AVIFAUNA DELLA VALLE D'AOSTA
Studio e tutela degli uccelli in una regione interamente montana
Daniele Baroni, Massimo
Bocca e Giovanni Maffei
con la collaborazione di
Maurizio Broglio
Champorcher 14 luglio 2017
IL TERRITORIO
Colle del Gran San Bernardo
L’asse vallivo
principale è
orientato
prevalentemente
in senso W-E,
come in Val di
Susa, Vallese e
Val Venosta Colle del Piccolo San Bernardo
La Valle d’Aosta è una regione intra-alpina circondata da alte
creste che oltrepassano spesso i 3.500m e in connessione con
la valle del Po alla sua estremità sud-orientale.
IL TERRITORIO
eterogeneità del
clima
Il settore centrale
della regione
rappresenta il polo
di aridità dell’intero
arco alpino.
Le maggiori
precipitazioni si
registrano ad alta
quota lungo i rilievi
di confine e sui
margini sud-
orientali. Il regime
pluviometrico è di
tipo APEI
Carta schematica semplificata delle isoiete
mm di pioggia e neve fusa – media annua
IL TERRITORIO
eterogeneità del
clima
IL TERRITORIO
complessità
orografica
Superficie totale:
3262 Km2
Escursione
altitudinale:
4500m
Altitudine media:
2106m
Superficie al di
sopra dei 2700m:
20%
IL TERRITORIO
eterogeneità dei
substrati
Graniti
Gneiss
Micascisti
Testata della
Valnontey
IL TERRITORIO
eterogeneità dei
substrati
Calcari
Marmi
Dolomie
Gessi
Alta Valle di
Rhêmes
IL TERRITORIO
eterogeneità dei
substrati
Calcescisti
Dintorni del
Lago Miserin
IL TERRITORIO
eterogeneità dei
substrati
Serpentiniti
Bec Gavin
L’AVIFAUNA In Valle d’Aosta sono state rilevate in totale 269 specie
VALDOSTANA IN 138 nidificanti di cui 122 regolari e 16 irregolari
CIFRE
(4 specie nidificanti sono oggi da considerare estinte)
1 presente tutto l’anno ma non nidificante
115 svernanti di cui 81 regolari e 34 irregolari
27 presenti solo in periodi migratori di cui 5 regolari e 22 irregolari
19 accidentali nell’Italia NW segnalate anche in Valle d’Aosta
Sula
Grifone
Luì (Morus
(Gyps
Fringuello
Gheppio
Nitticora
Cinciallegra
Martin
Nibbio
bianco bassanus)
pescatore
reale
Cormorano
Storno
Tuffetto (Falcofulvus)
(Nycticorax
(Fringilla
(Milvus
(Sturnus
(Tachybaptus
coelebs)
tinnunculus)
nycticorax)
(Parus
(Alcedo
milvus)
(Phylloscopus
major)
atthis) bonelli)
(Phalacrocorax
vulgaris)
ruficollis) carbo)
LE MIGRAZIONI A sinistra:
Il ghiacciaio del
un’orografia Rutor
ostile
In basso:
L’orografia ostile limita panoramica del
fortemente il passo massiccio del
Monte Bianco
autunnale e
versante
primaverile. I flussi valdostano
migratori principali
passano a nord e ovest
del massissio del
[Link] (ad es. Col
de Brétolet - CH)
LE MIGRAZIONI
un clima ostile
In primavera il
gelo e
l’innevamento di
vaste superfici alle
medie e alte quote
ostacolano la
sosta dei migratori
ed impediscono
agli uccelli
acquatici di
utilizzare i laghi
Testata della Val di Rhêmes, 14 maggio
LE MIGRAZIONI
un clima ostile
Soltanto alcuni
specchi d’acqua di
fondovalle (riserve
naturali di Villa,
Les Îles e Marais)
ospitano con
regolarità uccelli
acquatici migratori
La Riserva Naturale di Les Îles di Saint-Marcel
LE MIGRAZIONI
un clima ostile
Soltanto alcuni
specchi d’acqua di
fondovalle (riserve
naturali di Villa,
Les Îles e Marais)
ospitano con
regolarità uccelli
acquatici migratori
Mestolone
Moriglione(Anas
Alzavola clypeata)
(Aythya
(Anas crecca)
ferina)
LE MIGRAZIONI
i colli
I pochi colli di
altitudine inferiore a
2.500m rappresentano
delle vie privilegiate
per i migratori. Per il
Gran San Bernardo
dati raccolti già nella
prima metà del XX
secolo fanno supporre
che le correnti
migratorie registrate in
Valle d’Aosta
rappresentino rami
secondari della rotta
principale percorsa dai
migratori che
raggiungono il bacino
del Lemano e che
proseguono poi verso
la Francia meridionale Il Colle del Gran San Bernardo
attraverso il Col de
Brétolet.
LE MIGRAZIONI
i colli
Gruppi di pivieri
tortolini sono
regolarmente
osservati presso il
Colle del Nivolet
Piviere tortolino (Charadrius morinellus)
LE MIGRAZIONI
campagne di
cattura
Considerati i
modesti flussi
migratori che
attraversano la
regione non sono
state impiantate
stazioni di
inanellamento; le
sole campagne di
catturata sinora
organizzate sono
state dedicate allo
studio di singole
specie o delle
comunità di
specifiche tipologie
ambientali
INVASIONI
Anche la Valle
d’Aosta è stata
interessata
dall’invasione di
beccofrusoni che
ha raggiunto le
Alpi nell’inverno
2005-2006
Beccofrusone
(Bombycilla garrulus)
LO
SVERNAMENTO
Evidenti limitazioni
dovute
all’orografia e al
clima limitano le
possibilità di
svernamento per
numerose specie.
Storno, allodola e
colombaccio -
svernanti comuni
nelle pianure e
colline del vicino
Canavese – sono
irregolari o assenti
in Valle d’Aosta da
dicembre a
febbraio Allodola (Alauda arvensis)
LO
SVERNAMENTO
81 specie
svernano
regolarmente in
Valle d’Aosta e
altre 34 sono state
occasionalmente
osservate nei mesi
di dicembre e
gennaio
Peppola (Fringilla montifringilla)
LO
SVERNAMENTO
Le specie che non
tollerano il gelo o
la persistente
copertura nevosa
abbandonano la
regione in inverno
Beccaccia (Scolopax rusticola)
LO
SVERNAMENTO
transumanza
La coturnice utilizza
in inverno i versanti
esposti a sud
caratterizzati da
temperature meno
rigide e scarsa
persistenza del
manto nevoso,
scendendo talvolta
sino a soli 600-700m
di quota.
E’ stata favorita per
decenni dalla
presenza di coltivi
terrazzati e pascoli
pietrosi, attualmente in
buona parte
abbandonati e invasi
da vegetazione
Coturnice
legnosa (Alectoris graeca)
LO
SVERNAMENTO
transumanza
Il merlo acquaiolo
effettua una
transumanza
verticale,
utilizzando
prevalentemente
la parte bassa dei
corsi d’acqua
Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus)
LO
SVERNAMENTO
transumanza
In inverno il
sordone e il
picchio muraiolo
sono osservabili
anche su edifici
storici e fabbricati,
specie se costruiti
in pietra e legno
Sordone (Prunella collaris)
LO
SVERNAMENTO
transumanza
In inverno il
sordone e il
picchio muraiolo
sono osservabili
anche su edifici
storici e fabbricati,
specie se costruiti
in pietra e legno
Picchio muraiolo (Tichodroma muraria)
LA
RIPRODUZIONE
IN CIFRE
Negli ultimi 50 anni
nella regione sono
state segnalate
138 specie
nidificanti.
LA
RIPRODUZIONE
limite Nord
I tre siti
riproduttivi
dell’occhiocotto
individuati in
Valle d’Aosta
sono in assoluto
i più
settentrionali
insieme a quelli
noti per i dintorni
di Trieste
Occhiocotto (Sylvia melanocephala)
LA
RIPRODUZIONE
limite Nord
La sterpazzolina,
nidificante in
alcune oasi
xerotermiche
valdostane, si è
riprodotta più a
nord soltanto nel
vicino Vallese.
E’ valdostana la
segnalazione in
assoluto più
settentrionale di un
maschio territoriale
di sterpazzolina di
Moltoni
Sterpazzolina
Sterpazzolina di
comune
Moltoni
(Sylvia
(Sylvia
cantillans)
subalpina)
LA
RIPRODUZIONE
limite Nord
Il passero solitario
si riproduce in
diverse località
situate lungo la
valle centrale fra
Arvier e Donnas.
Soltanto in Vallese
la specie si spinge
più a nord per
nidificare
Passero solitario (Monticola solitarius)
LA
RIPRODUZIONE
limite Nord
La Valle d’Aosta è
una delle valli alpine
meglio popolate
dalla specie (13
territori con nidi
conosciuti nel
2017). Sul versante
settentrionale delle
Alpi è nota una sola
riproduzione
(Vallese - CH, 2012)
Biancone
(Cyrcaetus gallicus)
LA
RIPRODUZIONE
limite Est
Il gracchio
corallino è
attualmente
assente da tutto
l’arco alpino
centro-orientale. Il
limite est di
diffusione è
rappresentato dal
Vallese e dalla
Valle d’Aosta
Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax)
LA
RIPRODUZIONE
limite Sud
La beccaccia,
ampiamente
diffusa
nell’Europa
centro-
settentrionale, è
rara e localizzata
come nidificante
in Italia.
In Valle d’Aosta
la riproduzione è
stata accertata
sino ad oltre
1900m di quota
Beccaccia (Scolopax rusticola)
LA
RIPRODUZIONE
Specie
boreo-alpine
In Valle d’Aosta
sono
ampiamente
diffuse alcune
delle più tipiche
specie a
distribuzione
boreo-alpina,
quali
la pernice bianca
…
Pernice bianca (Lagopus muta)
LA
RIPRODUZIONE
Specie
boreo-alpine
… il fagiano di
monte …
Fagiano di monte (Tetrao tetrix)
LA
RIPRODUZIONE
Specie
boreo-alpine
… e la civetta
capogrosso
Civetta capogrosso (Aegolius funereus)
LA
RIPRODUZIONE
Specie
boreo-alpine
La civetta nana,
altra specie boreo-
alpina, è stata
considerata
estremamente rara
e localizzata per
decenni.
A partire dal 2000
le segnalazioni di
soggetti territoriali
sono
considerevolmente
aumentate
Civetta nana
(Glaucidium
passerinum)
LA
RIPRODUZIONE
specie delle
montagne
asiatiche e
sud-europee
Numerose specie
diffuse in ambienti
aperti ricchi di
rocce delle
montagne
asiatiche e sud-
europee sono
favorite dalle
caratteristiche
orografiche e
climatiche della
valle d’Aosta:
il gipeto …
Gipeto (Gypaetus barbatus)
LA
RIPRODUZIONE
specie delle
montagne
asiatiche e
sud-europee
… la coturnice …
Coturnice (Alectoris graeca)
LA
RIPRODUZIONE
specie delle
montagne
asiatiche e
sud-europee
… lo zigolo
muciatto …
Zigolo muciatto (Emberiza cia)
LA
RIPRODUZIONE
specie delle
montagne
asiatiche e
sud-europee
… il sordone …
Sordone (Prunella collaris)
LA
RIPRODUZIONE
specie delle
montagne
asiatiche e
sud-europee
… e il picchio
muraiolo
Picchio muraiolo (Tichodroma muraria)
LA
RIPRODUZIONE
specie orientali
estinte
Le specie a
distribuzione
tendenzialmente
orientale sono
poco
rappresentate in
Valle d’Aosta.
Il gallo cedrone si
è estinto nella
regione nella prima
metà del XX
secolo
Gallo cedrone (Tetrao urogallus)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
la foresta di
conifere
Le foreste di
conifere sono
dominate in
prevalenza dal
larice e dall’abete
rosso.
I versanti più aridi e
soleggiati sono
caratterizzati da
estesi boschi di pino
silvestre
Cogne, Vallone del Trajoz
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
la foresta di
conifere
Le foreste di
conifere sono
dominate in
prevalenza dal
larice e dall’abete
rosso.
I versanti più aridi e
soleggiati sono
caratterizzati da
estesi boschi di pino
silvestre
Saint Oyen
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
la foresta di
conifere
Le foreste di
conifere sono
dominate in
prevalenza dal
larice e dall’abete
rosso.
I versanti più aridi e
soleggiati sono
caratterizzati da
estesi boschi di pino
silvestre
Verrayes
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
la foresta di
conifere
Cincia dal ciuffo (Lophophanes cristatus)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
la foresta di
conifere
Nocciolaia (Nucifraga caryocatactes)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
la foresta di
conifere
Crociere (Loxia curvirostra)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
la foresta di
conifere
Picchio nero
(Dryocopus martius)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
la foresta di
latifoglie
Le latifoglie sono
dominanti soltanto
al di sotto dei
1000m di quota e
localmente sino a
1500m.
Il faggio,
ampiamente
diffuso nella
maggior parte delle
vallate alpine,
copre poche
decine di ettari in
Valle d’Aosta
Hône, Serra di Biel
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
la foresta di
latifoglie
I residui
castagneti da
frutto offrono
ottimi siti
riproduttivi agli
uccelli che
nidificano nelle
cavità
Châtillon, Bellecombe
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
la foresta di
latifoglie
Capinera (Sylvia atricapilla)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
la foresta di
latifoglie
Allocco (Strix aluco)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
la foresta di
latifoglie
Picchio verde
(Picus viridis)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
la foresta di
latifoglie
Picchio muratore (Sitta europaea)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
la foresta di
latifoglie
Cincia bigia (Poecile palustris)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
gli arbusteti
Le brughiere
dominate da
ericacee e ginepri -
ben diffuse nel
piano subalpino -
ospitano alcune
specie presenti
anche in ambienti
forestali con ricco
sottobosco, quali il
fagiano di monte, lo
scricciolo e la
passera scopaiola
Valle del Gran San Bernardo, Flassin
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
gli arbusteti
Fagiano di monte (Tetrao tetrix)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
gli arbusteti
Scricciolo (Troglodytes troglodytes)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
gli arbusteti
Passera scopaiola (Prunella modularis)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
gli arbusteti
Gli arbusteti xerici
occupano piccole
superfici sui bassi
versanti esposti a
sud. Vi nidificano
alcune interessanti
specie poco diffuse
nella regione, quali
la sterpazzola e il
canapino
Gressan
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
gli arbusteti
Canapino (Hippolais polyglotta)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
gli arbusteti
Gli arbusteti xerici
ospitano anche
alcuni territori di
bigiarella, specie
normalmente
nidificante in
ambienti più freschi
dei piani montano e
subalpino
Bigiarella (Sylvia curruca)
Quart
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le praterie
Le praterie naturali,
spesso utilizzate
come pascoli,
occupano vaste
superfici al di sopra
dei 2000m.
Caratteristici di tali
ambienti sono lo
spioncello, il
culbianco,
l’allodola e – in
presenza di alberi
isolati - il
prispolone
Courmayeur
Val Ferret
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le praterie
Spioncello (Anthus spinoletta)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le praterie
Culbianco (Oenanthe oenanthe)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le praterie
Allodola (Alauda arvensis)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le praterie
Prispolone
(Anthus trivialis)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le praterie
A media e bassa
quota le praterie
sono quasi tutte di
origine antropica.
La meccanizzazione
dell’agricoltura ha
banalizzato prati e
pascoli, rendendoli
poco ospitali per
specie quali lo
stiaccino e il
saltimpalo
Verrayes
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le praterie
A media e bassa
quota le praterie
sono quasi tutte di
origine antropica.
La meccanizzazione
dell’agricoltura ha
banalizzato prati e
pascoli, rendendoli
poco ospitali per
specie quali lo
stiaccino e il
saltimpalo
Pré Saint Didier
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le praterie
A media e bassa
quota le praterie
sono quasi tutte di
origine antropica.
La meccanizzazione
dell’agricoltura ha
banalizzato prati e
pascoli, rendendoli
poco ospitali per
specie quali lo
stiaccino e il
saltimpalo
Brissogne
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le praterie
Stiaccino (Saxicola rubetra)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le praterie
Saltimpalo
(Saxicola torquata)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
ambienti rupicoli
di alta quota
Gli ambienti
dominati dalla
componente
minerale occupano
vaste superfici al di
sopra del limite delle
foreste. Vi nidificano
alcune delle più
tipiche specie
dell’avifauna alpina:
Cogne, Vallone dell’Urtier
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
ambienti rupicoli
di alta quota
Gli ambienti
dominati dalla
componente
minerale occupano
vaste superfici al di
sopra del limite delle
foreste. Vi nidificano
alcune delle più
tipiche specie
dell’avifauna alpina:
Gressoney La Trinité
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
ambienti rupicoli
di alta quota
… la coturnice …
Coturnice (Alectoris graeca)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
ambienti rupicoli
di alta quota
… il sordone …
Sordone (Prunella collaris)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
ambienti rupicoli
di alta quota
… il codirosso
spazzacamino …
Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
ambienti rupicoli
di alta quota
… il fringuello alpino …
Fringuello alpino (Montifringilla nivalis)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
ambienti rupicoli
di alta quota
…e la pernice
bianca …
Pernice bianca (Lagopus muta)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
ambienti rupicoli
di alta quota
Il codirossone, tipico
degli ambienti rupicoli
di alta quota, è
ancora presente al di
sotto del limite
superiore delle
foreste in aree
percorse da estesi
incendi ed in alcuni
pascoli pietrosi
Codirossone (Monticola saxatilis)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
pareti
Le specie rupicole
sono favorite
dall’estrema
diffusione delle
pareti rocciose,
frequenti in tutte le
fasce altitudinali
Arnad
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
pareti
Aquila reale (Aquila chrysaetos)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
pareti
Corvo imperiale (Corvus corax)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
pareti
Gracchio alpino (Pyrrhocorax graculus)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
pareti
Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
pareti
Picchio muraiolo (Tichodroma muraria)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
pareti
La poiana, spesso
esclusivamente
arboricola, in Valle
d’Aosta nidifica
prevalentemente su
piccole pareti
prossime ai territori
di caccia
Poiana (Buteo buteo)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
pareti
Le pareti più calde e
assolate ospitano
alcune coppie di
passero solitario,
specie assai
localizzata sulle Alpi
Passero solitario (Monticola solitarius)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le acque
Quasi tutti i laghi
della regione sono
situati a quote
troppo elevate per
gli uccelli acquatici
nidificanti.
Ayas, Lago Perso
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le acque
Eccezionalmente
possono essere
occupati dal
germano reale…
Germano reale (Anas platyrhynchos)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le acque
… e dalla moretta,
che si è riprodotta
a partire dal 2012
alla notevole
quota di 2170 m
nel Parco Naturale
Mont Avic
Moretta (Aythya fuligula)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le acque
Le zone umide di
bassa quota
ospitano
un’avifauna più
varia. Vi nidificano
fra l’altro…
Saint Marcel
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le acque
…la folaga...
Folaga (Fulica atra)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le acque
…la gallinella
d’acqua…
Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le acque
…e la cannaiola
Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le acque
Quattro specie sono
legate ai corsi
d’acqua:
Ollomont
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le acque
il merlo acquaiolo
e la ballerina
gialla, assai
diffusi ….
Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le acque
il merlo acquaiolo
e la ballerina
gialla, assai
diffusi ….
Ballerina gialla (Motacilla cinerea)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le acque
… il corriere
piccolo e il piro
piro piccolo, molto
localizzati
Corriere piccolo (Charadrius dubius)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
le acque
… il corriere
piccolo e il piro
piro piccolo, molto
localizzati
Piro piro piccolo (Actitis hypoleucos)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i coltivi
I coltivi tradizionali
ospitano specie di
notevole interesse
conservazionistico.
Nei prati arborati
nidificano specie
che necessitano di
cavità e spazi aperti
quali…
Jovençan
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i coltivi
…l’upupa…
Upupa (Upupa epops)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i coltivi
…la civetta…
Civetta (Athene noctua)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i coltivi
…il torcicollo…
Torcicollo
(Jynx torquilla)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i coltivi
…il
codirosso…
Codirosso comune (Phoenicurus phoenicurus)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i coltivi
…e la passera
mattugia.
Passera mattugia (Passer montanus)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i coltivi
I pascoli magri, i
prati con filari di
alberi e arbusti e i
vigneti ospitano
l’averla piccola, la
tottavilla, l’ortolano
lo zigolo nero e lo
zigolo giallo
Aymavilles
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i coltivi
Averla piccola (Lanius collurio)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i coltivi
Tottavilla (Lullula arborea)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i coltivi
Ortolano (Emberiza hortulana)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i coltivi
Zigolo nero (Emberiza cirlus)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i coltivi
Zigolo giallo (Emberiza citrinella)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i centri abitati
Negli abitati
nidificano specie
comuni e
ampiamente diffuse
quali la passera
d’Italia, il
balestruccio, il
rondone, la ballerina
bianca, il codirosso
spazzacamino e il
piccione torraiolo.
La Valle d’Aosta è
una delle poche
aree a sud delle Alpi
dove è presente la
passera
Aosta
oltremontana
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i centri abitati
Passera d’Italia (Passer italiae)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i centri abitati
Balestruccio (Delichon urbicum)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i centri abitati
Rondone (Apus apus)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i centri abitati
Ballerina bianca (Motacilla alba)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i centri abitati
Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i centri abitati
Piccione torraiolo (Columba livia)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i centri abitati
La taccola è
favorita dalla
presenza degli
edifici
monumentali
Taccola (Corvus monedula)
LE SPECIE E I
LORO AMBIENTI
i centri abitati
Tortora dal collare orientale (Streptopelia decaocto)
GLI STUDI
PUBBLICATI
Pernice bianca
Distribuzione reale
e potenziale
Stime di densità
(conteggi
primaverili)
Successo
riproduttivo
Gestione venatoria
GLI STUDI
PUBBLICATI
Fagiano di monte
Distribuzione reale
e potenziale
Stime di densità
(conteggi
primaverili)
Successo
riproduttivo
Strategie
riproduttive dei
maschi
Svernamento
Gestione
venatoria
GLI STUDI
PUBBLICATI
Coturnice
Distribuzione reale
e potenziale
Stime di densità
(conteggi
primaverili)
Successo
riproduttivo
Gestione
venatoria
GLI STUDI
PUBBLICATI
Aquila reale
Monitoraggio di
lungo periodo della
popolazione
(mappaggio dei
territori e dei nidi,
successo
riproduttivo
annuale)
GLI STUDI
PUBBLICATI
Gipeto
Monitoraggio delle
osservazioni a
partire dal 1986
(PNGP; CFV;
PNMA)
Monitoraggio dei
territori occupati
da riproduttori
GLI STUDI
PUBBLICATI
Biancone
Monitoraggio della
popolazione
(mappaggio dei
territori e dei nidi,
successo
riproduttivo
annuale)
GLI STUDI
PUBBLICATI
Pellegrino
Monitoraggio della
popolazione
(mappaggio dei
territori e dei nidi,
successo
riproduttivo
annuale)
GLI STUDI
PUBBLICATI
Picchio nero
Studio eco-
etologico con
utilizzo della radio
telemetria nel
Parco Naturale
Mont Avic
GLI STUDI
PUBBLICATI
Nocciolaia
Studio eco-
etologico con
utilizzo della radio
telemetria nel
Parco Naturale
Mont Avic
GLI STUDI
PUBBLICATI
Gracchio alpino
Studi eco-etologici
con utilizzo della
radio telemetria in
Valtournanche e
nelle valli del Gran
Paradiso
GLI STUDI
PUBBLICATI
Analisi dei
meccanismi di
isolamento
ecologico tra cincia
mora, cincia
alpestre, cincia dal
ciuffo, regolo e
rampichino
alpestre, in
rapporto alla
struttura ed alla
produttività
stagionale dei
boschi di conifere
GLI STUDI
PUBBLICATI
Svernanti delle
pinete
Comparazione delle
comunità presenti
nei boschi di pino
uncinato e pino
silvestre del Parco
Naturale Mont Avic
GLI STUDI
PUBBLICATI
Distribuzione delle
specie di uccelli nei
settori pianeggianti
fortemente
antropizzati del
fondovalle
valdostano e negli
adiacenti versanti
prospicienti il corso
fluviale, con
particolare
riferimento anche ai
biotopi xerici
arbustivi. Sono
state rilevate 102
specie nidificanti
LA CONSERVAZIONE
modificazioni
ambientali:
antropizzazione
del fondovalle
A partire dalla metà
del XX secolo
l’urbanizzazione del
fondovalle ha
sottratto
all’avifauna
significative
superfici agrarie e
ha determinato
l’artificializzazione
di molti tratti della
Dora Baltea
Il fondovalle all’altezza di Quart-Saint Christophe
E oggi
nella seconda metà dell’ottocento
LA CONSERVAZIONE
modificazioni
ambientali:
gestione
agropastorale
La tradizionale
gestione agro-
pastorale ha favorito
per secoli numerose
specie di uccelli.
A partire dalla metà
del XX secolo
l’abbandono dei
seminativi e di molti
pascoli marginali e
le variazioni delle
tecniche agricole
hanno seriamente
deteriorato tale
situazione Il fondovalle all’altezza di Fenis prima di un
E dopo
intervento di riordino fondiario (2011)
LA CONSERVAZIONE
piste da sci
Ad alta quota la
gestione dei
comprensori
sciistici comporta
notevoli
modificazioni
ambientali.
Alcuni studi hanno
evidenziato
l’influenza delle
piste da sci sugli
uccelli e su altri
gruppi faunistici
LA CONSERVAZIONE
disturbo
antropico: sci fuori
pista, eliski,
racchette
Lo sci alpinismo e
le attività
escursionistiche
invernali possono
localmente causare
disturbo alle specie
più sensibili; l’aspra
orografia della
regione limita
comunque gli effetti
negativi di tali
pratiche
LA CONSERVAZIONE
gestione venatoria
In Valle d’Aosta
viene
tradizionalmente
praticata la caccia ai
galliformi alpini col
cane da ferma.
Le altre forme di
caccia vagante o da
appostamento non
hanno mai avuto un
interesse gestionale
di rilievo,
probabilmente a
causa dei ridotti
flussi migratori che
attraversano la
regione
LA CONSERVAZIONE
gestione venatoria
In Valle d’Aosta
viene
tradizionalmente
praticata la caccia ai
galliformi alpini col
cane da ferma.
Le altre forme di
caccia vagante o da
appostamento non
hanno mai avuto un
interesse gestionale
di rilievo,
probabilmente a
causa dei ridotti
flussi migratori che
attraversano la
regione
Nella regione sono presenti numerose aree protette:
LA CONSERVAZIONE
Parco Nazionale Gran Paradiso
aree protette Parco Naturale Mont Avic
Siti Natura 2000
Riserve naturali
LA CONSERVAZIONE
aree protette
I parchi e i siti
Natura 2000
garantiscono la
tutela
di ampi territori
Nell’ambito della
loro gestione
vengono effettuati
studi e
monitoraggi
relativi al
patrimonio
naturale
LA CONSERVAZIONE
aree protette
Il Parco Nazionale
del Gran Paradiso
ha un ruolo
fondamentale a
livello regionale
nel garantire il
successo della
reintroduzione del
gipeto
CREDITI Autori
Daniele Baroni, Massimo Bocca e Giovanni Maffei
con la collaborazione di Maurizio Broglio
Fotografie
Massimo Bocca, Mauro Borbey, Maurizio Broglio,
Attilio Calegari, Massimo Campora, Guido Cattaneo,
Renato Cottalasso, Roberto Facchini, Fabrizio Moglia,
Luciano Ramires, Domenico Rosso, Antonello Turri
Per la cartografia delle aree protette si ringrazia
l’Assessorato Agricoltura e Risorse Naturali
Struttura Aree Protette
GRAZIE
PER
L ’A T T E N Z I O N E