Statica Tubi
Statica Tubi
❑ D.M. 12.12.1985 – Norme Tecniche relative alle tubazioni (GU n.61 14.3.1986)
❑Circolare Ministero dei Lavori Pubblici n. 27291
Le verifiche statiche hanno l’obiettivo di accertare che i carichi agenti sulla struttura
provochino tensioni e deformazioni ammissibili, ovvero compatibili con il materiale
della condotta e con le esigenze del progetto.
❑ Tubazione vuota
❑ Tubazione piena non in pressione
❑ Tubazione piena con pressione pE di esercizio
VERIFICA ALLE MAX TENSIONI AMMISSIBILI
❑ Tubazione vuota
❑ Tubazione piena non in pressione (fasi di svuotamento e riempimento)
❑ Tubazione piena con pressione pE di esercizio
Carichi esterni
Reazione Reazione
del terreno del terreno
Reazione dell’appoggio
Comportamento Statico delle Condotte
Tubazione Rigida
Tubazioni in conglomerato
Carichi esterni cementizio, Fibrocemento e
Gres.
Reazione dell’appoggio
Comportamento Statico delle Condotte
Tubazione semirigida
Carichi esterni
Tubi in ghisa.
La resistenza ai
carichi verticali è
ripartita tra la
resistenza propria del
tubo e quella
sviluppata dal
rinfianco con una
ripartizione che
dipende dal rapporto
tra la rigidezza del
tubo e quella del
terreno.
Reazione
Reazione dell’appoggio del terreno
Comportamento Statico delle Condotte
Tubazione flessibile
Carichi esterni
Tubi in materiale
plastico e in acciaio.
Possono subire
deformazioni notevoli
prima di giungere a
rottura, mobilitando la
reazione del terreno di
rinfianco
Reazione
del terreno
Reazione dell’appoggio
Tubazioni interrate: calcolo delle azioni
Condizioni di posa:
Azione del terreno azione del rinterro
Metodo di Boussinesq
Azione dei carichi fissi
in superficie Metodo di Holl-Newmark
Concentrati
Azione dei carichi mobili in superficie
Distribuiti
Falda
Azione dell’acqua
Pressione interna
Tubazioni interrate: azione del terreno – condizioni di posa
trincea larga e trincea stretta
3
Es R
n=
Et s
TUBAZIONI RIGIDE
CALCESTRUZZO
GRES
FIBROCEMENTO
TUBAZIONI FLESSIBILI
ACCIAIO
PRFV
PP
PVC
Es (MPa)
Tubazioni interrate: calcolo delle azioni
Per la valutazione delle azioni del terreno su tubi interrati si utilizza in genere
la Teoria di Marston che è applicabile a tubi flessibili o rigidi per diverse
condizioni di posa.
❑ L’azione sul tubo deriva dal terreno di riporto che risulta meno compatto del
terreno circostante.
P = t c B2 P = C ( t B H ) Relazione di Marston
1 − e ( −2 K a f H / B ) H
c=
2 Ka f Coefficiente di
riduzione peso terreno
C=cB/H D
Dove
P azione del terreno per unità di lunghezza del tubo
B
γ peso specifico del terreno kg/m3
c coefficiente di Marston, funzione di H/B e del tipo di terreno di
posa (granulare senza coesione, sabbia, ghiaia, argilla,
organico)
D diametro del tubo
B larghezza scavo alla generatrice superiore del terreno
D Relazione di Marston
P = t c B = t c B D
2
B
H
1 − e( −2 K a f H / B )
c=
2 Ka f
D
Ka·f
Materiale granulare non
coesivo 0.1924
Sabbia e ghiaia Max 0.1650
Suoli saturi Max 0.1500
argilla Max 0.1300
Argilla satura Max 0.1100
Se H < H*
− 1 + e ( −2 K a fH / D )
segno + se il vertice della condotta
c" =
cede meno dei prismi laterali con
incremento del carico
2K a f segno - se il vertice della condotta
cede di più dei prismi laterali con
riduzione del carico
−1+ e ( H * / D )
H H * ( H
c" = + − e
*
/ D)
D D
Se H > H*
= 2K a f
Tubazioni interrate: azione del terreno per trincea larga
C”
Coefficiente C’’ al variare di H/D e del parametro δρ
Tubazioni interrate: azione del terreno per trincea indefinita
ρD
D
Tubazioni interrate: distribuzione dell’azione del terreno sulla tubazione
A B
P P
p= = 90°
AB D 2
D
Posa con rinterro indefinito p=P/D
P D
p=
D
Tubazioni interrate: distribuzione della reazione del terreno
Condotte rigide
Condotte flessibili
P
p=
D 2
90°
C D
p=P/CD
Tubazioni interrate: azione di carichi fissi in superficie
– Metodo di Boussinesq – Ipotesi di semispazio elastico isotropo
La pressione unitaria σz sulla circonferenza di raggio r alla profondità z
prodotta da un carico fisso P in superficie nell’ipotesi di terreno elastico,
omogeneo ed isotropo è data dalla relazione
Se θ=0 il carico P si distribuisce
3 P cos 3
z = alla profondità z su una superficie
2 R 2 circolare di area 2/3πz2 che
corrisponde alla proiezione su un
essendo piano orizzontale di un cono con
semiapertura α per cui
z z tgα=(2/3)1/2
cos = = ovvero α=39° 15’
R r2 + z2
3 P cos 5 P
z = = J
2 z2 z2
con
52
3 cos 5
3 1
J = =
2 2 1 + (r z ) 2
Tubazioni interrate: azione di carichi fissi in superficie
– Metodo di Holl Newmark -
P
W = 4c (kg/m 2 )
ID
Dove:
W = carico per unità di superficie
L’azione sulla tubazione del carico mobile sia concentrato che distribuito può
essere valutata con i metodi visti per i carichi fissi.
Il risultato, secondo le norme UNI italiane, deve però essere moltiplicato per un
fattore dinamico φ fornito dalle seguenti espressioni
0 .3
= 1+ Tubi che sottopassano strade o autostrade
H
0 .6
= 1+ Tubi che sottopassano ferrovie
H
Si ottiene
0. 3
P ' = P = 1 + P = 3096 kg / m
1.5
Tubazioni interrate: azione di carichi mobili in superficie –Norma DIN 1072
Il traffico veicolare può essere suddiviso nelle seguenti classi di carico: HT autocarro pesante; LT
autocarro leggero I valori di carico per ruota dei veicoli per classe DIN sono riassunti nella successiva
tabella in cui si è introdotta anche la classe Ferroviario a cui è stato associato un carico massimo per
ruota di 200 kN. La pressione dinamica z esercitata dal traffico sul tubo viene valutata adottando le
seguenti relazioni:
𝑃
𝜎𝑧 = 0.5281 𝜑
𝐻1.0461
valida per traffico stradale pesante (convoglio classe HT) e
ferroviario
𝑃
𝜎𝑧 = 0.8743 𝜑
𝐻1.5194
valida per traffico stradale leggero (convoglio classe LT);
in cui:
σz pressione dinamica [kN/m2 ];
P carico per ruota [kN];
H altezza di ricopertura del tubo (altezza del terreno valutata dall’estradosso del tubo) [m];
ϕ fattore dinamico come in precedenza
Tubazioni interrate: azione di carichi mobili in superficie –Norma DIN 1072
Note la pressione dinamica è possibile calcolare il carico dinamico che grava su una
condotta di diametro esterno D applicando la relazione:
Pdin = σz DI
dove:
σz pressione dinamica [kN/m2 ];
D diametro esterno del tubo [m];
Tubazioni interrate: azione dell’acqua di falda
pressione idrostatica
h
𝑝𝑖𝑑𝑟 = 𝛾𝑎 𝐻 − ℎ
H
Formula di Mariotte: p Di = 2 s
ovvero
pDi
=
2s
s Di
t t
p
RISULTANTE DEI CARICHI OVALIZZANTI
𝑸𝒓 = 𝑲 ⋅ 𝑸 𝑸𝒓 = 𝑲 ⋅ 𝑸 > 𝑸𝒕
𝑁 𝑀 𝑁 6𝑀
𝜎𝑐 = ± = ± 2
𝑠 𝑊 𝑠 𝑠
•Con
•s = spessore tubo
•M = momento flettente, positivo se di trazione per le fibre interne
•N = sforzo normale, positivo se di compressione
• W = modulo resistente della sezione
Tubazioni interrate: calcolo delle sollecitazioni per tubazioni rigide
o semirigide
Sommando i valori dei momenti dovuti alle diverse condizioni di carico si determina il valore
del momento ovalizzante totale.
M 6M
f = = 2
W s
Dove W è il modulo resistente della sezione dato da
1 3
bs 2
J s
W= = 12 = b
s2 s2 6
Con
s = spessore tubo (cm)
b = lunghezza unitaria di tubo (100cm se il momento è riferito a 1m)
M = momento flettente, positivo se di trazione per le fibre interne(kgcm/m)
J = momento d’inerzia della sezione
Tubazioni interrate: calcolo delle sollecitazioni per tubazioni rigide
o semirigide
1
=
pr 3
1+
3EJ
" f = f
Tubazioni interrate: calcolo delle sollecitazioni per tubazioni rigide
o semirigide
p1 + p 2 D
c = −
N 1.41 2s
Dove
6M V p1 + p 2 D Tubazione vuota
'c = 2 −
s 1.41 2s
6M P p1 + p 2 D Tubazione piena
"c = 2
−
s 1.41 2s non in pressione
K => coefficiente di rigidità del terreno => pressione orizzontale che bisogna
applicare al terreno di rinterro per produrre una deformazione unitaria
La sollecitazione e la reazione del
terreno sono distribuite sulla corda
che sottende un angolo al centro di 90°
5 < K < 120 N/cm3 funzione della profondità e del tipo di terreno
Per tubi interrati con ricoprimento z sull’asse tubo, con 1 < z < 5
K = (5 ÷ 25)·z con z in metri e K in N/cm3
0.157 pR 4 p EJ
a= =
E => N/cm2
p y = y 0.157 R 4
Δy/2 EJ
p => N/cm
J = s3/12 => cm4 90°
s => cm
0.146 pR 4 Rigidezza
R => cm Δx/2 x = Tubo di lunghezza
EJ L=1 in N/cm2
Per tratto unitario
p
L = 1 cm Deformazioni in assenza di
reazioni orizzontali
Calcolo delle deformazioni - Teoria di DE SAEDELEER - Terreno
a => rigidezza di un tratto di tubo lungo L in N/cm2
Δy1/2
0.157 qR 4 q q
x1 = x 2 = x − x1
EJ
90° Δx1/2
x 2
0.146 qR 4 q=K
y1 = 2
EJ
EJ
q = ax1 = x1
0.157 R 4 0.146 1
q= p
0.157 2 EJ
1+
q=
EJ
4
(x − x2 ) 0.157 KR 4
0.157 R
Parametro che consente
p
q= di classificare le
tubazioni in base alla
EJ 0.146 pR4
2q EJ
q= − 1.07 + 13.70 loro flessibilità
0.157 R 4 EJ K KR 4
Calcolo delle deformazioni - Teoria di DE SAEDELEER - Terreno
Tubazioni rigide => parametro EJ/KR4 assume valori elevati trasmettono
lateralmente al terreno pressioni orizzontali q trascurabili rispetto a p ( tubazioni
cementizie e metalliche ).
Tubazioni flessibili => parametro EJ/KR4 assume valori molto piccoli trasmettono
lateralmente al terreno pressioni orizzontali q confrontabili con le p ( tubazioni plastiche ).
EJ/KR4 q/p %
10 0.72427
1 6.770481
0.1 40.98361
0.01 82.85004
0.001 92.27646
EJ
RG = rigidità anulare: per il PVC sono previste tre RG =
classi sulla base di RG – 2,4,8 D3
Calcolo delle deformazioni - Teoria di DE SAEDELEER –
Peso proprio
Deformazioni
PP
pp =
2D
0.166 p P R 4
x P =
EJ
PP 0.166 p p R 4
y P =
2D EJ
Rigidezza
pP EJ
a' = = Tubo di lunghezza
PP x P 0.166 R 4 L=1 in N/cm2
D
pP
qp = Reazione orizzontale
12.05 EJ del terreno
La sollecitazione e la reazione del 1+
terreno sono distribuite su tutta la KR 4
semicirconferenza
Calcolo delle deformazioni - Teoria di DE SAEDELEER – Peso liquido
1
p = D 0.166 pR 4
2 x p =
EJ
0.166 pR 4
y p =
EJ
pp EJ
a' = =
x p 0.166 R 4
Calcolo delle deformazioni - Teoria di DE SAEDELEER – Peso liquido
p
p − q p = p 1 −
EJ
1 + 12.05
KR 4
Calcolo delle deformazioni - Teoria di DE SAEDELEER
Frecce elastiche
DEFORMAZIONE DA TERRENO
R4
DI RICOPRIMENTO E CARICHI ACCIDENTALI y = 0.146 p
EJ
R5
DEFORMAZIONE DA PESO DELL’ACQUA y = 0.166 acqua
EJ
90°
C D C D
B B
MA=MB=0.238pR2 MA=MB=0.250pR2
MC=MD=-0.218pR2 MC=MD=-0.250pR2
E’ necessario tener conto della variazione nel tempo della rigidità del
terreno e del modulo di elasticità della condotta
Verifica all’ovalizzazione della tubazione
- Formula di Spangler -
La deformazione viene calcolata adottando lo schema statico proposto da Spangler secondo cui lo stato di
sollecitazione che si produce in una tubazione sottoposta ai carichi indicati nella figura successiva è
caratterizzato da una distribuzione parabolica della spinta passiva simmetrica rispetto al diametro
orizzontale e applicata a partire dall’angolo a pari a 40° per un’ampiezza di 100° mentre la reazione sul
fondo della trincea interessa varie ampiezze [Da Deppo – Fognature 2009].
Pv carico verticale permanente
K S ( f v Pv + Ps ) Ps carico verticale accidentale
x 2 = Ks coefficiente di appoggio, dipendente dalle
EJ condizioni di posa
3
+ 0.061E ' fv fattore di ritardo dell’inflessione, che tiene conto
dell’assestamento del terreno nel tempo
R E’ modulo di reazione orizzontale
terreno
1.10 f v 1.20 Costipamento basso
1.30 f v 1.50 Costipamento medio
fv = 2 Costipamento alto
Dalfa Ka
Calcolo e verifica della sollecitazione massima di
flessione
La sollecitazione massima di flessione che risulta dall’inflessione del tubo non
deve eccedere la resistenza a flessione a lungo termine del prodotto, ridotta
tramite un fattore di sicurezza.
In particolare dovrà risultare:
3 Formula Eulero
EJ 2E s
p cr = (n L − 1) 3
2
pcr = 2 dove n = numero di lobi
r (1 − ) D ν= coefficiente Poisson.
0.5
1 Et J
pcr= q a = 32 Rw B' E s 3
FS D
VERIFICA ALL’INSTABILITA’ ELASTICA – Buckling
0.5
1 Et J
qa = 32 R w B ' E s
D 3
FS
Dove
qa tensione ammissibile di buckling in N/cm2
FS fattore di progettazione pari a 2.5 (risulta pari a 3 per
inflessioni diametrali prossime al massimo)
Rw fattore di spinta idrostatica della eventuale falda
Hw
Rw = 1 − 0.33 con 0 H w H
H
B’ coefficiente empirico di supporto elastico (adimensionale)
B' = 1 1 + 4e −0.213 H
Es ed Et rispettivamente modulo elastico del terreno e del tubo
VERIFICA ALL’INSTABILITA’ ELASTICA – Buckling
0.5
1 Et J
qa = 32 R w B ' E s
D 3
FS
Pt
w H w + Rw + p qa
D