Accumulo
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Psicologia clinica
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Argomenti trattati
• Il Saving Inventory-Revised (SI-R) per l’indagine delle caratteristiche del
disturbo
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Il Saving Inventory-Revised (SI-R):
un questionario per l’indagine
delle caratteristiche del disturbo
Il questionario
Il Saving Inventory-Revised (SI-R; Frost, Steketee e Grisham, 2004) è conside-
rato il questionario self-report più importante per la valutazione dei comportamenti
di accumulo e il più utilizzato a livello internazionale (Frost, Steketee e Kyrios,
2001; Frost, Steketee e Grisham, 2004; Coles et al., 2003; Novara et al., 2013;
Melli et al., 2013; Frost e Hristova, 2011). È stato tradotto e validato per essere
utilizzato in vari Paesi (Mueller et al., 2009; Tortella-Feliu et al., 2006; Fontenelle
et al., 2010; Mohammadzadeh, 2009) ed è stato messo a punto per superare i limiti
del test Hoarding Scale (HS; Frost e Gross, 1993), che non si occupava di indagare
l’acquisizione eccessiva degli oggetti, il disagio emotivo, la compromissione del
funzionamento e la gravità del disturbo.
Il SI-R si pone lo scopo di valutare le principali caratteristiche dei compor-
tamenti di accaparramento, quali l’acquisizione di oggetti di limitata o nessuna
utilità, la difficoltà nel gettarli via, l’ingombro degli spazi abitativi e lavorativi
conseguente all’accumulo.
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Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
78
Il Saving Inventory-Revised (SI-R)
La versione italiana
L’adattamento italiano del SI-R (Novara et al., 2013; disponibile alle pagine
84-86 del presente volume) è stato messo a punto presso il Dipartimento di Psi-
cologia Generale dell’Università degli Studi di Padova a partire dal 2007.
Gli autori hanno realizzato la traduzione in italiano del questionario seguendo
le procedure di forward- e back-translation (Behling e Law, 2000). Tre degli autori
hanno tradotto gli item della versione originale in modo indipendente; successi-
vamente, sono state confrontate le tre traduzioni e sono state discusse eventuali
discordanze emerse, fino alla realizzazione di un’unica versione del SI-R che è
stata poi tradotta in inglese da una persona madrelingua non a conoscenza della
versione originale del questionario. A questo punto, sono state messe a confron-
to la versione back-translated e quella originale, al fine di evidenziare eventuali
incongruenze o importanti differenze di significato. Infine, sono state effettuate
ulteriori modifiche in modo da rendere più scorrevole la lettura dell’inventario,
ottenendone la versione definitiva.
La versione italiana è stata inizialmente somministrata a 413 individui (112
maschi e 301 femmine) di età compresa tra i 19 e i 60 anni (62,1% = tra i 19 e i 29
anni; 37,9% = tra i 30 e i 60 anni). Il 54,7% (77,5% femmine) era rappresentato
da studenti di Psicologia dell’Università di Padova, mentre il restante 45,28%
(68,4% femmine) era formato da persone tratte dalla popolazione generale italia-
na del Nord e del Sud Italia. Per poter partecipare, i partecipanti dovevano aver
compiuto 18 anni e dovevano fornire il consenso di partecipazione allo studio.
In seguito, agli individui che aderivano alla ricerca veniva fatta compilare una
scheda anagrafica e una batteria di questionari comprendente il SI-R e l’Obsessive-
Compulsive Inventory-Revised (OCI-R; Foa et al., 2002; versione italiana a cura
di Sica et al., 2009).
Al fine di verificare la struttura tri-fattoriale del questionario, il campione
è stato diviso in due sotto-gruppi che hanno dato origine a due fasi dell’analisi
79
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
80
Il Saving Inventory-Revised (SI-R)
81
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
Conclusioni
Essendo uno strumento auto-somministrato, il SI-R consente di ottenere
informazioni ricavate direttamente da auto-referti del soggetto e quindi relative a
82
Il Saving Inventory-Revised (SI-R)
come questo si descrive. Per questo, per svolgere una valutazione accurata si reputa
utile affiancare il SI-R ad altri strumenti di indagine a disposizione dello psicologo
clinico quali il colloquio, le interviste condotte con il soggetto e con i familiari e
la valutazione diretta delle caratteristiche degli ambienti domestici della persona.
In generale, in base allo stato dell’arte, è possibile affermare che questo inven-
tario rappresenta un questionario completo per l’indagine del disturbo da accumulo
e dimostra adeguate proprietà psicometriche confermate con la popolazione ita-
liana. Ciò lo rende un test adeguato per l’utilizzo in ambito di ricerca e in ambito
clinico, in associazione ad altri strumenti che indagano lo stesso costrutto. Inoltre,
le recenti ricerche hanno messo in luce i primi dati relativi alla capacità del SI-R di
identificare persone che non hanno una modalità patologica di accumulo. Si ren-
dono necessari ulteriori studi con campioni clinici più ampi e che valutino il SI-R
come questionario dotato di Responsiveness e quindi se sia in grado di identificare il
cambiamento dei sintomi dei pazienti laddove sia stato intrapreso un trattamento.
83
Saving Inventory-Revised (SI-R)
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.
Legga con attenzione ogni domanda e, pensando alla scorsa settimana, metta
una X sul numero che corrisponde meglio alla sua esperienza.
0 1 2 3 4
Nessuno Un poco Abbastanza Molto Quasi Tutto/
Completamente
Legga con attenzione ogni domanda e, pensando alla scorsa settimana, metta
una X sul numero che corrisponde meglio alla sua esperienza.
0 1 2 3 4
Per niente Lieve Moderato Notevole/Forte Estremo
Legga con attenzione ogni domanda e, pensando alla scorsa settimana, metta
una X sul numero che corrisponde meglio alla sua esperienza.
0 1 2 3 4
Mai Raramente Qualche volta/ Frequentemente/ Molto spesso
Occasionalmente Spesso
Punteggio «Difficulty Discarding»: item 4 (punteggio invertito), 6, 7, 13, 17, 19, 23.
Punteggio «Acquisition»: item 2 (punteggio invertito), 9, 11, 14, 16, 18, 21.
Il questionario
L’Hoarding Rating Scale (HRS; Tolin, Frost e Steketee, 2010) è un questionario
per la valutazione delle componenti principali del disturbo da accumulo creato
per essere somministrato sotto forma di intervista semi-strutturata.
Prima della sua messa a punto, altri ausili per la valutazione di questo di-
sturbo, come il Saving Inventory-Revised (SI-R; Frost, Steketee e Grisham, 2004)
e il Clutter Image Rating (CIR; Frost et al., 2008) hanno mostrato adeguate ca-
ratteristiche psicometriche e si sono rivelati utili per l’utilizzo in ambito clinico
e di ricerca con persone appartenenti alla popolazione italiana. Tuttavia, fino a
quel momento non erano state sistematizzate interviste specifiche che potessero
aiutare il clinico a identificare la presenza delle caratteristiche del disturbo da
accumulo in una fase di screening.
Lo scopo è stato quello di creare e validare un’intervista semi-strutturata
breve, che fosse in grado di valutare sistematicamente la presenza delle componenti
del disturbo da accumulo da approfondire successivamente con altre modalità.
87
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
La versione italiana
Le proprietà psicometriche dell’HRS sono state indagate considerando
un campione clinico di soggetti italiani partecipanti al progetto di validazione
dell’intervista Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD; Nordsletten et
al., 2013b; Novara et al., 2017; disponibile alle pagine 93-94 del presente volume).
La somministrazione dei test è avvenuta esclusivamente presso la clinica in
cui i soggetti erano ricoverati.
88
L’Hoarding Rating Scale (HRS)
TABELLA 7.1
Medie e deviazioni standard dei punteggi ottenuti dai 5 gruppi clinici
Media (DS) Media (DS) Media (DS) Media (DS) Media (DS)
HD* HD+DOC* DOC* SS* DD*
HRS
20,55 (8,76) 17,18 (8,29) 7,27 (6,06) 6,15 (8,9) 3,38 (4)
(Totale)
HRS
3,66 (2) 2,81 (2,08) 1,22 (1,47) 0,92 (1,89) 0 (0)
(Accumulo)
HRS
(Difficoltà a
5,55 (2,45) 4,63 (2,29) 1,72 (0,36) 1,61 (2,29) 1,55 (2,43)
disfarsi degli
oggetti)
HRS
4 (2) 3,27 (2,05) 1,09 (1,37) 0,92 (1,80) 0,27 (0,67)
(Acquisizione)
HRS
3,89 (2,08) 3,54 (1,57) 1,54 (1,94) 1,54 (1,98) 1,44 (2,12)
(Distress)
HRS
3,44 (2,12) 2,9 (2,07) 1,68 (1,98) 1,15 (1,9) 0,11 (0,47)
(Interferenza)
*HD: persone con disturbo da accumulo; HD+DOC: persone che hanno in comorbilità disturbo
da accumulo e disturbo ossessivo-compulsivo; DOC: persone con disturbo ossessivo-compulsivo;
SS: persone con un disturbo dello spettro della schizofrenia; DD: persone con disturbo depressivo.
89
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
Questi risultati sono stati ottenuti con l’esecuzione di analisi statistiche basate
su test di tipo non parametrico. Nello specifico, è stato utilizzato il test Kruskal-
Wallis, per la verifica delle differenze nelle mediane del numero di errori al test,
che si è rivelato significativo (p < 0,01) per tutti gli item e per il punteggio totale
(item 1: χ2(4) = 34,96; item 2: χ2(4) = 22,78; item 3: χ2(4) = 32; item 4: χ2(4) = 17,41;
item 5: χ2(4) = 28,8; punteggio totale: χ2(4) = 29,42). In seguito sono stati eseguiti
test post hoc, con correzione Bonferroni, che hanno messo in luce le differenze tra
gruppi effettivamente riscontrate e sopra descritte.
Complessivamente è emerso che l’HRS riesce a identificare e discriminare
le componenti del disturbo da accumulo nei pazienti che ne soffrono.
L’HRS si è dimostrato un test valido. In particolare, per quanto concerne
la validità convergente, sono state messe in luce correlazioni di Pearson positive e
significative tra il punteggio ottenuti a ciascun item e al punteggio totale dell’HRS
con i punteggi ottenuto dagli altri strumenti di misura che valutano l’HD (CIR,
SI-R, la sotto-scala «Hoarding» dell’OCI-R) (0,40 < r < 0,81). La validità discrimi-
nante è risultata anch’essa adeguata. Nello specifico, i punteggi ottenuti all’HRS
non correlano in modo significativo con il punteggio totale ottenuto al BAI e al
BDI-II e sono emerse correlazioni significative e positive, seppur più deboli, con
il punteggio totale dell’OCI-R (0,35 < r < 0,47). Sono state inoltre messe in luce
correlazioni positive ma deboli tra l’item 2 dell’HRS e le sotto-scale «Ordering»
(r = 0,31) e «Obsessing» (r = 0,24) dell’OCI-R, tra l’item 3 dell’HRS e la sotto-
scala «Checking» dell’OCI-R (r = 0,24), tra l’item 4 e la sotto-scala «Ordering»
dell’OCI-R (r = 0,27); infine, l’item 5 e il punteggio totale dell’HRS correlano
con le sotto-scale «Checking» e «Ordering» dell’OCI-R (0,27 < r < 0,34).
90
L’Hoarding Rating Scale (HRS)
TABELLA 7.2
Punteggi cut-off e medie dei punteggi ottenuti da un campione
di soggetti con HD e senza HD (Tolin, Frost e Steketee, 2010)
Media (DS) Media (DS)
Punteggi
Soggetti con Soggetti senza
cut-off
HD HD
HRS (Totale) 14 24,22 (5,7) 3,34 (5,0)
HRS (Accumulo) 3 5,18 (1,4) 0,64 (1,1)
HRS (Difficoltà a disfarsi degli
4 5,10 (1,4) 0,82 (1,4)
oggetti)
HRS (Acquisizione) 2 4,08 (1,9) 0,75 (1,3)
HRS (Distress) 3 4,83 (1,3) 0,73 (1,0)
HRS (Interferenza) 3 5,03 (1,4) 0,42 (1,0)
91
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
I valori cut-off del punteggio totale e dei singoli item sono stati esplorati an-
che considerando un campione di 88 persone estratte dalla popolazione generale
italiana con età media di 46,7 anni (DS = 8,2; 30 ≤ età ≤ 60) di cui il 64,8% (n =
57) era costituito da femmine. Il 63,6% del campione era residente in Toscana (n =
56), il 29,5% (n = 26) in Lombardia e il 6,8% (n = 6) in Veneto. Inoltre, il 77,3%
(n = 68) era sposato o convivente, il 39,8% (n = 35) aveva un diploma di scuola
superiore e il 67% (n = 59) aveva un lavoro a tempo pieno. È stato considerato il
punteggio grezzo equivalente al 99° percentile ed è emerso un cut-off uguale o
maggiore di 17 per il punteggio totale; per l’item 1 un cut-off uguale o maggiore
di 4, per l’item 2 un cut-off uguale o maggiore di 7, per l’item 3 un cut-off uguale
o maggiore di 6, per l’item 4 un cut-off uguale o maggiore di 7, per l’item 5 un
cut-off uguale o maggiore di 3.
Oltre che in modalità auto-somministrata, il questionario si presta ad essere
utilizzato dal clinico sotto-forma di intervista anche per via telefonica in particolare
durante le fasi preliminari di screening. La somministrazione richiede approssi-
mativamente da 5 a 10 minuti di tempo.
Conclusioni
La sinteticità dell’HRS permette il suo utilizzo sia in ambito di ricerca, in
particolare per la selezione di individui da inserire in un campione di studio, sia
in ambito clinico.
In questo secondo ambito risulta utile in fase di valutazione iniziale di screening
per l’identificazione generale delle principali caratteristiche del disturbo da ac-
cumulo e per la definizione della sua gravità sulla base degli indici di frequenza,
intensità, grado di difficoltà e disagio relativi alle componenti del disturbo.
Le caratteristiche psicometriche rilevate su un campione di persone italiane
hanno permesso di considerare questo strumento come una valida modalità di
indagine del disturbo da accumulo anche all’interno del contesto italiano.
Altresì, data la brevità dell’HRS, esso non permette di indagare in modo ap-
profondito i vari elementi del disturbo da accumulo, per i quali si indica di avvalersi
del colloquio clinico, di altri test che indagano più nello specifico il problema (si
veda, ad esempio, Saving Inventory-Revised; SI-R), della visita a casa della persona
e di test come il Compulsive Acquisition Scale (CAS) che permette di valutare la
presenza e il tipo di acquisizione eccessiva associata al comportamento di accumulo.
92
Hoarding Rating Scale (HRS)
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.
• Quanto è difficile utilizzare le stanze della sua casa a causa dell’ingombro o della
quantità di cose che ha?
0 1 2 3 4 5 6 7 8
Per Lievemente Moderatamente Difficile Molto
niente difficile
difficile
0 1 2 3 4 5 6 7 8
Non ho Lieve Moderata Difficile Molto
difficoltà difficile
• Accumulare oggetti che sono distribuiti gratuitamente, comprare più cose di quelle
che le servono o comprare cose che non può permettersi, è per lei un problema?
0 1 2 3 4 5 6 7 8
0 = nessun problema
2 = problema lieve, occasionalmente (meno di una volta a settimana) acquista cose
non necessarie o poche cose che non servono.
4 = moderato, regolarmente (una o due volte la settimana) acquista cose non ne-
cessarie o alcune cose che non servono.
6 = serio, frequentemente (più volte a settimana) acquista cose non necessarie o
molte cose che non servono.
8 = estremo, molto spesso (ogni giorno) acquista cose non necessarie o vasto nu-
mero di cose che non servono.
0 1 2 3 4 5 6 7 8
Per Lievemente Moderatamente Seriamente In modo
niente estremo
• L’ingombro, la difficoltà a disfarsi delle cose o i problemi che incontra per com-
prarle o ottenerle compromettono la sua vita (routine quotidiana, lavoro/scuola,
attività sociali, attività familiari e difficoltà finanziarie)?
0 1 2 3 4 5 6 7 8
Per Lievemente Moderatamente Seriamente In modo
niente estremo
Introduzione
Coloro che presentano il disturbo da accumulo non sempre riconoscono
di avere un problema. Talvolta, sembra che queste persone non facciano caso ai
livelli di ingombro caratteristici delle proprie case fino a quando qualcuno, ad
esempio un familiare, glielo fa notare. Altresì, esiste anche la possibilità di trovarsi
di fronte a uno scenario opposto, in cui le persone valutate riferiscono di avere
seri problemi di accumulo che non vengono riscontrati dal clinico (Frost e Hartl,
1996; Frost et al., 2008). Quest’ultima condizione può essere dovuta all’utilizzo
improprio da parte della persona dei termini «disordine/ingombro/accumulo» per
descrivere la situazione della propria abitazione. Probabilmente questa valutazione
si basa su standard eccessivamente elevati rispetto alle condizioni della propria
casa, evidenziando così una percezione alterata.
La variabilità nella percezione del livello di ingombro, come anche la possi-
bilità di compromissione del funzionamento, mettono in discussione l’accuratezza
della valutazione implementata con il solo utilizzo di questionari self-report (Frost
et al., 2008; Sagayadevan et al., 2016) con il rischio per il clinico di giungere a
conclusioni diagnostiche alterate e fuorvianti.
Al fine di valutare i livelli di ingombro e accumulo, sono stati messi a punto
diversi strumenti per lo più costituiti da questionari, come il Saving Inventory-Revised,
composto anche da una sotto-scala denominata «Clutter» che indaga la componente
di accumulo, l’Activities of Daily Living in Hoarding Scale (ADL-H; Frost et al.,
2013), che valuta l’interferenza delle attività quotidiane dovuta all’ingombro, la
Clutter Scale (CS; Hartl et al. 2002), costituita da una serie di 7 domande atte a
esaminare l’ingombro presente all’interno di ogni stanza della casa.
Con l’obiettivo di ottenere informazioni quanto più precise sui livelli di
ingombro degli ambienti di vita delle persone, Frost e colleghi (2008) hanno
messo a punto una Scala Analogica Visiva costituita da 3 serie, composte ciascuna
95
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
Lo studio originale
Per generare le immagini-stimolo dello strumento, gli autori dello studio
originale (Frost et al., 2008) hanno affittato un appartamento le cui stanze sono
state riempite con gli oggetti più frequentemente conservati dalle persone che sof-
frono di disturbo da accumulo (riviste, scatole, vestiti, piatti, sedie, libri, bottiglie,
lattine, buste postali, contenitori per alimenti, ecc.).
Per ogni stanza sono state scattate originalmente da 30 a 35 fotografie, tra
le quali ne sono state selezionate 9 per ogni serie. Le 9 fotografie sono state scelte
in modo che la progressione di ingombro risultasse omogenea.
Successivamente alla creazione della Scala, sono stati condotti due studi al
fine di indagarne le proprietà psicometriche.
Per la conduzione di queste ricerche sono state coinvolte 46 persone che
partecipavano a un workshop sul disturbo da accumulo (22 donne, 10 uomini e 3
persone che non hanno indicato il genere). Di queste, la maggior parte soffriva di
gravi problemi di accumulo mentre 8 persone erano familiari o amici di individui
che manifestavano problemi di accumulo. L’età dei partecipanti era compresa tra
i 22 e i 73 anni (M = 53,3; DS = 12,4).
La ricerca prevedeva la somministrazione del CIR e dei questionari SI-R,
HRS e CS.
Le persone hanno ottenuto punteggi compresi tra 1 e 8 per la camera da letto
(M = 3,49; DS = 1,7), tra 1 a 7 per il salotto (M = 3,21; DS = 1,7) e tra 1 a 6 per
la cucina (M = 2,89; DS = 1,2). Gli indici di inter-correlazione tra le tre stanze
sono risultati elevati e la consistenza interna accettabile (α = 0,84). Sono state
riscontrate correlazioni forti del CIR con la scala «Clutter» del SI-R (r = 0,72) e
con l’item «Clutter» dell’HRS (r = 0,82), e correlazioni più deboli con altre sotto-
scale che valutano altre componenti del disturbo da accumulo (0,37 < r < 0,56).
Nel complesso il CIR ha mostrato buone proprietà psicometriche, con indici di
coerenza interna, di validità convergente e di validità discriminante adeguati.
In un secondo momento, Frost e colleghi (2008) hanno messo a punto un
altro studio in cui i partecipanti venivano inclusi se ottenevano punteggi uguali
96
Il Clutter Image Rating (CIR)
97
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
98
Il Clutter Image Rating (CIR)
La validazione italiana
Le proprietà psicometriche del CIR sono state indagate all’interno di un
progetto di validazione dell’intervista Structured Interview for Hoarding Disorder
(SIHD; Nordsletten et al., 2013b; Novara et al., 2017; disponibile alle pagine 102-
106 del presente volume) considerando un campione clinico di soggetti italiani.
Per indagare le differenze tra gruppi rispetto ai punteggi ottenuti al CIR,
sono state condotte analisi di tipo non parametrico, in quanto non tutti i gruppi
si distribuivano secondo la curva di distribuzione normale. È stato utilizzato il test
Kruskal-Wallis che si è rivelato significativo (χ2(4) = 31,29; p < 0,001) a definire
come il punteggio al CIR sia differente tra i gruppi.
Inoltre, i punteggi medi dei soggetti del gruppo «HD» alle tre stanze target
del CIR (cucina, stanza da letto, salotto) sono risultati essere significativamente
più elevati rispetto ai punteggi medi ottenuti dagli altri quattro gruppi di pazienti
[Cucina: F(4,69) = 16,6; Stanza da letto: F(4,69) = 33,56; Salotto: F(4,69) = 12,03].
Ancora, i punteggi medi delle persone del gruppo «HD+DOC» sono risultati
significativamente maggiori rispetto alle persone del gruppo «DD» per le stanze
cucina e stanza da letto, e hanno ottenuto un punteggio medio maggiore, sempre
per la stanza da letto, rispetto al gruppo «DOC» e al gruppo «SS» (tabella 8.1).
Dunque, complessivamente è emerso come il CIR riesca a identificare le
componenti di accumulo eccessivo in persone con disturbo da accumulo.
Gli indici di inter-correlazione tra le tre stanze sono risultati adeguati (cucina/
stanza da letto: r = 0,80; cucina/salotto: r = 0,79; stanza da letto/salotto: r = 0,76)
come anche la coerenza interna (α = 0,9).
Sulla base dei punteggi di correlazione ottenuti con strumenti che indagano
lo stesso costrutto (sotto-scala «Clutter» del SI-R, item 1 dell’HRS-SR: «Quanto è
difficile utilizzare le stanze della sua casa a causa dell’ingombro o della quantità di
cose che ha?»), la validità convergente è risultata buona, con correlazioni positive e
statisticamente significative tra i singoli punteggi ottenuti alle tre stanze del CIR
e la sotto-scala «Clutter» del SI-R (0,52 < r < 0,65; p < 0,001) come anche tra le
stanze e l’item 1 dell’HRS-SR (0,5 < r < 0,62; p < 0,001). Inoltre, i punteggi alle
tre stanze correlavano positivamente con quelli ottenuti con strumenti e sotto-
99
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
*HD: persone con disturbo da accumulo; HD+DOC: persone che hanno in comorbilità disturbo
da accumulo e disturbo ossessivo-compulsivo; DOC: persone con disturbo ossessivo-compulsivo;
SS: persone con un disturbo dello spettro della schizofrenia; DD: persone con disturbo depressivo.
100
Il Clutter Image Rating (CIR)
Conclusioni
Il CIR è uno strumento che permette di valutare quelle situazioni in cui
l’accesso all’abitazione della persona non è possibile. È uno strumento utilizzato sia
in ambito clinico che di ricerca e permette di ottenere informazioni specificamente
sulla componente di ingombro e accumulo delle stanze e del livello di consape-
volezza. Per questo motivo, per la valutazione globale del disturbo da accumulo
è necessario utilizzare il colloquio e altri strumenti che indaghino anche le altre
caratteristiche relative al problema.
Ciò che viene riferito dai familiari in quanto la presenza di ingombro rap-
presenta un problema tipico anche di altri disturbi psicopatologici e neurologici
(ad esempio, come conseguenza di uno stato di anedonia e abulia, nel caso di un
disturbo depressivo maggiore o per la presenza di una malattia neurodegenera-
tiva) ed è necessario ottenere maggiori informazioni per effettuare un’adeguata
diagnosi differenziale.
101
Clutter Image Rating (CIR)
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.
INTERVISTA
Adesso le presenterò tramite computer una serie di fotografie che mostra-
no una stanza di una casa con livelli crescenti di ingombro.
Questa serie mostra una cucina (mostrare la serie di nove fotografie, nel for-
mato più grande e chiaro possibile, con la dicitura Clutter Image Rating: «Cucina»).
Potrebbe indicare quale di queste nove fotografie descrive meglio il livello di
ingombro presente nella sua cucina? Non c’è bisogno di essere particolarmen-
te precisi: scelga quale foto secondo lei assomiglia di più allo stato della sua
cucina.
(Nota per l’intervistatore: se questo locale non è presente nella casa del paziente,
passare alla domanda successiva).
Questa serie mostra una stanza da letto (mostrare la serie di nove fotogra-
fie, nel formato più grande e chiaro possibile, con la dicitura Clutter Image Rating:
«Stanza da letto». Potrebbe indicare quale di queste nove fotografie descrive
meglio il livello di ingombro presente in ciascuna delle sue camere da letto (nel
caso ne abbia più di una)? Non c’è bisogno di essere particolarmente precisi:
scelga quale foto secondo lei assomiglia di più allo stato di ciascuna delle sue
camere da letto.
mato più grande e chiaro possibile, con la dicitura Clutter Image Rating: «Salotto»).
Potrebbe indicare quale di queste nove fotografie descrive meglio il livello di
ingombro presente nel suo salotto? Non c’è bisogno di essere particolarmente
precisi: scelga quale foto secondo lei assomiglia di più allo stato del suo sa-
lotto.
(Nota per l’intervistatore: se questo locale non è presente nella casa del paziente,
passare alla domanda successiva).
(Nota per l’intervistatore: se il locale non è presente nella casa del paziente, mettere
la dicitura «non presente»).
Data ____________________
104
CIR: CUCINA
106
CIR: SALOTTO
Introduzione
L’acquisto compulsivo (detto anche «shopping compulsivo») risulta essere un
comportamento diffuso (riguarda circa il 6% della popolazione degli Stati Uniti
d’America) (Koran et al., 2006) che può portare a una seria compromissione dello
stato economico e sociale (McElroy et al., 1994). Generalmente si presenta in as-
sociazione a varie forme psicopatologiche e a un funzionamento alterato di alcuni
processi cognitivi: i disturbi dello spettro depressivo (Christenson, Faber e de Zwaan,
1994), il disturbo ossessivo-compulsivo (Frost, Steketee e Williams, 2002; Lejoyeux
et al., 2005), i disturbi d’ansia (Christenson, Faber e de Zwaan, 1994), i disturbi
dell’alimentazione (Christenson, Faber e de Zwaan, 1994), il gioco patologico
(Frost, Meagher e Riskind, 2001), il perfezionismo, il deficit nel processamento
delle informazioni (in particolare la componente attentiva), il decision making e la
memoria (Grisham et al., 2010; Hartl et al., 2005; Steketee e Frost, 2003).
Nell’ambito del disturbo da accumulo, sulla base della classificazione propo-
sta dal DSM-5 (APA, 2013), il comportamento di acquisizione viene denominato
«Acquisizione Eccessiva», rientra nella sezione degli «Specificatori» e consente di
circostanziare se le componenti del disturbo da accumulo sono accompagnate da
un eccessivo accaparramento, acquisto o furto di oggetti non necessari o per i
quali lo spazio a disposizione non è sufficiente.
In passato, Frost e Hartl (1996) hanno investito la componente di acquisi-
zione di oggetti di un ruolo precipuo nella definizione del disturbo da accumulo,
descrivendo questo disturbo alla stregua di un processo che prevede (1) l’acqui-
sizione di un gran numero di oggetti, (2) cui consegue un’incapacità nel disfar-
sene, e (3) la presenza di ingombro tale da precludere l’utilizzo delle stanze della
propria abitazione per lo scopo cui sono state designate. Di queste componenti,
l’accumulo è solitamente il più evidente (Frost et al., 2008), mentre la difficoltà
a disfarsi degli oggetti si manifesta in associazione a credenze disfunzionali (ad
107
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
108
La Compulsive Acquisition Scale (CAS)
109
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
110
La Compulsive Acquisition Scale (CAS)
La versione italiana
Le proprietà psicometriche del CAS sono state indagate considerando un
campione clinico di individui italiani partecipanti al progetto di validazione
dell’intervista Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD; Nordsletten et
al., 2013b; Novara et al., 2017; disponibile alle pagine 114-115 del presente volume).
Le caratteristiche psicometriche del CAS sono risultate adeguate, con indici
di consistenza interna elevati (CAS Totale: α = 0,87; CAS-Compulsive Buying: α
= 0,84; CAS-Acquisition of Free Things: α = 0,80). Come riscontrato dallo studio
di validazione originario, la correlazione tra le due sotto-scale è risultata adeguata.
Per indagare le differenze tra gruppi rispetto ai punteggi ottenuti al CAS totale
e alle sotto-scale, sono state condotte analisi di tipo non parametrico, in quanto
non tutti i gruppi si distribuivano secondo la curva di distribuzione normale. È
stato utilizzato il test Kruskal-Wallis che si è rivelato significativo per il punteggio
totale (CAS: χ2(4) = 21,90; p < 0,001), per la sotto-scala CAS-Compulsive Buying
(χ2 (4) = 16,36; p = 0,003) e per la sotto-scala CAS-Acquisition of Free Things (χ2(4)
= 21,57; p < 0,001) a sottolineare come i punteggi ottenuti dai diversi gruppi al
test non fossero tra loro omogenei. In seguito sono stati eseguiti dei test post-hoc
con correzione Bonferroni, che hanno messo in luce le differenze tra gruppi ri-
scontrate. Nello specifico, il punteggio totale al CAS delle persone con disturbo
da accumulo era significativamente maggiore rispetto a quello dei soggetti senza
il disturbo (fatta eccezione per coloro che presentavano in comorbilità disturbo
ossessivo-compulsivo e disturbo da accumulo), [F(4,68) = 7,79; p < 0,001]. Inoltre,
i soggetti con disturbo da accumulo risultavano accumulare maggiormente cose
gratis rispetto agli individui con disturbo ossessivo-compulsivo, sia con disturbo
111
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
112
La Compulsive Acquisition Scale (CAS)
Conclusioni
Complessivamente, il CAS può essere considerato un questionario utile per
valutare il comportamento di acquisizione eccessiva di oggetti. Tenendo presente
la natura self-report del questionario, si ritiene opportuna l’integrazione dei dati
ottenuti con quanto emerge dal colloquio clinico e dall’osservazione comporta-
mentale diretta o eseguita attraverso l’ausilio di schede di monitoraggio da far
compilare al paziente e/o ai familiari.
Per concludere, si ritengono necessari ulteriori studi, con campioni più ampi
di quelli descritti, che prendano in considerazione persone che accumulano e indi-
vidui con altre psicopatologie in cui è presente il comportamento di acquisizione,
in modo da rendere il CAS un questionario quanto più sensibile e specifico nel
rilevare le diverse modalità di acquisizione eccessiva maggiormente associate al
disturbo da accumulo. Si assume che questo dato possa essere utilizzato dal clinico
nel direzionare in modo più preciso l’indagine delle problematiche del paziente.
113
Compulsive Acquisition Scale (CAS)
© THE OXFORD HANDBOOK OF HOARDING AND ACQUIRING by Frost and Steketee (2014)
«Compulsive Acquisition Scale». By permission of Oxford University Press, USA.
Troverai di seguito una serie di domande che riguardano alcune abitudini legate
all’acquisto o all’acquisizione di beni. Per favore leggi una domanda per volta e indi-
ca QUANTO SPESSO metti in atto o provi l’esperienza descritta dalla domanda. Per
la valutazione, per favore utilizza questo schema:
1 2 3 4 5 6 7
Abbastanza Sempre o quasi
Mai o quasi mai A volte
spesso sempre
Tieni presente che non esistono risposte giuste o sbagliate. Rispondi con tran-
quillità, ricorda che spesso la prima risposta che ti viene in mente è la più accurata.
1 2 3 4 5 6 7
Abbastanza Sempre o quasi
Mai o quasi mai A volte
spesso sempre
16. Compri delle cose in più per farne scorta nel caso ne
1 2 3 4 5 6 7
avessi bisogno?
17. Fai delle uscite speciali o intraprendi apposta dei
1 2 3 4 5 6 7
viaggi per prendere cose gratuite o in saldo?
18. Rimpiangi di non aver preso qualcosa che era
1 2 3 4 5 6 7
disponibile gratuitamente?
Punteggio CAS-Acquisition of Free Things: somma degli item 3, 12, 14, 15, 17, 18.
117
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
La validazione italiana
Per l’indagine delle proprietà psicometriche della SIHD è stato messo a punto
uno studio di validazione (Novara et al., 2017; disponibile alle pagine 126-140
118
La Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD)
119
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
120
La Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD)
Per questo motivo, e allo scopo di aiutare i clinici nel processo di presa di
decisione rispetto al tipo di diagnosi, risulta opportuno indicare di effettuare
un’ulteriore valutazione dei sintomi ossessivi e compulsivi.
121
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
Il Criterio C intende indagare la difficoltà nel disfarsi delle cose che può
portare all’accumulo di oggetti che a loro volta determinano l’ostruzione e
l’ingombro degli spazi abitativi, in particolare delle stanze principali della casa
(cucina, soggiorno, camera da letto, ecc.), e può comprometterne in maniera
significativa l’utilizzo. Inoltre, nel caso in cui gli ambienti abitativi non siano
ingombri, questo Criterio permette di valutare se altre persone intervengono nel
rendere l’ambiente abitativo usufruibile.
Le domande che vengono poste sono le seguenti:
1. «Possiede un numero di cose così grande da ostacolare o ingombrare le stanze prin-
cipali della sua abitazione?».
2. «A causa dell’ ingombro o della quantità di cose che possiede, quanto le risulta
difficile utilizzare le stanze della sua casa?».
3. «Altre persone (come familiari o autorità locali) l’ hanno aiutata a rimuovere (o
hanno rimosso forzatamente) alcune delle sue cose? Se sì, quanto era ingombra la
sua abitazione prima del loro intervento?».
Il Criterio C può essere soddisfatto anche nel caso in cui non sia considerata
presente la componente di ingombro significativo.
122
La Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD)
123
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
tipica del disturbo da accumulo ma siano spiegati dalla presenza di altro problema
psicologico piuttosto che fisico o neurologico.
Se tutti e sei i criteri sono soddisfatti viene posta la diagnosi di disturbo da
accumulo e si prosegue la valutazione con la sezione dell’intervista che comprende
i due Specificatori, quali:
1. Specificatore «Acquisizione Eccessiva»: è volto a verificare se la difficoltà nel di-
sfarsi delle cose è accompagnata dall’eccessiva acquisizione di oggetti che non
sono necessari o per i quali non vi è, all’interno dell’abitazione della persona,
sufficiente spazio. All’intervistato viene chiesto:
- «Le capita spesso di prendere oggetti disponibili gratuitamente di cui non ha
bisogno o per i quali non ci sia a disposizione spazio in casa sua?».
- «Compra spesso oggetti di cui non ha bisogno, che non si può permettere, o per i
quali non ci sia a disposizione spazio in casa sua?».
- «Le capita spesso di rubare delle cose di cui non ha bisogno, che non si può per-
mettere o per le quali non ci sia a disposizione spazio in casa sua?».
La risposta affermativa a una qualsiasi delle tre domande appena enunciate
permette di ipotizzare la presenza della componente «Acquisizione Eccessiva»
in associazione alla diagnosi di disturbo da accumulo.
124
La Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD)
Conclusioni
La SIHD è un’intervista strutturata che può essere utilizzata sia in ambito
clinico che di ricerca, e la modalità di utilizzo ottimale prevede che sia sommi-
nistrata al paziente presso la sua abitazione. Se questo non è possibile, si racco-
manda al clinico di raccogliere ulteriori informazioni da individui vicini alla
persona che siano a conoscenza del problema di cui soffre (come coniuge, figli,
genitori), in particolare nei casi in cui sia stata eseguita una diagnosi di disturbo
da accumulo accompagnata da basso o scarso insight, e laddove le informazioni
riferite dalla persona dimostrino una sua tendenza a sottostimare il significato e
le conseguenze del problema. Sempre nella condizione in cui il clinico non possa
accedere all’abitazione della persona, si raccomanda l’opportunità di richiedere
al paziente, o ai familiari, delle fotografie della sua abitazione, o di utilizzare lo
strumento Clutter Image Rating (CIR) per ottenere informazioni sul livello di
ingombro e accumulo.
Infine, se non vi sono le condizioni per poter valutare direttamente la persona
che accumula, è possibile somministrare l’intervista direttamente ai familiari.
125
Intervista Strutturata per il disturbo da accumulo (SIHD)
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433
CRITERIO A
Di quali oggetti fa più fatica a disfarsi? Elencare sotto gli oggetti (ai fini
della diagnosi dovrebbero essere presenti nella lista sia oggetti di valore sia
privi di valore).
_________________________________________________________________
_________________________________________________________________
_________________________________________________________________
Criterio A
Criterio B
❏ SÌ ➞ il CRITERIO C è presente
❏ SÌ ➞ il CRITERIO C è presente
Criterio C
La difficoltà nel disfarsi dei suoi oggetti o l’ingombro di casa sua in-
terferiscono con la sua vita familiare, le amicizie, il lavoro o con la sua
gestione della casa? Nota che la compromissione potrebbe non essere
riconosciuta dagli individui con scarso insight ed essere evidente solamente
alle persone che circondano l’individuo.
Criterio D
❏ NO ➞ il CRITERIO E è presente
❏ SÌ ➞ il CRITERIO E è presente
Criterio E
Criterio F
sere formulata.
Se il disturbo da accumulo è presente, spuntare il cerchio.
Disturbo
da accu-
mulo
Compra spesso oggetti di cui non ha bisogno, che non si può permette-
re, o per i quali non ci sia a disposizione spazio in casa sua?
❏ SÌ
❏ NO
Le capita spesso di rubare delle cose di cui non ha bisogno, che non si
può permettere o per le quali non ci sia a disposizione spazio in casa sua?
❏ SÌ
❏ NO
Acquisi-
zione
Eccessiva
❏ Insight buono/adeguato
❏ Insight scarso
❏ Insight assente/delirante
Rischio di incendio
❏ Ci sono materiali infiammabili vicino a fonti di calore?
❏ Ci sono rischi per l’impianto elettrico?
Uscite bloccate
❏ La porta che consente di entrare e uscire di casa è sgombra?
❏ All’interno della proprietà ci sono altre porte bloccate?
Rischio di cadute
❏ Mancano passaggi sgombri, il che impedisce di muoversi attraverso la
proprietà?
❏ Bisogna scavalcare pile di oggetti o arrampicarsi su di essi per riuscire a
muoversi tra le stanze o per raggiungere delle cose?
Insetti, infestazioni
❏ Ci sono prove della presenza di infestazioni da insetti (sciami di insetti,
ragnatele, escrementi di animali)?
❏ Ci sono roditori o altri tipi di infestazione?
Condizioni antigieniche
❏ Ci sono escrementi/vomito umani o animali nella proprietà?
❏ Vi è la presenza di cibo andato a male o putrefatto, o contenitori di cibo
sporchi nella cucina o in altre aree della proprietà?
❏ Il lavello, il lavandino del bagno, il bagno, la doccia o la vasca da bagno
sono otturati, intasati o notevolmente sporchi?
❏ C’è dell’acqua stagnante in qualsiasi area della proprietà (lavello, vasca da
bagno, cantina, altro)?
❏ Si percepiscono forti e sgradevoli odori nella proprietà?
Incuria di bambini, anziani o persone disabili
❏ Se ci sono bambini, anziani o persone disabili, lo spazio a disposizione è
sufficiente da consentirne la cura e le attività quotidiane (ad esempio, una
cucina funzionante, uno spazio pulito ed ordinato dove consumare i pasti,
accesso alla doccia o alla vasca da bagno)?
❏ Se ci sono bambini, lo spazio a disposizione è sufficiente da consentire
loro di dormire, giocare o fare i compiti?
Accumulo di animali
❏ Ci sono animali denutriti, trascurati o maltrattati nei locali?
Note addizionali (scrivere qualsiasi altra informazione che potrebbe essere
utile ai fini della valutazione del rischio).
_________________________________________________________________
_________________________________________________________________
La sua difficoltà nel disfarsi delle cose è causata da una specifica os-
sessione o paura?
❏ SÌ (più probabile nel DOC)
❏ NO
Per lei è difficile disfarsi delle cose perché questo innesca la messa in
atto di rituali incessanti (ad esempio, rituali di lavaggio o di controllo)?
❏ SÌ (più probabile nel DOC)
❏ NO
Le piace o trova rassicurante acquisire delle cose e poi averle tutte at-
torno a sé?
❏ SÌ
❏ NO (più probabile nel DOC)
Gli oggetti che conserva sono generalmente limitati a una sola, specifi-
ca (circoscritta) area di interesse?
Un interesse circoscritto, tipico di un DSA, è caratterizzato da un intenso in-
teresse per una attività specifica, ristretta e spesso inusuale. Questi interessi
possono dar luogo all’accumulo di molti oggetti simili, che sono accomunati
dal fatto di essere esemplari di questa area di interesse. È più probabile che le
persone con disturbo da accumulo accumulino una vasta gamma di oggetti
(ad esempio, non ristretti a una singola area di interesse, né accomunati da
una caratteristica altamente specifica). Inoltre, la mancanza di organizzazione
è più tipica del disturbo da accumulo.
❏ SÌ (più probabile in un DSA)
❏ NO
In un DSA, la raccolta di molti oggetti simili può essere indicativa di una fissa-
zione sensoriale inusuale.
Esempi di queste fissazioni includono intensa attrazione nei confronti di:
• stimoli visivi (ad esempio, oggetti scintillanti, brillanti, luci lampeggianti, il
movimento di liquidi – come il movimento rotatorio tipico dell’acqua quan-
do viene scaricata)
• stimoli uditivi (ad esempio, il rumore di un aspirapolvere)
• stimoli tattili (ad esempio, superfici lisce)
Il questionario
Il Saving Cognition Inventory (SCI; Steketee, Frost e Kyrios, 2003) è un
questionario self-report che valuta le principali credenze disfunzionali relative ai
propri oggetti. Si compone di 24 item con risposta su scala Likert a 7 punti (da 1 a
7) ai quali è richiesto di rispondere indicando la frequenza dei pensieri riscontrati
nel corso della settimana precedente, mentre si stava tentando di buttare via qual-
cosa. Nel caso in cui la persona che compila il questionario non si fosse disfatta
di niente, tra le istruzioni viene indicato di segnalare come si sarebbe sentita se
avesse provato a disfarsi di un suo oggetto.
Lo SCI consta di quattro sotto-scale: «Emotional Attachment» (composta
da 10 item; ad esempio, «Buttare via questo oggetto è come gettare una parte di
me»), «Memory» (composta da 5 item, include affermazioni relative al considerare
gli oggetti come degli ausili mnesici; ad esempio, «Conservarlo significa non dover
contare sulla mia memoria», «La mia memoria è così labile che devo lasciare questo
oggetto in vista altrimenti me ne dimenticherò»), «Control» (composta da 3 item,
include affermazioni che esprimono il bisogno di controllare i propri oggetti;
ad esempio, «Mi piace essere l’unico a mantenere il controllo sulle mie cose»)
«Responsibility» (composta da 6 item, si riferisce alla percezione della persona
di avere degli obblighi verso i propri oggetti; ad esempio, «Sono responsabile del
benessere di questa mia cosa»).
Il punteggio complessivo ottenibile può essere compreso tra i valori di 24 e
168. È stato messo in luce che le persone con disturbo da accumulo ottengono
in media un punteggio totale di 95,9 (DS = 31), un punteggio di 37,7 (DS = 16)
alla sotto-scala «Emotional Attachment», un punteggio di 15,8 (DS = 4,2) alla
sotto-scala «Control», un punteggio di 22,3 (DS = 8,2) alla sotto-scala «Respon-
sibility» e un punteggio di 20,3 (DS = 8,1) alla sotto-scala «Memory» (Steketee
e Frost, 2014b).
141
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
142
Il Saving Cognition Inventory (SCI)
una buona validità convergente, che risultavano più elevate delle correlazioni tra
le sotto-scale dello SCI con altri test che indagano altri costrutti psicopatologici
(sintomi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo) (0,34 < r < 0,58; p <
0,0014). Ancora, è emerso come la relazione tra le credenze e i sintomi relativi al
comportamento di accumulo non sia mediata dalla presenza di ansia, depressione
o disturbo ossessivo-compulsivo (0,39 < r < 0,66; p < 0,001).
Nel complesso i dati dello studio di validazione originale del test SCI hanno
permesso di osservare come questo questionario abbia buoni indici di attendibi-
lità e di validità; ha inoltre messo in luce come l’associazione tra il disturbo da
accumulo e le credenze relative ad esso non sia influenzata dalla presenza di altri
problemi psicologici e che, sebbene il comportamento di accumulo sia associato
al disturbo ossessivo-compulsivo, questa relazione è in larga parte mediata dalla
presenza di sintomi ansiosi e depressivi. L’unica sotto-scala dello SCI che ha
mostrato un pattern differente è quella relativa al controllo, in quanto è emersa
l’associazione ai sintomi ossessivi e compulsivi (valutati con la scala Yale-Brown
Obsessive-Compulsive Scale; Y-BOCS; Goodman et al., 1989a; 1989b) anche quando
veniva controllata l’interferenza di sintomi d’ansia e depressivi. Questo dato mette
in luce quanto la componente relativa al controllo sia un elemento di vulnerabilità
per la manifestazione di sintomi ossessivi e compulsivi, oltre che di accumulo.
La versione italiana
Le caratteristiche psicometriche preliminari dello SCI in Italia sono state rile-
vate dai dati ottenuti da un campione italiano di individui estratti dalla popolazione
generale nell’ambito di uno studio più ampio sul disturbo da accumulo presso il
Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova. In prima istanza
è stata realizzata la traduzione in italiano del questionario seguendo le procedure
di forward- e back-translation (Behling e Law, 2000). Infine sono state effettuate
ulteriori modifiche in modo da rendere più scorrevole la lettura del questionario,
ottenendone la versione definitiva (Novara et al., 2017; disponibile alle pagine
146-147 del presente volume). Il campione italiano considerato si componeva di
410 individui (110 maschi e 300 femmine) di età compresa tra i 18 e i 64 anni
(M = 27,60; DS = 11,86) e con una scolarità media di 13,5 anni (DS = 2; range:
8-23). Per aderire alla ricerca queste persone dovevano aver compiuto almeno 18
anni e dovevano fornire il consenso di partecipazione allo studio; in seguito, erano
invitati a fornire informazioni di carattere anagrafico con l’ausilio di un’apposita
scheda e a compilare una batteria di questionari comprendente lo SCI e il Saving
Inventory-Revised (SI-R; Frost, Steketee e Grisham, 2004).
143
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione
TABELLA 11.1
Punteggi medi del campione italiano e del campione statunitense
entrambi costituiti da individui senza disturbo da accumulo
Media (DS) Media (DS)
Campione italiano Campione statunitense
SCI Totale 56,90 (23,60) 42,2 (20,9)
SCI Emotional Attachment 23 (12,15) 14,8 (8,7)
SCI Control 10,34 (4,35) 8,4 (5,1)
SCI Responsibility 12,67 (5,91) 10,4 (6)
SCI Memory 10,89 (5,35) 8,8 (4,8)
144
Il Saving Cognition Inventory (SCI)
a ciascuna delle quali può essere associato un punteggio basato sulla somma delle
risposte agli item che le compongono.
Per determinare i punteggi cut-off del punteggio totale e delle singole sotto-
scale, lo SCI è stato somministrato a un gruppo di 410 individui estratti dalla
popolazione generale. È stato considerato il punteggio grezzo equivalente al 99°
percentile ed è emerso un cut-off uguale o maggiore di 118 per il punteggio totale
(ad indicare la presenza clinicamente significativa delle credenze disfunzionali che
sottostanno alla manifestazione del comportamento di accumulo); per la sotto-scala
«Emotional Attachment» un cut-off uguale o maggiore di 57; per la sotto-scala
«Control» un cut-off uguale o maggiore di 21; per la sotto-scala «Responsibility»
un punteggio cut-off uguale o maggiore di 31 e per la sotto-scala «Memory» un
punteggio cut-off uguale o maggiore a 25.
La compilazione del questionario richiede circa 10 minuti.
È necessario che il clinico verifichi che la persona possieda adeguate capacità
linguistiche e intellettive necessarie per la comprensione delle affermazioni.
Conclusioni
Lo SCI rappresenta uno strumento di valutazione utile sia in ambito di
ricerca che clinico, in particolare per la messa a punto di interventi a matrice
cognitiva e comportamentale in cui si intende programmare una fase dedita alla
ristrutturazione cognitiva.
Per svolgere una valutazione accurata si reputa utile somministrare questo test
insieme ad altri strumenti di indagine a disposizione dello psicologo clinico, quali
il colloquio, le interviste condotte con la persona e con i familiari e la valutazione
diretta delle caratteristiche degli ambienti domestici della persona.
145
Saving Cognition Inventory
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.
Utilizzi la seguente scala per indicare quante volte ha avuto questo pensiero men-
tre stava tentando di buttare via qualcosa durante la scorsa settimana. (Se non ha
provato a gettare via niente, indichi come si sarebbe sentito se ci avesse provato).
1 2 3 4 5 6 7
Per niente Qualche volta Spesso
Sotto-scale: