Associazione Mnemosine
Corso Singolo strutturato in Master di I Livello in
BES – Bisogni Educativi Speciali
Modulo 5
“DSA”
Corsista
Irene Silani
Anno Accademico 2018/2019
INDICE
1. I disturbi specifici dell'apprendimento 1
2. La dislessia 3
3. La disortografia 5
4. La disgrafia 7
5. La discalculia 9
BIBLIOGRAFIA 11
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1. I disturbi specifici dell'apprendimento
Con l’acronimo DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) si intende una categoria
diagnostica, relativa ai Disturbi Evolutivi Specifici di Apprendimento che appartengono ai disturbi
del neurosviluppo, che riguarda i disturbi delle abilità scolastiche. Sulla base del deficit funzionale
vengono comunemente distinte le seguenti condizioni cliniche:
•Dislessia, cioè disturbo nella lettura (intesa come abilità di decodifica del testo).
•Disortografia, cioè disturbo nella scrittura (intesa come abilità di codifica fonografica e
competenza ortografica).
•Disgrafia, cioè disturbo nella grafia (intesa come abilità grafo-motoria).
•Discalculia, cioè disturbo nelle abilità di numero e di calcolo (intese come capacità di
comprendere e operare con i numeri).
Tali disturbi hanno un’origine biologica che è alla base delle anomalie a livello cognitivo
che sono associate a sintomi comportamentali del disturbo e che comprende un’interazione di fattori
genetici, epigenetici e ambientali che colpiscono le capacità cerebrali di percepire o processare
informazioni verbali o non verbali in modo efficiente e preciso.
Nonostante ciò, è, comunque, importante precisare che i bambini con Disturbi Specifici
dell’Apprendimento hanno un’intelligenza nella norma e/o superiore alla norma, essi riescono
facilmente ad avere una visione d’insieme, a percepire un’immagine nel suo complesso. Sono in
grado di cogliere gli elementi fondamentali di un discorso o di una situazione, ragionando in modo
dinamico e creando connessioni inusuali che altri difficilmente riescono a sviluppare.
Apprendono facilmente dall’esperienza e ricordano maggiormente i fatti non in modo
astratto ma come esperienze di vita, racconti ed esempi. Pensano soprattutto per immagini,
visualizzando le parole e i concetti in modo tridimensionale, per questo memorizzano molto più
facilmente per immagini. Sono capaci di vedere le cose da diverse prospettive e processano le
informazioni in modo globale invece che in sequenza.
Le principali caratteristiche che contraddistinguono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento
riguardano:
•Le inattese e importanti difficoltà nella letto-scrittura e/o nei numeri e nel calcolo.
•Le difficoltà nella consapevolezza fonologica (difficoltà nel riconoscere quanti, quali e in che
ordine sono i suoni di una parola).
•La lentezza nell’automatizzazione di diverse abilità.
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Alcuni bambini con Disturbi Specifici dell’Apprendimento possono anche avere difficoltà di
coordinazione, di motricità fine, nelle abilità di organizzazione e di sequenza e difficoltà
nell’acquisizione delle sequenze temporali (ore, giorni, stagioni, ecc.).
Dall’analisi della letteratura i disturbi che più frequentemente si riscontrano in comorbilità
con i Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono: il disturbo da deficit dell'attenzione/iperattività
(ADHD) e i Disturbi Specifici del Linguaggio (DSL).
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2. La dislessia
Con il termine Dislessia si intende il Disturbo Specifico della Lettura, che riguarda la
decodifica, ed include, oltre alle difficoltà nell’accuratezza della lettura delle parole, anche la
velocità o fluenza della lettura e le difficoltà nella comprensione del testo.
Per formulare la diagnosi di dislessia, solitamente, è necessario:
•Avere un livello di lettura, misurato da test standardizzati, sulla performance, sulla velocità o
sulla comprensione della lettura, al di sotto di quanto previsto in base all’età cronologica del
soggetto, alla valutazione psicometrica dell’intelligenza e a un’istruzione adeguata rispetto all’età
•Che il deficit riscontrato interferisca in modo significativo con l’apprendimento scolastico o con
le attività quotidiane che richiedono capacità di lettura.
•Se presente un deficit sensoriale, le difficoltà di lettura devono andare al di là di quelle
solitamente associate al deficit in questione.
•Differenziare le normali variazioni nelle abilità di lettura dalladislessia.
Quindi, la diagnosi di dislessia avviene quando il soggetto mostra capacità di lettura e scrittura
sostanzialmente inferiori per età anagrafica, quoziente intellettivo e adeguata scolarità.
Spesso alla dislessia sono associate ulteriori difficoltà, quali la disortografia, la disgrafia e, a
volte, lievi difficoltà nel linguaggio orale, fatica nel recuperare termini appropriati o nel
memorizzare parole nuove, e nel calcolo, soprattutto mentale, e nella memorizzazione delle
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tabelline.
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3. La disortografia
Con il termine Disortografia si intende il Disturbo Specifico della Scrittura, che riguarda lo
scarso controllo ortografico.
Le caratteristiche più comuni della disortografia sono:
•Confusione di fonemi e di grafemi
•Errori di ortografia
•Problemi di scrittura simili ai dislessici
•Problemi legati alla codifica di alcune parole scritte
•Errori nel copiare le parole
•Inversione di sillabe
•Tagli arbitrari di parole
•Omissione di lettere necessarie in una parola
•Coniugazioni di verbi errate
•Errori di analisi del testo
•Lentezza, esitazione e povertà nella scrittura
Si tratta di un problema che insorge, il più delle volte come conseguenza della dislessia, ma in
alcuni casi può manifestarsi anche in maniera isolata. I segni distinguibili della disortografia
possono essere:
•le omissioni di lettere o parti di parola, per esempio fole per folle
•sostituzioni o inversioni di grafemi
•errori relativi alle regole ortografiche
•errori di separazione o fusione di parole
La grammatica è importante nella produzione di un testo fluente. Gli studenti con disortografia
spesso presentano evidenti problemi nella gestione delle regole grammaticali al punto da rendere
difficile la comprensione di quanto scritto. Molti disortografici, inoltre, dimostrano estrema lentezza
nella scrittura ed evidenti problemi nel copiato e in tutti i compiti scritti. Tutto questo, ha come esito
il rimanere indietro nell’apprendimento rispetto ai compagni di classe.
Solitamente, questi problemi insorgono durante la seconda elementare e si protraggono nel
tempo. Il più delle volte passano inosservati e confusi con i normali problemi riscontrati durante
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l’apprendimento, ma se perdurano nel tempo e si intensificano sono indicatori di un estremo disagio
a carico della scrittura.
La diagnosi di disortografia viene fatta per quei bambini che presentano una scrittura lenta o
eccessivamente scorretta, che però non è imputabile a una scarsa velocità del gesto motorio, sempre
tenendo presente che l’errore non va considerato in merito a fattori esterni, ambientali o psicologici,
che, se presenti, possono essere un fattore accentuante.
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4. La disgrafia
Con il termine Disgrafia si intende il Disturbo Specifico della Scrittura, che riguarda la
realizzazione grafica.
La disgrafia si manifesta all’incirca a partire dalla terza elementare, quando il bambino
inizia ad aver automatizzato i gesti di scrittura, che viene personalizzata.
I bambini affetti da disgrafia hanno spesso un’impugnatura scorretta della penna e faticano a
organizzare lo spazio sul foglio, lasciando spazi irregolari tra i simboli grafici, le parole, scrivendo
in salita o in discesa e non riuscendo a regolare la pressione della mano sul foglio e,
frequentemente, invertendo la direzione del gesto. Altre difficoltà sono presenti:
•nella copia e produzione autonoma di figure geometriche e riproduzione di oggetti o copia di
immagini, che risulta carente di particolari
•nella copia di parole e di frasi
•inversioni nella scrittura dei grafemi
•errori attribuibili a una scarsa coordinazione oculo-manuale
•il ritmo di scrittura è alterato (eccessivamente lento o veloce) e il gesto non è armonico e
frequentemente interrotto con una perdita della naturale curvilineità.
I bambini con disgrafia non hanno un disturbo dello sviluppo motorio, ma possono avere
difficoltà a pianificare i movimenti sequenziali delle dita che portano ad avere una buona grafia;
inoltre, spesso lamentano dolore durante la scrittura, che inizia nell’avambraccio e poi si diffonde in
tutto il corpo. Questo dolore può peggiorare o addirittura apparire in concomitanza di un periodo di
particolare stress. I sintomi della disgrafia rientrano in sei categorie: visuo-spaziale, motoria,
elaborazione del linguaggio, ortografia / scrittura, grammatica e l’organizzazione del linguaggio, in
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presenza di capacità di scrittura in ritardo rispetto ai coetanei. Questi variano anche a seconda
dell’età del bambino e i primi segni compaiono generalmente quando si inizia a scrivere. In
particolare, i bambini in età prescolare possono essere riluttanti a scrivere e disegnare, mentre quelli
in età scolare spesso mostrano una grafia illeggibile e hanno bisogno di pronunciare le parole ad alta
voce durante la scrittura. Gli adolescenti, invece, scrivono frasi semplici, con molti errori
grammaticali.
I bambini con disgrafia possono restare indietro nel lavoro scolastico impiegano molto
tempo a scrivere e a prendere appunti e per questo possono scoraggiarsi e evitare compiti in cui è
richiesto l’uso della scrittura.
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5. La discalculia
Con il termine Discalculia si intende il Disturbo Specifico del Calcolo, che riguarda l’area
matematica. I bambini lavorano duramente per apprendere e memorizzare i processi di base della
matematica, sapendo esattamente applicare le procedure senza capire, però, per quale motivo lo
stanno facendo. In altre parole, manca la logica che sottende i processi matematici appresi al punto
da non consentirne la replicazione.
I sintomi tipici della discalculia sono:
•Difficoltà ad effettuare un conto alla rovescia
•Scarsa capacità di effettuare stime
•Difficoltà nel ricordare i numeri
•Difficoltà nel capire il senso dei numeri
•Lentezza nei calcoli
•Difficoltà nelle procedure matematiche soprattutto quelle più complesse
•Evitamento di attività legate alla matematica che sono percepite come particolarmente difficili
•Scarse abilità aritmetiche mentali
Il bambino piccolo ha difficoltà nel contare e nell’attribuire numeri a oggetti, non riesce a
riconoscere i simboli numerici, quindi non collega, ad esempio, il 6 alla parola sei. Inoltre, fatica a
legare un numero a una situazione di vita reale, mostra difficoltà nel ricordare i numeri, soprattutto
nel giusto ordine, stenta a ordinare gli elementi per dimensione, forma o colore ed evita giochi in
cui è richiesto l’uso dei numeri, il conteggio e altri concetti matematici.
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Durante la scuola primaria ha difficoltà a riconoscere i numeri e simboli, fatica nella
riproduzione del calcolo di base, usa spesso le dita per contare invece di strategie mentali più
sofisticate, non riesce a pianificare la soluzione di un problema di matematica, ha difficoltà a
distinguere la sinistra dalla destra e ha uno scarso senso dell’orientamento. Ancora, ha difficoltà a
ricordare i numeri di telefono e i punteggi ottenuti in un gioco e se può evita totalmente il gioco in
cui è richiesto l’uso dei numeri.
Al liceo si sforza ad applicare, con fatica, i concetti matematici alla vita quotidiana, non
riesce a misurare gli ingredienti di una ricetta, cerca strategie per non perdersi e usa tattiche per
aggirare i problemi come l’uso di tabelle e grafici.
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BIBLIOGRAFIA
Bibliografia critica:
-Agizza, C., Longobardi, S., Insegnante di sostegno nelle scuole secondarie, Napoli, Edizioni
Simone, 2018.
-Barca, A., Tripaldi, M., Sostegno nella scuola dell'infanzia e primaria, Molfetta, NLD Concorsi,
2018.
-Bellingreri, A., Pedagogia dell’attenzione, Brescia, La Scuola, 2011.
-TFA Sotegno Scuola secondaria di I e II grado, Molfetta, NLD Editore, 2017.
Dispense:
-Corso di 50 ore, in modalità webinair, “I bisogni educativi speciali (BES): inclusività e strumenti di
intervento” tenuto da Associazione Nazionale Orientatori (ASNOR – Ente accreditato dal Ministero
dell’Istruzione dell’Universita e della Ricerca per la formazione del personale della Scuola DM
05/07/2013 - Direttiva 90/2003).
-Corso di 4 ore, in modalità webinair, “Criteri e strumenti della valutazione glottodidattica” tenuto
dalla Docente Daria Coppola - Università di Pisa - (con la collaborazione di Andrea Zingoni).
-Corso di 5 ore, in modalità webinair, “I dispositivi europei per la trasparenza delle competenze e
delle qualificazioni”, tenuto dalla Docente Erica Lepri.
-Corso di 50 ore, in modalità webinair, “Dislessia Amica” (Livello Avanzato), realizzato
dall’Associazione Italiana Dislessia (AID) con Fondazione TIM
Siti Web:
-[Link]/archivio/handicap, contiene numerose informazioni aggiornate sulle
problematiche e l’attualità dell’handicap ed una raccolta normativa, cliccando su” norme.
-[Link], contiene numerose informazioni sui diversi aspetti della disabilità.
11
-[Link], sito della F I S H, federazione Italiana per il Superamento dell’handicap.
-[Link] sito con moltissimo materiale didattico, gestito dalla [Link] Angela
Carlino Bandinelli.
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