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CELLAMMARE

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Denise Torsello
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Pratiche urbane e Progett-ani ; “az di Carlo Cellamap a I ite dip rapporto tra citta di pietra e citta degli uomini L'urbanistica nasce come discipli ‘ pee ener pine el modernita, ¢ si é sempre occupata Funsional, del probleny fete ons isicaespasiale dela cit, dep spent sun, dels mobili dalleafraaitus Kaede ee eee neutto, is0trop9, il uogo dela Reet a eee @uno spazio geometrico, servizi. Lo strumento per eccellenza dell’ pa diopere: case, strade, fesie regime delsuci eit eam = anistica, il “piano”, nato per mnzione clo siluppo delacit © inet ae et amen ae moderno che esprime una isin ee aes oe phi akean a zio, riducendo i Se pietra e citta degli uomini, tra citta fisic: Saha eee 4 progressivo affermarsi diprocessi dic : : meg ne dell ou 3 Lee legati all’azione di grandi soggetti, in vanadate ae A ne TT el si i in grandi operazioni economice-finan- ie a tu ri della portata legli abitanti, nonché all'industrializzazio- a produzione edilizia, Lo scollamento é oggi ancor pid rafforzato, in questa fase del capitalismo avanzato, nel momento in cuil’economico preva- Ie decisamente sulle scelte politiche e il mercato disegna non solo la citta, ma anche modelli dell’abitare. - Sviluppare “scambi interdisciplinari” tra Purbanistica € scienze come Vantropologia e la sociologia, ma anche approcci € metodologie integratt nell’ambito della stessa disciplina urbanistica, permette all aa ericostruire quel rapporto tra citta degli uominie citta di pietrache si is a to cout fortemente disgreaando. Approcel iategratl che eae Bie abbracciare le relazioni e leimplicazioni reciproche tra le diverse: oe : ti della citta, materiali e immateriali simboliche a ea spazio: vissuti degli abitanti e grandi interes fisiche ¢ ) si economit i chemnettonoin moto 133, 4i fenomeni globali ed. au s io e organizzazione della vita, socj , orga . ee scambio nasce dall’esigenza—per]o, re interesse ica — di cogliere una serie di aspetti fondames tesa dal ee ccbene adeguate e processi di progett-azione signifi, rcs dimensioni materiali ¢ dimensioni materiali e simbg} va Tore del luoghi (nel loro spessore di significat); le forme di appropai eiprocessi disignificazione; la progettualit latente ¢ diffusa nel Tessuto socig, Je:i modelli divvita, i comportamenti sociali, modelli anttopologici, leculture carbene: gli immaginari sociali e le forme di convivenza. Tutti aspetti che ‘sviluppano un rapporto biunivoco con lo spazio, trasformandolo in “Iuogo?, costruendo quello spazio sociale che é al contempo materiale e simbolico, appunto. E, in particolare, interessa qui focalizzare l’attenzione sulle pratiche urbane (Crosta, 2010) e il rapporto tra pratiche e progetto (Cellamare, 2008), In campo urbanistico questo tipo di approccio viene considerato spesso sostanzialmente inutile ¢ inefficace, ma é chiaro che si tratta di critiche ridut- tive. Tra l'altro l'urbanistica é stata sempre attraversata da linee di studio edi ticerca che, sebbene non riuscissero mai a diventare prevalenti, tiportavano Vattenzione sulle dimensioni sociali e sulle condizioni di vita nella citt®. 2 Ripensare idea di progetto I progetto” @spesso interpretato, in campo urbanistico e a maggior regione sees pit’ Propriamente architettonico, come lo strumento per risolvere Hye ome Petgestirelacitizs ma anche comelo strumento tevnicoinmald come" oe = ‘citta) che, in forza delle sue competenzee delle sipone al di so, s pence Spesso della sua abilita e dell’esiro personale), Sblentdath se tBettied &in grado di trovare le soluzion pi ae ely ct © pitilocalmente, dello specifico contest eee i Strumento specifico, e distintivo, dell'urba- cee Segnandoun pas disci pline, Ronché Per i saperi comunt on aan invalicabile perle oe retare il progetto lo hasp, 0, tipico della mode f PRATICHE URBANE & [Link], “AZIONE atemporl che a eal al fanzionalis, ché ai processi di industrializzazione es allalogica delle competenze (j venice e della citta, cosi Stato moderno (che esprime cosi le sue forme di ednnsalione reptia dello ig94) e sostenuta fortemente dalla grande tradizione frances. de Bourdieu, deitecnici e della classe dirigente (Rykwert, 2000). L'insieme, i formazione zioni ha determinato un forte scollamento tra saperi men aoe Stay saperi maturati nell’ esperienza dell’abitare. E ha determina ancl toe : priazione della capacita progettuale degli abitanti, os Trecritiche fondamentali, tralealtre, possono essere ‘mosse a questo modo diinterpretare il progetto. La prima sottolinea che non é solo il progetto (0 il piano o il programma) che determina la trasformazione della citt’ maun complesso di azioni e di processi che spesso sfuggono al suo controllo proces sieconomici, processi sociali, andamenti del metcato immobiliare, dinamiche naturali ecc.). La seconda é che il progetto ha una sua temporalita, dal radica- mento nella memoria allo sviluppo nel futuro, ovvero cheil progetto sisvilup- panel tempo ad opera di una molteplicita di fattorie di soggetti (politici, tecni- ci, operatori immobiliari, culture diffuse e prevalenti, politiche emergenti). Ed éanche, quindi, un processo e l’esito di un’interazione sociale. E, infine, che il progetto ha uno stretto rapporto con le pratiche urbane, con le pratiche cioé con cui gli abitanti vivono, adattano e si appropriano della citta. Se, da una parte, é vero — e non bisogna mai dimenticarlo — che il proget- to8/'esito di un modello di sviluppo, diun’azioneprevalente di soggetti fort, di capitali privati e del mercato, di un quadro di politiche e normative inelu- dibile, dall’altra é anche vero che il progetto é un processo ¢ una pratica che coinvolge, nel loro dispiegarsi nel tempo, pensieri, relazioni, AZO nel ni sociali, passioni e pratiche connessi al vivere e all’abitare diuna ole nel suo contesto fisico; collettivita che plasma in forma evolutiva il luogo im cui vive (Cellamare, 2008). In questo quadro di riferimento pitt ampio forse piti senso parlare di processi di progett-azione. MO Ofiginario e Costitutivos Pratiche e progetto alorie di significati, esprimono tualita. Questo vale, in poe izzate € intenzionali, ma 3 Progettualita delle pratiche. Le pratiche urbane, oltre a una geosrafia div: tuna forte progettualit’, sono intrise di proset luogo, per le azioni collettive piti o meno org@” ae sla veoria generale de arbanlzazon 3. Cfr. a questo proposito a ea ee i spate perma conic 4 Sirimanda per approfondimenti su quest AF Roma, a Celanese Fealtd urbana specifica, il rione Monti nel centro s il testo fondamensale de Sond r er CARLO CBLLAMARE iche ordinarie, quotidiane, di uso e anche di consum, anche pet le pratic! ve non sembrano determinare grandj Cambiamens citta che apparentemen tturale della citta, ma che in realea j ia nella conformazione fisica ¢ struttura hi Meidong fortemente sulla caratterizzazione dei luogl BS : La progettualita delle pratiche si esprime attraverso vari aspetti Jy imo luogo, vi é una decisa propensione all azione, sia individuale che See imensione fattuale (cioé del fare concret i collettiva, sia nella sua dimensione fattual are ConCtetamente) sig nell’accezione arendtiana di agire come essere nelle Situazioni, nel pubblicg (e, quindi, pia vicini alla sua interpretazione della politica), Questo agines un agire prevalentemente tattico (de Certeau, 1990), pido meno connesso 4 un pensiero “strategico”, ma spesso anche completamente indipendente da esso. I! progetto si “costituisce” nell'azione, ma non solo, é di fatto nell'axione che si esplica la progettualita, sia come fatto sostanziale sia per i percotsi innovativi che vengono praticati, intrapresi: i progetto “emerge” nell'agire, La progettualita siesplica, quindi, spesso e soprattutto, nelle concrete prati- cheurbane, nei mille processi di adattamento, di appropriazione degli spa, diriutilizzazione di contesti abbandonati, di manutenzione e cura dei luoghi, informa permanente ma in molti casi anche in forma temporanea. Anche solo il nostro camminare e percortere la citta, come ci ricorda de Certeau (i990), la ridisegna continuamente. Si tratta, in mollti casi, anche di processi peaeonal, e ven see ritengo sia pill opportuno parlare di “progettua- senso dellepratche urbane e dllnlot> poorer oe ned ; : ella loro progettualita, owvero i significat di » “DeTEONO € possono essere letti in pienezza soltanto 4 SPazio urb; C atttaverso i] conf modi di immaginare ‘erenti. Per i/ iy . + ai lproprig COnteste a 2 molta attenzione si rivolge PRATICHE URBANE E PROGETT-aziony iB nee ee ssa anche attraverso 1a proposta e Ig crane vila personalé ecollettivi differenti, che comportano una parti atica di sri pealle relazioni sociali, dentro e fuori j stuppi costitui iticolare atten Che vi sia una progettualita insita P: non significa che gli abitanti “abbiano sempre ragione”, In pri pratiche degli abitanti sono profondamente condizionate dalla ro log, ne dello spazio e dall’organizzazione funzionale della citta tis eg traspotto pubblico, localizzazione dei servizi ece,). La parte i cae costituisce ovviamente un condizionamento Pesante per l'organizz; ie vita degli abitanti ei margini delle pratiche urbane, illoro “campo dae Tarea manipolatoria (come la definiscono i sociologi del quotidiano, d Jedlowski, 2003, 2005) possono essere molto limita, atronde ®anchen questo che le pratiche urbane corrispondono aun comportamento prevaler temente tattico. Lorganizzazione della cittd infatti determina, anzi impon aziale per funzioni separate, ad esem Aitenkaecaeere ie sempre pill in funzione delle convenienze di mercato, tappresenta un condi zionamento molto forte. In questo rapporto dinamico tra organizzazion: della citta e pratiche di vita, queste ultime possono assumere valenze diverse Possono esprimere un adattamento o uno scarto (nel senso dello “spostars per evitare”) per cercare possibilita alternative, un puro e semplice adegua mento (che potrebbe essere considerato “senza speranza”), una resistenza che cerca di produrre c riprodurre modell alternatividivitacdi citta, In secondo luogo, le pratiche degli abitanti sono fortemente condizionate dai modelli di vita imposti e sovraimposti, eterodiretti, sottilmente propagan- dati e affermati, sia nella conformazione e nell’organizzazione stessa ial oe (come si notava prima), sia attraverso i mass media, le param: ah Peemies A ein Bon, i modell socaliche si vanno affermando (eche inditano lemodatAd! e=pressione del proprio status sociale). Le pratiche urbane adel disciibli mente ¢ coscientemente libere. Spesso poi alfermano mo’ “oprattutto quando favoriscono |individualizarions tosto chela ricerca di forme coordinate e costruttive me laricerca del parcheggio auto sotto casa 0 nie “ale modalit Mezzo privato (la propria auto) rispetto a qua’sias liiesempi potrebbero essere numerosi e tflet rofondamente nelle pratiche ns | t | t T | dei comportamenti pitt ravivenza: ad esempi9, tico ed esclusivo del a di trasporto. il fatto chela vita quotcia- fr, Cellamare 6: Sullinnovativita delle pratiche eft, SOUT, "essione di Bourdieu (1972, 1986) stl 74PPO “gionamenti sull habitus. le pratiche urbane € create quei con, dove il dare forma alle progettualj ns 4 Pratiche di appropriazione dei luoghi we 2 .e vale la pena considerare innanzitutto j Process; Trale Bee oi opropriacione dei Iuoghi, che sono al contempa, 5 eppreprnsions lie di trasformazione fisica sia processi culturali, immaterial Paisisivone di un valore simbolico’. Essi riflettono i modi con abitanti, a diverso titolo e in diversi modi, trasformano e Sl appropriano, in patticolare, dei propri contesti di vita, in rapporto ai grandi process dj costruzione della citta, che generalmente si sviluppano al di fuori della loro portata eal di sopra delle loro teste. In questo senso sono associabili a quelle che de Certeau (1990) considerava le “tattiche”. E sono anche le pratichee; modicon cui sisviluppanoi processi di significazione e ri-significazione della citta, Lattenzione ai processi di appropriazione e ri-appropriazione della citta ha profonde implicazioni sulla progettualita e sulle politiche che si pongono, come obiettivo la tiqualificazione urbana e ambientale, In questi processiein queste pratiche urbane, infatti, sono profondamente incorporate significative Progettualita di cuinon si pud non tenere conto, ma che anzi risultano spesso t iatee pitt adeguate agli obiettivi di tiqualificazione e alle esigenze -cucst epoca di scol itta, abitanti c istituzioni, rappresen- ¢ dt ae nei processi di costruzione della citta che ~ “spilcitamente un obiettivo da perseguire. . pea studi (Caniglia Rispoli, Signorelli, 2008) dal forte carattere inter: i. aoe fee are in rabionamento sa questo i; ©’ *PPotti tra soggetti e luoghi in tre modalits dife- in conness Ne jmbortante tiferimento, so eae sanessione le situazioni Je rape culturali) deisopee, (ae Zioni concrete con Beettie dei gruppi sociali. L’intesP™™ al re can EZ eros -hy PRATICHE URBANE & PROGETT-Azion, E tarione di questi rapporti chene nasce risulta PES sa = feeesrio opprofondizei carter dei proce eaehe oe aMMeSDhy cgnisituazione ha una propria storia euna propria dinania on™ aun Iprocessi di appropriazione non sono tutti ugualieil lore, dipende dal tipo di relazione con i luoghi che determi illoro carattere mol ii i i ivari tminano, dagli obiettiy} dagl interessi che spingono i vari soggetti a muoversi, dal inte scald 7 SO. ita messa in comune che ne deriva, dai soggetti sociali Protagonisti di mnazione, dai tipi di contesti urbani c ambiental, dalle dinacy the trasfo politiche, dagli immaginari implicati, dalle eventuali intecacl he a tiistituzionali, dalle implicazioni economiche ecc, Isignificati che : : aa no (cosi come i modelli di abitare, le idee di citta, le forme di Ft ces sottesi), oltre a essere differenti, non sono tutti neutralio Positivi, ed tae tante poterli valutare approfonditamente in relazione a aires differen aspetti. Iprocessi di appropriazione possono quindiesserevalutatie apptofondi tiattraverso alcuni criteri di lettura: - curadeiluoghi e produzione di “beni comuni”s - beni e luoghi accessibili a tutti e che anzi vengono resi (nuovamente| fruibili a una collettivita allargata; ~_ significativita dei luoghi nella vita delle collettivita locali; ~ attivazione di un processo orizzontale e costrurtivo di coinvolgimento degli abitanti; ~ sviluppo di forme di autogestione e auto-organizzazione; ~ non prevalenza degli interessi economici, sviluppo di economi veecc,; > costituzione (0 ricostituzione simbolici di quei beni ¢ luoghi. ie alternati- ) di culture legate all’uso e-ai valori anche 5 Ps i Iuoghi i i i jazi ignificazione dei luo; Esperienze diverse di appropriazione € signifi rod jo e richiederebbe un aPP U panorama di situazioni é estremamente pa s ee cnet ‘ondimento specifico per ognt singolo caso. kas ee ofondie sopra Sintetico a partire da alcune vicende mag} jormen! ‘ contesti romani (ma non solo). eit trolled a i i i ssi pI Jnprimo luogo, abbiamo i proce: adel conte ©vvero di adattamento degli spat & support ambientali) con interventi minimi, eventualine reminimesaace irocostrUt> Ne di clementi di arredo urbano © ai 3 sa alincon> : et sper lo pitt necessari ¢ destinati a4 4 tempo libero in compagnia- CARLO CELLAMARE en esperienze di appropriazione di spazi (pi 1 sec ee “hen Beet) anche in forme temporanee che denng aree ee cinn gruppiocomunita diincontrarsi, organizzare ay, Lopportunita a joni di grande socialita, ma pute dj lean 4] il Sono occas ,. aLeye sfruttare il tempo libero. © jmitazione dell’accessibilita E conflitti perché determinano Ja limita: allo spazig : oranea. pubblico, anche in Br aalanbocdaxicnc a fini di sfruttamento dello mea ore ttivita commerciali ed economiche, ¢ quindi con fing spazio pe ~ Questo determina comportamenti escludenti (anche Sa He ats tieie) nei confronti di a i soggetti, fino a forme di vera. propria privatizzazione dello spazio pubblico. edhe late ‘Abbiamo, poi, situazioni in cui invece Bo lela cura ce timessa in cireo- Jo diun bene, che quindi (ri-)diventa un bene comune’. Soprattutto sea intervenire sono abitanti (singoli od organizzati) senza secondi fini o alti soggetti (comitati, associazioni ecc.) che appartengono al tessuto socialee che sono espressione di un “pubblico”. In questi casi prevale la logica del “pren- dersi cura di” e della produzione/manutenzione di “beni comuni”. Particolarmente interessante é esperienza degli orti urbani a Roma. In questo caso alla cura di un tertitorio si aggiunge la possibilita di produrre beni, in un’agricoltura urbana in genere sostenibile e che riavvicina ai cicli della natura, che propone modelli economici alternativi (le economie a chilo- metro zero). Anche se di fatto rendono esclusivo I’uso di queste porzioni di territorio, in genere si occupano di terreni abbandonati, eventualmente sottratti alla speculazione edilizia, In alcuni casi gli abitanti si auto-organizza- no ¢ realizzano una vera propria costruzione di spazi pubblici o diaree verdi (eventualmente attrezzate) e delle relative attrezzature pubbliche mancanti, sia con fondi Propti sia ottenendo fondi (anche minimali) dalla pubblica amministrazione. In genere queste situazioni corispondono a un livello di ree ae Fea locale e dei caratteri della convivenza, icitamente dell i a i pubblici ell'inadeguatezza delle politiche e degli interventl ELE cree es PRATICHE URBANE & PROGRTy. AZI0) “AZIONE. ione della citta sono tutti eterodiretti ej] tapporto dell’abit mercificato (“pago per avere strutture e servizi”), Je forme dike onl cies ic rendenzialmente molto limitate e Pabitante risulti ete a proprio ambiente di vita (¢, a maggior tagione, rispetto allo ast Debt esistente). spazio public 6 Pratiche urbane e senso del “pubblico” Possiamo quindi ticonoscere Processi di appropriazione molto diversi tr loro. Nella citta consolidata, € soprattutto nella citta stotica, i processi d appropriazione si concentrano sugli spazi pubblici (strade, piazze, parch ecc.) 0 al pitt su contesti anche a carattere insediativo, ma intetstiziali e per pit luoghi abbandonati, Cid é evidentemente dovuto alla pid limitata dispo. nibilita di spazi, ma anche al maggiore controllo. Mentre nelle aree pid peri feriche le forme di appropriazione interessano zone estese, edifici o intere aree industriali, singole case di abitazione, complessi residenziali, pezzi di citta, aree libere e aree agricole, Al dila delle regole (formali ¢ istituzionali), esiste un “pubblico” che sifa avanti nella pratica, nella quotidianita, nella convivenza. Trail livello occupa- todal “pubblico”, quello istituzionale e codificato, rappresentato dallo Stato edall’amministrazione pubblica in genere, ¢ quello pitt propriamente priva- to, esiste una dimensione “pubblica” che, al di ld delle sue interpretazioni teoriche (Crosta, 1998), assume concretezza nella fisicita dello spazio, peraltro trasformandolo in “luoghi”. Ci interessa evidenziare, nelle diversita dei Processi, proprio la diversita di “pubblico” che emerge. iievapeticlcs Alle volte, questo “pubblico” socialmente prodotto proaainke conle regole (quelle formali, quando non sono espresione ih " sociale) e pud portare a situazioni molto diverse tra loro: ~ deregulation; a considerate ingiu- ~ contestazione di quelle regole (nella: mnisoraia ous 1975); Steenon espressione di una “societa istituenté + © Tome ehe rinanda a 98 Occupazione di uno spazio non regolato eh semplicemente ocCups tiflesione su ordine e disordine nella cist), ower” Zone di uno spazio fisico e sociale di non tes0 ie prodotto entrain conflitto, Alle volte, invece, il “pubblico” socialmenmy anche €s0 {2nsolo onon tanto con le regole istituiG TT iatezaa egole non scritte della convivenza e/o del Gute ‘Mayol, 1994): Oe sociale in cui ci troviamo (de Certeau, 4 sramente jproblemisonovert : aso i pron oT ali eintaccan Recessariamente quelle precedenti. Ja acne rego formal cin ‘levanti perché travalicano la dimension is | CARLO CELLAMARE regole stesse di convivenza, generando cnn profondi © metten, discussione l’idea stessa di crvetas: che soggiace alla convivenza urbana Analogamente, i processi di approptiazione possono essere lettin : ni di processi orizzontali e costruttivi di pa inent tra abitanti, SC non addirittura in termini di forme collaborative e di solidarieta, di autor nizzazione che si possono attivare. E quindi in termini di capacita di aut verno e di costruzione del “pubblico” ¢ra gli abitanti. Da questo Punto di vista, le situazioni si distribuiscono in un campo che va dalla Collaborazion, piena allo sviluppo di profonde forme di privatizzazione, non solo non coll. borative, ma anche escludenti. Iprocessi di appropriazione ci fanno sondare anche il mondo dei “model. lidi sviluppo” edei“modelli di abitare”, Videa di citta che vi8 sottesa, nonche il rapporto con i processi di costruzione della citta, ma non c’é spazio quiper approfondire questi aspetti. Si tratta perd — vale la pena di sottolinearlo —dj aspetti tutti rilevanti nei processi di progett-azione o nella produzione di poli- tiche “pubbliche”, anche di carattere istituzionale, che interrogano (e devono interrogare) profondamente Purbanista che si occupa della riqualificazionee dello sviluppo della citta, do ig 7 Partecipazione. Superare le retoriche Nella considerazione delle pratiche e dei processi di progett-azione un’atten- zione particolare va al tema, peraltro ampiamente frequentato’ e che quisi pud solo accennare, della Partecipazione. __ ln realta, le riflessioni sulla partecipazione derivano piuttosto dall’ampia discussione sulla crsi della politica e suilimiti delle demsocracie occidental che noi oggi conosciamo e che caratterizzano questa fase della globalizzazio nee del neoliberismo capitalista. Il primo obiettivo fondamentale della parte- peso infatti, @ integrare la democrazia tappresentativa e la democrazia etta, [nostri contesti attuali e la nostra organizzazione istituzionale non SR RL ES Se a PRATICHE URBANE & PROGETT-Aziony E ono, infatti, di tornare a fo i permett rme di democrazia di tet ‘ altre epoche, come quelle dell’antica Grecia 6 deic ned grado oggi di proporre forme alternati omuni?. Né siamo in : eee ve praticabili di + 7 [a democrazia partecipativa si sviluppa proprio inane directa, cercando appunto le forme di integrazione della democtazia Re snodo, edella democrazia diretta. Tn realta, é proprio in questo sno pee eee collocano, oltre che i benefici, anche i limiti della Partecipa: rahe le ie si AN qui le modo, infatti, non vengono superati i meccanismi politicie istituzionali dell democrazia rappresentativa (con tutti i limiti che abbiamo ticordato), m: di fatto vengono “a ffi iancati” eintegrati da processi di maggiore apertura i ai volgimento dei soggetti. In alcuni casi, questi processi possono determinare effetti positivi anche, e soprattutto, attraverso la pressione della societa civile sulla politica e sulle istituzioni. In altri casi, possono rimanere bloccati ¢ inef. ficaci proprio per il prevalere dei meccanismi distorcenticonsolidati, I “buoni esiti” quindi dei processi partecipativi, al dia della presenza di soggetti poli- tici o di gruppi dirigenti particolarmente illuminati, aperti e disponibili su questi percorsi, sono legati alla capacita di pressione della societa civile ealla conflittualita che pud essere sviluppata nei diversi contesti (Cellamare, 2008). In qualche modo, i migliori processi partecipativi sono quelli che si collocano esiincardinano nelle “fratture”, nei Japsws, nelle aperture delle organizzazic ni politiche ¢ istituzionali, e che permettono di ricostituire un “ponte” tra Societé tstituita e societa tstituente. Si badi bene che, a differenza di quanto avveniva negli anni Sertanta, le esperienze partecipative che si sperimentano sui territori generalmente non intendono mettere in discussione l'apparato istituzionale e decisionale, fi perseguono l’obiettivo di “avere voce in capitolo”, di poter incidere sulle politiche, sui contenuti delle scelte. Se questo @ aecompagnato da en nizzazione istituzionale, cid potra essere valutato bea nea vo soprattutto il raggiungimento di una “democrazia sostante Ti della possibilita di agire sui contenuti della politica. ee genet t ti, ma che al contempo costituiscono obiettivi cree are democratizzazione dei processi € la costituzion® aa ‘Arendt, € quello Un altro obicttivo, sulla linea di quanto diceva TNS in partico- disicostituire una dimensione pubblica collettiva ol :n0 i Toro limiti. Bast PERT esclusi inumeros! 9. Che pure, come noto, aveva se as tanto i *citadini”, alla vita publica partecipavano sol Ptesenti, for Sif); f jah (2989) ji ti 10. Teniamo conto che, come diceva nes seonda dei consest volute nel tempo (e sono anche molto edi Ctlfatale quella che viviaeo ogei@ solo una delle forms i ise F CARLO CELLAMARE Jare nella societa locale, di riagganciate cloe democtaticita ¢ TAPP resentatiy, 5 caso, la partecipazione mira soprattutto a creare 9 q ticostans ee In aes a dare spazio all’hono civicus (Ginsborg, 2004; Ga at Etec social, a dare conse sociale alla costrzigne politiche, a sviluppare uno “spazio pubblico cae Come spazio mentale é non semplicemente come spazio fisico' ospazio di snentty Barcellona, 1996), Bisogna, perd, pensare alla partecipazione non soltanto in termini polity logici, ovvero di capacita di incidere sui processi decis ionali, ma anche in termini socialie culturali, owvero nella sua dimensione di empowerment delle comunita locali, di costruzione di una cultura condivisa, di sviluppo delle forme di convivenza e di apertura alla diversita. All’interno della Partecipa. zione si sviluppano processi di “crescita collettiva”, fondati sulla qualita della telazione e dell’interazione, sulla ricostruzione o sul rafforzamento del tessu. to sociale, dove si impara il linguaggio dell’altro e a convivere con la diversiti, dove si sperimentano la fiducia ela collaborazione. Tnoltre, la partecipazione permette di ticomporre lo scollamento tra societa locali e contesto di vita urbano e ambientale (con tutto il complesso delle risorse ambientali ¢ culturali connesse, € i loro meccanismi di riprodu- Zone). In questa dimensione, essa si struttura nei termini di quei processi di appropriazione di cui abbiamo parlato precedentemente. Questa Ptospettiva apre anche a un altro obiettivo, quello di crearele j condizioni ei contesti per permettere i] dispiegamento della creativitae della capacita progettuale, oltreché di quella imp renditoriale, Significa attingetel ditittura utilismarcne ENEStito da molte ambiguita eine lente, anche in piena cos” a h t f ' i CSATICHE URBANE, Ep ali; che-attraversano la A. sociali, Rate Dostra societa, investo, partecipativi, ON NE sono esent} Oltte a ; i a Osi a iecuisi ‘sone este alle spuriecuisiaecennava Precedentemente, yj sor ® limazione-che viene fatta della Pattecipazione de® legate localie politici senzascrupoli, o legate albattivaion og di Mministrariog senzaavere coscienzadi quello che ssi significano Processi partecipatiy isi i ent te, qualorali sivolesse sviluppare Seriamente* Jy questi au 7 ae diventa nonisolo di facciata, ma anche ~q Seconda dei cagj a artecipazion, consenso; promovione di una buona j .COstruzione de intenzionalio meno, e anche quando i processi Pattecipativi sono avviati “con le migliori intenzioni”, Sono difficolta generali che caratterizzano tutti i processi partecipativi, ma Soprattutto quelli op-down. La questione é ampia, ¢ non é possibile qui svilupparla adeguatamente®; Pet molti versi mette completamente in discussione la praticabilita stessa della partecipazione. In ogni caso richiede di superarne le retoriche tipiche. 8 Apptocci innovativi e pratiche di progett-azione figs. i iri in punto Tragionamenti sviluppati sinora ci permettono di aera ae a if inwiale, ovverail senso dell’interdisciplinarita elasua a ee Vista delle politiche ¢ della progett-azione, e/importanza di app: intenzioni, ma pid frequentemente & 2: Questo pud essere determinato anche da buone: ee noe aise alana noteole immatuit polit odiunsincoppettes aust pees turale dei “consulenti”), soprattutto per quanto re ecipai sono atv peared PStotipo Tinaltri‘gasi, peraltro, Frequent, proces! Ets aytegea elites ee dag! tPondere a una forte pressione sociale, yo per convenienza ad See cai frlistica” degli amministrarri e di alcuni polite] 0 per consent oe StiBandi « financiamenti ubblici vengono espres di Ananiament! Se ee Ame 8 avwenuto nella Regione Lazio: nel’atuale sears ch OMT interes: izzatt i i are (2007). Mediatamente. etn situazione oma Cella © Che. adiesempio, per un riferimento alla co3 u BS a ¥ CARLO GELLAMARE 4 tv, Gia Pidea dun uso “stromentale® dell Se 18 disciing iduttiva. Il tradizionale dibattito urbanistico, in| att, Perseguend bagi appunto riduttiva, ritiene asfittici e di scarsa operativits lo scams eee llabsrszioné interdisciplinari, Reese amero contributs informativo. La questione appare ancor piti problematica se, come si a fatto in questo scritto, si sostiene lanecessita diun ripensamento delle metodologe stesse dell’urbanistica, orientate verso una maggiore apertura e integtazione, Tn primo luogo, metodologie € approcci di See Petmettono gj capire meglio i problemi. Essi, infatti, consentono di evidenziare, oltre quanto pit tradizionalmente urbanisti rela é — ledimensioni immateriali e la vivibilita (riferibili a un’interpretazione complessa della qualita della vita); ~ imodelli antropologici di vita urbana e di abitare (insiti nella progettus. lita delle pratiche urbane); — gli spazi contesi ci sensi (materiali, politici e simbolici)? del conflitto; — nonché di entrare profondamente dentro le dinamiche ei Processi, Questi aspetti devono essere considerati essenziali in un approccio di tipo relazionale, dove cid che ha importanza, come é nella realta, non sono gli oggetti, ma le relazioni ei processi, nell’ obiettivo di ricucire la citti degli uominie la citta di pietra, che era il punto da cui siamo partiti La considerazione di questi aspetti Permette e ha come scopo una valuta zone critica dei processi presi in considerazione e in cui si immersi senza Hluscire a leggerli con la dovuta distanza, dei valori, dell’idea di cittae di sviluppo e dei modelli di abitare che emergono nelle pratiche urbane, da una parte, enelle politiche, pitt omeno pubbliche*, dall’altra. Non si tratta pit di leggerli ctiticamente rispetto alle ideologie, rispetto a modelli predefinitie terno di Processi di apprendimento collettivo, che divent®” Propriazione della citta, ‘ondario il contribute —¢ questo appare decisame? Hcntescontato in campo urbanistico — che questo HP® 13. Cfr,, 44. Chaqussto prem, Cellamare (2008), ffetti material csuglimmanis¢ inttess80t considerazioni sviluppate in studi diversi 91 eH ngieton Se, ac) ef te liiche, ids o mena pbc; come PFO Privatizzazione dello spasin aoa ie ee di alcuni quartieri (Fava, 2008) ?@QUeSto Proposito, 136 - giapproccio fornisce anche per la Progettari gost in primo luogo alla riqualficazione yikes mai alle nuove realizzazioni. Esso permette dj evidenziare i vita e di dare forma fisicamente a quelle modality, a Juoghi che le pratiche urbane disegnano, sia a livello dell'intero quartiere (in genere, con Prevalent pubblico)”. Analogo discorso potrebbe esser pubbliche, soprattutto se viste in un’ momento in cui si affronta un discorso sulla cits, Enoto quanto siano litnita tele politiche settoriali, siano esse sullo Spazio fisico in campo utbanistico o Le amministrazioni pubbliche devono sviluppare adeguate politiche dé ascalto (Crosta, 2010), cosi come le politiche e i progetti di riqualificazione urbana e ambientale devono assecondare, se non attivare, le progettualita presenti e latenti nelle pratiche urbane e nei processi di appropriazione e n-appropriazione. Sono questi gli obiettivi prioritari di un “progetto locale”, diun “progetto di territorio” (Magnaghi, 2010), che interessii contesti urbani ¢,inparticolare, le aree piti compromesse e degradate dal modello disviluppo prevalente e dai processi estranianti in atto di costruzione della cit dizgpe Ancor pit rilevante &1’“utilita” nel momento in cui sifocalizza lattenzio- ne sui processi di progett-azione (appropriazione culturale, rapporto Sie ico, contesti di interazione progettuale, gestione, manutenzione degli spazi)”. Tali processi, e la loro attivazione, diventano non solo un mezzo, ma igano per tutti gli interventi di ie della cicolazione, percorsi alificazione degli spazi i. Val 15. Anche qui gli esempi potrebbero essere tanti. Va Figualicarione urbana atta (coglavione del afico creed Pedonali protetti, riorganizzazione del trasporto pul ‘anion’ di suolo pubblico e dele ubblici, sistemazione degli incroci, regolazione delle ot Ron Tisuccesso di tali in li: S18 commerciali) nel rione Monti, nel centro stoxico di ROTM A gn limited (in Stato tale da raccoglire il plauso delle assocazioni e de pei esti i Pticolare, a Esquilino) che ne hanno reclamato 'estension ! seguiti nel pi n i criteri sono statl 5-08 dal Secessivi sviluppi hanno seguito questi obiettivi) Analoghi negli anni 2006-0 Halessive processo di progettazione e riqu to alificazione urbana aru aii “nicipio di Roma. io a Torino occ, ‘ 1 Agenaia di San Salvarion 8 16, Cir. ad esempio, tra le ante, Pesperienza del! i 2007). di activare at 1. Tnoltre, aprire a queste tematiche persone Eaves ut non ttl, nello svluppo dei processi di PIoke A Guesto onc’ modo qui di sviluppare. Si ritorna amp! ke CARLO CELLAMARE aie ione di governo della citta e del territori A ae a che il contributo di discipline come p. - ario an edei relativi esperti non @ assolutamente “stituie ologia x e Seal all processi e del coinvolgimento e del Protagonismg a dell’attivazior aes i indi particolarmente rilevanti nelly i i suali sono quindi p: a Ge ’ re perchéé (anche) attraverso le formedi “prop, ione di un prog iazione della citta ¢ del territorio che si Possono gene Pe chernat disviluppo e forme innovative di urbanita, In conclusione, ritengo quindi particolarmente importanti aleuni crite i i sinteticamente: di processo, che ricordo qui sinteticam = aire contesti di interazione (progettuale), apprendimento collettivo; — elevare il conflitto (sociale, urbano ec 5 : ‘ i ~ _ sviluppare processi di costruzione dell’interesse collettivo e di produzio. ne di beni comuni; che siano anche luoghi dj Processi di significazione; ~ _Sostenere 'auto-organizzazione e Pautogestione. 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