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Bobbio

Bobbio è un piccolo comune italiano situato nella provincia di Piacenza in Emilia-Romagna. La città ha origini romane ma la sua storia è legata soprattutto all'Abbazia di San Colombano fondata nel 614. L'abbazia ebbe un importante ruolo politico, religioso e culturale nell'Alto Medioevo.

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Bobbio

Bobbio è un piccolo comune italiano situato nella provincia di Piacenza in Emilia-Romagna. La città ha origini romane ma la sua storia è legata soprattutto all'Abbazia di San Colombano fondata nel 614. L'abbazia ebbe un importante ruolo politico, religioso e culturale nell'Alto Medioevo.

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31/8/2017 Bobbio - Wikipedia

Bobbio
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Bobbio (AFI: [bbbjo][4]; (Bbi in dialetto bobbiese, Bubbi in


Bobbio
ligure, Bobium in latino) un comune italiano di proprieta di
comune
alessio il grande[2] della provincia di Piacenza in Emilia-Romagna.
Piccola citt di origine romana, Bobbio si trova nella media Val
Trebbia.

Il territorio, abitato fin dal neolitico e con insediamenti celto-


liguri, divenne romano nel 14 a.C. e nel IV secolo sorse il primo
nucleo del borgo di Bobium. La sua storia si identifica soprattutto
con quella dell'Abbazia di San Colombano fondata nel 614.
Nell'alto medioevo l'abbazia ebbe un ruolo politico, religioso e
culturale importante, i suoi possedimenti, fin dall'et longobarda e
carolingia, spaziavano in zone del nord d'Italia. Nel 1014 ebbe il
titolo di Citt, divenendo Diocesi e Contea, prima indipendente
poi sotto il Ducato di Milano, e infine sotto i Savoia. Libero
comune dall'inizio del XII secolo, combatt con la Lega Lombarda
contro il Barbarossa a Legnano. Provincia genovese fino all'unit
d'Italia, fino al 1923 fu parte della provincia di Pavia, poi pass
alla provincia di Piacenza. Fu sede vescovile fino al 1986.

La citt sede della nuova Unione di comuni: Unione Montana


Valli Trebbia e Luretta. una meta turistica nota per il suo passato Panorama di Bobbio
di arte e cultura. Localizzazione
Stato Italia
Il centro storico ha mantenuto intatte le caratteristiche del borgo
medievale. Simbolo della cittadina il Ponte Gobbo (o Ponte del Regione Emilia-Romagna
Diavolo), un ponte in pietra di origine romana, che attraversa il Provincia Piacenza
fiume Trebbia con 11 arcate irregolari. Domina il Santuario di
Santa Maria in Monte Penice, che si trova sulla cima del monte Amministrazione
omonimo.
Sindaco Roberto Pasquali (lista
civica Bobbio 2000 - Citt
d'Europa) dal 25-5-2014
Indice
Territorio
1 Geografia fisica Coordinate 444617.4N
1.1 Territorio 92311.04E
1.2 Clima
2 Storia Altitudine 272 m s.l.m.
2.1 Simboli Superficie 106,53 km
2.2 Onorificenze
3 Monumenti e luoghi d'interesse Abitanti 3 568[2] (28-2-2017)
3.1 Architetture storiche, religiose e civili cittadine Densit 33,49 ab./km
3.2 Architetture storiche, religiose e civili dei
dintorni Frazioni Vedi elenco
3.3 Luoghi di interesse e passeggiate Comuni Brallo di Pregola (PV),
4 Societ
confinanti Coli, Corte Brugnatella,
4.1 Evoluzione demografica
4.2 Etnie e minoranze straniere Menconico (PV),
4.3 Lingue e dialetti Pecorara, Piozzano,

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4.4 Religione Romagnese (PV), Santa


4.5 Tradizioni e folclore Margherita di Staffora
4.6 Istituzioni, enti e associazioni (PV), Travo
4.7 Leggende
4.7.1 Leggenda del Ponte Gobbo o Ponte del Altre informazioni
Diavolo Cod. postale 29022
5 Cultura
5.1 Editoria Prefisso 0523
5.2 Cinema Fuso orario UTC+1
5.3 Musei
5.4 Letteratura Codice 033005
5.5 Musica ISTAT
5.6 Cucina Cod. A909
5.7 Eventi catastale
5.7.1 Millenario della citt
Targa PC
5.7.2 Giubileo di San Colombano
5.7.3 Bobbio Film Festival Cl. sismica zona 3 (sismicit bassa)
5.7.4 Irlanda in musica
Cl. climatica zona E, 2 802 GG[3]
5.7.5 Concorso letterario "Ponte Gobbo -
Citt di Bobbio" Nome bobbiesi
5.7.6 Concorso di pittura estemporanea abitanti
"Memorial Dino Cella"
5.7.7 Palio delle contrade Patrono san Colombano,
5.7.8 Festa del Pinolo Madonna dell'Aiuto,
6 Persone legate a Bobbio santa Maria Assunta,
7 Geografia antropica S. Antonio Gianelli
7.1 Frazioni
Giorno 23 novembre, 15 agosto
7.2 Riconoscimenti ambientali e storico culturali
8 Economia festivo
8.1 Acque termominerali di Bobbio Soprannome Montecassino del Nord[1]
9 Infrastrutture e trasporti
9.1 Strade Cartografia
9.2 Ferrovie
9.3 Mobilit urbana
10 Amministrazione
10.1 Gemellaggi Bobbio
11 Note
12 Bibliografia
13 Voci correlate
14 Altri progetti
15 Collegamenti esterni

Geografia fisica
Bobbio un comune
montano, il cui capoluogo
situato sulla sponda
sinistra del fiume Trebbia,
tra i torrenti Bobbio e
Dorbida, ai piedi del
Veduta di Bobbio monte Penice (1.460 m
s.l.m.). Il centro storico
cittadino e la sede
comunale sono situate ad una quota di 272 m s.l.m. Vi sono poi
quartieri (S. Martino, Auxilia, Valgrana, Canneto, Rio Foino,
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Borgo, Candia, Corgnate, La Spessa, S. Ambrogio, Cognolo) al di


fuori del centro adiacenti il Trebbia a quote meno elevate e
quartieri nella parte alta (Buffalora, Bargo, Monte Santo, l'Erta,
Maiolo, Brada, Squera, Bosco, Sciola, Dorbida, Balzago),
mediamente la quota compresa fra i 250 e 400 m s.l.m.

Il territorio comunale confina a sud con il comune di Corte


Brugnatella, ad ovest con la provincia di Pavia in Lombardia
(Brallo di Pregola, Santa Margherita di Staffora, Menconico,
Romagnese), a nord con i comuni di Pecorara, Piozzano e Travo
ad est con il comune di Coli.

Il paesaggio presenta un'alternanza di campi coltivati e boschi


cedui. Posizione del comune di Bobbio nella
provincia di Piacenza
Territorio Sito istituzionale ([Link]
[Link])
L'area bobbiese
circondata da ovest a nord
dalle cime del monte Penice (1.460 m s.l.m.), Sassi Neri (1.034 m
s.l.m.), Pan Perduto (1.008 m s.l.m.) e Pietra Corva (1.078 m s.l.m.) con
il vicino Colle della Crocetta, il Groppo (1.000 m s.l.m.), monte
Pradegna (960 m s.l.m.). Da nord a est e sud vi sono le cime del monte
Barberino (481 m s.l.m.) con il vicino passo Barberino, del monte del
Lago (537 m s.l.m.), Tre Sorelle (976 m s.l.m.), il Castello (943 m
s.l.m.), e dei Tre Abati (1.072 m s.l.m.), fino a scendere a sud lungo la
Veduta di Bobbio dalla vetta del Penice
Costa della Croce (727 m s.l.m.) fino alla piana di Telecchio e fino al
Trebbia.

Da sud a ovest vi sono le cime del Bricco di Carana (805 m s.l.m.),


della Costa Ferrata (1.036 m s.l.m.) con il vicino bosco del comune e il monte Gazzolo (498 m s.l.m.),
continuando verso ovest lungo il confine pavese vi sono le cime delle Rocche del Casone (o di Colleri)
(1.200 m s.l.m.), monte Lago (1.125 m s.l.m.) con il passo omonimo, Cima di Valle Scura (1.229 m s.l.m.),
monte Scaparina (1.157 m s.l.m.) con il vicino passo Scaparina, fino a tornare al Penice. Verso nord dopo
Barberino, nell'area di Mezzano Scotti, si trovano le cime di monte Mosso (1.006 m s.l.m.), monte Crigno
(807 m s.l.m.), monte Lazzaro (987 m s.l.m.) con il vicino passo della Caldarola, della Pietra Parcellara (836 m
s.l.m.) e della Pietra Marcia (722 m s.l.m.).

Il territorio, dopo la Pietra Parcellara e la Perduca e dove si diparte


l'angusta Val Perino famosa per il castello d'Erbia, subito dopo l'abitato
di Perino di Coli si apre agli abitati bobbiesi di Cassolo e Mezzano
Scotti. Comprende la "conca di Bobbio", parte della val Trebbia, che
qui si allarga

dopo l'orrido di Barberino sul fiume verso nord, per restringersi


Il monte Penice da Bobbio nuovamente verso sud, in corrispondenza del Bricco di Carana; in
questo punto il corso del fiume diventa tortuoso, con i meandri di San
Salvatore dominati dall'alto dall'antico borgo di Brugnello con il paese e
la chiesetta a picco sul fiume; ancora qualche chilometro e si arriva a Marsaglia di Corte Brugnatella. Le cime
degradano dolcemente, ma nei pressi della conca bobbiese vi sono molti calanchi che circondano tutta l'area
cittadina.

Nella val Trebbia si immettono le valli del Carlone, con la cascata termale San Cristoforo del Carlone, e dei
torrenti Bobbio e Dorbida. La valle del Bobbio da una parte l'abitato di Dezza e in alto l'abitato di Ceci, termina
con il passo della Scaparina. Verso Mezzano Scotti a nord si ha l'affluente Dorba, mentre a sud a San Salvatore

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il torrente Curiasca. In questa zona le acque del fiume Trebbia scorrono


fresche e limpide in un percorso tortuoso fra rocce e sassi aprendosi in
numerose spiaggette popolate nel periodo estivo da numerosi bagnanti.

Presso il Penice si trova il passo omonimo e i vicini: passo delle Tre


strade e passo del Brallo.

Clima

La zona climatica corrisponde


La Trebbia a monte di Bobbio
al microclima ligure
appenninico temperato. Il
paesaggio caratterizzato da
montagne appenniniche influenzano il clima nel periodo estivo che
rimane abbastanza fresco, mentre nel periodo invernale protetto da
Panorama di Bobbio dal Ponte Vecchio venti e nebbie.

Storia
Il nome della citt viene dal "saltus Boielis" (Monte Penice), toponimo
di origine celto-ligure e dall'omonimo torrente alle cui sponde sorse il
primitivo abitato dopo la conquista romana del territorio dal 14 a.C. Il
primo nucleo del borgo romano di Bobium risale al periodo della
romanizzazione del IV secolo (sotto il municipio romano di Velleia).

Quando nella seconda met del VI secolo i Longobardi scesero in Italia


e conquistarono Pavia, loro capitale dal 572, il presidio romano di
Bobium venne assegnato al duca Sundrarit, che prese in concessione
anche le saline. Il Castrum di Bobbio nella Regio IX
Liguria Augustea
La storia di Bobbio connessa dall'Alto
Medioevo con la costruzione dell'Abbazia
di San Colombano nel 614, da parte dell'abate e missionario irlandese Colombano,
uomo d'azione ed evangelizzatore d'Europa.

Il primo nucleo monastico era di quattro miglia intorno al monastero e contava su


met della produzione delle saline, mentre l'altra met continuava a spettare al
duca longobardo. Successivamente il territorio crebbe e l'uso delle saline sar
totale.

Durante l'Alto Medioevo Bobbio, al pari di


Montecassino, fu un importante centro
culturale, riferimento per la sua biblioteca
o scriptorium, collegata con i vari
monasteri sparsi in Italia e all'estero.

Con la caduta del Regno longobardo ad


San Colombano opera dei Franchi di Carlo Magno (774), il
monastero ricevette ulteriori benefici dal
nuovo sovrano. Nell'834 venne nominato
L'Abbazia di San Colombano
abate Wala, cugino di Carlo e suo consigliere.

In quel periodo la cittadina divenne il centro del Feudo monastico di


Bobbio grandissimo ed esteso nella zona della Val Trebbia, dell'Oltrep Pavese, della Val Curone, della Val
Staffora, della Val Tidone, della Val d'Aveto fino in Liguria e Toscana, ma con possedimenti anche nel
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Monferrato, nelle Langhe fino a [Link] inoltre formato da altri terreni e piccoli feudi sparsi per tutta l'Italia
settentrionale, dalle coste del Mar Ligure al Piemonte e al lago di Como, al lago di Garda, le zone del Ticino e
del Po, fino al Mare Adriatico, con una flotta di imbarcazioni che collegavano Pavia con la Svizzera e per il Po
i possedimenti sul Mincio, di Mantova, Comacchio, Ferrara, Ravenna, Venezia ed Ascoli Piceno, ma anche sul
mare con i porti liguri di Moneglia e Porto Venere. Vi furono possedimenti nel Lodigiano (San Colombano al
Lambro), nella Val Pellice (Bobbio Pellice), in Valsassina (Piani di Bobbio), in Liguria (San Colombano
Certenoli), lungo la zona appenninica per la Via degli Abati (antica Via Francigena) da Bobbio passando per
Bedonia, Bardi, Borgo Val di Taro, Berceto, il passo della Cisa e Pontremoli, in Lunigiana, nella Val
Fontanabuona, nella Val di Vara e Val di Magra e in Garfagnana, ecc.

Il feudo ebbe la protezione imperiale e papale e l'abate era nullius


dioeceseos (Abbazia territoriale) e dal 643 vi era anche la carica di
Abate mitrato, ed era difeso anche dagli Obertenghi, in esso i monaci vi
avevano costruito numerosissimi monasteri sia secondo la regola
colombaniana che benedettina e vi coltivavano le terre in modo
intensivo, specie impiantando anche vigneti, oliveti e castagneti e
costruendo mulini; inoltre vi erano numerosi allevamenti specie di
pecore per l'utilizzo della pergamena per lo scriptorium, sia di Bobbio
che nei vari monasteri. Inoltre si trovavano monasteri sparsi all'estero
dalla Spagna fino alla Germania, in Irlanda e in Inghilterra, collegati da
numerose strade percorse da pellegrini e da monaci.

Vi furono edificati numerosi castelli e fortificazioni sul territorio a


protezione anche religiosa, specie nel periodo delle invasioni
L'Italia suddivisa fra longobardi e musulmane.
bizantini
Nell'883 l'abate Agilulfo inizi la costruzione del nuovo monastero
dove si trova nel ventunesimo secolo; nel X secolo inizi la prima
decadenza anche per l'affievolirsi della protezione imperiale e papale e molti feudi passarono direttamente agli
Obertenghi e poi ai vari rami famigliari. Una ripresa la si deve attorno al 983 all'abate Gerberto di Aurillac,
futuro papa Silvestro II.

Il 14 febbraio del 1014, grazie all'interessamento dell'imperatore


Enrico II, Bobbio divenne sede vescovile e ottiene il titolo di citt.
Primo vescovo fu l'abate Pietroaldo, che assomm le due cariche
(divenendo quindi abate-vescovo con diocesi esente, ossia soggetta
alla Santa Sede). L'unione delle due cariche venne scissa
immediatamente dopo Pietroaldo. Nel 1046 il vescovo Luisone
ricevette il titolo di conte. Il vescovo-conte Guarnerio (1073 -
1095) inizi a costruire la nuova cattedrale, ma la sua politica,
favorevole a Enrico IV, lo fece cadere in disgrazia. Scomunicato
nel 1081, nel 1095 abbandon la cattedra vescovile e la contea.

Nel 1133 la diocesi di Bobbio, fino ad allora abbazia territoriale,


divent diocesi suffraganea alla nuova sede metropolitana di
Genova.

La Contea di Bobbio fu ridotta alla Val Trebbia fino a Torriglia,


alla Val d'Aveto fino a Santo Stefano d'Aveto (Ge), all'Oltrep, alla
Val Tidone (Pecorara, Pianello Val Tidone) e alla Val Curone; gli
altri feudi sono persi e dati agli Obertenghi e ci verr confermato
Il Duomo di Bobbio, dal XI secolo nuovo
anche dall'imperatore Federico il Barbarossa nel 1164, che toglier
centro del potere cittadino
altri territori alla Contea a vantaggio dei Malaspina discendenti
dagli Obertenghi.

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Il Duomo romanico risale all'XI secolo, il monastero di San Francesco


(visibile vicino all'omonima piazza) del 1230.

Il primo comune si form nel


XII secolo e nel 1176 entr a
far parte della Lega Lombarda
partecipando con il suo
esercito alla battaglia di
Legnano fatto che non venne
perdonato nella successiva
pace di Costanza del 1183.
Nel 1304 diviene Signoria
sotto Corradino Malaspina che
La Contea di Bobbio (dalla Carta del
vi costru il castello sopra Il castello Malaspina-Dal Verme sede del
Borgonio, secolo XVII)
l'antico monastero potere dal '300
protoromanico. Verso la fine
del XII secolo la citt venne
cinta da mura, ancora visibili in alcuni punti, con cinque porte: Frangula, Alcarina, Agazza, Legleria e Nova. Il
tessuto urbano crebbe attorno al complesso monastico del IX secolo; durante il XIV secolo venne diviso in
terzieri: del Castello, del Duomo, di Porta Nova.

Nel 1341 pass ai Visconti e poi dal 1387 ai conti feudatari Dal Verme (infeudati dal 1436), assieme alla contea
di Voghera ai feudi di Pecorara, Pianello Val Tidone, Castel San Giovanni (perso nel 1485) e della Valsassina
(perso nel 1647), fino al 1805.

Nel 1516 Bobbio diviene Marchesato sotto i Dal Verme e comprende varie contee [Voghera, Tortona (con il
Vescovado) e la signoria del Malaspina], nel 1593 Voghera diventa autonomo sotto un'altra signoria ma sempre
sotto il Marchesato.

Nel 1743 Bobbio diviene Provincia di Bobbio, fino al 1861 e passa ai Savoia; nel
1770 il Marchesato ormai superato abolito. Nel 1797 con l'abolizione dei feudi
imperiali da parte di Napoleone e il riordinamento dei territori Bobbio diviene
Arrondissement francese (le province erano state abolite). Dal 1801 la citt venne
annessa alla Francia.

Nel 1815, caduto l'Impero Napoleonico,


torn ai Savoia e divenne capoluogo
dell'omonima provincia, compresa nella
Divisione di Genova. Con l'emanazione
del Decreto Rattazzi (1859) la provincia
venne sostituita dall'omonimo circondario,
senza modifiche territoriali, ma nell'ambito La Provincia di Bobbio
della Provincia di Pavia. Nel 1923 il
circondario fu soppresso (il suo territorio
Il Monumento ai caduti nei giardini di
venne suddiviso fra le province di Pavia, Genova e Piacenza) e la citt
piazza S. Francesco aggregata alla Provincia di Piacenza[5]. In quell'anno venne anche
soppresso il Tribunale mandamentale.

Dopo il passaggio della frazione di Dezza e del suo territorio, fino al


1746 sotto Brallo di Pregola e poi sotto Bobbio, nel 1766 si hanno i passaggi di Castellina, C di Malosso,
Boschini, Casa Uccellone, Casa Costa, Colorazze per la ridefinizione dei confini con il Ducato di Parma e
Piacenza, mentre nel 1923 il comune di Bobbio incorporer le frazioni di Bertuzzi e Callegari, prima sotto il
comune di Coli, nel 1927 la frazione Mezzano Scotti viene scorporata dal comune di Travo e viene aggregata al
comune di Bobbio.

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Durante la Seconda guerra mondiale, venne liberata dal movimento


resistenziale nell'estate del 1944, comandato dal Ten. Fausto Cossu[6],
ufficiale dei carabinieri che fra la fine del 1943 e il gennaio del 1944
form dapprima la Banda La Senese poi Compagnia Carabinieri
Patrioti e divenne comandante dell'intera divisione GL piacentina. Si
form quindi la Repubblica di Bobbio[7] estesa per circa 90 km. da
Rivergaro a Torriglia con propaggini in Oltrep e Val Tidone e Val
d'Aveto. Radio Londra annunci Bobbio, la prima citt del Nord Italia
liberata. La "Repubblica" fu operativa dal 7 luglio fino al 27 agosto
Cartello a ricordo della storica
del 1944, quando venne nuovamente occupata da truppe della R.S.I..
Repubblica di Bobbio
La citt ebbe un'amministrazione partigiana e fu uno dei primi esempi
di "Citt libere" del nord Italia.

Bobbio inoltre sede di un'ampia circoscrizione elettorale della media Val Trebbia e del Comando compagnia
Carabinieri. Vi inoltre un distretto giudiziario con il Giudice di pace e una sede distaccata di ricerca
universitaria.

La citt divent nel medioevo un centro


cosmopolita di arte, cultura e scienza.

In una delle dichiarazioni di Colombano facile


intuire la sua visione: "Siamo membra di uno stesso
corpo, sia che siamo Galli, Britanni o Iberi o di
qualsiasi altra popolazione". Fu il primo a citare
l'Europa (tutus Europae) in una delle lettere al papa
Gregorio Magno auspicandone l'unione delle
Panorama del centro storico di Bobbio, dal castello al ponte nazioni in un solo popolo cristiano.
Gobbo
Considerata la presenza delle spoglie mortali del
santo, la citt stata spesso meta di alte personalit
straniere, tra cui capi di Stato irlandesi, presidenti del Parlamento europeo e membri del corpo diplomatico.

Simboli

D'argento alla croce di rosso, accantonata nella parte


superiore da due colombi al naturale, posati sui bracci
laterali della croce. Corona di citt.
(Descrizione araldica dello stemma del Comune di Bobbio)

Lo stemma della Citt di Bobbio[8] costituito da uno scudo


sannitico di color argento o bianco su cui sovrapposta una
croce rossa, accantonata nella parte superiore da due colombe
bianche al naturale, posati sui bracci laterali della croce, una a
Stemma del Comune destra e l'altra a sinistra nella parte alta e che si guardano tra
loro, simbolo di San Colombano. Lo scudo timbrato da una
corona da citt nera o oro. Il tutto racchiuso ai lati da un ramo
di alloro e uno di quercia, legati insieme da un nastro tricolore.
Gonfalone della Citt
La corona di citt risale alla concessione imperiale e papale con decreto del 14 febbraio di Bobbio
1014 dell'Imperatore Enrico II di Sassonia con ratifica di Papa Benedetto VIII sempre a
fine febbraio 1014.

Lo stemma stato approvato con Decreto CG dell'8 novembre 1929.

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Lo stemma riprende le insegne storiche del Comune di Milano, infatti nel 1167, col giuramento di Pontida, si
costitu tra le principali citt del nord Italia tra cui ader anche Bobbio assieme a Piacenza, la Lega Lombarda,
con lo scopo di combattere l'Imperatore e conquistare l'indipendenza. La Lega adott come simbolo l'emblema
di Milano. Nel 1176, nella trionfale battaglia di Legnano, l'emblema sventol issato sul "carroccio". Da quel
momento l'emblema milanese divent simbolo di autorit e autonomia, e Bobbio assieme a molte citt del Nord
Italia lo adottarono.

Lo stemma riprodotto anche sull'antico sepolcro del Santo nella cripta dell'Abbazia.

Il profilo araldico del gonfalone della citt di Bobbio costituito da un drappo azzurro, merlato all'estremit
inferiore e recante nel mezzo lo stemma cittadino, sormontato dalla dicitura in oro "CITTA' DI BOBBIO".

Onorificenze

Titolo di Citt

Concessione dell'Imperatore Enrico II di Sassonia con ratifica di papa Benedetto VIII[9]


14 febbraio 1014

Confermato poi con D.C.G. (Decreto del Capo del Governo) 8 novembre 1929[10]

Monumenti e luoghi d'interesse


Architetture storiche, religiose e civili cittadine

Abbazia di San
Colombano (Basilica
in piazza S.
Colombano[11],
Monastero e musei,
Porticato e giardini
di piazza S. Fara) (IX
secolo)
Le antiche Carceri di Pianta del centro storico di Bobbio
Bobbio e il Mulino
del Monastero
(struttura monastica
Panorama di Bobbio e l'Abbazia dal castello
IX secolo)
Chiesa della Madonna delle Grazie (ex ospedale-farmacia
monastica del IX secolo, cinematografo dal 1910 e ostello)
Convento delle suore Gianelline (istituto ex collegio sorto nel
1960)
Castello Malaspina-Dal Verme (XIV secolo)
Parco del castello
Antico quartiere alto medievale Castellaro con il porticato (IX secolo)

Duomo di Bobbio (Cattedrale di S. M. Assunta[12], Palazzo Vescovile, Museo diocesano della Cattedrale,
Antico seminario e Archivi storici Bobiensi) (XI secolo)
Piazza del Duomo, gli antichi portici e gli storici Palazzi Bobiensi
Palazzo Brugnatelli (portici e capitello cubico con testa apotropaica XIII secolo)

Palazzo della Farmacia (XV secolo)


Mulino del Vescovado (mulino medioevale del vicolo Pertusello, edificio privato, del XII secolo)
Palazzo Castelli (XVII secolo)
Palazzo di Porta Nova con i portici (XV secolo)
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Chiesa di San Lorenzo (XII secolo)[13]


Convento e Chiesa di San Nicola (ex chiesa e
convento XVII secolo)
Palazzo Alcarini e della regina longobarda
Teodolinda (XIV secolo)[14]

Piazza San Francesco (fontana, giardini,


monumento ai caduti)
Foro Boario (ex mercato della fiera
medioevale del bestiame, successivamente Piazza Santa Fara con l'Abbazia
diventato parcheggio pubblico)
Monastero e Chiesa di San Francesco (XIII
La chiesa di San Lorenzo secolo)
Santuario della Madonna dell'Aiuto (XIV
secolo)[15]
Vecchio Ospedale (XVIII secolo)
Monastero di Santa Chiara (Clarisse) (XV secolo)

Palazzo Comunale (sala Auditorium S. Chiara,


archivio storico, centro culturale e biblioteca)
Antica locanda alla Paolina (edificio medioevale,
in seguito privato, ristrutturato con l'insegna Piazza San Francesco con la fontana
postale)
Palazzo Calvi (XV secolo)
Palazzo dei Donati con il vicolo della Stretta (XV secolo)

Palazzo Buelli (XVI secolo)


Palazzo Olmi (XVII secolo)[16]
Palazzo Malaspina (XII secolo)
Palazzo Alcarini o di Piazza di Porta Fringuella (portici del XII
Teodolinda secolo)
Mulino del Comune (XII secolo
rimaneggiato)
Antica contrada di S. Giuseppe (edifici in pietra del XII
secolo)
Mulino contrada S. Giuseppe (XII secolo)
Palazzo Tamburelli e ostello comunale (XVIII secolo) Il Municipio ex monastero di S. Chiara
Ponte Vecchio o Gobbo (simbolo della citt - epoca romana
e successiva)

Il Borgo le antiche mura e il Mulino Ocelli (XII secolo)


Statua di San Colombano, posta all'entrata del paese per chi proviene da
Piacenza

Statua di Sant'Antonio Gianelli, posta


all'entrata del paese per chi proviene da
Genova
Nuovo Seminario Vescovile (edificato da
mons. Pietro Zuccarino nel 1957)
Il Ponte Vecchio o Gobbo, dall'antichit Torretta di Valgrana (XIII secolo)
il simbolo della citt Ponte di San Martino
Villa Renati (edificio privato sorto sui resti Il Santuario dell'Aiuto
del monastero di S. Martino del VII
secolo)
Terme di Bobbio
Terme di rio Foino (300 m. dopo il Ponte Gobbo, sorgente e vasche ad accesso libero)
Centro sportivo Candia (stadio comunale, piscine, campi da tennis e campo da volley)

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Architetture storiche, religiose e civili dei


dintorni

Chiesa parrocchiale di San Policarpo, nella frazione di Ceci.


La chiesa sorse con la cella monastica del IX secolo,
l'attuale edificio, documentato nel 1153[17], venne ampliato
nel 1744 e nel 1938.
Chiesa parrocchiale di San Pietro, nella frazione di Dezza.
La chiesa sorse con la cella monastica del X secolo[18], La chiesa di S. Pietro di
La chiesa di San riedificata nel XVI secolo. Dezza
Policarpo di Ceci Chiesa parrocchiale di San Paolo, nella frazione di Mezzano
Scotti. La chiesa sorse come monastero di S. Paolo[19]
nell'891, distrutto nel XV secolo, l'attuale edificio venne rimaneggiato fra il XVIII e il
XIX secolo.

Chiesa parrocchiale di San Cristoforo, nell'omonima frazione di San


Cristoforo. La nuova chiesa venne edificata nel 1910, in sostituzione della
precedente sorta nel VII secolo come cella monastica di Viulio[20] e
documentata nel 972 di cui ne rimangono pochi ruderi.

Chiesa parrocchiale di Santa Maria del


Carmine, nella frazione di Santa Maria. La
chiesa venne eretta nel XV secolo, in
sostituzione della precedente sorta come
cella monastica documentata nell'862[21] La chiesa di S. Paolo di
non pi presente. L'attuale edificio venne Mezzano
pi volte rimaneggiato fra il XVII e il
XVIII secolo.

La chiesa di San Cristoforo Chiesa parrocchiale di Sant'Eustachio, nella frazione di Vaccarezza. la


chiesa sorse come cella monastica documentata nell'862[22], venne pi
volte rimaneggiata fino al XIX secolo.

Santuario di Santa Maria in Monte Penice


(1460 m. - festa la seconda domenica di
settembre) Antico luogo di culto forse del
VII secolo[23], documentato nel IX secolo,
l'attuale edificio risale al XVII secolo.

Cappelletta dei militari del presidio e


operatori RAI, situata sul Penice poco
prima del Santuario.
Monumento a San Colombano, patrono dei
motociclisti, situato al Passo Penice, venne La chiesa di S. Eustachio di Vaccarezza
La chiesa di Santa Maria inaugurato il 23 novembre del 2002 dal
Primate d'Irlanda Mons. Daly, Paolo Sesti,
presidente della Federazione Motociclistica Italiana (FMI) e dall'Associazione
Amici di San Colombano.
Oratorio di San Carlo Borromeo (privato), nella frazione di Poggio d'Areglia, alle dipendenze della
parrocchia di Mezzano. Sorto nel 1610 come cappella del Castello degli Scotti.
Oratorio Cuore Immacolato di Maria, nella frazione di Arelli. La chiesetta sorse come cappella della cella
monastica del X secolo[24] dipendente dalla chiesa di S. Ambrogio in seguito scomparsa, l'edificio
rimaneggiato pi volte alle dipendenze della parrocchia del Duomo.
Oratorio dello Sposalizio della Vergine (privato), nella frazione di Cadonica. La cappella sorse nel XVII
secolo come cappella del centro monastico sorto nel 1460 dopo l'abbandono e la distruzione del
Monastero di S. Paolo di Mezzano. L'edificio rimaneggiato nel XIX secolo alle dipendenze della
parrocchia di Mezzano.
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Cappella di San Lorenzo, nella frazione Case S. Lorenzo di Fosseri, alle


dipendenze della parrocchia di Mezzano.
Chiesa di Sant'Andrea[25], nella frazione di Cassolo, sorto nel XVI
secolo, alle dipendenze della parrocchia di Mezzano.
Oratorio della Beata Vergine di Caravaggio, nella frazione di
Castighino o Casteghino. Sorta su di un'antica cappella[26] preesistente
nel 1835, alle dipendenze della parrocchia di S. Maria.
Oratorio di San Carlo (privato), nella frazione di Degara. Sorse come
cappella di S. Gaudino della cella monastica nel X secolo per opera del
monaco di Bobbio Auderado, nel 1631 venne riedificato e dedicato a S.
Il Santuario della vetta del Penice Carlo; alle dipendenze della parrocchia del Duomo.
Oratorio di San Martino (privato), nella frazione di Fognano. Sorse nel
XIX secolo come luogo di culto e di preghiera di Sant'Antonio Gianelli
nelle vicinanze della villa del vescovado, alle dipendenze della parrocchia del Duomo.
Oratorio della Madonna del Rosario[27], nella frazione di Freddezza, sorto nel XIII secolo come cappella
di San Cristoforo, alle dipendenze della parrocchia di Mezzano.
Oratorio di San Giovanni Battista e Sant'Enrico II Imperatore (privato), nella frazione di Gorra, alle
dipendenze della parrocchia di S. Maria. Edificato nel 1877 da Clara Fossa Della Cella, per sua volont
venne dedicato anche a S. Enrico II Imperatore del S.R.I., che diede nel 1014 a Bobbio il titolo di citt e
sede vescovile.[28]
Chiesa della Beata Vergine di Caravaggio, nella frazione di Lagobisione. L'attuale moderno edificio[29]
venne edificato nel 1970, in sostituzione della cappella sorta nel 1841 poi restaurata, alle dipendenze
della parrocchia del Duomo.
Oratorio della Beata Vergine di Caravaggio, nella frazione di Lagobisione. Cappella sorta nel 1841 nel
paese, un tempo dipendenza della chiesa di San Carlo di Degara. Restaurata, stata ricuperata al culto[30].
Chiesa di San Rocco, nella frazione di Piancasale. La chiesa di origine medioevale, sorse come
dipendenza della chiesa di S. Ambrogio successivamente scomparsa, venne riedificata nel 1855[31], dopo
lo sviluppo urbano della frazione, alle dipendenze della parrocchia del Duomo.
Oratorio della Madonna di Caravaggio, antico luogo di culto nei pressi della Pietra Parcellara e della
frazione di Brodo, alle dipendenze della parrocchia di Mezzano.
Oratorio di San Salvatore, nell'antico borgo della frazione omonima. Sorse nel 975[32], con modifiche
successive, come oratorio della cella monastica documentata nel IX secolo, alle dipendenze della
parrocchia di S. Colombano.

Museo etnografico val Trebbia (a Callegari di Cassolo)

Castello del Dego (o di Barberino) (di


propriet privata), fortilizio edificato nel
XIII secolo dei Malaspina.
Ruderi del Castello di Ajguera, fortilizio
sorto nel XIV secolo da parte degli Scotti,
distrutto nel 1516 dal conte Federico Dal
Verme e ricostruito sempre dagli Scotti, ne
rimangono le rovine.
Castello degli Scotti (privato), fortilizio
edificato nel 1488 nella localit Poggio
L'ingresso del Museo della frazione Areglia o Area da parte di
etnografico di Cassolo Bartolomeo Scotti, distrutto dai Dal Verme
nel 1516, venne riedificato dopo poco,
ristrutturato.
Mulino di Areglia, antico mulino del borgo, macina ancora
cereali per l'alimentazione animale. Il castello del Dego di fronte monte
L'antico Mulino Erbagrassa di Ceci, visitabile come mulino Barberino
didattico.
Resti del Castello di Mezzano Scotti (propriet privata).
Torre di Cadonica, sorto come nuova sede monastica nel 1460 assieme al nuovo monastero, dopo
l'abbandono e la distruzione del Monastero di S. Paolo di Mezzano, nei pressi l'Oratorio il Mulino.
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Mulino di Cadonica (privato), edificato dai monaci di Cadonica, nei pressi un antico e ampio cunicolo
sotterraneo in pietra ancora visibile, era percorribile anche a dorso di mulo per i traffici del monastero.
Antica fornace di Canneto, resti dell'antica fornace sorta in epoca romana e rimasta in attivit fino al
1950.
Colonia elioterapica Carenzi, rimangono i resti della colonia del 1937, sorta sulle Terme di S. Ambrogio
e che sfruttava anche le sorgenti termali saline di S. Ambrogio.
Casa rifugio di Villa Gorra (privata), edificata nel XVII secolo per i viandanti e pellegrini che valicavano
il Penice.

Borgo di San Cristoforo, con la Casa Fortificata, edificio del IX secolo


sorto come cella monastica e rimaneggiato assieme alle case adiacenti,
nei pressi i resti della cappella di S. Giacomo (privata) trasformata in
cascina e cantina. A qualche km. sul torrente Carlone, il Mulino Peveri
(ora casa privata), sorto nel XIX dopo l'abbandono del vicino e antico
Mulino della Cavanna, di cui rimangono i pochi ruderi.
Casa Fortificata di Moglia (privata), antico convento documentato
nell'862, della locale cella monastica sorta nel VII secolo. L'edificio,
rimaneggiato, aveva un refettorio centrale con volta ad arco a cui si
La Casa Fortificata nel nucleo storico affacciavano a cerchio le celle dei monaci e la cucina senza camino era
del borgo di San Cristoforo collocata al centro del pavimento. Uno dei pochi esempi architettonici
antichi rimasti.[33]
Mulino di Piancasale
Ruderi del Castello dei Monticelli (o Castel Pero), nella localit Poggiolo di Vaccarezza, il castello della
nobile famiglia dei Monticelli documentato nel XIV secolo, abbandonato dopo il passaggio ai
Malaspina, ne restano poche tracce.
Villa Costanza (di propriet privata), antico palazzo dei Malaspina nella frazione di Vaccarezza.

Luoghi di interesse e passeggiate


Monte Penice
Passo Penice e gli impianti sciistici
Ceci e il centro sportivo di sci di fondo Le Vallette
Barberino e l'Orrido, il monte situato alla sponda destra del Trebbia, antico confine romano del pagus di
Bobbio, documentato sempre come confine della Contea di Bobbio nel 972, rimase confine del Ducato di
Parma e Piacenza e dell'Emilia fino al 1923, quando Bobbio divenne emiliana e piacentina.
Mezzano Scotti
Il Borgo di San Salvatore e i meandri sul Trebbia
Santa Maria
Sassi Neri
Antico villaggio del Monte Groppo (ruderi e ritrovamenti neolitici e liguri)
Pian Perduto
Pietra Corva
Monte Pradegna
Pietra Parcellara
Piccolo borgo di Embrisi, localit ormai abbandonata di Embrici sopra Mezzano, vi la presenza di
antichi edifici in pietra locale e manufatti e sculture in arenaria scolpite, di notevole interesse le facce e le
testine apotropaiche.[34]
Cascata termale del Carlone di San Cristoforo
Valle del Carlone
Mogliazze, frazione con tipiche case in pietra e tetti in lastre di arenaria.
Samboceto, piccolo borgo fantasma sopra Mezzano ormai disabitato con tipiche case in pietra e tetti di
arenaria.
Telecchio, piccolo borgo con origini celtico-ligure divenuto cella monastica nel X secolo, circondato dal
comune di Coli, legato alla chiesa di S. Michele della Spelonca.
Bosco del Comune (sulla strada di Dezza)
Fontana dei Ramari di Bobbio
Sentiero medioevale per il Santuario del Monte Penice
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Via degli Abati (Via Romea e derivazione della Via Francigena)


Passeggiate da Bobbio - Passeggiata dei due ponti: Via Piancasale-Ponte Gobbo-Canneto-Ponte di Coli-
Terme di Bobbio, Passeggiata vecchia statale: Bobbio-vecchia statale 45-Cognolo-Barberino-Pradella-
Cassolo-Mezzano, Passeggiata del torrente Bobbio: Bobbio-Via Poggio San Desiderio-Campo sportivo-
zona Candia-Cerignale-Ca' Bassa-Mulino Erbagrassa-Mulino Omoforte - Vie panoramiche: Bobbio-
Strada degli Arelli-Erta-Fognano, Bobbio-Canneto-strada Coli-strada dei Bellocchi-Gambado, Bobbio-
Borgo [Link]-Carana-Pietranera, Bobbio-Via del Bargo-San Cristoforo-Castate Carlone-
Moglia-San Martino-Bobbio, Bobbio-Dezza-Brallo, Bobbio-strada Balzago-Lagobisione-Degara-
Centomerli-Mezzano (escursioni a piedi, bicicletta e cavallo)

Societ
Evoluzione demografica

Abitanti censiti[35]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati Istat al 1 gennaio 2016[36] i cittadini stranieri residenti a Bobbio sono 381, pari all'10,65% della
popolazione comunale. Le nazionalit maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della
popolazione residente erano:

1. Repubblica di Macedonia, 137


2. Romania, 96
3. Ucraina, 58

Lingue e dialetti

Nel panorama dei dialetti della provincia, quello bobbiese vanta proprie peculiarit, sia fonetiche che
morfologiche e lessicali, rispetto al piacentino propriamente detto. Ci dovuto alla posizione geografica lungo
la via di collegamento tra la Pianura Padana e il Genovese, dove il Piacentino confina con Liguria e Piemonte.
Hanno influito inoltre le vicende storiche, essendo Bobbio passata sotto numerose dominazioni nel corso dei
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secoli: liguri, celti, romani, longobardi, franchi, signorie dei Visconti e degli Sforza, Spagna, Austria,
repubbliche di Genova e Ligure, Piemonte, Lombardia e infine sotto la provincia di Piacenza nel 1923,
rimanendo sempre autonoma; quindi il dialetto locale non poteva che subire varie modifiche e influenze e
rimanendo unico e non assimilabile.

Del dialetto di Bobbio oltre al dizionario ci sono numerosi scritti e sono tipici il calendario e il lunario bobbiesi,
oltre a feste locali, folcloristiche e teatrali curate dalla Ra familia Bubiiza.

Religione

La sede vescovile di Bobbio nacque nel febbraio del 1014 per opera dell'abate e poi anche vescovo Pietroaldo
con l'autorizzazione dell'imperatore Enrico II e del papa Benedetto VIII. Il 20 marzo 1133 la diocesi di Bobbio-
San Colombano divenne suffraganea della nuova sede metropolitana di Genova, alla quale venne unita dal 1986
al 1989, quando fu aggregata alla sede di Piacenza con la quale forma tuttora la diocesi di Piacenza-Bobbio.
Sede diocesana del vicariato di Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto e Oltre Penice a cui dipendono numerose
parrocchie di comuni piacentini, pavesi e genovesi. Parrocchie sul territorio del comune di Bobbio:[37] Nel
comune vi sono 8 parrocchie, in citt le parrocchie del Duomo e di S. Colombano, nelle frazioni le parrocchie
di Ceci, Dezza, Mezzano Scotti, San Cristoforo, Santa Maria e Vaccarezza.

Tradizioni e folclore

maggio per Ascensione: Benedizione delle ciambelline[38], antica processione dal castello con
benedizione colombaniana della natura, della terra e dei suoi frutti; benedizione dei buslanin, ciambelline
salate e dolci tradizionali.
31 maggio - fine del mese mariano: Processione con la Madonna dell'Aiuto[39], dal Santuario inizia la
pressione con la grande statua della Madonna dell'Aiuto per le vie cittadine del centro storico, ai lati delle
contrade i lumini accesi e in mezza la strada le composizioni floreali in omaggio alla patrona della citt,
le chiese e il comune sono aperti e illuminati per l'occasione, ad accompagnare la processione le musiche
della banda. Sosta in piazza Duomo con il panegirico tradizionale e ritorno al santuario per la
benedizione finale dei bambini.
23 novembre San Colombano: Festa di San Colombano[40], festa patronale a Bobbio e all'Abbazia di San
Colombano, concelebrazione eucaristica, distribuzione del Pane di San Colombano, una forma di pane
gigante riproducente la statua del santo patrono, tagliata poi a pezzi dopo la benedizione del vescovo. La
sera precedente viene effettuato il Transito di San Colombano[41], con l'accensione di migliaia di lumini,
la processione del busto reliquiario nella chiesa abbaziale e la celebrazione della vita del santo, dopo nel
porticato la distribuzione di prodotti tipici locali.

Istituzioni, enti e associazioni


Ospedale di Bobbio

Leggende

Leggenda del Ponte Gobbo o Ponte del Diavolo

Nel medioevo, la costruzione di un ponte era un'opera di grande ingegno, considerata quasi prodigiosa. Per
questo la costruzione dei ponti ha dato origine a molte leggende, che spesso avevano come protagonista il
diavolo, in quanto congiungere due luoghi che la natura (e Dio) aveva voluto separati era vista da molti come
un'opera "diabolica". Una di queste leggende riguarda il Ponte Gobbo, detto anche Ponte Vecchio o ponte del
Diavolo.
La leggenda narra che San Colombano volesse costruire un ponte per unire le due sponde. Il Diavolo si offr di
costruirlo in una sola notte, a patto di possedere l'anima del primo che lo avesse attraversato. San Colombano
accett e il Demonio costru il ponte con l'aiuto di un gruppo demoni di altezza e corporatura diversa, da cui la
caratteristica gibbosit e l'irregolarit del ponte. Al mattino il monaco irlandese tenne fede alla parola data, ma

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visto che il ponte non era "normale"


gabb il demonio facendovi passare
per primo un cane (una tradizione
antica vede come animale sacrificale
l'amico orso).

Cultura
Editoria

Dal 1903 la diocesi di Bobbio


pubblica un settimanale cattolico,
chiamato La Trebbia[42], distribuito
nei comuni di Bobbio, Coli e Corte
Brugnatella (l'antico pagus
Bagienno), oltre che abbonamento.
Il "Ponte del Diavolo"
Oltre alle informazioni di interesse
religioso, il settimanale s'interessa
della degli eventi culturali e della cronaca locale del Bobbiese e dei
comuni dell'Alta Val Trebbia e della Val d'Aveto, oltre che della storia e
delle tradizioni locali.

Cinema

Il regista Marco Bellocchio, la cui famiglia originaria di Bobbio, ha


girato in citt e nelle immediate vicinanze il suo primo film di successo,
I pugni in tasca. Molti bobbiesi recitarono nel film come comparse.
Marco Bellocchio cura ogni anno attivit culturali legate al cinema, in Il Ponte Vecchio o Ponte Gobbo sul
particolare dirigendo il Laboratorio Fare cinema e il Festival fiume Trebbia
cinematografico Bobbio Film Festival (con rappresentazioni nel periodo
estivo). Nel 2010, nel suo film Sorelle mai, Bobbio di nuovo set
cinematografico per raccontare la storia di una ragazzina bobbiese che preferir vivere con le prozie pur di non
lasciare il paese nato.

Musei

Il complesso monastico dell'Abbazia di San Colombano ospita:

Il Museo dell'abbazia di San Colombano, dal 1963 nei locali del


monastero dove aveva anticamente sede lo Scriptorium di Bobbio con
la sua biblioteca, custodisce reperti che spaziano dai primi secoli
dell'era cristiana fino alla met del XVI secolo;
Il Museo della citt di Bobbio, situato nei locali originali del IX secolo,
costituito dal refettorio con il grande affresco della Crocefissione
attribuito a Bernardino Lanzani, le cucine, il cavedio interno e le grandi
Porticato di piazza S. Fara dell'Abbazia cantine con volte a botte. Il museo si propone come percorso didattico
con l'entrata ai musei introduttivo alle altre istituzioni museali e all'intera citt. Nelle varie
sezioni, attraverso un allestimento costituito da espositori trasparenti e
supporti informatici, sono affrontate le tematiche legate alla vita e
all'opera di San Colombano, la situazione geopolitica dell'Italia Longobarda e all'attivit del famoso
Scriptorium.
Il Museo d'arte moderna e Pinacoteca, di prossima apertura, ospiter la "Collezione Mazzolini" che
comprende 899 opere (872 quadri e le 27 sculture) firmate da nomi di rilievo dell'arte del '900: da
Giorgio De Chirico a Massimo Campigli, da Mario Sironi, a Lucio Fontana. La collezione venne donata
dalla signora domenica Rosa Mazzolini di Brugnello di Corte Brugnatella alla diocesi di Bobbio.
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Il complesso del Duomo di Bobbio nelle sale dell'ala destra del piano nobile del Palazzo vescovile, ospita il
nuovo Museo diocesano della Cattedrale.

Il Museo etnografico val Trebbia situato in localit Callegari di Cassolo di Bobbio. Nato per volont della
famiglia Magistrati e in particolare di Dino Magistrati, raccoglie gli oggetti della collezione di famiglia,
comprendente attrezzi agricoli, utensili, arredi legati alla vita contadina.

Letteratura

Nella biblioteca dell'abazia, nel 1815, il cardinale Angelo Mai rinvenne il celebre "Palinsesto Ambrosiano"

Il cenobio di Bobbio e la sua biblioteca tra le pi ricche dei primi secoli del medioevo vengono citati nel
romanzo di Umberto Eco Il nome della rosa.

Musica

Posizionata nel cuore delle quattro province, Bobbio pu vantare una


tradizione musicale molto antica, legata all'uso di uno strumento, il
piffero (oboe popolare ad ancia doppia), che accompagnato dalla
fisarmonica, porta con s un vasto repertorio di brani che scandivano i
vari momenti della vita della comunit. Oltre che per il ballo (famosa la
giga di Bobbio Bala Ghidon), vi sono brani per il cantamaggio, con la
variante della festa della Santa Croce, il matrimonio, la leva (Leva levon
a Santa Maria) e che ricordano luoghi e fatti legati al passato (la
canzone del Draghin). Nelle feste da ballo, oltre a valzer, polca e
mazurca si possono incontrare danze arcaiche come: l'alessandrina, la
Bani il pifferaio
monferrina, la giga a due.

Il gruppo musicale de I Msetta anima feste e celebrazioni e ha portato


queste musiche anche all'estero: in Francia, Irlanda, Spagna e Paesi Bassi. Nella frazione di Degara si trova il
laboratorio di Bani dove costruisce pifferi e cornamuse (tra cui la msa appenninica); grazie al suo lavoro la
tradizione della musica corale, dei balli, delle musiche e della costruzione degli strumenti non andr persa ma
anzi ha trovato nuovo vigore e diffusione anche tra i giovani. Tradizionale appuntamento in Bobbio con la
rassegna "Cori d'osteria e Canti popolari".

Dal 1998 opera in citt il Coro Gerberto[43], riproposizione dell'omonimo coro fondato nel 1967 e intitolato
all'abate di San Colombano, Gerberto di Aurillac, poi eletto papa col nome di Silvestro II. Il repertorio del coro,
comprendente trenta elementi, include oltre a canti tradizionali della montagna, anche canti del folklore
internazionale e rielaborazione di pezzi di autori moderni. Il coro annovera diverse partecipazioni a concerti e
manifestazioni in Italia e all'estero, l'incisione di un album e l'organizzazione delle rassegne corali "Salve o mia
montagna", "Cori nel chiostro" e "Concerto di Santo Stefano". Marco Bellocchio ha girato il cortometraggio Il
maestro di coro assieme al coro, e presentato nel 2001 al Torino Film Festival.

Cucina

Nell'ambito della cucina piacentina, Bobbio occupa una posizione di rilievo potendo annoverare una serie di
originali piatti tipici locali e dolci che si tramandano da molte generazioni:[44]

maccheroni con l'ago (da calza) - macarn ft cn l'angcia (farina, uova, olio, acqua)
pinoli alla ricotta o pn ant. p da lsa (piede di slitta per la forma tipica) (farina, ricotta, bietole o
spinaci, uova, Grana Padano e noce moscata - una variante moderna vede l'aggiunta delle patate)
malfatti, gnocchetti composti da ricotta e bietole e cotti al forno
torta di riso alla bobbiese, torta di riso, verdure, uova e grana
stracotto alla bobbiese, con carne di manzo, burro, olio, aglio piacentino, farina, cipolla, vino rosso secco,
sale, pepe, noce moscata, rosmarino, alloro, salvia, carote, sedano, salsa di pomodoro)

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agnello alla bobbiese (costine di agnello rosolate e cotte in brodo, sale, aglio e prezzemolo)
brachettone alla bobbiese - bractn, sorta di zampone fatto con la spalla di maiale, conciato e stagionato,
cotto in umido servito con polenta o pur
lumache bobbiesi in umido (e lms), con cipolla, carote, porro, sedano, salsa di pomodoro, vino bianco,
olio, burro, pepe), cui dedicata una sagra e che si consumano la vigilia di Natale
verzolini o cavolini (cavolo verza), foglie di verza avvolte con il ripieno (uova, pan grattato, formaggio
grana, trito di manzo e salsiccia)
torta sabbiosa, dolce gi noto in Veneto nel XVII secolo e diffusosi in tutta Italia, ancora comunemente
preparato nel Piacentino e abitualmente venduto in alta Val Trebbia

Eventi

Questa voce o sezione sull'argomento Eventi ritenuta da controllare.


Motivo: Sezione ipertrofica, contiene eventi da verificare con fonti terze che ne accertino la
rilevanza "almeno nazionale". Le feste popolari religiose vanno collocate nella sezione
"Tradizioni e folclore", gli eventi sportivi, se rilevanti, nella sezione "Sport", Da ristrutturare
come da Wikipedia:Modello di voce/Comuni italiani#Eventi

Millenario della citt

Nel 2014 si e celebrato il millenario della fondazione della diocesi e


dell'elevazione del borgo di Bobbio a Citt imperiale, avvenuta il 14
febbraio 1014 per opera dell'imperatore Enrico II il Santo che concesse
la dignit episcopale all'abate Pietroaldo. Per ricordare il millenario
stato realizzato uno stendardo alto circa cinque metri, montato su telaio
e affisso al campanile di sinistra della cattedrale, che raffigura la
Madonna Assunta, alla quale dedicato il Duomo di Bobbio. Il comune
Lo stendardo affisso al campanile di di Bobbio ha anch'esso realizzato vari stendardi appesi nel centro
sinistra della Cattedrale storico a ricordo del millennio che con il titolo di citt e la concessione
imperiale del privilegio di un diverso ordinamento legale-
amministrativo che via via diede le basi per le autonomie comunali con
la redazione degli antichi statuti e la nascita effettiva fra il XI e XII secolo del Comune medievale prima di tipo
consolare e poi di tipo podestarile.

Giubileo di San Colombano

Come antica tradizione ogni 50 anni si celebra il giubileo a ricordo della fondazione dell'abbazia e della morte
del santo patrono irlandese Colombano, durante tutto l'anno giubilare si svolgono numerosi appuntamenti
culturali, sportivi, folcloristici, musicali e gastronomici. L'avvio del giubileo il 23 novembre 2014 nella Basilica
dell'Abbazia di San Colombano con la celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Pietro Parolin.

Bobbio Film Festival

La citt di Bobbio ha il suo


festival cinematografico diretto
da Marco Bellocchio. Esso
nasce dal Laboratorio
Farecinema nel 1995, diventato
poi il concorso cinematografico
Bobbio Film Festival.[45]
Bobbio Film Festival dal porticato Allestimento nel Chiostro del Bobbio
dell'Abbazia di San Colombano Irlanda in musica Film Festival

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Rassegna di concerti serali di musica celtica e irlandese con stand


gastronomici, con cui Bobbio celebra il legame tra la Val Trebbia e
l'Irlanda nel nome del santo patrono irlandese san Colombano,
fondatore dell'abbazia nel 614. La manifestazione[46], organizzata dal
comune di Bobbio con la direzione artistica della cooperativa Fedro e il
supporto della provincia di Piacenza, prevede due week end di musica
dal vivo.

Concorso letterario "Ponte Gobbo - Citt di Bobbio" Lo scenario di Irlanda in Musica di


fronte l'Abbazia di San Colombano
Dal 2008 la locale casa editrice Pontegobbo e il quotidiano piacentino
La Libert indicano un concorso letterario aperto a giovani scrittori
italiani e stranieri di narrativa e poesia. Il concorso d modo a giovani talenti sconosciuti, partecipando, di
emergere facendosi conoscere da pubblico e critica.

Concorso di pittura estemporanea "Memorial Dino Cella"

Il Lions Club Bobbio unitamente all'assessorato alla cultura del Comune di Bobbio organizzano ogni anno per
il 1 maggio il concorso di pittura estemporanea "Memorial Dino Cella"[47], che si propone come finalit lo
sviluppo delle arti figurative. La manifestazione, dedicata al pittore Dino Cella, vuole invitare i partecipanti a
riprodurre su tela particolari suggestivi e caratteristici della citt di Bobbio e dintorni. Il concorso aperto ad
artisti professionisti e dilettanti.

Palio delle contrade

Il palio una manifestazione di origine medioevale, che vede la sfida dei contradaioli in varie gare di abilit,
per la conquista del drappo che corona la contrada vincente. Le cinque storiche contrade di Bobbio[48],
prendono il nome dalle altrettante porte d'accesso alla citt medioevale gi esistenti nel XII secolo: Alcarina,
Fringuella, Agazza, Legleria e Nova. La manifestazione che si tiene la seconda domenica di agosto
organizzata dalla Pro Loco, aperta nel primo pomeriggio dal corteo storico che si snoda dal Castello lungo le
vie del centro fino a piazza S. Fara.

Festa del Pinolo

Sagra tradizionale[49] con stand gastronomici e musica dal vivo organizzata per l'ultimo fine settimana di luglio
dalla Pro Loco di Bobbio "Quelli che Pontano".

Persone legate a Bobbio


San Colombano
Giona (di Bobbio)
Sant'Attala, santo abate
San Bertulfo
Giovanni Annoni, militare
Giuseppe Bellocchio, generale di divisione
Marco Bellocchio, regista
Albino Cella, calciatore
Giancarlo Cella, calciatore e allenatore
Ettore Della Cella, aviatore pluridecorato, caduto della 1 guerra mondiale
Ettore Losini, musicista
Vittorio Malacalza, imprenditore
Luigi Malaspina, politico
Obizzo Malaspina, marchese e imprenditore
Roberto Olmi, generale di brigata
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Filippo Perini, Head of Design del Centro Stile Lamborghini


Gigi Rizzi, musicista
Joe Satriani, chitarrista statunitense
Elena Valla

Geografia antropica
Frazioni

Il comune comprende diverse frazioni: San Martino, Piancasale si trovano nella conca di Bobbio; San Salvatore
e Telecchio verso sud; Cassolo, Mezzano Scotti e Bertuzzi verso nord e Arelli sopra e inferiore verso est. Le
altre frazioni sono: Altarelli, Area o Areglia, Aregli, Avegni, Barberino, Bardughina, Bargo, Barostro,
Bellocchi, Bocch, Bracciocarella, Brada, Brignerato, Brodo, Bronzini, Brugnoni, Buffalora, Ca' di Sopra,
Cadelmonte, Cadonica, Caldarola, Callegari, Caminata, Campi, Campore, Canneto, Casarone, Casone,
Castighino o Casteghino, Cavarelli, Ceci, Cento Merli, Cerignale, Cernaglia inferiore, Cernaglia superiore,
Cognolo, Colbara, Colombara, Costa Tamborlani, Croce, Degara, Dezza, Embrici o Embresi, Erta, Fasso,
Fognano, Fontanini, Fornacioni, Fosseri, Freddezza, Gazzola, Gerbidi, Gobbi, Gorazze, Gorra, Lagobisione, La
Colletta di Monte Gazzolo, La Residenza, Le Rocche, Levratti, Longarini, Moglia, Mogliazze, Moglia dei
Larbani, Nosia, Passo Penice, Passo Scaparina, Pianella, Pianazze, Pianelli, Poggio d'Areglia, Poggio di Santa
Maria, San Cristoforo, Ponte, Ravannara, San Martino, Santa Maria, Sassi Neri, Schiavi, Scrocchi, Spessa,
Squera, Tamborlani, Terme di Bobbio, Vaccarezza, Valle, Verneto, Zanacchi, Zucconi.

Riconoscimenti ambientali e storico culturali

Bobbio ha il riconoscimento di Citt d'Arte e Cultura.

Dal 2006 stata insignita della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano, come centro alto-medioevale di
interesse turistico, che si distingue per eccellenza e accoglienza; il gruppo conta 163 comuni in Italia. Dal 2008
fa inoltre parte del club I borghi pi belli d'Italia, che conta 196 borghi in tutto il territorio italiano.

La cittadina inoltre inserita nell'Organizzazione Mondiale del Turismo.

Dall'agosto 2015 Apple ha aggiunto la localit tra quelle che possibile visitare virtualmente in 3D tramite la
funzione "Flyover" del programma Mappe, disponibile per iOS e Mac OS X.

Economia
L'agricoltura, un tempo principale mezzo di sostentamento per gli abitanti del territorio bobbiese, ha in parte
perso questa sua caratteristica in conseguenza dei cambiamenti sociali avvenuti nel corso degli ultimi decenni.
Rimane comunque un'attivit di fondamentale importanza, anche per il mantenimento dell'equilibrio
idrogeologico. Il principale fattore peggiorativo stato lo spopolamento della campagna, a vantaggio sia delle
citt pi vicine (Piacenza, Genova e area milanese) sia, in misura minore, del centro urbano di Bobbio. Tra le
principali coltivazioni si annoverano quelle della vite, dei foraggi e dei cereali. praticato anche l'allevamento
di animali. L'attivit agricola costituisce spesso un secondo lavoro, magari diretto all'autoconsumo. Non
mancano, comunque, segni di vitalit, che si manifestano in una maggiore attenzione alle prospettive offerte
dall'agricoltura biologica e dalla valorizzazione, anche in connessione all'offerta turistica, dei prodotti tipici,
grazie ad agriturismi e cooperative agricole. Collegata all'agricoltura anche la produzione di insaccati.

Le produzioni industriali e artigianali si concentrano nei settori elettromeccanico, informatico, della piccola
automazione, carpenteria metallica, piccola editoria, caseario, falegnameria di pregio e chimica (fabbricazione
del caglio).

[Link] 19/30
31/8/2017 Bobbio - Wikipedia

Sono diverse le imprese operanti nel settore delle costruzioni. Sul monte Penice si trovano importanti
installazioni per le telecomunicazioni, tra cui il centro di trasmissione RAI che serve gran parte della pianura
Padana.

Il settore economico di gran lunga pi importante quello terziario, concentrato nel capoluogo. A Bobbio,
infatti, hanno sede diversi servizi (scuole, ospedale, ambulatori dell'ASL, sportelli bancari, uffici pubblici,
commercio al dettaglio), indispensabili vista la lontananza dal capoluogo di provincia, al servizio di un bacino
d'utenza esteso al di l dei confini comunali e che finisce per ricomprendere gran parte della media e alta Val
Trebbia.

S'inserisce nel terziario pure l'importante settore dell'accoglienza turistica, attivo tutto l'anno. La valenza
artistica del centro storico e l'ambiente naturale attraggono molti turisti, soprattutto d'estate. Imprese locali
hanno iniziato a fornire servizi dedicati ad alcune delle attivit possibili sul territorio, sia di tipo culturale, come
la visita ai musei e ai monumenti della citt, che sportivo, come il trekking, il rafting, le passeggiate a cavallo.
Sul monte Penice sono presenti impianti per gli sport invernali (sci da discesa a Passo Penice e fondo in localit
Ceci). La gi buona offerta turistica potrebbe essere sfruttata maggiormente migliorando la ricettivit
alberghiera, in quanto gran parte del turismo di tipo cosiddetto "mordi e fuggi", ossia composto da persone
che al termine della giornata tornano a casa o si recano altrove, mentre il turismo residente si avvale soprattutto
di seconde case e appartamenti in locazione.

Acque termominerali di Bobbio

Le fonti di acque termominerali erano gi conosciute dai romani. Venivano utilizzate soprattutto per la
produzione di sale e per uso terapeutico. San Colombano ottenne dal re Agilulfo il diritto alla met dei proventi
delle saline, allora di propriet del condottiero longobardo Sundrarit.

Piancasale: acque salso-bromo-iodiche (sorgente Roccia delle Saline).


Canneto: acque sulfureo-salse.
San Martino: acque salso-iodico-solforose. Vi presente uno stabilimento termale, in ristrutturazione.
Fonte Rio Foglino: superato il ponte gobbo svoltare a destra e a circa 300 metri al primo bivio si trover
una stradina che scende, superato il ruscello vi apparir un vecchio muro di forma circolare dal quale
fuoriesce l'acqua termale.
Fontana Ragazzi: acqua ferruginosa (nei pressi di San Martino).
Fonte della Cascata del Carlone: acque salso-bromo-iodiche-solforose ricche di magnesio.

Infrastrutture e trasporti
Strade

Bobbio posta lungo la strada statale 45 di Val Trebbia che collega Piacenza a Genova; inoltre raggiunta dalla
ex strada statale 461 del Passo del Penice che la connette a Voghera. Da Piacenza, Bobbio, dista 40,5 km,
mentre da Genova 74,5 km.

Il comune non raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Piacenza Sud
intersecato dalle autostrade A1 (Milano - Napoli) e A21 (Torino - Piacenza - Brescia) l'uscita consigliata per
raggiungere la destinazione.

Ferrovie

La stazione di Piacenza la fermata ferroviaria pi vicina.

Mobilit urbana

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Le autolinee piacentine SETA assicurano inoltre il servizio


pubblico di trasporto lungo la Val Trebbia dal capoluogo di
provincia a Ottone. Da Ottone vi il collegamento con l'alta Val
Trebbia genovese con le autolinee genovesi ATP fino a Genova. Da
Bobbio inoltre partono altri collegamenti locali: Bobbio-Coli,
[Link] d'Aveto-Rezzoaglio, Bobbio-Passo
Penice.

Amministrazione

Itinerari stradali per Bobbio

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Primo
Periodo Partito Carica Note
cittadino

Carlo Malchiodi Albedi (Vicesindaco). La


1760 1775 Giuseppe Ronchi - Podest nomina del Podest spetta sempre ai conti Dal
Verme.

3 luglio Carlo Malchiodi


1775 - Sindaco
1767 Albedi

Carlo Malchiodi
1775 1780 - Sindaco
Albedi

1 gennaio
1782 Luigi Ballerini - Sindaco
1780

11 luglio
1782 Paolo Oltramonti - Sindaco
1783

16
1783 gennaio Luigi Malchiodi - Sindaco Giulio Monticelli (Vicesindaco)
1786

16
gennaio 1788 Giulio Monticelli - Sindaco
1786

dicembre Paolo Malchiodi


1788 - Sindaco
1795 Albedi

gennaio 9 luglio Gian Battista


- Sindaco
1796 1796 Silva

9 luglio gennaio Francesco


- Sindaco
1796 1797 Malchiodi

gennaio luglio Giuseppe Maria


- Sindaco
1797 1797 Olmi

luglio dicembre Antonio Lazzaro


- Sindaco
1797 1797 Buelli

gennaio 15 luglio Gian Agostino


- Sindaco
1797 1798 Oltramonti

Scoppia la Rivoluzione Francese a Torino e il


Piemonte entra a far parte della Repubblica
15 luglio novembre Giuseppe Francese. Scioglimento della vecchia
- Sindaco
1798 1798 Ghigliani amministrazione e creazione di una nuova
amministrazione provvisoria che innalza l'albero
della libert simbolo della rivoluzione.

Presidente 16 gennaio scioglimento della nuova


16 canonico
novembre della amministrazione provvisoria e nomina di quella
gennaio Bartolomeo -
1798 municipalit definitiva da parte del commissario municipale
1799 Taffirelli
provvisoria Francesco Bongiovanni giunto da Voghera.

Il 21 febbraio
(23 piovoso)
padre Colombano
Bobbio entra
16 Cavalli (monaco Presidente
7 maggio assieme al 7 maggio occupazione Austro-Russa e
gennaio e celleraio del del
1799 Piemonte abolizione dell'amministrazione francofila.
1799 monastero di San Municipio
nella
Colombano)
Repubblica
Francese.

19
26 giugno Colombano
maggio - Sindaco
1799 Taffirelli
1799

[Link] 22/30
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Primo
Periodo Partito Carica Note
cittadino

26 giugno 3 gennaio
Ferdinando Buelli - Sindaco
1799 1800

12
3 gennaio Gaetano De
novembre - Sindaco
1800 Monticelli
1801

12 10
novembre maggio Ferdinando Buelli - Sindaco
1801 1802

10
6 maggio Paolo Malchiodi
maggio - Maire
1805 Albedi
1802

15
6 maggio Francesco
maggio - Maire
1805 Malchiodi Albedi
1806

15
27 aprile Giuseppe Cessazione dell'incarico dopo la nomina a
maggio - Maire
1811 Ballerini giudice di pace.
1806

27 aprile 22 luglio Decaduto dopo la Restaurazione in seguito alla


Odoardo Butler - Maire
1811 1813 caduta di Napoleone.

7 maggio marchese Carlo


1818 - Sindaco Ferdinando Buelli (Vicesindaco)
1814 Malaspina

1818 1820 Gaetano Altrecati - Sindaco

Antonio
1820 1824 - Sindaco
Malugani

Antonio
1824 1826 - Sindaco
Malugani

28 luglio
1826 Carlo Buelli - Sindaco
1828

28 luglio Cristoforo
1830 - Sindaco Siro Castagna (Vicesindaco)
1828 Bacigalupi

1830 1832 Lorenzo Ballerini - Sindaco

1832 1834 Carlo Buelli - Sindaco

1834 1836 Samuele Valla - Sindaco

1836 1842 Carlo Buelli - Sindaco

1842 1844 Samuele Valla - Sindaco

1844 1847 Gaetano Buelli - Sindaco

Angelo
1847 1849 - Sindaco
Tamburelli

marchese Luigi Nominato senatore del Regno lasci l'incarico di


1849 1850 - Sindaco
Malaspina sindaco.

Angelo
1850 1853 - Sindaco
Tamburelli

18 Scioglimento dell'amministrazione comunale e


1853 dicembre Samuele Valla - Sindaco nomina del commissario prefettizio straordinario
1853 Federico Barberis.

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Primo
Periodo Partito Carica Note
cittadino

aprile Angelo
1855 - Sindaco
1854 Tamburelli

Pietro Antonio
1855 1857 - Sindaco
Fossa

gennaio
1857 Giuseppe Giorgi - Sindaco
1859

gennaio 9 luglio Pietro Antonio


- Sindaco
1859 1859 Fossa

9 luglio Angelo
1863 - Sindaco
1859 Tamburelli

23 giugno Pietro Antonio


1863 - Sindaco Deceduto
1878 Fossa

Riccardo Della
1879 1883 - Sindaco
Cella

1883 1895 Italo Della Cella - Sindaco Dimessosi

Scioglimento dell'amministrazione comunale per


7 luglio
1896 Pietro Renati - Sindaco irregolarit e nomina del commissario prefettizio
1895
Nunzio Vitelli.

30 aprile 29 luglio Eletto sindaco il 30 aprile dopo le elezioni


Italo Della Cella - Sindaco
1896 1905 amministrative del 26 aprile 1896.

8 Eletto sindaco il 29 luglio dopo le elezioni


29 luglio
settembre Italo Della Cella - Sindaco parziali amministrative del 23 luglio 1905.
1905
1905 Dimessosi l'8 settembre del 1905.

8
30 giugno
settembre Roberto Olmi - Sindaco
1914
1905

30 Eletto sindaco il 30 giugno dopo le elezioni


30 giugno
gennaio Pietro Renati - Sindaco amministrative del 14 giugno 1914. Dimissioni
1914
1917 del sindaco e della giunta il 30 gennaio 1917

4
settembre
febbraio Italo Della Cella - Sindaco
1920
1917

Dimessosi per trasferimento lavorativo e


20 Partito impossibilit di continuare il mandato. Dal 1921
settembre
maggio Elleno Setti Popolare Sindaco al 1922 in alcuni periodi sostituito
1920
1922 Italiano temporaneamente dal segretario facente funzione
Giuseppe Brucellaria.

Eletto dal consiglio comunale dopo le dimissioni


del sindaco Elleno Setti. Dimessosi il 18
febbraio 1923 assieme all'intero consiglio dopo
che il P.P.I. stato costretto all'astensione alle
elezioni provinciali e mandamentali per minacce
20 18 Partito fasciste. Il comune viene retto per quasi un anno
maggio febbraio Carlo Cella Popolare Sindaco da due commissari prefettizi, Dante Pravedoni e
1922 1923 Italiano Alessandro Provasi nominati da Pavia. Dopo il
passaggio del circondario smembrato e
cancellato e del comune di Bobbio sotto
Piacenza il 28 luglio 1923 si ha successivamente
la nomina da Piacenza del nuovo commissario
prefettizio Angelo Ceriati.

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Primo
Periodo Partito Carica Note
cittadino

20
10 aprile Elezioni amministrative il 6 gennaio 1924 con
gennaio Italo Della Cella Lista unica Sindaco
1927 lista unica senza il P.P.I.
1924

Partito
Nazionale
10 aprile Fascista poi Dal 1942 al 1944 l'amministrazione retta dal
1942 Antonio Renati Podest
1927 Partito commissario prefettizio Vittorio Casartelli
Fascista
Repubblicano

Antonio Bruno C.L.N. -


1 agosto 27 agosto Sindaco-
Pasquali - Repubblica di Mario Reposi (Vicesindaco)
1944 1944 Commissario
indipendente Bobbio

22 28 Antonio Bruno C.L.N. -


Sindaco-
ottobre novembre Pasquali - Repubblica di Mario Reposi (Vicesindaco)
Commissario
1944 1944 indipendente Bobbio

C.L.N. -
4 marzo 31 marzo Mario Reposi - Sindaco-
Repubblica di
1945 1946 socialdemocratico Commissario
Bobbio

Dimissione del sindaco e di 10 consiglieri il 22


22 P.C.I. - D.C. - maggio 1948, il comune viene retto dal
31 marzo Gino Silva -
maggio P.S.I. - Sindaco commissario prefettizio Giuseppe Rainieri fino
1946 P.C.I.
1948 indipendenti alle elezioni amministrative del 5 settembre
1948

Lista civica
5 9 "Ponte
Mario Mozzi -
settembre novembre Vecchio" Sindaco
D.C.
1948 1952 (area D.C. e
indipendenti)

Lista civica
9 11 "Ponte
Guido Armani -
novembre novembre Vecchio" Sindaco
indipendente
1952 1956 (area D.C. e
indipendenti)

Lista civica
"Scudo
11 6 Crociato"
Geo Panarone -
novembre novembre (D.C. - P.L.I. Sindaco
indipendente
1956 1960 - P.S.D.I. -
Monarchici e
indipendenti)

Lista civica
"Scudo
6 22
Geo Panarone - Crociato"
novembre novembre Sindaco
indipendente (D.C. - P.L.I.
1960 1964
- P.S.D.I. e
indipendenti)

Lista civica
"Scudo
22
7 giugno Geo Panarone - Crociato"
novembre Sindaco
1970 indipendente (D.C. - P.L.I.
1964
e
indipendenti)

[Link] 25/30
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Primo
Periodo Partito Carica Note
cittadino

P.C.I. - P.S.I.
7 giugno 28 giugno Franco Maggi - Dimessosi il 28 giugno 1971 per contrasti nella
- gruppo Sindaco
1970 1971 P.C.I. maggioranza e decadenza di un assessore
Margherita

Elezione da parte del Consiglio comunale dopo


le dimissione del sindaco Franco Maggi,
formazione di una nuova maggioranza di centro
destra diversa dalla giunta di centro sinistra
D.C. - P.S.U.
4 rimasta in carica nei 3 assessori di sinistra sui 5
13 luglio Pasquale Filippini - gruppo
settembre Sindaco eletti e sostituiti dopo dimissioni e decadenza.
1971 - D.C. Margherita -
1972 Nomina di un commissario prefettizio per la
indipendenti
redazione del bilancio 1972 e approvazione del
nuovo regolamento. Dimissioni del sindaco
approvate il 4 settembre 1972 al consiglio e
nomina nuovo sindaco.

D.C. - Elezione da parte del Consiglio comunale dopo


P.S.D.I.- le dimissione del sindaco Pasquale Filippini.
4 8
Vittorio Bianchi - P.S.U. - Dimessosi l'8 febbraio 1975 per motivi di salute
settembre febbraio Sindaco
D.C. gruppo assieme ai consiglieri di maggioranza. Nomina
1972 1975
Margherita - del Commissario straordinario prefettizio Luigi
indipendenti Giraldi fino alle elezioni.

15 giugno 8 giugno Franco Maggi - P.C.I. - P.S.I.


Sindaco
1975 1980 P.C.I. - indipendenti

12
8 giugno Franco Maggi - P.C.I. - P.S.I.
maggio Sindaco
1980 P.C.I. - indipendenti
1985

Lista civica
12 31 "Tre Spighe"
Franco Maggi - Dimessosi il 31 gennaio 1987 per contrasti nella
maggio gennaio (P.C.I. - P.S.I. Sindaco
P.C.I. maggioranza
1985 1987 -
indipendenti)

Elezione da parte del Consiglio comunale dopo


31 Luigi
6 maggio le dimissione del sindaco Franco Maggi,
gennaio Guglielmetti - P.C.I. - P.S.I. Sindaco
1990 formazione di una nuova maggioranza e giunta
1987 P.C.I.
con l'uscita degli indipendenti

Lista civica
"Alleanza
Democratica
23 Luigi Dimessosi il 23 novembre 1992 per accordi di
6 maggio Progressista"
novembre Guglielmetti - Sindaco maggioranza e passaggio di consegne al nuovo
1990 (P.C.I. poi
1992 P.C.I. sindaco Vittorio Pasquali
PDS - P.S.I. -
P.S.D.I -
indipendenti)

Lista civica
"Alleanza
23 Democratica Eletto dal consiglio comunale dopo le dimissioni
23 aprile Vittorio Pasquali
novembre Progressista" Sindaco del sindaco Luigi Guglielmetti per accordi di
1995 - P.S.D.I
1992 (PDS - P.S.I. maggioranza
- P.S.D.I. e
indipendenti)

Lista civica
di
23 aprile Giambattista centrodestra
1999 Sindaco Roberto Pasquali (Vicesindaco)
1995 Castelli "Per Bobbio
e la sua
Valle"

[Link] 26/30
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Primo
Periodo Partito Carica Note
cittadino

Lista civica
di
centrodestra
1999 2009 Roberto Pasquali Sindaco Michele Frassinelli (Vicesindaco)
"Bobbio 2000
- Citt
d'Europa"

Lista civica Michele Frassinelli (Vicesindaco)


di
centrodestra Roberto Pasquali (Assessore e Presidente del
2009 2014 Marco Rossi Sindaco
"Bobbio 2000 consiglio provinciale della Provincia di
- Citt Piacenza)
d'Europa"

(Tratto dalle pubblicazioni del settimanale di Bobbio "La Trebbia" e dalla Storia di Bobbio di Giorgio Fiori)

Gemellaggi
Ybbs an der Donau
Navan

Note

1. ^ Gaia Corrao, San Colombano - Le radici cristiane dell'Europa, Nuova Editrice Berti, Piacenza, 2011.
2. ^ a b Dato Istat ([Link] - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993,
n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25
aprile 2012.
4. ^ Luciano Canepari, Bobbio, in Il DiPI Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-
10511-0.
5. ^ Regio Decreto 8 luglio 1923, n. 1726
6. ^ Antifascisti e partigiani sardi - Tonino Mulas ([Link]
[Link])
7. ^ Istituto Storico Modena ([Link]
8. ^ Stemma Comune di Bobbio, [Link]. URL consultato il 10 giugno 2014.
9. ^ [Link]
10. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, [Link].
11. ^ CEI - Scheda Basilica di San Colombano di Bobbio ([Link]
[Link]?sercd=39342)
12. ^ CEI - Scheda Chiesa Cattedrale di S.M. Assunta di Bobbio ([Link]
ne/[Link]?sercd=39334)
13. ^ CEI - Scheda Chiesa di San Lorenzo di Bobbio ([Link]
[Link]?sercd=39346)
14. ^ Palazzo Alcarini - Comune di Bobbio ([Link]
0&idvocebox=166)
15. ^ CEI - Scheda Santuario della B.V. dell'Aiuto in Bobbio ([Link]
[Link]?sinteticabool=true&sintetica=true&sercd=39344)
16. ^ Palazzo Olmi - Comune di Bobbio ([Link]
idvocebox=166)
17. ^ CEI - Scheda Chiesa di S. Policarpo di Ceci ([Link]
p?sercd=39338)
18. ^ CEI - Scheda Chiesa di S. Pietro di Dezza ([Link]
sercd=39337)
19. ^ CEI - Scheda Chiesa di S. Paolo di Mezzano ([Link]
p?sercd=62327)

[Link] 27/30
31/8/2017 Bobbio - Wikipedia

20. ^ CEI - Scheda Chiesa di S. Cristoforo ([Link]


=63574)
21. ^ CEI - Scheda Chiesa di Santa Maria di Bobbio ([Link]
[Link]?sercd=39339)
22. ^ CEI - Scheda Chiesa di S. Eustachio di Vaccarezza ([Link]
[Link]?sercd=39340)
23. ^ CEI - Scheda Santuario di Santa Maria in Monte Penice ([Link]
[Link]?sercd=39345)
24. ^ CEI - Scheda Oratorio Cuore Immacolato di Maria degli Arelli ([Link]
taliane/[Link]?sercd=62475)
25. ^ CEI - Scheda Chiesa S. Andrea di Cassolo ([Link]
sercd=62328)
26. ^ CEI - Scheda oratorio della B.V. di Caravaggio di Casteghino ([Link]
liane/[Link]?sercd=39335)
27. ^ CEI - Scheda Oratorio della Madonna del Rosario di Freddezza ([Link]
taliane/[Link]?sercd=62329)
28. ^ [Link] Le otto Parrocchie e Frammenti di Bobbio, Monumenti, edifici storici, religiosi e votivi e luoghi di
interesse del comune di Bobbio - Ed. Libreria Internazionale Romagnosi (LIR) - Bobbio 2011 - L'oratorio di Gorra,
pag. 185
29. ^ CEI - Scheda Chiesa della B.V. di Caravaggio di Lagobisione ([Link]
liane/[Link]?sercd=88424)
30. ^ CEI - Scheda oratorio B.V. di Caravaggio di Lagobisione ([Link]
e/[Link]?sercd=62476)
31. ^ CEI - Scheda Chiesa di S. Rocco di Piancasale ([Link]
[Link]?sercd=62474)
32. ^ CEI - Scheda oratorio di San Salvatore di Bobbio ([Link]
[Link]?sercd=39336)
33. ^ [Link] Le otto Parrocchie e Frammenti di Bobbio, Monumenti, edifici storici, religiosi e votivi e luoghi di
interesse del comune di Bobbio - Ed. Libreria Internazionale Romagnosi (LIR) - Bobbio 2011 - La frazione Moglia,
pag. 178
34. ^ Valentina Cinieri "Embresi. Un borgo da valorizzare" - Ed. Pontegobbo - Bobbio 2011 ISBN 978-88-96673-20-1
35. ^ Statistiche [Link] ([Link] - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
36. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 1 gennaio 2016, [Link]. URL consultato il 16 giugno 2016.
37. ^ [Link] ([Link]
denominazione=Bobbio)
38. ^ [Link]
39. ^ [Link]
40. ^ [Link]
41. ^ [Link]
42. ^ Sito internet ([Link] del settimanale La Trebbia.
43. ^ Sito internet ([Link] del coro Gerberto.
44. ^ Ricette bobbiesi sul Notiziario ([Link]
45. ^ Bobbio Film Festival ([Link]
46. ^ Irlanda in Musica ([Link]
47. ^ Estemporanea e Mostra di pittura Dino Cella ([Link]
48. ^ Palio delle Contrade ([Link]
49. ^ Comune di Bobbio - Festa del Pinolo ([Link]

Bibliografia
P. Coletto G.L. Olmi Bobbio ritratto di una citt - Edizioni La Trebbia, Bobbio I ed.1996, II ed 2002, III
ed. 2015
Michele Tosi Bobbio Guida storica artistica e ambientale della citt e dintorni - Archivi Storici Bobiensi
1978
Michele Tosi La Repubblica di Bobbio. Storia della Resistenza in Val Trebbia e Val d'Aveto, Archivi
Storici Bobiensi, Bobbio 1977
Bruna Boccaccia Bobbio Citt d'Europa - Ed. Pontegobbo 2000 ISBN 88-86754-33-7
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Voci correlate
Dialetto bobbiese
Cucina piacentina
Colli piacentini
Appennino piacentino
Monte Penice
Passo del Penice
Quattro province
Abbazia di San Colombano
Scriptorium di Bobbio
Via Francigena
Obertenghi
Malaspina
Dal Verme
Provincia di Bobbio
Unione Montana Valli Trebbia e Luretta

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Collegamenti esterni
Il comune di Bobbio su [Link], [Link].
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Bobbio su [Link], [Link].
Bobbio su "I Borghi pi belli d'Italia", [Link].
Bobbio su "Bandiere arancioni", [Link].
Piacenza Internet-Bobbio news e info, [Link].
webcam di Bobbio (JPG), [Link].

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