SOCRATE
Nasce ad Atene nel 470 a.C. ed è famoso per le frasi: "so di non sapere" o "conosci te
stesso"
Muore nel 399 a.C. in seguito ad una condanna per empietà (venne accusato di non credere
negli dei della città)
La religione presso i greci era politeista ma lui diceva di avere dentro di sé un Dio, chiamato
DAIMONIÓN, che lo spingeva a ricercare la verità, a far ricercare la verità agli altri e quindi a
far "partorire" la verità ma impediva a Socrate (lui) di partorirla.
Il Daimonión si riferisce a demone → corrompeva i giovani per qui con questa teologia,
Socrate corrompeva i giovani.
Si usa la parola partorire perché Socrate era figlio di uno scultore mentre la mamma
ostetrica e faceva nascere i bambini. Lui prende questo termine dalla mamma
Socrate per questa accusa verrà processato e fatto prigioniero.
Platone dopo la morte di Socrate scriverá un'opera intitolata "Apologia (discorso in difesa di
qualcuno o qualcosa) di Socrate" dove parla della condanna, al processo, fino alla morte di
Socrate
Socrate viene condannato a morte → ovviamente l'accusa era un modo per eliminarlo
perchè lui era scomodo, aveva molti discepoli, molti seguaci che lo ascoltavano
Socrate subisce un processo: dentro un tribunale ci sono dei giudici che lo difendono e altri
che lo accusano
Venendo condannato a morte i suoi amici gli dicono di far qualcosa per difenderti e lui dice
"se io non riesco con la mia parola a convincere gli altri che quello che dico è vero, io mi
rimetto alle loro decisioni perché non voglio fare violenza alla legge". Viene anche chiamato
l'uomo della non violenza.
Ad Atene c'era un'usanza in cui si aspettava una nave che tornava da Delfi (dove c'era un
santuario dedicato al Dio Apollo, al cui interno vi era una sacerdotessa che parlava con
Apollo e svelava molti segreti). I condannati a morte venivano uccisi quando questa nave
tornava da Delfi. Per cui Socrate aspettava di essere ucciso e chiama un suo amico, si fa
portare in carcere la cicuta (erba velenosa) la berrà e morirà → si tratta comunque di
omicidio.
Lui si è ucciso per non cadere nelle mani dei suoi nemici.
Prima di morire dirá questa frase: "uccideranno il mio corpo ma non uccideranno le mie
idee."
LA MOGLIE DI SOCRATE
La moglie si chiamava Santippe e diceva sempre a suo marito che doveva smettere di
studiare e doveva curarsi un po' perché lui passava tutto il giorno a leggere e studiare, e
girava come un barbone e capelli lunghi.
IL PENSIERO DI SOCRATE
Socrate agisce ad Atene e al centro della sua filosofia c’è l’uomo, è quindi la sua psyché,
ovvero l’anima. Diceva che il corpo è lo strumento dell’anima e la facoltà dell’anima è la
conoscenza. L’aretè è la virtù, e un anima è virtuoso se conosce, per cui,la conoscenza è
condizione per far diventare un uomo virtuoso. Il male è ignoranza, il bene è conoscenza. La
libertà consiste nel dominare l’anima e questa è la sede delle nostre passioni e emozioni,
per essere virtuoso deve dominare la propria anima e il corpo. Il corpo è ciò che è materiale.
Eudaimonia è la felicità, un uomo è felice quando l’anima conosce ed è virtuosa.
La malattia e il dolore sono il disordine del corpo, mentre la salute è ordine e armoniosa
dell’anima, è armoniosa quando conosce.
Demonion e il demone che lo porterà ad essere condannato, per lui era come una luce
divina, che gli vietava di trovare la verità ma farla trovare agli altri con il metodo socratico.
Il metodo socratico viene usato per far partorire la verità e consiste in due momenti:
1. Pars Destruens: l’ironia fa da protagonista
2. Pars Costruens: la maieutica fa da protagonista.
Socrate parlava con il suo interlocutore e ci costituiva un dialogo, lo esordiva dicendo “io so
di non sapere, e vengo da te per scoprire la tua verità”. Iniziava con una domanda e dopo la
risposta Socrate confuta in continuazione, finché l’interlocutore comprende di non sapere
nulla e così smontava tutte le certezze (false conoscenze) dell’interlocutore.
Dopo la distruzione inizia a partorire la verità.
Socrate utilizza il metodo induttivo (partirà da un particolare per arrivare ad un universale),
pone le basi della logica e parlerà perciò di concetto ovvero l’essenza.
IL METODO DI SOCRATE IN PARAGONE AD ARISTOTELE
Socrate utilizza il metodo induttivo e con il suo metodo pone le basi dei principi della logica e
parlerà di concetto (in filosofia il concetto e l'essenza)
Il suo metodo è induttivo ovvero parte da un particolare per arrivare ad un universale.
Aristotele farà l'opposto ovvero utilizzerà il metodo deduttivo che partirá da un universale e
arriverá ad un particolare.
Aristotele dirà che un ragionamento é perfetto se é costituito da tre proposizioni:
• Conclusione universale: tutti gli uomini sono mortali
• Premessa universale: Socrate è un uomo
• Premessa particolare: Socrate è mortale
Se questa forma di ragionamento perfetto costituito da tre proposizioni di Aristotele in
Socrate, diremo che (partendo dal particolare fino all'universale):
• Premessa particolare: Socrate è mortale
• Premessa universale: Socrate è un uomo
• Conclusione universale: tutti gli uomini sono mortali