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Le più importanti tecniche di modulazione
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50
Anehe le cadenze sulla dominante si prolungano alcune volte con multo effetto,o per al ~
lontanare fl ritorno della prima frase, 6 per preparare ’ entrata di una nuova idea in altro tono.
La semicadenza ne} modo maggiore si fa talvolta sulla dominante del modo minore parallelo.
92
6
Le semicadenze di una melodia eadono anche sugli accord! def 2°, 4°, 6° grado.
La cadenza evitata,o rotta, si verifica quando Paccordo della dominante fa presentire u.
na cadenza sulla tonica, ed ff compositore, volendo evitarla, sostituisee ad essa un accordo
sopra un altro grado della stessa o di altra tonalita, Le suecessioni V-V1,V-IV,¥-I, V-Ill non
suno che cadenze rotte 0 evitate.
8 om ie
sae Se
=o
es v—wv
Modo minore.
a te PF
Quando poi Paccordo della dominante si risolve sopra un accordo dissonante dicesi in tal
caso cadenza ingannata, 0 successione d’inganno, di eui si parler’ tratando degli accordi
dissonanti,
—Wv
Cap. VII.
Della modulazione.
Mopvtare nel linguaggio armoni¢o yuol dire passare da uno ad un altro [Link] modu-
lazione @ una delle parti essenziali nello studio deli’ armonia; essa permette al compositore di
servirsi alternativamente det differenti toni, e percid apre alla fantasia un vasto campo ove
pud spaziare fiberamente.
In ogni composizione si deve prima di tutto determinare chiaramente il tono principale,
poscia secondo il carattere e la durata del pezzo, si potra introdurre un maggiore o minor nu—
mero di modulazioni, sia per creare degli episodi e delle digressioni, siz per dare varieti al
componimento. Esporremo ora le leggi di affinlt3 e Je norme generali per eid che rigaarda I]
legame degli accordi perfetti fra Je diverse tonalita, riserbandoci poi di estendere le stesse
teorie coll’ applicarte agli accordi dissonanti.
aroseol
RELAZIONI DI AFFINITA.
Per formarsi un’ !dea chiara della modulazione,e per conoscere in qual manfera si possa
effettuare il passagglo da un tono all’altro,® necessario prendere in esame le RELAZIONI DI AR.
FixIT}, pili 0 meno prossime, che esistono fra le differenti tonaliss.
UN grado di affinita deriva:
1? dal numero del suoni comunt fra le differenti scale,
29 dalla Interpretazione del differente signiflcato degli accordl,
3° dal’ identita delle note fondamentali del tono.
L
AFFINITA DI PRIMO GRADO.
(Suont comunt fra te ditterenti scale -)
E evidente che una scala trovasi nel primo grado di affinit& col’altva, quando siavi la
differenza di un solo suono: cost la scala di Do maggiore trovasi nel primo grado di affinita
con quella di Sof maggiore -quinta superiore -¢ con quella di Fa magglore - quinta infe
riore ~ avendo tutti 1 suomi uguali ,eccetto il Fz # della prima e il Sib della seconda. Da
questo fatto ne segue, che disponendo i toni in ordine di quinte superfori od inferior, parten-
do da una tonalita, appariranno chiaramente Je differenti relazioni di affinis& colle altre; eid
che esponiamo nel seguente esempio, prendendo per tono principale it Do maggtore.
et Quy
oe pg gt
a5 re Son rey
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SF Ft ye
on of 0,
s .
<¢ +
ve
te, — sl
$ 3 sorb FAR
6 6
omofoni
Dai numeri indicati la quantita dei bemolli e del diesis emerge il grado di affinitd; a mi.
sura che una tonalita si allontana dall’altra di due o tre suonl, essa trovasi nel secondo 0 terzo
grado dj affinied,
La relazione di affmita tra i) mode waggiore ed il modo minore deriva dallo stesso prin.
cipio; per cui trovansi nel primo grado di affinita 1 toni paralleli,come Do maggivre e Lemire,
i quali, conservando la stessa segnatura alla chiave, non hanno altra differenza che Valterazione
della sensibile ascendente all’ ottava nel minore, e pereld i toni paralleli di So? maggiore e di
Fa maggiore - Mi minore ¢ Re minore-, trovansi nel primo grado di affiniti eol tono di
Do maggiore. ®)
() Alcuni armonisti le chismano o/finitd indirette, perch? le euddette. scale
che trovasi alla chiave, hanno anche quella delle sensibile: In pratiew questa dottri
to alterato por, posto jn un xecordo intermedio, pud influire sulla naturelesse di
oltre Palterazione
vee valore: il suv
snone82 eee h ° '/t
Abbiamo dungue eingue toni nel primo grado di affinith col tono prineipale, che nelle
scuole chiamanst font relativi. 7
Do maggiore La minore
La minore Do maggiore
Fa maggiore-Sol maggiore Re minore-Mi minore
Re minore - Mi minore Fa maggiore-Sol maggtore
‘MODULAZIONI FRA | TON! OF PRIMO GRADO DI AFFINITA..
I suono che differisce fra i due toni 2 il suono caratteristico, del quale fa @’ uopo servirsi
per effettuare queste modulazioni. Esso trovasi sulla sensibile,o sulla sotto -dominante del
nuovo tono quando si modula alla quarta superiore. Dopo eid & evidente che non esiste modu.
Jazione in una successione di accordi, ove non venga introdotta una nota estranea al tono.
4% Suecessione tonale. Suceessione modulante.
\
ESEMP! 0] MODULAZION) PARTENDO DA DO MAGGIORE
12 Da Do maggiore a La miuore
(nota caratteristica. Sof #)
pid sviluppata.
95
(a)
56 48
Come si seorge nell’ esemplo, la dominante del nuovo tono pud precedere o seguire lac.
cordo della tonica.
Dopo aver presentato te modalasioni nella maniers pit semplice si ¢ eredato utile presentarle pit
sviluppate, anche introducendo degli accordi, det quali non ei 8 ancora parlato.
s5nae53
22 Da Do maggiore a Sof maggiore
(nota caratteristica Fa #)
3°Da Do maggtore « Fa maggiore
(iota caratteristica Sib)
97
4
8 OT
so
6 6
42Da Do maggtore a He minore paralielo di Fa maggiore
(nota caratteristlea Do #)
os
TL Sib pud Influire a preparare meglio la stessa modulazione.
99
saone5° Da Do maggtore » Mi minore purallelo a! Sol maggiore
(nota caratteristica Re #)
Anche qui fl Fa #, che trovasi sul 2° grado, pud influire sulla modulazione.
100
Opp.
Partendo da La minore si pud parimenti modulare w quei toni sopra indieati che tro.
vansi nel primo grado di affinita,
Talvolta per dare eleganza e grazia alle frasi melodiche si fanno due 0 tre modulazioni
ai toni vicini, senza punto rimanervi. Tali passaggi non distruggono !’idea della tonalit prin
cipale e si chiamano modulasion: passeggere.
404
AFFINIFA DI SECONDO GRADO.
(Molteplice significato degli accordi.)
Uno dei prineipali mezzi per ravwicinare quelle tonalit’, che differiscono di due o pit suo_
ni,e metterle nei pil prossimi rapporti di affinitd fra loro, senza dubbio Pinterpretazione del
molteplice significato degli aceordi, Cosi per es. la triade dl Do maggiore, oltre alPessere to -
nica, pud avere il significato di sotto-dominante di Sol magglore, dominante di Fa maggiore
o minore, mediante di La minore € sopra-dominante di Mi minore.
Do. Sou. Fa. La minore. M1 minore.
10255
Ora vlendo modulare da Do maggiore a Re maggiore, che trovasi nel secondo grado
ai affinita, baster’ far precedere alla duminante a Re un accordo intermedio, che abbia il
significato di prossima affinitd fra i due toni.
RE magg:
403
a Dado b
1 v-Iv n-11
d Da LA minore..
s o
8
vI—v V-IV
Gli accordi di Sof maggtore, di Mé minore ¢ di La minore (@, 8,¢,d) per mezzo del dop_
pio significato, partecipano ai due toni che si vogliono collegare. Nella pratica si omette talvol_
ta Paccordo intermedio, ma la modulazione ricsce meno spontanea.
4104
Modulando alla 2* maggiore inferiore, come da Do maggtore 2 Sib maggiore, ¢ suffi -
¢iente il solo accordo della dominante, perch? desso ha il doppio significato di sotto-dominante
di Doe dl dommnante di Sib,¢ pereid le modulazioni discendenti, per accrescimento di be ~
ml, sono pid facili e naturali di quelle ascendenti per diesis.
405
shone56
Altro esempio in forma ai progressione nel modo niinore.
2°
Da 81 minore, a La minore a SOL|minore, a Fa minore. jj ecc:
1 uy
La tonica di Si minore nella seconda misura ha il significato di 2° grado di Za minore,
poich’ i Fa # % Palterazione del 6° grado della scala minore melodica, ¢ cos) in seguito.
Anche collegando simmetricamente i toni paralleli si pud formare una progressione modu.
lante, che si allontani dalla primitiva tonalita.
107
Ascendente, ; ee:
Discendente.
Gli accordi di doppiv significato adunque servono a mettere nel pill prossimi rapporti la
tonalita dalla quale si parte con quella a cui si vuol giungere. La percezione pol del vero si -
gnificato del! accorde dipende dalle armonie che precedono e da quelle che seguono.
I...
RELAZIONI DI AFFINITA PIU ESTESE.
(aentit& delle note fondamentali del tono.)
Per ottenere una maggiore estensione di affinit& ¢ per istabilire un legame fra gli accor
di delle tonalitd lontane ci serviamo dell’ indentit& dei suoni fondamentali, tonzca, dominante e
sotto-dominante nei due differenti modi della stessa denominazione, come Do maggiore e Do
minore. Queste note esercitano tale influenza da darci la percezione di una prossima affinit&.
Ora? facile ravisare quale vantagglo ne derivi dal poter sostituire la tonica nel modo mi_
nore alla tunica del modo maggiore sullo stesso grado, e viceversa. In tal maniera da Do
Bau9e87
maggiore possiamo modulare in tutte le tonalitd che si trovano nel primo grado di affinit®
con Do minore, valendoel dei suoi differenti significati.
Do min: Mib magg: S1b magg: Sou min: Lab mage:
4108
1 vI u Iv Wt
ESEMPI DI MODULAZION! PARTENDO DA DO MAGGIORE.
12 Da Do maggiore © Wi hemolle maggiore.
409 Opp:
of
I-VI v
Laccordo di quarta e sesta sulla dominante rende pi naturale il passaggio. Questu suc.
cessione pud dare origine alla seguente progressione modulante.
440
ece:
)
enarmont
22 Da Do maggiore a Si bewolle maggiore.
AM
Opp:
1-1 v
Da questa successione si pud: formare la seguente progressione.
442,
© Venarmonia che trovasi in questo ed in altri dei scguenti esempi 2 necessaria, come si comprende
facilmente, per effettuare le progressioni circolari: riguardo agli effetti ed ai vantuggi che me derivuno dul-
Vruso pratico, vedi parte III?
soon58
82Da Do maggiore » So! miuore.
4S
Opp?
Progressione.
4A
eer
42 Da Do maggiore a La bemolte margiore.
445
Opp:
1m v
Progressione.
bo
enarmopia.
5° Da Do maggiore a Fa minore.
La triade di Do magglore, avendo anche il significato di dominante di Fa minore, trovasi
pereld nella pid prossima relazione di affinit&, benché differisca di quattro gradi, Cid posto
possiamo a\vicinare al Do maggiore | toni affini di Fa minore,
wenae69
62Da Do maggiore a He bemolle maggiore,
Possiamo estendercl ancora di pili: per mezzo della successione V-VI nel modo minore,
che forma la cadenza evitata (vedi es. 93 modo minore), dalla triade di Do maggiore passia
mo direttamente a quella di Reb maggiore, avvicinandoei di cinque gradi (in questo caso viene
ammessa la suecessione di due accordi di quarta e sesta, vedi es. 80 c,d). Per la stessa ra—
gione si collegano gli accordi di Do maggiore e Sib minore non essendo altro che la suc_
cessione V-IV nel modo minore.
ae ee ee
a Ye i
417 SESS se oe SE eaeae
ry ow © OP OG UG lew owe a
Cosi partendo da Do maggiore ci troviamo nella maggiore vicinanza ai tuni affini di Reb
maggiore e di Sib minore.
Modulazione da Do maggiore a-La bemolle maggiore.
col mezxi sopra indicati.
U8 if
bo
1-V IV 1-V View T-V I-11
Oltre all’ effettuare la stessa modulazione, come si vede, in differenti maniere si puo ren-
derla pid interessante con degl! ornamenti melodici.
SUCCESSION DI LONTANA RELAZIONE.
a bo
AAQ
La durezza di queste successioni deriva dal difetto di relazione tonale della triade minore
sul quinte grado di Do maggiore, ¢ della triade maggiore sul quarto grado di Do minore.
Abbiamo perd fatto osservare che il vero significato degli accordi dipende dalle armonie che
precedono e da quelle che seguono: laonde, se ei serviamo della successione @ per modulare
in Re minore o in Fa maggiore, la triade di SoZ minore ha il significato di quarto 0 di se_
condo grado; parimenti per mezzo della successione 6 mudulando in S¢ b,la triade di Fa
magglore diviene dominante, ed in tal maniera queste due suevessioni trovansi in prossima
relazione tonale ¢ divengono naturalissime.
Opp:
sane60
Uw altra singolare successione, In cui le note fundamentali o discendono di 5% minore 0
salgono di 42 maggiore, viene praticata oggidl nel genere libero, come vedesi dal seguente
esempio di Meyerbeer, nel quale all’ accordo di Do maggiore si fa succedere quello di Fa #
maggiore per modulare in Si maggiore.
Ala t
eee:
MEYERBEER - DINOME,
Viha chi spiega Pinterno legame di questi due accordi, considerando la triade di Domag-
giore sesto grado del tono di Af minore, col quale la dominante Fa# sta in vicinissimo colle
gamento. (*)
Peraltro noi erediamo che la spiegazione pid naturale di questa suecessione sia, che ’ac_
cordo di Do maggiore rappresenti il secondo grado del tono di S#, colle alterazioni discendenti.
(Vedi Parte Il es. 365). In prova dt cid diamo il seguente esempio.
422
Successione naturale. La stessa colle altarazioni.
v u
aL
OSSERVAZIONE IMPORTANTE.
Se malgrado i mezzi indieati, col quali si possono stabilire rapporti di affinita fra le tonali_
ta lontane, il passaggiv riesce duro e niente affatto spontaneo, cid dipende dall’ ancor troppa viva
impressione del tono primitivo. Fa d’uopo adunque indebolirne 'impressione, o prolungando gli
accordi intermedi,o introducendo delle modulazioni passeggere che nelle scuole chiamansi mo.
dulazioni composte, le quali servono a rawvicinare insensibilmente la tonalit’ a cui si vuol
passare, ¢ indebolire quella da cui si parte. Questo sistema molte volte preferibile alle mo.
dulazioni Immediate.
1a Do minore Si minore.
© Harmonie sistem. Weltzmann,
@) «indebolire Pimpressione delle precedenti tendenze dei suont, questo 2 il mezzo che si propone I ar_
monista nelle modulazioni. >» Studi sull’armonta. Basevi. Pag. 73.
0a64
La stessa prolungata.
ALTRO ESEMPIO
TV.
TRANSIZIONI.
(egame armonico diretto fra accordi di different! tonalita.)
Oltre le successtuni che abbiamo esposte, si pud stabilire un legame armonico pid diretto
fra gli accordi consonanti che appartengono a differenti tonalith. Da questo legame ne deriva
un processo armonico che chiamiamo TRANSIZIONE, per mezzo del quale possiamo ottenere una
modulazione immediata senza accordi intermedi. La modulazione peraltro non pud dirsi stabi
lita, se non dopo la cadenza.
Partendo da una tonalit& possiamo collegare immediatamente gli accordi perfetti di altra
tonalit&, i di cui suoni trovansi con quella in relazione di 3#0 di 5¢, note comuni dei due ac_
cordi,
Da Do maggiore a La bemolle maggiore.
Il bassu fondamentale discende di 34 maggiore,e la tunica, nota comune, diviene 3% del
secondo aceordo,
cadenza
A rivolto. 22 rivolto,
s50ae62
Da Do maggiore a La maggiore.
Tl basso discende di 3 minore, e 1a 34 del prinma accordo diviene 5¢ del secondo.
425
Da Do maggiore » Mi maggiore.
11 basso sale di 3¢ maggiore, e ta 34del primo accordo diviene tonica del secondo.
426
Da Do maggiore a Mi bemolle maxgiore.
Il basso ascende di 3° minore, ¢ la 5¢diviene 3#del secondo accordo.
427
‘Tutti i compositori di genere libero si sono serviti con molto effetto di queste transizioni.
Riportiamo un esempio tratto dal? opera Dinorak di Meyerbeer.
128 os
ALLEGRETTO
MODERATO.
wenazSee.
dim: di pit
Come si vede, vi sono tre transizioni due delle quali, alle misure 14 ¢ 18, si effettuano cul_
Ventrata libera del? accordo di quarta e sesta, che & molto usato € di buon effetto in questa
specie di modulagioni.
Citiamo un altro esempio in cui il grande compositore si? servito della stessa nota comu.
ne dandvle magglore sonorita, e considerandola prima come 54, poi come 34per passare in due
differenti toni; anche questa transizione si effettua coll’entrata dell’accordo di quarta e sesta.
429 (4) cad od
MLEORO MODERATO. —=
—
©) ksempio tresportato un semitono, solo per chiarezz4 della dimostrazione urmonice.
soeor TEONOTT- SETTEMINO.
Anche per mezzo dei passaggi melodici, diatoniel o cromatiei, si pussono far suecedere ac.
cordi di lontana relazione ed ottenere delle modulazioni inattese. Osservisi il seguente passo
all ottava del quale si é-servito Rossini per ottenere due differenti modulazioni.
130 da Son a...
ALLEGRO
Vivace.
Lo stesso paso per andare @nnnun
ord65
Mx maggiore.
GUGLIELMO TELL-INTRODUZIONE.
Passo cromatico della stessa opera.
AA
‘ALLEGRO
MODERATO.
Altre successioni di lontana relustone
partendo dulla toualtt® miuore,
432
ie tg
ig
be
Si deve notare ehe alcune di queste successioni, specialmente fra due toni minori, offrono
meno spontaneita, perché { suoni costituenti gli accord: hanno meno rapporti diretti o Indiretti
fra di loro; pereid sar’ bene introdurre qualche nota di passaggio, o di anticipazione.
S50466
Riassunto.
Dopo tutto cid che si 2 detto, ed in seguito alle esposte suecessioni, possiamo stubilire le
seguenti relazioni delle diverse tonalit8 col tono di Do magglore.
Do maggiore.
La minore (parallelo).
Fa maggiore- Re minore-Sol maggiore - Mi minore.
La maggiore-Mi maggiore.
Do minore.
Mib maggiore-Lab maggiore - Fa minore.
Reb maggiore-Si minore.
A queste aggiungiamo le seguenti successioni le quali, come abbiamo Veduto, trovansi in
relaztone tonale colla triade di Do maggiure mediante il loro significato,
In Son magg: In Mr mi
In Pa mage: In 81 min:o mag:
Vv
ots
v
SUCCESSIONE ONNITONICA.C)
La scuola moderna arriva fino ad ammettere che si possa far succedere ad un accordo
consonante gualungue altro accordo consonante, a condizione, come serive Weitzman «che
slosservi una naturale condotta delle parti, perch? dal loro progredire melodicamente e dal_
Vevitare gli intervalli aumentati e diminuiti, &i ciaseun seguito di accordi risulta il maggivre
Interno collegamento.» Si deve pure osservare di non lasciar succedere,in un movimento rapi_
do, accordi di lontana relazione per dar tempo aloreechio di abbracciare il collegamento
interno dell’ armonia.
Nel seguente quadro diamo gli esempi di 18 successioni, di cui abblamo gid spiegato il le.
game armonico, partendo sempre dall’accordo maggiore di Do.
433 1 u mm v v
ve vu vu x x
Q) Vedi Avvertenza sulle risolusion! eccerionali, Pag. 84.
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