RAG.
ROBERTO MAZZANTI – COMMERCIALISTA – REVISORE CONTABILE
PROFONDO FISCO
LA DIFFERENZA TRA “ARTISTA” E “ARTIGIANO”
Dopo aver raccolto il materiale che i lettori hanno gentilmente inviato e sviluppato ulteriori
ricerche in proposito, possiamo chiudere la undicesima indagine, aperta il 5 ottobre
scorso su questo sito.
In questo lavoro tratteremo della differenza tra l’artista e l’artigiano.
L’indagine vuole appurare quando ci si trovi di fronte a l’uno o all’altro e quali siano
esattamente i criteri utilizzabili per non sbagliare l’impostazione amministrativa dell’uno e
dell’altro.
Inquadramento generale
Prima di affrontare le conclusioni, giova inquadrare brevemente l’argomento in generale.
Le figure dell’artista e dell’artigiano hanno molto in comune già a partire dalla loro
denominazione: le sillabe “arti-sta” ed “arti-giano”.
Entrambi i soggetti quindi, fanno parte del mondo dell’arte e tuttavia hanno caratteristiche
diverse, sia dal punto di vista creativo ed organizzativo che da quello amministrativo,
tributario e previdenziale.
Entrambi possono creare opere di indubbio fascino e valore, possiedono capacità tecniche
di alto livello ed eseguono i propri lavori direttamente e con preponderante manualità.
Allo stesso tempo però hanno sistemi amministrativi e trattamenti fiscali molto diversi.
Come mai ?
L’ARTISTA
Ecco una tra le più accreditate definizioni di artista:
Artista è colui che crea un’opera autonoma [pittore – scultore – fotografo…] o da
eseguire [autore – commediografo – coreografo…] o chi esegue le opere suddette [cantante
– attore – ballerino…] in seguito ad un’inventiva o ad un’ispirazione.
Inventiva e ispirazione.
Ecco i due connotati principali della fisionomia di un’artista.
L’inventiva, è la capacità di creare qualcosa che prima non c’era e darle un senso di un
certo tipo.
Possiamo andare a pescare qualcosa dalla legge sulla tutela del diritto d’autore (art.1),
che ci dice che l’opera creativa è quella che esprime la personalità dell’autore senza
ripetere banalmente ciò che è già stato creato da altri.
E’ peraltro possibile mettere in scena una commedia di un dato autore e darle un senso
diverso da quello che egli avrebbe voluto. Oppure eseguire diversamente un’opera
musicale. E così via.
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In questi casi, pur non avendo creato dal nulla né la commedia né l’opera musicale, si è di
fronte a qualcosa di “nuovo” dal punto di vista dell’interpretazione.
Comunque non dimentichiamoci che è “artista” anche colui che esegue le opere di altri. Lo
è, ovviamente, con una gradazione diversa di “artisticità”.
L’ispirazione.
E’ quel “non so che” che ci spinge a fare, a dire, a scrivere o a comportarci
improvvisamente in un determinato modo. E’ la scintilla che partendo dalla nostra mente
accende la creatività e quindi l’inventiva, spingendoci a creare.
È certamente il concetto meno delimitabile del carattere artistico.
Tornando alla definizione di artista, possiamo distinguere questi 3 gruppi di soggetti:
a) coloro che eseguono autonomamente le loro ispirazioni, creando essi stessi le loro
opere; possiamo definirli autori-esecutori;
b) coloro che eseguono opere altrui, ma interpretandole liberamente in modo diverso;
possiamo definirli esecutori originali;
c) coloro che semplicemente eseguono opere altrui, attenendosi alle direttive
dell’autore; possiamo definirli esecutori fedeli.
Quanto al “risultato” del lavoro dell’artista, in teoria tutto può essere considerato arte; in
pratica, almeno dal punto di vista del diritto d’autore, la protezione delle opere viene
accordata quando rientrano in uno o più dei seguenti settori:
a) letteratura
b) drammaturgia
c) musica
d) coreografia
e) scultura
f) pittura
g) disegno
h) incisione
i) scenografia
j) cinema e teatro
k) fotografia.
Occorre precisare che anche se l’artista crea le proprie opere su ispirazione, ciò non
significa che possa anche ricevere “commesse”.
Ovviamente, esse non potranno essere accompagnate da pretese di termini particolari e
dovranno lasciare ampia autonomia all’artista, in modo da consentire che la sua creatività
sia incondizionata e liberamente espressa. In caso contrario, il rischio è di “creare
un’opera senza creatività”.
L’ARTIGIANO
Ecco la generica (e generale) definizione di artigiano:
L’impresa artigiana ha per scopo la produzione di beni o la prestazione di se rvizi,
con prevalenza del lavoro manuale nella propria attività.
L’artigiano pertanto è un “produttore” che non crea su “ispirazione” perché produrre è il
suo scopo economico.
Ciò non toglie che in determinati settori (non a caso detti “artistici”) si assista ad opere
artigianali bellissime e straordinarie.
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Basti pensare alle opere del vetro, della ceramica, agli stucchi e decorazioni, ecc….ecc…
In sostanza, l’artigiano è un “mezzo artista” perché possiede alta tecnicità e
professionalità ma non produce per ispirazione e non tutti gli artigiani lavorano nei
settori “artistici”.
Tra le categorie artigiane per antonomasia:
a) Falegnami
b) Imbianchini
c) Idraulici
d) Elettricisti
e) Imprese di costruzione edile
f) Meccanici
g) Tappezzieri
h) Decoratori
i) Laboratori fotografici
j) Marmisti.
Solo per citarne alcuni, ma il campo è veramente infinito.
LE DIFFERENZE TRA ARTISTI ED ARTIGIANI
In conclusione possiamo dire che la vera differenza tra artista ed artigiano è la molla
creativa:
l’ispirazione per l’artista,
il committente, o il magazzino, per l’artigiano.
In sostanza, l’artista produce la propria opera semplicemente perché sente di farlo,
perché ha un’idea e/o un’ispirazione; l’artigiano invece lavora su commissione, oppure
per rifornire il magazzino. Come si vede, la differenza non è da poco.
Ciò non toglie che l’artista, una volta creata l’opera, possa o debba organizzare anche
l’aspetto “commerciale” per renderla pubblica; ma questo non è sufficiente a qualificarlo
come imprenditore.
Anche l’aspetto materiale che è innegabilmente presente nella fase di acquisto delle
materie prime necessarie per creare l’opera (i colori per il pittore, gli strumenti per il
musicista, i materiali inerti per lo scultore) non determina il passaggio dall’artista
all’artigiano.
IL TRATTAMENTO FISCALE E CONTRIBUTIVO DELL’ARTISTA
Se si stabilisce di avere a che fare con un’attività artistica, occorre individuare quale sia il
regime previdenziale applicabile.
Sarà da iscrivere all’Enpals, se rientra tra i soggetti assicurati operanti nel settore dello
spettacolo.
Altrimenti va nella gestione separata Inps, di cui all’art.2 comma 26, della legge 335/95:
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testo della norma:
A decorrere dal 1° gennaio 1996, sono tenuti all'iscrizione presso una apposita Gestione
separata, presso l'INPS, e finalizzata all'estensione dell'assicurazione generale
obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, i soggetti che esercitano per
professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo, di cui al comma
1 dell'articolo 49 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni ed
integrazioni, nonché i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di cui
al comma 2, lettera a), dell'articolo 49 del medesimo testo unico e gli incaricati alla vendita
a domicilio di cui all' articolo 36 della legge 11 giugno 1971, n. 426. Sono esclusi
dall'obbligo i soggetti assegnatari di borse di studio, limitatamente alla relativa attività.
La tassazione fiscale, invece, è quella prevista per i professionisti e per i lavoratori
autonomi in genere (reddito determinabile per cassa – registri Iva integrati con incassi e
pagamenti – eventuale registro cronologico ecc…ecc…).
IL TRATTAMENTO FISCALE E CONTRIBUTIVO DELL’ARTIGIANO
Ai fini fiscali, l’artigiano è un’imprenditore; quindi suo reddito sarà determinato per
competenza e la sua contabilità (semplificata od ordinaria che sia) non potrà prescindere
da avere almeno un registro degli acquisti Iva ed un registro delle fatture emesse.
Se invece opta per la contabilità ordinaria (oppure ne diviene soggetto per questioni
dimensionali) dovrà tenere anche il libro inventari ed il libro giornale.
Da un punto di vista contributivo è soggetto all’iscrizione all’Inps, gestione previdenza
artigiana.
Fine.
Rag Roberto Mazzanti
Commercialista
([Link]@[Link])
ottobre 2006
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