Il mangiafagioli
l'opera costituisce uno dei primi esempi di scena di genere dell'arte italiana il soggetti sono attinti dalle
piccole cose della vita quotidiana. Annibale carracci raffigura un popolano nell'atto di divorare con avidità
una scodella di fagioli. Sul tavolo sono disposti i poveri oggetti della mensa contadina una brocca un coltello
un piatto con una frittata dei porri freschi il pane e al centro la scodella di fagioli. L'uomo è colto nell'attimo
in cui porta alla bocca una cucchiaiata con Tanta voracità. Gli occhi fissi e sospettosi la bocca spalancata la
mano sinistra che tiene un pezzo di pane quasi a sottolinearle avidamente l appartenenza.
Galleria di palazzo Farnese
Su incarico del cardinale Odoardo Farnese essa aveva per soggetto principale gli amori degli dei uno dei
temi più trattati tra quattro e 500 in quanto consentiva agli artisti di liberare tutto il proprio estro creativo
sulla volta a botte della galleria Annibale crea l'illusione di 9 dipinti appesi l'illusione che si crea è così
realistica e suggestiva che rappresenterà uno dei principali punti di riferimento per la pittura barocca. Il
grande affresco del trionfo di Bacco Arianna è al centro della volta. I due personaggi principali avanzano su
due carri trainati da un paio di tigri e da due arieti essi sono contornati da una moltitudine di satiri e di
menadi intorno e il clima è tutto festoso e c'è uno svolazzare di putti e amorini simbolo di grazia e di
spensieratezza. Nel grande ciclo di affreschi di palazzo Farnese Annibale carracci riesce a fare convivere sia
l'equilibrata compostezza di una raffigurazione classica sia il gusto tutto barocco per le prospettive
fantastiche evocatrici di suggestioni ottiche e di spazi illusori.
Bacco
il Bacco di Caravaggio è un giovinetto adagiato su una sorta di improvvisato triclinio realizzato con un
materasso parzialmente avvolto in un lenzuolo, il volto ruotato di tre quarti è inclinato in avanti è percorso
da un leggero rossore che le rende l'espressione più enigmatica e trasognata. La natura morta in primo
piano anticipa i modi e i temi della canestra di frutta compresi i frutti marci e le fragole secche simbolo
ricorrente del tempo. L'atmosfera e nel complesso fosca.
Canestra di frutta
Il soggetto una natura morta con una semplice canestra di frutta in vimini intrecciato non rappresenta che
un pretesto mediante il quale Caravaggio si pone in condizione di osservare minuziosamente la realtà
indagandone dal naturale ogni aspetto con attenzione e meticolosità straordinarie il canestro viene
rappresentato secondo una visione perfettamente frontale. Il pittore fa sporgere leggermente la base della
canestra di qua del piano sulla quale è appoggiata e sul cui bordo proietta la propria ombra quasi per
avvicinarla di più all'osservatore lui allontana la percezione dello sfondo di colore neutro inondandolo di
una luce calda e diffusa alcune foglie di vite appaiono accartocciate altre foglie della pesca sono a loro volta
forate e altre invece sono rovinate. La mela al centro della composizione appare intaccata mentre le foglie
della cotogna sono maculate e nei grappoli d'uva alcuni acini risultano schiacciati o macinati.
Vocazione di San Matteo
Il dipinto raffigura il momento in cui Gesù sceglie il pubblicano Matteo la scena è ambientata in un locale
oscuro. Al alla destra della tela Cristo tende il braccio destro in direzione del futuro apostolo matteo e San
Pietro ritratto quasi di spalle . Matteo è colto nel momento in cui stupito dall'inaspettato invito reagisce con
un gesto molto naturale e istintivo solo Matteo e i due giovani di destra si accorgono della presenza di Cristo
verso il quale ruotano le teste incrociando un gioco di sguardi invece gli altri due giovani Duran si accorgono
della presenza di Cristo e sono intenti del contare i denari il protagonista della tela e la luce Caravaggio la
immagina provenire da una porta che da sull esterno ma che corrisponde anche a quella naturalmente
proveniente dalla finestra. Grazie alla luce le figure assumono volume e risalto staccandosi dalla penombra
e modellandosi in tutto il realismo dei loro particolari. Il realismo è evidente non solo nella definizione dei
vari caratteri ma anche nelle posture e negli abiti dei personaggi trattati sempre con meticolosa
verosimiglianza. La regola sospesa sul capo di Cristo è l'unico indizio della sua natura divina ed è appena
percepibile.
San Matteo e l'angelo
quest'opera nella quale l'anziano San Matteo è colto nel momento in cui sta iniziando a scrivere il Vangelo e
si volge verso l'angelo in quest'opera la sfera divina resta distinta da quella umana e il candido maneggio
della veste Angelica sottolinea con tangibile vigore questa diversità c'è un intenso gioco di sguardi che
riconduce la narrazione al suo significato simbolico rimandando a una sorta di grandiosa rappresentazione
teatrale sul buio sfondo di un palcoscenico vuoto.
Crocifissione di San Pietro
la crocifissione rappresenta e drammatico momento in cui San Pietro ebbe dichiarato di non sentirsi degno
di essere condannato allo stesso supplizio di Gesù e venne egualmente crocifisso ma in testa in giù.
Ambientata la scena in atmosfera cupa e drammatica cogliendo il momento in cui i tre carnefici stanno
lavorando per innalzare la croce la figura del vecchio Pietro l'unica in piena luce tenta di raddrizzarsi per
contrastare il rovesciamento la forte espressività del volto Di Pietro riflette tutta la grandiosità del
personaggio e degli ideali da cui è animato in questa ambientazione povera e nuda da essere stata
comunque ritenuta quasi blasfema la luce gioca un ruolo da protagonista essa proviene dall'alto e con
grande effetto scenografico modella i corpi dei personaggi sottraendo dei con diverse modulazioni alle
tenebre dello sfondo.
Davide con la testa di Golia
David con la testa di Golia è uno fra i dipinti più drammatici di Caravaggio che l'artista realizza per il
cardinale Scipione borghese il risalto la figura di David adolescente con il torace parzialmente coperto da
una leggera camicia bianca che legge per i capelli l'amaca Bra testa mozzata di Golia osservandola con
pietoso disgusto. L'espressione del gigante sconfitto i cui lineamenti contratti dalla morte alludono con
impressionante realismo a un probabile autoritratto e angosciosa e inquietante la sua immagine. Gli occhi
sbarrati guardano senza vedere mentre la bocca sembra aver pronunciato l'ultimo grido.
Apollo e dafne
Apollo e dafne commissionato dal cardinale Scipione borghese, l'artista Bernini sì rappresenta con maestria
il momento in cui Apollo il Dio greco della musica e delle profezie sta per raggiungere dopo un inseguimento
la ninfa dafne di cui si era perdutamente innamorato a causa di una freccia scagliata da Eros Bernini riesce a
conferire alle due figure un senso di concitazione e movimento prima di allora sconosciuto alla tradizione
scultorea la gamba sinistra di Apollo appare sollevata dal suolo mentre il braccio destro spinto all'indietro
equilibra lo slancio della corsa. La sfortunata ninfa urla disperata i capelli e le mani iniziano a trasformarsi in
rami di alloro le dita dei piedi diventano radici che le bloccano la corsa e la liscia pelle della parte sinistra del
corpo si è già fatta ruvida corteccia.
La Decollazione di San Giovanni Battista
è un dipinto di Caravaggio realizzato in olio su tela. Nella tela sono rappresentati il carceriere imperterrito, il
boia che s'appresta a vibrare il colpo finale, una giovane che porta un bacile su cui raccoglierà la testa del
Battista e una vecchia che si copre il volto con le mani per l'orrore; sulla destra due carcerati assistono da
una grata alla scena. In questo quadro il rapporto figure-spazio è rovesciato a vantaggio di quest'ultimo,
tanto da creare ampie zone di vuoto, mentre attenuando i contrasti luministici, l'artista immerge la scena
nella penombra. Il Santo è colto negli ultimi spasmi di vita, con le mani legate dietro le spalle, e indossa
l'abituale veste di peli di cammello intrecciati (suo emblema), ed una tunica [Link] centro della
composizione è il corto pugnale, detto "misericordia", col quale il boia s'appresta a staccare la testa dal
busto; al di sotto del Santo la spada con cui era stato scagliato il primo colpo, mentre una corda recisa e
fissata ad un anello sulla parete a destra fa intuire cos'era successo qualche istante prima, quando il Santo
era stato slegato e portato avanti. Il muro vuoto della prigione interrotto dalle inferriate, i due prigionieri
che osservano la scena ed il tono cupo dell'opera rimandano ad una spietata esecuzione, eseguita alle
prime luci dell'alba.
Le sette opere di carità
Le Sette opere della Misericordia, o anche più propriamente la Madonna della Misericordia, è un dipinto
olio su tela (390×260 cm) compiuto nel 1606-1607 da Caravaggio. L'opera ha una struttura serrata che
concentra in una visione d'insieme diversi personaggi, ben quattordici. Sulla parte superiore del dipinto, la
Madonna col Bambino accompagnata da due angeli si manifesta infatti solo per supervisionare le vicende
umane che si svolgono nella terra. I personaggi celesti sembrano a prima vista "distanti" da ciò che accade
in basso, tuttavia grazie al particolare dell'ombra che le figure proiettano sulla parete della prigione il pittore
vuole assegnare anche a loro una presenza concreta e terrena. Le sette opere di misericordia sono così
raffigurate: Dar da mangiare agli affamati, Dar da bere agli assetati, Vestire gli ignudi, Ospitare i pellegrini,
Curare gli infermi, Visitare i carcerati, Seppellire i morti.