Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
19 visualizzazioni3 pagine

Richiesta Rimborso

Caricato da

pippo
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOC, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
19 visualizzazioni3 pagine

Richiesta Rimborso

Caricato da

pippo
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOC, PDF, TXT o leggi online su Scribd

Spett.

le Agenzia delle Entrate


TEAM Rimborsi
NOLA

RICHIESTA AI SENSI DELLA LEGGE n.241/1990

Oggetto: Istanza di rimborso per tassazione IRPEF indennità aggiuntiva erogata dal Fondo
di Previdenza Ministero delle Finanze.

Il sottoscritto CONFETTO Gennaro nato a Palma Campania il 25.03.1945 e residente in Saviano (NA)
alla Via Torre 90/b codice fiscale CNFGNR45C25G283E, in servizio ininterrotto presso
l’Amministrazione Finanziaria dal 30.03.1970 al 31.03.2010, ossia per 40 anni,

ESPONE QUANTO SEGUE:

in data 27/06/2023, la Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate con sede in Roma, in risposta
all’interpello n. 958-587, presentato dal Fondo Previdenza Ministero Finanze, ha ritenuto su
conforme parere dell’Avvocatura dello Stato che l’indennità di cui in oggetto deve essere
assoggettata a tassazione separata, ai sensi dell’art. 17, comma 1 lettera a del T.U.I.R. ed è
imponibile ai sensi dell’art. 19,comma 2 bis Legge 947/1986, per un importo che si determina
riducendo l’ammontare netto di una somma pari a euro 309,872 per ogni anno di servizio prestato.

L’indennità aggiuntiva viene erogata dal Fondo di Previdenza in misura unica, prescindendo dalla
qualifica e dalla retribuzione (vedasi Circolare n.1/2022 – prot. 47764 del 22/02/2021 del Fondo
per il Personale Ministero delle Finanze).

Ebbene, ai fini di eventuali prescrizioni e decadenze, è chiaro che questi due istituti giuridici
decorrono dalla data in cui è stato riconosciuto, da parte dell’Agenzia delle Entrate, a seguito del
parere di un Organo dello Stato, il diritto al rimborso IRPEF. Ebbene la legittimità attiva al rimborso
è stata acquisita dal contribuente in data 01/09/2023.

Difatti, fino alla suddetta data, l’Agenzia delle Entrate ha condiviso il comportamento fiscale del
Fondo di Previdenza. Tant’è che dai righi 14 a 18 della risposta all’interpello, ha precisato: “al
riguardo, si precisa che il Fondo, in qualità di sostituto di imposta, ha, fino ad oggi, osservato per
tale tipologia di indennità, i criteri di tassazione individuati nella Circolare del Ministero delle
Finanze – Imposte Dirette del 05/02/1986 n. 2, successivamente confermati nella risposta resa
all’interpello n 954 – 383/2008.

Si comunica, pertanto, che il Fondo si adeguerà ai nuovi criteri di tassazione per le liquidazioni
deliberate nell’anno 2023. Per gli iscritti cessati nell’anno 2023, ai quali è stato già erogato
l’acconto, si provvederà alla riliquidazione in sede in sede di erogazione a saldo nel mese di
febbraio-marzo 2024. Gli iscritti a cui l’indennità è stata invece già erogata entro 21/12/2022,
applicando i vecchi e più onerosi criteri di tassazione, potranno presentare le istanze di rimborso ai
competenti Uffici dell’agenzia delle Entrate, con le modalità e nel rispetto dei termini previsti dalla
normativa di riferimento”.

E’ palese che i termini prescrizione o decadenza decorrono dal 01/09/2023, giorno in cui è stata
pubblicata la risposta all’interpello, in quanto da quella data è mutato l’indirizzo tecnico-giuridico
in materia. Di conseguenza è maturato il diritto al rimborso IRPEF.

Difatti l’Agenzia conclude: “dalla nuova modalità di calcolo all’iscritto ne deriva una minore imposta
di circa euro 71,27, per ogni anno di servizio reso” (ipotizzando l’applicazione di un’aliquota media
del 23%).

Per la qualcosa al dichiarante spettano euro 2.850,80 ovvero euro 71,27 per 40 anni di servizio alle
dipendenze del Ministero delle Finanze. Nell’anno 2010, sull’imponibile di € 12.394,80 (309, X 40) è
stata operata una ritenuta fiscale di euro di 2.850,80 (23%) che, solo oggi, l’Agenzia, modificando il
precedente indirizzo, ha ritenuto illegittimo.

Del resto, l’art. 2935 Codice Civile statuisce la prescrizione inizia dal giorno in cui un diritto può
essere fatto valere (cosa che non può essere sostenuta dall’Agenzia delle Entrate, atteso che,
secondo la stessa all’epoca non sussisteva alcuna legittimità in proposito).

La medesima Agenzia, in data 08/09/2023, con la risposta n. 425/2023 ad un quesito, ha concluso:


“Tenuto conto che l’indirizzo consolidato nella giurisprudenza di legittimità (Corte di Cassazione) si
pone in contrasto con la prassi costante dell’Amministrazione Finanziaria; la scrivente ha formulato,
sulla questione, un parere all’Avvocatura Generale dello Stato. La stessa ha ritenuto che
l’imponibile da tassare si determina riducendo l’ammontare di una somma pari ad euro 309,87, per
ciascun anno di servizio”.

Per quanto rappresentato è del tutto palese che l’amministrazione Finanziaria ha cambiato
indirizzo solo a seguito numerose sentenze della Suprema Corte. Conseguentemente l’Agenzia ha
riconosciuto il diritto, anche agli iscritti, cessati dal servizio, al rimborso delle ritenute IRPEF
operate, nel tempo in eccesso.

E’ lapalissiano che la Circolare del Min. Fin. N. 2/1986 è superata dalla nuova interpretazione
della norma, recentemente codificata dalla medesima Agenzia.

Inoltre, vi è da sottolineare che il legislatore sanziona l’inerzia! Nel caso di specie, l’art. 37 del
D.P.R. n. 602/1973 dal TITOLO: rimborso ritenute dirette, dispone: “il contribuente assoggettato a
ritenuta diretta, può ricorrere all’Intendente di Finanza (ora Agenzia delle Entrate) della Provincia
nella quale ha il domicilio fiscale, per errore materiale, duplicazione o inesistenza totale o parziale
dell’obbligazione tributaria entro il termine di decadenza di 48 mesi chiedendo il rimborso”. Ebbene
relativamente alla fattispecie illustrata nella richiesta di rimborso IRPEF DEL 29/09/2023, si è
dimostrato che non c’è alcun errore nella ritenta alla fonte, in quanto l’Agenzia delle Entrate, come
ammesso dalla stessa, fino al promo settembre 2023, volutamente e con costante
determinazione, ha richiesto di porre a tassazione (a mezzo di varie Circolari), con l’aliquota del
23%, l’indennità aggiuntiva erogata dal Fondo di Previdenza Ministero Finanze.
Lo stesso Fondo, ovviamente, era obbligato ad eseguire le Direttive impartite dall’Organo
Superiore. La “ratio” della norma viene ribadita dall’art. 38 stesso D.P.R. 602/1973, dal titolo:
rimborso di versamenti diretti, il quale recita: “il soggetto che ha effettuato il versamento diretto
può presentare istanza di rimborso entro il termine di 48 mesi dalla data del versamento stesso, nel
caso di errore materiale, duplicazione o inesistenza totale o parziale dell’obbligo di versamento”.

Trattasi di casi ben individuati dal Legislatore (tassativi ovvero imperativi, assoluti e perentori) che hanno
determinato un credito certo a favore del contribuente. E’ lapalissiano ovvero indiscutibile che i due articoli
menzionati ai fini della decadenza da diritto, non riguardano minimamente l’istanza oggetto della
richiesta di rimborso in quanto, in quanto fino al primo settembre 2023, l’Agenzia delle Entrate, ha
costantemente negato qualsiasi diritto del contribuente in materia.

PER I MOTIVI ESPOSTI FA ISTANZA

A codesto [Link] Ufficio di provvedere al rimborso IRPEF di euro 2.850,80 con i relativi interessi.

Si prega di accreditare la somma sulle seguenti coordinate bancarie:

IT34 G030 3240 0200 1000 0070 653

ALLEGA:

Copia documento di riconoscimento

Copia sostitutiva atto notorio,

Dichiarazione sostitutiva atto notorio

Saviano,

-------------------------------------------------------------------

Potrebbero piacerti anche