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Capitolo 2

Dati e Tabelle
Dati e Tabelle

La Descrizione della
Popolazione

La descrizione di una popolazione passa attraverso due fasi:

1. la formazione dei dati statistici


2. la sintesi dei dati

La formazione del dato statistico prevede:

(i) l’osservazione del fenomeno oggetto di studio sulle unità del


collettivo statistico;
(ii) l’annotazione sistematica, unità per unità, della modalità
rilevata.

Il processo di rilevazione dei dati sulle unità statistiche si realizza


usualmente tramite la compilazione di questionari.
Per ogni unità statistica si dispone, in generale, di un’ingente mole
di informazioni che occorre organizzare sistematicamente al fine
di renderne agevole l’elaborazione.

Data Set
Insieme dei dati relativi ai caratteri rilevati su una stessa
popolazione.

2
Dati e Tabelle

Un data set può essere assimilato ad una tabella, chiamata


Matrice dei Dati, formata da n righe e r colonne, in cui:
(a) ogni riga riporta le informazioni alfanumeriche relative
alla singola unità statistica;
(b) ogni colonna riporta i valori dei caratteri osservati sulle
diverse unità statistiche;
(c) ogni cella contiene il valore di una singola variabile
rilevato su una determinata unità statistica

Caratteri
X1 X2  Xj  Xr
u1 x11 x12  x1j  x1r
u2 x21 x22  x2j  x2r Matrice dei
Dati
Unità Statistiche

 
...

...

...

...

...

...
...

X = xij
( n r )
ui xi1 xi2  xij  xir
...

...

...

...

...

...

...

un xn1 xn2  xnj  xnr

Se r = 1 → Analisi Descrittiva Univariata


Se r = 2 → Analisi Descrittiva Bivariata

3
Dati e Tabelle

Esempio 2.1______Matrice dei Dati ___________________

Indagine sulla Struttura e Produzione delle Aziende Agricole in


Calabria

Caratteristiche dell’indagine
• Natura della rilevazione: campionaria
• Unità statistiche: aziende agricole della Calabria
• Numero di aziende agricole rilevate: 2984
• Variabili rilevate: 200
• Natura delle variabili: qualitative e quantitative

Variabili Presentate
1. Comune e Provincia in cui si trova l’azienda
2. Comune di residenza del titolare dell’azienda
3. Estensione (in ettari) della superficie di proprietà dell’azienda
4. Estensione della superficie concessa in affitto all’azienda
5. Estensione della superficie concessa a titolo gratuito all’azienda
6. Estensione totale della superficie dell’azienda
7. Estensione della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) totale
dell’azienda
8. Estensione della SAU concessa in affitto all’azienda
9. Estensione della SAU concessa a titolo gratuito all’azienda
10. Estensione della SAU investita a seminativi
11. Estensione della SAU destinata a coltivazioni

4
Dati e Tabelle

5
Dati e Tabelle

6
Dati e Tabelle

Problemi

La presentazione delle informazione sotto forma di matrice dei


dati non consente di far luce in maniera immediata su alcuni
aspetti delle variabili in esame.
Proviamo, ad esempio, a rispondere alle seguenti domande:

 Qual è la forma di conduzione più frequente?


 Qual è la percentuale di aziende che hanno una
superficie totale pari al più a 50 ettari e si presentano
come ditte individuali?
 Tra le aziende individuali, qual è la percentuale di
quelle che hanno una superficie pari al più a 50 ettari?

Per dare una risposta


occorre organizzare i
dati in maniera più
sintetica

COME?!?!

7
Dati e Tabelle

Accorpando in classi omogenee le


diverse modalità
del carattere e associando ad ognuna
di essa il numero di volte che è stata
rilevata sulle unità statistiche

8
Dati e Tabelle

Lo Spoglio dei Dati

L’operazione di accorpamento dei casi identici corrisponde ad


una fase ben precisa dell’indagine statistica. Tale fase è nota
come
Classificazione o Spoglio dei Dati

Per semplicità, consideriamo il caso in cui si è interessati


all’analisi di un solo carattere ( r = 1 ).
Allora, è facile rendersi conto che lo spoglio dei dati
rappresenta il primo processo di sintesi dei dati perché consente
di passare da un elenco grezzo di modalità ad un prospetto
organizzato.

9
Dati e Tabelle

Operativamente lo spoglio dei dati si realizza in due passi:

1. la predisposizione di una lista esaustiva delle diverse


modalità del carattere in esame
2. il conteggio delle unità che presentano la medesima modalità

Sempre nel caso di un solo carattere in esame, il risultato


dell’operazione di spoglio è una tabella costituita da due colonne e
da tante righe quante sono le diverse modalità del carattere in
esame.
In particolare:

✓ sulla prima colonna si riporteranno le k diverse modalità


del carattere, x1 , x2 ,..., xi ,..., xk , xi  x j ;
✓ sulla seconda colonna si riporteranno, in corrispondenza di
ogni modalità, il numero di volte che questa si è presentata
nel collettivo.

Il prospetto ottenuto è detto

Distribuzione di Frequenze

10
Dati e Tabelle

Esempio 2.2_______Distribuzione di Frequenze_________

Indagine sulla Struttura e Produzione delle Aziende Agricole in


Calabria

Proviamo a dare una risposta al primo quesito che ci siamo posti.


Lo spoglio dei dati relativo alla variabile qualitativa Forma di
Conduzione dell’Azienda Agricola, ha dato luogo alla seguente
distribuzione di frequenze

Forma di Conduzione Numero


Dell’Azienda Aziende

Colonia parziaria appoderata 10


Con salariati 294
Diretta con manodopera
515
extrafamiliare prevalente
Diretta con manodopera familiare
393
prevalente
Diretta con solo manodopera
1772
familiare
Totale 2984

Tabella 2.1
11
Dati e Tabelle

La distribuzione delle frequenze ha permesso di sintetizzare un


elenco di 2984 dati (le modalità per ogni singola azienda,
x1 , x2 ,..., xi ,..., x2854 ) in una tabella di ridotte dimensioni e di
facile lettura.

Tuttavia, ogni processo di sintesi presenta un prezzo da


pagare in termini di perdita di informazioni.

Dalla tabella non è più possibile risalire all’azienda su cui è


stata rilevata una determinata modalità !!!

____________________________________________________________

12
Dati e Tabelle

Esempio 2.3_______Distribuzione di Frequenze_________

Su un collettivo statistico costituito da 50 famiglie è stato rilevato


il carattere “Numero di Figli”, ottenendo il seguente elenco
grezzo di modalità:

3 1 3 2 2 0 2 1 5 4 2 2 3 1 1 2 2 0 2 1 4 2 1 2 1
4 3 2 1 3 0 4 3 2 0 3 2 2 1 2 3 1 0 2 2 1 2 2 1 3
Distribuzione semplice
per unità o elenco grezzo
La distribuzione di frequenze è la seguente: di modalità

Numero Numero
di figli di famiglie
0 5 Frequenze
Modalità 1 12 Assolute
Distinte 2 19
3 9
4 4
5 1 Numerosità
Totale 50 del collettivo
Tabella 2.2

Una distribuzione di frequenze indica come le unità del collettivo


statistico si distribuiscono tra le diverse modalità del carattere.
____________________________________________________________

13
Dati e Tabelle

In generale, una distribuzione di frequenze per un carattere con k


modalità distinte si presenta nella forma:

X ni
x1 n1
x2 n2
… …
i-esima i-esima
modalità xi ni frequenza assoluta
... …
xk nk k
Totale n n =  ni
i =1

Nel prosieguo indicheremo con:

✓ xi la i-esima modalità del carattere, i=1,2,…,k;

✓ ni la i-esima frequenza assoluta, i=1,2,…,k.

La frequenza assoluta ni indica equivalentemente:

• il numero di volte che la modalità xi è stata rilevata sul


collettivo statistico formato da n unità;
• il numero di unità statistiche che presentano le stessa
modalità xi .

14
Dati e Tabelle

Distribuzione di frequenze
Si definisce distribuzione di frequenze del carattere X la
successione del numero di unità statistiche che si hanno in
corrispondenza delle diverse modalità del carattere, ovvero
l’insieme costituito delle coppie:
 ( x1 , n1 ), ( x2 , n2 ),...,( xk , nk ) 

15
Dati e Tabelle

Distribuzioni in classi di modalità

Nel caso in cui le modalità di una variabile siano molto numerose,


può essere utile determinare classi di modalità a cui assegnare le
unità

Tale procedimento consente di effettuare un’ulteriore sintesi


dei dati

Generalmente, alla suddivisione in classi di modalità si ricorre


quando il carattere è quantitativo:

✓ continuo
✓ discreto con numerose modalità

Nella costruzione delle classi occorre attenersi ad alcuni aspetti:

1. nessuna classe deve essere vuota;

2. le classi devono essere contigue, disgiunte ed esaustive;

3. devono avere possibilmente la stessa ampiezza;

4. il numero di classi deve essere tale da consentire


un’adeguata sintesi dei dati senza comportare una
eccessiva perdita di informazioni;

16
Dati e Tabelle

Esempio 2.4__Classi di Modalità per un Carattere Continuo

Su un collettivo statistico formato da 200 individui è stato rilevato


il carattere continuo Altezza (espresso in cm.), ottenendo il
seguente elenco grezzo di modalità:

81,46 73,02 87,89 96,97 96,54 98,75 70,43 82,22 95,90 74,16
199,43 200,17 190,08 196,08 204,52 209,08 208,04 196,49 195,45 194,70
183,18 174,61 168,53 169,05 175,86 167,22 144,52 161,84 146,02 128,10
182,67 159,04 139,88 197,58 207,99 166,99 149,72 140,62 139,87 173,42
176,50 183,91 158,27 121,00 157,38 176,95 187,96 177,16 164,94 171,75
203,27 198,59 200,71 199,29 191,21 195,01 207,38 201,73 205,98 196,20
165,69 117,11 184,28 147,32 154,99 141,96 200,60 157,27 140,33 144,39
208,43 128,65 181,60 145,80 141,88 127,86 199,38 199,03 165,53 190,84
165,00 161,63 166,90 163,46 174,68 185,09 185,24 186,48 158,18 142,17
128,92 119,61 155,29 178,83 168,23 147,93 112,49 128,74 163,55 121,86
77,35 71,36 70,97 74,92 76,59 70,51 78,55 80,29 86,61 80,72
176,85 179,01 165,26 171,93 213,43 216,30 181,64 154,06 177,58 162,62
163,94 166,20 177,60 165,01 128,75 201,33 162,90 170,66 156,95 201,21
199,69 147,06 155,00 167,72 179,37 156,51 208,00 197,84 158,19 212,91
188,48 165,99 215,25 183,18 129,08 116,86 153,66 133,90 189,07 174,83
192,04 208,89 203,64 198,20 203,88 191,26 208,52 190,57 196,71 209,99
192,21 138,04 147,00 172,53 169,92 167,42 139,43 150,04 139,08 196,55
149,78 178,11 181,38 194,63 157,36 163,88 195,21 167,63 162,88 119,97
155,16 144,50 144,12 123,98 188,78 166,56 188,45 186,68 169,16 172,41
126,57 146,26 161,36 114,21 123,79 190,42 184,53 170,87 107,27 169,40

Ampiezza classe
Estremo Superiore Classe – Estremo Inferiore Classe
ai = xi + 1 − xi

17
Dati e Tabelle

Distribuzioni in classi di ampiezza diversa

Classe Ampiezza
ni
xi − | xi + 1 ai
70 -| 100 20 30 Per un carattere continuo
suddiviso in classi, l’ampiezza
100 -| 120 7 20
della classe rappresenta il
120 -| 140 18 20 numero di intervalli unitari
140 -| 170 65 30 che ricadono nella classe
170 -| 180 21 10 medesima.
180 -| 200 45 20
200 -| 220 24 20
Totale 200
Tabella 2.3

Distribuzioni in classi di uguale ampiezza

Classe Ampiezza
ni
xi − | xi + 1 ai
70 -| 85 14 15
85 -| 100 6 15
100 -| 115 3 15
115 - | 130 16 15
130 -| 145 15 15
145 -| 160 25 15
160 -| 175 41 15
175 -| 190 29 15
190 -| 205 37 15
205 -| 220 14 15
Totale 200
Tabella 2.4

18
Dati e Tabelle

Notazione

Nello stabilire gli estremi della classe occorre tenere presente che
ognuna delle determinazione osservate del carattere deve essere
compresa in una sola classe. Nel caso di caratteri continui si rende
allora necessario includere nella stessa classe uno solo dei due
estremi dell’intervallo.

Estremo Estremo Ampiezza


Notazione
Inferiore Superiore Classe
xi − | xi + 1
Escluso Incluso xi + 1 − xi
( xi , xi + 1 ]

xi | − xi + 1
Incluso Escluso xi + 1 − xi
[ xi , xi + 1 )

Tuttavia, da un punto di vista teorico, per un carattere continuo


indicare specificamente quale estremo considerare è di scarsa
rilevanza.

19
Dati e Tabelle

Esempio 2.5__Classi di Modalità per un Carattere Discreto_

Ad gruppo di studenti iscritti al Corso di Laurea Triennale in


Economa Aziendale è stato chiesto il Numero di Crediti Formativi
ottenendo il seguente elenco grezzo di modalità:

0 26 67 19 16
71 10 180 24 5
19 10 79 113 3
Classe Ampiezza
27 27 12 30 10 ni
9 52 18 114 179 ai
10 18 90 56 68 0 |−| 20 50 21
18 6 21 84 86
27 9 9 104 26 20 −| 50 33 30
10 48 81 114 39 50 −| 100 37 50
17 123 141 66 82 100 −| 125 10 25
18 78 13 99 91
18 72 13 144 14 125 −| 155 11 30
84 41 130 36 136 155 −| 180 9 25
27 60 169 132 41 Totale 150
9 120 84 90 139
30 72 6 16 116 Tabella 2.5
33 48 12 12 152
30 12 30 6 110
48 117 33 9 141 L’ampiezza della classe
66 171 75 6 50 rappresenta il numero di
58 45 84 6 24 modalità distinte che
30 13 60 9 143 ricadono nella classe.
15 13 99 39 15
36 53 180 36 73
156 60 10 51 150
18 13 19 72 55
18 57 32 36 18
92 103 62 150 18
41 169 55 42 24
179 9 10 171 10

20
Dati e Tabelle

La tabella precedente poteva essere anche riportata nel modo


seguente:
Ampiezza
Classe ni
ai
0 - 20 50 (20-0)+1=21
21 − 50 33 (50-21)+1=30
51 − 100 37 (100-51)+1=50
101 − 125 10 (125-101)+125
126 − 155 11 (155-126)+1=39
156 − 180 9 (180-156)+1=25
Totale 150
Tabella 2.6

in cui entrambi gli estremi della classe sono inclusi.

Riepilogando

Estremo Estremo Ampiezza


Notazione
Inferiore Superiore Classe
xi − | xi + 1
Escluso Incluso xi + 1 − xi
( xi , xi + 1 ]
xi − xi + 1
Incluso Incluso ( xi + 1 − xi ) + 1
[ xi , xi + 1 ]

___________________________________________

21
Dati e Tabelle

Determinazione del numero delle classi

Come ogni processo di sintesi, la suddivisione del collettivo


statistico in classi di modalità comporta una perdita di
informazione.
In particolare, il raggruppamento delle unità statistiche non
consente di conoscere le “vere” modalità del carattere che le unità
ricadenti in una classe assumono.

✓ Così, ad esempio, relativamente distribuzione riportata


nella tabella 2.5, non è dato conoscere la vera altezza dei
65 individui che ricadono nella classe 140 -| 170.
✓ Inoltre, per quanto già detto in precedenza, non è possibile
risalire agli individui che hanno un’altezza compresa tra
140 e 170 cm.

22
Dati e Tabelle

L’ammontare della perdita di informazioni e il livello della sintesi


determinati dal raggruppamento dipendono dal numero delle
classi:

Numero Ampiezza Perdita di Livello della


Classi Classe Informazioni Sintesi
Grande Si riduce Scarsa Scarso

Piccolo Aumenta Elevata Elevato

Occorre pertanto trovare un giusto compromesso che consenta


di sintetizzare opportunamente i dati senza pregiudicare
eccessivamente la perdita di informazioni.

23
Dati e Tabelle

Prima di concludere è opportuno far presente che raggruppamenti


in classi più ampie, possono rendersi necessari anche per i
caratteri qualitativi.
Si pensi, ad esempio, alla classificazione ATECO della attività
economiche ([Link] oppure alle
alla classificazione delle professioni di cui si riporta il seguente
prospetto (Fonte: [Link]

Voci
Grandi Gruppi Gruppi Classi Categorie
Professionali
I – Legislatori, dirigenti e
3 8 48 319
imprenditori
II – Professioni intellettuali,
scientifiche e di elevata 6 17 69 679
specializzazione
III – Professioni tecniche 4 17 92 901
IV – Impiegati 2 6 37 185
V – Professioni qualificate
nelle attività commerciali e 5 11 47 478
nei servizi
VI – Artigiani, operai
6 24 108 1778
specializzati e agricoltori
VII – Conduttori di impianti e
operai semiqualificati
4 22 89 1431
addetti a macchinari fissi
e mobili
VIII – Professioni non
6 15 28 440
qualificate
IX – Forze Armate 1 1 1 89
Totale 37 121 519 6300

24
Dati e Tabelle

Le Frequenze Relative

Le frequenze assolute dipendono dalla numerosità del collettivo in


esame, nel senso che saranno piccole se il collettivo presenta una
dimensione ridotta, mentre saranno certamente maggiori se il
collettivo è grande.

Da ciò discendono alcuni inconvenienti. In particolare, le


frequenze assolute

❖ non consentono di confrontare, rispetto al medesimo


carattere, due o più collettivi di numerosità diversa;
❖ non forniscono una percezione immediata del “peso” che
ogni singola modalità ha all’interno della distribuzione di
frequenze.

Per ovviare a questi inconvenienti si considerano le frequenze


relative, che si ottengono rapportando le frequenze assolute alla
dimensione del collettivo.

La i-esima frequenza relativa è definita come:

ni
fi = , i = 1,2 ,..., k .
n

25
Dati e Tabelle

Ovviamente vale quanto segue:

1. 0  fi  1
k
2.  fi = 1
i =1

Infatti:

k
 fi = f1 + f 2 + ... + fi + ... + f k
i =1

n1 n2 n n
= + + ... + i + ... + k
n n n n
1
= (n1 + n2 + ... + ni + ... + nk ) = 1 n = 1
n n

Se si moltiplicano le frequenze relative per 100 si ottengono le


frequenze relative percentuali:

pi = 100  f i , i = 1,2 ,..., k

Per costruzione le f i e le pi non dipendono dalla numerosità del


collettivo

26
Dati e Tabelle

Se si considerano solo la frequenze


relative (percentuali) si perde
un’informazione.
Quale?

27
Dati e Tabelle

Esempio 2.6________Distribuzione di Frequenze________

Riprendiamo l’esempio precedente e indichiamo il collettivo


esaminato di 50 famiglie come COLLETTIVO A.

Supponiamo ora che lo stesso carattere sia stato rilevato anche su


un secondo altro collettivo, che chiameremo COLLETTIVO B.

Poniamo a confronto le due distribuzioni:

A B
X ni X ni
0 5 0 20
COLLETTIVO A

COLLETTIVO B
1 12 1 10
2 19 2 35
3 9 3 15
4 4 4 10
5 1 5 10
Totale 50 Totale 100
Tabella 2.7 Tabella 2.8

➢ E’ corretto affermare che la famiglie con un figlio sono


più numerose nel collettivo A?
➢ E’ corretto affermare che la famiglie con due figli sono più
numerose nel collettivo B?

28
Dati e Tabelle

Costruiamo anzitutto le frequenze relative e quelle percentuali:

Collettivo A Collettivo B
X niA fiA p iA niB f iB p iB
0 5 0.10 10% 20 0.20 20%
1 12 0.24 24% 10 0.10 10%
2 19 0.38 38% 35 0.35 35%
3 9 0.18 18% 15 0.15 15%
4 4 0.08 8% 10 0.10 10%
5 1 0.02 2% 10 0.10 10%
Totale 50 1 100% 100 1 100%
Tabella 2.9

➢ Nel collettivo A, le famiglie con un solo figlio rappresentano il 24% del totale delle famiglie del
collettivo, mentre nel collettivo B rappresentano il 10%. Pertanto, le famiglie con un solo figlio sono più
numerose nel collettivo A. L’affermazione è corretta.
➢ Nel collettivo A, le famiglie con due figli rappresentano il 38% del totale delle famiglie del collettivo,
mentre nel collettivo B rappresentano il 35%. Pertanto, le famiglie con due figli sono più numerose nel
collettivo A. L’affermazione è errata.

_______________________________________________________________________________

29
Dati e Tabelle

Le Frequenze Cumulate

Nel caso in cui le modalità del carattere in esame sono ordinate

(ossia il carattere è qualitativo ordinale o quantitativo) può essere

interessante considerare la frequenza con cui si presentano nel

collettivo in esame modalità inferiori o uguali ad un certa

modalità.

Relativamente al Collettivo A, proviamo a rispondere alle


seguenti domande:

D1. Quante sono le famiglie che hanno al più un figlio?


D2. Qual è la percentuale di famiglie che hanno al massimo due
figli?
D3. Qual è la percentuale di famiglie che hanno almeno due
figli?
D4. Quante sono le famiglie che hanno meno di tre figli?
D5. Quante sono le famiglie che hanno non meno di 4 figli?

30
Dati e Tabelle

X niA fi A piA
0 5 0.10 10%
1 12 0.24 24%
2 19 0.38 38%
3 9 0.18 18%
4 4 0.08 8%
5 1 0.02 2%
Totale 50 1 100%
Tabella 2.10

R1 Quante sono le famiglie che hanno al più un figlio?

Freq X  1  = 5 + 12 = 17

R2 Qual è la percentuale di famiglie che hanno al massimo


due figli?

5 + 12 + 19 36
 
Freq% X  2 =  100 =  100 = 72%
50 50
oppure in maniera equivalente:

Freq% X  2  = ( 0.10 + 0.24 + 32 )  100 = 72%


Freq% X  2  = 10% + 24% + 38% = 72%

31
Dati e Tabelle

R3 Qual è la percentuale di famiglie che hanno almeno due


figli?

Freq% X  2  = ( 0.38 + 0.18 + 0.08 + 0.02 )  100


= 0 ,66  100 = 66%
oppure, in alternativa:

Freq% X  2  = 100 − Freq% X  2 


17
= 100 − Freq% X  1  = 100 − 100
50
 17  33
= 100  1 −  = 100 = 66%
 50  50

R4 Quante sono le famiglie che hanno meno di tre figli?


Freq X  3  = 5 + 12 + 19 = 36

R5 Quante sono le famiglie che hanno non meno di 4 figli?


Freq X  4  = 4 + 1 = 5

32
Dati e Tabelle

Dato un carattere X con k modalità ordinate in senso crescente, sia


 ( xi ,ni ) , i = 1,2 ,..., k  la corrispondente distribuzione di
frequenze.
Possiamo allora definire le seguenti frequenze:

Frequenze Cumulate Assolute

i
Ni = n j , i = 1,2 ,..., k
j =1

Frequenze Cumulate Relative

i
Fi =  fj , i = 1,2 ,..., k
j =1

Frequenze Cumulate Percentuali

i
Pi =  pj , i = 1,2 ,..., k
j =1

33
Dati e Tabelle

Tabella Riepilogativa delle Diverse Tipologie di Frequenze

ni fi pi Ni Fi Pi
X Assolute Relative Percentuali Cumulate Assolute Cumulate Relative Cumulate Percentuali

x1 n1 f1 = n1 / n p1 = f 1  100 N1 = n1 F1 = f 1 P1 = p1

x2 n2 f 2 = n2 / n p2 = f 2  100 N 2 = n1 + n2 F2 = f 1 + f 2 P2 = p1 + p2

… … … … … … …

xi ni f i = ni / n pi = f i  100 N i = n1 + n2 + ...+ ni Fi = f 1 + f 2 + ...+ f i Pi = p1 + p2 + ...+ pi

... … ... … ... … ...

xk nk f k = nk / n pk = f k  100 N k = n1 + ...+ nk = n Fk = f 1 + ...+ f k = 1 Pk = p1 + ...+ pk = 100

Tot. n 1

34
Dati e Tabelle

Relazioni Ricorsive

Tra le frequenze assolute [relative, percentuali] e quelle cumulate


assolute [relative, percentuali] esistono semplici relazioni,
esprimibili nelle forme:

N i = N i −1 + ni

ni = N i − N i −1

Infatti, per definizione

N i = n1 + n2 + ... + ni − 1 + ni = N i − 1 + ni
  
N i −1

Dalla precedente relazione segue subito che ni = N i − N i −1 .

Identiche relazioni valgono, ovviamente, per Fi e Pi .

35
Dati e Tabelle

Le Frequenze Specifiche o Densità di


Frequenze

Per un carattere quantitativo suddiviso in classi oltre alle


frequenze assolute, relative e cumulate (assolute e relative) si
possono definire ulteriori tipologie di frequenze:

Densità di Frequenza Assolute

ni
hia = , i = 1,2 ,...,k
ai

Densità di Frequenza Relative

fi
hir = , i = 1,2 ,...,k
ai

Densità di Frequenza Percentuali

p
hi = 100  hir , i = 1,2,...,k

Queste ultime, risultano più semplici da trattare e da interpretare


r
rispetto alle hi
36
Dati e Tabelle

Interpretazione delle frequenze specifiche

Le frequenze specifiche servono a valutare il grado di addensamento delle unità statistiche


all’interno delle classi.

Carattere hia hir hip Ipotesi

Esprime la frequenza Esprime la frequenza Esprime la


assoluta imputabile relativa imputabile ad percentuale di unità
Discreto ad ogni singola ogni singola modalità imputabile ad ogni
modalità che ricade che ricade nella singola modalità che Uniforme
nella classe classe ricade nella classe distribuzione
delle unità
Esprime la frequenza Esprime la frequenza Esprime la all’interno
assoluta imputabile relativa imputabile ad percentuale di unità della classe
Continuo ad ogni intervallo ogni intervallo imputabile ad ogni
unitario che ricade unitario che ricade intervallo unitario che
nella classe nella classe ricade nella classe

37
Dati e Tabelle

Esempio 2.7_____________________Frequenze Cumulate _____________________

Riprendiamo gli esempi 2.4 e 2.5 relativi alle distribuzioni in classi di modalità per i caratteri
Altezza e Numero di Crediti Formativi.

xi − | xi + 1 ni fi Ni Fi Pi
45 individui su 200 hanno
70 -| 100 20 0,1 20 0,1 0,1 un’altezza pari al più a
100 -| 120 7 0,035 27 0,135 14% 140 cm.
120 -| 140 18 0,09 45 0,225 23%
Il 55% degli individui è
140 -| 170 65 0,325 110 0,55 55%
alto al massimo 170 cm.
170 -| 180 21 0,105 131 0,655 66%
180 -| 200 45 0,225 176 0,88 88%
200 -| 220 24 0,12 200 1 100%
Totale 200 1
Tabella 2.11

38
Dati e Tabelle

xi − | xi + 1 ni fi Ni Fi Pi
0 |-| 20 50 0,3333 50 0,3333 33,33%
20 -| 50 33 0,2200 83 0,5533 55,33%
50 -| 100 37 0,2467 120 0,8000 80,00%
100 -| 125 10 0,0667 130 0,8667 86,67%
125 -| 155 11 0,0733 141 0,9400 94,00%
155 -| 180 9 0,0600 150 1,0000 100,00%
Totale 150 1,000
Tabella 2.12

39
Dati e Tabelle

Esempio 2.8____________________Frequenze Specifiche______________________

Completiamo la tabella relativa al carattere Altezza


1. Qual è il significato delle
frequenze evidenziate?
2. Determinare il numero di
xi − | xi + 1 ni fi ai hia hir hip individui che hanno un
altezza compresa tra 170 e
70 -| 100 20 0,1 30 0,667 0,0033 0,33%
171 cm;
100 -| 120 7 0,035 20 0,350 0,0018 0,18% 3. Determinare la
120 -| 140 18 0,09 20 0,900 0,0045 0,45% percentuale di individui
140 -| 170 65 0,325 30 2,167 0,0108 1,08% che hanno un’altezza
170 -| 180 21 0,105 10 2,100 0,0105 1,05% compresa tra 110 e 111
180 -| 200 45 0,225 20 2,250 0,0113 1,13% cm;
4. Determinare la
200 -| 220 24 0,12 20 1,2 0,0060 0,60% percentuale di individui
Totale 200 1 che hanno un’altezza
Tabella 2.13 compresa tra 110 e 115
cm;
5. Determinare la
percentuale di individui
che hanno un’altezza
40
inferiore a 175 cm.
Dati e Tabelle

Completiamo la tabella relativa al carattere Numero di Crediti


1. Qual è il significato delle
frequenze evidenziate?
2. Determinare il numero di
xi − | xi + 1 ni fi ai hia hir hip studenti che hanno 7 crediti;
3. Determinare la percentuale di
0 |-| 20 50 0,3333 21 2,381 0,0159 1,59% studenti un numero di crediti
20 -| 50 33 0,2200 30 1,100 0,0073 0,73% compreso tra 50 e 55 (estremi
50 -| 100 37 0,2467 50 0,740 0,0049 0,49% inclusi);
100 -| 125 10 0,0667 25 0,400 0,0027 0,27% 4. Determinare la percentuale di
studenti che hanno meno di 7
125 -| 155 11 0,0733 30 0,367 0,0024 0,24%
crediti;
155 -| 180 9 0,0600 25 0,360 0,0024 0,24% 5. Determinare la percentuale di
Totale 150 1 studenti che hanno almeno 175
Tabella 2.14 crediti.

41
Dati e Tabelle

Distribuzioni di Quantità
La tabella che segue riporta il valore (in milioni di euro) delle
esportazioni della Regione Calabria relative all’anno 2003 e
distinte per settore.

Valori
Settori (in milioni di
euro)
Prodotti agricoli, dell’allevamento e della pesca 45
Prodotti industria estrattiva 2
Alimentari, bevande e tabacco 49
Prodotti tessili 14
Articoli di abbigliamento 4
Calzature e prodotti in pelle cuoio 1
Prodotti in legno e sughero (esclusi mobili) 3
Prodotti in carta, stampa ed editoria 1
Prodotti petroliferi raffinati 0
Prodotti chimici e farmaceutici 59
Prodotti in gomma e plastica 28
Vetri, ceramica e materiali non metallici per l’edilizia 5
Metalli e prodotti in metallo 7
Macchine e apparecchi metallici 53
Macchine e apparecchi elettrici di precisione 12
Autoveicoli 4
Altri mezzi di trasporto 4
Mobili 5
Altri manufatti 2
Altri prodotti 12
Totale 310
Tabella 2.15 (Fonte: [Link]

42
Dati e Tabelle

La differenza con le tabelle analizzate in precedenza, in cui è stata


considerata la distribuzione del totale delle unità statistiche fra le
modalità del carattere (distribuzioni di frequenze), è notevole.

Infatti, nell’esempio delle esportazioni, il totale che viene ripartito


non riguarda il numero delle unità statistiche, bensì la somma del
valore delle esportazioni (309 milioni di euro).

Lo scopo che si vuole raggiungere con la tabella è quello di


analizzare la ripartizione del valore complessivo delle
esportazioni in base al settore di appartenenza

Ad una tabella di questo tipo si da il nome di distribuzione di


quantità.

Una distribuzione di quantità è il risultato di due operazioni

1. Classificazione
Si suddivide il collettivo in classi

2. Misurazione
Si quantifica, per ogni classe creata, l’ammontare di un
carattere.

43
Dati e Tabelle

Il carattere rispetto a cui si fa la classificazione può essere diverso


da quello che viene misurato e poi sommato in ogni classe.

Il nome “distribuzione” fa riferimento al modo in cui


l’ammontare globale di un carattere si ripartisce tra le
classi/modalità del carattere di classificazione.

Per una distribuzione di quantità, detto Q il carattere oggetto di


studio, TQ il suo totale e Qi la misurazione (intensità) di esso

in corrispondenza della i-esima occorre tenere presente che le Qi


non sono frequenze assolute e, quindi, non ha alcun senso
calcolare le frequenze relative e percentuali.

Il rapporto

Qi
qi =
TQ

indica la “quota parte” dell’ammontare complessivo TQ spettante

alla i-esima classe.

44
Dati e Tabelle

Settori Qi qi qi %
Prodotti agricoli, dell’allevamento e della pesca 45 0,145 14,5%
Prodotti industria estrattiva 2 0,006 0,6%
Alimentari, bevande e tabacco 49 0,158 15,8%
Prodotti tessili 14 0,045 4,5%
Articoli di abbigliamento 4 0,013 1,3%
Calzature e prodotti in pelle cuoio 1 0,003 0,3%
Prodotti in legno e sughero (esclusi mobili) 3 0,010 1,0%
Prodotti in carta, stampa ed editoria 1 0,003 0,3%
Prodotti petroliferi raffinati 0 0,000 0,0%
Prodotti chimici e farmaceutici 59 0,190 19,0%
Prodotti in gomma e plastica 28 0,090 9,0%
Vetri, ceramica e materiali non metallici per l’edilizia 5 0,016 1,6%
Metalli e prodotti in metallo 7 0,023 2,3%
Macchine e apparecchi metallici 53 0,171 17,1%
Macchine e apparecchi elettrici di precisione 12 0,039 3,9%
Autoveicoli 4 0,013 1,3%
Altri mezzi di trasporto 4 0,013 1,3%
Mobili 5 0,016 1,6%
Altri manufatti 2 0,006 0,6%
Altri prodotti 12 0,039 3,9%
Totale 310 1 100%
Tabella 2.16

45
Dati e Tabelle

In alcuni casi il confine tra distribuzioni di quantità e distribuzioni


di frequenze è molto sottile.

Consideriamo, ad esempio, la tabella seguente in cui viene


riportato il numero di Immatricolati in alcune Università Italiane
nell’a.a. 2002/2003

Incidenza Incidenza
Ateneo Immatricolati
relativa %
Bari 7922 0,103 10,3%
Bologna 18013 0,235 23,5%
Calabria 5939 0,077 7,7%
Catania 9859 0,129 12,9%
Firenze 9547 0,124 12,4%
Lecce 5502 0,072 7,2%
Messina 6144 0,080 8,0%
Milano Bicocca 4855 0,063 6,3%
Milano Bocconi 2639 0,034 3,4%
Milano Politecnico 6281 0,082 8,2%
Totale 76701 1 100,0%
Tabella 2.17 (Fonte: Il Sole-24 Ore del 28/06/2004)

46
Dati e Tabelle

 Se si assume come unità statistica il “singolo immatricolato”


rilevando su di esso il carattere “Ateneo di iscrizione” allora
la tabella è una distribuzione di frequenze

 Se si assume come unità statistica il “singolo Ateneo” e si


rileva il carattere “Numero di Immatricolati”, allora la
tabella si configura una distribuzione di quantità

47
Dati e Tabelle

Consideriamo, ancora, la tabella successiva in cui viene riportato


il numero di ricoveri registrati in Italia per i primi 10 gruppi di
patologie:

Incidenza Incidenza
Patologia Ricoveri
relativa %
Malattie del sistema circolatorio 1458726 0,194 19,4%

Malattie dell’apparato digerente 933156 0,124 12,4%

Traumatismi e avvelenamenti 786625 0,105 10,5%

Tumori 779503 0,104 10,4%

Complicazioni della gravidanza,


771000 0,103 10,3%
parto e puerperio

Malattie dell’apparato respiratorio 672739 0,090 9,0%

Malattie dell’apparato genito-urinario 588548 0,078 7,8%

Malattie del sistema nervoso e degli


544031 0,072 7,2%
organi dei sensi

Malattie del sistema osteomuscolare 531811 0,071 7,1%

Sintomi, segni e stati morbosi mal


441072 0,059 5,9%
definiti

Totale 7507211 1 100%


Tabella 2.18 (Fonte: Il Sole-24 Ore del 22/03/2004)

48
Dati e Tabelle

✓ Se si pone l’accento sul singolo ricovero, considerandolo


come una unità statistica, allora la tabella altro non è che la
distribuzione dei 7507211 ricoveri tra le 10 forme di
patologie. La tabella si presenta pertanto come distribuzione
di frequenze del carattere Patologia;

✓ Se invece assumiamo come l’unità statistica la singola


patologia e come carattere oggetto di studio il numero di
ricoveri, allora la tabella si presenta come una distribuzione
di quantità, in quanto il numero dei ricoveri viene
considerato come una caratteristica delle patologie.

Unita Carattere di
Statistica studio

Distribuzione di singolo
patologia
frequenze ricovero

Distribuzione di singola numero di


quantità patologia ricoveri

49
Dati e Tabelle

Serie Storiche

Serie Storica o Temporale


Successione di valori di una variabile quantitativa rilevata in
diversi istanti temporali.

Esempio 2.9_________Serie Storiche_________________

Valore (in milioni di euro) delle esportazioni di merci della


Regione Calabria

Valore delle
Anno
Esportazioni
1999 230,7
2000 310,7
2001 296,3
2002 290,9
2003 309,2
Tabella 2.19 (Fonte: [Link]

50
Dati e Tabelle

Andamento dei mutui a tasso fisso e variabile

Tasso Tasso
Anno
Fisso Variabile
1990 15,8 14,7
1991 14,6 13,5
1992 19,1 10
1993 12,4 11,3
1994 12,3 11,2
1995 12,7 11,6
1996 12,9 11,7
1997 10 9
1998 7,2 6,9
1999 5,8 4,6
2000 7,2 5,9
2001 6,7 5,5
2002 6,1 4,6
2003 5,13 3,85
Tabella 2.20 (Fonte: Il Sole-24 Ore del 26/04/2004)

51
Dati e Tabelle

Spesa per R&S in Italia e Germania (milioni di dollari)

Anno Italia Germania


1991 13449,5 42019
1992 13083,7 40864,9
1993 12347,5 39464,8
1994 11780,1 38773,2
1995 11522,8 39451,5
1996 11735,8 39728,3
1997 12500,4 40894,2
1998 12909,2 42134,5
1999 12798,7 45253,1
2000 13566,5 47653,3
Tabella 2.21 (Fonte: Il Sole-24 Ore del 3/05/2004)

____________________________________________________________________

Uno strumento utile per valutare le variazione del fenomeno


nel corso del tempo è costituito dai Numeri Indici

52
Dati e Tabelle

Serie Territoriali

Serie Territoriale
Successione di valori di una variabile quantitativa riferiti ad aree
geografiche diverse.

Esempio 2.10_________Serie Territoriali_______________

PIL procapite (in dollari) e popolazione (in milioni) di alcuni


paesi africani

Paese PIL Popolazione


Angola 660 13,1

Camerun 560 15,7

Eritrea 160 4,4

Etiopia 100 70,7

Kenia 360 31,6

Mali 240 11,6

Nigeria 290 12,1

Tabella 2.22 (Fonte: Il Sole-24 Ore del 22/03/2004)

53
Dati e Tabelle

Costo totale (in euro) dei ricoveri al 31/12/2002 sostenuto dalle


regioni del Mezzogiorno d’Italia

Regione Costo Totale

Abruzzo 881.090.047

Molise 221.097.047

Campania [Link]

Puglia [Link]

Basilicata 408.984.770

Calabria [Link]

Sicilia [Link]

Sardegna [Link]

Tabella 2.23 (Fonte: Corriere della Sera del 22/09/2004)

____________________________________________________________________

54
Dati e Tabelle

Esercizio

1. Scrivere 2 distribuzioni di frequenze

ricavando tutte le frequenze presentate;

2. Scrivere 2 distribuzioni di frequenze in classi

di modalità e ricavare tutte le frequenze

presentate

3. Cercare sui quotidiani o su Internet due

distribuzioni di quantità, due serie storiche e

due serie territoriali.

Consiglio: fate l’esercizio e memorizzatelo !!!

55

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