Quaresima: Il Tempo Di
Quaresima: Il Tempo Di
VOCI
PROPOSTA DI MUSICA
PER lA UTURGIA
IL TEMPO DI
QUARESIMA
2002 l GENNAIO
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IL TEMPO
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Rivi sta del Centro Evangelizzazione
CROCE SANTA
T: M. Palombella. M: A . R uo Rui 2
È IN TE LA SORGENTE DELLA VITA
e Catechesi «Don Bosco» di Leumann (Torino) T: A . Appella. M : A. Bortolozzo 3
in collaborazione con la Facoltà di Teologia ALZATEVI, NON TEMETE
dell 'Università Pontificia Salesiana (Roma) T: M . Mantovani. M: V. Miserachs 5
e con il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma
DULCE LIGNUM
T: Liturgia. M: A. Ruo Rui 9
PROPOSTA DI MUSICA
VENITE ALLA SORGENTE
PER LA LITURGIA
T: E. dal Covolo. M: R. de Cristofaro lO
ISSN 039 1-5425
GRANDE SEI TU NELL' AMORE
Gennaio-Febbraio-Marzo 2002 T: M . Mantovani. M: L. Molfino 17
Anno 57, numero 1
SALVACI, SIGNORE, NOSTRO DIO
T: M. Mantovani. M : R. Mucci 22
DIREZIONE
Massimo Palombella La musica contenuta nel CD allegato è eseguita dall'Ottetto vocale di-
Università Pontificia Salesiana retto da mons. Valentino Miserachs, preside del Pontificio Istituto di Musi-
Piazza Ateneo Salesiano, 1 - 00139 Rom a ca Sacra di Roma.
Te l./Fax [Link] Coristi: Park M un-Joung (soprano), Jun Hi-Jung (soprano), Miriam
e- mail: massimo@[Link] Cicchitti (contralto), Mihi Kim (contralto), Rafael Martinez (tenore), Igor
Glushkov (tenore), Nikolay Bogacky (basso), Blazenko Juracic (basso).
Organista: Juan Paradell Solé.
COLLABORATORI La registrazione è stata effettuata il 26 novembre 2001 nell' Aula Magna
• Musica : del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma ([Link] S. Agostino, 20/a -
M. Bargagna - N. Barosco - M. Chiappero Roma) dallo Studio Mobile della Radio Vaticana.
L'Assemblea è stata costituita da alcuni coristi del Coro Interuniversita-
R. de Cristofaro - D . De Risi - V. Donella fio di Roma: Andrea Bisciglia, Cacciaguerra Ezio, Harry Calvert, Elena
L. Donorà - G. Gai - S. Krnotorka Compagnoni, Nazar Duda, Giuseppe Falabella, Rosanna Giacometto, Ko-
G. Liberto - D. Machetta - A. Martorell zak Andriy, Anita Maruccia, Elena Mascioli , Luca Mingrone, Valeria Mi-
I. Meini - V. Miserachs - L. Molfi no raglia, Matthias Probst, Luciana Rimedio, Simona Rossi, Richard Rouse,
Maria Pia Viola.
R. Mucci - M. Nardella - M. Nosetti Tecnico del suono: Roberto Bellino.
F. Rampi - A . Ruo Rui - D. Stefani Editing digitale e mastering : Studio EcoSound (via B. Cerretti, 32 -
GS . Vanzin - A. Zorzi. Roma) .
Ingegneri del suono: Silvio Piersanti - Augusto Arena.
Coordinamento generale: Massimo Palombella.
• Testi:
R. Bracchi - E. dal Covo lo - M . Mantovani.
INSERTO:
• Musica-Liturgia-Cultura:
A. Amato - E . Costa - F. Rainoldi CROCE SANTA
F. Rovida - M . Sodi - E. Stermieri DOLCE LlGNUM
A. M. Triacca. È IN TE LA SORGENTE DELLA VITA 2
ALZATEVI , NON TEMETE 3
© 2002 Espressione Edizioni Musicali VENITE ALLA SORGENTE 4
Tutti i diritti riservati . GRANDE SE I TU NEL ~ AMORE 5
SALVACI , SIG NORE, NOSTRO DIO 6
Eccoci ad iniziare un nuovo anno di slUdio e di ricerca la predicazione del Signore: "Convertitevi e credete al Van-
per tentare di offrire alle comunità cristiane valida musica gelo" (M c 1,15).
per le celebrazioni liturgiche. La penitenza e la riconciliazione non possono essere ade-
Ci pare importante. dopo un anno di novità con la produ- guatamente comprese senza il riferimento alla priorità del-
zione di un CD allegato ad ogni numero della rivista. fare l' iniziativa d'amore di Dio, dil'e.f i/l misericordia. Questa
alcune brevi riflessioni circa il lavoro compiuto. Non è stato pienezza di gratuità de ll'amore de l Padre è messa pllrtico-
facile avviare la "macch ina" per produrre il CD. avvalendo- larmente in luce dal testo SALVACt. SIGNORe, NOSTRO 0/0 , che
ci da quest"anno della preziosa collaborazione della Radio ha diretta ispirazione dal Rito della Penitenza. La rivelazio-
Vatican:! e del Pontificio Istituto di Musica Sacra. con cui ne supre ma di quest'amore si compie nella croce d i Cristo e
sono stati concordati sia il progetto che le modalità di rea- ne l suo mistero pasquale: Gesù morì eg li stesso per i nostri
lizzazione. Si è inoltre dedicato notevole tempo all'editing e peccati e risuscitò per la nostra giustificazione (cf Rm 4,25).
alla masterizzazione finale. La "pratica" di tutto c iò. ci sia- In particolare nella liturgia del Vellerllì Slmlo la Chiesa si
mo accorti. ha lentamente "limato" e addolcilo il nostro concent ra su ll' lIdora:iolle dellll croce, il dulce Iiglllllll iII
stesso scri vere e richiedere musica, impone ndo, grazie an- qllo saftls III/mdi pepélldit. II Calvario è il luogo che ri vela e
che ai preziosi suggerimenti di tanti abbonati, alcune "cor- riassume tutto il dramma dell'umanità. dall'inizio alla fine
rezioni di rotta", della storia: Gesù è là. dato pro lIobis el propter /loslram sa-
Ci pare importante aumentare la quantità di materia le fll/em. Egli. con le braccia spalllncate in un unico gesto di
musicale presente in ogni numero e questo impone necessa- adoTHzione e fmternità, lImore verso il Padre e verso tutti gli
riamc nte una maggiore se mplic ità formalc di og ni pezzo, uomini. porta a compimento il progetto d ivino e diventa il
Inoltre, per qua nto riguarda le registra- "capo e sa lvatore" dei propri fra telli
zioni della musica. abbiamo deciso di (cf AI' 5,31), fino al raggiungimento
allargare la collaborazione anche con il "di un c ielo nuovo ed una terra nuova"
Coro Interuniversitario di Roma. costi-
tuito da studenti universitari di tutti g li
Cantare (cf AI' 21. 1; Rm 8,18-23). Alla contem-
plazione della croce, che "sta alta su l
Atenei Romani (statali, liberi e pontifi - mondo che volge",' sono dedicati i due
ci), che, insieme all'otteno vocale del
Pontificio Istituto di Mu sica Sacra,
la misericordia brevi ritornelli CROCE SANTA e D ULCE
UGNUM.
can teran no all'unisono la parte del-
l' Assemblea. per L' itinerario storico-salvific o di pre-
parazione alla celebrazione del miste-
Siamo co nsapevoli dei limiti d i ro pasq uale. proprio del tempo quare-
qua nto via via è stato proposto. li mi ti
che sono però intrinseci ad ogni lavoro
nutrirsi di verità si mal e, si confi g ura soprattutto per
l'anno A come una grande catechesi
che suppone la ricerca e la speri menta- battesimale, che se nella tradizione an-
z io ne, ma che porta con sé anche la tica accompagnava il catecumeno nella
possibilità di cambiare ciò che non funziona. tentare nuove scopena del Battesimo. diventa per ogni credente anche og-
strade e migliorare. In qualche caso ci spiace tuttavia dover gi un itinerario di approfondimento vi tale di questo do no ri-
constatare che il dialogo è difficile, quando sembra essere cevuto, affinché "\'iniziazione cristi ana" poni in ogni sta-
più imponante sapere, ad esempio, chi sia l'autore de lla mu- gione della vita i suoi frutti .
sica o di un testo, piuttosto che verificarne il loro intrinseco Questo cammino di scoperta-riscoperta del proprio Bat-
valore. tesi mo viene accompagnato dall'insieme degli altri canti
La storia si costruisce ponendo "dei mattoni". Non sanlll- proposti in questo numero de lla Ri vista: ad eccezione infat-
no sempre perfetti: i canti present i nei CD spesso sembrano ti della prima domenica di Quaresima. è proposta una nuova
tutti uguali ; i testi hanno un linguaggio ottocentesco e non produzione attinente a ciascuna delle altre q uattro domeni-
adeguato alla cultura attuale; le voci sono impostate "li rica- che di questo tempo forte. [Link]. NON TéMETEè un inno di
mente"; tutti gli autori della musica provengono da una cer- quattro strofe ispirato al brano evangelico de lla [Link]-
ta "ideologia..... Sono cose "in parte" vere che cercheremo, zione (MI 17, 1-9). che caratterizza la li turgia della Il dome-
per quanto ne siamo capaci. di migliorare ma - e perdonate- nica. Il Battesimo è il sacramento de lla fede e della figlio-
ci - spesso ci chiediamo quale sia l'altemativa valida e pro- lanza divina.
positiva che, non senza fatica. si sfoni di coniugare le ina- Per la domenica cosiddetta Laetare (III) viene proposto
lienabili istanze di una Rifonna Liturgica con la necessaria e il canto VENITEAUA SORGENTE. che si riferisce al brano evan-
imprescindibile professionalità musicale, che cerchi di dia- gelico dell'incontro di Gesù con la samaritana (Gv 4,5-42) e
logare davvero con la c ultura. inSOl11nHI, che si sforLi di en- alle altre letture previste dlllla liturgia. delle quali ripercorre
trare nella logica dello studio e della ricerca, istanze che la il cammi no che esse stesse presentano. Come Israele nell'e-
Riforma Liturgica del Concil io Vaticano Il esige, dopo ann i sodo , così anche il catecumeno ricerca l'acqua che lo salva
di tante parole che giustificano di fatto un povero dilettanti- (I lettura - 1 strofa); Gesù gli annuncia. come alla Samarita-
smo musicale. na, di avere un'acqua di vita che estingue ogni sete (Vange-
Ne ll a logica del te ntare di offrire testi e musica va lidi , lo - III strofa): quest'acqua è il suo stesso Spirito sgorgato
cong iunli ad una immediata fruibilità da parte de1l' Assem- per noi dal fi anco squarciato sulla croce (II lettura - Il stro-
blea, affrontiamo in questo primo numero il tempo di Qua- fa ). Solo Cristo è l'acqua per la nostra sete, è la vera fonte
resi ma caratterizzato da quella sobrietà che si manifesta im- de lla nostra gioia.
mediatamente ne ll 'usare l'organo esclusivame nte per l'ac- I canti GRANDE SEI TU NEU. ' AMORE ed È IN TE U. SORGENTE
compagnamento de l canto. OeUA VITA si ispirano rispenivamente ai brani evangelici del-
La misericordia di Dio Padre si è rivelata nel riconc iliare la IV ("domen ica del cieco nalo") e de lla V ("domenica di
a sé il mondo per mezzo di Cristo, che ha ristabilito la pace Lazzaro") domenica, e sono anch'essi orientati a stimolare
tra le cose del la te rra e quelle de l cielo, attraverso la sua e ffi cace mente quella conversione del cuore che è indispen-
morte in croce (cf 2 Cor 5, 18; Col 1,20). In C risto ogni uo- sabile per ogni progresso nelle vie dello spirito e per il con-
mo di ogni tempo è chiamato alla libertà dalla schiavitù di nubio tra liturgia e vita.
ogni genere di peccato, e al passaggio dalle tenebre alla Sua Ma uro M a ntovani - Massimo Palom bcllu
"am mirabile luce" (c f GI' 8,34-36; I Pt 2,9). Il tempo di
Quaresima si apre con lo stesso invito che segnò l'inizio de l- ' cr I"~"""",,,,i di Grom ...,; /'rroIo Il. \'01 . 1111. Roma 1980. p. 902.
CROCE SANTA
T: ~h:-.)oimo P<l lornhdl:1
M: Alc),~andro Ruo Rui
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Il breve ritornello può C!\scrc utilizzato per rAl/Ow :.iulie dd/o Sali/a emù' del l't'ilari; ,\(///10 o pèr momenti di prcghicrii
prc\'isli dumnlc illcmpo di Qu:m:sirna. Le p:.rolc richiarmmo il Pillrimonio pmrislico che ha Ù:.IO nella croce di Cri:.lo il nutl\o
":.Ibero della vil;l" ri:.pcuo a quello genesi'leo.
Sul modello dcll'c:.pcricnZiI1l1u:.ic:llc di T aizé. :I:' .. cmb lca. Scl/IJ'fI. solisti c strumemi 1l1U:.iC;lli ~i ahcm ano in un "o.. ,in;lIo··
cap:lcc di essere sempre nuovo.
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Cro -ce S;Ul-l;1 (a-do - ria - mo. nel -l'a - bi s-so del - la mor - Ie IU M'i ral-OC-TO di \ i - la,
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È IN TE LA SORGENTE DELLA VITA
T: Antonio Appella
M: Angelo Bonolozzo
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È in te la sorgent e dt.'lhl vi"., T .. " ,~""""""".,,
sal n lci. Dio di mise ricordia .
II lesto f<l riferimento "Ila lilUrgia della V dornenic" di QUilrcsima (anno A) c in panicolare ;11 brano evangel ico di Gr Il. 1-
-'S. l'episodio della risurrezione di Lazzaro. Cristo è ri surrezione per la nostra vila: nel BaHcs imo l'uomo passa da morII,' il vi l;1 c
diviene capOiec di glorificare Dio vive ndo dello SpirilO del Ri ~ono. L·intimità. la familiarità con Cri~lO viene riehi:Jm~lta dalla
prima pane dcII;! prima s trofa. che all ude alla "cas;! di Bel:lni,,", Il lega me tr;1 amore e mone. co~ì caro alla spccul~lZione fil oso-
fic;! e alla lel!er;lwra di tuni i tem pi . trova nell'icona di Betania il ~uo ~en~o più profondo. Solo Dio è "la ~orge ntc de lla vita" che
dù signifie;uo ad ogni e~pcrie n z" d i mOfle le non 5010 q uell a fi sica, che ;\\'\ iene altemline dcII;! vicend;} lerrena di ciascuno).
Il canlO. semplice e insieme profondo. può essere esegui to. sia nel riwmello come nelle strofe. da tu lla l'Assemble;!.
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ALZATEVI, NON TEMETE
T: M;luTa Ma11lovani
M: Valentino Mi~{'rach s
2. "Restiamo qui. com'è bello!" 4. "Sia gloria a Te. Dio d':unore! "
Li copre l'ombra col suo lTlamo. Tu grembo. abisso della gioia.
Scenderà la grazia dalla nube Trinità. oceano di vita.
per riempire di forza la f;llica. ci raccogli nel vortice di pace.
I l teslO è un inno che. facendo riferimento ali" Il domenica di QUilresi1l1:l (anno A). si ispira al brano evangelico della
Trasfigurazione (MI 17.1-9). ··Alz<Hevi. no n temele", espressione con la q uale si avvi<l I"inno, sono le paroic con cui Cristo Tin-
cuora i discepoli di ogni tempo ad accogliere nella fede e nella speranza la volont~ dci P<ldre assicurando. oltre la noue. la luce
di un nuovo giorno. L<I dinam ica di questa promessa è presente in ogni strofa aura verso <lku ni panico];tri accost;unenti sim bo-
lici come "sprigiona la nOlle della luce", "riempire di forza la falica". ''l'aurom della sera", "nel vonice di pace", Le prime Ire
strofe si aprono con il disco rso di reuo presenle nel lesto eV<lngclieo mentre 1<1 qua rt a chiude I"inno con una interessante dosso-
logia do ve Dio è "grembo". "abisso della gioi;t··. "oceano di vila",
L'inno è proposto in una versione per Assemble;t e in una elabor<lzione per 5eho/a a 4 voci dispari (sfru uabile anche. con
accompagn<llllento organislico. nelle sole formazioni Se. SCT),
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dd/a S(IIIIII C,.(}Ct'. cant:mdo i Lamenti dci Signore Il e Il ). si cOn1cmpl<J la croce come "d ulcc ligll um dulci clavo duke pondus
slistincns·· . Nella sua semplici tà. il canto imcnde collocarsi in <Iucl l;] \r:ld izione secolare d i ane che , riconoscendo nel momento
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VENITE ALLA SORGENTE
T: Enrico dal Covolo
M. Rcrnigio dc Crislofaro
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"Venite alla sorgente. voi t'hl' avete s('le"'. 1. Ci ;Ispcrgc d"acqua viva l'Agnello senza macchi,l
Tu, C risto, nostra I)asqua. sei fonte dt'lla vita. come al Calvario nel giorno della slOri:1.
Scende ogni goccia c sana la ferila.
l. Dal fianco dcII;.! rocei:) zampilla l'acqua nuova la linfa sgorga dal cuore dcl]:i croce.
come a Meriba nei giorni dell'arsura.
Lava ogni colp~1 c inonda di salvezza. 3. T u dacci l"acqua pura. Signore della vita
l'amore irriga il fondo della ICfr<l. come a qucl pozzo nei giorni in Samari<l.
Beve ogn i uomo. è gioia nel profondo.
I" pace inonda dal mare dell"irnmcnso.
IIICSIO fa riferimento dircllo <llla [lI domenica di Quaresima (;lIlno A) e in particolare al brano ev;mgelico delJ"incontro di
Gesù con la Samaritana. II canto. nelle tre strofc . ripercorrc 11 cammino che le lellure presentano. Come Israele neJrc~odo. così
anche il catecumeno ricerca l'acqua che lo sah'il (prima Icllura - prima strofa ): Gesù gli annuncia. come alla Samaritana. di
avere un'acqua di vita che estingue ogni sete ([Link] - terz;1 strof,,): ques(acqu.1 è il suo stesso SpirilO sgorgalO pcr noi dal
fianco squarcimo sulla croce (second'l lellura - seconda strofa). Solo Cristo è l'acqua per la nostra SC IC. è la vcra fo nte della
nostra gioia (domenica Lm/(/re ).
AI canto assembleare dci ritomello si a!temano le interessanti strofe proposte nelle elaborazioni per 5e1101(/ a 2 VOCI pari
(SC ). il 2 voci dispari (CT) e a 4 voci dispari (SCTB ).
Con fidlwia
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Mostraci , Signore. la tml mist'ricordia.
gnlllde. grand l' sei lu nt.'lLlIllOrl'.
I . Apri i nostri occhi. Padre della luce! 3. ogni colpa. fOllie chiara e pura
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La vita è nuova nclralbil dell" Etemo. la viw è nuova nell"acqu.\ della croce.
Scompaia ogni lenebra S'arre~li ogni lacrima
e sp lenda il vollo della pace. e sccnda il sangue della grazia.
2. Destac i da morte. voce del profondo 4. Gu:.rda i llIoi figli. Padre dclla gioia
la vita è nuova nel !>orfio dell" lmmenso. 1:1 viw è nuova nell!iorno che non muore.
$v:misc<l ogni gemilO. Si spezzi oglli limiì"e
si riempia il cuore di speranza. e resti l'amore senza fine.
· !eslO fa riferimento alla li!urgi;\ de-lIa IV domenica di Quaresi ma (anno A). carilllerizzaia dal brano evangelico del "c ieco
o" (CI' 9.1-41). L3 prima strofa. ne ll"espressione " Padre del13 luce" si ricollega 311a temalic:! principale del];, liturgia del
'1ll0: nel Ballesimo l'uomo viene libcrato dalle tenebre. ··illuminato··. e reso capace di vivere da tìj;lio della luce (cf. IIleuu-
E/ 5. 8-14). Dio è indicalO come colui che "moslra" 1:1 su:. mi sericordi:1. e che "guarda" a ci:lsc uno dei suoi figli : egli. che è
[Link] ("(/i,'('s") nell'amore è l'unico capace di far sì che "rest i r:.more senz;\ fine" (cf. conclusione della IV strofa ).
Alcune b<ll1ule d'Organo introducono il canto dell"A.~se t11blca nell"e s pre s~ivo c [Link] ri1Omeli o (si nOli la bcllezZOl dell' e-
~p rcss ione··Grande . grande sei tu nell"amore·· ). Le strofe sono proposie nelle irlleressanti clabor<lzioni per Solo (o poche voci).
SellO/a a 2 voci pari (SC) C;J due voci di ~par i (SC-TB). La vcrsionc per SellO/Oli 4 voci disp:Jri de l rilOrncllo può concludere il
C:UlIO regalando :111' Assemblea una ril'oorKlrlza di quanto ha appena corillmcnlC c:mtat o.
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4. li - mi - Il' ,- <O - SIi ra- mo- sc n - za
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Alfa Corale Parrocchiale di Cassina Alllafll iII Paderno DlIgl/lIIIO (M I )
Sal vaci. S ignore nost ro Dio. 2. Signore. Agnello di Dio. hai soffeno in croce pt'r no i.
illuo mnore è per sempre, Signore. venulO a lavare e guarire chi è feri la.
illu o mnon' è per sempre. Signore. che a tutti morendo hai o rreno la lua p'lce.
I . Signore. mandillO dal Padre a p<mare jl]ielO annunzio. 3. Signore. pasiore fedele. che conduci il gregge :llla viw.
Signore. venulO a chiamare e salvare i pecc,uori. Signore. ven ulO a donare c formarc illuo Regno.
Signore. che al ladro pemi lo hai promesso il pamdiso. Signore. che invii i gli :lmici al banchetto d i gioi;1 eterna.
IlleSlo è tratto d3 alcune delle pitl comuni intenzioni di preghiera proposle nel RifO (/('//(1 P('lIiu'II:0. e può essere ulilizzato
per Celebrazioni Penitellziali. Esso mette panieol:lrmente in luce la piena gmlU i l ~ delJ':mlOfe di Dio. che non ~i commisur:1
sulla risposta ma "è per semprc". La second:l (r:lse di ogni slrofa sottoline:l la "din:1I11iea" dcll3 salvczza. che h:l Dio come pro-
tagonista: Egl i è col ui che è "venuto". LI lerza fra~e delle strofe p:lI"1C dall'esperie nza slOrica del cosiddctto "buon ladronc"
(che nel momcnto Iin,1Ic dell,l SU;! vita .~i :lprc alla mi~cricordia c riceve in dOlio il paradiso) per c~lendcrsi all"e~pcricnza di
"lUtti" (in ogni momcnto del1:1 l'loria) e convergere ne]]" chhumlla. orfena ad ogni uomo. da pane dci Signorc. ad c~~ere ~uoi
"amici" al banchetto dclla gioia elcrn:l.
Poche billlule d'Organo introducono il canlO dcl1'Assembleil ncl l'olenne c cilnlabilc ritornello cui ~eguono le ~[rofe propo~le
nelle versioni per Solo. S('/w/a :l 2 voci p:tri (SC ) e;1 2 \oci di~p;lri (58). Il canto ~i può concludere con l'[Link] del
rilornello per SellO/a a -I voci dispari (SCTB).
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RECENSIONE nello del canto. Sono altri validi ausili per la celebrazione della
parola "Già l'universo" e "Verbo del Dio vivente": in essi. con
slanci musicali attentamente dosati, si rende gloria al Dio che si
GIUSEPPE L IBERTO - L EO D I S IMONE è fatto carne. Semplice e cantabile "Benedello il grembo vergi-
nale". gioioso e fone "La luce della stella" dove la strada verso
O CRISTO la grolla del Re sembra essere illu minata dalla melodia solenne
che lo caratterizza.
SPLENDORE DEL PADRE Misurato quanto intenso, "M'invocherà e io l'esaudirò" apre
Inni per le Celebrazioni dell ' Anno Liturgico la proposta dei canti per il tempo di Quaresima. mentre "Signo-
re. moslrami il tuo volto" esprime con intensità evocativa la
(Paoli ne, Roma 2(0 1) gloria che il penitente rivolge al Signore. "Se tu conoscessi il
dono di Dio" è un invito ad accostarsi all'acqua "sorgente della
L'opera è un esempio di come la musica può mettersi al ser- vita eterna", al Cristo "la fonte di salvezza"; "Rallegrati, o
vizio della celebrazione del Mistero di Cristo con dignità e ri- Sion". nel crescendo melodico delle strofe, invita al risveglio,
spetto delle istanze dettate dalla Rifonna Liturgica del Concilio ad abba ndonare le tenebre per immergersi nella luce nuova di
Vaticano IL Cristo, a gioire e a dare lode per essere stati salvati. Per la qui n-
Inni sobri e maestosi al tempo stesso, grazie ad un sapienle ta domenica di Quaresima " In voi porrò il mio spirito", inno
lavoro di composizione. in cui le melodie si arricchiscono di ar- sviluppato intorno alla figura di Lazzaro. an ticipa la solennità
monizzazioni intense e misurate e i testi fanno della fedeltà ai della Risurrezione del Figlio di Dio; ''Togliete via la pietra dal
temi liturgici una poesia che diventa preghiera: musica che nel- sepolcro, vi mostrerò la gloria di mio Padre" conclude la pro-
la sua dignitosa accessibilità permette all'assemblea, con il can- posta dei brani per il tempo fone che conduce alla Pasqua.
to. di accostarsi attivamente al Mistero del Dio vivente. Così come al te rmine del giorno si innalza il ringraziamento
L'incontro e il dialogo fra testo e musica consente. a chi a Dio "Creatore di tutte le cose", in questo ultimo inno, adatto
ascolta i bra ni proposti, di percorrere i tempi del1' Avvento e alla preghiera dei Vespri della sera, si innalza l'invocazione di
della Quaresima, fruendo melodie di buona fattura. affida me nto al Signore, in un' appassio nata quanto delicata
Scorrendo nel dettagl io il CD, l'inno proposto per le Lodi unio ne di musica e testi.
matt utine "Etemo creatore del mondo" ci introduce subito nel- In si ntesi possiamo affe rmare che l'opera traccia sentieri
la semplicità delle melodie che seguiran no e nel preciso e mi- musicali accessibili e percorribili. Auspichiamo che possano se-
surato uso dei testi. guire lavori e produzioni che coinvolgano attivamente non solo
1 brani del Tempo di Natale scandiscono con delicatezza e l'Assemblea o il Coro all'unisono. ma che, nella linea tracciata
forza al tempo stesso i momenti propri di questa parte dell' An- dalla Riforma Liturgica del Concilio Vaticano II. si aprano an-
no Liturgico, e le immagini evocatrici utilizzate rendono vivo il che alla grande - e quindi semplice - poli fon ia, facendo lavora-
mistero che per quattro settimane la Chiesa si prepara a con- re in mis urata sinergia tu tte le "persone celebranti".
templare. "Rallegrati, o Vergine Maria". dove la figura dell a A cura dci G ruppo Redazionale
D OMENICO VESCIA
GLI UOMINI DELLA PASSIONE
Una Via Crucis con i personaggi maschili
d ella Passione d el Signore.
Pagine 16 - € 1,80 (Lire 3.485)
28
Dal 1946 Armonia di Voci offre il suo prezioso servizio
alle assemblee parrocchiali.
Ogni fascicolo contiene nuovi canti destinati all' azione liturgica i quali - nella
dinamica fedeltà alla linea tracciata dalla riforma del Concilio Vaticano II -
all'impegno di offrire validi e appropriati testi,
coniugano quello di far partecipare, in un continuo e fecondo dialogo,
ogni "persona celebrante".
I canti sono infatti composti offrendo sempre una "versione base" per sola
assemblea e successive elaborazioni della stessa per Schola a due voci pari e
dispari, tre voci dispari e quattro voci dispari. Vengono inoltre proposti
interludi organisti ci con la finalità di offrire valido materiale musicale per una
partecipazione attiva dell' organista.
Per informazioni:
Ufficio Abbonamenti Elledici
Tei. 011.9552164-5 - Fax 011.9574048
E-mail: abbonamenti@[Link]
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ELLEDICI
Dirett. respons. : Giovanni Battista Bosco - Registr. al N. 392 del Trib. Civ. di Torino,
14-2-1949 - Scuola Grafica Salesiana - Torino 2002 • Contiene I.R.
ISBN 88-01-02427-4
9
I78880 1 024272
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VOCI
PROPOSTA DI MUSICA
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Aprile-Maggio-Giugno 2002
Anno 57, numero 2 La musica contenuta nel CD allegato è eseguita dall'Ottetto vo-
cale diretto da mons. Valentino Miserachs, preside del Pontificio
Istituto di Musica Sacra di Roma.
Coristi: Park Mun-Joung (soprano), Jun Hi-Jung (soprano), Mi-
DIREZIONE
riam Cicchitti (contralto), Mihi Kim (contralto), Ildebrando Mura
Massimo Palombella (tenore), Adriano Caroletti (tenore), Nikolay Bogacky (basso), Bla-
Università Pontificia Salesiana zenko Juracic (basso).
Piazza Ateneo Salesiano, l - 00139 Roma
Tel./Fax [Link] Organista: Juan Paradell Solé.
e-mai l: massimo@[Link] La registrazione è stata effettuata il 22 marzo 2002 nella Chiesa
dell'Università Pontificia Salesiana di Roma (Piazza dell' Ateneo
COLLABORATORI Salesiano l) dallo Studio Mobile della Radio Vaticana.
L'Assemblea è stata costituita da alcuni coristi del Coro Interu-
-Musica: niversitario di Roma: Appella Antonio, Arma Saveria, Benedetti
M. Bargagna - N. Barosco - M. Chiappero Flaria, Bisciglia Andrea, Cacciaguerra Ignazio, Calvert Harry, Di
R. de Cristofaro - D. De Risi - V. Donella Rollo Manuela, Duda Nazar, Falabella Giuseppe, Giangiacomo
L. Donorà - G. Gai - S. Kmotorka Laura, Gigliello Maria Rosaria, Kozak Andrij, Maruccia Anita, Ma-
G. Liberto - D. Machetta - A. Martorell scioli Elena, Mingrone Luca, Miraglia Valeria, Probst Matthias,
1. Meini - V. Miserachs - L. Molfino Prontera Annarita, Quaranta Ciro, Ragno Francesco, Rimedio Lu-
R. Mucci - M. Nardella - M. Nosetti ciana, Rossi Simona, Viola Maria Pia.
F. Rampi - A. Ruo Rui - D. Stefani Tecnico del suono: Roberto Bellino.
GS. Vanzin - A. Zorzi. Editing digitale e mastering: Studio EcoSound (via B. Cerretti,
32 - Roma).
- Testi: Ingegneri del suono: Silvio Piersanti - Augusto Arena.
R. Bracchi - E. dal Covolo - M. Mantovani. Coordinamento generale: Massimo Palombella.
- Musica-Liturgia-Cultura:
A. Amato - E. Costa - F. Rainoldi
F. Rovida - M. Sodi - E. Stermieri INSERTO:
A. M. Triacca. LA SUA STELLA IN ORIENTE 9
TRINITÀ IMMENSA ED UNICA 10
© 2002 Espressione Edizioni Musicali PANE DEGLI ANGELI 11
Tutti i diritti riservati. GESÙ, DOLCE MEMORIA 12
GESÙ, GLORIOSO PRINCIPE 13
Essere cristiani è conformare la propria vita a Cri- con il mistero pasqua le di Cristo, nel suo passaggio
sto, ossia assimilare talmente i tratti caratteristici di dalla tenda della transitorietà al cospetto del volto di
Gesù, da renderli visibili al mondo. Questa semplice, e Dio.
forse anche ovv ia, istanza è invece fo ndamentale per Tutte le Solennità - comprese quelle mariane e dei
cogliere il senso speci fi co del celebrare cristiano. In- santi - che la Chiesa nel corso dell ' anno liturgico ci fa
fani la Chiesa, istituita da Gesù Cri sto e fondata sugli celebrare hanno quindi un fondame nto eminentemente
Apostoli, continua nello spazio e nel tempo ciò che cristologico, nel senso che ripresentano una particola-
egli - proprio in forza dei limiti spazio-temporali - ha re dimensione di Cristo, e il partec iparvi, il veni me a
compi uto una sola volta. Nell'azione dell a Chiesa i contatto nella logica del segno reale ci porta lentamen-
luoghi specifici dove ognuno può incontrare il Signore te ad una sempre maggiore pienezza di umanità che al-
e conformarsi a lui sono i Sacramenti, e dunque la Li- tro non è che l'abilitazione, all'interno della storia, al-
turgia. Diviene a llora determ in ante per l'esistenza l' eternità.
stessa della Liturgia cristiana cogliere se e come possa La musica nella Celebrazione liturgica in quanto sa-
essere presente in modo reale un evento, che di fatto cramentale ha come suo primo compito que llo di con-
appartiene al passato. durre alla partecipazione del Mistero celebrato e cioè
La crocifissione di Cristo, la sua morte sulla croce e, creare q uell'atmosfera dove si possano assaporare le
in modo diverso, la sua risurrezione radici della Tradizione, la gioia e la
- che dà inconuttibilità al corrutti- forza dell 'es istere qui ed ora, e il
bile - sono eventi storici unici, che
come tali appartengono al passato.
Musica lontano profumo dell 'eternità, della
pienezza della vita.
Per essi vale in senso stretto il se- Gli inni proposti in questo nume-
mel (ephapax: Eb 9,12) - l' «una e memoriale ro vorrebbero tentare, sia a livell o
volta sola» che la lettera agli Ebrei testuale che musicale, la creazione
mette in evidenza rispetto alla mol- de ll 'atmosfera appena descritta in
teplicità dei sacri fi ci dell' Antico Testamento. Ma se modo che nella viva compenetrazione tra passato pre-
fossero solo ani del passato, come tutti i dati che ap- sente e futuro, la Solennità celebrata si riveli in tutta la
prendiamo dai libri di storia, non sarebbe possibile al- sua valenza salvifica .
cuna contemporaneità con essi e resterebbero per noi In stretto collegamento con alcuni testi presenti nel-
irragg iungibil i. All 'atto esteriore della crocifi ssione la tradizione cristiana (tra essi: lesu, Re.x admirabilis e
corrisponde però un atto interiore dell'offerta (il corpo Panis angelicus) e traendo ispirazione dalle immagini
«è dato per voi»): «Nessuno può togliermi la vita, io la bibliche più significative a l proposito, i canti Gesù,
do da me stesso », afferma il Signore nel Vangelo d i dolce memoria; Gesù, glorioso principe e Pane degli
Giovanni ( 10, 18). Questo atto di offerta non è affatto angeli sono accomunati dalla concentrazio ne cristolo-
un avvenimento solo spiritual e. È un atto spirituale, g ica resa sia dal disegno tematico-contenutistico che
che include in sé q uello corporale, che abbraccia l' uo- dal ricorrere frequente della semplice invocazione:
mo nella sua interezza, anzi, è al tempo stesso un atto «Gesù». Per questo i tre canti , chiaramente distinti nel
del Figlio: l'obbedienza della volo ntà umana di Gesù loro possibile util izzo dal riferi mento alla Solennità
affonda nel persistente «sÌ» del Figlio al Padre, secon- cui ine ri scono, possono essere accomunati per il loro
do la magnifica form ulazio ne di Massimo il Confesso- «sapore e ucaristico», che li rende atti ad essere ese-
re. Così questo dare, che nel passivo del venire croci- guiti anche nel corso dell 'adorazione eucaristica.
fisso coinvolge la passio ne della natura umana nell'a- L'incedere de lle Solennità durante l'anno liturgico
zione dell'amore, abbraccia tutte le dimensio ni della viene in questo numero evide nziato in alcuni momen-
realtà: corpo, anima, spirito, logos. Come il dolore ti particolarmente significativi: Solennità de l Santissi-
corporale è coinvolto nel pathos dello spirito e diventa mo Corpo e Sangue del Signore e del Sacratissimo
il sl dell ' obbedienza, così il tempo è coinvolto in ciò C uore di Gesù (Palle degli angeli e Gesù, dolce me-
che va oltre tempo. li vero atto interiore, che peraltro moria); Solennità di Gesù C ri sto Re de ll'uni verso
non avrebbe consistenza senza quello esteriore, supera (Gesù, glorioso principe) ; Epifa nia del Signore (La
il tempo, ma, poiché viene dal tempo, questo può sem- sua STella in Oriente). Quest'ultimo inno, che prende
pre essere in esso recuperato. Per questo la contempo- liberamente spunto dalla narrazione evangelica del-
rane ità è possibi le. E c iò c he inte nde Bernardo di l'Adorazione dei Magi (Mt 2, 1- 12), è strutturato in
Chiaravalle q uando dice che il vero semel (una volta) modo da far emergere il tema centrale della Rivelazio-
porta in sé il semper (sempre). Nell a Bibbia J' «una ne ad gentes attraverso il ricorso continuo al lumen
volta sola» è sottolineato nella maniera più forte dalla Christi, coi richiami alle ste lle, al so le e al suo sorgere,
lettera agli Ebrei, ma se la si legge attentame nte si tr0- a ll ' incendiare e all ' ardere. Gesù, Verbo incarnato, è
verà che proprio questa relazione di cu i parla san Ber- «luce da luce... a nostra immagine nato».
nardo esprime la sua vera intenzione. L'ephapax (una Nella libera versio ne in lingua italiana di lesu, Rex
volta sola) è legato al pàlltote (per sempre). L' «oggi» admirabilis, Bernardo di Chiaravalle nell'ultima strofa
abbraccia tutto il tempo dell a Chiesa. Proprio per que- recita «Gesù le voci cantino, Gesù le vite esprimano,
sto ne lla liturgia cristiana non solo si partecipa del pas- di te, Gesù, si inebrino, gioia che non ha termille». Ci
sato. ma vi è contemporaneità con ciò che fonda que- auguriamo che a questo possano condurre le nostre
sta liturgia: è questo il vero nucleo e la vera grandezza Celebrazioni liturgic he.
della celebrazione eucaristica, che è sempre più di una
cena e cioè l'essere coinvolti nella contemporaneità Mauro Maotovani - Massimo Palombella
29
AI caro amico M.o Francesco Calca/erra
al1ivo e capace comballellfe per una migliore Musica Sacra
Il testo prende liberame nte spunto dalla narrazione evange lica dell'adorazione dei magi (MI 2. 1-12) e si colloca quindi
come inno per la Solennità dd/"Epifania del Signore.
La tematica della luce (stella/stelle: sole; aurora/alba: lampada: incendi are/ardere) in veste l'intero percorso tematico. con-
centralO sul dato cristologico della glorificazione del Verbo inc<lmato. "Iuce da luce" "a nostra immagi ne nato". L'espressione
"amore. che per te ci plasmasti il cuore" evoca. evidentemente. Agostino d' lppona.
Pur senza menzionarla, il riferi mento a Maria emerge con finissimn delicatezza aUraverso I"accostamento dirello dell"auro-
ra/alba alla verginità, così che hl Beata Vergi ne è il grembo da cui è nato lo stesso sole. L ' immagine si ricollega ad alcune
delle più belle figure dci Padri circa la TheolOkos.
Poche batlute d'Organo introducono il C<lnto dell" A~semblea al quale si può alternare quello del!:! 5("/'010 nelle elaborazioni
per due voci pari (Se) e quallTo voci dispari (SeTB). Due fini interludi organislici. nella linea della cont inuità tematica. contri-
buiscono n mnntenere viva e ricca l'nTcnt;l music<lle dell"inno.
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TRINITÀ IMMENSA ED UNICA
T: Remo Bracchi
M: Valentino Miserachs
2. Prima che i monti fo ssero. 4. T u la suprema orig ine. 6. Luce immortale. donaci
eri indiviso gaudio. grembo tu sei dell"essere, sempre con te di vivere.
nalo da un solo vortice. lu d'ogni vi la fr::lgile alit i del tuo Spirito.
fiume d'amore triplice. sei fondamento stabile. canto che no n ha termine.
L'inno. composto per la Solenllità della Samissimll Trill i/lÌ. potrebbe essere utili zzato anc he per i Secondi Vespri de1l3
Domenica o di 31 1re particolari Feste o Solennità,
Allr3verso alcune immagini fortemente evocati ve il testo raccog lie, con una squisita sensibi lità teologica capace di integmre
le peculiarit à della tradizione orientale ed occidentale, alcun i dei principali e lement i della teologia tri nitaria nella considemzio-
ne della stess3 vita intra-trinitaria ('"Trin ità immanente") e del rappono con le realtà create (" Trinità econom ie,f"), che ne costi-
tui scono, in qualc he modo, le vesti gia,
Particolannente pregnante l" espressione " tu d'ogni vita fragile sei fondamento stabile" e il COSl3nte ric hiamo all3tematiC3, di
fone spessore biblico, dell"amore-misericordia ('"grembo tu sci dcll"essere": " tu ci leva~[ i al palpito della tua guancia tenera"),
Un Preludio organist ico introduce il de licato ed aus tero canto deJl"3ssemblea al quale si può alternale quello della Schola
(sono proposte le e labo r3zioni per due voci d ispari ICTI e q uallro voc i dispari ISCTB]), Tre interessanti interludi org3nislici
rendono vivo e sempre più "3ppctibile" il discorso musicale, L'inno si chiude con un solenne "Amen" affidato al13 Se"ola
dove è interessan te notare come tU ll a la po lifonia si ""sciog lie" in un finale un isono. segno - cita ndo il compositore -
dell"Unici tà di Dio.
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5. Tu d,I . I, '" no - stra poi - \'e - re r. · gli ci '"hai trat - li do-ci- Ii.
6. Lu · ce im- mor . IO . I,. do-na -ci rem · pre -coo te di vi-ve-re,
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- m, d'a - mo - re In - pii -ce.
3. - l, - d, l, - fu l -gi -da F; - glio col San - IO Spi - ri - IO.
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d'o - gn i v; - IO " fra - gi - le ,,; fon-da - men - IO sIa - bi - le.
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J. Tri - ni - là im-men-s:l cd u - ni-ca, da l-
2. Pri - m, che i mon - li fos-se-ro. e -
3. p, - dre. d,I prin - ci - pi -o v; -
4. T, lo '" - pre - ma_o - ri - gi- ne. ,rem -
5. T, d,I - '"l, no - stra pol -ve-re fi -
6. L, - cei m -mor- Ia - le. do-na-ci sem -
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se-co- l'1_ _ __ co o me d, fon - le mur-mu - re u-noPer u - no stor-ro- no.
2. - ri in - d i - vi - so n, - IO da un so - lo vor-li - ce. Ou - me d'a- mo -re Iri - pii-ce.
3. -vi - da sca- Iu - gau-di
ri-gi-- ne,
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d' o-gni vi - la fra-gi - le sei fon - da - men- IO sIa - bi - le .
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3. - ri - gi - ne. _ _ _ _ lu - ce da lu - ce fu i - gi - da F; glio col San - IO Spi - ri - IO.
4. - l'es - se - re,===== tu d'o - gni vi - la fra - gi - le se; fon -da- men- to sta - bi - le.
5. do - ci - li, lu ci le - va-SIi al pa l - pi • IO dci la luaguan<ia te - nc-m.
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PANE DEGLI ANGELI
T: Remo Bracchi
M: Valentino Donella
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1. Salgan dagli animi inni di gi ubilo. 3. Ha dalo agli uomini sé da dividere, 5. Pane degli angeli. cibo degli uomini.
dai cuori sgorgh ino liberi cantici. il sangue a mescere con cuore unanime. di vila artefice, sei nostro vialico.
Il vecchio termini: l' essere e il vivere. «V i ho amati all'ult imo. TUili bevetene: Dono mira bi le: di Dio si nuirono
le menti si ri nnovino. la gioia si moltiplica». coloro che lo cercano.
2. Lieti si celebri l'agape ullima. 4. E giunto al termine del proprio spendersi. 6. O Dio ineffabile. unico al tissimo,
quando ai discepoli . agnello ed <Izzi mi sé pane candido diede agli aposloli i figli visi la. come li allendono,
si diede prodigo, Figlio unigenilo che lo spezzassero in sua memoria. in c ielo guid<lci, dove s'incendia
nel rilO della tavola. donalO amore a l cu lmine. la luce che tu inabil i.
IIteslO è una ripresa de ll ' Inno Pallis angl'licus e l' util izzo più adegUalO è chi<lramente per la Solellnità del Sal1lissimo Co rpo
e Sangue di Cristo.
Richiamando i lemi dell"Antica A lleanza e della Pasqua Ebmica. il Mistero Eucaristico è consideralO soprallullo nel suo
esprimere. da parte di CrislO. l'amore "donalo al culmine", "a)l'ult imo'·. fino al dono supremo di sé: è quesla la nuova ed eler-
na alleanza che cosliluisce la fonle delta comunione: "i l sang ue a mescere con voce unanime" .
Alla versione per sola Assemblea si allerna un'inleressanle e laborazione per SdlOla a quanro voci dispari (SCTB). Le parti
organisliche (Preludio, due Interludi e Postul udio) re ndono l"inno solenne ed adanabile per ogni geslO celebrativo.
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VERS IONE l'[R ASSEMB LEA
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4_ E giu n - to_al 'e< · mi - ne " · de<
del pro- prio spen · si. sé p' ·
5_ p, . oe de - g li_an . gc - li. ei · bo de - gli uo · mi · ni. di · la ar .
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3. me - sce - re con cuo-re u - na - ni - me. __ "Vihoa - ma-tial - l'ul -ti-mo. Tut - ti - be
4. can - di - do die-dea-gITa - po - sto - Ii __ che - lo sPez - zas-se- ro in sua me
5. - le - fi - ce, sei no- sIrovia - ti - co, __ Do - no mi ra - bi - le: di Dio si
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GESÙ, DOLCE MEMORIA
T: Antonio Appella
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I. Gesù. dolèe memori a. 2. Non c'è più dolce cant ico. 3. Speranza di chi trepida.
dei cuori immenso g iubilo. non più soave musica. cen ezza a chi li supplica.
la tua presenza inebria pensiero più ineffabile per chi li trova è il vivere
risveg lia ogni animo. di Cristo rUnigenilO. ch'ogni dolcezza supera.
L'i nno trova la sua collocazione più adeguata aIrintemo dci tempo pasquale. Di tonalità e minentemcmc eucari stica. può
essere sapientememe utili zzato per le Solennità del Sacrotiu;mo Cuore di Gesù e de l S(/lI1is.~imo CorlJO e Sangue di CriSIO.
Il tema della g ioia apre ( La strofa) c chi ude (5.a strofa) il d isegno dell'inno stesso. ove l' utilizzo ostinato dei termini
dolce/dolcezza dirige la preghiera movendo l' affeno alla contemplazione adorante.
Insieme alla versione per Assemblea sono proposte le e laborazioni per Sch ola a due voci pari (Se) e a tre voci di spari
(SCB). Le interessantissi me pani o rganistiche (due Interl ud i e un Postludio) contribuiscono - nella linea de lla continui tà tema-
tica e nelresercizio an ivo della min isterialità delrorganista - ad o ffri re que lla giusta e mi surata varietà che mantiene sempre
vivo il discorso musicale.
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2. mu . si - ca , " - sie ro più_i - nef - fa-bi - Ie d' Cri - sia l' U - - ~e - -
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3. sup - pii-ca, per chi
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Di -o n-a - fa -bi-le se, Tu . va im . m, - - "'.
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2. Non c'è più dal - ce can - ti - co. non più so -a - ve m" - ~ i - ca.
3. Sp' - rom - d; chi tre - pi - da. e« - tez -za a chi t; '"p - pii - ca.
4. Non P"Ò "
lin - gua ri - pe - te- re né men - te può oom - pren - de - re :
5. Ge - sù. sii no - Stro ga - u - dio. oh, sei fu - tu - co p" - mi - o.
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GESÙ, GLORIOSO PRINCIPE
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M: Antonio Galanti
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2. Se il nostro cuore vis iti 4. Con noi. Signore. fermali. 6. Gesù le voci canl ino.
di verità s'illumi na. rischiar;! il nostro vespcro. Gesù le vite esprimano.
le vanità si offuscano, Wave :lI mondo svelali. di le. Gesù. si inebrino.
arde d'amore vivido. cacc i<l da noi la tenebra. gioia che non ha termine.
Il testo è una libera ripresa dell'inno l esu Rex admimbifis di Bernardo di Chiaravalle e può essere util izzato per la So/elllli/lÌ
di Gesù CrislO Re llelrullil·erso.
L'A ssemblea, che apre con l'invocazione "Gesù glorioso principe" viene nuovamente coinvolta nella strofa final e. con l'in-
vocazione del san to nome del Signore, benedetto per i secoli del fluire della slOria. e per sempre.
Poche ballute organistiche introducono il canto dell' Assemblea. Al quale si può alternare quello della SellO/li in una elabora-
zione polifonica che"funziona" per tuHe le combinazion i (Se. SCT ... ). Un Interlud io e un Post ludio organist ico contribu isco-
no dign itosamente all"austera solennità dell'inno.
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l"ul - li-mo. TUI - I( be
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4. cm-di - do die-de a- gli a po-slo-li __ che - lo sPez zas-se- ro in sua me
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5. -le ti- ce . sei no - SITO via- li-co. _ Do - no mi ra-bi -le: di Dio si
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l. co - me d, fon le m UT -mu - re , no per Il no stor · ro - no.
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3. lu - ce d-' 1u - ce ful -gi-da Fi glia col San - [O Spi - ri - IO.
4. d'o - gni vi - la fra-gi - le sei fon - da - men - [ O sta - bi - ic.
5. ci le va - sii al pal-pi. lo d" la tua f'uan-cia Ic-ne-ra.
6. a - li - ti del h.-O Spi - Ti - IO. IO che non ha leT -mi- ne.
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dal solista segue il canto di coro e assemblea con l' ac-
RECENSIONE compagnamento dell 'organo. Le strofe - eseguite a cap-
pella dal so li sta - sono caratterizzate da una piacevole
ariosità: infatti la gioiosa esecuzione è il riHesso di una
[Link] - G. ELPONTI - M. FRISINA musica che calza mirabilmente con il testo. Unica pecca
G. LIBERTO - V. MISERACHS - A. PARISI che e me rge dalla registrazione: viene cantato «Mia forl'e
mio canto}} in luogo di «Mia forza e mio canto», e «Tu'e
VEGLIA PASQUALE eredità}} invece del corretto «Tua eredi tà}}.
Anche in TI esalto, Signore di C. Berlese compare il
Canti per la Liturgia della Veglia solo ritornello.
(Paoline Editoriale Audiovisivi, Roma 2(02) Attingeremo con gioia di Miserachs trae il suo testo
dal capitolo 12 del libro di Isaia. La fonna è quella clas-
sica del ritornello-strofa. Il ritornello è steso in modo li-
neare . Le prime due strofe - in fonna di recitativo - sono
Il progetto editoriale delle Edizioni Paoline, volto a di-
ben eseguite dalla solista, la terza è cantata dal coro a
vulgare nuovi canti per la liturgia rinnovala, continua con
quattro voci.
questa raccolta nella quale è contenuto materiale per la
I due canti di G. Elponti sono Signore, fii hai parole
«Madre di tutte le sanle veglie» (S. Agostino) . Si pane da (dal Salmo 18) e Ha sete di te, Sigllore (dal Salmo 41) . Il
Cristo, luce del mondo, canto indicato per il «Lucerna-
primo è costituito dal solo ritornello. Stranamente nella
rio» per terminare con Tu sei la nostra Pasqua, canto registrazione non vie ne eseguita la parte a quattro voc i
adatto per concludere la celebrazione. Manca invece una
del coro, anche se compare nell a parti tura. Nel secondo
proposta musicale per le Litanie dei SaOli . canto l' incipit del ritornello ricorda molto da vicino quel-
Vengono fom ite le musiche per tutti i Salmi deJla Ve- lo del noto carol inglese «The First Nowelh) (XVIII sec.),
glia, evidentemente per chi intende fa re tutte le Letture inoltre - ancora riguardo al ritornello - nell 'esecuzione
con i propri Salmi ; forse, specialme nte nelle comuni par- vie ne erroneamente spostato l' accento sulla seconda sil-
rocchie. risulterà impe nsabile eseguirli tutti , pe r c ui s i laba della parola «anima}), per c ui s i sente cantare «J'anì-
renderà necessaria una selezione in base alle LeUure scel- ma mia}).
te. Per alcuni Sal mi compare sola me nte il ritornello: ciò Le possibi lità esecutive dell 'inno di G loria sono mol -
parrebbe indicare c he il testo del Salmo deve essere pro- teplici . 111 questo Gloria a Dio Berlese ha scelto di far
clamato o, alte rnati vame nte, può essere cantilla to me- cantare un ritornello a quattro voci, suddividendo in tre
diante toni salmodici già noti. parti l' inno stesso. L'andamento generale è corale e pur-
I testi sono attinti dalla liturgia, tranne che per gli ulti- troppo non contraddi stinto dal carattere acclamatorio -
mi due canti, ri spettivamente con testo di T. Ladisa in Ec- c he si reali zza vagamente nel final e - tipico del «Gloria».
co l'acqua che dona la vira e di A.M. Galliano in Tu sei Nella seconda parte. quella pen itenziale, vi è un 'equa ri-
la nostra Pasqua. partizione dei ruoli tra invocazioni affidate ai solisti e ri-
Cristo, luce del mondo di M. Frisina è una breve ac- sposte del coro (ad es., «abbi pietà, pietà di noi»).
clamazione per la processione con il cero pasquale all 'i- Alleluia, celebrate il Sigllore di Liberto è il Salmo al-
nizio della Veglia. L'acclamazione viene alzata di un tono leluiatico 117 da cantarsi prima della proclamazione del
ad ogni ripetizione, come consuetudine nella liturgia del Vangelo. All 'acclamazione del ritornello, eseguito con
cero . Dello stesso autore è l' annunzio pasquale Esulti il gioiosa semplicità, seguono le strofe del Salmo in forma
coro degli angeli. L'incipit riprende il tema musicale del- stre tta me nte responsoriale .
l'acclamazione precedente. In alcuni passaggi solistici si Il canto per il rito dell 'aspersione è Ecco l'acqua che
può notare un'inopportuna me nsuralità che praticame nte dona la vita di A. Parisi. Interessante è la soluzione di far
«costringe» il testo. Questo sembra dovuto all'eccessiva e ntrare progressivamente una voce del coro ad ogni frase
melodizzazione di tali passaggi. Forse per cambiare le del ritornello.
cose sarebbe bastata una inte rpre tazione del testo di ti po Il canto finale Tu sei la nostra Pasqua si presenta con
cantillatorio, pur tratta ndosi di melodia; ciò avrebbe con- ch iari influssi modali nelle pri me mi sure . Le strofe a
sentito un'esecuzione meno «ingabbiata,} e avrebbe con- quattro voci sono assegnate al coro, me ntre il ritornello è
sentito di cogliere meglio la gioia dell' annunzio della Pa- facilmente accessibile all ' assemblea.
sq ua. L'Amen final e è abbastanza povero e non in stile Se si eccettuano alcuni brani la presente raccolta ap-
con il resto della composizione. pare meno convincente di altre pubblicazioni curate dal-
Manda il tuo Spirito e Proteggimi, o Dio di V. Mise- le Paoline. Alcuni canti. si muovono in un ambi to tonale
rachs sono i canti dei Salmi legati ri spetti vamente alla «troppo scontato». È mancata poi, a mio parere. la ricer-
prima e alla seconda Lettura. Il primo, tralto dal Salmo ca di possibili nuovi modelli musicali operativi. Nelle co-
103, è nella forma ritornello-strofa: le prime quattro stro- munità parrocchiali un ' intelligente e mirata prassi pasto-
fe sono cantillale dal salmi sta, me ntre per l' uhima è pre- rale può aiutare l'assemblea a «crescere» anc he quanto
visto un inte rvento del coro a quattro voci . Il secondo all ' uso di linguaggi nuovi e di forme talvol ta di una certa
canto (dal Salmo 15) è costitui to dal solo ritornello . complessità. f: auspicabile augurarsi un lavoro di studio e
li Cantico dell' Esodo costituisce il testo di Cantiamo ricerca in tal senso.
al Sigllore di G. Liben o. Al ri tornello cantato a cappella Vincenzo Lavarra
Di,ett. re>PO<"'.: Giovonn i Belli"" Bosco· Reg illf. al N. 392 del Trib. Ci •. di bi...., 14-2· 1949
Scuola Grafia, SaJ..iooa · Too oo 2002 ' CotIl"'" I.R .
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VOCI
PROPOSTA 01 MUSICA
PER lA UTURGIA
L'ATIESA
DEL SIGNORE
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ELUDICI
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VOCI T: A. Appella. M: L. Molfino 60
Luglio-Agosto-Settembre 2002 La musica contenuta nel CD allegato è eseguita da un Ottetto vocale com-
Anno 57, numero 3 posto da studenti del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma [Cercami, bel-
lezza nuova e Apriamo le porte a Cristo] e da un Ottetto vocale composto da
coristi della Cappella Musicale di Trinità dei Monti (Roma) [Ti cerchiamo, ar-
denti nell'attesa, Cantico di Simeone e Signore Gesù, discendi fra noi] entram-
DIREZIONE bi diretti da mons. Valentino Miserachs, preside del Pontificio Istituto di Musi-
ca Sacra di Roma.
Massimo Palombella
Università Pontificia Salesiana Coristi:
Piazza Ateneo Salesiano, I - 00139 Roma • Studenti del PIMS: Park Mun-Joung (soprano), Jun Hi-Jung (soprano),
Tel./Fax [Link] Miriam Cicchitti (contralto), Mihi Kim (contralto), Silvano Carderi (tenore),
e-mail: massimo@[Link] Massimo Castorina (tenore), Nikolay Bogatzky (basso), James Varah (basso).
• Cappella Musicale di Trinità dei Monti: Carla FelTari (soprano), Cheiko
Moricawa (soprano), Cristina Nocchi (contralto), Clementina Zarrillo (contral-
COLLABORATORI to), Adriano Caroletti (tenore), Ildebrando Mura (tenore), Antonio Mameli
• Musica: (basso), Roberto Valenti (basso).
M. Bargagna - N. Barosco - M. Chiappero Organista: Juan Paradell Solé
R. de Cristofaro - D. De Risi - V. Donella La registrazione è stata effettuata il 31 maggio e l' I gi ugno 2002 nella Chie-
L. Donorà - G. Gai - S. Kmotorka sa dell ' Università Pontificia Salesiana di Roma (Organo Tamburini, Piazza del-
l'Ateneo Salesiano, l) dallo Studio Mobile della Radio Vaticana.
G. Liberto - D. Machetta - A. Martorell L'Assemblea è stata costituita da alcuni coristi del Coro Interuniversitario di
I. Meini - V. Miserachs - L. Molfino Roma: Cacciaguerra Ignazio, D' Alessandria Calogero, Dapò Graziella, Dapò
R. Mucci - M. Nardella - M. Nosetti Nino, Di Rollo Emanuela, Duda Nazar, Giangiacomo Laura, Kozak Andrij ,
Maruccia Anita, Mingrone Luca, Miraglia Valeria, Probst Matthias, Quaranta
F. Rampi - A. Ruo Rui - D. Stefani Ciro, Ragno Francesco, Rimedio Luciana, Rossi Simona, Viola Maria Pia, Ze-
GS. Vanzin - A. Zorzi. vini Franco.
Tecnico del suono: Roberto Bellino
Editing digitale e mastering: Studio EcoSound (via B. Cerretti, 32 - Roma)
• Testi: Ingegneri del suono: Silvio Piersanti - Augusto Arena
R. Bracchi - E. dal Covolo - M. Mantovani. Coordinamento generale: Massimo Palombella.
• Musica-Liturgia-Cultura:
A. Amato - E. Costa - F. Rainoldi
F. Rovida - M. Sodi - E. Stermieri INSERTO:
A. M. Triacca. TI CERCHIAMO, ARDENTI NEL~ATTESA 17
CERCAMI, BELLEZZA NUOVA 19
© 2002 Espressione Edizioni Musicali CANTICO DI SIMEONE 20
Tutti i diritti riservati. APRIAMO LE PORTE A CRISTO 22
SIGNORE GESÙ, DISCENDI FRA NOI 23
Ognuno di noi desidera, spera e, spesso in modo to, come "il giorno atteso delle nozze", Bisognereb-
inconscio, lotta per conseguire ciò che, in fin dei be allora avere il coraggio di affermare, contro una
conti, gl i può far vivere più umanità, più completez- comune istanza cul turale, che il lutto non è cri stia-
za. Ognuno di noi cerca la collocazione soddisfa- no. È vero, sentiamo l' umano di stacco, piangiamo,
eente dell a propria esistenza, e molte volte lo fa in ma tutto all 'interno di una festa, esattamente una fe-
modo di sordinato, con prepotenza e, proprio per sta di nozze, dove alla gioia di un figlio o di una ti-
fuggire il dolore, rischia di accontentarsi di piccole glia che si sposano si unisce il dolore di non averli
"compensazioni" che siano in grado di riempire un più in casa.
po' il nostro vuoto. " L' attesa del Signore" è tutto questo ed è un pro-
Ma la vita, letta con le semplici categorie spazio- cesso fat icoso e asso lutamente " non spontaneo",
temporali , si rivela una corsa verso il " non essere", dove il meglio della nostra umanità è coinvolto e vi-
una corsa verso la morte, evento terribile che segna ve. Ed ecco allora lo sforzo di presentare in questo
la tragica fine di ogni desiderio. Esi stono atteggia- numero testi e musica che cerchino di essere "ade-
menti comuni davanti alla mone, atteggiamenti che guati" a questo processo, testi e musica studiati , ri-
spesso ci sono stati inconsciamente comunicati da cercati, cesellati e proprio per questo "spontanei",
una cultura: piangiamo, ritorni a- , - - - -- - - -- - - - ----, " popolari " e fr uibili da ogni as-
ma ad un 'ancestralità della vita, L' semblea.
ad essere bambini indifesi. In tut- attesa In panicolare il Can tico di Si-
to questo esiste in ognuno di noi,
per quanto negata, una mi steriosa
del S·19nore meone e Cercami, bellezza nuova
costitui scono le due produ zioni
attrazione verso la morte, perché che maggiormente - facendo rife-
la percepiamo nostra, assoluta- rimento a du e pur assai di versi
mente nostra, evento che ci fa ritrovare insieme e in brani biblici (il Cantico di Simeone di Le 2,25-32 e
un attimo spacca ogni differenza sociale e culturale il poema del Cantico dei Camici 2,8- 14) - esprimo-
(la fa mosa " livella" di Totò), unendo tutti nel sentir- no il valore cristiano della morte come incontro di
ci profondamente e tragicamente umani. Se dunque gioia, apertura sull 'eternità, ingresso nell "'abbrac-
siamo, così come affenna Heidegger, esseri "per la cio per sempre". La morte diventa luogo di verità
morte" (z um Tode), la morte è anche il mome nto sulla propri a esistenza, raccolta dei frutti di una vita
che codifica e fissa per sempre la nostra esistenza, di cui ciò che resta è l' amore.
dove le nostre fatiche, i nostri desideri, l' aver ama- Gli altri testi Apriamo le porte a Cristo, Signore
to, sperato, lottato hanno 11 un punto di arrivo e, in Gesù, discendi Ira noi e Ti cerchiamo, ardenti nel-
qualche modo, di compimento. ('allesa sono direttamente legat i alla liturgia del-
Essere cri stiani è sapere che il momento del "pas- l' Avvento, indicando l' attesa operante dell 'arrivo
saggio" è come un a festa di nozze, dove c'è una de l Salvatore, insieme con l' atl eggiamento dell a
"sposa adorna per il suo sposo", dove ogni nostro piena apertura di sé all ' incontro con Dio, alla gioia
desiderio sarà colmato e dove il nostro bi sogno di dell a sua venuta (adventus).
pienezza di umanità, di "vita in abbondanza", sarà In questo senso vi è un legame profondo tra ciò
fin almente compiuto. Si potrebbe dire che tutto que- che è tipico dell ' Avvento e ciò che caratteri zza il
sto è utopi a, misera consolazione per gi ustificare la "sentire" cri stiano dell a morte. Ci piace segnalare
tragedia del non essere più, la tragedia di constatare ancora, a questo proposito, l'ardita espressione "ba-
amaramente che l' uomo è solo una " passione inuli- cio intenso", presente nel canto Cercami, bellezza
le". Ma per i cristi ani tutto questo è invece viva nuova, riferita al momento del passaggio da questa
realtà in forza di una persona, Gesù Cristo, cioè Dio vita all'eternità. li Midrash Rabbah descrive la mor-
fatto uomo. Questo evento storico, ormai quasi per- te di Mosè proprio come un bacio di Dio: "E Dio
cepito culturalmente come un 'ovv ietà insignifican- baciò Mosè e prese la sua anima con un bacio dell a
te, è invece ciò che fa dire ad ogni cristiano che l' a- sua bocca. [... ] E Dio pianse [... ] Ed i cieli pianse-
mare, lo sperare, il lottare, il non arrendersi, il cer- ro". II brano tennina con queste parole: "Sia fatta la
care la verità, il perdere, la vita ... hanno un compi- sua volontà. Amen. Sia benedetto il Signore per
mento, che cioè l'umanità può vivere tutta e per sempre. Amen. Amen".
sempre, e che l'ultima parola è il senso e non l'as- La mone è stata raffigurata come la falce dell a
surdo, la "vita in abbondanza" e non la morte. mietitura; Gesù stesso ha detto che essa è "come un
"Metabolizzare" l'essere cristi ani è allora lottare ladro"; san Francesco l'ha cantata come sorell a; Ta-
per conservare le "lampade accese", e cioè lottare gore ha scritto che la mon e è un cavallo alato pres-
per la verità, per la pienezza di umanità, è accettare so il cancello dell a propria casa. Qui si dice che è
la sfida di una vita dove ci umani zziamo sempre di anche un bacio di Dio, una lacrima di Dio: e chi rie-
più, e questo altro non è che la conformatio Christi. sce a credere che la morte è un bacio di Di o non
In questa lotta la morte non fa paura, anzi giorno piange più.
dopo giorno si arriva a desiderarla come compimen- Mantovani M. - M. Palombella
59
TI CERCHIAMO, ARDENTI NELL' ATTESA
T: Antonio Appella
M: Luigi Molfino
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Verrai di nuovo nella gloria, ti cerchiamo,
ti cer chia mo, a rdenti nell'attesa.
l. È bello canl:lrti nella gioia. 3. È grande Signore il tuo nome.
lu raduni il popolo disperso. lu disponi i giorni e le stagioni.
Volto della luce, rischiari ogni mistero. Cuore dcll[l storia. raccogli ogni frammento,
sapienza che non ha confini. fortezza che non ha misura.
2. È dolce ladani. nostro Dio. 4. È intensa rallesa del tuo giorno,
lU rafforzi i cuori desola ti. tu prepari il cibo in abbondanza.
Balsamo d'amo re. lenisci ogni ferita. Pane di speranza. rinnovi ogni esistenza,
potenza che non ha barriere. salvezza che non ha mai fi ne.
Il testo del ritornello si ispira ad una felice espressione del I Prefazio dell ' Avvento: "Verrà d i nuovo ne llo splendore della
gloria e ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti neIrallesa". Le strofe fan no liberamente
riferimenw ad alcune frasi del Salmo 146. 1-7 - utilizzmo come Salmo responsoriale nel sabato della I settimana d'Avve nw-
che mettono particolarmente in luce il senso dell"attesa gioiosa ed operante.
Poche battute d'Organo introducono il canto dell'Assemblea nel solenne ritornello e nelle strofe che sono anche proposte in
una elaborazione per Sellola a 2 voci dispari (ST). L'Organo, con un Interludio e un Postludio. entrambi squisitamente Icmmi-
ci. interviene contribuendo efficacemente a creare una solida e coerente arcata musicale.
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Amen.
llleslO si ispira liberamente al Comico dei CO/llici (2,8-14) e ne legge le principali immagini ed espressioni in riferimento al
momento della monc, e all'incontro con Dio che accoglie ne] suo amore come lo sposo che chiama la sposa. "Il canto più
bello, di Salomone" (cf. CI l. 1) è un inno all'amore di Dio attraverso l'analogia deJ]'amore umano. In questa prospettiva il
momento della morte si trasforma nella felice occasione del "canto più bello'·.
L ·Organo, con un breve Prelud io. prepara il canto dell'Assemblea in questo inno che si presenta con uno sti le q uasi "Iiederi~
stieo". Le strofe sono presentate un due suggestive elaborazioni per Sehola a due voci dispari (SC~TB ). Un breve interludio
organistieo, all'interno di una soluzione di cont inuità. crea un equilibrato ··stacco·· musicale.
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CANTICO DI SIMEONE
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solo nel venlO leggero. l'ultimo gl'ano llncora, quando sia persa nel fumo
OTa che un soflio fiorì poi che io bruc i per te IUIUl la pul a che fu.
la messe sì povera ch'cro. nel fu oco che accese l'aurora. se non un soave profumo.
Il leslO è una libera ripresa del camico evangelico di Simeonc (Le 2,25-32). Vi è un rife rimento direllQ ad alcune immagini
(es. il grano. la pula ... ) c :llcmatiche che esprimono e illusmmo il significato dell'esistenza umana tra congeni to limite e aper-
tu rOl sull'infinito e sull'cternità.
Un pre ludio organ istico introducc il can to de ll' Assemblca in una forma innicOl con due interessOlnti moduli musical i (strofe
1.3,5 e strofe 2.4). La SellO/a può interveni re in allernanzOl con l'Assembleil attraverso le claborOlzioni delle strofe 1.3 e 5 per
quallrO voci dispari (SCTB) e delle strofe 2 e 4 per Ire voci dispari (SCf). L'Amen conclusivo (mllibirum) è affidato Ollla sola
Sello/a. La minislerialità propria delrorganisla può essere esercitata allraverso i due interludi proposti.
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APRIAMO LE PORTE A CRISTO
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L'annuncio d i Giovanni Paolo Il "Aprile le pone a Cristo", più volte ripreso e così fonemenle espressivo in occasione del pas-
saggio al nuovo millennio. viene in questo testo collocato nel ri tornello. Le strofe raccolgono alcune preziose immagini bibliche
col legandole direttamente alterna dcll 'allesa. Le coppie lucelbuio. giorno/notte ... sono ricorrenti e fin emente evocati ve.
Poche ballute d'Organo introducono il canto dell" Assemblea nelle stro fe e nel ritorne llo. Deltuuo sono proposte le elabora-
zioni per Scholll a due voci pari (SC), a due voci dispari (SC-TB) e a quauro voci d ispari (SCTB).
VERSIO NE " BASE" PER SOLA ASS EMBLEA
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ELABORAZIONE PER SCI/OLA A 4 VOCI DlSPAHI (SCTB)
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SIGNORE GESÙ, DISCENDI FRA NOI
T: Luca Bcnazzi
M: Robeno Mucci
() 1O:r. E'f'K>_ &lirioooi M",i<;,Ij
T ..,; i din .., n~"... i
Signore Gesù, discendi fra noi; I. Vieni. speranza delle genti . 2. Vieni, gennoglio della terra,
Tu, nostr a vita, Tu \'ia c verità. vieni. principe di pace, vieni , Cristo sal vatore.
Vieni, non tarda re più. non tardare, stella dci mattino, non tardare, cenlro della storia.
vieni. S ignore, vieni. vieni, Signore. vieni.
Il teSIa esprime ne l ritorne llo l'ardente allesa del Sig nore. Le quattro strofe rinnovano l'invocazione d i chi vig ila. colmo di
speranza, e l'anelito di chi è in atte!!!!iamento operoso, mai passivo. Si utilizzano alcune immagin i cristologiche de lla tradizio-
ne eccles iale e si attinge panicolarmente ad alcune espressioni delle antifone d' ingresso delle Messe del tempo di Avvento. È
volutamente insistente il "non tardarc" comc anima di q uesta preghi era .
Un breve preludio organistico introd uce il canto de ll' Asscmblea nc l ritornello e nelle strofe delle qual i sono proposte anche
le elaborazio ni per Schola a due voci pari (Se) e a due voci siapari (SC-TB). Mo lto solenne si presenta l'elaborazione conclu-
siva dci ritornello per Schola a quattro voc i di spari (SCfB). L'interludio organistico propoStO, nella continuità tematica, con-
tribuisce a rendere sempre vivo e interessante il discorso musicale .
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ELABO HAZIONE DELLE STROFE PER SCH OLA A 2 VOCI PAHI (Se)
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ELABORAZIONE DEL IUTORNEllO PER SCIl OLA A 4 VOCI DI S PARI (SCTB) CON ORCANO OBBlICATO
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Il
I. Voi-IO del · la Ju· ce. Ti - schia- ri o . gn; mi · ~I e - ro. sa - pieo - za che no n ha con fi - ni.
2. Bal-~a-mo d'(l-mo - re, le ni - scIo-gn; re - Ti - la. po - len - za che non ha bar rie· re.
3. Cuo-re del - la sto-ria. mc co - gli-o- gn ; fra m-men- to. for . tcz . zu che non hl! mi ~u· fa .
4. Pa - ne di spe-ran-zu, rin no - \{o-gni_e - si - slen-za. 5;11 - vez - za che non ha mai fi - ne.
2. È dolce lodarti , noSITo Dio. 4, È intensa l' allesa dci tuo giorno.
IUrafforzi i cuori desolati. tu prepari il cibo in abbondanza.
Balsamo d'amore, lenisc i ogni fe rita. Pane di speranza. rinnov i ogni esistenza .
polenza che non ha barriere. salvezza che non ha mai fi ne,
312002 18
Amen,
CANTICO DI SIMEONE
STROFE] , 3, 5
$f§4 e lJ
I. L3· sci3 ch'j·o va- da co si , so lo nel_ ven - IO leg ~e m.
), AI - Iro di _ me_ non ~i · a più. quan do si · a per - sa nel_ fu mo
5, Glo- ria nei_ se co· li a_ le. fon te d'a mo- re e di_ vi ".
l, o-ra che un sof - fio fio ,i _~ " mcs - se sì po. ve· ra_ ch'c m.
3, lUI -!3 la_ pu . la che f • .__ se a . ve pro fu mo.
5, lu che sei_ u - noesei ,,,._ ,, non un so
pa -ce, la lu ·ce in-fi nj - ".
3/2002 20
Apriamo le porte a Cristo Gesù! 3. Manna ripiena d'ogni fragranza,
Apriamo le porte a Cristo Gesùl copri di stupore d'eternità.
L'ombra che trema, passa e non IOrna,
I. Luce gioiosa. scendi dai monti,
simile a un immenso fiume che va . 4. Dolce Parola, scendi nel buio,
Tuili i camlli d'alba riempi . parla a questa notte d' immensità.
Come un narci so apri il dolore.
2. Stella del giorno vinci la notte,
caccia nel suo covo l'oscurità. 5. Vieni, Pastore, vieni al tuo gregge.
Porta l'aurora senza tramonto. g uidalo alla luce nata lassù.
Leva gli agnell i sulle tue spal le .
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3/2002 23
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2. La-sc ia che ~ do-ni di_ me l'ul ti - mo_ gra - no an co ra.
4. La - scia che ~ là. do-ve~ già mo, to il mi-o gra - no si_ giae que,
~ dp o~ r DP I r ~ -D I ,I,,--~l ~ I ~ ~
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2. 00; ch, i-o
4. ger - mi - ni _
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lim -pi - di
ce - se l'au
vor - ti -ci
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d'ae "
que.
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I. Lascia c h' io vada così, 2. Lascia che doni di mc 3. Altro di me non sia più ,
solo nel vento leggero, l' ultimo grano ancora, quando sin persa nel fumo
ora che un soffio fiorì poi che io bruci pcr te tutta In pula chc fu.
la messe sì povera ch'ero. nel fuoco che nccese ['aurora, se non un soave profumo.
3/2002 21
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Medit<lti\'o, poco più scolTcvole
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l. Vie - ni. 'P' coo za del - le gen - ti. vie - ni. prin - ,; P' d;
2. Vie - ni.
3. Vie - ni
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ter - m.
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4. Vie - ni. splen do re del-l'E ter - no. vie - ni. giu d; co d'a - "
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Signore Gesù, discendi fra noi ; l . Vieni. speranza delle genli. 2. Vieni. germogl io della te rra.
Tu, nostra vita, T u via e verità. vieni. principe di pace. vieni. C risto salvatore.
Vieni, non tardare più. non wrdare. stella del mattino. non tardare. centro della storia,
vieni. Signore. vie ni. vien i. Signore. vie ni.
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22
Gloria a Dio/2 è suddivi so tra un ritornello e varie
RECENSIONE strofe. Purtroppo non vi è alcuna differenziazione me-
lodica ne lla strofa centrale - con le acclamazioni che
potremmo definire «penitenziali» - rispetto alle altre.
ALESSANDRA BELTRAMI - FRANCESCO BUTIAZZO Ciò, a mio avviso, avrebbe meglio caratterizzato tale
strofa.
ESULTIAMO NEL SIGNORE Luce in noi ha una musica molto intimista. È un
Canti per la Messa con i giovani canto che richiama la funzione guida della Parola, ma
non è da eseguirsi al posto del Salmo Responsoriale,
(Paoline Editoria1e Audiovisivi, Roma 2002) come erroneamente la sua collocazione nella raccolta
potrebbe far supporre. L' uso dell a rima nel ritornello
lo rende un po' infantile.
L' intento dichiarato nella presentazione di questa Alleluia, da chi andremo nel ritornello ricorda i can-
«Messa con i giovani» è di «cantare ed esultare nel Si- ti gospel ed ha il carattere proprio de ll ' acclamazione.
gnore per la sua bontà infinita, per ringraziarlo della Noi con te dovrebbe essere un canto per la presenta-
Parola che ha dato al suo popolo». Più sotto si legge zione dei doni. Testo e musica sono alquanto stucche-
ancora: «Particolare attenzione è data ai contenuti e al voli (ad esempio la seconda strofa recita: «Prendi il
linguaggio. oltre a una ricerca di musicalità che, pur nostro niente, riempilo di te Signore: e saremo testi-
essendo gradita allo spirito e alla sensibilità di un 'as- moni del tuo amore»). Piuttosto che proporre canti di
semblea giovanile, risulti opportuna e confonne alla tal genere sarebbe preferibile accompagnare questo ri-
dignità dei riti». to processionale (i l valente liturgista Crispino Valen-
Tuttavia, la sensazione che si ha ascoltando il CO in ziano parlerebbe di «rito-danza») con musica stru-
questione è «niente di nuovo!». Infatti i testi non sem- mentale adatta.
brano essere caratterizzati da una particolare ricerca in Santo il Signore/2 non sembra un'acclamazione riu-
re lazione ai contenuti che - escludendo quelli attinti scita, dato che assomiglia maggiormente ad una can-
dalla liturgia - non ri specchiano una reale ispirazione zone .
biblica. Riguardo, invece, allo stile musicale è oppor- Tu sei è un canto di comunione. Mancano nella par-
tuno sottolineare che i canti fanno il verso all'attuale titura alc uni contrappunti che vengono invece eseguiti
«musica leggera» di stampo prevalentemente anglo- nella registrazione.
sassone. Musiche attraenti e di facile presa, a tratti in- Come terra buona è il canto per concludere la cele-
timistiche, più adatte a «creare gruppo» che ad essere brazione.
inserite in un contesto liturgico. Inoltre non vi è alcuna L'utilizzo di linguaggi vicini all a musica leggera
indicazione circa la collocazione rituale dei canti non non è di per sé un fatto negativo. Il problema fonda-
riguardanti l'ordinario. menta le è la scarsa originalità. Peraltro. non sono cer-
Chiarame nte la registrazione è stata fatta con un to che un sound di questo tipo sia l'unico proponibile
complesso strumentale che descrive una situazione so- ai giovani. In realtà sarebbe auspicabile sperimentare
nora piacevole e difficilmente proponi bi le in una nor- nuovi percorsi musicali.
male parrocchia. Con un organico diverso e in una si- Nel complesso, e merge una buona professionalità
tuazione c he non è que lla della sala di registrazione musicale negli arrangiamenti e le voci dei cantori sono
evidentemente l' impatto non sarebbe uguale. Purtrop- bene impostate. Purtroppo il risultato non corrisponde
po molte volte ci si illude ascoltando il CO, ma la ce- alla verità del progetto rituale. I canti sono piacevoli
lebrazione dei santi misteri è un ' altra cosa. da asco ltarsi e da cantarsi (indubbiamente un buon
Il canto di inizio della celebrazione, Esultiamo in «prodotto») per il «mercato» musicale), per cui finiran-
Dio, è in forma di canzone, mentre il Signore pietà/2, no per essere accattivanti presso le assemblee giovani-
così come l'A gnello di Dio/3, mancano di originalità li .
dato che ricordano canti già comparsi in altre pubbli- Ma è questo lo scopo sul quale puntare?
cazioni. Vincenzo Lavarra
93
2 02 Dal 1946 Armonia di Voci offre il suo prezioso servizio
alle assemblee parrocchiali.
Ogni fascicolo contiene nuovi canti destinati all' azione liturgica i quali - nella
dinamica fedeltà alla linea tracciata dalla riforma del Concilio Vaticano II -
all'impegno di offrire validi e appropriati testi,
coniugano quello di far partecipare, in un continuo e fecondo dialogo,
ogni "persona celebrante".
l canti sono infatti composti offrendo sempre una "versione base" per sola
assemblea e successive elaborazioni della stessa per Schola a due voci pari e
dispari, tre voci dispari e quattro voci dispari. Vengono inoltre proposti
interludi organistici con la finalità di offrire valido materiale musicale per una
partecipazione attiva dell' organista.
Per informazioni:
Ufficio Abbonamenti Elledici
Te!. 011.9552164-5 - Fax 011.9574048
E-mail: abbonamenti@[Link]
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ELLE DICI
Dirett. respons.: Giovanni Battista Bosco - Registr. 01 N. 392 del Trib. Civ. di Torino,
14-2-1949 - Scuola Grafico Salesiana - Torino 2002 • Contiene I.R.
ISBN 88-01-02521-1
9 I" I
788801 025217
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PROPOSTA DI MUSICA
PER LA UTURGIA
CANTI E ACCLAMAZIONI
PER LA
CELEBRAZIONE
EUCARISTICA
2002 4 OTTOBRE
NOVEMBRE
DICEMBRE
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ELUDICI
CANTI E ACCLAMAZIONI
PERLA
CELEBRAZIONE EUCARISTICA
ACCLAMAZIONI
Rivista del Centro Evangelizzazione T: Liturgia. M : R. Mucci 96
e Catechesi «Don Bosco» di Leumann (Torino)
SANTO
in collaborazione con la Facoltà di Teologia T: Liturgia. M: V. Miserachs 100
dell'Università Pontificia Salesiana (Roma)
e con il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma PICCOLA MESSA
T: Liturgia. M: R. de Cristofaro 102
LAUS TIBI CHRISTE
PROPOSTA DI MUSICA T: Liturgia. M: M. Palombella 109
PER LA LITURGIA
CANTATE DOMINO
ISSN 0391-5425
T: dal Salmo 96. M : V. Miserachs 111
Ottobre-Novembre-Dicembre 2002
Anno 57, numero 4 La musica contenuta nel CD allegato è eseguita da un Ottetto vocale
composto da studenti del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma [San-
to, Piccola Messa e Laus tibi Christe] e da un Ottetto vocale composto da
coristi dell a Cappella Mu sicale di Trinità dei Monti (Roma) [Acclamazio-
DIREZIONE ni e Cantate Domino] entrambi diretti da mons . Valentino Miserachs, pre-
side del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma.
Massimo Palombella
Università Pontificia Salesiana Co risti:
Piazza Ateneo Salesiano, I - 001 39 Roma • Studenti del PIMS: Park Mun-Joung (soprano), Jun Hi-Jung (sopra-
Tel./Fax [Link] no) , Miriam Cicchitti (contralto), Mihi Kim (contralto) , Si lvano Carderi
e-mail: mass imo @ups. [Link] (tenore) , Massimo Castorina (tenore), Nikolay Bogatzky (basso) , James
Varah (basso)
COLLABORATORI • Cappella Mu sicale di Trinità dei Monti: Carla Ferrari (soprano),
Cheiko MOlicawa (soprano), Cri stina Nocchi (contralto), Clementina Zar-
• Musica: ri llo (contralto), Adriano Caroletti (tenore) , Ildebrando Mura (tenore), An-
M. Bargagna - N. Barosco - M . Chiappero tonio Mameli (basso) , Roberto Valenti (basso).
R. de Clistofaro - D. De Risi - V. Donella Organista: Juan Paradell Solé.
L. Donorà - G. Gai - S. Kmotorka La registrazione è stata effettuata il 3 1 maggio e l' l giugno 2002 nella
G. Liberto - D. Machetta - A. Martorell Chiesa dell ' Università Pontificia Salesiana di Roma (Organo Tamburini ,
Piazza dell ' Ateneo Salesiano, I) dallo Studio Mobile della Radio Vaticana.
L Meini - V. Miserachs - L. Moltino L' Assemblea è stata costituita da alcuni coristi del Coro Interuniversita-
R. Mucci - M. Nardella - M . Nosetti rio di Roma: Cacciaguerra Ignazio, D ' Alessandria Calogero, Dapò Gra-
F. Rampi - A. Ruo Rui - D. Stefani ziella, Dapò Nino, Di Rollo Emanuela, Duda Nazar, Giangiacomo Laura,
GS. Vanzin - A. Zorzi. Kozak Andrij , Maruccia Anita, Mingrone Luca, Miraglia Valeria, Probst
Matthias, Quaranta Ciro, Rag no Francesco, Rimedio Luciana, Rossi Si-
mona, Viola Maria Pia, Zevini Franco.
• Testi: Tecnico del suono: Roberto Bellino.
R. Bracchi - E. dal Covolo - M . Mantovani. Editing digitale e mastering: Studio EcoSound (via B . Cenetti , 32 -
Roma).
Ingegneri del suono: Silvio Piersanti - Augusto Arena.
• Musica-Liturgia-Cultura: Coordinamento generale: Massimo Palombella.
A. Amato - E. Costa - F. Rainoldi
F. Rovida - M. Sodi - E. Stermieri
A. M. Triacca. INSERTO:
ACCLAMAZIONI 25
© 2002 Espress ione Ed izioni Mu sicali SANTO 27
Tutti i diritti ri servati . PICCOLA MESSA 28
LAUS TIBI CHRISTE 31
Concludiamo l'annata 2002 con un numero dedicato cevano dell' "immediatamente fruibile" (e consumabile)
genericamente alle acclamazioni della Celebrazione Eu- la nonna del vero rinnovarsi.
caristica ma, almeno nella nostra intenzione, volto speci- La Riforma Liturgica voluta dal Concilio (come ogni
ficame nte a fornire alla Chiesa Italiana, una volta di più, altro cambio di mentalità chiesto dallo stesso Concilio)
le parti musicale dell 'Ordinario. richiede sperimentazione, ricerca ad "alto livello", La ve-
L'operazione potrebbe sembrare superflua. Infatti, in fa formazione del popolo di Dio non potrà infatti attuarsi
una sorta di "sentire" comune, ci sono già tanti "Kyrie", con mezzi mediocri, con continue produzioni e speri-
tanti "Santo", tanti "Agnello di Dio..... mentre sarebbe mentazioni "dileuantistiche", con scehe ideologiche (di
opportuno avere "canti" nuovi perché, in fondo, si "can- "destra" o di "sinistra" che siano) che continuano a fare
tana" sempre le stesse cose... del proprio limite la realtà e, cosa ancor più grave, im-
Forse questo sentire comune ha una sua verità nel sen- porla a tutti
so c he effettivamente il "popolo di Dio", cioè quella Crediamo che la Riforma liturgica sia stato un evento
realtà pluricomposta che abbraccia tutte le età, per poter sfidante la cultura nella sua essenza. Infatti la cultura è
cantare davvero insieme e subito, deve ricorrere ad alcu- tale proprio quando esce dalla fruizione privilegiata di
ne produzioni musicali dell 'immediato post-Concilio Va- pochi divenendo patrimonio di tutti . È una sfida allora
ticano II . All ora non può m ancare , - - - - - -- - - -------, che alza il li vello, che deve farsi at-
"Noi canteremo gloria a te", il Gloria
di Lourdes , l' a ll eluia pasquale (e
Il Concz'lz'o tenta alle istanze del popolo di Dio
per educarlo, raffinarlo, una sfida che
sempre quello), "O Signore raccogli i . deve essere in grado di cogliere i bi-
tuoi fi gli" e sicuramente, arrivando Vaticano Il... sogni dell' umano per operare quella
g ià al canto di comunione, "Dov ' è dolce ablatio che permette, all' inter-
carità e amore". no di un cammino, di scorgere la luce
Ma questo modo di celebrare - e quindi di pensare la di Dio. Una Riforma Liturgica che vuole cogliere l'uomo
Liturgia - è probabilmente il frutto di un "compromesso" nella sua integralità, nel suo bisogno di bello e che può
del tempo che ha immediatamente seguito la Riforma li- solo essere attuata ricuperando il valore dell' arte, della
turgica. II popolo poteva "finalmente" cantare, vi era un professionalità .. . in poche parole il meglio dell'umano.
senso di "comunità", la "partecipazione attiva" era il ri- Su questa linea abbiamo cercato di lavorare producen-
tornello responsoriale che giustificava, di fauo, l' ingresso do testi e musica per l' azione liturgica riservando que-
di qualunque realtà nell 'azione liturgica spesso senza il st' ultimo numero a ciò che, in una Celebrazione Eucari-
rispetto delle parti costitutive l'azione liturgica stessa. Ri- stica, si dovrebbe cantare prima di ogni altra cosa, e che
teniamo che, in ogni caso, questo processo sia stato in ~ rappresenta il nucleo intorno al quale, se c'è la possibi-
dubbiamente positivo in quanto, di fronte a qualunque lità, si inserisce il canto dell'antifona d' ingresso, di offer-
novità, esiste una prima adeguazione che spesso non è torio, dell ' antifona di comunione. Tante nostre celebra-
perfetta ma è "sana" quando accetta di essere perfettibile. zioni rischiano infatti di essere una sorta di "zibaldone"
A più di trent'anni dalla Riforma liturgica e di fronte dove si trova tutto (e spesso di bassa qualità) meno l'es-
alla recente nuova edizione del Messale in latino che at- senziale che renderebbe invece dignitosa, sole nne ed
tende la traduzione nelle lingue vive, ci pare di poter af- equilibrata la Celebrazione attuando quella fam osa "par-
ferma re che oggi, e forse più di ieri, la Riforma liturgica tecipazione attiva" della quale, spesso a sproposito, si par-
continua ad essere una grande sfida che esige sempre di la sempre (per un approfondimento si possono confronta-
più studio e seri a ricerca. Esistono degli equilibri che re i Principi e nonne per l 'uso del Messale Romano ai nn.
vanno conquistati, una Tradizione e una professionalità 14, 15, 16, 19 e anche Musicam Sacram ai nn. 15 e 16).
che non possono essere sepolte, un modo di pensare la Ci sembra interessante allora far notare in questo nu-
Chiesa, un'ecclesiologia, che attende il divenire "vita mero la fluidità e solen nità delle Acclamazioni proposte,
reale", fede celebrata e celebrata in luoghi che plastica- la dignitosa semplicità del Santo, il fascino della "Picco-
mente codifi cano le fondamenta li dimensioni teologiche la Messa", la solenne austerità di Laus tibi Christe per il
che la costituiscono, luoghi , le nostre chiese, che dovreb- tempo quaresimale ed infine, quasi come un augurio ri-
bero sempre più essere spazi densi di "cultura" e quindi volto a tutti e pensando per una volta di offrire specifica-
di vera e feconda teologia. mente ai cori una produzione semplice ed insieme di
Il Concilio Vaticano Il è stato un grande evento che grande effetto, il Cantale Domino, un mottetto plurispe-
oggi necessita una comprensione più ampia, non "ideolo- rimentato in tutta Europa.
gizzata", comprensione che per essere attuata esige, lo ri ~ Agostino d'!ppona commentando proprio il salmo 96
petiamo, professionalità e cultura. È tempo di "uscire" scrive: "Ecco, tu dici, io canto. Tu canti , lo sento che can-
dal dilettantismo, da una comprensione superficiale che ti Ma bada che la tua vita non abbia a testimoniare con-
si illude che tutte le istanze di novità provenienti dal Con- tro la tua voce. Cantate con la voce, cantate con il cuore,
cilio Vaticano II abbiano avuto in esso l'origine, mentre cantate con la bocca, cantate con la vostra condotta san-
sono il frutto di una lenta e sofferta conquista che affon- ta". A questo dovrebbe giorno dopo giorno condurci la
da le sue radici nella storia e che si è potuta attuare in for- vera Riforma liturgica.
za di uomini che studiavano e ricercavano e che non fa- Mantovani M . - M. Palombella
95
Alla corale "S. Giorgio" di Co/dre rio (Sv izzera) COli /(lI1li auguri
ACCLAMAZIONI
T: Liturgia
M: Robeno Mucci
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Pe.w·ia, Ctlltedrtlle. 6 aprile 1946.
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CANTATE DOMINO
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cantme Domino omnis terra.
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quoniam lembilis eSI super omnes deas.
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ACCLAMAZIONI
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Dio bruci nei nostri cuori per vibrare nelle nostre
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PALOMBELLA M.
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Croce santa . .. ..• . 1.2 splendore del Padre. Inni per le cele-
brazioni dell'Anno Liturgico (Paoline,
2.2. Musica Roma 200 1) .... . .... ... . 1.28
M1SSALIS R OMANI CANTUS, Ecce Agnus
BORTOLOZZO A. Dei (Libreria Editrice Vaticana, C ittà
È in te la sorgente della vita . .... .. • 1.3-4 del Vaticano 200 I) .. . 4.118
119
LAVARRA V. Dulce lignum
[Link]., Veglia Pasquale. Canti per la T: Liturgia; M: Ruo Rui A. 1,9
liturgia della Veglia (Paoline Editoria-
È in te lo sorgente della vita
le Audiovisivi, Roma 2002) (4a di
copertina) T: Appella A; M: Bortolozzo A. 1,3-4
BELTRAMI A - F. BUTIAZZO, Esultiamo Gesù, dolce memoria
nel Signore. Canti per lo messa con i
T: Appella A.; M: Molfino L. 2,49·53
giovani (Paoline Editoriale Audiovisivi,
Roma 2002) .... ............... . 3, 93 Gesù, glorioso principe
T: Bernardo di Chiaravalle;
M: Galanti A. ... 2,54-57
4. EDITORIALI
Grande sei tu nel!'amore
Cantare la misericordia per nutrirsi di T: Mantovani M.; M: Molfino L. I, 17·21
verità . ......... . I, I
La sua stella in oriente
Musica e memoriale ... . 2,29
L'al1esa del Signore .. . 3,59 T: Falabella G.; M: Mucci R. 2,30·36
1/ Concilio Vaticano II... 4,95 Laus tibi Christe
T: Liturgia; M: Palombella M. 4, 109·110
120
Dal 1946 Armonia di Voci offre il suo
prezioso servizio alle assemblee parroc-
chiali. Ogni fascicolo contiene nuovi can-
ti destinati all'azione liturgica i quali -
nella dinamica fedeltà alla linea tracciata
dalla riforma liturgica del Concilio Vati-
cano Il - all'impegno di offrire validi ed
appropriati testi, congiungono quello
di far partecipare, in un continuo e fe-
condo dialogo, ogni «persona cele-
brante». I canti sono infatti composti
offrendo sempre una «versione base»
per sola assemblea e successive elabo-
razioni della stessa per Schola a due vo-
ci pari e dispari, tre voci dispari e quattro
voci dispari. Vengono inoltre proposti
degli interludi organistici con la finali-
tà di offrire valido materiale musicale per
l'esercizio della viva ministerialità cele-
"
brativa dell'organista.
ELLEDICI
I QUATTRO FASCICOLI DELL'ANNO
I. " tempo pasquale
2. Le Feste Mariane
3. La Solennità del 55. Corpo
e Sangue di Cristo
4. La messa dei fanciulli