Modelli integrati di intervento
psicoeducativi per la disabilità
intellettiva e dei disturbi
generalizzati dello sviluppo
[Link] Luana Sorrenti
PROBLEMA ?
ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI
CAUSE ?
(caratteristiche del soggetto/”traumi”…)
INQUADRAMENTO TEORICO
APPROCCIO ECOLOGICO
Bronfenbrenner
Modello dei sistemi dinamici
TRATTAMENTO MULTIDIMENSIONALE
✓Attenzione alla relazione tra geni e
ambiente nel processo di valutazione e
trattamento.
✓Necessità di superare il modello medico a
favore di un approccio bio-psico-sociale.
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… RICORDIAMO UN PO’
DI PSICOLOGIA DELLO
SVILUPPO?...
Superamento della diatriba natura/cultura
Stretta interrelazione tra natura e cultura
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“ Insieme di cambiamenti progressivi nelle
interazioni tra i comportamenti di una
persona e gli eventi che si verificano
nel suo ambiente ”
! Cambiamenti nelle interazioni
! Cambiamenti progressivi
! Lungo tutta la vita (Life - span) (“dal
grembo alla tomba”)
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❖ Sequenza motoria. Girarsi in su, stare seduti
senza appoggio, stare in piedi aggrappandosi,
andare carponi, camminare. I ritmi di
evoluzione possono essere però ridotti con
stimolazioni ed esercizio.
❖ Linguaggio. È necessario un certo livello di
maturazione neurologica. Prima di 1 anno
nessun bambino è capace di dire frasi. L’inizio
del linguaggio e i ritmi di apprendimento
possono, tuttavia, essere diversi in funzione
degli stimoli ambientali.
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➢Lo sviluppo ontogenetico dura tutta la vita.
Processi continui (di tipo cumulativo) e
discontinui (di tipo innovativo). Adattamenti e
ristrutturazione dei periodi precedenti.
➢Plasticità intra-individuale (variazioni in
relazione alle esperienze e condizioni di vita
individuali).
➢Influenza delle condizioni storico-culturali.
➢Spiegazioni pluralistiche dei cambiamenti
(influenze biologiche, influenze storiche, eventi
individuali significativi). 10
Ontogenesi evolutiva: processo dinamico
1. Interazioni individuo-ambiente
2. Esse mutano costantemente
3. Implicano effetti reciproci
4. I fattori agiscono simultaneamente
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INDIVIDUO = SISTEMA
“Ambiente ecologico”
I processi di sviluppo
della persona acquistano
significato e si realizzano
in relazione ad uno
specifico contesto.
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… non “sequenza di cambiamenti che seguono una
traiettoria normativa” (es.: stadi di Piaget), ma:
“cambiamento sistematico e coerente, sequenziale
e probabilistico, progressivo e multidirezionale”
❖ cambiamenti relativamente duraturi, mantenendo
contemporaneamente un’organizzazione coerente
e un’unità strutturale e funzionale della persona
come un tutto inscindibile” (Ford e Lerner, 1992).
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✓Gli eventi e i comportamenti che
limitano l’articolazione e la
differenziazione della persona e delle sue
interazioni con l’ambiente sono
considerati “disfunzionali”.
✓Quando le disarmonie e gli squilibri intra
ed inter-individuali rendono difficile
l’adattamento, si parla di “patologie”.
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Fattori di protezione Fattori di rischio
(resilienza) (vulnerabilità)
ESITO
EVOLUTIVO
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SVILUPPO = fattori genetici influenze ambientali
(es.: comunicazione madre-bambino).
Comportamento: risultato dell’interazione di 5 fattori:
Caratteristiche genetiche-costituzionali
Storia delle interazioni precedenti
Condizioni fisiologiche del momento
Condizioni ambientali del momento
Dinamiche comportamentali
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L’esito evolutivo (ottimale/minimale) è il
risultato delle transazioni tra organismo e
ambiente.
- bagaglio genetico
Caratteristiche - struttura psicologica
di cui è dotato - repertorio di comportamenti
ogni organismo (Universali di 1° tipo, di 2° tipo,
non universali)
Risultato delle trans-azioni occorse fino a quel
momento tra il bagaglio genetico (leso/illeso) e
la storia delle interazioni con l’ambiente
(favorevole/sfavorevole) che rendono l’individuo
più o meno vulnerabile. 17
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➢ Variabilità inter-individuale: mancata uniformità di
funzionamento psichico tra soggetti diversi con stessa
patologia (es.: RM, stesso Q.I. ). Deviazioni dalla norma
o effetto di una diversa storia di interazioni organismo-
ambiente?
➢ Complessità della valutazione “oggettiva” della
compromissione del comportamento adattivo (analisi
anche del contesto ambientale e delle trans-azioni tra
questo e l’individuo).
➢ Utilizzo di manuali e strumenti diagnostici: necessario
ai fini di una diagnosi e all’ottenimento di una
documentazione formale, ma non sufficiente per un
trattamento finalizzato a favorire l’adattamento della
persona alla società. 19
Fattori Fattori
biologici psicologici
Sistema
Disturbo sociale
Fattori
adattivi
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“i diversi strumenti di misura […]
misurano il prodotto di
un’interazione” (Carugati, Selleri,
2005, p. 287)
Ai fini della strutturazione di interventi
mirati ed estesi a tutti i “sistemi” con cui
interagisce la persona,
non è sufficiente ottenere un “numero”
o “un’etichetta” mediante un test.
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MODELLO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE
INQUADRAMENTO TEORICO
Stimolo Risposta Risposta Conseguenza
overt e covert covert overt ambientale
TRATTAMENTO COMPORTAMENTALE
E COGNITIVO
Fase 1
DALL’ASSESSMENT AL TRATTAMENTO
Fine
Assessment
Intervento
Obiettivi Obiettivi Fase 2
raggiunti non Definizione
raggiunti del problema
(in termini operativi)
Fase 5 Fase 3
Verifica dell’efficacia Definizione
dell’intervento degli obiettivi
Fase 4
Implementazione
del trattamento
Soggetto Nucleo
Familiare
Gruppo classe
Valutazione globale e dettagliata del
problema (soggetto e contesti): condizioni
ASSESSMENT
(overt e covert) che attivano e mantengono il
comportamento problematico; interazione tra
comportamento e ambiente.
Obiettivo: individuare difficoltà e risorse
(sulle quali puntare).
Quando? Fase iniziale; nel corso del
trattamento; fase conclusiva e follow-up.
Metodi diretti (es.: osservazione) ed indiretti
(es.: questionari)
INTERVENTO
Microsistema
Famiglia
Soggetto
Mesosistema
Microsistema
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