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Guida Autohydro

Il documento descrive come utilizzare il programma ModelMaker per inserire la geometria della carena di una nave. Vengono illustrate le procedure per definire le sezioni trasversali della carena tramite coordinate y-z e come generare la superficie complessiva della carena.

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Il documento descrive come utilizzare il programma ModelMaker per inserire la geometria della carena di una nave. Vengono illustrate le procedure per definire le sezioni trasversali della carena tramite coordinate y-z e come generare la superficie complessiva della carena.

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L’uso del programma AutoHydro per la realizzazione dei principali

calcoli navali.

DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA NAVALE


[Link]

1
Indice

1.0 ModelMaker ......................................................................................................................................... 3


1.1 Inserimento della carena ................................................................................................................... 3
1.2 Modifica della carena ....................................................................................................................... 4
1.3 Infittimento sezioni........................................................................................................................... 5
1.4 Inserimento spessore del fasciame.................................................................................................... 5
1.5 Definizione di Casse, Compartimenti ed Appendici di Carena ........................................................ 6
1.6 Creazione di casse complesse........................................................................................................... 9
1.6.1 Il caso delle appendici di carena .................................................................................................. 11
1.7 Creazione delle sovrastrutture ........................................................................................................ 12
1.7 Altri comandi di ModelMaker ........................................................................................................ 13
2.0 AutoHydro .......................................................................................................................................... 18
2.1 Editor .............................................................................................................................................. 18
2.2 Report ............................................................................................................................................. 18
2.3 Calcoli idrostatici............................................................................................................................ 18
2.3.1 Carene dritte ed inclinate ......................................................................................................... 18
2.3.2 Cross curve .............................................................................................................................. 19
2.3.3 Hull data................................................................................................................................... 19
2.4 Piano delle capacità - Tavola calibrazione casse ............................................................................ 20
2.5 Condizioni di carico........................................................................................................................ 20
2.5.1 Comando Weight ..................................................................................................................... 20
2.5.2 Comando Add.......................................................................................................................... 21
2.5.3 Comando Load......................................................................................................................... 21
2.5.4 Assegnare un’immersione e determinare equilibrio. I comandi Solve e Weight .................... 23
2.5.5 Il report della condizione di carico. Il comando Status ........................................................... 23
2.6 Calcoli per la robustezza longitudinale........................................................................................... 24
2.6.1 Definizione dei limiti del taglio e del momento con il comando Llimit ................................. 24
2.6.2 Definizione di posizione di calcolo con il comando BHD ...................................................... 24
2.6.3. Definizione delle ossature con il comando Frames ................................................................ 25
2.7 Calcoli stabilità allo stato integro ................................................................................................... 26
2.7.1 Definizione dei Fluid Point e dei Control Point ...................................................................... 26
2.7.2 Definizione dei criteri di stabilità (Comando Limit) ............................................................... 27
2.7.3 Calcolo del diagramma di stabilità con il comando RA .......................................................... 28
2.8 Stabilità in caso di falla................................................................................................................... 31

Premessa
In questa dispensa si illustrerà come utilizzare il programma Autohydro, prodotto dalla Autoship System
Corporation, per effettuare i calcoli idrostatici di una carena, determinare i diagrammi di stabilità di una
nave allo stato integro e in caso di falla, e ricavare le caratteristiche di sollecitazione dovuta ad una
condizione di carico.
I dati caratteristici della nave, come ad esempio la geometria della carena, delle sovrastrutture, la
compartimentazione, prima di essere forniti in ingresso al programma Autohydro, si devono elaborare o
con il programma Autoship, CAD navale sempre della Autoship System Corporation, o con il
programma ModelMaker, modellatore del programma Autohydro stesso.
In questa dispensa si illustreranno come utilizzare i programmi ModelMaker vers. 5.1.0 e AutoHydro
vers. 5.1.0, limitatamente per la realizzazione dei calcoli precedentemente definiti.

2
1.0 ModelMaker
1.1 Inserimento della carena
In questo paragrafo si illustrerà come inserire la carena con il programma ModelMaker (in seguito MM).
Tra le diverse si spiegherà come definire la geometria stilando un file di testo mediante l'editor del
programma MM. Avviato MM si selezioni dal menù a tendine CMD oppure si digiti Alt+C e si aprirà
un editor di testo. I menù Files ed Edit hanno le stesse opzioni di un normale editor di testo [i file di
testo dell’editor di MM hanno estensione *.CMD (CMD sta per COMMAND)], mentre il Menù Run
permetterà con una delle due opzioni di far elaborare quanto definito nel testo e visualizzarlo nella
finestra principale di MM.
Il listato di un tipico file per l'inserimento della carena è il seguente (si riporta in grassetto il contenuto
del file, in corsivo la spiegazione del comando):

clear per pulire la finestra e la memoria di MM


units mt si scelgono le unità di misura che verranno usate anche per i calcoli, in questo
caso metri per le lunghezze, tonnellate per i pesi

create hull.c questa stringa indica che si creerà la parte denominata "hull.c". L'estensione .c
sta per centrale, cioè l’elemento è simmetrico rispetto al piano diametrale

La carena deve essere inserita per ordinate, seguendo la sintassi (si ricorda che le misure sono in
metri):
locus @ x = 0 z0 y1 z1 y2 z2 .......yn zn 0 zn
in cui x è l'ascissa longitudinale della sezione trasversale da inserire. Per indicare che è a poppavia
dell'origine si userà suffisso a (a=after), ad esempio con 3a, si intende un’ordinata tre metri a poppavia
dall'origine, mentre se è a proravia dell’origine si userà il suffisso f (f=forward) ad esempio 3f, sta per
tre metri avanti l’origine. L'origine può essere posta dove si vuole, ad esempio a centro nave, sulla
perpendicolare addietro e così via, bisogna ricordare che tutti i calcoli faranno riferimento a tale
riferimento. Nota: nel testo non bisogna lasciare nessuno spazio tra l'ascissa x e il suffisso "a" o "f".
Le coppie di coordinate y e z vanno definite in sequenza solo per una metà nave partendo dal piano
diametrale in basso e finendo sul piano diametrale in alto. L'ultima coppia di coordinate deve avere
semilarghezza zero (cioè sul piano diametrale) e quota pari alla penultima quota inserita. In figura si
riportano due esempi relativi all'ordinata di una monocarena e un catamarano.

/ alla fine dell'ultima riga va inserito il simbolo della divisione.

3
Un esempio di listato su come si definisce una carena è il file [Link] che è disponibile nella
cartella degli esempi del programma AutoHydro:
clear
units mt

create hull.c
Locus @ 3.009a = 0 7.200 0.429 7.200 1.289 8.160 0 8.160
Locus @ 2.450a = 0 6.017 0.429 6.240 1.289 7.200 1.719 8.160 0 8.160
Locus @ 0 = 0 5.229 0.118 5.28 1.266 6.24 2.146 7.20 2.901 8.16 0 8.160
Locus @ 2.450f = 0 0 0.149 0.480 0.181 1.440 0.212 2.400 0.244 3.360 0.362 4.320 1.211 5.280 2.327 6.240 3.294 7.200 4.112 8.160 0 8.160
Locus @ 4.900f = 0 0 0.480 0.480 0.723 1.440 0.936 2.400 1.148 3.360 1.510 4.320 2.264 5.280 3.294 6.240 4.261 7.200 5.048 8.160 0 8.160
Locus @ 7.350f = 0 0 0.873 0.480 1.329 1.440 1.690 2.400 2.052 3.360 2.602 4.320 3.294 5.280 4.230 6.240 5.111 7.200 5.834 8.160 0 8.160
Locus @ 9.800f = 0 0 1.329 0.480 1.997 1.440 2.477 2.400 2.964 3.360 3.570 4.320 4.261 5.280 5.048 6.240 5.834 7.200 6.471 8.160 0 8.160
Locus @ 14.70f = 0 0 2.359 0.480 3.389 1.440 4.049 2.400 4.655 3.360 5.229 4.320 5.803 5.280 6.353 6.240 6.864 7.200 7.320 8.160 0 8.160
Locus @ 19.60f = 0 0 3.507 0.480 4.780 1.440 5.504 2.400 6.078 3.360 6.534 4.320 6.895 5.280 7.257 6.240 7.532 7.200 7.745 8.160 0 8.160
Locus @ 24.50f = 0 0 4.655 0.480 5.983 1.440 6.652 2.400 7.076 3.360 7.375 4.320 7.556 5.280 7.713 6.240 7.800 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 29.40f = 0 0 5.716 0.480 6.895 1.440 7.375 2.400 7.619 3.360 7.745 4.320 7.831 5.280 7.863 6.240 7.863 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 34.30f = 0 0 6.565 0.480 7.501 1.440 7.768 2.400 7.863 3.360 7.863 4.320 7.863 5.280 7.863 6.240 7.863 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 39.20f = 0 0 7.076 0.480 7.745 1.440 7.863 2.400 7.863 3.360 7.863 4.320 7.863 5.280 7.863 6.240 7.863 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 49.00f = 0 0 7.392 0.137 7.728 0.480 7.863 1.440 7.863 2.400 7.863 3.360 7.863 4.320 7.863 5.280 7.863 6.240 7.863 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 58.80f = 0 0 7.320 0.480 7.863 1.440 7.863 2.400 7.863 3.360 7.863 4.320 7.863 5.280 7.863 6.240 7.863 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 63.70f = 0 0 7.139 0.480 7.800 1.440 7.863 2.400 7.863 3.360 7.863 4.320 7.863 5.280 7.863 6.240 7.863 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 68.60f = 0 0 6.715 0.480 7.556 1.440 7.745 2.400 7.800 3.360 7.863 4.320 7.863 5.280 7.863 6.240 7.863 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 73.50f = 0 0 5.897 0.480 7.045 1.440 7.438 2.400 7.619 3.360 7.682 4.320 7.705 5.280 7.713 6.240 7.745 7.200 7.768 8.160 0 8.160
Locus @ 78.40f = 0 0 4.718 0.480 6.046 1.440 6.652 2.400 6.958 3.360 7.139 4.320 7.194 5.280 7.257 6.240 7.320 7.200 7.375 8.160 0 8.160
Locus @ 83.30f = 0 0 3.263 0.480 4.537 1.440 5.260 2.400 5.653 3.360 5.928 4.320 6.046 5.280 6.172 6.240 6.290 7.200 6.353 8.160 0 8.160
Locus @ 88.20f = 0 0 1.573 0.480 2.720 1.440 3.420 2.400 3.868 3.360 4.144 4.320 4.293 5.280 4.411 6.240 4.537 7.200 4.655 8.160 0 8.160
Locus @ 90.65f = 0 0.2055 0.755 0.480 1.816 1.440 2.422 2.400 2.838 3.360 3.082 4.320 3.263 5.280 3.420 6.240 3.570 7.200 3.688 8.160 0 8.160
Locus @ 93.10f = 0 0.753 0.849 1.440 1.392 2.400 1.753 3.360 1.997 4.320 2.178 5.280 2.296 6.240 2.445 7.200 2.602 8.160 0 8.160
Locus @ 95.55f = 0 1.712 0.393 2.400 0.700 3.360 0.904 4.320 1.061 5.280 1.179 6.240 1.329 7.200 1.510 8.160 0 8.160
Locus @ 98.00f = 0 5.891 0.061 6.240 0.181 7.200 0.632 8.160 0 8.160
/

Per stilare questo file, non è necessario utilizzare l’editor di MM, ma si può realizzarlo con qualsiasi
editor, come ad esempio “Notebook” di Windows, per poi copiarne il contenuto con un COPIA ed
INCOLLA nell’editor di MM.
Terminata la stesura, si scelga dal menù Run il comando forefront o backstage, o si prema il tasto F5 e
MM disegnerà le ordinate della carena nella finestra principale di MM.
A questo punto si può creare il Geometry File (*.GF) della carena scegliendo dal menù File di MM il
comando Save as. I file nel formato GF sono sia i file d’ingresso del programma AutoHydro, oppure
possono essere richiamati in file .CMD con il comando READ seguito dal nome del file o
preferibilmente dall’intero percorso sul computer (path).

1.2 Modifica della carena


Dal menù View si possono scegliere le seguenti visualizzazioni:
Body Vista trasversale;
Plan Vista orizzontale, però della sola linea d’acqua più alta;
Profile Vista del profilo;
Iso Vista prospettica.
Agendo sulle barre ai lati della finestra di visualizzazione si può ruotare la carena a piacimento.

Sempre dal menù View si può scegliere di visualizzare:


Part l’intero elemento di nave, ad esempio la carena;
Section una singola sezione.

A sinistra della finestra di visualizzazione della carena, è riportata in alto la colonna dei punti
dell’ordinata selezionata, la coppia di coordinate in verde individuano il punto contrassegnato da una
croce sullo schermo. E’ possibile muoversi lungo una sezione sia cliccando sui punti con il mouse, sia
utilizzando i tasti “Prev.” e “Next”. Per modificare le coordinate di un punto si può sia sovrascrivere le
coordinate del punto in questione nella colonna di sinistra, sia spostando il punto con il mouse
(tenendone premuto il tasto sinistro). Nell’ultimo caso bisogna verificare che il valore indicato nel

4
riquadro Snap sia adeguato allo spostamento che si vuole realizzare, ad esempio uno Snap pari 0.001,
permette di realizzare spostamenti di un millimetro.

I tasti sottostanti “Fwd” e “Aft” permettono di spostarsi dalla sezione selezionata a quella a proravia o a
poppavia rispettivamente.

Le modifiche effettuate alle ordinate possono essere salvate nel file GF, ma non vengono registrate dal
file CMD. Si consiglia di prendere nota delle modifiche e di correggere manualmente il file CMD, al
fine di avere la carena esatta in entrambi i formati.

Un’altra modifica della carena può riguardare l’aggiunta o la sottrazione di volumi relativi alle
appendici. A tale riguardo si rimanda ai paragrafi successivi.

1.3 Infittimento sezioni


MM permette di creare sezioni ausiliari, interpolando tra quelle definite nel file di testo, specificando la
distanza minima tra le ordinate. Il comando è Spacing d in cui d è la distanza in metri tra le ordinate, ad
esempio “Spacing 2” indica che si vuole infittire le ossature ponendole ogni due metri. Tale riga va
inserita subito dopo il comando Create, ad esempio nel caso precedentemente considerato si può
inserire tale comando in questo modo:
clear
units mt

create hull.c
Spacing 3
Locus @ 3.009a = 0 7.200 0.429 7.200 1.289 8.160 0 8.160
Locus @ 2.450a = 0 6.017 0.429 6.240 1.289 7.200 1.719 8.160 0 8.160
In questo caso si vuole che sia presente una sezione ogni tre metri, oltre quelle definite.
Nota: Per default MM considera la distanza minima tra le ordinate pari a 1/25 della LOA.
Non bisogna esagerare con l’infittimento, altrimenti MM non riuscirà a creare tutte le ordinate richieste.

1.4 Inserimento spessore del fasciame


Per definire lo spessore del fasciame, nel caso in cui si debba considerare il suo contributo nei calcoli, si
utilizza il comando Shell.
Nel caso si voglia inserire uno spessore costante su tutta la superficie della carena la sintassi è:
Shell s in cui s è lo spessore (in metri) da introdurre su tutti i lati della carena (fondo, fianchi, ponte), ad
esempio
Shell 0.02 per indicare uno spessore di 2 cm.
Per specificare lo spessore nelle diverse parti si userà questa sintassi:
Shell fondo, fianchi, ponte, ad esempio Shell 0.05, .02, .01 imporrà uno spessore di 5 cm sul fondo, 2
cm sul fianco e 1 cm sul ponte.
Tale comando può essere inserito in un comando Create o in un Modify, in quest’ultimo caso bisognerà
considerare le seguenti righe di comando:
Modify hull.c
Shell 0.05, 0.02, 0.01
/
Da porre a seguito della porzione Create hull.c
NOTA
Andando a visionare le sezioni della carena si osserverà che essere sono state modificare per tener conto
dello spessore, ad esempio saranno tutte elevate della quota dello spessore del fondo. Questo potrebbe
indurre qualche problema nella definizione della compartimentazione e delle casse, pertanto questa
operazione conviene effettuarla solo come ultima operazione nella definizione della nave, prima di
passare ai calcoli di Autohydro.

5
Volendo raccogliere in un unico file CMD tutto quanto fin qui visto, esso avrebbe il seguente aspetto:
clear
units mt

create hull.c
Spacing 1
Locus @ 3.009a = 0 7.200 0.429 7.200 1.289 8.160 0 8.160
Locus @ 2.450a = 0 6.017 0.429 6.240 1.289 7.200 1.719 8.160 0 8.160
Locus @ 0 = 0 5.229 0.118 5.28 1.266 6.24 2.146 7.20 2.901 8.16 0 8.160
Locus @ 2.450f = 0 0 0.149 0.480 0.181 1.440 0.212 2.400 0.244 3.360 0.362 4.320 1.211 5.280 2.327 6.240 3.294 7.200 4.112 8.160 0 8.160
Locus @ 4.900f = 0 0 0.480 0.480 0.723 1.440 0.936 2.400 1.148 3.360 1.510 4.320 2.264 5.280 3.294 6.240 4.261 7.200 5.048 8.160 0 8.160
Locus @ 7.350f = 0 0 0.873 0.480 1.329 1.440 1.690 2.400 2.052 3.360 2.602 4.320 3.294 5.280 4.230 6.240 5.111 7.200 5.834 8.160 0 8.160
Locus @ 9.800f = 0 0 1.329 0.480 1.997 1.440 2.477 2.400 2.964 3.360 3.570 4.320 4.261 5.280 5.048 6.240 5.834 7.200 6.471 8.160 0 8.160
Locus @ 14.70f = 0 0 2.359 0.480 3.389 1.440 4.049 2.400 4.655 3.360 5.229 4.320 5.803 5.280 6.353 6.240 6.864 7.200 7.320 8.160 0 8.160
Locus @ 19.60f = 0 0 3.507 0.480 4.780 1.440 5.504 2.400 6.078 3.360 6.534 4.320 6.895 5.280 7.257 6.240 7.532 7.200 7.745 8.160 0 8.160
Locus @ 24.50f = 0 0 4.655 0.480 5.983 1.440 6.652 2.400 7.076 3.360 7.375 4.320 7.556 5.280 7.713 6.240 7.800 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 29.40f = 0 0 5.716 0.480 6.895 1.440 7.375 2.400 7.619 3.360 7.745 4.320 7.831 5.280 7.863 6.240 7.863 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 34.30f = 0 0 6.565 0.480 7.501 1.440 7.768 2.400 7.863 3.360 7.863 4.320 7.863 5.280 7.863 6.240 7.863 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 39.20f = 0 0 7.076 0.480 7.745 1.440 7.863 2.400 7.863 3.360 7.863 4.320 7.863 5.280 7.863 6.240 7.863 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 49.00f = 0 0 7.392 0.137 7.728 0.480 7.863 1.440 7.863 2.400 7.863 3.360 7.863 4.320 7.863 5.280 7.863 6.240 7.863 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 58.80f = 0 0 7.320 0.480 7.863 1.440 7.863 2.400 7.863 3.360 7.863 4.320 7.863 5.280 7.863 6.240 7.863 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 63.70f = 0 0 7.139 0.480 7.800 1.440 7.863 2.400 7.863 3.360 7.863 4.320 7.863 5.280 7.863 6.240 7.863 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 68.60f = 0 0 6.715 0.480 7.556 1.440 7.745 2.400 7.800 3.360 7.863 4.320 7.863 5.280 7.863 6.240 7.863 7.200 7.863 8.160 0 8.160
Locus @ 73.50f = 0 0 5.897 0.480 7.045 1.440 7.438 2.400 7.619 3.360 7.682 4.320 7.705 5.280 7.713 6.240 7.745 7.200 7.768 8.160 0 8.160
Locus @ 78.40f = 0 0 4.718 0.480 6.046 1.440 6.652 2.400 6.958 3.360 7.139 4.320 7.194 5.280 7.257 6.240 7.320 7.200 7.375 8.160 0 8.160
Locus @ 83.30f = 0 0 3.263 0.480 4.537 1.440 5.260 2.400 5.653 3.360 5.928 4.320 6.046 5.280 6.172 6.240 6.290 7.200 6.353 8.160 0 8.160
Locus @ 88.20f = 0 0 1.573 0.480 2.720 1.440 3.420 2.400 3.868 3.360 4.144 4.320 4.293 5.280 4.411 6.240 4.537 7.200 4.655 8.160 0 8.160
Locus @ 90.65f = 0 0.2055 0.755 0.480 1.816 1.440 2.422 2.400 2.838 3.360 3.082 4.320 3.263 5.280 3.420 6.240 3.570 7.200 3.688 8.160 0 8.160
Locus @ 93.10f = 0 0.753 0.849 1.440 1.392 2.400 1.753 3.360 1.997 4.320 2.178 5.280 2.296 6.240 2.445 7.200 2.602 8.160 0 8.160
Locus @ 95.55f = 0 1.712 0.393 2.400 0.700 3.360 0.904 4.320 1.061 5.280 1.179 6.240 1.329 7.200 1.510 8.160 0 8.160
Locus @ 98.00f = 0 5.891 0.061 6.240 0.181 7.200 0.632 8.160 0 8.160
/
Modify hull.c
Shell 0.05, 0.02, 0.01
/

1.5 Definizione di Casse, Compartimenti ed Appendici di Carena


In questo paragrafo e nel prossimo si vedrà come definire le geometrie di casse, compartimenti e
appendici di carena. Queste ultime dovranno essere aggiunte alla carena (ad esempio il timone) o
sottratte (ad esempio tunnel dell’elica direzionale) prima di inserire le casse, sebbene in questa dispensa
per ragioni di chiarezza le procedure per inserimento delle appendici saranno esplicitamente trattate al
termine di questi paragrafi.

Per definire una cassa si utilizza il comando Create.


La posizione di una cassa può essere centrale, cioè a cavallo del piano diametrale, o su un lato. Essa va
specificata con un suffisso dopo il nome, come segue:
Create cassa.c l’estensione .c indica che la cassa è simmetrica rispetto al piano diametrale (c =
central),
Create cassa.s l’estensione .s indica che la cassa è interamente a destra della nave (s = starboard),
Create cassa.p l’estensione .p indica che la cassa è per intero a sinistra della nave (p = portboard).
Il comando Create deve concludersi con un segno di diviso “/”.

Per assegnare un carico ad una cassa si utilizzare il comando Contents nome densità, ad esempio
Contents Nafta 0.850, vuol dire che la cassa contiene “Nafta” la cui densità è 0.850 t/m3.
Esistono tipi di liquidi predefiniti con assegnate densità:
Descrizione Densità t/m3 Abbreviazione
DIESEL OIL 0.870 DO
FUEL OIL 0.870 FO
GASOLINE 0.740 GAS

6
HYDR OIL 0.924 HO
KEROSENE 0.812 KER
LUBE OIL 0.924 LO
SALT WATER 1.025 SW
FRESH WATER 1.000 FW
SEWAGE 1.025 SEW
Ad esempio Contents sw, assegna acqua di mare come contenuto della cassa. Per default in assenza di
indicazioni, la cassa sarà caricata con acqua di mare.

Per definire la permeabilità, ovvero la percentuale di volume di una cassa destinata al carico, si utilizza
il comando:
Permeability n, in cui n è un numero compreso tra 0 e 1.0; per default MM assegna un valore pari a
0.985.

Per definire la geometria di una cassa si può utilizzare il comando Locus, indicando le coordinate dei
punti lungo diverse ordinate, come definito in precedenza,
Oppure con i seguenti comandi:

ƒ Ends X1, X2 per assegnare la posizione longitudinale delle paratie trasversali. X1 è la paratia
prodiera, mentre X2 è la paratia poppiera, esempio Ends 5.2f, 3.2f oppure Ends 2.4a, 3.7a
ƒ Top Z per indicare la quota del cielo della cassa, in metri, ad esempio, Top 5 significa che la
quota del cielo è a 5 m dalla linea di base;
Nel caso in cui il cielo sia longitudinalmente inclinato si può utilizzare la seguente sintassi:
Top Z1@X1, Z2@X2 in cui si definiscono due quote in due differenti ascisse longitudinali,
esempio Top 3 @ 2.5f, 3.5 @ 3a, quota di tre metri all’ascissa a 2.5m a proravia dell’origine e
quota di 3.5 m all’ascissa a 3 m a poppavia dell’origine;
ƒ Bottom Z per indicare la quota del fondo della cassa, in metri, nel caso in cui il fondo sia
inclinato longitudinalmente si scriverà Bottom Z1@X1, Z2@X2;
ƒ Inboard Y per indicare la distanza trasversale in metri dal piano diametrale della paratia
longitudinale interna della cassa, nel caso in cui questa sia completamente da un lato della nave.
Nel caso in cui la cassa sia a cavallo del piano diametrale tale comando non va inserito. Esempio
Inboard 1.5, significa che tale paratia è a 1.5 m da piano diametrale, la posizione destra o
sinistra è già definita nel suffisso .s o .p del nome della cassa nel comando Create. Anche il
comando Inboard prevede la possibilità di definire una paratia che abbia differenti distanze dal
centro nave, con la seguente sintassi: Inboard Y1@X1, Y2@X2 ad esempio Inboard 2.7 @ 2a,
3.5 @ 3f.
ƒ Outboard Y per indicare la distanza trasversale in metri dal piano diametrale della paratia
longitudinale esterna della cassa. Nel caso in cui la cassa sia a cavallo del piano diametrale tale
comando indicherà la delimitazione trasversale. Esempio Outboard 3.5, significa che tale
paratia è a 3.5 m da piano diametrale. Anche il comando Outboard prevede la possibilità di

7
definire una paratia che abbia differenti distanze dal centro nave, con la seguente sintassi:
Outboard Y1@X1, Y2@X2 ad esempio Outboard 2.7 @ 2a, 3.5 @ 3f.
ƒ Fit hull comanda al programma di estendere la cassa alla carena. In questo caso i lati che
andranno a scafo non dovranno essere specificati, oppure si può indicare un’estensione che li
faccia fuoriuscire dalla carena, in questo caso il comando taglierà la porzione della cassa in
eccesso. Il comando permette di delimitare una cassa anche ponendola all’interno di un’altra
cassa, in questo caso la sintassi è Fit nome_cassa. Nel caso in cui la delimitazione sia
dall’esterno, cioè la cassa non è inclusa, ma si appoggia alla prima dall’esterno il comando Fit ha
la seguente sintassi Fit (external) nome_cassa.
MM permette inoltre di definire la posizione del tubo sonda con il comando:
Tube = X1, Y1, Z1,…Xn, Yn, Zn in cui le prime tre coordinate sono quelle del punto sul fondo della
cassa, mente l’ennesimo è il punto sul cielo. Si possono utilizzare fino ad un massimo di 18 punti, anche
se in genere i tubi sonda dovrebbero essere rettilinei.
Si riportano alcuni esempi di casse tratte dal [Link]

Nota: Questi listati possono essere inclusi nel file .CMD a seguire la geometria della carena, oppure in
un file .CMD separato, in questo caso in cima bisogna richiamare il file .GF in cui è presente la carena
con il comando READ, al quale deve seguire o il del nome file se i due file sono nella stessa cartella, o
l’intero percorso dove è registrato.
Ad esempio
Read C:\Documenti\Carene\Arca_di_Noè.gf

create void4.p
ends 21.41f,18.36f
contents sw
spacing .5
permeability 0.95
top 4.22
bottom 1.25
inboard 3
out 7
fit hull
/

create void2.p
contents sw
permeability 0.95
ends 2.38a, 18.85a
top 6.05
bottom 4.22
inboard 5.53
fit hull
/

create fwingtk.p
contents sw
permeability = 0.95
ends 9.82f, 2.38a
top = 6.10
bottom = 4.22
inboard = 5.53

8
outboard = 7
fit hull
tube 9,-5.6,6.05, 9,-5.6,4.2
/

create temp.c
locus @ 35f = 0,2 6,2 11,9 11,14 8,17 0,17
locus @ 60f = 0,2 11,2 11,2 11,14 8,17 0,17
locus @ 135f = 0,2 11,2 11,2 11,14 8,17 0,17
locus @ 150f = 0,2 7,2 9,5 9,16 8,17 0,17
locus @ 165f 0,2 2,2 4,5 4,17 4,17 0,17
/

create H2.C
contents Cargo .85
ends 144.5f 124f
top 18
bottom 0
outboard 13
fit temp
/

create WB1.P
contents Ballast 1.025
ends 165f 144.5f
top 17
bottom -1
inboard 1
outboard 14
fit hull
fit (ext) temp
/

1.6 Creazione di casse complesse


Non sempre però le casse di una nave sono dei parallelepipedi, e in questi casi le istruzioni appena
definite non sono sufficienti. Per questi casi MM presenta altri due importanti comandi che sono Join e
Deduct, che si passeranno in rassegna.
Il programma definisce Part, le porzioni primarie della nave, come ad esempio la carena o una cassa;
definisce Component invece un elemento che costituisce una porzione di un elemento Part. Il comando
Join permette di unire, realizzandone un unico corpo, un elemento Component alla relativa Part. Una
volta unito, l’elemento Component viene automaticamente eliminato.
Un esempio può chiarire questo comando:

create cargo.c
contents sw
permeability = 0.7
ends = 15.31f, 18.85a
outboard = 5.53
bottom = 1.25
top = 6.5

9
fit hull
component aft.c
ends 21.41f,15.31f
outboard = 3
bottom = 1.25
top = 6.5
fit hull
join cargo.c
component afttop.c
ends 21.41f,15.31f
inboard 3
outboard 5.53
bottom 4.22
top = 6.5
fit hull
join cargo.c
/

L’elemento principale è “cargo.c”, mentre le due porzioni secondarie o “component”, “aft.c” e


“afttop.c” sono unite al primo per creare la cassa “cargo.c” costituita dalla loro unione. Come si può
vedere per definire le componenti non si usa il comando Create ma il comando Component. Per
definire ciascuna porzione si utilizzano i comandi precedentemente visti. Si osserva che la definizione
della permeabilità e del contenuto si effettua solo per l’elemento primario Part, in quanto queste si
estendono anche alle porzioni secondarie.

Un altro comando che può essere utilizzato è Deduct con il quale si può detrarre ad una cassa il volume
di un’altra. Un esempio permetterà di chiarire questo comando.

create HFO.P
contents HFO .9
ends 35f 21f
top 17
bottom 8
inboard 8
outboard 14
fit hull
/

create HFO.S
contents HFO .9
ends 35f 23f
top 17
bottom 0
inboard 8
outboard 14
fit hull
/

create DO.P
contents DO
ends 21f 19f

10
top 17
bottom 8
inboard 8
outboard 14
fit hull
/

create FW.S
contents FW
ends 23f 20f
top 17
bottom 0
inboard 8
outboard 14
fit hull
/

create ER.C
ends 35f 8f
top 17
bottom -1
outboard 14
fit hull
deduct HFO.P
deduct HFO.S
deduct DO.P
deduct FW.S
/

In questo caso al volume del locale ER, viene sottratto il volume delle casse che sono al suo interno, per
intero o in parte.

1.6.1 Il caso delle appendici di carena


Si vede come aggiungere appendici o sottrarne il volume alla carena, mediante due esempi.
Si consideri il caso in cui si voglia aggiungere un timone.

create hull\rudder.c
ends 37a,40a
top 2.75@37,4@40
bottom .5
outboard .25
/

In questo caso l’elemento rudder (timone) è un “component” della carena.

Si vede ora il caso della sottrazione del volume del tunnel dell’elica direzionale.
In questo caso si utilizzerà il comando Cylinder

CYLINDER (n) X1,Y1,Z1,X2,Y2,Z2,D1,D2

11
Questo comando permette di definire un cilindro. Il parametro n, opzionale, definisce il numero di
segmenti con cui saranno approssimate le basi del cilindro. Per default il numero di vertici sarà 16, ma si
può inserire al massimo n = 250. A seguire si forniranno i centri delle due basi e i diametri che esse
avranno. Pertanto con questo comando si posso creare cilindri o tronchi di cono.

Create tunnel.c
Cylinder (20) 90f,5,1.5,90f,-5,1.5,0.5,0.5
/
modify hull.c
deduct tunnel.c
/
delete tunnel.c
/

1.7 Creazione delle sovrastrutture


Per realizzare in maniera automatica il criterio meteorologico, MM permette di definire le
sovrastrutture. Anche in questo caso si utilizzano le stesse procedure e comandi visti per la creazione
delle casse. Unica sostanziale differenza è la riga di comando Class sail da inserire sotto comando
Create, per indicare che l’elemento è una “vela”. Ecco due esempi di sovrastruttura:

create crane.c
class sail
ends 20a, 22a
top 8.6
bottom 6
outboard 1.25
fit(external)hull
component mast.c
cyl(8) 21a,0,8.5, 21a,0,22.5,1
fit crane.c
component boom.c
locus@-20=0,8.6,.25,8.6,.25,8.85,0,8.85
locus@-18=0,20.5,.25,20.5,.25,21,0,21
fit mast.c
component wire.c
locus@-20.5=0,22.5,.01,22.5,.01,22.51,0,22.51
locus@-18.0=0,20.5,.01,20.5,.01,20.51,0,20.51
fit(external)mast.c
fit(external)boom.c
/
create house.c
class sail
ends 21.41a, 38a
top 8.5
bottom 6
outboard 4.5
fit (external) hull
component house1.c
ends 21.41a, 29a
top 11.5

12
bottom 8.25
outboard 3
join house.c
component house2.c
ends 19.5a, 26a
bot 11.25
top 14
out 3
join house.c
component house3.c
ends 21.41a, 25a
bot 11.75
top 13
out 7
join house.c
component house4.c
locus@22.82=3,8.5,5,11.77,4.5,11.77,3,9.25
locus@23.57=3,8.5,5,11.77,4.5,11.77,3,9.25
fit(external)house.c
component house5.c
ends 31.5a, 36a
top 10.5
bot 8.45
out 2
fit(external)house.c
component house6.c
locus@32.5=0,10.5,1,10.5,1,10.51,0,10.51
locus@33.0=0,10.5,1,10.5,.75,15.5,0,15.5
locus@33.75=0,10.5,1,10.5,.75,15.5,0,15.5
locus@34.5=0,10.5,1,10.5,.75,15.5,0,15.5
locus@35=0,10.5,1,10.5,1,10.51,0,10.51
fit(external)house.c
/

1.7 Altri comandi di ModelMaker


Si elencano tutti i comandi di MM. A seguire si riportano spiegazioni relative ai comandi non trattati fin
qui. Per maggiori spiegazioni si rimanda all’help del programma.
COMMANDS

B:
Bottom
C:
Camber
Class
Clear
Component
Comment
Contents
Create
Crtpt
Cylinder
D:
Deduct

13
E:
Effect
Ends
Extents
Extrude
F:
Fit
I:
Inboard
J:
Join
L:
Locus
LOA
M:
Margin
Modify
O:
Opposite
Outboard
P:
Permeability
Q:
Quit
R:
Read
Reverse
S:
Scale
Shell
Shift
Sphere
Space
Surfrot
Stations
T:
Title
Top
Tube
U:
Units
V:
Vector
W:
Water
WOA
Write

CAMBER (tipo) c1 @ X1 , c2 @ L2 , ... cn @ Xn

Permette di definire la curvatura del ponte in differenti posizioni longitudinali. Il “Tipo” può essere REGULAR (?),
CIRCULAR (arco di circonferenza), PARABOLIC (parabolico) o STRAIGHT (rettilineo). (Se non specificato, si considera
per default REGULAR) Qualsiasi curvatura preesistente tra X1 and Xn sarà sostituito dal nuovo valore. Il valore della
curvatura varia linearmente se il valore di iesimo di c cambia. Se un solo valore del parametro c è dato esso sarà applicato
all’intera lunghezza della struttura. I valori di c sono relativi alla massima larghezza del ponte. Il comando CAMBER è un
sottocomando di CREATE, MODIFY.

COMMENT stringa

Permette di inserire un commento all’inizio del GEOMETRY FILE.

CRTPT(n) = descrizione, x, y, z

14
Definisce un Critical Point (Punto critico) della nave. Si possono inserire fino a 9 punti critici, quindi (n) può andare da (1) a
(9). La descrizione può essere al massimo di 25 caratteri e a seguire si forniranno le coordinate del punto.

CYLINDER (n) X1,Y1,Z1,X2,Y2,Z2,D1,D2

Questo comando permette di definire un cilindro. Il parametro n, opzionale, definisce il numero di segmenti con cui saranno
approssimate le basi del cilindro. Per default il numero di vertici sarà 16, ma si può inserire al massimo n = 250. A seguire si
forniranno i centri delle due basi e i diametri che esse avranno. Pertanto con questo comando si posso creare cilindri o tronchi
di cono.

Il comando "EXTENTS" permette di fissare dei valori dei comandi "TOP", "BOTTOM", "INBOARD", "OUTBOARD" and
"ENDS". La sintassi è la seguente:

EXTENTS Xminimo, Yminimo, Zminimo, Xmassimo, Ymassimo, Zmassimo

MM utilizzerà tali valori se essi non vengono definiti in un comando create. Nell’esempio seguente si crea una cassa
parallelepipedica che ha il cielo a 2 metri dal fondo e la paratia longitudinale esterna a 5 metri. I comandi ends e bottom
ridefiniscono i valori del comando extents.

Extents 0,0,0,20a,5s,2

Create boxtank
ends 0,10
bottom 2
/

EXTRUDE x_inizio,x_fine,y1,z1,y2,z2...yn,zn

Questo comando permette di realizzare l’estrusione di una curva trasversale definita dai punti y1,z1,y2,z2...yn,zn, dall’ascissa
iniziale x_inizio a quella finale x_fine.

LOA

Permette di definire la lunghezza fuori tutto della nave. Questo definisce il massimo intervallo di ossatura pari a 1/25 della
LOA.

MARGIN fwd, mid, aft

Permette di definire la linea limite, indicando le distanze al di sotto del bordo del ponte avanti (forward), nel mezzo (middle)
e addietro aft. MM memorizza i valori della linea limite per i calcoli in AutoHydro e definisce il bordo del ponte.

OPPOSITE nome elemento

Questo comando genera un nuovo elemento simmetrico (Part ed eventuali Component che lo costituiscono) ad uno
precedentemente creato. Questo comando va utilizzato dopo un comando Create.

Esempio di utilizzo
create awingtk.p
contents sw
permeability = 0.95
ends 9.82a,21.41a
top = 6.10
bottom = 4.22
inboard = 5.53
outboard 7
fit hull
tube 15.6,-5.75,4.22,15.6,-5.75,6.1
/

create awingtk.s
opposite awingtk.p

15
tube 15.6,5.75,4.22,15.6,5.75,6.1
/

QUIT

Questo comando ferma l’esecuzione di un run nel punto in cui è inserito.

READ filename

Questo comando posto all’inizio di un file CMD, permette di far leggere al programma durante un RUN il file indicato. (Va
inserito l’intero percorso del file). Ad esempio si può richiamare il file GF della carena nel file CMD che contiene la
compartimentazione.

REVERSE
L’intera nave viene rovesciata la poppa diventa la prua, la dritta la sinistra e viceversa.

SCALE l,t,v

Permette di scalare la nave creando modelli in affinità o similitudine. Tutte le distanze longitudinali, trasversali e verticali
vengono moltiplicate dai fattori l, t, v rispettivamente. I suddetti fattori devono essere maggiori di uno.

SHIFT l,t,v

Questo comando permette di spostare l’origine, infatti esso trasla tutte le coordinate di una quantità pari ai fattori l, t, v

SPHERE (n) X1,Y1,Z1,D1

Permette di creare una sfera il cui centro ha le coordinate X1,Y1,Z1 e diametro D1. Il parametro n tra parentesi tonde indica
il grado di precisione con cui si vogliono realizzare le sezioni della sfera. Se omesso n è pari a 16.

SURFROT [(sides)],x1,y1,z1,x2,y2,z2,dist1,radius1..,distn, radiusn

Questo comando permette di definire delle superfici di rotazione. Con sides si indicano il numero di lati, da inserire tra
parentesi tonde, che realizzano le sezioni circolari della superficie. I punti x1,y1,z1 e x2,y2,z2 indicano le coordinate iniziali
e finali dell’asse della superficie.
Con dist1,radius1..,distn, radiusn si definiscono le distanze dal punto x1,y1,z1 e i raggi delle sezioni.

STATIONS inizio, inizio+incremento, ellisse, fine, ordinate supplementari

Il comando "STATIONS" fornisce un quadro delle semilarghezze ogni qualvolta un elemento viene creato. MM cerca di
trovare un componente denominato “HULL” dal quale definisce una selezione di ordinate. Alcuni geometry files non hanno
un elemento "HULL" e in questi casi il comando Stations fornisce questa informazione.

inizio --------------------- E’ la posizione della prima ordinata


inizio + incremento ---- E’ la posizione della seconda ordinata
ellissi(...) --------------------------Scritto letteralmente come tre punti. Indica che le ordinate dovrebbero continuare ad essere
distanziate con la stessa distanza definita tra i primi due parametri.
Ordinate supplementari--- Posizione delle ordinate possono essere elencate alla fine di ogni sequenza, o un'altra sequenza
può essere aggiunta.
Ad esempio

Stations 1,3,...,12,20,24,26,...,30

Questo esempio dovrebbe produrre un quadro delle semilarghezze nella posizioni X=1,3,6,9,12,20,24,26,28,30

TITLE titolo

Il nome della nave è memorizzato nel geometry file e deve avere meno di 54 caratteri.

VECTOR L,T,V

16
Un elemento può essere spostato rispetto all’origine delle coordinate della nave del valore. L,T e V sono lo spostamento
longitudinale, trasversale e verticale dall’origine delle coordinate delle componenti.

WATER = nome, densità

Questo comando permette di definire un nome e una densità al tipo di acqua usata per i calcoli. Valori e nomi di default:
SEA WATER = 1.025 and FRESH WATER = 1.0.

WOA

Definisce la larghezza fuori tutto della nave.

WRITE nome_file

Salva il geometry file. Bisogna definire il drive (a:\, c:\ o altri) e il percorso dove salvarlo, infine il nome del file. Se il
percorso non è definita il file sarà salvato nella directory corrente di modelmaker.

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2.0 AutoHydro
Il programma AutoHydro (nel seguito AH) permette di effettuare i calcoli una volta definita la
geometria della carena. Per iniziare bisogna caricare il geometry file (*.GF) della carena, al livello di
definizione che si ritiene opportuno, generato con ModelMaker o Autoship, utilizzando il comando
Open dal menù File. Sul video compaiono in tre finestre il trasversale, il longitudinale e l’orizzontale
della nave. Nel caso non dovesse comparire qualcuna di queste finestre, dal menù Window si scelga
l’opzione Reset Desktop. Sulla destra compare un quadro riassuntivo delle principali caratteristiche
della nave, come ad esempio il dislocamento, le immersioni, gli angoli di assetto ecc. per aggiungere o
rimuovere delle voci, si utilizzi il comando Hydrostatics Values del menù Setup. In basso a sinistra
invece vi è una finestra con l’elenco delle casse.

2.1 Editor
Diverse sono le procedure per eseguire i calcoli. In questo fascicolo si spiegherà come utilizzare
prevalentemente l’editor di testo. Questo si apre cliccando sul menù Editor. Mediante l’editor si
possono realizzare comandi immediati, definire condizioni di carico, definire una lista di operazioni e
comandi da far eseguire al programma. (Nota: il programma non è sensibile alle minuscole o
maiuscole.) Questi listati si possono salvare come file *.RUN, in questo modo è possibile rieseguirli più
volte, senza doverli riscrivere ogni volta. Per far eseguire la lista di comandi bisogna scegliere dal menù
Run dell’editor una delle due possibilità, oppure premere i tasti F5 o Alt+F5.
Nella schermata principale di AH in alto a destra vi è una riga, detta Command Line Input, in cui è
possibile inserire dei comandi, come si definirà nell’editor, però uno solo alla volta. Per eseguirli basta
pigiare sul tasto Invio (Enter)

NOTA: Nel seguito si userà la stessa simbologia del manuale di Autohydro nella descrizione dei
comandi. Le parentesi quadre non devono essere trascritte, in quanto servono solo a delimitare le
voci opzionali del comando e non rientrano nella sintassi.

2.2 Report
Sia i risultati dei calcoli sia eventuali messaggi di errore sono riportati dal programma nel report, che si
apre cliccando sul menù Report. Il formato del testo, le intestazioni e molto altro si possono definire
mediante comandi dell’editor stesso, come ad esempio con il comando Page Setup del menù File del
Report. Ma forse conviene salvare il file con il formato *.RTF, avendo scelto il comando Save as dal
menù File del Report, e poi manipolarlo nel formato e nell’impaginazione con un programma
specializzato nell’elaborazione di testi come ad esempio MSWord. L’opzione Graph, nel menù Setup
di AH, permette di scegliere la dimensione dei grafici eventualmente presenti (mezza pagina, (valore di
default), o pagina intera). Per cancellare il contenuto presente nel report basta scrivere nella Command
Line Input il comando Clear report e premere tasto Invio.

2.3 Calcoli idrostatici

2.3.1 Carene dritte ed inclinate


Si inizia con il calcolo delle carene dritte.
In questo caso è molto comodo scegliere dal menù Calculate del quadro principale, l’opzione
Hydrostatics.
Si aprirà una finestra in cui sono richieste le immersioni (in metri) (Drafts). Sulla sinistra bisogna
inserire la quota della prima immersione dal basso (First), poi la quota più alta (Last) ed infine il passo
di calcolo tra un’immersione e la successiva (Step). Sulla destra si chiede in quale posizione si vuole
che si misuri l’immersione. Questa opzione è importante soprattutto nel caso di nave con differenza di

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immersione. Si può scegliere una delle quattro condizioni previste o, selezionando Specify, si può
definire a quale ascissa longitudinale si vuole far rilevare l’immersione. Per eseguire il calcolo, si scelga
OK.
Aprendo il Report si potranno leggere i calcoli alle diverse immersioni. Le grandezze che vengono
riportate sono l’immersione (Draft), il dislocamento (Displ), l’ascissa e quota del centro di carena (LCB
e VCB), ascissa del centro della figura di galleggiamento (LCF), il dislocamento unitario (TPcm),
l’assetto unitario (MTcm), le altezze metacentriche trasversale e longitudinale (KMT e KML).
E’ possibile realizzare i calcoli utilizzando l’editor, con la seguente riga di comando:
HS d1,d2,...,dn
In cui d1,d2,...,dn è la lista delle immersioni (in metri) per le quali si desidera eseguire il calcolo. Se si
omettono, AH eseguirà il calcolo per la sola immersione corrente della nave.

Per effettuare le carene inclinate bisogna definire l’angolo di sbandamento trasversale e/o longitudinale
con i comandi nell’editor rispettivamente Heel e Trim seguiti dall’angolo in gradi con i suffissi
s=destra, p=sinistra, a=aft, f=forward.
Si voglia per esempio calcolare le caratteristiche idrostatiche per le immersioni di 1, 1.5, 2, 2.5 e 3 metri
e per un angolo di sbandamento di 5° trasversale a destra (s= starboard) e 1° di appoppamento (a = aft).
Heel 5s
Trim 1a
HS 1, 1.5, 2, 2.5, 3

2.3.2 Cross curve


Questo commando permette il calcolo delle “Cross curve” o curve di stabilità di forma della carena.
Scelto dal menù Calculate il comando Cross Curve, si riapre una finestra analoga a quella del comando
Hydrostatics. Nel report si visualizzeranno, per i dislocamenti relativi alle immersioni richieste, i valori
per diversi angoli della componente dovuta alla stabilità di forma.
Volendo utilizzare l’editor bisogna usare il commando
CC d1,...,dn
In cui sempre d1,...,dn, sono le diverse immersioni (in metri), oppure la riga di comando
CC displ = w1,...,wn
In cui si forniscono i dislocamenti (in tonnellate) rispetto ai quali si vuole effettuare il calcolo.

2.3.3 Hull data


Il comando Hull permette di determinare importanti informazioni sulla carena. E’ possibile utilizzare
l’opzione Hull Data dal Menù Calculate, ma nel seguito si farà riferimento ai comandi dell’editor.
La riga di comando completa è la seguente:
Hull [/draft:d1,d2,...,dn] [/data[/lbd:lbp,beam[,depth]] [/sect] [/form[/lbd:lbp,beam[,depth]]
[/comp] [/to[d1:depth /n1:p1 /n2:p2 /exclude:tankList]
I termini tra le parentesi quadre sono voci opzionali.
Si esamina in dettaglio tali opzioni:
/draft:d1,d2,...,dn permette di definire le immersioni rispetto alle quali bisogna effettuare i calcoli, se
omessa il programma farà riferimento all’immersione corrente. Se però non è stata definita darà un
messaggio di errore nel Report.
/data[/lbd:lbp,beamMax[,depth] Sono fornite per le diverse immersioni: le dimensioni principali, i
coefficienti di finezza, le aree e le coordinate dei centri di carena, della figura di galleggiamento e delle
area di deriva e laterale della nave. L’opzione [/lbd:lbp,beam[,depth] permette di definire il valore
numerico della lunghezza, larghezza ed eventualmente anche l’immersione, costanti per tutte le
immersioni, per il calcolo dei fattori di finezza, altrimenti se omessa il programma utilizzerà le
dimensioni Lwl, Bwl e T relative all’immersione di calcolo.
/sect questa opzione produce il calcolo dell’area trasversale immersa
/form[/lbd:lbp,beam[,depth] opzione per il calcolo dei soli coefficienti di finezza

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/comp Fornisce i valori delle sole aree e dei centri
/to[d1:depth /n1:p1 /n2:p2 /exclude:tankList] permette il calcolo della stazza lorda e netta. Chi fosse
interessato può trovare chiarimenti nell’help in linea di AH.

Esempi:
hull /draft:3,4,5 /form/lbd:80,13.74
hull /data /draft:3,4,5
hull /comp

Nel primo caso effettuerà il calcolo rispetto alla LBP = 80 m e una B = 13.74 m, fissi per tutte le
immersioni.

2.4 Piano delle capacità - Tavola calibrazione casse


Questo comando permette di determinare le caratteristiche delle casse definite nel file GF.
La riga di comando è, i termini tra parentesi quadre sono opzionali:
TC [(cassa)] [riempimento] [/volume[:units]] [/ts /so]
In cui
(cassa) nome della cassa, comprensiva dell’estensione, della quale si vuole misurare la
capacità, per indicare tutte le casse bisogna inserire un asterisco (*);
riempimento per indicare le frazioni di carico, ad esempio 0.1, 0.2,...,1.0. Mentre con un
asterico si fa riferimento all’attuale condizione di riempimento;
/volume[:units] unità di volume da utilizzare, al posto di units indicare CM per metri cubi, LI litri;
/ts crea una tabella sonda, l’opzione è valida solo se nella creazione della cassa in
ModelMaker è stato creato anche il tubo sonda;
/so produce un grafico.

Esempi:
tc (cargo.c)
tc (cargo.c) /volume:li

2.5 Condizioni di carico


Per definire le diverse condizioni di carico bisogna assegnare i pesi fissi e il riempimento delle casse.
I pesi fissi possono essere sia concentrati che distribuiti. Per il primo peso bisogna utilizzare il comando
Weight che il programma definisce “Lightship”, poi il comando Add per i successi.
La riga di comando è diversa a seconda che si tratti di un peso concentrato o distribuito. La sintassi è
seguente:

2.5.1 Comando Weight


Peso concentrato
In questo caso bisogna indicare il peso (in tonnellate) e le tre coordinate del punto di applicazione.
Weight peso [,lcg [,tcg, vcg]]
Esempio
Weight 1500, 1.7a, 0, 2.45

Peso distribuito
In questo caso bisogna fornire il peso lineare e le relative ascisse oltre all’ascissa trasversale e la quota
del punto di applicazione.
Weight d1@l1, d2@l2,...,dn@ln ,tcg, vcg
Esempio
weight 0.1 @ -39, 10 @ -30; 15 @ -30, 15 @ -10; 23 @ -10, 23 @ 0, 23 @ 10; 25 @ 10,15 @ 25; 20
@ 25, 20 @ 30; 15 @ 30, 0.1 @ 39,0,3

20
E’ possibile inserire più pesi di seguito con un solo commando Weight, purché separati con punti e
virgole, ad esempio:
Weight 1000, 10a, 0, 5.5; 500, -10, 1p,6
il programma sommerà i pesi e calcolerà il baricentro totale.
Per maggiori dettagli e possibilità si rinvia all’help di AH.

2.5.2 Comando Add


Il comando Add, permette di aggiungere altri pesi fissi sia concentrati sia distribuiti, la sintassi è la
stessa del comando Weight, solo che prima della definizione del peso si può inserire il nome del peso.
Esempio
Add Equipaggio, 1.2, 30f, 0, 8
Si è aggiunto il peso concentrato denominato “Equipaggio” pari a 1.2 t applicato nel punto posto a 30 m
avanti dall’origine, sul piano diametrale (Y = 0), ed a un’altezza di 8 m sopra l’origine.
Nel caso si voglia distribuire uniformemente lo stesso peso tra le ascisse 20f e 40f, si scriverà:
Add Equipaggio, 0.06@20f 0.06@40f, 0, 8
in cui 0.06 è il peso lineare (t/m) di 1.2t distribuito su 20 m.

Si descrivono ora due sottocomandi di Add che permettono di realizzare delle operazioni che possono
essere necessarie in alcuni casi.
Delta permette di aggiungere un peso affinché la nave raggiunga un galleggiamento dritto e di equilibrio
rispetto ad una immersione fornita in precedenza.
Esempio:
draft 9.5
add "Compensate" delta
Il comando Draft impone un’immersione, in questo caso di 9.5 metri. Con il successivo Add si richiede
di aggiungere un peso denominato “Compensate” che faccia raggiungere alla nave l’immersione di 9.5
in condizioni di equilibrio.

L’opzione Rat permette di spostare un peso, in modo che l’equilibrio finale sia longitudinalmente dritto.

2.5.3 Comando Load


Il comando Load permette di riempire le casse, tre sono i metodi:
i) Frazione di carico, ad esempio si vuole riempire del 50% la cassa denominata cargo.c. Nota: le
parentesi tonde sono obbligatorie.
Load (cargo.c) 0.5
ii) Indicando il peso di carico da caricare usando l’opzione Weight: seguita dal peso. Esempio si vuole
caricare la cassa “cargo.c” con 700 tonnellate (ovviamente la suddetta cassa dovrà poter contenere tale
quantità di carico).
Load (cargo.c) weight: 700
iii) Indicando il volume invece che il peso del carico:
Load (cargo.c) volume: 700
In questo caso si richiede di riempire la cassa con 700 m3 di carico.
Nel caso si voglia caricare tutte le casse con la stessa quantità, ad esempio volendo riempirle tutte del
10%, si scriverà:
Load (*) 0.1
L’asterisco permette di selezionare tutte le casse.
Per ulteriori dettagli e funzioni del comando Load si rimanda al help del programma.

Al termine della definizione dei pesi e dei carichi di una condizione di carico, per ricavare il
galleggiamento di equilibrio bisogna usare il comando Solve. Dalla finestra del programma si può

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verificare se una nave è in equilibrio, se il tasto di scelta veloce in alto a sinistra dalla forma di una
bilancia è disattivato (di colore grigio); se il tasto è rosso, significa che la nave non è in equilibrio.

Si presenta un esempio di file .RUN di una condizione di carico, il comando Comment permette di
inserire righe di commento.

comment Condizione di pieno carico alla partenza con il 100% dei consumabili

comment PESI FISSI

comment peso scafo 187.037t G x=10.356,z=2.500

weight 8.646 @ 0.000, 8.654 @ 0.500f, 8.656 @ 1.000f, 8.660 @ 1.500f, 8.664 @ 2.000f, 8.669 @ 2.500f, 8.672 @ 3.000f,
8.677 @ 3.500f, 8.681 @ 4.000f, 8.686 @ 4.500f, 8.690 @ 5.000f, 8.695 @ 5.500f, 8.699 @ 6.000f, 8.704 @ 6.500f,
8.707 @ 7.000f, 8.713 @ 7.500f, 8.716 @ 8.000f, 8.721 @ 8.500f, 8.725 @ 9.000f, 8.730 @ 9.500f, 8.734 @ 10.000f,
8.598 @ 10.500f, 8.456 @ 11.000f, 8.225 @ 11.500f, 8.173 @ 12.000f, 8.032 @ 12.500f, 7.890 @ 13.000f, 7.749 @
13.500f,
7.607 @ 14.000f, 7.466 @ 14.500f, 7.324 @ 15.000f, 7.183 @ 15.500f, 7.041 @ 16.000f, 6.900 @ 16.500f, 6.758 @
17.000f,
6.617 @ 17.500f, 6.475 @ 18.000f, 6.334 @ 18.500f, 6.192 @ 19.000f, 6.051 @ 19.500f, 5.729 @ 20.000f, 5.588 @
20.500f,
5.266 @ 21.000f, 4.944 @ 21.500f, 4.622 @ 22.000f, 4.301 @ 22.500f, 3.978 @ 23.000f, 3.657 @ 23.500f, 3.334 @
24.000f,
3.013 @ 24.500f, 2.690 @ 25.000f, 2.369 @ 25.500f, 2.046 @ 26.000f, 1.725 @ 26.500f, 1.402 @ 27.000f, 1.081 @
27.500f,
0.758 @ 28.000f, 0.437 @ 28.500f, 0.114 @ 29.000f, 0, 2.500

comment peso allestimento 114.106t

add "PESO ALLESTIMENTO" 3.803@0.000, 3.803@30.000, 0 ,2.500

comment peso apparato motore 92t lunghezza sala apparato motore 13m

add"PESO APPARATO MOTORE" 7.077@2.500f,7.077@15.500f,0 ,2.500

comment peso propulsori 30t

add "PESO PROPULSORI" 30,3.45f,0.000,1.500

comment ATTREZZATURE PER IL RIMORCHIO

comment Attrezzature per il rimorchio 8.000t, lcg = 13.650f, tcg = 0, vcg = 6.500
add " Attrezzature per il rimorchio" 8.000, 13.650f, 0, 6.500

comment OLIO PROPULSORI

comment Olio propulsori 2.880t, lcg = 0.150a, tcg = 0, vcg = 2.000


add "Olio propulsori" 2.880, 0.150a, 0, 2.000

comment LIQUIDI IN CIRCOLAZIONE

comment Liquidi in circolazione 1.000t, lcg = 13.000f, tcg = 0, vcg = 2.700


add "Liquidi in circolazione" 1.000, 13.000f, 0, 2.700

comment PERSONALE DI BORDO E VIVERI

comment Equipaggio e provviste 4.000t, lcg = 11.15f, tcg = 0, vcg = 6.500


add " Equipaggio e provviste" 4.000, 11.15f, 0, 6.500

comment Acqua Potabile Totale 15.400t

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load (fwcadx#1.s) weight: 7.70
load (fwcasx#1.p) weight: 7.70

comment Olio Totale 8.3t


load (lubc#2.c) weight: 4.000
load (lubdx#3.s) weight: 2.150
load (lubsx#3.p) weight: 2.150

comment Nafta Totale 101.510


load (fueldx#1.s) weight: 10.200
load (fuelsx#1.p) weight: 10.200
load (fueldx#3.s) weight: 14.660
load (fuelsx#3.p) weight: 14.660
load (fuelc#4.c) weight: 19.570
load (fueldx#5.s) weight: 2.550
load (fuelsx#5.p) weight: 2.550
comment Liquido Schiumogeno Totale 5.000t
load (schdx#1.s) weight:2.500
load (schsx#1.p) weight:2.500

solve

2.5.4 Assegnare un’immersione e determinare equilibrio. I comandi Solve e Weight


Il commando Solve ha diverse opzioni per le quali si rimanda al help del programma. Si vuole
evidenziare un caso d’uso, accoppiato al comando Draft. Ad esempio caricato il file GF della carena si
immagini di voler imporre un’immersione e voler conoscere il dislocamento necessario per quella
immersione e l’ascissa del baricentro affinché il galleggiamento sia dritto. Si ipotizzi che l’immersione
sia 3 metri.
Si utilizzeranno i seguenti comandi:
Draft 3
Solve we lcg
In cui we sta per weight (peso), e lcg sta per l’ascissa del baricentro.
Nel caso si voglia un galleggiamento inclinato di 1 grado di appoppamento e 5 gradi di sbandamento a
destra e si voglia conoscere la posizione del baricentro e il dislocamento, i comandi sono i seguenti.
Heel 5s
Trim 1a
Draft 3
Solve we lcg tcg
In cui tcg è la coordinata trasversale del baricentro. Se essa non è visualizzata nella finestra
Hydrostatics Values in basso a destra della finestra di AH, si scelga dal menù Setup l’opzione
Hydrostatics Values e dalla colonna di sinistra si clicchi due volte sulla voce TCG, essa sarà spostata
nella finestra di destra, si scelga il tasto OK e tale voce sarà riportata nel quadro in basso a destra.

2.5.5 Il report della condizione di carico. Il comando Status


Nel caso si desideri un report della condizione di carico in esame, dopo il comando Solve si può inserire
il comando Status.
Questo solo comando, da solo senza opzioni, fa riportare:
Un sommario del galleggiamento corrente, comprensivo del deadweight, dei pesi (compresi quelli fissi),
dei volumi dislocanti e dei punti critici se inseriti.
Il comando Status Cartoon produce nel report una silhouette della nave con le casse definite riempite
con il carico eventualmente presente.
Per maggiori dettagli su questa ed altre opzioni, si rimanda all’help del programma.

23
2.6 Calcoli per la robustezza longitudinale
Per i calcoli relativi alla robustezza longitudinale bisogna innanzitutto definire una condizione di carico
completa di pesi fissi, distribuiti e concentrati, e carico. Il comando principale per l’esecuzione del
calcolo delle caratteristiche di sollecitazione è LS.
Con questo comando, senza altre opzioni, si effettua il calcolo delle caratteristiche di sollecitazione
(Taglio e Momento Flettente) lungo tutta la nave. Nel report sono forniti in forma tabellare e grafica le
curve del pesi, del taglio e del momento flettente, inoltre sono riportati i valori massimi delle
sollecitazioni e le posizioni dove si realizzano.
Molte opzioni previste dal comando LS richiedono l’uso di altri comandi.
Si considerano i principali: Llimit, BHD, Frames e Wave.
Un flusso di calcolo è per esempio il seguente:
1 Definizione della condizione di carico
2 Definizione dei limiti di sollecitazione con il comando Llimit;
3 Definizione delle posizioni di calcolo con comando BHD, oppure
3bis Definizione delle ossature con il comando Frames;
4 Definizione di un’onda con il comando Wave;
5 Esecuzione del comando LS con le opportune opzioni.
I passi 2, 3 e 4 sono facoltativi.

2.6.1 Definizione dei limiti del taglio e del momento con il comando Llimit
Il comando Llimit permette di definire i valori massimi che possono raggiungere il Taglio (Shear Force)
e il Momento Flettente (Bending Moment) inarcante e insellante (Hogging e Sagging), sia in mare ed in
porto (Sea e Port). L’opzione [loc] indica la posizione (ascissa) dove si vuole che inizi questa
condizione, se assente essa verrà estesa lungo tutta la nave. I primi quattro dati sono relativi al momento
flettente, di questi i primi due riferiti alle condizioni in mare e i secondi in porto. Di ciascuno di questi si
definirà prima il valore inarcante (positivo) e poi quello insellante (negativo). I secondi quattro sono
relativi al Taglio, suddivisi allo stesso modo.
Llimit loc :[loc], [bmSea/Hog], [bmSea/Sag], [bmPort/Hog], [bmPort/Sag], [sfSea/Positive],
[sfSea/Negative], [sfPort/Positive], [sfPort/Negative]
Un esempio è il seguente
Llimit loc:45a ,2500,-2500,2500,-2500,50,-50,50,-50
Llimit loc:30a ,6000,-6000,6000,-6000,250,-250,250,-250
Llimit loc:30f ,6000,-6000,6000,-6000,250,-250,250,-250
Llimit loc:45f ,2500,-2500,2500,-2500,50,-50,50,-50
In cui sono definiti i limiti per quattro ordinate della nave: tra le ordinate 30a e 30f sono costanti, mentre
sono lineari tra 45a e 30a e tra 30f e 45f.
I valori sono in [tm] per il momento flettente e [t] per il taglio.
Per poter far riportare suddetti limiti nel report, si utilizzi il comando:
Llimit /show
Il comando Llimit
L’opzione del comando LS che fa eseguire il confronto dei valori del momento e taglio con i valori
limite mare (sea) è la seguente:
LS /Max
Per confrontarli con i limite porto (Port) si userà l’opzione:
LS /Max:port

2.6.2 Definizione di posizione di calcolo con il comando BHD


Il comando BHD (Bulkhead) permette di indicare la posizione dove si vuole che il programma fornisca i
valori delle caratteristiche di sollecitazione. Il comando è il seguente:
BHD [nome [,posizione]]
In cui si definisce il nome ed ovviamente l’ascissa longitudinale di calcolo.

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Ad esempio
BHD "Engine AFT" 35a
BHD "Engine FWD" 21a
BHD "Cargo AFT" 12a
BHD "Cargo Mid" 0
Il comando LS /Bhd permette di ricavare i valori del momento flettente e del taglio nelle sezioni ove
sono presenti le paratie, precedentemente indicate con il comando BHD.

2.6.3. Definizione delle ossature con il comando Frames


Se al posto della misura dell’ascissa longitudinale in metri, si vuole che i dati siano riportati prendendo
come riferimento le ossature, si deve usare il comando Frames per definirle. La sintassi prevede che si
indichi l’ordinata iniziale e l’intervallo di ossatura per tutta la lunghezza della nave.
Frames ordinata_iniziale, intervallo_d’ossatura
e quindi l’opzione:
LS /Fr

2.6.4 Definizione di un’onda con il comando Wave


Il comando Wave permette di define un’onda. La sintassi è la seguente:
Wave (forma) fase [lunghezza [ampiezza [incontro]]

Forma si intende il tipo che può essere trochoid (trocoidale) sinusoid (sinusoidale) o strokes (?).
Per default si ha l’onda trocoidale.
fase è l’angolo di fase in gradi. La posizione della cresta relativa all’origine nella direzione
dalla quale le onde provengono. Quando è zero, la cresta è sull’origine. Al crescere da
zero, la cresta si muove verso la direzione di incontro (verso la poppa se il parametro
incontro è nullo).
lunghezza la lunghezza tra due creste o due cavi. Se omessa si ritiene la lunghezza pari alla LWL
della nave. In ogni caso tale lunghezza non deve essere molto più piccola della nave,
salvo che il file geometrico sia stato definito con sezioni molto ravvicinate).
ampiezza si intende l’altezza d’onda pari alla distanza verticale tra la cresta e il cavo. Se assente, si
considera 1/20 della lunghezza dell’onda. In ogni caso deve essere minore o uguale al
29% della lunghezza.
incontro Angolo di incontro con le onde espresso in gradi. Zero per mare di poppa, 90° per mare al
traverso. Se omesso si ritiene il valore nullo. Quando l’angolo di incontro è vicino a 90°,
la lunghezza d’onda deve essere al più pari a quattro volte la larghezza della nave.

Si riporta un esempio di calcolo tratto dal file [Link]

clear report

comment distribuzione di peso della lightship


weight 0.1 @ -39, 10 @ -30; 15 @ -30, 15 @ -10; 23 @ -10, 23 @ 0, 23 @ 10; 25 @ 10,15 @ 25; 20 @ 25, 20
@ 30; 15 @ 30, 0.1 @ 39,0,3

solve draft

comment aggiunta di altri pesi fissi e carico casse


add "crew and provisions" 15, 25, 0, 6.5
add "barrel on deck" 2 @ 20, 2 @ 25,0,6
add "Crane Mast" 70,-21.1,0,12
add "Crane Boom" 3 @ -21.1, 1 @ -35,0,19
load (DB#*) 0.85
solve

25
comment sono definiti i limiti del momento flettente e del taglio
Llimit loc:45 ,2500,-2500,2500,-2500,50,-50,50,-50
Llimit loc:30 ,6000,-6000,6000,-6000,250,-250,250,-250
Llimit loc:-30 ,6000,-6000,6000,-6000,250,-250,250,-250
Llimit loc:-45 ,2500,-2500,2500,-2500,50,-50,50,-50

comment sono definite le posizioni delle paratie


BHD "Engine AFT" 35
BHD "Engine FWD" 21
BHD "Cargo AFT" 12
BHD "Cargo Mid" 0
BHD "Cargo FWD" -19
BHD "Fore 1" -25.5
BHD "Fore 2" -33

comment nel report vengono elencati i limiti


llimit /show

comment è definita l’onda


wave 180, 79, 6.5

solve

status we

comment si calcolano le caratteristiche di sollecitazione comparandole con i limiti definiti


ls /bhd /max

2.7 Calcoli stabilità allo stato integro

2.7.1 Definizione dei Fluid Point e dei Control Point


I Control Point e i Fluid Point sono i punti di controllo e di allagamento progressivo. Essi permettono di
interrompere il calcolo del diagramma di stabilità quando il galleggiamento li incontra. Ad esempio un
finestrino o una porta non stagna a murata delle sovrastrutture è da ritenersi un Fluid Point.
I comandi sono due CRTPT e FLDPT rispettivamente per i Control Point e i Fluid Point. La sintassi è
la stessa e quanto verrà detto per un comando varrà anche per l’altro.
FLDPT [(n)] {[[descrizione] l,t,v ] | OFF} [/Tank:nome_della_cassa]
In cui
(n) Numero di punti da inserire, si può usare un solo commando per più punti oppure si può
ripetere il comando per singoli punti.
description stringa di testo con cui si definisce il punto.
l,t,v coordinate del punto
OFF questa opzione permette di eliminare punti precedentemente definiti (va usata da sola).
/Tank:tankName nel caso in cui il punto di allagamento sia relativo ad una cassa.

Esempio
FLDPT "Engine Room Vent" 25,3,8.8
Per avere nel report l’elenco dei Fluid Point e i Control Point, bisogna utilizzare rispettivamente il
comando
Status fld
Status crt

26
2.7.2 Definizione dei criteri di stabilità (Comando Limit)
In questo paragrafo si vedrà come definire con il comando Limit i criteri di stabilità da verificare,
mediante alcuni esempi.

Vediamo alcuni casi:

Caso 1
Per definire il titolo del criterio.
Limit title description
Esempio
LIMIT TITLE IMO RESOLUTION A.167

Caso 2
Per indicare con quale unità di misura si vuole calcolate le aree al di sotto del diagramma di stabilità.
Limit area:units
Due sono le possibilità:
Limit area:rad area in radianti per lunghezza
Limit area:deg area in gradi per lunghezza

Caso 3
Per eliminare tutti i criteri precedentemente definiti.
Limit off

Per comprendere come impostare dei criteri si analizza il seguente esempio che contiene molte delle
opzioni del comando Limit.

LIMIT OFF
LIMIT TITLE IMO RESOLUTION A.167
LIMIT AREA FROM 0 TO 30 > 0.055
LIMIT AREA FROM 0 TO 40 OR FLD > 0.090
LIMIT AREA FROM 30 TO 40 OR FLD > 0.030
LIMIT RA AT 30 > 0.200
LIMIT ABSOLUTE ANGLE AT MAX > 25
LIMIT GM > 0.150

LIMIT OFF
Disabilita criteri precedentemente definiti

LIMIT TITLE IMO RESOLUTION A.167


Titolo: criteri relativi alla risoluzione imo A.167

LIMIT AREA FROM 0 TO 30 > 0.055


Verifica se l’area sottesa dalla curva dei GZ (bracci di stabilità) tra gli angoli 0 e 30° è maggiore di 0.055 mrad

LIMIT AREA FROM 0 TO 40 OR FLD > 0.090


Verifica se l’area sottesa dalla curva dei GZ tra 0 e il minore tra 40° e l’angolo di incontro tra il galleggiamento e il primo
punto allagamento (Fluid Point) è maggiore di 0.090 mrad

LIMIT AREA FROM 30 TO 40 OR FLD > 0.030


Verifica se l’area sottesa dalla curva dei GZ tra 30° e il minore tra 40° e l’angolo di incontro tra il galleggiamento e il
primo punto allagamento (Fluid Point) sia maggiore di 0.030 mrad

LIMIT RA AT 30 > 0.200


Verifica che il braccio di stabilità GZ a 30° sia maggiore di 0.200 m

27
LIMIT ABSOLUTE ANGLE AT MAX > 25
Verifica che l’angolo assoluto in corrispondenza del GZ Massimo è maggiore di 25°

LIMIT GM > 0.150


Verifica che l’altezza metacentrica, GM, all’equilibrio, è maggiore di 0.150 m

2.7.3 Calcolo del diagramma di stabilità con il comando RA


Il comando RA (Righting Arm) permette il calcolo del diagramma di stabilità.
In genere tale comando è al termine di una serie di istruzioni che permette la realizzare del calcolo
voluto. Ad esempio può seguire una serie di comandi LIMIT con cui sono stati definiti i criteri da
verificare. Anche il comando RA prevede delle opzioni che si passeranno, non tutte, in rassegna.

RA ang1,.., angN
Si possono definire, elencandoli, gli angoli, in gradi, rispetto ai quali si voglio i risultati del calcolo. Si
possono indicare fino a 50 valori e devono essere crescenti o decrescenti,
Esempio:
RA 0, 10, …,90

RA /Area:rad oppure RA/Area:deg


Calcolo dell’area in metri radianti o metri gradi.

RA /UserFsm
Questa opzione permette di considerare una riduzione dovuta a specchi liberi (Free Surface Moment)
definita dall’utente mediante il comando FSM. Questa opzione è utile quando si voglia tener conto
dell’effetto degli specchi liquidi di carichi liquidi senza definire la geometria delle casse, questo ad
esempio può accadere in un calcolo preliminare. Attenzione: il programma calcola automaticamente la
riduzione dovuta agli specchi liquidi per le casse che sono state definite in ModelMaker, nel caso si usi
tale comando tale valore viene sostituito totalmente con quello fornito dal comando FSM. Le unità di
misura sono tonnellate metro se si utilizzano le tonnellate per i pesi e i metri per la lunghezza.

Esempio
FSM 0.5
RA /UserFsm

RA /Limit:attained
Impone la verifica dei vincoli precedentemente definiti

RA /ToPort oppure RA /ToStbd


Per imporre il calcolo sbandando verso sinistra o destra.

RA /Notes
Realizza una colonna extra nel calcoli in cui vengono segnalati particolari angoli con opportune parole
chiave, come ad esempio il massimo GZ, il punto di equilibrio, etc etc

RA Stop:[RA, CRT, FLD, DI]


Questa opzione permette di bloccare il calcolo del diagramma di stabilità se una particolare condizione
viene incontrata.
Esse possono essere una o più delle seguenti:
RA per l’angolo in cui braccio va a zero;
CRT, FLD per l’angolo di incontro per il più basso Control Point o Flood Point;
DI, deck immersion, questo caso richiede la definizione del margin deck nella file geometrico della
carena.

28
Esempio
RA /Stop:FLD

Si riporta un esempio completo di verifica criterio statistico, ovviamente bisogna inserirlo dopo aver
definita una condizione di carico:

Fldpt off
crtpt off
FLDPT(1) = "Apertura centrale sovr. primo [Link]", 0.125a, 7.0p, 9.6
FLDPT(2) = "Apertura prodiera sovr. primo [Link]", 23.055f, 7.0p, 9.6
FLDPT(3) = "Apertura poppiera sovr. primo [Link]", 23.305a, 7.0p, 9.6
FLDPT(4) = "Apertura centrale sovr. primo [Link]", 0.125a, 7.0s, 9.6
FLDPT(5) = "Apertura prodiera sovr. primo [Link]", 23.055f, 7.0s, 9.6
FLDPT(6) = "Apertura poppiera sovr. primo [Link]", 23.305a, 7.0s, 9.6
/
status fld

hmmt off

limit off
limit area : rad
limit area from 0 to 30 >0.055
limit area from 0 to 40 or fld >0.09
limit area from 30 to 40 or fld>0.03
limit ra at max >0.2
limit angle from 0 to max>25
limit gm >0.15
ra /stop:fld/ area:rad /limit:attained

Esempio di verifica criterio meteorologico

Fldpt off
crtpt off
FLDPT(1) = "Apertura centrale sovr. primo [Link]", 0.125a, 7.0p, 9.6
FLDPT(2) = "Apertura prodiera sovr. primo [Link]", 23.055f, 7.0p, 9.6
FLDPT(3) = "Apertura poppiera sovr. primo [Link]", 23.305a, 7.0p, 9.6
FLDPT(4) = "Apertura centrale sovr. primo [Link]", 0.125a, 7.0s, 9.6
FLDPT(5) = "Apertura prodiera sovr. primo [Link]", 23.055f, 7.0s, 9.6
FLDPT(6) = "Apertura poppiera sovr. primo [Link]", 23.305a, 7.0s, 9.6
/

limit off
limit residual ratio from roll to abs 50 or fld>1
roll imo
wind (pressure) 0.0514
hmmt wind /const /gust:1.5
hmmt report
solve
heel =*-roll

29
ra /limit / area:rad /notes
solve

Questa ultima sequenza di comandi richiede alcune precisazioni, in quanto in essa sono presenti ulteriori
comandi di AH.

limit residual ratio from roll to abs 50 or fld>1


Questa riga descrive la verifica prevista dalle norme IMO 562 relative al criterio meteorologico;

roll imo
Il comando ROLL impone un cambiamento dell’angolo di sbandamento, l’opzione IMO impone che
siano applicate allo sbandamento le norme IMO del criterio meteorologico. Tale comando prevede due
opzioni che permettono di indicare l’effetto della presenza di una chiglia, secondo quanto previsto dalle
norme:
/k:n1 in cui n1 è un numero inferiore di 1.0 che può calcolarsi con apposite formule che misura la
riduzione dello sbandamento a causa della presenza dello smorzamento delle appendici
/ak:n2 in cui n2 è l’area laterale totale della chiglia, nel caso non si è in grado di calcolare il fattore k.
Esempi
Roll imo
Roll imo /k:0.7
oppure
Roll imo /ak:32

wind (pressure) 0.0514


Il commando WIND permette di definire la forza del vento. Si può definire mediante la velocità o la
pressione. Inoltre è possibile fornire differenti valori di pressione a diverse quote.
Wind (speed) 50 la velocità del vento è espressa in nodi, in questo caso 50 nodi
Wind (pressure) 0.0514 si è indicata una pressione costante (in t/m2) con l’altezza nelle unità di
misura scelte per i calcoli. Le norme prevedono una pressione pari 504 N/m2 corrispondente a 0.0514
t/m2.
Wind (pressure) p1@h1,p2@h2,...,pn@hn in cui pi sono i valori delle pressioni come
precedentemente definiti e i vari hi le quote relative. Questa opzione è utile ad esempio per le navi
militari.

hmmt wind /const /gust:1.5


hmmt report
Il comando HMMT definisce i momenti sbandanti (heeling moment). In questo caso si definisce un
momento sbandante dovuto ad una raffica di vento pari a 1.5 volte il vento precedentemente definito.
Il programma inoltre permette di imporre un momento sbandante dovuto alla girazione. Il comando è il
seguente:
Hmmt Turn, raggio, velocità in cui il raggio va espresso in metri e la velocità in nodi.
L’opzione HMMT REPORT fa indicare nel report il valore del momento sbandante e la causa.

Solve
Si veda spiegazione del comando fornita in precedenza

heel =*-roll
Il comando HEEL permette di definire un angolo di sbandamento. Si può definire un angolo oppure con
l’opzione ROLL quando l’angolo deve cambiare a causa di un comando ROLL.

ra / limit / area:rad / notes

30
solve

Queste due righe riguardano il calcolo del diagramma di stabilità e la verifica del criterio meteorologico.

2.8 Stabilità in caso di falla


I calcoli in caso di falla possono essere effettuati o richiesti dai Registri Navali con due approcci: quello
deterministico e quello probabilistico. Con AH si possono realizzare entrambi i tipi di calcolo, ma in
questa dispensa si daranno solo alcune informazioni riguardo alla metodologia deterministica. Con
questo termine si intende considerare la nave nelle diverse condizioni di carico, ma con alcune casse o
compartimenti allagati a causa di una falla, la cui posizione ed estensione sono prescritte dalle norme dei
Registri Navali. Inoltre le norme prescrivono il numero di compartimenti allagati in base al tipo ed al
servizio della nave. Sostanzialmente questo si traduce nell’individuare una condizione di carico, imporre
l’allagamento di alcune casse e/o compartimenti, verificare che il diagramma di stabilità che ne deriva
verifichi i criteri imposti dalle norme.
In buona sostanza si ritrovano tutte le procedure e i comandi visti nei calcoli di stabilità allo stato
integro. Per indicare quali casse vanno allagate si utilizzerà il comando TANK, che ha la seguente
sintassi:

Tank (nome_cassa) flooded

Questo comando permette di scegliere tra 4 opzioni:


intact impone la cassa integra,
frozen il contenuto della cassa è congelato, (non si tiene conto degli specchi liquidi)
spilling il contenuto della cassa fuoriesce se il livello supera una quota definita. In questo modo si
simula il riversamento di fluido, il programma tiene in conto anche lo sbandamento della nave,
flooded impone la cassa allagata, in questo caso la cassa si riempie ad un livello che equilibri il
galleggiamento esterno della nave secondo la legge dei vasi comunicanti.

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