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Dissoi Logoi

Il documento presenta un'opera sul relativismo etico dei sofisti greci che discute argomentazioni contrastanti sul bene e male, morale e immorale, giusto e ingiusto, vero e falso mostrando come questi concetti possano essere percepiti in modo diverso a seconda delle persone e culture.

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Dissoi Logoi

Il documento presenta un'opera sul relativismo etico dei sofisti greci che discute argomentazioni contrastanti sul bene e male, morale e immorale, giusto e ingiusto, vero e falso mostrando come questi concetti possano essere percepiti in modo diverso a seconda delle persone e culture.

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Un’opera particolarmente interessante sul relativismo etico, che stava prendendo piede

nelle scuole dei sofisti, porta il titolo Dissoí Lógoi (ragionamenti duplici, argomentazioni in
contrasto sullo stesso tema). Sembra si tratti di una trascrizione di esercitazioni
scolastiche, tenute da un seguace di Protagora verso la fine della guerra del Peloponneso
o negli anni immediatamente seguenti. Ne riportiamo alcune parti.
(Frr. 1, 2, 3, 4, ed. Robinson, 1979)

Il bene e il male
Nella Grecia sono formulate, da parte di coloro che si dedicano alla filosofia, due
argomentazioni opposte riguardo al tema del bene e del male: un gruppo sostiene che
altro è il bene, altro è il male; un altro sostiene che essi coincidono e ciò che per alcuni è
bene, per altri è male e che al medesimo individuo risulta ora bene, ora male.
E così la malattia per i malati è un male, ma per i medici è un bene. E ancora, la morte
per chi muore è un male, ma per gli impresari di pompe funebri e per i becchini è un
bene. E che l'agricoltura dia abbondante raccolto, è un bene per gli agricoltori, ma per i
commercianti è male. Così pure, che le navi onerarie si scontrino e si fracassino per
l'armatore è male, ma per i costruttori è bene. E ancora, che il ferro si corroda e si
ottunda e si spezzi è male per gli altri, ma per il fabbro è bene. E che stoviglie si
rompano per gli altri è male, ma per i vasai è bene. E che le scarpe si logorino e si
lacerino per gli altri è male, ma per il calzolaio è bene. E così pure nelle gare ginniche e
nelle musicali e belliche: per esempio, nella gara della corsa allo stadio, la vittoria è un
bene per chi vince, ma per chi perde è un male.
[...]
2. Il morale e l’immorale
Due argomentazioni opposte sono formulate anche intorno a ciò che è morale e
immorale. Un gruppo afferma che altro è il morale, altro l’immorale: differiscono sia
nella parola che li definisce, sia anche nella loro sostanza. Per l’altro gruppo invece
coincidono.
Presso i Macedoni si ritiene bello che le fanciulle prima di sposarsi amino e si
congiungano con un uomo, e dopo le nozze brutto; presso i Greci, è brutta l'una e l'altra
cosa. Presso i Traci, il tatuaggio per le fanciulle è un ornamento; presso gli altri popoli,
invece, il tatuaggio è una pena che s'impone ai colpevoli. [...] I Massageti squartano i
genitori e se li mangiano, perché pensano che l'esser sepolti nei propri figli sia la più bella
sepoltura; invece se qualcuno lo facesse in Grecia, cacciato in bando morirebbe con
infamia, come autore di cose turpi e terribili. I Persiani reputano bello che anche gli
uomini si adornino come le donne e si congiungano con la figlia, con la madre, con la
sorella; per i Greci son cose turpi e contro legge. [...] Anche gli Egizi non s'accordano
con noi su ciò che è bello; qui è ritenuto bello che siano le donne a tessere ed a filare la
lana; li invece gli uomini, e che le donne facciano quel che qui fanno gli uomini.
Impastare l'argilla con le mani, e la farina coi piedi, li è bello, ma per noi è tutto il
contrario.
[...]
3. Giusto e ingiusto
Due argomentazioni opposte sono formulate anche intorno a ciò che è giusto e ingiusto.
Un gruppo afferma che altro è il giusto e altro l’ingiusto. Per l’altro gruppo invece
coincidono. Io tenterò di sostenere quest’ultima tesi.
4. Verità e menzogna
Due argomentazioni opposte sono formulate anche intorno a ciò che è menzogna e
verità: un gruppo sostiene che altro è il discorso mentitore, altro quello vero; l’altro
gruppo sostiene la tesi opposta.
[...]
«Se qualcuno ordinasse a tutti gli uomini di radunare in un sol luogo tutte le leggi che si
credono brutte e di scegliere poi quelle che ciascuno crede belle, neppure una ne
resterebbe, ma tutti si ripartirebbero tutto».

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