Stato Dell'Arte E Prospettive Dell'Azienda Calcio in Italia: Un Approccio Economico Aziendale
Stato Dell'Arte E Prospettive Dell'Azienda Calcio in Italia: Un Approccio Economico Aziendale
FACOLTÀ DI ECONOMIA
CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN DIREZIONE AZIENDALE
A mio padre, che mi ha trasmesso la passione per il calcio
RELATORE:
[Link] PROF. RENATO CAMODECA
CORRELATORE:
[Link] PROF. CLAUDIO TEODORI
LAUREANDO:
MARIO NICOLIELLO
MATRICOLA N. 57764
1
INDICE 9 LA NOTA INTEGRATIVA E GLI ALTRI DOCUMENTI ACCOMPAGNATORI AL BILANCIO
D’ESERCIZIO 116
PREFAZIONE 5
III. L’ANALISI ECONOMICO-FINANZIARIA DELLE SOCIETÀ DI CALCIO IN
ITALIA: LA MASSIMA SERIE 1998-2005 120
I. STORIOGRAFIA BREVE DELLE SOCIETÀ DI CALCIO IN ITALIA 13
1 INTRODUZIONE 120
1 INTRODUZIONE 13 2 L’ANALISI DI BILANCIO 125
2 LE ORIGINI DEL CALCIO 14 3 L’ANALISI DEL CONTO ECONOMICO DELLE SOCIETÀ DI CALCIO 129
3 LA NASCITA DEL CALCIO IN ITALIA 18 3.1 I ricavi 129
4 IN PRINCIPIO FU IL CLUB 19 3.1.1 Grandi club versus piccole società 129
5 LA RIFORMA DEL 1966: DALLE ASSOCIAZIONI ALLE SOCIETÀ PER AZIONI 22 3.1.2 La composizione dei ricavi 135
6 LA LEGGE N. 91 DEL 23 MARZO 1981 24 3.1.3 Un confronto internazionale 162
7 LA “SENTENZA BOSMAN” E IL DECRETO “SPALMA-PERDITE” 29 3.2 I costi 170
8 LA QUOTAZIONE IN BORSA E I DIRITTI TELEVISIVI 38 3.2.1 Le retribuzioni dei tesserati 171
9 LA LEGGE “ANTI-INSOLVENZA” E IL DECRETO “SALVA-CALCIO” DEL 2002 43 3.2.2 L’ammortamento delle immobilizzazioni immateriali 184
10 IL “DOPING AMMINISTRATIVO” E IL LODO PETRUCCI 48 3.3 La redditività delle società di calcio 189
11 L’INTERVENTO DELL’UNIONE EUROPEA E LA LEGGE 168/2005 50 3.3.1 Il reddito operativo e il reddito netto 189
12 LO SCANDALO INTERCETTAZIONI 51 3.3.2 Le plusvalenze e le minusvalenze da cessione 192
13 L’INDAGINE DELL’ANTITRUST SUL SETTORE DEL CALCIO 53 3.3.3 Le imposte 196
14 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 55 4 L’ANALISI DELLO STATO PATRIMONIALE DELLE SOCIETÀ CALCISTICHE 198
4.1 Il capitale investito 198
4.2 La struttura finanziaria 200
II. PROFILI GESTIONALI E DI BILANCIO DELLE SOCIETÀ DI CALCIO IN 5 UN QUADRO DI SINTESI: REDDITIVITÀ E STRUTTURA FINANZIARIA DELLE SOCIETÀ DI
ITALIA 58 CALCIO IN ITALIA 205
1 INTRODUZIONE 58
2 LA SPECIE ECONOMICA DELLE SOCIETÀ DI CALCIO 62
3 L’ASPETTO SOCIALE E SOCIOLOGICO DEL CALCIO 67 IV. LE SOCIETÀ DI CALCIO DA CLUB A IMPRESE:LE NUOVE FONTI DI RICAVO
4 IL PRINCIPIO DI ECONOMICITÀ: PROFILI INTERPRETATIVI NELLE SOCIETÀ CALCISTICHE 70 209
5 L’ATTIVITÀ ECONOMICA E LA GESTIONE STRATEGICA DELLE SOCIETÀ DI CALCIO 72 1 INTRODUZIONE 209
6 IL BILANCIO D’ESERCIZIO DELLE SOCIETÀ CALCISTICHE 83 2 IL MARKETING DELLE SOCIETÀ SPORTIVE 215
6.1 Introduzione 83 2.1 Introduzione 215
6.2 I destinatari del bilancio 84 2.2 Mass marketing e business marketing 216
6.3 Le caratteristiche del bilancio delle società calcistiche 86 2.3 Il marketing e il calcio 219
6.4 Le fonti legislative del bilancio d’esercizio 87 2.4 Gli attori e le relazioni del marketing calcistico 220
6.5 Le fonti speciali per le società di calcio 89 2.4.1 Il marketing dei produttori 221
6.6 Norme legali e Norme federali nelle loro mutue relazioni 92 2.4.2 Il marketing dei distributori 222
6.7 Il piano dei conti federale 95 2.4.3 Il marketing degli sponsor 222
6.8 Le valutazioni di bilancio 97 2.5 Il marketing calcistico come sistema equilibrato 223
7 LE CLASSI DI VALORE TIPICHE DELLO STATO PATRIMONIALE DELLE SOCIETÀ DI CALCIO 100 3 IL MERCHANDISING 227
7.1 Premessa 100 3.1 Definizione e classificazioni 227
7.2 Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori 101 3.2 Dal marchio al brand equity 230
7.3 Capitalizzazione dei costi del vivaio 103 3.3 Il merchandising nei club italiani 232
7.4 Compartecipazioni ai sensi dell’art. 102 bis N.O.I.F. 105 3.4 L’esperienza del Manchester United 238
7.5 Altre classi di valore dello Stato Patrimoniale 107 4 LA GESTIONE DIRETTA DELLO STADIO 240
8 LE CLASSI DI VALORE TIPICHE DEL CONTO ECONOMICO DI UNA SOCIETÀ DI CALCIO 108 4.1 La situazione attuale in Italia e all’estero 240
8.1 Premessa 108 4.2 I progetti futuri dei club italiani 244
8.2 Riflessi economici dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori: il processo di 5 LA CESSIONE DEL MARCHIO 247
ammortamento e le plus/minusvalenze da cessione 109 5.1 La nuova frontiera del “doping contabile” 247
8.3 Capitalizzazione dei costi del vivaio 113 5.2 Le principali operazioni sul marchio compiute dai club italiani fino al 2005/2006 249
8.4 Compartecipazioni ai sensi dell’art. 102 bis N.O.I.F. 114 5.3 L’intervento della Covisoc del giugno 2006 252
8.5 Altre classi di valore del Conto Economico 114 5.4 Le cessioni del marchio realizzate nella stagione 2006/07 253
2 3
PREFAZIONE
V. LE SOCIETÀ DI CALCIO DA CLUB A IMPRESE (SEGUE): LA QUOTAZIONE IN
BORSA 256
Sarti, Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Peirò; Suarez e
1 INTRODUZIONE 256
2 LA QUOTAZIONE IN BORSA QUALE FASE DEL PROCESSO DI CRESCITA AZIENDALE 259 Corso. Oltre ad essere la formazione titolare dell’Inter “vinci-tutto” degli anni Sessanta,
3 LA QUOTAZIONE DEI CLUB CALCISTICI 263 è stata anche la prima filastrocca che ho imparato a memoria nella mia vita. Avevo
3.1 L’esperienza italiana 263
3.1.1 Introduzione 263 soltanto quattro anni e mio padre a furia di ripetermi quegli undici nomi riuscì a farmeli
3.1.2 Il ruolo della Consob 266
3.1.3 Le società italiane quotate 269 memorizzare. Lui, grande appassionato di calcio e tifosissimo della Juventus, mi
3.2 L’esperienza inglese 280 narrava le gesta di quella squadra che si era imposta agli onori delle cronache sportive
3.3 Gli altri paesi europei 286
4 L’ANDAMENTO DEI PREZZI DEI TITOLI CALCISTICI QUOTATI 289 nazionali ed internazionali negli anni della sua infanzia. Ascoltando i suoi racconti,
5 CONSIDERAZIONI DI SINTESI SULLA QUOTAZIONE DELLE SOCIETÀ CALCISTICHE 295
guardando le partite in televisione e leggendo tutti i lunedì La Gazzetta dello Sport mi
addentravo pian pianino nel mondo del calcio rimanendo nel contempo esterrefatto dalle
VI. LE SOCIETÀ E IL SETTORE CALCISTICO IN ITALIA: UN QUADRO DELLE
POSSIBILI EVOLUZIONI FUTURE 300 gesta compiute da un calciatore che a fine anni Ottanta ammaliava i terreni di gioco
1 INTRODUZIONE 300 dell’intero stivale italico. Il suo nome era, ed è, Diego Armando Maradona; sulle spalle
2 LE LINEE GUIDA DELL’INDAGINE ANTITRUST SUL SETTORE CALCISTICO 305
3 LE SOCIETÀ E IL SETTORE CALCISTICO: L’INTERVENTO DELL’UNIONE EUROPEA 311 aveva il numero dieci e il suo piede mancino accarezzava la sfera come le mani di un
4 LE SOCIETÀ E SETTORE CALCISTICO (SEGUE): IL CONTRIBUTO DELL’ANALISI ECONOMICO- ragazzo sfiorano soavemente le guance della propria amata. Il pibe de oro, come era
AZIENDALE 315
soprannominato, militò per sette stagioni nelle fila del Napoli e ciò mi portò
POSTFAZIONE 323 irrimediabilmente a tifare per la squadra partenopea che in quegli anni si aggiudicò due
scudetti, una coppa Italia, una supercoppa italiana ed una coppa Uefa. Terminata l’era
BIBLIOGRAFIA 331 Maradona, il Napoli ha conosciuto tempi meno trionfali e pian piano ha perso tutto il
suo prestigio fino a giungere al fallimento e a dover ripartire daccapo dalla serie C1. Ciò
ha causato anche il venir meno della mia passione sfegatata per la squadra azzurra e la
mia trasformazione da tifoso a semplice appassionato di calcio, che osserva le vicende
sportive in maniera imparziale ed oggettiva.
In questa veste ho seguito gli avvenimenti riguardanti il settore calcistico negli ultimi
quindici anni. Eventi e fatti che spesso si sono svolti in luoghi diversi dagli stadi, quali
aule di tribunale, sedute parlamentari o riunioni federali.
Nonostante ciò, il mondo del calcio mi ha sempre affascinato tanto da decidere di
dedicare a tale settore il lavoro che in queste pagine vado a presentare.
Innanzitutto, alcune domande sorgono spontanee. Perché dedicare una tesi di laurea
magistrale in Direzione aziendale alle società di calcio? Che cosa c’entra il calcio con
l’Economia aziendale? È possibile analizzare le vicende calcistiche anche dal punto di
vista economico e non soltanto da quello meramente sportivo?
4 5
Per rispondere a questi tre quesiti occorre sottolineare come sia indubbio che dall’inizio Questo flusso ininterrotto di liquidità investita nel settore calcistico ha causato una
degli anni Novanta il calcio abbia cambiato completamente la sua fisionomia. metamorfosi nelle modalità di conduzione gestionale delle società di calcio, le quali
Se in precedenza lo si considerava un semplice divertimento sportivo ed in quanto tale hanno dovuto abbinare alla gestione sportiva anche quella finanziaria e commerciale
lo si analizzava solo sul piano squisitamente agonistico disinteressandosi del contorno onde poter competere sui nuovi mercati che si prospettavano all’orizzonte.
economico, da una decina di anni, invece, le Università ed i centri studi hanno iniziato a Se in precedenza l’unica cosa importante per i club erano i risultati sul campo, ora
considerarlo e a misurarlo come un’industria vera e propria, creando e analizzando diventano importanti anche quelli economici, patrimoniali e finanziari. Ciò vale
diverse serie storiche di dati inerenti la materia calcistica. Grazie alla presenza di queste soprattutto per le società che hanno deciso di quotare i propri titoli sui mercati
informazioni è stato possibile valutare la reale dimensione economica del fenomeno regolamentati; perchè la trasformazione da sport a business ha comportato anche la
calcistico, operazione questa quasi impossibile da effettuare nel periodo precedente gli quotazione in Borsa dei club. Un’operazione che all’inizio era stata considerata una
anni Novanta, non perché il fenomeno fosse irrilevante, ma semplicemente perchè perversione, in seguito era diventata una moda e adesso è tornata quello che era
nessuno pensava di doverlo analizzare come una componente della macroeconomia di vent’anni fa: una presa in giro nei confronti dei tifosi-risparmiatori.
un Paese: si trattava semplicemente di un divertimento popolare come il cinema o il Oltre agli aspetti prettamente economici, il calcio assume in Italia anche una notevole
teatro. rilevanza sociale. Essendo, infatti, lo sport più seguito a qualsiasi livello, dai
Negli anni dell’Inter di Sarti, Burgnich e Facchetti la trasformazione del gioco del calcio professionisti ai dilettanti, rappresenta tipicamente un fenomeno di massa che accomuna
in un business, sia pure molto sui generis, era ancora di là da venire. In quella fase le persone appartenenti a tutti i livelli sociali. Inoltre, dato il suo notevole bacino di utenza
televisioni erano in genere pubbliche e trasmettevano soltanto grandi competizioni contribuisce a sviluppare in Italia una cultura sportiva e risulta mezzo efficace per
internazionali, senza dare una lira a club, Leghe o Federazioni. Per guardare il diffondere alcuni valori o prevenire determinati fenomeni gravi che caratterizzano la
campionato si andava allo stadio a poco prezzo e, a eccezione dei privilegiati in tribuna società, attraverso specifiche campagne pubblicitarie di pubblica utilità. Per di più, nel
coperta, gli spettatori godevano lo stesso clima dei calciatori in campo. Sulle maglie da Paese che certamente non si pone ai primi livelli per quanto riguarda la lettura dei
gioco campeggiava soltanto il simbolo della squadra, mentre per vedere i primi marchi quotidiani di informazione generale, ne esistono tre a completo contenuto sportivo che
di sponsor tecnici bisognerà aspettare gli anni settanta. registrano una diffusione di tutto rispetto, per non citare poi i numerosi periodici sullo
In campo economico le società erano organizzate come enti senza scopo di lucro; se sport in generale e sul calcio in particolare2.
spendevano più di quanto incassavano, come accadeva di norma, il proprietario unico si L’importanza del calcio quale fenomeno a tutto tondo non riguarda soltanto la realtà
occupava di ripianare le perdite1. italiana, ma interessa l’intero pianeta. Secondo le stime della Fifa, la federazione
La nuova era del cosiddetto calcio-business è cominciata ad inizio degli anni Novanta internazionale, a un secolo e mezzo della nascita il calcio è praticato da
nel Paese che per primo è stato investito dalla rivoluzione televisiva: l’Inghilterra. Da duecentoquaranta milioni di persone al mondo, mentre sono oltre due miliardi gli esseri
allora i miliardi di euro provenienti dallo sfruttamento dei diritti televisivi hanno umani che seguono questo sport con costanza3.
sommerso le società professionistiche. A questi soldi si sono aggiunte negli ultimi tre o
quattro anni le elargizioni di imprenditori ricchissimi provenienti dall’Europa orientale, 2
Cfr. C. Teodori, L’economia ed il bilancio delle società sportive. Il caso delle società di calcio,
che investono senza badare al ritorno economico, e le donazioni più o meno volontarie Giappichelli, Torino 1995, pagg. 2-3.
3
Secondo i dati contenuti nella rapporto Big Count edito dalla Fifa nel 2001, le persone che praticano il
dei tifosi, che si sono lasciati trascinare nelle avventure finanziarie più spericolate. calcio sono 242.378.000 di cui 21.884.000 donne. Di questi 120 milioni sono bambini e giocatori
occasionali, 91 milioni non tesserati, 18 milioni sono giovani e 13 milioni sono i tesserati.
I calciatori professionisti sono centoventisettemila, i club sono trecentocinquemila, mentre le squadre
1
Cfr. G. Turano, Tutto il calcio miliardo per miliardo, Il Saggiatore, Milano 2007, pagg. 11 e seguenti. totali superano il milione e mezzo.
6 7
Nell’arco di qualche generazione il calcio ha superato in diffusione competizioni organizzativa e gestionale alle rinnovate possibilità di business e ai nuovi scenari
millenarie come l’atletica o la boxe. L’accelerazione si concentra soprattutto negli economici che si sono loro prospettati.
ultimi quindici anni, nel corso dei quali la crescita del calcio ha avuto una progressione Il lavoro, oltre a questa parte introduttiva e ad alle conclusioni finali, consta di sei
geometrica. Le televisioni – sia quelle in chiaro sia, soprattutto, quelle a pagamento – si capitoli analitici, ognuno dei quali sviluppa una specifica tematica inerente le società di
sono riversate sul mondo del pallone trasformandolo da fenomeno sportivo a impresa calcio.
globalizzata. Obiettivo del capitolo primo è delineare l’oggetto che sarà analizzato nel prosieguo
Appare quindi chiaro come il calcio possa essere tranquillamente analizzato alla stregua dell’opera: le società calcistiche. Per compiere tale operazione, nei paragrafi iniziali si
di qualsiasi altro settore dell’economia e con gli strumenti propri dell’analisi illustreranno dapprima le origini del calcio a livello mondiale e poi la nascita del calcio
economica, statistica e finanziaria. in Italia, focalizzandosi in particolare sulla figura del club di praticanti la disciplina.
Il presente lavoro, quindi, muove dalla volontà di delineare lo stato dell’arte attuale Successivamente, si evidenzieranno le principali riforme a livello legislativo che hanno
dell’azienda calcio in Italia al fine di poterne analizzare le peculiarità e le criticità, di riguardato il settore calcistico italiano, in particolare quelle del 1966 e del 1981. In
sottolinearne gli aspetti positivi e quelli negativi, nonché di prevederne le possibili seguito saranno esposti i principali provvedimenti normativi che hanno avuto effetti
evoluzioni future. diretti sulla gestione delle società calcistiche: dalla “sentenza Bosman” al “Decreto
L’approccio seguito nell’analisi della materia è sostanzialmente economico-aziendale, spalma-perdite”, dalla “Legge anti-insolvenza” al “Decreto salva-calcio”. La dovuta
privilegiando su alcuni aspetti soltanto un’analisi qualitativa, su altri anche un’indagine importanza sarà inoltre dedicata anche ad altri aspetti, quali la quotazione in Borsa dei
quantitativa. club, la negoziazione individuale dei diritti televisivi e il c.d. doping amministrativo. Il
Il quesito di fondo che ci condurrà nel percorso intrapreso sarà il seguente. Assodata la capitolo si chiuderà rievocando i due episodi che nel bene e nel male hanno segnato il
metamorfosi del calcio da manifestazione meramente sportiva a fenomeno economico e calcio italiano nell’ultimo anno: lo scandalo intercettazioni e la conquista da parte
finanziario, le società calcistiche italiane hanno compiuto dal punto di vista dell’Italia della Coppa del mondo.
aziendalistico la metamorfosi da semplici club sportivi ad imprese? Il secondo capitolo verterà sugli aspetti gestionali e di bilancio tipici delle società di
Per rispondere a questo interrogativo si dovrà innanzitutto constatare se alle società di calcio. In apertura si argomenterà sulle motivazioni che possono condurre all’equazione
calcio possa essere accostata la veste di aziende di produzione, cioè di imprese. società di calcio uguale impresa; dopodiché si affronterà il tema dell’economicità nelle
Soddisfatta questa condizione si procederà nell’analizzare le finalità delle imprese società calcistiche e, prima di entrare nel merito degli aspetti gestionali, uno specifico
calcistiche e la loro attività economica; quindi, con l’ausilio dei numeri si mostrerà paragrafo sarà dedicato a quelli sociali e sociologici.
come la gestione dei club sia mutata nel corso del tempo, evidenziando i cambiamenti L’analisi dell’attività economica e della gestione strategica delle società di calcio
nella composizione dei ricavi e nella dinamica dei costi; infine si tireranno le somme per risulterà propedeutica alla tematica del bilancio d’esercizio dei club calcistici che
verificare se le società calcistiche siano riuscite davvero ad adattare la propria struttura occuperà buona parte del capitolo. Prima di analizzare le classi di valore tipiche sia
dello Stato Patrimoniale sia del Conto Economico di una società di calcio, saranno
Suddividendo i praticanti in base al continente di origine emerge come il 43% siano sudamericani, il 22%
europei, il 16% nord-centroamericani, il 10% africani, l’8% asiatici e l’1% dell’Oceania. toccati diversi aspetti riguardanti gli stakeholders dei club, la durata del periodo
Infine si sottolinea come attualmente la Fifa annoveri un numero maggiore di Paesi affiliati rispetto
all’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu). Dopo gli ingressi nel settembre 2005 di Comore e Timor amministrativo, le fonti speciali per le società di calcio e la relazione tra norme legali e
Est, i paesi aderenti alla federazione calcistica internazionale sono 207 in attesa dell’iscrizione del numero
208, il Montenegro separatosi dalla Serbia. Il membro numero 209 potrebbe essere Gibilterra, territorio norme federali.
spagnolo sotto controllo inglese, che non ha neppure un calciatore professionista. L’Onu, invece,
attualmente annovera “soltanto” 191 nazioni affiliate. Per approfondimenti si consulti il sito internet
[Link].
8 9
Il terzo capitolo, il più corposo del lavoro dal punto di vista quantitativo, svilupperà Il fine del capitolo sesto sarà, invece, evidenziare le possibili evoluzioni future del
un’analisi economico-finanziaria delle società di calcio, mediante l’indagine dei dati di settore calcio, sia in Italia sia all’estero, alla luce di alcuni interventi promossi
bilancio dei club calcistici. Si inizierà con l’analisi delle classi di valore del Conto dall’Autorità antitrust italiana e dalle istituzioni dell’Unione Europea. In particolare si
Economico, focalizzandosi prima sui ricavi e poi sui costi e conducendo il confronto analizzeranno le conclusioni contenute in tre importanti documenti:
spazio-temporale sia a livello italiano sia a livello internazionale. In particolare gli − l’indagine conoscitiva sul settore del calcio professionistico condotta dall’Autorità
aspetti maggiormente sottolineati saranno la composizione dei ricavi, le differenze tra garante per la concorrenza e per il mercato e pubblicata a dicembre 2006;
piccole e grandi società, l’evoluzione degli emolumenti corrisposti ai calciatori e la − il rapporto indipendente sullo stato dello sport in Europa redatto dalla Commissione
dinamica delle plusvalenze e minusvalenze legate alla cessione dei giocatori. Infine, europea e pubblicato nell’ottobre 2006;
l’analisi dello Stato Patrimoniale verterà sulla composizione del capitale investito e − la proposta di risoluzione sul futuro del calcio professionistico in Europa presentata
della struttura finanziaria. dal Parlamento europeo nel marzo 2007.
Lo scopo del quarto capitolo è delineare due nuove fonti di ricavo cui le società di Ognuno dei documenti esposti presenta azioni da seguire per poter migliorare il
calcio possono attingere nel loro divenire gestionale: il merchandising e la gestione sistema-calcio. Tali proposte saranno illustrate nel capitolo sei e commentate
diretta dello stadio. criticamente nella parte conclusiva insieme alle altre risultanze dell’indagine effettuata
Propedeutica alla trattazione dei due aspetti sopra citati risulta l’analisi delle politiche nei capitoli precedenti.
del marketing sportivo, sottolineando in particolare il ruolo e le relazioni che si Per concludere la trattazione, il capitolo sesto conterrà nel paragrafo finale una disamina
instaurano tra i diversi attori coinvolti nella filiera commerciale. sulla gestione del vivaio che, a parere dello scrivente, rappresenta la vera àncora di
Il tema del merchandising sarà affrontato evidenziando, in primis, l’importanza del salvezza per la gestione futura delle società di calcio. Partendo da tale assunto si
brand per le società di calcio e successivamente la presenza di eventuali differenze cercherà di capire come le società stiano affrontando oggi l’organizzazione dei giovani
riscontabili tra il nostro Paese e le altre realtà europee. La stessa verifica sarà condotta calciatori e cosa abbiano proposto in merito al vivaio gli organismi direttivi del calcio,
anche in merito alle problematiche connesse alla gestione diretta dello stadio. sia a livello europeo (Uefa) sia in ottica mondiale (Fifa).
L’obiettivo ultimo è verificare se i club di casa nostra siano riusciti o meno ad innestare In tutti i capitoli, il paragrafo introduttivo sarà dedicato alla narrazione di un
un circolo virtuoso che, muovendo dallo sfruttamento del marchio a fini commerciali e avvenimento, sportivo e non, accaduto nel corso dell’ultima stagione agonistica. Gli
dalla proprietà dello stadio, sia in grado di generare un incremento delle entrate eventi sono stati scelti considerando sia la loro rilevanza sia il collegamento esistente
societarie. con gli aspetti trattati nel capitolo in cui la cronaca dell’avvenimento è stata inserita. La
Il quinto capitolo affronterà le criticità derivanti dalla quotazione in Borsa dei titoli collocazione degli eventi segue, comunque, un ordine rigorosamente cronologico.
azionari emessi dalle società di calcio. Anche in questo caso si proporrà un confronto tra Alla fine del lavoro il risultato primario che si intende raggiungere è rispondere al
la realtà italiana e quella estera, ponendo particolare attenzione al contesto inglese. Si quesito iniziale. Osservare, cioè, se le società di calcio italiane abbiano compiuto o
cercherà di capire se quotare i propri titoli sulle piazze finanziarie sia stata o meno meno il profondo mutamento genetico prospettato in precedenza, col fine di
un’azione positiva effettuata dalle società di calcio. In particolare oltre ad analizzare gli abbandonare la dimensione di club calcistici impegnati solamente nel raggiungimento
andamenti del valore del titolo societario si tenterà di scoprire se la quotazione abbia del successo sportivo ed indossare le vesti di vere e proprie società commerciali.
influito positivamente sulle modalità di gestione dei club e se abbia contribuito alla Secondariamente, si cercherà di verificare se il successo sportivo sia risultato
trasformazione societaria descritta in precedenza. compatibile con quello commerciale; cioè se la conquista dei trofei abbia comportato
10 11
anche un incremento degli introiti. In caso affermativo si esporranno degli esempi di
I. STORIOGRAFIA BREVE DELLE SOCIETÀ DI CALCIO IN ITALIA
casi di successo, in caso negativo si evidenzieranno i fattori che hanno portato al
Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre
mancato raggiungimento contemporaneo sia di obiettivi sportivi sia di obiettivi di e perdono le guerre come se fossero partite di calcio
Sir Winston Churchill, Primo ministro inglese (1874 – 1965)
marketing.
Infine, si tenterà di verificare se – oltre alla compatibilità tra successi sportivi e
1 Introduzione
commerciali – sia anche possibile raggiungere quella tra vittorie sul campo ed equilibrio
reddituale. Si cercherà, in sostanza, di appurare se gli eventuali maggiori ricavi derivanti
Tutto vero! Campioni del mondo. Con questo titolo La Gazzetta dello Sport di lunedì 10
dalla conquista degli obiettivi sportivi si siano tradotti in utili netti oppure siano stati
luglio 2006 celebrava la vittoria dell’Italia nella Coppa del mondo di calcio. In edicola
erosi da un incremento più che proporzionale dei costi d’esercizio.
un successo strepitoso: 2.302.088 copie di tiratura, record assoluto per un quotidiano
nella storia d’Italia1. Che il nostro fosse un popolo di appassionati di calcio, lo si è
sempre saputo; che le vittorie della nazionale costituissero un’ideale fil rouge capace di
unire tutta la nazione, era stato già dimostrato in passate occasioni. Tuttavia, che i
campionati mondiali riaccendessero nelle menti e nei cuori dei cittadini italici una
passione tanto esasperata per il calcio, a soli due mesi dall’esplosione del più grande
scandalo sportivo che la nostra storia ricordi, francamente alla vigilia pochissimi
l’avrebbero previsto. Il calcio è come il/la partner della vita: più ti fa arrabbiare, più ti
diventa simpatico/a. E se l’antico detto “tutto puoi cambiar nel corso dell’esistenza, ma
non la fede per un club calcistico” ha ancora un senso, si capisce come l’attaccamento
degli italiani per il calcio non abbia mai fine.
Quando è nato il calcio? Come si è sviluppato in Italia? Perché oggi i calciatori sono
strapagati? A tali domande si cercherà di rispondere nel corso di questo capitolo, che si
prefigge lo scopo di delineare l’evoluzione del calcio dalla sua origine fino ai giorni
nostri.
Le tematiche saranno affrontate in ordine rigorosamente cronologico al fine di fornire
una panoramica dettagliata degli accadimenti, privilegiando, su alcuni aspetti, un taglio
più giornalistico che accademico. Nei successivi capitoli, poi, la maggior parte degli
argomenti o avvenimenti qui solo accennati saranno ripresi ed approfonditi in maniera
sistematica e soprattutto in chiave economico-aziendale.
1
Strabilianti furono anche i risultati ottenuti dagli altri due quotidiani sportivi del nostro paese. Il
Corriere dello Sport Stadio col titolo Italia! superò il milione di copie in ben tre edizioni: la prima uscita
prima della mezzanotte, la seconda nella notte, con i commenti e le interviste sulla partita, e la terza in
serata, dedicata ai tifosi che accolsero a Roma gli Azzurri di ritorno da Berlino. Tuttosport, col titolo
Mitici, raggiunse invece una tiratura di 510 mila copie, pari a due volte e mezzo quella normale.
12 13
Le prossime pagine, ad eccezione del paragrafo secondo dedicato alle vicende globali, gare si arricchì con la lotta e il pentathlon4. Poi, via via, nei Giochi trovarono spazio
conterranno un’indagine focalizzata esclusivamente sulle vicende italiane. Si partirà con anche le corse dei cavalli, il pugilato e diverse tipologie di lotta5.
l’analisi dei primi club sorti alla fine dell’ottocento, si evidenzierà il passaggio dalle E il calcio? Tale sport era conosciuto nell’antichità classica, ma non fu mai inserito nel
associazioni non riconosciute alle società per azioni, fino a giungere agli accadimenti programma dei Giochi. I Greci lo chiamavano episkyros, se giocato soltanto con i piedi,
dell’ultimo decennio: la sentenza Bosman, l’introduzione nelle società dello scopo oppure pheninda, se giocato utilizzando anche le mani6. Nel mondo romano, invece,
lucrativo, la quotazione in Borsa e l’importanza crescente assunta dalla negoziazione dei prese il nome di harpastum, o anche detto in volgare il piede-palla. Uno sport simile al
diritti televisivi. calcio si praticava anche in Cina, ove era chiamato tsu ciu, che significa calcio palla.
Nel periodo rinascimentale, in Italia, il calcio fu giocato soprattutto nelle piazze di
2 Le origini del calcio Firenze, mentre in altre città lo si proibì perché si era trasformato in un gioco violento.
Le regole stabilite per il calcio fiorentino (florentinum harpastum), però, fecero sì che
Le origini dell’attività sportiva a livello competitivo vengono convenzionalmente fatte questo gioco della palla divergesse molto dal moderno calcio e si avvicinasse di più
risalire al 776 A.C., quando nella città greca di Olimpia furono organizzati i primi all’attuale rugby7.
Giochi Olimpici in onore di Zeus2. Nelle prime edizioni il programma dei Giochi Il gioco del calcio come lo si conosce oggi nacque ufficialmente in Inghilterra negli anni
consisteva in una sola gara, quella di velocità chiamata stadio in quanto la sua distanza della prima rivoluzione industriale. Nella patria di Sua Maestà tale sport era praticato
corrispondeva alla lunghezza dello stadio di Olimpia3. Passarono quarantotto anni sin dall’epoca medioevale, ma a causa dei disordini creati dopo le sfide tra le compagini
(tredici edizioni) prima che nel programma venisse introdotta una seconda gara, il dei diversi villaggi, il calcio, considerato foriero di scompigli e nemico della quiete
diaulo, cioè il doppio stadio, una prova di velocità prolungata. Successivamente fu pubblica, venne proibito. Soltanto nel 1617, con la promulgazione da parte del re
aggiunta una terza gara, il dolico, una prova di resistenza su una lunghezza variabile dai Giacomo I della Declaration of Sports, saranno aboliti tutti i divieti e le restrizioni
sette ai ventiquattro stadi. Alla diciottesima Olimpiade (nel 708 A.C.) il programma di
4
Il Pentathlon comprendeva cinque gare: corsa (stadio), salto (analoga al moderno salto triplo), lancio del
disco, tiro del giavellotto e lotta in piedi. Per approfondimenti sull’antica disciplina del pentathlon e sul
2
Si hanno comunque testimonianze documentate di alcune discipline sportive praticate, a livello non pentathlon moderno si confronti: [Link]/[Link].
5
competitivo, anche prima del 776 A.C. In India, ad esempio, si rinvengono tracce di attività sportiva Cantore dei Giochi è stato indubbiamente il poeta Pindaro (Chinocefale 520 – 446 a.C.), del quale è
attorno al 1500 A.C. con il tiro con l'arco, che dapprima consisteva più che altro in un modo di andare a giunta fino ai nostri giorni una raccolta di 44 odi corali suddivise in quattro libri: 14 Olimpiche, 12
caccia e più tardi si trasformò in un esercizio sportivo: rientrava infatti tra le prove di quei tornei indetti Pitiche, 11 Nemee, 7 Istmiche. Dalla metà del VI secolo A.C. in Grecia, infatti, fu costituito un calendario
dai re locali per assegnare in moglie una delle proprie figlie al vincitore. Soltanto in era cristiana, tra il di gare comprendente: ogni quattro anni i Giochi di Olimpia in onore di Zeus (Olimpiadi); sempre ogni
IV-V secolo, questa diventerà una vera e propria disciplina sportiva e la si chiamerà tiro a bersaglio con quattro anni, il terzo di ciascuna Olimpiade, a Delfi in onore di Apollo i giochi pitici; ogni due anni tra
l’arco. Sempre sulle rive del Gange si praticava una speciale ginnastica, che rientrava nella filosofia dello aprile e maggio a Corinto in onore di Poseidone, il dio del mare, i giochi istmici; infine a giugno e luglio
yoga, già nella seconda metà del XIV sec. A.C. Erano diffuse tra gli Indiani in quell’epoca anche le corse nel secondo e terzo anno di ogni Olimpiade a Nemea, in Argolide, i giochi nemei in onore di Zeus. Per
su bighe, ma non venivano considerate delle gare ma semplici esibizioni individuali. Per ulteriori informazioni si rimanda al sito [Link]/sport/[Link].
6
approfondimenti: [Link]/sport/[Link]. Una testimonianza di ciò la si trova addirittura nell’Odissea, uno dei due capolavori del poeta Omero
3
Lo stadio era sistemato fuori dal recinto sacro, dove sorgevano i templi più famosi, ed era una spianata (vissuto probabilmente tra il IX e l’VIII secolo A.C). In particolare, nel canto sesto dell’opera il poeta
rettangolare lunga 212 metri e larga 32, circondata da una gradinata di terra battuta su cui trovavano posto dopo aver affermato che la Nausicaa e le sue compagne “una palla godean trattar per gioco”, descrive
40 mila spettatori. Dalla nascita delle Olimpiadi moderne, volute dal barone francese Pierre de Coubertin quello che si può definire il primo goal mancato della storia: “Nausicaa in man tolse la palla, e ad una /
nel 1896, nell’antico stadio di Olimpia si accende, ancora secondo il rito delle vestali, il fuoco sacro dal delle compagne la scagliò: la palla / desviossi dal segno cui voleva, / e nel profondo vortice cadè”
quale si alimenta la fiaccola olimpica, che viene portata in pellegrinaggio per il mondo prima di (Omero, Odissea; traduzione di Pindemonte, libro VI, verso 169 e seguenti, tratto dal sito internet:
raggiungere la città sede dei giochi. Nel 2004, in occasione dei Giochi olimpici di Atene, nell’antico [Link]/[Link]?scheda=457). Per approfondimenti sul tema si veda Lionello Bianchi, Il
stadio di Olimpia sono state disputate le prove di getto del peso maschile e femminile. Due gare, però, che primo goal fu una vera odissea, su [Link]/sport/[Link].
7
non erano comprese nel programma originario dei giochi! Si confronti Calcio – La storia, su [Link]/sport
14 15
precedentemente stabiliti; in questo modo il calcio potrà essere nuovamente praticato raggiunse l’accordo su: misura del campo (al massimo 120 metri di lunghezza e 90
liberamente8, soprattutto nei colleges. metri di larghezza), misura e peso della palla (71 centimetri di circonferenza), numero
Nei primi decenni dell’Ottocento in diverse Università si accese una forte disputa su dei giocatori (11 per squadra), tempo di gioco (90 minuti divisi in due tempi), falli,
quali dovessero essere le regole del gioco, soprattutto quelle che dovevano decidere se punizioni. Rimaneva l’annoso problema dell’uso delle mani; la soluzione fu quella di
giocare soltanto con i piedi o utilizzare anche le mani. Lo scontro portò a due correnti. punire “rigorosamente” questo tipo di fallo, e nello stesso tempo fu deciso che soltanto
La prima, sponsorizzata dall’Università di Rugby impose nel suo regolamento l’uso sia un giocatore, il portiere, potesse utilizzare piedi e mani per parare la palla, ma
delle mani che dei piedi e permise il contatto anche violento con l’uomo; la seconda, soltanto nella sua area (detta appunto poi area di rigore)11.
sostenuta da atenei più propensi all’eleganza e non all’irruenza, scelse di effettuare il Dopo la definizione in maniera chiara delle regole, la prima competizione ufficiale del
9
gioco soltanto con i piedi e così nacque il termine foot-ball, letteralmente “piede-palla” . calcio moderno risale al 20 luglio 1871, giorno in cui fu disputata la F.A. Challenge
Nelle maggiori Università ebbe molta più fortuna il regolamento del foot-ball. A Cup (l’odierna Coppa d'Inghilterra)12.
Cambridge nel 1846 nacque la prima squadra di calcio moderno, il Cambridge Club Lo sviluppo del nuovo gioco nel Regno Unito fu velocissimo tanto che nel giro di un
Football. Nel 1855 sorse il team dell’università di Harrow, la quale impose ai propri decennio sorsero anche le federazioni scozzese (1871), gallese (1875) e irlandese
giocatori di indossare guanti bianchi per evitare che qualcuno toccasse la palla con le (1880).
mani. Il 2 giugno 1881 nacque, invece, l’I.F.A.B., l’International Football Association Board,
La prima vera società calcistica del mondo può essere, invece, identificata nello con il compito di unificare i regolamenti di gioco e provvedere alle opportune modifiche
Sheffield Club, che venne fondato il 24 ottobre 185710. e innovazioni13. Tale organo è tuttora in vigore ed è l’unico a decidere in tema di
Il 26 ottobre del 1863 i rappresentanti di undici club e associazioni sportive londinesi, regolamento del calcio.
riunitisi nella Taverna Massonica dei Liberi Muratori (Free mason’s tavern) nel Nel 1886 fu ufficialmente riconosciuto il professionismo sportivo; i calciatori vennero
quartiere di Lincoln, diedero vita all’English Football Association, l’attuale F.A. (la infatti equiparati alle altre categorie di lavoratori e dovettero conseguentemente
federcalcio inglese). percepire un compenso per l’opera prestata.
Nelle prime riunioni tecniche, aventi lo scopo di redigere un regolamento ufficiale del Due anni dopo, nel 1888, fu finalmente organizzato il primo campionato nazionale
football valido per tutti, ci furono accese discussioni su vari punti discordanti; finché si inglese: ad imporsi è il team del Preston North End.
8
Il successore di Giacomo I, il re Carlo I emise nel 1633 il Book of Sports, un’integrazione della
11
Declaration of Sports, con cui consentiva lo svolgimento delle attività sportive la Domenica dopo aver Cfr. Calcio – La storia, su [Link]
12
prestato i servizi alla Chiesa. Ciò scatenò diverse polemiche ed opposizioni nel Regno soprattutto da parte “The FA's influence increased significantly after a “Challenge Cup” was established in 1871. Within a
dei Puritani che ritenevano inconcepibile svolgere un’attività sportiva nel giorno del Signore. decade the original membership of 12 clubs had increased to 128. Wanderers, a team formed by ex-public
Questa circostanza non è sorprendente, se si considera che anche negli ultimi decenni ci sono stati atleti school and university players, won the first “Cup Final” 1-0 against Royal Engineers at Kennington
inglesi che non gareggiavano di domenica. Un caso eclatante è rappresentato da Jonathan Edwards, Oval. From 1923 to 2000 the match was played at Wembley and The FA Cup has become established as
l’ancora oggi primatista mondiale del salto triplo, il quale all’inizio della sua carriera rinunciò addirittura one of England’s great sporting institutions. Its history and tradition, and especially the pageantry of the
a partecipare alla finale dei campionati mondiali (Tokyo 1991) perché programmata nel giorno del Final, is familiar to millions at home and abroad”. Cfr. [Link].
13
Signore. Successivamente Edwards, figlio del pastore battista di Gateshead, decise di gareggiare anche di Despite the unification of the rules and the creation of The Football Association in 1863, disputes,
domenica e proprio in questo giorno superò per la prima volta il muro dei 18 metri. largely involving Sheffield clubs who had announced their own set of ideas in 1857, persisted into the late
La misura, però, non fu ratificata come primato del mondo, perché favorita da un vento alle spalle oltre il 1870s. However, the creation of the International Football Association Board finally put an end to all
limite consentito. Per approfondimenti sulla Declaration of Sports si consulti la pagina web: arguments. Saturday holidays, the banning of blood sports, the sprouting railway system and a growing
[Link] working class, both moneyed and passionate about the game, all contributed to the rise in football’s
9
Le due correnti scelsero un nome diverso anche per designare l'obiettivo della palla, cioè la “rete”. La popularity. It meant a body to protect and preserve the rules had become a necessity. Made up of two
prima scelse come nome “meta” nome greco, la seconda “goal” che significa sempre la stessa cosa, meta, representatives from each of the four associations of the United Kingdom (the FAs of Wales and Ireland
tradotto in inglese ([Link]/sport). had been founded in 1876 and 1880 respectively), the IFAB met for the first time on 2 June 1886 to guard
10
“Sheffield F.C. the oldest football club in the world” è il titolo che campeggia nella home page del sito the Laws of the Game. Then, as today, a three-quarters majority was needed for a proposal to be passed.
del club inglese: [Link]. Ibidem.
16 17
In Gran Bretagna il calcio si consacrò, ben presto, come fenomeno sportivo e sociale, Ginnastica di Torino, il cui vicepresidente, il conte Enrico D’Ovidio, divenne presidente
capace di coinvolgere migliaia di spettatori e affollare gli stadi. Alla passione degli della Federazione.
studenti si aggiunse quella degli imprenditori (che divennero dei mecenati dell’arte Il primo campionato fu disputato in un sola giornata l’8 maggio 1898 e consacrò il
calcistica), dei ceti medi e dei colletti bianchi delle manifatture e delle banche. Genoa vincitore. La prima semifinale ebbe inizio alle nove del mattino, la seconda
Da lì a poco il calcio varcherà i confini del Regno e si diffonderà in tutto il mondo. Il 21 semifinale alle undici e nel pomeriggio la finale. Nell’atto conclusivo della giornata, alla
maggio 1904 a Parigi fu fondata la F.I.F.A. (Fédération Internationale de Football presenza di un centinaio di spettatori con un incasso di 197 lire, il Genoa in maglia
Associations)14, mentre quattro anni più tardi, nel 1908, il calcio fa il suo ingresso nel bianca con striscia rossa si impose sull’Internazionale di Torino, diventando così la
programma dei Giochi Olimpici moderni. 2.684 anni dopo la prima edizione dei giochi prima squadra “campione d’Italia”17.
di Olimpia il cerchio finalmente si chiude. Il calcio si caratterizzò, sin da subito, per un forte coinvolgimento sociale, che portò alla
creazione, nei primi decenni del Novecento, di numerosi gruppi associativi per la pratica
3 La nascita del calcio in Italia in comune di quest’attività sportiva. Il numero dei club affiliati alla Federazione, che nel
frattempo era diventata F.I.G.C. (Federazione Italiana Giuoco Calcio), cresceva di anno
I primi documenti sul calcio in Italia risalgono al periodo rinascimentale; del 1555 è in anno, cosicché il campionato, dapprima limitato al nord, cominciò a contare un
infatti il Trattato del gioco della palla di Antonio Scaino di Salò, mentre è datato 1688 girone centro-sud nel 1913. Il primo vero campionato nazionale vide la luce nel 1927,
il Trattato sul calcio di Lorenzo Bini15. mentre soltanto nella stagione 1930-31 venne istituita la formula a girone unico.
Il primo club italiano di calcio fu, nel 1881, l’International Football Club di Torino, la Fu proprio da questa competizione professionistica che nacque una grande potenzialità
cui denominazione derivava dal fatto che nella squadra potevano giocare persone di agonistica e un’ampia selezione di giocatori, che dopo appena quattro anni permisero
varia nazionalità. L’I.F.C. Torino e il Football Club Torinese, sorto nel 1894, furono alla squadra italiana di diventare campione del mondo18; titolo che venne poi bissato nel
tra le pochissime società che praticarono fin dalle origini soltanto la specialità del 193819.
calcio.
Nel 1893 venne fondato il Genoa Cricket and Athletic Club, un insediamento sportivo 4 In principio fu il club
riservato rigorosamente ai residenti inglesi nella città di Genova; soltanto a partire dal
1897 questo club praticò anche il calcio. Alle origini le società di calcio sono nate come club di praticanti un determinato sport,
La prima partita tra due squadre ebbe luogo a Ponte Carrega il 6 gennaio 1898; di fronte come accade ancora oggi per molte associazioni sportive.
furono il Genoa e l’Internazionale di Torino16. Il 15 marzo dello stesso anno nacque la
17
Ibidem.
Federazione Italiana del Football (F.I.F.), con sede a Torino, alla quale aderirono 18
Domenica 10 giugno 1934 l’Italia del commissario tecnico Vittorio Pozzo batte a Roma la
Cecoslovacchia per 2 a 1 dopo i tempi supplementari e si aggiudica la seconda edizione della Coppa
quattro club: il Genoa, il F.C. Torinese, l’Internazionale di Torino e la Società Rimet. Si legge su La Gazzetta dello sport di lunedì 11 giugno: “Gli azzurri conquistano alla presenza di
Mussolini il Campionato del Mondo. La volontà e il gioco irresistibile dei calciatori italiani sono stati i
coefficienti decisivi della vittoria azzurra che ha coronato nei due tempi supplementari la partita di tutte le
14
La Fifa, che oggi ha sede a Zurigo in Svizzera, consta di 207 federazioni di calcio nazionali associate emozioni”. La formazione azzurra era la seguente: Combi, Monzeglio, Allemandi; Ferraris IV, Monti,
ed è la più grande organizzazione calcistica del mondo. Il suo compito è quello di promuovere e Bertolini; Guaite, Meazza, Schiavio, Ferrari, Orsi. Le due reti furono segnate da Orsi e Schiavio.
19
sviluppare il gioco del calcio a livello mondiale e di dettarne i regolamenti sportivi. Cfr. [Link]. Domenica 19 giugno 1938 allo stadio de la Colombière di Parigi, l’Italia è nuovamente sul tetto del
A livello europeo, il calcio è gestito invece dall’U.E.F.A. (Union des Associations Europèennes de mondo. Gli azzurri battono 4 a 2 l’Ungheria con doppiette di Colaussi e Piola. La Gazzetta dello Sport del
Football). Tale ente, fondato il 15 giugno del 1954, ha sede a Nyon, nei pressi di Ginevra in Svizzera, ed giorno dopo titola: “Strepitosa vittoria della squadra italiana nel campionato mondiale di calcio. Gli
associa le federazioni di calcio europee, operando sotto l’egida della Fifa. Cfr. [Link]. azzurri, splendenti di slancio e stile, partono all’offensiva al segnale dell’arbitro, rintuzzano prontamente i
15
Cfr. [Link]. contrattacchi ungheresi e trionfano nella luce d’un gioco magistrale”. Ad inizio match, per l’Italia scesero
16
Cfr. Antonio Ghirelli, Storia del calcio in Italia, settima edizione, Einaudi, Torino 1990. in campo: Olivieri, Foni, Rava; Seratoni, Andreolo, Locatelli; Biavati, Meazza, Piola, Ferrari, Colaussi.
18 19
Il membro di questi enti è vincolato alla squadra per il fatto di essere un associato al alle loro esigenze di bilancio mediante un rendiconto finanziario nel quale erano
club, legame questo che comporta automaticamente il tesseramento alla Federazione schematicamente riportate, per classi, le entrate e le uscite monetarie dell’esercizio25.
sportiva cui fa capo l’associazione20. In tali rendiconti di gestione, improntati al criterio di cassa, non erano riportati né la
La fattispecie giuridica adottata dai club era quella dell’associazione non riconosciuta, capitalizzazione dei costi di acquisto del patrimonio giocatori, né gli ammortamenti
disciplinata dagli articoli 36, 37 e 38 del codice civile21. degli oneri aventi natura pluriennale. Al patrimonio costituito dai giocatori non era,
In particolare, i club, in quanto enti associativi con scopi ricreativi, si potevano quindi, attribuito alcun valore contabile.
collocare nell’ambito di quelle associazioni qualificate in dottrina come mutualistiche22. Dal 1949 la Federazione consentì il tesseramento di giocatori stranieri, che migliorò lo
Pur non essendo una società e, dunque, non potendo avere finalità lucrativa, spettacolo, ma nello stesso tempo trasformò il calcio in una grande industria.
l’associazione non riconosciuta era lo strumento giuridico inizialmente ideale per lo Le problematiche amministrative e la mancanza di adeguate forme di controllo
svolgimento dell’attività sportiva nelle varie discipline, poiché soggetta ad una sull’attività gestionale delle associazioni calcistiche iniziarono ad essere palesi negli
regolamentazione legislativa essenziale che consentiva grande libertà contrattuale agli anni Sessanta, in coincidenza con la crescente importanza economica e finanziaria
associati per la definizione dei criteri e delle modalità dell’attività23. Attualmente assunta dall’attività calcistica, la quale cominciava ad evidenziare le sue enormi
l’associazione non riconosciuta costituisce ancora la tipologia organizzativa assunta potenzialità in termini di movimento di denaro e di capitali26.
dalla maggioranza delle società sportive dilettantistiche. Nell’ambito calcistico il numero degli atleti era in netto aumento, alto era anche il
Con la nascita e lo sviluppo del professionismo sportivo, i club erano gestiti da un livello tecnico delle competizioni e, grazie alla diffusione dei mezzi di informazione, era
“mecenate24” (personalmente responsabile per le obbligazioni sociali) e rispondevano cresciuto l’interesse da parte del pubblico per la vicenda agonistica con ulteriore stimolo
al raggiungimento di risultati tecnicamente sempre più avanzati27. Gli effetti di tale
20
Cfr. G. Rusconi, Il bilancio d’esercizio nell’economia delle società di calcio, Cacucci, Bari 1990, pag. evoluzione, furono due:
65.
21
Art. 36 (Ordinamento e amministrazione delle associazioni non riconosciute): L’ordinamento interno e a) l’associazione sportiva era impossibilitata a far fronte alle spese crescenti con il
l’amministrazione delle associazioni non riconosciute come persone giuridiche sono regolati dagli accordi
degli associati. Le dette associazioni possono stare in giudizio nella persona di coloro ai quali, secondo semplice contributo volontario dei propri aderenti e pertanto si rivolgeva al mercato,
questi accordi, è conferita la presidenza o la direzione.
Art. 37 (Fondo comune): I contributi degli associati e i beni acquistati con questi contributi costituiscono assumendo gradatamente connotati di tipo imprenditoriale. L’associazione-impresa
il fondo comune dell’associazione. Finché questa dura, i singoli associati non possono chiedere la
divisione del fondo comune, né pretenderne la quota in caso di recesso.
offriva al pubblico un servizio (spettacolo sportivo) contro il pagamento di un
Art. 38 (Obbligazioni): Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione i terzi prezzo commisurato alla qualità dell’offerta e all’entità della domanda. Anche gli
possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche
personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione.
22
ulteriori introiti economici a cui l’associazione sportiva faceva ricorso rispondevano
Le associazioni mutualistiche si contrappongono a quelle edonistiche, in quanto perseguono il
vantaggio degli stessi associati e non di terzi estranei al rapporto associativo. Nell’ambito di questa ad una logica tipicamente imprenditoriale: il fenomeno più vistoso è rappresentato
categoria si individuano le associazioni con scopo economico, o, meglio, con scopo indirettamente
economico (di scopo direttamente economico si parla in genere solo a proposito delle società), dalle dalla nascita dell’accordo di sponsorizzazione;
associazioni con scopo non economico, come appunto le associazioni con fini ricreativi. Si confronti W.
Bigiavi, La professionalità dell’imprenditore, Cedam, Padova 1948, pag. 90, nota 21.
b) man mano che l’associazione sportiva si evolveva sul terreno economico da
23
Si confronti F. Rubino, Un approccio manageriale alla gestione delle società di calcio, Franco Angeli, fenomeno volontaristico-dilettantistico verso un’organizzazione d’impresa veniva
Milano 2004, pag. 2.
24
Perchè numerosi imprenditori erano disposti ad investire ingenti cifre nel settore calcistico? Il motivo
fondamentale stava nel fatto che la gestione dell’impresa sportiva, sia a livello nazionale sia a livello
locale, poteva essere uno straordinario veicolo pubblicitario per l’imprenditore e la sua azienda; il “Artemio Franchi” nel 1996 ed è stato pubblicato a cura della Lega professionisti di serie C e della
perseguimento dei risultati sportivi non diventava quindi l’obiettivo finale, ma semplicemente lo Fondazione Artemio Franchi di Firenze nel 1998.
25
strumento per il conseguimento di profitti in via mediata e indiretta: sfruttando i successi e le Cfr. G. Rusconi, [Link]., pag. 66 che richiama F. Torneo, Amministrazione e bilancio delle società
affermazioni sportive come “cassa di risonanza” per l’attività imprenditoriale svolta, gli imprenditori calcistiche per azioni, Pirola, Milano 1986.
26
costituivano vantaggi competitivi per le proprie imprese. Cfr. G. De Vita, Il bilancio d’esercizio nelle Cfr. F. Rubino, [Link]., pag. 4.
27
società di calcio professionistiche, pagg. 26-27. Tale lavoro è risultato vincitore del premio di Laurea Ibidem, pag. 5.
20 21
correlativamente a modificarsi in profondità la stessa struttura plurisoggettiva con pieni poteri gestionali, allo scopo di procedere alla liquidazione delle stesse ed
dell’associazione28. alla loro costituzione in società per azioni31;
Scompare, di conseguenza, la figura del praticante-associato e subentra quella dell’atleta 2) il 16 dicembre il consiglio federale emanò uno Statuto-tipo obbligatorio per tutte le
professionista, non più membro della compagine associativa, composta ormai società professionistiche dei campionati maggiori, il cui contenuto prevedeva:
esclusivamente da soggetti finanziatori, ma atleta che presta la propria opera contro il − l’impossibilità di ripartire gli utili fra i soci in caso di scioglimento;
pagamento di un compenso. − l’obbligo di devolvere le somme residue ad un fondo di assistenza del Coni, dopo la
Si riscontrava quindi l’esigenza di una radicale modificazione normativa, dati i nuovi ed definizione dei rapporti con i terzi e la restituzione ai soci del capitale versato;
evidenti aspetti imprenditoriali che stavano assumendo sempre maggiore rilevanza e che − l’obbligo di restituzione al socio, in caso di scioglimento del singolo rapporto, del
29
necessitavano di una più adeguata regolamentazione giuridica . solo valore nominale delle azioni possedute32.
Con l’imposizione della forma societaria si rendevano applicabili ai club una serie di
5 La riforma del 1966: dalle associazioni alle società per azioni disposizioni legislative, principalmente quelle sulla formazione e sulla pubblicità del
bilancio, che avrebbero dovuto assicurare una più cauta e trasparente amministrazione,
30
Nel 1966 il consiglio nazionale della Federazione Italiana Giuoco Calcio emanò due nonché la possibilità di controllo da parte delle autorità sportive competenti33.
provvedimenti: L’obiettivo era quello di risanare le posizioni debitorie dei club, di far convivere le
1) il 16 settembre stabilì di sciogliere i consigli direttivi delle associazioni calcistiche finalità sportive con l’esigenza di un’ordinata gestione economica ed, infine, di far
professionistiche e di nominare un Commissario Straordinario per ciascuna di esse rispettare le disposizioni in materia societaria e fiscale.
Tuttavia, questa decisione provocò non poche perplessità riguardo alla legittimità della
28
Le caratteristiche fondamentali delle associazioni sportive sono:
a) struttura aperta con possibilità di mutamento dei componenti; delibera da cui derivava: molti giuristi, infatti, si interrogarono sul potere della Figc che,
b) organizzazione fissata dallo statuto sociale con poteri di rappresentanza in determinate persone; nel caso in esame, sembrava non rispettare l’autonomia negoziale delle associazioni
c) patrimonio proprio distinto da quello degli associati.
Rispetto al regime normale dell’associazione non riconosciuta, le associazioni di calcio possono stesse. Seguirono anche due interventi giurisprudenziali34 che dichiararono privo di
presentare caratteri e aspetti singolari. Così, mentre, per regola generale la costituzione e l’esistenza
dell’associazione non riconosciuta sono indipendenti da qualsiasi requisito di forma, per l’associazione legittimità imporre la costituzione di una Spa dopo lo scioglimento di un ente privato,
sportiva, e quella calcistica in particolare, almeno per quanto riguarda la possibilità di esistere ed agire
nell’ordinamento sportivo, si richiede un minimo di forma scritta e, precisamente, quanto allo statuto perché questo non è nel potere della Figc ma è di esclusiva pertinenza di legge.
sociale, che è documento da allegare alla domanda di affiliazione. Cfr. G. Falsanisi-E. F. Giangreco, Le
società di calcio del 2000. Dal marketing alla quotazione in Borsa, Rubbettino, Catanzaro 2001, pag.10,
Per ottenere, quindi, il passaggio da associazioni a società per azioni si dovette
nota 4. percorrere la via dell’incentivo; il Ministero del Turismo e dello spettacolo condizionò
29
Cfr. E. Caira , Società e associazioni sportive, Egea, Milano 1995.
30
La Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) è l’associazione delle società, delle associazioni e degli l’erogazione di un mutuo ad interesse agevolato, diretto al risanamento delle società
altri organismi a essa affiliati che perseguono il fine di praticare il gioco del calcio in Italia. La Figc è
l’unico organismo abilitato ad organizzare il gioco del calcio nel territorio nazionale, ed è un organo del calcistiche, all’assunzione da parte degli enti sportivi, della forma societaria di Spa35.
Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni). Quest’ultimo è stato istituito con la legge n. 426 del 16
febbraio 1942 e ha il compito di organizzare e potenziare lo sport, indirizzandolo verso il
31
perfezionamento atletico, con particolare riguardo al miglioramento fisico e morale. Il Coni è un ente A ben vedere, già prima di questa data alcuni club avevano volontariamente scelto di trasformarsi in
pubblico, dotato di personalità giuridica. È finanziato prevalentemente dai proventi derivanti dai concorsi società per azioni: il Torino Calcio nel 1959, il Modena Football Club nel 1962, il Napoli Calcio nel
a pronostico relativi al gioco del calcio, dai fondi pubblici, dalle donazioni private, dalle sottoscrizioni dei 1964. Per i problemi suscitati dalla riforma del 1966 nei confronti delle società già costituite in forma di
membri delle federazioni sportive, nonché dai ricavi generati dagli eventi sportivi. La Figc nello Spa, si veda un accenno in G. Minervini, Il nuovo statuto tipo delle società calcistiche, in “Rivista Diritto
svolgimento delle proprie funzioni, emana e modifica le Norme Organizzative Interne alla Federazione Commerciale”, n. 3 1967, pagg. 678 e seguenti.
32
(Noif), che regolano l’organizzazione interna della stessa Federazione e delle società sportive affiliate. Le Cfr. M. Cirenei, Le associazioni sportive per azioni, in “Rivista di Diritto Commerciale”, n. 1/1970.
33
Noif contengono anche le norme in tema di ordinamento dei campionati e delle gare, del tesseramento, Cfr. A. Tanzi, Le società calcistiche. Implicazioni economiche di un gioco, Giappichelli, Torino 1999.
34
della disciplina dei calciatori, dei controlli sulla gestione economico-finanziaria delle società Il primo emesso dalla Corte di Cassazione, Sezioni unite, con sentenza n. 2028 del 1968; il secondo
professionistiche e delle Leghe e, più in generale, tutti gli aspetti inerenti i rapporti con le Leghe e tra emesso dal Consiglio di Stato, sesta sezione, con sentenza n. 354 del 1969.
35
società e calciatori. Per ulteriori informazioni si rimanda al sito internet: [Link]. Cfr. F. Rubino, [Link]., pag. 11.
22 23
La situazione dei club, però non migliorò. Nel 1972 il disavanzo complessivo serie di principi di ampio respiro, tra cui prevale quello secondo cui l’attività sportiva è
ammontava a 18 miliardi. Nel luglio 1977 l’allora presidente di Lega36 Antonio Griffi libera, seppur nei limiti imposti dalla legge39. La normativa stabilisce in maniera chiara i
si dimise dopo che 20 società su 36 sottoscrissero un documento per la richiesta di un criteri in base ai quali distinguere l’attività sportiva dilettantistica da quella
commissario in Lega, in grado di far fronte ai gravissimi problemi del settore che professionistica e regolamenta i rapporti tra atleti professionisti e società sportive con
presentava oltre 50 miliardi di deficit. una particolare attenzione all’aspetto tributario. Vengono stabiliti, inoltre, i requisiti
Le passività correnti rappresentavano già nel 1972 il 56,4% dei finanziamenti ricevuti essenziali per la costituzione, il controllo della gestione e la liquidazione delle società,
dai club. Dal 1975 al 1978, nonostante l’erogazione di un mutuo federale pari a 66 oltre a fissare le caratteristiche e le competenze delle federazioni. La legge esamina la
miliardi, il rapporto aumentò vertiginosamente fino a raggiungere un valore pari al rilevanza, ai fini dell’imposizione e dell’imposta sul valore aggiunto dei contratti tra
67,8%. I costi di gestione erano pari al 97% dei ricavi netti da gare, di questi oneri il ente ed atleta e fissa le modalità di applicazione delle imposte per l’operazione di
50% era destinato a coprire ingaggi, stipendi e premi a giocatori e tecnici37. Occorreva, trasformazione delle associazioni in società di capitali.
dunque, procedere ad una nuova riforma, questa volta con l’intervento diretto del Gli aspetti maggiormente significativi, che vale la pena di approfondire sono però due:
Parlamento. il fine non lucrativo delle società;
l’abolizione del vincolo sportivo.
6 La Legge n. 91 del 23 marzo 1981 In merito al primo aspetto, i primi due commi dell’articolo 10 della norma, rubricato
“costituzione e affiliazione” recitano così: “possono stipulare contratti con atleti
Il 23 marzo del 1981 con l’emanazione della Legge n. 91 il legislatore ordinario professionisti solo le società sportive costituite nella forma di società per azioni o di
disciplina in maniera organica per la prima volta la materia calcistica38, fissando una società a responsabilità limitata. L’atto costitutivo deve prevedere che gli utili siano
interamente reinvestiti nella società per il perseguimento esclusivo dell’attività
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La Lega Nazionale Professionisti nasce nel 1946 a Rapallo con lo scopo di creare, all’interno del sportiva”.
mondo del calcio, un’attività dirigenziale coerente e realistica. La Lega associa in forma privatistica le
società affiliate alla Figc che partecipano ai Campionati di Serie A e B e che, a tal fine, si avvalgono delle Da una prima e sommaria lettura del comma si trae la convinzione che il divieto di
prestazioni di calciatori professionisti. La Lega, quale associazione di società, affiliata alla Figc, agisce
altresì nell'ambito delle funzioni ad essa demandate dallo Statuto e dalle norme federali. Essa, per il distribuire utili ai soci fosse da considerare inderogabile, stante la presenza
raggiungimento delle proprie finalità, gode di autonomia organizzativa ed amministrativa e, con funzioni
rappresentative delle società associate, svolge tutti i compiti e le attribuzioni conseguenti, salvo quelli
dell’aggettivo “esclusivo” che lascia poco spazio a qualsiasi interpretazione estensiva
che, per disposizioni di legge, di Statuto Federale o contenute nelle Norme Organizzative Interne della del dettato normativo. Il legislatore ha pertanto voluto delineare una società di capitali
Figc, sono di competenza di quest’ultima. In particolare, la Lega: stabilisce i calendari delle competizioni
ufficiali e fissa date ed orari; regolamenta, per la tutela della regolarità tecnica e disciplinare delle svolgente sì attività diretta alla produzione di “guadagni”, ma col limite, di non poco
competizioni e per motivi connessi alla sicurezza, le modalità di accesso di operatori e radio-cronisti negli
spazi soggetti ai poteri degli ufficiali di gara; regolamenta i rapporti fra le società e i mezzi di rilievo, di impedirne la successiva distribuzione tra gli stessi soci40.
informazione per il solo esercizio del diritto di cronaca radiofonica e televisiva e per assicurare le
modalità di accesso in conformità alle vigenti leggi; assicura la distribuzione interna delle risorse
finanziarie; definisce, d'intesa con le categorie interessate, i limiti assicurativi contro i rischi a favore dei compenso nelle discipline regolamentate dal CONI e che sono tesserati come professionisti dalle
tesserati e le eventuali altre forme assicurative, anche integrative, e formula pareri sui trattamenti Federazioni riconosciute dal CONI stesso (art. 2 della Legge 91/81).
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pensionistici degli stessi; rappresenta le società nella stipula degli accordi di lavoro e nella Art. 1: “L’esercizio dell’attività sportiva, sia essa svolta in forma individuale o collettiva, sia in forma
predisposizione dei relativi contratti-tipo; rappresenta, su delega specifica rilasciata per ogni singolo professionistica o dilettantistica, è libero”.
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contratto e da ogni singola società, le società che partecipano alle competizioni agonistiche ufficiali Sintomatici, al riguardo, appaiono due provvedimenti: l’uno federale, l’altro parlamentare. Con il primo
limitatamente alla cessione per la diffusione sul solo territorio italiano dei diritti televisivi degli highlights viene eliminato dalla stesura definitiva dell’articolo 22 dello Statuto tipo – che nell’originaria
in chiaro e in differita dei Campionati di Serie A e di Serie B. Per approfondimenti si rimanda allo statuto formulazione prevedeva come la destinazione specifica degli eventuali utili di bilancio fosse rimessa alla
della Lega Calcio Professionisti, consultabile sul sito: [Link]. determinazione dell’assemblea, ma pur sempre nel quadro delle finalità di carattere sportivo perseguite
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Dati ricavati dal sito internet: [Link]. dalla società, per la realizzazione dell’intento dei soci, i quali si propongono essenzialmente lo scopo di
38
Ad evidenza la legge 91/1981 non è diretta soltanto alle società calcistiche, ma a tutte quelle sportive in ottenere, potenziandoli, tali obiettivi – l’inciso “eventuali”. Questo, infatti, prevedendo il perseguimento
generale. Essa riguarda tutti gli sportivi professionisti (vengono esclusi, quindi, i dilettanti), cioè gli atleti, degli utili come mera eventualità avrebbe potuto generare situazioni equivoche, come la possibilità di
gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi e i preparatori atletici che svolgono l’attività sportiva dietro perseguire finalità extra-calcistiche. Cfr. G. Volpe Putzolu, Una legge per lo sport, in “Foro Italiano”, n.
24 25
Entrando nel merito della questione, occorre rilevare, innanzitutto, come nelle società all’istituto del vincolo stabilendo nell’articolo 16: “le limitazioni alla libertà
sportive l’elemento di anomalia causale rispetto al sistema codicistico non riguardi il contrattuale dell’atleta professionista, individuate come <vincolo sportivo> nel vigente
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c.d. scopo-mezzo bensì lo scopo-fine . Infatti, lo scopo-mezzo, riferito alle società di ordinamento sportivo, saranno gradualmente eliminate entro cinque anni dalla data di
calcio, consiste nell’esercizio di un’attività di pubblici spettacoli e nessun elemento entrata in vigore della presente legge, secondo modalità a parametri stabiliti dal Coni, in
induce a ritenere che essa possa essere organizzata con criteri non economici. Pertanto, relazione all’età degli atleti, alla durata ed al contenuto patrimoniale del rapporto con le
anche le società calcistiche, avuto riguardo allo scopo-mezzo, possono organizzare società”.
l’esercizio di un’attività di pubblici spettacoli con criteri economici diretti alla La nuova disciplina, oltre a riconoscere al giocatore una propria autonomia e una
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produzione di utili (sia pure da reinvestire) . propria professionalità introduce anche un nuovo tipo di contratto di lavoro subordinato,
Il legislatore, quindi, concede alle società la possibilità di svolgere un’attività diretta alla quello del lavoratore sportivo, in base al quale il calciatore professionista viene
produzione di guadagni, ma impedisce la successiva distribuzione degli stessi ai soci. assimilato al lavoratore dipendente, sebbene con alcune eccezioni. In particolare le
Vengono vietate ai club, quindi non le attività lucrative “oggettive”, ma soltanto quelle prestazioni dell’atleta diventano di lavoro autonomo quando ricorra almeno uno dei
“soggettive”, ossia riguardanti i singoli azionisti43. seguenti requisiti (art. 3):
Se ne desume, pertanto, che la partecipazione a queste società è motivata dall’intento di a) l’attività sia svolta nell’ambito di una singola manifestazione sportiva o di più
contribuire alla promozione ed al potenziamento dello sport; il singolo socio non trae manifestazioni tra loro collegate in un breve periodo di tempo;
dalla sua partecipazione alcun beneficio di carattere economico, e nei casi in cui questo b) l’atleta non sia contrattualmente vincolato per ciò che riguarda la frequenza a sedute
sia presente, non si tratta di un interesse diretto, ma mediato e riflesso. di preparazione od allenamento;
L’eventuale vantaggio economico del socio, infatti, non deriva direttamente dalla c) la prestazione che è oggetto del contratto, pur avendo carattere continuativo, non
gestione dell’impresa comune, ma dal prestigio e dalla notorietà che conseguono alla superi otto ore settimanali, oppure cinque giorni ogni mese, ovvero trenta giorni
partecipazione sociale e si tratta di benefici che non sono commisurati al successo ogni anno.
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economico dell’iniziativa, ma ai risultati dell’attività sportiva . Il rapporto tra la società e il calciatore si costituisce con la stipulazione di un contratto in
Per quanto concerne il secondo punto, la Legge 91/81 elimina la posizione dominante forma scritta45, la cui durata non può essere superiore ai 5 anni46. A tale rapporto di
assunta in precedenza dalle società nei confronti del calciatore; quest’ultimo, infatti,
45
anche dopo la scadenza del contratto era costretto ad accettare la destinazione decisa dal Art. 4: “Il rapporto di prestazione sportiva a titolo oneroso si costituisce mediante assunzione diretta e
con la stipulazione di un contratto in forma scritta, a pena di nullità, tra lo sportivo e la società destinataria
club vedendo così limitata la sua libertà contrattuale. La nuova legge pone rimedio delle prestazioni sportive, secondo il contratto tipo predisposto, conformemente all’accordo stipulato,
ogni tre anni dalla Federazione sportiva nazionale e dai rappresentanti delle categorie interessate. La
società ha l’obbligo di depositare il contratto presso la Federazione sportiva nazionale per l’approvazione.
Le eventuali clausole contenenti deroghe peggiorative sono sostituite di diritto da quelle del contratto
5/1981, pag. 311. Il secondo provvedimento, invece, si ricava dai lavori parlamentari preparatori alla tipo. Nel contratto individuale dovrà essere prevista la clausola contenente l’obbligo dello sportivo al
Legge 91/1981. Infatti nell’articolo 10 del testo originario era dato leggere che “le società sportive titolari rispetto delle istruzioni tecniche e delle prescrizioni impartite per il conseguimento degli scopi agonistici.
di rapporti contrattuali con atleti professionisti non possono perseguire scopo di lucro”. Stranamente, Nello stesso contratto potrà essere prevista una clausola compromissoria con la quale le controversie
però, questa disposizione che pure aveva ottenuto l’approvazione dal Senato, fu soppressa in sede di concernenti l’attuazione del contratto e insorte fra la società e lo sportivo sono deferite ad un collegio
discussione alla Camera. Cfr. [Link] Toro, L’iter parlamentare della Legge 23 marzo arbitrale. La stessa clausola dovrà contenere la nomina degli arbitri oppure stabilire il numero degli arbitri
1981, n.81 sui rapporti tra società e sportivi professionisti, in “Rivista Diritto Sportivo”, 1981, pag. 492. e il modo di nominarli. Il contratto non può contenere clausole di non concorrenza o, comunque,
41
Cfr. G. Marasà, Le società senza scopo di lucro, Milano 1984, pag. 399. limitative della libertà professionale dello sportivo per il periodo successivo alla risoluzione del contratto
42
Cfr. [Link], [Link]., pag. 22. stesso né può essere integrato, durante lo svolgimento del rapporto, con tali pattuizioni. Le federazioni
43
Cfr. G. Marasà, Società sportive e società di diritto speciale, in “Rivista Società”, 1982 pag. 507. sportive nazionali possono prevedere la costituzione di un fondo gestito da rappresentati delle società e
L’autore sottolinea come appaia “davvero farisaico il tentativo di avallare un’immagine del finanziatore degli sportivi per la corresponsione della indennità di anzianità al termine dell’attività sportiva, a norma
dell’attività, cioè dell’azionista delle società sportive, assai simile a quella di un mecenate, interessato dell’art. 2123 del codice civile…”.
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solo ai successi della propria squadra e del tutto alieno da biechi interessi economici”. Art. 5: “Il contratto di cui all'articolo precedente può contenere l'apposizione di un termine risolutivo,
44
Cfr. [Link], [Link]., pag. 22. non superiore a cinque anni dalla data di inizio del rapporto. È ammessa la successione di contratto a
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lavoro non sono applicabili alcune disposizioni di legge ritenute non compatibili con il Due anni dopo il mundial di España 1982, giunge in Italia uno dei calciatori, se non il
tipo di attività svolta. In particolare, si tratta delle disposizioni relative al licenziamento, calciatore, più forte di ogni epoca: Diego Armando Maratona49. Il pibe de oro, come era
alla risoluzione del contratto, al reintegro in caso di licenziamento ingiustificato. Inoltre, soprannominato, è stato l’indiscusso protagonista della scena calcistica, nel bene e nel
le ipotesi nelle quali risulta possibile il licenziamento del calciatore sono esplicitamente male, dal 1985 al 1990. In Italia conquista due scudetti col Napoli, un club che in 60
previste dal contratto-tipo predisposto dalla Federazione e dall’Associazione Italiana anni di storia mai era diventato campione d’Italia, a livello internazionale conduce la
Calciatori (Aic). seleccion argentina alla vittoria della Coppa del Mondo di Mexico 198650.
L’abolizione del vincolo sportivo porta il legislatore ad adottare una forma di Maradona conquista letteralmente la fede dei napoletani, tanto che nel 1990 in
indennizzo per tutelare il patrimonio dei club, i quali si trovano improvvisamente con occasione della semifinale mondiale tra Italia e Argentina, disputata proprio a Napoli, i
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un potere contrattuale diminuito . La soluzione trovata doveva compensare supporters partenopei tifano spudoratamente per la squadra sudamericana anziché
l’investimento effettuato dalla società nella formazione del calciatore, ma tale sostenere la propria compagine nazionale. E in quell’incontro è proprio l’Argentina ad
indennizzo contrasta con lo spirito di fondo relativo all’eliminazione del vincolo, in avere la meglio. In finale, però, agli argentini va male: il titolo mondiale è appannaggio
quanto introduce un ulteriore legame tra il calciatore e la società, che da un lato può dei tedeschi e l’estate delle notti magiche si rivela agro dolce per l’Italia guidata da
limitarne la mobilità nel mercato, dall’altro può essere premessa per la disoccupazione Azeglio Vicini, che deve accontentarsi soltanto della medaglia di bronzo.
del calciatore.
L’intervento normativo del 1981, con i suoi pregi e i suoi difetti, rappresenta ancora 7 La “sentenza Bosman” e il Decreto “spalma-perdite”
oggi, nonostante le ripetute rettifiche ed integrazioni, la legge base per la
regolamentazione del settore calcistico in Italia. Un settore che negli anni Ottanta, Un mese dopo la fine del mondiale di Italia 90, il calciatore Jean Marc Bosman cita per
nonostante lo scandalo sulle scommesse sportive, torna nuovamente alla ribalta danni al Tribunale di Liegi il suo club (F.C. Liegi) e la Federcalcio belga, colpevoli,
mediatica e nei cuori degli italiani per la terza vittoria dell’Italia nella Coppa del secondo il giocatore, di aver impedito il suo trasferimento al club transalpino del
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mondo . Dunkerque. In scadenza di contratto, il Liegi aveva proposto a Bosman il rinnovo, ma
termine fra gli stessi soggetti. È ammessa la cessione del contratto, prima della scadenza, da una società
sportiva ad un'altra, purché vi consenta l'altra parte e siano osservate le modalità fissate dalle federazioni – Delirio dei tifosi italiani allo stadio Bernabeu attorno al presidente Pertini, esultante – Rossi
sportive nazionali”. capocannoniere del torneo con 6 gol – I campioni mondiali rientrano oggi a Roma”. Così titola La
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Art. 6: “Cessato, comunque un rapporto contrattuale, l’atleta professionista è libero di stipulare un Gazzetta dello Sport di lunedì 12 luglio 1982 in prima pagina. L’editoriale del direttore Gino Palumbo
nuovo contratto. In tal caso, le federazioni sportive nazionali possono stabilire il versamento da parte sentenzia: “Bearzot come Pozzo”. A pagina 5 la cronaca del match di Lodovico Maradei ha come titolo:
della società firmataria del nuovo contratto alla società sportiva titolare del precedente di una indennità di “Il mondo è azzurro! Fantastica finale, travolta la Germania, siamo i campioni! Dopo 44 anni l’Italia ha
preparazione e promozione dell’atleta professionista, da determinare secondo coefficienti e parametri riconquistato il titolo di campione del mondo pareggiando i primi tre incontri della prima fase contro
fissati dalla stessa Federazione, in relazione alla natura ed alle esigenze dei singoli sport. Nel caso di Polonia, Perù e Camerun, imponendosi con grande autorità all’Argentina e al Brasile nella seconda fase e
primo contratto l’indennità può essere dovuta alla società od associazione sportiva presso la quale l’atleta poi in semifinale alla Polonia”. La formazione azzurra che inizia la finale è la seguente: Zoff, Bergomi,
ha svolto la sua ultima attività dilettantistica o giovanile. Alla società od alla associazione sportiva che, in Cabrini; Gentile, Collovati, Scirea; Conti, Tardelli, Rossi, Oriali, Graziani.
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virtù del tesseramento dilettantistico o giovanile, ha provveduto all’addestramento e alla formazione A ben vedere il trasferimento di Maradona dal Barcellona al Napoli, avvenuto nell’estate del 1984 non
tecnica dell’atleta, viene riconosciuto il diritto di stipulare il primo contratto professionistico con lo stesso sarebbe stato del tutto regolare. Si racconta infatti che il deposito del contratto nella sede milanese della
atleta. Tale diritto può essere esercitato in pendenza del precedente tesseramento, nei tempi e con le Lega sia avvenuto ben oltre il limite massimo consentito, ma l’astuzia dell’allora presidente del Napoli
modalità stabilite dalle diverse federazioni sportive nazionali in relazione all’età degli atleti ed alle Ferlaino condusse l’intera operazione in porto senza intoppi. A tal punto che il 5 luglio del 1984 alle
caratteristiche delle singole discipline sportive. L’indennità di preparazione e di promozione dovrà essere 18,31 Diego Maradona poté palleggiare sul prato dello Stadio San Paolo davanti a 70.000 persone
reinvestita, dalle società od associazioni che svolgono attività dilettantistica, nel perseguimento di fini estasiate. Per approfondimenti si veda O. Beha-A. Di Caro, Indagine sul calcio, Bur, Milano 2006, pagg.
sportivi”. 57 e seg.
48 50
“Campioni del mondo! Italia-Germania 3-1. La nazionale ha trionfato nella finalissima di Madrid In quella rassegna iridata, Maradona, nel match valevole per i quarti di finale tra Argentina e
conquistando il suo terzo titolo mondiale dopo quelli del 1934 e del 1938 e raggiungendo così il Brasile Inghilterra, segna nel giro di quattro minuti due goal che sono l’emblema della sua carriera: follia e genio,
già vincitore tre volte – Cabrini ha fallito un rigore nel primo tempo, poi sono venuti gli splendidi gol di male e bene, furberia e arte. Prima, infatti realizza una rete con la mano e poi incanta il pubblico con una
Rossi, Tardelli e Altobelli – Solo a 7 minuti dalla fine i tedeschi hanno accorciato le distanze con Breitner marcatura al termine di uno slalom partito da centrocampo. Cfr. [Link] Caro, [Link]., pag. 82.
28 29
con una riduzione dello stipendio. Il giocatore, non soddisfatto della proposta ricevuta, un’indennità di trasferimento, formazione e promozione, sono contrarie al principio
si accorda con il Dunkerque, ma le due squadre non riescono a trovare una convergenza della libera circolazione dei lavoratori a livello comunitario56.
economica sull’indennità da corrispondere per il passaggio dell’atleta, il quale si trova Secondariamente, la stessa sentenza sancisce la contrarietà alla libera circolazione anche
così costretto all’inattività per una intera stagione visto il mancato accordo tra le delle norme emanate dalle federazioni sportive, in forza delle quali, nelle partite che
società51. organizzano, le società calcistiche possono schierare solo un numero limitato di
La Corte d’appello di Liegi, con ordinanza del 1° ottobre 1993, chiede alla Corte di calciatori professionisti cittadini di altri Stati membri.
Giustizia dell’Unione Europea di pronunciarsi in via pregiudiziale, ai sensi dell’art. 234 Le conseguenze di questo provvedimento sono notevoli non solo dal punto di vista
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del Trattato CEE , sulla compatibilità con il medesimo Trattato (sotto il profilo tanto sportivo, ma anche per quel che concerne gli aspetti legislativi ed economici del calcio.
della normativa antitrust quanto di quella sulla libera circolazione dei lavoratori) dei In Italia, la sentenza provoca la dichiarazione di illegittima:
regolamenti calcistici nazionali ed internazionali in materia di indennità di a) dell’indennità di preparazione e promozione per il trasferimento di un giocatore
trasferimento53. giunto a fine contratto;
In particolare, la Corte di Appello invita la Corte di Giustizia a stabilire se gli articoli a) del limite riguardante il numero di stranieri comunitari da schierare in campo nelle
del Trattato di Roma del 25 marzo 1957 vanno interpretati nel senso che vietano: competizioni europee.
a) che una società calcistica possa pretendere e percepire il pagamento di una somma L’abolizione dell’indennità di preparazione crea non pochi problemi alle società che
di denaro allorché un giocatore già tesserato per la stessa società, dopo la scadenza hanno iscritto in bilancio degli importi corrispondenti ai premi che pensavano di
del contratto con essa stipulato, venga ingaggiato da una nuova società calcistica; incassare, qualora il giocatore, giunto alla naturale conclusione del contratto, avesse
b) che le associazioni o federazioni sportive, nazionali ed internazionali, possano concordato il trasferimento ad altra società. Venendo meno tale premio per effetto della
includere nei rispettivi regolamenti norme che limitino la partecipazione di giocatori sentenza citata, le società vedono appesantire notevolmente i propri bilanci57.
stranieri, cittadini dei paesi aderenti alla Comunità europea, alle competizioni che Occorre, dunque, intervenire a livello legislativo con un provvedimento che mitighi gli
organizzano. effetti negativi prodotti dalla sentenza.
La Corte di Giustizia, con la sentenza54 del 15 dicembre 1995, stabilisce, in base all’art. Il processo di revisione alla Legge n. 91 del 1981 inizia con il Decreto Legge (D.L.) n.
3955 del Trattato di Roma, innanzitutto che le norme emanate dalle federazioni sportive 272 del 17 maggio 1996 contenente delle disposizioni urgenti per le società sportive. Il
in forza delle quali un calciatore professionista, cittadino di uno Stato membro, alla decreto, però, non viene convertito in legge, cosicché si rende necessaria una sua
scadenza del contratto che lo vincola ad una società, può essere ingaggiato da una reiterazione mediante il D.L. n. 383 del 22 luglio 1996, il quale ripropone per intero il
società di un altro Stato membro solo se questa ha versato alla società di provenienza testo del precedente decreto.
Anche il D.L. n. 383 non viene convertito in legge e, allo scadere dei 60 giorni, c’è una
51
Cfr. F. Rubino, [Link]., pagg. 14-15.
52
Art. 234 Trattato CEE: “La Corte di giustizia è competente a pronunciarsi in via pregiudiziale:
nuova reiterazione, con il D.L. n. 485 del 20 settembre. Quest’ultimo intervento
a) sull’interpretazione del trattato;
56
b) sulla validità e l’interpretazione degli atti compiuti dalle istituzioni della Comunità e della BCE; Jean Marc Bosman vede dunque premiate le proprie ragioni: «Questa è senza dubbio la più bella
c) sull’interpretazione degli statuti degli organismi creati con atto del Consiglio, quando già vittoria della mia carriera e il più bel regalo di Natale che una corte di giustizia abbia potuto fare ad un
previsto dagli statuti stessi. cittadino.(…) Ho trascorso cinque anni difficili e momenti tremendi. Mi sono sentito solo e a volte
53
Cfr. M. Coccia, L’indennità di trasferimento e la libera circolazione dei calciatori professionisti disperato. Mai o quasi ho potuto contare, se non recentemente, sulla solidarietà di qualche compagno.
nell’Unione europea, in “Rivista Diritto Sportivo”, n.3/1994. Eppure credo che questa crociata valeva la pena di essere combattuta per il bene del calcio e soprattutto
54
Consultabile all’indirizzo web: [Link] per rendere ai calciatori una certa dignità e farli uscire definitivamente da una forma di schiavitù». Cfr. G.
55
Art. 39 Trattato CEE: “La libera circolazione dei lavoratori all’interno della Comunità è assicurata. Agus, Bosman esulta: «Abolita la schiavitù nel calcio», in “La Gazzetta dello Sport”, 16/12/1995, pag. 3.
57
Essa implica l’abolizione di qualsiasi discriminazione, fondata sulla nazionalità, tra i lavoratori degli Stati Cfr. N. Forte, I bilanci delle società sportive dopo la sentenza Bosman, in “Rivista Diritto Sportivo”,
membri, per quanto riguarda l’impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro”. 1997, pag. 207.
30 31
normativo, soprannominato “decreto spalma-perdite”, introduce delle novità importanti − “nel caso di primo contratto deve essere stabilito dalle federazioni sportive nazionali
rispetto ai precedenti ed è convertito, con alcune modifiche, nella legge n. 586 del 18 un premio di addestramento e formazione tecnica in favore della società od
novembre 1996 (“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 associazione sportiva presso la quale l’atleta ha svolto la sua ultima attività
settembre 1996, n. 485, recante disposizioni urgenti per le società sportive dilettantistica o giovanile;
professionistiche” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 272 del 20 novembre 1996). − alla società od alla associazione sportiva che, in virtù di tesseramento dilettantistico
Per ovviare alle problematiche sorte dopo la sentenza Bosman, all’articolo 16 della o giovanile, ha provveduto all’addestramento e formazione tecnica dell’atleta, viene
58
legge 23 marzo 1981, n. 91, sono aggiunti i seguenti commi : riconosciuto il diritto di stipulare il primo contratto professionistico con lo stesso
− “le società sportive previste dalla presente legge possono iscrivere nel proprio atleta. Tale diritto può essere esercitato in pendenza del precedente tesseramento,
bilancio tra le componenti attive, in apposito conto, un importo massimo pari al nei tempi e con le modalità stabilite dalle diverse federazioni sportive nazionali in
valore delle indennità di preparazione e promozione maturate alla data del 30 giugno relazione all’età degli atleti ed alle caratteristiche delle singole discipline sportive;
1996, in base ad una apposita certificazione rilasciata dalla Federazione sportiva − il premio di addestramento e formazione tecnica dovrà essere reinvestito, dalle
competente conforme alla normativa in vigore; società od associazioni che svolgono attività dilettantistica o giovanile, nel
− le società che si avvalgono della facoltà di cui al comma precedente debbono perseguimento di fini sportivi”.
procedere ad ogni effetto all’ammortamento del valore iscritto entro tre anni a L’art. 4 stabilisce, invece, che “l’atto costitutivo deve provvedere che una quota parte
decorrere dalla data del 15 maggio 1996, fermo restando l’obbligo del controllo da degli utili, non inferiore al dieci per cento, sia destinata a scuole giovanili di
parte di ciascuna Federazione sportiva ai sensi dell’articolo 12; addestramento e formazione tecnico-sportiva”.
− le società appartenenti a federazioni sportive che abbiano introdotto nei rispettivi Occorre quindi impegnarsi nello sviluppo del settore giovanile ed investire nelle risorse
ordinamenti il settore professionistico in epoca successiva alla data di entrata in umane.
vigore della presente legge, oltre che avvalersi della facoltà prevista dal secondo Andando oltre il recepimento della sentenza Bosman, la legge 485 introduce anche
comma, possono altresì provvedere ad un ammortamento delle immobilizzazioni, un’importantissima novità: fa ufficialmente confluire le società sportive nell’alveo delle
iscritte in sede di trasformazione o di prima applicazione del vincolo di cui al primo società di capitali consentendo loro, in ottemperanza al disposto dell’art. 2247 del
comma, entro un periodo non superiore a tre anni, a decorrere dalla data del 15 codice civile59, di perseguire finalità lucrative soggettive, al contrario dell’articolo 10,
maggio 1996.” secondo comma, della legge 91/81, il quale sanciva che l’atto costitutivo dovesse
Viene, quindi, concessa alle società la possibilità non di svalutare in un’unica soluzione prevedere che gli utili fossero interamente reinvestiti nella società per il perseguimento
il valore iscritto in bilancio dell’indennità di preparazione e promozione che non sarà esclusivo dell’attività sportiva.
mai più incassato, ma di diluire tale svalutazione in tre esercizi. Il risultato che si Un ulteriore aspetto previsto da questa riforma è relativo alla modificazione del
raggiunge è quello di non “appesantire” il primo bilancio post-decreto, ma di consentire trattamento delle eventuali voci dell’attivo residuate dalla liquidazione della società. In
di spalmare la perdita in più anni. precedenza, infatti, i soci, al momento della liquidazione, potevano al massimo vedersi
Al posto dell’indennità di preparazione e promozione la nuova norma introduce il rimborsato il valore nominale delle azioni o delle quote possedute, poiché le eccedenze
premio di addestramento e formazione tecnica. L’articolo 1 della L. 485/96 stabilisce,
infatti, che:
59
Art. 2247 (contratto di società): “Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o
58
Cfr. Art. 3 L. 485/96. servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili”.
32 33
erano di pertinenza del Coni; con la nuova norma, invece, viene eliminata qualunque Tabella 1: Evoluzione legislativa delle società di calcio.
limitazione al rimborso di dette quote e azioni. 1960 – 1981 1981 – 1996 1996 – 2007
Lo scopo di lucro sancisce il passaggio del mondo del calcio professionistico ad un
Norme di Statuto delle federazioni Legge 23 marzo 1981 Legge 18 novembre
sistema business oriented60.
riferimento sportive n. 81 1996 n. 586
Viene, altresì, stabilito che “l’atto costitutivo deve prevedere che la società possa
svolgere esclusivamente attività sportive ed attività ad esse connesse o strumentali”61; si Forma del club Associazione Spa Spa
In merito al secondo aspetto della sentenza Bosman, l’abolizione del limite riguardante
La vicenda degenera, nel giro di un lustro, nel cosiddetto scandalo di
il numero di stranieri comunitari da schierare in campo nelle competizioni europee, si
“Passaportopoli64”. I calciatori extra-comunitari, infatti, per beneficiare dello status di
può osservare come tale provvedimento produca l’incremento esponenziale del numero
comunitari vanno alla ricerca di presunti antenati residenti in un paese dell’Unione
di calciatori non italiani tesserati dalle società di serie A.
Europea e non disdegnano di falsificare il proprio passaporto pur di aggirare la norma
60
Cfr. F. Rubino, [Link]., pag. 18. post-Bosman.
61
Art. 4 comma1 lettera b Legge 586/96. Si noti come questa disposizione sia stata aggiunta in sede di
conversione del D.L.485/96, in quanto il testo originario del decreto prevedeva tout court la soppressione
del secondo comma dell’art. 10 Legge 91/81. 64
Lo scandalo dei passaporti falsi scoppia in Italia il 6 aprile 2000 con il caso Veron. Il centrocampista
62
Cfr. F. Rubino, [Link]., pag. 19. argentino della Lazio viene accusato di aver prodotto una documentazione falsa per ottenere il passaporto
63
Art. 2477 (collegio sindacale): “La nomina del collegio sindacale è obbligatoria se il capitale sociale italiano. Il 13 settembre dello stesso anno, alla dogana di Varsavia i giocatori dell’Udinese Warley e
non è inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni (100 mila euro). È altresì obbligatoria se Alberto vengono trovati in possesso di due passaporti palesemente contraffatti. La procura di Udine apre
per due esercizi consecutivi siano stati superati due dei limiti indicati nel primo comma dell’art. 2435-bis un’inchiesta. Le indagini proseguono e si moltiplicano le procure interessate (Vicenza, Udine, Roma,
(bilancio in forma abbreviata). L’obbligo cessa se, per due esercizi consecutivi, due dei predetti limiti non Milano, Torino e Genova). “Come sempre accade, sembra che non esistano colpevoli. Le società
vengono superati”. In particolare i nuovi limiti dettati dall’art. 2435-bis in tema di bilancio in forma invischiate si trincerano in un generale «non sapevamo niente» fino a dichiararsi addirittura parte lesa.
abbreviata, in vigore dal 12 dicembre 2006, sono: Tra rinvii a giudizio e casi archiviati al luglio del 2001 arrivano le prime sentenze. In seguito la Camera di
− totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 3.650.000 euro; conciliazione e arbitrato del CONI riduce le pene. Risultato: pochi mesi di squalifica ai calciatori (tra cui
− ricavi delle vendite e delle prestazioni: 7.300.000 euro; Recoba, Dida, Jeda), multe alle società e ai dirigenti, nessuna penalizzazione in punti e classifiche
− dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità. intatte”. [Link] Caro, [Link]., pagg. 390 e seguenti.
34 35
Il 1996, oltre che per gli effetti prodotti dalla sentenza Bosman e dal D.L. n. 485/96, si − la sconfitta della Rai all’asta per la trasmissione non codificata del campionato di
ricorda per diversi eventi che hanno rivoluzionato come non mai il pianeta del calcio calcio della stagione 1996/97 a vantaggio di Telemontecarlo e anche
italiano ed hanno fortemente inciso sulla gestione delle società calcistiche: l’aggiudicazione, sempre a Telemontecarlo, dei diritti di trasmissione della partita
− l’invasione, nel campionato, di decine di giocatori provenienti da altre federazioni Inghilterra-Italia del 12 febbraio 1997; così per la prima volta gli italiani hanno visto
(46 in serie A, 18 in serie B e 8 in serie C alla fine del 1996), ma soprattutto, cosa la Nazionale su una rete privata;
che non si era mai vista, la fuoriuscita di più di venti calciatori italiani che sono − lo spostamento di alcune partite del massimo campionato al sabato, per garantire
andati a giocare all’estero; maggiori introiti televisivi e, presumibilmente, più pubblico negli stadi;
− la possibile quotazione in Borsa dei club calcistici; − la comparsa di alcuni corsi universitari espressamente indirizzati alla formazione
− la possibilità di vedere in diretta, per gli abbonati della televisione a pagamento nella degli operatori delle organizzazioni calcistiche65.
formula pay per view, tutti gli incontri di serie A e B, a partire dal campionato Con gli avvenimenti del 1996, la via che dovrebbe portare il calcio italiano a far parte
1996/97; dell’industria mondiale dell’entertainment – ovvero di quel particolarissimo e
− la sottoscrizione di un accordo commerciale tra Juventus e Milan, finalizzato alla preziosissimo segmento di attività economiche quali cinema, parchi tematici, spettacoli
valorizzazione congiunta di alcuni “prodotti” legati al calcio, quali eventi, pubblicità dal vivo e così via – è stata definitivamente tracciata.
e merchandising; Le società sono ora chiamate ad una corretta gestione economica e finanziaria basata sul
− l’aumento delle risorse provenienti, o potenzialmente ricavabili, dallo sfruttamento controllo dei costi e sull’incremento dei ricavi al fine di ottenere utili d’esercizio. In tal
dei marchi, del patrimonio di immagine e dei bacini territoriali di utenza delle senso diventa basilare il potenziamento di quelle strategie di mercato già sviluppate con
diverse squadre, unito alla crescita della concorrenza esercitata da alcuni campionati grande successo dai club calcistici inglesi ma ancora poco sfruttate dai club italiani o
stranieri ed alle conseguenze della sentenza Bosman, che ha notevolmente addirittura ignorate per diverse motivazioni e problematiche66.
aumentato la tentazione dei grandi club di forzare la mano verso la costituzione di In conclusione si può evidenziare come le principali conseguenze derivanti
una Superlega calcistica europea; dall’introduzione dello scopo di lucro nel calcio possano essere suddivise in dirette ed
− la ricerca di soluzioni originali per dare impulso alla vendita di prodotti col marchio indirette (Figura 1).
della squadra che ha spinto molte società ad utilizzare magliette dai colori mai visti Le conseguenze dirette implicano la necessità di remunerare il capitale investito
in precedenza, infrangendo il tabù pluridecennale dell’invarianza dei colori sociali; sottendendo l’individuazione di politiche d’impresa volte a fronteggiare i costi, a
− la pressante richiesta da parte dei maggiori club di una modifica delle modalità di mantenere l’equilibrio finanziario, a garantire la solidità patrimoniale della società nel
ripartizione dei proventi derivanti dal Totocalcio, dal Totogol e dai diritti televisivi, medio-lungo termine.
ispirata al criterio della mutualità in favore di quote di distribuzione proporzionali al Le conseguenze indirette impongono al club sportivo di aziendalizzarsi anche attraverso
richiamo commerciale e sportivo esercitato per veder così incrementare le entrate; un rinnovamento manageriale in grado sia di valorizzare le diverse funzioni d’impresa,
− il pluridiscusso proposito della Juventus di abbandonare lo stadio “Delle Alpi” di sia di sfruttare tutte le aree strategiche d’affari della società. In un simile processo di
Torino, troppo costoso, eccessivamente distante dalla città, scarsamente funzionale e cambiamento, pertanto, il ruolo del management quale portatore di valori aziendali e
tale da non garantire al club la gestione in proprio dei diritti pubblicitari, proposito
che non è stato poi attuato; 65
A. Tanzi, [Link]., pag. 42.
66
Ci si riferisce soprattutto alla necessità di possedere uno stadio proprio e di realizzare una efficace e
convinta strategia di merchandising. Cfr. A. Tanzi, [Link]., pagg. 43-44.
36 37
sportivi diviene di fondamentale importanza fungendo da garante alla redditività di senza aver giocato neppure un minuto, vive l’anno di grazia nel 1998, quando conquista
lungo periodo67. la coppa Uefa68 e il secondo posto in campionato con l’Inter69 e deve arrendersi alle
convulsioni alla vigilia della finalissima mondiale nell’edizione della Coppa del mondo
Figura 1: Conseguenze dell’introduzione dello scopo di lucro
di France 1998. Nonostante le pessime condizioni, Ronaldo viene obbligato dagli
Legge n.586/96
sponsor a disputare la finale contro la Francia70; il calcio è ormai diventato un business,
ed al “Dio Denaro” non si può dire di no.
Introduzione dello Sponsor, denaro, farmaci, doping, procuratori, plusvalenze, diritti TV, passaporti. Sono
scopo di lucro
queste le parole d’ordine del quadriennio 1998-2002 nel corso del quale, tra le diverse
vicende, due sono quelle su cui vale la pena di soffermarsi:
a) la quotazione in Borsa;
38 39
ufficiale a Piazza Affari avviene il 5 maggio 1998. Quel giorno la richiesta di titoli alla Lega calcio di sospendere la vendita collettiva dei diritti televisivi dell’intero
supera di circa sette volte l’offerta. Tra i piccoli risparmiatori le domande di campionato e di passare alla negoziazione individuale; a partire dalla stagione
sottoscrizione sono superiori di 10 volte rispetto alla quantità di azioni a loro riservate, 1999/2000 ogni club ha la possibilità di negoziare singolarmente la cessione ad un
questo nonostante che dal prospetto informatico si possa agevolmente rilevare che la network via cavo delle partite casalinghe dell’intera stagione. La Lega calcio avrebbe
Lazio ha chiuso gli ultimi due bilanci con un utile rispettivamente di soli 83.000 e invece continuato a negoziare i diritti in chiaro in maniera collettiva.
126.000 euro. Il collocamento frutta circa 60 milioni di euro, dei quali soltanto la metà Il provvedimento è avviato dalle pressioni dei club maggiori che propendono per una
finisce nelle casse sociali, mentre il resto va alla Cirio, la società controllante72. revisione del modello mutualistico, il quale prevedeva la ripartizione tra le diverse
Il 23 maggio del 2000 tocca alla Roma varcare la soglia di Piazza Affari. Quel giorno le società dei proventi derivanti dai diritti televisivi venduti dalla Lega calcio per conto
richieste di sottoscrizione da parte degli investitori superano l’offerta soltanto di 3,6 delle società stesse.
volte, deludendo un po’ le aspettative. L’antitrust ravvisa che la Lega, vendendo i diritti per conto delle società di Serie A e B,
L’ultima società ad entrare in Borsa è la Juventus, il cui titolo viene ammesso alle pone in essere comportamenti restrittivi della concorrenza, formando un cartello tra le
contrattazioni a partire dal 20 dicembre 2001. Dei tre club quotati, la Juve presenta il 38 società del calcio professionistico, e considera quindi restrittiva la vendita
progetto di quotazione più credibile. La società bianconera, infatti, finalizza l’entrata a centralizzata dei diritti criptati. L’obiettivo della mutualità non è ritenuto sufficiente a
Piazza Affari al reperimento di risorse finanziarie necessarie alla realizzazione di giustificare tale modalità di vendita; a parere dell’antitrust, infatti, la redistribuzione
importanti progetti industriali, quali la ristrutturazione e il rinnovamento dello stadio delle risorse tra le squadre maggiori e quelle minori, necessaria per mantenere
Delle Alpi e la realizzazione di “Mondo Juve” (un centro sportivo con annesso parco di l’equilibrio agonistico delle competizioni, può essere egualmente raggiunta attraverso
intrattenimento e centro commerciale)73. soluzioni meno restrittive sotto il profilo della concorrenza75.
Il calcio del duemila gira, dunque, tutto intorno ai soldi. “C’era un tempo, quando Berta Da allora le società maggiori vedono raddoppiarsi le entrate da diritti Tv, che diventano
filava, in cui le formazioni si recitavano a memoria, le partite di campionato si la voce di ricavi preponderante.
giocavano solo la domenica e il mercoledì era l’unico giorno per le coppe. Le squadre A livello normativo il provvedimento dell’Agcm è recepito con la Legge n. 78 del 29
scendevano in campo con maglie dai colori tradizionali, “macchiate” da un unico marzo 1999, che converte il D.L. n.15 del 30 gennaio. L’art. 4 della Legge stabilisce
sponsor, gli introiti maggiori per le società erano forniti dagli incassi delle partite e solo che: “ciascuna società di calcio di serie A e B è titolare dei diritti di trasmissione
i grandissimi campioni riuscivano a strappare ingaggi vicini al miliardo”74. televisiva in forma codificata. È fatto divieto a chiunque di acquisire, sotto qualsiasi
Le casse delle società di oggi si riempiono soprattutto grazie ai diritti televisivi e, come forma e titolo, direttamente o indirettamente, anche attraverso soggetti controllati e
rovescio della medaglia, le pay-tv impongono ai club quando giocare ed ai calciatori collegati, più del sessanta per cento dei diritti di trasmissione in esclusiva in forma
come rilasciare le interviste. codificata di eventi sportivi del campionato di calcio di serie A o, comunque, del torneo
La svolta decisiva nel mondo delle televisioni criptate arriva nel 1999 quando due o campionato di maggior valore che si svolge o viene organizzato in Italia. Nel caso in
provvedimenti (il n. 6869 del 10 febbraio ed il n. 7340 del 1° luglio) dell’Autorità cui le condizioni dei relativi mercati determinino la presenza di un solo acquirente, il
Garante per la Concorrenza e il Mercato (Agcm, cioè l’autorità antitrust) impongono limite indicato può essere superato ma i contratti di acquisizione dei diritti in esclusiva
hanno durata non superiore a tre anni. L’Autorità garante della concorrenza e del
72
Ibidem, pagg. 73-74. mercato, sentita l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, può derogare al predetto
73
Per ulteriori approfondimenti sulle tematiche inerenti la quotazione in Borsa dei club calcistici si
rimanda al capitolo quinto.
74 75
[Link] Caro, [Link]., pag. 358. Cfr. U. Lago-A. Baroncelli-S. Szymanski, Il business del calcio, Egea, Milano 2004, pagg. 22-23.
40 41
limite o stabilirne altri, tenuto conto delle condizioni generali del mercato, della Osservando, invece, la composizione dei ricavi si nota come in termini percentuali si
complessiva titolarità degli altri diritti sportivi, della durata dei relativi contratti, della riducano sensibilmente i ricavi provenienti dalle gare, mentre aumentino quelli derivanti
necessità di assicurare l’effettiva concorrenzialità dello stesso mercato, evitando dalle plusvalenze e dalla vendita dei diritti televisivi (si confronti la Figura 3, dove i
distorsioni con effetti pregiudizievoli per la contrattazione dei predetti diritti di proventi da diritti televisivi sono compresi negli altri ricavi).
trasmissione relativi a eventi considerati di minor valore commerciale”. Si chiude, così, l’era della scampagnata domenicale allo stadio; ora, le partite di calcio
Osservando la Figura 2 si può notare come dall’anno di introduzione della pay-tv le si “gustano” direttamente da casa stando comodamente seduti in poltrona76.
entrate da diritti televisivi abbiano raggiunto livelli esorbitanti, passando dai
complessivi 200 milioni di lire della stagione 1995/1996 al miliardo e 50 milioni 9 La Legge “anti-insolvenza” e il Decreto “salva-calcio” del 2002
dell’annata 2000/2001.
Dopo la delusione del 1998, Ronaldo, tornato ai vecchi splendori e con un look molto
Figura 2: Le entrate, in milioni di lire, provenienti dai diritti televisivi dal 1981 al 2002 in Italia.
particolare trascina il Brasile alla conquista della quinta Coppa del mondo77, mentre per
l’Italia il mondiale nippo-coreano del 2002 rappresenta una cocente delusione: la
spedizione azzurra viene rimandata mestamente a casa dopo la sconfitta subita negli
ottavi di finale contro la modesta Corea del Sud. Trentasei anni dopo la disfatta di
Middlesbrough ad opera della Corea del Nord, sono questa volta i cugini del Sud che
nella loro tana di Daejon eliminano dalla Coppa del mondo la rappresentativa azzurra,
guidata in panchina da Giovanni Trapattoni.
In Italia dal punto di vista economico le società continuano a navigare in cattive acque.
Tanto da prospettare, al ricorrere del presupposto oggettivo dell’insolvenza, la
Fonte: [Link], [Link]., pag. 9.
possibilità di fallimento di alcuni club78. La crisi dei club deriva, principalmente, dagli
altissimi compensi corrisposti per gli ingaggi degli atleti e dalle sovrastimate entrate che
Figura 3: L’evoluzione delle principali fonti di ricavo in serie A.
sarebbero dovute derivare dai contratti con le televisioni a pagamento.
Per consentire alle società di superare le gravi difficoltà gestionali in cui si sono venute
a trovare, il legislatore italiano emana due provvedimenti, ribattezzati:
76
Per approfondimenti sul tema dei diritti televisivi si rimanda a A. Pezzoli, Il calcio visto dal divano, in
“Mercato Concorrenza Regole”, n. 3/2000.
77
Il Dio del Mondo, questo il titolo de La Gazzetta dello Sport di lunedì 1° luglio 2002. Sotto una
gigantografia di Ronaldo che con una doppietta batte da solo la Germania e consegna alla seleção la
quinta coppa del mondo. Del mondiale orientale il fenomeno, presentatosi con un curioso “ciuffetto” nero
che risalta sulla sua “pelata”, è anche il capocannoniere grazie alle 8 marcature realizzate in 7 incontri.
78
Le società sportive professionistiche, infatti, catalogandosi quali società lucrative sono assoggettabili
alle procedure concorsuali previste dal Regio Decreto n. 267 del 1942, novellato dal Decreto Legislativo
n. 5 del 9 gennaio 2006. Sull’argomento ha avuto modo di pronunciarsi anche la Corte di Cassazione, la
quale ha sancito che le società calcistiche affiliate alla Figc sono da ricomprendersi tra le imprese
soggette a registrazione, atteso che l’attività economica da esse esercitata, consistente nella promozione e
nella organizzazione di manifestazioni agonistiche e nella produzione ed offerta di spettacoli sportivi,
Fonte: [Link], [Link]., pag. 13.
deve considerarsi di natura oggettivamente imprenditoriale. Cfr. F. Rubino, [Link]., pag. 210.
42 43
a) la “Legge anti-insolvenza”; b. la squadra cessionaria, invece, iscrive nello stato patrimoniale il diritto pluriennale
b) il “Decreto salva-calcio”. alle prestazioni del calciatore per un importo ben superiore al suo valore d’uso
79
Il primo intervento , adottato con il Decreto Legge n. 138 dell’8 luglio 2002, poi (valore che si ritiene possa essere ragionevolmente recuperato in futuro per mezzo
convertito dalla Legge n. 178 dell’8 agosto, prevede la possibilità per l’Agenzia delle dei ricavi d’esercizio). Ciò fa si che i bilanci societari si ritrovino pieni di
Entrate di giungere ad una transazione80, anche attraverso la rateizzazione del immobilizzazioni immateriali sopravvalutate.
pagamento, con il contribuente insolvente. La rateizzazione del pagamento del debito Stando alle regole contabili in vigore, quindi, l’intero patrimonio dovrebbe essere
fiscale viene consentita fino ad un massimo di cinque anni81. svalutato nell’anno per allineare il suo valore contabile all’effettivo valore di mercato.
Questo intervento permette il salvataggio della Lazio, che al termine di una lunga Tale operazione porterebbe conseguenze devastanti per i risultati economici, in quanto i
istanza vede concedersi la possibilità di rateizzare in 23 anni il versamento all’Erario di bilanci societari sarebbero gravati da ingenti svalutazioni.
debiti tributari pari a 107 milioni di euro, comprensivi di interessi e sanzioni. Per evitare il disastro, il governo emana il cosiddetto “Decreto salva-calcio”, cioè il
Nei primi anni del nuovo millennio, si assiste a trasferimenti di calciatori a cifre folli, le Decreto Legge 24 dicembre 2002 n. 282, convertito dalla Legge n. 27 del 21 febbraio
quali, però, spesso non vengono pagate, in quanto di solito la contropartita della 2003, il quale introduce alcune previsioni di carattere eccezionale relativamente alla
cessione non è pecuniaria ma tecnica. Si scambia cioè un giocatore in cambio di un disciplina del bilancio delle società sportive.
altro. Il risultato di questa trattativa è duplice: In particolare, l’articolo 3 comma 1-bis della Legge 27/2003 introduce nella Legge
a. la squadra cedente iscrive nel conto economico l’ingente plusvalenza (differenza 91/81 un nuovo articolo, il 18 bis, rubricato “disposizioni in materia di bilanci”, il cui
positiva tra il valore del corrispettivo incassato e il valore contabile netto del diritto testo recita: “le società sportive previste dalla presente legge possono iscrivere in
pluriennale ceduto) realizzata nello scambio. Ciò consente alla società in questione apposito conto nel primo bilancio da approvare successivamente alla data di entrata in
di risanare il bilancio e di diminuire notevolmente il valore della perdita d’esercizio; vigore della presente disposizione tra le componenti attive quali oneri pluriennali da
79
ammortizzare, con il consenso del collegio sindacale, l’ammontare delle svalutazioni dei
A ben vedere la norma in questione non è rivolta soltanto alle società di calcio, ma a tutte le società in
generale. L’intervento legislativo è, infatti, rubricato “Interventi urgenti in materia tributaria, di diritti pluriennali delle prestazioni sportive degli sportivi professionisti, determinato
privatizzazioni, di contenimento della spesa farmaceutica e per il sostegno dell' economia anche nelle aree
svantaggiate”. sulla base di un’apposita perizia giurata. Le società che si avvalgono della facoltà di cui
80
Ai sensi dell’art. 1965 del codice civile la transazione è “il contratto col quale le parti, facendosi
reciproche concessioni, pongono fine ad una lite già incominciata o prevengono una lite che può sorgere
al comma 1 devono procedere, ai fini civilistici e fiscali all’ammortamento della
tra loro. Con le reciproche concessioni si possono creare, modificare o estinguere anche rapporti diversi svalutazione iscritta in dieci rate annuali di pari importo.”
da quello che ha formato oggetto della pretesa e della contestazione delle parti”.
81
L’art. 2 della Legge n. 178 dell’8 agosto 2002, stabilisce che “l’Agenzia delle entrate, dopo l'inizio Lo scopo di questo provvedimento è quello di consentire alle società sportive, in deroga
dell’esecuzione coattiva, può procedere alla transazione dei tributi iscritti a ruolo dai propri uffici il cui
gettito è di esclusiva spettanza dello Stato in caso di accertata maggiore economicità e proficuità rispetto ai principi e alle regole ordinariamente applicabili in sede di formazione del bilancio, la
alle attività di riscossione coattiva, quando nel corso della procedura esecutiva emerga l'insolvenza del
debitore o questi è assoggettato a procedure concorsuali. Alla transazione si procede con atto approvato ripartizione in più esercizi delle perdite permanenti di valore dei diritti pluriennali alle
dal direttore dell’Agenzia, su conforme parere obbligatorio della Commissione consultiva per la
riscossione di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, acquisiti altresì gli altri
prestazioni degli sportivi professionisti sorte in conseguenza alla crisi che ha coinvolto
pareri obbligatoriamente prescritti dalle vigenti disposizioni di legge. I pareri si intendono rilasciati con il settore del calcio 82.
esito favorevole decorsi 45 giorni dalla data di ricevimento della richiesta, se non pronunciati
espressamente nel termine predetto. La transazione può comportare la dilazione del pagamento delle In particolare, il legislatore consentendo alle società interessate di contenere gli effetti
somme iscritte a ruolo anche a prescindere dalla sussistenza delle condizioni di cui all'articolo 19, commi
1 e 2, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Il pagamento rateale dei della crisi sul risultato economico dell’esercizio e sul patrimonio netto, persegue il fine,
debiti per contributi, premi e accessori di legge, iscritti a ruolo dagli enti gestori di forme di previdenza e
assistenza obbligatorie, può essere consentito, in deroga a quanto previsto dall’articolo 2, comma 11, del da un lato, di evitare a dette società l’adozione immediata di eventuali provvedimenti
decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389,
nel limite massimo di sessanta mesi con provvedimento motivato degli stessi enti impositori”.
82
Cfr. F. Rubino, [Link]., pag. 216.
44 45
previsti dagli articoli 2446 e 2447 del codice civile83 e, dall’altro, di consentire loro di Il valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori destinati alla vendita è pari
rinegoziare con adeguato respiro di tempo gli assetti contrattuali complessivi e di al valore stimato conseguibile sul mercato, al netto dei costi di transazione.
assumere le decisioni più opportune per riequilibrare gli assetti patrimoniali, finanziari Il valore effettivo d’uso è, invece, funzione dei complessivi flussi attesi conseguibili nel
ed economici84. corso della durata residua dei contratti.
Il presupposto per potere procedere alla svalutazione dei diritti pluriennali è l’esistenza, In base al principio generale, il valore di un diritto pluriennale non può essere inferiore
alla data di entrata in vigore della norma, di una “perdita durevole” di valore dei diritti al valore netto che ragionevolmente è possibile conseguire in sede di cessione86.
non recuperabile in futuro e determinata per mezzo di una perizia all’uopo realizzata. Il processo di ammortamento dei diritti pluriennali sulle prestazioni dei calciatori, dopo
Dalla perizia giurata, redatta in forma analitica, devono risultare: la svalutazione, continua ad essere calcolato sulla base della durata del contratto, ma
a) il valore attribuibile a ciascun diritto pluriennale; assume come valore di riferimento il costo del diritto “post-svalutazione”.
b) i criteri di stima adottati; L’ammortamento delle svalutazioni potrà essere effettuato lungo un arco temporale pari
c) le ragioni che ne suggeriscono l’adozione e gli elementi che inducono a considerare a dieci anni. Il primo esercizio in cui si deve stanziare la quota di ammortamento
che le svalutazioni siano di natura durevole. iniziale è quello in cui la società si avvale della facoltà concessa dalla legge; la
Nel maggio 2003 l’Organismo italiano di contabilità (Oic) redige un documento svalutazione, quindi, influenzerà, a quote costanti, i bilanci nei dieci esercizi che vanno
contenente i criteri per la rilevazione in bilancio della svalutazione. dal 2002/2003 al 2011/2012.
In tale documento si legge come l’ammontare della svalutazione riferibile a ciascun Il documento redatto dall’Oic chiarisce, inoltre, che la svalutazione va inserita nello
diritto pluriennale debba essere calcolato confrontando il relativo valore di stima con il Stato Patrimoniale all’interno delle Immobilizzazioni Immateriali, alla voce n. 7 “Altre
valore contabile al netto degli ammortamenti comprensivi della quota di competenza immobilizzazioni immateriali”87.
dell’anno in cui si effettua la svalutazione85. La svalutazione per la parte eccedente l’importo indicato nella perizia deve, invece,
La previsione dei diritti pluriennali in questione deve essere effettuata in base a essere imputata per intero nel conto economico dell’esercizio, salvo che tale maggiore
ragionevoli ipotesi in funzione della loro prevedibile destinazione: vendita oppure svalutazione non abbia trovato riscontro in una nuova perizia, rettificativa della
impiego nell’attività sportiva della società. precedente, sempre riferita alla data del bilancio d’esercizio.
Il decreto viene utilizzato da alcune società di serie A e B alla fine del campionato
83
Art. 2446 (Riduzione del capitale per perdite): “Quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un 2002/2003 per regolarizzare le proprie posizioni.
terzo in conseguenza di perdite, gli amministratori (…) devono senza indugio convocare l'assemblea per
gli opportuni provvedimenti. All'assemblea deve essere sottoposta una relazione sulla situazione Si raggiunge, così, il risultato di non appesantire i bilanci di risultati economici negativi,
patrimoniale della società, con le osservazioni del collegio sindacale (…). La relazione e le osservazioni
devono restare depositate in copia nella sede della società durante gli otto giorni che precedono ma di spalmare queste perdite in più anni.
l'assemblea, perchè i soci possano prenderne visione (…). Se entro l'esercizio successivo la perdita non
risulta diminuita a meno di un terzo, l'assemblea (…) che approva il bilancio di tale esercizio deve ridurre Tra la fine del 2003 e l’inizio del 2004, però, viene avviata un’indagine a livello
il capitale in proporzione delle perdite accertate. In mancanza gli amministratori e i sindaci devono
chiedere al tribunale che venga disposta la riduzione del capitale in ragione delle perdite risultanti dal
europeo per verificare se la Legge 27/2003 non violi la normativa U.E. in materia di
bilancio. Il tribunale provvede, sentito il pubblico ministero, con decreto soggetto a reclamo, che deve norme contabili e di aiuti di stato. Gli sviluppi di tale vicenda saranno affrontati nel
essere iscritto nel registro delle imprese a cura degli amministratori”.
Art. 2447 (Riduzione del capitale sociale al disotto del limite legale): “Se, per la perdita di oltre un terzo paragrafo 1188.
del capitale, questo si riduce al di sotto del minimo stabilito dall'articolo 2327, gli amministratori (…)
devono senza indugio convocare l'assemblea per deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo
aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della società”.
84 86
Cfr. F. Rubino, [Link]., pag. 216. Cfr. OIC, [Link]., pag.8.
85 87
Si confronti Organismo Italiano di Contabilità (OIC), Criteri per la rilevazione in bilancio delle Ibidem, pag. 10.
88
svalutazioni dei diritti pluriennali delle prestazioni degli sportivi professionisti in relazione al disposto Per un’analisi più approfondita degli effetti del decreto “salva calcio” sui bilanci societari si rimanda al
dell’art. 18-bis della legge 23/03/1981 n.91”, Roma maggio 2003, pag. 7. capitolo secondo.
46 47
accusati di bancarotta fraudolenta94. Tra gli altri club che da lì a poco falliranno si
10 Il “doping amministrativo” e il lodo Petrucci possono citare il Napoli, l’Ancona, il Como, il Torino, il Perugia, la Salernitana.
In seguito ai numerosi casi di bancarotta il Consiglio della Figc vara il 14 maggio 2004
Il 23 novembre 2003 allo stadio Dall’Ara si gioca Bologna-Roma. Risultato finale 0-4. il cosiddetto “Lodo Petrucci” (dal nome del Presidente del Coni Giovanni Petrucci, che
Infuriato dopo la sconfitta, che gli scatena contro la contestazione dei tifosi, il ha proposto la norma). Il lodo consiste in una particolare procedura burocratico-
presidente rossoblu Giuseppe Gazzoni Frascara dichiara: «Vedo una Roma talmente amministrativa che, nel caso del fallimento di una società professionistica di calcio,
forte….Però noi paghiamo 14 milioni di Irpef e li paghiamo tutti gli anni. La questione consente di non perdere il patrimonio sportivo cittadino. Infatti la nuova società che
fondamentale è che le regole vengono disattese: la Lazio non paga le imposte, la Roma subentra a quella fallita eredita il titolo sportivo ma riparte da una categoria al di sotto di
non paga. Anche noi, se non le pagassimo, acquisteremmo quattro giocatori buoni, e quella conquistata sul campo e che gli sarebbe stata sportivamente dovuta se non fosse
con quattro giocatori si fa strada»89. Qualche giorno prima, l’amministratore della avvenuto il fallimento. Non si ereditano, invece, il marchio – che potrà essere comunque
Juventus, Antonio Girando, per controbattere alle accuse di doping per le quali è sotto acquistato all’asta fallimentare – e i giocatori, che vengono tutti svincolati. I punti da
processo90 aveva affermato: «Chi non paga le tasse è un concorrente sleale. Andiamo a rispettare per usufruire del Lodo Petrucci sono i seguenti95:
vedere i bilanci di molte società. Occupiamoci di quel doping lì»91. Nasce così il titolo sportivo delle società non iscritte per motivi finanziari alla serie A, B o C1
l’inchiesta sul doping amministrativo. potrà essere rilevato da una nuova società della stessa città che si iscriverà al
Irregolarità delle iscrizioni ai campionati, fideiussioni false, debiti erariali, liberatorie campionato inferiore. La vecchia società ripartirà dalla terza categoria;
non ottenute dai calciatori, plusvalenze fittizie. La procura di Roma avvia le indagini nei chi “chiuderà” in C2, invece, dovrà scendere di due categorie, ripartendo
confronti di tutte le società di calcio di serie A e di serie B per controllare le plusvalenze dall’Eccellenza anziché dalla serie D;
tra il 1999 e il 2002. Si indaga, cioè, su attivi di bilancio fasulli iscritti nei documenti la società morente dovrà almeno avere 10 anni consecutivi di partecipazione ai
contabili e giustificati dalla compravendita di calciatori, non solo campioni, ma anche campionati professionistici, oppure 25 anni non consecutivi nella sua storia;
“brocchi” fatti passare per pezzi da novanta92. sull’attribuzione del titolo deciderà la FIGC, sentito il sindaco della città,
Gli escamotages contabili, però, non sono sufficienti a mantenere intatto il sistema di verificando che la nuova società sia in grado di fornire garanzie di solidità
fronte ad una crisi che appare irreversibile. finanziaria e continuità aziendale;
A partire dall’estate del 2002 e fino a quella del 2005 si assiste al fallimento di diversi al capitale della nuova società non potranno partecipare i vecchi dirigenti o i soci
club di serie A e serie B93. La prima società ad imboccare il tunnel senza fine è la che abbiano avuto quote superiori al 2%. Chi violerà questa regola rischia di non
Fiorentina che viene formalmente dichiarata fallita dal tribunale il 27 settembre 2002, vedersi ammesso all’iscrizione oppure, se scoperto dopo, di subire almeno due punti
mentre il suo presidente Vittorio Cecchi Gori e l’amministratore Luciano Luna sono di penalizzazione in classifica;
le garanzie da presentare comprendono: una tassa straordinaria di iscrizione, la
dichiarazione che la nuova società è disposta a coprire, con un versamento al fondo
89
Cfr. [Link] Caro, [Link]., pag. 504.
90 94
Il processo doping contro la Juventus si è concluso nel dicembre 2005 con l’assoluzione sia di Giraudo “Cinque anni e due mesi di reclusione, di cui tre condonati per indulto. È la condanna richiesta ieri dai
sia del medico sociale, il dott. Agricola. Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina web: pm per l’ex patron viola Vittorio Cecchi Gori al processo per il crack della vecchia Fiorentina, fallita nel
[Link]/2005/l/sezioni/sport/calcio/juveassolta/juveassolta/[Link]. settembre 2002 con 104 milioni di euro di passivo. Quattro anni, di cui tre sempre condonati per indulto,
91
[Link] Caro, [Link]., pag. 505. sono stati chiesti per l’ex. a.d. viola Luciano Luna, accusato con Cecchi Gori di bancarotta fraudolenta. A
92
Ibidem, pag. 506. Cecchi Gori e Luna il legale della curatela fallimentare ha chiesto un risarcimento danni di 40 milioni”.
93
Per approfondimenti sul fallimento dei club calcistici si rimanda a V. Sparano, La crisi delle società Estratto da “Il Sole 24 Ore” del 5 ottobre 2006.
95
sportive di calcio, in “Il diritto fallimentare e delle società commerciali”, n. 3/2003. Cfr. [Link].
48 49
di garanzia, i debiti verso calciatori e allenatori lasciati dalla vecchia società; ammortizzare sistematicamente il valore di questi elementi durante il periodo della loro
l’impegno a emettere una fideiussione bancaria a prima richiesta per coprire gli utilizzazione. L’applicazione di tali disposizioni non incide sulla posizione fiscale delle
obblighi contrattuali verso tesserati. società interessate”.
Tra le principali società che hanno usufruito del Lodo si ricordano il Napoli, il Torino e La disposizione, quindi, prevede il dimezzamento da dieci a cinque anni del periodo di
il Perugia. ammortamento delle svalutazioni. Si tratta di “un compromesso che l’Italia ha negoziato
con la U.E. per evitare ulteriori guai; tuttavia, la disposizione non precisa le modalità di
11 L’intervento dell’Unione Europea e la Legge 168/2005 imputazione, nei vari esercizi, dell’ammortamento relativo alla parte non ancora
ammortizzata”97.
Ai sensi della IV e della VII direttiva CEE, relative ai conti annuali e consolidati delle
società, i contratti con i giocatori quando sono considerati immobilizzazioni immateriali 12 Lo scandalo intercettazioni
devono essere ammortizzarti durante il periodo della loro utilizzazione. Inoltre il valore
assegnato alle immobilizzazioni deve essere ridotto a quello effettivo alla data di Mentre i bilanci delle società continuano ad essere in rosso, con le perdite attutite
chiusura del bilancio, qualora si ritenga che si sia verificata una perdita di valore avente soltanto dalle plusvalenze sui trasferimenti e dai proventi derivanti dalla cessione del
carattere permanente. marchio oppure da operazioni di lease-back su immobili, nel maggio del 2006 il calcio
Stando al contenuto delle due direttive citate, la Commissione Europea apre nel 2004 viene invaso dallo “scandalo intercettazioni”.
una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia perché la Legge “salva-calcio” Le procure di Torino, Roma, Parma e Napoli aprono diverse inchieste in seguito
contravviene alle direttive CEE consentendo che i diritti alle prestazioni dei calciatori all’ascolto di una serie di intercettazioni telefoniche, dalle quali emergono “intrecci
siano ammortizzati su un periodo più lungo rispetto alla loro utilizzazione. pericolosi” tra dirigenti di club, designatori degli arbitri e vari esponenti della
La Legge “salva-calcio”, inoltre, viola anche l’articolo 87 del Trattato UE96, in materia Federcalcio.
di aiuti di stato, in quanto concede alle società calcistiche un indebito aiuto in termini di Ascoltando le telefonate emerge il cosiddetto “Sistema Moggi” (dal nome del direttore
deducibilità fiscale delle perdite d’esercizio. generale della Juventus, Luciano Moggi, la punta dell’iceberg dell’intero polverone),
La procedura di infrazione si chiude soltanto in seguito all’emanazione del Decreto cioè un insieme di relazioni tra procuratori, arbitri, club e favori che il manager
Legge n. 115 del 30 giugno 2005, convertito dalla Legge n. 168 del 17 agosto 2005. bianconero chiedeva per la sua squadra.
L’art. 6 comma 2 di tale Legge stabilisce, infatti, che: “le società sportive che si sono Le inchieste vengono spezzate in diversi tronconi. A Torino si indaga su irregolarità dei
avvalse della facoltà di cui all’articolo 18-bis della Legge 23 marzo 1981, n. 91, e bilanci e doping; a Roma si indaga sugli affari dei procuratori della Gea98; la procura di
successive modificazioni, devono ridurre nell’esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre Parma segue il filone del calcio scommesse; a Napoli, infine, ci si occupa dei
2006 l’ammontare del patrimonio netto dell’importo del valore residuo della voce di campionati truccati.
bilancio “oneri pluriennali da ammortizzare” iscritta tra le componenti attive per effetto
della svalutazione dei diritti pluriennali delle prestazioni sportive degli sportivi 97
F. Roscini Vitali, Sulle perdite è scattato il cartellino rosso, in “Il Sole 24 Ore”, 26/06/06, pag. 32.
professionisti. Il patrimonio deve essere diminuito delle rettifiche di valore calcolate per L’argomento verrà ripreso ed approfondito nel capitolo terzo.
98
La Gea World Spa era una società di procuratori presieduta da Alessandro Moggi, figlio di Luciano,
nella quale erano anche inseriti tra gli altri Chiara Geronzi, figlia del banchiere Cesare, e Davide Lippi,
96
Art. 87 Trattato UE: “Sono incompatibili con il mercato comune gli aiuti concessi dagli stati, ovvero figlio dell’ex C.T. dell’Italia Marcello. La Gea, a seguito dello scandalo intercettazioni, cesserà di esistere
mediante risorse stabili, sotto qualsiasi forma che favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o dal 1° agosto 2006. Cfr. “Gea il liquidazione. Moggi junior: «colpa dei media»”, in “La Gazzetta dello
minaccino di falsare la libera concorrenza”. Sport”, 30/07/06.
50 51
Si muove, naturalmente, anche la giustizia sportiva che contesta ai tesserati violazioni di Con la sentenza emessa dalla Corte di appello federale, la Juventus viene retrocessa in
diversi articoli del codice di giustizia sportiva. In particolare si discute sul mancato serie B con una penalizzazione di 17 punti nel campionato 2006/2007 e revoca dello
rispetto degli articoli: scudetto 2004/2005; Milan, Lazio e Fiorentina vengono penalizzati di 30 punti nel
• 1, sui doveri e gli obblighi generali dei tesserati99; campionato 2005/2006 e rispettivamente di 8, 11 e 19 nella stagione 2006/2007.
• 2, sulla responsabilità delle persone fisiche e delle società100; Vengono puniti anche i dirigenti dei quattro club coinvolti, i dirigenti della Figc e quelli
• 5, sul divieto di scommesse sportive101; del settore arbitrale. Successivamente in un secondo filone di indagini subiscono delle
• 6, sull’illecito sportivo e l’obbligo di denunzia102. pene anche la Reggina (15 punti di penalizzazione da scontare nel campionato
Nel frattempo, la Federcalcio viene commissariata e i vertici dell’ufficio indagini e della 2006/2007) e l’Arezzo (6 punti di penalizzazione nella stagione 2006/07)103.
52 53
3) eliminare le penali per la revoca del mandato; l’obbligo di conferire l’incarico in via esclusiva ad un solo agente, il divieto di
4) stipulare contratti più liberi; ciò indurrebbe gli agenti a competere tra loro anche contattare un calciatore per indurlo a cambiare agente) sia all’assenza di un esplicito
sotto il profilo delle condizioni offerte ai propri clienti e consentirebbe ai calciatori divieto di esercitare l’attività di agente da parte di quei soggetti che potrebbero
di disporre di maggiori elementi di valutazione nella scelta del proprio agente; beneficiare, rispetto ai concorrenti, di rapporti di parentela privilegiati con esponenti
5) eliminare le clausole che impongono al calciatore di corrispondere comunque un di società di calcio o federali.
compenso al proprio agente anche ove l’ingaggio ottenuto non sia dovuto all’opera
svolta dall’agente medesimo; 14 Considerazioni conclusive
6) concedere maggiore libertà di scelta per i calciatori, eliminando il divieto per
l’agente di contattare un calciatore per indurlo a cambiare il suo rappresentante; Tra intercettazioni, interrogazioni, indagini e interviste piccanti, l’Italia, intesa come
7) consentire maggiori confronti tra gli agenti; squadra, si presenta al mondiale di Germania a pezzi. Il giorno del raduno a Coverciano
8) eliminare i conflitti di interessi. È stato osservato come la presenza di legami le menti più astute chiedono l’allontanamento del c.t. Lippi (il figlio è coinvolto
familiari tra l’agente e i soggetti che ricoprono cariche di rilievo nelle società di nell’affaire Gea) e del portiere Buffon (il cui nome è legato direttamente al filone sulle
calcio e nelle federazioni attribuisca un vantaggio concorrenziale non riconducibile scommesse sportive), ma il commissario straordinario della Figc Guido Rossi106
ad una maggiore efficienza dello stesso agente. Gli agenti dovrebbero piuttosto conferma piena fiducia a tutti.
essere messi in condizione di confrontarsi sulla base delle loro effettive capacità Il bello del calcio si vede proprio nei momenti difficili. Ti aspetti una squadra allo
professionali, anche a vantaggio delle aspettative di ingaggio dei calciatori. Per tale sfascio con il morale sotto i tacchi e invece ti ritrovi dinanzi undici leoni pronti a lottare
motivo, l’Autorità ritiene che l’attività di agente debba essere preclusa ai soggetti i e a sudare pur di conquistare l’ambito trofeo.
cui parenti ricoprano cariche sociali o incarichi dirigenziali e tecnici nelle società o Il mondiale dell’Italia è tutto un crescendo, accompagnato anche da un po’ di fortuna,
nelle federazioni o, comunque, non debba essere consentito agli agenti di gestire che si sa, non guasta mai. Dall’avvio soft in un girone dimostratosi abbordabilissimo, al
quelle trattative che vedano come destinatari o beneficiari dell’attività svolta posizionamento nella parte di tabellone priva delle altre “grandi”. Dal rigore all’ultimo
dall’agente soggetti che abbiano legami parentali o di affinità quantomeno entro il secondo realizzato da Totti contro l’Australia all’ingresso in semifinale dopo un
secondo grado con l'agente stesso. Di converso, ai soggetti che detengano legami di perentorio 3-0 all’Ucraina. Da qui inizia il mondiale vero. Due sfide delicate in cui
parentela con un agente dovrebbe essere precluso di rivestire cariche sociali o occorre dimostrare tutto il proprio valore.
incarichi dirigenziali e tecnici nelle società o nelle federazioni; La semifinale di Dortmund contro la Germania ha un valore particolare. Nel 1970 ai
9) vietare all’agente di rappresentare contemporaneamente calciatori e allenatori; mondiali messicani in semifinale l’Italia battè i tedeschi 4-3 nel match ancora oggi più
10) eliminare le norme che ingessano il mercato. L’Antitrust ha rilevato come la
situazione di mercato appare caratterizzata da un lato da una certa stabilità delle 106
Nell’ottobre 2006, Rossi si è dimesso dalla carica di commissario della Figc, per assumere il ruolo di
quote di mercato degli operatori e, dall’altro, dalla presenza, tra i primi di essi, di presidente di Telecom Spa, ed è stato sostituito da Luca Pancalli, già vicepresidente del Coni e presidente
del comitato italiano paralimpico. Dopo il suo addio Rossi ha avuto parole molto dure sui vertici dello
soggetti connotati da specifici rapporti di parentela con esponenti di rilievo di sport italiani. In un intervista a La Stampa del 19/11/06, l’ex commissario dichiara: «Nel calcio non
vogliono fare le riforme. Fino a quando li ho tutelati all’estero e abbiamo vinto la coppa del mondo
società di calcio professionistiche. Tale contesto è in larga parte riconducibile sia a andava tutto bene. Poi quando ho detto che volevo fare le riforme mi hanno cacciato. È lo specchio del
paese». In un’intervista alla trasmissione di Raisport “Dribbling” del 16 dicembre 2006, l’ex commissario
quelle disposizioni regolamentari che rendono vischiose le dinamiche concorrenziali ha, invece, dichiarato al microfono di Enrico Varriale: «Sono stato rimosso, non mi sono dimesso (…)
Nel calcio i conflitti di interesse sono istituzionali, i controllori, infatti sono nominati dai controllati e
tra i soggetti attivi sul mercato (quali la previsione di un sistema di doppia penale, tuttora persistono troppi diritti di veto (…) Occorrono riforme strutturali, ma credo che non ci sia nei
dirigenti attuali la volontà di cambiare le regole».
54 55
memorabile della storia del calcio italiano; nel 1990, però, i tedeschi infransero le notti giocano ognuno per conto proprio. Il sinistro di Grosso spiazza Barthez e l’Italia sale sul
magiche conquistando il titolo sul suolo italico. La sfida del 4 luglio 2006 ha un sapore tetto del mondo.
ancora più particolare, perché arriva due ore dopo le richieste del procuratore federale Corri Fabio, corri, perchè la festa può cominciare! E per dirla con le parole di Fabio
sullo scandalo di Calciopoli107. Sul campo, però, i giocatori italiani, non risentono Caressa, telecronista di Sky Sport: «Abbracciamoci forte e vogliamoci bene. Abbiamo
dell’effetto scandalo e danno vita a 120 minuti di pathos. Mai battuti nel loro stadio vinto tutti; questa è la coppa di tutti gli italiani». La potenza del calcio è anche questa109.
preferito i tedeschi crollano nell’ultima mezz’ora, quando gli azzurri colpiscono due pali “Po-popopo-popo-po110” diventa la canzone dell’estate 2006. Il ritorno degli azzurri in
con Gilardino e Zambrotta e poi finalmente segnano con Grosso e Del Piero. L’Italia patria è un trionfo. Un milione di persone si riversano nella festa romana del Circo
108
vola in finale : destinazione Berlino dove affronterà la Francia. Massimo. Gli scandali di “Calciopoli” sono dimenticati. Gli Italiani si sono riconciliati
Domenica 9 luglio ore 20, Olympiastadion di Berlino. Nel luogo dove nel 1936 un con il vecchio amore di sempre: il pallone.
americano di colore, Jesse Owens, vinceva tre medaglie d’oro nell’atletica facendo
stizzire Hitler, Italia e Francia sono pronte per contendersi la diciottesima edizione della
Coppa del mondo. Da un lato Buffon; Zambrotta, Materazzi, Cannavaro, Grosso; Pirlo,
Gattuso; Camoranesi, Totti, Perrotta; Toni. Dall’altro: Barthez; Sagnol, Gallas, Thuram,
Abidal; Vieira, Makelele; Ribery, Zidane, Malouda; Henry. Nel 2000 i francesi
batterono l’Italia al golden goal nella finale del Campionato europeo; nel 1998 ai rigori
la eliminarono dal mondiale. Questa volta la storia sorriderà ai colori azzurri. Al
novantesimo il match si chiude sull’1-1 (Zidane su rigore e Materazzi di testa, i
marcatori). Poi nei supplementari, Zidane prima utilizza la testa per colpire il pallone
impegnando severamente Buffon, poi la adopera per buttare a terra Materazzi.
Cartellino rosso e fine dell’avventura per uno dei migliori calciatori dell’ultimo
decennio. I risultato non si sblocca e si va, quindi, ai calci di rigore. Dal dischetto i
tiratori azzurri sono impeccabili (Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero trasformano
senza affanni). Per i francesi invece c’è l’errore di Trezeguet. Colui che nel 2000 punì
l’Italia col golden goal, ora consegna agli azzurri il mondiale su un piatto d’argento.
L’ultimo rigorista azzurro è Fabio Grosso. L’emblema del calcio operaio che è salito in
Paradiso, ma anche la dimostrazione che il calcio è un gioco di squadra dove undici
giocatori discreti, ma motivati e ben assemblati, valgono di più di undici fuoriclasse che
109
Nella nota n. 1 sono state citate le prime pagine dei quotidiani sportivi. Naturalmente anche i
quotidiani politici dedicano la prima pagina al successo azzurro. Il Corriere della Sera titola “L’Italia dei
107
In questo modo è stato ribattezzato dai media lo scandalo intercettazioni. A ben vedere, alcuni Campioni. La nazionale batte la Francia segnando tutti e cinque i rigori. Partita in bilico fino all’ultimo
quotidiani hanno invece usato l’appellativo “Moggiopoli” per indicare come tutto sia partito dal direttore poi la grande festa nelle città”. La Repubblica apre con “Campioni. Storica vittoria dell’Italia: batte la
generale della Juventus Luciano Moggi. Francia ai rigori e conquista il mondiale. Finale al batticuore a Berlino. Dopo 24 anni la nazionale vince il
108
“Vola Italia Vola. Grosso – Del Piero: azzurri in finale, piazze in delirio. Supplementari travolgenti quarto titolo: 6-4 contro la squadra di Zidane, espulso per una testata. Napolitano: grazie Lippi”.
110
come 36 anni fa: palo di Giardino, traversa di Zambrotta, poi il 2-0 da urlo ai tedeschi”. Questa la prima La canzone degli azzurri mondiali riprende un noto brano dei White Stripes (John Gillis e Megan
pagina de La Gazzetta dello Sport di mercoledì 5 luglio 2006. Martha) dal titolo Seven Nation Army, tratta dall’album Elephant.
56 57
quindi soltanto una: per la prima volta nella storia del campionato italiano a girone
II. PROFILI GESTIONALI E DI BILANCIO DELLE
unico la Juventus non disputa la massima serie.
SOCIETÀ DI CALCIO IN ITALIA Il club bianconero, costretto a rimboccarsi le maniche, volta completamente pagina,
Il bilancio è la pagella del manager azzera i vertici societari3 e inizia una nuova avventura nella serie cadetta con l’obiettivo
Helmar Nahr, matematico tedesco (1931-1990)
di tornare nel massimo campionato al più presto. La rosa viene ridimensionata, si
cedono alcuni grandi campioni e si punta molto di più sui giovani; cambia anche la
1 Introduzione
guida tecnica: via Fabio Capello, arriva Didier Deschamps. Tra i grandi calciatori che
All’inizio della stagione sportiva 2006/2007 la vittoria dell’Italia nella Coppa del vengono ceduti si citano Zambrotta e Thuram, passati al Barcellona; Vieira e
Mondo sembra già dimenticata. La volontà, a lungo manifestata durante i mondiali, di Ibrahimovic, acquistati dall’Inter; Mutu, passato alla Fiorentina, ed infine Emerson e
realizzare un rinnovamento nella governance del calcio italiano e di ripartire daccapo Cannavaro che hanno seguito Capello approdando alla corte del Real Madrid.
secondo corretti principi gestionali svanisce sotto il sole estivo e persino gli azzurri, I grado: 14/07/06 II grado: 25/07/06 III grado: 27/10/06
Lazio serie B / 7 punti di pen. serie A / 11 punti di pen. serie A / 3 punti di pen.
ritrovatisi due mesi dopo la finale di Berlino nuovamente di fronte alla Francia nel Milan serie A / 15 punti di pen. serie A / 8 punti di pen. serie A / 8 punti di pen.
Fiorentina serie B / 12 punti di pen. serie A / 19 punti di pen. serie A / 15 punti di pen.
secondo incontro valevole per le qualificazioni europee, subiscono una pesante batosta Juventus serie B / 30 punti di pen. serie B / 17 punti di pen. serie B / 9 punti di pen.
da parte dei transalpini1. Successivamente, in un secondo filone di indagini sono stati coinvolti altri club che sono stati puniti nei
diversi gradi di giudizio con le seguenti penalizzazioni:
Gli strascichi di “Calciopoli” si trascinano per i primi mesi del campionato fino a che
I grado: 18/08/06 II grado: 25/09/06 III grado: 12/12/06
nella tarda serata di venerdi 27 ottobre sono rese note le decisioni del Collegio arbitrale Reggina serie A / 15 punti di pen. serie A / 15 punti di pen. serie A / 11 punti di pen.
Arezzo serie B / 9 punti di pen. serie B / 6 punti di pen. serie B / 6 punti di pen.
del Coni, ultimo grado di giudizio della giustizia sportiva, che chiudono definitivamente
A ben vedere le sentenze definitive emesse non sono state per niente esemplari, ma risultano in linea con
uno dei capitoli più squallidi della storia del calcio italiano. quelle comminate in occasione di precedenti scandali di illecito sportivo che hanno interessato il settore
calcistico italiano.
In definitiva la Juventus sconterà una penalizzazione di 8 punti nel campionato di serie A titolo di esempio si ricorda che:
− nel 1981 Milan e Lazio furono retrocesse in serie B a seguito dello scandalo scommesse. Per fatti
B; mentre Lazio, Milan e Fiorentina sconteranno un handicap rispettivamente di 3, 8 e connessi Avellino, Torino e Perugia furono penalizzate di cinque punti nel torneo successivo.
15 punti nel campionato di serie A2. L’unica grande differenza rispetto al passato è Furono, inoltre, arrestati il presidente del Milan Colombo e 13 giocatori;
− nel 1986 il Perugia fu retrocessa dalla B in C2 con 2 punti di handicap sempre per una vicenda legata
al calcio scommesse scoperta dalla procura di Torino. Udinese e Lazio vennero penalizzate di 9
1
punti; Foggia, Palermo, Triestina e Cagliari di 5 punti. Il Vicenza fu escluso dalla A nonostante la
La pacchia è finita sentenzia in prima pagina La Gazzetta dello Sport di giovedì 7 settembre 2006. Sotto promozione;
il titolo si legge “Europei 2008: un punto in due partite: la qualificazione degli azzurri è a rischio. − nel 2004 sempre per scommesse il Modena fu penalizzato di 4 punti, mentre ci furono soltanto
Rivincita Francia (3-1) dopo Berlino, e ora per l’Italia sono guai. La squadra di Donadoni va a picco sotto ammende per Siena, Sampdoria, Pescara e Como;
i colpi degli uomini di Domenech che in 69 secondi frantumano con Govou la difesa dei campioni del − nel 2005 il Genoa è retrocessa dal primo all’ultimo posto del campionato di B, e quindi in C1 con tre
mondo. Serata compromessa per l’Italia quando Henry raddoppia. Giardino accorcia le distanze e ci punti di penalizzazione, per partite truccate. Per approfondimenti si rimanda a E. Sgambato, I
illude, ma nella ripresa arriva il tris ancora di Govou. Difesa traballante, Cassano fantasma rispetto a bianconeri rischiano due scudetti e la retrocessione, in “Il Sole 24 Ore”, 13/05/06.
sabato con la Lituania. Troppi azzurri in ritardo e qualificazione a rischio”. Quella sera scesero in campo 3
La proprietà sceglie come nuovo presidente del Cda Giovanni Cobolli Gigli (ex a.d. di Rinascente) e
dal primo minuto 16 reduci della finale di Berlino. Due furono le novità nella Francia (Coupet e Govou), come amministratore delegato e direttore generale il francese Jean Claude Blanc (ex responsabile
4 nell’Italia (Barzagli, Semioli, Gilardino e Cassano), che durante l’estate aveva cambiato anche il dell’organizzazione degli Internazionali di Francia di tennis). Il nuovo consiglio di amministrazione,
commissario tecnico: via Lippi al suo posto Roberto Donadoni. Per la cronaca i due schieramenti iniziali composto da 9 membri, comprende tra gli altri il commissario tecnico della nazionale italiana maschile di
erano così composti. Per la Francia: Coupet; Sagnol, Thuram, Gallas, Abidal; Makelele, Vieira; Govou, pallavolo Gianpaolo Montali e l’ex calciatore juventino, nonché campione del mondo con la nazionale nel
Ribery, Malouda; Henry. Per l’Italia: Buffon; Zambrotta, Cannavaro, Barzagli, Grosso; Semioli, Gattuso, 1982, Marco Tardelli. La nuova governance societaria prevede, inoltre, la costituzione di un comitato
Pirlo, Perrotta; Gilardino, Cassano. sportivo con il compito di vigilare sul rispetto delle regole da parte di dirigenti, giocatori e tecnici. Per
2
Molti commentatori hanno parlato in proposito di autogol della giustizia sportiva sottolineando l’enorme approfondimenti si confrontino: C. Martino, Juve la nuova governance di Elkan e Sant’Albano, in “Il
differenza tra le punizioni inflitte nel corso dei diversi gradi di giudizio. Sole 24 Ore”, 9/06/06; G. Dragoni, La Juve sceglie Cobolli Gigli, in “Il Sole 24 Ore”, 15/06/06; A.
In particolare, le quattro squadre coinvolte nel primo filone delle indagini sono state così punite nei Grandi, Nasce la Juve di Jean Claude Blanc, in “Il Sole 24 Ore”, 30/06/06.
diversi gradi di giudizio:
58 59
E proprio da Madrid arriva, in una tranquilla serata del novembre scorso, un’altra bella Se nel capitolo successivo l’indagine sarà, infatti, sviluppata attraverso il metodo
notizia per il calcio italiano: Fabio Cannavaro vince l’edizione 2006 del Pallone d’oro4. quantitativo, indispensabile nell’analisi dei dati relativi agli andamenti economici delle
È lui il miglior calciatore militante in un campionato europeo dell’anno solare appena società, in questo capitolo la ricerca seguirà un approccio qualitativo, necessario per
trascorso. Battuti, nella classifica stilata dal settimanale francese France Football in interpretare le strategie dei club e le logiche gestionali.
base ai giudizi espressi dai più autorevoli giornalisti sportivi europei, il compagno di Prima di tutto, nel paragrafo secondo, si indagherà la specie economica delle società di
nazionale Gigi Buffon e l’attaccante francese dell’Arsenal Thierry Henry5. calcio; ci si chiederà, in particolare, se i club calcistici possano essere considerati o
Così, lo scugnizzo di Fuorigrotta diventa il calciatore europeo più rappresentativo, meno imprese. Dopo aver risposto, in maniera affermativa, a tale quesito si introdurrà
nell’anno in cui ha avuto l’onore di alzare per primo al cielo la Coppa del Mondo. (paragrafo quarto) il principio di economicità, inteso come regola generale cui tutte le
Proprio lui, che meglio di chiunque altro può rappresentare la storia calcistica italiana imprese devono uniformarsi.
dell’ultimo decennio. Successivamente si illustreranno – nel quinto paragrafo – le peculiarità dell’attività
Da ragazzino della squadra primavera del Napoli, raccattapalle allo Stadio San Paolo economica e della gestione strategica di una società di calcio. Si analizzerà in
quando in campo c’era Maradona, a giovane prodigio del calcio italiano su cui il Parma particolare la formula imprenditoriale dei club, focalizzando l’attenzione soprattutto sul
di Tanzi decide di puntare a metà anni Novanta; da calciatore coinvolto nell’affaire sistema competitivo e sui fattori critici di successo.
plusvalenze in occasione del suo passaggio dall’Inter alla Juventus nel 2004 a simbolo Nel paragrafo sesto sarà introdotta la tematica del bilancio d’esercizio nelle società di
del calcio difensivo italiano nel corso dell’ultimo mondiale di Germania. Passando per calcio. Dopo aver illustrato i destinatari del bilancio, ci si focalizzerà sul rapporto
le vicende legate al doping, alla sudditanza psicologica degli arbitri e alle intercorrente tra le norme di legge in materia bilancistica, i principi contabili dettati
sponsorizzazioni pubblicitarie fino a giungere al suo trasferimento milionario a Madrid, dalla prassi professionale e le norme emanate dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio.
dove gli viene comunicata la notizia più lieta di fine anno. Particolare attenzione sarà prestata, in particolar modo, all’analisi del piano dei conti
Poste le premesse di cui sopra, il presente capitolo si pone l’obiettivo di studiare le unificato e delle raccomandazioni contabili in materia di valutazione.
società di calcio dal punto di vista aziendalistico e risulta propedeutico all’analisi La peculiarità dell’attività svolta dalle società sportive si riflette con grande evidenza
economico-finanziaria che sarà svolta nel capitolo terzo. nel contenuto informativo dei rispettivi bilanci, per la corretta interpretazione dei quali è
necessario intendere esattamente la natura delle principali voci che compongono di
4
Cannavoro è il titolo d’apertura de La Gazzetta dello Sport di venerdi 17 novembre 2006. Il quotidiano norma sia lo Stato Patrimoniale sia il Conto Economico.
riporta la notizia che ancora non è stata ufficializzata dall’organizzazione, ma che appare certa visto che
diverse emittenti radiofoniche spagnole l’avevano già confermata dal giorno prima. A tal fine, il paragrafo settimo conterrà l’analisi delle classi di valore tipiche dello Stato
A ben vedere alla lieta notizia dell’assegnazione del pallone d’oro a Cannavaro ne segue un’altra di
umore opposto sempre attinente il Real Madrid. Nella serata di venerdi 17 novembre 2006 si spegne Patrimoniale di un club, quali i “Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori”, la
all’età di 79 anni in un ospedale di Budapest Ferenc Puskas. Nato nel 1927, il mancino ungherese è stato
la stella della nazionale che dominò il calcio europeo agli inizi degli anni Cinquanta (vincendo l’oro “Capitalizzazione dei costi del vivaio” e le “Compartecipazioni ex art. 102 bis Noif”.
olimpico a Helsinki nel 1952 e perdendo la finale della Coppa del Mondo del 1954 contro la Germania di
Fritz Walter). Militò in due grandi club, prima l’Honved di Budapest e poi il Real Madrid dove chiuse la
Nel paragrafo ottavo, invece, saranno illustrate le classi di valore peculiari del Conto
carriera a 39 anni nel 1966, dopo aver vinto cinque campionati consecutivi e due coppe campioni ed aver Economico delle società di calcio, concentrando l’attenzione principalmente
conquistato quattro volte il titolo di capo cannoniere della Liga. Nella sua carriera giocò 1200 partite,
segnando 418 reti ufficiali. Per approfondimenti si rimanda al sito [Link]
5
sull’ammortamento del costo dei diritti pluriennali all’utilizzazione dei calciatori e sulle
Queste le prime posizioni della classifica finale dell’edizione 2006 del pallone d’oro: 1. Fabio
Cannavaro (Italia, Juventus/Real Madrid), 173 punti; 2. Gianluigi Buffon (Italia, Juventus), 124; 3. plus/minusvalenze derivanti dall’alienazione di tali diritti.
Thierry Henry (Francia, Arsenal), 121; 4. Ronaldinho Gaucho (Brasile, Barcellona), 73; 5. Zinedine
Zidane (Francia, Real Madrid), 71; 6. Sameul Eto’o (Camerun, Barcellona), 67; 7. Miroslav Klose Infine, nel paragrafo nono, si presenteranno gli aspetti caratteristici della Nota
(Germania, Werder Brema), 29; 8. Didier Drogba (Costa d’Avorio, Chelsea), 25; 9. Andrea Pirlo (Italia,
Milan), 17; 10. Jens Lehmann (Germania, Arsenal), 13. Per approfondimenti si consulti il sito internet
Integrativa e degli altri documenti accompagnatori al bilancio.
[Link].
60 61
Delineato il perimetro teorico all’interno del quale si inquadra la presente trattazione, al
2 La specie economica delle società di calcio fine di indagare le caratteristiche peculiari dei club calcistici dal punto di vista
economico aziendale occorre innanzitutto comprendere se nelle società di calcio sia
Il settore calcistico, come qualsiasi altro comparto economico, può essere analizzato da identificabile l’istituto-impresa oppure altra tipologia di istituzione9.
più discipline, ognuna delle quali focalizza la propria indagine su determinati aspetti, Per delineare il concetto di impresa si seguirà l’impostazione concettuale proposta da
tralasciandone irrimediabilmente degli altri. Carlo Masini10.
La disciplina di riferimento del presente lavoro è l’Economia Aziendale, ossia la L’attività economica, ossia l’insieme di operazioni di produzione e di consumo di beni
materia avente ad oggetto il sistema degli accadimenti economici di tutti gli istituti nei economici, è attuata prevalentemente all’interno di istituti, società umane che assumono
quali si svolgono attività di produzione e di consumo di beni economici6. caratteristiche di istituzioni. Un istituto, indipendentemente dalla specie, possiede
Si considerano particolarmente rilevanti tre classi di istituti: le famiglie, le imprese, gli alcune caratteristiche peculiari:
istituti della pubblica amministrazione; ad esse corrispondono tre classi di aziende − è destinato a perdurare nel tempo;
sinteticamente denominate: aziende familiari di consumo, aziende di produzione, − è di specie dinamica;
7
aziende di pubbliche amministrazioni (o aziende composte pubbliche) . − è caratterizzato da regole e strutture di comportamento;
L’Economia Aziendale studia l’attuazione delle produzioni e dei consumi e, con − è unitario;
riguardo ai sistemi economici progrediti, i connessi processi di: trasformazione fisico- − è autonomo;
tecnica; negoziazione di beni, di capitale di prestito e di rischi particolari; negoziazione − è finalizzato al raggiungimento di un obiettivo di ordine generale11.
di lavoro e di capitale proprio; organizzazione; rilevazione e informazione. Come già sottolineato in precedenza, tra le varie tipologie di istituti ne emergono tre
Il sistema degli accadimenti d’azienda, analizzato secondo l’impostazione nelle quali l’attività economica assume rilevanza non trascurabile, con gradazioni
dell’amministrazione d’azienda, è riconducibile ai grandi aggregati dei processi di differenti anche se mai esclusiva: si tratta delle famiglie, delle imprese e degli istituti
8
gestione, di organizzazione e di rilevazione e informazione . pubblici territoriali.
9
6
“La vita delle persone nella società umana complessiva è caratterizzata dal sorgere e dall’evolversi di
[Link], Economia aziendale, Il Mulino, Bologna 1994, pag. 28. istituzioni di varia natura, ossia da regole e strutture di comportamento relativamente stabili per i singoli e
7
Ibidem, pag. 29. per i gruppi. Tali istituzioni possono essere codificate in nome del diritto positivo ma in merito si
8
Ibidem. Per completare l’oggetto complesso dell’Economia aziendale, gli autori aggiungono che: manifesta una relazione dinamica non univoca. Le società umane che assumono caratteri di istituzioni,
− “le modalità strutturali e tecniche di svolgimento delle operazioni di azienda sono riconducibili a: la ossia di regole e di strutture di comportamento relativamente stabili, sono denominati istituti. In tal senso
struttura del soggetto economico (più in generale, l’assetto istituzionale), la struttura delle sono istituti le famiglie, le imprese, i partiti politici, i sindacati, i Comuni e così via”. Cfr. [Link]-G.
combinazioni produttive, la struttura dell’organismo personale, la struttura del patrimonio, l’assetto [Link], [Link],, pag. 39.
organizzativo e, per alcuni aspetti, l’assetto tecnico; 10
Cfr. C. Masini, Lavoro e Risparmio, Utet, Torino 1979. Tale impostazione teorica è seguita anche da C.
− le operazioni d’azienda si attuano con il concorso di vasti insiemi di condizioni di produzione; si Teodori, L’economia ed il bilancio delle società sportive. Il caso delle società di calcio, Giappichelli,
definiscono condizioni primarie di produzione il lavoro e il capitale risparmio, cui corrispondono i Torino 1995.
prestatori di lavoro ed i conferenti di capitale risparmio come prime categorie di persone componenti 11
“Un istituto si presenta come complesso di elementi e di fattori, di energie e di risorse personali e
il soggetto economico; materiali. Esso è duraturo (impropriamente talora si dice “stabile”). Il suo permanere è della specie
− in Economia Aziendale si distingue il concetto di produzione di beni, da quello di produzione di dinamica, sia per i fenomeni interni sia per quelli di rapporti esterni con l’ambiente. Come complesso è
redditi per la rimunerazione dei prestatori di lavoro e dei conferenti di capitale; nelle imprese la ordinato (…) secondo proprie leggi anche di varia specie (fisiche, sociologiche, economiche, religiose, e
produzione di beni è da un lato la funzione caratteristica per la collettività, e dall’altro il mezzo per la così via) ed in multiforme combinazione. È una unità per i rapporti che lo costituiscono, ma che proprio si
produzione di redditi; la produzione di beni secondo efficienza (in senso lato) è condizione necessaria manifestano in un modo e non in un altro e con vincolo degli elementi e fattori a carattere di
per la produzione di redditi soddisfacenti per i membri del soggetto economico; complementarietà per essere rivolti ad un insieme di fini comune. (…) L’istituto presenta inoltre il
− tra i processi economici di azienda si pongono in evidenza i processi di innovazione delle modalità carattere dell’essere autonomo, ma di un’autonomia relativa per i nessi con le altre componenti della
strutturali e tecniche di svolgimento dell’attività economica”. società umana”. Cfr. C. Masini, [Link]., pagg. 10-11.
62 63
L’istituto può essere indagato da più discipline12: quando la ricerca è di specie delle stesse sarebbe stato esclusivamente di tipo privato e dunque difficilmente slegabile
economica, emerge il concetto di azienda definita come “l’ordine strettamente da considerazioni di vantaggio economico per l’offerente e da valutazioni di mercato15.
economico di un istituto, ossia l’insieme degli accadimenti economici disposti ad unità e L’ipotesi di aziende di produzione non a rischio di mercato apparve subito da scartare,
secondo proprie leggi”13. perché legata al concetto di un’unica azienda del calcio, che opera in condizioni di
Tale definizione generale di azienda deve essere sottoposta ad ulteriore monopolio, e che si articola in diverse squadre, in tante società relativamente autonome
approfondimento per meglio collegarla alla tipologia di istituto da cui promana: nel caso che producono un servizio in condizioni economiche (cioè applicando i criteri di
dell’istituto-impresa, si individua l’azienda di produzione. efficienza) pur senza misurarsi col mercato16.
Il fine economico immediato di un’impresa è la produzione di remunerazioni monetarie L’identificazione delle società di calcio professionistiche con le imprese sembrava la
14
e di altre connesse condizioni, per le persone componenti il soggetto economico . più accettabile, ma l’incertezza derivava dai tre vincoli posti dalle norme giuridiche.
Fino al 1996 – prima dell’emanazione del D.L. 485/96 – poteva esistere qualche dubbio Dopo la riforma a seguito della “sentenza Bosman”, tutti e tre questi vincoli sono stati
circa il considerare le società di calcio come imprese, dal momento che le stesse erano aboliti e quindi i club calcistici possono essere considerati delle imprese in senso stretto.
gravate da tre vincoli: A ben vedere, però, nonostante la presenza delle limitazioni elencate sopra, le società
1) impossibilità di distribuire dividendi; calcistiche già prima della riforma del 1996 potevano essere annoverate tra le imprese.
2) liquidazione del capitale in misura non superiore al valore nominale delle azioni; Infatti, nonostante i vincoli sub 1) e 2) influenzino la possibilità di soddisfare
3) preventiva approvazione, da parte di un ente esterno, degli atti di straordinaria pienamente le attese dei conferenti di capitale risparmio, gli stessi limiti non incidono
amministrazione, sulla specie dell’attività svolta, la quale si identifica con la produzione economica alla
che mettevano in discussione il collegamento tra club calcistico e impresa. quale “corrisponde sistematicamente il formarsi di costi e ricavi unitari di mercato, di
I diversi tipi di azienda che erano associati alle differenti visioni dello statuto delle entrate ed uscite di mezzi monetari, di variazioni di debiti e crediti di regolamento e di
società calcistiche professionistiche erano stati identificati nelle seguenti fattispecie: prestito, di redditi e di capitali; tali manifestazioni, nell’insieme o per classi, possono
− aziende di erogazione miste; presentarsi con vari gradi; al loro decrescere l’istituto si allontana dalla configurazione
− aziende di produzione non a rischio di mercato; dell’impresa in senso stretto17”.
− imprese. Inoltre, si poteva sostenere che i portatori di capitale nelle società calcistiche ottenevano
Le società di calcio potrebbero essere identificate come “aziende miste erogative”, cioè remunerazioni in modo indiretto; infatti, nella maggior parte dei casi, le società trovano
come associazioni private o pubbliche deputate alla gestione di patrimoni e alla la propria giustificazione economica nella più ampia realtà di un gruppo aziendale, che
elargizione di un consumo per l’utenza, quella della diffusione della pratica sportiva, beneficia di sinergie derivanti dall’avere al proprio interno una società sportiva18.
poiché per sopravvivere devono ricorrere almeno in parte ad entrate di origine In definitiva, le società calcistiche possono essere inserite nell’ambito della tipologia
mecenatistica. Ad evidenza, però, la società calcistica non fornisce un servizio che può istituto-impresa, poiché l’attività economica assume rilevanza primigenia, anche se non
essere giudicato di interesse sociale e, perciò, il mecenatismo atto alla sopravvivenza mancano, come in qualsiasi istituto, fenomeni di ordine sociale o politico19.
12
“La ricerca intorno ad un istituto è necessariamente di tipo interdisciplinare”. Ibidem, pag. 15.
13 15
Ibidem, pag.18. Cfr. A. Tanzi, Le società calcistiche. Implicazioni economiche di un gioco, Giappichelli, Torino 1999,
14
Il soggetto economico di un istituto è composto dall’insieme delle persone che portano gli interessi pag. 81.
16
economici istituzionali; di regola, nel caso delle imprese, gli interessi economici istituzionali sono quelli Ibidem, pag. 82.
17
dei conferenti di capitale proprio e dei prestatori di lavoro, pertanto queste due categorie compongono il Cfr. [Link], [Link]., pag. 45.
18
soggetto economico delle imprese. Cfr. [Link], [Link]., pag. 102. Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 83.
19
Cfr. C. Teodori, [Link]., pag. 14.
64 65
Seguendo l’impostazione concettuale proposta da Pietro Onida20, invece, le aziende costume che caratterizzano tali società, evidenziate principalmente da Rusconi che
possono essere classificate in due tipologie fondamentali: sottolinea come l’identificazione delle squadre con città e piccoli paesi trasformi i club
− di erogazione; in proprietà della comunità di cui sono la bandiera. “Parlare quindi di pura impresa a
− di produzione per il mercato. scopo di lucro diviene molto difficile, poiché nessuna società commerciale è vincolata
Nel primo caso la finalità perseguita è il soddisfacimento dei bisogni di un gruppo così pesantemente da motivazioni extra-economiche nelle sue scelte imprenditoriali.
definito di soggetti, attraverso l’utilizzo e la conservazione della ricchezza disponibile. L’impresa calcistica pura dovrebbe avere come obiettivo principale l’equilibrio
Tale obiettivo viene raggiunto attraverso il consumo di determinati beni o servizi dinamico di bilancio (…) mentre per il costume e la consuetudine le finalità sono il
erogati dall’azienda. A tali fini, può anche essere attuata attività di produzione, purché successo ed il prestigio”23.
finalizzata al soddisfacimento dei consumi dei membri che vi appartengono. In buona Per confutare tale affermazione, Teodori sottolinea come “il fatto che per non pochi
sostanza, l’attività di produzione non è destinata allo scambio per il mercato. anni l’equilibrio di bilancio non sia stato raggiunto, non significa che l’obiettivo non
Questa caratteristica, invece, risulta fondamentale nella seconda tipologia di azienda, fosse presente. Altre forme di copertura hanno permesso di salvaguardare una situazione
nella quale assume rilevanza lo scambio con il sorgere di tipiche quantità economiche che, per sua naturale evoluzione, si sarebbe indirizzata verso il fallimento. Infatti,
quali costi e ricavi. l’obiettivo fino ad oggi surrettiziamente nascosto sta assumendo tutta la sua importanza,
Nell’ampia categoria delle aziende che producono per lo scambio nel mercato, se ne proprio per la ragione che società calcistiche vanno individuate come imprese
individua una specifica denominata impresa, nella quale appare evidente l’esistenza del calcistiche e, quindi, come tali devono presentare situazioni patrimoniali, finanziarie e
rischio economico generale21. reddituali soddisfacenti. In caso contrario sono destinate ad essere cancellate dal
Nella definizione di impresa si individuano, quindi, due caratteristiche fondamentali: panorama sportivo, indipendentemente dal ruolo sociale e di costume assolto”24.
a) la produzione per il mercato;
b) l’esistenza di un rischio economico generale (o rischio di mercato). 3 L’aspetto sociale e sociologico del calcio
Risulta evidente come la società di calcio professionistica presenti tutti i connotati
individuati per l’impresa “pura”; infatti, l’attività di produzione economica è indirizzata Molte società proiettano e trasferiscono in certi sport le proprie caratteristiche profonde,
al mercato ed esiste un rischio economico generale, in quanto la società può fallire o così alcuni giochi sportivi rivelano più di altre attività le metafore nascoste di quella
essere liquidata22. società25.
Si può affermare, quindi, che a tutti gli effetti le società di calcio possono essere Nel calcio l’identificazione delle metafore prevalenti è forse resa più facile che non in
considerate delle imprese, dove oltre agli interessi economici convergono anche altri sport a causa della semplicità e del conservatorismo che regolano le sue norme. I
interessi di altra specie. gesti essenziali del calcio sono definiti: correre, calciare, tirare la palla e toccarla con
Si sottolinea, inoltre, come alcune argomentazioni presentate per sfumare tutte le parti del corpo fuorché con gli arti superiori; la semplicità delle sue regole lascia,
l’identificazione delle società di calcio con le imprese, abbiano perso attualmente in un certo senso, libero ogni giocatore di usare il proprio patrimonio istintivo di qualità.
l’incisività che potevano avere in passato. Ci si riferisce alle implicazioni sociali e di Così il gioco del calcio è associato al concetto di libertà e allo stesso tempo di serietà e
20
Cfr. P. Onida, Economia d’azienda, Utet, Torino 1971.
21 23
Il rischio economico generale consiste nell’incertezza nella realizzazione di ricavi d’esercizio G. Rusconi, Il bilancio d’esercizio nell’economia delle società di calcio, Cacucci, Bari 1990, pagg. 29-
sufficienti a remunerare, nella misura determinata dal mercato, tutti i fattori produttivi richiesti dalla 30.
24
gestione, a causa di mal prevedibili e mutevoli condizioni. Cfr. P. Onida, [Link]., pag. 9. C. Teodori, [Link]., pag. 20.
22 25
Cfr. C. Teodori, [Link]., pag. 18. A. Tanzi, [Link]., pag. 7.
66 67
di dovere. Essendo due le squadre contrapposte, sia nei giocatori sia tra gli spettatori si Negli ultimi venti anni, invece, è emerso nei “tifosi esasperati” un pressante bisogno di
formano gruppi in una sorta di divisione del mondo in amici o nemici26. apparire, spinto certamente dall’avvento della società dell’immagine.
Riflettendo sulle tipicità del calcio, si può evidenziare come esso sintetizzi alcune Se è vero che lo scontro fisico tra opposte fazioni cercato ad ogni costo è da sempre il
metafore profonde della vita: la rappresentazione di una lotta ritualizzata, momento aggregativo per eccellenza degli ultras e ciò che maggiormente li
l’identificazione di sé mediante il conflitto, la differenziazione, la giustizia ma anche contraddistingue dai tifosi “normali”, è anche vero che quella assunta dai giovani ultrà
l’ingiustizia del quotidiano27. italiani è una specifica forma mentis che consente loro di interpretare e filtrare il mondo
Tutto ciò fa del calcio qualcosa di più di un semplice sport; esso è forse un rito (dividendolo in amici e nemici) e di plasmare il loro stile di vita, stabilendo e
28
profano . Con la sua conflittualità poi, può essere lo specchio di ogni altra divisione; e condividendo tutta una serie di valori, norme e gerarchie31.
tanto più i conflitti reali (sociali, politici, etnici e religiosi) tendono nella nostra cultura La creazione di questa forma mentale è avvantaggiata dalle caratteristiche intrinseche
ad essere rimossi o razionalizzati, tanto più vengono esasperati nella dimensione del del calcio. In primo luogo, il football favorisce con la sua natura agonistica e di gioco di
calcio. Paradossalmente è proprio negli stadi che vengono anticipate e realizzate le squadra l’adesione del pubblico al modello “amico/nemico”, schema che finisce così per
tendenze conflittuali delle società moderne29. essere dominante non solo in campo ma anche sulle gradinate dello stadio. In secondo
Gli ultras, cioè i tifosi più fanatici, nascono sull’onda della contestazione giovanile luogo, il calcio, in quanto rappresentazione pubblica di una guerra ritualizzata e messa
sessantottina; tuttavia l’elemento politico che fa da sfondo alla genesi del movimento in scena dalla conflittualità di fondo della moderna società, abbonda di metafore
ben presto perde d’importanza e di significato lasciando il posto a quel bisogno di belliche ed il suo linguaggio fa un ricco ricorso a termini del gergo militare. In terzo
socializzazione e alla spasmodica ricerca di identità personali e collettive che luogo, lo stadio costituisce oggi uno dei pochi luoghi (fisici e sociali) in cui è possibile
conducono il movimento fino agli anni ottanta30. allentare le tensioni della vita quotidiana e lasciarsi andare – entro un certo limite – a
comportamenti altrimenti banditi da ogni altro contesto pubblico o privato32.
26
“E sul terreno di gioco, campo di battaglia, vi è una lotta stilizzata per il possesso del territorio. Il Allo stadio, quindi, i giovani trovano un nuovo spazio simbolico e la dimensione ideale
calcio, gioco di squadra, mantiene però per i giocatori le caratteristiche del gioco individuale, cosicché i
calciatori sviluppano attività specifiche combinando in una grande varietà estetica azioni individuali e (l’unica consentita) dove rivendicare le loro istanze – a cominciare da un forte bisogno
azioni collettive. La seconda caratteristica del gioco del calcio è l’imprevedibilità, data l’impossibilità di
controllare perfettamente con i piedi la traiettoria del pallone. Molti fattori complessi come la condizione di socializzazione e dalla necessità urgente di crearsi una propria identità cui non
fisica, il sostegno del pubblico, la coesione della squadra, possono influenzare il gioco innestando un
elemento strutturalmente aleatorio. Terza caratteristica è la faticità; qualsiasi circostanza può mutare il
possono aspirare percorrendo i canali tradizionali o attenendosi ai codici di una
risultato della partita e l’andamento della squadra. Un incidente fisico ad un giocatore, un passaggio normalità imposta dalla società degli adulti – colmare determinate lacune identitarie ed
sbagliato, una parata non riuscita possono mutare le sorti della partita. Il fatto poi che l’arbitro sia giudice
indiscutibile fa sì che la critica che spesso gli viene fatta da coloro che ritengono non corretto il suo enfatizzare così il distacco dai propri padri, ricorrendo anche a forme vistose e
comportamento, sia considerata come la lotta per la giustizia.” A. Tanzi, [Link]., pag. 8.
27
Cfr. G. Simmel, Sociologia, Comunità, Milano 1989. spettacolari, spesso violente, di trasgressione collettiva che esaltano le differenze con le
28
Quando si parla di calcio ogni Paese tende a rivendicare la paternità storica e culturale di questa
disciplina riconducendola, non senza una buona dose di orgoglio patriottico, ad una qualche antica pratica proposte loro fornite dal mondo adulto33.
ludica o ad un gioco tradizionale già ampiamente diffuso tra il proprio popolo fin dai tempi più remoti. È
un contenzioso ancora aperto che oppone nazioni e comunità di ogni parte del mondo, ciascuna intenta a
Il calcio è, quindi, un gioco in cui si realizzano profonde esigenze simboliche della
rispolverare vecchie forme di divertimento con la palla per reclamare i natali del football e pronta così a nostra società. Da qui un primo duplice aspetto: quello di uno sport in cui chiunque può
giurare di aver per prima sperimentato il gioco del calcio e di averlo poi insegnato a tutti gli altri. Cfr. D.
Cioni, Calcio e Tifo, Dalle origini ad oggi, su [Link]/centro studi e ricerche.
29
identificarsi e quello di una macchina che esprime conflitti e produce effetti sociali.
“Ma forse il fenomeno più nuovo legato alla dimensione sociale del calcio è il dilagare all’esterno del
proprio mondo di stereotipi linguistici mutati da tale sport, e il diffondersi di comportamenti di masse Oltre a ciò, è diventato un’attività economica assai rilevante, con un giro d’affari di
giovanili che riprendono moduli espressivi di tipo calcistico. Ciò accade nei concerti rock, nelle
manifestazioni politiche, e perfino nei graffiti e nelle scritture rurali. In altri termini il mondo del calcio è
31
una macchina capace di produrre simboli non solo autoreferenti ma utilizzati anche nell’aspetto serio, non Ibidem.
32
ludico, della società”. A. Tanzi, [Link]., pag. 8. Ibidem.
30 33
Cfr. D. Cioni, [Link]. Ibidem.
68 69
milioni di euro. Nell’immaginario collettivo esso rimane, però, un mero sport estraneo
all’economia. E se questo può valere per la passione che suscita in milioni di persone Il principio di economicità, come regola di condotta o di funzionamento dell’azienda, si
(per l’identificazione che avviene con la squadra, o con i loro idoli), certamente non può traduce concretamente nel perseguimento contemporaneo di più fini economici. In
valere per la sua dimensione di attività professionistica e imprenditoriale. Questo sport particolare, le condizioni da rispettare simultaneamente nel funzionamento delle aziende
realizza bisogni ludici profondi, ma è anche una scena, tra le altre, di competizione appartengono a due gruppi di ordini:
economica34. a) il primo attinente alla dimensione più propriamente reddituale, comprende quelle
condizioni che hanno impatto sull’equilibrio tra componenti positivi e negativi di
34
Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 9.
35 37
Cfr. [Link], [Link]., pag.174. Ibidem, pag. 176.
36 38
Ibidem, pag. 175. Ibidem, pag. 191.
70 71
indispensabile per la loro esistenza; le imprese controllate devono soddisfare in modo produzione”, le società di appartenenza “datori di lavoro”, le partite “beni offerti sul
efficiente soprattutto le attese formulate dal soggetto economico del gruppo39. mercato”, gli spettatori “consumatori”43.
L’appartenenza di una impresa calcistica ad un gruppo (come controllata) o ad una L’impresa calcistica può essere funzionalmente definita come un sistema destinato alla
aggregazione di aziende comporta, dunque, la necessità di interpretare fenomeni che la produzione di beni e servizi per la collettività, in cui le risorse disponibili devono essere
caratterizzano alla luce delle influenze emergenti40. combinate in modo efficiente per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Il soggetto economico giudica sulla convenienza a mantenere in vita l’impresa calcistica Le caratteristiche tipiche del “prodotto calcio” possono essere individuate in44:
secondo schemi di valutazione che si discostano dai comuni requisiti dell’economicità − la passione ed il senso di appartenenza; si tratta di un patrimonio unico e di
aziendale; ciò che vengono valutati sono i benefici che l’impresa calcistica, in vario inestimabile valore, sul quale il settore ha storicamente costruito gran parte delle sue
modo, è in grado di apportare al gruppo. fortune; ciò spiega, perché, un’industria che è stata caratterizzata da performance
Pertanto, è questo il motivo che giustifica, spesso, la partecipazione di società economico-finanziarie non ottimali è sopravvissuta senza essere dilaniata da lotte tra
calcistiche, perennemente in perdita, ai rispettivi campionati41. i suoi numerosi stakeholder (giocatori, spettatori, azionisti, amministratori locali,
Per contro, le imprese calcistiche che vivono di forza propria e che non sono inserite in Stato) tutti disposti a garantirne la sopravvivenza, anche contro le più elementari
un gruppo devono soddisfare le tipiche condizioni dell’economicità aziendale, possibili leggi dell’economia;
solo in presenza di una gestione particolarmente attenta. − la connotazione sociale che può assumere il suo consumo; nel caso delle politiche di
Nell’attuale contesto italiano, le imprese calcistiche per continuare ad esistere prezzo negli stadi o della trasmissione televisiva di particolari incontri, tale
necessitano di continue ricapitalizzazioni volte ad annullare i negativi effetti prodotti caratteristica è stata anche riconosciuta in atti ufficiali45;
dalla gestione. La mancata disponibilità degli azionisti a ripianare le perdite conduce o − la caratteristica di produzione congiunta che assume la sua fornitura; una società di
alla scomparsa dell’impresa dal mercato o alla sua continuazione in capo ad una nuova calcio, a differenza di una normale impresa, non può svilupparsi e prosperare da
42
compagine proprietaria . sola; tra le diverse società, dunque, non c’è possibilità né di sostituzione né di
concorrenza ma c’è complementarietà di prodotti46.
5 L’attività economica e la gestione strategica delle società di calcio − l’atipicità dei meccanismi concorrenziali; le società di calcio competono tra loro per
vincere le partite, ma sono, al tempo stesso, parte integrante della medesima
Dal momento in cui passa dal dilettantismo al professionismo, dalla fase “eroica” alla industria, che si sta sviluppando in contrapposizione ad altre forme di
fase “economica”, il calcio diventa “industria”, i club “imprese”, i giocatori “fattori di intrattenimento, non solo sportivo;
39
Cfr. F. Manni, Le società calcistiche. Problemi economici, finanziari e di bilancio, Giappichelli, Torino
1991, pag. 53.
40
“Il principio di economicità (…) deve essere valutato in funzione del più ampio aggregato al quale
43
l’azienda pertiene e dei vantaggi sicuramente apportati alle altre società, quali, ad esempio, la promozione P. L. Marzola, L’industria del calcio, La Nuova Italia Scientifica, Roma 1990, pag. 105.
44
di immagine. Le strategie aziendali, perciò, devono essere viste nel più vasto complesso imprenditoriale Cfr. [Link], Le società di calcio professionistiche, Buffetti, Roma, 1997.
45
del quale la società calcistica diviene uno dei veicoli promozionali”. A. Tanzi, [Link]., 1999, pag. 83. Un esempio può essere rappresentato dall’incentivazione fiscale per le categorie di biglietti più popolari
41
I responsabili del loro governo non hanno da soddisfare come condizione di esistenza un equilibrato oppure dalle ordinanze che hanno imposto la diretta televisiva di alcuni incontri per motivi di ordine
rapporto con il mercato, quel che più importa è la notorietà che segue ai successi sportivi. Con riferimento pubblico.
46
all’economia delle imprese calcistiche “dipendenti” ha poco interesse giudicare della loro economicità Cfr. P. Marzola, [Link]. Questo aspetto, a ben vedere, rafforza la convinzione che è opportuno tenere in
aziendale in quanto si pongono in un rapporto di strumentalità rispetto al gruppo di cui fanno parte vita meccanismi di redistribuzione delle risorse a tutela della sopravvivenza del calcio professionistico di
assecondandone le strategie; in questo caso i giudizi di economicità sono giudizi di “economicità di squadre di città minori dal punto di vista sociale, economico e produttivo. Tale principio di mutualità vale
gruppo”, l’azienda calcistica non è considerata da sola ma nell’ambito di una più vasta economia: quella a garanzia del mantenimento, in qualsiasi tipo di spettacolo sportivo, dell’equità competitiva e
del gruppo. F. Manni, [Link]., pag. 53. dell’incertezza del risultato, in assenza del quale nessun tipo di spettacolo potrebbe continuare ad attirare
42
Ibidem, pag. 57. l’attenzione del pubblico.
72 73
− l’incertezza e l’indeterminazione del risultato sportivo, che condiziona pesantemente L’impresa calcistica – per attuare la combinazione che le è propria – impiega, alla
il risultato economico di fine anno; diviene, pertanto, un’esigenza primaria di tutti i stregua di tutte le altre imprese, capitali e risorse, umane e materiali e nello svolgere le
club calcistici professionistici quella di programmare la propria attività in modo da proprie funzioni sostiene dei costi.
dipendere sempre meno da risultati conseguiti sul campo. Nelle società di calcio la produzione del servizio sportivo e la sua commercializzazione
L’allestimento dello spettacolo sportivo costituisce, nell’aspetto imprenditoriale, coincidono temporalmente; anche se, la gara sportiva non è che la fase terminale di un
l’oggetto a cui è rivolta l’attività economica dell’impresa calcistica e di conseguenza la processo tecnico, che può essere pensato per periodi annuali, come nel caso del
componente tradizionale, ma non esclusiva, del valore della produzione. campionato, o per periodi più brevi nel caso delle competizioni di coppa51.
Le utilità incorporate nello spettacolo calcistico consentono vantaggi economici All’acquisizione dei fattori di produzione sono legati i costi relativi ai compensi agli
direttamente riconducibili all’allestimento dello spettacolo stesso o indiretti avendo atleti e le somme spettanti alle società da cui provengono i nuovi calciatori.
riguardo allo sfruttamento economico che esso in altro modo consente47. Altri componenti negativi possono originare dalle minusvalenze che seguono la
I valori direttamente connessi allo spettacolo calcistico, storicamente considerati i tipici cessione dei calciatori e dalle quote di ammortamento del “diritto alle prestazioni
ricavi, originano dagli incassi relativi alle gare disputate nei campionati di appartenenza sportive”. Di minore entità sono i costi del personale non legato alla struttura tecnica.
o dalla partecipazione a competizioni sportive di altro tipo. Non è solo la possibilità di conseguire un utile e di distribuirlo ai soci a favorire gli
La diffusione televisiva dello spettacolo calcistico prima e, successivamente, investimenti nel calcio; il tornaconto psicologico, in immagine e popolarità possono
l’adattamento del calcio a logiche imprenditoriali hanno originato una serie di ricavi talvolta essere di gran lunga più importanti della realizzazione di un risultato economico
complementari che nel tempo hanno assunto valori assai rilevanti, fino a diventare oggi immediato, in quanto il vantaggio indiretto è comunque notevole.
largamente preponderanti rispetto agli incassi delle partite. Tale situazione contraddittoria trova riscontro nella circostanza che il calcio
I diritti televisivi, lo sfruttamento dell’immagine e le sponsorizzazioni sono professionistico è una industria perennemente in crisi a causa della cronica eccedenza
l’espressione di sistemi economici modernamente organizzati48. delle uscite sulle entrate, ma pur sempre viva e vitale in tutte le sue componenti
Un secondo gruppo di ricavi origina dall’attività di commercializzazione dei diritti alle istituzionali52.
prestazioni degli atleti. In questo caso il prezzo di cessione del calciatore deve essere La comprensione della formula imprenditoriale del calcio professionistico diviene
confrontato col valore contabile del diritto alla prestazione sportiva. Se il prezzo di quindi fondamentale al fine di comprendere il governo strategico delle aziende
cessione è maggiore del valore contabile la differenza esprimerà un componente calcistiche.
positivo di reddito imputabile all’esercizio che va sotto il nome di plusvalenza Ogni impresa ha una sua impostazione imprenditoriale (o formula) che dipende dalla
patrimoniale 49. sua storia e dalle scelte effettuate nel corso dell’esistenza.
Un’ultima classe di ricavi è rappresentata dai contributi erogati annualmente dalla La formula imprenditoriale è il risultato delle scelte di fondo riguardanti le seguenti
Federazione alle società50. variabili:
1) il sistema competitivo;
2) il sistema di prodotto;
3) la struttura;
47
Cfr. F. Manni, [Link]., pag. 58.
48
Ibidem. 4) il sistema degli attori sociali;
49
Ibidem.
50 51
In particolare, una parte degli introiti del “Totocalcio” sono devoluti al CONI, che, a sua volta, ne Cfr. F. Manni, [Link]., pag. 64.
52
assegna una parte a tutte le Federazioni che poi provvedono a ripartirle tra le società affiliate. Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 84.
74 75
5) le prospettive offerte e/o i contributi richiesti53. competitiva in base agli obiettivi delle diverse squadre: non è possibile ritenere
Tali variabili sono legate da relazioni (Figura 2) che le compongono in un unico fortemente concorrenziali club con obiettivi (e quindi molto probabilmente anche
sistema il quale si articola in due sottoinsiemi che esprimono l’uno il modo di essere risorse) diversi57.
dell’impresa in una data arena competitiva (strategia competitiva), l’altro il modo di
Figura 3: La struttura del sistema competitivo: il modello della concorrenza allargata.
essere dell’impresa nel sistema di forze economiche, politiche e sociali in cui cerca le
risorse ed i consensi che le occorrono (strategia sociale).
Nuovi entranti
76 77
diversi concorrenti, rende possibile anche ad una piccola società di possedere un forte Inoltre, il calcio può essere considerato un’industria sui generis, per la particolarità del
potere contrattuale59. prodotto che questa offre sul mercato: un prodotto unico, soggettivo, intangibile. Il
Il potere dei fornitori degli altri servizi (dal materiale tecnico ai mezzi di trasporto, dagli calcio ha dei caratteri distintivi rispetto a tutte le altre industrie, come la passione e
alberghi per le trasferte alla gestione dello stadio), invece, è influenzato dal numero di l’attaccamento alla squadra di tifosi, dirigenti e proprietari che hanno permesso alle
imprese fornitrici e dal prestigio; più in generale, però, essendo le squadre di calcio un società, nonostante performance economiche negative, di sopravvivere trovando sempre
eccellente mezzo pubblicitario, essi fanno a gara tra di loro per divenirne fornitori qualcuno pronto a garantirne la continuazione, contro le più elementari leggi
ufficiali con l’esclusiva per un dato servizio o area geografica; ne consegue, quindi, che dell’economia64.
il loro potere è molto limitato. Altro elemento da considerare è la struttura dell’impresa la quale rappresenta il punto di
Il potere contrattuale degli acquirenti, intesi come fruitori dello spettacolo calcistico, è collegamento tra strategia competitiva e, per così dire, strategia sociale, consentendo di
legato alla loro sensibilità al prezzo su cui incide in maniera determinante la “fede presentarsi sul mercato con quella offerta e agli attori sociali con quella certa proposta
calcistica”60. Si può infatti osservare come lo spettatore tifoso medio presenta una progettuale.
domanda di spettacolo calcistico poco elastica al prezzo, derivante dal fatto che il Il termine struttura è inteso in senso lato, così da ricomprendervi non solo la struttura
sostenere un team calcistico implica una certa “fede del tifoso-spettatore” difficilmente organizzativa ed i meccanismi operativi ma anche tutte le risorse costituenti il
61
crollabile . patrimonio tecnologico, commerciale, direzionale ed economico-finanziario della
I potenziali nuovi entranti sono rappresentati da quelle squadre che attuano spostamenti società. Nella realtà dei club calcistici prevalgono indiscutibilmente le risorse umane,
di obiettivi da più prestigiosi a meno prestigiosi e viceversa62. intese non solo come fattori produttivi, ma anche come know-how posseduto dai
Infine, i prodotti sostitutivi sono rappresentati sia dagli sport alternativi che possono dirigenti che effettuano le scelte e prendono le decisioni, che hanno un’importanza
spostare a loro favore l’attenzione degli sportivi, sia dalle altre attività ricreative quali il cruciale per il raggiungimento della finalità aziendale65.
cinema o il teatro. La strategia competitiva cerca di spiegare il rapporto tra le risorse disponibili per la
Il secondo elemento della strategia competitiva è costituito dal sitema di prodotto, che società, i suoi obiettivi e la sua performance.
nelle società di calcio è rappresentato dall’organizzazione di spettacoli calcistici. La formulazione della strategia implica tre componenti fondamentali: l’identificazione
Il tratto peculiare del prodotto di una società di calcio è l’instabilità, a causa dell’elevata degli obiettivi, l’identificazione delle risorse a disposizione e l’identificazione delle
incertezza che caratterizza l’attività sportiva. limitazioni imposte dall’ambiente economico. Una strategia ben formulata è, quindi,
Nel calcio, infatti, viene offerto un bene che solo potenzialmente è competitivo, in una strategia che permette all’impresa di realizzare i propri obiettivi date le risorse a
quanto soltanto tramite una testimonianza di ripetitività del successo si può asserire con disposizione, per mezzo di un adattamento ottimale all’ambiente66.
certezza che il prodotto offerto sia valido63. La quarta variabile della formula imprenditoriale è il sistema degli attori sociali. Con
tale espressione ci si riferisce ai detentori di interessi coinvolti nell’esercizio
59
Proprio l’alto potere dei giocatori è un fattore destabilizzante per le squadre, che sono spesso costrette a
64
rinnovare contratti in corso d’opera per evitare che un giocatore cambi club, con pesanti conseguenze sui L’imponderabilità dei risultati sportivi condiziona i risultati economici dei club. Per questo risulta
bilanci che hanno reso il sistema calcio molto debole. molto importante l’obiettivo di diversificazione del mix dei ricavi, per rendere i risultati di gestione
60
Cfr. A. Tanzi, [Link]. sempre più indipendenti da quelli sportivi, troppo incerti e altalenanti. Le società mirano alla
61
In definitiva, quindi, la domanda di spettacoli calcistici risulta essere più sensibile al risultato- massimizzazione dei profitti principalmente attraverso la produzione dello spettacolo sportivo, la
andamento della squadra del cuore che al prezzo del biglietto o dell’abbonamento. Cfr. A. Tanzi, [Link]., valorizzazione del proprio marchio e progettano nuove fonti di crescita dei ricavi, legate allo sfruttamento
pag. 87. economico dello stadio.
62 65
Per quel che riguarda le barriere all’entrata, esse sono rappresentate dai costi di passaggio ad obiettivi Cfr. Tanzi, [Link]., pag.88.
66
più elevati e dai relativi fabbisogni di capitale. Ibidem. Cfr. [Link], Il business del calcio. Successi sportivi e rovesci finanziari,
63
Cfr. Tanzi, [Link]., pag. 88. Egea, Milano 2004.
78 79
dell’impresa estranei al sistema competitivo. Essi ripongono delle aspettative − mantenere e incrementare le quote di mercato nei segmenti di riferimento in cui
67
sull’impresa ed hanno il potere di influire sulla vita stessa del club . opera (quindi nel numero di tifosi, abbonamenti e biglietti venduti, nel
Infine, l’ultimo aspetto da indagare è costituito dalla proposta progettuale che l’impresa merchandising, nei proventi pubblicitari, nel numero di abbonati ai canali tematici e
calcistica rivolge alle forze sociali coinvolte nella realizzazione della proposta stessa, così via);
offrendo determinate prospettive e richiedendo determinati contributi o consensi. − intervenire sui costi operativi, con particolare riferimento al costo dei giocatori,
In sintesi, si può asserire che la struttura determina il sistema di prodotto (il patrimonio mediante una riduzione concordata e consensuale degli ingaggi e la valorizzazione
umano e le conoscenze possedute determinano l’offerta di spettacolo calcistico), il dei giocatori del vivaio;
quale, a sua volta, mentre concorre a plasmare il sistema competitivo, consente − ricercare la redditività nella gestione dinamica del parco calciatori con operazioni di
68
all’impresa di ritagliarvi il suo spazio operativo . Dal sistema competitivo, poi, la trading in grado di generare flussi di cassa positivi per fronteggiare i fabbisogni
struttura riceve continui flussi informativi, che ne stimolano gli adattamenti di breve e finanziari;
di lungo periodo, nonché i flussi di risorse rappresentanti i corrispettivi degli scambi che − continuare a promuovere il brand nel mondo attraverso la partecipazione a tornei
intrattiene con il sistema stesso (incassi da gare, abbonamenti, diritti televisivi, prestigiosi (Champions League e Coppa UEFA) e manifestazioni sportive nei Paesi
sponsorizzazioni, merchandising e così via). che hanno dimostrato o dimostreranno interesse per il mondo del calcio (Nord
Analogamente, considerando il secondo sottosistema, la struttura esprime la proposta America, Nord Africa, Estremo Oriente) valorizzando così il marchio in ambito
progettuale attorno a cui si aggregano determinate forza sociali che le assicurano le europeo e internazionale anche attraverso il coordinamento della gestione dello
69
collaborazioni vitali di cui necessita . stesso con l’immagine della squadra e dei giocatori;
Come già osservato, l’oggetto dell’attività delle società di calcio consiste − stipulare contratti di sponsorizzazione con società titolari di marchi rinomati a
nell’organizzazione di spettacoli sportivi; nello stesso tempo, però, i club perseguono livello internazionale, nella prospettiva di una reciproca valorizzazione dei rispettivi
anche altri obiettivi, quali: la vittoria del campionato, la conquista di una coppa segni distintivi;
nazionale o internazionale, il raggiungimento di una certa posizione in classifica tale da − realizzare i progetti di diversificazione dei ricavi investendo in altre attività
garantire l’accesso alle competizioni internazionali, la permanenza nella massima serie, connesse al core business e valorizzare l’attività svolta dalla prima squadra.
la promozione nella serie maggiore. L’elemento cruciale al fine del raggiungimento dei suddetti traguardi è costituito da una
Per realizzare i propri obiettivi una società intenderà: efficace ed accorta programmazione della gestione, che rappresenta uno dei principali
− proseguire nell’attenta gestione del proprio parco giocatori e rivolgere la massima fattori critici di successo nelle società di calcio come peraltro nelle imprese in
attenzione al settore giovanile per garantire il costante reinserimento di giovani generale70.
calciatori; Le aree aziendali che maggiormente influenzano le condizioni di equilibrio delle società
− valorizzare i giocatori della società per incrementarne il valore di mercato ed di calcio sono rappresentate dall’allestimento dello spettacolo e dall’offerta al pubblico.
ottenerne plusvalenze; L’allestimento dello spettacolo calcistico richiede la predisposizione di risorse umane i
67 70
Per ulteriori approfondimenti sugli stakeholders di una società di calcio si rimanda al successivo Bisogna però ricordare che non esiste una formula certa e sicura; non esiste cioè un “ricettario
paragrafo 6.2. strategico che permetta di asserire con certezza che con un po’ di organizzazione, un po’ di attenzione
68
L’impresa calcistica, sulla base del sistema di prodotto che intende offrire, ritaglierà la sua arena allo sviluppo del settore giovanile, si raggiunga sempre e comunque l’obiettivo aziendale, anche perché,
competitiva, in cui saranno presenti le società che perseguono il medesimo obiettivo. Cfr. A. Tanzi, nel calcio, più che in altre attività, regna l’incertezza dovuta forse e soprattutto al fatto che il risultato
[Link]., pag. 90. aziendale viene determinato principalmente dagli uomini sul campo e dalle relative scelte di mercato”. A.
69
Ibidem. Tanzi, [Link]., pag. 95.
80 81
cui rendimenti tecnici sono incerti ed influenzati da una serie di elementi fisici e Operazione propedeutica all’analisi dei dati è, però, l’interpretazione qualitativa del
psicologici difficilmente ponderabili. documento di sintesi dal quale si desume il rispetto o meno del principio di economicità
Un gruppo di calciatori, anche di ottimo livello, non costituisce una buona squadra; aziendale, vale a dire il bilancio d’esercizio.
questa, per essere tale, necessita di una guida che sappia armonizzare le scelte tecniche
con le caratteristiche degli atleti e abbisogna di manager che sappiano individuare atleti 6 Il bilancio d’esercizio delle società calcistiche
71
con le caratteristiche desiderate ad un costo economicamente conveniente .
La bontà dei risultati di un club calcistico dipende, quindi, da una miscela di varie 6.1 Introduzione
componenti:
Il bilancio d’esercizio è il modello che misura e valuta l’economicità della gestione, con
− qualità delle prestazioni e professionalità degli atleti;
riferimento a periodi di tempo definiti.
− sapienza, abilità e competenza dei dirigenti, sia nell’effettuare le scelte di mercato
Tale modello, mediante opportuni calcoli, in cui intervengono stime e congetture,
dei calciatori (a cui partecipa di solito anche l’allenatore) sia nella programmazione
raccoglie il sistema di valori in adatte sintesi periodiche, pervenendo a determinare due
e nella gestione della società calcistica (rapporti con calciatori e allenatori, strategie
quantità economiche complesse, il reddito di esercizio (quantità-flusso) e il capitale di
commerciali, organizzazione dei vivai, rapporti con la tifoseria, diffusione,
funzionamento (quantità-fondo) alla fine del periodo per il quale si è determinato il
valorizzazione e tutela del marchio e dell’immagine);
reddito.
− abilità dell’allenatore, non solo di armonizzare gli schemi tattici con le
Il bilancio è, quindi, il documento nel quale è riflesso il comportamento dell’impresa in
caratteristiche dei giocatori, ma anche di affinare e completare le qualità tecniche
termini quantitativi. Le quantità economiche accolte dai bilanci sono espressione di
degli atleti (fondamentale, al proposito, risulta essere la capacità di contribuire alla
valori che riflettono in modo sintetico le scelte praticate dai responsabili del governo
creazione di una “mentalità vincente” nel gruppo attraverso un intenso lavoro anche
aziendale.
psicologico);
Pur con tutte le insufficienze che possono rilevarsi73, il bilancio d’esercizio costituisce
− qualità dello staff medico, che deve dare la corretta preparazione fisica ed atletica –
lo strumento di sintesi più efficace per fornire informazioni riguardo la gestione
di concerto con l’allenatore – ai calciatori, in relazione agli impegni da affrontare72.
dell’impresa esaminata nell’aspetto economico, patrimoniale e finanziario.
Per concludere, si sottolinea come siano i calciatori ad influenzare enormemente i
Il bilancio d’esercizio svolge una duplice funzione:
risultati e i costi della squadra. Spesso, infatti, quanto più i costi relativi alla prima
− informativa dei terzi;
squadra sono elevati, tanto più sono elevati i rendimenti.
Tali considerazioni saranno riprese successivamente in sede di analisi quantitativa dei 73
“È evidente che dal bilancio possono trarsi solo informazioni in un certo modo iniziali e che, quindi,
risultati economico-finanziari delle società calcistiche. necessitano di ulteriori analisi e sviluppi. Ad un bilancio non può chiedersi più di quanto sia in grado di
fornire, cioè non possono chiedersi informazioni esaustive sulla gestione in quanto per essere tali
dovrebbero coinvolgere anche l’aspetto qualitativo. La carenza qualitativa delle informazioni costituisce
71
L’importanza del ruolo degli allenatori è dimostrata anche dal fatto che la crisi di alcuni club trova il primo limite del bilancio; un secondo, sentito in special modo dai fruitori esterni, riguarda l’aspetto
soluzione a volte solo apparente nel cosiddetto cambio della panchina. La sostituzione di un tecnico semantico delle denominazioni dei conti e la formazione dei valori in esso espressi. Il problema
durante il campionato può tornare utile allorquando esiste una incompatibilità motivata tra lo stesso e la semantico è comune a tutti i mezzi di informazione, a tutti i linguaggi che adottano termini tecnici oppure
squadra, ma se come a volte accade essa è praticata per cercare di nascondere scelte inadeguate effettuate talmente generici da non chiarirne il contenuto. Per questa ragione spesso vengono predisposti dei bilanci
durante la campagna acquisti, tale soluzione rimane uno sterile tentativo di mascherare inefficienze tipo che ben definiscono il contenuto delle voci. Più arduo si presenta il problema di eliminare le
gestionali, ma non serve a superare i rischi inerenti. A. Tanzi, [Link]., pag.154. incertezze connesse alla determinazione dei valori. Un’accorta terminologia, comunque, può favorire un
72
Da notare che gli infortuni possono essere fronteggiati avvalendosi dei risultati positivi ottenuti dalla migliore apprezzamento dei valori ma è evidente che risultati migliore nel conferire una maggiore
medicina sportiva che, migliorando i sistemi di alimentazione, di allenamento e di rieducazione intelligibilità dei valori sono offerti dall’uso di convenzioni che siano comuni e conosciute all’esterno.
muscolare, contengono il rischio di infortuni e ne accelerano i tempi di recupero. F. Manni, [Link]., pagg. Adottare una convenzione nei criteri di valutazione significa, però, sacrificare le tipicità proprie delle
120-123. singole realtà”. F. Manni, [Link]., pag. 71.
82 83
− gestionale. quanto le modalità di assunzione sono differenti; non esistono quindi problemi
Il bilancio 74 ha un ruolo informativo perché offre, a posteriori, informazioni connessi a potenziali licenziamenti oppure a politiche di remunerazione collegate ai
sull’andamento economico della gestione e sugli elementi che compongono il risultati economici ottenuti;
patrimonio di funzionamento. Tali informazioni sono messe a disposizione dei soggetti c) i calciatori dilettanti, interessati a trarre informazioni sulle strategie future per
portatori di interessi nei confronti dell’impresa75, i quali rappresentano diverse vedere se la società è in grado di portar avanti progetti di medio periodo sulla
categorie, detentrici di obiettivi conoscitivi anche divergenti e talune volte addirittura formazione giovanile;
conflittuali. d) i praticanti non agonisti;
e) i fornitori ed i consulenti esterni, interessati al fatto che il bilancio sia redatto con
6.2 I destinatari del bilancio prudenza e che non sia annacquato il capitale netto;
f) gli spettatori generici, per i quali il bilancio può servire da informazione su eventuali
I destinatari del bilancio delle società di calcio possono essere individuati in76: danneggiamenti provocati al “prodotto calcio” da uno squilibrio economico-
a) i conferenti di capitale-risparmio, interessati ad ottenere un bilancio d’esercizio che finanziario dell’azienda;
mostri loro in modo fedele se il club sta rispettando le condizioni di equilibrio g) i tifosi, interessati all’equilibrio economico-finanziario dell’impresa solo nella
economico di lungo periodo; a ben vedere il bilancio esplica la propria finalità misura in cui può incidere sulle prestazioni della squadra; il bilancio permette,
informativa soprattutto laddove esistono soci di minoranza, fenomeno assai raro in comunque, ai tifosi di essere informati con trasparenza sulla corretta gestione della
Italia ove mancano società ad azionariato diffuso; società e sulla capacità dell’azienda di soddisfare la condizione oggettiva di
b) i prestatori di lavoro (calciatori professionisti), per i quali non sembrano esistere equilibrio economico di lungo periodo, fattori che sono alla base del buon
similarità, in termini di fabbisogno informativo, con i dipendenti di altre imprese, in funzionamento sportivo della società;
h) le altre società calcistiche, interessate soprattutto in occasione del calcio-mercato,
74
“Non si può trattare del bilancio senza premettere alcuni chiarimenti sui molteplici significati, spesso per valutare le condizioni economiche globali delle aziende con cui si stanno
confusi e controversi, le più volte convenzionali, che si usano attribuire con maggiore o minore esattezza
alla parola bilancio. (…) Il significato originario della parola bilancio deve senza dubbio ricercarsi nel instaurando trattative finalizzate alla cessione ed acquisizione dei diritti alle
procedimento di saldo dei conti, connesso con quello di chiusura dei conti stesso. Col passare del tempo
l’espressione bilancio ha finito per assorbire, in relazione alla funzione dimostrativa assunta dal saldo, il
prestazioni dei calciatori;
significato assai più largo di procedimento di valutazione del saldo, e quindi di determinazione del i) le imprese sponsorizzanti, pubblicitarie o comunque collegate all’attività calcistica,
risultato. Ed ecco quindi che nella parola bilancio si fa manifesto il duplice significato: di contenuto
strettamente contabile di saldo dei conti per quanto si riferisce alla sua derivazione dal procedimento le quali sono interessate alle oscillazioni dei risultati ed alle previsioni sulle future
formale di chiusura dei conti; di contenuto tecnico-amministrativo per quanto si riferisce alle complesse
operazioni di studio, in forza delle quali i risultati contabili esposti per bilancio si piegano alle esigenze prestazioni sportive; per soddisfare il loro interesse informativo, quindi, oltre al
dimostrative e si conducono ad essere espressione, la più corretta possibile, dei risultati di un complesso
di operazioni modificative di un fondo di valori precedentemente determinati.” A. Ceccherelli, Il bilancio d’esercizio redatto in modo fedele e trasparente, essi devono conoscere gli
linguaggio dei bilanci: formazione e interpretazione dei bilanci commerciali, quarta edizione, Le
Monnier, Firenze 1947.
specifici progetti di rilancio o di ridimensionamento dei club;
75
Sono i cosiddetti stakeholders, cioè il complesso dei soggetti che sviluppano interessi di vario genere j) i mezzi di comunicazione di massa, in particolare sia la stampa sportiva che quella
nei confronti dell’impresa e che, riponendo in essa precise aspettative, perseguono i propri obiettivi
cercando di condizionare quelli dell’impresa, o qualora si presentino le condizioni, adoperandosi per economica, in quanto la diffusione del calcio è tale da giustificare numerosi articoli;
influenzarne i comportamenti. Si confronti A. Codini, L’impresa e il suo governo in M. Martellini (a cura
di), L’impresa: Economia e gestione, Giappichelli, Torino 2003. k) i finanziatori, i quali richiedono oltre ai dati di bilancio anche notizie aggiuntive e
76
Per approfondimenti si rimanda a G. Rusconi, [Link]., pagg. 52 e seguenti e a C. Teodori, [Link]., pagg.
65 e seguenti. garanzie reali o personali;
84 85
l) l’Amministrazione finanziaria dello Stato (Erario), la quale non può accontentarsi ne sono gli abbonamenti relativi al campionato successivo ma sottoscritti prima della
del contenuto minimale del bilancio d’esercizio, ma necessita di particolari dati ed chiusura dell’esercizio o gli abbonamenti pluriennali78.
informazioni; Ad evidenza, occorre sottolineare come da qualche anno alcuni club, soprattutto se
m) le autorità locali, che sono coinvolte nell’attività dei club calcistici sia direttamente inseriti all’interno di un gruppo aziendale, abbiano deciso di considerare come periodo
(la gran parte degli stadi è di proprietà comunale), sia indirettamente (esse sono il amministrativo l’anno solare. Infatti, vista la necessità per la capogruppo di redigere
referente pubblico degli appassionati di una città e spesso fanno parte della annualmente anche il bilancio consolidato, l’uniformare le date di bilancio di tutte le
tifoseria); società controllate agevola le procedure di consolidamento e riduce sensibilmente i costi
n) la Federazione, in quanto il bilancio d’esercizio rappresenta l’elemento di partenza amministrativi. Attualmente tra le società di Serie A che chiudono il bilancio al 31
per lo svolgimento della funzione di controllo sulle società; dicembre si possono annoverare Milan e Fiorentina79.
o) per le società quotate: gli investitori, la Consob, gli analisti di borsa.
Si sottolinea come per alcuni degli interlocutori sopra citati non risulti sufficiente il 6.4 Le fonti legislative del bilancio d’esercizio
bilancio d’esercizio, il quale deve quindi essere opportunamente integrato da altre
informazioni quali-quantitative. Le diverse finalità informative del bilancio hanno richiesto una standardizzazione delle
modalità espositive dei dati in esso contenuti. Ciò ha portato all’emanazione di diversi
6.3 Le caratteristiche del bilancio delle società calcistiche atti legislativi nel tempo che hanno imposto a tutte le società l’adozione di rigidi schemi
di rappresentazione dei dati80.
La peculiarità del bilancio d’esercizio delle società di calcio è rappresentata dalla sua
78
C. Teodori, [Link]., pag. 80.
non coincidenza con l’anno solare. La maggior parte dei club, infatti, adotta come 79
Nel tempo sono state anche avanzate delle proposte tese a modificare il periodo amministrativo di
riferimento posticipandone la chiusura al 31 luglio o al 31 agosto; in questo modo in bilancio
periodo amministrativo77 quello intercorrente tra il 1° luglio e il 30 giugno. Tale scelta è troverebbero collocazione le classi di valori derivanti dalla campagna acquisti/cessione che avviene per la
motivata dalla circostanza che l’attività economica delle società calcistiche viene svolta maggior parte, proprio nel mese di luglio. Come sottolineato da Teodori “non si ritiene tale modifica
necessaria in quanto:
seguendo il ritmo tipico della stagione agonistica che prende avvio nel mese di luglio − il periodo amministrativo attuale comprende tutti i fatti di rilievo che caratterizzano una stagione
sportiva;
con il ritiro estivo e termina alla fine di maggio con la conclusione del campionato e − la campagna acquisti/cessioni estiva rappresenta l’atto iniziale di una stagione e non il momento
finale di quella precedente;
delle coppe nazionali ed internazionali. − il cambiamento del periodo avrebbe significato nella misura in cui riducesse i valori stimati e
La scelta è, quindi, coerente con il processo di produzione economica di un club congetturati: con la proposta in oggetto, invece, vi è solamente uno sfasamento temporale
(anticipazione);
calcistico o, alternativamente, è tale da permettere di considerare tutte le manifestazioni − la contabilizzazione dei diritti nel periodo precedente alla utilizzazione delle prestazioni dei calciatori
(ferma restando la data attuale della campagna acquisti), porterebbe all’iscrizione di
più significative che caratterizzano una stagione sportiva. Malgrado la felice definizione immobilizzazioni per le quali non è possibile, nel medesimo periodo, attuare il processo di
ammortamento: conseguenza sarebbe la difficoltà nella determinazione della quota di ammortamento
del periodo, vi sono da rilevare, per non poche società anche se in misura diversa, in caso di cessione del contratto”. C. Teodori, [Link]., pagg. 80-81.
80
L’apparato normativo in materia di bilancio è stato oggetto di un percorso evolutivo nel corso del
fenomeni di comunanza tra due periodi o, meglio, fenomeni di anticipazione: esempio
tempo. Punto di partenza può essere considerato il 1942, anno in cui c’è stata la promulgazione
dell’attuale codice civile, che nella sua forma primaria disciplinava solo il contenuto dello stato
patrimoniale (S.P.) e i criteri di valutazione delle voci di bilancio. Proseguendo nel tempo, ci sono state
altre tappe significative. Nel 1974, con l’emanazione della legge 216/74, c’è stata l’introduzione nel
77
Il periodo amministrativo rappresenta l’intervallo temporale, di norma pari ai dodici mesi, cui si fa codice civile della disciplina del contenuto del conto profitti e perdite (quello che è l’attuale conto
riferimento per il processo di calcolo del reddito. L’esercizio, invece, è l’insieme delle operazioni economico - C.E. -) e della relazione degli amministratori. Nel 1991 è stato emanato il decreto legislativo
economiche che sono assegnate al periodo amministrativo secondo il postulato della competenza 127/91 che ha recepito nel nostro ordinamento la IV direttiva CEE sui conti annuali delle società del 25
economica. Cfr. R. Camodeca, L’iter formativo del bilancio d’esercizio, Cedam, Padova 2000, pagg. 34- luglio 1978. Questa nuova disciplina prevede schemi precisi e dettagliati sia di S.P. che di C.E, e in luogo
35. della relazione degli amministratori introduce due nuovi prospetti: la nota integrativa (N.I.) e la relazione
86 87
Così inquadrato, il bilancio è un documento pubblico81, formato da tre prospetti: Stato Infatti, il peculiare rapporto che si instaura tra Federazione e società calcistica a seguito
Patrimoniale, Conto Economico e Nota Integrativa82. dell’atto di affiliazione, previsto dall’art. 10 della Legge 91/1981, fa sì che la società
Il bilancio assolve anche ad una funzione prettamente gestionale. Esso, infatti, si stessa si trovi inserita in un ordinamento settoriale speciale, restando assoggettata alla
configura come atto di gestione83 in quanto utilizzato per effettuare delle scelte ben potestà normativa della Federazione di appartenenza.
specifiche che hanno riflessi diretti sulle politiche aziendali, specialmente quelle
finanziarie84. 6.5 Le fonti speciali per le società di calcio
Le società di calcio, in particolare, nella redazione del bilancio d’esercizio oltre ad
uniformarsi alle disposizioni legislative (codice civile) e a seguire le regole dettate dalla L’insieme delle norme, cui le società calcistiche professionistiche affiliate alla Figc
prassi professionale (principi contabili), devono tenere in considerazione anche quanto devono attenersi, sono raccolte in un corpus organico, contenuto in una pubblicazione
prescritto in materia contabile dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc). denominata “Carte Federali”, pubblicata e aggiornata annualmente dalla Federazione
stessa85, che comprende disposizioni di varia natura e portata.
sulla gestione. Tale apparato legislativo è quello che nella sostanza è ancora in vigore attualmente, anche Le norme federali sono organizzate in ordine gerarchico e – limitando l’analisi soltanto
se dal 1991 ad oggi vi sono state anche altri interventi legislativi che hanno mutato delle regole in tema di
a quelle inerenti alla disciplina bilancistica – comprendono:
bilancio. In particolare occorre citare il decreto legislativo n.6 del 17 gennaio 2003 col quale è stata
effettuata la riforma del diritto societario. La principale novità introdotta in tema di bilancio è consistita in a) lo Statuto della Federazione;
una rigorosa separazione delle esigenze civilistiche da quelle fiscali, con la disposizione, attraverso
l’eliminazione di qualsiasi riferimento a norme tributarie, che i rendiconti economici e patrimoniali siano b) le Norme Organizzative Interne della Federazione (Noif);
redatti in ottemperanza alle sole disposizioni del codice civile. Ulteriori elementi di novità risultano pure
introdotti con riguardo allo schema di S.P, C.E. e N.I, per dare conto della rappresentazione in bilancio c) le Raccomandazioni Contabili Federali86.
degli effetti della fiscalità differita. Gli ultimi interventi in ordine cronologico sono stati quelli apportati
con il Decreto Legislativo n. 394 del 30 dicembre 2003 – che, recependo parzialmente la direttiva Si tratta, quindi, di un corpo alquanto complesso di norme, a loro volta integrate da
comunitaria 65/2001, ha ampliato l’informativa di bilancio, introducendo nuove disposizioni nel codice
prescrizioni di carattere pratico (come l’indicazione di un piano dei conti unificato, di
inerenti l’obbligo di fornire in Nota integrativa informazioni sugli strumenti finanziari derivati e di
inserire nella Relazione sulla gestione informazioni sui rischi associati agli strumenti finanziari posseduti cui si dirà infra) delle quali nel prosieguo si esamineranno soltanto quelle che incidono
dall’impresa – e con il Decreto Legislativo n. 38 del 25 febbraio 2005, che ha disciplinato la transizione ai
principi contabili internazionali. Da ultimo, con il Decreto approvato in via definitiva dal Consiglio dei sull’ordinamento contabile delle società.
ministri il 25 gennaio 2007 è stato integrato il contenuto della Relazione sulla gestione (richiedendo
un’analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione della società) e della Relazione dell’organo di Innanzitutto, lo Statuto della Figc prevede che, per garantire il regolare svolgimento dei
controllo contabile.
81
L’art. 2435 del nostro codice civile (c.c.) prevede che entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio, Campionati, le società calcistiche professionistiche siano sottoposte, al fine di
una copia dello stesso deve essere depositata presso l’ufficio del Registro delle Imprese. In questo modo
verificarne l’equilibrio finanziario, ai controlli e ai conseguenti provvedimenti stabiliti
gli interessati possono consultarlo ed appagare i propri bisogni di conoscenza.
82
Lo stato patrimoniale è il prospetto che esprime le attività e le passività dell’impresa ed il patrimonio dalla Figc87.
netto. Il suo contenuto è dettato dall’art. 2424 c.c. Il conto economico è, invece, il prospetto che in forma
scalare evidenzia la formazione del risultato d’esercizio (è disciplinato dall’art. 2425 c.c.). La nota Per lo svolgimento di tali compiti la Figc si avvale di un apposito Organismo Tecnico,
integrativa è un documento che contiene i criteri di redazione adottati e l’interpretazione dei valori
contenuti sinteticamente negli altri due prospetti. la Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio professionistiche (Covisoc), il cui
83
La gestione può essere intesa:
in senso oggettivo: come l’insieme delle operazioni compiute dall’azienda e rivolte alla
produzione ed al consumo di beni;
85
in senso soggettivo: come sistema di scelte che il soggetto economico compie quotidianamente. Le Carte Federali in vigore per la stagione 2006/2007 sono disponibili sul sito [Link].
84 86
Tipiche scelte sono, per esempio, quelle concernenti la decisione di capitalizzare o spesare costi di Cfr. [Link], [Link]., pagg. 21 e seguenti.
87
ricerca o di pubblicità, piuttosto che scegliere di applicare una determinata aliquota di ammortamento o L’articolo 16 dello Statuto federale, rubricato “Controlli sulle società professionistiche”, prescrive che:
ancora valutare le rimanenze col criterio Lifo o Fifo. Tutte decisioni, lasciate alla discrezionalità degli “conformemente alla legislazione vigente, al solo scopo di garantire il regolare svolgimento dei
amministratori, che producono effetti diretti sul risultato d’esercizio. Ciò si ripercuote a cascata sulle Campionati, le società calcistiche professionistiche sono sottoposte, al fine di verificarne l’equilibrio
politiche fiscali (meno utili, meno imposte) e su quelle dei dividendi (meno utili, meno possibilità di finanziario, ai controlli e ai conseguenti provvedimenti stabiliti dalla Figc, per delega e secondo modalità
esborsi monetari ai soci). Naturalmente, un ridotto carico fiscale e un dividendo limitato si traducono in e principi approvati dal Coni. La Figc può esercitare, nei confronti delle società calcistiche
minori uscite monetarie e quindi nella possibilità per l’impresa di avere a disposizione maggiori risorse professionistiche, i poteri di denuncia al Tribunale previsti dall’art. 2409 del Codice Civile”. Per il testo
finanziarie da destinare alle future scelte di investimento. completo dello statuto federale si rimanda a [Link].
88 89
ruolo è minuziosamente disciplinato nelle Norme Organizzative Interne della Figc − sia prescritto il tempestivo invio alla Covisoc di una copia rispettivamente del
88
(Noif) . bilancio d’esercizio e di una relazione semestrale (art. 85 Noif commi 1 e 2)91.
La norma cardine della disciplina contabile del settore calcistico professionistico è L’aspetto caratteristico e peculiare della contabilità dei club calcistici è, quindi,
l’articolo 80 Noif, il quale stabilisce che “alla Covisoc è attribuita una funzione di rappresentato dalla presenza di un piano dei conti92 obbligatorio predisposto dalla
controllo sull’equilibrio economico-finanziario delle società calcistiche”. Federazione.
Gli articoli dall’84 all’88 delle Noif, invece, incidono direttamente sull’ordinamento L’art. 84 Noif rubricato “Rendicontazione delle attività sociali”, infatti, prescrive che
contabile delle società calcistiche, costituendo il cuore della disciplina speciale in “la contabilità deve essere tenuta dalle società in osservanza delle norme di legge,
89
materia di informazione societaria rivolta alle società di calcio . utilizzando il piano dei conti approvato dalla Figc, idoneo sia alla redazione del bilancio
Questo gruppo di norme disciplina in profondità modalità e oggetto del controllo di d’esercizio sia a consentire alla Covisoc i controlli periodici sull’equilibrio economico-
stabilità esercitato, per mezzo della Covisoc, dalla Figc. finanziario”.
Le Noif, infatti, prescrivono un’ampia serie di obblighi informativi, disciplinando in Per esigenze di uniformità e di controllo sull’operare delle società, la Figc,
dettaglio contenuto e forma delle comunicazioni periodiche che le società devono contestualmente alla trasformazione delle associazioni calcistiche professionistiche in
inviare alla Commissione. In particolare, il controllo sull’equilibrio finanziario è società di capitali, ha predisposto uno schema di bilancio unico fondato su un piano dei
esercitato seguendo due distinte modalità: conti obbligatorio. Il bilancio, unitamente allo “statuto – tipo”, costituisce lo strumento
a) il periodico esame della documentazione economico-finanziaria richiesta dalla operativo con il quale ottenere una maggiore trasparenza della gestione, un suo riordino
normativa civilistica e dai regolamenti federali; e una migliore definizione della responsabilità in capo ai soggetti che operano in qualità
b) l’esame di indici sintetici di bilancio. di legali rappresentanti93.
Rimandando l’analisi del secondo aspetto al capitolo successivo, per quanto riguarda il La presenza di un piano dei conti obbligatorio rappresenta una peculiarità del settore
primo punto occorre sottolineare come per facilitare il controllo attraverso una più calcistico rispetto agli altri comparti dell’economia.
agevole comparazione dei dati: In Italia, infatti, non esiste un piano dei conti unificato cui tutte le imprese di un settore
− venga prescritta l’adozione di un piano dei conti obbligatorio approvato dalla Figc devono uniformarsi, ma ogni impresa possiede dei gradi di discrezionalità molto ampi
(art. 84 Noif);
conseguentemente anche in assenza del divieto federale le società non avrebbero potuto beneficiare
− sia proibita l’adozione del bilancio in forma abbreviata (art. 85, comma 1, lettera C dell’agevolazione. Cfr. [Link], [Link].
91
La relazione semestrale è composta dalla situazione patrimoniale e dal conto economico alla data di
Noif)90; riferimento, che devono essere redatti in conformità alle norme che disciplinano il bilancio d’esercizio e il
bilancio consolidato, ove se ne verificano i presupposti; essa deve essere corredata dalle eventuali
osservazioni del collegio sindacale e, ove presente, della società di revisione. Sia il bilancio sia la
88
La Covisoc si compone di un Presidente e di quattro membri nominati, per due anni, dal Consiglio relazione semestrale devono essere accompagnati da una dichiarazione di conformità all’originale della
Federale fra persone aventi specifici requisiti professionali nelle materie giuridico-contabili ed documentazione trasmessa, sottoscritta dal legale rappresentante della società e dal soggetto responsabile
economico-finanziarie. Alla Covisoc spettano poteri di controllo al fine di garantire il regolare del controllo contabile. Cfr. Art. 85 Noif disponibile sul sito [Link].
92
svolgimento dei campionati sportivi. Tale organismo può proporre alla Figc l’assunzione di Lo strumento usato per effettuare le rilevazioni contabili è il conto. Secondo Zappa il conto è “lo
provvedimenti nei confronti delle società in caso di violazione delle norme federali, incluse inchieste e strumento che rappresenta una serie ordinata di scritture riguardanti un determinato oggetto aventi per
procedimenti disciplinari. Per un approfondimento sulle funzioni della Covisoc si confrontino in scopo di porne in evidenza la variabile e commensurabile grandezza”. G. Zappa, Il reddito d’impresa,
particolare gli articoli da 77 a 90 della Parte seconda, titolo VI delle Noif, recanti disposizioni in merito ai Giuffrè, Milano 1950.
“Controlli sulla gestione economica finanziaria delle Leghe e delle Società professionistiche”. L’insieme di tutti i conti utilizzati nelle rilevazioni formano il piano dei conti, che è la risultanza del
89
Cfr. [Link], [Link]., pag. 24. processo di classificazione dei valori aziendali. Il piano dei conti possiede due caratteristiche importanti:
90
Il bilancio in forma abbreviata è disciplinato dall’art. 2435 bis del codice civile, il quale prescrive i la variabilità, in quanto muta in relazione del tipo di azienda in cui viene impiegato;
limiti che le società non devono oltrepassare per poter godere di tale agevolazione (cfr. nota 63 al capitolo la flessibilità, perché si costruisce via via che l’attività dell’azienda prosegue nel tempo.
93
1). A ben vedere le dimensioni economiche assunte dal movimento calcistico fanno sì che – perlomeno Cfr. F. Rubino, Un approccio manageriale alla gestione delle società di calcio, Franco Angeli, Milano
per le società di serie A e B – i limiti di cui all’articolo 2435 bis siano facilmente superati; 2004, pag. 123.
90 91
nella compilazione del proprio piano dei conti94. In proposito, invece, si segnala come Sul punto la dottrina ha espresso pareri discordanti nel corso del tempo.
esistano dei paesi europei – la Francia, ad esempio – in cui l’ordinamento nazionale Tra i diversi contributi si ricorda quello di Rusconi, il quale osserva che “la Figc è un
95
impone alle imprese di utilizzare uno specifico piano dei conti . organo di un ente pubblico e non è essa stessa un ente autonomo. Ci si trova dinanzi a
un’emanazione di un ente pubblico che è in grado di fissare (con poteri di fatto simili a
6.6 Norme legali e Norme federali nelle loro mutue relazioni quelli della legge) non solo principi e regole di controllo interno, ma addirittura un
preciso e dettagliato piano dei conti unificato, che dovrebbe approfondire e allargare i
La particolarità del contenuto informativo del bilancio delle società calcistiche minimi del Codice civile”100.
professionistiche costituisce il presupposto tipico96 per l’applicazione della facoltà Lo stesso autore sottolinea come “il rischio di un’impostazione simile consista nel
concessa dall’articolo 2424-ter, quarto comma, del codice civile, che, derogando al gravare la Federazione di un onere troppo pesante per le seguenti ragioni:
principio della vincolatività degli schemi di bilancio previsti dagli articoli 2424 (Stato un ufficio di un ente pubblico non è necessariamente così libero da influenze esterne
Patrimoniale) e 2425 (Conto Economico) c.c., prevede che “le voci precedute da numeri come può esserlo il legislatore, che deve rendere conto del suo operato all’opinione
arabi devono essere adattate quando lo esige la natura dell’attività esercitata”. pubblica nella sua generalità a livello politico e, non solo, ad un gruppo di società ed
Si spiega quindi la ragione per cui le società di calcio sono tenute a presentare un affiliati;
bilancio che deve seguire un piano dei conti unificato proposto dalla Figc in cui si fa l’esigenza di presentare il mondo del calcio come un unico centro d’interessi può
largo uso della facoltà di adattamento sopra citata97. spingere la Figc a porsi più come uno stakeholder particolare, con i suoi specifici
A ben vedere, il nostro ordinamento conosce altri casi in cui la normativa sui bilanci obiettivi informativi, piuttosto che come portavoce di tutti gli stakeholder. Le
tende a proporre vincoli più stretti ad aziende aventi particolare rilievo economico o importanti esigenze di controllo cui la Federazione è giustamente tenuta possono
sociale; casi noti, ad esempio, sono quelli relativi al settore bancario, a quello infatti prediligere nel “piano tipo” l’aspetto del controllo esterno, che è cosa
assicurativo o all’editoria98. differente rispetto alla finalità dell’informazione minima a terzi.
L’aspetto peculiare del settore calcistico risiede, però, nella circostanza che la Quanto qui affermato riguarda il principio di redazione del piano dei conti per il
deviazione dallo schema legale non trova fondamento in norme di legge99 e, bilancio d’esercizio e non il controllo cui la Federazione è tenuta. Ponendo all’esempio
conseguentemente, presenta problemi di compatibilità con le stesse norme legali. delle banche, la banca d’Italia controlla i bilanci degli istituti di credito ma è lo Stato
Di certo, però, la ragione dell’utilità socio-economica del fenomeno sportivo può che ha emanato la legge sui bilanci bancari”101.
costituire un valido motivo per la previsione di uno schema di bilancio speciale. Teodori, invece, evidenzia come “in merito all’obbligatorietà imposta dalla Federazione
è possibile sostenere che ci si trova ad affrontare un caso assai singolare, poiché
94
A ben vedere nel nostro paese nel 1942 ci fu un tentativo, con la costituzione della commissione
Uniconti, di istituire un piano dei conti. Il lavoro, però, non raggiunse i risultati sperati. l’imposizione riguarda una tematica regolamentata dalla normativa vigente. È altresì
95
In Francia, la legge impone a tutte le imprese di utilizzare un “piano dei conti tipo”, il cosiddetto plan
comptable général, strutturato in classi, sotto-classi, conti e sotto-conti. Per approfondimenti si rimanda a
vero che è quest’ultima a fare aggio ma non va negato che una qualsivoglia forma di
[Link]. influenza esista. Tale impostazione è, quindi, positivamente valutata, totalmente nelle
96
Cfr. [Link], [Link]., pag.40.
97
Ibidem.
98
Il riferimento normativo di riferimento per la redazione del bilancio d’esercizio delle imprese bancarie
è il Decreto Legislativo 87/92 del 27 gennaio 1992; il bilancio delle imprese assicurative è invece
disciplinato dal Decreto Legislativo n. 209 del 7 settembre 2005.
99
Occorre tuttavia notare come l’osservanza dei regolamenti federali (e in particolare delle Noif)
configuri per le società di calcio professionistiche condizione per l’ammissione e la permanenza nei
100
campionati organizzati dalla Figc, la partecipazione ai quali costituisce per questi soggetti la parte più Cfr. Rusconi, [Link]., pag. 127.
101
rilevante dell’oggetto sociale. Cfr. [Link], [Link]., pag. 40. Ibidem.
92 93
intenzioni e parzialmente nelle scelte di attuazione, poiché introduce ordine in un la normativa sul bilancio consente alle società di adattare alcune voci previste nello
fenomeno complesso102. schema legale se ciò favorisce la chiarezza del bilancio; nello stesso tempo il codice
Manni, dal canto suo, evidenzia come “è da valutare positivamente l’iniziativa federale civile obbliga le società ad aggiungere altre voci qualora il contenuto non sia
di predisporre per le società calcistiche una regolamentazione speciale riguardo la compreso in alcuna di quelle previste dagli articoli 2424 e 2425 e ad adattare le voci
formazione dei bilanci annuali in considerazione dei caratteri peculiari dell’attività precedute da numeri arabi quando lo esige la natura dell’attività esercitata;
esercitata. Le disposizioni civilistiche, che riguardano il contenuto dello Stato la fattispecie descritta al punto precedente consente – e in alcuni casi obbliga – alle
Patrimoniale e del Conto Economico, mal si prestano a rappresentare una realtà a loro società di calcio di inserire nello schema di bilancio civilistico le classi di valore
molto lontana. Sarebbe auspicabile soffermare maggiormente l’attenzione sulla realtà tipiche legate allo svolgimento dell’attività sportiva, che sono previste nel piano dei
delle imprese calcistiche, migliorando, laddove è possibile, il disposto federale e allo conti federale;
stesso tempo prevederne una obbligatorietà giuridica così da liberare le società di calcio le valutazioni di bilancio devono essere effettuate nel rispetto, in primo luogo, del
dal doppio obbligo contabile che risulta oneroso e, per certi versi, inutile avendo codice civile e dei principi contabili; per la valutazione delle classi di valore
riguardo alle finalità a cui il bilancio civilistico vuole assolvere”103. peculiari del settore calcistico, non disciplinate espressamente dalla legge e dai
Volendo sintetizzare l’inquadramento normativo del bilancio d’esercizio delle società di documenti della prassi professionale, le società devono seguire le Raccomandazioni
calcio si può affermare, quindi, che: contabili federali;
non esiste – e non è mai esistita nemmeno in passato – una normativa speciale per le infine, la situazione economico-finanziaria delle società di calcio è monitorata
società di calcio; costantemente dalla Covisoc attraverso l’analisi dei dati di bilancio.
i club devono, perciò, redigere il bilancio d’esercizio seguendo la disciplina generale
delle società di capitali prevista dagli articoli 2423 e seguenti del Codice civile; 6.7 Il piano dei conti federale
il piano dei conti e gli schemi di bilancio proposti dalla Figc non hanno valore
normativo; al fine di potersi iscrivere ai campionati, però, le società devono La presenza di un bilancio a schema obbligatorio derivante da un piano dei conti
rispettare le norme organizzative interne della federazione e conseguentemente unificato rientra nel più vasto ambito dell’unificazione contabile105.
adottare il piano dei conti federale e le tavole di sintesi che ne derivano104;
medesimo è prevista una “tabella di conversione” (prospetto di raccordo) tra le tavole di sintesi “federali”
e civilistiche”. C. Teodori, [Link]., pag. 79.
102
C. Teodori, [Link]., pag. 79. L’autore aggiunge che “si potrebbe integrare l’affermazione di Cassandro Sul punto Manni osserva come “il bilancio-tipo ha il pregio di unificare, nell’aspetto semantico e
in merito alle modalità di adozione di schemi unificati (P.E. Cassandro, La tipizzazione dei bilanci strutturale, i rendiconti delle singole società ma, poiché si discosta dalla normativa civilistica, pone
annuali delle società per azioni, in “Rivista dei Dottori Commercialisti”, 1973, pagg. 839-852): problemi di armonizzazione. Le disposizioni federali non hanno forza di legge e, quindi, in alcun modo
1. per spontanea iniziativa delle stesse società…; possono derogare e sostituirsi ad una disposizione normativa dello Stato. Per tale motivo il bilancio-tipo
2. per specifiche disposizioni di legge, non è alternativo al bilancio reso obbligatorio dalla legge, ma si aggiunge, come obbligo imposto
con un terzo punto, cioè in seguito a disposizioni di organi specifici di controllo”. dall’ordinamento sportivo, a quest’ultimo. Il bilancio “federale rappresenta lo strumento contabile
103
F. Manni, [Link]., pag. 73. attraverso il quale la Federazione esplica i compiti di controllo ad essa demandati dalla Legge 91/1981”.
104
Volendo le società di calcio potrebbero predisporre due bilanci diversi: F. Manni, [Link]., pag. 72.
105
− uno da presentare all’organo di controllo federale per il quale valgono le norme stabilite dalla C. Teodori, [Link]., pag. 78 che richiama a sua volta D. Amodeo, Le gestioni industriali produttrici di
Federazione; beni, Utet, Torino 1964. Secondo Amodeo, il concetto di unificazione contabile richiama i seguenti
− l’altro da presentare secondo la normativa civilistica vigente e da sottoporre a pubblicazione. elementi:
Teodori suggerisce come “risulta evidente che le norme federali non possono incidere ed influenzare, il piano dei conti;
almeno direttamente e per alcuna ragione il bilancio civilistico. Né, peraltro, appare opportuno che si i criteri relativi alla definizione del contenuto dei conti;
riscontrino differenze tra i due bilanci se non esclusivamente in termini di scelte di aggregazione dei le tecniche di rilevazione;
valori. Nonostante ciò, assume particolare importanza l’analisi dettagliata del piano dei conti federale che gli schemi di bilancio;
rappresenta, comunque, elemento comune tra i due bilanci. Tale comunanza è rafforzata dal fatto che nel i criteri di valutazione.
94 95
Nel caso delle società di calcio il concetto di uniformità contabile riguarda due b) immobilizzazioni, comprendente immobilizzazioni immateriali, materiali e
elementi: finanziarie;
a) il piano dei conti; c) rimanenze, suddivisa in rimanenze iniziali e rimanenze finali;
b) le tavole di sintesi. d) crediti e debiti correnti, comprendente le classi di valore crediti, crediti verso società
Il piano dei conti obbligatorio è stato introdotto dalla Figc nel 1987. Questo modello, del gruppo, crediti tributari, crediti diversi, altri valori attivi, debiti commerciali,
permettendo di evidenziare aspetti peculiari della gestione del settore calcistico, che debiti diversi e altri valori passivi;
verrebbero ignorati se ci si attenesse pedissequamente al modello civilistico, consente e) liquidità, suddivisa in attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni e
alla Federazione di omogeneizzare il linguaggio contabile al fine di agevolare il disponibilità liquide;
controllo dei club. f) conti accesi ai costi, comprendenti le voci costi della produzione, costi per il
Il piano dei conti, dopo l’introduzione del [Link]. n. 127 del 1991, viene sostituito personale, ammortamenti e svalutazioni, altri costi di produzione e di esercizio,
integralmente, a partire dalla stagione 1992/1993, da un nuovo modello che recepisce le interessi ed altri oneri finanziari, rettifiche di valore di attività finanziarie, oneri
novità previste dal legislatore. straordinari e operazioni relative al reddito imponibile;
Il piano dei conti attualmente in vigore è diviso in: g) conti accesi ai ricavi, comprendenti le classi valore della produzione, proventi da
1) classi di conti; partecipazioni, altri proventi finanziari, rettifiche di valore di attività finanziarie e
2) gruppi di conti; proventi straordinari;
3) conti; h) conti di risultato, ossia conto economico di esercizio, stato patrimoniale di apertura
4) sottoconti; e stato patrimoniale di chiusura;
5) sottoconti analitici; i) conti d’ordine, cioè garanzie prestate a terzi, opzioni per diritti prestazioni calciatori,
6) sottoconti elementari106. canoni di leasing e factoring pro solvendo107.
Le classi di conti, elemento di ordine superiore del piano, sono nove e in corrispondenza
di ognuna la Figc ha previsto anche una tabella di raccordo tra le tavole di sintesi 6.8 Le valutazioni di bilancio
“federali” e quelle civilistiche.
In particolare le classi di conti sono: In merito alle valutazioni di bilancio, occorre sottolineare come nelle società di calcio le
a) fonti finanziarie durevoli, suddivisa in patrimonio netto, fondi per rischi ed oneri, “aree critiche”, nelle quali si esprime la discrezionalità dei valutatori, siano minori
trattamento di fine rapporto, obbligazioni ordinarie e convertibili, debiti e debiti rispetto alle imprese operanti in altri settori economici108.
collegati a partecipazioni; Nei club calcistici, infatti:
− il rischio specifico connesso ai crediti è limitato a causa della specie dei soggetti
verso cui sono in essere;
106
Ad esempio (tratto dal Piano dei conti federale su [Link]):
107
1. classi di conti: Conti accesi ai ricavi; Su tale classificazione C. Teodori sottolinea due aspetti:
2. gruppi di conti: Valore della produzione; a) la classe di conti “fonti di finanziamento durevole” comprende, o può comprendere, anche fonti di
3. conti: Ricavi delle vendite e delle prestazioni; finanziamento a breve termine;
4. sottoconti: Ricavi da gare; b) non vi sono ragioni particolari per riunire in un’unica classe crediti e debiti correnti.
5. sottoconti analitici: Gare in casa; C. Teodori, [Link]., pag. 159.
108
6. sottoconti elementari: Campionato. Cfr. R. Bauer, Aree critiche di revisione delle società di calcio, in “Revisione Contabile”, n. 41/2001,
pagg. 4-12.
96 97
− le rimanenze di qualunque specie non sono presenti o comunque assumono una Le Raccomandazioni contabili federali, la cui adozione è obbligatoria, a pena di
rilevanza trascurabile; sanzioni di carattere sportivo, hanno una duplice funzione:
− le immobilizzazioni materiali assumono di norma un valore modesto; 1) interpretare sotto l’aspetto tecnico le norme di legge che fissano soltanto alcuni
− il rischio di svalutazione dei titoli non assume, laddove potenzialmente presente, principi generali sulla formazione del bilancio rinviando ai principi contabili per
valori significativi. l’interpretazione di tipo applicativo;
Da ciò consegue come le valutazioni che possono influire sulla significatività del 2) integrare gli schemi di legge quando questi appaiono inadeguati alla
bilancio siano quelle relative alle classi di immobilizzazioni immateriali “Diritti alle rappresentazione veritiera e corretta della situazione economico-finanziaria delle
prestazioni sportive dei calciatori” e “Capitalizzazione costi vivaio”109. società calcistiche, in ossequio al terzo comma dell’articolo 2423-ter del c.c., che
Chiarito questo aspetto, si può evidenziare come, per quanto attiene i criteri di impone, nel caso in cui le informazioni richieste da disposizioni specifiche di legge
valutazione, le norme federali si limitino a regolamentarne soltanto alcuni, anche se i non siano sufficienti a tal fine, che il redattore del bilancio fornisca le informazioni
più critici. In particolare: complementari utili per tale scopo112.
la valutazione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori al costo di Ad esempio, un bilancio di una società di calcio che non evidenziasse in un’apposita
acquisizione; classe di valore l’entità dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori avrebbe ben
l’impossibilità a rivalutare il costo originario di acquisizione del calciatore; scarsa utilità informativa, data l’enorme incidenza di questa posta sulla composizione
il limite specifico alla capitalizzazione dei costi del vivaio; dell’attivo.
le quote di ammortamento costanti del diritto alle prestazioni dei calciatori in base Le Raccomandazioni contabili federali, periodicamente riviste e aggiornate113, indicano
alla durata del contratto. quindi le procedure da seguire per una corretta contabilizzazione e rappresentazione in
La presenza di queste previsioni regolamentari riduce i gradi di discrezionalità dei bilancio di alcune voci tipiche per il settore, riferite sia allo Stato Patrimoniale sia al
redattori insiti nel processo di formazione dei valori aziendali da rappresentare nei Conto Economico. Esse indicano altresì i principi da seguire nella redazione della Nota
prospetti contabili. D’altro canto, però, la standardizzazione delle modalità valutative Integrativa, che assume particolare significato in relazione al contenuto tipico dei
riduce, altresì, la possibilità di sfruttare, all’interno del perimetro normativo, dei margini bilanci delle società sportive.
di libertà per attuare politiche di bilancio volte a occultare perdite piuttosto che a In generale, le Raccomandazioni predisposte dalla Figc appaiono particolarmente
nascondere materia imponibile110. attente a raccordare la normativa civilistica in materia di bilancio e i principi nazionali
I criteri di valutazione federali sono contenuti nel documento “Il bilancio d’esercizio e il 112
Cfr. [Link], [Link]., pag. 41.
111 113
L’edizione attualmente in vigore consta delle seguenti raccomandazioni:
nuovo statuto tipo delle società calcistiche” , inviato dalla Figc a tutti gli
1. Diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori;
amministratori delle società professionistiche, con lo scopo di indicare delle 2. Costi vivaio;
3. Compartecipazioni ex art. 102-bis Noif;
raccomandazioni cui i compilatori dei bilanci devono attenersi, realizzando così il 4. Cessione temporanea dei diritti alle prestazioni dei calciatori;
5. abrogata;
collegamento tra disciplina civilistica e normativa federale. 6. Permuta dei diritti alle prestazioni dei calciatori;
7. Crediti verso altre società calcistiche per la vendita dei diritti alle prestazioni dei calciatori;
109
Entrambe le classi di valore saranno dettagliatamente analizzate nel paragrafo 7. 8. Debiti verso altre società calcistiche;
110
Per un’ampia disamina sulle politiche di bilancio si rimanda a P. Onida, Il bilancio d'esercizio nelle 9. Versamenti dei soci;
imprese: significato economico del bilancio e problemi di valutazione, 4a edizione ampliata, Giuffrè, 10. Ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali e materiali
Milano 1974 e a V. Coda-G. Frattini, Valutazioni di bilancio: principi economici, norme civili, norme 11. Valore della produzione;
fiscali e direttive comunitarie, 3a edizione, Libreria universitaria editrice, Venezia 1986. 12. Ricavi;
111
Il documento è stato redatto dalla “Commissione adeguamento Piano dei Conti e struttura del bilancio 13. Beni ricevuti in locazione finanziaria;
alla IV e VII direttiva CEE” nominata dal Consiglio Federale nell’ottobre del 1993. 14. Premi collettivi per obiettivi specifici ex art. 93 Noif.
98 99
ed internazionali elaborati dalla prassi114 con le peculiari problematiche di Lo Stato Patrimoniale è il documento contabile nel quale sono esposti nell’aspetto
contabilizzazione delle società calcistiche, al fine di giungere alla rappresentazione qualitativo e quantitativo gli investimenti esistenti in un determinato periodo di tempo e
chiara, veritiera e corretta, prescritta dalla legge, nonché ad assicurare un’omogenea le correlate fonti di finanziamento. Dalla lettura di tale prospetto è possibile, quindi,
applicazione dei principi medesimi, al fine di rendere raffrontabili i dati di bilancio delle trarre utili informazioni riguardo la struttura tecnica e finanziaria dell’impresa.
diverse società e agevolare, così, i controlli115. La Federazione – nelle Raccomandazioni contabili e nel piano dei conti unificato – ha
Per concludere l’esposizione delle principali regole dettate dalle norme federali si indicato con precisione la collocazione delle voci più caratteristiche dello Stato
desidera sottolineare altri due aspetti. Patrimoniale delle società calcistiche.
Innanzitutto che l’art. 88 Noif prevede che i bilanci delle società di Serie A e di Serie B In particolare la Figc ha prescritto l’appostazione:
devono essere certificati da una società di revisione iscritta nell’albo CONSOB, a) tra le immobilizzazioni immateriali delle voci “Diritti pluriennali alle prestazioni dei
escludendo da tale obbligo soltanto le società neopromosse in Serie B. calciatori” e “Capitalizzazione costi vivaio”;
In secondo luogo che l’art. 89 Noif attribuisce al Consiglio Federale il compito di b) tra le immobilizzazioni finanziarie della voce “Compartecipazione ex art. 102 bis
fissare annualmente le norme per l’iscrizione ai Campionati e per l’ammissione Noif”;
all’acquisizione del diritto alle prestazioni dei calciatori116. c) nelle passività della voce “Debiti per compartecipazione ex art. 102 bis Noif”.
Terminata questa parte, dedicata all’analisi delle norme legislative e federali che
disciplinano la redazione del bilancio di una società di calcio, nei prossimi due paragrafi 7.2 Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori
saranno analizzate le classi di valore tipiche dei prospetti contabili dei club calcistici. In
particolare nel paragrafo 7 saranno indagate le voci caratteristiche dello Stato Il diritto alle prestazioni sportive dei calciatori può derivare da un accordo di
patrimoniale, mentre nel paragrafo 8 ci si concentrerà nell’analisi delle classi di valore trasferimento di un calciatore oppure dalla cessione del contratto di un calciatore
tipiche del Conto Economico. professionista da parte di un’altra società117.
Tale diritto, che può riferirsi a calciatori professionisti, non professionisti o provenienti
7 Le classi di valore tipiche dello Stato Patrimoniale delle società di calcio dal settore giovanile, può essere iscritto nello stato patrimoniale soltanto se l’accordo di
trasferimento risulta da contratto118 e per il costo indicato nel documento medesimo.
7.1 Premessa La valutazione delle qualità di un atleta è un compito arduo, in buona misura fondato
sull’esperienza dei valutatori. In genere gli elementi che sono presi a base della
valutazione riguardano le caratteristiche dello sportivo, quali: età, ruolo ricoperto nella
114
Le Raccomandazioni federali, infatti, contengono diversi rinvii sia ai principi del CNDC sia agli squadra e attitudine a ricoprirne altri, condizioni fisiche, prestazioni sportive, esperienza
IAS/IFRS.
115
Cfr. [Link], [Link]., pag.42.
116
“Se del tutto comprensibile appare il contenuto della disposizione, che attribuisce tale delicato potere
117
al massimo organo di governo del calcio professionistico del nostro paese, davvero significativa appare la Art. 95 Noif (Norme generali sul trasferimento e sulle cessioni di contratti): L’accordo di
sua collocazione nell’ambito delle norme che prescrivono i requisiti finanziari delle società; ciò è trasferimento di un calciatore o la cessione del contratto di un calciatore “professionista” devono essere
evidentemente indicativo di una mutata consapevolezza in ordine all’inscindibilità, ai fini di assicurare il redatti per iscritto, a pena di nullità, mediante utilizzazione di moduli speciali all’uopo predisposti dalle
regolare svolgimento dei tornei sportivi, di valutazioni di carattere sportivo da quelle di carattere Leghe (...). Nella stessa stagione sportiva un calciatore professionista può tesserarsi, sia a titolo definitivo
economico. È significativo inoltre che le norme per l’iscrizione non siano inserite direttamente nelle Noif, che a titolo temporaneo, per un massimo di tre diverse società appartenenti alle Leghe, ma potrà giocare
ma siano fissate annualmente dal Consiglio Federale: è chiara in proposito l’esigenza di consentire in gare ufficiali di prima squadra solo per due delle suddette società (...).
118
all’organo di governo del calcio un margine di manovra che consenta di tenere in considerazione La raccomandazione contabile n. 1 emanata dalla Figc afferma che il perfezionamento del contratto si
eventuali aspetti congiunturali che possono suggerire di volta in volta una diversa modulazione dei raggiunge con la sottoscrizione, comprovata da data certa. Quindi non è necessario attendere il deposito
requisiti”. [Link], [Link]., pag. 27. presso la Lega per dar luogo alla relativa contabilizzazione.
100 101
posseduta in campo internazionale, tipo di infortuni in cui l’atleta è incorso, presenza di costo tra le immobilizzazione immateriali, mentre la cedente rileva una sopravvenienza
altre società interessate all’acquisto119. attiva124.
Le Raccomandazioni contabili precisano che i diritti pluriennali sono assimilabili ai Occorre, in proposito chiarire come siano tre le fattispecie da cui non scaturisce la
diritti di concessione e simili, previsti dalla voce B.I.4 dell’articolo 2424 c.c120. rilevazione in bilancio del Diritto pluriennale alle prestazioni del calciatore:
Tali diritti possono altresì essere assimilati al diritto, da parte di una società che effettua a) l’acquisto a parametro zero di giocatori svincolati;
attività di ricerca e sviluppo, di utilizzare in via esclusiva le invenzioni realizzate dai b) il rinnovo di un contratto scaduto ad un proprio calciatore;
propri ricercatori; allo stesso modo, infatti, la società sportiva sfrutta in esclusiva – non c) il primo contratto da professionista ad un giocatore proveniente dal proprio vivaio.
le invenzioni, ma – l’immagine e le prestazioni del calciatore, anche se per un periodo In tutti e tre i casi sopra citati non si avrà alcuna evidenza del Diritto pluriennale tra le
121
determinato . attività dello Stato Patrimoniale; per questa ragione le società dovranno riportare tali
Nel caso di trasferimento di un calciatore con contratto in corso, il prezzo di tale diritto informazioni in Nota Integrativa.
è liberamente concordato tra le parti ed il corrispettivo pagato sarà iscritto tra le Il momento temporale per la contabilizzazione in bilancio dei diritti è il
immobilizzazioni immateriali della società cessionaria, mentre quella cedente registrerà perfezionamento contrattuale che costituisce l’evento che conferisce certezza
una plusvalenza o una minusvalenza rispetto al valore netto del diritto ancora iscritto in all’operazione di trasferimento mentre il deposito in Lega ne costituisce la sola ratifica.
122
bilancio . Il definire l’uno o l’altro momento quello in cui avvengono le rilevazioni vuol dire in
In caso di cessione di un giocatore proveniente dal settore giovanile, bisogna distinguere molti casi imputare le eventuali plus o minusvalenze in uno o in un altro periodo
se appartiene al proprio vivaio o a quello di altre squadre. amministrativo poiché i contratti vengono spesso stipulati alla fine di ogni esercizio
Nel primo caso non si ha nessuna movimentazione contabile123, nel secondo la società mentre il deposito avviene all’inizio del successivo. Un’applicazione elastica del
cessionaria corrisponde il premio di addestramento e formazione tecnica ed iscrive il termine di decorrenza del trasferimento rischierebbe di agevolare politiche di
annacquamento del capitale, in quanto i diversi club potrebbero essere indotti a mitigare
le perdite di gestione anticipando le plusvalenze connesse al trasferimento dell’atleta
119
La valutazione delle qualità di un calciatore implica, quindi, una componente di rischio molto elevata, (adottando così la data della stipula del contratto quale tempo in cui effettuare le
che, solo in parte, può attenuarsi disponendo di accorti osservatori e promuovendo i vivai. Cfr. F. Manni
[Link]., pag. 57.
rilevazioni), o a rilevarle successivamente se non fossero necessarie a far quadrare i
120
Cfr. [Link]ò, Il bilancio delle società di calcio professionistiche: trattamento contabile del“parco propri bilanci (considerando il deposito in Lega l’atto necessario da cui far scaturire
giocatori”, in “Rivista dei Dottori Commercialisti”, n. 6/2004, pagg. 1277-1313.
l’appostazione contabile)125.
121
Cfr. [Link], [Link]., pag. 44.
122
Cfr. F. Rubino, [Link]., pag. 128.
123
È evidente in questo caso la distorsione nel valore informativo dei documenti contabili, che, secondo la
disciplina vigente, non consentono l’esposizione in bilancio di alcun valore a fronte della titolarità di
diritti relativi a calciatori che si sono formati nella società, e che tuttavia possono raggiungere “quotazioni 7.3 Capitalizzazione dei costi del vivaio
di mercato” notevolissime. Si pensi, per esempio, al caso di uno dei calciatori italiani più rappresentativi,
Francesco Totti. La società di appartenenza, l’A.S. Roma, non può valorizzare nell’attivo dello Stato
Patrimoniale il diritto esclusivo ad avvalersi delle prestazioni di un “asso” di valore internazionale, poiché
L’altra voce di immobilizzazioni immateriali tipica delle società di calcio è la
questi si è formato nella medesima società, che dunque non ha sostenuto alcun costo per assicurarsi la
titolarità dei relativi diritti. Questo scenario, tuttavia, è destinato a mutare con l’adozione dei principi di capitalizzazione dei costi del vivaio.
valutazione internazionali, che consentono in casi come quello descritto l’applicazione del cosiddetto fair
value. Cfr. [Link], [Link]., pag. 44. Per approfondimenti sulla valutazione dei diritti
pluriennali alle prestazioni dei calciatori si rimanda a G. Fiori, La valutazione dei diritti pluriennali alle
prestazioni degli sportivi professionisti:una possibile metodologia, in “Rivista Italiana di Ragioneria e di
124
Economia Aziendale”, n. 7-8/2003, pagg. 414-330 e a [Link], La valutazione dei diritti Cfr. [Link], Le società di calcio professionistiche, Buffetti, Roma 1997.
125
pluriennali alle prestazioni sportive nelle società di calcio, in “Rivista dei Dottori Commercialisti”, n. Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 171. L’autrice sottolinea inoltre come la strumentale anticipata imputazione
2/2004, pagg. 241-272. di plusvalenze provocherebbe il venir meno del principio della prudenza a cui si deve ispirare il bilancio.
102 103
La gestione e l’organizzazione dei vivai giovanili costituisce, infatti, un elemento di Per l’analisi degli aspetti reddituali concernenti le spese del vivaio si rimanda al
grande importanza strategica ed economica per le società calcistiche. Interessate a paragrafo 8.3.
questo aspetto sono soprattutto le società di minori dimensioni, le quali grazie
all’attività di formazione di giovani atleti possono, da un lato, far crescere talenti senza 7.4 Compartecipazioni ai sensi dell’art. 102 bis N.O.I.F.
doverli acquistare a prezzi eccessivi sul mercato, dall’altro vendere i giocatori più
promettenti ricavando introiti fondamentali per il proprio finanziamento. L’accordo di compartecipazione si perfeziona allorquando una società che ha acquistato
La gestione del vivaio comporta il sostenimento di costi, i quali sono ascritti al genus il diritto alle prestazioni sportive di un calciatore professionista per effetto della
delle spese di ricerca e sviluppo aventi utilità pluriennale, in quanto tali costi sono volti cessione definitiva di un contratto, stipula contemporaneamente un altro accordo con la
alla ricerca e allo sviluppo di una risorsa fondamentale per i club, quale appunto in società cedente, che prevede il diritto di quest’ultima alla partecipazione agli effetti
talento calcistico degli atleti. patrimoniali derivanti dalla titolarità del contratto129.
I costi del vivaio, infatti, sono assimilabili: L’accordo è dunque formato da due contratti distinti:
126
− alla ricerca di base (attività di sviluppo di nuove conoscenze), in quanto si avvia il 1. il primo con cui la società cedente trasferisce il diritto a titolo definitivo
giovane all’attività sportiva agonistica; all’utilizzo delle prestazioni sportive di un calciatore;
− alla ricerca applicata127 (verifica di impiego economico dei risultati della ricerca di 2. il secondo con il quale la società cessionaria acquisisce il diritto di partecipare
base), perché durante la crescita nel vivaio si verificano le doti fisico-tecniche del agli eventuali effetti patrimoniali scaturenti dal primo contratto.
giovane; Il diritto di partecipazione rappresenta per la società cessionaria (la società cedente del
− allo sviluppo128 (introduzione di prodotti e processi con caratteristiche innovative e diritto alle prestazioni sportive) un’attività finanziaria da includere nello stato
migliorative), in quanto per le società calcistiche si profila l’impiego del giovane a patrimoniale tra le immobilizzazioni finanziarie nella voce “Compartecipazione ex art.
livello professionistico. 102 bis Noif”.
In quanto tali, dal punto di vista contabile, tali spese devono essere capitalizzate al Per la società cedente (prima cessionaria del diritto alle prestazioni sportive), la cessione
termine di ciascun esercizio (previa acquisizione del consenso da parte del collegio del diritto di partecipazione comporta, invece, l’iscrizione di una passività finanziaria da
sindacale, ex art. 2426, n.5 c.c.) e concorreranno alla formazione del reddito attraverso collocarsi nel passivo dello stato patrimoniale alla voce “Debiti per compartecipazione
l’imputazione delle relative quote di ammortamento. Le disposizioni federali, inoltre, ex art. 102 bis Noif”.
impediscono – nella capitalizzazione di tali oneri – qualsiasi riferimento ai singoli 129
Art. 102 bis Noif (Diritto di partecipazione): 1. Una società, che ha acquisito il diritto alle prestazioni
giocatori, poiché gli atleti del vivaio svolgono attività di natura dilettantistica e non sportive di un calciatore professionista per effetto di cessione definitiva di contratto, può
contemporaneamente stipulare un accordo con la società cedente, che preveda un diritto di partecipazione
sono vincolati da un contratto di lavoro. di quest’ultima, in misura paritaria, agli effetti patrimoniali conseguenti alla titolarità del contratto; 2. Il
contratto economico tra la società cessionaria ed il calciatore deve avere la durata minima di anni due;
(…) 4. L’accordo di partecipazione ha durata di un anno e deve essere risolto, nelle forme e nei modi
126
La ricerca di base può essere definita come quell’assieme di studi, esperimenti, indagini, ricerche che previsti nell’apposito modulo, nei termini di tempo fissati annualmente dal Consiglio Federale. Le società
non hanno una finalità definita con precisione, ma che è da considerarsi di utilità generica all’impresa. possono tuttavia risolvere consensualmente ed anticipatamente l’accordo di partecipazione durante il
Cfr. Oic, Principio contabile n.16, Le immobilizzazioni immateriali, disponibile sul sito periodo fissato annualmente dal Consiglio Federale attraverso la compilazione del predisposto modulo
[Link]. dalle Leghe.(…) 7. La società titolare del tesseramento, può nei termini regolamentari e con il consenso
127
La ricerca applicata o finalizzata ad uno specifico prodotto o processo produttivo consiste nell’assieme del calciatore, cedere a titolo temporaneo il contratto con il calciatore alla società compartecipante; 8. La
di studi, esperimenti, indagini, ricerche che si riferiscono direttamente alla possibilità ed utilità di società titolare del tesseramento può, nei termini regolamentari, con il consenso della società
realizzare uno specifico progetto. Ibidem. compartecipante e del calciatore, cedere a titolo temporaneo per una stagione sportiva il rapporto
128
Lo sviluppo è l’applicazione dei risultati della ricerca o di altre conoscenze possedute o acquisite in un contrattuale con il calciatore ad altra società purché a titolo gratuito; 9. La società titolare del diritto di
progetto o programma per la produzione di materiali, strumenti, prodotti, processi, sistemi o servizi nuovi partecipazione può cedere ad una terza società, nei termini fissati annualmente dal Consiglio Federale per
o sostanzialmente migliorati, prima dell’inizio della produzione commerciale o dell’utilizzazione. Ibidem la cessione di contratto, la propria quota di partecipazione.
104 105
Il diritto di partecipazione rappresenta un ”affare in comune” tra la società cedente del 7.5 Altre classi di valore dello Stato Patrimoniale
diritto alle prestazioni e quella cessionaria dello stesso; i due club si accordano al fine di
partecipare al 50% ai proventi derivanti dalla futura cessione a terzi del giocatore Tra le altre voci di Stato Patrimoniale comuni a tutte le società di capitali, ce ne sono
oggetto dello scambio. alcune che nelle società di calcio assumono una rilevanza diversa rispetto alle imprese
Il titolo giuridico che consente l’iscrizione nello Stato Patrimoniale, sia per il cedente industriali o commerciali.
che per il cessionario, del diritto di partecipazione è rappresentato dal contratto ed il Un esempio è rappresentato dalle rimanenze. Il magazzino, infatti, non ha
momento temporale in cui deve avvenire l’iscrizione è identificato nella sottoscrizione sostanzialmente rilievo nelle società di calcio, essendo costituito soprattutto dal
del contratto, che deve avere data certa, al fine di evitare contestazioni130. materiale sportivo che viene acquistato nel corso dell’esercizio. Spesso si considera
Secondo quanto indicato dalle Raccomandazioni federali, la società cessionaria deve l’acquisto di tali beni di esclusiva competenza dell’esercizio senza procedere alla
provvedere ad ammortizzare i diritti alle prestazioni del calciatore (ammortamento a capitalizzazione del valore delle rimanenze.
quote costanti) e deve provvedere alla liquidazione ed al pagamento degli emolumenti al Di conseguenza, l’assenza delle scorte, sia di materie prime che di prodotto finito,
calciatore oggetto del contratto. conferisce maggiori margini di affidabilità al reddito. Ciò è dovuto al carattere
Gli effetti di questo accordo possono essere analizzati dal punto di vista patrimoniale, dell’attività esercitata; lo spettacolo calcistico è un “prodotto” che, come tutti i servizi,
finanziario ed economico131. non è immagazzinabile, ma allo stesso tempo l’attività calcistica si distingue dalle altre
Sul piano patrimoniale la società titolare del diritto alle prestazioni è proprietaria al offerte di servizi per il fatto che le risorse utili alla realizzazione dello spettacolo, sono
100% dei diritti, e del patrimonio ad essi legato, per i quali ha sostenuto un costo di anch’esse prive della possibilità di immagazzinamento.
acquisizione. La società, invece, che ha ceduto i diritti alle prestazioni del calciatore Come già sottolineato in precedenza, la struttura tecnico-produttiva non ha, quindi, nella
elimina dal suo patrimonio il valore di tali diritti, rilevando eventuali plusvalenze o gestione calcistica quel peso in termini relativi tale da apportare apprezzabili motivi di
minusvalenze, ed iscrive nell’attivo patrimoniale il valore della compartecipazione che arbitrarietà nelle valutazioni. Solamente la valutazione del diritto sportivo alle
mantiene fino al suo scadere. prestazioni dei calciatori ha un peso tale da apportare consistenti gradi di soggettività al
Dal punto di vista finanziario, invece, la società che acquisisce il diritto alle prestazioni risultato economico132.
paga, tramite la Lega, alla società cedente l’intero costo di tale diritto ed incassa, sempre Un’altra classe di valore interessante da analizzare è il conto “Lega c/campionato”,
tramite la Lega, l’importo corrispondente alla quota di partecipazione ceduta. La società inserito tra i crediti o debiti verso altri. In merito occorre sottolineare come la Lega
che ha invece venduto i diritti incassa il corrispettivo della cessione e paga l’importo gestisca un’apposita scheda contabile per ciascuna società, sulla quale sono accreditate
della quota di partecipazione acquisita. le poste attive da essa maturate (contributi della Federazione, quota incassi del
totocalcio, quota diritti televisivi in chiaro) e vengono addebitati i costi anticipati per
conto della società (spese del calcio mercato, assicurazioni obbligatorie per il
patrimonio calciatori e così via).
Una funzione analoga è svolta anche dal conto “Lega c/trasferimenti” che viene
130
Cfr. Raccomandazione Contabile n. 3 della Figc. Si sottolinea che anche in questo caso esistono
problematiche, analoghe a quelle evidenziate nel paragrafo relativo ai Diritti pluriennali alle prestazioni movimentato per regolare le posizioni debitorie/creditorie che sorgono tra le società
dei calciatori, in merito alla data a cui riferire le registrazioni contabili. Per questa e per altre questioni di
natura contabile relative al contratto di compartecipazione si veda [Link],
[Link]., pag. 81-82.
131
Gli effetti patrimoniali e finanziari sono analizzati nel presente paragrafo, per una disamina di quelli
132
reddituali si rimanda al paragrafo 8.4. Cfr. F. Manni, [Link]., pagg. 89 e 94.
106 107
sportive nazionali a seguito delle cessioni di contratti e al verificarsi di trasferimenti tempo di durata annuale, che, nelle imprese calcistiche – come precedentemente
degli atleti133. osservato – decorre dal 1° luglio al 30 giugno dell’anno solare successivo.
Per quanto riguarda, infine, la valutazione dei crediti sia a breve che a lungo termine, la Le classi di valore peculiari del conto economico di una società di calcio sono:
Raccomandazione n. 7 della Figc impone la loro iscrizione secondo il valore presunto di a) l’ammortamento del costo dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori;
realizzo e quindi al loro valore nominale diminuito dell’importo dei fondi di b) le minusvalenze e le plusvalenze da alienazione dei diritti pluriennali all’utilizzo
svalutazione o di rischio. delle prestazioni dei calciatori;
Ultima voce dello stato patrimoniale rilevante per le società di calcio è quella c) la capitalizzazione dei costi del vivaio;
denominata “Debiti verso altri finanziatori”. d) i proventi e gli oneri da compartecipazioni ex art. 102 bis Noif.
Tali debiti sono costituiti da versamenti effettuati dai soci in conto capitale infruttifero o
in conto finanziamenti postergati ed infruttiferi. 8.2 Riflessi economici dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori: il processo di
Le società calcistiche, infatti, assorbendo più risorse di quante ne producano, ammortamento e le plus/minusvalenze da cessione
necessitano di continue immissioni di capitale al fine di ripianare le perdite, per evitare
il fallimento dell’impresa stessa. A) Ammortamento del costo dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori
La Federazione raccomanda di inserire tali finanziamenti tra i mezzi propri, in quanto L’ammortamento del costo dei diritti pluriennali risulta essere la voce più caratteristica
l’art. 85 delle N.O.I.F. prevede che i debiti infruttiferi e postergati verso i soci ed i del Conto Economico e rappresenta la quota parte del costo di acquisto del diritto
versamenti a capitale infruttifero non debbano essere presi in considerazione al fine all’utilizzo delle prestazioni dei calciatori imputata all’esercizio.
della determinazione del parametro relativo al rapporto Ricavi/Indebitamento134. La determinazione della quota di ammortamento attribuita ad un determinato periodo
amministrativo avviene mediante la preparazione di un piano di ammortamento
8 Le classi di valore tipiche del Conto Economico di una società di calcio composto principalmente da tre elementi: il valore da ammortizzare, la vita utile residua
e la metodologia di calcolo delle quote annuali136.
8.1 Premessa La teoria ragionieristica offre una pluralità di metodi che possono essere ricondotti a
due macroclassi: ammortamenti rigidi e ammortamenti elastici.
Il Conto economico è il documento contabile che rende contezza del reddito prodotto da
Gli ammortamenti rigidi, per i quali inizialmente si può già definire un piano
una qualunque impresa. In esso, in vario modo, sono rappresentati i valori della
conoscendo la vita utile, possono essere classificati in tre categorie fondamentali:
ricchezza impiegata e della ricchezza prodotta riferiti ad un convenzionale135 periodo di
133
Le società fatturano e contabilizzano gli importi relativi alle varie operazioni e nel chiudere il conto concreta. Astratta, perché è soggettiva. È una quantità che risente delle ipotesi-finzioni e delle scelte fatte
acceso al cliente o al fornitore usano il conto “Lega c/trasferimenti”. È poi compito della Lega riscuotere i da chi lo ha calcolato; infatti per determinare tale reddito bisogna preventivamente assegnare al periodo
debiti dalle società che presentano un saldo passivo e corrispondere acconti alle società creditrici. Cfr, A. amministrativo le operazioni economiche che ad esso si riferiscono. Non realizzata, perché non trova
Tanzi, [Link]., pag. 178. riscontro in forma monetaria; la gestione non è ultimata, perciò le valutazioni devono essere effettuate
134
Sul punto si rimanda al capitolo successivo. secondo il canone della prudenza. Concreta, perché riscontrabile nella realtà; è una quantità che si trova
135
La gestione aziendale è destinata a fluire ininterrottamente nel tempo dal momento della costituzione nei bilanci d’esercizio, che, per rispettare il diritto dei terzi di essere informati correttamente, vanno
fino a quello della messa in liquidazione. Il calcolo del reddito può essere svolto scegliendo due redatti secondo il criterio della coerenza valutativa. Sono proprio la competenza economica, la prudenza e
alternative come tempo di riferimento: l’intera vita aziendale o il periodo amministrativo (arco temporale la coerenza i tre principi ragionieristici fondamentali che devono guidare il redattore del bilancio. Essi
di durata annuale). Nel primo caso si calcola il reddito totale, nel secondo il reddito d’esercizio. Il reddito rappresentano delle regole di comportamento che devono improntare tutti i ragionamenti compiuti in sede
totale è una quantità economica: certa, cioè calcolata in modo oggettivo; realizzata, ovvero la risultanza di valutazioni di fine esercizio. Per approfondimenti si rimanda a [Link], [Link]., capitolo 2.
136
reddituale coincide con quella monetario-finanziaria in quanto la gestione è ultimata; ipotetica, perchè Cfr. R. Cappellari, Risorse, valore e organizzazione nelle società di calcio, in “Sviluppo e
non trova riscontro nella realtà. Il reddito d’esercizio, invece, è una grandezza astratta, non realizzata e Organizzazione”, n. 189/2002, pagg. 72-76.
108 109
a) a quote costanti, in cui le quote di ammortamento non subiscono variazioni in entità oppure in caso di provvedimenti disciplinari dell’autorità sportiva di lunga durata
quanto è costante l’utilità fornita dal costo pluriennale; che impediscano l’utilizzo del calciatore)140.
b) a quote crescenti, in cui vi sono basse quote all’inizio che vanno incrementandosi L’ammortamento nelle società di calcio non è solitamente eseguito in modo diretto
all’avvicinarsi della fine del periodo prefissato137; come di norma avviene per le immobilizzazioni immateriali, ma attraverso la
c) a quote decrescenti, in cui le quote più alte sono all’inizio del periodo, perché quel costituzione del fondo ammortamento; ciò a causa della rilevanza che il valore assume
costo pluriennale offre la propria maggiore utilità nei primi anni di vita138. nell’ambito del capitale investito nelle società di calcio 141.
Nel metodo di calcolo dell’ammortamento chiamato elastico, invece, le quote sono Si sottolinea, infine, che molte società calcistiche, nel passato, non effettuavano
variabili e commisurate al volume della produzione. l’ammortamento del “parco giocatori” secondo il descritto piano di ammortamento, ma
Per evitare comportamenti discrezionali da parte dei redattori del bilancio, la utilizzavano le quote annuali come strumento per attuare politiche di bilancio.
Federazione, allineandosi a una risoluzione ministeriale del 1981139, ha stabilito nella Tali politiche, per quanto lungi dall’essere fantasiose, determinavano effetti di non poco
Raccomandazione Contabile n.1 il criterio di ammortamento da seguire. conto sul piano dell’attendibilità complessiva del bilancio quale mezzo di informazione;
La metodologia scelta presuppone la ripartizione del costo iscritto in bilancio in quote esse, infatti, si limitavano sostanzialmente a ridurre le quote medesime per non
costanti per l’intera durata del contratto che vincola il calciatore alla società cessionaria compromettere ulteriormente i risultati di bilancio già caratterizzati da ingenti perdite142.
del diritto a partire dall’esercizio in cui avviene il tesseramento del giocatore. Le quote di ammortamento erano, infatti, calcolate, non già dividendo il costo del
Nel caso in cui nel corso del rapporto le parti concordino il prolungamento del contratto, giocatore per la durata del contratto, ma diminuendo il costo del diritto, del valore di
la quota non ancora ammortizzata potrà essere ripartita in relazione alla nuova durata svincolo, secondo i parametri federali: la differenza veniva ripartita sulla durata del
del contratto stesso, per cui la società redigerà un nuovo piano di ammortamento a rate contratto143.
costanti tenendo conto del costo ancora da ammortizzare e del nuovo tempo B) Plusvalenze e minusvalenze da alienazione dei diritti pluriennali all’utilizzo delle
contrattuale. In tal modo si verificherà un miglioramento del risultato dell’impresa prestazioni dei calciatori
calcistica per il periodo intercorrente tra il rinnovo e l’originaria scadenza ed un Nel caso in cui un calciatore venga ceduto prima della scadenza del suo contratto si
peggioramento per il periodo compreso tra l’originaria scadenza e la nuova. configura una situazione analoga alla cessione di un cespite ammortizzabile al prezzo
In caso, invece, di risoluzione anticipata del contratto per cessione ad altra società, il concordato tra la società cedente e quella acquirente.
costo non ancora ammortizzato graverà interamente sull’esercizio in cui è avvenuta tale
risoluzione e sarà controbilanciato dal ricavo derivante dalla cessione.
Gli amministratori sono, comunque, obbligati ad abbandonare il piano di
ammortamento originariamente predisposto e ad effettuare una congrua svalutazione –
ai sensi dell’art. 2426, n.3 c.c. – ogniqualvolta il calciatore in forza alla società non 140
Cfr. [Link], [Link]., pag. 60.
141
risulti più idoneo a partecipare all’attività agonistica (in seguito ad infortuni di rilevante Conoscere, infatti, in maniera analitica il valore originario del diritto, le quote di ammortamento e il
fondo risulta essere un’esigenza per i terzi destinatari del bilancio e una doverosa informazione per i
compilatori.
142
Cfr.A. Tanzi, [Link]., pag. 184.
143
Questo piano di ammortamento consentiva alle società di calcio di imputare minori costi al Conto
Economico, riducendo così la perdita d’esercizio; venne però dichiarato non corretto dal Tribunale di
137
A ben vedere tale metodo non risulta applicabile perché non realizza il postulato della prudenza. Napoli (sentenza 8 giugno 1994) e successivamente reso materialmente e contabilmente inapplicabile
138
Cfr. CNDC, Principio Contabile n.16, Giuffrè, Milano, 1996, pag. 45-46. data l’eliminazione delle indennità sancita dalla Legge 586/96. Cfr. G. Catturi, La contabilizzazione
139
Cfr. Ministero delle Finanze, Direzione Generale [Link]., Risoluzione n. 9/1690, 21 novembre 1981, Il dell’indennità di preparazione e promozione di calcio, in “Rivista Italiana di Ragioneria ed Economia
Fisco, n.7, 1982, pag. 817. Aziendale”, n. 9-10/1984, pagg. 421 e seg.
110 111
In particolare, la società cedente dovrà confrontare il prezzo di cessione con il valore − differire le plusvalenze al bilancio dell’anno successivo che si apre il 1°luglio,
144
contabile attribuito al diritto alle prestazioni del calciatore. Nel caso in cui i due dandone però menzione nella nota integrativa del bilancio chiuso al 30 giugno147.
valori non coincidano si profilano due scenari: Lo sfasamento temporale nella produzione degli effetti economici dell’operazione nei
− se la differenza tra il valore di cessione ed il valore netto contabile è positiva, tale bilanci di cedente e cessionaria è all’origine del fenomeno che ha permesso a società in
importo rappresenta una plusvalenza da iscrivere nel conto economico tra i proventi perdita di mascherare lo stato di crisi ricorrendo a sistematiche operazioni di “permuta
straordinari alla voce “Plusvalenze da alienazione”; di giocatori”. Queste, evidentemente, non comportano alcuna movimentazione
− se la differenza è negativa, l’importo dovrà, invece, essere iscritto nel conto finanziaria; tuttavia, mentre la plusvalenza per la cessione costituisce un ricavo
economico tra gli oneri straordinari alla voce “Minusvalenze da alienazione”. dell’esercizio in cui l’operazione è conclusa, il costo relativo all’acquisto graverà solo
Allo stesso tempo, invece, la società cessionaria iscriverà tra le immobilizzazioni pro quota, determinata in base alla durata del periodo di ammortamento.
immateriali, quale diritto pluriennale alle prestazioni del calciatore “acquistato”, il Il sistematico ricorso alla prassi della permuta di calciatori a volte sconosciuti, spesso
corrispettivo pagato per il trasferimento del calciatore, che concorrerà alla formazione valutati alla stregua di campioni, ha consentito a numerose società di evitare il
del reddito di esercizio attraverso quote costanti di ammortamento. verificarsi dei presupposti di cui agli articoli 2446 e 2447 c.c., che avrebbero
Sotto il profilo ragionieristico non vi sono particolari osservazioni poiché è ormai ovvio comportato l’obbligo di procedere ad onerose ricapitalizzazioni.
che l’attività del calciatore è scomponibile in due fattispecie: quella che vede il Appare in maniera evidente come il cumularsi di ingenti immobilizzazioni immateriali
calciatore come lavoratore dipendente, per cui si genera un costo d’esercizio misurato per diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori (reali o fittizie che siano), sebbene
dalla sua remunerazione, e quella relativa al diritto ad utilizzare le sue prestazioni non si rifletta con immediatezza sul conto economico, porti al crescente aumento dei
agonistiche che, essendo una immobilizzazione, nel momento della alienazione, può corrispondenti ammortamenti. Qualora i ricavi non crescano in proporzione, l’erosione
dare origine ad una plusvalenza o ad una minusvalenza. del patrimonio netto (con i conseguenti obblighi di legge) è solo rinviata148. È questa la
Secondo il codice civile tali componenti reddituali non sono da considerare di carattere situazione che ha portato a crescenti pressioni del mondo del calcio verso il governo,
straordinario ma sono da inserire nel valore della produzione145. per una misura legislativa di carattere eccezionale che consentisse di limitare gli effetti
Per quanto concerne il momento di contabilizzazione dell’operazione – considerando della crisi economica, diluendo il peso degli ammortamenti dei diritti pluriennali sui
che molto spesso la cessione avviene a cavallo tra due esercizi146 – tenendo conto del bilanci delle società calcistiche149.
principio di prudenza (per il quale i profitti non realizzati non devono essere
contabilizzati, mentre tutte le perdite anche se non ancora definitivamente sopportate 8.3 Capitalizzazione dei costi del vivaio
devono essere riflesse nel bilancio) si può affermare che le società di calcio dovrebbero:
− accantonare nel bilancio che si chiude al 30 giugno le minusvalenze derivanti dal Il trattamento contabile dei costi del vivaio è simile a quello delle costruzioni in
calcio-mercato; economia delle imprese industriali. L’importo è imputato nel Conto Economico alla
voce “Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni” (per la parte di spese annuali
144
Il valore contabile è pari alla differenza tra il costo storico e il fondo ammortamento accumulato fino
147
alla data di cessione. In questa ottica si muovono le principali società di revisione investite dell’onere della certificazione
145
Il carattere ordinario di tali componenti reddituali è stato, altresì, sancito dalla Figc che nel calcolo del dei bilanci delle società di calcio, mentre tali indicazioni non sono condivise da quegli amministratori di
parametro federale permette alle società di inserire tra i ricavi anche le plusvalenze da cessione. Per un società che fanno affidamento sulla stipula degli accordi preliminari per anticipare le plusvalenze e
approfondimento sul parametro federale si rimanda al capitolo successivo. mascherare rilevanti perdite di esercizio. Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 187.
146 148
Spesso si assiste ad un accordo preliminare nel mese di giugno (anno n) ed al deposito del contratto in Cfr. [Link], [Link]., pag. 54.
149
Lega nei primi giorni del mese di luglio (anno n+1). Per un’analisi sul D.L. 282/2002 si rimanda al primo e al terzo capitolo.
112 113
che devono rettificare i costi d’esercizio) e nello Stato Patrimoniale tra le Tali categorie reddituali saranno approfondite nel capitolo successivo, al quale si
immobilizzazioni immateriali (dove compare la somma delle spese capitalizzate di anno rimanda.
150
in anno al netto delle quote di ammortamento) . In questa sede si vuole, invece, svolgere qualche considerazione in merito alle classe di
I costi che possono essere capitalizzati sono soltanto quelli di struttura e di gestione valore “Costi/Ricavi da cessione temporanea di calciatori”.
propriamente riferibili ed imputabili al vivaio. Essi, secondo quanto prescrive la La società titolare del diritto all’utilizzo delle prestazioni del calciatore può “prestare”
Raccomandazione contabile n. 2, sono costituiti da: premi di formazione e temporaneamente l’atleta, dietro ricevimento di un corrispettivo, ad altra società che
addestramento tecnico corrisposti per il tesseramento di giovani calciatori; vitto, intrattiene così un regolare rapporto di lavoro dipendente a termine con il calciatore
alloggio e spese di trasporto in occasione di gare; rimborsi spese ai calciatori; compensi interessato. Il prezzo di tale operazione risulta da apposito contratto; al momento della
ad allenatori, istruttori e tecnici del vivaio; assicurazioni infortuni e spese sanitarie. sua stipulazione, la società cedente rileverà un ricavo alla voce “Ricavi cessione
Infine, si sottolinea come l’ammortamento vada effettuato con il metodo indiretto, con temporanea”, mentre il club acquirente rileverà un costo nella voce “Costi per il
l’evidenziazione nello stato patrimoniale del fondo ammortamento a rettifica esplicita godimento beni di terzi”152.
del costo capitalizzato151. Le cessioni temporanee di contratto di un calciatore professionista sono regolate
dall’art. 103 Noif; la durata è di un anno, ma è tuttavia possibile il rinnovo tra le stesse
8.4 Compartecipazioni ai sensi dell’art. 102 bis N.O.I.F. per la stagione successiva153.
Infine, si sottolinea come sia lasciata facoltà alle parti di integrare il contratto di
Come già evidenziato nel paragrafo 7.4 gli accordi di compartecipazioni generano trasferimento temporaneo con una clausola che preveda a favore della cessionaria il
effetti contabili anche sul piano reddituale. diritto di opzione per trasformare la cessione temporanea in definitiva.
Infatti, la società acquirente dei diritti alle prestazioni dei calciatori rileva nel proprio
152
conto economico, per ogni esercizio, come componenti negativi gli ammortamenti A seguito della cessione temporanea può sorgere il dubbio se il diritto pluriennale iscritto nell’attivo
del bilancio debba essere ammortizzato oppure no. “Poiché la cessione temporanea comporta la riduzione
(calcolati sul costo secondo la durata del contratto) ed i costi di gestione del contratto della residua possibilità di utilizzazione si deve concludere che l’accantonamento andrà eseguito; va
rilevato, però, che poiché il deperimento del servizio avviene a vantaggio di terzi, esso è compensato,
stesso (stipendi, premi e così via). La società acquirente del diritto alla partecipazione almeno idealmente, nella società cedente dall’apposizione nei ricavi del corrispettivo indicato nel
contratto di cessione temporanea del giocatore. Alla stessa conclusione si perviene svolgendo altre
agli effetti patrimoniali, invece, rileverà solo alla risoluzione dell’accordo nel proprio considerazioni e partendo dal presupposto che l’ammortamento va eseguito soltanto quando l’elemento a
cui è riferito è una risorsa che genera utilità per l’azienda. Ma se è vero che nel periodo di cessione il
conto economico, il provento della partecipazione o l’onere della stessa nel caso
calciatore non partecipa alla realizzazione dei ricavi da gare per la società cedente, è altrettanto vero che
contrario. egli favorisce la formazione di ricavi di specie diversa (ricavi da cessione temporanea), e perciò crea
utilità”. A. Tanzi, [Link]., pag. 189.
153
Art. 103 Noif (Le cessioni temporanee di contratto): 1. La cessione temporanea del contratto con il
calciatore “professionista” ha durata pari ad una sola stagione sportiva ed è ammesso il rinnovo tra le
8.5 Altre classi di valore del Conto Economico stesse società per la stagione successiva; 2. A favore della società cessionaria è consentito il diritto di
opzione per trasformare la cessione temporanea del contratto in cessione definitiva, a condizione: a) che
tale diritto di opzione risulti nell’accordo di cessione temporanea, di cui deve essere indicato il
corrispettivo convenuto; b) che la scadenza del contratto ceduto non sia antecedente al termine della
Altre voci di Conto Economico che nelle società di calcio assumono una certa prima stagione successiva a quella in cui può essere esercitato il diritto di opzione; c) che la società
importanza in termini quantitativi sono le retribuzioni del personale e i ricavi da cessionaria con diritto di opzione stipuli con il calciatore un contratto economico di durata almeno
biennale. (…) 5. Le Leghe possono limitare il numero dei calciatori che ogni società può tesserare per
sponsorizzazioni e cessione dei diritti televisivi. cessione temporanea di contratto e ne possono disciplinare modalità d’impiego e limiti di età; 6. Nel corso
della stessa stagione sportiva è consentito, nei periodi fissati annualmente dal Consiglio Federale, la
cessione temporanea del contratto con il calciatore “professionista”, già oggetto di altra cessione
temporanea con l’espresso consenso della originaria società. In tal caso le clausole relative ad opzione e
150
Cfr. Raccomandazione contabile Figc n. 2. contro-opzione eventualmente inserite nell'originaria cessione di contratto temporaneo sono risolte di
151
Ibidem. diritto.
114 115
Se la società cessionaria eserciterà il diritto d’opzione, si manifesterà una cessione rappresentazione di alcune richieste dell’art. 2427 e di disporre di ulteriori documenti
definitiva da contabilizzarsi nella forma prevista per tale tipo di trasferimento. per il controllo 156.
La sottoscrizione del contratto di prestito con diritto d’opzione dovrà essere rilevata da Sul punto diversi autori hanno formulato delle riflessioni. In particolare, sia Claudio
entrambe le società interessate in appositi conti d’ordine da evidenziarsi in calce dello Teodori sia Anna Tanzi sottolineano come tali allegati, da un lato consentano di fornire
Stato Patrimoniale, nei quali verranno iscritti i corrispettivi convenuti contrattualmente una rappresentazione più completa dell’attività indagata, dall’altro permettano alla Figc
nel caso di esercizio del diritto d’opzione154. di effettuare un monitoraggio più analitico dell’esposizione debitoria.
Nello stesso tempo, però, i due autori non comprendono perché esistano due prospetti
9 La Nota Integrativa e gli altri documenti accompagnatori al Bilancio d’esercizio relativi alle immobilizzazioni e perché non sia stato richiesto in tali prospetti
l’inserimento delle movimentazioni avvenute negli anni precedenti157.
La Nota Integrativa costituisce parte integrante del bilancio d’esercizio e ha la funzione Mentre la Nota Integrativa è parte costitutiva del bilancio, la Relazione sulla gestione lo
di illustrare, e per certi versi integrare, i dati quantitativi, sovente sintetici, esposti nello correda, con la funzione di informare sulla situazione e sull’andamento della società.
Stato Patrimoniale e nel Conto Economico. Nelle società di calcio, come in ogni altra impresa, la necessità di fare uno spaccato
Il contenuto minimo obbligatorio della Nota Integrativa è disciplinato in modo specifico della continuità della gestione, per la determinazione del risultato d’esercizio, comporta
dall’articolo 2427 del codice civile; riguardo alla fattispecie specifica delle società alcuni problemi specifici; infatti, i bilanci, che hanno uno sfasamento temporale
calcistiche, risultano particolarmente importanti l’indicazione e l’analisi in tale dell’esercizio gestionale rispetto all’anno solare per permettere il minor numero delle
documento: operazioni in corso, non riescono a recepire soltanto operazioni concluse. Delle
− dei criteri di valutazione e di ammortamento (e le motivazioni economiche che ne operazioni in svolgimento o che avverranno nell’esercizio successivo, quali, ad
hanno determinato le eventuali modificazioni) dei diritti pluriennali alle prestazioni esempio, il trasferimento di giocatori che almeno per quanto attiene alle cessioni sono
dei calciatori e dei costi capitalizzati per il vivaio; anche frutto dei risultati della gestione dell’esercizio a cui il bilancio fa riferimento,
− dei criteri di conversione utilizzati per operazioni di compravendita dei calciatori deve essere fatta menzione nella relazione. È quindi fondamentale indicare i fatti di
con società straniere; rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio, secondo i dettami della legge158.
− della ripartizione analitica dei ricavi, distinguendo quelli derivanti da eventi sportivi,
da quelli da cessione temporanea di calciatori, da sponsorizzazioni, da diritti 156
Gli allegati proposti sono i seguenti:
televisivi e così via; − prospetto delle immobilizzazioni materiali e dei relativi ammortamenti cumulati;
− prospetto rivalutazioni beni materiali ;
− delle plusvalenze e delle minusvalenze derivanti dalla cessione dei diritti sportivi; − prospetto delle immobilizzazioni immateriali ed i relativi ammortamenti cumulati;
− prospetto delle variazioni nei conti di patrimonio netto;
− del numero medio dei dipendenti: poiché gli sportivi professionisti sono lavoratori − prospetto variazione esercizio dei debiti;
prospetto dell’indebitamento verso banche ed altri enti finanziatori;
dipendenti, nella Nota Integrativa deve essere indicato il loro numero, separatamente −
− prospetto dei debiti verso banche a breve termine;
da altre tipologie di dipendenti155. − prospetto dei debiti a medio lungo termine verso banche ed altri finanziatori suddivisi per tipo di
garanzia concessa;
La Federazione, nell’ambito di un documento per l’attuazione delle disposizioni relative − prospetto dei rimborsi per debiti con garanzie reali;
− prospetto dei debiti verso fornitori ed altri;
al [Link]. 127/91, ha proposto alcuni allegati alla Nota Integrativa, così da agevolare la − prospetto dei debiti per valuta;
− prospetto delle variazioni intervenute nelle immobilizzazioni materiali;
− prospetto delle partecipazioni in imprese controllate e collegate possedute.
154 157
Cfr. Figc, Il nuovo statuto tipo e il bilancio delle società calcistiche, Roma 1993, pag. 66. Cfr. C. Teodori, [Link]., pag. 178 e A. Tanzi, [Link]., pag. 193.
155 158
Cfr. C. Teodori, [Link]., pagg. 176-177. Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 194.
116 117
In particolare, oltre a considerazioni di specie generale sulla gestione, sono importanti le bilancio, ossia ad una dichiarazione di conformità dello stesso ai principi contabili
seguenti indicazioni159: generalmente accolti.
− grado di raggiungimento dei risultati sportivi ed equilibrio negli andamenti Quando le informazioni fornite dal bilancio non sono sufficienti a dare una
economico-finanziari; rappresentazione veritiera e corretta, lo stesso deve essere integrato da informazioni
− andamento dei costi, con particolare riferimento a quelli connessi alle remunerazioni complementari, che possono consistere ad esempio nel Rendiconto finanziario, nel
degli sportivi professionisti; Prospetto delle variazioni di capitale netto, nei prospetti dello Stato Patrimoniale e del
− andamento dei ricavi, con una indicazione del numero di spettatori, delle variazioni Conto Economico riclassificati161.
dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti, delle azioni pubblicitarie tendenti In questa sede si vuole solo accennare al fatto che la Figc ha proposto un proprio
all’incremento degli abbonati. Sempre nell’ambito dei ricavi, assume oggi schema di Rendiconto Finanziario, nel quale la risorsa di riferimento è la variazione
importanza fornire informazioni riguardanti non tanto la composizione (già in Nota delle disponibilità liquide162.
Integrativa) ma eventuali modificazioni rispetto al passato: nuovi contratti di
sponsorizzazione, incrementi/decrementi dei diritti televisivi, operazioni di
merchandising, sfruttamento dell’immagine;
− investimenti del settore giovanile, risultati agonistici ottenuti ed evoluzione attesa;
− rapporti con le società di gruppo, a tal proposito importanti sono le indicazioni sulle
operazioni intra-gruppo, sulla loro specie ed importo160.
La Relazione del collegio sindacale è un altro documento accompagnatorio al bilancio;
essa serve ad esprimere un giudizio da parte dell’organo di controllo della società – il
collegio sindacale, appunto – sulla redazione del bilancio d’esercizio e di quello
consolidato, se la società fa parte di un gruppo societario. I sindaci analizzano il bilancio
e verificano se siano stati rispettati i principi contabili e di legge, al fine di giungere ad
una rappresentazione veritiera e corretta dell’attività aziendale.
Per le società di calcio, l’istituzione del collegio sindacale è obbligatoria; inoltre, le
società devono anche fare certificare il loro bilancio e l’attestato ne diventa un altro
documento accompagnatorio.
La certificazione di bilancio delle società di calcio ha connotati analoghi a quelli delle
altre imprese e viene rilasciata da una società di revisione appositamente incaricata che
provvede alla revisione e all’analisi del bilancio di esercizio e dell’eventuale bilancio 161
Per un approfondimento sulle modalità di riclassificazione dei bilanci delle società di calcio si rimanda
a C. Teodori, [Link]., cap. 5.
consolidato. Scopo della revisione è, dunque, quello di pervenire alla certificazione del 162
Per un approfondimento sulla costruzione del rendiconto finanziario si rimanda a I. Facchinetti, Analisi
dei Flussi Finanziari, Pirola, Milano 1992 e a C. Teodori, La costruzione e l’interpretazione del
rendiconto finanziario, Giappichelli, Torino 2002.
In merito allo schema di rendiconto finanziario proposto dalla Figc si evidenzia come “lo schema non
159
Cfr. C. Teodori, [Link]., pag. 179. appare affatto adatto al tipo di società calcistica, non essendovi alcun riferimento ai diritti, alle prestazioni
160
Si pensi, ad esempio, alle sponsorizzazioni, ai diritti per lo sfruttamento dell’immagine, alla pubblicità, dei calciatori e alle compartecipazioni; l’unico richiamo alle peculiarità di tali società sono i prestiti
alla concessione di finanziamenti fruttiferi ed infruttiferi, alle fideiussioni. Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 195. postergati”. A. Tanzi, [Link]., pag. 256.
118 119
in serie A. Da subito si capisce di che pasta è fatto. Il suo gioco è fatto di anticipi, tackle
III. L’ANALISI ECONOMICO-FINANZIARIA DELLE SOCIETÀ DI CALCIO
e ripartenze; il colpo di testa è il suo pezzo forte.
IN ITALIA: LA MASSIMA SERIE 1998-2005
Dopo tre stagioni nella squadra del cuore, nell’estate del 1995 Cannavaro si trasferisce a
L’artista che mira alla perfezione in tutto, in nulla la raggiungerà.
Eugene Delacroix, pittore francese (1798 – 1863) Parma, non perché non gradisse più l’aria di casa, ma perché era convinto che, per poter
La perfezione dell’uomo consiste proprio nello scoprire le proprie imperfezioni. arrivare in Nazionale, occorresse militare in un grande club, quale era all’epoca quello
Sant’Agostino di Ippona, padre della Chiesa e filosofo (354 – 430)
giallo-blu del presidente Tanzi.
In Emilia Cannavaro rimane 7 stagioni, conquistando oltre ad una Coppa Uefa e ad una
1 Introduzione
Coppa Italia anche la tanto amata maglia azzurra. I cancelli di Coverciano si aprono nel
gennaio del 1996, quando l’allora c.t. Arrigo Sacchi, convoca Fabio per la prima volta
Quando era piccolo trascorreva interi pomeriggi a giocare a calcio sullo spiazzo della
in vista di Italia-Galles. Per l’esordio ufficiale in azzurro occorre aspettare esattamente
Panoramica dove i pali delle porte erano rappresentati dai sacchetti della spazzatura e
un altro anno: il 22 gennaio 1997 Cannavaro è tra gli undici titolari azzurri che
lui, considerato il più scarso tra i giocatori, doveva andare a recuperare il pallone
scendono in campo per affrontare l’Irlanda del Nord in quello che era il primo match del
ogniqualvolta che scivolava giù a valle. A distanza di venticinque anni da quei giorni, il
nuovo c.t. della nazionale Cesare Maldini. Per Fabio quello sarà la prima delle 108
pallone che va a raccogliere è diventato d’oro e lui, Fabio Cannavaro, è il meno scarso
presenze racimolate fino ad oggi con la maglia azzurra.
tra tutti i suoi coetanei.
Nei suoi anni trascorsi al Parma il neo pallone d’oro si rende protagonista di due episodi
Il 2006 è stato il suo anno, e due giorni in particolare sono destinati a rimanere per lui
che vale la pena di sottolineare.
indelebili.
L’11 maggio del 1999 alla vigilia della finale di Coppa Uefa tra Parma e Olympique
Il 9 luglio a Berlino ha avuto l’onore da capitano dell’Italia di alzare al cielo per primo
Marsiglia disputata a Mosca, Cannavaro viene ripreso in un video amatoriale, trasmesso
la Coppa del Mondo. Una gioia immensa, un’emozione irripetibile per chi come lui, a
in tv soltanto sei anni più tardi, mentre il medico della squadra gli somministra una
33 anni, avverte che la sua carriera è ormai entrata nella fase conclusiva.
flebo di Neoton, un cardioprotettore. Quelle immagini creano subito dello scalpore tra
Il 27 novembre cambia la platea ma la sostanza è la stessa. Nella sede parigina di Canal
l’opinione pubblica e dividono gli addetti ai lavori in due tronconi: chi difende il
Plus Fabio Cannavaro riceve dalle mani della splendida Monica Bellucci il Pallone
calciatore, sottolineando come l’utilizzo delle flebo sia una cosa normalissima per
d’oro e può alzare al cielo l’oggetto che ogni calciatore desidererebbe ricevere nel corso
reintegrare gli sportivi, e chi lo accusa, evidenziando come il Neoton sia un farmaco che
della sua vita agonistica.
non possa ascriversi nella categoria degli integratori1.
Di palloni nel volgere della sua adolescenza ne aveva raccattati tantissimi. Ogni 15
giorni il suo compito era quello di posizionarsi ai bordi del terreno di gioco del “San
1
Le immagini del video amatoriale sono state trasmesse in Tv a fine aprile del 2005 nel corso della
Paolo” e recuperare la sfera ogni qual volta varcava la linea di fondo nei pressi della sua trasmissione di Rai Due “Punto e a capo”. Il reportage mostra i giocatori del Parma seminudi in una
zona di competenza. Da quella posizione ha vissuto gioie e dolori. I due scudetti vinti camera dell’hotel Marriot di Mosca che sembra essere stata trasformata in una infermeria. Mentre nella
stanza si ride e si scherza l’obiettivo della telecamera si dirige verso un lettino dove è disteso Fabio
dal Napoli, ma anche l’eliminazione subita dall’Italia per mano dell’Argentina nella Cannavaro che si sta sottoponendo ad una flebo. Lo stopper del Parma rivolto all’operatore afferma
queste testuali parole:«Ecco come siamo ridotti…mi stanno ammazzando a 25 anni…Questa cassetta me
semifinale dei mondiali di “Italia 90”, in una notte in cui i napoletani erano incerti se la vendo sai quanto ci faccio…dai dottore bucami…Sì che bello…dai ancora…Questa è la prova che
facciamo schifo…Guarda Seba (Veron, nota di chi scrive) che gambe che ha fatto, questa è la prova che
piangere per la débâcle azzurra oppure gioire per l’affermazione di Maradona. anche lui si fa». Alcuni giorni dopo la trasmissione, Cannavaro dichiara a “Striscia la notizia” in
occasione della consegna del Tapiro d’oro: «È un ricostituente che si fa ogni tanto quando arriva la
La giovinezza di Cannavaro si chiude il 7 marzo del 1993 quando allo Stadio Delle Alpi stanchezza, ma è una cosa normale quindi non vedo perché sia stata fatta una trasmissione sul doping e
di Torino nel corso di Juventus-Napoli, finita 4 a 3, Fabio fa ufficialmente il suo esordio fatto vedere un filmato di una flebo che non è doping». Per ulteriori approfondimenti si rimanda a
[Link] Caro, Indagine sul calcio, Bur, Milano 2006, pagg. 495 e seguenti.
120 121
Nel maggio del 2000, invece, un colpo di testa di Cannavaro scatena una polemica Le due stagioni di Cannavaro in bianconero sono un esempio di bellezza agonistica e di
infernale e sancisce in maniera definitiva la presenza di una sorta di “sudditanza stile di gioco da imitare. Tutte le incertezze e le defaillance tecniche che avevano
psicologica” della classe arbitrale nei confronti della Juventus. Si gioca la penultima accompagnato il periodo interista sembrano svanite sulle sponde del Po e la perfezione
giornata di campionato e la Juve, che ha due punti di vantaggio sulla Lazio, ospita tra le nel gioco difensivo, che aveva catturato lo sguardo degli osservatori nei primi anni della
mura amiche il Parma, che a Torino va a giocarsi un posto per la Champions League. Al sua carriera, torna ad essere l’elemento distintivo del calciatore napoletano nonostante la
15° minuto del secondo tempo Del Piero porta in vantaggio la Juve, ma ad un minuto non più giovane età. In più nel periodo bianconero Cannavaro diventa anche bomber ed
dalla fine Cannavaro pareggia di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. L’arbitro De i suoi goal di testa sono più volte decisivi in diverse vittorie bianconere acciuffate sul
Sanctis inconcepibilmente annulla la marcatura ravvisando un fallo di confusione in filo di lana.
area di rigore. È soltanto l’ultimo di una lunga serie di comportamenti arbitrali a favore L’immagine di Cannavaro si sposa perfettamente sia con lo stile italiano, sia con la
della “vecchia signora”, che comunque perderà quel campionato naufragando all’ultima simpatia tipica del popolo meridionale. Diventato testimonial di una nota marca di
giornata sotto il diluvio di Perugia. salumi il suo spot viene proposto in tre versioni: italiana, napoletana e, con
Nell’estate del 2002 dopo la sfortunata spedizione in estremo oriente per il mondiale l’approssimarsi del grande evento, anche tedesca.
nippo-coreano, Cannavaro, diventato nel frattempo il capitano dell’Italia in seguito alla Il mondiale per un calciatore rappresenta l’evento della vita. Poterlo disputare con la
rinuncia alla nazionale da parte di Paolo Maldini, cambia club e si trasferisce da Parma fascia di capitano ben stretta sul braccio conferisce maggiore responsabilità ma anche
a Milano, sponda nerazzurra. una superiore carica agonistica.
Nei due anni trascorsi alla “Pinetina”, il capitano azzurro vive la parte più delicata della Eppure Cannavaro ha rischiato di non doverlo fare il mondiale. I più scettici non
sua carriera. Una serie di infortuni ne mettono in discussione le eccellenti doti tecniche vedevano di buon occhio che il capitano azzurro dovesse essere un calciatore
e ne dimezzano anche la valutazione patrimoniale del diritto alle sue prestazioni proveniente dalle fila juventine, la squadra principale protagonista delle vicende di
sportive. E a proposito di svalutazione, in occasione del suo trasferimento alla Juventus “Calciopoli”. Fabio nei primi giorni del raduno si allena tra gli insulti a Coverciano,
nell’estate del 2004, il bilancio dell’Inter registra una plusvalenza incrociata con la beccandosi anche una strigliata dal Commissario Rossi per l’orgogliosa difesa del
cessione del portiere Carini che finisce nel mirino della magistratura. Tanto che soli proprio scudetto juventino.
dieci giorni prima dell’inizio del mondiale tedesco Cannavaro è costretto a comparire Tuttavia, dopo diverse vicissitudini, Cannavaro al mondiale indossa la fascia del leader
dinanzi ai pubblici ministeri titolari dell’inchiesta sulla Gea e sull’affaire plusvalenze e “la sua Coppa del Mondo servirà d’ora in avanti per tarare il concetto di perfezione
sospette come persona informata sui fatti2. calcistica, come la barra di platino-iridio conservata a Sèvres serviva da unità di misura
del metro. A memoria, nessuno ha messo in fila 7 partite con una tale ferocia agonistica,
Nella serata della consegna del pallone d’oro, il 27 novembre 2006, Cannavaro ai microfoni
dell’emittente francese Canal Plus dichiara: «L’unica cosa della quale mi pento è il filmato nel quale mi con tanta concentrazione, con una simile percentuale di interventi riusciti. Ha innalzato
sottoponevo ad una flebo: non avrei dovuto scherzare sul tema, anche perché il mio segreto è sempre stato
mangiare bene, dormire tanto, vivere sano e fare del buon sesso con mia moglie». Estratto da La Gazzetta
il tackle, l’anticipo e il recupero in scivolata a forma d’arte, come succedeva ai tempi di
dello Sport del 28/11/06, pag. 3. Beckenbauer, unico difensore vero ad averlo preceduto nella galleria dei Palloni
2
Lo scambio tra la Juventus e l’Inter riguardante il portiere Carini e lo stesso Cannavaro avvenne
contemporaneamente il 31 agosto 2004. Quel giorno la società bianconera prelevò Carini dalla squadra d’oro”3. Perché per conquistare questo trofeo occorre vincere un pregiudizio, quello
belga dello Standard di Liegi valutandone il diritto alle prestazioni sportive 6,4 milioni di euro. Nello
stesso giorno la Juve girò Carini all’Inter al prezzo di 10 milioni, incassando una plusvalenza di 3,6 cioè che ad ottenere il Pallone d’oro possano essere soltanto i fantasisti o i goleador.
milioni di euro. Sempre il 31 agosto Cannavaro fu ceduto dall’Inter alla Juve allo stesso prezzo di Carini,
mentre il valore contabile netto di carico del diritto alle sue prestazioni era di 394 mila euro, in quanto
l’Inter aveva provveduto a svalutarlo in applicazione del D.L. 282/2002. L’Inter poté quindi iscrivere in di materiale contabile dalle sedi di Inter e Juventus. Per approfondimenti si confronti D. Lepido-M.
bilancio una plusvalenza di 9,6 milioni di euro. Su questa operazione si sta concentrando l’attenzione del Liguori, Cannavaro interrogato dai Pm di Roma, in “Il Sole 24 Ore”, 04/06/06.
3
pubblico ministero torinese Bruno Tinti che ha ordinato nei mesi scorsi alla Guardia di finanza il prelievo Cfr. L. Garlando, Cannavaro mister pallone d’oro, in “La Gazzetta dello Sport”, 17/11/06.
122 123
Cannavaro ha spazzato in tribuna questo handicap iniziale ed ha insegnato che c’è Obiettivo del presente capitolo è indagare queste trasformazioni dal punto di vista
bellezza anche nell’arte di difendere. economico-finanziario.
Quindici giorni dopo l’assegnazione del Pallone d’oro, Cannavaro riceve anche un altro Per quanto riguarda i ricavi, il mondo del calcio ha subito negli anni scorsi una vera e
premio: gli allenatori delle squadre nazionali lo eleggono miglior giocatore mondiale propria rivoluzione, con la diminuzione percentuale dell’importanza dei ricavi da
del 2006. botteghino e il forte incremento, in percentuale ed in valore assoluto, dei ricavi di
Il capitano azzurro diventa così l’ottavo giocatore in grado di centrare la doppietta vendita dei diritti televisivi.
Pallone d’oro e Fifa World Player dopo Ronaldinho (2005), Ronaldo (2002 e 1997), Sul fronte dei costi, invece, si è registrato il costante incremento, in percentuale ed in
4
Rivaldo (1999), Zidane (1998), Weah (1995), Baggio (1993) e Van Basten (1992) . valore assoluto, del personale tecnico, ovvero dei costi degli stipendi dei calciatori e
Cannavaro, conquista il trofeo con 498 voti precedendo Zidane (454) e Ronaldinho degli allenatori8.
fermo a 380. Nel presente capitolo si cercherà di analizzare nello specifico l’evoluzione delle singole
La conquista dei due ambiti riconoscimenti è certamente figlia del trionfo azzurro ai voci del bilancio, sottolineando le varie tendenze in atto e soffermandosi su quelle
mondiali tedeschi5. I trofei sono stati assegnati a Cannavaro6 che di quella squadra oltre maggiormente rilevanti.
ad essere il capitano era il simbolo evidente del calcio difensivo all’italiana7. Un modo Nel paragrafo secondo, saranno presentati i dati di bilancio delle società partecipanti al
di giocare che ha condotto la squadra di Lippi molto in là nella competizione, fino a campionato di serie A. In particolare, per la stagione 2004/2005 si esporranno le
permettere al proprio condottiero di innalzare l’oggetto più ambito. E alle 22.52 del 9 principali voci di bilancio distinte per ciascun club, mentre per gli anni dal 1998 al 2004
luglio 2006 tutti gli italiani allo stadio e davanti al televisore hanno potuto a gran voce saranno presentati i dati aggregati dell’intera serie A.
comandare: “Alza la Coppa, Capitano, alza la Coppa”. I paragrafi terzo e quarto conterranno l’analisi, rispettivamente, dei conti economici e
Le vicende sopra descritte riguardanti Fabio Cannavaro ben rappresentano le degli stati patrimoniali aggregati.
trasformazioni intercorse nel calcio italiano nel corso degli ultimi 15 anni. Un settore Infine il paragrafo quinto evidenzierà in maniera sintetica le principali risultanze
coinvolto in mutamenti profondi sia negli assetti economico-finanziari delle società dell’indagine compiuta nelle parti precedenti.
calcistiche, sia nella fisionomia del “prodotto calcio” in generale.
2 L’analisi di bilancio
4
A differenza del Pallone d’oro, la cui prima assegnazione risale al 1956, il premio Fifa per il miglior Il campionato di calcio di Serie A, oltre a generare grande passione, è anche un grande
giocatore dell’anno risale decisamente a tempi più recenti: la prima edizione è datata, infatti, 1991, anno
in cui si impose il tedesco Lothar Matthaeus. business, il cui giro d’affari complessivo nella stagione 2005/2006 ha superato i due
5
Un successo quest’ultimo, frutto del gioco di squadra e della compattezza dell’intera rosa, suggellato
dalla presenza di ben sette azzurri tra le 50 nominations proposte da France Football. miliardi di euro, secondo le stime riportate in un’indagine del Sole 24 Ore del Lunedì9.
6
Cannavaro: tu si ‘na cosa grande, questo il titolo d’apertura de La Gazzetta dello Sport del 28/11/06.
Nell’occhiello si legge: “Il difensore azzurro con 173 voti vince il pallone d’oro davanti a Buffon (124) ed I ricavi delle gare costituiscono solo la punta dell’iceberg in quanto ammontano a 150
Henry (121). Il vincitore premiato dall’attrice Monica Bellucci. La dedica di Cannavaro a Napoli e ai suoi
milioni di euro. Più lucrosi sono infatti i business riguardanti:
ragazzi. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, nel capoluogo partenopeo per la giornata
dedicata ai giovani, è felicissimo: «Fabio lo meritava ed è bella la dedica ai bambini di Napoli». La • i diritti televisivi, con un giro d’affari di 600 milioni;
Melandri: «Premio di prestigio in un anno davvero magico»”.
7
Cannavaro ha dedicato il premio in primis alla sua famiglia e poi ai suoi compagni della Juve e della
nazionale, sottolineando che:«Io non sono Maradona o Zidane, non vinco le partite da solo: senza l’aiuto
8
delle mie squadre non ce l’avrei fatta». E poi un pensiero per la sua città, Napoli:«Ha molti problemi, ma Cfr. [Link], Il business del calcio: successi sportivi e rovesci finanziari,
il fatto che a uno scugnizzo cresciuto in un quartiere popolare sia toccato un onore così grande deve Egea, Milano 2004, pag. 69.
9
convincere i bambini di Napoli a credere nei loro sogni». Estratto da La Gazzetta dello Sport del Si confronti E. Scarci, Il grande business è fuori dallo stadio. Il campionato vale due miliardi: dal
28/11/06. botteghino arriva meno di un decimo, in “Il Sole 24 Ore”, 22/05/06, pag. 3.
124 125
• le sponsorizzazioni e il merchandising, pari a 460 milioni; La Tabella 1 riporta i principali dati di bilancio delle società partecipanti al campionato
• il Totocalcio, 450 milioni; di Serie A nella stagione 2004/2005.
• le scommesse, 330 milioni; La data di chiusura del bilancio è il 30 giugno 2005 per tutti i club, tranne Milan e
• le figurine, 43 milioni. Fiorentina, per i quali il bilancio analizzato è quello al 31 dicembre 2005. I dati della
Dal business calcistico traggono quindi significativi guadagni tutti i protagonisti, eccetto tabella sono espressi in milioni di euro.
gli attori principali e indispensabili, senza dei quali il calcio non esisterebbe: le società I dati relativi alla stagione 2004/2005 rispecchiano quelli degli anni precedenti, che
sportive. sono riportati nelle Tabelle 2 e 3.
I club calcistici sono percepiti come imprese molto ricche, con incassi miliardari e
Tabella 2: Conto Economico aggregato delle società di serie A dal 1999 al 2004. Dati in migliaia di euro.
capaci di pagare ai propri giocatori stipendi da favola. Tuttavia, i bilanci di queste 30/06/1999 30/06/2000 30/06/2001
Valore della produzione 713.737 100% 1.058.902 100% 1.150.676 100%
società presentano andamenti reddituali negativi e i pochi risultati positivi sono dovuti
Costo del Lavoro -511.636 -72% -659.742 -62% -868.054 -75%
ad artifici contabili piuttosto che ad ottimi risultati gestionali. [Link] diritti alle prestazioni -221.079 -31% -360.516 -34% -494.509 -43%
Amm. oneri pluriennali ex DL 282 0 0% 0 0% 0 0%
Altri costi operativi di gestione -316.191 -44% -445.171 -42% -498.277 -43%
Tabella 1: Bilanci delle società di calcio al 30 giugno 2005. Dati in milioni di euro. Primo risultato operativo -335.169 -47% -406.527 -38% -710.164 -62%
Diff. tra Plus-minusvalenze da cessione 318.796 45% 492.912 47% 592.151 51%
Proventi
Valore Ricavi da Ricavi da Costo del valore e Risultato Debiti Patrimonio Secondo risultato operativo -16.372 -2% 86.384 8% -118.013 -10%
da diritti
produzione gare sponsor personale costi netto totali netto
TV Altri proventi-oneri netti 26.539 4% -3.249 0% 11.986 1%
produz.
Risultato prima delle imposte 10.166 1% 83.135 8% -106.027 -9%
Milan 230,9 34,6 43,1 136,0 145,3 -203,9 -4,5 250,9 73,6
Imposte -21.403 -3% -48.358 -5% -27.413 -2%
Juventus 230,0 22,7 57,7 124,2 127,2 -20,1 -3,0 170,1 77,9
Risultato netto d'esercizio -11.237 -2% 34.777 3% -133.440 -12%
Inter 195,2 35,7 30,0 107,0 144,4 -107,9 -118,7 275,3 -31,6
Roma 136,5 31,5 20,5 81,5 75,3 -27,4 9,9 101,8 66,8
Lazio 75,1 14,5 14,4 44,1 45,2 -26,6 20,9 222,0 24,7 30/06/2002 30/06/2003 30/06/2004
Parma 56,1 5,6 7,6 34,2 24,7 -15,1 -10,3 48,4 25,7 Valore della produzione 1.126.118 100% 1.161.993 100% 1.152.717 100%
Palermo 43,9 11,0 6,8 24,5 26,1 -10,0 -7,9 47,6 17,0 Costo del Lavoro -1.013.815 -90% -884.169 -76% -844.656 -73%
Bologna 35,7 6,4 4,1 24,1 21,1 -41,7 -12,4 18,3 -4,1 [Link] diritti alle prestazioni -640.796 -57% -303.691 -26% -247.517 -21%
Fiorentina 32,7 10,1 7,8 11,6 24,3 -15,2 -10,2 74,5 11,0
Amm. oneri pluriennali ex DL 282 0 0% -116091 -10% -107455 -9%
Sampdoria 31,2 7,0 7,1 16,6 28,0 -20,3 -16,1 45,4 11,8
Altri costi operativi di gestione -525.799 -47% -543.045 -47% -541.988 -47%
Messina 30,7 8,6 4,6 14,1 12,9 -2,1 0,1 34,1 -0,2
Udinese 29,8 5,5 3,0 19,2 19,1 -13,3 4,7 59,3 6,2
Primo risultato operativo -1.054.292 -94% -685.003 -59% -588.899 -51%
Cagliari 29,2 5,8 2,6 19,8 18,5 -7,5 -4,6 29,1 1,8 Plus-minusvalenze da cessione 798.052 71% 147.433 13% 182.285 16%
Atalanta 27,3 5,2 3,9 14,4 14,1 -17,3 -2,6 43,8 7,2 Secondo risultato operativo -256.240 -23% -537.570 -46% -406.614 -35%
Reggina 26,4 5,1 4,0 14,8 13,8 -4,3 -1,7 32,4 4,0 Altri proventi-oneri netti 682 0% 13.071 1% -31.969 -3%
Brescia 24,6 3,6 4,2 15,0 15,1 -13,0 6,7 31,4 14,5 Risultato prima delle imposte -255.558 -23% -524.499 -45% -438.583 -38%
Chievo 24,2 4,0 3,3 14,8 15,3 -5,8 11,5 36,4 12,8
Imposte -23.552 -2% -11.094 -1% -13.463 -1%
Lecce 22,8 4,8 2,5 13,8 14,2 -9,0 -9,3 23,7 2,7
Risultato netto d'esercizio -279.110 -25% -535.593 -46% -452.046 -39%
Siena 21,3 n.d. n.d. n.d. 17,0 -11,21 -11,0 20,3 n.d.
Livorno 20,9 5,7 n.d. 14,5 12,8 -0,1 0,01 11,7 1,3 Fonte: [Link]
Totale 1324,5 227,4 227,2 744,2 814,5 -571,8 -158,5 1576,5 323,1
Fonte: “Il Sole 24 Ore”, 22/05/06. In particolare la Tabella 2 riporta il Conto Economico aggregato delle società
partecipanti alla serie A dal 1998/99 al 2003/04, mentre la Tabella 3 propone lo Stato
Patrimoniale aggregato delle stesse società per il medesimo periodo.
Sulla base dei dati riportati nelle tre tabelle, nel prosieguo del capitolo saranno
analizzate nel dettaglio le singole classi di valore del bilancio.
126 127
Tabella 3: Stato Patrimoniale aggregato delle società di serie A dal 1998/99 al 2003/2004. Dati in 3 L’analisi del Conto Economico delle società di calcio
migliaia di euro.
30/06/1999 30/06/2000 30/06/2001
Liquidità netta -19.857 61.253 -83.709 3.1 I ricavi
Altre attività a breve 501.519 684.390 884.403
Passività a breve -1.026.341 -1.571.235 -1.904.297
Capitale circolante netto -544.678 -825.593 -1.103.603 Osservando i dati sui componenti positivi di reddito contenuti nella Tabella 1, si
Diritti alle prestazioni dei giocatori 914.944 1.316.194 1.635.502 evidenziano due aspetti meritevoli di una più approfondita analisi:
Oneri pluriennali ex lege 282 0 0 0
Altre attività immobilizzate 250.503 344.413 498.798 a) la distribuzione non omogenea dei ricavi tra grandi e piccole squadre;
Attivo fisso 1.165.447 1.660.607 2.134.300
b) il peso crescente assunto dai proventi derivanti dai diritti televisivi e dalle
Capitale investito netto 620.769 835.014 1.030.697
sponsorizzazioni rispetto agli incassi delle gare.
Passività a medio-lungo termine 352.966 461.584 571.179
Capitale sociale + Riserve 279.039 338.653 592.958
Risultato netto d'esercizio -11.237 34.777 -133.440
3.1.1 Grandi club versus piccole società
Fonti di finanziamento 620.768 835.014 1.030.697
30/06/2002 30/06/2003 30/06/2004 Se da un lato le cifre ruotanti intorno al mondo del calcio sono astronomiche (il giro
Liquidità netta -91.638 -129.604 -69.214
Altre attività a breve 1.056.027 875.769 605.754 d’affari complessivo delle 20 società supera di poco i 1.300 milioni di euro), dall’altro
Passività a breve -2.400.509 -2.344.239 -1.756.421
emerge come gli introiti non siano divisi in maniera equa tra i 20 club. Infatti circa 800
Capitale circolante netto -1.436.120 -1.598.074 -1.219.881
Diritti alle prestazioni dei giocatori 2.033.477 639.985 566.883 milioni di euro – pari al 60% del totale – sono generati da sole quattro squadre: Milan,
Oneri pluriennali ex lege 282 0 1.059.764 859.610
Altre attività immobilizzate 675.406 534.516 424.036
Juventus, Inter e Roma; gli stessi club che messi insieme raccolgono anche il 55% degli
Attivo fisso 2.708.883 2.234.265 1.850.529 incassi da gare, il 67% degli introiti da sponsor e il 60% dei diritti televisivi. Il settore si
Capitale investito netto 1.272.763 636.191 630.648
presenta quindi concentrato, in quanto il 20% dei club introita il 60% dei proventi e il
Passività a medio-lungo termine 794.732 449.130 584.475 restante 80% delle società si deve accontentare soltanto del 40% dei proventi
Capitale sociale + Riserve 757.141 722.654 498.219
Risultato netto d'esercizio -279.110 -535.593 -452.046 complessivi (Tabella 4).
Fonti di finanziamento 1.272.763 636.191 630.648 Le maggiori entrate da parte dei grandi club si spiegano osservando il loro bacino di
Fonte: [Link]
utenza. Le pay-tv sono infatti propense a pagare laute cifre pur di accaparrarsi il diritto a
In particolare, il paragrafo terzo conterrà l’esame del Conto Economico, il paragrafo trasmettere i match casalinghi di questi club, puntando sulla possibilità di ottenere un
quarto l’indagine relativa alle voci dello Stato Patrimoniale. grande ritorno con la vendita delle partite sia in abbonamento annuale o mensile sia in
L’analisi della dinamica reddituale si focalizzerà sulle principali voci che compongono pay-per-view. Le piccole società, invece, avendo pochi tifosi (per lo più concentrati
la tavola del reddito, quali i diversi componenti del valore della produzione, i costi per il nella regione o soltanto addirittura nella provincia di appartenenza della squadra) non
personale e gli ammortamenti. risultano appetibili per i network satellitari, i quali offrono quindi per l’acquisto dei
L’indagine della struttura patrimoniale e finanziaria, invece, si concentrerà sull’analisi diritti delle cifre irrisorie se paragonate a quelle dei grandi club.
della composizione del capitale investito e sulla relazione esistente nelle società di Analogo discorso può essere svolto per i ricavi derivanti dagli sponsor e dalla vendita
calcio tra indebitamento e mezzi propri. dei gadget. I grandi club competono sui grandi palcoscenici internazionali e quindi le
aziende fanno a gara per poter inserire il loro marchio sull’abbigliamento ufficiale della
128 129
squadra; i piccoli invece devono accontentarsi di sponsor a livello locale che sperano di sportivo che in termini diretti consente di raccogliere ulteriori risorse finanziarie
ottenere dei ritorni nella specifica realtà geografica di riferimento. necessarie per iniziare nuovamente il ciclo appena descritto.
Tabella 4: Confronto tra grandi e piccoli club in termini di fonti di ricavo. Figura 1: Circolo virtuoso tra risultati sportivi ed economici (grandi club).
Valore produzione Ricavi da gare Ricavi da sponsor Proventi da diritti TV Risorse Stipendi dei
€/mln % €/mln % €/mln % €/mln %
finanziarie giocatori
Milan, migliori
Juventus, 792,6 59,8% 124,5 54,7% 151,3 66,6% 448,7 60,3%
Inter, Roma
Altri 16 club 531,9 40,2% 102,9 45,3% 75,9 33,4% 295,5 39,7%
Creazione
Totale 1324,5 100,0% 227,4 100,0% 227,2 100,0% 744,2 100,0%
di squadre
Fonte: nostra elaborazione su dati “Il Sole 24 Ore”. competitive
Aumento
dei ricavi
Per quanto concerne il merchandising, è chiaro come il logo dei grandi club attiri molto
di più di quello dei piccoli; quindi come le imprese specializzate in questo settore
Risultati
producano beni associati soltanto al nome delle grandi squadre10. sportivi
(vittorie)
Affiora, perciò, una spaccatura netta tra grandi e piccoli club, che si ripercuote sia a
livello gestionale che strategico, originando due realtà aziendali completamente diverse. Fonte: nostro adattamento da [Link], [Link]., pag. 179.
130 131
politica più allargata. Questi club, quand’anche il circolo virtuoso sopra descritto non di un allenatore esperto un buon collettivo che faccia emergere il talento dei giovani; se
venisse innescato, potrebbero permettersi di continuare a investire risorse finanziarie il tutto ciò viene realizzato in maniera corretta, si raggiungono gli obiettivi prefissati in
cui rendimento dovrebbe essere misurato considerando le esternalità positive in termini termini di salvezza oppure di promozione.
di immagine, di comunicazione, di pubbliche relazioni13. Il raggiungimento di tali risultati consente ai club di ottenere maggiori ricavi (da
I piccoli club, dal canto loro, sono invece nelle mani di imprenditori del calcio che sponsor, televisione e botteghino) ed anche plusvalenze derivanti dalla cessione dei
cercano di trarre un profitto dalla loro attività, come se il calcio fosse un business come giocatori più talentuosi.
gli altri. Dal punto di vista economico-finanziario l’attività di queste squadre, le Osservando attentamente le due tipologie di circolo virtuoso emerge come le grandi
cosiddette “provinciali”, è molto diversa da quella dei grandi team, così come sono squadre e le piccole provinciali essendo portatrici di obiettivi sia sportivi sia
diversi gli obiettivi e la stessa definizione di successo. economico-finanziari differenti, nella realtà è come se fossero iscritte a due campionati
Se per i grandi club i risultati sportivi sono esprimibili in termini di vittorie in diversi.
campionato o nelle coppe (nazionali ed internazionali), per le provinciali essi sono Non a caso, confrontando l’albo d’oro degli ultimi 20 campionati italiani15 (Tabella 5)
esprimibili in termini di permanenza in serie A oppure di promozione dalla serie B alla si evince come soltanto in quattro casi il vincitore non sia stato un club compreso nella
A. Nonostante ciò anche per questi club si può identificare un circolo virtuoso (si schiera dei magnifici quattro (Milan, Inter, Juventus e Roma): Napoli e Sampdoria
14
confronti la Figura 2) . trionfatori16 a cavallo tra anni 80 e anni 90 e Lazio vincitore nel 200017.
Figura 2: Circolo virtuoso tra risultati sportivi ed economici (piccoli club). Un ulteriore dato interessante per evidenziare la disparità tra grandi e piccole è lo scarto
in termini di punti esistente a fine stagione tra la squadra prima classificata in
Risorse Selezione
finanziarie di giocatori campionato e quella posizionatasi all’ultimo posto.
giovani
In particolare effettuando tale analisi nelle ultime 6 stagioni di serie A si osserva come il
dato risulti sempre superiore ai 50 punti. Il valore oscilla dai 51 punti di differenza delle
Maggiori Risultati
Ricavi sportivi
Eventuale (salvezza /
15
redditività promozione) In realtà i campionati 2004-05 e 2005-06 sono stati conquistati sul campo dalla Juventus.
Cessione dei Successivamente in seguito alle vicende di “Calciopoli” alla squadra bianconera sono stati revocati i due
giocatori titoli di campione d’Italia. La corte d’appello federale ha però seguito un diverso metro giudizio nelle due
(plusvalenze) fattispecie. Infatti se il titolo relativo alla stagione 2004-05 non è stato assegnato, quello dell’anno
successivo è stato attribuito all’Inter che sul campo si era piazzato al terzo posto dietro Juventus
(retrocessa poi all’ultimo posto) e Milan (penalizzato di 30 punti in seguito alle sentenze federali).
16
Entrambe le compagini erano in quegli anni molto quotate. Il Napoli trascinato dalla Ma-Gi-Ca
(acronimo derivante dall’unione delle sillabe iniziali del cognome dei tre fuoriclasse della squadra
Fonte: nostro adattamento da [Link], [Link]., pag. 181. partenopea, Maradona, Giordano e Carnevale) divenne campione d’Italia per la prima volta nel 1987 e
seppe ripetersi tre anni più tardi trascinato da Maradona e dal duo brasiliano Alemão-Careca.
La Sampdoria, guidata in panchina dal mitico tecnico jugoslavo Vujadin Boskov (famoso per il suo
Il circolo virtuoso per una piccola società di calcio comincia con la selezione di giovani categorico motto «Rigore c’è quando arbitro fischia») divenne campione d’Italia nel 1991, dominando il
campionato grazie alle giocate dei suoi big tra i quali Gianluca Vialli, Roberto Mancini e Toninho
giocatori di talento cresciuti nel proprio vivaio oppure acquistati nelle serie minori di Cerezo.
17
Anche lo scudetto della Lazio non sorprese più di tanto. La squadra guidata dallo svedese Sven Goran
tutto il mondo a prezzi contenuti. Il secondo passo consiste nell’assemblare agli ordini Eriksson conquistò il titolo all’ultima giornata superando di rimonta la Juventus che naufragò nel diluvio
di Perugia. In quegli anni la Lazio, del patron Cagnotti, apparteneva alla combriccola delle sette sorelle
13
Cfr. [Link], [Link]., pag.180. insieme a Milan, Juventus, Inter, Roma, Parma e Fiorentina. Poi una serie di vicende, finanziarie più che
14
Ibidem, pag. 181. sportive, hanno ristretto il gruppo delle big alle sole quattro di cui si è detto in precedenza.
132 133
stagioni 2002-03 e 2004-05 ai 70 del 2005-06, passando per i 53 punti del 2001-02, i 55 come lo scarto medio più basso si verifichi in Germania (46 punti di differenza) e quello
del 2000-01 e i 69 del 2003-0418. più alto in Inghilterra (62 punti di differenza)19.
134 135
In questa sede saranno indagate le prime tre classi di valore, mentre le restanti due Tabella 8: Composizione del valore della produzione delle società di serie A dal 1999 al 2004. Dati in
migliaia di euro.
saranno analizzate nelle parti successive.
30/06/1999 30/06/2000 30/06/2001
La Tabella 7 espone il dettaglio delle classi di proventi sub a), b) e c) relative alla Campionato 75.315 11% 66.326 6% 68.321 6%
Coppe Europee 19.776 3% 17.015 2% 20.771 2%
stagione 2004-05 dei singoli club partecipanti alla serie A. Coppa Italia + Am ichevoli 21.567 3% 17.481 2% 13.173 1%
A bbonamenti 104.941 15% 101.410 10% 84.656 7%
La Tabella 8, invece, indica la composizione del valore della produzione di tutte le Ricavi da gare 221.599 31% 202.232 19% 186.921 16%
società partecipanti alla serie A dal 1999 al 2004. Sponsorizzazioni 99.255 14% 125.664 12% 153.915 13%
Diritti televisivi 248.371 35% 595.543 56% 618.609 54%
Pubblicità e royalties 36.924 5% 45.321 4% 62.985 5%
Tabella 7: I ricavi da gare, da sponsor e da diritti TV anno 2004-2005. Dai in milioni di euro. A ltri 107.588 15% 90.141 9% 128.246 11%
Totale altri ricavi 492.138 69% 856.670 81% 963.755 84%
R ica v i d a g a re R ica vi d a sp on so r P ro v e n ti d a d iritti T V Totale valore della produzione 713.737 100% 1.058.902 100% 1.150.676 100%
136 137
retrocedere in seconda serie dopo le vicende di “Calciopoli”. Da una parte il “Ciuccio” Negli ultimi anni, quindi, gli stadi sono andati via via svuotandosi, con la conseguente
dall’altra la “Zebra”; a metà anni 80 sfida scudetto, oggi sfida per la promozione in serie diminuzione sia del numero degli spettatori paganti sia degli abbonamenti annuali.
A: come cambia il tempo e soprattutto come si modifica l’attenzione dei media. Il match Le Tabelle da 9 a 11 riportano rispettivamente in numero di spettatori, il numero di
fa registrare 65.000 spettatori sugli spalti per un incasso di 960.000 euro; nelle cronache abbonati e l’importo degli incassi (ottenuto sommando i proventi derivanti dalla vendita
giornalistiche queste due cifre vengono prima di tutte le altre. Non conta sapere il dei biglietti in occasione delle singole gare casalinghe e dalla sottoscrizione degli
risultato, non interessa sapere chi ha realizzato i gol. L’attenzione è sullo stadio esaurito, abbonamenti annuali) delle società che hanno militato in serie A nelle ultime dodici
sulle tribune che sprigionano gioia, sulle scenografie proposte dalle curve all’ingresso stagioni. Per comodità di lettura il periodo è diviso in due sessenni dal 1994-95 al 1999-
delle due squadre. 2000 (riportato nella parte bassa delle tabelle) e dal 2000-01 al 2005-06 (parte alta delle
Se oggi la normalità è costituita dagli spalti vuoti, quando gli stessi sono gremiti ai tabelle).
limiti della capienza si è di fronte ad un evento eccezionale che diventa degno di nota e Osservando la Tabella 9 inerente il numero degli spettatori paganti emerge come il
di attenzione20. numero totale annuale sia diminuito del 31% nell’arco dei dodici anni passando dai
Purtroppo lo spettacolo calcistico non viene più prodotto per il consumo in loco, ma per quasi 3 milioni del 1995 ai due milioni del 2006. In particolare gli spettatori medi del
la visione a livello globale. Se da un lato questa tendenza allarga i confini della fruibilità primo sessennio sono stati 2 milioni e 700 mila, mentre quelli del sessennio successivo
dell’evento e consente al prodotto calcio di conquistare delle platee prima impensabili, si sono attestati a 2 milioni e 180 mila.
dall’altro viene sminuito il senso originale dell’essenza sportiva. Perché il calcio deve La Figura 4 evidenzia graficamente il trend appena descritto. I picchi più alti sono
essere anche un momento di aggregazione e di socializzazione e ridurlo ad un prodotto raggiunti nel 1994-95 e nel 1997-98; a partire da questa stagione si assiste ad un
commerciale da vendere ai migliori offerenti sembra davvero costituire l’inizio di una continuo andamento decrescente interrotto soltanto nel 2004-05, quando la
lenta ed inesorabile crisi. composizione della serie A passa da 18 a 20 squadre e conseguentemente i match
In passato la vendita dei biglietti al botteghino e quella degli abbonamenti ad inizio complessivi annuali aumentano da 34 a 38 e quelli casalinghi da 17 a 19. In particolare
stagione costituivano la fonte di ricavo più importante. Oggi, invece, come emerge l’anno spartiacque è costituito dalla stagione 1999-2000, non a caso la prima
chiaramente dalle Tabelle 7 e 8 non è più così. Infatti i proventi da diritti televisivi e le contrassegnata dalla vendita individuale dei diritti televisivi criptati.
sponsorizzazioni rappresentano la fetta maggiore dei ricavi delle società, mentre i ricavi
Figura 4: Evoluzione degli spettatori paganti in serie A dal 1994-95 al 2005-06.
da gare assumono un peso minore. A seconda delle diverse società questa voce oscilla
Spettatori
nel 2004/2005 tra il 9% (Juventus) ed il 30% (Fiorentina) del valore della produzione.
3.100.000
Mentre, osservando il trend degli ultime stagioni si nota come i ricavi da gare siano 2.900.000
2.700.000
passati da un valore pari al 34% del valore della produzione nel 1998 ad un dato pari al 2.500.000
2.300.000 Spettatori
17% del 2005. 2.100.000
1.900.000
20 1.700.000
Nel dettaglio gli spettatori di Napoli-Juventus furono 65.000 di cui 22.000 abbonati e 43.000 paganti
per un incasso complessivo di 967.699 euro (789.129 al botteghino, 178.380 come quota abbonati). Il
95
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99
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-
-
-
-
numero di spettatori è di poco inferiore a quello fatto segnare nella stessa giornata di serie A da ben 6
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19
19
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19
19
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20
20
20
20
20
20
partite messe insieme. Infatti per superare i 65.000 di Napoli occorre sommare i seguenti match: Empoli-
Lazio (4.700 spettatori), Chievo-Cagliari (5.400), Livorno-Udinese (7.300), Siena-Parma (7.300), Torino-
Fonte: nostra elaborazione su dati Lega calcio.
Messina (19.900), Palermo-Sampdoria (22.200). Fonte: La Gazzetta dello Sport.
Per la cronaca Napoli-Juventus si conclude col punteggio di 1 a 1, grazie alle reti realizzate da Del Piero
su punizione per i bianconeri e da Bogliacino per i partenopei.
138 139
Tabella 9: Spettatori paganti in serie A dal 1994-95 al 2005-2006. Osservando la media gara, il calo assume proporzioni ancora più vistose, in quanto dai
Totale M edia
2000-01 2001-02 2002-03 2003-04 2004-05 2005-06 sessennale annuale
ANCONA - - - 70.378 - - 70.378 70.378
9.622 spettatori medi del 1995 si passa ai 5.368 del 2006 con una diminuzione del 44%.
ASCOLI - - - - - 96.340 96.340 96.340
ATALANTA 111.749 79.043 83.227 - 107.620 - 381.639 95.410 In questo caso sono proprio le ultime due stagioni, contrassegnate da un maggior
BARI 98.821 - - - - - 98.821 98.821
BOLOGNA
BRESCIA
102.335
95.062
125.062
89.774
126.327
114.415
115.007
91.508
123.107
54.494
-
-
591.838
445.253
118.368
89.051
numero di gare in casa rispetto al passato, a far registrare il numero minore di spettatori.
CAGLIARI - - - - 129.916 110.301 240.217 120.109
CHIEVO - 193.873 122.941 109.397 116.359 85.452 628.022 125.604 Focalizzando l’analisi sui dati riguardanti i singoli club la tendenza al ribasso viene
COMO - - 43.191 - - - 43.191 43.191
EMPOLI - - 86.881 69.394 - 38.994 195.269 65.090 confermata, anche se ci sono delle eccezioni. In particolare analizzando la variazione
FIORENTINA 123.728 135.572 - - 166.524 161.577 587.401 146.850
INTER 203.891 323.639 215.947 204.343 229.738 187.188 1.364.746 227.458
JUVENTUS 99.638 124.131 143.441 109.430 177.456 139.092 793.188 132.198
storica delle sei squadre (Inter, Juventus, Lazio, Milan, Parma e Roma) che hanno
LAZIO 191.212 187.957 286.536 172.067 181.057 175.329 1.194.158 199.026
LECCE 153.177 102.681 - 152.754 170.926 73.747 653.285 130.657 sempre militato in A dal 1994-95 al 2003-04 (quando le gare interne erano 17) emerge
LIVORNO - - - - 68.626 69.502 138.128 69.064
MESSINA
MILAN
-
199.703
-
211.935
-
184.296
-
241.559
72.549
214.959
114.402
169.054
186.951
1.221.506
93.476
203.584
che il numero di spettatori diminuisce del 19% per l’Inter, del 56% per la Juve, del 35%
MODENA - - 25.993 44.461 - - 70.454 35.227
NAPOLI 263.348 - - - - - 263.348 263.348 per la Lazio, del 23% per la Roma, dell’1% per il Parma, mentre aumenta del 69% per il
PALERMO - - - - 14.418 57.215 71.633 35.817
PARMA 81.014 73.684 68.707 68.938 76.908 65.278 434.529 72.422 Milan (sul dato influisce certamente la circostanza che la stagione 2003-04 ha
PERUGIA 114.701 97.886 96.094 83.483 - - 392.164 98.041
PIACENZA - 58.794 40.473 - - - 99.267 49.634
REGGINA 27.823 21.755 29.715 41.844 84.768 205.905 41.181 consacrato i rossoneri campioni d’Italia e quindi il numero degli spettatori è
ROMA 286.824 193.519 137.473 236.624 218.023 212.313 1.284.776 214.129
SAMPDORIA - - - 102.291 80.075 63.721 246.087 82.029 decisamente aumentato rispetto agli anni precedenti).
SIENA - - - 54.485 56.361 45.702 156.548 52.183
TORINO
TREVISO
-
-
123.803
-
70.993
-
-
-
-
-
-
57.431
194.796
57.431
97.398
57.431
Passando all’analisi degli abbonamenti si riscontra nel periodo osservato un trend non
UDINESE 91.628 64.128 54.801 52.533 58.121 28.699 349.910 58.318
VENEZIA - 46.446 - - - - 46.446 46.446 omogeneo (si confrontino la Tabella 10 e la Figura 5).
VERONA 132.806 121.034 - - - - 253.840 126.920
VICENZA 58.822 - - - - - 58.822 58.822 Il numero degli abbonati, infatti, registra fino al 2000 un andamento crescente,
Totali 2.436.282 2.352.961 1.923.491 2.008.367 2.359.081 2.036.105 13.116.287 2.186.048
M edia gara 7.962 7.689 6.286 6.563 6.208 5.358
Totale M edia successivamente si verifica una decisa diminuzione fino al 2002 e poi nuovamente un
1994-95 1995-96 1996-97 1997-98 1998-99 1999-00 sessennale annuale
aumento fino al 2004-05; infine il periodo si chiude con un drastico calo nell’ultimo
ATALANTA 120.395 133.665 105.423 359.483 119.828
BARI
BOLOGNA
294.329 216.223
145.437
228.685
83.883
182.941
103.901
158.620
102.193
1.080.798
435.414
216.160
108.854
anno osservato. Nel complesso la riduzione è pari all’8,8% dai 350.000 abbonati del
BRESCIA 69.603 167.589 237.192 118.596
CAGLIARI 162.058 98.207 148.055 135.854 72.883 617.057 123.411 1995 ai 320.000 del 2006.
CREM ONESE 112.028 95.403 207.431 103.716
EMPOLI 141.110 107.453 248.563 124.282
FIORENTINA 171.121 140.611 74.315 104.757 135.280 58.267 684.351 114.059
FOGGIA 67.015 67.015 67.015
Figura 5: Evoluzione degli abbonati in serie A dal 1994-95 al 2005-06.
GENOA 93.758 93.758 93.758
INTER 251.318 293.273 268.096 343.330 170.955 239.443 1.566.415 261.069 Abbonamenti
JUVENTUS 250.654 141.577 188.595 119.167 61.801 133.337 895.131 149.189
LAZIO 264.630 226.333 209.590 244.274 354.441 261.074 1.560.342 260.057
LECCE 177.255 177.561 354.816 177.408 420.000
MILAN 143.233 248.436 179.168 173.391 312.525 195.550 1.252.303 208.717 400.000
NAPOLI 284.275 364.570 266.674 217.609 1.133.128 283.282
380.000
PADOVA 109.219 86.103 195.322 97.661
PARM A 69.623 59.608 58.888 64.112 72.553 71.774 396.558 66.093 360.000 Abbonamenti
PERUGIA 124.197 116.792 92.680 333.669 111.223 340.000
PIACENZA 82.081 89.779 83.968 82.840 54.106 392.774 78.555
REGGIANA 52.630 78.813 131.443 65.722
320.000
REGGINA 69.356 69.356 69.356 300.000
ROMA 308.775 227.773 246.454 339.422 348.684 281.454 1.752.562 292.094
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01
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06
SALERNITANA 78.452 78.452 78.452
-
-
-
SAMPDORIA 100.012 97.583 121.330 90.724 91.493 501.142 100.228
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19
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19
19
TORINO 139.999 111.539 146.773 398.311 132.770
UDINESE 129.268 143.446 144.807 129.356 81.734 628.611 125.722
VENEZIA 65.667 36.311 101.978 50.989
VERONA 160.552 126.734 287.286 143.643 Fonte: nostra elaborazione su dati Lega calcio.
VICENZA 79.832 61.357 70.320 61.797 273.306 68.327
Totali 2.944.280 2.818.815 2.698.411 2.899.826 2.612.785 2.359.850 16.333.967 2.722.328
M edia gara 9.622 9.212 8.818 9.477 8.539 7.712
Fonte: [Link].
140 141
Tabella 10: Abbonamenti in serie A dal 1994-95 al 2005-06. La media annuale è di circa 380.000 abbonati nel primo sessennio, mentre si attesta a
T o ta le M e d ia
2 0 0 0 -01 2 0 0 1 -0 2 2 0 0 2 -0 3 2 0 0 3 -0 4 2 0 0 4 -0 5 2 0 0 5 -0 6 se ssen n a le a nn ua le
349.000 nel secondo. Analizzando la variazione storica del numero di abbonamenti
AN CO N A - - - 9 .1 0 7 - - 9 .1 0 7 9 .1 0 7
ASCO LI - - - - - 6 .6 6 7 6 .6 6 7 6 .6 6 7 registrati dai club sempre presenti in serie A nei dodici anni indagati emerge come tale
AT ALAN T A 1 2 .1 3 5 1 1 .7 7 8 10 .9 6 4 - 8.9 8 6 - 4 3 .8 6 3 1 0 .9 6 6
BARI 8 .0 4 7 - - - - - 8 .0 4 7 8 .0 4 7 variazione sia negativa per Juventus (-30%), Lazio (-44%), Parma (-52%) e Roma (-
B O LO GN A 1 9 .6 0 6 1 5 .7 4 0 17 .0 6 9 16 .2 7 4 1 2.5 2 4 - 8 1 .2 1 3 1 6 .2 4 3
B R E S C IA 9 .2 7 8 9 .7 8 9 9 .1 8 6 8 .3 4 5 5.9 6 2 - 4 2 .5 6 0 8 .5 1 2
C A G L IA R I - - - - 7.0 2 3 4 .9 6 9 1 1 .9 9 2 5 .9 9 6 34%), mentre risulti positiva per Inter (+62%) e Milan (+4%).
C H IE V O - 4 .7 3 2 10 .0 0 0 8 .4 7 2 6.0 5 5 4 .0 1 6 3 3 .2 7 5 6 .6 5 5
COM O - - 4 .8 3 8 - - - 4 .8 3 8 4 .8 3 8 Infine, la dinamica degli incassi segue più o meno lo stesso andamento del numero degli
E M P OLI - - 3 .7 5 5 3 .2 7 7 - 4 .4 3 6 1 1 .4 6 8 3 .8 2 3
F IO R E N T IN A
IN T E R
2 2 .3 4 3
4 3 .6 0 0
1 1 .3 2 9
4 3 .4 8 2
-
49 .2 4 6
-
45 .9 5 3
2 1.6 1 8
4 4.9 2 2
2 2 .6 8 9
4 1 .7 3 7
7 7 .9 7 9
2 6 8 .9 4 0
1 9 .4 9 5
4 4 .8 2 3
abbonamenti (si confrontino la Tabella 11 e la Figura 6).
JU V E N T U S 3 5 .4 4 6 3 5 .7 0 3 33 .4 3 8 28 .6 7 2 1 7.2 1 2 2 3 .0 7 3 1 7 3 .5 4 4 2 8 .9 2 4
L A Z IO 3 6 .3 3 6 3 0 .4 0 9 26 .8 2 9 41 .2 7 9 2 8.6 8 8 1 8 .6 0 7 1 8 2 .1 4 8 3 0 .3 5 8 I valori sono crescenti fino al 1999, stabili per i successivi due anni, decrescenti dal
LE C CE 8 .7 9 9 9 .5 6 4 - 7 .2 8 9 7.1 7 3 8 .6 0 3 4 1 .4 2 8 8 .2 8 6
L IV O R N O - - - - 1 1.6 4 4 8 .9 7 1 2 0 .6 1 5 1 0 .3 0 8 2002 al 2004; nel 2005 invece si verifica un notevole incremento (coincidente con
M E S S IN A - - - - 2 4.4 8 4 1 6 .7 4 4 4 1 .2 2 8 2 0 .6 1 4
M IL A N 4 0 .7 0 4 4 6 .3 0 4 50 .7 6 1 49 .2 6 1 5 2.6 8 8 5 0 .3 9 7 2 9 0 .1 1 5 4 8 .3 5 3
M ODENA - - 12 .7 5 8 12 .8 3 7 - - 2 5 .5 9 5 1 2 .7 9 8
l’aumento delle gare interne in una stagione), mentre nel 2006 si manifesta un calo
N APO LI 2 3 .4 1 9 - - - - - 2 3 .4 1 9 2 3 .4 1 9
PAL ER M O - - - - 3 2.8 4 7 2 4 .8 7 0 5 7 .7 1 7 2 8 .8 5 9 vertiginoso. Non si verifica una grande differenza tra il primo (media annuale pari a 149
PARM A 1 3 .3 4 4 1 2 .1 5 6 11 .5 4 4 10 .4 7 2 8.7 5 5 9 .3 0 7 6 5 .5 7 8 1 0 .9 3 0
P E R U G IA 4 .0 2 4 4 .7 1 0 4 .7 3 1 5 .8 2 9 - - 1 9 .2 9 4 4 .8 2 4 milioni di euro) e il secondo sessennio (media pari a 148 milioni) ed anche la variazione
P IA C E N Z A - 5 .7 6 9 5 .5 9 1 - - - 1 1 .3 6 0 5 .6 8 0
R E G G IN A 2 2 .0 0 6 22 .7 3 5 18 .5 1 8 1 4.0 9 7 8 .9 1 1 8 6 .2 6 7 1 7 .2 5 3
ROM A 4 4 .7 2 3 4 6 .2 8 1 46 .5 4 6 35 .6 2 1 3 3.2 6 6 2 5 .1 1 8 2 3 1 .5 5 5 3 8 .5 9 3 tra il dato del primo anno e quello dell’ultimo risulta modesta (-1,5%). Ridotto è pure il
S A M P D O R IA - - - 20 .2 0 6 1 9.0 2 3 1 9 .1 6 5 5 8 .3 9 4 1 9 .4 6 5
S IE N A - - - 7 .9 0 3 5.8 9 5 5 .4 9 5 1 9 .2 9 3 6 .4 3 1 campo di variazione dei dati medi: il valore più piccolo è pari a 136 mila euro, quello
T O R IN O - 1 1 .6 1 2 11 .4 1 8 - - - 2 3 .0 3 0 1 1 .5 1 5
T R E V IS O
U D IN E SE
-
1 5 .3 4 1
-
1 2 .0 4 1
-
13 .6 3 8
-
14 .5 3 0
-
1 2.7 1 4
2 .2 4 8
1 4 .6 9 1
2 .2 4 8
8 2 .9 5 5
2 .2 4 8
1 3 .8 2 6
più grande ammonta a 164.000 euro.
V E N E Z IA - 5 .6 3 5 - - - - 5 .6 3 5 5 .6 3 5
V ERO NA 1 0 .0 1 8 1 1 .5 6 8 - - - - 2 1 .5 8 6 1 0 .7 9 3
V IC E N Z A 1 1 .7 4 6 - - - - - 1 1 .7 4 6 1 1 .7 4 6 Figura 6: Evoluzione degli incassi da gare in serie A dal 1994-95 al 2005-06.
T O TA LI 3 8 0 .9 1 5 3 2 8 .6 0 2 3 4 5 .0 4 7 3 4 3 .8 4 5 3 7 5 .5 7 6 32 0 .7 1 4 2 .0 9 4 .6 99 3 4 9 .1 1 7
T o ta le M e d ia
1 9 9 4 -9 5 1 9 9 5 -9 6 1 9 9 6 -9 7 1 9 9 7 -9 8 1 9 9 8 -9 9 19 9 9 -0 0 se ssen n a le a nn ua le
Incassi
AT A LAN T A 1 2 .2 1 3 1 1 .1 6 8 1 2 .5 0 8 3 5 .8 8 9 1 1 .9 6 3
BARI 1 0 .1 4 6 1 3 .6 0 3 1 2 .9 6 3 1 0 .5 1 7 1 1 .1 7 0 5 8 .3 9 9 1 1 .6 8 0 170.000
B O LOG N A 1 9 .4 3 7 2 7 .3 3 6 2 3 .0 7 0 2 2 .8 4 2 9 2 .6 8 5 2 3 .1 7 1 165.000
B R E S C IA 6 .7 0 0 3 .9 2 1 1 0 .6 2 1 5 .3 1 1 160.000
C A G L IA R I 7 .9 0 9 1 2 .4 7 1 9 .4 6 3 1 3 .5 0 2 1 2 .6 6 6 5 6 .0 1 1 1 1 .2 0 2 155.000
C RE M O N ESE 2 .6 0 0 3 .0 0 4 5 .6 0 4 2 .8 0 2 150.000 Incassi
E M PO LI 4 .2 2 3 5 .6 1 4 9 .8 3 7 4 .9 1 9
F IO R E N T IN A 2 4 .3 3 6 2 9 .7 1 2 3 2 .6 2 0 2 8 .0 1 2 2 7 .4 6 7 3 2 .5 0 5 1 7 4 .6 5 2 2 9 .1 0 9
145.000
F O G G IA 1 0 .0 6 2 1 0 .0 6 2 1 0 .0 6 2 140.000
G EN O A 1 6 .2 0 2 1 6 .2 0 2 1 6 .2 0 2 135.000
IN T E R 2 5 .7 4 0 2 9 .6 2 2 3 5 .0 3 6 4 7 .6 3 0 5 8 .4 1 0 5 2 .6 1 0 2 4 9 .0 4 8 4 1 .5 0 8 130.000
JU V E N T U S 3 3 .1 2 2 3 3 .6 1 8 2 8 .1 7 8 4 0 .3 3 8 4 3 .5 3 3 3 4 .2 8 4 2 1 3 .0 7 3 3 5 .5 1 2
L A Z IO 3 3 .1 4 9 3 3 .0 1 3 2 6 .3 7 1 3 1 .6 8 9 3 2 .4 3 6 3 6 .7 5 2 1 9 3 .4 1 0 3 2 .2 3 5
95
96
97
98
99
00
01
02
03
04
05
06
LE C CE 6 .6 7 1 9 .4 1 4 1 6 .0 8 5 8 .0 4 3
-
94
95
96
97
98
99
00
01
02
03
04
05
M IL A N 4 8 .2 3 4 4 6 .3 6 0 4 5 .3 5 5 4 4 .2 3 3 3 9 .4 8 7 4 7 .0 6 6 2 7 0 .7 3 5 4 5 .1 2 3
19
19
19
19
19
19
20
20
20
20
20
20
N APOLI 2 0 .8 5 7 1 9 .0 0 5 2 9 .5 6 7 2 4 .8 0 0 9 4 .2 2 9 2 3 .5 5 7
PAD OV A 8 .3 6 4 9 .6 3 2 1 7 .9 9 6 8 .9 9 8
PARM A 1 9 .5 4 1 2 0 .2 2 5 1 9 .1 3 7 1 8 .6 1 4 1 7 .8 7 3 1 5 .4 9 8 1 1 0 .8 8 8 1 8 .4 8 1
P E R U G IA 1 3 .2 7 5 1 0 .2 5 3 7 .6 2 5 3 1 .1 5 3 1 0 .3 8 4
Fonte: nostra elaborazione su dati Lega calcio.
P IA C E N Z A 7 .8 1 4 6 .5 0 4 7 .5 3 8 6 .7 5 0 7 .1 7 9 3 5 .7 8 5 7 .1 5 7
R E G G IA N A 1 0 .7 8 9 8 .9 8 1 1 9 .7 7 0 9 .8 8 5
R E G G IN A 2 0 .0 4 9 2 0 .0 4 9 2 0 .0 4 9
Analizzando congiuntamente tutti e tre gli aggregati emerge come, ad una notevole
ROM A 3 8 .1 9 3 3 9 .7 4 8 3 6 .0 6 0 3 2 .8 4 7 3 1 .9 0 5 3 9 .7 4 0 2 1 8 .4 9 3 3 6 .4 1 6
S A L E R N IT A N A 2 7 .6 7 1 2 7 .6 7 1 2 7 .6 7 1 dimensione del calo degli spettatori, non sia seguito un calo nelle stesse proporzioni del
S A M P D O R IA 2 1 .6 6 7 2 0 .3 3 0 1 9 .0 5 0 1 9 .1 4 6 1 5 .0 8 7 9 5 .2 8 0 1 9 .0 5 6
T O R IN O 1 3 .9 7 0 1 3 .7 2 3 1 3 .2 3 3 4 0 .9 2 6 1 3 .6 4 2 numero di abbonamenti e degli incassi.
U D IN E SE 8 .1 3 8 8 .3 5 2 1 4 .9 7 4 1 5 .7 7 6 1 5 .5 8 4 6 2 .8 2 4 1 2 .5 6 5
V E N E Z IA 7 .1 1 2 7 .4 1 0 1 4 .5 2 2 7 .2 6 1
V ER ON A 1 1 .0 1 2 1 0 .7 3 4 2 1 .7 4 6 1 0 .8 7 3 Per quanto concerne gli abbonati, essi si identificano per lo più con i tifosi più sfegatati
V IC E N Z A 1 2 .0 0 0 1 2 .3 5 3 1 2 .8 6 8 1 2 .5 0 9 4 9 .7 3 0 1 2 .4 3 3
T O TA LI 3 5 1 .5 8 1 3 6 4 .2 3 1 3 7 1 .9 1 9 3 9 0 .3 1 1 3 9 8 .9 7 2 3 9 6 .3 6 1 2 .2 7 3 .3 7 5 3 7 8 .8 9 6 disposti a seguire la propria squadra del cuore in tutti i momenti.
Fonte: [Link].
142 143
Tabella 11: Incassi da gare (paganti + abbonati) in serie A dal 1994-95 al 1999-00; dati in milioni di Conseguentemente ogni società può sempre supporre di uno zoccolo duro di supporters
euro.
T o ta le M e d ia affezionati che rinnovano di anno in anno l’abbonamento e garantiscono la presenza
2 0 0 0 -0 1 2 0 0 1 -0 2 2 0 0 2 -0 3 2 0 0 3 -0 4 2 0 0 4 -0 5 2 0 0 5 -0 6 se sse n n a le a n n u a le
ANCONA 4 .1 5 2 4 .1 5 2 4 .1 5 2
ASC O LI 3 .4 2 7 3 .4 2 7 3 .4 2 7
fissa allo stadio.
ATALANTA 5 .1 6 3 4 .4 7 4 4 .3 4 2 4 .3 2 5 1 8 .3 0 4 4 .5 7 6
BARI 2 .8 7 4 2 .8 7 4 2 .8 7 4 La riduzione in proporzioni ristrette degli incassi da gare si spiega invece osservando
B O LO G N A 7 .9 9 9 7 .5 1 9 7 .8 7 7 7 .2 2 6 5 .6 2 4 3 6 .2 4 4 7 .2 4 9
B R E S C IA
C A G L IA R I
4 .0 0 7 4 .2 2 2 4 .6 4 3 4 .0 8 7 2 .8 0 7
4 .6 8 6 2 .5 0 5
1 9 .7 6 7
7 .1 9 1
3 .9 5 3
3 .5 9 5
come nel corso degli ultimi anni siano aumentati i prezzi dei biglietti e quindi il minor
C H IE V O 4 .3 6 9 4 .0 7 7 3 .9 2 8 3 .3 6 3 2 .7 1 3 1 8 .4 5 0 3 .6 9 0
COM O 2 .4 0 2 2 .4 0 2 2 .4 0 2 numero di spettatori è stato in parte compensato dal maggior incasso derivante dalla
EM PO LI 3 .1 6 3 2 .4 5 8 1 .8 8 7 7 .5 0 9 2 .5 0 3
F IO R E N T IN A 1 1 .3 5 1 6 .5 7 5 1 1 .6 8 4 1 1 .8 5 8 4 1 .4 6 9 1 0 .3 6 7 vendita di un numero seppur ridotto di tagliandi ma ad un prezzo più elevato.
IN T E R 1 6 .1 4 3 1 8 .5 0 7 1 7 .8 1 6 1 9 .1 1 9 1 9 .1 4 9 1 8 .5 6 1 1 0 9 .2 9 4 1 8 .2 1 6
JU V E N T U S 9 .6 0 8 9 .7 9 1 1 0 .8 5 7 1 1 .3 9 5 1 1 .2 6 1 8 .5 1 2 6 1 .4 2 4 1 0 .2 3 7
L A Z IO 1 5 .5 5 3 1 5 .3 8 7 1 5 .5 0 7 1 2 .9 3 5 1 1 .2 9 5 8 .3 6 0 7 9 .0 3 7 1 3 .1 7 3 Infine, occorre osservare come la stagione 2005-06 abbia fatto registrare i minimi storici
LEC C E 3 .8 4 8 3 .7 4 0 4 .1 4 8 4 .4 4 4 2 .7 6 1 1 8 .9 4 1 3 .7 8 8
L IV O R N O 5 .6 0 3 4 .4 8 6 1 0 .0 9 0 5 .0 4 5 sia in termini di abbonati che di incassi.
M E S S IN A 7 .1 9 2 4 .9 0 5 1 2 .0 9 7 6 .0 4 9
M IL A N
M ODENA
1 4 .0 4 9 1 5 .4 2 6 1 5 .6 7 0
4 .5 8 4
1 9 .5 1 1
5 .9 9 4
2 1 .4 8 3 1 9 .7 1 3 1 0 5 .8 5 3
1 0 .5 7 8
1 7 .6 4 2
5 .2 8 9
Estendendo l’analisi a livello europeo occorre notare come la media di spettatori nelle
N APO LI 8 .7 6 1 8 .7 6 1 8 .7 6 1
PA LER M O 1 0 .5 0 4 1 0 .1 8 1 2 0 .6 8 6 1 0 .3 4 3 gare casalinghe dei principali club europei sia stata nella stagione 2005/06 pari a 50.400
PA RM A 7 .1 1 1 6 .6 3 5 6 .7 1 9 5 .7 1 8 4 .8 8 2 3 .7 9 4 3 4 .8 6 0 5 .8 1 0
P E R U G IA 3 .9 1 4 3 .4 9 2 3 .6 0 0 2 .4 6 8 1 3 .4 7 3 3 .3 6 8 spettatori.
P IA C E N Z A 2 .9 3 9 2 .2 7 2 5 .2 1 1 2 .6 0 5
R E G G IN A 6 .6 8 3 7 .2 0 2 6 .6 7 8 4 .1 6 9 3 .8 8 6 2 8 .6 1 8 5 .7 2 4
ROM A 2 4 .4 3 6 2 6 .4 3 7 2 4 .4 1 3 2 1 .9 0 7 1 8 .5 3 6 1 4 .8 0 8 1 3 0 .5 3 5 2 1 .7 5 6
S A M P D O R IA 6 .5 4 8 6 .1 1 5 5 .4 1 4 1 8 .0 7 8 6 .0 2 6
Tabella 12: Media spettatori nelle gare interne dei principali 30 club europei. Dati in migliaia.
S IE N A 3 .3 4 1 3 .2 0 2 2 .9 3 8 9 .4 8 0 3 .1 6 0 Rank Club Country Average 2005/06
T O R IN O 5 .7 4 4 3 .8 2 9 9 .5 7 2 4 .7 8 6
T R E V IS O 2 .1 6 8 2 .1 6 8 2 .1 6 8 1 Barcelona Spain 73,2
U D IN E S E 5 .0 2 3 4 .4 1 1 4 .1 2 7 4 .1 9 4 4 .4 0 0 3 .5 4 1 2 5 .6 9 5 4 .2 8 3 2 Borussia Dortm und G ermany 72,6
V E N E Z IA 2 .4 3 2 2 .4 3 2 2 .4 3 2 3 Real Madrid Spain 71,5
V ERO N A 4 .3 4 6 4 .7 7 9 9 .1 2 6 4 .5 6 3
4 Manchester United England 68,7
V IC E N Z A 4 .7 6 6 4 .7 6 6 4 .7 6 6
T o ta li 1 5 5 .6 3 6 1 4 6 .8 7 8 1 4 3 .0 9 9 1 4 5 .8 0 6 1 6 4 .7 2 5 1 3 6 .4 1 9 8 9 2 .5 6 3 1 4 8 .7 6 1 5 Bayern Munich G ermany 67,6
M e d ia g a r a 509 480 468 476 433 359 6 Schalke 04 G ermany 61,3
T o ta le M e d ia
7 AC M ilan Italy 60,0
1 9 9 4 -9 5 1 9 9 5 -9 6 1 9 9 6 -9 7 1 9 9 7 -9 8 1 9 9 8 -9 9 1 9 9 9 -0 0 se sse n n a le a n n u a le
8 Celtic Scotland 58,2
ATALANTA 4 .8 4 8 5 .2 8 2 5 .0 1 9 1 5 .1 4 9 5 .0 5 0 9 H amburg SV G ermany 52,6
BA RI 6 .0 2 2 5 .1 4 4 5 .2 8 3 4 .4 9 5 4 .2 2 0 2 5 .1 6 4 5 .0 3 3 10 N ew castle United England 52,0
B O LO G N A 8 .7 9 4 9 .5 2 8 8 .8 1 4 8 .8 7 9 3 6 .0 1 5 9 .0 0 4
11 Internazionale Italy 51,4
B R E S C IA 2 .9 2 0 3 .7 1 9 6 .6 3 8 3 .3 1 9
C A G L IA R I 3 .8 5 5 4 .0 4 9 3 .8 1 8 4 .3 3 7 3 .7 4 6 1 9 .8 0 5 3 .9 6 1 12 Rangers Scotland 49,2
CREM O NESE 2 .5 6 5 2 .5 0 8 5 .0 7 2 2 .5 3 6 13 Olympique Marseille France 49,2
EM PO LI 3 .8 3 9 3 .0 2 4 6 .8 6 3 3 .4 3 1 14 FC Koln G ermany 48,9
F IO R E N T IN A 1 0 .9 5 5 1 2 .0 8 9 1 2 .8 2 0 1 1 .8 4 7 1 3 .6 2 2 1 2 .7 7 9 7 4 .1 1 1 1 2 .3 5 2
F O G G IA 3 .7 3 0 3 .7 3 0 3 .7 3 0 15 Borussia M unchengladbach G ermany 47,8
GENOA 4 .3 2 6 4 .3 2 6 4 .3 2 6 16 Ajax N etherlands 47,3
IN T E R 1 1 .6 0 8 1 3 .3 1 0 1 4 .1 7 0 1 9 .6 6 9 1 9 .5 5 8 1 9 .6 0 6 9 7 .9 2 2 1 6 .3 2 0 17 H ertha Berlin SC G ermany 46,7
JU V E N T U S 1 0 .4 6 7 9 .5 5 4 9 .7 4 7 8 .7 0 1 8 .5 1 6 1 0 .9 1 7 5 7 .9 0 2 9 .6 5 0
18 Liverpool England 44,3
L A Z IO 1 4 .5 3 6 1 4 .2 8 3 1 0 .9 4 2 1 3 .9 4 4 1 7 .8 9 3 1 6 .5 8 5 8 8 .1 8 4 1 4 .6 9 7
LECCE 4 .0 4 2 4 .8 2 5 8 .8 6 7 4 .4 3 3 19 Valencia Spain 43,1
M IL A N 1 5 .9 0 8 1 7 .6 6 7 1 5 .7 6 8 1 4 .6 3 0 1 6 .1 6 1 1 5 .2 4 7 9 5 .3 8 0 1 5 .8 9 7 20 SL Benfica Portugal 43,1
N APO LI 7 .8 0 3 9 .1 3 3 8 .4 1 4 6 .3 5 9 3 1 .7 1 0 7 .9 2 7 21 Manchester City England 42,9
PA DO V A 5 .0 6 5 4 .4 8 9 9 .5 5 5 4 .7 7 7
22 Chelsea England 41,9
PA RM A 8 .3 1 3 8 .4 6 5 8 .0 0 0 7 .9 7 0 7 .9 6 6 7 .4 4 4 4 8 .1 5 7 8 .0 2 6
P E R U G IA 5 .9 3 9 6 .7 1 0 5 .6 1 6 1 8 .2 6 4 6 .0 8 8 23 Eintracht Frankfurt G ermany 41,9
P IA C E N Z A 4 .2 2 5 3 .8 1 2 3 .8 4 3 3 .6 6 2 3 .2 3 0 1 8 .7 7 2 3 .7 5 4 24 Paris Saint-Germ ain France 40,5
R E G G IA N A 4 .9 7 5 4 .2 8 2 9 .2 5 7 4 .6 2 8
25 Sevilla Spain 40,2
R E G G IN A 6 .4 4 1 6 .4 4 1 6 .4 4 1
ROMA 1 4 .4 3 4 1 3 .8 0 0 1 3 .9 5 1 1 5 .5 9 2 1 6 .8 7 4 1 9 .1 3 1 9 3 .7 8 3 1 5 .6 3 1 26 Feyenoord N etherlands 39,8
S A L E R N IT A N A 9 .1 7 1 9 .1 7 1 9 .1 7 1 27 AS Roma Italy 39,7
S A M P D O R IA 5 .8 0 6 5 .5 6 5 5 .2 5 2 5 .5 9 4 4 .4 2 4 2 6 .6 4 2 5 .3 2 8 28 W erder Bremen G ermany 39,5
T O R IN O 5 .1 4 5 4 .9 2 8 5 .9 0 5 1 5 .9 7 8 5 .3 2 6
29 VfB Stuttgart G ermany 38,8
U D IN E S E 5 .5 4 6 5 .5 4 1 6 .8 4 7 6 .1 3 4 4 .9 4 4 2 9 .0 1 2 5 .8 0 2
V E N E Z IA 3 .5 0 2 3 .1 1 9 6 .6 2 1 3 .3 1 0 30 Atletico de Madrid Spain 38,7
V ERO N A 3 .8 4 2 4 .6 2 6 8 .4 6 8 4 .2 3 4
V IC E N Z A 5 .6 1 5 5 .5 3 9 5 .7 3 3 5 .4 2 5 2 2 .3 1 2 5 .5 7 8 Fonte: [Link].
T o ta li 1 3 8 .4 3 3 1 4 5 .2 1 9 1 4 5 .9 1 2 1 5 2 .1 6 0 1 6 0 .2 8 6 1 5 7 .2 6 0 8 9 9 .2 7 0 1 4 9 .8 7 8
M e d ia g a r a 452 475 477 497 524 514
Fonte: [Link].
144 145
In particolare (Tabella 12), in testa alla classifica si trova il Barcellona, che ha fatto Tabella 13: Media spettatori dei club italiani, tedeschi, francesi e spagnoli nel triennio 2004-2006.
I T A L IA 2 0 0 3 /0 4 2 0 0 4 /0 5 2 0 0 5 /0 6 G E R M A N IA 2 0 0 3 /0 4 2 0 0 4 /0 5 2 0 0 5 /0 6
registrare nelle partite al Camp Nou una media di 73.200 spettatori, seguito dal Borussia A C M i la n 6 3 .2 4 5 6 3 .5 9 5 5 9 .9 9 5 B o ru ssia D o rtm u n d 79 .60 0 77 .29 5 72 .6 25
F C In t e r n a z i o n a l e 5 8 .3 5 0 5 7 .2 9 5 5 1 .3 7 0 B a y e rn M u n ic h 55 .47 0 53 .29 5 67 .6 40
Dortmund (72.600 spettatori) e dal Real Madrid (71.500). Nelle ultime posizioni della AS Rom a 4 6 .4 6 0 4 9 .6 3 0 3 9 .7 2 5 S c h a lk e 04 61 .14 0 61 .34 0 61 .3 00
F io re n tin a 2 6 .2 2 0 3 4 .2 0 0 3 3 .0 4 5 H a m b u rg S V 48 .27 5 48 .82 5 52 .6 30
Top 30 ci sono, invece, il Werder Brema (39.500 spettatori), lo Stoccarda (38.800) e Ju v e n t u s 3 4 .3 6 5 2 6 .4 3 0 3 0 .4 7 0 F C K o ln 40 .03 5 38 .19 0 48 .9 40
U S P a lerm o 2 2 .1 9 0 3 3 .2 3 0 2 7 .9 2 5 B o ru ssia M ' g la d b a c h 32 .27 5 49 .18 5 47 .8 35
Approfondendo ulteriormente il livello dell’indagine, si può notare come siano stati il L iv o rn o A S 9 .7 5 5 1 5 .3 3 5 1 2 .4 9 0 M u n ic h 18 6 0 28 .20 0 19 .59 0 21 .9 30
A sc o li C a lc io 19 8 9 6 .2 7 0 5 .3 9 5 1 1 .1 5 5 M a in z 14 .81 0 20 .16 0 20 .1 65
campionato tedesco e quello inglese a far registrare nel triennio osservato il maggior C a g lia ri C a lc io
B o lo g n a F C 1 90 9
1 0 .7 2 5
2 3 .0 6 0
1 3 .5 8 0
1 9 .0 0 5
1 0 .4 7 5
9 .7 6 5
A le m a n ia A ac h en
V fL B o c h u m
13 .81 5
27 .19 0
19 .20 0
26 .49 5
19 .0 20
18 .1 85
A ta la n ta 1 1 .1 2 0 1 4 .6 9 0 9 .1 9 0 E i n t r a c h t B r a u n sc h w e i g 10 .80 0 13 .61 5 18 .1 65
numero di spettatori per singola gara, considerando le partite interne delle principali 30 S ie n a A C 1 1 .1 4 2 9 .4 6 0 8 .7 2 5 F C S t. P a u l i 17 .46 0 16 .14 5 17 .2 95
A S C h ie v o V e ro n a 1 4 .8 7 0 1 2 .1 0 5 8 .5 9 0 K a r l sr u h e r 12 .44 0 13 .46 5 17 .1 85
squadre di ciascun Paese (Tabelle 13 e 14). In particolare, l’Inghilterra guida la M a n t o v a C a l c io 2 .1 6 0 4 .1 4 0 8 .5 1 5 D y n a m o D resd en 7 .45 0 16 .33 0 15 .1 90
H e lla s V e ro n a F C 1 0 .0 9 0 1 1 .5 4 5 8 .4 3 5 H a n sa R o s t o c k 22 .20 5 19 .80 0 14 .8 55
classifica nei primi due anni dell’indagine, mentre la Germania raggiunge la leadership A C C esen a 6 .3 9 0 7 .5 8 5 7 .3 7 5 S C F re i b u r g 24 .55 5 22 .84 0 13 .9 05
M odena FC 1 5 .4 8 0 7 .3 3 5 6 .9 3 0 R o t -W e i s s E ss e n 9 .56 5 14 .08 0 12 .2 90
Esaminando attentamente il trend (Figura 7), si nota come soltanto in Germania e in M E D IA T O T A L E 1 9 .8 1 4 2 0 .8 5 6 1 8 .7 7 6 M E D IA T O T A L E 27 .43 9 29 .79 7 30 .7 98
SPA G N A 2 0 0 3 /0 4 2 0 0 4 /0 5 2 0 0 5 /0 6 FR A N C IA 2 0 0 3 /0 4 2 0 0 4 /0 5 2 0 0 5 /0 6
Francia il dato del numero di spettatori per partita sia in aumento nel corso del periodo B a rc e l o n a 6 7 .5 8 5 7 3 .3 5 5 7 3 .2 2 5 O l y m p i q u e M a r s e i l le 51 .65 0 52 .99 5 49 .1 65
R e al M a d rid 6 9 .2 0 0 7 1 .9 3 5 7 1 .5 4 5 P aris S a in t G e rm a in 38 .81 0 37 .17 0 40 .4 85
osservato, mentre in Inghilterra, Spagna e Italia il dato del 2005/06 risulti inferiore V a le n c ia 4 6 .2 6 5 4 2 .4 4 0 4 3 .1 0 5 O l y m p i q u e L y o n n a is 36 .00 0 37 .51 0 38 .3 00
S e v illa 3 5 .2 9 0 3 9 .5 2 5 4 0 .2 4 5 R C L en s 34 .72 5 34 .96 5 34 .1 85
rispetto a quello degli anni precedenti. A tle tic o d e M a d rid 4 4 .3 7 0 4 2 .5 8 0 3 8 .6 8 5 A S S a i n t -E t i e n n e 22 .00 0 29 .89 0 29 .6 25
R e al B e tis 3 2 .7 1 5 3 3 .2 6 5 3 8 .4 2 0 F C N a n te s A tla n tiq u e s 30 .77 5 30 .74 0 29 .4 50
Considerando, infine, l’aspetto economico occorre sottolineare come l’Italia sia il Paese A t h l e t i c B i lb a o 3 2 .5 8 0 3 2 .4 2 5 3 6 .8 9 5 S ta d e R e n n a is 17 .27 0 23 .42 5 25 .0 00
R eal Z a ra g o z a 2 9 .6 3 0 3 0 .9 4 5 2 8 .1 6 0 G iro n d in s d e B o rd e au x 23 .48 5 23 .47 5 24 .2 45
dove mediamente si spende di più per andare ad assistere ad una partita allo stadio e la R e al S o c ie d a d
R C D E sp a n ol
2 6 .1 9 0
2 3 .9 1 0
2 1 .0 9 5
2 4 .0 6 5
2 2 .5 2 5
2 2 .3 3 5
R C S tr a s b o u rg
T o u lo u se
16 .55 5
19 .93 5
17 .44 0
23 .34 0
19 .0 25
18 .9 10
C D M ala g a 2 0 .6 7 5 2 2 .0 5 5 1 9 .3 1 5 A S N ancy 6 .36 5 12 .08 0 17 .1 65
differenza con le altre nazioni è molto elevata. Questo divario si riscontra in particolar D e p o rtiv o L a C o ru n a 2 6 .0 6 0 2 1 .6 8 5 1 9 .1 0 5 F C M e tz 18 .05 0 18 .20 5 16 .0 40
C a d iz C F 1 4 .0 5 0 1 4 .3 3 5 1 8 .5 0 5 FC Sochaux 16 .50 5 15 .69 0 14 .2 55
modo in tribuna, mentre nella fascia più bassa (in curva) è invece l’Inghilterra a V illa rrea l 1 5 .9 2 0 1 8 .2 1 0 1 8 .4 8 5 T ro y es 6 .26 0 8 .7 65 13 .8 05
C e lta V ig o 1 9 .2 1 0 1 1 .3 1 5 1 6 .9 4 5 L O S C L ille 15 .10 5 13 .33 0 13 .2 20
praticare i prezzi più elevati. D’altra parte gli stadi inglesi presentano poche O sasu n a 1 5 .2 6 0 1 4 .9 6 5 1 6 .0 6 5 SM C aen 12 .65 0 19 .80 5 12 .9 20
R e al M a llo rc a 1 6 .5 1 0 1 5 .4 0 0 1 5 .8 4 5 O G C N ic e 11 .93 5 11 .52 0 11 .5 50
differenziazioni di prezzo fra i vari settori e questo principalmente per ragioni R e al R C d e S a n ta n d e r 1 3 .5 4 0 1 3 .4 5 0 1 4 .7 2 0 Sedan 9 .82 5 9 .7 15 11 .4 70
D e p o rtiv o A la v e s 1 0 .8 1 5 1 0 .9 3 0 1 3 .6 9 0 L e M an s 12 .72 0 7 .4 90 11 .3 30
riguardanti il maggior grado di “vivibilità” degli impianti. Nel nostro Paese, quindi, G e ta fe
X e re x
5 .9 4 0
6 .6 9 0
1 2 .8 1 0
1 0 .8 4 5
1 2 .7 6 5
1 1 .1 7 5
A S M o naco
A J A u x e rr e
10 .39 5
12 .90 5
11 .77 5
11 .37 5
11 .0 65
10 .6 70
R e a l S p o r t i n g G i jo n 1 4 .3 7 0 1 1 .6 7 5 1 0 .0 0 0 E n A v a n t d e G u in g a m p 14 .72 0 10 .57 0 9 .3 50
l’attuazione di politiche gestionali dovrebbe essere orientata soprattutto ad elevare la R e cre a tiv o d e H u elv a 1 2 .7 3 5 1 1 .2 5 5 9 .9 3 0 L e H a v re A C 8 .22 0 7 .9 10 8 .7 90
L e v a n te U D 1 2 .3 0 5 1 6 .9 6 0 9 .5 7 5 V a le n c ie n n e s 3 .55 0 5 .8 05 8 .6 80
qualità e la quantità dei servizi accessori e strumentali all’evento, perché i prezzi così C D C a s t e l lo n 9 .0 8 5 F C L o rie n t 5 6 7 .95 0 8 .2 50 8 .6 50
R e al V allo d o lid 1 4 .7 1 0 9 .9 7 0 8 .9 6 5 A m ien s S C 7 .88 5 7 .1 25 7 .5 65
alti non sono giustificati dalla comodità delle strutture messe a disposizione del tifoso21. E lc h e C F 8 .6 9 5 9 .5 5 0 8 .9 1 0 C h a tea u ro u x 6 .54 0 6 .6 55 6 .9 10
H e rc u les C F A lic an te 8 .4 1 5 S t a d e B r e s t o is 4 .79 5 7 .3 40 6 .1 90
C D T e n e r i fe 1 0 .7 9 5 8 .6 7 5 8 .1 3 0 M o n tp e l l i e r H e ra u l t S C 11 .97 5 6 .5 65 5 .8 90
A lb a c e te B a lo m p ie 1 5 .4 5 5 1 2 .9 0 5 7 .5 4 0 G re n o b le F o o t 3 8 5 .20 0 4 .8 55 5 .7 30
M E D IA T O T A L E 2 3 .6 2 4 2 3 .5 2 2 2 2 .4 1 0 M E D IA T O T A L E 16 .49 2 17 .19 3 17 .3 21
21
A livello di promozione si potrebbero studiare particolari forme di abbonamento pluriennali anche Fonte: [Link].
familiari, mentre durante l’anno si potrebbero fare abbonamenti particolari per cicli di partite, magari nel
periodo centrale della stagione. Si confronti A. Bortolotti, Gli sponsor nell’industria calcio, in “Il Sole 24
Ore”, 29/04/02.
146 147
Tabella 14: Media spettatori dei club inglesi nel biennio 2005-2006. B) Le sponsorizzazioni
INGHILTERRA 2004/05 2005/06 Il termine sponsorizzazione deriva dal vocabolo sponsor, che sia nell’accezione latina
Manchester Utd. 67.750 68.674
Newcastle Utd. 51.845 52.032
sia in quella inglese ha il significato di padrino, garante22.
Liverpool 42.585 44.344
Sponsorizzare è quindi l’attività di chi favorisce impegni, manifestazioni culturali,
Manchester City 45.190 42.856
Chelsea 41.870 41.901 imprese sportive. Si tratta, quindi, di una forma moderna di mecenatismo, anche se lo
Arsenal 37.980 38.184
Everton 36.835 36.860 sponsor attuale si identifica con chi, per ricavarne pubblicità, finanzia singoli atleti o
Tottenham Hotspur 35.925 36.073
squadre, cantanti o artisti, oppure l’organizzazione di spettacoli pubblici e mostre d’arte,
Aston Villa 37.355 34.112
Sunderland 28.820 33.904 la diffusione di trasmissioni televisive e radiofoniche. La motivazione prevalente,
West Ham Utd. 27.405 33.733
Middlesbrough 32.010 28.463 quindi, non va più ricercata nello spirito di liberalità, ma nel “ritorno pubblicitario”23.
Birmingham City 28.760 27.392
In altri termini, la sponsorizzazione ha perduto il carattere della liberalità che la
Charlton Athletic 26.405 26.195
West Bromwich Albion 25.985 25.403 distingueva nel passato per divenire una moderna forma di promozione aziendale
Bolton Wanderers 26.005 25.265
Norwich City 24.350 24.952 inserita nel più vasto complesso delle politiche di marketing24.
Sheffield Wednesday 23.100 24.855
Nella realtà attuale è generalmente accettata la natura sinallagmatica del contratto di
Ipswich Town 25.650 24.253
Derby County 25.220 24.165 sponsorizzazione, cioè quella di un contratto bilaterale e a prestazioni corrispettive,
Sheffield United 19.595 23.650
Wolverhampton Wanderers 26.620 23.625 mediante il quale una parte, detta sponsorizzato o sponsee, si obbliga verso un’altra,
Southampton 30.610 23.615
detta sponsor, ad effettuare determinate prestazioni pubblicitarie, a fronte di un
Leeds United 29.205 22.355
Leicester City 24.135 22.235 corrispettivo il quale può essere costituito da una somma di denaro o da beni o servizi
Coventry City 16.050 21.180
Blackburn Rovers 22.315 21.015 oppure da entrambi. Sotto il profilo giuridico si tratta di un contratto atipico a natura
Fulham 19.835 20.654
mista o complessa, in quanto costituito da varie figure contrattuali (appalto,
Wigan Athletic 11.565 20.609
Reading 17.170 20.205 somministrazione, licensing).
MEDIA TOTALE 30.272 30.425
Fonte: [Link]. Nello sport la sponsorizzazione assume la configurazione per cui un soggetto sportivo
(un atleta, una società, un’associazione) si obbliga, accettando un corrispettivo, nei
Figura 7: Trend del numero medio di spettatori per gara nei principali 5 campionati europei. confronti di un altro soggetto (di solito, un’impresa) a diventare veicolo di diffusione
35.000 del nome o del marchio dello sponsor stesso25.
Al giorno d’oggi gli sponsor assumono un ruolo sempre più importante per lo sviluppo
30.000
e la sopravvivenza dei vari sport. Essi sono i veri gestori dello sport ed hanno il potere
Italia
25.000
Germania di far modificare lo svolgimento e i tempi delle manifestazioni sportive. Ormai è lo
Spagna
20.000
Francia
Inghilterra
15.000
22
10.000 Cfr. [Link], La sponsorizzazione, seconda edizione, Pirola, Milano 1989, pag. 7.
23
2003/04 2004/05 2005/06 Cfr. P.L. Marzola, L’industria del calcio, La Nuova Italia Scientifica, Roma 1990, pag. 141.
24
Cfr. [Link], Le società calcistiche. Problemi economici, finanziari e di bilancio, Giappichelli, Torino
1991, pag.32.
Fonte: [Link]. 25
Cfr. [Link], [Link]., pag.76.
148 149
sponsor che decide quando giocare, come disputare un incontro, quale calendario società stessa. Nel 1978 ci fu una piccola apertura con il permesso di applicare sulle
accettare, e che fissa gli orari (in accordo con le televisioni)26. maglie il marchio dell’industria produttrice dell’abbigliamento sportivo. Si trattava
Le sponsorizzazioni possono consistere nella commercializzazione del diritto di: comunque di una sponsorizzazione poco vistosa, che non attirava i grandi capitali30.
− apporre il marchio dello sponsor sulla maglia e sugli indumenti da gioco (tute, Nell’ottobre di quello stesso 1978, però, l’Udinese, per aggirare il regolamento che
borse, pettorali, giubbotti), sulle tessere degli abbonamenti e sui biglietti; proibiva le scritte pubblicitarie sulle maglie dei calciatori, si presentò con la scritta
− abbinare il marchio societario con quello dello sponsor della squadra per fini Sanson sui calzoncini. Questo comportò una multa di dieci milioni di lire, ma anche un
promozionali o commerciali27. significativo ritorno pubblicitario per tale azienda.
A seconda dei diversi accordi con le società, gli sponsor si distinguono secondo un Due anni dopo l’iniziativa dell’Udinese, le sponsorizzazioni sono state ufficialmente
ordine di rilevanza in28: ammesse nel calcio, sia pure con limitazioni riguardanti la grandezza e il testo delle
a) sponsor ufficiale, rappresentato da quella società che acquista il diritto di apporre il scritte da apporre sulle maglie31.
proprio marchio sulla maglia da gioco, oltre che sugli altri materiali tecnici e non; Col passare del tempo, il moltiplicarsi delle trasmissioni televisive ha aperto nuovi
b) sponsor tecnico, identificabile con l’azienda che fornisce alla squadra scenari alle imprese che si servono del calcio per propagandare i propri marchi.
l’abbigliamento sportivo e altri articoli relativi all’attività sportiva e al tempo libero; Sono così arrivate nel mondo del calcio delle multinazionali32 disposte ad investire fior
c) fornitori ufficiali, le aziende produttrici di beni e servizi destinati alle società e ai di quattrini pur di veder legato il proprio nome a quello dei grandi club impegnati nelle
loro sostenitori, che normalmente acquisiscono l’esclusiva nella fornitura del competizioni internazionali33.
prodotto o del servizio richiesto. La Tabella 15 mostra le aziende sponsor tecnico (kit supplier) e sponsor ufficiale (main
A queste figure vanno poi aggiunte tutte quelle imprese che utilizzano il marchio del sponsor) dei principali club europei nella stagione 2004/2005.
club per le attività di merchandising29. 30
Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag.105.
31
In alcuni sport, come la pallacanestro o la pallavolo, il contratto di sponsorizzazione Nel 1981, viene approntato un documento contenente le regole per le sponsorizzazioni. La decisione è
considerata un’innovazione epocale. La scritta dello sponsor, inizialmente, non può superare i 100
prevede il cosiddetto abbinamento, cioè l’obbligo per la società sportiva di modificare la centimetri quadrati oltre ai 12 riservati allo sponsor che fornisce l'abbigliamento sportivo, di seguito, le
dimensioni salgono a 200 cm quadrati. Per molto tempo il fenomeno si sviluppa, esclusivamente, attorno
propria denominazione originaria con il marchio denominativo indicato dallo sponsor. la figura dello sponsor principale. Si tratta dell’azienda che intende sfruttare commercialmente
l’abbinamento del proprio marchio con quello di una società di calcio, attraverso l’apposizione del logo
Nel calcio, invece, il fenomeno della sponsorizzazione si è sviluppato più tardi rispetto aziendale sulla maglia di gioco del club. In un secondo momento, la collaborazione si può estendere con
la presenza del marchio aziendale anche su biglietti, abbonamenti, cartelloni retro-intervista e sul
agli altri sport. I primi tentativi risalgono agli anni Cinquanta, con gli sporadici esempi materiale pubblicitario prodotto dalla società. Quanto al corrispettivo, viene sempre stabilito un importo
di abbinamento tra il Vicenza e la Lanerossi, il Monza e la Simmenthal, il Ravenna e la fisso, cui si aggiungono altre forme di compenso in relazione al raggiungimento di determinati obiettivi
agonistici. Solitamente le aziende che si accostano al mondo del calcio sono quelle che producono beni di
Sarom, il Torino e la Talmone. largo consumo, ed in quanto tali, hanno la necessità di farsi conoscere da una grande massa di persone. I
primi contratti di sponsorizzazione tra aziende commerciali e squadre di calcio sono in termini economici
Proprio le disavventure del Torino, sceso in serie B nonostante la sponsorizzazione, di modesta entità. Nella stagione 81/82 si va dai 150 milioni delle società minori ai 900 della Juventus. Il
totale della seria A ammonta a circa 6 miliardi. Cfr. [Link].
convinsero la Figc a vietare ufficialmente gli abbinamenti, tollerando soltanto quello del 32
La maggior parte degli sponsor ufficiali delle società di serie A e B sono grandi imprese produttrici di
beni di largo consumo anche se negli ultimi anni sono in crescita le imprese legate al mondo della
Vicenza, in cui la Lanerossi aveva interessi da lungo tempo, come proprietaria della telefonia e dell’elettronica. Cfr. [Link], [Link]. pag.77.
33
Le grandi multinazionali gareggiano tra loro non solo per accaparrarsi i grandi club ma anche per legare
il loro nome ai principali eventi sportivi. Ad esempio, nei mesi scorsi, due aziende leader nel settore delle
26
Cfr. A. Tanzi, Le società calcistiche. Implicazioni economiche di un gioco, Giappichelli, Torino 1999, carte di credito (Visa e Mastercard) si sono apertamente scontrate per ottenere la sponsorizzazione della
pag.104. coppa del mondo di calcio 2010, tanto da finire in un’aula di tribunale. Più nel dettaglio, Mastercard ha
27
Cfr. F. Rubino, Un approccio manageriale alla gestione delle società di calcio, Franco Angeli, Milano contestato alla Fifa di aver violato precedenti termini contrattuali e di essersi accordata con Visa per
2004, pag. 38. sponsorizzare il mondiale sudafricano non rispettando gli accordi già sottoscritti in precedenza che
28
Ibidem. prevedevano l’abbinamento del nome Mastercard alla coppa del mondo 2010. Per approfondimenti si
29
Sull’argomento si rimanda al capitolo successivo. rimanda a [Link]., Mastercard contro la Fifa: «Togliete i mondiali a Visa», in “Il Sole 24 Ore”, 3/11/06.
150 151
Tabella 15: Sponsor tecnico e ufficiale dei principali club europei. Stagione 2004/05. tabella), finanziario (che legano la propria immagine a quella di 7 squadre),
Club Kit supplier Main sponsor Industry sector automobilistico (5 club sponsorizzati), produzione di birra (4 club).
Manchester United Nike Vodafone Telecoms
Borussia Dortmund Nike e-on Telecoms Infine, sono presenti – seppur sponsorizzando soltanto una squadra – anche imprese del
Real Madrid CF Adidas Siemens Mobile Telecoms
settore alimentare, una compagnia aerea, una impresa di pubblica utilità, una società che
Internazionale Nike Pirelli Automobiles
FC Schalke 04 Adidas Victoria Financial si occupa di scommesse sportive su internet e un’azienda del settore multimedia.
AS Roma Diadora Mazda Automobiles
AC Milan Adidas Opel Automobiles
Per incrementare i ricavi da sponsorizzazioni, le società calcistiche hanno fatto ricorso a
Celtic Umbro Carling Brewing sponsor diversi per manifestazioni diverse. In particolare, non sempre l’esposizione del
Barcelona Nike (None) *
Bayern Munich Adidas T Mobile Telecoms marchio in platee tra loro molto differenti si rivela fruttuoso, perciò le società hanno
Newcastle United Adidas Northern Rock Finance massimizzato le opportunità di esposizione abbinando di volta in volta i marchi agli
Olympique Marseille Adidas N9UF (Cegitel) Telecoms
Rangers Diadora Carling Brewing eventi. Molte squadre, quindi espongono nomi di sponsor a seconda della competizione
Sunderland AFC Diadora Reg Vardy Automobiles
a cui partecipano; si hanno quindi sponsor diversi per il campionato, la Coppa Italia, le
Valencia Nike Toyota Automobiles
Hamburg SV Nike ADIG Finance coppe europee o le gare amichevoli34.
Liverpool Reebok Carlsberg Brewing
SS Lazio Puma Parmacotto Food Osservando i dati della Tabella 1 si nota come in serie A nella stagione 2004-05 i ricavi
Atletico Madrid Nike Idea Retail da sponsorizzazione abbiano eguagliato quelli derivanti dal botteghino, attestandosi ad
Paris Saint-Germain Nike Thomson Multimedia
Juventus Nike TAMOIL Energy / Oil un importo complessivo di quasi 230 milioni di euro.
Feyenoord Kappa FORTIS Finance
Anche in questo caso i primi quattro club incassano più dei due terzi di tali proventi (il
Leeds United Diadora Whyte & McKay Brewing
Chelsea Umbro Emirates Airline 67% del totale) con la Juventus che fa la parte del leone (57 milioni di euro) davanti a
Kaiserslautern Kappa Deutsche V. Finance
Arsenal Nike O2 Telecoms
Milan (43 milioni), Inter (30 milioni) e Roma (20 milioni).
RC Lens Nike Orange Telecoms La parte più cospicua dei ricavi da sponsorizzazione derivano dagli sponsor ufficiali,
Real Betis Balompie Kappa [Link] Gaming
Ajax Adidas ABN AMRO Finance anche se col passare degli anni l’incidenza di tale voce sul totale dei proventi da
Aston Villa Diadora DWS Finance sponsorizzazioni sta diminuendo (Tabella 16).
Fonte: [Link].
* La squadra catalana vincitrice della Champions League nel 2005/2006 è uno dei pochi club europei che Tabella 16: Composizione proventi da sponsorizzazione Serie dal 1999 al 2004.
non appone sulle proprie maglie il nome dello sponsor. Sul petto dei giocatori quindi non compare nessun
logo e i colori sociali “azulgrana” non sono macchiati da alcuna marca commerciale. Per approfondimenti 30/06/1999 30/06/2000 30/06/2001
si rimanda a M. Coricelli, Il Barcellona vince e non cede allo sponsor, in “Il Sole 24 Ore”, 19/05/06. Sponsor Ufficiali 53.102 54% 62.343 50% 71.119 46%
Sponsor Tecnico 27.200 27% 32.767 26% 38.425 25%
Come si può notare, per quanto riguarda lo sponsor tecnico, l’impresa maggiormente Fornitori ed altri 18.953 19% 30.555 24% 44.371 29%
Totale sponsorizzazioni 99.255 100% 125.664 100% 153.915 100%
coinvolta è Nike, che lega il proprio logo a quello di 11 squadre, seguita da Adidas (7
club), Diadora (5) e Kappa (3). Chiudono l’elenco Umbro (con due squadre), Reebok e 30/06/2002 30/06/2003 30/06/2004
Sponsor Ufficiali 67.588 44% 74.479 46% 74.631 45%
Puma (con un club a testa). Sponsor Tecnico 39.328 26% 40.099 25% 44.908 27%
Osservando invece la colonna dello sponsor ufficiale, si osserva come tali aziende Fornitori ed altri 45.307 30% 47.394 29% 47.416 28%
Totale sponsorizzazioni 152.223 100% 161.972 100% 166.955 100%
appartengano a diversi settori economici. In particolare, sono presenti nell’elenco Fonte: [Link].
imprese del comparto telecomunicazioni (sponsorizzanti 7 club tra i 30 presenti nella
34
Ad esempio la Juventus nella stagione 2004/05 ha utilizzato il marchio “Sky sport” per la gare di
campionato e quello “Tamoil” per le gare di coppa. Cfr. [Link]
152 153
Il contratto stipulato il 25 marzo 2005 dalla Juventus con la Tamoil valeva 24 milioni di gli sponsor ufficiali dei contratti per ogni singola partita37 – 2 milioni dalla banca
euro all’anno per 5 anni, con l’opzione fino al 201535. Tale cifra ha costituito un record Italease. Per tutte le altre compagini, meno blasonate, i contratti annuali sono inferiori al
non solo in Italia ma anche in Europa, dove T-Com paga 18 milioni per apparire sulla milione di euro.
maglia del Bayern Monaco e Siemens e Samsung ne versano circa 15 rispettivamente a
Tabella 18: Proventi annuali derivanti dallo sponsor tecnico; dati in milioni di euro.
Real Madrid e Chelsea36. Valore
Team Sponsor
annuo
Juventus Tamoil 22,5
Tabella 17: Sponsor ufficiali Serie A 2005/06; dati in milioni di euro.
Manchester United Aig 20,0
Bayern Monaco Deutsche Telekom 17,0
Società Sponsor Valore sponsor
Chelsea Samsung Mobile 16,0
Juventus Tamoil 22
Real Madrid Siemens Mobile 14,0
Milan AC O pel 9
Borussia Dortmund [Link] 12,0
Inter Pirelli 6,9 Olympique Lione Lg/Renault Truks 12,0
Siena M onte dei Paschi 6,5 Bayern Leverkusen Rwe 9,5
Fiorentina Toyota 4 Milan Opel 9,0
Lazio Ina A ssitalia 2,6 Schalke 04 Victoria 7,5
Chievo Cattolica/Ferroli/Banca Popolare 2,5 Liverpool Carlsberg 7,2
Sampdoria Erg 2,5 Ajax Abn Ambro 7,0
AS Rom a Sponsor individuali per ogni partita 1,8 Inter Pirelli 6,9
Treviso Segafredo/Provincia di Treviso 1,8 Arsenal O2 5,8
Cagliari Terra Sarda/Sky 1,6 Fc Porto Portugal Telecom 5,8
Reggina Gicos/Stocco&Stocco 1,3 Fonte: “Il Sole 24 Ore”, 20/05/2006.
Empoli Com puter Gross/Frutta 1
Lecce Salento d’A m are 1
U dinese Kia M otors 1 La Tabella 18 mostra il valore annuale dei proventi derivanti dagli sponsor ufficiali alle
A scoli Gaudi/C arisap 0,8
M essina M iscela d’Oro/A ir M alta 0,8
principali società europee nella stagione 2005-06.
Livorno Gruppo Banca Carige 0,7
La stessa diversità di trattamento si riscontra anche nei proventi derivanti dagli sponsor
Parm a Tecnocasa 0,5
Palerm o Provincia di Palerm o 0,4 tecnici. La Juventus incassa 36 milioni all’anno (15 milioni se si escludono le forniture
Fonte: [Link].
di materiali) dalla Nike38, il Milan 12,5 milioni da Adidas, l’Inter 8,2 dalla Nike.
Per quanto riguarda gli altri club italiani (confronta Tabella 17), il Milan ha incassato 9 A distanza seguono Roma (6,25 milioni da Diadora), Lazio (2,5 milioni da Puma),
milioni dalla Opel fino al 2005-06, mentre dal 2006-07 il nuovo partner Betandwin le Fiorentina (2 milioni da Lotto) e Sampdoria (1,5 milioni da Kappa). Per le restanti
garantisce 10,5 milioni; l’Inter incassa 6 milioni dalla Pirelli, la Fiorentina riceve 4 società i contratti variano da 250 mila a un milione di euro.
milioni dalla Toyota, la Lazio 2,6 milioni da Ina Assitalia e la Roma – che stipula con
37
Tale strategia contrattuale ha comportato, però, che per diverse gare dei campionati 2005/06 e 2006/07
sulla maglia della squadra giallorosa non comparisse alcuna scritta pubblicitaria.
38
Il contratto stipulato con la casa statunitense prevede la possibilità di rescissione da parte del fornitore
35
Il rapporto della Juventus con la compagnia libica si è interrotto a seguito della retrocessione della in caso di assenza per due anni consecutivi dalla serie A. Quindi tale accordo è proseguito anche dopo le
squadra bianconera in serie B. Il contratto prevedeva, infatti, la rescissione in caso di mancata sentenze di “Calciopoli”. Anzi la stessa Nike ha confermato piena fiducia al club bianconero dichiarando
partecipazione alla serie A; così la Oilinvest BV, società libica controllante del marchio Tamoil, ha più volte che il contratto di sponsorizzazione tecnica proseguirà fino alla scadenza naturale, prevista nel
stracciato il contratto di sponsorizzazione il 21 settembre del 2006. Per approfondimenti si rimanda a La 2015. La multinazionale ha un progetto di partnership con la Juventus su più fronti: sviluppo del brand e
Libia fa pagare alla Juve la serie B, articolo pubblicato in “Il Sole 24 Ore” del 22 settembre 2006. del merchandising, retail, e-commerce e soccer-school. Nike pensa di coinvolgere oltre duemila ragazzi
A partire da luglio 2007 e fino a giugno 2010 il nuovo sponsor ufficiale della Juve sarà Fiat. L’azienda nel 2007, aprendo summer camp con il marchio Juve in Canada e Stati Uniti. Cfr. F. Antonioli, Tra Juve e
torinese corrisponderà al club un corrispettivo totale fisso di 33 milioni di euro (11 a stagione) e un Nike unione confermata, in “Il Sole 24 Ore”, 18/01/07. La Nike, inoltre, nel corso dell’ultima stagione, ha
corrispettivo variabile in funzione dei risultati sportivi raggiunti. Cfr. L. Veronese, Fiat sulle maglie Juve: siglato un contratto di sponsorizzazione con la nazionale tedesca di calcio riuscendo a sopravanzare la
33 milioni per tre anni, in “Il Sole 24 Ore”, 29/03/07, pag. 23. concorrenza dell’eterna rivale Adidas, che sponsorizzava la rappresentativa teutonica fin dal 1954. In
36
Per ulteriori approfondimenti si rimanda a E. Sgambato, Quelle maglie da 125 milioni, in “Il Sole 24 particolare, Nike pagherà alla Deutsche Mannschaft 50 milioni di euro all’anno per otto anni a partire dal
Ore”, 22/05/06, pag. 2. 2011.
154 155
Per concludere questa parte dedicata alle sponsorizzazioni, si ricorda che dal punto di C) I diritti televisivi
vista ragionieristico, il titolo che consente l’appostazione nel Conto Economico del La vera rivoluzione del calcio inizia con l’avvento della televisione, che risulta essere
ricavo è il contratto di sponsorizzazione, il quale deve risultare da atto scritto con data un partner naturale della disciplina in quanto consente di ampliare la platea oltre i
certa. Il momento temporale dell’appostazione contabile del ricavo è rappresentato dalla confini dello stadio e di coinvolgere milioni di tifosi invece di qualche decina di
riscossione di quanto pattuito o dall’emissione della fattura39. migliaia.
Ai fini della partecipazione del ricavo al risultato dell’esercizio è però necessario tener Originariamente, agli inizi del secolo, l’unico mezzo per seguire le partite di calcio per
conto della competenza temporale che è legata a quanto convenuto contrattualmente40. chi non era presente allo stadio era la stampa, che forniva resoconti e mostrava
Le Raccomandazioni contabili della Figc hanno fissato nel dettaglio i criteri per la fotografie delle partite. Negli anni Trenta e fino alla fine degli anni Cinquanta, il mezzo
rilevazione contabile del contratto, distinguendo tra: più importante divenne la radio che, se pure non poteva mostrare le immagini di gioco,
a) contratto per un anno a corrispettivo fisso; garantiva emozioni assicurando la radiocronaca in diretta dell’avvenimento sportivo42.
b) contratto per un anno a corrispettivo variabile condizionato a risultati sportivi; La televisione iniziò a riprendere le partite di calcio nella seconda metà degli anni
c) contratto per più anni a corrispettivo fisso annuale e corrispettivo fisso complessivo Cinquanta; una decina di anni più tardi entrarono in funzione satelliti di nuova
anticipato; concezione che permettevano riprese di durata illimitata e trasmissioni in diretta anche
d) contratto per più anni a corrispettivo variabile annuale legato ai risultati sportivi. intercontinentali.
Il caso sub a) è il più semplice. La contabilizzazione del corrispettivo avviene per Nel 1970 vi fu l’esordio televisivo di “Novantesimo minuto”, che ogni domenica alle
l’intero importo nel conto “Ricavi da sponsorizzazione” all’atto di emissione della 18.15 portava nelle case degli italiani i gol e le azioni più spettacolari della giornata
fattura o dell’incasso e confluisce, al termine dell’esercizio, per intero nel Conto calcistica43.
Economico. Dagli anni 80 in poi il calcio è stato considerato la panacea di tutti i mali della Tv, il
Nel caso sub b), si procede alla contabilizzazione dei corrispettivi fatturati o incassati prodotto perfetto capace di incollare milioni di telespettatori davanti al teleschermo
nell’esercizio per la parte fissa e, nel caso di mancata fatturazione entro la data di delle televisioni generaliste, di trascinare gli abbonamenti delle pay-tv satellitari e di
chiusura dell’esercizio seguirà la contabilizzazione del credito da liquidare con risollevare le sorti di nuove piattaforme distributive – il digitale terrestre, la televisione
contropartita nel conto “Ricavi da sponsorizzazioni da liquidare”, che rientra tra i via internet o la telefonia mobile di terza generazione – che stentano ad affermarsi sul
proventi del Conto Economico dell’esercizio. mercato44.
La fattispecie sub c) prevede, in aggiunta a quanto descritto nel caso a), la rilevazione a Fino agli inizi degli anni Novanta le entrate dei diritti televisivi, che erano
fine esercizio del risconto passivo contabile per la parte di provento contabilizzato ma esclusivamente in chiaro, aumentavano annualmente in maniera costante ma lenta,
non di competenza. costituendo una voce secondaria di ricavo delle società calcistiche. L’introduzione della
Infine nel caso sub d) si utilizza la medesima procedura dei casi precedenti in quanto si pay-tv, nel campionato 1993-94, e successivamente quella della pay-per-view
può verificare l’ipotesi sia di corrispettivo annuale variabile sia quella di corrispettivo (campionato 1996-97) portarono un fortissimo incremento dei ricavi da diritti televisivi,
complessivo per contratto di più anni legato a variabili41. facendoli diventare la più importante fonte di ricavi per i club calcistici.
42
Cfr. [Link], [Link]., pag.78.
39 43
Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 190. Ibidem, pag. 79.
40 44
Quindi alla data di chiusura dell’esercizio sarà necessario effettuare una verifica per accertare la Per approfondimenti si rimanda a P. Muscarà, Diritti Tv sempre più costosi. La spinta arriva dagli
competenza del ricavo sia nel caso di avvenuta contabilizzazione sia nel caso contrario. accordi individuali con i club, in “Il Sole 24 Ore”, 22/05/06, pag. 2.
41
Cfr. Raccomandazione contabile Figc n. 12.
156 157
Dal campionato 1993-94 fino al campionato 1998-99 la Lega Calcio ha negoziato i 460 milioni, pari al 69% del totale dell’intero importo dei ricavi derivanti dalla cessione
diritti televisivi sia per le trasmissioni in chiaro sia per quelle criptate. A partire dal dei diritti televisivi. Telecom Italia Media e Mediaset hanno sborsato 32 milioni di euro
1999-2000, come già illustrato nel paragrafo 1.8, con la titolarità in capo alle singole per i diritti di trasmissione sul digitale terrestre. Sempre Mediaset ha pagato 61,5
società dei diritti criptati i proventi derivanti dalla loro vendita hanno raggiunto delle milioni di euro per la trasmissione degli highlights in chiaro e 42,5 milioni, insieme a
cifre stratosferiche diventando la voce preponderante tra tutti i componenti reddituali Sky, per i diritti della Champions League. Infine la Rai ha versato 26 milioni per
positivi (Figura 8). accaparrarsi i diritti di trasmissione della Coppa Italia (si veda la Tabella 19).
Figura 8: Composizione percentuale del valore della produzione dei club di serie A dal 1998 al 2005. Tabella 19: Proventi annuali derivanti da diritti televisivi in Italia nella stagione 2005-06; dati in milioni
di euro.
100%
Altri Azienda Competizione Valore %
90%
80% Sky Serie A (satellite) 460,0 69%
70% Pubblicità e
royalties Serie A (digitale
60% Mediaset, T.I. Media 40,0 6%
terrestre)
50% Diritti televisivi
40% Mediaset, T.I. Media Serie A (chiaro) 61,5 9%
30% Sponsorizzazioni
20% Rai Coppa Italia 26,0 4%
10% Ricavi da gare
Champions
0% Mediaset, Sky 42,4 6%
League
1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005
Rai, T.I. Media Coppa Uefa 16,0 2%
Fonte: nostra elaborazione su dati Lega Calcio e “Il Sole 24 Ore”.
Rai, Sportitalia Serie B 19,0 3%
In particolare fatto 100 il valore della produzione i proventi da diritti televisivi sono pari Altri varie 4,0 1%
a 34 nel 1999, 54 nel 2001 e 56 nel 2005. Se è quindi vero che la televisione Totale 668,9 100%
Fonte: “Il Sole 24 Ore”, 12/07/06.
contribuisce al calo degli spettatori, è altrettanto vero, però, che questo fenomeno non
incide sulle casse delle società calcistiche, poiché le emittenti sono disposte a versare
A livelli di ascolti televisivi, la stagione 2006/07 ha fatto segnare una rottura rispetto al
ingenti somme di denaro per poter trasmettere le partite di calcio. passato. Infatti, è calato sensibilmente l’audience delle trasmissioni di approfondimento
È come se le società di calcio offrissero due tipi di prodotti, la partita dal vivo e la della domenica (Guida al campionato, Controcampo ultimo minuto, La Domenica
partita in tv, e avessero due tipi di clienti, gli spettatori e i telespettatori. Dal punto di
Sportiva, Controcampo diritto di replica), mentre sono aumentati gli ascolti dei network
vista societario, quindi, lo stadio e la televisione non sono in concorrenza tra di loro, in
satellitari che trasmettono i match in diretta (Sky, Mediaset Premium e La7)46.
quanto entrambi forniscono finanziamenti e rappresentano mercati da conquistare45. Considerando questo aspetto, Mediaset ha depositato nel gennaio del 2007 presso il
Almeno numericamente, comunque, i principali destinatari dello spettacolo calcistico Tribunale di Milano un atto di citazione contro la Lega chiedendo una riduzione del
sono i telespettatori.
prezzo dei diritti in chiaro del campionato di calcio di Serie A in seguito allo scandalo
In Italia nella stagione 2005-06 il giro d’affari legato all’entertainment televisivo e
di “Calciopoli”.
multimediale ha superato i 690 milioni di euro. Sky Sport, la pay-tv che fa capo al
colosso News Corporation di Rupert Murdoch ha siglato contratti per un valore totale di
46
Per approfondimenti si rimanda a L. Veronese, Tv, vince il calcio live in “Il Sole 24 Ore”, 21/01/07,
45
Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 119. pag. 11 e a F. Siliato, E il satellite supera Simona Ventura, in “Il Sole 24 Ore”, 21/01/07, pag. 11.
158 159
L’azienda di Cologno Monzese, infatti, ha ritenuto che a seguito delle vicende estive − del 25% in relazione alla classifica registrata a fine campionato;
47
nell’ultima stagione ci sia stata una perdita di interesse intorno al campionato . − del restante 25% sulla base delle apparizioni televisive.
Naturalmente come già osservato in precedenza, anche la distribuzione dei diritti Con riferimento ai dati della stagione sportiva 2001/02, la simulazione mostra che,
televisivi segue gli stessi criteri visti per le sponsorizzazioni: i grandi club “mangiano” qualora in Italia si fosse adottata la vendita collettiva dei diritti televisivi e un identico
circa i sei decimi della torta, mentre i piccoli devono accontentarsi soltanto delle meccanismo di ripartizione degli introiti totali, la Juventus – la società che ha incassato
briciole. di più dalla vendita dei diritti televisivi nella stagione presa a riferimento – avrebbe
Per le società più grandi, infatti, le entrate relative alla tecnologia satellitare arrivano a ottenuto circa 32 milioni di euro (ossia 20 milioni in meno di quanto la società ha di
rappresentare anche il 40% circa delle entrate, come nei casi di Inter e Juventus, mentre fatto percepito vigente la vendita individuale) mentre il Piacenza – la società che ha
per alcune delle società più piccole l’impatto di tale entrata sul totale si assesta intorno incassato meno – avrebbe ottenuto 16 milioni di euro (ossia quattro in più rispetto alla
al 20-25%, come nei casi di Messina, Chievo e Ascoli. Il dato appare invece più cifra effettivamente percepita).
omogeneo tra le società di Serie B.
Tabella 20: Confronto tra criteri di ripartizione in Italia e Inghilterra.
A titolo esemplificativo, si evidenzia altresì che Juventus, Inter e Milan, ossia le società
Simulazione secondo i criteri Differenza
con i maggiori bacini di utenza essendo rispettivamente la prima, la seconda e la terza Dati effettivi (A)
della Premier League (B) (B) – (A)
società per numero di tifosi48, hanno sottoscritto contratti con l’emittente satellitare Sky Società con i
Juventus 52 -20 milioni di
maggiori introiti da Juventus 32 milioni di euro
Italia – relativamente alle stagioni sportive 2006/07 e 2007/08 – rispettivamente per 90, diritti televisivi
milioni di euro euro
70 e 80 milioni di euro per ciascuna stagione. Tale cifra rappresenta il 53% del totale Società con i minori
Piacenza 12 +4 milioni di
dei costi sostenuti dalle emittenti televisive nella stagione 2005/06 per l’acquisto dei introiti da diritti Piacenza 16 milioni di euro
milioni di euro euro
televisivi
diritti di trasmissione di tutte le partite del campionato di Serie A, pari a circa 460 Fonte [Link].it50.
milioni di euro. Si sottolinea, invece, come la quasi totalità delle altre società di Serie A
Sul punto si può osservare come nella stagione 2001/02 le quattro maggiori società della
ottenga ricavi dalla vendita dei diritti televisivi satellitari inferiori ai 20 milioni di euro.
Premier League abbiano ottenuto il 28% del totale dei ricavi derivanti dalla vendita dei
Nell’ottica di comprendere quanto tale sperequazione sia attribuibile all’attuale sistema
diritti televisivi, a fronte del 47% che si è registrato in Italia nella stessa stagione
di vendita individuale dei diritti televisivi, è significativo il dato di una simulazione (si
sportiva, vigente l’attuale meccanismo di negoziazione individuale. A ciò si aggiunga
confronti Tabella 20) della ripartizione del complesso dei ricavi dalla vendita dei diritti
che mentre in Inghilterra i ricavi della società che ha maggiormente beneficiato dalla
televisivi del nostro campionato di calcio basata sui criteri di vendita collettiva adottati
vendita dei diritti televisivi (Manchester United) sono stati 2,2 volte maggiori rispetto a
dalla Premier League inglese49. Questi ultimi criteri prevedono una ripartizione:
quelli della società che ne ha beneficiato meno (Derby County), in Italia lo stesso
− del 50% del totale pariteticamente tra tutte le società;
rapporto (tra Juventus e Piacenza) è stato pari a 4,4 volte.
47
In particolare le motivazioni apportate da Mediaset sono state le seguenti: le squadre retrocesse o Tali dati indicano chiaramente come l’attuale criterio di vendita individuale dei diritti di
penalizzate valgono il 40% dei tifosi italiani; gli abbonamenti negli stadi di A sono in calo (-17%) così
come gli spettatori paganti (-10% nel girone di andata); è diminuito anche il valore dei contratti con le
trasmissione televisiva abbia determinato sperequazioni tra le società di calcio
pay tv per la A (-14.8%). Tale situazione si tradurrebbe per tv commerciale in una riduzione del valore di all’interno del medesimo campionato. Le società dotate di un bacino di utenza maggiore
mercato dei diritti televisivi in chiaro. Cfr. L. Veronese, Sui gol della A il Biscione vuole uno sconto, in
“Il Sole 24 Ore”, 25/01/07.
48
Dato tratto dal sito [Link]/[Link], basato su uno studio della società AC
50
Nielsen del 2001. A sua volta l’Autorità Antitrust trae i dati esposti nella tabella dal sito internet dell’Istituto per lo Studio
49
Tale simulazione è tratta dal Documento dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato dell’innovazione nei Media e per la Multimedialità. Il riferimento esatto per il reperimento i dati è il
“Indagine Conoscitiva sul settore del Calcio professionistico in Italia”, disponibile sul sito [Link] seguente: [Link]/newletter/[Link]?id=33&lista=false#_ftn1.
160 161
e, conseguentemente, di un maggiore potere contrattuale nei confronti delle emittenti Il Real Madrid si aggiudica per il secondo anno consecutivo il primo posto in classifica
televisive, sono infatti riuscite a ottenere entrate assai più elevate rispetto alle società con ricavi complessivi pari a 292 milioni di euro, seguito dal Barcellona, i cui ricavi
51
minori . totali si attestano a 259 milioni di euro (Tabella 21)56.
Tali considerazioni sono confermate dalle dichiarazioni di alcune società, rese
Tabella 21: Totale ricavi dei principali 20 club mondiali nel 2005-06; dati in milioni di euro.
all’Autorità Antitrust nell’ambito dell’indagine conoscitiva condotta sul settore Totale
Pos. Club Nazione % totale cumulata
calcistico. Da tali dichiarazioni emerge “una preferenza per un criterio di negoziazione Ricavi
1 Real Madrid Spagna 292,2 8,7% 8,7%
collettiva dei diritti televisivi, posto che la negoziazione individuale dei diritti televisivi 2 FC Barcelona Spagna 259,2 7,7% 16,5%
3 Juventus Italia 251,2 7,5% 24,0%
avrebbe permesso alle società con maggiori utenze come Juventus, Milan, Inter e Roma 4 Manchester United Inghilterra 242,6 7,3% 31,2%
5 Ac Milan Italia 238,7 7,1% 38,4%
di ottenere, da parte degli operatori del mercato televisivo condizioni sicuramente più
6 Chelsea Inghilterra 221,0 6,6% 45,0%
favorevoli. La contrattazione individuale, infatti, penalizza le piccole società rispetto 7 Internazionale Italia 206,6 6,2% 51,2%
8 Bayern Munich Germania 204,7 6,1% 57,3%
alle grandi, le quali possono disporre nei confronti delle reti televisive un potere 9 Arsenal Inghilterra 192,4 5,8% 63,0%
10 Liverpool Inghilterra 176,0 5,3% 68,3%
contrattuale molto elevato. Di converso, una negoziazione di tipo collettivo potrebbe
11 Olympique Lyonnais Francia 127,7 3,8% 72,1%
garantire maggiori entrate per le società medio-piccole. La vendita individuale avrebbe 12 As Roma Italia 127,0 3,8% 75,9%
13 Newcastle United Inghilterra 124,3 3,7% 79,6%
comportato un ampliamento del differenziale tra le entrate delle grandi società e le 14 Schalke 04 Germania 122,9 3,7% 83,3%
15 Tottenham Hotspur Inghilterra 107,2 3,2% 86,5%
piccole, comportando di conseguenza una riduzione dell’equilibrio competitivo a
16 Hamburg Germania 101,8 3,0% 89,5%
livello sportivo”52. 17 Manchester City Inghilterra 89,4 2,7% 92,2%
18 Rangers Scozia 88,5 2,6% 94,9%
19 West Ham United Inghilterra 86,9 2,6% 97,5%
20 Benfica Portogallo 85,1 2,5% 100,0%
3.1.3 Un confronto internazionale Totale 3.345,4 100,0%
Fonte: [Link].
La decima edizione dello studio “Football Money League 200753”, eseguito dalla
società di revisione Deloitte, mostra come i ricavi complessivi delle prime 20 squadre Al terzo e al quinto posto si classificano due squadre italiane, Juventus e Milan, mentre
di calcio 54 del mondo abbiano superato nella stagione 2005-06 la quota di 3 miliardi e al quarto si posiziona il Manchester United, club che ha guidato la graduatoria dalla
300 milioni di euro55. prima fino all’ottava edizione. Nel ranking sono presenti anche altri due club del nostro
paese: Inter (al 7° posto) e Roma (in undicesima posizione).
51 56
Cfr. [Link], Calcio, diritti collettivi e ritorno all’antico. Storia a lieto fine?, in “Mercato Così si esprime Dan Jones, curatore dello studio Deloitte: «The big story this year is Barcelona, who’ve
Concorrenza Regole”, n. 3/2006, pagg. 487-520. made it up to number two in the list, having been 13th only a few years ago. That’s really a remarkable
52
Cfr. [Link]. Per ulteriori approfondimenti sull’Indagine conoscitiva dell’Antitrust si rimanda ai achievement, and great testament to the success of their new management team. They’ve done a great job,
prossimi capitoli as have the management team at Real Madrid, in getting the Spanish clubs into the top two positions.
53
Lo studio è stato pubblicato a febbraio del 2007 e si basa sui dati dei bilanci societari chiusi al 30 Those two Spanish clubs really dominate their competition, and that’s very different to England, who
giugno 2006. La versione integrale è disponibile sul sito [Link] have eight teams in the top 20. In Spain there’s only two teams in the top 20. England have more strength
54
Sono diversi i parametri attraverso cui poter misurare la dimensione di un club calcistico: il numero di in depth. What’s the reason for Spain’s success? In the case of Barcelona and Real Madrid, it’s the big
tifosi, il numero di spettatori che affluiscono allo stadio, lo share televisivo registrato durante le partite TV deals particularly help. They’re able to sell their TV rights individually, they don’t sell collectively
trasmesse in Tv oppure i successi conquistati sul campo. Lo studio della Deloitte ha scelto di stilare la with the league. But those clubs have also done very well on other areas of their business, so Real Madrid
graduatoria dei principali club in base ai loro ricavi annuali. Si veda: Dan Jones, Introduzione al Football and Barcelona both had new presidencies in the last few years. Real Madrid have taken a Galactica
Money League 2007, consultabile sul sito [Link]. strategy, recruiting high-profile players, developing their commercial revenues. Barcelona have taken a
55
Nella prima edizione dello studio, pubblicata nel 1998 sui dati del bilancio dell’anno precedente, i more rounded approach, developing income across the business. The really interesting thing is that Real
ricavi totali delle prime 20 squadre della graduatoria ammontavano a 1,2 miliardi di euro. Nel corso and Barcelona are so far ahead of their competitors locally in Spain, so that’s really helped them move up
dell’ultimo decennio c’è stato quindi un aumento del 175%. the table». Cfr. [Link].
162 163
Il primo posto del Real Madrid nella Deloitte Football Money League è il risultato della l’incremento riportato da Bayern Monaco (+16%), Liverpool (+14%) e Manchester
profonda trasformazione vissuta da questo club, che nelle ultime stagioni ha visto United (+6%).
raddoppiare i ricavi, soprattutto grazie alla forte spinta proveniente dal merchandising.
Tabella 23: Evoluzione dei ricavi dei principali club europei; dati in milioni di euro.
Per la maggior parte dei club, invece, la crescita è stata determinata soprattutto dagli Club 2002 2003 2004 2005 2006 Variazione
Real Madrid 152 193 236 276 292 92,2%
aumenti messi a segno sul fronte dei diritti televisivi e degli incassi delle partite. FC Barcelona 139 123 169 208 259 86,5%
La Top 20, curata da Deloitte, è tutta europea, con otto club inglesi, quattro italiani, tre Juventus 177 218 215 229 251 41,9%
Manchester United 229 251 259 246 243 5,9%
tedeschi, due spagnoli, uno francese, uno scozzese e uno portoghese (Tabella 22). Ac Milan 159 200 222 234 239 50,1%
Chelsea 143 134 217 221 221 54,5%
Internazionale 114 162 167 177 207 81,2%
Tabella 22: Principali club europei in base al totale dei ricavi suddivisi per nazione; dati in milioni di Bayern Munich 176 163 166 190 205 16,3%
euro. Arsenal 141 150 174 171 192 36,5%
Totale Liverpool 154 149 140 181 176 14,3%
Nazione n° club % totale
Ricavi Olympique Lyonnais 72 84 72 93 128 77,4%
Inghilterra 8 1.239,8 37,0% As Roma 136 132 109 132 127 -6,6%
Italia 4 827,4 24,7% Newcastle United 109 139 137 129 124 14,0%
Spagna 2 551,4 16,4% Schalke 04 61* 119 91 97 123 101,6%
Germania 3 432,4 12,9% Tottenham Hotspur 100 96 100 105 107 7,2%
Francia 1 127,7 3,8% Hamburg 63 66 70 75 102 61,6%
Scozia 1 88,5 2,6% Manchester City 43 71 94 90 89 107,9%
Portogallo 1 85,1 2,5% Rangers 69 70 86 82 89 28,3%
Fonte: nostra elaborazione su dati Deloitte. West Ham 75 74 53 47 87 15,9%
Benfica 42 40 55 63 85 102,6%
Totale 2.244 2.356 2.717 2.903 3.129 39,4%
Rispetto alla precedente edizione dello studio ci sono state quattro new-entries tra i top *: il dato si riferisce ad un periodo semestrale e non annuale.
Fonte: [Link].
20: Amburgo, Rangers, West Ham e Benfica hanno rimpiazzato Lazio, Celtic, Valencia
ed Everton. Il successo in campo è un passaggio chiave per entrare a fare parte della
Nelle posizioni di rincalzo, si registrano le eccellenti performance di Manchester City
classifica di Deloitte, 14 dei 20 club che fanno parte della Top 20 hanno infatti
(+108%) e Benfica (+103%), e quelle più modeste di West Ham (+15%) e Tottenham
partecipato alla Champions League.
(+7%).
Il fatto che il calcio, soprattutto ai livelli più alti, continui a suscitare grande interesse
Osservando la composizione dei ricavi (Tabella 24) emerge un notevole disparità tra i
sia tra i tifosi sia tra i partner commerciali si è riflesso positivamente sui conti dei club,
diversi club. In particolare, per la maggior parte delle squadre indagate (11 su 20) la
che hanno vissuto un quinquennio all’insegna della crescita dei ricavi. Tutti i club
principale fonte dei ricavi è costituita dalla vendita dei diritti televisivi.
inseriti nella graduatoria hanno, infatti, aumentato i propri proventi nel corso del
All’interno di questa categoria emerge la particolarità del caso italiano. Infatti soltanto
periodo 2002-2006 ad eccezione della Roma, che fa registrare un decremento pari al 7%
per i quattro club di casa nostra i proventi da diritti televisivi superano il 60%
(Tabella 23). Nelle prime posizioni della graduatoria, il Real Madrid è stata l’unica
dell’ammontare complessivo dei ricavi, mentre negli altri sette casi tale valore, pur
squadra capace di raddoppiare le proprie entrate, che nel corso del periodo osservato
essendo preponderante oscilla tra il 36% (Barcellona) e il 56% (Lione).
sono passate da 138 a 292 milioni di euro. Ingente è stata anche la crescita di
Barcellona57 (+87%), Inter (+81%) e Lione (+77%); di modeste dimensioni, invece,
57
La società spagnola presieduta da Joan Laporta recupera i mancati incassi dovuti all’assenza di uno infatti siglato un contratto di sponsorizzazione con la Nike per un importo di trenta milioni di euro l’anno
sponsor ufficiale siglando lauti accordi con gli sponsor tecnici. Nell’ottobre del 2006 il Barcellona ha dal 2008/09 al 2012/13, prolungabile fino al 2018.
164 165
Tabella 24: Composizione di ricavi dei principali club europei anno 2005-06; dati in milioni di euro. Tabella 25: Composizione dei ricavi dei club militanti nei massimi campionati europei anno 2004-05; dati
broad- in milioni di euro.
C lub matchday commercial Totale
casting Totale
75,2 91,4 125,6 292,2 Nazione gare diritti tv commerciali
R eal M adrid Ricavi
26% 31% 43% 100% 1.974,0 612,0 506,0 856,0
76,6 94,2 88,4 259,2 Inghilterra
FC B arcelona 100% 31% 26% 43%
30% 36% 34% 100%
1.336,0 371,0 739,0 226,0
16,5 172,0 62,7 251,2 Italia
Juventus 100% 28% 55% 17%
7% 68% 25% 100%
103,1 65,9 73,6 242,6 1.236,0 232,0 321,0 683,0
M anchester U nited Germania
42% 27% 30% 100% 100% 19% 26% 55%
30,8 154,3 53,6 238,7 1.029,0 294,0 326,0 409,0
A c M ilan Spagna
13% 65% 22% 100% 100% 29% 32% 40%
83,4 76,1 61,5 221,0 696,0 131,0 221,0 344,0
Chelsea Francia
38% 34% 28% 100% 100% 19% 32% 49%
29,2 130,4 47,0 206,6 Fonte: La Gazzetta dello Sport, 13/10/06.
Internazionale
14% 63% 23% 100%
52,1 42,8 109,8 204,7
B ayern M unich
25% 21% 54% 100% Si evince, quindi, in maniera inequivocabile, come nella realtà italiana le società
63,8 79,4 49,2 192,4
A rsenal
33% 41% 26% 100% calcistiche non abbiano ancora diversificato le fonti d’introito, che allo stato attuale
47,2 72,0 56,8 176,0
Liverpool
27% 41% 32% 100% dipendono esclusivamente dai contratti conclusi con le emittenti televisive.
24,1 71,5 32,1 127,7
O lympique Lyonnais Tornando alla Tabella 24, per cinque club (Manchester Utd, Chelsea, Newcastle,
19% 56% 25% 100%
21,0 76,2 29,8 127,0
As R oma
17% 60% 23% 100% Rangers e Benfica) la principale fonte di ricavi è costituita dai proventi da gare, mentre
45,6 38,4 40,3 124,3
N ewcastle U nited
37% 31% 32% 100%
per i restanti quattro (Real Madrid, Bayern Monaco, Schalke 04 e Amburgo) è
29,2 38,8 54,9 122,9 rappresentata dai proventi commerciali.
Schalke 04
24% 32% 45% 100%
25,4 41,5 40,3 107,2 Sono quindi gli introiti derivanti dalle sponsorizzazioni, dal merchandising e dal
T ottenham H otspur
24% 39% 38% 100%
H amburg
36,8 17,8 47,2 101,8 licensing che hanno permesso al Real Madrid di balzare al primo posto della classifica
36% 17% 46% 100%
22,7 35,0 31,7 89,4 dei club più ricchi.
M anchester C ity
25% 39% 35% 100%
40,9 15,0 32,6 88,5 La squadra madrilena ha concluso importanti accordi commerciali con Siemens, Audi,
Rangers
46% 17% 37% 100%
23,8 40,9 22,2 86,9 Pepsi e soprattutto con BenQ (contratto da 15 milioni di euro all’anno per inserire tale
W est H am U nited
27% 47% 26% 100%
nome sulle maglie del Real per quattro stagioni a partire dal 2006/07).
38,6 17,2 29,3 85,1
B enfica
45% 20% 34% 100% Sull’incremento nelle vendite dei gadget hanno invece influito molto le tournèe
Fonte: [Link].
effettuata dal club nel sud est-asiatico, in particolare in Cina, Giappone e Tailandia che
Più nel dettaglio, i diritti televisivi pesano per il 68% sui ricavi complessivi della oltre a garantire dei proventi in termini diretti hanno assicurato anche l’apertura di nuovi
Juventus, per il 65% su quelli del Milan, per il 63% su quelli dell’Inter e per il 60% su mercati per tutti i prodotti con il marchio “Real”.
quelli della Roma. Nel giugno del 2006 si è registrato anche il cambio del management della squadra
La particolarità italiana assume dimensioni ancora più rilevanti se si confrontano i dati madrilena: Ramon Calderon ha preso il posto di Fiorentino Perez nel ruolo di
relativi a tutte le società militanti nella massima serie dei cinque principali campionati presidente. La nuova dirigenza, però, ha continuato sulla strada percorsa dalla
europei (Tabella 25). Come si può vedere nella Serie A i proventi da diritti televisivi precedente. Anzi, nei prossimi anni per la squadra spagnola si prevedono entrate d’oro
pesano per 55% sui ricavi totali, contro il 32% nella Liga spagnola e nella Ligue 1 anche sul fronte dei diritti televisivi. Nel novembre scorso, infatti, il produttore catalano
francese e il 26% della Premier League inglese e della Bundesliga tedesca.
166 167
Mediapro, azionista di riferimento della catena Tv in chiaro La Sexta, si è infatti dalla compagine sociale, dotato di ampi poteri, affiancato da un consiglio di
aggiudicato per 1,1 miliardi di euro i diritti delle partite di calcio del Real Madrid per amministrazione, nell’ambito del quale i singoli consiglieri assumono specifiche
sette anni, fino alla stagione 2012-13. Un contratto che finora nel settore calcistico non responsabilità, da una serie di commissioni per le principali aree di problemi, da una
si era mai visto e che costituisce dunque un record storico58. struttura manageriale adeguata. Dal 2003 il presidente è Joan La Porta, che è stato
Il Barcellona è il club che ha compiuto il più grande balzo nella classifica, passando dal riconfermato nel corso dello scorso anno grazie all’eccellente lavoro svolto. Sotto la sua
13° posto del 2002 alla seconda piazza nella più recente graduatoria 2007, grazie ai guida, infatti, i ricavi commerciali (sponsorizzazioni e merchandising) sono cresciuti
proventi commerciali che hanno fatto seguito ai successi colti sul campo59. del 127%, quelli provenienti dalla cessione dei diritti televisivi sono aumentati del
Nel 2006 il marchio del Barcellona è diventato il marchio più importante nel mondo del 121%, mentre gli incassi del botteghino hanno registrato un incremento dell’83%.
calcio, scalzando quello del Manchester United dalla prima posizione della classifica Il Manchester United, nel 2006 dopo otto anni aveva perso la vetta della Football
stilata dall’agenzia di sponsorizzazione londinese Global Sponsors60. Money League, e nel 2007 è uno dei pochissimi club (insieme ad Liverpool, Roma e
Tale ranking viene redatto effettuando una ricerca che coinvolge cento intermediari e Newcastle) che vede diminuire i suoi ricavi complessivi rispetto all’anno precedente62.
clienti e assegnando un punteggio ai club basato sull’analisi di diversi criteri, tra i quali Il leggero crollo è dovuto alla contrazione dei proventi da diritti televisivi; nonostante
la storia dei successi, la qualità dell’attuale sponsor, il profilo dell’allenatore e la qualità ciò lo United rimane il più famoso club calcistico del mondo, con circa 75 milioni di
61
e la capacità dello stadio . tifosi disseminati nei 5 continenti. Quasi la metà dei suoi introiti provengono dal
La squadra catalana, inoltre, ha una forma giuridica peculiare nell’alveo dei club botteghino; il suo stadio, il mitico Old Trafford, ha fatto registrare in media nelle
calcistici. Il Barcellona è, infatti, una società cooperativa, presente non solo nel calcio stagioni dal 2003 al 2005 oltre 67.000 spettatori e la capienza massima è stata ampliata
ma anche in altri sport come basket, pallamano, atletica, hockey su prato e su ghiaccio, a partire dal 2006/07 a 76.000 posti, tutti a sedere.
rugby, baseball, pallavolo e ciclismo. La società è sostenuta da 130.000 associati e da La Figura 9 riassume graficamente i ricavi di Real Madrid, Barcellona, Manchester
1.600 club di sostenitori nel mondo. La “governance” è basata su un presidente, eletto United, Chelsea e delle 4 squadre italiane presenti nella Football Money League 2007.
In chiusura di questo paragrafo si vuole sottolineare come nel corso dell’ultimo anno
58
Cfr. M. Calcaterra, Il Real Madrid imbattibile nei diritti televisivi, in “Il Sole 24 Ore”, 22/11/06.
Nell’articolo l’autore afferma che “A dimostrazione del fatto che la febbre per aggiudicarsi i diritti anche alcuni Paesi esteri siano stati interessati da scandali legati al mondo del calcio
sportivi non accenna a diminuire, ieri in Francia il gruppo Lagardere ha annunciato di avere acquisito il
100% della società Sportfive, per un importo di 850 milioni di euro. Sportfive che fattura 600 milioni di
simili a quello italiano.
euro ed evidenzia un margine operativo del 10%, è leader internazionale nel campo dei diritti Tv, con un
portafoglio di oltre 250 club, 50 federazioni e leghe europee e diritti di diffusione di prestigiosi evento
internazionali come l’Euro 2008 e la Coppa d’Africa. Si tratta dunque di cifre miliardarie, come pure è
stato miliardario il contratto che Mediapro ha siglato nel luglio scorso con la squadra del Barcellona, per
ottenere per un miliardo la trasmissione delle sue partite. (…) Al di là dei diritti Tv il mondo calcistico
spagnolo è negli ultimi tempi in ebollizione perché parecchie squadre vorrebbero lanciarsi nel lucroso
62
settore immobiliare, trasferendo lo stadio, generalmente ubicato al centro delle città, in zona periferica in Sul declino dei ricavi del Manchester United così si esprime Dan Jones: «Why the fall? There’s a
modo da cedere l’area e incassare così delle importante risorse finanziarie. Progetti al momento noti, ma couple of things have happened. One is that Manchester United in the year we’re looking at – 2005/2006
senza seguito immediato, sono quelli che riguardano l’Atletico Madrid e il Barça”. – didn’t have a great season on the pitch, which hurt their revenues a little bit. But 2006/7 they’ve got the
59
Si ricorda che il Barcellona ha vinto nel 2005/06 sia la Liga spagnola sia la Champions League. fully redeveloped Old Trafford, which will help their revenues grow. They’ve also got in 2007/2008 a
60
La classifica, presentata a Dubai alla conferenza Soccerex business and sponsor, convention annuale new TV deal coming in from the Premier League, which again will help them, and finally, they’re
dedicata al business del pallone tenutasi dal 26 al 28 novembre 2006, vede il Real Madrid in terza performing a lot better on the pitch right now. And also, they out-sourced a lot of their revenues out to
posizione assieme a Milan, Chelsea e Bayern Monaco. L’Inter risulta nella top ten, completata da Lione, Nike on the commercial side». Jones si esprime anche sull’acquisto del Manchester da parte del tycoon
Arsenal e Liverpool. Si cfr. [Link]. Malcolm Blazer e sui numerosi take-over che si sono verificati in Inghilterra: «I think it’s a good thing
61
«L’attrazione internazionale generata dal club è aumentata da icone globali come Ronaldinho e for the premiership in England. I think it helps to have new perspectives, fresh perspectives on running
l’allenatore Frank Rijkaard, che sono largamente apprezzate», spiega il direttore commerciale the business. There are different types of investors. There are some who are investing for the emotion of
dell’agenzia Global Sponsor, Michael Stirling, che osserva: «Il club ha sviluppato modi innovativi per it, and not necessarily looking to make an immediate economic return. There are others who are clearly
ottenere visibilità a livello globale». Per approfondimenti si confronti [Link]. investing as a business opportunity. I think either way can be good, as long as it brings better players into
the premiership». Cfr. [Link]
168 169
Figura 9: Composizione dei ricavi anno 2005-06 e trend dei ricavi degli anni 2002-2006. dell’Olympique Marsiglia e il vecchio allenatore della squadra francese sono stati
condannati alla prigione per abuso di beni societari64.
3.2 I costi
64
Robert Louis-Dreyus, l’azionista principale del Marsiglia è stato condannato a 3 anni di prigione con la
63
Lo scandalo è emerso a seguito di un documentario trasmesso dalla BBC, la televisione di stato condizionale e al pagamento di un’ammenda di 375 mila euro, mentre l’ex allenatore del club Rolland
britannica, che attraverso l’utilizzo di telecamere nascoste rivelava la corruzione di alcuni dirigenti del Courbis dovrà scontare 2 anni di carcere. Per entrambi l’accusa è di abuso di beni societari, di
calcio che hanno intascato tangenti a sei cifre come incentivo per facilitare l’ingaggio di un giocatore appropriazione indebita e di falso in relazione ad alcune pratiche sospette riguardanti il trasferimento nel
nella loro squadra. Per approfondimenti si veda N. Degli Innocenti, Anche l’Inghilterra ha il suo biennio 1997/99 di tre giocatori: Arthur Moises, Ibrahim Bakayoko e Ricardo Rojas. Per approfondimenti
scandalo, in “Il Sole 24 Ore”, 21/09/06. si rimanda a Fondi neri al Marsiglia: condannato l’azionista, in “Il Sole 24 Ore”, 10/06/06.
170 171
pari al 61,5%. In tutti gli 8 anni indagati, comunque l’incidenza non scende mai al di Agli albori del calcio, infatti, la maggior parte dei calciatori aveva un lavoro, che
sotto del 61%. doveva talvolta trascurare per poter giocare, con conseguenti danni economici di varia
entità. In Inghilterra gli stipendi presero la forma di un rimborso delle spese di trasferta,
Tabella 26: Costo del personale delle società di Serie A stagione 2004 – 2005. Dati in milioni di euro.
C o sto d el poi si passò ad una specie di risarcimento per il mancato guadagno fino a che il Preston
% su Vdp
p e rs o n a le
M ila n 1 4 5 ,3 6 2 ,9 %
North End dichiarò pubblicamente di remunerare i propri giocatori65. Nel 1891 i
J u v e n tu s 1 2 7 ,2 5 5 ,3 % responsabili della federazione stabilirono che l’ingaggio del giocatore in occasione del
In te r 1 4 4 ,4 7 4 ,0 %
R om a 7 5 ,3 5 5 ,2 % passaggio da una società all’altra non poteva superare le dieci sterline.
L a z io 4 5 ,2 6 0 ,2 %
P a rm a 2 4 ,7 4 3 ,9 %
In Italia, nel 1913, il mondo del calcio rimase sconvolto dal passaggio di Renzo De
P a le rm o 2 6 ,1 5 9 ,5 % Vecchi, soprannominato “il figlio di Dio” dal Milan al Genoa per 30.000 lire66. Nel
B o lo g n a 2 1 ,1 5 9 ,1 %
F io r e n tin a 2 4 ,3 7 4 ,2 % 1924 invece Rosetta passò dalla Pro Vercelli alla Juventus per 50.000 lire (70 milioni
S a m p d o r ia 2 8 ,0 8 9 ,9 %
M e s s in a 1 2 ,9 4 2 ,1 % del 2001) con uno stipendio di 1.000 lire mensili (1 milione e mezzo del 2001)67.
U d in e s e 1 9 ,1 6 4 ,0 % Un dato significativo per analizzare il cambiamento dei tempi è rappresentato
C a g lia ri 1 8 ,5 6 3 ,5 %
A ta la n ta 1 4 ,1 5 1 ,6 % dall’ammontare dei premi corrisposti agli azzurri campioni del mondo nelle 4 diverse
R e g g in a 1 3 ,8 5 2 ,2 %
B re s c ia 1 5 ,1 6 1 ,4 % edizioni del mondiale (1934, 1938, 1982 e 2006).
C h ie v o 1 5 ,3 6 3 ,3 % La vittoria in Italia nel 1934 significò per ciascuno dei calciatori della spedizione
Lecce 1 4 ,2 6 2 ,4 %
S ie n a 1 7 ,0 7 9 ,6 % guidata da Pozzo una medaglia d’oro e 2.000 lire a testa (3 milioni e mezzo del 2001)68.
L iv o r n o 1 2 ,8 6 1 ,4 %
T o ta le 8 1 4 ,5 6 1 ,5 % Quattro anni più tardi per la vittoria in Francia la federazione stanziò un compenso extra
Fonte: “Il Sole 24 Ore”. di 10.000 lire per ciascun titolare69.
Ai mondiali di Spagna 1982 il premio globale è stato di 212 milioni di lire (570 milioni
Tabella 27: Incidenza del Costo del lavoro sul Valore della produzione nelle società di serie A dal
1997/98 al 2004/2005. del 2001), mentre la recente vittoria nella Coppa del Mondo di Germania 2006 ha
fruttato a ciascun calciatore azzurro – oltre ad un premio in contanti di 240.000 euro per
Valore della Costo del
%
produzione Lavoro il trionfo e di 50.000 euro per la qualificazione alla fase finale – anche i seguenti beni:
1998 649.833 417.176 64,2% − Moto Mv Agusta Brutale, valore di 19.900 euro;
1999 713.737 511.636 71,7%
− Orologio Frank Muller, valore di 8.000 euro;
2000 1.058.902 659.742 62,3%
2001 1.150.676 868.054 75,4% − Biglietto aereo per due persone Roma – New York, valore 2.000 euro;
2002 1.126.118 1.013.815 90,0%
− Impianto Bang & Olufsen Tv più casse;
2003 1.161.993 884.169 76,1%
2004 1.152.717 844.656 73,3%
65
2005 1.324.500 814.500 61,5% Ci furono poi società che escogitarono degli stranissimi sistemi di pagamento quali ad esempio quello
messo in piedi dal Bolton Wanderers che prevedeva per tutti i giocatori un premio di scellini in caso di
Fonte: nostra elaborazione su dati Lega Calcio e “Il Sole 24 Ore”.
vittoria e un addebito della stessa cifra in caso di sconfitta. Cfr. [Link],
[Link]., pagg. 94 e seguenti.
66
Il dato dell’ultimo anno fa ben sperare circa l’evoluzione futura di tale componente Corrispondenti a circa 180 milioni del 2001. Cfr. [Link], [Link]., pag. 96.
67
Ibidem.
68
negativo, il quale, nel corso di un secolo, ha registrato un incremento abissale. Fu poi ripartita tra i calciatori anche la somma di 200.000 lire frutto di una sottoscrizione pubblica.
Ibidem.
69
Per molti degli azzurri di allora quel premio andò in fumo con la svalutazione della lira, a seguito della
guerra, che privò di ogni valore i loro risparmi. Ibidem.
172 173
− Stereo Hi-fi, valore 10.000 euro; Tra i motivi di ordine psicologico assume rilievo l’acquisita consapevolezza degli atleti
− Televisore al plasma, valore 2.000 euro; di essere, oltre che degli sportivi, efficaci figure promozionali. Quindi, il compenso, in
− Borsa da viaggio Gianfranco Ferrè, valore 1.000 euro; special modo dei grandi calciatori, potrebbe idealmente essere scisso in due parti: l’una
− Cesto di Salumi Beretta, valore 800 euro; giustificata dalla prestazione sportiva, l’altra dalla consapevolezza dell’atleta di essere
− Kit porta carte di credito, valore 350 euro70. portatore di interessi non riconducibili alla sfera sportiva71.
I calciatori hanno, quindi, più che triplicato le loro entrate nel corso degli ultimi venti Infine occorre anche considerare l’agguerrita concorrenza delle società per aggiudicarsi
anni. Un elemento che ha inciso in maniera decisiva sulla crescita degli stipendi è stata le prestazioni dei giocatori migliori.
la “Sentenza Bosman”. Dopo il verdetto della Corte di Lussemburgo, infatti, i calciatori, Leggendo le cifre contenute nella Tabella 28, emerge come nella stagione 1994/95 le 18
liberi di cambiare maglia alla scadenza del rapporto di impiego, dispongono di un’arma squadre di serie A abbiano pagato complessivamente ai calciatori tesserati 169 milioni
contrattuale in più nei confronti dei loro datori di lavoro. La minaccia di perdere un di euro. Nelle successive sette annate l’importo è notevolmente cresciuto (Figura 10),
giocatore importante ha spinto i presidenti a largheggiare negli ingaggi; d’altro canto è raggiungendo nel 2002 la cifra di 765 milioni di euro, con una variazione pari a quasi
aumentata anche la concorrenza tra club nei singoli Paesi e a livello internazionale: ciò 600 milioni di euro (+353%).
ha fatto salire sia i prezzi dei giocatori sia i loro ingaggi. Dal 2003 il totale delle retribuzioni è leggermente diminuito, attestandosi a 567 milioni
Si può affermare, perciò, che le ingenti entrate derivanti dalla vendita dei diritti nel 2004. L’anno successivo si verifica un nuovo incremento causato dall’aumento del
televisivi non si sono fermate nella casse dei club ma sono state destinate al pagamento numero di squadre partecipanti alla massima serie; infine, nella stagione 2005/2006 il
degli ingaggi ai calciatori, il cui importo è cresciuto dal 1995 al 2006 del 245% (Tabella valore dei compensi totali diminuisce nuovamente attestandosi a 562 milioni di euro (-
174 175
Figura 10: Compensi totali percepiti dai tesserati delle società di Serie A dal 1995 al 2006. Dati in atleti che esordiscono in giovanissima età, sovente accade che molti accedano alla serie
migliaia di euro.
maggiore in età calcisticamente matura a seguito della promozione della squadra in cui
900.000 militano. Il ruolo che i calciatori ricoprono e l’attitudine a modellare nel tempo le loro
800.000
700.000 caratteristiche incidono sulla durata utile della vita sportiva. A volte il verificarsi di
600.000
gravi infortuni compromette il proseguimento della carriera o ne blocca anzitempo lo
500.000 Compensi
400.000 totali lordi svolgimento72.
300.000
200.000 Secondo Marzola, “ai già citati rischi fisici e di declassamento si aggiunge quello
100.000
rappresentato dall’alto grado di sostituzionalità dei servizi peculiari del ruolo occupato
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(centrattacco, portiere, mediano, ecc.) che rappresenta una seria minaccia alla sicurezza
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Fonte: nostra elaborazione su dati Lega calcio. del posto di lavoro e ne acuisce l’instabilità. Nel caso del <campione>, fattore della
Figura 11: Compenso medio percepito dai tesserati delle società di Serie A dal 1995 al 2006. Dati in
produzione irriproducibile e inimitabile, il problema non sussiste data la mancanza di
migliaia di euro. validi succedanei alle sue prestazioni”73.
1300
La scarsa possibilità di svolgere al termine della carriera un’attività lavorativa estranea
1100 al mondo del calcio giustifica – unitamente alle considerazioni formulate in precedenza
900 e alla consapevolezza da parte dei calciatori militanti nella serie maggiore di essere
700 Compenso veicoli di interessi oltre che sportivi anche economici – i compensi tutt’altro che
medio lordo
500 modesti percepiti da questa categoria di lavoratori.
300 Accanto alla remunerazione monetaria è da considerare, anche, il compenso psicologico
in termini di prestigio sociale che la pratica di questa attività consente di ottenere.
5
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176 177
La Tabella 29 riporta la graduatoria dei calciatori più pagati a livello mondiale nel corso comunque dalle condizioni particolari dell’atleta: cosicché, si conoscono esempi di
del 2006. L’importo totale degli introiti annui risulta dalla somma degli ingaggi brillanti atleti in età avanzata e di bruschi stop di carriera in età giovane76.
corrisposti dai club, dei proventi derivanti dai contratti di sponsorizzazione e del Approfondendo il livello d’indagine, si può scomporre il numero totale di calciatori
ricavato derivante dalla cessione dei diritti d’immagine. tesserati dalle squadre per fasce di reddito. Prima, però, occorre sottolineare come i
calciatori militanti nel campionato di serie A siano aumentati nei dodici anni indagati
Tabella 29: Classifica calciatori più pagati nell’anno 2006. del 46%, passando dai 418 del 2005 ai 609 del 2006. L’anno con il maggior numero di
Calciatore
Introiti annui Club tesserati è stato il 2001/02 con 685, quello col minor numero è risultato il 1995/96 con
(mln di euro) (nel 2006/07)
Ronaldinho (BRA) 23,5 Barcellona 393; il dato medio annuale è pari a 540 (Figura 12). Osservando il trend si assiste ad
David Beckham (ENG) 23,2 Real Madrid un’iniziale fase di stasi nel quadriennio 1995-1998 (dato medio pari a 421 calciatori
Ronaldo (BRA) 18,6 Real Madrid/Milan
Wayne Rooney (ENG) 13,7 Manchester United all’anno), ad un notevole incremento nel quadriennio 1999-2002 (in media erano
Michael Ballack (GER) 13,4 Chelsea
tesserati 612 calciatori a stagione), ad un calo nel biennio 2003-2004 (media annuale di
Thierry Henry (FRA) 12,6 Arsenal
Zinedine Zidane (FRA) 12,4 Real Madrid/ritirato 579 giocatori) ed infine il dato ritorna a crescere nell’ultimo biennio dell’indagine (594
Fabio Cannavaro (ITA) 11,6 Juventus/Real Madrid
John Terry (ENG) 11,4 Chelsea calciatori).
Steven Gerrard (ENG) 11,3 Liverpool
Fonte: [Link]. Figura 12: Numero di tesserati dalle società di Serie A dal 1995 al 2006.
800
I calciatori sono oggetto di numerosi trasferimenti durante l’arco della loro vita
700
agonistica; molto spesso ciò è dovuto a cambiamenti nelle scelte tattiche dei tecnici che
600
giudicano non più utili alla squadra le loro prestazioni; altre volte non si tratta di scelte 500 Numero
giocatori
ma di presa di coscienza di eventuali situazioni non sanabili: infortuni particolarmente 400 tesserati
gravi, piuttosto che contrasti personali con la direzione oppure con la tifoseria. 300
200
Calciatori simbolo di una squadra spesso per l’avanzare dell’età terminano la loro
6
carriera in club minori oppure cessano definitivamente la pratica agonistica. Altre volte
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le difficoltà di adattamento del calciatore all’ambiente sono tali da pregiudicarne i Fonte: nostra elaborazione su dati Lega calcio.
rendimenti, ciò vale sia per i calciatori giovani, abituati a club di provincia quando Quest’ultimo dato deve essere comunque interpretato con precauzione perché gli ultimi
passano in società con più tradizioni e aspirazioni di classifica, sia per i calciatori due anni sono caratterizzati da un maggior numero di squadre partecipanti alla serie A.
stranieri, di solito grandi campioni, che per difficoltà di adattamento non riescono a Per permettere un confronto omogeneo occorre quindi calcolare il numero medio di
garantire quei livelli di prestazione a cui al momento dell’acquisizione era stato fatto calciatori per ciascuna squadra.
75
riferimento .
Il calo del rendimento è un fatto naturale con l’avanzare dell’età. Il limite che segna il
declino nelle prestazioni di un calciatore, oltre che dipendere normalmente dal ruolo
76
Il rischio connesso alla flessione naturale dei rendimenti atletici va attentamente seguito; la direzione
ricoperto e dalla sua attitudine a modificare la posizione in campo, è influenzato deve sforzarsi di programmare quello che sarà l’impiego del calciatore per gli anni a venire seguendone
da vicino l’evolversi delle potenzialità e delle qualità inespresse. L’attenzione che la direzione
dell’impresa deve rivolgere alla gestione dei calciatori è motivata dalla circostanza che da quell’area
75
Cfr. F. Manni, [Link]., pag. 123. dipendono in misura rilevante sia i successi sportivi sia le condizioni di equilibrio economico. Ibidem.
178 179
Tabella 30: Numero medio di giocatori tesserati per ciascuna società di Serie A dal 1995 al 2006. Inserita nel contesto appena delineato, la scelta di ricorrere ad una campagna acquisti
Calciatori
Variazione sovradimensionata può risolvere egregiamente i problemi di eventi inattesi – quali ad
Stagione per
annuale
squadra
esempio fattori psicologici, infortuni e squalifiche – che possono pregiudicare il
94/95 23
95/96 22 -1 rendimento della squadra78.
96/97 24 2
97/98 25 1 Per indagare il trend degli stipendi elargiti dalle società (Tabella 31), l’analisi del
98/99 29 4
99/00 33 4
Centro studi della Lega Calcio divide i calciatori in cinque fasce a seconda
00/01 36 3 dell’ammontare dell’emolumento percepito: fino a 103 mila euro; da 103 mila a 258
01/02 38 2
02/03 33 -5 mila; da 258 mila a 516 mila; da 516 mila ad 1 milione e 33 mila; oltre 1 milione e 33
03/04 31 -2
04/05 29 -2
mila79.
05/06 30 1 Nel 1994-95 e nel 1996-97 soltanto il 7,4% dei calciatori percepivano uno stipendio
Fonte: nostra elaborazione su dati Lega calcio.
superiore ai 1.033 mila euro; col passare delle stagioni la percentuale di milionari è
La Tabella 30 mostra come il numero medio di calciatore per squadra sia passato dai 23 andata via via aumentando: 11% nel 1997, 20% nel 1999 fino a toccare il culmine con il
del 1994/95 ai 30 del 2005/06. In particolare il dato cresce fino al 2001/2002 quando 29,6% nel 2002 (Figura 13). Dal 2003, invece, il dato è calato: 25% nel 2004, 24% nel
risulta pari a 38 calciatori per club, per poi diminuire lievemente di anno in anno. 2006, fino al 21,7% del 2005-06.
Nel momento in cui la dirigenza societaria decide di procedere all’acquisizione delle È quindi in corso una tendenza al ribasso degli stipendi dopo che per anni si era
prestazioni sportive di un calciatore deve, in primo luogo, definire quali sono gli verificata una corsa alle retribuzioni d’oro. Dal 1995 al 2006, curiosamente le altre due
obiettivi di breve e di lungo periodo a cui tendere, successivamente quali sono le risorse classi che sono cresciute oltre all’ultima sono state la prima (da zero a 103.000 euro,
necessarie per conseguirli utilmente. cresciuta dal 24,4% al 26,3%) e la penultima (da 516.000 a 1 milione 33 mila euro,
Gli obiettivi riguardano principalmente le aspirazioni di classifica o più semplicemente passata dal 20,8% al 21,2%).
la permanenza della squadra nella serie in cui milita77. Le due classi medie invece hanno fatto registrare un decremento percentuale. I calciatori
In tale contesto l’acquisizione del singolo calciatore va inserita nel quadro più ampio con uno stipendio compreso tra 103 mila e 258 mila euro sono passati in 12 anni dal
delle scelte relative alla squadra da farsi. Occorre, quindi, stabilire di quale tipo di 24,2% al 12,3%; quelli con una retribuzione compresa tra 258 mila e 516 mila euro
organico il club necessita per conseguire i risultati sperati nel modo voluto; in altri sono diminuiti dal 23,2% al 18,6%.
termini bisogna decidere se privilegiare lo spettacolo o il risultato sportivo.
Effettuata questa scelta, l’identificazione del calciatore è condizionata dal
comportamento delle altre società che ugualmente formulano aspettative in concorrenza
78
“Meno dispendioso appare il ricorso ad una politica di acquisizione degli atleti che per le caratteristiche
con l’impresa considerata. possedute si prestano egregiamente a coprire più ruoli. La politica potrebbe essere rafforzata dalla
stabilità sia della <panchina> che del parco giocatori; sotto la guida dello stesso tecnico le qualità dei
singoli possono venire affinate e completate, gli schemi tattici possono essere ben assimilati e migliorati a
mano a mano che le caratteristiche dei giocatori vengono rese più flessibili sotto la sapiente guida del
77
“Il risultato-obiettivo può essere graduato nel tempo, cosicché, la società potrebbe procedere tecnico”. Ibidem, pag. 121. A proposito di allenatori, si segnala come negli ultimi anni anche le
gradatamente ad un’azione di rafforzamento del tasso tecnico, diluendo altresì l’impegno finanziario; retribuzioni dei tecnici abbiano registrato una incremento considerevole. Secondo i dati tratti dal sito
oppure, la società può cercare di conseguire gli obiettivi che si è prefissa, in modo più o meno [Link], nella stagione 2004/05 gli allenatori europei più pagati sono stati: Mourihno
formalizzato, nell’arco di una stagione. È questo il caso delle società <blasonate> che o sono retrocesse (Chelsea) 5,1 milioni di sterline; Ferguson (Manchester United) 4.1 milioni; Wenger (Arsenal) 3 milioni;
nella serie inferiore oppure da anni non conseguono quei risultai di classifica a cui sono abituate. In Hitzfeld (Bayern Monaco) 2,3 milioni; Capello (Juventus) 2,2 milioni.
79
questa circostanza si attua un rifacimento quasi totale della squadra, con sforzi finanziari notevoli e rischi Tali classi rapportate in lire corrispondono a stipendi: fino a 200 milioni; da 200 a 500 milioni; da 500
molto elevati”. Ibidem, pag. 118. milioni al miliardo; dal miliardo ai due miliardi; oltre i due miliardi.
180 181
Tabella 31: Numero di giocatori tesserati dalle società di Serie A per classi retributive, serie storica 1995– 2004/05 l’ammontare complessivo dei compensi della Premier League inglese è
2006.
94/95 95/96 96/97 97/98 98/99 99/00 diminuito per la prima volta nella storia della federazione calcistica e considerando le
102 74 78 89 132 168
0 - 103 mila Euro annui
24,4% 18,8% 18,3% 20,0% 25,0% 28,4%
principali leghe europee si registra una riduzione del 3% della spesa complessiva per i
83
Negli Stati Uniti accordi di tipo salary cup sono stati introdotti da tempo nel football (NFL), nel basket
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(NBA), nel baseball (MLB) e nell’hockey (NHL). Essi hanno contribuito da un lato alla solidità
finanziaria delle società sportive dall’altro hanno sviluppato e mantenuto l’interesse competitivo nello
Fonte: nostra elaborazione su dati Lega calcio.
sport da parte dei tifosi. L’introduzione del salary cup, tuttavia, non è avvenuta senza controversie. Nel
1993 la stagione MLB venne compromessa da uno sciopero dei giocatori in seguito al mancato accordo
La tendenza alla riduzione dei salari emergente nella realtà italiana trova riscontro anche sul salary cup; durante la stagione 1998-99 nella NBA vi fu una serrata dei proprietari a causa dell’intesa
non riuscita in merito alla percentuale di condivisione delle entrate tra le controparti. Addirittura nel 2005
a livello europeo. Infatti secondo i dati contenuti nell’Annual Report of Football a causa del mancato accordo sul tetto salariale fu annullata l’intera stagione dell’NHL e per la prima volta
dal 1919 non fu assegnata la Stanley Cup. Cfr. Ibidem.
Finance, pubblicato dalla società di revisione e consulenza Deloitte & Touche, nel
182 183
Le modalità di implementazione del tetto salariale possono variare a seconda del ammortizzare nei successivi 9 esercizi, utilizzando la specifica voce “Oneri pluriennali
contesto della lega considerata, ma in generale l’obiettivo condiviso è quello di da ammortizzare”.
84
contenere possibili spirali di inflazione salariale degli atleti . Le perdite che hanno causato la svalutazione originano dall’iscrizione di diritti, relativi
Gli obiettori di questo strumento però sottolineano come esso possa risultare efficace alle prestazioni dei calciatori, a valori “irreali”, in quanto le società si sono “scambiate”
soltanto se applicato in tutti i campionati nazionali europei e non solo in quello italiano. giocatori tra loro a valori “gonfiati”, beneficiando così di ingenti plusvalenze87.
L’introduzione del salary cup limitatamente al singolo contesto nazionale, infatti, Successivamente è emerso il problema dell’ammortamento dei diritti acquistati che,
potrebbe causare la fuga dei migliori giocatori verso altri campionati e ciò porterebbe i essendo “gonfiati”, comportavano quote di ammortamento elevate.
club italiani a perdere competitività rispetto a quelli stranieri. L’applicazione del salary In questi casi il comportamento contabilmente corretto prevede la svalutazione
cup verrebbe quindi ben visto soltanto in caso di una futura costituzione di una super dell’attività iscritta a un costo superiore a quello recuperabile.
lega europea transfrontaliera85. Invece, l’effetto della disposizione normativa è stato l’iscrizione nell’attivo di bilancio,
sotto forma di oneri pluriennali, di vere e proprie “perdite” che, in quanto tali, avrebbero
3.2.2 L’ammortamento delle immobilizzazioni immateriali dovuto essere immediatamente contabilizzate nel Conto Economico per l’intero
ammontare.
L’argomento relativo all’ammortamento dei diritti alle prestazioni dei calciatori è stato Il decreto 282/2002 confonde quindi l’ammortamento di un fattore pluriennale, che in
già affrontato dal punto di vista teorico nel paragrafo 2.8.2. In questa sede si vuole quanto tale deve avere futura utilità, con la svalutazione di un’attività, costituita dai
sottolineare ed approfondire la fattispecie relativa all’ammortamento della svalutazione diritti pluriennali, che, come tutte le perdite, deve essere immediatamente imputata nel
del valore dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive introdotta in seguito al decreto Conto Economico88.
legge 282 del 2002 (c.d. “decreto salva-calcio”) 86. L’effetto sul bilancio dell’applicazione del “decreto salva-calcio” dipende
Il decreto citato ha consentito alle società di calcio di diluire in dieci esercizi – secondo essenzialmente dall’ammontare del patrimonio netto (capitale più riserve) iscritto nello
una regola convenzionale, per nulla riferibile a valutazioni fondate su premesse Stato Patrimoniale.
economico-aziendali – la perdita causata dalla svalutazione del parco giocatori. Per Nell’esempio di seguito presentato si ipotizza che i diritti originariamente iscritti per
esempio, a fronte di una svalutazione pari a 200, anziché contabilizzare integralmente 120 siano svalutati di 10089.
tale perdita nel Conto Economico, si inserisce in bilancio soltanto una svalutazione di Stato Patrimoniale di partenza
20; i restanti 180 sono iscritti nell’attivo dello Stato Patrimoniale quale perdita da Attivo Passivo
Diritti prestazione calciatori 120 Patrimonio netto 40
Altre attività 40 Fondi vari 20
Debiti 100
84
Il tetto può essere individuale o collettivo; il primo si sostanzia nell’applicazione di un limite massimo Totale attivo 160 Totale passivo 160
e minimo al salario di ogni singolo atleta in conformità a determinati criteri (ad esempio l’età oppure
l’esperienza); il secondo viene esclusivamente imposto al monte-salari complessivo di ogni singola
società. Inoltre il tetto può essere rigido oppure elastico. Se il tetto è rigido (hard) le società sono
obbligate senza alcuna possibilità di eccezione a non oltrepassare il limite imposto. In presenza, invece, di
tetto elastico (soft) la lega concede la facoltà di non rispettare il vincolo, pena però l’applicazione di
87
determinate penalità. Per approfondimenti si confronti C. Lucifera, [Link]. Cfr. F. Roscini Vitali, Ma non è uno spalma debiti, in “Il Sole 24 Ore”, 26/06/06.
85 88
Sul punto si confrontino i seguenti articoli tratti dal sito [Link]: C. Scarpa, Nuove idee per Si confronti l’articolo di Roscini Vitali citato nella nota precedente. L’autore sottolinea inoltre come il
salvare il calcio, 11/02/03; F. Montanari-G. Silvestri, Ieri, Moggi e domani, 18/05/06; N. Giocoli, Un codice civile sia piuttosto cauto circa la capitalizzazione delle spese relative a più esercizi, consentendone
tetto per Totti, 4/06/06. l’ammortamento a condizioni rigide soltanto se aventi utilità pluriennale.
86 89
Tale tematica era stata già accennata nel capitolo 1 ai paragrafi 9 e 11. L’esempio è tratto dall’articolo di Roscini Vitali citato nella nota 87.
184 185
Senza l’utilizzo del “decreto salva-calcio” seguendo le disposizioni di legge e i principi Seguendo tale impostazione contabile, inoltre, può capitare che l’ammortamento della
contabili i diritti dovrebbero essere iscritti nell’attivo dello Stato Patrimoniale per 20 svalutazione di un calciatore continui anche in un periodo successivo alla cessione del
(120 meno la svalutazione di 100) e sarebbero oggetto di ammortamento fino alla calciatore stesso.
scadenza dei contratti; mentre nel Conto Economico sarebbe contabilizzata la Il quadro, già patologico di per sé, si aggraverebbe ulteriormente se, in seguito alla
svalutazione di 100. Ipotizzando che prima della svalutazione il risultato economico cessione del calciatore il cui diritto alle prestazioni sia stato svalutato secondo la legge
fosse pari a zero, dopo l’iscrizione del componente negativo ci sarebbe una perdita 27/03, la società iscrivesse nel bilancio la relativa plusvalenza. In questo caso, infatti:
d’esercizio di 100 e il patrimonio netto diventerebbe negativo di 60 (40 meno 100). In − nel Conto Economico verrebbe iscritta la plusvalenza derivante dalla cessione;
questo caso i soci dovrebbero ricapitalizzare la società ricostituendo l’importo minimo − nell’attivo patrimoniale continuerebbe ad essere iscritta e ammortizzata la perdita
del capitale sociale pena il fallimento della società stessa. relativa alla svalutazione del giocatore ceduto91.
Applicando il “decreto salva-calcio” la situazione sarebbe invece la seguente: Appare quindi in maniera del tutto evidente come la rappresentazione del bilancio
Stato Patrimoniale dopo l'applicazione del decreto salva - calcio consentita dal “decreto salva-calcio” non rispetti i principi generali che presiedono alla
Attivo Passivo
redazione di tale documento.
Diritti prestazione calciatori 20 Patrimonio netto 30
Sul punto è intervenuta l’Unione europea che ha aperto una procedura di infrazione nei
Oneri pluriennali DL 282/02 90 Fondi vari 20
confronti dell’Italia in merito agli aspetti contabili del “decreto salva-calcio”; la
Altre attività 40 Debiti 100
vertenza si è poi risolta con l’emanazione del D.L. 115 del 2005, convertito dalla Legge
Totale attivo 150 Totale passivo 150
168 del 2005.
In questo caso, la perdita complessiva di 100 viene imputata soltanto per 10 nel Conto Il decreto stabilisce che le società che si sono avvalse del “decreto salva-calcio”
Economico, mentre la restante parte, pari a 90, viene iscritta nell’attivo dello Stato dovranno ridurre, nell’esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2006, il patrimonio
Patrimoniale all’interno della voce “Oneri pluriennali ex D.L. 282/02”. netto per un importo pari al valore residuo della voce di bilancio “oneri pluriennali da
Procedendo in questo modo la rappresentazione del bilancio non corrisponde alla realtà ammortizzare”.
186 187
La nuova norma, dunque, dimezza il periodo di ammortamento delle svalutazioni da Altri invece, come l’Inter, hanno optato per suddividere l’importo residuo da svalutare
dieci a cinque anni; di conseguenza l’ammortamento degli oneri pluriennali interessa in due parti ed imputarle nei bilanci chiusi al 30 giugno 2006 e 2007 per un valore di
soltanto i bilanci chiusi dal 30 giugno 2003 al 30 giugno 2007, oppure dal 31 dicembre 111 milioni di euro all’anno.
2002 al 31 dicembre 2006 per i club che adottano il periodo amministrativo coincidente La Roma e la Lazio, invece, hanno imputato nel 2006, come nei precedenti tre esercizi,
con l’anno solare. soltanto una quota pari al 10% degli oneri pluriennali, rinviando così al bilancio chiuso
Le società dopo aver imputato per i primi tre anni una quota annuale pari al 10% al 30 giugno 2007 la completa imputazione del restante 60% (pari rispettivamente a
dell’intera svalutazione devono, perciò, azzerare i valore nei restanti due esercizi. 80,2 milioni di euro per la Roma e a 127,7 milioni di euro per la Lazio).
La norma non impone di svalutare il restante 70% a quote costanti, crescenti o L’imputazione delle svalutazioni nel Conto Economico, se non compensata da maggiori
decrescenti, ma lascia alla discrezionalità degli amministratori la scelta sul modo in cui componenti positivi, provoca naturalmente l’emersione di risultati economici negativi.
imputare nel bilancio la svalutazione. Per ovviare a ciò molte società oltre a consolidare il noto meccanismo delle plusvalenze
Nemmeno la Figc è intervenuta con una raccomandazione contabile ad hoc per chiarire sono ricorse ad un’altra operazione potenzialmente inquadrabile tra le tecniche di
come iscrivere in bilancio la quota di svalutazione. window dressing: la cessione del marchio.
Di conseguenza, le modalità operative che i redattori del bilancio hanno potuto adottare Tale operazione sarà dettagliatamente sviluppata nel prossimo capitolo al quale si
92
sono state le seguenti tre : rimanda.
a) suddividere il restante 70% negli esercizi 2006 e 2007 in due quote pari al 35%
ciascuna; 3.3 La redditività delle società di calcio
b) imputare il 10% anche nell’esercizio 2006 ed infine spesare una quota pari al 60%
nel 2007; 3.3.1 Il reddito operativo e il reddito netto
94
La squadra milanista ha optato per questa scelta in quanto nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2005 ha
92
F. Roscini Vitali, L’uscita anticipata punta su tre strade, in “Il Sole 24 Ore”, 26/06/06. contabilizzato anche una plusvalenza in seguito alla cessione del marchio. Tale importo ha permesso di
93
Cfr. G. Dragoni, La via obbligata è la ricapitalizzazione, in “Il Sole 24 Ore”, 13/05/06. compensare integralmente la svalutazione effettuata.
188 189
dall’attività operativa e a chiudere un bilancio con un risultato che, seppur negativo, Tabella 33: Confronto tra grandi e piccoli club in termini di Reddito operativo e reddito netto al 30
giugno 2005.
scongiuri l’applicazione dell’art. 2446 del codice civile95. Diff. tra valore e costi
Risultato netto
produzione
Tabella 32: Reddito operativo e reddito netto delle società di Serie A al 30 giugno 2005. €/mln % €/mln %
Milan,
D iff. tra Juventus, -359,2 62,8% -116,3 73,4%
R is u lta to
v a lo re e co sti Inter, Roma
n e tto
p ro d u z .
Altri 16 club -212,5 37,2% -42,2 26,6%
M ila n - 2 0 3 ,9 - 4 ,5
Ju v e n tu s - 2 0 ,1 - 3 ,0 Totale -571,8 100,0% -158,5 100,0%
In te r - 1 0 7 ,9 - 1 1 8 ,7
Fonte: nostra elaborazione su dati “Il Sole 24 Ore”.
Rom a - 2 7 ,4 9 ,9
L a z io - 2 6 ,6 2 0 ,9
P arm a - 1 5 ,1 - 1 0 ,3 L’analisi del trend storico dei risultati economici è riportata nella Tabella 34 ed
P a le r m o - 1 0 ,0 - 7 ,9
B o lo g n a - 4 1 ,7 - 1 2 ,4 illustrata nella Figura 14.
F io r e n tin a - 1 5 ,2 - 1 0 ,2
S a m p d o r ia - 2 0 ,3 - 1 6 ,1
M e s s in a - 2 ,1 0 ,1 Tabella 34: Conto Economico aggregato società di serie A dal 1998 al 2004. Dati in migliaia di euro.
U d in e s e - 1 3 ,3 4 ,7 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
C a g lia r i - 7 ,5 - 4 ,6 Valore della produzione 649.833 713.737 1.058.902 1.150.676 1.126.118 1.161.993 1.152.717
A ta la n t a - 1 7 ,3 - 2 ,6 Costi operativi -872.006 -1.048.906 -1.465.429 -1.860.840 -2.180.410 -1.846.996 -1.741.616
R e g g in a - 4 ,3 - 1 ,7 Risultato operativo di I livello -222.173 -335.169 -406.527 -710.164 -1.054.292 -685.003 -588.899
B r e s c ia - 1 3 ,0 6 ,7 Plus-minusvalenze da cessione 201.332 318.796 492.912 592.151 798.052 147.433 182.285
C h ie v o - 5 ,8 1 1 ,5 Risultato operativo di II livello -20.841 -16.372 86.384 -118.013 -256.240 -537.570 -406.614
L ecce - 9 ,0 - 9 ,3 Altri proventi-oneri netti -7.261 26.539 -3.249 11.986 682 13.071 -31.969
S ie n a - 1 1 ,2 1 - 1 1 ,0 Risultato prima delle imposte -28.102 10.166 83.135 -106.027 -255.558 -524.499 -438.583
L iv o r n o - 0 ,1 0 ,0 1 Imposte -9.537 -21.403 -48.358 -27.413 -23.552 -11.094 -13.463
Risultato netto d'esercizio -37.639 -11.237 34.777 -133.440 -279.110 -535.593 -452.046
T o ta le - 5 7 1 ,8 - 1 5 8 ,5
Fonte: Nostra elaborazione su dati Lega calcio.
Fonte: “Il Sole 24 Ore”.
In particolare, si osserva come al 30 giugno 2005 soltanto 7 società (Lazio, Chievo, Figura 14: Evoluzione dei principali aggregati reddituali delle società di serie A dal 1998 al 2004.
Roma, Udinese, Brescia, Messina e Livorno) su 20 chiudano l’esercizio in utile mentre i 1.200.000
Valore della
800.000 produzione
conti delle restanti 13 registrino una perdita d’esercizio. Risultato operativo
400.000 di I livello
Approfondendo l’analisi dei due dati aggregati (Tabella 33) si evince come ai primi
0 Risultato operativo
quattro club possa essere imputato il 62,8% della perdita operativa e a addirittura il -400.000
di II livello
Risultato prima
73,4% della complessiva perdita netta. -800.000 delle imposte
Risultato netto
Le grandi squadre sono quindi le protagoniste principali sia nel bene che nel male; a -1.200.000 d'esercizio
1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
loro fa capo il 60% del volume d’affari complessivo generato dal settore calcistico
italiano, ma sono loro stesse ha generare quasi i tre quarti delle perdita d’esercizio Fonte: Nostra elaborazione su dati Lega calcio.
complessiva.
Il risultato operativo di primo livello, ottenuto sottraendo al valore della produzione i
costi operativi, risulta sempre negativo nell’intero periodo indagato.
95
Cfr. nota 84 del primo capitolo.
190 191
Nei primi cinque anni il valore della perdita operativa è crescente ed oscilla tra i 222 risultati negativi meno eclatanti rispetto a quanto sarebbe accaduto senza l’imputazione
milioni di euro del 2002 e il miliardo e 54 milioni di euro del 2002. A partire da tale delle plusvalenze.
stagione, invece, la perdita operativa inizia a calare attestandosi a 588 milioni di euro
Tabella 35: Incidenza percentuale delle plusvalenze nette e dei diritti televisivi sul valore della
nel 2004 e a 572 milioni nel 2005 (come visto nella Tabella 1). produzione.
Il motivo del risanamento della perdita risiede nella contemporanea riduzione a partire 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
Plus-minusvalenze da cessione 31 45 47 51 71 13 16
dal 2003 sia del costo del personale (si veda il paragrafo 3.2.1) sia degli ammortamenti Diritti televisivi 37 35 56 54 53 56 55
Valore della produzione 100 100 100 100 100 100 100
dei diritti alle prestazioni dei calciatori (il “decreto salva-calcio” consentendo, infatti, di Fonte: nostra elaborazione su dati Lega Calcio.
svalutare il costo storico di tali diritti riduce il valore su cui vengono applicate le
aliquote di ammortamento e conseguentemente anche il costo imputato in bilancio 96). Come già evidenziato nel paragrafo 8.2 del capitolo precedente, le plusvalenze più
ingenti derivano da scambi tra i diversi club di calciatori di modesta “caratura” valutati
alla stregua di fenomeni.
3.3.2 Le plusvalenze e le minusvalenze da cessione
In principio il gioco fu messo in piedi dal Parma che, a partire dal 1998, cedette a cifre
Il reddito operativo di secondo livello, ottenuto sottraendo a quello di primo livello il esorbitanti alla Lazio Crespo, Veron, Sensini e Dino Baggio in cambio di Almeyda,
valore netto tra plusvalenze e minusvalenze da cessione dei diritti pluriennali, registra Flavio Conceiçao e Fuser e alla Roma Longo, Lassissi e Fuser al posto di Gurenko,
nel periodo osservato un andamento altalenante. Nei primi due anni è negativo ma in Magone e Paolo Poggi97.
miglioramento (-20 milioni nel 1998 e -16 milioni nel 1999), nel 2000 risulta essere Nel breve volgere di un anno lo scambio a cifre gonfiate diventa una prassi consolidata.
positivo, dal 2001 in poi il valore è sempre negativo ed in costante peggioramento Nella maggioranza dei casi le valutazioni dei calciatori risultavano di fatto fittizie e la
(passa infatti dai -118 milioni del 2001 ai -588 milioni del 2004). sopravvalutazione delle plusvalenze era soltanto funzionale ad evitare onerose
L’andamento di tale aggregato è influenzato da quello delle plus-minusvalenze da ricapitalizzazioni indispensabili per evitare il fallimento delle società calcistiche.
cessione, che risulta in crescita fino al 2002 e poi con l’entrata in vigore del “decreto Da lì a poco, tale prassi sfocia nella patologia. I club, infatti, iniziano ben presto a
salva-calcio” cala repentinamente in quanto le società svalutano il proprio parco scambiarsi giovani calciatori della squadra primavera, che mai hanno disputato una gara
In particolare, l’incidenza dell’importo netto tra plusvalenze e minusvalenze sul valore Nella stagione 2002/2003 Matteo Deinite, classe 1983, viene ceduto dal Milan all’Inter,
della produzione nelle stagioni 1999 e 2002 supera addirittura quella dei proventi da con una plusvalenza di 3 milioni di euro. Nessuno, però, ha mai visto questo calciatore
diritti televisivi (Tabella 35). Nei primi 5 anni indagati l’incidenza media delle su un campo di serie A; gli ultimi campionati li ha infatti disputati come centrocampista
plusvalenze è pari al 49% del valore della produzione; quindi l’importo iscritto in della squadra del Pizzighettone, in provincia di Cremona, appartenente al girone A della
bilancio risulta mediamente essere pari alla metà del giro d’affari complessivo delle serie C198.
società. Si capisce da questi semplici dati come sia stato solo grazie all’iscrizione in Giuseppe Ticli, invece, passa nello stesso periodo dall’Inter al Milan, con una
bilancio di questi componenti straordinari se le società abbiano chiusi i loro conti con plusvalenza di 3,5 milioni a favore del club di Massimo Moratti. Aveva 24 anni, e
97
Cfr. [Link], [Link]., pagg. 109-110.
96 98
A ben vedere, comunque, i minori ammortamenti dei diritti all prestazioni dei calciatori sono in parte Cfr. G. Dragoni, Al Milan il primato degli stipendi. Scambi «generosi» con L’inter. In serie A ingaggi
compensati dall’imputazione della quota annuale di svalutazione degli Oneri pluriennali ex D.L. 282. per 814 milioni, in “Il Sole 24 Ore”, 21/05/06.
192 193
neppure lui ha mai calcato un campo di serie A. Degli ultimi quattro campionati, ne ha Il gioco delle comproprietà ha regalato plusvalenze anche alla Juventus, uno dei club
giocati due nel Monza (C2), uno nel Lanciano (C1), e l’ultimo nel Catanzaro (B). che non ha utilizzato la scappatoia del “decreto salva calcio”. Nel agosto 2004, infatti, la
Degli altri sei giovani scambiati in quell’anno tra le due squadre milanesi si sono perse Juve ha ceduto alla Fiorentina di Diego Della Valle tre calciatori, Miccoli, Chiellini e
le tracce. Maresca, per 26 milioni pagabili in tre anni, iscrivendo una plusvalenza di 13,5 milioni
L’Inter, infatti, ha venduto al Milan anche Salvatore Ferraro, Alessandro Livi e Marco nel bilancio al 30 giugno 2005. Ma la Juventus non ha incassato mai quel prezzo,
Varaldi, iscrivendo in bilancio una plusvalenza di 3,5 milioni a testa. Adriano Galliani perché, contestualmente alla cessione, la società bianconera ha aperto una comproprietà
ha ripagato Moratti cedendogli Simone Brunelli, Matteo Giordano e Ronny Toma, con sui tre calciatori allo stesso prezzo di vendita, impegnandosi a versare ai viola 13
una plusvalenza di 3 milioni su ogni calciatore. milioni in tre anni. Il 28 giugno 2005 gli accordi sono stati risolti e la Juve si è ripresa il
Grazie a questi scambi generosi, quindi, l’Inter ha potuto iscrivere plusvalenze per 14 50% che non possedeva dei tre giocatori con un esborso di 6,7 milioni, cioè la metà del
milioni nel bilancio al 30 giugno 2003, il Milan per 12 milioni. In realtà, nessuno ha prezzo assunto per calcolare la plusvalenza.
pagato un euro per questi scambi; l’unico effetto, nei fatti, è stato quello tipico delle Diviene quindi necessario interrogarsi sulla liceità di questo meccanismo di plusvalenze
politiche di window dressing: imbellettare bilanci martellati da spese fuori controllo. fittizie.
Inter e Milan si sono quindi scambiati, a valore stratosferici, otto giocatori dai volti È indubbio, infatti, che la conclusione di operazioni di trasferimento dei calciatori rientri
99
sconosciuti, che non sono mai apparsi neppure nelle figurine Panini . nella sfera di autonomia gestionale che la legge attribuisce agli amministratori, i quali
Nel panorama delineato paiono significative le operazioni che emergono dal bilancio sono altresì liberi – sia pure entro i limiti dell’ordinaria diligenza e prudenza stabiliti
della Roma al 30 giugno 2002: 95 milioni di guadagno realizzati vendendo 26 giovani a dalla legge – di stabilire in che modo regolare tali contratti102.
prezzi stratosferici, diversi dei quali a squadre di B100. La società di Trigoria Il ricorso sistematico alla permuta, pertanto, costituisce un modo legittimo di operare,
successivamente ha acquisito in comproprietà quasi tutti i calciatori (23 su 26), che evita il più oneroso impiego di risorse finanziarie.
annullando di fatto circa 40 milioni delle plusvalenze dichiarate in bilancio. Tale A ben vedere, però, l’obbligo di prudenza nelle valutazioni, che grava
politica contabile fu criticata dalla società di revisione Grant Thornton, che nella sull’amministratore a norma dell’art. 2423, comma 1, n.1, c.c., implica che questi, una
relazione al bilancio 2002 sottolinea che “le cessioni non sempre si concretizzano volta compiuta l’operazione in questione, debba verificare l’idoneità del calciatore di
finanziariamente per la loro interezza a beneficio dell’elevata esposizione debitoria, in cui si è assicurati le prestazioni a effettuare il suo compito con adeguata competenza nel
quanto gli effetti delle cessioni stesse vengono spesso compensati con corrispondenti campionato in cui milita la società; in caso tale verifica dia esito negativo,
acquisti in contropartita di altri calciatori che appesantiranno gli ammortamenti dei l’amministratore sarebbe tenuto a procedere alla svalutazione per perdita durevole di
bilanci futuri”101. valore di cui all’articolo 2426, n.3, c.c. dei relativi diritti pluriennali. Con ogni
probabilità, tale svalutazione compenserebbe la plusvalenza realizzata sul calciatore
99
Ibidem. Nell’articolo si legge anche che “Lo scambio degli otto carneadi di San Siro è da 2 anni
all’attenzione della procura di Milano, nell’ambito di una più ampia indagine che coinvolge quasi tutte le
ceduto103.
procure d’Italia e 42 squadre di serie A e B, per il sospetto di plusvalenze fasulle. Ma finora nessun Si sottolinea, infine, come sull’affaire plusvalenze siano state aperte diverse indagini da
inquirente è andato al di là delle contestazioni preliminari e degli avvisi di garanzia, che hanno raggiunto
con maggior clamore i vertici delle tre squadre quotate in borsa (Juventus, Roma, Lazio). I dirigenti del parte della procura della Repubblica di Milano e di Roma, che sono tuttora in corso104.
club non quotati, 39 tra A e B, sono più protetti: il falso in bilancio può essere contestato solo su querela
da parte di un socio. A meno che non si superi la soglia di non punibilità, nel qual caso il pubblico
102
ministero procede d’ufficio. È l’effetto della riforma del diritto penale societario, che ha anche ridotto da Cfr. [Link], I bilanci delle società di calcio: le ragioni di una crisi, Egea, Milano 2004,
cinque a quattro anni di carcere la pena massima per il falso in bilancio nelle società quotate”. pag. 55.
100 103
La plusvalenza più alta (10,97 milioni) fu ottenuta con la vendita di Franco Brienza al Palermo, Ibidem, pag. 56.
104
squadra che all’epoca era dello stesso padrone della Roma, Franco Sensi. In particolare, l’inchiesta della procura di Milano riguarda presunti falsi in bilancio di Milan e Inter e
101
Cfr. [Link], [Link]., pag. 102. vede tra gli indagati il vicepresidente del Milan Adriano Galliani, il presidente dell’Inter Massimo Moratti
194 195
Tornando all’esame dei dati riportati nella Tabella 34 si evidenzia come il reddito ante- La lente dell’Amministrazione Finanziaria sulle società di calcio è diventata ancora più
imposte segua lo stesso andamento del reddito operativo di secondo livello, in quanto grande in seguito ad alcuni recenti provvedimenti approvati dal Parlamento.
l’incidenza dei proventi e oneri diversi è irrisoria. In particolare l’offensiva fiscale sui club calcistici si è giocata su tre campi, due nuovi e
Infine, la dinamica del reddito netto d’esercizio mostra un risultato complessivo uno già collaudato108:
negativo in ben sei anni sui sette indagati; soltanto nella stagione 1999/2000 il risultato a) il primo è un giro di vite sui contratti dei calciatori;
netto registra un utile e non una perdita, peraltro bassissimo in quanto pari solo al 3% b) il secondo prende di mira le sponsorizzazioni;
della valore della produzione. c) il terzo punta sugli accertamenti a tappeto circa la regolarità dei versamenti Irap.
Nei restanti sei esercizi la perdita complessiva annuale oscilla in termini assoluti tra gli In merito al punto sub a), l’articolo 35 comma 35 bis del decreto legge 223/2006, c.d.
11 milioni di euro del 1999 e i 535 milioni di euro del 2003. In particolare si osserva “decreto Bersani”, ha introdotto l’obbligo, per le società calcistiche professionistiche, di
come siano stati gli ultimi esercizi (2003 e 2004) a far registrare le perdite maggiori inviare per via telematica all’Agenzia delle Entrate la copia dei contratti degli atleti
(pari rispettivamente al 46% e al 39% del valore della produzione), mentre nei primi professionisti e la possibilità di acquisire, da parte delle Entrate, informazioni sui
anni indagati i risultati negativi si attestano su valori più modesti (6% del valore della contratti dalle Federazioni calcistiche estere.
produzione nel 1998 e 2% nel 1999)105. Per quanto concerne il punto sub b), il Decreto Legge 262/06, collegato alla Finanziaria
2007, ha esteso l’obbligo di invio on line anche ai contratti di sponsorizzazione stipulati
196 197
I club spagnoli, ad esempio, quando acquistano un giocatore versano al Fisco il 25% Tabella 36: Capitale investito nelle società di seria A dal 1998 al 2004. Dati in migliaia di euro.
30/06/1998 30/06/1999 30/06/2000 30/06/2001
dell’ingaggio lordo, mentre in Italia l’Irpef è al 44%. Se ad esempio il Real Madrid Liquidità netta -180 0% -19857 -1% 61253 3% -83709 -3%
Altre attività a breve 377.912 35% 501.519 30% 684.390 28% 884.403 30%
vuole garantire 4 milioni netti a Cassano per una stagione, spenderà poco più di 5,3 Attivo circolante 377.732 35% 481.662 29% 745.643 31% 800.694 27%
milioni, mentre una squadra italiana dovrà metterne sul piatto circa 7,2. Diritti alle prest. dei giocatori 570.899 53% 914.944 56% 1.316.194 55% 1.635.502 56%
Oneri pluriennali ex lege 282 0 0% 0 0% 0 0% 0 0%
Al pari dell’Italia a livello di tassazione degli ingaggi si colloca la Germania (44%), Altre attività immobilizzate 138.452 13% 250.503 15% 344.413 14% 498.798 17%
Attivo fisso 709.351 65% 1.165.447 71% 1.660.607 69% 2.134.300 73%
meglio è messa l’Inghilterra (38%), mentre l’aliquota marginale francese si attesta
Capitale investito netto 1.087.083 100% 1.647.109 100% 2.406.250 100% 2.934.994 100%
addirittura al 50%111. 30/06/2002 30/06/2003 30/06/2004
Liquidità netta -91638 -2% -129604 -4% -69214 -3%
Altre attività a breve 1.056.027 29% 875.769 29% 605.754 25%
4 L’analisi dello Stato Patrimoniale delle società calcistiche Attivo circolante 964.389 26% 746.165 25% 536.540 22%
Diritti alle prest. dei giocatori 2.033.477 55% 639.985 21% 566.883 24%
Oneri pluriennali ex lege 282 0 0% 1.059.764 36% 859.610 36%
4.1 Il capitale investito
Altre attività immobilizzate 675.406 18% 534.516 18% 424.036 18%
Attivo fisso 2.708.883 74% 2.234.265 75% 1.850.529 78%
Il capitale investito delle società di serie A cresce dalla stagione 1997/98 a quella Capitale investito netto 3.673.272 100% 2.980.430 100% 2.387.069 100%
Fonte: nostra elaborazione su dati Lega Calcio.
2003/04 del 120%, passando da 1 miliardo e 87 milioni di euro del 1998 ai 2 miliardi e
387 milioni del 2004. La crescita risulta costante fino al 2002, anno a partire del quale il Il valore degli oneri pluriennali ex D.L. 282 è abbastanza cospicuo se si pensa che nel
dato inizia a diminuire. 2003 ammonta al 36% del capitale investito mentre nel 2004 si attesta al 36%.
La voce dell’attivo maggiormente rilevante è quella relativa ai diritti alle prestazioni Per quanto riguarda le altre voci dell’attivo si segnala come nel periodo indagato risulti
sportive dei calciatori, il cui valore oscilla nel periodo 1998-2004 tra il 21,5% e il completamente pari a zero il valore del magazzino, a conferma di quanto già esposto nel
55,7% del totale delle attività (Tabella 36). paragrafo 2.7.5, mentre il valore delle attività a breve, pur attestandosi intorno al 30%
In particolare fino al 2002 tale classe di valore supera sempre il 50% del totale del capitale investito risulta sempre inferiore a quello delle passività a breve (riportato
dell’attivo, poi a partire dal 2003 con l’entrata in vigore del D.L. 282 le società hanno nella Tabella 37).
svalutato il loro parco giocatori e conseguentemente i valore dei diritti è calato
Tabella 37: Composizione delle fonti di finanziamento società di serie A dal 1998 al 2004. Dati in
repentinamente, attestandosi nel 2002 al 21% e nel 2004 al 24% del capitale investito. migliaia di euro.
Nel bilancio, però, tali diritti sono sempre presenti anche se assumono una diversa 30/06/1998 30/06/1999 30/06/2000 30/06/2001
Passività a breve 656.121 60% 1.026.341 62% 1.571.235 65% 1.904.297 65%
denominazione. A partire dal 2003, infatti, nello Stato Patrimoniale compare la voce Passività a m-l termine 178.668 16% 352.966 21% 461.584 19% 571.179 19%
Patrimonio Netto 289.933 27% 279.039 17% 338.653 14% 592.958 20%
“Oneri pluriennali da ammortizzare ex D.L. 282”. Risultato netto d'esercizio -37.639 -3% -11.237 -1% 34.777 1% -133.440 -5%
Fonti di finanziamento 1.087.083 100% 1.647.109 100% 2.406.249 100% 2.934.994 100%
Quest’ultima classe di valore rappresenta la parte di svalutazione dei diritti pluriennali
30/0 6/2002 30/06/2003 30/06/2004
che anziché essere completamente imputata nel Conto Economico viene capitalizzata Passiv ità a breve 2.400.509 65% 2.344.239 79% 1.756.421 74%
Passiv ità a m -l term ine 794 .732 22% 449.130 15% 584.475 24%
per essere poi spesata annualmente attraverso il processo di ammortamento. Patrim onio N etto 757 .141 21% 722.654 24% 498.219 21%
R isultato netto d 'esercizio -27 9.110 -8% -535.593 -18% -452.046 -19%
Fon ti d i fin anziam en to 3.673.272 100% 2.980.430 100% 2.387.069 100%
Fonte: nostra elaborazione su dati Lega Calcio.
111
Per approfondimenti si rimanda a S. Cantalupi, Italia a caccia delle stelle perdute, in “La Gazzetta
dello Sport”, 1/08/06, pag. 2.
198 199
Infine si sottolinea come il dato della liquidità netta sia sempre negativo nei sette anni Soffermandosi ulteriormente sull’indebitamento, si può osservare come nel corso
dell’indagine in quanto il valore dell’indebitamento bancario a breve supera in termini dell’intero periodo osservato il valore dei mezzi di terzi risulti sempre superiore rispetto
assoluti quello delle disponibilità liquide. al valore della produzione (Tabella 39).
Tabella 39: Rapporto tra valore della produzione e mezzi di terzi dal 1998 al 2004.
4.2 La struttura finanziaria 30/06/1998 30/06/1999 30/06/2000 30/06/2001 30/06/2002 30/06/2003 30/06/2004
VP 649.833 713.737 1.058.902 1.150.676 1.126.118 1.161.993 1.152.717
MT 834.789 1.379.307 2.032.819 2.475.476 3.195.241 2.793.369 2.340.896
Analizzando la composizione delle fonti di finanziamento nel periodo 1998-2004 VP/MT 0,78 0,52 0,52 0,46 0,35 0,42 0,49
(Tabella 37) balza all’occhio l’eccessivo ricorso all’indebitamento delle società di Fonte: nostra elaborazione su dati Lega Calcio.
calcio in luogo dell’immissione nell’attività di capitali a titolo di rischio. Più nel dettaglio si sottolinea come il rapporto segua un andamento decrescente dal
La voce principale del passivo risultano essere i debiti a breve termine, la cui incidenza 1998 fino al 2002, passando da 0,78 a 0,35; a partire dall’anno successivo, invece,
sul totale delle fonti lungo tutto l’arco temporale osservato è sempre superiore al 60%. l’indice risulta crescente attestandosi a 0,42 nel 2003 e a 0,49 nel 2004.
Nel periodo indagato, il rapporto tra mezzi di terzi e mezzi propri, come illustrato nella Analizzando nello specifico la situazione delle singoli club, la Tabella 40 evidenzia
Tabella 38, risulta essere crescente. come soltanto 7 società su 20 riportino al 30 giugno 2005 un valore della produzione
Tabella 38: Rapporto di indebitamento: MT/MP. superiore all’importo totale dei debiti.
30/06/1998 30/06/1999 30/06/2000 30/06/2001 30/06/2002 30/06/2003 30/06/2004
MT 834.789 1.379.307 2.032.819 2.475.476 3.195.241 2.793.369 2.340.896 Tabella 40: Rapporto tra valore della produzione e debiti totali delle società di Serie A al 30 giugno 2005.
MP 252.294 267.802 373.430 459.518 478.031 187.061 46.173
Valore Debiti
MT/MP 3,31 5,15 5,44 5,39 6,68 14,93 50,70
produzione totali A/B
Fonte: nostra elaborazione su dati Lega Calcio. (A) (B)
Milan 230,9 250,9 0,92
Analizzando nel dettaglio l’indice si osserva come dal 1998 al 2002 aumentino ogni Juventus 230,0 170,1 1,35
Inter 195,2 275,3 0,71
anno sia i mezzi di terzi sia quelli propri; in particolare i primi crescono al ritmo medio Roma 136,5 101,8 1,34
del 41% annuo, i secondi aumentano mediamente del 18% all’anno. Conseguentemente Lazio 75,1 222,0 0,34
Parma 56,1 48,4 1,16
l’indice risulta crescente passando dal valore di 3,31 del 1998 a quello di 6,68 del 2002. Palermo 43,9 47,6 0,92
A partire dal 2003, invece decrescono sia l’indebitamento sia il patrimonio netto. La Bologna 35,7 18,3 1,95
Fiorentina 32,7 74,5 0,44
loro dinamica, però, è molto diversa. Infatti i mezzi di terzi diminuiscono del 12% nel Sampdoria 31,2 45,4 0,69
Messina 30,7 34,1 0,90
2003 e del 16% del 2004, mentre i mezzi propri calano nel 60% nel 2003 e del 75% nel
Udinese 29,8 59,3 0,50
2004. Di conseguenza negli ultimi due anni analizzati il rapporto di indebitamento è Cagliari 29,2 29,1 1,00
Atalanta 27,3 43,8 0,62
pari a 14 nel 2003 e addirittura a 50 nel 2004. Reggina 26,4 32,4 0,81
Il notevole incremento è causato dalle ingenti perdite d’esercizio riportate nel 2003 e nel Brescia 24,6 31,4 0,78
Chievo 24,2 36,4 0,66
2004 che fanno ridurre i mezzi propri delle società, obbligando gli azionisti a Lecce 22,8 23,7 0,96
Siena 21,3 20,3 1,05
ricapitalizzare la struttura finanziaria mediante l’iniezione di nuovi capitali a titolo di
Livorno 20,9 11,7 1,79
rischio. Totale 1324,5 1576,5 0,84
Fonte: nostra elaborazione su dati “Il Sole 24 Ore”.
200 201
In particolare le società che rispettano il rapporto sono iscritte automaticamente al
La società posizionata meglio sotto questo punto di vista è il Bologna il cui valore della
campionato e ammesse alla campagna trasferimenti, mentre i club che riportano un
produzione è quasi il doppio rispetto al dato dell’indebitamento. Il rapporto supera
valore del rapporto inferiore a 3 non sono ammesse ad operazioni di acquisizione del
abbondantemente l’unità anche nel caso di Livorno, Juventus e Roma; mentre risulta
diritto alle prestazioni dei calciatori, salvo che le acquisizioni stesse trovino integrale
essere leggermente maggiore di 1 nel caso di Parma, Siena e Cagliari.
copertura in precedenti o contestuali cessioni113.
Per tutte le altre società il quoziente risulta inferiore all’unità, conseguentemente il
A seconda della gravità dell’infrazione, stabilita in base al valore del rapporto, si può
valore dell’indebitamento è superiore rispetto al valore della produzione.
poi giungere alla sospensione dei contributi federali o addirittura alla mancata iscrizione
I dati più critici sono quelli riportati dalla Fiorentina (rapporto pari a 0,44) e dalla Lazio
al campionato.
(il cui dato è pari a 0,33) che evidenziano un indebitamento di gran lunga maggiore
Con i dati a disposizione non si può calcolare in maniera precisa tale rapporto in quanto
rispetto alla valorizzazione della loro attività produttiva.
la composizione dei due aggregati (ricavi e indebitamento) va attentamente valutata.
Il raffronto tra ricavi e indebitamento è importante non solo ai fini dell’analisi della
In particolare secondo le norme stabilite dalla Figc, i ricavi da considerare al numeratore
situazione finanziaria delle società, ma anche ai fini dell’iscrizione al campionato di
del rapporto sono114:
serie A.
gli incassi lordi da gare, compresi gli abbonamenti ed i proventi da
Infatti ai sensi dell’art. 85 delle Norme organizzative interne della Federcalcio, le
sponsorizzazioni;
società entro quarantacinque giorni dalla fine di ciascun trimestre dell’esercizio (30
i proventi derivanti dalle convenzioni con Enti e società radio-televisive e altri
settembre, 31 dicembre, 31 marzo, 30 giugno) devono far pervenire alla Covisoc112 un
relativi ad operazioni di pubblicità e concessioni varie;
prospetto con l’indicazione del rapporto ricavi/indebitamento riferito a ciascuna delle
i ricavi, comprensivi delle plusvalenze da negoziazione dei diritti alle prestazioni dei
quattro date.
calciatori (ivi compresi i premi di valorizzazione ed i proventi da
Il valore limite del parametro è stabilito nella misura minima di tre unità di ricavo per
compartecipazione) al netto delle perdite sopportate per il medesimo titolo;
una unità di indebitamento, cioè a dire in un rapporto pari a 3.
i ricavi derivanti dalla cessione temporanea del diritto alle prestazioni di calciatori al
Tale rapporto viene utilizzato:
netto delle perdite sopportate per il medesimo titolo.
in sede di iscrizione al campionato;
Una volta individuati tali aggregati occorre poi effettuare alcune rettifiche, in quanto i
in sede di trasferimento degli atleti;
ricavi conseguiti nella stagione precedente dalle società promosse al campionato di serie
per il versamento dei contributi federali alle società.
superiore sono aumentati del 60% ovvero in misura pari al maggior ammontare del
112
contributo federale rispetto a quello della serie inferiore; mentre i ricavi conseguiti nella
Dal 1993 fino al settembre del 2001 presidente della Covisoc è stato il professor Victor Uckmar, uno
dei principali tributaristi italiani, che ha lasciato il segno per le sue massime sul calcio, tra le quali si stagione precedente dalle società retrocesse al campionato di serie inferiore sono
ricordano:
− “Nei prospetti delle società di calcio si dovrebbe scrivere che l’investimento in tali attività è diminuiti del 30% ovvero in misura pari al minor ammontare del contributo federale
sconsigliato a vedove e orfani” (estratto da M. Vitale-G. Ormezzano, Fenomeno Chievo. Economia,
rispetto a quello della serie superiore.
costume, società, una squadra di quartiere contro il calcio miliardario, Libri Scheiwiller, Milano
2002); Per quanto concerne il denominatore del rapporto, l’indebitamento da considerare ai fini
− “I possibili acquirenti delle società di calcio scappano a causa dei costi astronomici e di
preoccupazioni di bilancio, perciò a queste cifre nel calcio possono entrare soltanto grandi gruppi del calcolo comprende tutti i debiti e gli impegni verso terzi di qualsiasi natura, fatta
industriali” (Ibidem);
− “I club sono entrati in Borsa per fare soldi e truffare gli azionisti” (in “Il Sole 24 Ore”, 12/01/07). eccezione per debiti infruttiferi e postergati verso soci, nonché per debiti di
Lo stesso Uckmar ha più volte lamentato la tendenza verso bilanci poco trasparenti e verso lo
113
svuotamento del ruolo della Covisoc, sottolineando come «Sono cocciuto, mi piacerebbe continuare. Mi Cfr. A. Tanzi, [Link].
114
spaventa, però, il disordine della federazione». Cfr. [Link], [Link]. Cfr. [Link].
202 203
compartecipazioni ex art. 102 bis, sino ad un importo corrispondente al valore delle Ecco, dunque, l’importanza di monitorare periodicamente l’esposizione debitoria
stesse iscritte nell'attivo dello Stato Patrimoniale. considerando certi tutti i debiti, di qualsiasi natura, con la sola esclusione di quelli verso
I debiti verso l’Erario sono indicati al netto degli eventuali crediti compensabili entro i i soci. La struttura stessa dell’indice impone, inoltre, di prescindere dai crediti e dal loro
dodici mesi successivi alla data dell’insorgenza. In caso di rateizzazione dei debiti verso realizzo, privilegiando, invece, l’aspetto economico dell’attività caratteristica117.
l’Erario e/o verso gli Enti Previdenziali si tiene conto delle rate correnti nonché di Dalla sola lettura dei dati riportati nella Tabella 1 sembrerebbe impossibile per le
quelle in scadenza nella stagione sportiva successiva. società registrare un rapporto ricavi/indebitamento superiore a tre; in realtà ciò accade
I debiti sono, inoltre, ridotti dell’ammontare delle attività finanziarie con scadenza non grazie al contributo fondamentale apportato dalle plusvalenze derivanti dalla cessione
superiore a 12 mesi, risultanti nella contabilità sociale alle voci “Disponibilità liquide” e dei calciatori. Soltanto questa forma di ricavo, peraltro contemplata esplicitamente dalla
“Altri titoli”. Figc nel calcolo del rapporto, permette quindi alle società di osservare il vincolo posto
Sono compresi nell’indebitamento, se passivi, o sono portati a riduzione dalla federazione stessa118.
dell’indebitamento, se attivi, i saldi finanziari delle operazioni di trasferimento, tra
società italiane, dei diritti alle prestazioni dei calciatori, inclusi gli impegni biennali. 5 Un quadro di sintesi: redditività e struttura finanziaria delle società di calcio in
115
Il parametro federale esaminato si pone come obiettivo di migliorare la solidità delle Italia
singole società. Infatti, ponendo al denominatore l’indebitamento verso i terzi, spinge i
club ad un suo contenimento in relazione al volume di ricavi ottenuto; in tal modo si Le considerazioni svolte nelle pagine precedenti hanno delineato il mutamento generale
pongono le premesse per una maggiore capitalizzazione e, quindi, un miglioramento che ha interessato il mondo del calcio in questo ultimo decennio.
della solidità116. I principali aspetti riguardanti le società di serie A emersi nell’analisi sono stati:
In ogni caso l’esperienza pratica ha permesso di dare il giusto risalto all’importanza a) la riduzione dei proventi derivanti dal botteghino;
dell’indice “Ricavi/Indebitamento”. Una delle maggiori anomalie della gestione delle b) l’incremento delle entrate provenienti dalla cessione dei diritti televisivi;
società di calcio è, infatti, l’incapacità di contenere gli impegni assunti entro i limiti c) la concentrazione di oltre il 60% del totale dei ricavi in soli quattro club;
permessi dalle risorse proprie delle società. d) la diversa composizione dei ricavi delle società italiane rispetto a quelle europee;
L’esigenza, in particolare, di assicurarsi le prestazioni di atleti di punta, in grado dare e) la crescita dei compensi medi corrisposti ai calciatori fino ai primi anni del duemila,
lustro alle attività sportive ha spesso indotto gli amministratori ad operare più come cui è seguita una diminuzione a partire dal 2003;
tifosi, spesso condizionati dagli umori della “piazza”, che come oculati imprenditori. 117
“La scelta operata pare lanciare un chiaro messaggio e cioè che le società devono trovare nella loro
Sono, infatti, molti gli esempi di onerose campagne acquisti e di ingaggi faraonici che capacità di produrre spettacoli di richiamo, in grado di attirare numerosi spettatori e di favorire la
conclusione di remunerativi contratti di sponsorizzazione e pubblicitari, le risorse per una corretta
hanno, di fatto, compromesso in maniera irrimediabile la solvibilità delle imprese. gestione aziendale, indipendentemente quindi dall’opportunità, del tutto aleatoria, di allevare nel proprio
vivaio il <campioncino>, la cui cessione permette di realizzare entrate tanto ingenti quanto
115 imprevedibili”. Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 294.
Per solidità si intende la capacità di un’azienda di perdurare nel tempo in modo autonomo, facendo
118
fronte con successo ad eventi esterni particolarmente significativi. Quanto più l’impresa è solida, tanto A ben vedere la federazione richiede alle società anche la trasmissione di altri due rapporti:
più avrà la possibilità di superare con successo gli eventi problematici senza compromettere la capacità di − Patrimonio netto contabile / Attivo patrimoniale;
produrre reddito e quindi senza pregiudicare la propria sopravvivenza. Cfr. C. Teodori, L’analisi di − Patrimonio netto contabile / Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori.
bilancio, Giappichelli, Torino 2000, pag. 121. Nel calcolo dei due quozienti, il patrimonio netto contabile è quello che risulta dalle scritture contabili
116
Cfr. idem, L’economia ed il bilancio delle società sportive. Il caso delle società di calcio, Giappichelli, alla voce patrimonio netto, compresi i finanziamenti dei soci postergati e detratti i crediti verso soci.
Torino 1995, pag. 256. L’autore sottolinea, altresì, la mancanza di omogeneità tra numeratore e L’attivo patrimoniale è, invece, dato dalla somma delle voci immobilizzazioni, attivo circolante e ratei e
denominatore. Infatti, la crescita dell’indebitamento può derivare da un potenziamento della squadra in risconti, risultanti dalla contabilità. Infine, per diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori si intendono
seguito alla necessità di partecipare a più competizioni; non si considera, però, l’impatto sui ricavi di tale quelli iscritti sotto tale voce nella contabilità sociale. La misura minima dei due parametri è stabilita
potenziamento (facendo riferimento a quelli dell’ultimo bilancio approvato) ma esclusivamente l’effetto annualmente dal Consiglio Federale su proposta della Covisoc. Cfr. Noif n. 85 su [Link].
finanziario da essi indotto.
204 205
f) la presenza costante di risultati della gestione caratteristica negativi, causati dal presidente, del direttore sportivo e del direttore generale, la triade che regge il calcio
sostenimento di costi operativi di gran lunga superiori al valore della produzione. italiano con risultati non esaltanti. (…) Il calcio è un mondo fortemente gerarchizzato,
Ciò mette seriamente in discussione l’equazione società di calcio uguale impresa dove, però, alla gerarchia formale (il presidente è una figura che non può essere messa
discussa nel capitolo precedente; in discussione), non corrisponde una cultura del rispetto delle regole (nel calcio
g) il contributo fondamentale assicurato dalle plusvalenze da cessione dei diritti alle professionistico abbiamo avuto scandali su passaporti, doping, falsi bilanci, scommesse;
prestazioni dei calciatori sull’ammontare del risultato netto d’esercizio, comunque mentre nel calcio dilettantistico vi è una totale trasgressione rispetto alle norme che
quasi sempre negativo; dovrebbero regolarne l’attività). Questo connubio di autoritarismo e irregolarità produce
h) la sottocapitalizzazione delle società, le quali presentano mezzi di terzi una cultura sostanzialmente del malaffare. Il calcio italiano può diventare un settore
abbondantemente superiori rispetto ai mezzi propri. florido e socialmente di sviluppo quando le pressioni esterne lo costringeranno a
Nel complesso, quindi, la situazione generale delle società di serie A non sembra cambiare regole e mentalità. (…) Fino a 20 anni fa, il calcio era un piccolo settore che
positiva, con i club endemicamente in perdita che non riescono a contenere i costi generava piccole perdite e in cui il mismanagement non rappresentava un costo sociale
operativi ad un livello inferiore a quello dei ricavi tipici. rilevante. Oggi, conti alla mano, non può essere più così. Ma al forte sviluppo
Si ritiene che una soluzione a tale problematica sia rappresentata da un’azione congiunta economico, in gran parte provocato dall’esplosione dei diritti Tv, non ha fatto seguito il
su tre fronti: ricambio della classe dirigente e dei metodi di gestione»119.
1. la riduzione del costo del lavoro, tendenza peraltro già in atto come illustrato in Il meccanismo delle plusvalenze e la cessione con successiva retro-locazione del
precedenza, ottenibile scommettendo sui giovani e investendo in maniera massiccia marchio societario sono state operazioni probabilmente finalizzate sia a mascherare la
nei vivai; reale situazione economico-finanziaria delle società calcistiche ed evitare lo spauracchio
2. la diversificazione delle fonti di ricavo, attualmente costituite in maniera assai del fallimento nel caso di mancata disponibilità di risorse necessarie per la
preponderante dai diritti televisivi. Per raggiungere tale obiettivo si potrebbe puntare ricapitalizzazione, sia a non peggiorare i conti delle società controllanti i club.
sulla gestione diretta dello stadio, sullo sviluppo di nuovi prodotti collegati al brand Le società dovrebbero, invece, puntare a valorizzare e a sfruttare il proprio marchio per
societario e sul potenziamento di tutte le attività legate al merchandising; fini commerciali e non a venderlo al miglior offerente per far cassa.
3. l’autonomia imprenditoriale delle società, le quali devono svincolarsi dalla figura Ogni tifoso è sufficientemente interessato ai dettagli tecnico-sportivi per vedere i match
del presidente-finanziatore sempre pronto a ripianare i conti sociali e a garantire con in televisione, ma il suo cuore apparterrà sempre ad una specifica squadra: la fedeltà
il proprio patrimonio personale le obbligazioni del club. tribale alla squadra locale trascende ogni altra considerazione. Anche se la sua squadra
Il management calcistico ha dimostrato fino ad ora di ignorare queste vie e di condurre sta passando un brutto momento e subisce una serie di sconfitte, la fedeltà dell’autentico
la gestione societaria sovente secondo criteri anti-economici, ricorrendo ad artifici tifoso continua ad essere indistruttibile. È possibile che si lamenti e critichi, ma non
contabili per abbellire i conti (politiche di window dressing) e per cercare di rinviare al abbandona la sua squadra120.
futuro nuove iniezioni di capitali di rischio, che attualmente sono indispensabili per i È questo il cavallo di battaglia che i club italiani devono fare proprio per i prossimi
club. anni. Le società devono effettuare una trasformazione genetica: non devono essere più
Scrive Marco Vitale: «il calcio italiano è oggi uno dei clamorosi casi di mismanagement semplici club calcistici, ma divenire a tutti gli effetti imprese operanti nel settore del
degli ultimi cinquant’anni (dopo la chimica e la siderurgia). Non a caso l’addetto più
119
[Link], [Link]., pag. 37.
competente, cioè l’allenatore, è quello più fragile e sballottato dai capricci del 120
G. Falsanisi-E.F. Giangreco, Le società di calcio del 2000. Dal marketing alla quotazione, Rubbettino,
Catanzaro 2001, pag. 32.
206 207
tempo libero, in grado come tali di attirare, oltre che lo zoccolo duro della tifoseria per
IV. LE SOCIETÀ DI CALCIO DA CLUB A IMPRESE:
quanto attiene ai profili sportivi dell’attività economica, anche l’appassionato o il
semplice curioso. LE NUOVE FONTI DI RICAVO
È su questo punto che si gioca il futuro e la credibilità dei club italiani a livello europeo Lo stadio ha supplito le cattedrali per il pieno domenicale
Monsignor Gaetano Bonicelli, arcivescovo emerito di Siena (1924)
e a livello mondiale. D’altronde, la corsa alla gestione diretta degli impianti o la
costruzione diretta degli stessi, se da un lato rappresenta un primo passo necessario per 1 Introduzione
avere maggiori garanzie patrimoniali, dall’altro costituisce il punto di partenza per
La partita era stata anticipata al venerdì pomeriggio perché la domenica coincideva con
l’effettiva consacrazione delle società di calcio in società di entertainment.
la festività di Sant’Agata, patrona di Catania, e le forze dell’ordine non potevano
Fino a quando ciò non accadrà, il mutamento dei club italiani non potrà dirsi realizzato.
contemporaneamente garantire il normale svolgimento sia della fiera cittadina sia del
big-match allo stadio Massimino. Catania-Palermo già dalla vigilia era considerata
come partita a rischio incidenti, vista la grande rivalità esistente tra le due tifoserie. Mai,
però, si sarebbe pensato che potesse accadere, ciò che in realtà è stato.
Venerdì 2 febbraio 2007 ore 18: l’arbitro Farina fischia l’inizio del derby della Sicilia.
La partita scivola via tra contestazioni sugli spalti, insulti e lanci di lacrimogeni e
fumogeni, tanto che il direttore di gara è costretto a interrompere la gara per più di
mezz’ora. Poi il gioco riprende e tra goal festeggiati e contestati si arriva al fischio
finale sul 2 a 1 per il Palermo. La sconfitta non fa altro che riscaldare ulteriormente gli
animi dei supporters catanesi, che all’esterno dello stadio danno luogo ad una vera e
propria guerriglia urbana: cassonetti incendiati, sassaiole, lancio di oggetti e petardi nei
dintorni dell’impianto sportivo. Purtroppo negli scontri tra forze dell’ordine e tifosi
inferociti ad avere la peggio è un povero poliziotto di 38 anni, Filippo Raciti, sposato
con due figli, che perde la vita dopo essere stato colpito nel corso dei tafferugli1.
Morire per una partita di calcio: una cosa insensata e impensabile per una società civile
come la nostra, che si ripete per due volte nel breve volgere di una settimana. Prima di
Raciti, infatti, sabato 27 gennaio aveva perso la vita, a Luzzi nel Cosentino, Ermanno
1
“Catania ore 21: Poliziotto ucciso il calcio chiude. Campionati sospesi a tempo indeterminato”. Questa
l’apertura de La Gazzetta dello Sport di sabato 3 febbraio 2007. In prima pagina si legge: “Gravissimi
incidenti prima, durante e dopo la partita vinta dal Palermo (2-1), a lungo interrotta per lacrimogeni. Fitta
sassaiola e ripetuti assalti. Oltre 150 feriti: 26 poliziotti e 4 carabinieri; venti fermati, ospedali in tilt. Il
mezzo della polizia attaccato perché a bordo si trovava un tifoso della squadra rivale; ma c’è anche
un’altra versione. L’ispettore capo Filippo Raciti, 38 anni, sposato con due figli, ucciso da una bomba-
carta. È il secondo morto in una settimana. Pancalli: «Questo non è sport. Per me la vita umana non ha
prezzo. Ora basta, veramente basta». Stop anche per le nazionali”.
208 209
Licursi, dirigente della Sammartinese squadra di terza categoria, il quale era stato norma (inizialmente tutti tranne quattro in Serie A); per poi concedere gradualmente
picchiato mortalmente mentre cercava di sedare una rissa2. l’ok – totale per nove squadre e parziale per le altre otto – a tutti gli stadi5.
Il mondo del calcio si ferma per una giornata per riflettere sull’accaduto e meditare le Dopo la tragedia di Catania, i club – in lite con i Comuni sulla ripartizione delle spese,
soluzioni future da implementare affinché episodi come quello di Catania non si complessivamente ammontanti a 35 milioni di euro – hanno portato a termine lavori
ripetano più. sugli impianti e sulla sicurezza che si trascinavano da almeno un anno e mezzo,
Si parla di interventi drastici per reprimere la violenza, di vietare l’ingresso del pubblico dall’uscita del Decreto Pisanu il 6 giugno del 20056. Spazi adeguati all’ingresso,
negli stadi non in regola, di ispirarsi all’esperienza dell’Inghilterra, dove il fenomeno organizzazione dei controlli, sistemi d’accesso regolati da speciali tornelli che
hooligans è stato represso con interventi concreti sia a livello legislativo sia a livello di permettono il passaggio di un solo spettatore alla volta se in possesso di regolare
strutture sportive. biglietto nominativo. Ma anche sistemi di video-sorveglianza e di illuminazione interni
L’emozione, la rabbia ed un minimo di buon senso portano le istituzioni dello sport e il ed esterni, recinzioni e locali attrezzati per le forze della polizia. Sono questi, nella
Governo ad intervenire con decisione: campionati bloccati3 e leggi più severe per i tifosi maggioranza dei casi, i problemi risolti a tempo di record in quasi tutte le città, da
violenti4. Dal blocco totale si passa in fretta alle partite a porte chiuse per gli stadi non a Milano e Messina.
Il calcio italiano, però, necessita di una svolta più profonda di quella effettuata dopo i
2 fatti di Catania; in particolare, occorre “risolvere e non eludere i problemi di fondo,
Oltre a Raciti e a Licursi in Italia ci sono state altre 16 persone che hanno perso la vita in occasione di
partite di calcio negli ultimi 40 anni: Gaetano Plaitano (colpito da un proiettile in Salernitana-Piacenza del perché nel sistema attuale si stanno compromettendo non solo i valori morali, ma anche
’63), Vincenzo Paparelli (ucciso da un razzo nel derby dell’Olimpico nel ’79), Andrea Vitone (morto nel
rogo del treno dopo Bologna-Roma ’82), Stefano Furlan (morto per botte durante Triestina-Udinese ’84), quelli fondamentali del business. I dirigenti oggi continuano a pensare solo ai diritti
Marco Fonghessi (coltellata all’aorta alla fine di Milan-Cremonese ’84), Giuseppe Tomasetti (accoltellato
nell’86), Nazzareno Filippini (linciato con sassi e bastoni dopo Ascoli-Inter ’88), Antonio De Falchi televisivi (quando sono disposti a riprendere a giocare anche a porte chiuse, cioè
(ucciso a San Siro prima di Milan-Roma ’89), Salvatore Morchella (ucciso sul treno Ragusa-Messina nel
’94), Vincenzo Spagnolo (accoltellato prima di Genoa-Milan del ’95), Ciro Alfieri, Giuseppe Diodato,
nell’ambiente più surreale che si possa immaginare) oppure mirano alle ricche
Vincenzo Loi e Simone Vitale (morti nel rogo del treno Piacenza-Salerno nel ’99), Antonio Currò sponsorizzazioni (quando ingaggiano giocatori forti più sui media che in campo)”7.
(colpito da una bomba carta in Messina-Catania del 2001), Sergio Ercolano (caduto dalle gradinate in
Avellino-Napoli del 2003). A questi si devono aggiungere i 32 italiani periti il 29 maggio 1985 allo stadio Viceversa, l’esperienza inglese fornisce esempi su cui meditare sia nella lotta alla
Heysel di Bruxelles prima della finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool. Per approfondimenti
si rimanda a Morti per una partita, in “La Gazzetta Sportiva”, 4/02/07, pag. 5. violenza sia nella proficua gestione del business calcistico.
3
Tutte le competizioni calcistiche di club, dalla Serie A alla Terza Categoria, in programma sabato 3 e
domenica 4 febbraio vengono sospese. Stop anche alle gare delle nazionali (salta il match amichevole tra
Italia e Romania in programma il 7 febbraio).
4
Il Governo interviene con lo strumento della decretazione d’urgenza varando il Decreto Legge n. 8 − aumenta da 36 a 48 ore il periodo di tempo durante il quale le forze dell’ordine possono visionare i
dell’8 febbario 2007 rubricato “Misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza filmati delle telecamere e identificare i responsabili dei disordini.
connessi a competizioni calcistiche”. Il testo, diviso in 12 articoli, apporta modifiche ai due decreti legge 5
Inizialmente gli stadi in regola in serie A erano quelli di Roma, Torino, Genova, Palermo e Siena. Dopo
Pisanu (il 28/03, convertito dalla Legge 88/03 e il 162/05, convertito dalla Legge 210 del 2005). I gli interventi sono stati dichiarati idonei anche quelli di Cagliari, Messina, Parma e Reggio Calabria; sono
principali aspetti stabiliti dal decreto sono i seguenti: stati invece aperti solo per gli abbonati le strutture di Ascoli, Bergamo, Empoli, Firenze, Livorno, Milano,
− potranno entrare negli stadi che non sono a norma i tifosi che hanno un abbonamento annuale a Udine e Verona. Lo stadio di Catania, invece, è stato squalificato per cinque mesi fino al 30 giugno 2007.
condizione che gli stadi dispongano di biglietti numerati, varchi dotati di metal detector all’ingresso e La squadra del presidente Pulvirenti ha dovuto, dunque, disputare le restanti gare casalinghe in campo
barriere che impediscano ai sostenitori delle due squadre di venire in contatto o di invadere il campo; neutro e senza pubblico, oltre che versare un’ammenda di 50mila euro.
6
− il giudice (non più il questore, come invece previsto dalla Legge 401 del 1989) dispone il divieto di Il Decreto Pisanu prevede il rispetto di alcuni requisiti minimi affinché uno stadio venga dichiarato
accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive (in sigla Daspo) per i tifosi che risultano conforme; in particolare: biglietti elettronici nominativi, video-sorveglianza negli stadi con più di 10mila
denunciati o condannati, con sentenza definitiva, per aver preso parte a episodi di violenza su persone spettatori, varchi d’accesso con tornelli, steward messi a disposizione dei club, zone di prefiltraggio,
o cose. Chi viene colpito dal provvedimento restrittivo ha anche l’obbligo di presentarsi in un ufficio barriere “a scomparsa”. Purtroppo le società hanno aggirato questa norma con l’aiuto dei prefetti che
o in un comando di polizia durante lo svolgimento delle manifestazioni sportive; domenica dopo domenica concedevano una deroga per la disputa dell’incontro casalingo.
− è prevista la reclusione, da uno a quattro anni, per chiunque lanci e utilizzi, nei luoghi in cui si In merito ai biglietti nominativi si sottolinea come la trasmissione televisiva di Italia Uno “Le Iene” ha
svolgono manifestazioni sportive, razzi, bengala, fuochi artificiali e per chi fa uso di bastoni e oggetti mostrato come anche un sedicente Karl Marx potesse comprare un biglietto (ovviamente senza
contundenti. La pena aumenta se dal fatto deriva lo slittamento del fischio di inizio, la sospensione, documento) ed entrare in uno stadio ritenuto sicuro ed in regola. Il tutto è accaduto domenica 25 febbraio
l’interruzione e la cancellazione della manifestazione sportiva. Sono inoltre previsti dai sei mesi ai tre 2007 in occasione di Roma-Reggina.
7
anni di reclusione per chi è trovato in possesso di oggetti contundenti; M. Onado, Quel virus che il calcio non riesce a debellare, in “Il Sole 24 Ore”, 8/02/07.
210 211
Nella terra d’oltre Manica l’11 maggio 1985 nello stadio di Bradford si sviluppò un − la completa ristrutturazione degli impianti con l’eliminazione delle barriere tra il
incendio, probabilmente originato da un fiammifero o da una sigaretta, che interessò campo di gioco e la tribuna, seggiolini in tutti i settori, capienza di almeno 20mila
un’intera tribuna dell’impianto. A causa di questo incendio persero la vita 56 persone, posti e possibilmente dotati di box privati, uso di telecamere a circuito chiuso;
mentre altre 265 subirono conseguenze di diversa entità. Quattro anni più tardi, il crollo − la presa di coscienza dei tifosi dopo il bando europeo;
di una parte della struttura dello stadio Hillsborough a Sheffield uccise 96 spettatori. A − la responsabilizzazione delle società, cui è stata affidata la sorveglianza all’interno
seguito di questi due eventi nel Regno Unito fu avviata una estesa attività di revisione e degli impianti attraverso la presenza di stewards privati (pagati dai club) in
di miglioramento della sicurezza degli impianti sportivi, finalizzata ad evitare il ripetersi collegamento via radio con la polizia presente solo all’esterno degli impianti;
di tali tragedie. − il divieto per le società di intrattenere rapporti con i propri tifosi, fatta eccezione per
Lo stato della sicurezza degli stadi inglesi fu delineato nel rapporto Taylor, seguendo le la collaborazione finalizzata a prevenire possibili incidenti;
cui raccomandazioni e recependone le conclusioni, a partire dal 1990 furono adottati i − la creazione di una squadra speciale di sorveglianza nazionale anti-hooligans, la
primi provvedimenti. In particolare, ad un primo studio complessivo sulla sicurezza National Football Intelligence Unit costituita da Scotland Yard nel 1989. Un agente
degli stadi del 1990, seguì nel 1994, la prima decisione importante, quella di ridisegnare è affidato a ognuna delle 92 società professionistiche e si occupa – viaggiando
le zone per spettatori eliminando i posti in piedi. Il rapporto Taylor, inoltre, portò alla sempre al seguito della tifoseria – della schedatura dei tifosi violenti e di azioni di
redazione di una guida alla sicurezza degli impianti sportivi, elaborata dal ministero infiltrazione. Con questo sistema è stato possibile schedare, in un’apposita banca
della Cultura, dello sport e dello spettacolo insieme al corrispondente organo scozzese. dati, circa settemila tifosi;
In questa guida sono contenute le indicazioni sui compiti degli organi che autorizzano e − il sistema “Crimistoppers”, un numero verde a cui si può telefonare per segnalare
certificano gli impianti sportivi, con lo scopo di assisterli nella valutazione della episodi, persone sospette e/o situazioni pericolose. Le denunce sono rigorosamente
sicurezza8. anonime così come la ricompensa ai cittadini che permettono la cattura degli
La ricetta inglese per riportare la gente negli stadi è passata attraverso: eventuali teppisti.
Dal punto di vista legislativo i principali interventi sono stati:
a) lo Sporting Event Act (1985) che vieta l’introduzione degli alcoolici negli stadi;
8 b) il Public Order Act (1986) che indica come reato il comportarsi alle partite in modo
Sebbene questo documento non abbia forza di legge, le sue indicazioni diventano obbligatorie una volta
incluse nei safety certificate che vengono rilasciati ai sensi delle norme sulla sicurezza degli impianti “allarmante”, anche se non violento, concedendo ai magistrati il potere di impedire
sportivi del 1975 e del 1987. Nella quarta edizione della guida (chiamata anche guida verde) queste
indicazioni hanno compreso anche la sicurezza antincendio, il pronto soccorso e le dotazioni per il l’accesso negli stadi a singoli tifosi “violenti” che devono presentarsi ai rispettivi
soccorso sanitario. Il quadro vigente nel Regno Unito prevede al momento che ogni società di calcio sia
in possesso di un certificato di sicurezza per lo stadio che utilizza. Tale certificato è rilasciato dalle comandi di polizia in occasione delle partite;
autorità locali, che, attraverso un’attività ispettiva regolare, divengono responsabili della garanzia che lo c) il Football Offences Act (1991) che permette alla polizia di arrestare e far processare
stadio sia conforme alle indicazioni contenute nella guida verde. Il rapporto Taylor, inoltre ha
raccomandato la costituzione di comitati (groups), presieduti dalle autorità locali, ai quali partecipano le per direttissima i tifosi anche solo per violenza verbale (linguaggio osceno e cori
forze di polizia, rappresentanti dei club, i servizi di soccorso tecnico e sanitario. Questi comitati, che si
riuniscono mensilmente, servono ad esaminare anche le questioni che si presentano con urgenza in vista razzisti);
di incontri o di eventi rilevanti. Nel 1991, inoltre, è stata istituita dal Governo un’autorità (football
licensing authority) che ha il compito del monitoraggio del rilascio dei certificati di sicurezza da parte d) il Football Disorder Act (2002) che conferisce poteri enormi a Scotland Yard, fino a
delle autorità locali. Questo organo è dotato di nove ispettori locali che devono anche stabilire i contatti
con i rappresentanti delle società di calcio e le autorità locali. In tale compito rientra la partecipazione sequestrare il passaporto di un sospetto appena cinque giorni prima di una gara che
regolare ai comitati locali e la frequenza agli incontri disputati negli stadi di competenza. Cfr. S. Marsella, si disputi all’estero.
La sicurezza negli stadi inglesi, su [Link].
212 213
Dal punto di vista finanziario, invece, per migliorare le loro casse alcuni club d’oltre 2 Il marketing delle società sportive
manica (Arsenal, Newcastle, Manchester United) hanno posto in essere delle operazioni
2.1 Introduzione
di cartolarizzazione. I proventi futuri che le banche hanno anticipato non sono stati,
però, quelli dei diritti televisivi o delle sponsorizzazioni (troppo variabili nel tempo per
Il marketing è un insieme di attività programmate, organizzate, controllate, che partono
essere presi in considerazione ai fini finanziari), ma gli incassi derivanti dal botteghino,
dall’analisi del mercato (sia della domanda sia della concorrenza) e si svolgono in forma
che per le società inglesi da quando la violenza è stata debellata risultano in costante
integrata (a livello tanto infra-funzionale che inter-funzionale) al fine di raggiungere gli
crescita. Grazie alla presenza di una base fedele di tifosi veri e paganti l’Arsenal ha
obiettivi aziendali di medio-lungo termine attraverso la soddisfazione del cliente9. Dalla
ottenuto un prestito di 210 milioni di sterline per 25 anni ad un tasso di interesse
definizione appena fornita emergono due aspetti interessanti:
superiore di soli 52 punti base a quello del debito pubblico.
− è necessaria una forte integrazione tra le diverse attività di marketing e la strategia
In definitiva, anche se lo sport si è trasformato in spettacolo, ciò che conta è il pubblico
aziendale;
vero, non quello virtuale della tv; occorre quindi portare la gente allo stadio e
− è la customer satisfaction, ossia la finalità del marketing, che decreta la validità
fidelizzarli al brand societario.
della strategia adottata.
Sfruttamento del marchio a fini commerciali e gestione diretta dello stadio sono due
Le principali tipologie di marketing applicato allo sport riguardano le società sportive,
attività ancora lungi dall’essere implementate dai club italiani, i quali continuano nella
ma possono riguardare anche le discipline sportive in senso lato, i singoli atleti, i
loro affannosa ricerca di escamotages contabili per abbellire i propri conti. Una volta si
produttori di attrezzature e abbigliamento sportivo, i gestori di eventi sportivi, i
ricorreva alle plusvalenze da cessione dei calciatori, oggi l’ultima frontiera è
produttori di beni che ritengono utile, in una forma o nell’altra, abbinare la loro attività,
paradossalmente legata anch’essa al marchio. Non si tratta però dello sfruttamento
che deve essere sempre più competitiva nei mercati nazionali e internazionali, con il
commerciale, bensì della sua cessione a società controllate o collegate.
fenomeno sportivo, inteso oggi come uno dei fenomeni a migliore immagine nelle
Il presente capitolo si pone l’obiettivo di analizzare nel dettaglio le nuove fonti di ricavo
società evolute (si osservi la Figura 1)10.
per le società di calcio, paragonando la realtà italiana con quella europea.
In particolare nel secondo paragrafo sarà analizzato il marketing delle società sportive in Figura 1: I soggetti del marketing sportivo.
generale e di quelle calcistiche nello specifico. Nel terzo paragrafo si affronterà la
tematica relativa al merchandising, esaminando lo sviluppo di tale attività nel contesto
italiano e confrontandolo con il club che al mondo meglio contempla nella gestione
operativa i principi del marketing: il Manchester United.
Il paragrafo quarto si occuperà della tematica inerente la gestione diretta dello stadio da
parte della singola squadra; il quinto paragrafo, infine, sottolineerà la nuova frontiera
scovata da diversi club italiani per abbellire i propri prospetti contabili: la cessione del
Fonte: S. Cherubini, Il marketing sportivo, pag. 22.
marchio ad una società appartenente al medesimo gruppo della squadra calcistica.
9
S. Cherubini-G. Eminente, Il nuovo marketing in Italia, Franco Angeli, Milano 1997.
10
Cfr. S. Cherubini-M. Canigiani (a cura di), Il marketing delle società sportive, Premio Philip Morris per
il Marketing, Guerini e Associati, Milano, 1996.
214 215
Una corretta interpretazione del marketing sportivo è a vantaggio di tanti beneficiari a Figura 2: Il circolo virtuoso del marketing sportivo
cominciare dal grande pubblico. Gli spettatori delle gare, sia allo stadio che a distanza,
possono trovare un grosso vantaggio da una corretta logica di marketing; altri
beneficiari possono essere le comunità locali e lo Stato, non solo attraverso gli introiti
delle scommesse ma anche per la componente relativa al benessere psicofisico della
popolazione. Un marketing sportivo ben impostato può essere a vantaggio anche dei
praticanti e, quindi, creare un ritorno interessante; può essere a vantaggio del turismo e
di tutto il mondo dell’indotto; inoltre può dare vantaggio agli sponsor sia commerciali
che tecnici, e ancora ai mass media, che hanno la possibilità di rivolgersi al pubblico
con temi di grande interesse. Infine, anche agenzie e istituti di ricerca possono essere
coinvolti nelle attività di analisi del mercato sportivo11.
I successi sportivi sono collegati ad una corretta politica gestionale, in quanto il risultato
sportivo rappresenta il prodotto che viene venduto dalle società sportive mediante il
marketing. Viene, quindi, a crearsi una sorta di circolo virtuoso (si confronti la Figura
2) tra sport e marketing. Un’adeguata strategia di marketing comporta dei vantaggi Fonte: [Link], [Link]., pag. 25.
vicendevoli sia per la società sportiva, sia per le aziende sponsor. I vantaggi per le
Questa complessità è rappresentata, soprattutto, dalla contrapposizione, ma anche
società sono rilevabili nell’aumento del numero degli spettatori e nell’aumento delle
dall’integrazione, tra mercato di massa e mercato di aziende, rispetto ai quali è
entrate economiche, fattore quest’ultimo che garantisce un aumentato potere di spesa e
necessario saper mettere in campo un’attività di marketing differenziata e integrata nello
permette un rafforzamento della squadra per raggiungere gli obiettivi agonistici. I
stesso tempo.
benefici per gli sponsor sono legati, essenzialmente, ad un’aumentata visibilità del nome
Nel mass marketing ci sono tanti segmenti di riferimento, che vanno gestiti in modo
dell’azienda e ad un successivo incremento delle vendite.
coerente. Innanzitutto i praticanti, che comunque sono importanti, perché se non c’è
pratica difficilmente si diventa appassionati. Inoltre ci sono i tifosi attivi, quelli che si
2.2 Mass marketing e business marketing
recano direttamente sul punto della competizione, e i tifosi passivi, che sono sempre
appassionati ma che per motivi molteplici non si spostano e seguono le gare a distanza,
Il marketing delle società sportive è particolarmente interessante, perché presenta una
in televisione, sui giornali o su altri mezzi. Ci sono, poi, gli sportivi in generale e,
complessità di mercato molto consistente, non facilmente riscontrabile in altri contesti.
infine, i non interessati, che rappresentano evidentemente la domanda più latente, più
11
Volendo si possono dettagliare, in generale, quali possono essere i principali vantaggi conseguibili con
un ben effettuato marketing sportivo: aumento dei praticanti; aumento dell’intensità di pratica sportiva; nascosta, che però non va trascurata perché in una logica di marketing può essere
aumento degli spettatori presenti alle gare; aumento degli spettatori a distanza; aumento dei servizi
vendibili agli appassionati; aumento della domanda di abbigliamento, attrezzature, oggettistica a livello
trasformata in una domanda emergente.
sia nazionale che internazionale; aumento dei ricavi; miglioramento delle prestazioni agonistiche; Nel settore del business marketing ci sono logiche completamente diverse; i clienti sono
aumento della sicurezza; aumento della comodità; aumento e miglioramento dei servizi accessori;
aumento della remunerazione degli atleti; aumento dell’immagine; diminuzione dei costi unitari; aumento aziende, non sono persone. Ci sono i produttori generici interessati alla
dei clienti aziendali; aumento dell’efficacia comunicativa; miglioramento della salute pubblica; aumento
degli introiti per scommesse e lotterie; aumento degli introiti fiscali; aumento delle spese per viaggi, sponsorizzazione diretta o a una utilizzazione del marchio nell’attività commerciale; ci
soggiorni e acquisti turistici; miglioramento della conoscenza dei popoli. Cfr. [Link],
[Link]., pag. 23.
216 217
sono gli editori, tv, radio, stampa. C’è il settore pubblicitario, che utilizza l’evento possiede una mappa del mercato ed un identikit del potenziale cliente, quindi è in grado
sportivo come momento pubblicitario di grande interesse e così via12. di formulare l’offerta. Ovviamente tale offerta deve uniformarsi all’intera strategia
Per ognuno degli ambiti scelti si deve formulare una strategia specifica rispetto ai societaria e deve esserne verificata la fattibilità.
segmenti di domanda e mettere a punto un’offerta che può essere, a seconda della scelta, Appurato questo si passa alla terza fase, quella del marketing operativo. In questo stadio
indifferenziata, differenziata o concentrata nei riguardi dei segmenti di domanda vengono attivate le iniziative concordate in fase di elaborazione della strategia, in
identificati come target13. particolare quelle comunicative e distributive. Vengono preparate le campagne
La definizione della strategia di marketing avviene attraverso tre fasi, la prima delle promozionali del prodotto, con le quali s’informa il cliente riguardo l’offerta e ci si
quali viene definita del marketing analitico. Con questa espressione si intendono tutte accerta della soddisfazione di quest’ultimo. Viene, inoltre, approntata la strategia di
quelle attività che devono mettere in grado di decidere al meglio sulle scelte aziendali distribuzione del prodotto, in modo da coprire per intero il mercato, soddisfacendo così
riguardanti il mercato. Ci si riferisce, in particolare, ad indagini di mercato, sondaggi tutta la domanda14.
d’opinione, questionari, che devono delineare il mercato, le caratteristiche dei clienti e Da questa distinzione si evince, da un lato, come il marketing sia costituito da attività
tutte le componenti che formano la domanda, in modo da allestire una strategia mirata, non separabili e, dall’altro, come una strategia di marketing non debba mai essere fine a
calcolandone i vantaggi ed i rischi. se stessa, ma appartenente ad un progetto aziendale a lungo termine15.
La seconda fase è quella in cui si formula la strategia di mercato, e per questo viene
definita fase del marketing strategico. Dopo aver analizzato i dati raccolti, l’azienda 2.3 Il marketing e il calcio
12
Le caratteristiche fra i due mercati sono molto diverse. La numerosità, nel mercato di massa è molto
grande, si tratta di gestire rapporti con milioni di persone; nel business marketing, invece, gli interlocutori Lo sport, e quindi anche il calcio, è un prodotto-servizio e come tale è caratterizzato da
sono pochi. Le logiche del mercato di massa sono più emotive, mentre nel mercato aziendale sono più
un suo mercato di riferimento, che consiste nell’insieme dei rapporti che si instaurano
razionali. La fedeltà nel mass market è molto alta, mentre nel business market è modesta, perché chi fa i
conti valuta solo se ci sono i risultati. La vendita è più semplice nel mercato di massa; nel business market tra produttori, distributori e destinatari finali del prodotto-servizio calcistico.
è più complessa: bisogna parlare con tanti interlocutori, non c’è un decisore unico e, dunque, bisogna
saper vendere in modo ben diverso. La segmentazione, nel mercato di massa, deve essere molto Tale insieme rappresenta una dimensione sistemica, le cui variazioni dipendono
differenziata, in quello business bisogna sapersi concentrare, saper scegliere alcuni target ben mirati. La
prestazione, nel caso di massa, deve essere ampia e con un coinvolgimento generale; nel caso business è, fortemente dalle caratteristiche dell’ambiente e dalla situazione storica nella quale ci si
invece, mirata e con una consulenza-assistenza molto precisa. Il prezzo nel contesto del pubblico di massa
è centrato molto sulla definizione del livello su una attenta gestione delle differenze dei livelli di prezzo trova ad operare16.
rispetto ai segmenti di mercato. Nel business market non è tanto importante il livello dei prezzi quanto la
Il mercato che caratterizza lo sport e, nello specifico, il calcio appare complesso e
capacità di fare un’analisi economica che dimostri i ritorni che l’operazione comporta. Questo, rispetto ad
altre forme concorrenziali, porta l’operatore aziendale a fare una scelta sempre più attenta. La s’identifica in uno spazio in cui ciò che si produce e si vende è una combinazione di
distribuzione, nel contesto di massa, per essere necessariamente diffusa deve essere gravitazionale
rispetto a dove la gente si muove. Nel caso business è un rapporto più diretto e, quindi, si può prodotti e servizi diversamente mescolati tra di loro.
dire,”customizzato”. Le relazioni, nel mercato di massa, sono tipicamente pubbliche, quindi rapporti con i
mass media e altro; in quello business, si parla invece di “alte relazioni”: poche persone qualificate, ben
14
addentrate che determinano il risultato. Gli strumenti di comunicazione, nel mass market, sono Cfr. [Link], [Link]., pagg. 31-32.
15
principalmente pubblicità e anche direct marketing, nel contesto business si hanno azioni più dirette tese Le possibilità del marketing sportivo sono rilevanti, ma affinché le cose siano fatte bene ci vuole un
a valorizzare il contributo economico della prestazione mediante idonei promotori. Ibidem, pagg. 27-29. marketing professionale che sappia opportunamente utilizzare e gestire tutti gli aspetti logici e
13
Con la strategia di marketing indifferenziato si cerca di raggiungere tutti i segmenti con la stessa metodologici che la disciplina di marketing ha accumulato negli anni e che sappia sviluppare,
offerta, confidando in una certa omogeneità di attese e di comportamenti. Questa strategia, seppure molto contemporaneamente, aspetti di marketing analitico, strategico e operativo.
diffusa nel mondo sportivo, è sempre meno efficace nei tempi moderni, in cui aumentano le differenze e Spesso le iniziative sono più centrate sul fronte operativo; sembra poco sviluppato il fronte del marketing
la concorrenza. Nel caso della strategia di marketing concentrato si mira, invece, solo ad uno specifico analitico che, invece, è il presupposto per fare bene il marketing strategico e operativo. In sostanza,
tipo di clientela e su quella si puntano tutte le proprie carte. Ciò è particolarmente opportuno per le quindi, tutti e tre i tipi di marketing vanno a braccetto. Ibidem, pag. 33.
16
piccole società che non possono avere grandi mezzi. Infine, la strategia di marketing differenziato cerca di Attualmente si sta affermando una visione delle società di calcio considerate dal punto di vista tipico di
raggiungere tutti o quasi tutti, i diversi segmenti, ma con modalità di offerta opportunamente una logica di mercato. Tale logica è orientata, prevalentemente, al risultato economico e alla
differenziata. Cfr. S. Cherubini, Il marketing sportivo. Analisi, strategie, strumenti, F. Angeli, Milano competizione tra i diversi operatori. Cfr. [Link], Le società di calcio del 2000. Dal
1997, pagg. 40-41. marketing alla quotazione, Rubbettino, Catanzaro 2001, pag. 34.
218 219
Emerge, allora, che ciò che si identifica con la definizione “prodotto-servizio calcistico” I produttori sono le società calcistiche, ma anche i singoli calciatori, i sindacati di
è un insieme complesso di servizi rivolti all’organizzazione delle iniziative calcistiche categoria e, nondimeno, la Figc, le leghe delle società e gli organi istituzionali (come il
ed alla fruizione del calcio come attività di entertainment. Coni e il ministero competente).
Le applicazioni delle tecniche di marketing al mondo del calcio sono, quindi, finalizzate I distributori, per la dimensione calcio-spettacolo, sono essenzialmente i mass media,
a sfruttare e a rendere più significativo il valore di mercato del calcio stesso17. quali televisioni, radio, quotidiani, riviste, internet e altri mezzi di comunicazione.
Il calcio, ai giorni nostri, rappresenta uno straordinario fenomeno di intrattenimento e I clienti finali sono i praticanti e gli appassionati, in generale, del calcio.
comunicazione, capace di aggregare un significativo numero di investitori e di esercitare Gli sponsor sono le aziende che mediante il calcio promuovono se stesse e i loro
sull’immaginario collettivo un potere catalizzatore non paragonabile a quello tipico di prodotti.
nessun altro sport. Tutti e quattro gli attori precedentemente identificati sviluppano azioni di marketing
Da questo deriva che la forza del messaggio promozionale ad esso abbinato si possa anche in diverse direzioni e possono essere, reciprocamente, oggetto di attività di
considerare ineguagliabile; accade così che la capacità attrattiva del fenomeno calcio, ai marketing da parte degli altri soggetti facenti parte del sistema18.
diversi livelli di penetrazione dei mercati, sia assolutamente interessante per le imprese
manifatturiere o di servizi che, infatti, finiscono per utilizzarlo in qualità di canale di 2.4.1 Il marketing dei produttori
promozione e di comunicazione.
Il peso specifico della relazione “investitore-calcio-spettacolo” è reso ulteriormente Uno degli scopi delle società calcistiche è quello di conquistare nuovi tifosi e cercare di
significativo dalle nuove tecnologie applicate alla comunicazione, che consentono la fidelizzarli; sicuramente le vittorie sul campo facilitano questa attività, ma si può,
trasmissione degli eventi calcistici con un audience, in taluni casi, di miliardi di allargare il bacino di utenza anche mettendo in atto appropriate strategie di marketing, le
persone. quali si manifestano secondo logiche molto differenti.
Un esempio che si può citare è quello della società calcistica che organizza per i propri
2.4 Gli attori e le relazioni del marketing calcistico clienti finali, ovvero gli spettatori, non solo la campagna abbonamenti all’inizio della
stagione sportiva, ma tutta una serie di azioni per conquistare nuovi tifosi e
Gli attori principali del marketing calcistico sono: fidelizzarli19.
a) i produttori; Il marketing dei produttori verso i distributori si realizza quando le società calcistiche
b) i distributori; promuovono o vendono il prodotto calcio ai distributori.
c) i clienti finali; Uno degli esempi è stato, negli anni scorsi, quello della Lega Calcio Professionisti che,
d) gli sponsor. come produttore intermedio, fungeva da intermediario dell’insieme delle società
calcistiche delle serie maggiori rispetto ai mass media.
17
Tale valore, oggigiorno, è una delle componenti più importanti tra i contenuti che caratterizzano la
“vocazione” delle società calcistiche. E, in questo senso, il marketing, con il suo specifico linguaggio,
18
manifesta uno spiccato orientamento alla gestione del fenomeno calcio necessariamente caratterizzata da Cfr. [Link], [Link]..
19
un vero “atteggiamento imprenditoriale”. Ma ciò non significa che l’attenzione, tipica del marketing, alla È chiaro che, in questi casi, il marketing necessita di un investimento finanziario di notevoli dimensioni
realizzazione di un risultato economico impedisca la possibilità che si considerino anche una vocazione non soltanto connesso alla comunicazione, ma anche alle politiche di prezzi, di scelte distributive e di
ed un insieme di obiettivi espressione di una logica oltre il business. Cfr. [Link], [Link]. promozione. Cfr. [Link], [Link]., pag. 38.
220 221
Il marketing dei produttori nei confronti degli sponsor trova un’importante Il calcio, in tal senso, offre l’opportunità di raggiungere un pubblico assai vasto che lo
manifestazione nelle società calcistiche che, molto spesso, sono nelle condizioni di rende appetibile da parte di quelle imprese che intendono proporre sul mercato i loro
contrattare la propria posizione con gli stessi sponsor. diversi beni e servizi.
Si sottolinea come per assicurare maggiore efficacia al circuito “produzione- L’esposizione del marchio è, comunque, la prima fase della sponsorizzazione, rispetto
distribuzione-sponsorizzazione” del prodotto calcistico, il produttore e lo sponsor sono alla quale esistono passi successivi, che per uno sponsor tecnico – il fornitore del
molto interessati a instaurare rapporti duraturi; la fidelizzazione delle loro relazioni, materiale sportivo – consistono nel fare in modo che al pubblico giunga un messaggio
consente, infatti, la creazione di sinergie e di economie di esperienza20. positivo tramite i buoni risultati della squadra o dello specifico calciatore23.
Il marketing dello sponsor verso il produttore, invece, si manifesta nelle situazioni in cui
2.4.2 Il marketing dei distributori la società calcistica o il singolo atleta, che producono l’evento, si trovano in una
posizione di privilegio sul mercato. Ne consegue l’interesse degli sponsor a poter gestire
I distributori realizzano attività di marketing nei confronti dei produttori dello spettacolo lo sfruttamento dell’immagine dei produttori, offrendo loro non soltanto ulteriori
calcistico essenzialmente offrendo loro “pacchetti di diffusione” comprensivi di accordi occasioni di guadagno ma anche pacchetti di servizi differenziati.
con gli sponsor a condizioni molto vantaggiose. Un esempio concreto è quello di una Infine, si evidenzia come, spesso, gli sponsor sviluppino attività di marketing nei
grande società di distribuzione in grado di offrire elevati livelli di prestazione dovuti al confronti dei distributori, mediante l’offerta di sponsorizzazioni di “pacchetti di
fatto che la società stessa è parte di un gruppo comprensivo di numerosi canali di manifestazioni”24.
comunicazione21. I media che si occupano della distribuzione di manifestazioni
calcistiche sviluppano, inoltre, iniziative di marketing rivolte agli sponsor, poiché si 2.5 Il marketing calcistico come sistema equilibrato
occupano, anche per conto del produttore, di vendere gli spazi pubblicitari associati allo
specifico evento. Infine, risulta essere di fondamentale importanza il marketing del Gli attori facenti parte del sistema “marketing calcistico” non presentano connotati di
distributore verso i clienti finali, dal quale molto spesso dipende il successo dell’evento staticità, ma assumono più ruoli all’interno delle varie fasi di gestione di un’attività di
calcistico. Il distributore, infatti, ha il compito di realizzare l’iniziativa di entertainment entertainment. Essi, inoltre, collaborano tra di loro, così da evidenziare diverse
e di creare le condizioni affinché tale attività sia gradita dal pubblico, prima del suo manifestazioni di concentrazione del potere, che talvolta è nelle mani dei produttori e
effettivo svolgimento22. talaltra nelle mani dei distributori o degli sponsor.
222 223
Ciò vale fatto salvo l’assunto che il vero potere appartiene ai clienti finali che, in ultima Già nel terzo paragrafo del capitolo precedente sono state analizzate le principali voci di
analisi, sono quelli che promuovono o bocciano le diverse iniziative relative all’attività ricavo delle società di calcio, in particolare gli incassi delle gare, i proventi da
di marketing calcistico. sponsorizzazioni e gli incassi derivanti dalla cessione dei diritti televisivi.
In conclusione, quindi, occorre considerare il marketing calcistico come un sistema In questa sede si desidera, invece, evidenziare altre due possibili categorie di ricavo, che
equilibrato, tenendo conto delle diverse relazioni che avvengono tra i diversi attori che sebbene non ancora sfruttate in maniera piena dai club italiani, potranno in futuro
lo compongono. divenire due potenziali fonti di redditività: il merchandising e la gestione diretta dello
È chiaro, però, che la sequenza “produzione-distribuzione-sponsorizzazione” stadio.
dell’evento calcistico si potenzia solo se le relazioni tra gli attori coinvolti sono Il management della società calcistica dovrà, quindi, definire un processo gestionale in
orientate alla fidelizzazione invece che alla sopraffazione. grado di assicurare il contemporaneo controllo del rischio sportivo e di quello
Seguendo queste strategie le società di calcio potranno ben presto avviarsi verso il imprenditoriale, tenendo conto nelle sue scelte degli interessi degli stakeholder e delle
raggiungimento di traguardi importanti come: caratteristiche del prodotto calcio. Queste ultime possono essere riassunte nella:
a) lo svincolo della gestione dal risultato agonistico a breve termine; − soggettività e intangibilità del prodotto26;
b) la presenza di investitori orientati a finanziare la società a lungo termine; − deteriorabilità della match experience27;
c) una maggiore coscienza sociale dell’azienda calcistica nei confronti della comunità − ruolo dello spettatore28;
in cui essa opera. − imprevedibilità e incontrollabilità del risultato29;
Da quanto riportato nel capitolo precedente emerge, purtroppo, come le società − polivalenza del “prodotto evento sportivo”30.
calcistiche italiane, anziché diversificare il proprio business cercando nuove fonti di
ricavo in attività correlate a quella principale, abbiano pensato di abbellire i propri conti
con l’escamotage contabile delle plusvalenze.
Dal punto di vista del marketing, nei club italiani si è in presenza, quindi, di marketing 26
La maggior parte delle persone che decide di vivere l’esperienza della partita è spinta da illusioni ed
emozioni che si basano su elementi soggettivi spesso frutto di personali esigenze. Il fatto che nessuno
miopia25, in quanto non si va alla ricerca di nuovi bisogni e di nuovi clienti, preferendo spettatore si rechi allo stadio per acquistare una qualcosa di materiale e tangibile, rende ancora più
problematica la gestione di questo prodotto, impedendo al management della società di identificare e di
mantenere l’offerta di un solo bene o di un solo servizio; così facendo non si adegua la adottare una strategia comune che soddisfi contemporaneamente i bisogni delle varie categorie di
propria struttura organizzativa alle mutevoli situazioni di mercato. È questa una strada consumatori. Cfr. B.L. Parkhouse, The management of sport: its foundations and application, Mosby,
[Link] 1996.
27
senza uscita che non porta né alla crescita, né allo sviluppo operativo dei club. Per L’evento sportivo è per sua natura fugace e transitorio. La sua durata coincide con quella della partita e
quanto accade prima e dopo i 90 minuti non rappresenta più l’evento sportivo, bensì tentativi di creare
realizzare il quale occorre percorrere nuove vie e sfruttare innovative fonti d’introito. una particolare attesa o un prolungamento temporale dell’evento stesso. Ibidem.
28
Il pubblico che va allo stadio e uno dei principali attori dell’evento sportivo. Il suo ruolo è anche quello
di incitare gli atleti, contribuendo alla creazione di quella particolare atmosfera determinante per esaltare
quei valori intangibili ed irrazionali insiti nell’evento sportivo stesso. Per questo motivo devono essere
incentivati i servizi offerti al pubblico che affolla gli stadi, il quale spesso non rappresenta le categorie di
25
Con tale espressione ci si riferisce alla politica gestionale realizzata da un’azienda che tende a clienti meglio trattata. Ibidem.
29
concentrare le proprie risorse e le proprie competenze esclusivamente su ciò che costituisce il primario L’imprevedibilità di una partita di calcio è una caratteristica che porta come conseguenza un limitato
oggetto della propria produzione. Alla marketing miopia si contrappone la filosofia aziendale che controllo della società sul nucleo del prodotto, e, quindi, possono esserci degli eventi fortuiti o comunque
considera il marketing estremamente importante per l’integrazione di tutte le diverse funzioni incontrollabili che incidono sull’esito di un intero campionato con ovvie ripercussioni non solo sul piano
dell’organizzazione, per l’adozione di pratiche innovative non applicate dai concorrenti, per la creazione sportivo ma anche su quello economico. Ibidem.
30
di alleanze e di relazioni con i clienti e i partner commerciali. Tutto questo contribuisce ad una crescita Nell’attuale contesto di mercato, l’evento sportivo non si disputa solo in funzione dell’utilizzo di un
culturale e manageriale che dà all’impresa stessa vantaggi competitivi duraturi e la possibilità di sfruttare consumatore finale, ma viene sempre più sfruttato da soggetti terzi, i quali si avvalgono della mediazione
tutte le opportunità di business che un settore in continua crescita può dare. Cfr. [Link]- dell’evento per la commercializzazione di altri beni o servizi. In tal caso prevale il conseguimento di fini
[Link], Per sport e per business: è tutto parte del gioco, Franco Angeli, Milano 1999, pagg. 177 e di tipo commerciale e il prodotto calcio risulta sempre più assimilabile ad un vero e proprio bene
seguenti. industriale. Ibidem.
224 225
Le caratteristiche sopra citate dovrebbero invogliare le società a diversificare il rischio 3 Il merchandising
derivante dalla gestione del “prodotto evento sportivo”, attraverso un loro allargamento
3.1 Definizione e classificazioni
verso settori di mercato più controllabili e facilmente gestibili.
La product extension implica lo sfruttamento di tutte le diverse opportunità di business
Il merchandising è attualmente una fonte di ricavo trascurata dai club italiani, con una
offerte dal mercato, consentendo al management delle società di:
percentuale sul totale delle entrate molto bassa e per alcune società addirittura nulla.
introdurre un marketing mix idoneo a soddisfare meglio le esigenze del pubblico e
Il merchandising consiste nella commercializzazione di articoli con il nome o il marchio
degli investitori;
della società33, che possono essere attinenti al mondo del calcio (magliette, sciarpe,
costruire, sviluppare e diffondere una brand image più efficace;
berretti, bandiere) oppure che possono riferirsi all’oggettistica del quotidiano
integrare la funzione di marketing con le altre funzioni aziendali;
(portachiavi, portafogli, spillette, articoli da bagno, agende, cancelleria) o addirittura al
garantire sia la vitalità economica del club sia il soddisfacimento dei bisogni del
comparto dei servizi (carte di credito, bancomat)34.
consumatore/tifoso e del cliente/azienda.
Il settore ha potenzialità di profitto enormi perché può far leva sul legame squadra –
La product extension non costituisce un modo per distogliere il tifoso dai risultati della
tifoso. Promuovendo il proprio brand e agganciandolo a prodotti con risorse materiali
squadra, bensì una strategia volta, non solo a massimizzare il rendimento delle
ed immateriali che si distinguano dai concorrenti, si propone al cliente qualcosa di
opportunità di business, ma, attraverso ciò, anche a reperire quelle risorse economiche
gradevole all’esterno e di emozionante a livello psicologico; scatta quindi un
da impiegare per l’acquisto di giocatori in grado di soddisfare le ambizioni di tifosi
meccanismo d’identificazione, che specialmente sui più giovani, trasmette la sensazione
stessi attraverso la vittoria di prestigiosi trofei sportivi31.
di appartenere ad un mondo a parte, esclusivo. Per le società dovrebbe trattarsi di un
La funzione aziendale del marketing si pone, dunque, come punto di incontro tra i
campo relativamente facile, data per scontata l’enorme influenza che la squadra o un
bisogni dei tifosi e quelli del club, offrendo a quest’ultimo possibili soluzioni per il
contemporaneo soddisfacimento di tutti quei soggetti (network televisivi, partner 33
Non esiste una definizione univoca di merchandising; tuttavia potremmo definirlo come lo sfruttamento
commerciali, investitori, fornitori, tifosi, sportivi simpatizzanti) che con esso della notorietà del marchio (notorietà acquisita in relazione ad un’attività primaria e nel caso in esame
quella sportiva) in una attività secondaria sensibilmente differente. Cfr. A. Tanzi, Le società calcistiche.
interagiscono32. Implicazioni economiche di un gioco, Giappichelli, Torino 1999, pag. 110.
In senso stretto nel linguaggio del marketing, per merchandising si intende “l’insieme di attività e di
azioni aventi lo scopo di promuovere la vendita di una determinata linea di prodotti o anche di un solo
prodotto una volta che lo stesso sia stato inserito nell’assortimento del punto vendita. Può essere riferita
31
Cfr. F. Rubino, Un approccio manageriale alla gestione delle società di calcio, [Link], Milano 2004, all’inserimento di una nuova referenza in un supermercato oppure su un portale di vendita in internet per
pag. 110. dare impulso alla rotazione di una referenza già esistente ma con un basso indice di rotazione. Una tipica
32
Si possono individuare diverse aree in cui si può articolare la funzione direttiva di una società di calcio, azione di merchandising riguarda il controllo degli spazi e del posizionamento (chiamato tecnicamente
e più precisamente: scaffaling) assegnati dal rivenditore ai prodotti di una marca rispetto ai concorrenti. Si confronti
area marketing in senso stretto, la quale si occupa di attività di analisi e di ricerche di mercato (sui [Link]
clienti-tifosi, sulla concorrenza diretta e allargata e sull’ambiente circostante), di pianificazione La voce deriva dal verbo inglese to merchandise che significa “commercializzare” e secondo il dizionario
strategica e delle iniziative promo-pubblicitarie; della lingua italiana Sabatini Coletti 2002 indica l’attività promozionale di vendita di prodotti al dettaglio
area vendite, che offre al mercato delle aziende diverse tipologie di partnership con il club e gestisce finalizzata a presentare il prodotto nella maniera più efficace, per attirare l’attenzione del consumatore
le fasi di vendita dei biglietti e degli abbonamenti; attraverso le modalità di esposizione nei punti vendita, dimostrazioni delle sue qualità da parte di tecnici,
area merchandising e licensing, impegnata nell’attività di sfruttamento del marchio attraverso lo omaggi e buoni sconto. Si può dire che attraverso il merchandising si commercializza “notorietà”.
sviluppo di una strategia di branding e la realizzazione di accordi con terzi produttori di articoli Muovendo dalla facile constatazione che certe “notorietà” (personaggi di fantasia, personalità della moda,
tecnico-sportivi di qualità elevata; dello spettacolo, dello sport o anche simboli ad essi riconducibili) influiscono sulla psicologia del
area comunicazione, nella quale vengono definite e gestite, oltre alla più tradizionale attività di consumatore, creando domanda per il solo fatto di essere collegate a determinati prodotti, le imprese ne
ufficio stampa, tutte le attività di immagine e di pubbliche relazioni, nonché gli eventi speciali e i siti acquistano il diritto di sfruttamento per utilizzarne la loro attività di commercializzazione. Per
internet. approfondimenti si veda B. Cattivelli, Le parole della pubblicità in dizionario della lingua pubblicitaria –
Facendo leva su un’organizzazione di questo tipo, una società di calcio può essere in grado di sviluppare voce merchandising – 1993.
34
diversi marketing-mix, differenziando strumenti e metodologie a seconda del mercato nel quale si trova Cfr. [Link], Il business del calcio: successi sportivi e rovesci finanziari,
ad operare. Cfr. F. Rubino, [Link]., pagg. 110-111. Egea, Milano 2004, pag. 75.
226 227
suo campione ha per il cliente-tifoso35; purtroppo, però, specialmente nella realtà La strategia diretta ha ovviamente successo solo se esiste un’interazione intensa con il
italiana il merchandising trova difficoltà a svilupparsi a causa, soprattutto, della pubblico, realizzata mediante appositi strumenti. Quelli utilizzati dalla società inglese
presenza di un mercato parallelo di articoli sportivi contraffatti. sono:
È possibile individuare due tipologie di merchandising, molto diverse tra di loro sia dal − la sua rivista, diffusa in 25 paesi39;
punto di vista giuridico che commerciale. Una è quella legata ad eventi sportivi − un museo visitato da più di 200 mila persone all’anno;
occasionali, l’altra è quella legata all’attività sportiva permanente delle squadre. − l’attività di catering;
I grandi eventi, infatti, richiedono un merchandising particolare e molto tempestivo con − la possibilità di fornire sale per pranzi e per conferenze;
un’iniziativa che nasce e si sviluppa nel giro di tre o quattro anni e che permette di − altre attività di vario tipo40.
realizzare utili solo nell’ultimo anno, prima di cessare del tutto. In pratica il tifoso del Manchester ha la possibilità di trovare in diversi momenti il
Nel caso delle società sportive, invece, occorre una programmazione di gran lunga contatto con società, cosa che in Italia difficilmente avviene, anche per motivi culturali
superiore per conoscere il mercato e intervenire correttamente in modo che la domanda e storici.
36
continui ad alimentarsi nel tempo e non si esaurisca a causa di politiche errate . Nel nostro paese nessuna società promuove il proprio marchio in prima persona, ma ci
In generale, poi, il merchandising, inteso come notorietà può essere sfruttato in campi si affida a società terze sia per la fabbricazione dei prodotti che per la loro
diversi da quello iniziale e può avere due modalità di impiego: ci può esser uno commercializzazione. Tali società sono delle licenziatarie, alle quali viene licenziato41
sfruttamento diretto (come quello, ad esempio, del Manchester United) oppure uno l’utilizzo del marchio in cambio di royalties da riconoscere alle società calcistiche sulle
sfruttamento indiretto, tipico delle società sportive italiane. vendite effettuate. Le società licenziatarie curano inoltre l’allestimento dei punti vendita
Nel mondo del calcio il merchandising viene associato al nome della squadra che ne ha e degli stores delle squadre dove acquistare svariati gadgets ed accessori insieme ai
fatto un business di grande rilievo: il Manchester United. Diversamente da altre società tagliandi per le partite.
calcistiche, il club inglese provvede in proprio alla commercializzazione dei prodotti, Il contratto di licenza può essere:
che vengono fabbricati su commessa da terzi, attraverso i propri punti vendita o a) di licenza esclusiva, quando il licenziante (la squadra sportiva) si impegna a non
attraverso il sito internet. Il Manchester United commercializza una serie molto ampia usare direttamente a fini commerciali e a non concedere ad altri terzi il diritto ad
37
di prodotti e provvede al catering in occasione delle partite (durante le quali, ad usare il proprio marchio;
esempio, si serve la Manchester United Coca Cola), permettendo di capitalizzare b) di licenza non esclusiva, se il licenziante vuole conservare il diritto di concedere ad
38
l’investimento effettuato sul marchio, cioè sul nome e sul logo della società . altri e/o di sfruttare direttamente il detto marchio;
In particolare, il club inglese realizza nel Regno Unito e all’estero il 50% del proprio c) di licenza semi-esclusiva, se il club rinuncia al diritto di nominare altri licenziatari,
fatturato mediante vendita all’ingrosso e il rimanente 50% con vendita al dettaglio. ma si riserva il diritto di utilizzare direttamente il proprio logo sul mercato42.
Nell’ambito di quest’ultima il Manchester ricava il 70% attraverso i propri negozi e il
39
restante 30% via internet o per corrispondenza. Il nome della rivista – distribuita con cadenza mensile – è “Manchester United Magazine”; attualmente
in Inghilterra la sua tiratura è di 100.000 copie, ognuna delle quali viene venduta ad un prezzo di 3
sterline. Cfr. [Link].
35 40
Si confronti [Link]. Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 111.
36 41
Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 111. Per contratto di licenza si intende l’autorizzazione all’uso del proprio marchio su prodotti che vengono
37
Col termine catering si intende sia il rifornimento di prodotti alimentari a comunità, compagnie aeree, poi fabbricati e venduti dal licenziatario. Si può concedere una licenza per tutta la gamma di prodotti
treni e altre attività, sia l’organizzazione del servizio di ristorazione in locali pubblici e case private in oppure soltanto per alcuni. Cfr. F. Rubino, [Link]., pag. 96.
42
occasione di ricevimenti o altri eventi. La voce deriva dal verbo inglese to cater che significa Nei contratti in oggetto ci possono, inoltre, essere diverse importantissime clausole, relative al corretto
approvvigionare. Cfr. Dizionario della Lingua italiana Sabatini Coletti 2002. uso del marchio da parte del licenziatario; spesso si allega al contratto un manuale d’uso del marchio, che
38
Si confronti [Link]. Per ulteriori approfondimenti si rimanda al paragrafo 4.3.4. il licenziatario deve osservare alla presentazione dei prodotti, del controllo (da parte della società
228 229
calcistici rispetto a quelli tradizionali.
3.2 Dal marchio al brand equity La fedeltà dei sostenitori per la marca sportiva è decisamente più resistente rispetto a
quella che i consumatori hanno nei confronti di una qualsiasi altra marca, specialmente
L’elemento che rende possibile il merchandising è l’esistenza di un diritto, il marchio, quando essa non soddisfa completamente le aspettative.
appositamente depositato e registrato. Infatti, se non c’è un diritto riconosciuto non lo si Proprio per questo è importante per le società sportive impiegare strategie rivolte ad
può concedere in licenza all’eventuale licenziatario e nemmeno proteggerlo con il incrementare questo “affrancamento del marchio“ dai risultati sportivi, fortificandone i
sostegno della legge dalle eventuali contraffazioni. contenuti e i valori simbolici di comunicazione al fine di stabilizzare il marchio
Il merchandising rappresenta, dunque, una fonte di finanziamento destinata a fornire medesimo.
notevoli quantità di denaro nelle casse delle società calcistiche, che hanno come origine Il marchio è, inoltre, un elemento che induce all’aggregazione, fungendo da
il valore del marchio. Quest’ultimo è senza dubbio un elemento essenziale del catalizzatore e stimolando lo spirito d’appartenenza. Una delle funzioni principali del
patrimonio di un club calcistico e basa la sua forza sulla notorietà, sull’immagine e sulla marketing delle società sportive dovrebbe essere quella di identificare gli elementi che
fiducia del consumatore che viene identificato nel tifoso/sostenitore. costituiscono le “risorse del marchio“ ed individuarne i processi di alimentazione e il
Il processo attraverso il quale un soggetto diventa un sostenitore può verificarsi in età potenziale di autogenerazione al fine di accrescere il valore dell’impresa45.
infantile, adolescenziale o in età più avanzata. Si tratta di un processo che si avvia in Il marchio non è più, quindi, soltanto uno strumento per politiche di marketing, ma una
modo spontaneo e senza seguire un unico preciso stimolo. vera e propria risorsa per accrescere il valore del patrimonio aziendale. Si parla,
Le motivazioni dell’affezione sono di vario tipo: pertanto, di brand equity come risorsa strategica e risorsa di fiducia.
la vicinanza geografica; Per quanto riguarda la brand equity dell’impresa sportiva, essa si fonda sulla
l’orgoglio campanilistico; conoscenza del marchio, sulla fedeltà dei consumatori, sulla qualità e sulla natura delle
le tradizioni familiari; altre relazioni esterne al club ed in particolare su quelle che si hanno con gli sponsor.
l’identificazione con un segno o un simbolo vincente. La conoscenza è intesa come familiarità e riconoscibilità, volta quindi alla creazione,
La caratteristica principale e la forza del marchio di una società calcistica è, dunque, la all’alimentazione e alla gestione di una notorietà che consenta all’impresa sportiva di
totale e permanente fedeltà da parte del proprio pubblico, l’unica in grado di assicurare riuscire a divulgare mediante il simbolo diversi tipi di informazione.
adeguati ritorni anche da un punto di vista economico43. La fiducia del consumatore ha valenza intrinseca nel marchio, il quale viene utilizzato
Questo atteggiamento dei sostenitori costituisce un duplice vantaggio per il club, in dagli sponsor di un processo di associazione ai beni commercializzabili.
quanto assicura: In altri termini tramite un processo di ampliamento e di astrazione, l’immagine del
a) un potere monopolistico nei confronti delle altre squadre; marchio, il quale assume valenza simbolica, risulta associabile a beni e servizi di
b) una fidelizzazione al brand che giunge fino a supplire anche eventuali carenze dei diverse tipologie. In tal modo si realizza nelle strategie aziendali quel processo che
risultati sportivi44. viene definito brand extension.
L’autrice sottolinea come questi due elementi rendano sostanzialmente diversi i brand Il marketing sportivo deve, dunque, elaborare strategie interne (gestione del marchio e
dell’immagine) e strategie esterne (relazioni con sponsor e pubblico di sostenitori),
sportiva) della pubblicità, marketing e caratteristiche dei punti vendita, modalità di pagamento (forfettari attivandosi come una sorta di interfaccia tra domanda e offerta con l’obiettivo specifico
o in percentuale sul fatturato realizzato dal licenziatario). Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 112.
43
Cfr. M.L. Colledani, Il calcio ora all’attacco dei bilanci, in “Il Sole 24 Ore”, 11/05/03.
44 45
Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 114. Ibidem.
230 231
di generare flussi di risorse finanziarie e non. Tabella 1: Proventi da attività commerciali eccetto sponsorizzazioni delle società di serie A. Dati in
migliaia di euro.
Si tratta più specificatamente:
30/06/1998 30/06/1999 30/06/2000 30/06/2001
o di considerare la gestione del marchio come elemento integrante di orientamento Pubblicità 13.781 47% 18.922 51% 23.600 52% 35.143 56%
Merchandising e royalties 9.251 31% 10.654 29% 11.724 26% 16.595 26%
della cultura aziendale; Altre attività commerciali 6.378 22% 7.347 20% 9.998 22% 11.247 18%
Totale 29.410 100% 36.924 100% 45.321 100% 62.985 100%
o di esprimere un’offerta che ricalchi le esigenze dei desideri degli sponsor e stimoli
nuove iniziative congiunte; 30/06/2002 30/06/2003 30/06/2004
o di individuare e attivare costantemente sistemi di comunicazione che verifichino la Pubblicità 36.922 50% 38.106 51% 37.791 49%
Merchandising e royalties 23.086 31% 21.085 28% 23.474 30%
relazione reciproca con il proprio pubblico 46. Altre attività commerciali 13.424 18% 15.585 21% 16.475 21%
In definitiva l’obiettivo dovrebbe essere quello di far nascere e progredire l’insieme Totale 73.432 100% 74.776 100% 77.740 100%
Fonte: [Link].
delle relazioni sponsor/tifosi, le quali consentono ai protagonisti della triangolazione
(club, sponsor e tifosi) di seguire un processo di evoluzione comune nei contenuti della
In particolare gli incassi pubblicitari pesano per il 50%, il merchandising per il 30% e
domanda (proveniente da sponsor e tifosi) in linea con le possibilità di risposta
altre entrate commerciali per il 20%.
dell’offerta (club)47.
Il valore dei proventi derivanti dal merchandising è passato dai 9 milioni di euro del
1998 ai 23 milioni di euro del 2003.
3.3 Il merchandising nei club italiani
Si assiste, quindi, ad un costante sviluppo di tale attività, anche se la realtà italiana su
questo aspetto risulta molto arretrata rispetto ad altri contesti europei (Tabella 2).
L’aspetto peculiare del merchandising dei club italiani è rappresentato dallo scarso
contributo al valore della produzione rispetto alle altre forme di ricavo e rispetto a Tabella 2: Composizione dei ricavi dei club militanti nei massimi campionati europei anno 2004-05; dati
in milioni di euro.
quanto accade nelle altre realtà calcistiche europee. Totale
Nazione gare diritti tv commerciali
Come ampiamente evidenziato nel capitolo precedente, dal 1998 al 2004 l’incidenza sul Ricavi
1.974,0 612,0 506,0 856,0
Inghilterra
valore della produzione dei proventi derivanti dalle attività commerciali, 100% 31% 26% 43%
1.336,0 371,0 739,0 226,0
sponsorizzazioni escluse, si è attestata su valori intorno al 6%, oscillando in particolare Italia
100% 28% 55% 17%
1.236,0 232,0 321,0 683,0
dal 4% del 2000 al 7% del 2004. Germania
100% 19% 26% 55%
Più nel dettaglio la Tabella 1 illustra la composizione della voce “Altre attività Spagna
1.029,0 294,0 326,0 409,0
100% 29% 32% 40%
commerciali” delle società partecipanti al campionato di Serie A dalla stagione 1997/98 696,0 131,0 221,0 344,0
Francia
100% 19% 32% 49%
a quella 2003/04.
Fonte: La Gazzetta dello Sport, 13/10/06.
Dalla lettura dei dati emerge come il valore totale dei proventi da attività commerciali
sia cresciuto di oltre una volta e mezza nei sette anni indagati, mentre la composizione In tutti i principali campionati europei la voce principale di ricavo è costituita dalle
percentuale dell’aggregato sia rimasta sostanzialmente inalterata. attività commerciali, che incidono sul totale dei proventi per il 55% in Germania, per il
49% in Francia, per il 43% in Inghilterra, per il 40% in Spagna. Soltanto nella realtà
italiana tale tipologia di ricavo incide soltanto per il 17% sul totale del valore della
46
Ibidem, pag. 115.
47 produzione. Le ragioni di questa generalizzata irrilevanza sono molteplici e non tutte
Cfr. Atti del convegno Lo sport tra business ed emozione. La nuova maglia dell’azienda calcio,
Napoli, 18 maggio 1998.
232 233
imputabili all’impreparazione commerciale degli amministratori delle società indossare quotidianamente gadget della propria squadra (caso sub b). Tutto ciò in
professionistiche italiane. Inghilterra non accade contribuendo, così, alla diffusione del fenomeno51.
In particolare tra le cause principali si possono citare48: Il distacco dei tifosi italiani, oltre a cause di natura culturale e psicologica, va, però, in
a) le dimensioni raggiunte dal mercato dei prodotti contraffatti, che rendono parte attribuito anche all’elevato costo delle maglie ufficiali sul quale grava l’effetto
estremamente difficile l’adozione di un’azione repressiva veramente efficace da negativo del mercato nero che, abbassando il numero di capi venduti attraverso il canale
parte delle autorità competenti; ufficiale, non fa altro che aumentare il break even point delle imprese produttrici.
b) la scarsa abitudine dei ragazzi e dei tifosi italiani ad indossare le maglie dei In merito al punto sub c), le squadre italiane soltanto di recente hanno iniziato ad attuare
campioni e delle squadre preferite come normali capi d’abbigliamento; con maggiore incisività una gestione più aggressiva del marchio, attraverso il
c) l’arretratezza che da tempo caratterizza le società calcistiche italiane sul versante potenziamento dell’attività di merchandising e la vendita di prodotti griffati, anche
dell’orientamento al marketing; lontani o addirittura del tutto estranei al core business. Un esempio di tale fenomeno
d) il ritardo con cui i club calcistici italiani comprendono l’accresciuto valore può essere rappresentato dall’abbinamento dei colori sociali alle carte di credito52. La
commerciale delle sponsorizzazioni tecniche. Juventus, d’intesa con Banca Sella, ha introdotto sul mercato una carta, collegata al
Per quanto concerne il punto sub a) è necessario che lo Stato protegga giuridicamente i circuito Mastercard, che prevede coperture assicurative gratuite, sconti su viaggi e
marchi attraverso una normativa specifica che combatta alla radice il problema noleggi auto. Milan ed Inter53, rispettivamente con Deutsche Bank e Banca
dell’abusivismo; infatti, in assenza di un contratto, l’uso del marchio, se depositato e Antonveneta, hanno offerto ai propri tifosi l’opportunità di una credit card
protetto, è clandestino e perseguibile per legge. personalizzata. La Lazio, insieme ad American Express, ha permesso ai tifosi di
Una possibile soluzione del problema passa attraverso la coalizione delle maggiori addebitare il costo dell’abbonamento sulla carta, di ottenere lo sconto del 10% nei Lazio
squadre, al fine di combattere insieme la contraffazione anche tramite una struttura Point e di avere la possibilità di chiedere telefonicamente i biglietti che verranno
investigativa che segnali le violazioni49. recapitati al domicilio nonché l’abbonamento gratuito alla rivista Lazialità e
In Italia, nel 2005, secondo indagini svolte da alcune associazioni di categoria, il l’opportunità di pagare attraverso la carta l’abbonamento alla pay-per-view.
volume d’affari della contraffazione è stato quantificato da 3,5 a 7 miliardi di euro. Infine, in merito al punto sub d), si sottolinea come la principale attività legata allo
Stime più prudenziali, basate sul volume dei prodotti sequestrati dalle Forze di polizia, sfruttamento commerciale del marchio sia la vendita delle maglie ufficiali della squadra.
indicano in 1,5 miliardi di euro la cifra d’affari annua. Di questi il 60% si riferisce a Non è un caso che multinazionali quali Nike ed Adidas si fronteggino per assicurarsi
prodotti d’abbigliamento e di moda (tessile, pelletteria, calzature), il resto a orologeria, l’esclusiva dei più importanti club professionistici del mondo, i quali incassano ingenti
beni di consumo, componentistica, audiovisivo, software50. somme di denaro attraverso quella che, pochi anni fa, era praticamente considerata una
Al problema dei falsi occorre, poi, aggiungere la scarsa abitudine dei tifosi italiani ad
51
Capita spesso, infatti, di vedere in Inghilterra importanti uomini d’affari spostarsi quotidianamente in
città con la sciarpa o la cravatta della propria squadra del cuore. In Italia, invece, tale circostanza non è
48
Cfr. [Link], Le società di calcio professionistiche, Buffetti, Roma 1997, pag. ancora diventata una routine.
52
151. Tale iniziativa rappresenta un esempio di co-marketing sportivo, il quale si può definire come il
49
Cfr. A. Tanzi, [Link].. L’autrice sottolinea come per evitare la contraffazione ci si deve poter avvalere processo attraverso cui due o più operatori svolgono in partnership una serie di iniziative di marketing al
del sostegno di diversi esperti, e avviare costanti rapporti con gli uffici marchi e brevetti. Non solo; fine di raggiungere obiettivi magari diversi, ma fra loro compatibili, attraverso la soddisfazione dei
occorre anche avvalersi di una struttura investigativa particolare, che possa girare l’Italia e l’estero e che consumatori. Cfr. A. Tanzi, [Link].
53
si avvalga di collaboratori in grado di segnalare tempestivamente alle società clienti la contraffazione. L’Inter card funziona come una normale carta di credito, ma si presenta con il marchio e i colori
Ovviamente, una struttura di questo tipo ha dei costi notevoli, per cui la via migliore è quella dell’Inter e con alcuni vantaggi in più rispetto ad una normale carta. Ha infatti un prezzo più basso e
dell’aggregazione fra i club, al fine di dividere i costi e di avere tutti assieme accesso alla tutela in sede permette di acquistare abbonamenti e biglietti. Ogni mese, inoltre, vengono estratti premi come week-end
civile e penale. con la squadra, biglietti per le partite, maglie e palloni firmati. Cfr. L. Calamai, L’Inter presenta la sua
50
Cfr. [Link]. carta di credito, in “La Gazzetta dello Sport”, 15/05/98.
234 235
voce di costo: le forniture tecniche. materiale da download e naturalmente un catalogo commerciale. On line viene offerta
Tale aspetto, pur essendo inerente al fenomeno delle sponsorizzazioni, produce diretti anche la possibilità di acquistare i tagliandi per le gare o addirittura di sottoscrivere gli
risvolti economici nel merchandising perché dette multinazionali forniscono abbonamenti stagionali.
abbigliamento sportivo puntando ad un ritorno economico derivante proprio dalla Di recente aggiunta sul sito internet sono, inoltre, le sezioni rivolte ai media, soprattutto
vendita di milioni di maglie ufficiali. ai canali satellitari a pagamento che seguono con un monitoraggio costante le vicende
Le società, ormai consapevoli dell’opportunità economica offerta dallo sviluppo del della squadra55 e quelle dedicate agli stores, che non solo forniscono informazioni utili
merchandising, lanciano sul mercato addirittura seconde o terze maglie dal design sull’ubicazione di questi negozi specializzati, ma propongono l’acquisto dei prodotti
accattivante, da indossare nelle partite casalinghe o in trasferta, in campionato o in direttamente dalla rete, promuovendo così il commercio on line.
coppa internazionale. Dal punto di vista del marketing, il merchandising per le società calcistiche dovrebbe
Direttamente connessa alla vendita di beni e servizi che utilizzano tanto il marchio essere un business di dimensioni molto maggiori e relativamente “facile”. Pochi altri
quanto i colori della società, c’è la creazione di una serie di punti vendita. Milan Point, business, infatti, dispongono di marchi forti come quelli delle società di calcio, che
Inter Point, Roma Store, Lazio Point sono ormai presenti nelle rispettive città dei club e possono contare su clienti/tifosi fedeli spesso anche aldilà dei risultati conseguiti.
tutte le squadre sono pronte ad incrementare la rete di vendita al fine di assicurare una Capitalizzare questa forza tramite azioni di marketing individuali e collettive dovrebbe
distribuzione capillare nel territorio limitrofo dando a tutti la possibilità di procurarsi essere un obiettivo per tutte le società calcistiche. Tanto più che il merchandising,
facilmente il gadget desiderato. È ormai una politica comune ai grandi club quella di quando ha successo, contribuisce a creare un senso di appartenenza che rinforza il
aumentare il numero dei punti vendita attraverso l’apertura di “corner” presso i grandi marchio e lo rende più appetibile anche agli sponsor e alle televisioni, generando ricavi
centri commerciale, assumendone la gestione diretta al fine di massimizzare i ricavi da ulteriori56.
merchandising. In definitiva, quindi, il marketing sportivo può avviare un vero e proprio circolo
Il fenomeno sta investendo anche le società cosiddette minori, molte delle quali sono in virtuoso, in base al quale le società possono avere più introiti e, quindi, maggiori
procinto di predisporre una rete di vendita più efficiente. capacità di spesa.
Tuttavia, pensare ad un merchandising banalmente legato a magliette e oggetti vari può Maggiore capacità di spesa vuol dire potenziamento della squadra, il quale comporta
trarre in inganno e rappresentare solo una parte, peraltro marginale, del mercato; ben una migliore partecipazione alle gare e più elevate probabilità di successo: maggior
altri sono infatti gli obiettivi e le strategie dei settori vendite e commerciale delle successo porta maggiore attenzione da parte delle imprese.
società. Sempre più club ad esempio, raggiungono accordi con i tour operator per la Tutto ciò dà come risultato più elevati introiti e, quindi, di nuovo maggiore capacità di
prenotazione delle vacanze ed altre iniziative legate ad esempio al mondo di internet. spesa57.
Proprio la rete pare la nuova frontiera del merchandising: l’e-commerce54 infatti dopo
55
“Da evento di nicchia e puro strumento di marketing a vero e proprio generatore di business: il salto di
un faticoso periodo di rodaggio, legato sicuramente all’incertezza sulla privacy, qualità dei canali tematici delle squadre italiane di calcio si profila sempre più come un obiettivo a portata
specialmente in materia di sicurezza dei pagamenti (ad esempio il rischio di clonazione di mano. Oggi sono quattro i club dotati di un proprio canale tematico: Milan (il primo a partire in Italia,
nel 1999, dopo Real Madrid, Barcellona, Manchester United e Olympique Marsiglia), Inter, Roma e
delle carte di credito), sta conoscendo un discreto sviluppo, in quanto risulta essere Juventus. Per tutti la scelta è caduta sul satellite e dunque su Sky, con le medesime condizioni di
abbonamento: 8 euro al mese in aggiunta a qualsiasi pacchetto dell’emittente di Murdoch.. (…) Insomma,
comodo, accessibile e sorprendentemente veloce. se i numeri per ora sono quelli che sono (55mila abbonati per il Milan, 47mila per l’Inter e 27mila per la
Roma), nulla impedisce di vedere buone prospettive di crescita. (…) Per la Juve il discorso è aperto: dopo
Tutte le società di calcio sono on line e propongono siti veloci e forniti di curiosità, un mese di visione in chiaro (il canale è stato lanciato il 1° novembre 2006), è scattato il tempo degli
abbonamenti.”. M. Comotti, Tv dei club alle grandi manovre, in “Il Sole 24 Ore” 18/12/06, pag. 15.
56
Cfr. [Link], [Link]. pag. 76.
54 57
Cfr. S. Cherubini, Internet Sport e co-marketing, Franco Angeli, Milano 2002. Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 118.
236 237
capienza dell’Old Trafford Stadium – mentre sono diminuiti i proventi derivanti
3.4 L’esperienza del Manchester United dalla cessione dei diritti televisivi.
Per raggiungere eccellenti performance sul piano commerciale, il management del
Il Manchester United è indicato come benchmark nel panorama calcistico europeo, cioè Manchester United ha investito le proprie risorse in una serie di elementi distintivi, i
come società modello per ciò che concerne la gestione, in particolare negli aspetti quali nel tempo hanno determinato la fortuna sportiva ed economica del club stesso.
finanziari e commerciali. Tali elementi distintivi hanno riguardato principalmente:
Il punto di forza del Manchester United sta nell’eterogeneità dei ricavi, la maggior parte il posto; circa tre anni fa lo stadio di questa squadra è stato ampliato nella sua
dei quali è il frutto di un processo di programmazione e di pianificazione ancora capienza da 55 mila a 68 mila posti e successivamente a 76mila a partire da
difficilmente riscontrabile nei club italiani. quest’anno; tale scelta si è rivelata sicuramente giusta, vista la crescita vertiginosa
In particolare i proventi incassati nell’ultimo triennio dal club guidato in panchina da Sir registrata dagli incassi negli ultimi tre anni;
Alex Ferguson58 sono riportati nella Tabella 3. le promozioni e le pubbliche relazioni; nel 1997 sono stati investiti ingenti capitali
per la realizzazione di box destinati a partner commerciali ed altri ancora per la
Tabella 3: Composizione ricavi Manchester United dal 2004 al 2006.
2003/04
realizzazione di un museo inaugurato nel aprile 1998;
matchday broadcasting commercial Totale il merchandising; esso ha riguardato il potenziamento delle vendite del materiale
92,4 94,5 72,1 259,0
36% 36% 28% 100% della squadra in mercati nuovi ed emergenti. In particolare, l’attenzione del
2004/05
matchday broadcasting commercial Totale
management si è concentrata sull’Estremo oriente e il Nordamerica e, guardando le
102,5 71,7 72,2 246,4 cifre relative al fatturato degli ultimi tre anni, la scelta è risultata azzeccata;
42% 29% 29% 100%
2005/06 il catering; è consistito nel miglioramento del servizio di ristoro offerto agli
matchday broadcasting commercial Totale
103,1 65,9 73,6 242,6 spettatori. Al momento vi sono già 18 cucine in grado di servire oltre 3500 pasti ed
42% 27% 30% 100% anche qui le cifre relative al fatturato sono di tutto rispetto;
Fonte: [Link].
l’ambiente di riferimento e i servizi alla comunità; il Manchester ha sviluppato dal
Leggendo i dati esposti nella Tabella 3 emergono due aspetti interessanti: 1992 innovativi rapporti di collaborazione; per tutti si ricorda quello con le scuole
a) in primo luogo, il club possiede uno zoccolo duro dei ricavi, pari al 30% del totale, elementari locali, il quale ha fatto in modo che i bambini si sentissero parte
derivanti dalle attività commerciali, che sono in aumento nel corso del triennio integrante del club;
osservato; i media televisivi; nel settembre 1998 è stata lanciata la M.U. Television, frutto di
b) in secondo luogo, la società è riuscita nei tre anni indagati ad incrementare una joint venture tra il club, Sky e Granata media Group59.
sensibilmente gli incassi dal botteghino – grazie soprattutto all’aumento della Si sottolinea, in conclusione, come secondo un’indagine compiuta dalla rivista
economico-finanziaria statunitense Forbes (“The Most Valuable Soccer Teams”), il
58
Manchester United risulti essere la squadra col più alto valore del capitale economico
Un’altra caratteristica del Manchester United consiste nella continuità dello staff tecnico. Si pensi che il
manager attuale, Sir Alex Ferguson, è alla guida del club dalla stagione 1986/87. Nei 20 anni al timone nelle ultime tre stagioni. In particolare il valore del club inglese è stato stimato pari a:
dello United Ferguson ha conquistato: 1 Coppa dei Campioni (1999); 1 Coppa Intercontinentale (1999); 1
Supercoppa Europea (1983, 1991); 1 Coppa delle Coppe (1983, 1991); 8 Campionati inglesi (1993, 1994, − 1,251 miliardi di dollari nel 2004 (al lordo di debiti pari a $ 5 milioni);
1996, 1997, 1999, 2000, 2001, 2003); 5 Coppe d'Inghilterra (1990, 1994, 1996, 1999, 2004); 2 Coppe di
Lega inglese (1992, 2006) e 5 Supercoppe inglesi (1993, 1994, 1996, 1997, 2003). Cfr. [Link].
59
Cfr. [Link], [Link]., pagg. 197-198.
238 239
− 1,373 miliardi di dollari nel 2005 (al lordo di un indebitamento pari a $ 36 milioni); possono attuare nell’impianto; rappresenta inoltre un elemento che tranquillizza gli
− 1,453 miliardi di dollari nel 2006 (non considerando debiti finanziari per $ 84 investitori ed i risparmiatori per le società quotate in Borsa.
milioni)60. Le società italiane più importanti (ma anche le piccole) hanno da tempo compreso che la
proprietà o l’affitto dello stadio per tempi lunghi sono le uniche modalità per cercare di
incrementare i “ricavi da stadio”, che fino a oggi si sono limitati ai soli proventi
4 La gestione diretta dello stadio
connessi alla vendita dei biglietti. Tuttavia, per ragioni diverse, sia la costruzione di
4.1 La situazione attuale in Italia e all’estero nuovi impianti da parte delle società, sia la privatizzazione degli impianti esistenti
appaiono di difficile realizzazione, specie nel breve/medio periodo: costano troppo, ci
La gestione dello stadio rappresenta una fonte di ricavo che in Italia si presenta solo dal sono troppi vincoli urbanistici da superare e in molte città sarebbe difficile far accettare
punto di vista teorico. Infatti, tranne rare eccezioni, bisogna parlare di mancati introiti
l’operazione all’opinione pubblica63.
per il ritardo con il quale le società si stanno interessando all’argomento. Nel nostro Occorre sottolineare, inoltre, come gli impianti italiani abbiano delle strutture non
61
paese gli impianti sportivi sono di proprietà dei comuni , e le società non hanno la idonee a favorire un utilizzo differenziato degli stessi lungo l’arco della settimana. In
capacità di influire sul loro utilizzo, anzi molte volte essi vengono adibiti a particolare la capienza media è troppo elevata per quelle che sono le necessità del calcio
manifestazioni (come i concerti, che rovinano il manto erboso) contro la volontà delle
odierno e quasi ovunque è presente la pista di atletica64.
società stesse. Le esigenze del calcio attuale sono cambiate. Gli inglesi hanno compreso tutto ciò per
Nel campionato inglese, le società di calcio sono invece anche proprietarie degli stadi, primi dimostrando quella che deve essere la struttura di uno stadio di calcio efficiente
che rappresentano una fonte di ricavo sia durante le partite, con i servizi bar e con quelli sotto il profilo economico: dimensione non superiore ai 40.000 posti tutti rigorosamente
di catering destinati alle aziende alle quali vengono riservate zone chiuse nelle tribune
a sedere, espressamente pensato per il calcio e, quindi, senza pista di atletica, dotato di
(gli sky box), sia durante la settimana con il cinema, i ristoranti e i negozi costruiti una serie di box esclusivi per seguire gli incontri in posizione particolarmente
all’interno e affidati in gestione a terzi62. privilegiata, di sale polivalenti, palestre e servizi commerciali differenziati, massima
Lo stadio costituisce, quindi, un asset fondamentale sia come componente patrimoniale adattabilità alle riprese televisive, il tutto unito alla gestione commerciale dello stesso
che si aggiunge al parco calciatori (con garanzie infinitamente maggiori), sia per la affidata direttamente ai club, solitamente attraverso la creazione di una società
creazione di valore tramite la gestione delle numerose attività commerciali che si apposita65.
60
La proprietà o la concessione per un ampio arco temporale svincola le società dai canoni
Nella classifica relativa alla stagione 2005/06 il Manchester United (valore del capitale economico pari
a 1,137 miliardi di euro) precede il Real Madrid (811 milioni di euro), l’Arsenal (716), il Bayern Monaco di locazione annuale, che si sommano alla manutenzione, ma soprattutto permette di
(655), il Milan (644), la Juventus (443), l’Inter (434), il Chelsea (420), il Barcellona (418) e lo Schalke 04
(369). Per approfondimenti si rimanda al sito [Link]. gestire in proprio gli spazi pubblicitari dello stadio stesso, evitando la cessione di
61
L’unica eccezione è costituita dallo stadio Giglio di Reggio Emilia, che è di proprietà della società che
vi gioca. La struttura, costata 28 miliardi di lire è stata finanziata con il ricavato dei contratti di affitto dei
consistenti percentuali a società di gestione, che solitamente si aggiungono al prezzo dei
locali e dei box alle imprese. La Reggiana, che attualmente milita in serie C2, gestisce direttamente lo
stadio, un impianto all’avanguardia sul modello degli stadi inglesi: capienza limitata (quarantamila posti),
63
assenza della pista di atletica, massima adattabilità alle riprese televisive, presenza di sky box, sale Cfr. A. Tanzi, [Link]., pag. 365.
64
riunioni, palestre e servizi commerciali vari. Cfr. A. Tanzi, [Link].. Carenze strutturali ed un sovradimensionamento degli stadi italiani sono messi in risalto dall’indice
62
“La grande forza dei club inglesi nella battaglia globale per la supremazia nel business del calcio medio di riempimento degli stessi, il quale vede il campionato italiano ultimo in Europa con il 58%.
risiede nei loro magnifici stadi. In particolare, nella loro abilità di far generare a queste strutture ricavi Davvero poco, se si pensa all’Inghilterra dove tale indice raggiunge il 90%, mentre in Francia, Germania
ogni giorno dell’anno, non solo nei giorni delle partite. Gli europei con i loro stadi comunali o i e Spagna esso si aggira intorno al 70%. Risulta evidente, quindi, come nel resto d’Europa esistano stadi
sudamericani con le loro arene in rovina possono solo guardare con invidia. Nella corsa a imitare il studiati e pensati esclusivamente per il calcio, mentre in Italia ci si trova di fronte a strutture antiquate o
modello di business del calcio inglese, prendere lezione dallo sviluppo dello stadio dovrebbe essere il rinnovate in modo sbagliato. Cfr. F. Rubino, [Link]., pagg. 112-113.
65
primo punto in agenda”. Cfr. Deloitte Football Annual Report 2006 su [Link]. Cfr. [Link].
240 241
biglietti e che di conseguenza gravano sugli spettatori. riscaldamento, ma soprattutto box esclusivi per un totale di 4.973 posti (una sorta di
Uno stadio moderno di proprietà66 diviene pertanto il biglietto da visita di un club, suite che le aziende affittano all’inizio della stagione per intrattenere i loro clienti in
inquadrandosi come il luogo in cui si svolgono le manifestazioni attinenti al core occasione delle partite), un ristorante (il Red Cafè), una sala polivalente per 1.000
business della squadra, ma anche una serie di attività, correlate a quella principale, che persone, un museo e tre punti vendita per i gadget della squadra. Nel Regno Unito
diversifichino ed amplino gli introiti: punti di ristorazione, alloggi, box office per esempi di questo genere non mancano; il Chelsea ha costruito Stanford Bridge dotato di
aziende che vogliano rendere il soggiorno dei loro clienti più piacevole67. 35.000 posti a sedere, 70 box esclusivi, 20 aree per la ristorazione in grado di soddisfare
L’impianto potrebbe poi comunque essere subappaltato per eventi extrasportivi come 4.000 persone, un albergo, un ristorante ed un bar aperti tutto l’anno nonché il punto
concerti, meeting, esposizioni. In questo modo si sfrutterebbe tutto l’anno una struttura vendita del club69.
che attualmente è teatro di avvenimenti mediamente una volta a settimana e che quindi L’ultima tendenza emersa nei Paesi europei, soprattutto in Inghilterra, è quella di
non giustifica le ingenti spese alle quali è soggetta68. costruire lo stadio in compartecipazione finanziaria fra club e grandi sponsor privati,
L’esperienza più significativa di come utilizzare in maniera diversificata uno stadio è, che poi danno il loro nome allo stadio70.
senza dubbio, quella della squadra inglese del Manchester United, modello principe di Il primo club a compiere questa operazione è stato il Bolton Wanderers, che ha costruito
efficienza economica ed esempio estremo della diversificazione dei ricavi. L’Old il nuovo impianto nel 1997 chiamandolo fin dalla nascita Reebok Stadium.
Trafford viene dagli addetti ai lavori considerato come un industria del marketing: Altri aziende che hanno abbinato il proprio nome a quello di uno stadio inglese sono la
76.000 posti tutti a sedere, un sistema di sicurezza efficientissimo, 27 telecamere Ricoh, che sponsorizzato l’impianto di Coventry, e la Jjb, che ha siglato un accordo con
collegate in circuito chiuso che consentono di individuare con facilità anche il singolo il Wigan.
tifoso, terreno di gioco dotato di migliaia di serpentine che ne permettono il Ultimo caso in ordine cronologico è quello dell’Arsenal. I gunners hanno realizzato il
loro nuovo “gioiello di famiglia” con i fondi della famiglia regnante di Dubai, pertanto
66
“Necessariamente si deve parlare di stadi di proprietà da parte delle società sportive. In tal caso l’impianto è stato ribattezzato “Emirates Stadium” dal nome della compagnia aerea
effettivamente esso rappresenta una importante risorsa, dal momento che oltre al valore del cespite,
regolarmente ammortizzato e comunque iscritto in bilancio nell’attivo dello Stato Patrimoniale, è araba71. Il contratto stipulato tra la squadra londinese e lo sponsor arabo ha una durata di
possibile considerare un valore “immateriale” riconducibile allo sfruttamento delle infrastrutture, alla
gestione della pubblicità all’interno dell’impianto, alla creazione di valore in seguito all’utilizzo per fini 15 anni per un valore complessivo di 150 milioni di euro, dieci a stagione.
commerciali dell’area di proprietà. Si potrebbe addirittura pensare di cartolarizzare il valore dei futuri
proventi che si prevede di incassare, presentandosi quindi sul mercato con una solidità ed una ragionevole
Anche in Germania, in occasione della Coppa del Mondo 2006, diversi stadi sono stati
certezza finanziaria che prescinderebbe dal semplice risultato sportivo ottenibile sul terreno di gioco”.
Cfr. [Link].
67 69
Lo stadio di proprietà dovrebbe inoltre essere trasformato nella “casa” della società sportiva, divenendo Cfr. [Link].
70
il fulcro di tutte le attività e di tutti gli aspetti di gestione corrente (dalle conferenze stampa alle Si tratta del c.d. fenomeno del naming right, l’accordo che lega il nome di un’azienda (ma anche di un
presentazioni di atleti, dagli accordi commerciali all’esposizione dei trofei vinti), delle iniziative future e marchio o di un prodotto) a un impianto sportivo, per un certo numero di anni e a fronte del pagamento di
delle attività di marketing. Ci dovrebbero essere degli spazi da riservare agli sponsor istituzionali, in una certa somma. Il primo stadio a prendere il nome dello sponsor è stato lo Spotsman’s Stadium di
occasione di attività da essi svolte con l’utilizzo dell’immagine prestigiosa derivante dall’essere un [Link], casa della squadra di baseball dei Cardinals, che nel 1953 divenne Busch Stadium, dal nome
partner della società (prima ancora che della squadra), in un’ottica di “co-marketing delle infrastrutture”. dell’azienda proprietaria del marchio Budweiser. Oggi negli Usa tre le 121 squadre che giocano nei vari
In una ipotesi di sviluppo futuro, lo stadio di proprietà dovrebbe essere sempre più inteso come oggetto di sport professionistici – dal football al basket, dal baseball all’hockey su ghiaccio – ben 83 hanno il nome
diversificazione di introiti, garantiti anche dalla possibilità di subappaltare l’area ad organizzatori di de proprio stadio abbinato a quello di uno sponsor. Il contratto più cospicuo dal punto di vista economico,
concerti, esposizioni, conferenze ed altri avvenimenti di aggregazione sociale non necessariamente tuttora in vigore, è quello tra Reliant, colosso americano dell’energia, e la squadra di football di Houston:
collegati al calcio o allo sport in genere. Ibidem. 300 milioni di dollari per 30 anni. Cfr. P. Collina, Lo sponsor battezza lo stadio e riempie le casse dei
68
Una grande occasione persa dall’Italia per il riammodernamento degli stadi è stata l’organizzazione club, in “Il Sole 24 Ore”, 8/05/07.
71
della coppa del mondo di calcio del 1990. Infatti, “per il progetto di ristrutturazione (che in alcuni casi fu «Se avessimo intitolato il nuovo stadio a Herbert Chapman o persino ad Arsène Wenger, sarebbe stato
una vera e propria ricostruzione) degli stadi, i fondi non furono utilizzati al meglio. Tralasciando l’aspetto musica per le orecchie dei tifosi. Ma le cose sono cambiate nel football e noi abbiamo ricevuto un’offerta
delle speculazione e concentrandosi su quello architettonico, s’intervenne sugli impianti italiani con magnifica, la più ricca nella storia del calcio inglese. Dobbiamo andare avanti». Con queste parole
criteri antiquati, riproponendo strutture mal collegate o difficilmente raggiungibili per la popolazione, nell’ottobre 2004 Peter Hill-Wood, presidente dell’Arsenal, ha commentato il nome del nuovo stadio dei
dimensioni spropositate per capienza e piste di atletica: insomma stadi non a dimensione di calcio”. Gunners dedicato allo sponsor Emirates Airlines. Cfr. G. Turano, Tutto il calcio miliardo per miliardo. Il
Ibidem. pallone da Rocco ad Abramovich, Il Saggiatore, Milano 2007, pag. 66.
242 243
ristrutturati o costruiti ex-novo con il contributo di imprese private che poi hanno costruire ex-novo una nuova struttura da 40.000 posti74. La spesa sarà completamente in
associato il loro nome all’impianto. A titolo esemplificativo si possono citare: la Veltins capo alla società, tranne un contributo che sarà chiesto a Comune e Figc per garantire la
Arena di Gelsenkirchen, il Signal Iduna Stadion di Dortmund, l’Aol Arena di Amburgo, copertura degli interessi sul mutuo75.
la Volkswagen Arena di Wolsfburg, il Commerzbank Stadion di Francoforte sul Meno, Nel maggio del 2005 la Giunta del Comune di Milano ha approvato la delibera per la
l’Awd Arena di Hannover. Ma, certamente, l’accordo più importante è stato quello cessione dello stadio Giuseppe Meazza di San Siro ad un consorzio76 formato da Inter e
siglato tra la compagnia assicuratrice Allianz e le due squadre di Monaco di Baviera: il Milan per i prossimi 99 anni. Le due società, dal canto loro, si sono impegnate a fare
Bayern e il Monaco 1860. I due club si sono legati al gruppo assicurativo per un periodo lavori di ristrutturazione sulla struttura per 34 milioni di euro e a pagare ratealmente
72
di trenta anni, per una cifra attorno ai 90 milioni di euro . altri 14 milioni di euro77.
Ultimi casi in ordine cronologico sono quelli del Bologna e del Brescia.
4.2 I progetti futuri dei club italiani La società felsinea presieduta da Alfredo Cazzola ha presentato nel dicembre scorso una
bozza di maxi-progetto per la realizzazione di una cittadella dello sport78.
Lentamente, ma gradualmente comunque, anche le società italiane stanno prendendo L’investimento complessivo sarebbe pari a 500 milioni di euro e coinvolgerebbe 310
coscienza del problema stadio73. ettari di terreno su cui dovrebbero sorgere un parco divertimenti, uno acquatico, uno
Due anni fa la Juventus aveva presentato il progetto della costruzione di “Mondo Juve” dell’auto con spazi museali e una pista per le prove su strada, un campo da golf da 18
una spesa prevista di circa 200 milioni di euro su un area di 534.000 metri quadrati, buche, centri commerciali, negozi, appartamenti, oltre al centro tecnico e al nuovo
dove ci doveva essere spazio per il nuovo stadio con capienza non superiore a 40.000
posti, per nove campi di allenamento, per un albergo di 150 stanze, per il punto vendita
della squadra, per numerose attività commerciali quali ristoranti, bar, sale 74
«Sarà una novità assoluta per l’Italia, uno stadio concepito come luogo di intrattenimento sicuro per le
cinematografiche e sale giochi, per il museo della squadra che testimonierà i trionfi del famiglie, in grado di vivere sette giorni alla settimana e adeguato a ospitare grandi eventi internazionali».
Così si esprime l’A.D. della Juve Jean Claude Blanc. Cfr. G. Dragoni, La Juve sceglie la via inglese: uno
più importante club italiano nonché per il centro di allenamento della prima squadra. stadio nuovo e tutto suo, in “Il Sole 24 Ore”, 6/02/07.
75
A ben vedere, però, sfumata l’opportunità per l’Italia di organizzare i Campionati europei del 2012
Dopo la retrocessione della squadra in serie B, il progetto originario ha subito delle sembra improbabile che la Figc contribuisca alla costruzione dell’impianto juventino. Per
approfondimenti si confronti [Link]., Per il Delle Alpi un lifting ridotto, in “Il Sole 24 Ore”, 19/04/07.
modifiche, ma anche il nuovo management si è detto intenzionato a proseguire nel 76
Le principali finalità di detto consorzio sono la gestione e la promozione dello stadio attraverso
l’organizzazione di eventi sportivi e non sportivi per aumentare la fruibilità dell’impianto durante la
progetto.
settimana, l’adozione delle più moderne tecnologie per il miglioramento dei servizi e della sicurezza degli
In particolare, nel febbraio di quest’anno il Cda bianconero ha presentato al Comune di spettatori, tra cui anche la creazione di box da quattro o sei posti con tutti i confort da vendere poi
eventualmente ad altre aziende che li gestiranno. Si ricorda, inoltre, che all’interno dello stadio è presente
Torino un nuovo progetto da 120 milioni di euro per abbattere lo Stadio Delle Alpi e il museo delle due squadre, in cui è possibile fare visite guidate tutti i giorni. Cfr. F. Rubino, [Link]., pag.
115.
77
“«La delibera assegna lo stadio in diritto di superficie e proprietà per 99 anni – ha spiegato il sindaco
di Milano Gabriele Albertini – in cambio di una quota di esborso liquido e l’effettuazione di una
72
Alla vigilia della Coppa del mondo ci furono una serie di polemiche perché la Fifa impose che, in manutenzione straordinaria per 34 milioni di euro, che è urgente per via della legge Pisanu sulla sicurezza
occasione delle gare del mondiale, non venissero usati nomi di sponsor diversi da quelli ufficiali della negli stadi». Il comune, comunque, si è riservato la possibilità di utilizzare lo stadio per cinque giorni
manifestazione. Ciò fece sì che sei stadi (quelli di Amburgo, Hannover, Gelsenkirchen, Colonia, all’anno, il che significa che potrebbero continuare ad esserci concerti a San Siro. «Si tratta di cinque
Francoforte e Monaco) fossero ribattezzati Fifa World Cup Stadium soltanto per lo svolgimento del giorni per attività diverse – ha concluso il sindaco – fra le quali, per esempio, la consueta riunione
mondiale. dell’arcivescovo di Milano con i cresimandi”. Cfr. Il comune di Milano cede San Siro al consorzio Milan-
73
Gli stessi organi federali sono consci della situazione precaria degli stadi italiani. Nel novembre scorso Inter, in “Il Sole 24 Ore”, 13/05/06.
78
durante il convegno “Sport & Global Entertainment”, tenutosi a Brescia, il presidente della Lega Calcio In realtà il Bologna Calcio ha già stipulato nel 1998 con il Comune di Bologna un contratto di
Antonio Matarrese ha lanciato il seguente monito: «Dobbiamo ammodernare gli stadi per prepararci ad concessione trentennale che conferisce al club emiliano la facoltà di utilizzare la struttura dell’impianto,
accogliere i campionati europei del 2012. L’Italia è rimasta ferma agli anni 90. Il nostro Paese ha bisogno oltre che per lo svolgimento delle partite di calcio, anche per un ampia gamma di manifestazioni non
di una rinascita secondo i modelli inglese, coreano e giapponese dove intorno agli stadi sono stati costruiti sportive. Il contratto prevede un canone di concessione composto da una componente fissa più una
centri di aggregazione». Cfr. M. Gervasio, Utili della Figc oltre le stime, in “Il Sole 24 Ore”, 22/11/06. variabile derivante dagli incassi degli eventi straordinari. Cfr. [Link].
244 245
stadio del Bologna79. c) un elemento che permetta alla società di diversificare la propria attività;
A Brescia, invece, sta per partire un progetto chiamato “Stadium Global Center”, che d) un elemento fortemente connotato con il nome della società, ossia un vero e proprio
prevede la realizzazione a Castenedolo (paese a 16 chilometri dal centro cittadino) di un “biglietto da visita” riconosciuto dal pubblico e dagli appassionati.
polo immobiliare comprendente oltre al nuovo stadio del Brescia Calcio anche un centro
sportivo polifunzionale, una galleria commerciale con 160 negozi, un ipermercato, 40 5 La cessione del marchio
esercizi tra ristorazione e tempo libero ed un hotel con 200 camere ed un centro
congressi. 5.1 La nuova frontiera del “doping contabile”
L’investimento previsto per i lavori, che dovrebbero iniziare a settembre 2007 per
C’era una volta il “doping amministrativo”. Quello tanto contestato da Gazzoni Frascara
concludersi nel 2010, è di 450 milioni di euro80.
e da Giraudo, che era basato sui mancati pagamenti degli oneri sociali e tributari e
In conclusione di questo paragrafo si sottolinea come quella dello stadio debba essere
sull’iscrizione in bilancio di ingenti plusvalenze derivanti dalla cessione dei diritti alle
considerata una delle priorità nell’ottica di una società calcistica che intende darsi una
prestazioni dei calciatori.
impostazione moderna, prescindente dai soli risultati ottenuti sul campo. Per una realtà
Dopo due anni di austerity e di rigore finanziario, lo spauracchio è nuovamente
operante nel campo del calcio, infatti, tali risultati pur essendo quelli più importanti e
ricomparso: i big del calcio italiano sono tornati a cadere nella trappola del “doping
maggiormente visibili, dovrebbero essere correttamente supportati dai risultati dell’area
contabile” anche se sono cambiate le modalità operative della “trasgressione”.
aziendale ed operativa interna, dando finalmente vita ad un “circolo virtuoso” per la
Una volta ci si scambiava i ragazzini della squadra primavera a peso d’oro, incassando
società stessa.
guadagni milionari del tutto fittizi ma utili a tappare i buchi nei conti. Oggi il giochino è
Lo stadio di proprietà dovrebbe quindi rappresentare i seguenti quattro elementi per una
un po’ più sofisticato, tutto fatto in casa, ma nemmeno troppo diverso dal precedente: i
società calcistica/impresa81:
club hanno effettuato la cessione del marchio societario a sé stessi.
a) un investimento immobiliare rilevante;
Milan e Inter, Roma e Lazio hanno ceduto a società da loro controllate il proprio brand,
b) una fonte di ricavi che prescindano dai risultati sportivi;
rivalutandone il valore. Una partita di giro in cui non è passato di mano un centesimo,
79
“Si alza il velo sul progettone che, tra i vari aspetti, dovrebbe mandare in pensione lo stadio Dall’Ara. ma sufficiente a creare un tesoretto di plusvalenze fittizie di 567 milioni di euro (186 i
Alfredo Cazzola, patron del Bologna calcio, insieme con i suoi soci Mario Bandiera e Renzo Menarini, ha
presentato ieri il master plan (un ipotesi di progetto) della nuova cittadella dello sport che dovrebbe rossoneri, 159 la squadra di Moratti, 127 la “Lupa” e 95 i biancazzurri). Un’iniezione di
sorgere tra Budrio e Medicina, una ventina di chilometri a est del capoluogo emiliano. Il nuovo stadio
dovrebbe essere pronto entro il 2009, in maniera tale da permetterne l’uso da parte della squadra rossoblu
sano “doping contabile” dal sapore antico che consentirà di mandare in archivio senza
nel campionato 2010-2011. Sarà da 25-30 mila posti, a copertura mobile, «utilizzabile anche come drammi finanziari la zavorra dello spalmaperdite82.
teatro», precisa Cazzola. Il resto di Romilia (questo il nome della futura “cittadella dello sport”) dovrebbe
essere completato entro il 2013 e, afferma Cazzola, «sorgerà in un’area facilmente raggiungibile: a soli 15 L’unica grande società non coinvolta in questa cosmesi contabili è la Juventus, pietra
minuti d’auto di tangenziale da Bologna e a 31 minuti dalla stazione di Bologna centrale». (…) Pur se
rivoluzionaria, l’idea di spostare stadio e centro tecnico era ventilata da tempo, visto che sullo sfondo c’è dello scandalo di Calciopoli, che non è dovuta ricorrere ad artifici amministrativi perché
una partita sui costi di gestione del Dall’Ara, che secondo una convenzione con il comune, ricadono tutti
sul Bologna calcio, per circa 1 milione di euro l’anno”. Si cfr. Maxi progetto per il Bologna Calcio, in “Il in passato aveva rinunciato all’applicazione del decreto del governo Berlusconi per
Sole 24 Ore”, 30/11/06.
80
Un progetto innovativo e originale, elaborato e gestito dalla società bresciana [Link] che lo ha
allungare gli ammortamenti dei giocatori.
esportato anche all’estero, a Bucarest, e trattative sono in corso anche a Salonicco. Con un paradosso. Il
progetto, partito a Bucarest a giugno del 2006, potrebbe essere realizzato addirittura prima che a Brescia,
dove è stato avviato nel 2000. «I tempi per ottenere permessi e licenze per la parte commerciale del centro
– spiega Claudio Zaniboni, amministratore delegato di [Link] – sono lunghissimi. Attualmente il
progetto è all’attenzione della giunta regionale e del governatore Roberto Formigoni. Mentre a Bucarest è
82
stato tutto più semplice e veloce». Cfr. “Il Sole 24 Ore” del 22/11/06. Cfr. Walter Galbiati-Ettore Levini, Il doping nei conti dei big del pallone perdite complessive oltre i 68
81
Cfr. [Link]. milioni, da [Link].
246 247
Così le squadre calcistiche italiane, anziché concentrarsi sullo sviluppo delle attività di L’operazione descritta, che di fatto, costituisce un finanziamento, è regolamentata
merchandising e di sfruttamento del marchio a fini commerciali, hanno preferito operare dall’articolo 2425 bis del codice civile, il quale prevede che le plusvalenze derivanti da
la cessione del proprio brand ad una società controllata dal club stesso. operazione di compravendita con locazione finanziaria al venditore, siano ripartite in
Lo scorporo del marchio è, quindi, l’ultima frontiera della finanza creativa dei bilanci funzione della durata del contratto di locazione. Si tratta della cessione di un bene e
che scoppiano del pallone83. della contemporanea retrodatazione (lease-back) dello stesso.
La “vendita” del marchio è stata fatta o programmata da almeno una decina di club, che Se la retro locazione corrisponde a un leasing finanziario, l’operazione rappresenta,
in questo modo ritenevano di poter coprire le perdite di gestione e, in particolare, la nella sostanza, una modalità con la quale il locatore procura mezzi finanziari al
voragine aperta nei bilanci dall’assorbimento delle svalutazioni residue fatte nel 2003 locatario, detenendo il titolo di proprietà del bene come garanzia: pertanto, si tratta di un
con la legge “salva-calcio”: 1.100 milioni di euro, di cui solo il 40% ammortizzate nei finanziamento.
bilanci fino al 30 giugno 2006. Cessione e retrolocazione sono due operazioni collegate tra loro, che devono essere
La cessione a una controllata è come una vendita a se stessi, un passaggio da una mano contabilizzate nel rispetto del principio della prevalenza della sostanza sulla forma, di
all’altra, cioè finta. Il codice civile non la vieta, ma è una forzatura. Se il club facesse un cui all’articolo 2423 bis n.1 del codice civile. La cessione è rilevata, ma la plusvalenza è
bilancio consolidato, la plusvalenza così realizzata verrebbe annullata e resterebbe il imputata nel conto economico in base al principio di competenza e differita sulla durata
84
buco . del contratto di leasing.
Come si è svolta, dal punto di vista tecnico, la cessione del proprio brand? Innanzitutto, Dal punto di vista fiscale, la durata della retrolocazione deve essere almeno pari alla
le società hanno fatto valutare il proprio marchio. Se, per esempio, la valutazione è pari metà del periodo di ammortamento (risoluzione n. 27/E/05): nel caso dei marchi,
a 320 e il marchio era iscritto in bilancio a un valore pari a 20, il conto economico ha pertanto il leasing deve avere durata almeno pari a nove anni dal momento che il
rilevato un utile da cessione (plusvalenza) pari a 300 (320 meno valore di iscrizione pari periodo di ammortamento minimo è di diciotto anni87.
a 20)85.
La cessione, in alcuni casi, è avvenuta nei confronti di una società di leasing, la quale 5.2 Le principali operazioni sul marchio compiute dai club italiani fino al 2005/2006.
contemporaneamente ha fatto sottoscrivere alla società calcistica un contratto di
locazione finanziaria avente per oggetto l’utilizzo del marchio. La maggior parte delle società di calcio hanno ceduto il diritto di sfruttamento del
In sostanza, la società di calcio ha incassato 320 e pagherà nei futuri esercizi, poniamo marchio, per alcuni anni, ad una società appartenente al proprio gruppo aziendale.
86
400 a titolo di rate di leasing, riscattando alla fine del contratto il marchio . L’operazione più rilevante è stata compiuta dal Milan circa un anno e mezzo fa. Più nel
dettaglio, si sottolinea come Adriano Galliani, vice presidente del Milan, sia comparso
davanti al notaio di Milano Guido Roveda il 30 settembre 2005 insieme al direttore
83
Cfr. G. Dragoni, E Galliani cede il marchio a se stesso, in “Il Sole 24 Ore”, 21/05/06.
84
Si ricorda che in Italia la redazione del bilancio consolidato è obbligatoria per le società di capitali che finanziario, Alfonso Ciafaliello, per la stipula dell’atto di conferimento del marchio
controllano almeno un’impresa, per le società cooperative e mutue assicuratrici che controllano almeno
una società di capitale e per gli enti pubblici economici con oggetto esclusivo o principale un’attività Milan per 20 anni a una società totalmente controllata, Servizi Milan, ridenominata
economica che controllano almeno una società di capitale. Sono esonerati dalla redazione del consolidato,
Milan Entertainment Srl.
però, i gruppi di modeste dimensioni nei quali nessuna delle aziende abbia emesso titoli quotati in borsa, a
condizione di non aver superato per due esercizi consecutivi due dei seguenti limiti:
− 14.600.000 euro di totale attivi degli Stati Patrimoniali;
− 29.200.000 euro di totale ricavi di vendita e di prestazioni;
− 250 dipendenti in media durante l’esercizio.
85 87
Cfr. F. Roscini Vitali, Un rimedio solo virtuale, in “Il Sole 24 Ore”, 26/06/06. Ibidem. Il nuovo periodo di ammortamento del marchio è stato stabilito dal D.L. 223 del 2006 in 18
86
Ibidem. anni (aliquota annuale pari al 5,56%). In precedenza tale periodo era di 10 anni (10% annuale).
248 249
In base a una perizia del professor Paolo Jovenitti, al ramo d’azienda costituito dal classifica, la Sampdoria, la prima ad effettuare la cessione del brand nella stagione
diritto di sfruttamento del marchio è stato assegnato un valore netto di 183,7 milioni di 2002/2003.
euro. Certificata dal notaio Roveda, questa operazione ha regalato una plusvalenza di La squadra blucerchiata ha conferito il marchio alla società totalmente controllata
pari valore al bilancio del Milan al 31 dicembre 2005. Così, pur senza incassare un euro, Sampdoria Services Srl nell’aprile 2003 per un valore di 20 milioni di euro.
il club di Silvio Berlusconi ha potuto cancellare la voragine che si sarebbe aperta in L’operazione ha regalato una plusvalenza di pari importo al bilancio della società di
bilancio con l’esaurimento degli effetti del decreto “salva–calcio” o “spalma–perdite”. calcio al 30 giugno 2003. Successivamente, il 14 giugno 2004 la società azionista della
Nel bilancio 2005 è stata iscritta la plusvalenza (tale solo sulla carta, perché generata da Samp (San Quirico) ha comprato dalla squadra di calcio la società proprietaria del
un’operazione in famiglia) ed è stato spesato tra gli ammortamenti il costo residuo da marchio, chiamata Sampdoria Holding. Quest’ultima lo stesso giorno, ha acquistato da
assorbire pari a 181, 5 milioni. San Quirico l’intera quota (99,96%) della società di calcio. Infine nel luglio 2005 il
Con questa operazione, il Milan ha chiuso il bilancio 2005 dichiarando una perdita netta marchio è stato ceduto in leasing per sei anni alla Selmabipiemme (Mediobanca-Banca
di soli 4,5 milioni di euro88. Popolare di Milano) per 25 milioni di euro.
Un’importante operazione sul marchio, più complessa rispetto a quella appena descritta Nelle passate stagioni, protagoniste di operazioni sul marchio sono state anche altre
inerente il Milan, è stata realizzata anche dall’Inter. Il 29 dicembre 2005 il club ha squadre provinciali: il Brescia, il Chievo, la Reggina e l’Ascoli.
venduto il proprio marchio per 158 milioni (perizia del professor Giovanni Ossola, Il Brescia Calcio ha venduto il marchio per 20 milioni di euro alla Brescia Service Srl,
rogito del notaio Lodovico Barassi) alla Inter Brand Srl, costituita appena due mesi società controllata dallo stesso azionista di maggioranza della squadra, la Sportinvest
prima è posseduta al 100% dall’Inter. Anche in questo caso la plusvalenza, registrata nel Srl. Dall’operazione è scaturita una plusvalenza di pari importo nel bilancio al 30
bilancio al 30 giugno 2006, è servita a coprire l’assorbimento della svalutazione del giugno 2005; ma la società di calcio non ha incassato denaro, iscrivendo semplicemente
“salva-calcio” (223,6 milioni residui al 30 giugno 2005)89. un credito.
Sempre nella stessa data, Inter Brand ha concesso in licenza d’uso il marchio alla Il Chievo Verona ha conferito il ramo d’azienda costituito dal marchio alla società
squadra per 16 milioni l’anno. interamente controllata Chievo Verona Servizi Srl, per un valore di 10 milioni di euro.
Successivamente il 9 giugno 2006 il marchio Inter è stato ceduto in pegno alla Banca L’operazione è stata fatta il 27 giugno 2005, con una plusvalenza di dieci milioni di
Antonveneta, che ha erogato un finanziamento di 120 milioni, regolato al tasso Euribor euro a beneficio del bilancio chiuso il 30 giugno 2005.
più 250 basis point90. Il finanziamento è stato impiegato da Inter Brand per pagare il La Reggina, invece, ha ceduto il marchio per 10 milioni di euro alla Reggina Service
marchio alla casa madre; i restanti 38 milioni sono stati ricevuti dalla Srl a seguito di un Srl, una società correlata, cioè della quale sono soci in tutto o in parte, gli stessi azionisti
aumento di capitale versato dalla squadra di calcio. della squadra di calcio. L’operazione è stata fatta prima della chiusura del bilancio al 30
Operazioni sul marchio sono state compiute, però, non solo dai club più blasonati, ma giugno 2005, con una plusvalenza di dieci milioni di euro per il bilancio. La società ha
anche dalle squadre provinciale. A ben vedere, è stata proprio una squadra di media incassato solo 1,5 milioni di euro alla data di chiusura del bilancio, i rimanenti 8 milioni
88 sono stati iscritti come credito da incassare negli anni successivi.
Cfr. G. Dragoni, La via obbligata è la ricapitalizzazione, in “Il Sole 24 Ore”, 13/05/06. L’autore
sottolinea che “sull’operazione c’è un richiamo di attenzione del revisore (Vincenzo Mignone di Deloitte) L’Ascoli, infine, ha iscritto nel bilancio al 30 giugno 2006 una plusvalenza di 4,6
e una segnalazione del collegio sindacale, presieduto da Francesco Vittadini. Conti taroccati? Nessuno dei
due controllori ha fatto obiezioni alla correttezza e veridicità del bilancio”. milioni di euro conseguita a seguito della vendita del marchio, per un importo di 5
89
I revisori della Kpmg hanno però storto il naso, effettuando dei richiami e delle eccezioni
sull’iscrizione di tale plusvalenza, sottolineando, inoltre, come sul ricavo non sia stata accantonata l’Irap,
che sarebbe di 6,7 milioni di euro ed aumenterebbe la perdita civilistica, pari a 31,14 milioni. Cfr. G.
Dragoni, All’Inter il primato del deficit: 181,5 milioni, in “Il Sole 24 Ore”, 10/01/07.
90
Vale a dire un tasso superiore del 2,5% rispetto all’Euribor.
250 251
milioni, alla società Azzurra Free-Time Spa, controllata dagli stessi proprietari del club Dopo le lamentele dei club, infatti, la Covisoc ricalcola un bilancio pro-forma in cui
calcistico91. considera non avvenute le vendite del marchio “in famiglia” e quindi cancella le
plusvalenze. Nello stesso tempo, però, considera anche come non avvenuto
5.3 L’intervento della Covisoc del giugno 2006 l’assorbimento del maxi-onere residuo delle svalutazioni per il “decreto salva-calcio”.
Sia per l’Inter sia per il Milan viene quindi ricalcolato un ammortamento pari al 10%
Nel giugno del 2006 la Covisoc, la commissione della Figc incaricata di vigilare sui della svalutazione iniziale (cioè 24 milioni per il Milan e 31,9 milioni per l’Inter); la
conti dei club professionistici, nel corso dei suoi ordinari controlli sui bilanci societari ricapitalizzazione richiesta è così mitigata ed il problema della copertura patrimoniale è
considera la cessione del marchio a società controllate dal club stesso come un artificio soltanto rinviato al futuro.
contabile realizzato dagli azionisti per rimettere a posto i conti senza dover In definitiva, il club presieduto da Massimo Moratti se l’è cavata con una
ricapitalizzare le società92. ricapitalizzazione di circa venti milioni di euro e il congelamento di altri 20 milioni di
La Consob del calcio, presieduta dal professor Cesare Bisoni – docente di economia liquidità derivante dal calcio mercato; di importo leggermente inferiore è stata, invece,
degli intermediari finanziari all’università di Modena – non dichiara illegittime le l’iniezione effettuata da Silvio Berlusconi nelle casse del Milan94.
operazioni di cessione del marchio, ma ne annulla gli effetti economici sul patrimonio Per quanto riguarda le altre società, hanno dovuto versare fondi anche il Messina (6
minimo che le società devono avere per iscriversi al campionato. Questo significa che milioni), la Reggina (5 milioni) e l’Ascoli (4 milioni).
chi non avesse rispettato i parametri avrebbe dovuto ottenere una ricapitalizzazione
dagli azionisti, altrimenti non avrebbe potuto iscriversi al campionato 2006/2007. 5.4 Le cessioni del marchio realizzate nella stagione 2006/07
In prima battuta la Covisoc è molto dura con i club e sottolinea come 5 squadre di serie
A non siano in regola con il rispetto dei requisiti patrimoniali e conseguentemente Passata la paura estiva, con l’inizio del nuovo campionato altre società hanno compiuto
dovrebbero effettuare ingenti versamenti di liquidità (in totale circa 250 milioni di euro) manovre sul marchio; in particolare a muoversi sono state la Lazio e la Roma.
al fine di ottenere il nulla osta per l’iscrizione al campionato. I due club, essendo quotati, devono coprire rapidamente il buco che si aprirà nel
In particolare, all’Inter e al Milan viene richiesta una ricapitalizzazione per 100 milioni patrimonio con l’applicazione degli IAS/IFRS, i nuovi principi contabili internazionali.
di euro a testa per coprire i buchi aperti dalle svalutazioni del D.L. 282/2002 che i due Le società quotate, infatti, devono eliminare immediatamente dai bilanci gli oneri
club hanno cercato di ripianare con cessioni del marchio a società interamente residui derivanti dalle svalutazioni fatte nel 2003. Al 30 giugno 2006, la Lazio doveva
controllate; per la stessa ragione sono richiesti versamenti di 10 milioni alla Reggina e ancora assorbire oneri per 127,7 milioni, la Roma per 80,2 milioni. Entrambi gli importi
di 20 milioni all’Ascoli e al Messina, mentre 10 milioni vengono richiesti al Siena superano il patrimonio netto; quello della Lazio era pari a 29,6 milioni al 30 giugno
perché il patrimonio risulta insufficiente93. 2006, mentre alla stessa data la Roma aveva 67,8 milioni di patrimonio.
A seguito di queste richieste, le squadre coinvolte inviano delle rimostranze alla Figc e Le due società decidono, quindi, di seguire il percorso lungo il quale si sono avviate
come sempre accade nel contesto italiano si arriva ad un compromesso che attenua di Milan, Inter e altre squadre: la rivalutazione del marchio attraverso il conferimento o la
parecchio il rigore annunciato inizialmente. “vendita“ a una società controllata.
91
Cfr. G. Dragoni, Il marchio salva l’Ascoli, in “Il Sole 24 Ore”, 17/04/07.
92
Cfr. G. Dragoni, Cessione marchi, bilanci in fuorigioco, in “Il Sole 24 Ore”, 26/06/06.
93 94
Cfr. G. Dragoni, Milan e Inter, stop sul marchio, in “Il Sole 24 Ore”, 28/06/06. Cfr. G. Dragoni, Lo sconto della Covisoc, in “Il Sole 24 Ore”, 14/07/06.
252 253
Come già ampiamente sottolineato, però, a meno che non ci sia una vendita effettiva ad canone annuo di 3,2 milioni. Attraverso questa triangolazione, la Roma ha presentato un
altri soci, tale operazione risulta essere soltanto cartacea, rappresentando bilancio in utile, ma nello stesso tempo ha aumentato i sui costi di 3,2 milioni l’anno97.
conseguentemente una cosmesi di bilancio. Per concludere questo paragrafo, la Tabella 4 riassume le acrobazie contabili compiute
Entrando nel dettaglio delle operazioni effettuate, si sottolinea come il 29 settembre sui marchi societari dai principali club della massima serie che hanno effettuato la
2006 il club biancoceleste presieduto da Claudio Lotito abbia conferito alla Ss Lazio cessione o il conferimento del brand ad una società controllata.
marketing communication Spa, interamente partecipata, il “ramo d’azienda
Tabella 4: Riepilogo delle società che hanno compiuto acrobazie contabili sul marchio
commerciale”. Il valore del conferimento è stato determinato dal professor Giovanni Bilancio di
Squadra Data di cessione Acquirente Plusvalenza (€)
riferimento
Fiori – docente di finanza aziendale alla Luiss – in 95,36 milioni.
Milan
Milan 30/09/05 181milioni 31/12/05
Il Cda della Roma, invece, ha approvato il progetto di valorizzazione del marchio l’11 Entertainment Srl
ottobre 2006. Il brand della società giallorosa è stato valutato 127 milioni di euro Inter 29/12/05 Inter Brand Srl 158 milioni 30/06/06
secondo la perizia redatta dal prof. Fiori, lo stesso che ha apprezzato il marchio Lazio. Roma 10/11/06
Soccer Brand
127 milioni 30/06/07
Management Sas
In particolare, il marchio della Roma è inserito nel ramo d’azienda che la società Lazio Marketing &
Lazio 29/09/06 Communication 95 milioni 30/06/07
giallorosa ha deciso di scorporare e conferire a una nuova controllata, la “Soccer di Spa
Sampdoria
Brand management Sas”. Sampdoria 30/04/03 20 milioni 30/06/03
Services Srl
Dallo scorporo del marchio, secondo la perizia, la Roma trarrà una plusvalenza di 127 Brescia Service
Brescia 20/05/05 20 milioni 30/06/05
Srl
95
milioni che potrà essere iscritta nei conti societari . Si tratta, però, di un guadagno solo Chievo Verona
Chievo 27/06/05 10 milioni 30/06/05
Servizi Srl
di carta, perché non c’è una vera vendita con relativa movimentazione di denaro. La Reggina Service
Reggina 28/06/05 10 milioni 30/06/05
Srl
società conferitaria del marchio, infatti, è controllata dall’As Roma, tranne che per una Azzurra Free Time
Ascoli 28/12/05 5 milioni 30/06/06
quota infinitesimale (10 mila euro) apportata dalla Brand Management Srl, che gestisce Spa
Fonte: nostra elaborazione su dati “Il Sole 24 Ore”.
la Soccer Sas come socio accomandatario96.
A ben vedere, la Roma si era già resa protagonista di un maquillage contabile nel
bilancio redatto al 30 giugno 2006. Il documento, infatti, chiuso con un utile di 804 mila
euro ha beneficiato di proventi straordinari per l’iscrizione di una plusvalenza di circa
22 milioni di euro in seguito ad una vendita che in realtà è un lease back. Infatti la 97
Cfr. G. Dragoni, Lazio e Roma agguantano l’utile, in “Il Sole 24 Ore”, 2/10/06. Nello stesso articolo
società il 28 dicembre 2005 ha ceduto il centro sportivo di Trigoria a Banca Italease per l’autore descrive dettagliatamente la situazione di bilancio delle due squadre della capitale. “Roma e
Lazio continuano a fare i miracoli nei bilanci. Entrambe hanno chiuso con un saldo attivo il consuntivo al
30 milioni. Lo stesso giorno l’azionista di maggioranza, Roma 2000 Srl, attraverso la 30 giugno 2006: 2,08 milioni di utile netto la Lazio, 804 mila euro la Roma. Per il secondo anno
consecutivo i conti sono in attivo, con una forte contrazione dei profitti rispetto al precedente.
controllata As Roma Real Estate ha sottoscritto con la Italease un contratto di leasing È un miracolo per due società che continuano ad avere gravi problemi finanziari e che hanno spalmato gli
finanziario di 15 anni sull’immobile. La Real Estate ha poi sottoscritto con la società di ammortamenti grazie alla legge salva calcio del 2003. La Lazio si regge grazie al generoso accordo con
l’agenzia dell’entrata del 20 maggio 2005, che ha consentito a Claudio Lotito di dilazionare in 23 anni il
calcio un contratto di locazione del centro sportivo per sei anni, più altri sei, per un debito col fisco di 140 milioni accumulato nelle precedenti gestioni. La Roma, controllata da Franco
Sensi, che resta però un sorvegliato speciale delle banche e di Capitalia, proprietaria del 49% della
capogruppo Italpetroli, non è in regola con i pagamenti verso calciatori dipendenti: al 30 giugno 2006 il
club giallorosso aveva debiti verso il personale per 15,8 milioni (su un costo del personale che nell’ultimo
bilancio è di 65,5 milioni, rispetto ai 74,6 milioni del precedente). Inoltre a giugno la società aveva debiti
tributari per 16,8 milioni, dei quali risultavano scaduti 8,7 milioni per Iva, oltre alle relative sanzioni e
95
Cfr. G. Dragoni, Valutato 127 milioni il marchio As Roma, in “Il Sole 24 Ore”, 7/11/06, pag.16. interessi per 3 milioni. Ulteriori approfondimenti sulle società calcistiche italiane quotate in Borsa
96
Ibidem. saranno forniti nel capitolo successivo al quale si rimanda.
254 255
che ha consentito al club di via Durini di conquistare lo scudetto con cinque turni di
V. LE SOCIETÀ DI CALCIO DA CLUB A IMPRESE (segue):
anticipo, impresa riuscita nei campionati a girone unico soltanto al “Grande Torino” nel
LA QUOTAZIONE IN BORSA 1947/48 e alla Fiorentina nel 1955/56.
Si è derubati in Borsa come si è uccisi in guerra: da gente che non si conosce Un’annata perfetta, quindi, macchiata soltanto dalla prematura eliminazione dalla
Alfred Capus, scrittore francese (1858 – 1922) Champions League, subita dagli spagnoli del Valencia per malagrazia di due pareggi, e
Nonostante tutto, in Borsa, le possibilità di guadagno superano quelle dell'eventuale perdita. dalla piccola paura di vincere – il cosiddetto “braccino” del tennista – che ha avvolto la
Si può, per esempio, guadagnare il mille per cento, ma perdere soltanto il cento per cento
Markus M. Ronner, teologo e scrittore svizzero (1938) squadra il giorno dello scontro diretto con la Roma, amaramente perso tra le mura
amiche per tre reti a una: prima sconfitta dopo 33 gare consecutive di campionato.
1 Introduzione Nonostante quella battuta d’arresto, però, il destino della Serie 2006/07 era già segnato:
occorreva solo decidere data e palcoscenico del trionfo. A questo proposito la
Per diciotto anni le bandiere nerazzurre erano state lasciate in soffitta ad ingrigirsi di
trentatreesima giornata di ritorno è l’ideale, perché giunge al termine di una settimana,
polvere; pronte ad essere dispiegate nel momento della festa, che però non arrivava mai.
in cui l’Italia ha perso l’organizzazione degli Europei 2012 e la procura di Napoli ha
Ci si era andato vicino il 5 maggio 2002, ma una gara beffarda sul prato dell’Olimpico
ulteriormente ampliato l’elenco dei soggetti coinvolti nelle indagini sulle partite
aveva vanificato tutto quanto di buono era stato costruito nel corso di quella stagione.
sospette. L’Inter è di scena a Siena (club vestito di bianconero…), la Roma fa visita
Lo scorso anno l’Inter era, sì, riuscita a cucirsi lo scudetto sul petto, ma non a
all’Atalanta (la cui casacca è nerazzurra…). La squadra di Mancini è campione d’Italia
conquistarlo sul campo, dove la Juventus l’aveva fatta da padrone. L’ambaradan di
solo se batte i toscani e contemporaneamente i bergamaschi si impongono sulla Roma.
“Calciopoli” aveva, poi, rimescolato le carte e i nerazzurri si erano ritrovati Campioni
Detto, fatto. A Siena finisce 2 a 1 per l’Inter con una doppietta di Marco Materazzi,
d’Italia a Ferragosto quando i tifosi erano intenti a sguazzare sulle spiagge piuttosto che
l’unico italiano in campo quel giorno tra le fila nerazzurre; all’”Atleti Azzurri d’Italia”,
a sfilare per le vie meneghine.
invece, l’Atalanta batte la Roma 2 a 1. È significativo come l’input ai festeggiamenti
Domenica 22 aprile 2007 alle ore 16,50, invece, la gioia degli interisti può esplodere.
giunga proprio da Bergamo, la città natale di colui al quale il 15° scudetto nerazzurro è
L’Inter è campione d’Italia per la quindicesima volta, il campionato dei record è stato
stato dedicato: Giacinto Facchetti. L’indimenticabile capitano dell’Inter Anni Sessanta,
trionfalmente conquistato1. Un campionato, dicono i detrattori, monco in partenza: privo
nonchè presidente della squadra nerazzurra fino al 2005, prematuramente scomparso
della Juventus, il club italiano più vincente di tutti negli ultimi anni2, retrocesso in serie
pochi giorni prima dell’inizio del campionato.
B dopo gli scandali estivi e con il Milan costretto a scattare con un handicap di 8 punti
A Facchetti è stato rivolto il primo pensiero del presidente Moratti dopo la conquista del
in classifica. Obiettivamente, però, occorre osservare come la squadra guidata da
titolo, prima che il patron nerazzurro scendesse negli spogliatoi e iniziasse a lanciare
Roberto Mancini abbia imposto la sua superiorità schiacciante sin dalla terza giornata
gavettoni ai giocatori. Il più contento di questo successo è sicuramente lui, Massimo
con la vittoria all’Olimpico sulla Roma per 1-0. Poi, le diciassette vittorie consecutive
Moratti, che dopo 13 anni alla guida del club riesce finalmente a diventare Campione
conquistate a cavallo tra ottobre e febbraio hanno contribuito a scavare il solco decisivo
d’Italia sul campo3. Dopo aver cambiato undici allenatori e aver speso 593 milioni di
1
“INTER” questo il megatitolo di apertura della Gazzetta dello Sport di lunedì 23 aprile 2007.
3
Nell’occhiello si legge: “Nerazzurri record, Materazzi firma lo scudetto. Battuto il Siena (2-1), la Roma «Questa vittoria è strameritata sono felice per i giocatori e per il pubblico interista che è stato sempre
sconfitta a Bergamo. È il titolo numero quindici vinto con cinque giornate d’anticipo”. L’editoriale del ottimista. Lo scorso anno è stato uno degli scudetti più belli, vinto contro il malaffare che per dieci anni
direttore Carlo Verdelli ha per titolo Scusate il ritardo. ha dominato il calcio. Questo è arrivato al culmine di una grande cavalcata, contro un’avversaria
2
Ma se “mancava la Juventus è colpa di chi l’ha trascinata in una vergogna di cui ancora si avvertono fortissima come la Roma e un Milan che sta dimostrando il suo valore in Champions. È il secondo
purtroppo, i cattivi odori”. Cfr. C. Cannavò, Onore a Materazzi, in “La Gazzetta dello Sport”, 23/04/07, scudetto senza rubare e spero che le nostre vittorie non finiscano qui». Cfr. L. Taidelli, Moratti
pag. 6. «Facchetti, è per te. Altro trionfo senza rubare», in “La Gazzetta dello Sport”, 23/04/07, pag. 6.
256 257
euro nel “calcio-mercato” il presidente riesce a vincere un campionato di Serie A e ad
emulare così le gesta compiute quaranta anni prima dall’Inter controllata dal compianto 2 La quotazione in Borsa quale fase del processo di crescita aziendale
padre.
Smentendo i più superstiziosi, Moratti riesce a vincere lo scudetto senza la necessità di L’accesso dell’impresa ai mercati mobiliari regolamentati si inquadra nell’ampio tema
ricorrere a quell’amuleto bizzarro di cui si erano serviti in precedenza Cragnotti e Sensi: della separazione fra la sua proprietà e la sua gestione e della conseguente apertura del
quotare il proprio club in Borsa e diventare nel giro di pochi mesi Campioni d’Italia. suo capitale a terzi. In particolare, la quotazione rappresenta la modalità più avanzata
Il patron nerazzurro, nonostante diversi advisor consigliassero la quotazione dell’Inter, nelle economie moderne per dividere proprietà e gestione e configura un’autonoma fase
ha preferito, invece, mantenere nelle proprie mani il possesso del club e non seguire il dello sviluppo dell’<Impresa dell’Imprenditore> lungo l’ideale curva di vita4.
percorso della quotazione intrapreso prima dalla Lazio e poi anche dalla Roma e dalla La decisione di accedere alla quotazione può essere considerata alla stregua di una
Juventus. qualsiasi altra decisione aziendale, come se si trattasse di un progetto da analizzare e
Un binomio, quello calcio-Borsa, che dopo anni di successi e di rialzi, ha vissuto a valutare per deciderne o meno la sua implementazione.
partire dai primi anni del nuovo millennio un’inversione di tendenza, tanto che oggi Il giudizio di fattibilità del “progetto di quotazione” può essere più agevolmente
gran parte dei club europei quotati 10 anni fa sono stati ritirati dal listino. formulato se il progetto stesso viene idealmente suddiviso in più fasi. In particolare,
La quotazione in Borsa dei club calcistici sarà il tema principale del presente capitolo, seguendo l’impostazione di Jovenitti, si individuano5:
nel quale saranno esaminati i peculiari problemi posti dalla negoziazione sui mercati a) l’analisi degli aspetti favorevoli e degli aspetti critici della quotazione nell’ottica
regolamentati delle azioni emesse dalle società calcistiche europee in generale e da dell’Imprenditore;
quelle italiane in particolare. Sarà sottolineato, nello specifico, come le esigenze di b) l’analisi degli aspetti favorevoli e degli aspetti critici della quotazione nell’ottica
tutela del pubblico risparmio appaiano notevolmente accentuate in questo settore a dell’Impresa;
causa delle caratteristiche patrimoniali dei club nostrani, i quali non hanno beneficiato c) la scelta della società da quotare;
della diversificazione dei ricavi che ha, invece, consentito a esperienze di altri Paesi di d) la verifica della presenza dei requisiti “sostanziali”;
assurgere a esempi pragmatici della bontà del binomio sport-Borsa. e) la scelta del mercato di quotazione;
Nel paragrafo secondo, la quotazione in Borsa verrà inquadrata nell’ambito del processo f) la verifica della presenza dei requisiti “formali”;
di crescita aziendale che tutte le imprese compiono durante il loro ciclo di vita. Nel g) la scelta della tecnica di quotazione;
paragrafo terzo sarà, invece, affrontato il tema della quotazione in Borsa dei titoli h) la scelta del titolo da quotare;
emessi dai club calcistici; verrà dapprima illustrato lo scenario delle tre società di calcio i) la scelta della quantità di titoli da quotare;
italiane quotate presso il listino milanese, successivamente si citerà l’esperienza dei club j) la scelta del timing della quotazione.
calcistici inglesi quotati, infine si evidenzieranno gli altri casi di club europei che hanno Essendo il presente lavoro incentrato sull’analisi delle società di calcio, nel prosieguo
deciso di intraprendere la strada del mercato borsistico. del paragrafo saranno approfonditi soltanto i principali aspetti sopra elencati (punti sub-
Il quarto paragrafo presenterà un’analisi dell’andamento dei titoli quotati delle società di d, e, f, g) rimandando all’ampia letteratura in materia l’indagine degli aspetti che in
calcio, indagando in particolare i risultati riportati dagli indici di Borsa riferiti al settore questa sede sono tralasciati.
calcistico. Infine, nel quinto paragrafo, saranno espresse delle considerazioni di sintesi
sulla quotazione delle società di calcio. 4
Cfr. P. Jovenitti, Entrepreneurial Finance, Egea, Milano 2002, pag. 101.
5
Ibidem, pagg. 107 e seguenti.
258 259
1) La verifica della presenza dei requisiti “sostanziali” le imprese che rilevano nel Paese estero un “differenziale” di mercato in termini di
Mentre i requisiti formali possono essere costruiti o consolidati con semplici delibere migliori e più selettive valutazioni aziendali nel settore di competenza, maggiore
assembleari, l’assenza di un requisito sostanziale costituisce una lacuna di natura situazione di liquidità degli scambi, più elevata visibilità e reputazione a livello
strutturale che non può essere colmata se non a seguito di un lungo e complesso settoriale e generale di mercato8.
intervento modificativo dell’impresa6. Inoltre, i requisiti sostanziali non sono contenuti 3) La verifica della presenza dei requisiti “formali”
in alcuna norma, né la loro identità e il loro numero sono definiti. Alcuni parametri che I requisiti formali sono contenuti nel contratto stipulato con Borsa Italiana (soggetto di
frequentemente vengono utilizzati per misurare l’idoneità di un’impresa alla quotazione diritto privato che gestisce il mercato borsistico italiano), devono essere rispettati per
sono: l’intera durata della quotazione e variano a seconda della sezione del mercato cui si
− la posizione dell’impresa nella sua curva di vita; risulta evidente che la quotazione decide di accedere.
di un’impresa può dare i frutti attesi – in termini finanziari e mobiliari – soltanto se In particolare, la struttura attuale della Borsa Valori di Milano comprende tre sezioni: il
attivata nel momento giusto, né troppo presto, né troppo tardi; mercato ordinario (MTA), il mercato dei settori innovativi (MTAX) – entrambi
− l’attività effettivamente svolta dall’impresa; devono accedere alla quotazione suddivisi nei segmenti Blue chips, Star (titoli ad alti requisiti) e Standard – e il mercato
soltanto le imprese dotate di potenzialità di sviluppo, non operanti, quindi, in settori delle imprese di minori dimensioni (EXPANDI).
ormai in declino; Nella Tabella 1 sono riportati i requisiti formali in capo alle società emittenti, nella
− la congruità del prezzo dei titoli dell’impresa nella fase del suo ingresso nel mercato Tabella 2, invece sono riportati i requisiti formali richiesti ai titoli quotandi.
mobiliare; tale aspetto potrà essere verificato solo dopo l’effettiva quotazione del 4) La scelta della tecnica di quotazione
nuovo titolo nel mercato7. Le tecniche alternative di quotazione, cioè di formazione dei sopra indicati requisiti
2) La scelta del mercato di quotazione formali, sono: l’IPO, l’attribuzione ai soci di una società quotata di titoli di una sua
Alle imprese italiane interessate alla quotazione si presentano concretamente tre controllata sotto forma di dividendo in natura oppure il collocamento privato riservato
alternative di mercato cui accedere: agli investitori istituzionali.
una sezione del mercato mobiliare italiano; In questa sede si analizzerà soltanto l’IPO che rappresenta la tecnica più utilizzata per
una sezione del mercato mobiliare estero; effettuare la quotazione.
entrambe le soluzioni, attivate contestualmente o in successione temporale (c.d. dual L’IPO, acronimo di Initial Public Offering9, può essere realizzata secondo tre modalità:
listing). l’offerta pubblica di vendita (OPV), destinata a formare il requisito del flottante;
È chiaro che la scelta di quotarsi su un mercato mobiliare estero risulta idonea per: l’offerente è rappresentato da uno o più “vecchi” soci dell’impresa quotanda, mentre
le imprese a vocazione internazionale che abbiano già raggiunto nel Paese estero l’oggetto dell’offerta è costituito da titoli già emessi e in circolazione:
una posizione competitiva sufficiente in termini di notorietà, relazioni e connessioni conseguentemente il ricavato della vendita è destinato ai venditori e l’impresa ne
con il sistema dei clienti/fornitori e la comunità finanziaria; rimane estranea;
le imprese, ancora solo nazionali, che intendano perseguire un’intensa politica di 8
Ibidem, pag. 125.
9
internazionalizzazione; Initial per sottolineare il carattere di prima operazione in ordine temporale che l’impresa quotanda
realizza nell’ambito della procedura per preparare la quotazione; public perché destinata indistintamente
al pubblico dei risparmiatori/investitori, sia individuali, sia istituzionali, a parità di condizioni; offering
perché si tratta di un’offerta e non di un’operazione coattiva, dove quindi i destinatari sono liberi di
6
Ibidem, pag. 118. aderire o meno (sulla base dei loro giudizi di convenienza economica e di opportunità finanziaria, nonché
7
Ibidem, pag. 122. delle informazioni tratte dal Prospetto informativo). Ibidem, pag. 139.
260 261
Tabella 1: I requisiti formali per le società emittenti. Tabella 2: I requisiti formali per i titoli quotandi.
MTA MTA / MTAX MTAX EXPANDI MTA/MTAX MTA / MTAX MTA/ MTAX EXPANDI
Blue Chip Star Blue Chip Blue Chip Star Standard
Standard Standard
Capitalizzazione di 1 miliardo di 1 milione di
Ultimo es., ma 40 milioni di euro 40 milioni di euro
Pubblicazione e Ultimi 2 mercato minima euro euro
Ultimi 3 esercizi Ultimi 3 esercizi attività svolta da
deposito bilancio esercizi
3 esercizi10
Capitalizzazione
Nessun limite 1 miliardo di euro 1 miliardo di euro Nessun limite
Certificazione massima
dell’ultimo bilancio SI SI SI SI 35% (se nuova) o 10% dei titoli
25% dei titoli 25% dei titoli
annuale 20% (se già quotandi con
quotandi (azioni quotandi (azioni
Conferim. incarico Flottante minimo12 quotata) delle controvalore
ord.,privil. e di ord.,privil. e di
triennale certificaz. azioni con diritto minimo di
SI SI SI SI risparmio) risparmio)
del bilancio a soc. di di voto 750.000 euro
revisione Fonte: nostra elaborazione su dati tratti da [Link]
Esercizio dell’attività
d’impresa in
SI SI SI SI
condizioni di un’operazione abbinata OPV + OPS, denominata OPVS, destinata a formare o
autonomia gestionale
- relazioni consolidare tutti i requisiti formali; tale particolare tipologia di IPO è possibile a
periodiche;
- distribuzione
condizione che l’operazione configuri un’unica offerta, pur avendo due o più
dividendi; offerenti e due diverse destinazioni di fondi raccolti, e che i titoli offerti siano
- operazioni
- relazioni straordinarie; - relazioni - relazioni identici, per diritti e godimento13.
periodiche; - modifiche periodiche; periodiche;
Garanzia
- distribuz. statutarie; - distribuzione - distribuzione
dell’adempimento
dividendi; - nomina investor dividendi; dividendi;
degli obblighi minimi
di trasparenza e
- operazioni relator e - operazioni - operazioni 3 La quotazione dei club calcistici
straordinarie; specialist11; straordinarie; straordinarie;
informativa
- modifiche - compensi - modifiche - modifiche
statutarie. amministratori statutarie. statutarie. 3.1 L’esperienza italiana
legati agli
obiettivi;
- regole stringenti 3.1.1 Introduzione
di corporate
governance
Fonte: nostra elaborazione su dati tratti da [Link]. La riforma della disciplina delle società sportive del 1996, rimuovendo il divieto a
perseguire lo scopo di lucro, ha aperto per le società di calcio la strada alla quotazione
l’offerta pubblica di sottoscrizione (OPS), destinata a formare o a consolidare tutti i
in Borsa, che negli anni successivi è stata percorsa da tre club: Lazio, Roma e Juventus.
requisiti formali sopra ricordati; l’offerente è rappresentato dall’impresa quotanda,
Quanto avvenuto nel nostro paese, peraltro, ricalca una tendenza chiaramente
mentre l’oggetto dell’offerta è costituito da titoli nuovi appositamente emessi
avvertibile a livello internazionale, dove da tempo l’apertura del capitale delle maggiori
dall’impresa nell’ambito di un aumento di capitale sociale destinato al mercato;
società calcistiche al pubblico risparmio è un fenomeno consolidato, se si osserva che
conseguentemente il ricavato della sottoscrizione è destinato all’impresa quotanda,
attualmente in Europa sono quotate 34 società titolari di squadre professionistiche di
mentre i suoi vecchi soci ne sono esclusi;
10
Salvo che il 10% del capitale sociale sia detenuto da investitori istituzionali e che i soci con almeno il
12
2% si impegnino a detenere in portafoglio le azioni almeno per 1 anno dopo la quotazione. Ai fini del calcolo del flottante non si tiene conto delle partecipazioni azionarie di controllo vincolate
11
L’investor relator è un soggetto professionalmente qualificato che ha l’incarico specifico di gestire i da patti parasociali e delle partecipazioni superiori al 2%; si considerano, invece, le partecipazioni
rapporti con gli investitori. Lo specialist ha il compito, invece, di mantenere la liquidità dei titoli e di detenute da gestioni patrimoniali e fondi pensione.
13
effettuare analisi finanziarie. [Link]. Cfr. [Link], [Link]., pag.141.
262 263
calcio: oltre le 3 citate italiane, 14 sono del Regno Unito, 6 sono squadre danesi, 4 si compone, oltre che del nome e del logo, della storia, della tradizione e del
turche, 2 portoghesi e una a testa per Olanda, Germania, Svizzera, Svezia e Francia 14. radicamento sociale di cui questi godono18.
La Borsa ha rappresentato, nella seconda metà degli anni ’90, il volano della La quotazione impone un cambiamento nello stile di conduzione manageriale
trasformazione del calcio da sport a business. La possibilità di vendere azioni è stata, ed dell’attività sportiva, che si vede sottoposta a evidenti vincoli, il primo dei quali,
è, indubbiamente attraente per le società di calcio in perenne deficit finanziario; la probabilmente, è costituito dalla necessità di offrire al mercato, per quanto possibile,
vendita sul mercato di titoli, infatti, può rappresentare un’importante fonte finanziaria una redditività soddisfacente e sufficientemente stabile nel tempo. Ciò chiama in causa
per i club. ovviamente il tema della diversificazione dei ricavi come strategia di immunizzazione al
La quotazione in Borsa risponde alla necessità sia di raccogliere denaro nel mercato per rischio che l’estrema e ineliminabile aleatorietà dei risultati delle competizioni sportive
finanziare gli investimenti, sia di avere una gestione più manageriale della società comporta19.
calcistica, la quale, nel momento in cui viene quotata deve rispondere agli azionisti della Sotto un diverso profilo, invece, si può individuare un ulteriore, importante, aspetto
propria performance economico-finanziaria15. legato alla quotazione in Borsa delle società calcistiche, relativo alla possibilità di
La valutazione dei club calcistici è essenzialmente legata alle aspettative di sviluppo sfruttare le opportunità che essa offre nella gestione ordinaria delle società, volte al
dell’attività, che, a sua volta, è legata alla base di tifosi fedeli detenuta da ciascuna controllo dei costi attraverso il ricorso al meccanismo di incentivazione agli atleti
squadra, alle aspettative di sviluppo del business in generale, alla capacità del club di tramite l’attribuzione di azioni della società20.
massimizzare le fonti di ricavo tradizionali e di inventarne di nuove. La quotazione, quindi, può rappresentare un vantaggio competitivo per le società che
Tuttavia, a differenza di quanto avviene per le imprese industriali, nel mondo del calcio sono alla ricerca di un corretto equilibrio tra sport e business in virtù dei seguenti fattori:
la possibilità di incrementare i ricavi e di fare leva sulla base di tifosi detenuta da − miglioramento della struttura finanziaria e diversificazione delle fonti di
ciascun club è in larga parte una funzione dei risultati sportivi che il club è in grado di finanziamento;
conseguire. Tutto questo contribuisce a rendere il settore del calcio un settore − finanziamento degli investimenti strategici;
16
estremamente volatile e pertanto un luogo di investimento rischioso . − innovazione del modello manageriale e miglioramento delle prospettive di crescita;
La prospettiva della quotazione in Borsa pone, nel caso delle società calcistiche, non − fidelizzazione dei propri tifosi;
diversamente che per le altre società, una serie di problemi che toccano un ampio − sviluppo dell’immagine sportivo-aziendale;
spettro di questioni.
18
Già nella fase dell’IPO la peculiare composizione del patrimonio delle società sportive Si tratta, con tutta evidenza, di problemi di non facile soluzione, specialmente ove si osservi che in
questa prima fase di accesso al mercato mancano significativi precedenti settoriali che possano fungere da
può dare luogo, data l’assoluta prevalenza di elementi immateriali, a non trascurabili benchmark, o più semplicemente fornire “multipli” di riferimento, salvo forse la possibilità di fare ricorso
alle realtà estere, con tutti i problemi, in quest’ultimo caso, derivanti dall’impossibilità di tenere conto
difficoltà nella valutazione e nella formazione dei prezzi di collocamento17. Questi delle specificità locali. Ibidem, pag. 81.
19
A questo proposito, si può osservare che, se da un lato la via della quotazione può normalmente
dovranno essere espressione, altresì, del valore attribuito al marchio della squadra, che costituire la principale spinta alla diversificazione, essa può tuttavia porsi in un altro rapporto, affatto
diverso, con l’ampliamento dell’oggetto sociale, costituendo lo strumento per la raccolta delle risorse
necessarie alla realizzazione di investimenti strategici di notevole importo, come potrebbe essere, nel caso
di una società sportiva, la costruzione di uno stadio di proprietà o la realizzazione di iniziative
14
Per approfondimenti si rimanda al paragrafo 3.1.3. immobiliari a ciò correlate. Ibidem, pag. 82.
15 20
Questo significa adottare strumenti volti a garantire il rigore amministrativo e la trasparenza delle scelte Si tratta – anche in questo caso – di un profilo sotto il quale le società sportive non presentano
effettuate, quali, per esempio, i meccanismi di controllo di gestione. Cfr. [Link]- specificità, salvo notare come la particolare struttura dei costi faccia sì che gli oneri per retribuzioni degli
[Link], Il business del calcio: successi sportivi e rovesci finanziari, Egea, Milano 2004, pag. 83. atleti costituiscano la voce di costo di gran lunga più rilevante. Il ricorso alle cosiddette stock-option offre
16
Ibidem. dunque l’opportunità di bilanciare la crescita dei compensi, incentivando al tempo stesso gli atleti al
17
Cfr. [Link], I bilanci delle società di calcio. Le ragioni di una crisi, Egea, Milano 2004, massimo impegno sul campo; allo stesso modo, l’offerta di azioni quotate, in luogo di denaro, può
pag. 81. consentire alle società che vi facciano ricorso di superare temporanee tensioni finanziarie. Ibidem, pag.82.
264 265
− gestione del costo giocatori21. posto con riguardo alle società quotate il problema di controllare la diffusione di notizie
Pur dovendosi apprezzare i benefici conseguibili a seguito della quotazione ora che possono rivelarsi price sensitive23.
individuati, si deve osservare come la strada della diversificazione non risulti Al riguardo è importante rilevare come la Consob sia intervenuta, in tema di
egualmente percorribile a tutte le società sportive, giacché le squadre minori non paiono informazione societaria delle società calcistiche, con la Raccomandazione n.
essere dotate di un bacino di utenza tale da costituire un mercato di sbocco DEM/2080535 del 9 dicembre 2002, prescrivendo alcuni comportamenti ottimali
sufficientemente ampio per il merchandising delle società, né paiono dotate della forza sull’informazione contabile e sulla comunicazione al mercato, con specifico riferimento
contrattuale sufficiente a negoziare con efficacia la cessione dei diritti di trasmissione alle pratiche e ai rumors che circondano le operazioni di trasferimento dei calciatori. A
televisiva delle proprie da gare, in assenza di idonei meccanismi di perequazione nella tale proposito la Commissione – constatato che a motivo delle peculiari caratteristiche
distribuzione delle risorse22. delle società calcistiche, per le quali riveste notevole importanza l’attenzione da parte
La quotazione in Borsa, quindi, in assenza di adeguati correttivi, sembra poter costituire degli organi di informazione, si verifica una frequente circolazione di indiscrezioni che
un ulteriore elemento di squilibrio nelle competizioni sportive, peggiorando una espone il mercato al rischio di possibili asimmetrie nella diffusione delle notizie –
situazione già deteriorata per i motivi esaminati nei precedenti capitoli a causa raccomanda massima prudenza nel rilasciare dichiarazioni in relazione alle trattative di
dell’ineguaglianza nelle condizioni di accesso. calcio-mercato, tenendo conto che il preannuncio al mercato di notizie riguardanti
accordi vari, che non siano ancora sufficientemente definiti, è utile solo nel caso in cui
266 267
2002, 10 nel 2003, 6 nel 2004, 4 nel 2005 e 4 nel 2006. In particolare, le numerose società di calcio italiane rendono nuovamente attuale un dibattito sull’opportunità della
richieste di informazione al pubblico ed al mercato effettuate sono state finalizzate a loro quotazione, in termini di costi/benefici per il mercato26.
rendere parità informativa in merito alle situazioni di deficit patrimoniale e finanziario
che la società ha affrontato in questi anni anche a causa della crisi del precedente 3.1.3 Le società italiane quotate
azionista di riferimento, nonché con riguardo alle tre operazioni di aumento di capitale
che l’assemblea dei soci ha approvato tra il 2002 ed il 2004. Inoltre, la Consob ha Per permettere la quotazione in Borsa dei sodalizi calcistici la Consob, con la
assoggettato la società, a decorrere dal mese di dicembre 2002, ad un particolare regime comunicazione n. DIS/97011804 del 24 novembre 1997, modifica radicalmente il
di trasparenza, richiedendole di informare il mercato, con cadenza mensile, requisito degli ultimi tre bilanci in utile, di cui almeno l’ultimo certificato, disponendo
dell’evoluzione delle situazioni finanziaria, economica e patrimoniale. che, fermo restando la necessità di avere un patrimonio netto non inferiore a 10 miliardi
Nel corso del 2003 anche la Roma ha palesato una situazione di crisi finanziaria, di lire e le azioni da quotare liberamente trasferibili, è sufficiente per essere ammessi
pertanto anche la situazione economico-patrimoniale e finanziaria del club di Trigoria è alle contrattazioni che solo l’ultimo bilancio presenti il risultato economico in utile27.
stata sottoposta a costante monitoraggio da parte dell’autorità di controllo. Attualmente le società di calcio italiane quotate in borsa sono tre:
Complessivamente, la Consob, dall’anno 2003, nell’ambito dell’attività di vigilanza 1. S.S. Lazio;
sulla Roma ha avanzato alla stessa società 10 richieste di diffusione al mercato di dati e 2. A.S. Roma;
notizie sulla propria situazione economico-patrimoniale e finanziaria. 3. Juventus F.C.
Infine, pur non avendo sofferto di una crisi economico-finanziaria come le due 1) S.S. Lazio
precedenti società, anche la Juventus è stata oggetto di accertamenti da parte della La Lazio sbarca a Piazza Affari il 6 maggio 199828. L’ultimo bilancio di esercizio,
Consob a partire dal 2003. Nel merito, sono state effettuate 5 di richieste di integrazione chiuso il 30 giugno 1997, presentava 251 milioni di lire di utile su 77 miliardi di ricavi,
dell’informativa da fornire al pubblico con particolare riferimento alla cessione di una ma il risultato prima dei proventi e degli oneri straordinari era pesantemente negativo,
quota della partecipazione nella controllata Campi di Vinovo Spa, che ha generato una con una perdita di 33 miliardi di lire. Nel dettaglio, l’OPVS prevedeva cinque milioni di
plusvalenza di euro 32,5 milioni e ha permesso di chiudere positivamente il bilancio al azioni, pari al 25% dell’offerta globale, destinate ai piccoli azionisti e il restante 75%
30 giugno 2003 con un utile di euro 2,15 milioni. indirizzato agli investitori istituzionali (banche, fondi d’investimento); il totale delle
In conclusione, si osserva come il negativo evolversi dell’andamento dei corsi azionari azioni offerte corrispondeva al 43,27% del capitale sociale29 ed il prezzo di ogni singola
delle tre società calcistiche quotate alla borsa di Milano, protrattosi ininterrottamente azione era di 5.900 lire.
dalla loro ammissione al listino fino ad oggi, deve indurre a interrogarsi circa l’idoneità
di tali strumenti finanziari a costituire oggetto di investimento speculativo. Come ha
26
In particolare, la commissione ha osservato che sebbene al momento in cui le società italiane di calcio
osservato la stessa Consob, non è compito dell’autorità di vigilanza esprimersi sul furono quotate si poteva presumere che la loro attività generasse ricavi, in linea dunque con uno dei
merito tecnico, industriale o politico e delle regole del gioco specifiche di determinati requisiti per l’ammissione a quotazione, appare oggi opportuno, alla luce del mutato scenario del settore,
riconsiderare la possibilità di attribuire maggiore rilevanza anche alla redditività storica dell’emittente in
settori economici, ivi incluso quello del calcio. Tuttavia, nell’invocare da parte delle occasione di eventuali nuove quotazioni. Cfr. [Link].
27
Cfr. Bollettino Consob n.11/97 su [Link]
autorità competenti misure adeguate che affrontino i nodi strutturali che impediscono 28
In quello stesso giorno la Lazio fu sconfitta 3-0 a Parigi dall’Inter nella finale di Coppa Uefa. Cfr. M.
Nicita, Cragnotti per il cuore e per il portafogli, in “La Gazzetta dello Sport”, 6/05/1998, pag. 7.
all’industria del calcio di uscire dalle secche di una crisi economica di lunga durata, la 29
Ai 20 milioni di titoli costituenti l’offerta globale vanno infatti aggiunti altri 2 milioni e mezzo di azioni
rappresentate dalla c.d. green-shoe, un’opzione da esercitare in caso di particolare successo dell’offerta.
Commissione ha evidenziato come i ricorrenti generalizzati squilibri economici delle Cfr. [Link], Le società di calcio del 2000. Dal marketing alla quotazione, Rubbettino,
Catanzaro 2001, pag. 133.
268 269
Nel primo giorno di negoziazioni la richiesta di titoli supera di 6-7 volte l’offerta e tra i Tabella 3: Quotazione del titolo Lazio dal 2004 al 2007.
33
Il 17 gennaio 2004 il consiglio di amministrazione della Lazio approva l’aumento di capitale sociale e il
raggruppamento delle azioni. Il titolo parte al rialzo, ma dopo tre settimane, l’11 febbraio Cagnotti viene
30
Cfr. Vittorio Malagutti, I Conti truccati del calcio italiano, Carocci, Roma 2002, pag. 133. arrestato per il crac Cirio. A marzo del 2004 la Consob sospende il titolo Lazio dalle contrattazioni fino a
31
Cfr. [Link], [Link]., pag. 135. maggio per frenare lo scandalo della speculazione. Cfr. G. Turano, Tutto il calcio miliardo per miliardo,
32
Cfr. Elisabetta Tonni, Lazio, un anno ricco di <azioni> da gol, in “Il Sole 24 Ore”, 3/05/99, pag. 9. Il Saggiatore, Milano 2007, pag. 165.
270 271
Il crac del gruppo alimentare ha portato all’uscita di scena da presidente della Lazio di oscillazioni delle azioni Lazio nei primi mesi del 2006 (cfr. Figura 1), conseguenti alle
Sergio Cragnotti, l’uomo che più di tutti aveva spinto per l’ammissione alla quotazione dichiarazioni di Chinaglia di voler comprare la società36.
dei titoli del club biancoceleste34.
Figura 1: Confronto tra oscillazioni titolo Lazio e indice S&P Mib. Periodo maggio 2005-aprile 2007
Dopo un breve periodo di presidenza dell’avvocato Ugo Longo, il 19 luglio 2004 la
Lazio viene rilevata dall’imprenditore romano Claudio Lotito, attivo nel settore delle
pulizie e della vigilanza notturna, il quale acquisisce il 29,9% della società35.
Nonostante la nuova compagine societaria l’andamento del titolo non migliora; la
Figura 1 rappresenta l’evoluzione negli ultimi due anni del titolo Lazio raffrontato con
il trend registrato dall’indice S&P Mib.
Dal grafico emerge come il titolo laziale dopo un 2005 negativo si sia risollevato nella
prima parte del 2006, per poi riprendere il trend negativo in concomitanza con il
coinvolgimento della società nelle inchieste di “Calciopoli” (il 16 maggio l’azione
societaria raggiunge il valore minimo di 28 centesimi di euro).
Dopo l’estate si nota una ripresa di movimenti speculativi sul titolo Lazio, con subitanei
rialzi e ribassi, ed il valore che si attesta intorno ai 40 centesimi di euro.
Nell’autunno, poi, il club biancoceleste è al centro di due rilevanti vicende societarie. Fonte: [Link]
Innanzitutto, nell’ottobre 2006, otto persone, tra cui l’ex bomber della Lazio degli anni
Successivamente, nel novembre 2006, a seguito del superamento della quota del 30%,
Settanta Giorgio Chinaglia, sono accusate di aggiotaggio nel tentativo di scalata alla
Lazio Events Srl – la società controllata da Claudio Lotito che in precedenza possedeva
società e di estorsione ai danni di Claudio Lotito. L’indagine, che ha condotto al
il 29,868% del club biancoceleste – è stata costretta a lanciare un’offerta pubblica di
provvedimento emesso dal Gip di Roma Guglielmo Montoni, è partita dopo le forti
acquisto (OPA) secondo quanto previsto dall’articolo 106 del Testo Unico sulla Finanza
(TUF)37.
La soglia del 30% è stata varcata a seguito dell’acquisto da parte di Lazio Events delle
34
«Quando bussai alla porta di Calleri trovai un calcio che ondeggiava fra l’etico e il sociale. L’ho preso quote possedute da Roberto Mezzaroma (14,6%)38, dalla Team Service Scarl (2,8%) e
di petto, l’ho rivoltato come un guanto, ho introdotto il business. Prendevo e cedevo, cedevo e prendevo.
Macché simboli, macché bandiere, per fare della Lazio una delle sette sorelle non c’era altra strada. da altri piccoli azionisti, raggiungendo la quota pari al 50,524% del capitale sociale.
Tornassi indietro, rifarei le stesse cose. Roma non ha dentro di sé la tradizione ed il potere di Juventus e
delle milanesi. Bisognava sparigliare il mazzo. Mi sono inventato un metodo tutto mio, discutibile ma
vincente. Non mi sono dimesso spontaneamente. Conosco, però, le regole del gioco. Sono regole severe.
36
Il crac del gruppo ha coinvolto tutte le strutture operative, Lazio in testa. Ho le mie responsabilità, ma Secondo gli investigatori c’era un collegamento tra le dichiarazioni di Chinaglia, che facevano salire il
non mi si venga a dire che abbiamo rischiato di fare la fine della Fiorentina». Per approfondimenti si titolo (il picco +27% dal 14 al 20 marzo 2006) che poi crollava (-15% il 20 marzo) dopo le smentite dei
rimanda a [Link] Caro, Indagine sul Calcio, Bur, Milano 2006, pag. 518. Recentemente Cragnotti, presunti interessati. Cfr. G. Dragoni, Lazio, scattano gli arresti, in “Il Sole 24 Ore”, 14/10/06.
37
finito in carcere nel 2004 per 128 giorni, ha raccontato le proprie avventure imprenditoriali nel libro Art. 106 TUF: “Chiunque, a seguito di acquisti a titolo oneroso, venga a detenere una partecipazione
autobiografico scritto insieme a Fabrizio Pennacchia. Nel volume si legge che l’acquisto della Lazio nel superiore alla soglia del 30%, promuove un’offerta pubblica di acquisto sulla totalità delle azioni
1992 gli fu richiesto dalla Banca di Roma, «perché la gestione Calleri si stava rivelando fallimentare e ordinarie. L’offerta è promossa entro trenta giorni a un prezzo non inferiore alla media aritmetica fra il
l’Istituto cominciava a dubitare sulla futura esigibilità dei suoi crediti». Per approfondimenti si confronti prezzo medio ponderato di mercato degli ultimi dodici mesi e quello più elevato pattuito nello stesso
[Link], Un calcio al cuore, Fazi Editore, Roma 2006. periodo dall’offerente per acquisti di azioni ordinarie”.
35 38
È interessante notare come con il cambio dell’assetto azionario viene mutata anche la struttura della La quota di Mezzaroma, zio della moglie di Lotito, è stata sequestrata dalla Procura di Milano e
corporate governance del club laziale, passando dal sistema tradizionale a quello dualistico. Attualmente affidata ad un custode, mentre Lotito è stato accusato di aggiotaggio e false dichiarazioni alla Consob per
i due organi di governo sono il Consiglio di Gestione presieduto da Claudio Lotito e il Consiglio di aver stipulato un patto occulto con Mezzaroma per controllare il club, aggirando le leggi sull’obbligo di
Sorveglianza guidato da Corrado Caruso. [Link]. Opa per le società quotate. Per approfondimenti si rimanda a G. Dragoni, Bufera Lazio nel giorno
272 273
L’Opa totalitaria – lanciata il 27 dicembre 2006 ad un prezzo di 0,40 euro per azione, Osservando i dati riportati nella Tabella 5 si evince come la quotazione raggiunga il suo
coincidente con la chiusura di Borsa del 1° dicembre, e valida fino al 31 gennaio 2007 – valore massimo nell’aprile del 2001 con l’approssimarsi delle ultime giornate del
ha interessato 33.514.156 titoli, corrispondenti al 49,779% del capitale sociale della campionato vinto dalla squadra giallorossa all’epoca guidata in panchina da Fabio
società39. Alla scadenza dell’operazione le adesioni all’offerta sono state pari a Capello. Nel corso dei due mesi successivi il titolo, invece, subisce un calo del 33%
4.445.336 azioni ordinarie, pari al 13,264% dei titoli oggetto dell’offerta stessa. La attestandosi a giugno ad un valore pari a 4,47 euro. In particolare, il 18 giugno mentre i
quota di possesso di Lazio Events è cosi diventata pari al 63,788%. tifosi festeggiavano lo scudetto e pregustavano lo strip di Sabrina Ferilli, gli speculatori
Non essendo stata raggiunta la quota del 90% da parte dell’azionista di maggioranza – confermando lo schema classico: “comprare sulle attese, vendere sulla notizia” –
non è scattato l’obbligo di Opa residuale e conseguentemente è fallito il tentativo di celebravano a modo loro la vittoria vendendo una grande quantità di titoli e provocando
40
delisting della società . un ribasso del 12% del titolo societario43.
2) A.S. ROMA
Tabella 5: Andamento titolo Roma dalla quotazione ad aprile 2007.
La Roma si presenta in Borsa il 23 maggio 2000 e le richieste di sottoscrizione da parte
D ata v alore D ata v alo re D ata valo re
degli investitori superano l’offerta di 3,6 volte, deludendo un po’ le aspettative se si apr-07 0,66 d ic-04 0,62 ag o-02 2,05
m ar-07 0,63 n ov -04 0,67 lu g -02 2,00
considera che due anni prima la Lazio di Cragnotti era stata travolta da una domanda di feb-07 0,61 ott-04 0,66 giu -02 1,97
titoli 10 volte superiore ai quantitativi messi in vendita41. g en-07 0,61 set-04 0,71 m ag -02 2,12
d ic-06 0,67 ago -04 0,76 ap r-02 2,55
Gran parte del denaro investito dai risparmiatori non finisce nelle casse della Roma; dei n ov -06 0,69 lu g -04 0,81 m ar-02 3,07
ott-06 0,72 g iu -04 1,12 feb-02 2,58
71,5 milioni dell’IPO solo 16,5 milioni sono destinati al club giallorosso per saldare i set-06 0,70 m ag -04 1,27 g en -02 2,76
debiti e sviluppare le proprie attività; il resto, cioè 55 milioni di euro, vanno a ag o-06 0,73 apr-04 1,55 d ic-01 2,91
lu g-06 0,88 m ar-04 1,17 no v -01 3,11
ricompensare il presidente Sensi42. g iu-06 0,96 feb -04 1,88 ott-01 3,31
m ag-06 0,50 g en -04 1,39 set-01 2,76
Dal momento della quotazione all’aprile 2007 il valore del titolo è passato da 5,5 euro a apr-06 0,54 d ic-03 1,48 ag o-01 4,26
66 centesimi di euro, con una variazione negativa dell’88%. m ar-06 0,51 n ov -03 1,53 lu g -01 4,23
feb-06 0,51 ott-03 1,56 giu -01 4,47
g en-06 0,50 set-03 1,60 m ag -01 6,45
d ic-05 0,51 ago -03 1,04 ap r-01 6,72
dell’Opa, in “Il Sole 24 Ore”, 4/11/06; G.D., Lazio, Lotito vuole rinvio dell’Opa, in “Il Sole 24 Ore”, n ov -05 0,51 lu g -03 1,00 m ar-01 6,00
14/11/06; G.D., Lazio, no al dissequestro delle azioni di Mezzaroma, in “Il Sole 24 Ore”, 12/12/06. ott-05 0,57 g iu -03 1,00 feb-01 5,87
39
Alla data dell’Opa il capitale sociale della Lazio è pari ad euro 40.643.346,60, rappresentato da n. set-05 0,61 m ag -03 0,97 g en -01 5,86
67.738.911 azioni ordinarie del valore nominale di euro 0,60 cadauna. ag o-05 0,61 apr-03 0,95 d ic-00 6,03
40
Cfr. G. Dragoni, Lazio, fallisce il piano per il delisting, in “Il Sole 24 Ore”, 1/02/07. lu g-05 0,53 m ar-03 0,89 no v -00 6,23
41
In occasione del collocamento la Roma viene valutata 286 milioni di euro, mentre due anni prima la g iu-05 0,53 feb -03 1,05 ott-00 6,27
Lazio non va oltre i 150 milioni di euro, ossia poco più della metà. “È vero, nel frattempo c’era stata m ag-05 0,52 g en -03 1,15 set-00 6,25
l’esplosione del mercato dei diritti televisivi e quindi, almeno sulla carta, le prospettive di guadagno per le
apr-05 0,47 d ic-02 1,23 ag o-00 6,30
squadre erano aumentate. Un simile divario tra le valutazioni dei due club romani restava però davvero
m ar-05 0,52 n ov -02 1,55 lu g -00 5,56
difficile da giustificare. Come se non bastasse la Roma usciva malconcia anche dal raffronto con i
principali competitor internazionali: l’analisi dei multipli di mercato dimostrava con chiarezza che tutte feb-05 0,51 ott-02 1,76 giu -00 5,51
queste società erano quotate a prezzi da saldo rispetto alle richieste di Sensi. Soltanto il Manchester g en-05 0,57 set-02 1,87 m ag -00 5,69
United reggeva il confronto. Lo squadrone inglese, però, vantava un bilancio ben più solido e florido. La Fonte: [Link]
Roma, invece, resta un’incognita, una puntata quanto mai rischiosa sul futuro.” V. Malagutti, [Link]., pag.
135. Per approfondimenti sulla valutazione della Roma si rimanda a [Link], Aspetti di
rilievo nella valutazione di una società di calcio: il caso dell’A.S. Roma Spa, in “La Valutazione delle
aziende”, n. 25/2002, pagg. 87-103.
42
A pag. 185 del prospetto informativo di collocamento si legge infatti che “nessuna parte del ricavato
dell’offerta globale derivante dalla cessione delle azioni da parte dell’azionista venditore sarà destinata
43
alla società. Per approfondimenti si rimanda a V. Malagutti, [Link]., pag. 134. Ibidem, pag. 126.
274 275
La Figura 2 raffronta l’andamento del titolo Roma degli ultimi due anni con quello Il bilancio del club, fatto unico tra tutte le grandi squadre, si è chiuso in utile nei tre
dell’indice S&P Mib. Dal confronto emerge come nel giugno 2006 il valore del titolo esercizi precedenti la quotazione in Borsa e la società ha addirittura distribuito un
giallorosso abbia registrato una crescita ben superiore a quello del mercato; ciò si deve dividendo.
allo scandalo di “Calciopoli”, dal quale la Roma, uscendo indenne dall’inchiesta, è stata Le risorse ricavate dal collocamento dovevano finanziare l’iniziativa “Mondo Juve”, un
proiettata direttamente in Champions League; ciò ha invogliato gli investitori a puntare nuovo centro sportivo e commerciale da realizzare alle porte di Torino. Dei proventi
sul titolo della società di Trigoria tanto che il valore delle azioni è raddoppiato in meno dell’IPO, però, soltanto il 40% è effettivamente finito alla Juventus (63 milioni di euro);
di due settimane (dal 19 giugno, prezzo di euro 0,495, al 5 luglio, prezzo di euro 1,166) il resto è andato all’azionista di controllo, la finanziaria IFI della famiglia Agnelli (80
con una crescita del 136%. milioni di euro), e all’amministratore delegato della società Antonio Giraudo (5,5
Figura 2: Confronto oscillazioni titolo Roma e indice S&P Mib da maggio 2005 ad aprile 2007 milioni di euro)44.
L’opening day la richiesta dei titoli supera di due volte i quantitativi messi in vendita45,
anche se l’accoglienza degli investitori istituzionali è più tiepida, con il rapporto tra
domanda e offerta che non va oltre l’1,2.
Ci si aspettava sicuramente di più visto che la squadra torinese vanta la più ampia platea
di tifosi d’Italia, secondo un’indagine della Nielsen sarebbero circa 11 milioni i tifosi
juventini, e anche d’Europa, come risulta da una indagine del settimanale tedesco “Sport
Markt” che attribuisce alla Juve 17 milioni di tifosi contro i 15 del Real Madrid e 13,4
del Manchester United46. Nonostante ciò neppure il club della famiglia Agnelli è
riuscito a superare senza danni il severo esame della Borsa.
Il valore del titolo Juventus è passato da 3,7 euro della quotazione a 1,89 euro
dell’aprile 2007 con una variazione negativa del 49%.
Leggendo i dati riportati nella Tabella 6 emerge lo stesso trend già analizzato in
Fonte: [Link] precedenza per la Roma. Nel 2002, 2003, 2005 e 2006 il titolo ha sempre registrato un
rialzo nel mese di aprile con l’avvicinarsi della vittoria del campionato, poi una volta
Successivamente dall’agosto 2006 fino ad oggi, si è evidenziata una crescente perdita di conquistato lo scudetto il valore delle azioni bianconere è calato repentinamente47.
interesse da parte del mercato sul titolo in parola, con una conseguente riduzione dei
44
volumi degli scambi ed un allineamento dei corsi intorno al valore di 70 centesimi di Cfr. G. Dragoni, Quei 100 milioni della Juve nella crisi Fiat, in “Il Sole 24 Ore”, 10/05/06.
Nell’articolo si legge “fecero comodo quei 100 milioni di euro che l’Ifi incassò dalla quotazione in Borsa
euro. della Juventus nel dicembre 2001. L’operazione avvenne in parte con la vendita di azioni della cassaforte
degli Agnelli, in parte con un aumento di capitale che fece arrivare 62,6 milioni alla squadra di calcio.
3) JUVENTUS F.C. L’Ifi utilizzò i soldi il mese successivo, per finanziare l’aumento di capitale della Fiat da un miliardo di
euro”.
La Juventus si presenta in Borsa il 19 dicembre 2001 dopo una lunga campagna 45
Cfr. C. Bastianini, Calcio in borsa: il caso Juventus, in “Amministrazione & Finanza”, n. 5/2003, pagg.
39-44.
promozionale incentrata sul concetto di “entertainment and leisure company”, cioè 46
Cfr. V. Malagutti, [Link]., pag. 137.
47
sulla possibilità di sviluppare intorno al calcio un polo diversificato dell’intrattenimento. Ad evidenza si può osservare come per i conti di un club lo scudetto sia un costo. “A differenza della
vittoria in Champions League, remunerata dall’Uefa con un ricco montepremi, per il primo posto in
campionato la Lega calcio distribuisce solo delle medaglie e una coppa”. Calciatori e tecnici della società,
invece, si apprestano a incassare un lauto premio della vittoria, con le casse sociali destinate
conseguentemente a svuotarsi. Cfr. G. Turano, [Link]., pag. 160.
276 277
Tabella 6: Andamento titolo Juventus dalla quotazione ad aprile 2007. osservare il brusco calo fatto registrare dal titolo nel maggio 2006 in concomitanza con
D ata V alore D ata V alore D ata V alore l’emergere dello scandalo “Calciopoli”, nel quale il club bianconero è stato il principale
apr-07 1,89 giu-05 1,39 ago-03 1,98 protagonista.
m ar-07 1,90 m ag-05 1,38 lug-03 1,92
feb-07 1,87 apr-05 1,33 giu-03 2,01 Successivamente, però, a partire dalla seconda metà del mese di giugno, l’aspettativa di
gen-07 1,94 m ar-05 1,39 m ag-03 2,16
una sanzione più mite stabilita dal giudice sportivo rispetto a quella attesa in principio
dic-06 1,76 feb-05 1,35 apr-03 2,25
nov -06 1,80 gen-05 1,39 m ar-03 2,16 (retrocessione nella serie C1), il cambio nella governance societaria, nonché la presenza
ott-06 1,96 dic-04 1,47 feb-03 1,94
set-06 1,70 no v-04 1,51 gen-03 1,50 di significativi incassi derivanti dalla cessione alle squadre estere dei giocatori più
ago -06 1,94 ott-04 1,50 dic-02 1,57 blasonati – quali, ad esempio, Cannavaro, Emerson, Zambrotta e Thuram – hanno
lug-06 1,65 set-04 1,58 nov-02 1,82
giu-06 1,29 ago-04 1,55 o tt-02 1,92 permesso una ripresa delle quotazioni in linea con il periodo precedente all’inchiesta.
m ag-06 1,23 lug-04 1,57 set-02 2,29
apr-06 2,25 giu-04 1,58 ago-02 2,40
Negli ultimi mesi, poi, il titolo ha ripreso lievemente a crescere attestandosi intorno ad
m ar-06 1,54 m ag-04 1,59 lug-02 2,08 un valore pari a 1,90 euro, a seguito alla decisione di aumentare il capitale sociale
feb-06 1,37 apr-04 1,48 giu-02 2,15
gen-06 1,33 m ar-04 1,40 m ag-02 2,73 deliberata dal Cda bianconero a metà marzo 2007 e vagliata dall’assemblea dei soci un
dic-05 1,37 feb-04 1,64 apr-02 3,54
mese dopo.
nov -05 1,32 gen-04 1,71 m ar-02 3,33
ott-05 1,35 dic-03 1,70 feb-02 3,36 L’ammontare dell’operazione sarà di 104,8 milioni di euro, incluso sovrapprezzo,
set-05 1,40 no v-03 1,90 gen-02 3,49
ago -05 1,41 ott-03 1,99 dic-01 3,55 mediante l’emissione di 80.621.332 azioni48.
lug-05 1,42 set-03 2,03 In conclusione, riassumendo quanto riportato nei grafici e nelle tabelle suesposte
Fonte: [Link]
emerge chiaramente come le tre società italiane quotate abbiano registrato di fatto un
Figura 3: Confronto oscillazioni titolo Juve e indice S&P Mib da maggio 2005 ad aprile 2007. andamento negativo del proprio valore azionario. Nonostante, infatti, le piccole risalite
della quotazione – spesso legate ad un risultato positivo sul campo, come ad esempio
una vittoria importante in campionato o un passaggio del turno in coppa – il trend nel
suo complesso è decisamente decrescente.
Le azioni dei tre club non sono redditizie nemmeno dal punto di vista dei dividendi.
Infatti la Lazio e la Roma, con i conti in rosso, non sono mai state in grado di pagare
una cedola ai propri soci; mentre la Juventus è riuscita almeno a garantire un dividendo
di 0,1 euro per azione nel novembre 2002.
48
“I titoli saranno offerti in opzione agli azionisti nella misura di 2 nuove azioni ogni 3 azioni possedute
al prezzo di 1,30 euro, di cui 1,20 a titolo di sovrapprezzo. «L’obiettivo dell'aumento di capitale — spiega
Carlo Sant’Albano, membro del cda della società — è quello di riaffermare la leadership della società a
livello europeo. Il modello a cui guardiamo è quello del calcio inglese». Un modello che si basa su un
Fonte: [Link] business diversificato per le squadre di calcio come nel caso del Manchester United. «Il piano per il
prossimo quinquennio — aggiunge Sant’Albano — si basa sulla leadership sportiva, su una nuova
strategia commerciale di marketing, sulla diversificazione dei ricavi e la valorizzazione del brand e infine
La Figura 3 mostra il confronto tra l’andamento del valore delle azioni Juventus e la sulla solidità patrimoniale e finanziaria». La Ifil, azionista al 60% della Juventus, sottoscriverà la quota di
propria competenza”. Cfr. M. D’Ascenzo, Juve, aumento da 105 milioni in “Il Sole 24 Ore”, 15/03/07,
performance registrata dall’indice S&P Mib negli ultimi due anni. È interessante pag. 45.
278 279
Nel periodo successivo alla quotazione delle società in parola, dunque, le attese Da allora il numero dei club quotati nei mercati londinesi è andato progressivamente
opportunità di diversificazione delle fonti di ricavo e le aspettative di razionalizzazione crescendo.
del mercato dei trasferimenti non si sono sostanzialmente realizzate. L’evento specifico che ha fatto da catalizzatore per la trasformazione del calcio inglese
Come già osservato nei capitoli precedenti, si è rilevata una crescita dei ricavi – è da individuare nel disastro dello stadio Hillsborough di Sheffield del 15 aprile 198952.
generata quasi esclusivamente dalla vendita dei diritti televisivi, di immagine e dalle L’inchiesta conseguente all’evento tragico culmina nel 1990 nella stesura del Rapporto
sponsorizzazioni – ma non sono venuti meno, ed anzi sotto il profilo finanziario si sono Taylor53 sullo stato di salute del calcio britannico, le cui conclusioni hanno una duplice
aggravati, quei fattori di debolezza tipici delle società di calcio italiane, quali: conseguenza.
− la significativa incidenza dei costi sui ricavi; gli ingaggi, i costi dei servizi e gli Da un lato, si impone a tutti i club delle prime due serie inglesi e della prima divisione
ammortamenti dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori hanno continuato ad scozzese di dotare gli stadi di posti a sedere a partire dalla stagione calcistica 1994/95.
assorbire pressoché tutti i ricavi generati dall’attività operativa; L’enorme costo di questo intervento (stimato in oltre 750 milioni di sterline) è
− gli investimenti in atleti professionisti finanziati con incrementi delle passività finanziato dai club in diversi modi: alcuni ricorrono a risorse finanziarie proprie, altri
correnti; chiedono aiuto al Football Trust54, altri ancora scelgono di recuperare i capitali
− la scarsa patrimonializzazione49. necessari per l’ammodernamento degli impianti dall’andamento di Borsa dei propri
In compenso, però, la Borsa si è dimostrata una sorta di amuleto sportivo. Le tre titoli.
squadre quotate, infatti, hanno festeggiato lo scudetto poco dopo l’esordio sul listino. La D’altro canto, si verifica un forte calo degli spettatori spaventati dal dilagare del
Lazio di Nesta, Veron e Salas ha vinto il campionato 1999/2000, dopo il secondo posto fenomeno hooligans, con conseguenti ricadute di carattere economico sui bilanci dei
a un solo punto dal Milan nella stagione precedente. La Roma di Totti e Batistuta ha club, sotto la voce “incassi di botteghino”55.
trionfato nel 2000/01, mentre la Juventus ha conquistato il titolo di Campione d’Italia A ben vedere, però, la scelta dei club di oltre Manica di cercare fortuna in Borsa non
nel maggio 2002, a meno di sei mesi di distanza dallo sbarco sul mercato azionario 50. bisogna solo motivarla con la necessità di trovare le risorse per la ristrutturazione degli
impianti sportivi. È opportuno, invece, che sia considerata come una manifestazione di
una visione più globale dell’aspetto calcistico.
3.2 L’esperienza inglese
Il calcio d’oltre Manica è stato sempre visto come un affare commerciale da emulare.
52
In quell’occasione 96 tifosi del Liverpool persero la vita soffocati e schiacciati contro le barriere della
Le gesta dei club britannici, almeno quelle squisitamente sportive, in questo senso gradinata di “Leppings Lane End”, all’inizio della semifinale di Coppa d’Inghilterra che la loro squadra
possono lasciare il campo a valutazioni di carattere economico e finanziario riguardanti giocava contro il Nottingham Forest.
53
Il rapporto prende il nome dal giudice che condusse l’inchiesta. Egli non limitò il suo raggio d’azione
la gestione dei sodalizi51. alla sola sicurezza negli stadi, ma affrontò diversi aspetti del calcio inglese, comprese le sfide originate
dai match, le caratteristiche del terreno, i media, il fenomeno hooligans e persino il comportamento dei
Il primo club inglese ad aver affrontato il mercato mobiliare è stato il Tottenham calciatori. Cfr. [Link], [Link]., pag. 113, nota 8.
54
Il Football Trust è stato creato nel 1975 per finanziare lo sviluppo dello sport in Gran Bretagna. Esso è
Hotspur nel lontano 1983, seguito a distanza di sei anni dal Millwall. finanziato per l’85% dalle compagnie che si occupano di scommesse e dopo il Rapporto Taylor, la sua
importanza è cresciuta notevolmente consentendo la costruzione ex novo di 7 stadi. Il Football Trust può
essere considerato l’equivalente italiano dell’Istituto per il credito sportivo. Per approfondimenti si
rimanda al sito: [Link].
49 55
Cfr. Documento inerente l’Audizione del responsabile della Divisione Emittenti della Consob, Nella stagione calcistica 1984/85, quindi già prima del disastro dell’Hillsborough, su un totale
Massimo Ferrari, presso la Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera dei Deputati – 11 complessivo di 17,8 milioni di spettatori durante le partite del campionato vi furono 7.000 arresti.
ottobre 2006, disponibile sul sito [Link]. Viceversa, nella stagione 1994/95, entro la quale andava completato l’ammodernamento degli impianti,
50
Cfr. V. Malagutti, [Link]., pag. 123. gli arresti sono diminuiti del 50%, mentre gli spettatori sono cresciuti del 23%. Cfr. [Link]-
51
Cfr. [Link], [Link]., pag. 112. [Link], [Link]., pag.114.
280 281
La necessità di ridare credibilità al calcio inglese, martoriato per lunghi anni dalle Tabella 7: Società britanniche quotate ripartite per mercato di riferimento.
nefandezze degli hooligans, ha indotto i sodalizi a rivedere la loro politica economico- Club Mercato
Birmingham City AIM
calcistica, sganciandola dai risultati sportivi e coniugandola ad un orientamento al Charlton Athletic AIM
Milwall AIM
mondo del calcio molto più commerciale.
Preston North End AIM
Una significativa differenza tra i club britannici e quelli italiani è costituita Sheffiel United AIM
Watford Leisure AIM
dall’approccio con i mercati finanziari. Sebbene rastrellare denaro sia spesso una Aston Villa LSE
ragione importante perché una società decida l’ingresso in Borsa, altri fattori possono Celtic Glasgow LSE
Newcastle United LSE
determinare tale scelta, tra cui il desiderio di una parte degli azionisti privati di avere Southampton LSE
un’opzione di uscita. Può accadere, infatti, che i possessori di titoli di una società non Tottenham Hotspur LSE
Arsenal OFEX
quotata possano avere dei problemi nel convertire in denaro tutto o parte del loro Manchester City OFEX
Rangers Glasgow OFEX
pacchetto azionario, sia per le lungaggini delle negoziazioni sia per la concreta difficoltà
Fonte: nostra elaborazione su dati tratti da [Link].
nel trovare un soggetto privato disposto ad effettuare un investimento in una società di
calcio 56. Dopo la quotazione iniziale del Tottenham del 1983, il vero boom delle società inglesi
La maggior parte delle società inglesi sono “limited company”, forma societaria simile quotate si verifica in seguito al notevole successo del Manchester United (quotato il 10
alla nostra Srl. Attualmente, fra i 92 club calcistici delle quattro serie professionistiche giugno 1991). Nel 1996, infatti, erano già 12 i club presenti nei listini borsistici.
inglesi, ce ne sono 12 quotate in borsa di cui: 4 quotate al London Stock Exchange Molti avvenimenti favorevoli fanno crescere il valore dei titoli: i 743 milioni di sterline
(Main market), 6 all’Alternative Investment Market e 2 all’Ofex. A queste si della BSkyB per i diritti tv dei campionati, la prospettiva della pay per view, il boom di
aggiungono, poi, due club scozzesi quotati a Londra, uno nel Main Market e l’altro spettatori negli stadi. Tutto ciò fa si che gli investitori vedano il mercato dei club
all’Ofex57 (Tabella 7). calcistici come un mercato potenzialmente molto ricco.
L’inizio del 1997 è il periodo migliore, infatti quasi tutti i club raggiungono il loro
56
massimo storico: Leeds, Sheffield, Millwall, Tottenham, Celtic, Southampton,
L’emissione dei titoli, in concreto, può avvenire per due distinte finalità:
− allargare la base azionaria, mediante l’emissione e la vendita di nuove azioni del club; in questo caso, Manchester City, Sunderland, Chelsea, Preston, Charlton, Bolton, Newcastle ed
il denaro ricavato dalla vendita confluisce nelle casse sociali;
− consentire al singolo socio di dismettere la propria partecipazione; in questo caso i proventi saranno Hearts58.
dello stesso singolo socio. Cfr. [Link], [Link]., pag. 114.
57
Il London Stock Exchange (Main market) è il mercato principale. Per la quotazione al LSE sono
necessari i seguenti requisiti: L’ammissione alla quotazione nell’AIM è retta da poche regole. Non sono richieste dimensioni specifiche
− essere in attività da almeno tre anni ed avere generato ricavi dalla gestione caratteristica; al richiedente, né un numero definito di azioni di proprietà pubblica, né una tradizione commerciale, più o
− i bilanci degli ultimi tre esercizi devono essere certificati senza riserve; meno lunga, della società. La società quotata nell’AIM deve soddisfare, in qualsiasi momento, i seguenti
− il flottante deve essere superiore al 25%; requisiti:
− la società, dopo la quotazione, deve avere un capitale circolante sufficiente per poter svolgere − nominare e mantenere un consulente e un broker;
autonomamente la propria attività almeno per i successivi 18 mesi; − essere costituita legalmente, in ottemperanza alle leggi del suo Paese, ed essere una società pubblica
− è necessario dimostrare la continuità del gruppo dirigente, unitamente alla sua competenza nella o ad essa equivalente;
gestione del business; − aver pubblicato resoconti conformi ai principi contabili inglesi, americani o internazionali;
− sono richieste informative costanti al mercato (bilanci semestrali) e le operazioni più rilevanti svolte − assicurare che le azioni scambiate nell’AIM siano liberamente trasferibili;
con società collegate all’eventuale gruppo di maggioranza devono ricevere specifica approvazione − adottare un codice relativo al possesso di informazioni sul prezzo dei titoli.
assembleare; L’Ofex, infine, è un mercato non riconosciuto dal FSA (Financial Securities Assicuration) e non dotato di
− dopo la quotazione, la società deve essere indipendente da ogni Gruppo o Azionista di controllo o un regolamento specifico per l’ammissione alla quotazione.
avere precisi meccanismi per la protezione delle minoranze Per approfondimenti si rimanda a [Link], [Link]., pagg. 119 e seguenti.
58
L’Alternative Investment Market costituisce il nuovo mercato della Borsa di Londra ed è essenzialmente Sono anche gli anni in cui gli indici specifici relativi ai club calcistici – fra gli altri il Footsie Index del
rivolto alle società di piccole dimensioni o di recente istituzione. colosso bancario giapponese Nomura e il Bloomberg Football Club Index dell’agenzia economica
282 283
Da questo momento, però, le cose peggiorano e il mercato non recepisce più in maniera squadra londinese è stata rilevata dal magnate russo Roman Abramovich, mentre il club
positiva il titolo calcistico. Iniziano, infatti, forti discese dei titoli causate da: dell’Old Trafford è stato preda del milionario americano Malcolm Glazer60.
a) escalation dei costi, dovuta allo sviluppo degli impianti, all’acquisto dei giocatori e, A tal proposito si sottolinea, come attualmente ben sette società della Premier League
soprattutto, all’aumento notevolissimo dei salari; siano controllate da persone fisiche non britanniche. Infatti, oltre al Manchester e al
b) crescente conflittualità nel management, sempre diviso fra la distribuzione di un Chelsea sono posseduti da “stranieri” anche i pacchetti azionari di Fulham (acquistato
dividendo agli azionisti e il reinvestimento nel potenziamento della squadra per dall’egiziano Mohamed Al-Fayed nel 2003), Portsmouth (rilevato dal francese
raggiungere importanti risultati sportivi e di conseguenza nuovi possibili introiti. Alexandre Gaydamak nel 2005), West Ham (acquistato dagli islandesi Gudmundsson e
Sempre più spesso le istituzioni finanziarie e i maggiori investitori sono riluttanti ad Magnusson), Reading e Liverpool (acquisito dagli americani George Gillet e Thomas
investire grosse cifre in società che non perseguono l’esclusivo scopo della Hicks nel febbraio scorso)61.
massimizzazione del profitto; Le società sportive britanniche quotate operano tramite più società controllate che
c) instabilità dei risultati economici, dovuta all’elevata dipendenza di questi ultimi dai svolgono attività diversificate in altri sport, nel tempo libero, nei media e nel settore
risultati sportivi59. immobiliare. Per tutte queste società già più di dieci anni fa una rilevante percentuale
Nonostante ciò il numero di società quotate è via via aumentato raggiungendo quota 26 dei ricavi derivava dall’esercizio di attività commerciali (merchandising, catering,
nel 2000. Con l’inizio del nuovo millennio, invece, sono aumentati i delisting (confronta conferenze), ed ancora oggi esse utilizzano, come fattore critico di successo, l’immagine
Tabella 8) a tal punto che attualmente le società quotate sono soltanto 14. dei propri campioni al fine di promuovere l’incremento dei ricavi nelle attività
commerciali, investendo altresì significative risorse nella crescita del proprio vivaio
Tabella 8: Delisting società britanniche dal 2000 ad oggi.
Club Anno delisting
anche a discapito degli acquisti da terze società. Da un punto di vista patrimoniale,
Queens Park Rangers 2001
Bradford City 2002
Nottingham Forest 2002
Bolton Wanderers 2003 60
Chelsea 2003 Blazer ha acquistato il Man. United per la cifra record di 790 milioni di sterline nel 2005. All’indomani
Leicester City 2003
dell’annuncio della cessione diversi supporters dei red devils manifestarono contro il magnate americano
– già proprietario anche dei Tampa Bay Buccaneers, club della NFL americana – incendiando la sua
Aberdeen 2004
effige nel centro di Manchester. Cfr. Ryan Mills, The selling of English soccer, pubblicato sul sito
Leeds Utd 2004
[Link] in data 3/04/07.
Sunderland 2004 61
“Il Liverpool passa in mano agli americani, ora è ufficiale: l’annuncio è stato dato dal consiglio
Manchester Utd 2005 direttivo del club, che ha ritenuto “leale e ragionevole” l’offerta avanzata nei giorni scorsi dai magnati
West Brom. 2005 Gillett e Hicks. (…) Un comunicato della Borsa di Londra informa che il “board” del Liverpool
Hearts 2006 raccomanda vivamente agli azionisti di accettare la proposta americana: 7.600 euro per ogni quota, per un
Fonte: nostra elaborazione su dati tratti da [Link]. totale di 266 milioni di euro. Ma l’investimento della coppia di tycoons non si fermerà qui. Ragionando in
euro, anzitutto, bisogna aggiungere i 121 milioni necessari per appianare i debiti della precedente
gestione. Poi c’è la questione stadio: il Liverpool ha pronto il progetto per la costruzione di un impianto
In particolare spiccano l’addio alle contrattazioni di due grossi club, Chelsea e da 60mila posti a Stanley Park, la cui realizzazione costerà 327 milioni. Tirando le somme, Gillett e Hicks
sborseranno più di 700 milioni di euro. (…) Il calcio in Inghilterra è un’industria perfettamente oliata che
soprattutto Manchester United, che sono stati acquistati da due tycoon non inglesi. La produce ricchezza. Negli Usa, i primi ad averlo capito sono stati Malcolm Glazer, proprietario dei Tampa
Bay Buccaneers (Nfl) e ora del Manchester Utd, e Randy Lerner, che dopo i Cleveland Browns (Nfl) si è
comprato l’Aston Villa. Anche Gillett e Hicks sono già padroni di squadre professionistiche americane: il
primo possiede i Montreal Canadiens (Nhl), il secondo i Dallas Stars (Nhl) e i Texas Rangers (baseball)”.
L’articolo riportato è stato pubblicato sul sito [Link] il 6/02/07. Per mister Gillet non deve
svedese Bloomberg – ottennero forti rialzi. Così come ebbero notevole successo alcuni fondi di essere stato facile il primo impatto con la stampa inglese. Infatti egli “proudly announced that his two
investimento specializzati unicamente in club calcistici e società sportive in genere, come il Football Fund sons had played soccer when they were young, one was a goaltender, and the other a defenseman. The
(della Singer e Friedlaber, importante banca della City) e il Momentum Premier Sport Fund (fondo local press gleefully pointed out the next day that those are ice hockey positions. As any English
offshore gestito per conto della Banca delle Bermuda in Lussemburgo). [Link] schoolboy knows, the proper terms are goalkeeper and defender” Cfr. R. Mills, [Link]., sul sito
59
Cfr. M. Niada, «Borsa e partite? Incompatibili» in “Il Sole 24 Ore”, 14/05/06. [Link].
284 285
infine, le società sono proprietarie degli stadi e dei complessi sportivi e presentano Tabella 9 : Società calcistiche europee quotate in Borsa ad aprile 2007.
286 287
alla società commerciale quotata. Ciò favorisce una minore incidenza del costo degli Proiettando uno sguardo sul futuro, probabilmente, i prossimi club europei che
atleti sui conti della società quotata62. decideranno di quotarsi saranno il Benfica68 e il Valencia 69, il quale potrebbe essere il
In Portogallo due sono i club quotati presso la Borsa di Lisbona. Il Porto inizia la sua primo club calcistico spagnolo a fare il suo ingresso in Borsa70.
avventura sui listini il 1° giugno 1998, seguito a ruota il giorno dopo dallo Sporting In conclusione di questo paragrafo si sottolinea come, in termini di capitalizzazione di
Lisbona. mercato, ci siano evidenti differenze tra i club quotati.
L’Ajax è l’unico club olandese con azioni quotate sui mercati regolamentati. Il suo Ad aprile 2007, infatti, il club più ricco è l’Arsenal con una capitalizzazione pari a 410
ingresso alla Borsa di Amsterdam risale al maggio 1998 dopo la trasformazione della milioni di euro. Alle sue spalle si piazza il Fenerbahce che capitalizza 283 milioni di
63
ragione sociale in società anonima . euro. Al terzo posto si trova l’Ajax (160 milioni di euro) seguita a ruota da Juventus
Il Borussia Dortmund decide di cimentarsi con la Borsa il 31 ottobre 2000 e per ora è (159), Galatasaray (130) e Newcastle (105). Per il resto la capitalizzazione delle altre
l’unico club calcistico tedesco presente nel listino di Francoforte; altri Paesi con una società risulta inferiore ai 100 milioni di euro71.
sola squadra quotata sono la Svizzera (Grasshopper) e la Svezia (AIK Solna).
In ordine cronologico l’ultima squadra europea che ha deciso di entrare in Borsa è stata 4 L’andamento dei prezzi dei titoli calcistici quotati
64
il Lione, sbarcato sul listino di Parigi il 9 febbraio 2007 .
Tale ingresso è stato reso possibile solo dopo che nel settembre 2006 il Parlamento Per poter analizzare le performances delle azioni dei club calcistici nel corso degli
francese, recependo una direttiva dell’Unione Europea, ha permesso ai club di reperire ultimi 15 anni sono stati elaborati diversi indici di Borsa, tra cui il più importante è
risorse per la crescita sul mercato65. In precedenza, infatti, in Francia il regime senza dubbio il Dow Jones Stoxx Football Index.
societario dei club professionistici – fissato dalla Legge sullo sport del 1992 – non Attualmente l’indice in parola comprende i titoli di 27 società calcistiche quotate nei
66
consentiva il conseguimento del lucro ; successivamente, nel giugno 1999 l’Assemblea vari listini europei. La composizione e il peso percentuale del singolo titolo sull’indice
dei Deputati ha dato il via libera alla Legge di trasformazione delle società di calcio in complessivo vengono aggiornate trimestralmente; a marzo 2007, la società con la
società anonime, ma ha negato loro il permesso di poter essere quotate sul mercato maggiore incidenza percentuale sulla performance dell’indice è il Parken Sport, con un
azionario; questa limitazione è stata eliminata con l’intervento legislativo del settembre
200667. oltre 84 milioni di euro dall’operazione. Il ricavato servirà al Lione per competere sul mercato con le
grandi società europee, e per la costruzione di un nuovo impianto sportivo da 60mila posti, che a partire
dal 2010 sostituirà l’attuale Stade de Gerland (circa 40mila spettatori). L’Olympique Lyonnais sarà il
62
Peraltro, non sembra essere attuata con successo una politica di diversificazione dei ricavi che appaiono primo club sportivo francese a trasformarsi in una Spa, anche perché sino a poco tempo la legislazione
rimanere incentrati sui diritti televisivi; tali società presentano comunque margini di redditività inferiori transalpina non lo rendeva possibile: solo l’anno scorso il parlamento ha approvato un provvedimento in
alle britanniche. Per approfondimenti si rimanda al documento “Audizione Consob presso Commissione tal senso su pressione della Commissione Europea. Aulas, imprenditore nel campo dell’informatica,
Cultura Camera dei Deputati” dell’11 ottobre 2006, disponibile su [Link]. manterrà comunque il controllo del 40% delle azioni e rimarrà dunque alla guida del club. Nel 2006 il
63
Il valore nominale di ogni singola azione fu fissato in 25 fiorini e furono collocate inizialmente 4,95 fatturato del Lione è stato di 166 milioni di euro, con quasi 16 milioni di profitti, e la squadra è avviata a
milioni di azioni, per un controvalore di 123,8 milioni di fiorini. Nel primo giorno di contrattazioni la vincere il sesto titolo consecutivo nel proprio campionato”. Cfr. G. Torchiani, Il Lione si quota in Borsa.
richiesta superò di 15 volte la disponibilità. Cfr. [Link], [Link]., pag. 137. È la prima squadra transalpina, pubblicato sul sito [Link] in data 27/01/07.
64 68
Cfr. [Link]., Lione sfida la crisi del calcio in Borsa, in “Il Sole 24 Ore”, 12/01/07. A ben vedere il club portoghese ha rispettato le promesse ed è entrato in Borsa, nel listino di Lisbona, il
65
Cfr. A. Geroni, Più asset e meno assist nei bilanci francesi, in “Il Sole 24 Ore”, 21/09/06. Nell’articolo 22 maggio 2007. Cfr. M. Calcaterra, Il Benfica perde anche in Borsa, in “Il Sole 24 Ore”, 25/05/07.
69
si specifica come la nuova legge francese preveda che “una volta reperiti i fondi grazie al collocamento in Cfr. M. Calcaterra, Il Valencia in testa nella corsa alla Bolsa, in “Il Sole 24 Ore”, 11/04/07.
70
Borsa, questi dovranno essere utilizzati in buona parte per acquistare gli impianti e non soltanto i migliori Si ricorda che in Spagna una Legge del 1999 ha consentito la trasformazione dei club calcistici in
calciatori sul mercato”. società per azioni e conseguentemente anche la loro quotazione in Borsa. Nonostante tale intervento
66
Si trattava, a ben vedere, di una situazione simile a quella che vigeva in Italia prima della riforma del legislativo la maggior parte delle squadre partecipanti alla Liga, tra cui anche Real Madrid e Barcellona,
1996. Cfr. [Link], [Link]., pag. 138. non sono ancora strutturate in forma di società anonime. Cfr. [Link], [Link]., pagg. 136-
67
“Il Lione diventerà la prima società calcistica transalpina ad essere quotata in Borsa. La vendita di 137.
71
azioni al pubblico (circa il 31% del capitale, per un prezzo compreso tra i 21 e i 24,4 euro) terminerà il Quella della Roma è pari a 85 milioni di euro, mentre quella della Lazio ammonta a 27 milioni di euro.
prossimo 7 febbraio e il presidente del club, Jean-Michel Aulas, ha dichiarato di aspettarsi un guadagno di Cfr. [Link].
288 289
peso pari al 10,15%, seguito dalla Juventus con il 9,69%, dal Borussia Dortmund Figura 4: Peso percentuale in termini di capitalizzazione di borsa delle società, raggruppate per nazione,
inserite nell’indice Dow Jones Football.
(9,03%), dall’Aarhus (8,28%) e dal Tottenham (7,62%). La Roma è decima, con un
peso sull’intero indice pari al 4,23%, mentre la Lazio è tredicesima con un’incidenza Svezia
Portogallo 2%
pari al 2,31% (Tabella 10).
Olanda 3%
Danimarca
7% 26%
Germania
Tabella 10: Composizione dell’indice Dow Jones Football aggiornata al 30 marzo 2007.
9%
Pe so sull'in dice
So cietà
(% ) Turchia
P A R K EN S P O R T 10 ,1 5 13%
JU V EN TU S 9 ,6 9
Italia Gran Bretagna
B O R U SSIA D O R TM U N D 9 ,0 3
A R H U S EL ITE A / S 8 ,2 8 16% 24%
TO TT EN H M .H O TS P U R 7 ,6 2
F E N E R BA H C E SP O R TIF H IZ M ET 7 ,2 6
A F C A JA X 6 ,2 9
B R O N D BY IF B 5 ,4 6
N E W C A S TL E U N ITE D 4 ,5 5
AS RO M A 4 ,2 3 Fonte: [Link].
C EL TIC P L C 4 ,1 6
SO U T H A M P TO N L EIS U R E H L D G 2 ,9 5
L A Z IO 2 ,3 1 Figura 5: Andamento dell’indice DJ Football dal 1992 ad aprile 2007.
T R A BZ O N S P O R SP O R T IF Y A TIR 2 ,2 7
G A LA T A S A R A Y 2 ,2 1
A A L BO R G B O LD SP ILK LU B 1 ,8 7
SP O R TIN G 1 ,8 1
A IK FO O TB A L L 1 ,6 6
SH EF FIE LD U T D . 1 ,5 0
B IR M IN G H A M C ITY 1 ,1 6
F U TE BO L C LU BE D O P O R T O 1 ,0 7
W A T FO R D 1 ,0 3
S C H A U M A N N P R O P ER T IES 1 ,0 2
M IL LW A L L H L D G 0 ,9 6
BE SIK TA S 0 ,8 6
P R E STO N N T H .EN D 0 ,4 8
SILK E BO R G 0 ,1 2
T otale 1 0 0,00
Fonte:[Link].
compagini turche che incidono per il 13%. Chiudono la graduatoria Germania (9%),
La quotazione del Football Index, infatti, inizia male e scende a 60 nell’ottobre del
Olanda (7%), Portogallo (3%) e Svezia (2%).
1992, risale al punto di partenza nel gennaio 1994, aumenta a 137 nel novembre 1995,
Dal momento della nascita, il 31 dicembre 1991, fino ad aprile 2007 l’indice è passato
balza a 232 nel giugno 1996, a 333 nel settembre 1996, a 537,63 il 20 gennaio 1997,
dal valore iniziale di 100 a 152, guadagnando di conseguenza il 52% (Figura 5).
data che ha segnato il punto massimo.
Il bilancio della performance sull’intero periodo, però, è molto deludente per i
Da allora il valore dei club calcistici è sensibilmente diminuito, con l’indice che si
cassettisti, a dimostrazione della fortissima volatilità che caratterizza l’investimento in
attesta a 304 nel gennaio 1998, a 330 nell’ottobre 1999, a 240 nel gennaio 2001, a 112
club calcistici e che ne consiglia l’uso in una pura logica speculativa.
nel luglio 2002, a 86 nel febbraio del 2003 e di nuovo a quota 100 nel marzo 2005.
290 291
Dal 20 giugno 2005, l’indice calcistico ha perso il club più importante, l’inglese In particolare, al fine di comprendere il rendimento azionario del settore negli ultimi
Manchester United, che è stato cancellato perchè acquistato dalla corporation dieci anni nella Figura 7 si confrontano, in termini percentuali, l’indice DJ Football e
americana Red Football Limited.. Il Manchester era stato il pioniere dell’avventura l’indice DJ STOXX 600, rappresentativo quest’ultimo dell’andamento del mercato
borsistica dei club del mondo del pallone, e la sua uscita dal listino equivale alla azionario europeo.
scomparsa della General Motors dall’indice delle azioni automobilistiche72. In tutti i Il valore iniziale dei due indici viene posto per entrambi pari a 100; dal grafico si rileva
suoi anni di presenza nel Dow Jones Stoxx Football Index, comunque, il team inglese una evidente performance negativa dell’indice del settore calcistico rispetto
non è riuscito nell’impresa di mantenere le sorti del gruppo al livello di crescita dei all’andamento generale del mercato azionario. In particolare, a fronte di una
primi 6-7 anni; e così alla sua cancellazione l’indice si trovava attorno a quota 100, la performance del DJ STOXX 600 pari a circa il 115% negli ultimi 10 anni, il Dow Jones
base convenzionale da cui era partito a fine 1991. Football ha registrato un andamento negativo all’incirca del 60%.
Lievemente migliore è, invece, la performance dell’indice del ritorno totale73 (il quale Oltre al DJ Football sono stati elaborati anche altri indici riferiti al settore calcistico.
considera i prezzi più il teorico reinvestimento dei dividendi), che in quasi 17 anni è In particolare, dal 29 dicembre 1995 la nota società di analisi finanziaria Bloomberg ha
aumentato da 100 a 19374 (Figura 6). costruito un indice di borsa sui club calcistici, il Bloomberg Football Club Index.
L’indicatore contiene i prezzi delle azioni delle squadre inglesi e scozzesi quotate alla
Figura 6: Andamento dell’indice DJ Football return dal 1992 ad aprile 2007. Borsa di Londra.
Figura 7: Confronto tra gli indici DJ Football e DJ Stoxx 600 dal 1996 al 2006
Fonte: [Link].
Football abbia registrato un andamento negativo sia in valore assoluto, sia in confronto
Ad aprile 2007, il listino è composto da 12 società di calcio che militano sia nella
all’andamento di altri settori e al mercato nel suo complesso.
Premier League sia nella seconda serie inglese, sia nella prima divisione scozzese.
72
Cfr. G. Maggi, Paga poco puntare sul calcio europeo, pubblicato sul sito [Link] il Dal 23 aprile 2002, inoltre, “Il Sole 24 Ore” elabora due indici dedicati al calcio: il
22/08/05.
73
Dow Jones Stoxx Football Index return. Premier index e il Goal index.
74
Aggiornamento al 20 aprile 2007.
292 293
L’indice Premier è costituito dalle azioni ordinarie quotate sui principali mercati 5 Considerazioni di sintesi sulla quotazione delle società calcistiche
continentali e appartenenti ai club europei quotati; esso viene elaborato una volta al
giorno sulla base dell’ultimo prezzo. Dai dati esposti nelle pagine precedenti emerge come la quotazione, nella maggior parte
Il Goal Index, include un numero ristretto di azioni di tredici titoli anch’essi dei casi, non abbia portato dei vantaggi economico-finanziari ai club calcistici, i quali
appartenenti al Premier index, considerati in base alla classifica della capitalizzazione, durante l’avventura in Borsa non sono riusciti a trasformare l’attività sportiva in una
della liquidità o di entrambi questi fattori75. Il Goal index viene elaborato in tempo reale vera e propria attività commerciale, condizione imprescindibile, quest’ultima, affinché
sulla base dell’andamento dell’ultimo prezzo fatto. un soggetto societario possa affrontare con successo la via del mercato borsistico.
In conclusione, si ricorda che i titoli delle società di calcio non sono oggetto, Obiettivo di lungo periodo delle società quotate dovrebbe essere quello di minimizzare
mediamente, di transazioni consistenti e di elevato controvalore. Ciò conferisce la dipendenza del trend economico del titolo dalle performance sportive. Il risultato
all’andamento dei titoli stessi una marcata volatilità che si riflette sulla sensibilità del conseguito sul campo, infatti, non dovrebbe essere il fattore che influenza in modo più
prezzo a seguito diffusione di informazioni inerenti gli emittenti. evidente di ogni altro l’andamento delle azioni della società.
Questa circostanza assume, per le società in parola, un peculiare aspetto, in quanto i L’esperienza empirica dimostra, invece, come i fattori chiave influenzanti l’andamento
prezzi azionari risultano essere sensibili non solo alla diffusione da parte dei media di delle azioni di una società di calcio siano stati:
informazioni di tipo finanziario, ma anche a quella relativa ad aspetti prettamente − i risultati sportivi, in termini di vittorie in campionato o nelle coppe, qualificazione
sportivi ovvero a gossip, intendendo per tali rumors a contenuti non finanziari76. alle competizioni europee, promozioni o retrocessioni;
Un recente studio dell’Università di Parigi77 osserva come il valore dell’azione di un − l’acquisto o la cessione di un calciatore “fuoriclasse” o di un giovane dal futuro
club calcistico rifletta di fatto tre aspetti principali: promettente;
a) i risultati sportivi del club78; − il cambio della guida tecnica;
b) i risultati economico-finanziari della società79; − la conclusione di lauti contratti di sponsorizzazione;
c) l’annuncio dell’acquisto o della cessione di un calciatore da parte del club80. − gli accordi sulla cessione dei diritti per la trasmissione televisiva dei match del club.
La quotazione ha imposto alle società di stilare programmi di lungo periodo in grado di
convincere i potenziali investitori. Purtroppo, nella maggioranza dei casi, tali
programmi di diversificazione delle attività, annunciati al momento dell’ingresso sui
75
In pratica, la differenza fra i due indici ricalca quella in esistente tra Mibtel e Mib30. mercati regolamentati, non hanno, allo stato, trovato compiuta attuazione.
76
Cfr. Documento “Audizione Consob presso Camera dei Deputati”, citato in precedenza, su
[Link]. La sola razionalizzazione del mercato dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori
77
Cfr. [Link], Listing of English football clubs. A differentiated analysis of factors explaining share
price fluctuations, Università di Parigi, 2005. non si è dimostrata finora sufficiente a garantire uno stabile equilibrio economico e
78
“When a club wins a match, its share price outperforms the index by 0,5% the next day, and when it
loses, it underperforms the index by 0,7%. The impact of a defeat is even greater for clubs playing in
finanziario delle società quotate. Né il ricorso al mercato dei capitali, in sede di offerta
higher divisions, as it reduces the club’s chances of qualifying for the European cup, which would iniziale nonché all’atto dei successivi aumenti di capitale, ha permesso di risolvere in
generate extra revenues. Similarly, qualification for or elimination from the National championships or
the European cup will impact on the share price”. Ibidem. modo permanente le carenze e le criticità evidenziate in termini di fabbisogni di
79
“Here the share price reacts in the same way as share prices of other companies – positive results
trigger a rise and negative results a drop. The announcement of new investments (mainly the renovation liquidità.
or construction of a new stadium) or the signing of new sponsorship deals will have a positive impact on
the share price”. Ibidem. Le fragilità dell’industria del calcio hanno trovato riscontro anche negli andamenti dei
80
“Since financial analysts never allow their emotions to interfere with the figures, they predict a rise in
the share price when a club sells a player and a fall when it buys one”. Ibidem. prezzi di borsa delle azioni delle società quotate. Rispetto ai prezzi del collocamento,
294 295
per Lazio, Roma e Juventus si sono, registrate perdite pari rispettivamente a 87%, 88% consentendo nello stesso tempo al mercato di scontare tale maggiore ricchezza futura e
e 49%. Lo scenario non cambia se si allarga l’orizzonte a livello europeo: degli attuali conseguentemente di apprezzare in maniera congrua il titolo societario.
trentaquattro club quotati soltanto undici ad aprile 2007 hanno un valore della propria Dall’analisi svolta nei capitoli precedenti risulta evidente come nel corso del tempo si
azione superiore a quello del momento dell’IPO81. siano incrementati soltanto i ricavi totali dei club, mentre i conti economici abbiano
Uno dei pochi aspetti positivi che si può ritrarre dalla quotazione delle società continuato a registrare risultati negativi o pari a zero. Ciò testimonia come i club non
calcistiche italiane consiste nel miglioramento della trasparenza informativa e della siano riusciti a mantenersi competitivi sul piano sportivo senza far lievitare i costi dei
comunicazione economico-finanziaria, alle cui regole i tre club sono stati costretti a giocatori in modo più che proporzionale rispetto ai pur cospicui aumenti dei ricavi.
uniformarsi. A giudizio dello scrivente, l’unica strada percorribile per le società – al fine di poter,
Più nel dettaglio, la quotazione ha comportato per Lazio, Roma e Juventus: contemporaneamente, pagare lautamente i giocatori per ottener dei risultati sportivi
• un elevato standard dell’informazione finanziaria con la pubblicazione di dati accettabili, conseguire utili e distribuire dividendi – è quella di puntare su altre attività
contabili trimestrali rispetto alla sola redazione del bilancio annuale; collaterali a quella sportiva capaci di compensare l’incapacità del core business di
• obblighi di comunicazione al mercato di ogni fatto rilevante ed idoneo ad generare ricchezza. Questo percorso deve essere percorso in tempi rapidi soprattutto dai
influenzare sensibilmente l’andamento delle quotazioni; tre club quotati, per i quali la diversificazione dell’attività diviene indispensabile per
• la redazione, a partire dal 2006/07 dei bilanci in conformità ai principi contabili affrancare la valutazione del titolo azionario dall’imprevedibilità del risultato sportivo.
internazionali che garantiranno una comparabilità dei dati contabili con le altre La quotazione, inoltre, richiede la presenza di un patrimonio che garantisca gli
società quotate europee; investitori; è quindi fondamentale che le società controllino direttamente le
• l’assoggettamento alla vigilanza della Consob82. infrastrutture fondamentali per svolgere la gestione sportiva, vale a dire gli stadi.
Tali maggiori adempienti ed obblighi, pur non evitando le debolezze economiche, Ed è proprio su questo aspetto che si differenziano maggiormente le società inglesi da
patrimoniali e finanziarie delle società in parola, consentono, tuttavia, a tutti gli quelle italiane. I club d’oltre Manica, infatti, sono tutti proprietari dello stadio, il quale
stakeholders – dagli investitori tesi ad apprezzare correttamente l’investimento, fino a se da un lato nel corso del tempo è diventato un vero e proprio luogo di culto per i tifosi
chi segue il settore per motivi di semplice passione calcistica – di pervenire a un fondato – che oltre ad assistere alle partite possono sfruttare la struttura anche per acquistare
giudizio sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria e sull’evoluzione articoli sportivi nei centri commerciali, cenare nei ristoranti e assistere alla proiezione di
dell’attività delle società stesse. un film nelle sale cinematografiche – dall’altro costituisce un asset duraturo che rinforza
Il miglioramento della comunicazione aziendale e la maggiore trasparenza informativa il patrimonio aziendale e costituisce una garanzia per tutti gli investitori che decidono di
non possono però, a parere di chi scrive, rimediare alle altre criticità emerse a seguito diventare azionisti dei club calcistici.
del processo di quotazione cui i tre club italiani non sono stati capaci di far fronte. Osservando le vicende sinora descritte dal punto di vista degli investitori emerge come
Prima fra tutte, la capacità di condurre l’attività economica in maniera redditizia. tali soggetti abbiano, nel primo periodo di negoziazione dei titoli calcistici, effettuato
Soltanto raggiungendo questo traguardo, infatti, i club calcistici possono creare valore, delle vere e proprie scommesse sul futuro, che purtroppo ad oggi risultano perse.
A ben vedere i piccoli risparmiatori hanno investito in società che non disponevano di
un track record passato positivo e che annunciavano programmi futuri di sviluppo che
81
Ad aprile 2007 il club con la migliore performance dal momento della quotazione è il Parken Sport
(+260%), seguito dallo Sheffield United (+190%) e dal Besiktas (+185%). Le altre squadre che sono non si sono per nulla realizzati. Il decremento del valore delle azioni è stato, quindi,
riuscite ad incrementare il valore del proprio titolo sono state: Aston Villa, Galatasaray, Newcastle, Ajax,
Schaumann, Charlton, Tottenham e Southampton.
l’irrimediabile conseguenza di una strategia aziendale condotta secondo criteri non
82
Cfr. Audizione Consob presso Camera dei Deputati Ottobre 2006 su [Link].
296 297
consoni rispetto a quelli che dovrebbero guidare il divenire delle operazioni gestionali − non ha fidelizzato nuovi tifosi-investitori, i quali oltre a veder decrementare il valore
delle società che decidono di approdare sui listini finanziari. patrimoniale delle azioni in loro possesso non hanno potuto beneficiare neanche del
Da quanto detto consegue, quindi, che ai tre club italiani quotati non resta che scegliere pagamento di congrui dividendi.
tra diversificare la propria attività seguendo corretti principi di gestione aziendale
oppure decidere di lasciare i mercati finanziari. Continuare l’avventura in Borsa con
l’impostazione societaria attuale comporterebbe soltanto la distruzione di valore anziché
la creazione di ricchezza e, quindi, non invoglierebbe i risparmiatori ad investire in
azioni del club.
Del resto, osservando i casi di successo delle società calcistiche in Borsa emerge come
gli unici club in grado di incrementare il loro valore siano stati quelli capaci di
svincolare completamente la gestione aziendale dall’attività sportiva. Su tutti valga
l’esempio del Copenhagen, che come osservato in precedenza83 è ad oggi il club che ha
registrato il maggior incremento di valore del titolo societario. La squadra danese –
quotata dal 1997 – è diventata una società attivamente presente nel settore
dell’intrattenimento e del tempo libero sfruttando al massimo il suo asset principale, lo
stadio Parken, che è diventato un luogo operoso 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno. Il
potenziamento delle attività collaterali ha comportato che il valore del titolo non
risentisse minimamente degli insuccessi sportivi, che non hanno scalfito per niente
l’appetibilità delle azioni societarie verso gli investitori. Al contrario, i successi
commerciali hanno poi consentito al management di investire risorse nel potenziamento
della squadra che negli ultimi anni ha conquistato diversi successi sul campo (4
campionati danesi e una coppa di Danimarca). Il successo sportivo è dipeso, quindi, da
quello commerciale e finanziario; si è trattato del percorso esattamente inverso a quello
cui volevano aspirare i vertici dei club italiani che hanno deciso di intraprendere la via
della Borsa.
In conclusione, quindi, secondo chi scrive si può affermare che l’avventura borsistica
delle tre squadre italiane sia stata fallimentare, in quanto:
− non ha contribuito a migliorare la struttura finanziaria dei club e a diversificare le
fonti di finanziamento;
− non ha contribuito allo sviluppo di nuovi investimenti strategici;
− non ha innovato il modello manageriale delle società;
83
Confronta nota numero 81 del presente capitolo.
298 299
già vinta quando nella ripresa accade l’incredibile. In soli sei minuti, dal nono al
VI. LE SOCIETÀ E IL SETTORE CALCISTICO IN ITALIA:
quindicesimo, i reds realizzano tre marcature e portano il match ai supplementari. Che
UN QUADRO DELLE POSSIBILI EVOLUZIONI FUTURE
sia una serata stregata per il Milan lo si intuisce al minuto 119 di gara, quando il
Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo portiere del Liverpool, Dudek, para per ben due volte d’istinto sia una conclusione
Pier Paolo Pasolini, scrittore, regista e poeta (1922 – 1975)
ravvicinata di Shevchenko sia la successiva ribattuta dello stesso atleta ucraino. Si va ai
Il calcio è il gioco più bello del mondo. Purtroppo, o per
rigori e il discetto risulta fatale alla squadra italiana. Il Liverpool vince 6 a 5. Ai
fortuna, non sempre amare il calcio significa capirlo
Gianni Brera, giornalista e scrittore (1919 – 1992) rossoneri resta il rammarico per aver perso una finale dominata sul campo per 114 dei
120 minuti giocati e sfumata soltanto per 6 minuti di amnesie difensive.
1 Introduzione Atene, 23 maggio 2007. Uno strano destino rimette di fronte, a soli due anni di distanza,
le stesse squadre per contendersi la Champions League.
L’ultima volta di un campione d’Europa salito in tribuna a ricevere la coppa dalle grandi Il Milan si presenta dal primo minuto con sette reduci dell’Ataturk, mentre tra le fila dei
orecchie fu ad Atene il 18 maggio 1994. L’onore venne riservato a Mauro Tassotti, reds i superstiti di Istanbul sono quattro2. Stavolta la trama del match è differente. Nel
capitano di quel Milan capace di umiliare con un perentorio 4 a 0 il Barcellona guidato primo tempo la manovra dei reds imbriglia i rossoneri, ma gli inglesi, pur conquistando
in panchina da Johan Cruyff. Dopo quella serata il cerimoniale della premiazione una supremazia netta a centrocampo, non trasformano la grande mole di lavoro in gol.
cambiò; la consegna della coppa fu spostata su un palco prefabbricato posizionato al Allo scadere della prima frazione, inaspettata, scocca la scintilla che accende
centro del terreno di gioco e per i trionfatori non ci fu più la passerella in tribuna l’entusiasmo della curva rossonera. Punizione di Pirlo e deviazione vincente di Inzaghi:
autorità. il Milan è in vantaggio. Nella ripresa la musica non cambia. Il Liverpool punge ma non
Nel gennaio scorso, appena eletto alla presidenza della Uefa, Michel Platini ha imposto realizza e così nella classica azione di contropiede la coppia Kakà-Inzaghi mette il
il ritorno al passato, motivando tale scelta con la volontà di far stare i giocatori più sigillo sulla Coppa, che nemmeno il gol nel finale di Kuyt può mettere in discussione.
vicini alla gente nel momento della festa. Così da Atene 1994 ad Atene 2007 il cerchio Finisce 2 a 1 per il Milan; Ancelotti e i suoi ragazzi si riprendono quanto era stato
si è chiuso ed è toccato ancora un volta al capitano del Milan salire in tribuna per alzare sottratto loro due anni prima in una notte turca di cose turche. L’onta di Istanbul è
per primo al cielo la Coppa dei Campioni. Questa volta il privilegio è stato concesso a sanata, lo strappo nell’orgoglio ricucito3.
Paolo Maldini, un vero e proprio mito vivente. Il calciatore, infatti, all’età di 39 anni ha Atene, come Berlino, si rivela il capolinea felice dei sogni calcistici italiani. Dieci mesi
disputato la sua ottava finale della massima rassegna continentale per club, dopo il successo azzurro nel Mondiale tedesco, una squadra italiana sale sul tetto
conquistandola per la quinta volta. Quest’ultima vittoria, però, ha un sapore tutto d’Europa aggiudicandosi il più prestigioso torneo continentale per club4.
particolare: quello della rivincita1.
Istanbul, 25 maggio 2005, finale di Champions League. Di fronte Milan e Liverpool.
Alla fine del primo tempo gli italiani conducono per tre reti a zero. La Coppa sembra 2
Le formazioni iniziali del match del 2005 erano le seguenti. Milan: Dida; Cafu, Nesta, Stam, Maldini;
Gattuso, Pirlo, Seedorf; Kakà, Shevchenko, Crespo. Liverpool: Dudek; Finnan, Carragher, Hyypia,
Traorè; Luis Garcia, Gerrard, Xabi Alonso, Riise; Kewell, Baros.
1
“E Vai!!!!!!! Atene ore 22.31: il Milan riconquista l’Europa e fa il record. Settima Champions: ora è la Ad Atene due anni dopo iniziano la partita i seguenti calciatori. Milan: Dida; Oddo, Nesta, Maldini,
squadra che ha vinto di più al mondo. Inzaghi mattatore con una doppietta: rivincita (2-1) sul Liverpool”. Jankulowski; Gattuso, Pirlo, Ambrosini; Kakà, Seedorf; Inzaghi. Liverpool: Reina; Finnan, Carragher,
Questo quanto pubblicato sulla prima pagina de La Gazzetta dello Sport di giovedì 24 maggio 2007. Il Agger, Riise; Pendant, Xabi Alonso, Mascherano, Zenden; Gerrard; Kuyt.
3
Corriere dello Sport Stadio titola, invece: “Campionissimi! Inzaghi dà al Milan la settima Champions. 2- Cfr. C. Verdelli, L’orgoglio ricucito, in “La Gazzetta dello Sport”, 24/05/07, pag. 1.
4
1 al Liverpool”. Tuttosport, infine, apre con: “Gran Milan. Super Pippo regala ai rossoneri la settima Sono sei i giocatori del Milan ad aver centrato l’accoppiata Coppa del mondo-Champions League:
Coppa dei Campioni”. Nesta, Oddo, Gattuso, Pirlo, Inzaghi e Gilardino.
300 301
Con questa affermazione il Milan diventa la società con più trofei conquistati nel Il successo di Atene ha significato per le casse sociali introiti pari a circa 65 milioni di
mondo: 16, uno in più di Real Madrid e Independiente, 5 in più di Juventus, Ajax e euro, oltre ad avere aumentato il prestigio, la fama e la notorietà del club di Via Turati.
5
Liverpool e Barcellona . In particolare, il Milan ha incamerato: 39 milioni di euro tra premi Uefa e diritti
La squadra dei vecchietti (età media 30 anni e 10 mesi, contro i 26 anni e 7 mesi degli televisivi; 10,7 milioni di incassi per le partite disputate a San Siro (botteghino e mini
avversari inglesi) col successo ateniese conclude tra le stelle una stagione cominciata abbonamenti) e per la finale; 7 milioni dall’Uefa come premio per la vittoria; 2 milioni
nel fango. Colpito, seppur non troppo violentemente dallo scandalo di Calciopoli, il club dai main sponsor (Bwin e Adidas); 500 mila euro dai prodotti celebrativi e dagli altri
rossonero è stato costretto a disputare i preliminari di Champions League, restringendo sponsor; 6 milioni dalla partecipazione alla Supercoppa europea e al Mondiale per
la preparazione e richiamando in fretta e furia tutti i giocatori in vacanza, compresi i club8.
campioni del mondo6. Superato lo scoglio dei preliminari, il viaggio internazionale dei Il successo internazionale, quindi, comporta automaticamente la realizzazione di nuovi
rossoneri è stato da favola. Vinto un girone non difficile con relativa tranquillità, il proventi, i quali consentiranno, principalmente, di assemblare in futuro una squadra
Milan si è conquistato il tetto d’Europa prevalendo, dai quarti di finale in poi, su sempre più competitiva capace di competere ad altissimi livelli su più fronti sportivi.
squadre come Bayern Monaco, Manchester United e, infine, Liverpool. Le cifre fornite in precedenza evidenziano, altresì, come la volontà manifestata nelle
Ad essere beffato è stato, soprattutto, il calcio inglese, rimasto a mani vuote nonostante ultime annate dai maggiori club europei di protendere i loro maggiori sforzi nella
la presenza di ben tre club in semifinale. Il Paese, da tutti elogiato per il modello Champions League piuttosto che nelle altre competizioni nazionali sia giustificabile alla
manageriale di gestione dei club, si dimostra ancora una volta restio nel cogliere il luce del ritorno finanziario assicurato dalla partecipazione alla competizione
successo sportivo in campo internazionale7. continentale. Gli aspetti commerciali sembrano, perciò, prevalere rispetto a quelli
La vittoria della Champions League si è tradotta per il Milan anche in un enorme meramente sportivi.
incremento delle entrate finanziarie. Nel 2006 il club, che pure aveva raggiunto ricavi Il calcio, quindi, è un gioco o è un business? Il calcio è un business soltanto se rimane
per 248,3 milioni di euro, era riuscito a chiudere l’esercizio in attivo di 2,4 milioni solo anche un gioco e una passione, ma in quanto gioco e passione è destinato a produrre
grazie alla cessione di Shevchenko e alla plusvalenza di quasi 42 milioni di euro ricchezza9; la risposta all’interrogativo risiede, perciò, nell’equilibrio fra le due
realizzata con il passaggio dell’ucraino al Chelsea. componenti.
Alla luce di quanto prospettato in precedenza, il presente capitolo si pone l’obiettivo di
analizzare le prospettive future dello sport più amato dal pianeta che oggi rappresenta
5
Il Milan può vantare nella sua bacheca: 7 Coppe dei Campioni, 2 Coppe delle coppe, 4 Supercoppe un’industria, in grado di muovere 350 miliardi di dollari l’anno, e una fede per 3
europee e 3 Coppe Intercontinentali. Il Real Madrid risponde con 9 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Uefa, 1
Supercoppa europea e 3 Coppe Intercontinentali. L’Independiente può contare, invece: 7 Coppe miliardi di persone disseminate in tutto il globo10.
Libertadores, 3 Coppe interamericane, 1 Recopa, 2 Supercope e 2 Coppe Intercontinentali.
6
A ben vedere sulla partecipazione del Milan alla massima rassegna continentale ci furono nell’estate Nel nostro Paese il calcio ha occupato in passato e occupa ancora oggi, nel bene e nel
scorsa diverse polemiche. La stessa Uefa ammise il Milan alla competizione «per ragioni formali e per
mancanza di regolamenti specifici che avrebbero impedito l’iscrizione». Una durissima presa di posizione
male, un ruolo dominante. Era così quando, attraverso il beneficio del Totocalcio,
quella della Federazione europea, allora presieduta dallo svedese Johansson, che sottolineò come «la
società non abbia ancora compreso completamente la gravità della propria situazione e il danno causato
all’immagine del calcio europeo», aggiungendo l’intenzione di vigilare «con assoluta attenzione sui
comportamenti tenuti dal club nel corso delle competizioni Uefa». Cfr. [Link].
7
Negli ultimi venti anni soltanto due squadre inglesi hanno vinto la Champions League: Manchester
United nel 1999 e Liverpool nel 2005. Per il resto sono stati registrati 6 successi italiani (Milan nel 1989,
8
1990, 1994, 2003 e 2007; Juventus nel 1996), 5 affermazioni spagnole (Real Madrid nel 1998, 2000, Cfr. L. Veronese, Milan una rivincita da 65 milioni, in “Il Sole 24 Ore”, 22/05/07, pag. 23 e A. Capone,
2002; Barcellona nel 1992 e 2006), 2 vittorie tedesche (Borussia Dortmund nel 1997 e Bayern Monaco La Coppa frutta 66 milioni, in “La Gazzetta dello Sport”, 24/05/07, pag. 15.
9
nel 2001), 2 successi olandesi (Psv Eindhoven nel 1988 e Ajax nel 1995), una vittoria a testa per Cfr. G. Turano, Tutto il calcio miliardo per miliardo, Il Saggiatore, Milano 2007, pag. 234.
10
Jugoslavia (Stella Rossa 1991), Francia (Olympique Marsiglia 1993) e Portogallo (Porto 2004). Ibidem, pag. 9.
302 303
finanziava tutti gli altri sport; è così oggi quando, con le sue degenerazioni, la sua forza
2 Le linee guida dell’indagine Antitrust sul settore del calcio professionistico
diseducativa11, la sua irresponsabilità gestionale condiziona tutto il mondo dello sport.
In questa ultima parte del lavoro si discuteranno diversi aspetti inerenti l’evoluzione del
Nel paragrafo 13 del capitolo 1 ripercorrendo le vicende avvenute nel settore calcistico
calcio professionistico, indicando alcune linee guida per la ridefinizione del
italiano fino alla conquista del Mondiale 2006 ci si era imbattuti nella chiusura di uno
comportamento delle società calcistiche.
stralcio dell’indagine conoscitiva sul calcio professionistico condotta dall’Autorità
In particolare, nel secondo paragrafo, saranno analizzate le conclusioni proposte
garante per la concorrenza e per il mercato. L’intero procedimento – cominciato nel
dall’indagine conoscitiva sul settore del calcio professionistico condotta dall’Autorità
febbraio 2005 – si conclude, invece, il 20 dicembre 2006 con la stesura di un
garante per la concorrenza e per il mercato.
documento12 contenente un’analisi delle sfere organizzative e di gestione della
Il paragrafo terzo conterrà, invece, una disamina delle iniziative intraprese dalle
Federazione, delle Leghe e delle società sportive, e una serie di correttivi da
istituzioni dell’Unione europea in materia sportiva, in generale, e calcistica, in
implementare per rendere più competitivo e vicino alle regole di mercato il settore del
particolare.
calcio. I punti più qualificanti dell’indagine sono13:
Infine nel paragrafo quarto saranno evidenziate le linee guida che le società di calcio
a) la diversificazione delle entrate;
dovrebbero seguire per diventare a tutti gli effetti delle vere e proprie imprese. Oltre a
b) la vendita centralizzata dei diritti televisivi;
sottolineare nuovamente lo sfruttamento a fini commerciali del marchio e la gestione
c) una nuova disciplina dei rapporti tra calciatori e società;
diretta dello stadio, l’attenzione sarà posta sul tema della gestione dei vivai, che
d) un nuovo regolamento per gli agenti;
rappresenta, a parere di chi scrive, un’importantissima àncora di salvezza per risanare la
e) la riforma dei ruoli di Figc e Leghe.
gestione societaria dei club calcistici; i quali puntando sui giovani hanno la possibilità di
A) La diversificazione delle entrate
raggiungere contemporaneamente sia il successo sportivo sia l’equilibrio di bilancio.
L’indagine ha evidenziato come la situazione finanziaria delle società di calcio
professionistiche, caratterizzata da un’incertezza dei ricavi, sia ampiamente correlata
all’esito delle competizioni sportive. Infatti, l’accesso o meno ad una competizione
europea, così come la retrocessione al campionato inferiore o la permanenza nello
stesso – a fronte di costi di gestione sostanzialmente fissi – possono determinare sbalzi
11
Sugli aspetti diseducativi del calcio odierno si riportano alcuni passaggi scritti da Marco Vitale. significativi negli introiti societari, in termini di maggiori o minori entrate da diritti
“L’enorme crescita di popolarità e di internazionalizzazione di alcuni sport li hanno trasformati in un
grande spettacolo e fenomeno mediatico, con le degenerazioni tipiche di questi fenomeni. Così il calcio televisivi, sponsor, biglietti e abbonamenti.
che, in sé, è fortemente educativo (educa al lavoro di squadra, all’anticipo, alla strategia, alla visione del
campo di gioco, alla creatività, alla lealtà, al rispetto dell’avversario) è diventato fortemente diseducativo. L’analisi delle entrate delle società di calcio professionistiche ha messo in luce uno
È diseducativo nei comportamenti dei giocatori, idoli o miti ma non più modelli sia di abilità tecnica che
scarso sfruttamento di alcune fonti di ricavo e, al contempo, una forte dipendenza delle
di stile, lealtà sportiva, equilibrio di vita, come erano i Piola, i Picchi, i Facchetti. È diseducativo nella
finanza: una gestione irresponsabile sempre sull’orlo della bancarotta e che, di tanto in tanto, ha bisogno stesse società dai diritti televisivi, che rappresentano oltre il 40% dei ricavi delle società
di qualche legge speciale per tirare avanti. È diseducativo nel management: non esiste alcun altro settore
produttivo dove l’organizzazione manageriale è di così basso livello, la governance così miserabile, i di Serie A, mentre il 12% arriva dagli sponsor. Le attività di merchandising
consigli di amministrazione così condiscendenti ad un patron che pretende di fare tutto lui. È diseducativo
nei rapporti con gli ultras in relazione ai quali sono emersi inquietanti collusioni di alcuni club. È rappresentano invece un’entrata oggi poco rilevante per le società in Italia, costituendo
diseducativo nella comunicazione: basti pensare a quelle trasmissioni televisive dove non si vede quasi
più il calcio ma si assiste a interminabili concioni sugli arbitri e sui presunti errori arbitrali, sugli schemi – in media – meno dell’1% delle entrate totali delle stesse, con riferimento alla Serie A.
tattici, sugli acquisti e vendite di giocatori”. M. Vitale, Lo sport alla ricerca di sé stesso. Problemi e
12
prospettive, tavola rotonda nel corso del Convegno nazionale organizzato dalla Conferenza episcopale Cfr. “Provvedimento n.16280 del 21 dicembre 2006 – IC27 Settore del calcio professionistico”, in
italiana dal titolo Passione, competizione, spiritualità. Per uno sport a servizio della persona tenutosi a bollettino n.51-52/2006, disponibile sul sito [Link].
13
Roma il 23 e 24 marzo 2007. Cfr. L. Veronese, Stretta dell’Antitrust sul calcio, in “Il Sole 24 Ore”, 6/01/07, pag. 15.
304 305
L’indagine ha evidenziato come tale circostanza sia principalmente da attribuire applicate le stesse regole di redistribuzione delle risorse – non siano i soggetti adatti alla
all’eccessiva diffusione della contraffazione dei marchi, che disincentiverebbe le società definizione di tali regole. All’interno delle Leghe, infatti, possono verificarsi conflitti di
dallo sviluppare le attività di merchandising, per lo meno nella sua accezione interessi, ad esempio in capo a società i cui rappresentanti siedono negli organi delle
tradizionale. Leghe e che, in ragione di tali incarichi, potrebbero trovarsi nella condizione di
B) La vendita centralizzata dei diritti televisivi influenzare a loro vantaggio le scelte sulla ripartizione dei proventi da diritti televisivi.
L’indagine svolta dall’Autorità ha messo in luce, attraverso simulazioni effettuate sulla Pertanto, l’Autorità ritiene che tali compiti di ripartizione dovrebbero essere attribuiti ad
base dei sistemi di vendita adottati in altri Paesi europei14, come il regime di vendita e un soggetto terzo, o quantomeno ad un organismo indipendente che risponda alla Figc
ripartizione dei diritti televisivi esistente in Italia abbia accentuato gli squilibri di tipo sulla falsariga della Covisoc. al fine di garantire che la ripartizione delle risorse sia
economico tra società maggiori e minori. organizzata in modo da prevedere meccanismi di reinvestimento dei proventi a favore
Per questo motivo l’Antitrust consiglia la vendita collettiva dei diritti televisivi, anche delle competizioni sportive considerate nel loro insieme, nonché a beneficio dell’intero
se non imposta per Legge15. settore calcistico.
La stessa Autorità sottolinea, però, che il vero problema del contesto italiano consiste In tal senso, quindi, occorrerebbe stabilire che la ripartizione avvenga in modo da:
nell’inadeguatezza del vigente meccanismo di ripartizione delle risorse, il quale, - destinare una parte significativa dei proventi alle finalità mutualistiche (a vantaggio
prevedendo che le società debbano versare ai fini mutualistici il 19% dei loro proventi delle società di Serie A e B e del sistema calcio nel suo insieme);
totali, non realizza appieno le tipiche esigenze solidaristiche che connotano il fenomeno - attribuire una parte non residuale dei proventi sulla base di criteri meritocratici,
sportivo se confrontato con i meccanismi adottati in ambito europeo16. prescindendo pertanto dai valori relativi al bacino d’utenza delle singole squadre che
Peraltro, è emerso come la disuguaglianza nella distribuzione delle risorse economiche nulla hanno a che vedere con il merito sportivo;
tra società di calcio sembra aver prodotto effetti negativi sulla competizione tecnica tra - riconoscere all’organo tecnico la facoltà di modificare le quote di ripartizione a
le squadre nell’ambito di uno stesso campionato. In particolare, con riferimento alla seconda delle esigenze che nel tempo si vengano a manifestare.
Serie A, l’indagine ha messo in luce come la classifica finale, relativamente alle ultime Occorre sottolineare, però, come nel documento l’autorità dedichi soltanto un fugace
cinque stagioni sportive, sia stata caratterizzata da un divario più elevato, tra le società accenno al fatto che il passaggio alla contrattazione individuale, prima di ricevere
maggiori e quelle minori, rispetto ad altri campionati europei17. l’investitura legislativa18, sia stato incentivato da una decisione dell’antitrust stessa19.
L’antitrust ha sottolineato, inoltre, come in merito ai compiti di ripartizione dei proventi
da diritti televisivi, le Leghe – in quanto rappresentative delle società cui devono essere
14
Per un approfondimento su questo aspetto si rimanda al paragrafo 3.1 del capitolo terzo.
15 18
Un punto debole del documento può essere rappresentato dalla circostanza che l’Antitrust non preveda Il D.L. 30 gennaio 1999, n. 15, nel disciplinare l’assetto del settore radio-televisivo, al fine di favorire
la vendita centralizzata dei diritti televisivi imposta per Legge, ma si limiti a suggerirla come facoltativa. la concorrenza nel mercato televisivo, all’art. 2 vieta “ai soggetti titolari di concessione o di
Cfr. D. Barzaghi, «Finisce l’epoca della Lega padrona, in “Il Sole 24 Ore”, 6/01/07. autorizzazione per trasmissioni radiotelevisive anche da satellite o via cavo, (…) di acquisire (…) più del
16
Soprattutto in Francia, ad esempio, una quota maggioritaria è distribuita in parti eguali tra le società e sessanta per cento dei diritti di trasmissione in esclusiva in forma codificata del campionato di calcio di
una quota pari al 5% dei proventi viene attribuita allo Stato per promuovere e sovvenzionare i settori serie A o, comunque, del torneo o campionato di maggior valore che si svolge o viene organizzato in
giovanili nonché contribuire alla crescita degli altri sport. Italia”. In sede di conversione (avvenuta con la Legge 29 marzo 1999, n. 78), colmando una lacuna del
17
Le maggiori Federazioni europee vendono i propri diritti collettivamente, a eccezione di Grecia, testo originario, l’art. 2 viene modificato, disponendo, in aggiunta a quanto sopra riportato, che “ciascuna
Portogallo e Spagna, dove però otto club hanno deciso di cedere collettivamente i propri incontri. In società di calcio di serie A e di serie B è titolare dei diritti di trasmissione televisiva in forma codificata”.
19
Germania, la Bundesliga ripartisce metà dei proventi in parti uguali ai club, una parte viene suddivisa Cfr. “Provv. n. 6869 del 10 febbraio 1999 – IC 362, Vendita diritti televisivi” in Boll. n. 26/1999, di
sulla base dei risultati e una quota viene destinata alla Federazione. In Gran Bretagna, il 50% degli introiti apertura dell’istruttoria, poi seguito dal Provv. 7340 dell’1 luglio 1999, che dichiarò l’illegittimità
viene diviso pariteticamente, il 25% in base alla classifica finale e il restante 25% in base alle apparizioni dell’allora vigente regolamento (poi modificato) della Lega calcio, avente ad oggetto la vendita collettiva
televisive (selezionate rispetto all’Italia, dove invece tutti gli incontri vanno in onda). Cfr. M. Mele, dei diritti televisivi del campionato di calcio di Serie A e B e della Coppa Italia, relativamente ai periodi
Negoziazione collettiva sui diritti Tv, in “Il Sole 24 Ore”, 6/01/07. 1993/96, 1996/99 sino al gennaio 1999, in quanto diretto alla fissazione dei prezzi.
306 307
C) Una nuova disciplina dei rapporti tra calciatori e società - fissare il principio per cui il periodo di tesseramento che cade nel corso del
I rapporti tra calciatori e società di calcio sono disciplinati da disposizioni di vario campionato, vale a dire il “calcio-mercato” di gennaio, debba essere utilizzato solo
rango, sia di natura legislativa (Legge n. 91 del 1981) sia di fonte federale (le Noif), dalle squadre che partecipano a campionati diversi e solo eccezionalmente per
nonché sulla base dell’accordo collettivo concluso tra le rappresentanze dei soggetti cessioni tra club concorrenti (ad esempio, per sostituire giocatori infortunati);
interessati (Figc, Lega Nazionale Professionisti e Associazione Italiana Calciatori). - stabilire che i prestiti di giocatori tra squadre che partecipano allo stesso campionato
La normativa nazionale non contempla la possibilità di risolvere il contratto per giusta possano avvenire solo a fine stagione;
causa; soltanto nelle ipotesi espressamente previste dall’accordo collettivo – - far coincidere la durata minima di tali prestiti con l’intero campionato;
riconducibili alla morosità delle società, all’inabilità o inidoneità dei calciatori nonché al - indicare il numero massimo di giocatore che una società può cedere/ottenere in
mancato rispetto del contratto e delle norme federali – è infatti possibile risolvere prestito per ogni stagione.
unilateralmente il contratto20. D) Un nuovo regolamento per gli agenti21
L’Autorità ritiene che la stabilità dei rapporti tra società e calciatori dovrebbe L’analisi svolta dall’Antitrust ha rilevato problemi di natura concorrenziale in merito: ai
rappresentare un valore in sé e non essere chiamata in causa solo per impedire la vincoli all’accesso all’attività di agente dei calciatori, alla standardizzazione dei rapporti
risoluzione unilaterale dei contratti. I rapporti contrattuali caratterizzati da eccessiva contrattuali esistenti fra l’agente ed il calciatore, all’inidoneità delle attuali previsioni in
instabilità, infatti, si prestano a pregiudicare il corretto svolgimento dei campionati materia di conflitto di interessi a garantire pari opportunità agli agenti operanti sul
calcistici, in quanto, in assenza di qualsivoglia vincolo, gli organici dei club potrebbero mercato.
subire continue modifiche in corso di campionato a discapito dello spettacolo calcistico Su quest’ultimo aspetto l’Autorità ha concluso che l’attività di agente dovrebbe essere
e del principio per cui le competizioni sportive dovrebbero svolgersi in un contesto vietata quando si gestiscono trattative che vedano come destinatari o beneficiari
scevro da occasioni di collusione tra club. dell’attività svolta soggetti che abbiano legami parentali o di affinità quantomeno entro
Pertanto, l’Autorità auspica le seguenti modifiche della disciplina contrattuale: il secondo grado con l’agente stesso.
- previsione di un periodo protetto, durante il quale i contratti non possono in linea di Inoltre, il nuovo regolamento dovrebbe espressamente escludere la possibilità che uno
principio essere risolti; stesso agente possa rappresentare al contempo allenatori e calciatori o, quantomeno, che
- introduzione di un sistema sanzionatorio a tutela di detto periodo protetto; lo stesso possa rappresentare allenatore e calciatori appartenenti alla stessa squadra.
- inserimento del principio della risoluzione unilaterale dei contratti per giusta causa; E) La riforma dei ruoli di Figc e Leghe
- fissazione della durata minima dei contratti pari alla durata del campionato. Nel corso dell’indagine conoscitiva è emerso che, sotto un profilo antitrust, la natura di
Anche le cessioni di giocatori da un club ad un altro, ove non soggette ad alcuna monopoli naturali delle competizioni sportive condiziona necessariamente la struttura
limitazione, possono creare distorsioni alla concorrenza tra società di calcio. Ciò in organizzativa del sistema calcio. Ciò determina che, per ragioni di efficienza, in ogni
quanto la possibilità di modificare gli organici in corso di campionato, tramite scambi Paese, sia un singolo ente ad organizzare il settore e a dettare le regole per la
reciproci di giocatori, crea inevitabili opportunità di collaborazione tra club, suscettibili realizzazione e lo svolgimento delle competizioni sportive22.
di falsare la corretta competizione. Conseguentemente, in materia di cessioni in via
definitiva o in prestito dei giocatori, l’Autorità propone le seguenti modifiche:
21
Per ulteriori considerazioni sulla tematica relativa agli agenti dei calciatori si rimanda al paragrafo 13
del capitolo 1.
22
In tutti i Paesi il calcio è organizzato mediante l’istituzione di una struttura federale sovraordinata ai
20
La risoluzione consensuale è, invece, sempre possibile. singoli club ed alle loro associazioni, rappresentate nel settore calcistico dalle Leghe.
308 309
L’Autorità riconosce che le specificità proprie dello sport in generale e del calcio in definita “stanza di compensazione” – destinata a regolare e ad amministrare le
particolare richiedono che il settore sia organizzato e disciplinato da un’unica struttura transazioni finanziarie fra le singole società oltre che i flussi economici di tipo
federale, rappresentata a livello nazionale, per il settore calcistico, dalla Figc. mutualistico esistenti in ambito associativo, nonché la competenza nell’autorizzare la
Inoltre, le esigenze solidaristiche connesse all’organizzazione del settore richiedono che compravendita dei calciatori (il c.d. visto di esecutività sulle obbligazioni
lo stesso sia soggetto a regolamentazione, sia per quanto concerne gli ambiti puramente economiche)24.
sportivi, sia per quelli che – benché caratterizzati da un’evidente valenza economica – In definitiva, l’Autorità ritiene che la gestione delle questioni di tipo economico non
devono essere improntati a criteri di suddivisione delle risorse fra tutti i partecipanti23. andrebbe attribuita ad organismi come le Leghe, le quali rappresentano soltanto una
Sotto il profilo giuridico i poteri di regolamentazione riconosciuti alla Federazione si delle componenti del sistema (le società di calcio), ma piuttosto alla Figc, quale ente
giustificano alla luce della natura di ordinamento settoriale che caratterizza organizzatore che esprime gli interessi di tutti i soggetti attivi nel settore stesso.
l’ordinamento sportivo, cui l’ordinamento statuale riconosce un elevato grado di Ciò vale sia per i compiti delle Leghe in materia di ingaggi dei calciatori, sia per quelli
autonomia, che si manifesta anche attraverso il potere di auto-organizzazione e di auto- relativi alla ripartizione mutualistica dei proventi da diritti televisivi.
normazione. Sotto il primo profilo, l’Autorità è dell’avviso che i compiti oggi affidati alle Leghe in
In Italia il sistema calcio, solo formalmente incentrato sul ruolo centrale della materia di ingaggi, che comportano controlli di tali associazioni sulle proprie associate,
Federazione, ha dimostrato evidenti carenze funzionali anche a causa del sempre più dovrebbero essere rivisitati. In particolare, occorrerebbe:
rilevante ruolo attribuito agli organismi associativi (le Leghe) nell’ambito della struttura - attribuire il compito di approvare i contratti tra società e calciatori, nonché quello di
federale. redigere i modelli di accordi di cessione, alla Figc;
In via generale, l’attività delle Leghe dovrebbe dunque essere principalmente incentrata - attribuire tutte le attività di controllo economico finanziario sulle società alla
sull’elaborazione di regole puramente sportive finalizzate a rendere il proprio prodotto Covisoc, rafforzando i poteri di tale organismo 25.
(campionati e Coppa Italia) sempre più interessante ed appassionante per gli utenti del
calcio, favorendo una competizione sufficientemente equilibrata tra le squadre. 3 Le società e il settore calcistico: l’intervento dell’Unione Europea
Nel contesto dell’indagine conoscitiva si è accertato, però, come alle Leghe e, in
particolare alla Lega nazionale professionisti, siano demandati compiti che di fatto Mentre l’aumento dei ricavi resta l’obiettivo principale per le società calcistiche, è la
esorbitano dalla mera organizzazione delle competizioni sportive. Con lo sviluppo degli questione delle spese eccessive che rimane al centro del dibattito sui rimedi per salvare
aspetti economici connessi al gioco del calcio, le Leghe hanno, infatti, assunto un ruolo il calcio.
preponderante non solo nell’ambito dell’organizzazione delle competizioni, ma anche e
soprattutto in relazione agli interessi finanziari dei propri associati, con particolare
24
Dall’esame delle norme statutarie che disciplinano la Figc e la sua struttura organizzativa e
riguardo ai controlli sulle obbligazioni economiche contenute nei contratti di cessione rappresentativa si è inoltre desunta la notevole rilevanza delle Leghe nella composizione ed elezione degli
dei calciatori e alla ripartizione dei proventi che derivano dalla vendita dei diritti organi federali, con particolare riguardo all’Assemblea, al Presidente, al Consiglio federale e, di
conseguenza, una significativa influenza che le Leghe stesse possono esercitare in tali contesti. Affinché
televisivi. È emersa, al riguardo, l’istituzione presso le Leghe di una procedura – la Federazione sia posta in condizione di rappresentare effettivamente tutti gli attori del mondo del calcio,
è necessario che la stessa sia effettivamente (e non solo formalmente) sovraordinata ai singoli club ed alle
loro associazioni e, quindi, è altresì necessario che, nell’ambito dei suoi organi, sia garantita pari dignità a
tutte le componenti del settore. Gli organi federali dovrebbero, dunque, funzionare in modo da non essere
23
Nel settore in esame, diversamente che in altri ambiti, i compiti di regolamentazione sono affidati agli soggetti all’influenza delle associazioni che raggruppano le società di calcio. Ibidem.
25
stessi organismi associativi. Ciò trova giustificazione nel fatto che, ai fini dell’organizzazione del settore Per ulteriori approfondimenti sull’indagine conoscitiva si rimanda a due articoli pubblicati sul sito
secondo gli schemi solidaristici anzidetti, tali organismi devono disporre del potere di organizzare non [Link] in data 5 aprile 2007: D. Corrado, Calcio, il fuorigioco dell’Authority e N. Giocoli,
solo gli aspetti sportivi del sistema, ma anche parte di quelli economici. Cfr. [Link] Riforma del calcio ancora all’anno zero.
310 311
Il ministero dello sport britannico, fra i più attivi nel cercare una ridefinizione del sembrano manifestare nei riguardi del fenomeno sportivo, con il fine di individuarne
rapporto fra entrate e uscite, ha promosso26, presso la Commissione Europea, il una specifica dimensione europea.
“Rapporto indipendente sullo sport in Europa”. Il rapporto Belet si focalizza, in particolare, su otto tematiche: governance delle società
La ricerca, elaborata in un anno e mezzo da una commissione presieduta dall’ex di calcio; lotta alle attività criminali; ruolo sociale, culturale ed educativo dello sport;
ministro portoghese José Luìs Arnaut e pubblicata nell’ottobre 2006, sviluppa una aspetti occupazionali e sociali; lotta alla violenza, al razzismo e ad altre forme di
disamina lucida e coraggiosa delle degenerazioni del mondo dello sport e soprattutto del discriminazione; regole di concorrenza e di mercato interno; vendita dei diritti televisivi
calcio, lanciando un preoccupato grido d’allarme ed indicando anche dei rimedi per e lotta al doping.
rimettere in sesto il settore. In tema di governance viene auspicata l’adozione di un modello che permetta a tutti gli
Per quanto concerne il calcio, in particolare, il Rapporto Arnaut esamina la possibilità di organi di governo del calcio di meglio definire e coordinare funzioni, competenze e
vincolare costi e ricavi a una percentuale predeterminata; lo stesso rapporto, però, mette responsabilità, anche mediante il diretto coinvolgimento dei calciatori professionisti,
in dubbio la proporzione fissa tra entrate e uscite perché, in ogni caso, i club con introiti delle società e delle Leghe30.
maggiori godrebbero di un vantaggio competitivo su quelli più piccoli. Inoltre non Per la lotta alle attività criminali si chiede agli Stati membri dell’U.E., alle forze di
esiste alcuna regola, sportiva o di diritto ordinario, che impedisca donazioni o polizia e alle tifoserie organizzate di cooperare fattivamente al fine di favorire
finanziamenti a fondo perduto verso una squadra di calcio; l’unica strada percorribile l’adozione di misure atte a contrastare la proliferazione di attività criminali in seno al
sarebbe, quindi, quella delle punizioni sportive nei confronti di chi non rispetta i movimento calcistico professionistico, quali il riciclaggio, le scommesse clandestine e
parametri. Il rapporto propone, anche, l’istituzione di un’imposta sugli ingaggi, che l’alterazione dei risultati sportivi, oltre alla violenza all’interno e all’esterno degli
obblighi i club a versare un contributo di redistribuzione nel caso in cui essi superino il impianti di gioco.
tetto agli ingaggi27. Il rapporto prende in considerazione la possibilità, per i giovani calciatori – soprattutto
Facendo seguito al rapporto Arnaut, il Parlamento europeo ha presentato il 29 marzo di quelli alle prese con maggiori difficoltà sociali – di crescere e sviluppare la propria
2007 una proposta di risoluzione sul futuro del calcio professionistico in Europa (c.d. personalità all’interno dei club di appartenenza, anche mediante forme di istruzione
rapporto Belet). generale e una formazione non esclusivamente legata all’attività sportiva. Si
I principi specificatamente espressi nel documento elaborato dal Parlamento Europeo, raccomanda, inoltre, di evitare la determinazione di condizioni che possano favorire
pur non vincolanti, si pongono come linee guida nella prospettiva di una radicale e
cooperazione tra gli organismi responsabili dello sport, e proteggendo l’integrità fisica e morale degli
diffusa ristrutturazione del movimento calcistico professionistico, in perfetta sportivi, in particolare dei giovani sportivi”.
29
È noto come l’U.E. non abbia competenza diretta in materia di sport, per cui il fenomeno sportivo
assonanza28 con il rinnovato e più vivo interesse che le istituzioni comunitarie29 (anche calcistico) non è mai stato oggetto di interventi sistematici in ambito comunitario. Invero,
determinate politiche U.E. hanno influito, in maniera decisiva, su particolari aspetti dell'attività sportiva,
tanto che, nel corso degli anni, le Federazioni sportive dei vari Stati membri hanno dovuto riformulare
26
L’incipit della proposta lanciata dal ministero britannico è il seguente: “Il calcio è un’attività unica. È numerose norme domestiche che si ponevano in aperto contrasto con i principi del diritto comunitario,
probabilmente l’unico sport davvero globale e la sua influenza si estende a questioni di natura economica, quali, ad esempio, la libertà di circolazione dei lavoratori e la concorrenza. Peraltro, la specifica natura
politica, sociale e culturale. Per preservare la natura specifica del calcio ed il delicato equilibrio tra questi dello sport, nonché l’importanza del suo ruolo nella società europea, avevano già spinto i capi di Stato e
diversi elementi bisogna difendere le tradizioni dello sport, come ad esempio il rapporto con le comunità di governo dei Paesi aderenti all’U.E. in occasione del Consiglio europeo di Nizza nel dicembre del 2000
locali, sfruttando allo stesso tempo la natura moderna di questo sport”. Cfr. [Link]. ad intervenire presso le istituzioni europee per sollecitare una particolare attenzione alle funzioni sociali,
27
Cfr. Rapporto indipendente sullo sport in Europa 2006 su [Link]. educative e culturali dello sport medesimo, attraverso politiche comunitarie mirate.
28 30
Si confronti in proposito l’art. III 282 della Costituzione Europea, non entrata in vigore ma pur sempre Di notevole interesse, inoltre, anche perché di strettissima attualità, è l’indicazione rivolta alla Fifa e
un testo molto significativo. L’articolo riconosce, in materia sportiva, la competenza primaria degli Stati all’Uefa circa l’opportunità di ritenere legittimi i ricorsi interposti dai tesserati presso i tribunali ordinari,
membri e il principio di autonomia dei movimenti sportivi, ma afferma: “L’Unione contribuisce alla atteso che l’iniziativa giudiziaria intrapresa dinanzi ai medesimi, pur generalmente contraria ai dettami
promozione dei profili europei dello sport, tenendo conto delle sue specificità, delle sue strutture fondate degli ordinamenti sportivi (clausola compromissoria), non può mai costituire un illecito disciplinare. Cfr.
sul volontariato e della sua funzione sociale e educativa”. L’azione dell’Unione è intesa a “sviluppare la Parlamento europeo, Proposta di risoluzione sul futuro del calcio professionistico in Europa, su
dimensione europea dello sport, promuovendo l’imparzialità e l’apertura delle competizioni sportive e la [Link]
312 313
flussi incontrollati e incontrollabili di giovani talenti extracomunitari, in spregio alla − riconoscere la rilevanza dei marchi registrati in seno all’industria sportiva;
31
normativa che disciplina la materia dell'immigrazione . − garantire ai consumatori un’equa distribuzione dei biglietti delle partite di calcio,
Sotto il profilo degli aspetti occupazionali e sociali, in primo luogo, si invocano anche appaltandola ad associazioni di tifosi o organismi analoghi.
normative sociali e fiscali più omogenee tra gli Stati aderenti all’U.E., per evitare Il Rapporto Belet insiste sulla necessità di attuare iniziative di vendita collettiva dei
eccessivi squilibri tra le società calcistiche. Inoltre, viene presa in considerazione sia diritti televisivi calcistici, sempre nel rispetto delle norme comunitarie sulla
l’attività di agenti di calciatori, di cui si chiede una più diffusa armonizzazione concorrenza, per favorire un modello di solidarietà finanziaria non solo tra i club
regolamentare e un maggiore controllo, sia l’attività degli atleti professionisti, i quali professionistici, ma anche tra questi e gli altri operanti in ambito amatoriale, che
vanno tutelati mediante la rigorosa applicazione della legislazione vigente in materia di salvaguardi, attraverso una più equa redistribuzione dei proventi, l’equilibrio
lavoro che riconosce loro diritti e impone obblighi in qualità di lavoratori dipendenti. competitivo tra le società sportive.
La proposta di risoluzione invita, poi, gli Stati membri, la Commissione Europea e tutti i Viene raccomandata, infine, una particolare attenzione nei riguardi del sempre più
soggetti operanti nel settore calcio, ad assumere iniziative di netta contrapposizione a dilagante fenomeno del doping. A tal fine, si invoca l’adozione di misure di prevenzione
fenomeni di discriminazione razziale e di orientamento sessuale, con applicazione di e repressione dell’illegittima e sleale assunzione di sostanze dopanti che inevitabilmente
norme che prescrivano sanzioni rigorose nei riguardi di chiunque manifesti influisce sulla regolarità del risultato sportivo ma, in particolar modo, costituisce una
atteggiamenti discriminatori, sia all’interno degli stadi che in prossimità degli stessi, grave minaccia per la salute pubblica.
anche in considerazione del fatto che i calciatori devono godere del legittimo diritto di In conclusione si può affermare come il Rapporto Belet abbia aperto un ulteriore varco
svolgere la propria attività professionale in un contesto scevro da qualsivoglia forma di nel sistema istituzionale comunitario, il quale, alla luce della crescente
discriminazione. “commercializzazione” del movimento calcistico europeo, dovrà necessariamente
Di grande importanza è, inoltre, l’attenzione riservata dal Parlamento Europeo ai profili interessarsi alla materia sportiva.
di natura più strettamente economici legati al fenomeno calcio professionistico, che La crescita esponenziale dei casi all’esame della Corte di Giustizia europea, determinata
vengono analizzati tenendo conto dei seguenti obiettivi: proprio dalla sempre maggiore rilevanza assunta dal diritto comunitario nel settore
− favorire il raggiungimento della massima stabilità finanziaria dei club che garantisca sportivo, è un indicatore evidente della specificità dello sport (sancita in occasione del
un livello di competizione equilibrato; Consiglio europeo di Nizza del 2000), rispetto a cui l’U.E. non potrà rimanere
− stabilire in che termini e secondo quali modalità ciascuno Stato aderente all’U.E. insensibile.
possa sostenere economicamente il settore calcio (c.d. aiuti di Stato);
− valutare le conseguenze di una possibile liberalizzazione del mercato delle 4 Le società e settore calcistico (segue): il contributo dell’analisi economico-
scommesse, nonché riflettere sui sistemi attuali attraverso cui lo sport in generale, e aziendale
il calcio in particolare, vengono finanziati;
L’intero processo di cambiamento in atto nel mondo calcistico appare imprescindibile
31
Sul punto si sottolinea come in Italia le società riconosciute dal Coni possano chiedere l’ingresso nel da un rinnovamento sostanziale riguardante in primis le modalità di gestione dei club.
nostro Paese di atleti stranieri non professionisti al di fuori del meccanismo del decreto flussi. Ciò a
condizione che la società richiedente si impegni a fornire alloggio, assistenza, sostentamento, nonché a
sostenere le spese di rimpatrio allo sportivo extra-comunitario dilettante. L’ingresso degli sportivi, pur
non rientrando nel decreto flussi, viene regolato da un sistema di quote stabilite dal ministero delle
Politiche giovanili e delle attività sportive, su proposta del Coni, sentiti i ministri dell’Interno e della
Solidarietà sociale. Per approfondimenti si rimanda a M. Noci, Sport, dilettanti fuori dai flussi, in “Il Sole
24 Ore”, 11/03/07.
314 315
La confusione tra assetto proprietario e management, infatti, ha prodotto conseguenze - la riduzione dei periodi dell’anno dedicati al “calcio-mercato”;
32
non positive, ma ormai consolidate nel panorama calcistico italiano . È mancata, nei - la riduzione della rosa dei calciatori, compensata, in caso di necessità da un più
fatti, una sorta di coordinamento, a livello strategico, tra necessità di conseguire un ampio ricorso ai giocatori delle squadre primavera35;
risultato sportivo ed esigenza di mantenere condizioni di equilibrio economico- - la valorizzazione dei giovani giocatori, sostenuta da specifiche misure per
finanziario. Nel contesto attuale, invece, non è più possibile perseguire un obiettivo a incentivare gli investimenti nei vivai e l’utilizzo dei giovani calciatori;
scapito di altri, ma è necessario che le finalità da raggiungere siano coordinate in un - il rifiuto generalizzato da parte delle società di sostenere il costo delle parcelle dei
sistema decisionale in grado di evitare situazioni palesemente sbilanciate e di procuratori di giocatori e tecnici, che dovrebbe più logicamente gravare sui
33
compromettere la sopravvivenza stessa dell’impresa . calciatori;
Per queste ragioni risulta imprescindibile la necessità di introdurre all’interno delle - il reclutamento più ampio dei giocatori di secondo piano da quei Paesi
società di calcio sia principi e tecniche di gestione manageriali, sia, soprattutto, una calcisticamente emergenti nei quali il costo del lavoro è ancora sensibilmente
cultura d’impresa basata sull’orientamento al marketing. inferiore ai livelli europei36.
L’impresa calcistica deve necessariamente seguire l’evoluzione del mercato di Oltre alla riduzione dei costi l’altra direttrice lungo la quale i club calcistici dovranno
riferimento, identificare i prodotti-mercati in cui agire ed individuare i segmenti reali o lavorare per risanare i loro bilanci è l’espansione delle fonti di ricavo, valorizzando il
potenziali sulla base di una approfondita analisi dei bisogni. patrimonio di fiducia di cui essi godono.
Il quadro evidenziato nei capitoli precedenti lascia immaginare per il prossimo futuro un Condizione indispensabile per realizzare ciò è la protezione del marchio, che consente
innalzamento della pressione competitiva nell’approvvigionamento dei fattori di mantenerne il valore nel tempo. Il disinteresse dei club per la commercializzazione di
dell’attività sportiva (giocatori e tecnici). Si rende pertanto necessario da un lato ridurre prodotti legati alla marca alimenta un atteggiamento passivo nei confronti dei fenomeni
i costi di gestione, dall’altro aumentare ulteriormente l’entità dei ricavi, sia intervenendo di contraffazione e di plagio, che esistono in misura anche più ampia nei settori
sulla gestione caratteristica, sia sviluppando attività commerciali (merchandising, dell’abbigliamento, dell’accessoristica e delle riproduzioni audiovisive, ma che non
sponsorizzazioni, gestione degli stadi e dei servizi associati alla fruizione dello impediscono certo alle imprese di questi settori di proteggere con grande attenzione i
spettacolo sportivo) che consentano un più ampio sfruttamento dell’immagine di marca rispettivi marchi. La consapevolezza del valore e delle potenzialità dei marchi del calcio
dei club legata alla notorietà e alla fedeltà che il nome della squadra suscita nel pubblico dovrebbe suggerire ai club di registrarli e di difenderne l’utilizzo anche su scala
dei tifosi. internazionale37.
Occorre, quindi, modificare il modello di business fin qui perseguito abbandonando la Dal punto di vista sportivo, il futuro del calcio risiede nella capacità dei ragazzi che
dimensione di società perennemente in perdita che devono la loro sopravvivenza al militano oggi nelle squadre giovanili di crescere e potenziare le loro capacità tecnico-
34
mecenatismo dei proprietari . tattiche per poter poi un giorno calcare i campi di Serie A.
Gli interventi che possono essere effettuati al fine di ridurre i costi per salari e stipendi Se, infatti, le società professionistiche non hanno a disposizione grandi capitali per
potrebbero essere: “imbottire” la squadra di “campioni”, una soluzione cui ricorrere può essere quella di
32
[Link], Verso una gestione manageriale delle società di calcio: analisi delle condizioni attuali e
prospettive di sviluppo alla luce di un orientamento al marketing, in “Esperienze d’impresa”, n. 6/1998,
35
pag. 25. L’efficacia di questa manovra sarebbe naturalmente molto maggiore se il numero massimo dei
33
Ibidem. giocatori tesserabile per squadra fosse fissato a priori.
34 36
Cfr. [Link], Il business del calcio: successi sportivi e rovesci finanziari, Cfr. [Link], [Link]., pag. 278.
37
Egea, Milano 2004, pag. 277. Ibidem, pag. 279.
316 317
valorizzare i propri giovani; i quali costano meno, hanno entusiasmo, possiedono Tabella 1: Investimento annuo dei club di serie A nel vivaio. Stagione 2006/07. Dati in migliaia di euro.
margini di miglioramento e a volte maturano molto prima delle più rosee aspettative.
n. squadre investimento
Per i club militanti nella massima serie diviene, quindi, fondamentale nella Club n. tesserati
giovanili annuo (€/000)
programmazione della strategia futura investire sul vivaio per forgiare nuovi talenti che Ascoli 6 150 1.000
Atalanta 12 230 2.500
si rileveranno utili nelle prossime stagioni agonistiche. Cagliari 10 200 1.000
Il processo di individuazione, attrazione e successiva formazione interna dei giovani Catania 7 140 150
Chievo 8 200 1.700
talenti può apportare vantaggi economici sotto un duplice aspetto38: Empoli 10 230 2.000
Fiorentina 11 205 2.000
a) azzeramento del costo di acquisizione del cartellino (ossia del diritto alle prestazioni
Inter 11 250 3.000
dei giocatori) dall’esterno; Lazio 11 220 713
Livorno 6 150 800
b) riduzione dei costi di gestione del parco giocatori (costo del lavoro e Messina 3 80 400
ammortamenti). Milan 10 216 2.500
Palermo 6 150 750
L’acquisto sul mercato di giocatori già formati, sebbene a fronte di un costo d’acquisto Parma 7 160 1.500
iniziale riduca il rischio generale di insuccesso, implica infatti l’erogazione di compensi Reggina 11 220 300
Roma 9 230 1.000
elevati. I giocatori provenienti dal vivaio possono, invece, essere promossi in prima Sampdoria 7 102 1.200
Siena 7 167 600
squadra attraverso “primi” contratti particolarmente vantaggiosi per i club39.
Torino 12 250 2.000
Nella stagione 2006/07 le venti squadre di serie A hanno investito complessivamente Udinese 10 190 1.000
Fonte: “La Gazzetta dello Sport”, 11/10/06.
oltre ventisei milioni di euro nella preparazione dei giovani – quattro in più rispetto
all’anno precedente – formando centosettantaquattro squadre nelle varie categorie che Il club che in Italia spende in assoluto di più per il vivaio è però una squadra che nel
hanno coinvolto tremilasettecentoquaranta atleti (Tabella 1). 2006/07 ha militato in serie B: la Juventus. La compagine bianconera ha, infatti,
L’investimento più cospicuo è stato effettuato dall’Inter, che per le 11 squadre e i 250 investito 6 milioni di euro per la gestione di 17 squadre e 350 giocatori diretti dall’ex
giocatori coinvolti, ha destinato nel 2006 tre milioni di euro, trecentomila in più rispetto difensore juventino Ciro Ferrara.
40
al 2005 . Nella graduatoria degli investimenti per i giovani dietro ai nerazzurri si Rapportando la spesa annua nei vivai al valore della produzione si ottengono dati, però,
posiziona la coppia Milan-Atalanta con un budget pari a 2,5 milioni di euro. I rossoneri non incoraggianti (Tabella 2).
per i 216 tesserati tra primavera e pulcini provinciali hanno speso 200mila euro in più Innanzitutto, osservando i numeri esposti nella Tabella 2 si evince come tutte le squadre
rispetto alla stagione precedente; i bergamaschi per le loro dodici mini squadre nel 2006 investano nei giovani un importo compreso tra lo 0,7% e il 9,4% del valore della
hanno invece aumentato il budget di centomila euro rispetto al 2005. produzione, ciò significa che su 100 euro di ricavi si destinano ai vivai meno di 10 euro
nei migliori casi e addirittura meno di un euro nelle situazioni meno edificanti. In
secondo luogo si può evidenziare come le squadre che investono di più nel vivaio siano
38
Cfr. A. Marino, I vivai calcistici: modelli ad uso del management delle società sportive, in “Economia
le cosiddette provinciali. In testa alla graduatoria svetta il Torino, con una spesa per i
& management”, n. 3/2005, pagg. 71-88. giovani pari al 9,4% del totale dei ricavi, seguito da Empoli (9,3%), Atalanta (9,2%) e
39
Un ulteriore vantaggio, non di carattere economico ma ugualmente rilevante, è rappresentato dalla
possibilità di formare i giocatori secondo la propria filosofia, coerentemente con le esigenze del mestiere Chievo (7%).
a livello professionistico, senza pregiudicare, peraltro, una parallela ed efficace formazione scolastica.
Ibidem, pag. 72.
40
Cfr. C. Angioni, Vivai: riapre la miniera d’oro, in “La Gazzetta dello Sport”, 11/10/06.
318 319
Tabella 2: Investimento annuo nel vivaio rapportato al valore della produzione. Stagione 2006/07. Dati in regolamentazione, nella stagione appena trascorsa (2006/07), tutti i club partecipanti
milioni di euro
alle competizioni europee hanno dovuto inserire, nella lista di 25 giocatori, 2 ragazzi
investimento Valore della
Club % provenienti dal vivaio e altrettanti provenienti dai vivai della nazione di appartenenza.
vivaio produzione
Torino 2,00 21,2 9,4% La regola sarà applicata in maniera progressiva; nella prossima stagione (2007/08) il
Empoli 2,00 21,5 9,3% numero di giocatori provenienti dai vivai dovrà essere pari a sei (3 interni + 3 nella
Atalanta 2,50 27,3 9,2%
Chievo 1,70 24,2 7,0% nazione); mentre l’anno successivo si arriverà a regime con l’inserimento nella lista di
Fiorentina 2,00 32,7 6,1%
ben 8 giocatori (4+4) cresciuti nelle squadre giovanili.I giocatori che rientrano nella
Ascoli 1,00 21,4 4,7%
Sampdoria 1,20 31,2 3,8% categoria di quelli formati nei vivai sono quei calciatori, tra i 15 e i 21 anni, tesserati per
Livorno 0,80 20,9 3,8%
Cagliari 1,00 29,2 3,4% almeno tre stagioni dal club che li schiera in coppa oppure da un altro club della stessa
Udinese 1,00 29,8 3,4% nazione. È importante sottolineare come non sia richiesto che i calciatori siano della
Siena 0,60 21,3 2,8%
Parma 1,50 56,1 2,7% stessa nazionalità del club, per non incorrere in sanzioni da parte della Comunità
Juventus 6,00 230,0 2,6%
Europea sulla libera circolazione dei calciatori comunitari41. L’Uefa non ha potere di
Palermo 0,75 43,9 1,7%
Inter 3,00 195,2 1,5% imporre la norma anche ai vari campionati nazionali, ma ha fortemente suggerito di
Catania 0,15 10,2 1,5%
Messina 0,40 30,7 1,3%
adottarla alle varie federazioni.
Reggina 0,30 26,4 1,1% Diverse società a livello europeo42, piuttosto che investire e far crescere i futuri
Milan 2,50 230,9 1,1%
Lazio 0,71 75,1 0,9% calciatori della loro Patria, preferiscono acquistare stranieri non ancora affermati di 17-
Roma 1,00 136,5 0,7% 18 anni, pagandoli pochissimo e sperando in una loro esplosione per rivenderli a caro
Fonte: nostra elaborazione su dati “La Gazzetta dello Sport” e “Il Sole 24 Ore”.
prezzo.
Le grandi squadre, invece, investono in percentuale meno di quanto facevano Altri club, invece, anziché acquistare giovani calciatori stranieri, li “adottano a
prospettare le cifre in valore assoluto. La Juventus destina alle squadre giovanili distanza”. L’Arsenal, ad esempio, ha da tempo avviato una partnership con l’Asec
soltanto il 2,6% del valore della produzione, mentre l’Inter si ferma all’1,5%. Risulta, Mimosas di Abidjan, l’accademia calcistica più famosa della Costa d’Avorio, che
infine, emblematico osservare nelle ultime tre posizioni Milan, Lazio e Roma, con un prevede la possibilità di visionare i migliori giovani, di mandarli a maturare in club
investimento nei vivai che incide soltanto per un valore intorno all’1% dei ricavi totali.
41
“Oltre a contenere i costi l’Uefa conta così di restituire ai tifosi quello spirito di appartenenza alla loro
L’importanza dei giovani è stata sottolineata più volte anche dai massimi organismi del squadra, che in molti casi è già sfumato, e quel senso di identità di patria pallonara utile a stimolare nuovo
interesse anche per le Nazionali, molte delle quali, soprattutto nei Paesi dalla storia calcistica più
calcio – la Fifa e l’Uefa – che hanno emanato alcune disposizioni per promuovere
prestigiosa, hanno collezionato figuracce a raffica nei grandi appuntamenti degli ultimi lustri”. [Link]-
l’utilizzo, nelle partite delle coppe internazionali, di calciatori provenienti dal vivaio [Link] Caro, Indagine sul calcio, Bur, Milano 2006, pag. 592.
42
Un esempio su tutti può essere l’Udinese del presidente Pozzo. La squadra friulana nella stagione
societario. 2006/07 annoverava nella prima squadra i seguenti calciatori giovani acquistati dall’estero:
− Classe 1985: Aguilar Tapis (Colombia), Asamoah (Ghana), Barreto (Brasile), Vargas (Paraguay);
In particolare, il 22 aprile 2005 sono entrate ufficialmente in vigore le nuove norme − Classe 1986: Hurme (Finlandia); Schumacher e Siqueira (Brasile), Zapata (Colombia);
− Classe 1987: Eremenko (Russia);
della Uefa sulla tutela dei vivai. Il tentativo del massimo organismo calcio-politico
− Classe 1988: Montiel Nunez (Paraguay).
europeo è quello di creare un maggiore equilibrio nelle competizioni internazionali, Nella squadra “Primavera” fuguravano, invece, i seguenti giovani acquistati all’estero:
− Classe 1988: Surraco (Uruguay), Sissoko (Francia), Virtanen (Finlandia);
impedendo ai grandi club di fare “razzia” dei migliori giocatori, al fine di creare un − Classe 1989: Zampa (Argentina);
− Classe 1990: Laurito (Argentina).
sistema che permetta ai ragazzi dei vivai di giocare con continuità. In base alla nuova Per ulteriori approfondimenti si rimanda a [Link]., Almanacco illustrato del calcio 2007, Panini,
Modena 2007.
320 321
europei (come i belgi del Beveren, con cui l’Arsenal ha stretto un accordo) ed infine di
POSTFAZIONE
portarli a Londra43.
L’organizzazione dei giovani calciatori diventa quindi fondamentale. Le società di
La domanda dalla quale il presente lavoro ha tratto origine era la seguente: le società
calcio non possono più tralasciare questo aspetto della gestione al quale, invece, vanno
calcistiche italiane hanno compiuto dal punto di vista aziendalistico la metamorfosi da
dedicate risorse ingenti. Naturalmente, come tutti gli investimenti aziendali, anche
semplici club sportivi ad aziende di produzione?
quello nel vivaio produrrà i propri frutti soltanto nel medio-lungo termine; occorre
Oltre a rispondere a questo quesito, nel corso della trattazione dei diversi argomenti
quindi essere lungimiranti oggi e seminare in abbondanza per poter poi raccogliere
sviluppati si doveva anche verificare se il successo sportivo fosse compatibile con
domani i risultati del lavoro odierno.
quello commerciale – cioè se la conquista dei trofei comportasse anche un incremento
In conclusione, si sottolinea che dall’analisi effettuata nel corso del lavoro è emerso
degli introiti per i club – e se oltre alla compatibilità tra successi sportivi e commerciali
come le principali strade percorribili dalle società di calcio per completare a tutti gli
fosse possibile raggiungere anche quella tra vittorie sul campo ed equilibrio reddituale,
effetti la loro trasformazione da club ad imprese siano tre:
cioè se i maggiori ricavi derivanti dalla conquista degli obiettivi sportivi avessero
− lo sfruttamento a fini commerciali del marchio;
comportato per i club anche la produzione di utili netti oppure fossero stati erosi da un
− la gestione diretta dello stadio;
incremento più che proporzionale dei costi d’esercizio.
− l’investimento nel vivaio. Ricercando i dati sono emerse diverse tendenze concernenti il comparto calcistico
Soltanto percorrendo queste vie i club calcistici italiani potranno definitivamente italiano. Innanzitutto i ricavi delle società sono aumentati, con l’avvento delle
conquistare l’autonomia imprenditoriale e svincolarsi dalla figura del presidente- televisioni a pagamento, in misura che non ha precedenti; i giocatori, invece, sono
mecenate, disposto a finanziare una società anti-economica solamente per motivi legati diventati professionisti strapagati e vere e proprie star dello show-business.
al proprio prestigio personale. Il calcio, quindi, è divenuto un’industria con un volume d’affari paragonabile a quello di
altri settori dell’economia.
Tuttavia, nonostante la fortissima crescita del settore, i club hanno presentato, tranne
qualche rarissima eccezione, conti in rosso in misura da spingere il governo ad adottare
provvedimenti di emergenza.
Nel corso delle pagine precedenti, dopo aver constatato la possibilità di considerare le
società di calcio come vere e proprie aziende di produzione, il lavoro si è incentrato
sull’analisi delle principali classi di valore del bilancio delle società in oggetto,
muovendo dall’osservazione della composizione dei ricavi dei club calcistici.
Analizzando i proventi delle squadre italiane militanti in Serie A è emerso, innanzitutto,
come negli ultimi anni la crescita generalizzata dei ricavi dei club non sia avvenuta in
maniera omogenea. Il 60% del fatturato totale della Serie A, infatti, è stato prodotto
soltanto da quattro club (Juventus, Milan, Inter e Roma), i quali sono stati anche quelli
43 che sono risultati vincitori delle competizioni sportive: dal Duemila ad oggi la Juventus
Calciatori attualmente in prima squadra che sono stati “adottati a distanza” sono, ad esempio, Kolo
Tourè ed Ebouè. Per approfondimenti si confronti S. Cantalupi, Linea verde: il futuro è l’adozione a
distanza, in “La Gazzetta dello Sport”, 1/08/06, pag. 2.
322 323
ha vinto 2 scudetti, il Milan uno scudetto e una coppa Italia, l’Inter 2 scudetti e due Una seconda classe di costo analizzata nel corso del lavoro è stata l’ammortamento dei
coppe Italia, la Roma uno scudetto e una coppa nazionale. diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori. Nell’indagine di tale classe di valore
Osservando la composizione dei ricavi è emersa, inoltre, una peculiarità del contesto particolare attenzione è stata posta sugli effetti contabili provocati dall’entrata in vigore
italiano rispetto alle altre nazioni europee. Nel nostro Paese, infatti, la fonte principale del c.d. “decreto salva-calcio”, il quale ha consentito ai club di diluire in dieci esercizi –
di ricavo è costituita dai proventi derivanti dalla cessione dei diritti televisivi, i quali poi ridotti a cinque in seguito all’intervento dell’Unione Europea – la perdita derivante
rappresentano circa il 60% del totale delle entrate dei club. Negli altri contesti europei, dalla svalutazione del parco giocatori. Sul punto è stato evidenziato sia come il
invece, la principale fonte di ricavo per le società è costituita dai proventi commerciali, provvedimento contrasti con i corretti principi contabili sia come il suo unico effetto, in
ossia dai ricavi provenienti dalle sponsorizzazioni e dal merchandising. In Inghilterra, sostanza, sia stato quello di rinviare al futuro la ricapitalizzazione delle società che
Spagna, Germania e Francia i diritti televisivi rappresentano soltanto il 30% delle hanno usufruito dell’agevolazione.
entrate dei club, la metà esatta rispetto alla realtà italiana. Dopo l’analisi dei ricavi e dei costi è stata esaminata la dinamica dei risultati reddituali,
Per quanto concerne le altre classi di ricavo tipiche di un club calcistico si è osservato dalla cui lettura è emerso in primis come i costi operativi risultino sempre superiori ai
una riduzione sensibile dei proventi derivanti dal botteghino a causa della ricavi operativi, secondariamente come i bilanci delle società di calcio si chiudano quasi
contemporanea riduzione sia del numero degli abbonati sia del numero degli spettatori sempre in perdita e gli unici risultati positivi siano dovuti all’iscrizione di elevati valori
paganti. Confrontando questo andamento con le altre realtà europee è emerso come a titolo di plusvalenze derivanti dalla cessione dei calciatori.
soltanto in Germania ed in Inghilterra il numero degli spettatori sia aumentato nel corso Per concludere l’analisi dei bilanci dei club calcistici si è proceduto all’esame delle
delle ultime stagioni. classi di valore componenti lo Stato Patrimoniale. Dalla lettura di tali dati è affiorata la
L’indagine ha dimostrato, quindi, come sul piano dei ricavi i nostri club non abbiano cronica sottocapitalizzazione delle società, le quali presentano mezzi di terzi ben
ancora iniziato la strada verso la diversificazione del business, rimanendo troppo legati superiori rispetto a quelli propri.
alla negoziazione dei diritti televisivi. Riassumendo le risultanze dell’analisi condotta sui dati di bilancio si può, quindi,
Su fronte dei costi è emerso come le retribuzioni dei calciatori costituiscano la affermare che le società di calcio italiane non abbiano ancora compiuto dal punto di
principale voce di spesa delle società, attestandosi mediamente su un valore pari al 62% vista aziendalistico la metamorfosi da semplici club sportivi a vere imprese di
del valore della produzione. Dall’analisi della presente classe di costo sono affiorati due produzione.
aspetti interessanti. Innanzitutto – a differenza di quanto visto per i ricavi – osservando L’indagine ha evidenziato molte difficoltà nel realizzare una gestione veramente
l’incidenza delle retribuzioni dei calciatori sul totale dei proventi non emerge una manageriale dell’impresa calcistica, nonostante gli sforzi siano indirizzati verso una
spaccatura netta tra grandi e piccole squadre. Ci sono, infatti, club di medie dimensioni professionalizzazione sempre maggiore dei dirigenti e dei responsabili sportivi. Vi sono,
oppure piccole società che registrano valori percentuali addirittura superiori a quelli dei in particolare, ancora grosse lacune soprattutto per quanto riguarda aspetti propriamente
grandi club. In secondo luogo è stata osservata un’inversione di tendenza aziendali, quali il processo di budgeting previsionale e consuntivo e lo sfruttamento del
nell’andamento degli stipendi dei calciatori. Se, infatti, tale valore è risultato crescente marchio.
dal 1994 al 2002, dal 2003 in poi si sta assistendo anno dopo anno ad una leggera Alcune tendenze in atto nel calcio italiano, tra le quali i nuovi progetti di gestione diretta
riduzione della voce di costo in oggetto. Tale riduzione si accompagna sia al degli stadi da parte delle società, lo sviluppo nell’utilizzo di internet, l’ampliamento
decremento del numero dei calciatori componenti l’organico delle squadre, sia alla della gamma di servizi offerti dai club ed il passaggio dall’idea di tifoso a quella di
riduzione del compenso medio corrisposto ai giocatori stessi. cliente sono processi che risultano soltanto abbozzati e che sono lungi dall’essere
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implementati a pieno regime nella quotidiana attività gestionale condotta dalle società in gestione delle numerose attività commerciali che possono essere realizzate all’interno
parola. dell’impianto stesso.
La necessità di raggiungere un giusto equilibrio tra logiche sportive e manageriali Dall’indagine è emerso, inoltre, come negli ultimi anni, soprattutto in Inghilterra e in
impone, conseguentemente, alle società sportive professionistiche di concentrare la Germania, gli stadi siano stati costruiti ex-novo, o ristrutturati, in compartecipazione
propria attenzione non solo sulle vicende agonistiche, ma anche su quelle concernenti finanziaria fra club e grandi sponsor privati, i quali poi hanno dato il loro nome al
gli aspetti più propriamente economico-aziendali della gestione. nuovo impianto. Ciò ha consentito alle società di ridurre il proprio investimento nella
Per quanto concerne gli altri due quesiti iniziali, l’analisi ha dimostrato come ai successi costruzione dello stadio e di disporre di lauti proventi annuali derivanti dalla cessione
sportivi siano seguiti incrementi di ricavo, derivanti oltre che dai maggiori diritti del diritto sul nome dell’impianto stesso.
televisivi anche dalla conclusione di lauti contratti di sponsorizzazione. Sul punto è Ai club italiani non resta dunque che innestare un nuovo circuito finanziario che,
stato verificato, inoltre, come gli importi incassati dai tre principali club italiani dalle muovendo dallo sfruttamento del marchio a fini commerciali e dalla proprietà dello
aziende sponsor siano perfettamente in linea con quanto ricevuto dagli altri club europei stadio, sia in grado di generare un incremento futuro delle entrate societarie.
maggiormente blasonati. Ad oggi, però, questo circolo sembra lontano dall’essere implementato, tanto che
L’indagine ha, altresì, dimostrato come i maggiori proventi derivanti dai trofei diverse società calcistiche italiane per incrementare i propri ricavi hanno sì puntato sul
conquistati sul campo non si siano tradotti in risultati positivi di gestione, ma siano stati proprio marchio, ma non sfruttandolo dal punto di vista del merchandising, bensì
erosi da un incremento più che proporzionale dei costi, soprattutto quelli legati agli cedendolo ad una società appartenente al loro medesimo gruppo aziendale.
ingaggi dei calciatori migliori. Tale operazione ha avuto, in sostanza, l’unico effetto di consentire ai club di iscrivere in
Dopo aver delineato lo scenario presente del settore calcistico in Italia, il lavoro si è bilancio, tra i proventi straordinari, plusvalenze di importi elevati che hanno permesso
concentrato sulle azioni future che potrebbero essere compiute dai club di casa nostra al di chiudere il Conto economico con una perdita di modeste dimensioni o addirittura
fine di assumere a tutti gli effetti i connotati di vere imprese. evidenziando un utile d’esercizio. Dal punto di vista finanziario, invece, le casse sociali
Il primo aspetto sul quale ci si è focalizzati è stato lo sfruttamento a fini commerciali del non hanno, nei fatti, subito modificazioni in quanto la controparte della cessione è stata,
marchio societario. Dall’analisi è emersa l’arretratezza del nostro Paese rispetto ad altri in tutti i casi analizzati, una società facente parte del medesimo gruppo aziendale della
contesti europei, quello inglese soprattutto, nella commercializzazione di articoli col squadra di calcio.
nome o col marchio della società (merchandising) a causa, principalmente, delle Dopo aver esaminato la cessione del marchio, l’indagine è proseguita indagando la
dimensioni raggiunte in Italia dal mercato dei prodotti contraffatti, che rendono tematica della quotazione in Borsa delle società calcistiche.
estremamente difficile l’adozione di un’azione repressiva veramente efficace da parte L’analisi ha evidenziato come l’esperienza dei club italiani sui listini finanziari sia
delle autorità competenti. risultata fallimentare in quanto le tre società quotate non sono riuscite a trasformare
Il secondo aspetto affrontato è stato la gestione diretta dello stadio. L’indagine condotta l’attività sportiva in una vera e propria attività commerciale, mutazione che risulta
ha palesato come in Italia la mancata proprietà dello stadio impedisca ai club di disporre imprescindibile affinché un club calcistico possa affrontare con successo la via del
di un asset fondamentale per lo svolgimento della propria attività. L’esperienza straniera mercato borsistico.
ha dimostrato, infatti, che la proprietà degli impianti sportivi consente ai club da un lato Dai dati presentati è affiorato in maniera evidente come gli unici club europei capaci di
di disporre di una solida componente patrimoniale, dall’altro di creare valore tramite la riportare risultati borsistici positivi siano stati quelli efficienti nel coniugare l’attività
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sportiva a quella commerciale e nello svincolare, conseguentemente, il valore del titolo inserimento nella prima squadra, dall’altro evitare di spendere eccessive risorse
azionario dai risultati ottenuti sul campo. finanziarie per acquistare calciatori già maturi formati nei vivai di altri club.
Ai tre club italiani quotati non resta quindi che scegliere tra la diversificazione completa Giunti al termine del lavoro ci si accorge che tanto è stato detto, che alcuni concetti
della propria attività e il delisting dai mercati finanziari; continuare l’esperienza in sono stati anche ripetuti più volte e che forse altri aspetti sono stati tralasciati. Sarebbe
Borsa alle condizioni attuali non appare proficuo visto che la permanenza sui mercati stato, infatti, impossibile affrontare in maniera analitica tutte le sfaccettature del sistema
finanziari non ha migliorato la struttura finanziaria dei club, non ha permesso calcio. Si è cercato, perciò, di evidenziare le principali dinamiche del settore calcistico
l’effettuazione di nuovi investimenti strategici, non ha innovato il modello manageriale avendo sempre come punti di riferimento i quesiti posti all’inizio della trattazione e il
della società e, soprattutto, non ha fidelizzato nuovi tifosi-investitori. taglio economico-aziendale da conferire all’opera.
Il lavoro si è concluso con uno sguardo di sintesi sulle possibili evoluzioni future del La conclusione a cui si giunge è che le società di calcio italiane hanno ancora tanto da
settore calcio, sia in Italia sia all’estero, alla luce di alcuni interventi promossi lavorare per immettersi sul binario giusto che le condurrà verso la via della
dall’Autorità antitrust italiana e dalle istituzioni dell’Unione Europea. diversificazione dell’attività aziendale, la quale rappresenta l’unica strada idonea per
A parere di chi scrive sia l’indagine conoscitiva dell’Agcm sia la proposta di risoluzione svincolare i club dalla figura del presidente-mecenate disposto illimitatamente a
del Parlamento europeo contengono utili spunti per l’implementazione di una politica mantenere in vita la società nonostante i risultati gestionali consiglino altri rimedi.
calcistica futura. I pessimi risultati economici e finanziari riportati dai club italiani stridono fortemente se
L’indagine conoscitiva dell’Antitrust è da condividere soprattutto là dove auspica la paragonati con gli importanti traguardi raggiunti dall’italico pallone sul terreno di gioco.
vendita centralizzata dei diritti televisivi. Come già esposto in precedenza, infatti, la Non può, infatti, passare in secondo piano che mentre le società faticano a chiudere i
cessione individuale non ha causato altro che l’accrescimento del divario tra grandi e loro bilanci in nero ed escogitano politiche di window dressing per rinviare nel futuro
piccoli club, che si è ripercosso sia sull’equilibrio concorrenziale delle competizioni onerose ricapitalizzazioni, sul campo di gioco il tricolore bianco-rosso-verde garrisce
sportive sia sui risultati di bilancio delle società. I grandi club, infatti, da un lato hanno ben alto nei cieli europei e mondiali.
conquistato tutti i trofei sul campo, dall’altro hanno riversato i maggiori proventi La scorsa estate l’Italia si è aggiudicata la Coppa del mondo nell’edizione tedesca del
derivanti dalle televisioni sugli ingaggi dei calciatori più rappresentativi provocando il mondiale per nazioni, a fine anno il capitano azzurro Fabio Cannavaro è stato insignito
peggioramento dei propri risultati gestionali. del doppio riconoscimento di Pallone d’Oro e Miglior Giocatore del 2006, non più tardi
La risoluzione del Parlamento europeo è da sottoscrivere soprattutto nei punti in cui di un mese e mezzo fa, il Milan si è laureato Campione d’Europa aggiudicandosi la
affronta il tema dei giovani calciatori, auspicando che gli stessi siano messi nelle Coppa dei Campioni.
condizioni di crescere e sviluppare la propria personalità all’interno dei club di Tutti riconoscimenti che non fanno altro che accrescere, se ancora ce ne fosse bisogno,
appartenenza, anche mediante forme di istruzione generale e una formazione non la popolarità del calcio nel nostro Paese, il quale neanche di fronte agli scandali di
esclusivamente legata all’attività sportiva. Calciopoli, agli incidenti di Catania, alla chiusura degli stadi e alla sconfitta della
Proprio ai giovani calciatori è stato dedicato l’ultimo paragrafo del lavoro. Chi scrive, candidatura azzurra nella corsa per organizzare i Campionati europei del 2012 ha
infatti, ritiene che i club calcistici puntando sui giovani abbiano la possibilità di mostrato segni di cedimento verso quello che oltre che un divertimento popolare è
raggiungere contemporaneamente sia il successo sportivo sia l’equilibrio di bilancio. diventato una e vera propria fede religiosa nazionale. Nel bene e nel male. Due facce
Investendo oggi sui campioni del futuro le società possono, infatti, da un lato potenziare della stessa medaglia, che alla fin fine rappresentano la perfetta metafora della vita.
le capacità tecnico-tattiche dei giovani e sperare in un loro prossimo fruttuoso Successi sportivi da un lato, rovesci etici, sociali, finanziari e politici dall’altro. Forse la
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bellezza del calcio è proprio questa; basta una vittoria sul campo e tutto quanto di brutto
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c’è stato prima cade nel dimenticatoio. Ma tutto si può dimenticare, tranne che una cosa:
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Dragoni G., All’Inter il primato del deficit: 181,5 milioni, in “Il Sole 24 Ore”, 10/01/07. Dragoni G., Per il Parma un utile di tre milioni, in “Il Sole 24 Ore”, 11/01/07.
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Dragoni G., All’Udinese cresce la paga dei giocatori ma si riduce la perdita, in “Il Sole 24 Dragoni G., Più rosso per la Juventus, in “Il Sole 24 Ore”, 12/08/06.
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Dragoni G., Il Tar: Moggi e Giraudo restino fuori dal calcio, in “Il Sole 24 Ore”, 23/08/06.
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Dragoni G., La Juve sceglie la via inglese: uno stadio nuovo e tutto suo, in “Il Sole 24 Ore”, Il Parma Fc a Ghirardi, in “Il Sole 24 Ore”, 25/01/07
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Dragoni G., La via obbligata è la ricapitalizzazione, in “Il Sole 24 Ore”, 13/05/06. Innocenti M., Ferenc Puskas, l’artista del pallone, in “Il Sole 24 Ore”, 18/11/06.
Dragoni G., Lazio e Roma agguantano l’utile, in “Il Sole 24 Ore”, 2/10/06.
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Dragoni G., Lazio, il Fisco rifà i conti, in “Il Sole 24 Ore”, 19/04/05. Lepido D. - Liguori M., Cannavaro interrogato dai Pm di Roma, in “Il Sole 24 Ore”, 4/06/06.
Dragoni G., Lazio, Lotito vuole rinvio dell’Opa, in “Il Sole 24 Ore”, 14/11/06. Lepido D., Il modello estero: tifosi nell’azionariato, in “Il Sole 24 Ore”, 14/05/06.
Dragoni G., Lazio, Lotito lancia un’Opa a 0,4 euro, in “Il Sole 24 Ore”, 3/12/06. Liguori M., Il Napoli perde 7 milioni ma incassa i diritti tv, in “Il Sole 24 Ore”, 3/02/06.
Dragoni G., Lazio, no al dissequestro delle azioni di Mezzaroma, in “Il Sole 24 Ore”, 12/12/06. Liguori M., Quando Cragnotti “recuperò” 17 milioni di crediti, in “Il Sole 24 Ore”, 23/05/06.
Dragoni G., Lazio, scattano gli arresti, in “Il Sole 24 Ore”, 14/10/06. Lo schiaffo di Cardiff, in “Il Sole 24 Ore”, 19/04/07.
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Dragoni G., L’Inter dei record scala la classifica dei ricavi, in “Il Sole 24 Ore”, 24/04/07. Ludovico M., Il calcio riparte senza tifosi, in “Il Sole 24 Ore”, 8/02/07.
Dragoni G., Messina scorpora il marchio e vince la maxi-plusvalenza, in “Il Sole 24 Ore”,
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Dragoni G., Mezza serie A fuori dall’Europa, in “Il Sole 24 Ore”, 28/04/05. Malan A., Club europei, conti più sani, in “Il Sole 24 Ore”, 2/06/06.
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Mastercard batte Visa: sarà sponsor della Fifa, in “Il Sole 24 Ore”, 8/12/06. Veronese L., La Serie A paga Calciopoli: ricavi in calo di 259 milioni, in “Il Sole 24 Ore”,
Maurino G., Consob, allarme sul calcio, in “Il Sole 24 Ore”, 12/10/06. 31/05/07.
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Mele M., I diritti televisivi vanno ricontrattati, in “Il Sole 24 Ore”, 12/07/06. Veronese L., Milan una rivincita da 65 milioni, in “Il Sole 24 Ore”, 22/05/07.
Mele M., Juve-Rai, scambio di archivi, in “Il Sole 24 Ore”, 26/01/06. Veronese L., Pancalli al vertice della Figc, in “Il Sole 24 Ore”, 21/09/06.
Mele M., Negoziazione collettiva sui diritti Tv, in “Il Sole 24 Ore”, 6/01/07. Veronese L., Stretta dell’Antitrust sul calcio, in “Il Sole 24 Ore”, 6/01/07.
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SITI INTERNET CONSULTATI [Link].
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RINGRAZIAMENTI
Giunto al termine del lavoro, vorrei esprimere il più sentito ringraziamento a coloro che
mi hanno accompagnato nella stesura di questa tesi.
Il prof. Mario Mazzoleni, che mi ha seguito nel corso dell’intero lavoro e che settimana
dopo settimana ha alimentato il mio entusiasmo nella ricerca dei dati e nella redazione
della tesi.
Il prof. Renato Camodeca, che ha curato la parte inerente gli aspetti contabili e di
bilancio e che è stato sempre disponibile nel fornirmi consigli per lo svolgimento della
ricerca e per la selezione delle fonti bibliografiche.
Il prof. Claudio Teodori, il quale mi ha guidato nella scelta del taglio economico-
aziendale da conferire alla tesi ed è stato sempre pronto nel rispondere alle mie
domande.
Il dott. Eugenio Pelizzari, direttore della Biblioteca della Facoltà di Economia
dell’Università di Brescia, che mi ha aiutato nel reperimento del materiale bibliografico
ed è stato gentilissimo nel soddisfare le mie svariate richieste.
Aniello Guzzo, per le innumerevoli discussioni sul calcio e per le chiacchierate
domenicali affrontate durante la visione de La Domenica Sportiva e di Controcampo.
Luca Barisani, per la consulenza informatica fornitami durante tutto il periodo
universitario.
Nicola Boni e Guido Breda, che pazientemente hanno letto la bozza finale del lavoro e
mi hanno segnalato errori di battitura che erano sfuggiti al mio occhio.
Don Roberto e Suor Maria Elisa, per l’appoggio spirituale fornitomi in questi anni e per
tutte le volte che mi hanno ricordato nelle loro preghiere.
I compagni di corso, gli amici dell’aula studio, i colleghi della newsletter, i miei
coinquilini e tutti coloro che mi sono stati accanto nel periodo universitario.
Infine, il ringraziamento più intenso a tutti i miei familiari, che non mi hanno mai fatto
mancare in questi anni il loro supporto materiale e spirituale. Soprattutto, grazie Papà e
grazie Mamma. Senza di voi questo lavoro non sarebbe nato, perché… non sarei nato
io.
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