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Aimé Georges Martimort LA CHIESA IN PREGHIERA Introduzione alla Liturgia Edizione rinnoveta { ! # Con Ia collaborazione di: Ropert Casré, Inéxée Hewat Darats, Jean Evenou, Prerre Mans: Gy, Pierre Jounet, Aprten Nocenr, ‘Danien Stearn L PRINCIPI DELLA LITURGIA Trénée Henri Dalmais - Pierre Marie Gy Pierre Jounel - Aimé Georges Martimort Edizione italiana a cura di ApEL1 Brazzt QUERINIANA 140 Stratre ¢ leg della ecebraione Teeica § 2. Il diritto liturgico tridentino ¢ I’eera det rubricistis, 1563-1963 Brntromaria D. Bourn, Tractatus de ire litargico, Plsise, Paris 18864, F Crocermm, Le liturgie ot Je droit canomigue, in R. Arcaain, Litrgis, Blowd ct Gay, Paris 1995, pp. 29-98 [rad. it, La liturgia @ diritto canonico, in Be Asonans, Enciclopedia litw ics, Eds. Paoine, Alba 1959, pp. 26:36) P. Oremarns, Tractatus de ture litargco, Marie, Torino 1939-1940, 3 voll. (Lartiroiones systematico-istoricse in secram liturgam, 24). E. Me Manus, The Congregation of sscred rites, The Catholic University Pres, ‘Washington 1954 (The Catholic University of America canon law studies, 352). ‘M. Nowsor, Litargigue (drcit), in Dictionnaire de droit eanonigue, vol. 6, Letouzey fe Ané, Paris 1957, call. 335-594 TA, Frowz, Le secione storica delle Sacre Congregezione dei Riti, origine ¢ metod? 4 lavoro, Tipograia Poigiosa, Cita del Vaticano 1963. S. Mansus, La Chiess locale comunita di eulto. Teologia ¢ dlictto liturgico, in Riviste Liturgica 59 (1972), 1, 2953, M. Soot, Competense liurpiche delle Conferense episcopeli nei auovi «Oxdiness, in ‘Rioiste Litargia 69: (1982), 5, 658-701, AAWy., Organism lisargict, io NDL, pp. 961.982, A. Cova, Diritto litargice, in NDL, pp. 3673781 Liumanesimo e [Link] crisi protestante del xvr secolo hanno messo in luce tutti gli abusi che il morente Medio Evo aveva fatto introdurse nel culto divio. Ll Coneilio di Trento non ha porto realizzare esso stesso Ja siforma unanimemente augurats; ma 2 secondo il suo desiderio e nel suo spizito che i papi S. Pio V, Sisto V, Clemente VIII « Paclo V fenno intrapreso Vanificazione © la fssezione della linargia, togliendo progressi. vamente si vescovi locali i] potere che essi avevano esercitato fino ad allora. La nuova discipline cosi creata sar’ esattamente tiassanta dat Co- dice di dititto canonico del 1917: 4f soltento alla Sede apostolica che appartengono tanto Vorgenizarioze, quanto Vapprovarione dei bi Lcugice ®, 3» Ancota nel 1947, !Facicien Mediator Dei dt Pio XII sineds: «Quamobeem uni Sumo Pensfci est quemiiber de divino calta ageado more tecognouere we saree aovoe lndocess ac probare views, congue etiam immiare, quos gen imaandor fice, sPisopls stem fos offcium ext Vgllae diigenier ut sacrorum exnomum Sruesripta ce Diverse e enitd elie litera 141 Per la veritd non si sono volute toccare in nulla le litargie orientalis anche nellarea latina mon s'@ cercato, in origine, di pervenire all'aniformita: S. Pio V ba volueo abolire sols glt usi che non potevano avwalerst df duecento anni d’antichiti®; Paolo V, d'altra parte, non ha mai seetta- ‘mene imposto il Riuale romano de Iui promalgato nel 1615". Ma Meseale ¢ Breviario sono preceduti ciascuno da una langa introduzione, le Rubricae senerales, che prevedono tutti i casi possiili di incontro tra i diversi uffci edi Joro formulario e descrivono minuziosamente i gesti della mess il Cacremoniale episcoporum provwede alla guida di catti i minist? dt iascuna funzione sora; Je riforme del 1911-1914 aggiungeranno ancora e precisaziont delle Additiones et Variationes, Nella siongunizzazione della Curia romana che Sisto V decise con la bolla Inmensa’del 22 gennaio 1588 fa creata una Congregazione cardi- nalizia permanente Pro sacris ritibus et caerimoniis, incaticata special mente di continuare Ja siforma ¢ fa correzione dei ibti Heurgii, di vigilare sollfosservanda dei iti sacci, di risolvere i dubbi che in quel campo sa- rebbero sorti. Essa doveva timanere in vita fino al 19697. La si consul. ‘erd sempre di pil: & ad ess, ifatl, che da ogni parte ai chiedono decsiont ss particoleritt non esplicitate dai libci Tinurgici. Non tutte le sue rsposte sono state pubblicate: un buon oumeco figura nella collezione edita a cure di Luigi Gardellini allnizio del xx secolo, poi le stessa Congre- guzione ha raccolto tutte quelle — pit di quattro mila — che essa rite. Reva avessero conservato il loro valore, nei setie volumi, distribuiti tra 4d 1898 ed il 1927, pubblicati sotto il titolo: Decreta autbentice Congre- ationis sacroruim risusom ex actis eiusdem collecta” Givino cult sedalo observentare, AAS 39, 1947, p, S44, CE, Conc Trea, see. 7, ean, DS 1613 2 Bo Que «nis ng 136; Bale Que primum, 1 tay 370 2 Coninaione Aporttisr Sed, 17 givgoe Ist: florence. oc in power, tanquam Ecclesiae Romane Si, elsiem Bacesse omaing mane er magisnse aucslate Comcane ‘jualin sacs feneeSntnns uanter 2 Al Ik de cambinmenti di sores sopmgginat!woecesivemeats alnptaizacione Gale Conareeaicas, le sue competeass litargca # sinans eaten per Tewevinle cose 4 sertimonis il Codice de 1917, can. 253: «5 1. Congeegtio Saceram Rican itt lab wevemonite diigenrs serveur in Saco cekbrando, ia tatameats’ wiminscaadis ia 5p in dengce omalbus quse Bese ltinge cltum sepicant, Aspennatones concndee opportinge Tex ]>. ZL gia = volun, appari ael 1498-1900, sezguepano 4051 documeati che vans al 1588 al 1900; iar, pubbilet> nel 1500, contiene VTetalone di Clemente XE sper Je Quaraavore con der demeti « dei comma aanesty d gute (1901) fee tain ‘soerle dalle mure. Quest cilleione & stu peocclgta con auton Lesa SIT, 142 Strauss ¢ lees dela celbrecione ltertice Cosi la conoscenza della Litargie diventa una scienza giutidica, i cal spe- cialisei sono i rubricisti; essi cereano di presentare Ja sintesi di cutto il disino seritto contenuto nei libri litargii ¢ nelle risposte della Congregazio- ne; essi perd esagerano perché tengono conto, ciascuno, delle opinioni emes- se dai loro predecessor: B, soprattutto, a partire dal momento in cui, sotto Vimpulso di Dom Gaéranger, le diocesi di Francia hanno sipreso le liturgie romana che Vinflucaza dei rubticsti st imposta, con le opere degli italiani Ginseppe Baldeschi e Pio Martinscci* dei francesi Pietro Favrel (1797- 1855) e Léoa Le Vavasseur (1822-1892)™. Soprattutto i libri del Le Va- vassear sono stati oggetto di inaumerevoli edizioni, continuate nel 2 se colo ad opera di Giuseppe Hacgy (1860-1931), ¢ poi di Luigi Stercky (1867-1941). T mubricisti devono certamente riconoscere che, nel diritto generale della Chiesa, la consuetadine ha ua posto tradizionale, privilegiato: tuttavia ssi rifuteno di ammetterla nell’esercizio della vita litargica 0, almeno, ne daono Vintespretazione pitt restrittiva”. I rici si svolgeranno sempre in modo sigorosamente ideatico, che il popolo sia presente o n0, che si twovi in un ambiente per wadizione cristiano, oppore in un paese di missione. La sola eccesione a questa uniformiti & la pubblicazione, a cura di Benedetto XII, nel 1725, don cerimoniale semplifcato per le piccole chiese*. ee deneto del 10 febbmao 1898; raed { deere anerion! son riprodott enon abrogst Dopo a allrs, sooo sist agfunee doe Appendic, pune ull: Votewe V2 (dppendie 2, reumpato, dlls Tipogradia Varcana nel 1912 ¢ (Volume vm] Append, 1. 1927, conte, feats f decree 4052-404 (19001926) seb! 2 B. Gavand (1698), Tbesawras sscrorum rtuust teu commentarie ‘m ruéreas, Milo 1628, red, con commento a cats di GM. Meaut, Zerlewh, Vena 1165, 2 in Tv io 3G. Basoescit, Esporcione delle sere covimonie, Rome 1839, 4 wll, ied. modem in 2 voll, Edisins ttarpche, Roma 1937-1952 (Biblioteca EL, seco pencica ); P, Maxsawvcct, Menusie scrarum eaeremoriaram, 1h. Mecni, Rosse’ 18651872. % B. Euvint, Cirdmoni! salon le rt roman par Josip Daldcre, troll de Mlion i considérblement augments... Doles, Dijon 1847; L. Le Vavacenon, Cérémonia! slog die romain daprés Joseph Boldescbi, ot d'aprer Fabbé Farrel, Lecoice, Pats 1851. Ch JA be Covet, Ler cérémonies de VElise expligufes cuz bon, C. Desttier, Mocking 187. 3 Poe il Codiee del 1917, poiché condannava epresumente (e quid Is gindicnva non saelonevole, cas. 2) Viaosersanm da paric del celebrnte della esta delle Tobeche del fn Année cononigur, 1, 1952, pp. 129140, 31 suo tla &: Memoria vtuum pro aligulbas proetantionibas secis juncthoibes perstcendis te minoibus eels Dicersitd e snith alla Htergie 143 § 3. Unita e diversita nella liturgia rinnovata dal Concilio Vaticano I Bistaogeara PM. Gr, La responsabiicé des otques par rapport au droit litergigue, LMD 112, 1972, pp. 924. A. Capmiois, Linee di staruto teologico della ltugia, in Conemunio 41, (ed. i.) 1978, Pp. 35-44. K, Seasou, New lituigy, new laws, The Lisurgical Press, Collegeville 1960. A. Bisvota, Dal rapporto aritoasemBles» al repporto sltergia Chiesa», i probleme elPadartamento # della creatvita.. in Mysterion, Miscellanea... Salvwtore, Marit, Ele Di Ci, Torino 1981 (Quaderni di Rivista Weamgea, n.s€2 5), pp. 233258. A. Capnious, Dove va la liturgia?, Rifessioni sroriceteologiche sul probleme litwrsico, in Studi embvostam: in onore di Mons. Pietro Borelle, Nove Ed. del Dueme, Milan 1982 (Archivio ambrosiano, 43), pp. 7551. Nel 1962, la riunione in Concilio dei vescovi di tutto il mondo ba ‘es0 manifesto in modo clamoroso la presenza della Chiesa in tutti i con- Snenti, in tutte Je culture, molto pit di quello che non avessero potato fare gli ocientamenti missionari dei papi Pio KI, Pio XII e Giovanni XU, come pure V'affermazione progressiva degii episcopati indigent o T'apertura del cerdinalato all’Asia od all’Africa. Non ¢ siimpegna perché «siano conservati ¢ in ogni modo incrementati»". Ecco perché il Concilio innanaitatto riaf. ferma: sregolare In sacra Lturgia compete nicamente allastoriti delle Chew, che ‘siede nea Sede apostolica 2, a norma del dri, nel vescovoe ® Ed inoltre precisa: «percid nessun altro, assolutamente, anche se se cerdote, agpiunga, tolge o muti slcanché di sua iniziativa, in materia Titurgicas*. Ma sports due considerevoli cambiameati alla disciplina postriden- tins. IL primo atticne al ruolo del vescovo: il Concilio, 'sbbismo visto, tcorda che il vescovo deve essere considerato come il grande saoerdote del suo gregge> ¢ domenda che «ta vita liturgica della parzocchia e il sv Jegame con il vescovo debbano essere coltivai aell'mimo ¢ nelPazione dei fedeli ¢ del clero» *, insegnamento che sark ripreso e sviluppato negli ler documenti conciliari®. Come nell'antice legislazione, il vescovo, in virt della sua responsabilita, ha il ditto ed il dovere di vigilare, afinché aella sua diooesi, le leggi liturgiche signo osservate in tutte le celebrazioni ron s'introduca abuso alcano; ma non gli basta pit essere vigilante, poiché deve sviluppare la pastorale, favorite il movimento Liturgico (actionem pastoralem liturgicam fovendam)™, promuovere ¢ regolare la partecipe- tione dei fedeli alla litungia, la bellezzs delle cose sacte, il progresso della musica sacea. Per adempiere a questo dovere, il vescovo si avwarr’ d'una Commissione di lisurgia e, per quanto 2 possibile, d'una Commissione di musica sacra e d'una Commissione d’arte sacra”, % SC (Come) 3 BSC (Cost) 4, 2 SC (Come) 22, § 1, 3 SC {Gese) 22, § 3. & SC (Cone) 41 e 42, % Lewes Contin, 2. 26; Deseo CBritas Dominus, 9.15. & SC (Cone) 43. BSC (Cone) 3546 Diversicd e sith nelle litera 145 ‘Tra la Sede apostolica ed il vescovo dicessano, il Vaticano 1 introduce nelVordinamento della limrgia una nuova istanza: le Confereaze episco. pali. Sa questo punto, si pud dire che la Costinuzione larga ha apero iLcammino alle decision ulteiori del Coneilio: il decreto Christus Dominus, che dara alle Conferenze il loro statuto ufciale definitivo, non att pub- blicato che il 28 ottobre 1965%; nel feattempo, bisognava gid organiz- are, in vista delVarruazione della Sacrosanctum Concilian, queste com petenti assemblee cpiscopali di vario geneze legitimamente costivuites se- condo i termini dell'rticolo 22, § 2: fu questa una delle materie del Mote proprio Sacramy liturgiam del 25 gennaio 1964 e della t Tstrasione el Consiliuee, pabblicata il 26 setvembre dello stesso anno” A queste conferenze episcopal, isttarione che ricorda per un ceito sspetio i coneli provisciali e regionalt delf'mntichiti, @ attibuita una responsebilita “liturgica non indifferente. Prima di tutto sono le misure concernenti uso delle lingue modeme nella lrurgia ad essere loro affidate si tratia di fere decsioni (statuere), non di semplici domande 0 propo- sizioni ma uesce decsioni, come quelle dei concli plenari e provincial, Saranno presentate alla Sede apostolica per essere da essa Mora proprio Secram litrgiem, a. x, AAS 56, 1964, p. 143 (= EDIL 189) (= EV, m, Pp. 170172}; SRC, Tewasioae Inior cecmmenis, mn, 3331, AAS 56, 1964, pp AA28SH (SEY, a, pp. 310315) © SC (Cost) 36, § 3. Quis foemla, siuksto dei dibtstt conn, dove inexpresacs tl taee ot quest bait © paricolernente secondo dl comsto uiicale che i Tle al te, mons. C. Calevaer, veseovo ol Gand, ae ha Gato davaad ai Pade collciance lose sufapio appeovssione: Emendatines, TW, pp. 143. #9 (Cont) 38, 68, 7, 110, 19, 125, 138 146 Siratare @ lei delle colebraxione Ueesice TH, In suovo spixiro DELLA LECISEazionn Lrruncica Bibliogratis AM. Taraces, Adateamento Hrurgico: utopia, velletd © strumesto della pastoala, in Notitiae, 15, 1979 (a. 150), pp. 26-45. (A. Cova, Liturgie nel nuova Codes taris eanoniel, in NDL, pp. 743-753. ‘A. Cuva, Cadice di Disitto Canoaico ¢ docomenti imag, in Rivista Litagice Tt (1984), 2, 182.216 (cutto H fascicolo & dedicat a: Le litargia nel nuovo Codice 4 Divito Canorico)| ‘Mentre i libri liturgict della riforma tridentina, ad esclusioae del solo Rituale, non descrivevano nelle loro rubriche che il compimento mina: ios dei siti e sembravano quasi ignorare eventuale preseaza del popolo cristiano alla oro celebrazione, il Concilio Vaticano 1 invece ba voluto che Ia pastorate lirungica fosse inclusa nelle legislaxione: si prescrive che le rox briche debbano prevedere il ruolo dei fedeli®; questi hanno diritto di Hieevere dai loro pastori una catechesi dei citi, visto che la liturgia com- porta da sé un grande valore pedagogico per il popolo®. «B quindi di grande importanza che i fodcli comprendano facilmente i segai dei sacta- menti> IL Coneilio non domanda solamente uno sforzo pedagogico, ma, cosa nuova, la stessa legisaxione ammette «legittime diversitA legittimi adat- tamenti ai vari gruppi, regioni e popolis; © questo principio doveva guidaze Ia sevisione dei libri lorgici anella struttura dei siti e nel’ordi- namento delle rubriche> ©. Questa diversifcazione s‘applicher§ sotto Vauto- ica delle Conferenze episcopal. «Enero i limiti ssati nelle edizioni cipiche dei libri litargiciy © «secondo le norme fondamentali contenute nella pre- sente costituziones, spettera loro «determinare gli adastamenti, special mente xiguardo allamministazione dei sacramenti, ai sacramental, alle processioni, alla lingua lisargica, alla musica sacra ¢ alle arti» *. T revisori dei libri Hnuryici hanno fedelmente osservato le consegne del Concilio, TH Messale ed il Libro della Liturgia delle Ore sono precedti Giascuno da una lungs Institutio; allo stesso mado, le diverse parti del 2 SC (Cost) 3. 9 SC (Cost) 14,19, 3336. # SC (Gone) 3. S56 SC eb, 68, 7. Diverse ¢ anitt nelle teria 147 Pontiticale ¢ del Rituele sono precedute dai Preenotenda: questi documeati ropongono tutti la dottcina ¢ Ia spiegezione dei riti e di ciascuna partes csi inoltte prevedono parecchi modi di celebrase le azioni Heusgiche a seconda delle circostenze ¢ della natura dell’assemblea. Talvolta anche Ja Sede apostolica ha giudicato bene pubblicare delle speciali Istruzioni per le messe di piccoli gruppi®, o il Direttorio della messa con i fancialli*. Frequentemente, in una stessa azione liturgica & offerta Ja scelta tra pa- recchie formule; Je monizioni sono quasi sempre proposte con la possi- bilisa «vel similibus verbise, Spewo le rubriche fenno appello alla valu- sazione pastorale o spirituale dei responsebili: «pro opportunitaten, alauda- biliter», ede mores, «ad libitum, cosa che tattavia non deve essere inter- Pretata come un invito a lasciar corer. Tnolire, le Conferenze episcopeli in certi settori devono promuovere 1uno sforzo cleativo: molto spesso, infetti, i libri limxgici offrono loro esplicitamenté questa ampiezza, ma esse devono impegnare la loro antoritl sui testi che esse cos) ammetveranno, per gatantire tanto Ja loro orto- dossia, quanto la loro convenienza liturgica, Si noterd d’alra pare il carattere necessariamente limitato d'une tale concessione: essa verte solo su canti non biblici e non pud estendersi alle preghiere presidenziali, la cai traducione aclle Tingue modeme esige certamente, talvolta, deghi adat- tameati, ma questi richiedono Vespressa approvazione della Sede apo- stolice ®, Disorientati dalla clasiciti della nuova legislazione, alcuni sacesdoti han- tno potato credere che ere permesso a ciascuno esercitare la propria creat vith © si sono lasciati prencere dal mizaggio di un primitivo ideale del- Timprovvisazione, Emi misconoscere nello stesso tempo le lezioni della storia, la vera natura della Hrongia ed dl saggio equilibrio dei principi del Concilio Vaticano 11°. eipSQD. sone Aa paral, 1 mags. 148, AAS 6,196, pp SIL (= EDEL. 1ep857) #11 aovenbe 1973, AAS 66, 1974, pp. 3046 (= EDIL 31153168) (= EV, 1, pp. 244733). Ved. caitolo sequent, pp. 167-188. 8M. Tumnus, Crortivia © spoaunci® dl Snugia, ia Unies, 29, 1974, wp. 846: 1B. Boise, Le libre composition des pritven larger, QL 35, 1974, por 21125, P. De Cusnce, faprowition ot lies Htagigue, lege doe hist, ia Communastér et Lures, 0, 1978, pp. 109.126; cf, Se. Manz av Sin Eeonet, Ta cainie Lsneplawe 2 cores coelgues serues, EMD' 114, 1973, pp. 97-108. 148 Strattera # leg delle celebrecone litergice TIL Liaparramenro ate cunruae DELLE olovant CatEse. Bibliograsa 1B. Borme, Le problime de Padaptation de Ia Enutyie, in Revue du clara! africsin, 18, 1963, pp. 307-330, AG. Maxmimonr, Adaptation laurgique, EL 79, 1965, pp. 3.16. AT. Sanon, Llafricenisation de la litergie, LMD 123, 1975, pp. 108-125 (con ua'ab- bbondante bibliografa). C. Beast, Un problema fondamentale di pastrale lswrgica: adattamento ¢ incarnan ‘lone nelle varie caltare, BL 89, 1975, pp. 532, A, Cuuruncco, The cosmic elements of cbrittion Pastover, Roma 1977 (Studia An selmiana 72, Analocea Heugioa 3). HL Vevox, Le litargie rénosée en Afrique... QL 58, 1977, pp. 51-60. L. Aur Den Maun, Litergie in den Exangelisuionsgebieton besonders in Afrike, ALW 22, 1980, pp. 282519, in particolare pp. 258308. A. Gruruncco, A historical survey of liturgical adeptstion, ia Native, 17, 1961 (a. 174), pp. 2843, J. Avpacinas, Las ‘otras’ Iiturgias se renuevan, in Phase, 21, 1981 (a. 122) pp. 108-136, CM, Tinomran, Creatvith e sponcancish nella liusgia, in Unitas 29/1 (1974), 8.16 Epbemerides Liturgicae 89 (1973) dediea Vicuero fasciolo a. 1 al teme: De creat? vitateliteraica (i eontibuti sono tut intoressanti: in paricolae segreliamo quello relativo alla bibliograf: A. Pretora, La creativitd liturgica nell ridessone pose concilare. Rastegna biblozalica, pp. 119-157. Rivite Litrgica dedica il fascicolo n. 1 (1976) al tema: Adattare le lisurgia? © il fase. n. 23 (1985) al tema Adsttamento « incilturecione F. Sorrocevors, L'scqua allentraca det tempio in Giappone. Proposte di incutax racione liewrgcs, in Litergs, opera diving @ mana. Studi. A. Baghini, op. ci, pp. 195213. 1. Wacas, La creativiti Unurpice. Asperti sori, dottinali ¢ pastoral, in. Rivista Litargice 64 (1977), 4, 431499, Concilinm 2 (1977) dedica i fascicolo al ema: Cultura, sradicion? religiose,Tturte G, Ausezroo, Dalla uniformiti lnugica del conclio di Trento al platalismo de! Vaticano 1, in Rivisea Litugica 68 (1982), 5, 604619, 4, Cremencco, Adattamento, ia NDL, pp. 1-15. A, Caupurcco, Ladattamento delle litergia ta culture ¢ seclogia, Ediioni Pierame, Casale M. 1985 (ead. di: Cultural Adaptation of zbe Liturgy, Ed. Panlse Press 1982)), Le possibilita di adattamento previste dai libri Kturgici non basteranno er molte giovani Chicse, che un tempo si chiamavano «terre di missione>. 1 dibautiti conciliaci ¢ Je testimonianze reccolte dopo di allore durante i Dinersed anitd elle teria 149 Congressi o nei periodici hanno manifestato Vesigeara di un adattamento ‘pit profondo, sia che si considerino le diffcolt8 proprie di cisscuna regione, sia sopratracto che ei si preoccapi d'adattare i siti al genio di ciascun pov polo ¢ di ammertere nella liturgia verti elementi della sua cultura. La Chiesa antic, si fe notare, he espresso il suo culto ia forme culturali che opei costinuiscono le diverse famiglie Knargiche dell'Oriente ¢ dell'Oc- cidente, Tl Concilio ha chiaramente posto principi: ‘la Chiess, in quelle ease che torino le fede o i bene di tute la comuni, on desdere impor, neppurs nella largia, una tgida unifocal; ans! sapetee § favorise Te qual ¢ le doit d'animo dele varie maze ¢ dei vaci posal poi che nei costumi dei popali aoa ® indissolubimente legae> supestziont 0 ad error, essa To preade in conidesaione con benevolenss , se ® posse, lo conserva inalterao, aazi a volte lo ammerte nelle lira sea, pporché possa enmonizarsi con gli aipett del yero © autentco spite i tugicoe 8 i Liepplicazione di questi principi rimane delicata. Da una parte, la axi- stianizzazione deve evitare ogni sincretismo, che farebbe convivere {siti ccistiani con dei riti o costumi troppo strettamente legati alle religion! pagane. Dalfaltr, davanti all’evoluzione rapida delle civilizzarioni indi gene, Vaccoglienaa nella lizurgia di ceesi usi locali rischia, se non si sta in guardie, di sembrare folklore. Solo i responsabili locali sono in grada i valutare queste diffcola, Ma esistono problemi pit gravi, per i quali le Chiese particolari hanno bisogno di appoggiarsi sullinsieme delle Chiese, poiché impegnano Tania della fede, Paneeaticed della Parola di Dio, U'economia sacramental. I] cristianesimo @ una storia di salvezza: il messaggio 2 stato cansegnato in setitti che ci obbligano non solo ad un lavoro filologico di traduzione, ma a comprendere uaa particolare civilizzazione antica, quella dal popolo di sacle. La linugia si fonda sui fatei fondatori, di cui essa ® memoriele, in modo che Ia sus celebracione ogi faccia xivivere Iavvenimento unico: Teucaristia non & un pasto ordinario, ma il memoriale della Cena; ¢, in un modo ancor pit generale, i segai sacramentali sono dei segni biblic, come si vedrl pi avanti. Anche se esi possiedono una ceria campiezza di ‘gioco (Spielrawm), come sottolinesva Josef Pascher ®, tuttavie questa ti ‘mane Iimitata: bisogna cimanere fedeli al senso del tito voluto da Cristo. 3 SC (Com) 57. 3 J. Pascrm, Form wd Formenandel satramentcler Feer, Ascendos, Minster 184, vp. SLs. (wad. franc, L'felution der nter eoramenils, Ed. da Cee, Part 1952 [LO 13), Pb. 2755 130 Sirature legi della celebreione Weargica Infine Vadettamento dovrd cvitare il pericolo della divisione tibele, che porterebbe alla lacerazione della Chiesa locale ed oscurerebbe ls manifestazione della sua unita al di Id della diversita. # cost che, come visto pitt indietro, eutsi i primi secoli haano compreso T'importanza Gi celebrate la Pasqua dapperratto nello stesso giomo. Ecco perché il Concilio Vaticano m, per la soluzione di questi problemi, ha previsto una procedura speciale. «Dato perd che in vari luoghi ¢ circostanze 2 ungeate un pi profondo adattamento della liturgia, ¢ percid ® pit difciles, 12 Conferenza episcopale considererd innanzitutto «con astenzione ¢ pradenza, cid che a tal riguando dalle tradizioni ¢ dall'indole dei singoli popoti pud opportunamente essere ammesso nel culto divino>. Gli adattament ritenuti cost utili © necessasi non saranno decisi da essa, ma saranno proposti alla Sede epostolica e sari questa che decider’ Ja loro approvazione. Tuttavia, , la Sede epostolica potri, presentandosene il caso, dare prima di tuto alla Conferenza episcopale «facolt di permettere ¢ dire sere i necessati experiment preliminari», ma per un tempo limieato © solo in certe assemblee a cid preparate ® 8 SC (Con) 40, Capitolo terzo IL DIALOGO TRA DIO E IL SUO POPOLO Bibliografia d'insieme JA, Jewosanay Die litrgiche Peer, Pscet, Regeosurg 1939 (eed. francs Det lois de ta cflévation Brarigne, BA. du Cert, Pars 1956, J.A. Jungrana ba dato di questo Ibyb tna 42 edione svedusa sow iI sinlo Wortotediont ie Lice ton Thecloge and Gescice, Pure, Reged 1965). sax) Setcimana Litegien dll Tsearo Sun Sergio (1966), Le porte danse lsugi, EA. du Cec, Pacis 1970 (LO 48), specalmente Je coofeeaae iH. Camels, K Huby, B. Bore, 1H Dalaals xv Seutimana dS. Sepio, 1977, Gentes et paroles dant les diverses fries litwr sigue, Ecaiol ltargiche, Roma 1978 Qibliocheca EL, Subsidie 14) I formilari Yruspici del passato ¢ del presente, delle Chicse d’Osiente ¢ d'Occidense, studiati nei libei che li contengono, si presentsno con una -grandissima vasiet3 di stile e di generi letterar. Nel cexcaze di eoumerare & loro forme, di discernere le loro fonti, di decfeare Je leggi della loro composirione, i lurgisti hanao valorizzato la riechezza della preghiera Jinurgice, hanno permesso un‘interpretazione pid obietciva dei testi ed hanno attisato T'attenzione sullimportanza e originalita di certi generi, ‘come T'acclamazione, Ia litania © le monizioni. Tuttavia, sc ci si limitasse a queste prospettive, si rischierebbe di dimen- ticare che i formalani sono destinati alla preghicra concreta ¢ viva della Chiesa che, nel suo svolgimeato reale, la liurgia 2 veramente un dialogo za Dio ed il suo popolo, come insegna il Concilio Vaticano Wella litorgia, infutti, Dio pele al cuo popolo; Cristo anauasin axcora i vangelo, TI popolo a sta volta tsponde a Dip con fl canto © con le pre- hier | ‘Questa breve formula riassume V'insegnamento della tradizione ricordata # SC (Cont) 33.

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