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INTRODUZIONE
ello scrivere questo Metodo intendo parlare solamente delle regole
che le mie riflessioni e l’esperienza mi hanno portato a fissare per met.
tere a punto il mio modo di suonare, Se alcuni preceti sono in contra
sto con 'uso sinora adottato dai chitarristi ~ che a causa di una cieca
sottomissione e di un rispetto religioso per i loro maestri, hanno segui
to le massime di questi ultimi senza esaminarne i fondamenti ~ non sarebbe giusto
ipotizzare in me uno spirito di contraddizione. Io non ho eretto alcuna massima a
principio se non dopo una giusta valutazione dei motivi di tale azione; nor stabili
sco nulla per autorita né per capriccio, limitandomi a indicare la strada che io ho
seguito per ottenere dalla chitarra i risultati che mi hanno valso le lodi delle persone
pitt difficli da accontentare e da sbalordite in fatto di musica: gli armonisti. Jo non
credo che le mie composizioni per questo strumento possano essere eseguite basan.
dosi su principi diversi [dai miei]; serivo dunque soltanto per coloro che, eredendo
che sia quasi impossibile riuscirci [a suonare le mie composizioni], hanno la bonta
di considerarmi un fenomeno, mentre io non possiedo pitt doti di qualunque altra
persona, La Musica, il ragionamento, la mia predilezione per i risultati complessivi
piuttosto che per lo sfoggio delle difficolta, ecco tutto il mio segreto, La meraviglia
di quelle persone deriva soltanto dal modo in cui considerano la chitarra: mentre
sostengono che questo strumento @ principalmente destinato all'aecompagnamento.
classificandolo quindi tra gli strumenti armonici, essi iniziano sempre a trattarlo
come strumento melodico; infatt, le loro prime lezioni consistono sempre in scale
alle quali adattano la diteggiatura, Tale diteggiatura, li abitua subito ad impiegare
turte le possibilita della mano sinistra per la melodia, e causa loro grandi difficolta
quando si tratta di aggiungere un basso corretto, a meno che esso si trovi nelle
corde a vuoto:* devono poi compiere sforzi ben maggiori se occorre aggiungere una
© due parti intermedie. In questo caso, la diteggiatura non @ per costoro che un
Alcuni hanno pensato di imediare a questo in- _Aggiungete isorse ad uno strumento quando avete
convenieneagungendo aleune corde gravi alla chi--_sfrutato quelle che ore per teare ogni vantaggio
turra ma non sarebbe pi semplice imparare a serir- posible: ma non attribute allo strumento quello che
sidelle sei ovresteimputare avo tesMetodo per chitarra
allontanamento continuo dalle regole che la consuetudine ha stabilito come legge
aggiungiamo a cid Pinconveniente di trovarsi senza il minimo supporto per la chitar
ra, poiché, essendo obbligati per formare un accordo a mettere I'intera mano sulle
i dieteo il manico, come sono soliti fare
per sostenerlo. [cfr. p. 10, fig. 6; p. 13, fig. 10) E quindi del tutto naturale che,
quando ascoltano dei risultati per ottenere i quali la loro diteggiatura non solo é ina
datta ma anche fuorviante, mi gratifichino del titolo di straordinario; e che chi non
‘i ha mai ascoltato dica che non & possibile che io sia capace di eseguire tutto quel
lo che sctivo; in fondo pero sono ben lontano dall’essere un miracolo, Amo la musi
cca, la sento: essendomi familiarizzato attraverso lo studio dell'armonia ¢ del con
trappunto con la successione e la natura degli accordi e dei loro rivolti, con il modo
di inserire la melodia nel basso o in qualsiasi parte intermedia, ¢ di aumentare il
corde, non possono certo lasciarne lam
numero delle note in una o due parti, mentre le altre continuano il loro andamento
piu lento, ho preteso dallo strumento cose di questo genere ho trovato che esso vi
si presta meglio che al guazzabuglio continuo di biscrome ¢ semibiscrome in scale
diatoniche e cromatiche
Inizialmente mi sono avvicinato a questo strumento per fare dell'accompagna
mento, ma git dalleta di sedici anni mi scandalizzavo quando sentivo affermare da
parte di coloro che dicevano di avere soltanto poco talento: fo suono solo per accom
pagnare. Sapevo che un buon accompagnamento presuppone un buon basso, degli
accordi appropriati, ¢ dei movimenti il pid possibile vieini a quelli di una partitura
orchestra o di pianoforte. Cose che, a mio parei
., fornivano una prova di dominio
dello strumento ben pid grande di tutte quelle sonate con Iunghi passaggi di tipo
tico, senza armonia e perfino senza basso (a meno che non si trovasse sulle
corde a yuoto) che mi capitava di ascoltare. Ne ho tratto la conclusione che non vi
erano maestri per me, ¢ ho rafforzato la mia idea che cid che si considerava dominio
dello strumento era proprio la causa che ne impediva il conseguimento.* A furia di
suonare accompagnamenti mi sono trovato con un bagaglio di posizioni; e sicome
sapevo quale accordo 0 quale rivolto stessi suonando, quale fosse il suo contesto e la
sua derivazione,** in quale parte si trovasse il basso fondamentale, e quale dovesse
violin
essere il movimento di ciascuna parte per la risoluzione o la modulazione che inten
A quell'gpoca non avevo ancora sentito patire tare che wn acrrdo él combinacone secondo leregote
el Sig, Federico Moret Ho ascoltato uno det suot—dellarmomaa di suom mai
id divers etx: che in
Sccompagnamenti esequito da un suo amico; ela ope acordo una nota o letera chime tonics 0 fo
progressione del basso cst come le pati dellrmo- damental; che quando la tonice si trova nel bats,
bis che vi ho distinte mi hanno dato una grande idea cae nel suono pi grave, Tacondo& alo stato fe
{el suo valane, lo considerai come la finccola che mentale, ma quando mel baso i qualia air de
‘service pet iluminare la strada dei chitcrst) _s4efevtere(rammentiam che in ingles le note sor
simatic. indicate dalle letere ABCDEPG] Faccordo si chioma
+ eva significa Fesato contrario di cib che rivltor guindi xm accordo formato da quatro letere
intend au uo avere te moots. Lilt aleune volte st ciomano
Merck] Potrobbe ener wile pe alcunt letort mo- dennaIntroduzione
devo realizzare, mi sono trovato nella possibiliti di stabilize io stesso un sistema
armonico completo per questo strumento: questo sistema era, per cosi dire, telegra
fico, poiché ogni posizione delle mie quattzo dita rappresentava un accotdo; potevo
uindi vedere un basso cifrato e, senza prendere la chitarra in mano, indicarne la
successione armonica soltanto attraverso le configurazioni.!
Accompagnando delle arie tratte dalle opere
ane incontravo spesso dei brevi
rrumento; cercando di eseguirli con la chitar
atura adottata per Parmonia era alla base di quella
passaggi cantabili assegnati a qi
1a mi rendevo conto che la diteg
necessaria per la melodia, ¢ che quest ultima doveva essere quasi interamente dipen
dente dalla prima. Essendo le mie
pirazioni coronate da successo, scrissi qualche
pezzo, ben poco meditato per la verita, ma che mi ha preparato la strada impostami
dalle citcostanze;’ quando sono diventato professore ho dovuto riesaminare con
severita questi pezzi per correggere il mio modo di scrivere. Parecchi di quei brani
non sarebbero mai stati espasti in pubblico se fossi stato consultato; ma le persone
che ne possedevano le copie (per la maggior parte non corrette)' fecera alfati con
Veditore, il quale, onorando il mio talento, si accaparrava con piacere tutto quello
che portava il mio nome. Comungue, visto che ormai sono pubblicati, devono servi
re a dimostrare, in comparazione con le mie ventiquattro lezioni e i miei ventiquat
tro studi, quante util riflessioni ho fatto da allora: si tratta delle stesse rilessioni che
sporrd in seguito al lettore. Esaminandole, egli potra giudicare se sono cost utili
anto io le considero, oppure se divento cieco quando si tratta di questo argomen:
to. Lungi dal voler fingere una modestia che potrebbe apparire sospetta, confesso
che l'esperienza mi ha appena dimostrato che se qualeuno mi di
delle cose che possono semrbrare giuste in teoria, mta non lo sono aff
the vi sono
quando si trat
ta dell'eseeuzione, troverebbe questa sua osservazione contraddetta da una giovane
inglese, la Signorina Weinenwright;' il suo giusto modo di ragionare, la perspicacia,
la convinzione che i miei precetti fossero gli unici in grado di farle otsenere dalla
chitarra cid che desiderava, ¢ la poca appli
azione consentitale dali altsi studi e dai
a risultato cosi lusinghiero, che dopo venticingue lezioni
cera capace di suonare i sei piccoli pezzi che le dedicai*, e di decifrare tutte e venti
quattro le mie lezioni,* al punto di non aver pitt bisogno di nessuno per trovare la
migliore diteggiatura di tutte le posizioni immaginabili il suo corpo e le sue mani
sono [ora] cosi ben impostati da servire come modello. E anche vero che ama essere
cosciente di tutto quel che fa, ¢ che non ho mai avuto un allievo con un cost bel
modo di studiare né con uno spirito cosi analitico.
Senza dubbio non si manchera di osservare come le ragioni che porto a soste
sno dei precetti che ho creduto di dovermi imporre, esigano, pet poter essere
comprese altre conoscenze oltre a quelle musicali, e come quest’opera non sia
adatta ai dilettanti il cui seopo non @ affatto quello di approfondire lo studio di
doveri sociali, produssero
[soloed fancese} Pabblicati da Meissomnict: houlevart MontmartreMetodo per chitarra
tuno strumento che, secondo lopinione generale, richiede molto tempo ¢ molta
fatica. Quest’osservazione all'inizio pud sembrare giusta, ma a una pid attenta rifles:
sione non rege. Un dilettante @ colui che intraprende lo studio di questo strumento
oni serie che derivano dal suo stato sociale o dalla sua
per rilassarsi dalle occ
carriera; egli ha dunque gi imparato altre cose ed ha dovuto usare il ragionamento;
la sua educazione I’ha iniziato agli elementi delle scienze la cui conoscenza gli & stata
indispensabile; dovrebbe amare la ragione e preferirla all'autorita; dovrebbe quindi
comprendermi meglio di chi abbia dedicato tutto il suo tempo allo studio della
musica,” Quanto ai professor, non pretendo dar loro lezioni; e chi (tra di loro] non
fosse in grado di comprendermi non lo ammetterebbe mai; visto perd che la
Biblioteca Reale ha le porte aperte ed il dizionario enciclopedico é disponibile alla
consultazione di tutti, anche se non ne valesse la pena per il mio lavoro, essi compi
rebbero un’azione sempre utile al loro amor proprio sicuramente proficua al
{loro] futuro,PRIMA PARTE
Lo strumento
Cosi come non dir mai al lettore: “Eeco cosa bisogna fare”, ma piuttosto “ecco
cosa ho dovuto fare io”, non dird neppure come deve essere fatta una chitarra, ma
come la voglio io e per quali ragioni.
Per poter essere messa in oscillazione in maniera sufficiente dall'impulso che le
comunica la corda quando viene toccata, la tavola armonica deve essere sottile e di
un legno molto leggero; una tavola cc
sottile mentze serve a garantire il prolunga
ato del suono, rischia petd di cedere in pochissimo tempo e di infossa
della tensione forte e continua esercitata dal ponticello. Per impe i Matai
hanno escogitato delle barrette interne; se queste barrette sono abbastanza forti per
sopportare la forza del ponticello (pari alla somma delle tensioni di tutte le corde
piu limpulso ricevuto dalle dita della mano destra), impediscono inevitabilmente
gran parte delle oscillazioni della ta
vola; mentre se sono deboli quanto
basta per entra
potranno impedire che pid tardi la
tavola ceda, Credo di poter dimostra.
re che un ponticello costruito in un
solo pezzo nella forma indicata nella
figura 1a, ¢ un supporto interno co: fe
struito nel modo che si presenta nella
figura Ib nella sua sezione perpendi
colare, ottengono lo scopo da me j
causa
le
e in oscillazione, non
desiderato, L'esperienza lo ha dimo-
strato: iS
J, Panormo a Londra e il
Sig. Sroeder’ a Petersburg hanno
costruito alcune chitarre sotto la mia
guida, Ma cid non mi dispensa affatto tb
dalla dimostrazione.
Se
cui profilo viene rappresentato dalla
jamo sulla tavola armonicaMetodo per chitarra
linea AB (figura 2a), il ponticello DOEF, la tensione della corda CD fara si che il
punto D abbia una tensione forte e continua verso il punto G; quest'ultimo verso il
punto M il quale a sta volta fara lo stesso verso il punto N ¢ cosi via; e questo perché
Tazione costante del cavigliere consiste nell attirare verso di sé tutto cid che impedi
2 - 7
sce all altro capo delle corde di avvicinarglisi, Per resistere a questa grande combina
zione di tensioni esiste soltanto il breve braccio della leva DE, dato che finché il pon:
ticello tiene il suo posto, i punto D pud essere considerato come un fulero. E molto
facile costatare come la forza e la resistenza si trovano nei bracci delle loro rispettive
leve, e che il punto D viene attirato molto di pid da C che da F. Chi non fosse
cordo con questa conclusione penserebbe di confutarla osservando che
del ponticello alla tavola armonica tramite colla 0, a volte, persino viti, @ molto pitt
potente della tensione delle corde; ma questa obiezione completerebbe la mia dimo
strazione. Non ho mai visto un ponticello fissato alla tavola armonica cost solidamen
‘aderenza
te da superate la forza della tensione delle corde e provocare la loro rottura, mentre
ho spesse volte visto le corde staccare il ponticello, un incidente del quale posso par
lare per esperienza ditetta poiché la mia mano destra ha sofferto per par
chi giorni
causa di cid. Ma anche supponendo che cid potrebbe non succedere mai e che le
due forze f
ro inversamente proporzionali ai bracci delle loro leve, non & meno
vero che nell'angolo ottuso CDE il punto D, spinto da due agenti potentissimi verso
il punto O, appoggeri su di esso con la somma delle forze CD+DE, e che queste due
lince tendono a diventare una sola, CE, con una forza ed una tenacia cui la tavola
non pud resistere « lungo e deve cede:
stacca, oppure, rende ad alzare la parte EB, provoca delle crepe nella tavola,
Il prolungamento del ponticello DEF (figura 2b), coincidendo con quello del
al punto O. Appena il punto E si alza, 0 si
[Merrie] Nove mt itl om questo We farce €
the concert rin legs de nde delle sapertc
re + pron fond dia del rareParte prima
supporto interno CBGO, costituisce una linea d'appoggio EB molto piitlunga della
distanza OE (figura 2a), in modo tale da poter considerare la linea DB come la dire
zione della resistenza; I'angolo MDB, essendo pitt ottuso, deve esercitare meno
pressione per formare una linea retta, alla quale gia somiglia di pitt; il punto F
essendosi allontanato dal punto E, oltre a comprendere pit superficie incollata, non
ud causare l'innalzarsi della parte FB della tavola che si identifica con il prolunga
mento della parte superiore del supporto interno CB; ¢ la parte NE non dovendo
opporsi ad alcuna resistenza pud permettersi di essere tanto sottile quanto conviene
alla qualita e alla tenuta del suono.
Il punto essenziale & sempre stato per me la forma, la direzione e il collocamento
del manico. Ho sempre preferito una chitarra con poco suono €
come io desidero piuttosto che una chitarra con molto suono, ma con il manico
messo in modo differente; perché nel primo caso posso ottenere tutto il suono che
manico messo
Jo strumento mi pud dare, mentre nel secondo non posso ottenerne che Ia meth,
eccetto che sulle corde a vuoto.
La corda AC (figura 3) & innegabilmente pit flessibile nel punto B che nei punti
D,E, BG, ecc.; ora, perché il dito che deve premere sui punti D, F, H ec. trovi la
stessa resistenza bisogna che la sua distanza dal tasto aumenti in maniera diretta
mente proporzionale alla flessibilita. Ho quindi bisogno che 'altezza del capotasto
apEM
as
abbia con quella del primo tasto lo stesso rapporto che ha quest’ultimo con i
secondo; perché come i tast si avvicinano all’estremita inferiore della tastiera devo-
no progressivamente diminuire in proporzione. In questo modo trovo ovunque la
stessa resistenza e quindi la stessafaciliti nel premerli; ma siccome le corde zigrina
te pitt sono gravi e piit raramente si usano nei passaggi molto rapidi, bisogna che la
linea del ponticello sulla quale si appoggiano non sia perfettamente parallela con il
piano della tavola armonica, ma un poco
Cid non comporta grandi variazioni per la mano sinistra, mentre risulta molto van-
taggioso per la mano destra dandomi la possibilita di produrre dei bassi pit forti e
prolungati a seconda di quel che mi serve. II ponticello troppo basso mi impedisce
di attaccare la corda, come spiegherd al capitolo relativo; il ponticello troppo alto,
allontanando troppo la corda dalla direzione parallela alla tavola armonica, farebbe
perdere al suono forza e soprattutto rotonditi, Perché V’altezza del ponticello sia
uella pit conveniente senza che la corda si allontani troppo dal manico, divido in
ata verso la parte della sesta cordaMetodo per chitarra
due la linea ON, NB e BA, e faccio si che dal punto B essa prenda una ditezione
verso il punto X. Questa deviazione, oltre che facilitarmi molto l'azione della mano
sinistra, esercita una grande influenza sul suono dello strumento. Fornire le prove
di quest'asserzione vorrebbe dire darsi le arie di voler insegnare ai liutai, ¢ inoltre
qualcuno potrebbe giustamente osservare che mi sto allontanando dallo scopo del
presente lavoro. D'altronde si dovrebbe sapere in cosa consiste la quantita e la
qualita del suono di uno strumento, ¢ in che modo vi contribuiscono le parti delle
quali esso & composto. La curva che forma la convessita del manico non deve esse-
re maggiore di un arco di 18 gradi e nelle sue estremita deve tracciare impercetti
bilmente la forma di una semi-ellisse; la parte sulla quale sono fissati i tasti deve
essere piatta per ragioni che fornird quando parlerd della mano sinistra; il caviglie
re non deve formare una linea retta con il manico né, inclinandosi all'indietro, un
angolo maggiore di 26 gradi o minore di 24 geadi, Del rimanente non voglio parla
re dal momento che non avrebbe niente
a che fare con il mio argomento e che la
costruzione del corpo dello strumento @ quasi ovunque ben praticata; inoltre sotto
questo asperto la maggior parte delle chitarre napoletane, tedesche e francesi
lasciano poco vantaggio alle chitarre spagnole. La qualita della cassa delle chitarte
napoletane aveva in genere e per tanto tempo superato quella delle francesi e tede
sche; ma cid oggi non vale pit
e se avessi bisogno di uno strumento lo farei costrui-
re dal Sig, Josef Martinez di Malaga o dal Sig. Lacote, liutaio francese, l'unico che,
oltre ad aver talento, ha dimostrato di possedere il pregio di non essere rigido di
fronte al ragionamento. Questo abile artista @ molto spesso obbligato ad acconten
tare coloro che hanno dello strumento una visione diversa dalla mia e quindi a
costruire chitarre sulle quali ¢ impossibile suonare la mia musica o qualsiasi musica
il cui basso e le parti armoniche si muovano sempre e correttamente; ma ordinate-
ali un buon strumento lasciandogli la liberta di usare la sua fantasia e ne far uno
come dico io; ¢ se qualcuno provandolo lo trovasse difettoso, dovrebbe attribuire
la causa al suo modo di usarlo,
Le chitarre alle quali ho sempre dato la mia preferenza sono quelle di Alonso a
Madrid, quelle di Pagés e di Benediz a Cadiz, quelle di Josef e di Manuel Martinez
4 Malaga, o quelle di Rada, successore ¢ allievo del precedente, ¢ quelle del Sig
Lacote a Parigi. Non voglio con cid dire che non ne esistano altre; ma non avendo:
Je mai provate, non posso pronunciarmi su cid che non conosco. Devo ripetere che
i difetti da me risconteati in tante chitarre, non sempre sono stati da me attribuiti
all'ignoranza o alla testardaggine dei liutai: questi difetti sono molto spesso richie
sti dai chitartisti che, invece di prendersela con il modo in cui attaccano le corde,
se la prendono con lo strumento e pretendono che sia quest’ultimo ad adattarsi al
loro modo di suonare invece di adattarsi loro stessi alla sua natura.
Quanto a me, quando sentivo friggere una corda, esaminavo: 1) se Perrore pro:
venisse dalla cattiva conformazione dello strumento oppure dalla mia ignoranza nel:
Pusarlo; 2) se la causa fosse la direzione sbagliata data al tocco del dito della mano
destra o se, nel premere quella corda con la mano sinistra, la forza del braccio non
avesse aggiunto nulla a quella prodotta dalla pressione delle dita contro il pollice
8Parte prima
se, di conseguenza, avendo ceduto all indietro il manico, la corda non si fosse avi
cinata ai tasti’ Molto spesso trovavo che la causa era una di queste due
correggere quello che per me cra un difetto,
Posizione dello strumento
Non avendo avuto maestri, ho dovuto ragionare prima di erigere una massima a
principio: vedevo che tutti i maestri di pianoforte erano d’accordo sul principio di
sedersi davanti al punto che coincide con il centro della tastiera, a meta cio’ della
linea orizzontale che devono percorrere le due mani, Trovavo questo precetto molto
giusto, poiché le braccia si allontanano o si avvicinano al corpo in modo uguale
senza che i movimenti subiscano restrizioni: ne ho coneluso che il punto che coine!
de con la meta della tastiera (il
12° tasto) deve trovarsi davanti al
mio corpo; quest opinione & so-
stenuta dalla forma della chitarra
che, formando la curva BCDAF |
figura 4), indica il punto A come
quello che deve appoggiarsi sul
sginocchio destro; ma, poiché in
questo caso lo strumento si trove.
rebbe troppo in basso per con
sentirmi di impostare la mano |
sinistra come intendo io, invece 4 ~
di esigere dai liutai di apportare
innovazioni allo strumento, ho cercato per il mio piede destro un appoggio che,
tenendomi il ginocchio pitt elevato, mettesse la chitarra a unaltezza conveniente per
Ja mano sinistra, Tuttavia, visto che io tichiedevo di pit dallo strumen‘o, avevo biso-
zgno che la sua posizione fosse pitt
volonta. Per tale scopo non ho trovato niente di meglio che un tavolo collocato con
uno dei suoi angoli davanti al 12° tasto in modo da permettermé di appoggiate il
punto B dello strumento sul ginoechio destro un po’ discostato e il punto C sull'an
golo D: in questa maniera, trovandomi nella posizione disegnata nella figura 5, sono
in grado di percorrere agevolmente il manico con la mano sinistra che non & affatto
ile, e cio’ che si modificasse solo per mia
obbligata a sostenere lo strumento poiché esso non solo & sostenuto dal ginocchio
dal tavolo ma subisce inoltre il peso della mano destra fatta appoggiare interamente
sul punto E,
Ho fatto anche un’altra riflessione sulla posizione della chitarra, Ho notato che
mente i Francesi gli Italiani la tenevano di solito nel modo rappresentato
dalla figura 6 e che la linea AF’ era sempre parallela a quella del piano orizzontaleMetodo per chitarra
sul quale si vede I'esecuto-
re Se volessi tenere quella
posizione sarei obligato a
portare in avanti la spalla
destra in modo fastidioso:
il mio braccio poi, non a-
vendo alcun appoggio, non
potrebbe determinare una
posizione fissa alla mano. [
| tendini, trovandosi conti
| nuamente in avione per man
tenere il braccio in una posi
zione per niente naturale
come lo @ angolo BCD, mi
causerebbero difficolta nel
movimento delle falangi ¢
5 molto spesso addirittura
dei dolori. Innanzitutto mi
dissi che questa posizione era paragonabile a quella di un pianista seduto davanti
allestremita della tastiera; che il braccio sinistro rimanendo innalzato per tanto
tempo finirebbe per influenzare la circolazione del sangue nelle parti pitt Jontane
dal corpo; che la linea CD formata dall'avambraccio indica la sua continuazione DE
come direzione naturale della mano destra, ¢ che quest’ ultima, dovendo risalire per
trovare le corde, tiene il
polso in contrazione conti:
nua per mant
to. Ho stabilito come prin
cipio che, poiché ta linea
nerlo pices
AB deve essere oltrepassata
a sinistra solamente dalla
mano mentre a destra da
met dell'avambraceio (ff
aura 7), non pud assoluta
mente essere parallela alla
linea CD, se voglio evitare
di spostare la spalla destea
e che la parallela pud essere
solo la NB. Ho constatato
che, con tale impostazione
Ja mano destra F, lasciata
pendere in modo
Si rova esattamente davanti
ale,
alle corde; che, assecon-
10dando la sua forma ¢ le
diverse lunghezze delle
dita, posso trarre vantaggio
dalle sue dimensioni natu
rali anziché modificarle per
adattarle alle distanze
‘opportune: ¢ che servendo
mi del punto X ~ la meta
dell’avambraccio ~ come
punto di appoggio, non
devo far altro che un movi
mento di gomito per far
Parte prima
agire il braccio della leva XM nel senso opposto alla direzione che voglio dare
all'altro braccio della leva XF
La mano destra
La linea sulla quale appoggiano le corde al bordo del ponticello é diritta cosi come lo
@ quella del capotasto, tutte le corde quindi si trovano sulla superficie dello stesso
piano, Se queste corde dovessero essere messe in vibrazione da tasti o pizzicati da
plettri come negli antichi clavicordi e spinette, si potrebbero vedere tutti i martellett
formare (quando non azionati) una linea diritta parallela alla corda che deve risuona.
re; € se si facessero agire piit martelletti con
temporaneamente, essi continuerebbero a
formare una linea diritta parallela al piano
delle corde: questo fatto sarebbe una del
cause del uniformita nella quantita e quali
del suono, Da questa veriti ho dedotto come
sia necessario che la punta delle dita di que
sta mano si ponga davanti alle corde in linea
dirita e parallela al piano che queste ultime
formano, Ho controllato se le mie dita si tro
vino in questa posizione in modo naturale
ho visto che
non mi permettono di tra
ciare una linea diritta che possa toccarne pitt
di tre (figura 8, AB)’, e che se volessi far
entrare il quarto ne farebbero le spese i due
che, essendo obbligati a curvarsi per non sor-
passare la linea EA mentre gli altri sarebbero
tesi, farebbero assumere alla mia mano unaMetodo per chitarra
pesizione molto scomoda a causa della dificolta che ho sempre avuto nel piegare un
dito solo (eccetto il pollice), se gli altri sono sprowvisti di un punto di appoggio come
succede con la mano sinistra. I! police, grazie alla sua articolazione e posizione, oltre
che pizzicare le corde, pud agire in direzione differente dalle atte dita avvicinandosi
6 allontanandosi da loro senza disturbare la mano; puo inoltte scivolare su due corde
vicine con tale velociti da farle ascoltare insieme
Resta quindi stabilito come regola per la mia diteggiatura della mano destra che
di norma impiegherd solo le tre dita toccate dalla linea AB e che il quarto verrit uti:
lizzato solo per eseguire
un accordo a quattro voci
Is pitt basse delle gual
lasci una corda interme-
I beta
pe
e
dia, come nell'esempio 1;
che le dita non debbano
piegarsi davanti alle corde pit: di quelle rappresentate nella figura 9; che Pattacco
della corda non debba avvenire che attraverso V'atto di chiudere la mano, perd non
completamente; che il pollice non
debba mai andare verso il palmo :
della mano, ma agire con il dito a
lui pid vicino come se dovesse
formare con
joce tenen
do la posizione superiore; infine
che per mantenere la linea AB
parallela al piano delle corde devo
alzare leggermente la mano dalla
parte del mignolo. Mi sono impo-
sto molti altri precetti riguardanti
Ja mano destra, ma, dato che que
sto capitolo tratta soltanto del
Timpostazione, ne parlerd quando
voccherd Pargomento della qualita
de] suono e del modo di attacco
delle corde, 9
La mano sinistra
Questa mano mi ha fatto riflettere molto pitt che la destra: notavo che la maggior
parte dei chitarristi tenevano davanti alla tastiera soltanto la
meta della mano, poi.
ché essa sosteneva il manico con il vertice dell angolo formato dal pollice e dallindi
ce (figura 10); che in questa posizione ero obbligato a contrarre eccessivamente l'inParte prima
dice per premere il primo tasto del
cantino F; che la punta delle mie dita |
non cadeva sulle corde in modo per
pendicolare e quindi dovevo fare uno
sforzo maggiore per premerle, di con
sequent ett quasi inevitabile sfiorare
la corda vicina smorzando un suono
diel quale potevo aver bisogno; che
quando dovevo eseguire una nota un
semitono pitt acuta di quella alla por >
tata del mio mignolo, dovevo spostare 49
Tintera mano, cosa che non potevo
fare senza spostare anche
ta certezza di riteovare il punto che mi serv
ero avambraccio; ¢ che non potevo acquisire la perfet
dopo essermene allontanato, se dove
vo far concorrere all'azione l'intero braccio: infatti se volessi essere certo di misura
re con esattezza le distanze AB, BC ecc. (figura 11), farei meglio ad usare il piccolo
compasso D piuttosto ehe il bastone
AF visto che la lunghezza di quest'ul
> timo e la mancanza di un punto d’ap-
+ cor | poggio fanno si che la sua punta sia
£ | pitt suscettibile alle variazioni di quel
Ie del compasso
Tutti questi inconvenienti sono state
pet me tagioni sufficientemente im
portanti per non impostare la mia
mano in quel modo, Non vedevo pet
" 7 ché il pollice, che ha un ruolo cost im.
portante nella mano destra, non ne
alcuno nella mano sinistra, eccezion fatta per le occasioni nelle quali si trova
va obligato ad assumere
diverso da quello destinatogli non es
dotato dalla natura né della forma né delle
dimensioni adatte.* Ho iniziato quindi a con.
siderare come principio costisuito che il pol
ruolo molto
lice, essendo pit corto delle altre dita e
potendo facilmente agire
poteva venir loro incontro ed offrire un
1 senso oppost,
punto di appoggio al manico (il segmento A
nella figura 12 rappresenta il profilo del
manico in sezione) in modo che esso non
cedesse alla pressione esercitata dalle dita
sulle corde: queste dita dovevano cadere per:
pendicolarmente e la posizione dell'indice FMetodo per chitarra
dava appunto questa direzione alle falangi estreme, Estendendo questo dito ero in
grado, senza la minima difficolta, di arrivare al punto B, ¢ ponendo l'estremit’ del
pollice M nel punto N potevo porre quella dell’indice sul punto C senza essere
obligato a contrarre le falangi in maniera cosi violenta come quando il manico si
appoxgiava sul punto O. Infine, il pollice impiegato come nel pianoforte, e cioe
come un perno sul quale tutta la mano cambia posizione, serve a quest'ultima come
guida per ritrovare la posizione che aveva lasciato. E stato allora che, sorpreso dal
farto che nessuno approfittava di questi vantaggi, ne chiesi la ragione ad un chitarri
sta assai famoso il quale mi disse che la mano posta nella maniera da me indicata
rimaneva priva dell'aiuto del pollice per le note della sesta corda, ¢ prendendo in
mano la chitarra suond la frase riportata nel secondo esempio dicendomi: "Come
fareste Voi questo senza impiegate il pollice per le due prime note del basso?
Non lo farei in alcun modo”, gli dissi, “1) perché non farei mai muovere il basso e
1a voce superiore in ottave patallele; 2) perché non terminerei mai una cadeniza per
fetta con un rivolto invece che con Faccordo in stato di fondamentale; € 3) perc
alla, senza portare
mia mano dietto il manico
non potrei premere la corda con il pollice senza contrarte la 5
fannullando cosi gran par
BS] te delle possibilita delle
ro
4
og
we
ie
* = 5 = altre dita che sarebbero ac
corciate della met), ¢ senza
mettere il polso in una po-
sizione molto scomoda perché i tendini che devono far agire le falangi possano
disporre dello spazio e della direzione adatti per la liberta della loro azione.
Non rispose che alla mia terza ragione, ¢ comunque lo fece in un modo che non
avrebbe potuto rettificare le mie idee se fossero state errate. “Questo non ha alcuna
suona bene, non importa
dissi ancora, “
importanza”, mi disse, “ciascuno ha la sua maniera, e,
come faccia a prendere le note.” "Mi sembra comunqu
mia maniera influisce sulla facilita dellesecuzione, varrebbe la pena di cere
a, ma, non avendo la presunzione di essere infallibile,
he se la
quasi convinto di averla trov,
sto cercando in buona fede delle obiezione giuste e dimostrabili.” “Signore”, aggiun:
se lui, “io non impartisco lezioni che ai miei alunni, Le Vostre conoscenze della parte
scientifica della musica Vi fanno disdegnare la sottomissione ai precetti di un ma
stro di chitarra: d'altronde non siete che un dilettante ¢ tutto quello che farete sar’
giuiicato piacevole in societa e grazioso tra gli artisti, ma se aveste in mente di diven
tare professore, dovreste prendere un insegnante; ¢ se avessi Ponore d’essere scelto,
Vi farei fare le scale © Vi pregherei di non fare pitt critiche alle regole stabilite da
uuomini che sapevano molto pitt di noi sia per avere studiato a lungo, sia per la loro
esperie
due prime ragioni avevano provocato un accesso di bile anche se non le aveva ben
E diede un forte accento all ultima parola, Notai che purtroppo le
comprese, ¢ che non poteva perdonarmi che all’eti di sediei anni mi fossi git occupa
to di una cosa a lui sconosciuta a quaranta, Aggiunsi ulteriormente che, essendo con
vinto che i signori di cui parlava non avevano stabilito i loro principi alla cieca, tite:Parte prima
revo che il miglior
Es. 3 élte oe 4 modo per rendere
"i omaggio al loro
r merito fosse quel.
Jo di dimostrare la
loro superiorita.
Non potendosi
ee! ° °
Bsa eg = Se pitt trattenere, mi
6 . a | dlsse: “Alla mia et
juno non pud esse
Te sottoposto a
esame da un ra,
gazzo." Alcune
persone presenti
biasimarono il suo
impeto: exh ascolts
Je oro ri
sioni in
difesa di cio che
avevo detto. Gli dimostrarono che aveva torto € mi tese la mano; piansi di gioia
Tornato a cas
per farla senza Vaiuto del pollice, nella manic
altre varianti € scoprii che ce ne sono alcune, come quelle del quarto © quinto esen
cercai di correggere la frase che mi aveva suonato € trovai il modo
indicata nel rerzo esempio. Escogitai
pio, che non possono essere eseguite con il pollice in alcun modo ¢ che invece ese-
guivo con facilita ponendo la mano nella maniera indicata nella figura 12. Questa
esperienza_mi ha indotto a stabilire come principio di porre sempre il pollice
metit
della larghezza del manico e davanti al dito che corrisponde al secondo tasto: di non
spostarlo mai se non per eseguire il harré, che potrei ottenere facilmente se, invece di
fare grandi sforzi
alfinché tutte le parti
del dito (figura Ba) | 13a > 13b
tocchino cuit i punti
della linea AB (lar
ghezza del manico)
con la forza adeguata
per tenerli premuti
contro il tasto, titi
rassi il pollice verso il
bordo A (figura 3b)
€ dessi
indice |
direzione della linea
retta AB (linea che, ,
per la sua costruzio :
ne, non pud curvarsi 13 -Metodo per chitarra
nel senso contratio) mirando solo all'appoggio della sua
pollice; ¢ di non premes
debba essere il braccio il quale, facendo spostare la mano dall'altra parte, gli impedi
sea di avanzare pitt del nec
emit B e su quello del
in nessun altro caso il pollice contro il manico, ma che
ssario a causa dell'ostacolo che presenta il pollice sco-
standosi quanto pil gli é possibile, In poche parole, che il police non cerchi il mani
co ma che sia il manico che incontriil police.
A proposito dell’attacco delle corde
Parlando della mano sinistra ho detto che, quando una corda friggeva, prima di
attribuire la causa ad un difetto dello strumento, esaminavo se Lerrore fosse stato
mio. Per prima cosa ho adottato il seguente inconfutabile principio: quando una
corda tesa & costretta da un fattore qualsiasi ad allontanarsi dalla linea retta verso la
quale viene potentemente attirata dalla sua stessa tensione, appena questo fattore
cessa di impeditglielo,
passare la st
Jo stesso effetto, ¢ quest alternanza si protrae tanto quanto maggiore é la diffe
tra la forza dell'impulso ricevuto e la tendenza al riposo. Il mio dito va quindi coi
derato come un fattore che allontana la corda dalla sua posizione naturale conferen
dole una direzione che determina quella della conseguente reazione. Pizzicando la
cotda con il dito ad uncino (figura 14a), la farei dirigere verso il punto B; la reazione
poi la porterebbe necessariamente verso il punto C facendola scontrare con il mani
co e friggere contro i tasti. Questo sfregamento non solo @ sgradevole ma oltrettutto
‘ostacola le vibrazioni diminuendone il numero.
Ho quindi stabilito con
vi fa ritomo [alla linea retta] con tanto impeto da oltre
questo allontanamento verso la parte opposta produce a sta volta
principio, dal quale mai mi dovrei allontanare, di tene-
re Te dita il meno
curve possibile
per la seguente
“ 1b
— | ragione: suppo.
! niiamo che A (fig
ra 146) rappre
nti la sezione
u della corda, l'in.
dice nel percuo.
C\: terla le trasmette
Vimpulso verso il
punto Be la con
SEE seguente reazione
te Ia portera verso il
2 punto C.ah
-
Parte prima
‘Una volta iniziata I’alternanza, le oscillazioni avranno direzione parallela al piano
della tavola e del manico mantenendo sempre 'equidistanza. E. anche vero che il
polpastrello cercando di passate oltre la corda, che si presenta come un ostacolo, la
fa cedere al suo impulso e la obbliga con la curva DE a inditizaarsi anche verso F,
producendo in questo modo la reazione FG. Lo spazio perd entro il quale avranno
uogo queste oscillazioni @ molto pit piccolo e, visto che non incontreranno aleun
‘ostacolo, il suono risultera tanto puro ¢ prolungato quanto glielo permetteranno la
qualita delle corde e dello strumento.
La qualita del suono
Non é sufficiente che uno strumento sia ben costruito; per poter giudicare la qualita
del suo suono bisogna che le corde siano della misura appropriata e che lo strumen:
to sia intonato allaltezza corrispondente alle sue dimensioni.
I liuaio Manuel Martinez di Malaga, quando gli si ordinava una chitarra, dopo
aver preso nota delle dimensioni desiderate, chiedeva sempre: “Intende montare
cotde fini o forti?... Le piace il suono argentino o vellutato?...” ¢ si regolava a
seconda della risposta. Ho anche visto chitarre giudicate insoddisfacenti che, una
volta dotate da me di corde adatte, sorprendevano per il loro miglioramento, Ma in
questo capitolo parlerd solamente del modo in cui ottengo il suono.
Visto che la corda tesa offre maggiore o minore resistenza a seconda della distan
za che hail punto di attacco dal ponticello, le vibrazioni hanno una differente velo:
cita in ogni punto corrispondente alla meta della sua lunghezza* ne risulta quindi
tun suono di qualita altrettanto differente
Ho pensato che per far in modo che lo strumento rendesse tutte le gradazioni
del piano e del forte non avrei dovuto far dipendere tutte quelle nuances solo dalla
mano; in questo modo avrei potuto evitare inconvenienti quali il pizzicare una
corda invece dell'altra, due corde invece di una, 0 nessuna nel caso in cui avessi
voluto pizzicarne una, Ho voluto approfittare del differente risultato che produce
la cotda quando viene attaccata in punti diversi e ho quindi stabilito che il punto
normale per la mano destra deve essere quello che coincide con la decima parte
della corda partendo dal ponticello. In questo punto la corda presenta una resi
stenza forte quasi quanto Ii
posso ottenere un suono chiato ed assai prolungato ma non violento. Se voglio un
pulso trasmessole dal mio dito e senza grande sforzo
+ Non acordate une piccolachitarra che con Vor [Merick invece taduce: Se pice
chesta strmenti,anche se lo strumento forse eccel- chara rete man
lent, suoerchbe come una pentola sa ver
7Metodo per chitarra
no morbido € pit ses
. scelyo come punto d’attacco lot
Da tava parte della lunghezza della
{yr corda e uso la curva AB formata
dalla parte interna della falangetta
(Vigura 15a) perché il suono tisulti
da una specie di sfregamento ¢
non da un pizzico. Se invece desi
dero un suono pit forte, scelgo
tun punto di attacco pitt vicino del
normale al ponticello esercitando
®
in questo caso una forza maggio
re.** Altre volte ancora, quando
fg voglio suonare forte un accordo
di sei note, faccio scivolare velo:
cemente il pollice su tutte le cor
5 de, prestando attenzione perché
parallela alla
tavola armonica. In caso contrario rischierei di non roccare per niente le ultime
la direzione AB (figura 156), 0 di forzarle ad avvicinarsi
troppo al punto X della tavola EF facendole frigyere contro i tasti. In questo caso
Ia sua direzione sia
corde, nel caso prendes
non faccio mai dipendere la quantita del suono dalla pressione del pollice sulle
corde. Quando cade un corpo solido, so che Ia forza del colpo subito dalla superfi-
cie dipende dall’altezza della caduta; questa forza nella statica viene chiamata
quantita di movimento, La quantita di movimento é il prodotto del peso del corpo
mohtiplicato per la velocit® (ossia la linea retta da esso percorsa) in ogni punto
dove il corpo si trova. I prodotto di questa moltiplicazione & molto superiore a
quello che risulta dalla graviti del peso moltiplicata per l'altezza totale, pesché
Faumento & maggiore di una progressione aritmetica. Di conseguenza se in tale
processo aumento uno solo dei due fatiori, la quantita di movimento crescera sem.
msi
\do la mia mano come il corpo ¢ la linea percorsa dal pollice come
clocita, la quantita di movimento sara uguale al prodotto del peso della prima
giungendovi
lascio libero il
linea del percorso del pollice da una
moltiplicato per la seconda, Invece di aumentare il peso della mano
Vimpulso del braccio, faccio in modo che cid non possa succedete
polso e aumento la velocita iniziando |:
distanza dalla sesta corda ben maggiore del soto.
Limitazione di altri strumenti non dipende mai esclusivamente dal timbro del
suono.” Bisogna che il passaggio sia scritto come se in partitura fosse stato concepito
per gli strumenti che voglio imitare. Per esempio: i cori potrebbero eseguire I’
Merrick] Vedere la “Ricerca Relutiva at Suan delle Corde” del Si, YoungParte prima
sempio 6; ma, dal momento che questa melodia non @ affatto naturale per il secondo
[como], che sarebbe costretto ad impiegare la mano destra per produrre il Si, la si
serive come nell’esempio 7.
Iso i355]
7 tq
1 una frase che & gia nello stile, o per cost dire, nellidioma degli strumenti
che voglio imitare, oriento gia llusione dell'ascoltatore; se poi avvicino il imbro
del suono il pitt possibile [a quello dello strumento da imitare} aumento quest ihe
sione a tal punto da aggiungere tutto cid che manca alla realta. Devo evitare di pro.
durre un suono argentino e somigliante ad un tintinnio. Per riuscirci non es
alcuna nota sulla corda alla quale appartie
mente pitt grave in modo da non utilizzare le corde a vuoto. Nel passaggio dell’
sempio & non utilizzerei mai il cantino: eseguirei il Mi sulla 2, il Do sulla 3° ecc.;
e normalmente, ma su quella immediata.
inoltre il punto di attacco dovrebbe trovarsi rispetto al ponticello, a distanza legger
mente maggiore della sesta parte della lunghezza totale della corda.
Es.8
La tromba esegue delle frasi che raramente si possono assegnare ad altri stru
menti. Queste frasi sono di solito composte dalle note indicate nell'esempio 9.
Quando eseguo delle frasi brevi
59 come quella riportata nell’eser
pio 10 pizzico forte il cantino
vicino al ponticello per ottenere
tun suono un po” nasale; inoltre pongo le dita della mano sinistra a meta distanza
trail tasto che determina la nota e quello precedente: in questo modo ottengo uno
stridio di durata molto breve che assomiglia abbastanza al suono aspro di questo
strumento.
ow plepetete
9Metodo per chitarra
Per siuscirci perd devo fare molta attenzione: ogni volta che si esegue una nota
bisogna premere bene la corda contro il manico diminuendo la pressione subito
dopo averla premuta, in modo che il
tasto B, vicino al quale si sarebbe dovuto
trovare il mio dito in ogni altro caso,
permetta a una maggiore lunghezza della
corda di entrare in vibrazione. La corda
MG, allora, friggendo contro il tasto B,
figura 16, che precedentemente ha pro:
dotto la nota, emettera un sono inizial:
mente aspro; quest’asprezza cessera
perd appena T'intonazione sari fiss
(come succede con la tromba) perché,
dato che la distanza tra il tasto OB ¢ il
ponticello @ molto maggiore della BC,
quest’ ultima non pud impedire total
mente le vibrazioni della corda che con:
tinueranno dal punto B.
Sarebbe impossibile imitare un passaggio
cantabile dell’oboe; non ho mai osato rischiare altro che piccole frasi in terze, com
binando delle note legate ¢ staccate. Per esempio:
Siccome oboe ha un suone molto nasale, non solo attacco la corda il pid vicino
possibile al ponticello, ma inolere piego le dita ed utilizzo per pizzicare quel poco di
unghia che ho: qu
0 & Punico easo in cui credo di potermene servite seta inconve
nienti. Non ho mai ascoltato in vita mia un chitarrista che suonasse in modo soppor-
tabile utilizzando le unghie; esse non possono conferite alla qualita del suono che
poche nuances: né i piaro possono essere cantabili né i forte sufficientemente pieni. I
toceo da esse prodotto &, rispetto al mio, come il suono del clavicembalo rispetto a
quello del pianoforte: i piano erano sempre tintinnanti mentre nei forte si sentiva di
pia il rumore dei tasti contro la tavola d’appoggio che il suono delle corde. Il Sig.
Aguado deve proprio avere tutte le eccellenti qualita che ha perché gli sia perdonato
uso delle unghie. Egli stesso le avrebbe eliminate se non avesse gia acquisito un tale
livello di agilita ¢ se non aves:
e superato Pet in cui si pud ancora lottare contro Pat
te
imento che le dita hanno preso per la lunga abitudine, Il suo insegnante suona
‘on le unghie; egli brillava in un'epoca nella quale dalla chitarra ct si aspettava
solo passaggi di agilita e lo scopo principale era sorprendere ¢ sbalordire. Il chitarti
»Parte prima
sta allora ignorava ogni altra musica ad eccezione di quella destinata al suo strumen.
to ¢ neppure desiderava ascoltame altra: chiamava il quartetto musica da chiesa. Il
che guidarono la sua tecnica, Egli
Sig. Aguado impard da un tale maestro i prin
perd ascoltava della buona musica e, quando inizid ad agire senz‘altra g
suo squisito gusto e la sua Logica, sew
bile ad un genere molto piit musicale di quello degli altsi chitarristi. Gli fu tesa givst:
via; conquisto una certa celebrita alla quale fece poco caso per la sua eccessiva mode:
sida olere il
ina direzione che lo avvicind quant’era possi:
stia, Fu a quell'epoca che feci la sta conoscenza: non appena ebbe ascoltato alcuni
miei brani si mise a studiarli e arrivo persino a chiedere il mio parere sul suo modo di
suonare. Siccome peri ero troppo giovane per permettermi di criticare apertamente
Ja maniera di insegnare di un maestro famoso come il suo, non indicai che con molta
discrezione linconveniente delle unghie; anche perché la mia musica allora era meno
lontana di quanto non lo sia oggi dalla maniera di diteggiare dei chitarristi in genere
e perché egli mettendoci un po’ pi di fatica riusciva a suonare molto distintamente
tute le note. E, nonostante le unghie non gli permettessero di dar loro [alle note} la
stessa espressione che davo io, ne dava pur sempre una personale che non disturbava
aifatto. Quando dopo patecchi anni ci reincontrammo mi confess® che, se avesse
dovuto ricominciare, avrebbe suet
0 senza unghie.
Per quanto concemne i suoni armonici, non credo che possano imitare sempre il
auto poiché quest’ultimo non pud produrre suoni tanto gravi quanto quelli della
chitarra, Inoltre, uno strumento per poter imitare un altro deve essere intonato alla
altezza: nessun uomo potta imitare bene la voce femminile se non in falsetto,
stes
dato che le due voci naturali si trovano a distanza di un'ottava l'una dall'aera
La musica per chitarra si scrive in chiave di Sok; ma, a meno che uno non sia
completamente privo di logica e di buon orecchio, @ inconfutabile il fatto che, tra
due corde di uguale grossezza ¢ tensione, quella lunga la meta produca un suono di
un’ottava pid acuto, Infatti tutto il mondo é d’accordo sul fatto che il Mi cantino del
violino non sia uguale al Mi cantino della chitarra che ha la stessa tensione, Ia stessa
grossezza ¢ la doppia lunghezza. Il vero Mi della chitarra @ quello della prima tiga in
chiave di Sol.” Ma, una volta convenuto che essa suona all'ottava inferiore, questo
fatto non fa alcuna differenza pet 'esecuzione.
Es.11
Bs. 12
Bisogna far attenzione ai suoni ai quali corrispondono gli armonicis ¢ cid perché
se voglio imitare il flauto, non
lo dell'esempio 11 cosi com’é, ma eseguendolo a distarrza di un’ottava come nel
iro mai riproducendo un passaggio come quel
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