LEZIONE 03
03.18. [01] Quali sono le principali grandezze che descrivono i rapporti tra le fasi di un terreno?
LEZIONE 04
04.05. [02] Si descriva cosa è e come si ottiene la curva di distribuzione granulometrica di un terreno.
Le curve granulometriche rappresentano, in scala semilogaritmica, la percentuale di passante in funzione del
diametro delle particelle. La pendenza della curva granulometrica fornisce indicazioni sulla uniformità del
terreno: quanto più la curva è verticale tanto più omogeneo è il campione esaminato.
Per le terre più grossolane la relazione tra i diametri delle particelle e le corrispondenti quantità di terreno,
viene determinata attraverso setacciatura:
il terreno viene fatto passare in una pila di setacci di dimensioni standard di apertura delle maglie
decrescenti dall’alto verso il basso, mediante l’utilizzo di una macchina vibrante per un tempo
standardizzato;
al termine della procedura ciascun setaccio trattiene il terreno le cui particelle hanno dimensioni
maggiori o uguali a quella dell’apertura delle maglie;
noto il peso del terreno totale, pesando il materiale “trattenuto” da ogni setaccio è possibile
determinare il materiale “passante” ad ogni setaccio e le loro percentuali in peso sul totale.
La distribuzione granulometrica della parte di terreno avente diametro inferiore a 0.074 mm viene
determinata attraverso analisi per sedimentazione o aerometria: tale prova di laboratorio viene eseguita se la
percentuale di passante al setaccio 200 è superiore al 10% sul peso totale.
L’analisi per sedimentazione si basa sulla legge di Stokes che correla la velocità di sedimentazione di una
particella sferica al suo diametro:
ρ S− ρ W 2
v= ∙g∙ D
18 ∙η
in cui:
v = velocità della particella (mm/s);
η = viscosità dell’acqua alla temperatura di prova (Pa·s); g = accelerazione di gravità;
ρs, ρw = densità dei grani e dell’acqua (mg/m3);
D = diametro della particella (mm).
04.06. [03] Si descriva la carta di plasticità di Casagrande.
Nel caso di limi e argille un sistema basato sulle dimensioni delle particelle non è significativo; si fa
riferimento al sistema proposto da Casagrande (carta di plasticità di Casagrande) basato sulle caratteristiche
di plasticità.
LEZIONE 06
06.01. [04] Si richiede di descrivere il principio delle tensioni efficaci.
LEZIONE 08
08.05. [05] Cosa si intende per tensione litostatica?
Le tensioni litostatiche o geostatiche nel terreno sono quelle dovute al peso proprio. Se la superficie del
terreno è orizzontale, per simmetria i piani verticali e orizzontali sono piani principali (tensioni tangenziali
nulle).
Considerando un generico elemento di terreno alla profondità z, dall’equilibrio delle forze in direzione
verticale si ha:
essendo σ1 la tensione totale principale massima coincidente con la tensione totale litostatica verticale e γ sat il
peso dell’unità di volume del terreno saturo (ipotizzando falda al piano campagna, S r = 1).
Se γsat varia con continuità con la profondità z, si ha in generale:
LEZIONE 10
10.03. [06] Si descrivano attraverso le formule e sul piano degli invarianti triassiali gli stress paths di
carico in compressione e carico in estensione.
LEZIONE 12
12.04. [07] Si richiede di descrivere la legge di D'Arcy
LEZIONE 13
13.03. [08] Si richiede di descrivere la prova di permeabilità a carico costante.
13.04. [09] Si richiede di descrivere la prova di permeabilità a carico variabile.
LEZIONE 16
16.02. [10] Si richiede di descrivere i reticoli a maglie quadre come metodo per determinare la
pressione interstiziale in un punto in presenza di moti di filtrazione.
LEZIONE 17
17.04. [11] Si richiede di descrivere il fenomeno del sifonamento.
17.05. [12] Nel fenomeno del sifonamento cosa si intende per gradiente critico?
LEZIONE 18
18.04. [13] Si richiede di definire cosa si intende per condizioni drenate e non drenate.
LEZIONE 19
19.04. [14] Si richiede di descrivere la determinazione della sovrappressioni interstiziali con i
coefficienti di Skempton.
LEZIONE 22
22.01. [15] Si richiede di descrivere la fase di compressione isotropa in cella triassiale.
22.01. [16] Si richiede di descrivere la cella triassiale.
LEZIONE 23
23.05. [17] Si
richiede di
mostrare i
risultati
sperimentali
tipici di una
compressione
isotropa su
un'argilla
ricostituita.
LEZIONE 24
24.05. [18] Si richiede di descrivere come si rappresentano i risultati sperimentali di una prova
edometrica.
24.06. [19] Si richiede di descrivere la prova edometrica.
24.07. [20] Si richiede di descrivere l'edometro.
24.07. [21] Quali sono le grandezze che si ricavano da una prova edometrica?
LEZIONE 25
25.10. [22] Nel corso della prova edometrica su terreno a grana fine saturo avviene il processo di
consolidazione?
25.11. [23] Cosa sono gli indici di compressibilità Cc e Cs e come si ricavano sperimentalmente?
LEZIONE 26
26.06. [23] Si richiede di descrivere la procedura di Casagrande per la determinazione della tensione di
preconsolidazione.
26.07. [24] Si richiede di definire il grado di sovraconsolidazione OCR.
26.08. [25] Si richiede di descrivere la compressibilità dei terreni naturali.
LEZIONE 28
28.07. [26] Si descriva il metodo edometrico per il calcolo dei cedimenti di un terreno a grana fine.
LEZIONE 30
30.16. [27] Si richiede di definire il grado di consolidazione medio.
30.17. [28] Qual è l'utilità pratica del grado di consolidazione medio?
30.18. [29] Si richiede di descrivere come si calcola il decorso dei cedimenti nel tempo.
LEZIONE 31
31.03. [30] Si richiede di descrivere il metodo di Casagrande per la determinazione sperimentale del
coefficiente di consolidazione Cv.
31.04. [31] Si richiede di descrivere il metodo di Taylor per la determinazione sperimentale del
coefficiente di consolidazione Cv.
31.05. [32] Si richiede di descrivere le condizioni al contorno per la soluzione dell'equazione
differenziale della consolidazione di Terzaghi nel caso di contorno drenante superiore e contorno
impermeabile inferiore.
31.06. [33] Si richiede di descrivere le condizioni al contorno per la soluzione dell'equazione
differenziale della consolidazione di Terzaghi nel caso di contorno drenante superiore e contorno
drenante inferiore.
LEZIONE 32
32.04. [34] Si descriva la consolidazione secondaria di un terreno a grana fine mostrando la retta di
consolidazione secondaria sul grafico appropriato.
32.04. [35] Cosa si intende per consolidazione secondaria?
LEZIONE 34
34.04. [36] Si richiede di descrivere la fase deviatorica in cella triassiale.
34.05. [37] Si richiede di descrivere quali sono le grandezze misurate durante la fase deviatorica in
cella triassiale.
LEZIONE 35
35.01. [38] Si descriva come calcolare le grandezze che stanno sugli assi dei 4 grafici su cui vengono
rappresentati i risultati della fase deviatorica di una prova triassiale.
35.02. [39] Su quali piani della rappresentazione si riportano i risultati della fase deviatorica in cella
triassiale?
35.03. [40] Si richiede di mostrare qualitativamente i risultati tipici di una prova CID su un'argilla NC.
LEZIONE 36
36.02. [41] Si richiede di mostrare qualitativamente i risultati tipici di una prova CIU su un'argilla NC.
LEZIONE 37
37.01. [42] Cosa si intende per linea di stato critico?
LEZIONE 38
38.01. [43] Cosa si intende per linea di consolidazione vergine?
Primo ramo della curva prima della ricompressione. Su questa line a la pressione verticale efficace è pari alla
pressione di preconsolidazione.
LEZIONE 39
39.06. [44] Si descrivano le modalità di prova di una prova di taglio diretto.
39.07. [45] Quali sono le grandezze che si ricavano a partire dall'elaborazione dei risultati di una
prova di taglio diretto?
39.08. [46] Si richiede di descrivere l'apparecchiatura di taglio diretto.
LEZIO
NE 41
41.09.
[47] Si
richiede di descrivere il criterio di rottura di Mohr Coulomb.
41.10. [48] Come si ricavano i parametri di resistenza del terreno a partire dai risultati di prove di
taglio diretto?
Per ricavare SPERIMENTALMENTE i parametri di resistenza di un terreno è necessario eseguire tre prove
di taglio diretto, in modo da avere almeno tre punti sperimentali sul piano di Mohr a rottura da interpolare
per ricavare intercetta e pendenza della retta in esame (due non sono sufficienti in considerazione di
eventuali imprecisioni di carattere sperimentale).
LEZIONE 42
42.10. [49] Si rappresentino i risultati tipici di una prova CID condotta su argilla OC.
42.11. [50] Si rappresentino i risultati tipici di una prova CIU condotta su argilla OC.
LEZIONE 44
44.06. [51] Si rappresentino i risultati tipici di prove di taglio diretto su argille OC.
44.07. [52] Si richiede di rappresentare gli inviluppi di picco - post picco - ultimi tipici di una argilla
OC.
LEZIONE 45
45.04. [53] Si richiede di descrivere cosa si intende per resistenza non drenata di un'argilla.
La resistenza dei terreni può essere espressa in termini di tensioni efficaci attraverso il criterio di rottura di
Mohr Coulomb:
(intendendo nella precedente espressione le tensioni a rottura – pedici “f” sottintesi).
L’analisi della risposta meccanica in termini di tensioni efficaci richiede la conoscenza dello stato tensionale
totale e delle pressioni interstiziali. Mentre nelle prove triassiali queste ultime sono note, nella risoluzione dei
problemi applicativi in sito le pressioni interstiziali non sempre sono facilmente determinabili.
La prassi corrente per analizzare i problemi di stabilità in condizioni non drenate è quella di definenire una
resistenza in termini di tensioni totali, cu, detta resistenza non drenata.
Un’analisi in termini di tensioni totali equivale a considerare l’elemento di terreno come un sistema
monofase che non scambia acqua con l’esterno, senza quindi tenere conto della natura polifase dei terreni e
l’interazione tra lo scheletro solido e i fluidi interstiziali. La resistenza non drenata si determina
sperimentalmente sottoponendo il provino ad una prova triassiale di rottura in condizioni non drenate, senza
alcuna fase di consolidazione iniziale (prova non consolidata, non drenata – prova UU).
La resistenza non drenata c u non può considerarsi un parametro distintivo del materiale, ma piuttosto un
comportamento, per la sua dipendenza dal volume specifico v.
Il suo impiego è giustificabile solo nel caso in cui non si abbia alcuna variazione del volume specifico del
terreno (condizioni non drenate); negli altri casi è necessario riferirsi a un criterio di resistenza espresso in
termini di tensioni efficaci.
In una formazione di argilla NC in sito la resistenza non drenata è direttamente proporzionale alla tensione
litostatica verticale efficace (per cui cu cresce con la profondità).
Nel caso di argille OC si perde questa proporzionalità diretta tra c u e z; si osserva infatti una dipendenza
anche dal grado di sovraconsolidazione OCR.
LEZIONE 47
47.06. [54] Si descriva da cosa dipende la resistenza dei terreni incoerenti.
LEZIONE 48
48.05. [55] Si descrive il modello di Taylor della dilatanza.
48.06. [56] Si richiede di descrivere il diagramma di Rowe che descrive la resistenza dei terreni a grana
grossa.
Nella slide seguente è riportato il diagramma di Rowe, che descrive i tre contributi della resistenza di un
terreno a grana grossa. Il diagramma riporta l’angolo di attrito φ in funzione dello stato di addensamento del
terreno, mettendo in evidenza i diversi contributi di attrito interno, dilatanza e riassestamento dei grani.
LEZIONE 50
50.03. [57] Si descriva lo stato limite passivo della teoria delle spinte di Rankine.
50.04. [58] Si descriva lo stato limite attivo della teoria delle spinte di Rankine.
LEZIONE 54
54.01. [59] Si descriva il metodo dell'equilibrio limite globale di Coulomb per la spinta delle terre.
LEZIONE 55
55.05. [60] Si descriva l'effetto dell'attrito muro-terreno sull'entità della spinta attiva e della resistenza
passiva.
LEZIONE 60
60.06. [61] Si descriva la verifica del carico limite in fondazione di un muro di sostegno a mensola.
60.07. [62] Si descriva la verifica a ribaltamento di un muro di sostegno a mensola.
60.08. [63] Si descriva la verifica a traslazione orizzontale di un muro di sostegno a mensola.
LEZIONE 63
63.08. [64] Quali sono i possibili meccanismi di rottura di una fondazione diretta?
LEZIONE 65
65.04. [65] Si descriva come si calcola il carico limite verticale di una fondazione diretta.
LEZIONE 66
66.07. [66] Si descrivano le principali tipologie di pali di fondazione in base alle tecniche esecutive.
LEZIONE 70
70.01. [67] Come si calcola il carico limite verticale di un palo di fondazione in argilla nelle condizioni
di lungo termine?
70.02. [68] Come si calcola il carico limite di un palo di fondazione in sabbia nelle condizioni di breve
termine?
70.03. [69] Come si calcola il carico limite di un palo di fondazione in sabbia nelle condizioni di lungo
termine?
70.04. [70] Come si calcola la resistenza laterale di un palo di fondazione?
70.05. [71] Come si calcola la resistenza alla punta di un palo di fondazione?
70.06. [72] Come si calcola il carico limite verticale di un palo di fondazione in argilla nelle condizioni
di breve termine?