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ALCEO

Il documento parla del poeta greco Alceo di Mitilene, vissuto nel VII secolo a.C. Nella sua poesia politica criticava i tiranni locali, mentre in quella simposiale celebrava i successi del suo gruppo politico. Scrisse usando il dialetto eolico di Lesbo e introdusse una strofa che prese il suo nome.

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Il documento parla del poeta greco Alceo di Mitilene, vissuto nel VII secolo a.C. Nella sua poesia politica criticava i tiranni locali, mentre in quella simposiale celebrava i successi del suo gruppo politico. Scrisse usando il dialetto eolico di Lesbo e introdusse una strofa che prese il suo nome.

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ALCEO DI MITILENE

→ vita
Nasce intorno al 630-625 a.C. a Mitilene, la città principale di Lesbo; pertanto è conterraneo
e coetaneo di Saffo, cui dedica un componimento. La sua famiglia, aristocratica, viene
coinvolta nelle vicende politiche dell’isola, nel governo della quale si alternano, nell’arco
dell’esistenza del poeta, ben tre tiranni, tutti combattuti strenuamente da Alceo. Da alcuni
versi sopravvissuti, pare che sia vissuto fino a tarda età, tra battaglie, esili e congiure.

→ produzione poetica
Partendo dal presupposto che tutta la poesia di Alceo si esprime nell'ambito dell'eteria e nel
contesto del simposio, i filologi alessandrini hanno diviso i suoi componimenti, a seconda
dell'argomento, in testi di argomento politico, metasimposiale ed erotico.

- POESIA POLITICA
Nella poesia politica, nella quale il poeta parla a nome di un gruppo, dei
compagni dell'eteria con cui condivide idee e destino, emergono passione di
parte e un'indomita volontà di lotta, espresse con il tono fiero e aggressivo tipico
dell'invettiva. Oggetto ricorrente dello psogos di Alceo sono i due tiranni Mirsilo e
Pittaco: del primo invita a festeggiare la morte, mentre Pittaco, viene accusato
soprattutto di aver tradito gli alleati, coperto di insulti e bersagliato da maledizioni. Il
testo più famoso di Alceo è costruito attorno ad un'immagine molto efficace: la città
squassata dalle lotte politiche viene paragonata ad una nave colta dalla tempesta.
Più che similitudine, in effetti, qui la nave è metafora dello stato, cosa che
apprendiamo da un grammatico del I secolo d.C., che lo descrive come un
componimento che allude ad una congiura in corso a Mitilene. Il frammento dimostra
l'abilità di Alceo nel comunicare il vigore e la drammaticità di questa situazione anche
per mezzo degli strumenti formali, per esempio con il gioco delle sonorità, con
l’allitterazione, e tramite la paratassi, che suggerisce l'angoscia che diviene maggiore
di momento in momento.

- POESIA METASIMPOSIALE
Intrecciato al tema politico è quello metasimposiale, che a sua volta raccoglie una
molteplicità di tematiche diverse. Il simposio è il luogo in cui si organizza la lotta e si
festeggiano i successi, ma nello stesso tempo rappresenta la dimensione nella quale
si può trovare, nelle bevute, nella compagnia e nel gioco un ristoro, sia pure
temporaneo, dalle preoccupazioni della vita. (= T5, T6, T7, T8, T15, T9, T12, T10,
T11).

→ lingua
La lingua di Alceo è caratterizzata da una vicinanza al dialetto eolico epicorico, cioè
effettivamente parlato, maggiore di quanto avvenga per tutti gli altri dialetti letterari, per
quanto sia sempre presente l'influsso omerico, soprattutto nelle formule e nell'uso dei
composti.

→ metrica
Alceo utilizza schemi lirici diversi ma, come Saffo, ricorre in particolare a una strofa che da
lui prende il nome, la strofa alcaica.

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