BERNINI E LA NUOVA ROMA
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L'artista dei papi
BERNINI E LA NUOVA ROMA
Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598
- Roma 1680), è considerato già alla
sua epoca l'architetto, lo scultore e il
pittore più ricco e famoso al mondo.
Figlio di Pietro
(scultore
manierista
fiorentino) si
trasferisce con la
famiglia a Roma,
attratto dai
grandi cantieri
voluti da papa
Paolo V.
Gian Lorenzo Bernini,
Autoritratto, olio su tela, 53x43 Pietro Bernini, Assunzione della Vergine,
cm, 1638 ca. Roma, Galleria marmo, 390x245 cm, 1610. Roma, Basilica di
Borghese. Santa Maria Maggiore.
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L'apprendistato domestico
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Nei primi anni del Seicento, Roma
freme di creatività e accoglie artisti da
ogni parte d'Europa, in un continuo
scambio di esperienze.
A poco più di sei anni, incomincia per
Gian Lorenzo Bernini, la fase di
apprendistato e di collaborazione con il
padre.
Pietro e Gian Lorenzo Bernini,
Fauno molestato da cupidi,
Pietro Bernini, La barcaccia, fontana,
marmo, 1619. New York,
1610. Roma, Piazza di Spagna.
Metropolitan Museum.
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La formazione ellenistica del Bernini
BERNINI E LA NUOVA ROMA
Evidente è nella formazione giovanile del Bernini, la componente
classica d’ispirazione ellenistica che resta sempre presente anche
nelle opere più eccentriche del Barocco.
Una delle prime opere giovanili
mostra già l'abilità e il virtuosismo
tecnico con cui rende naturale il
delicato incarnato dei bambini e il
pelo ordinato dell'animale.
Gian Lorenzo Bernini,
La capra Amaltea,
marmo, 45 cm, 1614 ca.
Roma, Galleria Borghese.
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La prima maturità
BERNINI E LA NUOVA ROMA
Il gruppo scultoreo, per la
sua naturalezza pittorica,
sembra materializzarsi
dagli affreschi di Annibale
Carracci o da un dipinto di
Rubens.
La mano sinistra del dio
affonda con naturalezza nella
carne di Proserpina che si
dimena per liberarsi.
Gian Lorenzo Bernini,
Ratto di Proserpina,
marmo, 255 cm, 1621-22.
Roma, Galleria Borghese.
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La prima maturità
BERNINI E LA NUOVA ROMA
Contrariamente al David
rinascimentale di Michelangelo,
meditativo e cosciente del
proprio ruolo nella storia,
Bernini coglie il personaggio
biblico nell'attimo di massimo
sforzo, mentre scaglia la pietra
con la fionda.
La rappresentazione dell'attimo:
‐ la fronte corrugata e le labbra
ripiegate all’interno per
concentrarsi,
‐ gli occhi socchiusi mentre prendono
la mira,
‐ i muscoli tesi per
imprimere forza alla
fionda.
Gian Lorenzo Bernini,
David, marmo, 190 cm, 1623.
Roma, Galleria Borghese.
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La prima maturità
BERNINI E LA NUOVA ROMA
L'esplorazione degli estremi limiti
dell'intaglio marmoreo raggiunge un
virtuosismo mai visti prima.
Il marmo perde la caratteristica
durezza per riprodurre la
naturalezza dei rami e delle foglie e
la morbidezza dei capelli.
Qui la rappresentazione ha le
movenze eleganti di una danza.
La trasformazione di
Dafne, mentre Apollo
sta per raggiungerla,
non esprime energia,
come per il David, ma
suscita meraviglia e
stupore.
Gian Lorenzo Bernini,
Apollo e Dafne, marmo, 243 cm, 1622-24. Roma, Galleria Borghese.
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Ritratti palpitanti di vita
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Gian Lorenzo Bernini,
Ritratto di Scipione Borghese, marmo,
78 cm, 1632. Roma, Galleria Borghese.
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Ritratti palpitanti di vita
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Il genere del ritratto fa la fortuna di
Bernini; egli rappresenta il carattere
umano dei suoi committenti, riuscendo a
immobilizzare il gesto, l'espressione di
un momento.
Gian Lorenzo Bernini, Gian Lorenzo Bernini,
Ritratto di Costanza Bonarelli, Ritratto di Luigi XIV, marmo, 80 cm,
marmo, 70 cm, 1635 ca. Firenze, 1665 ca. Versailles, Museo Nazionale
Museo Nazionale del Bargello. del Castello.
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Il baldacchino di San Pietro
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Ad appena 26 anni,
Bernini riceve da papa
Urbano VIII Barberini
la commissione del
Baldacchino di San
Pietro.
Riprende l'idea del
ciborio per realizzare un
baldacchino
"processionale" sorretto
da colonne tortili di
bronzo dorato.
Gian Lorenzo Bernini,
Baldacchino, bronzo
con dorature, legno e
marmo, h 28,5 m,
1624-33. Città del
Vaticano, Basilica di
San Pietro.
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Una macchina scenica tutta barocca
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Gian Lorenzo Bernini,
Cattedra di San Pietro, marmo, bronzo, stucco dorato. Città del Vaticano, Basilica di
San Pietro.
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Una macchina scenica tutta barocca
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Bernini realizza un enorme
trono sorretto da quattro
statue (i Dottori della
Chiesa).
Al di sopra apre una finestra
dalla quale entra la luce
naturale che si trasforma in
luce divina.
Le soluzioni estrose e la teatralità
adoperata fanno della Cattedra di
San Pietro una sorta di macchina
scenica, utilizzata per affermare
con atto di fede la concezione
della Chiesa controriformista.
Gian Lorenzo Bernini,
Cattedra di San Pietro, marmo,
bronzo, stucco dorato, 1656-66.
Città del Vaticano, Basilica di San
Pietro.
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Una piazza scenografica
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In Piazza Navona realizza l'opera tanto apprezzata da papa
Innocenzo X e voluta per abbellire la piazza in cui sorge il palazzo di
famiglia.
Canaletto, Veduta di Piazza Navona, olio su tela, 1754.
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Una piazza scenografica
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Si tratta di una fontana dalla forma rivoluzionaria,
costituita da un obelisco sorretto da una scoglio
"naturale" sul quale siedono quattro gigantesche
figure che rappresentano i fiumi dei quattro
continenti: il Danubio, il Nilo, il Gange e il Rio
della Plata.
Un'idea nuova:
l'invenzione
della roccia.
Gian Lorenzo Bernini e collaboratori,
Fontana dei fiumi, marmo e travertino, 1647-
51. Roma, Piazza Navona.
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Cappella Cornaro
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È come se lo spettatore entrasse in un grande quadro
tridimensionale.
Gian Lorenzo Bernini,
Estasi di Santa Teresa, marmi, stucco e bronzo dorato, 1646-51.
Roma, Chiesa di Santa Maria della Vittoria, Cappella Cornaro.
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L'estasi di Santa Teresa
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Ai lati dell'altare,
come a teatro, si
aprono due palchi
dai quali i membri
della famiglia
Cornaro assistono
alla "sacra
rappresentazione"
dell'Estasi di Santa
Teresa.
Gian Lorenzo Bernini,
Estasi di Santa Teresa, marmi, stucco e
bronzo dorato, 1646-51.
Roma, Chiesa di Santa Maria della Vittoria,
Cappella Cornaro.
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Colonnato di San Pietro
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Giovanni Battista Piranesi, Veduta di Piazza San Pietro, incisione, 1748.
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Colonnato di San Pietro
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Bernini costruisce un colonnato a pianta
ellittica e lo congiunge alla basilica di San
Pietro con due corpi divergenti, ottenendo
due piazze attigue, una trapezoidale e l'altra
ellittica, come un grande abbraccio.
Gian Lorenzo Bernini, Colonnato di San Pietro,
1657-65. Città del Vaticano, Piazza San Pietro.
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Monumento funebre a Urbano VIII
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Il monumento, di derivazione medicea, si impone per la sua
concezione dinamica e per la fastosa varietà cromatica dei
materiali.
La Carità La Morte La Giustizia
Gian Lorenzo Bernini, Monumento funebre a Urbano VIII, marmo e bronzo,
1642-47. Città del Vaticano, Basilica di San Pietro.
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Sant'Andrea al Quirinale
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La piccola chiesa di Sant'Andrea riprende nella pianta la stessa
forma ellittica del colonnato di San Pietro.
L'ellisse è la forma prediletta da
Bernini e dagli architetti barocchi per
la sua capacità di esprimere tensione
e dinamismo.
Gian Lorenzo Bernini,
Sant’Andrea al Quirinale, interno (cupola) ed esterno, 1658-61. Roma.
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