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MACCHIAIOLI

Il documento riassume il movimento dei Macchiaioli toscani, un gruppo di pittori attivi a Firenze a metà dell'800. Vengono descritti i principali esponenti come Fattori, Lega e Signorini e le loro opere che rappresentavano paesaggi e scene di vita quotidiana con uno stile caratterizzato dall'uso di ampie macchie di colore. Viene inoltre spiegato come il movimento si sviluppò a Firenze e nelle scuole di Castiglioncello e Piagentina.

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MACCHIAIOLI

Il documento riassume il movimento dei Macchiaioli toscani, un gruppo di pittori attivi a Firenze a metà dell'800. Vengono descritti i principali esponenti come Fattori, Lega e Signorini e le loro opere che rappresentavano paesaggi e scene di vita quotidiana con uno stile caratterizzato dall'uso di ampie macchie di colore. Viene inoltre spiegato come il movimento si sviluppò a Firenze e nelle scuole di Castiglioncello e Piagentina.

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MACCHIAIOLI TOSCANI

Il movimento dei macchiaioli ha inizio a Firenze nel 1840, in cui vi era una attiva vita
culturale cittadina: il gruppo si iniziò a riunire presso il caffè Michelangelo, che divenne
centro delle discussioni artistiche. Principali sottocorrenti:
 Scuola di Castiglioncello (villa di Diego Martelli  Giuseppe Abbati)
 Scuola di Piagentina (Silvestro Lega e Telemaco Signorini)
 Giovanni Fattori
1840-1860  discussione teorica, prevalentemente sulla tecnica del ton gris, ovvero l’uso
di uno specchio nero che filtra e semplifica la realizzazione del chiaroscuro (pochi dettagli).
Macchiaioli  pittura moderna, verista e di argomento contemporaneo (paesaggi, interni
domestici o temi patriottici). Ordine formale, scandito dal chiaroscuro (diff. Impressionisti).
Nascita ufficiale dei “macchiaioli”  1861, a seguito del commento di un giornale critico
che si faceva gioco delle “macchie” tramite cui questi artisti rappresentavano la realtà: le
loro opere sembravano più essere dei bozzetti, proprio a causa di quell’estrema sintesi dei
rapporti chiaroscurali, semplificati grazie alla tecnica del ton gris (specchio nero).

TETTI AL SOLE, SERNESI


Olio su cartone di piccole dimensioni.
Pittura en plein air realizzata attraverso ampie
chiazze di colore (“macchie”). Estrema sintesi del
chiaroscuro: forte contrapposizione cromatica (toni
caldi v/s toni freddi).
Composizione semplice che esalta i forti contrasti
chiaroscurali.

SCUOLA DI CASTIGLIONCELLO
Nella Maremma di Castiglioncello lo scrittore Diego Martelli ha una villa, che mette a
disposizione dei macchiaioli (Giuseppe Abbati e Giovanni Fattori).

MARINA A
CASTIGLIONCELLO, ABBATI
Larghi spazi calmi e pianeggianti, luce
chiara e diffusa. Formato orizzontale
tipico dei macchiaioli : paesaggio
costruito da “strati” di colore (terra ocra,
vegetazione verde scuro, cielo azzurro).
Formato orizzontale  cfr. Diego
Martelli a Castiglioncello di Giovanni
Fattori.

1
SCUOLA PIAGENTINA
Esponente Silvestro Lega, paesaggi collinari appena fuori Firenze.
 Pittura meno sintetica rispetto al gruppo di Castiglioncello
 Severità ed austerità dei modelli rinascimentali italiani (Piero della Francesca)
 Rappresentazione società piccolo-borghese italiana ed affetti familiari

LA VISITA, SILVESTRO LEGA


Disegno e composizione divisa in 2
parti: a destra, figura più piccola in
lontananza e paesaggio lontano, a
sinistra tre figure di profilo (definite
attraverso le ampie gonne) e la casa
prorompente. Gonne trapezoidali 
“geometrizzazione” dei volumi della
pittura rinascimentale quattrocentesca di
Piero della Francesca.
Toni neutri e luce filtrata dalle nuvole.

PERGOLATO, SILVESTRO LEGA

Spazio prospettico quattrocentesco, ma atmosfera intima e


familiare. Momento quotidiano immerso in una calda luce estiva.

LE CUCITRICI DI CAMICIE ROSSE, ODOARDO BORRANI

Tematiche familiari. Lontananza dall’eroismo  attività lenta e


quotidiana, come sottolineato dalla disposizione composta e
dall’espressione concentrata delle donne.
Finestra centrale fonte di luce.

LA SALA DELLE AGITATE, TELEMACO SIGNORINI


Tematica sociale: scorcio allucinato (inquadratura fotografica) del
reparto femminile di un manicomio fiorentino.
Prospettiva obliqua (sottolineata dalla disposizione dei tavoli).
Crudo realismo della rappresentazione delle donne.

2
GIOVANNI FATTORI

DIEGO MARTELLI A CASTAGLIONCELLO


Formato orizzontale tipico dei macchiaioli.
Diagonale compositiva evidenziata dalla posa del critico-
scrittore. Disegno delinea i pochi elementi della scena.
Tonalità neutre, che contrastano con il rosso del cappello e
l’azzurro del mare (sfondo).

MARIA STUARDA NEL CAMPO DI CROOKSTONE


Rappresentazione romantico-storica.

SOLDATI FRANCESI DEL ‘59


Tavola di ridotte dimensioni (formato piccolo tipico di Fattori).
Rappresentazione di 8 soldati e il loro ufficiale con pochi tratti. I francesi, alleati del Regno
di Sardegna, nel 1859 occupavano Firenze dopo la fuga del granduca Leopoldo II di
Toscana. I modi macchiaioli sono già presenti:
 Formato fortemente orizzontale, organizzato in fasce cromatiche (ocra del
pavimento, grigio del muro)
 Resa dei corpi attraverso sintetiche macchie di colore
 Forti contrasti cromatici chiaroscurali

3
CAMPO ITALIANO ALLA BATTAGLIA DI MAGENTA
Opera con cui Fattori partecipò e vinse al concorso per 4 quadri celebrativi delle principali
battaglie rinascimentali. L’opera è considerata il primo quadro storico moderno italiano.
Fattori scelse di non rappresentare un momento eroico e ricco di tensione, bensì il ritorno
dei feriti nelle retrovie  dimensione realistica (drammi e sacrifici di guerra).
La linea d’orizzonte, sulla quale è possibile riscontrare il profilo della città (skyline), divide
quasi perfettamente l’opera in due parti: nella sezione superiore domina il cielo azzurro,
mentre in quella inferiore vi è il paesaggio quasi spoglio del campo di battaglia, in cui
troviamo i soldati in marcia (a piedi, a cavallo, sul carro). Gli unici elementi verticali della
scena sono i pochi rami, che fungono da resa prospettica della profondità.
Elementi di distacco dai macchiaioli: ancora presente chiaroscuro accademico e il disegno.

ROTONDA DEI BAGNI PALMIERI


Opera di dimensioni ridotte che rappresenta
signore benestanti sedute in uno stabilimento
balneare di Livorno.
Figure in controluce appaiono come silhouettes. Fondo violentemente illuminato dalla luce.
Contorni netti (linea nera che separa il vestito bianco della figura a sinistra dal mare),
figure semplificate al punto da sembrare quasi costruzione geometriche.
Formato orizzontale, organizzato in fasce cromatiche: sabbia in ombra, sabbia al sole,
mare, promontorio, cielo e tendone dello stabilimento balneare di Livorno.

4
IN VEDETTA (IL MURO BIANCO)
Tela di ridotte dimensioni. Come di consueto in Fattori, episodio secondario di minore
importanza, una quotidiana perlustrazione militare, lontano dall’eroismo e dal dinamismo:
la staticità dei soldati e dei cavalli, insieme all’accecante luce estiva, configurano un’azione
lenta, stanca ed abitudinaria.
Costruzione prospettica con il punto di fuga molto spostato a sinistra  dilatazione dello
spazio oltre i confini della tela, sottolineando l’importanza del grande muro bianco che,
insieme al terreno, occupa quasi la totalità della scena. 3 figure, che guardano in direzioni
diverse, scandiscono l’opera (ultimi due prolungano la diagonale compositiva del muro).
Scelte tonali neutre, che prediligono tinte chiare, il bianco e il giallo (luce estiva e diffusa).
Forti contrasti fra chiaro e scuro: divise, cavallo nero ed ombre brevi del mezzogiorno.
Unico accenno di colore: azzurro rosato del cielo sullo sfondo.
Essenzialità dell’opera (economia elementi e scelte tonali)  spazio vuoto e
potenzialmente infinito, per cui il momento quotidiano diviene momento assoluto, sottratto
al tempo (inscritto in un’atmosfera di assoluta calma).

5
Temi sociali: agricoltori, protagonisti di un’Italia ancora fondamentalmente contadina, a
contatto con una natura spesso ostile.

IL RIPOSO (IL CARRO


ROSSO)
Tela dominata dai grandi buoi, resi
monumentali dalla prospettiva
ravvicinata e ribassata, principale
fonte di sostentamento del
contadino, seduto a sinistra in
controluce.
Tela costruita su piani orizzontali, interrotti soltanto dalla diagonale dell’ombra e
dell’aratro. Colori armonizzati sugli ocra e sui verdi, ad eccezione del rosso del carro e
dell’azzurro del mare.

CAVALLO MORTO
Paesaggio desolato (natura ostile), dominato da un cielo che preannuncia una tempesta. Un
contadino, protagonista di un’Italia ancora fondamentalmente agricola, assiste inerme alla
morte del suo cavallo, sua principale fonte di sostentamento. Staticità della composizione e
pessimismo, reso ancora più drammatico dalla solitudine del contadino e dalle tinte neutre.
Intento sociale dell’opera: denuncia delle condizioni di povertà e adesione al Verismo.

6
SCAPIGLIATURA LOMBARDA
Correnti antiaccademiche: Verismo e Scapigliatura, gruppo di Torino e Milano che riunisce
poeti, pittori e scultori in un comune intento ribelle ed antiborghese. Il nome è scelto dagli
stessi artisti, ricavato dal romanzo di Cletto Arrighi La Scapigliatura e il 6 febbraio (1862).
Esponenti: Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni e Giuseppe Grandi.
Attenzione alle esperienze fotografiche e a ricercare affascinanti effetti di luce.
Prediligono ritmi dinamici e confusi, indeterminati. Ricera di introspezione psicologica
(effetti di luce e colori sgargianti).

L’EDERA, TRANQUILLO CREMONA


Il titolo deriva dal ramo d’edera sulla destra, metafora della passione
ossessiva, testimoniata dall’abbraccio dei due amanti.
Atmosfera imprecisa derivante dall’insuale uso di luce e colore.
Sfocature determinano un un dinamismo ascendente.
Tecnica del non-finito e ricerca dell’introspezione psicologica capace di svelare i pensieri
più intimi di questi personaggi. Gioco di sguardi è il punto più illuminato del dipinto.

DANIELE RANZONI
Ritratti con contorni disfatti e confusi. I volti sono dominati da uno
sguardo riflessivo e malinconico.
 RITRATTO DELLA BARONESSA
FRANCFORT
 FIGLI DEL PRINCIPE TROUBETZKOY

MONUMENTO ALLE 5 GIORNATE MILANESI,


GIUSEPPE GRANDI
Celebra il tema risorgimentale delle 5 giornate milanesi (2° guerra
d’indipendenza italiana). Composizione allegorica dal movimento
ascendente e ricca di pathòs: 5 donne simboleggiano le 5 giornate e
sono disposte introno all’obelisco sul quale sono incisi i nomi dei
caduti.

7
ESPERIENZA PIEMONTESE

SCUOLA DI RIVARA
Gruppo di paesaggisti piemontesi che, però, non raggiunse mai un’unità stilistica.
Fondatore Carlo Pittara.

IL RITORNO ALLA STALLA, PITTARA


Influenza del Realismo ed intenti di denuncia sociale.

NOVEMBRE, FONTANESI
Antonio Fontanesi, personaggio piemontese di
maggiore rilievo: outsider rispetto alla scuola
di Rivara. Pittura di paesaggio: rapporto
empatico con la natura, che richiama
l’estetica romantica. Tuttavia, troiamo anche
attenzione all’atmosfera, in rapporto alle
ricerche contemporanee. Tema della
solitudine esistenziale dell’essere umano, in
quest’opera una sola figura isolata, in
controluce. Luce suggestiva (Scuola di
Barbizòn).

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