Teoria degli errori
Stefano Brocchi
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Errori ed incertezza
Ogni qual volta eseguiamo una misura, dobbiamo aspettarci un errore
sulla misura ottenuta
Per errore non si intende uno sbaglio dello sperimentatore (o almeno,
non solo) ma unincertezza inevitabile derivante dallintrisceca
imprecisione del processo della misurazione
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Errori ed incertezza
Lincertezza deriva da molteplici fattori; uno di essi `e che la misura
reale di una quantit`a `e un numero reale, possibilmente con infinite
cifre decimali
Una lunghezza di un oggetto non potr`a essere mai esattamente, per
esempio, 3 metri, ma potr`a essere 3,0018452934... metri
Altri errori derivano per esempio dalle limitazioni dello strumento
Misurando una lunghezza con un metro graduato, la precisione sar`a
limitata dalla graduazione del metro stesso
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Misurazioni
Per eseguire correttamente una misura, occorre avere inoltre una
definizione precisa di come deve essere fatta la misurazione
Supponiamo di voler misurare la lunghezza di un tavolo con grande
precisione. E possibile che il tavolo non sia perfettamente rettangolare,
e lo sperimentatore ottenga risultati diversi a seconda del lato usato
per la misurazione
Altro esempio: definendo la lunghezza di una sbarra di metallo, questa
dipender`a anche dalla temperatura dellambiente
Sebbene nella maggior parte delle misure questi problemi non diano
effetti rilevanti, in situazioni particolarmente critiche pu`
o essere
importante tenerne conto
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Misurazioni
Una corretta definizione di come una misura deve essere fatta e delle
condizioni ambientali che la possono alterare `e importante per
garantire la replicabilit`a della misura
In ambito scientifico, se una misura pu`
o essere verificata tramite
ulteriori misurazioni pu`
o essere considerata maggiormente affidabile
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Stima dellincertezza
Ogni misura conterr`a quindi un margine di incertezza
Stimare tale incertezza `e un obiettivo importante, in quanto ci
consente di capire quanto siano validi i nostri risultati
Una stima precisa non `e semplice, e deve tenere conto di molteplici
fattori descritti in seguito
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Incertezza come intervallo
Per una misura, si dovr`a specificare non un solo numero ma un
intervallo, dove si `e certi che la misura reale sia contenuta
Un esempio di una misura di una lunghezza l pu`
o essere
22mm < l < 24mm
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Ripetizione di una misura
Un primo metodo per stimare la grandezza di questo intervallo nel
caso di una grandezza ripetibile, `e di eseguire molte volte la misura
Le misure minime e massime rappresentano una stima ragionevole
degli estremi dellintervallo
Esempio: ottenendo le misure (in mm) 23,22,25,23,24,25,23
otterremo 22mm < l < 25mm
In seguito tramite metodi statistici vedremo come usare le molteplici
misure per affinare la precisione
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Cause dellerrore
Alcune incertezze dipendono dalle limitazioni dello strumento di
misurazione
La precisione di ogni strumento `e limitata, e solitamente `e specificata
dal produttore
Per esempio, in una bilancia potrebbe essere specificato che per ogni
kg `e previsto un errore fino a 10g
Delle incertezze possono anche essere introdotti da errori di lettura
Molti altri tipi di errore possono nascere da condizioni ambientali che
creano un disturbo
Es. nel misurare lintensit`a di un suono, si pu`o venir influenzati dal
rumore di fondo
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Riduzione dellerrore su molte misure
Ottenere molte misure `e un artificio spesso utilizzato per minimizzare
lerrore
Molto utile quando la quantit`a da misurare `e piccola
Esempio: un metro ha tacche ogni millimetro, rendendo 1mm il
margine di errore minimo. Dovendo misurare lo spessore di un foglio
(<< 1mm), questo sarebbe molto pi`
u grande della misura stessa.
Soluzione: misurare 100 fogli impiliati, in modo che lerrore di 1mm si
riduca di 100 volte nel calcolo dello spessore di un singolo foglio
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Notazione per intervalli di errore
Lintervallo dentro cui cade la misura si rappresenta nella forma
x x
Consideriamo x sempre positivo, gli errori in negativo sono
comunque considerati grazie al simbolo
x rappresenta la migliore stima della misura, mentre x la nostra
incertezza
Nellesempio precedente: 22mm < l < 25mm l = 23, 5 1, 5mm
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Cifre significative
La precisione di una quantit`a viene spesso indicata anche tramite le
sue cifre significative
Il numero di cifre definisce la precisione, considerando che quelle non
specificate non sono note
Esempio: 3, 56m ha tre cifre significative, ed il numero specifica che
la quantit`a di metri, decimetri e centimetri sono noti (3, 5 e 6),
mentre il numero di millimetri no
Quantit`a variabile almeno da 3, 555 a 3, 565 metri
In alcune notazioni, lintervallo rappresentato va addirittura da 3, 55 a
3, 57
In questa notazione, il numero 3, 0 `e diverso dal numero 3, in quanto
rappresenta una maggiore precisione
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Operazioni con cifre significative
Quando si eseguono somme e sottrazioni tra numeri con un numero
diverso di cifre significative, il risultato dovr`a avere un numero di cifre
pari alloperando meno preciso
Esempio: 3, 45 + 2, 0332s = 5, 48s
Usando dei calcolatori, possono venir restituite molte cifre che poi
dovranno venir scartate
Per esempio, loperazione 4, 3/3 restituir`a 1, 433333333, ma sar`a
necessario scrivere il risultato come 1, 4
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Cifre significative vs intervalli
Generalmente la notazione x x consente una specificazione pi`
u
precisa dellintervallo di errore
Sebbene la notazione a cifre significative possa essere comoda in
alcune situazioni, non verr`a usata nel seguito
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Misure compatibili
Un altro concetto importante riguarda la compatibilit`a di due misure
Due misure si dicono compatibili se esiste un valore che rientra in
entrambi gli intervalli delle misure
Esempio: le due misure 10cm 2cm e 7cm 2, 5cm sono compatibili,
perche le misure tra 8cm e 9, 5cm soddisfano entrambi gli intervalli
Al contrario, le due misure 10cm 1cm e 7cm 1, 5cm non sono
compatibili, perche la prima indica che la misura vera al minimo vale
9cm, mentre la seconda dice che al massimo vale 8, 5cm
La differenza tra le migliori stime delle due misure si dice discrepanza
Tra 10cm 2cm e 7cm 2, 5cm la discrepanza `e di 3cm
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Misure compatibili: esempio
Vediamo alcuni altri esempi di coppie di misure compatibili e non
cm
5
Misure compatibili
Misure non
compatibili
Misure compatibili
(2,9 + 0,8) cm
(2,9 + 0,4) cm
(2,3 + 0,4) cm
2
1
(1,6 + 0,5) cm
(1,6 + 0,5) cm
(1,6 + 1) cm
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Misure non compatibili
In un esperimento scientifico, trovare due misure non compatibili
rappresenta un problema: sicuramente c`e stato un errore nel processo
di misurazione
In alcuni casi, potrebbe essere stata semplicemente sottostimata
lincertezza
In questi casi potrebbe essere necessario scartare le vecchie misure,
individuare lerrore e ripetere le misurazioni dallinizio
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Precisione e compatibilit`a
In un esperimento quindi `e necessaro innanzitutto eseguire misurazioni
in modo che il margine di errore sia minimo, ma occorre valutare
attentamente quale sia lerrore massimo che possiamo ottenere
In caso contrario, da un lato si rischia di ottenere misure poco
significative (con margini di errore troppo grandi), dallaltro si
potrebbero ottenere misure incompatibili che invalidano lesperimento
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Compatibilit`a con relazioni
In alcuni casi pu`
o essere necessario verificare se una serie di misure
sono compatibili con una legge fisica
Immaginiamo per ora di voler verificare una relazione di
proporzionalit`a diretta
Un semplice esempio: presupponiamo che un oggetto si muova a
velocit`a costante, e verifichiamo innanzitutto che lo spazio percorso sia
proporzionale al tempo
Misuriamo lo spazio percorso ad intervalli regolari, per verificare la
formula s = vt
Se le misure risultano compatibili con la formula, possiamo stimare la
velocit`a v , altrimenti possiamo supporre che la nostra ipotesi sia errata
ed il corpo sia soggetto ad accelerazione
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Compatibilit`a con relazioni
Vediamo un esempio di alcune misure dove le barre rappresentano i
relativi intervalli
s
4m
3m
2m
1m
1s
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2s
3s
4s
5s
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6s
7s
8s
t
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Compatibilit`a con relazioni
Un modo per verificare la compatibilit`a, `e di rappresentare le misure
su di un grafico con le rispettive barre di errore
Essendo tutte le misure soggette ad errore, `e inverosimile pensare che i
punti ottenuti siano perfettamente allineati
Se pu`
o essere tracciata una retta che tocca tutte le barre, le misure
sono compatibili con lipotesi di proporzionalit`a, ed il coefficiente
angolare della retta `e una possibile costante di proporzionalit`a
Nellesempio, il coefficiente angolare `e una possibile velocit`a
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Compatibilit`a con relazioni
Nellesempio, una retta compatibile con tutte le misure pu`
o essere
facilmente tracciata
s
4m
3m
2m
1m
1s
Stefano Brocchi
2s
3s
4s
5s
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6s
7s
8s
t
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Verifica grafica di compatibilit`a
Generalmente, lincertezza `e relativa ad entrambe le quantit`a nel
grafico (sia ordinate che ascisse)
Nellesempio, avremo un margine di errore sia nel misurare lo spazio
percorso che listante di tempo in cui lo misuriamo
Nel grafico, lincertezza nelle due direzioni si rappresenta o con delle
croci o con dei rettangoli
Nel verificare relazioni di proporzionalit`a, la retta dovr`a toccare
almeno un punto allinterno di ogni rettangolo
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Relazioni non lineari e compatibilit`a
Nel caso in cui la relazione tra le due misure non sia lineare ma
quadratica, risulta pi`
u complesso verificare se per tutti gli intervalli
passa una parabola
Soluzione: cambiare la scala in modo da rappresentare una quantit`a
al quadrato, in modo che la relazione continui a essere rappresentata
con una retta
Lo stesso ragionamento pu`
o essere applicato a altre possibili relazioni
(spesso usata per esempio la scala esponenziale)
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Compatibilit`a con relazioni: esempio
Vediamo un grafico rappresentante una relazione che dovrebbe
risultare quadratica, quindi rappresentabile con una parabola
s
4m
3m
2m
1m
1s
Stefano Brocchi
2s
3s
4s
5s
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6s
7s
8s
t
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Compatibilit`a con relazioni: esempio
Rappresentando nellasse x il tempo al quadrato, possiamo verificare
la relazione di nuovo tracciando una retta compatibile con tutti gli
intervalli
s
4m
3m
2m
1m
1s24s2 9s2
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16s2
25s2
36s2
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49s 2
64s2
t2
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Compatibilit`a con relazioni: esempio
Rappresentando nellasse x il tempo al quadrato, possiamo verificare
la relazione di nuovo tracciando una retta compatibile con tutti gli
intervalli
s
4m
3m
2m
1m
1s24s 2 9s 2 16s2
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25s2
36s2
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49s2
64s2
t2
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Errori relativi
In molti casi, la precisione del nostro intervallo di incertezza non pu`
o
essere valutata in senso assoluto dal mero errore su di essa
Un margine di errore `e buono o meno buono a seconda della
grandezza stessa della misura
Un errore di 1 m su una lunghezza di 1 km potrebbe essere buono,
mentre su 10 o 20 metri potrebbe risultare come un errore abbastanza
grande
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Errori relativi
Definito per questo lerrore relativo, dato dalla formula x/|x|
x `e specificato in valore assoluto in modo da avere errori relativi
sempre positivi
Si pu`
o specificare lerrore relativo nella notazione standard degli
intervalli di errore
Esempio: 2m 5% corrisponde a 2m (2m 5%) = 2m 0.1m
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Errori relativi e cifre significative
Nella notazione a cifre significative, si pu`
o fare una stima dellerrore
relativo a partire dal numero di cifre significative
Il numero di cifre significative va contato partendo dalla prima cifra
diversa da zero e procedendo verso destra
Esempi: 38, 2 ha 3 cifre significative, 34, 50 ne ha 4, 0, 0825 ne ha 3.
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Errori relativi e cifre significative
Lincertezza relativa, detto c il numero di cifre significative, varia tra
10%/10c1 e 100%/10c1
Alcuni esempi, dove si verificano queste due condizioni agli estremi
Esempio con 1 cifra significativa: 1 rappresenta un intervallo che arriva
fino a 1, 999... (errore: 0, 999... su 1 = 100%)
9 rappresenta un intervallo che arriva fino a 9, 999... (errore: 0, 999...
su 9 uguale circa al 10%)
Con 3 cifre: 1, 00 pu`o reppresentare fino a 1, 00999..., con un errore di
0, 01 su 1, quindi dell1%
Con 3 cifre: 9, 99 pu`o reppresentare fino a 9, 99999..., con un errore di
0, 01 su 9, 99, quindi dello 0, 1%
Per semplificare e dare una formula che non dipende dal numero (ma
molto meno precisa), si pu`
o stimare un errore medio pari a
30%/10c1
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Propagazione dellerrore
Un ulteriore problema con le incertezze nelle misure `e che dovendo
eseguire dei calcoli, le incertezze possono propagarsi ed aumentare ad
ogni calcolo
Dover eseguire calcoli sulle misure ottenute `e comune, necessario per
esempio in qualsiasi misura indiretta
Capire come le incertezze si propagano consente di calcolare quanta
precisione `e necessaria nelle misurazioni per ottenere un margine di
errore accettabile nel risultato finale
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Propagazione dellerrore: esempio
Supponiamo di voler effettuare la somma tra due misure con errore
Prendiamo a = (16, 3 0, 5)kg e b = (15, 4 0, 3)kg
La somma dei due pesi vale al minimo
(16, 3 0, 5)kg + (15, 4 0, 3)kg = 15, 8kg + 15, 1kg = 30, 9kg
La somma dei due pesi vale al massimo
(16, 3 + 0, 5)kg + (15, 4 + 0, 3)kg = 16, 8kg + 15, 7kg = 32, 5kg
Quindi a + b = (31, 7 0, 8)kg : eseguendo la somma, lincertezza `e
aumentata rispetto ai due addendi
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Propagazione in somme e sottrazioni
La regola che definisce formalmente la propagazione dellerrore in
somme e sottrazioni `e quindi che le incertezze degli addendi si
sommano per ottenere quella del risultato
Se q = x + y + z + ..., allora q = x + y + z + ...
Una facile verifica: il valore minimo per q potr`a essere
x + y + z + ... x y z ..., mentre il valore massimo potr`a
essere x + y + z + ... + x + y + z + ..., da cui la formula data
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Propagazione in prodotti e divisioni
La regola che stabilisce come si propagano gli errori nei prodotti viene
ottenuta in modo un po pi`
u complesso, e coinvolge delle
approssimazioni
Condideriamo un generico prodotto (x x) (y y ), di cui il
risultato senza considerare lerrore sar`a q = x y
(x x) (y y ) = xy y x xy y x = q y x xy y x
Quindi q = y x + xy + y x
Non abbiamo ancora ottenuto unespressione facilmente applicabile
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Propagazione in prodotti e divisioni
Di fatto, otteniamo unespressione pi`
u semplice calcolando lerrore
relativo q/q
q/q = y x/q + xy /q + y x/q = y x/xy + xy /xy + y x/xy =
x/x + y /y + (y /y )(x/x)
Considerando gli errori relativi (x/x e y /y ) come numeri piccoli, il
loro prodotto sar`a trascurabile rispetto al loro valore
Es. con x/x = y /y = 0, 01 = 1%,
x/x y /y = 0, 0001 = 0, 01% << x/x
Per semplificare, con una piccola approssimazione rimuoviamo
(y /y )(x/x) dallequazione
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Propagazione in prodotti e divisioni
Otteniamo q/q = x/x + y /y
La regola quindi dice che lerrore relativo sul risultato finale `e uguale
alla somma degli errori relativi sui moltiplicandi
Es. (10 4%) (12 6%) = 120 10% = 120 12
Se gli errori sono dati in assoluto, occorrer`a convertirli
Es.
(162)(101) = (1612, 5%)(1010%) = 16022, 5% = 16036
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Propagazione in elevamenti a potenza
Iterando la regola per la moltiplicazione, si ottiene la regola per
lelevamento a potenza
Se q = x n , allora q/q = |n|x/x
La regola vale anche per n frazionario, utile considerando che
x = x 1/2
Vediamo
riprova senza dimostrazione
p una semplice p
q = p(30, 5 5, 5) = (30, 5 18%),
p
q (30, 5 5, 5) = 25 = 5, q (30, 5 + 5, 5) = 36 = 6,
q = 5, 5 0, 5 = 5, 5 9%
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Gestione della propagazione degli errori
Consideriamo cosa succede quando eseguiamo calcoli tra misure con
errore e valori senza incertezza
Questo pu`
o succedere quando un numero non `e dato da una misura
ma deriva magari da una formula
Es. volendo calcolare larea di un triangolo da base e altezza. nella
formula A = b h/2, 2 `e un numero esatto
Una quantit`a pu`
o anche essere considerata in buona approssimazione
esatta quando la sua precisione `e molto maggiore dellaltro operando
Es. utilizzando formule che coinvolgono il valore dellaccelerazione di
gravit`a, possiamo ottenere per questa valori con errori talmente piccoli
da poter essere spesso trascurati
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Operazioni con numeri esatti
Nel caso di somme e sottrazioni, lerrore assoluto resta uguale
Es. (8, 2 0, 5) + 2 = 10, 2 0, 5
Nel caso di moltiplicazioni e divisioni, lerrore relativo resta uguale
Es. (10 10%) 2 = 20 10%
Lerrore assoluto pu`o aumentare o diminuire: (10 2) 2 = 20 4,
mentre (10 2)/2 = 5 1
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Operazioni con numeri esatti
Nel caso si debbano eseguire diversi calcoli consecutivi, lerrore dovr`a
essere propagato ad ogni operazione
Lordine di questa propagazione passo per passo corrisponde a quello
delle operazioni
Es. per d = a (b + c) il procedimento corretto per il calcolo
dellerrore sar`a:
(b + c) = b + c (errore assoluto su b + c)
Calcolare (b + c)/(b + c) (errore relativo su b + c)
d = a/a + (b + c)/(b + c) (lerrore complessivo corrisponde alla
somma dei due errori relativi)
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Un altro approccio
Vista la propagazione degli errori, `e necessario cercare di minimizzare
il numero di calcoli che da queste ottengono il risultato finale
Se gli errori sono indipendenti tra di loro e casuali (caratteristiche non
sempre facili da verificare), vedremo che lincertezza da considerare
pu`
o essere minore di quella ricavata applicando le formule viste
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Somma in quadratura degli errori
Sotto le ipotesi citate (indipendenza e casualit`a degli errori),
eseguendo delle somme lerrore si pu`
o stimare come
p
2
x = a + b + c + ... x = (a) + (b)2 + (c)2 + ...
Si ottengono cos` errori sempre minori che con la formula vista
precedentemente
p
(a)2 + (b)2 + (c)2 + ... < a + b + c + ...
Ricordarsi che si assume che le quantit`a a, b, c, ... siano sempre
positive
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Somma in quadratura degli errori
Una regola analoga si pu`
o utilizzare per somme e sottrazioni
p
x = a b c ... x/x = (a/a)2 + (b/b)2 + (c/c)2 + ...
Anche in questo caso, si ottengono cos` errori sempre minori che con
la formula vista precedentemente
p
(a/a)2 + (b/b)2 + (c/c)2 + ... < a/a + b/b + c/c + ...
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Somma in quadratura: esempio
Vediamo un esempio con confronto tra i due metodi sulla somma di
tre pesi
a = (50 5)kg , b = (80 2)kg , c = (70 1)kg , x = a + b + c =?
Il valore medio per a + b + c risulta 200kg
Con il primo metodo (somma degli errori) si ottiene
x = (5 + 2 + 1)kg = 8kg
Con ilsecondo metodo (somma
in quadratura)
si ottiene
x = 52 + 22 + 12 kg = 25 + 4 + 1kg = 30kg 5, 5kg
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Somma in quadratura: giustificazione
Utilizzando la somma in quadratura, si tende a considerare
maggiormente lerrore (o gli errori) maggiori e a trascurare quelli pi`
u
piccoli
Metodologia meno rigida: si calcola un intervallo in cui molto
probabilmente il risultato sar`a contenuto
Con laltra metodologia, assumendo che gli operandi siano contenuti
nei rispettivi intervalli, il risultato sar`a sicuramente contenuto
nellintervallo calcolato
Giustificazione: essendo gli errori indipendenti e casuali, in parte
tenderanno a bilanciarsi a vicenda
In altre parole, i valori reali dagli operandi saranno, con buona
probabilit`a, a volte maggiori e a volte minori del valore medio
Stefano Brocchi
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Errori casuali e sistematici
Tornando alle misurazioni, si definiscono due tipi di errori, la cui
somma dar`a lerrore totale su ogni misura
Gli errori sistematici sono quelli che si ripetono sistematicamente ad
ogni misura effettuata
Sono solitamente legati a cause di errore intrinseche nel processo di
misurazione
Esempio: consideriamo un metro graduato lungo un 1% pi`
u del
necessario (quindi dove c`e la tacca corrispondente a 1m, in realt`a la
lunghezza sar`a 1, 01m)
Ogni misura fatta con questo metro sar`a inevitabilmente sottostimata
Gli errori sistematici comprendono quindi anche quelli dovuti ad errori
umani nella definizione della procedura di misurazione e calcolo
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Errori casuali e sistematici
Gli errori casuali variano di misurazione in misurazione in modo non
prevedibile
Ci si aspetta solitamente che con uguale probabilit`a causino
sovrastime e sottostime
Generati da imprecisioni legate alla singola misurazione
Es. rumori di fondo variabili o errori di lettura dello strumento
Stefano Brocchi
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Errori casuali e analisi statistica
La distinzione `e molto importante, in quanto con un numero
sufficiente di misure `e possibile individuare gli errori casuali
Metodologia detta di analisi statistica
Necessario che una misura sia ripetuta molte volte
Gli errori sistematici non sono rilevabili, ed `e quindi importante
stimarne la grandezza in modo accurato
Per quanto riguarda i vari strumenti, solitamente una stima degli errori
sistematici compiuti `e fornita dal produttore
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Errori casuali e sistematici: esempio
Vediamo degli esempi di errori casuali e sistematici pi`
u o meno grandi
Errori sistematici piccoli
Errori
casuali
piccoli
Valore vero
Errori sistematici grandi
Valore vero
misurazione
Errori
casuali
grandi
Stefano Brocchi
Valore vero
Valore vero
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Errori casuali e sistematici: esempio
Senza conoscere il valore vero della misura, non possiamo sapere se
ci sono stati errori sistematici, ma a seconda della distribuzione delle
misure ci si pu`
o fare unidea degli errori casuali
Errori sistematici ?
Errori sistematici ?
Errori
casuali
piccoli
Errori
casuali
grandi
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Errori casuali e analisi statistica
Consideriamo quindi di poter effettuare molte misurazioni di una
quantit`a
Vogliamo sfruttare il grande numero di misurazioni per stimare al
meglio il valore vero di tale quantit`a
Desideriamo minimizzare lerrore (casuale), ed avere una
quantificazione accurata dellerrore stesso
Chiameremo le varie misurazioni x1 , x2 , ..., xn
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Media come stima migliore
Come si pu`
o intuire, la stima migliore per la misura `e la media delle
misurazioni
P
x = ( i xi )/n
Un semplice esempio: date le misurazioni 54, 56, 55, 54, 55, 57, 54 la
nostra stima migliore della misura `e
(54 + 56 + 55 + 54 + 55 + 57 + 54)/7 = 385/7 = 55
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Precisione della stima tramite media
Pi`
u complessa risulta la stima di quanto valga lerrore casuale
Il principio utilizzato, informalmente, `e il seguente: la misura sar`a
tanto pi`
u precisa, tanto pi`
u le singole misure si avvicinano alla media
Immaginiamo che la media valga 100, e che anche tutte le misure
risultino uguali a 100: siamo pressoche sicuri che questo `e il valore
corretto
Se avessimo invece, con la stessa media, misure molto distanti da
questo valore, dovremo stimare una precisione pi`
u bassa
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Scarto medio
Calcolando la differenza tra una misura e la media si ottiene il
cosidetto scarto
Non si pu`
o utilizzare la somma degli scarti per stimare la distanza
delle misure dalla nostra stima: per definizione di media,
questoperazione restituisce sempre 0
Nellesempio precedente (media 55, misure 54, 56, 55, 54, 55, 57, 54):
54 55 + 56 55 + 55 55 + 54 55 + 55 55 + 57 55 + 54 55 =
1 + 1 + 0 1 + 0 + 2 1 = 0
In termini forse un po semplicistici, questo accade perche la media `e
una quantit`a centrata rispetto alle misure
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Deviazione standard
Vengono quindi considerati gli scarti elevati al quadrato
La quantit`a che misura la distanza dei valori xi dalla media si chiama
deviazione standard o x
Perche la deviazione standard sia dello stesso ordine di grandezza
degli scarti, viene estratta la radice dalla somma dei quadrati
pP
(xi x)2 /n
La formula risulta quindi x =
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Deviazione standard
Questa definizione per la deviazione standard, di cui `e stata data solo
una giustificazione informale, conferisce a x propriet`a fondamentali
descritte in seguito
A causa dellelevamento al quadrato degli scarti, grandi distanze dalla
media hanno grande peso nella sommatoria
Senza estrarre la radice quadrata, si otterrebbe unaltra quantit`a
fondamentale della distribuzione detta varianza (x2 )
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Deviazione standard: formula perfezionata
Di fatto, la deviazione standard `e spesso calcolata con una formula
lievemente diversa, che divide gli errori quadratici per n 1 invece
che per n:
pP
(xi x)2 /(n 1)
x =
Non approfondiamo la motivazione esatta
Si pu`
o osservare che per n = 1, si ottiene il rapporto indeterminato
0/0
Risultato coerente con il significato di x : con una sola misura, non si
pu`o determinare uno scarto medio
Per un grande numero di misure, che effettivamente dovrebbero essere
fatte, si ottengono comunque differenze molto piccole tra le formule
Per distinguere i due valori, il primo si chiama deviazione standard
della popolazione, il secondo deviazione standard del campione
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Deviazione standard: esempio
Calcoliamo la deviazione standard relativa allultimo esempio, usando
le due formule:
Riepilogando i dati sono x = 55, x1 , ..., xn = 54, 56, 55, 54, 55, 57, 54
p
(55 55)2 + ...)/7 =
x = ((54 55)2 + (56 55)2 + p
p
(1 + 1 + 0 + 1 + 0 + 4 + 1)/7 = 8/7 1, 14 1, 07
p
Con la seconda formula: x = 8/6 1, 67 1, 29
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Deviazione standard dalla media
Come utilizzare x per stimare un intervallo dove `e contenuta la
misura vera ?
Per questo scopo, si pu`
o usare la deviazione standard dalla media
(SDOM)
Quantit`a rappresentata con il simbolo x definita come
x = x / n
Lintervallo di errore della misura pu`
o essere definito come x x
Secondo il concetto di confidenza descritto in seguito, lintervallo `e
valido con una confidenza del 68%; utilizzando 2x si ottiene una
confidenza del 95%
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Deviazione standard dalla media: propriet`a
La SDOM decresce quindi con il numero di misurazioni
Questo viene fatto in modo da ottenere valori minori per un numero
maggiore di misure, che garantiscono una stima pi`
u precisa
La divisione viene fatta per la radice di n, e questo vuol dire che la
precisione cresce lentamente con il numero di misurazioni
Per dimezzare lerrore, occorre eseguire il quadruplo delle misurazioni
La definizione della SDOM ed il suo utilizzo descritto derivano da
propriet`a matematiche di cui non approfondiremo lanalisi
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Deviazione standard dalla media: esempio
Rivediamo lesempio con dati x = 55,
x1 , ..., xn = 54, 56, 55, 54, 55, 57, 54, x = 1, 29
Calcoliamo la SDOM: x = x / 7 = 1, 29/ 7 = 1, 29/2, 65 0, 5
Grazie alle propriet`a viste, possiamo stimare la misura come 55 0, 5
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
61 / 107
Deviazione standard dalla media: esempio
Supponendo che prendendo altre misure la deviazione standard resti
uguale, quante ne dovremmo prendere per avere x 0, 1 ?
Imponiamo x = x / n = 1, 29/ n 0, 1, cerchiamo n
Otteniamo n 1, 29/0, 1 = 12, 9, quindi n (12, 9)2 166, 41
Dobbiamo prendere almeno 167 misure
Richiedendo una precisione circa 5 volte maggiore (da circa 0, 5 a 0, 1),
abbiamo bisogno approssimativamente di 5 5 volte pi`
u misure
(7 5 5 = 175)
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Combinazione di errori casuali e sistematici
Tutte le procedure viste per gestire gli errori casuali non possono
essere utilizzate per ridurre gli errori sistematici
Lerrore finale su una quantit`a sar`a quindi rappresentato dalla somma
dellerrore casuale e di quello sistematico
Detti xc e xs , lintervallo di errore sar`a x (xc + xs )
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Gestione errori sistematici
Dal momento che gli errori sistematici non possono essere ridotti
tramite metodi statistici, `e necessario predisporre gli strumenti in
modo che questi siano ridotti al minimo
Usare strumenti ad alta precisione ed assicurarsi che siano calibrati e
tarati attentamente
Effettuando un numero molto grande di misurazioni, si pu`
o far
tendere a zero lerrore casuale, ma questo risulterebbe inutile se
lerrore sistematico fosse grande
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Riepilogo: media, deviazione standard, SDOM
Riepilogando le principali formule viste:
P
x=
xi /n `e la media, il valore centrale rispetto alle misure
La nostra stima della misura sar`a x x per un certo x
pP
(xi x)2 /(n 1) `e la deviazione standard, una
x =
quantificazione di quanto le misure si discostano dalla media
x2 `e detta varianza
Pu`
o essere utilizzata come stima di x per gli errori casuali
x = x / n `e la deviazione standard dalla media (SDOM)
Lerrore totale si calcola sommando errore casuale e sistematico:
x = xc + xs
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Analisi degli errori, sperimentazioni e statistica
Vedremo adesso dei richiami di alcune propriet`a studiate in statistica
Astraiamo momentaneamente dal concetto di misura e di errore sulla
misura; trattiamo invece lo studi di processi casuali generici
Di fatto, un errore casuale di misurazione `e esattamente un processo
casuale
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Conteggio per frequenze
Una distribuzione di numeri pu`
o essere rappresentata con un
istogramma (diagramma a barre)
Per ogni valore nella distribuzione, laltezza della barra rappresenta la
frequenza delle sue occorrenze
Chiamiamo ni il numero delle occorrenze del valore xi , ed N il numero
totale di occorrenze per ogni valore
Notazione diversa da quella vista precedentemente: non ammettiamo
ripetizioni fra gli xi , ma in compenso ne contiamo le occorrenze in ni
Per i valori 54, 56, 55, 54, 55, 57, 54, si ottiene
x1 = 54, n1 = 3, x2 = 55, n2 = 2, x3 = 56, n3 = 1, x4 = 57, n4 = 1
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Istogrammi
Nellistogramma, rappresentiamo nelle ascisse gli xi e nelle ordinate
ni /N
3/7
2/7
1/7
54 55 56
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
57
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Media come somma pesata
Chiaramente vale
ni /N = 1
Scegliendo a caso un valore xi da quelli iniziali, xi /ni rappresenta la
probabilit`a che sia selezionato xi
Partendo da questi xi ed ni , si pu`
o ottenere la media effettuando una
somma pesata:
P
x = ( (xi ni /N))
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Distribuzione di Gauss
Per lo studio delle propriet`a dei valori studiati, `e importante capire
come generalmente dobbiamo aspettarci che questi siano distribuiti
La distribuzione che descrive la quasi totalit`a dei fenomeni casuali che
ci capita di affrontare `e la distribuzione detta Gaussiana o normale
Vediamo innanzitutto perche questa distribuzione descrive eventi
generati da una combinazione di processi casuali; daremo poi una
giustificazione del perche possa essere utilizzata in ambiti che possono
apparire diversi
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Esempio: lancio di un dado
Consideriamo un semplice esempio di processo casuale: il lancio di un
dado
La probabilit`a dei valori da 1 a 6 sar`a equamente distribuita tra i
possibili valori
Il risultato medio (anche detto atteso) `e di 3, 5, media dei sei possibili
valori
Di tutte le distribuzioni dove valori vicini alla media debbano essere
non meno probabili di quelli pi`
u distanti, la varianza (e quindi la
deviazione standard) `e massima
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
71 / 107
Esempio: lancio di un dado
Vediamo listogramma per le probabilit`a del lancio di un dado:
1/6
1
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
72 / 107
Lancio di due dadi
Consideriamo il lancio di due dadi e la somma dei valori ottenuti
Il risultato atteso `e 3, 5 2 = 7
La probabilit`a non `e pi`
u uniformemente distribuita: abbiamo
probabilit`a 1/6 di ottenere il valore medio 7 e solo 1/36 di ottenere
uno dei valori agli estremi (2 o 12)
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
73 / 107
Esempio: lancio di due dadi
Vediamo listogramma per le probabilit`a del lancio di due dadi:
1/6
5/36
4/36
3/36
2/36
1/36
2
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
10
11
12
74 / 107
Lancio di due dadi: osservazioni
6 combinazioni di lanci ci danno un totale di 7 (1 e 6, 2 e 5, ...), ma
solo una ci restituisce il valore 2 (1 e 1)
Essendo ogni combinazione equiprobabile, la probabilit`a di ottenere 7
`e 6 volte maggiore di quella di ottenere 2
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
75 / 107
Lancio di quattro dadi
Iteriamo il procedimento per construire la distribuzione di valori per il
lancio di 4 dadi
In questo caso, le probabilit`a tendono ad accumularsi vicino al valore
medio (14), ed i valori agli estremi diventano sempre meno probabili
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
76 / 107
Esempio: lancio di due dadi
Vediamo listogramma per le probabilit`a del lancio di 4 dadi:
11,3%
8,0%
4,3%
0,8%
4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
77 / 107
Lancio di molti dadi: propriet`a
La probabilit`a di ottenere esattamente il valore medio `e minore di
quella con due dadi (11, 3% contro 16, 7%)
Essendo possibili molti pi`
u valori, anche la probabilit`a di ottenere il
risultato pi`
u probabile scende
Calcoliamo tuttavia quanto `e la probabilit`a che il valore ottenuto v da
un lancio rientri nellintervallo x (1/7)x v x + (1/7)x
1 dado: P(3) + P(4) = 1/6 + 1/6 = 1/3 33%
2 dadi: P(6) + P(7) + P(8) = 5/36 + 6/36 = 5/36 = 16/36 44%
4 dadi: P(12) + P(13) + P(14) + P(15) + P(16) 52%
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
78 / 107
Lancio di molti dadi: propriet`a
La probabilit`a di rientrare in un intervallo di grandezza proporzionale
al valore medio cresce con il numero di variabili casuali (in questo
esempio, di dadi)
Propriet`a fondamentale della statistica
Fondamentale per individuare il valore medio della distribuzione
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
79 / 107
Ricerca del valor medio
Supponiamo che per qualche motivo non conosciamo il valore medio
del tiro di un dado, e lo vogliamo individuare tramite sperimentazione
Lanciamo n dadi ed otteniamo una stima del valor medio dividendo il
totale per n
Immaginiamo che ci accontentiamo di un errore relativo di 1/7
Lanciando un dado, abbiamo il 33% di probabilit`a che la nostra stima
sia soddisfacente. Con 2 dadi, saliamo al 44% e con 4 si arriva al 52%
Lanciando un numero sufficientemente grande, possiamo essere
pressoche sicuri di ottenere una stima accurata
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Legge dei grandi numeri
Questa propriet`a `e descritta dalla legge dei grandi numeri
Questa ci dice che la media di un numero sufficientemente grande di
campioni di un processo casuale tende al valore atteso
Nel nostro esempio, un campione corrisponde al lancio di un dado
Ipotesi fondamentale `e lindipendenza dei vari campioni: un risultato
non deve influenzare gli altri
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
81 / 107
Legge dei grandi numeri: esempio
Consideriamo un esempio pratico di applicazione della legge dei
grandi numeri: gli exit poll per la stima dei risultati delle votazioni
Consideriamo n persone che contribuiranno con c1 voti per un
candidato e c2 per un altro
Vogliamo stimare la probabilit`a definita come c1 /n che una persona
voti per il candidato 1
Essendo n noto, questo ci consente di calcolare c1
Formulazione aderente alla stima del valor medio descritta
precedentemente
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
82 / 107
Legge dei grandi numeri: esempio
Interrogando un piccolo numero di votanti, non si avrebbe alcuna
garanzia che i loro voti rispecchino quelli dellintera popolazione
Se si possono consultare invece molte persone scelte a caso, grazie
alla legge dei grandi numeri siamo pressoche sicuri che i loro voti
rispecchino quelli dellintero paese
Grazie a delle propriet`a descritte di seguito, si pu`
o stimare la
precisione del risultato ottenuto
Lipotesi spesso difficile da soddisfare `e quella della completa casualit`a
delle persone interrogate
Ipotesi non soddisfatta se per esempio vengono interrogate persone
solo in una determinata zona
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
83 / 107
Distribuzione Gaussiana
Le distribuzioni di probabilit`a che rispecchiano le ipotesi descritte
vengono rappresentate tramite una distribuzione detta Gaussiana o
normale
Informalmente, la distribuzione `e anche chiamata campana di Gauss
per la sua forma
E una distribuzione limite di quelle viste nellesempio del lancio di
dadi
Con tanti processi casuali coinvolti nel processo si ottiene una
distribuzione discreta molto simile ad una Gaussiana
E a valori continui: non c`e un numero finito di valori possibili, e
qualunque numero reale (eventualmente in un intervallo) `e
considerato
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
84 / 107
Distribuzione Gaussiana
Vediamo come una curva gaussiana possa essere una buona
approssimazione continua delle probabilit`a sul lancio di 4 dadi
11,3%
8,0%
4,3%
0,8%
4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
85 / 107
Probabilit`a su distribuzioni continue
La probabilit`a in questa curva va calcolata su di un determinato
intervallo
Questa sar`a rappresentata dallarea della curva compresa fra le due
rette che delimitano lintervallo
Estensione del caso discreto, dove la probabilit`a era data dalla somma
di varie barre adiacenti rappresentanti i singoli valori
Essendo una distribuzione di probabilit`a, larea totale deve essere
uguale ad 1
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
86 / 107
Probabilit`a su distribuzioni continue
Nellesempio, una distribuzione normale con valor medio 1, con
evidenziata larea corrispondente alla probabilit`a su un intervallo
1
Stefano Brocchi
1,1
Teoria degli errori
1,3
87 / 107
Valor medio e deviazione standard in gaussiane
La distribuzione normale sar`a caratterizzata da due valori:
Il valor medio x, che rappresenta il valore pi`
u probabile sul quale `e
centrata la curva
La deviazione standard x , che definisce la forma della curva
x elevato rappresenta curve con un picco pi`
u basso ed estremit`a pi`
u
alte (pensare al valore totale del lancio su 1 o 2 dadi)
x basso rappresenta curve con un picco pi`
u alto ed estremit`a pi`
u
basse (pensare al valore totale del lancio su 4 o pi`
u dadi)
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
88 / 107
Gaussiane: esempio
Vediamo varie curve gaussiane con uguale valor medio ma diversa
deviazione standard:
Gaussiane con
devianzione standard
piu alta, bassa
o intermedia
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
89 / 107
Gaussiana: espressione analitica
Lequazione analitica di una gaussiana `e
Gx, (x) =
/2
e (xx)
Compaiono le due costanti irrazionali pigreco ( = 3, 14...) ed il
numero di Eulero (e = 2, 71...)
Lequazione ci dice che la funzione ha valore massimo in x
Lontano da questo valore, la funzione non assume mai il valore 0, ma
ci si avvicina in modo esponenziale
Per valori lontani da x, i valori della funzione saranno numeri molto
piccoli
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
90 / 107
Distribuzione Gaussiana: propriet`a ed utilizzo
Una grande parte dei fenomeni complessi deriva da una combinazione
di molti fattori casuali, e quindi pu`
o essere descritto accuratamente
con una gaussiana
Spesso anche se i fattori non sono del tutto indipendenti, in buona
approssimazione la distribuzione resta quella normale
Alcuni esempi di distribuzioni in buona approssimazione normali sono
altezza e peso di una persona adulta
Esempio: laltezza della popolazione americana (maschi adulti) ha
media 176cm e deviazione standard di circa 8cm
Tutte queste distribuzioni possono essere completamente descritte da
media e deviazione standard
Da questi due soli valori si pu`o calcolare la probabilit`a di un evento in
un qualsiasi intervallo
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
91 / 107
Distribuzione Gaussiana: esempio
La distribuzione normale `e definita su qualsiasi valore, mentre spesso
la nostra distribuzione ha delle limitazioni
Esempio con le altezze: non possono esistere altezze negative
Essendo i valori lontani dalla media per`
o estremamente piccoli,
lapprossimazione resta molto buona
Non imporre dei limiti rigidi pu`o essere vantaggioso quando
effettivamente non sappiamo quanto un valore si possa discostare dalla
media
Uno dei casi in cui la distribuzione Gaussiana non `e un buon modello
`e quando esiste un valore limite vicino alla media
Es. una distribuzione con media 1 che non ammette valori minori di 0,
con deviazione standard elevata (>> 1)
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
92 / 107
Distribuzione Gaussiana: propriet`a ed utilizzo
La distribuzione di Gauss `e solitamente un buon modello per lerrore
casuale su una misurazione
Il valore medio della distribuzione rappresenter`a il valore vero della
misura
Questo giustifica la scelta della media delle misurazioni come migliore
stima della misura stessa
Per ora stiamo assumendo di non avere errori sistematici
La deviazione standard ci rappresenter`a la precisione con cui
eseguiamo la misurazione
Valori alti indicano che verosimilmente otterremo errori grandi
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
93 / 107
Adozione della distribuzione normale
Alcune giustificazioni per luso di questa distribuzione:
Lerrore casuale dipende da molti fattori imprevedibili indipendenti tra
loro
Errori di lettura dello sperimentatore, piccole vibrazioni, rumore di
fondo...
Difficile stabilire un limite massimo allerrore, ma errori molto
grossolani sono di fatto molto improbabili
Queste caratteristiche rispecchiano quelle della distribuzione normale
Infine, un grande numero di esperimenti scientifici confermano che
questa distribuzione `e molto verosimile per quanto riguarda
misurazioni ed errori
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
94 / 107
Confidenza
In una deviazione gaussiana, la deviazione standard pu`
o essere
utilizzata per definire un intervallo nel quale la misura esatta sar`a
presente con una certa probabilit`a
Tale probabilit`a `e detta confidenza, e verr`a scelta dallo sperimentatore
in base a quello che ritiene ragionevolmente improbabile
Tramite la deviazione standard ed il concetto di confidenza, si
potranno trarre conclusioni del tipo la misura esatta `e compresa al
95% di certezza in questo determinato intervallo
Esempio numerico: la misura cade nellintervallo definito da 87 2kg
con una confidenza del 99, 7%
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
95 / 107
Confidenza
Le formule viste per il calcolo di media e deviazione standard da un
numero finito di campioni sono mezzi per trovare delle stime di questi
valori per la distribuzione normale
La stima sar`a tanto pi`
u accurata tante pi`
u misure verranno utilizzate
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
96 / 107
Confidenza e suo uso
Vediamo alcuni intervalli in funzione di x e x e le relative confidenze:
x
x
x
x
x ha confidenza pari al 68%
2x ha confidenza pari al 95, 4%
3x ha confidenza pari al 99, 7%
4x ha confidenza maggiore del 99, 99%
Esistono strumenti e tabelle per calcolare la confidenza di un qualsiasi
intervallo in funzione di x
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
97 / 107
Confidenza e suo uso
Vediamo graficamente questi intervalli e le relative aree nella curva di
Gauss:
Area = 68%
xStefano Brocchi
x
Teoria degli errori
x+
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Confidenza: esempio
Utilizziamo questi intervalli per fare delle osservazioni sullaltezza di
una popolazione
Consideriamo una media di 176cm ed una deviazione standard di
8cm, assumendo che la distribuzione sia normale
Il 68% della popolazione (circa 2/3) ha altezza compresa tra 168cm e
184cm
Il 95, 4% della popolazione (circa 19/20) ha altezza compresa tra
160cm e 192cm
Il restante 4, 6% della popolazione (circa 1/20) ha altezza minore di
160cm o maggiore di 192cm
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
99 / 107
Confidenza come indice di credibilit`a
La confidenza `e una quantit`a scelta dallo sperimentatore e definisce in
un certo senso la credibilit`a dei risultati
Deve essere selezionata in funzione dellimportanza e della criticit`a dei
risultati forniti
Chiaramente, prendendo intervalli pi`
u grandi le misure sono meno
precise ma la confidenza aumenta
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
100 / 107
Confidenza e SDOM
Data una serie di misure con errori casuali, la media e la deviazione
standard dalla media definiscono la gaussiana che specifica le
probabilit`a di distribuzione della misura vera
Poter affermare che la misura vera `e nellintervallo x x con
confidenza del 68% (o nellintervallo x 2x con confidenza del
95, 4%) deriva proprio dalle propriet`a della distribuzione normale
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
101 / 107
Esperimenti di conteggio
Altre propriet`a delle distribuzioni di probabilit`a ci consentono di
effettuare una stima della varianza per esperimenti di conteggio
Supponiamo di voler stimare la probabilit`a di un evento contando
quante volte questo avviene in un periodo di tempo
Lavvenire dei vari eventi deve essere indipendente
Esempio: contiamo il numero di nascite di una citt`a per stimare il
tasso di nascita nella nazione
Presupponiamo che le nascite in questa citt`a rispecchino
ragionevolmente quelle dellintero paese
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
102 / 107
Esperimenti di conteggio: media e deviazione standard
La stima migliore corrisponde chiaramente al valore misurato
Se abbiamo 10 nascite in 30 giorni su una popolazione di 1000,
stimiamo che in questo periodo nasca mediamente una persona per
ogni 100 abitanti (10/1000 = 1/100)
Pi`
u difficile capire lincertezza su questa quantit`a
x si pu`
o calcolare tramite la regola x = n, dove n `e il numero
conteggiato
n ha il ruolo di x , e
definisce una confidenza del 68% (2 n ha
confidenza del
95%,
3 n ha confidenza del 99, 7%...)
Nellesempio: n = 10 3, 2
Precisione bassa: con confidenza del 95% possiamo affermare che il
numero di nascite medio su 1000 persone vada da 10 6, 4 = 3, 6 a
10 + 6, 4 = 16, 4
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
103 / 107
Esperimenti di conteggio: affinamento
Come al solito, aumentando il numero di misurazioni lincertezza
relativa n/n tende a 0
Nellesempio, immaginiamo di continuare a contare le nascite per
12 30 giorni, ottenendo 120 nascite
Per semplicit`a, in questo esempio fortuitamente il conteggio medio di
nascite coincide nei due casi. Spesso questo non avviene, ed il
conteggio sul periodo pi`
u lungo risulta quello pi`
u credibile
Otteniamo n = 120 11
Con confidenza del 95% in 360 giorni abbiamo 120 22 (22 = 2 n
corrispondente a 2x ) nascite per 1000 persone; riportandoci ai 30
giorni, otteniamo un intervallo di (120 22)/12 10 1, 8
Con questa confidenza, ci aspettiamo che il numero di nascite medio su
1000 persone vada da 10 1, 8 = 8, 2 a 10 + 1, 8 = 11, 8: la nostra
precisione `e notevolmente migliorata
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Conteggio ed errori sistematici
Come al solito se abbiamo errori sistematici non li possiamo
rimuovere aumentando il tempo di conteggio.
Un esempio di errore sistematico nellesempio: la citt`a su cui stiamo
facendo il conteggio potrebbe avere una natalit`a media diversa da
quella della nazione
Se possiamo stimare lerrore, questo va sommato allerrore casuale
Per qualche motivo, stimiamo che la differenza di natalit`a tra la citt`a
ed il nostro campione non superi una nascita su 1000 abitanti ogni 30
giorni. Otteniamo un intervallo di 10 (1 + 1, 8)
Per cercare di rimuovere questo errore sistematico, si potrebbe
contare le nascite invece che nelle 1000 persone di un certo paese in
1000 persone scelte a caso nella nazione
Perche assumiamo sia improbabile che questo campione scelto a caso
non sia pi`
u o meno prolifico della media ?
Con un numero grande, facciamo affidamento sulla legge dei grandi
numeri
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Domande di riepilogo
Come si possono rappresentare gli errori con la notazione a cifre
significative ? Come si traduce questa notazione in un intervallo di
errore ?
Cosa si intende per discrepanza tra due misure e compatibilit`a ?
Come si pu`
o verificare la consistenza di una serie di misure con una
regola di proporzionalit`a ?
Quali sono le regole per la propagazione dellerrore ? Sotto che
ipotesi si pu`
o utilizzare la formula con quadratura ?
Come si distinguono errori casuali e sistematici ? Come si possono
gestire nel processo di stima di una misura ?
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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Domande di riepilogo
In una sequenza di misurazioni, come si definiscono media, deviazione
standard e deviazione standard dalla media ? Come possono essere
utilizzate queste quantit`a ?
Che caratteristiche ha la distribuzione Gaussiana, e perche viene
frequentemente utilizzata ?
Perche la legge dei grandi numeri `e utile per lindividuazione degli
errori casuali ?
Cosa `e un intervallo di confidenza, e quali sono le sue propriet`a ?
Stefano Brocchi
Teoria degli errori
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