Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
54 visualizzazioni74 pagine

Accumulo

manuale su disturbo di accumulo

Caricato da

Sara Bonfante
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
54 visualizzazioni74 pagine

Accumulo

manuale su disturbo di accumulo

Caricato da

Sara Bonfante
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

eLab -PRO

Risorse e strumenti digitali


Psicologia - Logopedia - Autismi - Disabilità - Anziani - Minori

Psicologia clinica
[Link]

eLab-PRO è un ambiente online che rende immediatamente disponibili materiali utili per la
tua professione (test, griglie di valutazione, attività, esercizi) scaricabili gratuitamente. Tutte
le proposte sono state selezionate dalla Ricerca&Sviluppo Erickson e sono basate su evidenze
scientifiche.
QUI SOTTO PUOI TROVARE ALCUNI DEI TITOLI DA CUI SONO STATI TRATTI I MATERIALI.

CATERINA NOVARA, SUSANNA PARDINI


IL DISTURBO DA ACCUMULO E LA
SUA VALUTAZIONE
Definizione, diagnosi e indicazioni
per i familiari

SCOPRI DI PIU
[Link]
[Link]

Argomenti trattati
• Il Saving Inventory-Revised (SI-R) per l’indagine delle caratteristiche del
disturbo

• L’Hoarding Rating Scale (HRS) per la valutazione in fase di screening

• Il Clutter Image Rating (CIR) per l’indagine dei livelli di ingombro

• La Compulsive Acquisition Scale (CAS) per la valutazione dello shopping


compulsivo

• La Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD) per valutare il disturbo e


le sue comorbilità

• Il Saving Cognition Inventory (SCI) per l’indagine delle credenze disfunzionali


Novara e Pardini
Grazie alle evidenze messe in luce da alcuni Caterina Novara e Susanna Pardini
recenti studi e da quanto è emerso dall’attività
clinica dei professionisti della salute mentale, è
stato osservato che le persone che presentano
un disturbo da accumulo riferiscono elevati livelli
di disagio sociale e compromissione del funzio-
namento osservabili in diversi ambiti: lavorativo,
sociale e della salute fisica. I sintomi possono
manifestarsi anche all’interno di altre condizioni
I Quaderni di Psicoterapia Co-
gnitiva e Comportamentale pre- IL DISTURBO DA ACCUMULO
E LA SUA VALUTAZIONE
sentano i principali contributi di

IL DISTURBO DA ACCUMULO E LA SUA VALUTAZIONE


psicopatologiche, rendendo difficile stabilire ricerca nazionali e internazionali
e i più aggiornati strumenti clini-
un quadro preciso del problema e limitando la ci e operativi per l’assessment e
possibilità di offrire un trattamento specifico e il trattamento.
mirato. Per delineare una modalità di indagine
specifica, sono stati realizzati diversi strumenti
(questionari, scale e interviste) al fine di agevola-
Definizione, diagnosi e indicazioni per i familiari
re i clinici nel processo di diagnosi differenziale.
Dopo un inquadramento teorico, il libro presenta
una definizione del disturbo da accumulo e ne
descrive le peculiarità, fornendo indicazioni utili
ai terapeuti e di supporto ai familiari di persone
che ne soffrono. Il volume si conclude con un’a-
nalisi dettagliata dei principali strumenti diagno-
stici utilizzati a livello nazionale e internazionale.

• Parte I – Il disturbo da accumulo: Una pre-


sentazione del problema; La relazione con
altre psicopatologie; Fattori genetici, neurobio-
logici, neuropsicologici e il modello cognitivo-
comportamentale del disturbo; I familiari di chi
presenta il disturbo da accumulo • Parte II – La
valutazione del disturbo da accumulo: Il proces-
so di valutazione dei disturbi mentali; Il Saving
Inventory-Revised (SI-R); L’Hoarding Rating
Scale (HRS); Il Clutter Image Rating (CIR); La
Compulsive Acquisition Scale (CAS); La Struc-
tured Interview for Hoarding Disorder (SIHD); Il
Saving Cognitions Inventory (SCI).

€ 22,00
€#
6
Il Saving Inventory-Revised (SI-R):
un questionario per l’indagine
delle caratteristiche del disturbo

Il questionario
Il Saving Inventory-Revised (SI-R; Frost, Steketee e Grisham, 2004) è conside-
rato il questionario self-report più importante per la valutazione dei comportamenti
di accumulo e il più utilizzato a livello internazionale (Frost, Steketee e Kyrios,
2001; Frost, Steketee e Grisham, 2004; Coles et al., 2003; Novara et al., 2013;
Melli et al., 2013; Frost e Hristova, 2011). È stato tradotto e validato per essere
utilizzato in vari Paesi (Mueller et al., 2009; Tortella-Feliu et al., 2006; Fontenelle
et al., 2010; Mohammadzadeh, 2009) ed è stato messo a punto per superare i limiti
del test Hoarding Scale (HS; Frost e Gross, 1993), che non si occupava di indagare
l’acquisizione eccessiva degli oggetti, il disagio emotivo, la compromissione del
funzionamento e la gravità del disturbo.
Il SI-R si pone lo scopo di valutare le principali caratteristiche dei compor-
tamenti di accaparramento, quali l’acquisizione di oggetti di limitata o nessuna
utilità, la difficoltà nel gettarli via, l’ingombro degli spazi abitativi e lavorativi
conseguente all’accumulo.

Le caratteristiche psicometriche della versione originale del SI-R


Una prima versione del SI-R era composta da 26 item (Frost, Steketee e
Grisham, 2004).
Un’analisi fattoriale condotta con un campione di 563 studenti di psicologia
ha messo in luce una soluzione a 4 fattori: Ingombro, Difficoltà a disfarsi degli
oggetti, Acquisizione Eccessiva e un fattore composto da item relativi al distress
associato ai sintomi, al disagio e alla compromissione del funzionamento dovuta
agli oggetti accumulati. Sono state evidenziate delle inter-correlazioni moderate/
forti tra i 4 fattori (0,37 < r < 0,58), i quali sono risultati fortemente correlati con

77
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

il Saving Cognitions Inventory-Revised (SCI-R; Steketee, Frost e Kyrios, 2003),


test che indaga i pensieri e le credenze in relazione all’accumulo di oggetti, con la
sotto-scala «Hoarding» del test Obsessive-Compulsive Inventory (OCI; Foa et al.,
1998) e, in modo più debole, con la frequenza e lo stress relativo ai sintomi del
disturbo ossessivo-compulsivo, con misure di ansia sociale, ansia, depressione e
worry (Coles et al., 2003). Le risposte erano fornite su una scala Likert a 5 punti
(da 0 a 4).
Le proprietà psicometriche della versione originale del SI-R sono state suc-
cessivamente testate con la messa a punto di quattro studi, condotti considerando
campioni differenti (Frost et al., 2004).
Il primo studio di Frost, Steketee e Grisham (2004) comprendeva 139 pa-
zienti che manifestavano problemi di accumulo con differenti livelli di gravità.
Dall’analisi fattoriale sono emersi inizialmente 4 fattori, già rilevati da Coles e
colleghi (2003), su cui non saturavano 3 item che indagavano la presenza di di-
scussioni o litigi con altre persone dovuti alla quantità di oggetti accumulati, il
tentativo di evitare attività che potessero portare la persona ad accaparrare altri
oggetti e l’impiego di tempo nella messa in atto di comportamenti di accumulo.
Una successiva analisi fattoriale ha messo in luce una composizione costituita
da 3 fattori con valori adeguati di coerenza interna e buoni indici di affidabilità
test-retest a due settimane (0,78 < r < 0,90). Le inter-correlazioni tra scale sono
risultate elevate (0,31 < r < 0,82), evidenziando una sovrapposizione tra le stesse.
Con il secondo studio, Frost e colleghi (2004) hanno esaminato la validità
di costrutto del SI-R a 23 item sulla base di un campione di 58 individui con
disturbo ossessivo-compulsivo, di cui 32 riferivano problemi di accumulo. Dalle
analisi è emersa una capacità del questionario di distinguere tra coloro che rife-
rivano problemi di accumulo dalle persone con disturbo ossessivo-compulsivo
senza problemi di accumulo. Gli individui che agivano un comportamento di
accumulo patologico avevano ottenuto punteggi significativamente più elevati
nel SI-R Totale e alle singole sotto-scale.
Il terzo studio di Frost e colleghi (2004) è stato messo a punto per indagare
la validità del SI-R confrontando un gruppo di individui che riferivano problemi
di accumulo con un gruppo di soggetti estratti dalla popolazione generale.
Globalmente questi risultati indicano come il SI-R sia in grado di discrimi-
nare tra coloro che si identificano come «accumulatori», coloro che presentano il
disturbo ossessivo-compulsivo e coloro che appartengono alla popolazione non
clinica ed è emersa una buona capacità del SI-R nel permettere rilevazioni stabili
dei sintomi al netto del trascorrere del tempo.
Al fine di indagare le caratteristiche del disturbo da accumulo in un campione
di individui anziani, il quarto studio ha coinvolto 25 persone con un’età media

78
Il Saving Inventory-Revised (SI-R)

di 75 anni. Anche considerando questa popolazione, sono stati riscontrati indici


elevati di coerenza interna del SI-R. I partecipanti e due intervistatori indipendenti
hanno inoltre valutato la percezione soggettiva di ingombro degli oggetti presenti
nella propria abitazione. Sia le valutazioni dei partecipanti che degli intervistatori
indipendenti sono risultate essere correlate con il SI-R e le sue sotto-scale.
Infine, i punteggi al SI-R e alle tre sotto-scale hanno mostrato di essere sen-
sibili agli effetti della terapia cognitivo-comportamentale (Steketee et al., 2010;
Tolin, Frost e Steketee, 2007).

La versione italiana
L’adattamento italiano del SI-R (Novara et al., 2013; disponibile alle pagine
84-86 del presente volume) è stato messo a punto presso il Dipartimento di Psi-
cologia Generale dell’Università degli Studi di Padova a partire dal 2007.
Gli autori hanno realizzato la traduzione in italiano del questionario seguendo
le procedure di forward- e back-translation (Behling e Law, 2000). Tre degli autori
hanno tradotto gli item della versione originale in modo indipendente; successi-
vamente, sono state confrontate le tre traduzioni e sono state discusse eventuali
discordanze emerse, fino alla realizzazione di un’unica versione del SI-R che è
stata poi tradotta in inglese da una persona madrelingua non a conoscenza della
versione originale del questionario. A questo punto, sono state messe a confron-
to la versione back-translated e quella originale, al fine di evidenziare eventuali
incongruenze o importanti differenze di significato. Infine, sono state effettuate
ulteriori modifiche in modo da rendere più scorrevole la lettura dell’inventario,
ottenendone la versione definitiva.
La versione italiana è stata inizialmente somministrata a 413 individui (112
maschi e 301 femmine) di età compresa tra i 19 e i 60 anni (62,1% = tra i 19 e i 29
anni; 37,9% = tra i 30 e i 60 anni). Il 54,7% (77,5% femmine) era rappresentato
da studenti di Psicologia dell’Università di Padova, mentre il restante 45,28%
(68,4% femmine) era formato da persone tratte dalla popolazione generale italia-
na del Nord e del Sud Italia. Per poter partecipare, i partecipanti dovevano aver
compiuto 18 anni e dovevano fornire il consenso di partecipazione allo studio.
In seguito, agli individui che aderivano alla ricerca veniva fatta compilare una
scheda anagrafica e una batteria di questionari comprendente il SI-R e l’Obsessive-
Compulsive Inventory-Revised (OCI-R; Foa et al., 2002; versione italiana a cura
di Sica et al., 2009).
Al fine di verificare la struttura tri-fattoriale del questionario, il campione
è stato diviso in due sotto-gruppi che hanno dato origine a due fasi dell’analisi

79
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

(Studio 1 e Studio 2). L’assegnazione dei partecipanti a ciascun gruppo è avvenuta


in modo casuale.
I dati analizzati nello Studio 1 sono relativi a 217 individui (60 maschi e 157
femmine), di età compresa tra i 19 e i 60 anni (M = 30,8; DS = 13,4). Il livello di
istruzione dei partecipanti era compreso tra gli 8 e i 23 anni di studio (M = 13,3;
DS = 2,3). I dati presi in considerazione nello Studio 2 riguardano 196 individui
(52 maschi e 144 femmine), di età compresa tra i 19 e i 60 anni (M = 32,2; DS =
13,8) e con una scolarità compresa tra gli 8 e i 23 anni di studio (M = 13,2; DS =
2,3). I due campioni sono risultati comparabili rispetto alle variabili anagrafiche
prese in considerazione.
I risultati hanno confermato il modello a tre fattori e hanno evidenziato una
buona coerenza interna (0,79 < α < 0,88), un’adeguata affidabilità test-retest a due
settimane (0,74 < r < 0,82; p < 0,001) e un’accettabile inter-correlazione tra le
sotto-scale (0,35 < r < 0,82; p < 0,001). Infine, è stata messa in evidenza una buona
validità convergente indagata attraverso correlazioni di Pearson tra SI-R (totale e
sotto-scale) e la sotto-scala «Hoarding» del questionario OCI-R (0,42 < r < 0,72).
Più o meno contemporaneamente agli studi condotti dal gruppo di ricerca di
Padova, tra il 2008 e il 2010 il Dipartimento di Scienze Antropologiche, Sezione
di Psicologia, dell’Università di Genova e l’Istituto di Psicologia e Psicoterapia
Comportamentale e Cognitiva (IPSICO) di Firenze hanno realizzato tre studi per
l’adattamento italiano del SI-R sia in forma cartacea che in formato elettronico per
la compilazione online (Melli et al., 2013). I risultati hanno messo in luce buone
proprietà psicometriche con adeguati indici di coerenza interna (Studio «Cartaceo
iniziale»: 0,81 < α < 0,92; Studio «Cartaceo test-retest»: 0,79 < α < 0,90; Studio
«Online»: 0,84 < α < 0,93), buona stabilità temporale dei punteggi (con coeffi-
cienti di correlazione intra-classe compresi tra 0,83 e 0,95). Inoltre, non è stata
messa in luce una differenza tra le medie dei punteggi alla prima e alla seconda
somministrazione del questionario, a sostegno della stabilità dei punteggi per un
periodo di circa un mese. Gli studi di Melli e colleghi (2013) hanno confermato
la struttura tri-fattoriale del questionario.
Il SI-R è stato inoltre somministrato a un campione clinico costituito da 74
individui ricoverati in differenti Strutture Sanitarie del Nord Italia tra il 2013 e il
2015 (Novara et al., 2017). Di questi, 9 avevano ricevuto una diagnosi di disturbo
da accumulo (12,2%), 11 di disturbo ossessivo-compulsivo in comorbilità con
disturbo da accumulo (14,9%), 22 di disturbo ossessivo-compulsivo (29,7%), 19
di disturbo depressivo maggiore (25,7%) e a 13 pazienti era stato diagnosticato un
disturbo dello spettro della schizofrenia (17,6%). Per essere inclusi nello studio, i
pazienti dovevano ottenere punteggi maggiori o uguali a 24 al test Mini Mental
State Examination (MMSE; Folstein, Folstein e McHugh, 1975); non dovevano

80
Il Saving Inventory-Revised (SI-R)

inoltre avere gravi disturbi neurologici o psicopatologici tali da compromettere la


possibilità di fornire il consenso informato per la partecipazione allo studio, o di
completare autonomamente una batteria di questionari auto-somministrati e due
interviste, quali: il Beck Anxiety Inventory (BAI; Beck et al., 1988; Beck e Steer,
1990; versione italiana a cura di Coradeschi et al., 2007; Sica e Ghisi, 2007), il
Beck Depression Inventory-Seconda Edizione (BDI-II; Beck, Steer e Brown, 1996;
versione italiana a cura di Ghisi et al., 2006), l’OCI-R, il Saving Inventory-Revised
(SI-R; Frost, Steketee e Grisham, 2004; versione italiana a cura di Novara et al.,
2013), il Compulsive Acquisition Scale (CAS; Frost, Steketee e Williams, 2002; Frost
et al. 2009), l’Hoarding Rating Scale-Self Report (HRS-SR; Tolin, Frost e Steketee,
2010), il CIR e la Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD; Nordsletten
et al., 2013; versione italiana a cura di Novara et al., 2017).
I risultati hanno messo in rilievo valori di coerenza interna adeguati per il
punteggio totale e per le tre sotto-scale (0,77 < α < 0,94). Inoltre, sulla base dei
punteggi di correlazione ottenuti con strumenti che indagano lo stesso costrutto
e le rispettive sotto-scale (sotto-scala «Hoarding» dell’OCI-R, CAS, HRS-SR,
CIR, SIHD), la validità convergente è risultata buona (0,40 < r < 0,92; p < 0,01).
Rispetto alla capacità dello strumento di discriminare il disturbo da accumulo da
altri disturbi, è emerso come nessun individuo del gruppo dei pazienti con disturbo
depressivo maggiore e del gruppo con un disturbo dello spettro della schizofrenia
abbia ottenuto punteggi superiori al cut-off del SI-R. Tuttavia, sulla base del cut-
off clinico stabilito di 41, in questo campione il test è risultato poco sensibile (Se
= 0,6), e quindi scarsamente capace di identificare correttamente le persone con
disturbo da accumulo, e molto specifico (Sp = 0,98), e quindi in grado di identificare
correttamente le persone senza disturbo da accumulo; nello specifico, 1 individuo
con diagnosi di disturbo ossessivo-compulsivo ha ottenuto un punteggio superiore
a 41 (4,5%) e solo 4 persone su 11 del gruppo con disturbo ossessivo-compulsivo
e disturbo da accumulo in comorbilità (36,4%) e 8 su 9 del gruppo con disturbo
da accumulo (89%) hanno superato il cut-off di rilevanza clinica.

Modalità di somministrazione, scoring e interpretazione


Il SI-R si compone di 23 affermazioni (item) mostrate generalmente in for-
mato cartaceo. La modalità di somministrazione prevede che la persona indichi
direttamente quanto ogni item descrive la sua situazione sulla base di una scala
Likert a 5 punti (da 0 a 4) facendo riferimento all’ultima settimana trascorsa.
Dall’inventario è possibile rilevare un punteggio complessivo ottenuto dalla
somma di tutte e 23 le affermazioni (compreso tra i valori di 0 e 92).

81
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

Le affermazioni possono essere inoltre raggruppate in tre sotto-scale: «In-


gombro» («Clutter»; composta da 9 item), «Difficoltà a disfarsi degli oggetti»
(«Difficulty Discarding/Saving»; composta da 7 item), «Acquisizione» («Excessive
Acquisition»; composta da 7 item) a ciascuna delle quali può essere associato un
punteggio basato sulla somma delle risposte agli item che le compongono.
Si ricorda che prima di procedere alla somma dei punteggi è necessario
invertire il valore attribuito alle affermazioni 2 e 4.
Per determinare i punteggi cut-off del punteggio totale e delle singole sotto-
scale, il questionario è stato somministrato a un gruppo di 88 individui estratti
dalla popolazione generale con età media di 46,7 anni (DS = 8,2; 30 ≤ età ≤ 60)
di cui il 64,8% (n = 57) era costituito da femmine. Il 63,6% del campione era
residente in Toscana (n = 56), il 29,5% (n = 26) in Lombardia e il 6,8% (n = 6)
in Veneto. Inoltre, il 77,3% (n = 68) era sposato o convivente, il 39,8% (n = 35)
aveva un diploma di scuola superiore e il 67% (n = 59) aveva un lavoro a tempo
pieno. È stato considerato il punteggio grezzo equivalente al 99° percentile ed è
emerso un cut-off uguale o maggiore di 37 per il punteggio totale (a indicare la
presenza clinicamente significativa delle caratteristiche tipiche del disturbo da
accumulo); per la sotto-scala «Clutter» un cut-off uguale o maggiore di 12; per
la sotto-scala «Discarding» un cut-off uguale o maggiore di 17; per la sotto-scala
«Acquisition» un punteggio cut-off uguale o maggiore di 12. I punteggi superiori
al cut-off ottenuti ad ogni singola sotto-scala vengono interpretati come segue:
• sotto-scala «Excessive Acquisition»: indica la tendenza da parte della persona
ad acquisire un numero eccessivo di oggetti rispetto alle proprie disponibilità
economiche e a prescindere dal bisogno di averli;
• sotto-scala «Difficulty Discarding»: indica la presenza di difficoltà e il disagio
esperiti nel tentativo di disfarsi dei propri oggetti;
• sotto-scala «Clutter»: indica la presenza di una quantità di oggetti nella propria
abitazione tale da ingombrare le stanze e l’interferenza di questa condizione sulla
vita personale, sociale e lavorativa.
La compilazione del questionario richiede circa 10 minuti.
È necessario che il clinico verifichi che la persona possieda adeguate capacità
linguistiche e intellettive necessarie per la comprensione delle affermazioni.

Conclusioni
Essendo uno strumento auto-somministrato, il SI-R consente di ottenere
informazioni ricavate direttamente da auto-referti del soggetto e quindi relative a

82
Il Saving Inventory-Revised (SI-R)

come questo si descrive. Per questo, per svolgere una valutazione accurata si reputa
utile affiancare il SI-R ad altri strumenti di indagine a disposizione dello psicologo
clinico quali il colloquio, le interviste condotte con il soggetto e con i familiari e
la valutazione diretta delle caratteristiche degli ambienti domestici della persona.
In generale, in base allo stato dell’arte, è possibile affermare che questo inven-
tario rappresenta un questionario completo per l’indagine del disturbo da accumulo
e dimostra adeguate proprietà psicometriche confermate con la popolazione ita-
liana. Ciò lo rende un test adeguato per l’utilizzo in ambito di ricerca e in ambito
clinico, in associazione ad altri strumenti che indagano lo stesso costrutto. Inoltre,
le recenti ricerche hanno messo in luce i primi dati relativi alla capacità del SI-R di
identificare persone che non hanno una modalità patologica di accumulo. Si ren-
dono necessari ulteriori studi con campioni clinici più ampi e che valutino il SI-R
come questionario dotato di Responsiveness e quindi se sia in grado di identificare il
cambiamento dei sintomi dei pazienti laddove sia stato intrapreso un trattamento.

83
Saving Inventory-Revised (SI-R)
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.

Frost, Steketee e Grisham (2004)


Versione italiana a cura di Novara et al. (2013)

Legga con attenzione ogni domanda e, pensando alla scorsa settimana, metta
una X sul numero che corrisponde meglio alla sua esperienza.

0 1 2 3 4
Nessuno Un poco Abbastanza Molto Quasi Tutto/
Completamente

Quante zone della sua casa sono ingombrate dalle cose


che conserva? (per zone si intendono cucina, soggiorno,
1. 0 1 2 3 4
sala da pranzo, corridoi, camere da letto, bagni o altre
stanze dove il disordine può accumularsi)
Quanto riesce a controllare l’impulso di impossessarsi di
2. 0 1 2 3 4
nuove cose?
Quanto spesso non fa uso di alcune parti della sua casa
3. 0 1 2 3 4
perché ingombrate dalle cose che ha accumulato?
4. Quanto riesce a controllare l’impulso di conservare le cose? 0 1 2 3 4
In quante zone della sua casa non si può camminare a
5. 0 1 2 3 4
causa della quantità di ingombro presente?

Legga con attenzione ogni domanda e, pensando alla scorsa settimana, metta
una X sul numero che corrisponde meglio alla sua esperienza.

0 1 2 3 4
Per niente Lieve Moderato Notevole/Forte Estremo

6. Ha difficoltà a buttare via le cose? 0 1 2 3 4


7. Quanto disagio le causa buttare via qualcosa? 0 1 2 3 4
Ha così tante cose al punto che le stanze della sua casa
8. 0 1 2 3 4
tendono ad essere ingombrate?
Quanto si sentirebbe a disagio se non potesse acquistare
9. 0 1 2 3 4
qualcosa che vuole?
Quanto interferisce il disordine della sua casa con la sua
10. vita sociale, lavorativa o di tutti i giorni? Pensi se il disordine 0 1 2 3 4
le impedisce di fare qualcosa.
Quanto forte è il suo impulso di comprare o impossessarsi
11. 0 1 2 3 4
di cose di cui non ha un immediato bisogno?

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


84 Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.
0 1 2 3 4
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.

Per niente Lieve Moderato Notevole/Forte Estremo

12. L’ingombro in casa le causa disagio? 0 1 2 3 4


Quanto forte è l’impulso di conservare qualcosa pur sa-
13. 0 1 2 3 4
pendo che non la userà mai?
Si sente a disagio o stressato a causa delle sue abitudini di
14. 0 1 2 3 4
impossessarsi di nuove cose?
Quanto si sente incapace di controllare l’ingombro in casa
15. 0 1 2 3 4
sua?
L’abitudine di conservare o di comprare in maniera incon-
16. 0 1 2 3 4
trollata le ha causato difficoltà finanziarie?

Legga con attenzione ogni domanda e, pensando alla scorsa settimana, metta
una X sul numero che corrisponde meglio alla sua esperienza.

0 1 2 3 4
Mai Raramente Qualche volta/ Frequentemente/ Molto spesso
Occasionalmente Spesso

Evita spesso di buttare via le sue cose perché lo considera


17. 0 1 2 3 4
troppo stressante o solo uno spreco di tempo?
Si sente obbligato a prendere qualcosa che vede? Ad
18. esempio, quando fa shopping o quando le vengono offerti 0 1 2 3 4
oggetti gratuiti?
Decide spesso di tenere le cose che non usa e per cui non
19. 0 1 2 3 4
ha spazio?
20. L’ingombro in casa le ha impedito di invitare qualcuno? 0 1 2 3 4
Acquista spesso (o ottiene gratuitamente) cose inutili o di cui
21. 0 1 2 3 4
non ha bisogno?
Il disordine le impedisce di usare le varie parti della casa
22. atte al loro scopo? Ad esempio cucinare, utilizzare i mobili, 0 1 2 3 4
lavare i piatti, pulire, ecc.
23. Vorrebbe spesso liberarsi di qualcosa ma poi non ci riesce? 0 1 2 3 4

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson. 85
Indicazioni per lo scoring:
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.

Ad ogni item è attribuito un valore da 0 a 4.

I punteggi degli item 2 e 4 devono essere invertiti (4 = 0) (3 = 1) (2 = 2) (1 = 3) (0 = 4).

Punteggio Totale: somma di tutti gli item.

Punteggio «Difficulty Discarding»: item 4 (punteggio invertito), 6, 7, 13, 17, 19, 23.

Punteggio «Clutter»: item 1, 3, 5, 8, 10, 12, 15, 20, 22.

Punteggio «Acquisition»: item 2 (punteggio invertito), 9, 11, 14, 16, 18, 21.

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


86 Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.
7
L’Hoarding Rating Scale (HRS):
la valutazione in fase di screening

Il questionario
L’Hoarding Rating Scale (HRS; Tolin, Frost e Steketee, 2010) è un questionario
per la valutazione delle componenti principali del disturbo da accumulo creato
per essere somministrato sotto forma di intervista semi-strutturata.
Prima della sua messa a punto, altri ausili per la valutazione di questo di-
sturbo, come il Saving Inventory-Revised (SI-R; Frost, Steketee e Grisham, 2004)
e il Clutter Image Rating (CIR; Frost et al., 2008) hanno mostrato adeguate ca-
ratteristiche psicometriche e si sono rivelati utili per l’utilizzo in ambito clinico
e di ricerca con persone appartenenti alla popolazione italiana. Tuttavia, fino a
quel momento non erano state sistematizzate interviste specifiche che potessero
aiutare il clinico a identificare la presenza delle caratteristiche del disturbo da
accumulo in una fase di screening.
Lo scopo è stato quello di creare e validare un’intervista semi-strutturata
breve, che fosse in grado di valutare sistematicamente la presenza delle componenti
del disturbo da accumulo da approfondire successivamente con altre modalità.

Le caratteristiche psicometriche dello studio originale


Lo studio originario ha messo in luce buone caratteristiche psicometriche del
questionario indipendentemente dalla forma con la quale veniva somministrato
(intervista/questionario self-report).
Nello specifico, gli autori hanno somministrato l’HRS a 136 individui
dei quali 73 manifestavano un comportamento di accumulo patologico. Sono
stati considerati anche 19 individui che soddisfacevano i criteri per la diagnosi
di disturbo ossessivo-compulsivo senza sintomi legati all’accumulo e 44 persone
appartenenti alla popolazione generale.

87
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

È emerso che il gruppo di individui con disturbo da accumulo differiva in


modo significativo dal gruppo di coloro senza il disturbo sulla base delle risposte
fornite a ogni item e in base al punteggio totale dell’HRS-I. Analisi successive
hanno messo in luce che gli individui con disturbo da accumulo avevano otte-
nuto punteggi più elevati a ogni item e al punteggio totale dell’intervista rispetto
agli individui del gruppo con disturbo ossessivo-compulsivo e del gruppo senza
patologia anche controllando per l’età, il genere e l’etnia. È stata fatta un’analisi
della curva ROC (Receiver Operating Characteristic) per determinare la capacità
dell’HRS-I di discriminare tra i partecipanti con disturbo da accumulo e disturbo
ossessivo-compulsivo ed è stata messa in evidenza un’adeguata capacità discrimi-
natoria e una buona sensibilità.
L’HRS si è dimostrato un inventario valido. Nello specifico, ha buona vali-
dità convergente con altri strumenti di misura che valutano il comportamento di
accumulo patologico (CIR, SI-R, la sotto-scala «Hoarding» dell’OCI-R).
Per valutare la relazione tra le sotto-scale «Clutter», «Difficulty Discarding»,
«Acquisition» dei test HRS e SI-R sono state calcolate le correlazioni parziali tra
ciascuna coppia di sotto-scale controllando l’effetto delle altre due sotto-scale non
considerate in quel momento. È emerso che tutte e tre le sotto-scale dell’HRS
hanno relazioni forti con le rispettive tre sotto-scale del SI-R.
La validità discriminante è risultata anch’essa adeguata, con i punteggi ottenuti
all’HRS che correlano positivamente, seppur in modo più debole, con i punteggi
della sotto-scala «Ordering» dell’OCI-R, del test BAI e BDI-II.
Rispetto a questi dati, l’HRS può essere considerato un questionario van-
taggioso per la valutazione del disturbo da accumulo in quanto in breve tempo
permette di individuare la presenza delle principali componenti del problema da
approfondire eventualmente in una fase successiva con altri strumenti self-report,
con il colloquio, con la visita a casa e con le testimonianze di parenti e amici vicini
alle persone che soffrono di disturbo da accumulo.

La versione italiana
Le proprietà psicometriche dell’HRS sono state indagate considerando
un campione clinico di soggetti italiani partecipanti al progetto di validazione
dell’intervista Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD; Nordsletten et
al., 2013b; Novara et al., 2017; disponibile alle pagine 93-94 del presente volume).
La somministrazione dei test è avvenuta esclusivamente presso la clinica in
cui i soggetti erano ricoverati.

88
L’Hoarding Rating Scale (HRS)

Per quanto concerne le caratteristiche psicometriche dell’HRS, l’indice di


consistenza interna è risultato elevato (α = 0,90) come anche l’inter-correlazione
tra gli item (0,51 < r < 0,72).
A conferma di quanto riscontrato da Tolin, Frost e Steketee (2010), è stato
messo in luce che il gruppo dei partecipanti con disturbo da accumulo differiva
in modo significativo da coloro che non avevano il disturbo (fatta eccezione per le
persone che presentavano in comorbilità disturbo ossessivo-compulsivo e disturbo
da accumulo), sulla base delle risposte fornite ai primi tre item e al punteggio to-
tale dell’HRS. Per quanto concerne l’item 4, è emerso che il gruppo di individui
con disturbo da accumulo aveva ottenuto punteggi significativamente maggiori
rispetto a tutti gli altri gruppi di pazienti, eccetto coloro che avevano un disturbo
dello spettro della schizofrenia e coloro che avevano disturbo ossessivo-compulsivo
e disturbo da accumulo. Infine, il gruppo di pazienti con disturbo da accumulo
presentava punteggi superiori all’item 5 rispetto ai punteggi ottenuti dalle persone
con un disturbo dello spettro della schizofrenia e con disturbo depressivo (tabella 7.1).

TABELLA 7.1
Medie e deviazioni standard dei punteggi ottenuti dai 5 gruppi clinici
Media (DS) Media (DS) Media (DS) Media (DS) Media (DS)
HD* HD+DOC* DOC* SS* DD*
HRS
20,55 (8,76) 17,18 (8,29) 7,27 (6,06) 6,15 (8,9) 3,38 (4)
(Totale)
HRS
3,66 (2) 2,81 (2,08) 1,22 (1,47) 0,92 (1,89) 0 (0)
(Accumulo)
HRS
(Difficoltà a
5,55 (2,45) 4,63 (2,29) 1,72 (0,36) 1,61 (2,29) 1,55 (2,43)
disfarsi degli
oggetti)
HRS
4 (2) 3,27 (2,05) 1,09 (1,37) 0,92 (1,80) 0,27 (0,67)
(Acquisizione)
HRS
3,89 (2,08) 3,54 (1,57) 1,54 (1,94) 1,54 (1,98) 1,44 (2,12)
(Distress)
HRS
3,44 (2,12) 2,9 (2,07) 1,68 (1,98) 1,15 (1,9) 0,11 (0,47)
(Interferenza)

*HD: persone con disturbo da accumulo; HD+DOC: persone che hanno in comorbilità disturbo
da accumulo e disturbo ossessivo-compulsivo; DOC: persone con disturbo ossessivo-compulsivo;
SS: persone con un disturbo dello spettro della schizofrenia; DD: persone con disturbo depressivo.

89
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

Questi risultati sono stati ottenuti con l’esecuzione di analisi statistiche basate
su test di tipo non parametrico. Nello specifico, è stato utilizzato il test Kruskal-
Wallis, per la verifica delle differenze nelle mediane del numero di errori al test,
che si è rivelato significativo (p < 0,01) per tutti gli item e per il punteggio totale
(item 1: χ2(4) = 34,96; item 2: χ2(4) = 22,78; item 3: χ2(4) = 32; item 4: χ2(4) = 17,41;
item 5: χ2(4) = 28,8; punteggio totale: χ2(4) = 29,42). In seguito sono stati eseguiti
test post hoc, con correzione Bonferroni, che hanno messo in luce le differenze tra
gruppi effettivamente riscontrate e sopra descritte.
Complessivamente è emerso che l’HRS riesce a identificare e discriminare
le componenti del disturbo da accumulo nei pazienti che ne soffrono.
L’HRS si è dimostrato un test valido. In particolare, per quanto concerne
la validità convergente, sono state messe in luce correlazioni di Pearson positive e
significative tra il punteggio ottenuti a ciascun item e al punteggio totale dell’HRS
con i punteggi ottenuto dagli altri strumenti di misura che valutano l’HD (CIR,
SI-R, la sotto-scala «Hoarding» dell’OCI-R) (0,40 < r < 0,81). La validità discrimi-
nante è risultata anch’essa adeguata. Nello specifico, i punteggi ottenuti all’HRS
non correlano in modo significativo con il punteggio totale ottenuto al BAI e al
BDI-II e sono emerse correlazioni significative e positive, seppur più deboli, con
il punteggio totale dell’OCI-R (0,35 < r < 0,47). Sono state inoltre messe in luce
correlazioni positive ma deboli tra l’item 2 dell’HRS e le sotto-scale «Ordering»
(r = 0,31) e «Obsessing» (r = 0,24) dell’OCI-R, tra l’item 3 dell’HRS e la sotto-
scala «Checking» dell’OCI-R (r = 0,24), tra l’item 4 e la sotto-scala «Ordering»
dell’OCI-R (r = 0,27); infine, l’item 5 e il punteggio totale dell’HRS correlano
con le sotto-scale «Checking» e «Ordering» dell’OCI-R (0,27 < r < 0,34).

Struttura, modalità di somministrazione, scoring, interpretazione del


punteggio
L’Hoarding Rating Scale consta di 5 domande che indagano le dimensioni
del disturbo da accumulo.
I primi 3 item misurano le caratteristiche principali del disturbo, quali:
• difficoltà a utilizzare gli spazi della propria casa per la presenza di accumulo (item
1: «Quanto è difficile utilizzare le stanze della sua casa a causa dell’ingombro o
della quantità di cose che ha?»);
• difficoltà a disfarsi delle proprie cose (item 2: «In che misura ha difficoltà a
liberarsi di cose o di oggetti comuni — anche riciclando, vendendo o regalando
— di cui altre persone si sbarazzerebbero?»);

90
L’Hoarding Rating Scale (HRS)

• acquisizione eccessiva di oggetti (item 3: «Accumulare oggetti che sono distribuiti


gratuitamente, comprare più cose di quelle che le servono o comprare cose che
non può permettersi, è per lei un problema?»).
Gli ultimi due item valutano invece le possibili conseguenze della sintomatologia:
• il distress (item 4: «L’ingombro, la difficoltà a disfarsi delle cose o i problemi
che incontra per comprarle o ottenerle le causano disagio?»);
• la compromissione del funzionamento dovuto ai comportamenti di accaparramento
(item 5: «L’ingombro, la difficoltà a disfarsi delle cose o i problemi che incontra per
comprarle o ottenerle compromettono la sua vita — routine quotidiana, lavoro/
scuola, attività sociali, attività familiari e difficoltà finanziarie — ?»).
Ciascun item viene valutato sulla base di una scala a 9 punti, che vanno da 0
(per i primi due item corrisponde a «per niente difficile», per l’item 3 corrisponde
a «nessun problema», per gli item 4 e 5 corrisponde a «per niente») a 8 (per i primi
due item corrisponde a «molto difficile», per l’item 3 corrisponde a «estremo», per
gli item 4 e 5 corrisponde a «in modo estremo»).
È possibile ottenere un punteggio totale, che va da 0 a 40, sulla base della
somma dei punteggi ottenuti negli item, e un punteggio indicativo della presenza e
della gravità di ciascuna componente del disturbo sulla base del punteggio ottenuto
in ogni singolo item. Nella tabella 7.2 sono riportati i punteggi cut-off identificati
da Tolin, Frost e Steketee (2010), che permettono di discriminare gli individui
con disturbo da accumulo («con HD») da coloro che non presentano il disturbo
(«senza HD») e le medie dei punteggi ottenuti dai soggetti del campione esaminato.

TABELLA 7.2
Punteggi cut-off e medie dei punteggi ottenuti da un campione
di soggetti con HD e senza HD (Tolin, Frost e Steketee, 2010)
Media (DS) Media (DS)
Punteggi
Soggetti con Soggetti senza
cut-off
HD HD
HRS (Totale) 14 24,22 (5,7) 3,34 (5,0)
HRS (Accumulo) 3 5,18 (1,4) 0,64 (1,1)
HRS (Difficoltà a disfarsi degli
4 5,10 (1,4) 0,82 (1,4)
oggetti)
HRS (Acquisizione) 2 4,08 (1,9) 0,75 (1,3)
HRS (Distress) 3 4,83 (1,3) 0,73 (1,0)
HRS (Interferenza) 3 5,03 (1,4) 0,42 (1,0)

91
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

I valori cut-off del punteggio totale e dei singoli item sono stati esplorati an-
che considerando un campione di 88 persone estratte dalla popolazione generale
italiana con età media di 46,7 anni (DS = 8,2; 30 ≤ età ≤ 60) di cui il 64,8% (n =
57) era costituito da femmine. Il 63,6% del campione era residente in Toscana (n =
56), il 29,5% (n = 26) in Lombardia e il 6,8% (n = 6) in Veneto. Inoltre, il 77,3%
(n = 68) era sposato o convivente, il 39,8% (n = 35) aveva un diploma di scuola
superiore e il 67% (n = 59) aveva un lavoro a tempo pieno. È stato considerato il
punteggio grezzo equivalente al 99° percentile ed è emerso un cut-off uguale o
maggiore di 17 per il punteggio totale; per l’item 1 un cut-off uguale o maggiore
di 4, per l’item 2 un cut-off uguale o maggiore di 7, per l’item 3 un cut-off uguale
o maggiore di 6, per l’item 4 un cut-off uguale o maggiore di 7, per l’item 5 un
cut-off uguale o maggiore di 3.
Oltre che in modalità auto-somministrata, il questionario si presta ad essere
utilizzato dal clinico sotto-forma di intervista anche per via telefonica in particolare
durante le fasi preliminari di screening. La somministrazione richiede approssi-
mativamente da 5 a 10 minuti di tempo.

Conclusioni
La sinteticità dell’HRS permette il suo utilizzo sia in ambito di ricerca, in
particolare per la selezione di individui da inserire in un campione di studio, sia
in ambito clinico.
In questo secondo ambito risulta utile in fase di valutazione iniziale di screening
per l’identificazione generale delle principali caratteristiche del disturbo da ac-
cumulo e per la definizione della sua gravità sulla base degli indici di frequenza,
intensità, grado di difficoltà e disagio relativi alle componenti del disturbo.
Le caratteristiche psicometriche rilevate su un campione di persone italiane
hanno permesso di considerare questo strumento come una valida modalità di
indagine del disturbo da accumulo anche all’interno del contesto italiano.
Altresì, data la brevità dell’HRS, esso non permette di indagare in modo ap-
profondito i vari elementi del disturbo da accumulo, per i quali si indica di avvalersi
del colloquio clinico, di altri test che indagano più nello specifico il problema (si
veda, ad esempio, Saving Inventory-Revised; SI-R), della visita a casa della persona
e di test come il Compulsive Acquisition Scale (CAS) che permette di valutare la
presenza e il tipo di acquisizione eccessiva associata al comportamento di accumulo.

92
Hoarding Rating Scale (HRS)
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.

Tolin, Frost e Steketee (2010)


Versione Italiana a cura di Novara et al. (2017)

Legga attentamente le affermazioni sottostanti e indichi il numero che corrispon-


de meglio alla sua esperienza. Tenga presente che può utilizzare tutti i punteggi della
scala, anche quelli intermedi.

• Quanto è difficile utilizzare le stanze della sua casa a causa dell’ingombro o della
quantità di cose che ha?

0 1 2 3 4 5 6 7 8
Per Lievemente Moderatamente Difficile Molto
niente difficile
difficile

• In che misura ha difficoltà a liberarsi di cose o di oggetti comuni (anche riciclando,


vendendo o regalando) di cui altre persone si sbarazzerebbero?

0 1 2 3 4 5 6 7 8
Non ho Lieve Moderata Difficile Molto
difficoltà difficile

• Accumulare oggetti che sono distribuiti gratuitamente, comprare più cose di quelle
che le servono o comprare cose che non può permettersi, è per lei un problema?

0 1 2 3 4 5 6 7 8

0 = nessun problema
2 = problema lieve, occasionalmente (meno di una volta a settimana) acquista cose
non necessarie o poche cose che non servono.
4 = moderato, regolarmente (una o due volte la settimana) acquista cose non ne-
cessarie o alcune cose che non servono.
6 = serio, frequentemente (più volte a settimana) acquista cose non necessarie o
molte cose che non servono.
8 = estremo, molto spesso (ogni giorno) acquista cose non necessarie o vasto nu-
mero di cose che non servono.

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson. 93
• L’ingombro, la difficoltà a disfarsi delle cose o i problemi che incontra per com-
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.

prarle o ottenerle le causano disagio?

0 1 2 3 4 5 6 7 8
Per Lievemente Moderatamente Seriamente In modo
niente estremo

• L’ingombro, la difficoltà a disfarsi delle cose o i problemi che incontra per com-
prarle o ottenerle compromettono la sua vita (routine quotidiana, lavoro/scuola,
attività sociali, attività familiari e difficoltà finanziarie)?

0 1 2 3 4 5 6 7 8
Per Lievemente Moderatamente Seriamente In modo
niente estremo

Indicazioni per lo scoring:

Ad ogni item è attribuito un valore da 0 a 8.

Punteggio Totale: somma di tutti gli item.

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


94 Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.
8
Il Clutter Image Rating (CIR):
un ausilio per l’indagine dei livelli
di ingombro

Introduzione
Coloro che presentano il disturbo da accumulo non sempre riconoscono
di avere un problema. Talvolta, sembra che queste persone non facciano caso ai
livelli di ingombro caratteristici delle proprie case fino a quando qualcuno, ad
esempio un familiare, glielo fa notare. Altresì, esiste anche la possibilità di trovarsi
di fronte a uno scenario opposto, in cui le persone valutate riferiscono di avere
seri problemi di accumulo che non vengono riscontrati dal clinico (Frost e Hartl,
1996; Frost et al., 2008). Quest’ultima condizione può essere dovuta all’utilizzo
improprio da parte della persona dei termini «disordine/ingombro/accumulo» per
descrivere la situazione della propria abitazione. Probabilmente questa valutazione
si basa su standard eccessivamente elevati rispetto alle condizioni della propria
casa, evidenziando così una percezione alterata.
La variabilità nella percezione del livello di ingombro, come anche la possi-
bilità di compromissione del funzionamento, mettono in discussione l’accuratezza
della valutazione implementata con il solo utilizzo di questionari self-report (Frost
et al., 2008; Sagayadevan et al., 2016) con il rischio per il clinico di giungere a
conclusioni diagnostiche alterate e fuorvianti.
Al fine di valutare i livelli di ingombro e accumulo, sono stati messi a punto
diversi strumenti per lo più costituiti da questionari, come il Saving Inventory-Revised,
composto anche da una sotto-scala denominata «Clutter» che indaga la componente
di accumulo, l’Activities of Daily Living in Hoarding Scale (ADL-H; Frost et al.,
2013), che valuta l’interferenza delle attività quotidiane dovuta all’ingombro, la
Clutter Scale (CS; Hartl et al. 2002), costituita da una serie di 7 domande atte a
esaminare l’ingombro presente all’interno di ogni stanza della casa.
Con l’obiettivo di ottenere informazioni quanto più precise sui livelli di
ingombro degli ambienti di vita delle persone, Frost e colleghi (2008) hanno
messo a punto una Scala Analogica Visiva costituita da 3 serie, composte ciascuna

95
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

da 9 fotografie rappresentanti rispettivamente una cucina, una camera da letto


e un salotto. Le 9 fotografie comprese in ciascuna serie si distinguono tra loro
per il livello di disordine, ingombro e accumulo presente nella stanza raffigurata
e sono distribuite su un continuum che va da assenza di disordine e ingombro
(corrispondente alla prima fotografia di ogni serie) a elevati livelli di ingombro
(corrispondente alla nona fotografia di ogni serie).

Lo studio originale
Per generare le immagini-stimolo dello strumento, gli autori dello studio
originale (Frost et al., 2008) hanno affittato un appartamento le cui stanze sono
state riempite con gli oggetti più frequentemente conservati dalle persone che sof-
frono di disturbo da accumulo (riviste, scatole, vestiti, piatti, sedie, libri, bottiglie,
lattine, buste postali, contenitori per alimenti, ecc.).
Per ogni stanza sono state scattate originalmente da 30 a 35 fotografie, tra
le quali ne sono state selezionate 9 per ogni serie. Le 9 fotografie sono state scelte
in modo che la progressione di ingombro risultasse omogenea.
Successivamente alla creazione della Scala, sono stati condotti due studi al
fine di indagarne le proprietà psicometriche.
Per la conduzione di queste ricerche sono state coinvolte 46 persone che
partecipavano a un workshop sul disturbo da accumulo (22 donne, 10 uomini e 3
persone che non hanno indicato il genere). Di queste, la maggior parte soffriva di
gravi problemi di accumulo mentre 8 persone erano familiari o amici di individui
che manifestavano problemi di accumulo. L’età dei partecipanti era compresa tra
i 22 e i 73 anni (M = 53,3; DS = 12,4).
La ricerca prevedeva la somministrazione del CIR e dei questionari SI-R,
HRS e CS.
Le persone hanno ottenuto punteggi compresi tra 1 e 8 per la camera da letto
(M = 3,49; DS = 1,7), tra 1 a 7 per il salotto (M = 3,21; DS = 1,7) e tra 1 a 6 per
la cucina (M = 2,89; DS = 1,2). Gli indici di inter-correlazione tra le tre stanze
sono risultati elevati e la consistenza interna accettabile (α = 0,84). Sono state
riscontrate correlazioni forti del CIR con la scala «Clutter» del SI-R (r = 0,72) e
con l’item «Clutter» dell’HRS (r = 0,82), e correlazioni più deboli con altre sotto-
scale che valutano altre componenti del disturbo da accumulo (0,37 < r < 0,56).
Nel complesso il CIR ha mostrato buone proprietà psicometriche, con indici di
coerenza interna, di validità convergente e di validità discriminante adeguati.
In un secondo momento, Frost e colleghi (2008) hanno messo a punto un
altro studio in cui i partecipanti venivano inclusi se ottenevano punteggi uguali

96
Il Clutter Image Rating (CIR)

o superiori a 4 nelle sezioni dell’HRS che indagano l’ingombro e la difficoltà


a disfarsi degli oggetti. Hanno partecipato allo studio 75 individui che hanno
completato il CIR in clinica e/o a casa. È stata effettuata la visita a casa di 58
persone. Gli strumenti di valutazione utilizzati sono stati il CIR, il SI-R, la CS, il
Beck Depression Inventory-II (BDI-II; Beck, Steer e Brown, 1996) e il Beck Anxiety
Inventory (BAI; Beck et al., 1988).
Rispetto all’attendibilità del CIR è stata valutata l’affidabilità inter-rater consi-
derando le valutazioni dei partecipanti relative alle 3 stanze principali della casa. Le
correlazioni variavano da 0,62 a 0,81 per ciascuna stanza, a indicare una coerenza
nella distribuzione dell’ingombro. È stato inoltre messo in luce un elevato indice
di correlazione tra le somministrazioni del CIR Totale avvenute presso la clinica e
quelle effettuate a casa dei pazienti (r = 0,82), come anche un adeguato indice di
attendibilità test-retest basato su un intervallo di tempo di 2 mesi (r = 0,85). Sono
inoltre emersi indici di correlazione elevati ottenuti dalla relazione tra le valutazioni
espresse da ogni partecipante e quelle registrate dal valutatore effettuate a casa (0,73
< r < 0,94) e in clinica. Questi dati indicano come con il CIR si possano ottenere
valutazioni costanti, indipendentemente dal luogo in cui viene effettuata la valutazione
dei livelli di ingombro, e a prescindere da chi è chiamato a esprimere una valutazione.
Inoltre, emerge come il CIR permetta di ottenere valutazioni stabili a prescindere
dal passare del tempo. Gli autori hanno indagato poi gli indici di relazione tra la
valutazione dei partecipanti effettuata in clinica e quella del valutatore effettuata a
casa, al fine di mettere in luce quanto i pazienti fossero accurati nel riferire i livelli
di ingombro della loro casa quando la valutazione veniva effettuata in clinica. Sono
emersi indici di correlazione elevati (0,69 < r < 0,81).
Per quanto concerne la validità del CIR, sono state calcolate correlazioni tra
le valutazioni effettuate con la CS e il CIR per ogni stanza della casa, avvenute
sia a casa che in clinica. Gli indici di correlazione per ogni stanza sono risultati
elevati (0,46 < r < 0,81) a sostegno di un accordo sostanziale tra queste due misure
dell’ingombro. Le correlazioni tra le valutazioni avvenute a casa (0,58 < r < 0,83)
sono risultate tendenzialmente maggiori rispetto a quelle effettuate in clinica (0,46
< r < 0,79). Sono emerse correlazioni elevate anche tra l’indagine condotta dal
valutatore con il CIR e con la CS, entrambe effettuate a casa dei pazienti (0,64 <
r < 0,83). Infine, è stato messo in luce che la valutazione con il CIR, sia in clinica
che a casa, risultava essere più fortemente correlata con la sotto-scala «Clutter» del
SI-R (0,57 < r < 0,63) rispetto alle altre sotto-scale (Rubin’s Z > 2,49; p < 0,05), a
prova di una relazione più forte tra il CIR e i livelli di ingombro/accumulo rilevati
con altri strumenti, rispetto ad altre dimensioni del disturbo da accumulo (ad
esempio, difficoltà a disfarsi degli oggetti). In generale, sulla base di questi dati
è possibile affermare una buona validità convergente dell’analogo visivo.
Al fine

97
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

di indagare se il tipo di strumento di valutazione (questionario self-report versus


analogo visivo) o la persona incaricata di valutare il livello di ingombro (paziente
versus valutatore) possano costituire variabili che influenzano l’accuratezza della
valutazione a casa e in clinica, Frost e colleghi (2008) hanno confrontato i risultati
emersi dalla valutazione effettuata in clinica con quelli ottenuti dalla valutazione
condotta a casa dei pazienti. Non sono emerse differenze significative tra i punteggi
al CIR, così come non sono emerse discrepanze nel CIR per quanto riguarda la
variabile «persona che valuta i livelli di ingombro».
Per quanto concerne la relazione tra il CIR e altri problemi psicologici, si è
evidenziata una correlazione significativa e positiva ma debole tra il CIR e il BAI
(r = 0,26; p < 0,05) ma non tra il CIR e il BDI-II (r = 0,13) (Frost et al., 2008),
a indicare che il CIR valuta costrutti diversi dal BAI e dal BDI-II e mostrando,
seppur debolmente, la rilevazione di sintomi d’ansia quando viene riscontrata la
presenza di ingombro.
Il CIR può essere utilizzato anche come strumento per valutare l’esito di un
intervento volto a ridurre il comportamento di accumulo. A tal proposito, una
ricerca ha messo in luce come il CIR sia una scala sensibile a rilevare i cambiamenti
conseguenti a un trattamento (Tolin, Frost e Steketee, 2007) .
È altresì necessario sottolineare come il CIR sia una scala che valuta solo una
componente del disturbo da accumulo e non risulta essere sensibile quando viene
utilizzata per valutare situazioni in cui la persona che presenta disturbo da accumulo
vive insieme ad altri che, con buone probabilità, interferiscono con le manifesta-
zioni del disturbo (ad esempio, possono prendere l’incarico di gestire i suoi beni).
Alcuni limiti del CIR fanno riferimento alle caratteristiche delle immagini
delle stanze presentate. Tali immagini sono fotografie di piccole stanze che in-
cludono oggetti puliti. Questo potrebbe limitare la possibilità di espletare una
valutazione accurata nei casi in cui la condizione degli spazi abitativi sia caratte-
rizzata da squallore e sporcizia. A tal proposito gli autori (Frost et al., 2008) hanno
sottolineato la necessità di mettere a punto studi che indaghino la possibilità di
usare il CIR in diversi contesti.
Recentemente, Dozier e Ayers (2015) hanno utilizzato il CIR con un cam-
pione di individui geriatrici al fine di valutare la possibilità di utilizzarlo anche
con pazienti più anziani con diagnosi di disturbo da accumulo. Nello specifico, le
autrici dello studio hanno indagato e messo in luce indici adeguati di consistenza
interna e di validità (convergente, divergente e di criterio) del CIR considerando
un campione di persone anziane, i cui punteggi sono stati messi a confronto con
quelli ottenuti da individui di mezza età (tutti con una diagnosi di disturbo da
accumulo). Ciò ha messo in evidenza la possibilità di utilizzare il CIR anche per
valutare la presenza di accumulo negli individui anziani.

98
Il Clutter Image Rating (CIR)

La validazione del CIR in altri Paesi


Il CIR si è rivelato un valido ausilio per la valutazione dei livelli di ingom-
bro anche in contesti culturali diversi e permette di discriminare la presenza di
accumulo considerando diversi campioni di individui con problemi psicologici
differenti (Sagayadevan et al., 2016).

La validazione italiana
Le proprietà psicometriche del CIR sono state indagate all’interno di un
progetto di validazione dell’intervista Structured Interview for Hoarding Disorder
(SIHD; Nordsletten et al., 2013b; Novara et al., 2017; disponibile alle pagine 102-
106 del presente volume) considerando un campione clinico di soggetti italiani.
Per indagare le differenze tra gruppi rispetto ai punteggi ottenuti al CIR,
sono state condotte analisi di tipo non parametrico, in quanto non tutti i gruppi
si distribuivano secondo la curva di distribuzione normale. È stato utilizzato il test
Kruskal-Wallis che si è rivelato significativo (χ2(4) = 31,29; p < 0,001) a definire
come il punteggio al CIR sia differente tra i gruppi.
Inoltre, i punteggi medi dei soggetti del gruppo «HD» alle tre stanze target
del CIR (cucina, stanza da letto, salotto) sono risultati essere significativamente
più elevati rispetto ai punteggi medi ottenuti dagli altri quattro gruppi di pazienti
[Cucina: F(4,69) = 16,6; Stanza da letto: F(4,69) = 33,56; Salotto: F(4,69) = 12,03].
Ancora, i punteggi medi delle persone del gruppo «HD+DOC» sono risultati
significativamente maggiori rispetto alle persone del gruppo «DD» per le stanze
cucina e stanza da letto, e hanno ottenuto un punteggio medio maggiore, sempre
per la stanza da letto, rispetto al gruppo «DOC» e al gruppo «SS» (tabella 8.1).
Dunque, complessivamente è emerso come il CIR riesca a identificare le
componenti di accumulo eccessivo in persone con disturbo da accumulo.
Gli indici di inter-correlazione tra le tre stanze sono risultati adeguati (cucina/
stanza da letto: r = 0,80; cucina/salotto: r = 0,79; stanza da letto/salotto: r = 0,76)
come anche la coerenza interna (α = 0,9).
Sulla base dei punteggi di correlazione ottenuti con strumenti che indagano
lo stesso costrutto (sotto-scala «Clutter» del SI-R, item 1 dell’HRS-SR: «Quanto è
difficile utilizzare le stanze della sua casa a causa dell’ingombro o della quantità di
cose che ha?»), la validità convergente è risultata buona, con correlazioni positive e
statisticamente significative tra i singoli punteggi ottenuti alle tre stanze del CIR
e la sotto-scala «Clutter» del SI-R (0,52 < r < 0,65; p < 0,001) come anche tra le
stanze e l’item 1 dell’HRS-SR (0,5 < r < 0,62; p < 0,001). Inoltre, i punteggi alle
tre stanze correlavano positivamente con quelli ottenuti con strumenti e sotto-

99
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

scale che indagano l’Hoarding ma che non valutano direttamente la componente


di accumulo (0,31 < r < 0,70; p < 0,001), quali l’HRS-SR, il CAS, il CAS (sotto-
scala «Compulsive Buying»), il CAS (sotto-scala «Free Things»), il SI-R, il SI-R
(sotto-scala «Difficulty Discarding»), il SI-R (sotto-scala «Acquisition»). Non sono
invece emerse correlazioni significative tra le tre stanze e i test BAI, BDI-II, OCI-
R (il punteggio totale e le rispettive sotto-scale esclusa la sotto-scala «Hoarding»)
con indici r deboli compresi tra -0,20 e 0,14; altresì, è emersa una correlazione
debole, negativa e statisticamente significativa tra i punteggi ottenuti da tutti i 74
individui alla stanza salotto del CIR e la sotto-scala OCI-R (sotto-scala «Washing»)
con r = -0,26 (p = 0,02).
TABELLA 8.1
Medie e deviazioni standard dei punteggi ottenuti dai 5 gruppi clinici
Media (DS) Media (DS) Media (DS) Media (DS) Media (DS)
HD* HD+DOC* DOC* SS* DD*
CIR Cucina 3,44 (0,73) 2,2 (0,22) 1,58 (0,77) 1,38 (0,51) 1,37 (0,16)
CIR Stanza
3,67 (1,22) 2,4 (0,70) 1,26 (0,56) 1,31 (0,48) 1,05 (0,23)
da letto
CIR Salotto 4 (1,73) 1,9 (1,1) 1,79 (1,23) 1,31 (0,63) 1,21 (0,53)

*HD: persone con disturbo da accumulo; HD+DOC: persone che hanno in comorbilità disturbo
da accumulo e disturbo ossessivo-compulsivo; DOC: persone con disturbo ossessivo-compulsivo;
SS: persone con un disturbo dello spettro della schizofrenia; DD: persone con disturbo depressivo.

Questi risultati mettono in luce adeguate proprietà psicometriche del CIR


permettendo di affermare che anche nel contesto italiano è possibile considerare
il Clutter Image Rating (CIR) tra gli strumenti di cui avvalersi per la valutazione
del disturbo da accumulo.

Modalità di somministrazione, scoring e interpretazione dei punteggi


La compilazione dell’intervista richiede circa 10 minuti.
Di norma, viene completata da un intervistatore il quale, tramite uno scher-
mo o degli stampati, mostra una serie di fotografie alla volta e chiede alla persona
quale immagine della serie rappresenta al meglio la quantità di ingombro della
stanza della sua casa. Sempre utilizzando come riferimento la serie di fotografie
relative alle tre stanze rappresentate, alla persona viene chiesto di indicare il livello
di ingombro facendo riferimento alle stanze non ancora valutate che compongono
la sua abitazione.

100
Il Clutter Image Rating (CIR)

Per ogni stanza, l’intervistatore è chiamato ad attribuire un punteggio com-


preso tra 1 e 9 corrispondente al livello di ingombro rappresentato nella fotografia
identificata dall’individuo. Un punteggio uguale o superiore a 4 è generalmente
indicativo di ingombro clinicamente significativo (Nordsletten et al., 2013b).
Per rilevare i punteggi cut-off della scala il CIR è stato somministrato a
un gruppo di 88 individui estratti dalla popolazione generale con età media di
46,7 anni (DS = 8,2; 30 ≤ età ≤ 60) di cui il 64,8% (n = 57) era costituito da
femmine. Il 63,6% del campione era residente in Toscana (n = 56), il 29,5% (n
= 26) in Lombardia e il 6,8% (n = 6) in Veneto. Inoltre, il 77,3% (n = 68) era
sposato o convivente, il 39,8% (n = 35) aveva un diploma di scuola superiore e
il 67% (n = 59) aveva un lavoro a tempo pieno. È stato considerato il punteggio
grezzo equivalente al 95° percentile ed è emerso un cut-off uguale o maggiore di 7
considerando il punteggio complessivo del CIR, di 2 per la cucina e per la stanza
da letto e un cut-off uguale o maggiore di 3 per il salotto. Inoltre, il campione di
individui con disturbo da accumulo ha mostrato punteggi medi per il livello di
ingombro della cucina di 3,44 (DS = 0,73; con punteggi compresi tra 2 e 4), di
3,67 per la stanza da letto (DS = 1,22; con punteggi compresi tra 2 e 6) e di 4 per
il salotto (DS = 1,73; con punteggi compresi tra 2 e 6). Gli indici di sensibilità
(cucina: 0,89; stanza da letto: 0,89; salotto: 0,67) e di specificità (cucina: 0,98;
stanza da letto: 0,99; salotto: 0,92) suggeriscono un punteggio cut-off complessivo
uguale o maggiore a 3.

Conclusioni
Il CIR è uno strumento che permette di valutare quelle situazioni in cui
l’accesso all’abitazione della persona non è possibile. È uno strumento utilizzato sia
in ambito clinico che di ricerca e permette di ottenere informazioni specificamente
sulla componente di ingombro e accumulo delle stanze e del livello di consape-
volezza. Per questo motivo, per la valutazione globale del disturbo da accumulo
è necessario utilizzare il colloquio e altri strumenti che indaghino anche le altre
caratteristiche relative al problema.
Ciò che viene riferito dai familiari in quanto la presenza di ingombro rap-
presenta un problema tipico anche di altri disturbi psicopatologici e neurologici
(ad esempio, come conseguenza di uno stato di anedonia e abulia, nel caso di un
disturbo depressivo maggiore o per la presenza di una malattia neurodegenera-
tiva) ed è necessario ottenere maggiori informazioni per effettuare un’adeguata
diagnosi differenziale.

101
Clutter Image Rating (CIR)
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.

Frost et al. (2008)


Versione italiana a cura di Novara et al. (2017)

INTERVISTA
Adesso le presenterò tramite computer una serie di fotografie che mostra-
no una stanza di una casa con livelli crescenti di ingombro.

Questa serie mostra una cucina (mostrare la serie di nove fotografie, nel for-
mato più grande e chiaro possibile, con la dicitura Clutter Image Rating: «Cucina»).
Potrebbe indicare quale di queste nove fotografie descrive meglio il livello di
ingombro presente nella sua cucina? Non c’è bisogno di essere particolarmen-
te precisi: scelga quale foto secondo lei assomiglia di più allo stato della sua
cucina.

Numero della fotografia scelta __________

(Nota per l’intervistatore: se questo locale non è presente nella casa del paziente,
passare alla domanda successiva).

Questa serie mostra una stanza da letto (mostrare la serie di nove fotogra-
fie, nel formato più grande e chiaro possibile, con la dicitura Clutter Image Rating:
«Stanza da letto». Potrebbe indicare quale di queste nove fotografie descrive
meglio il livello di ingombro presente in ciascuna delle sue camere da letto (nel
caso ne abbia più di una)? Non c’è bisogno di essere particolarmente precisi:
scelga quale foto secondo lei assomiglia di più allo stato di ciascuna delle sue
camere da letto.

Numero della fotografia scelta __________ (Camera da letto 1)

Numero della fotografia scelta __________ (Camera da letto 2)

Numero della fotografia scelta __________ (Camera da letto 3)

(Nota per l’intervistatore: aggiungere altre camere da letto se necessario. Se questo


locale non è presente nella casa del paziente, passare alla domanda successiva).

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


102 Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.
Questa serie mostra un salotto (mostrare la serie di nove fotografie, nel for-
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.

mato più grande e chiaro possibile, con la dicitura Clutter Image Rating: «Salotto»).
Potrebbe indicare quale di queste nove fotografie descrive meglio il livello di
ingombro presente nel suo salotto? Non c’è bisogno di essere particolarmente
precisi: scelga quale foto secondo lei assomiglia di più allo stato del suo sa-
lotto.

Numero della fotografia scelta __________

(Nota per l’intervistatore: se questo locale non è presente nella casa del paziente,
passare alla domanda successiva).

Adesso, sempre utilizzando la serie di fotografie relative al salotto (mostrare


la serie di nove fotografie, nel formato più grande e chiaro possibile, con la dicitura
Clutter Image Rating: «Salotto»), le chiedo di indicare quale di queste nove foto-
grafie descrive meglio il livello di ingombro dei seguenti locali:

Sala da pranzo/tinello..............................Numero della fotografia scelta __________

Corridoio.................................................Numero della fotografia scelta __________

Garage....................................................Numero della fotografia scelta __________

Cantina....................................................Numero della fotografia scelta __________

Soffitta.....................................................Numero della fotografia scelta __________

Automobile..............................................Numero della fotografia scelta __________

Altri locali (specificare)..............................Numero della fotografia scelta __________

Altri locali (specificare)..............................Numero della fotografia scelta __________

Altri locali (specificare)..............................Numero della fotografia scelta __________

(Nota per l’intervistatore: se il locale non è presente nella casa del paziente, mettere
la dicitura «non presente»).

Data ____________________

Nome o codice del paziente ____ Nome intervistatore _________________________

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson. 103
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.

104
CIR: CUCINA

Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.


© 2018, C. Novara e S. Pardini,
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


CIR: STANZA DA LETTO

Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.


105
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.

106
CIR: SALOTTO

Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.


© 2018, C. Novara e S. Pardini,
9
La Compulsive Acquisition Scale
(CAS): la valutazione
dello shopping compulsivo

Introduzione
L’acquisto compulsivo (detto anche «shopping compulsivo») risulta essere un
comportamento diffuso (riguarda circa il 6% della popolazione degli Stati Uniti
d’America) (Koran et al., 2006) che può portare a una seria compromissione dello
stato economico e sociale (McElroy et al., 1994). Generalmente si presenta in as-
sociazione a varie forme psicopatologiche e a un funzionamento alterato di alcuni
processi cognitivi: i disturbi dello spettro depressivo (Christenson, Faber e de Zwaan,
1994), il disturbo ossessivo-compulsivo (Frost, Steketee e Williams, 2002; Lejoyeux
et al., 2005), i disturbi d’ansia (Christenson, Faber e de Zwaan, 1994), i disturbi
dell’alimentazione (Christenson, Faber e de Zwaan, 1994), il gioco patologico
(Frost, Meagher e Riskind, 2001), il perfezionismo, il deficit nel processamento
delle informazioni (in particolare la componente attentiva), il decision making e la
memoria (Grisham et al., 2010; Hartl et al., 2005; Steketee e Frost, 2003).
Nell’ambito del disturbo da accumulo, sulla base della classificazione propo-
sta dal DSM-5 (APA, 2013), il comportamento di acquisizione viene denominato
«Acquisizione Eccessiva», rientra nella sezione degli «Specificatori» e consente di
circostanziare se le componenti del disturbo da accumulo sono accompagnate da
un eccessivo accaparramento, acquisto o furto di oggetti non necessari o per i
quali lo spazio a disposizione non è sufficiente.
In passato, Frost e Hartl (1996) hanno investito la componente di acquisi-
zione di oggetti di un ruolo precipuo nella definizione del disturbo da accumulo,
descrivendo questo disturbo alla stregua di un processo che prevede (1) l’acqui-
sizione di un gran numero di oggetti, (2) cui consegue un’incapacità nel disfar-
sene, e (3) la presenza di ingombro tale da precludere l’utilizzo delle stanze della
propria abitazione per lo scopo cui sono state designate. Di queste componenti,
l’accumulo è solitamente il più evidente (Frost et al., 2008), mentre la difficoltà
a disfarsi degli oggetti si manifesta in associazione a credenze disfunzionali (ad

107
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

esempio, la responsabilità verso gli oggetti, l’attaccamento emotivo e l’esigenza di


controllarli) (Frost et al., 1995; Steketee, Frost e Kyrios, 2003), all’esperienza di
elevati livelli di ansia durante il processo di decisione rispetto alla possibilità di
disfarsi di un oggetto e al più persistente rifiuto di disfarsi dei propri beni rispetto
a quello mostrato da persone senza il disturbo (Tolin et al., 2007).
La questione relativa all’acquisizione sembra essere più sfumata e meno
definita in quanto non sempre emerge che le persone con disturbo da accumulo
acquisiscono oggetti in modo eccessivo, o comunque anomalo, rispetto alle persone
che non presentano il problema. Infatti, è stata messa in luce una relazione debole
tra la sotto-scala che indaga l’acquisizione del test Saving Inventory-Revised (SI-
R) e le credenze associate al disturbo da accumulo rispetto a quanto riscontrato
per altre sotto-scale del SI-R (Frost, Steketee e Grisham, 2004), a suggerire che
l’acquisizione di oggetti potrebbe non essere un elemento nucleare del disturbo
da accumulo.
Per l’indagine di questa relazione in letteratura sono riscontrabili diversi
contributi, tra cui 14 case studies che hanno coinvolto 37 pazienti diversi e hanno
messo in luce come 22 di essi (59%) manifestassero un comportamento di ac-
caparramento anomalo ed eccessivo (Cole, 1990; Cermele, Melendez-Pallitto e
Pandina, 2001; Damecour e Charron, 1998; Drummond, Turner e Reid, 1996;
Fitzgerald, 1997; Frost et al., 1999; Greenberg, 1987; Greenberg, Witzum e Levy,
1990; Greve, Curtis e Bianchini, 2004; Hartl e Frost, 1999; Rosenthal, Stelian e
Wagner, 1999; Shafran e Tallis, 1996; Thomas, 1997; Vostanis e Dean, 1992). In
queste ricerche sono emerse varie modalità di acquisizione di oggetti che compren-
dono l’acquisto «compulsivo», l’acquisizione di cose gratuite e, occasionalmente,
un comportamento cleptomane.
Altri studi hanno messo in rilievo come persone che si auto-identificavano
«accumulatori» riferivano di acquisire un numero eccessivo di oggetti al fine di
anticipare una potenziale esigenza futura (Frost e Gross, 1993); inoltre, queste
persone presentavano livelli maggiori di acquisizione compulsiva rispetto agli
individui senza disturbo (Frost et al., 1998). Alcune ricerche hanno permesso di
constatare come la gravità dei sintomi del disturbo da accumulo sia in relazione
con la gravità del comportamento di acquisizione (Coles et al., 2003; Frost et al.,
1998; Frost, Steketee e Grisham, 2004; Frost, Steketee e Williams, 2002; Mueller
et al., 2007). Infatti, individui che riferivano di acquisire oggetti in modo «com-
pulsivo» affermavano anche di mettere in atto comportamenti di accumulo più
gravi rispetto alle persone estratte dalla popolazione generale (Frost, Steketee e
Williams, 2002). Infine, è emerso come circa la metà di coloro che acquisivano in
modo eccessivo gli oggetti mostrava elevati livelli di comportamenti di accumulo
(Mueller et al., 2007).

108
La Compulsive Acquisition Scale (CAS)

Rispetto alla relazione tra comportamento di accumulo patologico e acqui-


sizione di oggetti che possono essere reperiti gratuitamente (ad esempio volantini,
prodotti in omaggio e oggetti scartati da altri), i case studies descritti poco sopra
hanno messo in luce come la maggior parte dei pazienti coinvolti (20 su 37) abbia
riferito una tendenza ad acquisire oggetti con modalità gratuita che risultava più
frequente rispetto all’acquisizione di cose tramite denaro (caratteristica di 4 casi su
37). Altri studi hanno posto in rilievo che pazienti con disturbo da accumulo in
attesa di intraprendere un percorso per la gestione del problema riferivano livelli
più elevati di acquisizione di cose gratuite rispetto a quanto affermato da persone
senza problemi di accumulo (Frost et al., 1998), e che il livello di acquisizione di
cose gratis era in relazione con altri atteggiamenti di accumulo e con l’accaparra-
mento «compulsivo» (Frost, Steketee e Williams, 2002).
Nel complesso questi dati hanno marcato l’esistenza di un’associazione tra
disturbo da accumulo e acquisizione di oggetti attraverso più modalità (Frost
et al., 2009), anche se il numero esiguo di individui dei campioni coinvolti nei
diversi studi non permetterebbe di estendere i risultati all’intera popolazione con
disturbo da accumulo.
Si evince quindi che l’acquisizione eccessiva di oggetti rappresenta un proces-
so sfumato e soggetto a varie modalità di espressione. Per questo Frost e colleghi
(2009) hanno condotto uno studio per indagare la modalità di acquisizione ec-
cessiva (acquisto e acquisizione di oggetti gratuiti) considerando un campione di
653 individui che si auto-definivano hoarders e che effettivamente soddisfacevano
i criteri per la diagnosi di hoarding. Questi autori hanno messo in luce che più
dell’80% del campione mediamente riferiva un comportamento di acquisizione
eccessiva che costituiva un forte predittore del distress, della compromissione
generale del funzionamento e della compromissione delle relazioni interpersonali
rispetto alle componenti nucleari del disturbo da accumulo (Frost, Steketee e
Tolin, 2011; Timpano et al., 2011; Mataix-Cols et al., 2013).
Alcune ricerche hanno supportato la cleptomania come ulteriore modalità
di acquisizione di oggetti associata al disturbo da accumulo.
La cleptomania si manifesta più frequentemente in pazienti accumulatori
piuttosto che in pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo o in individui estratti
dalla popolazione generale, anche se la frequenza in associazione a disturbo da
accumulo risulta essere bassa (< 10%; Frost, Steketee e Tolin, 2011). Timpano e
colleghi (2011) hanno inoltre riscontrato un comportamento cleptomane in almeno
¼ di casi con disturbo da accumulo in misura significativamente maggiore rispetto
a quanto osservato nel gruppo di soggetti senza disturbo. Infine, Mataix-Cols e
colleghi (2013) hanno identificato un comportamento cleptomane nel 6,9% del
loro campione di persone con disturbo da accumulo.

109
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

In ultima analisi, altri studiosi hanno affermato la presenza di un’ulteriore


modalità di acquisizione di oggetti di tipo «passivo» messa in atto da parte di
alcuni pazienti con disturbo da accumulo e che prevederebbe l’accumulo di og-
getti che, nel corso della routine domestica, non vengono gettati per la difficoltà
a disfarsene (ad esempio giornali, vecchi documenti postali e contenitori di cibo)
(Frost et al., 2009).
Considerando nell’insieme questi dati, è possibile affermare che circa il 65-
95% delle persone con disturbo da accumulo (Frost et al., 2013) mette in atto un
comportamento di acquisizione eccessiva e che quindi risulta essere una compo-
nente da valutare nel momento in cui sono soddisfatti i criteri per la diagnosi di
disturbo da accumulo.
Sebbene non si abbiano a disposizione molte informazioni descrittive della
percentuale di persone accumulatrici che non acquisiscono oggetti in modo ano-
malo (5-35% dei casi), dalle osservazioni in ambito clinico emerge la necessità di
indagare in modo scrupoloso questa componente anche nei casi in cui il paziente
ne neghi la presenza nel periodo di valutazione. Alcuni pazienti tendono infatti
a negare di avere problemi di acquisizione di oggetti e che i problemi in questo
versante emergono nuovamente nel momento in cui smettono di evitare i cues
ambientali che costituiscono per loro un trigger alla messa in atto del comporta-
mento di acquisizione (ad esempio, alcune persone possono affermare di evitare i
grandi magazzini, particolari negozi e anche intere zone della loro città al fine di
non acquistare oggetti) (Steketee e Frost, 2003).
Per questi motivi, risulta utile avere a disposizione strumenti per indagare
l’acquisizione eccessiva di oggetti. Un valido questionario che presenta buone
caratteristiche psicometriche è quello sviluppato da Frost, Steketee e Williams
(2002) denominato Compulsive Acquisition Scale (CAS).

Caratteristiche psicometriche della versione originale


Il CAS è un questionario composto da due sotto-scale (CAS-Compulsive
Buying e CAS-Acquisition of Free Things) le quali hanno mostrato avere una buona
attendibilità (Frost, Steketee e Williams, 2002; Kyrios, Frost e Steketee, 2004)
e ciascuna risulta essere in relazione con le caratteristiche cognitive tipiche del
comportamento di acquisizione, ai sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo, al
perfezionismo e all’indecisione. Inoltre, la CAS-Compulsive Buying permette di
discriminare coloro che acquisiscono in modo «compulsivo» da persone appar-
tenenti al gruppo di controllo (Frost, Steketee e Williams, 2002; Kyrios, Frost e
Steketee, 2004).

110
La Compulsive Acquisition Scale (CAS)

Uno studio ha confermato l’adeguatezza degli indici di attendibilità (indici


α di Cronbach per le due sotto-scale di 0,90 e 0,73) e una correlazione accettabile
tra le due sotto-scale (r = 0,50) (Frost et al., 2009). I punteggi cut-off (CAS Totale
= 48; CAS-Compulsive Buying = 41; CAS-Compulsive Acquisition of Free Things
= 23) considerati significativi da un punto di vista clinico sono stati stabiliti da
Frost, Steketee e Williams (2002) attraverso la curva di ROC (Receiver Opera-
ting Characteristic), che ha permesso di distinguere le persone con acquisizione
«compulsiva» clinicamente significativa (n = 75) da coloro che non presentavano
questa componente (n = 114).
L’area sotto la curva è risultata significativa (AUC = 0,922, p < 0,001) ed
è emerso un punteggio cut-off di 47,8 con un indice di Sensibilità di 0,85 e un
indice di Specificità di 0,84.

La versione italiana
Le proprietà psicometriche del CAS sono state indagate considerando un
campione clinico di individui italiani partecipanti al progetto di validazione
dell’intervista Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD; Nordsletten et
al., 2013b; Novara et al., 2017; disponibile alle pagine 114-115 del presente volume).
Le caratteristiche psicometriche del CAS sono risultate adeguate, con indici
di consistenza interna elevati (CAS Totale: α = 0,87; CAS-Compulsive Buying: α
= 0,84; CAS-Acquisition of Free Things: α = 0,80). Come riscontrato dallo studio
di validazione originario, la correlazione tra le due sotto-scale è risultata adeguata.
Per indagare le differenze tra gruppi rispetto ai punteggi ottenuti al CAS totale
e alle sotto-scale, sono state condotte analisi di tipo non parametrico, in quanto
non tutti i gruppi si distribuivano secondo la curva di distribuzione normale. È
stato utilizzato il test Kruskal-Wallis che si è rivelato significativo per il punteggio
totale (CAS: χ2(4) = 21,90; p < 0,001), per la sotto-scala CAS-Compulsive Buying
(χ2 (4) = 16,36; p = 0,003) e per la sotto-scala CAS-Acquisition of Free Things (χ2(4)
= 21,57; p < 0,001) a sottolineare come i punteggi ottenuti dai diversi gruppi al
test non fossero tra loro omogenei. In seguito sono stati eseguiti dei test post-hoc
con correzione Bonferroni, che hanno messo in luce le differenze tra gruppi ri-
scontrate. Nello specifico, il punteggio totale al CAS delle persone con disturbo
da accumulo era significativamente maggiore rispetto a quello dei soggetti senza
il disturbo (fatta eccezione per coloro che presentavano in comorbilità disturbo
ossessivo-compulsivo e disturbo da accumulo), [F(4,68) = 7,79; p < 0,001]. Inoltre,
i soggetti con disturbo da accumulo risultavano accumulare maggiormente cose
gratis rispetto agli individui con disturbo ossessivo-compulsivo, sia con disturbo

111
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

da accumulo che con disturbo ossessivo-compulsivo, con un disturbo dello spet-


tro della schizofrenia e con un disturbo depressivo [F(4,68) = 14,86; p < 0,001].
Infine, le persone con disturbo da accumulo non differivano da coloro che pre-
sentavano disturbo ossessivo-compulsivo sia se quest’ultimo veniva diagnosticato
indipendentemente o in comorbilità con il comportamento di accumulo patologico
nell’acquisizione di oggetti comperati [F (4,68) = 4,53; p = 0,003].
Dunque, complessivamente è emerso come il CAS riesca a identificare le
componenti di acquisizione in persone con disturbo da accumulo in particolare
quando coloro che soffrono del disturbo vengono confrontati con pazienti che
non manifestano comportamento di accumulo.
Il CAS si è dimostrato essere un questionario valido. In particolare, sono
state messe in luce correlazioni momento-prodotto di Pearson positive e signifi-
cative tra il punteggio totale, e le rispettive sotto-scale, con i punteggi ottenuti in
altri strumenti di misura che valutano il comportamento di accumulo patologico
(Hoarding Rating Scale-Self Report, HRS-SR; Clutter Image Rating, CIR; Saving
Inventory-Revised, SI-R; la sotto-scala «Hoarding» dell’OCI-R e la diagnosi di
disturbo da accumulo effettuata con la Structured Interview for Hoarding Disorder,
SIHD) (0,34< r < 0,68); inoltre il CAS-Acquisition of Free Things era in relazione
con lo specificatore «Acquisizione Eccessiva» valutato con l’intervista strutturata
SIHD (r = 0,65; p = 0,006).

Il questionario: struttura, modalità di somministrazione, scoring e inter-


pretazione dei punteggi
Il CAS è un questionario composto da 18 item ai quali si risponde sulla base
di una scala Likert a 7 punti da 1 (mai o quasi mai) a 7 (sempre o quasi sempre).
La compilazione viene direttamente eseguita dalla persona valutata e richiede
circa 7/8 minuti di tempo.
Il questionario intende valutare il grado in cui le persone acquisiscono og-
getti e quanto sentono la necessità di acquisirne; si compone di due sotto-scale
denominate CAS-Compulsive Buying e CAS-Acquisition of Free Things; la prima
sotto-scala è costituita da 12 item che permettono di indagare l’acquisizione
«compulsiva» di oggetti e le sue conseguenze. Nello specifico, due item fanno
riferimento all’interferenza di questo comportamento sul funzionamento sociale,
lavorativo e finanziario, mentre i restanti si focalizzano sui motivi che portano ad
acquisire: 4 si concentrano sulla frequenza di acquisto eccessivo, 2 sulla sensazione
di necessità di acquisto e 4 sulle reazioni emotive associate all’acquisto. La secon-

112
La Compulsive Acquisition Scale (CAS)

da sotto-scala è costituita da 6 item che valutano la componente di acquisizione


eccessiva di oggetti gratuiti.
Per rilevare i punteggi cut-off del punteggio totale e delle singole sotto-scale, il
CAS è stato somministrato a un gruppo di 88 individui estratti dalla popolazione
generale con età media di 46,7 anni (DS = 8,2; 30 ≤ età ≤ 60) di cui il 64,8% (n =
57) era costituito da femmine. Il 63,6% del campione era residente in Toscana (n =
56), il 29,5% (n = 26) in Lombardia e il 6,8% (n = 6) in Veneto. Inoltre, il 77,3%
(n = 68) era sposato o convivente, il 39,8% (n = 35) aveva un diploma di scuola
superiore e il 67% (n = 59) aveva un lavoro a tempo pieno. È stato considerato il
punteggio grezzo equivalente al 99° percentile ed è emerso un cut-off uguale o
maggiore di 53 per il punteggio totale; per la sotto-scala CAS-Compulsive Buying
un cut-off uguale o maggiore di 35, mentre la sotto-scala CAS-Acquisition of Free
Things ha mostrato un cut-off uguale o maggiore di 17.

Conclusioni
Complessivamente, il CAS può essere considerato un questionario utile per
valutare il comportamento di acquisizione eccessiva di oggetti. Tenendo presente
la natura self-report del questionario, si ritiene opportuna l’integrazione dei dati
ottenuti con quanto emerge dal colloquio clinico e dall’osservazione comporta-
mentale diretta o eseguita attraverso l’ausilio di schede di monitoraggio da far
compilare al paziente e/o ai familiari.
Per concludere, si ritengono necessari ulteriori studi, con campioni più ampi
di quelli descritti, che prendano in considerazione persone che accumulano e indi-
vidui con altre psicopatologie in cui è presente il comportamento di acquisizione,
in modo da rendere il CAS un questionario quanto più sensibile e specifico nel
rilevare le diverse modalità di acquisizione eccessiva maggiormente associate al
disturbo da accumulo. Si assume che questo dato possa essere utilizzato dal clinico
nel direzionare in modo più preciso l’indagine delle problematiche del paziente.

113
Compulsive Acquisition Scale (CAS)
© THE OXFORD HANDBOOK OF HOARDING AND ACQUIRING by Frost and Steketee (2014)
«Compulsive Acquisition Scale». By permission of Oxford University Press, USA.

Frost, Steketee e Williams (2002)


Versione italiana a cura di Novara et al. (2017)

Troverai di seguito una serie di domande che riguardano alcune abitudini legate
all’acquisto o all’acquisizione di beni. Per favore leggi una domanda per volta e indi-
ca QUANTO SPESSO metti in atto o provi l’esperienza descritta dalla domanda. Per
la valutazione, per favore utilizza questo schema:

1 2 3 4 5 6 7
Abbastanza Sempre o quasi
Mai o quasi mai A volte
spesso sempre

Tieni presente che non esistono risposte giuste o sbagliate. Rispondi con tran-
quillità, ricorda che spesso la prima risposta che ti viene in mente è la più accurata.

1. Compri delle cose che poi non utilizzi mai? 1 2 3 4 5 6 7


2. Compri delle cose che non ti puoi permettere? 1 2 3 4 5 6 7
3. Prendi delle cose che gli altri hanno scartato? 1 2 3 4 5 6 7
4. Ti senti costretto a comprare qualcosa (per es. per
non rinunciare ad un buon affare) anche se non ne 1 2 3 4 5 6 7
hai bisogno?
5. Ti senti ansioso o depresso quando non compri
1 2 3 4 5 6 7
qualcosa che vuoi veramente?
6. Compri delle cose per sentirti meglio? 1 2 3 4 5 6 7
7. Ti senti come se «devi avere» quella cosa che hai
1 2 3 4 5 6 7
visto mentre facevi shopping?
8. Ti senti stressato o a disagio perché hai comprato
1 2 3 4 5 6 7
delle cose di cui non hai bisogno?
9. Pensi di dedicare troppo tempo allo shopping? 1 2 3 4 5 6 7
10. Esagerare con lo shopping ti ha procurato difficoltà
1 2 3 4 5 6 7
finanziarie?
11. Esagerare con lo shopping ha interferito con la tua
1 2 3 4 5 6 7
vita sociale e lavorativa?
12. Cerchi tra le cose che le persone buttano via (per
es., nei cassonetti dell’immondizia) degli oggetti da 1 2 3 4 5 6 7
portarti a casa?

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


114 Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.
© THE OXFORD HANDBOOK OF HOARDING AND ACQUIRING by Frost and Steketee (2014)
«Compulsive Acquisition Scale». By permission of Oxford University Press, USA.

13. Impieghi sempre più tempo del previsto nel fare


1 2 3 4 5 6 7
shopping?
14. Ti senti costretto a prendere volantini o pieghevoli
1 2 3 4 5 6 7
quando frequenti una conferenza o delle lezioni?
15. Ti senti costretto a prendere le copie gratuite di riviste
1 2 3 4 5 6 7
o giornali quando sono disponibili?

1 2 3 4 5 6 7
Abbastanza Sempre o quasi
Mai o quasi mai A volte
spesso sempre

16. Compri delle cose in più per farne scorta nel caso ne
1 2 3 4 5 6 7
avessi bisogno?
17. Fai delle uscite speciali o intraprendi apposta dei
1 2 3 4 5 6 7
viaggi per prendere cose gratuite o in saldo?
18. Rimpiangi di non aver preso qualcosa che era
1 2 3 4 5 6 7
disponibile gratuitamente?

Indicazioni per lo scoring:

Ad ogni item è attribuito un valore da 1 a 7.

Punteggio CAS Totale: somma di tutti gli item.

Punteggio CAS-Compulsive Buying: somma degli item 1, 2, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11,


13, 16.

Punteggio CAS-Acquisition of Free Things: somma degli item 3, 12, 14, 15, 17, 18.

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson. 115
10
La Structured Interview for
Hoarding Disorder (SIHD):
un’intervista per valutare il disturbo
e le sue comorbilità
Introduzione
Il disturbo da accumulo è attualmente riconosciuto come categoria diagno-
stica dal più recente Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5;
APA, 2013) all’interno della sezione denominata Disturbo Ossessivo-Compulsivo
e Disturbi Correlati (Obsessive-Compulsive and Related Disorders section; OCRDs).
Nonostante ciò, i suoi sintomi possono essere riscontrati in diverse patologie psi-
chiatriche e neurologiche, incluso il disturbo ossessivo-compulsivo, la schizofrenia
e il disturbo depressivo maggiore (Mueller et al., 2009; Lochner et al., 2005;
Matsunaga et al., 2010; Stein et al., 1997; Wustmann e Brieger, 2005; Novara
et al., 2016).
Per valutare in modo accurato il disturbo da accumulo sono necessari stru-
menti di misurazione che permettano di eseguire una diagnosi differenziale. Per
questo motivo, l’introduzione di un’intervista semi-strutturata potrebbe costituire
una soluzione adeguata per verificare la presenza o meno di altri disturbi che presen-
tano sintomi di accumulo (Nordsletten et al., 2013b). Altri motivi per considerare
l’utilizzo di un’intervista per valutare il disturbo da accumulo sono dovuti al fatto
che questa tecnica permette di ottenere un maggior numero di informazioni e di
ridurre la possibilità che l’intervistato interpreti in modo errato il significato di
quanto richiesto; infine, l’intervista limita il numero di omissioni delle risposte.
Inizialmente lo strumento era organizzato in tre principali sotto-sezioni
progettate per la valutazione dei principali criteri diagnostici del disturbo da
accumulo, degli specificatori, e per effettuare una diagnosi differenziale con il
disturbo ossessivo-compulsivo.
Ad ora, la SIHD si compone di sei sezioni che fanno riferimento ai sei criteri
diagnostici necessari per valutare la presenza di comportamento di accumulo
patologico, di due specificatori, di una sezione volta alla valutazione del rischio
associato a comportamento di accumulo e di un’appendice comprendente una

117
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

guida alla diagnosi differenziale con il disturbo ossessivo-compulsivo e con il


disturbo dello spettro autistico.

Caratteristiche psicometriche della versione originale


La SIHD (Nordsletten et al., 2013b) ha mostrato di avere una elevata atten-
dibilità inter-rater tra giudici indipendenti per ciascun criterio e specificatore (K di
Cohen compreso tra 0,66 e 0,97; 93,94% (% di accordo tra giudici < 100%) e anche
per quanto concerne la diagnosi effettuata con la SIHD (% di accordo tra giudici
> a 95%) con un valore del coefficiente K di Cohen di 0,87. È stata messa in rilievo
anche una buona validità convergente e divergente: la diagnosi posta con la SIHD è
risultata congruente con i punteggi del test Hoarding Rating Scale-Self Report (HRS-
SR; Tolin, Frost e Steketee, 2010) nell’81,2% dei casi per il valutatore 1 (K di Cohen=
0,39), e nell’85,56% per il valutatore 2 (K di Cohen= 0,48). Inoltre, per entrambi i
valutatori è emerso un accordo elevato anche tra il Criterio C della SIHD e il Clutter
Image Rating (CIR; Frost et al., 2008) che indagano la stessa componente del disturbo
(valutatore 1: 82,83% di accordo e K di Cohen=0,51; valutatore 2: 81,8% di accordo
e K di Cohen =0,44). Inoltre, rispetto alla validità convergente, è stata riscontrata una
sovrapposizione tra la diagnosi di disturbo da accumulo con la SIHD e la diagnosi
di depressione indicata dalla CIS-R (Clinical Interview Schedule-Revised; Lewis et
al., 1992) nel 65% dei casi. Tuttavia, gli autori non hanno preso in considerazione
un campione di pazienti per la validazione della SIHD, e ciò non ha permesso di
valutare gli indici di sensibilità e di specificità dell’Intervista.
Un altro studio (Mataix-Cols et al., 2013), che ha considerato soggetti che
si autodefinivano «accumulatori» o «collezionisti», ha messo in evidenza valori
eccellenti di sensibilità, specificità e attendibilità inter-rater. Nello specifico, questi
studiosi hanno diagnosticato il disturbo da accumulo nel 58% degli individui del
campione che manifestavano comportamenti di accumulo, e hanno riscontrato
che 20 di queste persone presentavano in comorbilità un altro disturbo come il
disturbo ossessivo-compulsivo, un disturbo d’ansia o un disturbo depressivo; questo
studio ha sottolineato come la SIHD sia uno strumento utile per discriminare tra
disturbo da accumulo e altre manifestazioni che implicano l’accumulo di oggetti,
manifestazioni sub-cliniche di accumulo e l’essere collezionisti.

La validazione italiana
Per l’indagine delle proprietà psicometriche della SIHD è stato messo a punto
uno studio di validazione (Novara et al., 2017; disponibile alle pagine 126-140

118
La Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD)

del presente volume) considerando un campione clinico di individui italiani. Il


progetto è stato realizzato presso il Dipartimento di Psicologia Generale dell’U-
niversità degli Studi di Padova a partire da gennaio 2013.
In prima istanza, gli autori hanno realizzato la traduzione in italiano del CIR
e dei test Compulsive Acquisition Scale (CAS; Frost, Steketee e Williams, 2002;
Frost et al., 2009) e Hoarding Rating Scale-Self Report (HRS-SR; Tolin, Frost e
Steketee, 2010), seguendo le procedure di forward- e back-translation (Behling e
Law, 2000). La fase successiva ha riguardato la formazione di due psicologi alla
somministrazione della SIHD come valutatori indipendenti ignari della diagnosi
ricevuta dai pazienti fino al momento successivo alla somministrazione dell’in-
tervista.
La versione italiana dell’intervista è stata somministrata a 74 persone (35
maschi e 39 femmine). I partecipanti avevano un’età compresa tra i 18 e i 73 anni
(M = 46,77; DS = 14,65) e il 39,2% di essi era sposato o conviveva con un’altra
persona. Sono stati formati 5 gruppi in base alla diagnosi ricevuta con un’intervista
psicologica basata sui criteri del DSM-5 per la diagnosi di disturbo da accumulo e
con la Structured Clinical Interview for DSM-IV Axis I Disorders (SCID-I; First et
al., 1996; Mazzi et al., 2000): 9 pazienti avevano disturbo da accumulo (12,2%),
11 avevano disturbo ossessivo-compulsivo in comorbilità con disturbo da accu-
mulo (14,9%), 22 avevano un disturbo ossessivo-compulsivo senza disturbo da
accumulo (29,7%), 19 avevano un disturbo depressivo (25,7%) e 13 avevano un
disturbo dello spettro della schizofrenia (17,6%). I partecipanti hanno compila-
to una scheda anagrafica e una batteria di questionari comprendente il Saving
Inventory-Revised (SI-R; Frost, Steketee e Williams, 2004; edizione italiana a cura
di Novara et al., 2013), l’Obsessive-Compulsive Inventory-Revised (OCI-R; Foa et
al., 2002; versione italiana a cura di Sica et al., 2009), il Beck Anxiety Inventory
(BAI; Beck et al., 1988; Beck e Steer, 1990; versione italiana a cura di Coradeschi
et al., 2007; Sica e Ghisi, 2007), il Beck Depression Inventory-Second Edition (BDI-
II; Beck et al., 1996; versione italiana a cura di Ghisi et al., 2006), il Compulsive
Acquisition Scale (CAS; Frost et al., 2002; Frost et al., 2009), l’Hoarding Rating
Scale-Self Report (HRS-SR; Tolin, Frost e Steketee, 2010) e il Clutter Image Rating
(CIR; Frost et al., 2008).
L’intervista ha confermato valori buoni sia rispetto all’attendibilità che alla
validità. Nello specifico, è emerso un accordo «sostanziale» tra i due valutatori
(84-100%; 0,6 < K di Cohen < 1) (Landis e Koch, 1977). Inoltre, è stato messo
in evidenza un accordo «perfetto» (100%) tra i due valutatori per la diagnosi di
disturbo da accumulo considerando tutti e 74 i casi con K di Cohen = 1 (Landis e
Koch, 1977). Entrambi i valutatori hanno diagnosticato il disturbo da accumulo
a tutti quei pazienti che avevano già ricevuto una diagnosi. Il comportamento di

119
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

accumulo patologico è stato diagnosticato anche a 7 pazienti su 11 che avevano


precedentemente ricevuto una diagnosi duplice di disturbo ossessivo-compulsivo
e disturbo da accumulo (64%). Inoltre, nessun paziente che non presentava un
comportamento di accumulo è stato diagnosticato come hoarder da entrambi i
valutatori. Questi dati mostrano che la SIHD è in grado di differenziare persone
accumulatrici da coloro che non presentano questo disturbo.
Per quanto concerne la validità convergente della SIHD, sono emerse cor-
relazioni forti tra la SIHD e il punteggio totale del SI-R (rpb = 0,73; p < 0,001),
la sotto-scala «Difficulty Discarding» del SI-R (rpb = 0,7; p < 0,01), la sotto-scala
«Clutter» del SI-R (rpb = 0,65; p < 0,001), la sotto-scala «Acquisition» del SI-R
(rpb = 0,64; p < 0,001), il CIR (rpb = 0,75; p < 0,01), la sotto-scala «Hoarding»
dell’OCI-R (rpb = 0,79; p < 0,01), il HRS-SR (rpb = 0,62; p < 0,001), il punteggio
totale del CAS (rpb = 0,50; p < 0,001), la sotto-scala «Free Things» del CAS (rpb
= 0,59; p < 0,01) e la sotto-scala «Compulsive Buying» del CAS (rpb = 0,34; p <
0,01). Inoltre, non sono state messe in luce correlazioni statisticamente significative
tra i criteri della SIHD con il BAI, il BDI-II, l’OCI-R e le sotto-scale dell’OCI-R
(«Checking», «Ordering», «Obsessing», «Mental Neutralizing») (-0,21 < rpb < 0,21).
Infine, è stato messo in luce un indice elevato di Sensibilità (proporzione di veri
positivi; Se = 0,80) e di Specificità (proporzione di veri negativi; Sp = 1) della SIHD.
Nel complesso, i risultati della validazione italiana della SIHD hanno evi-
denziato adeguate proprietà psicometriche della stessa; infatti, la SIHD può essere
considerata un valido strumento per la valutazione del disturbo da accumulo da
utilizzare con la popolazione clinica ed è in grado di individuare i casi veri positivi
e veri negativi. Quanto affermato è supportato dall’evidenza di un forte accordo
tra i due valutatori rispetto alla presenza/assenza di comportamento di accumulo
patologico, dalle correlazioni positive e significative tra la SIHD e altri test self-
report che indagano lo stesso costrutto e dalle basse correlazioni tra la SIHD e
altri strumenti che valutano diverse condizioni psicopatologiche come l’ansia, la
depressione, le ossessioni e le compulsioni. È stato poi sottolineato come entrambi
i valutatori non abbiano erogato una diagnosi di disturbo da accumulo quando il
disturbo non era presente; ciò rende possibile l’utilizzo della SIHD in setting clinici.
Rispetto alla capacità discriminativa della SIHD, è stato messo in evidenza
come l’intervista non riesca a identificare tutti i casi di disturbo da accumulo in
cui è presente anche il disturbo ossessivo-compulsivo. Questa affermazione è basata
sul fatto che 4 pazienti su 11 del gruppo con disturbo ossessivo-compulsivo e di
disturbo da accumulo non hanno ricevuto una diagnosi di disturbo da accumulo
dai due valutatori indipendenti, a sottolineare la difficoltà nel differenziare questi
due disturbi solo sulla base dei sei criteri del DSM-5 e il rischio di comprendere la
sintomatologia di accumulo all’interno del disturbo ossessivo-compulsivo.

120
La Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD)

Per questo motivo, e allo scopo di aiutare i clinici nel processo di presa di
decisione rispetto al tipo di diagnosi, risulta opportuno indicare di effettuare
un’ulteriore valutazione dei sintomi ossessivi e compulsivi.

Descrizione dell’intervista e modalità di somministrazione


L’intervista viene condotta dal clinico direttamente con il paziente, da solo o
in presenza di un familiare. Sono richiesti approssimativamente 15 minuti, anche
se la quantità di tempo impiegata può variare in base alle caratteristiche del pa-
ziente e relativamente alle risposte che fornisce; infatti, se non vengono soddisfatti
tutti i criteri per la diagnosi di disturbo da accumulo il clinico non procede con
la formulazione delle domande delle sezioni successive.
Nello specifico, i criteri diagnostici sono quelli di seguito descritti.
Il Criterio A intende indagare la difficoltà persistente nel disfarsi o nel separarsi
dalle cose, indipendentemente dal loro valore effettivo. Si compone di tre domande:
1. «Ha delle difficoltà nel disfarsi o separarsi dalle cose?» (Questo può includere buttare,
vendere, dare via, regalare, riciclare, ecc.)
La domanda prevede una risposta dicotomica «sì/no». Se la persona risponde
«no», o comunque fornisce indicazioni tali da far supporre l’assenza di questo
problema, questa risposta è sufficiente per poter avanzare l’ipotesi di assenza
di disturbo da accumulo in quanto per la diagnosi del disturbo è richiesta la
soddisfazione di tutti e sei i criteri diagnostici. Se la persona risponde «sì» è
possibile proseguire con le domande successive.
2. «Da quanto tempo ha questo problema?»
In questo caso se il disturbo da accumulo viene descritto come un problema
persistente e presente da un lungo periodo di tempo è possibile passare alla
domanda successiva. Se il disturbo da accumulo è presente da poco tempo (ad
esempio, da poche settimane o mesi) è buona norma indagare la presenza di
fattori contingenti che possono aver determinato le difficoltà nel disfarsi delle
cose (ad esempio, aver affrontato di recente un trasloco in una casa diversa). Se
il comportamento di accumulo può essere spiegato completamente da queste
circostanze si avanza l’ipotesi di assenza di disturbo da accumulo.
3. «Di quali oggetti fa più fatica a disfarsi?» (Al fine della diagnosi dovrebbero essere
presenti nella lista sia oggetti di valore sia oggetti privi di valore).

Il Criterio B è volto a indagare se la difficoltà nel disfarsi o separarsi dalle cose


è attribuibile al bisogno di conservare gli oggetti e al notevole disagio associato
all’idea, o al tentativo, di disfarsene.

121
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

Il criterio viene valutato con le seguenti domande:


1. «Per lei è importante conservare questi oggetti (sono importanti/utili per lei?)».
2. «Si sente generalmente turbato o molto nervoso quando deve disfarsi delle sue cose?».
Queste domande hanno lo scopo di indagare se l’accumulo di oggetti è
«intenzionale/attivo» e se il processo relativo al liberarsi di essi causi disagio, o
potrebbe causare disagio nel caso in cui tale comportamento fosse completamente
evitato. Vanno indagate, in questo contesto, anche le condizioni in cui l’accumulo
risulta essere «passivo», cioè subìto e non attivamente e intenzionalmente messo
in atto, e i casi in cui il processo relativo al disfarsi di oggetti non causi disagio
in quanto, in tali circostanze, il disturbo da accumulo potrebbe manifestarsi in
forma subclinica o potrebbe essere attribuito ad altra psicopatologia.
Sulla base delle informazioni fornite dalla persona, il valutatore è chiamato
a indicare se le domande relative al Criterio B risultino soddisfatte e, in tal caso,
può ipotizzare la presenza del Criterio.

Il Criterio C intende indagare la difficoltà nel disfarsi delle cose che può
portare all’accumulo di oggetti che a loro volta determinano l’ostruzione e
l’ingombro degli spazi abitativi, in particolare delle stanze principali della casa
(cucina, soggiorno, camera da letto, ecc.), e può comprometterne in maniera
significativa l’utilizzo. Inoltre, nel caso in cui gli ambienti abitativi non siano
ingombri, questo Criterio permette di valutare se altre persone intervengono nel
rendere l’ambiente abitativo usufruibile.
Le domande che vengono poste sono le seguenti:
1. «Possiede un numero di cose così grande da ostacolare o ingombrare le stanze prin-
cipali della sua abitazione?».
2. «A causa dell’ ingombro o della quantità di cose che possiede, quanto le risulta
difficile utilizzare le stanze della sua casa?».
3. «Altre persone (come familiari o autorità locali) l’ hanno aiutata a rimuovere (o
hanno rimosso forzatamente) alcune delle sue cose? Se sì, quanto era ingombra la
sua abitazione prima del loro intervento?».
Il Criterio C può essere soddisfatto anche nel caso in cui non sia considerata
presente la componente di ingombro significativo.

Il Criterio D fa riferimento al disturbo da accumulo come causa di disagio


clinicamente significativo o di compromissione del funzionamento sociale, lavo-
rativo o di altre aree importanti come il mantenimento di un ambiente sicuro
per sé e per gli altri.

122
La Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD)

Le domande che permettono di valutare questa componente sono le seguenti:


1. «La difficoltà a disfarsi delle cose o l’ ingombro di casa sua le causano disagio?».
2. «La difficoltà nel disfarsi dei suoi oggetti o l’ ingombro di casa sua interferiscono
con la sua vita familiare, le amicizie, il lavoro o con la gestione della casa?».
Quando pone queste domande, il valutatore dovrebbe prendere in conside-
razione il fatto che l’intervistato possa avere scarso insight in riferimento al suo
disturbo e che per questo non riconosca o neghi di provare disagio.

Il Criterio E prevede che il disturbo da accumulo non sia attribuibile a


un’altra condizione medica (ad esempio patologie di carattere neurologico, come
un trauma cranico o una malattia cerebrovascolare). Le domande che vengono
poste sono:
1. «Lei ha un problema medico importante? Ha mai avuto un trauma cranico o una
malattia cerebrovascolare?».
In caso di risposta negativa è ritenuta soddisfatta la presenza del Criterio E. Se
la persona risponde «sì» si passa alla domanda successiva.
2. «Aveva difficoltà a disfarsi delle cose prima di ammalarsi?».
Lo scopo in questo caso è quello di provare a stabilire se vi è una relazione tem-
porale tra la condizione medica e l’insorgenza del comportamento di accumulo.
Se la persona risponde «sì», affermando quindi di aver avuto difficoltà prima
dell’insorgenza della condizione medica, si ritiene soddisfatta la presenza del
Criterio E.

Il Criterio F descrive il disturbo da accumulo come un disturbo che non è


meglio spiegato dai sintomi di un’altra psicopatologia (ad esempio, da ossessioni
nel disturbo ossessivo-compulsivo, ridotta energia nel disturbo depressivo mag-
giore, deliri nella schizofrenia o in un altro disturbo psicotico, interessi ristretti
in un disturbo dello spettro autistico). In questo contesto vengono annotate le
diagnosi psichiatriche presenti o passate facendo riferimento, se necessario e
possibile, ai familiari o a una persona affidabile che sia a conoscenza dei pro-
blemi del paziente.
È necessario sottolineare che la presenza di un altro disturbo mentale non
preclude la diagnosi di disturbo da accumulo, che non viene diagnosticato nel
caso in cui i sintomi risultino essere una conseguenza diretta di un altro disturbo
mentale. In altre parole, il disturbo da accumulo non viene diagnosticato come
disturbo a sé nel caso in cui alcune manifestazioni (come l’ingombro degli spazi
della casa) non siano inquadrabili all’interno della configurazione psicopatologica

123
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

tipica del disturbo da accumulo ma siano spiegati dalla presenza di altro problema
psicologico piuttosto che fisico o neurologico.
Se tutti e sei i criteri sono soddisfatti viene posta la diagnosi di disturbo da
accumulo e si prosegue la valutazione con la sezione dell’intervista che comprende
i due Specificatori, quali:
1. Specificatore «Acquisizione Eccessiva»: è volto a verificare se la difficoltà nel di-
sfarsi delle cose è accompagnata dall’eccessiva acquisizione di oggetti che non
sono necessari o per i quali non vi è, all’interno dell’abitazione della persona,
sufficiente spazio. All’intervistato viene chiesto:
- «Le capita spesso di prendere oggetti disponibili gratuitamente di cui non ha
bisogno o per i quali non ci sia a disposizione spazio in casa sua?».
- «Compra spesso oggetti di cui non ha bisogno, che non si può permettere, o per i
quali non ci sia a disposizione spazio in casa sua?».
- «Le capita spesso di rubare delle cose di cui non ha bisogno, che non si può per-
mettere o per le quali non ci sia a disposizione spazio in casa sua?».
La risposta affermativa a una qualsiasi delle tre domande appena enunciate
permette di ipotizzare la presenza della componente «Acquisizione Eccessiva»
in associazione alla diagnosi di disturbo da accumulo.

2. Specificatore «Insight»: in questo caso lo scopo è quello di indagare la consapevo-


lezza relativa alle problematicità che il disturbo comporta. Questa componente
viene indagata con la seguente domanda:
- «In che misura pensa che il suo conservare le cose (incluse le difficoltà nel disfarsene,
l’ ingombro che ne consegue e l’eccessiva acquisizione) sia problematico?».
In tale contesto sarebbe buona norma effettuare un confronto tra ciò che viene
riportato dalla persona intervistata e dai familiari, o comunque da persone
di riferimento affidabili, per indagare la presenza di eventuali discrepanze. Il
valutatore in seguito è chiamato a trascrivere se il livello di insight della persona
risulta «buono/adeguato» (per cui la persona riconosce che le convinzioni e i
comportamenti associati al disturbo da accumulo sono problematici), «scarso»
(in cui prevale il pensiero che le convinzioni e i comportamenti associati al
disturbo da accumulo non sono problematici nonostante le evidenze), «assente/
delirante» (per cui la persona risulta essere completamente convinta che le
convinzioni e i comportamenti associati al disturbo da accumulo non siano
problematici, nonostante le evidenze contrarie).
La sezione successiva («Valutazione del rischio») intende indagare la presenza
dei rischi che possono essere associati a comportamento di accumulo problematico.

124
La Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD)

Viene indagato se sono presenti: rischio di incendio, uscite bloccate, rischio di


cadute, insetti e infestazioni, condizioni antigieniche, incuria di bambini, anziani
o persone disabili, accumulo di animali. Viene reso a disposizione del valutatore
uno spazio entro il quale riportare eventuali note addizionali che possono risultare
utili al fine della valutazione del rischio.
L’ultima sezione della SIHD fa riferimento alla Diagnosi Differenziale e
permette al valutatore di indagare se il comportamento di accumulo può essere
meglio concettualizzato come un sintomo del disturbo ossessivo-compulsivo. In
un primo momento il valutatore è invitato a verificare se il disturbo ossessivo-
compulsivo è presente indipendentemente dal disturbo da accumulo. Nel caso in
cui si affermi la presenza di disturbo ossessivo-compulsivo, vengono formulate
domande atte a indagare la coesistenza dei due disturbi e l’eventuale presenza di
disturbo da accumulo come sintomo del disturbo ossessivo-compulsivo. Sempre
all’interno di questa sezione è possibile indagare se il disturbo da accumulo sia
meglio concettualizzabile come un sintomo di un disturbo dello spettro autistico.
Se il disturbo dello spettro autistico è presente indipendentemente dal disturbo
da accumulo, vengono poste delle domande atte a valutare se vi è contempora-
nea presenza di disturbo da accumulo e disturbo dello spettro autistico o se il
disturbo da accumulo è un sintomo di disturbo dello spettro autistico.

Conclusioni
La SIHD è un’intervista strutturata che può essere utilizzata sia in ambito
clinico che di ricerca, e la modalità di utilizzo ottimale prevede che sia sommi-
nistrata al paziente presso la sua abitazione. Se questo non è possibile, si racco-
manda al clinico di raccogliere ulteriori informazioni da individui vicini alla
persona che siano a conoscenza del problema di cui soffre (come coniuge, figli,
genitori), in particolare nei casi in cui sia stata eseguita una diagnosi di disturbo
da accumulo accompagnata da basso o scarso insight, e laddove le informazioni
riferite dalla persona dimostrino una sua tendenza a sottostimare il significato e
le conseguenze del problema. Sempre nella condizione in cui il clinico non possa
accedere all’abitazione della persona, si raccomanda l’opportunità di richiedere
al paziente, o ai familiari, delle fotografie della sua abitazione, o di utilizzare lo
strumento Clutter Image Rating (CIR) per ottenere informazioni sul livello di
ingombro e accumulo.
Infine, se non vi sono le condizioni per poter valutare direttamente la persona
che accumula, è possibile somministrare l’intervista direttamente ai familiari.

125
Intervista Strutturata per il disturbo da accumulo (SIHD)
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433

Nordsletten et al. (2013b)


Versione italiana a cura di Novara et al. (2017)

CRITERIO A

Difficoltà persistente nel disfarsi o separarsi dalle cose, indipendentemente dal


loro valore effettivo.

Ha delle difficoltà nel disfarsi o separarsi dalle cose?


(Questo può includere buttare, vendere, dare via, regalare, riciclare, ecc.)

❏ SÌ ➞ vai al riquadro successivo

❏ NO ➞ assenza del disturbo da accumulo

Da quanto tempo ha questo problema? ________________ mesi/anni.

Se il disturbo da accumulo è un problema persistente presente da un lungo


periodo di tempo ➞ il Criterio A è presente ➞ andare al riquadro succes-
sivo

Se il disturbo da accumulo è presente solo da poco tempo (ad esempio,


solo da poche settimane o mesi), indagare se vi sono fattori contingenti che
possono aver determinato le difficoltà nel disfarsi delle cose (ad esempio, re-
cente eredità di un gran numero di oggetti, trasloco in una casa diversa). Se il
comportamento di accumulo può essere spiegato completamente da queste
circostanze ➞ assenza del disturbo da accumulo

Di quali oggetti fa più fatica a disfarsi? Elencare sotto gli oggetti (ai fini
della diagnosi dovrebbero essere presenti nella lista sia oggetti di valore sia
privi di valore).
_________________________________________________________________
_________________________________________________________________
_________________________________________________________________

Se il CRITERIO A è presente, spuntare il cerchio e andare al CRITERIO B.

Criterio A

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


126 Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.
CRITERIO B
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433

Questa difficoltà è dovuta al bisogno di conservare gli oggetti e al notevole disa-


gio associato all’idea o al tentativo di disfarsene.

Per lei è importante conservare questi oggetti (sono importanti/utili per


lei?) Si sente generalmente turbato o molto nervoso quando deve di-
sfarsi delle sue cose?
Queste domande hanno lo scopo di indagare se l’accumulo di oggetti è in-
tenzionale/attivo e se il processo relativo al liberarsi da essi causa disagio (o
potrebbe causare disagio, nei casi in cui il disfarsi/buttar via è completamente
evitato). Nel caso in cui l’accumulo sia passivo (cioè subìto e non attivamente
e intenzionalmente messo in atto) o nel caso in cui il processo relativo al but-
tare via non causi disagio, il disturbo da accumulo potrebbe essere subclinico
o attribuibile a un’altra psicopatologia.

❏ Se SÌ a entrambe le domande precedenti ➞ il CRITERIO B è presente

❏ Se NO a una o entrambe le domande precedenti ➞ assenza del disturbo da ac-


cumulo

Se il CRITERIO B è presente, spuntare il cerchio e andare al CRITERIO C.

Criterio B

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson. 127
CRITERIO C
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433

La difficoltà a disfarsi delle cose determina l’accumulo di oggetti che ostruiscono


e ingombrano gli spazi abitativi (soggiorno, cucina, camera da letto, ecc.) e ne com-
promette in maniera significativa l’utilizzo. Se gli spazi abitativi non sono ingombri è
solo grazie all’intervento di terzi (ad esempio, familiari, addetti alle pulizie, autorità).

Possiede un numero di cose così grande da ostacolare o ingombrare le


stanze principali della sua abitazione?
Nota che il termine «ingombro» si riferisce alla presenza di un gran numero di
oggetti collocati in maniera disorganizzata e caotica. La domanda si riferisce
agli spazi abitativi principali come ad esempio stanze da letto, cucina o sog-
giorno. Sono esclusi garage, mansarde, soffitte, cantine, ripostigli, sottoscala
e altre aree che possono essere generalmente ingombre nelle abitazioni di
individui senza disturbo da accumulo.

Per soddisfare il Criterio C, gli spazi abitativi indispensabili per lo svolgimento


delle attività quotidiane devono essere ingombri al punto che il loro utilizzo
è compromesso in maniera sostanziale. Se il grado di compromissione dei
locali è difficile da valutare, chiedere rispetto al livello di ostruzione di stanze
specifiche o di attività domestiche:

A causa dell’ingombro o della quantità di cose che possiede, quanto le


risulta difficile utilizzare le stanze della sua casa?

• Cucina (lavello, frigo, piano di lavoro, ecc.):


_________________________________________________________________

• Bagno (lavandino, gabinetto, doccia/vasca da bagno, ecc.):


_________________________________________________________________

• Camera da letto (letto, armadio, cassetti, ecc.):


_________________________________________________________________

• Soggiorno (divano, sedie, tavolo, pavimento, ecc.):


_________________________________________________________________

• Altro (atri/corridoi/scale; difficoltà ad attraversarli a causa degli ammassi di


oggetti):
_________________________________________________________________

❏ SÌ ➞ il CRITERIO C è presente

❏ NO ➞ andare al riquadro successivo

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


128 Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433

Altre persone (come familiari o autorità locali) l’hanno aiutata a rimuove-


re (o hanno rimosso forzatamente) alcune delle sue cose? Se sì, quanto
era ingombra la sua abitazione prima del loro intervento? Indagare in che
misura gli spazi abitativi sono attualmente sgombri solo grazie all’intervento di
altre persone. Se questo è il caso, il criterio può ritenersi soddisfatto anche in
assenza di ingombro significativo.

❏ SÌ ➞ il CRITERIO C è presente

❏ NO ➞ assenza del disturbo da accumulo

Se il CRITERIO C è presente, spuntare il cerchio e andare al CRITERIO D.

Criterio C

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson. 129
CRITERIO D
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433

Il disturbo da accumulo causa disagio clinicamente significativo o compromis-


sione del funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti (incluso il man-
tenimento di un ambiente sicuro per sé e per gli altri).

La difficoltà a disfarsi delle cose o l’ingombro di casa sua le causano


disagio? Nota che alcuni individui con scarso insight potrebbero non rico-
noscere o negare di provare del disagio, nonostante il fatto che qualsiasi
tentativo di rimuovere gli oggetti da parte di terzi abbia comportato o compor-
terebbe reazioni di disagio o rabbia da parte dell’interessato.

La difficoltà nel disfarsi dei suoi oggetti o l’ingombro di casa sua in-
terferiscono con la sua vita familiare, le amicizie, il lavoro o con la sua
gestione della casa? Nota che la compromissione potrebbe non essere
riconosciuta dagli individui con scarso insight ed essere evidente solamente
alle persone che circondano l’individuo.

❏ Se SÌ a entrambe le domande precedenti ➞ il CRITERIO D è presente

❏ Se NO a una o entrambe le domande ➞ assenza del disturbo da accumulo

Se il CRITERIO D è presente, spuntare il cerchio e andare al CRITERIO E.

Criterio D

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


130 Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.
CRITERIO E
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433

Il disturbo da accumulo non è attribuibile a un’altra condizione medica (ad esem-


pio, trauma cranico, malattia cerebrovascolare, sindrome di Prader-Willi).

Lei ha un problema medico importante? Ha mai avuto un trauma cra-


nico o una malattia cerebrovascolare? Passare in rassegna la storia me-
dica pregressa relativamente a disturbi neurologici e indagare la presenza
di un trauma cranico importante nella storia del paziente. Alcune condizioni
rilevanti associate al disturbo da accumulo includono il trauma cranico, la
resezione chirurgica per trattamento di un tumore o epilessia, un disturbo ce-
rebrovascolare, infezioni del sistema nervoso centrale (ad esempio, encefalite
erpetica) o condizioni neuro-genetiche come la sindrome di Prader-Willi. Se
appropriate e disponibili, ulteriori indagini (ad esempio, EEG, CT, MRI, valu-
tazione neuropsicologica) potrebbero aiutare a confermare la presenza di un
danno cerebrale.

❏ SÌ ➞ andare alla domanda successiva

❏ NO ➞ il CRITERIO E è presente

Aveva difficoltà a disfarsi delle cose prima di ammalarsi? Provare a sta-


bilire se sussiste una chiara relazione temporale tra la condizione medica e
l’insorgenza del disturbo da accumulo.

❏ SÌ ➞ il CRITERIO E è presente

❏ NO ➞ se il disturbo da accumulo è chiaramente preceduto da una condi-


zione medica generale ➞ assenza del disturbo da accumulo

Se il CRITERIO E è presente, spuntare il cerchio e andare al CRITERIO F.

Criterio E

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson. 131
CRITERIO F
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433

Il disturbo da accumulo non è meglio spiegata dai sintomi di un altro disturbo


mentale (ad esempio, ossessioni nel disturbo ossessivo-compulsivo, ridotta energia
nel disturbo depressivo maggiore, deliri nella schizofrenia o in un altro disturbo psi-
cotico, deficit cognitivi in un disturbo neurocognitivo maggiore, interessi ristretti in un
disturbo dello spettro autistico).

Idealmente questa intervista dovrebbe essere somministrata nell’ambito di


una valutazione psicopatologica completa. Se ciò non è possibile, chiedere
all’intervistato o a un familiare o a una persona di riferimento affidabile rispetto
a diagnosi psichiatriche presenti o passate. Annotare le diagnosi psichiatriche
presenti o passate di seguito:
_________________________________________________________________
_________________________________________________________________
_________________________________________________________________
_________________________________________________________________

La presenza di un altro disturbo mentale non preclude la diagnosi del disturbo


da accumulo. Tuttavia, il disturbo da accumulo non viene diagnosticato se i
sintomi sono ritenuti secondari o una conseguenza diretta di un altro disturbo
mentale, come:
• Ossessioni o compulsioni nel disturbo ossessivo-compulsivo
• Interessi particolari o circoscritti in disturbi dello spettro autistico o in disa-
bilità intellettive
• Ridotta energia, rallentamento psicomotorio o affaticamento nel disturbo
depressivo maggiore
• Deliri o sintomi negativi nello spettro schizofrenico o in altri disturbi psicotici
• Deficit cognitivi in un disturbo neurocognitivo come la degenerazione del
lobo frontotemporale o il morbo di Alzheimer

Se è presente un altro disturbo mentale, è utile stabilire la relazione temporale


con l’esordio dei sintomi del disturbo da accumulo.

SI RIMANDA AL PARAGRAFO «DIAGNOSI DIFFERENZIALE» PER UN’UL-


TERIORE GUIDA ALLA DIAGNOSI DIFFERENZIALE CON IL DISTURBO OS-
SESSIVO-COMPULSIVO E I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO.

Se il CRITERIO F è presente, spuntare il cerchio.

Criterio F

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


132 Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.
Se tutti e sei i criteri sono soddisfatti, la diagnosi del disturbo da accumulo può es-
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433

sere formulata.
Se il disturbo da accumulo è presente, spuntare il cerchio.

Disturbo
da accu-
mulo

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson. 133
SPECIFICATORI «ACQUISIZIONE ECCESSIVA» E «INSIGHT»
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433

Se è stata effettuata una diagnosi del disturbo da accumulo, valutare la presenza


di Acquisizione Eccessiva e determinare il Livello di Insight.

SPECIFICATORE «ACQUISIZIONE ECCESSIVA»


Verificare se la difficoltà nel disfarsi delle cose è accompagnata dall’eccessiva
acquisizione di oggetti che non sono necessari o per i quali non vi è sufficiente spazio
a disposizione.

Le capita spesso di prendere oggetti disponibili gratuitamente di cui non


ha bisogno o per i quali non ci sia a disposizione spazio in casa sua?
❏ SÌ
❏ NO

Compra spesso oggetti di cui non ha bisogno, che non si può permette-
re, o per i quali non ci sia a disposizione spazio in casa sua?
❏ SÌ
❏ NO

Le capita spesso di rubare delle cose di cui non ha bisogno, che non si
può permettere o per le quali non ci sia a disposizione spazio in casa sua?
❏ SÌ
❏ NO

La risposta positiva a una qualsiasi delle 3 domande precedenti deve essere


codificata con Acquisizione Eccessiva. Spuntare il cerchio.

Acquisi-
zione
Eccessiva

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


134 Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.
SPECIFICATORE «INSIGHT»
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433

Con insight buono o adeguato: la persona riconosce che le convinzioni e i


comportamenti associati del disturbo da accumulo (rispetto alla difficoltà di disfarsi
delle cose, ingombro o acquisizione eccessiva) sono problematici.
Con insight scarso: la persona è prevalentemente convinta che le convinzioni e
i comportamenti associati del disturbo da accumulo (rispetto alla difficoltà di disfarsi
delle cose, ingombro o acquisizione eccessiva) non siano problematici nonostante
le evidenze contrarie.
Con insight assente o delirante: la persona è completamente convinta che
le convinzioni e i comportamenti associati del disturbo da accumulo (rispetto alla
difficoltà di disfarsi delle cose, ingombro o acquisizione eccessiva) non siano proble-
matici nonostante le evidenze contrarie.

In che misura pensa che il suo conservare le cose (incluse le difficoltà


nel disfarsene, l’ingombro che ne consegue e l’eccessiva acquisizione)
sia problematico? Se la persona non sa rispondere o è in dubbio, fare ri-
ferimento alle informazioni fornite dal soggetto nel corso dell’intervista. Se è
presente un familiare o persona di riferimento affidabile, controllare se vi sono
discrepanze tra quanto riferito dal soggetto e quanto riferito dall’informatore
ed effettuare conformemente una valutazione del livello di insight.

❏ Insight buono/adeguato
❏ Insight scarso
❏ Insight assente/delirante

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson. 135
VALUTAZIONE DEL RISCHIO
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433

Questa sezione aiuta il valutatore a documentare qualsiasi possibile rischio as-


sociato al comportamento di accumulo problematico. Segnare se i seguenti rischi
sono presenti.

Rischio di incendio
❏ Ci sono materiali infiammabili vicino a fonti di calore?
❏ Ci sono rischi per l’impianto elettrico?
Uscite bloccate
❏ La porta che consente di entrare e uscire di casa è sgombra?
❏ All’interno della proprietà ci sono altre porte bloccate?

Rischio di cadute
❏ Mancano passaggi sgombri, il che impedisce di muoversi attraverso la
proprietà?
❏ Bisogna scavalcare pile di oggetti o arrampicarsi su di essi per riuscire a
muoversi tra le stanze o per raggiungere delle cose?
Insetti, infestazioni
❏ Ci sono prove della presenza di infestazioni da insetti (sciami di insetti,
ragnatele, escrementi di animali)?
❏ Ci sono roditori o altri tipi di infestazione?
Condizioni antigieniche
❏ Ci sono escrementi/vomito umani o animali nella proprietà?
❏ Vi è la presenza di cibo andato a male o putrefatto, o contenitori di cibo
sporchi nella cucina o in altre aree della proprietà?
❏ Il lavello, il lavandino del bagno, il bagno, la doccia o la vasca da bagno
sono otturati, intasati o notevolmente sporchi?
❏ C’è dell’acqua stagnante in qualsiasi area della proprietà (lavello, vasca da
bagno, cantina, altro)?
❏ Si percepiscono forti e sgradevoli odori nella proprietà?
Incuria di bambini, anziani o persone disabili
❏ Se ci sono bambini, anziani o persone disabili, lo spazio a disposizione è
sufficiente da consentirne la cura e le attività quotidiane (ad esempio, una
cucina funzionante, uno spazio pulito ed ordinato dove consumare i pasti,
accesso alla doccia o alla vasca da bagno)?
❏ Se ci sono bambini, lo spazio a disposizione è sufficiente da consentire
loro di dormire, giocare o fare i compiti?
Accumulo di animali
❏ Ci sono animali denutriti, trascurati o maltrattati nei locali?
Note addizionali (scrivere qualsiasi altra informazione che potrebbe essere
utile ai fini della valutazione del rischio).
_________________________________________________________________
_________________________________________________________________

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


136 Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.
DIAGNOSI DIFFERENZIALE
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433

IL DISTURBO DA ACCUMULO COME SINTOMO


DEL DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO
Questa sezione aiuterà il valutatore a stabilire se il comportamento del disturbo
da accumulo è meglio concettualizzato come un sintomo del disturbo ossessivo-
compulsivo (DOC). Per prima cosa, stabilire se il DOC è presente (indipendentemen-
te del disturbo da accumulo). Se è presente una diagnosi accertata di DOC, porre
le seguenti domande.

La sua difficoltà nel disfarsi delle cose è causata da una specifica os-
sessione o paura?
❏ SÌ (più probabile nel DOC)
❏ NO

Se il disturbo da accumulo è principalmente dovuta a ossessioni prototipiche


➞ il disturbo da accumulo probabilmente non è presente (è probabile che sia
un sintomo del DOC)
Alcuni esempi di ossessioni prototipiche includono:
• non disfarsi delle cose per paura di contaminare se stessi o gli altri
• pensieri superstiziosi legati al disfarsi delle cose (ad esempio, paura che
qualcosa di brutto possa accadere a una persona cara se alcuni oggetti
vengono buttati via)
• intense sensazioni di incompletezza
• conservare gli oggetti per mantenere un ricordo di tutte le esperienze pas-
sate

Per lei è difficile disfarsi delle cose perché questo innesca la messa in
atto di rituali incessanti (ad esempio, rituali di lavaggio o di controllo)?
❏ SÌ (più probabile nel DOC)
❏ NO

Se il disturbo da accumulo è il risultato di un persistente evitamento di com-


pulsioni ➞ il disturbo da accumulo probabilmente non è presente (è probabile
che sia un sintomo del DOC)

Le piace o trova rassicurante acquisire delle cose e poi averle tutte at-
torno a sé?
❏ SÌ
❏ NO (più probabile nel DOC)

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson. 137
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433

Ha un legame affettivo, si sente emotivamente legato, con la maggior


parte delle cose che conserva?
❏ SÌ
❏ NO (più probabile nel DOC)

Conserva gli oggetti principalmente perché sono di valore, belli o per-


ché potrebbero tornare utili in futuro?
❏ SÌ
❏ NO (più probabile nel DOC)

Conserva prodotti corporei (feci, urine, unghie, capelli, pannolini usati)


o cibo andato a male?
❏ SÌ (più probabile nel DOC)
❏ NO

È più probabile che le persone con il disturbo da accumulo riferiscano che il


loro comportamento è piacevole/rassicurante, di essere legati affettivamente
agli oggetti che conservano, o che il loro conservare sia dovuto alla convin-
zione che i loro oggetti possano tornare utili in futuro. La conservazione di
prodotti corporei o cibo andato a male, al contrario, è più probabile nel DOC.
SI RICORDI che il disturbo ossessivo-compulsivo e il disturbo da accumulo
possono essere diagnosticati contemporaneamente quando sintomi del di-
sturbo da accumulo gravi si manifestano in concomitanza di altri sintomi tipici
del DOC ma sono valutati come indipendenti da questi. In caso di incertezza
diagnostica, raccomandiamo di diagnosticare solo il DOC.

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


138 Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.
IL DISTURBO DA ACCUMULO COME SINTOMO
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433

DI UN DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO


Questa sezione aiuterà il valutatore a stabilire se il comportamento del distur-
bo da accumulo è meglio concettualizzato come un sintomo di un disturbo dello
spettro autistico (DSA). Per prima cosa, stabilire se il DSA è presente (indipenden-
temente dal disturbo da accumulo). Se è presente una diagnosi accertata di DSA,
porre le seguenti domande.

Gli oggetti che conserva sono generalmente limitati a una sola, specifi-
ca (circoscritta) area di interesse?
Un interesse circoscritto, tipico di un DSA, è caratterizzato da un intenso in-
teresse per una attività specifica, ristretta e spesso inusuale. Questi interessi
possono dar luogo all’accumulo di molti oggetti simili, che sono accomunati
dal fatto di essere esemplari di questa area di interesse. È più probabile che le
persone con disturbo da accumulo accumulino una vasta gamma di oggetti
(ad esempio, non ristretti a una singola area di interesse, né accomunati da
una caratteristica altamente specifica). Inoltre, la mancanza di organizzazione
è più tipica del disturbo da accumulo.
❏ SÌ (più probabile in un DSA)
❏ NO

Se ha segnato Sì alla domanda precedente: Qual è l’area di interesse?


_________________________________________________________________
_________________________________________________________________
_________________________________________________________________

Gli oggetti che conserva hanno delle caratteristiche in comune (ad


esempio, materiale, consistenza o forma)?
❏ SÌ (più probabile in un DSA)
❏ NO

In un DSA, la raccolta di molti oggetti simili può essere indicativa di una fissa-
zione sensoriale inusuale.
Esempi di queste fissazioni includono intensa attrazione nei confronti di:
• stimoli visivi (ad esempio, oggetti scintillanti, brillanti, luci lampeggianti, il
movimento di liquidi – come il movimento rotatorio tipico dell’acqua quan-
do viene scaricata)
• stimoli uditivi (ad esempio, il rumore di un aspirapolvere)
• stimoli tattili (ad esempio, superfici lisce)

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson. 139
© EUROPEAN JOURNAL OF PSYCHOLOGICAL ASSESSMENT by Novara, Cavedini, Dorz, Pardini and Sica (2017)
«Structured Interview for Hoarding Disorder (SIHD): An Italian validation with diagnosed clinical patients». Hogrefe Publishing Group, DOI: 10.1027/1015-5759/a000433

Le piace organizzare e classificare le sue cose?


❏ SÌ (più probabile in un DSA)
❏ NO

Se sì alla domanda precedente: Può dirmi qualcosa rispetto al modo in cui


organizza i suoi oggetti?
_________________________________________________________________
_________________________________________________________________
_________________________________________________________________

L’attenzione nei confronti dell’ordine e della classificazione delle cose è fre-


quente in un DSA. A differenza del DOC, nei DSA tale processo di organizza-
zione dovrebbe essere egosintonico e piacevole.

Se il disturbo da accumulo è primariamente il risultato di un interesse circo-


scritto, di una fissazione sensoriale o del desiderio di organizzare e classificare
gli oggetti ➞ il disturbo da accumulo probabilmente non è presente (è proba-
bile che sia un sintomo di un DSA).
SI RICORDI che i DSA e il disturbo da accumulo possono essere diagnosti-
cati contemporaneamente quando comportamenti di accumulo gravi si mani-
festano in concomitanza di altri sintomi tipici di un DSA ma sono valutati come
indipendenti da questi. In caso di incertezza diagnostica, raccomandiamo di
diagnosticare solo il DSA.

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


140 Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.
11
Il Saving Cognition Inventory (SCI):
un questionario per l’indagine
delle credenze disfunzionali

Il questionario
Il Saving Cognition Inventory (SCI; Steketee, Frost e Kyrios, 2003) è un
questionario self-report che valuta le principali credenze disfunzionali relative ai
propri oggetti. Si compone di 24 item con risposta su scala Likert a 7 punti (da 1 a
7) ai quali è richiesto di rispondere indicando la frequenza dei pensieri riscontrati
nel corso della settimana precedente, mentre si stava tentando di buttare via qual-
cosa. Nel caso in cui la persona che compila il questionario non si fosse disfatta
di niente, tra le istruzioni viene indicato di segnalare come si sarebbe sentita se
avesse provato a disfarsi di un suo oggetto.
Lo SCI consta di quattro sotto-scale: «Emotional Attachment» (composta
da 10 item; ad esempio, «Buttare via questo oggetto è come gettare una parte di
me»), «Memory» (composta da 5 item, include affermazioni relative al considerare
gli oggetti come degli ausili mnesici; ad esempio, «Conservarlo significa non dover
contare sulla mia memoria», «La mia memoria è così labile che devo lasciare questo
oggetto in vista altrimenti me ne dimenticherò»), «Control» (composta da 3 item,
include affermazioni che esprimono il bisogno di controllare i propri oggetti;
ad esempio, «Mi piace essere l’unico a mantenere il controllo sulle mie cose»)
«Responsibility» (composta da 6 item, si riferisce alla percezione della persona
di avere degli obblighi verso i propri oggetti; ad esempio, «Sono responsabile del
benessere di questa mia cosa»).
Il punteggio complessivo ottenibile può essere compreso tra i valori di 24 e
168. È stato messo in luce che le persone con disturbo da accumulo ottengono
in media un punteggio totale di 95,9 (DS = 31), un punteggio di 37,7 (DS = 16)
alla sotto-scala «Emotional Attachment», un punteggio di 15,8 (DS = 4,2) alla
sotto-scala «Control», un punteggio di 22,3 (DS = 8,2) alla sotto-scala «Respon-
sibility» e un punteggio di 20,3 (DS = 8,1) alla sotto-scala «Memory» (Steketee
e Frost, 2014b).

141
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

Le caratteristiche psicometriche della versione originale del test SCI


La versione originale del questionario era composta in principio da 35 item
generati sulla base di diverse risorse: il modello teoretico di Frost e Hartl (1996),
le informazioni di carattere clinico ottenute dalle valutazioni e dai colloqui con
i pazienti, le evidenze empiriche relative ai tipi di pensiero più frequenti delle
persone con disturbo da accumulo (Frost et al., 1995). Questi item erano già rag-
gruppati in quattro sotto-scale; la differenza riguardava la sotto-scala «Emotional
Attachment» che inizialmente era stata denominata «Emotional Comfort», ed era
rappresentata da item come il seguente: «Se non sapessi dove si trovano le mie
cose, mi sentirei in ansia».
Prima di condurre le analisi dei dati dello SCI, sono stati eliminati quattro
item a causa del loro contenuto, in quanto avrebbero facilmente confuso le persone
nel fornire una risposta, o perché non coerenti con il modello originario (Steketee,
Frost e Kyros, 2003). Quindi, l’analisi fattoriale è stata condotta partendo da 31
item del questionario.
Il campione considerato per la validazione del questionario si componeva di
95 individui con sintomi di accumulo, di 21 con sintomi ossessivi e compulsivi
senza comportamento di accumulo e di 40 individui appartenenti alla popolazione
generale.
L’analisi fattoriale esplorativa è stata condotta con il campione di individui
con accumulo patologico e ha messo in luce una soluzione a 4 fattori.
Gli item relativi alla scala «Emotional Comfort», all’identificazione con i
propri oggetti e al valore attribuito ad essi saturavano il primo fattore che per
questo motivo è stato denominato «Emotional Attachment». Esso si compone di
affermazioni riferite alla tendenza a considerare gli oggetti come estensioni di sé
e a manifestare nei loro confronti un attaccamento simile a quello dimostrato per
le persone. I fattori 2, 3, 4 hanno replicato le ipotesi iniziali basate sul modello
di Frost e Hartl (1996).
Sono stati eliminati gli item che non ottenevano, su alcun fattore, un indice di
saturazione superiore a 0,40 o che ottenevano indici di saturazione elevati su più di
un fattore. La struttura finale si è composta di 24 item raggruppati in 4 sotto-scale.
La consistenza interna è risultata buona per il punteggio totale (α = 0,96) e
per ogni sotto-scala: «Emotional Attachment» (α = 0,95), «Memory» (α = 0,89),
«Control» (α = 0,86), «Responsibility» (α = 0,90). Per ogni fattore, sono state
evidenziate le medie delle correlazioni inter-item con indici classificabili come
moderati/forti (0,61 < r < 0,68; range: 0,40-0,87).
Inoltre, sono state messe in luce correlazioni moderate/alte tra le sotto-scale
dello SCI e il Saving Inventory (SI) (0,60 < r < 0,80; p < 0,0014), a dimostrare

142
Il Saving Cognition Inventory (SCI)

una buona validità convergente, che risultavano più elevate delle correlazioni tra
le sotto-scale dello SCI con altri test che indagano altri costrutti psicopatologici
(sintomi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo) (0,34 < r < 0,58; p <
0,0014). Ancora, è emerso come la relazione tra le credenze e i sintomi relativi al
comportamento di accumulo non sia mediata dalla presenza di ansia, depressione
o disturbo ossessivo-compulsivo (0,39 < r < 0,66; p < 0,001).
Nel complesso i dati dello studio di validazione originale del test SCI hanno
permesso di osservare come questo questionario abbia buoni indici di attendibi-
lità e di validità; ha inoltre messo in luce come l’associazione tra il disturbo da
accumulo e le credenze relative ad esso non sia influenzata dalla presenza di altri
problemi psicologici e che, sebbene il comportamento di accumulo sia associato
al disturbo ossessivo-compulsivo, questa relazione è in larga parte mediata dalla
presenza di sintomi ansiosi e depressivi. L’unica sotto-scala dello SCI che ha
mostrato un pattern differente è quella relativa al controllo, in quanto è emersa
l’associazione ai sintomi ossessivi e compulsivi (valutati con la scala Yale-Brown
Obsessive-Compulsive Scale; Y-BOCS; Goodman et al., 1989a; 1989b) anche quando
veniva controllata l’interferenza di sintomi d’ansia e depressivi. Questo dato mette
in luce quanto la componente relativa al controllo sia un elemento di vulnerabilità
per la manifestazione di sintomi ossessivi e compulsivi, oltre che di accumulo.

La versione italiana
Le caratteristiche psicometriche preliminari dello SCI in Italia sono state rile-
vate dai dati ottenuti da un campione italiano di individui estratti dalla popolazione
generale nell’ambito di uno studio più ampio sul disturbo da accumulo presso il
Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova. In prima istanza
è stata realizzata la traduzione in italiano del questionario seguendo le procedure
di forward- e back-translation (Behling e Law, 2000). Infine sono state effettuate
ulteriori modifiche in modo da rendere più scorrevole la lettura del questionario,
ottenendone la versione definitiva (Novara et al., 2017; disponibile alle pagine
146-147 del presente volume). Il campione italiano considerato si componeva di
410 individui (110 maschi e 300 femmine) di età compresa tra i 18 e i 64 anni
(M = 27,60; DS = 11,86) e con una scolarità media di 13,5 anni (DS = 2; range:
8-23). Per aderire alla ricerca queste persone dovevano aver compiuto almeno 18
anni e dovevano fornire il consenso di partecipazione allo studio; in seguito, erano
invitati a fornire informazioni di carattere anagrafico con l’ausilio di un’apposita
scheda e a compilare una batteria di questionari comprendente lo SCI e il Saving
Inventory-Revised (SI-R; Frost, Steketee e Grisham, 2004).

143
Il disturbo da accumulo e la sua valutazione

I risultati hanno confermato una moderata/buona coerenza interna (0,69


< α < 0,92), e un’accettabile inter-correlazione tra le scale (0,44 < r < 0,72; p <
0,001). Infine, è stata messa in evidenza una moderata/buona validità conver-
gente indagata attraverso correlazioni momento-prodotto di Pearson tra lo SCI
(totale e sotto-scale) e il SI-R (totale e sotto-scale) (0,29 < r < 0,65; p < 0,001).
Le correlazioni più basse sono state messe in evidenza tra il punteggio totale e
le sotto-scale dello SCI con la sotto-scala «Acquisizione Eccessiva» del test SI-R,
mentre le correlazioni più consistenti sono emerse con la sotto-scala «Difficoltà a
disfarsi degli oggetti» del SI-R, a indicare come le credenze che provocano e che
mantengono il comportamento di accumulo siano legate in modo maggiore alla
preoccupazione o all’atto di doversi disfare dei propri oggetti.
Infine, sono stati rilevati i punteggi medi ottenuti allo SCI (tabella 11.1)
oltre a quelli ottenuti da un campione statunitense senza disturbo da accumulo
(Steketee e Frost, 2014b).

TABELLA 11.1
Punteggi medi del campione italiano e del campione statunitense
entrambi costituiti da individui senza disturbo da accumulo
Media (DS) Media (DS)
Campione italiano Campione statunitense
SCI Totale 56,90 (23,60) 42,2 (20,9)
SCI Emotional Attachment 23 (12,15) 14,8 (8,7)
SCI Control 10,34 (4,35) 8,4 (5,1)
SCI Responsibility 12,67 (5,91) 10,4 (6)
SCI Memory 10,89 (5,35) 8,8 (4,8)

Modalità di somministrazione, scoring e interpretazione


Lo SCI si compone di 24 affermazioni che vengono presentate in formato
cartaceo. La persona è chiamata ad indicare quanto ogni item descrive la sua
situazione sulla base di una scala Likert a 7 punti (da 1 a 7) facendo riferimento
all’ultima settimana trascorsa.
È possibile rilevare un punteggio complessivo ottenuto dalla somma di tutte
e 24 le affermazioni.
I singoli item possono essere inoltre raggruppati in quattro sotto-scale:
«Emotional Attachment» (composta da 10 item), «Control» (composta da 3
item), «Responsability» (composta da 6 item) e «Memory» (composta da 5 item)

144
Il Saving Cognition Inventory (SCI)

a ciascuna delle quali può essere associato un punteggio basato sulla somma delle
risposte agli item che le compongono.
Per determinare i punteggi cut-off del punteggio totale e delle singole sotto-
scale, lo SCI è stato somministrato a un gruppo di 410 individui estratti dalla
popolazione generale. È stato considerato il punteggio grezzo equivalente al 99°
percentile ed è emerso un cut-off uguale o maggiore di 118 per il punteggio totale
(ad indicare la presenza clinicamente significativa delle credenze disfunzionali che
sottostanno alla manifestazione del comportamento di accumulo); per la sotto-scala
«Emotional Attachment» un cut-off uguale o maggiore di 57; per la sotto-scala
«Control» un cut-off uguale o maggiore di 21; per la sotto-scala «Responsibility»
un punteggio cut-off uguale o maggiore di 31 e per la sotto-scala «Memory» un
punteggio cut-off uguale o maggiore a 25.
La compilazione del questionario richiede circa 10 minuti.
È necessario che il clinico verifichi che la persona possieda adeguate capacità
linguistiche e intellettive necessarie per la comprensione delle affermazioni.

Conclusioni
Lo SCI rappresenta uno strumento di valutazione utile sia in ambito di
ricerca che clinico, in particolare per la messa a punto di interventi a matrice
cognitiva e comportamentale in cui si intende programmare una fase dedita alla
ristrutturazione cognitiva.
Per svolgere una valutazione accurata si reputa utile somministrare questo test
insieme ad altri strumenti di indagine a disposizione dello psicologo clinico, quali
il colloquio, le interviste condotte con la persona e con i familiari e la valutazione
diretta delle caratteristiche degli ambienti domestici della persona.

145
Saving Cognition Inventory
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.

Steketee, Frost e Kyrios (2003)


Adattamento italiano a cura di Novara, Cavedini, Dorz, Pardini, Sica (2017)

Utilizzi la seguente scala per indicare quante volte ha avuto questo pensiero men-
tre stava tentando di buttare via qualcosa durante la scorsa settimana. (Se non ha
provato a gettare via niente, indichi come si sarebbe sentito se ci avesse provato).

1 2 3 4 5 6 7
Per niente Qualche volta Spesso

1. Se avessi dovuto sbarazzarmene non avrei potuto sopportarlo. 1234567


2. Buttarlo via significa sprecare una preziosa opportunità. 1234567
3. Buttare via questo oggetto è come gettare una parte di me. 1234567
4. Conservarlo significa non dover contare sulla mia memoria. 1234567
Mi crea disagio quando qualcuno butta via qualcosa di mio sen-
5. 1234567
za il mio permesso.
6. Perdere questa cosa è come perdere un amico. 1234567
7. Se qualcuno lo tocca o lo usa, lo perderò o ne perderò il suo valore. 1234567
Buttare via alcune cose mi farebbe sentire come aver abbando-
8. 1234567
nato qualcuno di caro.
9. Gettarlo significa perdere una parte della mia vita. 1234567
10. Vedo le mie cose come estensioni di me stesso; sono parti di me. 1234567
11. Sono responsabile del benessere di questa mia cosa. 1234567
Se questa cosa dovesse servire a qualcun altro ho il dovere di
12. 1234567
conservarla per loro.
13. Questa cosa equivale al sentimento che io associo ad essa. 1234567
La mia memoria è così labile che devo lasciare questo oggetto in
14. 1234567
vista altrimenti me ne dimenticherò.
15. Ho la responsabilità di trovare un uso per questo oggetto. 1234567
Buttare via qualcosa sarebbe come sentire che una parte di me
16. 1234567
sta morendo.
Se lo mettessi in un archivio, mi dimenticherei completamente
17. 1234567
di possederlo.
18. Mi piace essere l’unico a mantenere il controllo sulle mie cose. 1234567
19. Mi vergogno di non avere una cosa quando questa mi serve. 1234567
Devo ricordare qualcosa che riguarda l’oggetto e non potrò se
20. 1234567
lo butto.

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


146 Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson.
© GROUP TREATMENT OF HOARDING DISORDER: THERAPIST GUIDE by Muroff, Underwood, and Steketee (2014)
Figs. «Clutter Image Rating», «Saving Cognition Inventory», «Hoarding Rating Scale». By permission of Oxford University Press, USA.

Se lo butto senza averne estratto tutte le informazioni importanti,


21. 1234567
perderò qualcosa.
22. Questa cosa mi dà benessere emotivo. 1234567
23. Amo le mie cose nella stessa maniera con cui amo certe persone. 1234567
24. Nessuno ha il diritto di toccare le mie cose. 1234567

Indicazioni per lo scoring:

Sotto-scale:

«Emotional Attachment» (10 item): 1, 3, 6, 8, 9, 10, 13, 16, 22, 23;

«Control» (3 item): 5, 18, 24;

«Responsibility» (6 item): 2, 7, 11, 12, 15, 19;

«Memory» (5 item): 4, 14, 17, 20, 21;

Punteggio Totale = Somma di tutti gli item.

© 2018, C. Novara e S. Pardini,


Il disturbo da accumulo e la sua valutazione, Trento, Erickson. 147

Potrebbero piacerti anche