Guida Uso Fito
Guida Uso Fito
Università di Torino
Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DiSAFA): Aldo Ferrero, Paolo Balsari, Gianluca Oggero
Fotografie:
Archivio Settore Fitosanitario Regione Piemonte tranne ove espressamente citato
In copertina: foto di Viola Massobrio
In retro copertina: Larva di nottua gialla (Heliotis armigera) su pomodoro, foto di Anna Saglia
Testi consultati:
“Linee guida per un uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” (Syngenta Crop Protection S.p.A et. Al)
[Link]
“La classificazione e l’etichettatura degli agrofarmaci. Le nuove regole” (FederchimicA - Agrofarma)
è vietata la riproduzione dei testi e dei materiali iconografici senza autorizzazione e citazione della fonte.
FEASR
Fondo europeo agricolo di Sviluppo rurale
L’Europa investe nelle zone rurali
Da oltre vent’anni la Regione Piemonte mette a disposizione di quanti debbano sostenere l’esame per il conseguimento del
patentino per l’uso e la conservazione di prodotti fitosanitari questa guida rivolta agli operatori agricoli e ai tecnici del settore.
Realizzata dai tecnici della Direzione Agricoltura, in collaborazione con Asl e Università di Torino, questa guida esce ora
ampiamente rinnovata nella grafica e nei contenuti e aggiornata rispetto alle nuove disposizioni di legge introdotte dal Piano
d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN). è inoltre corredata da una sezione di allegati che contie-
ne anche le possibili domande a cui, nel corso dell’esame, occorrerà rispondere.
Si tratta quindi di uno strumento pratico di conoscenza, di supporto e integrazione ai corsi di formazione che vengono
svolti su questo tema e, mi auguro, in grado di arricchire la professionalità e il patrimonio culturale dei nostri agricoltori e
consolidarne la sensibilità verso le tematiche ambientali, della qualità delle produzioni e della sicurezza in termini sanitari e
infortunistici, consapevoli dell’importanza e della responsabilità che il loro ruolo comporta.
Assessore all’Agricoltura,
Caccia e Pesca
Regione Piemonte
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
Sommario
INTRODUZIONE p. 7
q CAPITOLO I
AVVERSITÀ DELLE PIANTE p. 9
q CAPITOLO 2
METODI DI LOTTA p. 15
q CAPITOLO 3
I PRODOTTI FITOSANITARI p. 19
q CAPITOLO 4
q CAPITOLO 5
q CAPITOLO 6
q ALLEGATI p. 59
Allegato 1 Materie di formazione per gli utilizzatori professionali, i distributori e i consulenti p. 60
Allegato 2 Tipi di formulazione dei prodotti fitosanitari (da Banca dati dei prodotti fitosanitari) p. 61
Allegato 3 Regolamento (CE) n. 1272/2008 Indicazioni di pericolo Frasi H, (GHS/CLP) p. 62
Allegato 4 Regolamento (CE) n. 1272/2008 Consigli di prudenza p. 63
Allegato 5 Scheda di sicurezza in accordo con il regolamento (UE) No. 1907/2006 p. 65
Allegato 6 Registro dei trattamenti p. 66
Allegato 7 Scheda trattamento contoterzisti p. 67
q RIFERIMENTI LEGISLATIVI p. 68
q GLOSSARIO p. 70
q DOMANDE D’ESAME per il conseguimento del “Certificato di abilitazione per l’uso sostenibile
dei prodotti fitosanitari” p. 73
Introduzione 7
La produzione agricola è sempre stata alla base dello svi- e che gli incidenti, anche mortali, raggiungono livelli tra i più
luppo e della crescita della società umana. elevati in assoluto.
La popolazione mondiale sta aumentando. Le proiezioni L’obiettivo è, pertanto, quello di bilanciare in modo soste-
statistiche ci dicono che nel 2050 la Terra sarà abitata da più nibile la necessità di sfamare la popolazione mondiale e l’esi-
di 9 miliardi di individui, più che raddoppiando la popolazione genza di limitare i possibili effetti sfavorevoli sull’ambiente,
presente verso la metà del secolo scorso. salvaguardando la sicurezza degli operatori e la salute umana.
L’approvvigionamento di cibo è quindi uno degli obiettivi Una produzione agricola sostenibile deve inoltre basarsi il
chiave che la FAO intende perseguire nei prossimi anni, insieme più possibile sul ricorso alle fonti di energia rinnovabili, cercan-
al raggiungimento di un miglior bilanciamento economico, do anche di adeguare l’intensità degli interventi agli obiettivi
che al momento vede una forte sperequazione tra il nord ed il perseguiti.
sud del mondo. Nella produzione sostenibile delle colture agrarie partico-
Una sufficiente crescita delle derrate si scontra, tuttavia, larmente significativo é il ruolo della difesa delle colture agrarie
con lo squilibrio che talune tecniche produttive hanno sul dagli organismi nocivi.
sistema ambientale e sulla salute umana. In questo quadro merita sottolineare l’importante evolu-
Il forte impatto che l’utilizzo di diverse sostanze, impiega- zione registrata, già a partire da alcuni decenni,sia a livello di
te in passato in modo massiccio e indiscriminato, ha avuto sul soluzioni tecniche sia di indizzi normativi.
delicato equilibrio ambientale, ha portato profondi mutamenti L’ultimo capitolo di questa evoluzione, dal punto di vista
nell’ecosistema. Alcuni di questi stanno mostrando già ora i loro normativo, Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei
effetti negativi: il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti prodotti fitosanitari (PAN), uno strumento normativo appro-
e ci costringe a modificare i nostri comportamenti e a valutare in vato con DM 22 gennaio 2014, in applicazione della Direttiva
modo più adeguato le ricadute degli interventi finora messi in atto. 2009/128/CE e del [Link] 150/2012.
Ricordiamo, inoltre, che il comparto agricolo è uno di quelli La pubblicazione del PAN è stata preceduta da numerose
considerati a maggior rischio per la sicurezza degli operatori polemiche e ha creato non pochi timori tra gli addetti ai lavori.
Paesaggio piemontese
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
Capitolo I 9
Avversità delle piante
Le colture agrarie sono esposte a numerose avversità di strategie di prevenzione e lotta, per evitare perdite produt-
tipo non biologico o biologico. tive con significativi danni per i produttori agricoli e per la
Contro queste avversità é indispensabile adottare idonee collettività a seguito di una minore disponibilità di alimenti.
ò ò
Cause non biologiche Cause biologiche
ò ò
Squilibri nutrizionali o fisiologici (fisiopatie) Virus
- luce Fitoplasmi
- umidità (eccesso o difetto) Batteri
Ambientali Funghi
- eventi meteorici (freddo, grandine, ecc.)
- terreno (eccessi o carenze idriche, salinità ecc.) Piante infestanti
Nematodi
Insetti
Meccaniche - ferite in genere Acari
Molluschi
- da prodotti fitosanitari Vertebrati
Fitotossicità
- per inquinamento ambientale
10 VIRUS - VIROIDI
Entità submicroscopiche di struttura non cellulare capaci di riprodursi solo all’interno di cellule viventi. Si pos-
sono trasmettere per contatto, per propagazione vegetativa, per seme, per polline o mediante vettori (insetti,
nematodi).
I sintomi più comuni si osservano sull’intera pianta (nanismo o gigan-
tismo) o sulle foglie (arricciamento, accartocciamento, mosaico, giallu-
me, maculature, necrosi ecc.).
La diagnosi deve sempre essere effettuata in laboratorio con l’impiego
di saggi biologici, riproducendo la sintomatologia su indicatori biologici,
o con metodi sierologici o biomolecolari.
Attualmente sono stati messi a punto “kit diagnostici” con risposta ra-
pida che consentono anche in pieno campo di rilevare la presenza di
alcuni virus. Non esistono agrofarmaci in grado di combatterli.
La lotta si basa sulla pre-
Sintomi di virosi su frutto di pesco nettarina (PPV-
sharka) venzione: uso di mate-
riale di moltiplicazione
sano, uso di varietà re-
sistenti o, in alcuni casi,
eliminando il vettore.
Le alte temperature
riescono a limitare la
diffusione dei virus nei
tessuti di nuova forma-
zione e talvolta a devi-
Particelle virali al microscopio elettronico (foto R. talizzarli.
G. Milne) Sintomi di virosi su fiore di pesco (PPV- sharka)
FITOPLASMI
Microrganismi unicellulari che possono provocare gravi danni; sono anch’essi microrganismi biotrofi, non possono
cioè vivere al di fuori delle cellule vive dell’ospite.
Provocano il blocco o il rallentamento della circolazione della linfa elaborata e alterano l’equilibrio degli ormoni e
dei regolatori di crescita inducendo malformazioni ed anomalie dello sviluppo
della pianta.
I sintomi si manifestano con alterazioni cromatiche delle foglie, quali ingialli-
menti e arrossamenti uniformi; ispessimento della lamina fogliare; arrotolamen-
ti, accartocciamenti e bollosità delle foglie; necrosi delle radici; riduzioni di svi-
luppo; modificazioni della lunghezza degli internodi; affastellamento di rami e
rosettatura; gigantismo e malformazioni dei fiori; aborti fiorali; fioriture e cicli
vegetativi fuori stagione (es. fioriture invernali
e anticipi di ripresa vegetativa); produzione di
frutti piccoli, malformati e di scarso valore.
Si trasmettono soprattutto con la moltiplica-
zione agamica (talee, marze ecc.) o tramite
vettori.
Sintomi di fitoplasmosi (flavescenza I metodi di lotta sono analoghi a quelli indi- Fitoplasmi al microscopio elettronico
su vite) cati per i virus. (foto R. G. Milne)
Avversità delle piante
BATTERI 11
Microrganismi unicellulari. Molti batteri. sono benefici, mentre altri
sono causa di malattie. I sintomi tante volte simili a quelli indotti da
funghi parassiti si manifestano con maculature sulle foglie e sui frutti,
cancri su rami e su branche, imbrunimenti interni dei tessuti vascolari,
marciumi molli e formazioni tumorali.
Penetrano facilmente nelle piante attraverso le aperture naturali (sto-
mi, lenticelle) o ferite di qualsiasi origine, colonizzano gli spazi inter-
cellulari degli organi vegetali interessati.
La diagnosi si effettua sull’os- Batteri al microscopio
servazione dei sintomi quando i
tessuti sono idropici e si osserva-
no essudati; per acquisire certez-
ze nella diagnosi è necessario il
supporto di analisi di laboratorio.
La lotta è soprattutto di tipo pre-
ventivo anche con l’impiego di
agrofarmaci, o di tipo genetico.
FUNGHI O CRITTOGAME
Organismi pluricellulari che hanno bisogno delle sostanze prodotte dalle piante per nutrirsi, hanno corpo micro
o macroscopico e sono sprovvisti di clorofilla.
Per il realizzarsi di un’infezione fungina è necessaria la coincidenza di più fattori riguardanti la pianta ospite e le
condizioni ambientali. Il ciclo biologico di buona parte dei funghi fitoparassiti è costituito da due fasi, una sessuata
ed una agamica: la prima assicura la sopravvivenza del fungo nei periodi sfavorevoli (autunno-inverno), la seconda
assicura la moltiplicazione e diffusione del fungo nella stagione più favorevole.
I mezzi di lotta contro le fitopatie provocate da funghi sono diversi, i più utilizzati sono di natura chimica.
12 PIANTE INFESTANTI
Se si escludono le piante parassite propriamente dette (es. cuscuta, orobanche, vischio) le piante infestanti inter-
feriscono con la specie coltivata sottraendo ad essa sostanze nutritive, luce e acqua, senza svolgere una azione
parassitaria vera e propria; possono inoltre avere effetti negativi indiretti agendo sul microclima o favorendo lo
sviluppo e la conservazione di agenti patogeni. Il concetto di infestante non è assoluto, infatti una coltura princi-
pale può diventare infestante per quella che segue. Sulle infestanti si può intervenire con mezzi agronomici o con
strumenti meccanici o chimici.
NEMATODI
Sono estremamente diffusi in tutti gli ambienti e conosciuti anche come Anguillule per la loro forma ed il carat-
teristico movimento. Sono visibili solo al microscopio. La maggioranza di essi vive nel terreno ed attacca l’appara-
to radicale delle piante, ma esistono specie che attaccano gli organi aerei. Generalmente non inducono sintomi
specifici, che sovente vengono attribuiti ad altre cause, e la loro diagnosi è a volte difficile se non per i nematodi
galligeni che formano vistose galle sulle radici. I nematodi fitoparassiti sono dotati di uno stiletto estroflessibile che
perfora i tessuti vegetali. Alcuni di essi sono vettori di pericolosi virus, le microferite provocate dallo stiletto aprono
poi la via ad altri patogeni.
La lotta si basa principalmente sui mezzi agronomici, sono anche possibili interventi con mezzi fisici e chimici.
INSETTI 13
Sono la classe più ampiamente diffusa sulla terra.
Quelli dannosi alle piante provocano danni diversi a seconda del tipo
di apparato boccale, del loro stadio biologico e dell’organo vegetale
attaccato.
Alcuni di essi trasmettono virus e fitoplasmi.
Possono essere controllati con mezzi biologici, meccanici o chimici.
ACARI
Sono piccoli animali appartenenti alla classe degli Aracnidi che, con i loro organi succhiatori, sottraggono la linfa
alle piante. Esistono anche acari predatori di acari fitoparassiti e assumono per questo motivo grande utilità nella
difesa delle coltivazioni.
La lotta si basa su mezzi biologici e chimici.
14 MOLLUSCHI
Vi appartengono lumache (conchiglia esterna) e limacce (conchiglia non visibile). I danni consistono generalmente
in erosioni a carico di vari organi della pianta.
La lotta può essere effettuata con mezzi meccanici e chimici.
Lumaca Limaccia
VERTEBRATI
Gli animali superiori che possono danneggiare le colture sono numerosi (uccelli, topi, arvicole, talpe, lepri, cin-
ghiali, ecc.).
I danni sono spesso molto ingenti.
La lotta si basa soprattutto sull’uso di repellenti e pro-
tezioni meccaniche.
Capitolo II 15
Metodi di lotta
Una premessa fondamentale all’applicazione di mezzi - curativo: quando si interviene direttamente sul patoge-
di lotta è rappresentata dall’adozione delle buone pratiche no, dopo che questo si è instaurato sulla pianta ospite,
agronomiche volte a rendere le colture meno vulnerabili nei cercando di contenere i danni arrecati alle colture.
confronti delle avversità, agendo sulle caratteristiche chi-
mico-fisiche e microbiologiche del suolo. In questo quadro 2.1 LOTTA ALLE AVVERSITA’
assumono, ad esempio, notevole importanza gli interventi La protezione delle piante e delle produzioni dalle avversi-
finalizzati a mantenere e a migliorare il contenuto in sostanza tà è andata sempre più ponendosi all’attenzione dell’opinione
organica e la struttura del suolo. pubblica a causa dei rischi per la salute umana e per l’am-
In quest’ottica è possibile proteggere le colture dalle biente connessi ad un uso non appropriato dei prodotti fito-
avversità parassitarie, comprese le piante infestanti, adottan- sanitari. In relazione a questi aspetti la ricerca si è impegnata
do metodi agronomici, genetici, meccanici, fisici, biologici e ad individuare strategie di difesa in grado di limitare l’uso di
chimici. prodotti chimici.
Tutti questi mezzi possono essere impiegati in modo: Nel corso del tempo si è pertanto passati da una strategia
- preventivo: quando evitano l’instaurarsi dell’avversità e nel di lotta a calendario, in cui i trattamenti venivano eseguiti a
contempo creano attorno alla pianta un ambiente non cadenze prefissate senza tenere conto della reale presenza
idoneo al parassita e favorevole invece ad un migliore del parassita o delle condizioni epidemiologiche favorevoli
sviluppo del vegetale. al suo sviluppo, ad una lotta guidata, basata sull’adozione di
METODI DI PROTEZIONE
- Rotazioni, avvicendamenti, consociazioni
- Ammendamenti e concimazioni
AGRONOMICI - Lavorazioni
- Pacciamatura
- Potature
- Protezioni
MECCANICI - Sfalci
- Trappole cromotropiche
- Solarizzazione
FISICI CALORE - Vapore
- Acqua calda
- Antagonisti naturali
BIOLOGICI e BIOTECNICI - Trappole sessuali a base microbiologica
(es. Bacillus thuringiensis)
}
- Anticrittogamici - Rodenticidi
- Insetticidi - Diserbanti
CHIMICI - Acaricidi - Repellenti PRODOTTI FITOSANITARI
- Nematocidi - Fumiganti
- Limacidi - Fitoregolatori
- Fisiofarmaci
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
Tecnica che sfrutta i rapporti di antagonismo Gli interventi di difesa integrata dovranno tenere conto
Lotta della soglia economica o di tolleranza cioè del numero di
fra gli organismi viventi per contenere
biologica organismi dannosi oltre il quale si verifica un danno economi-
le popolazioni di quelli dannosi
co nonché delle condizioni ambientali idonee all’instaurarsi
delle infezioni fitopatologiche.
Applicazioni ripetute a turni fissi a scopo La realizzazione della difesa integrata si basa sulla dispo-
Lotta
cautelativo senza verificare la reale necessità nibilità di dati meteorologici, utili anche per l’applicazione di
a calendario
di compierli modelli matematici che permettono, per alcune avversità, di
individuare il momento migliore per intervenire. Per tali infor-
mazioni ci si può avvalere dei servizi forniti da organismi di
Lotta Razionalizzazione degli interventi, introdu- assistenza tecnica e di consulenza.
guidata zione del concetto di soglia di intervento Il Piano di Azione Nazionale (PAN) distingue due livelli di
difesa integrata: obbligatoria e volontaria.
Capitolo III 19
I PRODOTTI FITOSANITARI
FUNGICIDI combattono malattie causate da funghi (o crittogame) (es. peronospora, oidio, tic-
O ANTICRITTOGAMICI chiolatura ecc.)
combattono gli insetti dannosi alle piante coltivate ed alle derrate alimentari immagaz-
INSETTICIDI
zinate (es. afidi, tignole, cidia ecc.)
ACARICIDI combattono gli acari nocivi alle piante (es. ragnetto rosso)
FUMIGANTI agiscono sotto forma di gas o vapore contro vari parassiti vegetali ed animali
FITOREGOLATORI agiscono sull’attività degli ormoni delle piante, riequilibrandoli (es. alleganti, diradanti ecc.)
Gli antidoti agronomici sono sostanze che aggiunte ad un Tali sostanze possono agire per via fisica o meccanica.
prodotto fitosanitario servono per eliminare o ridurre gli effetti Per valutare la miscibilità con altre sostanze è importante
fitotossici del PF su certi vegetali. conoscere la reazione (o pH – potenziale idrogenionico) di un
I sinergizzanti sono sostanze che possono potenziare l’at- composto. Le formulazioni possono avere diversa reazione in
tività della sostanza attiva contenute in un PF. base alle sostanze in esse contenute che può essere alcalina (o
Il DPR 55/12 ha incluso altresì i corroboranti. Si tratta di basica), acida o neutra.
sostanze di origine naturale non utilizzate per scopi fitosanitari In questo senso è necessario sapere che:
e fertilizzanti, in grado di potenziare la resistenza delle piante • un prodotto alcalino reagisce con gli acidi;
nei confronti dei danni provocati da differenti avversità. • un prodotto acido reagisce con le basi;
• un prodotto neutro è intermedio tra i precedenti e non ha
caratteristiche né acide né basiche.
Sull’etichetta è riportata l’avvertenza sulla loro miscibilità.
ò
APOPLASTICA
ò
SIMPLASTICA O
La modalità di azione può variare in relazione alla tipologia di
prodotto impiegato, come descritto nella tabella di seguito.
Fungicidi, insetticidi e nematocidi possono essere utilizzati, a
O ASCENDENTE DISCENDENTE seconda dell’organismo bersaglio e della formulazione, per trat-
per via xilematica, segue la per via floematica, tamenti sia alla parte aerea sia al suolo. Il trattamento acaricida è
corrente linfatica dalle dalle foglie effettuato esclusivamente sulla parte aerea, mentre il trattamento
radici alle foglie verso le radici erbicida è diretto al suolo nudo o alla vegetazione che lo ricopre.
In ogni caso il prodotto deve essere SELETTIVO, cioè non
deve provocare ripercussioni negative sulla coltura in atto, ma
colpire esclusivamente l’infestante.
22 FUNGICIDI
3.4 RESISTENZA
La Direttiva 2009/128/CE esprime in modo chiaro l’attenzio-
PREVENTIVI - impediscono che avvenga l’infezione per- ne che occorre porre alla prevenzione delle resistenze.
tanto devono essere presenti sull’organo da proteggere La resistenza é la caratteristica naturale ed ereditabile che per-
prima che questo sia contaminato. mette ad un insetto, ad una pianta infestante o ad un fungo di sfug-
gire all’azione di un prodotto fitosanitario, normalmente in grado di
controllarlo efficacemente, quando applicato correttamente.
CURATIVI - interrompono il processo infettivo nei primi La resistenza può determinarsi naturalmente (ad esempio
stadi del periodo d’incubazione, pertanto devono esse- per mutazione genetica) ed essere favorita dall’uso ripetuto del-
re impiegati entro breve tempo dalla contaminazione. lo stesso prodotto fitosanitario o di prodotti aventi il medesimo
meccanismo d’azione. In tal modo vengono eliminati solo gli
ERADICANTI - devitalizzano gli organi di sopravviven- organismi sensibili, mentre quelli resistenti tendono progres-
za e disseminazione dei patogeni; pertanto possono sivamente a selezionarsi, a diffondersi e a diventare numerica-
essere impiegati entro tempi relativamente lunghi mente dominanti.
dalla contaminazione. In alcuni casi, come ad esempio nelle piante infestanti, il
fenomeno della resistenza può persistere per molti anni nei
semi accumulati nel terreno.
INSETTICIDI ACARICIDI NEMATOCIDI In generale, la resistenza è legata a 4 principali aspetti, carat-
terizzati ciascuno da diversi fattori in grado di favorirla:
INGESTIONE - agiscono a seguito di ingestione da parte • caratteristiche degli organismi combattuti
dell’organismo nocivo - elevato numero di generazioni nel corso dell’anno;
- elevato numero di elementi riproduttivi o moltiplicativi
CONTATTO - hanno azione tossica sul tegumento (es. semi di piante infestanti, uova di insetti ecc.);
esterno del corpo • proprietà del prodotto fitosanitario
- elevata specificità del meccanismo di azione (es. erbicidi
ASFISSIA - raggiungono l’apparato respiratorio bloccan- inibitori dell’enzima ALS, acetolattato sintetasi);
done l’attività - elevata persistenza;
- azione nociva nei confronti degli organismi utili, in grado
INTERFERENZE SULLA RIPRODUZIONE di limitare naturalmente lo sviluppo degli organismi
(feromoni): ostacolano la riproduzione dannosi (insetti e funghi);
• modalità di impiego dei prodotti fitosanitari
INTERFERENZE SULLO SVILUPPO - (regolatori di cresci- - impiego ripetuto nel tempo di prodotti con lo stesso
ta): alterano i meccanismi della muta meccanismo di azione;
- impiego in epoche errate (bassa sensibilità dell’organismo
Possono inoltre essere classificati sulla base dello stadio da combattere) o dosi diverse da quelle di etichetta (ad
biologico dell’organismo nocivo: es. troppo basse);
- impiego di prodotti singoli;
ADULTICIDI - impiego di prodotti che hanno già manifestato
fenomeni di resistenza;
OVICIDI • pratiche colturali
- ripetizione negli anni della stessa coltura sullo stesso
NEANICIDI – LARVICIDI appezzamento;
- mancata applicazione di pratiche di lotta agronomiche o
ERBICIDI colturali (es. sarchiature per ostacolare lo sviluppo di
malerbe nei seminativi);
PRE-SEMINA - applicazione prima che la coltura sia - mantenimento nel tempo della non lavorazione del terreno
seminata o trapiantata nei seminativi;
Per contrastare la comparsa e lo sviluppo delle resistenze é
PRE-EMERGENZA - applicazione dopo la semina e prima possible adottare diverse strategie operative:
che la coltura sia emersa dal terreno • ricorrere alla rotazione colturale (nel tempo e nello spazio);
• impiegare nel tempo prodotti fitosanitari con diverso mec-
POST-EMERGENZA - applicazione in presenza della canismo di azione;
coltura e/o contemporanea presenza delle infestanti. • scegliere i prodotti fitosanitari più adatti nei confronti degli
organismi da combattere;
I prodotti fitosanitari
•
•
impiegare i prodotti alle corrette dosi ed epoche di impiego;
sostituire o integrare i prodotti fitosanitari con mezzi o pra- DL50
23
tiche alternative colturali (ad esempio nel caso della lotta Indica la dose di principio attivo somministrata in una sola
contro insetti, applicazione della confusione o del disorien- volta per via orale (DL50 orale) o dermale (DL 50 derma-
tamento sessuale, applicazione dei prodotti solo al supera- le), in grado di causare la morte del 50% degli animali da
mento di soglie di densità; nel caso della lotta alle malerbe, laboratorio (in genere cavie o ratti), riportata all’uomo tra-
impiego dei diserbanti combinato con sarchiature interfila); mite idonei fattori di correlazione. La DL50 viene espressa
• evitare la diffusione di organismi sfuggiti ai trattamenti in milligrammi di principio attivo per ogni chilogrammo
con prodotti fitosanitari (ad esempio con l’asportazione di peso corporeo (mg/kg). Minore è il valore della DL50,
delle piante infestanti non controllate); maggiore sarà la tossicità del prodotto.
• utilizzare attrezzature per la distribuzione opportuna-
mente tarate ed impiegare i volumi di acqua corretti.
CL50
Si ricorda che le etichette di tutti i prodotti fitosanitari Esprime la concentrazione del principio attivo sommini-
riporteranno, prossimamente, sotto la denominazione del strata per un tempo determinato per via inalatoria, in grado
prodotto, una sigla corrispondente al meccanismo di azione di causare la morte del 50% di una popolazione campione
(A, B, C, … ecc.), in modo da ridurre il rischio di utilizzazione di animali da laboratorio, riportata all’uomo tramite ido-
ripetuta dei prodotti con lo stesso meccanismo (V. fac-simile nei parametri di correlazione. Viene espressa in parti per
etichetta). In questo modo per limitare il rischio di comparsa milione (ppm = mg/kg) nel caso di solidi o liquidi ed in
delle resistenze sarà sufficiente miscelare o alternare prodotti milligrammi per metro cubo (mg/mc) nel caso di vapori o
con sigle diverse. aerosol. I valori di CL50 sono applicati ai prodotti gassosi, a
quelli immessi in commercio sotto forma di gas liquido, ai
prodotti fumiganti e agli aerosol nonché ai prodotti fitosa-
Per maggiori informazioni nitari in polvere il cui diametro delle particelle non superi i
• FRAC (Fungicide Resistance Action Committee) 50 micron { micron (µ) = millesimo di millimetro}.
[Link]
• IRAC (Insecticide Resistance Action Committee)
Va inoltre osservato che nella classificazione dei prodotti si tie-
[Link]
ne conto anche dei rischi di cancerogenesi, mutagenesi, terato-
• HRAC (Herbicide Resistance Action Committee)
genesi per i quali sono previsti altresì specifici simboli di pericolo.
[Link]
La Direttiva 2003/82/CE prevede in etichetta specifiche fra-
si SPe relative alle precauzioni per l’ambiente.
In Italia dal 1° giugno 2015 i prodotti fitosanitari (misce-
3.5 CLASSIFICAZIONE TOSSICOLOGICA le) dovranno essere obbligatoriamente classificati, etichet-
tati e imballati secondo il Regolamento (CE) n. 1272/2008
I prodotti fitosanitari sono stati suddivisi in classi di
denominato CLP (Classification, Labelling and Packaging), che
tossicità in base all’impatto che questi possono avere nei
aggiorna il sistema di classificazione ed etichettatura dei pro-
confronti sia dell’uomo, sia dell’ambiente.
dotti chimici.
La normativa attuale valuta il problema con un’ottica mol- Il Regolamento riprende i principi del GHS (Globally Harmo-
to più ampia, prendendo in esame anche la tossicità cronica, nized System), definito dal Consiglio economico e sociale delle
l’impatto sull’ambiente (aria, acqua e suolo), la persistenza, la Nazioni Unite per garantire un sistema di classificazione ed eti-
quantità dei residui, l’azione sull’ecosistema e in particolare chettatura armonizzato a livello mondiale delle sostanze e misce-
sulla fauna utile e sugli organismi non bersaglio; considera, le pericolose.
oltre alla sostanza attiva, anche gli eventuali prodotti coadiu- Sono previste classi di pericolo (fisico, per la salute e per
vanti e coformulanti che possono concorrere ad aumentare l’ambiente).
il rischio di tossicità, nonché il tipo di formulazione con cui il Il regolamento CLP prevede:
prodotto fitosanitario è messo in commercio. • nuovi pittogrammi GHS in sostituzione dei vecchi simboli
Per questo motivo i formulati commerciali contenenti la • indicazioni di pericolo (frasi H = hazard = pericolo) in
stessa sostanza attiva possono essere classificati in modo dif- sostituzione delle frasi di rischio (frasi R) che descrivono
ferente, tenendo appunto conto dei coadiuvanti, della con- la natura e, se necessario il livello di pericolo di un pro-
centrazione e della formulazione della sostanza attiva. dotto fitosanitario;
La classificazione del rischio nei confronti di organismi • eventuali consigli di prudenza (frasi P) frasi che descrivono
animali si basa principalmente sulla “dose letale 50” (DL50) la misura o le misure raccomandate per ridurre al minimo e
e sulla “concentrazione letale 50”(CL50), che esprimono la prevenire gli effetti nocivi dell’esposizione a una sostanza o
tossicità acuta del prodotto. miscela pericolosa (V. allegati 3 e 4).
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
24
Indicazioni di pericolo (Hazard statements)
Il LMR è determinato a livello comunitario dall’Autorità
Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) dopo aver verifi-
H200 Pericolo fisico cato mediante studi sui residui che i livelli di esposizione siano
FRASI H H300 Pericolo per la salute sicuri per tutti i consumatori dell’UE. Per verificare il rispetto
H400 Pericolo per l’ambiente di questo importante parametro sanitario ogni anno vengono
Consigli di prudenza (Precautionary statements) attuati sul territorio regionale controlli sulla produzione da par-
P100 Generale te degli Enti competenti (ASL) e, nel caso di un accertato supe-
P200 Prevenzione ramento dei limiti dovuto ad utilizzo improprio di un prodotto
FRASI P P300 Risposta vengono applicate le sanzioni previste dalla norma, mentre le
P400 Immagazzinamento derrate i cui residui risultano non regolamentari non possono
P500 Eliminazione essere messe in vendita.
Frasi supplementari per criteri solo UE e non GHS
– EU+ tre cifre (0 + il numero della vecchia frase R) In generale, è possibile mantenere il livello dei residui degli
alimenti entro i limiti stabiliti dalla legge, osservando scrupolo-
samente le norme riportate in etichetta ed i dettami di buona
Periodo transitorio: le miscele (formulati commerciali) pratica agricola e in particolare è importante:
immesse sul mercato fino al 1° giugno 2015 potranno essere clas- • effettuare il trattamento solo se realmente necessario;
sificate, etichettate e imballate secondo il sistema vigente (Diretti- • dare la preferenza a prodotti con minor impatto ambientale;
va 1999/45/CE) o secondo il Regolamento CLP. • rispettare sempre le indicazioni relative ai campi d’impie-
Le miscele classificate in base al vecchio sistema ed go (colture ed avversità specificatamente ammesse);
immesse sul mercato (presso i rivenditori) prima del 1° giu- • utilizzare in serra solo i prodotti per i quali tale uso è riportato
gno 2015 possono essere commercializzate fino al 1° giugno in etichetta;
2017 successivamente a questa data possono essere vendu- • rispettare e non superare le dosi consigliate in etichetta;
te a condizione che siano rietichettate e reimballate secondo • rispettare i periodi di intervento e, quando q. indicato in eti-
il Reg. CLP. La coesistenza delle tabelle serve per affrontare il chetta, il numero di interventi consigliati;
periodo transitorio. • rispettare il tempo di carenza, sia per la raccolta, sia nel caso di
Scheda di sicurezza (SDS): Le schede di dati di sicurezza prodotti immagazzinati, per la messa in commercio;
comprendono informazioni sulle proprietà e sui pericoli della • non far pascolare animali in campi trattati prima che sia tra-
sostanza, istruzioni per la manipolazione, lo smaltimento e il tra- scorso un congruo periodo di tempo, che normalmente coin-
sporto e misure di pronto soccorso, antincendio e di controllo cide con il tempo di carenza;
dell’esposizione (V. allegato 5) (v. anche cap. 4.1). • utilizzare apparecchiature di distribuzione controllate, tarate e
perfettamente efficienti;
3.6 RESIDUI DI PRODOTTI FITOSANITARI • regolare il getto dell’irroratrice in modo che non provochi
La produzione e il consumo di prodotti di origine vegeta- deriva su colture adiacenti;
le e animale riveste grande importanza e, nell’interesse della • trattare solo in condizioni meteorologiche adatte, evitando i
libera circolazione delle merci, delle pari condizioni di con- periodi più caldi della giornata e giornate ventose o piovose;
correnza tra gli Stati membri e di un elevato livello di tutela
dei consumatori, il Reg. (CE) N. 396/2005 stabilisce su scala In caso di esportazione verso altri Paesi extracomunitari
comunitaria il limite massimo di residui (LMR) consentito nei dovranno essere rispettati i limiti stabiliti dallo Stato importatore.
prodotti di origine vegetale e animale. Dal punto di vista sanitario oltre al LMR assumono importanza,
Il limite massimo di residui è strettamente collegato con in generale, non solo i “residui” di quel prodotto ma anche quelli di
il rispetto dell’intervallo di tempo che intercorre tra l’ultimo degradazione (metaboliti) presenti in qualsiasi substrato vegetale
trattamento e la raccolta (tempo di carenza o intervallo di sicu- e animale (alimentare e non) e nell’ambiente (terreno, acqua).
rezza) e delle altre indicazioni tecniche di utilizzo (dose, perio- In Piemonte viene effettuato anche questo tipo di controllo
do, tipo di distribuzione) nonché alle condizioni ambientali residuale, rivolto principalmente al monitoraggio delle colture
(temperatura). Indica la quantità massima di sostanza attiva, durante il ciclo produttivo (cioè in fasi diverse dalla raccolta),
delle sue impurezze e/o dei sui prodotti di metabolizzazione, a matrici differenti dal prodotto edibile, al monitoraggio delle
degradazione o reazione che può essere tollerata sui prodotti acque superficiali e dei terreni. Queste verifiche servono prin-
destinati all’alimentazione in qualsiasi momento successivo alla cipalmente per i controlli del rispetto delle normative (utilizzo
raccolta. Tale quantità, espressa generalmente in parti per milio- di prodotti non consentiti da disciplinari di produzione, uso in
ne (ppm), esprime la quantità massima di sostanza attiva che, in epoche non previste, ecc., a seguito delle quali può venire, ad
seguito a prove tossicologiche, ha dimostrato di non arrecare esempio, sospesa l’erogazione del premio o attuata un’azione
danni alla salute. Le etichette dei prodotti non riportano il LMR disciplinare) o per una verifica di inquinamento ambientale e la
ma unicamente il tempo di carenza per ogni coltura autorizzata. messa a punto di relativi piani di salvaguardia.
I prodotti fitosanitari
25
26
27
30 3.8 AUTORIZZAZIONE apposito albo (ad es. Centri di saggio). Per l’esecuzione di pro-
ve o di esperimenti di campo a scopo autorizzativo é necessa-
L’autorizzazione di un prodotto fitosanitario è l’atto ammi- rio richiedere l’autorizzazione al Ministero della Salute e con-
nistrativo mediante il quale il Ministero della Salute, a seguito testualmente al Ministero delle Politiche Agricole – Servizio
di una domanda inoltrata da un richiedente, autorizza l’immis- Fitosanitario centrale e all’Agenzia Nazionale per la protezione
sione sul mercato e l’uso di un prodotto fitosanitario o di un dell’ambiente e comunicare alla ASL, all’ARPA ed al Servizio
coadiuvante. Fitosanitario regionale competenti tutti i dati necessari per
Un prodotto fitosanitario, per poter essere posto in com- l’identificazione delle aree e dei periodi di esecuzione delle
mercio, deve essere autorizzato (registrato), cioè deve aver prove (art. 36 DPR 290/01).
subito una serie di valutazioni ed essere considerato idoneo
da una commissione di esperti che ne valutano gli aspetti tos- Per evitare un’eccessiva duplicazione degli studi, ridurre il
sicologici, agronomici ed ambientali. carico amministrativo per l’industria e per gli Stati membri e
L’autorizzazione è rilasciata dal Ministero della Salute su offrire una disponibilità di prodotti fitosanitari più armonizza-
richiesta della Ditta produttrice ed ha una durata massima di ta, le autorizzazioni rilasciate da uno Stato membro dovranno
10 anni. Alla scadenza, detta autorizzazione potrà essere rinno- per principio essere accettate dagli altri paesi aventi condizio-
vata a seguito di una rivalutazione degli aspetti tossicologici, ni agricole, fitosanitarie e ambientali (comprese quelle clima-
ambientali ed agronomici. Sono anche previste autorizzazioni tiche) comparabili (principio del riconoscimento reciproco).
provvisorie, fino ad un massimo di 3 anni, e nel caso di partico- L’UE è stata quindi divisa in tre zone Nord, Centro e Sud - che
lari esigenze fitopatologiche di autorizzazioni eccezionali fino presentano situazioni paragonabili. La zona Nord include gli
ad un massimo di 120 giorni. Stati membri scandinavi e baltici; la zona Sud comprende l’Italia,
Nel caso in cui insorgano elementi sanitari od ambientali la Bulgaria, la Grecia, la Spagna, la Francia, Cipro, Malta e il Por-
che possano far presupporre la possibilità di rischi per l’uo- togallo; il Centro comprende tutti gli altri Stati membri.
mo o per l’ambiente il Ministero della Salute può revocare o I singoli Stati membri possono, comunque definire condi-
sospendere l’autorizzazione e l’impiego del prodotto. zioni d’uso supplementari o restrizioni per i prodotti fitosani-
tari autorizzati nella propria zona e avranno anche la facoltà
La vigente normativa garantisce l’uniformità dei crite- di non autorizzare prodotti fitosanitari invocando circostanze
ri di autorizzazione nell’ambito di tutto il territorio della U.E. ambientali e agricole specifiche.
Per l’autorizzazione di un prodotto fitosanitario è necessario
che le sostanze attive in esso contenute siano state preventi-
vamente autorizzate all’impiego a livello comunitario e inserite
in uno specifico registro delle sostanze attive (Allegato 1 della
Direttiva 91/414).
Tale sistema permette di abbreviare significativamente i
tempi di registrazione, risultando la sostanza attiva registrata
una sola volta a livello comunitario ed essendo questa registra- Zona A
zione riconosciuta dai singoli Paesi membri.
La normativa lascia la possibilità agli organismi ufficiali o
scientifici di ricerca nonchè alle organizzazioni professionali
agricole ed agli utilizzatori di prodotti fitosanitari, di chiedere Zona B
l’estensione del campo di impiego di un prodotto fitosanitario
già registrato per l’utilizzo su colture designate come “mino-
ri”, fornendo un’adeguata documentazione a supporto della
richiesta.
L’importazione parallela di agrofarmaci da Paesi Comu-
nitari è possibile quando sia accertato che le differenze nella
Zona C
natura e nella percentuale di coformulanti non modificano la
classificazione di pericolosità né l’efficacia agronomica del pro-
dotto che si intende importare rispetto a quello registrato in
Italia (come previsto dal DM 17/12/1998 modificato dai decreti
21/7/2000 e 24/10/2006).
Il Regolamento REACH (Registration, Evaluation and
Gli studi forniti a supporto dell’ autorizzazione dei prodotti Authorisation of CHemicals in vigore dal 1° giugno 2007)
fitosanitari (ad esempio di efficacia e selettività) devono esse- norma la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e
re realizzati esclusivamente da strutture riconosciute idonee la restrizione delle sostanze chimiche.
dalle Autorità Ministeriali degli Stati membri e registrate in un
I prodotti fitosanitari
33
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
34 Capitolo IV
Vendita, acquisto, uso e conservazione
dei prodotti fitosanitari
4.1 CERTIFICATO DI ABILITAZIONE ALLA VENDITA La frequenza ai corsi non deve essere inferiore al 75% del
monte ore complessivo e deve essere comprovato da specifi-
Il certificato di abilitazione alla vendita dei prodotti fitosa- co attestato di frequenza.
nitari costituisce un requisito obbligatorio per la distribuzione Possono partecipare ai corsi di formazione anche soggetti
sul mercato (all’ingrosso o al dettaglio) di tutti i prodotti fitosa- provenienti da regioni differenti da quelle che hanno organizza-
nitari destinati a utilizzatori professionali. to i corsi medesimi. L’esame per il rilascio del certificato di abili-
A partire dal 26 novembre 2015 il certificato di abilitazione deve tazione deve comunque essere sostenuto nella regione in cui il
essere esposto e ben visibile nel locale adibito a punto vendita. soggetto ha seguito il corso di formazione. Detta regione prov-
Le modalità per l’attività di formazione e aggiornamento vederà anche al rilascio del relativo certificato di abilitazione.
sono stabilite dal [Link] 150/2012 e dal PAN. Il certificato di abi-
litazione alla vendita è valido su tutto il territorio nazionale. Modalità di rinnovo dei certificati di abilitazione
Per coloro che sono già in possesso del certificato di abili- I certificati di abilitazione vengono rinnovati, su richiesta del
tazione alla vendita questo resterà valido fino alla data di sca- titolare, previa verifica della partecipazione a specifici corsi o inizia-
denza, ma il rinnovo avverrà secondo le nuove disposizioni. tive di aggiornamento o attraverso un sistema di crediti formativi
Le attuali disposizioni legislative tutelano comunque colo- acquisiti nell’arco del periodo di validità dell’abilitazione (5 anni).
ro che non sono in possesso dei requisiti previsti per il rilascio Le autorità regionali o provinciali competenti individuano le
dei nuovi certificati. iniziative di carattere formativo o seminariale, valide ai fini del
Modalità di rilascio dei certificati di abilitazione raggiungimento dei crediti formativi.
La formazione ai fini del rilascio del certificato di abilitazio- Prescrizione per la vendita di prodotti fitosanitari
ne alla vendita è costituita da un corso di base comune che si
differenzia nella restante parte con materie specifiche secon- La vendita dei prodotti fitosanitari non può avvenire in
do il diverso ruolo: utilizzatore o distributore. forma ambulante né allo stato sfuso; sono ammessi alla ven-
Il certificato di abilitazione alla vendita è rilasciato alle per- dita i prodotti regolarmente autorizzati dal Ministero della
sone in possesso di diplomi o lauree in discipline agrarie, fore- Salute.
stali, biologiche, ambientali, chimiche, mediche e veterinarie a Il distributore è tenuto a fornire la scheda dati di sicurezza
condizione che abbiano frequentato un corso di formazione che accompagna il prodotto (V. allegato 5) e ad informare
della durata di almeno 25 ore con valutazione positiva. l’acquirente sul periodo massimo entro il quale il prodotto
fitosanitario deve essere utilizzato, nel caso in cui l’autorizza-
zione sia stata revocata ed il prodotto stesso sia ancora utiliz-
zabile per un periodo limitato.
Non rispetto delle indicazioni riportate Reiterazione del mancato rispetto delle indicazioni
in etichetta relativamente alle prescrizioni riportate in etichetta relativamente alle prescrizio-
Utilizzatore per la tutela della salute o dell’ambiente. ni per la tutela della salute o dell’ambiente.
professionale
Reiterazione del non corretto utilizzo del
Utilizzo non corretto del prodotto fitosanitario prodotto fitosanitario in fase di distribuzione,
nella fase di distribuzione con il rischio con conseguente contaminazione
di fenomeni di deriva. di abitazioni o di corsi idrici superficiali
dovuta a fenomeni di deriva.
* Il periodo di sospensione è stabilito dalle competenti autorità regionali e provinciali in relazione alle inadempienze riscontrate
nel comportamento del distributore.
Vendita, acquisto, uso e conservazione dei prodotti fitosanitari
Trasporto e conservazione
Quando tecnicamente si rileva la necessità di eseguire un
trattamento ed è stato scelto un idoneo formulato, questo
deve essere acquistato esclusivamente presso rivenditori a ciò
autorizzati; l’acquirente deve esibire il certificato di abilitazione
all’acquisto e uso e assicurarsi che il prodotto fornito sia pro-
prio quello suggerito dai tecnici specialisti.
In calce al modulo l’acquirente dichiara che seguirà le indi-
cazioni e le prescrizioni previste per l’impiego dei prodotti fito- Il trasporto dei prodotti fitosanitari deve essere effettuato con tutte le pre-
sanitari acquistati e firma quanto sopra attestato. cauzioni per evitare perdite accidentali che possano contaminare il mezzo
Il regolamento CLP stabilisce anche norme generali relati- di trasporto e l’ambiente (D. Mondino)
ve all’imballaggio, che garantiscono la sicurezza durante le fasi il numero e la data di registrazione del Ministero della Salute.
di trasporto, conservazione e uso dei prodotti. Con l’acquisto ogni responsabilità relativa al trasporto, con-
Al momento dell’acquisto è necessario esaminare le con- servazione ed uso viene trasferita totalmente all’acquirente.
fezioni per controllarne l’integrità e lo stato di conservazione.
è vietata la vendita di prodotti fitosanitari in confezioni non Per il trasporto dei prodotti fitosanitari è bene attenersi alle
sigillate o non originali. Sull’etichetta devono essere riportati norme descritte nella tabella seguente.
L’ambiente destinato allo stoccaggio deposito dei PF deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
q deve essere chiuso e ad uso esclusivo, non possono esservi stoccati altri prodotti o attrezzature, se non direttamente
collegati all’uso dei PF;
q non vi possono essere immagazzinate sostanze alimentari e mangimi;
q possono essere conservati concimi utilizzati normalmente in miscela con i PF e rifiuti di PF,
in deposito temporaneo, quali contenitori vuoti, prodotti scaduti o non più utilizzabili, purché tali rifiuti siano
collocati in zone identificate del deposito, opportunamente evidenziate, e comunque separati dagli altri
prodotti;
q deve disporre di sistemi di contenimento in modo che in caso di sversamento accidentale sia possibile
impedire che il PF, le acque di lavaggio o i rifiuti di PF possano contaminare l’ambiente, le acque
o la rete fognaria;
q disporre di chiusura di sicurezza esterna in modo da non essere accessibile dall’esterno attraverso altre aperture
(es. finestre);
q non rimanere incustodito mentre è aperto; l’accesso al deposito dei PF è
consentito unicamente agli utilizzatori professionali;
q garantire un sufficiente ricambio dell’aria;
q disporre di aperture per l’aerazione protette da apposite griglie in modo
da impedire l’entrata di animali;
q essere asciutto, al riparo dalla pioggia e dalla luce solare, e in grado
di evitare temperature che possano alterare le confezioni e i prodotti, o
creare condizioni di pericolo;
q disporre di ripiani costituiti da materiale non assorbente e privi di
spigoli taglienti;
q disporre sulla parete esterna appositi cartelli di pericolo e, in prossimità
dell’entrata, ben visibili i numeri di emergenza;
q essere dotato di materiale e attrezzature idonee per tamponare e
raccogliere eventuali sversamenti accidentali di prodotto;
q il deposito deve essere fornito di adeguati strumenti per dosare i PF Anche in azienda deve essere presente un ar-
(es. bilance, cilindri graduati). Gli stessi devono essere puliti dopo madio specifico per i PF dotato di chiusura di
l’uso e conservati all’interno del deposito o armadietto. sicurezza
Leggere
sempre le etichette Compiere le operazioni
prima di effettuare di preparazione in un ambiente bene
un intervento arieggiato
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
42
Per un corretto ed efficace impiego è necessario in partico- • tempo di rientro è il tempo minimo che deve intercor-
lare tenere presenti: rere tra il trattamento e la possibilità di rientrare nell’ap-
• lo spettro di azione, ossia le avversità contro le quali il pro- pezzamento trattato da parte dell’uomo e degli animali.
dotto è autorizzato ed efficace; Quando questo non è indicato è comunque buona nor-
• le colture su cui può essere utilizzato; ma far passare almeno 48 ore; tale tempo dovrebbe essere
• lo stadio colturale o il periodo di impiego; aumentato nel caso in cui vengano effettuate operazioni
• il numero massimo di trattamenti; colturali che prevedono la manipolazione delle parti trat-
• la dose di applicazione; tate (ad es. potatura, diradamento, ecc.); in etichetta pos-
• l’eventuale possibilità d’impiego in ambiente protetto. sono anche essere segnalati, quando necessario, i tempi
relativi al periodo di attesa tra il trattamento e la manipo-
Particolare attenzione deve essere posta altresì a: lazione dei prodotti trattati nonché il periodo tra l’applica-
• intervallo di sicurezza o tempo di carenza: rappresenta il zione del prodotto e la semina o la messa a dimora della
periodo minimo, espresso in giorni, tra l’ultimo trattamen- coltura successiva.
to e la raccolta (trattamenti in campo) o l’ultimo tratta- • salvaguardia degli insetti impollinatori (pronubi):
mento ed il consumo (trattamenti post raccolta); tale dato dovranno essere evitati i trattamenti in fioritura, provve-
può essere anche molto differente da coltura a coltura sul- dendo anche sfalciare le erbe fiorite presenti in prossimi-
la base delle caratteristiche vegetative delle stesse, della tà delle colture arboree da trattare. A questo proposito la
parte edibile e del ciclo di sviluppo; è ottenuto in base a Regione Piemonte ha stabilito specifiche disposizioni con
studi sperimentali sulla degradazione nelle condizioni col- la L.R. 20/98 “Norme per la disciplina, la tutela e lo sviluppo
turali medie. Poiché la degradazione è strettamente legata dell’apicoltura in Piemonte”.
al clima, i tempi di carenza sono spesso molto diversi per
la stessa coltura tra i Paesi nordici e quelli mediterranei. Il
tempo di carenza, essendo legato al modo ed al tempo di
degradazione del prodotto, non è direttamente correlato
con la tossicità dello stesso; esistono, ad esempio, PF tossi-
ci con solo 7 giorni di carenza ed altri a bassa tossicità che
richiedono un intervallo di sicurezza di 20 giorni.
In caso di miscele estemporanee il tempo di carenza da
rispettare è quello relativo al prodotto fitosanitario con
il tempo più lungo. Il tempo di carenza non varia anche
se dovesse essere diminuita la concentrazione di impie-
go e deve essere rispettato anche se la produzione non è
avviata direttamente al consumo, ma destinata ad essere
immagazzinata, surgelata o subire qualunque tipo di tra-
sformazione industriale. Più il trattamento è vicino alla rac-
colta, minore deve essere il tempo di carenza del prodotto
utilizzato. In particolare è necessario essere molto rigorosi
nel caso di produzioni a raccolta scalare.
Per le colture floricole, ornamentali e forestali non è previsto
tempo di carenza, non essendo il prodotto destinato all’ali-
mentazione. Esecuzione del trattamento con atomizzatore
Vendita, acquisto, uso e conservazione dei prodotti fitosanitari
46
La nota informativa contiene
q nome ed indirizzo del fabbricante o suo mandatario;
Rischi fisici Rischi CHIMICI q le istruzioni di deposito, di impiego, di pulizia,
di manutenzione, di revisione e di disinfezione;
q iprodotti di pulizia, di manutenzione o di disinfezione
consigliati dal fabbricante non devono avere
nell’ambito delle loro modalità di uso alcun effetto
Aerosol
nocivo per i DPI o per l’utilizzatore;
(polveri, fumi
Rumore q prestazioni ottenute dagli esami tecnici per
e nebbie)
verificare il livelli di protezione dei DPI;
q gli accessori utilizzabili con i DPI e le caratteristi-
che dei pezzi di ricambio appropriati;
Gas e Vapori q le classi di protezione adeguate a diversi livelli di
rischio ed i corrispondenti limiti di utilizzazione;
Rischi q la data e i termini di scadenza dei DPI o di alcuni dei
meccanici loro componenti;
Liquidi q il tipo di imballaggio appropriato per il trasporto
(proiezioni e dei DPI;
Termici schizzi) q il significato della marcatura;
q nome, indirizzo, numero di identificazione degli
Elettrici organismi notificati che intervengono nella fase di
certificazione dei DPI;
q è fornita dal fabbricante, è una sorta di carta d’identità
del DPI nel quale sono riportati tutti gli elementi
necessari per l’identificazione e il corretto uso.
Conformità CE
47
Su ogni DPI viene riportato un pittogramma che indica la protezione dal rischio e i livelli prestazionali indicati da numeri.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE DEL CORPO, DELLE VIE smaltire ed in alcuni casi durante la preparazione della miscela,
RESPIRATORIE, DEL CAPO E DEGLI OCCHI si possono utilizzare indumenti quali grembiuli, guanti e stivali,
A seconda delle operazioni che verranno svolte posso- in quanto il rischio è limitato ad alcune parti del nostro corpo,
no essere utilizzati differenti tipi di prodotto fitosanitario. mentre in altre situazioni dovranno essere impiegati indumen-
Ad esempio per la manipolazione delle confezioni vuote da ti a copertura totale come le tute.
Le tute
La tuta deve garantire la prote-
zione anche della testa (tute con
cappuccio) ed essere integrata
con altri dispositivi (guanti, casco,
stivali, occhiali, ….) in modo da
consentire la protezione di tutto il
corpo dell’operatore.
Sono disponibili sul mercato tute
in materiale speciale, impermea-
bili a polveri, liquidi e gas, ma che
nel contempo permettono una
buona traspirazione all’operatore.
Occorre evitare l’utilizzo di tute
non certificate in quanto potreb-
bero consentire il contatto del
prodot-
to con la Fig. n. 4
pelle. Le normali tute da lavoro in cotone consentono la traspirazione della pelle, ma non risultano
impermeabili all’acqua ed alle soluzioni trattanti.
Per le tute esistono sei differenti tipi in funzione dello stato fisico del prodotto chimico utilizzato
(gassoso, liquido o solido), alla quantità utilizzata e alla pressione di utilizzo.
A numerazione massima corrisponde una protezione minore (V. fig.n. 4).
Il tipo 3 abbinato ai tipo 4, 5 e 6 garantisce la tenuta dai liquidi ed è utilizzabile in tutte le più
comuni pratiche fitoiatriche. I tipi 1 e 2 abbinati a autorespiratori sono particolarmente idonei
per i trattamenti con gas tossici o all’interno di ambienti chiusi come le serre.
In ogni caso si deve utilizzare la tuta più adatta alla propria attività in base all’esposizione ed al
prodotto impiegato.
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
48 I GUANTI
I guanti utilizzati per la manipolazione dei prodotti fitosanitari devono essere resistenti alla perme-
azione ed alla penetrazione delle sostanze. I materiali più utilizzati dai fabbricanti sono neoprene,
gomma nitrilica o butilica. Devono essere resistenti all’abrasione e specifici per la manipolazione
delle sostanze chimiche pericolose (3ª categoria EN 347-1/2/3).
I guanti da lavoro in pelle o stoffa non garantiscono alcuna protezione dall’azione delle sostanze
presenti nei prodotti fitosanitari, come anche quelli in lattice di gomma che possono inoltre pro-
vocare sensibilizzazione della cute.
Devono essere utilizzati dal momento dell’apertura della confezione del prodotto per tutto la
durata delle operazioni che comportano il rischio di contatto con il prodotto fitosanitario; al temine della lavorazione
vanno sempre adeguatamente lavati, ancora indossati, con acqua e sapone.
I guanti monouso non devono mai essere riutilizzati e quelli non monouso devono comunque essere sostituiti periodi-
camente, anche se non lacerati, in base alla frequenza di utilizzo.
Esistono tipologie di guanto formate da strati di due differenti materiali, uno esterno di colore scuro resistente all’azione
dei prodotti chimici ed il secondo interno in colore chiaro e in materiale più leggero. Questo permette di notare l’even-
tuale degradazione/lacerazione del materiale resistente al prodotto chimico in modo di sostituire il guanto.
GLI STIVALI
Devono essere in gomma e modellati in modo da essere indossati sotto la tuta.
Devono assicurare resistenza alla permeazione, penetrazione e degradazione relativamente agli
agenti chimici.
Anche gli stivali vanno adeguatamente lavati ancora indossati e sostituiti in caso di rottura o logo-
ramento.
I FILTRI
Colori distintivi dei filtri
Le caratteristiche dei filtri, necessari per il corretto fun-
zionamento di tutti i dispositivi di protezione delle vie marrone antigas efficace contro i vapori organici
respiratorie dai prodotti fitosanitari (maschere a pieno
facciale, semimaschere, casco, cabina pressurizzata), bianco antipolvere
dipendono dal tipo di dispositivo utilizzato, dalla durata combinati per aerosol e polveri
dell’esposizione, dall’attività lavorativa e dalle caratteristi- marrone (il filtro bianco antipolvere deve essere
che tossicologiche del preparato utilizzato. - bianco posto verso l’esterno in modo da incontrare
I filtri montati sui dispositivi possono essere antipolve- per primo il flusso dell’aria in ingresso)
re, antigas o combinati, sono contraddistinti con lettere
abbinate a colori che ne identificano i tipi e con numeri Vista la variabilità dei componenti presenti nelle differen-
relativi alle classi di protezione. ti miscele fitoiatriche si consiglia l’utilizzo di filtri combinati
Generalmente per la protezione da prodotti fitosanitari A1P2 o A2 P2, fermo restando quanto indicato nella scheda di
si utilizzano filtri combinati antiparticolato o antipolve- sicurezza del prodotto specifico e nei risultati della valutazio-
re (lettera P) con antigas o antivapori organici (lettera A ne del rischio chimico effettuata.
colore marrone ). È di fondamentale importanza la sostituzione del filtro alla
La classe dei filtri di colore marrone per la captazione scadenza o una volta esaurito secondo le indicazioni del fab-
dei vapori organici esprime la capacità di captazione a bricante, tenendo conto che la sua durata dipende dalla con-
parità di efficienza filtrante ovvero la quantità di conta- centrazione della miscela di sostanze chimiche nell’aria, dal dia-
minante che il filtro è in grado di adsorbire (che deve metro delle particelle, dall’umidità dell’aria e dalle ore di lavoro.
essere sempre del 100%): In caso di uso saltuario è consigliabile comunque sostituirli
• classe 1 = bassa (capacità del filtro di 100 cc.); una volta all’anno, non superando mai la data di scadenza.
• classe 2 = media (capacità del filtro di circa 250 - 400 cc.); Dopo ogni uso i filtri devono esser svitati dal dispositivo e
• classe 3 = alta (capacità del filtro di oltre 400 cc.). posti in un contenitore che li protegga dall’umidità; il sup-
Quindi, a parità di condizioni di lavoro, il filtro A1 adsorbe porto del dispositivo deve essere accuratamente lavato.
una quantità inferiore di sostanza organica rispetto alle altre L’errata manutenzione del DPI su cui è inserito il filtro ne
due classi e in conseguenza la sua saturazione avviene in compromette l’efficacia.
tempi più brevi (necessità di sostituzioni più frequenti).
Per i filtri antipolvere di colore bianco le classi forniscono
l’indicazione dell’efficienza filtrante totale minima:
• classe 1 = 78%
• classe 2 = 92%
• classe 3 = 98%
Sui filtri combinati, da utilizzare per la protezione del-
le vie respiratorie durante l’uso di prodotti fitosanitari,
saranno riportati due colori e entrambe le lettere e clas-
si di protezione, avremo quindi un filtro con la dicitura
AnPn di colore bianco e marrone.
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
Cabina pressurizzata
La cabina pressurizzata costituisce la migliore ed più impor-
tante misura di protezione collettiva per l’impiego dei prodotti
fitosanitari. Il funzionamento è assimilabile a quello del casco
in quanto l’operatore è isolato dall’esterno con l’immissione
di aria precedentemente filtrata (filtri antipolvere, meccanico,
carboni attivi posti in questa sequenza). Durante l’utilizzo per
l’irrorazione dei prodotti fitosanitari le porte della cabina devo-
no rimanere sempre chiuse per permettere che l’aria penetri
soltanto attraverso il filtro, analogamente a quanto accade per
gli elettrorespiratori e si deve avere l’accortezza di controllarne
le guarnizioni. Quando la trattrice viene impiegata per scopi
diversi dai trattamenti, il filtro deve essere tolto e riposto in un
apposito contenitore impermeabile.
Resta fermo l’obbligo di utilizzo dei DPI per tutte le fasi che possono comportare contatto con la miscela, come la prepa-
razione e le operazioni di pulizia delle attrezzature.
52 Capitolo V
Attrezzature per la distribuzione
dei prodotti fitosanitari
5.1 ATTREZZATURE PER IL TRATTAMENTO Vengono impiegate soprattutto per la distribuzione dello zolfo
in polvere nei vigneti con dosaggi compresi tra 6÷60 kg/ha.
La corretta distribuzione degli agrofarmaci è presupposto Molto leggere e maneggevoli possono essere trainate o por-
essenziale per garantire un’efficacia ottimale dei trattamenti tate dalla trattrice.
nell’ottica di un agricoltura ecocompatibile e nel rispetto della Generalmente sono in grado di fornire una buona coper-
salute dell’operatore e del consumatore. tura della vegetazione e di far penetrare in maniera sufficiente
Il loro corretto funzionamento dovrebbe poter consen- il prodotto all’interno della stessa. Al tempo stesso generano
tire la produzione di goccioline del giusto diametro (150 – una elevata dispersione del prodotto per deriva a seguito
200 µm1), il più possibile omogenee e ben indirizzate verso il anche della dimensione estremamente limitata delle parti-
bersaglio. In tal modo è possibile ottenere i migliori risultati celle di zolfo (inferiore a 30-10 µm).
nella difesa delle colture, un minor spreco di prodotto fitosa-
nitario ed una riduzione dei tempi di intervento, con indub- Irroratrici: sono schematicamente costituite da un serba-
bi vantaggi di tipo economico, sanitario ed ambientale. toio principale, da una pompa, da organi di agitazione, rego-
Il buon funzionamento e la corretta regolazione delle macchine lazione (manometro, regolatore di pressione, ecc) e distribu-
permette anche di diminuire il rischio individuale, che è sicura- zione (ugelli) eventuali serbatoi accessori (come serbatoio
mente maggiore quando vengono impiegati volumi di distribu- lavaimpianto, il serbatoio per l’operatore (lavamani) il ser-
zione elevati e nel caso delle apparecchiature portate diretta- batoio premiscelatore (mixer). Quest’ultimo (che può anche
mente dall’operatore. essere indipendente) ha lo scopo di agevolare la premiscela-
zione del prodotto chimico ed è inoltre generalmente dotato
CLASSIFICAZIONE DELLE MACCHINE di sistemi che consentono il risciacquo delle confezioni esau-
In base allo stato fisico del prodotto distribuito rite di antiparassitari.
q impolveratrici Le attrezzature che hanno come bersaglio una superficie
q irroratrici orizzontale (colture erbacee) sono comunemente chiamate
q fumigatrici barre irroratrici, quelle che hanno come bersaglio una super-
ficie verticale (colture arboree) sono comunemente chiama-
In base al modo di trasporto te atomizzatori.
q portate a mano/spalla dall’operatore
q portate da una trattrice In relazione al tipo di polverizzazione del getto erogato
q trainate da una trattrice le irroratrici possono essere classificate a:
q semoventi a) polverizzazione per pressione;
b) polverizzazione pneumatica;
In base al tipo di distribuzione
c) polverizzazione centrifuga.
q da terra
Nel caso a), la miscela antiparassitaria viene messa in
q con mezzi aerei
pressione da una pompa e spinta a notevole velocità attra-
verso uno o più ugelli dove si frantuma in gocce con diametri
che oscillano tra 20-30 e i 500 µm, in funzione delle dimensioni
5.2 TIPI DI MACCHINE PER I TRATTAMENTI e del tipo di ugello impiegato e della pressione di esercizio.
Nel caso b), una corrente d’aria a forte velocità prodotta
FITOSANITARI DA TERRA da un ventilatore centrifugo fornisce l’energia necessaria a
Impolveratrici: sono caratterizzate da una estrema semplici- polverizzare finemente la miscela fitoiatrica che arriva a bassa
tà costruttiva; sono costituite da una tramoggia (50÷100 l) per il pressione (max 2 bar) ai diffusori pneumatici (che sostituisco-
prodotto, da un ventilatore centrifugo e da un sistema di dosag- no gli ugelli).
gio e distribuzione.
Risciacquare accuratamente l’attrezzatura utilizzata nella preparazione Particolare della taratura (portata degli ugelli) (foto DiSAFA)
delle miscele e versare l’acqua di lavaggio nell’atomizzatore (DiSAFA)
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
56 Capitolo VI
Utilizzo compatibile con l’ambiente
L’impiego dei prodotti fitosanitari può comportare rischi Più ampio è lo spettro di azione dei prodotti distribuiti, mag-
di contaminazione per l’ambiente. Tali rischi sono soprattutto giore sarà la loro efficacia dal punto di vista fitosanitario, ma mag-
legati al fatto che solo una parte della miscela del prodotto giore sarà anche la pericolosità nei confronti degli organismi utili.
fitosanitario utilizzata raggiunge l’avversità da combattere L’interferenza dei prodotti fitosanitari con gli ausiliari, come
(piante infestanti, organismi patogeni, fitofagi, ecc) mentre la già sottolineato in precedenza, è indipendente dalla tossicità
restante parte viene dispersa al di fuori del bersaglio (il cosid- del prodotto nei confronti dell’uomo.
detto inquinamento diffuso, determinando effetti sfavorevoli Una particolare classe di ausiliari è costituita dalle api e da
a breve e a lungo termine, sui cosiddetti organismi “non bersa- altri insetti pronubi. Per evitare il verificarsi di morie di pronubi,
glio” e sull’ambiente nel complesso. l’esecuzione di trattamenti durante la fioritura, in particolare
Per organismi “non bersaglio” si intendono le specie ani- con insetticidi, è in genere vietata; a tal proposito la Regione
mali e vegetali, terrestri o acquatiche, che possono subire, in Piemonte ha emanato norme (L. 03.08.1998, n. 20, art. 17, già
modo diretto o indiretto, qualsiasi forma di condizionamento a citata) che vietano l’esecuzione di interventi di difesa in questa
seguito della distribuzione di un prodotto fitosanitario. delicata fase fenologica.
La dispersione della miscela fuori bersaglio, oltre a costi- Sono previste deroghe per l’uso di fungicidi specifici, da
tuire un rischio per l’ambiente, rappresenta anche un inutile utilizzarsi contro malattie fungine di colture erbacee nonché
costo per l’utilizzatore. contro la ticchiolatura delle pomacee e la moniliosi delle dru-
I prodotti fitosanitari possono interferire sugli equilibri pacee, concesse solo in caso di reale necessità, accertata dal
ambientali attraverso effetti nei confronti: Settore Fitosanitario, intervenendo con prodotti selettivi.
• di organismi utili Va aggiunto che alcuni prodotti fitosanitari, pur essendo
• del complesso aria-acqua-suolo e loro correlazione con l’uomo, stati distribuiti prima della fioritura, risultano ugualmente tos-
gli animali e le piante anche attraverso la catena alimentare. sici alle api in quanto, essendo sistemici, entrano nella pianta
e si concentrano nel nettare. è poi necessario tenere in debi-
Interferenze sugli organismi utili to conto la fioritura di specie spontanee limitrofe o presenti
L’impiego dei prodotti fitosanitari può compor-tare effetti sotto le piante da frutto; nel caso in cui sia richiesto un tratta-
collaterali sfavorevoli nei confronti di organismi capaci di con- mento al frutteto in questo periodo è necessario procedere al
trastare lo sviluppo di specifici parassiti delle piante, presenti loro sfalcio preventivo. Le api possono visitare anche fiori poco
naturalmente nell’ambiente, definiti ausiliari o antagonisti. appariscenti, come quelli della vite, per cui è necessario porre
Questi comprendono organismi sia superiori, quali gli in atto sempre le attenzioni sopra richiamate.
uccelli, sia inferiori, come taluni insetti, funghi, batteri e virus.
L’azione sfavorevole dei prodotti fitosanitari può manife- Interferenze sugli organismi dannosi
starsi direttamente con la soppressione dell’organismo utile o L’impiego dei prodot-
indirettamente attraverso l’alterazione del suo ciclo di sviluppo. ti fitosanitari è in grado di
determinare una pressio-
ne di selezione sugli stessi
organismi da combattere,
siano essi animali o vegetali
(erbe infestanti), favorendo-
ne la tolleranza ai prodotti
utilizzati.
In questo modo si cre-
ano dei fenomeni di resi-
stenza che sono più rapidi
ed estesi quanto maggiore
è la capacità riproduttiva
dell’organismo e più elevato
è il numero dei trattamenti
Evitare i trattamenti effettuati con lo stesso pro-
in fioritura dotto (v. cap. 3.3 Resistenza). Nematode parassitizzato da un fungo
Utilizzo compatibile con l’ambiente
60 Allegato 1
Allegato 2 61
Tipi di formulazione dei prodotti fitosanitari (da Banca dati dei prodotti fitosanitari)
62 Allegato 3
Allegato 4 63
Regolamento (CE) n. 1272/2008
Consigli di prudenza
Consigli di prudenza di carattere generale Consigli prudenza - Reazione
P101 In caso di consultazione di un medico, tenere a disposizione il P301 IN CASO DI INGESTIONE:
contenitore o l’etichetta del prodotto. P302 IN CASO DI CONTATTO CON LA PELLE:
P102 Tenere fuori dalla portata dei bambini. P303 IN CASO DI CONTATTO CON LA PELLE (o con i capelli):
P103 Leggere l’etichetta prima dell’uso. P304 IN CASO DI INALAZIONE:
P305 IN CASO DI CONTATTO CON GLI OCCHI:
Consigli di prudenza - Prevenzione
P306 IN CASO DI CONTATTO CON GLI INDUMENTI:
P201 Procurarsi istruzioni specifiche prima dell’uso.
P307 IN CASO di esposizione:
P202 Non manipolare prima di avere letto e compreso tutte le avvertenze.
P308 IN CASO di esposizione o di possibile esposizione:
P210 Tenere lontano da fonti di calore/scintille/fiamme libere/superfici
P309 IN CASO di esposizione o di malessere:
riscaldate. – Non fumare.
P310 Contattare immediatamente un CENTRO ANTIVELENI o un medico.
P211 Non vaporizzare su una fiamma libera o altra fonte di accensione.
P311 Contattare un CENTRO ANTIVELENI o un medico.
P220 Tenere/conservare lontano da indumenti/…/materiali combustibili.
P312 In caso di malessere, contattare un CENTRO ANTIVELENI o un medico.
P221 Prendere ogni precauzione per evitare di miscelare con sostanze
P313 Consultare un medico.
combustibili….
P314 In caso di malessere, consultare un medico.
P222 Evitare il contatto con l’aria.
P315 Consultare immediatamente un medico.
P223 Evitare qualsiasi contatto con l’acqua: pericolo di reazione violenta
P320 Trattamento specifico urgente (vedere……. su questa etichetta).
e di infiammazione spontanea.
P321 Trattamento specifico (vedere …….su questa etichetta).
P230 Mantenere umido con….
P322 Misure specifiche (vedere …su questa etichetta).
P231 Manipolare in atmosfera di gas inerte.
P330 Sciacquare la bocca.
P232 Proteggere dall’umiditá.
P331 NON provocare il vomito.
P233 Tenere il recipiente ben chiuso.
P332 In caso di irritazione della pelle:
P234 Conservare soltanto nel contenitore originale.
P333 In caso di irritazione o eruzione della pelle:
P235 Conservare in luogo fresco.
P334 Immergere in acqua fredda/avvolgere con un bendaggio umido.
P240 Mettere a terra/massa il contenitore e il dispositivo ricevente.
P335 Rimuovere le particelle depositate sulla pelle.
P241 Utilizzare impianti elettrici/di ventilazione/d’illuminazione/…/a prova
P336 Sgelare le parti congelate usando acqua tiepida. Non sfregare
di esplosione.
la parte interessata.
P242 Utilizzare solo utensili antiscintillamento.
P337 Se l’irritazione degli occhi persiste:
P243 Prendere precauzioni contro le scariche elettrostatiche.
P338 Togliere le eventuali lenti a contatto se é agevole farlo. Continuare
P244 Mantenere le valvole di riduzione libere da grasso e olio.
a sciacquare.
P250 Evitare le abrasioni /gli urti/…./gli attriti.
P340 Trasportare l’infortunato all’aria aperta e mantenerlo a riposo in
P251 Recipiente sotto pressione: non perforare né bruciare, neppure
posizione che favorisca la respirazione.
dopo l’uso.
P341 Se la respirazione é difficile, trasportare l’infortunato all’aria aperta
P260 Non respirare la polvere/i fumi/i gas/la nebbia/i vapori/gli aerosol.
e mantenerlo a riposo in posizione che favorisca la respirazione.
P261 Evitare di respirare la polvere/i fumi/i gas/la nebbia/i vapori/gli
P342 In caso di sintomi respiratori:
aerosol.
P350 Lavare delicatamente e abbondantemente con acqua e sapone.
P262 Evitare il contatto con gli occhi, la pelle o gli indumenti.
P351 Sciacquare accuratamente per parecchi minuti.
P263 Evitare il contatto durante la gravidanza/l’allattamento.
P352 Lavare abbondantemente con acqua e sapone.
P264 Lavare accuratamente … dopo l’uso.
P353 Sciacquare la pelle/fare una doccia.
P270 Non mangiare, né bere, né fumare durante l’uso.
P360 Sciacquare immediatamente e abbondantemente gli indumenti
P271 Utilizzare soltanto all’aperto o in luogo ben ventilato.
contaminati e la pelle prima di togliersi gli indumenti.
P272 Gli indumenti da lavoro contaminati non devono essere portati
P361 Togliersi di dosso immediatamente tutti gli indumenti contaminati.
fuori dal luogo di lavoro.
P362 Togliersi di dosso gli indumenti contaminati e lavarli prima di
P273 Non disperdere nell’ambiente.
indossarli nuovamente.
P280 Indossare guanti/indumenti protettivi/Proteggere gli occhi/il viso.
P363 Lavare gli indumenti contaminati prima di indossarli nuovamente.
P281 Utilizzare il dispositivo di protezione individuale richiesto.
P370 In caso di incendio:
P282 Utilizzare guanti termici/schermo facciale/Proteggere gli occhi.
P371 In caso di incendio grave e di quantitá rilevanti:
P283 Indossare indumenti completamente ignifughi o in tessuti
P372 Rischio di esplosione in caso di incendio.
ritardanti di fiamma.
P373 NON utilizzare mezzi estinguenti se l’incendio raggiunge materiali
P284 Utilizzare un apparecchio respiratorio.
esplosivi.
P285 In caso di ventilazione insufficiente utilizzare un apparecchio
P374 Utilizzare i mezzi estinguenti con le precauzioni abituali a
respiratorio.
distanza ragionevole.
P231 + P232 Manipolare in atmosfera di gas inerte.
P375 Rischio di esplosione. Utilizzare i mezzi estinguenti a grande distanza.
Tenere al riparo dall’umiditá.
P376 Bloccare la perdita se non c’é pericolo.
P235 + P410 Tenere in luogo fresco. Proteggere dai raggi solari.
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
Allegato 5 65
SCHEDA DI SICUREZZA in accordo con il regolamento (UE) No. 1907/2006
Nome commerciale: ICS
Codice prodotto: FH259478 596 & CVB1120 478 ML Categoria / Gruppo: Fungicidi
Data di emissione: 03.07.2006
1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA I PREPARATO E SOCIETA’ 8. CONTROLLI IN CASO DI ESPOSIZIONE l PROTEZIONE INDIVIDUALE
Dettagli sul Fomitore: XXXXXXX. Regione Pocapaglia (CN) Dispositivi di Protezione Individuale
Informazioni fornite da: XXXXXXX Osservazioni generali: Protezione degli occhi: utilizzare occhiali protettivi.
Recapito telefonico emergenze: Tel 0122.2596387 Protezione della pelle: indossare guanti protettivi. Lavare accuratamente le mani e la pelle
Dipartimento responsabile (E-mail): XXX@[Link] contaminate dopo la manipolazione. Cambiare gli indumenti contaminati.
(Indirizzo di posta elettronica al quale inviare esclusivamente richieste relative ai contenuti Protezione delle vie respiratorie: evitare di respirare i vapori. Adottare respiratore idoneo, p. es.
tecnici della scheda di sicurezza) 3M mod. 7002 con filtri per gas/vapori organici 6051 (classe A1) e filtri antipolvere 5911 (classe
P1) quando l’esposizione in aria sia eccessiva. Attenersi alle limitazioni di uso del respiratore
2. IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI specificate dal produttore.
Osservazioni generali: Attenzione! Contiene una sostanza che non è stata ancora completa- Precauzioni ambientali: non disperdere nell’ambiente i contenitori che hanno contenuto il
mente testata. prodotto e eventuali rimanenze del prodotto diluito.
Applicare misure di prudenza per minimizzare l’esposizione professionale.
Frasi di Rischio: 9. PROPRIETà FISICO-CHIMICHE
Dati relativi all’aspetto e alla sicurezza
3. COMPOSIZIONE / INFORMAZIONE SUL CONTENUTO Stato fisico: liquido
Caratteristiche Chimiche Altre caratteristiche in fase di determinazione
Famiglia Chimica:
Principi Attivi: LORIL 200g/L 10. STABILITà E REATTIVITà
Formulazione: concentrazione fluidificabile Osservazioni generali: in fase di determinazione. Stabile a condizioni ambiente normale.
In caso di combustione possono generarsi fumi pericolosi.
4. MISURE DI PRIMO SOCCORSO 11. INFORMAZIONI TOSSICOLOGICHE
Osservazioni generali: Rimuovere l’infortunato dalla zona di pericolo. Togliere gli indumenti Osservazioni generali:
contaminati. Tossicità acuta riferita alla s.a. LORIL
In caso di contatto con la pelle: Iavare subito la pelle con abbondante acqua e sapone. Consul- LD50 orale, ratto: > 2000 mg/kg (Pinco)
tare eventualmente il medico. LD50 cutanea, ratto: > 2000 mg/kg (Pinco)
In caso di contatto con gli occhi: lavare immediatamente con molta acqua. Consultare even- Irritazione della pelle/coniglio: non irritante (Pinco)
tualmente il medico. Irritazione delle mucose/coniglio: non irritante (Pinco)
In caso di inalazione: portare l’infortunato all’aria fresca. Chiamare immediatamente il medico.
In caso di ingestione: consultare immediatamente il medico. 12. INFORMAZIONI ECOLOGICHE
Informazioni per il medico: decontaminazione, trattamento sintomatologico. Dati sulla Persistenza e Degradabilità
Osservazioni generali:
5. MISURE ANTINCENDIO Tossicità sui pesci riferita alla s.a. LORIL
Osservazioni generali: Avvisare i vigili dei fuoco. Combattere il fuoco al suo insorgere, finché è LC50: 0.036 mg/L (96 h); Oncorhyncus mykiss (Pinco)
possibile farlo senza pericolo. Tossicità su dafnie riferita alla s.a. LORIL
Estinguenti adatti: acqua, schiuma, polvere, anidra carbonica, sabbia. ECSO: 0.01 mg/L (48 h); Daphnia magna (Pinco)
In caso di incendio usare respiratori autonomi ed indossare indumenti ignifughi. Tossicità per le alghe riferita alla s.a. LORIL
In zona ben arieggiata: maschera facciale integrata con filtro combinato, [Link]. ABEK·P2 (non Velocità di crescita: ICSO: 4.01 mg/L (72 h);
protegge da monossido di carbomìnio! Scenedesmus subspicatus (Pinco)
In ambienti chiusi: respiratore autonomo (protezione delle vie respiratorie indipendente Altre caratteristiche in fase di determinazione
dall’atmosfera dell’ambiente}.Impedire che l’acqua di estinzione scorra via.
13. CONSIDERAZIONE RELATIVE ALLO SMALTIMENTO
6. MISURE IN CASO DI DISPERSIONE ACCIDENTALE Osservazioni generali: Smaltimento del Prodotto: secondo le norme locali, l’incenerimento del
Osservazioni generali: Precauzioni personali: Indossare appropriati indumenti protettivi e prodotto non utilizzato deve avvenire in impianti autorizzati.
protezione per occhi e faccia (vedi cap. 8). Smaltimento della Confezione: i contenitori non possono essere riciclati, ma vanno lavati
Precauzioni per l’ambiente: creare una barriera con materiale assorbente o materiali tipo sabbia con acqua e forati per evitarne il reimpiego. l contenitori devono essere inceneriti in impianti
ed argilla. Non lasciare che le acque di lavaggio raggiungano fogne o corsi d’acqua superficiali. autorizzati, come il prodotto non utilizzato.
Avvisare le autorità qualora il prodotto sia finito in corsi d’acqua o nei sistemi di drenaggio.
Metodi di pulizia: assorbire con materiale assorbente. Lavare con acqua e detergenti e rac- 14. lNFORMAZIONI SUL TRASPORTO
cogliere tutti i materiali entrati in contatto con il prodotto in appositi contenitori. Nel caso di Osservazioni generali: TRID/ ADR: classe 6.1 II, Nr. 2902: agrofarmaco liquido tossicon n.a.s.
prodotti liquidi infiammabili evitare la formazione di scintille od inneschi. Considerazioni sulle piccole quantità secondo ADR.
66 Allegato 6
Data Nome prodotto Quantità Tipo deposito Derrata Data avversità Firma
trattamento (Litri o Kg) depositata raccolto utilizzatore
Allegati
Allegato 7 67
SCHEDA TRATTAMENTO CONTOTERZISTI
Ragione sociale:
Indirizzo:
Capitale sociale:
Partita IVA:
Spettabile (1)
DICHIARAZIONE DI AVVENUTO TRATTAMENTO CON PRODOTTI FITOSANITARI E LORO COADIUVANTI
Data
Firma (5)
NOTE
(1) Dati azienda committente
(2) Certificato abilitazione all’acquisto
(3) Dati della persona, titolare del “patentino”, che ha effettuato il trattamento.
(4) Denominazione commerciale.
(5) Legale rappresentante azienda agromeccanica.
(6) Firma legale rappresentante azienda committente.
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
68 Riferimenti legislativi
PRODOTTI FITOSANITARI
• Regolamento CE 1107/2009 è applicato contestualmente in tutti gli Stati membri abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE
(Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 309/1-24.11.2009)
• DPR N. 55 del 28 febbraio 2012 Regolamento recante modifiche al decreto del presidente della Repubblica 23 aprile 2001, n. 290, per la
semplificazione dei procedimenti di autorizzazione alla produzione, alla immissione in commercio e alla vendita di prodotti fitosanitari e
relativi coadiuvanti. (GU n. 109 del 11-5-2012)
• DPR N n° 290 del 23 aprile 2001 (GU n. 190 del 18-7-2001) Decreto Legislativo 194/95 in attuazione della Direttiva CEE 91/414 in materia di
immissione in commercio di prodotti fitosanitari ABROGATA
• Direttive 1999/45/CE deroga max fino al 1/6/17
• Direttiva 67/548/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1967 deroga max fino al 1/12/12
• Regolamento (CE) n. 528/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 maggio 2012 relativo alla messa a disposizione sul mercato
e all’uso dei biocidi. (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 167 del 27.6.2012)
• Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura
e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regola-
mento (CE) n. 1907/2006 (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 353/1 del 31.12.2008).
• Regolamento REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals - Inventario delle Classificazioni e delle Etichettature)
(Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 29. 6.2007).
• Direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi. (GU L 309 del
24.11.2009)
• Decreto legislativo n. 150 del 14 agosto 2012 - Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria
ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi. (G.U N. 177/L. del 30 agosto 2012-)
• Decreto legislativo n. 69 del 17 aprile 2014 - Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (CE) n. 1107/2009
relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive 79/117/CEE e 91/414 CEE, nonchè del regolamento (CE)
n.547/2011 che attua il regolamento (CE) n. 1107/2009 per quanto concerne le prescrizioni in materia di etichettatura dei prodotti fitosanitari.
(14G00080) (GU n.103 del 6-5-2014).
MODIFICHE
• Regolamento (UE) N. 790/2009 della commissione del 10 agosto 2009 recante modifica, ai fini dell’adeguamento al progresso tecnico
e scientifico, del regolamento (UE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e
all’imballaggio delle sostanze e delle miscele.
• Regolamento 286/2011/Ue (19-04-2011)
• Avviso di rettifica pubblicata sulla Guue 23 settembre 2011 n. L 246 (23-09-2011)
• Regolamento 618/2012/Ue (31-07-2012) Classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele - Modifica del regola-
mento (Ce) n. 1272/2008
RESIDUI
• Regolamento (UE) 396/2005 (base) (GU L 70 del 16.03.2005) modificato con il
• Regolamento (UE )n.149/2008 per quanto riguarda gli Allegati II e III e IV , che fissano i livelli massimi di residui per i prodotti compresi
nell’allegato I del suddetto regolamento. (GU L 58 del 01.03.2008)
• Regolamento (UE) n. 299/2008 parte generale (GU L 97 del 09.04.2008)
• Regolamento (UE) n. 459/2010 della commissione del 27 maggio 2010 che modifica gli allegati II, III e IV del regolamento (CE) n. 396/2005
del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i livelli massimi di residui di antiparassitari in o su determinati prodotti (G.U. L
129/3 del 28.5.2010)
• Regolamento (CE) 178/2006 Allegato I elenco alimenti: (definisce le colture e i relativi raggruppamenti a cui si riferiscono i LMR, rappre-
senta l’Allegato I del regolamento base) (GU L 29 del 02.02.2006)
• Regolamento (CE) 149/2008 modifica il regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 58 del 1.3.2008).
• Regolamento (CE) 839/2008 modifica il regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda gli
Allegati II e III e IV sui livelli massimi di residui antiparassitari in o su determinati prodotti) (GU L 234 del 30.8.2008).
• Regolamento (CE) 260/2008 modifica il regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio definendo l’allegato VII che
elenca le combinazioni di sostanza attiva/prodotto oggetto di deroga per quanto riguarda il trattamento successivo alla raccolta con un
fumigante. (GU 76/31 del 19.3.2008).
Riferimenti legislativi
AGRICOLTURA BIOLOGICA
• Regolamento cee 834/2007 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (cee)
69
n. 2092/91 (GU L 189/1 del 20.7.2007).
• Regolamento (ce) n. 889/2008 della commissione del 5 settembre 2008 recante modalità di applicazione del regolamento (ce) n. 834/2007
del consiglio relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, per quanto riguarda la produzionebiologica, l’eti-
chettatura e i controlli. (GU L 250 del 18.9.2008).
• Decreto 27 novembre 2009 (decreto n. 18354) disposizioni per l’attuazione dei regolamenti (ce) n. 834/2007, n. 889/2008 e n. 1235/2008
e successive modifiche riguardanti la produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici (GU- n. 31- S.O. 24 del 8-2-2010).
• Regolamento di esecuzione (ue) n. 392/2013 della commissione del 29 aprile 2013 che modifica il regolamento (ce) n. 889/2008 per
quanto riguarda il sistema di controllo per la produzione biologica (GU L 118/5 del 30.4.2013).
AMBIENTE
• Direttiva 92/43/CEE “Habitat” rete natura (GU L 206 del 22.7.1992)
• Deliberazione Della Giunta Regionale 19 ottobre 1998, n. 26-25685 Disposizioni tecniche e procedurali per la corretta gestione dei conteni-
tori vuoti di prodotti fitosanitari (B.U. n. 45 dell’11 novembre 1998)
• Decreto Legislativo 152/1999 (GU n.124 del 29-5-1999 - Suppl. Ordinario n. 101)
• Decreto Legislativo 3 aprile 2006 , n. 152-Norme in materia ambientale in attuazione della direttiva 2000/60/CE (G. U. n. 88 del 14 aprile 2006
- Supplemento Ordinario n. 96)
• Decreto Legislativo 30/2009 (G.U.. 4 aprile 2009, n. 79)
• Deliberazione del Consiglio Regionale 17 giugno 2003, n. 287-20269 (B.U.R. n. 31 del 31 luglio 2003).
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
70 GLOSSARIO
Acaricida: prodotto fitosanitario in grado di combattere e/o con- Citotropismo: capacità che ha un prodotto fitosanitario di pene-
tenere gli acari. trare attraverso la superficie vegetale e diffondersi limitatamente
ADI: Acceptable daily intake (Dose giornaliera accettabile). Stima nei tessuti circostanti.
della quantità di una sostanza, espressa per unità di peso corporeo CLP (Classification, Labelling and Packaging) : Regolamento che
(solitamente mg/kg di peso corporeo) che può essere ingerita gior- aggiorna il sistema di classificazione ed etichettatura dei prodotti
nalmente per tutta la vita senza rischio apprezzabile per la salute. chimici compresi i prodotti fitosanitari.
Agricoltura biologica/Produzione biologica: colture prodotte C.L. 50: concentrazione letale 50, esprime la concentrazione del
in base a specifici regolamenti, utilizzando esclusivamente i mezzi tossico che causa la morte del 50% degli animali da laboratorio
da questi ammessi. sottoposti ad intossicazione da parte di un prodotto gassoso, per
Ammendante: materiale che può migliorare le caratteristiche chi- un tempo determinato. Viene espressa in parti per milione (ppm =
miche, fisiche e biologiche dei terreni. mg/kg) nel caso di solidi o liquidi ed in milligrammi per metro cubo
Anticrittogamico: prodotto fitosanitario utilizzato per il controllo (mg/mc) nel caso di vapori o aerosol.
di funghi. Coadiuvante (o coformulante): sostanza che migliora l’azione del
Antiparassitario = prodotto fitosanitario = agrofarmaco: pro- principio attivo, favorendone la regolare distribuzione e persistenza.
dotto utilizzato per il controllo delle avversità biotiche delle piante. Compatibilità: è la capacità che hanno due o più prodotti di essere
ArfD: Acute Reference Dose (Dose acuta di riferimento). la quantità miscelati insieme senza provocare fenomeni indesiderabili. Esistono
di un prodotto chimico che può essere assunta in un breve periodo tabelle di compatibilità dei vari principi attivi.
di tempo (normalmente un singolo pasto o una giornata) senza Condizionalità: serie di norme che vanno dalla protezione
provocare alcun rischio apprezzabile sulla salute umana. dell’ambiente alla salute pubblica, degli animali e delle piante, al
Area extra agricola: area non soggetta a coltivazione, ma in cui benessere degli animali e al mantenimento dei terreni in buone
si può verificare la presenza di organismi nocivi, in particolare erbe condizioni agronomiche e ambientali che gli agricoltori sono tenuti
infestanti (ferrovie, bordi stradali, fossi e scoline non pertinenti ad a rispettare se vogliono evitare decurtazioni degli aiuti loro erogati
aree agricole ecc.). dall’Unione europea attraverso la PAC.
Attività di un prodotto fitosanitario: si intende la sua efficacia Consigli di prudenza: frasi riportate in etichetta che descrivono la
nociva nei confronti delle avversità verso cui è diretto. misura o le misure raccomandate per ridurre al minimo, prevenire
Autorizzazione all’acquisto: vedi voce “Certificato di abilitazione…” gli effetti nocivi dell’esposizione a una sostanza o miscela pericolosa.
Autorizzazione alla vendita: attestato di idoneità alla vendita di Consulente: persona in possesso del certificato di abilitazione alle
prodotti fitosanitari; anche i locali di vendita e di immagazzinamen- prestazioni di consulenza in materia di uso sostenibile dei prodotti
to devono essere ritenuti idonei allo scopo. fitosanitari e sui metodi di difesa alternativi.
Avversità abiotiche e fisiopatie: possono essere determinate Corroboranti: Rinvigorenti delle piante. L’articolo 16 comma 4 del rego-
da fattori ambientali (eccessi o carenze di temperatura, luminosità, lamento CE 834/07 permette agli Stati membri di disciplinare, all’interno
piovosità, vento, grandine,qualità dell’acqua di irrigazione, caratteri- del proprio territorio, l’uso in agricoltura biologica di prodotti e sostanze
stiche fisico chimiche del terreno, squilibri idrici, squilibri nutrizionali diverse dai prodotti fitosanitari, concimi e additivi a condizione che il loro
(carenze o eccessi nelle concimazioni).Fitotossicità:contatto della uso sia soggetto agli obiettivi ed ai principi dell’agricoltura biologica
pianta con sostanze chimiche (errori da trattamento, gas tossici e Deriva: possibilità che un principio attivo, a causa del vento ecces-
altri inquinanti). sivo o di una esecuzione errata, si sposti su colture o abitazioni
Avversità biotiche:Sono distinte in avversità non parassitarie (erbe limitrofe al luogo del trattamento.
infestanti) e parassitarie di origine animale (insetti, acari, nematodi, Difesa integrata: attenta considerazione di tutti i metodi di prote-
molluschi, animali superiori), di origine vegetale (funghi, batteri, zione fitosanitaria disponibili e conseguente integrazione di misure
fitoplasmi), o determinate da virus. appropriate intese a contenere lo sviluppo di popolazioni di orga-
Bioaccumulo o bioconcentrazione: L’incremento di concentra- nismi nocivi e che mantengono l’uso dei prodotti fitosanitari e altre
zione di una sostanza chimica in un organismo (solitamente ci si forme d’intervento a livelli che siano giustificati in termini economici
riferisce a organismi acquatici) causato dall’incapacità di metaboliz- ed ecologici e che riducono o minimizzano i rischi per la salute uma-
zare o di espellere tutto il quantitativo assorbito attraverso i tessuti. na e per l’ambiente. L’obiettivo prioritario della «difesa integrata» è la
Biocidi: prodotti usati per debellare organismi nocivi e portatori di produzione di colture difese con metodi che perturbino il meno pos-
malattie, quali insetti (es. scarafaggi, mosche, zanzare), ratti, ecc sibile gli ecosistemi agricoli e che promuovano i meccanismi naturali
Biodiversità: varietà degli organismi presenti sul globo terrestre di controllo fitosanitario ([Link]. 150/2012 Art. 3)
considerata a tutti i livelli. Diserbante: prodotto fitosanitario utilizzato per il controllo delle infestanti.
Campo di impiego: indica su quali colture e contro quali avversità Distributore: persona in possesso del certificato di abilitazione alla
è ammesso l’uso di un prodotto fitosanitario. è riportato in etichetta. vendita, che immette sul mercato un prodotto fi tosanitario, com-
Certificato di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo dei prodotti presi i rivenditori all’ingrosso e al dettaglio.
fitosanitari: requisito obbligatorio per chiunque intenda acquistare D.L. 50 o dose letale 50: quantità di principio attivo sufficiente ad
e/o utilizzare agrofarmaci destinati a utilizzatori professionali. uccidere il 50% degli animali da laboratorio sottoposti ad intossica-
Glossario
Domande d’esame 73
per il conseguimento del “certificato di abilitazione per l’uso sostenibile
dei prodotti fitosanitari”- Utilizzatori professionali
1. Che cosa sono i prodotti fitosanitari? 9. Alcuni prodotti fitosanitari possono essere impiegati per
a - sono tutti i prodotti che vengono utilizzati per la difesa trattamenti di zone non agricole?
della piante agrarie ed ornamentali, che vengono classificati a - si, sempre
come molto tossici, tossici e nocivi b - no
b - prodotti impiegati prevalentemente per difendere c - solo quando è specificamente indicato in etichetta
le colture e le derrate
c - prodotti antiparassitari per uso zootecnico 10. Cosa sono i prodotti fitosanitari pronti all’impiego?
a - sono prodotti preparati e confezionati pronti per l’uso
2. A cosa serve un prodotto fitosanitario insetticida? b - sono prodotti che si possono acquistare in qualsiasi negozio
a - combattere gli insetti degli animali c - sono prodotti che non richiedono nessuna precauzione
b - combattere malattie crittogamiche
c - combattere gli insetti dannosi alle piante coltivate 11. Cosa si intende per sostanza attiva?
a - è la denominazione commerciale del prodotto
3. A cosa serve un prodotto fitosanitario erbicida? b - la sostanza contenuta in un prodotto fitosanitario
a - a controllare o eliminare le erbe infestanti che agisce contro le avversità da combattere
b - a curare le erbe infestanti c - un prodotto che può essere acquistato solamente da
c - alla sterilizzazione del suolo chi possiede il patentino
4. Che cosa è un pesticida? 12. Cosa si intende per “preparato” o “formulato commer-
a - comprende oltre i prodotti fitosanitari anche i biocidi ciale”?
b - è sinonimo di prodotto biocida a - solo una miscela di più sostanze attive
c - è sinonimo di prodotto fitosanitario b - il prodotto derivante dalla miscelazione con l’acqua
c - il prodotto fitosanitario come acquistato dal distributore
5. A cosa servono i prodotti fitosanitari a base di fungicidi?
a - a combattere le malattie fungine delle piante coltivate 13. Che cosa sono i coformulanti?
b - esclusivamente ad eliminare i funghi nelle fungaie a - sostanze che riducono la tossicità della sostanza attiva
c - a distruggere le foglie attaccate dal marciume b - sostanze che completano il prodotto fitosanitario
c - sostanze che prolungano il tempo di sicurezza
6. Prodotti fitosanitari a base di fungicidi possono essere
utilizzati per il trattamento dei suoli? 14. Perché è importante conoscere l’attività della sostanza
a - no, mai attiva?
b - si, alcuni a - precisa se un prodotto è nocivo agli insetti ed acari utili
c - solo se vi sono anche le erbe infestanti b - indirizza l’agricoltore nella scelta in relazione alle
malattie e parassiti da combattere
7. I prodotti fitosanitari per la protezione delle piante e del- c - determina la quantità minima utile per combattere i
le derrate alimentari immagazzinate sono di libera vendita parassiti
o soggetti ad autorizzazione?
a - sono autorizzati dalle autorità regionali 15. Cosa significa il parametro della dose letale 50%?
b - sono autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole a - il 50% del prodotto che può essere letale
c - sono soggetti ad autorizzazione del Ministero del b - la dose che uccide il 50% degli animali sottoposti a
la Salute trattamento
c - la dose da diluire al 50% per avere un’azione letale
8. Agrofarmaci, prodotti fitosanitari, prodotti delle derrate
alimentari immagazzinate, biocidi e pesticidi, sono termini 16. A cosa si riferisce la CL50?
equivalenti? a - al rischio di tossicità per via cutanea
a - i primi due b – al rischio di tossicità per via inalatoria
b - nessuno c - al rischio di tossicità per ingestione
c - gli ultimi due
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
18. Qual è l’epoca di intervento legata all’attività di un pro- 27. Usando prodotti fitosanitari, se capita di bagnarsi con
dotto fungicida di copertura? la nube irrorante, quali precauzioni bisogna seguire?
a - preventiva: impedisce lo sviluppo dell’infezione a - è sufficiente cambiarsi gli indumenti protettivi
b - curativa: consente di combattere la malattia durante b - sospendere il lavoro, lavarsi accuratamente e cambiarsi
l’incubazione gli indumenti
c - eradicante: blocca lo sviluppo di infezioni già manifeste c - spogliarsi ed asciugarsi con un panno asciutto
19. Cosa fare nel caso non venga consegnata la Scheda di 28. Possono essere acquistati prodotti fitosanitari in confe-
sicurezza (SDS) all’atto dell’acquisto di un prodotto fitosa- zioni non sigillate o non originali?
nitario? a - sì, purché si tratti di prodotti poco tossici
a - nulla, perché non è necessaria b - no, in nessun caso
b – pretendere il rilascio in quanto obbligatorio c - sì, purché il rivenditore ne garantisca la provenienza
c - nulla, perché le informazioni sono riportate già sull’etichetta
29. Quando l’operatore agricolo miscela due o più prodotti
20. Attraverso quali vie può avvenire un’intossicazione acuta? fitosanitari con intervalli di sicurezza diversi, dopo quanti
a - solamente per ingestione giorni può effettuare la raccolta?
b - attraverso la pelle, per ingestione e attraverso a - dopo il numero di giorni indicati sul prodotto con
l’apparato respiratorio l’intervallo di sicurezza più lungo
c - solamente attraverso la pelle b - dopo il numero di giorni indicati per il prodotto più tossico
c - dopo un numero di giorni derivanti dalla somma dell’intervallo
21. Al termine dei trattamenti cosa occorre fare prima di di sicurezza dei prodotti miscelati
mangiare, bere, fumare o compiere atti fisiologici?
a - nel caso in cui siano stati distribuiti prodotti poco tossici 30. Come si deve comportare l’operatore al termine di ogni
non occorre adottare alcuna precauzione trattamento?
b - togliersi sempre i DPI, gli indumenti contaminati e lavarsi a - lavarsi le mani
accuratamente possibilmente facendo una doccia b - spogliarsi e lavarsi abbondantemente con acqua e
c - lasciar trascorrere alcune ore prima di mangiare, bere, fumare sapone (possibilmente doccia)
c - nessuna precauzione perché al termine dei trattamenti
22. Un prodotto contrassegnato dal simbolo del “punto non si corre alcun pericolo
esclamativo” indica:
a - prodotto molto tossico 31. Quale manutenzione richiede la maschera che viene
b - prodotto nocivo usata durante i trattamenti?
c - prodotto non pericoloso a - deve essere accuratamente lavato il filtro
b - svitare il filtro e lavare la parte portante dopo l’uso e
23. Dove possono essere acquistati i prodotti fitosanitari? sostituire il filtro seguendo le indicazioni del produttore
a - non esistono vincoli o autorizzazioni particolari per la loro vendita c - deve essere revisionata almeno una volta all’anno e il
b - esclusivamente da rivenditori autorizzati filtro deve essere sostituito ogni volta.
c - da chiunque purché siano in confezioni sigillate
32. Quali precauzioni occorre adottare effettuando i trat-
tamenti in prossimità di strade, abitazioni, corsi d’acqua e
24. Qual è l’operazione più corretta per contrastare la com-
colture confinanti?
parsa di resistenza ad un prodotto fitosanitario?
a - nessuna precauzione se il prodotto fitosanitario è poco tossico
a - impiegare prodotti fitosanitari con diverso meccanismo
b - nessuna precauzione in assenza di vento
di azione
c - prendere tutte le precauzioni affinché la nube irrorante
b - aumentare il dosaggio dello stesso prodotto fitosanitario
non fuoriesca dall’appezzamento irrorato
c - aumentare il numero degli interventi
33. Cosa deve fare l’utilizzatore di una maschera con filtro
25. Un prodotto aficida può essere impiegato su qualsiasi “antigas” efficace contro i vapori organici?
coltura per la lotta contro gli afidi? a - sostituire il filtro alla data di scadenza
a - può essere impiegato solamente in base all’esperienza b - se il filtro non è mai stato usato non è necessario sostituirlo
b - no, solo per le colture indicate in etichetta alla data di scadenza
c - si, in quanto è un prodotto specifico c - verificare la tenuta della maschera alla scadenza del filtro
Domande
37. Con quale colore è contrassegnato un filtro per vapori 44. Durante l’impiego dei prodotti fitosanitari, quali sono i
organici? guanti più comunemente impiegati:
a - marrone a - Gomma nitrilica
b - grigio b - Gomma nitrilica rivestiti internamente in cotone rigorosamente
c - verde di III categoria
c - Compatibilmente con quanto rilevato durante la
38. Quale colore e quale lettera identificano un filtro per pol- valutazione del rischio i guanti sono generalmente
veri? in gomma nitrilica e neoprene.
a - bianco A
b - bianco P 45. Durante l’esecuzione di un trattamento a mezzo di trattrice
c - marrone A non cabinata, gli occhiali protettivi devono essere indossati:
a - nei casi in cui non si disponga di casco, maschera
39. Nel caso di utilizzo dei filtri combinati per polveri e con facciale completo o visiera;
vapori organici, questi come devono essere posizionati? b - nei casi in cui non si disponga di casco, maschera con facciale
a - è indifferente prima il filtro antipolvere seguito da quello completo o visiera ma non è necessario che siano a tenuta laterale
antivapori organici e aerosol c - nessuna delle precedenti
b - prima il filtro antipolvere seguito da quello antivapori
organici e aerosol 46. Nei trattori, la cabina pressurizzata con sistema di fil-
c - prima il filtro antivapori organici seguito da quello anti traggio:
polvere a - è un dispositivo di protezione individuale
b - non è un dispositivo di protezione collettiva
40. Cosa indicano i numeri posti nei filtri dopo la lettera che c - è un dispositivo di protezione collettiva assimilabile
li contraddistingue (es. A1, P2, A2P2)? al casco elettroventilato
a - indicano la classe di appartenenza, nel caso dei filtri antivapori
identifica la quantità di contaminante che il filtro non è in grado 47. Quali sono alcuni requisiti tassativi per l’acquisto ed il
di adsorbire commercio dei prodotti fitosanitari?
b - nei filtri antipolvere fornisce l’indicazione dei tempi di a - la confezione deve essere integra, completa di etichetta
saturazione del filtro ed in vetro
c - indicano la classe di appartenenza, nel caso dei filtri b - confezione originale, numero e data di registrazione
antivapori identifica la quantità di contaminante che il del Ministero della Salute, classe di tossicità
filtro è in grado di adsorbire c - qualora l’acquisto sia fatto tramite ordinazione scritta, la
richiesta deve essere vistata esclusivamente dal Sindaco
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
51. Nel caso di vegetali destinati alla trasformazione indu- 59. Un prodotto fitosanitario concentrato può essere impie-
striale, surgelati o conservati, si deve o no tenere conto gato come tale?
dell’intervallo di sicurezza? a - sì, sempre
a - no, se i prodotti vengono lavati con cura immediatamente b - no, mai
dopo la raccolta c - solamente in alcuni casi e con attrezzature speciali
b - si deve tener conto
c - non si deve tener conto perché il prodotto è consumato 60. Che cosa bisogna fare delle sementi trattate con prodot-
dopo un certo intervallo di tempo ti fitosanitari e avanzate dalla semina?
a - destinarle all’alimentazione animale
52. Chi è responsabile di eventuali intossicazioni duran- b - generalmente considerarle rifiuti “speciali” e smaltirle
te il trattamento per il cattivo uso della maschera? secondo quanto stabilito dalle normative nazionali e locali
a - chi effettua il trattamento in possesso del certificato c - interrarle
di abilitazione all’uso dei prodotti fitosanitari
b - chi ha commissionato il trattamento 61. Le formulazioni in granuli possono essere maneggiate
c - chi ha venduto il prodotto a mani nude?
a - sì
53. L’uso del mezzo aereo in Piemonte è sempre consentito? b - no
a - sì sempre c - solamente se c’è acqua per lavarsi
b - sì solo sulla viteno, è vietato salvo autorizzazione,
in deroga, per la difesa ordinaria e per contrastare 62. In caso di trattamenti in presenza di corsi d’acqua, per
evitare di contaminarli, salvo specifiche indicazioni previste
un’emergenza fitosanitaria
dalle normative, è opportuno:
c - sì solo sulla vite
a - rispettare la distanza indicata in etichetta
b - trattare fino al bordo dell’acqua
54. Quali prodotti fitosanitari specificatamente autorizzati
c - non effettuare trattamenti
possono essere distribuiti con il mezzo aereo?
a - insetticidi
63. Cosa sono i metaboliti di una sostanza antiparassitaria?
b - alcuni anticrittogamici
a - solventi
c - tutti gli antiparassitari
b - prodotti di trasformazione e di degradazione del
prodotto di partenza
55. La deriva del prodotto fitosanitario è un fenomeno ….
c - adesivanti
a - da evitare o ridurre al minimo per evitare perdite
di prodotto e inquinamenti di aree limitrofe
64. Che cosa si intende per coformulanti o coadiuvanti di
b - di nessun rilievo
un prodotto fitosanitario?
c - favorevole perché garantisce un’ottimale copertura del
a - sostanza di degradazione
la vegetazione
b - sostanza estranea formatasi nel processo produttivo o
durante la conservazione
c - sostanza che migliora l’azione del principio attivo,
favorendone la regolare distribuzione e la persistenza
Domande
67. Con i prodotti fitosanitari a base di insetticidi possono 74. Qual è il simbolo che identifica un prodotto “pericoloso”
essere trattati gli animali domestici? per tossicità acuta?
a - solamente se non danno latte a - una croce di S. Andrea bianca
b - no, mai b - l’etichetta non riporta scritte e disegni particolari
c - solo una volta l’anno c - un teschio su ossa incrociate inserito in un riquadro
romboidale e la scritta pericolo
68. Trattamenti effettuati in pre-fioritura possono essere
dannosi per le api? 75. Chi è responsabile di eventuali danni che potrebbero
a - no mai verificarsi in seguito all’uso dei prodotti fitosanitari in
b - si sempre modo non conforme alle indicazioni?
c - solo con alcuni prodotti sistemici a - colui che ha eseguito il trattamento
b - colui che ha prodotto l’antiparassitario
69. Sono consentiti i trattamenti insetticidi durante il perio- c - colui che ha venduto il prodotto
do della fioritura?
a - sì, su tutte le colture 76. è possibile impiegare prodotti fitosanitari per scopi
b - sì, ad esclusione dei frutteti diversi da quelli indicati in etichetta?
c - no, in nessun caso per non danneggiare gli insetti a - no, i prodotti fitosanitari vanno usati solamente
impollinatori per le colture sulle quali sono autorizzati
b - possono essere impiegati per altri scopi solamente se
70. Cosa si intende per tempo di rientro? consigliati dal venditore
a - l’intervallo di tempo che, è previsto sia fatto trascorrere c - sì, solo se è realmente necessario
tra il trattamento con fitofarmaci e l’accesso nella zona
trattata 77. Come devono essere conservati i prodotti fitosanitari?
b - l’intervento di tempo che è previsto tra la raccolta del prodotto a - è sufficiente che siano tenuti separati da sostanze
e la semina della coltura successiva sullo stesso appez- alimentari o mangimi
zamento b - in un luogo appartato dell’abitazione
c - l’intervallo di tempo previsto tra la raccolta del prodotto c - in appositi locali o in appositi armadi ambedue da
trattato e il suo trasporto presso il centro di distribuzione tenere chiusi a chiave
71. Qual è il tempo di rientro minimo in assenza di opportu- 78. Come è opportuno siano conservati i prodotti fitosani-
ni dispositivi di protezione Individuale (DPI)? tari di qualsiasi classe di pericolosità?
a - almeno 48 ore, se non indicato diversamente in eti- a - basta che siano separati da sostanze alimentari e mangimi
chetta b - basta che non siano alla portata dei bambini
b - il tempo dato dall’intervallo di sicurezza c - in modo da evitare qualsiasi ipotizzabile possibilità
c - nessuno, se non indicato diversamente in etichetta di danno
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
82. Non rispettando le norme precauzionali per l’uso dei 90. Cosa sono i trattamenti a calendario?
prodotti fitosanitari a quali rischi si sottopone l’operatore? a - quelli consigliati sui lunari
a - nessun inconveniente b - quelli effettuati a date fisse uguali ogni anno
b - intossicazione acuta o cronica c - quelli effettuati a scopo cautelativo in momenti prestabiliti
c - solo lievi disturbi senza tenere conto della presenza del parassita
83. Possono essere prestati ad altre persone i prodotti fito- 91. Cosa si intende per lotta biologica?
sanitari a - l’uso esclusivo dei fattori naturali che limitano
a - no, in nessun caso l’azione degli agenti nocivi per le colture
b - solamente se si è certi che il loro impiego avvenga in modo b - l’uso di fitofarmaci chimici secondo calendari predisposti
corretto c - l’uso di fitofarmaci chimici in tempi e modi stabiliti in
c - si, se queste persone sono in possesso del patentino base al grado di infestazione e alle condizioni meteorologiche
84. Cosa è il registro dei trattamenti? 92. Quali agrofarmaci possono essere usati per la produzio-
a - un quaderno dove si annotano le ore di lavoro dedicate ne biologica?
ai trattamenti a - nessuno
b - un registro richiesto dalla ASL per controllare i rivenditori b - solo quelli definiti “biologici”
di sostanze chimiche per trattamenti in agricoltura c - solo quelli indicati da una apposita normativa
c - un registro dove vengono annotate tutte le in
formazioni relative ai trattamenti effettuati durante 93. I DPI che appartengono alla 3A categoria
l’anno su ogni appezzamento o coltura a - sono quelli che offrono garanzie di protezioni maggiori
in termini di sicurezza in quanto alla 3A categoria appar
85. Coloro che effettuano trattamenti, o comunque lavora- tengono i DPI sottoposti alle prove di resistenza specifi
no in ambiente contaminato da prodotti fitosanitari, posso- che previste dalla norma
no assumere farmaci? b - sono quelli che presentano maggiore resistenza al rischio
a - si, in quanto non hanno nulla a che vedere con i fitofarmaci di abrasione; le tute, i guanti e le scarpe utilizzate in
che si danno alle piante agricoltura
b - si, se si deve fare un ciclo di cure al quale si è abituati c - sono quelli di progettazione complessa destinati
c - si, ma a seconda dei casi, e comunque informandone a salvaguardare dai rischi di morte o di lesioni gravi
prima il medico per evitare eventuali interfe- e di carattere permanente, riconoscibili dalla marcatura
renze. CE seguita dal numero dell’organismo notificato
Domande
100. Le macchine irroratrici a polverizzazione pneumatica 108. Il modulo per l’acquisto di prodotti fitosanitari contiene:
in genere operano a...... a - l’elenco dei prodotti fitosanitari acquistati, firmata
a - volume alto (700-1000 l/ha) dall’acquirente
b - volume medio (300-700 l/ha) b - l’autorizzazione al trasporto di preparati pericolosi
c - volume basso (150-300 l/ha) c - l’indicazione delle malattie delle colture da trattare, firmata
dall’acquirente
Guida all’uso corretto dei prodotti fitosanitari
145. Che cosa indicano le frasi H in una etichetta? 152. Il certificato di abilitazione per utilizzatori professionali
a - descrivono il livello di pericolo di un prodotto fito può essere lasciato in deposito presso il rivenditore?
sanitario a - si, se gli acquisti vengono eseguiti sempre nella medesima
b - descrivono i consigli di prudenza da adottare durante rivendita
l’uso dei prodotti fitosanitari b - no, in quanto è un documento personale necessario
c - descrivono il divieto di utilizzare il prodotto in coltura al trasporto, alla detenzione oltreché all’acquisto
protetta dei prodotti fitosanitari
c - si, fino a quando il patentino non è scaduto
Domande
CAPITOLO DOMANDE
Cap. 1
56, 120, 121, 150.
AVVERSITÀ DELLE PIANTE
Cap. 2
57, 89, 90, 91, 92, 123, 65, 116, 141.
METODI DI LOTTA
1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22,
Cap. 3 24, 25, 26, 27, 48, 49, 50, 51, 57, 58, 59, 63, 64, 67, 74, 76, 80, 81,
I PRODOTTI FITOSANITARI 88, 99, 115, 119, 122, 128, 129, 130, 131, 132, 139, 145,147, 148,
153, 154, 155, 156, 157, 158, 159,162.
23, 28, 29,3 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44,
Cap. 4 45, 46, 47, 52, 60, 61, 66, 68, 69, 70, 71, 72, 73, 75, 77, 78, 79, 82,
VENDITA, ACQUISTO, USO E CONSERVAZIONE 83, 84, 85, 87, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 105, 106, 107, 108, 109, 110,
DEI PRODOTTI FITOSANITARI 111, 112, 114, 116, 118, 124, 125, 133, 134, 135, 136, 137, 138,
140, 142, 143, 144, 146, 148, 149, 151, 152, 161, 163.
Cap. 5
ATTREZZATURE PER LA DISTRIBUZIONE 53, 54, 86, 100, 101, 102, 103, 104, 160, 164.
DEI PRODOTTI FITOSANITARI
Cap. 6
55, 62, 113, 117, 126, 127.
UTILIZZO COMPATIBILE CON L’AMBIENTE