silenzio ghiacciato
Cara mamma,
oggi ho visto la morte
celata dietro i miei occhi,
dietro il mio viso di ghiaccio
freddo, come la brina che tocchi,
come il mio grande coraggio.
Già cala la notte solitaria,
le stelle più belle del cielo:
sette pleiadi e l’orsa maggiore
brillano come la luce che varia
e torna nel gelo.
Risento quei tuoni, quei rumori gelati
quei compagni di ghiaccio nel fango bloccati.
L’urlo risuona di casa in radura.
Ritorna quel fischio, quel grido temuto,
quel pianto d’allora,
ricorderà i nostri volti
soppressi, i nostri amici la sempiterna natura.
Ma l’aurora verrà a tingere di rosa il colore del cielo.
Un ricordo mi giunge: altre bombe, altri tuoni:
che lurido strazio! che clamore di suoni!
Ecco il nemico che torna dall’ombra,
che corre, che urla, che cade e che affonda.
E un silenzio ritorna, ricordo,
un rumore dall’ora e rivedo quel volto
quegli occhi patiti che,
gelando nell’ombra, piangono ancora.
Ricordo ora la mia giovinezza smarrita,
le vittime della guerra
riposano nella materna terra
e dal loro morente corpo nasce una margherita.