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Espressionismo

Questo documento descrive l'Espressionismo in Francia e Germania all'inizio del XX secolo. Gli espressionisti volevano esprimere stati d'animo piuttosto che oggetti realistici, utilizzando colori accesi e forme distorte. In Germania il gruppo Die Brücke usava xilografie per raggiungere un vasto pubblico, mentre in Francia Matisse e i Fauves usavano colori puri e innaturali per esprimere emozioni.

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Espressionismo

Questo documento descrive l'Espressionismo in Francia e Germania all'inizio del XX secolo. Gli espressionisti volevano esprimere stati d'animo piuttosto che oggetti realistici, utilizzando colori accesi e forme distorte. In Germania il gruppo Die Brücke usava xilografie per raggiungere un vasto pubblico, mentre in Francia Matisse e i Fauves usavano colori puri e innaturali per esprimere emozioni.

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ESPRESSIONISMO (FRANCESCI E TEDESCHI)

Gli espressionisti erano coloro che volevano esprimere, attraverso la pittura, stati d’animo più che oggetti.
Si contrapposero infatti agli impressionisti che, pur utilizzando anche loro colori accesi e luminosi, avevano un
atteggiamento di indifferenza nei confronti delle emozioni.
Perciò non si fa più caso al modo in cui si vede la realtà esterna ma si presta attenzione al modo in cui la sensibilità
individuale coglie il mondo.

I FAUVES Nel 1905 il vice direttore del Salon d’Automne decise che avrebbero esposto in un'unica sala un gruppo di
pittori che avevano opere con stili affini. Questo gruppo verrà chiamato “gabbia di belve”.
Il gruppo dei fauves non aveva un preciso intento comune, non volevano criticare la società in cui vivevano (questi
tratti sono presenti in alcuni espressionisti tedeschi), anzi in Francia l’atmosfera che si respirava era liberale e gioiosa.
Uno dei pochi obbiettivi comuni del gruppo era invece quello di descrivere il gusto di vivere, di sentire, di esercitare al
massimo il potere di emozionarsi.
Caratteristica importante era poi l’antinaturalismo, il rifiuto di coordinate prospettiche e spaziali, l’abbandono delle
tecniche tradizionali, la negazione del chiaroscuro, del volume e del rigore compositivo.

ESPRESSIONISMO TEDESCO  La Germania di Guglielmo II era una Germania molto autoritaria, e il governo
repressivo generò una reazione molto forte da parte dei giovani che provarono con l’arte a denunciare la difficoltà di
vivere in questa società.

In Germania nacque il gruppo dei Die Brucke (artisti del ponte), che prendeva il nome da un passo di Nietzsche in “così
parlò Zarathustra”: il ponte era un ponte ideale lanciato verso il futuro segnato dalla volontà di potenza, di rivolta
verso chiunque cercasse di uccidere lo spirito dionisiaco e l’impulso alla vita.
Il loro stile di vita era molto “selvaggio”, passavano nottate fuori di casa, consumavano morfina, vita all’insegna del
sesso.

Privilegiarono la scultura in legno e in particolare la xilografia, la stampa che si ottiene incidendo lastre di legno e
inchiostrando le parti non incise: sul foglio questo risulta stampato a toni molto contrastanti.
Con questa tecnica una stessa grafica poteva essere prodotta in molti esemplare e raggiungere così un pubblico vasto.
Il gruppo Die Brucke voleva infatti raggiungere più persone possibile e infatti pubblicarono numerosissime riviste per
diventare “editori di loro stessi”. Le riviste, i poster e altro materiale pubblicitario furono il loro modo per cercare un
coinvolgimento del grande pubblico; nonostante gli sforzi però non riuscirono mai a farsi apprezzare, anzi suscitavano
solo indifferenza o disprezzo.

EDVARD MUNCH (1863-1944) - -PRECURSORE DELL’ESPRESSIONISMO


Munch è il più importante dei pittori norvegese e uno dei principali precursori della pittura espressionista.
La sua vita fu segnata da eventi tragici: perse da piccolo sia la madre sia la sorella a causa della tubercolosi; il padre
morì quando aveva 18 anni. Non si costruì mai una sua famiglia
Ciò che fa essere Munch un grande precursore dell’espressionismo è il fatto che nei suoi quadri la sofferenza
suggerisce delle precise soluzioni formali:
o L’ansia viene rappresentata da aloni intorno alla testa
o La follia da colori rossastri nei cieli
o La paura dalle fughe prospettiche inaspettate su cui corrono ponti, strade, letti, staccionate…

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 IL BACIO 1897
Per Munch l’amore genera angoscia, infatti qui il bacio, che normalmente viene trattato con gioia, è rappresentato con
colori cupi e la fusione dei corpi genera inquietudine.

Munch aveva un rapporto difficile con le donne e questo quadro rivela come lui ritenesse il rapporto tra uomo e
donna come qualcosa in cui l’identità maschile poteva essere messa in pericolo, assorbita dalla donna.

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 LA BAMBINA MALATA 1885-1886

Quest’opera di Munch creò un certo scandalo: anche se il tema era convenzionale (artisti che ritraevano la malattia
venivano addirittura chiamati “i pittori dei cuscini”), la tecnica nervosa ed essenziale portò la critica a disprezzare
questo dipinto.

Le pennellate sono indefinite, come delle macchie di colore. Tutto è molto cupo a creare un’atmosfera pesante e
senza speranza.

La sua è una pittura disinvolta che lascia ampi margini al non finito e da cui si possono vedere il gesto della mano e la
setola del pennello.

Il tema della malattia è un topos di Munch

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 MADONNA 1894-1895

Munch vede la sessualità come ciò che conduce alla vita ma anche alla morte (è il “supremo inganno” come dice
Schopenhauer). Perciò la Madonna è una madre che da la vita ma anche le malattie, le sofferenze. Vita e morte,
piacere e dolore sono aspetti indissolubilmente connessi.

Qui la madonna è rappresentata come una Femme Fatal e questo suscitò molto scandalo.

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 SERA SUL VIALE KARL JOHANN 1892

Munch interpreta la società come un luogo dove “la solitudine di ciascuno resta incomunicabile”. In questo dipinto
ritrae una passeggiata, più simile in un corteo funebre: la scena è inquietante nonostante il soggetto sia semplice. I
volti sono cadaverici, indossano delle maschere, a sottolineare la solitudine; mancano le vere relazioni.

L’arte è sempre più sintetica, semplificata, con tinte non naturalistiche; c’è un linearismo curvo e sintetico  questi
sono tutti elementi che si accentueranno poi con l’espressionismo

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 PUBERTÀ 1894

Munch qui affronta un tema nuovissimo; trasformazione dall’infanzia all’età adulta.

C’è una ragazza, ancora bambina nel busto ma già più matura nei fianchi; copre il ventre nudo con le braccia che
formano una croce, simbolo di morte.

La ragazza vive questo momento con angoscia e timore, rappresentati sia dalla sua espressine ma soprattutto
dall’ombra che si allarga alle spalle.

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 L’URLO 1893

Munch stesso piega questo quadro e racconta del momento in cui camminava per strada con due amici, il sole stava
tramontando e lo avvolse la malinconia. Il cielo si fa rosso sangue, lui si ferma appoggiandosi alla staccionata, resta
inchiodato in piedi mentre i suoi amici continuano a camminare, trema di paura e sente un grido forte penetrare la
natura.

Con questo quadro Klimt raffigura la perdita d’armonia tra l’uomo e il cosmo.

Il sentimento di angoscia viene comunicato attraverso:

o Colori fortissimi e in contrasto


o Il tema
o La composizione: la figura è posta in basso, al centro ma devia leggermente verso destra. L’ovale della bocca,
focus della composizione, risulta spostato verso il basso.
In più il quadro è diviso dalla diagonale della staccionata, manca un piano orizzontale evidente, una base
sicura su cui si appoggia la figura e lo sguardo.

La figura è completamente deformata e ricorda un teschio; le line ondulate nella figura proseguono anche nel
paesaggio  l’angoscia prende tutto, uomo e natura.

Le linee curve suggeriscono squilibrio e instabilità, così come la vicinanza estrema della figura che sembra caderci
addosso; la prospettiva del ponte accentuata simboleggia la solitudine della modernità.

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MATISSE -ESPRESSIONISMO FRANCESE

Matisse inizia a dipingere a 21 anni, costretto a restare spesso a casa a causa di una malattia. Una volta guarito si
trasferisce a Parigi, dove diventa allievo del simbolista Moreau e si avvicina alla pittura impressionista. In poco tempo
divenne l’esponente più importante delle cosiddette “belve selvagge”.

 LUSSO, CALMA E VOLUTTÀ 1904

In quest’opera Matisse associa il tema mistico delle bagnanti a quello mondano del pic-nic.

L’artista in questo dipinto dimostra d’aver fatto suo il principio di separazione dell’immagine in tanti punti di colore
puro che fu il fondamento del puntinismo. Ma il pittore qui si spinge oltre, esasperando i contrasti, affidando la sua
composizione ai colori complementari, avvicinando il rosso al verde o il rosa al blu.

I contorni e le forme si perdono in un’esplosione incontrollata di colore che in realtà non è distribuito a puntini, ma
piuttosto a rettangoli che rendono ancora più illeggibile l’opera che ha in sé già i germi del movimento artistico dei
fauve.

I colori non erano usati in maniera realistica, ma in modo totalmente innaturale, a volte spremuti direttamente dal
tubetto sulla tela. Sparirono i chiaroscuri e la prospettiva. Quello che importava non era più il significato dell’opera, ma
la sua forma, il colore, l’immediatezza.

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 LA GIOIA DI VIVERE 1905-1906


Nasce da un periodo di forte pessimismo e dal profondo turbamento che assaliva gli artisti del tempo. “La gioia di
vivere” è quindi una reazione a questa atmosfera, un nuovo modo di osservare la realtà. Matisse è da considerarsi un
innovatore nel rappresentare la sua personale ricerca della felicità in un’epoca caratterizzata dall’inquietudine.

Ci troviamo di fronte ad un paesaggio quasi paradisiaco con alberi, personaggi nudi che danzano o riposano, dove
aleggia un generale senso di benessere e tranquillità.

La scena prende vita dal gruppo di persone al centro che fanno un girotondo, un’anticipazione del soggetto
rappresentato poi nel 1910 nella famosissima “La Danza”.

L’opera si sviluppa in una sorta di movimenti concentrici che partono proprio dai danzatori centrali e coinvolgono le
altre figure. Troviamo anche un riferimento mitologico al dio Pan nel personaggio che suona il flauto, proprio per
rievocare un’epoca primitiva e idilliaca.

La “gioia di vivere” per Matisse si esprime rappresentando non la vita reale, ma il mondo desiderato. Non a caso
disegna luoghi quasi fantastici, dove uomo e natura convivono in un rapporto di assoluta armonia. L’uomo non deve
più subire l’esistenza, ma deve viverla nella sua totale bellezza, fondendosi con la natura in una specie di ritorno al
primitivo.

I corpi ritratti riempiono tutti gli spazi in una rappresentazione che non si cura della prospettiva. Le figure sono dipinte
a macchie, senza dettagli né volto, e senza minimamente rispettare i colori naturali.

Anche il paesaggio presenta colori innaturali. La vegetazione e il cielo non rappresentano più ciò che sono, ma
diventano quasi astratti, come l’albero rosa che ha lo stesso colore utilizzato per la pelle delle persone. Sembra che
alcune figure umane stiano subendo una specie di metamorfosi con gli elementi naturali. Ma l’effetto è voluto per
sottolineare l’unione tra uomo e natura.

Rimandi ad altre opere  l’uomo e la donna abbracciati nell’angolo a destra ricordano lo stile di Tiziano e la posa
delle due donne distese al centro è ripresa da “Colazione sull’erba” di Manet. Senz’altro il richiamo più immediato è
quello con “Le bagnanti” di Cézanne. Ma mentre quest’ultime sono figure rigide, collocate in un paesaggio ancora
reale, Matisse le disegna deformandone intenzionalmente le linee del corpo e facendone emergere la sensualità.
risente anche dell’influsso di Gauguin e dell’arte orientale. Proprio il modello orientale porta il pittore a privare del
volto i suoi soggetti.

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 LA DANZA 1909-1910

“La danza” è un motivo tratto da “la Gioia di vivere” che venne ripreso dall’artista in moltissime versioni diverse.

Cinque corpi rosso-arancio si stagliano su uno sfondo blu e verde, formando un cerchio di figure nude, impegnate in
un girotondo. I corpi sono sbilanciati e in torsione per assecondare il movimento rotatorio.

Simbolicamente questo dipinto rappresenta la gioia di vivere e la felicità di una danza musicale. I ballerini danzano
insieme, nudi e la nudità rappresenta, probabilmente, il ritorno ad una natura primitiva.

Le pennellate sono applicate in modo confuso e veloce. I corpi, il cielo e il prato sono resi attraverso semplici
campiture monocromatiche. Le figure de La Danza sono disegnate con segni circolari semplificati ispessiti, a tratti,
con colore marrone. Spiccano i corpi, di colore bruno tendente all’arancio, perché in contrasto di complementari con il
cielo. Mancano i dettagli, manca la profondità e la resa dei volumi

Matisse non volle mai raggiungere l’astrazione, poiché la figura gli consentiva di mostrare a quale punto di
deformazione potesse portare ciò che descriveva, e non sarebbe stato possibile con l’abbandono totale della
rappresentazione.
ERNST LUDWIG KIRCHNER -ESPRESSIONISMO TEDESCO

 POSTDAMER PLATZ 1914

Da quest’opera si può ben comprendere la volontà di scardinare la visione del mondo che c’era prima: il modo di
vedere le cose è completamente diverso, c’è un’esigenza maggiore di libertà, di vivere pienamente e godersi la vita.

Postdamer Platz è un’opera che non vuole piacere, ma che esprime il disagio, il brutto, la sofferenza…

Le prospettive sono sghembe.


Le figure sono semplici, quasi delle maschere; i tratti sono angolosi, duri.
Le pennellate sono date in maniera violenta e dura.

Le espressioni sono fredde, gelide: la città si sta trasformando, gli edifici sono tutti uguali, le persone non parlano tra di
loro, si è persa la relazione umana  questo provoca un profondo senso di solitudine
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 MARCELLA 1919

È il ritratto di una giovane prostituta: il fiocco bianco rimanda alla sua giovane età, è simbolo di purezza e fanciullezza,
però si nota subito anche il volto, è pesantemente truccata.

Assomiglia alla protagonista di “Pubertà” di Munch, come lei ha le braccia incrociate che le coprono il corpo, però
mentre quella era intimorita, lei ha lo sguardo rassegnato, si è arresa al ruolo violento che la donna può assumere in
una società deviata.

Marcella appartiene a una prima fase artistica del pittore, caratterizzata da una stesura a pennellate larghe e piatte,
molto rozze e con colori acidi (il ritratto gioca su toni del verde acido, viola e arancione) tutto quanto vuole
suggerire la realtà dura, la sofferenza e l’ingiustizia.
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 CINQUE DONNE NELLA STRADA 1913

Una seconda fase dell’artista è caratterizzata da pennellate oblique e forti, da spazi in cui si presentano continui angoli
acuti che ricordano l’architettura gotica. I colori sono impastati dal nero e da luci gialle/verdi artificiali. Protagonista di
questo periodo è soprattutto la città.

o In quest’opera la struttura è molto simmetrica e ricorda gli archi ogivali nell’architettura gotica tedesca: le 5
figure femminili sono disposte a zig zag in una sorta di rombo la cui punta sta in basso.
Si intravede in basso a sinistra la ruota di un’automobile e in lontananza in alto a destra si può intravedere un
palazzo.
o Il tratto è nervoso e molto sintetico, sembra uno schizzo e si può quasi ricostruire il gesto della mando 
tutto ciò comunica un senso di velocità e angoscia
o I colori sono molto artificiali: le donne si stagliano su un fondo verde acido ed è proprio lo sfondo che si
presenta per primo ai nostri occhi.
È molto usato il nero, non più solo come linea di contorno, ma come un colore pieno.
I volti sono pallidi e segnati dai pesanti rossetti
o Le linee di forza dell’immagine sono oblique, incrociate tra di loro.
Le figure sono sottili e lunghe, rigide e allineate come alberi in un bosco.
I visi sono taglienti, spigolosi, vengono ritratti di profilo come le figure egizie.
o Vuole smascherare il brutto emerge l’asprezza e l’incapacità di comunicare, tipica della vita nei grandi
centri urbani.

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