PLAUTO
Abbiamo poche notizie su Plauto, le informazioni che abbiamo sono ricavate
dalle sue stesse commedie. Sappiamo per certo il nome Titus Maccius Palutus
e che nasce intorno al 250 a.C. a Sàrsina ( attuale Emilia Romagna) e muore
nel 184 a.C. Prima di divenire autore di palliatae era un attore di atellane. Da
questo deriverebbe il suo nomen Maccius, affine alla maschera di Maccus, lo
sciocco, che spesso compare nelle atellane appunto.
Dopo la sua morte, tanto grande fu il suo successo che circolavano a Roma più
di 130 commedie che riportavano il suo nome, ma di cui solo 21 sono
sicuramente da lui scritte.
AUTORE DELLA COMMEDIA PALLIATA
Plauto fu il primo autore latino che si dedicò a un unico genere letterario, la
commedia palliata.
Per chiarezza didattica e anche per una certa affinità di struttura, le commedie
plautine si possono distinguere in cinque gruppi.
Commedie della beffa
Il primo gruppo di componimenti è quello che ha come tema fondamentale la
beffa: in queste commedie il tema centrale è l’organizzazione di una beffa e
spesso la figura che s’impegna a tale fine è proprio quella del servo.
Un esempio di questo tipo di componimenti è la Mostellaria, ove un servo
spaventa il proprio padrone per allontanarlo dalla casa, teatro in quel momento
di un banchetto del figlio dello stesso padrone, che approfittando di un lungo
viaggio del padre dissipa in bagordi il suo patrimonio.
Commedie del romanzesco
E’ un gruppo di palliatae plautine che racchiude al suo interno il tema del
viaggio e dell’avventura, con una gamma di personaggi legati ad esso, come
per esempio il Mercator, che ha appunto come protagonista un mercante e una
schiava trovata in viaggio.
Commedie dell’agnizione
L’elemento che caratterizza queste commedie è il riconoscimento finale, cioè
quando viene scoperta la vera identità di un personaggio, quindi si ha
“riconoscimento” di un personaggio che stravolge la trama e risolve l’intreccio
proprio sul finale. L’agnizione è il termine tecnico che si usa per questo tipo di
riconoscimenti finali e serve a risolvere i casi più intrecciati e garantire il lieto
fine.
Commedie del sosia
Sono commedie costruite sul gioco delle somiglianze e sul tema del doppio,
in cui molto spesso troviamo due sosia a cui capitano eventi senza che essi
sappiano di avere un sosia.
Commedie dei caratteri
Sono commedie in cui i personaggi sono rappresentati in modo più
approfondito, che vanno quindi oltre la schematicità dei tipi e che quindi per
questo ruotano intorno a un personaggio dominante sugli altri, preso a
caricatura per mostrare caratteristici aspetti della società.
LA STRUTTURA DELLE TRAME
Le trame di Plauto ripetono quasi sempre uno schema triadico lineare.
- Conflitto iniziale: la situazione iniziale presenta il conflitto tra due
personaggi: uno cerca di sottrarre all’altro qualcosa di prezioso
(una somma di denaro o, più spesso, una donna)
- Inganno e trasgressione: poiché il detentore non intende cedere il
proprio bene, allora il primo organizza un inganno che può
comportare la trasgressione di regole morali o giuridiche.
- Crisi, risoluzione e lieto fine: la trasgressione provoca una
temporanea situazione di crisi che calerà fino a cessare grazie al
lieto fine, indipendentemente dall’inganno, viene riconosciuta
l’appartenenza del bene a chi ora lo detiene.
Oltre che da questo schema ricorrente, le trame plautine sono caratterizzate da
tre elementi:
- l’accentuazione caricaturale dei personaggi
- gli intrecci elaborati
- la continua invenzione linguistica
In quasi tutte le opere di Plauto vi è il tema dell’amore e del denaro e possiamo
generalmente dire che le opere di Plauto hanno una trama definibile come
Fabula Motoria.
FONTI E SPUNTI
Le commedie plautine riprendono dalla Commedia Nuova di età
ellenistica una serie di caratteri fissi e ricorrenti che hanno il vantaggio di
presentare figure che sono già famigliari e facilmente riconoscibili da
parte del pubblico.
Sono basate su schemi e personaggi ripetitivi e inoltre hanno sempre un
lieto finale, che coincide con lo scioglimento dell’intreccio costruito di
beffe e inganni che è venutosi a formare nella trama.
Gli schemi e i personaggi quasi fissi sono sicuramente presi dall’atellana,
il teatro italico delle maschere fisse. Dall’ambiente italico Plauto prende
anche il gusto per la comicità istantanea e semplice (battute, doppi sensi,
equivoci…) unendola a un’ aemulatio( emulazione) del mondo greco,
ovvero prendendo modelli greci e calandoli all’interno della società e della
cultura romana, mediante ricche caricature del mondo ellenistico. Come
vediamo è molto presente il rapporto tra Plauto e il mondo ellenistico: egli
non si limita a tradurre parti di commedie dal greco al latino, ma fa un
lavoro di riadattamento capace di dilettare il pubblico romano, molto
diverso da quello greco. Plauto prende spunto in gran parte da opere di
Menandro e Difilo, unendo varie tematiche e trame in un intreccio
innovativo con la tecnica della contaminatio.
PERSONAGGI
Come abbiamo detto, i personaggi sono ricorrenti, come lo erano le
maschere nell’atellana. I personaggi più comuni nelle opere di Plauto
sono:
• Il Senex, ovvero ‘’il vecchio’’, un pater familias legato alle tradizioni,
parsimonioso fino all’avarizia (senex severus) spesso tormentato da una
moglie bisbetica e ricca e che però non rinuncia ad amanti anche se
sposato. Spesso le amanti sono rivali in amore dei figli (senex
libidinosus). C’è anche un altro tipo di vecchio, il senex lepidus ( il
vecchio allegro): un anziano dedito alla bella vita, che aiuta la coppia di
innamorati attorno a cui ruotano le vicende.
• L’adulescens, ovvero un giovane non sposato, che di solito si innamora
o di una meretrix (meretrice), cioè una donna che esercita il mestiere di
concedersi senza scrupoli. La meretrice non è una figura
necessariamente negativa, anche se in Plauto prevale il tipo di donna
avida e falsa. Non mancano le meretrici che provano amore sincero per
l’adulescens e sono vittime della situazione.
• Il leno (o lenone) è un personaggio negativo, antagonista
dell’adulescens. E’ il ruffiano, proprietario delle meretrici che ne sfrutta la
loro attività di concedersi.
• Il servus è la maschera più vivace e più tipica delle commedie plautine,
il personaggio centrale dell’intera vicenda. Si trova nella varietà del
servus callidus, il servo che spesso organizza inganni e beffe e del
servus currens, onesto ed esecutore di ordini, in genere aiuta il suo
padrone.
• Altri personaggi secondari sono la matrona, cioè la donna sposata,
madre di famiglia e autoritaria e il parasitus, ossia lo scroccone che si
mette al servizio di un altro personaggio in cambio di cibo e protezione.