La Rue - Purcell
La Rue - Purcell
Jan LaRue
Questa lettura corrisponde all'ultimo caoitolo di Guidelines for style analysìs (LaRue 1970,
pp.224-39): il libro che compendia il metodo di analisi stilistica elabórato daÍl'arrtor. [Link]ó
di un_a pluride_cennale carriera didattica presso varie università americane (cfr. i paragrafi 5 del
cap._III e 6 del cap. IV). Il maggior interesse del capitolo in questione sta nel fattó
-à[Link]
già dal suo titolo originale: Style analysis in full aciion [L'anillsi stilistica in piena azione]
[Link] è stato concepito come testo didascalico: come esempio,d'una possibileìpplcazione pratica - che
delle nozioni e delle tecniche analitiche illustrate nei capitoli precàenti.
Qui',^peralro, f ,;;h;
la,.maggiore difficoltà per chi non-conosca queicapitoli e s'imbatta, n.l àrro di questo, nella
"lista di controllo" in cui LaRue dispiega tuito il sùo armamentario Íessicale: oltre un centinaio
di iei-nrini tecnici, alcuni dei quali dà Ìui coniati a proprio uso e consumo. Tuttavia è sembrato
opportuno non appesantire- la presente traduzione con le decine di note a piè di pagina, che sa-
rebbero occorse per delucidare almeno i termini meno consueri. In primo luogo, intítti, ig,[Link]
di questa lettura è lo stesso delle altre: incoraggiare chi legge a risalire ul t.íto originale da c'ui
è tratta; e a tal fine è sembrato sufficiente tradurre il gergó di LaRue in modo da"renderlo, se
[Link], al;neno intuitivamente-comprensihile. Iniecóndo luogo, i termini che egli
nell'analisi del primo movimento della Gotden Sonata (Ta "Sonata che la vedolva "tilíài
di pur-
cell pubblicò ne| 1697 come penultim a delle Ten sonata's in four parts) ^írru",
ricevono sufficienti lumi
sia dal contesto dell'analisi stessa, sia dalla illustrazione del
-.toio di LaRue fornita aruo 11,àgo
da [Link]. (Va ricordato, [Link] proposito, che tale illusrazione pr"[Link] A*n.-air.*pr"!.
con la "lista di controllo" menzionata piùsopra, in quanto tiene presenti, anziché l'ultimo, i
capitoli intermedi di Guidelines for style, analysl). A conti fatti, le loÉuzioni che [Link] risul-
tare eccessivamente ermetiche sono soltanto due: "fattori generatori di movimìnto" e ,,fattori
generatori di {orma". Ma ciò si spiega facilmente, visto che si ratra di due locuzioni .hiru.,
dietro, cui è sia [Link],ssa teoric; dèl metodo analitico di LaRue (<La musica è,rn processó
di sviluoPo formale che ha_Cue aspetti: le impressioni, per lo più effimere, .h. ttrduil"-o in
telyili di movimento, e I'effetto complessivo di rale movimentojche p.r-uné in noi come ,,senso
della forma" > [LaRue I97O', p. VIII]); sia il corollario che qualiiica tàle metodo ai fini di un'ana-
lisi stilistica k<Lo stile di una musica deriva dalle scelte e dai procedimenti con crri un autore
yilrpp, il movimento ela forma>>,libid., p. rx)); sia, infine, lo sbocco operativo esemplificato
dalla griglia SHMRG (chi non voglia [Link]'e_quivalente italiano qui proposto SAMRSf,
ossia: Sonorità-[Link]-sviluppo formale ricordi cie io spelling- d.i;".;;i-
-
mo inglese è SHMeRG). Scopo'di tale sbocco operativo, infatti, è proprio quetlo ji rendere si-
200 Analisi musicale
stematica la ricerca dei "fattori generatori di movimento". O come altro si voglia chiamare ciò
che LaRue non esita a definire, a un certo punto, (i1 mistero centrale della musica> (ibid., [Link]).
{ iil
mente. Sicché è più probabile che troviamo dei fattori d'articolazione fra i vari
aspetti della Sonorità e dell'[Link] da quest'ultima (che è poi
il fattore articolatorio pir) familiare), scopriamo che le cadenze più marcare,
basate sulla successione V-I in posizione fondamentale, si trovano allebatt. Il-12
e 16-17 . Il pezzo assumerebbe una forma tripartita, se il peso di queste due
articolazioni così nette si equivalesse. Ma ragioni diverse farrnò*sì che la caden-
za stlla dominante risulti la più decisiva. Eccole.
1. Con \a cadenza perfetta alle batt. 11-12 culmina una sezione relativa-
mente stabile nella tonalità della dominante. Quest'ultima è posta in ulteriore
rilievo da una vistosa discesa del basso, che anticipa e consolida I'approdo con-
clusivo in do maggiore, altalenando fra le triadi maggiori di do e di sol. Al con-
fronto, la modulazione in re minore, benché inaspettata e coloristicamente
efficace, scorre via rapidissimamente senza sot-tolineature di sorta. Essa non
fa in tempo a stabilizzarsi con il do diesis della batt. 17 , che il do naturale della
battuta seguente vira decisamente verso fa maggiore. Peraltro la bifocalità, ov-
vero I'estrema scorrevole zza con cui una tonalità minore trapassa nella relativa
maggiore, è una delle maggiori caratteristiche della concezione tonale barocca
(LaRue 1957).
2. La cadenza delle batt. 1,1.-1.2 ruppresenta lo spartiacque fra due diversi
tipi di assetto ritmico e contrappuntistilo. Mente siapprolsimano allacaden-
za 7e voci si coordinano in un movimento omoritmico di crome e semicrome
(le due voci superiori procedono alresì per terze parallele). Subito dopo la ca-
denza, invece, la viola da gamba riesuma I'energica figurazione iniziale, che
abbina una croma a due semicrome, conttapponendosi al più rilassato dialogo
dei due violini. Il trattamento delle voci è dunque nettamente diverso da quel-
1o precedentelacadenza in questione. Tanto diverso che, al confronto, il gra-
do di 4q!ità che precede e segue 7a cadenza in re minore appare sostanzialmente
immutato, benché coinvolga registri diversi. Così alle batt. 76-1.9la viola da
gamba è in continuo movimento, mentre la diversa articolazione che caratte-
úzzal'a\ffa cadenza è già evidente nella parte stessa della viola alle batt. 11,-1,2:
dove riscontriamo prima un rallentamento e poi un'accelerazione improvvisa
del ritmo esterno.
Es. 118
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I a[trF
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l'inizio, mentre quella del secondo violino persiste nel moto contrario (cfr. batt.
6 e 18). Così I'effetto complessivo è più quello di una [Link] licerq4 d! n11ovg
possibilità motiviche che non quello di un mutamento determinante per l'arti-
Elàzióne dèf pezzo.
Tirando le somme di queste impressioni: è la cadenza sulla dominante che
va considerata come il principale fattore articolatorio. E ciò orienta su uno schema
(
formale bipartito, le cui due sezioni presentano un certo numero di qade_nze
di minor péso, puntualmente convahdìte da un riassestamento dei moti"ì dàl- rl
I'inizio. A [Link] punto la forma della composizióne diventa improvvisamente
chiarissima:
Es. 119
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Analisi tnusicale
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[Link] 205
Va osservato che I
elaborando i segmenti e 2 per moto contrario, così
da ricavarne Ia e 2a
-
Purcell conferma anche in altro modo I'importanza del-
-
la cadenza centrale sulla dominante. Giacché dapprima egli rcalizza fra le due
sezioni del pezzo un parallelismq inequivocabile benché variato, poi riunifica
conclusivamente la seconda sezione alla prima elaborando (stavolta sqnza in-
versioni) il materiale del segmento 3 in 3a.
Una volta che il diverso peso dei fattor_i_di qticolazion-e ci ha chiarito la for-
ma complessiva di una composizione, abbiamò daN^nti noi zone ben definite
^
in cui cercare i fattori generatori di movimento. L'importante è aver presente
in ogni momento una gamma di possibilità abbastanza differcnziata, atta a sti-
molare le nostre capacità di osservazione. Una buona analisi implica un atteg-
giamento mentale tutt'altro che passivo, perché si tratta di ascoltare e osseîvare
attentamente, onde rendere sempre più circostanziatele nostre ipotesi sullo svi-
luppo formale di un pezzo. E ciò comporta la verific a,7a rcttifica,l'elimrnazio'
ne di una possibilità dopo l'altra. Quante pir) esperienze faremo, tanto più
consistente diventerà il nostro gruzzolo di ipotesi, essendo evidente che le ipo-
tesi adatte a Purcell entreranno nei dettagli diversamente da quelle applicabili
a uno Sravinskij. Inoltre ciascuno di noi reagisce pitì a certi elementi che ad
alri, per cui persone diverse elaboreranno ipotesi diverse perfino in rapporto
alla stessa composizione. (Non si dimentichi che, di fatto, un'analisi è un'ese-
cuzione musicale sui generis: mira a evidenziare il maggior numero di qualità
del pezzo analizzato). Cominciamo dunque a inserire nella nostra attrezzatura
la seguente lista di controllo:
Sonorità
Timbro: scelta, combinazíoni, entità dei contrasti negli strumenti e nelle voci.
Ambito, tessitura, distanza Îra Ie pati, effetti particolari, ricorso a idiomatismi,
modí d'attacco.
Particolarità e generalità dell'assetto sonoro: raddoppi, embricazioni o contrapposi-
zioni di elementi; scrittura omofonica, con cantus firmrs, contrappuntistica, po-
laúzzata (a più cori; melodia/basso continuo o 2 + I; melodia/accompagnamento;
solo/tutti).
Dinamiche: graduate, implicite nella stumentazione e nei registri; tipi
^terîazze,
e frequenza.
Armonia
Funzioni primarie: coloristiche e tensionali.
Concezione tonale: lineare e modale, vagante, bifocale, unificata, allargata, poli-
centrica, atonale, seriale (stili non-tonali e non-seriali andranno analizzati come
strutture di stabilità/instabilità variabile).
206 Analisi musicale
Rapporti fra i
movimenti, organizzazione tonale interna, percorsi modulatori.
Vocabolario degli agglomerati accordali (diretti, indiretti, remoti), alterazioni, dis-
sonanze, concatenamenti, funzioni tematiche, progressioni.
Ritmo armonico: degli accordi, delle inflessioni cadenzali, del percorso tonale.
Scambio di parti, conffappunto, imitazione, canone, figaffugato, stretti, aumenra-
zione/diminuzione.
Melodia
Ambito: escursione, tessitura, vocale/strumentale.
Movimento: per gradi congiunti, per gradi disgiunti, per salti, cromatico; propulsi-
vo/statico; articolato/uniforme; a picchi/livellato.
Profili melodici: ascendenti, discendenti, pianeggianti, a onda (seghettati, ondulati).
Nuova o preesistente: funzioni primarie (tematiche) e secondarie (cantus firrnus,
ostinato).
Nelle dimensioni grandi e medie: apici e avvallamenti.
(V. anche Suiluppo forrnale: opzioni per il proseguimento).
Rìtrno
Rítmo esterno: vocabolario e frequenza di valori di durata e di figurazioni modulari.
Gerarchia meffica: meffo (regolare, iregolare, additivo, eterometrico, sincopato,
emiolico); qgogica; ambito e unità modulari dell'attività ritmica (frazioni d'im-
pulsi, impulsi, motivi, semifrasi, frasi, periodi, raggruppamenti ulteriori).
Interazioni: ritmo dell'assetto sonoro, delle successioni armoniche, dei profili me-
lodici.
Modifiche dell'attività ritmica e loro articolazione: quantità e dislocazione di zone
tetiche, arsiche e intermedie.
Assetto ritmico complessivo: omoritmico, polimetrico, poliritmico; a densità variabile.
Suìluppo formale
Nelle grandi dimensioni: bilanciamento e correlazione di più movimenti relativa-
mente all'estensione, all'agogica, alla tonalità, all'assetto sonoro, al me1o, alla
dinamica, all'ambito dell'intensità espressiva.
Livelli di controllo formale: eterogeneità, omogeneità, diversificazione dei materia-
li, loro catattetizzazione funzionale.
Fattori generatori di forma:
Articolazione per modifica d'un qualsiasi elemento, pet anticipazione o sovrap-
posizione, per elisione, troncamento, stratificazione.
Opzioni per il proseguimento: iterazione, sviluppo, risposta, contrasto.
[Link] 207
Es. 120
DIMENSIONI
Media Piccola
Grande
FA
trl
F]
J
rrR
Sf
per riempire questa scheda possiamo procedere in due modi: (1) in senso orrz-
in tutte e tre le
;;;;b;AÉ É""tià.*"i" í".f."",.;'," della griglia SAMRS1 (2) in senso verti-
il;;;i;iiiiÀ, ài p"rrr.. elementi succes;ivi; oppure
"gti aspetti prima di esaminar-
;;il;ffi;,[Link]"aoi"a dimJnsione sotto tutti glirimàngaln bianco o risulti
ne un,a1ra. Accade;;;;;;che un riquadrà dimensione
difficile da riempire. it4;;iJ tij"ifi." semplicemente che
una certa
ro"o itilisticamente rilevanti pet 11 pezzo o il compo-
o un certo elemento
"o"
sitore che ci interessa. Di solito, tuttavi,a, nella maggioi
pu.t" dei riquadri fini-
;;; ;;;;;J;;i;. *'"'"^É"tm, tatotapiù di iYl,"'.', ry,':iiî" :t:)i::?'::.,
il [Link] approcclo qul
c;;,., .io.,ifica che. nonosrante la sua relativa genericità,
l;ii"iduu,J almeno una quindicina d i trarri
;;;:;;':;;,:;;.'i;h".;;;i molti scritti sulla musica capa-
írlili*t d;rit*ù. nt Àiorno d'oggi nonci annotazioni concrete'
sono
.i Ji llr"ire una tal -""s. di rilievi e di di coordinare le
Nel corso dei secoli moltissimi compositori hanno cercato
non sempre tali componenti sono st?l:
.o_po.r*ii dei rispeitivi stili, benché si ha a che fare con una muslca
i. ;t;;t" o hanno .ì..u,rto lo stesso peso' Se
scheda in senso ver-
i ."i f"r,"ri stilistici ,ono .[Link] nafi,[Link].a
m-eglio [Link] compilazione i1
ticale riflett".a if p....*. alrritrpbo formale
senso orizzontut."
p"rrriamo a drr" .o-poritori do'"tati di mirabili capacità,di
È pulmar. che lo studio
coordinamento stilisiiio;;*; Morur, e Beethoven. e a prospet'
a.Í. [Link]..urioni interne alla loro musica avvia auna comprensione elemento specifi-
tive ben diverse d" q;il. ;;;;it" Jutt'."[Link] di un
La musica classica è
co e dalla [Link].,-rri'Jn.-d"l ,.ro particolare itinerario. poterlo,rispec-
riuscita deve
essenzialmente una -G.u coordinata, e un'analisi
per contrast"^ti."*[Link] la musica di Debussy., al cui senso del movi-
chiare. timbrici che
déi contra'tti
mento spesso .o.,rrit,rì,." ó1Jif;."ni""te dosaggio po\artzzazioni
consimili
l,armonia, il ritmo f"^-.fàai^. Lìàove si veriftano
"
(con [Link]. [Link]-i"io di S, cgme nella musica
romantica' o di M' come
nella musica ele6ronica), I'ana-
nel1'antico.u.,to litrrr!ì;;;; ";.;;" di s, come
dirrensioni, bensì I'approccio
lisi più acconcia r"";";;i';.riiti l""taína1pet
[Link] 209
Gn^[Link] DTMENSToNT
La cadenza alla dominante 6att. 12) come rcalizzazione di una delle principali
tènsioni formali, nonché come definizione delle dimensioni approssimative
del pezzo. La possibilità che 1o Sviluppo formale si adegui a una forma bipar-
tita vaiata (forma delle più comuni, all'epoca di Purcell: vedi più sotto Sf)
induce ad aspettarsi un percorso pressoché simmetrico che porti a una con-
vincente iaÍÍetmazione della tonica.
A La cadenza in re minore (batt. t7) come tocco di colore armonico che ravviva
la seconda metà del pezzo (\a crescita del movimento armonico non è abba-
stanza orgarrizzata da essere intesa come ritmo del percorso tonale). Lungo
pedale conclusivo sul do, abbastanza enfatico da stabiTizzare la composizio-
ne. Considerando che esso si prolunga di due battute, oltre le dodici necessa-
rie a bilanciare la prima sezione, questo pedale è qualcosa di più che la chiusa
della seconda sezione.
Specularità degli apici melodici del violino I, che si spinge sul do5 prima alle
batt. I e 4, poi alle batt. 20,2I e 24. Ne deriva una simmetria su grande
M scala, per quanto imperfetta. Gli apici intermedi sul sol4 (batt. 8 e 9) e sul
si bemolle4 (batt. 1.3 e 16) precisano gli altri limiti dell'escursione melodica,
incrementando il movimento senza molto conffibuire al senso direzionale.
Relativa povertà del vocabolario delle figure ritmiche (compreso fra la minima
e la semicroma, con pochi valori puntati).
Graduale incremento dell'attività ritmica complessiva come antidoto alla stati-
R cità e uniformità del ritmo esterno. Tuttavia taTe crescendo motorio è percepi-
bile piuttosto nella dimensione media (all'interno delle due metà del pezzo
considerate in sé) che come intensificazione progressiva del pezzo nel suo
insieme.
[Link] 21.1
DrMeNsroNIr MEDIE
Estrema chiarificazione del fraseggio grazie allo scambio delle voci: v. I'as-
setto iniziale di queste, con il passaggio della figurazione "attivz." dalla viola
da gamba ai violini e viceversa2.
A A
A,/\ A
B/A\B
Lo stretto delle batt. 10-11 rimpiazza un più attivo assetto delle voci (1 + 1 + 1)
a quello delf inizio (l + 2).
Incremento graduale dell'attività ritmica esterna in ciascuna metà del pezzo'. cft.
labatt.1"(9 attacchi) con la batt. Il (22 attacchi), e la batt. 13 (15 attacchi)
con la batt. 20 (26 attacchi).
Impiego limitato della figurazione formata da una semiminima puntata e da una
R
..oinrr. La si trova sólo nei punti più cruciali: le tre cadenze perfette (batt.
12, 17 e 26) e l'apice raggiunto dàl1'attività ritmica alle batt. 20-21 (qt'; i1
violino II propone u.t -odulo ancora più conlastato, che abbina a due semi-
crome una semiminima legata).
La progressiva ampiezza del fraseggio in ciascuna metà del pezzo come confer-
Àu à.1 ...r...rti interesse conferitogli da alri fattori. Le battute conclusive
Sf sono anche quelle che contengono il "gesto" più ampio, gíacché scendono
dal do5 al fai, impiegano due battute a risalire maestosamente al do5 e infine
ridiscendono con pari ampiezz^ verso l'ultimo fa3.
Prccorn DIMENSIoNI
Conclusioni
Dai dettagli raccolti nelle schede precedenti la discussione sul primo movi-
mento della Golden Sonata di Purcell può prendere le mosse in maniete molte-
plici e a più livelli. Tuttavia è probabile che, per certi scopi, quei dettagli siano
effettivamente troppi. La difficoltà di tirare le somme da una cinquantina di
schede consimili, onde venire a capo di una cinquantina di movimenti di sona-
ta come il nostro, sono facilmente immaginabili. Ne consegue che, per confron-
tare quei cinquanta movimenti di sonata (o anche solo cinque), è necessario
isolare i tratti stilistici più rilevanti di ciascuno. Possiamo trovare due catego-
rie funzionali a questa selezione fra le rubriche, ormai familiari, dello Sailuppo
formale: Fattori generatori di forna e Fattori generatori di rnouirnento. A esse sarà
forse utile aggiungere una serie di annotazioni comparate che rubricheremo co-
me Conuenzioni e innouazioni. Vediamo ora come valerci di queste tre catego-
rie per filtrare i dati fin qui raccolti intorno alla composizione di Purcell.
2r4 Analisi musicale
lTitolo originale: Style analysis in full action, inJ. LaRue, Guideline^for style analysis,
N.r YorklW. W. irlorton & Co. 1970, pp.224')9; traduzione di Claudio Annibaldi
e Francesca Vacca.]