriptus est. non sia già stato ascritto alla stessa eparchia.

Can. 359 - Ut clericus alicui eparchiae iam Can. 359 - Perché un chierico già ascritto a
ascriptus ad aliam eparchiam valide transire un'eparchia possa validamente passare a un'altra
possit, a suo Episcopo eparchiali obtinere debet eparchia, deve ottenere dal suo Vescovo
litteras dimissionis ab eodem subscriptas et eparchiale una lettera di dimissione sottoscritta
pariter ab Episcopo eparchiali eparchiae, cui dal medesimo e parimenti una lettera di
ascribi desiderat, litteras ascriptionis ab eodem ascrizione dal Vescovo eparchiale della eparchia
subscriptas. a cui desidera essere ascritto, sottoscritta dal
medesimo.

Can. 360 - § 1. Transmigratio clerici in aliam Can. 360 - § 1. La trasmigrazione di un chierico


eparchiam retenta ascriptione fit ad tempus in altra eparchia, conservando l'ascrizione,
determinatum, etiam pluries renovandum, per avviene per un tempo determinato, rinnovabile
conventionem scripto factam inter utrosque anche più volte, per mezzo di una convenzione
Episcopos eparchiales, qua iura et obligationes scritta, stipulata tra due Vescovi eparchiali, nella
clerici veI partium stabiliantur. quale sono stabiliti i diritti e i doveri del chierico o
delle parti.
§ 2. Quinquennio elapso post legitimam § 2. Trascorso un quinquennio dalla legittima
transmigrationem clericus ipso iure eparchiae trasmigrazione, il chierico è ascritto per il diritto
hospiti ascribitur, si huic voluntati eius utrique stesso all'eparchia ospitante se, a questa sua
Episcopo eparchiali scripto manifestatae neuter volontà manifestata per iscritto ai due Vescovi
intra quattuor menses scripto contradixit. eparchiali, nessuno dei due entro quattro mesi ha
contradetto per iscritto.

Can. 361 - Clerico praesertim evangelizationis Can. 361 - Non venga negato, se non per vera
causa universae Ecclesiae sollicito transitus vel necessità della propria eparchia o della Chiesa
transmigratio in aliam eparchiam gravi clericorum sui iuris, a un chierico sollecito verso la Chiesa
penuria laborantem, dummodo sit ad ministeria universale, specialmente in ragione
ibi peragenda paratus atque aptus, ne denegetur dell'evangelizzazione, il passaggio o la
nisi ob veram necessitatem propriae eparchiae trasmigrazione in un'altra eparchia che soffre di
vel Ecclesiae sui iuris. grave penuria di chierici, purché egli sia
preparato e adatto ad esercitare i ministeri.

Can. 362 - § 1. Iusta de causa, clericus ex Can. 362 - § 1. Per una giusta causa un chierico
transmigratione revocari potest a proprio può essere richiamato dalla trasmigrazione dal
Episcopo eparchiali vel remitti ab Episcopo proprio Vescovo eparchiale o essere rimandato
eparchiali hospite conventionibus initis necnon dal Vescovo eparchiale ospitante rispettando le
aequitate servatis. convenzioni stipulate e l'equità.

§ 2. Ex transmigratione in propriam eparchiam § 2. A chi ritorna legittimamente dalla


legitime redeunti salva et tecta sint omnia iura, trasmigrazione nella propria eparchia devono
quae haberet, si in ea sacro ministerio addictus essere conservati e assicurati tutti i diritti che
esset. avrebbe se avesse esercitato in essa il sacro
ministero.

Can. 363 - Clericum eparchiae ascribere vel ab Can. 363 - Non possono ascrivere un chierico
ea dimittere vel licentiam transmigrandi clerico all'eparchia, né da essa dimetterlo, o concedere
concedere valide non possunt: validamente a un chierico la licenza di
trasmigrazione:

1° Administrator Ecclesiae patriarchalis sine 1° l'Amministratore della Chiesa patriarcale


consensu Synodi permanentis; Exarchus senza il consenso del Sinodo permanente;
patriarchalis et Administrator eparchiae sine l'Esarca patriarcale e l'Amministratore
consensu Patriarchae; dell'eparchia senza il consenso del Patriarca;

2° in ceteris casibus Administrator eparchiae 2° in tutti gli altri casi, l'Amministratore


nisi post annum a sedis eparchialis vacatione et dell'eparchia se non dopo un anno dalla vacanza
de consensu collegii consultorum eparchialium. della sede eparchiale e col consenso del collegio
dei consultori eparchiali.

Can. 364 - Ascriptio clerici alicui eparchiae non Can. 364 - L'ascrizione di un chierico a
cessat nisi alteri eparchiae valida ascriptione vel un'eparchia non cessa se non con una valida
amissione status clericalis. ascrizione a un'altra eparchia o con la perdita
dello stato clericale.

Can. 365 - § 1. Ad licitum transitum vel Can. 365 - § 1. Per il lecito passaggio o la
transmigrationem requiruntur iustae causae, trasmigrazione sono richieste delle giuste cause
quales sunt Ecclesiae utilitas vel bonum ipsius quali sono l'utilità della Chiesa o il bene dello
clerici; licentia autem ne denegetur nisi stesso chierico; la licenza però non sia rifiutata, a
exstantibus gravibus causis. meno che non esistano cause gravi.

§ 2. Iure particulari Ecclesiae sui iuris ita ferente § 2. Se lo comporta il diritto particolare di una
ad licitum transitum ad eparchiam alterius Chiesa sui iuris, per il lecito passaggio
Ecclesiae sui iuris requiritur etiam, ut Episcopus all'eparchia di un'altra Chiesa sui iuris si richiede
eparchialis clericum dimittens consensum anche che il Vescovo eparchiale, che dimette il
auctoritatis ab eodem iure particulari chierico, ottenga il consenso dell'autorità
determinatae obtineat. determinata dallo stesso diritto particolare.

Can. 366 - § 1. Episcopus eparchialis suae Can. 366 - § 1. Il Vescovo eparchiale non ascriva
eparchiae alienum clericum ne ascribat, nisi: alla sua eparchia un chierico estraneo, a meno
che:

1° necessitates vel utilitas eparchiae id 1° lo esigano le necessità o l'utilità


exigunt; dell'eparchia;

2° sibi constat de aptitudine clerici ad 2° gli consti dell'attitudine del chierico a


ministeria peragenda, praesertim si clericus ab esercitare i ministeri, specialmente se il chierico è
alia Ecclesia sui iuris pervenit; venuto da un'altra Chiesa sui iuris ;

3° sibi ex legitimo documento constat de 3° gli consti da un legittimo documento della


legitima dimissione ex eparchia et habet ab legittima dimissione dall'eparchia e abbia dal
Episcopo eparchiali dimittente opportuna Vescovo eparchiale che dimette le opportune
testimonia de curriculo vitae et moribus clerici, testimonianze, se necessario anche sotto
etiam, si opus est, sub secreto. segreto, circa il curricolo di vita e i costumi del
chierico;

4° clericus scripto declaravit se novae 4° il chierico abbia dichiarato per iscritto di


eparchiae servitio devovere ad normam iuris. dedicarsi al servizio della nuova eparchia a
norma del diritto.

§ 2. Episcopus eparchialis de peracta suae § 2. Il Vescovo eparchiale informi al più presto il


eparchiae ascriptione clerici priorem Episcopum precedente Vescovo eparchiale dell'avvenuta
eparchialem quam primum certiorem faciat. ascrizione del chierico alla sua eparchia.

CAPUT III DE IURIBUS ET OBLIGATIONIBUS CAPITOLO III I DIRITTI E I DOVERI DEI


CLERICORUM CHIERICI

Can. 367 - Clerici primam habent obligationem Can. 367 - I chierici hanno come primo obbligo
Regnum Dei omnibus annuntiandi et amorem Dei quello di annunciare a tutti il Regno di Dio e di
erga homines in ministerio verbi et ripresentare l'amore di Dio verso gli uomini nel
sacramentorum, immo et tota vita repraesentandi ministero della parola e dei sacramenti, anzi con
ita, ut omnes invicem et super omnia Deum l'intera loro vita, in modo che tutti, amando Dio
diligentes in Corpus Christi, quod est Ecclesia, sopra ogni cosa e amandosi a vicenda, siano
aedificentur atque crescant. edificati e crescano nel Corpo di Cristo che è la
Chiesa.

Can. 368 - Ad perfectionem, quam Christus suis Can. 368 - I chierici sono tenuti per una ragione
discipulis proponit, speciali ratione tenentur speciale alla perfezione che Cristo propone ai
clerici, cum Deo sacra ordinatione novo modo suoi discepoli, poiché con la sacra ordinazione
sint consecrati, ut Christi aeterni Sacerdotis in sono stati consacrati a Dio in modo nuovo per
servitium populi Dei aptiora instrumenta diventare strumenti più adatti di Cristo, eterno
efficiantur et simul sint gregi forma exemplaris. Sacerdote, a servizio del popolo di Dio e per
essere nello stesso tempo modelli esemplari per
il gregge.

Can. 369 - § 1. Clerici in lectionem et Can. 369 - § 1. I chierici attendano ogni giorno
meditationem verbi Dei cottidie incumbant ita, ut alla lettura e alla meditazione della parola di Dio
Christi auditores fideles atque attenti facti in modo che, resi fedeli e attenti ascoltatori di
evadant veraces ministri praedicationis; in Cristo, diventino ministri veraci della
oratione, in celebrationibus liturgicis et praesertim predicazione; siano assidui all'orazione, alle
in devotione erga mysterium Eucharistiae assidui celebrazioni liturgiche e specialmente nella
sint; conscientiam suam cottidie discutiant et devozione verso il mistero dell'Eucaristia;
sacramentum paenitentiae frequenter suscipiant; facciano ogni giorno l'esame di coscienza e
Sanctam Mariam semper Virginem, Dei Matrem ricevano con frequenza il sacramento della
colant et ab ea gratiam se conformandi eius Filio penitenza; venerino Santa Maria sempre Vergine
implorent aliaque propriae Ecclesiae sui iuris Madre di Dio e implorino da lei la grazia di
exercitia pietatis peragant. conformarsi al suo Figlio e compiano gli altri
esercizi di pietà della propria Chiesa sui iuris.

§ 2. Directionem spiritualem magni faciant et § 2. Abbiano grande stima della direzione


statutis temporibus secundum iuris particularis spirituale e nei tempi stabiliti si dedichino,
praescripta recessibus spiritualibus vacent. secondo le prescrizioni del diritto proprio, ai ritiri
spirituali.

Can. 370 - Clerici speciali obligatione tenentur Can. 370 - I chierici hanno un obbligo speciale di
Romano Pontifici, Patriarchae et Episcopo prestare rispetto e obbedienza al Romano
eparchiali reverentiam et oboedientiam Pontefice, al Patriarca e al Vescovo eparchiale.
exhibendi.

Can. 371 - § 1. Ius habent clerici obtinendi a Can. 371 - § 1. I chierici, in possesso dei requisiti
proprio Episcopo eparchiali praemissis iure canonici, hanno il diritto di ottenere dal proprio
requisitis aliquod officium, ministerium vel munus Vescovo eparchiale un qualche ufficio, ministero
in servitium Eccleciae exercendum. o incarico da esercitare a servizio della Chiesa.

§ 2. Suscipiendum est clericis ac fideliter § 2. I chierici devono accettare e adempiere


implendum omne officium, ministerium vel munus fedelmente ogni ufficio, ministero o incarico ad
ab auctoritate competenti eis commissum, essi affidato dall’autorità competente,
quandocumque id de eiusdem auctoritatis iudicio ogniqualvolta le necessità della Chiesa lo
necessitates Ecclesiae exigunt. esigano, a giudizio della stessa autorità.

§ 3. Ut vero professionem civilem exercere § 3. Per poter esercitare però una professione
possint, requiritur licentia proprii Hierarchae. civile, si richiede la licenza del proprio Gerarca.

Can. 372 - § 1. Institutione, quae ad ordines Can. 372 - § 1. I chierici, dopo aver completata la
sacros requiritur, peracta in scientias sacras formazione richiesta per gli ordini sacri, non
incumbere ne desinant clerici, immo smettano di applicarsi alle scienze sacre, anzi si
profundiorem et ad diem accommodatam diano da fare per acquistare una conoscenza e
earundem cognitionem et usum acquirere una pratica più profonda e aggiornata delle
satagant per cursus formativos a proprio stesse, per mezzo di corsi di formazione
Hierarcha approbatos. approvati dal proprio Gerarca.

§ 2. Frequentent quoque collationes, quas § 2. Frequentino inoltre le conferenze che il


Hierarcha opportunas iudicavit ad scientias Gerarca ha giudicato opportune per promuovere
sacras et res pastorales promovendas. le scienze sacre e la pastorale.

§ 3. Scientiarum profanarum quoque, earum § 3. Non trascurino di procurarsi un tale corredo


praesertim, quae cum scientiis sacris artius di scienze, anche profane, specialmente di quelle
cohaereant, talem sibi copiam comparare ne che sono più strettamente congiunte con le
neglegant, qualem excultos homines habere scienze sacre, quale conviene a persone colte.
decet.

Can. 373 - Caelibatus clericorum propter regnum Can. 373 - Il celibato dei chierici, scelto per il
coelorum delectus et sacerdotio tam congruus regno dei cieli e tanto conveniente per il
ubique permagni faciendus est, prout fert sacerdozio, dev'essere tenuto ovunque in
universae Ecclesiae traditio; item status grandissima stima, secondo la tradizione della
clericorum matrimonio iunctorum praxi Ecclesiae Chiesa universale; così pure dev'essere tenuto in
primaevae et Ecclesiarum orientalium per onore lo stato dei chierici uniti in matrimonio,
saecula sancitus in honore habendus est. sancito attraverso i secoli dalla prassi della
Chiesa primitiva e delle Chiese orientali.

Can. 374 - Clerici caelibes et coniugati castitatis Can. 374 - I chierici celibi e coniugati devono
decore elucere debent; iuris particularis est risplendere per il decoro della castità; spetta al
statuere opportuna media ad hunc finem diritto particolare stabilire i mezzi opportuni da
assequendum adhibenda. usare per raggiungere questo fine.

Can. 375 - In vita familiari ducenda atque filiis Can. 375 - I chierici coniugati offrano un luminoso
educandis clerici coniugati ceteris christifidelibus esempio agli altri fedeli cristiani nel condurre la
praeclarum exemplum praebeant. vita familiare e nell'educazione dei figli.

Can. 376 - Vita communis inter clericos caelibes Can. 376 - Si favorisca, per quanto è possibile, la
laudanda, quatenus fieri potest, foveatur, ut ipsi lodevole vita comune tra chierici celibi per aiutarsi
in vita spirituali et intellectuali colenda mutuo vicendevolmente nel coltivare la vita spirituale e
adiuventur et aptius in ministerio cooperari intellettuale e per poter collaborare più
possint. efficacemente nel ministero.

Can. 377 - Omnes clerici laudes divinas Can. 377 - Tutti i chierici devono celebrare le lodi
celebrare debent secundum ius particulare divine secondo il diritto particolare della propria
propriae Ecclesiae sui iuris. Chiesa sui iuris.

Can. 378 - Divinam Liturgiam clerici frequenter Can. 378 - I chierici celebrino frequentemente la
ad normam iuris particularis celebrent praesertim Divina Liturgia a norma del diritto particolare,
diebus dominicis et festis de praecepto; immo specialmente nei giorni di domenica e nelle feste
enixe commendatur celebratio cottidiana. di precetto; anzi è vivamente raccomandata la
celebrazione quotidiana.

Can. 379 - Clerici confratribus cuiuslibet Can. 379 - I chierici uniti col vincolo della carità ai
Ecclesiae sui iuris vinculo caritatis uniti ad unum confratelli di qualunque Chiesa sui iuris, operino
omnes conspirent, ad aedificationem nempe tutti al medesimo fine, cioè per l'edificazione del
Corporis Christi, et proinde, cuiuscumque sunt Corpo di Cristo e perciò, di qualunque condizione
condicionis, etsi diversis officiis fungentes, inter siano e anche se attendono a uffici diversi,
se cooperentur seque invicem adiuvent. collaborino tra di loro e si aiutino a vicenda.

Can. 380 - Sollicitudinem habeant clerici omnes Can. 380 - Tutti i chierici siano solleciti a
vocationes ad ministeria sacra et ad vitam in promuovere le vocazioni ai ministeri sacri e a
institutis vitae consecratae ducendam condurre la vita negli istituti di vita consacrata,
promovendi non solum praedicatione, catechesi non solo con la predicazione, la catechesi e con
aliisve opportunis mediis, sed imprimis vitae ac altri mezzi opportuni, ma anzitutto con la
ministerii testimonio. testimonianza della vita e del ministero.

Can. 381 - § 1. Zelo apostolico ardentes clerici Can. 381 - § 1. I chierici, ardenti di zelo
omnibus exemplo sint in beneficentia et apostolico, siano di esempio a tutti nella
hospitalitate praesertim erga aegrotantes, beneficenza e nell'ospitalità soprattutto verso i
afflictos, persecutionem patientes, exiliatos et malati, gli afflitti, i perseguitati, gli esiliati e i
profugos. profughi.

§ 2. Obligatione tenentur clerici, nisi iusto § 2. I chierici, se non sono trattenuti da un giusto
impedimento sunt detenti, suppeditandi ex impedimento, hanno l'obbligo di fornire gli aiuti
spiritualibus Ecclesiae bonis verbi Dei praesertim derivanti dai beni spirituali della Chiesa,
et sacramentorum adiumenta christifidelibus, qui specialmente della parola di Dio e dei
opportune petunt, rite sunt dispositi nec iure a sacramenti, ai fedeli cristiani che li chiedono in
sacramentis suscipiendis prohibentur. modo appropriato, che sono ben disposti e non
hanno dal diritto la proibizione di ricevere i
sacramenti.

§ 3. Clerici laicorum dignitatem atque propriam § 3. I chierici riconoscano e promuovano la


partem, quam in missione Ecclesiae habent, dignità dei laici e il ruolo proprio che essi hanno
agnoscant et promoveant praesertim charismata nella missione della Chiesa, particolarmente
laicorum multiformia probantes necnon apprezzando i molteplici carismi dei laici, come
competentiam et experientiam eorum in bonum pure volgendo al bene della Chiesa la loro
Ecclesiae vertentes speciatim modis iure competenza ed esperienza, specialmente nei
praevisis. modi previsti dal diritto.

Can. 382 - Abstineant prorsus clerici ab eis Can. 382 - I chierici si astengano assolutamente
omnibus, quae statum eorum secundum normas da tutto ciò che, secondo le norme definite più
iure particulari pressius determinatas dedecent, dettagliatamente dal diritto particolare, è
et etiam evitent ea, quae ab eo aliena sunt. sconveniente al proprio stato ed evitino inoltre
tutto ciò che è ad esso estraneo.

Can. 383 - Clerici, etsi non secus ac ceteri cives Can. 383 - Anche se è giusto che i chierici
iura civilia et politica aequo iure habeant oportet, abbiano ugual titolo ai diritti civili e politici, non
tamen: diversamente da tutti gli altri cittadini, tuttavia:

1° officia publica, quae participationem in 1° hanno il divieto di assumere uffici pubblici


exercitio potestatis civilis secumferunt, assumere che comportano partecipazione nell’esercizio del
vetantur; potere civile;

2° cum servitium militare statui clericali minus 2° dato che il servizio militare non si addice
congruat, illud ne capessant voluntarii nisi de sui allo stato clericale, non lo assumano come
Hierarchae licentia; volontari se non con la licenza del loro Gerarca;

3° utantur exceptionibus, quas ab exercendis 3° usufruiscano delle eccezioni che le leggi


muneribus et officiis publicis a statu clericaIi civili o le convenzioni oppure le consuetudini
alienis necnon servitio militari in eorum favorem concedono in loro favore dall’esercitare incarichi
concedunt leges civiles aut conventiones vel e pubblici uffici estranei allo stato clericale, come
consuetudines. pure dal servizio militare.

Can. 384 - § 1. Ministri reconciliationis omnium in Can. 384 - § 1. Come ministri della riconciliazione
Christi caritate satagant clerici pacem, unitatem di tutti nella carità di Cristo, i chierici si
et concordiam iustitia innixam inter homines preoccupino di favorire la pace, l'unità e la
fovere. concordia fondata sulla giustizia tra gli uomini.

§ 2. In factionibus politicis atque in moderandis § 2. Non assumano un ruolo attivo nei partiti
consociationibus syndicalibus activam partem ne politici e nella direzione delle associazioni
habeant, nisi iudicio Episcopi eparchialis vel iure sindacali, a meno che, a giudizio del Vescovo
particulari ita ferente Patriarchae aut alterius eparchiale o, quando così lo comporta il diritto
auctoritatis iura Ecclesiae tuenda aut bonum particolare, del Patriarca oppure di altra autorità,
commune promovendam id requirunt. non lo richiedano la difesa dei diritti della Chiesa
oppure la promozione del bene comune.

Can. 385 - § 1. Spiritu paupertatis Christi imbuti Can. 385 - § 1. I chierici, penetrati dallo spirito di
clerici studeant simplicitate vitae supernorum povertà di Cristo, si sforzino con la semplicità
bonorum coram mundo testes esse et bona della vita di essere testimoni di fronte al mondo
temporalia discretione spirituali recto usui dei beni eterni e con discernimento spirituale
destinent; bona autem, quae occasione exercitii destinino i beni temporali a un uso retto ; i beni
officii, ministerii vel muneris ecclesiastici sibi poi di cui vengono in possesso in occasione
comparant, provisa ex eis sua congrua dell'esercizio dell'ufficio, del ministero o di un
sustentatione et obligationum proprii status incarico ecclesiastico, dopo che hanno
impletione, operibus apostolatus veI caritatis provveduto con essi al proprio dignitoso
impertiant atque communicent. sostentamento e all'adempimento degli obblighi
del proprio stato, li impieghino e li condividano
nelle opere di carità e di apostolato.

§ 2. Prohibentur clerici per se vel per alios § 2. E' proibito ai chierici di esercitare,
negotiationem aut mercaturam exercere sive in personalmente o per mezzo di altri, il commercio
propriam sive in aliorum utilitatem nisi de licentia o l'attività affaristica, sia per il proprio interesse
auctoritatis iure particulari propriae Ecclesiae sui sia per quello di altri, se non con la licenza
iuris determinatae aut Sedis Apostolicae. dell'autorità determinata dal diritto particolare
della propria Chiesa sui iuris, oppure della Sede
Apostolica.

§ 3. A fideiubendo, etiam de bonis propriis, § 3. E' proibita al chierico la fideiussione, anche


clericus prohibetar nisi consulto proprio Episcopo su beni propri, se non dopo aver consultato il
eparchiali vel, si casus fert, Superiore maiore. Vescovo eparchiale o, quando è il caso, il
Superiore maggiore.

Can. 386 - § 1. Clerici, etsi officium residentiale Can. 386 - § 1. I chierici anche se non hanno un
non habent, a sua tamen eparchia per notabile ufficio residenziale, non si allontanino dalla loro
tempus iure particulari determinandum sine eparchia per un tempo notevole, che dev'essere
licentia saltem praesumpta Hierarchae loci proprii determinato dal diritto particolare, senza la
ne discedant. licenza almeno presunta del proprio Gerarca del
luogo.

§ 2. Clericus, qui extra propriam eparchiam § 2. Il chierico che dimora fuori della propria
commoratur, Episcopo eparchiali loci in eis, quae eparchia, nelle cose che riguardano gli obblighi di
eiusdem clerici status obligationes respiciunt, stato dello stesso chierico, è soggetto al Vescovo
subditus est; si ibi per tempus non breve eparchiale del luogo; se prevede di rimanervi per
commoraturus est, Hierarcham loci sine mora un tempo non breve, informi senza indugio il
certiorem faciat. Gerarca del luogo.

Can. 387 - Quod ad vestis habitum clericorum Can. 387 - Per quanto riguarda la foggia
spectat, ius particulare servetur. dell'abito dei chierici, si osservi il diritto
particolare.

Can. 388 - Clerici iuribus et insignibus, quae Can. 388 - I chierici non possono far uso dei diritti
adnexa sunt dignitatibus sibi collatis, uti non e delle insegne annesse alle dignità loro
possunt extra loca, ubi suam potestatem exercet conferite, fuori dei luoghi nei quali l'autorità che
auctoritas, quae dignitatem concessit vel ad ha conferito la dignità esercita la sua potestà, o
eiusdem dignitatis concessionem nihil excipiens che ha consentito per iscritto alla concessione
scripto consensit, aut nisi auctoritatem, quae della stessa dignità senza eccepire nulla, a meno
dignitatem concessit, comitantur vel eiusdem che essi non accompagnino l'autorità che ha
personam gerunt aut nisi consensum Hierarchae concesso la dignità o la rappresentino, oppure
loci obtinuerunt. che abbiano ottenuto il consenso del Gerarca del
luogo.

Can. 389 - Clerici quaslibet contentiones evitare Can. 389 - I chierici si studino di evitare qualsiasi
studeant; si tamen quaedam contentio exsurrexit contesa; se tuttavia qualche contesa è sorta tra
inter eos, ad forum Ecclesiae deferatur et hoc, si loro, venga deferita al foro ecclesiastico e questo
fieri potest, etiam fiat, si de contentionibus inter si faccia anche, per quanto è possibile, quando si
clericos et alios christifideles agitur. tratta di contese tra chierici e altri fedeli cristiani.

Can. 390 - § 1. Clerici ius habent ad congruam Can. 390 - § 1. I chierici hanno diritto a un
sustentationem et ideo pro implendo eis conveniente sostentamento e quindi di percepire
commisso officio vel munere iustam una giusta remunerazione per l'adempimento
remunerationem percipiendi, quae, si agitur de dell'ufficio o dell'incarico loro affidati;
clericis coniugatis, consulere debet etiam eorum remunerazione che, se si tratta di chierici
familiae sustentandae, nisi aliter iam sufficienter coniugati, deve provvedere anche al
provisum est. sostentamento della loro famiglia, a meno che
non sia già stato provveduto sufficientemente in
altro modo.

§ 2. Item ius habent, ut sui suaeque familiae, si § 2. Inoltre essi hanno diritto che si provveda a
coniugati sunt, congruenti praecaventiae et loro e alla loro famiglia, se sono coniugati, una
securitati sociali necnon assistentiae sanitariae conveniente previdenza e sicurezza sociale,
provideatur; ut hoc ius ad effectum deduci possit, come pure l'assistenza sanitaria; affinché questo
obligatione tenentur clerici instituto, de quo in diritto possa essere applicato, i chierici sono
can. 1021, § 2, ad normam iuris particularis pro obbligati a contribuire in quota parte, a norma del
sua parte conferre. diritto particolare, all'istituto di cui nel can. 1021,
§ 2.

Can. 391 - Integrum est clericis firmo can. 578, Can. 391 - E' pieno diritto dei chierici, fermo
§ 3 se cum aliis consociare ad fines restando il can. 578, § 3, di associarsi con altri
consequendos statui clericali congruentes; per raggiungere dei fini convenienti allo stato
competit autem Episcopo eparchiali de hac clericale; giudicare autenticamente di questa
congruentia authentice iudicare. convenienza, però, spetta al Vescovo eparchiale.

Can. 392 - Ius clericorum est ad debitum Can. 392 - I chierici hanno diritto al dovuto tempo
quotannis feriarum tempus iure particulari di ferie annuali, da determinarsi nel diritto
determinandum. particolare.

Can. 393 - Clericis, cuiuscumque sunt Can. 393 - Ai chierici di qualsiasi condizione deve
condicionis, cordi sit sollicitudo omnium stare a cuore la sollecitudine per tutte le Chiese e
Ecclesiarum et ideo se ad inserviendum, perciò si mostrino disposti al servizio ovunque ci
ubicumque urget necessitas, promptos exhibeant sia una necessità urgente e specialmente a
et praesertim permittente vel exhortante proprio esercitare, col permesso o su invito del proprio
Episcopo eparchiali vel Superiore ad suum Vescovo eparchiale o del proprio Superiore, il
ministerium in missionibus vel regionibus loro ministero nelle missioni o nelle regioni che
clericorum penuria laborantibus exercendum. soffrono di scarsità di chierici.

CAPUT IV DE AMISSIONE STATUS CAPITOLO IV LA PERDITA DELLO STATO


CLERICALIS CLERICALE

Can. 394 - Sacra ordinatio semel valide suscepta Can. 394 - La sacra ordinazione, una volta
numquam irrita fit; clericus tamen statum ricevuta validamente, non diviene mai nulla; il
clericalem amittit: chierico tuttavia perde lo stato clericale:

1° sententia iudiciali aut decreto 1° per sentenza giudiziaria o per decreto


administrativo, quo invaliditas sacrae ordinationis amministrativo col quale viene dichiarata la nullità
declaratur; della sacra ordinazione;

2° poena depositionis Iegitime irrogata; 2° con la pena di deposizione legittimamente


inflitta;

3° rescripto Sedis Apostolicae vel ad normam 3° per rescritto della Sede Apostolica o, a
can. 397 Patriarchae; hoc vero rescriptum norma del can. 397, del Patriarca; questo
diaconis sine gravibus, presbyteris vero sine rescritto però non può essere concesso
gravissimis causis a Patriarcha licite concedi non lecitamente dal Patriarca e non è concesso dalla
potest nec a Sede Apostolica conceditur. Sede Apostolica ai diaconi senza gravi motivi, ai
presbiteri senza gravissimi motivi.
Can. 395 - Clericus, qui statum clericalem ad Can. 395 - Il chierico che, a norma del diritto,
normam iuris amittit, cum eo amittit iura statui perde lo stato clericale, con esso perde i diritti
clericali propria nec ullis iam tenetur propri dello stato clericale e non è più tenuto a
obligationibus status clericalis firmo tamen nessun obbligo dello stato clericale, fermo
can. 396; potestatem ordinis exercere prohibetur restando però il can. 396; gli è proibito di
salvis cann. 725 et 735, § 2; ipso iure privatur esercitare la potestà di ordine, salvi i cann. 725 e
omnnibus officiis, ministriis, muneribus et qualibet 735, § 2; dal diritto stesso è privato di tutti gli
potestate delegata. uffici, ministeri e incarichi e di qualsiasi potestà
delegata.

Can. 396 - Praeter casus, in quibus invaliditas Can. 396 - All'infuori dei casi in cui viene
sacrae ordinationis declarata est, amissio status dichiarata la nullità della sacra ordinazione, la
clericalis non secumfert dispensationem ab perdita dello stato clericale non comporta la
obligatione caelibatus, quae a solo Romano dispensa dall'obbligo del celibato che è concessa
Pontifice conceditur. solamente dal Romano Pontefice.

Can. 397 - Patriarcha de consensu Synodi Can. 397 - Il Patriarca, col consenso del Sinodo
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis vel, si dei Vescovi della Chiesa patriarcale o, se vi è
periculum in mora est, Synodi permanentis, pericolo nell'attesa, del Sinodo permanente, può
amissionem status clericalis concedere potest concedere la perdita dello stato clericale ai
clericis intra fines territorii propriae Ecclesiae chierici che hanno domicilio o quasi-domicilio
patriarchalis domicilium vel quasi-domicilium entro i confini del territorio della propria Chiesa
habentibus, qui obligatione caelibatus non patriarcale, i quali non sono obbligati al celibato
tenentur aut, si tenentur, dispensationem ab hac oppure, se vi sono tenuti, che non chiedono la
obligatione non petunt; in ceteris casibus res ad dispensa da questo obbligo; in tutti gli altri casi la
Sedem Apostolicam deferatur. cosa venga deferita alla Sede Apostolica.

Can. 398 - Qui rescripto Sedis Apostolicae Can. 398 - Colui che ha perduto lo stato clericale
statum clericalem amisit, inter clericos a sola per rescritto della Sede Apostolica può essere
Sede Apostolica denuo admitti potest; qui vero a ammesso di nuovo tra i chierici solamente dalla
Patriarcha, amissionem status clericalis obtinuit, Sede Apostolica; chi invece ha ottenuto la perdita
etiam a Patriarcha inter clericos denuo admitti dello stato clericale dal Patriarca, può essere di
potest. nuovo ammesso tra i chierici anche dal Patriarca.

TITULUS XI DE LAICIS TITOLO XI I LAICI

Can. 399 - Nomine laicorum in hoc Codice Can. 399 - Col nome di laici in questo Codice si
intelleguntur christifideles, quibus indoles intendono i fedeli cristiani che hanno come
saecularis propria ac specialis est quique in propria e speciale l’indole secolare e che,
saeculo viventes missionem Ecclesiae participant vivendo nel secolo, partecipano alla missione
neque in ordine sacro constituti neque statui della Chiesa, ma non sono costituiti nell’ordine
religioso ascripti sunt. sacro e non sono ascritti allo stato religioso.

Can. 400 - Laici praeter ea iura et obligationes, Can. 400 - I laici, oltre ai diritti e doveri che sono
quae cunctis christifidelibus sunt communia et ea, comuni a tutti quanti i fedeli cristiani e oltre a
quae in aliis canonibus statuuntur, eadem iura et quelli che sono stabiliti negli altri canoni, hanno
obligationes habent ac in canonibus huius tituli gli stessi diritti e doveri che sono elencati nei
recensentur. canoni di questo titolo.

Can. 401 - Laicorum imprimis est ex vocatione Can. 401 - E' compito anzitutto dei laici, per
propria res temporales gerendo et secundum vocazione propria, cercare il Regno di Dio
Deum ordinando Regnum Dei quaerere ideoque trattando le cose temporali e ordinandole
in vita privata, familiari et politico-sociali testes secondo Dio, e perciò dare testimonianza a
Christo esse ac ipsum aliis manifestare, leges Cristo nella vita privata, familiare e politico-
iustas in societate propugnare atque fide, spe et sociale e renderlo visibile agli altri, lottare per le
caritate fulgentes fermenti instar ad mundi leggi giuste nella società e inoltre contribuire alla
sanctificationem conferre. santificazione del mondo a guisa di fermento,
risplendendo per fede, speranza e carità.

Can. 402 - Ius est laicis, ut ipsis agnoscatur ea in Can. 402 - I laici hanno il diritto che venga ad
rebus civitatis terrenae libertas, quae omnibus essi riconosciuta nelle cose della città terrena la
civibus competit; eadem tamen libertate utentes libertà che compete a tutti i cittadini; usando però
curent, ut suae actiones spiritu evangelico della stessa libertà, essi procurino che le loro
imbuantur, et ad doctrinam attendant ab attività siano animate da spirito evangelico e
Ecclesiae magisterio propositam caventes tamen, prestino attenzione alla dottrina proposta dal
ne in quaestionibus opinabilibus propriam magistero della Chiesa, evitando tuttavia di
sententiam ut doctrinam Ecclesiae proponant. presentare il proprio parere, nelle questioni
opinabili, come dottrina della Chiesa.

Can. 403 - § 1. Firmo iure et obligatione proprium Can. 403 - § 1. Fermo restando il diritto e il
ritum ubique servandi laici ius habent actuose in dovere di osservare in ogni luogo il proprio rito, i
celebrationibus liturgicis cuiuscumque Ecclesiae laici hanno il diritto di partecipare attivamente
sui iuris participandi secundum praescripta nelle celebrazioni liturgiche di qualunque Chiesa
librorum liturgicorum. sui iuris secondo le prescrizioni dei libri liturgici.

§ 2. Si Ecclesiae necessitates vel vera utilitas id § 2. Se le necessità della Chiesa o una vera
suadent et ministri sacri desunt, possunt laicis utilità lo consigliano e mancano i ministri sacri, ai
quaedam ministrorum sacrorum functiones laici possono essere affidate alcune funzioni dei
committi ad normam iuris. ministri sacri a norma del diritto.

Can. 404 - § 1. Praeter institutionem Can. 404 - § 1. Oltre all'istruzione catechistica da


catecheticam inde ab infantia habendam laici ius ricevere fin dall'infanzia, i laici hanno il diritto e il
et obligationem habent acquirendi cognitionem dovere di acquistare una conoscenza,
uniuscuiusque ingenii dotibus et condicioni proporzionata alle doti intellettuali e alla
aptatam doctrinae a Christo revelatae et a condizione di ciascuno, della dottrina rivelata da
magisterio authentico Ecclesiae traditae non Cristo e tramandata dal magistero autentico della
solum ut, secundum eiusdem doctrinam vivere Chiesa non solo per poter vivere secondo la
valeant, sed etiam, ut ipsi eam enuntiare atque, si stessa dottrina, ma anche per poter annunziarla
opus est, defendere possint. e, se occorre, difenderla.

§ 2. Ius quoque habent acquirendi pleniorem § 2. Hanno pure il diritto di acquisire quella
illam cognitionem in scientiis sacris, quae in conoscenza più piena nelle scienze sacre che
ecclesiasticis studiorum universitatibus vel viene impartita nelle università ecclesiastiche
facultatibus aut in institutis scientiarum degli studi o nelle facoltà, oppure negli istituti di
religiosarum traduntur, ibidem lectiones scienze religiose, frequentandovi le lezioni e
frequentando et gradus academicos conseguendo i gradi accademici.
consequendo.

§ 3. Item servatis praescriptis circa idoneitatem § 3. Così pure, rispettate le prescrizioni stabilite
requisitam statutis habiles sunt ad mandatum circa l'idoneità richiesta, essi hanno la capacità di
docendi disciplinas sacras ab auctoritate ricevere dall'autorità ecclesiastica competente il
competenti ecclesiastica recipiendum. mandato di insegnare le discipline sacre.

Can. 405 - Patrimonio liturgico, theologico, Can. 405 - Anche i laici studino diligentemente il
spirituali et disciplinari etiam laici sedulo studeant patrimonio liturgico, teologico, spirituale e
ita tamen, ut mutua benevolentia ac aestimatio disciplinare in modo tale però da favorire la
atque unitas actionis inter laicos diversarum benevolenza vicendevole e la stima, come pure
Ecclesiarum sui iuris foveantur nec varietas l’unità di azione tra i laici delle diverse Chiese sui
rituum noceat bono communi societatis, in qua iuris affinché la varietà dei riti non solo non rechi
vivunt, sed potius ad idem bonum in dies magis danno al bene comune della società in cui
conducat. vivono, ma piuttosto conduca ogni giorno più allo
stesso bene.
Can. 406 - Laici memores obligationis, de qua in Can. 406 - I laici, memori dell'obbligo di cui nel
can. 14, sciant illam eo magis urgere in eis can. 14, sappiano che esso si fa ancor più
adiunctis, in quibus nonnisi per ipsos Evangelium urgente in quelle circostanze in cui gli uomini non
audire et Christum cognoscere homines possunt. possono ascoltare il Vangelo e conoscere Cristo,
se non per mezzo loro.

Can. 407 - Laici, qui in statu coniugali vivunt, Can. 407 - I laici che vivono nello stato coniugale,
secundum propriam vocationem speciali secondo la propria vocazione, hanno un obbligo
obligatione tenentur per matrimonium et familiam speciale di impegnarsi nell'edificazione del
ad aedificationem populi Dei allaborandi. popolo di Dio per mezzo del matrimonio e della
famiglia.

Can. 408 - § 1. Habiles sunt laici debita scientia, Can. 408 - § 1. I laici che si distinguono per la
experientia et honestate praestantes, ut tamquam dovuta scienza, esperienza e integrità, sono abili
periti aut consultores ab auctoritatibus ad essere ascoltati dalle autorità ecclesiastiche in
ecclesiasticis audiantur sive singuli sive ut qualità di esperti o di consiglieri, sia come singoli
membra variorum consiliorum et conventuum, ut sia come membri dei vari consigli e assemblee,
paroecialium, eparchialium, patriarchalium. quali quelli parrocchiali, eparchiali o patriarcali.

§ 2. Praeterquam ad munera ecclesiastica, ad § 2. Oltre agli incarichi ecclesiastici, ai quali i laici


quae laici iure communi admittuntur, ipsi ab sono ammessi dal diritto comune, essi possono
auctoritate competenti ad alia quoque munera essere assunti dall'autorità competente anche ad
assumi possunt eis exceptis, quae ordinem altri incarichi, eccettuati quelli che richiedono
sacrum requirunt vel quae iure particulari l'ordine sacro o che sono espressamente vietati
propriae Ecclesiae sui iuris laicis expresse ai laici dal diritto particolare della propria Chiesa
vetantur. sui iuris.

§ 3. Circa muneris ecclesiastici exercitium laici § 3. Riguardo all'esercizio di un incarico


plene subduntur auctoritati ecclesiasticae. ecclesiastico, i laici sono pienamente soggetti
all'autorità ecclesiastica.

Can. 409 - § 1. Laici, qui permanenter aut ad Can. 409 - § 1. I laici che sono addetti in modo
tempus speciali Ecclesiae servitio addicuntur, permanente o temporaneo a uno speciale
obligatione tenentur, ut aptam acquirant servizio della Chiesa, hanno l'obbligo di acquisire
formationem ad munus suum debite implendum quell'adeguata formazione richiesta per
requisitam utque hoc munus conscie, impense et adempiere nel modo dovuto il proprio incarico e
diligenter impleant. per compiere questo incarico consapevolmente,
assiduamente e diligentemente.

§ 2. Ipsi ius habent ad iustam remuIierationem § 2. Essi hanno diritto a una giusta
suae condicioni aptatam, qua decenter, servatis remunerazione, adeguata alla loro condizione,
quoque iuris civilis praescriptis, necessitatibus con cui poter provvedere decorosamente, nel
propriis ac familiae providere possint; itemque ius rispetto anche delle prescrizioni del diritto civile,
habent, ut sui suaeque familiae congruenti alle proprie necessità e a quelle della famiglia;
praecaventiae et securitati sociali necnon hanno inoltre il diritto che si provveda alla
assistentiae sanitariae provideatur. conveniente previdenza e sicurezza sociale,
nonché all'assistenza sanitaria loro e della
propria famiglia.

TITULUS XII DE MONACHIS CETERISQUE TITOLO XII I MONACI E TUTTI GLI ALTRI
RELIGIOSIS ET DE SODALIBUS ALIORUM RELIGIOSI E I MEMBRI DEGLI ALTRI ISTITUTI
INSTITUTORUM VITAE CONSECRATAE DI VITA CONSACRATA

CAPUT I DE MONACHIS CETERISQUE CAPITOLO I I MONACI E TUTTI GLI ALTRI


RELIGIOSIS RELIGIOSI
Art. I CANONES GENERALES Art. I Canoni generali

Can. 410 - Status religiosus est stabilis in Can. 410 - Lo stato religioso è un modo stabile di
communi vivendi modus in aliquo instituto ab vivere in comune in un istituto approvato dalla
Ecclesia approbato, quo christifideles Christum, Chiesa, nel quale i fedeli cristiani, seguendo più
Magistrum et Exemplum Sanctitatis, sub actione da vicino Cristo, Maestro ed Esempio di Santità,
Spiritus Sancti pressius sequentes novo ac sotto l’azione dello Spirito Santo, con nuovo e
speciali titulo consecrantur per vota publica speciale titolo sono consacrati per mezzo dei voti
oboedientiae, castitatis et paupertatis sub pubblici di obbedienza, castità e povertà da
legitimo Superiore ad normam statutorum osservare sotto un legittimo Superiore a norma
servanda, saeculo renuntiant ac totaliter se degli statuti, rinunciano al secolo e si dedicano
devovent caritatis perfectioni assequendae in totalmente a conseguire la perfezione della carità
servitium Regni Dei pro Ecclesiae aedificatione et al servizio del Regno di Dio per l’edificazione
mundi salute utpote signa coelestem gloriam della Chiesa e la salvezza del mondo, come
praenuntiantia. segni che preannunciano la gloria celeste.

Can. 411 - Status religiosus ab omnibus Can. 411 - Lo stato religioso dev’essere
fovendus et promovendus est. sostenuto e promosso da tutti.

1° De dependentia religiosorum ab Episcopo 1° Dipendenza dei religiosi dal Vescovo


eparchiali, a Patriarcha, a Sede Apostolica. eparchiale, dal Patriarca, dalla Sede Apostolica

Can. 412 - § 1. Religiosi omnes subduntur Can. 412 - § 1. Tutti i religiosi sono soggetti al
Romano Pontifici ut suo supremo Superiori, cui Romano Pontefice come loro supremo Superiore
obligatione parendi tenentur etiam vi voti e sono obbligati a mettersi ai suoi ordini anche in
oboedientiae. forza del voto di obbedienza.

§ 2. Quo melius institutorum bono atque § 2. Per provvedere meglio al bene degli istituti e
apostolatus necessitatibus provideatur, Romanus alle necessità dell’apostolato, il Romano
Pontifex ratione sui primatus in universam Pontefice, in ragione del suo primato sulla Chiesa
Ecclesiam intuitu utilitatis communis instituta universale e in vista della comune utilità, può
vitae consecratae ab Episcopi eparchialis esimere dal governo del Vescovo eparchiale gli
regimine eximere potest sibique soli vel alii istituti di vita consacrata e sottoporli solamente a
auctoritati ecclesiasticae subicere. se stesso o ad altra autorità ecclesiatica.

Can. 413 - Ad regimen internum et disciplinam Can. 413 - Per quanto riguarda il governo interno
religiosam quod attinet, instituta religiosa, nisi e la disciplina religiosa , gli istituti religiosi, se non
aliter iure cavetur, si sunt iuris pontificii, è disposto diversamente dal diritto, se sono di
immediate et exclusive Sedi Apostolicae subiecta diritto pontificio, sono soggetti immediatamente
sunt; si vero sunt iuris patriarchalis vel ed esclusivamente alla Sede Apostolica ; se
eparchialis, immediate subiecta sunt Patriarchae invece sono di diritto patriarcale o eparchiale,
vel Episcopo eparchiali firmo can. 418, § 2. sono soggetti immediatamente al Patriarca o al
Vescovo eparchiale, fermo restando il can. 418,
§ 2.

Can. 414 - § 1. Ad monasteria et congregationes Can. 414 - § 1. Per quanto riguarda i monasteri e
iuris eparchialis quod attinet, Episcopo eparchiali le congregazioni di diritto eparchiale, compete al
competit: Vescovo eparchiale:

1° typica monasteriorum et statuta 1° approvare i tipici dei monasteri e gli statuti


congregationum atque immutationes in ea ad delle congregazioni, come pure i cambiamenti in
normam iuris introductas approbare salvis eis, essi introdotti a norma di diritto, salvo restando
quae ab auctoritate superiore approbata sunt; quanto è stato approvato dall’autorità superiore;

2° dispensationes ab eisdem typicis vel 2° dare dispense dagli stessi tipici o dagli
statutis, quae potestatem Superiorum statuti che eccedono la potestà dei Superiori
religiosorum excedunt et ab ipso legitime religiosi e che sono legittimamente richieste a lui
petuntur, singulis in casibus et per modum actus stesso nei singoli casi e per modo di atto;
dare;

3° visitare monasteria, etiam dependentia, 3° visitare i monasteri, anche quelli


necnon singulas domos congregationum in suo dipendenti, e le singole case delle congregazioni
territorio, quoties visitationem canonicam ibi che sono nel suo territorio ogniqualvolta vi
peragit aut quoties rationes vere speciales eius compie la visita canonica, oppure ogni volta che
iudicio id suadent. ragioni veramente speciali a suo giudizio lo
consigliano.

§ 2. Haec iura Patriarchae competunt circa § 2. Questi diritti competono al Patriarca nei
ordines et congregationes iuris patriarchalis, confronti degli ordini e congregazioni di diritto
quae intra fines territorii Ecclesiae, cui praeest, patriarcale che hanno la casa principale entro i
domum principem habent; secus eadem iura confini del territorio della Chiesa a cui presiede;
circa ordines omnes necnon circa monasteria et in caso diverso gli stessi diritti, nei riguardi di tutti
congregationes, quae non sunt iuris eparchialis, gli ordini come pure dei monasteri e delle
competunt soli Sedi Apostolicae. congregazioni che non sono di diritto eparchiale,
competono solo alla Sede Apostolica.

§ 3. Si congregatio iuris eparchialis ad alias § 3. Se una congregazione di diritto eparchiale si


eparchias propagatur, nihil in ipsis statutis valide propaga ad altre eparchie, non si può
mutari potest nisi de consensu Episcopi validamente cambiare nulla negli stessi statuti se
eparchialis eparchiae, in qua sita est domus non col consenso del Vescovo eparchiale
princeps, consultis tamen Episcopis dell’eparchia nella quale ha sede la casa
eparchialibus, in quorum eparchiis ceterae principale, dopo aver consultato però i Vescovi
domus sitae sunt. eparchiali nelle cui eparchie sono situate tutte le
altre case.

Can. 415 - § 1. Religiosi omnes subsunt potestati Can. 415 - § 1. Tutti i religiosi sono soggetti alla
Hierarchae loci in eis, quae spectant ad publicam potestà del Gerarca del luogo nelle cose che
celebrationem cultus divini, ad verbi Dei riguardano la celebrazione pubblica del culto
praedicationem populo tradendam, ad divino, la predicazione della parola di Dio fatta al
christifidelium praesertim purorum religiosam et popolo, l'educazione religiosa e morale dei fedeli
moralem educationem, ad institutionem cristiani, specialmente dei fanciulli, l'istruzione
catecheticam et liturgicam, ad status clericalis catechistica e liturgica, il decoro dello stato
decorem necnon ad varia opera in eis, quae clericale, nonché le varie opere per ciò che si
apostolatum respiciunt. riferisce all'apostolato.

§ 2. Episcopo eparchiali ius et obligatio est § 2. E' diritto e dovere del Vescovo eparchiale
singula monasteria atque domos ordinum et visitare i singoli monasteri e le case degli ordini e
congregationum in eius territorio sita visitare his delle congregazioni che hanno sede nel suo
in rebus, quoties visitationem canonicam ibi territorio per quanto riguarda queste cose,
peragit aut quoties graves causae eius iudicio id ogniqualvolta vi compie la visita canonica oppure
suadent. tutte le volte che, a suo giudizio, lo consigliano
cause gravi.

§ 3. Episcopus eparchialis nonnisi de consensu § 3. Il Vescovo eparchiale non può affidare ai


Superiorum competentium potest religiosis opera religiosi opere di apostolato o incarichi propri
apostolatus vel munera eparchiae propria dell'eparchia se non col consenso dei Superiori
committere firmo iure communi ac servata competenti, fermo restando il diritto comune e
institutorum disciplina religiosa, indole propria rispettando la disciplina religiosa, l'indole propria
atque fine specifico. e il fine specifico degli istituti.

§ 4. Religiosi, qui extra domum delictum § 4. I religiosi che hanno commesso un delitto
commiserunt nec a proprio Superiore ab fuori della casa e non vengono puniti dal proprio
Hierarcha loci praemonito puniuntur, ab hoc Superiore, preavvertito dal Gerarca del luogo,
puniri possunt, etsi domo legitime exierunt et possono essere puniti da costui, anche se sono
domum reversi sunt. usciti legittimamente dalla casa e vi sono ritornati.

Can. 416 - Patriarchae necnon Hierarchae loci Can. 416 - I Patriarchi come pure i Gerarchi del
conventus promoveant cum Superioribus luogo promuovano delle assemblee con i
religiosorum, statis temporibus et quoties id Superiori dei religiosi, in tempi determinati e ogni
opportunum videtur, ut pro operibus apostolatus, volta che questo sembri opportuno, per
quae a sodalibus exercentur, collatis consiliis procedere concordemente e di comune intesa
concorditer procedant. nelle opere di apostolato che sono esercitate dai
membri.

Can. 417 - Si in domus institutorum iuris Can. 417 - Se si fossero insinuati degli abusi
patriarchalis vel pontificii eorumve Ecclesias nelle case di istituti di diritto patriarcale o
abusus irrepserunt et Superior ab Hierarcha loci pontificio, oppure nelle loro chiese e il Superiore
monitus prospicere neglexit, idem Hierarcha loci avesse trascurato di provvedere dopo essere
obligatione tenetur rem statim deferendi ad stato ammonito dal Gerarca del luogo, lo stesso
auctoritatem, cui institutum ipsum immediate Gerarca del luogo è obbligato a deferire
subiectum est. prontamente la cosa all’autorità a cui l’istituto
stesso è immediatamente soggetto.

2° De Superioribus et de sodalibus institutorum 2° I Superiori e i membri degli istituti religiosi


religiosorum

Can. 418 - § 1. Superiores maiores sunt Praeses Can. 418 - § 1. Sono Superiori maggiori il
confoederationis monasticae, Snperior monasterii Preside di una confederazione monastica, il
sui iuris, Superior generalis ordinis vel Superiore di un monastero sui iuris, il Superiore
congregationis, Superior provincialis, eorundem generale di un ordine o di una congregazione, il
vicarii aliique ad instar provincialium potestatem Superiore provinciale, i vicari degli stessi e gli altri
habentes itemque ii, qui, si praedicti desunt, che hanno una potestà a guisa dei Provinciali,
interim legitime succedunt in officium. come pure coloro che, quando mancano i
predetti, nel frattempo succedono legittimamente
nell’ufficio.

§ 2. Nomine Superioris monachorum § 2. Sotto il nome di Superiore di monaci e di tutti


ceterorumque religiosorum non venit Hierarcha gli altri religiosi non è compreso il Gerarca del
loci nec Patriarcha firmis canonibus, qui luogo né il Patriarca, fermi restando i canoni che
Patriarchae vel Hierarchae loci potestatem in attribuiscono al Patriarca o al Gerarca del luogo
ipsos tribuunt. una potestà su di loro.

Can. 419 - § 1. Praeses confoederationis Can. 419 - § 1. Il Preside di una confederazione


monasticae, Superior rnonasterii sui iuris non monastica, il Superiore di un monastero sui iuris
confoederati et Superior generalis ordinis vel non confederato e il Superiore generale di un
congregationis relationem de statu institutorum, ordine o di una congregazione devono inviare
quibus praesunt, quinto saltem quoque anno ad almeno ogni cinque anni all'autorità a cui sono
auctoritatem, cui immediate subditi sunt, mittere immediatamente soggetti, una relazione sullo
debent secundum formulam ab eadem stato degli istituti a cui presiedono, secondo la
auctoritate statutam. formula stabilita dalla stessa autorità.

§ 2. Superiores institutorum iuris eparchialis vel § 2. I Superiori degli istituti di diritto eparchiale o
patriarchalis exemplar relationis etiam Sedi patriarcale mandino una copia della relazione
Apostolicae mittant. anche alla Sede Apostolica.

Can. 420 - § 1. Superiores maiores, quos ad Can. 420 - § 1. I Superiori maggiori che il tipico di
munus visitatoris typicum monasterii aut statuta un monastero oppure gli statuti di un ordine o di
ordinis vel congregationis designant, temporibus una congregazione designano all'incarico di
in eisdem determinatis omnes domos sibi visitatore, nei tempi negli stessi stabiliti, visitino
subiectas visitent per se vel per alios, si sunt tutte le case a loro soggette, personalmente o per
legitime impediti. mezzo di altri se sono legittimamente impediti.

§ 2. Sodales cum visitatore fiducialiter agant, cui § 2. I membri si comportino fiduciosamente col
legitime interroganti respondere tenentur visitatore al quale hanno l'obbligo di rispondere
secundum veritatem in caritate; nemini vero licet secondo verità nella carità quando legittimamente
quoquo modo sodales ab hac obligatione li interroga; a nessuno poi è lecito distogliere in
avertere aut visitationis finem aliter impedire. alcun modo i membri da questo obbligo oppure di
impedire altrimenti il fine della visita.

§ 3. Hierarcha loci debet omnes domos religiosas § 3. Il Gerarca del luogo deve visitare tutte le
visitare, si Superior maior, cui visitatio iure case religiose se il Superiore maggiore, a cui di
competit, intra quinque annos eas non visitavit et diritto compete la visita, non le ha visitate nello
monitus ab Hierarcha loci eas visitare neglexit. spazio di cinque anni e, ammonito dal Gerarca
del luogo, ha trascurato di visitarle.

Can. 421 - Superiores gravi obligatione tenentur Can. 421 - I Superiori hanno il grave obbligo di
curandi, ut sodales sibi commissi vitam curare che i membri loro affidati conformino la
secundum typicum vel statuta propria loro vita al tipico o agli statuti propri; i Superiori
componant; Superiores sodales exemplo et aiutino i membri con l'esempio e l'esortazione a
hortatione iuvent in fine status religiosi conseguire il fine dello stato religioso,
assequendo, eorum necessitatibus personalibus provvedano in modo opportuno alle loro
convenienter subveniant, infirmos sedulo curent necessità personali, curino e visitino
ac visitent, corripiant inquietos, consolentur assiduamente gli ammalati, riprendano gli
pusillanimes, patientes sint erga omnes. irrequieti, consolino i timidi, siano pazienti verso
tutti.

Can. 422 - § 1. Superiores permanens habeant Can. 422 - § 1. I Superiori abbiano un consiglio
consilium ad normam typici vel statutorum permanente costituito a norma del tipico o degli
constitutum, cuius opera in officio exercendo statuti, della cui opera si avvalgano nell’esercizio
utantur; in casibus iure praescriptis eius del loro ufficio; nei casi prescritti dal diritto sono
consensum aut consilium ad normam can. 934 obbligati a chiederne il consenso o il consiglio, a
exquirere tenentur. norma del can. 934.

§ 2. Iure particulari statuatur, utrum in domibus, in § 2. Nel diritto particolare si stabilisca se nelle
quibus minus quam sex sodales degunt, case dove vivono meno di sei membri, il consiglio
consilium haberi debeat necne. debba esserci o no.

Can. 423 - Monasterium, confoederatio Can. 423 - Il monastero, la confederazione


monastica, ordo et congregatio eorumque monastica, l'ordine e la congregazione, le loro
provinciae et domus legitime erecta ipso iure sunt province e le case legittimamente erette sono per
personae iuridicae; capacitatem vero eorum il diritto stesso persone giuridiche; il tipico o gli
acquirendi, possidendi, administrandi et alienandi statuti possono però escludere o limitare la loro
bona temporalia typicum vel statuta excludere aut capacità di acquistare, possedere, amministrare
coartare possunt. e alienare i beni temporali.

Can. 424 - In typico vel statutis normae Can. 424 - Nel tipico o negli statuti si stabiliscano
statuantur de usu et administratione bonorum ad delle norme sull'uso e l'amministrazione dei beni
propriam paupertatem fovendam, exprimendam in modo da favorire, esprimere e tutelare la
et tuendam. propria povertà.

Can. 425 - Bona temporalia institutorum Can. 425 - I beni temporali degli istituti religiosi
religiosorum reguntur cann. 1007 - 1054, nisi sono regolati dai cann. 1007-1054, se non è
aliter iure communi cavetur vel ex natura rei disposto diversamente dal diritto comune o se
constat. non consta dalla natura delle cose.
Can. 426 - Omnes et singuli religiosi, Superiores Can. 426 - Tutti e singoli i religiosi, i Superiori
aeque ac subditi, debent non solum, quae ugualmente come i sudditi, devono non solo
emiserunt vota, fideliter integreque servare, sed osservare fedelmente e integralmente i voti che
etiam secundum typicum vel statuta mente et hanno emesso, ma anche conformare la loro vita
propositis fundatoris fideliter servatis vitam secondo il tipico o gli statuti conservando
componere atque ita ad perfectionem sui status fedelmente lo spirito e gli intendimenti del
contendere. fondatore e in tal modo tendere alla perfezione
del proprio stato.

Can. 427 - Omnes et singuli religiosi tenentur Can. 427 - Tutti e singoli i religiosi sono tenuti
obligationibus, quae clericis iure communi agli obblighi prescritti per i chierici dal diritto
praescribuntur, nisi aliter iure cavetur vel ex comune, a meno che non sia disposto
natura rei constat. diversamente dal diritto o non consti dalla natura
delle cose.

Can. 428 - Instituto religioso sodalis a votis Can. 428 - Un membro di voti perpetui viene
perpetuis ut clericus ascribitur ordinatione ascritto come chierico a un istituto religioso con
diaconali vel in casu clerici alicui eparchiae iam l'ordinazione diaconale o, nel caso di un chierico
ascripti professione perpetua. già ascritto a un'eparchia, con la professione
perpetua.

Can. 429 - Litterae religiosorum ad Superiores Can. 429 - Le lettere dei religiosi inviate ai loro
eorum necnon ad Hierarcham loci, Patriarcham, Superiori, come pure al Gerarca del luogo, al
Legatum Romani Pontificis et Sedem Patriarca, al Legato del Romano Pontefice e alla
Apostolicam missae itemque litterae, quas ipsi ab Sede Apostolica, come anche le lettere che essi
eisdem recipiunt, nulli inspectioni obnoxiae sunt. ricevono dagli stessi, non sono soggette ad
alcuna ispezione.

Can. 430 - Non licet titulos mere honorificos Can. 430 - Non è lecito conferire ai religiosi titoli
dignitatum vel officiorum religiosis conferre, nisi di dignità o di uffici puramente onorifici, a meno
agitur typico vel statutis id permittentibus de titulis che, se lo permettono il tipico o gli statuti, non si
officiorum Superiorum maiorum, quae religiosi tratti di titoli di uffici di Superiori maggiori che i
iam exercuerunt. religiosi hanno già esercitato.

Can. 431 - § 1. Religiosus sine consensu scripto Can. 431 - § 1. Un religioso non può, fin dalla sua
dato proprii Superioris maioris non potest inde a prima professione, senza il consenso scritto dato
prima professione ad dignitatem vel officium extra dal proprio Superiore maggiore, essere promosso
proprium institutum promoveri eis exceptis, quae a una dignità o a un ufficio fuori del proprio
per electionem a Synodo Episcoporum Ecclesiae istituto, eccetto le dignità e gli uffici che vengano
patriarchalis peractam conferuntur, et firmo conferiti dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa le
can. 89, § 2; expleto munere ad monasterium, per mezzo di elezione, e fermo restando il
ordinem vel congregationem redire debet. can. 89, § 2; terminato l'incarico, egli deve
tornare al monastero, all'ordine o alla
congregazione.

§ 2. Religiosus, qui fit Patriarcha, Episcopus vel § 2. Il religioso che diventa Patriarca, Vescovo o
Exarchus: Esarca:

1° manet votis ligatus ceterisque suae 1° rimane legato ai voti e continua a essere
professionis obligationibus adhuc tenetur eis tenuto a tutti gli altri obblighi della sua
exceptis, quae cum sua dignitate ipse prudenter professione, eccetto quelli che egli
iudicat componi non posse; voce activa et prudentemente giudica incompatibili con la sua
passiva in proprio monasterio, ordine vel dignità; è privo di voce attiva e passiva nel
congregatione caret; a potestate Superiorum proprio monastero, ordine o congregazione; è
eximitur et vi voti oboedientiae soli Romano esentato dalla potestà dei Superiori e rimane
Pontifici manet obnoxius; soggetto solamente al Romano Pontefice in forza
del voto di obbedienza;

2° expleto munere vero, qui ad monasterium, 2° terminato però l'incarico, colui che ritorna
ordinem vel congregationem firmis de cetero al monastero, ordine o congregazione, fermi
cann. 62 et 211 redit, vocem activam et passivam restando per il resto i cann. 62 e 211, può avere
habere potest, si typicum vel statuta id permittunt. voce attiva o passiva, se il tipico o gli statuti lo
permettono.

§ 3. Religiosus, qui fit Patriarcha, Episcopus vel § 3. Il religioso che diventa Patriarca, Vescovo o
Exarchus: Esarca:

1° si per professionem capacitatem 1° se con la professione ha perso la capacità


acquirendi dominii bonorum amisit, bonorum, di acquistare il dominio dei beni, ha l'uso,
quae ipsi obveniunt, habet usum, usumfructum et l'usufrutto e l'amministrazione dei beni che gli
administrationem; proprietatem vero Patriarcha, pervengono; il Patriarca, il Vescovo eparchiale,
Episcopus eparchialis, Exarchus acquirit l'Esarca, acquista invece la proprietà per la
Ecclesiae patriarchali, eparchiae, exarchiae; Chiesa patriarcale, per l'eparchia, per l'esarcato;
ceteri monasterio vel ordini; tutti gli altri [acquistano] per il monastero o per
l'ordine;

2° si per professionem dominium bonorum 2° se con la professione non ha perso il


non amisit, bonorum, quae habebat, recuperat dominio dei beni, ricupera l'uso, l'usufrutto e
usum, usumfructum et administrationem; quae l'amministrazione dei beni che aveva; tutto quello
postea ipsi obveniunt, sibi plene acquirit; che gli proviene in seguito, lo acquista
pienamente per sè;

3° in utroque casu de bonis, quae ipsi 3° in entrambi i casi, dei beni che gli
obveniunt non intuitu personae, debet disponore pervengono non a titolo personale, deve disporre
secundum offerentium voluntatem. secondo la volontà degli offerenti.

Can. 432 - Monasterium dependens, domus vel Can. 432 - Il monastero dipendente, la casa o la
provincia instituti religiosi cuiusvis Ecclesiae sui provincia di un istituto religioso di qualsiasi
iuris, etiam Ecclesiae latinae, quod de consensu Chiesa sui iuris, anche della Chiesa latina, che
Sedis Apostolicae alii Ecclesiae sui iuris viene ascritto, col consenso della Sede
ascribitur, ius huius Ecclesiae servare debet Apostolica, a un'altra Chiesa sui iuris, deve
salvis praescriptis typici vel statutorum, quae osservare il diritto di questa Chiesa, salve
internum regimen eiusdem instituti respiciunt, et restando le prescrizioni del tipico o degli statuti
privilegiis a Sede Apostolica concessis. che riguardano il governo interno del medesimo
istituto e i privilegi concessi dalla Sede
Apostolica.

Art. II DE MONASTERIIS Art. II I monasteri

Can. 433 - § 1. Monasterium dicitur domus Can. 433 - § 1. Si chiama monastero una casa
religiosa, in qua sodales ad evangelicam religiosa nella quale i membri tendono alla
perfectionem tendunt servatis regulis et perfezione evangelica osservando le regole e le
traditionibus vitae monasticae. tradizioni della vita monastica.

§ 2. Monasterium sui iuris est illud, quod ab alio § 2. Monastero sui iuris è quello che non dipende
monasterio non dependet et regitur proprio typico da un altro monastero ed è retto dal proprio tipico
ab auctoritate competenti approbato. approvato dall'autorità competente.

Can. 434 - Monasterium est iuris pontificii, si a Can. 434 - Un monastero è di diritto pontificio se
Sede Apostolica erectum aut per eiusdem è stato eretto dalla Sede Apostolica, oppure è
decretum ut tale agnitum est; iuris patriarchalis, si stato riconosciuto come tale con un decreto della
est stauropegiacum; iuris eparchialis, si ab stessa; è di diritto patriarcale se è stauropegiaco;
Episcopo erectum, decretum agnitionis Sedis è di diritto eparchiale se è stato eretto dal
Apostolicae consecutum non est. Vescovo e non ha ottenuto il decreto di
riconoscimento della Sede Apostolica.

1° De erectione et de suppressione 1° Erezione e soppressione dei monasteri


monasteriorum

Can. 435 - § 1. Episcopi eparchialis est erigere Can. 435 - § 1. Compete al Vescovo eparchiale
monasterium sui iuris praevia licentia scripto data erigere un monastero sui iuris previa licenza
intra fines territorii Ecclesiae patriarchalis scritta del Patriarca entro i confini del territorio
Patriarchae aut in ceteris casibus Sedis della Chiesa patriarcale oppure, in tutti gli altri
Apostolicae. casi, della Sede Apostolica.

§ 2. Patriarchae reservatur erectio monasterii § 2. L’erezione del monastero stauropegiaco è


stauropegiaci. riservata al Patriarca.

Can. 436 - § 1. Quodvis monasterium sui iuris Can. 436 - § 1. Qualsiasi monastero sui iuris può
monasteria dependentia habere potest, quorum avere dei monasteri dipendenti, alcuni dei quali
alia sunt filialia, si ex ipso actu erectionis vel ex sono filiali se, per l'atto stesso di erezione o per
decreto secundum typicum lato ad condicionem decreto emesso secondo il tipico, possono
monasterii sui iuris tendere possunt, alia vero aspirare alla condizione di monastero sui iuris ;
sunt subsidiaria. altri invece sono sussidiari.

§ 2. Ad valide erigendum monasterium § 2. Per erigere validamente un monastero


dependens requiritur consensus scripto datus dipendente si richiede il consenso, dato per
auctoritatis, cui monasterium sui iuris subiectum iscritto, dell'autorità a cui il monastero sui iuris è
est, et Episcopi eparchialis loci, ubi hoc soggetto e del Vescovo eparchiale del luogo
monasterium erigitur. dove questo monastero viene eretto.

Can. 437 - § 1. Licentia erigendi monasterium, Can. 437 - § 1. La licenza di erigere un


etiam dependens, secumfert ius habendi monastero, anche dipendente, comporta il diritto
ecclesiam et ministeria sacra peragendi itemque di avere una chiesa e di compiervi i sacri
pia opera, quae monasterii ad normam typici sunt ministeri, come pure di esercitare le pie opere
propria, exercendi salvis clausulis legitime che a norma del tipico sono proprie del
appositis. monastero, salve restando le clausole
legittimamente apposte.

§ 2. Ut aedificentur et aperiantur schola, § 2. Per edificare e aprire una scuola, un ospizio


hospitium vel similis aedes separata a o una casa simile separata dal monastero, è
monasterio, requiritur pro quovis monasterio richiesto per ciascun monastero il consenso dato
consensus scripto datus Episcopi eparchialis. per iscritto del Vescovo eparchiale.

§ 3. Ut monasterium in alios usus convertatur, § 3. Per trasformare un monastero in altri usi si


eadem sollemnia requiruntur ac ad erigendum richiedono le stesse formalità della sua erezione,
illud, nisi agitur de conversione, quae ad internum a meno che non si tratti di una trasformazione
regimen et disciplinam religiosam dumtaxat che si riferisca solamente al governo interno e
refertur. alla disciplina religiosa.

Can. 438 - § 1. Patriarchae est supprimere intra Can. 438 - § 1. Compete al Patriarca sopprimere
fines territorii Ecclesiae, cui praeest, per grave causa, entro i confini del territorio della
monasterium sui iuris vel filiale iuris eparchialis Chiesa a cui presiede, un monastero sui iuris o
vel stauropegiacum gravi de causa, de consensu filiale di diritto eparchiale o stauropegiaco, col
Synodi permanentis et rogante vel consulto consenso del Sinodo permanente e su richiesta o
Episcopo eparchiali, si monasterium est iuris consultato il Vescovo eparchiale, se il monastero
eparchialis, et consulto Superiore monasterii et è di diritto eparchiale, e dopo aver consultato il
Praeside confoederationis, si monasterium est Superiore del monastero o il Preside della
confoederatum, salvo recursu in suspensivo ad confederazione, se il monastero è confederato,
Romanum Pontificem. salvo restando il ricorso in sospensivo al Romano
Pontefice.

§ 2. Cetera monasteria sui iuris vel filialia sola § 2. Tutti gli altri monasteri sui iuris o filiali li può
Sedes Apostolica supprimere potest. sopprimere solo la Sede Apostolica.

§ 3. Monasterium subsidiarium supprimi potest § 3. Un monastero sussidiario può essere


decreto dato a Superiore monasterii, a quo soppresso con un decreto emanato dal Superiore
dependet, ad normam typici et de consensu del monastero dal quale dipende, a norma del
Episcopi eparchialis. tipico e col consenso del Vescovo eparchiale.

§ 4. Bona monasterii sui iuris suppressi cedunt § 4. I beni del monastero sui iuris soppresso
confoederationi, si fuit confoederatum; secus vanno alla confederazione, se esso era
eparchiae vel, si fuit stauropegiacum, Ecclesiae confederato; altrimenti vanno all’eparchia o, se
patriarchali; bona autem monasterii dependentis era stauropegiaco, alla Chiesa patriarcale; i beni
suppressi cedunt monasterio sui iuris; de bonis invece di un monastero dipendente soppresso
vero suppressi monasterii iuris pontificii Sedi vanno al monastero sui iuris ; è riservato però
Apostolicae reservatur statuere salva omni in alla Sede Apostolica stabilire la destinazione dei
casu offerentium voluntate. beni di un monastero di diritto pontificio
soppresso, salva restando in ogni caso la volontà
degli offerenti.

Can. 439 - § 1. Plura eiusdem Eparchiae Can. 439 - § 1. Più monasteri sui iuris della
monasteria sui iuris Episcopo eparchiali subiecta stessa eparchia soggetti al Vescovo eparchiale
confoederationem inire possunt de consensu possono costituire una confederazione col
scripto dato eiusdem Episcopi eparchialis, cuius consenso dato per iscritto dello stesso Vescovo
est etiam confoederationis statuta approbare. eparchiale, al quale compete anche approvare gli
statuti della confederazione.

§ 2. Confoederatio inter plura monasteria sui iuris § 2. Una confederazione tra più monasteri sui
diversarum eparchiarum vel stauropegiaca intra iuris di diverse eparchie o stauropegiaci situati
fines territorii Ecclesiae patriarchalis sita iniri entro i confini del territorio di una Chiesa
potest consultis Episcopis eparchialibus, quorum patriarcale, può essere costituita dopo aver
interest, et de consensu Patriarchae, cui consultato i Vescovi eparchiali interessati e col
reservatur quoque confoederationis statuta consenso del Patriarca, al quale è riservato
approbare. anche approvare gli statuti della confederazione.

§ 3. In ceteris casibus de confoederatione § 3. In tutti gli altri casi per costituire una
ineunda Sedes Apostolica adeatur. confederazione ci si rivolga alla Sede Apostolica.

Can. 440 - § 1. Monasterii sui iuris non Can. 440 - § 1. L’aggregazione di un


confoederati aggregatio et confoederati a monastero sui iuris non confederato e la
confoederatione separatio eidem auctoritati separazione di uno confederato dalla
reservatur, de qua in can. 439. confederazione è riservata alla stessa autorità di
cui nel can. 439.

§ 2. Confoederatio autem intra fines territorii § 2. Una confederazione però entro i confini del
Ecclesiae patriarchalis supprimi non potest nisi a territorio della Chiesa patriarcale non può essere
Patriarcha de consensu Synodi Episcoporum soppressa se non dal Patriarca col consenso del
Ecclesiae patriarchalis, consultis Episcopis Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale e
eparchialibus, quorum interest, ac Praeside dopo aver consultato i Vescovi eparchiali
confoederationis salvo recursu in suspensivo ad interessati e il Preside della confederazione,
Romanum Pontificem; ceterarum salvo restando il ricorso in sospensivo presso il
confoederationum suppressio reservatur Sedi Romano Pontefice; la soppressione di tutte le
Apostolicae. altre confederazioni è riservata alla Sede
Apostolica.
§ 3. De bonis, quae ad ipsam confoederationum § 3. Stabilire la destinazione dei beni che
suppressam pertinent, statuere reservatur appartengono alla stessa confederazione
auctoritati, quae confoederationem suppressit, soppressa è riservato all’autorità che ha
salva offerentium voluntate; Patriarcha hoc in soppresso la confederazione, salva restando la
casu indiget consensu Synodi permanentis. volontà degli offerenti; al Patriarca in questo caso
è necessario il consenso del Sinodo permanente.

2° De monasteriorum Superioribus, Synaxibus et 2° I Superiori dei monasteri, le Sinassi e gli


oeconomis economi

Can. 441 - § 1. In monasteriis Superiores et Can. 441 - § 1. Nei monasteri i Superiori e le


Synaxes eam potestatem habent, quae iure Sinassi hanno quella potestà che è determinata
communi et typico determinatur. dal diritto comune e dal tipico.

§ 2. Superiores in monasteriis sui iuris habent § 2. I Superiori nei monasteri sui iuris hanno la
potestatem regiminis, quatenus ipsis a iure vel ab potestà di governo fin dove essa è a loro
auctoritate, cui subditi sunt, expresse conceditur, espressamente concessa dal diritto o
firmo can. 979. dall’autorità alla quale sono soggetti, fermo
restando il can. 979.

§ 3. Potestas Praesidis confoederationis § 3. La potestà del Preside di una confederazione


monasticae praeter ea, quae iure communi monastica, oltre alle cose determinate dal diritto
determinata sunt, in statutis eiusdem comune, deve essere determinata negli statuti
confoederationis determinanda est. della stessa confederazione.

Can. 442 - Firmo monasterii sui iuris typico, quod Can. 442 - Fermo restando il tipico del monastero
potiora exigit, ut quis habilis sit ad officium sui iuris che esiga di più, perché uno sia abile a
Superioris monasterii sui iuris suscipiendum, ricevere l'ufficio di Superiore di un monastero sui
requiritur, ut professionem perpetuam emiserit, iuris si richiede che abbia emesso la professione
per decem saltem annos professus sit et annos perpetua, che sia professo almeno da dieci anni
quadraginta expleverit. e che abbia compiuto quarant'anni.

Can. 443 - § 1. Superior monasterii sui iuris Can. 443 - § 1. Il Superiore di un monastero sui
eligitur in Synaxi ad normas typici coadunata et iuris è eletto nella Sinassi riunita a norma del
servatis cann. 947 - 960, salvo iure Episcopi tipico e osservati i cann. 947-960, salvo restando
eparchialis ut Synaxi electionis per se vel per il diritto del Vescovo eparchiale di presiedere,
alium praesit. personalmente o per mezzo di un altro, alla
Sinassi di elezione.

§ 2. In electione vero Superioris monasterii sui § 2. Nella elezione invece del Superiore di un
iuris confoederati Synaxi electionis praeest per se monastero sui iuris confederato, presiede alla
vel per alium Praeses eiusdem confoederationis. Sinassi di elezione, personalmente o per mezzo
di un altro, il Preside della stessa confederazione.

Can. 444 - § 1. Officium Superioris monasterii sui Can. 444 - § 1. L'ufficio di Superiore di un
iuris confertur ad tempus indeterminatum, nisi monastero sui iuris viene conferito a tempo
aliud fert typicum. indeterminato, a meno che il tipico non stabilisca
diversamente.

§ 2. Nisi typicum aliud praescribit, Superiores § 2. Se il tipico non prescrive diversamente, i


monasteriorum dependentium constituuntur ad Superiori dei monasteri dipendenti sono costituiti,
tempus in ipso typico determinatum a Superiore per un tempo determinato nello stesso tipico, dal
monasterii sui iuris de consensu sui consilii, si Superiore del monastero sui iuris con il consenso
monasterium est filiale, consulto vero eodem del suo consiglio se il monastero è filiale,
consilio, si est subsidiarium. consultato invece lo stesso consiglio se è
sussidiario.
§ 3. Superiores vero, qui septuagesimum § 3. I Superiori poi che hanno compiuto il
quintum aetatis annum expleverunt vel qui ob settantacinquesimo anno di età, o che a motivo
infirmam valetudinem aliave gravi de causa della salute malferma o per altra grave causa
officio suo implendo minus apti evaserunt, sono divenuti meno adatti all'adempimento del
renuntiationem ab officio Synaxi, cuius est eam loro ufficio, presentino la rinuncia dall'ufficio alla
acceptare, exhibeant. Sinassi, alla quale spetta di accettarla.

Can. 445 - Sodales Synaxis electionis eos eligere Can. 445 - I membri della Sinassi di elezione si
satagant, quos in Domino vere dignos et idoneos premurino di eleggere coloro che nel Signore
ad officium Superioris agnoscunt, se abstinentes riconoscono veramente degni e idonei all'ufficio di
a quovis abusu et praesertim a suffragiorum Superiore, astenendosi da qualunque abuso e
procuratione tam pro se ipsis quam pro aliis. specialmente dalla ricerca di voti tanto per se
stessi quanto per altri.

Can. 446 - In proprio monasterio Superior Can. 446 - Il Superiore risieda nel proprio
resideat neque ab eodem discedat nisi ad monastero e non se ne allontani se non a norma
normam typici. del tipico.

Can. 447 - § 1. Pro administratione bonorum Can. 447 - § 1. Per l’amministrazione dei beni
temporalium sit in monasterio oeconomus, qui temporali vi sia nel monastero l’economo, che
officio suo fungatur sub moderamine Superioris. svolga il suo ufficio sotto la direzione del
Superiore.

§ 2. Superior monasterii sui iuris officium § 2. Il Superiore del monastero sui iuris non
oeconomi eiusdem monasterii simul ne gerat; eserciti insieme l’ufficio di economo dello stesso
officium vero oeconomi monasterii dependentis, monastero; invece l’ufficio di economo di un
etsi melius ab officio Superioris distinguitur, monastero dipendente, anche se è meglio che
componi tamen cum eo potest, si necessitas id sia distinto dall’ufficio di Superiore, è tuttavia
exigit. compatibile con esso se lo esige la necessità.

§ 3. Oeconomus nominatur a Superiore § 3. L’economo è nominato dal Superiore del


monasterii sui iuris de consensu sui consilii, nisi monastero sui iuris con il consenso del suo
typicum aliud fert. consiglio, a meno che le costituzioni non
prevedano diversamente.

3° De admissione in monasterium sui iuris et de 3° L’ammissione nel monastero sui iuris e il


novitiatu noviziato

Can. 448 - Ut quis in monasterium sui iuris Can. 448 - Perché qualcuno sia ammesso in un
admittatur, requiritur, ut recta intentione monastero sui iuris si richiede che sia mosso da
moveatur, ad vitam monasticam ducendam sit retta intenzione , sia idoneo a condurre la vita
idoneus nec ullo detineatur impedimento iure monastica e non sia trattenuto da alcun
statuto. impedimento stabilito dal diritto.

Can. 449 - Candidatus, antequam ad novitiatum Can. 449 - Prima di essere ammesso al
admittitur, per temporis spatium in typico noviziato, il candidato deve vivere nel monastero
determinatum in monasterio degere debet sub per uno spazio di tempo determinato dal tipico,
speciali cura probati sodalis. sotto la cura speciale di un membro
sperimentato.

Can. 450 - Firmis praescriptis typici, quae potiora Can. 450 - Ferme restando le prescrizioni del
exigunt, ad novitiatum valide admitti non possunt: tipico che esigano di più, non possono essere
ammessi validamente al noviziato:

1° acatholici; 1° gli acattolici;

2° qui poena canonica puniti sunt exceptis 2° coloro che sono puniti da pena canonica
poenis, de quibus in can. 1426, § 1; eccetto le pene di cui nel can. 1426, § 1;

3° ii, quibus imminet gravis poena ob 3° coloro su cui pende una grave pena per un
delictum, de quo legitime accusati sunt; delitto del quale sono legittimamente accusati;

4° qui duodevicesimum aetatis annum 4° coloro che non hanno ancora compiuto il
nondum expleverunt, nisi agitur de monasterio, in diciottesimo anno di età, a meno che non si tratti
quo habetur professio temporaria, quo in casu di un monastero nel quale vi sia la professione
sufficit aetas septemdecim annorum; temporanea, nel qual caso è sufficiente l’età di
diciassette anni;

5° qui monasterium ingrediuntur vi, metu gravi 5° coloro che entrano nel monastero indotti
aut dolo inducti vel ii, quos Superior eodem modo da violenza, da timore grave oppure da dolo, o
inductus recipit; coloro che il Superiore riceve indotto allo stesso
modo;

6° coniuges durante matrimonio; 6° i coniugi mentre dura il matrimonio;

7° qui ligantur vinculo professionis religiosae 7° coloro che sono legati dal vincolo della
vel alio sacro vinculo in instituto vitae professione religiosa o da altro vincolo sacro in
consecratae, nisi de legitimo transitu agitur. un istituto di vita consacrata, a meno che non si
tratti di un passaggio legittimo.

Can. 451 - Nemo licite ad novitiatum monasterii Can. 451 - Nessuno può essere lecitamente
alterius Ecclesiae sui iuris admitti potest sine ammesso al noviziato di un monastero di un'altra
licentia Sedis Apostolicae, nisi de candidato Chiesa sui iuris senza la licenza della Sede
agitur, qui destinatus est monasterio dependenti, Apostolica, a meno che non si tratti di un
de quo in can. 432, propriae Ecclesiae. candidato che è stato destinato a un monastero
dipendente, di cui nel can. 432, della propria
Chiesa.

Can. 452 - § 1. Clerici eparchiae ascripti ad Can. 452 - § 1. I chierici ascritti a un'eparchia non
novitiatum licite admitti non possunt nisi consulto possono essere ammessi lecitamente al noviziato
proprio Episcopo eparchiali; nec licite admitti se non dopo che sia stato consultato il loro
possunt, si Episcopus eparchialis contradicit ex Vescovo eparchiale; né possono essere ammessi
eo, quod eorum discessus in grave animarum lecitamente se il Vescovo eparchiale è contrario
detrimentum cedit, quod aliter vitari minime perché la loro partenza produce un grave danno
potest, aut si de iis agitur, qui ad ordines sacros alle anime che non può assolutamente essere
in monasterio destinati aliquo impedimento iure evitato diversamente, oppure se si tratta di coloro
statuto detinentur. che, essendo destinati ai sacri ordini nel
monastero, ne sono trattenuti da qualche
impedimento stabilito dal diritto.

§ 2. Item licite in monasterium admitti non § 2. Non possono neppure essere ammessi
possunt parentes, quorum opera est ad filios lecitamente nel monastero i genitori la cui opera
alendos et educandos necessaria, aut filii, qui è necessaria per nutrire ed educare i figli, oppure
patri vel matri, avo vel aviae in gravi necessitate quei figli che devono provvedere al padre o alla
constitutis subvenire debent, nisi monasterium madre, al nonno o alla nonna che si trovano in
aliter de re providit. grave necessità, a meno che il monastero non
abbia provveduto diversamente alla cosa.

Can. 453 - § 1. Superioris monasterii sui iuris est Can. 453 - § 1. Compete al Superiore del
admittere ad novitiatum consulto suo consilio. monastero sui iuris ammettere al noviziato dopo
aver consultato il suo consiglio.

§ 2. Ipsi Superiori constare debet opportunis § 2. Al Superiore stesso deve constare, usando i
mediis adhibitis de idoneitate atque de plena mezzi opportuni, della idoneità e della piena
libertate candidati in statu monastico eligendo. libertà del candidato nella scelta dello stato
monastico.

§ 3. Circa documenta a candidatis praestanda § 3. A riguardo dei documenti che i candidati


necnon circa diversa testimonia de eorum bonis devono presentare e circa le varie testimonianze
moribus et idoneitate colligenda serventur che devono essere raccolte a proposito della loro
praescripta typici. buona condotta e dell'idoneità, si osservino le
prescrizioni del tipico.

Can. 454 - In typico determinandae sunt normae Can. 454 - Nel tipico devono essere definite le
circa dotem, si requiritur, a candidatis norme sulla dote, da apportare dai candidati e da
praestandam et sub speciali vigilantia Hierarchae amministrare sotto la speciale vigilanza del
loci administrandam necnon de integra dote sine Gerarca del luogo, come pure circa la
fructibus iam maturis quavis de causa a restituzione integrale della dote, ma senza i frutti
monasterio discedenti restituenda. maturati, a colui che, per qualsiasi ragione, si
separa dal monastero.

Can. 455 - Novitiatus incipit a susceptione Can. 455 - Il noviziato inizia con la vestizione
habitus monastici vel alio modo in typico dell'abito monastico o in un altro modo stabilito
praescripto. nel tipico.

Can. 456 - § 1. Monasterium sui iuris habere Can. 456 - § 1. Il monastero sui iuris può avere i
potest proprios novitios, qui in eodem monasterio propri novizi, che vengono iniziati alla vita
sub ductu idonei sodalis vitae monasticae monastica nello stesso monastero guidati da un
initiantur. membro idoneo.

§ 2. Novitiatus, ut validus sit, peragi debet in ipso § 2. Il noviziato, perché sia valido, dev'essere
monasterio sui iuris aut Superioris decisione trascorso nello stesso monastero sui iuris oppure,
consulto eius consilio in alio monasterio sui iuris per decisione del Superiore dopo aver consultato
eiusdem confoederationis. il suo consiglio, in un altro monastero sui iuris
della stessa confederazione.

§ 3. Si vero aliquod monasterium sui iuris sive § 3. Se però qualche monastero sui iuris, sia
confoederatum sive non confoederatum confederato sia non confederato, non può
praescripta de institutione novitiorum implere non adempiere le prescrizioni circa la formazione dei
potest, Superior tenetur obligatione novitios novizi, il Superiore ha l'obbligo di mandare i
mittendi in aliud monasterium, in quo eadem novizi in un altro monastero nel quale le stesse
praescripta religiose servantur. prescrizioni siano religiosamente osservate.

Can. 457 - § 1. Novitiatus, ut validus sit, per Can. 457 - § 1. Il noviziato, perché sia valido,
triennium integrum et continuum peragi debet; in dev’essere trascorso per un triennio intero e
monasteriis vero, in quibus professio temporaria continuo; però, nei monasteri in cui la professione
praemittitur professioni perpetuae, sufficit unus temporanea precede la professione perpetua, è
annus novitiatus. sufficiente un solo anno di noviziato.

§ 2. In unoquoque anno novitiatus absentia tribus § 2. In ciascun anno di noviziato un’assenza, sia
mensibus sive continuis sive intermissis brevior continua sia interrotta, più breve di tre mesi non
validitatem non afficit, sed tempus deficiens, si tocca la validità; ma il tempo mancante, se
quindecim dies superat, suppleri debet. supera i quindici giorni, dev’essere supplito.

§ 3. Novitiatus ultra triennium ne extendatur firmo § 3. Il noviziato non sia esteso oltre i tre anni,
can. 461, § 2. fermo restando il can. 461, § 2.

Can. 458 - § 1. Novitiorum institutioni Can. 458 - § 1. Alla formazione dei novizi sia
praeficiendus est ut magister ad normam typici preposto come maestro, a norma del tipico, un
sodalis prudentia, caritate, pietate, scientia et membro che si distingua per prudenza, carità,
vitae monasticae observantia praestans, decem pietà, scienza e osservanza della vita monastica
saltem annos professus. e che sia professo almeno da dieci anni.

§ 2. Iura et obligationes huius magistri in eis § 2. I diritti e i doveri di questo maestro,


praesertim, quae ad modum institutionis specialmente per quanto riguarda il modo della
novitiorum necnon ad relationes ad Synaxim et formazione dei novizi e le relazioni verso la
Superiorem monasterii spectant, determinentur in Sinassi e il Superiore del monastero, siano
typico. determinati nel tipico.

Can. 459 - § 1. Tempore novitiatus iugiter Can. 459 - § 1. Durante il tempo di noviziato
incumbendum est, ut sub ductu magistri bisogna adoperarsi continuamente affinché, sotto
informetur novitii animus studio typici, piis la guida del maestro, l'animo del novizio sia
meditationibus assiduaque prece, eis formato con lo studio del tipico, in pie meditazioni
perdiscendis, quae ad vota et ad virtutes e in preghiera assidua, nell'apprendere le
pertinent, exercitationibus opportunis ad vitia esigenze dei voti e delle virtù, in esercitazioni
exstirpanda, ad compescendos animi motus, ad adatte a estirpare i vizi, a padroneggiare le
virtutes acquirendas. passioni, ad acquistare le virtù.

§ 2. Tempore novitiatus ne destinentur novitii § 2. Nel tempo del noviziato i novizi non siano
operibus exterioribus monasterii nec dedita opera destinati alle opere esterne del monastero e non
studiis vacent litterarum, scientiarum aut artium. si occupino appositamente allo studio della
letteratura, delle scienze o delle arti.

Can. 460 - Novitius non potest valide suis bonis Can. 460 - Il novizio non può validamente
quovis modo renuntiare aut eadem obligare firmo rinunciare in qualsiasi modo ai suoi beni oppure
can. 467, § 1. sottoporli a obbligazioni, fermo restando il
can. 467, § 1.

Can. 461 - § 1. Novitius potest monasterium sui Can. 461 - § 1. Il novizio può abbandonare
iuris libere deserere aut a Superiore vel a Synaxi liberamente il monastero sui iuris oppure essere
secundum typicum iusta de causa dimitti. dimesso per giusta causa dal Superiore o dalla
Sinassi secondo il tipico.

§ 2. Exacto novitiatu, si iudicatur idoneus, § 2. Terminato il noviziato, se il novizio è


novitius ad professionem admittatur, secus giudicato idoneo, sia ammesso alla professione,
dimittatur; si vero dubium superest de eius altrimenti sia dimesso; ma se rimane un dubbio
idoneitate, potest novitiatus tempus ad normam sulla sua idoneità, il tempo di noviziato può
typici prorogari, non tamen ultra annum. essere prorogato, a norma del tipico, non però
oltre un anno.

4° De consecratione seu professione monastica 4° La consacrazione o professione monastica

Can. 462 - § 1. Status monasticus definitive Can. 462 - § 1. Lo stato monastico è


assumitur professione perpetua, in qua definitivamente assunto con la professione
comprehenduntur tria vota perpetua perpetua nella quale sono compresi i tre voti
oboedientiae, castitatis et paupertatis. perpetui di obbedienza, di castità e di povertà.

§ 2. In emittenda professione serventur § 2. Nell’emettere la professione si osservino le


praescripta typici et librorum liturgicorum. prescrizioni del tipico e dei libri liturgici.

Can. 463 - Quod attinet ad diversos professionis Can. 463 - Per quanto riguarda i diversi gradi di
monasticae gradus, standum est typico professione monastica, si stia al tipico del
monasterii salva vi iuridica professionis monastero, salvo restando il valore giuridico della
secundum ius commune. professione secondo il diritto comune.

Can. 464 - Ad validitatem professionis Can. 464 - Per la validità della professione
monasticae perpetuae requiritur, ut: monastica perpetua si richiede che:
1° novitiatus valide peractus sit; 1° il noviziato sia stato compiuto validamente;

2° novitius admittatur ad professionem a 2° il novizio sia ammesso alla professione dal


Superiore proprii monasterii sui iuris de consensu Superiore del proprio monastero sui iuris col
sui consilii necnon recipiatur professio ab eodem consenso del suo consiglio e la professione sia
Superiore per se vel per alium; ricevuta dallo stesso Superiore personalmente o
per mezzo di un altro;

3° professio sit expressa nec vi, metu gravi 3° la professione sia espressa e non sia né
aut dolo emissa vel recepta; emessa né ricevuta per violenza, timore grave
oppure dolo;

4° cetera ad validitatem professionis in typico 4° siano adempiute tutte le altre cose


requisita impleantur. richieste nel tipico per la validità della
professione.

Can. 465 - Ea, quae iure communi de Can. 465 - Le cose che sono prescritte dal diritto
professione temporaria praescribuntur, valent comune sulla professione temporanea valgono
etiam de monasteriis, in quibus talis professio anche per i monasteri nei quali questa
secundum typicum professioni perpetuae professione viene premessa, secondo il tipico,
praemittitur. alla professione perpetua.

Can. 466 - Professio monastica perpetua actus Can. 466 - La professione monastica perpetua
votis contrarios reddit invalidos, si actus irriti fieri rende invalidi gli atti contrari ai voti, se gli atti
possunt. possono essere annullati.

Can. 467 - § 1. Candidatus ad professionem Can. 467 - § 1. Il candidato alla professione


monasticam perpetuam debet intra sexaginta monastica perpetua, entro sessanta giorni prima
dies ante professionem omnibus bonis, quae actu della professione, deve rinunciare a tutti i beni
habet, cui mavult, sub condicione secuturae che possiede in quel momento, in favore di chi
professionis renuntiare; renuntiatio ante hoc vuole, sotto la condizione che dovrà seguire la
tempus facta ipso iure nulla est. professione; la rinuncia fatta prima di questo
tempo è nulla per il diritto stesso.

§ 2. Emissa professione ea omnia statim fiant, § 2. Emessa la professione, si faccia subito tutto
quae necessaria sunt, ut renuntiatio etiam iure quello che è necessario affinché la rinuncia
civili effectum consequatur. consegua effetto anche per diritto civile.

Can. 468 - § 1. Quaecumque bona temporalia Can. 468 - § 1. Qualunque bene temporale che a
quovis titulo sodali post professionem perpetuam qualsiasi titolo sopravvenga a un membro, dopo
obveniunt, a monasterio acquiruntur. la professione perpetua, rimane acquisito dal
monastero.

§ 2. De debitis et obligationibus, quae sodalis § 2. Quanto ai debiti e alle obbligazioni che un


post professionem perpetuam contraxit de membro ha contratto dopo la professione
licentia Superioris, respondere debet perpetua con la licenza del Superiore, ne deve
monasterium; si vero sine licentia Superioris rispondere il monastero; se invece ha contratto
debita contraxit, ipse sodalis respondere debet. debiti senza la licenza del Superiore, ne deve
rispondere il membro stesso.

§ 3. Firmum tamen est contra eum, in cuius rem § 3. Resta fermo tuttavia che, contro colui il cui
aliquid ex inito contractu versum est, semper patrimonio si è in qualche modo avvantaggiato in
posse actionem institui. seguito a quel contratto, si può sempre intentare
un'azione.

Can. 469 - Sodalis emissa professione perpetua Can. 469 - Emessa la professione perpetua, il
amittit ipso iure quaelibet officia, si quae habet, et membro perde per il diritto stesso qualunque
propriam eparchiam atque pleno iure monasterio ufficio, se ne ha qualcuno, e la propria eparchia e
aggregatur. inoltre viene aggregato per il diritto stesso al
monastero.

Can. 470 - Documentum emissae professionis Can. 470 - Il documento di emissione della
perpetuae ab ipso sodali et ab eo, qui professione perpetua, sottoscritto dal membro
professionem etiam ex delegatione recepit, stesso e da colui che ha ricevuto la professione,
subscriptum asservetur in archivo monasterii; anche se delegato, sia conservato nell’archivio
Superior proprii monasterii sui iuris debet de del monastero; il Superiore del proprio monastero
eadem quam primum certiorem facere parochum, sui iuris ne deve informare quanto prima il
apud quem baptismus sodalis adnotatus est. parroco presso il quale è stato registrato il
battesimo del membro.

5° De institutione sodalium et de disciplina 5° La formazione dei membri e la disciplina


monastica monastica

Can. 471 - § 1. Modus institutionis sodalium in Can. 471 - § 1. Il metodo di formazione dei
typico ita determinetur, ut ad vitam sanctitatis membri sia determinato nel tipico in modo tale
plenius assequendam permanenter excitentur che essi siano incitati permanentemente a
necnon ut ipsorum ingenii dotes evolvantur studio conseguire più pienamente una vita di santità,
sacrae doctrinae et acquisitione humanae come pure che le doti del loro ingegno si
culturae pro temporum necessitatibus et sic sviluppino con lo studio della sacra dottrina e con
aptiores evadant in exercitio artium atque l’acquisto della cultura umana secondo le
operum, quae a monasterio legitime assumuntur. necessità dei tempi e così diventino più adatti a
esercitare le arti e le opere che sono
legittimamente assunte dal monastero.

§ 2. Institutio monachorum, qui ad ordines sacros § 2. La formazione dei monaci che sono destinati
destinantur, praeterea fieri debet secundum agli ordini sacri, inoltre dev’essere fatta secondo
rationem institutionis clericorum, de qua in il piano di formazione dei chierici di cui nel
can. 330, in ipso monasterio, si sedem studiorum can. 330 nello stesso monastero, se esso ha una
ad normam can. 340, § 1 instructam habet, aut sede di studi organizzata a norma del can. 340,
sub ductu probati moderatoris in alio seminario § 1; oppure in un altro seminario o istituto di studi
vel instituto studiorum superiorum ab auctoritate superiori approvato dall’autorità ecclesiastica,
ecclesiastica approbato. sotto la guida di un esperto moderatore.

Can. 472 - Superior monasterii sui iuris ad Can. 472 - Il Superiore di un monastero sui iuris
normam typici dare potest suis sodalibus a votis può dare ai suoi membri di voti perpetui, a norma
perpetuis litteras dimissorias ad sacram del tipico, le lettere dimissorie per la sacra
ordinationem; hae litterae mittendae sunt ordinazione; queste lettere devono essere inviate
Episcopo eparchiali loci, ubi monasterium, etiam al Vescovo eparchiale del luogo dove è situato il
dependens, situm est vel, si de monasterio monastero, anche se dipendente o, se si tratta di
stauropegiaco agitur, Episcopo a Patriarcha un monastero stauropegiaco, al Vescovo
designato. designato dal Patriarca.

Can. 473 - § 1. In singulis monasteriis laudes Can. 473 - § 1. Nei singoli monasteri si celebrino
divinae cottidie celebrentur ad normam typici et ogni giorno le lodi divine, a norma del tipico e
legitimarum consuetudinum; item omnibus diebus delle legittime consuetudini; inoltre si celebri la
celebretur Divina Liturgia eis exceptis, qui Divina Liturgia tutti i giorni, eccettuati quelli che
praescriptis librorum liturgicorum excipiuntur. sono esclusi dalle prescrizioni dei libri liturgici.

§ 2. Curent Superiores monasteriorum, ut omnes § 2. I Superiori dei monasteri abbiano cura che
sodales ad normam typici: tutti i membri, a norma del tipico:

1° legitime non impediti cottidie laudibus 1° partecipino quotidianamente alle lodi divine
divinis atque Divinae Liturgiae, quoties e alla Divina Liturgia ogni volta che viene
celebratur, participent, contemplationi rerum celebrata, se non sono legittimamente impediti; si
divinarum vacent et in alia pietatis exercitia dedichino alla contemplazione delle realtà divine
sedulo incumbant; e si applichino assiduamente agli altri esercizi di
pietà;

2° libere ac frequenter ad patres spirituales et 2° possano accedere liberamente e


confessarios accedere possint; frequentemente ai padri spirituali e ai confessori;

3° quotannis per aliquot dies recessui 3° ogni anno si dedichino per alcuni giorni al
spirituali vacent. ritiro spirituale.

Can. 474 - § 1. Sodales monasteriorum Can. 474 - § 1. I membri dei monasteri ricevano
frequenter ad normam typici sacramentum frequentemente, a norma del tipico, il sacramento
paenitentiae suscipiant. della penitenza.

§ 2. Firmo typico, quod confessionem suadet § 2. Fermo restando il tipico che consiglia la
apud determinatos confessarios, omnes sodales confessione presso determinati confessori, tutti i
monasterii sacramentum paenitentiae suscipere membri del monastero possono ricevere il
possunt a quocumque sacerdote facultate hoc sacramento della penitenza da qualsiasi
sacramentum ministrandi praedito firma disciplina sacerdote provvisto della facoltà di amministrare
monastica. questo sacramento, ferma restando la disciplina
monastica.

Can. 475 - § 1. In singulis monasteriis plures pro Can. 475 - § 1. Nei singoli monasteri, a seconda
sodalium numero patres spirituales et confessarii del numero dei membri, siano designati dal
designentur ab ipso Superiore monasterii, si de Superiore del monastero più padri spirituali e
presbyteris-monachis eiusdem monasterii agitur, confessori, se si tratta di presbiteri-monaci
qui facultate sacramentum paenitentiae provvisti della facoltà di amministrare il
ministrandi praediti sunt, secus vero ab Hierarcha sacramento della penitenza; altrimenti siano
loci audito Superiore monasterii sui iuris, qui invece designati dal Gerarca del luogo dopo aver
praevie communitatem, cuius interest, consulere ascoltato il Superiore del monastero sui iuris, il
debet. quale in precedenza deve sentire il parere della
comunità interessata.

§ 2. Pro monasteriis in quibus presbyteri-monachi § 2. Per i monasteri nei quali non ci sono
non sunt, Hierarcha loci eodem modo designet presbiteri-monaci, il Gerarca del luogo designi
sacerdotem, cuius est regulariter in monasterio allo stesso modo un sacerdote che ha il compito
Divinam Liturgiam celebrare et verbum Dei di celebrare regolarmente nel monastero la
praedicare firmo can. 612, § 2. Divina Liturgia e di predicare la parola di Dio,
fermo restando il can. 612, § 2.

Can. 476 - Sodales monasterii tam intra quam Can. 476 - I membri del monastero, sia dentro sia
extra monasterium habitum monasticum a proprio fuori del monastero, indossino l'abito monastico
typico praescriptum induant. prescritto dal proprio tipico.

Can. 477 - § 1. In monasterio servetur clausura Can. 477 - § 1. Nel monastero si osservi la
modo in typico praescripto, salvo iure Superioris clausura nel modo prescritto dal tipico, salvo
per modum actus et gravi de causa in partes restando il diritto del Superiore di ammettere, a
clausurae obnoxias admittendi personas alterius modo di atto e per grave causa, nelle parti
sexus praeter illas, quae secundum typicum sottoposte alla clausura, persone dell'altro sesso,
clausuram ingredi possunt. oltre a quelle che secondo il tipico possono
entrare nella clausura.

§ 2. Partes monasterii clausurae obnoxiae § 2. Le parti del monastero sottoposte alla


manifesto indicentur. clausura siano indicate in modo palese.
§ 3. Clausurae fines accurate praescribere aut § 3. Compete al Superiore del monastero sui
iusta de causa mutare est Superioris monasterii iuris, col consenso del suo consiglio e anche
sui iuris de consensu sui consilii atque certiore informandone il Vescovo eparchiale, prescrivere
facto Episcopo eparchiali. accuratamente i confini della clausura oppure
mutarli per una giusta causa.

Can. 478 - Superior monasterii potest permittere, Can. 478 - Il Superiore del monastero può
ut sodales extra monasterium degant ad tempus permettere che i membri dimorino fuori del
in typico determinatum; ad absentiam vero, quae monastero per un tempo determinato dal tipico;
unum annum excedit nisi causa studiorum vel ma per un'assenza che supera un anno, se non
infirmitatis intercedit, requiritur licentia interviene un motivo di studi o di malattia, si
auctoritatis, cui monasterium subiectum est. richiede la licenza dell'autorità a cui il monastero
è soggetto.

Can. 479 - Si de iudicio Hierarchae loci auxilium Can. 479 - Se, a giudizio del Gerarca del luogo,
monasteriorum ad institutionem catecheticam si rende necessario l'aiuto dei monasteri per
populi necessarium est, omnes Superiores ab l'istruzione catechistica del popolo, tutti i Superiori
eodem Hierarcha requisiti debent per se vel per richiesti dallo stesso Gerarca la devono impartire
alios illam populo tradere in propriis ecclesiis. al popolo, personalmente o per mezzo di altri,
nelle proprie chiese.

Can. 480 - In ecclesia monasterii paroecia erigi Can. 480 - Una parrocchia non può essere eretta
non potest nec monachi parochi nominari nella chiesa di un monastero né i monaci
possunt sine consensu Patriarchae intra fines possono essere nominati parroci senza il
territorii Ecclesiae, cui praeest, aut in ceteris consenso del Patriarca entro i confini del territorio
casibus Sedis Apostolicae. della Chiesa a cui presiede oppure, in tutti gli altri
casi, della Sede Apostolica.

6° De eremitis 6° Gli eremiti

Can. 481 - Eremita est sodalis monasterii sui Can. 481 - L’eremita è un membro di un
iuris, qui in coelestium contemplatione se totum monastero sui iuris che si dà interamente alla
collocat et ab hominibus mundoque ex toto contemplazione delle cose celesti e si isola
segregatur. totalmente dagli uomini e dal mondo.

Can. 482 - Ad vitam eremiticam legitime Can. 482 - Per intraprendere legittimamente la
aggrediendam requiritur, ut sodalis licentiam vita eremitica si richiede che il membro abbia
Superioris monasterii sui iuris, ad quod pertinet, ottenuto la licenza del Superiore del monastero
de consensu eius consilii obtinuerit et saltem sex sui iuris al quale appartiene, col consenso del
annos a die perpetuae professionis computandos suo consiglio, e abbia trascorso la vita nel
vitam in monasterio peregerit. monastero almeno per sei anni, da computare dal
giorno della professione perpetua.

Can. 483 - Locus, ubi eremita vivit, sit a Can. 483 - Il luogo nel quale l'eremita vive sia
Superiore monasterii designatus atque speciali designato dal Superiore del monastero e sia
modo a saeculo et a ceteris partibus monasterii separato in modo speciale dal secolo e dalle altre
segregatus; si vero locus extra saepta monasterii parti del monastero; se però il luogo si trova fuori
invenitur, requiritur insuper consensus scripto dal recinto del monastero, occorre inoltre il
datus Episcopi eparchialis. consenso dato per iscritto dal Vescovo
eparchiale.

Can. 484 - Eremita a Superiore monasterii Can. 484 - L'eremita dipende dal Superiore del
dependet atque canonibus de monachis et typico monastero e inoltre resta obbligato dai canoni sui
monasterii obligatur, quatenus cum vita eremitica monaci e dal tipico del monastero nella misura in
componi possunt. cui sono compatibili con la vita eremitica.
Can. 485 - Superior monasterii sui iuris potest de Can. 485 - Il Superiore del monastero sui iuris,
consensu sui consilii imponere finem vitae col consenso del suo consiglio, può porre fine
eremiticae iusta de causa, etiam invito eremita. alla vita eremitica per una giusta causa, anche
contro la volontà dell’eremita.

7° De monasterio stauropegiaco 7° Il monastero stauropegiaco

Can. 486 - § 1. Patriarcha gravi de causa, Can. 486 - § 1. Il Patriarca, dopo aver consultato
consulto Episcopo eparchiali atque de consensu il Vescovo eparchiale e col consenso del Sinodo
Synodi permanentis potest in ipso actu erectionis permanente, per una grave causa, può
monasterio sui iuris statum monasterii concedere lo stato di monastero stauropegiaco,
stauropegiaci concedere. nell’atto stesso dell’erezione, a un monastero
sui iuris.

§ 2. Monasterium stauropegiacum Patriarchae § 2. Il monastero stauropegiaco è


immediate subiectum est ita, ut ipse solus eadem immediatamente soggetto al Patriarca in modo
iura et obligationes habet ac Episcopus tale che egli solo ha gli stessi diritti e doveri del
eparchialis circa monasterium, sodales eidem Vescovo eparchiale sul monastero, sui membri
ascriptos necnon personas, quae diu noctuque in ascritti al medesimo e sulle persone che vivono
monasterio degunt; ceterae vero personae giorno e notte nel monastero; tutte le altre
monasterio addictae immediate et exclusive persone poi addette al monastero sono soggette
Patriarchae subduntur in eis solummodo, quae immediatamente ed esclusivamente al Patriarca,
ad eorum munus vel officium spectant. soltanto in quelle cose che riguardano la loro
funzione o ufficio.

8° De transitu ad aliud monasterium 8° Passaggio a un altro monastero

Can. 487 - § 1. Sodalis non potest transire a Can. 487 - § 1. Un membro non può passare da
monasterio sui iuris ad aliud eiusdem un monastero sui iuris a un altro della stessa
confoederationis sine consensu scripto dato confederazione senza il consenso dato per
Praesidis confoederationis. iscritto del Preside della confederazione.

§ 2. Ad transitum a monasterio non confoederato § 2. Per il passaggio da un monastero non


ad aliud monasterium eidem auctoritati subiectum confederato a un altro monastero soggetto alla
requiritur consensus eiusdem auctoritatis; si vero stessa autorità è richiesto il consenso della
monasterium, ad quod transitus fit, alii auctoritati stessa autorità; se invece il monastero al quale si
subiectum est, requiritur etiam consensus huius fa il passaggio è soggetto a un’altra autorità, si
auctoritatis. richiede anche il consenso di questa autorità.

§ 3. Patriarcha, Episcopus eparchialis et Praeses § 3. Il Patriarca, il Vescovo eparchiale e il Preside


confoederationis hunc consensum dare non della confederazione non possono dare questo
possunt nisi consulto Superiore monasterii sui consenso se non dopo aver consultato il
iuris, a quo transitus fit. Superiore del monastero sui iuris, dal quale si fa
il passaggio.

§ 4. Ad validitatem transitus ad monasterium § 4. Per la validità del passaggio a un monastero


alterius Ecclesiae sui iuris requiritur insuper di un’altra Chiesa sui iuris si richiede inoltre il
consensus Sedis Apostolicae. consenso della Sede Apostolica.

§ 5. Transitus fit admissione a Superiore novi § 5. Il passaggio avviene con l’ammissione


monasterii sui iuris de consensu Synaxis concessa dal Superiore del nuovo monastero sui
concessa. iuris col consenso della Sinassi.

Can. 488 - § 1. Transiens ad aliud monasterium Can. 488 - § 1. Colui che passa a un altro
sui iuris eiusdem confoederationis nec novitiatum monastero sui iuris della stessa confederazione
peragit nec novam professionem emittit et a die non fa il noviziato né emette una nuova
transitus amittit iura et solvitur ab obligationibus professione e dal giorno del passaggio perde i
prioris monasterii, alterius iura et obligationes diritti e viene sciolto dagli obblighi del precedente
suscipit et, si clericus est, eidem etiam ut clericus monastero, assume i diritti e gli obblighi dell’altro
ascribitur. e, se è chierico, viene ascritto allo stesso anche
come chierico.

§ 2. Transiens a monasterio sui iuris ad aliud § 2. Chi passa da un monastero sui iuris a un
monasterium sui iuris ad nullam vel ad diversam altro monastero sui iuris, che non appartiene a
confoederationem pertinens servet praescripta nessuna confederazione oppure che fa parte di
typici monasterii, ad quod fit transitus, circa una diversa, osservi le prescrizioni del tipico del
obligationem peragendi novitiatum et emittendi monastero verso il quale avviene il passaggio,
professionem; si vero in typico de re non cavetur, per quanto riguarda l’obbligo di fare il noviziato e
nec novitiatum peragit nec novam professionem di emettere la professione; se però nel tipico non
emittit, sed effectus transitus locum habent a die, si tratta di ciò, non fa il noviziato né emette la
quo transitus fit, nisi Superior monasterii ab eo nuova professione, ma l’effetto del passaggio ha
exigit, ut aliquod tempas non ultra annum luogo dal giorno in cui avviene il passaggio, a
experimenti causa in monasterio transigat; meno che il Superiore del monastero non esiga
transacto experimenti tempore aut a Superiore de da lui che trascorra un certo tempo, non oltre un
consensu sui consilii vel Synaxis ad normam anno, nel monastero a titolo di esperimento;
typici stabiliter novo monasterio ascribatur aut ad trascorso il tempo dell’esperimento o sia ascritto
pristinum monasterium redeat. stabilmente al nuovo monastero dal Superiore
con il consenso del suo consiglio o della Sinassi
a norma del tipico, oppure ritorni al precedente
monastero.

§ 3. In transitu a monasterio sui iuris ad ordinem § 3. Nel passaggio da un monastero sui iuris a un
vel congregationem serventur congrua congruis ordine o a una congregazione si osservino, con
referendo cann. 544 et 545. gli adattamenti del caso, i cann. 544 e 545.

§ 4. Monasterium sui iuris, a quo sodalis discedit, § 4. Il monastero sui iuris, dal quale un membro
bona servat, quae ipsius sodalis ratione iam ei si separa, conserva i beni che in ragione del
quaesita sunt; quod spectat ad dotem, ea debetur membro stesso sono già stati da esso acquisiti;
sine fructibus iam maturis a die transitus per quanto riguarda la dote, essa dal giorno del
monasterio, ad quod transitus fit. passaggio appartiene, senza i frutti già maturati,
al monastero verso il quale avviene il passaggio.

9° De exclaustratione et de discessu a 9° L’esclaustrazione e la separazione dal


monasterio monastero

Can. 489 - § 1. Indultum exclaustrationis a Can. 489 - § 1. L’indulto di esclaustrazione da un


monasterio sui iuris nonnisi sodali a votis monastero sui iuris non può concederlo a un
perpetuis concedere potest ad petitionem ipsius membro di voti perpetui, su domanda del
sodalis auctoritas, cui monasterium subiectum membro stesso, se non l’autorità a cui il
est, audito Superiore monasterii sui iuris una cum monastero è soggetto, dopo aver ascoltato il
suo consilio. Superiore del monastero sui iuris assieme al suo
consiglio.

§ 2. Episcopus eparchialis hoc indultum nonnisi § 2. Il Vescovo eparchiale non può concedere
ad quinquennium concedere potest. questo indulto se non per un quinquennio.

Can. 490 - Petente Superiore monasterii sui iuris Can. 490 - L'esclaustrazione può essere imposta,
de consensu sui consilii exclaustratio imponi su richiesta del Superiore del monastero sui iuris
potest ab auctoritate, cui monasterium subiectum col consenso del suo consiglio, dall'autorità a cui
est, gravi de causa servata aequitate et caritate. il monastero è soggetto, per grave causa e
osservando l'equità e la carità.
Can. 491 - Sodalis exclaustratus manet votis Can. 491 - Il membro esclaustrato rimane legato
ligatus atque ceteris obligationibus professionis ai voti ed è ancora tenuto a tutti gli altri obblighi
monasticae, quae cum suo statu componi della professione monastica che sono compatibili
possunt, adhuc tenetur; habitum monasticum col suo nuovo stato; deve deporre l'abito
debet deponere; perdurante tempore monastico; durante il tempo dell'esclaustrazione
exclanstrationis caret voce activa et passiva; è privo di voce attiva e passiva; è soggetto al
Episcopo eparchiali loci, ubi commoratur, loco Vescovo eparchiale del luogo dove dimora, al
Superioris proprii monasterii subditus est etiam vi posto del Superiore del proprio monastero, anche
voti oboedientiae. in virtù del voto di obbedienza.

Can. 492 - § 1. Sodalis a votis perpetuis indultum Can. 492 - § 1. Un membro di voti perpetui non
discedendi a monasterio et redeundi ad vitam chieda l'indulto di separarsi dal monastero e di
saecularem ne petat nisi gravissimis de causis ritornare alla vita secolare se non per cause
coram Domino perpensis; petitionem suam gravissime ponderate davanti al Signore; presenti
deferat Superiori monasterii sui iuris, qui eam una la sua domanda al Superiore del monastero sui
cum voto suo suique consilii ad Sedem iuris il quale, assieme al suo voto e a quello del
Apostolicam mittat. suo consiglio, la inoltrerà alla Sede Apostolica.

§ 2. Huiusmodi indultum Sedi Apostolicae § 2. Tale indulto è riservato alla Sede Apostolica.
reservatur.

Can. 493 - § 1. Indultum discedendi a monasterio Can. 493 - § 1. L'indulto di separarsi dal
et redeundi ad vitam saecularem legitime monastero e di ritornare alla vita secolare,
concessum et sodali intimatum, nisi in actu legittimamente concesso e intimato a un
intimationis ab ipso sodali reiectum est, ipso iure membro, se all'atto dell'intimazione non è stato
secumfert dispensationem a votis necnon ab respinto dal membro stesso, comporta per il
omnibus obligationibus ex professione ortis, non diritto stesso la dispensa dai voti come pure da
vero ab illis ordini sacro adnexis, si sodalis in tutti gli obblighi derivanti dalla professione, non
ordine sacro constitutus est. però da quelli annessi all'ordine sacro, se il
membro è stato costituito nell'ordine sacro.

§ 2. Si sodalis, qui a monasterio discessit et ad § 2. Se il membro che si è separato dal


vitam saecularem rediit, in monasterium rursus monastero ed è ritornato alla vita secolare viene
recipitur, novitiatum ac professionem instaurat, ripreso di nuovo nel monastero, ripete il noviziato
perinde ac si numquam vitae religiosae addictus e la professione, come se non fosse mai
esset. appartenuto alla vita religiosa.

Can. 494 - § 1. Monachus a votis perpetuis et in Can. 494 - § 1. Il monaco di voti perpetui e
ordine sacro constitutus, si indultum discedendi a costituito nell'ordine sacro, se ha ottenuto l'indulto
monasterio et redeundi ad saeculum obtinuit, non di separarsi dal monastero e di ritornare al
potest ordines sacros exercere, donec secolo, non può esercitare gli ordini sacri finché
Episcopum eparchialem benevolum receptorem non abbia trovato un Vescovo eparchiale
invenerit. benevolo che lo accolga.

§ 2. Episcopus eparchialis eum recipere potest § 2. Il Vescovo eparchiale lo può accogliere sia
sive absolute sive experimenti causa ad senza condizioni sia a titolo di esperimento per
quinquennium; in primo casu monachus est ipso cinque anni; nel primo caso il monaco è ascritto
iure eparchiae ascriptus, in altero vero exacto all'eparchia per il diritto stesso, nel secondo
quinquennio, nisi antea expresse dimissus est. invece lo è quando sono passati cinque anni, a
meno che non sia stato prima espressamente
dimesso.

Can. 495 - Sodalis, qui post emissam Can. 495 - Il membro che, dopo aver emessa la
professionem monasterium illegitime deseruit, professione, abbandona illegittimamente il
debet sine mora ad monasterium redire; monastero, deve ritornare senza ritardi al
Superiores debent eum sollicite requirere et, si monastero; i Superiori devono ricercarlo
vera paenitentia motus redit, suscipere; secus sollecitamente e, se ritorna mosso da vera
vero ad normam iuris puniatur vel etiam penitenza, riceverlo; in caso contrario sia punito o
dimittatur. anche dimesso a norma del diritto.

Can. 496 - Qui perdurante professione Can. 496 - Colui che durante la professione
temporaria, gravi de causa, a monasterio temporanea per una grave causa vuole separarsi
discedere et ad vitam saecularem redire vult, dal monastero e ritornare alla vita secolare,
petitionem suam Superiori monasterii sui iuris presenti la sua domanda al Superiore del
deferat, cuius est, de consensu eius Consilii, monastero sui iuris, il quale con il consenso del
indultum concedere, nisi ius particulare id pro suo consiglio concede l’indulto, a meno che il
monasteriis intra fines territorii Ecclesiae diritto particolare non riservi ciò al Patriarca per i
patriarchalis sitis Patriarchae reservet. monasteri situati entro i confini del territorio della
Chiesa patriarcale.

10° De dimissione monachorum 10° La dimissione dei monaci

Can. 497 - § 1. Ipso iure dimissus a monasterio Can. 497 - § 1. E’ da ritenere dimesso dal
habendus est sodalis qui: monastero per il diritto stesso il membro che:

1° fidem catholicam publice abiecit; 1° ha pubblicamente abbandonato la fede


cattolica;

2° matrimonium celebravit vel etiam civiliter 2° ha celebrato o anche solo civilmente


tantum attentavit. attentato il matrimonio.

§ 2. His in casibus Superior monasterii sui iuris § 2. In questi casi il Superiore del monastero sui
consulto suo consilio sine mora collectis iuris, dopo aver consultato il suo consiglio, senza
probationibus declarationem facti emittat, ut alcun ritardo, raccolte le prove, emetta la
iuridice constet de dimissione, atque quam dichiarazione del fatto, affinché consti
primum de re auctoritatem, cui monasterium giuridicamente della dimissione, e informi al più
immediate subiectum est, certiorem faciat. presto della cosa l’autorità a cui il monastero è
immediatamente soggetto.

Can. 498 - § 1. Sodalis, qui causa est imminentis Can. 498 - § 1. Il membro che è causa sia di un
et gravissimi sive exterioris scandali sive erga imminente e gravissimo scandalo esterno, sia di
monasterium damni, a Superiore monasterii sui un danno nei riguardi del monastero, può essere
iuris de consensu eius consilii statim ex espulso immediatamente dal Superiore del
monasterio eici potest habitu monastico statim monastero sui iuris col consenso del suo
deposito. consiglio, facendogli deporre subito l'abito
monastico.

§ 2. Superior monasterii sui iuris, si casus fert, § 2. Il Superiore del monastero sui iuris procuri,
curet, ut processus dimissionis ad normam iuris se è il caso, che sia promosso il processo di
promoveatur, aut rem auctoritati, cui dimissione a norma di diritto, oppure deferisca la
monasterium subiectum est, deferat. cosa all'autorità a cui il monastero è soggetto.

§ 3. Sodalis ex monasterio eiectus, qui in ordine § 3. Al membro espulso dal monastero, che è
sacro constitutus est, ab exercitio ordinis sacri costituito nell'ordine sacro, è proibito l'esercizio
prohibetur, nisi auctoritas, cui monasterium dell'ordine sacro, a meno che l'autorità a cui è
subiectum est, aliter decernit. soggetto il monastero non decida diversamente.

Can. 499 - Perdurante professione temporaria, Can. 499 - Mentre dura la professione
sodalis dimitti potest a Superiore monasterii sui temporanea, un membro può essere dimesso dal
iuris, de consensu eius Consilii, secundum Superiore del monastero sui iuris col consenso
can. 552, §§ 2 et 3; sed dimissio, ut valeat, del suo consiglio secondo il can. 552, §§ 2 e 3;
confirmari debet a Patriarcha, si ius particulare ita ma perché la dimissione sia valida dev’essere
fert pro monasteriis intra fines territorii Ecclesiae confermata dal Patriarca, se il diritto particolare
patriarchalis sitis. così prevede per i monasteri situati entro i confini
del territorio della Chiesa patriarcale.

Can. 500 - § 1. Ad dimittendum sodalem a votis Can. 500 - § 1. Per dimettere un membro di voti
perpetuis firmo can. 497 competens est Praeses perpetui, fermo restando il can. 497, è
confoederationis monasticae vel Superior competente il Preside della confederazione
monasterii sui iuris non confoederati, uterque de monastica o il Superiore del monastero sui iuris
consensu sui consilii, quod in casu simul cum non confederato, l’uno e l’altro col consenso del
Superiore praeside ex quinque saltem membris proprio consiglio, che nel caso deve essere
ad validitatem constare debet ita, ut, si desunt vel composto, per la validità, assieme al Superiore
absunt ordinarii consiliarii, alii ad normam typici che presiede, almeno da cinque membri, in modo
vel statutorum confoederationis advocentur; che, se mancano o sono assenti i consiglieri
suffragatio autem secreto fieri debet. ordinari, siano chiamati altri a norma del tipico o
degli statuti della confederazione; la votazione
poi deve essere segreta.

§ 2. Ad dimissionem valide decernendam praeter § 2. Per decidere validamente la dimissione, oltre


alias condiciones in typico forte statutas alle altre condizioni stabilite eventualmente dal
requiritur, ut: tipico, si richiede che:

1° causae dimissionis sint graves, culpabiles 1° le cause della dimissione siano gravi,
et iuridice comprobatae una cum defectu imputabili, giuridicamente provate e unite alla
emendationis; mancata emendazione;

2° dimissioni praecesserint, nisi natura 2° la dimissione sia stata preceduta, a meno


causae dimissionis id excludit, duae monitiones che la natura della causa di dimissione lo
cum formali comminatione dimissionis, quae in escluda, da due ammonizioni, con formale
cassum cesserunt; comminazione della dimissione, che siano andate
a vuoto;

3° causae dimissionis sodali scripto 3° le cause della dimissione siano state


manifestatae sint data ei post singulas manifestate per iscritto al membro, accordandogli
monitiones plena opportunitate se defendendi; dopo ogni ammonizione piena facoltà di
difendersi;

4° tempus utile in typico statutum ab ultima 4° sia trascorso il tempo utile stabilito dal
monitione elapsum sit. tipico dopo l’ultima ammonizione.

§ 3. Responsiones sodalis scripto datae alligantur § 3. Le risposte scritte date dal membro siano
actis, quae eis, de quibus in § 1, submittenda allegate agli atti da sottoporre a coloro di cui si
sunt. tratta nel § 1.

§ 4. Decretum dimissionis exsecutioni mandari § 4. Il decreto di dimissione non può essere


non potest, nisi est ab auctoritate, cui mandato ad esecuzione se non è stato approvato
monasterium subiectum est, approbatum. dall’autorità a cui il monastero è soggetto.

Can. 501 - § 1. Decretum dimissionis quam Can. 501 - § 1. Il decreto di dimissione sia
primum sodali, cuius interest, intimetur. intimato al più presto al membro interessato.

§ 2. Sodalis vero potest adversus decretum § 2. Contro il decreto di dimissione, però, il


dimissionis intra triginta dies cum effectu membro può sia interporre ricorso entro trenta
suspensivo sive recursum interponere sive giorni con effetto sospensivo, sia postulare che la
postulare, ut causa via iudiciali tractetur causa sia trattata per via giudiziaria.

§ 3. De recursu adversus decretum dimissionis § 3. Del ricorso contro il decreto di dimissione si


videt Sedes Apostolica vel, si de sodali agitur, qui occupa la Sede Apostolica o, se si tratta di un
domicilium intra fines territorii Ecclesiae membro che ha il domicilio entro i confini del
patriarchalis habet, Patriarcha. territorio della Chiesa patriarcale, il Patriarca.

§ 4. Si vero causa via iudiciali tractanda est, de § 4. Se invece la causa dev’essere trattata per
ea videt tribunal auctoritatis immediate superioris via giudiziaria, se ne occupa il tribunale
ei, qui decretum dimissionis confirmavit; Superior dell’autorità immediatamente superiore a colui
vero, qui decretum dimissionis tulit, acta in re che ha confermato il decreto di dimissione; il
collecta tradat eidem tribunali et procedatur Superiore che ha emesso il decreto di dimissione
secundum canones de iudicio poenali consegni allo stesso tribunale la raccolta degli atti
appellatione remota. relativi e si proceda secondo i canoni del giudizio
penale, escluso l’appello.

Can. 502 - Legitima dimissione, ea exclusa, de Can. 502 - Con la legittima dimissione, esclusa
qua in can. 497, ipso iure cessant omnia vincula quella di cui nel can. 497, cessano per il diritto
necnon obligationes ex professione monastica stesso tutti i vincoli nonché gli obblighi sorti dalla
orta et, si sodalis in ordine sacro constitutus est, professione monastica e, se il membro è
servari debet can. 494. costituito nell'ordine sacro, dev'essere osservato
il can. 494.

Can. 503 - § 1. Qui a monasterio legitime discedit Can. 503 - § 1. Colui che si separa
vel ab eo legitime dimissus est, nihil ab eo legittimamente dal monastero o è legittimamente
repetere potest ob quamlibet operam in eo dimesso da esso, non può rivendicare nulla da
praestitam. esso per qualsiasi opera in esso compiuta.

§ 2. Monasterium tamen aequitatem et caritatem § 2. Tuttavia il monastero osservi l'equità e la


servet erga sodalem, qui ab eo separatur. carità verso il membro che se ne separa.

Art. III DE ORDINIBUS ET Art. III Gli ordini e le congregazioni


CONGREGATIONIBUS

Can. 504 - § 1. Ordo est societas ab auctoritate Can. 504 - § 1. L'ordine è una società eretta dalla
competenti ecclesiastica erecta, in qua sodales, competente autorità ecclesiastica, nella quale i
etsi non sunt monachi, professionem emittunt, membri, pur non essendo monaci, emettono una
quae professioni monasticae aequiparatur. professione che è equiparata alla professione
monastica.

§ 2. Congregatio est societas ab auctoritate § 2. La congregazione è una società eretta dalla


competenti ecclesiastica erecta, in qua sodales competente autorità ecclesiastica, nella quale i
professionem emittunt cum tribus votis publicis membri emettono la professione con i tre voti
oboedientiae, castitatis et paupertatis, quae pubblici di obbedienza, castità e povertà, la quale
tamen professioni monasticae non aequiparatur, però non è equiparata alla professione
sed propriam vim habet ad normam iuris. monastica, ma ha una forza propria a norma del
diritto.

Can. 505 - § 1. Ordo est iuris pontificii, si a Sede Can. 505 - § 1. Un ordine è di diritto pontificio se
Apostolica erectus aut per eiusdem decretum ut è stato eretto dalla Sede Apostolica, oppure se è
talis agnitus est; iuris patriarchalis vero, si a stato riconosciuto come tale da un decreto della
Patriarcha erectus decretum agnitionis Sedis stessa; è di diritto patriarcale invece se, dopo
Apostolicae consecutus non est. essere stato eretto dal Patriarca, non ha ottenuto
il decreto di riconoscimento della Sede
Apostolica.

§ 2. Congregatio est: § 2. Una congregazione è:

1° iuris pontificii, si a Sede Apostolica erecta 1° di diritto pontificio se è stata eretta dalla
aut per eiusdem decretum ut talis agnita est; Sede Apostolica, oppure se è stata riconosciuta
come tale per mezzo di un decreto della stessa;

2° iuris patriarchalis, si a Patriarcha erecta aut 2° di diritto patriarcale se è stata eretta dal
per eiusdem decretum ut talis agnita est nec Patriarca, oppure se con un decreto dello stesso
decretum agnitionis Sedis Apostolicae consecuta è stata riconosciuta come tale e non ha ottenuto
est; un decreto di riconoscimento della Sede
Apostolica;

3° iuris eparchialis, si ab Episcopo eparchiali 3° di diritto eparchiale se è stata eretta dal


erecta decretum agnitionis Sedis Apostolicae vel Vescovo eparchiale e non ha ottenuto il decreto
Patriarchae consecuta non est. di riconoscimento della Sede Apostolica o del
Patriarca.

§ 3. Ordo vel congregatio est clericalis, si ratione § 3. Un ordine o una congregazione è clericale
finis seu propositi a fundatore intenti vel vi se, in ragione del fine ovvero dell’intendimento
legitimae consuetudinis sub moderamine est proposto dal fondatore o in forza di una legittima
presbyterorum, ministeria ordini sacro propria consuetudine, è sotto il governo dei presbiteri,
assumit et ut talis ab auctoritate ecclesiastica assume i ministeri propri dell’ordine sacro ed è
agnoscitur. riconosciuto come tale dall’autorità ecclesiatica.

1° De erectione et de suppressione ordinis, 1° Erezione e soppressione di un ordine, di una


congregationis, provinciae, domus congregazione, provincia, casa

Can. 506 - § 1. Episcopus eparchialis erigere Can. 506 - § 1. Un Vescovo eparchiale può
potest tantum congregationes; sed eas ne erigat erigere solamente delle congregazioni; ma non le
nisi praevia licentia scripto data Sedis eriga se non previa licenza scritta della Sede
Apostolicae et insuper intra fines territorii Apostolica e inoltre, entro i confini del territorio
Ecclesiae patriarchalis nisi consulto Patriarcha. della Chiesa patriarcale, se non dopo dopo aver
consultato il Patriarca.

§ 2. Patriarcha erigere potest ordines et § 2. Il Patriarca può erigere ordini e


congregationes de consensu Synodi permanentis congregazioni col consenso del Sinodo
atque Sede Apostolica consulta. permanente e dopo aver consultato la Sede
Apostolica.

§ 3. Intra fines territorii Ecclesiae patriarchalis § 3. Entro i confini del territorio di una Chiesa
congregatio iuris eparchialis, quae in plures patriarcale, una congregazione di diritto
eparchias eiusdem territorii diffusa est, fieri potest eparchiale che sia diffusa in più eparchie dello
iuris patriarchalis decreto Patriarchae consultis stesso territorio, può diventare di diritto
eis, quorum interest, et de consensu synodi patriarcale per decreto del Patriarca, dopo aver
permanentis. consultato gli interessati e con il consenso del
Sinodo permanente.

Can. 507 - § 1. Ordo, etiam iuris patriarchalis, Can. 507 - § 1. Un ordine, sia pure di diritto
legitime erectus, etsi ex una tantum domo patriarcale, legittimamente eretto, anche se
constat, supprimi non potest nisi a Sede consta di una sola casa, non può essere
Apostolica, cui etiam reservatur de bonis soppresso se non dalla Sede Apostolica, alla
suppressi ordinis statuere salva offerentium quale è pure riservato disporre dei beni
voluntate. dell'ordine soppresso, salva restando la volontà
degli offerenti.

§ 2. Congregationem iuris patriarchalis vel § 2. Può sopprimere una congregazione di diritto


eparchialis legitime erectam, etsi ex una tantum patriarcale o eparchiale legittimamente eretta,
domo constat, supprimere potest praeter Sedem anche se consta di una sola casa, oltre alla Sede
Apostolicam Patriarcha intra fines territorii Apostolica, anche il Patriarca entro i confini del
Ecclesiae, cui praeest, consultis eis, quorum territorio della Chiesa a cui presiede, dopo aver
interest, et de consensu Synodi permanentis consultato gli interessati, e col consenso del
necnon Sedis Apostolicae. Sinodo permanente e della Sede Apostolica.

Can. 508 - § 1. Provincia indicat partem eiusdem Can. 508 - § 1. La provincia indica una parte
ordinis vel congregationis ex pluribus domibus dello stesso ordine o congregazione che consta
constantem, quam Superior maior immediate di diverse case, che un Superiore maggiore
regit. governa direttamente.

§ 2. Ordinem vel congregationem in provincias § 2. Dividere un ordine o una congregazione in


dividere, provincias coniungere, aliter province, congiungere delle province,
circumscribere vel supprimere novasque erigere, circoscriverle diversamente, o sopprimerle ed
pertinet ad auctoritatem a statutis ordinis vel erigerne delle nuove, appartiene all'autorità
congregationis determinatam. determinata dagli statuti dell'ordine o della
congregazione.

§ 3. De bonis suppressae provinciae statuere § 3. Stabilire [la destinazione] dei beni della
salva iustitia et offerentium voluntate spectat, nisi provincia soppressa, salva restando la giustizia e
statuta aliter cavent, ad Synaxim generalem vel la volontà degli offerenti, spetta alla Sinassi
urgente necessitate ad Superiorem generalem de generale a meno che gli statuti non dispongano
consensu sui consilii. diversamente o, quando vi sia necessità urgente,
al Superiore generale con il consenso del suo
consiglio.

Can. 509 - § 1. Ordo vel congregatio domum Can. 509 - § 1. Un ordine o una congregazione
valide erigere non potest nisi de consensu scripto non possono erigere validamente una casa se
dato Episcopi eparchialis; si agitur de erigenda non col consenso dato per iscritto dal Vescovo
prima domo ordinis vel congregationis iuris eparchiale; se si tratta dell'erezione della prima
patriarchalis in aliqua eparchia, requiritur intra casa di un ordine o di una congregazione di
fines territorii Ecclesiae patriarchalis consensus diritto patriarcale in una eparchia, è richiesto,
Patriarchae vel in ceteris casibus Sedis entro i confini del territorio della Chiesa
Apostolicae. patriarcale, il consenso del Patriarca o, in tutti gli
altri casi, della Sede Apostolica.

§ 2. Quae dicuntur in can. 437, valent etiam de § 2. Quanto è detto nel can. 437, vale anche
domibus ordinum et congregationum. delle case di ordini e congregazioni.

Can. 510 - Domus ordinis vel congregationis Can. 510 - La casa di un ordine o di una
valide supprimi non potest nisi consulto Episcopo congregazione non può essere soppressa
eparchiali; suppressio vero unicae domus ordinis validamente se non dopo aver consultato il
vel congregationis eidem auctoritati reservatur, Vescovo eparchiale; la soppressione invece
cuius est secundum can. 507 ipsum ordinem vel dell’unica casa di un ordine o congregazione è
congregationem supprimere. riservata alla stessa autorità a cui compete,
secondo il can. 507, di sopprimere lo stesso
ordine o congregazione.

2° De Superioribus, de Synaxibus et de 2° I Superiori, le Sinassi e gli economi negli


oeconomis in ordinibus et congregationibus ordini e nelle congregazioni

Can. 511 - § 1. In ordinibus et congregationibus Can. 511 - § 1. Negli ordini e nelle congregazioni
Superiores et Synaxes eam potestatem habent, i Superiori e le Sinassi hanno quella potestà che
quae iure communi et statutis determinatur. è determinata dal diritto comune e dagli statuti.

§ 2. In ordinibus et congregationibus clericalibus § 2. Negli ordini e nelle congregazioni clericali di


iuris pontificii vel patriarchalis autem Superiores diritto pontificio o patriarcale, però, i Superiori e le
et Synaxes insuper habent potestatem regiminis Sinassi hanno inoltre la potestà di governo per il
pro foro externo et interno ad normam foro esterno e interno a norma degli statuti.
statutorum.

Can. 512 - § 1. Synaxis generalis, quae superior Can. 512 - § 1. La Sinassi generale, che è la
auctoritas ad normam statutorum est, efformetur superiore autorità a norma degli statuti, sia
ita, ut totum ordinem vel congregationem formata in modo tale che, rappresentando l'intero
repraesentans verum signum eiusdem unitatis in ordine o congregazione, diventi un vero segno
caritate fiat. della sua unità nella carità.

§ 2. Non solum provinciae et domus, sed etiam § 2. Non solo le province e le case, ma anche
omnis sodalis optata sua modo in statutis ogni membro può inviare liberamente alla Sinassi
determinato Synaxi generali libere mittere potest. generale i suoi desideri nel modo determinato
negli statuti.

Can. 513 - § 1. Ut sodales ad officium Superioris Can. 513 - § 1. Perché i membri siano
valide nominentur aut eligantur, requiritur validamente nominati oppure eletti all'ufficio di
congruum tempus post professionem perpetuam Superiore si richiede un adeguato tempo dopo la
a statutis determinandum, quod, si de professione perpetua, da determinare negli statuti
Superioribus maioribus agitur, debet esse saltem che, se si tratta dei Superiori maggiori, deve
decennium a prima professione computandum. essere almeno di dieci anni, da computare dalla
prima professione.

§ 2. Si de Superiore generali agitur, praeterea ad § 2. Se si tratta del Superiore generale è richiesto


validitatem requiritur, ut annos triginta quinque inoltre per la validità che abbia compiuto i
expleverit. trentacinque anni.

Can. 514 - § 1. Superiores ad tempus Can. 514 - § 1. I Superiori siano costituiti per uno
determinatum et conveniens temporis spatium spazio di tempo determinato e conveniente, a
constituantur, nisi pro Superiore generali aliud meno che gli statuti non stabiliscano
ferunt statuta. diversamente per il Superiore generale.

§ 2. Possunt tamen antequam tempus § 2. Tuttavia essi possono essere rimossi


determinatum elapsum est ab officio amoveri vel dall'ufficio o trasferiti a un altro, prima che sia
ad aliud transferri ob causas et secundum trascorso il tempo determinato, per cause e
modum a statutis determinata. secondo modalità determinate dagli statuti.

§ 3. In statutis aptis normis provideatur, ne § 3. Si provveda negli statuti con norme adatte
sodales diutius sine intermissione Superiores affinché i membri non siano Superiori troppo a
sint. lungo senza interruzione.

Can. 515 - § 1. Superior generalis electione Can. 515 - § 1. Il Superiore generale sia
designetur ad normam statutorum. designato mediante elezione a norma degli
statuti.

§ 2. Ceteri Superiores ad normam statutorum § 2. Tutti gli altri Superiori siano designati a
designentur, ita tamen, ut, si eliguntur, norma degli statuti, in modo tale, tuttavia, che se
confirmatione Superioris maioris competentis vengono eletti necessitino della conferma del
indigeant; si vero nominantur, apta consultatio competente Superiore maggiore; se invece sono
praecedat. nominati, si premetta un'opportuna consultazione.

§ 3. In electionibus sedulo serventur cann. 947 - § 3. Nelle elezioni si osservino accuratamente i


960 necnon can. 445. cann. 947-960 come pure il can. 445.

Can. 516 - § 1. Sint pro administratione bonorum Can. 516 - § 1. Per l’amministrazione dei beni
temporalium in ordinibus et congregationibus temporali negli ordini e nelle congregazioni vi
oeconomi: oeconomus generalis, qui bona totius siano gli economi: l’economo generale che
ordinis vel congregationis administret, amministri i beni dell’intero ordine o
oeconomus provincialis, qui provinciae, congregazione, l’economo provinciale per quelli
oeconomus localis, qui singularum domorum; qui della provincia, l’economo locale per quelli delle
omnes officio suo fungantur sub moderamine singole case; tutti costoro esercitino il loro ufficio
Superioris. sotto la direzione del Superiore.

§ 2. Oeconomi generalis et oeconomi provincialis § 2. Il Superiore maggiore non può svolgere da


officium implere Superior maior ipse non potest; solo l’ufficio di economo generale e di economo
officium vero oeconomi localis, etsi melius ab provinciale; l’ufficio invece di economo locale,
officio Superioris distinguitur, componi tamen anche se è meglio che sia distinto dall’ufficio di
cum eo potest, si necessitas id exigit. Superiore, è tuttavia compatibile con esso, se la
necessità lo esige.

§ 3. Si de modo oeconomos designandi statuta § 3. Se gli statuti non prevedono il modo di


silent, ii a Superiore maiore de consensu sui designazione degli economi, essi siano nominati
consilii nominentur. dal Superiore maggiore col consenso del suo
consiglio.

3° De admissione in ordines et congregationes et 3° Ammissione negli ordini e nelle congregazioni


de novitiatu e il noviziato

Can. 517 - § 1. Aetas ad validam admissionem in Can. 517 - § 1. L’età richiesta per la valida
novitiatum ordinis vel congregationis requisita est ammissione al noviziato di un ordine o
decimus septimus annus expletus; circa cetera congregazione è il diciasettesimo anno compiuto;
requisita ad admissionem in novitiatum serventur a riguardo di tutti gli altri requisiti per
cann. 448, 450, 452 et 454. l’ammissione al noviziato, si osservino i cann.
448, 450, 452 e 454.

§ 2. Ad novitiatum instituti religiosi alterius § 2. Nessuno può essere ammesso lecitamente


Ecclesiae sui iuris nemo licite admitti potest sine al noviziato di un istituto religioso di un’altra
licentia Sedis Apostolicae, nisi de candidato Chiesa sui iuris senza la licenza della Sede
agitur, qui destinatus est provinciae vel domui, de Apostolica, a meno che non si tratti di un
qua in can. 432, propriae Ecclesiae. candidato che è destinato a una provincia o casa,
di cui nel can. 432, della propria Chiesa.

Can. 518 - Antequam candidatus ad novitiatum Can. 518 - Prima di essere ammesso al noviziato
admittitur, sit congruenter praeparatus sub il candidato sia preparato convenientemente,
speciali cura probati sodalis per tempus et sotto la speciale cura di un membro
secundum modum a statutis determinatum. sperimentato, per un tempo e secondo il modo
determinato dagli statuti.

Can. 519 - Ius admittendi candidatos ad Can. 519 - Il diritto di ammettere i candidati al
novitiatum pertinet ad Superiores maiores ad noviziato appartiene ai Superiori maggiori a
normam statutorum servato can. 453, §§ 2 et 3. norma degli statuti, osservato il can. 453, §§ 2 e
3.

Can. 520 - Novitiatus incipit modo a statutis Can. 520 - Il noviziato inizia nel modo prescritto
praescripto. dagli statuti.

Can. 521 - Sedis novitiatus erectio, translatio et Can. 521 - L'erezione, il trasferimento e la
suppressio fit per decretum Superioris generalis soppressione della sede del noviziato avviene
de consensu eius consilii. per decreto del Superiore generale col consenso
del suo consiglio.

Can. 522 - § 1. Novitiatus ut validus sit, peragi Can. 522 - § 1. Il noviziato, perché sia valido,
debet in domo, in qua est sedes novitiatus; in dev'essere compiuto in una casa in cui vi è la
casibus specialibus et ad modum exceptionis ex sede del noviziato; in casi speciali e in via
concessione Superioris generalis de consensu eccezionale, per concessione del Superiore
eius consilii novitiatus peragi potest in alia generale col consenso del suo consiglio, il
eiusdem ordinis vel congregationis domo sub noviziato può essere compiuto in un'altra casa
moderamine alicuius probati sodalis, qui vices dello stesso ordine o congregazione sotto la
magistri novitiorum gerit. direzione di un membro sperimentato che faccia
le veci del maestro dei novizi.

§ 2. Superior maior permittere potest, ut § 2. Il Superiore maggiore può permettere che il


novitiorum coetus per certum temporis spatium in gruppo dei novizi dimori, per un certo spazio di
alia proprii ordinis vel congregationis domo a se tempo, in un'altra casa del proprio ordine o
designata commoretur. congregazione da lui designata.

Can. 523 - § 1. Ad validitatem novitiatus Can. 523 - § 1. Per la validità del noviziato si
requiritur, ut annum integrum et continuum richiede che il noviziato comprenda un anno
complectatur; absentia vero tribus mensibus sive intero e continuo; l’assenza però più breve di tre
continuis sive intermissis brevior validitatem non mesi, sia continua sia interrotta, non tocca la
afficit, sed tempus deficiens, si quindecim dies validità; ma il tempo mancante, se supera i
superat, suppleri debet, etsi exercitationibus quindici giorni, dev’essere supplito, anche se era
apostolicis ad novitiorum institutionem stato dedicato a completare la formazione dei
perficiendam deditum erat. novizi con esercitazioni apostoliche.

§ 2. Si longius tempus novitiatus in statutis § 2. Se negli statuti è prescritto un tempo di


praescribitur, illud non requiritur, ut valeat noviziato più lungo, questo non è richiesto per la
professio. validità della professione.

Can. 524 - § 1. Novitiorum institutioni Can. 524 - § 1. Alla formazione dei novizi sia
praeficiendus est ut magister ad normam preposto come maestro, a norma degli statuti, un
statutorum sodalis prudentia, caritate, pietate, membro che si distingue per prudenza, carità,
scientia et status religiosi observantia praestans, pietà, scienza e per l'osservanza dello stato
decem saltem annos professus et, si de ordine religioso, che sia professo almeno da dieci anni
vel congregatione clericali agitur, in ordine e, se si tratta di un ordine o una congregazione
presbyteratus constitutus. clericale, costituito nell'ordine del presbiterato.

§ 2. Magistro, si opus est, cooperatores dentur, § 2. Al maestro si assegnino, se è necessario, dei


qui in omnibus ei subsint circa moderamen collaboratori che in tutto quanto riguarda la
novitiatus et institutionem novitiorum. direzione del noviziato e la formazione dei novizi
siano a lui soggetti.

§ 3. Solius magistri est consulere novitiorum § 3. E' compito del solo maestro provvedere alla
institutioni et ad ipsum solum novitiatus formazione dei novizi e a lui solamente compete
moderamen spectat ita, ut nemini liceat his se la direzione del noviziato in modo che a nessuno
quovis praetextu immiscere exceptis illis sia lecito intromettersi in queste cose, eccettuati
Superioribus, quibus id a statutis permittitur, ac quei Superiori a cui è permesso dagli statuti e ai
visitatoribus; ad disciplinam religiosam vero totius visitatori; per quanto invece riguarda la disciplina
domus quod attinet, magister, quemadmodum et religiosa di tutta la casa, il maestro allo stesso
novitii, Superiori subditus est. modo dei novizi, è sottoposto al Superiore.

§ 4. Novitius potestati magistri ac Superiorum § 4. Il novizio è soggetto alla potestà del maestro
subest eisque oboedire tenetur. e dei Superiori e a costoro egli deve obbedire.

Can. 525 - § 1. Ea, quae praescribuntur in cann. Can. 525 - § 1. Tutto ciò che è prescritto nei
459 - 461, valent etiam de ordinibus et cann. 459-461 vale anche per gli ordini e le
congregationibus. congregazioni.

§ 2. Antequam professionem temporariam emittit, § 2. Prima di emettere la professione temporanea


novitius debet ad totum tempus, quo eadem il novizio deve cedere a chi preferisce
professione ligatus est, bonorum suorum, quae l’amministrazione dei suoi beni che al momento
actu habet et quae ipsi forte postea supervenient, possiede e che in seguito gli potrebbero forse
administrationem cedere, cui mavult, et de sopraggiungere, e deve disporre liberamente del
eorundem usu et usufructu libere disponere. loro uso e dell’usufrutto.

4° De professione in ordinibus et 4° La professione negli ordini e nelle


congregationibus congregazioni

Can. 526 - § 1. Professio temporaria cum tribus Can. 526 - § 1. La professione temporanea con i
votis oboedientiae, castitatis et paupertatis tre voti di obbedienza, di castità e di povertà
emittatur ad tempus in statutis determinatum. venga emessa per un tempo stabilito negli statuti.

§ 2. Haec professio ad normam statutorum § 2. Questa professione, a norma degli statuti,


pluries renovari potest ita tamen, ut complexive può essere rinnovata più volte in modo tale, però,
numquam ad tempus, quod triennio brevius vel che complessivamente non si estenda mai per un
sexennio longius est, extendatur. tempo più breve di un triennio o più lungo di un
sessennio.

Can. 527 - Ad validitatem professionis Can. 527 - Per la validità della professione
temporariae requiritur, ut: temporanea si richiede:

1° novitiatus valide peractus sit; 1° che il noviziato sia stato compiuto


validamente;

2° novitius admittatur ad professionem a 2° che il novizio sia ammesso alla professione


Superiore competenti secundum statuta de dal Superiore competente secondo gli statuti con
consensu sui consilii necnon recipiatur professio il consenso del suo consiglio e che la professione
ab eodem Superiore per se vel per alium; sia ricevuta dallo stesso Superiore
personalmente o per mezzo di un altro;

3° professio sit expressa nec vi, metu gravi 3° che la professione sia espressa e non
aut dolo emissa vel recepta; emessa o ricevuta con violenza, timore grave
oppure dolo;

4° cetera ad validitatem professionis in 4° che siano adempiute tutte le altre cose


statutis requisita impleantur. richieste negli statuti per la validità della
professione.

Can. 528 - Sodalis a votis temporariis eadem Can. 528 - Un membro di voti temporanei ha lo
obligatione ac sodalis a votis perpetuis tenetur stesso obbligo di osservare gli statuti come un
observandi statuta; voce activa et passiva caret, membro di voti perpetui; è privo di voce attiva e
nisi aliter in statutis expresse cavetur. passiva, a meno che non sia espressamente
disposto diversamente negli statuti.

Can. 529 - § 1. Professio temporaria actus votis Can. 529 - § 1. La professione temporanea rende
contrarios reddit illicitos, sed non invalidos. illeciti ma non invalidi gli atti contrari ai voti.

§ 2. Haec professio non aufert sodali § 2. Questa professione non toglie al membro la
proprietatem bonorum suorum neque proprietà dei suoi beni né la capacità di
capacitatem alia bona acquirendi; sodali tamen acquistarne altri; tuttavia non è lecito al membro
non licet per actum inter vivos dominium rinunciare con atto tra vivi al dominio dei suoi
bonorum suorum titulo gratioso abdicare. beni a titolo grazioso.

§ 3. Quidquid autem sodalis a votis temporariis § 3. Tutto ciò che un membro di voti temporanei
industria sua aut intuitu ordinis vel congregationis invece acquista con la propria attività oppure a
acquirit, ipsi ordini vel congregationi acquirit; nisi motivo dell'ordine o della congregazione, lo
contrarium legitime probatur, sodalis praesumitur acquista per l'ordine o la congregazione; se non è
acquirere intuitu ordinis vel congregationis. legittimamente provato il contrario, si presume
che il membro acquisti a motivo dell'ordine o della
congregazione.

§ 4. Cessionem vel dispositionem, de quibus in § 4. Il membro di voti temporanei può cambiare la


can. 525, § 2, sodalis a votis temporariis mutare cessione o la disposizione di cui nel can. 525,
potest non quidem proprio arbitrio, sed de § 2; non però di proprio arbitrio, ma col consenso
Superioris maioris consensu, dummodo mutatio del Superiore maggiore, purché il cambiamento
saltem de notabili bonorum parte ne fiat in almeno di una parte notevole dei beni non sia
favorem ordinis vel congregationis; per fatto a favore dell'ordine o della congregazione;
discessum autem ab ordine vel congregatione con l'uscita però dall'ordine o dalla
eiusmodi cessio ac dispositio habere vim desinit. congregazione tale cessione e disposizione
cessa di avere vigore.

§ 5. Si sodalis a votis temporariis debita et § 5. Se un membro di voti temporanei ha


obligationes contraxit, ipse respondere debet, nisi contratto debiti e obbligazioni, ne deve
de Superioris licentia negotium ordinis vel rispondere lui stesso, a meno che egli non abbia
congregationis gessit. trattato un affare dell'ordine o della
congregazione con licenza del Superiore.

§ 6. Emissa professione temporaria ipso iure § 6. Emessa la professione temporanea, sono


vacant quaelibet professi officia. vacanti per il diritto stesso tutti gli uffici del
professo.

Can. 530 - In congregationibus sodalis saltem Can. 530 - Nelle congregazioni il membro faccia
ante professionem perpetuam testamentum, liberamente il testamento, almeno prima della
quod etiam in iure civili validum sit, libere condat. professione perpetua, che sia valido anche nel
diritto civile.

Can. 531 - Per professionem perpetuam sodalis Can. 531 - Per mezzo della professione perpetua
statum religiosum definitive assumit, propriam il membro assume definitivamente lo stato
eparchiam amittit ac ordini vel congregationi religioso, perde la propria eparchia e viene
pleno iure aggregatur. aggregato a pieno diritto all'ordine o alla
congregazione.

Can. 532 - Ad validitatem professionis perpetuae Can. 532 - Per la validità della professione
praeter requisita, de quibus in can. 464, perpetua, oltre ai requisiti di cui nel can. 464, si
requiritur, ut praecesserit professio temporaria ad richiede che ci sia stata precedentemente la
normam can. 526. professione temporanea a norma del can. 526.

Can. 533 - In ordinibus professio perpetua Can. 533 - Negli ordini la professione perpetua è
professioni perpetuae monasticae aequiparatur, equiparata alla professione monastica: valgono
proinde valent de ea cann. 466 - 468. perciò per essa i cann. 466-468.

Can. 534 - In congregationibus: Can. 534 - Nelle congregazioni:

1° effectus canonici professionis perpetuae 1° gli effetti canonici della professione


iidem manent ac in can. 529 de professione perpetua restano gli stessi che sono determinati
temporaria determinantur, nisi aliter iure communi nel can. 529 sulla professione temporanea, a
cavetur; meno che dal diritto comune non sia disposto
diversamente;

2° Superior maior de consensu sui consilii 2° il Superiore maggiore col consenso del suo
potest sodali a votis perpetuis id petenti licentiam consiglio può concedere, al membro di voti
bona sua cedendi salvis normis prudentiae perpetui che lo richiede, la licenza di cedere i
concedere; suoi beni, salve restando le norme della
prudenza;
3° Synaxis generalis est in statuta 3° la Sinassi generale è competente a
introducere, si opportunum videtur, introdurre negli statuti, se sembra opportuno, la
renuntiationem obligatoriam patrimonii a sodali rinuncia obbligatoria al patrimonio acquistato o
acquisiti vel aequirendi, quae tamen ante acquistabile dal membro, che però non può
professionem perpetuam fieri non potest. essere fatta prima della professione perpetua.

Can. 535 - § 1. In emittenda quavis professione Can. 535 - § 1. Nell’emettere qualsiasi


serventur praescripta statutorum. professione si osservino le prescrizioni degli
statuti.

§ 2. Documentum emissae professionis ab ipso § 2. Si conservi nell’archivio dell’ordine o della


sodali et ab eo, qui professionem, etiam ex congregazione il documento di emissione della
delegatione, recepit, subscriptum asservetur in professione, sottoscritto dal membro stesso e da
archivo ordinis vel congregationis; si de colui che, anche se per delega, ha ricevuto la
professione perpetua agitur, Superior maior professione; se si tratta della professione
debet de eadem quam primum certiorem facere perpetua, il Superiore maggiore deve al più
parochum, apud quem sodalis baptismus presto informare della stessa il parroco presso il
adnotatus est. quale è stato registrato il battesimo del membro.

5° De institutione sodalium et de disciplina 5° La formazione dei membri e la disciplina


religiosa in ordinibus et congregationibus religiosa negli ordini e nelle congregazioni

Can. 536 - § 1. Modus institutionis sodalium Can. 536 - § 1. Il modo della formazione dei
servato can. 471, § 1 determinatur in statutis. membri viene determinato negli statuti,
osservando il can. 471, § 1.

§ 2. Institutio sodalium, qui ad ordines sacros § 2. La formazione dei membri che sono destinati
destinantur, praeterea fieri debet secundum agli ordini sacri, deve essere fatta inoltre secondo
rationem institutionis clericorum, de qua in il piano di formazione dei chierici, di cui nel
can. 330, in sede studiorum ordinis vel can. 330, nella sede degli studi dell’ordine o
congregationis a Synaxi generali vel a della congregazione, approvata dalla Sinassi
Superioribus maioribus ad normam statutorum generale o dai Superiori maggiori a norma degli
approbata; si vero sedes studiorum propria ad statuti; se invece non si può avere una propria
normam can. 340, § 1 haberi non potest, sodales sede degli studi a norma del can. 340, § 1, i
institui debent sub ductu probati moderatoris in membri devono essere formati sotto la guida di
alio seminario vel instituto studiorum superiorum uno sperimentato moderatore in un altro
ab auctoritate ecclesiastica approbato. seminario o in un istituto di studi superiori
approvato dall’autorità ecclesiastica.

Can. 537 - § 1. Superiores maiores ad normam Can. 537 - § 1. I Superiori maggiori possono
statutorum dare possunt litteras dimissorias ad dare, a norma degli statuti, le lettere dimissorie
sacram ordinationem sodalibus a votis perpetuis. per la sacra ordinazione ai membri di voti
perpetui.

§ 2. Episcopus, ad quem Superior litteras § 2. Il Vescovo, al quale il Superiore deve inviare


dimissorias mittere debet, est Episcopus le lettere dimissorie, è il Vescovo eparchiale del
eparchialis loci, ubi ordinandus domicilium habet; luogo dove l'ordinando ha il domicilio; a un altro
ad alium Episcopum vero, si Episcopus Vescovo, invece, se il Vescovo eparchiale ha
eparchialis licentiam dedit aut est alterius concesso la licenza, oppure è di un'altra Chiesa
Ecclesiae sui iuris ac ordinandus aut est absens sui iuris diversa da quella dell'ordinando, oppure
aut denique, si sedes eparchialis vacat et eam è assente, oppure infine se la sede eparchiale è
regit, qui Episcopus ordinatus non est; de quibus vacante e la governa uno che non è ordinato
necesse est Episcopo ordinanti in singulis Vescovo; di queste cose è necessario che il
casibus constet authentico curiae eparchialis Vescovo ordinante sia informato nei singoli casi
documento. mediante un autentico documento della curia
eparchiale.
Can. 538 - § 1. In singulis domibus ordinum et Can. 538 - § 1. Nelle singole case degli ordini e
congregationum laudes divinae celebrentur ad delle congregazioni si celebrino le lodi divine a
normam statutorum et legitimarum norma degli statuti e delle legittime consuetudini.
consuetudinum.

§ 2. Curent Superiores, ut omnes sodales ad § 2. I Superiori abbiano cura che tutti i membri
normam statutorum ea, quae in can. 473, § 2 adempiano, a norma degli statuti, quanto è
praescribuntur, impleant. prescritto nel can. 473, § 2.

§ 3. Sodales ordinum et congregationum § 3. I membri degli ordini e delle congregazioni


sacramentum paenitentiae frequenter suscipiant ricevano frequentemente il sacramento della
et servetur can. 474, § 2. penitenza e si osservi il can. 474, § 2.

Can. 539 - § 1. Superiores curent ut sodalibus Can. 539 - § 1. I Superiori abbiano cura che i
idonei confessarii, praesto sint. membri dispongano di confessori idonei.

§ 2. Confessarii in ordinibus et congregationibus § 2. Negli ordini e nelle congregazioni clericali di


clericalibus iuris pontificii vel patriarchalis a diritto pontificio o patriarcale, i confessori siano
Superiore maiore ad normam statutorum designati dal Superiore maggiore a norma degli
designentur; in ceteris casibus vero ab Hierarcha statuti; in tutti gli altri casi, invece, dal Gerarca del
loci audito Superiore, qui praevie communitatem, luogo dopo aver ascoltato il Superiore, il quale
cuius interest, consulere debet. deve consultare previamente la comunità
interessata.

Can. 540 - Ad habitum sodalium quod spectat, Can. 540 - Per ciò che riguarda l'abito dei
standum est praescriptis statutorum et extra membri, si deve stare alle prescrizioni degli
proprias domus etiam normis Episcopi statuti e, fuori delle proprie case, anche alle
eparchialis. norme del Vescovo eparchiale.

Can. 541 - Normae circa clausuram in statutis Can. 541 - Le norme sulla clausura siano
singulorum ordinum et congregationum determinate negli statuti dei singoli ordini e
secundum propriam indolem determinentur firmo congregazioni secondo la propria indole, fermo
iure Superiorum, etiam localium, per modum restando il diritto dei Superiori, anche locali, di
actus et iusta de causa aliud permittendi. permettere diversamente, a modo di atto e per
giusta causa.

Can. 542 - Curent Superiores, ut sodales a se Can. 542 - I Superiori procurino che i membri da
designati praesertim in eparchia, in qua degunt, loro designati, specialmente nell'eparchia in cui
si ab Hierarcha loci vel parocho eorum auxilium abitano, se dal Gerarca del luogo o dal parroco
requiritur ad consulendum necessitatibus viene richiesto il loro aiuto per provvedere alle
christifidelium, illud intra et extra proprias necessità dei fedeli, lo diano volentieri entro o
ecclesias salvis instituti indole et disciplina fuori le proprie chiese, salve restando l'indole e la
religiosa libenter praestent. disciplina religiosa dell'istituto.

Can. 543 - Sodalis ordinis vel congregationis, qui Can. 543 - Il membro di un ordine o
parochus est, manet votis ligatus atque ceteris congregazione che è parroco rimane legato ai
suae professionis obligationibus necnon statutis voti ed è anche tenuto a tutti gli altri obblighi della
adhuc tenetur, quatenus horum observantia cum sua professione e agli statuti nella misura in cui la
sui officii obligationibus consistere potest; ad loro osservanza è compatibile con gli obblighi del
disciplinam religiosam quod attinet, subest suo ufficio; per quanto concerne la disciplina
Superiori, in eis vero, quae ad officium parochi religiosa, egli è sottoposto al Superiore; nelle
spectant, eadem iura et obligationes habet ac cose invece che riguardano l’ufficio di parroco,
ceteri parochi eodemque modo Episcopo ha gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri parroci e
eparchiali subest. in egual misura è sottoposto al Vescovo
eparchiale.
6° De transitu ad alium ordinem vel 6° Passaggio a un altro ordine o congregazione
congregationem aut ad monasterium sui iuris oppure a un monastero sui iuris

Can. 544 - § 1. Intra fines territorii Ecclesiae Can. 544 - § 1. Entro i confini del territorio della
patriarchalis sodalis ad aliud institutum religiosum Chiesa patriarcale, un membro può passare
valide transire potest de consensu scripto dato validamente a un altro istituto religioso col
Patriarchae et de consensu proprii Superioris consenso dato per iscritto dal Patriarca e col
generalis et Superioris generalis ordinis vel consenso del proprio Superiore generale e del
congregationis, ad quem transire vult, aut, si de Superiore generale dell’ordine o della
transitu ad monasterium agitur, Superioris congregazione al quale vuole passare, oppure,
monasterii sui iuris; ad hunc consensum se si tratta di passaggio a un monastero, del
praestandum Superiores indigent praevio Superiore del monastero sui iuris ; per dare
consensu sui consilii vel, si de monasterio agitur, questo consenso i Superiori necessitano del
Synaxis. consenso previo del loro consiglio o, se si tratta
di un monastero, della Sinassi.

§ 2. Sodalis valide transire potest a § 2. Un membro può passare validamente da una


congregatione iuris eparchialis ad aliud institutum congregazione di diritto eparchiale a un altro
religiosum iuris eparchialis de consensu scripto istituto religioso di diritto eparchiale col consenso
dato Episcopi eparchialis loci, ubi est domus dato per iscritto del Vescovo eparchiale del luogo
princeps instituti religiosi, ad quod fit transitus, dove è la casa principale dell’istituto religioso
consulto Superiore generali congregationis, a qua verso il quale avviene il passaggio, dopo aver
fit transitus, et consentiente Superiore generali consultato il Superiore generale della
congregationis aut Superiore monasterii sui iuris, congregazione dalla quale avviene il passaggio e
ad quod fit transitus; ad hunc consensum col consenso del Superiore generale della
praestandum Superiores indigent praevio congregazione, oppure del Superiore del
consensu sui consilii vel, si de monasterio agitur, monastero sui iuris, verso il quale avviene il
Synaxis. passaggio; per dare questo consenso i Superiori
necessitano del previo consenso del loro
consiglio o, se si tratta di un monastero, della
Sinassi.

§ 3. Ceteris in casibus sodalis non potest ad aliud § 3. In tutti gli altri casi un membro non può
institutum religiosum valide transire nisi de passare validamente a un altro istituto religioso
consensu Sedis Apostolicae. se non col consenso della Sede Apostolica.

§ 4. Ad validitatem transitus ad institutum § 4. Per la validità del passaggio a un istituto


religiosum alterius Ecclesiae sui iuris requiritur religioso di un’altra Chiesa sui iuris è richiesto il
consensus Sedis Apostolicae. consenso della Sede Apostolica.

Can. 545 - § 1. Transiens novitiatum ex toto Can. 545 - § 1. Colui che fa il passaggio deve
peragere debet, nisi Superior generalis vel fare il noviziato per intero, a meno che il
Superior monasterii sui iuris, uterque de Superiore generale o il Superiore del monastero
consensu sui consilii, tempus novitiatus ob sui iuris, entrambi col consenso del loro consiglio,
specialia adiuncta reducit, sed non infra sex non riducano per speciali motivi il tempo del
menses; novitiatu durante manentibus votis iura noviziato, ma non meno di sei mesi; durante il
et obligationes particulares, quae sodalis in priore noviziato, pur rimanendo i voti, sono sospesi i
ordine vel congregatione habuit, suspensa sunt diritti e doveri particolari che il membro aveva nel
et ipse Superioribus et magistro novitiorum novi precedente ordine o congregazione, ed egli
instituti religiosi subest etiam vi voti oboedientiae. rimane soggetto ai Superiori e al maestro dei
novizi del nuovo istituto religioso anche in virtù
del voto di obbedienza.

§ 2. Post peractum novitiatum transiens, qui iam § 2. Finito il noviziato, colui che fa il passaggio se
professus a votis perpetuis est, publice era già professo perpetuo emetta pubblicamente
professionem perpetuam emittat secundum la professione perpetua secondo le prescrizioni
praescripta statutorum novi instituti religiosi, qua degli statuti del nuovo istituto religioso; con
professione novo instituto plene aggregatur et, si questa professione egli viene aggregato
clericus est, ei etiam ut clericus ascribitur; qui pienamente al nuovo istituto e, se è chierico,
vero adhuc professus a votis temporariis est, viene ad esso ascritto anche come chierico; colui
eodem modo professionem temporariam emittat invece che è ancora professo di voti temporanei,
saltem per triennium duraturam, nisi totum rinnovi nello stesso modo la professione
triennium novitiatus in monasterio sui iuris, ad temporanea almeno per la durata di tre anni, a
quod transit, peregit. meno che non abbia trascorso tutto il triennio del
noviziato nel monastero sui iuris nel quale passa.

§ 3. Si in novo instituto religioso sodalis § 3. Se il membro non emette la professione nel


professionem non emittit, ad pristinum redire nuovo istituto religioso, egli deve ritornare al
debet, nisi interim tempus professionis elapsum precedente, a meno che non sia trascorso intanto
est. il tempo della professione.

§ 4. Circa bona et dotem servetur can. 488, § 4. § 4. Circa i beni e la dote, si osservi il can. 488,
§ 4.

7° De exclaustratione et de discessu ab ordine 7° L’esclaustrazione e la separazione


vel congregatione dall’ordine o dalla congregazione

Can. 546 - § 1. Professus a votis temporariis Can. 546 - § 1. Il professo di voti temporanei,
elapso professionis tempore libere potest scaduto il tempo della professione, può lasciare
institutum religiosum derelinquere. liberamente l’istituto religioso.

§ 2. Qui perdurantibus votis temporariis, gravi de § 2. Colui che durante i voti temporanei chiede
causa, petit, ut Ordinem vel Congregationem per una grave causa di lasciare l’ordine o la
derelinquat, a Superiore Generali, de consensu congregazione, può ottenere l’indulto di
eius Consilii, consequi potest indultum definitive separarsi definitivamente dall’ordine o dalla
ab Ordine vel Congregatione discedendi et ad congregazione dal Superiore generale col
vitam saecularem redeundi cum effectibus, de consenso del suo consiglio e ritornare alla vita
quibus in can. 493. secolare con gli effetti di cui nel can. 493.

Can. 547 - § 1. Superior maior iusta de causa Can. 547 - § 1. Il Superiore maggiore per una
consulto suo consilio sodalem a votis temporariis giusta causa e dopo aver consultato il suo
a renovandis eisdem votis vel ab emittenda consiglio può escludere un membro dalla
professione perpetua excludere potest. rinnovazione degli stessi voti o dall’emissione
della professione perpetua.

§ 2. Infirmitas physica vel psychica, etiam post § 2. Una malattia fisica o psichica, anche se
professionem temporariam contracta, quae de contratta dopo la professione temporanea, la
iudicio peritorum sodalem a votis temporariis quale, a giudizio di periti, rende il membro di voti
reddit ineptum ad vitam in instituto religioso temporanei inetto a vivere nell’istituto religioso,
ducendam, causam constituit eum non admittendi costituisce un motivo per non ammetterlo a
ad professionem temporariam renovandam vel rinnovare la professione temporanea o a
ad professionem perpetuam emittendam, nisi ob emettere la professione perpetua, a meno che la
neglegentiam instituti vel ob laborem in instituto malattia non sia stata contratta per negligenza
peractum infirmitas contracta est. dell’istituto o per un lavoro compiuto nell’istituto.

§ 3. Si vero sodalis perdurantibus votis § 3. Se però un membro, durante i voti


temporariis amens evasit, etsi novam temporanei, è diventato demente, anche se non
professionem emittere non potest, ab instituto può emettere la nuova professione, non può
tamen dimitti non potest. tuttavia essere dimesso dall’istituto.

Can. 548 - § 1. Indultum exclaustrationis concedi Can. 548 - § 1. L'indulto di esclaustrazione può
potest ab auctoritate, cui ordo vel congregatio essere concesso dall'autorità a cui l'ordine o la
subiectus est, audito Superiore generali una cum congregazione è soggetto, dopo aver ascoltato il
suo consilio; impositio vero exclaustrationis ab Superiore generale assieme al suo consiglio;
eadem auctoritate fit petente Superiore generali invece l'imposizione dell'esclaustrazione è
de consensu sui consilii. disposta dalla stessa autorità su domanda del
Superiore generale col consenso del suo
consiglio.

§ 2. De cetero circa exclaustrationem serventur § 2. Per tutto il resto a riguardo


cann. 489 - 491. dell'esclaustrazione si osservino i cann. 489-491.

Can. 549 - § 1. Sodalis a votis perpetuis indultum Can. 549 - § 1. Un membro di voti perpetui non
discedendi ab ordine vel congregatione et ad chieda l'indulto di separarsi dall'ordine o dalla
vitam saecularem redeundi ne petat nisi congregazione e di ritornare alla vita secolare se
gravissimis de causis; petitionem suam deferat non per cause gravissime; presenti la sua
Superiori generali, qui eam una cum voto suo domanda al Superiore generale, il quale la
suique consilii ad auctoritatem competentem inoltrerà, insieme al suo voto e a quello del suo
mittat. consiglio, all'autorità competente.

§ 2. Huiusmodi indultum in ordinibus Sedi § 2. Tale indulto negli ordini è riservato alla Sede
Apostolicae reservatur; in congregationibus vero Apostolica; nelle congregazioni invece, oltre la
praeter Sedem Apostolicam id concedere potest Sede Apostolica, lo può concedere anche:
etiam:

1° Patriarcha omnibus sodalibus, qui 1° il Patriarca a tutti i membri che hanno il


domicilium intra fines territorii Ecclesiae, cui domicilio entro i confini del territorio della Chiesa
praeest, habent, consulto, si de congregationibus a cui presiede, dopo aver consultato, se si tratta
iuris eparchialis agitur, Episcopo eparchiali; di una congregazione di diritto eparchiale, il
Vescovo eparchiale;

2° Episcopus eparchialis eparchiae, in qua 2° il Vescovo eparchiale dell'eparchia nella


sodalis domicilium habet, si agitur de quale il membro ha il domicilio, se si tratta di
congregatione iuris eparchialis. congregazioni di diritto eparchiale.

§ 3. Indultum discedendi ab ordine vel § 3. L'indulto di separarsi dall'ordine o dalla


congregatione eosdem effectus canonicos habet congregazione produce gli stessi effetti canonici
ac in can. 493 statuuntur; de sodali vero, qui in che sono stabiliti nel can. 493; ma per il membro
ordine sacro constitutus est, valet praeterea che è costituito nell'ordine sacro vale inoltre il
can. 494. can. 494.

Can. 550 - Sodalis, qui ex domo proprii ordinis Can. 550 - Il membro che si allontana
vel congregationis illegitime abest cum animo se illegittimamente dalla casa del proprio ordine o
subducendi a potestate Superiorum, sollicite ab congregazione con l’intenzione di sottrarsi alla
eisdem Superioribus quaeratur; si vero intra potestà dei Superiori, sia ricercato sollecitamente
tempus a statutis praescriptum non redit, ad dagli stessi Superiori; se però non ritorna entro il
normam iuris puniatur vel etiam dimittatur. tempo prescritto dagli statuti, sia punito a norma
del diritto o anche dimesso.

8° De dimissione ab ordine vel congregatione 8° Dimissione dall’ordine o dalla congregazione

Can. 551 - Quae de dimissione vel de eiectione Can. 551 - Quanto è prescritto sulla dimissione o
in cann. 497 et 498 praescribuntur, valent etiam sull’espulsione nei cann. 497 e 498, vale anche
de sodalibus ordinum vel congregationum; per i membri di ordini e congregazioni; ma
auctoritas competens vero est Superior maior l’autorità competente è il Superiore maggiore col
consulto suo consilio aut, si de eiectione agitur, parere del suo consiglio oppure, se si tratta di
de consensu eiusdem consilii; si periculum est in espulsione, col consenso dello stesso consiglio;
mora nec tempus suppetit adeundi Superiorem se vi è un pericolo nell’attesa e non c’è il tempo
maiorem, etiam Superior localis de consensu sui sufficiente per ricorrere al Superiore maggiore,
consilii et statim certiore facto Superiore maiore anche il Superiore locale col consenso del suo
sodalem eicere potest. consiglio può espellere il membro informando
prontamente il Superiore maggiore.

Can. 552 - § 1. Sodalis a votis temporariis dimitti Can. 552 - § 1. Un membro di voti temporanei
potest a Superiore generali, de consensu eius può essere dimesso dal Superiore generale col
consilii. consenso del suo consiglio.

§ 2. Ad dimissionem decernendam praeter alias § 2. Per decidere la dimissione si osservino, oltre


condiciones a statutis forte praescriptas alle altre condizioni eventualmente prescritte
serventur: dagli statuti, le seguenti:

1° causae dimissionis debent esse graves et 1° le cause della dimissione devono essere
ex parte sodalis etiam externae et culpabiles; gravi e, da parte del membro, anche esterne e
imputabili;

2° defectus spiritus religiosi, qui aliis scandalo 2° la mancanza di spirito religioso, che può
esse potest, est sufficiens dimissionis causa, si essere di scandalo agli altri, è causa sufficiente
repetita monitio una cum salutari paenitentia in della dimissione se la ripetuta ammonizione,
cassum cessit; unita a una salutare penitenza, è risultata vana;

3° auctoritati dimittenti causae dimissionis 3° le cause della dimissione devono essere


certo innotescere debent, etsi necesse non est, venute a conoscenza con certezza dall’autorità
ut eaedem formaliter comprobentur; sed sodali che dimette, anche se non è necessario che le
semper manifestari debent data ei plena stesse siano provate formalmente; ma esse
opportunitate se defendendi, eiusque devono essere sempre manifestate al membro,
responsiones auctoritati dimittenti fideliter dandogli piena possibilità di difendersi, e le sue
subiciantur. risposte devono essere sottoposte fedelmente
all’autorità che dimette.

§ 3. Recursus contra decretum dimissionis § 3. Il ricorso contro il decreto di dimissione ha


effectum suspensivum habet. effetto sospensivo.

Can. 553 - Ad dimittendum sodalem a votis Can. 553 - Per dimettere un membro di voti
perpetuis competens est Superior generalis; de perpetui è competente il Superiore generale; per
cetero observandi sunt cann. 500 - 503. tutto il resto si osservino i cann. 500-503.

CAPUT II DE SOCIETATIBUS VITAE CAPITOLO II LE SOCIETà DI VITA COMUNE A


COMMUNIS AD INSTAR RELIGIOSORUM GUISA DEI RELIGIOSI

Can. 554 - § 1. Institutum, in quo sodales consilia Can. 554 - § 1. L'istituto nel quale i membri
evangelica aliquo sacro vinculo, non vero votis professano i consigli evangelici con qualche
religiosis profitentur atque vivendi rationem status vincolo sacro, non però con i voti religiosi, e che
religiosi imitantur sub regimine Superiorum imitano il modo di vivere dello stato religioso sotto
secundum statuta, est societas vitae communis il governo dei Superiori secondo gli statuti, è una
ad instar religiosorum. società di vita comune a guisa dei religiosi.

§ 2. Haec societas est iuris pontificii, iuris § 2. Questa società è di diritto pontificio, di diritto
patriarchalis vel eparchialis ad normam can. 505, patriarcale o eparchiale a norma del can. 505,
§ 2; est vero clericalis ad normam can. 505, § 3; § 2; è invece clericale a norma del can. 505, § 3;
dependet ab auctoritate ecclesiastica ut dipende dall'autorità ecclesiastica come le
congregationes ad normam cann. 413 - 415, 419, congregazioni a norma dei cann. 413-415, 419,
420, § 3 et, salvo iure particulari a Sede 420, § 3 e, salvo il diritto particolare stabilito dalla
Apostolica statuto, can. 418, § 2. Sede Apostolica, del can. 418, § 2.

§ 3. Sodales harum societatum, ad effectus § 3. I membri di queste società, sono equiparati


canonicos quod attinet, religiosis aequiparantur, ai religiosi, per quanto riguarda gli effetti canonici,
nisi aliter iure cavetur vel ex natura rei constat. se non è disposto diversamente dal diritto o non
consta dalla natura della cosa.

Can. 555 - Sodales omnes harum societatum Can. 555 - Tutti i membri di queste società sono
subduntur Romano Pontifici ut suo supremo soggetti al Romano Pontefice come loro supremo
Superiori, cui parendi obligatione tenentur etiam Superiore e hanno l'obbligo di mettersi ai suoi
vi sacri vinculi oboedientiae. ordini anche in virtù del sacro vincolo
dell'obbedienza.

Can. 556 - Circa erectionem et suppressionem Can. 556 - Riguardo all'erezione e alla
societatis eiusque provinciarum vel domorum soppressione della società e delle sue province o
eadem valent ac quae de congregationibus in case, valgono le stesse norme che sono stabilite
cann. 506 - 510 statuta sunt. per le congregazioni nei cann. 506-510.

Can. 557 - Regimen determinatur statutis Can. 557 - Il governo viene determinato dagli
societatis, sed in omnibus applicentur, nisi rei statuti della società, ma si applichi in tutto, se non
natura obstat, quae de congregationibus in cann. s'oppone la natura della cosa, quanto è stabilito
422 et 511 - 515 statuta sunt. per le congregazioni nei cann. 422 e 511-515.

Can. 558 - § 1. Societas eiusque provinciae et Can. 558 - § 1. La società e le sue province e
domus legitime erectae ipso iure sunt personae case legittimamente erette sono persone
iuridicae ad normam can. 423. giuridiche per il diritto stesso a norma del
can. 423.

§ 2. Administratio bonorum regitur cann. 424, 425 § 2. L'amministrazione dei beni è regolata dai
et 516. cann. 424, 425 e 516.

§ 3. Quidquid sodalibus obvenit intuitu societatis, § 3. Tutto quello che proviene ai membri a motivo
societati acquiritur; cetera bona sodales della società, è acquisito dalla società; i membri
secundum statuta retinent, acquirunt ac conservano, acquistano e amministrano tutti gli
administrant. altri beni secondo gli statuti.

Can. 559 - § 1. In admittendis candidatis in Can. 559 - § 1. Nell'ammissione dei candidati alla
societatem serventur statuta salvis cann. 450 et società si osservino gli statuti, salvi restando i
451. cann. 450 e 451.

§ 2. Circa institutionem sodalium item serventur § 2. Così pure circa la formazione dei membri si
statuta; in instituendis vero illis, qui ad ordines osservino gli statuti; ma nella formazione di
sacros destinantur, serventur praeterea canones coloro che sono destinati agli ordini sacri, si
de institutione clericorum. osservino inoltre i canoni sulla formazione dei
chierici.

Can. 560 - § 1. Superior maior societatis ad Can. 560 - § 1. Il Superiore maggiore della
normam statutorum dare potest suis sodalibus società può dare, a norma degli statuti, ai membri
perpetuo cooptatis litteras dimissorias ad sacram cooptati perpetuamente le lettere dimissorie per
ordinationem; hae litterae mittendae sunt la sacra ordinazione; queste lettere devono
Episcopo, de quo in can. 537, § 2. essere inviate al Vescovo di cui nel can. 537, § 2.

§ 2. Sodalis perpetuo cooptatus ut clericus § 2. Il membro cooptato perpetuamente è ascritto


societati ascribitur ordinatione diaconali vel in alla società come chierico con l'ordinazione
casu clerici alicui eparchiae iam ascripti perpetua diaconale o, nel caso di un chierico già ascritto a
cooptatione. un'eparchia, con la cooptazione perpetua.

Can. 561 - Sodales societatis tenentur Can. 561 - I membri della società hanno gli
obligationibus, quae clericis iure communi obblighi che sono prescritti ai chierici dal diritto
praescribuntur, nisi aliter iure cavetur vel ex comune, se non è disposto diversamente dal
natura rei constat, firmis iuribus et obligationibus diritto o se non consta dalla natura della cosa,
in statutis determinatis. fermi restando i diritti e i doveri determinati negli
statuti.

Can. 562 - § 1. Circa transitum ad aliam Can. 562 - § 1. Circa il passaggio a un’altra
societatem vitae communis ad instar religiosorum società di vita comune a guisa dei religiosi o a un
vel institutum religiosum requiritur consensus istituto religioso, si richiede il consenso del
Superioris generalis societatis, a qua transitus fit, Superiore generale della società dalla quale
et, si de transitu ad societatem vel institutum avviene il passaggio e, se si tratta di passaggio in
alterius Ecclesiae sui iuris agitur, etiam una società o istituto di un’altra Chiesa sui iuris,
consensus Sedis Apostolicae. anche il consenso della Sede Apostolica.

§ 2. Sodalis, qui transit ad institutum religiosum, § 2. Il membro che passa a un istituto religioso
integrum novitiatum peragere debet et ceteris deve fare l’intero noviziato e viene equiparato a
novitiis eiusdem instituti aequiparatur; circa tutti gli altri novizi dello stesso istituto; a riguardo
professionem standum est statutis novi instituti. della professione ci si attenga agli statuti del
nuovo istituto.

§ 3. Firmis cann. 497 et 498 ad dimittendum § 3. Fermi restando i cann. 497 e 498, per
sodalem perpetuo cooptatum competens est dimettere un membro cooptato perpetuamente è
Superior generalis servatis de cetero cann. 500 - competente il Superiore generale, osservando
503; sodalis temporarie cooptatus vero dimittitur per tutto il resto i cann. 500-503; il membro
ad normam can. 552. cooptato temporaneamente , invece, è dimesso a
norma del can. 552.

§ 4. In statutis societatis determinetur auctoritas, § 4. Negli statuti della società si stabilisca


cuius est sacrum vinculum solvere. l’autorità a cui spetta sciogliere il vincolo sacro.

CAPUT III DE INSTITUTIS SAECULARIBUS CAPITOLO III GLI ISTITUTI SECOLARI

Can. 563 - § 1. Institutum saeculare est societas, Can. 563 - § 1. L’istituto secolare è una società
in qua sodales: nella quale i membri:

1° ad seipsos Deo totos dedicandum per 1° tendono a dedicare tutti se stessi a Dio per
professionem trium consiliorum evangelicorum mezzo della professione dei tre consigli
secundum statuta aliquo sacro vinculo ab evangelici, secondo gli statuti, confermata con un
Ecclesia recognito firmatam tendunt; qualche vincolo sacro riconosciuto dalla Chiesa;

2° actuositatem apostolicam ad instar 2° esercitano un’attività apostolica a guisa di


fermenti in saeculo et ex saeculo exercent ita, ut fermento nel secolo e dall’interno del secolo, in
omnia ad robur et incrementum Corporis Christi modo che tutte le realtà siano permeate di spirito
spiritu evangelico imbuantur; evangelico per il consolidamento e l’incremento
del corpo di Cristo;

3° vivendi rationem religiosorum non 3° non imitano il modo di vivere dei religiosi,
imitantur, sed vitam communionis inter se ma conducono una vita di comunione tra di loro
secundum propria statuta agunt; secondo i propri statuti;

4° clerici vel laici, ad omnes effectus 4° siano chierici o laici, ognuno rimane nel
canonicos quod attinet, in suo quisque statu suo stato per quanto riguarda tutti gli effetti
manent. canonici.

§ 2. Instituta saecularia sunt iuris pontificii, iuris § 2. Gli istituti secolari sono di diritto pontificio, di
patriarchalis vel iuris eparchialis ad normam diritto patriarcale o di diritto eparchiale a norma
can. 505, § 2. del can. 505, § 2.

Can. 564 - Sodales institutorum saecularium Can. 564 - I membri degli istituti secolari sono
subduntur Romano Pontifici ut suo supremo soggetti al Romano Pontefice come loro supremo
Superiori, cui parendi obligatione tenentur etiam Superiore; hanno l'obbligo di mettersi ai suoi
vi sacri vinculi oboedientiae. ordini anche in virtù del sacro vincolo
dell'obbedienza.

Can. 565 - Sodalis instituti saecularis per Can. 565 - Il membro di un istituto secolare per
ordinationem diaconalem ut clericus ascribitur mezzo dell'ordinazione diaconale viene ascritto
eparchiae, pro cuius servitio ordinatus est, nisi vi come chierico all'eparchia per il cui servizio è
concessionis Sedis Apostolicae vel, si de instituto stato ordinato, a meno che, per concessione
saeculari iuris patriarchalis agitur, Patriarchae della Sede Apostolica oppure, se si tratta di un
eidem instituto ascribitur. istituto di diritto patriarcale, del Patriarca, non
venga ascritto allo stesso istituto.

Can. 566 - Circa erectionem et suppressionem Can. 566 - A riguardo dell’erezione e


institutorum saecularium, eorum statuta necnon soppressione degli istituti secolari, dei loro statuti,
dependentiam ab auctoritate ecclesiastica come pure della dipendenza dall’autorità
serventur, quae de congregationibus in cann. ecclesiastica, si osservi ciò che è stato stabilito
414, 506, 507, § 2, 509 et 510 statuta sunt. sulle congregazioni nei cann. 414, 506, 507 § 2,
509 e 510.

Can. 567 - § 1. Instituta saecularia eorumque Can. 567 - § 1. Gli istituti secolari, le loro
provinciae et domus legitime erectae ipso iure province e case legittimamente erette sono
sunt personae iuridicae ad normam can. 423. persone giuridiche per il diritto stesso a norma
del can. 423.

§ 2. Administratio bonorum regitur cann. 424 et § 2. L'amministrazione dei beni è regolata dai
425. cann. 424 e 425.

Can. 568 - § 1. In admittendis candidatis Can. 568 - § 1. Nell'ammissione dei candidati si


serventur statuta firmo can. 450. osservino gli statuti, fermo restando il can. 450.

§ 2. Sodalis instituto saeculari perpetuo § 2. Un membro cooptato perpetuamente in un


cooptatus dimittitur decreto ad normam istituto secolare viene dimesso con un decreto,
statutorum dato, quod exsecutioni mandari non dato a norma degli statuti, che non può essere
potest, nisi est ab Episcopo eparchiali vel ab mandato ad esecuzione se non è approvato dal
auctoritate superiore competenti approbatum; Vescovo eparchiale o dalla competente autorità
eiusdem Episcopi eparchialis vel auctoritatis est superiore; compete allo stesso Vescovo
etiam sacrum vinculum solvere. eparchiale o alla stessa autorità anche sciogliere
il vincolo sacro.

Can. 569 - Iuris particularis uniuscuiusque Can. 569 - E' compito del diritto particolare di
Ecclesiae sui iuris est pressius de institutis ciascuna Chiesa sui iuris dettare norme più
saecularibus statuere. dettagliate sugli istituti secolari.

CAPUT IV DE ALIIS FORMIS VITAE CAPITOLO IV ALTRE FORME DI VITA


CONSECRATAE ATQUE DE SOCIETATIBUS CONSACRATA E LE SOCIETà DI VITA
VITAE APOSTOLICAE APOSTOLICA

Can. 570 - Iure particulari aliae species constitui Can. 570 - Per diritto particolare si possono
possunt ascetarum, qui vitam eremiticam costituire altre specie di asceti che imitano la vita
imitantur, sive ad instituta vitae consecratae eremitica, sia che appartengano a istituti di vita
pertinent sive non; item virgines et viduae consacrata , oppure no; così pure possono
consecratae seorsum in saeculo castitatem essere costituite vergini o vedove consacrate che
professione publica profitentes constitui possunt. professano nel secolo, ciascuna per conto
proprio, la castità con professione pubblica.
Can. 571 - Novas formas vitae consecratae Can. 571 - Approvare nuove forme di vita
approbare soli Sedi Apostolicae reservatur; consacrata è riservato solamente alla Sede
Patriarchae autem atque Episcopi eparchiales Apostolica; ma i Patriarchi e i Vescovi eparchiali
nova vitae consecratae dona a Spiritu Sancto procurino di discernere i nuovi doni di vita
Ecclesiae concredita discernere satagant et consacrata affidati dallo Spirito Santo alla Chiesa
promotores adiuvent, quo melius proposita e aiutino i promotori a esprimere meglio i loro
exprimant et aptis statutis protegant. intendimenti e a tutelarli con adeguati statuti.

Can. 572 - Societates vitae apostolicae, quarum Can. 572 - Le società di vita apostolica, i cui
sodales sine votis religiosis finem apostolicum membri senza i voti religiosi perseguono un fine
societatis proprium prosequuntur et, vitam apostolico proprio della società e, conducendo
fraternam in communi ducentes secundum una vita fraterna in comune secondo un proprio
propriam vitae rationem, per observantiam modo di vivere, tendono alla perfezione della
constitutionum ad perfectionem caritatis tendunt, carità per mezzo dell'osservanza delle
quaeque institutis vitae consecratae accedunt, costituzioni, e che si avvicinano agli istituti di vita
reguntur tantum iure particulari propriae consacrata, sono regolate soltanto dal diritto
Ecclesiae sui iuris vel a Sede Apostolica statuto. particolare della propria Chiesa sui iuris o stabilito
dalla Sede Apostolica.

TITULUS XIII DE CHRISTIFIDELIUM TITOLO XIII LE ASSOCIAZIONI DEI FEDELI


CONSOCIATIONIBUS CRISTIANI

Can. 573 - § 1. Consociationes ab auctoritate Can. 573 - § 1. Le associazioni erette dalla


competenti ecclesiastica erectae vel ab ipsa per competente autorità ecclesiastica o da essa
decretum approbatae sunt personae iuridicae in approvate con decreto sono persone giuridiche
Ecclesia et vocantur consociationes publicae. nella Chiesa e sono chiamate associazioni
pubbliche.

§ 2. Ceterae consociationes, etsi ab auctoritate § 2. Tutte le altre associazioni, anche se sono


ecclesiastica laudantur vel commendantur, lodate o raccomandate dall’autorità
consociationes privatae vocantur; hae ecclesiastica, sono chiamate associazioni private;
consociationes in Ecclesia non agnoscuntur, nisi queste associazioni non sono riconosciute nella
earum statuta ab auctoritate competenti Chiesa se i loro statuti non sono esaminati dalla
recognoscuntur, de cetero vero reguntur competente autorità; per il resto poi sono regolate
tantummodo iure particulari firmo can. 577. soltanto dal diritto particolare, fermo restando il
can. 577.

Can. 574 - Salvo de cetero can. 18 solius Can. 574 - E' compito della sola autorità
auctoritatis ecclesiasticae competentis est erigere ecclesiastica competente, salvo per il resto il
christifidelium consociationes, quae sibi can. 18, erigere associazioni di fedeli cristiani che
proponunt doctrinam christianam nomine si propongono di insegnare la dottrina cristiana a
Ecclesiae tradere aut cultum publicum promovere nome della Chiesa, oppure di promuovere il culto
vel quae alios intendunt fines, quorum prosecutio pubblico o che tendono ad altri fini il cui
natura sua eidem auctoritati ecclesiasticae conseguimento è riservato di sua natura alla
reservatur. stessa autorità ecclesiastica.

Can. 575 - § 1. Auctoritas competens ad Can. 575 - § 1. L’autorità competente a erigere o


erigendas vel approbandas christifidelium approvare le associazioni dei fedeli cristiani, per
consociationes est pro consociationibus et le associazioni e per le loro confederazioni:
earundem confoederationibus:

1° eparchialibus Episcopus eparchialis, non 1° per quelle eparchiali è il Vescovo


vero Administrator eparchiae, eis tamen eparchiale, ma non l’Amministratore
consociationibus exceptis, quarum erectio ex dell’eparchia, a eccezione però di quelle
privilegio apostolico vel patriarchali aliis reservata associazioni la cui erezione è ad altri riservata
est; per privilegio apostolico o patriarcale;
2° quae omnibus christifidelibus alicuius 2° per quelle che sono aperte a tutti i fedeli
Ecclesiae patriarchalis vel metropolitanae sui cristiani di qualche Chiesa patriarcale e
iuris patent quaeque sedem principem intra fines metropolitana sui iuris e che hanno la sede
territorii eiusdem Ecclesiae habent, Patriarcha principale entro i confini del territorio della stessa
consulta Synodo permanenti vel Metropolita Chiesa, è il Patriarca, dopo aver consultato il
consultis duobus Episcopis eparchialibus Sinodo permanente, o il Metropolita, dopo aver
ordinatione episcopali senioribus; consultato i due Vescovi eparchiali più anziani
per ordinazione episcopale;

3° alterius speciei Sedes Apostolica. 3° per quelle di altra specie è la Sede


Apostolica.

§ 2. Ad erectionem sectionis cuiuscumque § 2. Per l’erezione di una sezione di qualsiasi


consociationis non eparchialis requiritur associazione non eparchiale è richiesto il
consensus scripto datus Episcopi eparchialis; consenso dato per iscritto del Vescovo
consensus tamen ab Episcopo eparchiali eparchiale; tuttavia il consenso dato dal Vescovo
praestitus pro erectione domus instituti religiosi eparchiale per l’erezione di una casa di un
valet etiam ad erigendam in eadem domo vel istituto religioso vale anche per erigere, nella
ecclesia ei adnexa consociationem, quae illius stessa casa o chiesa ad essa annessa,
instituti est propria. l’associazione che è propria di quell’istituto.

Can. 576 - § 1. Omnis consociatio sua habeat Can. 576 - § 1. Ogni associazione abbia i suoi
statuta, quibus determinantur consociationis statuti nei quali sono determinati il nome
nomen, finis, sedes, regimen et condiciones dell’associazione, il fine, la sede, il governo e le
requisitae ad ascriptionem; praeterea in statutis condizioni richieste per l’ascrizione; inoltre negli
determinantur agendi rationes attentis ritu statuti si determinano i modi di agire tenendo
propriae Ecclesiae sui iuris, necessitatibus loci et conto del rito della propria Chiesa sui iuris, delle
temporis vel utilitate. necessità del luogo e del tempo o dell’utilità.

§ 2. Statuta eorumque immutatio approbatione § 2. Gli statuti e il loro cambiamento necessitano


indigent auctoritatis ecclesiasticae, quae dell’approvazione dell’autorità ecclesiastica che
consociationem erexit vel approbavit. ha eretto o approvato l’associazione.

Can. 577 - § 1. Quaelibet consociatio subest Can. 577 - § 1. Qualsiasi associazione è


vigilantiae auctoritatis ecclesiasticae, quae eam sottoposta alla vigilanza dell'autorità ecclesiastica
erexit vel approbavit; huius auctoritatis est curare, che l'ha eretta o approvata; è compito di questa
ut in eadem integritas fidei et morum servetur, et autorità curare che sia conservata in essa
vigilare, ne in disciplinam ecclesiasticam abusus l'integrità della fede e dei costumi e vigilare
irrepant. perché non si introducano abusi nella disciplina
ecclesiastica.

§ 2. Episcopi eparchialis est vigilare omnibus § 2. E' compito del Vescovo eparchiale vigilare su
consociationibus in suo territorio activitatem tutte le associazioni che esercitano l'attività nel
exercentibus et, si casus fert, auctoritatem, quae suo territorio e, se occorre, informare l'autorità
consociationem erexit vel approbavit, certiorem che ha eretto o approvato l'associazione e inoltre,
facere et insuper, si actio consociationis in grave se l'attività dell'associazione risulta di grave
damnum cedit doctrinae vel disciplinae danno alla dottrina o alla disciplina ecclesiastica
ecclesiasticae aut scandalo est christifidelibus, o è di scandalo ai fedeli cristiani, prendere nel
remedia opportuna interim adhibere. frattempo gli opportuni rimedi.

Can. 578 - § 1. Membrorum receptio fiat ad Can. 578 - § 1. L'accettazione dei membri sia
normam iuris communis ac statutorum fatta a norma del diritto comune e degli statuti
consociationis. dell'associazione.

§ 2. Eadem persona ascribi potest pluribus § 2. Una stessa persona può essere ascritta a più
consociationibus. associazioni.
§ 3. Sodales institutorum religiosorum possunt § 3. I membri di istituti religiosi possono dare il
consociationibus ad normam typici vel statutorum loro nome alle associazioni a norma del tipico o
de consensu sui Superioris nomen dare. degli statuti col consenso del loro Superiore.

Can. 579 - Nulla consociatio christifidelium Can. 579 - Nessuna associazione di fedeli
propria membra ut clericos sibi ascribere potest cristiani può ascriversi i propri membri come
nisi ex speciali concessione a Sede Apostolica chierici se non per speciale concessione data
vel, si de consociatione, de qua in can. 575, § 1, dalla Sede Apostolica o, se si tratta di
n. 2, agitur, a Patriarcha de consensu Synodi un'associazione di cui al can. 575, § 1, n. 2, del
permanentis data. Patriarca col consenso del Sinodo permanente.

Can. 580 - Qui fidem catholicam publice abiecit Can. 580 - Chi ha abbandonato pubblicamente la
vel a communione cum Ecclesia catholica publice fede cattolica, o è venuto meno pubblicamente
defecit vel excommunicatione maiore irretitus est, alla comunione con la Chiesa cattolica, o è
valide in consociationes recipi non potest; si vero incorso nella scomunica maggiore, non può
iam legitime ascriptus est, ab Hierarcha loci ipso essere ricevuto validamente nelle associazioni;
iure dimissus declaretur. se poi è già stato legittimamente ascritto, sia
dichiarato dimesso, in forza del diritto stesso, dal
Gerarca del luogo.

Can. 581 - Nemo legitime ascriptus a Can. 581 - Nessuno legittimamente ascritto sia
consociatione dimittatur nisi iusta de causa ad dimesso da un'associazione, se non per giusta
normam iuris communis et statutorum. causa e a norma del diritto comune e degli
statuti.

Can. 582 - Consociatio legitime erecta vel Can. 582 - L'associazione legittimamente eretta o
approbata bona temporalia ad normam cann. approvata amministra i beni temporali a norma
1007 - 1054 et statutorum administrat sub dei cann. 1007-1054 e degli statuti sotto la
vigilantia auctoritatis, quae eam erexit vel vigilanza dell'autorità che l'ha eretta o approvata,
approbavit, cui quotannis administrationis alla quale ogni anno deve rendere conto
rationem reddere debet. dell'amministrazione.

Can. 583 - § 1. Consociationes a Sede Can. 583 - § 1. § 1. Le associazioni erette o


Apostolica erectae vel approbatae nonnisi ab approvate dalla Sede Apostolica non possono
eadem supprimi possunt. essere soppresse se non dalla stessa.

§ 2. Ceterae consociationes, firmo can. 927, § 2 § 2. Tutte le altre associazioni, fermo restando il
et salvo iure recursus in suspensivo ad normam can. 927, § 2, e salvo il diritto di ricorso in
iuris, praeterquam a Sede Apostolica supprimi sospensivo a norma del diritto, possono essere
possunt: soppresse, oltre che dalla Sede Apostolica:

1° a Patriarcha de consensu Synodi 1° dal Patriarca col consenso del Sinodo


permanentis vel a Metropolita, qui Ecclesiae permanente o dal Metropolita che presiede a una
metropolitanae sui iuris praeest, de consensu Chiesa metropolitana sui iuris col consenso dei
duorum Episcoporum eparchialium ordinatione due Vescovi eparchiali più anziani per
episcopali seniorum; ordinazione episcopale;

2° ab Episcopo eparchiali, si ab eo erectae 2° dal Vescovo eparchiale, se sono state


vel approbatae sunt. erette o approvate da lui.

TITULUS XIV DE EVANGELIZATIONE TITOLO XVI L’EVANGELIZZAZIONE DELLE


GENTIUM GENTI

Can. 584 - § 1. Christi mandato omnes gentes Can. 584 - § 1. Obbedendo al mandato di Cristo
evangelizandi obsequens et Spiritus Sancti gratia di evangelizzare tutte le genti e mossa dalla
caritateque mota Ecclesia se totam missionariam grazia e dalla carità dello Spirito Santo, la Chiesa
agnoscit. si riconosce tutta missionaria.

§ 2. Evangelizatio gentium ita fiat, ut servata § 2. L’evangelizzazione delle genti sia fatta in
integritate fidei et morum Evangelium se in modo che, conservando l’integrità della fede e
cultura singulorum populorum exprimere possit, dei costumi, il Vangelo si possa esprimere nella
in catechesi scilicet, in ritibus propriis liturgicis, in cultura dei singoli popoli, cioè nella catechesi, nei
arte sacra, in iure particulari ac demum in tota propri riti liturgici, nell’arte sacra, nel diritto
vita ecclesiali. particolare e infine in tutta la vita ecclesiale.

Can. 585 - § l. Singularum Ecclesiarum sui iuris Can. 585 - § 1. E' compito delle singole Chiese
est iugiter curare, ut per praecones apte sui iuris curare senza interruzione che il Vangelo
praeparatos et ab auctoritate competenti ad sia predicato nel mondo intero, sotto la direzione
normam iuris communis missos Evangelium del Romano Pontefice, per mezzo di messaggeri
praedicetur in universum mundum sub preparati accuratamente e inviati dall'autorità
moderamine Romani Pontificis. competente a norma del diritto comune.

§ 2. Synodo Episcoporum Ecclesiae patriarchalis § 2. Vi sia una commissione, presso il Sinodo dei
vel Consilio Hierarcharum assit commissio ad Vescovi della Chiesa patriarcale o il Consiglio dei
omnium eparchiarum efficaciorem Gerarchi, per promuovere una più efficace
collaborationem provehendam in activitate collaborazione di tutte le eparchie nell'attività
Ecclesiae missionali. missionaria della Chiesa.

§ 3. In singulis eparchiis sacerdos designetur ad § 3. Nelle singole eparchie si designi un


incepta pro missionibus efficaciter promovenda. sacerdote per promuovere efficacemente le
iniziative per le missioni.

§ 4. Christifideles cognitionem et amorem § 4. I fedeli cristiani coltivino in se stessi e negli


missionum in se ipsis et in aliis foveant, pro illis altri la conoscenza e l'amore delle missioni,
orent atque vocationes excitent illasque suis preghino per esse e suscitino vocazioni e le
subsidiis liberaliter sustineant. sostengano generosamente con le loro offerte.

Can. 586 - Severe prohibetur, ne quis ad Can. 586 - E' severamente proibito costringere o
Ecclesiam amplectendam cogatur vel artibus indurre con inopportuni raggiri oppure attirare
importunis inducatur aut alliciatur; omnes vero qualcuno ad abbracciare la Chiesa; tutti i fedeli
christifideles curent, ut vindicetur ius ad cristiani, invece, si impegnino affinché sia
libertatem religiosam, ne quis iniquis vexationibus rivendicato il diritto alla libertà religiosa e che
ab Ecclesia deterreatur. nessuno con ingiuste vessazioni sia distolto dalla
Chiesa.

Can. 587 - § 1. Qui se Ecclesiae coniungere Can. 587 - § 1. Coloro che vogliono congiungersi
volunt, caerimoniis liturgicis admittantur ad alla Chiesa siano ammessi con cerimonie
catechumenatum, qui non sit mera dogmatum liturgiche al catecumenato, che non sia una
praeceptorumque expositio, sed totius vitae semplice esposizione di dogmi e di precetti, ma
christianae institutio et tirocinium debite una formazione a tutta la vita cristiana e un
protractum. tirocinio debitamente prolungato.

§ 2. Qui catechumenatui ascripti sunt, ius habent, § 2. Coloro che sono ascritti al catecumenato
ut admittantur ad liturgiam verbi aliasque hanno il diritto di essere ammessi alla liturgia
celebrationes liturgicas christifidelibus non della parola e alle altre celebrazioni liturgiche non
reservatas. riservate ai fedeli cristiani.

§ 3. Iuris particularis est normas ferre, quibus § 3. Spetta al diritto particolare emanare le norme
catechumenatus ordinetur determinando, con cui viene ordinato il catecumenato,
quaenam a catechumenis sint praestanda et determinando che cosa devono garantire i
quaenam eis agnoscantur praerogativae. catecumeni e quali prerogative sono ad essi
riconosciute.
Can. 588 - Integrum est catechumenis ascribi Can. 588 - I catecumeni hanno piena libertà di
cuivis Ecclesiae sui iuris ad normam can. 30; ascriversi a qualunque Chiesa sui iuris a norma
caveatur tamen, ne quid ipsis suadeatur, quod del can. 30; si eviti tuttavia di consigliare loro
obstare possit eorundem ascriptioni Ecclesiae, qualche cosa che possa ostacolare la loro
quae eorum culturae magis consentanea est. ascrizione a una Chiesa che è più affine alla loro
cultura.

Can. 589 - Missionarii sive exteri sive autochthoni Can. 589 - I missionari sia esteri sia autoctoni
sint congruis dotibus et ingenio idonei; sint apte siano idonei per convenienti doti e per cultura;
instituti in missiologia et in spiritualitate siano opportunamente formati in missiologia e
missionaria necnon instructi in historia et cultura spiritualità missionaria, e istruiti sulla storia e
populorum, qui evangelizandi sunt. cultura dei popoli da evangelizzare.

Can. 590 - In activitate missionali curandum est, Can. 590 - Nell'attività missionaria si deve
ut novellae Ecclesiae quam primum maturitatem cercare che le giovani Chiese raggiungano al più
consequantur atque plene constituantur ita, ut presto la maturità e siano costituite pienamente in
sub ductu propriae hierarchiae sibi providere et modo da provvedere a se stesse, sotto la guida
opus evangelizandi assumere atque continuare di una propria gerarchia, e di poter assumere e
possint. continuare l'opera della evangelizzazione.

Can. 591 - Missionarii sedulo curent, ut: Can. 591 - I missionari s'interessino
diligentemente che:

1° vocationes ad ministeria sacra inter 1° siano promosse prudentemente tra i neofiti


neophytos prudenter promoveantur ita, ut le vocazioni ai sacri ministeri in modo che le
novellae Ecclesiae quam primum autochthonis giovani Chiese al più presto fioriscano di chierici
clericis floreant; autoctoni;

2° catechistae ita instituantur, ut tamquam 2° i catechisti siano formati così da poter


validi cooperatores ministrorum sacrorum munus espletare nel modo migliore il loro compito, quali
suum in evangelizatione necnon in actione validi cooperatori dei mini-stri sacri,
liturgica quam optime exsequi possint; iure nell'evangelizzazione come pure nell'azione
particulari provideatur, ut catechistae iustam liturgica; per diritto particolare si provveda che i
remunerationem habeant. catechisti abbiano la giusta rimunerazione.

Can. 592 - § 1. Speciali cura in territoriis Can. 592 - § 1. Si favoriscano con cura speciale,
missionum aptae formae apostolatus laicorum nei territori di missione, forme adatte di
foveantur; instituta vitae consecratae, ratione apostolato dei laici; si promuovano istituti di vita
habita singulorum populorum ingenii et indolis, consacrata, tenendo conto dell'ingegno e
promoveantur; scholae et alia huiusmodi dell'indole dei singoli popoli; si costituiscano
educationis christianae et progressus culturalis scuole e altri istituti similari di educazione
instituta, ut opus est, constituantur. cristiana e di sviluppo culturale, se è necessario.

§ 2. Item dialogus et cooperatio cum non- § 2. Inoltre si favoriscano diligentemente e con


christianis sedulo et prudenter foveantur. prudenza il dialogo e la cooperazione con i non-
cristiani.

Can. 593 - § 1. Omnes presbyteri cuiuscumque Can. 593 - § 1. Tutti i presbiteri di qualsiasi
condicionis in territoriis missionum operam condizione che prestano la loro opera nei territori
praestantes utpote unum presbyterium di missione, dato che formano un unico
efformantes ardenter in evangelizatione presbiterio, cooperino ardentemente nella
cooperentur. evangelizzazione.

§ 2. Ipsi cum ceteris missionariis christianis, ut § 2. Essi collaborino volentieri, a norma del
unum pro Christo Domino testimonium reddant, can. 908, con tutti gli altri missionari cristiani per
libenter collaborent ad normam can. 908. dare un'unica testimonianza a Cristo Signore.
Can. 594 - Territoria missionum sunt, quae Can. 594 - Sono territori di missioni quelli che la
Sedes Apostolica ut talia agnovit. Sede Apostolica ha riconosciuto come tali.

TITULUS XV DE MAGISTERIO TITOLO XV IL MAGISTERO ECCLESIASTICO


ECCLESIASTICO

CAPUT I DE ECCLESIAE MUNERE DOCENDI CAPITOLO I LA FUNZIONE DI INSEGNARE


IN GENERE DELLA CHIESA IN GENERALE

Can. 595 - § 1. Ecclesiae, cui Christus Dominus Can. 595 - § 1. La Chiesa, alla quale Cristo
depositum fidei concredidit, ut Spiritu Sancto Signore ha affidato il deposito della fede affinché,
assistente veritatem revelatam sancte custodiret, con l’assistenza dello Spirito Santo, custodisse
penitus perscrutaretur, fideliter annuntiaret atque santamente la verità rivelata, la scrutasse
exponeret, ius nativum a qualibet humana profondamente, la annunciasse e l’esponesse
potestate independens et obligatio est omnibus fedelmente, ha il diritto nativo, indipendente da
hominibus Evangelium praedicandi. qualsiasi potestà umana, e il dovere di predicare
il Vangelo a tutti gli uomini.

§ 2. Ecclesiae competit semper et ubique § 2. E’ compito della Chiesa annunciare sempre


principia moralia, etiam ad ordinem socialem e dappertutto i principi morali, anche riguardanti
spectantia, annuntiare necnon iudicium ferre de l’ordine sociale, come pure dare il suo giudizio
quibuslibet rebus humanis, quatenus dignitas su qualsiasi realtà umana nella misura in cui lo
personae humanae eiusque iura fundamentalia esigano la dignità della persona umana e i suoi
aut salus animarum id exigunt. diritti fondamentali, oppure la salvezza delle
anime.

Can. 596 - In nomine Ecclesiae docendi munus Can. 596 - La funzione di insegnare a nome della
solis Episcopis competit; in eodem tamen munere Chiesa spetta solo ai Vescovi; partecipano
partem habent ad normam iuris sive ii, qui tuttavia alla stessa funzione, a norma del diritto,
Episcoporum per ordinem sacrum effecti sunt sia coloro che per mezzo dell'ordine sacro sono
cooperatores, sive ii, qui in ordine sacro non diventati cooperatori dei Vescovi, sia coloro che,
constituti mandatum docendi receperunt. non costituiti nell'ordine sacro, hanno ricevuto il
mandato di insegnare.

Can. 597 - § 1. Infallibilitate in magisterio vi Can. 597 - § 1. Il Romano Pontefice, in virtù della
muneris sui gaudet Romanus Pontifex, si ut sua funzione, gode di infallibilità nel magistero se,
supremus omnium christifidelium Pastor et come supremo Pastore e Dottore di tutti i fedeli
Doctor, cuius est fratres suos in fide confirmare, cristiani che ha il dovere di confermare nella fede
doctrinam de fide vel de moribus tenendam i suoi fratelli, con atto definitivo proclama da
definitivo actu proclamat. tenersi una dottrina in materia di fede o di
costumi.

§ 2. Infallibilitate in magisterio pollet quoque § 2. Anche il Collegio dei Vescovi gode di


Collegium Episcoporum, si magisterium exercent infallibilità nel magistero se i Vescovi riuniti nel
Episcopi in Concilio Oecumenico coadunati, qui Concilio Ecumenico esercitano il magistero e,
ut fidei et morum doctores et iudices pro universa come dottori e giudici della fede e dei costumi per
Ecclesia doctrinam de fide vel de moribus ut la Chiesa universale, dichiarano una dottrina
definitive tenendam declarant, aut si per orbem sulla fede e i costumi da ritenersi definitivamente;
dispersi communionis nexum inter se et cum oppure se, sparsi nel mondo, conservando il
sancti Petri successore servantes una cum vincolo della comunione tra loro e col successore
eodem Romano Pontifice authentice res fidei vel di san Pietro, insegnando autenticamente cose di
morum docentes in unam sententiam tamquam fede o di costumi assieme allo stesso Romano
definitive tenendam conveniunt. Pontefice, convengono in un solo giudizio da
ritenere definitivo.

§ 3. Infallibiliter definita nulla intellegitur doctrina, § 3. Nessuna dottrina si deve ritenere come
nisi id manifesto constat. infallibilmente definita se non consta
manifestamente.

Can. 598 - § 1. Fide divina et catholica ea omnia Can. 598 - § 1. Per fede divina e cattolica sono
credenda sunt, quae verbo Dei scripto vel tradito, da credere tutte quelle cose che sono contenute
uno scilicet deposito fidei Ecclesiae commisso, nella parola di Dio scritta o tramandata cioè
continentur et simul ut divinitus revelata nell’unico deposito della fede affidato alla
proponuntur sive ab Ecclesiae magisterio Chiesa, e che insieme sono proposte come
sollemni sive ab eius magisterio ordinario et divinamente rivelate sia dal magistero solenne
universali, quod quidem communi adhaesione della Chiesa, sia dal suo magistero ordinario e
christifidelium sub ductu sacri magisterii universale, ossia quello è manifestato dalla
manifestatur; tenentur igitur omnes christifideles; comune adesione dei fedeli cristiani sotto la
quascumque devitare doctrinas eisdem guida del sacro magistero; di conseguenza tutti i
contrarias. fedeli curino di evitare qualsiasi dottrina che ad
esse non corrisponda.

§ 2. Firmiter etiam amplectenda ac retinenda sunt § 2. Si devono pure fermamente accogliere e


omnia et singula quae circa doctrinam de fide vel ritenere anche tutte e singole le cose che
moribus ab Ecclesiae magisterio definitive vengono proposte definitivamente dal magistero
proponuntur, scilicet quae ad idem fidei della Chiesa circa la fede e i costumi, quelle cioè
depositum sancte custodiendum et fideliter che sono richieste per custodire santamente ed
exponendum requiruntur; ideoque doctrinae esporre fedelmente lo stesso deposito della fede;
Ecclesiae catholicae adversatur qui easdem si oppone dunque alla dottrina della Chiesa
propositiones definitive tenendas recusat. cattolica chi rifiuta le medesime proposizioni da
tenersi definitivamente.

Can. 599 - Non quidem fidei assensus, Can. 599 - Non certo un assenso di fede, ma
religiosum tamen intellectus et voluntatis tuttavia un religioso ossequio di intelletto e di
obsequium praestandum est doctrinae de fide et volontà bisogna dare alla dottrina circa la fede e i
de moribus, quam sive Romanus Pontifex sive costumi che, sia il Romano Pontefice, sia il
Collegium Episcoporum enuntiant, cum Collegio dei Vescovi enunciano, quando
magisterium authenticum exercent, etsi definitivo esercitano il magistero autentico, anche se non
actu eandem proclamare non intendunt; intendono proclamare la stessa dottrina con atto
christifideles ergo curent, ut devitent, quae cum definitivo; i fedeli cristiani procurino perciò di
eadem non congruunt. evitare tutto ciò che non concorda con essa.

Can. 600 - Episcopi, qui sunt in communione Can. 600 - I Vescovi che sono in comunione con
cum Collegii capite et membris, sive singuli sive il capo del Collegio e con i membri, sia come
in Synodis aut in Conciliis particularibus singoli sia riuniti nei Sinodi oppure nei Concili
congregati, etsi infallibilitate in docendo non particolari, anche se non godono di infallibilità
pollent, christifidelium suae curae commissorum nell'insegnare, sono tuttavia autentici dottori della
authentici sunt fidei doctores et magistri; cui fede e maestri dei fedeli cristiani affidati alla loro
magisterio authentico suorum Episcoporum cura; i fedeli cristiani hanno l'obbligo di aderire
christifideles religioso animi obsequio adhaerere con religioso ossequio dell'animo a questo
tenentur. magistero autentico dei loro Vescovi.

Can. 601 - Singulis Ecclesiis onus incumbit Can. 601 - Le singole Chiese hanno il grave
imprimis a Patriarchis et Episcopis exercendum compito, da esercitare anzitutto dai Patriarchi e
modo unicuique generationi et culturae dai Vescovi, di rispondere, nel modo adatto a
accommodato ad perennes hominum ciascuna generazione e cultura, ai perenni
interrogationes de sensu vitae respondendi interrogativi degli uomini sul senso della vita e di
necnon christianae solutioni problematum provvedere alla soluzione cristiana dei problemi
urgentiorum sub luce Evangelii signa temporum più urgenti alla luce del Vangelo, scrutando i
perscrutando consulendi ita, ut clarescat ubique segni dei tempi, in modo che dappertutto brilli
magis lux Christi illuminans omnes homines. sempre più la luce di Cristo che illumina tutti gli
uomini.

Can. 602 - In cura pastorali non tantum principia Can. 602 - Nella cura pastorale siano riconosciuti
scientiarum sacrarum, sed etiam inventa aliarum non soltanto i principi delle scienze sacre, ma
scientiarum agnoscantur et ita adhibeantur, ut anche le scoperte delle altre scienze e siano
christifideles ad magis consciam et reflexam usati in modo che i fedeli cristiani siano condotti a
vitam fidei ducantur. una vita di fede più cosciente e riflettuta.

Can. 603 - Litterarum artiumque cultus pro earum Can. 603 - Si promuova la cura delle lettere e
vi ad sensum fidei singulari efficacia delle arti per la loro efficacia di esprimere e
exprimendum et communicandum agnitis iusta comunicare con singolare efficacia il senso della
libertate et diversitate culturali provehatur. fede, riconoscendo la giusta libertà e la diversità
delle culture.

Can. 604 - Ecclesiae Pastorum imprimis est Can. 604 - E' compito soprattutto dei Pastori della
sedulo curare, ut inter varietates enuntiationum Chiesa curare che, tra la varietà delle
doctrinae in variis Ecclesiis idem sensus fidei enunciazioni delle dottrine, nelle diverse Chiese
servetur atque promoveatur ita, ut integritas et si conservi e sia promosso lo stesso senso della
unitas fidei damnum non patiatur, immo fede in modo che l'integrità e l'unità della fede
catholicitas Ecclesiae per legitimam diversitatem non ne riporti danno, ma anzi che sia posta in
in meliorem lucem ponatur. miglior luce la cattolicità della Chiesa attraverso
la legittima diversità.

Can. 605 - Ad Episcopos praesertim in Synodis Can. 605 - E' compito dei Vescovi, specialmente
vel Consiliis coadunatos, singulariter vero ad riuniti nei Sinodi e nei Concili, ma singolarmente
Sedem Apostolicam pertinet integritatem et della Sede Apostolica, promuovere
unitatem fidei bonosque mores auctoritative autorevolmente, custodire e difendere
promovere, custodire et religiose defendere, religiosamente l'integrità e l'unità della fede e dei
etiam reprobando, quatenus opus est, sententias, buoni costumi, anche condannando, se è
quae eisdem contrariae sunt, vel monendo de necessario, le opinioni che sono ad essa
eis, quae eadem in discrimen ponere possunt. contrarie, o ammonendo sui rischi che esse
possono comportare.

Can. 606 - § 1. Theologorum est pro sua mysterii Can. 606 - § 1. E' compito dei teologi, secondo la
salutis profundiore intellegentia et scientiarum loro più profonda intelligenza del mistero della
sacrarum affiniumque necnon novarum salvezza e delle scienze sacre e affini, e anche
quaestionum peritia fideliter magisterio Ecclesiae per la loro conoscenza pratica dei nuovi problemi,
authentico obsequentes simulque ea, qua par rispettando fedelmente il magistero autentico
est, libertate utentes fidem Ecclesiae illustrare et della Chiesa e insieme usando una libertà
defendere progressuique doctrinali consulere. conveniente, spiegare e difendere la fede della
Chiesa e contribuire al progresso dottrinale.

§ 2. In veritatibus theologicis investigandis et § 2. Nel ricercare e nell'esprimere le verità


exprimendis eorum est communitatis fidei teologiche tocca a loro essere solleciti a edificare
aedificandae sollicitos esse atque cum Episcopis la comunità di fede e inoltre a collaborare
in eorum munere docendi sollerter cooperari. ingegnosamente con i Vescovi nella loro funzione
di insegnare.

§ 3. Qui in theologicas disciplinas praesertim in § 3. Coloro che si occupano delle discipline


seminariis, studiorum universitatibus et teologiche, specialmente nei seminari, nelle
facultatibus incumbunt, cum hominibus, qui in università degli studi e nelle facoltà, cerchino di
aliis scientiis excellunt, collatis consiliis atque collaborare con gli uomini eminenti nelle altre
viribus cooperari studeant. scienze con scambi di opinioni e di forze.

CAPUT II DE VERBI DEI MINISTERIO CAPITOLO II IL MINISTERO DELLA PAROLA DI


DIO
Can. 607 - Verbi Dei ministerium, praedicatio Can. 607 - Il ministero della parola di Dio, cioè la
nempe, catechesis omnisque instructio predicazione, la catechesi e ogni istruzione
christiana, inter quae homilia liturgica eximium cristiana, tra i quali deve avere un posto
locum habeat oportet, Sacra Scriptura salubriter eminente l'omelia liturgica, sia nutrito
nutriatur atque sacra traditione innitatur; salutarmente dalla Sacra Scrittura e si fondi sulla
celebratio verbi Dei vero opportune foveatur. sacra tradizione; sia favorita opportunamente la
celebrazione della parola di Dio.

Can. 608 - Episcopi, presbyteri et diaconi pro suo Can. 608 - I Vescovi, i presbiteri e i diaconi,
cuiusque ordinis sacri gradu primi munus verbi ciascuno secondo il proprio grado dell'ordine
Dei ministerii habent ad normam iuris sacro, hanno per primi la funzione del ministero
exercendum; ceteri vero christifideles pro sua della parola di Dio da esercitare a norma del
cuiusque idoneitate, statu vitae et mandato diritto; tutti gli altri fedeli cristiani poi, prendano
accepto libenter hoc ministerium participent. parte volentieri a questo ministero, ciascuno
secondo la propria idoneità, lo stato di vita e il
mandato ricevuto.

Art. I DE VERBI DEI PRAEDICATIONE Art. I La predicazione della parola di Dio

Can. 609 - Verbi Dei praedicationem moderari in Can. 609 - Compete al Vescovo eparchiale
suo territorio competit Episcopo eparchiali firmo regolare la predicazione della parola di Dio nel
iure communi. suo territorio, fermo restando il diritto comune.

Can. 610 - § 1. Episcopis ius est verbum Dei Can. 610 - § 1. E' diritto dei Vescovi predicare la
ubique terrarum praedicare, nisi Episcopus parola di Dio in tutto il mondo, a meno che, in un
eparchialis in casu speciali expresse renuit. caso speciale, il Vescovo eparchiale non lo abbia
espressamente proibito.

§ 2. Presbyteri facultate praediti sunt praedicandi § 2. I presbiteri hanno la facoltà di predicare là


ibi, quo legitime mittuntur vel invitantur. dove sono legittimamente inviati o invitati.

§ 3. Eadem facultate praedicandi praediti sunt § 3. Hanno la stessa facoltà di predicare anche i
etiam diaconi, nisi ius particulare aliud statuit. diaconi, a meno che il diritto particolare non
stabilisca diversamente.

§ 4. In extraordinariis adiunctis maxime ad § 4. In circostanze straordinarie, soprattutto per


supplendam penuriam clericorum ceteris quoque supplire alla scarsità di chierici, il mandato di
christifidelibus dari potest ab Episcopo eparchiali predicare, anche in chiesa, può essere dato dal
mandatum praedicandi etiam in ecclesia firmo Vescovo eparchiale anche agli altri fedeli
can. 614, § 4. cristiani, fermo restando il can. 614, § 4.

Can. 611 - Vi officii facultate praedicandi praediti Can. 611 - In virtù dell'ufficio, tutti coloro ai quali
sunt omnes, quibus cura animarum commissa è stata affidata la cura delle anime sono provvisti
est, qui etiam invitare possunt ad praedicandum della facoltà di predicare; costoro possono anche
suae curae commissis quemlibet presbyterum vel invitare qualsiasi presbitero o diacono a predicare
firmo can. 610, § 3 diaconum, nisi legitime a coloro che sono affidati alle loro cure, fermo
prohibiti sunt. restando il can. 610, § 3, a meno che non sia
legittimamente proibito.

Can. 612 - § 1. In institutis religiosis vel Can. 612 - § 1. Negli istituti religiosi e nelle
societatibus vitae communis ad instar società di vita comune a guisa dei religiosi,
religiosorum clericalibus iuris pontificii vel clericali di diritto pontificio o patriarcale, spetta ai
patriarchalis praedicationem moderari pertinet ad Superiori maggiori regolare la predicazione.
Superiores maiores.

§ 2. Invitare vero ad praedicandum propriis § 2. Tutti i Superiori, anche locali, di qualsiasi


sodalibus quemlibet presbyterum vel firmo istituto di vita consacrata, possono invitare a
can. 610, § 3 diaconum, nisi legitime prohibiti predicare ai propri membri qualsiasi presbitero o
sunt, possunt omnes Superiores, etiam locales, diacono, fermo restando il can. 610, § 3, a meno
cuiuslibet instituti vitae consecratae. che non sia legittimamente proibito.

Can. 613 - Contra decretum Hierarchae, quo quis Can. 613 - Contro il decreto del Gerarca, il quale
prohibetur praedicare, datur recursus in proibisce a uno di predicare, si dà il ricorso solo
devolutivo tantum, qui sine mora definiendus est. in devolutivo, che deve essere definito senza
ritardo.

Can. 614 - § 1. Homilia, qua per anni liturgici Can. 614 - § 1. L'omelia, con la quale durante il
cursum ex Sacra Scriptura mysteria fidei et corso dell'anno liturgico vengono esposti dalla
normae vitae christianae exponuntur, ut pars Sacra Scrittura i misteri della fede e le norme
ipsius liturgiae valde commendatur. della vita cristiana, è molto raccomandata come
parte della stessa liturgia.

§ 2. Parochis et rectoribus ecclesiarum incumbit § 2. I parroci e i rettori delle chiese hanno


obligatio curandi, ut saltem diebus dominicis et l'obbligo di procurare che, almeno nelle
festis de praecepto intra Divinam Liturgiam domeniche e nelle feste di precetto, vi sia l'omelia
homilia habeatur, quae ne omittatur nisi gravi de nella Divina Liturgia e che non sia omessa se non
causa. per grave causa.

§ 3. Parocho non licet obligationem populo eius § 3. Non è lecito al parroco soddisfare
curae pastorali commisso praedicandi per alium abitualmente l'obbligo di predicare al popolo
habitualiter persolvere nisi iusta de causa ab affidato alla sua cura per mezzo di un altro, se
Hierarcha loci approbata. non per una giusta causa approvata dal Gerarca
del luogo.

§ 4. Homilia sacerdoti aut, ad normam iuris § 4. L'omelia è riservata al sacerdote, oppure, a


particularis, etiam diacono reservatur. norma del diritto particolare, anche al diacono.

Can. 615 - Episcopi eparchiales normis datis Can. 615 - I vescovi eparchiali procurino con
curent, ut opportunis temporibus ad populi apposite norme che nei tempi opportuni si tenga
christiani renovationem spiritualem specialis un corso speciale di sacra predicazione per il
series sacrae praedicationis habeatur. rinnovamento spirituale del popolo cristiano.

Can. 616 - § 1. Verbi Dei praedicatores sepositis Can. 616 - § 1. I predicatori della parola di Dio,
humanae sapientiae verbis abstrusisque lasciando da parte le parole della sapienza
argumentis christifidelibus praedicent integrum umana e gli argomenti astrusi, predichino
mysterium Christi, qui est via et veritas et vita; integralmente il mistero di Cristo, che è via, verità
ostendant res terrestres et instituta humana e vita; dimostrino come le cose terrene e le
secundum Dei Creatoris consilium ad hominum umane istituzioni, secondo il disegno di Dio
salutem quoque ordinari et ideo ad Creatore, sono ordinate anche alla salvezza degli
aedificationem Corporis Christi non parum uomini e perciò possono contribuire non poco
conferre posse. all'edificazione del Corpo di Cristo.

§ 2. Edoceant ideo etiam doctrinam Ecclesiae de § 2. Insegnino perciò anche la dottrina della
dignitate personae humanae eiusque iuribus Chiesa sulla dignità della persona umana e sui
fundamentalibus, de vita familiari, de consortio suoi diritti fondamentali, sulla vita familiare, sulla
civili et sociali necnon de sensu iustitiae in vita comunità civile e sociale, e anche sul senso della
oeconomica et laboris persequendo, qui confert giustizia da realizzare nella vita economica e del
ad pacem in terris construendam et ad lavoro, che contribuisce a costruire la pace nella
progressum populorum consequendum. terra e a promuovere il progresso dei popoli.

Art. II DE INSTITUTIONE CATECHETICA Art. II La formazione catechistica


Can. 617 - Singularum Ecclesiarum sui iuris Can. 617 - E' grave obbligo delle singole Chiese
praesertim vero earum Episcoporum est gravis sui iuris, ma specialmente dei loro Vescovi, di
obligatio catecheseos tradendae, qua fides ad insegnare la catechesi con la quale si porti a
maturitatem adducatur et formetur Christi maturità la fede e venga formato il discepolo di
discipulus per cognitionem profundiorem et magis Cristo attraverso una conoscenza più profonda e
ordinatam doctrinae Christi et per adhaesionem più ordinata della dottrina di Cristo e un'adesione
in dies artiorem ipsius Personae. sempre più stretta alla sua Persona.

Can. 618 - Parentes primi obligatione tenentur Can. 618 - I genitori per primi hanno l'obbligo di
verbo et exemplo filios in fide et vitae christianae formare i figli nella fede e nella pratica della vita
praxi efformandi; pari obligatione tenentur ii, qui cristiana con la parola e l'esempio; lo stesso
parentum locum tenent, atque patrini. obbligo hanno coloro che fanno le veci dei
genitori e i padrini.

Can. 619 - Praeter familiam christianam ipsa Can. 619 - Oltre alla famiglia cristiana, la
paroecia atque quaevis communitas ecclesialis parrocchia stessa e inoltre qualsiasi comunità
curare debent membrorum suorum institutionem ecclesiale devono curare l'istruzione catechistica
catecheticam atque eorum integrationem in dei loro membri e la loro integrazione nella
ipsam communitatem illas praebendo comunità stessa, offrendo quelle condizioni con
condiciones, in quibus ea, quae didicerunt, quam le quali possano vivere nel modo più pieno ciò
plenissime vivere possunt. che hanno imparato.

Can. 620 - Consociationes et motus et circuli Can. 620 - Le associazioni e i movimenti e i


christifidelium, sive ad fines pietatis et circoli di fedeli cristiani che mirano sia a fini di
apostolatum sive ad opera caritatis et adiumenti pietà e di apostolato, sia a opere di carità e di
intendunt, formationem religiosam membrorum aiuto, curino la formazione religiosa dei loro
suorum curent sub ductu Hierarchae loci. membri sotto la guida del Gerarca del luogo.

Can. 621 - § 1. Synodo Episcoporum Ecclesiae Can. 621 - § 1. Compete al Sinodo dei Vescovi
patriarchalis vel Consilio Hierarcharum competit della Chiesa patriarcale o al Consiglio dei
intra fines territorii propriae Ecclesiae normas de Gerarchi, entro i confini del territorio della propria
institutione catechetica in directorium Chiesa, emanare delle norme sull'istruzione
catecheticum apte componendas ferre servatis catechistica da riunire ordinatamente in un
eis, quae a suprema Ecclesias auctoritate direttorio catechistico, osservando quanto è stato
praescripta sunt. stabilito dalla suprema autorità della Chiesa.

§ 2. In directorio catechetico ratio habeatur § 2. Nel direttorio catechistico si tenga conto


indolis specialis Ecclesiarum orientalium ita, ut dell'indole speciale delle Chiese orientali, in modo
momentum biblicum et liturgicum necnon che nell'insegnamento della catechesi
traditiones propriae Ecclesiae sui iuris in risplendano l'importanza della Bibbia e della
patrologia, hagiographia et ipsa iconographia in liturgia e le tradizioni della propria Chiesa sui iuris
catechesi tradenda eluceant. nella patrologia, nell'agiografia e nella stessa
iconografia.

§ 3. Synodi Episcoporum Ecclesiae patriarchalis § 3. E' compito del Sinodo dei Vescovi della
vel Consilii Hierarcharum est curare, ut Chiesa patriarcale o del Consiglio dei Gerarchi
catechismi ad varios coetus christifidelium curare che i catechismi siano adattati ai vari
accommodati simul cum subsidiis ac instrumentis gruppi di fedeli cristiani e siano provvisti anche di
provideantur necnon varia incepta catechetica sussidi e strumenti, e che inoltre siano promosse
provehantur atque inter se componantur. varie iniziative catechistiche e accordate tra loro.

Can. 622 - § 1. In quavis Ecclesia sui iuris assit Can. 622 - § 1. In ogni Chiesa sui iuris vi sia una
commissio de re catechetica, quae etiam cum commissione catechistica, che può essere
aliis Ecclesiis sui iuris pro eodem territorio vel costituita anche con altre Chiese sui iuris per lo
regione socio-culturali constitui potest. stesso territorio o regione socio-culturale.
§ 2. Commissioni de re catechetica praesto sit § 2. La commissione catechistica abbia a sua
etiam centrum catecheticum, cuius est subsidio disposizione anche un centro catechistico , che
esse eisdem Ecclesiis ad incepta catechetica ha il compito di essere di aiuto alle stesse Chiese
coordinate et efficacius persolvenda atque per organizzare iniziative catechistiche in modo
inservire catechistarum formationi etiam coordinato e più efficace e inoltre per servire alla
permanenti. formazione, anche permanente, dei catechisti.

Can. 623 - § 1. Episcopi eparchialis est Can. 623 - § 1. E' compito del Vescovo
institutionem catecheticam in sua eparchia eparchiale promuovere, dirigere e regolare
summa cum sollicitudine provehere, dirigere l'insegnamento catechistico nella sua eparchia
atque moderari. con la massima sollecitudine.

§ 2. Ad quem finem assit curiae eparchiali § 2. A questo fine vi sia nella curia eparchiale un
centrum catecheticum eparchiale. centro catechistico eparchiale.

Can. 624 - § 1. Parochus summam operam dare Can. 624 - § 1. Il parroco deve mettere il
debet attentis normis ab auctoritate competenti massimo impegno, rispettando le norme stabilite
statutis ad catechesim tradendam omnibus suae dalla competente autorità, per insegnare la
curae pastorali commissis, cuiuscumque sunt catechesi a tutti coloro che sono stati affidati alla
aetatis vel condicionis. sua cura pastorale, di qualunque età e
condizione siano.

§ 2. Parochis adiutricem operam praestare § 2. I presbiteri e i diaconi addetti alla parrocchia


tenentur presbyteri et diaconi paroeciae addicti; sono tenuti a dare la collaborazione ai parroci; i
sodales autem institutorum religiosorum ad membri poi di istituti religiosi la daranno a norma
normam cann. 479 et 542. dei cann. 479 e 542.

§ 3. Alii christifideles rite formati libenter suam § 3. Gli altri fedeli cristiani debitamente formati
adiutricem operam catechesi tradendae diano volentieri la loro collaborazione
conferant. all'insegnamento della catechesi.

Can. 625 - Rationem oecumenicam habeat Can. 625 - E' necessario che la catechesi abbia
oportet catechesis rectam imaginem aliarum una dimensione ecumenica presentando
Ecclesiarum atque Communitatum ecclesialium un'immagine retta delle altre Chiese e Comunità
praebendo; curandum tamen omnino est, ut in ecclesiali; tuttavia bisogna comunque curare che
tuto ponatur recta ratio catecheseos catholicae. sia messa al sicuro la retta prospettiva della
catechesi cattolica.

Can. 626 - Meminerint omnes, qui catechesi Can. 626 - Si ricordino tutti coloro che si
tradendae inserviunt, se Ecclesiae partes gerere dedicano alla catechesi che rappresentano la
et ad verbum Dei revelatum, non proprium Chiesa e che sono stati mandati a comunicare la
communicandum missos esse; proinde doctrinam parola rivelata di Dio e non la propria; perciò
Ecclesiae integram modo catechizandis quidem propongano integra la dottrina della Chiesa, nel
accommodato eorumque culturae exigentiis modo però adatto ai catechizzandi e rispondendo
respondenti proponant. alle esigenze della loro cultura.

CAPUT III DE EDUCATIONE CATHOLICA CAPITOLO III L'EDUCAZIONE CATTOLICA

Can. 627 - § 1. Cura filios educandi imprimis Can. 627 - § 1. La cura di educare i figli spetta
spectat ad parentes vel ad eorum locum anzitutto ai genitori e a coloro che ne fanno le
tenentes; quare eorundem est in familiae veci; perciò è loro compito, nell'ambito della
christianae ambitu fide illuminato atque amore famiglia cristiana illuminata dalla fede e animata
mutuo animato filios educare praesertim ad dall'amore vicendevole, educare i figli
pietatem erga Deum et dilectionem proximi. specialmente nella pietà verso Dio e nell'amore
del prossimo.
§ 2. Si propriae vires transcenduntur, ut § 2. Se le proprie forze non bastano per
consulatur integrae filiorum educationi, parentum provvedere all'educazione integrale dei figli,
quoque est aliis partem muneris educationis spetta ancora ai genitori affidare ad altri una
concredere necnon eligere instrumenta parte del compito educativo, come pure di
educationis necessaria vel utilia. scegliere gli strumenti educativi necessari o utili.

§ 3. Parentes in instrumentis educationis § 3. E' necessario che i genitori abbiano la giusta


eligendis iustam libertatem habeant oportet firmo libertà nella scelta degli strumenti di educazione,
can. 633; quare operam dent christifideles, ut hoc fermo restando il can. 633; perciò i fedeli cristiani
ius a societate civili agnoscatur et secundum s'impegnino affinché questo diritto sia
exigentias institiae congruis etiam subsidiis riconosciuto dalla società civile e sia sostenuto
foveatur. anche con opportuni sussidi secondo le esigenze
della giustizia.

Can. 628 - § 1. Ecclesiae, cum novas creaturas Can. 628 - § 1. E' compito della Chiesa, per aver
per baptismum generaverit, est simul cum generato nuove creature per mezzo del
parentibus earundem educationem catholicam battesimo, curare la loro educazione cattolica
curare. assieme ai genitori.

§ 2. Omnes, quibus cura animarum commissa § 2. Tutti coloro a cui è stata affidata la cura delle
est, debent auxilio esse parentibus ad filios anime devono aiutare i genitori nell'educazione
educandos, eosdem proprii iuris et obligationis dei figli, renderli coscienti del proprio diritto e
conscios reddere et educationi religiosae dovere, e provvedere all'educazione religiosa
praesertim iuventutis providere. specialmente della gioventù.

Can. 629 - Curent omnes educatores, ut Can. 629 - Tutti gli educatori curino di tendere
attendatur integrae personae humanae formationi alla formazione integrale della persona umana in
ita, ut dotibus physicis, intellectualibus et modo che i giovani, coltivando armoniosamente
moralibus harmonice excultis iuvenes virtutibus le doti fisiche, intellettuali e morali, col corredo
christianis instructi conformentur ad Deum delle virtù cristiane siano formati a conoscere e
perfectius cognoscendum et diligendum, ad amare Dio più perfettamente, a stimare i valori
valores humanos et morales recta conscientia umani e morali con retta coscienza, ad
aestimandos et vera libertate amplectendos et abbracciarli con vera libertà e, coltivando insieme
simul exculto sensu iustitiae et responsabilitatis il senso della giustizia e della responsabilità
socialie ad fraternum cum aliis consortium sociale, a perseguire una fraterna convivenza
prosequendum. con gli altri.

Can. 630 - § 1. Magno animo operam dent Can. 630 - § 1. I fedeli cristiani s'impegnino con
christifideles, ut congrua educationis et grande coraggio perché i benefici adeguati
instructionis beneficia ad omnes homine ubique all'educazione e all'istruzione possano al più
terrarum citius extendi possint speciali cura presto essere estesi a tutto il mondo e a tutti gli
habita illorum, qui sunt tenuioris fortunae. uomini avendo una cura speciale per coloro che
sono meno fortunati.

§ 2. Faveant omnes christifideles inceptis § 2. Tutti i fedeli cristiani favoriscano le iniziative


Ecclesiae ad educationem provehendam aptis, della Chiesa utili a promuovere l'educazione,
praecipue ad scholas erigendas, dirigendas et specialmente per fondare, dirigere e sostenere le
sustinendas. scuole.

Art. I DE SCHOLIS, PRAESERTIM CATHOLICIS Art. I Le scuole, soprattutto cattoliche

Can. 631 - § 1. Inter varia instrumenta Can. 631 - § 1. Tra i vari strumenti di educazione
educationis speciali cura fovenda est schola bisogna favorire con speciale cura la scuola
catholica, in quam convergat oportet sollicitudo cattolica verso la quale è necessario che
parentum, magistrorum necnon communitatis converga la sollecitudine dei genitori, dei maestri,
ecclesialis. come pure della comunità ecclesiale.
§ 2. Ecclesiae ius est scholas cuiusvis generis et § 2. E' diritto della Chiesa erigere e dirigere
gradus erigendi ac moderandi. scuole di qualsiasi genere e grado.

Can. 632 - Schola in iure non reputatur catholica, Can. 632 - Una scuola non è giuridicamente
nisi ut talis erecta est ab Episcopo eparchiali vel ritenuta cattolica se non è eretta come tale dal
ab auctoritate superiore ecclesiastica aut ab Vescovo eparchiale o dall'autorità ecclesiastica
eisdem ut talis agnita. superiore, oppure dagli stessi riconosciuta come
tale.

Can. 633 - § 1. Episcopo eparchiali competit de Can. 633 - § 1. Compete al Vescovo eparchiale
scholis quibuslibet iudicare et decernere, utrum giudicare e decidere di qualsiasi scuola se
exigentiis educationis christianae respondeant risponda o no alle esigenze dell'educazione
necne; item eidem competit gravi de causa cristiana; inoltre è di sua competenza proibire,
frequentiam alicuius scholae christifidelibus per una grave causa, ai fedeli cristiani la
prohibere. frequenza di qualche scuola.

§ 2. Parentes filios in scholas catholicas ceteris § 2. I genitori cerchino di mandare i figli, a parità
paribus mittendos curent. di condizioni, nelle scuole cattoliche.

Can. 634 - § 1. Scholae catholicae est obligatio Can. 634 - § 1. E' obbligo proprio della scuola
propria communitatis scholaris ambitum spiritu cattolica di creare un ambiente di comunità
evangelico libertatis et caritatis animatum creare, scolastica animato da spirito evangelico di libertà
adulescentes adiuvare, ut in propria persona e di carità, di aiutare gli adolescenti nello sviluppo
evolvenda una simul crescant secundum novam della propria personalità a crescere insieme
creaturam, quae per baptismum effecti sunt, secondo la nuova creatura che col battesimo
atque universam culturam humanam ad nuntium sono diventati, e inoltre di ordinare tutta la cultura
salutis ordinare ita, ut cognitio, quam alumni de umana all'annuncio della salvezza affinché la
mundo, vita et homine gradatim acquirunt, fide conoscenza che gli alunni gradualmente
illuminetur. acquistano del mondo, della vita e dell'uomo sia
illuminata dalla fede.

§ 2. Haec adiunctis propriis accommodare § 2. E' compito della stessa scuola cattolica
moderante auctoritate competenti ecclesiastica adattare queste finalità alle proprie circostanze,
est ipsius scholae catholicae, si maiore ex parte sotto la guida dell'autorità ecclesiastica
ab alumnis acatholicis frequentatur. competente, se è frequentata per la maggior
parte da alunni acattolici.

§ 3. Scholae catholicae est non minus quam § 3. E' compito della scuola cattolica, non meno
aliarum scholarum fines culturales et humanam delle altre scuole, perseguire le finalità culturali e
socialemque iuvenum formationem prosequi. la formazione umana e sociale dei giovani.

Can. 635 - Episcopi eparchialis praecipue est Can. 635 - E' compito precipuo del Vescovo
curare, ut habeantur scholae catholicae, eparchiale procurare che vi siano scuole
praesertim ubi aliae scholae desunt vel cattoliche, specialmente dove mancano altre
adaequatae non sunt, etiam scholae scuole o non sono adeguate, anche scuole
professionales et technicae, quatenus pro loci et professionali e tecniche, se sono richieste per
temporis adiunctis speciali ratione requiruntur. una ragione speciale secondo le circostanze di
luogo e di tempo.

Can. 636 - § 1. Institutio catechetica in scholis Can. 636 - § 1. L'istruzione catechistica in


quibuslibet Episcopi eparchialis auctoritati et qualsiasi scuola è soggetta all'autorità e alla
vigilantiae subiecta est. vigilanza del Vescovo eparchiale.

§ 2. Episcopi eparchialis quoque est nominare § 2. E' pure compito del Vescovo eparchiale
aut approbare magistros religionis catholicae nominare oppure approvare i maestri della
eosque, si ratio fidei vel morum id requirit, religione cattolica e ugualmente, se lo richiede un
amovere vel exigere, ut amoveantur. motivo di fede o di costumi, rimuoverli o esigere
che siano rimossi.

Can. 637 - In scholis, in quibus institutio catholica Can. 637 - Nelle scuole dove manca
deest vel ad iudicium Episcopi eparchialis non l'insegnamento cattolico o dove esso, a giudizio
sufficit, supplenda est vera formatio catholica del Vescovo eparchiale, non è sufficiente,
omnium alumnorum catholicorum. bisogna supplire una vera formazione cattolica di
tutti gli alunni cattolici.

Can. 638 - § 1. Episcopo eparchiali competit ius Can. 638 - § 1. Compete al Vescovo eparchiale il
canonice visitandi omnes scholas catholicas in diritto di fare la visita canonica in tutte le scuole
eius eparchia exsistentes exceptis scholis, quae cattoliche esistenti nella sua eparchia, a
exclusive patent propriis alumnis instituti vitae eccezione delle scuole che sono aperte
consecratae iuris pontificii vel patriarchalis, et esclusivamente per i propri alunni di un istituto di
salva omni in casu institutorum vitae consecratae vita consacrata di diritto pontificio o patriarcale, e
autonomia circa proprias scholas moderandas. salva restando in ogni caso l'autonomia degli
istituti di vita consacrata nel dirigere le proprie
scuole.

§ 2. Ubi sunt plures Episcopi eparchiales, ius § 2. Dove ci sono più Vescovi eparchiali, il diritto
canonice visitandi competit illi, qui scholam della visita canonica compete a colui che ha
fundavit vel approbavit, nisi aliter in statutis fondato o approvato la scuola, a meno che non
fundationis aut conventione speciali inter eosdem sia stato disposto diversamente negli statuti di
inita cavetur. fondazione, oppure mediante una convenzione
speciale tra gli stessi.

Can. 639 - Magistri, cum maxime sint auctores, Can. 639 - I maestri, dato che sono i principali
ut schola catholica sua proposita et incepta ad responsabili perché la scuola cattolica possa
rem deducere possit, debent esse doctrina realizzare concretamente le sue finalità e
praestantes atque vitae testimonio exemplares et iniziative, devono essere insigni per dottrina e
sociam imprimis cum parentibus, sed et cum aliis modelli per testimonianza di vita; collaborino
scholis praestent operam. anzitutto coi genitori, ma anche con le altre
scuole.

Art. II DE CATHOLICIS STUDIORUM Art. II Le università cattoliche degli studi


UNIVERSITATIBUS

Can. 640 - § 1. Catholica studiorum universitas Can. 640 - § 1. L'università cattolica degli studi
hunc finem prosequitur, ut publica, stabilis atque persegue questo fine: che si attui una presenza
universalis praesentia efficiatur mentis pubblica, costante e universale del pensiero
christianae in totius culturae altioris promovendae cristiano in tutto lo sforzo diretto a promuovere la
studio; ideo constituit investigationis, reflexionis cultura superiore; per questo costituisce l'avvio
et instructionis superioris ordinis institutionem, in alla ricerca, alla riflessione e all'istruzione di
qua Evangelii luce multifaria cognitio humana ordine superiore, nel quale la multiforme
illustretur. conoscenza umana venga illuminata dalla luce
del Vangelo.

§ 2. Alia instituta studiorum superiorum vel § 2. Gli altri istituti di studi superiori o le facoltà
facultates catholicae autonomae, quae eundem cattoliche autonome che perseguono lo stesso
finem prosequuntur, catholicae studiorum fine sono equiparate all'università cattolica degli
universitati aequiparantur, non autem studi, ma non alle università e facoltà
ecclesiasticae studiorum universitates et ecclesiastiche degli studi di cui nei cann.
facultates, de quibus in cann. 646 - 650. 646-650.

Can. 641 - In Catholicis studiorum universitatibus Can. 641 - Nelle università cattoliche degli studi
singulae disciplinae propriis principiis, propria le singole discipline siano coltivate secondo i
methodo atque propria inquisitionis scientificae propri principi e il proprio metodo e con quella
libertate ita excolantur, ut profundior in dies libertà propria della ricerca scientifica in modo
earum disciplinarum intellegentia obtineatur et, che si abbia una sempre più profonda
novis progredientis aetatis quaestionibus ac comprensione di quelle discipline e, indagando
investigationibus accuratissime consideratis, molto accuratamente le nuove problematiche e
altius perspiciatur, quomodo fides et ratio in ricerche poste dal tempo che si evolve, si colga
unum verum conspirent, atque formentur più chiaramente come fede e ragione s'incontrino
homines doctrina vere praestantes ad graviora nell'unica verità, e si formino degli uomini
officia in societate obeunda parati atque fidei in veramente insigni per dottrina, pronti a svolgere
mundo testes. compiti impegnativi nella società e testimoni della
fede nel mondo.

Can. 642 - § 1. Catholica studiorum universitas Can. 642 - § 1. L’università cattolica degli studi è
est institutum studiorum superiorum, quod ut talis un istituto di studi superiori che è stato eretto
erectum aut approbatum est sive a superiore oppure approvato come tale sia dalla superiore
auctoritate administrativa Ecclesiae sui iuris autorità amministrativa della Chiesa sui iuris dopo
praevie consulta Sede Apostolica sive ab ipsa previa consultazione della Sede Apostolica, sia
Sede Apostolica; de quo constare debet publico della stessa Sede Apostolica; questo deve
documento. risultare da un pubblico documento.

§ 2. Intra fines territorii Ecclesiae patriarchalis § 2. Questa superiore autorità, entro i confini del
haec superior auctoritas est Patriarcha de territorio della Chiesa patriarcale, è il Patriarca
consensu Synodi Episcoporum Ecclesiae col consenso del Sinodo dei Vescovi della Chiesa
patriarchalis. patriarcale.

Can. 643 - In catholicis studiorum universitatibus, Can. 643 - Nelle università cattoliche degli studi
in quibus nulla facultas theologiae exstat, saltem dove non esiste nessuna facoltà di teologia, si
cursus theologici studentibus variarum facultatum tengano almeno dei corsi teologici adatti agli
accommodati tradantur. studenti delle varie facoltà.

Can. 644 - Qui disciplinas ad fidem et mores Can. 644 - Coloro che insegnano discipline
spectantes docent in catholicis studiorum riguardanti la fede e i costumi nelle università
universitatibus, muniti esse debent mandato cattoliche degli studi devono essere muniti del
auctoritatis ecclesiasticae designatae ab eis, de mandato dell'autorità ecclesiastica designata da
quibus in can. 642; eadem auctoritas hoc coloro di cui si tratta nel can. 642; la stessa
mandatum gravi de causa auferre potest autorità può togliere questo mandato per una
praesertim si deficiunt idoneitas scientifica vel grave causa, specialmente se viene a mancare
paedagogica, probitas vel doctrinae integritas. l'idoneità scientifica o pedagogica, la probità o
l'integrità della dottrina.

Can. 645 - Hierarcharum est collatis consiliis Can. 645 - E' compito dei Gerarchi provvedere di
providere, ut etiam apud alias universitates comune intesa che, anche nelle altre università,
convictus et centra universitaria catholica vi siano dei convitti e dei centri universitari
habeantur, in quibus christifideles accurate cattolici nei quali dei fedeli cristiani, scelti
selecti et praeparati iuventuti universitariae accuratamente e preparati, offrano un aiuto
spirituale et intellectuale adiutorium permanens spirituale e intellettuale permanente alla gioventù
praebeant. universitaria.

Art. III DE ECCLESIASTICIS STUDIORUM Art. III Le università ecclesiastiche degli studi e le
UNIVERSITATIBUS ET FACULTATIBUS facoltà

Can. 646 - Assidue provehendae sunt imprimis Can. 646 - Si devono promuovere con tenacia,
ab Hierarchis ecclesiasticae studiorum specialmente dai Gerarchi, le università
universitates et facultates, eae nempe, quae de ecclesiastiche degli studi e le facoltà, quelle cioè
divina Revelatione et de scientiis cum ea conexis che trattano specialmente della divina
praesertim agunt ac propterea cum evangelizandi Rivelazione e delle scienze a questa connesse, e
munere Ecclesiae artius coniunguntur. che perciò sono più strettamente congiunte con
la funzione della Chiesa di evangelizzare.

Can. 647 - Ecclesiasticae studiorum universitatis Can. 647 - Il fine dell'università degli studi e della
vel facultatis finis est: facoltà ecclesiastica è:

1° divinam Relationem et ea, quae cum 1° scrutare più profondamente e


eadem coniuncta sunt, profundius et scientifice scientificamente la divina Rivelazione e ciò che è
investigare, divinae Revelationis veritates congiunto con essa, analizzare e ordinare
systematice enucleare ac ordinare, novas sistematicamente le verità della divina
progredientis aetatis quaestiones in eius luce Rivelazione, considerare nella sua luce le nuove
considerare et coaevis hominibus ratione questioni del nostro tempo e presentarle agli
propriae culturae accommodata exhibere; uomini contemporanei in modo adatto alla loro
cultura;

2° studentes in variis disciplinis secundum 2° istruire più in profondità gli studenti nelle
doctrinam catholicam altius instituere eosque ad varie discipline secondo la dottrina cattolica e
diversa opera apostolatus, ministerii vel prepararli convenientemente alle diverse opere di
magisterii in eisdem disciplinis congrue apostolato, di ministero e di magistero nelle
praeparare atque formationem continuam stesse discipline e promuovere una formazione
promovere. continua.

Can. 648 - Ecclesiasticae studiorum universitates Can. 648 - Sono università ecclesiastiche degli
et facultates sunt, quae ab auctoritate competenti studi e facoltà quelle che, canonicamente erette o
ecclesiastica canonice erectae vel approbatae approvate dalla competente autorità
scientias sacras et scientias cum eisdem ecclesiastica, coltivano e insegnano le scienze
conexas excolunt et tradunt et auctae sunt iure sacre e le scienze ad esse connesse, e sono
conferendi gradus academicos, qui effectus fornite del diritto di conferire i gradi accademici
canonicos habent. che comportano effetti canonici.

Can. 649 - Erectio vel approbatio Can. 649 - L'erezione e l'approvazione delle
ecclesiasticarum studiorum universitatum vel università ecclesiastiche degli studi o delle facoltà
facultatum fit a Sede Apostolica aut a superiore è fatta dalla Sede Apostolica oppure dalla
anctoritate administrativa, de qua in can. 642, superiore autorità amministrativa di cui nel
una cum Sede Apostolica. can. 642, assieme alla Sede Apostolica.

Can. 650 - Circa statuta ecclesiasticae studiorum Can. 650 - Circa gli statuti delle università
universitatis vel facultatis, praesertim quod attinet ecclesiastiche degli studi o delle facoltà,
ad regimen, administrationem, docentium soprattutto per ciò che riguarda il governo,
nominationem vel cessationem ab officio, l'amministrazione, la nomina dei docenti o la
rationem studiorum et graduum academicorum cessazione dall'ufficio, il programma degli studi e
collationem, servandae sunt normae a Sede il conferimento dei gradi accademici, si devono
Apostolica latae. osservare le norme stabilite dalla Sede
Apostolica.

CAPUT IV DE INSTRUMENTIS CAPITOLO IV GLI STRUMENTI DELLA


COMMUNICATIONIS SOCIALIS ET IN SPECIE COMUNICAZIONE SOCIALE E
DE LIBRIS SPECIALMENTE I LIBRI

Can. 651 - § 1. Ad Evangelium ubique terrarum Can. 651 - § 1. Per svolgere la funzione di
annuntiandi munus obeundum Ecclesia aptis annunciare il Vangelo in tutto il mondo la Chiesa
mediis uti tenetur et ideo ius instrumenta è obbligata a usare gli strumenti adatti e per
communicationis socialis adhibendi et in specie questo occorre che le sia rivendicato dappertutto
scripta libere typis edendi ei ubique vindicetur il diritto di usare gli strumenti della comunicazione
oportet. sociale e specialmente di pubblicare liberamente
gli scritti.
§ 2. Omnes christifideles pro sua parte in tanta § 2. Tutti i fedeli cristiani collaborino, ognuno
missione Ecclesiae collaborent inceptaque huius secondo la sua parte, in questa missione così
apostolatus sustineant ac foveant; insuper ii importante e sostengano e favoriscano le
praesertim, qui in communicationibus efficiendis iniziative di questo apostolato; inoltre,
et transmittendis periti sunt, actioni pastorali specialmente coloro che sono specializzati nel
Episcoporum adiutricem operam sollicite raccogliere e trasmettere le comunicazioni, diano
praestent atque omni studio satagant, ut sollecitamente una collaborazione all'attività dei
eorundem instrumentorum usus spiritu Christi Vescovi e mettano ogni sforzo perché l'uso di
imbuatur. questi strumenti sia impregnato dallo spirito di
Cristo.

Can. 652 - § 1. Episcopi eparchiales curent, ut Can. 652 - § 1. I Vescovi eparchiali curino,
auxilio praesertim institutorum de instrumentis specialmente con l’aiuto degli istituti che si
communicationis socialis christifideles occupano degli strumenti della comunicazione
edoceantur de critico et proficuo usu eorundem sociale, che i fedeli cristiani siano istruiti sull’uso
instrumentorum; inter varia haec instituta critico e vantaggioso degli stessi strumenti;
cooperationem foveant; peritorum formationi favoriscano la collaborazione fra questi vari
provideant; denique, quod magis quam mala istituti; provvedano alla formazione di esperti; e
castigando et condemnando effici potest, incepta infine promuovano le buone iniziative, anzitutto
bona promoveant laudando et benedicendo lodando e benedicendo i buoni libri: questo è
imprimis bonos libros. molto più efficace che non il castigo e la
condanna di quelli cattivi.

§ 2. Ad integritatem fidei et morum tuendam § 2. Per tutelare l’integrità della fede e dei
Episcopo eparchiali, Synodo Episcoporum costumi, è competenza del Vescovo eparchiale,
Ecclesiae patriarchalis, Consilio Hierarcharum del Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale,
atque Sedi Apostolicae competit prohibere, ne del Consiglio dei Gerarchi e della Sede
christifideles instrumentis communicationis Apostolica, proibire ai fedeli cristiani di usare
socialis, quatenus eidem integritati detrimento strumenti della comunicazione sociale o di
sunt, utantur vel ea cum aliis communicent. comunicarli agli altri in quanto costituiscono un
pericolo per la stessa integrità.

Can. 653 - Iuris particularis est normas pressius Can. 653 - Spetta al diritto particolare stabilire
statuere de usu radiophonico, cinematographico, norme più dettagliate sull'uso della radio, del
televisifico et eiusmodi in tractandis eis, quae ad cinema, della televisione e di strumenti simili, nel
doctrinam catholicam aut mores referunt. trattare ciò che si riferisce alla dottrina cattolica
oppure ai costumi.

Can. 654 - Normae iuris communis de libris Can. 654 - Le norme di diritto comune sui libri
valent etiam de quibuslibet aliis scriptis aut valgono anche per qualsiasi altro scritto oppure
sermonibus per inventa technica quomodolibet discorso riprodotto in qualsiasi modo mediante
reproductis et divulgationi publicae destinatis. invenzioni tecniche e destinato alla divulgazione
pubblica.

Can. 655 - § 1. Christifidelibus aditus ad Sacram Can. 655 - § 1. E' necessario che i fedeli cristiani
Scripturam late pateat oportet; proinde aptae et abbiano un largo accesso alla Sacra Scrittura;
rectae versiones sufficientibus explicationibus perciò si preparino, qualora mancassero, delle
instructae, ubi desunt, conficiantur cura versioni adatte e fedeli, fornite di spiegazioni
Episcoporum eparchialium, immo, quatenus id sufficienti, a cura dei Vescovi eparchiali, anzi in
convenienter et utiliter fieri potest, communi cum collaborazione con altri cristiani, se questo può
aliis christianis opera. essere fatto convenientemente e utilmente.

§ 2. Omnibus christifidelibus, praesertim § 2. Tutti i fedeli cristiani e specialmente i pastori


pastoribus animarum curae sit diffundere d'anime abbiano cura di diffondere copie della
exemplaria Sacrae Scripturae aptis instructa Sacra Scrittura fornite di note adatte a uso anche
adnotationibus ad usum etiam non-christianorum dei non-cristiani.
accommodatis.

§ 3. Ad usum liturgicum vel catecheticum eae § 3. Per l'uso liturgico e catechistico si usino
tantum editiones Sacrae Scripturae adhibeantur, soltanto quelle edizioni della Sacra Scrittura che
quae approbatione ecclesiastica praeditae sunt; portano l'approvazione ecclesiastica; tutte le altre
ceterae editiones saltem licentia ecclesiastica edizioni devono essere munite almeno della
munitae esse debent. licenza ecclesiastica.

Can. 656 - § 1. In celebrationibus liturgicis Can. 656 - § 1. Nelle celebrazioni liturgiche si


adhibeantur tantum libri approbatione adoperino soltanto i libri che hanno
ecclesiastica praediti. l'approvazione ecclesiastica.

§ 2. Libri precum vel devotionum ad usum § 2. I libri di preghiere o di devozioni destinati


publicum vel privatum christifidelium destinati all'uso pubblico o privato dei fedeli cristiani
indigent licentia ecclesiastica. necessitano della licenza ecclesiastica.

Can. 657 - § 1. Textuum liturgicorum approbatio Can. 657 - § 1. L'approvazione dei testi liturgici,
praevia Sedis Apostolicae recognitione reservatur previa revisione della Sede Apostolica, è
in Ecclesiis patriarchalibus Patriarchae de riservata nelle Chiese patriarcali al Patriarca col
consensu Synodi Episcoporum Ecclesiae consenso del Sinodo dei Vescovi della Chiesa
patriarchalis; in Ecclesiis metropolitanis sui iuris patriarcale; nelle Chiese metropolitane sui iuris al
Metropolitae de consensu Consilii Hierarcharum; Metropolita col consenso del Consiglio dei
in ceteris Ecclesiis hoc ius est solius Sedis Gerarchi; in tutte le altre Chiese questo diritto
Apostolicae atque intra limites ab eadem statutos spetta solo alla Sede Apostolica e, dentro i limiti
Episcoporum eorumque coetuum legitime stabiliti dalla stessa, ai Vescovi e ai loro
constitutorum. raggruppamenti legittimamente costituiti.

§ 2. Eisdem auctoritatibus quoque competit ius § 2. Spetta pure alle medesime autorità il diritto di
approbandi versiones eorundem librorum ad approvare le versioni degli stessi libri destinati
usum liturgicum destinatas facta relatione, si de all'uso liturgico, dopo averne fatto una relazione
Ecclesiis patriarchalibus vel metropolitanis sui alla Sede Apostolica se si tratta delle Chiese
iuris agitur, ad Sedem Apostolicam. patriarcali o metropolitane sui iuris.

§ 3. Ad iterum edendos libros liturgicos vel eorum § 3. Per pubblicare di nuovo libri liturgici o le loro
in aliam linguam versiones ad usum liturgicum versioni in un'altra lingua destinate all'uso
destinatas vel eorum partes requiritur et sufficit, liturgico o qualche loro parte, si richiede ed è
ut constet de concordantia cum editione sufficiente che consti della concordanza con
approbata ex attestatione Hierarchae loci, de quo l'edizione approvata, da un attestato del Gerarca
in can. 662, § 1. del luogo di cui al can. 662, § 1.

§ 4. In mutationibus textuam liturgicorum § 4. Nei cambiamenti dei testi liturgici si osservi il


attendatur can. 40, § 1. can. 40, § 1.

Can. 658 - § 1. Catechismi necnon alia scripta ad Can. 658 - § 1. I catechismi, come pure altri scritti
institutionem catecheticam in scholis cuiusque destinati all'istruzione catechistica nelle scuole di
generis et gradus destinata eorumve versiones qualsiasi genere e grado, e le loro versioni
approbatione ecclesiastica egent. richiedono l'approvazione ecclesiastica.

§ 2. Eadem norma applicanda est ad alios § 2. La stessa norma deve applicarsi anche agli
quoque libros de fide aut moribus tractantes si altri libri che trattano di fede e di costumi se sono
adhibentur ut textus, quo institutio catechetica usati come testi su cui si fonda l'istruzione
nitatur. catechistica.

Can. 659 - Commendatur, ut scripta quaelibet, Can. 659 - Si raccomanda che qualsiasi scritto
quae fidem catholicam aut mores illustrant, che spiega la fede cattolica oppure i costumi, sia
saltem licentia ecclesiastica munita sint, salvis munito almeno della licenza ecclesiastica, salve
praescriptis institutorum vitae consecratae, quae restando le prescrizioni degli istituti di vita
plus exigunt. consacrata che esigono di più.

Can. 660 - In diariis, foliis aut libellis periodicis, Can. 660 - I fedeli cristiani non scrivano nulla in
qui religionem catholicam aut bonos mores giornali, bollettini o riviste periodiche che sono
manifesto impetere solent, ne quid scribant soliti attaccare apertamente la religione cattolica
christifideles nisi iusta et rationabili de causa; oppure i buoni costumi, se non per una causa
clerici autem et sodales institutorum religiosorum giusta e ragionevole; i chierici poi e i membri di
insuper nonnisi de licentia eorum, de quibus in istituti religiosi, inoltre, se non con la licenza di
can. 662. coloro di cui nel can. 662.

Can. 661 - § 1. Licentia ecclesiastica cum solo Can. 661 - § 1. La licenza ecclesiastica, espressa
verbo imprimatur expressa significat opus ab con la sola parola: "si stampi", significa che
erroribus circa fidem catholicam ut mores esse l'opera è immune da errori circa la fede cattolica
immune. e i costumi.

§ 2. Approbatio vero ab auctoritate competenti § 2. L'approvazione concessa dalla competente


concessa ostendit textum ab Ecclesia acceptum autorità ecclesiastica mostra invece che il testo è
aut opus doctrinae authenticae Ecclesiae accettato dalla Chiesa, oppure che l'opera è
consonum esse. conforme alla dottrina autentica della Chiesa.

§ 3. Si opus insuper ab Episcopo eparchiali vel § 3. Se il testo inoltre è lodato e benedetto dal
ab auctoritate superiore laudatum vel benedictum Vescovo eparchiale o dall'autorità superiore, ciò
est, hoc significat illud doctrinam authenticam significa che esso esprime bene la dottrina
Ecclesiae bene exprimere ideoque autentica della Chiesa e perciò è da
commendandum esse. raccomandare.

Can. 662 - § 1. Approbatio vel licentia Can. 662 - § 1. L'approvazione o la licenza


ecclesiastica ad libros edendos, nisi aliud iure ecclesiastica per pubblicare dei libri, se non è
expresse statuitur, concedi potest sive ab stabilito espressamente il contrario dal diritto, può
Hierarcha loci proprio auctoris sive ab Hierarcha essere concessa sia dal Gerarca del luogo
loci, ubi publici iuris fiunt, sive denique ab proprio dell'autore, sia dal Gerarca del luogo
auctoritate superiore, quae in personas vel locos dove vengono pubblicati, sia infine dall'autorità
potestatem regiminis exsecutivam exercet. superiore che esercita la potestà esecutiva di
governo sulle persone o sui luoghi.

§ 2. Sodales institutorum religiosorum, ut scripta § 2. I membri di istituti religiosi per poter


quaestiones de fide catholica aut moribus pubblicare scritti che trattano questioni sulla fede
tractantia edere possint, licentia quoque egent sui cattolica e sui costumi, necessitano anche della
Superioris maioris ad normam typici vel licenza del loro superiore maggiore a norma del
statutorum. tipico o degli statuti.

Can. 663 - § 1. Licentia aliquod opus edendi aut Can. 663 - § 1. La licenza di pubblicare un'opera
alicuius operis approbatio, laudatio vel benedictio oppure l'approvazione, la lode o la benedizione di
valet pro textu originali, non autem pro novis qualche opera vale per il testo originale, ma non
editionibus vel versionibus. per le nuove edizioni o traduzioni.

§ 2. Si agitur de editionibus Sacrae Scripturae vel § 2. Se si tratta di edizioni della Sacra Scrittura o
aliis libris, qui approbatione ecclesiastica ad di altri libri che a norma di diritto richiedono
normam iuris indigent, approbatio ab uno l'approvazione ecclesiastica, l'approvazione
Hierarcha loci legitime concessa non sufficit, ut legittimamente concessa da un solo Gerarca del
iidem in alia eparchia adhiberi possint, sed luogo non è sufficiente perché essi possano
requiritur explicitus consensus Hierarchae loci essere adoperati in un'altra eparchia, ma è
eiusdem eparchiae. richiesto l'esplicito consenso del Gerarca del
luogo della stessa eparchia.
Can. 664 - § 1. Iudicium de libris committi poteat Can. 664 - § 1. Il giudizio sui libri può essere
ab Hierarcha loci censoribus ex elencho a affidato dal Gerarca del luogo a censori tratti
Synodo Episcoporum Ecclesiae patriarchalis vel dall'elenco preparato dal Sinodo dei Vescovi della
Consilio Hierarcharum confecto aut pro eius Chiesa patriarcale o dal Consiglio dei Gerarchi
prudentia aliis personis, quibus confidit; denique oppure, secondo la sua prudenza, ad altre
constitui potest commissio specialis censorum, persone di sua fiducia; inoltre può essere
quam Hierarcha loci, Synodus Episcoporum costituita una speciale commissione di censori
Ecclesiae patriarchalis vel Consilium che il Gerarca del luogo, il Sinodo dei Vescovi
Hierarcharum consulere possunt. della Chiesa patriarcale o il Consiglio dei Gerachi
possono consultare.

§ 2. Censores eligantur scientia, recta doctrina et § 2. Siano eletti censori coloro che si distinguono
prudentia praestantes et in suo obeundo officio per scienza, retta dottrina e prudenza, e
omni personarum acceptione seposita iudicium nell'espletare il loro ufficio, messa da parte ogni
ferant secundum doctrinam catholicam, sicut a parzialità verso le persone, esprimano il loro
magisterio authentico Ecclesiae proponitur. giudizio secondo la dottrina cattolica, come è
proposta dal magistero autentico della Chiesa.

§ 3. Censores opinionem scripto dare debent; § 3. I censori devono dare il loro parere per
quae si favet, Hierarcha pro suo prudenti iudicio iscritto; se questo è favorevole, il Gerarca del
licentiam aut approbationem concedat expresso luogo, secondo il suo prudente giudizio, conceda
suo nomine; secus rationes denegationis cum la licenza oppure l'approvazione firmando con il
operis auctore communicet. suo nome; altrimenti comunichi all'autore
dell'opera i motivi del suo diniego.

Can. 665 - § 1. Caveant parochi et rectores Can. 665 - § 1. I parroci e i rettori di Chiese
ecclesiarum, ne in suis ecclesiis icones vel evitino che nelle loro chiese siano esposte,
imagines ab arte sacra germana alienae aut libri vendute oppure distribuite icone o immagini
religioni christianae vel moribus minus estranee all'autentica arte sacra, oppure libri che
consonantes exponantur, vendantur aut siano poco conformi alla religione cristiana o ai
distribuantur. costumi.

§ 2. Item parochorum et rectorum ecclesiarum § 2. Inoltre è compito dei parroci e dei rettori di
necnon moderatorum scholarum catholicarum est chiese, come anche dei direttori di scuole
curare, ut spectacula cuiusvis speciei sub eorum cattoliche, curare che gli spettacoli di qualsiasi
patrocinio volvenda sensu discretionis christianae specie che si svolgono con il loro patrocinio siano
seligantur. scelti con senso di cristiana discrezione.

§ 3. Caveant christifideles omnes, ne ea, de § 3. Tutti i fedeli cristiani evitino tutto ciò di cui si
quibus in § 1, emendo, vendendo, legendo vel tratta nel § 1 per non recare danno spirituale a
cum aliis communicando sibi aliisve damnum loro stessi e agli altri comperando, vendendo,
spirituale inferant. leggendo o comunicando agli altri.

Can. 666 - § 1. Opus intellectuale auctoris sub Can. 666 - § 1. L'opera intellettuale di un autore è
tutela iuris est sive, quatenus manifestat tutelata dal diritto sia in quanto manifesta la sua
personalitatem illius, sive, quatenus fons est personalità, sia come fonte di diritti patrimoniali.
iurium patrimonialium.

§ 2. Sub tutela iuris sunt textus legum et actorum § 2. Sono tutelati dal diritto i testi delle leggi e
officialium cuiuscumque auctoritatis degli atti ufficiali di qualunque autorità
ecclesiasticae atque eorum collectiones ecclesiastica e le loro collezioni autentiche;
authenticae; ideoque ea iterum edere non licet perciò non è lecito pubblicarle di nuovo se non
nisi impetrata eiusdem vel auctoritatis superioris dopo aver ottenuto la licenza della stessa autorità
licentia et servatis condicionibus ab eadem o di quella superiore e attenendosi alle condizioni
praescriptis. prescritte dalla stessa.
§ 3. Iure particulari uniuscuiusque Ecclesiae sui § 3. Norme più dettagliate su questo argomento
iuris normae magis determinatae de hac re vengano emanate dal diritto particolare di
ferantur servatis praescriptis iuris civilis circa iura ciascuna Chiesa sui iuris, osservando le
auctoris. prescrizioni del diritto civile sui diritti d'autore.

TITULUS XVI DE CULTU DIVINO ET TITOLO XVI IL CULTO DIVINO E


PRAESERTIM DE SACRAMENTIS SPECIALMENTE I SACRAMENTI

Can. 667 - Per sacramenta, quae Ecclesia Can. 667 - Per mezzo dei sacramenti, che la
dispensare tenetur, ut sub signo visibili mysteria Chiesa ha l'obbligo di distribuire per comunicare
Christi communicet, Dominus noster Iesus sotto un segno visibile i misteri di Cristo, il
Christus homines in virtute Spiritus Sancti Signore nostro Gesù Cristo santifica gli uomini in
sanctificat, ut singulari modo Dei Patris veri virtù dello Spirito Santo affinché diventino in
adoratores fiant, eosque sibi ipsi et Ecclesiae, modo singolare veri adoratori di Dio Padre, e li
suo Corpori, inserit; quare christifideles omnes, innesta a se stesso e alla Chiesa, suo Corpo;
praesertim vero ministri sacri, eisdem perciò tutti i fedeli cristiani, ma specialmente i
sacramentis religiose celebrandis et suscipiendis sacri ministri, nel celebrare e nel ricevere
praescripta Ecclesiae diligenter servent. religiosamente gli stessi sacramenti, osservino
diligentemente le prescrizioni della Chiesa.

Can. 668 - § 1. Cultus divinus, si defertur nomine Can. 668 - § 1. Il culto divino se viene reso a
Ecclesiae a personis legitime ad hoc deputatis et nome della Chiesa da persone legittimamente a
per actus ab auctoritate ecclesiastica approbatos, ciò deputate e per mezzo di atti approvati
dicitur publicus; secus privatus. dall'autorità ecclesiastica, si dice pubblico;
altrimenti è privato.

§ 2. Ad cultus divini publici ordinationem § 2. L'autorità competente a regolare il culto


auctoritas competens ea est, de qua in can. 657, divino pubblico è quella di cui nel can. 657, fermo
firmo can. 199, § 1; nemo alius quidquam ab hac restando il can. 199, § 1; nessun altro aggiunga
auctoritate statutis addat, ab eis demat aut alcunché a quanto stabilito da questa autorità, né
eadem mutet. vi tolga oppure cambi qualcosa.

Can. 669 - Cum sacramenta eadem sint pro Can. 669 - Poiché i sacramenti sono gli stessi per
universa Ecclesia et ad divinum depositum la Chiesa universale e appartengono al divino
pertineant, solius supremae Ecclesiae auctoritatis deposito, spetta solamente alla suprema autorità
est approbare vel definire, quae ad eorum della Chiesa approvare o definire quali sono i
validitatem sunt requisita. requisiti per la loro validità.

Can. 670 - § 1. Christifideles catholici iusta de Can. 670 - § 1. I fedeli cristiani cattolici per una
causa adesse possunt cultui divino aliorum giusta causa possono assistere al culto divino
christianorum et in eo partem habere servatis eis, degli altri cristiani e prendervi parte osservando
quae habita ratione gradus communionis cum ciò che è stato stabilito dal Vescovo eparchiale
Ecclesia catholica ab Episcopo eparchiali aut ab oppure dall'autorità superiore tenendo conto del
auctoritate superiore statuta sunt. grado di comunione con la Chiesa cattolica.

§ 2. Si christianis acatholicis desunt loca, in § 2. Se ai cristiani acattolici mancano i locali nei


quibus cultum divinum digne celebrent, quali celebrare degnamente il culto divino, il
Episcopus eparchialis usum aedificii catholici vel Vescovo eparchiale può concedere l'uso di un
coemeterii vel ecclesiae concedere potest ad edificio cattolico o di un cimitero o di una chiesa a
normam iuris particularis propriae Ecclesiae sui norma del diritto particolare della propria Chiesa
iuris. sui iuris.

Can. 671 - § 1. Ministri catholici sacramenta licite Can. 671 - § 1. I ministri cattolici amministrano
solis christifidelibus catholicis ministrant, qui lecitamente i sacramenti soltanto ai fedeli cristiani
pariter eadem a solis ministris catholicis licite cattolici, i quali parimenti li ricevono lecitamente
suscipiunt. soltanto dai ministri cattolici.
§ 2. Si vero necessitas id postulat aut vera § 2. Se però lo richiede la necessità oppure lo
spiritualis utilitas id suadet et dummodo consiglia una vera utilità spirituale, e purché si
periculum vitetur erroris vel indifferentismi licet, eviti il pericolo di errore e di indifferentismo, è
christifidelibus catholicis, quibus physice aut lecito ai fedeli cristiani cattolici, ai quali è
moraliter impossibile est accedere ad ministrum fisicamente o moralmente impossibile recarsi dal
catholicum, sacramenta paenitentiae, ministro cattolico, ricevere i sacramenti della
Eucharistiae et unctionis infirmorum suscipere a penitenza, dell'Eucaristia e dell'unzione degli
ministris acatholicis, in quorum Ecclesiis valida infermi da ministri acattolici, nella cui Chiesa
exsistunt praedicta sacramenta. siano validi i predetti sacramenti.

§ 3. Item ministri catholici licite sacramenta § 3. Così pure i ministri cattolici amministrano
paenitentiae, Eucharistiae et unctionis infirmorum lecitamente i sacramenti della penitenza,
ministrant christifidelibus Ecclesiarum dell'Eucaristia e dell'unzione degli infermi ai fedeli
orientalium, quae plenam communionem cum cristiani delle Chiese orientali che non hanno
Ecclesia catholica non habent, si sua sponte id piena comunione con la Chiesa cattolica, se lo
petunt et rite sunt dipositi; quod etiam valet circa chiedono spontaneamente e sono ben disposti;
christifideles aliarum Ecclesiarum, quae iudicio ciò vale anche per i fedeli cristiani di altre Chiese
Sedis Apostolicae, ad sacramenta quod attinet, in che, a giudizio della Sede Apostolica si trovano,
pari condicione ac praedictae Ecclesiae per quanto riguarda i sacramenti, in pari
orientales versantur. condizione delle predette Chiese orientali.

§ 4. Si vero adest periculum mortis aut de iudicio § 4. Se poi vi è pericolo di morte oppure lo
Episcopi eparchialis aut Synodi Episcoporum richiede un'altra grave necessità, a giudizio del
Ecclesiae patriarchalis vel Consilii Hierarcharum Vescovo eparchiale oppure del Sinodo dei
alia urget gravis necessitas, ministri catholici licite Vescovi della Chiesa patriarcale o del Consiglio
eadem sacramenta ministrant ceteris quoque dei Gerarchi, i ministri cattolici amministrano
christianis plenam communionem cum Ecclesia lecitamente gli stessi sacramenti anche a tutti gli
catholica non habentibus, qui ad ministrum altri cristiani che non hanno piena comunione con
propriae Communitatis ecclesialis accedere non la Chiesa cattolica, che non possono recarsi dal
possunt atque sua sponte id petunt, dummodo ministro della propria Comunità ecclesiale e che
circa eadem sacramenta fidem manifestent fidei lo chiedono spontaneamente, purché manifestino
Ecclesiae catholicae consentaneam et rite sint una fede sugli stessi sacramenti conforme alla
dispositi. fede della Chiesa cattolica e siano ben disposti.

§ 5. Pro casibus, de quibus in §§ 2, 3 et 4, § 5. Per i casi di cui nei §§ 2, 3 e 4 non si


normae iuris particularis ne ferantur nisi post emanino norme di diritto particolare se non dopo
consultationem cum auctoritate competenti una consultazione con l'autorità competente
saltem locali Ecclesiae vel Communitatis almeno locale della Chiesa o della comunità
ecclesialis acatholicae, cuius interest. ecclesiale acattolica interessata.

Can. 672 - § 1. Sacramenta baptismi, Can. 672 - § 1. I sacramenti del battesimo, della
chrismationis sancti myri et sacrae ordinationis crismazione del santo myron e della sacra
iterari non possunt. ordinazione non possono essere ripetuti.

§ 2. Si vero prudens dubium exsistit, num re vera § 2. Se però esiste un dubbio prudente se sono
aut num valide celebrata sint, dubio quidem post stati realmente oppure validamente celebrati,
seriam investigationem permanente sub rimanendo il dubbio dopo una seria ricerca, siano
condicione ministrentur. amministrati sotto condizione.

Can. 673 - Celebratio sacramentorum, imprimis Can. 673 - La celebrazione dei sacramenti,
Divinae Liturgiae, utpote actio Ecclesiae, anzitutto della Divina Liturgia, essendo azione
quatenus fieri potest, cum actuosa participatione della Chiesa, per quanto è possibile si faccia con
christifidelium fiat. l'attiva partecipazione dei fedeli cristiani.

Can. 674 - § 1. In sacramentis celebrandis Can. 674 - § 1. Nella celebrazione dei sacramenti
accurate serventur ea, quae in libris liturgicis si osservi diligentemente quanto è contenuto nei
continentur. libri liturgici.

§ 2. Minister sacramenta celebret secundum § 2. Il ministro celebri i sacramenti secondo le


praescripta liturgica propriae Ecclesiae sui iuris, prescrizioni liturgiche della propria Chiesa sui
nisi aliud iure statuitur vel ipse specialem iuris, a meno che dal diritto non sia stabilito
facultatem a Sede Apostolica obtinuit. diversamente o che non abbia ottenuto una
speciale facoltà dalla Sede Apostolica.

CAPUT I DE BAPTISMO CAPITOLO I IL BATTESIMO

Can. 675 - § 1. In baptismo homo per lavacrum Can. 675 - § 1. Nel battesimo, per mezzo del
aquae naturalis cum invocatione nominis Dei lavacro dell'acqua naturale con l'invocazione del
Patris et Filii et Spiritus Sancti a peccato liberatur, nome di Dio Padre e del Figlio e dello Spirito
ad vitam novam regeneratur, Christum induit et Santo, l'uomo è liberato dal peccato, è rigenerato
Ecclesiae, quae eius Corpus est, incorporatur. a vita nuova, è rivestito di Cristo ed è incorporato
alla Chiesa, che è il suo Corpo.

§ 2. Tantummodo baptismo in re suscepto homo § 2. Solamente col battesimo realmente ricevuto


fit capax ceterorum sacramentorum. l'uomo diventa capace di tutti gli altri sacramenti.

Can. 676 - In casu necessitatis urgentis ministrari Can. 676 - In caso di necessità urgente è lecito
licet baptismum ea tantum ponendo, quae sunt amministrare il battesimo ponendo soltanto ciò
ad validitatem necessaria. che è necessario per la validità.

Can. 677 - § 1. Baptismus ministratur ordinarie a Can. 677 - § 1. Il battesimo ordinariamente è


sacerdote; sed eius ministratio competit salvo amministrato dal sacerdote; ma la sua
iure particulari parocho proprio baptizandi aliive amministrazione è di competenza, salvo il diritto
sacerdoti de eiusdem parochi vel Hierarchae loci particolare, del parroco proprio del battezzando o
licentia, quae gravi de causa legitime di un altro sacerdote su licenza dello stesso
praesumitur. parroco o del Gerarca del luogo, la quale per
grave causa legittimamente si presume.

§ 2. In casu autem necessitatis baptismum § 2. In caso però di necessità può lecitamente


ministrare licet diacono aut eo absente vel amministrare il battesimo il diacono o, quando
impedito alii clerico, sodali instituti vitae questi è assente o impedito, un altro chierico, o
consecratae vel cuilibet alii christifideli; patri vero un membro di un istituto di vita consacrata o
vel matri, si alius, qui baptizandi modum novit, qualsiasi altro fedele cristiano; il padre o la
praesto non est. madre, invece, se non è disponibile un altro che
conosca il modo di battezzare.

Can. 678 - § 1. In alieno territorio nemini licet Can. 678 - § 1. A nessuno è lecito amministrare il
sine debita licentia baptismum ministrare; haec battesimo nel territorio altrui senza la debita
vero licentia a parocho diversae Ecclesiae sui licenza; però questa licenza non può essere
iuris denegari non potest sacerdoti Ecclesiae sui rifiutata dal parroco di una diversa Chiesa sui
iuris, cui baptizandus ascribendus est. iuris a un sacerdote della Chiesa sui iuris alla
quale il battezzando dev'essere ascritto.

§ 2. In locis, ubi non pauci degunt christifideles § 2. Nel luoghi dove dimorano non pochi fedeli
parochum Ecclesiae sui iuris, cui ascripti sunt, cristiani che non hanno un parroco della Chiesa
non habentes, Episcopus eparchialis sui iuris a cui appartengono, il Vescovo
presbyterum eiusdem Ecclesiae designet, si fieri eparchiale designi, se è possibile, un presbitero
potest, qui baptismum ministret. della stessa Chiesa che amministri il battesimo.

Can. 679 - Baptismi suscipiendi capax est omnis Can. 679 - E' capace di ricevere il battesimo ogni
et solus homo nondum baptizatus. uomo e solo l'uomo non ancora battezzato.

Can. 680 - Foetus abortivus, si vivit et si id fieri Can. 680 - Un feto abortivo, se è vivo e se ciò è
potest, baptizetur. possibile, sia battezzato.

Can. 681 - § 1. Ut infans licite baptizetur, oportet: Can. 681 - § 1. Perché un bambino sia
battezzato lecitamente si esige:

1° spes habeatur fundata eum in fide 1° che vi sia fondata speranza che esso sarà
Erclesiae catholicae educatum iri firma § 5; educato nella fede della Chiesa cattolica, fermo
restando il § 5;

2° parentes, saltem eorum unus, aut is, qui 2° che i genitori, almeno uno di essi, oppure
legitime eorundem locum tenet, consentiant. chi ne fa le veci legittimamente, vi consentano.

§ 2. Infans expositus et inventus, nisi de eiusdem § 2. Il bambino esposto o trovatello, se non risulta
baptismo certe constat, baptizetur. con certezza che è stato battezzato, lo si
battezzi.

§ 3. Rationis usu ab infantia destituti baptizandi § 3. Coloro che sono privi dell’uso di ragione fin
sunt ut infantes. dall’infanzia devono essere battezzati come i
bambini.

§ 4 Infans sive parentum catholicorum sive etiam § 4. Il bambino, sia di genitori cattolici sia anche
acatholicorum, qui in eo versatur vitae discrimine, di genitori acattolici, che si trova in un pericolo di
ut prudenter praevideatur moriturus, antequam morte tale da far ritenere prudentemente che
usum rationis attingit, licite baptizatur. morirà prima di raggiungere l’uso di ragione, è
battezzato lecitamente.

§ 5. Infans christianorum acatholicorum licite § 5. Il bambino di cristiani acattolici viene


baptizatur, si parentes aut unus saltem eorum aut battezzato lecitamente se i genitori, oppure
is, qui legitime eorundem locum tenet, id petunt almeno uno di essi o colui che ne fa
et si eis physice aut moraliter impossibile est legittimamente le veci, lo richiedono e se ad essi
accedere ad ministrum proprium. è fisicamente oppure moralmente impossibile
recarsi dal proprio ministro.

Can. 682 - § 1. Ut infantia egressus baptizari Can. 682 - § 1. Perché chi è uscito dall'infanzia
possit, requiritur, ut voluntatem suam baptismum possa essere battezzato, si richiede che
suscipiendi manifestet, sufficienter in veritatibus manifesti la sua volontà di ricevere il battesimo,
fidei sit instructus et in vita christiana probatus; sia sufficientemente istruito nelle verità della fede
admoneatur etiam, ut de peccatis suis doleat. e provato nella vita cristiana; sia anche ammonito
di pentirsi dei suoi peccati.

§ 2. Infantia egressus, qui in periculo mortis § 2. Colui che, uscito dall'infanzia, si trova in
versatur, baptizari potest, si quam de praecipuis pericolo di morte può essere battezzato se ha
veritatibus fidei habet cognitionem et quovis una certa conoscenza delle principali verità della
modo intentionem suam baptismum suscipiendi fede e ha manifestato in qualsiasi modo la sua
manifestavit. intenzione di ricevere il battesimo.

Can. 683 - Baptismus celebrari debet secundum Can. 683 - Il battesimo deve essere celebrato
praescripta liturgica Ecclesiae sui iuris, cui ad secondo le prescrizioni liturgiche della Chiesa sui
normam iuris baptizandus ascribendus est. iuris alla quale il battezzato deve essere ascritto
a norma del diritto.

Can. 684 - § 1. Ex vetustissimo Ecclesiarum Can. 684 - § 1. Da antichissimo uso delle Chiese
more baptizandus unum saltem habeat patrinum. il battezzando abbia almeno un padrino.

§ 2. Patrini ex suscepto munere est baptizando, § 2. E' compito del padrino, dalla funzione
qui infantia egressus est, in initiatione christiana assunta, di assistere nell'iniziazione cristiana il
astare vel baptizandum infantem praesentare battezzando che è uscito dall'infanzia, o di
atque operam dare, ut baptizatus vitam presentare il bambino da battezzare e inoltre
christianam baptismo congruam ducat et d'adoperarsi che il battezzato conduca una vita
obligationes cum eo cohaerentes fideliter impleat. cristiana conforme al battesimo e ne adempia
fedelmente gli obblighi inerenti.

Can. 685 - § 1. Ut quis patrini munere valide Can. 685 - § 1. Perché uno possa adempiere
fungatur, requiritur, ut: validamente la funzione di padrino si richiede
che:

1° sit tribus sacramentis baptismi, 1° sia stato iniziato ai tre sacramenti del
chrismationis sancti myri et Eucharistiae initiatus; battesimo, della crismazione del santo myron e
dell’Eucaristia;

2° ad Ecclesiam catholicam pertineat firma 2° appartenga alla Chiesa cattolica, fermo


§ 3; restando il § 3;

3° intentionem id munus gerendi habeat; 3° abbia l’intenzione di adempiere questa


funzione;

4° sit ab ipso baptizando aut eius parentibus 4° sia stato designato dal battezzando stesso
vel tutoribus aut, si desunt, a ministro designatus; o dai suoi genitori o tutori oppure, se mancano,
dal ministro;

5° non sit pater aut mater aut coniux 5° non sia il padre o la madre oppure il
baptizandi; coniuge del battezzando;

6° non sit poena excommunicationis, etiam 6° non sia punito con pena di scomunica,
minoris, suspensionis, depositionis vel privationis anche minore, sospensione, deposizione o
iuris patrini munus gerendi punitus. privazione del diritto di fungere da padrino.

§ 2. Ut quis patrini munere licite fungatur, insuper § 2. Perché uno possa adempiere lecitamente la
requiritur, ut aetatem iure particulari requisitam funzione di padrino si richiede inoltre che abbia
habeat atque vitam ducat fidei et muneri l’età richiesta dal diritto particolare e inoltre
suscipiendo congruam. conduca una vita conforme alla fede e alla
funzione che assume.

§ 3. Iusta de causa licet admittere christifidelem § 3. Per una giusta causa è lecito ammettere un
alicuius Ecclesiae orientalis acatholicae ad fedele cristiano di una Chiesa orientale acattolica
munus patrini, sed semper simul cum patrino alla funzione di padrino, ma sempre assieme a
catholico. un padrino cattolico.

Can. 686 - § 1. Parentes obligatione tenentur, ut Can. 686 - § 1. I genitori hanno l'obbligo che il
infans quam primum secundum legitimam bambino sia battezzato al più presto secondo la
consuetudinem baptizetur. legittima consuetudine.

§ 2. Curet parochus, ut infantis baptizandi § 2. Il parroco provveda che i genitori del


parentes itemque, qui munus patrini sunt bambino da battezzare, come pure coloro che
suscepturi, de significatione huius sacramenti stanno per assumere la funzione di padrino,
deque obligationibus cum eo cohaerentibus siano istruiti convenientemente sul significato di
congrue edoceantur et ad celebrationem questo sacramento e sugli obblighi che ne
sacramenti apte praeparentur. derivano e siano preparati bene alla celebrazione
del sacramento.

Can. 687 - § 1. Baptismus extra casum Can. 687 - § 1. Fuori del caso di necessità, il
necessitatis in ecclesia paroeciali celebrandus battesimo si deve celebrare nella chiesa
est salvis legitimis consuetudinibus. parrocchiale, salve restando le legittime
consuetudini.
§ 2. In domibus autem privatis baptismus § 2. Ma nelle case private il battesimo può essere
ministrari potest ad normam iuris particularis vel amministrato a norma del diritto particolare o con
de Hierarchae loci licentia. la licenza del Gerarca del luogo.

Can. 688 - Qui baptismum ministrat, curet, ut, nisi Can. 688 - Colui che amministra il battesimo
adest patrinus, habeatur saltem testis, a quo procuri che, qualora non sia presente un padrino,
celebratio baptismi probari potest. vi sia almeno un testimone dal quale possa
essere provata la celebrazione del battesimo.

Can. 689 - § 1. Parochus loci, ubi baptismus Can. 689 - § 1. Il parroco del luogo dove è
celebratur, debet nomina baptizatorum mentione celebrato il battesimo deve riportare
facta de ministro, parentibus ac patrinis necnon, accuratamente e senza ritardo nel libro dei
si assunt, testibus, de loco ac die baptismi, in battezzati i nomi dei battezzati, facendo
librum baptizatorum sedulo et sine mora referre, menzione del ministro, dei genitori e padrini come
simul indicatis loco nativitatis necnon Ecclesia sui pure, se ci sono, dei testimoni, del luogo e del
iuris, cui baptizati ascribuntur. giorno del battesimo e indicando insieme il luogo
della nascita nonché la Chiesa sui iuris alla quale
i battezzati vengono ascritti.

§ 2. Si de filio agitur ex matre non nupta nato, § 2. Se si tratta di un figlio nato da madre non
nomen matris inserendum est, si publice de eius sposata, il nome della madre si deve inserire se
maternitate constat aut mater sua sponte scripto consta pubblicamente della sua maternità,
vel coram duobus testibus id petit; item nomen oppure se la madre lo richiede spontaneamente
patris inserendum est, si eius paternitas probatur per iscritto o alla presenza di due testimoni; si
aliquo documento publico aut ipsius declaratione deve pure inserire il nome del padre se la sua
coram parocho et duobus testibus facta; in paternità è provata con qualche documento
ceteris casibus inscribatur nomem baptizati nulla pubblico oppure con la sua dichiarazione resa
indicatione de patris aut parentum nomine facta. alla presenza del parroco e di due testimoni; in
tutti gli altri casi si iscriva il nome del battezzato
senza fare alcuna indicazione del nome del padre
oppure dei genitori.

§ 3. Si de filio adoptivo agitur, inscribantur § 3. Se si tratta di un figlio adottivo, si iscrivino i


nomina adoptantium necnon, saltem si ita fit in nomi degli adottanti e anche, almeno se così si fa
actu civili regionis, parentum naturalium ad nell'atto civile della regione, dei genitori naturali a
normam §§ 1 et 2 attento iure particulari. norma dei §§ 1 e 2, atteso il diritto particolare.

Can. 690 - Si baptismus nec a parocho nec eo Can. 690 - Se il battesimo non è stato
praesente ministratus est, minister de re amministrato dal parroco né alla sua presenza, il
certiorem facere debet parochum loci. ministro deve informare della cosa il parroco del
luogo.

Can. 691 - Ad baptismum probandum, si nemini Can. 691 - Per provare il battesimo, se non si
fit praeiudicium, sufficit declaratio unius testis reca pregiudizio ad alcuno, basta la dichiarazione
omni eaxceptione maioris aut declaratio ipsius di un solo testimone al di sopra di ogni sospetto,
baptizati argumentis indubiis fundata, praesertim oppure la dichiarazione dello stesso battezzato
si ipse infantia egressus baptismum suscepit. fondata su indubbi argomenti, specialmente se il
medesimo ha ricevuto il battesimo quando era
uscito dall'infanzia.

CAPUT II DE CHRISMATIONE SANCTI MYRI CAPITOLO II LA CRISMAZIONE DEL SANTO


MYRON

Can. 692 - Oportet eos, qui baptizati sunt, sancto Can. 692 - E' necessario che coloro che sono
myro chrismari, ut sigillo doni Spiritus Sancti stati battezzati siano unti col santo myron
signati aptiores testes atque coaedificatores affinché, segnati col sigillo del dono dello Spirito
Regni Christi efficiantur. Santo, siano resi testimoni più idonei e
coedificatori del Regno di Cristo.

Can. 693 - Sanctum myrum, quod ex oleo Can. 693 - Il santo myron, che è composto da
olivarum aut aliarum plantarum et ex aromatibus olio di olive oppure di altre piante e di aromi, è
constat, a solo Episcopo conficitur salvo iure confezionato solo dal Vescovo, salvo il diritto
particulari, secundum quod haec potestas particolare secondo il quale questa potestà è
Patriarchae reservatur. riservata al Patriarca.

Can. 694 - Ex Ecclesiarum orientalium traditione Can. 694 - Per tradizione delle Chiese orientali la
chrirsmatio sancti myri sive coniunctim cum crismazione del santo myron è amministrata, sia
baptismo sive separatim ministratur a presbytero. congiuntamente col battesimo sia
separatamente, da un presbitero.

Can. 695 - § 1. Chrismatio sancti myri ministrari Can. 695 - § 1. La crismazione del santo myron
debet coniunctim cum baptismo, salvo casu deve essere amministrata congiuntamente col
verae necessitatis, in quo tamen curandum est, battesimo, salvo il caso di vera necessità, in cui
ut quam primum ministretur. tuttavia si deve provvedere che sia amministrata
al più presto.

§ 2. Si celebratio chrismationis sancti myri non fit § 2. Se la celebrazione della crismazione del
simul cum baptismo, minister tenetur de ea santo myron non si fa assieme al battesimo, il
certiorem facere parochum loci, ubi baptismus ministro è obbligato a informarne il parroco del
ministratus est. luogo dove è stato amministrato il battesimo.

Can. 696 - § 1. Omnes presbyteri Ecclesiarum Can. 696 - § 1. Tutti i presbiteri delle Chiese
orientalium chrismationem sancti myri sive orientali possono amministrare validamente la
coniunctim cum baptismo sive separatim valide crismazione del santo myron, sia congiuntamente
ministrare possunt omnibus christifidelibus col battesimo sia separatamente, a tutti i fedeli
cuiusque Ecclesiae sui iuris, etiam Ecclesiae cristiani di qualunque Chiesa sui iuris, anche
latinae. della Chiesa latina.

§ 2. Christifideles Ecclesiarum orientalium § 2. I fedeli cristiani delle Chiese Orientali


chrismationem sancti myri valide suscipere possono ricevere validamente la crismazione del
possunt etiam a presbyteris Ecclesiae latinae santo myron anche dai presbiteri della Chiesa
secundum facultates, quibus praediti sunt. latina, secondo le facoltà di cui essi sono
provvisti.

§ 3. Quivis presbyter solis christifidelibus propriae § 3. Qualsiasi presbitero amministra lecitamente


Ecclesiae sui iuris chrismationem sancti myri la crismazione del santo myron solamente ai
licite ministrat; quod vero ad christifideles aliarum fedeli cristiani della propria Chiesa sui iuris ; per
Ecclesiarum sui iuris attinet, hoc licite fit, si agitur quanto riguarda poi i fedeli cristiani delle altre
de propriis subditis, de eis, quos ex alio titulo Chiese sui iuris, fa lecitamente la crismazione se
legitime baptizat, vel de eis, qui in periculo mortis si tratta di propri sudditi, di coloro che egli
versantur, et salvis semper conventionibus hac in battezza per altro titolo legittimo, o di coloro che
re inter Ecclesias sui iuris initis. si trovano in pericolo di morte, salve restando
sempre le convenzioni stipulate tra Chiese sui
iuris in questa materia.

Can. 697 - Initiatio sacramentalis in mysterium Can. 697 - L'iniziazione sacramentale al mistero
salutis susceptione Divinae Eucharistiae della salvezza si completa con la ricezione della
perficitur, ideoque Divina Eucharistia post Divina Eucaristia; perciò la Divina Eucaristia sia
baptismum et chrismationem sancti myri amministrata al fedele cristiano al più presto,
christifideli ministretur quam primum secundum dopo il battesimo e la crismazione del santo
normam iuris particularis propriae Ecclesiae sui myron, secondo la norma del diritto particolare
iuris. della propria Chiesa sui iuris.
CAPUT III DE DIVINA EUCHARISTIA CAPITOLO III LA DIVINA EUCARISTIA

Can. 698 - In Divina Liturgia per ministerium Can. 698 - Nella Divina Liturgia mediante il
sacerdotis in persona Christi super oblationem ministero del sacerdote, che agisce nella persona
Ecclesiae agentis perpetuatur virtute Spiritus di Cristo sull'oblazione della Chiesa, si perpetua,
Sancti, quod ipse fecit in novissima Cena in forza dello Spirito Santo, ciò che lo stesso
Dominus Jesus, qui discipulis dedit Corpus Suum Signore Gesù ha fatto nell'ultima Cena, il quale
in Cruce pro nobis offerendum Sanguinemque ha dato ai discepoli il Suo Corpo che doveva
Suum pro nobis effundendum, verum essere offerto in Croce per noi e il Suo Sangue
mysticumque instaurans sacrificium, quo che doveva essere effuso per noi, instaurando un
cruentum illud Crucis sacrificium cum gratiarum vero e mistico sacrificio col quale, nel rendimento
actione commemoratur, actuatur et ab Ecclesia di grazie, si commemora, si attua e viene
participatur tum oblatione tum communione ad partecipato dalla Chiesa, sia con l'oblazione sia
significandam et perficiendam unitatem populi con la comunione, il sacrificio cruento della
Dei in aedificationem Corporis Sui, quod est Croce, per significare e perfezionare l'unità del
Ecclesia. popolo di Dio nell'edificazione del Suo Corpo che
è la Chiesa.

Can. 699 - § 1. Potestatem celebrandi Divinam Can. 699 - § 1. Solo i Vescovi e i presbiteri hanno
Liturgiam habent soli Episcopi et presbyteri. la potestà di celebrare la Divina Liturgia.

§ 2 Diaconi cum Episcopis et presbyteris proprio § 2. I diaconi con il proprio ministero partecipano
ministerio secundum praescripta librorum più strettamente con i Vescovi e i presbiteri nella
liturgicorum in celebratione Divinae Liturgiae celebrazione della Divina Liturgia, secondo le
artiorem partem habent. prescrizioni dei libri liturgici.

§ 3. Ceteri christifideles virtute baptismi atque § 3. Tutti gli altri fedeli cristiani in virtù del
chrismationis sancti myri in celebrationem battesimo e della crismazione del santo myron,
Divinae Liturgiae concurrentes modo in libris concorrendo alla celebrazione della Divina
liturgicis vel iure particulari determinato in Liturgia nel modo stabilito nei libri liturgici o dal
Sacrificio Christi actuose participant et quidem diritto particolare, partecipano attivamente al
plenius, si ex eodem Sacrificio Corpus et Sacrificio di Cristo e anzi più pienamente se
Sanguinem Domini sumunt. ricevono dal medesimo Sacrificio il Corpo e il
Sangue del Signore.

Can. 700 - § 1. Quod ad modum Divinam Can. 700 - § 1. Quanto al modo di celebrare la
Liturgiam celebrandi spectat, utrum singillatim an Divina Liturgia, cioè se sia da fare singolarmente
in concelebratione facienda sit, prae oculis oppure in concelebrazione, si tengano presenti
habeantur imprimis pastorales christifidelium anzitutto le necessità pastorali dei fedeli cristiani.
necessitates.

§ 2. Si tamen fieri potest, Divinam Liturgiam § 2. Tuttavia se è possibile, i presbiteri celebrino


presbyteri una cum Episcopo praeside aut cum la Divina Liturgia insieme al Vescovo che
alio presbytero celebrent, cum ita opportune presiede oppure con un altro presbitero, perché
unitas sacerdotii ac sacrificii manifestetur; così si manifesti opportunamente l'unità del
integrum tamen manet ius uniuscuiusque sacerdozio e del sacrificio; a ogni sacerdote
sacerdotis Divinam Litnrgiam singillatim tuttavia rimane il pieno diritto di celebrare
celebrandi, non autem eodem tempore, quo in singolarmente la Divina Liturgia, non però nello
eadem ecclesia concelebratio habetur. stesso tempo e nella stessa chiesa in cui si tiene
la concelebrazione.

Can. 701 - Concelebratio inter Episcopos et Can. 701 - La concelebrazione tra Vescovi e
presbyteros diversarum Erclesiarum sui iuris presbiteri di diverse Chiese sui iuris può essere
iusta de causa praesertim caritatem fovendi fatta per giusta causa, specialmente per favorire
atque unionem inter Ecclesias manifestandi la carità e allo scopo di manifestare l'unione tra le
gratia de Episcopi eparchialis licentia fieri potest Chiese, su licenza del Vescovo eparchiale,
omnibus praescripta librorum liturgicorum primi seguendo tutti le prescrizioni dei libri liturgici del
celebrantis sequentibus, remoto duolibet primo celebrante, tenendo lontano qualsiasi
syncretismo liturgico et retentis optabiliter sincretismo liturgico e conservando
vestibus liturgicis et insignibus propriae Ecclesiae preferibilmente le vesti liturgiche e le insegne
sui iuris. della propria Chiesa sui iuris.

Can. 702 - Sacerdotes catholici vetiti sunt una Can. 702 - E' vietato ai sacerdoti cattolici di
cum sacerdotibus vel ministris acatholicis concelebrare la Divina Liturgia assieme a
Divinam Liturgiam concelebrare. sacerdoti o a ministri acattolici.

Can. 703 - § 1. Sacerdos extraneus ad Can. 703 - § 1. Un sacerdote estraneo non sia
celebrandam Divinam Liturgiam non admittatur, ammesso a celebrare la Divina Liturgia se non
nisi rectori ecclesiae litteras commendatitias sui esibisce al rettore della chiesa le lettere
Hierarchae exhibet aut alio modo ipsi rectori de commendatizie del suo Gerarca, oppure se non
eius probitate satis constat. consta in altro modo allo stesso rettore della sua
rettitudine.

§ 2. Integrum est Episcopo eparchiali hac de re § 2. Il Vescovo eparchiale ha pieno diritto di


normas magis determinatas ferre ab omnibus stabilire su questo punto delle norme più
sacerdotibus, etiam quomodocumque exemptis, determinate da osservarsi da tutti i sacerdoti,
servandas. anche se sono in qualunque modo esenti.

Can. 704 - Divina Liturgia omnibus diebus Can. 704 - La Divina Liturgia può essere
laudabiliter celebrari potest exceptis eis, qui celebrata lodevolmente tutti i giorni, eccetto quelli
secundum praescripta librorum liturgicorum che sono esclusi secondo le prescrizioni di libri
Ecclesiae sui iuris, cui sacerdos ascriptus est, liturgici della Chiesa sui iuris a cui il sacerdote è
excluduntur. ascritto.

Can. 705 - § 1. Sacerdos catholicus Divinam Can. 705 - § 1. Il sacerdote cattolico può
Liturgiam celebrare potest super altare cuiusvis celebrare la Divina Liturgia sull’altare di qualsiasi
ecclesiae catholicae. chiesa cattolica.

§ 2. Ut sacerdos Divinam Liturgiam in ecclesia § 2. Per poter celebrare la Divina Liturgia in una
acatholicorum celebrare possit, licentia eget chiesa di acattolici, il sacerdote necessita della
Hierarchae loci. licenza del Gerarca del luogo.

Can. 706 - In Divina Liturgia sacra dona, quae Can. 706 - I sacri doni che vengono offerti nella
offeruntur, sunt panis mere triticeus recenter Divina Liturgia sono il pane di solo frumento e
confectus ita, ut nullum sit periculum corruptionis, fatto di recente in modo che non ci sia alcun
et vinum naturale de genimine vitis non pericolo di alterazione, e il vino naturale prodotto
corruptum. dalla vite non alterato.

Can. 707 - § 1. Circa panis eucharistici Can. 707 - § 1. Riguardo alla confezione del
confectionem, preces a sacerdotibus ante pane eucaristico, alle preghiere da recitare dai
celebrationem Divinae Liturgiae persolvendas, sacerdoti prima della celebrazione della Divina
ieiunium eucharisticum servandum, vestes Liturgia, all’osservanza del digiuno eucaristico,
liturgicas, tempus et locum celebrationis et alle vesti liturgiche, al tempo e al luogo di
huiusmodi iure particulari uniuscuiusque celebrazione e ad altre cose simili, devono
Ecclesiae sui iuris normae accurate statui debent. essere stabilite accuratamente delle norme dal
diritto particolare di ciascuna Chiesa sui iuris.

§ 2. Remota christifidelium admiratione licet uti § 2. E’ lecito, una volta allontanato lo stupore dei
vestibus liturgicis et pane alterius Ecclesiae sui fedeli cristiani, usare vesti liturgiche e pane di
iuris, si vestes liturgicae et panis propriae un’altra Chiesa sui iuris, se non sono disponibili
Ecclesiae sui iuris praesto non sunt. vesti liturgiche e pane della propria Chiesa sui
iuris.
Can. 708 - Curent Hierarchae loci ac parochi, ut Can. 708 - § 1. I Gerarchi del luogo e i parroci
omni diligentia christifideles instruantur de curino con ogni diligenza che i fedeli siano istruiti
obligatione Divinam Eucharistiam suscipiendi in sull’obbligo di ricevere la Divina Eucaristia in
periculo mortis necnon temporibus a pericolo di morte e nei tempi stabiliti da una
laudabilissima traditione vel iure particulari lodevolissima tradizione o dal diritto particolare
propriae Ecclesiae sui iuris statutis, praesertim della propria Chiesa sui iuris, soprattutto però nel
vero tempore Paschali, in quo Christus Dominus tempo Pasquale, nel quale Cristo Signore ci
eucharistica mysteria tradidit. consegnò i misteri eucaristici.

Can. 709 - § 1. Divinam Eucharistiam distribuit Can. 709 - § 1. Distribuisce la Divina Eucaristia il
sacerdos vel iure particulari propriae Ecclesiae sacerdote oppure, se così dispone il diritto
sui iuris ita ferente etiam diaconus. particolare della propria Chiesa sui iuris, anche il
diacono.

§ 2. Integrum est Synodo Episcoporum Ecclesiae § 2. Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale
patriarchalis vel Consilio Hierarcharum o il Consiglio dei Gerarchi ha il pieno diritto di
opportunas normas statuere, secundum quas stabilire le norme opportune secondo le quali
etiam alii christifideles Divinam Eucharistiam anche altri fedeli cristiani possono distribuire la
distribuere possunt. Divina Eucaristia.

Can. 710 - Circa infantium in Divina Eucharistia Can. 710 - Riguardo alla partecipazione dei
participationem post baptismum et chrismationem bambini alla Divina Eucaristia dopo il battesimo e
sancti myri serventur opportunis adhibitis cautelis la crismazione del santo myron, si osservino,
praescripta librorum liturgicorum propriae usando le opportune cautele, le prescrizioni dei
Ecclesiae sui iuris. libri liturgici della propria Chiesa sui iuris.

Can. 711 - Qui peccati gravis sibi conscius est, Can. 711 - Chi è consapevole di peccato grave
Divinam Liturgiam ne celebret neque Divinam non celebri la Divina Liturgia e non riceva la
Eucharistiam suscipiat, nisi adest gravis ratio et Divina Eucaristia, a meno che non vi sia una
deest opportunitas sacramentum paenitentiae grave ragione e manchi l'opportunità di ricevere il
suscipiendi; quo in casu elicere debet actum sacramento della penitenza; in questo caso
perfectae contritionis, qui includit propositum costui deve emettere l'atto di contrizione perfetta
quam primum ad hoc sacramentum accedendi. che include il proposito di accostarsi al più presto
a questo sacramento.

Can. 712 - Arcendi sunt a susceptione Divinae Can. 712 - Devono essere allontanati dal ricevere
Eucharistiae publice indigni. la Divina Eucaristia coloro che sono
pubblicamente indegni.

Can. 713 - § 1. Divina Eucharistia distribuenda Can. 713 - § 1. La Divina Eucaristia deve essere
est in celebratione Divinae Liturgiae, nisi iusta distribuita nella celebrazione della Divina Liturgia,
causa aliud suadet. a meno che una giusta causa non suggerisca
diversamente.

§ 2. Circa praeparationem participationis Divinae § 2. A riguardo della preparazione alla


Eucharistiae per ieinnium, preces aliaque opera partecipazione della Divina Eucaristia mediante il
christifideles fideliter normas Ecclesiae sui iuris, digiuno, le preghiere e altre opere, i fedeli
cui ascripti sunt, servent non solum intra fines cristiani osservino fedelmente le norme della
territorii eiusdem Ecclesiae, sed, quatenus fieri Chiesa sui iuris alla quale sono ascritti, non solo
potest, ubique terrarum. entro i confini del territorio della stessa Chiesa
ma, per quanto è possibile, in tutto il mondo.

Can. 714 - § 1. In ecclesiis, ubi cultus divinus Can. 714 - § 1. Nelle chiese dove viene celebrato
publicus et saltem aliquoties in mense Divina il culto divino pubblico e, almeno qualche volta al
Liturgia celebratur, Divina Eucharistia custodiatur mese, la Divina Liturgia, sia custodita la Divina
praesertim pro infirmis, praescriptis librorum Eucaristia specialmente per gli infermi,
liturgicorum propriae Ecclesiae sui iuris fideliter osservando fedelmente le prescrizioni dei libri
servatis, atque summa reverentia a liturgici della propria Chiesa sui iuris e sia adorata
christifidelibus adoretur. con somma riverenza dai fedeli cristiani.

§ 2. Custodia Divinae Eucharistiae subest § 2. La custodia della Divina Eucaristia è


vigilantiae ac moderamini Hierarchae loci. sottoposta alla vigilanza e alla regolamentazione
del Gerarca del luogo.

Can. 715 - § 1. Sacerdotibus licet oblationes Can. 715 - § 1. E’ lecito ai sacerdoti ricevere le
recipere, quas christifideles secundum probatum offerte che i fedeli cristiani loro offrono, conforme
Ecclesiae morem pro celebratione Divinae all’uso approvato dalla Chiesa, per la
Liturgiae ad proprias intentiones ipsis offerunt. celebrazione della Divina Liturgia secondo le
proprie intenzioni.

§ 2. Licet etiam, si ita fert legitima consuetudo, § 2. E’ lecito anche, se lo permette una legittima
oblationes recipere pro Liturgia consuetudine, ricevere offerte per la Liturgia dei
Praesanctificatorum et pro commemorationibus in Presantificati e per le commemorazioni nella
Divina Liturgia. Divina Liturgia.

Can. 716 - Firmo can. 1013 enixe commendatur, Can. 716 - Fermo restando il can. 1013, si
ut Episcopi eparchiales, quatenus fieri potest, raccomanda vivamente ai Vescovi eparchiali di
praxim introducant, secundum quam solum eae introdurre, per quanto è possibile, la prassi per
oblationes occasione Divinae Liturgiae cui si ricevano solo le offerte che i fedeli cristiani
recipiantur, quas christifideles sua sponte danno spontaneamente in occasione della Divina
offerunt; singuli vero sacerdotes libenter etiam Liturgia; i singoli sacerdoti poi celebrino volentieri
sine ulla oblatione Divinam Liturgiam ad la Divina Liturgia anche senza alcuna offerta
intentionem christifidelium praecipue egentium secondo le intenzioni dei fedeli cristiani,
celebrent. specialmente dei poveri.

Can. 717 - Sacerdotes, si oblationes ad Divinam Can. 717 - Se i sacerdoti ricevono offerte per
Liturgiam celebrandam a christifidelibus alterius celebrare la Divina Liturgia da fedeli cristiani di
Ecclesiae sui iuris accipiunt, gravi obligatione un'altra Chiesa sui iuris hanno l'obbligo grave di
tenentur de his oblationibus servandi normas osservare a riguardo di queste offerte le norme di
illius Ecclesiae, nisi aliud constat ex parte quella Chiesa, se non risulta diversamente da
offerentis. parte dell'offerente.

CAPUT IV DE SACRAMENTO PAENITENTIAE CAPITOLO IV IL SACRAMENTO DELLA


PENITENZA

Can. 718 - In sacramento paenitentiae Can. 718 - Nel sacramento della penitenza i
christifideles, qui, peccatis post baptismum fedeli cristiani che, avendo commesso dei peccati
commissis, ad Deum a Spiritu Sancto ducti corde dopo il battesimo, condotti dallo Spirito Santo si
convertuntur et dolore de peccatis moti convertono di cuore a Dio e mossi dal dolore dei
propositum novae vitae ineunt, per ministerium peccati fanno il proposito di una nuova vita,
sacerdotis, facta ipsi confessione et dignae mediante il ministero del sacerdote, con la
satisfactionis acceptatione, veniam a Deo confessione a lui fatta e con l'accettazione di
obtinent simulque cum Ecclesia, quam peccando un'adeguata soddisfazione, ottengono da Dio il
vulneraverunt, reconciliantur; quo modo hoc perdono e insieme vengono riconciliati con la
sacramentum quam maxime ad vitam Chiesa che peccando hanno ferito; in tal modo
christianam fovendam confert et ad Divinam questo sacramento contribuisce nel massimo
Eucharistiam suscipiendam disponit. grado alla vita cristiana e dispone a ricevere la
Divina Eucaristia.

Can. 719 - Qui gravis peccati sibi conscius est, Can. 719 - Chi è cosciente di un grave peccato
quam primum fieri potest, sacramentum riceva, appena gli è possibile, il sacramento della
paenitentiae suscipiat; omnibus vero penitenza; si raccomanda vivamente però a tutti i
christifidelibus enixe commendatur, ut frequenter fedeli cristiani di ricevere frequentemente questo
et praesertim temporibus ieiunii et paenitentiae in sacramento e specialmente nei tempi di digiuno e
propria Ecelesia sui iuris servandis hoc di penitenza che devono essere osservati nella
sacramentum suscipiant. propria Chiesa sui iuris.

Can. 720 - § 1. Individualis et integra confessio Can. 720 - § 1. La confessione, individuale e


atque absolutio solum constituunt modum integrale, e inoltre l'assoluzione costituiscono il
ordinarium, quo christifidelis peccati gravis sibi solo modo ordinario col quale il fedele cristiano,
conscius cum Deo et Ecclesia reconciliatur; sola consapevole di un grave peccato, viene
impossibilitas physica vel moralis ab huiusmodi riconciliato con Dio e con la Chiesa; soltanto
confessione excusat, quo in casu aliis quoque l'impossibilità fisica o morale scusa da tale
modis reconciliatio haberi potest. confessione, nel qual caso la riconciliazione si
può avere anche in altri modi.

§ 2. Absolutio pluribus simul paenitentibus sine § 2. L'assoluzione a più penitenti insieme, senza
praevia individuali confessione generali modo la previa confessione individuale, non può essere
impertiri non potest, nisi: impartita in modo generale a meno che non:

1° imminet periculum mortis et tempus non 1° ci sia un imminente pericolo di morte e


suppetit sacerdoti vel sacerdotibus ad manchi il tempo al sacerdote o ai sacerdoti per
ministrandum sarramentum paenitentiae singulis amministrare il sacramento della penitenza ai
paenitentibus; singoli penitenti;

2° est gravis necessitas, videlicet si attento 2° ci sia una grave necessità, cioè quando,
paenitentium numero sacerdotum copia praesto tenendo conto del numero dei penitenti, non c'è
non est ad ministrandum singulis paenitentibus disponibilità di sacerdoti per amministrare il
sacramentum paenitentiae intra congruum sacramento della penitenza ai singoli penitenti
tempus ita, ut sine propria culpa gratia entro un tempo conveniente di modo che, senza
sacramentali aut susceptione Divinae loro colpa, sarebbero costretti a rimanere a lungo
Eucharistiae diu carere cogantur; necessitas vero privi della grazia sacramentale o della ricezione
non censetur sufficiens, cum confessarii praesto della Divina Eucaristia; ma non si deve ritenere
esse non possunt ratione solius magni concursus necessità sufficiente quella in cui i confessori non
paenitentium, qualis haberi potest in magna possono essere disponibili solamente a causa di
aliqua sollemnitate aut peregrinatione. un grande concorso di penitenti, come si può
avere in qualche grande solennità oppure in un
pellegrinaggio.

§ 3. Decernere num detur talis gravis necessitas, § 3. Stabilire se vi è questa grave necessità è
competit Episcopo eparchiali, qui collatis consiliis competenza del Vescovo eparchiale, il quale,
cum Patriarchis et Episcopis eparchialibus dopo aver confrontato il suo parere con i
aliarum Ecclesiarum sui iuris in eodem territorio Patriarchi e con i Vescovi eparchiali delle altre
potestatem suam exercentibus casus talis Chiese sui iuris che esercitano la loro potestà
necessitatis etiam generalibus praescriptis nello stesso territorio, può determinare anche con
determinare potest. prescrizioni generali i casi di tale necessità.

Can. 721 - § 1. Ut christifidelis sacramentali Can. 721 - § 1. Perché un fedele cristiano possa
absolutione una simul pluribus data frui possit, usufruire dell'assoluzione sacramentale data
requiritur non solum, ut sit rite dispositus, sed insieme a più persone, si richiede non solo che
etiam ut simul sibi proponat singillatim debito sia debitamente disposto, ma anche che si
tempore confiteri peccata gravia, quae in proponga di confessare individualmente a tempo
praesens ita confiteri non potest. debito i peccati gravi che in quel momento non
può così confessare.

§ 2. Christifideles, quatenus fieri potest, de his § 2. I fedeli cristiani siano istruiti, per quanto è
requisitis edoceantur et praeterea, etiam in casu possibile, su questi requisiti e inoltre siano
periculi mortis, exhortentur ut actum, contritionis esortati, anche nel caso di pericolo di morte,
unusquisque eliciat. perché ciascuno emetta l'atto di contrizione.

Can. 722 - § 1. Sacramentum paenitentiae a solo Can. 722 - § 1. Il sacramento della penitenza è
sacerdote ministratur. amministrato solamente dal sacerdote.

§ 2. Episcopi omnes ubique terrarum § 2. Tutti i Vescovi, in virtù del diritto stesso,
sacramentum paenitentiae ipso iure ministrare possono amministrare in tutto il mondo il
possunt, nisi, ad liceitatem quod spectat, sacramento della penitenza, a meno che, per
Episcopus eparchialis in casu speciali expresse quanto riguarda la liceità, il Vescovo eparchiale
renuit. non l'abbia proibito espressamente in un caso
speciale.

§ 3. Presbyteri vero ut valide agant, debent § 3. I presbiteri invece per agire validamente
praeterea esse praediti facultate sacramentum devono inoltre avere la facoltà di amministrare il
paenitentiae ministrandi, quae facultas confertur sacramento della penitenza, facoltà che viene
sive ipso iure sive speciali collatione ab conferita o dal diritto stesso, o da una speciale
auctoritate competenti facta. concessione fatta dall'autorità competente.

§ 4. Presbyteri, qui facultate sacramentum § 4. I presbiteri che hanno la facoltà di


paenitentiae ministrandi praediti sunt vi officii vel amministrare il sacramento della penitenza in
vi collationis Hierarchae loci eparchiae, cui virtù dell'ufficio o della concessione del Gerarca
ascripti sunt aut in qua domicilium habent, del luogo dell'eparchia alla quale sono ascritti
sacramentum paenitentiae valide ministrare oppure nella quale hanno domicilio, possono
possunt ubique terrarum quibuslibet amministrare validamente il sacramento della
christifidelibus, nisi quis Hierarcha loci in casu penitenza in tutto il mondo a qualsiasi fedele
speciali expresse renuit; eadem facultate licite cristiano, a meno che un Gerarca del luogo in un
utuntur servatis normis ab Episcopo eparchiali caso speciale non l'abbia proibito
latis necnon de licentia saltem praesumpta espressamente; usano lecitamente di tale facoltà
rectoris ecclesiae vel, si de domo instituti vitae osservando le norme stabilite dal Vescovo
consecratae agitur, Superioris. eparchiale e con la licenza almeno presunta del
rettore della chiesa oppure, se si tratta di un
istituto di vita consacrata, del Superiore.

Can. 723 - § 1. Vi officii pro sua quisque dicione Can. 723 - § 1. Oltre al Gerarca del luogo, ha
facultate sacramentum paenitentiae ministrandi facoltà di amministrare il sacramento della
praeditus est praeter Hierarcham loci etiam penitenza in virtù dell'ufficio, ciascuno secondo il
parochus aliusque, qui loco parochi est. suo ambito, anche il parroco e un altro che fa le
veci del parroco.

§ 2. Vi officii facultate sacramentum paenitentiae § 2. Anche ogni Superiore di un istituto religioso o


ministrandi praeditus est etiam omnis Snperior di una società di vita comune a guisa dei religiosi
instituti religiosi vel societatis vitae communis ad di diritto pontificio o patriarcale, se è sacerdote,
instar religiosorum iuris pontificii vel patriarchalis, ha la facoltà di amministrare il sacramento della
si sacerdos est, erga sodales proprii instituti penitenza in virtù dell'ufficio, nei confronti dei
necnon erga illos, qui diu noctuque in eius domo membri del proprio istituto e anche di coloro che
degunt. dimorano giorno e notte nella sua casa.

Can. 724 - § 1. Soli Hierarchae loci competit Can. 724 - § 1. Solo il Gerarca del luogo è
facultatem sacramentum paenitentiae quibuslibet competente a conferire con una speciale
christifidelibus ministrandi speciali collatione concessione a qualunque presbitero la facoltà di
conferre presbyteris quibuscumque. amministrare il sacramento della penitenza a
qualsiasi fedele cristiano.

§ 2. Superior instituti vitae consecratae, § 2. Il Superiore di un istituto di vita consacrata,


dummodo potestate regiminis exsecutiva purché abbia la potestà esecutiva di governo,
praeditus sit, facultatem, de qua in can. 723, § 2, può conferire a qualsiasi sacerdote la facoltà di
conferre potest ad normam typici vel statutorum cui nel can. 723 § 2 a norma del tipico o degli
cuilibet presbytero. statuti.

Can. 725 - Omnis sacerdos quoslibet paenitentes Can. 725 - Ogni sacerdote può assolvere
in periculo mortis versantes valide et licite validamente e lecitamente qualsiasi penitente
absolvere potest a quibusvis peccatis, etsi che si trova in pericolo di morte da qualsiasi
praesens est alius sacerdos facultate peccato, anche se è presente un altro sacerdote
sacramentum paenitentiae ministrandi praeditus. che ha la facoltà di amministrare il sacramento
della penitenza.

Can. 726 - § 1. Facultas sacramentum Can. 726 - § 1. La facoltà di amministrare il


paenitentiae ministrandi ne revocetur nisi gravi de sacramento della penitenza non sia revocata se
causa. non per una grave causa.

§ 2. Revocata facultate sacramentum § 2. Una volta revocata la facoltà di amministrare


paenitentiae ministrandi collata ab Hierarcha, de il sacramento della penitenza conferita dal
quo in can. 722, § 4, presbyter eandem amittit Gerarca di cui nel can. 722, § 4, il presbitero ne
ubique terrarum; revocata autem ab alia resta privo per tutto il mondo; se viene revocata
auctoritate competenti eandem amittit in dicione invece da un'altra autorità competente ne resta
revocantis tantum. privo soltanto nell'ambito del revocante.

§ 3. Praeterquam revocatione facultas § 3. La facoltà di amministrare il sacramento della


sacramentum paenitentiae ministrandi, de qua in penitenza di cui nel can. 722, § 4 cessa, oltre che
can. 722, § 4, cessat amissione officii, per revoca, con la perdita dell'ufficio,
ascriptionis eparchiae vel domicilii. dell'ascrizione all'eparchia o del domicilio.

Can. 727 - In nonnullis casibus ad salutem Can. 727 - In alcuni casi, per provvedere alla
animarum providendam opportunum esse potest salvezza delle anime, può essere opportuno
facultatem a peccatis absolvendi limitare atque limitare la facoltà di assolvere dai peccati e di
determinatae auctoritati reservare; hoc tamen riservarla a una determinata autorità; questo però
fieri non potest nisi de consensu Synodi non può essere fatto se non col consenso del
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis vel Consilii Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale o del
Hierarcharum vel Sedis Apostolicae. Consiglio dei Gerarchi o della Sede Apostolica.

Can. 728 - § 1. Sedi Apostolicae reservatur Can. 728 - § 1. E’ riservato alla Sede Apostolica
absolvere a sequentibus peccatis: assolvere dai seguenti peccati:

1° directae violationis sigilli sacramentalis; 1° di diretta violazione del sigillo


sacramentale;

2° absolutionis complicis in peccato contra 2° di assoluzione del complice nel peccato


castitatem. contro la castità;

§ 2. Episcopo eparchiali vero reservatur § 2. E’ riservato invece al Vescovo eparchiale


absolvere a peccato procurationis abortus effectu assolvere dal peccato di aborto procurato, se ne
secuto. segue l’effetto.

Can. 729 - Quaevis reservatio absolutionis a Can. 729 - Qualsiasi riserva di assoluzione dal
peccato omni vi caret: peccato perde ogni valore:

1° si confessionem peragit aegrotus, qui 1° se si confessa un malato che non può


domo egredi non potest, vel sponsus matrimonii uscire di casa o un fidanzato/ta per celebrare il
celebrandi causa; matrimonio;

2° si de prudenti iudicio confessarii 2° se, a giudizio prudente del confessore, la


absolvendi facultas ab auctoritate competenti peti facoltà di assolvere non può essere chiesta
non potest sine gravi paenitentis incommodo vel all'autorità competente senza un grave disagio
sine periculo violationis sigilli sacramentalis; del penitente o senza pericolo di violazione del
sigillo sacramentale;

3° extra fines territorii, in quo auctoritas 3° fuori dei confini del territorio nel quale
reservans potestatem exercet. l'autorità che ha posto la riserva esercita la
potestà.

Can. 730 - Absolutio complicis in peccato contra Can. 730 - L'assoluzione del complice nel
castitatem invalida est praeterquam in periculo peccato contro la castità è invalida, eccetto in
mortis. pericolo di morte.

Can. 731 - Qui confitetur se falso confessarium Can. 731 - Chi si confessa di aver falsamente
innocentem apud auctoritatem ecclesiasticam denunziato all'autorità ecclesiastica un
denuntiavisse de delicto sollicitationis ad confessore innocente del delitto di sollecitazione
peccatum contra castitatem, ne absolvatur, nisi a un peccato contro la castità, non sia assolto se
antea falsam denuntiationem formaliter retractavit prima non avrà formalmente ritrattato la falsa
et paratus est damna, si quae habentur, reparare. denuncia e non sia disposto a riparare i danni, se
ve ne sono.

Can. 732 - § 1. Pro qualitate, gravitate et numero Can. 732 - § 1. Secondo la qualità, la gravità e il
peccatorum, habita ratione paenitentis numero dei peccati, tenendo conto della
condicionis necnon eiusdem ad conversionem condizione del penitente e della sua disposizione
dispositionis, confessarius convenientem morbo alla conversione, il confessore somministri la
afferat medicinam opportuna opera paenitentiae medicina conveniente alla malattia, imponendo le
imponens. opere di penitenza opportune.

§ 2. Meminerit sacerdos se divinae iustitiae et § 2. Ricordi il sacerdote di essere stato costituito


misericordiae ministrum a Deo constitutum esse; da Dio ministro della divina giustizia e
tamquam pater spiritualis etiam opportuna misericordia; quale padre spirituale dia anche i
consilia praebeat, ut quis progredi possit in sua consigli opportuni perché ciascuno possa
vocatione ad sanctitatem. progredire nella sua vocazione alla santità.

Can. 733 - § 1. Sacramentale sigillum inviolabile Can. 733 - § 1. Il sigillo sacramentale è


est; quare caveat diligenter confessarius, ne inviolabile; perciò il confessore si guardi
verbo aut signo aut alio quovis modo et quavis de diligentemente di non svelare minimamente, con
causa prodat aliquatenus paenitentem. la parola o con un segno oppure in qualsiasi altro
modo e per qualunque causa, il penitente.

§ 2. Obligatione secretum servandi tenentur § 2. Hanno l'obbligo di conservare il segreto


quoque interpres, si datur, necnon omnes alii, ad anche l'interprete, qualora ci sia, come pure tutti
quos ex confessione notitia peccatorum quoquo gli altri ai quali sia giunta in qualunque modo la
modo pervenit. notizia di peccati dalla confessione.

Can. 734 - § 1. Omnino confessario prohibetur Can. 734 - § 1. E' assolutamente proibito al
scientiae ex confessione acquisitae usus cum confessore l'uso della conoscenza acquisita in
paenitentis gravamine, etiam quovis revelationis confessione con aggravio del penitente, anche se
periculo excluso. è escluso qualsiasi pericolo di rivelazione.

§ 2. Qui in auctoritate est constitutus, notitia, § 2. Colui che è costituito in autorità non deve far
quam de peccatis in confessione quovis tempore uso in nessun modo, nel governo esterno, di una
excepta habet, ad externum regimen nullo modo notizia sui peccati che ha ricevuto in qualsiasi
uti debet. tempo nella confessione.

§ 3. Moderatores instituti educationis § 3. I moderatori di istituti di educazione non


sacramentum paenitentiae suis alumnis ordinarie amministrino ordinariamente il sacramento della
ne ministrent. penitenza ai loro alunni.
Can. 735 - § 1. Omnis, cui cura animarum vi Can. 735 - § 1. Tutti coloro ai quali è stata
muneris est demandata, gravi tenetur obligatione demandata per ufficio la cura delle anime hanno
providendi, ut sacramentum paenitentiae l'obbligo grave di provvedere che il sacramento
ministretur christifidelibus sibi commissis, qui della penitenza sia amministrato ai fedeli cristiani
opportune id petunt, eisdemque occasio a loro affidati, che lo richiedono a tempo
praebeatur accedendi ad confessionem opportuno, e che agli stessi sia offerta l'occasione
individualem diebus ac horis in eorum di accostarsi alla confessione individuale in giorni
commodum statutis. e ore stabiliti per loro comodità.

§ 2. Urgente neressitate omnis sacerdos, qui § 2. In caso di urgente necessità, ogni sacerdote
facultate sacramentum paenitentiae ministrandi che ha la facoltà di amministrare il sacramento
praeditus est, in periculo mortis vero etiam della penitenza e, in pericolo di morte poi, anche
quilibet alius sacerdos, hoc sacramentum qualsiasi altro sacerdote, deve amministrare
ministrare debet. questo sacramento.

Can. 736 - § 1. Locus proprius sacramentum Can. 736 - § 1. Il luogo proprio per celebrare il
paenitentiae celebrandi est ecclesia salvo iure sacramento della penitenza è la chiesa, salvo
particulari. restando il diritto particolare.

§ 2. Ob infirmitatem vel alia iusta de causa hoc § 2. A motivo di infermità o per altra giusta causa,
sacramentum celebrari potest etiam extra locum questo sacramento può essere celebrato anche
proprium. fuori del luogo proprio.

CAPUT V DE UNCTIONE INFIRMORUM CAPITOLO V UNZIONE DEGLI INFERMI

Can. 737 - § 1. Sacramentali unctione infirmorum Can. 737 - § 1. Mediante l'unzione sacramentale
a sacerdote cum oratione peracta christifideles degli infermi, conferita dal sacerdote con
morbo gravi affecti cordeque contriti gratiam l'orazione, i fedeli cristiani colpiti da grave
percipiunt, qua spe aeterni praemii roborati et a malattia e pentiti di cuore ricevono la grazia con
peccatis soluti ad emendationem vitae la quale, fortificati con la speranza del premio
disponuntur et ad infirmitatem superandam eterno e assolti dai peccati, vengono disposti
patienterve sufferendam adiuvantur. all'emendazione della vita e sono aiutati a
superare la malattia o a sopportarla
pazientemente.

§ 2. In Ecclesiis, in quibus mos est, ut § 2. Nelle Chiese dove c'è l'uso di amministrare il
sacramentum unctionis infirmorum a pluribus sacramento dell'unzione degli infermi da più
sacerdotibus simul ministretur, curandum est, ut, sacerdoti insieme si abbia cura di conservare, per
quatenus fieri potest, hic mos servetur. quanto è possibile, questo uso.

Can. 738 - Christifideles unctionem infirmorum Can. 738 - I fedeli cristiani ricevano volentieri
libenter suscipiant, quandocumque graviter l'unzione degli infermi ogni volta che sono
aegrotant; curent autem pastores animarum et gravemente ammalati; i pastori d'anime poi e i
infirmorum propinqui, ut tempore opportuno hoc parenti degli infermi abbiano cura che gli infermi
sacramento infirmi subleventur. vengano sollevati da questo sacramento nel
tempo opportuno.

Can. 739 - § 1. Unctionem infirmorum valide Can. 739 - § 1. Amministrano validamente


ministrant omnes et soli sacerdotes. l'unzione degli infermi tutti e soli i sacerdoti.

§ 2. Unctionem infirmorum ministrare pertinet ad § 2. Amministare l'unzione degli infermi è compito


parochum, vicarium paroecialem atque omnes del parroco, del vicario parrocchiale e di tutti gli
alios sacerdotes circa illos, quorum cura eis ex altri sacerdoti nei confronti di coloro la cui cura è
officio commissa est; de licentia saltem stata ad essi affidata per ufficio; ma con la
praesumpta praedictorum quilibet sacerdos hoc licenza almeno presunta dei predetti qualunque
sacramentum licite ministrare potest, in casu sacerdote può amministrare lecitamente questo
necessitatis vero etiam debet. sacramento e, in caso di necessità poi, anche lo
deve.

Can. 740 - Christifideles graviter aegrotantes, qui Can. 740 - I fedeli cristiani gravemente ammalati
sensus vel usum rationis amiserunt, che hanno perso i sensi o l'uso della ragione si
praesumuntur velle sibi hoc sacramentum presume che abbiano voluto che fosse loro
ministrari in periculo mortis vel etiam ad iudicium amministrato questo sacramento in pericolo di
sacerdotis alio tempore. morte o, a giudizio del sacerdote, anche in un
altro tempo.

Can. 741 - Oleum in sacramento unctionis Can. 741 - L'olio da usare nel sacramento
infirmorum adhibendum debet esse benedictum dell'unzione degli infermi deve essere benedetto
et quidem, nisi aliud fert ius particulare propriae e per di più dal sacerdote stesso che amministra
Ecclesiae sui iuris, ab ipso sacerdote, qui il sacramento, a meno che il diritto particolare
sacramentum ministrat. della Chiesa sui iuris non disponga diversamente.

Can. 742 - Unctiones verbis, ordine et modo Can. 742 - Le unzioni siano compiute
praescriptis in libris liturgicis accurate peragantur; accuratamente con le parole, nell'ordine e nel
in casu tamen necessitatis sufficit una unctio cum modo prescritti nei libri liturgici; però in caso di
propria formula. necessità basta una sola unzione con la formula
propria.

CAPUT VI DE SACRA ORDINATIONE CAPITOLO VI LA SACRA ORDINAZIONE

Can. 743 - Per sacramentalem ordinationem ab Can. 743 - Per mezzo dell'ordinazione
Episcopo peractam Spiritus Sancti operante sacramentale compiuta dal Vescovo in virtù
virtute ministri sacri constituuntur, qui munere et dell'opera dello Spirito Santo sono costituiti
potestate a Christo Domino Apostolis suis ministri sacri coloro che vengono arricchiti e
concreditis adaugentur et in variis gradibus partecipano in vari gradi della funzione e della
fruuntur Evangelium annuntiandi, populum Dei potestà, affidate da Cristo Signore ai suoi
pascendi et sanctificandi. Apostoli, di annunciare il Vangelo e di pascere e
santificare il popolo di Dio.

Art. I DE SACRAE ORDINATIONIS MINISTRO Art. I Il ministro della sacra ordinazione

Can. 744 - Solus Episcopus sacram ordinationem Can. 744 - Solo il Vescovo amministra
valide ministrat manuum impositione et oratione validamente la sacra ordinazione con
ab Ecclesia praescripta. l'imposizione delle mani e con l'orazione
prescritta dalla Chiesa.

Can. 745 - Ordinatio episcopalis reservatur ad Can. 745 - L'ordinazione episcopale è riservata a
normam iuris Romano Pontifici, Patriarchae vel norma del diritto al Romano Pontefice, al
Metropolitae ita, ut nulli Episcopo liceat Patriarca o al Metropolita, di modo che non è
quemquam ordinare Episcopum, nisi antea lecito a nessun Vescovo ordinare qualcuno
constat de legitimo mandato. Vescovo, se prima non consta di un legittimo
mandato.

Can. 746 - § 1. Episcopus ordinetur ab Episcopis Can. 746 - § 1. Il Vescovo sia ordinato da tre
tribus excepto casu extremae necessitatis. Vescovi, eccetto nel caso di estrema necessità.

§ 2. Episcopus secundus et tertius, si adesse non § 2. Il secondo e il terzo Vescovo, se non


possunt Episcopi eiusdem Ecclesiae sui iuris ac possono essere presenti dei Vescovi della stessa
primus Episcopus ordinans, possunt esse alterius Chiesa sui iuris del primo Vescovo ordinante,
Ecclesiae sui iuris. possono essere anche di un'altra Chiesa sui iuris.

Can. 747 - Candidatus ad diaconatum vel Can. 747 - Il candidato al diaconato e al


presbyteratum a proprio Episcopo eparchiali presbiterato sia ordinato dal proprio Vescovo
ordinetur aut ab alio Episcopo cum legitimis eparchiale, oppure da un altro Vescovo con
litteris dimissoriis. legittime lettere dimissorie.

Can. 748 - § 1. Episcopus eparchialis proprius, Can. 748 - § 1. Il Vescovo eparchiale proprio, per
quod attinet ad sacram ordinationem eius, qui quanto riguarda la sacra ordinazione di chi deve
alicui eparchiae ascribatur, est Episcopus essere ascritto a qualche eparchia, è il Vescovo
eparchiae, in qua candidatus habet domicilium, dell'eparchia nella quale il candidato ha il
aut eparchiae, pro cuius servitio candidatus se domicilio, oppure dell'eparchia per il cui servizio il
devovere velle scripto declaravit; quod attinet ad candidato ha dichiarato per iscritto di volersi
sacram ordinationem eius, qui alicui eparchiae dedicare; per quanto riguarda l'ordinazione di chi
iam est ascriptus, est Episcopus illius eparchiae. è già ascritto a un'eparchia, è il Vescovo di quella
eparchia.

§ 2. Candidatum sibi subditum alii Ecclesiae sui § 2. Un Vescovo eparchiale non può ordinare un
iuris ascriptum Episcopus eparchialis ordinare candidato suo suddito ascritto a un'altra Chiesa
non potest nisi de licentia Sedis Apostolicae; si sui iuris se non con la licenza della Sede
vero de candidato agitur, qui Ecclesiae Apostolica; se invece si tratta di un candidato che
patriarchali ascriptus est et intra fines territorii è ascritto alla Chiesa patriarcale e che ha il
eiusdem Ecclesiae domicilium vel domicilio o quasi domicilio entro i confini del
quasidomicilium habet, hanc licentiam etiam territorio della stessa Chiesa, questa licenza può
Patriarcha concedere potest. concederla anche il Patriarca.

Can. 749 - In aliena eparchia Episcopus Can. 749 - E' proibito al Vescovo di celebrare la
prohibetur sacram ordinationem celebrare sine sacra ordinazione in un'altra eparchia senza la
licentia Episcopi eparchialis, nisi ius particulare licenza del Vescovo eparchiale, a meno che il
Ecclesiae patriarchalis, ad Patriarcham quod diritto particolare della Chiesa patriarcale, per
attinet, aliud statuit. quanto riguarda il Patriarca, non stabilisca
diversamente.

Can. 750 - § 1. Litteras dimissorias firmis cann. Can. 750 - § 1. Fermi restando i cann. 472, 537 e
472, 537 et 560, § 1 dare possunt: 560, § 1, possono dare le lettere dimissorie:

1° Episcopus eparchialis proprius; 1° il Vescovo eparchiale proprio;

2° Administrator Ecclesiae patriarchalis atque 2° l'Amministratore della Chiesa patriarcale e


de consensu collegii consultorum eparchialium inoltre, col consenso del collegio dei consultori
Administrator eparchiae. eparchiali, l'Amministratore dell'eparchia;

§ 2. Administrator Ecclesiae patriarchalis litteras § 2. L'Amministratore della Chiesa patriarcale


dimissorias ne concedat eis, qui a Patriarcha non conceda le lettere dimissorie a coloro che
reiecti sunt, nec Administrator eparchiae eis, qui sono stati respinti dal Patriarca, né
ab Episcopo eparchiali reiecti sunt. l'Amministratore dell'eparchia a coloro che sono
stati respinti dal Vescovo eparchiale.

Can. 751 - Litterae dimissoriae ne concedantur Can. 751 - Le lettere dimissorie non siano
nisi habitis antea omnibus testimoniis, quae iure concesse se non dopo aver ricevuto in
exiguntur. precedenza tutte le testimonianze esigite dal
diritto.

Can. 752 - Litterae dimissoriae mitti possunt ab Can. 752 - Le lettere dimissorie possono essere
Episcopo eparchiali proprio ad quemlibet spedite dal Vescovo eparchiale proprio a
eiusdem Ecclesiae sui iuris Episcopum, non qualsiasi Vescovo della stessa Chiesa sui iuris,
autem ad Episcopum alterius Ecclesiae ac ma non a un Vescovo di una Chiesa diversa da
ordinandus, nisi de licentia eorum, de quibus in quella dell'ordinando, se non con la licenza di
can. 748, § 2. coloro di cui nel can. 748, § 2.
Can. 753 - Litterae dimissoriae ab ipso Can. 753 - Le lettere dimissorie possono essere
concedente aut ab eius successore limitibus circoscritte oppure revocate dal concedente
circumscribi aut revocari possunt, sed semel stesso o dal suo successore, ma una volta
concessae non exstinguuntur resoluto iure concesse non si estinguono col venir meno il
concedentis. diritto del concedente.

Art. II DE SACRAE ORDINATIONIS SUBIECTO Art. II Il soggetto della sacra ordinazione

Can. 754 - Sacram ordinationem valide suscipere Can. 754 - Può ricevere validamente la sacra
potest solus vir baptizatus. ordinazione solamente il battezzato di sesso
maschile.

Can. 755 - Episcopus eparchialis et Superior Can. 755 - Il Vescovo eparchiale e il Superiore
maior nonnisi gravissima de causa, etsi occulta, maggiore non possono proibire al diacono loro
diacono sibi subdito ad presbyteratum destinato suddito destinato al presbiterato l'ascesa al
ascensum ad ipsum presbyteratum prohibere presbiterato stesso se non per una causa
possunt salvo iure recursus ad normam iuris. gravissima, anche se occulta, salvo restando il
diritto di ricorso a norma del diritto.

Can. 756 - Non licet aliquem quovis modo Can. 756 - Non è lecito costringere qualcuno in
qualibet de causa ad ordines sacros qualsiasi modo e per qualunque causa a ricevere
suscipiendos cogere vel ad normam iuris gli ordini sacri, o allontanare uno idoneo a norma
idoneum ab eisdem suscipiendis avertere. del diritto dal ricevere gli stessi ordini.

Can. 757 - Is, qui superiorem ordinem sacrum Can. 757 - A colui che ricusa di ricevere un
suscipere recusat, non potest prohiberi a suscepti ordine sacro superiore non si può proibire
ordinis sacri exercitio, nisi impedimento canonico l’esercizio dell’ordine sacro ricevuto, a meno
detinetur aliave gravis de iudicio Episcopi che non sia trattenuto da un impedimento
eparchialis vel Superioris maioris obest causa. canonico o che si opponga un’altra grave causa,
a giudizio del Vescovo eparchiale o del Superiore
maggiore.

1° De requisitis in candidatis ad sacram 1° I requisiti nei candidati alla sacra ordinazione


ordinationem

Can. 758 - § 1. Ut quis licite ordinari possit, Can. 758 - § 1. Perché uno possa essere
requiruntur: ordinato lecitamente si richiede:

1° chrismationis sancti myri susceptio; 1° che abbia ricevuto la crismazione del santo
myron;

2° mores atque qualitates physicae et 2° costumi e qualità fisiche e psichiche


psychicae ordini sacro suscipiendo congruentes; corrispondenti con l’ordine sacro da ricevere;

3° aetas iure praescripta; 3° l’età prescritta dal diritto;

4° debita scientia; 4° la debita scienza;

5° ordinum inferiorum susceptio ad normam 5° che abbia ricevuto gli ordini inferiori a
iuris particularis propriae Ecclesiae sui iuris; norma del diritto particolare della propria Chiesa
sui iuris ;

6° interstitiorum iure particulari praescriptorum 6° l’osservanza degli interstizi prescritti dal


observatio. diritto particolare.

§ 2. Requiritur praeterea, ne candidatus § 2. Si richiede inoltre che il candidato non sia


impeditus sit ad normam can. 762. impedito a norma del can. 762.
§ 3. Circa coniugatos ad ordines sacros § 3. A riguardo dell’ammissione agli ordini sacri
admittendos servetur ius particulare propriae dei coniugati si osservi il diritto particolare della
Ecclesiae sui iuris vel normae speciales a Sede propria Chiesa sui iuris o le norme speciali
Apostolica statutae. stabilite dalla Sede Apostolica.

Can. 759 - § 1. Aetas praescripta ad diaconatum Can. 759 - § 1. L'età prescritta per il diaconato è
est vicesimus tertius annus expletus, ad di ventitre anni compiuti, per il presbiterato è di
presbyteratum vicesimus quartus expletus firmo ventiquattro anni compiuti, fermo restando il
iure particulari propriae Ecclesiae sui iuris diritto particolare della propria Chiesa sui iuris
provectiorem aetatem exigente. che esiga un'età più avanzata.

§ 2. Dispensatio ultra annum ab aetate iure § 2. La dispensa dall'età richiesta dal diritto
communi praescripta reservatur Patriarchae, si comune che superi un anno è riservata al
de candidato agitur, qui domicilium vel quasi- Patriarca, se si tratta di un candidato che ha il
domicilium intra fines territorii Ecclesiae domicilio o il quasi domicilio entro i confini del
patriarchalis habet; secus Sedi Apostolicae. territorio della Chiesa patriarcale, altrimenti alla
Sede Apostolica.

Can. 760 - § 1. Diaconum ordinare licet tantum Can. 760 - § 1. Ordinare un diacono è lecito solo
post feliciter expletum quartum curriculi studiorum dopo che sia stato felicemente superato il quarto
philosophico-theologicorum annum, nisi Synodus anno del curricolo di studi filosofico-teologici, a
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis vel meno che il Sinodo dei Vescovi della Chiesa
Consilium Hierarcharum aliud statuit. patriarcale o il Consiglio dei Gerarchi abbia
stabilito diversamente.

§ 2. Si vero de candidato ad sacerdotium non § 2. Se invece si tratta di un candidato non


destinato agitur, eum diaconum ordinare licet destinato al sacerdozio, è lecito ordinarlo diacono
tantum post feliciter expletum tertium annum soltanto dopo che sia stato felicemente superato
studiorum, de quibus in can. 354; si vero forte in il terzo anno di studi di cui al can. 354; se però in
posterum ad sacerdotium admittitur, antea studia seguito eventualmente fosse ammesso al
theologica opportune complere debet. presbiterato, egli deve prima completare
opportunamente gli studi teologici.

Can. 761 - Candidatus ad ordinem diaconatus vel Can. 761 - Il candidato all’ordine del diaconato o
presbyteratus, ut licite ordinetur, Episcopo del presbiterato, per essere ordinato lecitamente
eparchiali proprio aut Superiori maiori deve consegnare al proprio Vescovo eparchiale o
declarationem tradere debet manu propria al Superiore maggiore una dichiarazione firmata
subscriptam, qua testificatur se sua sponte ac di propria mano con la quale attesta che intende
libere ordinem sacrum et obligationes eidem ricevere spontaneamente e liberamente l’ordine
ordini adnexas suscepturum atque se ministerio sacro e gli obblighi annessi allo stesso ordine e
ecclesiastico perpetuo mancipaturum esse, simul che si dedicherà perpetuamente al ministero
petens, ut ad ordinem sacrum suscipiendum ecclesiastico, chiedendo nel contempo di essere
admittatur. ammesso all’ordine sacro.

2° De impedimentis suscipiendi vel exercendi 2° Impedimenti a ricevere ed esercitare gli ordini


ordines sacros sacri

Can. 762 - § 1. A suscipiendis ordinibus sacris Can. 762 - § 1. E’ impedito dal ricevere gli ordini
est impeditus: sacri:

1° qui aliqua forma laborat amentiae aliusve 1° chi è colpito da qualche forma di demenza
infirmitatis psychicae, qua consultis peritis o da altra infermità psichica, a motivo della quale
inhabilis iudicatur ad ministerium rite implendum; è giudicato, dopo aver consultato i periti, inabile a
svolgere correttamente il ministero;

2° qui delictum apostasiae, haereseos aut 2° chi ha commesso il delitto di apostasia, di


schismatis commisit; eresia oppure di scisma;

3° qui matrimonium, etiam civile tantum, 3° chi ha attentato il matrimonio, anche solo
attentavit, sive ipse vinculo matrimoniali aut civile, sia che egli fosse impedito dal celebrare il
ordine sacro aut voto publico perpetuo castitatis a matrimonio dal vincolo matrimoniale o dall’ordine
matrimonio celebrando impeditus, sive cum sacro oppure dal voto pubblico perpetuo di
muliere matrimonio valido coniuncta aut eodem castità, sia con una donna unita da un
voto ligata; matrimonio valido oppure legata dallo stesso
voto;

4° qui voluntarium homicidium perpetravit aut 4° chi ha commesso omicidio volontario


abortum procuravit effectu secuto omnesque oppure ha procurato un aborto conseguendone
positive cooperantes; l’effetto e tutti coloro che vi hanno cooperato
positivamente;

5° qui se ipsum vel alium graviter et dolose 5° chi ha mutilato gravemente e dolosamente
mutilavit vel sibi vitam adimere tentavit; se stesso o un altro o che ha tentato di togliersi la
vita;

6° qui actum ordinis posuit in ordine 6° chi ha posto un atto di ordine riservato a
episcopatus vel presbyteratus constitutis chi è costituito nell’ordine dell’episcopato o del
reservatum vel eodem carens vel ab eiusdem presbiterato, o essendone privo o avendo la
exercitio aliqua poena canonica prohibitus; proibizione di esercitarlo per qualche pena
canonica.

7° qui officiam vel administrationem gerit 7° chi esercita un ufficio o l’amministrazione


clericis vetitam, cuius rationem reddere debet, vietata ai chierici di cui deve rendere conto
donec deposito officio et administratione atque finché, abbandonato l’ufficio e l’amministrazione
rationibus redditis liber factus erit; e fatto inoltre il rendiconto, sia diventato libero;

8° neophytus, nisi iudicio Hierarchae 8° il neofita, a meno che, a giudizio del


sufficienter probatus est. Gerarca, sia sufficientemente sperimentato.

§ 2. Actus, ex quibus impedimenta, de quibus in § 2. Gli atti dai quali possono provenire gli
§ 1, nn. 2 - 6 oriri possunt, illa non pariunt, nisi impedimenti di cui nel § 1, nn. 2-6, non
fuerunt peccata gravia et externa post baptismum producono impedimenti se non sono stati peccati
perpetrata. gravi ed esterni commessi dopo il battesimo.

Can. 763 - Ab exercendis ordinibus sacris est Can. 763 - E’ impedito ad esercitare gli ordini
impeditus: sacri:

1° qui impedimento ordines sacros 1° chi ha ricevuto illegittimamente gli ordini


suscipiendi, dum afficiebatur, illegitime ordines sacri mentre era trattenuto da un impedimento a
sacros suscepit; ricevere gli ordini sacri;

2° qui delicta vel actus commisit, de quibus in 2° chi ha commesso i delitti o gli atti di cui nel
can. 762, § 1, nn. 2 - 6; can. 762, § 1, nn. 2-6;

3° qui amentia aliave infirmitate psychica, de 3° chi è colpito da demenza o altra infermità
qua in can. 762, § 1, n. 1, afficitur, donec psichica di cui nel can. 762, § 1, n. 1, finché il
Hierarcha consulto perito eiusdem ordinis sacri Gerarca, consultato un perito, non gli avrà
exercitium permiserit. permesso l’esercizio dello stesso ordine sacro.

Can. 764 - Impedimenta suscipiendi vel Can. 764 - Non possono essere stabiliti per diritto
exercendi ordines sacros iure particulari statui particolare impedimenti a ricevere o esercitare gli
non possunt; consuetudo vero novum ordini sacri; la consuetudine poi che introduce un
impedimentum inducens aut impedimento iure nuovo impedimento, oppure che è contraria a un
communi statuto contraria reprobatur. impedimento stabilito per diritto comune, è
riprovata.

Can. 765 - Ignorantia impedimentorum ab Can. 765 - L'ignoranza degli impedimenti non
eisdem non eximit. esime dagli stessi.

Can. 766 - Impedimenta multiplicantur ex diversis Can. 766 - Gli impedimenti si moltiplicano
suis causis, non autem ex repetita eadem causa, secondo le diverse loro cause, ma non per la
nisi agitur de impedimento ex homicidio ripetizione della stessa causa, a meno che non si
voluntario aut ex procurato abortu effectu secuto. tratti dell'impedimento proveniente dall'omicidio
volontario oppure dall'aborto procurato, se ne
segue l'effetto.

Can. 767 - § 1. Episcopus eparchialis vel Can. 767 - § 1. Il Vescovo eparchiale o il Gerarca
Hierarcha instituti vitae consecratae potest sibi di un istituto di vita consacrata può dispensare i
subditos dispensare ab impedimentis suscipiendi suoi sudditi dagli impedimenti a ricevere o a
vel exercendi ordines sacros sequentibus esercitare gli ordini sacri, eccettuati i seguenti:
exceptis:

1° si factum, quo impedimentum innititur, ad 1° se il fatto su cui è fondato l'impedimento è


forum iudiciale deductum est; stato deferito al foro giudiziario;

2° ab impedimentis, de quibus in can. 762, 2° gli impedimenti di cui nel can. 762, § 1, nn.
§ 1, nn. 2 - 4. 2-4.

§ 2. Dispensatio ab his impedimentis reservatur § 2. La dispensa da questi impedimenti è


Patriarchae circa candidatos vel clericos, qui riservata al Patriarca nei riguardi dei candidati o
domicilium vel quasi-domicilium intra fines dei chierici che hanno il domicilio o il quasi-
territorii Ecclesiae, cui praeest, habent; secus domicilio entro i confini del territorio della Chiesa
Sedi Apostolicae. a cui presiede; altrimenti alla Sede Apostolica.

§ 3. Eadem potestas dispensandi competit § 3. La stessa facoltà di dispensare compete a


cuilibet confessario in casibus occultis qualsiasi confessore nei casi occulti più urgenti
urgentioribus, in quibus auctoritas competens nei quali l'autorità competente non può essere
adiri non potest et periculum imminet gravis raggiunta e in cui sia imminente il pericolo di un
damni vel infamiae, sed ad hoc dumtaxat, ut grave danno o di infamia, ma solamente perché i
paenitentes ordines sacros iam susceptos penitenti possano esercitare lecitamente i sacri
exercere licite possint firmo onere adeundi quam ordini già ricevuti, fermo restando l'obbligo di
primum eandem auctoritatem. presentarsi al più presto alla stessa autorità.

Can. 768 - § 1. In precibus ad obtinendam Can. 768 - § 1. Nelle domande per ottenere la
dispensationem omnia impedimenta indicanda dispensa devono essere indicati tutti gli
sunt; dispensatio generalis vero valet etiam pro impedimenti; però, la dispensa generale vale
impedimentis bona fide reticitis eis exceptis, de anche per gli impedimenti omessi in buona fede,
quibus in can. 762, § 1, n. 4, aliisve ad forum eccettuati quelli di cui nel can. 762, § 1, n. 4 o gli
iudiciale deductis, non autem pro reticitis mala altri deferiti al foro giudiziale, ma non per quelli
fide. taciuti in mala fede.

§ 2. Si agitur de impedimento ex voluntario § 2. Se si tratta di impedimento proveniente da


homicidio aut ex procurato abortu, etiam numerus omicidio volontario oppure da aborto procurato,
delictorum ad validitatem dispensationis per la validità della dispensa deve essere
exprimendus est. espresso anche il numero dei delitti.

§ 3. Dispensatio generalis ab impedimentis § 3. La dispensa generale dagli impedimenti a


suscipiendi ordines sacros valet pro omnibus ricevere gli ordini sacri vale per tutti gli ordini.
ordinibus.
Art. III DE EIS, QUAE SACRAE ORDINATIONI Art. III Le cose da premettere alla sacra
PRAEMITTI DEBENT ordinazione

Can. 769 - § 1. Auctoritas, quae candidatum ad Can. 769 - § 1. L'autorità che ammette un
sacram ordinationem admittit, obtineat: candidato alla sacra ordinazione, deve ottenere:

1° declarationem, de qua in can. 761, necnon 1° la dichiarazione di cui nel can. 761, come
testimonium ultimae sacrae ordinationis aut, si de pure il certificato dell'ultima sacra ordinazione
prima sacra ordinatione agitur, etiam testimonium oppure, se si tratta della prima sacra ordinazione,
baptismi et chrismationis sancti myri; anche il certificato di battesimo e della
crismazione del santo myron;

2° si candidatus est matrimonio iunctus, 2° se il candidato è unito in matrimonio, il


testimonium matrimonii et consensum uxoris certificato di matrimonio e il consenso dato per
scripto datum; iscritto della moglie;

3° testimonium de peractis studiis; 3° il certificato degli studi compiuti;

4° testimoniales litteras rectoris seminarii vel 4° le lettere testimoniali del rettore del
Superioris instituti vitae consecratae aut seminario o del Superiore di un istituto di vita
presbyteri, cui candidatus extra seminarium consacrata, oppure del presbitero al quale è stato
commendatus est, de bonis moribus eiusdem affidato il candidato fuori del seminario, sui buoni
candidati; costumi dello stesso candidato;

5° testimoniales litteras, de quibus in 5° le lettere testimoniali di cui nel can. 771,


can. 771, § 3; § 3;

6° testimoniales litteras, si id expedire iudicat, 6° le lettere testimoniali, se lo giudica


aliorum Episcoporum eparchialium vel opportuno, degli altri Vescovi eparchiali o dei
Superiorum institutorum vitae consecratae, ubi Superiori di istituti di vita consacrata dove il
candidatus per aliquod tempus commoratus est, candidato ha dimorato per qualche tempo, sulle
de candidati qualitatibus deque eius libertate ab qualità del candidato e sulla sua libertà da ogni
omni impedimento canonico. impedimento canonico.

§ 2. Haec documenta asserventur in archivo § 2. Questi documenti siano conservati


eiusdem auctoritatis. nell'archivio della stessa autorità.

Can. 770 - Episcopus ordinans cum legitimis Can. 770 - Il Vescovo che ordina con legittime
litteris dimissoriis, quibus asseritur candidatum ad lettere dimissorie nelle quali si afferma che il
ordinem sacrum suscipiendum idoneum esse, candidato è idoneo a ricevere l'ordine sacro, può
potest huic attestationi acquiescere, sed non accontentarsi di questa attestazione ma non è
tenetur; si vero pro sua conscientia censcet obbligato; se in coscienza però ritiene che il
candidatum non esse idoneum, eum ne ordinet. candidato non è idoneo, non lo ordini.

Can. 771 - § 1. Nomina candidatorum ad ordines Can. 771 - § 1. I nomi dei candidati da
sacros promovendorum publice nota fiant in promuovere agli ordini sacri siano resi noti
ecclesia paroeciali uniuscuiusque candidati ad pubblicamente nella chiesa parrocchiale di
normam iuris particularis. ciascun candidato a norma del diritto particolare.

§ 2. Omnes christifideles obligatione tenentur § 2. Tutti i fedeli cristiani hanno l'obbligo di


impedimenta, si qua noverunt, Episcopo rivelare gli impedimenti, se ne conoscono
eparchiali vel parocho ante sacram ordinationem qualcuno, al Vescovo eparchiale o al parroco
revelandi. prima della sacra ordinazione.

§ 3. Parocho, qui publicationem peragit, et etiam § 3. Il Vescovo eparchiale affidi al parroco che fa
alii presbytero, si id expedire videtur, Episcopus le pubblicazioni e anche a un altro presbitero, se
eparchialis committat, ut de candidatorum vita et lo crede opportuno, di informarsi diligentemente
moribus a personis fide dignis diligenter exquirat da persone degne di fede sulla vita e sui costumi
et testimoniales litteras illam investigationem et dei candidati e di inviare alla curia eparchiale le
publicationem referentes ad curiam eparchialem lettere testimoniali che riferiscono quell'indagine e
mittat. la pubblicazione.

§ 4. Episcopus eparchialis alias investigationes, § 4. Il Vescovo eparchiale, se lo ritiene


etiam privatas, si opportunum ducit, facere ne opportuno, non tralasci di fare altre indagini,
omittat. anche private.

Can. 772 - Omnis candidatus ad sacram Can. 772 - Ogni candidato che dev’essere
ordinationem promovendus recessui spirituali promosso alla sacra ordinazione attenda a un
vacet modo iure particulari determinato. ritiro spirituale nel modo determinato dal diritto
particolare.

Art. IV DE SACRAE ORDINATIONIS TEMPORE, Art. IV Tempo, luogo, annotazione e certificato


LOCO, ADNOTATIONE ET TESTIMONIO della sacra ordinazione

Can. 773 - Sacrae ordinationes cum Can. 773 - Le sacre ordinazioni siano celebrate
christifidelium quam maxima frequentia con la maggiore partecipazione possibile dei
celebrentur in ecclesia die dominico vel festo, nisi fedeli cristiani in una chiesa, di domenica o in
iusta causa aliud suadet. giorno festivo, a meno che una giusta causa non
suggerisca diversamente.

Can. 774 - § 1. Celebrata sacra ordinatione Can. 774 - § 1. Celebrata la sacra ordinazione, i
nomina singulorum ordinatorum ac Episcopi nomi dei singoli ordinati e del Vescovo ordinante,
ordinantis, locus et dies sacrae ordinationis il luogo e il giorno dell’ordinazione siano annotati
adnotentur in speciali libro in archivo curiae in un libro speciale da conservare nell’archivio
eparchialis asservando. della curia eparchiale.

§ 2. Singulis ordinatis det Episcopus ordinans § 2. Il Vescovo ordinante dia ai singoli ordinati un
authenticum sacrae ordinationis susceptae certificato autentico della sacra ordinazione
testimonium; qui, si ab Episcopo cum litteris ricevuta; costoro, se sono stati ordinati da un
dimissoriis ordinati sunt, illud proprio Episcopo Vescovo con lettere dimissorie, presentino il
eparchiali vel Superiori maiori exhibeant pro certificato al proprio Vescovo eparchiale o al
sacrae ordinationis adnotatione in speciali libro in Superiore maggiore per la annotazione della
archivo asservando. sacra ordinazione in un libro speciale da
conservare nell’archivio.

Can. 775 - Episcopus eparchialis aut Superior Can. 775 - Il Vescovo eparchiale o il Superiore
maior notitiam sacrae ordinationis uniuscuiusque maggiore invii notizia della sacra ordinazione di
diaconi mittat ad parochum apud quem ordinati ciascun diacono al parroco presso il quale è
baptismus adnotatus est. annotato il battesimo dell’ordinato.

CAPUT VII DE MATRIMONIO CAPITOLO VII IL MATRIMONIO

Can. 776 - § 1. Matrimoniale foedus a Creatore Can. 776 - § 1. Il patto matrimoniale, fondato dal
conditum eiusque legibus instructum, quo vir et Creatore e strutturato di sue leggi, mediante il
mulier irrevocabili consensu personali totius vitae quale l’uomo e la donna stabiliscono tra loro, con
consortium inter se constituunt, indole sua irrevocabile consenso personale, il consorzio
naturali ad bonum coniugum ac ad filiorum dell’intera vita, per sua indole naturale è ordinato
generationem et educationem ordinatur. al bene dei coniugi e alla generazione ed
educazione dei figli.

§ 2. Ex Christi institutione matrimonium validum § 2. Per istituzione di Cristo il matrimonio valido


inter baptizatos eo ipso est sacramentum, quo tra battezzati è, per il fatto stesso, un sacramento
coniuges ad imaginem indefectibilis unionis con il quale i coniugi sono uniti da Dio a
Christi cum Ecclesia a Deo uniuntur gratiaque immagine dell’unione indefettibile di Cristo con la
sacramentali veluti consecrantur et roborantur. Chiesa e sono quasi consacrati e irrobustiti dalla
grazia sacramentale.

§ 3. Essentiales matrimonii proprietates sunt § 3. Le proprietà essenziali del matrimonio sono


unitas et indissolubilitas, quae in matrimonio inter l’unità e l’indissolubilità che, nel matrimonio tra
baptizatos specialem obtinent firmitatem ratione battezzati, conseguono una speciale stabilità in
sacramenti. ragione del sacramento.

Can. 777 - Ex matrimonio oriuntur inter coniuges Can. 777 - Dal matrimonio scaturiscono tra i
aequa iura et obligationes circa ea, quae ad coniugi uguali diritti e doveri riguardo a ciò che
consortium vitae coniugalis pertinent. appartiene al consorzio della vita coniugale.

Can. 778 - Omnes possunt matrimonium inire, Can. 778 - Possono celebrare il matrimonio tutti
qui iure non prohibentur. coloro ai quali non è proibito dal diritto.

Can. 779 - Matrimonium gaudet favore iuris; Can. 779 - Il matrimonio ha il favore del diritto;
quare in dubio standum est pro validitate perciò nel dubbio bisogna stare per la validità del
matrimonii, donec contrarium probetur. matrimonio finché non sia provato il contrario.

Can. 780 - § 1. Matrimonium catholicorum, etsi Can. 780 - § 1. Il matrimonio di cattolici, anche se
una tantum pars est catholica, regitur iure non una sola parte è cattolica, è regolato non solo dal
solum divino, sed etiam canonico salva diritto divino, ma anche da quello canonico, salva
competentia auctoritatis civilis circa effectus mere restando la competenza dell'autorità civile circa
civiles matrimonii. gli effetti puramente civili del matrimonio.

§ 2. Matrimonium inter partem catholicam et § 2. Il matrimonio tra una parte cattolica e una
partem baptizatam acatholicam salvo iure divino parte battezzata acattolica, salvo restando il
regitur etiam: diritto divino, è regolato anche:

1° iure proprio Ecclesiae vel Communitatis 1° dal diritto proprio della Chiesa o della
ecclesialis, ad quam pars acatholica pertinet, si Comunità ecclesiale alla quale la parte acattolica
haec Communitas ius matrimoniale proprium appartiene, se questa Comunità ha un proprio
habet; diritto matrimoniale;

2° iure, quo pars acatholica tenetur, si 2° dal diritto al quale è tenuta la parte
Communitas ecclesialis, ad quam pertinet, iure acattolica, se la Comunità ecclesiale alla quale
matrimoniali proprio caret. appartiene è priva di un diritto matrimoniale
proprio.

Can. 781 - Si quando Ecclesia iudicare debet de Can. 781 - Se talvolta la Chiesa deve giudicare
validitate matrimonii acatholicorum baptizatorum: della validità di un matrimonio di acattolici
battezzati:

1° quod attinet ad ius, quo partes tempore 1° per quanto riguarda il diritto a cui le parti
celebrationis matrimonii tenebantur servetur erano tenute al tempo della celebrazione del
can. 780, § 2; matrimonio, si osservi il can. 780, § 2;

2° quod attinet ad formam celebrationis 2° per quanto riguarda la forma di


matrimonii, Ecclesia agnoscit quamlibet formam celebrazione del matrimonio, la Chiesa riconosce
iure praescriptam vel admissam, cui partes qualsiasi forma prescritta o ammessa dal diritto al
tempore celebrationis matrimonii subiectae erant, quale le parti erano soggette al tempo della
dummodo consensus expressus sit forma publica celebrazione del matrimonio, purché il consenso
et, si una saltem pars est christifidelis alicuius sia stato espresso in forma pubblica e, se almeno
Ecclesiae orientalis acatholicae, matrimonium ritu una parte è fedele cristiana di qualche Chiesa
sacro celebratum sit. orientale acattolica, purché il matrimonio sia stato
celebrato con rito sacro.
Can. 782 - § 1. Sponsalia, quae laudabiliter Can. 782 - § 1. Gli sponsali, che per antichissima
matrimonio praemittuntur ex antiquissima tradizione delle Chiese orientali si premettono
Ecclesiarum orientalium traditione, reguntur iure lodevolmente al matrimonio, sono regolati dal
particulari propriae Ecclesiae sui iuris. diritto particolare della propria Chiesa sui iuris.

§ 2. Ex matrimonii promissione non datur actio ad § 2. Dalla promessa di matrimonio non si dà


potendam matrimonii celebrationem; datur tamen azione per chiedere la celebrazione del
ad reparationem damnorum, si qua debetur. matrimonio; si dà invece quella per la riparazione
dei danni se in qualche modo è dovuta.

Art. I DE CURA PASTORALI ET DE EIS, QUAE Art. I Cura pastorale e ciò che si deve premettere
MATRIMONII CELEBRATIONI PRAEMITTI alla celebrazione del matrimonio
DEBENT

Can. 783 - § 1. Pastores animarum obligatione Can. 783 - I pastori di anime hanno l'obbligo di
tenentur curandi, ut christifideles ad statum curare che i fedeli cristiani siano preparati allo
matrimonialem praeparentur: stato matrimoniale:

1° praedicatione et catechesi iuvenibus et 1° con una predicazione e una catechesi


adultis aptata, quibus christifideles instituantur de adattata ai giovani e agli adulti, con la quale i
significatione matrimonii christiani, de fedeli cristiani siano istruiti sul significato del
obligationibus coniugum inter se necnon de iure matrimonio cristiano, sugli obblighi dei coniugi tra
primario et obligatione, quae parentes habent, di loro, nonché sul diritto primario e sull'obbligo
filiorum educationem physicam, religiosam, che i genitori hanno di curare nella misura delle
moralem, socialem et culturalem pro viribus proprie forze l'educazione fisica, religiosa,
curandi; morale, sociale e culturale dei figli;

2° instructione sponsorum personali ad 2° con un'istruzione personale dei fidanzati


matrimonium, qua sponsi ad novum statum sul matrimonio, con la quale i fidanzati siano
disponantur. disposti al nuovo stato.

§ 2. Enixe commendatur sponsis catholicis, ut in § 2. Si raccomanda vivamente ai fidanzati


matrimonio celebrando Divinam Eucharistiam cattolici di ricevere la Divina Eucaristia nella
suscipiant. celebrazione del matrimonio.

§ 3. Celebrato vero matrimonio pastores § 3. Una volta celebrato poi il matrimonio, i


animarum auxilium coniugibus praebeant, ut pastori d'anime offrano ai coniugi un aiuto
matrimoniale foedus fideliter servantes atque affinché, osservando e custodendo fedelmente il
tuentes ad sanctiorem in dies plenioremque in patto matrimoniale, giungano a condurre una vita
familia vitam ducendam perveniant. ogni giorno più santa e più piena nella famiglia.

Can. 784 - Iure particulari uniuscuiusque Can. 784 - Per diritto particolare di ciascuna
Ecclesiae sui iuris, collatis consiliis cum Chiesa sui iuris, d'intesa con i Vescovi eparchiali
Episcopis eparchialibus aliarum Ecclesiarum sui delle altre Chiese sui iuris che esercitano la loro
iuris in eodem territorio potestatem suam potestà nello stesso territorio, si stabiliscano delle
exercentibus, statuantur normae de examine norme sull'esame dei fidanzati e sugli altri mezzi
sponsorum et de aliis mediis ad investigationes, per le indagini, principalmente per quanto
praecipue quod ad baptismum et ad statum riguarda il battesimo e lo stato libero, che devono
liberum spectat, quae ante matrimonium essere portate a termine prima del matrimonio,
peragendae sunt, quibus diligenter observatis osservate diligentemente le quali si può
procedi potest ad matrimonii celebrationem. procedere alla celebrazionne del matrimonio.

Can. 785 - § 1. Pastores animarum obligatione Can. 785 - § 1. I pastori d’anime hanno
tenentur pro necessitatibus locorum et temporum l’obbligo, secondo le necessità dei luoghi e dei
omnia pericula a matrimonio invalide ac illicite tempi, di escludere con opportuni rimedi tutti i
celebrando remediis opportunis arcendi; ideo, pericoli che il matrimonio sia celebrato
antequam matrimonium celebratur, constare invalidamente e illecitamente; perciò, prima che il
debet nihil eius validae ac licitae celebrationi matrimonio sia celebrato, devono essere certi
obstare. che nulla si opponga alla valida e lecita
celebrazione.

§ 2. In periculo mortis, si aliae probationes haberi § 2. In pericolo di morte, se non si possono avere
non possunt, sufficit, nisi contraria assunt indicia, altre prove, è sufficiente, qualora non sussistano
affirmatio sponsorum, si casus fert, etiam iurata, indizi contrari, l’affermazione dei fidanzati, se è il
se baptizatos esse et nullo detineri impedimento. caso, anche giurata, di essere battezzati e di non
essere trattenuti da alcun impedimento.

Can. 786 - Omnes christifideles obligatione Can. 786 - Tutti i fedeli cristiani hanno l'obbligo di
tenentur impedimenta, si qua noverunt, parocho rivelare al parroco oppure al Gerarca del luogo gli
aut Hierarchae loci ante matrimonii celebrationem impedimenti di cui fossero a conoscenza, prima
revelandi. della celebrazione del matrimonio.

Can. 787 - Parochus, qui investigationes peregit, Can. 787 - Il parroco che ha fatto le indagini
de harum exitu statim per authenticum informi prontamente sull'esito di queste, per
documentum certiorem faciat parochum, cuius mezzo di un documento autentico, il parroco che
est matrimonium benedicere. deve benedire il matrimonio.

Can. 788 - Si quod dubium post accuratas Can. 788 - Se dopo accurate indagini resta
investigationes adhuc superest de exsistentia ancora qualche dubbio sull'esistenza di un
impedimenti, parochus rem ad Hierarcham loci impedimento, il parroco deferisca la cosa al
deferat. Gerarca del luogo.

Can. 789 - Etsi matrimonium de cetero valide Can. 789 - Anche se per il resto il matrimonio può
celebrari potest, sacerdos praeter alios casus essere celebrato validamente, il sacerdote, oltre
iure determinatos sine licentia Hierarchae loci ne agli altri casi determinati dal diritto, senza la
benedicat: licenza del Gerarca del luogo non benedica:

1° matrimonium vagorum; 1° il matrimonio dei girovaghi;

2° matrimonium, quod ad normam iuris civilis 2° il matrimonio che non può essere
agnosci vel iniri non potest; riconosciuto o celebrato a norma del diritto civile;

3° matrimonium eius, qui obligationibus 3° il matrimonio di colui che è tenuto da


naturalibus tenetur erga tertiam partem filiosve ex obblighi naturali verso una terza parte o verso i
praecedenti unione cum illa parte ortos; figli nati da una precedente unione con quella
parte;

4° matrimonium filii familias minoris insciis aut 4° il matrimonio di un figlio minorenne


invitis parentibus; all’insaputa oppure contro la volontà dei genitori;

5° matrimonium eius, qui sententia 5° il matrimonio di colui al quale è vietato con


ecclesiastica vetatur transire ad novum sentenza ecclesiastica di passare a un nuovo
matrimonium, nisi quasdam condiciones implet; matrimonio se non adempie alcune condizioni;

6° matrimonium eius, qui publice fidem 6° il matrimonio di colui che ha abbandonato


catholicam abiecit, etsi ad Ecclesiam vel pubblicamente la fede cattolica, anche se non è
Communitatem ecclesialem acatholicam non passato a una Chiesa o Comunità ecclesiale
transiit; Hierarcha loci vero hoc in casu licentiam acattolica; il Gerarca del luogo, poi, in questo
ne concedat nisi servato can. 814 congrua caso non conceda la licenza se non osservando il
congruis referendo. can. 814, con i debiti riferimenti.

Art. II DE IMPEDIMENTIS DIRIMENTIBUS IN Art. II Gli impedimenti dirimenti in generale


GENERE
Can. 790 - § 1. Impedimentum dirimens Can. 790 - § 1. L'impedimento dirimente rende la
personam inhabilem reddit ad matrimonium persona inabile a celebrare validamente il
valide celebrandum. matrimonio.

§ 2. Impedimentum, etsi ex alterutra tantum parte § 2. L'impedimento, anche se sussiste da una


se habet, matrimonium tamen reddit invalidum. sola delle due parti, rende tuttavia invalido il
matrimonio.

Can. 791 - Publicum censetur impedimentum, Can. 791 - Si ritiene pubblico l'impedimento che
quod probari in foro externo potest; secus est può essere provato in foro esterno; altrimenti è
occultum. occulto.

Can. 792 - Iure particulari Ecclesiae sui iuris Can. 792 - Non si stabiliscano impedimenti
impedimenta dirimentia ne statuantur nisi dirimenti per diritto particolare di una Chiesa sui
gravissima de causa, collatis consiliis cum iuris se non per una causa gravissima, d'intesa
Episcopis eparchialibus aliarum Ecclesiarum sui con i Vescovi eparchiali delle altre Chiese sui
iuris, quorum interest, et consulta Sede iuris interessate e dopo aver consultato la Sede
Apostolica; nulla auctoritas inferior autem nova Apostolica; ma nessuna autorità inferiore può
impedimenta dirimentia statuere potest. stabilire nuovi impedimenti dirimenti.

Can. 793 - Consuetudo novum impedimentum Can. 793 - La consuetudine che introduce un
inducens aut impedimentis exsistentibus nuovo impedimento oppure che è contraria agli
contraria reprobatur. impedimenti esistenti è riprovata.

Can. 794 - § 1. Hierarcha loci christifidelibus sibi Can. 794 - § 1. Il Gerarca del luogo può vietare il
subditis ubicumque commorantibus necnon matrimonio in un caso speciale ai fedeli cristiani
ceteris christifidelibus propriae Ecclesiae sui iuris suoi sudditi, dovunque dimorino, nonché a tutti gli
intra fines territorii eparchiae actu degentibus altri fedeli cristiani della propria Chiesa sui iuris
vetare potest matrimonium in casu speciali, sed che attualmente dimorino entro i confini del
ad tempus tantum, gravi de causa eaque territorio dell’eparchia, ma solo
perdurante. temporaneamente, per una causa grave e finché
questa perduri.

§ 2. Si de Hierarcha loci agitur, qui intra fines § 2. Se si tratta del Gerarca del luogo che
territorii Ecclesiae patriarchalis potestatem suam esercita la sua potestà entro i confini del territorio
exercet, Patriarcha tali vetito clausulam della Chiesa patriarcale, il Patriarca può
dirimentem addere potest; ceteris in casibus vero aggiungere a tale divieto la clausola dirimente; in
sola Sedes Apostolica. tutti gli altri casi però solo la Sede Apostolica.

Can. 795 - § 1. Hierarcha loci christifideles sibi Can. 795 - § 1. Il Gerarca del luogo può
subditos ubicumque commorantes necnon dispensare i fedeli cristiani suoi sudditi dovunque
ceteros christifideles propriae Ecclesiae sui iuris dimorino, nonché tutti gli altri fedeli cristiani
ascriptos et intra fines territorii eparchiae actu ascritti alla propria Chiesa sui iuris e attualmente
degentes dispensare potest ab impedimentis iuris dimoranti entro i confini del territorio dell'eparchia,
ecclesiastici sequentibus exceptis: dagli impedimenti di diritto ecclesiastico, a
eccezione dei seguenti:

1° ordinis sacri; 1° di ordine sacro;

2° voti publici perpetui castitatis in instituto 2° di voto pubblico perpetuo di castità emesso
religioso emissi, nisi agitur de congregationibus in un istituto religioso, a meno che non si tratti di
iuris eparchialis; congregazioni di diritto eparchiale;

3° coniugicidii. 3° di coniugicidio.

§ 2. Dispensatio ab his impedimentis reservatur § 2. La dispensa da questi impedimenti è


Sedi Apostolicae; Patriarcha vero dispensare riservata alla Sede Apostolica; il Patriarca però
potest ab impedimentis coniugicidii et voti publici può dispensare dagli impedimenti di coniugicidio
perpetui castitatis in congregationibus cuiusvis e di voto pubblico perpetuo di castità emesso in
condicionis iuridicae emissi. congregazioni di qualsiasi condizione giuridica.

§ 3. Numquam datur dispensatio ab impedimento § 3. Non si dà mai dispensa dall'impedimento di


consanguinitatis in linea recta aut in secundo consanguineità in linea retta, oppure in secondo
gradu lineae collateralis. grado della linea collaterale.

Can. 796 - § 1. Urgente periculo mortis Hierarcha Can. 796 - § 1. Quando sovrasta il pericolo di
loci christifideles sibi subditos ubicumque morte, il Gerarca del luogo può dispensare i
commorantes necnon ceteros christifideles intra fedeli cristiani suoi sudditi dovunque dimorino,
fines territorii eparchiae actu degentes nonché tutti gli altri fedeli cristiani che
dispensare potest a forma celebrationis attualmente dimorano entro i confini del territorio
matrimonii iure praescripta et ab omnibus et dell'eparchia, dalla forma di celebrazione del
singulis impedimentis iuris ecclesiastici sive matrimonio prescritta dal diritto e da tutti e singoli
publicis sive occultis excepto impedimento ordinis gli impedimenti di diritto ecclesiastico sia pubblici
sacri sacerdotii. sia occulti, a eccezione dell'impedimento di
ordine sacro del sacerdozio.

§ 2. In eisdem rerum adiunctis et solum in § 2. Nelle stesse circostanze e solo nei casi in cui
casibus, in quibus ne Hierarcha loci quidem adiri non sia possibile avvicinare nemmeno il Gerarca
potest, eandem potestatem dispensandi habent del luogo, hanno la stessa potestà di dispensare
parochus, alius sacerdos facultate matrimonium il parroco, un altro sacerdote provvisto della
benedicendi praeditus et sacerdos catholicus, de facoltà di benedire il matrimonio e il sacerdote
quo in can. 832, § 2; confessarius vero eandem cattolico di cui nel can. 832, § 2; il confessore
potestatem habet, si agitur de impedimento invece ha la stessa potestà, se si tratta di
occulto, pro foro interno sive intra sive extra impedimento occulto, per il foro interno sia dentro
actum sacramentalis confessionis. sia fuori l'atto della confessione sacramentale.

§ 3. Hierarcha loci censetur adiri non posse, si § 3. Si ritiene che il Gerarca del luogo non poteva
tantum alio modo quam per epistulam vel essere avvicinato, se ciò era possibile soltanto in
personalem accessum id fieri potest. un modo diverso da una lettera o recandosi
personalmente da lui.

Can. 797 - § 1. Si impedimentum detegitur, dum Can. 797 - § 1. Se si scopre un impedimento


iam omnia parata sunt ad matrimonium mentre già tutto è preparato per celebrare il
celebrandum nec matrimonium sine probabili matrimonio e il matrimonio non può essere
gravis mali periculo deferri potest, donec ab differito senza probabile pericolo di un grave
auctoritate competenti dispensatio obtenta erit, male finché non sia ottenuta la dispensa
potestatem dispensandi ab omnibus dall'autorità competente, hanno potestà di
impedimentis, eis exceptis, de quibus in can. 795, dispensare da tutti gli impedimenti, eccettuati
§ 1, nn. 1 et 2, habent Hierarcha loci et, quelli di cui nel can. 795, § 1, nn. 1 e 2, il Gerarca
dummodo casus sit occultus, omnes, de quibus del luogo e, purché il caso sia occulto, tutti coloro
in can. 796, § 2, servatis condicionibus ibidem di cui nel can. 796, § 2, salve restando le
praescriptis. condizioni ivi prescritte.

§ 2. Haec potestas valet etiam ad matrimonium § 2. Questa potestà vale anche per convalidare il
convalidandum, si idem periculum est in mora matrimonio, se nella attesa vi sia lo stesso
nec tempus suppetit adeundi auctoritatem pericolo e manchi il tempo per avvicinare
competentem. l'autorità competente.

Can. 798 - Sacerdotes, de quibus in cann. 796, Can. 798 - I sacerdoti di cui nei cann. 796, § 2 e
§ 2 et 797, § 1, de concessa dispensatione vel 797, § 1 informino subito il Gerarca del luogo
convalidatione pro foro externo Hierarcham loci della dispensa o della convalida concessa per il
statim certiorem faciant eaque adnotetur in libro foro esterno e questa venga annotata nel libro dei
matrimoniorum. matrimoni.

Can. 799 - Nisi aliud fert rescriptum Sedis Can. 799 - Se il rescritto della Sede Apostolica
Apostolicae aut intra limites eorum competentiae oppure, entro i limiti della loro competenza, quello
Patriarchae vel Hierarchae loci, dispensatio in del Patriarca o del Gerarca del luogo non dispone
foro interno non sacramentali concessa ab diversamente, la dispensa concessa nel foro
impedimento occulto adnotetur in archivo secreto interno non sacramentale dall’impedimento
curiae eparchialis nec alia dispensatio pro foro occulto sia annotata nell’archivio segreto della
externo est necessaria, etsi postea occultum curia eparchiale, né è necessaria un’altra
impedimentum publicum evasit. dispensa per il foro esterno, anche se poi
l’impedimento occulto diventasse pubblico.

Art. III DE IMPEDIMENTIS IN SPECIE Art. III Gli impedimenti in specie

Can. 800 - § 1. Vir ante decimum sextum aetatis Can. 800 - § 1. L’uomo prima del sedicesimo
annum expletum, mulier ante decimum quartum anno di età compiuto, la donna prima del
aetatis annum expletum matrimonium valide quattordicesimo anno di età compiuto non
celebrare non possunt. possono celebrare validamente il matrimonio.

§ 2. Integrum est iuri particulari Ecclesiae sui iuris § 2. Il diritto particolare della Chiesa sui iuris ha
aetatis annum superiorem ad licitam matrimonii piena libertà di stabilire l’anno di età superiore
celebrationem statuere. per la lecita celebrazione del matrimonio.

Can. 801 - § 1. Impotentia coeundi antecedens et Can. 801 - § 1. L'impotenza copulativa


perpetua sive ex parte viri sive ex parte mulieris antecedente e perpetua, sia da parte dell'uomo
sive absoluta sive relativa matrimonium ex ipsa sia da parte della donna, sia assoluta sia relativa,
eius natura dirimit. per sua stessa natura dirime il matrimonio.

§ 2. Si impedimentum impotentiae dubium est § 2. Se l'impedimento di impotenza è dubbio, sia


sive dubio iuris sive dubio facti, matrimonium non per dubbio di diritto, sia per dubbio di fatto, il
est impediendum nec stante dubio nullum matrimonio non dev'essere impedito né, stante il
declarandum. dubbio, dev'essere dichiarato nullo.

§ 3. Sterilitas matrimonium nec prohibet nec § 3. La sterilità non proibisce né dirime il


dirimit firmo can. 821. matrimonio, fermo restando il can. 821.

Can. 802 - § 1. Invalide matrimonium attentat, qui Can. 802 - § 1. Attenta invalidamente il
vinculo tenetur prioris matrimonii. matrimonio colui che è tenuto dal vincolo di un
precedente matrimonio.

§ 2. Etsi prius matrimoniam invalidum aut § 2. Anche se il precedente matrimonio è invalido


solutum est qualibet ex causa, non licet aliud oppure sciolto per qualsiasi causa, non è lecito
matrimonium celebrare, antequam de prioris celebrare un altro matrimonio prima che consti
invaliditate aut solutione legitime et certo constat. legittimamente e con certezza dell'invalidità
oppure dello scioglimento del precedente.

Can. 803 - § 1. Matrimonium cum non baptizatis Can. 803 - § 1. Il matrimonio non può essere
valide celebrari non potest. celebrato validamente con dei non battezzati.

§ 2. Si pars tempore celebrati matrimonii § 2. Se al tempo della celebrazione del


tamquam baptizata communiter habebatur aut matrimonio una parte era ritenuta comunemente
eius baptismus erat dubius, praesumenda est ad come battezzata, oppure se il suo battesimo era
normam can. 779 validitas matrimonii, donec dubbio, si deve presumere a norma del can. 779
certo probetur alteram partem baptizatam esse, la validità del matrimonio, finché non si provi con
alteram vero non baptizatam. certezza che una parte è battezzata e l’altra
invece non battezzata.
§ 3. Circa condiciones dispensandi applicetur § 3. Circa le condizioni per dispensare si applichi
can. 814. il can. 814.

Can. 804 - Invalide matrimonium attentat, qui in Can. 804 - Attenta invalidamente il matrimonio
ordine sacro est constitutus. colui che è costituito nell'ordine sacro.

Can. 805 - Invalide matrimonium attentat, qui Can. 805 - Attenta invalidamente il matrimonio
votum publicum perpetuum castitatis in instituto colui che ha emesso il voto pubblico perpetuo di
religioso emisit. castità in un istituto religioso.

Can. 806 - Cum persona abducta vel saltem Can. 806 - Non può essere celebrato
retenta intuitu matrimonii cum ea celebrandi validamente il matrimonio con una persona rapita
matrimonium valide celebrari non potest, nisi o almeno trattenuta in vista di celebrare con lei il
postea illa ab abducente vel retinente separata et matrimonio, a meno che in seguito non sia stata
in loco tuto ac libero constituta matrimonium sua separata da chi l'ha rapita o trattenuta e,
sponte eligit. costituita in un luogo sicuro e libero, essa scelga
spontaneamente il matrimonio.

Can. 807 - § 1. Qui intuitu matrimonii cum certa Can. 807 - § 1. Chi, in vista di celebrare il
persona celebrandi eius coniugi vel proprio matrimonio con una determinata persona, ha
coniugi mortem intulit, invalide hoc matrimonium ucciso il coniuge di essa o il proprio coniuge,
attentat. attenta invalidamente questo matrimonio.

§ 2. Invalide quoque matrimonium inter se § 2. Attentano pure invalidamente il matrimonio


attentant, qui mutua opera physica vel morali tra di loro, quelli che con mutua prestazione fisica
mortem coniugi intulerunt. o morale hanno dato la morte al coniuge.

Can. 808 - § 1. In linea recta consanguinitatis Can. 808 - § 1. Nella linea retta di consanguineità
matrimonium invalidum est inter omnes è invalido il matrimonio tra tutti gli ascendenti e i
ascendentes et descendentes. discendenti.

§ 2. In linea collaterali invalidum est usque ad § 2. Nella linea collaterale è invalido fino al quarto
quartum gradum inclusive. grado compreso.

§ 3. Numquam matrimonium permittatur, si quod § 3. Non si permetta mai il matrimonio se


subest dubium, num partes sint consanguineae in sussiste qualche dubbio che le parti siano
aliquo gradu lineae rectae aut in secundo gradu consanguinee in qualche grado della linea retta,
lineae collateralis. oppure nel secondo grado della linea collaterale.

§ 4. Impedimentum consanguinitatis non § 4. L'impedimento di consanguineità non si


multiplicatur. moltiplica.

Can. 809 - § 1. Affinitas matrimonium dirimit in Can. 809 - § 1. L'affinità dirime il matrimonio in
quolibet gradu lineae rectae et in secundo gradu qualunque grado della linea retta e nel secondo
lineae collateralis. grado della linea collaterale.

§ 2. Impedimentum affinitatis non multiplicatur. § 2. L'impedimento di affinità non si moltiplica.

Can. 810 - § 1. Impedimentum publicae Can. 810 - § 1. L'impedimento di pubblica onestà


honestatis oritur: sorge:

1° ex matrimonio invalido post instauratam 1° da un matrimonio invalido dopo che si è


vitam communem; instaurata la vita comune;

2° ex notorio vel publico concubinatu; 2° da notorio o pubblico concubinato;

3° ex instauratione vitae communis eorum, 3° dall'instaurazione della vita comune di


qui ad formam celebrationis matrimonii iure coloro che, essendo tenuti alla forma di
praescriptam astricti matrimonium attentaverunt celebrazione del matrimonio prescritta dal diritto,
coram officiali civili aut ministro acatholico. hanno attentato il matrimonio davanti a un
ufficiale civile, oppure a un ministro acattolico.

§ 2. Hoc impedimentum matrimonium dirimit in § 2. Questo impedimento dirime il matrimonio nel


primo gradu lineae rectae inter virum et primo grado della linea retta tra l'uomo e le
consanguineas mulieris itemque inter mulierem et consanguinee della donna, come pure tra la
viri consanguineos. donna e i consanguinei dell'uomo.

Can. 811 - § 1. Ex baptismo oritur inter patrinum Can. 811 - § 1. Dal battesimo sorge, tra il padrino
et baptizatum eiusque parentes cognatio e il battezzato e i suoi genitori, una parentela
spiritualis, quae matrimonium dirimit. spirituale che dirime il matrimonio.

§ 2. Si iteratur baptismus sub condicione, § 2. Se si ripete il battesimo sotto condizione, la


cognatio spiritualis non oritur, nisi iterum idem parentela spirituale non sorge, a meno che per la
patrinus adhibitus est. seconda volta non sia stato ammesso lo stesso
padrino.

Can. 812 - Matrimonium inter se valide celebrare Can. 812 - Non possono celebrare validamente
non possunt, qui cognatione legali ex adoptione tra loro il matrimonio quelli che sono congiunti
orta in linea recta aut in secundo gradu lineae con la parentela legale sorta dall'adozione, in
collateralis coniuncti sunt. linea retta o nel secondo grado della linea
collaterale.

Art. IV DE MATRIMONIIS MIXTIS Art. IV I matrimoni misti

Can. 813 - Matrimonium inter duas personas Can. 813 - Il matrimonio tra due persone
baptizatas, quarum altera est catholica, altera battezzate, delle quali una è cattolica e l'altra
vero acatholica, sine praevia auctoritatis invece acattolica, senza la previa licenza
competentis licentia prohibitum est. dell'autorità competente, è proibito.

Can. 814 - Licentiam iusta de causa concedere Can. 814 - Può concedere la licenza per giusta
potest Hierarcha loci; eam vero ne concedat nisi causa il Gerarca del luogo; ma non la conceda se
impletis condicionibus, quae sequuntur: non sono adempiute le condizioni seguenti:

1° pars catholica declaret se paratam esse 1° la parte cattolica dichiari di essere pronta
pericula a fide deficiendi removere atque ad allontanare i pericoli di abbandonare la fede e
sinceram promissionem praestet se omnia pro assicuri con una sincera promessa di fare quanto
viribus facturam esse, ut omnes filii in Ecclesia è in suo potere affinché tutti i figli siano battezzati
catholica baptizentur et educentur; ed educati nella Chiesa cattolica;

2° de his promissionibus a parte catholica 2° di queste promesse che devono essere


faciendis altera pars tempestive certior fiat ita, ut fatte dalla parte cattolica sia tempestivamente
constet ipsam vere consciam esse promissionis informata l'altra parte in modo che consti che
et obligationis partis catholicae; essa è veramente consapevole della promessa e
dell'obbligo della parte cattolica;

3° ambae partes edoceantur de finibus et 3° entrambe le parti siano istruite sui fini e le
proprietatibus essentialibus matrimonii a neutro proprietà essenziali del matrimonio che non
sponso excludendis. devono essere esclusi da nessuno dei due
fidanzati.

Can. 815 - Iure particulari uniuscuiusque Can. 815 - Per diritto particolare di ciascuna
Ecclesiae sui iuris statuatur modus, quo hae Chiesa sui iuris si stabilisca il modo con cui
declarationes et promissiones, quae semper queste dichiarazioni e promesse, che sempre
requiruntur, faciendae sint, et modus sono richieste, sono da farsi, e si determini il
determinetur, quo de eisdem et in foro externo modo col quale consti di esse nel foro esterno e
constet et pars acatholica certior fiat. con cui la parte acattolica sia informata.

Can. 816 - Hierarchae loci aliique pastores Can. 816 - I Gerarchi del luogo e gli altri pastori
animarum curent, ne coniugi catholico et filiis ex d'anime curino che non manchi al coniuge
matrimonio mixto natis auxilium spirituale desit ad cattolico e ai figli nati dal matrimonio misto l'aiuto
eorum obligationes conscientiae implendas, spirituale per adempiere i loro obblighi di
atque coniuges adiuvent ad consortii vitae coscienza e inoltre aiutino i coniugi a favorire
coniugalis et familiaris unitatem fovendam. l'unità del consorzio della vita coniugale e
familiare.

Art. V DE CONSENSU MATRIMONIALI Art. V Il consenso matrimoniale

Can. 817 - § 1. Consensus matrimonialis est Can. 817 - § 1. Il consenso matrimoniale è l'atto
actus voluntatis, quo vir et mulier foedere di volontà con cui un uomo e una donna, con
irrevocabili se mutuo tradunt et accipiunt ad patto irrevocabile, si danno e si accettano
constituendum matrimonium. reciprocamente per costituire il matrimonio.

§ 2. Consensus matrimonialis nulla humana § 2. Il consenso matrimoniale non può essere


potestate suppleri potest. supplito da nessuna potestà umana.

Can. 818 - Sunt incapaces matrimonii celebrandi: Can. 818 - Sono incapaci di celebrare il
matrimonio:

1° qui sufficienti usu rationis carent; 1° coloro che sono privi di sufficiente uso di
ragione;

2° qui laborant gravi defectu discretionis 2° coloro che sono colpiti da grave difetto di
iudicii circa iura et obligationes matrimoniales discrezione di giudizio circa i diritti e i doveri
essentiales mutuo tradenda et acceptanda; matrimoniali essenziali da concedere e accettare
reciprocamente;

3° qui ob causas naturae psychicae 3° coloro che per cause di natura psichica
obligationes matrimonii essentiales assumere non possono assumere gli obblighi essenziali del
non possunt. matrimonio.

Can. 819 - Ut consensus matrimonialis haberi Can. 819 - Perché possa esserci consenso
possit, necesse est, ut matrimonium celebrantes matrimoniale è necessario che coloro che
saltem non ignorent matrimonium esse celebrano il matrimonio almeno non ignorino che
consortium permanens inter virum et mulierem il matrimonio è un consorzio permanente tra un
ordinatum ad filios cooperatione aliqua sexuali uomo e una donna ordinato a procreare figli
procreandos. mediante qualche cooperazione sessuale.

Can. 820 - § 1. Error in persona invalidum reddit Can. 820 - § 1. L'errore circa la persona rende
matrimonium. invalido il matrimonio.

§ 2. Error in qualitate personae, etsi dat causam § 2. L'errore circa una qualità della persona,
matrimonio, matrimonium non dirimit, nisi haec anche se dà causa al matrimonio, non dirime il
qualitas directe et principaliter intenditur. matrimonio, a meno che questa qualità non sia
intesa direttamente e principalmente.

Can. 821 - Qui matrimonium celebrat deceptus Can. 821 - Chi celebra il matrimonio, ingannato
dolo ad obtinendum consensum patrato circa con dolo, messo in atto per ottenere il consenso,
aliquam alterius partis qualitatem, quae sua circa qualche qualità dell'altra parte, che di sua
natura consortium vitae coniugalis graviter natura può turbare gravemente il consorzio della
perturbare potest, invalide celebrat. vita coniugale, celebra invalidamente.
Can. 822 - Error circa matrimonii unitatem vel Can. 822 - L'errore circa l'unità o l'indissolubilità,
indissolubilitatem aut sacramentalem dignitatem, oppure circa la dignità sacramentale del
dummodo non determinet voluntatem, non vitiat matrimonio, purché non determini la volontà, non
consensum matrimonialem. vizia il consenso matrimoniale.

Can. 823 - Scientia aut opinio nullitatis matrimonii Can. 823 - La conoscenza o l'opinione della
consensum matrimonialem non necessario nullità del matrimonio non esclude
excludit. necessariamente il consenso matrimoniale.

Can. 824 - § 1. Internus animi consensus Can. 824 - § 1. Il consenso interno dell'animo si
praesumitur conformis verbis vel signis in presume conforme alle parole e ai segni
celebrando matrimonio adhibitis. adoperati nel celebrare il matrimonio.

§ 2. Sed si alterutra vel utraque pars positivo § 2. Ma se una delle due parti o entrambe le parti
voluntatis actu excludit matrimonium ipsum vel con atto positivo di volontà escludono il
matrimonii essentiale aliquod elementum vel matrimonio stesso o qualche elemento
essentialem aliquam proprietatem, invalide essenziale del matrimonio o qualche proprietà
matrimonium celebrat. essenziale, celebrano invalidamente il
matrimonio.

Can. 825 - Invalidum est matrimonium Can. 825 - E' invalido il matrimonio celebrato per
celebratum ob vim vel metum gravem ab violenza o per timore grave incusso dall'esterno,
extrinseco etiam inconsulto incussum, a quo ut anche non intenzionalmente, per liberarsi dal
quis se liberet, eligere cogatur matrimonium. quale uno sia costretto a scegliere il matrimonio.

Can. 826 - Matrimonium sub condicione valide Can. 826 - Il matrimonio sotto condizione non
celebrari non potest. può essere celebrato validamente.

Can. 827 - Etsi matrimonium invalide ratione Can. 827 - Anche se il matrimonio è stato
impedimenti vel defectus formae celebrationis celebrato invalidamente a motivo di un
matrimonii iure praescriptae celebratum est, impedimento o per difetto della forma di
consensus praestitus praesumitur perseverare, celebrazione del matrimonio prescritta dal diritto,
donec de eius revocatione constiterit. il consenso dato si presume che perseveri finché
non consti della sua revoca.

Art. VI DE FORMA CELEBRATIONIS Art. VI La forma di celebrazione del matrimonio


MATRIMONII

Can. 828 - § 1. Ea tantum matrimonia valida Can. 828 - § 1. Sono validi soltanto i matrimoni
sunt, quae celebrantur ritu sacro coram Hierarcha che si celebrano con rito sacro alla presenza del
loci vel parocho loci vel sacerdote, cui ab Gerarca del luogo o del parroco del luogo o di un
alterutro collata est facultas matrimonium sacerdote al quale, dall'uno o dall'altro, è stata
benedicendi, et duobus saltem testibus conferita la facoltà di benedire il matrimonio, e
secundum tamen praescripta canonum, qui almeno di due testimoni, secondo tuttavia le
sequuntur, et salvis exceptionibus, de quibus in prescrizioni dei canoni che seguono, e salve le
cann. 832 et 834, § 2. eccezioni di cui nei cann. 832 e 834, § 2.

§ 2. Sacer hic censetur ritus ipso interventu § 2. Questo rito si ritiene sacro con l'intervento
sacerdotis assistentis et benedicentis. stesso del sacerdote che assiste e benedice.

Can. 829 - § 1. Hierarcha loci et parochus loci Can. 829 - § 1. Il Gerarca del luogo e il parroco
capta possessione canonica officii, dum legitime del luogo dopo la presa di possesso canonico
officio funguntur, intra fines sui territorii ubique dell'ufficio, finché svolgono legittimamente
valide benedicunt matrimonium, sive sponsi sunt l'ufficio, benedicono validamente un matrimonio
subditi sive, dummodo alterutra saltem pars sit in qualsiasi luogo entro i confini del loro territorio,
ascripta propriae Ecclesiae sui iuris, non subditi. sia che gli sposi siano loro sudditi, sia che non lo
siano, purché almeno una delle due parti sia
ascritta alla propria Chiesa sui iuris.

§ 2. Hierarcha et parochus personalis vi officii § 2. Il Gerarca e il parroco personale in virtù


matrimonium solummodo eorum, quorum saltem dell'ufficio benedicono validamente il matrimonio,
alteruter sibi subditus est, intra fines suae dicionis entro i confini del proprio ambito, solamente di
valide benedicunt. coloro di cui almeno uno dei due sia loro suddito.

§ 3. Patriarcha ipso iure facultate praeditus est § 3. Il Patriarca è provvisto dal diritto stesso della
servatis aliis de iure servandis matrimonia per se facoltà, osservando quanto è da osservarsi per il
ipsum benedicendi ubique terrarum, dummodo diritto, di benedire personalmente i matrimoni in
alterutra saltem pars ascripta sit Ecclesiae, cui qualsiasi parte del mondo purché almeno una
praeest. delle due parti sia ascritta alla Chiesa che egli
presiede.

Can. 830 - § 1. Hierarcha loci et parochus loci, Can. 830 - § 1. Il Gerarca del luogo e il parroco
dum legitime officio funguntur, possunt del luogo finché svolgono legittimamente l'ufficio
sacerdotibus cuiusvis Ecclesiae sui iuris, etiam possono conferire ai sacerdoti di qualsiasi Chiesa
Ecclesiae latinae, facultatem conferre, intra fines sui iuris, anche della Chiesa latina, la facoltà di
sui territorii determinatum matrimonium benedire un determinato matrimonio entro i
benedicendi. confini del loro territorio.

§ 2. Facultatem generalem vero matrimonia § 2. Ma la facoltà generale di benedire i


benedicendi conferre potest solus Hierarcha loci matrimoni la può conferire solo il Gerarca del
firmo can. 302, § 2. luogo, fermo restando il can. 302, § 2.

§ 3. Collatio facultatis matrimonia benedicendi, ut § 3. Perché il conferimento della facoltà di


valida sit, determinatis sacerdotibus expresse benedire i matrimoni sia valido, deve essere
immo, si de facultate generali agitur, scripto conferita espressamente a sacerdoti determinati
conferri debet. anzi, se si tratta della facoltà generale, per
iscritto.

Can. 831 - § 1. Hierarcha loci vel parochus loci Can. 831 - § 1. Il Gerarca del luogo o il parroco
matrimonium licite benedicunt: del luogo benedicono lecitamente il matrimonio:

1° postquam sibi constitit de domicilio vel 1° dopo essersi accertati del domicilio o quasi-
quasi-domicilio vel menstrua commoratione aut, domicilio o della dimora protratta per un mese,
si de vago agitur, actuali commoratione oppure, se si tratta di un girovago, dell'attuale
alterutrius sponsi in loco matrimonii; dimora dell'uno o dell'altro dei futuri sposi nel
luogo del matrimonio;

2° habita, si hae condiciones desunt, licentia 2° dopo aver avuta, se mancano queste
Hierarchae vel parochi domicilii vel quasi-domicilii condizioni, la licenza del Gerarca o del parroco
alterutrius partis, nisi iusta causa excusat; del domicilio o del quasi-domicilio dell'una o
dell'altra parte, a meno che una giusta causa non
scusi;

3° in loco quoque exclusivo alterius Ecclesiae 3° nel luogo anche esclusivo di un'altra
sui iuris, nisi Hierarcha, qui in hoc loco Chiesa sui iuris, a meno che il Gerarca, che
potestatem suam exercet, expresse renuit. esercita in quel luogo la sua potestà, non abbia
espressamente rifiutato.

§ 2. Matrimonium coram sponsi parocho § 2. Il matrimonio si celebri davanti al parroco del


celebretur, nisi vel ius particulare aliud fert vel futuro sposo, a meno che il diritto particolare non
iusta causa excusat. stabilisca diversamente o una giusta causa non
scusi.
Can. 832 - § 1. Si haberi vel adiri non potest sine Can. 832 - § 1. Se non si può avere o
gravi incommodo sacerdos ad normam iuris raggiungere senza grave disagio un sacerdote
competens, celebrare intendentes verum competente a norma di diritto, coloro che
matrimonium illud valide ac licite coram solis intendono celebrare un vero matrimonio lo
testibus celebrare possunt: possono celebrare validamente e lecitamente in
presenza di soli testimoni:

1° in periculo mortis; 1° nel pericolo di morte;

2° extra periculum mortis, dummodo 2° fuori del pericolo di morte, purché si


prudenter praevideatur earum rerum condicionem preveda prudentemente che tale stato di cose
esse per mensem duraturam. durerà per un mese.

§ 2. In utroque casu, si praesto est alius § 2. Nell'uno e nell'altro caso, se è disponibile un


sacerdos, ille, si fieri potest, vocetur, ut altro sacerdote, esso sia chiamato, se è
matrimonium benedicat salva matrimonii possibile, affinché benedica il matrimonio, salva
validitate coram solis testibus; eisdem in casibus restando la validità del matrimonio in presenza
etiam sacerdos acatholicus vocari potest. dei soli testimoni; in questi casi può essere
chiamato anche un sacerdote acattolico.

§ 3. Si matrimonium celebratum est coram solis § 3. Se il matrimonio è stato celebrato davanti ai


testibus, coniuges a sacerdote quam primum soli testimoni, i coniugi non trascurino di ricevere
benedictionem matrimonii suscipere ne al più presto dal sacerdote la benedizione del
neglegant. matrimonio.

Can. 833 - § 1. Hierarcha loci cuilibet sacerdoti Can. 833 - § 1. Il Gerarca del luogo può
catholico facultatem conferre potest matrimonium concedere a qualsiasi sacerdote cattolico la
christifidelium alicuius Ecclesiae orientalis facoltà di benedire il matrimonio dei fedeli
acatholicae, qui sacerdotem propriae Ecclesiae cristiani di qualche Chiesa orientale acattolica i
sine gravi incommodo adire non possunt, quali non possono recarsi dal proprio sacerdote
benedicendi, si sua sponte id petunt et dummodo senza un grave disagio, se lo chiedono
nihil validae vel licitae celebrationi matrimonii spontaneamente e purché non vi sia nulla che
obstet. ostacoli la valida e lecita celebrazione del
matrimonio.

§ 2. Sacerdos catholicus, si fieri potest, § 2. Il sacerdote cattolico, se è possibile, prima di


antequam matrimonium benedicit, auctoritatem benedire il matrimonio informi della cosa la
competentem illorum christifidelium de hac re competente autorità di quei fedeli cristiani.
certiorem faciat.

Can. 834 - § 1. Forma celebrationis matrimonii Can. 834 - § 1. La forma di celebrazione del
iure praescripta servanda est, si saltem alterutra matrimonio prescritta dal diritto deve essere
pars matrimonium celebrantium in Ecclesia osservata se almeno l'una o l'altra parte dei
catholica baptizata vel in eandem recepta est. celebranti il matrimonio è stata battezzata nella
Chiesa cattolica o in essa accolta.

§ 2. Si vero pars catholica alicui Ecclesiae § 2. Se invece la parte cattolica ascritta a una
orientali sui iuris ascripta matrimonium celebrat Chiesa orientale sui iuris celebra il matrimonio
cum parte, quae ad Ecclesiam orientalem con una parte che appartiene alla Chiesa
acatholicam pertinet, forma celebrationis orientale acattolica, la forma di celebrazione del
matrimonii iure praescripta servanda est tantum matrimonio prescritta dal diritto dev'essere
ad liceitatem; ad validitatem autem requiritur osservata solo per la liceità; per la validità invece
benedictio sacerdotis servatis aliis de iure è richiesta la benedizione del sacerdote
servandis. osservando quanto è da osservarsi per il diritto.

Can. 835 - Dispensatio a forma celebrationis Can. 835 - La dispensa dalla forma di
matrimonii iure praescripta reservatur Sedi celebrazione del matrimonio prescritta dal diritto
Apostolicae vel Patriarchae, qui eam ne concedat è riservata alla Sede Apostolica o al Patriarca, il
nisi gravissima de causa. quale non la conceda se non per gravissima
causa.

Can. 836 - Extra casum necessitatis in matrimonii Can. 836 - Fuori del caso di necessità, nella
celebratione serventur praescripta librorum celebrazione del matrimonio si osservino le
liturgicorum et legitimae consuetudines. prescrizioni dei libri liturgici e le legittime
consuetudini.

Can. 837 - § 1. Ad matrimonium valide Can. 837 - § 1. Per celebrare validamente il


celebrandum necesse est, ut partes sint matrimonio è necessario che le parti siano
praesentes una simul et consensum presenti simultaneamente ed esprimano il
matrimonialem mutuo exprimant. consenso vicendevolmente.

§ 2. Matrimonium per procuratorem valide § 2. Il matrimonio non si può celebrare


celebrari non potest, nisi iure particulari propriae validamente per mezzo di un procuratore, a
Ecclesiae sui iuris aliud statuitur, quo in casu meno che non sia stabilito diversamente dal
etiam de condicionibus, sub quibus tale diritto particolare della propria Chiesa sui iuris,
matrimonium celebrari potest, providendum est. nel qual caso bisogna provvedere anche alle
condizioni sotto le quali tale matrimonio si può
celebrare.

Can. 838 - § 1. Matrimonium celebretur in Can. 838 - § 1. Il matrimonio si celebri nella


ecclesia paroeciali aut de licentia Hierarchae loci chiesa parrocchiale oppure, con la licenza del
vel parochi loci in alio loco sacro; in aliis autem Gerarca del luogo o del parroco del luogo, in un
locis celebrari non potest nisi de licentia altro luogo sacro; non si può celebrare invece in
Hierarchae loci. altri luoghi se non con la licenza del Gerarca del
luogo.

§ 2. Circa tempus celebrationis matrimonii § 2. A riguardo del tempo della celebrazione del
servandae sunt normae iure particulari propriae matrimonio si devono osservare le norme stabilite
Ecclesiae sui iuris statutae. dal diritto particolare della propria Chiesa sui
iuris.

Can. 839 - Vetita est ante vel post canonicam Can. 839 - E' vietata prima o dopo la
celebrationem alia eiusdem matrimonii celebratio celebrazione canonica un'altra celebrazione
religiosa ad matrimonialem consensum religiosa dello stesso matrimonio per dare o
praestandum vel renovandum; item vetita est rinnovare il consenso matrimoniale; come pure è
celebratio religiosa, in qua et sacerdos catholicus vietata una celebrazione religiosa nella quale e il
et minister acatholicus partium consensum sacerdote cattolico e il ministro acattolico
exquirunt. richiedono il consenso delle parti.

Can. 840 - § 1. Permissio matrimonii secreti ab Can. 840 - § 1. Il permesso di un matrimonio


Hierarcha loci gravi et urgenti de causa concedi segreto può essere concesso dal Gerarca del
potest et secumfert gravem obligationem luogo per una causa grave e urgente e comporta
secretum servandi ex parte Hierarchae loci, l'obbligo grave di conservare il segreto da parte
parochi, sacerdotis facultate matrimonium del Gerarca del luogo, del parroco, del sacerdote
benedicendi praediti, testium et alterius coniugis, provvisto della facoltà di benedire il matrimonio,
altero non consentiente divulgationi. dei testimoni e di uno dei coniugi quando l'altro
non consente alla divulgazione.

§ 2. Obligatio secretum servandi ex parte § 2. L'obbligo di osservare il segreto da parte del


Hierarchae loci cessat, si grave scandalum aut Gerarca del luogo cessa se è imminente un
gravis erga matrimonii sanctitatem iniuria ex grave scandalo oppure una grave offesa contro la
secreti observantia imminet. santità del matrimonio dall'osservanza del
segreto.

§ 3. Matrimonium secreto celebratum in speciali § 3. Il matrimonio celebrato in segreto sia


tantummodo libro in archivo secreto curiae annotato solamente in uno speciale libro da
eparchialis asservando adnotetur, nisi gravissima conservare nell'archivio segreto della curia
causa obstat. eparchiale, a meno che vi si opponga una causa
gravissima.

Can. 841 - § 1. Celebrato matrimonio parochus Can. 841 - § 1. Celebrato il matrimonio, il parroco
loci celebrationis vel is, qui eius vices gerit, etsi del luogo della celebrazione o colui che ne fa le
neuter matrimonium benedixit, quam primum veci, anche se nessuno dei due ha benedetto il
adnotet in libro matrimoniorum nomina coniugum, matrimonio, annoti al più presto nel libro dei
sacerdotis benedicentis ac testium, locum et matrimoni i nomi dei coniugi, del sacerdote che
diem celebrati matrimonii, dispensationem, si ha dato la benedizione e dei testimoni, il luogo e
casus fert, a forma celebrationis matrimonii vel ab il giorno del matrimonio celebrato, la dispensa -
impedimentis eiusque auctorem una cum se c'è stata - dalla forma di celebrazione del
impedimento eiusque gradu, facultatem matrimonio o dagli impedimenti e il suo autore
matrimonium benedicendi collatam atque alia assieme all'impedimento e al suo grado, la
secundum modum a proprio Episcopo eparchiali facoltà concessa per benedire il matrimonio e
praescriptum. inoltre le altre cose secondo il modo prescritto dal
proprio Vescovo eparchiale.

§ 2. Praeterea parochus loci in libro baptizatorum § 2. Inoltre il parroco del luogo annoti nel libro dei
adnotet coniugem tali die in sua paroecia battezzati che il coniuge nel tale giorno ha
matrimonium celebravisse; si vero coniux alibi celebrato il matrimonio nella sua parrocchia; se
baptizatus est, parochus loci testimonium invece il coniuge è stato battezzato altrove, il
matrimonii mittat per se vel per curiam parroco del luogo invii l'attestato di matrimonio,
eparchialem ad parochum, apud quem coniugis personalmente o per mezzo della curia
baptismus adnotatus est, nec acquiescat, donec eparchiale, al parroco presso il quale è stato
notitiam de adnotatione matrimonii in libro annotato il battesimo del coniuge, e non si
baptizatorum receperit. acquieti finché non abbia ricevuto comunicazione
della annotazione del matrimonio nel libro dei
battezzati.

§ 3. Si matrimonium ad normam can. 832 § 3. Se il matrimonio è stato celebrato a norma


celebratum est, sacerdos, si illud benedixit, secus del can. 832, il sacerdote se lo ha benedetto o
testes et coniuges curare debent, ut celebratio altrimenti i testimoni e i coniugi devono
matrimonii in praescriptis libris quam primum interessarsi affinché la celebrazione del
adnotetur. matrimonio sia al più presto annotata nei libri
prescritti.

Can. 842 - Si matrimonium vel convalidatur pro Can. 842 - Se il matrimonio viene o convalidato
foro externo vel nullum declaratur vel legitime per il foro esterno o dichiarato nullo o sciolto
praeterquam morte solvitur, parochus loci legittimamente al di fuori della morte, il parroco
celebrationis matrimonii certior fieri debet, ut del luogo di celebrazione del matrimonio deve
adnotatio in libris matrimoniorum et baptizatorum essere informato affinché ne sia fatta
fiat. annotazione nei libri dei matrimoni e dei
battezzati.

Art. VII DE MATRIMONII CONVALIDATIONE Art. VII La convalidazione del matrimonio

1° De convalidatione simplici 1° La convalidazione semplice

Can. 843 - § 1. Ad convalidandum matrimonium Can. 843 - § 1. Per convalidare un matrimonio


invalidum ob impedimentum dirimens requiritur, invalido per un impedimento dirimente si richiede
ut cesset impedimentum vel ab eodem che cessi l’impedimento o che si dispensi da
dispensetur et consensum renovet saltem pars esso, e che almeno la parte consapevole
impedimenti conscia. dell’impedimento rinnovi il consenso.

§ 2. Haec renovatio requiritur ad validitatem § 2. Questa rinnovazione è richiesta per la


convalidationis, etsi initio utraque pars validità della convalidazione, anche se all’inizio
consensum praestitit nec postea revocavit. entrambe le parti hanno dato il consenso e non lo
hanno poi revocato.

Can. 844 - Renovatio consensus debet esse Can. 844 - La rinnovazione del consenso deve
novus voluntatis actus in matrimonium, quod pars essere un nuovo atto di volontà in ordine al
renovans scit aut opinatur ab initio invalidum matrimonio che la parte la quale rinnova sa,
fuisse. oppure suppone, essere stato invalido fin
dall'inizio.

Can. 845 - § 1. Si impedimentum est publicum, Can. 845 - § 1. Se l'impedimento è pubblico, il


consensus ab utraque parte renovandus est consenso dev'essere rinnovato da entrambe le
forma celebrationis matrimonii iure praescripta. parti nella forma di celebrazione del matrimonio
prescritta dal diritto.

§ 2. Si impedimentum est occultum, satis est, ut § 2. Se l'impedimento è occulto, è sufficiente che


consensus renovetur privatim et secreto; a parte il consenso sia rinnovato privatamente e in
quidem impedimenti conscia, dummodo altera in segreto; e precisamente dalla parte consapevole
consensu praestito perseveret, aut ab utraque dell'impedimento, purché l'altra parte perseveri
parte, si impedimentum est utrique parti notum. nel consenso dato; oppure da entrambe le parti
se l'impedimento è noto a entrambe le parti.

Can. 846 - § 1. Matrimonium invalidum ob Can. 846 - § 1. Il matrimonio invalido per difetto
defectum consensus convalidatur, si pars, quae di consenso è convalidato se la parte che non ha
non consensit, iam consentit, dummodo consentito ormai consente, purché perseveri il
consensus ab altera parte praestitus perseveret. consenso dato dall'altra parte.

§ 2. Si defectus consensus probari non potest, § 2. Se il difetto di consenso non può essere
satis est, ut pars, quae non consensit, privatim et provato, è sufficiente che la parte che non ha
secreto consensum praestet. consentito dia il consenso privatamente e in
segreto.

§ 3. Si defectus consensus probari potest, § 3. Se il difetto di consenso può essere provato,


necesse est, ut consensus renovetur forma è necessario che il consenso sia rinnovato nella
celebrationis matrimonii iure praescripta. forma di celebrazione del matrimonio prescritta
dal diritto.

Can. 847 - Matrimonium invalidum ob defectum Can. 847 - Il matrimonio invalido per difetto della
formae celebrationis matrimonii iure praescriptae, forma di celebrazione del matrimonio prescritta
ut validum fiat, denuo hac forma celebrari debet. dal diritto, per essere valido deve essere
celebrato di nuovo con questa forma.

2° De sanatione in radice 2° La sanazione in radice

Can. 848 - § 1. Matrimonii invalidi sanatio in Can. 848 - § 1. La sanazione in radice di un


radice est eiusdem sine renovatione consensus matrimonio invalido è la convalidazione di esso
convalidatio ab auctoritate competenti concessa senza la rinnovazione del consenso, concessa
secumferens dispensationem ab impedimento, si dall’autorità competente, che comporta la
adest, atque a forma celebrationis matrimonii iure dispensa dall’impedimento, se esiste, e inoltre
praescripta, si servata non est, necnon dalla forma di celebrazione del matrimonio
retrotractionem effectuum canonicorum ad prescritta dal diritto, se non è stata osservata,
praeteritum. nonché la retrotrazione al passato degli effetti
canonici.

§ 2. Convalidatio fit a momento concessionis § 2. La convalidazione avviene dal momento


gratiae; retrotractio vero intellegitur facta ad della concessione della grazia; la retrotrazione
momentum celebrationis matrimonii, nisi aliter in invece si intende fatta al momento della
concessione expresse cavetur. celebrazione del matrimonio, a meno che non sia
espressamente disposto diversamente nella
concessione.

Can. 849 - § 1. Sanatio matrimonii in radice Can. 849 - § 1. La sanazione in radice di un


valide concedi potest etiam alterutra vel utraque matrimonio può essere concessa validamente
parte inscia. anche all'insaputa di una delle due parti o di
entrambe.

§ 2. Sanatio in radice ne concedatur nisi gravi de § 2. La sanazione in radice non sia concessa se
causa et nisi probabile est partes in consortio non per grave causa e se non è probabile che le
vitae coniugalis perseverare velle. parti vogliono perseverare nel consorzio della vita
coniugale.

Can. 850 - § 1. Matrimonium invalidum sanari Can. 850 - § 1. Il matrimonio invalido può essere
potest, dummodo consensus utriusque partis sanato purché perseveri il consenso di entrambe
perseveret. le parti.

§ 2. Matrimonium invalidum ob impedimentum § 2. Il matrimonio invalido per impedimento di


iuris divini valide sanari non potest, nisi postquam diritto divino non può essere sanato se non dopo
impedimentum cessavit. che l'impedimento è cessato.

Can. 851 - § 1. Si in utraque vel alterutra parte Can. 851 - § 1. Se in entrambe le parti o in una
deest consensus, matrimonium non potest valide delle due viene meno il consenso, il matrimonio
sanari in radice, sive consensus ab initio defuit, non può essere validamente sanato in radice sia
sive ab initio praestitus postea revocatus est. che il consenso venne meno dall'inizio, sia che,
dato all'inizio, fu poi revocato.

§ 2. Si vero consensus ab initio quidem defuit, § 2. Se invece il consenso venne meno all'inizio
sed postea praestitus est, sanatio concedi potest ma poi è stato dato, la sanazione può essere
a momento praestiti consensus. concessa dal momento in cui è stato dato il
consenso.

Can. 852 - Patriarcha et Episcopus eparchialis Can. 852 - Il Patriarca e il Vescovo eparchiale
concedere possunt sanationem in radice in possono concedere la sanazione in radice nei
singulis casibus, si validitati matrimonii obstat singoli casi se si oppone alla validità il difetto
defectus formae celebrationis matrimonii iure della forma di celebrazione del matrimonio
praescriptae vel aliquod impedimentum, a quo prescritta dal diritto o qualche impedimento dal
ipsi dispensare possunt, et in casibus iure quale essi possono dispensare, e nei casi
praescriptis, si impletae sunt condiciones, de prescritti dal diritto se sono state adempiute le
quibus in can. 814; in ceteris casibus et si de condizioni di cui nel can. 814; in tutti gli altri casi
impedimento iuris divini agitur, quod iam cessavit, e se si tratta di impedimento di diritto divino che è
sanatio in radice concedi potest a sola Sede già cessato, la sanazione in radice può essere
Apostolica. concessa solamente dalla Sede Apostolica.

Art. VIII DE SEPARATIONE CONlUGUM Art. VIII La separazione dei coniugi

1° De dissolutione vinculi 1° Lo scioglimento del vincolo

Can. 853 - Matrimonii vinculum sacramentale Can. 853 - Il vincolo sacramentale del
matrimonio consummato nulla humana potestate matrimonio, una volta che il matrimonio è stato
nullaque causa praeterquam morte dissolvi consumato, non può essere sciolto da nessuna
potest. autorità umana e per nessuna causa, eccetto
dalla morte.

Can. 854 - § 1. Matrimonium initum a duobus non Can. 854 - § 1. Il matrimonio celebrato tra due
baptizatis solvitur ex privilegio paulino in favorem non battezzati viene sciolto dal diritto stesso per il
fidei partis, quae baptismum suscepit, ipso iure, privilegio paolino in favore della fede della parte
si novum matrimonium ab eadem parte che ha ricevuto il battesimo, se si celebra dalla
celebratur, dummodo pars non baptizata stessa parte un nuovo matrimonio, purché la
discedat. parte non battezzata si separi.

§ 2. Discedere censetur pars non baptizata, si § 2. Si ritiene che la parte non battezzata si
non vult pacifice cohabitare cum parte baptizata separa se non vuole coabitare pacificamente con
sine contumelia Creatoris, nisi haec post la parte battezzata senza offesa al Creatore, a
baptismum susceptum iustam illi dedit discedendi meno che costei, dopo aver ricevuto il battesimo,
causam. non le abbia dato una giusta causa per separarsi.

Can. 855 - § 1. Ut pars baptizata novum Can. 855 - § 1. Perché la parte battezzata celebri
matrimonium valide celebret, pars non baptizata validamente un nuovo matrimonio, la parte non
interpellari debet, num: battezzata deve essere interpellata se:

1° velit et ipsa baptismum suscipere; 1° voglia anch'essa ricevere il battesimo;

2° saltem velit cum parte baptizata pacifice 2° almeno voglia coabitare pacificamente con
cohabitare sine contumelia Creatoris. la parte battezzata senza offesa al Creatore.

§ 2. Haec interpellatio post baptismum fieri debet; § 2. Questa interpellanza deve essere fatta dopo
sed Hierarcha loci gravi de causa potest il battesimo; ma il Gerarca del luogo può
permittere, ut interpellatio ante baptismum fiat, permettere, per una grave causa, che
immo potest ab interpellatione dispensare sive l'interpellanza venga fatta prima del battesimo,
ante sive post baptismum, si modo procedendi anzi può dispensare dall'interpellanza sia prima
saltem summario et extraiudiciali constat eam sia dopo il battesimo se consta, con un modo di
fieri non posse aut fore inutilem. procedere almeno sommario ed extragiudiziale,
che non la si può fare, oppure che sarebbe
inutile.

Can. 856 - § 1. Interpellatio fit regulariter de Can. 856 - § 1. L'interpellanza va fatta di regola
auctoritate Hierarchae loci partis conversae, a per autorità del Gerarca del luogo della parte
quo concedendum est alteri coniugi spatium convertita, dal quale dev'essere concesso all'altro
temporis ad respondendum, si id petivit, eo coniuge uno spazio di tempo per rispondere se lo
tamen monito, ut hoc spatio temporis inutiliter ha chiesto, avvertendolo però che, trascorso
elapso eius silentium pro responsione negativa inutilmente questo spazio di tempo, il suo silenzio
habeatur. sarà ritenuto come una risposta negativa.

§ 2. Interpellatio etiam privatim facta ab ipsa § 2. L'interpellanza, anche fatta privatamente


parte conversa valet, immo est licita, si forma dalla parte convertita, è valida, anzi è anche
superius praescripta servari non potest. lecita se la forma sopra prescritta non può essere
osservata.

§ 3. In utroque casu de interpellatione facta § 3. In entrambi i casi deve constare


deque eiusdem exitu in foro externo legitime legittimamente in foro esterno dell'interpellanza
constare debet. fatta e del suo esito.

Can. 857 - Pars baptizata ius habet novum Can. 857 - La parte battezzata ha diritto di
matrimonium celebrandi cum parte catholica, si: celebrare un nuovo matrimonio con una parte
cattolica se:

1° altera pars negative interpellationi 1° l'altra parte risponde negativamente


respondit; all'interpellanza;

2° interpellatio legitime omissa est; 2° l'interpellanza fu legittimamente omessa;

3° pars non baptizata, sive iam interpellata 3° la parte non battezzata, già interpellata o
sive non, antea perseverans in pacifica no, prima perseverava nella pacifica
cohabitatione postea sine iusta causa discessit; coabitazione, ma in seguito si è separata senza
quo in casu vero interpellatio ad normam cann. una giusta causa; in questo caso però
855 et 856 praemittenda est. l'interpellanza deve essere premessa a norma dei
cann. 855 e 856.

Can. 858 - Hierarcha loci tamen gravi de causa Can. 858 - Il Gerarca del luogo può concedere
concedere potest, ut pars baptizata, utens tuttavia per una grave causa che la parte
privilegio paulino, celebret matrimonium cum battezzata, che fa uso del privilegio paolino,
parte acatholica sive baptizata sive non baptizata celebri il matrimonio con una parte acattolica sia
servatis etiam praescriptis canonum de battezzata sia non battezzata, osservando anche
matrimoniis mixtis. le prescrizioni dei canoni sui matrimoni misti.

Can. 859 - § 1. Non baptizatus, qui plures uxores Can. 859 - § 1. Il non battezzato che ha
non baptizatas simul habet, suscepto in Ecclesia contemporaneamente più mogli non battezzate,
catholica baptismo, si ei durum est cum earum ricevuto il battesimo nella Chiesa cattolica, se per
prima permanere, unam ex illis ceteris dimissis lui è gravoso rimanere con la prima di esse, può
retinere potest; idem valet de muliere non ritenerne una di esse allontanando tutte le altre;
baptizata, quae plures maritos non baptizatos la stessa cosa vale per la moglie non battezzata
simul habet. che ha contemporaneamente più mariti non
battezzati.

§ 2. In hoc casu matrimonium forma celebrationis § 2. In questo caso il matrimonio deve essere
matrimonii iure praescripta celebrandum est celebrato nella forma di celebrazione del
servatis etiam aliis de iure servandis. matrimonio prescritta dal diritto, osservando
anche le altre cose prescritte dal diritto.

§ 3. Hierarcha loci condicione morali, sociali, § 3. Il Gerarca del luogo, tenendo conto della
oeconomica locorum et personarum prae oculis condizione morale, sociale, economica dei luoghi
habita curet, ut eorum, qui dimissi sunt, e delle persone, abbia cura che si sia provveduto
necessitatibus satis provisum sit secundum sufficientemente alle necessità di coloro che sono
normas iustitiae, caritatis et aequitatis. stati allontanati, secondo le norme della giustizia,
della carità e dell’equità.

Can. 860 - Non baptizato, qui suscepto in Can. 860 - Al non battezzato che, ricevuto il
Ecclesia catholica baptismo cum coniuge non battesimo nella Chiesa cattolica, non può
baptizato ratione captivitatis vel persecutionis ristabilire la coabitazione con il coniuge non
cohabitationem restaurare non potest, aliud battezzato, a causa di prigionia o di
matrimonium celebrare licet, etsi altera pars persecuzione, è lecito celebrare un altro
baptismum interea suscepit, firmo can. 853. matrimonio, anche se nel frattempo l'altra parte
abbia ricevuto il battesimo, fermo restando il
can. 853.

Can. 861 - In re dubia privilegium fidei gaudet Can. 861 - Nel dubbio il privilegio della fede ha il
favore iuris. favore del diritto.

Can. 862 - Matrimonium non consummatum solvi Can. 862 - Il matrimonio non consumato può
potest iusta de causa a Romano Pontifice essere sciolto per una giusta causa dal Romano
utraque parte rogante vel alterutra, etsi altera est Pontefice su richiesta di entrambe le parti o di
invita. una di esse, anche se l’altra è contraria.
2° De separatione manente vinculo 2° La separazione con permanenza del vincolo

Can. 863 - § 1. Enixe commendatur, ut coniux Can. 863 - § 1. Si raccomanda vivamente che il
caritate motus et boni familiae sollicitus veniam coniuge, mosso dalla carità e sollecito del bene
non abnuat comparti adulterae atque consortium della famiglia, non rifiuti il perdono alla comparte
vitae coniugalis non disrumpat; si vero eiusdem adultera e non interrompa il consorzio della vita
culpam expresse aut tacite non condonavit, ius ei coniugale; se però non ha condonato
est solvendi consortium vitae coniugalis, nisi in espressamente o tacitamente la colpa dello
adulterium consensit aut eidem causam dedit vel stesso, ha il diritto di sciogliere il consorzio della
ipse quoque adulterium commisit. vita coniugale, a meno che non abbia
acconsentito all’adulterio, oppure vi abbia dato
causa o anche lui abbia commesso adulterio.

§ 2. Tacita condonatio habetur, si coniux § 2. Si ha tacito condono se il coniuge innocente,


innocens, postquam de adulterio certior factus dopo che è stato informato dell’adulterio, si sia
est, sua sponte cum altero coniuge maritali comportato spontaneamente con l’altro coniuge
affectu conversatus est; praesumitur vero, si per con affetto maritale; si presume, invece, se ha
sex menses consortium vitae coniugalis servavit conservato per sei mesi il consorzio della vita
neque auctoritatem ecclesiasticam vel civilem de coniugale e non è ricorso sulla cosa all’autorità
re adiit. ecclesiastica o civile.

§ 3. Si coniux innocens sua sponte consortium § 3. Se il coniuge innocente ha sciolto di sua


vitae coniugalis solvit, debet intra sex menses iniziativa il consorzio della vita coniugale, deve
causam separationis deferre ad auctoritatem deferire entro sei mesi la causa di separazione
competentem, quae omnibus inspectis adiunctis all’autorità competente la quale, considerate
perpendat, num coniux innocens adduci possit, ut tutte le circostanze, valuti se il coniuge innocente
culpam condonet et separationem non protrahat. può essere indotto a condonare la colpa e a non
protrarre la separazione.

Can. 864 - § 1. Si alteruter coniugum vitam Can. 864 - § 1. Se uno dei coniugi rende la vita
communem coniugi vel filiis periculosam aut comune pericolosa oppure troppo dura al coniuge
nimis duram reddit, alteri legitimam praebet o ai figli, fornisce all'altro una causa legittima di
causam discedendi decreto Hierarchae loci et separarsi con decreto del Gerarca del luogo e
etiam propria auctoritate, si periculum est in anche di propria autorità se vi è pericolo
mora. nell'attesa.

§ 2. Iure particulari Ecclesiae sui iuris aliae § 2. Le altre cause possono essere stabilite dal
causae pro moribus populorum et locorum diritto particolare della Chiesa sui iuris, secondo i
circumstantiis statui possunt. costumi dei popoli e le circostanze dei luoghi.

§ 3. In omnibus casibus causa separationis § 3. In tutti i casi, cessando la causa di


cessante consortium vitae coniugalis separazione, si deve ripristinare il consorzio della
restaurandum est, nisi ab auctoritate competenti vita coniugale, a meno che non sia deciso
aliud statuitur. diversamente dall'autorità competente.

Can. 865 - Facta separatione coniugum Can. 865 - Effettuata la separazione dei coniugi,
opportune semper cavendum est de debita si deve sempre provvedere opportunamente al
filiorum sustentatione et educatione. doveroso sostentamento e all'educazione dei figli.

Can. 866 - Coniux innocens laudabiliter alterum Can. 866 - Il coniuge innocente può
coniugem ad consortium vitae coniugalis rursus lodevolmente ammettere nuovamente l'altro
admittere potest, quo in casu iuri separationis coniuge al consorzio della vita coniugale; in
renuntiat. questo caso egli rinuncia al diritto di separazione.

CAPUT VIII DE SACRAMENTALIBUS, DE CAPITOLO VIII I SACRAMENTALI, I LUOGHI E I


LOCIS ET DE TEMPORIBUS SACRIS, DE TEMPI SACRI, IL CULTO DEI SANTI, IL VOTO
CULTU SANCTORUM, DE VOTO ET DE E IL GIURAMENTO
IUREIURANDO

Art. I DE SACRAMENTALIBUS Art. I I sacramentali

Can. 867 - § 1. Per sacramentalia, quae sacra Can. 867 - § 1. Per mezzo dei sacramentali, che
sunt signa, quibus ad aliquam sacramentorum sono segni sacri mediante i quali con una certa
imitationem effectus praesertim spirituales imitazione dei sacramenti sono significati e
significantur et ex Ecclesiae impetratione ottenuti dall’impetrazione della Chiesa effetti
obtinentur, homines ad praecipuum soprattutto spirituali, gli uomini vengono disposti
sacramentorum effectum suscipiendum a ricevere l’effetto principale dei sacramenti e
disponuntur et varia vitae adiuncta sanctificantur. sono santificate le varie circostanze della vita.

§ 2. Circa sacramentalia serventur normae iuris § 2. A riguardo dei sacramentali si osservino le


particularis propriae Ecclesiae sui iuris. norme del diritto particolare della propria Chiesa
sui iuris.

Art. II DE LOCIS SACRIS Art. II I luoghi sacri

Can. 868 - Loca sacra, quae ad cultum divinum Can. 868 - I luoghi sacri che sono destinati al
destinantur, nonnisi de licentia Episcopi culto divino non possono essere eretti se non con
eparchialis erigi possunt, nisi aliud iure communi la licenza del Vescovo eparchiale, a meno che
expresse statuitur. non sia espressamente stabilito diversamente dal
diritto comune.

1° De ecclesiis 1° Le chiese

Can. 869 - Ecclesia est aedes exclusive cultui Can. 869 - La chiesa è un edificio dedicato
divino dedicata consecratione vel benedictione. esclusivamente al culto divino mediante
consacrazione o benedizione.

Can. 870 - Nulla aedes ad ecclesiam destinata Can. 870 - Non si edifichi nessun edificio
aedificetur sine expresso Episcopi eparchialis destinato a chiesa senza espresso consenso,
consensu scripto dato, nisi aliter iure communi dato per iscritto, dal Vescovo eparchiale, a meno
cavetur. che non sia disposto diversamente dal diritto
comune.

Can. 871 - § 1. Consecratione dedicentur Can. 871 - § 1. Siano dedicate con la


ecclesiae cathedrales et, si fieri potest, ecclesiae consacrazione le chiese cattedrali e, se è
paroeciales, ecclesiae monasteriorum et possibile, le chiese parrocchiali, le chiese dei
ecclesiae domui religiosae adnexae. monasteri e le chiese annesse a una casa
religiosa.

§ 2. Consecratio reservatur Episcopo eparchiali, § 2. La consacrazione è riservata al Vescovo


qui potest alii Episcopo facultatem ecclesiam eparchiale, il quale può conferire la facoltà di
consecrandi conferre; de peracta consecratione consacrare una chiesa a un altro Vescovo; della
vel benedictione ecclesiae redigatur documentum avvenuta consacrazione o benedizione della
in archivo curiae eparchialis asservandum. chiesa si rediga un documento da custodire
nell'archivio della curia eparchiale.

Can. 872 - § 1. Arcendum est ab ecclesiis, Can. 872 - § 1. Deve essere tenuto lontano dalle
quidquid a loci sanctitate absonum est. Chiese tutto ciò che è sconveniente alla santità
del luogo.

§ 2. Curent omnes, ad quos pertinet, ut in § 2. Tutti coloro a cui spetta, abbiano cura che
ecclesiis illa munditia servetur, quae domum Dei nelle chiese sia mantenuta quella pulizia che si
decet, mediaque securitatis adhibeantur ad res addice alla casa di Dio e si adoperino i mezzi di
sacras et pretiosas tuendas. sicurezza per conservare le cose sacre e
preziose.

Can. 873 - § 1. Si qua ecclesia nullo modo Can. 873 - § 1. Se qualche chiesa non può più in
amplius ad cultum divinum adhiberi potest et nessun modo essere adibita al culto divino e non
possibilitas non datur eam reficiendi, ab Episcopo c’è possibilità di restaurarla, può essere ridotta
eparchiali in usum profanum non sordidum redigi dal Vescovo eparchiale a uso profano non
potest. indecoroso.

§ 2. Si aliae graves causae suadent, ut aliqua § 2. Se altre gravi cause consigliano che qualche
ecclesia ad cultum divinum amplius non chiesa non sia più adibita al culto divino, il
adhibeatur, Episcopus eparchialis eam in usum Vescovo eparchiale può ridurla ad uso profano
profanum non sordidum redigere potest consulto non indecoroso dopo aver ascoltato il consiglio
consilio presbyterali, de consensu eorum, qui iura presbiterale, col consenso di coloro che
in eandem sibi legitime vindicant, et dummodo rivendicano legittimamente diritti su di essa e
salus animarum nihil inde detrimenti capiat. purché non ne subisca danno la salvezza delle
anime.

2° De coemeteriis et de exsequiis ecclesiasticis 2° I cimiteri e le esequie ecclesiastiche

Can. 874 - § 1. Ius est Ecclesiae catholicae Can. 874 - § 1. La Chiesa cattolica ha il diritto di
possidendi propria coemeteria. possedere i propri cimiteri.

§ 2. Coemeteria Ecclesiae propria, ubi fieri § 2. Dove è possibile, si abbiano cimiteri propri
potest, habeantur vel saltem spatia in coemeteriis della Chiesa o almeno degli spazi, nei cimiteri
civilibus christifidelibus defunctis destinata civili, destinati ai fedeli cristiani defunti: gli uni e
alterutra benedicenda; si vero haec obtineri non gli altri luoghi devono essere benedetti; se invece
possunt, occasione exsequiarum tumulus questo non può essere ottenuto, si benedica il
benedicetur. tumulo in occasione delle esequie.

§ 3. In ecclesiis defuncti ne sepeliantur reprobata § 3. Non si seppelliscano i defunti nelle chiese e


contraria consuetudine, nisi de eis agitur, qui la consuetudine contraria è riprovata, a meno che
Patriarchae, Episcopi vel Exarchi fuerunt. non si tratti di coloro che furono Patriarchi,
Vescovi o Esarchi.

§ 4. Paroeciae, monasteria ceteraque instituta § 4. Le parrocchie, i monasteri e tutti gli altri


religiosa propria coemeteria habere possunt. istituti religiosi possono avere i propri cimiteri.

Can. 875 - Exsequiis ecclesiasticis, quibus Can. 875 - Le esequie ecclesiastiche, con le quali
Ecclesia defunctis spiritualem opem impetrat, la Chiesa impetra per i defunti l’aiuto spirituale,
eorum corpora honorat simulque vivis spei onora i loro corpi e insieme porta il sollievo della
solacium affert, omnes christifideles et speranza ai vivi, devono essere date a tutti i
catechumeni defuncti donari debent, nisi eisdem fedeli cristiani e ai catecumeni defunti, a meno
iure privati sunt. che non ne siano privati dal diritto.

Can. 876 - § 1. Concedi possunt exsequiae Can. 876 - § 1. Secondo il prudente giudizio del
ecclesiasticae acatholicis baptizatis de prudenti Gerarca del luogo, le esequie ecclesiastiche
Hierarchae loci iudicio, nisi constat de contraria possono essere concesse agli acattolici
eorum voluntate et dummodo minister proprius battezzati, a meno che non consti della loro
haberi non possit. volontà contraria e purché non si possa avere il
ministro proprio.

§ 2. Parvuli, quos parentes baptizare § 2. Ai bambini che i genitori intendevano


intendebant, aliique, qui aliquo modo Ecclesiae battezzare e agli altri che in qualche modo
propinqui videbantur, sed antequam baptismum sembravano vicini alla Chiesa, ma che sono
susceperunt, decesserunt, exsequiis deceduti prima di ricevere il battesimo, possono
ecclesiasticis item de prudenti Hierarchae loci essere date le esequie ecclesiastiche ancora
iudicio donari possunt. secondo il prudente giudizio del Gerarca del
luogo.

§ 3. Illis, qui proprii cadaveris cremationem § 3. A coloro che hanno scelto la cremazione del
elegerunt, nisi constat eos id fecisse rationibus proprio cadavere, se non consta che lo abbiano
ductos vitae christianae adversis, concedendae fatto animati da ragioni contrarie alla vita
sunt exsequiae ecclesiasticae eo tamen modo cristiana, si devono concedere le esequie
celebratae, ut non lateat Ecclesiam corporum ecclesiastiche, celebrate però in modo tale da
sepulturam cremationi anteponere utque non nascondere che la Chiesa antepone alla
scandalum vitetur. cremazione la sepoltura dei corpi e inoltre da
evitare lo scandalo.

Can. 877 - Exsequiis ecclesiasticis privandi sunt, Can. 877 - Devono essere privati delle esequie
nisi ante mortem aliqua dederunt paenitentiae ecclesiastiche, a meno che prima della morte non
signa, peccatores, quibus eaedem non sine abbiano dato alcuni segni di pentimento, i
publico christifidelium scandalo concedi possunt. peccatori ai quali esse non possono essere
concesse senza pubblico scandalo dei fedeli
cristiani.

Can. 878 - § 1. In exsequiarum ecclesiasticarum Can. 878 - § 1. Nella celebrazione delle esequie
celebratione omnis personarum acceptio vitetur. ecclesiastiche si eviti ogni preferenza di persone.

§ 2. Firmo can. 1013 enixe commendatur, ut § 2. Fermo restando il can. 1013, si raccomanda
Episcopi eparchiales, quatenus fieri potest, vivamente che i Vescovi eparchiali introducano,
praxim introducant, secundum quam occasione per quanto è possibile, la prassi secondo la
exsequiarum ecclesiasticarum solum eae quale, in occasione delle esequie ecclesiastiche,
oblationes recipiantur, quas christifideles sua si ricevono solamente le offerte che i fedeli
sponte offerunt. cristiani spontaneamente offrono.

Can. 879 - Expleta tumulatione adnotatio in libro Can. 879 - Finita la tumulazione, si faccia la
defunctorum fiat ad normam iuris particularis. annotazione nel libro dei defunti a norma del
diritto particolare.

Art. III DE DIEBUS FESTIS ET PAENITENTIAE Art. III I giorni di festa e di penitenza

Can. 880 - § 1. Dies festos et paenitentiae Can. 880 - § 1. Costituire, trasferire oppure
omnibus Ecclesiis orientalibus communes sopprimere giorni di festa o di penitenza comuni
constituere, transferre aut supprimere solius est a tutte le Chiese orientali spetta alla sola
supremae Ecclesiae auctoritatis firma § 3. suprema autorità della Chiesa, fermo restando il
§ 3.

§ 2. Dies festos et paenitentiae singulis Ecclesiis § 2. Costituire, trasferire o sopprimere giorni di


sui iuris proprios constituere, transferre aut festa e di penitenza propri alle singole Chiese sui
supprimere competit etiam auctoritati, cuius est iuris, compete anche all'autorità a cui spetta
ius particulare earundem Ecclesiarum statuere, stabilire il diritto particolare delle Chiese, tenendo
debita tamen habita ratione aliarum Ecclesiarum debitamente conto però delle altre Chiese sui
sui iuris et firmo can. 40, § 1. iuris e fermo restando il can. 40, § 1.

§ 3. Dies festi de praecepto omnibus Ecclesiis § 3. I giorni festivi di precetto comuni a tutte le
orientalibus communes, praeter dies dominicos, Chiese orientali, oltre alle domeniche, sono il
sunt dies Nativitatis Domini Nostri Iesu Christi, Natale del Signore nostro Gesù Cristo, l'Epifania,
Epiphaniae, Ascensionis, Dormitionis Sanctae l'Ascensione, la Dormizione della Santa Madre di
Dei Genitricis Mariae ac dies Sanctorum Dio Maria e i giorni dei Santi Apostoli Pietro e
Apostolorum Petri et Pauli, salvo iure particulari Paolo, salvo restando il diritto particolare della
Ecclesiae sui iuris a Sede Apostolica approbato, Chiesa sui iuris approvato dalla Sede Apostolica,
quo quidam dies festi de praecepto supprimuntur col quale alcuni giorni festivi di precetto sono
vel ad diem dominicum transferuntur. soppressi o sono trasferiti alla domenica.

Can. 881 - § 1. Christifideles obligatione tenentur Can. 881 - § 1. I fedeli cristiani hanno l'obbligo,
diebus dominicis et festis de praecepto Divinam nelle domeniche e nelle feste di precetto, di
Liturgiam participandi aut secundum praescripta partecipare alla Divina Liturgia oppure, secondo
vel legitimam consuetudinem propriae Ecclesiae le prescrizioni e la legittima consuetudine della
sui iuris celebrationem laudum divinarum. propria Chiesa sui iuris, alla celebrazione delle
lodi divine.

§ 2. Quo facilius christifideles hanc obligationem § 2. Perché i fedeli cristiani possano adempiere
implere possint, statuitur tempus utile decurrere più facilmente questo obbligo, si stabilisce che il
inde a vesperis vigiliae usque ad finem diei tempo utile decorre dai vespri della vigilia fino al
dominici vel festi de praecepto. termine della domenica o della festa di precetto.

§ 3. Enixe commendatur christifidelibus, ut his § 3. Si raccomanda vivamente ai fedeli cristiani


diebus immo frequentius vel etiam cottidie che in questi giorni, anzi più frequentemente o
Divinam Eucharistiam suscipiant. anche ogni giorno, ricevano la Divina Eucaristia.

§ 4. Abstineant christifideles his diebus ab illis § 4. I fedeli cristiani si astengano in questi giorni
operibus et negotiis, quae Cultum Deo da quelle attività e quegli affari che impediscono il
reddendum, laetitiam diei Domini propriam aut culto da rendere a Dio, la letizia propria del
debitam mentis ac corporis relaxationem giorno del Signore, oppure la debita distensione
impediunt. della mente e del corpo.

Can. 882 - Diebus paenitentiae christifideles Can. 882 - Nei giorni di penitenza i fedeli cristiani
obligatione tenentur ieiunium vel abstinentiam hanno l'obbligo di osservare il digiuno o
servandi modo iure particulari propriae Ecclesiae l'astinenza nel modo stabilito dal diritto particolare
sui iuris statuto. della propria Chiesa sui iuris.

Can. 883 - § 1. Christifideles extra fines territorii Can. 883 - § 1. I fedeli cristiani che si trovano
propriae Ecclesiae sui iuris versantes circa dies fuori dei confini del territorio della propria Chiesa
festos et paenitentiae ad normas in loco, ubi sui iuris, a riguardo dei giorni di festa e di
degunt, vigentes se plene conformare possunt. penitenza si possono conformare pienamente
alle norme che sono in vigore nel luogo dove
vivono.

§ 2. In familiis, in quibus coniuges diversis § 2. Nelle famiglie dove i coniugi sono ascritti a
Ecclesiis sui iuris ascripti sunt, circa dies festos et diverse Chiese sui iuris, per i giorni di festa e di
paenitentiae praescripta unius vel alterius penitenza è lecito osservare le prescrizioni
Ecclesiae sui iuris observare licet. dell'una o dell'altra Chiesa sui iuris.

Art. IV DE CULTU SANCTORUM, SACRARUM Art. IV Il culto dei Santi, delle sacre icone o
ICONUM VEL IMAGINUM ET RELIQUIARUM immagini e delle reliquie

Can. 884 - Ad sanctificationem populi Dei Can. 884 - Per incrementare la santificazione del
fovendam Ecclesia speciali et filiali christifidelium popolo di Dio, la Chiesa raccomanda alla
venerationi commendat Sanctam Mariam semper speciale e filiale venerazione dei fedeli cristiani
Virginem, Dei Matrem, quam Christus hominum Santa Maria sempre Vergine, Madre di Dio, che
omnium Matrem constituit, atque verum et Cristo ha costituito Madre di tutti gli uomini, e
authenticum promovet cultum aliorum inoltre promuove il culto vero e autentico degli
Sanctorum, quorum quidem exemplo altri Santi, col cui esempio infatti i fedeli cristiani
christifideles aedificantur et intercessione sono edificati e con l'intercessione sostenuti.
sustentantur.

Can. 885 - Cultu publico eos tantum servos Dei Can. 885 - E' lecito venerare con culto pubblico
venerari licet, qui auctoritate Ecclesiae inter solo quei servi di Dio che per autorità della
Sanctos vel Beatos relati sunt. Chiesa sono iscritti tra i Santi o i Beati.

Can. 886 - Firma maneat praxis in ecclesiis Can. 886 - Rimanga ferma la prassi di proporre
sacras icones vel imagines venerationi nelle chiese le sacre icone o immagini alla
christifidelium proponendi modo et ordine iure venerazione dei fedeli cristiani, nel modo e
particulari propriae Ecclesiae sui iuris statuendis. nell'ordine da stabilire per diritto particolare della
propria Chiesa sui iuris.

Can. 887 - § 1. Sacrae icones vel imagines Can. 887 - § 1. Le sacre icone o le immagini
pretiosae, id est vetustate aut arte praestantes in preziose, ossia insigni per antichità o per arte,
ecclesiis venerationi christifidelium expositae, in esposte nelle chiese alla venerazione dei fedeli
aliam ecclesiam transferri vel alienari non cristiani non possono essere trasferite in un'altra
possunt nisi de consensu scripto dato chiesa o alienate , se non col consenso scritto
Hierarchae, qui in eandem ecclesiam potestatem dato dal Gerarca che esercita la sua potestà sulla
suam exercet, firmis cann. 1034 - 1041. stessa chiesa, fermi restando i cann. 1034-1041.

§ 2. Sacrae icones vel imagines pretiosae etiam § 2. Le sacre icone o le immagini preziose non
ne restaurentur nisi de consensu scripto dato siano neppure restaurate se non col consenso
eiusdem Hierarchae, qui, antequam eum scritto dato dallo stesso Gerarca, il quale, prima
concedit, peritos consulat. di concederlo, consulti dei periti.

Can. 888 - § 1. Sacras reliquias vendere non Can. 888 - § 1. Non è lecito vendere le sacre
licet. reliquie.

§ 2. Insignes reliquiae, icones vel imagines, quae § 2. Le reliquie, le icone o immagini che sono
in aliqua ecclesia magna populi veneratione onorate in qualche chiesa da grande venerazione
honorantur, non possunt valide quoquo modo del popolo non possono in alcun modo essere
alienari neque in aliam ecclesiam perpetuo alienate validamente né trasferite in perpetuo in
transferri nisi de consensu Sedis Apostolicae vel un'altra chiesa se non col consenso della Sede
Patriarchae, qui eum dare non potest nisi de Apostolica o del Patriarca, il quale non può darlo
consensu Synodi permanentis firmo can. 1037. se non col consenso del Sinodo permanente,
fermo restando il can. 1037.

§ 3. Circa restaurationem harum iconum vel § 3. Per il restauro di queste icone o immagini si
imaginum servetur can. 887, § 2. osservi il can. 887, § 2.

Art. V DE VOTO ET DE IUREIURANDO Art. V Il voto e il giuramento

Can. 889 - § 1. Votum, promissio scilicet Can. 889 - § 1. Il voto, ossia la promessa
deliberata ac libera Deo facta de bono possibili et deliberata e libera fatta a Dio di un bene possibile
meliore, ex virtute religionis impleri debet. e migliore, deve essere adempiuto per la virtù di
religione.

§ 2. Voti sunt capaces omnes congruentem usum § 2. Sono capaci di voto tutti coloro che hanno un
rationis habentes, nisi iure prohibentur. adeguato uso di ragione, a meno che il diritto non
lo proibisca.

§ 3. Votum ex metu gravi et iniuste incusso vel ex § 3. Il voto emesso per timore grave e incusso
dolo emissum ipso iure nullum est. ingiustamente o per dolo è nullo per il diritto
stesso.

§ 4. Votum est publicum, si nomine Ecclesiae a § 4. Il voto è pubblico se è accettato da un


legitimo Superiore ecclesiastico acceptatur; legittimo Superiore ecclesiastico a nome della
secus est privatum. Chiesa, altrimenti è privato.

Can. 890 - Votum neminem obligat ratione sui Can. 890 - Il voto non obbliga per sé se non chi
nisi emittentem. lo emette.

Can. 891 - Cessat votum elapso tempore ad Can. 891 - Il voto cessa quando è trascorso il
finiendam obligationem apposito, mutatione tempo fissato per la scadenza dell'obbligo, con il
substantiali materiae promissae, deficiente cambiamento sostanziale della materia
condicione, de qua votum pendet, aut eiusdem promessa, con il venir meno della condizione da
causa finali, dispensatione, commutatione. cui dipende il voto oppure della causa finale dello
stesso, con la dispensa, con la commutazione.

Can. 892 - Qui potestatem in voti materiam Can. 892 - Colui che ha potestà sulla materia del
habet, potest voti obligationem tamdiu voto può sospendere l'obbligo del voto finché
suspendere, quamdiu voti impletio sibi l'adempimento del voto gli reca pregiudizio.
praeiudicium affert.

Can. 893 - § 1. A votis privatis iusta de causa Can. 893 - § 1. Dai voti privati può dispensare
dispensare potest, dummodo dispensatio ne per giusta causa, purché la dispensa non leda i
laedat iura aliis quaesita: diritti acquisiti da altri:

1° sibi subditos omnis Hierarcha, parochus et 1° i propri sudditi ogni Gerarca, parroco e
Superior localis instituti vitae consecratae, qui Superiore locale di un istituto di vita consacrata
potestatem regiminis habet; che abbia potestà di governo;

2° ceteros christifideles propriae Ecclesiae sui 2° tutti gli altri fedeli cristiani della propria
iuris Hierarcha loci, dummodo intra fines territorii Chiesa sui iuris, il Gerarca del luogo purché essi
eparchiae actu degant; itemque parochus loci attualmente dimorino dentro i confini del territorio
intra fines territorii propriae paroeciae; dell'eparchia; così pure il parroco del luogo entro i
confini del territorio della propria parrocchia;

3° eos, qui diu noctuque in domo instituti vitae 3° coloro che dimorano giorno e notte nella
consecratae degunt, Superior localis, qui casa di un istituto di vita consacrata, il Superiore
potestatem regiminis habet, eiusque Superior locale che ha potestà di governo e il suo
maior. Superiore maggiore.

§ 2. Haec dispensatio sub eadem condicione, § 2. Questa dispensa, sotto la stessa condizione,
sed pro foro interno tantum concedi potest a ma solo per il foro interno, può essere concessa
quolibet confessario. da qualsiasi confessore.

Can. 894 - Vota ante professionem religiosam Can. 894 - I voti emessi prima della professione
emissa suspenduntur, dum vovens in monasterio, religiosa sono sospesi fintanto che chi li ha
ordine vel congregatione permanet. emessi rimane nel monastero, nell'ordine o nella
congregazione.

Can. 895 - Iusiurandum, id est invocatio Nominis Can. 895 - Il giuramento, cioè l'invocazione del
divini in testem veritatis, coram Ecclesia praestari nome di Dio a testimonianza della verità, può
potest tantummodo in casibus iure statutis; secus essere prestato davanti alla Chiesa soltanto nei
nullum parit effectum canonicum. casi stabiliti dal diritto; altrimenti non produce
alcun effetto canonico.

TITULUS XVII DE BAPTIZATIS ACATHOLICIS TITOLO XVII I BATTEZZATI ACATTOLICI CHE


AD PLENAM COMMUNIONEM CUM ECCLESIA CONVENGONO ALLA PIENA COMUNIONE
CATHOLICA CONVENIENTIBUS CON LA CHIESA CATTOLICA

Can. 896 - Eis, qui in Ecclesiis vel Can. 896 - A coloro che sono stati battezzati
Communitatibus ecclesialibus acatholicis nelle Chiese o Comunità ecclesiali acattoliche e
baptizati sunt et ad plenam communionem cum che chiedono spontaneamente di convenire alla
Ecclesia catholica convenire sua sponte petunt, piena comunione con la Chiesa cattolica, sia che
sive agitur de singulis sive de coetibus, nihil ultra si tratti di singoli sia di gruppi, non si imponga
imponatur oneris quam ea, quae necessaria sunt. altro peso fuorché le cose necessarie.

Can. 897 - Christifidelis alicuius Ecclesiae Can. 897 - Il fedele cristiano di qualche Chiesa
orientalis acatholicae in Ecclesiam catholicam orientale acattolica dev'essere accolto nella
recipiendus est cum sola professione fidei Chiesa cattolica con la sola professione della
catholicae, praemissa praeparatione doctrinali et fede cattolica, premettendo una preparazione
spirituali pro sua cuiusque condicione. dottrinale e spirituale adeguata alla condizione di
ciascuno.

Can. 898 - § 1. Episcopum alicuius Ecclesiae Can. 898 - § 1. Oltre al Romano Pontefice, può
orientalis acatholicae in Ecclesiam catholicam accogliere un Vescovo di qualche Chiesa
recipere potest praeter Romanum Pontificem orientale acattolica nella Chiesa cattolica, anche
etiam Patriarcha de consensu Synodi il Patriarca col consenso del Sinodo dei Vescovi
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis vel della Chiesa patriarcale o il Metropolita della
Metropolita Ecclesiae metropolitanae sui iuris de Chiesa metropolitana sui iuris con il consenso del
consensu Consilii Hierarcharum. Consiglio dei Gerarchi.

§ 2. Ius recipiendi in Ecclesiam catholicam § 2. Il diritto di accogliere nella Chiesa cattolica


quemlibet alium spectat ad Hierarcham loci vel, si qualsiasi altro spetta al Gerarca del luogo o, se
ita fert ius particulare, etiam ad Patriarcham. così comporta il diritto particolare, anche al
Patriarca.

§ 3. Ius recipiendi in Ecclesiam catholicam § 3. Il diritto di accogliere nella Chiesa cattolica i


singulos laicos spectat quoque ad parochum, nisi singoli laici spetta anche al parroco, se non è
iure particulari prohibetur. proibito dal diritto particolare.

Can. 899 - Clericus alicuius Ecclesiae orientalis Can. 899 - Il chierico di qualche Chiesa orientale
acatholicae ad plenam communionem cum acattolica che conviene alla piena comunione con
Ecclesia catholica conveniens potest proprium la Chiesa cattolica può esercitare il proprio ordine
ordinem sacrum exercere secundum normas ab sacro secondo le norme stabilite dall'autorità
auctoritate competenti statutas; Episcopus autem competente; ma un Vescovo non può esercitare
potestatem regiminis valide exercere non potest validamente la potestà di governo se non con
nisi de assensu Romani Pontificis, Collegii l'assenso del Romano Pontefice, capo del
Episcoporum capitis. Collegio dei Vescovi.

Can. 900 - § 1. Qui decimum quartum aetatis Can. 900 - § 1. Colui che non ha ancora
annum nondum explevit, ne recipiatur compiuto il quattordicesimo anno di età, non
renitentibus parentibus. venga accolto se i genitori si oppongono.

§ 2. Si ex eiusdem receptione gravia praevidentur § 2. Se dall'accoglienza del medesimo si


incommoda vel Ecclesiae vel ipsi, receptio prevedono gravi disagi per la Chiesa o per lo
differatur, nisi periculum mortis imminet. stesso, l'accoglienza sia rimandata, se non è
imminente il pericolo di morte.

Can. 901 - Si acatholici, qui non ad aliquam Can. 901 - Se vengono accolti nella Chiesa
Ecclesiam orientalem pertinent, in Ecclesiam cattolica degli acattolici che non appartengono a
catholicam recipiuntur, servandae sunt normae qualche Chiesa orientale, devono essere
supra datae congrua congruis referendo, osservate le norme sopra riportate, con gli
dummodo sint valide baptizati. opportuni riferimenti, purché siano validamente
battezzati.

TITULUS XVIII DE OECUMENISMO SEU DE TITOLO XVIII L’ECUMENISMO CIOè LA


CHRISTIANORUM UNITATE FOVENDA PROMOZIONE DELL’UNITà DEI CRISTIANI

Can. 902 - Cum sollicitudo cunctorum Can. 902 - Poiché la sollecitudine di ristabilire
christianorum unitatis instaurandae ad totam l’unità di tutti quanti i cristiani spetta all’intera
Ecclesiam spectet, omnes christifideles, Chiesa, tutti i fedeli cristiani, ma specialmente i
praesertim vero Ecclesiae Pastores, debent pro Pastori della Chiesa, devono pregare il Signore
ea a Domino optata Ecclesiae unitatis plenitudine per questa desiderata pienezza di unità della
orare et allaborare sollerter participando operi Chiesa e darsi da fare partecipando
oecumenico Spiritus Sancti gratia suscitato. ingegnosamente all’attività ecumenica suscitata
dalla grazia dello Spirito Santo.

Can. 903 - Ad Ecclesias orientales catholicas Can. 903 - Spetta alle Chiese orientali cattoliche
speciale pertinet munus unitatem inter omnes il compito speciale di promuovere l'unità fra tutte
Ecclesias orientales fovendi precibus imprimis, le Chiese orientali anzitutto con la preghiera, con
vitae exemplo, religiosa erga antiquas traditiones l'esempio della vita, con la religiosa fedeltà verso
Ecclesiarum orientalium fidelitate, mutua et le antiche tradizioni delle Chiese orientali, con
meliore cognitione, collaboratione ac fraterna una migliore conoscenza vicendevole, con la
rerum animorumque aestimatione. collaborazione e la fraterna stima delle cose e dei
cuori.

Can. 904 - § 1. Incepta motus oecumenici in Can. 904 - § 1. Siano promosse assiduamente le
unaquaque Ecclesia sui iuris sedulo provehantur iniziative del movimento ecumenico in ciascuna
normis specialibus iuris particularis moderante Chiesa sui iuris con norme speciali di diritto
eundem motum Sede Apostolica Romana pro particolare sotto la guida dello stesso movimento
universa Ecclesia. da parte della Sede Apostolica Romana per la
Chiesa universale.

§ 2. Ad hunc finem habeatur in unaquaque § 2. Per questo fine vi sia in ciascuna Chiesa sui
Ecclesia sui iuris commissio peritorum de re iuris una commissione di esperti nell'ecumenismo
oecumenica constituenda, si rerum adiuncta id che dovrà essere costituita, se le circostanze lo
suadent, collatis consiliis cum Patriarchis et consigliano, d'intesa con i Patriarchi e i Vescovi
Episcopis eparchialibus aliarum Ecclesiarum sui eparchiali delle altre Chiese sui iuris che
iuris, qui in eodem territorio potestatem suam esercitano la loro potestà nello stesso territorio.
exercent.

§ 3. Item Episcopis eparchialibus assit vel pro § 3. Inoltre vi sia un consiglio per la promozione
unaquaque eparchia vel, si visum est, pro del movimento ecumenico accanto ai Vescovi
pluribus eparchiis consilium de motu oecumenico eparchiali o per ciascuna eparchia oppure, se
provehendo; in eis autem eparchiis, quae sembra meglio, per diverse eparchie; ma nelle
proprium consilium habere non possunt, unus eparchie che non possono avere un proprio
saltem assit christifidelis ab Episcopo eparchiali consiglio, vi sia almeno un fedele cristiano
nominatus cum speciali munere hunc motum nominato dal Vescovo eparchiale con la funzione
provehendi. speciale di portare avanti il movimento
ecumenico.

Can. 905 - In opere oecumenico persolvendo Can. 905 - Svolgendo l'attività ecumenica,
praesertim aperto ac fidenti dialogo et inceptis specialmente con un dialogo aperto e fiducioso e
cum aliis christianis communibus servanda est mediante iniziative comuni con gli altri cristiani, si
debita prudentia evitatis periculis falsi irenismi, deve conservare la dovuta prudenza, evitando i
indifferentismi necnon zeli immoderati. pericoli di un falso irenismo, dell'indifferentismo e
dello zelo eccessivo.

Can. 906 - Quo clarius innotescat christifidelibus, Can. 906 - Perché i fedeli cristiani vengano a
quid reapse doceatur et tradatur ab Ecclesia conoscere più chiaramente che cosa realmente è
catholica et ab aliis Ecclesiis vel Communitatibus insegnato e tramandato dalla Chiesa cattolica e
ecclesialibus, diligenter operam dent praesertim dalle altre Chiese o Comunità ecclesiali, si
praedicatores verbi Dei, ii, qui instrumenta applichino diligentemente soprattutto i predicatori
communicationis socialis moderantur, atque della parola di Dio, coloro che dirigono gli
omnes, qui vires impendunt sive ut magistri sive strumenti della comunicazione sociale e tutti
ut moderatores in scholis catholicis, praesertim coloro che spendono le proprie forze sia come
autem in institutis studiorum superiorum. maestri sia come direttori nelle scuole cattoliche,
ma specialmente negli istituti di studi superiori.

Can. 907 - Curent moderatores scholarum, Can. 907 - I direttori di scuole, di ospedali e di
nosocomiorum ceterorumque similium tutti gli altri simili istituti cattolici procurino che gli
institutorum catholicorum, ut alii christiani ea altri cristiani che li frequentano o in essi degenti,
frequentantes vel ibi degentes a propriis ministris possano ottenere l'aiuto spirituale e ricevere i
adiumentum spirituale consequi et sacramenta sacramenti dai propri ministri.
suscipere possint.

Can. 908 - Optandum est, ut christifideles Can. 908 - E' desiderabile che i fedeli cristiani
catholici servatis normis de communicatione in cattolici, osservate le norme sulla comunicazione
sacris quodvis negotium, in quo cum aliis nelle cose sacre, portino a compimento qualsiasi
christianis cooperari possunt, non seorsum, sed iniziativa in cui possono cooperare con altri
coniunctim persolvant, cuiusmodi sunt opera cristiani, non da soli ma insieme, come per
caritatis ac socialis iustitiae, defensio dignitatis esempio le opere di carità, di giustizia sociale, la
personae humanae eiusque iurium difesa della dignità della persona umana e dei
fundamentalium, promotio pacis, dies suoi diritti fondamentali, la promozione della
commemorationis pro patria, festa nationalia. pace, le date commemorative della patria, le
feste nazionali.

TITULUS XIX DE PERSONIS ET DE ACTIBUS TITOLO XIX LE PERSONE E GLI ATTI


IURIDICIS GIURIDICI

CAPUT I DE PERSONIS CAPITOLO I LE PERSONE

Art. I DE PERSONIS PHYSICIS Art. I Le persone fisiche

Can. 909 - § l. Persona, quae duodevicesimum Can. 909 - § 1. La persona che ha compiuto il
aetatis annum explevit, maior est; infra hanc diciottesimo anno d’età è maggiorenne; sotto
aetatem minor. questa età è minorenne.

§ 2. Minor ante plenum septennium dicitur infans § 2. Il minorenne, prima del settimo anno
et censetur non sui compos; expleto autem compiuto, viene chiamato bambino ed è ritenuto
septennio usum rationis habere praesumitur. non responsabile dei suoi atti; compiuti però i
sette anni si presume che abbia l’uso di ragione.

§ 3. Quicumque usu rationis habitu caret, § 3. Chiunque manca abitualmente dell’uso di


censetur non sui compos et infantibus ragione è ritenuto non responsabile dei suoi atti
assimilatur. ed è assimilato ai bambini.

Can. 910 - § 1. Persona maior plenum habet Can. 910 - § 1. La persona maggiorenne ha il
suorum iurium exercitium. pieno esercizio dei suoi diritti.

§ 2. Persona minor in exercitio suorum iurium § 2. La persona minorenne nell'esercizio dei suoi
potestati parentum vel tutorum subest eis diritti è sottoposta alla potestà dei genitori o dei
exceptis, in quibus minores iure divino vel tutori, eccetto per quelle cose nelle quali i minori
canonico ab eorum potestate exempti sunt; ad sono, per diritto divino o canonico, esenti dalla
constitutionem tutorum quod attinet, serventur loro potestà; per quanto riguarda la costituzione
praescripta iuris civilis, nisi aliter iure communi dei tutori si osservino le prescrizioni del diritto
vel iure particulari propriae Ecclesiae sui iuris civile, a meno che non sia disposto diversamente
cavetur et firmo iure Episcopi eparchialis tutores, dal diritto comune o dal diritto particolare della
si opus est, per se ipsum constituendi. propria Chiesa sui iuris e fermo restando il diritto
del Vescovo eparchiale, se è necessario, di
costituire i tutori personalmente.

Can. 911 - Persona dicitur peregrinus in eparchia Can. 911 - La persona viene detta forestiero in
diversa ab illa, in qua domicilium vel quasi- una eparchia diversa da quella dove ha il
domicilium habet; dicitur vero vagus, si nullibi domicilio o il quasi-domicilio; è detta invece
domicilium vel quasi-domicilium habet. girovago se non ha in nessun luogo il domicilio o
il quasi-domicilio.

Can. 912 - § 1. Domicilium acquiritur ea in Can. 912 - § 1. Il domicilio si acquista con la


territorio alicuius paroeciae aut saltem eparchiae dimora nel territorio di qualche parrocchia, o
commoratione, quae aut coniuncta est cum almeno di un'eparchia, che sia congiunta o con
animo ibi perpetuo manendi, si nihil inde avocat, l'intenzione di rimanervi perpetuamente, se nulla
aut ad quinquennium completum reapse est chiami altrove da lì, oppure quando è realmente
protracta. protratta per cinque anni completi.

§ 2. Quasi-domicilium acquiritur ea in territorio § 2. Il quasi-domicilio si acquista con la dimora


alicuius paroeciae aut saltem eparchiae nel territorio di qualche parrocchia, o almeno di
commoratione, quae aut coniuncta est cum un'eparchia, che sia congiunta o con l'intenzione
animo ibi manendi saltem per tres menses, si di rimanervi almeno per tre mesi, se nulla chiami
nihil inde avocat, aut ad tres menses completos altrove da lì, oppure quando è realmente protratta
reapse est protracta. almeno per tre mesi completi.

Can. 913 - Sodales institutorum religiosorum Can. 913 - I membri di istituti religiosi come pure
necnon societatum vitae communis ad instar delle società di vita comune a guisa dei religiosi
religiosorum domicilium acquirunt in loco, ubi sita acquistano il domicilio nel luogo dove è situata la
est domus, cui ascribuntur; quasi-domicilium in casa a cui sono ascritti; il quasi-domicilio nel
loco, ubi eorum commoratio ad tres saltem luogo dove la loro dimora è protratta almeno per
menses est protracta. tre mesi.

Can. 914 - Coniuges commune habeant Can. 914 - I coniugi hanno domicilio o quasi-
domicilium vel quasi-domicilium; iusta de causa domicilio comune; ma per una giusta causa l'uno
vero uterque habere potest proprium domicilium e l'altro possono avere un proprio domicilio o
vel quasi-domicilium. quasi-domicilio.

Can. 915 - § 1. Minor necessario retinet Can. 915 - § 1. Il minorenne ritiene


domicilium et quasi-domicilium illius, cuius necessariamente il domicilio o il quasi-domicilio di
potestati subditus est; infantia egressus potest colui alla cui potestà è soggetto. Uscito
etiam quasi-domicilium proprium acquirere atque dall'infanzia può acquistare anche un quasi-
legitime ad normam iuris civilis emancipatus domicilio proprio; inoltre se è emancipato
etiam proprium domicilium. legittimamente a norma del diritto civile, anche un
domicilio proprio.

§ 2. Quicumque alia ratione quam minoritate in § 2. Chiunque è stato affidato legittimamente in


tutelam vel curatelam legitime traditus est, tutela o curatela a un altro, per un motivo diverso
domicilium et quasi-domicilium habet tutoris vel dalla minore età, ha il domicilio e il quasi-
curatoris. domicilio del tutore o del curatore.

Can. 916 - § 1. Et per domicilium et per quasi- Can. 916 - § 1. Sia per mezzo del domicilio, sia
domicilium suum quisque proprium Hierarcham del quasi-domicilio ciascuno ottiene il suo
loci et parochum Ecclesiae sui iuris, cui ascriptus Gerarca del luogo e il parroco della Chiesa sui
est, sortitur, nisi aliter iure communi cavetur. iuris alla quale è ascritto, a meno che non sia
disposto diversamente dal diritto comune.

§ 2. Parochus proprius illius, qui non habet nisi § 2. Il parroco proprio di colui che non ha se non
eparchiale domicilium vel quasi-domicilium, est il domicilio o il quasi-domicilio eparchiale, è il
parochus loci, ubi actu commoratur. parroco del luogo dove attualmente dimora.

§ 3. Proprius vagi Hierarcha loci et parochus est § 3. Proprio Gerarca del luogo e parroco del
eius Ecclesiae parochus et Hierarcha loci, ubi girovago è il parroco e il Gerarca del luogo dove il
vagus actu commoratur. girovago attualmente dimora.

§ 4. Si deest parochus pro christifidelibus alicuius § 4. Se manca il parroco per alcuni fedeli cristiani
Ecclesiae sui iuris, eorundem Episcopus di qualche Chiesa sui iuris, il loro Vescovo
eparchialis designet parochum alterius Ecclesiae eparchiale designi un parroco di un'altra Chiesa
sui iuris, qui eorum curam tamquam parochus sui iuris che si prenda cura di costoro come
proprius suscipiat, de consensu vero Episcopi parroco proprio, col consenso però del Vescovo
eparchialis parochi designandi. eparchiale del parroco da designare.

§ 5. In locis, ubi ne exarchia quidem pro § 5. Nei luoghi dove non è eretto nemmeno un
christifidelibus alicuius Ecclesiae sui iuris erecta esarcato per i fedeli cristiani di qualche Chiesa
est, tamquam proprius eorundem christifidelium sui iuris, si deve ritenere come Gerarca proprio
Hierarcha habendus est Hierarcha loci alterius degli stessi fedeli cristiani il Gerarca di un'altra
Ecclesiae sui iuris, etiam Ecclesiae latinae, firmo Chiesa sui iuris, anche della Chiesa latina, fermo
can. 101; si vero plures sunt, ille habendus est restando il can. 101; se poi sono parecchi, si
tamquam proprius, quem designavit Sedes deve ritenere come proprio Gerarca colui che ha
Apostolica vel, si de christifidelibus alicuius designato la Sede Apostolica o, se si tratta di
Ecclesiae patriarchalis agitur, Patriarcha de fedeli cristiani di qualche Chiesa patriarcale, il
assensu Sedis Apostolicae. Patriarca con l'assenso della Sede Apostolica.

Can. 917 - Domicilium et quasi-domicilium Can. 917 - Il domicilio e il quasi-domicilio si perde


amittitur discessu a loco cum animo non mediante l'allontanamento dal luogo con
revertendi salvis cann. 913 et 915. intenzione di non ritornarvi, salvi restando i cann.
913 e 915.

Can. 918 - Consanguinitas computatur per lineas Can. 918 - La consanguineità si computa per
et gradus: linee e gradi:

1° in linea recta tot sunt gradus, quot 1° in linea retta tanti sono i gradi quante le
personae stipite dempto; persone, tolto il capostipite;

2° in linea collaterali tot sunt gradus, quot 2° in linea collaterale tanti sono i gradi quante
personae in utroque tractu stipite dempto. le persone nell'uno e nell'altro tratto, tolto il
capostipite.

Can. 919 - § 1. Affinitas oritur ex matrimonio Can. 919 - § 1. L'affinità sorge da un matrimonio
valido ac viget inter alterutrum coniugem et valido e sussiste tra l'uno e l'altro dei coniugi e i
consanguineos alterius. consanguinei dell'altro.

§ 2. Qua linea et quo gradu aliquis alterutrius § 2. In quella linea e in quel grado con cui uno dei
coniugis est consanguineus, alterius est affinis. due coniugi è consanguineo, è affine dell'altro.

Art. II DE PERSONIS IURIDICIS Art. II Le persone giuridiche

Can. 920 - In Ecclesia praeter personas physicas Can. 920 - Nella Chiesa oltre alle persone fisiche
sunt etiam personae iuridicae, sive sunt ci sono anche le persone giuridiche, siano totalità
universitates personarum sive universitates di persone siano totalità di cose, cioè soggetti nel
rerum, subiecta scilicet in iure canonico iurium et diritto canonico di diritti e di doveri che
obligationum, quae earum indoli congruunt. corrispondono alla loro indole.

Can. 921 - § 1. Personae iuridicae constituuntur Can. 921 - § 1. Le persone giuridiche sono
in finem missioni Ecclesiae congruentem aut ex costituite per un fine conveniente alla missione
ipso iuris praescripto aut ex speciali concessione della Chiesa, o per prescrizione stessa del diritto,
auctoritatis competentis ecclesiasticae per oppure per speciale concessione dell'autorità
decretum data. ecclesiastica competente, data per decreto.

§ 2. Ipso iure personae iuridicae sunt Ecclesiae § 2. Sono persone giuridiche per il diritto stesso
sui iuris, provinciae, eparchiae, exarchiae, le Chiese sui iuris, le province, le eparchie, gli
necnon alia instituta, de quibus hoc in iure esarcati, nonché gli altri istituti per i quali ciò è
communi expresse statuitur. espressamente stabilito in questo diritto comune.

§ 3. Auctoritas competens personalitatem § 3. L'autorità competente non conferisca la


iuridicam ne conferat nisi eis universitatibus personalità giuridica se non a quelle totalità di
personarum aut rerum, quae finem specificum persone o di cose che perseguono un fine
reapse utilem persequuntur et omnibus perpensis specifico realmente utile e che, tutto sommato,
media habent, quae sufficere praevidentur ad hanno mezzi che si prevedono sufficienti per
finem praestitutum assequendum. conseguire il fine prestabilito.

Can. 922 - § 1. Quaelibet persona iuridica ex Can. 922 - § 1. Qualsiasi persona giuridica,
speciali concessione auctoritatis competentis eretta per speciale concessione dell'autorità
ecclesiasticae erecta habere debet propria ecclesiastica competente, deve avere i propri
statuta ab auctoritate, quae ad eandem statuti approvati dall'autorità che è competente ad
personam iuridicam erigendam competens est, erigere la stessa persona giuridica.
approbata.

§ 2. Firmo iure communi in statutis, ut approbari § 2. Fermo restando il diritto comune, negli
possint, de sequentibus pressius providendum statuti, perché possano essere approvati,
est: bisogna che si provveda con precisione alle cose
seguenti:

1° de fine specifico personae iuridicae; 1° al fine specifico della persona giuridica;

2° de natura personae iuridicae; 2° alla natura della persona giuridica;

3° cui competat moderatio personae iuridicae 3° a chi compete la direzione della persona
et quomodo exercenda sit; giuridica e come dev'essere esercitata;

4° quis in foro ecclesiastico et civili personam 4° a chi rappresenta la persona giuridica nel
iuridicam repraesentet; foro ecclesiastico e civile;

5° cui competat de bonis personae iuridicae 5° a chi compete disporre dei beni della
disponere et quisnam sit exsecutor in casu persona giuridica e chi sia l'esecutore in caso di
exstinctionis personae iuridicae, divisionis in estinzione della persona giuridica, di divisione in
plures personas iuridicas vel coniunctionis cum diverse persone giuridiche o di congiunzione con
aliis personis iuridicis, servatis semper altre persone giuridiche, salve sempre restando
offerentium voluntatibus necnon iuribus quaesitis. le volontà degli offerenti nonché i diritti acquisiti.

§ 3. Antequam statuta approbata sunt, persona § 3. Prima che gli statuti siano approvati, la
iuridica valide agere non potest. persona giuridica non può agire validamente.

Can. 923 - Universitas personarum in personam Can. 923 - Una totalità di persone non può
iuridicam erigi non potest nisi saltem ex tribus essere eretta in persona giuridica se non consta
personis physicis constat. almeno di tre persone fisiche.

Can. 924 - Ad actus collegiales quod attinet, nisi Can. 924 - Per quanto riguarda gli atti collegiali,
aliud iure expresse statutum est: se non è espressamente stabilito diversamente
dal diritto:

1° id vim habet iuris, quod praesente quidem 1° ha forza di diritto ciò che, presente la parte
maiore parte eorum, qui convocari debent, placuit maggiore di coloro che devono essere convocati,
parti absolute maiori eorum, qui sunt praesentes; è piaciuto alla parte assolutamente maggiore di
si vero suffragia aequalia fuerunt, praeses suo coloro che sono presenti; se invece i voti sono
suffragio paritatem dirimat; stati uguali, il presidente dirima la parità col suo
voto;
2° si vero iura quaesita singulorum tanguntur, 2° se però vengono intaccati i diritti acquisiti
consensus uniuscuiusque eorum requiritur; dei singoli, è richiesto il consenso di ciascuno di
loro;

3° circa electiones servetur can. 956. 3° per le elezioni si osservi il can. 956.

Can. 925 - Si vel unum membrum personae Can. 925 - Se sopravvive anche un solo membro
iuridicae superest et tamen ea secundum statuta di una persona giuridica ed essa tuttavia non ha
esse non desiit, exercitium omnium iurium cessato di esistere secondo gli statuti, l'esercizio
eiusdem personae iuridicae illi membro competit. di tutti i diritti della stessa persona giuridica
compete a quel membro.

Can. 926 - § 1. Nisi aliter iure cautum est, bona Can. 926 - § 1. Se non è disposto diversamente
et iura personae iuridicae, quae membris caret, dal diritto, i beni e i diritti della persona giuridica
illius auctoritatis cura conservari, administrari vel che è priva di membri devono essere conservati,
exerceri debent, cui in casu exstinctionis de amministrati ed esercitati a cura dell’autorità a
eisdem statuere competit; haec auctoritas debet cui compete, in caso di estinzione, di disporre dei
ad normam iuris fideli impletioni providere medesimi; questa autorità deve provvedere, a
onerum, quae illa bona gravant, necnon curare, norma di diritto, al fedele adempimento degli
ut fundatorum vel oblatorum voluntas adamussim oneri che gravano quei beni, come pure deve
servetur. prendersi cura che la volontà dei fondatori o degli
offerenti sia rigorosamente rispettata.

§ 2. Ascriptio membrorum huius personae § 2. L’ascrizione di membri di questa persona


iuridicae salvis normis iuris ab illa auctoritate fieri giuridica, nel rispetto delle norme del diritto, può,
potest et secundum casus debet, cui eiusdem e secondo i casi, deve essere fatta da quella
personae immediata cura competit; idem autorità alla quale compete la cura immediata
servetur, si membra, quae remanent, ascriptionis della stessa persona; la stessa cosa si osservi se
peragendae iure incapacia sunt. i membri che rimangono sono incapaci per diritto
di compiere l’ascrizione.

§ 3. Nominatio administratorum universitatis § 3. La nomina degli amministratori di una totalità


rerum, si ad normam iuris fieri non potest, ad di cose, se non può essere fatta a norma di
auctoritatem immediate superiorem devolvitur; diritto, viene devoluta all’autorità
eidem auctoritati onus incumbit administrationis immediatamente superiore; la stessa autorità ha
ad normam § 1, donec idoneum administratorem l’onere dell’amministrazione a norma del § 1,
nominaverit. finché non sia stato nominato un amministratore
idoneo.

Can. 927 - § 1. Persona iuridica natura sua Can. 927 - § 1. La persona giuridica di sua natura
perpetua est; tamen exstinguitur, si ab auctoritate è perpetua; si estingue tuttavia se è soppressa
competenti supprimitur vel si facto per centum dalla competente autorità o se di fatto ha cessato
annorum spatium esse desiit. di esistere per lo spazio di cento anni.

§ 2. Persona iuridica supprimi potest nonnisi § 2. La persona giuridica non può essere
gravi de causa consultis eiusdem moderatoribus soppressa se non per grave causa, dopo aver
et servatis, quae in statutis de casu suppressionis consultato i suoi moderatori e osservando ciò che
praescribuntur. è prescritto negli statuti sul caso di soppressione.

Can. 928 - Salvis casibus iure communi Can. 928 - Salvi restando i casi espressi nel
expressis: diritto comune:

1° Patriarchae est consulta Synodo 1° compete al Patriarca, consultato il Sinodo


permanenti supprimere personas iuridicas ab permanente, sopprimere le persone giuridiche da
ipso erectas vel approbatas; de consensu vero lui stesso erette o approvate; col consenso
Synodi Episcoporum Ecclesiae patriarchalis invece del Sinodo dei Vescovi della Chiesa
Patriarcha quamvis personam iuridicam patriarcale, il Patriarca può sopprimere qualsiasi
supprimere potest illis exceptis, quae a Sede persona giuridica, a eccezione di quelle che sono
Apostolica erectae vel approbatae sunt; state erette o approvate dalla Sede Apostolica;

2° Episcopi eparchialis est consulto collegio 2° compete al Vescovo eparchiale, consultato


consultorum eparchialium illas personas iuridicas il collegio dei consultori eparchiali, sopprimere
supprimere, quas ipse erexit, nisi ab auctoritate quelle persone giuridiche che egli stesso ha
superiore approbatae sunt; eretto, a meno che non siano state approvate
dall'autorità superiore;

3° in ceteris casibus, qui personas iuridicas 3° in tutti gli altri casi, colui che erige le
erigit, eas supprimere valide non potest, nisi persone giuridiche non può validamente
consensus auctoritatis superioris accedit. sopprimerle se non si aggiunge il consenso
dell'autorità superiore.

Can. 929 - Diviso territorio personae iuridicae ita, Can. 929 - Se il territorio di una persona giuridica
ut vel illius pars alii personae iuridicae uniatur vel viene diviso in modo che o una parte di esso sia
distincta persona iuridica pro parte dismembrata unita a un'altra persona giuridica, o per la parte
erigatur, etiam bona communia, quae in dismembrata sia eretta una nuova persona
commodum totius territorii erant destinata, et giuridica, devono essere divisi, secondo l'onesto
debita, quae pro toto territorio contracta erant, ab e il giusto, anche i beni comuni che erano
auctoritate, cui divisio competit, ex bono et aequo destinati a vantaggio dell'intero territorio e i debiti
dividi debent salvis omnibus et singulis che erano stati contratti per l'intero territorio,
obligationibus itemque salvis piorum fundatorum dall'autorità a cui compete la divisione,
vel oblatorum voluntatibus, iuribus quaesitis ac rimanendo salvi tutti e singoli gli obblighi, come
statutis, quibus persona iuridica regitur. pure salve le volontà dei fondatori o dei pii
offerenti, i diritti acquisiti e gli statuti con cui la
persona giuridica è regolata.

Can. 930 - Exstincta persona iuridica eius bona Can. 930 - Estinta la persona giuridica, i suoi
fiunt personae iuridicae immediate superioris beni diventano [proprietà] della persona giuridica
salvis semper fundatorum vel oblatorum immediatamente superiore, salve restando
voluntatibus, iuribus quaesitis ac statutis, quibus sempre le volontà dei fondatori o degli offerenti, i
exstincta persona iuridica regebatur. diritti acquisiti e gli statuti con cui la persona
giuridica estinta era regolata.

CAPUT II DE ACTIBUS IURIDICIS CAPITOLO II GLI ATTI GIURIDICI

Can. 931 - § 1. Ad validitatem actus iuridici Can. 931 - § 1. Per la validità di un atto giuridico
requiritur, ut a persona habili et competenti sit si richiede che esso sia stato posto da una
positus atque in eodem assint, quae actum ipsum persona abile e competente e inoltre che nello
essentialiter constituunt, necnon sollemnia, et stesso ci siano le cose che costituiscono
requisita iure ad validitatem actus imposita. essenzialmente l'atto stesso, come pure le
formalità e i requisiti imposti dal diritto per la
validità dell'atto.

§ 2. Actus iuridicus circa sua elementa externa § 2. L'atto giuridico posto a norma del diritto, a
ad normam iuris positus praesumitur validus. riguardo ai suoi elementi esterni, si presume
valido.

Can. 932 - § 1. Actus iuridicus positus ex vi ab Can. 932 - § 1. L'atto giuridico posto per violenza
extrinseco personae illata, cui ipsa nequaquam inferta dall'esterno a una persona, a cui essa in
resistere potuit, pro nullo habetur. nessun modo poté resistere, è da ritenere nullo.

§ 2. Actus iuridicus positus ex alia vi vel metu § 2. L'atto giuridico posto per un'altra violenza o
gravi et iniuste incusso aut ex dolo valet, nisi per timore grave e ingiustamente incusso, oppure
aliter iure cavetur; sed potest a iudice per per dolo, vale se non è disposto diversamente;
sententiam rescindi sive ad petitionem partis ma può essere rescisso dal giudice per sentenza,
laesae eiusve in iure successorum sive ex offcio. sia su istanza della parte lesa o dei suoi
successori nel diritto, sia d'ufficio.

Can. 933 - Actus iuridicus positus ex ignorantia Can. 933 - L'atto giuridico posto per ignoranza
aut ex errore, qui versatur circa id, quod eius oppure per errore che verte su ciò che costituisce
substantiam constituit, aut qui recidit in la sua sostanza oppure che ricade nella
condicionem sine qua non, nullus est; secus condizione sine qua non, è nullo; altrimenti vale,
valet, nisi aliter iure cavetur, sed actus iuridicus a meno che non sia disposto diversamente dal
ex ignorantia aut ex errore positus locum dare diritto, ma l'atto giuridico posto per ignoranza o
potest actioni rescissoriae ad normam iuris. errore può dare luogo all'azione rescissoria a
norma del diritto.

Can. 934 - § 1. Si iure statuitur ad actum Can. 934 - § 1. Se è stabilito dal diritto che, per
iuridicum ponendum auctoritatem indigere porre un atto giuridico, l’autorità ha bisogno del
consensu aut consilio alicuius personarum consenso oppure del consiglio di qualche gruppo
coetus, convocari debet coetus ad normam di persone, il gruppo deve essere convocato a
can. 948, nisi aliter iure particulari cavetur pro norma del can. 948, a meno che non sia disposto
casibus ab eodem iure statutis, in quibus de diversamente dal diritto particolare per i casi
consilio tantum exquirendo agitur; ut autem actus stabiliti dallo stesso diritto nei quali si tratta
iuridicus valeat requiritur, ut obtineatur consensus solamente di chiedere un consiglio; ma perché
partis absolute maioris eorum, qui sunt l’atto giuridico abbia valore, si richiede che sia
praesentes, aut omnium exquiratur consilium, ottenuto il consenso della parte assolutamente
firma § 2, n. 3. maggiore di coloro che sono presenti, oppure che
si chieda il consiglio di tutti, fermo restando il § 2,
n. 3.

§ 2. Si iure statuitur ad actum iuridicum § 2. Se è stabilito dal diritto che per porre un atto
ponendum auctoritatem indigere consensu aut giuridico l’autorità necessita del consenso
consilio aliquarum personarum, ut singularum: oppure del consiglio di alcune persone come
singole:

1° si consensus exigitur, invalidus est actus 1° se si esige il consenso, è invalido l’atto


iuridicus auctoritatis consensum earum giuridico dell’autorità che non richiede il
personarum non exquirentis aut contra earum vel consenso di quelle persone, oppure che agisce
alicuius votum agentis; contro il loro voto o il voto di qualcuno;

2° si consilium exigitur, invalidus est actus 2° se si esige il consiglio, è invalido l’atto


iuridicus auctoritatis easdem personas non giuridico dell’autorità che non consulta le stesse
consulentis; persone;

3° auctoritas, quamvis nulla obligatione 3° l’autorità, quantunque non sia obbligata di


teneatur accedendi ad earundem consilium, etsi accedere al loro consiglio, anche se concorde,
concors, tamen sine praevalenti ratione, suo tuttavia, senza una ragione prevalente da
iudicio aestimanda, ab earundem consilio valutare col proprio giudizio, non si discosti dal
praesertim concordi ne discedat. loro consiglio specialmente se concorde.

§ 3. Illis, quorum consensus aut consilium § 3. A coloro a cui viene richiesto il consenso o il
requiritur, auctoritas, quae consensu vel consilio consiglio, l’autorità che necessita del consenso o
indiget, informationes necessarias praebere et del consiglio deve fornire le necessarie
eorum liberam mentis manifestationem omni informazioni e tutelare in ogni modo la loro libera
modo tueri debet. manifestazione di pensiero.

§ 4. Omnes, quorum consensus aut consilium § 4. Tutti coloro, il cui consenso o consiglio è
requiritur, obligatione tenentur sententiam suam richiesto, hanno l’obbligo di esprimere
sincere proferendi atque secretum servandi, quae sinceramente il loro parere e inoltre di osservare
quidem obligatio ab auctoritate urgeri potest. il segreto; questo obbligo può anche essere fatto
valere dall’autorità.

Can. 935 - Quicumque illegitime actu iuridico Can. 935 - Chiunque danneggia illegittimamente
immo quovis alio actu dolo vel culpa posito alii un altro con un atto giuridico, anzi con qualsiasi
damnum infert, obligatione tenetur damnum altro atto posto per dolo o colpa, ha l'obbligo di
illatum reparandi. riparare il danno arrecato.

TITULUS XX DE OFFICIIS TITOLO XX GLI UFFICI

Can. 936 - § 1. In Ecclesia officium est quodlibet Can. 936 - § 1. L’ufficio nella Chiesa è
munus ab ipso Domino vel ab auctoritate qualunque incarico, costituito stabilmente dal
competenti stabiliter constitutum in finem Signore stesso o dall’autorità competente, che
spiritualem exercendum. dev’essere esercitato per un fine spirituale.

§ 2. Iura et obligationes singulis officiis propria § 2. I diritti e i doveri propri ai singoli uffici sono
determinantur eo iure, quo officium constituitur, determinati da quel diritto col quale è costituito
vel decreto auctoritatis competentis. l’ufficio o dal decreto dell’autorità competente.

§ 3. Auctoritatis, cuius est officium constituere, § 3. E’ compito dell’autorità che costituisce


est etiam illud immutare, supprimere et de eius l’ufficio anche quello di cambiarlo, sopprimerlo e
provisione canonica providere, nisi aliter iure provvedere alla sua provvisione canonica, a
expresse cavetur vel ex natura rei constat. meno che non sia espressamente disposto
diversamente dal diritto o se non consti dalla
natura della cosa.

Can. 937 - § 1. Qui officium erigit, curare debet, Can. 937 - § 1. Colui che erige l'ufficio deve
ut praesto sint media ad eiusdem implementum anche aver cura che siano disponibili i mezzi
necessaria utque prospiciatur iustae necessari per l'adempimento dello stesso e
remunerationi eorum, qui officio funguntur. provvedere alla giusta rimunerazione di coloro
che esercitano l'ufficio.

§ 2. Iure particulari uniuscuiusque Ecclesiae sui § 2. Dal diritto particolare di ciascuna Chiesa sui
iuris pressius determinetur modus, quo haec iuris venga determinato più dettagliatamente il
praescripta ad effectum deducantur, nisi de modo con cui queste prescrizioni siano portate ad
quibusdam iure communi iam provisum est. effetto, a meno che per qualcuna non sia già
stato provveduto dal diritto comune.

CAPUT I DE PROVISIONE CANONICA CAPITOLO I LA PROVVISIONE CANONICA


OFFICIORUM DEGLI UFFICI

Can. 938 - Officium sine provisione canonica Can. 938 - Un ufficio non può essere validamente
valide obtineri non potest. ottenuto senza la provvisione canonica.

Can. 939 - Provisio canonica officii fit: Can. 939 - La provvisione canonica di un ufficio
si fa:

1° per liberam collationem ab auctoritate 1° per libero conferimento fatto dall'autorità


competenti factam; competente;

2° si praecessit electio, per eius 2° se l'ha preceduta un'elezione, per


confirmationem vel, si electio non eget conferma della stessa o, se l'elezione non ha
confirmatione, per electi acceptationem; bisogno di conferma, per accettazione dell'eletto;

3° si praecessit postulatio, per eius 3° se l'ha preceduta una postulazione, per


admissionem. l'ammissione di essa.
Can. 940 - § 1. Ut quis ad officium promoveatur, Can. 940 - § 1. Perché uno sia promosso a un
debet esse idoneus, scilicet eis qualitatibus ufficio, deve essere idoneo, cioè provvisto di
praeditus, quae iure requiruntur. quelle qualità che sono richieste dal diritto.

§ 2. Quoties provisus caret qualitatibus requisitis, § 2. Quando il provveduto manca delle qualità
provisio est nulla solummodo, si ita iure cautum richieste, la provvisione è nulla soltanto se così è
est; secus est valida, sed rescindi potest per disposto dal diritto; altrimenti è valida, ma può
decretum auctoritatis competentis aequitate essere rescissa con decreto dell'autorità
servata. competente nel rispetto dell'equità.

Can. 941 - Provisio canonica, cui nullus terminus Can. 941 - La provvisione canonica per la quale
est iure praescriptus, numquam differatur ultra non è prescritto dal diritto alcun termine, non sia
sex menses utiles ab accepta notitia de officii mai differita oltre sei mesi utili, da computare dal
vacatione computandos. ricevimento della notizia della vacanza dell'ufficio.

Can. 942 - Nemini conferantur duo vel plura Can. 942 - A nessuno siano conferiti due o più
officia, quae una simul ab eodem congrue impleri uffici che non possono essere espletati insieme
non possunt, nisi adest vera necessitas. convenientemente dallo stesso, a meno che non
vi sia una vera necessità.

Can. 943 - § l. Provisio officii, quod de iure non Can. 943 - § 1. La provvisione di un ufficio che
vacat, ipso iure nulla est nec subsequenti officii non è vacante di diritto, è nulla per il diritto stesso
vacatione convalidatur. e non viene convalidata con la successiva
vacanza dell'ufficio.

§ 2. Si vero agitur de officio, quod de iure ad § 2. Se si tratta invece di un ufficio che per diritto
tempus determinatum confertur, provisio viene conferito a tempo determinato, la
canonica intra sex menses, antequam hoc provvisione canonica può essere fatta entro sei
tempus elapsum est, fieri potest et effectum mesi prima che sia scaduto questo tempo e ha
habet a die officii vacationis. effetto dal giorno della vacanza dell'ufficio.

§ 3. Promissio alicuius officii, a quocumque est § 3. La promessa di qualche ufficio, da chiunque


facta, nullum effectum canonicum habet. sia stata fatta, non ha nessun effetto canonico.

Can. 944 - Officium de iure vacans, quod forte ab Can. 944 - Un ufficio vacante di diritto, che
aliquo illegitime possidetur, conferri potest, eventualmente sia posseduto illegittimamente da
dummodo ad normam iuris declaratum sit eam qualcuno, può essere conferito purché sia stato
possessionem non esse canonicam et de hac dichiarato a norma di diritto che quel possesso
declaratione mentio fiat in litteris collationis. non è canonico e si faccia menzione di questa
dichiarazione nella lettera di conferimento.

Can. 945 - Qui, alium neglegentem vel impeditum Can. 945 - Chi conferisce un ufficio, sostituendosi
supplens, officium confert, nullam inde a un altro che lo trascura o è impedito, non
potestatem acquirit in personam, cui collatum est, acquista con ciò nessuna potestà sulla persona a
sed huius condicio iuridica eadem est, ac si cui l'ha conferito, ma la condizione giuridica di
provisio canonica ad ordinariam normam iuris essa è la stessa come se la provvisione canonica
facta esset. fosse stata fatta secondo la norma ordinaria del
diritto.

Can. 946 - Officii provisio facta ex metu gravi Can. 946 - La provvisione di un ufficio fatta per
iniuste incusso, dolo, errore substantiali vel timore grave incusso ingiustamente, per dolo, per
simoniace ipso iure nulla est. errore sostanziale o per simonia è nulla per il
diritto stesso.

Art. I DE ELECTIONE Art. I La elezione

Can. 947 - § 1. Si cui coetui est ius eligendi ad Can. 947 - § 1. Se qualche gruppo ha il diritto di
officium, electio, nisi aliter iure cautum est, eleggere a un ufficio, se non è stato disposto
numquam differatur ultra trimestre utile ab diversamente dal diritto, la elezione non sia mai
accepta notitia de officii vacatione computandum; differita oltre un trimestre utile, da computare dal
quo termino inutiliter elapso auctoritas ricevimento della notizia sulla vacanza dell'ufficio;
competens, cui ius confirmandi electionem vel ius trascorso inutilmente questo termine, l'autorità
providendi successive competit, officio vacanti competente, a cui compete il diritto di confermare
libere provideat. l'elezione o che ha il diritto di provvedervi
successivamente, provveda liberamente all'ufficio
vacante.

§ 2. Auctoritas competens officio vacanti libere § 2. L'autorità competente può provvedere


providere potest etiam si coetus ius eligendi alio liberamente all'ufficio vacante anche se il gruppo
modo amisit. ha perso in altro modo il diritto di eleggere.

Can. 948 - § 1. Salvo iure particulari coetus Can. 948 - § 1. Salvo restando il diritto
praeses electores convocet loco ac tempore ipsis particolare, il presidente del gruppo convochi gli
convenienti; convocatio, si personalis esse debet, elettori nel luogo e nel tempo conveniente per
valet, si fit vel in loco domicilii aut quasi-domicilii essi; la convocazione, se deve essere personale,
vel in loco commorationis. vale se è fatta o nel luogo del domicilio oppure
del quasi-domicilio, o nel luogo di residenza.

§ 2. Si quis ex vocandis neglectus et ideo absens § 2. Se qualcuno di coloro che devono essere
est, electio valet, sed ad eius petitionem debet chiamati è stato trascurato e perciò è assente, la
probata praeteritione et absentia ab auctoritate elezione è valida, ma a sua richiesta, una volta
competenti rescindi etiam post confirmationem, provata l'omissione e l'assenza, deve essere
dummodo ad normam iuris constet recursum rescissa dall'autorità competente anche dopo la
saltem intra triduum ab accepta notitia de conferma, purché consti a norma di diritto che il
electione computandum interpositum esse. ricorso è stato interposto almeno entro tre giorni
da computare dal ricevimento della notizia sulla
elezione.

§ 3. Si vero plures quam tertia pars electorum § 3. Se poi più di un terzo degli elettori fosse
neglecti sunt, electio est ipso iure nulla, nisi stato trascurato, la elezione è nulla per il diritto
omnes neglecti reapse interfuerunt. stesso, a meno che tutti i trascurati non siano
realmente intervenuti.

Can. 949 - § 1. Convocatione canonice facta ius Can. 949 - § 1. Fatta canonicamente la
suffragium ferendi pertinet ad eos, qui praesentes convocazione, il diritto di dare il voto appartiene a
sunt loco et die in convocatione statutis excluso coloro che sono presenti nel luogo e nel giorno
iure valide ferendi suffragia per epistulam vel stabiliti nella convocazione, escluso il diritto di
procuratorem, nisi aliter iure cavetur. dare validamente il voto a mezzo di lettera o di
procuratore, a meno che non sia disposto
diversamente dal diritto.

§ 2. Si quis ex electoribus praesens in domo est, § 2. Se qualcuno degli elettori è presente nella
in qua fit electio, sed electioni ob infirmam casa in cui avviene la elezione, ma per malferma
valetudinem interesse non potest, suffragium eius salute non può partecipare alla elezione, il suo
scriptum a scrutatoribus exquiratur. voto scritto sia richiesto dagli scrutatori.

Can. 950 - Etsi quis plures ob titulos ius Can. 950 - Anche se qualcuno ha diritto di dare il
suffragium nomine proprio ferendi habet, non voto per diversi titoli a nome proprio, non può
potest nisi unum ferre. darne se non uno solo.

Can. 951 - Nemo coetui extraneus admitti potest Can. 951 - Nessun estraneo al gruppo può
ad suffragium ferendum; secus electio ipso iure essere ammesso a dare il voto, altrimenti la
nulla est. elezione è nulla per il diritto stesso.
Can. 952 - Si libertas in electione quoquo modo Can. 952 - Se la libertà nella elezione è impedita
impedita est, electio ipso iure nulla est. in qualsiasi modo, la elezione è nulla per il diritto
stesso.

Can. 953 - § 1. Inhabilis est suffragium ferendi: Can. 953 - § 1. E' inabile a dare il voto:

1° incapax actus humani; 1° l'incapace di atto umano;

2° carens voce activa; 2° chi manca di voce attiva;

3° qui fidem catholicam publice abiecit vel a 3° chi ha abbandonato pubblicamente la fede
communione cum Ecclesia catholica publice cattolica o è venuto meno pubblicamente alla
defecit. comunione con la Chiesa cattolica.

§ 2. Si qui ex praedictis admittitur, eius § 2. Se qualcuno dei predetti viene ammesso, il


suffragium est nullum, sed electio valet, nisi suo voto è nullo, ma la elezione è valida, a meno
constat eo dempto electum non rettulisse che non consti che, tolto quel voto, l'eletto non ha
requisitum numerum suffragiorum. riportato il numero richiesto di voti.

Can. 954 - § 1. Suffragium est nullum, nisi est: Can. 954 - § 1. Il voto è nullo se non è:

1° liberum, et ideo nullum est suffragium, si 1° libero, e perciò è nullo il voto se l'elettore è
elector metu gravi aut dolo directe vel indirecte stato costretto da grave timore oppure per dolo,
adactus est ad eligendam certam personam aut direttamente o indirettamente, a eleggere una
plures disiunctim; certa persona o più persone dis- giuntamente;

2° secretum, certum, absolutum, 2° segreto, certo, assoluto, determinato; è


determinatum reprobata contraria consuetudine. riprovata la consuetudine contraria.

§ 2. Condiciones ante electionem suffragio § 2. Le condizioni apposte al voto prima della


appositae tamquam non adiectae habentur. elezione si ritengano come non aggiunte.

Can. 955 - § 1. Antequam incipit electio, Can. 955 - § 1. Prima che inizi la elezione, siano
designentur ex gremio coetus duo saltem designati all'interno del gruppo almeno due
scrutatores. scrutatori.

§ 2. Scrutatores suffragia colligant et coram § 2. Gli scrutatori raccolgono i voti e davanti al


praeside electionis inspiciant, an schedularum presidente della elezione esaminino se il numero
numerus respondeat numero electorum, suffragia delle schede corrisponda al numero degli elettori;
ipsa scrutentur palamque faciant, quot quisque procedano allo scrutinio dei voti stessi e facciano
rettulerit. sapere a tutti, quanti voti ciascuno abbia
riportato.

§ 3. Si numerus suffragiorum non aequatur § 3. Se il numero dei voti non è uguale al numero
numero eligentium, nihil est actum. degli elettori, non si è fatto nulla.

§ 4. Schedulae statim peracto unoquoque § 4. Appena terminato ogni scrutinio, o dopo la


scrutinio vel post sessionem, si in eadem sessione se nella stessa sessione ci sono più
sessione habentur plura scrutinia, destruantur. scrutini, le schede siano distrutte.

§ 5. Omnia electionis acta ab eo, qui actuarii § 5. Tutti gli atti della elezione siano descritti
munere fungitur, accurate describantur et, accuratamente da colui che espleta la funzione di
postquam coram electoribus perlecta sunt, attuario e, dopo essere stati letti per intero
saltem ab eodem actuario, praeside ac davanti agli elettori, siano sottoscritti almeno dallo
scrutatoribus subscribantur atque in archivo stesso attuario, dal presidente e dagli scrutatori e
coetus asserventur. inoltre siano conservati nell'archivio del gruppo.
Can. 956 - § 1. In electionibus, nisi aliter iure Can. 956 - § 1. Nelle elezioni, se non è disposto
communi cavetur, id vim iuris habet, quod diversamente dal diritto comune, ha valore
praesente quidem maiore parte eorum, qui giuridico, se è presente la parte maggiore di
convocari debent, placuit parti absolute maiori coloro che devono essere convocati, ciò che è
eorum, qui sunt praesentes, aut post duo piaciuto alla parte assolutamente maggiore di
inefficacia scrutinia parti relative maiori in tertio coloro che sono presenti, oppure, dopo due
scrutinio; si vero suffragia aequalia fuerunt post scrutini inefficaci, alla parte relativamente
tertium scrutinium, electus habeatur aetate maggiore nel terzo scrutinio; se però dopo il terzo
senior, nisi agitur de electionibus inter solos scrutinio i voti sono stati uguali, si ritenga eletto il
clericos vel religiosos, quibus in casibus electus più anziano d'età, a meno che non si tratti di
habeatur sacra ordinatione senior vel inter elezioni tra soli chierici o religiosi, nei quali casi si
religiosos prima professione senior. ritenga eletto il più anziano per sacra ordinazione
o tra i religiosi il più anziano per prima
professione.

§ 2. Praesidis electionis est electum praclamare. § 2. E' compito del presidente dell'elezione
proclamare l'eletto.

Can. 957 - § 1. Electio scripto vel alio legitimo Can. 957 - § 1. La elezione dev'essere intimata
modo statim intimanda est electo. subito, per iscritto o con altro modo legittimo,
all'eletto.

§ 2. Electus debet intra octiduum utile a, recepta § 2. L'eletto, entro otto giorni utili da computare
intimatione computandum manifestare praesidi dal ricevimento dell'intimazione, deve manifestare
coetus, utrum electionem acceptet necne; secus al presidente del gruppo se accetta l'elezione
electio effectum non habet. oppure no, altrimenti l'elezione non ha effetto.

§ 3. Si electus non acceptat, omne ius ex § 3. Se l'eletto non accetta, perde ogni diritto
electione ortum amittit nec electio subsequenti sorto dalla elezione e la elezione non viene
acceptatione convalidatur; rursus autem eligi convalidata dalla successiva accettazione; può
potest; coetus intra mensem a cognita notitia de tuttavia essere eletto nuovamente; il gruppo deve
electione non acceptata computandum ad novam procedere a una nuova elezione entro un mese
electionem procedere debet. da computare dal ricevimento della notizia della
elezione non accettata.

Can. 958 - Electus acceptatione electionis, si Can. 958 - L'eletto con l'accettazione della
confirmatione non eget, officium pleno iure statim elezione, se non ha bisogno di conferma, ottiene
obtinet, nisi aliter iure cavetur; secus non acquirit subito di pieno diritto l'ufficio, a meno che non sia
nisi ius ad exigendam confirmationem electionis. disposto diversamente dal diritto; altrimenti non
acquisisce se non il diritto a esigere la conferma
della elezione.

Can. 959 - § 1. Electus, si electio confirmatione Can. 959 - § 1. L'eletto, se la elezione ha bisogno
indiget, debet non ultra octo dies a die di conferma, deve, non oltre otto giorni da
acceptatae electionis computandos computare dal giorno dell'accettazione della
confirmationem ab auctoritate competenti petere elezione, chiedere personalmente o per mezzo di
per se vel per alium; secus omni iure ex electione un altro, la conferma dall'autorità competente;
orto privatur, nisi probat se a petenda altrimenti viene privato di ogni diritto sorto dalla
confirmatione iusto impedimento fuisse detentum. elezione, a meno che non provi che è stato
trattenuto da un giusto impedimento dal chiedere
la conferma.

§ 2. Ante acceptam confirmationem electo non § 2. Prima di ricevere la conferma non è lecito
licet se immiscere administrationi officii et actus all'eletto di immischiarsi nell'amministrazione
ab eo forte positi nulli sunt. dell'ufficio e gli atti eventualmente da lui posti
sono nulli.
Can. 960 - § 1. Auctoritati competenti, si electum Can. 960 - § 1. All'autorità competente, se trova
repperit idoneum et electio ad normam iuris idoneo l'eletto e la elezione è stata fatta a norma
peracta est, confirmationem denegare non licet. di diritto, non è lecito negare la conferma.

§ 2. Recepta confirmatione electus pleno iure § 2. Ricevuta la conferma, l'eletto ottiene di pieno
officium obtinet, nisi aliter iure cavetur. diritto l'ufficio, a meno che non sia disposto
diversamente dal diritto.

Art. II DE POSTULATIONE Art. II La postulazione

Can. 961 - Electores; si electioni illius, quem Can. 961 - Gli elettori, se all'elezione di colui che
aptiorem putant ac praeferunt, impedimentum ritengono più adatto e che preferiscono si oppone
canonicum obest, a quo dispensari potest, suis un impedimento canonico dal quale si può
suffragiis eum possunt, nisi aliter iure cavetur, ab dispensare, possono postularlo coi loro voti
auctoritate competenti postulare. dall'autorità competente, se non è disposto
diversamente dal diritto.

Can. 962 - Ut postulatio vim habeat, saltem duae Can. 962 - Perché la postulazione abbia valore,
ex tribus partibus suffragiorum requiruntur; secus sono richiesti almeno due terzi dei voti; altrimenti
ad electionem procedatur, ac si nihil actum sit. si proceda all'elezione, come se niente fosse
stato fatto.

Can. 963 - § 1. Coetus postulationem quam Can. 963 - § 1. Il gruppo deve inviare al più
primum nec ultra octo dies mittere debet ad presto, e non oltre otto giorni, la postulazione
auctoritatem competentem, ad quam pertinet all'autorità competente alla quale spetta
electionem confirmare; quae auctoritas, si confermare l'elezione; se questa autorità non ha
potestatem ab impedimento dispensandi non la potestà di dispensare dall'impedimento e vuole
habet et postulationem admittere vult, ammettere la postulazione, deve ottenere la
dispensationem ab auctoritate competenti dispensa dall'autorità competente; se non è
obtinere debet; si non requiritur confirmatio, richiesta la conferma, la postulazione deve
postulatio mitti debet ad auctoritatem essere inviata all'autorità competente a
competentem ad dispensationem concedendam. concedere la dispensa.

§ 2. Si intra praescriptum tempus postulatio § 2. Se la postulazione non è stata inviata entro il


missa non est, ipso iure nulla est et coetus pro ea tempo prescritto, essa è nulla per il diritto stesso
vice ius eligendi amittit, nisi probat se a mittenda e il gruppo perde per quella volta il diritto di
postulatione iusto impedimento detentum fuisse. eleggere, a meno che non dimostri che è stato
trattenuto dall'inviare la postulazione da un giusto
impedimento.

§ 3. Postulato nullum ius acquiritur ex § 3. Il postulato non acquista alcun diritto con la
postulatione; quam admittendi auctoritas postulazione; l'autorità competente non ha alcun
competens obligatione non tenetur. obbligo di ammetterla.

§ 4. Postulationem ad auctoritatem competentem § 4. Gli elettori non possono revocare la


missam electores revocare non possunt. postulazione inviata all'autorità competente.

Can. 964 - § 1. Non admissa ab auctoritate Can. 964 - § 1. Se la postulazione non è


competenti postulatione ius eligendi ad coetum ammessa dell'autorità competente, il diritto di
redit. elezione ritorna al gruppo.

§ 2. Admissio vero postulationis statim intimetur § 2. L'ammissione invece della postulazione sia
postulato et servetur can. 957, §§ 2 et 3. intimata subito al postulato e si osservi il
can. 957, §§ 2 e 3.

§ 3. Qui admissam postulationem acceptat, pleno § 3. Colui che accetta la postulazione ammessa
iure statim officium obtinet. ottiene subito l'ufficio di pieno diritto.

CAPUT II DE ADMISSIONE OFFICII CAPITOLO II LA PERDITA DELL'UFFICIO

Can. 965 - § 1. Amittitur officium praeter alios Can. 965 - § 1. Si perde l'ufficio, oltre agli altri
casus iure praescriptos elapso tempore casi prescritti dal diritto, con lo scadere del tempo
determinato, expleta aetate iure definita, determinato, raggiunta l'età definita dal diritto,
renuntiatione, translatione, amotione necnon con la rinuncia, il trasferimento, l'amozione e
privatione. anche con la privazione.

§ 2. Resoluto quovis modo iure auctoritatis, a qua § 2. Terminato in qualsiasi modo il diritto
est collatum, officium non amittitur, nisi aliter iure dell'autorità dalla quale è stato conferito, l'ufficio
cavetur. non si perde, a meno che non sia disposto
diversamente dal diritto.

§ 3. Elapso tempore determinato vel expleta § 3. Trascorso il tempo determinato o raggiunta


aetate iure definita amissio officii effectum habet l'età definita dal diritto, la perdita dell'ufficio ha
tantum a momento, quo ab auctoritate effetto soltanto dal momento in cui è stata
competenti scripto intimata est. intimata per iscritto dall'autorità competente.

§ 4. Ei, qui ob expletam aetatem iure definitam § 4. A colui che perde l'ufficio per il
aut renuntiationem offcium amittit, titulus emeriti raggiungimento dell'età definita dal diritto, oppure
conferri potest. per la rinuncia, può essere conferito il titolo di
emerito.

Can. 966 - Amissio officii, quae effectum sortita Can. 966 - La perdita dell'ufficio che ha sortito
est, quam primum omnibus nota fiat, quibus effetto sia resa nota al più presto a tutti coloro ai
aliquod ius in provisione canonica officii competit. quali compete qualche diritto nella provvisione
canonica dell'ufficio.

Art. I DE RENUNTIATIONE Art. I La rinuncia

Can. 967 - Qui sui compos est, potest officio Can. 967 - Chi è responsabile dei suoi atti, può
iusta de causa renuntiare. rinunciare all'ufficio per giusta causa.

Can. 968 - Renuntiatio facta ex metu gravi et Can. 968 - La rinuncia fatta per timore grave e
iniuste incusso, dolo, errore substantiali aut incusso ingiustamente, per dolo, per errore
simoniace ipso iure nulla est. sostanziale oppure per simonia è nulla per il
diritto stesso.

Can. 969 - Renuntiatio, ut valeat, scripto vel Can. 969 - Perché la rinuncia abbia valore
coram duobus testibus auctoritati fieri debet, cui dev'essere fatta per iscritto o alla presenza di due
provisio canonica officii, de quo agitur, competit; testimoni, all'autorità a cui compete la provvisione
nisi acceptatione eget, statim effectum sortitur. canonica dell'ufficio di cui si tratta; se non ha
bisogno di accettazione, ha effetto immediato.

Can. 970 - § 1. Renuntiatio, quae acceptatione Can. 970 - § 1. La rinuncia che ha bisogno di
eget, effectum sortitur, postquam renuntianti accettazio- ne ha effetto dopo che è stata
acceptatio renuntiationis intimata est; si vero intra intimata al rinunciante l'accettazione della
tres menses renuntianti acceptatio renuntiationis rinuncia; se però entro tre mesi l'accettazione
intimata non est, renuntiatio omni vi caret. della rinuncia non è stata intimata al rinunciante,
la rinuncia non ha alcun valore.

§ 2. Renuntiatio nonnisi antequam eius § 2. La rinuncia può essere revocata dal


acceptatio intimata est, a renuntiante revocari rinunciante solamente prima che la sua
potest. accettazione sia stata intimata.
§ 3. Auctoritas renuntiationem iusta et § 3. L'autorità non accetti la rinuncia se non è
proportionata causa non innixam ne acceptet. fondata su una giusta e proporzionata causa.

Can. 971 - Ille, qui officio renuntiavit, idem Can. 971 - Colui che ha rinunciato all'ufficio può
officium alio ex titulo consequi potest. conseguire lo stesso ufficio per un altro titolo.

Art. II DE TRANSLATIONE Art. II Il trasferimento

Can. 972 - § 1. Translatio ab eo tantum fieri Can. 972 - § 1. Il trasferimento può essere fatto
potest, qui ius habet providendi officio, quod soltanto da colui che ha il diritto di provvedere
amittitur, et simul officio, quod confertur. all’ufficio che si perde e insieme all’ufficio che
viene conferito.

§ 2. Si translatio fit invito eo, qui officium detinet, § 2. Se il trasferimento si fa contro la volontà di
requiritur gravis causa et servetur modus colui che detiene l’ufficio, si richiede una grave
procedendi iure praescriptus salvis normis circa causa e si osservi la procedura prescritta dal
sodales instituti religiosi vel societatis vitae diritto, salve restando le norme riguardanti i
communis ad instar religiosorum et firmo semper membri di un istituto religioso o di una società di
iure rationes contrarias exponendi. vita comune a guisa dei religiosi, e fermo
restando sempre il diritto di esporre le ragioni
contrarie.

§ 3. Translatio ut effectum sortiatur, scripto § 3. Il trasferimento, per diventare effettivo, deve


intimanda est. essere intimato per iscritto.

Can. 973 - § 1. In casu translationis prius officium Can. 973 - § 1. In caso di trasferimento, il
vacat capta possessione canonica alterius officii, precedente ufficio diventa vacante con la presa
nisi aliter iure cautum aut ab auctoritate canonica di possesso dell'altro ufficio, a meno
competenti praescriptum est. che non sia stato disposto diversamente dal
diritto, oppure non sia stato prescritto dall'autorità
competente.

§ 2. Remunerationem cum priore officio conexam § 2. Chi è trasferito percepisce la remunerazione


translatus percipit, donec alterius possessionem connessa al precedente ufficio, finché non ha
canonicam ceperit. preso possesso canonico del seguente.

Art. III DE AMOTIONE Art. III La rimozione

Can. 974 - § 1. Ab officio aliquis amovetur sive Can. 974 - § 1. Uno è rimosso dall'ufficio sia con
decreto ab auctoritate competenti legitime lato decreto emanato legittimamente dall'autorità
servatis quidem iuribus forte ex contractu competente, salvaguardando però i diritti
quaesitis sive ipso iure ad normam can. 976. eventualmente acquisiti per contratto, sia per il
diritto stesso a norma del can. 976.

§ 2. Decretum amotionis ut effectum sortiatur, § 2. Il decreto di rimozione, per diventare


scripto intimandum est. effettivo, deve essere intimato per iscritto.

Can. 975 - § 1. Nisi aliter iure cavetur, ab officio Can. 975 - § 1. A meno che non sia disposto
quod confertur ad tempus indeterminatum non diversamente dal diritto, uno non può essere
potest aliquis amoveri nisi gravi de causa et rimosso da un ufficio che è conferito a tempo
servato modo iure praescripto; idem valet, ut quis indeterminato se non per causa grave e
ab officio, quod ad tempus determinatum osservando il modo prescritto dal diritto; la stessa
confertur, amoveri possit, antequam hoc tempus cosa vale perché uno possa essere rimosso
elapsum est. dall’ufficio che è conferito a tempo determinato,
prima che questo tempo sia scaduto.

§ 2. Ab officio, quod secundum iuris praescripta § 2. Dall’ufficio che, conforme alle prescrizioni
alicui confertur ad prudentem discretionem del diritto, viene conferito a qualcuno secondo la
auctoritatis competentis, potest aliquis iusta de prudente discrezione dell’autorità competente,
causa de iudicio eiusdem auctoritatis aestimanda uno può essere rimosso per giusta causa da
amoveri aequitate servata. valutare secondo il giudizio della stessa autorità,
osservando l’equità.

Can. 976 - § 1. Ipso iure ab officio amovetur: Can. 976 - § 1. E' rimosso dall'ufficio per il diritto
stesso:

1° qui statum clericalem amisit; 1° colui che ha perso lo stato clericale;

2° qui fidem catholicam publice abiecit vel a 2° colui che ha abbandonato pubblicamente
communione cum Ecclesia catholica publice la fede cattolica o che è pubblicamente venuto
defecit; meno alla comunione con la Chiesa cattolica;

3° clericus, qui matrimonium, etsi civile 3° il chierico che ha attentato il matrimonio,


tantum, attentavit. anche se soltanto civile.

§ 2. Amotio, de qua in § 1, nn. 2 et 3, urgeri § 2. La rimozione, di cui al § 1, nn. 2 e 3, può


tantum potest, si de eadem auctoritatis essere fatta valere soltanto se di essa consta da
competentis declaratione constat. dichiarazione dell'autorità competente.

Can. 977 - Si quis non quidem ipso iure, sed per Can. 977 - Se qualcuno, non però per il diritto
decretum auctoritatis competentis amovetur ab stesso, ma mediante decreto dell'autorità
officio, quo eiusdem subsistentiae providetur competente, è rimosso dall'ufficio per mezzo del
eadem auctoritas curet, ut ipsius subsistentiae quale si provvede al suo sostentamento, la
per congruum tempus prospiciatur, nisi aliter stessa autorità abbia cura che sia assicurato il
provisum est. suo sostentamento per un periodo di tempo
adeguato, a meno che non si sia provveduto
altrimenti.

Art. IV DE PRIVATIONE Art. IV La privazione

Can. 978 - Privatio officii nonnisi in poenam Can. 978 - La privazione di un ufficio non può
delicti infligi potest. essere inflitta se non in pena di un delitto.

TITULUS XXI DE POTESTATE REGIMINIS TITOLO XXI LA POTESTà DI GOVERNO

Can. 979 - § 1. Potestatis regiminis, quae ex Can. 979 - § 1. Sono abili alla potestà di governo,
divina institutione est in Ecclesia, ad normam che per istituzione divina esiste nella Chiesa,
iuris habiles sunt, qui in ordine sacro sunt coloro che sono costituiti nell’ordine sacro, a
constituti. norma del diritto.

§ 2. In exercitio potestatis regiminis ceteri § 2. Nell’esercizio della potestà di governo tutti


christifideles ad normam iuris cooperari possunt. gli altri fedeli cristiani possono cooperare a norma
del diritto.

Can. 980 - § 1. Potestas regiminis alia est fori Can. 980 - § 1. Altra è la potestà di governo di
externi, alia fori interni sive sacramentalis sive foro esterno, altra di foro interno, sia
non sacramentalis. sacramentale sia non sacramentale.

§ 2. Si potestas regiminis exercetur pro solo foro § 2. Se la potestà di governo si esercita solo per
interno, effectus, quos eius exercitium natum est il foro interno, gli effetti che il suo esercizio è
habere pro foro externo, in hoc foro non destinato ad avere nel foro esterno non vengono
recognoscuntur, nisi quatenus id determinatis pro riconosciuti in questo foro se non in quanto ciò è
casibus iure statuitur. stabilito dal diritto in determinati casi.
Can. 981 - § 1. Potestas regiminis ordinaria ea Can. 981 - § 1. La potestà di governo ordinaria è
est, quae ipso iure alicui officio adnectitur; quella che è annessa dal diritto stesso a qualche
delegata, quae ipsi personae non mediante ufficio; delegata è quella che è concessa alla
officio conceditur. persona stessa non mediante un ufficio.

§ 2. Potestas regiminis ordinaria potest esse sive § 2. La potestà di governo ordinaria può essere
propria sive vicaria. sia propria, sia vicaria.

Can. 982 - § 1. Facultates habituales reguntur Can. 982 - § 1. Le facoltà abituali sono regolate
praescriptis de potestate delegata. dalle prescrizioni sulla potestà delegata.

§ 2. Facultas habitualis vero Hierarchae § 2. Una facoltà abituale, però, concessa al


concessa, nisi in eius concessione aliter cautum Gerarca, se non è disposto diversamente nella
est aut electa est industria personae, non sua concessione, oppure se non è stata scelta
perimitur resoluto iure Hierarchae, cui concessa per l'abilità della persona, non si estingue quando
est, sed transit ad quemvis Hierarcham, qui ei in cessa il diritto del Gerarca a cui è concessa, ma
regimine succedit. passa a qualsiasi Gerarca che gli succede nel
governo.

Can. 983 - § 1. Ei, qui delegatum se asserit, Can. 983 - § 1. Colui che asserisce di essere
incumbit onus probandae delegationis. stato delegato ha l'onere di provare la delega.

§ 2. Delegatus, qui sive circa res sive circa § 2. Il delegato che oltrepassa i limiti del suo
personas fines sui mandati excedit, nihil agit. mandato, sia circa le cose sia circa le persone,
agisce per nulla.

§ 3. Fines sui mandati excedere non intellegitur § 3. Non si deve ritenere che abbia ecceduto i
delegatus, qui alio modo ac in mandato limiti del suo mandato, il delegato che compie ciò
determinatur, ea peragit, ad quae delegatus est, per cui è stato delegato in modo diverso da
nisi modus ab ipso delegante ad validitatem est quello che è determinato nel mandato, a meno
praescriptus. che il modo non sia stato prescritto dal delegante
stesso per la validità.

Can. 984 - § 1. Hierarchae sunt praeter Can. 984 - § 1. Sono Gerarchi, oltre al Romano
Romanum Pontificem imprimis Patriarcha, Pontefice, anzitutto il Patriarca, l'Arcivescovo
Archiepiscopus maior, Metropolita, qui Ecclesiae maggiore, il Metropolita che presiede a una
metropolitanae sui iuris praeest, atque Episcopus Chiesa metropolitana sui iuris, e anche il
eparchialis necnon illi, qui eis interim in regimine Vescovo eparchiale, nonché coloro che
ad normam iuris succedunt. succedono a costoro interinalmente nel governo,
a norma del diritto.

§ 2. Hierarchae loci, praeter Romanum § 2. Sono Gerarchi del luogo, oltre al Romano
Pontificem, sunt Episcopus eparchialis, Pontefice, il Vescovo eparchiale, l'Esarca,
Exarchus, Administrator apostolicus, ii, qui, si l'Amministratore apostolico e coloro che, in
praedicti desunt, interim legitime succedunt in mancanza dei predetti, legittimamente succedono
regimine, itemque Protosyncellus et Syncellus; interinalmente nel governo, come pure il
Patriarcha vero, Archiepiscopus maior, Protosincello e il Sincello; il Patriarca però,
Metropolita, qui Ecclesiae metropolitanae sui iuris l'Arcivescovo maggiore, il Metropolita che
praeest, necnon illi, qui eis interim in regimine ad presiede a una Chiesa metropolitana sui iuris,
normam iuris succedunt, sunt Hierarchae loci come pure coloro che succedono loro
tantum circa eparchiam, quam regunt, firmo interinalmente nel governo a norma del diritto,
can. 101. sono Gerarchi del luogo solamente nei riguardi
dell'eparchia che governano, fermo restando il
can. 101.

§ 3. Superiores maiores in institutis vitae § 3. I Superiori maggiori negli istituti di vita


consecratae, qui potestate regiminis ordinaria consacrata che sono provvisti di potestà di
praediti sunt, etiam sunt Hierarchae, sed non loci. governo ordinaria, sono pure Gerarchi, ma non
del luogo.

Can. 985 - § 1. Potestas regiminis distinguitur in Can. 985 - § 1. La potestà di governo si distingue
legislativam, exsecutivam et iudicialem. in legislativa, esecutiva e giudiziaria.

§ 2. Potestas legislativa exercenda est modo iure § 2. La potestà legislativa deve essere esercitata
praescripto et ea, quam in Ecclesia habet nel modo prescritto dal diritto e quella che nella
legislator infra supremam Ecclesiae auctoritatem, Chiesa ha il legislatore al di sotto della suprema
delegari valide non potest, nisi aliter iure autorità della Chiesa non può essere validamente
communi cavetur; a legislatore inferiore lex iuri delegata, a meno che non sia disposto
superiori contraria valide ferri non potest. diversamente dal diritto comune; dal legislatore
inferiore non può essere emanata validamente
una legge contraria al diritto superiore.

§ 3. Potestas iudicialis, quam habent iudices aut § 3. La potestà giudiziaria che hanno i giudici o i
collegia iudicialia, exercenda est modo iure collegi giudiziari dev'essere esercitata nel modo
praescripto et delegari valide non potest nisi ad prescritto dal diritto e non può essere delegata
actus cuivis decreto aut sententiae validamente se non per compiere atti preparatori
praeparatorios perficiendos. a un qualsiasi decreto o sentenza.

Can. 986 - Potestatem exsecutivam aliquis, etsi Can. 986 - Uno può esercitare la potestà
extra fines territorii exsistens, exercere potest in esecutiva, anche se sta fuori dei confini del
subditos, etiam a territorio absentes, nisi aliter territorio, nei confronti dei sudditi anche se sono
iure communi cavetur vel ex natura rei constat; in assenti dal territorio, a meno che non sia disposto
peregrinos in territorio actu degentes, si agitur de diversamente dal diritto comune o non consti
favoribus concedendis aut de exsecutioni dalla natura della cosa; nei confronti dei forestieri
mandando sive iure communi sive iure particulari, che attualmente dimorano nel territorio [può
quo ipsi ad normam can. 1491, § 3 tenentur. esercitare la potestà esecutiva] se si tratta di
concedere dei favori, oppure di mandare ad
esecuzione, sia il diritto comune sia il diritto
particolare al quale essi sono obbligati a norma
del can. 1491, § 3.

Can. 987 - Quae iure communi et iure particulari Can. 987 - Quanto viene attribuito
Ecclesiae sui iuris nominatim Episcopo eparchiali nominativamente, per diritto comune e per diritto
in ambitu potestatis regiminis exsecutivae particolare della Chiesa sui iuris, al Vescovo
tribuuntur, intelleguntur competere soli Episcopo eparchiale nell'ambito della potestà esecutiva di
eparchiali et Exarcho exclusis Protosyncello et governo, s'intende che compete solamente al
Syncellis nisi de mandato speciali. Vescovo eparchiale o all'Esarca, esclusi il
Protosincello e i Sincelli, se non per mandato
speciale.

Can. 988 - § 1. Potestas exsecutiva ordinaria Can. 988 - § 1. La potestà esecutiva ordinaria
delegari potest sive ad actum sive ad può essere delegata sia per un atto sia per una
universitatem casuum, nisi aliter iure expresse totalità di casi, a meno che non sia
cavetur. espressamente disposto diversamente dal diritto.

§ 2. Potestas exsecutiva a Sede Apostolica vel a § 2. La potestà esecutiva delegata dalla Sede
Patriarcha delegata subdelegari potest sive ad Apostolica o dal Patriarca può essere
actum sive ad universitatem casuum, nisi electa suddelegata sia per un atto, sia per una totalità di
est industria personae aut subdelegatio est casi, a meno che non sia stata scelta per l'abilità
expresse prohibita. della persona, oppure che la suddelega non sia
espressamente proibita.
§ 3. Potestas exsecutiva delegata ab alia § 3. La potestà esecutiva, delegata da un'altra
auctoritate potestatem ordinariam habente, si ad autorità che ha potestà ordinaria, se è delegata
universitatem casuum delegata est, in singulis per la totalità dei casi, può essere suddelegata
tantum casibus subdelegari potest; si vero ad soltanto in singoli casi; se invece è delegata per
actum aut ad actus de terminatos delegata est, un atto, oppure per atti determinati, non può
subdelegari valide non potest nisi de expressa essere validamente suddelegata se non per
concessione delegantis. espressa concessione del delegante.

§ 4. Nulla potestas subdelegata iterum valide § 4. Nessuna potestà suddelegata può essere
subdelegari potest, nisi id expresse a delegante nuovamente suddelegata, se ciò non è stato
concessum est. espressamente concesso dal delegante.

Can. 989 - Potestas exsecutiva ordinaria necnon Can. 989 - La potestà esecutiva ordinaria, come
potestas ad universitatem casuum delegata late pure la potestà delegata per la totalità dei casi,
interpretanda est, alia vero quaelibet stricte; cui dev'essere interpretata in senso largo, qualsiasi
tamen potestas delegata est, ea quoque altra invece in senso stretto; tuttavia a chi è stata
intelleguntur concessa, sine quibus eadem delegata una potestà, s'intende concesso anche
potestas exerceri non potest. quello senza del quale la stessa potestà non può
essere esercitata.

Can. 990 - § 1. Potestas exsecutiva pluribus Can. 990 - § 1. La potestà esecutiva delegata a
delegata praesumitur eisdem delegata singillatim. più persone si presume delegata ad essi
singolarmente.

§ 2. Pluribus singillatim ad idem negotium § 2. Qualora più persone siano state delegate
agendum delegatis, qui prius negotium tractare singolarmente a trattare lo stesso affare, colui
incohavit, alios ab eodem agendo excludit, nisi che per primo ha cominciato a trattare l'affare
postea impeditus est aut in negotio peragendo esclude gli altri dal trattarlo, a meno che in
ulterius procedere noluit. seguito non sia stato impedito, oppure che non
abbia voluto procedere ulteriormente nel trattare
l'affare.

§ 3. Pluribus collegialiter ad negotium agendum § 3. Qualora più persone siano state delegate
delegatis omnes procedere debent secundum collegialmente a trattare un affare, tutte devono
praescripta de actibus collegialibus statuta, nisi in procedere secondo le prescrizioni stabilite per gli
mandato aliter cautum est. atti collegiali, a meno che nel mandato non sia
stato disposto diversamente.

Can. 991 - § 1. Potestas ordinaria amittitur Can. 991 - § 1. La potestà ordinaria si perde
amisso officio, cui adnexa est. perdendo l'ufficio a cui è annessa.

§ 2. Nisi aliter iure cavetur, suspenditur potestas § 2. Se non è disposto diversamente dal diritto, la
ordinaria, si contra privationem vel amotionem ab potestà ordinaria è sospesa se si appella
officio legitime appellatur vel recursus legittimamente o si interpone ricorso contro la
interponitur. privazione o la rimozione dell'ufficio.

Can. 992 - § 1. Potestas delegata amittitur Can. 992 - § 1. La potestà delegata si perde
expleto mandato; elapso tempore collationis vel espletato il mandato; scaduto il tempo di
exhausto numero casuum, pro quibus collata est; conferimento o esaurito il numero dei casi per i
cessante causa finali delegationis; revocatione quali è stata conferita; cessando la causa che
delegantis delegato directe intimata necnon costituiva il fine della delega; con la revoca
renuntiatione delegati deleganti facta et ab eo intimata direttamente dal delegante al delegato,
acceptata; non autem resoluto iure delegantis, come pure con la rinuncia fatta dal delegato al
nisi ex appositis clausulis apparet. delegante e da questi accettata; non si perde
tuttavia, cessato il diritto del delegante, a meno
che non risulti dalle clausole apposte.
§ 2. Actus vero ex potestate delegata, quae § 2. Invece l'atto derivante da potestà delegata
exercetur pro solo foro interno, positus per che viene esercitata soltanto per il foro interno,
inadvertentiam elapso tempore vel exhausto se è posto inavvertitamente dopo che è scaduto il
numero casuum validus est. tempo o esaurito il numero dei casi, è valido.

Can. 993 - Potestas regiminis exsecutiva non Can. 993 - La potestà esecutiva di governo non
suspenditur interposito recursu, nisi aliter iure viene sospesa interponendo un ricorso, a meno
communi expresse cavetur. che non sia espressamente disposto
diversamente dal diritto comune.

Can. 994 - In errore communi de facto aut de iure Can. 994 - Nell'errore comune di fatto oppure di
itemque in dubio positivo et probabili sive iuris diritto, come pure nel dubbio positivo e probabile
sive facti supplet Ecclesia pro foro et externo et sia di diritto sia di fatto, la Chiesa supplisce, per il
interno potestatem regiminis exsecutivam. foro esterno e interno, la potestà esecutiva di
governo.

Can. 995 - Praescripta iuris de potestate Can. 995 - Le prescrizioni del diritto sulla potestà
regiminis exsecutiva valent, nisi aliter iure esecutiva di governo valgono, se non è disposto
communi cavetur vel ex natura rei constat, etiam diversamente per diritto comune o se non consta
de potestate, de qua in cann. 441, § 1 et 511, § 1 dalla natura della cosa, anche per la potestà di
et de facultatibus, quae ad validam cui nei cann. 441, § 1 e 511, § 1 e per le facoltà
sacramentorum celebrationem aut ministrationem che sono richieste dal diritto per la valida
iure requiruntur. celebrazione e amministrazione dei sacramenti.

TITULUS XXII DE RECURSIBUS ADVERSUS TITOLO XXII RICORSI CONTRO I DECRETI


DECRETA ADMINISTRATIVA AMMINISTRATIVI

Can. 996 - Quae in canonibus huius tituli de Can. 996 - Le cose stabilite nei canoni di questo
decretis statuuntur, applicanda sunt ad omnes titolo sui decreti devono essere applicate a tutti
actus administrativos singulares, qui in foro gli atti amministrativi singolari che sono posti nel
externo ex quavis legitima potestate in Ecclesia foro esterno da qualsiasi legittima potestà nella
extra iudicium ponuntur, eis exceptis, qui a Chiesa fuori del giudizio, eccettuati quelli emanati
Romano Pontifice vel a Concilio Oecumenico dal Romano Pontefice o dal Concilio Ecumenico.
feruntur.

Can. 997 - § 1 Qui se decreto gravatum esse Can. 997 - § 1. Chi ritiene di essere stato
censet, potest ad auctoritatem superiorem ei, qui danneggiato da un decreto, può ricorrere a
hoc decretum tulit, ad normam iuris recurrere. norma del diritto all'autorità superiore di colui che
ha emanato questo decreto.

§ 2. Primus recursus adversus decreta § 2. Il primo ricorso contro i decreti del


Protosyncelli vel Syncellorum ad Episcopum Protosincello o dei Sincelli si interpone presso il
eparchialem interponitur, adversus vero decreta Vescovo eparchiale; invece contro i decreti di
eorum, qui ex potestate delegata agunt, ad coloro che agiscono per potestà delegata, presso
delegantem. il delegante.

Can. 998 - § 1. Valde optandum est, ut, si quis Can. 998 - § 1. E' assai desiderabile che, se
gravatum se decreto putat, non fiat inter ipsum et qualcuno si ritiene danneggiato da un decreto,
decreti auctorem contentio, sed inter eos de non ci sia una contesa tra lui e l'autore del
aequa solutione quaerenda tractetur, gravibus decreto, ma che si tratti tra loro per cercare
quoque hominibus ad mediationem vel studium un'equa soluzione, ricorrendo eventualmente
forte adhibitis ita, ut per voluntariam decreti anche alla mediazione e allo sforzo di uomini
emendationem vel per iustam compensationem autorevoli in modo da dirimere la controversia per
vel per aliam idoneam viam controversia mezzo di un volontario emendamento del decreto
dirimatur. o di un giusto compenso o per altra via idonea.
§ 2. De his auctoritas superior partes hortetur, § 2. L'autorità superiore, prima di accettare il
antequam recursum recipit. ricorso, esorti le parti a questa soluzione.

Can. 999 - § 1. Antequam aliquis recursum Can. 999 - § 1. Prima che uno interponga ricorso,
interponit, debet revocationem vel emendationem deve chiedere per iscritto la revoca o
decreti scripto ab eiusdem auctore petere intra l’emendamento del decreto all’autore del
peremptorium terminum decem dierum a die medesimo entro il termine perentorio di dieci
intimationis decreti computandum; qua petitione giorni da computare dal giorno dell’intimazione
facta etiam suspensio exsecutionis ipso iure del decreto; fatta questa richiesta s’intende
petita intellegitur. domandata per il diritto stesso anche la
sospensione della esecuzione.

§ 2. Obligatio petendi revocationem vel § 2. L’obbligo di chiedere la revoca o


emendationem decreti non urget, si agitur de l’emendamento di un decreto non persiste se si
primo recursu adversus decreta, de quibus in tratta del primo ricorso contro i decreti di cui nel
can. 997, § 2, vel si agitur de ulterioribus can. 997, § 2, o se si tratta di ulteriori ricorsi,
recursibus exceptis recursibus adversus decreta eccettuati i ricorsi contro i decreti del Vescovo
Episcopi Eparchialis, quibus quivis primus eparchiale con i quali è stato deciso qualsiasi
recursus decisus est. primo ricorso.

Can. 1000 - § 1. In casibus, in quibus recursus Can. 1000 - § 1. Nei casi in cui il ricorso
suspendit decreti exsecutionem, idem efficit sospende l'esecuzione del decreto, lo stesso fa
etiam petitio, de qua in can. 999, § 1. anche la domanda di cui nel can. 999, § 1.

§ 2. In ceteris casibus, nisi intra decem dies a § 2. In tutti gli altri casi, a meno che l'autore del
recepta petitione computandos auctor decreti decreto non ne sospenda l'esecuzione entro dieci
exsecutionem eius suspendit, potest suspensio giorni da computare dal ricevimento della
interim peti ab auctoritate superiore, quae eam domanda, la sospensione può essere richiesta
decernere potest tantum gravi de causa et cauto, nel frattempo all'autorità superiore che può
ne quid salus animarum detrimenti capiat; si deciderla soltanto per una grave causa ed
postea recursus interponitur, auctoritas, quae de evitando che ne riceva danno la salvezza delle
recursu videt, decernat, utrum suspensio anime; se in seguito viene interposto ricorso,
exsecutionis decreti sit confirmanda an l'autorità che si occupa del ricorso decida se la
revocanda. sospensione del decreto sia da confermare o da
revocare.

§ 3. Si nullus recursus intra statutum terminum § 3. Se entro il termine stabilito non è stato
adversus decretum interpositus est vel si interposto alcun ricorso contro il decreto o se è
recursus tantum ad petendam reparationem stato interposto ricorso soltanto per chiedere la
damnorum interpositus est, suspensio riparazione dei danni, la sospensione
exsecutionis decreti ipso iure cessat. dell'esecuzione del decreto cessa per il diritto
stesso.

Can. 1001 - § 1. Recursus interponi debet intra Can. 1001 - § 1. Il ricorso dev'essere interposto
peremptorium terminum quindecim dierum. entro il termine perentorio di quindici giorni.

§ 2. Terminus quindecim dierum decurrit: § 2. Il termine di quindici giorni decorre:

1° in casu, in quo petitio revocationis vel 1° nel caso in cui la domanda di revoca o di
emendationis decreti praemittenda est, ex die emendamento del decreto deve essere inviata
intimationis decreti, quo auctor prius decretum previamente, dal giorno dell'intimazione del
emendavit vel petitionem reiecit, aut, si nihil decreto col quale l'autore ha emendato il
decrevit, ex tricesimo die a recepta petitione precedente decreto o ha respinto la domanda,
computando; oppure, se non ha deciso nulla, dal trentesimo
giorno da computare dal ricevimento della
domanda;
2° in ceteris casibus ex die, quo decretum 2° in tutti gli altri casi dal giorno in cui il
intimatum est. decreto è stato intimato.

Can. 1002 - Auctoritas superior decretum, quo Can. 1002 - L'autorità superiore deve emanare il
recursus deciditur, intra sexaginta dies a recepto decreto con cui viene deciso il ricorso, entro
recursu computandos ferre debet, nisi ius sessanta giorni, da computare dal ricevimento del
particulare propriae Ecclesiae sui iuris alios ricorso, a meno che il diritto particolare della
terminos statuit; si vero hoc factum non est et propria Chiesa sui iuris non stabilisca altri termini;
recurrens scripto petit, ut hoc decretum feratur, se invece questo non è stato fatto e il ricorrente
tricesimo die ab hac petitione recepta chiede per iscritto che il decreto sia emesso, al
computando, si etiam tunc nihil factum est, trentesimo giorno da computare dal ricevimento
recursus pro reiecto habetur ac si eo die per di questa domanda, se anche allora non è stato
decretum reiectus sit ita, ut novus recursus fatto nulla, il ricorso è considerato respinto, come
adversus eum interponi possit. se in quel giorno stesso fosse stato respinto per
decreto, in modo che possa essere interposto un
nuovo ricorso contro di esso.

Can. 1003 - In recursibus adversus decreta Can. 1003 - Nei ricorsi contro i decreti
administrativa servetur congrua congruis amministrativi si osservi, con gli opportuni
referendo can. 1517; recurrens semper ius habet riferimenti, il can. 1517 ; il ricorrente ha sempre il
procuratorem vel advocatum adhibendi vitatis diritto di valersi di un procuratore o avvocato,
inutilibus moris; immo patronus ex officio evitando inutili ritardi; anzi si costituisca un
constituatur, si recurrens patrono caret et patrono d'ufficio se il ricorrente è privo di un
auctoritas superior eum necessarium censet; patrono e l'autorità superiore lo ritiene
semper tamen potest auctoritas superior iubere necessario; l'autorità superiore tuttavia può
recurrentem ipsum comparere, ut interrogetur. sempre comandare al ricorrente stesso di
comparire per essere interrogato.

Can. 1004 - Auctoritas superior, quae de recursu Can. 1004 - L'autorità superiore che si occupa
videt, potest decretum non solum confirmare vel del ricorso, può non solo confermare o dichiarare
nullum declarare, sed etiam rescindere et nullo il decreto, ma anche rescinderlo e
revocare, non vero emendare, nisi iure particulari revocarlo, ma non emendarlo, a meno che per
propriae Ecclesiae sui iuris etiam haec potestas diritto particolare della propria Chiesa sui iuris
auctoritati superiori tribuitur. non sia attribuita anche questa potestà all'autorità
superiore.

Can. 1005 - Etsi decretum ab auctoritate Can. 1005 - Anche se il decreto è stato
superiore confirmatum, nullum declaratum, confermato, dichiarato nullo, rescisso, revocato o
rescissum, revocatum vel emendatum est, de emendato dall'autorità superiore, della
reparatione damnorum, si forte debetur, respondit riparazione dei danni, se eventualmente è
ille, qui primum decretum tulit; auctoritas superior dovuta, risponde colui che ha emesso il primo
vero eatenus tantum respondet, quatenus ex suo decreto; l'autorità superiore invece risponde nella
decreto damna obvenerunt. misura in cui dal suo decreto sono venuti dei
danni.

Can. 1006 - Recursus adversus decretum Can. 1006 - Il ricorso contro un decreto
administrativum Patriarchae, etsi agitur de amministrativo del Patriarca, anche se si tratta di
decreto, quod eparchiam Patriarchae respicit, vel un decreto che riguarda l'eparchia del Patriarca,
de decreto, quo Patriarcha recursum decidit, fit o di un decreto col quale il Patriarca decide il
ad specialem coetum Episcoporum ad normam ricorso, si fa presso un gruppo speciale di
iuris particularis constituendum, nisi quaestio ad Vescovi da costituire a norma del diritto
Sedem Apostolicam defertur; adversus particolare, a meno che la questione non venga
decisionem huius coetus non datur ulterior deferita alla Sede Apostolica; contro la decisione
recursus salva provocatione ad ipsum Romanum di questo gruppo non si dà ulteriore ricorso, salvo
Pontificem. appello allo stesso Romano Pontefice.
TITULUS XXIII DE BONIS ECCLESIAE TITOLO XXIII I BENI TEMPORALI DELLA
TEMPORALIBUS CHIESA

Can. 1007 - Ecclesia in procurando bono Can. 1007 - La Chiesa nel procurare il bene
hominum spirituali bonis temporalibus eget et spirituale degli uomini necessita e fa uso dei beni
utitur, quatenus propria eius missio id postulat; temporali nella misura in cui lo richiede la sua
quare ipsi ius nativum competit acquirendi, missione propria; perciò essa ha diritto nativo di
possidendi, administrandi atque alienandi ea acquistare, possedere, amministrare e anche di
bona temporalia, quae ad fines ei proprios alienare quei beni temporali che le sono
praesertim ad cultum divinum, ad opera necessari per i fini propri, specialmente per il
apostolatus et caritatis atque ad congruam culto divino, per le opere di apostolato e di carità,
ministrorum sustentationem necessaria sunt. e anche per un adeguato sostentamento dei
ministri.

Can. 1008 - § 1. Romanus Pontifex est omnium Can. 1008 - § 1. Il Romano Pontefice è il
bonorum Ecclesiae temporalium supremus supremo amministratore ed economo di tutti i
administrator et dispensator. beni temporali della Chiesa.

§ 2. Dominium bonorum Ecclesiae temporalium § 2. Il dominio dei beni temporali della Chiesa,
sub suprema auctoritate Romani Pontificis ad sotto la suprema autorità del Romano Pontefice,
eam pertinet personam iuridicam, quae bona appartiene a quella persona giuridica che ha
legitime acquisivit. legittimamente acquistato i beni.

Can. 1009 - § 1. Subiectum capax bona Can. 1009 - § 1. Soggetto capace di acquistare,
temporalia acquirendi, possidendi, administrandi possedere, amministrare e alienare beni
et alienandi ad normam iuris canonici est quaevis temporali a norma del diritto canonico è qualsiasi
persona iuridica. persona giuridica.

§ 2. Bona temporalia omnia, quae ad personas § 2. Tutti i beni temporali che appartengono alle
iuridicas pertinent, sunt bona ecclesiastica. persone giuridiche sono beni ecclesiastici.

CAPUT I DE BONIS TEMPORALIBUS CAPITOLO I L'ACQUISTO DEI BENI


ACQUIRENDIS TEMPORALI

Can. 1010 - Personae iuridicae bona temporalia Can. 1010 - Le persone giuridiche possono
acquirere possunt omnibus iustis modis, quibus acquistare beni temporali in tutti i modi giusti che
aliis licet. sono leciti agli altri.

Can. 1011 - Auctoritati competenti ius est Can. 1011 - L'autorità competente ha il diritto di
exigendi a christifidelibus, quae ad fines esigere dai fedeli cristiani le cose che sono
Ecclesiae proprios sunt necessaria. necessarie per i fini propri della Chiesa.

Can. 1012 - § 1. Ius est Episcopo eparchiali, Can. 1012 - § 1. Il Vescovo eparchiale ha il diritto
quatenus hoc necessarium est ad bonum di imporre, per quanto ciò è necessario al bene
eparchiae, de consensu consilii a rebus dell'eparchia, col consenso del consiglio per gli
oeconomicis imponendi personis iuridicis sibi affari economici, alle persone giuridiche a lui
subditis tributa uniuscuiusque personae reditibus soggette dei tributi proporzionati ai redditi di
proportionata; nullum vero tributum imponi potest ciascuna persona; ma nessun tributo può essere
super oblationibus receptis occasione imposto sulle offerte ricevute in occasione della
celebrationis Divinae Liturgiae. celebrazione della Divina Liturgia.

§ 2. Personis physicis tributa imponi possunt § 2. Alle persone fisiche possono essere imposti
solummodo ad normam iuris particularis propriae dei tributi soltanto a norma del diritto particolare
Ecclesiae sui iuris. della propria Chiesa sui iuris.

Can. 1013 - § 1. Episcopi eparchialis est intra Can. 1013 - § 1. E' compito del Vescovo
limites iure particulari propriae Ecclesiae sui iuris eparchiale, dentro i limiti stabiliti dal diritto
statutos determinare taxas pro variis actibus particolare della propria Chiesa sui iuris,
potestatis regiminis et oblationes occasione determinare le tasse per i vari atti della potestà di
celebrationis Divinae Liturgiae, sacramentorum, governo e le offerte in occasione della
sacramentalium vel quarumvis aliarum celebrazione della Divina Liturgia, dei sacramenti,
celebrationum liturgicarum, nisi aliter iure dei sacramentali e di qualsiasi altra celebrazione
communi cavetur. liturgica, a meno che non sia disposto
diversamente dal diritto comune.

§ 2. Curent Patriarchae et Episcopi eparchiales § 2. I Patriarchi e i Vescovi eparchiali delle


diversarum Ecclesiarum sui iuris in eodem diverse Chiese sui iuris che esercitano la loro
territorio potestatem suam exercentes, ut collatis potestà nello stesso territorio abbiano cura,
consiliis eadem norma de taxis et oblationibus d'intesa tra loro, di stabilire la stessa norma sulle
statuatur. tasse e sulle offerte.

Can. 1014 - In omnibus ecclesiis, quae Can. 1014 - In tutte le Chiese che sono
habitualiter christifidelibus patent, Episcopus abitualmente aperte ai fedeli cristiani, il Vescovo
eparchialis praecipere potest, ut colligantur eparchiale può comandare di raccogliere delle
oblationes pro determinatis inceptis Ecclesiae. offerte per determinate iniziative della Chiesa.

Can. 1015 - Eleemosynas colligere personis Can. 1015 - Non è lecito alle persone fisiche o
plysicis vel iuridicis non licet nisi de licentia giuridiche raccogliere elemosine se non con la
auctoritatis, cui subiectae sunt, et de consensu licenza dell'autorità a cui sono soggette e col
scripto dato Hierarchae loci, ubi eleemosynae consenso scritto dato dal Gerarca del luogo dove
colliguntur. sono raccolte le elemosine.

Can. 1016 - § 1. Oblationes ad certum finem Can. 1016 - § 1. Le offerte fatte per un certo fine
factae nonnisi ad eundem finem destinari non possono essere destinate se non per lo
possunt. stesso fine.

§ 2. Nisi contrarium constat, oblationes § 2. Se non consta il contrario, le offerte fatte ai


moderatoribus vel administratoribus cuiusvis moderatori o agli amministratori di qualsiasi
personae iuridicae factae praesumuntur ipsi persona giuridica si presumono date alla stessa
personae iuridicae datae. persona giuridica.

§ 3. Hae oblationes repudiari non possunt nisi § 3. Queste offerte non possono essere rifiutate
iusta de causa et in rebus maioris momenti de se non per giusta causa e, nelle cose di maggior
licentia Hierarchae; eiusdem Hierarchae licentia importanza, con la licenza del Gerarca; si
requiritur, ut acceptentur, quae onere modali vel richiede la licenza dello stesso Gerarca per
condicione gravantur firmo can. 1042. accettare quelle che sono gravate da onere
modale o da condizioni, fermo restando il
can. 1042.

Can. 1017 - Praescriptionem ad normam cann. Can. 1017 - La Chiesa recepisce, anche per i
1540 - 1542 Ecclesia recipit etiam pro bonis beni temporali, la prescrizione a norma dei cann.
temporalibus. 1540-1542.

Can. 1018 - Res sacrae, quae scilicet Can. 1018 - Le cose sacre, quelle cioè che sono
dedicatione vel benedictione ad cultum divinum state destinate al culto divino con la dedicazione
destinatae sunt, si in dominio privatorum sunt, o la benedizione , se sono in dominio di privati,
praescriptione acquiri a privatis personis possunt, possono essere acquisite da privati mediante
sed eas adhibere ad usus profanos non licet, nisi prescrizione, ma non è lecito adibirle a usi
dedicationem vel benedictionem amiserunt; si profani, a meno che non abbiano perso la
vero ad personam iuridicam ecclesiasticam dedicazione o la benedizione; ma se
pertinent, tantum ab alia persona iuridica appartengono a una persona giuridica
ecclesiastica acquiri possunt. ecclesiastica, possono essere acquistate soltanto
da un'altra persona giuridica ecclesiastica.
Can. 1019 - Res immobiles, res mobiles Can. 1019 - I beni immobili, i beni mobili preziosi,
pretiosae, quae scilicet magni sunt momenti artis cioè quelli che hanno grande importanza a causa
vel historiae vel materiae causa, iura et actiones dell'arte , della storia o della materia, i diritti e le
sive personales sive reales, quae pertinent ad azioni sia personali sia reali che appartengono
Sedem Apostolicam, spatio centum annorum alla Sede Apostolica, si prescrivono nello spazio
praescribuntur; quae ad aliquam Ecclesiam sui di cento anni; quelli che appartengono a qualche
iuris vel eparchiam pertinent, spatio quinquaginta Chiesa sui iuris o a un'eparchia, nello spazio di
annorum, quae vero ad aliam personam cinquant'anni; quelle invece che appartengono a
iuridicam, spatio triginta annorum. un'altra persona giuridica nello spazio di
trent'anni.

Can. 1020 - § 1. Omnis auctoritas gravi Can. 1020 - § 1. Ogni autorità ha l'obbligo grave
obligatione tenetur curandi, ut bona temporalia di curare che i beni temporali acquistati dalla
Ecclesiae acquisita inscribantur nomine personae Chiesa siano intestati col nome della persona
iuridicae, ad quam pertinent, servatis omnibus giuridica alla quale appartengono, osservando
praescriptis iuris civilis, quae iura Ecclesiae in tutte le prescrizioni del diritto civile che pongono
tuto ponunt. al sicuro i diritti della Chiesa.

§ 2. Si vero iure civili non conceditur, ut bona § 2. Se invece non viene concesso dal diritto
temporalia nomine personae iuridicae civile che i beni temporali siano intestati col nome
inscribantur, omnis auctoritas curet, ut auditis di una persona giuridica, ogni autorità abbia cura,
peritis in iure civili et consilio competenti iura ascoltando degli esperti in diritto civile e un
Ecclesiae adhibitis modis iure civili validis illaesa consiglio competente, che i diritti della Chiesa
maneant. rimangano indenni usando modi validi per diritto
civile.

§ 3. Haec praescripta serventur etiam circa bona § 3. Queste prescrizioni siano osservate anche
temporalia a persona iuridica legitime possessa, nei riguardi dei beni temporali posseduti
quorum acquisitio documentis nondum est legittimamente da una persona giuridica, il cui
firmata. acquisto non è ancora stato confermato da
documenti.

§ 4. Auctoritas immediate superior tenetur urgere § 4. L'autorità immediatamente superiore è tenuta


observantiam horum praescriptorum. a esigere l'osservanza di queste prescrizioni.

Can. 1021 - § 1. In singulis eparchiis habeatur ad Can. 1021 - § 1. Nelle singole eparchie vi sia, a
normam iuris particularis propriae Ecclesiae sui norma del diritto particolare della propria Chiesa
iuris speciale institutum, quod bona vel oblationes sui iuris, uno speciale istituto che raccolga i beni
colligat eum in finem, ut congruae necnon e le offerte al fine di provvedere nel modo adatto
fundamentaliter aequali sustentationi omnium all'adeguato sostentamento, fondamentalmente
clericorum, qui in favorem eparchiae servitium uguale, di tutti i chierici che prestano servizio in
praestant, apte provideatur, nisi aliter eisdem favore dell'eparchia, a meno che non si sia
provisum est. provveduto per essi altrimenti.

§ 2. Ubi praecaventia et securitas socialis necnon § 2. Nei luoghi dove la previdenza e la sicurezza
assistentia sanitaria in favorem clericorum sociale, nonché l'assistenza sanitaria, non sono
nondum apte ordinatae sunt, iure particulari state ancora regolate convenientemente, si
uniuscuiusque Ecclesiae sui iuris provideatur, ut provveda dal diritto particolare della propria
erigantur instituta, quae haec sub vigilantia Chiesa sui iuris a erigere degli istituti che le
Hierarchae loci in tuto ponunt. assicurino sotto la vigilanza del Gerarca del
luogo.

§ 3. In singulis eparchiis, quatenus opus est, § 3. Nelle singole eparchie per quanto è
constituatur modo iure particulari propriae necessario, si costituisca, nel modo determinato
Ecclesiae sui iuris determinato massa communis, dal diritto particolare della propria Chiesa sui
qua possunt Episcopi eparchiales obligationibus iuris, un fondo comune col quale i Vescovi
erga alias personas Ecclesiae deservientes eparchiali possano soddisfare gli obblighi verso
satisfacere variisque necessitatibus eparchiae altre persone che servono la Chiesa e andare
occurrere quaque etiam eparchiae divitiores incontro alle varie necessità dell'eparchia e col
adiuvare pauperiores possunt. quale le eparchie più ricche possano aiutare
quelle più povere.

CAPUT II DE BONIS ECCLESIASTICIS CAPITOLO II L'AMMINISTRAZIONE DEI BENI


ADMINISTRANDIS ECCLESIASTICI

Can. 1022 - § 1. Episcopi eparchialis est vigilare Can. 1022 - § 1. E' compito del Vescovo
administrationi omnium bonorum eparchiale vigilare sull'amministrazione di tutti i
ecclesiasticorum, quae intra fines eparchiae sunt beni ecclesiastici che esistono dentro i confini
nec ab eius potestate regiminis sunt subducta, dell'eparchia e che non sono sottratti alla sua
salvis legitimis titulis, qui eidem potiora iura potestà di governo, salvi restando i titoli legittimi
tribuunt. che gli attribuiscono diritti maggiori.

§ 2. Habita ratione iurium, legitimarum § 2. I Gerarchi, tenendo conto dei diritti, delle
consuetudinum et circumstantiarum, Hierarchae, legittime consuetudini e delle circostanze,
editis opportunis instructionibus intra limites iuris abbiano cura di ordinare convenientemente
communis et iuris particularis propriae Ecclesiae l'intera amministrazione dei beni ecclesiastici,
sui iuris curent, ut tota administratio bonorum pubblicando opportune istruzioni entro i limiti del
ecclesiasticorum apte ordinetur. diritto comune e del diritto particolare della
propria Chiesa sui iuris.

Can. 1023 - Administratio bonorum Can. 1023 - L'amministrazione dei beni


ecclesiasticorum personae iuridicae ei competit, ecclesiastici di una persona giuridica compete a
qui immediate eam regit, nisi aliter iure cavetur. colui che la governa immediatamente, a meno
che non sia disposto diversamente dal diritto.

Can. 1024 - § 1. Actus, qui fines et modum Can. 1024 - § 1. L’amministratore dei beni
ordinariae administrationis excedunt ecclesiastici non può porre validamente gli atti
administrator bonorum ecclesiasticorum valide che eccedono i limiti e il modo dell’ordinaria
ponere, non potest nisi de consensu auctoritatis amministrazione, se non col consenso
competentis scripto dato. dell’autorità competente, dato per iscritto.

§ 2. In statutis determinentur actus, qui fines et § 2. Negli statuti si determinino gli atti eccedenti i
modum ordinariae administrationis excedunt; si limiti e il modo dell’ordinaria amministrazione; se
vero de hac re silent statuta, competit auctoritati, però gli statuti tacciono di questo, compete
cui persona iuridica immediate subiecta est, all’autorità a cui la persona giuridica è
consulto consilio competenti huiusmodi actus immediatamente soggetta, determinare tali atti,
determinare. dopo aver consultato un consiglio competente.

§ 3. Nisi quando et quatenus in rem eius versum § 3. La persona giuridica non è tenuta a
est, persona iuridica non tenetur respondere de rispondere degli atti posti invalidamente dagli
actibus ab administratoribus invalide positis. amministratori, se non quando e nella misura in
cui ne ha tratto vantaggio.

Can. 1025 - Antequam administrator bonorum Can. 1025 - Prima che un amministratore dei
ecclesiasticorum suum officium init, debet: beni ecclesiastici incominci a esercitare il suo
ufficio, deve:

1° coram Hierarcha vel eius delegato 1° fare la promessa, alla presenza del
promissionem facere se proprium officium Gerarca o del suo delegato, di esercitare
fideliter impleturum; fedelmente il proprio ufficio;

2° accurato inventario ab Hierarcha recognito 2° sottoscrivere un accurato inventario,


bonorum ecclesiasticorum suae administrationi approvato dal Gerarca, dei beni affidati alla sua
commissorum subscribere. amministrazione.

Can. 1026 - Inventarii bonorum ecclesiasticorum Can. 1026 - Una copia dell'inventario dei beni
alterum exemplar asservetur in archivo personae ecclesiastici sia conservata nell'archivio della
iuridicae, ad quam pertinent, alterum in archivo persona giuridica alla quale essi appartengono,
curiae eparchialis; in utroque exemplari quaelibet un'altra nell'archivio della curia eparchiale;
mutatio adnotetur, quam patrimonium stabile qualsiasi mutamento subìto eventualmente dal
eiusdem personae iuridicae subire contingit. patrimonio stabile della stessa persona giuridica
venga annotato in entrambe le copie.

Can. 1027 - Auctoritates debent curare, ut Can. 1027 - Le autorità devono aver cura che gli
administratores bonorum ecclesiasticorum amministratori dei beni ecclesiastici diano le
opportunas praestent cautiones iure civili validas, opportune garanzie, valide per diritto civile,
ne quid Ecclesia detrimenti capiat eisdem perché la Chiesa non abbia a subire alcun danno
administratoribus morientibus vel ab officio quando gli stessi amministratori muoiono o
cessantibus. cessano dall'ufficio.

Can. 1028 - § 1. Omnis administrator bonorum Can. 1028 - § 1. Ogni amministratore di beni
ecclesiasticorum diligentia boni patris familias ecclesiastici è tenuto a compiere il suo ufficio con
suum officium implere tenetur. la diligenza di un buon padre di famiglia.

§ 2. Exinde praecipue debet: § 2. Perciò deve soprattutto:

1° vigilare, ne bona ecclesiastica suae curae 1° vigilare affinché i beni ecclesiastici affidati
concredita quoquo modo pereant neve quid alla sua cura non vengano distrutti in alcun modo
detrimenti capiant initis in hunc finem, quatenus e non subiscano danneggiamenti, stipulando allo
opus est, contractibus assecurationis; scopo, se è necessario, dei contratti di
assicurazione;

2° normas servare iuris canonici et civilis 2° osservare le norme del diritto canonico e
necnon ea, quae a fundatore vel donatore aut ab civile e anche ciò che è stato imposto dal
auctoritate competenti imposita sunt, et fondatore o dal donatore, oppure dall'autorità
praesertim cavere, ne ex iuris civilis inobservantia competente, e soprattutto guardarsi che
damnum Ecclesiae obveniat; dall'inosservanza del diritto civile non derivi del
danno alla Chiesa;

3° reditus bonorum ac proventus accurate et 3° esigere accuratamente e a tempo debito i


iusto tempore exigere exactosque tuto servare et redditi e i proventi dei beni, conservandoli poi in
secundum fundatoris mentem aut legitimas modo sicuro dopo la riscossione e impiegandoli
normas impendere; secondo l'intenzione del fondatore oppure le
norme legittime;

4° curare, ut foenus vel mutui vel hypothecae 4° aver cura di pagare nel tempo stabilito gli
causa solvendum statuto tempore solvatur et interessi dovuti per mutuo o ipoteca e procurare
debiti summa capitalis opportune reddatur; che sia restituito opportunamente il capitale;

5° pecuniam, quae de expensis forte superest 5° impiegare, col consenso del Gerarca, il
et utiliter collocari potest, de consensu denaro che eventualmente è avanzato dalle
Hierarchae in fines Ecclesiae vel personae spese e che può utilmente essere investito, per i
iuridicae collocare; fini della Chiesa o della persona giuridica;

6° accepti et expensi libros bene ordinatos 6° tenere bene in ordine i libri delle entrate e
habere; delle uscite;

7° rationem administrationis exeunte 7° comporre alla fine di ogni anno il resoconto


unoquoque anno componere; amministrativo;
8° documenta, quibus iura personae iuridicae 8° ordinare e conservare nell'archivio i
in bona ecclesiastica nituntur, ordinare et in documenti sui quali si fondano i diritti della
archivo asservare, authentica vero eorum persona giuridica sui beni ecclesiastici;
exemplaria, ubi commode fieri potest, in archivo depositare una copia autentica di essi
curiae eparchialis deponere. nell'archivio della curia eparchiale, quando ciò
può essere fatto senza difficoltà.

§ 3. Praevisio accepti et expensi, ut ab § 3. Si raccomanda vivamente che gli


administratoribus bonorum ecclesiasticorum amministratori dei beni ecclesiastici preparino
quotannis componatur, enixe commendatur; ius ogni anno il preventivo delle entrate e delle
particulare autem potest eam praecipere et uscite; il diritto particolare però può imporlo e
pressius determinare modum, quo exhibenda est. determinare più dettagliatamente il modo di
presentarlo.

Can. 1029 - Administrator bonorum Can. 1029 - L'amministratore dei beni


ecclesiasticorum de bonis mobilibus, quae ad ecclesiastici non faccia donazioni, attingendo dai
patrimonium stabile non pertinent, donationes beni mobili che non appartengono al patrimonio
praeterquam moderatas secundum legitimam stabile, eccetto quelle modeste secondo una
consuetudinem ne faciat nisi iusta de causa legittima consuetudine, se non per una giusta
pietatis aut caritatis. causa di pietà e di carità.

Can. 1030 - Administrator bonorum Can. 1030 - L'amministratore dei beni


ecclesiasticorum: ecclesiastici:

1° in operarum locatione etiam ius civile circa 1° nella locazione d'opera osservi
laborem et vitam socialem adamussim servet accuratamente anche il diritto civile riguardo al
secundum principia ab Ecclesia tradita; lavoro e alla vita sociale secondo i princìpi
trasmessi dalla Chiesa;

2° eis, qui operam ex condicto praestant, 2° dia una giusta remunerazione ai prestatori
iustam remunerationem tribuat ita, ut suis et d'opera per contratto, in modo che possano
suorum necessitatibus convenienter providere provvedere convenientemente alle necessità
possint. proprie e dei loro.

Can. 1031 - § 1. Reprobata contraria Can. 1031 - § 1. Riprovata la consuetudine


consuetudine administrator bonorum contraria, l’amministratore dei beni ecclesiastici
ecclesiasticorum singulis annis rationem ha il dovere di rendere conto ogni anno al proprio
administrationis proprio Hierarchae reddere Gerarca dell’amministrazione.
debet.

§ 2. De bonis temporalibus, quae Ecclesiae § 2. L’amministratore dei beni ecclesiastici renda


offeruntur, administrator bonorum conto pubblicamente dei beni temporali che sono
ecclesiasticorum rationem publice reddat offerti alla Chiesa, secondo il modo stabilito dal
secundum modum iure particulari statutum, nisi diritto particolare, a meno che il Gerarca del
Hierarcha loci gravi de causa aliud statuit. luogo per una grave causa non abbia stabilito
diversamente.

Can. 1032 - Administrator bonorum Can. 1032 - L'amministratore dei beni


ecclesiasticorum litem nomine personae iuridicae ecclesiastici non introduca e non intenti una lite a
ne incohet neve contestetur in foro civili nisi de nome della persona giuridica nel foro civile se
licentia Hierarchae proprii. non con la licenza del proprio Gerarca.

Can. 1033 - Administrator bonorum Can. 1033 - L'amministratore dei beni


ecclesiasticorum, qui officium vel munus arbitratu ecclesiastici, che arbitrariamente ha dimesso
suo dimisit, ad restitutionem tenetur, si ex l'ufficio o l'incarico, è tenuto alla restituzione se
arbitraria dimissione damnum Ecclesiae obvenit. dalla sua arbitraria dimissione è derivato un
danno alla Chiesa.

CAPUT III DE CONTRACTIBUS, PRAESERTIM CAPITOLO III I CONTRATTI E SPECIALMENTE


DE ALIENATIONIBUS LE ALIENAZIONI

Can. 1034 - Quae ius civile territorii, ubi Can. 1034 - Ciò che il diritto civile del territorio,
contractus initur, statuit de contractibus tam in dove si stipula un contratto, stabilisce sui contratti
genere quam in specie, et de solutionibus, sia in genere sia in specie e sui pagamenti,
eadem iure canonico in re, quae potestati venga osservato, con gli stessi effetti, per diritto
Ecclesiae subest, eisdem cum effectibus canonico, nella materia soggetta alla potestà
serventur. della Chiesa.

Can. 1035 - § 1. Ad alienanda bona Can. 1035 - § 1. Per alienare dei beni
ecclesiastica, quae ex legitima assignatione ecclesiastici che per legittima assegnazione
patrimonium stabile personae iuridicae costituiscono il patrimonio stabile della persona
constituunt, requiritur: giuridica, si richiede:

1° iusta causa veluti urgens necessitas, 1° una giusta causa, come una necessità
evidens utilitas, pietas, caritas vel ratio pastoralis; urgente, l'utilità evidente, la pietà, la carità o un
motivo pastorale;

2° aestimatio rei alienandae a peritis scripto 2° la stima della cosa da alienare, fatta per
facta; iscritto da periti;

3° in casibus iure praescriptis consensus 3° nei casi stabiliti dal diritto, il consenso
auctoritatis competentis scripto datus, sine quo dell'autorità competente dato per iscritto, senza il
alienatio invalida est. quale l'alienazione è invalida.

§ 2. Aliae quoque cautelae ab auctoritate § 2. Si osservino anche le altre garanzie


competenti praescriptae serventur, ut Ecclesiae prescritte dall'autorità competente, per evitare un
damnum vitetur. danno alla Chiesa.

Can. 1036 - § 1. Si valor bonorum Can. 1036 - § 1. Se il valore dei beni


ecclesiasticorum, quorum alienatio proponitur, ecclesiastici, di cui si propone l’alienazione, è
continetur intra summam minimam et summam contenuto tra la somma minima e la somma
maximam a Synodo Episcoporum Ecclesiae massima stabilita dal Sinodo dei Vescovi della
patriarchalis vel a Sede Apostolica statutam, Chiesa patriarcale o dalla Sede Apostolica, si
requiritur consensus: richiede il consenso:

1° consilii a rebus oeconomicis et collegii 1° del consiglio per gli affari economici e del
consultorum eparchialium, si agitur de bonis collegio dei consultori eparchiali, se si tratta di
eparchiae; beni dell’eparchia;

2° Episcopi eparchialis, qui in casu eget 2° del Vescovo eparchiale, che nel caso
consensu consilii a rebus oeconomicis et collegii necessita del consenso del consiglio per gli affari
consultorum eparchialium, si agitur de bonis economici e del collegio dei consultori eparchiali,
personae iuridicae eidem Episcopo eparchiali se si tratta di beni di una persona giuridica
subiectae; soggetta allo stesso Vescovo eparchiale;

3° auctoritatis in typico vel statutis 3° dell’autorità determinata nel tipico o negli


determinatae, si agitur de bonis personae statuti, se si tratta di beni di una persona giuridica
iuridicae Episcopo eparchiali non subiectae. non soggetta al Vescovo eparchiale.

§ 2. In Ecclesiis patriarchalibus, si valor bonorum § 2. Nelle Chiese patriarcali, se il valore dei beni
summam maximam a Synodo Episcoporum eccede la somma massima stabilita dal Sinodo
Ecclesiae patriarchalis statutam excedit, sed non dei Vescovi della Chiesa patriarcale, ma non del
duplo, requiritur consensus: doppio, si richiede il consenso:
1° Patriarchae datus de consensu Synodi 1° del Patriarca, dato col consenso del
permanentis, si agitur de bonis eparchiae intra Sinodo permanente, se si tratta di beni di
fines territorii Ecclesiae patriarchalis sitae, nisi ius un’eparchia situata entro i confini del territorio
particulare eiusdem Ecclesiae aliud fert; della Chiesa patriarcale, a meno che il diritto
particolare della stessa Chiesa non stabilisca
diversamente;

2° Episcopi eparchialis necnon Patriarchae 2° del Vescovo eparchiale, nonché del


datus de consensu Synodi permanentis, si agitur Patriarca, dato col consenso del Sinodo
de bonis personae iuridicae Episcopo eparchiali permanente, se si tratta di beni di una persona
intra fines territorii Ecclesiae patriarchalis giuridica soggetta al Vescovo eparchiale, che
potestatem suam exercenti subiectae; esercita la sua potestà entro i confini del territorio
della Chiesa patriarcale;

3° Patriarchae datus de consensu Synodi 3° del Patriarca, dato col consenso del
permanentis, si agitur de bonis personae Sinodo permanente, se si tratta di beni di una
iuridicae Episcopo eparchiali non subiectae, etsi persona giuridica non soggetta al Vescovo
iuris pontificii, quae intra fines territorii Ecclesiae eparchiale, anche se di diritto pontificio, che sono
patriarchalis sita sunt. situati entro i confini del territorio della Chiesa
patriarcale.

§ 3. In Ecclesiis patriarchalibus, si valor bonorum § 3. Nelle Chiese patriarcali, se il valore dei beni
summam maximam a Synodo Episcoporum eccede del doppio la somma massima stabilita
Ecclesiae patriarchalis statutam duplo excedit et, dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale e
si de rebus pretiosis vel ex voto Ecclesiae donatis se si tratta di cose preziose o di ex-voto donati
agitur, servetur § 2, sed Patriarcha indiget alla Chiesa, si osservi il § 2, ma il Patriarca
consensu eiusdem Synodi. necessita del consenso dello stesso Sinodo.

§ 4. In ceteris casibus requiritur consensus Sedis § 4. In tutti gli altri casi si richiede il consenso
Apostolicae, si valor bonorum excedit summam della Sede Apostolica se il valore dei beni eccede
ab ipsa Sede Apostolica statutam vel approbatam la somma stabilita o approvata dalla stessa Sede
et, si de rebus pretiosis vel ex voto Ecclesiae Apostolica e se si tratta di cose preziose o di ex-
donatis agitur. voto donati alla Chiesa.

Can. 1037 - Ad alienanda bona temporalia Can. 1037 - Per alienare dei beni temporali della
Ecclesiae patriarchalis vel eparchiae Patriarchae, Chiesa patriarcale o dell'eparchia del Patriarca, il
Patriarcha indiget: Patriarca necessita:

1° consilio Synodi permanentis, si valor 1° del consiglio del Sinodo permanente se il


bonorum continetur intra summam minimam et valore dei beni è contenuto tra la somma minima
summam maximam a Synodo Episcoporum e la somma massima stabilita dal Sinodo dei
Ecclesiae patriarchalis statutam et si de bonis Vescovi della Chiesa patriarcale e se si tratta dei
Ecclesiae patriarchalis agitur; si vero nonnisi de beni della Chiesa patriarcale; se invece si tratta
bonis eparchiae Patriarchae agitur, servandus est solamente dei beni dell'eparchia del Patriarca, si
can. 1036, § 1, n. 1; deve osservare il can. 1036, § 1, n. 1;

2° consensu Synodi permanentis, si valor 2° del consenso del Sinodo permanente, se il


bonorum summam maximam a Synodo valore dei beni eccede la somma massima
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis statutam stabilita dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa
excedit, sed non duplo; patriarcale, ma non del doppio;

3° consensu Synodi Episcoporum Ecclesiae 3° del consenso del Sinodo dei Vescovi della
patriarchalis, si valor bonorum eandem summam Chiesa patriarcale se il valore dei beni eccede del
duplo excedit et si de rebus pretiosis vel ex voto doppio la stessa somma e se si tratta di cose
Ecclesiae donatis agitur. preziose o di ex-voto donati alla Chiesa.
Can. 1038 - § 1. Ii, quorum consilium, concensus Can. 1038 - § 1. Coloro a cui è richiesto dal diritto
vel confirmatio ad alienanda bona ecclesiastica il consiglio, il consenso o la conferma per
iure requiritur, ne dent consilium, consensum vel alienare dei beni ecclesiastici, non diano il
confirmationem, antequam exacte edocti sunt de consiglio, il consenso o la conferma prima di
statu oeconomico personae iuridicae, cuius bona essere informati con esattezza sullo stato
temporalia alienanda proponuntur, et de economico della persona giuridica della quale si
alienationibus iam peractis. propone di alienare i beni, e delle alienazioni già
fatte.

§ 2. Consilium, consensus aut confirmatio pro § 2. Il consiglio, il consenso oppure la conferma


non datis habentur, nisi in eis petendis sono da ritenere come non dati, se nella relativa
exprimuntur alienationes iam peractae. richiesta non vengono espresse le alienazioni già
fatte.

Can. 1039 - Pro quacumque alienatione requiritur Can. 1039 - Per qualsiasi alienazione si richiede
consensus eorum, quorum interest. il consenso degli interessati.

Can. 1040 - Si bona ecclesiastica contra Can. 1040 - Se i beni ecclesiastici sono stati
praescripta iuris canonici alienata sunt, sed alienati contro le prescrizioni del diritto canonico,
alienatio iure civili valida est, auctoritas superior ma l'alienazione è valida per il diritto civile,
illius, qui talem alienationem peregit, decernat l'autorità superiore di colui che ha fatto tale
omnibus mature perpensis, an et qualis actio, a alienazione stabilisca, dopo matura riflessione, se
quonam et contra quemnam proponenda sit ad e quale azione, da chi e contro chi deve essere
Ecclesiae iura vindicanda. proposta per rivendicare i diritti della Chiesa.

Can. 1041 - Nisi res est minimi momenti, bona Can. 1041 - A meno che la cosa non sia di
ecclesiastica propriis administratoribus eorumque minimo valore, i beni ecclesiastici non possono
coniunctis usque ad quartum gradum essere venduti o locati ai propri amministratori e
consanguinitatis aut affinitatis non sunt vendenda ai loro congiunti fino al quarto grado di
aut locanda sine speciali auctoritatis, de qua in consanguineità oppure di affinità senza una
cann. 1036 et 1037, licentia. speciale licenza dell'autorità di cui ai cann. 1036
e 1037.

Can. 1042 - Cann. 1035 - 1041 servari debent Can. 1042 - I canoni 1035-1041 devono essere
non solum in alienatione, sed etiam in quolibet osservati non soltanto nell'alienazione, ma anche
negotio, quo condicio patrimonialis personae in qualsiasi negozio giuridico col quale la
iuridicae peior fieri potest. condizione patrimoniale della persona giuridica
può diventare peggiore.

CAPUT IV DE PIIS VOLUNTATIBUS ET DE PIIS CAPITOLO IV LE PIE VOLONTà E LE PIE


FUNDATIOMIBUS FONDAZIONI

Can. 1043 - § 1. Qui ex iure naturae vel canonico Can. 1043 - § 1. Chi può liberamente disporre,
libere potest de suis bonis statuere, potest etiam per diritto di natura o canonico, dei suoi beni, può
ad pias causas sive per actum inter vivos sive per anche lasciarli sia con atto tra vivi sia con atto per
actum mortis causa bona relinquere. causa di morte a favore di cause pie.

§ 2. In ultimis voluntatibus in bonum Ecclesiae § 2. Nelle ultime volontà a favore della Chiesa si
serventur, si fieri potest, praescripta iuris civilis; si osservino, per quanto è possibile, le prescrizioni
servata non sunt, heredes moneantur de del diritto civile; se non sono state osservate, gli
obligatione, qua tenentur, implendi testatoris eredi siano ammoniti sull'obbligo che hanno di
voluntatem. adempiere la volontà del testatore.

Can. 1044 - Voluntates christifidelium bona sua Can. 1044 - Le volontà dei fedeli cristiani che
in pias causas donantium vel relinquentium sive hanno donato o lasciato, sia per atto tra vivi sia
per actum inter vivos sive per actum mortis causa con atto per causa di morte, i loro beni per cause
legitime acceptatae diligentissime impleantur pie, una volta legittimamente accettate, siano
etiam circa modum administrationis et erogationis adempiute con la massima diligenza anche
bonorum firmo can. 1045. riguardo al modo di amministrazione e di
erogazione dei beni, fermo restando il can. 1045.

Can. 1045 - § 1. Hierarcha omnium piarum Can. 1045 - § 1. Il Gerarca è l'esecutore di tutte
voluntatum tam mortis causa quam inter vivos le pie volontà sia per causa di morte sia tra vivi.
exsecutor est.

§ 2. Hoc ex iure Hierarcha vigilare potest ac § 2. Da questo diritto deriva che il Gerarca può e
debet etiam per visitationem, ut piae voluntates deve vigilare, anche con la visita, perché siano
impleantur, eique ceteri exsecutores perfuncto adempiute le pie volontà e a lui tutti gli altri
munere rationem reddere debent. esecutori, adempiuto perfettamente il loro
incarico, devono renderne conto.

§ 3. Clausulae huic Hierarchae iuri contrariae § 3. Le clausole contrarie a questo diritto del
ultimis voluntatibus adiectae pro non appositis Gerarca, aggiunte alle ultime volontà, si devono
habentur. ritenere come non apposte.

Can. 1046 - § 1. Qui bona ad pias causas sive Can. 1046 - § 1. Chi ha ricevuto fiduciariamente
per actum inter vivos sive per actum mortis causa dei beni a favore di cause pie sia per atto tra vivi,
fiduciarie accepit, debet de sua fiducia sia per atto a causa di morte, deve informare il
Hierarcham proprium certiorem facere eique proprio Gerarca della fiducia ricevuta e indicargli
omnia talia bona cum oneribus adiunctis indicare; tutti quei beni con gli oneri aggiunti; se però il
si vero donator id expresse et omnino prohibuit, donatore glielo avesse espressamente e
fiduciam ne acceptet. assolutamente proibito, non accetti la fiducia.

§ 2. Hierarcha debet exigere, ut bona fiduciaria in § 2. Il Gerarca deve esigere che i beni fiduciari
tuto collocentur, et ad normam can. 1045, § 2 siano collocati al sicuro e, a norma del can. 1045,
vigilare, ut pia voluntas ad effectum ducatur. § 2, vigilare perché la pia volontà sia condotta ad
effetto.

§ 3. Si agitur de bonis fiduciariis alicui sodali § 3. Se si tratta di beni fiduciari affidati a qualche
instituti religiosi vel societatis vitae communis ad membro di un istituto religioso o di una società di
instar religiosorum commissis, quae destinata vita comune a guisa dei religiosi, che sono
sunt loci vel eparchiae ecclesiis, christifidelibus, destinati alle chiese del luogo o dell'eparchia, ai
qui ibidem domicilium habent, aut piis causis fedeli cristiani che hanno in quel luogo il
iuvandis, Hierarcha, de quo in §§ 1 et 2, est domicilio, oppure per aiutare cause pie, il
Hierarcha loci. Gerarca di cui ai §§ 1 e 2 è il Gerarca del luogo.

Can. 1047 - § 1. Piae fundationes in iure sunt: Can. 1047 - § 1. Nel diritto sono pie fondazioni:

1° piae fundationes autonomae, scilicet 1° le pie fondazioni autonome, cioè totalità di


universitates rerum ad opera pietatis, apostolatus cose destinate a opere di pietà, di apostolato
aut caritatis spiritualis vel temporalis destinatae et oppure di carità spirituale o temporale ed erette
ab auctoritate competenti in personam iuridicam dalla competente autorità in persona giuridica;
erectae;

2° piae fundationes non autonomae, scilicet 2° le pie fondazioni non autonome, cioè i beni
bona temporalia alicui personae iuridicae quoquo temporali dati in qualsiasi modo a qualche
modo data cum onere in diuturnum tempus, iure persona giuridica con l'onere per un lungo tempo,
particulari determinandum, ex reditibus annuis da determinare dal diritto particolare, per
fines, de quibus in n. 1, persequendi. raggiungere con le rendite annue i fini di cui nel
n. 1.

§ 2. Bona temporalia fundationis non autonomae, § 2. I beni temporali di una fondazione non
si concredita sunt personae iuridicae Episcopo autonoma se sono stati affidati a una persona
eparchiali subiectae, elapso tempore determinato giuridica soggetta al Vescovo eparchiale,
ad institutum, de quo in can. 1021, § 1, destinari trascorso il tempo determinato, devono essere
debent, nisi alia fuit voluntas fundatoris expresse destinati all'istituto di cui al can. 1021, § 1, a
manifestata; secus eidem personae iuridicae meno che non sia stata diversa la volontà del
cedunt. fondatore espressamente manifestata; in caso
contrario vanno alla medesima persona giuridica.

Can. 1048 - § 1. Piae fundationes autonomae Can. 1048 - § 1. Le pie fondazioni autonome non
nonnisi ab Episcopo eparchiali aliave auctoritate possono essere erette se non dal Vescovo
superiore erigi possunt. eparchiale o da un'altra autorità superiore.

§ 2. Ut pia fundatio non autonoma a persona § 2. Perché una pia fondazione non autonoma
iuridica valide acceptari possit, requiritur possa essere accettata validamente da una
consensus Hierarchae proprii scripto datus; persona giuridica, si richiede il consenso del
Hierarcha vero consensum ne det, antequam proprio Gerarca dato per iscritto; il Gerarca però
legitime comperuit personam iuridicam novo non dia il consenso prima di essersi reso conto
oneri suscipiendo et oneribus iam susceptis se la persona giuridica può soddisfare il nuovo
satisfacere posse; caveat quoque idem onere che assume e gli oneri già assunti; lo
Hierarcha, ut reditus omnino respondeant stesso Gerarca si assicuri anche che le rendite
oneribus adiunctis secundum morem propriae corrispondano appieno agli oneri aggiunti,
Ecclesiae sui iuris. secondo l'usanza della propria Chiesa sui iuris.

§ 3. Iuris particularis est determinare ceteras § 3. E' compito del diritto particolare determinare
condiciones, sine quibus piae fundationes erigi tutte le altre condizioni senza le quali le pie
vel acceptari non possunt. fondazioni non possono essere erette o
accettate.

Can. 1049 - Hierarcha, qui piam fundationem Can. 1049 - Il Gerarca che ha eretto una pia
erexit vel consensum ad piam fundationem fondazione o che ha dato il consenso per
acceptandam dedit, statim tutum locum designet, accettare una pia fondazione, indichi subito un
in quo pecunia et bona mobilia dotationis nomine luogo sicuro in cui siano depositati il denaro e i
assignata deponantur eum in finem, ut eadem beni mobili assegnati a titolo di dotazione, al fine
pecunia vel bonorum mobilium pretium specifico di custodire lo stesso denaro e il
custodiantur et quam primum caute et utiliter de ricavato dei beni mobili e di investirli al più presto
prudenti eiusdem Hierarchae iudicio consultis et cautamente e utilmente, secondo il prudente
eis, quorum interest, et consilio competenti giudizio dello stesso Gerarca, dopo che questi ha
collocentur in favorem eiusdem fundationis cum consultato gli interessati e il consiglio
expresse determinata mentione oneris. competente, a vantaggio della stessa fondazione,
con la menzione espressamente determinata
dell'onere.

Can. 1050 - Documenti fundationis exemplar Can. 1050 - Una copia del documento di
alterum in archivo curiae eparchialis, alterum in fondazione sia conservata nell'archivio della curia
archivo personae iuridicae asservetur. eparchiale, un'altra nell'archivio della persona
giuridica.

Can. 1051 - § 1. Servatis cann. 1044 - 1046 et Can. 1051 - § 1. Osservati i cann. 1044-1046 e
1031 onerum ex piis fundationibus incumbentium 1031, si compili una tabella degli oneri derivanti
tabella conficiatur, quae in loco patenti exponatur, dalle pie fondazioni da esporre in un luogo aperto
ne obligationes implendae in oblivionem cadant. affinché gli obblighi da adempiere non siano
dimenticati.

§ 2. Liber habeatur et apud parochum vel § 2. Vi sia un libro, e sia conservato presso il
rectorem ecclesiae asservetur, in quo singula parroco o il rettore della chiesa, in cui si annotino
onera eorumque impletio et eleemosynae i singoli obblighi, il loro adempimento e le
adnotentur. elemosine.
Can. 1052 - Reductio onerum Divinam Liturgiam Can. 1052 - La riduzione degli oneri di celebrare
celebrandi reservatur Episcopo eparchiali et la Divina Liturgia è riservata al Vescovo
Superiori Maiori institutorum religiosorum vel eparchiale e al Superiore maggiore degli istituti
societatum vitae communis ad instar religiosorum religiosi o delle società di vita comune a guisa dei
clericalium. religiosi, che siano clericali.

§ 2. Episcopo eparchiali competit potestas § 2. Al Vescovo eparchiale compete la potestà di


reducendi ob deminutionem redituum, dum causa ridurre, a causa della diminuzione dei redditi,
perdurat, ad rationem oblationum in eparchia finché perdura la causa, nella misura delle offerte
legitime vigentium numerum celebrationum che sono legittimamente in vigore nell’eparchia,
Divinae Liturgiae, dummodo nemo sit, qui il numero delle celebrazioni della Divina Liturgia,
obligatione tenetur et utiliter cogi potest ad purché non vi sia nessuno che ha l’obbligo e che
oblationum augmentum faciendum. può essere efficacemente costretto a provvedere
all’aumento delle offerte.

§ 3. Episcopo eparchiali etiam competit potestas § 3. Al Vescovo eparchiale compete anche la


reducendi onera Divinam Liturgiam celebrandi, potestà di ridurre gli oneri di celebrare la Divina
quae Instituta ecclesiastica gravant, si reditus ad Liturgia, che gravano su istituti ecclesiastici, se i
ea, quae ex iisdem tempore acceptationis redditi sono diventati insufficienti a conseguire
onerum obtineri potuerunt, consequenda quelle finalità che, al tempo dell’accettazione
insufficientes evaserunt. degli oneri, potevano essere raggiunte.

§ 4. Potestates, de quibus in §§ 2 et 3, habent § 4. Le potestà di cui nei §§ 2 e 3, le hanno


etiam Superiores Generales institutorum anche i Superiori generali degli istituti religiosi o
religiosorum vel societatum vitae communis ad delle società di vita comune a guisa dei religiosi,
instar religiosorum clericalium. che siano clericali.

§ 5. Potestates, de quibus in §§ 2 et 3, Episcopus § 5. Le potestà di cui nei §§ 2 e 3, il Vescovo


eparchialis delegare potest tantummodo eparchiale le può delegare soltanto al vescovo
Episcopo Coadiutori, Episcopo Auxiliari, coadiutore, al vescovo ausiliare, al Protosincello
Protosyncello vel Syncellis, omni subdelegatione e ai Sincelli, esclusa ogni suddelegazione.
exclusa.

Can. 1053 - Eisdem auctoritatibus, de quibus in Can. 1053 - Alle stesse autorità di cui nel
can. 1052, potestas insuper competit transferendi can. 1052, compete inoltre la potestà di trasferire
iusta de causa onera Divinam Liturgiam per giusta causa gli oneri di celebrare la Divina
celebrandi in dies vel instituta diversa ab illis, Liturgia in giorni o istituti diversi da quelli stabiliti
quae in fundatione sunt statuta. nella fondazione.

Can. 1054 - § 1. Voluntatum christifidelium bona Can. 1054 - § 1. La riduzione, il contenimento e


sua in pias causas donantium vel reliquentium, la commutazione delle volontà dei fedeli cristiani
reductio, moderatio et commutatio a Hierarcha che hanno donato o lasciato i loro beni per cause
iusta tantum et necessaria de causa fieri possunt, pie, possono essere fatte dal Gerarca soltanto
consultis eis, quorum interest, et consilio per una causa giusta e necessaria, dopo aver
competenti atque servata quam optime fundatoris consultato gli interessati e il consiglio
voluntate. competente, e rispettata nel modo migliore la
volontà del fondatore.

§ 2. In omnibus ceteris casibus de hac re adiri § 2. In tutti gli altri casi su questa cosa si deve
debet Sedes Apostolica vel Patriarcha, qui de ricorrere alla Sede Apostolica o al Patriarca che
consensu Synodi permanentis agat. agirà col consenso del Sinodo permanente.

TITULUS XXIV DE IUDICIIS IN GENERE TITOLO XXIV I GIUDIZI IN GENERALE

Can. 1055 - § 1. Obiectum iudicii eunt: Can. 1055 - § 1. Oggetto del giudizio sono:
1° personarum physicarum vel iuridicarum 1° i diritti delle persone fisiche o giuridiche da
iura persequenda aut vindicanda vel facta iuridica perseguire oppure da rivendicare, o fatti giuridici
declaranda; da dichiarare;

2° delicta, quod spectat ad poenam 2° i delitti per quanto riguarda la pena da


irrogandam. infliggere.

§ 2. In controversiis vero ortis ex actu potestatis § 2. Nelle controversie, però, sorte da un atto di
regiminis exsecutivae competens est solummodo potestà esecutiva di governo è competente
auctoritas superior ad normam cann. 996 -1006. soltanto l’autorità superiore a norma dei cann.
996-1006.

Can. 1056 - In causis, quae alicui Dicasterio Can. 1056 - Nelle cause riservate a qualche
Sedis Apostolicae reservantur, tribunalia normas Dicastero della Sede Apostolica, è necessario
ab eodem Dicasterio editas sequantur oportet. che i tribunali seguano le norme stabilite dallo
stesso Dicastero.

Can. 1057 - In causis servorum Dei, ut inter Can. 1057 - Nelle cause dei servi di Dio perché
Sanctos referantur, serventur normae speciales a siano iscritti tra i Santi, si osservino le norme
Romano Pontifice statutae. speciali stabilite dal Romano Pontefice.

CAPUT I DE FORO COMPETENTI CAPITOLO I IL FORO COMPETENTE

Can. 1058 - Romanus Pontifex a nemine Can. 1058 - Il Romano Pontefice non è giudicato
iudicatur. da nessuno.

Can. 1059 - § 1. Ob primatum Romani Pontificis Can. 1059 - § 1. A causa del primato del Romano
integrum est cuilibet christifideli causam suam in Pontefice ogni fedele cristiano ha pieno diritto di
quovis statu et gradu iudicii cognoscendam ad deferire la sua causa, in qualsiasi stato e grado
ipsum Romanum Pontificem deferre, qui pro toto del giudizio, all'esame dello stesso Romano
orbe catholico iudex est supremus et qui vel ipse Pontefice, che è il giudice supremo per tutto il
per se ius dicit vel per tribunalia Sedis mondo cattolico e che giudica personalmente o
Apostolicae vel per iudices a se delegatos. attraverso i tribunali della Sede Apostolica o per
mezzo di giudici da lui delegati.

§ 2. Haec provocatio tamen ad Romanum § 2. Questa istanza interposta al Romano


Pontificem interposita non suspendit excepto Pontefice, tuttavia, non sospende, eccetto nel
casu appellationis exercitium potestatis in iudice caso di appello, l'esercizio della potestà nel
qui causam iam cognoscere coepit quique idcirco giudice che ha già cominciato a occuparsi della
potest iudicium prosequi usque ad sententiam causa e che può quindi proseguire il giudizio fino
definitivam, nisi constat Romanum Pontificem alla sentenza definitiva, a meno che non consti
causam ad se advocavisse. che il Romano Pontefice abbia avocato a sé la
causa.

Can. 1060 - § 1. Soli Romano Pontifici ius est Can. 1060 - § 1. Solo il Romano Pontefice ha
iudicandi: diritto di giudicare:

1° Patriarchas; 1° i Patriarchi;

2° Episcopos in causis poenalibus; 2° i Vescovi nelle cause penali;

3° eos, qui supremum tenent civitatis 3° i capi di stato;


magistratum;

4° alias causae, quas ipse ad suum advocavit 4° le altre cause che egli ha avocato al suo
iudicium. giudizio.
§ 2. Exceptis Episcopis intra fines territorii § 2. Eccettuati i Vescovi che esercitano la loro
Ecclesiae patriarchalis potestatem suam potestà entro i confini del territorio della Chiesa
exercentibus ceteri Episcopi in causis patriarcale, tutti gli altri Vescovi nelle cause
contentiosis iudicantur a tribunali a Romano contenziose sono giudicati dal tribunale
Pontifice designato salvo can. 1066, § 2. designato dal Romano Pontefice, salvo restando
il can. 1066, § 2.

§ 3. Iudex de actu vel documento a Romano § 3. Un giudice non può occuparsi di un atto o di
Pontifice in forma specifica confirmato videre non un documento confermato in forma specifica dal
potest, nisi illius praecessit mandatum. Romano Pontefice se prima non ne ha ricevuto il
mandato.

Can. 1061 - Coram tribunalibus Sedis Can. 1061 - Devono convenire davanti ai tribunali
Apostolicae conveniri debent personae, quae della Sede Apostolica le persone che non hanno
auctoritatem snperiorem infra Romanum un'autorità superiore sotto il Romano Pontefice,
Pontificem non habent, sive sunt personae siano persone fisiche non costituite nell'ordine
physicae in ordine episcopatus non constitutae episcopale, siano persone giuridiche, salvo
sive sunt personae iuridicae salvo can. 1063, § 4, restando il can. 1063, § 4, nn. 3 e 4.
nn. 3 et 4.

Can. 1062 - § 1. Synodus Episcoporum Can. 1062 - § 1. Il Sinodo dei Vescovi della
Ecclesiae patriarchalis, salva competentia Sedis Chiesa patriarcale, salva restando la competenza
Apostolicae, est superius tribunal intra fines della Sede Apostolica, è il tribunale superiore
territorii eiusdem Ecclesiae. dentro i confini del territorio della stessa Chiesa.

§ 2. Synodus Episcoporum Ecclesiae § 2. Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa patriarcale


patriarchalis per secreta suffragia eligere debet deve eleggere con voti segreti per un
ad quinquennium ex suo gremio Moderatorem quinquennio dal suo gruppo un Moderatore
generalem administrationis iustitiae necnon duos generale dell'amministrazione della giustizia,
Episcopos, qui cum eo praeside constituunt come pure due Vescovi che con lui come
tribunal; si vero unus ex his tribus Episcopis est presidente costituiscono il tribunale; se però uno
in causa vel adesse non potest, Patriarcha de di questi tre Vescovi è in causa o non può essere
consensu Synodi permanentis ei alium presente, il Patriarca, con il consenso del Sinodo
Episcopum substituat; item in casu recusationis permanente, lo sostituisca con un altro Vescovo;
videat Patriarcha de consensu Synodi così pure nel caso di ricusazione se ne occupi il
permanentis. Patriarca col consenso del Sinodo permanente.

§ 3. Huius tribunalis est iudicare causas § 3. E' compito di questo tribunale giudicare le
contentiosas sive eparchiarum sive Episcoporum, cause contenziose sia delle eparchie, sia dei
etiam Episcoporum titularium. Vescovi, anche dei Vescovi titolari.

§ 4. Appellatio in his causis fit ad Synodum § 4. L'appello in queste cause si fa al Sinodo dei
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis ulteriore Vescovi della Chiesa patriarcale, escluso un
appellatione remota salvo can. 1059. ulteriore appello, salvo restando il can. 1059.

§ 5. Moderatori generali administrationis iustitiae § 5. Il Moderatore generale dell'amministrazione


est ius vigilandi omnibus tribunalibus intra fines della giustizia ha il diritto di vigilare su tutti i
territorii Ecclesiae patriarchalis sitis necnon ius tribunali situati entro i confini del territorio della
decisionem ferendi in recusatione contra aliquem Chiesa patriarcale, come anche il diritto di
iudicem tribunalis ordinarii Ecclesiae decidere nella ricusazione contro qualche giudice
patriarchalis. del tribunale ordinario della Chiesa patriarcale.

Can. 1063 - § 1. Patriarcha erigere debet tribunal Can. 1063 - § 1. Il Patriarca deve erigere il
ordinarium Ecclesiae patriarchalis a tribunali tribunale ordinario della Chiesa patriarcale,
eparchiae Patriarchae distinctum. distinto dal tribunale dell’eparchia del Patriarca.
§ 2. Hoc tribunal proprium praesidem, iudices, § 2. Questo tribunale abbia un proprio presidente,
promotorem iustitiae, defensores vinculi aliosque i giudici, il promotore di giustizia, i difensori del
necessarios administros habeat a Patriarcha de vincolo e gli altri addetti necessari, nominati dal
consensu Synodi permanentis nominatos; Patriarca col consenso del Sinodo permanente; il
praeses, iudices, promotor iustitiae necnon presidente, i giudici, il promotore di giustizia
defensores vinculi amoveri non possunt nisi a nonché i difensori del vincolo non possono
Synodo Episcoporum Ecclesiae patriarchalis, essere rimossi se non dal Sinodo dei Vescovi
renuntiationem vero ab officio Patriarcha solus della Chiesa patriarcale, mentre il Patriarca da
acceptare potest. solo può accettare la rinuncia all’ufficio.

§ 3. Hoc tribunal est tribunal appellationis in § 3. Questo tribunale è tribunale di appello nel
secundo et in ulterioribus gradibus iudicii ope secondo e negli ulteriori gradi del giudizio per
iudicum, qui sibi invicem succedunt, pro causis in mezzo dei giudici che si succedono a vicenda,
tribunalibus inferioribus iam definitis; huic tribunali per le cause già definite nei tribunali inferiori;
competunt etiam iura tribunalis metropolitani eis competono a questo tribunale anche i diritti del
in locis territorii Ecclesiae patriarchalis, ubi tribunale metropolitano in quei luoghi del territorio
provinciae erectae non sunt. della Chiesa patriarcale dove le province non
sono erette.

§ 4. Huic tribunali competit iudicare ope iudicum, § 4. Compete a questo tribunale di giudicare, per
qui sibi invicem succedunt, in primo et in mezzo di giudici che si succedono a vicenda, nel
ulterioribus gradibus iudicii causas: primo e nei successivi gradi del giudizio, le
cause:

1° Exarchorum et delegatorum Patriarchae, 1° degli Esarchi e dei delegati del Patriarca


qui Episcopi non sunt; che non sono Vescovi;

2° personarum physicarum vel iuridicarum 2° delle persone fisiche e giuridiche


Patriarchae immediate subiectarum; immediatamente soggette al Patriarca;

3° institutorum vitae consecratae iuris 3° degli istituti di vita consacrata di diritto


pontificii; pontificio;

4° Superioris instituti vitae consecratae iuris 4° del Superiore di un istituto di vita


pontificii, qui in eodem instituto Superiorem consacrata di diritto pontificio, che non ha
potestate iudiciali praeditum non habet; nell’istituto stesso un Superiore provvisto di
potestà giudiziale;

5° ex iuris particularis praescripto eidem 5° riservate per disposizione del diritto


tribunali reservatas. particolare a questo tribunale.

Can. 1064 - § 1. Tribunal metropolitanum, quod Can. 1064 - § 1. Il tribunale metropolitano, che
non est distinctum a tribunali eparchiae non è distinto dal tribunale dell’eparchia del
Metropolitae, est tribunal appellationis a Metropolita, è tribunale di appello dalle sentenze
sententiis tribunalium eparchialium. dei tribunali eparchiali.

§ 2. A causis in primo gradu iudicii pertractatis § 2. Dalle cause trattate in primo grado di giudizio
coram Metropolita aliove Episcopo eparchiali, qui davanti al Metropolita o ad altro Vescovo
auctoritatem superiorem infra Romanum eparchiale che non ha un’autorità superiore sotto
Pontificem non habet, fieri debet appellatio ad il Romano Pontefice, si deve appellare al
tribunal ab ipso stabili modo cum approbatione tribunale da esso designato stabilmente con
Sedis Apostolicae designatum firmis cann. 139 et l’approvazione della Sede Apostolica, fermi
175. restando i cann. 139 e 175.

Can. 1065 - Tribunal tertii gradus est Sedes Can. 1065 - Il tribunale di terzo grado è la Sede
Apostolica, nisi aliter iure communi expresse Apostolica, a meno che non sia stato
cavetur. espressamente disposto diversamente dal diritto
comune.

Can. 1066 - § 1. In unaquaque eparchia et pro Can. 1066 - § 1. In ciascuna eparchia e per tutte
omnibus causis iure expresse non exceptis iudex le cause non escluse espressamente dal diritto,
in primo gradu iudicii est Episcopus eparchialis. giudice nel primo grado del giudizio è il Vescovo
eparchiale.

§ 2. Si vero agitur de iuribus aut bonis § 2. Se però si tratta di diritti e di beni temporali di
temporalibus personae iuridicae ab Episcopo una persona giuridica rappresentata dal Vescovo
eparchiali repraesentatae, iudicat in primo gradu eparchiale, nel primo grado del giudizio giudica il
iudicii tribunal appellationis firmo can. 1062, § 3. tribunale di appello, fermo restando il can. 1062,
§ 3.

Can. 1067 - § 1. Tribunal primi gradus pro Can. 1067 - § 1. Un tribunale di primo grado per
pluribus eparchiis eiusdem Ecclesiae sui iuris diverse eparchie della stessa Chiesa sui iuris può
erigi potest a Patriarcha de consensu essere eretto dal Patriarca col consenso dei
Episcoporum eparchialium, quorum interest, si de Vescovi eparchiali interessati, se si tratta di
eparchiis intra fines territorii Ecclesiae eparchie situate entro i confini del territorio della
patriarchalis sitis agitur; in ceteris casibus ab Chiesa patriarcale; in tutti gli altri casi, dagli stessi
ipsis Episcopis eparchialibus, qui ad hoc Vescovi eparchiali che a questo hanno consentito
consenserunt approbante Sede Apostolica. con l'approvazione della Sede Apostolica.

§ 2. Hoc tribunal erigi debet, si singuli Episcopi § 2. Questo tribunale dev'essere eretto se i
eparchiales tribunal proprium quacumque de singoli Vescovo eparchiali non possono erigere
causa erigere non possunt; intra fines territorii per qualunque causa un proprio tribunale; dentro
Ecclesiae patriarchalis, si casus fert, a Synodo i confini del territorio della Chiesa patriarcale, se
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis hoc tribunal occorre, questo tribunale sia eretto dal Sinodo dei
erigatur. Vescovi della Chiesa patriarcale.

§ 3. In eparchiis, pro quibus tale tribunal erectum § 3. Nelle eparchie, per le quali questo tribunale è
est, tribunal eparchiale collegiale valide erigi non stato eretto, non può essere eretto validamente
potest. un tribunale eparchiale collegiale.

§ 4. Coetui Episcoporum eparchialium, qui ad § 4. Al gruppo dei Vescovi eparchiali che hanno
tale tribunal consenserunt, vel Episcopo consentito a questo tribunale, o al Vescovo
eparchiali ab eodem electo competunt eparchiale eletto dal medesimo, competono le
potestates, quas Episcopus eparchialis habet potestà che ha il Vescovo eparchiale nei riguardi
circa suum tribunal; si vero hoc tribunal a Synodo del suo tribunale; se invece questo tribunale è
Episcoporum Ecclesiae patriarchalis vel a Sede stato eretto dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa
Apostolica erectum est, servandae sunt normae patriarcale o dalla Sede Apostolica, devono
ab ipsa Synodo vel Sede Apostolica statutae. essere osservate le norme stabilite dallo stesso
Sinodo o dalla Sede Apostolica.

§ 5. Appellatio ab hoc tribunali fit intra fines § 5. L'appello da questo tribunale si fa, entro i
territorii Ecclesiae patriarchalis ad tribunal confini del territorio della Chiesa patriarcale,
ordinarium Ecclesiae patriarchalis; in ceteris presso il tribunale ordinario della Chiesa
casibus vero ad tribunal stabili modo a coetu patriarcale; in tutti gli altri casi, invece, presso il
Episcoporum, de quo in § 4, cum approbatione tribunale designato stabilmente dal gruppo dei
Sedis Apostolicae vel ab ipsa Sede Apostolica Vescovi di cui al § 4, con l'approvazione della
designatum. Sede Apostolica, o dalla stessa Sede Apostolica.

Can. 1068 - § 1. Episcopi eparchiales diversarum Can. 1068 - § 1. I Vescovi eparchiali di diverse
Ecclesiarnm sui iuris in eodem territorio Chiese sui iuris che esercitano la loro potestà
potestatem suam exercentes convenire inter se nello stesso territorio possono convenire tra di
possunt de constituendo tribunali communi, quod loro di costituire un tribunale comune che giudichi
causas sive contentiosas sive poenales le cause sia contenziose sia penali dei fedeli
christifidelium alicui ex eisdem Episcopis cristiani soggetti a qualcuno tra gli stessi Vescovi
eparchialibus subditorum cognoscat. eparchiali.

§ 2. Si idonei iudices aliique administri § 2. Se mancano dei giudici idonei e altri addetti
tribunalium desunt, Episcopi eparchiales curent, dei tribunali, i Vescovi eparchiali abbiano cura
ut tribunal commune constituatur. che sia costituito un tribunale comune.

§ 3. Episcopi eparchiales, qui ad tribunal § 3. I Vescovi eparchiali che hanno consentito a


commune consenserunt, unum ex se ipsis un tribunale comune devono designare uno di
designare debent, cui circa hoc tribunal loro stessi al quale competono le potestà su
competunt potestates, quas Episcopus questo tribunale che un Vescovo eparchiale ha
eparchialis habet circa suum tribunal. nei confronti del suo tribunale.

§ 4. A sententiis tribunalis communis primi gradus § 4. Dalle sentenze del tribunale comune di primo
appellatio fit ad tribunal stabili modo a Sede grado si appella al tribunale stabilmente
Apostolica designatum. designato dalla Sede Apostolica.

Can. 1069 - § 1. Controversiae inter personas Can. 1069 - § 1. Le controversie tra persone
physicas vel iuridicas eiusdem instituti vitae fisiche o giuridiche dello stesso istituto di vita
consecratae institutis saecularibus exceptis, in consacrata, eccettuati gli istituti secolari, nel
quo Superiores potestate regiminis praediti sunt, quale i Superiori sono provvisti di potestà di
definiendae sunt apud iudicem vel tribunal in governo, devono essere definite presso il giudice
typico vel statutis instituti determinatum. o il tribunale determinato nel tipico o negli statuti
dell'istituto.

§ 2. Si controversia, institutis saecularibus § 2. Se la controversia sorge, esclusi gli istituti


exceptis, enascitur inter personas physicas vel secolari, tra persone fisiche o giuridiche di diversi
iuridicas diversorum institutorum vitae istituti di vita consacrata, oppure anche dello
consecratae aut etiam eiusdem instituti iuris stesso istituto di diritto eparchiale o di un altro nel
eparchialis alteriusve, in quo Superiores quale i Superiori non sono provvisti della potestà
potestate regiminis praediti non sunt, aut inter di governo, oppure tra un membro o una persona
sodalem vel personam iuridicam instituti vitae giuridica di un istituto di vita consacrata e
consecratae et quamcumque aliam personam qualunque altra persona fisica o giuridica, nel
physicam vel iuridicam, iudicat in primo gradu primo grado del giudizio giudica il tribunale
iudicii tribunal eparchiale. eparchiale.

Can. 1070 - Auctoritas quodcumque tribunal Can. 1070 - L'autorità che erige qualunque
erigens curet, ut tribunal propria statuta ab tribunale procuri che il tribunale abbia i propri
eadem auctoritate approbata habeat, in quibus statuti, approvati dalla stessa autorità, nei quali
iudicium aliorumque administrorum modus devono essere determinati il modo di nomina dei
nominationis, muneris tempus, remuneratio giudici e degli altri addetti, la durata dell'incarico,
necnon alia iure requisita determinari debent. la remunerazione, nonché tutte le altre cose
richieste dal diritto.

Can. 1071 - Quodlibet tribunal ius habet in Can. 1071 - Qualsiasi tribunale ha il diritto di
auxilium vocandi aliud tribunal cuiuscumque chiamare in aiuto un altro tribunale di qualunque
Ecclesiae, ut quosdam actus processuales Chiesa affinché compia alcuni atti processuali,
peragat exceptis tamen illis actibus, qui eccetto però quegli atti che implicano le decisioni
decisiones iudicum implicant. dei giudici.

Can. 1072 - In causis, de quibus in cann. 1060, Can. 1072 - Nelle cause di cui nei cann. 1060,
1061, 1062, § 3 et 1063, § 4 inferiorum iudicum 1061, 1062, § 3 e 1063, § 4 la incompetenza dei
incompetentia est absoluta; item absoluta est giudici inferiori è assoluta; come pure è assoluta
incompetentia iudicis, si competentia ratione l'incompetenza del giudice se non viene
gradus iudicii statuta non servatur. osservata la competenza stabilita in ragione del
grado del giudizio.
Can. 1073 - § 1. Nemo in primo gradu iudicii Can. 1073 - § 1. Nessuno può essere convenuto
conveniri potest nisi coram iudice, qui competens nel primo grado di giudizio se non davanti a un
est ob unum ex titulis, qui iure communi giudice che è competente per uno dei titoli che
determinantur. sono determinati dal diritto comune.

§ 2. Incompetentia iudicis, cui nullus ex his titulis § 2. Si dice relativa la incompetenza del giudice
suffragatur, dicitur relativa. che non è suffragata da nessuno di questi titoli.

§ 3. Nisi aliter iure expresse cavetur, actor § 3. Se non è espressamente disposto


sequitur forum partis conventae; si vero pars diversamente dal diritto, l'attore segue il foro della
conventa multiplex forum habet, optio fori actori parte convenuta; se però la parte convenuta ha
conceditur. fori molteplici, l'opzione del foro è concessa
all'attore.

Can. 1074 - Quilibet conveniri potest coram Can. 1074 - Qualunque persona può essere
tribunali domicilii vel quasi-domicilii. citata davanti al tribunale del domicilio o del quasi-
domicilio.

Can. 1075 - § 1. Vagus forum habet in loco, ubi Can. 1075 - § 1. Il girovago ha il foro nel luogo
actu commoratur. dove attualmente dimora.

§ 2. Is, cuius neque domicilium aut quasi- § 2. Colui del quale non si conosce né il domicilio
domicilium neque locus commorationis nota sunt, né il quasi-domicilio e neppure il luogo di dimora,
conveniri potest in foro actoris, dummodo aliud può essere citato in giudizio nel foro dell'attore,
forum legitimum non suppetat. purché non risulti un altro foro legittimo.

Can. 1076 - Ratione rei sitae pars conveniri Can. 1076 - A motivo della collocazione di una
potest coram tribunali loci, ubi res litigiosa sita cosa, la parte può essere citata in giudizio
est, quoties actio in rem directa est aut de spolio davanti al tribunale del luogo dove è situata la
agitur. cosa oggetto di lite, ogniqualvolta che l'azione sia
diretta contro la cosa oppure si tratti di spoglio.

Can. 1077 - § 1. Ratione contractus pars Can. 1077 - § 1. A motivo di un contratto, la parte
conveniri potest coram tribunali loci, ubi può essere citata in giudizio davanti al tribunale
contractus initus est vel impleri debet, nisi partes del luogo dove il contratto è stato stipulato o
concorditer aliud tribunal elegerunt. dev'essere adempiuto, a meno che le parti non
abbiano scelto concordemente un altro tribunale.

§ 2. Si causa versatur circa obligationes, quae ex § 2. Se la causa verte su obblighi che


alio titulo proveniunt, pars conveniri potest coram provengono da un altro titolo, la parte può essere
tribunali loci, ubi obligatio orta est vel est citata in giudizio davanti al tribunale del luogo
implenda. dove l'obbligo è sorto o dev'essere adempiuto.

Can. 1078 - In causis poenalibus accusatus, etsi Can. 1078 - L'accusato nelle cause penali, anche
absens, conveniri potest coram tribunali loci, ubi se assente, può essere citato in giudizio davanti
delictum patratum est. al tribunale del luogo dove è stato commesso il
delitto.

Can. 1079 - Pars conveniri potest: Can. 1079 - La parte può essere citata in
giudizio:

1° in causis, quae circa administrationem 1° nelle cause che riguardano


versantur, coram tribunali loci, ubi administratio l’amministrazione dei beni, davanti al tribunale
gesta est; del luogo dove viene svolta l’amministrazione;

2° in causis, quae respiciunt hereditates vel 2° nelle cause che riguardano eredità o legati
legata pia, coram tribunali ultimi domicilii vel pii, davanti al tribunale dell’ultimo domicilio o del
quasi-domicilii vel commorationis firmo quasi-domicilio o della dimora, fermo restando il
can. 1075, § 2 illius, de cuius hereditate vel can. 1075, § 2, di colui della cui eredità o legato
legato pio agitur, nisi agitur de mera exsecutione pio si tratta, a meno che non si tratti della
legati, quae videnda est secundum ordinarias semplice esecuzione del legato che dev’essere
competentiae normas. esaminata secondo le norme ordinarie della
competenza.

Can. 1080 - Si nullus ex superioribus titulis iudici Can. 1080 - Se nessuno dei titoli sopra indicati
suffragatur et tamen causa apud ipsum autorizza il giudice e tuttavia la causa viene
introducitur, ipse competentiam obtinet, si partes introdotta presso di lui, egli ottiene la competenza
et auctoritas, cui tribunal immediate subiectum se le parti e l'autorità a cui il tribunale è
est, consentiunt. immediatamente soggetto, consentono.

Can. 1081 - Ratione conexionis ab uno Can. 1081 - A motivo della connessione, le cause
eodemque tribunali et in eodem processu tra loro connesse devono essere giudicate da un
cognoscendae sunt causae inter se conexae, nisi solo e identico tribunale e nello stesso processo,
iuris praescriptum obstat. a meno che non si opponga una disposizione del
diritto.

Can. 1082 - Ratione praeventionis, si duo vel Can. 1082 - A motivo della prevenzione, se due o
plura tribunalia aeque competentia sunt, ei ius est più tribunali sono ugualmente competenti, ha
causam cognoscendi, quod prius partem diritto di giudicare la causa quello che per primo
conventam legitime citavit. ha legittimamente citato la parte convenuta.

Can. 1083 - § 1. Conflictus inter iudices, quisnam Can. 1083 - § 1. I conflitti tra i giudici, riguardanti
eorum ad aliquod negotium competens sit, chi mai di loro sia competente a trattare qualche
definiendi sunt a tribunali appellationis illius affare, devono essere definiti dal tribunale di
iudicis, coram quo actio primo per libellum litis appello del giudice davanti al quale l'azione è
introductorium promota est. stata promossa per primo mediante il libello
introduttorio della lite.

§ 2. Si vero alterutrum tribunal est alterius § 2. Se poi uno dei due tribunali è tribunale
tribunal appellationis, conflictus definiendus est a d'appello dell'altro, il conflitto dev'essere definito
tribunali tertii gradus pro tribunali, in quo actio dal tribunale di terzo grado rispetto al tribunale
primo promota est. nel quale l'azione è stata promossa per primo.

§ 3. A decisionibus in his conflictibus non datur § 3. Dalle decisioni in questi conflitti non si dà
locus appellationi. appello.

Can. 1084 - § 1. Tribunali collegiali trium iudicum Can. 1084 - § 1. Sono riservate al tribunale
reservantur: collegiale di tre giudici:

1° causae de vinculo sacrae ordinationis; 1° le cause sul vincolo della sacra


ordinazione;

2° causae de vinculo matrimonii firmis cann. 2° le cause sul vincolo di matrimonio, fermi
1372 - 1374 [1374 - 1376]; restando i cann. 1372-1374 [1374-1376];

3° causae poenales de delictis, quae poenam 3° le cause penali sui delitti che comportano
excommunicationis maioris, privationis officii, la pena di scomunica maggiore, di privazione
reductionis ad gradum inferiorem vel depositionis dell’ufficio, di riduzione a un grado inferiore o di
secumferunt; deposizione;

4° causae determinatae iure particulari 4° le cause determinate dal diritto particolare


propriae Ecclesiae sui iuris. della propria Chiesa sui iuris.

§ 2. Ceterae causae tractantur a iudice unico, nisi § 2. Tutte le altre cause sono trattate da un
Episcopus eparchialis certam causam collegio giudice unico, a meno che il Vescovo eparchiale
trium iudicum reservat. non riservi una certa causa al collegio di tre
giudici.

§ 3. In primo gradu iudicii, si collegium constitui § 3. Nel primo grado del giudizio, se il collegio
non potest, dum huiusmodi impossibilitas non può essere costituito, mentre dura questa
perdurat, Patriarcha consulta Synodo permanenti impossibilità, il Patriarca dopo aver consultato il
permittere potest, ut Episcopus eparchialis Sinodo permanente può permettere che il
causas iudici unico clerico committat, qui, si fieri Vescovo eparchiale affidi le cause a un giudice
potest, assessorem et auditorem sibi asciscat; unico chierico che, per quanto è possibile, si
idem permittere potest Metropolita, qui Ecclesiae scelga un assessore o un uditore; la stessa cosa
metropolitanae sui iuris praeest, vel etiam può permettere il Metropolita che presiede una
Metropolita Ecclesiae patriarchalis extra fines Chiesa metropolitana sui iuris, o anche il
territorii eiusdem Ecclesiae constitutus, uterque Metropolita di una Chiesa patriarcale costituito
consultis duobus Episcopis eparchialibus fuori dei confini del territorio della stessa Chiesa,
ordinatione episcopali senioribus; in ceteris l’uno e l’altro dopo aver consultato i due Vescovi
casibus adeatur Sedes Apostolica. eparchiali più anziani per ordinazione episcopale;
in tutti gli altri casi ci si rivolga alla Sede
Apostolica.

Can. 1085 - § 1. Tribunal collegiale collegialiter Can. 1085 - § 1. Il tribunale collegiale deve
procedere debet et ad maiorem numerum procedere collegialmente e decidere a
suffragiorum decisiones ferre, ad validitatem maggioranza di voti e questo per la validità se si
quidem, si agitur: tratta:

1° de reiectione petitionis actionis 1° di respingere la domanda di una azione


reconventionalis vel causae incidentis; riconvenzionale o di una causa incidentale;

2° de definitione recursus adversus decretum 2° della definizione del ricorso contro un


praesidis; decreto del presidente;

3° de sententia, etsi interlocutoria, necnon de 3° della sentenza, anche se interlocutoria,


decretis, quae vim sententiae definitivae habent. come pure di decreti che hanno valore di
sentenza definitiva.

§ 2. Ceteros actus processuales ponens peragat, § 2. Tutti gli altri atti processuali li compia il
nisi collegium aliquos, non quidem ad validitatem, ponente, a meno che il collegio se ne sia
sibi reservavit. riservato qualcuno, non però per la validità.

§ 3. Si causa in primo gradu iudicii collegialiter § 3. Se nel primo grado di giudizio la causa è
cognita est, etiam in gradu appellationis stata giudicata collegialmente, anche nel grado di
collegialiter nec a minore iudicum numero definiri appello deve essere definita collegialmente e da
debet; ei vero a iudice unico, etiam in gradu un non minore numero di giudici ; se invece da
appellationis a iudice unico definienda est un giudice unico, anche in grado di appello
excepto casu, de quo in can. 1084, § 3. dev’essere definito da un giudice unico, eccetto il
caso di cui nel can. 1084, § 3.

CAPUT II DE ADMINISTRIS TRIBUNALIUM CAPITOLO II GLI ADDETTI AI TRIBUNALI

Art. I DE VICARIO IUDICIALI, DE IUDICIBUS ET Art. I Il Vicario guidiziale, i giudici e gli uditori
DE AUDITORIBUS

Can. 1086 - § 1. Episcopus eparchialis tenetur Can. 1086 - § 1. Il Vescovo eparchiale ha


Vicarium iudicialem constituere cum potestate l’obbligo di costituire un Vicario giudiziale con
iudiciali ordinaria a Protosyncello distinctum, nisi potestà giudiziaria ordinaria distinto dal
parvitas eparchiae aut paucitas causarum aliud Protosincello, a meno che la piccolezza
suadet. dell’eparchia e la scarsità di cause non consigli
diversamente.

§ 2. Vicarius iudicialis unum constituit tribunal § 2. Il Vicario giudiziale costituisce un unico


cum Episcopo eparchiali, sed non potest iudicare tribunale col Vescovo eparchiale, ma non può
causas, quas Episcopus eparchialis sibi giudicare le cause che il Vescovo eparchiale ha
reservavit. riservato a sé.

§ 3. Vicario iudiciali dari possunt adiutores, § 3. Al Vicario giudiziale possono essere dati
quibus nomen est Vicariorum iudicialium degli aiutanti che portano il nome di Vicari
adiunctorum. giudiziali aggiunti.

§ 4. Tum Vicarius iudicialis tum Vicarii iudiciales § 4. Sia il Vicario giudiziale, sia i Vicari aggiunti
adiuncti esse debent sacerdotes integrae famae, devono essere sacerdoti di integra fama, dottori o
in iure canonico doctores vel saltem licentiati, almeno licenziati in diritto canonico, stimati per
prudentia et iustitiae zelo probati, annos nati non prudenza e zelo della giustizia e che non hanno
minus triginta. meno di trent’anni.

Can. 1087 - § 1. In eparchia nominentur ab Can. 1087 - § 1. Nell'eparchia siano nominati dal
Episcopo eparchiali iudices eparchiales, qui sint Vescovo eparchiale dei giudici eparchiali che
clerici. siano chierici.

§ 2. Patriarcha consulta Synodo permanenti vel § 2. Il Patriarca, dopo aver consultato il Sinodo
Metropolita, qui Ecclesiae metropolitanae sui iuris permanente, o il Metropolita che presiede alla
praeest, consultis duobus Episcopis Chiesa metropolitana sui iuris dopo aver
eparchialibus ordinatione episcopali senioribus consultato i due Vescovi eparchiali più anziani
permittere potest, ut etiam alii christifideles per ordinazione episcopale, può permettere che
iudices nominentur, ex quibus suadente anche altri fedeli cristiani siano nominati come
necessitate unus assumi potest ad collegium giudici, tra i quali quando vi è necessità uno può
efformandum; in ceteris casibus hac in re adeatur essere assunto per formare il collegio; in tutti gli
Sedes Apostolica. altri casi per questa cosa si ricorra alla Sede
Apostolica.

§ 3. Iudices sint integrae famae, in iure canonico § 3. I giudici siano di integra forma, dottori o
doctores vel saltem licentiati, prudentia et iustitiae almeno licenziati in diritto canonico, stimati per
zelo probati. prudenza e zelo della giustizia.

Can. 1088 - § 1. Vicarius iudicialis, Vicarius Can. 1088 - § 1. Il Vicario giudiziale, il Vicario
iudicialis adiunctus et ceteri iudices nominantur giudiziale aggiunto e tutti gli altri giudici sono
ad tempus determinatum. nominati a tempo determinato.

§ 2. Si tempus determinatum sede eparchiali § 2. Se il tempo determinato è scaduto mentre la


vacante elapsum est, ii amoveri non possunt, sed sede eparchiale è vacante, essi non possono
in officio perdurant, donec novus Episcopus essere rimossi ma perdurano nell'ufficio finché il
eparchialis in re providerit. nuovo Vescovo eparchiale non vi abbia
provveduto.

§ 3. Si Vicarius iudicialis ab Administratore § 3. Se il Vicario giudiziale è nominato


eparchiae nominatur, adveniente novo Episcopo dall'Amministratore dell'eparchia, con la venuta
eparchiali indiget confirmatione. del nuovo Vescovo eparchiale necessita di
conferma.

Can. 1089 - Iudex unicus in quolibet iudicio duos Can. 1089 - Il giudice unico in qualunque giudizio
assessores ex christifidelibus probatae vitae sibi può scegliersi come consulenti due assessori tra
consulentes asciscere potest. fedeli cristiani di vita sperimentata.

Can. 1090 - § 1. Duos iudices, qui una cum Can. 1090 - § 1. I due giudici che col presidente
praeside tribunal collegiale constituunt, inter costituiscono il tribunale collegiale, li designi il
iudices eparchiales Vicarius iudicialis designet ex Vicario giudiziale tra i giudici eparchiali secondo
ordine per turnum, nisi pro sua prudentia un turno per ordine, a meno che il Vescovo
Episcopus eparchialis aliud opportunum eparchiale secondo la sua prudenza non abbia
existimavit. ritenuto opportuno fare diversamente.

§ 2. Iudices semeI designatos ne subroget § 2. Il Vicario giudiziale non sostituisca i giudici


Vicarius iudicialis nisi gravissima de causa in una volta che li ha designati se non per una
decreto ad validitatem exprimenda. causa gravissima che dev'essere espressa nel
decreto per la validità.

Can. 1091 - § 1. Tribunali collegiali praeest, si Can. 1091 - § 1. Al tribunale collegiale presiede,
fieri potest, Vicarius iudicialis vel Vicarius se è possibile, il Vicario giudiziale o il Vicario
iudicialis adiunctus. giudiziale aggiunto.

§ 2. Tribunalis collegialis praeses debet unum de § 2. Il presidente del tribunale collegiale deve
iudicibus eiusdem tribunalis ponentem designare, designare come ponente uno dei giudici dello
nisi ipse vult hoc munus implere. stesso tribunale, a meno che non voglia
assumersi lui stesso questo incarico.

§ 3. Idem praeses potest ponenti alium iusta de § 3. Lo stesso presidente può sostituire il ponente
causa substituere. con un altro per una giusta causa.

§ 4. Ponens in conventu iudicum de causa refert § 4. Il ponente riferisce sulla causa nella riunione
et sententiam scripto redigit. dei giudici e redige la sentenza per iscritto.

Can. 1092 - Ad iudicem unicum iura tribunalis et Can. 1092 - § 1. Al giudice unico competono i
praesidis spectant. diritti del tribunale e del presidente.

Can. 1093 - § 1. Iudex vel tribunalis collegialis Can. 1093 - § 1. Il giudice o il presidente del
praeses possunt auditorem designare ad causae tribunale collegiale possono designare un uditore
instructionem peragendam eum seligentes aut ex per svolgere l'istruttoria della causa, scegliendolo
tribunalis iudicibus aut ex christifidelibus ab o tra i giudici del tribunale o tra i fedeli cristiani
Episcopo eparchiali ad hoc officium admissis. ammessi dal Vescovo eparchiale a questo ufficio.

§ 2. Episcopus eparchialis potest ad officium § 2. Il Vescovo eparchiale può ammettere


auditoris admittere christifideles, qui bonis all'ufficio di uditore dei fedeli cristiani che si
moribus, prudentia et doctrina praestant. distinguano per buoni costumi, per prudenza e
dottrina.

§ 3. Auditoris est secundum iudicis mandatum § 3. E' compito dell'uditore, secondo il mandato
probationes tantum colligere easque collectas del giudice, solo di raccogliere le prove e, una
iudici tradere; potest autem, nisi iudicis volta raccolte, consegnarle al giudice; egli può
mandatum obstat, interim decidere, quae et tuttavia, se non si oppone il mandato del giudice,
quomodo probationes colligendae sint, si forte de decidere nel frattempo quali prove devono essere
hac re quaestio oritur, dum ipse officium suum raccolte e in quale modo, se eventualmente
exercet. sorge una controversia in proposito mentre egli
esercita il suo ufficio.

Art. II DE PROMOTORE IUSTITIAE, DE Art. II Il promotore di giustizia, il difensore del


DEFENSORE VINCULI ET DE NOTARIO vincolo e il notaio

Can. 1094 - Ad causas contentiosas, in quibus Can. 1094 - Per le cause contenziose nelle quali
bonum publicum in discrimen vocari potest, et ad può essere messo in pericolo il bene pubblico e
causas poenales constituatur in eparchia per le cause penali sia costituito nell'eparchia un
promotor iustitiae, qui obligatione tenetur promotore di giustizia che ha l'obbligo di
providendi bono publico. provvedere al bene pubblico.
Can. 1095 - § 1. In causis contentiosis Episcopi Can. 1095 - § 1. Nelle cause contenziose è
eparchialis est iudicare, utrum bonum publicum in compito del Vescovo eparchiale giudicare se il
discrimen vocari possit necne, nisi interventus bene pubblico può essere messo in pericolo
promotoris iustitiae iure praecipitur vel ex natura oppure no, a meno che l'intervento del promotore
rei evidenter necessarius est. di giustizia non sia prescritto dal diritto o sia
evidentemente necessario per la natura della
cosa.

§ 2. Si in praecedenti gradu iudicii intervenit § 2. Se nel precedente grado del giudizio il


promotor iustitiae, in ulteriore gradu huius promotore di giustizia è intervenuto, il suo
interventus praesumitur necessarius. intervento si presume necessario anche nel
grado seguente.

Can. 1096 - Ad causas, in quibus agitur de Can. 1096 - Per le cause in cui si tratta della
nullitate sacrae ordinationis aut de nullitate vel nullità di una sacra ordinazione oppure della
solutione matrimonii, constituatur in eparchia nullità o dello scioglimento di un matrimonio, si
defensor vinculi, qui obligatione tenetur costituisca nell'eparchia un difensore del vincolo
proponendi et exponendi omnia, quae che ha l'obbligo di proporre e di esporre tutto
rationabiliter adduci possunt adversus nullitatem quello che si può ragionevolmente addurre contro
vel solutionem. la nullità o lo scioglimento.

Can. 1097 - In causis, in quibus promotoris Can. 1097 - Nelle cause in cui è richiesta la
iustitiae aut defensoris vinculi praesentia presenza del promotore di giustizia o del
requiritur, eis non citatis acta nulla sunt, nisi ipsi, difensore del vincolo, se essi non vengono citati,
etsi non citati, revera interfuerunt aut saltem ante gli atti sono nulli, a meno che, anche se non
sententiam actis inspectis officio suo fungi citati, in realtà essi siano intervenuti, oppure che
potuerunt. almeno prima della sentenza abbiano potuto
svolgere il loro ufficio esaminando gli atti.

Can. 1098 - Nisi aliter iure communi expresse Can. 1098 - Se non è espressamente disposto
cavetur: diversamente dal diritto comune:

1° quoties lex praecipit, ut iudex partes 1° tutte le volte che la legge prescrive che il
earumve alteram audiat, etiam promotor iustitiae giudice ascolti le parti o una di esse, anche il
et defensor vinculi, si iudicio intersunt, audiendi promotore di giustizia e il difensore del vincolo,
sunt; se intervengono al giudizio, devono essere
ascoltati;

2° quoties instantia partis requiritur, ut iudex 2° tutte le volte che si richiede l'istanza d'una
aliquid decernere possit, instantia promotoris parte perché il giudice possa decidere qualcosa,
iustitiae vel defensoris vinculi, qui iudicio l'istanza del promotore di giustizia o del difensore
intersunt, eandem vim habet. del vincolo che intervengono al giudizio, ha lo
stesso valore.

Can. 1099 - § 1. Episcopi eparchialis est Can. 1099 - § 1. Spetta al Vescovo eparchiale
promotorem iustitiae et defensorem vinculi nominare il promotore di giustizia e il difensore
nominare; in tribunalibus non eparchialibus iidem del vincolo; nei tribunali non eparchiali essi sono
nominantur ad normam statutorum tribunalis, nisi nominati a norma degli statuti del tribunale, se
aliter iure cavetur. non è disposto diversamente dal diritto.

§ 2. Promotor iustitiae et defensor vinculi sint § 2. Il promotore di giustizia e il difensore del


christifideles integrae famae, in iure canonico vincolo siano fedeli cristiani di integra fama,
doctores vel saltem licentiati ac prudentia et dottori o almeno licenziati in diritto canonico e
iustitiae zelo probati. stimati per prudenza e zelo della giustizia.

Can. 1100 - § 1. Eadem persona, non autem in Can. 1100 - § 1. La stessa persona, non però
eadem causa, officium promotoris iustitiae et nella stessa causa, può svolgere l’ufficio di
defensoris vinculi gerere potest. promotore di giustizia e di difensore del vincolo.

§ 2. Promotor iustitiae et defensor vinculi constitui § 2. Il promotore di giustizia e il difensore del


possunt ad universitatem causarum vel ad vincolo possono essere costituiti per la totalità
singulas causas; possunt vero ab Episcopo delle cause o per le singole cause; possono però
eparchiali iusta de causa amoveri. essere rimossi dal Vescovo eparchiale per una
giusta causa.

Can. 1101 - § 1. Cuilibet processui intersit Can. 1101 - § 1. In qualsiasi processo deve
notarius ita, ut nulla habeantur acta, si non sunt intervenire il notaio, così che siano considerati
ab eo subscripta. nulli gli atti che non sono stati da lui sottoscritti.

§ 2. Acta, quae notarii conficiunt, publicam fidem § 2. Gli atti che i notai redigono fanno fede
faciunt. pubblica.

Art. III DE ADMINISTRIS TRIBUNALIUM EX Art. III Gli addetti ai tribunali da assumere dalle
DIVERSIS EPARCHIIS VEL ECCLESIIS SUI diverse eparchie o dalle Chiese sui iuris
IURIS ASSUMENDIS

Can. 1102 - § 1. Iudices aliique administri Can. 1102 - § 1. I giudici e gli altri addetti ai
tribunalium assumi possunt ex qualibet eparchia tribunali possono essere assunti da qualsiasi
vel instituto religioso vel societate vitae eparchia o istituto religioso o società di vita
communis ad instar religiosorum propriae vel comune a guisa dei religiosi della propria o di
etiam alterius Ecclesiae sui iuris de consensu un'altra Chiesa sui iuris, però con consenso dato
vero scripto dato proprii Episcopi eparchialis vel per iscritto del proprio Vescovo eparchiale o del
Superioris maioris. Superiore maggiore.

§ 2. Iudex delegatus, nisi aliud fert delegationis § 2. Il giudice delegato, se il mandato di delega
mandatum, uti potest auxilio administrorum intra non comporta diversamente, può servirsi
territorium mandantis degentium. dell'aiuto degli addetti che abitano entro il
territorio del delegante.

CAPUT III DE OBLIGATIONIBUS IUDICUM ET CAPITOLO III OBBLIGHI DEI GIUDICI E DEGLI
ALIORUM ADMINISTRORUM TRIBUNALIUM ALTRI ADDETTI AI TRIBUNALI

Can. 1103 - § 1. Christifideles omnes, in primis Can. 1103 - § 1. Tutti i fedeli cristiani, in primo
autem Episcopi, sedulo annitantur, ut salva luogo però i Vescovi, si impegnino assiduamente
iustitia lites in populo Dei, quatenus fieri potest, perché, salva restando la giustizia, le liti siano
vitentur vel pacifice quam primum componantur. evitate, per quanto è possibile, nel popolo di Dio
o perché siano composte pacificamente al più
presto.

§ 2. Iudex in limine litis et etiam quolibet alio § 2. Il giudice all'inizio della lite e anche in
momento, quoties spem boni exitus perspicit, qualunque altro momento, ogniqualvolta scorge
partes hortari et adiuvare ne omittat, ut de aequa la speranza di un buon esito, non lasci di esortare
controversiae solutione quaerenda communi e aiutare le parti a cercare di comune accordo
consilio curent, viasque ad hoc propositum un'equa soluzione della controversia e indichi loro
assequendum idoneas ipsis indicet gravibus le vie idonee a raggiungere questo proposito,
quoque hominibus ad mediationem adhibitis. servendosi anche della mediazione di uomini
sperimentati.

§ 3. Si vero circa bonum privatum partium causa § 3. Se invece la causa verte sul bene privato
versatur, dispiciat iudex, num transactione vel per delle parti, il giudice veda se la controversia
compromissum in arbitros controversia finem possa finire utilmente con la transazione o col
habere utiliter possit. compromesso arbitrale.
Can. 1104 - § 1. Iudex competens parti legitime Can. 1104 - § 1. Il giudice competente deve
requirenti suum ministerium praestare debet. prestare il suo ministero alla parte che
legittimamente lo richiede.

§ 2. Iudex nullam causam cognoscere potest, nisi § 2. Il giudice non può occuparsi di nessuna
petitio ad normam canonum facta est ab eo, causa se non gli è stata fatta una richiesta a
cuius interest, vel a promotore iustitiae. norma dei canoni da colui che è interessato o dal
promotore di giustizia.

Can. 1105 - Qui causae interfuit tamquam iudex, Can. 1105 - Chi è intervenuto in una causa come
promotor iustitiae, defensor vinculi, procurator, giudice, promotore di giustizia, difensore del
advocatus, testis aut peritus non potest postea vincolo, procuratore, avvocato, teste oppure
valide eandem causam in alio gradu iudicii perito, non può in seguito validamente definire la
tamquam iudex definire aut in eodem munus stessa causa in un altro grado del giudizio come
assessoris agere. giudice oppure svolgere nella stessa la funzione
di assessore.

Can. 1106 - § 1. Iudex cognoscendam ne Can. 1106 - § 1. Il giudice non accetti di trattare
suscipiat causam, in qua ratione consanguinitatis una causa che in qualche modo lo riguardi a
vel affinitatis in quolibet gradu lineae rectae et motivo di consanguineità o di affinità in qualsiasi
usque ad quartum gradum inclusive lineae grado della linea retta e fino al quarto grado della
collateralis vel ratione tutelae et curatelae, linea collaterale compreso, o a motivo di tutela o
intimae vitae consuetudinis, magnae simultatis curatela, o di stretti rapporti di vita, di grande
vel lucri faciendi aut damni vitandi aliquid ipsius inimicizia, o per ricavarne un guadagno o evitare
interest. un danno.

§ 2. In eisdem adiunctis ab officio suo abstinere § 2. Nelle stesse circostanze devono astenersi
debent promotor iustitiae, defensor vinculi, dal proprio ufficio il promotore di giustizia, il
assessor et auditor. difensore del vincolo, l'assessore e l'uditore.

Can. 1107 - § 1. Si iudex sive in tribunali Can. 1107 - § 1. Se un giudice è ricusato, sia nel
ordinario sive delegato, etsi competens, tribunale ordinario sia in quello delegato, anche
recusatur, auctoritas, cui tribunal immediate se competente, è compito dell'autorità alla quale
subiectum est, hanc exceptionem definiat salvo il tribunale è immediatamente soggetto definire
can. 1062, §§ 2 et 5. questa eccezione, salvo restando il can. 1062,
§§ 2 e 5.

§ 2. Si Episcopus eparchialis est iudex et contra § 2. Se il Vescovo eparchiale è il giudice e la


eum recusatio opponitur, abstineat a iudicando. ricusazione è opposta contro di lui, si astenga dal
giudicare.

§ 3. Si recusatio opponitur contra ceteros § 3. Se la ricusazione viene opposta contro i


tribunalis administros, de hac exceptione videat restanti addetti al tribunale, di questa eccezione
praeses in tribunali collegiali vel iudex, si unicus tratti il presidente nel tribunale collegiale, o il
est. giudice se è unico.

Can. 1108 - Recusatione admissa personae Can. 1108 - Accolta la ricusazione, le persone
mutari debent, non vero gradus iudicii. devono essere cambiate; non cambia invece il
grado del giudizio.

Can. 1109 - § 1. Quaestio de recusatione Can. 1109 - § 1. La questione della ricusazione


expeditissime definienda est auditis partibus. dev'essere risolta con la massima rapidità, udite
le parti.

§ 2. Actus positi a iudice, antequam recusatur, § 2. Gli atti posti dal giudice prima che fosse
validi sunt; qui autem positi sunt post propositam ricusato sono validi; quelli posti invece dopo che
recusationem, rescindi debent, si pars petit, intra era stata proposta la ricusazione devono essere
decem dies ab admissa recusatione rescissi, se una parte lo richiede, entro dieci
computandos; post admissam recusationem giorni da computare dal giorno in cui è stata
invalidi sunt. ammessa la ricusazione; dopo che è stata
ammessa la ricusazione sono invalidi.

Can. 1110 - § 1. In negotio, quod privatorum Can. 1110 - § 1. In un affare che riguarda
solummodo interest, iudex procedere potest l'interesse solo di privati, il giudice può procedere
dumtaxat ad instantiam partis; causa autem solamente a istanza di una parte; ma una volta
legitime introducta iudex procedere potest et che la causa è stata introdotta legittimamente, il
debet, etiam ex officio, in causis poenalibus et giudice può e deve procedere anche d'ufficio
aliis causis, quae ad bonum publicum Ecclesiae nelle cause penali e nelle altre cause che
aut ad salutem animarum spectant. riguardano il bene pubblico della Chiesa oppure
la salvezza delle anime.

§ 2. Potest autem praeterea iudex partium § 2. Ma il giudice può inoltre supplire alla
neglegentiam in probationibus afferendis vel in negligenza delle parti nell'addurre prove o
exceptionibus opponendis supplere, quoties id nell'opporre eccezioni ogniqualvolta lo ritiene
necessarium censet ad vitandam graviter necessario per evitare una sentenza gravemente
iniustam sententiam firmo can. 1283. ingiusta, fermo restando il can. 1283.

Can. 1111 - Iudices et tribunalia curent, ut quam Can. 1111 - I giudici e i tribunali provvedano che,
primum salva iustitia causae omnes terminentur salva la giustizia, tutte le cause si concludano al
ita, ut in primo gradu iudicii ultra annum ne più presto, in modo che non si protraggano nel
protrahantur, in gradu appellationis vero non ultra primo grado del giudizio oltre un anno, nel grado
sex menses. di appello invece non oltre sei mesi.

Can. 1112 - Omnes, qui tribunal constituunt aut Can. 1112 - Tutti coloro che costituiscono il
eidem opem ferunt, promissionem de munere tribunale oppure che vi collaborano, devono fare
fideliter implendo facere debent. la promessa di adempiere fedelmente l'incarico.

Can. 1113 - § 1. In iudicio poenali semper, in Can. 1113 - § 1. I giudici e gli aiutanti del
iudicio contentioso autem, si ex revelatione tribunale hanno l'obbligo di osservare il segreto,
alicuius actus processualis praeiudicium partibus sempre nel giudizio penale, invece nel giudizio
obvenire potest, iudices et tribunalis adiutores contenzioso se dalla rivelazione di qualche atto
tenentur secretum servare. processuale può derivare un pregiudizio alle
parti.

§ 2. Tenentur etiam semper et erga omnes ad § 2. Sono anche tenuti sempre e nei confronti di
secretum servandum de discussione, quae inter tutti a osservare il segreto sulla discussione che
iudices in tribunali collegiali ante ferendam si svolge tra i giudici nel tribunale collegiale prima
sententiam habetur, tum etiam de variis suffragiis della sentenza, come pure sulle varie votazioni o
et opinionibus ibidem prolatis; ad hoc secretum opinioni là pronunciate; a questo segreto sono
tenentur etiam alii omnes, ad quos notitia de re tenuti anche tutti gli altri a cui sia giunta in
quoquo modo pervenit. qualsiasi modo notizia della cosa.

§ 3. Immo, quoties natura causae vel § 3. Anzi, ogniqualvolta la natura della causa o
probationum talis est, ut ex actorum vel delle prove è tale che dalla divulgazione degli atti
probationum evulgatione aliorum fama periclitetur e delle prove può essere messa in pericolo la
vel praebeatur ansa dissidiis aut scandalum fama altrui o si può dare adito a dissidi, oppure
aliudve huius generis incommodum oriatur, iudex sorgere scandalo o altro simile inconveniente, il
potest testes, peritos, partes earumque giudice può obbligare i testi, i periti, le parti e i
advocatos vel procuratores iureiurando obligare loro avvocati o procuratori a mantenere il segreto
ad secretum servandum. sotto giuramento.

Can. 1114 - Iudex et omnes alii administri Can. 1114 - Al giudice e a tutti gli altri addetti al
tribunalis occasione agendi iudicii dona quaevis tribunale è proibito di accettare qualsiasi dono in
acceptare prohibentur. occasione dello svolgimento del giudizio.

Can. 1115 - § 1. Iudices, qui, etsi certe et Can. 1115 - § 1. I giudici che, pur essendo
evidenter competentes sunt, ius reddere recusant certamente ed evidentemente competenti,
vel nullo suffragante iuris praescripto se ricusano di rendere giustizia, o che senza aver
competentes declarant atque causas cognoscunt alcun fondamento in una disposizione del diritto
ac definiunt vel secretum lege praescriptum si dichiarano competenti e si occupano e
violant vel ex dolo aut gravi neglegentia aliud definiscono delle cause, o violano il segreto
partibus damnum inferunt, congruis poenis ab ordinato dalla legge, o che procurano per dolo
auctoritate competenti puniri possunt non exclusa oppure per grave negligenza un altro danno alle
officii privatione. parti, possono essere puniti dall'autorità
competente con pene adeguate, non esclusa la
privazione dell'ufficio.

§ 2. Eisdem poenis puniri possunt etiam ceteri § 2. Con le stesse pene possono essere puniti
administri tribunalis et adiutores, si officio suo, ut anche tutti gli altri addetti e aiutanti del tribunale
supra, defuerunt; quos omnes etiam iudex punire se sono venuti meno al loro ufficio, come sopra;
potest. anche il giudice può punire tutti costoro.

Can. 1116 - Si iudex praevidet actorem Can. 1116 - Se il giudice prevede che l'attore
probabiliter spreturum esse sententiam probabilmente non terrà alcun conto della
ecclesiaeticam, cum forte haec eidem est sentenza ecclesiastica, nel caso che fosse a lui
contraria, et idcirco iuribus partis conventae non contraria, e perciò non saranno sufficientemente
satis consultum iri, potest ad instantiam partis rispettati i diritti della parte convenuta, a istanza
conventae vel etiam ex officio actori congruam della parte convenuta o anche d'ufficio, può
cautionem imponere pro observantia sententiae imporre all'attore una conveniente cauzione per
ecclesiasticae. l'osservanza della sentenza ecclesiastica.

CAPUT IV DE ORDINE COGNITIONUM CAPITOLO IV L'ORDINE DELLE ISTRUTTORIE

Can. 1117 - Causae cognoscendae sunt eo Can. 1117 - Le cause devono essere istruite
ordine, quo fuerunt propositae et in albo nell'ordine con cui furono proposte e iscritte
inscriptae, nisi ex eis aliqua celerem prae ceteris nell'albo, a meno che qualcuna di esse esiga una
expeditionem exigit, quod quidem speciali trattazione più celere rispetto alle altre; questo
decreto rationibus suffulto statuendum est. però deve essere stabilito con speciale decreto
corredato dalle motivazioni.

Can. 1118 - § 1. Vitia, quibus sententiae nullitas Can. 1118 - § 1. I vizi per i quali si può avere la
haberi potest, in quolibet statu vel gradu iudicii nullità della sentenza, possono essere eccepiti e
excipi possunt itemque a iudice ex officio anche dichiarati d'ufficio dal giudice, in qualsiasi
declarari. stato o grado del giudizio.

§ 2. Exceptiones dilatoriae vero eae praesertim, § 2. Però le eccezioni dilatorie, quelle


quae respiciunt personas et modum iudicii, specialmente che riguardano le persone e le
proponendae sunt ante litis contestationem, nisi modalità del giudizio, devono essere proposte
lite iam contestata emerserunt, et quam primum prima della contestazione della lite, a meno che
definiendae. non siano emerse a lite già contestata e devono
essere definite al più presto.

Can. 1119 - § 1. Si exceptio proponitur contra Can. 1119 - § 1. Se è proposta un'eccezione


iudicis competentiam, hac de re ipae iudex videre contro la competenza del giudice, della cosa si
debet. deve occupare il giudice stesso.

§ 2. In casu exceptionis de incompetentia § 2. In caso di eccezione per incompetenza


relativa, si iudex se competentem pronuntiat, eius relativa, se il giudice si pronuncia competente, la
decisio non admittit appellationem, sed impugnari sua decisione non ammette appello, ma può
potest per querelam nullitatis, restitutionem in essere impugnata con la querela di nullità, con la
integrum vel oppositionem tertii. restituzione in integro o con l'opposizione di un
terzo.

§ 3. Si vero iudex se incompetentem declarat, § 3. Se invece il giudice si dichiara incompetente,


pars, quae se gravatam censet, potest intra la parte che si ritiene danneggiata può, entro
quindecim dies utiles provocare ad tribunal quindici giorni utili, ricorrere al tribunale d'appello.
appellationis.

Can. 1120 - Iudex in quovis statu iudicii se Can. 1120 - Il giudice che, in qualsiasi stato del
absolute incompetentem agnoscens suam giudizio, si riconosce assolutamente
incompetentiam declarare debet. incompetente, deve dichiarare la sua
incompetenza.

Can. 1121 - § 1. Exceptiones rei iudicatae, Can. 1121 - § 1. Le eccezioni di cosa giudicata,
transactionis et aliae peremptoriae, quae dicuntur di transazione e le altre eccezioni perentorie che
litis finitae, proponi et cognosci debent ante litis si chiamano di lite finita devono essere proposte
contestationem; qui serius eas opposuit, non est ed esaminate prima della contestazione della lite;
reiciendus, sed expensas iudiciales solvere colui che le ha sollevate più tardi non deve
debet, nisi probat se oppositionem malitiose non essere respinto, ma deve pagare le spese
distulisse. giudiziarie, a meno che non dimostri che non ha
differito l'opposizione maliziosamente.

§ 2. Aliae exceptiones peremptoriae proponantur § 2. Le altre eccezioni perentorie siano proposte


in litis contestatione et suo tempore tractandae nella contestazione della lite e devono essere
sunt secundum normas circa quaestiones trattate a suo tempo secondo le norme
incidentes. riguardanti le questioni incidentali.

Can. 1122 - § 1. Actiones reconventionales Can. 1122 - § 1. Le azioni riconvenzionali non


proponi valide non possunt nisi intra triginta dies possono essere validamente proposte se non
a lite contestata computandos. entro trenta giorni da computare dalla avvenuta
contestazione della lite.

§ 2. Actiones reconventionales autem § 2. Le azioni riconvenzionali siano poi esaminate


cognoscantur simul cum actione principali, hoc insieme all'azione principale, cioè in pari grado di
est pari gradu iudicii cum ea, nisi eas separatim giudizio con essa, a meno che non sia
cognoscere necessarium est aut iudex id necessario esaminarle separatamente oppure il
opportunius existimat. giudice lo abbia ritenuto più opportuno.

Can. 1123 - Quaestiones de cautione pro Can. 1123 - Le questioni riguardanti la cauzione
expensis iudicialibus praestanda aut de da dare per le spese giudiziarie oppure per la
concessione gratuiti patrocinii, quod statim ab concessione del gratuito patrocinio, richiesto
initio postulatum est, et aliae huiusmodi subito fin dall'inizio, e altre di questo genere,
regulariter videndae sunt ante litis devono essere esaminate regolarmente prima
contestationem. della contestazione della lite.

CAPUT V DE IUDICII TERMINIS, CAPITOLO V I TERMINI DEL GIUDIZIO, LE


DILATIONIBUS ET LOCO DILAZIONI E IL LUOGO

Can. 1124 - § 1. Termini perimendis iuribus a Can. 1124 - § 1. I termini costituiti dalla legge per
lege constituti prorogari non possunt neque la perenzione dei diritti non possono essere
valide nisi petentibus partibus coartari. prorogati, né validamente ridotti, se non sulla
richiesta delle parti.

§ 2. Ceteri autem termini, antequam elapsi sunt, § 2. Tutti gli altri termini, prima che siano
possunt iusta de causa a iudice auditis vel trascorsi, possono essere prorogati dal giudice
petentibus partibus prorogari, numquam autem dopo aver ascoltato le parti o su loro richiesta,
nisi partibus consentientibus valide coartari. ma non possono mai essere validamente ridotti
se non col consenso delle parti.

§ 3. Caveat tamen iudex, ne iudicium nimis § 3. Si guardi bene però il giudice che, a causa
diuturnum fiat ex prorogatione. della proroga, il giudizio non diventi troppo lungo.

Can. 1125 - Si lex terminos non statuit ad actus Can. 1125 - Se la legge non ha stabilito dei
processuales peragendos, iudex illos determinare termini per il compimento di atti processuali, il
debet habita ratione naturae uniuscuiusque giudice li deve determinare, tenendo conto della
actus. natura di ciascun atto.

Can. 1126 - Si die ad actum iudicialem indicto Can. 1126 - Se nel giorno stabilito per un atto
vacavit tribunal terminus intellegitur prorogatus giudiziario il tribunale è rimasto chiuso, il termine
ad primum sequentem diem non feriatum. s'intende prorogato al primo giorno seguente non
festivo.

Can. 1127 - Sedes tribunalis sit, si fieri potest, Can. 1127 - La sede del tribunale sia, per quanto
stabilis, quae statutis horis pateat servatis normis è possibile, fissa e rimanga aperta nelle ore
iure particulari de hac re statutis. stabilite, osservando le norme stabilite per questo
dal diritto particolare.

Can. 1128 - § 1. Iudex ex territorio suo vi Can. 1128 - § 1. Il giudice espulso per violenza
expulsus vel a potestate iudiciali ibi exercenda dal suo territorio o impedito di esercitarvi la sua
impeditus potest extra territorium potestatem potestà giudiziaria, può esercitare la sua potestà
suam exercere et sententiam ferre certiore tamen fuori del territorio ed emettere la sentenza,
hac de re facto loci Episcopo eparchiali. informando tuttavia della cosa il Vescovo
eparchiale del luogo.

§ 2. Praeterea iudex iusta de causa et auditis § 2. Inoltre il giudice può recarsi anche fuori del
partibus potest ad probationes acquirendas etiam proprio territorio, per una giusta causa e dopo
extra proprium territorium se conferre de licentia aver ascoltato le parti, al fine di acquisire delle
tamen Episcopi eparchialis loci adeundi et in prove, su licenza però del Vescovo eparchiale del
sede ab ipso designata. luogo da raggiungere e nella sede dallo stesso
indicata.

CAPUT VI DE PERSONIS IN AULAM CAPITOLO VI LE PERSONE DA AMMETTERE


ADMlTTENDIS ET DE MODO CONFICIENDI ET IN AULA E IL MODO DI REDIGERE E
ASSERVANDI ACTA CONSERVARE GLI ATTI

Can. 1129 - § 1. Nisi aliter iure particulari Can. 1129 - § 1. Se non è espressamente
Ecclesiae sui iuris expresse cavetur, dum causae disposto diversamente dal diritto particolare della
coram tribunali aguntur, ii tantummodo assint in Chiesa sui iuris, mentre le cause sono dibattute
aula, quos lex aut iudex ad processum davanti al tribunale, siano presenti nell'aula solo
expediendum necessarios esse statuit. coloro che la legge o il giudice ha stabilito essere
necessari per lo svolgimento del processo.

§ 2. Omnes iudicio assistentes, qui reverentiae et § 2. Il giudice può punire con pene adeguate tutti
oboedientiae tribunali debitae graviter defuerunt, coloro che, assistendo al giudizio, hanno
iudex potest monitione in cassum facta congruis mancato gravemente al rispetto e all'obbedienza
poenis punire, advocatos praeterea et dovuta al tribunale, dopo averli ammoniti
procuratores etiam a munere apud tribunalia inutilmente; inoltre può sospendere gli avvocati e
ecclesiastica exercendo suspendere. i procuratori anche dall'esercitare la loro funzione
presso i tribunali ecclesiastici.
Can. 1130 - Si qua persona interroganda utitur Can. 1130 - Se qualche persona da interrogare
lingua iudici vel partibus ignota, adhibeatur usa una lingua sconosciuta dal giudice o dalle
interpres iuratus a iudice designatus; parti, si ricorra a un interprete giurato, designato
declarationes tamen scripto redigantur lingua dal giudice; tuttavia le dichiarazioni siano redatte
originaria et translatio addatur; interpres etiam per iscritto nella lingua originaria e vi si aggiunga
adhibeatur, si surdus vel mutus interrogari debet, la traduzione; si ricorra pure all'interprete se deve
nisi forte mavult iudex quaestionibus a se datis essere interrogato un sordo o un muto, a meno
scripto respondeatur. che il giudice non preferisca eventualmente che
si risponda per iscritto alle sue domande.

Can. 1131 - § 1. Omnia acta iudicialia sive ea, Can. 1131 - § 1. Tutti gli atti giudiziari, sia quelli
quae meritum quaestionis respiciunt, seu acta che riguardano il merito della questione, cioè gli
causae, sive ea, quae ad formam procedendi atti della causa, sia quelli che appartengono alla
pertinent, seu acta processus, scripto redacta forma del procedimento, cioè gli atti del processo,
esse debent. devono essere redatti per iscritto.

§ 2. Singula folia actorum numerentur et § 2. Le singole pagine degli atti siano numerate e
authenticitatis signo muniantur. munite di timbro autentico.

Can. 1132 - Quoties in actis iudicialibus partium Can. 1132 - Ogniqualvolta negli atti giudiziari è
aut testium subscriptio requiritur, si pars aut testis richiesta la firma delle parti o dei testi, se la parte
eis subscribere non potest vel non vult, id in ipsis oppure il teste non può o non vuole firmare,
actis adnotetur simulque iudex et notarius fidem questo venga annotato negli atti stessi e nello
faciant actum ipsum de verbo ad verbum parti aut stesso tempo il giudice e il notaio facciano fede
testi perlectum esse et partem aut testem ei vel che l'atto stesso è stato letto parola per parola
non potuisse vel noluisse subscribere. alla parte oppure al teste, e che la parte o il teste
non ha potuto oppure voluto firmare.

Can. 1133 - § 1. Iudicio expleto documenta, quae Can. 1133 - § 1. Terminato il giudizio, i
in privatorum dominio sunt, restitui debent retento documenti che sono proprietà di privati devono
tamen eorum exemplari. essere restituiti, conservandone però una copia.

§ 2. Cancellarius et notarii sine iudicis mandato § 2. Al cancelliere e ai notai è proibito rilasciare,


tradere prohibentur exemplar actorum iudicialium senza il mandato del giudice, una copia degli atti
et documentorum, quae sunt processui acquisita. giudiziari e dei documenti acquisiti al processo.

§ 3. Anonymae epistulae destrui debent neque § 3. Le lettere anonime devono essere distrutte e
de eis mentio fiat in actis; eodem modo destrui non se ne faccia menzione negli atti; nello stesso
debent quaelibet alia scripta et epistulae modo deve essere distrutto qualsiasi altro scritto
subscriptae, quae nihil ad causae meritum e le lettere firmate che non forniscono nulla al
conferunt vel sunt certo calumniosae. merito della causa o che sono certamente
calunniose.

CAPUT VII DE ACTORE ET DE PARTE CAPITOLO VII L'ATTORE E IL CONVENUTO


CONVENTA

Can. 1134 - Quilibet sive baptizatus sive non Can. 1134 - Chiunque, sia battezzato sia non
baptizatus potest in iudicio agere; pars autem battezzato, può agire in giudizio; la parte invece
legitime conventa respondere debet. legittimamente convenuta deve rispondere.

Can. 1135 - Etsi actor vel pars conventa Can. 1135 - Anche se l'attore o la parte
procuratorem vel advocatum constituit, semper convenuta hanno costituito un procuratore o un
tamen tenetur in iudicio ipse adesse ad avvocato, hanno tuttavia l'obbligo di essere
praescriptum iuris vel iudicis. sempre personalmente presenti in giudizio su
prescrizione del diritto o del giudice.
Can. 1136 - § 1. Minores et ii, qui usu rationis Can. 1136 - § 1. I minori e coloro che sono privi
destituti sunt, stare in iudicio tantummodo dell'uso di ragione possono stare in giudizio
possunt per eorum parentes aut tutores vel soltanto per mezzo dei loro genitori, oppure dei
curatores. tutori o curatori.

§ 2. Si iudex existimat eorum iura esse in § 2. Se il giudice ritiene che i loro diritti sono in
conflictu cum iuribus parentum vel tutorum vel conflitto con i diritti dei genitori o tutori o curatori,
curatorum aut hos non satis tueri posse ipsorum oppure che costoro non possono tutelare
iura, tunc stent in iudicio per tutorem vel sufficientemente i diritti di essi, allora stiano in
curatorem a iudice constitutum. giudizio per mezzo di un tutore o curatore
costituito dal giudice.

§ 3. Sed in causis spiritualibus et cum § 3. Ma nelle cause spirituali e in quelle connesse


spiritualibus conexis, si minores usum rationis con le spirituali, se i minori hanno raggiunto l'uso
assecuti sunt, agere et respondere possunt sine di ragione, possono agire e rispondere senza il
parentum vel tutoris consensu et quidem per se consenso dei genitori o del tutore, e anzi di
ipsi, si aetatem quattuordecim annorum persona se hanno compiuto quattordici anni di
expleverunt; secus per tutorem a iudice età; in caso contrario, per mezzo del tutore
constitutum. costituito dal giudice.

§ 4. Bonis interdicti et ii, qui minus firmae mentis § 4. Gli interdetti nei beni e i deboli di mente
sunt, stare in iudicio per se ipsi possunt possono stare in giudizio personalmente soltanto
tantummodo, ut de propriis delictis respondeant per rispondere dei propri delitti oppure su
aut ad praescriptum iudicis; in ceteris agere et disposizione del giudice; in tutti gli altri casi
respondere debent per suum curatorem. devono agire e rispondere per mezzo del loro
procuratore.

Can. 1137 - Quoties adest tutor aut curator ab Can. 1137 - Ogniqualvolta che vi sia un tutore o
auctoritate civili constitutus, idem potest a iudice curatore costituito dall'autorità civile, costui può
ecclesiastico admitti audito, si fieri potest, essere ammesso dal giudice dopo aver ascoltato,
Episcopo eparchiali eius, cui datus est; si vero se è possibile, il Vescovo eparchiale di colui al
non adest aut non videtur admittendus, ipse quale è stato dato; se invece non è presente
iudex tutorem aut curatorem pro causa designet. oppure non si ritenga di ammetterlo, il giudice
stesso designi un tutore oppure un curatore per
la causa.

Can. 1138 - § 1. Personae iuridicae in iudicio Can. 1138 - § 1. Le persone giuridiche stanno in
etant per suos legitimos repraesentantes. giudizio per mezzo dei loro legittimi
rappresentanti.

§ 2. Quoties in periculo versantur bona, ad quae § 2. Ogniqualvolta siano in pericolo dei beni per
alienanda alicuius consensus vel consilium vel la cui alienazione è richiesto il consenso o il
licentia requiritur, idem consensus vel consilium consiglio o la licenza, lo stesso consenso o
vel licentia requiritur etiam ad litem incohandam consiglio o licenza è richiesto anche per
vel contestandam. introdurre o contestare la lite.

§ 3. In casu vero defectus vel neglegentiae § 3. Nel caso poi di assenza o negligenza del
repraesentantis potest ipse Hierarcha per se vel rappresentante, il Gerarca stesso può stare in
per alium stare in iudicio nomine personarum giudizio personalmente o tramite un altro, a nome
iuridicarum, quae sub eius potestate sunt. delle persone giuridiche che sono sotto la sua
potestà.

CAPUT VIII DE PROCURATORIBUS AD LITES CAPITOLO VIII I PROCURATORI ALLE LITI E


ET DE ADVOCATIS GLI AVVOCATI

Can. 1139 - § 1. Pare libere potest procuratorem Can. 1139 - § 1. La parte può costituirsi
et advocatum sibi constituere, sed potest etiam liberamente un procuratore e un avvocato; ma
per se ipsa agere et respondere, nisi iudex può anche agire e rispondere personalmente, a
procuratoris vel advocati ministerium meno che il giudice non abbia ritenuto necessario
necessarium existimavit. il ministero del procuratore o dell'avvocato.

§ 2. In iudicio poenali vero accusatus aut a se § 2. Nel giudizio penale invece l'accusato deve
constitutum aut a iudice datum semper habere sempre avere un avvocato, o costituito
debet advocatum. personalmente o assegnato dal giudice.

§ 3. In iudicio contentioso, si agitur de minoribus § 3. Nel giudizio contenzioso, se si tratta di minori


aut de causa, in qua bonum publicum in oppure di una causa in cui è in pericolo il bene
discrimen vocatur, exceptis autem causis pubblico, eccettuate però le cause matrimoniali, il
matrimonialibus, iudex parti carenti advocatum ex giudice costituisca d'ufficio l'avvocato alla parte
officio constituat. che ne è priva.

Can. 1140 - § 1. Unum sibi pars potest Can. 1140 - § 1. Una parte può costituirsi un solo
constituere procuratorem, qui non potest alium procuratore, il quale non può farsi sostituire da un
sibi substituere, nisi id eidem scripto permissum altro, a meno che ciò non gli sia stato permesso
est. per iscritto.

§ 2. Si vero iusta de causa plures procuratores § 2. Se invece per una giusta causa sono stati
ab eadem parte constituuntur, hi ita designentur, costituiti più procuratori da una stessa parte,
ut detur inter ipsos locus praeventioni. siano designati in modo tale che tra di loro abbia
luogo la prevenzione.

§ 3. Advocati autem plures simul constitui § 3. Si possono invece costituire insieme più
possunt. avvocati.

Can. 1141 - Procurator et advocatus debent esse Can. 1141 - Il procuratore e l'avvocato devono
aetate maiores et bonae famae; advocatus debet essere maggiorenni e di buona fama; l'avvocato
praeterea esse catholicus, nisi auctoritas, cui inoltre deve essere cattolico, a meno che
tribunal immediate subiectum est, aliud permittit, l'autorità a cui il tribunale è immediatamente
et doctor in iure canonico vel alioquin vere peritus soggetto non permetta diversamente, e dottore in
et ab eadem auctoritate approbatus. diritto canonico o almeno veramente esperto e
approvato dalla stessa autorità.

Can. 1142 - § 1. Procurator et advocatus, Can. 1142 - § 1. Il procuratore e l'avvocato, prima


antequam munus suscipiunt, mandatum di assumere l'incarico, devono depositare presso
authenticum apud tribunal deponere debent. il tribunale un mandato autentico.

§ 2. Ad iuris tamen exstinctionem impediendam § 2. Per impedire tuttavia l'estinzione di un diritto,


iudex potest procuratorem admittere etiam non il giudice può ammettere un procuratore anche
exhibito mandato, praestita, si res fert, idonea senza che abbia esibito un mandato, prestando,
cautione; actus iudicis autem qualibet vi caret, si se è necessario, una opportuna cauzione; l'atto
intra terminum peremptorium a iudice del giudice però non ha alcun valore se, entro
statuendum procurator mandatum non exhibet. termine perentorio da stabilire dal giudice, il
procuratore non esibisce il mandato.

Can. 1143 - Nisi mandatum speciale habet, Can. 1143 - Se non ha un mandato speciale, un
procurator non potest valide renuntiare actioni, procuratore non può rinunciare validamente
litis instantiae vel actis iudicialibus nec transigere, all'azione, all'istanza della lite o agli atti giudiziari,
pacisci, compromittere in arbitros et generatim ea né fare transazioni, patti, compromessi arbitrali e,
agere, pro quibus ius requirit mandatum speciale. in genere, quelle cose per le quali il diritto
richiede un mandato speciale.

Can. 1144 - § 1. Ut procuratoris vel advocati Can. 1144 - § 1. Perché la rimozione del
amotio effectum sortiatur, necesse est ipsis procuratore o dell'avvocato abbia effetto, è
intimetur et, si lis iam contestata est, iudex et necessario che essa sia loro intimata e, se la lite
adversa pars certiores facti sint de amotione. è già stata contestata, il giudice o la parte
avversa siano informati della rimozione.

§ 2. Lata sententia definitiva ius et obligatio § 2. Emessa la sentenza definitiva, il diritto e il


appellandi, ei mandans non renuit, procuratori dovere di appellare, se il mandante non rifiuta,
manet. resta al procuratore.

Can. 1145 - Procurator et advocatus possunt a Can. 1145 - Il procuratore e l'avvocato possono
iudice dato decreto repelli sive ex officio sive ad essere respinti dal giudice con un decreto dato
instantiam partis, gravi de causa tamen et sia d'ufficio sia a istanza di una parte, ma per una
semper salvo recursu ad tribunal appellationis. grave causa e salvo sempre restando il ricorso al
tribunale d'appello.

Can. 1146 - § 1. Procurator et advocatus vetantur Can. 1146 - § 1. E' vietato al procuratore e
emere litem aut sibi de immodico emolumento vel all'avvocato di comprare una lite, oppure di
rei litigiosae parte vindicata pacisci; quae si pattuire per sé un onorario eccessivo o
fecerunt, nulla est pactio et a iudice possunt pretendendo una parte di ciò che è oggetto della
poena pecuniaria puniri; advocatus praeterea ab lite; se hanno fatto questo, il patto è nullo e
officio suspendi, vel etiam, si recidivus est, ab possono essere puniti dal giudice con
auctoritate, cui tribunal immediate subiectum est, un'ammenda; l'avvocato inoltre può essere
destitui et ex albo advocatorum expungi potest. sospeso dall'ufficio o anche, se è recidivo,
destituito dall'autorità a cui il tribunale è
immediatamente soggetto ed essere cancellato
dall'albo degli avvocati.

§ 2. Eodem modo puniri possunt procuratores et § 2. Allo stesso modo possono essere puniti i
advocati, qui a competentibus tribunalibus procuratori e gli avvocati che, eludendo la legge,
causas in fraudem legis subtrahunt, ut ab aliis sottraggono le cause ai tribunali competenti
favorabilius definiantur. perché siano definite da altri più favorevolmente.

Can. 1147 - Procuratores et advocati, qui ob Can. 1147 - I procuratori e gli avvocati che, a
dona aut pollicitationes aut quamlibet aliam causa di doni, oppure di promesse o per qualsiasi
rationem suum munus prodiderunt, a patrocinio altra ragione hanno tradito il loro incarico, siano
exercendo suspendantur et poena pecuniaria sospesi dall'esercizio del patrocinio e siano puniti
aliisve congruis poenis puniantur. con un'ammenda o con altre pene adeguate.

Can. 1148 - In unoquoque tribunali, quatenus fieri Can. 1148 - In ciascun tribunale si costituiscano,
potest, stabiles patroni constituantur ab ipso per quanto è possibile, patroni stabili, stipendiati
tribunali remunerationem recipientes, qui munus dallo stesso tribunale, che esercitino l'incarico di
procuratoris vel advocati praesertim in causis procuratori o di avvocati, soprattutto nelle cause
matrimonialibus pro partibus, quae eos seligere matrimoniali, per le parti che preferiscano
malint, exerceant. sceglierli.

CAPUT IX DE ACTIONIBUS ET DE CAPITOLO IX LE AZIONI E LE ECCEZIONI


EXCEPTIONIBUS

Can. 1149 - Quodlibet ius non solum actione Can. 1149 - Qualunque diritto è protetto non solo
munitur, nisi aliter expresse cautum est, sed da un'azione, se non è espressamente disposto
etiam exceptione, quae semper competit et est diversamente, ma anche da un'eccezione , che
sua natura perpetua. sempre compete ed è per sua natura perpetua.

Can. 1150 - Quaevis actio exstinguitur Can. 1150 - Qualsiasi azione si estingue con la
praescriptione ad normam iuris aliove legitimo prescrizione a norma del diritto o con altro modo
modo exceptis actionibus de statu personarum, legittimo, fatta eccezione per le azioni sullo stato
quae numquam exstinguuntur. delle persone, che non si estinguono mai.

Can. 1151 - Actiones contentiosae, nisi aliter iure Can. 1151 - Le azioni contenziose, se non è
expresse cavetur, praescriptione exstinguuntur espressamente stabilito diversamente, si
quinquennio a die, a quo actio primum potuit estinguono con la prescrizione dopo cinque anni,
proponi, computando firmis, ubi vigent, hac in re da computare dal momento in cui l'azione poté
Statutis personalibus. essere proposta per la prima volta, fermi
restando su questa cosa gli Statuti personali,
dove sono in vigore.

Can. 1152 - § 1. Omnis actio poenalis (La traduzione manca ancora.)


exstinguitur morte rei, condonatione auctoritatis
competentis et praescriptione.

§ 2. Actio poenalis praescriptione exstinguitur


triennio, nisi agitur:

1º de delictis Sedi Apostolicae reservatis,


quae normis specialibus subiciuntur;

2º firmo praescripto n. 1, de actione ob delicta,


de quibus in cann. 1449, 1450, 1451 et 1453
§§ 1-4 et 6-7, 1463, 1464, 1466, quae
praescriptione exstinguitur septennio vel de ea ob
delicta de quibus in can. 1453 § 5, quae viginti
annorum spatio praescribitur;

3º de delictis, quae non sunt iure communi


punita, si iure particulari alius terminus
praescriptionis statutus est.

§ 3. Reo ad normam can. 1474 citato vel modo


praeviso in can. 1190 § 3, certiore facto de
exhibitione accusationis libelli iuxta can. 1472
§ 1, praescriptio actionis poenalis suspenditur per
tres annos, quo termino elapso vel interrupta
suspensione cessationis processus poenalis
causa, rursus currit tempus, quod adiungitur ad
illud iam decursum pro praescriptione. Eadem
suspensio pariter viget si, servato can. 1486 § 1,
n. 1, ad poenam irrogandam per decretum extra
iudicium procedatur.

§ 4. Nisi aliud iure cautum sit, praescriptio


decurrit ex die, quo delictum patratum est, vel, si
delictum est permanens vel habituale, ex die, quo
cessavit.

Can. 1153 - § 1. Si intra terminos, de quibus in Can. 1153 - § 1. Se entro i termini di cui nel
can. 1152, ex die, quo sententia condemnatoria can. 1152, da computare dal giorno in cui una
in rem iudicatam transiit, computandos non est sentenza è passata in giudicato, non è stato
reo intimatum exsecutorium iudicis decretum, intimato al reo il decreto esecutivo del giudice,
actio ad poenam exsequendam praescriptione l'azione per l'esecuzione della pena si estingue
exstinguitur. per prescrizione.

§ 2. Idem valet servatie servandis, si poena per § 2. La stessa cosa vale, osservando quanto è da
decretum extra iudicium irrogata est. osservarsi, se la pena è stata inflitta con decreto
extragiudiziale.

Can. 1154 - Actione poenali praescriptione Can. 1154 - Una volta estinta l'azione penale per
exstincta: prescrizione:

1° non est hoc ipso exstincta actio 1° non è con ciò stesso estinta l'azione
contentiosa forte ex delicto orta ad damna contenziosa, sorta eventualmente dal delitto, per
reparanda; la riparazione dei danni;

2° si bonum publicum requirit, Hierarcha 2° se lo richiede il bene pubblico, il Gerarca


remediis opportunis administrativis non exclusa può fare uso di opportuni rimedi amministrativi,
suspensione ab exercitio ministerii sacri vel non esclusa la sospensione dall'esercizio del
amotione ab officio uti potest. sacro ministero o la rimozione dall'ufficio.

Can. 1155 - Actor pluribus simul actionibus, quae Can. 1155 - L'attore può citare qualcuno con più
tamen inter se non confligant, sive de eadem re azioni simultanee, che tuttavia non siano tra loro
sive de diversis, aliquem convenire potest, si aditi contrarie, sia sulla stessa cosa sia su cose
tribunalis competentiam non excedunt. diverse, se non eccedono la competenza del
tribunale a cui è ricorso.

Can. 1156 - § 1. Pars conventa potest coram Can. 1156 - § 1. La parte convenuta può
eodem iudice in eodem iudicio contra actorem proporre un'azione riconvenzionale davanti allo
actionem reconventionalem proponere vel stesso giudice e nello stesso giudizio contro
propter causae nexum cum actione principali vel l'attore, o per il nesso della causa con l'azione
ad submovendam vel ad minuendam actoris principale, oppure per togliere di mezzo o per
petitionem. diminuire la richiesta dell'attore.

§ 2. Reconventio reconventionis non admittitur. § 2. Non è ammessa la riconvenzione della


riconvenzione.

Can. 1157 - Actio reconventionalis proponenda Can. 1157 - L'azione riconvenzionale deve
est iudici, coram quo actio principalis instituta est, essere proposta al giudice davanti al quale è
etsi ad unam causam dumtaxat delegato vel stata istituita l'azione principale, anche se
alioquin relative incompetenti. delegato soltanto per una sola causa o
relativamente incompetente per altri motivi.

Can. 1158 - § 1. Qui probabilibus saltem Can. 1158 - § 1. Chi dimostra, almeno con
argumentis ostendit se ius habere super aliqua re argomenti probabili, di avere il diritto su qualche
ab alio detenta sibique damnum imminere, nisi cosa tenuta in possesso da un altro e che è
res ipsa custodienda traditur, ius habet obtinendi imminente per lui un danno se la stessa cosa non
a iudice eiusdem rei sequestrationem. gli viene consegnata, ha il diritto di ottenere dal
giudice il sequestro della cosa stessa.

§ 2. In similibus rerum adiunctis obtineri potest, ut § 2. In circostanze simili si può ottenere che a
exercitium iuris alicui inhibeatur. qualcuno sia inibito l'esercizio di un diritto.

Can. 1159 - § 1. Ad crediti quoque securitatem Can. 1159 - § 1. Il sequestro di una cosa è
sequestratio rei admittitur, dummodo de creditoris ammesso anche per la garanzia di un credito,
iure satis constet. purché consti sufficientemente del diritto del
creditore.

§ 2. Sequestratio extendi potest etiam ad res § 2. Il sequestro può essere esteso anche ai beni
debitoris, quae quolibet titulo apud alias personas del debitore che si trovino a qualunque titolo
reperiuntur, et ad debitoris credita. presso altre persone e ai crediti del debitore.

Can. 1160 - Sequestratio rei et inhibitio exercitii Can. 1160 - Il sequestro di una cosa e l'inibizione
iuris decerni nullatenus possunt, si damnum, dell'esercizio di un diritto non possono mai essere
quod timetur, potest aliter reparari et idonea decisi se il danno temuto può essere altrimenti
cautio de eo reparando offertur. riparato e se si offre una idonea garanzia della
sua riparazione.

Can. 1161 - Iudex potest ei, cui sequestrationem Can. 1161 - Il giudice può imporre, a colui al
rei vel inhibitionem exercitii iuris concedit, quale ha concesso il sequestro di una cosa o
praeviam imponere cautionem de damnis l'inibizione dell'esercizio di un diritto, una previa
reparandis, si ius suum non probavit. garanzia per la riparazione dei danni se non ha
provato il suo diritto.

Can. 1162 - Ad naturam et vim actionis Can. 1162 - Per quanto riguarda la natura e il
possessoriae quod attinet, servetur ius civile loci, valore dell'azione possessoria, si osservi il diritto
ubi sita est res, de cuius possessione agitur. civile del luogo dove è situata la cosa del cui
possesso si tratta.

Can. 1163 - § 1. Quoties introducta est petitio ad Can. 1163 - § 1. Ogniqualvolta sia stata
obtinendam provisionem ad hominis introdotta una domanda per ottenere la
sustentationem, iudex auditis partibus decreto provvisione per il sostentamento di un uomo, il
statim exsequendo statuere potest idoneis, si res giudice dopo aver ascoltato le parti, può stabilire,
fert, praescriptis cautionibus, ut interim con un decreto da eseguirsi immediatamente,
necessaria alimenta praestentur, sine praeiudicio adottando idonee garanzie se è necessario, che
iuris per sententiam definiendi. nel frattempo siano assicurati i necessari
alimenti, senza pregiudizio del diritto da definire
mediante sentenza.

§ 2. Facta a parte vel a promotore iustitiae § 2. Una volta fatta la domanda dalla parte o dal
petitione ad obtinendum hoc decretum iudex promotore di giustizia per ottenere questo
audita altera parte rem expeditissime definiat, decreto, il giudice dopo aver ascoltato l'altra parte
numquam autem ultra decem dies; quibus definisca l'affare il più celermente possibile, però
inutiliter transactis aut petitione reiecta patet mai oltre dieci giorni; trascorsi i quali inutilmente,
recursus ad auctoritatem, cui tribunal immediate oppure se la domanda è respinta, rimane aperto
subiectum est, dummodo ipsa ne sit iudex, vel, si il ricorso all'autorità a cui il tribunale è
quis mavult, ad iudicem appellationis, qui item immediatamente soggetto, purché questa non sia
rem expeditissime definiat. il giudice o, per chi lo preferisce, al giudice di
appello, il quale definisca la cosa lui pure il più
celermente possibile.

CAPUT X DE MODIS EVITANDI IUDICIA CAPITOLO X IL MODO DI EVITARE I GIUDIZI

Art. I DE TRANSACTIONE Art. I La transazione

Can. 1164 - In transactione servetur ius civile Can. 1164 - Nella transazione si osservi il diritto
loci, ubi transactio initur. civile del luogo dove avviene la transazione.

Can. 1165 - § 1. Transactio valide fieri non potest Can. 1165 - § 1. La transazione non può essere
in causis circa eas res vel ea iura, quae ad fatta validamente su quelle cose o quei diritti che
bonum publicum spectant, aliaque, de quibus riguardano il bene pubblico e sulle altre di cui le
partes libere disponere non possunt. parti non possono disporre liberamente.

§ 2. Sed si quaestio fit de bonis temporalibus § 2. Ma se la questione riguarda dei beni


ecclesiasticis, transartio fieri potest, servatis temporali ecclesiastici, la transazione può essere
tamen, si materia id postulat, sollemnibus iure fatta osservando però, se la materia lo richiede,
statutis de alienatione bonorum ecclesiasticorum. le formalità stabilite dal diritto sull'alienazione dei
beni ecclesiastici.

Can. 1166 - Expensarum, quas transactio Can. 1166 - Le spese che la transazione
postulavit, nisi aliter expresse cautum est, richiede, se non è stato disposto diversamente, le
utraque pare dimidium solvat. paghino per metà ciascuna delle parti.

Can. 1167 - Iudex negotium transactionis non Can. 1167 - Il giudice non prenda a trattare
ipse per se, regulariter saltem, suscipiat l'affare della transazione personalmente, almeno
tractandum, sed illud alii in iure perito committat. di regola, ma lo affidi a un altro esperto di diritto.

Art. II DE COMPROMISSO IN ARBITROS Art. II Il compromesso arbitrale

Can. 1168 - § 1. Qui controversiam inter se Can. 1168 - § 1. Coloro che hanno una
habent, possunt scripto convenire, ut ea ab controversia tra loro possono convenire per
arbitris dirimatur. iscritto che essa sia risolta dagli arbitri.

§ 2. Idem scripto convenire possunt, qui § 2. La stessa cosa possono convenire per
contractum inter se ineunt vel inierunt, quod iscritto coloro che fanno o hanno fatto un
attinet ad controversias ex eo contractu forte contratto tra loro, per quanto riguarda le
orituras. controversie che eventualmente sorgeranno dal
contratto.

Can. 1169 - Non possunt valide in arbitros Can. 1169 - Non possono essere validamente
compromitti controversiae, de quibus transactio risolte attraverso gli arbitri le controversie per le
fieri vetatur. quali è vietata la transazione.

Can. 1170 - § 1. Unus vel plures arbitri constitui Can. 1170 - § 1. Possono essere costituiti uno o
possunt, dispari tamen numero. più arbitri, tuttavia in numero dispari.

§ 2. In ipso compromisso, nisi nominatim § 2. Nel compromesso, se non sono designati


designantur, debet saltem eorum numerus nominalmente, deve essere determinato almeno
determinari et simul ratio statui, qua nominandi et il loro numero e parimenti stabilito il modo di
substituendi sunt. nominarli e di sostituirli.

Can. 1171 - Compromissum est nullum, si: Can. 1171 - Il compromesso è nullo se:

1° servatae non sunt normae statutae ad 1° non sono state osservate le norme stabilite
validitatem contractuum, qui ordinariam per la validità dei contratti che eccedono
administrationem excedunt; l’ordinaria amministrazione;

2° scripto non est factum; 2° non è stato fatto per iscritto;

3° procurator sine mandato speciali in arbitros 3° se il procuratore ha accettato il


compromisit aut violata sunt praescripta cann. compromesso arbitrale senza uno speciale
1169 vel 1170; mandato, oppure se sono state violate le
disposizioni dei cann. 1169 e 1170;

4° controversia non est vel orta vel ex certo 4° la controversia non è né sorta né sta per
contractu oritura ad normam can. 1168, § 2. sorgere da un contratto certo a norma del
can. 1168, § 2.

Can. 1172 - Munus arbitri valide gerere non Can. 1172 - Non possono esercitare validamente
possunt: il compito di arbitro:

1° minores; 1° i minori;

2° poena excommunicationis, etiam minoris, 2° coloro che sono stati puniti dalla pena di
suspensionis vel depositionis puniti; scomunica, anche minore, di sospensione o di
deposizione;

3° sodales instituti religiosi vel societatis vitae 3° i membri di un istituto religioso o di una
communis ad instar religiosorum sine licentia società di vita comune a guisa dei religiosi senza
Superioris. la licenza del Superiore.

Can. 1173 - Arbitri nominatio vim non habet, nisi Can. 1173 - La nomina di un arbitro non ha
ipse scripto munus acceptat. valore, se costui non accetta l'incarico per iscritto.

Can. 1174 - § 1. Si arbitri non sunt in Can. 1174 - § 1. Se nel compromesso gli arbitri
compromisso designati vel si sufficiendi sunt et non sono stati designati, oppure se sono da
partes aliive, quibus designatio demandata est, sostituire e le parti, o altri ai quali è stata
dissentiunt de omnibus vel nonnullis arbitris demandata la designazione, dissentono nella
seligendis, quaelibet pars potest id tribunali, quod scelta di tutti o di alcuni arbitri, ciascuna parte
competens est ad causam in primo gradu iudicii può affidare la cosa al tribunale che è
definiendam, committere, nisi partes aliter competente a definire la causa nel primo grado
convenerunt; tribunal auditis ceteris partibus del giudizio, a meno che le parti non abbiano
decreto provideat. convenuto diversamente; il tribunale, ascoltate
tutte le altre parti, provveda con decreto.

§ 2. Eadem norma servanda est, si qua pars § 2. La stessa norma dev'essere osservata se
aliusve neglegit arbitrum designare, dummodo una parte o un altro abbia trascurato di designare
tamen pars, quae tribunal adiit, viginti saltem ante l'arbitro, purché però la parte che è ricorsa al
dies suos arbitros, si forte debuit, designaverit. tribunale abbia designato i suoi arbitri, se lo
doveva fare, almeno venti giorni prima.

Can. 1175 - De recusatione autem arbitrorum Can. 1175 - Della ricusazione degli arbitri però se
videt tribunal, de quo in can. 1174, § 1, quod ne occupa il tribunale di cui nel can. 1174, § 1, il
auditis arbitris recusatis et partibus decreto quale, ascoltati gli arbitri ricusati e le parti, dirima
quaestionem dirimat; si recusationem acceptat, la questione con decreto; se accetta la
alios arbitros sufficiat, nisi in compromisso aliter ricusazione scelga in sostituzione altri arbitri, a
cautum est. meno che nel compromesso non sia stato
disposto diversamente.

Can. 1176 - § 1. Obligationes arbitrorum in ipso Can. 1176 - § 1. Gli obblighi degli arbitri devono
compromisso statuendae sunt, eae quoque, quae essere stabiliti nel compromesso stesso, anche
ad secretum servandum spectant. quelli che riguardano l'osservanza del segreto.

§ 2. Nisi partes aliud statuerunt, arbitri rationem § 2. Se le parti non hanno stabilito diversamente,
procedendi libere seligunt; haec autem simplex gli arbitri scelgono liberamente la procedura;
sit et termini sint breves aequitate servata et questa però sia semplice e i termini di tempo
ratione habita legis processualis. siano brevi, rispettando l'equità e tenendo conto
della legge processuale.

§ 3. Arbitri quavis potestate coercitiva carent; § 3. Gli arbitri sono privi di qualsiasi potestà
necessitate exigente adire debent tribunal coercitiva; se lo esigesse la necessità essi
competens ad causam cognoscendam. devono ricorrere al tribunale competente a
trattare la causa.

Can. 1177 - § 1. Quaestiones incidentes, quae Can. 1177 - § 1. Le questioni incidentali, che
forte exoriuntur, ipsi arbitri decreto dirimant. eventualmente sorgessero, le dirimono gli arbitri
stessi con decreto.

§ 2. Si vero quaestio praeiudicialis oritur, de qua § 2. Se poi sorge una questione pregiudiziale, per
compromitti in arbitros non potest, arbitri debent la quale non è possibile il compromesso arbitrale,
suspendere processum, donec de illa quaestione gli arbitri devono sospendere il processo finché le
partes a iudice obtinuerint et arbitris notificaverint parti non abbiano ottenuto dal giudice e non
sententiam, quae transiit in rem iudicatam, vel, si abbiano notificato agli arbitri che la sentenza
quaestio est de statu personarum, sententiam, sulla questione è passata in giudicato o, se la
quae exsecutioni mandari potest. questione riguarda lo stato delle persone, che la
sentenza può essere mandata ad esecuzione.

Can. 1178 - Nisi partes aliter statuerunt, Can. 1178 - Se le parti non hanno stabilito
sententia arbitralis ferri debet intra sex menses a diversamente, la sentenza arbitrale deve essere
die, quo omnes arbitri suum munus pronunciata entro sei mesi da computare dal
acceptaverunt, computandos; terminus prorogari giorno in cui tutti gli arbitri hanno accettato il loro
potest a partibus. incarico; il termine può essere prorogato dalle
parti.

Can. 1179 - § 1. Sententia arbitralis ad maiorem Can. 1179 - § 1. La sentenza arbitrale è


numerum suffragiorum fertur. pronunciata a maggioranza di voti.

§ 2. Si res patitur, sententia arbitralis ab ipsis § 2. Se la cosa è fattibile, la sentenza arbitrale sia
arbitris redigatur ad modum sententiae iudicialis redatta dagli arbitri stessi sul modo della
et a singulis arbitris subscribatur; ad eiusdem sentenza giudiziaria e sia sottoscritta dai singoli
autem validitatem requiritur et sufficit, ut maior arbitri; ma per la sua validità è richiesta e basta
eorum numerus eidem subscribat. che la maggioranza di loro la sottoscriva.

Can. 1180 - § 1. Nisi sententia arbitralis est nulla Can. 1180 - § 1. A meno che la sentenza
propter gravem arbitrorum culpam, arbitri ius arbitrale non sia nulla per una grave colpa degli
habent ad suarum expensarum solutionem; qua arbitri, gli arbitri hanno il diritto al pagamento
de re possunt opportunas cautiones exigere. delle loro spese; per questa cosa possono
esigere le opportune garanzie.

§ 2. Suadetur, ut arbitri gratuitam operam § 2. Si invitano gli arbitri a prestare la loro opera
praestent, secus de remuneratione in ipso gratuitamente; altrimenti si provveda alla
compromisso provideatur. rimunerazione nello stesso compromesso.

Can. 1181 - § 1. Integer textus sententiae Can. 1181 - § 1. Il testo integrale della sentenza
arbitralis intra quindecim dies ad cancellariam arbitrale deve essere depositato entro quindici
tribunalis eparchiae, ubi sententia lata est, deponi giorni presso la cancelleria del tribunale
debet; intra quinque dies a depositione dell'eparchia dove la sentenza è stata
computandos, nisi certo constat sententiam pronunciata; entro cinque giorni, da computare
arbitralem nullitate affectam esse, Vicarius dal deposito, a meno che non consti con certezza
iudicialis per se vel per alium decretum che la sentenza arbitrale sia nulla, il Vicario
confirmationis ferat partibus statim intimandum. giudiziale emetta, personalmente o per mezzo di
un altro, il decreto di conferma da intimare
immediatamente alle parti.

§ 2. Si Vicarius iudicialis hoc decretum ferre § 2. Se il Vicario giudiziale si rifiuta di emettere


recusat, pars, cuius interest, recurrere potest ad questo decreto, la parte interessata può ricorrere
tribunal appellationis, a quo quaestio al tribunale di appello, dal quale la questione
expeditissime definienda est; si vero Vicarius deve essere risolta al più presto; se poi il Vicario
iudicialis continuum mensem silet, eadem pars giudiziale tace per un mese continuo, la stessa
instare potest, ut ipse munere suo fungatur; si parte può fare istanza perché egli adempia il suo
vero nihilominus silet, elapsis quinque diebus compito; ma se nonostante tutto, continua a
pars potest recursum ad tribunal appellationis tacere, trascorsi cinque giorni, la parte può
interponere, quod item quaestionem interporre ricorso al tribunale di appello, il quale
expeditissime definiat. definisca parimenti la questione nel modo più
veloce.

§ 3. Si certo constat sententiam arbitralem § 3. Se consta con certezza che la sentenza


nullitate affectam esse ob neglecta praescripta ad arbitrale è nulla per essere state trascurate le
validitatem compromissi statuta, Vicarius disposizioni stabilite per la validità del
iudicialis nullitatem declaret ac partibus quam compromesso, il Vicario giudiziale dichiari la
primum notificet omni recursu adversus hanc nullità e la notifichi al più presto alle parti, escluso
declarationem remoto. ogni ricorso contro questa dichiarazione.

§ 4. Sententia arbitralis transit in rem iudicatam § 4. La sentenza arbitrale passa in giudicato


statim ac decretum confirmationis latum est firmo appena è emesso il decreto di conferma, fermo
can. 1182. restando il can. 1182.

Can. 1182 - § 1. Appellatio a sententia arbitrali Can. 1182 - § 1. L'appello contro una sentenza
tunc tantum admittitur, si partes scripto inter se arbitrale è ammesso soltanto se le parti hanno
convenerunt eam huic remedio subiectum iri; quo convenuto per iscritto tra loro che essa sarebbe
in casu appellatio interponenda est intra decem soggetta a questo rimedio; in questo caso
dies ab intimatione decreti confirmationis l'appello deve essere interposto entro dieci giorni,
computandos coram ipso iudice, qui decretum da computare dall'intimazione del decreto di
tulit; si vero alius est iudex competens ad conferma, davanti al giudice che ha emesso il
appellationem recipiendam, prosecutio coram eo decreto; se invece il giudice competente a
intra mensem est facienda. ricevere l'appello è un altro, il proseguimento
avanti a lui deve farsi entro un mese.

§ 2. Sententia arbitralis, a qua appellatio § 2. La sentenza arbitrale, dalla quale è


admittitur, transit in rem iudicatam ad normam ammesso l'appello, passa in giudicato a norma
can. 1322. del can. 1322.

Can. 1183 - De querela nullitatis contra Can. 1183 - Della querela di nullità contro una
sententiam arbitralem, quae in rem iudicatam sentenza arbitrale che è passata in giudicato,
transiit, de restitutione in integrum, ei de eiusdem della restituzione in integro se consta
sententiae iniustitia manifesto constat, de chiaramente dell'ingiustizia della stessa
oppositione tertii necnon de correctione erroris sentenza, dell'opposizione di un terzo, come pure
materialis sententiae videt iudex, qui decretum della correzione di un errore materiale della
confirmationis tulit, ad ordinariam normam iuris. sentenza, si occupa il giudice che ha emesso il
decreto di conferma, secondo la norma ordinaria
del diritto.

Can. 1184 - § 1. Exsecutio sententiae arbitralis Can. 1184 - § 1. La esecuzione della sentenza
fieri potest in eisdem casibus, in quibus admittitur arbitrale può essere fatta negli stessi casi in cui è
exsecutio sententiae iudicialis. ammessa l'esecuzione della sentenza giudiziaria.

§ 2. Sententiam arbitralem exsecutioni mandare § 2. Deve mandare ad esecuzione la sentenza


debet per se vel per alium Episcopus eparchialis arbitrale, personalmente o tramite un altro, il
eparchiae, ubi lata est, nisi partes alium Vescovo eparchiale dell'eparchia dove è stata
exsecutorem designaverunt. emessa, a meno che le parti non abbiano
designato un altro esecutore.

TITULUS XXV DE IUDICIO CONTENTIOSO TITOLO XXV IL GIUDIZIO CONTENZIOSO

CAPUT I DE IUDICIO CONTENTIOSO CAPITOLO I IL GIUDIZIO CONTENZIOSO


ORDINARIO ORDINARIO

Art. I DE LIBELLO LITIS INTRODUCTORIO Art. I Il libello introduttorio della lite

Can. 1185 - Qui aliquem convenire vult, debet Can. 1185 - Chi vuole convenire qualcuno in
libellum litis introductorium competenti iudici giudizio deve esibire al giudice competente il
exhibere, in quo controversiae obiectum libello introduttorio della lite nel quale si propone
proponitur et ministerium iudicis expostulatur. l’oggetto della controversia e si chiede il
ministero del giudice.

Can. 1186 - § 1. Petitionem oralem iudex Can. 1186 - § 1. Il giudice può ammettere la
admittere potest, quoties vel actor impeditur, ne domanda orale ogniqualvolta o l'attore sia
libellum litis introductorium exhibeat, vel causa impedito di esibire il libello introduttorio della lite,
est facilis investigationis et minoris momenti. o la causa è di facile esame e di minore
importanza.

§ 2. In utroque tamen casu iudex notarium iubeat § 2. In entrambi i casi, tuttavia, il giudice ordini al
scripto actum redigere, qui coram actore notaio di redigere l'atto per iscritto, che
legendus et ab eo approbandus est quique locum dev'essere letto davanti all'attore e da lui
tenet libelli litis introductorii ab actore scripti ad approvato e che tiene il posto, a tutti gli effetti
omnes iuris effectus. giuridici, del libello introduttorio della lite scritto
dall'attore.

Can. 1187 - Libellus litis introductorius debet: Can. 1187- Il libello introduttorio della lite deve:

1° exprimere, coram quo iudice causa 1° esprimere davanti a quale giudice viene
introducatur, quid petatur et a quo petatur; introdotta la causa, che cosa si chiede e da chi si
chiede;

2° indicare, quo iure innitatur actor et 2° indicare su quale diritto si fondi l'attore e,
generatim saltem quibus factis et probationibus almeno genericamente, su quali fatti e prove per
ad evincenda ea, quae asseruntur; dimostrare quanto viene asserito;

3° subscribi ab actore vel eius procuratore 3° essere sottoscritto dall'attore o dal suo
appositis die, mense et anno necnon loco, ubi procuratore, apponendovi giorno, mese e anno
actor vel eius procurator habitant aut residere se nonché il luogo dove l'attore o il suo procuratore
dixerunt actorum recipiendorum gratia; abitano oppure dissero di avere la residenza per
ricevere gli atti;

4° indicare domicilium vel quasi-domicilium 4° indicare il domicilio o il quasi-domicilio della


partis conventas. parte convenuta.

Can. 1188 - § 1. Iudex unicus vel tribunalis Can. 1188 - § 1. Il giudice unico o il presidente
collegialis praeses, postquam vidit et rem esse del tribunale collegiale, dopo aver visto sia che la
suae competentiae et actori legitimam personam cosa è di sua competenza, sia che all'attore non
standi in iudicio non deesse, debet suo decreto manca la legittima capacità di stare in giudizio,
quam primum libellum litis introductorium aut deve decidere al più presto con un suo decreto
admittere aut reicere. se ammettere o respingere il libello introduttorio
della lite.

§ 2. Libellus litis introductorius reici potest § 2. Il libello introduttorio della lite può essere
tantum, si: respinto soltanto se:

1° iudex vel tribunal incompetens est; 1° il giudice o il tribunale è incompetente;

2° sine dubio constat actori deesse legitimam 2° consta senza dubbio che l'attore non ha la
personam standi in iudicio; capacità legittima di stare in giudizio;

3° non servatus est can. 1187, nn. 1 - 3; 3° non è stato osservato il can. 1187, nn. 1-3;

4° certo patet ex ipso libello litis introductorio 4° risulta chiaramente dallo stesso libello
petitionem quolibet carere fundamento neque fieri introduttorio della lite che la domanda è priva di
posse, ut aliquod ex processu fundamentum qualsiasi fondamento, né è possibile che qualche
appareat. fondamento appaia dal processo.

§ 3. Si libellus litis introductorius reiectus est ob § 3. Se il libello introduttorio della lite è stato
vitia, quae emendari possunt, actor libellum respinto per vizi che possono essere emendati,
emendatum potest eidem iudici denuo exhibere. l'attore può esibire di nuovo allo stesso giudice un
libello emendato.
§ 4. Adversus libelli litis introductorii reiectionem § 4. Contro la reiezione del libello introduttorio
integrum semper est parti intra tempus utile della lite, la parte ha sempre pieno diritto, entro il
decem dierum recursum rationibus suffultum tempo utile di dieci giorni, di interporre ricorso
interponere ad tribunal appellationis vel, si libellus motivato al tribunale di appello o, se il libello è
reiectus est a praeside, ad collegium; quaestio stato respinto dal presidente, al collegio; la
autem reiectionis expeditissime definienda est. questione della reiezione deve essere definita
con la massima celerità.

Can. 1189 - Si iudex intra mensem ab exhibito Can. 1189 - Se il giudice entro un mese, da
libello litis introductorio computandum decretum computare dalla presentazione del libello
non edidit, quo libellum admittit vel reicit, pars, introduttorio della lite, non ha emesso il decreto
cuius interest, instare potest, ut iudex suo con cui ammette o respinge il libello, la parte
munere fungatur; si vero nihilominus iudex silet, interessata può fare istanza affinché il giudice
inutiliter elapsis decem diebus a facta instantia adempia il suo incarico; se invece, nonostante
computandis libellus pro admisso habeatur. tutto, il giudice mantiene il silenzio, passati
inutilmente dieci giorni, da computare dalla
presentazione dell'istanza, il libello si consideri
come ammesso.

Art. II DE CITATIONE ET DE INTIMATIONE VEL Art. II La citazione e l'intimazione o notificazione


NOTIFICATIONE ACTORUM IUDICIALIUM degli atti giudiziari

Can. 1190 - § 1. In decreto, quo actoris libellus Can. 1190 - § 1. Nel decreto col quale è
litis introductorius admittitur, debet iudex vel ammesso il libello introduttorio della lite
praeses tribunalis ceteras partes in iudicium dell'attore, il giudice o il presidente del tribunale
vocare seu citare ad litem contestandam deve chiamare in giudizio, cioè citare, le altre
statuens, utrum eae scripto respondere debeant parti per la contestazione della lite, stabilendo se
an coram ipso se sistere ad dubia concordanda; esse devono rispondere per iscritto, oppure
si vero ex responsionibus scripto datis perspicit presentarsi davanti a lui per concordare i dubbi;
necessitatem partes convocandi, id potest novo se però dalle risposte scritte egli si convince della
decreto statuere. necessità di convocare le parti, lo può stabilire
con un nuovo decreto.

§ 2. Si libellus litis introductorius pro admisso § 2. Se il libello introduttorio della lite si considera
habetur ad normam can. 1189, decretum ammesso a norma del can. 1189, il decreto di
citationis in iudicium fieri debet intra viginti dies a citazione in giudizio deve essere fatto entro venti
facta instantia, de qua in eo canone, giorni da computare da quando è stata fatta
computandos. l'istanza di cui nello stesso canone.

§ 3. Si vero partes de facto coram iudice se § 3. Se invece le parti di fatto si presentano


sistunt ad causam agendam, non requiritur davanti al giudice per trattare la causa, non si
citatio, sed notarius indicet in actis partes iudicio richiede la citazione, ma il notaio metta agli atti
affuisse. che le parti erano presenti nel giudizio.

Can. 1191 - § 1. Decretum citationis in iudicium Can. 1191 - § 1. Il decreto di citazione in giudizio
debet statim parti conventae intimari et simul deve essere intimato subito alla parte convenuta
ceteris, qui comparere debent, notum fieri. e contemporaneamente essere notificato a tutti
gli altri che devono comparire.

§ 2. Citationi libellus litis introductorius § 2. Alla citazione venga aggiunto il libello


adiungatur, nisi iudex gravi de causa censet introduttorio della lite, a meno che il giudice non
libellum notificandum non esse parti, antequam ritenga, per una grave causa, che non debba
haec deposuit in iudicio. essere notificato alla parte, prima che questa
abbia deposto in giudizio.

§ 3. Si actio instituitur adversus eum, qui non § 3. Se l'azione è istituita contro uno che non ha il
habet liberum exercitium suorum iurium vel libero esercizio dei suoi diritti o la libera
liberam administrationem rerum, de quibus amministrazione dei beni di cui si discute, la
disceptatur, citatio intimanda est ei, per quem ille citazione dev'essere intimata a colui per mezzo
in iudicio stare debet ad normam iuris. del quale egli può stare in giudizio a norma di
diritto.

Can. 1192 - § 1. Citationum, decretorum, Can. 1192 - § 1. La intimazione o notificazione di


sententiarum aliorumque actorum iudicialium citazioni, decreti, sentenze o di altri atti giudiziari
intimatio vel notificatio facienda est per publicos deve farsi per posta raccomandata con ricevuta
tabellarios cum syngrapha receptionis vel alio di ritorno o in altro modo assolutamente sicuro,
modo, qui tutissimus est, servatis legibus iuris osservando le leggi del diritto particolare.
particularis.

§ 2. De facto intimationis vel notificationis et de § 2. Del fatto dell'intimazione o notificazione e del


eius modo constare debet in actis. suo modo deve constare dagli atti.

§ 3. Pars conventa, quae citationem recipere § 3. La parte convenuta che rifiuta di ricevere la
recusat vel quae impedit, ne citatio ad se citazione o impedisce che la citazione la
perveniat, legitime citata habeatur. raggiunga, si consideri legittimamente citata.

Can. 1193 - Si citatio non est legitime intimata, Can. 1193 - Se la citazione non è stata
nulla sunt acta processus, nisi pars nihilominus legittimamente intimata, sono nulli gli atti del
comparuit ad causam agendam. processo, a meno che, nonostante questo, la
parte sia comparsa per trattare la causa.

Can. 1194 - Si citatio legitime intimata est aut Can. 1194 - Se la citazione è stata intimata
partes coram iudice steterunt ad causam legittimamente oppure le parti si sono presentate
agendam: davanti al giudice per trattare la causa:

1° res desinit esse integra; 1° la cosa cessa di essere integra;

2° causa fit propria illius iudicis aut tribunalis 2° la causa diventa propria di quel giudice
ceteroquin competentis, coram quo actio instituta oppure del tribunale del resto competente,
est; davanti al quale l'azione è stata istituita;

3° in iudice delegato firma redditur potestas 3° la potestà delegata è resa stabile nel
delegata ita, ut non amittatur resoluto iure giudice delegato, di modo che non cessa
delegantis; venendo meno il diritto del delegante;

4° interrumpitur praescriptio, nisi aliter cautum 4° s'interrompe la prescrizione, a meno che


est; non sia stabilito diversamente;

5° litis instantiae initium fit et ideo statim 5° ha inizio l'istanza della lite e perciò si
locum habet principium secundum quod lite applica immediatamente il principio secondo il
pendente nihil innovetur. quale "nulla si innovi mentre pende la lite".

Art. III DE LITIS CONTESTATIONE Art. III La contestazione della lite

Can. 1195 - § 1. Litis contestatio habetur, cum Can. 1195 - § 1. Si ha la contestazione della lite
per iudicis decretum controversiae obiectum ex quando, mediante un decreto del giudice, si
partium petitionibus et responsionibus definisce l'oggetto della controversia, desunto
desumptum definitur. dalle richieste e risposte delle parti.

§ 2. Partium petitiones responsionesque § 2. Le richieste e le risposte delle parti, oltre che


praeterquam in libello litis introductorio possunt nel libello introduttorio della lite, possono essere
vel in responsione ad citationem exprimi vel in espresse o nella risposta alla citazione o nelle
declarationibus ore coram iudice factis; in causis dischiarazioni fatte a voce davanti al giudice; ma
autem difficilioribus partes convocandae sunt a nelle cause più difficili le parti devono essere
iudice ad dubium vel dubia concordanda, quibus convocate dal giudice per concordare il dubbio o i
in sententia respondendum sit. dubbi ai quali nella sentenza si deve rispondere.

§ 3. Decretum iudicis partibus intimandum est; § 3. Il decreto del giudice dev'essere intimato alle
quae nisi iam consenserunt, possunt intra decem parti; costoro, a meno che non abbiano già
dies ad eundem iudicem recurrere, ut decretum acconsentito, possono ricorrere allo stesso
mutetur; res autem expeditissime decreto giudice entro dieci giorni perché il decreto sia
eiusdem iudicis definienda est. cambiato; la cosa dev'essere definita con la
massima celerità con decreto dello stesso
giudice.

Can. 1196 - Obiectum controversiae semel Can. 1196 - L'oggetto della controversia, una
definitum mutari valide non potest nisi novo volta definito, non può essere validamente
decreto, gravi de causa, ad instantiam partis et cambiato se non con un nuovo decreto, per una
auditis ceteris partibus earumque rationibus grave causa, su istanza di una parte e dopo aver
perpensis. ascoltato tutte le altre parti e ponderate le loro
ragioni.

Can. 1197 - Lite contestata posseseor rei alienae Can. 1197 - Contestata la lite, il possessore di
desinit esse bonae fidei ideoque, si damnatur, ut una cosa altrui cessa di essere in buona fede,
rem restituat, fructus quoque a die litis perciò se viene condannato a restituire la cosa,
contestationis reddere debet et damna reparare. deve renderne anche i frutti dal giorno della
contestazione della lite e riparare i danni.

Can. 1198 - Lite contestata iudex congruum Can. 1198 - Contestata la lite, il giudice
tempus partibus praestituat probationibus prestabilisca alle parti un tempo adeguato per
proponendis et explendis. proporre e completare le prove.

Art. IV DE LITIS INSTANTIAE SUSPENSIONE, Art. IV La sospensione, la perenzione e la


PEREMPTIONE ET RENUNTIATIONE rinuncia dell'istanza della lite

Can. 1199 - Si pars moritur aut statum mutat aut Can. 1199 - Se una parte muore oppure cambia
ceseat ab officio, cuius ratione agit: stato o cessa dall'ufficio in ragione del quale
agiva:

1° causa nondum conclusa litis instantia 1° a causa non ancora conclusa, l'istanza
suspenditur, donec heres defuncti aut successor della lite è sospesa finché l'erede del defunto
aut is, cuius interest, litis instantiam resumpserit; oppure il successore o colui che è interessato
non riprenda l'istanza della lite;

2° causa conclusa iudex procedere debet ad 2° a causa conclusa, il giudice deve


ulteriora citato procuratore, si adest, secus procedere ulteriormente, dopo aver citato il
defuncti herede vel successore. procuratore, se c'è, altrimenti l'erede o il
successore del defunto.

Can. 1200 - § 1. Si a munere cessat aut tutor vel Can. 1200 - § 1. Se cessano dall'incarico il tutore
curator aut procurator vel advocatus, qui sunt ad o il curatore, oppure il procuratore o l'avvocato
normam can. 1139 necessarii, litis instantia che sono necessari a norma del can. 1139,
interim suspenditur. l'istanza della lite nel frattempo viene sospesa.

§ 2. Alium autem tutorem vel curatorem iudex § 2. Il giudice però costituisca al più presto un
quam primum constituat; procuratorem vero ad altro tutore o curatore; può invece costituire un
litem vel advocatum constituere potest, si pars procuratore per la lite o un avvocato, se la parte
neglexit intra brevem terminum ab ipso iudice ha trascurato di farlo entro un breve termine
statutum. stabilito dallo stesso giudice.
Can. 1201 - Si nullus actus processualis nullo Can. 1201 - Se non viene posto dalle parti
obstante impedimento ponitur a partibus per sex nessun atto processuale per sei mesi, senza che
menses, litis instantia perimitur. vi si opponga alcun impedimento, l'istanza della
lite va in perenzione.

Can. 1202 - Peremptio effectum habet ipso iure Can. 1202 - La perenzione ha effetto per il diritto
et adversus omnes, etiam minores, atque etiam stesso e nei confronti di tutti anche dei minori, e
ex officio declarari debet salvo iure petendi inoltre deve essere dichiarata anche d'ufficio,
indemnitatem adversus tutores, curatores, salvo restando il diritto di chiedere l'indennità
administratores, procuratores, qui culpa se contro tutori, curatori, amministratori, procuratori
caruisse non probaverunt. che non hanno provato di non aver colpa.

Can. 1203 - Peremptio exstinguit acta processus, Can. 1203 - La perenzione estingue gli atti del
non vero acta causae; immo haec vim habere processo, non invece gli atti della causa; anzi
possunt etiam in alio iudicio, dummodo causa questi possono aver valore anche in un altro
inter easdem personas et super eadem re giudizio, purché la causa si svolga tra le stesse
intercedat; sed ad extraneos quod attinet, non persone e sulla stessa cosa; ma per quanto
aliam vim obtinent nisi documentorum. riguarda gli estranei, non ha altro valore se non
quello dei documenti.

Can. 1204 - Perempti iudicii expensas, quas Can. 1204 - Le spese del giudizio andato in
unaquaeque ex partibus fecit, ipsa solvere debet. perenzione sono a carico di ciascuna delle parti
nella misura in cui esse le hanno fatte.

Can. 1205 - § 1. In quolibet statu et gradu iudicii Can. 1205 - § 1. In qualunque stato e grado del
potest actor litis instantiae renuntiare; item tum giudizio l'attore può rinunciare all'istanza della
actor tum pars conventa possunt actis processus lite; così pure, sia l'attore sia la parte convenuta
renuntiare sive omnibus sive nonnullis tantum. possono rinunciare agli atti del processo, sia a
tutti, sia soltanto ad alcuni.

§ 2. Tutores et administratores personarum § 2. I tutori e gli amministratori delle persone


iuridicarum, ut renuntiare possint litis instantiae, giuridiche, per poter rinunziare all'istanza della
egent consilio vel consensu eorum, quorum lite, necessitano del consiglio o del consenso di
concursus requiritur ad ponendos actus, qui coloro di cui è richiesto il concorso per porre gli
ordinariae administrationis fines excedunt. atti che eccedono i confini dell'ordinaria
amministrazione.

§ 3. Renuntiatio ut valeat, peragenda est scripto § 3. Perché la rinuncia abbia valore, dev'essere
eademque a parte vel ab eius procuratore fatta per iscritto e dev'essere sottoscritta dalla
speciali tamen mandato munito debet subscribi, parte stessa o dal suo procuratore, munito però
cum altera parte communicari, ab eaque di uno speciale mandato, e comunicata all'altra
acceptari vel non impugnari et ab iudice admitti. parte, da questa accettata o non impugnata e
dev'essere ammessa dal giudice.

Can. 1206 - Renuntiatio a iudice admissa pro Can. 1206 - La rinuncia ammessa dal giudice,
actis, quibus renuntiatum est, eosdem parit per gli atti ai quali si è rinunciato, produce gli
effectus ac peremptio litis instantiae itemque stessi effetti della perenzione dell'istanza della lite
obligat renuntiantem ad solvendas expensas e obbliga il rinunciante a pagare le spese degli
actorum, quibus renuntiatum est. atti a cui ha rinunziato.

Art. V DE PROBATIONIBUS Art. V Le prove

Can. 1207 - § 1. Onus probandi incumbit ei, qui Can. 1207 - § 1. L'onere di fornire le prove tocca
asserit. a colui che asserisce.

§ 2. Non indigent probatione: § 2. Non hanno bisogno di prova:


1° quae ab ipso iure praesumuntur; 1° le cose che dal diritto stesso sono
presunte;

2° facta ab uno ex contendentibus asserta et 2° i fatti asseriti da uno dei contendenti e


ab altero admissa, nisi iure vel a iudice probatio ammessi dall'altro, a meno che la prova sia
nihilominus exigitur. esigita dal diritto o dal giudice nonostante tutto.

Can. 1208 - § 1. Probationes cuiuslibet generis, Can. 1208 - § 1. Possono essere adotte prove di
quae ad causam cognoscendam utiles videntur et qualsiasi genere che sembrino utili per giudicare
sunt licitae, adduci possunt. la causa e che sono lecite.

§ 2. Si pars instat, ut probatio a iudice reiecta § 2. Se una parte fa istanza perché una prova
admittatur, ipse iudex rem expeditissime definiat. respinta dal giudice sia ammessa, il giudice
stesso definisca la cosa con la massima celerità.

Can. 1209 - Si pars vel testis se sistere ad Can. 1209 - Se una parte o un teste si rifiutano di
respondendum coram iudice renuunt, licet eos comparire davanti il giudice per rispondere, è
audire per personam a iudice designatam aut lecito ascoltarli mediante una persona designata
requirere eorum declarationem coram publico dal giudice, oppure richiedere la loro
notario vel quovis alio legitimo modo. dichiarazione davanti un pubblico notaio o con
qualsiasi altro modo legittimo.

Can. 1210 - Iudex ad probationes colligendas ne Can. 1210 - Il giudice non proceda a raccogliere
procedat ante litis contestationem nisi gravi de le prove prima della contestazione della lite, se
causa. non per grave causa.

1° De partium declarationibus 1° Le dichiarazioni delle parti

Can. 1211 - Iudex ad veritatem aptius eruendam Can. 1211 - Il giudice può sempre interrogare le
partes interrogare semper potest, immo debet ad parti per scoprire meglio la verità, anzi lo deve a
instantiam partis vel ad probandum factum, quod istanza di una parte o per provare che un fatto di
publice interest extra dubium poni. pubblico interesse è posto al di fuori di ogni
dubbio.

Can. 1212 - § 1. Pars legitime interrogata Can. 1212 - § 1. La parte legittimamente


respondere debet et veritatem integre fateri, nisi interrogata deve rispondere e confessare
responsione revelatur delictum ab ipsa integralmente la verità, a meno che con la
commissum. risposta non sia rivelato un delitto da essa
commesso.

§ 2. Si vero respondere recusavit, iudicis est § 2. Se invece si è rifiutata di rispondere, spetta


aestimare, quid ad factorum probationem exinde al giudice valutare che cosa se ne possa trarre
erui possit. per la prova dei fatti.

Can. 1213 - In casibus, in quibus bonum Can. 1213 - Nei casi in cui è in causa il bene
publicum in causa est, iudex partibus pubblico, il giudice faccia giurare alle parti da
interrogandis iusiurandum de veritate dicenda aut interrogare di dire la verità o almeno di aver detto
saltem de veritate dictorum deferat, nisi gravis la verità, a meno che una grave causa non
causa aliud suadet; in aliis casibus potest pro sua suggerisca diversamente; negli altri casi lo può
prudentia. fare secondo la sua prudenza.

Can. 1214 - Partes, promotor iustitiae et defensor Can. 1214 - Le parti, il promotore di giustizia e il
vinculi possunt iudici exhibere articulos, super difensore del vincolo possono presentare al
quibus pars interrogetur. giudice i punti essenziali sulle quali interrogare
una parte.

Can. 1215 - Circa partium interrogationes Can. 1215 - Circa l'interrogatorio delle parti si
serventur congrua congruis referendo canones osservino, con gli opportuni riferimenti, i canoni
de interrogatione testium. sull'interrogatorio dei testimoni.

Can. 1216 - Assertio de aliquo facto scripto vel Can. 1216 - L'asserzione su qualche fatto, resa
ore coram iudice competenti ab aliqua parte per iscritto o oralmente davanti al giudice
contra se peracta circa ipsam materiam iudicii competente da una parte contro se stessa,
sive sua sponte sive iudice interrogante est riguardante la materia del giudizio, sia
confessio iudicialis. spontaneamente sia su interrogazione del
giudice, è una confessione giudiziale.

Can. 1217 -§ 1. Confessio iudicialis unius partis, Can. 1217 - § 1. La confessione giudiziale di una
si agitur de negotio aliquo privato et in causa non parte, se si tratta di un affare privato e non è in
est bonum publicum, ceteras relevat ab onere causa il bene pubblico, libera tutte le altre
probandi. dall'onere della prova.

§ 2. In causis autem, quae ad bonum publicum § 2. Ma nelle cause che riguardano il bene
spectant, confessio iudicialis et ceterae pubblico, la confessione giudiziale e tutte le altre
declarationes partium vim probandi habere dichiarazioni delle parti possono avere valore
possunt a iudice aestimandam una cum ceteris probante, da valutare dal giudice assieme con
causae adiunctis, sed vis plenae probationis eis tutte le altre circostanze della causa, ma non si
tribui non potest, nisi alia accedunt elementa, può attribuire loro il valore di piena prova a meno
quae eas omnino corroborant. che non si aggiungano altri elementi che le
avvalorino del tutto.

Can. 1218 - Circa confessionem extraiudicialem Can. 1218 - Spetta al giudice valutare,
in iudicium deductam iudicis est perpensis considerate tutte le circostanze, quale valore
omnibus adiunctis aestimare, quanti facienda sit. dare alla confessione extragiudiziale prodotta in
giudizio.

Can. 1219 - Confessio vel alia quaevis partis Can. 1219 - La confessione o qualsiasi altra
declaratio qualibet vi caret, si constat eam ex dichiarazione di una parte è priva di qualsiasi
errore facti esse prolatam aut vi vel metu gravi valore se consta che fu pronunciata per errore di
extortam. fatto, oppure fu estorta con violenza o con timore
grave.

2° De probatione per documenta 2° La prova documentale

Can. 1220 - In quolibet iudicii genere admittitur Can. 1220 - In qualsiasi genere di giudizio è
probatio per documenta tum publica tum privata. ammessa la prova per mezzo di documenti, sia
pubblici sia privati.

Can. 1221 - § 1. Documenta publica ecclesiastica Can. 1221 - § 1. Sono documenti pubblici
ea sunt, quae persona ratione sui muneris publici ecclesiastici quelli che una persona ha redatto a
in Ecclesia confecit servatis sollemnibus iure motivo del suo incarico pubblico nella Chiesa,
praescriptis. osservando le formalità prescritte dal diritto.

§ 2. Documenta publica civilia ea sunt, quae § 2. Sono documenti pubblici civili quelli che sono
secundum ius civile talia censentur. ritenuti tali secondo il diritto civile.

§ 3. Cetera documenta sunt privata. § 3. Tutti gli altri documenti sono privati.

Can. 1222 - Documenta publica fidem faciunt de Can. 1222 - I documenti pubblici fanno fede di ciò
eis, quae directe et principaliter in eis affirmantur, che in essi è direttamente e principalmente
nisi contrariis et evidentibus argumentis aliud affermato, a meno che non si evinca altra cosa
evincitur, firmo iure civili loci, ad documenta civilia con argomenti contrari ed evidenti, fermo
quod spectat, aliud statuente. restando il diritto civile del luogo che stabilisca
diversamente per quanto riguarda i documenti
civili.

Can. 1223 - Documentum privatum sive agnitum Can. 1223 - Un documento privato sia che venga
a parte sive recognitum a iudice eandem riconosciuto dalla parte, sia verificato dal giudice,
probandi vim habet adversus auctorem ha contro il suo autore o contro chi l'ha
documenti vel eum, qui documento subscripsit, et sottoscritto e i suoi aventi causa, lo stesso valore
causam ab eis habentes ac confessio probatorio che ha la confessione extragiudiziale;
extraiudicialis; adversus autem extraneos vim ma contro estranei può avere forza probatoria, da
probandi habere potest a iudice aestimandam valutare dal giudice assieme a tutte le altre
una cum ceteris causae adiunctis, sed vis plenae circostanze della causa, ma non gli si può
probationis ei tribui non potest, nisi alia accedunt attribuire valore di prova piena, se non si
elementa, quae id omnino corroborant. aggiungono altri elementi che lo avvalorino del
tutto.

Can. 1224 - Si documenta abrasa, correcta, Can. 1224 - Se i documenti appaiono cancellati,
interpolata aliove vitio infecta demonstrantur, corretti, interpolati o con altri difetti, è compito del
iudicis est aestimare, num et quanti huiusmodi giudice valutare se e quale valore dare a tali
documenta sint facienda. documenti.

Can. 1225 - Documenta vim probandi in iudicio Can. 1225 - I documenti non hanno valore
non habent, nisi originalia sunt aut in exemplari probatorio in giudizio se non sono originali
authentico exhibita et penes cancellariam oppure in copia autenticata e depositati presso la
tribunalis deposita, ut a iudice et a partibus cancelleria del tribunale, affinché possano essere
examinari possint. esaminati dal giudice e dalle parti.

Can. 1226 - Iudex praecipere potest, ut Can. 1226 - Il giudice può ordinare che un
documentum utrique parti commune exhibeatur in documento comune alle due parti sia esibito nel
iudicio. giudizio.

Can. 1227 - § l. Nemo exhibere tenetur Can. 1227 - § 1. Nessuno è obbligato a esibire
documenta, etsi communia, quae communicari documenti, anche se comuni, che non possono
non possunt sine periculo damni, de quo in essere comunicati senza pericolo di danno di cui
can. 1229, § 2, n. 2, aut sine periculo violationis al 1229, § 2, n. 2, oppure senza pericolo di
secreti servandi. violazione di un segreto da mantenere.

§ 2. Si vero aliqua saltem documenti pars § 2. Se però almeno qualche parte del
describi potest et in exemplari exhiberi sine documento può essere trascritta ed esibita in
memoratis incommodis, iudex decernere potest, copia senza gli inconvenienti menzionati, il
ut eadem producatur. giudice può ordinare che essa sia prodotta.

3° De testibus et de testimoniis 3° I testimoni e le testimonianze

Can. 1228 - Probatio per testes in quibuslibet Can. 1228 - La prova per mezzo di testimoni è
causis admittitur sub iudicis moderatione. ammessa in qualsiasi causa, sotto la direzione
del giudice.

Can. 1229 - § 1. Testes iudici legitime Can. 1229 - § 1. I testimoni devono confessare la
interroganti veritatem fateri debent. verità al giudice che interroga legittimamente.

§ 2. Firmo can. 1231 ab obligatione respondendi § 2. Fermo restando il can. 1231, sono esentati
eximuntur: dall'obbligo di rispondere:

1° clerici, quod attinet ad ea, quae ipsis 1° i chierici, a riguardo di quanto è stato a loro
manifestata sunt ratione sacri ministerii; civitatum manifestato in ragione del sacro ministero; i
magistratus, medici, obstetrices, advocati, notarii pubblici magistrati, i medici, le ostetriche, gli
aliique, qui secretum servare etiam ratione avvocati, i notai e gli altri che sono tenuti a
praestiti consilii tenentur, quod attinet ad negotia osservare il segreto anche in ragione del
secreto obnoxia; consiglio dato, per quanto riguarda gli affari
sottoposti al segreto;

2° qui ex testificatione sua sibi aut coniugi aut 2° coloro che dalla propria testimonianza
proximis consanguineis vel affinibus infamiam, temono che arrivino per sé, oppure per il proprio
periculosas vegationes aliave mala gravia coniuge, oppure per i consanguinei o affini più
obventura timent. vicini, infamia, pericolosi maltrattamenti o altri
gravi mali.

a) Qui testes esse possunt a) Chi può essere testimone

Can. 1230 - Omnes possunt esse testes, nisi iure Can. 1230 - Tutti possono essere testimoni, a
expresse repelluntur vel in totum vel ex parte. meno che non siano espressamente respinti dal
diritto, o in tutto o in parte.

Can. 1231 - § 1. Ne admittantur ad testimonium Can. 1231 - § 1. Non siano ammessi a


ferendum minores infra decimum quartum aetatis testimoniare i minori al di sotto dei quattordici
annum et mente debiles; audiri tamen possunt ex anni di età e i deboli di mente; possono però
decreto iudicis, quo id expedire declaratur. essere ascoltati, su decreto del giudice, con il
quale si dichiara l'opportunità.

§ 2. Incapaces ad testimonium ferendum § 2. Sono ritenuti incapaci di testimoniare:


habentur:

1° qui partes sunt in causa aut partium 1° coloro che sono parte in causa, oppure
nomine in iudicio consistunt, iudex eiusve coloro che si presentano in giudizio a nome delle
assistentes, advocatus aliique, qui partibus in parti, il giudice e i suoi assistenti, l'avvocato e gli
eadem causa assistunt vel astiterunt; altri che assistono o hanno assistito le parti nella
stessa causa;

2° sacerdotes, quod attinet ad ea omnia, 2° i sacerdoti per quanto riguarda tutto ciò
quae ipsis ex confessione sacramentali che essi sono venuti a sapere dalla confessione
innotuerunt, etsi paenitens eorum sacramentale, anche se il penitente ha chiesto la
manifestationem petiit; immo audita a quovis et loro manifestazione; anzi, ciò che è stato
quoquo modo occasione confessionis ascoltato da chiunque e in qualsiasi modo in
sacramentalis ne ut indicium quidem veritatis occasione della confessione sacramentale non
recipi possunt. può essere recepito nemmeno come indizio di
verità.

b) De inducendis et excludendis testibus b) Testimoni da indurre e da escludere

Can. 1232 - Pars, quae testem induxit, potest Can. 1232 - La parte che ha indotto un testimone
eius interrogationi renuntiare; sed pars adversa può rinunciare al suo interrogatorio; ma la parte
postulare potest, ut nihilominus testis avversa può chiedere, ciò nonostante, che il
interrogetur. testimone sia interrogato.

Can. 1233 - § 1. Si probatio per testes postulatur, Can. 1233 - § 1. Se si chiede la prova mediante
eorum nomina et domicilium tribunali indicentur. testimoni, i loro nomi e il domicilio devono essere
indicati al tribunale.

§ 2. Exhibeantur intra terminum a iudice § 2. Entro il termine prestabilito dal giudice siano
praestitutum articuli argumentorum, super quibus esibiti i punti essenziali degli argomenti sui quali
petitur testium interrogatio; alioquin petitio si chiede l'interrogazione dei testimoni; altrimenti
censeatur deserta. si ritenga abbandonata la richiesta.

Can. 1234 - Iudicis est nimiam multitudinem Can. 1234 - E' compito del giudice contenere la
testium refrenare. moltitudine eccessiva di testimoni.
Can. 1235 - Antequam testes interrogantur, Can. 1235 - Prima che i testimoni siano
eorum nomina cum partibus communicentur; si interrogati, i loro nomi siano comunicati alle parti;
vero id prudenti iudicis existimatione fieri sine se però, secondo la prudente valutazione del
gravi difficultate non potest, saltem ante giudice, questo non si può fare senza una grave
publicationem testimoniorum fiat. difficoltà, lo si faccia almeno prima della
pubblicazione delle testimonianze.

Can. 1236 - Firmo can. 1231 pars petere potest, Can. 1236 - Fermo restando il can. 1231, una
ut testis excludatur, si iusta causa demonstratur, parte può chiedere che un testimone sia escluso,
antequam testis interrogatur. se sia dimostrata una giusta causa, prima che il
testimone sia interrogato.

Can. 1237 - Citatio testis fit decreto iudicis testi Can. 1237 - La citazione del testimone si fa con
legitime intimato. un decreto del giudice, legittimamente intimato al
testimone.

Can. 1238 - Testis ad normam iuris a iudice Can. 1238 - Il testimone citato dal giudice a
citatus pareat aut causam suae absentiae iudici norma del diritto compaia, oppure renda nota al
notam faciat. giudice la causa della sua assenza.

c) De interrogatione testium c) L’interrogatorio dei testimoni

Can. 1239 - § 1. Testes interrogandi sunt in sede Can. 1239 - § 1. I testimoni devono essere
tribunalis, nisi aliud iudici videtur. interrogati nella sede del tribunale, a meno che il
giudice non ritenga diversamente.

§ 2. Episcopi et ii, qui suae civitatis iure simili § 2. I Vescovi e coloro che per il diritto della loro
favore gaudent, audiantur in loco ab ipsis selecto. nazione godono di simile beneficio, siano
ascoltati nel luogo scelto da loro stessi.

§ 3. Iudex decernat, ubi audiendi sint ii, quibus § 3. Il giudice decida dove devono essere
propter distantiam, morbum aliudve ascoltati coloro che, a causa della distanza, di
impedimentum impossibile vel difficile est sedem una malattia o di altro impedimento, sono
tribunalis adire, firmis cann. 1071 et 1128. impossibilitati o hanno difficoltà a raggiungere la
sede del tribunale, fermi restando i cann. 1071 e
1128.

Can. 1240 - Interrogationi testium partes Can. 1240 - Le parti non possono assistere
assistere non possunt, nisi iudex, praesertim cum all'interrogatorio dei testimoni, a meno che il
res est de bono privato, eas admittendas censuit; giudice, specialmente quando la cosa è di bene
assistere tamen possunt earum procuratores vel privato, non ritenga di ammetterle; possono
advocati, nisi iudex propter rerum et personarum tuttavia assistere i loro procuratori o avvocati, a
adiuncta censuit secreto esse procedendum. meno che il giudice non abbia ritenuto, per
circostanze di cose e di persone, di dover
procedere in segreto.

Can. 1241 - § 1. Testes seorsum singuli Can. 1241 - § 1. I testimoni devono essere
interrogandi sunt. interrogati uno ad uno separatamente.

§ 2. Si testes inter se aut cum parte in re gravi § 2. Se i testimoni dissentono tra di loro oppure
dissentiunt, iudex discrepantes inter se conferre con una parte, il giudice può metterli a confronto
potest remotis, quatenus fieri potest, dissidiis et tra di loro, evitando, per quanto è possibile,
scandalo. dissidi e scandalo.

Can. 1242 - Interrogatio testis fit a iudice vel ab Can. 1242 - L'interrogatorio del testimone viene
eius delegato aut auditore, cui assistat oportet fatto dal giudice o dal suo delegato oppure
notarius; quare partes vel promotor iustitiae vel dall'uditore, al quale bisogna che assista il notaio;
defensor vinculi vel advocati, qui interrogationi perciò le parti o il promotore di giustizia o il
intersunt, si alias interrogationes testi faciendas difensore del vincolo o gli avvocati che sono
habent, has non testi, sed iudici vel eius locum presenti all'interrogatorio, se hanno altre
tenenti proponant, ut eas ipse deferat, nisi aliter interrogazioni da fare al testimone, le propongano
iure particulari cavetur. non al testimone ma al giudice o a colui che ne fa
le veci, affinché le rivolga lui stesso, a meno che
non sia disposto diversamente dal diritto
particolare.

Can. 1243 - § 1. Iudex testi in mentem revocet Can. 1243 - § 1. Il giudice richiami all'attenzione
gravem obligationem dicendi totam et solam del testimone il grave obbligo di dire tutta la verità
veritatem. e la sola verità.

§ 2. Iudex testi deferat iusiurandum secundum § 2. Il giudice faccia giurare il testimone secondo
can. 1213; si vero testis renuit illud emittere, il can. 1213; se però il testimone rifiuta di
iniuratus audiatur. emetterlo sia ascoltato senza che abbia giurato.

Can. 1244 - Iudex imprimis testis identitatem Can. 1244 - Il giudice verifichi anzitutto l'identità
comprobet; exquirat, quaenam sit ei cum partibus del testimone; ricerchi quale relazione egli abbia
necessitudo et, cum testi interrogationes con le parti e, quando rivolge al testimone delle
specificas circa causam defert, sciscitetur quoque interrogazioni specifiche sulla causa, cerchi di
fontes eius scientiae et, quo determinato tempore sapere anche le fonti della sua conoscenza e in
ea, quae asserit, cognoverit. quale tempo preciso abbia conosciuto ciò che
asserisce.

Can. 1245 - Interrogationes breves sint, Can. 1245 - Le interrogazioni siano brevi,
interrogandi captui accommodatae, non plura appropriate alla capacità intellettuale di colui che
simul complectentes, non captiosae, non deve essere interrogato, che non includano
subdolae, non suggerentes responsionem, insieme più cose, non siano cavillose, non astute,
remotae a cuiusvis offensione et pertinentes ad che non suggeriscano la risposta, lontane da
causam, quae agitur. qualsiasi offesa e pertinenti alla causa che si
tratta.

Can. 1246 - § 1. Interrogationes non sunt cum Can. 1246 - § 1. Le interrogazioni non devono
testibus antea communicandae. essere comunicate in precedenza ai testimoni.

§ 2. Si vero ea, quae testificanda sunt, ita a § 2. Se però ciò che dev'essere testimoniato è
memoria sunt remota, ut, nisi antea recoluntur, così lontano dalla memoria da non poter essere
certo affirmari non possint, potest iudex nonnulla affermato con certezza se prima non viene
testem praemonere, si id sine periculo fieri posse richiamato, il giudice può avvisare
censet. anticipatamente il testimone su alcune cose, se
ritiene che ciò si possa fare senza pericolo.

Can. 1247 - Testes ore testimonium dicant et Can. 1247 - I testimoni dicano la testimonianza a
scriptum ne legant, nisi de calculo et rationibus voce e non leggano uno scritto, a meno che non
agitur; hoc enim in casu adnotationes, quas si tratti di calcoli e di conti; in questo caso
secum attulerunt, consulere possunt. possono consultare gli appunti che hanno preso
con sé.

Can. 1248 - § 1. Responsio statim redigenda est Can. 1248 - § 1. La risposta dev'essere subito
scripto a notario, qui referre debet ipsa verba redatta per iscritto dal notaio, il quale deve riferire
testimonii saltem, quod attinet ad ea, quae le parole stesse del testimone, almeno per
obiectum iudicii directe attingunt. quanto riguarda le cose che costituiscono
direttamente l'oggetto del giudizio.
§ 2. Admitti potest usus inventorum technicorum, § 2. Può essere ammesso l'uso delle invenzioni
quibus voces reproducuntur, dummodo deinde tecniche che riproducono le voci, purché poi le
responsiones scripto consignentur et risposte siano trascritte e sottoscritte, se è
subscribantur, si fieri potest, ab iis, qui possibile, da coloro che hanno dato le risposte.
responsiones dederunt.

Can. 1249 - Notarius in actis mentionem faciat de Can. 1249 - Il notaio faccia menzione negli atti
praestito, remisso aut recusato iureiurando, de sul giuramento fatto, dispensato oppure rifiutato,
partium aliorumque praesentia, de sulla presenza delle parti e di altri, sulle
interrogationibus ex officio additis et generatim de interrogazioni aggiunte d'ufficio, e in generale su
omnibus memoria dignis, quae forte acciderunt, tutte le cose degne di essere ricordate,
dum testes interrogati sunt. eventualmente accadute, mentre i testimoni
erano interrogati.

Can. 1250 - § 1. In fine interrogationis coram Can. 1250 - § 1. Alla fine dell'interrogatorio deve
teste legi debent, quae notarius de eius essere letto davanti al testimone quello che il
responsionibus scripto redegit, vel testi audita notaio ha redatto per iscritto sulle sue risposte, o
facere, quae ope inventi technici de eius far ascoltare al testimone ciò che è stato
responsionibus incisa sunt, dato eidem testi iure registrato per mezzo di uno strumento tecnico
addendi, supprimendi, corrigendi, variandi. delle sue risposte, concedendogli il diritto di
aggiungere, di togliere, di correggere, di variare.

§ 2. Denique actui subscribere debent testis, § 2. Infine il testimone, il giudice e il notaio


iudex et notarius. devono sottoscrivere l'atto.

Can. 1251 - Testes, etsi iam interrogati, possunt Can. 1251 - I testimoni, anche se già interrogati,
parte postulante aut ex officio, antequam possono essere chiamati di nuovo
testimonia publicantur, denuo ad interrogationem all'interrogatorio su richiesta di una parte oppure
vocari, si iudex id necessarium vel utile ducit, d'ufficio, prima che le testimonianze siano
dummodo tamen omnis collusionis vel pubblicate, se il giudice lo ritiene necessario o
corruptelae quodvis absit periculum. utile, purché tuttavia non vi sia alcuno pericolo di
qualsiasi collusione o corruzione.

Can. 1252 - Testibus secundum aequam iudicis Can. 1252 - Ai testimoni si devono rifondere le
taxationem solvi debent expensae, quas fecerunt, spese che hanno sostenuto e il guadagno
et lucrum, quod amiserunt, testimonii ferendi perduto, secondo un'equa tassazione del giudice.
causa.

d) De testimoniorum fide d) Valore delle testimonianze

Can. 1253 - In aestimandis testimoniis iudex Can. 1253 - Nel valutare le testimonianze, il
requisitis, si opus est, testimonialibus litteris giudice, dopo aver richiesto se è necessario le
consideret: lettere testimoniali, consideri:

1° quae condicio sit personae quaeve 1° quale sia la condizione della persona o la
honestas; sua onestà;

2° utrum de scientia propria, praesertim de 2° se ha testimoniato di scienza propria,


visu et auditu proprio testificetur, an de sua specialmente per aver veduto o udito
opinione, de fama aut de auditu ab aliis; personalmente, oppure in base alla sua opinione,
per dicerie oppure per sentito dire da altri;

3° utrum testis constans sit et firmiter sibi 3° se il testimone è stato costante e


cohaereat an varius, incertus vel vacillans; fermamente coerente con se stesso, oppure
variabile, incerto o vacillante;

4° utrum testimonii contestes habeat aliisve 4° se ha avuto contestimoni sulla


probationis elementis confirmetur necne. testimonianza, e sia confermato da altri elementi
di prova, oppure no.

Can. 1254 - Unius testis testimonium plenam Can. 1254 - La testimonianza di un solo
fidem facere non potest, nisi agitur de teste testimone non può fare piena fede, a meno che
qualificato, qui testimonium fert de rebus ex non si tratti di un testimone qualificato che dia
officio gestis, aut rerum et personarum adiuncta testimonianza su cose fatte d’ufficio, oppure se
aliud suadent. le circostanze di cose o di persone non
suggeriscano altrimenti.

4° De peritis 4° I periti

Can. 1255 - Peritorum opera utendum est, Can. 1255 - Bisogna valersi dell’opera dei periti
quoties ex iuris vel iudicis praescripto eorum ogniqualvolta, secondo la prescrizione del diritto
examen et votum praeceptis artis vel scientiae o del giudice, sono richiesti un loro esame e
innixum requiruntur ad factum aliquod parere, fondato sulle regole dell’arte o della
comprobandum vel ad veram alicuius rei naturam scienza, per provare qualche fatto o per
dignoscendam. riconoscere la vera natura di una cosa.

Can. 1256 - Iudicis est peritos nominare auditis Can. 1256 - E' compito del giudice nominare i
vel proponentibus partibus aut, si casus fert, periti, udite le parti o su loro proposta, oppure, se
relationes ab aliis peritis iam factas assumere. è il caso, assumere relazioni già fatte da altri
periti.

Can. 1257 - Eisdem de causis ac testis etiam Can. 1257 - Anche i periti possono essere esclusi
periti excluduntur aut recusari possunt. o ricusati per le stesse cause dei testimoni.

Can. 1258 - § 1. Iudex attentis eis, quae a Can. 1258 - § 1. Il giudice, tenendo conto di
partibus forte deducuntur, singula capita decreto quanto le parti hanno eventualmente dedotto,
suo definiat, circa quae periti opera versari definisca con suo decreto i singoli punti
debeat. essenziali sui quali si deve svolgere l'opera del
perito.

§ 2. Perito remittenda sunt acta causae aliaque § 2. Al perito devono essere trasmessi gli atti
documenta et subsidia, quibus egere potest ad della causa e gli altri documenti e sussidi di cui
suum munus exsequendum. egli può aver bisogno per espletare il suo
incarico.

§ 3. Iudex ipso perito audito tempus determinet, § 3. Il giudice, udito il perito stesso, determini il
intra quod examen perficiendum est et relatio tempo entro il quale l'esame dev'essere portato a
danda. termine e consegnata la relazione.

Can. 1259 - § 1. Periti suam quisque relationem Can. 1259 - § 1. I periti facciano ciascuno la
a ceteris distinctam conficiant, nisi iudex iubet propria relazione distinta da quella di tutti gli altri,
unam fieri a singulis subscribendam; quae si fit, a meno che il giudice non decida che se ne
opinionum diversitates, si quae fuerunt, diligenter faccia una sola che dovrà essere sottoscritta dai
adnotentur. singoli; se questo viene fatto, siano
diligentemente annotate le diversità di opinioni,
qualora ce ne siano state.

§ 2. Periti debent indicare perspicue, quibus § 2. I periti devono indicare con chiarezza con
documentis vel aliis idoneis modis certiores facti quali documenti o con quali altri mezzi idonei
sint de personarum vel rerum vel locorum abbiano accertato l'identità delle persone o delle
identitate, qua via et ratione processerint in cose o dei luoghi, con quale metodo e criterio
explendo munere sibi demandato et quibus prae abbiano proceduto nell'espletare il compito loro
aliis argumentis suae conclusiones nitantur. affidato e su quali argomenti soprattutto si
fondino le loro conclusioni.

§ 3. Peritus vocari potest a iudice, ut § 3. Il perito può essere chiamato dal giudice
explicationes, quae ulterius necessariae videntur, perché fornisca le spiegazioni che sembrano
suppeditet. ulteriormente necessarie.

Can. 1260 - § 1. Iudex non peritorum tantum Can. 1260 - § 1. Il giudice ponderi accuratamente
conclusiones, etsi concordes, sed cetera quoque non solo le conclusioni dei periti, anche se
causae adiuncta attente perpendat. concordi, ma anche tutte le altre circostanze della
causa.

§ 2. Cum reddit rationes decidendi, exprimere § 2. Quando espone le ragioni della decisione,
debet, quibus argumentis motus peritorum egli deve esprimere quali argomenti lo hanno
conclusiones aut admiserit aut reiecerit. indotto o ad ammettere o a respingere le
conclusioni dei periti.

Can. 1261 - Peritis solvendae sunt expensae et Can. 1261 - Ai periti devono essere rifuse le
remuneratio a iudice ex bono et aequo spese e pagati gli onorari determinati secondo
determinandae servato iure particulari. onestà e giustizia dal giudice, osservando il diritto
particolare.

Can. 1262 - § 1. Partes possunt peritos privatos Can. 1262 - § 1. Le parti possono designare dei
a iudice approbandos designare. periti privati che devono essere approvati dal
giudice.

§ 2. Periti privati, si iudex admittit, possunt acta § 2. I periti privati, se il giudice li ammette,
causae, quatenus opus est, inspicere, possono prendere visione degli atti della causa,
exsecutioni peritiae interesse, semper autem se è necessario, partecipare all’esecuzione della
possunt suam relationem exhibere. perizia, ma sempre possono presentare la loro
relazione.

5° De accessu et de recognitione iudiciali 5° Accesso e ispezione giudiziaria

Can. 1263 - Si ad definitionem causae iudex Can. 1263 - Se per la definizione della causa il
opportunum duxit ad aliquem locum accedere vel giudice ha ritenuto opportuno di recarsi in
aliquam rem inspicere, decreto id praestituat, quo qualche luogo o di ispezionare qualche cosa, lo
ea, quae in accessu vel in recognitione iudiciali stabilisca con un decreto in cui descriva almeno
praestanda sunt, auditis partibus summatim sommariamente, udite le parti, le cose che
describat. nell’accesso e ispezione giudiziaria devono
essere messe a disposizione.

Can. 1264 - Peracti accessus vel recognitionis Can. 1264 - Dell’accesso e dell’ispezione
iudicialis documentum conficiatur. giudiziaria fatta si rediga un documento.

6° De praesumptionibus 6° Le presunzioni

Can. 1265 - Praesumptiones, quae ab ipso iure Can. 1265 - Le presunzioni che non sono stabilite
non statuuntur, iudex, ut ad iustam sententiam dal diritto stesso, il giudice le può formulare, al
deveniat, conicere potest, dummodo hoc fiat ex fine di arrivare a una giusta sentenza, purché ciò
facto certo et determinato, quod cum obiecto provenga da un fatto certo e determinato che sia
controversiae cohaeret. coerente con l’oggetto della controversia.

Can. 1266 - Qui pro se habet ea, quae ab ipso Can. 1266 - Chi ha a suo favore ciò che è
iure praesumuntur, liberatur ab onere probandi, presunto dal diritto stesso, è liberato dall'onere
quod recidit in partem adversam. della prova che ricade sulla parte avversa.

Art. VI DE CAUSIS INCIDENTIBUS Art. VI Le cause incidentali


Can. 1267 - Causa incidens habetur, quoties Can. 1267 - Si ha una causa incidentale ogni
incepta litis instantia quaestio proponitur, quae, volta che, iniziata l'istanza della lite, viene
etsi libello litis introductorio non continetur proposta una questione che, anche se non è
expresse, nihilominus ita ad causam pertinet, ut contenuta espressamente nel libello introduttorio
solvi plerumque debeat ante quaestionem della lite, tuttavia risulta così pertinente alla causa
principalem. da dover generalmente essere risolta prima della
questione principale.

Can. 1268 - Causa incidens proponitur scripto vel Can. 1268 - La causa incidentale viene proposta
ore indicato nexu, qui intercedit inter ipsam et per iscritto o a voce, indicando il nesso che
causam principalem, coram iudice competenti ad intercorre tra essa e la causa principale, davanti
causam principalem definiendam. al giudice che è competente a definire la causa
principale.

Can. 1269 - § 1. Iudex recepta petitione et auditis Can. 1269 - § 1. Il giudice, ricevuta la domanda e
partibus expeditissime definiat, utrum proposita udite le parti, definisca nel modo più veloce se la
quaestio incidens fundamentum habere videatur questione incidentale proposta sembra avere
et nexum cum causa principali an vero sit in fondamento e un nesso con la causa principale,
limine reicienda, et, si eam admittit, num talis sit oppure se non sia da respingere fin dal principio
gravitatis, ut debeat solvi per sententiam e, se l'ammette, se sia di tale gravità da dover
interlocutoriam vel per decretum. essere risolta mediante una sentenza
interlocutoria o un decreto.

§ 2. Cum vero indicat quaestionem incidentem § 2. Se invece giudica che la questione


non esse solvendam ante sententiam definitivam, incidentale non dev'essere risolta prima della
decernat, ut eiusdem ratio habeatur, cum causa sentenza definitiva, decida di tenerne conto
principalis definietur. quando sarà definita la causa principale.

Can. 1270 - § 1. Si quaestio incidens solvi debet Can. 1270 - § 1. Se la questione incidentale
per sententiam, serventur canones de iudicio dev'essere risolta mediante sentenza, si
contentioso summario, nisi attenta rei gravitate osservino i canoni sul giudizio contenzioso
aliud iudici videtur. sommario, a meno che, tenendo conto della
gravità della cosa, il giudice non ritenga
diversamente.

§ 2. Si vero solvi debet per decretum, tribunal § 2. Se invece dev'essere risolta mediante
potest rem committere auditori vel praesidi. decreto, il tribunale può affidare la cosa a un
uditore o al presidente.

Can. 1271 - Antequam finitur causa principalis, Can. 1271 - Prima che sia finita la causa
iudex vel tribunal potest decretum vel sententiam principale, il giudice o il tribunale può, per una
interlocutoriam iusta de causa revocare aut giusta causa, revocare oppure riformare il
reformare sive ad instantiam partis sive ex officio decreto o la sentenza interlocutoria, sia a istanza
auditis partibus. di una parte, sia d’ufficio, ascoltate le parti.

1° De partibus non comparentibus 1° La mancata comparizione delle parti

Can. 1272 - § 1. Si pare conventa citata non Can. 1272 - § 1. Se la parte convenuta citata non
comparuit nec idoneam absentiae excusationem è comparsa e non ha presentato una sufficiente
attulit aut non respondit ad normam can. 1190, giustificazione dell’assenza, oppure se non ha
§ 1, iudex eam decreto a iudicio absentem risposto a norma del can. 1190, § 1, il giudice la
declaret et decernat, ut causa servatis servandis dichiari con decreto assente dal giudizio e
usque ad sententiam definitivam eiusque stabilisca che la causa, osservando quanto
exsecutionem procedat. dev’essere osservato, proceda fino alla sentenza
definitiva e alla sua esecuzione.
§ 2. Antequam hoc decretum fertur, debet etiam § 2. Prima che sia emesso questo decreto, deve
per novam citationem, si opus est, constare constare, anche per mezzo di una nuova
citationem legitime factam ad partem conventam citazione, se è necessario, che la citazione fu
tempore utili pervenisse. fatta legittimamente ed è pervenuta in tempo utile
alla parte convenuta.

Can. 1273 - § 1. Si pars conventa deinde in Can. 1273 - § 1. Se la parte convenuta in seguito
iudicio se sistit aut responsum dedit ante causae si presenta in giudizio, oppure se ha dato risposta
definitionem, conclusiones et probationes afferre prima della definizione della causa, può addurre
potest firmo can. 1283; caveat autem iudex, ne conclusioni e prove, fermo restando il can. 1283;
de industria in longiores et non necessarias tuttavia il giudice si guardi bene che il giudizio
moras iudicium protrahatur. non si protragga di proposito con ritardi troppo
lunghi e non necessari.

§ 2. Etsi pars conventa non comparuit aut § 2. Anche se la parte convenuta non è
responsum non dedit ante causae definitionem, comparsa oppure non ha dato risposta prima
impugnationibus uti potest adversus sententiam; della definizione della causa, può fare uso delle
si vero probat se legitimo impedimento fuisse impugnazioni contro la sentenza; se però prova
detentam, quod sine sua culpa antea che è stata trattenuta da un legittimo
demonstrare non potuit, querela nullitatis uti impedimento, che non ha potuto dimostrare
potest. precedentemente senza propria colpa, può
servirsi della querela di nullità.

Can. 1274 - Si die et hora ad litis contestationem Can. 1274 - Se l'attore non è comparso nel
praestitutis actor neque comparuit neque giorno e nell'ora prestabiliti per la contestazione
idoneam excusationem attulit: della lite e non ha addotto una sufficiente
giustificazione:

1° iudex eum citet iterum; 1° il giudice lo citi una seconda volta;

2° si actor novae citationi non paruit, 2° se l'attore non ha obbedito alla nuova
praesumitur litis instantiae renuntiavisse; citazione, si presume che abbia rinunciato
all'istanza della lite;

3° si vero postea in processu intervenire vult, 3° se invece in seguito vuol intervenire nel
servetur can. 1273. processo, si osservi il can. 1273.

Can. 1275 - § 1. Pars absens a iudicio, quae Can. 1275 - § 1. La parte assente dal giudizio
iustum impedimentum non probavit, tenetur che non abbia dimostrato un giusto impedimento,
obligatione solvendi expensas iudiciales, quae ob ha l’obbligo di pagare le spese giudiziarie che
ipsius absentiam factae sunt, necnon, si opus sono state fatte per la sua assenza, come pure,
est, indemnitatem alteri parti praestandi. se è necessario, di indennizzare l’altra parte.

§ 2. Si et actor et pars conventa fuerunt absentes § 2. Se sono stati assenti dal giudizio sia l’attore
a iudicio, uterque per se ipse respondet, ut sia la parte convenuta, l’uno e l’altro risponde
integrae expensae iudiciales solvantur. per se stesso per il pagamento di tutte le spese
giudiziarie.

2° De interventu tertii in causa 2° L’intervento di un terzo nella causa

Can. 1276 - § 1. Is, cuius interest, admitti potest Can. 1276 - § 1. Chi ne abbia interesse, può
ad interveniendum in causa in quolibet gradu essere ammesso a intervenire nella causa in
iudicii sive ut pars, quae proprium ius defendit, qualunque grado del giudizio, sia come parte che
sive accessorie ad aliquam partem adiuvandam. difende il proprio diritto, sia accessoriamente per
aiutare una delle parti.

§ 2. Sed ut admittatur, debet ante conclusionem § 2. Ma per essere ammesso deve esibire al
in causa libellum iudici exhibere, in quo breviter giudice, prima della conclusione nella causa, un
suum ius interveniendi demonstret. libello nel quale dimostri brevemente il suo diritto
di intervenire.

§ 3. Qui intervenit in causa, admittendus est in eo § 3. Chi interviene nella causa deve essere
statu iudicii, in quo causa reperitur, assignato ammesso in quello stato del giudizio nel quale si
eidem brevi ac peremptorio termino ad trova la causa, dopo che gli è stato assegnato un
probationes suas exhibendas, si causa ad termine breve e perentorio per esibire le sue
periodum probatoriam pervenit. prove, se la causa è giunta alla fase probatoria.

Can. 1277 - Tertium, cuius interventus videtur Can. 1277 - Il giudice, ascoltate le parti, deve
necessarius, iudex auditis partibus debet in chiamare in giudizio il terzo, il cui intervento
iudicium vocare. sembra necessario.

3° De attentatis lite pendente 3° Gli attentati mentre è in corso una lite

Can. 1278 - Attentatum est actus, quo, lite Can. 1278 - L’attentato è un atto col quale,
pendente, ab una parte adversus alteram vel a mentre è in corso una lite, si cambia qualcosa da
iudice adversus alterutram vel utramque aliquid una parte contro l’altra, o dal giudice contro una
innovatur in praeiudicium partis et ea dissentiente delle due parti o contro entrambe con pregiudizio
sive circa materiam iudicii sive circa iura di una parte e contro la sua volontà, sia nei
processualia, nisi ipso iure innovatio admittitur. riguardi della materia del giudizio, sia circa i diritti
processuali, a meno che il cambiamento sia
ammesso dal diritto stesso.

Can. 1279 - Attentatum est ipso iure nullum, Can. 1279 - L'attentato è nullo per il diritto stesso,
quare iudex decernere debet eius revocationem; perciò il giudice deve disporne la revoca; ma
sanatur tamen ipso iure, si intra mensem a die viene sanato dal diritto stesso se, entro un mese
habitae notitiae de attentato computandum che va computato dal giorno in cui si è avuto
quaestio de eo iudici non proponitur. notizia dell'attentato, non se ne propone la
questione al giudice.

Can. 1280 - Quaestiones de attentatis Can. 1280 - Le questioni circa gli attentati devono
expeditissime definiendae sunt a iudice causae essere definite il più presto possibile dal giudice
principalis, si pars attentatum patravit; si vero della causa principale se l'attentato l'ha compiuto
ipse iudex attentatum patravit, a tribunali una parte; se invece l'ha compiuto lo stesso
appellationis. giudice, dal tribunale d'appello.

Art. VII DE ACTORUM PUBLICATIONE, DE Art. VII La pubblicazione degli atti, la conclusione
CONCLUSIONE IN CAUSA ET DE CAUSAE nella causa e la discussione della causa
DISCUSSIONE

Can. 1281 - § 1. Acquisitis probationibus iudex Can. 1281 - § 1. Acquisite le prove, il giudice
decreto partibus et earum advocatis permittere deve con decreto permettere alle parti e ai loro
debet sub poena nullitatis, ut acta nondum eis avvocati, sotto pena di nullità, di prendere visione
nota apud tribunalis cancellariam inspiciant; quin presso la cancelleria del tribunale degli atti non
etiam advocatis id petentibus dari potest actorum ancora ad essi noti; anzi, agli avvocati che lo
exemplar; in causis vero, quae ad bonum chiedono, può essere data una copia degli atti;
publicum spectant, iudex ad gravissima pericula nelle cause, poi, che riguardano il bene pubblico,
evitanda aliquod actum nemini manifestandum il giudice può anche, al fine di evitare gravissimi
esse decernere potest, cauto tamen, ut ius pericoli, decidere che qualche atto non sia
defensionis semper integrum maneat. manifestato ad alcuno, garantendo tuttavia che il
diritto di difesa resti sempre integro.

§ 2. Ad probationes complendas partes possunt § 2. Per completare le prove, le parti possono


alias iudici proponere; quibus, si iudex proporne delle altre al giudice; acquisitele, se il
necessarium duxit, acquisitis iterum est locus giudice lo ritiene necessario, di nuovo ha luogo il
decreto, de quo in § 1. decreto di cui al § 1.

Can. 1282 - § 1. Expletis omnibus, quae ad Can. 1282 - § 1. Espletato tutto quello che
probationes producendas pertinent, ad riguarda la produzione delle prove, si perviene
conclusionem in causa devenitur. alla conclusione nella causa.

§ 2. Haec conclusio habetur, quoties aut partes § 2. Questa conclusione si ha ogniqualvolta o le


declaraverunt se nihil aliud adducendum habere parti abbiano dichiarato di non aver più nulla da
aut utile proponendis probationibus tempus a aggiungere, oppure quando sia trascorso il tempo
iudice praestitutum elapsum est aut iudex utile stabilito dal giudice per proporre le prove,
declaravit se causam satis instructam habere. oppure se il giudice dichiari di ritenere che la
causa è sufficientemente istruita.

§ 3. De peracta conclusione in causa, § 3. Sul fatto della conclusione nella causa, in


quocumque modo ea accidit, iudex decretum qualunque modo essa sia avvenuta, il giudice
ferat. emetta un decreto.

Can. 1283 - § 1. Post conclusionem in causa Can. 1283 - Dopo la conclusione nella causa il
iudex potest adhuc eosdem testes vel alios giudice può ancora chiamare gli stessi testimoni
vocare aut alias probationes, quae antea non o altri, oppure disporre altre prove che prima non
sunt petitae, disponere tantummodo: sono state chieste, soltanto:

1° in causis, in quibus agitur de solo bono 1° nelle cause in cui si tratta del solo bene
privato partium, si omnes partes consentiunt; privato delle parti, se tutte le parti consentono;

2° in ceteris causis, auditis partibus et 2° in tutte le altre cause, dopo aver ascoltato
dummodo gravis exstet ratio itemque quodlibet le parti e purché vi sia una grave ragione e inoltre
fraudis vel subornationis periculum removeatur; sia allontanato ogni pericolo di frode o di
subornazione;

3° in omnibus causis, quoties veri simile est, 3° in tutte le cause, ogniqualvolta sia
nisi probatio nova admittitur, sententiam iniustam verosimile che, se non si ammette una nuova
futuram esse propter rationes, de quibus in prova, la sentenza sarà ingiusta per le ragioni di
can. 1326, § 2, nn. 1 - 3. cui al can. 1326, § 2, nn. 1-3.

§ 2. Potest autem iudex iubere vel admittere, ut § 2. Il giudice però può ordinare o ammettere che
exhibeatur documentum, quod forte antea sine sia esibito un documento che, senza colpa
culpa eius, cuius interest, exhiberi non potuit. dell'interessato, in precedenza casualmente non
potè essere esibito.

§ 3. Novae probationes publicentur servato § 3. Le nuove prove siano pubblicate,


can. 1281, § 1. osservando il can. 1281, § 1.

Can. 1284 - Facta conclusione in causa iudex Can. 1284 - Fatta la conclusione nella causa, il
congruum spatium temporis praestituat ad giudice prestabilisca un adeguato spazio di
defensiones vel animadversiones exhibendas. tempo per esibire le difese o le osservazioni.

Can. 1285 - § 1. Defensiones et animadversiones Can. 1285 - § 1. Le difese e le osservazioni


scripto dandae sunt, nisi disputationem pro devono essere date per iscritto, a meno che il
tribunali sedente iudex partibus consentientibus giudice, col consenso delle parti, non ritenga
satis esse censet. sufficiente il dibattimento nella seduta del
tribunale.

§ 2. Si defensiones cum praecipuis documentis § 2. Se le difese con i principali documenti si


typis imprimuntur, praevia iudicis licentia stampano, si richiede la licenza previa del
requiritur salva secreti obligatione, si qua est. giudice, salvo restando l'obbligo del segreto, se
esiste.

§ 3. Circa extensionem defensionum, numerum § 3. Per quanto riguarda l'ampiezza delle difese,
exemplarium aliaque huiusmodi adiuncta il numero delle copie e altre simili circostanze, si
serventur statuta tribunalis. osservino gli statuti del tribunale.

Can. 1286 - § 1. Communicatis vicissim Can. 1286 - § 1. Scambiate vicendevolmente le


defensionibus atque animadversionibus utrique difese e le osservazioni, è consentito a entrambe
parti responsiones exhibere licet intra breve le parti di esibire le risposte entro un breve tempo
tempus a iudice praestitutum. prestabilito dal giudice.

§ 2. Hoc ius partibus semel tantum est, nisi iudici § 2. Questo diritto spetta alle parti una sola volta,
gravi de causa iterum videtur esse a meno che non sembri bene al giudice di
concedendum; tunc autem concessio uni parti concederlo una seconda volta per una grave
facta alteri quoque data censeatur. causa; ma allora la concessione fatta a una sola
parte s'intenda data anche all'altra.

§ 3. Promotor iustitiae et defensor vinculi ius § 3. Il promotore di giustizia e il difensore del


habent iterum replicandi partium responsionibus. vincolo hanno il diritto di replicare di nuovo alle
risposte delle parti.

Can. 1287 - § 1. Omnino prohibentur partium vel Can. 1287 - § 1. Sono assolutamente proibite le
advocatorum vel etiam aliorum informationes informazioni delle parti o degli avvocati o di altri,
iudici datae, quae maneant extra acta causae. date al giudice che rimangono fuori dagli atti della
causa.

§ 2. Si causae discussio scripto facta est, iudex § 2. Se la discussione della causa è stata fatta
potest statuere, ut moderata disputatio fiat ore per iscritto, il giudice può stabilire che vi sia,
pro tribunali sedente ad quaestiones nonnullas durante la seduta del tribunale, un moderato
illustrandas. dibattimento orale per chiarire alcune questioni.

Can. 1288 - Disputationi orali, de qua in cann. Can. 1288 - Al dibattimento orale di cui ai cann.
1285, § 1 et 1287, § 2, assistat notarius, ut, si 1285, § 1 e 1287, § 2 deve assistere il notaio
iudex praecipit aut pars postulat et iudex affinché, se il giudice lo ordina, oppure se lo
consentit, de disceptatis et conclusis scripto chiede una parte e il giudice lo consente, possa
statim referre poseit. redigere subito il verbale delle discussioni e
conclusioni.

Can. 1289 - Si partes parare sibi tempore utili Can. 1289 - Se le parti hanno trascurato di
praestituto defensionem neglexerunt aut se preparare la difesa nel tempo utile loro
remittunt iudicis scientiae et conscientiae, iudex, prestabilito oppure se si rimettono alla scienza e
si ex actis et probatis rem habet plane alla coscienza del giudice, il giudice se dagli atti e
perspectam, potest statim sententiam pronuntiare dalle prove ritenga compiutamente esaminata la
requisitis tamen animadversionibus promotoris causa, può pronunciare subito la sentenza, dopo
iustitia et defensoris vinculi, si iudicio intersunt. aver richiesto però le osservazioni del promotore
di giustizia e del difensore del vincolo, se
intervengono nel giudizio.

Art. VIII DE IUDICIS PRONUNTIATIONIBUS Art. VIII I pronunciamenti del giudice

Can. 1290 - Causa iudiciali modo pertractata, si Can. 1290 - Una causa trattata per via
est principalis, definitur a iudice per sententiam giudiziaria, se è principale, è definita dal giudice
definitivam; si est incidens, per sententiam con sentenza definitiva; se è incidentale, con
interlocutoriam firmo can. 1269, § 1. sentenza interlocutoria, fermo restando il
can. 1269, § 1.

Can. 1291 - § 1. Ad pronuntiationem cuiuslibet Can. 1291 - § 1. Per il pronunciamento di


sententiae requiritur in iudicis animo moralis qualsiasi sentenza è richiesta nell'animo del
certitudo circa rem sententia definiendam. giudice la certezza morale circa la cosa che
dev'essere definita con la sentenza.

§ 2. Hanc certitudinem iudex haurire debet ex § 2. Il giudice deve attingere questa certezza
actis et probatis. dagli atti e dalle prove.

§ 3. Probationes autem aestimare iudex debet ex § 3. Il giudice deve però valutare le prove nella
sua conscientia firmis praescriptis legis de sua coscienza, ferme restando le disposizioni
quarundam probationum efficacia. della legge sull'efficacia di talune prove.

§ 4. Iudex, qui eam certitudinem adipisci non § 4. Il giudice che non ha potuto raggiungere
potuit, pronuntiet non constare de iure actoris et quella certezza, si pronunci che non consta del
partem conventam absolutam dimittat, nisi agitur diritto dell'attore e mandi assolta la parte
de causa favore iuris fruente, quo in casu pro convenuta, a meno che non si tratti di una causa
eadem pronuntiandum est. che gode il favore del diritto, nel qual caso deve
pronunciarsi a favore della medesima.

Can. 1292 - § 1. In tribunali collegiali, quo die et Can. 1292 - § 1. Nel tribunale collegiale, il
hora iudices ad deliberandum conveniant, collegii presidente del collegio stabilisca in quale giorno e
praeses statuat et, nisi specialis causa aliud ora i giudici devono ritrovarsi per deliberare e, a
suadet, in ipsa sede tribunalis conventus meno che una causa speciale non consigli
habeatur, cui nemo praeter collegii iudices diversamente, la riunione si tenga nella sede
adesse potest. stessa del tribunale, nella quale nessuno può
essere presente all'infuori dei giudici del collegio.

§ 2. Assignato conventui die singuli iudices § 2. Nel giorno fissato per la riunione, i singoli
scripto, sed reticito nomine afferant conclusiones giudici portino le loro conclusioni per iscritto, ma
suas in merito causae et rationes tam in iure senza il proprio nome, sul merito della causa e le
quam in facto, quibus ad conclusionem suam ragioni tanto in diritto quanto in fatto, in base alle
venerunt; quae conclusiones cum notula de quali sono giunti alla loro conclusione; queste
earum authenticitate ab omnibus iudicibus conclusioni, unitamente a una noticina sulla loro
subscripta actis causae adiungantur secreto autenticità sottoscritta da tutti i giudici, vengano
servandae firma § 4. aggiunte agli atti della causa, da conservare sotto
segreto, fermo restando il § 4.

§ 3. Prolatis ex ordine singulorum iudicum § 3. Esposte ordinatamente le conclusioni dei


conclusionibus secundum praecedentiam, ita singoli giudici secondo la precedenza, ma in
tamen, ut semper a causae ponente initium fiat, modo tale che si cominci sempre dal ponente
habeatur discussio sub tribunalis praesidis ductu, della causa, si faccia la discussione sotto la guida
praesertim ut constabiliatur, quid statuendum sit del presidente del tribunale, soprattutto per
in parte dispositiva sententiae. stabilire insieme che cosa si deve decidere nella
parte dispositiva della sentenza.

§ 4. In discussione autem unicuique licet a § 4. Nella discussione però è consentito a


pristina sua conclusione recedere; iudex vero, qui ciascuno di recedere dalla sua precedente
ad decisionem aliorum accedere noluit, exigere conclusione; ma il giudice che non ha voluto
potest, ut, si fit appellatio, conclusiones omnium accedere alla decisione degli altri può esigere
iudicum reticitis nominibus ad tribunal superius che, se si fa l'appello, le conclusioni di tutti i
mittantur. giudici siano inviate al tribunale superiore
tacendo i nomi.

§ 5. Si vero indices in prima discussione ad § 5. Se però i giudici nella prima discussione non
sententiam devenire aut nolunt aut non possunt, vogliono oppure non possono giungere alla
differri potest decisio ad novum conventum non sentenza, la decisione può essere differita a una
tamen ultra hebdomadam, nisi ad normam nuova riunione, ma non oltre una settimana, a
can. 1283 complenda est causae instructio. meno che l'istruzione della causa non debba
essere completata a norma del can. 1283.

Can. 1293 - § 1. Si iudex est unicus, ipse Can. 1293 - § 1. Se il giudice è unico, egli stesso
sententiam redigit. redige la sentenza.

§ 2. In tribunali collegiali sententia redigenda est § 2. Nel tribunale collegiale la sentenza


desumendo motiva ex eis, quae singuli iudices in dev'essere redatta desumendo le motivazioni da
discussione attulerunt, nisi a maiore numero quelle che i singoli giudici hanno portato nella
iudicum definita sunt motiva praeferenda; discussione, a meno che le motivazioni da
sententia deinde singulorum iudicum approbationi preferire non siano state definite a maggioranza
subicienda est. di voti; la sentenza quindi dev'essere sottoposta
all'approvazione dei singoli giudici.

§ 3. Sententia edenda est non ultra mensem § 3. La sentenza dev'essere pubblicata non oltre
computandum a die, quo causa definita est, nisi un mese da computare dal giorno nel quale la
in tribunali collegiali iudices gravi ex ratione causa fu definita, a meno che i giudici nel
longius tempus praestituerunt. tribunale collegiale non abbiano prestabilito un
tempo più lungo per una grave ragione.

Can. 1294 - Sententia debet: Can. 1294 - La sentenza deve:

1° definire controversiam coram tribunali 1° definire la controversia discussa davanti al


agitatam data singulis dubiis congrua tribunale dando ai singoli dubbi una conveniente
responsione; risposta;

2° definire, quae sint partium obligationes ex 2° definire quali siano gli obblighi delle parti
iudicio ortae et quomodo implendae sint; sorti dal giudizio e in quale modo devono essere
adempiuti;

3° exponere rationes seu motiva tam in iure 3° esporre le ragioni, cioè le motivazioni tanto
quam in facto, quibus pars dispositiva sententiae in diritto quanto in fatto, sulle quali è fondata la
innititur; parte dispositiva della sentenza;

4° statuere de expensis iudicialibus. 4° stabilire le spese giudiziarie.

Can. 1295 - § 1. Sententia post divini Nominis Can. 1295 - § 1. E' necessario che la sentenza,
invocationem exprimat oportet ex ordine, quis sit dopo l'invocazione del nome di Dio, esprima per
iudex aut quid tribunal, quis sit actor, pars ordine chi sia il giudice oppure il tribunale, chi sia
conventa, procurator, nominibus et domiciliis l'attore, la parte convenuta, il procuratore,
accurate designatis, promotor iustitiae, defensor indicando accuratamente i nomi e domicilii, chi
vinculi, si partem in iudicio habuerunt. sia il promotore di giustizia, il difensore del
vincolo, se parteciparono al giudizio.

§ 2. Referre postea debet breviter facti speciem § 2. Deve quindi riferire brevemente la fattispecie
cum partium conclusionibus et formula dubiorum. con le conclusioni delle parti e la formulazione dei
dubbi.

§ 3. Haec subsequatur pars dispositiva § 3. A questo faccia seguito la parte dispositiva


sententiae praemissis rationibus, quibus innititur. della sentenza, dopo aver premesso le ragioni sui
cui si fonda.

§ 4. Claudatur cum indicatione loci et diei, in § 4. Si concluda con l'indicazione del luogo e del
quibus lata est, et cum subscriptione iudicis vel, giorno nei quali è stata pronunciata e con la
si de tribunali collegiali agitur, omnium iudicum et sottoscrizione del giudice o, se si tratta di
notarii. tribunale collegiale, di tutti i giudici e del notaio.
Can. 1296 - Normae de sententia definitiva Can. 1296 - Le norme stabilite sulla sentenza
statutae valent congrua congruis referendo etiam definitiva volgono anche, con gli opportuni
de sententia interlocutoria. riferimenti, per la sentenza interlocutoria.

Can. 1297 - Sententia quam primum intimetur Can. 1297 - La sentenza sia intimata al più
indicatis terminis, intra quos appellatio a presto indicando i termini entro i quali si può
sententia interponi potest, neque ante interporre l'appello contro la sentenza; essa non
intimationem vini ullam habet, etsi pars ha alcun valore prima dell'intimazione, anche se
dispositiva sententiae iudice permittente partibus la parte dispositiva della sentenza, col permesso
notificata est. del giudice, è stata notificata alle parti.

Can. 1298 - Intimatio sententiae fieri potest vel Can. 1298 - L'intimazione della sentenza può
tradendo exemplar sententiae partibus vel earum essere fatta o consegnando alle parti o ai loro
procuratoribus aut eisdem mittendo idem procuratori una copia della sentenza, oppure
exemplar ad normam can. 1192. inviando alle medesime la copia stessa, a norma
del can. 1192.

Can. 1299 - § 1. Si in textu sententiae aut error Can. 1299 - § 1. Se nel testo della sentenza è
irrepsit in calculos aut error materialis accidit in sfuggito o un errore di calcolo, oppure è capitato
transcribenda parte dispositiva sententiae vel in un errore materiale nella trascrizione della parte
factis vel partium petitionibus referendis aut dispositiva della sentenza o nel riferire i fatti o
omissa sunt ea, quae can. 1295, § 4 requirit, nelle richieste delle parti, oppure è stato omesso
sententia ab ipso tribunali, quod eam tulit, corrigi ciò che è richiesto dal can. 1295, § 4, la sentenza
vel compleri debet sive ad instantiam partis sive deve essere corretta o completata dallo stesso
ex officio, semper tamen auditis partibus et tribunale che l'ha emessa, sia su istanza di una
decreto ad calcem sententiae apposito. parte sia d'ufficio, ma sempre dopo aver ascoltato
le parti e con decreto apposto in calce alla
sentenza.

§ 2. Si qua pars refragatur, quaestio incidens § 2. Se una parte fa opposizione, la questione


decreto definiatur. incidentale venga definita con decreto.

Can. 1300 - Ceterae iudicis pronuntiationes Can. 1300 - Tutti gli altri pronunciamenti del
praeter sententiam sunt decreta, quae, si mere giudice al di fuori della sentenza sono decreti
ordinatoria non sunt, vim non habent, nisi saltem che, se non sono puramente ordinatori, non
summarie motiva exprimunt vel ad motiva in alio hanno valore se non esprimono almeno
actu expressa remittunt. sommariamente le motivazioni o non rinviino a
motivazioni espresse in un altro atto.

Can. 1301 - Sententia interlocutoria vel decretum Can. 1301 - Una sentenza interlocutoria o un
vim sententiae definitivae habent, si iudicium decreto hanno il valore di una sentenza definitiva
impediunt vel ipsi iudicio aut alicui ipsius gradui se impediscono il giudizio o se pongono fine al
finem ponunt, quod attinet ad aliquam saltem giudizio stesso, oppure a qualche grado dello
partem in causa. stesso, almeno per quanto riguarda una delle
parti in causa.

Art. IX DE IMPUGNATIONE SENTENTIAE Art. IX Impugnazione della sentenza

1° De querela nullitatis contra sententiam 1° Querela di nullità contro una sentenza

Can. 1302 - Si agitur de causa, quae privatorum Can. 1302 - Se si tratta di una causa che
solummodo interest, nullitas actuum iudicialium interessa solo i privati, la nullità degli atti
iure statuta, quae, cum esset nota parti querelam giudiziari che, pur essendo nota alla parte che ha
nullitatis proponenti, non est ante sententiam proposto la querela di nullità, non è stata
iudici denuntiata, per ipsam sententiam sanatur denunciata al giudice prima della sentenza, viene
firmis cann. 1303 et 1304. sanata dalla sentenza stessa, fermi restando i
cann. 1303 e 1304.

Can. 1303 - § 1. Sententia vitio insanabilis Can. 1303 - § 1. La sentenza è viziata di nullità
nullitatis laborat, si: insanabile se:

1° lata est a iudice absolute incompetenti; 1° è stata emessa da un giudice la cui


incompetenza è assoluta;

2° lata est ab eo, qui caret potestate iudicandi 2° è stata emessa da uno che è privo della
in tribunali, in quo causa definita est; potestà di giudicare nel tribunale nel quale la
causa è stata definita;

3° iudex vi vel metu gravi coactus sententiam 3° il giudice ha emesso la sentenza costretto
tulit; da violenza o da grave timore;

4° iudicium factum est sine petitione iudiciali, 4° il giudizio fu fatto senza la domanda
de qua in can. 1104, § 2, vel non institutum est giudiziale di cui nel can. 1104, § 2, o se non fu
adversus aliquam partem conventam; istituito contro qualche parte convenuta;

5° lata est inter partes, quarum altera saltem 5° è stata emessa tra parti di cui almeno una
non habet personam standi in iudicio; non aveva capacità di stare in giudizio;

6° quis nomine alterius egit sine legitimo 6° qualcuno ha agito in nome di un altro
mandato; senza il legittimo mandato;

7° ius defensionis alterutri parti denegatum 7° il diritto di difesa è stato negato all’una o
est; all’altra parte;

8° controversia ne ex parte quidem definita 8° la controversia non è stata definita neppure


est. parzialmente.

§ 2. His in casibus querela nullitatis proponi § 2. In questi casi la querela di nullità può essere
potest per modum exceptionis in perpetuum, per proposta a modo di eccezione in perpetuo, a
modum vero actionis coram iudice, qui modo di azione, invece, davanti al giudice che ha
sententiam tulit, intra decem annos ab intimatione ammesso la sentenza, entro dieci anni da
sententiae computandos. computare dall’intimazine della sentenza.

Can. 1304 - § 1. Sententia vitio sanabilis nullitatis Can. 1304 - § 1. La sentenza è viziata di nullità
dumtaxat laborat, si: sanabile soltanto se:

1° lata est a non legitimo numero iudicum 1° è stata emessa da un numero non legittimo
contra praescriptum can. 1084; di giudici, contro la prescrizione del can. 1084;

2° motiva seu rationes decidendi non 2° non contiene le motivazioni, cioè le ragioni
continet; della decisione;

3° subscriptionibus caret iure praescriptis; 3° manca delle firme prescritte dal diritto;

4° non refert indicationem loci, anni, mensis 4° non riporta l'indicazione del luogo, anno,
et diei, in quibus lata est; mese e giorno in cui fu emessa;

5° actu indiciali nullo innititur, cuius nullitas 5° è fondata su un atto giudiziario nullo, la cui
non est ad normam can. 1302 sanata; nullità non è stata sanata a norma del can. 1302;

6° lata est contra partem legitime absentem 6° è stata emessa contro una parte
secundum can. 1273, § 2. legittimamente assente secondo il can. 1273, § 2.

§ 2. His in casibus querela nullitatis proponi § 2. In questi casi la querela di nullità può essere
potest intra tres menses ab intimatione proposta entro tre mesi, da computare
sententiae computandos. dall'intimazione della sentenza.

Can. 1305 - De querela nullitatis videt iudex, qui Can. 1305 - Della querela di nullità si occupa il
sententiam tulit; si vero pars veretur, ne hic iudex giudice che ha emesso la sentenza; ma se una
praeoccupatum animum habeat, ideoque eum parte teme che questo giudice sia prevenuto e
suspectum existimat, exigere potest, ut alius perciò lo ritenga sospetto, può esigere che sia
iudex in eius locum subrogetur ad normam sostituito da un altro giudice a norma del
can. 1108. can. 1108.

Can. 1306 - Querela nullitatis proponi potest una Can. 1306 - La querela di nullità può essere
cum appellatione intra terminum ad proposta assieme all'appello entro il termine
appellationem statutum. stabilito per l'appello.

Can. 1307 - § 1. Querelam nullitatis proponere Can. 1307 - § 1. Possono proporre la querela di
possunt non solum partes, quae se gravatas nullità non solo le parti che si ritengono
putant, sed etiam promotor iustitiae aut defensor danneggiate, ma anche il promotore di giustizia
vinculi, quoties ipsis ius est interveniendi. oppure il difensore del vincolo, ogniqualvolta essi
hanno il diritto d'intervenire.

§ 2. Ipse iudex potest ex officio sententiam § 2. Il giudice può ritrattare d'ufficio la sentenza
nullam a se latam retractare vel emendare intra nulla che egli ha emesso o emendarla entro i
terminos ad agendum in cann. 1303, § 2 et 1304, termini stabiliti per agire nei can. 1303, § 2 e
§ 2 statutos, nisi interea appellatio una cum 1304, § 2, a meno che nel frattempo non sia stato
querela nullitatis interposita est. interposto appello assieme alla querela di nullità.

Can. 1308 - Causae de querela nullitatis Can. 1308 - Le cause sulla querela di nullità
secundum canones de iudicio contentioso possono essere trattate secondo i canoni sul
summario tractari possunt. giudizio contenzioso sommario.

2° De appellatione 2° L’appello

Can. 1309 - Pars, quae aliqua sententia se Can. 1309 - La parte che si ritiene danneggiata
gravatam putat, itemque promotor iustitiae et dalla sentenza, come pure il promotore di
defensor vinculi in causis, in quibus eorum giustizia e il difensore del vincolo nelle cause in
praesentia requiritur, ius habent a sententia cui è richiesta la loro presenza, hanno il diritto di
appellandi ad iudicem superiorem salvo appellare contro la sentenza presso il giudice
can. 1310. superiore salvo restando il can. 1310.

Can. 1310 - Non est locus appellationi: Can. 1310 - Non si dà luogo all’appello:

1° a sententia ipsius Romani Pontificis vel 1° contro una sentenza del Romano Pontefice
Signaturae Apostolicae; stesso o della Segnatura Apostolica;

2° a sententia vitio nullitatis infecta, nisi 2° contro una sentenza viziata di nullità, a
cumulatur cum querela nullitatis ad normam meno che non sia cumulata con la querela di
can. 1306; nullità a norma del can. 1306;

3° a sententia, quae in rem iudicatam transiit; 3° contro una sentenza passata in giudicato;

4° a iudicis decreto vel a sententia 4° contro un decreto del giudice o contro una
interlocutoria, quae non habent vim sententiae sentenza interlocutoria che non ha valore di
definitivae, nisi cumulatur cum appellatione a sentenza definitiva, a meno che non sia cumulata
sententia definitiva; con l’appello contro una sentenza definitiva;

5° a sententia vel a decreto in causa, de qua 5° contro una sentenza o un decreto in una
ius cavet rem expeditissime esse definiendam. causa nella quale il diritto dispone che si deve
definire il più presto possibile.

Can. 1311 - § 1. Appellatio interponi debet coram Can. 1311 - § 1. L'appello deve essere interposto
iudice, a quo sententia lata est, intra davanti al giudice dal quale è stata emessa la
peremptorium terminum quindecim dierum utilium sentenza, entro il termine perentorio di quindici
ab intimatione sententiae computandum. giorni utili da computare dall'intimazione della
sentenza.

§ 2. Si ore fit, notarius eam scripto coram ipso § 2. Se viene fatto a voce, il notaio lo rediga per
appellante redigat. iscritto davanti allo stesso appellante.

Can. 1312 - A delegato non datur appellatio ad Can. 1312 - Dal delegato non si dà appello al
delegantem, sed ad eius immediatum delegante, ma al suo immediato superiore, a
superiorem, nisi delegans est ipsa Sedes meno che il delegante non sia la stessa Sede
Apostolica. Apostolica.

Can. 1313 - Si quaestio oritur de iure appellandi, Can. 1313 - Se sorge la questione sul diritto di
tribunal appellationis rem expeditissime definiat appello, il tribunale di appello definisca la cosa
secundum canones de iudicio contentioso con la massima celerità secondo i canoni del
summario. giudizio contenzioso sommario.

Can. 1314 - Appellatio prosequenda est coram Can. 1314 - L'appello dev'essere proseguito
iudice, ad quem dirigitur, intra mensem ab eius davanti al giudice al quale è diretto, entro un
interpositione computandum, nisi iudex, a quo mese da computare dalla sua interposizione, a
sententia lata est, longius tempus ad eam meno che il giudice dal quale è stata emessa la
prosequendam parti praestituit. sentenza non abbia prestabilito alla parte un
tempo più lungo per la prosecuzione.

Can. 1315 - § 1. Ad prosequendam Can. 1315 - § 1. Per proseguire l'appello si


appellationem requiritur et sufficit, ut pars richiede ed è sufficiente che la parte invochi il
ministerium iudicis superioris invocet ad ministero del giudice superiore per la correzione
impugnatae sententiae emendationem adiuncto della sentenza impugnata, aggiungendo una
exemplari huius sententiae et indicatis copia di questa sentenza e indicando le ragioni
appellationis rationibus. dell'appello.

§ 2. Interea iudex, a quo sententia lata est, debet § 2. Nel frattempo il giudice dal quale è stata
actorum exemplar fide facta a notario de eius emessa la sentenza deve inviare una copia degli
authenticitate ad tribunal superius mittere; si acta atti, con la dichiarazione del notaio sulla loro
scripta sunt lingua tribunali appellationis ignota, autenticità, al tribunale superiore; se gli atti sono
vertantur in aliam eidem tribunali cognitam scritti in una lingua sconosciuta al tribunale
cautelis adhibitis, ut de fideli versione constet. d'appello, siano tradotti in un'altra conosciuta
dallo stesso tribunale, usando le garanzie perché
consti di una traduzione fedele.

Can. 1316 - Inutiliter elapsis terminis appellatoriis Can. 1316 - Trascorsi inutilmente i termini
sive coram iudice, a quo sententia lata est, sive appellatori sia davanti al giudice che ha emesso
coram iudice, ad quem appellatio dirigitur, haec la sentenza sia davanti al giudice al quale è
deserta censetur. diretto l'appello, esso è ritenuto abbandonato.

Can. 1317 - § 1. Appellans potest appellationi Can. 1317 - § 1. L'appellante può rinunciare
renuntiare cum effectibus, de quibus in all'appello con gli effetti di cui nel can. 1206.
can. 1206.

§ 2. Si appellatio interposita est a defensore § 2. Se l'appello è stato interposto dal difensore


vinculi vel a promotore iustitiae, renuntiatio fieri del vincolo o dal promotore di giustizia, la
potest, nisi aliter iure communi cavetur, a rinuncia può essere fatta, a meno che il diritto
defensore vinculi vel a promotore iustitiae comune non disponga diversamente, dal
tribunalis appellationis. difensore del vincolo o dal promotore di giustizia
del tribunale d'appello.

Can. 1318 - § 1. Appellatio facta ab actore Can. 1318 - § 1. L'appello fatto dall'attore giova
prodest etiam parti conventae et vicissim. anche per la parte convenuta e viceversa.

§ 2. Si plures sunt partes conventae vel actores § 2. Se le parti convenute o gli attori sono
et ab uno vel contra unum tantum ex ipsis parecchi e la sentenza è impugnata da uno o
sententia impugnatur, impugnatio censetur ab contro uno soltanto di loro, l'impugnazione si
omnibus et contra omnes facta, quoties res petita deve ritenere fatta da tutti e contro tutti
est individua aut obligatio omnes singillatim tenet. ogniqualvolta la cosa richiesta sia indivisibile
oppure l'obbligo riguardi tutti singolarmente.

§ 3. Si interponitur ab una parte super aliquo § 3. Se è interposto da una parte su qualche


sententiae capite, pars adversa, etsi terminus capo della sentenza, la parte avversa può
appellationis est transactus, potest super aliis appellare incidentalmente, anche se il termine
capitibus incidenter appellare intra terminum dell'appello è trascorso, entro il termine
peremptorium quindecim dierum computandum a perentorio di quindici giorni da computare dal
die, quo ipsi appellatio principalis notificata est. giorno in cui l'appello principale le è stato
notificato.

§ 4. Nisi aliud constat, appellatio praesumitur § 4. Se non consta il contrario, l'appello si


facta contra omnia sententiae capita. presume fatto contro tutti i capi della sentenza.

Can. 1319 - Appellatio exsecutionem sententiae Can. 1319 - L'appello sospende l'esecuzione
suspendit. della sentenza.

Can. 1320 - § 1. Salvo can. 1369 [1366 § 4] in Can. 1320 - § 1. Salvo restando il can. 1369
gradu appellationis non potest admitti nova [1366 § 4], nel grado di appello non si può
petendi causa, ne per modum quidem utilis ammettere un nuovo motivo di richiesta, neppure
cumulationis; ideoque litis contestatio in eo sotto forma di utile cumulazione; perciò la
tantum versari potest, ut prior sententia vel contestazione della lite può riferirsi soltanto o a
confirmetur vel reformetur sive ex toto sive ex confermare o a riformare, in tutto o in parte, la
parte. precedente sentenza.

§ 2. Novae autem probationes admittuntur tantum § 2. Le nuove prove però sono ammesse soltanto
ad normam can. 1283. a norma del can. 1283.

Can. 1321 - In gradu appellationis eodem modo Can. 1321 - In grado di appello si deve procedere
ac in primo gradu iudicii congrua congruis nello stesso modo con cui si è proceduto nel
referendo procedendum est; sed, nisi forte primo grado del giudizio, con i dovuti riferimenti;
complendae sunt probationes, statim post litis ma, se non si devono eventualmente completare
contestationem ad causae discussionem le prove, si passi subito dopo la contestazione
deveniatur et ad sententiam. della lite alla discussione della causa e alla
sentenza.

Art. X DE RE IUDICATA, DE RESTITUTIONE IN Art. X La cosa giudicata, la restituzione in integro


INTEGRUM ET DE OPPOSITIONE TERTII e l’opposizione di un terzo

1° De re iudicata 1° La cosa giudicata

Can. 1322 - Firmo can. 1324 res iudicata Can. 1322 - Fermo restando il can. 1324, la cosa
habetur, si: passa in giudicato se:

1° duplex intercessit inter easdem partes 1° tra le stesse parti è intervenuta una duplice
sententia conformis de eodem petito et ex eadem sentenza conforme sulla stessa richiesta e per lo
causa petendi; stesso motivo di richiesta;

2° appellatio a sententia non est intra tempus 2° l’appello contro la sentenza non è stato
utile interposita; interposto entro il tempo utile;

3° in gradu appellationis litis instantia 3° nel grado di appello l’istanza della lite è
perempta est vel eidem renuntiatum est; andata in perenzione o si è rinunziato ad essa;

4° lata est sententia definitiva, a qua non 4° è stata pronunciata una sentenza definitiva
datur appellatio. contro la quale non si dà appello.

Can. 1323 - § 1. Res iudicata iure firma est ita, ut Can. 1323 - § 1. La cosa passata in giudicato è
impugnari possit tantum per querelam nullitatis, così stabile per il diritto da non poter essere
restitutionem in integrum vel oppositionem tertii. impugnata se non mediante querela di nullità,
restituzione in integro o opposizione di un terzo.

§ 2. Res iudicata facit ius inter partes et dat § 2. La cosa passata in giudicato fa diritto tra le
actionem iudicati atque exceptionem rei parti e permette l'azione di giudicato e anche
iudicatae, quam iudex ex officio quoque declarare l'eccezione di cosa giudicata, che il giudice può
potest ad impediendam novam eiusdem causae anche dichiarare d'ufficio per impedire una nuova
introductionem. introduzione della stessa causa.

Can. 1324 - Numquam transeunt in rem Can. 1324 - Non passano mai in giudicato le
iudicatam causae de statu personarum non cause sullo stato delle persone, non escluse le
exceptis causis de coniugum separatione. cause sulla separazione dei coniugi.

Can. 1325 - § 1. Si duplex sententia conformis in Can. 1325 - § 1. Se è stata pronunciata una
causa de statu personarum lata est, potest duplice sentenza conforme in una causa sullo
quovis tempore ad tribunal appellationis provocari stato delle persone, si può adire in qualsiasi
allatis novis eisque gravibus probationibus vel momento il tribunale di appello, adducendo
argumentis intra peremptorium terminum triginta nuove e per di più gravi prove o argomenti entro il
dierum a proposita impugnatione computandum; termine perentorio di trenta giorni, da computare
tribunal appellationis autem intra mensem ab dal giorno in cui fu proposta l’impugnazione; il
exhibitis novis probationibus et argumentis tribunale di appello poi, entro un mese, da
computandum debet decreto statuere, utrum computare dalla presentazione delle nuove prove
nova causae propositio admitti debeat necne. e degli argomenti, deve stabilire con decreto se la
nuova proposizione della causa debba essere
ammessa o no.

§ 2. Provocatio ad superius tribunal, ut nova § 2. L’istanza al tribunale superiore per ottenere


causae propositio obtineatur, exsecutionem una nuova proposizione della causa non
sententiae non suspendit, nisi aliter iure communi sospende l’esecuzione della sentenza, a meno
cavetur aut tribunal appellationis ad normam che non sia disposto diversamente dal diritto
can. 1337, § 3 suspensionem iubet. comune, oppure il tribunale d’appello, a norma
del can. 1337, § 3 non ordini la sospensione.

2° De restitutione in integrum 2° La restituzione in integro

Can. 1326 - § 1. Adversus sententiam, quae Can. 1326 - § 1. Contro una sentenza che sia
transiit in rem iudicatam, dummodo de eius passata in giudicato, purché consti palesemente
iniustitia manifesto constet, datur restitutio in della sua ingiustizia, si dà la restituzione in
integrum. integro.

§ 2. De iniustitia autem manifesto constare non § 2. Non si ritiene però che consti palesemente
censetur, nisi: dell’ingiustizia se non quando:

1° sententia ita probationibus innititur, quae 1° la sentenza si fonda talmente su prove che
postea falsae deprehensae sunt, ut sine illis successivamente si sono dimostrate false che,
probationibus pars dispositiva sententiae non senza quelle prove, la parte dispositiva della
sustineatur; sentenza non si regge;

2° postea detecta sunt documenta, quae facta 2° in seguito sono stati scoperti dei documenti
nova et contrariam decisionem exigentia che provano senza alcun dubbio dei fatti nuovi e
indubitanter probant; che esigono una decisione contraria;

3° sententia ex dolo partis lata est in damnum 3° la sentenza è stata pronunciata per dolo di
alterius; una parte in danno dell’altra;

4° legis non mere processualis praescriptum 4° è stata trascurata evidentemente la


evidenter neglectum est; prescrizione di una legge non semplicemente
processuale;

5° sententia adversatur praecedenti decisioni, 5° la sentenza si oppone a una precedente


quae in rem iudicatam transiit. decisione che è passata in giudicato.

Can. 1327 - § 1. Restitutio in integrum propter Can. 1327 - § 1. La restituzione in integro per i
motiva, de quibus in can. 1326, § 2, nn. 1 - 3, motivi di cui nel can. 1326, § 2, nn. 1-3
petenda est a iudice, qui sententiam tulit, intra dev'essere richiesta al giudice che ha emesso la
tres menses a die cognitionis eorundem sentenza, entro tre mesi da computare dal giorno
motivorum computandos. in cui si venne a conoscenza dei motivi stessi.

§ 2. Restitutio in integrum propter motiva, de § 2. La restituzione in integro per i motivi di cui


quibus in can. 1326, § 2, nn. 4 et 5, petenda est a nel can. 1326, § 2, nn. 4 e 5, dev'essere richiesta
tribunali appellationis intra tres menses ab al tribunale d'appello entro tre mesi da computare
intimatione sententiae computandos; si vero in dall'intimazione della sentenza; se però, nel caso
casu, de quo in can. 1326, § 2, n. 5, notitia di cui nel can. 1326, § 2, n. 5, la notizia della
praecedentis decisionis serius habetur, terminus precedente decisione si viene a sapere più tardi,
ab hac notitia decurrit. il termine decorre da quella notizia.

§ 3. Termini, de quibus supra, non decurrunt, § 3. I termini di cui sopra non decorrono mentre
dum pars laesa minoris est aetatis. la parte lesa è minorenne.

Can. 1328 - § 1. Petitio restitutionis in integrum Can. 1328 - § 1. La domanda di restituzione in


sententiae exsecutionem nondum inceptam integro sospende l'esecuzione non ancora
suspendit. incominciata della sentenza.

§ 2. Si tamen ex probabilibus indiciis suspicio est § 2. Tuttavia, se da probabili indizi c'è il sospetto
petitionem factam esse ad moras exsecutioni che la domanda sia stata fatta per frapporre degli
nectendas, iudex decernere potest, ut sententia indugi all'esecuzione, il giudice può decidere che
exsecutioni demandetur, assignata tamen la sentenza sia mandata ad esecuzione,
restitutionem in integrum petenti idonea cautione assegnando però alla persona che chiede la
ut, si restituitur in integrum, indemnis fiat. restituzione in integro un'idonea garanzia affinché
non abbia danno se le viene concessa la
restituzione in integro.

Can. 1329 - Concessa restitutione in integrum Can. 1329 - Concessa la restituzione in integro il
iudex pronuntiare debet de merito causae. giudice deve pronunciarsi sul merito della causa.

3° De oppositione tertii 3° L’opposizione di un terzo

Can. 1330 - Qui ex sententia definitiva inter alios Can. 1330 - Chi teme una lesione dei suoi diritti
lata, quae exsecutioni mandari potest, suorum da una sentenza definitiva emessa contro altri,
iurium laesionem veretur, sententiam ipsam ante che può essere mandata ad esecuzione, può
eius exsecutionem impugnare potest. impugnare quella sentenza prima della sua
esecuzione.

Can. 1331 - § 1. Oppositio tertii fieri potest vel Can. 1331 - § 1. L'opposizione di un terzo può
postulando revisionem sententiae a tribunali, avvenire o chiedendo la revisione della sentenza
quod eam tulit, vel provocando ad tribunal al tribunale che l'ha emessa o facendo istanza al
appellationis. tribunale d'appello.

§ 2. Si petitio admissa est et oppositor agit in § 2. Se la richiesta è stata ammessa e


gradu appellationis, tenetur legibus pro l'oppositore agisce in grado di appello, è tenuto
appellatione statutis; si coram tribunali, quod alle leggi stabilite per l'appello; se agisce davanti
sententiam tulit, servandae sunt normae datae al tribunale che ha pronunciato la sentenza,
pro causis incidentibus iudicialiter definiendis. devono essere osservate le norme date per
definire in giudizio le cause incidentali.

Can. 1332 - § 1. Oppositor in quolibet casu Can. 1332 - § 1. L’oppositore in qualunque caso
probare debet ius suum revera esse laesum aut deve provare che il suo diritto è realmente stato
laesum iri. leso oppure che sarà leso.

§ 2. Laesio autem oriri debet ex ipsa sententia, § 2. La lesione però deve sorgere dalla stessa
quatenus aut ipsa est causa laesionis aut, si sentenza in quanto o essa è la causa della
exsecutioni mandatur, oppositorem gravi lesione, oppure, se mandata ad esecuzione,
praeiudicio est affectura. porterà un grave pregiudizio all’oppositore.

Can. 1333 - Si oppositor ius suum probavit, Can. 1333 - Se l'oppositore ha dimostrato il suo
sententia antea lata reformanda est a tribunali diritto, la sentenza precedentemente emessa
secundum oppositoris petitionem. deve essere riformata dal tribunale secondo la
richiesta dell'oppositore.

Art. XI DE GRATUITO PATROCINIO ET DE Art. XI Il gratuito patrocinio e le spese giudiziarie


EXPENSIS IUDICIALIBUS

Can. 1334 - Pauperes, qui omnino impares sunt Can. 1334 - I poveri che sono del tutto incapaci di
expensis iudicialibus sustinendis, ius habent ad sostenere le spese giudiziarie hanno il diritto al
gratuitum patrocinium, si ex parte tantum, ad gratuito patrocinio; se invece solo in parte, hanno
expensarum deminutionem. diritto a una diminuzione delle spese.

Can. 1335 - Statuta tribunalis debent normas Can. 1335 - Gli statuti del tribunale devono
dare: stabilire le norme:

1° de expensis iudicialibus a partibus 1° sulle spese giudiziarie da pagare o da


solvendis vel compensandis; rifondere dalle parti;

2° de procuratorum, advocatorum et 2° sulla rimunerazione dei procuratori, degli


interpretum remuneratione deque testium avvocati e degli interpreti e sull’idennità dei
indemnitate; testimoni;

3° de gratuito patrocinio vel expensarum 3° sulla concessione del gratuito patrocinio o


deminutione concedendis; sulla diminuzione delle spese;

4° de reparatione damnorum, quae debetur 4° sulla riparazione dei danni, dovuta da colui
ab eo, qui non solum in iudicio succubuit, sed che non solo ha perso la causa, ma la fece
temere litigavit; temerariamente;

5° de pecuniae deposito vel cautione 5° sul deposito di denaro o cauzione da


praestanda circa expensas solvendas et damna versare per pagare le spese e riparare i danni.
reparanda.
Can. 1336 - A pronuntiatione circa expensas, Can. 1336 - Contro il pronunciamento
remunerationes et damna reparanda non datur riguardante le spese, le rimunerazioni e i danni
distincta appellatio, sed pars recurrere potest non si dà un appello distinto, ma la parte può
intra quindecim dies ad eundem iudicem, qui ricorrere entro quindici giorni allo stesso giudice,
potest taxationem emendare. il quale può correggere la tassazione.

Art. XII DE EXSECUTIONE SENTENTIAE Art. XII L'esecuzione della sentenza

Can. 1337 - § 1. Sententia, quae transiit in rem Can. 1337 - § 1. La sentenza che è passata in
iudicatam, exsecutioni mandari potest salvo giudicato può essere mandata ad esecuzione,
can. 1328. salvo restando il can. 1328.

§ 2. Iudex, qui sententiam tulit, et, si appellatio § 2. Il giudice che ha emesso la sentenza e, se è
interposita est, etiam iudex appellationis, stato interposto appello, anche il giudice di
sententiae, quae nondum transiit in rem appello possono ordinare d'ufficio o a istanza di
iudicatam, provisoriam exsecutionem iubere parte l'esecuzione provvisoria della sentenza che
possunt ex officio vel ad instantiam partis idoneis, non è ancora passata in giudicato, stabilendo, se
si casus fert, praestitis cautionibus, si agitur de è necessario, delle idonee garanzie se si tratta di
provisionibus ad necessariam sustentationem provvedimenti ordinati al necessario
ordinatis vel alia iusta causa urget. sostentamento o se urge un'altra giusta causa.

§ 3. Si vero sententia, quae nondum transiit in § 3. Se invece viene impugnata una sentenza
rem iudicatam, impugnatur, iudex, qui de che non è ancora passata in giudicato, il giudice
impugnatione cognoscere debet, si videt hanc che deve esaminare l'impugnazione, se gli
probabiliter fundatam esse et irreparabile sembra che essa sia probabilmente fondata e
damnum ex exsecutione oriri posse, potest vel che dall'esecuzione possa sorgere un danno
exsecutionem ipsam suspendere vel eam irreparabile, può o sospendere l'esecuzione
cautioni subicere. stessa o sottoporla a cauzione.

Can. 1338 - Non antea exsecutioni locus esse Can. 1338 - L'esecuzione non può aver luogo
potest, quam exsecutorium iudicis decretum prima di avere il decreto esecutivo del giudice col
habetur, quo edicitur sententiam ipsam quale si stabilisce che la sentenza può essere
exsecutioni mandari debere; quod decretum pro mandata ad esecuzione; questo decreto,
diversa causarum natura vel ipso sententiae secondo la diversa natura delle cause, o sia
tenore includatur vel separatim edatur. incluso nel testo stesso della sentenza, oppure si
pubblichi a parte.

Can. 1339 - Si sententiae exsecutio praeviam Can. 1339 - Se l'esecuzione della sentenza esige
rationum redditionem exigit, quaestio incidens prima un calcolo delle spese, si ha una questione
habetur ab illo iudice decidenda, qui tulit incidentale che dev'essere decisa dal giudice che
sententiam exsecutioni mandandam. ha emesso la sentenza da mandare ad
esecuzione.

Can. 1340 - § 1. Nisi iure particulari propriae Can. 1340 - § 1. Se non è stabilito diversamente
Ecclesiae sui iuris aliud statuitur, sententiam dal diritto particolare della propria Chiesa sui
exsecutioni mandare debet per se vel per alium iuris, deve mandare ad esecuzione la sentenza,
Episcopus eparchialis eparchiae, ubi sententia in personalmente o a mezzo di un altro, il Vescovo
primo gradu iudicii lata est. eparchiale dell'eparchia dove è stata pronunciata
la sentenza nel primo grado di giudizio.

§ 2. Si vero hic renuit vel neglegit, parte, cuius § 2. Se però costui si rifiuta o trascura, su istanza
interest, instante vel etiam ex officio exsecutio della parte interessata o anche d'ufficio,
spectat ad auctoritatem, cui tribunal appellationis l'esecuzione spetta all'autorità a cui è soggetto il
subiectum est. tribunale d'appello.

§ 3. In controversiis, de quibus in can. 1069, § 1, § 3. Nelle controversie di cui nel can. 1069, § 1,
exsecutio sententiae spectat ad Superiorem in l'esecuzione della sentenza spetta al superiore
typico vel statutis determinatum. determinato nel tipico o negli statuti.

Can. 1341 - § 1. Exsecutor, nisi quid eius arbitrio Can. 1341 - § 1. L'esecutore, a meno che nel
in ipso tenore sententiae est permissum, debet testo della sentenza non sia permesso qualcosa
sententiam secundum obviam verborum a suo arbitrio, deve mandare ad esecuzione la
significationem exsecutioni mandare. sentenza secondo il significato ovvio delle parole.

§ 2. Licet ei videre de exceptionibus circa modum § 2. A lui è lecito occuparsi delle eccezioni circa il
et vim exsecutionis, non autem de merito causae; modo e il valore dell'esecuzione, ma non sul
si vero habet aliunde compertum sententiam merito della causa; se invece avesse scoperto da
esse nullam vel manifesto iniustam ad normam altra fonte che la sentenza è nulla o palesemente
cann. 1303, 1304 et 1326, § 2, abstineat ab ingiusta a norma del can. 1303, 1304 e 1326, § 2,
exsecutione et rem ad tribunal, a quo lata est si astenga dall'esecuzione e, informate le parti,
sententia, remittat partibus certioribus factis. rinvii la cosa al tribunale dal quale è stata
pronunciata la sentenza.

Can. 1342 - § 1. Quoties adiudicata actori res Can. 1342 - § 1. Ogniqualvolta sia stata
aliqua est, haec actori tradenda est statim ac res aggiudicata all'attore una cosa, questa deve
iudicata habetur. essere consegnata all'attore appena la cosa è
passata in giudicato.

§ 2. Si pars damnata est ad rem mobilem § 2. Se una parte è stata condannata a dare un
praestandam vel ad solvendam pecuniam vel ad bene mobile, o a pagare una somma di denaro,
aliud dandum aut faciendum, iudex in ipso tenore oppure a dare o fare un'altra cosa, il giudice nel
sententiae vel exsecutor pro suo arbitrio et testo della sentenza o l'esecutore a sua prudente
prudentia terminum statuat ad implendam discrezione stabilisca un termine per
obligationem, qui tamen neque infra quindecim l'adempimento dell'obbligo, che però non sia
dies coartetur neque sex menses excedat. ristretto al di sotto di quindici giorni e che non
superi i sei mesi.

CAPUT II DE IUDICIO CONTENTIOSO CAPITOLO II IL GIUDIZIO CONTENZIOSO


SUMMARIO SOMMARIO

Can. 1343 - § 1. Iudicio contentioso summario Can. 1343 - § 1. Con giudizio contenzioso
tractari possunt omnes causae iure non exclusae, sommario si possono trattare tutte le cause non
nisi pars iudicium contentiosum ordinarium petit. escluse dal diritto, a meno che una parte non
chieda il giudizio contenzioso ordinario.

§ 2. Si iudicium contentiosum summarium § 2. Se il giudizio contenzioso sommario viene


adhibetur in causis iure exclusis, actus iudiciales usato nelle cause escluse dal diritto, gli atti
sunt nulli. giudiziari sono nulli.

Can. 1344 - § 1. Libellus litis introductorius Can. 1344 - § 1. Il libello introduttorio della lite,
praeter ea, quae in can. 1187 recensentur, debet: oltre a quanto viene enumerato nel can. 1187,
deve:

1° facta, quibus actoris petitiones innituntur, 1° contenere brevemente, integralmente e


breviter, integre et perspicue exponere; chiaramente i fatti su cui si fondano le richieste
dell'attore;

2° probationes, quibus actor facta 2° indicare le prove con le quali l'attore


demonstrare intendit quasque simul afferre non intende dimostrare i fatti, e quella che non può
potest, ita indicare, ut statim colligi a iudice addurre contestualmente, in modo che possano
possint. essere raccolte subito dal giudice.

§ 2. Libello litis introductorio adnecti debent § 2. Al libello introduttorio della lite devono essere
saltem in exemplari authentico documenta, allegati, almeno in copia autentica, i documenti
quibus petitio innititur. su cui si fonda la richiesta.

Can. 1345 - § 1. Si conamen conciliationis ad Can. 1345 - § 1. Se il tentativo di conciliazione a


normam can. 1103, § 2 inutile cessit, iudex, si norma del can. 1103, § 2 è risultato inutile, il
aestimat libellum litis introductorium aliquo giudice, se ritiene che il libello introduttorio della
fundamento niti, intra tres dies decreto ad calcem lite abbia qualche fondamento, entro tre giorni
libelli apposito praecipiat, ut exemplar petitionis ordini, con un decreto apposto in calce al libello
statim notificetur parti conventae, dato huic iure stesso, che una copia della richiesta sia notificata
mittendi intra quindecim dies ad cancellariam subito alla parte convenuta, dando a questa il
tribunalis responsionem scripto datam. diritto di inviare alla cancelleria del tribunale,
entro quindici giorni, una risposta scritta.

§ 2. Haec notificatio effectus habet citationis § 2. Questa notificazione ha gli effetti della
iudicialis, de quibus in can. 1194. citazione giudiziaria di cui nel can. 1194.

Can. 1346 - Si exceptiones partis conventae id Can. 1346 - Se le eccezioni della parte
exigunt, iudex actori determinet terminum ad convenuta lo esigono, il giudice determini
respondendum ita, ut ex allatis utriusque partis all'attore un termine per rispondere, di modo che
elementis ipse controversiae obiectum dagli elementi addotti da entrambe le parti egli
perspectum habeat. abbia chiaro l'oggetto della controversia.

Can. 1347 - § 1. Elapsis terminis ad Can. 1347 - § 1. Trascorsi i termini per


respondendum, de quibus in cann. 1345, § 1 et rispondere di cui nei cann. 1345, § 1 e 1346, il
1346, iudex perspectis autis formulam dubii giudice, esaminati con cura gli atti, determini la
determinet; deinde ad audientiam non ultra formula del dubbio; quindi citi all'udienza, che
triginta dies celebrandam omnes citet, qui in ea dovrà essere celebrata non oltre trenta giorni,
interesse debent, addita pro partibus dubii tutti coloro che in essa devono essere presenti,
formula. allegando la formula del dubbio per le parti.

§ 2. In citatione partes certiores fiant se posse § 2. Nelle citazioni le parti siano informate che
tres saltem ante audientiam dies aliquod breve possono presentare al tribunale un breve scritto
scriptum tribunali exhibere ad sua asserta per comprovare le loro affermazioni, almeno tre
comprobanda. giorni prima dell'udienza.

Can. 1348 - In audientia primum tractantur Can. 1348 - Nell'udienza siano trattate in primo
quaestiones, de quibus in cann. 1118, 1119, luogo le questioni, di cui nei cann. 1118, 1119,
1121 et 1122. 1121 e 1122.

Can. 1349 - § 1. Probationes colliguntur in Can. 1349 - § 1. Le prove sono raccolte durante
audientia salvo can. 1071. l'udienza, salvo restando il can. 1071.

§ 2. Pars eiusque advocatus assistere possunt § 2. La parte e il suo avvocato possono assistere
interrogationi ceterarum partium, testium et all'interrogazione di tutte le altre parti, dei
peritorum. testimoni e dei periti.

Can. 1350 - Responsiones partium, testium, Can. 1350 - Le risposte delle parti, dei testimoni,
peritorum, petitiones et exceptiones advocatorum dei periti, le richieste e le eccezioni degli avvocati
redigendae sunt scripto a notario, sed summatim devono essere redatte per iscritto dal notaio, ma
et in eis tantummodo, quae pertinent ad sommariamente e solamente in quelle cose che
substantiam rei controversae, et ab eisdem riguardano la sostanza della cosa controversa, e
subscribendae. da essi siano sottoscritte.

Can. 1351 - Probationes, quae non sunt in Can. 1351 - Il giudice può ammettere le prove
petitione vel responsione allatae aut petitae, che non sono state addotte o richieste nella
potest iudex admittere tantum ad normam domanda o nella risposta solamente a norma del
can. 1110; postquam autem vel unus testis can. 1110; ma dopo che è stato ascoltato anche
auditus est, iudex potest tantummodo ad normam un solo testimone, il giudice può decidere nuove
can. 1283 novas probationes decernere. prove solamente a norma del can. 1283.

Can. 1352 - Si in audientia omnes probationes Can. 1352 - Se nell'udienza non è stato possibile
colligi non potuerunt, altera statuatur andientia. raccogliere tutte le prove, si stabilisca una
seconda udienza.

Can. 1353 - Probationibus collectis fit in eadem Can. 1353 - Raccolte le prove, nella stessa
audientia discussio oralis. udienza si fa il dibattimento orale.

Can. 1354 - § 1. Nisi quid ex discussione Can. 1354 - § 1. A meno che dal dibattimento
supplendum in instructione causae comperitur, non emerga che bisogna fare un supplemento
vel aliud exsistit, quod impedit, ne sententia ad nell'istruzione della causa o che esiste qualcosa
normam iuris feratur, iudex expleta audientia d'altro che impedisce di pronunciare la sentenza
statim causam decidat; pars dispositiva a norma di diritto, il giudice, conclusa l'udienza,
sententiae statim coram partibus praesentibus decida subito la causa; la parte dispositiva della
legatur. sentenza venga letta subito alle parti presenti.

§ 2. Potest autem tribunal propter rei difficultatem § 2. Il tribunale però, per la difficoltà della cosa o
vel alia iusta de causa usque ad quintum diem per altra giusta causa, può differire la decisione
utilem decisionem differre. fino al quinto giorno utile.

§ 3. Integer sententiae textus motivis expressis § 3. Il testo integrale della sentenza, con le
quam primum et ordinarie non ultra quindecim relative motivazioni, sia intimato alle parti al più
dies partibus intimetur. presto, ordinariamente non oltre quindici giorni.

Can. 1355 - Si tribunal appellationis perspicit in Can. 1355 - Se il tribunale d'appello riscontra che
inferiore gradu iudicii in causa iure exclusa nel grado inferiore del giudizio è stato usato il
iudicium contentiosum summarium adhibitum giudizio contenzioso sommario in una causa
esse, nullitatem sententiae declarare et causam esclusa dal diritto, deve dichiarare la nullità della
tribunali, quod sententiam tulit, remittere debet. sentenza e rinviare la causa al tribunale che ha
pronunciato la sentenza.

Can. 1356 - In ceteris, quae ad rationem Can. 1356 - In tutte le altre cose che si
procedendi attinent, serventur canones de iudicio riferiscono alla procedura si osservino i canoni
contentioso ordinario; tribunal autem potest suo sul giudizio contenzioso ordinario; ma il tribunale
decreto motivis praedito normas processuales, può, con un suo decreto motivato, non osservare
quae non sunt ad validitatem statutae, non le norme processuali che non sono stabilite per la
observare, ut celeritati salva iustitia consulat. validità, per favorire la celerità salvaguardando la
giustizia.

TITULUS XXVI DE QUIBUSDAM TITOLO XXVI ALCUNI PROCESSI SPECIALI


PROCESSIBUS SPECIALIBUS

CAPUT I DE PROCESSIBUS CAPITOLO I I PROCESSI MATRIMONIALI


MATRIMONIALIBUS

Art. I DE CAUSIS AD MATRIMONII Art. I Le cause per la dichiarazione della nullità


NULLITATEM DECLARANDAM matrimoniale

1.° De foro competenti et de tribunalibus 1.° Il foro competente e i tribunali

Can. 1357 § 1. Quaelibet causa matrimonialis Can. 1357 § 1. Qualsiasi causa matrimoniale di
baptizati iure proprio ad Ecclesiam spectat. un battezzato spetta per diritto proprio alla
Chiesa.
§ 2. Firmis, ubi vigent, Statutis personalibus § 2. Fermi restando, dove sono vigenti, gli Statuti
causae de effectibus mere civilibus matrimonii, si personali, le cause riguardanti gli effetti
principaliter aguntur, pertinent ad iudicem civilem, meramente civili del matrimonio, se sono trattate
sed, si incidenter et accessorie, possunt etiam a in modo principale, spettano al giudice civile; ma
iudice ecclesiastico ex propria auctoritate se sono trattate in modo incidentale e accessorio,
cognosci ac definiri. possono essere esaminate e definite di propria
autorità anche dal giudice ecclesiastico.

Can. 1358. In causis de matrimonii nullitate, quae Can. 1358. Nelle cause di nullità del matrimonio,
non sunt Sedi Apostolicae reservatae, che non siano riservate alla Sede Apostolica,
competentia sunt: sono competenti:

1° tribunal loci in quo matrimonium 1° il tribunale del luogo in cui il matrimonio fu


celebratum est; celebrato;

2° tribunal loci ubi alterutra vel utraque pars 2° il tribunale del luogo in cui una o entrambe
domicilium vel quasi-domicilium habet; le parti hanno il domicilio o il quasi-domicilio;

3° tribunal loci ubi de facto colligendae sunt 3° il tribunale del luogo in cui di fatto si debba
pleraeque probationes. raccogliere la maggior parte delle prove.

Can. 1359 § 1. In unaquaque eparchia iudex Can. 1359 § 1. In ciascuna eparchia il giudice nel
primi gradus pro causis nullitatis matrimonii iure primo grado del giudizio per le cause di nullità del
expresse non exceptis est Episcopus eparchialis, matrimonio, per le quali il diritto non faccia
qui iudicialem potestatem exercere potest per se espressamente eccezione, è il Vescovo
ipse vel per alios, ad normam iuris. eparchiale, che può esercitare la potestà
giudiziale personalmente o per mezzo di altri, a
norma del diritto.

§ 2. Episcopus pro sua eparchia tribunal § 2. Il Vescovo costituisca per la sua eparchia il
eparchiale constituat pro causis nullitatis tribunale eparchiale per le cause di nullità del
matrimonii, salva facultate ipsius Episcopi matrimonio, salva la facoltà per lo stesso
accedendi ad aliud eparchiale vel pro pluribus Vescovo di accedere a un altro viciniore tribunale
eparchiis vicinius tribunal. eparchiale o per diverse eparchie.

§ 3. Causae de matrimonii nullitate collegio trium § 3. Le cause di nullità del matrimonio sono
iudicum reservantur. Eidem praeesse debet iudex riservate a un collegio di tre giudici. Esso deve
clericus, reliqui iudices etiam alii christifideles essere presieduto da un giudice chierico, i
esse possunt. rimanenti giudici possono anche essere altri
fedeli cristiani.

§ 4. Episcopus Moderator, si tribunal collegiale § 4. Il Vescovo Moderatore, se non è possibile


constitui nequeat in eparchia vel in viciniore costituire il tribunale collegiale nell’eparchia o nel
tribunali ad normam § 2 electo, causas unico vicino tribunale che è stato scelto a norma del
iudici clerico committat qui, ubi fieri possit, duos § 2, affidi le cause a un unico giudice chierico
assessores probatae vitae, peritos in scientiis che, ove sia possibile, si associ due assessori di
iuridicis vel humanis, ab Episcopo ad hoc munus vita specchiata, esperti in scienze giuridiche o
approbatos, sibi asciscat; eidem iudici unico, nisi umane, approvati dal Vescovo per questo
aliud constet, ea competunt quae collegio, compito; allo stesso giudice unico competono,
praesidi vel ponenti tribuuntur. salvo che risulti diversamente, le funzioni
attribuite al collegio, al preside o al ponente.

§ 5. Tribunal secundae instantiae ad validitatem § 5. Il tribunale di secondo grado per la validità


semper collegiale esse debet, iuxta praescriptum deve sempre essere collegiale, secondo il
praecedentis § 3. disposto del precedente § 3.

§ 6. A tribunali primi gradus appellatur ad tribunal § 6. Dal tribunale di primo grado si appella al
metropolitanum secundi gradus, salvis tribunale metropolitano di secondo grado, salvo il
praescriptis cann. 1064 et 1067, § 5. disposto dei cann. 1064 e 1067, § 5.

2.° De iure impugnandi matrimonium 2.° Il diritto di impugnare il matrimonio

Can. 1360 § 1. Habiles sunt ad matrimonium Can. 1360 § 1. Sono abili a impugnare il
impugnandum: matrimonio:

1° coniuges; 1° i coniugi;

2° promotor iustitiae, si nullitas iam divulgata 2° il promotore di giustizia, quando la nullità


est et matrimonium convalidari non potest aut sia già stata divulgata e il matrimonio non può
non expedit. oppure non conviene che sia convalidato.

§ 2. Matrimonium, quod utroque coniuge vivente § 2. Il matrimonio che non è stato accusato
non est accusatum, post mortem alterutrius vel mentre erano viventi entrambi i coniugi, dopo la
utriusque coniugis accusari non potest, nisi morte di uno di loro o di entrambi i coniugi non
quaestio de validitate est praeiudicialis ad aliam può essere accusato, a meno che la questione di
controversiam sive in foro ecclesiastico sive in validità non sia pregiudiziale a un’altra
foro civili solvendam. controversia da risolvere sia in foro ecclesiastico
sia in foro civile.

§ 3. Si vero coniux moritur pendente causa, § 3. Se invece un coniuge muore mentre è


servetur can. 1199. pendente la causa, si osservi il can. 1199.

3.° De causae introductione et instructione 3.° L’introduzione e l’istruzione della causa

Can. 1361. Iudex, antequam causam acceptet, Can. 1361. Il giudice, prima di accettare la causa,
certior fieri debet matrimonium irreparabiliter deve avere la certezza che il matrimonio sia
pessum ivisse, ita ut coniugalis convictus restitui irreparabilmente fallito, in modo che sia
nequeat. impossibile ristabilire la convivenza coniugale.

Can. 1362 § 1. Recepto libello, Vicarius iudicialis Can. 1362 § 1. Ricevuto il libello, il Vicario
si aestimet eum aliquo fundamento niti, eum giudiziale, se ritiene che esso goda di qualche
admittat et, decreto ad calcem ipsius libelli fondamento, lo ammetta e, con decreto apposto
apposito, praecipiat ut exemplar notificetur in calce allo stesso libello, ordini che una copia
defensori vinculi et, nisi libellus ab utraque parte venga notificata al difensore del vincolo e, se il
subscriptus fuerit, parti conventae, eidem dato libello non è stato sottoscritto da entrambe le
termino quindecim dierum ad suam mentem de parti, alla parte convenuta, dandole il termine di
petitione aperiendam. quindici giorni per esprimere la sua posizione
riguardo alla domanda.

§ 2. Praefato termino transacto, altera parte, si et § 2. Trascorso il predetto termine, dopo aver
quatenus, iterum monita ad suam mentem nuovamente ammonito, se e in quanto lo ritenga
ostendendam, audito vinculi defensore, Vicarius opportuno, l’altra parte a manifestare la sua
iudicialis suo decreto dubii formulam determinet posizione, il Vicario giudiziale con proprio decreto
et decernat utrum causa processu ordinario an determini la formula del dubbio e stabilisca se la
processu breviore ad mentem cann. 1369-1373 causa debba trattarsi con il processo ordinario o
pertractanda sit. Quod decretum partibus et con il processo più breve a norma dei cann.
vinculi defensori statim notificetur. 1369-1373. Tale decreto sia subito notificato alle
parti e al difensore del vincolo.

§ 3. Si causa ordinario processu tractanda est, § 3. Se la causa deve essere trattata con il
Vicarius iudicialis, eodem decreto, constitutionem processo ordinario, il Vicario giudiziale, con lo
iudicum collegii vel iudicis unici cum duobus stesso decreto, disponga la costituzione del
assessoribus iuxta can. 1359, § 4 disponat. collegio dei giudici o del giudice unico con i due
assessori secondo il can. 1359 § 4.
§ 4. Si autem processus brevior statutus est, § 4. Se invece viene disposto il processo più
Vicarius iudicialis agat ad normam can. 1371. breve, il Vicario giudiziale proceda a norma del
can. 1371.

§ 5. Formula dubii non tantum quaerat, num § 5. La formula del dubbio non chieda solo se
constet de nullitate matrimonii in casu, sed consta della validità del matrimonio nel caso, ma
definire debet, quo capite vel quibus capitibus deve definire per quale capo o per quali capi di
validitas matrimonii impugnetur. nullità è impugnata.

Can. 1363 § 1. Defensori vinculi, partium patronis Can. 1363 § 1. Il difensore del vincolo, i patroni
et, si in iudicio est, etiam promotori iustitiae ius delle parti, e, se partecipa al giudizio, anche il
est: promotore di giustizia, hanno diritto:

1° interrogationi partium, testium et peritorum 1° di essere presenti all’interrogatorio delle


adesse salvo can. 1240; parti, dei testimoni e dei periti, salvo restando il
can. 1240;

2° acta iudicialia, etsi nondum publicata, 2° di prendere visione degli atti giudiziari,
invisere et documenta a partibus producta anche se non ancora pubblicati, e di esaminare i
recognoscere. documenti prodotti dalle parti.

§ 2. Interrogationi, de qua in § 1, n. 1, partes § 2. Le parti non possono assistere


assistere non possunt. all’interrogatorio di cui nel § 1, n.1.

Can. 1364 § 1. In causis de matrimonii nullitate, Can. 1364 § 1. Nelle cause di nullità del
confessio iudicialis et partium declarationes, matrimonio, la confessione giudiziale e le
testibus de ipsarum partium credibilitate dichiarazioni delle parti, sostenute da eventuali
sustentae, vim plenae probationis habere testi sulla credibilità delle stesse, possono avere
possunt, a iudice aestimandam perpensis valore di prova piena, da valutarsi dal giudice
omnibus indiciis et adminiculis, nisi alia accedant considerati tutti gli indizi e gli amminicoli, se non
elementa quae eas infirment. vi siano altri elementi che le confutino.

§ 2. In iisdem causis, depositio unius testis § 2. Nelle medesime cause, la deposizione di un


plenam fidem facere potest, si agatur de teste solo teste può fare pienamente fede, se si tratta
qualificato qui deponat de rebus ex officio gestis, di un teste qualificato che deponga su cose fatte
aut rerum et personarum adiuncta id suadeant. d’ufficio, o le circostanze di fatti e di persone lo
suggeriscono.

§ 3. In causis de impotentia vel de defectu § 3. Nelle cause di impotenza o di difetto di


consensus propter mentis morbum vel consenso per una malattia mentale o per
anomaliam naturae psychicae iudex unius periti anomalia di natura psichica il giudice si serva
vel plurium opera utatur, nisi ex adiunctis inutilis dell’opera di uno o più periti, a meno che non
evidenter apparet; in ceteris causis servetur appaia dalle circostanze evidentemente inutile; in
can. 1255. tutte le altre cause si osservi il can. 1255.

§ 4. Si in instructione causae dubium valde § 4. Se nell’istruttoria della causa è emerso il


probabile emerserit de non secuta matrimonii dubbio molto probabile che il matrimonio non sia
consummatione, tribunal potest, auditis partibus, stato consumato, il tribunale, sentite le parti, può
causam de nullitate matrimonii suspendere et sospendere la causa di nullità del matrimonio e
instructionem complere ad obtinendam completare l’istruttoria per ottenere lo
solutionem matrimonii sacramentalis non scioglimento del matrimonio sacramentale non
consummati; deinde acta ad Sedem Apostolicam consumato; quindi invii gli atti alla Sede
mittat una cum petitione huius solutionis ab Apostolica unitamente alla domanda di questo
alterutro vel utroque coniuge facta et cum voto scioglimento, fatta da l’uno o l’altro o di entrambi
tribunalis et Episcopi eparchialis. i coniugi, e col voto del tribunale e del Vescovo
eparchiale.
4.° De sententia, de eiusdem impugnationibus et 4.° La sentenza, le sue impugnazioni e la sua
exsecutione esecuzione

Can. 1365. Sententia, quae matrimonii nullitatem Can. 1365. La sentenza che per la prima volta ha
primum declaravit, elapsis terminis a cann. dichiarato la nullità del matrimonio, decorsi i
1311-1314 ordinatis, fit exsecutiva. termini stabiliti nei cann. 1311-1314, diventa
esecutiva.

Can. 1366 § 1. Integrum manet parti, quae se Can. 1366 § 1. Alla parte, che si ritenga onerata,
gravatam putet, itemque promotori iustitiae et e parimenti al promotore di giustizia e al
defensori vinculi querelam nullitatis sententiae vel difensore del vincolo rimane il diritto di interporre
appellationem contra eandem sententiam querela di nullità della sentenza o appello contro
interponere ad mentem cann. 1302-1321. la medesima sentenza ai sensi dei cann.
1302-1321.

§ 2. Terminis iure statutis ad appellationem § 2. Decorsi i termini stabiliti dal diritto per
eiusque prosecutionem elapsis atque actis l’appello e la sua prosecuzione, dopo che il
iudicialibus a tribunali superioris gradus receptis, tribunale di grado superiore ha ricevuto gli atti
constituatur collegium iudicum, designetur vinculi giudiziari, si costituisca il collegio dei giudici, si
defensor et partes moneantur ut designi il difensore del vincolo e le parti vengano
animadversiones, intra terminum praestitutum, ammonite a presentare le osservazioni entro un
proponant; quo termino transacto, si appellatio termine prestabilito; trascorso tale termine, il
mere dilatoria evidenter appareat, tribunal tribunale collegiale, se l’appello risulta
collegiale, suo decreto, sententiam prioris gradus manifestamente dilatorio, confermi con proprio
confirmet. decreto la sentenza di primo grado.

§ 3. Si appellatio admissa est, eodem modo quo § 3. Se l’appello è stato ammesso, si deve
in primo gradu, congrua congruis referendo, procedere allo stesso modo come in primo grado,
procedendum est. con i dovuti adattamenti.

§ 4. Si in gradu appellationis novum nullitatis § 4. Se nel grado di appello si adduce un nuovo


matrimonii caput affertur, tribunal potest illud capo di nullità, il tribunale può ammetterlo come
tamquam in primo gradu iudicii admittere et de nel primo grado del giudizio e giudicare su di
illo iudicare. esso.

Can. 1367. Si sententia exsecutiva prolata sit, Can. 1367. Se è stata emanata una sentenza
potest quovis tempore ad tribunal tertii gradus pro esecutiva, si può ricorrere in qualunque momento
nova causae propositione ad normam can. 1325 al tribunale di terzo grado per la nuova
provocari, novis iisque gravibus probationibus vel proposizione della causa a norma del can. 1325,
argumentis intra peremptorium terminum triginta adducendo nuovi e gravi prove o argomenti entro
dierum a proposita impugnatione allatis. il termine perentorio di trenta giorni dalla
proposizione dell’impugnazione.

Can. 1368 § 1. Postquam sententia, quae Can. 1368 § 1. Dopo che la sentenza che ha
matrimonii nullitatem declaraverit, facta est dichiarato la nullità del matrimonio è divenuta
exsecutiva, partes quarum matrimonium esecutiva, le parti il cui matrimonio è stato
declaratum est nullum, possunt novum dichiarato nullo possono contrarre nuove nozze,
matrimonium celebrare, nisi vetito ipsi sententiae a meno che non lo proibisca un divieto apposto
apposito vel ab Hierarca loci statuto id alla sentenza stessa oppure stabilito dal Gerarca
prohibeatur. del luogo.

§ 2. Statim ac sententia facta est exsecutiva, § 2. Appena la sentenza è diventata esecutiva, il


Vicarius iudicialis debet eandem notificare Vicario giudiziale deve notificarla al Gerarca del
Hierarchae loci, ubi matrimonium celebratum est; luogo dove il matrimonio è stato celebrato;
hic Hierarcha vero curare debet, ut quam primum questo Gerarca poi deve provvedere perché al
de declarata nullitate matrimonii et de vetitis forte più presto si faccia menzione nei libri dei
statutis in libris matrimoniorum et baptizatorum matrimoni e dei battezzati della nullità dichiarata
mentio fiat. del matrimonio e degli eventuali divieti stabiliti.

5.° De processu matrimoniali breviore coram 5.° Il processo matrimoniale più breve davanti al
Episcopo Vescovo

Can. 1369. Ipsi Episcopo eparchiali competit Can. 1369. Allo stesso Vescovo eparchiale
iudicare causas de matrimonii nullitate processu compete giudicare la cause di nullità del
breviore quoties: matrimonio con il processo più breve
ogniqualvolta:

1° petitio ab utroque coniuge vel ab alterutro, 1° la domanda sia proposta da entrambi i


altero consentiente, proponatur; coniugi o da uno di essi, col consenso dell’altro;

2° recurrant rerum personarumque adiuncta, 2° ricorrano circostanze di fatti e di persone,


testimoniis vel instrumentis suffulta, quae sostenute da testimonianze o documenti, che non
accuratiorem disquisitionem aut investigationem richiedano una inchiesta o una istruzione più
non exigant, et nullitatem manifestam reddant. accurata, e rendano manifesta la nullità.

Can. 1370. Libellus quo processus brevior Can. 1370. Il libello con cui si introduce il
introducitur, praeter ea quae in can. 1187 processo più breve, oltre agli elementi elencati
recensentur, debet: nel can. 1187, deve:

1° facta quibus petitio innititur, breviter, 1° esporre brevemente, integralmente e


integre et perspicue exponere; chiaramente i fatti su cui si fonda la domanda;

2° probationes, quae statim a iudice colligi 2° indicare le prove, che possano essere
possint, indicare; immediatamente raccolte dal giudice;

3° documenta quibus petitio innititur in 3° esibire in allegato i documenti su cui si


adnexo exhibere. fonda la domanda.

Can. 1371. Vicarius iudicialis, eodem decreto quo Can. 1371. Il Vicario giudiziale, nello stesso
dubii formulam determinat, instructore et decreto con cui determina la formula del dubbio
assessore nominatis, ad sessionem non ultra nomini l’istruttore e l’assessore e citi per la
triginta dies iuxta can. 1372 celebrandam omnes sessione, da celebrarsi a norma del can. 1372
citet qui in ea interesse debent. non oltre trenta giorni, tutti coloro che devono
parteciparvi.

Can. 1372. Instructor una sessione, quatenus Can. 1372. L’istruttore, per quanto possibile,
fieri possit, probationes colligat et terminum raccolga le prove in una sola sessione e fissi il
quindecim dierum statuat ad animadversiones termine di quindici giorni per la presentazione
pro vinculo et defensiones pro partibus, si quae delle osservazioni in favore del vincolo e delle
habeantur, exhibendas. difese di parte, se ve ne siano.

Can. 1373 § 1. Actis receptis, Episcopus Can. 1373 § 1. Ricevuti gli atti, il Vescovo
eparchialis, collatis consiliis cum instructore et eparchiale, consultatosi con l’istruttore e
assessore, perpensisque animadversionibus l’assessore, vagliate le osservazioni del
defensoris vinculi et, si quae habeantur, difensore del vincolo e, se vi siano, le difese delle
defensionibus partium, si moralem certitudinem parti, se raggiunge la certezza morale sulla nullità
de matrimonii nullitate adipiscitur, sententiam del matrimonio, emani la sentenza. Altrimenti
ferat. Secus causam ad ordinarium tramitem rimetta la causa al processo ordinario.
remittat.

§ 2. Integer sententiae textus, motivis expressis, § 2. Il testo integrale della sentenza, con la
quam citius, partibus notificetur. motivazione, sia notificato al più presto alle parti.
§ 3. Adversus sententiam Episcopi appellatio § 3. Contro la sentenza del Vescovo si dà appello
datur ad Metropolitam vel ad Rotam Romanam; al Metropolita o alla Rota Romana; se la
si autem sententia ab ipso Metropolita aliove sentenza è stata emessa dal Metropolita o da
Episcopo eparchiali qui auctoritatem superiorem altro Vescovo eparchiale che non ha un’autorità
infra Romanum Pontificem non habet lata sit, superiore sotto il Romano Pontefice, si dà appello
appellatio datur ad Episcopum ab eodem al Vescovo da esso designato stabilmente, dopo
stabiliter selectum, consulto Patriarcha vel aver consultato il Patriarca o il Gerarca di cui al
Hierarcha de quo in can. 175. can. 175.

§ 4. Si appellatio mere dilatoria evidenter § 4. Se l’appello evidentemente appare


appareat, Metropolita vel Episcopus de quo in meramente dilatorio, il Metropolita o il Vescovo di
§ 3, vel Decanus Rotae Romanae, eam a limine cui al § 3, o il Decano della Rota Romana, lo
decreto suo reiciat; si autem admissa fuerit, rigetti a limine con un suo decreto; se invece
causa ad ordinarium tramitem in altero gradu l’appello è ammesso, si rimetta la causa
remittatur. all’esame ordinario di secondo grado.

6.° De processu documentali 6.° Il processo documentale

Can. 1374. Recepta petitione ad normam Can. 1374. Ricevuta la domanda presentata a
can. 1362 proposita, Episcopus eparchialis vel norma del can. 1362, il Vescovo eparchiale o il
Vicarius iudicialis vel Iudex designatus potest, Vicario giudiziale o il Giudice designato,
praetermissis sollemnitatibus ordinarii processus tralasciate le formalità del processo ordinario,
sed citatis partibus et cum interventu defensoris citate però le parti e con l’intervento del
vinculi, matrimonii nullitatem sententia declarare, difensore del vincolo, può dichiarare con
si ex documento, quod nulli contradictioni vel sentenza la nullità del matrimonio, se da un
exceptioni sit obnoxium, certo constet de documento che non sia soggetto a
exsistentia impedimenti dirimentis vel de defectu contraddizione o ad eccezione alcuna, consti con
legitimae formae, dummodo pari certitudine certezza dell’esistenza di un impedimento
pateat dispensationem datam non esse, aut de dirimente o del difetto della forma legittima,
defectu validi mandati procuratoris. purché sia chiaro con eguale sicurezza che non
fu concessa la dispensa, oppure del difetto di un
mandato valido in capo al procuratore.

Can. 1375 § 1. A sententia, de qua in can. 1374, Can. 1375 § 1. Il difensore del vincolo, se giudica
defensor vinculi, si prudenter existimat, vel vitia prudentemente che non sono certi i vizi o la
vel dispensationis defectum non esse certa, mancanza della dispensa, deve appellare contra
appellare debet ad iudicem tribunalis secundi la sentenza di cui al can. 1374 al giudice del
gradus, ad quem acta sunt mittenda quique tribunale di secondo grado, al quale devono
scripto certior faciendus est agi de processu essere inviati gli atti e dev’essere avvertito per
documentali. iscritto che si tratta di un processo documentale.

§ 2. Integrum manet parti, quae se gravatam § 2. La parte che si sente danneggiata ha pieno
putet, ius appellandi. diritto di appellare.

Can. 1376. Iudex tribunalis secundi gradus cum Can. 1376. Il giudice di secondo grado, con
interventu defensoris vinculi et auditis partibus l’intervento del difensore del vincolo e ascoltate
decernat, utrum sententia sit confirmanda an le parti, decida se la sentenza sia da confermare
potius procedendum in causa sit ad ordinariam o se piuttosto si debba procedere nella causa
normam iuris; quo in casu eam remittit ad tribunal secondo la norma ordinaria del diritto; in questo
primi gradus. caso la rinvia al tribunale di primo grado.

7.° Normae generales 7.° Norme generali

Can. 1377 § 1. In sententia partes moneantur de Can. 1377 § 1. Nella sentenza si ammoniscano
obligationibus moralibus vel etiam civilibus, le parti sugli obblighi morali o anche civili, a cui
quibus forte tenentur, altera erga alteram et erga eventualmente sono tenute l’una verso l’altra e
filios ad debitam sustentationem et educationem verso i figli, per assicurare il dovuto
praestandas. sostentamento e l’educazione.

§ 2. Causae ad matrimonii nullitatem § 2. Le cause per la dichiarazione di nullità del


declarandam non possunt iudicio contentioso matrimonio non possono essere trattate con il
summario, de quo in cann. 1343-1356, tractari. giudizio contenzioso sommario, di cui nei cann.
1343-1356.

§ 3. In ceteris, quae ad rationem procedendi § 3. In tutte le altre cose che riguardano la


attinent, applicandi sunt, nisi rei natura obstat, procedura si devono applicare, a meno che non
canones de iudiciis in genere et de iudicio si opponga la natura delle cose, i canoni sui
contentioso ordinario servatis normis specialibus giudizi in genere e sul giudizio contenzioso
de causis, quae ad bonum publicum spectant. ordinario, osservando le norme speciali sulle
cause che riguardano il bene pubblico.

Art. II DE CAUSIS SEPARATIONIS CONIUGUM Art. II Le cause di separazione dei coniugi

Can. 1378 - § 1. Separatio personalis coniugum, Can. 1378 - § 1. La separazione personale dei
nisi aliter pro locis particularibus legitime coniugi, a meno che legittimamente non sia stato
provisum est, decerni potest decreto Episcopi provvisto altrimenti per luoghi particolari, può
eparchialis vel sententia iudicis. essere decisa con decreto del Vescovo
eparchiale o con sentenza del giudice.

§ 2. Ubi vero decisio ecclesiastica effectus civiles § 2. Dove però la decisione ecclesiastica non
non sortitur vel si sententia civilis praevidetur non ottiene effetti civili o se si prevede che la
contraria iuri divino, Episcopus eparchialis sentenza civile non sia contraria al diritto divino, il
eparchiae commorationis coniugum potest Vescovo eparchiale dell’eparchia di dimora dei
perpensis specialibus adiunctis licentiam coniugi può, considerate le speciali circostanze,
concedere adeundi forum civile. concedere la licenza di ricorrere al foro civile.

§ 3. Si causa versatur etiam circa effectus mere § 3. Se la causa verte anche sugli effetti
civiles matrimonii, satagat iudex, ut de licentia meramente civili del matrimonio, il giudice si
Episcopi eparchialis causa inde ab initio ad forum interessi perché, con la licenza del Vescovo
civile deferatur. eparchiale, la causa sia deferita fin dall’inizio al
foro civile.

Can. 1379 - § 1. Nisi qua pars indicium Can. 1379 - § 1. A meno che una parte non
contentiosum ordinarium petit, iudicium chieda il giudizio contenzioso ordinario, si usi il
contentiosum summarium adhibeatur. giudizio contenzioso sommario.

§ 2. Si iudicium contentiosum ordinarium § 2. Se si è usato il giudizio contenzioso ordinario


adhibitum est et appellatio interponitur, tribunal e si interpone appello, il tribunale di secondo
secundi gradus auditis partibus suo decreto vel grado, dopo aver ascoltato le parti, o confermi
decisionem continenter confirmet vel causam ad subito con suo decreto la decisione, o ammetta la
ordinariun examen secundi gradus iudicii causa all'esame ordinario di secondo grado del
admittat. giudizio.

Can. 1380 - Quod attinet ad tribunalis Can. 1380 - Per quanto riguarda la competenza
competentiam, servetur can. 1359, nn. 2 et 3 del tribunale, si osservi il can. 1359, nn. 2 e 3
[1358, n. 2 ?]. [1358, n. 2 ?].

Can. 1381 - Iudex, antequam causam acceptat et Can. 1381 - Il giudice, prima di accettare la causa
quoties spem boni exitus perspicit, pastoralia e ogniqualvolta intravveda la speranza di un buon
media adhibeat, ut coniuges concilientur et ad esito, adoperi dei mezzi pastorali affinché i
consortium vitae coniugalis restaurandum coniugi si riconcilino e siano indotti a ristabilire il
inducantur. consorzio della vita coniugale.
Can. 1382 - Causis de coniugum separatione Can. 1382 - Nelle cause di separazione dei
interesse debet promotor iustitiae ad normam coniugi deve intervenire il promotore di giustizia a
can. 1097. norma del can. 1097.

Art. III DE PROCESSU PRAESUMPTAE Art. III Il processo di morte presunta del coniuge
MORTIS CONIUGIS

Can. 1383 - § 1. Quoties coniugis mors Can. 1383 - § 1. Ogni volta che la morte di un
authentico documento ecclesiastico vel civili coniuge non può essere provata con un
comprobari non potest, alter coniux a vinculo documento autentico, ecclesiastico o civile,
matrimonii solutus non habeatur nisi post l’altro coniuge non sia ritenuto sciolto dal vincolo
declarationem de morte praesumpta ab Episcopo matrimoniale se non dopo una dichiarazione di
eparchiali factam. morte presunta fatta dal Vescovo eparchiale.

§ 2. Hanc declarationem Episcopus eparchialis § 2. Il Vescovo eparchiale può fare questa


tantummodo facere potest, si peractis opportunis dichiarazione soltanto se, fatte le opportune
investigationibus ex testium depositionibus, ex indagini, dalle deposizioni dei testimoni, dalla
fama aut ex indiciis moralem certitudinem de fama oppure da indizi, abbia raggiunto la
coniugis morte obtinuit; sola coniugis absentia, certezza morale della morte del coniuge; la sola
etsi diuturna, non sufficit. assenza del coniuge, anche se di lunga durata,
non è sufficiente.

§ 3. In casibus incertis et implexis Episcopus § 3. Nei casi incerti e complessi, il Vescovo


eparchialis intra fines territorii Ecclesiae eparchiale che esercita la sua potestà entro i
patriarchalis potestatem suam exercens consulat confini del territorio della Chiesa patriarcale
Patriarcham; ceteri Episcopi eparchiales vero consulti il Patriarca; tutti gli altri Vescovi
Sedem Apostolicam consulant. eparchiali invece consultino la Sede Apostolica.

§ 4. In processu praesumptae mortis coniugis § 4. Nel processo di morte presunta di un


requiritur interventus promotoris iustitiae, non coniuge si richiede l’intervento del promotore di
vero defensoris vinculi. giustizia, non invece del difensore del vincolo.

Art. IV DE MODO PROCEDENDI AD Art. IV Procedura per ottenere lo scioglimento del


OBTINENDAM SOLUTIONEM MATRIMONII matrimonio non consumato, o lo scioglimento del
NON CONSUMMATI AUT SOLUTIONEM matrimonio in favore della fede
MATRIMONII IN FAVOREM FIDEI

Can. 1384 - Ad obtinendam solutionem Can. 1384 - Per ottenere lo scioglimento del
matrimonii non consummati aut solutionem matrimonio non consumato, oppure lo
matrimonii in favorem fidei adamussim serventur scioglimento del matrimonio in favore della fede ,
normae speciales a Sede Apostolica latae. si osservino accuratamente le norme speciali
stabilite dalla Sede Apostolica.

CAPUT II DE CAUSIS AD SACRAE CAPITOLO II CAUSE PER DICHIARARE LA


ORDINATIONIS NULLITATEM DECLARANDAM NULLITà DELLA SACRA ORDINAZIONE

Can. 1385 - Validitatem sacrae ordinationis ius Can. 1385 - Hanno diritto di accusare la validità
habent accusandi sive ipse clericus sive della sacra ordinazione sia il chierico stesso, sia il
Hierarcha, cui clericus subest vel in cuius Gerarca a cui il chierico è soggetto o nella cui
eparchia ordinatus est. eparchia è stato ordinato.

Can. 1386 - § 1. Libellus de validitate sacrae Can. 1386 - § 1. Il libello accusatorio sulla nullità
ordinationis accusanda mitti debet ad competens della sacra ordinazione deve essere inviato al
Curiae Romanae Dicasterium, quod decernet, competente Dicastero della Curia Romana che
utrum causa ab ipso an a tribunali ab eo deciderà se la causa deve essere decisa dallo
designato sit agenda. stesso, oppure da un tribunale designato da
esso.

§ 2. Si Dicasterium causam ad tribunal remisit, § 2. Se il Dicastero ha rinviato la causa a un


serventur, nisi rei natura obstat, canones de tribunale, si osservino, a meno che non lo
iudiciis in genere et de iudicio contentioso impedisca la natura della cosa, i canoni dei
ordinario, non vero canones de iudicio giudizi in generale e del giudizio contenzioso
contentioso summario. ordinario, ma non i canoni del giudizio
contenzioso sommario.

§ 3. Misso libello clericus ordines sacros exercere § 3. Inviato il libello, al chierico viene proibito dal
ipso iure vetatur. diritto stesso di esercitare i sacri ordini.

Can. 1387 - Post secundam sententiam, quae Can. 1387 - Dopo la seconda sentenza che ha
nullitatem sacrae ordinationis confirmavit, clericus confermato la nullità della sacra ordinazione, il
omnia iura statui clericali propria amittit et ab chierico perde tutti i diritti propri dello stato
omnibus obligationibus eiusdem status liberatur. clericale e viene liberato da tutti gli obblighi dello
stesso stato.

CAPUT III DE PROCEDURA IN PAROCHIS CAPITOLO III PROCEDURA NELLA


AMOVENDIS VEL TRANSFERENDIS RIMOZIONE O NEL TRASFERIMENTO DEI
PARROCI

Can. 1388 - In amotione vel translatione Can. 1388 - Nella rimozione o nel trasferimento
parochorum servandi sunt cann. 1389 - 1400, nisi dei parroci devono essere osservati i cann.
iure particulari a Sede Apostolica approbato aliud 1389-1400, a meno che non sia stabilito
statuitur. diversamente dal diritto particolare approvato
dalla Sede Apostolica.

Art. I DE MODO PROCEDENDI IN AMOTIONE Art. I Modo di procedere nella rimozione dei
PAROCHORUM parroci

Can. 1389 - Si alicuius parochi ministerium aliqua Can. 1389 - Se il ministero di un parroco per
de causa, etiam citra gravem ipsius culpam, qualche causa, anche al di fuori di ogni sua colpa
noxium aut saltem inefficax evasit, parochus ab grave, è risultato dannoso oppure almeno
Episcopo eparchiali a paroecia amoveri potest. inefficace, il parroco può essere rimosso dalla
parrocchia da parte del Vescovo eparchiale.

Can. 1390 - Causae, ob quas parochus a sua Can. 1390 - Le cause, per le quali un parroco
paroecia legitime amoveri potest, hae praesertim può essere legittimamente rimosso dalla sua
sunt: parrocchia, sono specialmente queste:

1° modus agendi, qui communioni 1° un modo di agire che porti un grave danno
ecclesiasticae grave detrimentum vel o turbamento alla comunione ecclesiastica;
perturbationem affert;

2° imperitia aut permanens mentis vel 2° inettitudine o infermità permanente di


corporis infirmitas, quae parochum suis mente o di corpo, che rendono il parroco impari a
muneribus utiliter obeundis imparem reddunt; compiere utilmente i suoi incarichi;

3° bonae existimationis amissio penes probos 3° la perdita della buona reputazione presso i
et graves paroecianos vel aversio in parochum, parrocchiani buoni e seri o un'avversione contro il
quae praevidentur non brevi cessaturae; parroco che prevedibilmente non cesseranno in
breve tempo;

4° gravis neglectus vel violatio obligationum 4° una grave negligenza o la violazione degli
parochi, quae post monitionem persistit; obblighi del parroco che persiste dopo
un'ammonizione;
5° mala rerum temporalium administratio cum 5° una cattiva amministrazione delle cose
gravi Ecclesiae damno, quoties huic malo aliud temporali con grave danno della Chiesa, ogni
remedium afferri non potest. volta che non si possa porre un altro rimedio a
questo male.

Can. 1391 - § 1. Si ex instructione peracta Can. 1391 - § 1. Se risulta dall’istruttoria svolta


constat adesse causam amotionis, Episcopus che esiste una causa di rimozione, il Vescovo
eparchialis rem discutiat cum duobus parochis ex eparchiale discuta la cosa con due parroci scelti
coetu parochorum, quos consilium presbyterale dal gruppo dei parroci che il consiglio presbiterale
Episcopo eparchiali proponente ad hoc stabiliter ha eletto stabilmente a questo scopo, su
elegit, selectis; si vero exinde censet ad proposta del Vescovo eparchiale; se poi da ciò
amotionem esse deveniendum, causa et egli ritenga che occorra addivenire alla rimozione,
argumentis ad validitatem indicatis parocho suggerisca paternamente al parroco di rinunciare
paterne suadeat, ut intra tempus quindecim entro il tempo di quindici giorni, indicandogli per
dierum renuntiet. la validità la causa e le prove.

§ 2. Parochus, qui est sodalis instituti religiosi vel § 2. Il parroco che è membro di un istituto
societatis vitae communis ad instar religiosorum religioso o di una società di vita comune a guisa
amoveri potest ad nutum sive Episcopi dei religiosi può essere rimosso a discrezione sia
eparchialis certiore facto Superiore maiore sive del Vescovo eparchiale informando il Superiore
Superioris maioris certiore facto Episcopo maggiore, sia del Superiore maggiore informando
eparchiali non requisito alterius consensu. il Vescovo eparchiale, senza dover richiedere il
consenso dell’altro.

Can. 1392 - Renuntiatio a parocho fieri potest Can. 1392 - La rinuncia può essere fatta dal
etiam sub condicione, dummodo haec ab parroco anche sotto condizione, purché questa
Episcopo eparchiali legitime acceptari possit et possa essere legittimamente accettata dal
reapse acceptetur. Vescovo eparchiale e sia di fatto accettata.

Can. 1393 - § 1. Si parochus intra praestitutos Can. 1393 - § 1. Se il parroco non ha risposto
dies non respondit, Episcopus eparchialis iteret entro i giorni prestabiliti, il Vescovo eparchiale
invitationem prorogando tempus utile ad ripeta l'invito prorogando il tempo utile per
respondendum. rispondere.

§ 2. Si Episcopo eparchiali constat parochum § 2. Se consta al Vescovo eparchiale che il


alteram invitationem recepisse, non autem parroco ha ricevuto il secondo invito ma non ha
respondisse, etsi nullo impedimento detentum, risposto, benché non ne fosse per nulla impedito,
aut si parochus renuntiationem sine motivis oppure se il parroco ricusa la rinuncia senza
recusat, Episcopus eparchialis decretum motivi, il Vescovo eparchiale emetta il decreto di
amotionis ferat. rimozione.

Can. 1394 - Si vero parochus causam adductam Can. 1394 - Se invece il parroco contesta la
eiusque rationes oppugnat motiva allegans, quae causa addotta e le ragioni, allegando dei motivi
insufficientia Episcopo eparchiali videntur, hic, ut che al Vescovo eparchiale sembrano insufficienti,
valide agat: costui per agire validamente:

1° invitet illum, ut inspectis actis suas 1° lo inviti a raccogliere le sue impugnazioni,


impugnationes in relatione scripto danda colligat, dopo aver esaminato gli atti, in una sua relazione
immo probationes in contrarium, si quas habet, da consegnare per iscritto, anzi lo inviti a portare
afferat; le prove in contrario, se ne ha qualcuna;

2° deinde completa, si opus est, instructione 2° quindi, completata l’istruttoria, se è


una cum eisdem duobus parochis, de quibus in necessario, insieme ai due parroci di cui nel
can. 1391, § 1, nisi alii propter illorum can. 1391, § 1, a meno che non debbano essere
impossibilitatem sunt designandi, rem perpendat; designati altri per la impossibilità di quelli,
riesamini la cosa;
3° tandem statuat, utrum parochus sit 3° infine decida se il parroco sia da rimuovere
amovendus necne, et mox decretum de re ferat. o no, ed emetta subito il decreto relativo.

Can. 1395 - Amoto parocho Episcopus Can. 1395 - Il Vescovo eparchiale provveda al
eparchialis consulat collatione alterius officii, si parroco rimosso con il conferimento di un altro
ille ad hoc idoneus est, vel pensione, prout casus ufficio, se egli ne ha l'idoneità, o con una
fert et adiuncta permittunt. pensione a secondo che il caso lo richieda e le
circostanze lo permettano.

Can. 1396 - § 1. Parochus amotus debet a Can. 1396 - § 1. Il parroco rimosso deve
parochi officio exercendo abstinere, quam astenersi dall'esercizio dell'ufficio di parroco,
primum liberam relinquere domum paroecialem lasciar libera al più presto la casa parrocchiale e
et omnia, quae ad paroeciam pertinent, illi consegnare tutto ciò che appartiene alla
tradere, cui Episcopus eparchialis paroeciam parrocchia a colui al quale il Vescovo eparchiale
commisit. ha affidato la parrocchia.

§ 2. Si vero de infirmo agitur, qui ex domo § 2. Se però si tratta di un infermo che non può
paroeciali sine incommodo non potest alio trasferirsi altrove senza disagio lasciando la casa
transferri, Episcopus eparchialis eidem relinquat parrocchiale, il Vescovo eparchiale gli lasci l'uso,
domus paroecialis usum, etiam exclusivum, anche esclusivo, della casa parrocchiale finché
eadem necessitate durante. dura questa necessità.

§ 3. Pendente recursu adversus amotionis § 3. Finché pende il ricorso contro il decreto di


decretum Episcopus eparchialis non potest amozione, il Vescovo eparchiale non può
novum parochum nominare, sed per nominare un nuovo parroco, ma provveda
administratorem paroeciae interim provideat. interinalmente alla parrocchia mediante un
amministratore.

Art. II DE MODO PROCEDENDI IN Art. II Modo di procedere nel trasferimento dei


TRANSLATIONE PAROCHORUM parroci

Can. 1397 - Si salus animarum vel Ecclesiae Can. 1397 - Se la salvezza delle anime o la
necessitas aut utilitas postulat, ut parochus a necessità, oppure l'utilità della Chiesa lo richiede,
sua, quam utiliter regit, ad aliam paroeciam aut perché un parroco sia trasferito dalla sua
ad aliud officium transferatur, Episcopus parrocchia che regge utilmente ad un'altra,
eparchialis eidem translationem scripto proponat oppure ad un altro ufficio, il Vescovo eparchiale
ac suadeat, ut pro Dei atque animarum amore gli proponga per iscritto il trasferimento e lo
consentiat. consigli ad acconsentire per amore di Dio e delle
anime.

Can. 1398 - Si parochus consilio ac suasionibus Can. 1398 - Se il parroco non intende
Episcopi eparchialis obsequi non intendit, accondiscendere al consiglio e alle esortazioni
rationes scripto exponat. del Vescovo eparchiale, esponga per iscritto le
sue ragioni.

Can. 1399 - § 1. Episcopus eparchialis, si non Can. 1399 - § 1. Se il Vescovo eparchiale,


obstantibus allatis rationibus iudicat a suo nonostante le ragioni addotte, giudica di non
proposito non esse recedendum, cum duobus dover recedere dalla sua proposta, valuti con due
parochis ex coetu, de quo in can. 1391, § 1, parroci scelti dal gruppo di cui al can. 1391, § 1 le
selectis rationes perpendat, quae translationi ragioni che sono a favore o che sono contrarie al
favent vel obstant; si vero exinde translationem trasferimento; se poi da ciò egli ritenga che il
peragendam censet, paternas exhortationes trasferimento dev'essere fatto, ripeta al parroco le
parocho iteret. sue paterne esortazioni.

§ 2. His peractis, si adhuc et parochus renuit et § 2. Compiuto tutto questo, se e il parroco rifiuta
Episcopus eparchialis putat translationem esse ancora e il Vescovo eparchiale pensa che il
faciendam, hic decretum translationis ferat trasferimento è da farsi, costui emetta il decreto
statuens paroeciam elapso determinato die esse di trasferimento stabilendo che la parrocchia,
vacaturam. trascorso un determinato giorno, sarà vacante.

§ 3. Hoc die inutiliter elapso Episcopus § 3. Trascorso inutilmente questo giorno, il


eparchialis paroeciam vacantem declaret. Vescovo eparchiale dichiari vacante la
parrocchia.

Can. 1400 - In casu translationis serventur Can. 1400 - Nel caso di trasferimento si
can. 1396, iura quaesita et aequitas. osservino il can. 1396, i diritti acquisiti e l'equità.

TITULUS XXVII DE SANCTIONIBUS TITOLO XXVII LE SANZIONI PENALI NELLA


POENALIBUS IN ECCLESIA CHIESA

CAPUT I DE DELICTIS ET POENIS IN GENERE CAPITOLO I DELITTI E PENE IN GENERALE

Can. 1401 - Cum omnem rationem init Deus, ut Can. 1401 - Poiché Dio prende ogni iniziativa per
errantem ovem reducat, illi, qui ab Eo solvendi et ricondurre la pecora smarrita, coloro che da Lui
ligandi potestatem acceperunt, morbo eorum, qui hanno ricevuto la potestà di sciogliere e di legare
deliquerunt, convenientem medicinam afferant, procurino la medicina adatta alla malattia di
eos arguant, obsecrent, increpent in omni quanti hanno peccato, li ammoniscano, li
patientia et doctrina, immo poenas imponant, ut rimproverino, li esortino con ogni magnanimità e
vulneribus a delicto illatis medeatur ita, ut neque dottrina, impongano anche delle pene, per curare
delinquentes ad desperationis praecipitia le ferite inferte dal delitto, in modo tale che né i
impellantur neque frena ad vitae dissolutionem et delinquenti siano spinti verso i precipizi della
legis contemptum relaxentur. disperazione, né i freni siano allentati fino alla
rilassatezza della vita e al disprezzo della legge.

Can. 1402 - § 1. Hierarcha proceduram ad (La traduzione manca ancora.)


poenas irrogandas promovere debet, quando
neque reprehensione, neque obsecratione,
neque increpatione satis possit iustitia restitui,
reus ad poenitentiam duci et sese emendare,
scandalum et damnum reparari.

§ 2. Poena canonica per iudicium poenale in


cann. 1468 - 1482 praescriptum irrogari debet
firma potestate coercitiva iudicis in casibus iure
expressis et reprobata contraria consuetudine.

§ 3. Si vero iudicio auctoritatis, de qua in § 4,


graves obstant causae, ne iudicium poenale fiat,
et probationes de delicto certae sunt, delictum
puniri potest, servato can. 1291, per decretum
extra iudicium ad normam cann. 1486 et 1487,
dummodo non agatur de privatione officii, tituli,
insignium aut de suspensione ultra annum, de
reductione ad inferiorem gradum, de depositione
vel de excommunicatione maiore.

§ 4. Hoc decretum praeter Sedem Apostolicam


ferre possunt intra fines suae competentiae
Patriarcha, Archiepiscopus maior, Episcopus
eparchialis atque Superior maior instituti vitae
consecratae, qui potestatem regiminis ordinariam
habet, ceteris omnibus exclusis.
Can. 1403 - § 1. Etsi de delictis agitur, quae Can. 1403 - § 1. Anche se si tratta di delitti che
poenam secumferunt iure obligatoriam, Hierarcha comportano una pena obbligatoria per diritto, il
audito promotore iustitiae a procedura poenali, Gerarca dopo aver ascoltato il promotore di
immo a poenis irrogandis prorsus abstinere giustizia, può astenersi del tutto dalla procedura
potest, dummodo ipsius Hierarchae iudicio haec penale, anzi dall'infliggere delle pene purché a
omnia simul concurrant: delinquens in iudicium giudizio dello stesso Gerarca concorrano tutte
nondum delatus suum delictum Hierarchae in queste cose insieme: il delinquente, non ancora
foro externo sincera paenitentia motus confessus deferito in giudizio, ha confessato al Gerarca il
est necnon de reparatione scandali et damni suo delitto in foro esterno, mosso da sincera
congrue provisum est. penitenza, e si sia provveduto in modo adeguato
alla riparazione dello scandalo e del danno.

§ 2. Hoc vero Hierarcha facere non potest, si de § 2. Il Gerarca però non può fare questo se si
delicto agitur, quod poenam secumfert, cuius tratta di un delitto che comporta una pena la cui
remissio auctoritati superiori reservata est, donec remissione è riservata all'autorità superiore,
licentiam ab eadem auctoritate obtinuerit. finché non ha ottenuto la licenza dalla stessa
autorità.

Can. 1404 - § 1. In poenis benignior est Can. 1404 - § 1. Nelle pene bisogna fare
interpretatio facienda. l'interpretazione più benigna.

§ 2. Non licet poenam de persona ad personam § 2. Non è lecito estendere una pena da persona
vel de casu ad casum producere, etsi par adest a persona o da caso a caso, anche se c'è una
ratio, immo gravior. ragione uguale, anzi più grave.

Can. 1405 - § 1. Qui habet potestatem Can. 1405 - § 1. Chi ha potestà legislativa può,
legislativam, potest, quatenus vere necessarium per quanto è veramente necessario onde
est ad aptius providendum disciplinae provvedere più opportunamente alla disciplina
ecclesiasticae, etiam leges poenales ferre ecclesiastica, emanare anche leggi penali, come
necnon suis legibus etiam legem divinam aut pure può munire con sue leggi di una
ecclesiasticam ab auctoritate superiore latam conveniente pena anche una legge divina oppure
congrua poena munire servatis suae ecclesiastica emanata da un'autorità superiore,
competentiae limitibus ratione territorii vel rispettando i limiti della sua competenza in
personarum. ragione del territorio e delle persone.

§ 2. Poenis iure communi in aliquod delictum § 2. Alle pene stabilite nel diritto comune contro
statutis aliae poenae iure particulari addi possunt; qualche delitto possono essere aggiunte altre
id antem ne fiat nisi gravissima de causa; si vero pene per diritto particolare; questo però non sia
iure communi indeterminata vel facultativa poena fatto se non per causa gravissima; se poi per
statuitur, iure particulari in eius locum poena diritto comune è stabilita una pena indeterminata
determinata vel obligatoria statui potest. o facoltativa, al suo posto può essere stabilita per
diritto particolare una pena determinata o
obbligatoria.

§ 3. Curent Patriarchae et Episcopi eparchiales, § 3. I Patriarchi e i Vescovi eparchiali procurino


ut leges poenales iuris particularis in eodem che le leggi penali di diritto particolare siano, per
territorio, quatenus fieri potest, uniformes sint. quanto è possibile, uniformi nello stesso territorio.

Can. 1406 - § 1. Quatenus aliquis potest (La traduzione manca ancora.)


praecepta imponere iuxta praescripta cann. 1510
– 1520, eatenus potest re mature perpensa et
maxima moderatione poenas determinatas per
praeceptum comminari eis exceptis, quae in
can. 1402, § 3 enumerantur; Patriarcha vero de
consensu Synodi permanentis etiam has poenas
per praeceptum comminari potest.
§ 2. Monitio cum comminatione poenarum, qua
Hierarcha legem non poenalem in casibus
singularibus urget, praecepto poenali
aequiparatur.

Can. 1407 - § 1. Si iudicio Hierarchae, qui (La traduzione manca ancora.)


poenam irrogare potest, natura delicti id patitur,
poena irrogari non potest, nisi delinquens antea
semel saltem monitus est, ut a delicto desisteret,
dato congruo ad resipiscentiam tempore.

§ 2. A delicto destitisse dicendus est is, quem


delicti sincere paenituit quique praeterea
congruam reparationem scandali et damni dedit
vel saltem serio promisit.

§ 3. Si monitiones vel correptiones frustra alicui


factae sint, Hierarcha det praeceptum poenale, in
quo accurate praescribat quid agendum vel
vitandum sit.

§ 4. Monitio poenalis vero, de qua in can. 1406,


§ 2, sufficiens est, ut poena irrogari possit.

Can. 1408 - Poena reum non tenet, nisi Can. 1408 - La pena non vincola il reo, se non
postquam sententia vel decreto irrogata est, dopo che è stata inflitta con sentenza o decreto,
salvo iure Romani Pontificis vel Concilii salvo il diritto del Romano Pontefice o del
Oecumenici aliter statuendi. Concilio Ecumenico di stabilire diversamente.

Can. 1409 - § 1. In lege poenali applicanda, etsi (La traduzione manca ancora.)
lex utitur verbis praeceptivis, iudex pro sua
conscientia et prudentia potest:

1° poenae irrogationem in tempus magis


opportunum differre, si ex praepropera rei
punitione maiora mala eventura praevidentur, nisi
necessitas urgeat scandalum reparandi;

2° a poena irroganda abstinere vel poenam


mitiorem irrogare, si reus emendatus est necnon
de reparatione scandali et damni congrue
provisum est aut si ipse reus satis ab auctoritate
civili punitus est aut punitum iri praevidetur;

3° poenas intra aequos limites moderari, si


reus plura delicta commisit et nimius videtur
poenarum cumulus;

4° obligationem servandi poenam suspendere


in favorem eius, qui omni probitate vitae
hucusque commendatus primum deliquit,
dummodo scandalum reparandum non urgeat;
poena suspensa prorsus cessat, si intra tempus a
iudice determinatum reus iterum non deliquit,
secus tamquam utriusque delicti debitor gravius
puniatur, nisi interim actio poenalis pro priore
delicto exstincta est.

§ 2. Si poena est indeterminata neque aliter lex


cavet, iudex in poenis determinandis eas eligat
quae inducto scandalo et damni gravitati
proportionatae sint; tamen poenas in can. 1402,
§ 3 recensitas irrogare non potest.

Can. 1410 - In poenis clerico irrogandis ei salva (La traduzione manca ancora.)
esse debent, quae ad congruam sustentationem
sunt necessaria, nisi agitur de depositione, quo in
casu Hierarcha curet, ut deposito, qui propter
poenam vere indiget, quo meliore fieri potest
modo, provideatur, exclusa vero collatione officii,
ministerii vel muneris, et salvis semper iuribus
ortis circa praecaventiam et securitatem socialem
necnon assistentiam sanitariam in favorem eius
eiusque familiae, si coniugatus est.

Can. 1411 - Nulla poena irrogari potest, Can. 1411 - Nessuna pena può essere inflitta
postquam actio poenalis exstincta est. dopo che l'azione penale è stata estinta.

Can. 1412 - § 1. Qui lege aut praecepto tenetur, Can. 1412 - § 1. Chi è tenuto alla legge oppure al
adnexae eidem quoque poenae obnoxius est. precetto, è pure sottoposto alla pena annessa ad
essi.

§ 2. Si, postquam delictum commissum est, lex § 2. Se, dopo che il delitto è stato connesso, la
mutatur, applicanda est lex reo favorabilior. legge viene cambiata, al reo si deve applicare la
legge più favorevole.

§ 3. Si vero lex posterior tollit legem vel saltem § 3. Se invece una legge posteriore toglie la
poenam, haec, quomodocumque irrogata erat, legge o almeno la pena, questa cessa
statim cessat. immediatamente, in qualunque modo essa sia
stata inflitta.

§ 4. Poena reum ubique tenet etiam resoluto iure § 4. La pena vincola il reo in qualunque luogo,
eius, qui poenam irrogavit, nisi aliter iure anche se è scaduto il diritto di chi ha inflitto la
communi expresse cavetur. pena, a meno che non sia espressamente
disposto altrimenti dal diritto comune.

Can. 1413 - § 1. Nulli poenae est obnoxius, qui Can. 1413 - § 1. Non è passibile di alcuna pena
decimum quartum aetatis annum non explevit. chi non ha compiuto il quattordicesimo anno di
età.

§ 2. Qui vero intra decimum quartum et § 2. Colui però che ha commesso un delitto tra il
duodevicesimum aetatis annum delictum quattordicesimo e il diciottesimo anno può essere
commisit, puniri potest tantummodo poenis, quae punito soltanto con pene che non includono la
privationem alicuius boni non includunt, nisi privazione di alcun bene, a meno che il Vescovo
Episcopus eparchialis vel iudex in casibus eparchiale o il giudice, in casi speciali, non
specialibus aliter melius consuli posse censet ritenga che si può provvedere meglio in modo
eiusdem emendationi. diverso al suo emendamento.

Can. 1414 - § 1. Quilibet innocens censetur, (La traduzione manca ancora.)


donec contrarium probetur.

§ 2. Poenis is tantum subicitur, qui legem


poenalem vel praeceptum poenale violavit aut
deliberate aut ex graviter culpabili omissione
debitae diligentiae aut ex graviter culpabili
ignorantia legis vel praecepti.

§ 3. Posita externa legis poenalis vel praecepti


poenalis violatione praesumitur eam deliberate
factam esse, donec contrarium probetur; in
ceteris legibus vel praeceptis id praesumitur
tantummodo, si lex vel praeceptum iterum post
monitionem poenalem violatur.

Can. 1415 - Si qua adest secundum communem Can. 1415 - Se c'è, secondo la prassi comune e
praxim et doctrinam canonicam circumstantia la dottrina canonica, qualche circostanza
attenuans, dummodo tamen delictum adhuc attenuante, purché tuttavia si abbia ancora un
habeatur, iudex poenam lege vel praecepto delitto, il giudice deve attenuare la pena stabilita
statutam temperare debet; immo pro sua per legge o per precetto; anzi se, secondo la sua
prudentia, si censet aliter posse melius consuli rei prudenza, egli ritiene che si possa provvedere
emendationi atque reparationi scandali et damni, meglio in altro modo all'emendazione del reo e
potest etiam a poena irroganda abstinere. alla riparazione del danno e dello scandalo, può
anche astenersi dall'infliggere la pena.

Can. 1416 - § 1. Si delictum a recidivo (La traduzione manca ancora.)


commissum est vel ab eo qui versatur in statu
ebrietatis aliusve mentis perturbationis, quae sint
ad delictum patrandum vel excusandum consulto
quaesitae, aut ab eo qui agit ob passionem
voluntarie excitatam vel nutritam vel si alia adest
secundum communem praxim et doctrinam
canonicam circumstantia aggravans, iudex debet
reum gravius punire, quam lex vel praeceptum
statuit, non exclusis poenis in can. 1402, § 3
recensitis.

§ 2. In iisdem casibus, si poena constituta sit ut


facultativa, fit obligatoria.

Can. 1417 - Qui communi delinquendi consilio in Can. 1417 - Coloro che di comune accordo
delictum concurrunt neque in lege vel praecepto concorrono nel delitto, e non vengono
expresse nominantur, eisdem poenis ac auctor espressamente nominati nella legge o nel
principalis puniri possunt vel ad prudentiam precetto, possono essere puniti con le stesse
iudicis aliis poenis eiusdem vel minoris gravitatis. pene dell'autore principale o, secondo la
prudenza del giudice, con altre pene della stessa
o di minore gravità.

Can. 1418 - § 1. Qui aliquid ad delictum Can. 1418 - § 1. Chi fece o omise alcunché per
patrandum egit vel omisit nec tamen praeter compiere un delitto e tuttavia all'infuori della sua
suam voluntatem delictum consummavit, non volontà non consumò il delitto, non è tenuto alla
tenetur poena in delictum consummatum statuta, pena stabilita per il delitto consumato, a meno
nisi lex vel praeceptum aliter cavet. che la legge o il precetto non disponga altrimenti.

§ 2. Si vero actus vel omissiones natura sua ad § 2. Se invece gli atti o le omissioni per loro
delicti exsecutionem conducunt, auctor congrua natura conducono all'esecuzione del delitto,
poena puniatur, praesertim si scandalum aliudve l'autore sia punito con una pena adeguata,
grave damnum evenit, leviore tamen quam ea, specialmente se ne è derivato scandalo o altro
quae in delictum consummatum constituta est. grave danno, tuttavia più leggera di quella
costituita contro il delitto consumato.
§ 3. Ab omni poena liberatur, qui sua sponte ab § 3. E' liberato da ogni pena colui che di sua
incepta delicti exsecutione destitit, si nullum ex spontanea volontà ha desistito dall'esecuzione
conatu damnum aut scandalum ortum est. del delitto inziato, se dal tentativo non è derivato
alcun danno o scandalo.

Can. 1419 - § 1. Qui a lege poenali dispensare Can. 1419 - § 1. Chi può dispensare da una
potest vel a praecepto poenali eximere, potest legge penale o liberare da un precetto penale,
etiam poenam vi eiusdem legis vel praecepti può anche rimettere la pena inflitta in forza della
irrogatam remittere. stessa legge o del precetto.

§ 2. Potest praeterea lege vel praecepto poenali § 2. Con legge o precetto penale inoltre può
aliis quoque potestas conferri poenas remittendi. essere conferita anche ad altri la potestà di
rimettere le pene.

Can. 1420 - § 1. Poenam vi iuris communis Can. 1420 - § 1. Può rimettere una pena inflitta in
irrogatam remittere potest: forza del diritto comune:

1° Hierarcha, qui iudicium poenale promovit 1° il Gerarca che ha promosso il giudizio


vel decreto poenam irrogavit; penale o che ha inflitto la pena con decreto;

2° Hierarcha loci ubi reus actu commoratur, 2° il Gerarca del luogo dove attualmente
consulto vero Hierarcha, de quo in n. 1. dimora il reo, dopo aver consultato però il
Gerarca di cui nel n. 1.

§ 2. Hae normae valent etiam circa poenas vi § 2. Queste norme valgono pure a riguardo delle
iuris particularis vel praecepti poenalis irrogatis, pene inflitte in forza del diritto particolare o del
nisi aliter iure particulari Ecclesiae sui iuris precetto penale, a meno che non venga disposto
cavetur. diversamente dal diritto particolare di una Chiesa
sui iuris.

§ 3. Poenam vero a Sede Apostolica irrogatam § 3. Una pena inflitta invece dalla Sede
sola Sedes Apostolica remittere potest, nisi Apostolica può rimetterla solo la Sede Apostolica,
Patriarchae vel aliis remissio poenae delegatur. a meno che la remissione della pena non sia
delegata al Patriarca o ad altri.

Can. 1421 - Remissio poenae vi aut metu gravi Can. 1421 - La remissione della pena estorta con
aut dolo extorta ipso iure nulla est. violenza o con timore grave o con dolo è nulla
per il diritto stesso.

Can. 1422 -§ 1. Remissio poenae dari potest Can. 1422 - § 1. La remissione della pena può
etiam inscio reo vel sub condicione. essere data al reo anche a sua insaputa, o sotto
condizione.

§ 2. Remissio poenae dari debet scripto, nisi § 2. La remissione della pena deve essere data
gravis causa aliud suadet. per iscritto, a meno che una grave causa non
suggerisca diversamente.

§ 3. Caveatur, ne petitio remissionis poenae vel § 3. Bisogna guardarsi che la domanda di


ipsa remissio divulgetur, nisi quatenus id vel utile remissione di una pena o la remissione stessa
est ad rei famam tuendam vel necessarium ad non sia divulgata, se non nella misura in ciò sia
scandalum reparandum. utile a tutelare la fama del reo o sia necessario a
riparare uno scandalo.

Can. 1423 - § 1. Salvo iure Romani Pontificis Can. 1423 - § 1. Salvo restando il diritto del
remissionem cuiusvis poenae sibi vel aliis Romano Pontefice di riservare a sé o ad altri la
reservandi, Synodus Episcoporum Ecclesiae remissione di qualunque pena, il Sinodo dei
patriarchalis vel archiepiscopalis maioris lege Vescovi della Chiesa patriarcale o arcivescovile
propter graves circumstantias lata reservare maggiore può riservare, con una legge emanata
potest remissionem poenarum Patriarchae vel per gravi circostanze, la remissione delle pene al
Archiepiscopo maiori pro subditis, qui intra fines Patriarca o all'Arcivescovo maggiore per i sudditi
territorii Ecclesiae, cui praeest, domicilium vel che hanno domicilio o quasi-domicilio entro i
quasi-domicilium habent; nemo alius potest confini del territorio della Chiesa a cui resiedono;
valide sibi vel aliis reservare remissionem nessun altro può riservare validamente a sé o ad
poenarum iure communi statutarum nisi de altri la remissione delle pene stabilite per diritto
consensu Sedis Apostolicae. comune, se non con il consenso della Sede
Apostolica.

§ 2. Omnis reservatio stricte est interpretanda. § 2. Ogni riserva dev'essere interpretata


strettamente.

Can. 1424 - § 1. Remissio poenae dari non (La traduzione manca ancora.)
potest, nisi reum delicti patrati sincere paenituit
necnon de reparatione scandali et damni congrue
provisum est; ad reparationem vel restitutionem,
reus aliis congruis poenis urgeri potest.

§ 2. Si vero iudicio illius, cui remissio poenae


competit, impletae sunt hae condiciones,
remissio, quatenus natura poenae spectata fieri
potest, ne denegetur.

Can. 1425 - Si quis pluribus poenis detinetur, Can. 1425 - Se qualcuno è vincolato da diverse
remissio valet tantummodo pro poenis in ipsa pene, la remissione vale soltanto per le pene in
expressis; remissio generalis autem omnes aufert essa espresse; la remissione generale invece
poenas eis exceptis, quas in petitione reus mala toglie tutte le pene, eccetto quelle che il reo nella
fide reticuit. domanda abbia taciuto in mala fede.

Can. 1426 - § 1. Nisi alia poena iure determinata Can. 1426 - § 1. A meno che un'altra pena non
est, irrogari possunt secundum antiquas sia determinata dal diritto, secondo le antiche
Ecclesiarum orientalium traditiones poenae, tradizioni delle Chiese orientali, possono essere
quibus imponitur aliquod grave opus religionis vel inflitte delle pene con le quali viene imposto di
pietatis vel caritatis peragendum veluti preces compiere qualche grave opera di religione o di
determinatae, pia peregrinatio, speciale ieiunium, pietà o di carità, come sono determinate
eleemosynae, recessus spirituales. preghiere, un pio pellegrinaggio, uno speciale
digiuno, elemosine, ritiri spirituali.

§ 2. Illi, qui has poenas non est dispositus § 2. A colui che non sia disposto ad accettare
acceptare, aliae poenae irrogentur. queste pene, siano inflitte altre pene.

Can. 1427 - § 1. Salvo iure particulari correptio Can. 1427 - § 1. Salvo restando il diritto
publica fit coram notario vel duobus testibus aut particolare, la riprensione pubblica ha luogo o
per epistulam ita tamen, ut de receptione et davanti al notaio o a due testimoni oppure a
tenore epistulae ex aliquo documento constet. mezzo di lettera in modo però che consti da
qualche documento della ricezione e del
contenuto della lettera.

§ 2. Cavendum est, ne ipsa correptione publica § 2. Bisogna guardarsi affinché nella riprensione
locus detur maiori, quam par est, infamiae rei. pubblica non si dia uno spazio maggiore di
quanto è necessario, all'infamia del reo.

Can. 1428 - Si gravitas casus fert et praecipue si Can. 1428 - Se la gravità del caso lo richiede e
agitur de recidivis, Hierarcha etiam praeter principalmente se si tratta di recidivi, oltre alle
poenas per sententiam ad normam iuris irrogatas pene inflitte per sentenza a norma del diritto, il
reum submittere potest vigilantiae modo per Gerarca può sottoporre il reo a vigilanza nel
decretum administrativum determinato. modo determinato con un decreto amministrativo.

Can. 1429 - § 1. Prohibitio dari potest: (La traduzione manca ancora.)

1° commorandi in certo loco vel territorio;

2° exercendi, ubique aut in certo loco vel


territorio aut extra illa, omnia vel aliqua officia,
munera, ministeria vel aliqua tantum opera officiis
aut muneribus inhaerentia;

3º ponendi omnes vel aliquos actus potestatis


ordinis;

4º ponendi omnes vel aliquos actus potestatis


regiminis;

5º exercendi aliquod ius vel privilegium aut


utendi insignibus vel titulis;

6º fruendi voce activa vel passiva in


electionibus canonicis vel partem habendi cum
iure ferendi suffragium in consiliis vel collegiis
ecclesialibus;

7º deferendi habitum ecclesiasticum vel


religiosum.

§ 2. Praescriptio dari potest:

1° commorandi in certo loco vel territorio;

2° solvendi summam pecuniae in fines


Ecclesiae, iuxta rationes iure particulari
determinatas.

§ 3. Prohibitio commorandi in certo loco vel


territorio tantum clericos vel religiosos vel sodales
societatis vitae communis ad instar religiosorum
afficere potest, praescriptio vero commorandi in
certo loco vel territorio nonnisi clericos eparchiae
ascriptos salvo iure institutorum vitae
consecratae.

§ 4. Ut praescriptio commorandi in certo loco vel


territorio irrogetur, requiritur consensus
Hierarchae loci, nisi agitur vel de domo instituti
vitae consecratae iuris pontificii vel patriarchalis,
quo in casu requiritur consensus Superioris
competentis, vel de domo clericis plurium
eparchiarum paenitentibus vel emendandis
destinata.

Can. 1430 - § 1. Privationes poenales afficere (La traduzione manca ancora.)


possunt tum omnes vel aliquas potestates,
officia, ministeria, munera, iura, privilegia,
facultates, gratias, titulos, insignia, tum aliqua
tantum opera officiis aut muneribus inhaerentia,
quae sunt sub potestate auctoritatis poenam
constituentis vel Hierarchae, qui iudicium poenale
promovit vel decreto eam irrogat; idem valet pro
translatione poenali ad aliud officium.

§ 2. Potestatis ordinis sacri privatio dari non


potest, sed tantum prohibitio omnes vel aliquos
eius actus exercendi ad normam iuris communis;
item dari non potest privatio graduum
academicorum.

§ 3. Privatio etiam dari potest:

1º facultatis confessiones excipiendi vel


praedicandi;

2º potestatis regiminis delegatae;

3º totius vel partis remunerationis


ecclesiasticae, secundum ius particulare
determinatae, salvo quoque praescripto
can. 1410.

Can. 1431 - § 1. Excommunicatione minore puniti Can. 1431 - § 1. Coloro che sono puniti con la
privantur susceptione Divinae Eucharistiae; scomunica minore sono esclusi dal ricevere la
excludi insuper possunt a participatione in Divina Divina Eucaristia; inoltre possono essere esclusi
Liturgia, immo etiam ab ingressu in ecclesiam, si dalla partecipazione alla Divina Liturgia, anzi
in ea cultus divinus publice celebratur. anche dall'ingresso nella chiesa, se in essa viene
celebrato pubblicamente il culto divino.

§ 2. Ipsa sententia vel decreto, quo haec poena § 2. Con la stessa sentenza o col decreto con cui
irrogatur, definiri debet eiusdem poenae extensio è inflitta questa pena, deve essere determinata
et, si casus fert, duratio. l'estensione della stessa pena e, se occorre, la
durata.

Can. 1432 - § 1. Suspensio potest esse vel ab Can. 1432 - § 1. La sospensione può essere o da
omnibus vel aliquibus actibus potestatis ordinis tutti oppure da alcuni atti di potestà di ordine o di
aut regiminis, ab omnibus vel aliquibus actibus governo, da tutti o da alcuni atti o diritti connessi
vel iuribus cum officio, ministerio vel munere con l’ufficio, il ministero o l’incarico; l’estensione
conexis; eiusdem vero extensio ipsa sententia vel poi di essa sia definita nella stessa sentenza o
decreto, quo poena irrogatur, definiatur, nisi iure decreto con cui è inflitta la pena, a meno che non
iam determinata est. sia già determinata dal diritto.

§ 2. Nemo suspendi potest nisi ab actibus, qui § 2. Nessuno può essere sospeso se non dagli
sunt sub potestate auctoritatis poenam atti che sono sotto la potestà dell’autorità di colui
constituentis vel Hierarchae, qui iudicium poenale che ha costituito la pena o del Gerarca che
promovet vel decreto suspensionem irrogat. promuove il giudizio penale o che con decreto
infligge la sospensione.

§ 3. Suspensio numquam afficit validitatem § 3. La sospensione non tocca mai la validità


actuum nec ius habitandi, si quod reus ratione degli atti né il diritto di abitare se il reo lo ha in
officii, ministerii vel muneris habet; suspensio ragione dell’ufficio, del ministero o dell’incarico ;
vero vetans fructus, remunerationes, pensiones invece la sospensione di percepire i frutti, le
aliudve percipere secumfert obligationem remunerazioni, le pensioni o altro, comporta
restituendi, quidquid illegitime, etsi bona fide, l’obbligo di restituire quanto fu illegittimamente
perceptum est. percepito, anche se in buona fede.

Can. 1433 - § 1. Clericus ad inferiorem gradum Can. 1433 - § 1. Al chierico ridotto a un grado
reductus vetatur illos actus potestatis ordinis et inferiore è vietato di esercitare quegli atti della
regiminis exercere, qui huic gradui consentanei potestà di ordine e di governo, che non sono
non sunt. confacenti a questo grado.

§ 2. Clericus vero a statu clericali depositus § 2. Il chierico invece deposto dallo stato clericale
privatur omnibus officiis, ministeriis aliisve è privato da tutti gli uffici, i ministeri e altri
muneribus, pensionibus ecclesiasticis et qualibet incarichi, dalle pensioni ecclesiastiche e da
potestate delegata; fit ad ea inhabilis; potestatem qualsiasi potestà delegata; diventa inabile ad
ordinis exercere prohibetur; promoveri non potest esse; gli è proibito di esercitare la potestà di
ad superiores ordines sacros et laicis, ad effectus ordine; non può essere promosso agli ordini sacri
canonicos quod attinet, aequiparatur firmis cann. superiori e, per quanto riguarda gli effetti
396 et 725. canonici, viene equiparato ai laici, fermi restando
i cann. 396 e 725.

Can. 1434 - § 1. Excommunicatio maior vetat Can. 1434 - § 1. La scomunica maggiore vieta,
praeter omnia illa de quibus in can. 1431, § 1, et oltre a tutto quello di cui nel can. 1431, § 1,
alia sacramenta suscipere, sacramenta et anche di ricevere gli altri sacramenti, di
sacramentalia ministrare, officiis, ministeriis vel amministrare i sacramenti e i sacramentali, di
muneribus quibuslibet fungi, actus regiminis esercitare uffici, ministeri o qualsiasi incarico, di
ponere, qui, si tamen ponuntur, ipso iure nulli porre atti di governo che, qualora fossero tuttavia
sunt. posti, sono nulli per il diritto stesso.

§ 2. Excommunicatione maiore punitus a § 2. Chi è punito dalla scomunica maggiore deve


participatione in Divina Liturgia et in aliis essere allontanato dalla partecipazione alla
quibuslibet publicis celebrationibus cultus divini Divina Liturgia e da qualsiasi altra celebrazione
arcendus est. pubblica del culto divino.

§ 3. Excommunicatione maiore punitus vetatur § 3. A chi è punito con scomunica maggiore è


frui privilegiis antea sibi concessis; non potest fatto divieto di usare dei privilegi prima
valide consequi dignitatem, officium, ministerium concessigli; egli non può conseguire validamente
aliudve munus in Ecclesia vel pensionem nec dignità, ufficio, ministero o altro incarico nella
fructus his adnexos facit suos; caret etiam voce Chiesa o pensione, né gli appartengono i frutti a
activa et passiva. questi annessi; è privato di voce attiva e passiva.

Can. 1435 - § 1: Si poena vetat suscipere Can. 1435 - § 1. Se la pena vieta di ricevere
sacramenta vel sacramentalia, vetitum sacramenti e sacramentali, il divieto è sospeso
suspenditur, dum reus in periculo mortis versatur. mentre il reo è in pericolo di morte.

§ 2. Si poena vetat ministrare sacramenta vel § 2. Se la pena vieta di amministrare sacramenti


sacramentalia vel ponere actum regiminis, o sacramentali o di porre un atto di governo, il
vetitum suspenditur, quoties id necessarium est divieto è sospeso ogni volta che questo è
ad consulendum christifidelibus in periculo mortis necessario per provvedere ai fedeli cristiani che
constitutis. si trovano in pericolo di morte.

CAPUT II DE POENIS IN SINGULA DELICTA (La traduzione manca ancora.)

Can. 1436 - § 1. Qui aliquam veritatem fide divina


et catholica credendam denegat vel eam in
dubium ponit aut fidem christianam ex toto
repudiat et legitime monitus non resipiscit, ut
haereticus aut apostata excommunicatione
maiore puniatur, clericus praeterea aliis poenis
puniri potest non exclusa depositione.
§ 2. Praeter hos casus, qui pertinaciter respuit
doctrinam, quae a Romano Pontifice vel Collegio
Episcoporum magisterium authenticum
exercentibus ut definitive tenenda proponitur, vel
sustinet doctrinam quae ut erronea damnata est,
nec legitime monitus resipiscit, congrua poena
puniatur.

§ 3. Qui contra Romani Pontificis actum ad


Collegium Episcoporum recurrit congrua poena
puniatur.

Can. 1437 - Qui subiectionem supremae Can. 1437 - Colui che rifiuta la sottomissione alla
Ecclesiae auctoritati aut communionem cum suprema autorità della Chiesa oppure la
christifidelibus eidem subiectis detrectat et comunione con i fedeli cristiani ad essa soggetti
legitime monitus oboedientiam non praestat, ut e, legittimamente ammonito non presta
schismaticus excommunicatione maiore puniatur. obbedienza, sia punito come scismatico con la
scomunica maggiore.

Can. 1438 - Qui consulto omittit Can. 1438 - Colui che omette apposta la
commemorationem Hierarchae in Divina Liturgia commemorazione del Gerarca nella Divina
et in laudibus divinis iure praescriptam, si legitime Liturgia e nelle lodi divine prescritta dal diritto, se
monitus non resipiscit, congrua poena puniatur dopo essere stato legittimamente ammonito non
non exclusa excommunicatione maiore. si ravvede, sia punito con una pena adeguata,
non esclusa la scomunica maggiore.

Can. 1439 - Parentes vel parentum locum Can. 1439 - I genitori o coloro che tengono il
tenentes, qui filios in religione acatholica posto dei genitori, che fanno battezzare o
baptizandos vel educandos tradunt, congrua educare i figli nella religione acattolica, siano
poena puniantur. puniti con una pena adeguata.

Can. 1440 - Qui normas iuris de communicatione Can. 1440 - Chi viola le norme del diritto sulla
in sacris violat, congrua poena puniri potest. comunicazione nelle cose sacre, può essere
punito con una pena adeguata.

Can. 1441 - Qui res sacras in usum profanum vel Can. 1441 - Colui che adopera cose sacre per
in malum finem adhibet, suspendatur vel a Divina usi profani o per un fine cattivo, sia sospeso o gli
Eucharistia suscipienda prohibeatur. sia vietato di ricevere la Divina Eucaristia.

Can. 1442 - § 1. Qui Divinam Eucharistiam (La traduzione manca ancora.)


abiecit aut in sacrilegum finem abduxit vel
retinuit, excommunicatione maiore puniatur et, si
clericus est, etiam aliis poenis non exclusa
depositione.

§ 2. Reus consecrationis in sacrilegum finem


utriusque sacri doni vel unius in celebratione
Divinae Liturgiae aut extra eam pro gravitate
delicti puniatur non exclusa depositione.

Can. 1443 - § 1. Congrua poena puniatur, non (La traduzione manca ancora.)
exclusa excommunicatione maiore:

1° qui Divinae Liturgiae vel aliorum


sacramentorum celebrationem simulaverit;

2° qui ad ordinem sacerdotalem non


promotus Divinae Liturgiae celebrationem
attentaverit;

3° qui, praeter casum de quo in can. 1457,


cum sacramentalem absolutionem dare valide
nequeat, eam impertire attentaverit, vel
sacramentalem confessionem audiverit.

§ 2. Qui deliberate sacramentum ministraverit illis


qui recipere prohibentur, puniatur suspensione,
cui aliae poenae addi possunt.

Can. 1444 - Qui periurium commisit coram Can. 1444 - Colui che ha commesso spergiuro
auctoritate ecclesiastica aut qui, etsi iniuratus, davanti all'autorità ecclesiastica oppure colui che,
iudici legitime interroganti scienter falsum anche senza giurare, scientemente ha affermato
affirmavit aut verum occultavit aut qui ad haec il falso al giudice che lo interrogava
delicta induxit, congrua poena puniatur. legittimamente, oppure ha occultato il vero,
oppure chi ha indotto a questi delitti, sia punito
con una pena adeguata.

Can. 1445 - § 1. Qui vim physicam in Episcopum Can. 1445 - § 1. Chi ha usato violenza fisica
adhibuit vel aliam gravem iniuriam in ipsum contro un Vescovo o ha lanciato una grave
iniecit, congrua poena puniatur non exclusa, si ingiuria contro di lui, sia punito con pena
clericus est, depositione; si vero idem delictum in adeguata, non esclusa la deposizione, se è
Metropolitam, Patriarcham vel immo Romanum chierico; se poi lo stesso delitto è stato
Pontificem commissum est, reus puniatur commesso contro il Metropolita, il Patriarca o
excommunicatione maiore, cuius remissio in perfino contro il Romano Pontefice, il reo sia
ultimo casu ipsi Romano Pontifici est reservata. punito con la scomunica maggiore, la cui
assoluzione nell'ultimo caso è riservata allo
stesso Romano Pontefice.

§ 2. Qui id egit in alium clericum, religiosum, § 2. Chi commette la stessa cosa contro un altro
sodalem societatis vitae communis ad instar chierico, religioso, membro di una società di vita
religiosorum vel in laicum, qui actu munus comune a guisa dei religiosi o contro un laico che
ecclesiasticum exercet, congrua poena puniatur. attualmente esercita un incarico ecclesiastico, sia
punito con una pena adeguata.

Can. 1446 - § 1. Qui proprio Hierarchae legitime (La traduzione manca ancora.)
praecipienti vel prohibenti non obtemperat et post
monitionem in inoboedientia persistit, ut
delinquens congrua poena puniatur.

§ 2. Qui obligationem secreti pontificii servandi


violaverit poenis, de quibus in cann. 1429 et
1430, puniatur.

§ 3. Qui non servaverit officium exsequendi


sententiam exsecutivam vel decretum, quo poena
irrogatur, congrua poena puniatur, non exclusa
excommunicatione minore et suspensione.

§ 4. Qui communicare neglexerit notitiam de


delicto, cum ad id exsequendum iure canonico
teneatur, puniatur ad normam cann. 1429 et
1430, adiunctis quoque aliis poenis pro delicti
gravitate.
§ 5. Clericus qui ministeria sacra voluntarie et
illegitime relinquerit, per sex menses continuos,
cum animo sese subducendi a competenti
Ecclesiae auctoritate, pro delicti gravitate,
suspensione vel etiam poenis in cann. 1429 et
1430, statutis puniatur, et in casibus gravioribus
depositione.

Can. 1447 - § 1. Qui seditiones vel odia adversus Can. 1447 - § 1. Chi fomenta sedizioni o odi
quemcumque Hierarcham suscitat aut subditos contro qualsiasi Gerarca oppure provoca i sudditi
ad inoboedientiam in eum provocat, congrua alla disobbedienza contro di lui, sia punito con
poena puniatur non exclusa excommunicatione pena adeguata, non esclusa la scomunica
maiore, praesertim si hoc delictum adversus maggiore, specialmente se questo delitto è stato
Patriarcham vel immo adversus Romanum commesso contro il Patriarca o perfino contro il
Pontificem commissum est. Romano Pontefice.

§ 2. Qui impedivit libertatem ministerii vel § 2. Chi ha impedito la libertà di ministero o di


electionis vel potestatis ecclesiasticae aut elezione o di potestà ecclesiastica, oppure il
legitimum bonorum Ecclesiae temporalium usum legittimo uso dei beni temporali della Chiesa,
aut perterrefecit electorem vel eum, qui oppure ha terrorizzato un elettore o colui che
potestatem vel ministerium exercet, congrua esercita una potestà o un ministero, sia punito
poena puniatur. con una pena adeguata.

Can. 1448 - § 1. Qui vel publico spectaculo vel Can. 1448 - § 1. Chi in un pubblico spettacolo o
contione vel in scripto publice evulgato vel aliter discorso, o in uno scritto pubblicamente
instrumentis communicationis socialis utens divulgato, o in altro modo servendosi degli
blasphemiam profert aut bonos mores graviter strumenti di comunicazione sociale proferisce
laedit aut in religionem vel Ecclesiam iniurias una bestemmia, oppure offende gravemente i
exprimit vel odium contemptumve excitat, buoni costumi, oppure esprime ingiurie contro la
congrua poena puniatur. religione o la Chiesa o eccita all'odio e al
disprezzo, sia punito con una pena adeguata.

§ 2. Qui nomen dat consociationi, quae contra § 2. Chi si iscrive a un'associazione che
Ecclesiam machinatur, congrua poena puniatur. complotta contro la Chiesa, sia punito con una
pena adeguata.

Can. 1449 - § 1. Poenis, de quibus in cann. 1429 (La traduzione manca ancora.)
et 1430, puniatur, firma damnum reparandi
obligatione:

1º qui bona ecclesiastica subtrahit vel impedit


ne eorundem fructus percipiantur;

2º qui sine praescripta consultatione,


consensu vel licentia aut sine alio requisito iure
ad validitatem vel ad liceitatem imposito bona
ecclesiastica alienat vel in ea actus
administrationis exsequitur;

3° qui quaestum illegitime facit ex


oblationibus, de quibus in can. 715, pro
celebratione Divinae Liturgiae vel pro Liturgia
Praesanctificatorum vel pro commemorationibus
in Divina Liturgia.

§ 2. Congrua poena puniatur, non exclusa officii


privatione, firma damnum reparandi obligatione:

1º qui ex sua graviter culpabili omissione


debitae diligentiae vel ex graviter culpabili
ignorantia legis vel praecepti, delictum de quo in
§ 1, n. 2 committit;

2º qui aliter graviter neglegens in bonis


ecclesiasticis administrandis repertus fuerit.

Can. 1450 - § 1. Qui homicidium patravit, Can. 1450 - § 1. Chi ha commesso un omicidio,
puniatur excommunicatione maiore; clericus sia punito con scomunica maggiore; il chierico sia
praeterea aliis poenis puniatur non exclusa punito inoltre con altre pene, non esclusa la
depositione. deposizione.

§ 2. Eodem modo puniatur, qui abortum § 2. Nello stesso modo sia punito chi ha
procuravit effectu secuto, firmo can. 728, § 2. procurato un aborto conseguendone l’effetto,
fermo restando il can. 728, § 2.

Can. 1451 - Qui hominem rapuit aut iniuste Can. 1451 - Chi ha rapito oppure detiene
detinet, graviter vulneravit vel mutilavit, ei ingiustamente una persona, chi l'ha ferita o
torturam physicam vel psychicam intulit, congrua mutilata gravemente, le ha provocato tortura
poena puniatur non exclusa excommunicatione fisica o psichica, sia punito con una pena
maiore. adeguata, non esclusa la scomunica maggiore.

Can. 1452 - Qui gravem iniuriam cuiquam intulit Can. 1452 - Chi ha provocato a chiunque una
vel eius bonam famam per calumniam graviter grave ingiuria o ha leso gravemente la sua buona
laesit, ad congruam satisfactionem praestandam fama per mezzo di una calunnia, sia costretto a
cogatur; si vero recusavit, excommunicatione prestare un'adeguato risarcimento; se poi si è
minore vel suspensione puniatur. rifiutato, sia punito con la scomunica minore o
con la sospensione.

Can. 1453 - § 1. Clericus concubinarius vel aliter (La traduzione manca ancora.)
in peccato externo contra castitatem cum
scandalo permanens suspensione puniatur, cui
persistente delicto aliae poenae gradatim addi
possunt usque ad depositionem.

§ 2. Clericus, qui prohibitum matrimonium


attentavit, deponatur.

§ 3. Clericus qui aliter contra castitatem


deliquerit, si quidem delictum publice patratum
sit, congruis poenis puniatur, non exclusa, si
casus ferat, depositione.

§ 4. Eadem poena, de qua in § 3, puniatur


clericus qui vi, minis vel abusu suae auctoritatis
delictum committit contra castitatem aut aliquem
cogit ad actus sexuales exsequendos vel
subeundos.

§ 5. Privatione officii et aliis congruis poenis, non


exclusa depositone, si casus id secumferat,
puniatur clericus:

1º qui delictum committit contra castitatem


cum minore vel cum persona quae habitualiter
usu rationis caret vel cui ius parem tutelam
agnoscit;

2º qui sibi devincit aut inducit minorem aut


personam quae habitualiter usu rationis caret aut
eam cui ius parem tutelam agnoscit, ut
pornographice sese ostendat vel exhibitiones
pornographicas, sive veras sive simulatas,
participet;

3º qui contra bonos mores sibi comparat,


detinet, exhibet vel divulgat, quovis modo et
quolibet instrumento, imagines pornographicas
minorum vel personarum quae habitualiter usum
rationis carent.

§ 6. Religiosus, qui votum publicum perpetuum


castitatis emisit et non est in ordine sacro
constitutus, delicta, de quibus in §§ 1 et 2,
committens congrua poena puniatur.

§ 7. Religiosus vel sodalis societatis vitae


communis ad instar religiosorum et laicus quilibet
aliqua dignitate gaudens aut officio vel munere in
Ecclesia fungens, si delictum committat, de quo
in §§ 3-5, congrua poena pro delicti gravitate
puniatur.

Can. 1454 - Qui falso de quovis delicto aliquem Can. 1454 - Chi ha falsamente denunziato
denuntiavit, congrua poena puniatur, non exclusa qualcuno di qualsiasi delitto, sia punito con una
excommunicatione maiore, praesertim si pena adeguata, non esclusa la scomunica
denuntiatur confessarius, Hierarcha, clericus, maggiore, specialmente se viene denunziato un
religiosus, sodalis societatis vitae communis ad confessore, un Gerarca, un chierico, un religioso,
instar religiosorum aut laicus in munere un membro di una società di vita comune a guisa
ecclesiastico constitutus firmo can. 731. dei religiosi, oppure un laico costituito in un
incarico ecclesiastico, fermo restando il can. 731.

Can. 1455 - Qui documentum ecclesiasticum Can. 1455 - Chi ha confezionato un documento
falsum confecit aut in eo falsum asseruit aut qui ecclesiastico falso oppure chi in esso ha asserito
quolibet falso vel mutato documento scienter il falso, oppure chi scientemente ha fatto uso di
usus est in re ecclesiastica aut verum qualsiasi documento falso o alterato in materia
documentum mutavit, destruxit vel occultavit, ecclesiastica, oppure chi ha alterato, distrutto o
congrua poena puniatur. occultato un documento vero, sia punto con una
pena adeguata.

Can. 1456 - § 1. Confessarius, qui sacramentale (La traduzione manca ancora.)


sigillum directe violavit, excommunicatione
maiore puniatur firmo can. 728, § 1, n. 1; si vero
alio modo hoc sigillum fregit, congrua poena
puniatur.

§ 2. Interpres aliique, de quibus in can. 733, § 2,


qui secretum violaverunt, et item qui notitias ex
confessione habere quoquo modo conatus est,
congrua poena puniantur, non exclusa
excommunicatione minore aut suspensione.

§ 3. Firmis praescriptis §§ 1 et 2, quicumque


quovis technico instrumento captavit aut malitiose
in communicationis socialis mediis vel aliquo alio
modo evulgavit quae in sacramentali
confessione, vera vel ficta, a confessario vel a
paenitente dicuntur, pro gravitate delicti puniatur,
non exclusa, si de clerico agatur, depositione.

Can. 1457 - Sacerdos, qui complicem in peccato Can. 1457 - Il sacerdote che ha assolto un
contra castitatem absolvit, excommunicatione complice nel peccato contro la castità, sia punito
maiore puniatur firmo can. 728, § 1, n. 2. con la scomunica maggiore, fermo restando il
can. 728, § 1, n. 2.

Can. 1458 - Sacerdos, qui in actu vel occasione Can. 1458 - Il sacerdote che, nell'atto o in
vel praetextu confessionis paenitentem ad occasione o sotto pretesto della confessione, ha
peccatiim contra castitatem sollicitavit, congrua sollecitato un penitente al peccato contro la
poena puniatur non exclusa depositione. castità, sia punito con una pena adeguata, non
esclusa la deposizione.

Can. 1459 - § 1. Episcopi, qui alicui sine (La traduzione manca ancora.)
auctoritatis competentis mandato ordinationem
episcopalem ministraverunt, et is, qui ab ipsis
ordinationem hoc modo suscepit,
excommunicatione maiore puniantur.

§ 2. Episcopus, qui alicui ordinationem


diaconalem vel presbyteralem contra praescripta
canonum ministravit, congrua poena puniatur.

§ 3. Tum qui sacramentalem ordinationem mulieri


ministrare attentaverit, tum mulier quae sacram
ordinationem recipere attentaverit,
excommunicatione maiore Sedi Apostolicae
reservata puniantur; clericus praeterea
depositione puniri potest.

§ 4. Qui ad sacram ordinationem accesserit


innodatus poena excommunicationis maioris vel
minoris vel impedimento, voluntarie reticita,
praeter id quod statuitur in can. 763, n. 1, a
recepto ordine sacro suspendatur.

Can. 1460 - Qui auctoritatem civilem directe vel Can. 1460 - Chi si è rivolto direttamente o
indirecte adiit, ut ea instante sacram indirettamente alla autorità civile per ottenere su
ordinationem, officium, ministerium vel aliud istanza di essa la sacra ordinazione, un ufficio,
munus in Ecclesia obtineret, congrua poena un ministero o un altro incarico nella Chiesa, sia
puniatur non exclusa excommunicatione maiore punito con una pena adeguata, non esclusa la
et, si de clerico agitur, etiam depositione. scomunica maggiore e, se si tratta di un chierico,
anche con la deposizione.

Can. 1461 - Qui sacram ordinationem simoniace Can. 1461 - Chi ha amministrato o ha ricevuto la
ministravit vel suscepit, deponatur; qui vero alia sacra ordinazione in modo simoniaco, sia
sacramenta simoniace ministravit vel suscepit, deposto; chi invece ha amministrato o ricevuto
congrua poena puniatur non exclusa altri sacramenti in modo simoniaco, sia punito
excommunicatione maiore. con una pena adeguata, non esclusa la
scomunica maggiore.

Can. 1462 - Qui officium, ministerium vel aliud Can. 1462 - Chi ha ottenuto, conferito o in
munus in Ecclesia simoniace obtinuit, contulit aut qualsiasi modo ha usurpato, oppure chi ritiene
quomodocumque usurpavit aut illegitime retinet illegittimamente o ha trasmesso ad altri o manda
vel aliis transmisit vel exsequitur, congrua poena ad esecuzione un ufficio, un ministero o un altro
puniatur non exclusa excommunicatione maiore. incarico nella Chiesa in modo simoniaco, sia
punito con una pena adeguata, non esclusa la
scomunica maggiore.

Can. 1463 - § 1. Qui quidvis donavit vel pollicitus (La traduzione manca ancora.)
est, ut aliquis officium, ministerium vel aliud
munus in Ecclesia exercens illegitime aliquid
ageret vel omitteret, congrua poena puniatur;
item, qui ea dona vel pollicitationes acceptavit.
Firma manet in utroque casu damnum reparandi
obligatio.

§ 2. Qui in officio, ministerio vel munere


exercendo stipem ultra definitam aut summas
adiunctivas aut aliquid in sui utilitatem
requisiverit, congruenti poena pecuniaria vel aliis
poenis, non exclusa officii privatione, puniatur,
firma damnum reparandi obligatione.

Can. 1464 - § 1. Qui praeter casus iure iam (La traduzione manca ancora.)
praevisos potestate, officio, ministerio vel alio
munere in Ecclesia per actum vel omissionem
abusus est, congrua poena puniatur non exclusa
eorundem privatione, nisi in hunc abusum alia
poena est lege vel praecepto statuta, firma
damnum reparandi obligatione.

§ 2. Qui vero ex culpabili neglegentia actum


potestatis, officii, ministerii vel alterius muneris in
Ecclesia illegitime cum damno alieno posuit vel
omisit, congrua poena puniatur, firma damnum
reparandi obligatione.

Can. 1465 - Qui officium, ministerium vel aliud Can. 1465 - Colui che, esercitando un ufficio, un
munus in Ecclesia exercens, cuicumque ministero o altro incarico nella Chiesa, a
Ecclesiae sui iuris, etiam Ecclesiae latinae, qualunque Chiesa sui iuris egli sia ascritto, anche
ascriptus est, quemvis christifidelem contra alla Chiesa latina, avrà osato indurre in
can. 31 ad transitum ad aliam Ecclesiam sui iuris qualunque modo qualsiasi fedele cristiano al
quomodocumque inducere praesumpsit, congrua passaggio a un'altra Chiesa sui iuris contro il
poena puniatur. can. 31, sia punito con una pena adeguata.

Can. 1466 - § 1. Clericus, religiosus vel sodalis (La traduzione manca ancora.)
societatis vitae communis ad instar religiosorum
negotiationem aut mercaturam contra canonum
praescripta exercens congrua poena puniatur.

§ 2. Clericus, religiosus vel sodalis societatis


vitae communis ad instar religiosorum qui,
praeter casus iure iam praevisos,in re
oeconomica delictum committit, vel graviter violat
praescriptiones, quae in can. 385 § 3,
recensentur, congrua poena puniatur, firma
damnum reparandi obligatione.

Can. 1467 - Qui obligationes sibi ex poena (La traduzione manca ancora.)
impositas violat, aliis poenis additis puniatur.

TITULUS XXVIII DE PROCEDURA IN POENIS TITOLO XXVIII LA PROCEDURA


IRROGANDIS NELL’INFLIGGERE LE PENE

CAPUT I DE IUDICIO POENALI CAPITOLO I IL GIUDIZIO PENALE

Art. I DE PRAEVIA INVESTIGATIONE Art. I L’indagine previa

Can. 1468 - § 1. Quoties Hierarcha notitiam Can. 1468 - § 1. Ogniqualvolta il Gerarca ha


saltem veri similem habet de delicto, caute notizia almeno verosimile di un delitto, indaghi
inquirat per se vel per aliam idoneam personam con cautela personalmente o mediante un’altra
circa facta et circumstantias, nisi haec persona idonea sui fatti e sulle circostanze, a
investigatio omnino superflua videtur. meno che questa indagine non sembri del tutto
superflua.

§ 2. Cavendum est, ne ex hac investigatione § 2. Bisogna guardarsi che con questa indagine
bonum cuiusquam nomen in discrimen vocetur. non venga messo in pericolo il buon nome di
qualcuno.

§ 3. Qui investigationem agit, easdem ac auditor § 3. Colui che conduce l’indagine ha le stesse
in processu habet potestates et obligationes; potestà e gli stessi obblighi che ha l’uditore nel
idemque non potest, si postea iudicium poenale processo; se poi viene avviato il giudizio penale,
promovetur, in eo iudicem agere. egli non può fare da giudice nel processo.

Can. 1469 - § 1. Firmis cann. 1403 et 1411, si Can. 1469 - § 1. Fermi restando i cann. 1403 e
investigatio satis instructa esse videtur, decidat 1411, se l'indagine sembra istruita
Hierarcha, num procedura in poenis irrogandis sufficientemente, il Gerarca decida se sia da
promovenda sit, et, si affirmative decidit, utrum avviare la procedura per infliggere la pena e, se
per iudicium poenale an per decretum extra decide affermativamente, se si debba agire
iudicium agendum sit. mediante il giudizio penale oppure per decreto
extragiudiziale.

§ 2. Hierarcha decisionem suam revocet vel § 2. Il Gerarca revochi o cambi la sua decisione
mutet, quoties ex novis factis et circumstantiis ogniqualvolta da nuovi fatti e circostanze gli
aliud sibi decernendum videtur. sembra di dover decidere diversamente.

§ 3. Antequam quicquam in re decernit, § 3. Prima di decidere alcunché sull'argomento, il


Hierarcha audiat de delicto accusatum et Gerarca ascolti l'accusato del delitto e il
promotorem iustitiae atque, si ipse prudenter promotore di giustizia e inoltre, a suo prudente
censet, duos iudices aliosve iuris peritos; giudizio, due giudici o altri esperti in diritto; il
consideret etiam Hierarcha, num ad vitanda Gerarca consideri anche se sia conveniente, al
inutilia iudicia expediat, ut partibus fine di evitare giudizi inutili, che col consenso
consentientibus ipse vel investigator quaestionem delle parti, o lui stesso o colui che ha fatto
de damnis ex bono et aequo dirimat. l'indagine dirima la questione dei danni secondo
l'onesto e il giusto.

Can. 1470 - Investigationis acta et Hierarchae Can. 1470 - Gli atti dell'indagine e i decreti del
decreta, quibus investigatio initur vel clauditur, Gerarca coi quali l'indagine è aperta o chiusa, e
eaque omnia, quae investigationem praecedunt, tutto il materiale che precede l'indagine, se non
si necessaria non sunt ad proceduram in poenis sono necessari alla procedura per infliggere le
irrogandis, in archivo secreto curiae asserventur. pene, siano custoditi nell'archivio segreto della
curia.

Art. II DE IUDICII POENALIS EVOLUTIONE Art. II Lo svolgimento del giudizio penale

Can. 1471 - § 1. Salvis canonibus huius tituli in Can. 1471 - § 1. Salvi restando i canoni di questo
iudicio poenali applicandi sunt, nisi rei natura titolo, nel giudizio penale bisogna applicare, se la
obstat, canones de iudiciis in genere et de iudicio natura della cosa non l'impedisce, i canoni sui
contentioso ordinario necnon normae speciales giudizi in generale e sul giudizio contenzioso
de causis, quae ad bonum publicum spectant, ordinario, nonché le norme speciali sulle cause
non vero canones de iudicio contentioso che riguardano il bene pubblico, ma non i canoni
summario. sul giudizio contenzioso sommario.

§ 2. Accusatus ad confitendum delictum non § 2. L'imputato non è obbligato a confessare il


tenetur nec ipsi iusiurandum deferri potest. delitto, né può essergli deferito il giuramento.

Can. 1472 - § 1. Si Hierarcha decrevit iudicium Can. 1472 - § 1. Se il Gerarca ha decretato che
poenale esse ineundum, acta investigationis deve avviarsi il giudizio penale, consegni gli atti
promotori iustitiae tradat, qui libellum dell'indagine al promotore di giustizia, il quale
accusationis iudici ad normam cann. 1185 et presenti al giudice il libello di accusa a norma dei
1187 exhibeat. cann. 1185 e 1187.

§ 2. Coram tribunali superiore partes actoris gerit § 2. Davanti al tribunale superiore svolge il ruolo
promotor iustitiae apud illud tribunal constitutus. di attore il promotore di giustizia costituito presso
quel tribunale.

Can. 1473 - Ad scandala praevenienda, ad Can. 1473 - Al fine di prevenire gli scandali, di
testium libertatem protegendam et ad iustitiae proteggere la libertà dei testimoni e di tutelare il
cursum tuendum potest Hierarcha audito corso della giustizia, il Gerarca può in qualunque
promotore iustitiae et citato ipso accusato in stadio e grado del giudizio penale, dopo aver
quolibet statu et gradu iudicii poenalis accusatum ascoltato il promotore di giustizia e citato
ab exercitio ordinis sacri, officii, ministerii vel l’imputato stesso, impedire all’imputato
alterius muneris arcere, ei imponere vel prohibere l’esercizio dell’ordine sacro, dell’ufficio, del
commorationem in aliquo loco vel territorio, vel ministero o di altro incarico, imporgli o proibirgli il
etiam publicam Divinae Eucharistiae soggiorno in qualche luogo o territorio, o anche
susceptionem prohibere; quae omnia causa proibirgli di ricevere pubblicamente la Divina
cessante sunt revocanda et ipso iure finem Eucaristia; cose tutte che devono essere
habent cessante iudicio poenali. revocate quando cessa la causa e che per il
diritto stesso hanno fine quando cessa il giudizio
penale.

Can. 1474 - Iudex accusatum citans debet eum Can. 1474 - Il giudice citando l'imputato deve
invitare ad eligendum advocatum intra tempus invitarlo a scegliersi un avvocato entro un tempo
determinatum; quo inutiliter elapso idem iudex ex determinato; trascorso inutilmente questo tempo,
officio advocatum accusato constituat tamdiu in il giudice stesso costituisca d'ufficio un avvocato
munere mansurum, dum accusatus sibi che rimarrà nell'incarico fino a che l'imputato non
advocatum non constituerit. si sia costituito un avvocato.

Can. 1475 - § 1. In quolibet gradu iudicii Can. 1475 - § 1. In qualunque grado del giudizio,
renuntiatio litis instantiae fieri potest a promotore la rinuncia all'istanza della lite può essere fatta
iustitiae mandante vel consentiente Hierarcha, ex dal promotore di giustizia, su mandato o con il
cuius deliberatione iudicium promotum est. consenso del Gerarca dalla cui deliberazione è
stato avviato il giudizio.

§ 2. Renuntiatio, ut valeat, debet ab accusato § 2. La rinuncia, perché sia valida, occorre che
acceptari, nisi hic a iudicio absens declaratus est. sia accettata dall'imputato, a meno che questi
non sia stato dichiarato assente dal giudizio.

Can. 1476 - Praeter defensiones et Can. 1476 - Oltre alle difese e alle osservazioni
animadversiones scripto datas, si quae fuerunt, consegnate per iscritto, se ci sono state, la
discussio causae ore fieri debet. discussione della causa deve avvenire
oralmente.

Can. 1477 - § 1. Discussioni assistunt promotor Can. 1477 - § 1. Alla discussione assistono il
iustitiae, accusatus eiusque advocatus, pars promotore di giustizia, l'imputato e il suo
laesa, de qua in can. 1483, § 1 eiusque avvocato, la parte lesa di cui nel can. 1483, § 1 e
advocatus. il suo avvocato.

§ 2. Tribunalis est peritos, qui operam in causa § 2. E' compito del tribunale chiamare i periti che
praestiterunt, ad discussionem vocare, ut peritias hanno prestato la loro opera nella causa, per
suas explicare possint. poter chiarire le loro perizie.

Can. 1478 - In causae discussione accusatus Can. 1478 - Nella discussione della causa
semper ius habet, ut vel ipse vel suus advocatus l'imputato, o lui stesso o il suo avvocato, ha
postremus loquatur. sempre il diritto di parlare per ultimo.

Can. 1479 - § 1. Discussione peracta tribunal Can. 1479 - § 1. Completata la discussione il


sententiam ferat. tribunale emetta la sentenza.

§ 2. Si ex discussione emersit necessitas § 2. Se dalla discussione è emersa la necessità


novarum probationum colligendarum, tribunal di raccogliere nuove prove, il tribunale
dilata definitione causae novas probationes rimandando la definizione della causa raccolga le
colligat. nuove prove.

Can. 1480 - Pars dispositiva sententiae statim Can. 1480 - La parte dispositiva della sentenza si
publicanda est, nisi tribunal gravi de causa pubblichi subito , a meno che il tribunale non
decernit decisionem secreto servandam esse decida per una grave causa che la decisione
usque ad formalem sententiae intimationem, deve essere conservata sotto segreto fino alla
quae numquam ultra mensem a die, quo causa formale intimazione della sentenza, la quale non
poenalis definita est, computandum differri può mai essere differita oltre un mese da
potest. computare dal giorno della definizione della
causa penale.

Can. 1481 - § 1. Appellationem interponere Can. 1481 - § 1. Il reo può interporre appello,
potest reus, etsi iudex eum absolutum dimisit anche se il giudice lo ha prosciolto solamente
ideo tantum, quia poena erat facultativa vel quia perché la pena era facoltativa o perché il giudice
iudex potestate usus est, de qua in cann. 1409, ha fatto uso della potestà di cui nei cann. 1409,
§ 1 et 1415. § 1 e 1415.

§ 2. Promotor iustitiae appellare potest, si censet § 2. Il promotore di giustizia può appellare se


reparationi scandali vel restitutioni iustitiae satis ritiene che non sia stato provveduto
provisum non esse. sufficientemente a riparare lo scandalo o a
reintegrare la giustizia.

Can. 1482 - In quolibet statu et gradu iudicii Can. 1482 - In qualsiasi stadio e grado del
poenalis, si evidenter constat delictum non esse giudizio penale, se consta con evidenza che il
ab accusato patratum, iudex debet id sententia delitto non è stato commesso dall'imputato, il
declarare et accusatum absolvere, etsi simul giudice deve dichiararlo con sentenza e
constat actionem poenalem esse exstinctam. assolvere l'imputato, anche se consta parimenti
che l'azione penale è stata estinta.

Art. III DE ACTIONE AD DAMNA REPARANDA Art. III L'azione per la riparazione dei danni
Can. 1483 - § 1. Pars laesa potest actionem Can. 1483 - § 1. La parte lesa può esercitare nel
contentiosam ad damna reparanda ex delicto sibi giudizio penale stesso un'azione contenziosa per
illata in ipso iudicio poenali exercere ad normam la riparazione dei danni ad essa arrecati dal
can. 1276. delitto, a norma del can. 1276.

§ 2. Interventus partis laesae non amplius § 2. L'intervento della parte lesa non è più
admittitur, si factus non est in primo gradu iudicii ammesso, se non è stato fatto nel primo grado
poenalis. del giudizio penale.

§ 3. Appellatio in causa de damnis fit ad normam § 3. L'appello nella causa sui danni si fa a norma
cann. 1309 - 1321, etsi appellatio in iudicio dei cann. 1309-1321, anche se l'appello nel
poenali fieri non potest; si vero utraque giudizio penale non è possibile; se invece sono
appellatio, etsi a diversis partibus, interponitur, interposti entrambi gli appelli, anche se da parti
unicum fiat iudicium appellationis salvo diverse, si faccia un unico giudizio di appello,
can. 1484. salvo il can. 1484.

Can. 1484 - § 1. Ad nimias iudicii poenalis moras Can. 1484 - § 1. Per evitare eccessivi ritardi del
vitandas potest iudex iudicium de damnis differre, giudizio penale, il giudice può differire il giudizio
donec sententiam definitivam in iudicio poenali sui danni fino a che non abbia emanato la
tulerit. sentenza definitiva nel giudizio penale.

§ 2. Iudex, qui ita egit, debet, postquam § 2. Il giudice che abbia agito così, dopo aver
sententiam tulit in iudicio poenali, de damnis emesso la sentenza nel giudizio penale, deve
cognoscere, etsi iudicium poenale propter giudicare sui danni, anche se il giudizio penale è
interpositam impugnationem adhuc pendet vel ancora pendente a causa di una impugnazione
accusatus absolutus est propter causam, quae interposta, o l'imputato è stato assolto per un
non aufert obligationem damna reparandi. motivo che non gli toglie l'obbligo di riparare i
danni.

Can. 1485 - Sententia lata in iudicio poenali, etsi Can. 1485 - La sentenza emessa nel giudizio
in rem iudicatam transiit, nullo modo ius facit erga penale, anche se è passata in giudicato, in
partem laesam, nisi haec intervenit ad normam nessun modo fa diritto verso la parte lesa, a
can. 1483. meno che questa non sia intervenuta a norma del
can. 1483.

CAPUT II DE IRROGATIONE POENARUM PER CAPITOLO II IMPOSIZIONE DELLE PENE


DECRETUM EXTRA IUDICIUM MEDIANTE DECRETO EXTRAGIUDIZIALE

Can. 1486 -§ 1. Ad validitatem decreti, quo Can. 1486 - § 1. Per la validità del decreto con
poena irrogatur, requiritur, ut: cui è inflitta una pena si richiede che:

1° accusatus de accusatione atque 1° l’imputato sia informato dell’accusa e


probationibus certior fiat data sibi opportunitate delle prove dandogli l’opportunità di esercitare
ius ad sui defensionem plene exercendi, nisi ad pienamente la sua difesa, a meno che, citato a
normam iuris citatus comparere neglexit; norma di diritto, abbia trascurato di presentarsi;

2° discussio oralis inter Hierarcham vel eius 2° la discussione orale tra il Gerarca o il suo
delegatum et accusatum habeatur praesentibus delegato e l’imputato si faccia alla presenza del
promotore iustitiae et notario; promotore di giustizia e del notaio;

3° in ipso decreto exponatur, quibus 3° nel decreto si esponga su quali ragioni in


rationibus in facto et in iure punitio innitatur. fatto e in diritto è fondata la punizione.

§ 2. Poenae autem, de quibus in can. 1426, § 1, § 2. Le pene però di cui nel can. 1426, § 1
sine hac procedura imponi possunt, dummodo de possono essere imposte senza questa
earum acceptatione ex parte rei scripto constet. procedura, purché consti per iscritto della loro
accettazione da parte del reo.
Can. 1487 - § 1. Recursus adversus decretum, Can. 1487 - § 1. Il ricorso contro il decreto con
quo poena irrogatur, intra decem dies utiles, cui è inflitta una pena, può essere interposto alla
postquam intimatum est, ad auctoritatem superiore autorità competente entro dieci giorni
superiorem competentem interponi potest. utili, dopo che è stato intimato.

§ 2. Hic recursus vim decreti suspendit. § 2. Questo ricorso sospende l'efficacia del
decreto.

§ 3. Contra decisionem auctoritatis superioris non § 3. Contro la decisione della superiore autorità
datur ulterior recursus. non si dà un ulteriore ricorso.

TITULUS XXIX DE LEGE, DE CONSUETUDINE TITOLO XXIX LA LEGGE, LE CONSUETUDINI E


ET DE ACTIBUS ADMINISTRATIVIS GLI ATTI AMMINISTRATIVI

CAPUT I DE LEGIBUS ECCLESIASTICIS CAPITOLO I LE LEGGI ECCLESIASTICHE

Can. 1488 - Leges instituuntur promulgatione. Can. 1488 - Le leggi sono istituite con la
promulgazione.

Can. 1489 - § 1. Leges a Sede Apostolica latae Can. 1489 - § 1. Le leggi emanate dalla Sede
promulgantur per editionem in Actorum Sedis Apostolica sono promulgate mediante la
Apostolicae commentario officiali, nisi in casibus pubblicazione nella gazzetta ufficiale degli Acta
specialibus alius promulgandi modus est Apostolicae Sedis, a meno che in casi speciali
praescriptus; obligare incipiunt elapsis tribus non sia prescritto un altro modo di promulgarle;
mensibus a die, qui Actorum numero appositus cominciano a obbligare trascorsi tre mesi da
est, computandis, nisi ex natura rei statim computare dal giorno che è posto sul numero
obligant aut brevior vel longior vacatio expresse degli Acta, a meno che non obblighino subito per
est statuta. la natura della cosa, oppure che non sia stata
stabilita espressamente una vacanza più breve o
più lunga.

§ 2. Leges ab aliis legislatoribus latae § 2. Le leggi emanate da altri legislatori sono


promulgantur modo ab his legislatoribus promulgate nel modo determinato da questi
determinato et obligare incipiunt a die ab eisdem legislatori e cominciano a obbligare dal giorno da
statuto. essi stabilito.

Can. 1490 - Legibus mere ecclesiasticis tenentur Can. 1490 - Sono tenuti alle leggi meramente
baptizati in Ecclesia catholica vel in eandem ecclesiastiche i battezzati nella Chiesa cattolica o
recepti, quique sufficientem usum rationis habent in essa accolti e che hanno sufficiente uso di
et, nisi aliter iure expresse cavetur, septimum ragione e, se non è espressamente disposto
aetatis annum expleverunt. diversamente dal diritto, che hanno compiuto il
settimo anno di età.

Can. 1491 - § 1. Legibus a suprema Ecclesiae Can. 1491 - § 1. Sono tenuti alle leggi emanate
auctoritate latis tenentur omnes, pro quibus datae dalla suprema autorità della Chiesa tutti coloro
sunt ubique terrarum, nisi pro determinato per i quali sono state date ovunque si trovino, a
territorio conditae sunt; ceterae leges vim habent meno che non siano costituite per un determinato
tantummodo in territorio, in quo auctoritas, quae territorio; tutte le altre leggi hanno valore
leges promulgavit, potestatem regiminis exercet, solamente nel territorio in cui l’autorità che ha
nisi aliter iure cavetur vel ex natura rei constat. promulgato le leggi esercita la potestà di
governo, a meno che non sia disposto
diversamente dal diritto o non consti dalla natura
della cosa.

§ 2. Legibus latis pro determinato territorio ii § 2. Alle leggi emanate per un determinato
subiciuntur, pro quibus datae sunt quique ibidem territorio sono soggetti coloro per i quali sono
domicilium vel quasi-domicilium habent et simul date e che hanno nello stesso luogo il domicilio o
actu commorantur firma § 3, n. 1. il quasi-domicilio e inoltre attualmente dimorano,
fermo restando il § 3, n. 1.

§ 3. Peregrini: § 3. I forestieri:

1° non obligantur legibus iuris particularis sui 1° non sono obbligati dalle leggi del diritto
territorii, dum ab eo absunt, nisi aut earum particolare del loro territorio mentre sono da esso
transgressio in proprio territorio nocet aut leges assenti, a meno che o la loro trasgressione non
sunt personales; rechi danno nel proprio territorio o le leggi siano
personali;

2° neque obligantur legibus iuris particularis 2° e non sono obbligati dalle leggi di diritto
territorii, in quo versantur, eis exceptis, quae particolare del territorio in cui si trovano,
ordini publico consulunt aut actuum sollemnia eccettuate quelle che provvedono all’ordine
determinant aut res immobiles in territorio sitas pubblico, oppure che determinano le formalità
respiciunt; degli atti, o riguardano cose immobili situate nel
territorio;

3° sed obligantur legibus iuris communis et 3° ma sono obbligati dalle leggi di diritto
legibus iuris particularis propriae Ecclesiae sui comune e dalle leggi del diritto particolare della
iuris, etsi, ad leges eiusdem iuris particularis propria Chiesa sui iuris, anche se, per quanto
quod attinet, in suo territorio non vigent, non vero, riguarda le leggi dello stesso diritto particolare,
si in loco, ubi versantur, non obligant. non sono in vigore nel loro territorio, non però se
non obbligano nel territorio in cui si trovano.

§ 4. Vagi obligantur omnibus legibus, quae vigent § 4. I girovaghi sono obbligati da tutte le leggi che
in loco, ubi versantur. sono in vigore nel territorio in cui si trovano.

Can. 1492 - Leges a suprema Ecclesiae Can. 1492 - Le leggi emanate dalla suprema
auctoritate latae, in quibus subiectum passivum autorità della Chiesa, nelle quali non è indicato il
expresse non indicatur, christifideles Ecclesiarum soggetto passivo, riguardano i fedeli cristiani
orientalium respiciunt tantummodo, quatenus de delle Chiese orientali solamente in quanto si
rebus fidei vel morum aut de declaratione legis tratta di cose della fede e dei costumi, o di
divinae agitur vel explicite de eisdem dichiarazione della legge divina o si dispone
christifidelibus in his legibus disponitur aut de esplicitamente in queste leggi sugli stessi fedeli
favorabilibus agitur, quae nihil ritibus orientalibus cristiani, o se si tratta di cose favorevoli che non
contrarium continent. contengono nulla che sia contrario ai riti orientali.

Can. 1493 - § 1. Nomine iuris communis in hoc Can. 1493 - § 1. Col nome di "diritto comune" in
Codice veniunt praeter leges et legitimas questo Codice s'intendono, oltre alle leggi e alle
consuetudines universae Ecclesiae etiam leges legittime consuetudini della Chiesa universale,
et legitimae consuetudines omnibus Ecclesiis anche le leggi e le legittime consuetudini comuni
orientalibus communes. a tutte le Chiese orientali.

§ 2. Nomine vero iuris particularis veniunt omnes § 2. Col nome invece di "diritto particolare"
leges, legitimae consuetudines, statuta aliaeque s'intendono tutte le leggi, le legittime
iuris normae, quae nec universae Ecclesiae nec consuetudini, gli statuti e le altre norme del diritto
omnibus Ecclesiis orientalibus communes sunt. che non sono comuni né alla Chiesa universale
né a tutte le Chiese orientali.

Can. 1494 - Leges respiciunt futura, non Can. 1494 - Le leggi riguardano le cose future,
praeterita, nisi expresse in eis de praeteritis non le passate, a meno che in esse non si
cavetur. disponga espressamente delle cose passate.

Can. 1495 - Irritantes aut inhabilitantes eae Can. 1495 - Si devono considerare irritanti
tantum leges habendae sunt, quibus actum esse oppure inabilitanti soltanto quelle leggi con le
nullum aut inhabilem esse personam expresse quali si stabilisce espressamente che un atto è
statuitur. nullo oppure che una persona è inabile.

Can. 1496 - Leges, etiam irritantes aut Can. 1496 - Le leggi, anche irritanti oppure
inhabilitantes, in dubio iuris non urgent; in dubio inabilitanti, nel dubbio di diritto non urgono; nel
facti autem ab eis dispensare possunt dubbio di fatto, invece, i Gerarchi possono
Hierarchae, dummodo dispensatio, si est dispensare purché la dispensa, se è riservata,
reservata, concedi soleat ab auctoritate, cui solitamente sia concessa dall'autorità a cui è
reservatur. riservata.

Can. 1497 - § 1. Ignorantia vel error circa leges Can. 1497 - § 1. L'ignoranza o l'errore circa le
irritantes aut inhabilitantes earundem effectum leggi irritanti oppure inabilitanti non impediscono
non impediunt, nisi aliud iure expresse statuitur. il loro effetto, a meno che non sia espressamente
stabilito diversamente dal diritto.

§ 2. Ignorantia vel error circa legem aut poenam § 2. L'ignoranza o l'errore circa una legge, o una
aut circa factum proprium aut circa factum pena, o circa un fatto proprio, oppure circa un
alienum notorium non praesumitur; circa factum fatto altrui notorio, non si presume; invece circa
alienum non notorium praesumitur, donec un fatto altrui non notorio si presume, finché non
contrarium probetur. si provi il contrario.

Can. 1498 - § 1. Leges authentice interpretatur Can. 1498 - § 1. Interpreta autenticamente le


legislator et is, cui potestas authentice leggi il legislatore e colui al quale è stata conferita
interpretandi ab eodem collata est. dallo stesso la potestà di interpretare
autenticamente.

§ 2. Interpretatio authentica per modum legis § 2. L'interpretazione autentica data in forma di


data eandem vim habet ac ipsa lex et promulgari legge ha la stessa forza della legge medesima e
debet; si verba in se certa declarat tantum, valet dev'essere promulgata; se chiarisce soltanto
retrorsum; si legem coartat vel extendit aut delle parole di per sé certe, vale retroattivamente;
dubiam explicat, non retrotrahitur. se restringe o estende oppure spiega una legge
dubbia, non è retroattiva.

§ 3. Interpretatio autem per modum sententiae § 3. L'interpretazione data invece a modo di


iudicialis aut actus administrativi in re speciali sentenza giudiziale, oppure di atto amministrativo
data vim legis non habet et obligat tantum in un caso speciale, non ha forza di legge e
personas atque afficit res, pro quibus data est. obbliga soltanto le persone e riguarda le cose per
le quali è stata data.

Can. 1499 - Leges intellegendae sunt secundum Can. 1499 - Le leggi devono essere intese
propriam verborum significationem in textu et secondo il significato proprio delle parole,
contextu consideratam, quae si dubia et obscura considerato nel testo e nel contesto; se questo è
mansit, secundum locos parallelos, si qui sunt, rimasto dubbio e oscuro, si deve intendere
legis finem ac circumstantias et mentem secondo i luoghi paralleli, se ce ne sono, il fine e
legislatoris. le circostanze della legge e la mente del
legislatore.

Can. 1500 - Leges, quae poenam statuunt aut Can. 1500 - Le leggi che stabiliscono una pena o
liberum iurium exercitium coartant aut che coartano il libero esercizio dei diritti, oppure
exceptionem a lege continent, strictae che contengono un'eccezione alla legge, sono
interpretationi subsunt. soggette all'interpretazione stretta.

Can. 1501 - Si certa de re deest expressum Can. 1501 - Se su una certa cosa manca
praescriptum legis, causa, nisi est poenalis, un'espressa prescrizione di legge, la causa, se
dirimenda est secundum canones Synodorum et non è penale, è da dirimersi secondo i canoni dei
sanctorum Patrum, legitimam consuetudinem, Sinodi e dei santi Padri, la legittima
generalia principia iuris canonici cum aequitate consuetudine, i principi generali del diritto
servata, iurisprudentiam ecclesiasticam, canonico applicati con equità, la giurisprudenza
communem et constantem doctrinam canonicam. ecclesiastica, la comune e costante dottrina
canonica.

Can. 1502 - § 1. Lex posterior abrogat priorem Can. 1502 - § 1. La legge successiva abroga la
aut eidem derogat, si id expresse edicit aut si illi precedente o deroga ad essa, se lo dichiara
est directe contraria aut totam de integro ordinat espressamente, o se è ad essa direttamente
legis prioris materiam. contraria, oppure se ordina integralmente l'intera
materia della legge precedente.

§ 2. Lex iuris communis vero, nisi aliter in ipsa § 2. Ma una legge di diritto comune, se non è
lege expresse cavetur, non derogat legi iuris espressamente disposto diversamente nella
particularis nec lex iuris particularis pro aliqua stessa legge, non deroga alla legge del diritto
Ecclesia sui iuris lata derogat iuri magis particolare, né una legge di diritto particolare
particulari in eadem Ecclesia vigenti. emanata per una Chiesa sui iuris deroga al diritto
più particolare che è in vigore nella stessa
Chiesa.

Can. 1503 - In dubio revocatio legis Can. 1503 - Nel dubbio non si presume la revoca
praeexsistentis non praesumitur, sed leges della legge preesistente, ma le leggi successive
posteriores ad priores trahendae sunt et his, devono essere ricondotte alle precedenti e con
quatenus fieri potest, conciliandae. queste conciliate, per quanto è possibile.

Can. 1504 - Ius civile, ad quod ius Ecclesiae Can. 1504 - Il diritto civile al quale il diritto della
remittit, in iure canonico eisdem cum effectibus Chiesa rimanda, venga osservato nel diritto
servetur, quatenus iuri divino non est contrarium canonico con gli stessi effetti, per quanto non è
et nisi aliter iure canonico cavetur. contrario al diritto divino e a meno che non sia
disposto diversamente dal diritto canonico.

Can. 1505 - Enuntiatio sermonis genere Can. 1505 - L'enunciazione di un discorso con il
masculino etiam genus femininum respicit, nisi genere maschile riguarda anche il genere
aliter iure cavetur vel ex natura rei constat. femminile, a meno che non sia disposto
diversamente dal diritto o non consti dalla natura
della cosa.

CAPUT II DE CONSUETUDINE CAPITOLO II LA CONSUETUDINE

Can. 1506 - § 1. Consuetudo comunitatis Can. 1506 - § 1. Una consuetudine della


christianae, quatenus actuositati Spiritus Sancti in comunità cristiana, nella misura in cui risponde
corpore ecclesiali respondet, vim iuris obtinere all'attività dello Spirito Santo nel corpo ecclesiale,
potest. può ottenere forza di diritto.

§ 2. Iuri divino nulla consuetudo potest ullo modo § 2. Nessuna consuetudine può derogare in
derogare. alcun modo al diritto divino.

Can. 1507 - § 1. Ea tantum consuetudo vim iuris Can. 1507 - § 1. Può avere forza di diritto
habere potest, quae est rationabilis et a solamente quella consuetudine che è ragionevole
communitate legis saltem recipiendae capaci ed è stata introdotta con una prassi continua e
praxi continua et pacifica inducta necnon per pacifica da una comunità capace almeno di
tempus iure statutum praescripta. ricevere una legge e che inoltre è stata prescritta
per un tempo stabilito dal diritto.

§ 2. Consuetudo, quae a iure expresse § 2. Una consuetudine che è espressamente


reprobatur, non est rationabilis. riprovata dal diritto non è ragionevole.
§ 3. Consuetudo vigenti iuri canonico contraria § 3. Una consuetudine contraria al vigente diritto
aut, quae est praeter legem canonicam, vim iuris canonico, oppure che è al di fuori della legge
obtinet tantum, si legitime per annos triginta canonica, ottiene forza di diritto soltanto se è
continuos et completos servata est; contra legem stata osservata legittimamente per trent'anni
canonicam vero, quae clausulam continet futuras continui e completi; invece contro una legge
consuetudines prohibentem, sola praevalere canonica che contiene una clausola che proibisce
potest consuetudo centenaria vel immemorabilis. future consuetudini, può prevalere solo una
consuetudine centenaria o immemorabile.

§ 4. Legislator competens potest consuetudinem § 4. Il legislatore competente può approvare, col


consensu suo saltem tacito etiam ante hoc suo consenso almeno tacito, una consuetudine
tempus ut legitimam approbare. come legittima anche prima di questo tempo.

Can. 1508 - Consuetudo est optima legum Can. 1508 - La consuetudine è la migliore
interpres. interprete delle leggi.

Can. 1509 - Consuetudo sive contra sive praeter Can. 1509 - Una consuetudine contro o fuori
legem per contrariam consuetudinem aut legem della legge è revocata mediante una
revocatur; sed nisi expressam de eis mentionem consuetudine o una legge contraria; ma la legge
facit, lex non revocat consuetudines centenarias non revoca le consuetudini centenarie o
vel immemorabiles; ad ceteras consuetudines immemorabili, a meno che non ne faccia
quod attinet, valet can. 1502, § 2. espressa menzione; per quanto riguarda tutte le
altre consuetudini, vale il can. 1502, § 2.

CAPUT III DE ACTIBUS ADMINISTRATIVIS CAPITOLO III GLI ATTI AMMINISTRATIVI

Can. 1510 - § 1. Actiis administrativi poni possunt Can. 1510 - § 1. Gli atti amministrativi possono
ab eis, qui potestatem regiminis exsecutivam essere posti da coloro che hanno la potestà
habent, intra limites eorum competentiae necnon esecutiva di governo, entro i limiti della loro
ab illis, quibus haec potestas explicite vel competenza, nonché da coloro ai quali questa
implicite competit sive ipso iure sive vi legitimae potestà compete esplicitamente o implicitamente
delegationis. sia per il diritto stesso sia in forza di una legittima
delega.

§ 2. Actus administrativi sunt praesertim: § 2. Gli atti amministrativi sono specialmente:

1° decreta, quibus pro casu speciali datur 1° i decreti con i quali per un caso speciale si
decisio aut fit provisio canonica; dà una decisione o si fa una provvisione
canonica;

2° praecepta singularia, quibus personae aut 2° i precetti singolari, coi quali viene imposto
personis determinatis aliquid faciendum aut direttamente e legittimamente a una persona
omittendum directe et legitime imponitur oppure a persone determinate di fare oppure di
praesertim ad legis observantiam urgendam; omettere qualcosa, specialmente per sollecitare
l'osservanza di una legge;

3° rescripta, quibus conceditur privilegium, 3° i rescritti, coi quali si concede un privilegio,


dispensatio, licentia aliave gratia. una dispensa, una licenza o un'altra grazia.

Can. 1511 - Effectum habet actus administrativus Can. 1511 - L'atto amministrativo ha effetto dal
a momento, quo intimatur, vel in rescriptis a momento in cui è intimato, oppure nei rescritti dal
momento, quo datae sunt litterae; si vero actus momento in cui è stata data la lettera; se però
administrativi applicatio committitur exsecutori, l'applicazione dell'atto amministrativo è affidata a
effectum habet a momento exsecutionis. un esecutore, ha effetto dal momento
dell'esecuzione.

Can. 1512 - § 1. Actus administrativus Can. 1512 - § 1. L'atto amministrativo deve


intellegendus est secundum propriam verborum essere inteso secondo il significato proprio delle
significationem et communem loquendi usum nec parole e secondo l'uso comune di parlare e non
debet ad alios casus praeter expressos extendi. deve essere esteso ad altri casi oltre a quelli
espressi.

§ 2. In dubio actus administrativus, qui ad lites § 2. Nel dubbio, l'atto amministrativo che si
refertur, ad poenas comminandas vel irrogandas riferisce alle liti, a minacciare o infliggere pene,
attinet, iura personae coartat, iura aliis quaesita che coarta i diritti della persona, che lede i diritti
laedit aut adversatur legi in commodum acquisiti da altri, oppure che è contrario a una
privatorum, strictam recipit interpretationem; legge a vantaggio di privati, è soggetto a stretta
secus vero latam. interpretazione; altrimenti invece a larga.

§ 3. In privilegiis ea semper adhibenda est § 3. Nei privilegi si deve sempre usare quella
interpretatio, ut ille, cui privilegium concessum interpretazione che permetta, a colui che ha
est, aliquam revera gratiam consequatur. ricevuto il privilegio, di conseguire davvero
qualche grazia.

§ 4. Non solum dispensatio, sed ipsa potestas § 4. Non solo la dispensa, ma anche la potestà di
dispensandi ad certum casum concessa strictae dispensare concessa per un certo caso, è
interpretationi subest. soggetta a interpretazione stretta.

Can. 1513 - § 1. Per legem contrariam nullus Can. 1513 - § 1. Mediante una legge contraria,
actus administrativus revocatur, nisi aliter in ipsa nessun atto amministrativo è revocato, a meno
lege cavetur aut lex lata est ab auctoritate che non venga disposto diversamente nella
superiore ei, qui actum administrativum emisit. stessa legge, oppure che la legge sia stata
emessa dall'autorità superiore a colui che ha
emesso l'atto amministrativo.

§ 2. Actus administrativus non cessat resoluto § 2. L'atto amministrativo non cessa venendo
iure eius, qui eum posuit, nisi aliter expresse meno il diritto di colui che l'ha posto, a meno che
cavetur. non sia espressamente disposto diversamente.

§ 3. Revocatio actus administrativi per alium § 3. La revoca di un atto amministrativo mediante


actum administrativum auctoritatis competentis un altro atto amministrativo dell'autorità
effectum tantummodo obtinet a momento, quo competente ottiene l'effetto solamente dal
intimatur personae, pro qua datus est. momento in cui è intimata alla persona per la
quale è stato dato.

§ 4. Dispensatio, quae tractum habet § 4. La dispensa che ha un tratto successivo


successivum, cessat quoque certa ac totali cessa anche con la certa e totale cessazione
cessatione causae motivae. della causa motiva.

§ 5. Decretum praeceptumve singulare vim § 5. Un decreto o un precetto singolare smette di


habere desinit etiam cessante lege, ad cuius avere forza anche cessando la legge per la cui
exsecutionem datum est; praeceptum singulare esecuzione è stato dato; un precetto singolare
cessat etiam resoluto iure praecipientis, nisi cessa anche quando è venuto meno il diritto di
legitimo documento impositum est. colui che ha comandato, a meno che non sia
stato imposto con un legittimo documento.

Can. 1514 - Actus administrativus, qui forum Can. 1514 - Un atto amministrativo che riguarda
externum respicit, firmis cann. 1520, 5 2 et 1527 il foro esterno, fermi restando i cann. 1520, § 2 e
scripto est consignandus; item, si fit in forma 1527, deve essere redatto per iscritto; così pure
commissoria, illius actus exsecutionis. l'atto della sua esecuzione, se viene fatto in
forma commissoria.

Can. 1515 - Actus administrativus, etiam si agitur Can. 1515 - L'atto amministrativo, anche se si
de rescripto motu proprio dato, effectu caret, tratta di un rescritto dato di propria inziativa, è
quatenus iura aliis quaesita laedit aut legi vel privo di efficacia nella misura in cui lede i diritti
legitimae consuetudini contrarius est, nisi acquisiti di altri, oppure è contrario a una legge o
auctoritas competens expresse clausulam a una legittima consuetudine, a meno che
derogatoriam addidit. l'autorità competente non abbia espressamente
aggiunto una clausola derogatoria.

Can. 1516 - Condiciones in actibus Can. 1516 - Le condizioni negli atti amministrativi
administrativis tunc tantum ad validitatem allora soltanto devono ritenersi aggiunte per la
censentur adiectae, quoties per particulas si, nisi, validità, ogniqualvolta sono espresse per mezzo
dummodo, vel in lingua vernacula per aliam delle particelle se, a meno che, purché, o di
eiusdem significationis exprimuntur. un'altra espressione di uguale significato nella
lingua nazionale.

Art. I DE PROCEDURA IN DECRETIS EXTRA Art. I La procedura nell'emanare decreti


IUDICIUM FERENDIS extragiudiziali

Can. 1517 - § 1. Antequam decretum extra Can. 1517 - § 1. Prima di emanare un decreto
iudicium fert, auctoritas necessarias notitias et extragiudiziale, l'autorità ricerchi le notizie e le
probationes exquirat; iure audiendos vel prove necessarie; ascolti o consulti chi
consulendos audiat vel consulat; eos, quos dev'essere di diritto ascoltato o consultato; ascolti
directe decretum attingit ac praesertim eos, coloro che il decreto direttamente raggiunge e
quorum iura laedi possunt, audiat. specialmente coloro i cui diritti possono essere
lesi.

§ 2. Petitori et etiam legitime contradicenti § 2. L'autorità renda note al richiedente e anche a


auctoritas notitias et probationes patefaciat, quae chi legittimamente contraddice, le notizie e le
sine periculo publici vel privati damni cognosci prove che possono essere conosciute senza
possunt, et rationes forte contrarias ostendat data pericolo di danno pubblico o privato, e mostri le
eis opportunitate respondendi, etiam per ragioni che forse sono contrarie dando loro
patronum, intra terminum ab ipsa auctoritate l'opportunità di rispondere, anche a mezzo di un
determinatum. patrono, entro il termine determinato dalla stessa
autorità.

Can. 1518 - Auctoritas decretum intra sexaginta Can. 1518 - L'autorità emetta il decreto entro
dies a recepta petitione ad decretum obtinendum sessanta giorni da computare dal ricevimento
computandos ferat, nisi ius particulare propriae della domanda per ottenere il decreto, a meno
Ecclesiae sui iuris alios terminos statuit; si vero che il diritto particolare della propria Chiesa sui
hoc factum non est et petitor decretum iterum iuris non stabilisca altri termini; se invece questo
scripto petit, tricesimo die ab hac petitione non è stato fatto e il richiedente domanda di
recepta computando, si etiam tunc nihil factum nuovo per iscritto il decreto, al trentesimo giorno,
est, petitio pro reiecta habetur ac si eo die da computare dal ricevimento di questa
reiectio per decretum facta sit ita, ut recursus domanda, se anche allora non è stato fatto nulla,
adversus eam interponi possit. la domanda è ritenuta respinta come se in quel
giorno la reiezione fosse fatta mediante decreto,
in modo tale che possa essere interposto ricorso
contro di essa.

Can. 1519 - § 1. Qui decretum fert, id prae oculis Can. 1519 - § 1. Colui che emette il decreto
habeat et intendat, quod saluti animarum et bono tenga presente e ricerchi ciò che sembra
publico maxime conducere videtur, servatis maggiormente condurre alla salvezza delle anime
quidem legibus et legitimis consuetudinibus, e al bene pubblico, osservando però le leggi e le
iustitia et aequitate. legittime consuetudini, la giustizia e l'equità.

§ 2. In decreto exprimantur saltem summarie § 2. Nel decreto si esprimano almeno


motiva; si vero periculum publici vel privati damni sommariamente le motivazioni; se però il pericolo
obstat ne motiva patefiant, haec in libro secreto di danno pubblico o privato impedisce di
exprimantur atque ei, qui de recursu forte manifestare i motivi, questi vengono espressi in
adversus decretum interposito videt, ostendantur, un libro segreto e siano mostrati a colui che si
si ipse petit. occupa del ricorso eventualmente interposto, se
costui lo chiede.

Can. 1520 - § 1. Decretum vim iuris habet, Can. 1520 - § 1. Il decreto ha forza di diritto dopo
postquam ei, ad quem destinatur, intimatum est che è stato intimato al destinatario nel modo che,
modo, qui secundum locorum leges et secondo le leggi e le condizioni dei luoghi, è il più
condiciones tutissimus est. sicuro.

§ 2. Si periculum publici vel privati damni obstat, § 2. Se il pericolo di danno pubblico o privato
ne textus decreti scripto tradi possit, potest impedisce che il testo scritto del decreto sia
auctoritas ecclesiastica iubere decretum ei, ad consegnato, l'autorità ecclesiastica può
quem destinatur, coram duobus testibus vel comandare che il decreto sia letto al destinatario
coram notario legi, processu verbali redacto ab davanti a due testimoni o davanti al notaio che
omnibus praesentibus subscribendo; his peractis redigerà il processo verbale da sottoscriversi da
decretum pro intimato habetur. tutti i presenti; fatto questo, il decreto si dà per
intimato.

§ 3. Si vero is, ad quem decretum destinatur, § 3. Se invece colui al quale il decreto è destinato
intimationem recusavit vel ad normam iuris ha ricusato l'intimazione o, chiamato a norma del
vocatus ad decretum accipiendum vel audiendum diritto a ricevere il decreto o ad ascoltarlo, non è
sine iusta causa a decreti auctore perpendenda comparso senza una giusta causa da valutare
non comparuit vel processui verbali subscribere dall'autore del decreto, o se ha ricusato di
recusavit, decretum pro intimato habetur. sottoscrivere il processo verbale, il decreto si dà
per intimato.

Art. II DE EXSECUTIONE ACTUUM Art. II L'esecuzione degli atti amministrativi


ADMINISTRATIVORUM

Can. 1521 - Exsecutor actus administrativi Can. 1521 - L'esecutore di un atto amministrativo
invalide suo munere fungitur, antequam compie invalidamente il suo incarico prima di
mandatum scripto datum recepit eiusque aver ricevuto il mandato scritto e di averne
authenticitatem et integritatem recognovit, nisi riconosciuto l'autenticità e l'integrità, a meno che
auctoritas, quae eundem actum posuit, praeviam l'autorità che ha posto lo stesso atto non gli abbia
notitiam circa mandatum cum eo communicavit. comunicato la previa notizia del mandato.

Can. 1522 - § 1. Exsecutor actus administrativi, Can. 1522 - § 1. L'esecutore dell'atto


cui committitur mera eiusdem actus exsecutio, amministrativo al quale è affidata la semplice
hanc exsecutionem denegare non potest, nisi esecuzione dello stesso atto, non può negare
manifesto constat eundem actum esse nullum aut questa esecuzione, a meno che non consti
alia gravi de causa sustineri non posse aut manifestamente che lo stesso atto è nullo, o che
condiciones actui administrativo appositas non per un'altra grave causa non può essere
esse impletas; si vero exsecutio actus sostenuto, oppure che le condizioni apposte
administrativi ratione adiunctorum personae aut all'atto amministrativo non sono state adempiute;
loci videtur inopportuna, exsecutor exsecutionem se invece l'esecuzione dell'atto amministrativo
intermittat et statim certiorem faciat auctoritatem, sembra inopportuna a motivo delle circostanze
quae actum posuit. della persona oppure del luogo, l'esecutore
sospenda l'esecuzione e informi subito l'autorità
che ha posto l'atto.

§ 2. Si in rescripto concessio gratiae exsecutori § 2. Se nel rescritto la concessione della grazia è


committitur, eius est de suo prudenti iudicio et affidata all'esecutore, compete a lui, secondo il
conscientia gratiam concedere vel denegare. suo prudente giudizio e la sua coscienza,
concedere o negare la grazia.
Can. 1523 - Exsecutor actus administrativi Can. 1523 - L'esecutore di un atto amministrativo
procedere debet ad mandati normam; si deve procedere a norma del mandato; se non ha
condiciones ad validitatem actus mandato adempiuto le condizioni apposte al mandato per
appositas non implevit vel substantialem la validità dell'atto o non ha osservato la forma
procedendi formam non servavit, exsecutio nulla sostanziale di procedere, l'esecuzione è nulla.
est.

Can. 1524 - Exsecutor actus administrativi potest Can. 1524 - L'esecutore di un atto amministrativo
alium de suo prudenti iudicio sibi substituere, nisi può farsi sostituire da un altro secondo il suo
substitutio prohibita est aut electa est industria prudente giudizio, a meno che la sostituzione non
personae aut substituti persona determinata est; sia stata proibita, o sia stata scelta per l'abilità
his in casibus vero exsecutori licet alii committere della persona, oppure sia stata determinata la
actus praeparatorios. persona del sostituto; in questi casi però è lecito
all'esecutore affidare a un altro gli atti preparatori.

Can. 1525 - Actus administrativus exsecutioni Can. 1525 - L'atto amministrativo può essere
mandari potest etiam ab exsecutoris successore mandato ad esecuzione anche dal successore
in officio, nisi electa est industria personae. nell'ufficio dell'esecutore, a meno che non sia
stata scelta l'abilità della persona.

Can. 1526 - Exsecutori licet actum Can. 1526 - E' lecito all'esecutore mandare di
administrativum iterum exsecutioni mandare, si nuovo a esecuzione l'atto amministrativo, se ha
quoquo modo in eiusdem actus exsecutione errato in qualche modo nell'esecuzione dello
erravit. stesso atto.

Art. III DE RESCRIPTIS Art. III I rescritti

Can. 1527 - § 1. Quae in canonibus de rescriptis Can. 1527 - § 1. Ciò che è stabilito nei canoni sui
statuuntur, de concessionibus gratiarum vivae rescritti vale anche per le concessioni di grazie
vocis oraculo quoque valent, nisi aliud manifesto fatte a viva voce, se manifestamente non consta
constat. altrimenti.

§ 2. Gratiam oretenus concessam aliquis probare § 2. La grazia ottenuta verbalmente, uno deve
tenetur, quoties id legitime ab eo petitur. provarla ogniqualvolta gli viene chiesto
legittimamente.

Can. 1528 - Rescriptum impetrari potest pro alio, Can. 1528 - Un rescritto può essere impetrato
etiam praeter eius assensum, et valet ante per un altro, anche senza il suo assenso, e vale
eiusdem acceptationem, nisi aliud ex appositis prima della sua accettazione, se non appare
clausulis apparet. diversamente dalle clausole apposte.

Can. 1529 - § 1. Reticentia veri in precibus non Can. 1529 - § 1. La reticenza del vero nella
obstat, quin rescriptum vim habeat, dummodo domanda non ostacola che il rescritto abbia
expressa sint, quae ad validitatem sunt valore, purché sia stato espresso ciò che
exprimenda secundum stilum curiae Hierarchae, dev'essere espresso per la validità secondo lo
qui rescriptum concedit. stile della curia del Gerarca che concede il
rescritto.

§ 2. Nec obstat expositio falsi, dummodo una § 2. Né ostacola l'esposizione del falso, purché
saltem causa motiva proposita vera sit. almeno una causa motiva proposta sia vera.

Can. 1530 - § 1. Gratia ab auctoritate superiore Can. 1530 - § 1. Una grazia negata dall’autorità
denegata non potest ab auctoritate inferiore superiore non può essere concessa validamente
valide concedi, nisi auctoritas superior expresse dall’autorità inferiore, a meno che l’autorità
consensit. superiore non abbia consentito espressamente.

§ 2. Gratia ab aliqua auctoritate denegata non § 2. La grazia negata da qualche autorità non
potest valide ab alia auctoritate aeque competenti può essere concessa validamente da un’altra
aut auctoritate superiore concedi nulla facta in autorità ugualmente competente senza che nella
petitione denegationis mentione. domanda sia fatta menzione del diniego.

1° De privilegiis 1° I privilegi

Can. 1531 - § 1. Privilegium, scilicet gratia in Can. 1531 - § 1. Il privilegio, cioè una grazia fatta
favorem certarum personarum physicarum vel a favore di certe persone fisiche o giuridiche
iuridicarum per specialem actum facta, concedi mediante uno speciale atto, può essere concesso
potest a legislatore et ab eo, cui legislator hanc dal legislatore e da colui al quale il legislatore ha
potestatem concessit. concesso questa potestà.

§ 2. Possessio centenaria vel immemorabilis § 2. Il possesso centenario o immemorabile


praesumptionem inducit concessi privilegii. induce la presunzione che il privilegio sia stato
concesso.

Can. 1532 - § 1. Privilegium praesumitur Can. 1532 - § 1. Il privilegio si presume perpetuo.


perpetuum.

§ 2. Privilegium cessat: § 2. Il privilegio cessa:

1° si est personale, per exstinctionem 1° se è personale, con l'estinzione della


personae, cui concessum est; persona a cui è stato concesso;

2° si est reale vel locale, per absolutum rei vel 2° se è reale o locale, con la rovina totale
loci interitum; della cosa o del luogo;

3° elapso tempore vel expleto numero 3° trascorso il tempo o finito il numero di casi
casuum, pro quibus concessum est; per i quali è stato concesso;

4° si temporis progressu rerum adiuncta 4° se, col passare del tempo, le circostanze
iudicio auctoritatis competentis mutantur ita, ut sono talmente mutate, a giudizio dell'autorità
noxium evaserit aut eius usus illicitus fiat. competente, da diventare nocivo, oppure se il
suo uso diventa illecito.

§ 3. Privilegium locale, si locus intra quinquaginta § 3. Un privilegio locale torna a rivivere se un


annos restituitur, reviviscit. luogo è ricostruito entro cinquant'anni.

Can. 1533 - § 1. Nullum privilegium per Can. 1533 - § 1. Nessun privilegio cessa per
renuntiationem cessat, nisi haec ab auctoritate rinuncia se questa non è stata accettata
competenti acceptata est. dall'autorità competente.

§ 2. Privilegio in sui dumtaxat favorem concesso § 2. Al privilegio concesso soltanto in proprio


quaevis persona physica renuntiare potest. favore qualsiasi persona fisica può rinunciare.

§ 3. Privilegio concesso alicui personae iuridicae § 3. Una persona fisica non può rinunciare
aut ratione dignitatis loci vel rei persona physica validamente al privilegio concesso a qualche
valide renuntiare non potest; nec ipsi personae persona giuridica, oppure concesso in ragione
iuridicae integrum est privilegio sibi concesso della dignità del luogo o della cosa; né la stessa
renuntiare, si renuntiatio cedit in Ecclesiae persona giuridica ha pieno diritto di rinunciare a
aliorumve praeiudicium. un privilegio ad essa concesso se la rinuncia
torna a pregiudizio verso la Chiesa o altri.

Can. 1534 - Per non usum vel per usum Can. 1534 - Mediante il non uso o l'uso contrario,
contrarium privilegium aliis non onerosum non un privilegio non oneroso per gli altri, non cessa;
cessat; si vero privilegium in aliorum gravamen se invece il privilegio torna a gravame verso altri,
cedit, amittitur si accedit legitima praescriptio aut si perde se si aggiunge una legittima prescrizione
tacita renuntiatio. oppure la rinuncia tacita.

Can. 1535 - Qui abutitur potestate sibi ex Can. 1535 - Chi abusa della potestà datagli dal
privilegio data, ab Hierarcha moneatur; graviter privilegio sia ammonito dal Gerarca; chi abusa
abutentem ac frustra monitum Hierarcha privet gravemente ed è stato ammonito invano, il
privilegio, quod ipse concessit; si vero privilegium Gerarca lo privi del privilegio che egli ha
concessum est ab auctoritate superiore, eandem concesso; se però il privilegio è stato concesso
Hierarcha certiorem facere tenetur. da un’autorità superiore, il Gerarca è tenuto a
informarla.

2° De dispensationibus 2° Le dispense

Can. 1536 - § 1. Dispensatio, scilicet legis mere Can. 1536 - § 1. La dispensa, cioè l’allentamento
ecclesiasticae in casu speciali relaxatio, concedi di una legge meramente ecclesiastica in un caso
potest tantum iusta ac rationabili de causa habita speciale , può essere concessa soltanto per una
ratione adiunctorum casus et gravitatis legis, a causa giusta e ragionevole, tenendo conto delle
qua dispensatur; secus dispensatio illicita et, nisi circostanze del caso e della gravità della legge
ab ipso legislatore aut ab auctoritate superiore dalla quale si dispensa; altrimenti la dispensa è
data est, etiam invalida est. illecita e, se non è stata data dallo stesso
legislatore oppure da un’autorità superiore, è
anche invalida.

§ 2. Bonum spirituale christifidelium est iusta et § 2. Il bene spirituale dei fedeli cristiani è una
rationabilis causa. causa giusta e ragionevole.

§ 3. In dubio de sufficientia causae dispensatio § 3. Nel dubbio sulla sufficienza della causa la
licite et valide conceditur. dispensa è concessa lecitamente e validamente.

Can. 1537 - Dispensationi obnoxiae non sunt Can. 1537 - Non sono soggette a dispensa le
leges, quatenus determinant ea, quae leggi in quanto determinano ciò che è
institutorum aut actuum iuridicorum essentialiter essenzialmente costitutivo degli istituti e degli atti
sunt constitutiva, nec leges processuales et giuridici, né le leggi processuali e penali.
poenales.

Can. 1538 - § 1. Episcopus eparchialis Can. 1538 - § 1. Il Vescovo eparchiale può


dispensare potest tam a legibus iuris communis dispensare, tanto dalle leggi di diritto comune,
quam a legibus iuris particularis propriae quanto dalle leggi di diritto particolare della
Ecclesiae sui iuris in casu speciali christifideles, propria Chiesa sui iuris, in un caso speciale, i
in quos ad normam iuris potestatem suam fedeli cristiani sui quali esercita la sua potestà a
exercet, quoties id ad eorum bonum spirituale norma del diritto, ogniqualvolta egli giudica che
conferre iudicat, nisi ab auctoritate, quae leges questo conferisca al loro bene spirituale, a meno
tulit, reservatio facta est. che non sia stata fatta una riserva dall’autorità
che ha emanato le leggi.

§ 2. Si difficile est adire auctoritatem, cui § 2. Se è difficile ricorrere all’autorità a cui è


dispensatio reservata est, et simul in mora est riservata la dispensa e vi sia insieme il pericolo di
periculum gravis damni, omnis Hierarcha in casu un grave danno nell’attesa, ogni Gerarca in un
speciali dispensare potest christifideles, in quos caso speciale può dispensare i fedeli cristiani sui
ad normam iuris potestatem suam exercet, quali esercita la sua potestà a norma di diritto,
dummodo agatur de dispensatione, quam eadem purché si tratti di dispensa che la stessa autorità
auctoritas in eisdem adiunctis concedit, firmo nelle medesime circostanze concede, fermo
can. 396. restando il can. 396.

Can. 1539 - Qui habet potestatem dispensandi, Can. 1539 - Chi ha la potestà di dispensare, la
eam exercere potest, etiam extra territorium può esercitare, anche stando fuori del territorio,
exsistens, in subditos, etsi a territorio absentes, verso i sudditi anche se sono assenti dal territorio
atque, nisi contrarium expresse statuitur, in e, se non è espressamente stabilito il contrario,
peregrinos quoque in territorio actu degentes anche verso i forestieri che si trovano
necnon erga seipsum. attualmente nel territorio, come pure verso se
stesso.

TITULUS XXX DE PRAESCRIPTIONE ET DE TITOLO XXX LA PRESCRIZIONE E IL


TEMPORIS SUPPUTATIONE COMPUTO DEL TEMPO

CAPUT I DE PRAESCRIPTIONE CAPITOLO I LA PRESCRIZIONE

Can. 1540 - Praescriptionem tamquam iuris Can. 1540 - La Chiesa recepisce la prescrizione
subiectivi acquirendi vel amittendi necnon ab come un modo di acquisire o di perdere un diritto
obligationibus se liberandi modum, prout est in soggettivo, e anche per liberarsi da obblighi,
iure civili, Ecclesia recipit, nisi aliud iure communi come è nel diritto civile, a meno che non sia
statuitur. stabilito diversamente nel diritto comune.

Can. 1541 - Nulla valet praescriptio, nisi bona Can. 1541 - Nessuna prescrizione ha valore se
fide nititur non solum initio, sed toto decursu non è fondata sulla buona fede non solo all'inizio,
temporis ad praescriptionem requisiti salvo ma per tutto il decorso del tempo richiesto per la
can. 1152. prescrizione, salvo restando il can. 1152.

Can. 1542 - Praescriptioni obnoxia non sunt: Can. 1542 - Non sono soggetti a prescrizione:

1° iura et obligationes, quae sunt legis 1° i diritti e i doveri che sono di legge divina;
divinae;

2° iura, quae obtineri possunt ex solo 2° i diritti che si possono ottenere solo per
privilegio apostolico; privilegio apostolico;

3° iura et obligationes, quae vitam spiritualem 3° i diritti e i doveri che riguardano


christifidelium directe respiciunt; direttamente la vita spirituale dei fedeli cristiani;

4° fines certi et indubii circumscriptionum 4° i confini certi e non messi in dubbio delle
ecclesiasticarum; circoscrizioni ecclesiastiche;

5° obligationes et onera celebrationem 5° gli obblighi e gli oneri riguardanti la


Divinae Liturgiae respicientia; celebrazione della Divina Liturgia;

6° provisio canonica officii, quod ad normam 6° la provvisione canonica di un ufficio che, a


iuris exercitium ordinis sacri requirit; norma del diritto, richiede l’esercizio dell’ordine
sacro;

7° ius visitationis et obligatio oboedientiae ita, 7° il diritto di visita e l’obbligo di obbedienza


ut personae in Ecclesia a nulla auctoritate in modo che le persone nella Chiesa non
ecclesiastica visitari possint et nulli auctoritati iam possano essere visitate da nessuna autorità
subsint. ecclesiastica e non siano ormai soggette a
nessuna autorità.

CAPUT II DE TEMPORIS SUPPUTATIONE CAPITOLO II IL COMPUTO DEL TEMPO

Can. 1543 - Nisi aliter iure expresse cavetur, Can. 1543 - A meno che non sia espressamente
tempus supputetur ad normam canonum, qui disposto diversamente dal diritto, il tempo si
sequuntur. computa a norma dei canoni che seguono.

Can. 1544 - § 1. Tempus continuum intellegitur, Can. 1544 - § 1. Il tempo continuo va inteso nel
quod nullam patitur interruptionem. senso che non subisce nessuna interruzione.

§ 2. Tempus utile intellegitur, quod ita ius suum § 2. Il tempo utile va inteso nel senso che
exercenti aut persequenti competit, ut ignoranti compete in modo tale, a colui che esercita o
aut illi, qui agere non potest, non currat. persegue il suo diritto, da non scorrere per colui
che ignora, oppure per chi non può agire.

Can. 1545 - § 1. In iure dies intellegitur spatium Can. 1545 - § 1. Nel diritto il giorno va inteso
constans ex 24 horis continuo supputandis et come spazio che consta di 24 ore da computare
incipit a media nocte; hebdomada spatium 7 in modo continuo e che comincia dalla
dierum; mensis spatium 30 dierum, annus mezzanotte; la settimana come spazio di 7 giorni,
spatium 365 dierum, nisi mensis et annus il mese come spazio di 30 giorni, l'anno come
dicuntur sumendi, prout sunt in calendario. spazio di 365 giorni, a meno che non si dica che
il mese e l'anno si devono prendere come sono
nel calendario.

§ 2. Si tempus est continuum, mensis et annus § 2. Se il tempo è continuo, il mese e l'anno si


semper sumendi sunt, prout sunt in calendario. devono prendere sempre come sono nel
calendario.

Can. 1546 - § 1. Dies, a quo calculus incipit, non Can. 1546 - § 1. Il giorno dal quale comincia il
computatur in termino, nisi huius initium coincidit calcolo non si computa nel termine, a meno che il
cum initio diei aut aliter expresse iure cavetur. suo inizio non coincida con l'inizio del giorno,
oppure non sia espressamente disposto
diversamente dal diritto.

§ 2. Dies, ad quem calculus dirigitur, computatur § 2. Il giorno verso il quale è diretto il calcolo
in termino, qui, si tempus constat ex uno vel viene computato nel termine, il quale, se il tempo
pluribus mensibus aut annis, ex una vel pluribus consta di uno o più mesi oppure anni, di una o
hebdomadibus, finitur elapso ultimo die eiusdem più settimane, finisce trascorso l'ultimo giorno
numeri aut, si mensis die eiusdem numeri caret, dello stesso numero, oppure, se il mese manca
elapso ultimo die mensis. del giorno del medesimo numero, trascorso
l'ultimo giorno del mese.

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