Pneumatica Generale
Pneumatica Generale
PNEUMATICA
OBIETTIVI
Il corso si propone di fornire le conoscenze
tecniche sulla costruzione e funzionamento delle
apparecchiature pneumatiche costituenti un
impianto automatizzato. Saper scegliere il
componente in funzione dellapplicazione prevista.
Saper rappresentare graficamente un circuito
pneumatico nel rispetto delle normative in vigore.
Saper risolvere problematiche di automazione
pneumatica con un circuito puramente
pneumatico.
CONTENUTI
Cenni sulla fisica dell'aria e trattamento dell'aria compressa
Componenti pneumatici di lavoro
Classificazione
Caratteristiche funzionali
Componenti pneumatici di comando
Valvole direzionali
Valvole di controllo portata
Valvole controllo pressione
Finecorsa pneumatici
Temporizzatori
Funzioni logiche
Cenni sulla tecnica del vuoto
Simbologia secondo le norme in vigore e convenzione di rappresentazione per lidentificazione dei
componenti e la realizzazione degli schemi
Rappresentazione grafica di un circuito
Criteri per la stesura di un circuito pneumatico:
in funzione della velocit
in funzione della pressione
il diagramma passo corsa e il diagramma tempo corsa
Circuiti elementari
Progettazione di circuiti pneumatici riferiti ad applicazioni industriali semplici
Sommario
Introduzione
Fisica dell'aria e trattamento dell'aria compressa
Componenti pneumatici di lavoro
Componenti pneumatici di comando
Principi di Tecnica del vuoto
Simbologia
Circuiti elementari
Rappresentazione grafica dei comandi
Tecnica di comando pneumatico
Esercitazioni pratiche
Realizzazione e cablaggio di circuiti pneumatici riferiti ad
applicazioni industriali semplici, mediante esercitazioni
pratiche con lausilio di pannelli didattici attrezzati con
componentistica industriale
Applicazioni
Pressa di incollaggio
Manipolatore
Apparecchiatura di sollevamento
Dispositivo di marcatura
Punzonatrice
Dispositivo di stampaggio
INTRODUZIONE
Pneumatica Generale
PNEUMATICA
OBIETTIVI
Il corso si propone di fornire le conoscenze
tecniche sulla costruzione e funzionamento delle
apparecchiature pneumatiche costituenti un
impianto automatizzato. Saper scegliere il
componente in funzione dellapplicazione prevista.
Saper rappresentare graficamente un circuito
pneumatico nel rispetto delle normative in vigore.
Saper risolvere problematiche di automazione
pneumatica con un circuito puramente
pneumatico.
CONTENUTI
Cenni sulla fisica dell'aria e trattamento dell'aria compressa
Componenti pneumatici di lavoro
Classificazione
Caratteristiche funzionali
Componenti pneumatici di comando
Valvole direzionali
Valvole di controllo portata
Valvole controllo pressione
Finecorsa pneumatici
Temporizzatori
Funzioni logiche
Cenni sulla tecnica del vuoto
Simbologia secondo le norme in vigore e convenzione di rappresentazione per lidentificazione dei
componenti e la realizzazione degli schemi
Rappresentazione grafica di un circuito
Criteri per la stesura di un circuito pneumatico:
in funzione della velocit
in funzione della pressione
il diagramma passo corsa e il diagramma tempo corsa
Circuiti elementari
Progettazione di circuiti pneumatici riferiti ad applicazioni industriali semplici
Sommario
Introduzione
Fisica dell'aria e trattamento dell'aria compressa
Componenti pneumatici di lavoro
Componenti pneumatici di comando
Principi di Tecnica del vuoto
Simbologia
Circuiti elementari
Rappresentazione grafica dei comandi
Tecnica di comando pneumatico
Esercitazioni pratiche
Realizzazione e cablaggio di circuiti pneumatici riferiti ad
applicazioni industriali semplici, mediante esercitazioni
pratiche con lausilio di pannelli didattici attrezzati con
componentistica industriale
Applicazioni
Pressa di incollaggio
Manipolatore
Apparecchiatura di sollevamento
Dispositivo di marcatura
Punzonatrice
Dispositivo di stampaggio
Concetti di base
Automazione
Comando
Comando manuale
Comando ad anello aperto
Regolazione
Regolazione manuale
Controllo ad anello chiuso
Comando automatico
Controllo di processo
Comandi pneumatici
Automazione
PROCESSO
sensori attuatori
attuatori
sensori
programma Segnali in
Segnali in
ingresso uscita
Adattamento Adattamento
processore
del segnale del segnale
Collegamento
ad altri Reti locali
processori
Automazione con Sistemi a fluido
PRODUZIONE
UTILIZZO
1. Presa daria
1. Compressore 6. Manometro 2. Scaricatore automatico
2. Motore elettrico 7. Scarico automatico 3. Unit di trattamento dellaria
3. Interruttore a pressione 8. Valvola di sicurezza 4. Valvola direzionale
4. Valvola di non ritorno 9. Essiccatore a ciclo frigorifero 5. Attuatore
5. Serbatoio 10. Filtro di linea 6. Regolatore di velocit
Unit di misura
Forza 1 Newton = 1 Kg x m / s2
Lavoro = Energia 1 Joule = 1 Newton x m
Pressione 1 Pascal = 1 Newton / m2
1 bar = 105 Pascal
1 psi [pound / square inch] = 0,4535 Kg / (2,54 cm )2 =
=0,4535/6,4516 Kg/cm = 0,07029 x 98100 = 6895 Pa
pressione atmosferica = 1,0135 bar
si misura con: barometro pressione assoluta
manometro p
vacuometro p (0 1)
mentre un pressostato usa il valore della pressione per aprire
o chiudere un circuito
Calore = Energia 1 Kilocaloria = 4186 Joule
C (Centigradi) 0 100
K (Kelvin) 273,15 373,15 K=C+ 273,15
F (Farhenait) 32 212 F=1,8C+32
R (Renoir) 0 80 R=0,8C
Le grandezze del Cilindro
s L=Fxs
P = L / t [Joule/sec=Watt]
F=pxS
Dove S e la superficie del pistone
Lo Stato del Gas
Le grandezze PRESSIONE, TEMPERATURA, VOLUME definiscono lo stato del gas.
La massa del gas individuata dal suo volume per la sua densit:
Densit = massa / volume =
DENSIT , TEMPERATURA, PRESSIONE sono le variabili di stato del gas perch
ne indicano lo stato e il modello di rappresentazione del gas espresso dalla sua
equazione di stato:
pV = mRT => p = (m/V) RT => p=RT
dove R = costante caratteristica del gas (per laria R = 287 J/Kg.K)
= densit del gas
e per uno specifico gas si pu anche dire che:
p1 V1 p2 V2
= = = costante
T1 T2
Questa legge una delle principali basi teoriche per il calcolo progettuale o
per selezionare componenti pneumatici quando debbono essere considerate
le variazioni di temperatura.
Misure di Pressione e Volume
Le molecole dellaria atmosferica sono soggette alla forza di gravit e quindi
esercitano una pressione sulla superficie terrestre: la pressione atmosferica che
a livello del mare pari a 101325 Pa.
In pneumatica si deve quindi ricordare che:
P . V = Costante
p1 . V1 = p2 . V2 = p3 . V3
Portata
I
+
GAS
I=Q/t
3
V x 3 dm
Qv S vS m spesso si misura in l/s 1 l/sec 1
sec sec
t t
Volume massa massa 1 1
Qv
massa
Qm Qm Q v
tempo massa tempo
Volume
Dalla legge di Boile-Mariotte, se la temperatura non varia: p1V1=p2V2 riferendo
entrambi i membri allo stesso intervallo di tempo, possiamo ricavare:
p1 Qv2
p1 (V1 /t)=p2 ( V2 /t) = p1Qv1 = p2Qv2
p2 Qv1
Portata normalizzata
La portata in volume normale rappresenta la quantit di aria che
passa in una certa sezione nell'unit di tempo considerando il
volume espresso secondo le condizioni standard di riferimento e
non riferite a quelle effettive di funzionamento.
Punto di rugiada
La temperatura per la quale il vapore
presente nellaria raggiunge la
saturazione
L'acqua di condensa equivale alla
quantit totale di acqua nell'aria meno il
volume che pu essere trattenuto dall
aria compressa. Questo condensato
deve essere rimosso prima che l'aria
compressa sia distribuita per evitare
effetti dannosi sui componenti del
sistema pneumatico.
Efflusso dei gas
La velocit con cui un gas pu defluire
attraverso un condotto di forma Ambiente
cilindrica non pu mai superare la esterno
velocit del suono. SERBATOIO
Ci sono due tipi di efflusso:
SUBSONICO p1 v p2
Finch la velocit del gas
inferiore alla velocit del suono e
p2/p1 > 0,5 (rapporto critico)
la velocit del gas aumenta
allaumentare del salto di
pressione
p1
SONICO
La velocit del gas non aumenta p2Flusso subsonico
allaumentare del salto di pressione p1
se ha raggiunto la velocit del suono p2 Flusso sonico
(pari a 340 m/sec)
p2/p1 < 0,5 (rapporto critico)
Relazione fra pressione e portata
Produzione
dellaria compressa
Aria libera
p2 / p1 > 1 Q1
Q2
P1
P2
L'aria viene aspirata dall'ambiente esterno tramite il filtro di aspirazione 1 e viene compressa
dal compressore 2. Segue un raffreddatore 3 con relativo separatore e scaricatore automatico
di condensa. Questo raffreddatore pu essere ad acqua o ad aria secondo gli impianti. Un
serbatoio polmone 4 serve all'accumulo di aria compressa e un filtro disoleatore 5, dotato di
scaricatore automatico, serve per la costante eliminazione dell'olio separato (tale accessorio
non presente negli impianti che usano compressori non lubrificati). Con 6 indicato un
essiccatore che serve all'eliminazione del residuo vapore d'acqua. L'essiccatore fornito di
valvole di esclusione 9 e 10 e di linea di by-pass 8. Vi infine un filtro finale 7 che ha lo scopo
di trattenere polveri e particelle aspirate o prodotte nel sistema stesso.
Schema della centrale di
compressione
serbatoio
Valvola di
massima
pressione
pressostato
di condensa
Scaricatore
Filtro
dellaria
Distribuzione
dellaria compressa
Distribuzione dellaria
Filtro/separatore Filtro/separatore
con scaricatore
automatico
Deflettore
Scaricatore
automatico
Elemento filtrante
del tipo a
galleggiante Valvola
Calotta di separazione pilota
Tazza
Protezione metallica
Valvola di
Valvola di
scarico
scarico
Regolazione della pressione
La regolazione della pressione necessaria poich a pressioni al di sopra del
valore ottimale, si ha rapida usura con incrementi scarsi o nulli di prestazioni
mentre una pressione d'aria troppo bassa anti-economica a causa della scarsa
efficienza.
ATTUATORI
Classificazione
Caratteristiche funzionali
Attuatori
Cilindri Lineari
A semplice effetto
A doppio effetto
Attuatori rotanti
A pignone e cremagliera
A paletta
Attuatori speciali
Con bloccaggio, slitta, con stelo cavo, combinato
Pinze
Cilindri Lineari
Il lavoro fatto dagli attuatori pneumatici pu essere lineare o
rotatorio. II movimento lineare ottenuto con i cilindri a pistone,
il moto rotatorio, con un angolo fino a 270, ottenuto con
attuatori del tipo a paletta o a pignone a cremagliera e la
rotazione continua con motori ad aria.
I cilindri pneumatici sono i componenti attuatori di impiego pi
comune nei circuiti di controllo pneumatici. Esistono due tipi
base da cui sono derivate costruzioni speciali:
a) cilindri a singolo effetto con un solo ingresso dell'aria per produrre
una corsa attiva in una sola direzione
b) cilindri a doppio effetto con due ingressi dell'aria per produrre due
corse attive sia in estensione che in retrazione.
Cilindro a semplice effetto
Un cilindro a semplice effetto sviluppa una spinta in una sola direzione. Lo stelo
viene fatto rientrare per mezzo di una molla o con altri mezzi esterni quali carichi,
movimenti meccanici, ecc. Il cilindro pu essere del tipo a spinta o a trazione.
I cilindri a semplice effetto sono usati per serraggio, marcatura, estrazione, ecc.
Essi presentano un consumo d'aria inferiore a quello di un cilindro a doppio
effetto di dimensioni equivalenti. Si ha una riduzione della spinta dovuta alla
forza della molla che si oppone e pertanto pu essere necessario un diametro
maggiore. L'inserimento della molla provoca una lunghezza maggiore del
cilindro e una corsa limitata.
Cilindro a semplice effetto, a spinta
Cilindro a doppio effetto
Con questo attuatore, la spinta sviluppata sia nella direzione di estensione
che nella direzione di retrazione poich la pressione dell'aria applicata
alternativamente ai due lati del pistone. La spinta disponibile nella corsa di
retrazione ridotta a causa dell'area minore del pistone. Questo aspetto deve
essere considerato se il cilindro deve tirare lo stesso carico che ha spinto.
Cilindro a doppio effetto
Attuatori lineari: elementi costruttivi
Alternativo
Con pistone
collegato allasta
Alternativo
Continuo
Attuatori rotanti del tipo a paletta
La pressione dell'aria agisce su di una paletta solidale con l'albero di uscita.
La paletta sigillata, contro le perdite, da una guarnizione in gomma o da un
rivestimento in elastomero. Una guarnizione speciale tridimensionale fa
tenuta fra il fermo, l'albero e l'involucro.
La dimensione del
fermo definisce
l'angolo di rotazione di
90, 180 o 270.
Fermi regolabili
possono essere forniti
per regolare qualsiasi
angolo di rotazione
dell'unit.
Diversi modi di fissaggio di un cilindro
MONTAGGIO A
MONTAGGIO PARETE CON DADO
DIRETTO
SUPPORTI ASSIALI
FLANGIA FLANGIA
POSTERIORE ANTERIORE
PERNO
FLOTTANTE
(per correggere
eventuali
disallineamenti)
FULCRO FULCRO
POSTERIORE CENTRALE
Attuatori speciali
Cilindro con bloccaggio
Valvole distributrici
Valvole di controllo della portata
Valvole di controllo della pressione
Valvole speciali, Finecorsa e Sensori
Simbologia secondo le norme in vigore e
convenzioni di rappresentazione
Valvole distributrici
passa
passa
non
unidirezionale
condotta
Distributore di Tipo 2 / 2
unidirezionale
condotta
E UN DISTRIBUTORE CHE PU COLLEGARE 2 CONDOTTE
ASSUMENDO 2 POSIZIONI
condotta
Convenzioni
Elettrotecnica - Pneumatica
ELETTROTECNICA PNEUMATICA
APERTO CHIUSO
CHIUSO APERTO
In elettrotecnica
3/2 corrisponde ad
un commutatore
A B
2 4
Numerare le condotte di alimentazione dal basso.
Con 1 si indica la condotta di alimentazione con 3
4/2
quella di scarico.
1 3 Di sopra si riportano le condotte di utilizzazione
P R che si indicano con i numeri pari 2 e 4
5/2
3 1
R P
SI USA QUASI
5/3 ESCLUSIVAMENTE
IN OLEODINAMICA
Circuito con distributore 4/2
A B
2 4
SI NOTI CHE LIMPIANTO
4/2 AD ARIA E A CICLO
APERTO, MENTRE
1 3 LIMPIANTO AD OLIO E A
P R CICLO CHIUSO
Circuito con distributore 5/2
A B
2 4
IN QUESTO CASO LO
5/2 SCARICO E DISTINTO
PER LE DUE CAMERE
1 5 DEL CILINDRO
3
R P S
AZIONAMENTO
MANUALE
PNEUMATICO
MECCANICO
Valvola 3/2 con 5/2
Valvola 3 / 2 2
12 10
12 10
1
VALVOLE
DISTRIBUTORE
+
AZIONAMENTO
=
VALVOLA
ELETTROVALVOLA
Valvole Monostabili e Bistabili
Le valvola monostabili hanno un solo Normalmente Chiuse NC
azionamento, e possono essere:
Normalmente Chiuse o Normalmente Aperte
Normalmente Aperte NA
A B
2 4
X Y . Z
Azionamento 12 Azionamento 14
3 1 5
R P S
Azionamento 12 Azionamento 10
1 3
Valvole Asservite
Lazionamento delle valvole pu essere diretto o
servopilotato
Nellazionamento diretto, la forza esterna di comando deve
essere in grado di commutare, da sola, la valvola.
Nellazionamento servopilotato lenergia per commutare la
valvola fornita dallaria compressa; lazione esterna serve
solo per avviare la commutazione.
Le valvole servopilotate funzionano solo quando nel
condotto di alimentazione la pressione supera un valore
minimo (0,5 1 bar).
Valvole distributrici: simbologia
Valvola 4/2
Ad azionamento meccanico
Valvole a
Metallo su
spola
metallo
VALVOLE
Ad
otturatore
Tenuta in
Disco elastomero
rotante
I tipi principali ad otturatore
Valvola a diaframma azionata
meccanicamente
Valvole ad otturatore
Lelemento mobile un otturatore, a sfera o a piattello, che apre e chiude una
sede, rispettivamente circolare o piana.
Valvole a cassetto
Lelemento mobile costituito da un albero scorrevole o rotante, che prende il
nome di cassetto o spola.
A B
Y Z
RPS
Internal Pilot
way piston
Valvola 3/2 comandata ad aria e ritorno ad
aria
COMANDO COMANDO
Valvola bistabile 5/2 comando a doppio
pilota
Valvola 5/2 a comando meccanico
indiretto
Valvola 5/2 monostabile con solenoide
Valvola 5/2 bistabile a 2 solenoidi
Valvole di controllo portata
regolatori di portata
Valvole di controllo portata:
unidirezionali e selettrici
Valvola
unidirezionale
Valvola
selettrice
A
X Y
Valvola selettrice
Valvola di non ritorno
VALVOLA UNIDIREZIONALE
A B
Riduttore di flusso bidirezionale
Strozzatore bidirezionale
A B
Valvola unidirezionale
con regolatore di
portata con cui si pu
ridurre la velocit del
pistone
Regolatore di flusso
unidirezionale
Esempio di Valvola unidirezionale con
strozzatura di portata
A+ A-
P R
IN EX
Valvole a due pressioni
A
P P
Valvole di controllo della pressione
Sono elementi
in grado di
regolare e
mantenere
costante la Valvola di
pressione regolazione
dellaria. della pressione
Valvola di
limitazione della
pressione
Moltiplicatori di pressione
In alcune applicazioni pu verificarsi a volte che la spinta
generata da un cilindro pneumatico sia insufficiente a
compere la funzione che gli era state affidata. Per ovviare
al problema necessario, dove possibile, aumentare la
pressione di esercizio (che normalmente per in un
impianto non supera i 67bar) oppure compatibilmente con
la struttura della macchina impiegare un cilindro di
alesaggio superiore. Per far fronte a problematiche di
questo tipo sono stati progettati moltiplicatori di pressione
con rapporto di compressione per le varie esigenze.
Questo componente utilizza come fluido motore la stessa
aria compressa dell'impianto nel quale viene impiegato.
Principio di funzionamento dei moltiplicatori
di pressione
II principio di funzionamento si base sull'effetto pompa di
un cilindro a quattro camere dove alternativamente due
camere comprimono l'aria presente nelle camere di
moltiplicazione.
Mediante un'opportuno circuito interno il moltiplicatore di
pressione pompa continuamente aria fino al
raggiungimento nel circuito a valle di un valore di pressione
pari a 2 o 4 volte maggiore rispetto alla pressione in
ingresso, dopo di che si crea una condizione di equilibrio.
Quando la pressione a valle
scende il moltiplicatore riprende il
suo moto alternato finch non
ricrea di nuovo l'equilibrio.
Moltiplicatore di pressione
VBA 1111
Funzionamento
Laria in entrata passa attraverso la valvola unidirezionale e pressurizza
le camere di sovralimentazione A e B.
Nel frattempo la camera di azionamento B viene alimentata con aria
attraverso il regolatore e la valvola di commutazione.
Laria della camera B e della camera di sovralimentazione A vengono
condotte sul pistone che aumenta laria nella camera B.
Mentre il pistone in movimento, laria moltiplicata passa attraverso la
valvola unidirezionale ed spinta sul lato OUT.
Quando il pistone termina il movimento, esso agisce sulla valvola di
commutazione che pone la camera B nella condizione di scarico e la
camera A nella condizione di alimentazione.
Quando il pistone riprende il suo movimento, la pressione delle camere
A e B spinge laria nella camera A di moltiplicazione della pressione e,
poi, sul lato OUT.
Questo procedimento viene effettuato pi volte per alimentare aria
fortemente pressurizzata dal lato IN al lato OUT.
Il regolatore definisce la pressione secondaria.
Moltiplicatore di pressione
VBA 1110
Valvole speciali: temporizzatori
I temporizzatori sono usati per comandare i distributori di potenza dei cilindri in
cui sia necessario un ritardo regolabile. Sono costituiti da una valvola 3/2 (NC o
NA), da un serbatoio e da un regolatore di portata unidirezionale. Mediante lo
strozzamento possibile regolare il tempo di riempimento del serbatoio e quindi
il tempo di ritardo per linvio del segnale di pilotaggio.
Sensori di prossimit ad aria
Sensore a riflessione
Sensore a barriera
Sensore di finecorsa pneumatico
Mediante una molla una sfera viene premuta contro la sede di una valvola, in
modo che laria compressa non possa fluire dallattacco P alla tubazione di
lavoro A. Tramite lazionamento dello stelo della valvola, la sfera viene
spostata dalla sua sede stabilendo un collegamento tra P ed A, generando
quindi un segnale pneumatico in A.
Ugello pressostatico
Serie ZM
Eiettore multistadio
Grazie ad una costruzione a 3 stadi si ottenuto un aumento della
portata di aspirazione del 250% ed una riduzione del consumo daria
del 20% rispetto al modello ad uno stadio.
Dal catalogo SMC Serie ZL
Tappo di
arresto
Coperchio
Coperchio
Materiale
fonosssorbente
Ugello Corpo Diffusore
Le Ventose
VACUOSTATO
Unidirezionale
EIETTORE
VACUOSTATO
Serbatoio EIETTORE
Tenuta delle ventose
Forma iniziale Deformazione
Falla
I diversi tipi di ventosa
normali
a soffietto
Altri tipi di ventosa
Filtro di aspirazione: serie ZFA
Applicazione con eiettore
Applicazione con alimentazione esterna del
vuoto
Sistema con pompa per vuoto
Vacuometro di Bourdon
Il vacuometro e' costituito da un
tubo di metallo flessibile a
sezione ellittica e ripiegato ad
arco, il cui interno e' connesso al
contenitore del quale si vuole
misurare la pressione. Quando il
contenitore viene evacuato la
differenza di pressione tra
l'interno e l'esterno del tubo di
Bourdon causa una curvatura del
tubo, in prima approssimazione
proporzionale alla differenza tra
pressione interna ed esterna
(atmosferica). Un sistema di
ingranaggi amplifica il
movimento facendo ruotare l' ago
indicatore proporzionalmente alla
flessione del tubo.
Pompe venturi
Pompe rotative
Pompe meccaniche a secco
Pompe meccaniche ad olio
Pompe ad assorbimento
Pompe booster
Pompe a trappola dazoto
Pompe a diffusione
Pompe cryogeniche
Turbomolecolari
Pompe ioniche
Pompa a sublimazione di titanio
-12 -10 -8 -6 -4 -2 0 2
Pressione Torr (le unit sono esponenti di 10)
Pompe rotative
Imboccatura
Raffreddamento dellolio
Camino
olio
Fornetto
Tipico banco da vuoto completo
Trappola di raffreddamento
Azoto liquido raffreddato
Spazio da
vuotare
Pompa a
diffusione
Pompa da vuoto
meccanica
Valvola da
vuoto
SIMBOLOGIA PNEUMATICA
Compressori, Motori e Attuatori
Attuatori e Filtri
Accessori e Valvole direzionali
Valvole Direzionali ed Azionamenti
Azionamenti
Valvole di controllo
Valvole di controllo
Sensori
CIRCUITI PNEUMATICI ELEMENTARI
Comandi e Regolazioni
Funzioni Logiche
Comandi temporizzati
Comando di un cilindro
a semplice effetto
Si vuole comandare un cilindro a semplice effetto con un pulsante in
modo che premendo il pulsante lo stelo esca e lasciando il pulsante lo
stelo rientri. Occorre una 3/2 NC.
Comando di un cilindro
a doppio effetto
Si vuole comandare un cilindro a doppio effetto con un pulsante in modo che
premendo il pulsante lo stelo esca e lasciando il pulsante lo stelo rientri.
Si pu fare in due modi:
con una valvola 4/2 monostabile oppure una 5/2 monostabile.
Comando di un cilindro a doppio
effetto con stelo scorrevole a riposo
4 2
1 3
Comando di un cilindro a doppio
effetto con stelo bloccato a riposo
Si vuole comandare un cilindro a doppio effetto in modo che in
posizione di riposo lo stelo rimanga bloccato: si pu ottenere con una
4/3 o 5/3 con posizione intermedia chiusa, oppure con due 3/2 di cui
una NA e una NC.
Comando di un cilindro a doppio
effetto con due pulsanti
Un pulsante dovr comandare luscita dello stelo e un pulsante il
suo rientro. Bisogna utilizzare una valvola bistabile comandata
pneumaticamente con due valvole monostabili 3/2.
X Y
Pa Pb
Regolazione della velocit in cilindro
a semplice effetto
In alimentazione
In scarico
X Y P1
P2
Premendo il pulsante P
comincia ad entrare aria
nel serbatoio del
temporizzatore e, se
stato programmato per 2
sec, appena ha raggiunto
la pressione necessaria
apre la valvola di
comando del cilindro,
facendo cos uscire lo
stelo
P
Esercizio di incollaggio pezzi
Un azionamento a pulsante deve comandare la corsa di andata dello stelo del
cilindro il quale raggiunta la posizione di fine corsa deve serrare due pezzi,
che debbono essere incollati, per dieci sec. E quindi ritornare nella posizione
iniziale anche se il pulsante di marcia per errore ancora premuto.
A0 A1
A1
Comando per incollaggio pezzi con rientro sicuro dopo 10 sec
A0 A1
A0
A1
Comando di emergenza
a0 a1
PEM = PULSANTE DI EMERGENZA
PR = PULSANTE DI RIAVVIAMENTO
4 2 1
2
a0 2 5 3
1 1
1 3
a1 2
2
1 1
1 3
4 2
5 3
2 1 2
1 1 1 1
START 4 2 STOP
2 2
2 2
5 3
1 3 1 1 3
PR 1 3 PEM 1 3
ELEMENTI DI LOGICA PNEUMATICA
Valvola AND
U
A B
A B
A+B=U
Funzioni Temporali
P R
Esercizio
Realizzazione circuito
Cablaggio
PRESSA DI INCOLLAGGIO
Per ottenere l'incollaggio tra i 2 semigusci in plastica del corpo di
un termostato, si utilizza un cilindro a doppio effetto avviato
mediante un pulsante o un pedale. Una volta che lo stelo ha
raggiunto la posizione di fuoriuscita, deve mantenere in contatto
per 20 secondi i due pezzi affinch possa avvenire la "saldatura".
Dopo tale periodo lo stelo del pistone deve tornare alla posizione
iniziale automaticamente.
CONDIZIONI COMPLEMENTARI:
la corsa di ritorno deve avvenire anche se il pulsante di Start
ancora premuto;
un nuovo segnale di inizio ciclo pu diventare efficace solo dopo
che la posizione iniziale stata raggiunta ed il pulsante stato
rilasciato;
lo stelo deve uscire lentamente e tornare velocemente
Componenti
Q.t DESCRIZIONE SIMBOLO Q.t DESCRIZIONE SIMBOLO
2
1 CILINDRO A
DOPPIO EFFETTO 2 PULSANTE 3/2 N.C.
1 3
4 2
1 TEMPORIZZATORE A
1 VALVOLAQ 5/2
BISTABILE
5 3
1 X
2
2 FINECORSA 3/2 P R
N.C.
1 3
A A
1 TEMPORIZZATORE
2 VALVOLA OR X Y
X
A
1 VALVOLA AND P R
P P
A
1 REGOLATORE DI
1 SCARICO RAPIDO P
R FLUSSO A B
UNIDIREZIONALE
Valvole di controllo da utilizzare
Regolatore di
portata
unidirezionale
Temporizzatore ritardato alla
disattivazione
Incollaggio pezzi
RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DEI
COMANDI AUTOMATICI
A a0 a1
Valvola di A+ A-
fine corsa Valvola con
a0 a1 azionamento
meccanico per
fine corsa
P1 Valvole normalmente P2
chiuse, cioe con la
condotta di alimentazione
bloccata in condizione di Valvola con
riposo azionamento
manuale
Ciclo
oppure
A- A+
Ciclo a due Cilindri: A+ B+ A- B-
esce A
Escono entrambi A e B
esce A
A a0 a1
A+ A-
a0 a1
P1 P2
Ciclo Singolo
A a0 a1
A+ A-
a0 a1
P1
Ciclo Continuo
A a0 a1
A+ A-
a0 a1
P1 P2
Circuito di Potenza
A a0 a1
A = cilindro corrente
a0 = fine corsa pistone dentro
a1 = fine corsa pistone fuori
A + = azionamento pistone fuori
A - = azionamento pistone dentro
A+ A-
Ciclo singolo con uscita temporizzata
A+ A-
a0 a1
Serbatoio
P1
Ciclo singolo con uscita e rientro
temporizzati
A+ A-
a0
Serbatoio Serbatoio
a1
P1
Esercizio del flip-flop
C D
B A
A
4 2
B
4 2
X Y
5 3
5 3
1
1
2
2
1 3
1 3
X=A+C Y=B+D
v=0
4 2
5 3
1
1 4 2 1
2
2 5 3
1 1 1
1 3
FLIP-FLOP
Metodo grafico per la definizione dei
cicli di lavoro
Per descrivere un ciclo di lavoro sono utilizzate alcune convenzioni abituali:
1. gli attuatori si indicano con le lettere maiuscole A, B, C, ....
2. il segno + fatto seguire alla lettera indica la corsa dandata (fuoriuscita dello
stelo); ad esempio A+ indica la corsa dandata del cilindro A
3. il segno - fatto seguire alla lettera indica la corsa di ritorno (rientro dello
stelo); ad esempio A- indica la corsa di ritorno del cilindro A
4. Per analogia con i segni, la posizione del cilindro con stelo rientrato si dice
negativa, quella con stelo fuoriuscito si dice positiva
5. Considerando il distributore di potenza che comanda un attuatore si dice
lato negativo quello relativo alla corsa di ritorno dello stelo, si dice lato
positivo quello relativo alla corsa dandata
6. il ciclo pu essere descritto indicando consecutivamente i movimenti delle
varie fasi; ad esempio:
A+ B+ C+ A- B- C-
qualora in una fase ci sia il movimento contemporaneo di pi attuatori,
questo dovr essere indicato ponendolo necessariamente entro parentesi,
ad esempio
A+ B+ C+ A- (B-C-)
Convenzione sui distributori di potenza
Si fa notare che ogni fase del ciclo
pu iniziare solo quando terminata
la fase precedente, per questo ad
A a0 a1
esempio la corsa dandata del
cilindro B nella seconda fase
avviene dallistante in cui A
arrivato a fine corsa
Quando si dice corsa
contemporanea di due o pi cilindri
si deve intendere che partono tutti
insieme, essendo azionati
contemporaneamente a seguito A+ A-
dello stesso evento, ma non
necessariamente che procedono
insieme per tutta la corsa, le velocit
e le corse possono anche essere
diverse
Definizione dei segnali di comando
Fase 1 2 3 4 5 6 7
Moto A+ B+ C+ A- B- C- A+
Segnale c0 a1 b1 c1 a0 b0 c0
A+ B+ C+ A- (B-C-)
Fase 1 2 3 4 5
Moto A+ B+ C+ A- B-C-
Segnale b0 a1 b1 c1 a0
c0
Fase 1 2 3 4 5 6
Moto A+ B+ C+ A- B- C-
Segnale c0 a1 b1 c1 a0 b0
A+ B+ C+ A- (B-C-)
Fase 1 2 3 4 5
Moto A+ B+ C+ A- B-C-
Segnale b0 a1 b1 c1 a0
c0
m
Lettura del ciclogramma
A+ B+ C+ A- B- C-
Fase 1 2 3 4 5 6
Moto A+ B+ C+ A- B- C-
Segnale c0 a1 b1 c1 a0 b0
1. m e c0 comandano A+,
2. a1 comanda B+,
3. b1 comanda C+,
4. c1 comanda A-,
5. a0 comanda B-,
6. b0 comanda C-.
Impostazione dello schema per la
costruzione del diagramma delle fasi
Ciclo A+ B+ C+ A- (B-C-)
Fase 1 2 3 4 5
Moto A+ B+ C+ A- B-C-
Segnale b0 a1 b1 c1 a0
c 01
m
Attuatori Diagramma delle fasi Segnali attivi
+ a1
A
a0
+ b1
B
b0
+ c1
C
c0
Preparazione schema ciclo
A+ B+ C+ A- B- C
Ciclo A+ B+ C+ A- B- C-
Fase 1 2 3 4 5 6
Moto A+ B+ C+ A- B- C-
Segnale c0 a1 b1 c1 a0 b0
m
Fase 1 2 3 4 5
Moto A+ B+ C+ A- B-C-
Segnale b0 a1 b1 c1 a0
c 01
m
Attuatori Diagramma delle fasi Segnali attivi
+ a1
A
a0
+ b1
B
b0
+ c1
C
c0
Il segmento obliquo marcato rappresenta il passaggio dello stelo di A dalla
posizione negativa a quella positiva ovvero la sua corsa di andata
I due segmenti marcati orizzontali rappresentano le soste degli steli dei cilindri B
e C nelle loro posizioni negative
Rappresentazione della seconda fase
Nella fase 2 si ha la corsa di andata di B e la sosta di A e di C rispettivamente nella
posizione positiva e negativa
Ciclo A+ B+ C+ A- (B-C-)
Fase 1 2 3 4 5
Moto A+ B+ C+ A- B-C-
Segnale b0 a1 b1 c1 a0
c 01
m
Attuatori Diagramma delle fasi Segnali attivi
+ a1
A
a0
+ b1
B
b0
+ c1
C
c0
Le altre fasi
Nella terza fase si ha la corsa di andata di C e la sosta di A e di B nella loro posizione
positiva
Nella fase quarta si ha la corsa di ritorno di A mentre B e C sono nella loro posizione
positiva
Nell'ultima fase si hanno contemporaneamente le corse di ritorno di B e di C mentre A
fermo nella sua posizione negativa
Ciclo A+ B+ C+ A- (B-C-)
Fase 1 2 3 4 5
Moto A+ B+ C+ A- B- C-
Segnale b0 a1 b1 c1 a0
c01
m
Attuatori Diagramma delle fasi Segnali attivi
+ a1
A
a0
+ b1
B
b0
+ c1
C
c0
Diagramma A+ B+ C+ A- (B-C-)
Ciclo A+ B+ C+ A- (B-C-)
Fase 1 2 3 4 5
Moto A+ B+ C+ A- B- C-
Segnale b0 a1 b1 c1 a0
c0
m
Attuatori Diagramma delle fasi Segnali attivi
+ a1
A
a0
Corsa
+ b1
B
b0
+ c1
C
c0
Passo
Diagramma A+ B+ C+ A- B- C-
Ciclo A+ B+ C+ A- B- C-
Fase 1 2 3 4 5 6
Moto A+ B+ C+ A- B- C-
Segnale c0 a1 b1 c1 a0 b0
m
a0
+ b1
B
b0
+ c1
C
c0
Passo
Studio dei segnali di comando
Un segnale si dice CONTINUO quando resta attivo nella fase successiva a
quella che lo ha generato
Un segnale si dice ISTANTANEO quando si disattiva nella fase
immediatamente successiva a quella che lo ha generato
Un segnale continuo si dice BLOCCANTE quando il suo stato attivo non
consente la prosecuzione del ciclo, impedendo la commutazione del
distributore di potenza del cilindro da esso comandato:
Ciclo -A+ B+ C+ A - (B -C-) un segnale continuo pu essere
bloccante se e solo se rimane
Fase 1 2 3 4 5
attivo per almeno due fasi
Moto A+ B+ C+ A- B- C-
Segnale b0 a1 b1 c1 a0
c01
I segnali sono tutti continui, ma
m non ci sono segnali bloccanti
Fase 1 2 3 4 5 6
Moto A+ B+ C+ A- B- C-
Segnale c0 a1 b1 c1 a0 b0
m
Diagramma A+ B+ A- B-
A+ B+ B- A- Segnali attivi
a1
+
A
- a0
+ b1
B
- b0
a0 a1 b1 b0
a1 = segnale continuo
b0 = segnale continuo
b1 = segnale impulsivo, istantaneo
a0 = segnale impulsivo,
Ciclo A+ B+ C+ C- B- A-
Ciclo A+ B+ C+ C- B- A-
Fase 1 2 3 4 5 6
Moto A+ B+ C+ C- B- A-
Segnale a0 a1 b1 c1 c0 b0
m
Segnali attivi
Attuatori Diagramma delle fasi a1
+
A
Corsa
a0
+ b1
B
b0
+ c1
C
c0
Passo
Analisi dei segnali del ciclo
A+ B+ C+ C- B- A-
Fase 1 2 3 4 5 6
Moto A+ B+ C+ C- B- A-
Segnale a0 a1 b1 c1 c0 b0
m
Esercizi
1 2 3 4
+
A
Corsa
-
+
B
-
Tempo
TECNICA DI COMANDO PNEUMATICO
A+ B+ A- B-
B
A
b0 a1 b1 a0 b0
A
Non ci sono segnali bloccanti, condizione indispensabile per applicare il metodo
diretto. Questo metodo consiste nel disegnare gli elementi costituenti il comando
seguendo la tabella in modo naturale.
Allincrocio della prima colonna e della prima riga si incontra A e quindi si disegna
lattuatore A con il suo distributore di potenza; allincrocio della prima colonna e
della seconda riga si trova B e quindi si disegna lattuatore B e il suo distributore
di potenza; e cos si procede disegnando tutti gli attuatori presenti con il loro
distributore di potenza.
Si ricorda che tutti i componenti dovrebbero essere disegnati nella loro posizione
di riferimento, cio quella di inizio ciclo.
Metodo diretto
Si passa quindi alla riga dove sono indicati i finecorsa che comandano i
movimenti.
Nel nostro caso il primo b0 che comanda la corsa di andata del cilindro A e
quindi va disegnato nella sua posizione di riferimento cio azionato in modo da
provocare la corsa A+.
Al secondo incrocio si incontra a1 , non azionato, che dovrebbe provocare luscita
di B.
Al terzo incrocio si trova b1, non azionato, che dovrebbe provocare il rientro di A.
Infine si incontra a0, azionato, che deve comandare il rientro di B.
a0 a1 b0 b1
A+ B+ A- B-
A+ A- B+ B-
A
b0 a0
B b1 a1
b0 a1 b1 a0 b0
m
m Start
Apparecchiatura di sollevamento
A+ A- B+ B-
b0 a0
b1 a1
Start Stop
automatico
Esercizi metodo diretto
Ciclo A- B+ A+ B-
Fase 1 2 3 4
Moto A- B+ A+ B-
Segnale b0 a0 b1 a1
m
Segnali
Attuatori Diagramma delle fasi attivi
+ a1
A
a0
+ b1
B
b0
A- B+ A+ B-
a0 a1 b0 b1
4 2 2
A- A+ B+ B-
5 3 1 3
1
b0 2 b1 2 a0 2 a1 2
1 3 1 3 1 3 1 3
m 1 3
A- B+ A+ B-
A B
a0 a1 b0 b1
A- A+ B+ B-
b1 a1
b0 a0
m
A+(A-B+)B-
Diagramma delle fasi
Moto A+ A- B+ B-
Segnale a1 a0
b0 b1
m
Segnali
Attuatori Diagramma delle fasi attivi
+ a1
A
a0
+ b1
B
b0
A+(A-B+)B-
A B
a0 a1 b0 b1
A+ A- B+ B-
b0
a1 b1
a0
m
Metodo dei collegamenti
A+ A- B+ B-
b0 b1 a1 a0
A+ B+ A- B-
Per passare dal cablaggio di un
circuito allaltro solo sufficiente A
Metodo diretto
A+ A- B+ B-
b0
a0
b1 a1
Start
A+ B+ A- B-
b0 a1 b1 a0 b0
a0 a1
m
a0 a1 b0 b1
Con i collegamenti
A+ A- B+ B-
b0
a0
b1 a1
Start
A+ B+ A- B-
b0 a1 b1 a0 b0
a0 a1
m
Ciclo A+ B+ C+ (A- B- C-)
A+ A- B+ B- C+ C-
a0 c1 b1
b0
A+ A- B+ B- C+ C-
a0 c1 b1
b0
A+ B+ C+ A- C- B-
b0 a1 b1 c1 a0 b0
a1 c0
a0, c0 simultanei
b1, c0 = bloccanti
Metodo dei Collegamenti
b1 e c0 sono bloccanti
Il segnale che sblocca b1 a1 perch:
Non bloccante
presente quando viene attivato b1
inattivo quando inizia la corsa C-
Non si riattiva finch presente b1
Il segnale che sblocca c0 a0, infatti:
Non bloccante
presente quando viene attivato a0
inattivo quando inizia la corsa B+
Non si riattiva finch presente a0
sufficiente collegare in AND b1 con a1 e c0 con a0
A+ B+ C+ (A- C-) B-
con i collegamenti in pneumatica
a0 a1 b0 b1 c0 c1
A+ A- B+ B- C+ C-
c0 b1
b0
a1 a0 c1
SEGNALI BLOCCANTI: b1 c0
A
a0
+ b1
B
b0
+ c1
C
c0
+ d1
D
d0
Metodo dei collegamenti con segnali
bloccanti
a1 e b0 sono bloccanti
Il segnale che sblocca a1 c1 perch:
Non bloccante
presente quando viene attivato a1
inattivo quando inizia la corsa B-
Non si riattiva finch presente a1
Si noti che d0 non sbloccante per a1 poich non ha il
terzo requisito
Il segnale che sblocca b0 c0, infatti:
Non bloccante
presente quando viene attivato b0
inattivo quando inizia la corsa D-
Non si riattiva finch presente b0
sufficiente collegare in AND c1 con a1 e c0 con b0
Ciclo A+B+C-B-D+A-C+D-
A B C D
a0 a1 b0 b1 c0 c1 d0 d1
d0 d1 a0 b1
b0
a1
c0 c1
A+ B+ C- B- D+ A- C+ D-
d0 a1 b1 c0 b0 d1 a0 c1
m c1 c0
Esercizi
1. Disegnare il circuito che realizza il ciclo semiautomatico:
A- B- A+ B+
con due cilindri a semplice effetto e facendo in modo che
b1 rimanga senza alimentazione nella fase 1
2. Disegnare il circuito che realizza il ciclo semiautomatico:
A+ B+ (A- C+) B- C-
con 3 cilindri a doppio effetto e facendo in modo che, a
macchina ferma, lazionamento involontario del fine corsa
a1 non provochi nessun moto
Ciclo semiautomatico A- B- A+ B+
Circuito che realizza il ciclo semiautomatico, A- B- A+ B+, con due cilindri a
semplice effetto e con b1 che rimane senza alimentazione nella fase 1
Ciclo A- B- A+ B+
Fase 1 2 3 4
Moto A- B- A+ B+
Segnale a0 a1 Segnali
b1 b0
a1 a0 attivi
m
Attuatori Diagramma delle fasi
+ a1
A
a0
+ b1
B
b0
A- B- A+ B+
A B
a0 a1 b0 b1
A+ A- B+ B-
b0 b1 a1 a0
m
Ciclo semiautomatico A+ B+ (A- C+) B- C-
Circuito che realizza il ciclo semiautomatico A+ B+ (A- C+) B- C- con 3 cilindri a
doppio effetto e in modo che, a macchina ferma, lazionamento involontario del
fine corsa a1 non provochi nessun moto.
Ciclo A+ B+ (A- C+) B- C-
Fase 1 2 3 4 5
Moto A+ B+ A- C+ B- C-
Segnale c0 a1 b1 a0 b0 Segnali
b0 c1 attivi
m
Attuatori Diagramma delle fasi
+ a1
A
a0
+ b1
B
b0
+ c1
C
c0
A+ B+ (A- C+) B- C-
a0 a1 b0 b1 c0 c1
4 2 a1 4 2 4 2
1 3
5 3 5 3 5 3
1 1 1
c0 2 2 2 b0 2
b1 c1
1 3 1 3 1 3 1 3
a0 2
m 2
1 3
1 3
Metodo della cascata
Metodo della Cascata
A+ A- A+ A- A+
1
2
3
4
5
Premessa
Analizzare la sequenza del ciclo che si deve realizzare
Raggruppare i movimenti della sequenza da sinistra a
destra in modo che in ciascun gruppo non ci sia pi di un
movimento per lo stesso attuatore
A ciascun gruppo di movimenti laria viene fornita da una
linea distinta che numerata da sinistra a destra come nella
scala della cascata, dallalto verso il basso; la linea pi in
alto nellesempio precedente la linea 1 e da essa parte
lalimentazione della cascata, mentre la linea pi in basso
lultima, dove cio lacqua arriva alla fine della cascata e
dove il ciclo termina e si ferma
Lultima linea pertanto la linea in condizioni di riposo o
meglio quella che rispecchia le condizioni iniziali
I commutatori della cascata
Il passaggio da una linea alla successiva avviene mediante
un commutatore cio una valvola o un deviatore in grado di
commutare lalimentazione da una linea allaltra
Pertanto due linee richiedono una valvola, tre linee due
valvole e cos via, n linee richiedono n-1 valvole
La valvola che in condizioni di riposo deve alimentare la
linea pi in basso la valvola principale che chiameremo
MADRE di tutta la catena di commutazione
Le valvole (o deviatori nel caso elettrico) che, prendendo
poi aria (o corrente) dalla madre, debbono portare laria o la
corrente verso la linea pi in alto, saranno le valvole
secondarie, che chiameremo FIGLIE, e seguono la
numerazione delle linee a cui debbono portare laria o la
corrente, nella sequenza dei gruppi di movimento
individuati
I comandi della sequenza
La madre comandata dallultimo finecorsa della sequenza,
in serie al pulsante di marcia, entrambi alimentati
direttamente dalla linea pi alta o dalla rete
Comandando la madre si va ad alimentare la linea pi in
alto che effettua immediatamente il primo movimento della
sequenza
Dalla stessa linea parte laria per i successivi movimenti
dello stesso gruppo collegato alla prima linea, che,
essendo relativi ad attuatori diversi, sono condizionati solo
dal segnale di consenso della sequenza, cio il finecorsa
del movimento precedente
Passando al gruppo successivo si dovr innanzitutto
commutare laria alla linea successiva, e perci si dovr
comandare la prima figlia (se ce n almeno una, altrimenti
si dovr resettare la madre) mediante lalimentazione della
prima linea
Il reset della sequenza
Dalla seconda linea si passer ad effettuare direttamente il
primo movimento del secondo gruppo
Da tale movimento verr generato il segnale di consenso
per il successivo movimento dello stesso gruppo e cos via
fino allultimo movimento del secondo gruppo
A tal punto se ci sono altre figlie si dovr commutare la
figlia successiva mediante il finecorsa prodotto dallultimo
movimento e con lalimentazione dalla linea corrente
Si proceder nello stesso modo per tutte le eventuali figlie
che ci saranno e quando non ci saranno pi figlie allora si
effettuer il reset della madre, utilizzando sempre
lalimentazione della linea in cui ci si trova e il segnale
prodotto dallultimo movimento e al tempo stesso dovranno
essere resettate anche tutte le figlie
Esempio collegamenti dei
commutatori
U1
U2
U3
U4
U5
F1
p2 F1
F2
p3 F2
p4 F3 F3
p5
p1
M
M
A+ B + B- A- C+ C-
Diagramma delle fasi
Moto A+ B+ B- A- C+ C-
Segnale c0 a1 b1 b0 a0 c1
m
+ a1
A
a0
+ b1
B
b0
+ c1
C
c0
Esempio di cascata pneumatica
A+ B + B- A- C+ C-
A+ B+ B- A- C+ C-
1
2
3
Preparazione della sequenza
A questo punto ricordando che la Madre, appena verr comandata, dovr alimentare la
prima linea pi in alto, cos come le eventuali figlie debbono lasciare aperto il canale
dellalimentazione verso la linea pi in alto, e che deve essere comandata dal pulsante
di start e dallultimo finecorsa della sequenza, la prima commutazione comandata da:
Start & c0 = Set Madre
E a questo punto viene alimentata la prima linea pi in alto, la linea 1 dellesempio, la
quale comanda direttamente il primo movimento A+ e solo dopo che questo moto
completato viene azionato il finecorsa a1 che condiziona il movimento B+.
A questo punto bisogna passare alla linea immediatamente pi bassa che nel nostro
caso la 2 e perci la figlia deve commutare comandata dallultimo finecorsa b1:
b1 = Set Figlia
Il primo moto comandato direttamente dalla linea due B- e appena viene azionato il
finecorsa b0 il successivo movimento condizionato appunto da b0 A- e, ancora,
appena viene azionato a0 esce C+ sotto condizione di a0.
Infine luscita di C aziona il finecorsa c1 che deve comandare il reset della Madre e
della figlia, alimentando la linea pi bassa che fa rientrare C direttamente.
c1 = Reset Madre e Figlia
A+ B+ B- A- C+ C-
a0 a1 b0 b1 c0 c1
b0 a1 a0
1
2
3
F
b1
c1 c0
START
A+ A- B+ B- C+ C-
Ciclo A+ A- B+ B- C+ C-
Fase 1 2 3 4 5 6
Moto A+ A- B+ B- C+ C- Segnali
bloccanti
Segnale c0 a1 a0 b1 b0 c1
m
+ a1
A
a0
+ b1
B
b0
+ c1
C
c0
Quante linee occorrono?
Per evitare blocchi dobbiamo utilizzare linee di alimentazione diverse per
movimenti opposti dello stesso attuatore; una linea pu essere utilizzata
una sola volta per ogni ciclo: in questo esempio sono necessarie 4 linee:
A+ A- B+ B- C+ C-
1
2
3
4
Start & c0 = Set Madre
a1 = Set Figlia F1
b1 = Set Figlia F2
c1 = Reset Madre e Figlia
Preparazione della sequenza
A questo punto ricordando che la Madre, appena verr comandata, dovr alimentare la
prima linea pi in alto, cos come le eventuali figlie debbono lasciare aperto il canale
dellalimentazione verso la linea pi in alto, e che deve essere comandata dal pulsante di
start e dallultimo finecorsa della sequenza, la prima commutazione comandata da:
Start & c0 = Set Madre
E a questo punto viene alimentata la prima linea pi in alto, la linea 1 dellesempio, la
quale comanda direttamente il primo movimento A+ e solo dopo che questo moto
completato viene azionato il finecorsa a1 e a questo punto bisogna passare alla linea 2
immediatamente pi bassa e perci la prima figlia deve commutare comandata dallultimo
finecorsa a1:
a1 = Set Figlia F1
Il primo moto comandato direttamente dalla linea due A- e appena viene azionato il
finecorsa a0 il successivo movimento condizionato appunto da a0 B+ e appena questo
moto completato viene azionato il finecorsa b1, ma per il successivo moto della sequenza
bisogna passare alla linea pi bassa che la 3. Perci bisogna commutare la figlia
successiva con lultimo finecorsa b1:
b1 = Set Figlia F2
Il primo moto della linea 3 B- che provoca lazionamento di b1, che condiziona il
successivo moto di C+ dopo il quale viene azionato c1 e si passa quindi allultima linea per
il completamento della sequenza. Pertanto luscita di C aziona il finecorsa c1 che deve
comandare il reset della Madre e delle figlie, alimentando la linea pi bassa che fa rientrare
C direttamente.
c1 = Reset Madre e Figlia
A+ A- B+ B- C+ C-
a0 a1 b0 b1 c0 c1
a0 b0
1
2
3
4
F1
a1
F2
b1
M
c1 c0
START
Metodo della cascata
U2 U1
Inserire nel circuito dei P2 P1
distributori ausiliari
opportunamente collegati
al circuito di potenza in U2 U1 U3
P2
modo da costituire la
cascata
P3 P1
La cascata pu essere
costituita da uno o pi
distributori: con 1 U2 U1 U3 U4
P2
distributore si hanno 2
uscite, con 2 distributori si
P3
hanno 3 uscite, con n-1
distributori si hanno n
P4 P1
uscite
Regola della cascata
Rappresentare il ciclo con il diagramma delle fasi e riportare i segnali di comando in corrispondenza a
ciascuna fase.
Per stabilire il numero dei distributori si suddivide il ciclo in pi parti da sinistra a destra, facendo in
modo che in ciascuna sezione ci sia una sola corsa per pistone.
Se n il numero delle parti, il numero delle uscite sar uguale a n e il numero dei distributori sar
uguale a n-1.
Collegamenti di alimentazione:
1 finecorsa della Parte 1 (*) pilota P1 ed alimentato da Un
1 finecorsa della Parte 2 (*) pilota P2 ed alimentato da U1
1 finecorsa della Parte 3 (*) pilota P3 ed alimentato da U2
..
1 finecorsa della Parte nesima (*) pilota Pn ed alimentato da Un-1
Collegamenti di comando di comando della cascata:
U1 pilota primo movimento parte 1
U2 pilota primo movimento parte 2
U3 pilota primo movimento parte 3
.
Un pilota primo movimento parte nesima
Gli altri finecorsa pilotano i movimenti rimanenti in base al diagramma delle fasi e saranno alimentati
dalluscita della parte a cui appartengono.
(*) attivato dallultimo movimento della parte precedente
Ciclo A+ B+ B- A- C+ C-
Ciclo A+ B+ B- A- C+ C- Segnali bloccanti =
a1 b0 a0 c0
Fase 1 2 3 4 5 6
Moto A+ B+ B- A- C+ C-
Segnale c0 a1 b1 b0 a0 c1
m
+ a1
A
a0
+ b1
B
b0
+ c1
C
c0
Collegamenti
A+ A- B+ B- C+ C-
a1
b0
a0
U1
U2
P2
U3
P3 P1
b1
c0
c1
Dispositivo di marcatura
Ciclo A+ B+ B- A- B
Fase 1 2 3 4 A
Moto A+ B+ B- A- Segnali
bloccanti
Segnale a0 a1 b1 b0
= a1, b0
M b0 a0
Segnali
Attuatori Diagramma delle fasi attivi
+ a1
b1 a1
A
a0
+ b1
B
b0
Parte I Parte II
A+ B+ B- A-
A+ B+ B- A-
a1 b0
b1
a0
m
A+B+B-A-
a0 a1 b0 b1
A+ A- B+ B-
b0 a1
U1
U2
P2 P1
b1 a0
m
Dispositivo di stampaggio
A0
B1
b0 a1 a0 b1 b0
m
Elenco Componenti
soluzione: A+A-B+B-
A B
A+ A- B+ B-
a0
U1
U2
U3
P2
a1
P3 P1
A+ A- B+ B-
b1
b0 A
m b0 a1 a0 b1
m
Esercizi
A
a0
+ b1
B
b0
+ c1
C
c0
+ d1
D
d0
I PARTE II PARTE III PARTE
Ciclo A+B+C-B-A-D+D-C+
a0 a1 b0 b1 c0 c1 d0 d1
a1 b1
b0 d0 a0
U1
U2
P2 U3
P3 P1
c0
c1
d1
m
Ciclo con segnali ripetuti
A+ B+ B- B+ A- B-
Ciclo A+ B+ B- B+ A- B-
Segnali bloccanti = a1
Fase 1 2 3 4 5 6
Segnali ripetuti = b0, b1
Moto A+ B+ B- B+ A- B- che comandano
movimenti diversi =
Segnale b0 a1 b1 b0 b1 a0
b0 A+ e B+
m b1 B- e A-
Segnali attivi
Attuatori Diagramma delle fasi
+ a1
A
a0
+ b1
B
b0
b0 b1
U1 U1
U2 U2
U3 U3
U4 U4
Nel nostro caso per b0 deve comandare il primo e il terzo selettore di gruppo,
mentre i primi movimenti di tali gruppi saranno comandati dalle rispettive uscite. In
questo caso allora lAND di b0 dovr essere fatto con luscita che precede il suo
gruppo di appartenenza.
Lo stesso dicasi per b1 che nel secondo gruppo deve pilotare il relativo distributore
della cascata.
Ciclo con segnali ripetuti
a0 a1
A+ B+ B- B+ A- B- b0 b1
P1 P3
A+ A- B+ B-
b0
a1
U1
U1
U2
U2
U3 U3
U4 U4
P2 P2 A-
P3
b1
P4 b1
P1
U1
START
U2
a0 SELETTORE DI CICLO U3
U4
0 = CICLO SINGOLO
1 = CICLO CONTINUO
b0
Esercizio
A+ B+ A- A+ B- A-
Moto A+ B+ A- A+ B- A-
Segnali b1
Segnale a0 a1 b1 a0 a1 b0 bloccanti
b0
m
Segnali attivi
Attuatori Diagramma delle fasi
+ a1
A
a0
+ b1
B
b0
U1
U2
U3
U4
P2
a1
b1
P3
b0 P4 P1
a0