Vangelo di Matteo
p. Filippo Clerici e p. Silvano Fausti
18 dicembre 1995
Matteo 5, 1-10
Beati i poveri
5,1
10
Ora, viste le folle,
sal sul monte
e, messosi a sedere,
gli si avvicinarono i suoi discepoli.
E, aperta la sua bocca,
insegnava loro dicendo:
Beati i poveri in spirito,
perch di essi il regno dei cieli.
Beati gli afflitti,
perch saranno consolati.
Beati i miti,
perch erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia,
perch saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perch troveranno misericordia
Beati i puri di cuore,
perch vedranno Dio.
Beati i pacificatori,
perch saranno chiamati figli di Dio
Beati i perseguitati a causa della giustizia,
perch di essi il regno dei cieli.
Cantico di Maria (Luca 1, 46b ss)
1, 46 b
47
48
Lanima mia magnifica il Signore
e il mio spirto esulta in Dio, mio salvatore,
perch ha guardato lumilt della sua serva.
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Dora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me lOnnipotente
e Santo il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre.
Perch il Cantico di Maria?
Abbiamo pregato il cantico di Maria che un commento
autentico al brano che vedremo questa sera: il brano delle
Beatitudini. Brano molto noto, molto bello, anzi pi che bello
sconvolgente, che non lascia mai tranquilli e che molto adatto per
introdurci nel Natale, come vedremo.
Prima di iniziare la lettura del brano do il contesto. Iniziamo il
capitolo quinto di Matteo dove c il primo discorso, molto lungo,
che arriva fino al capitolo settimo. Il Vangelo di Matteo si struttura
su cinque discorsi e in questo discorso si propone quella che , direi,
la catechesi battesiamale della chiesa primitiva. La catechesi
battesimale presenta chi sono i figli di Dio, il battesimo, la nascita
alla vita nuova. Si apre con le beatitudini e continua, come vedremo,
con tutto il discorso della montagna ed interessante che questo
discorso di Ges sar seguito da dieci miracoli. Cio non che Ges
venuto a dire delle cose molto belle, anzi pi che belle sono
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atrocemente belle perch impossibili, e poi dice: adesso peggio per
voi. Vi ho detto cosa bisognava fare, non riuscite a farlo e, quindi,
siete condannati. In questo senso il Vangelo sarebbe ancora pi
brutto della legge. Quelle che Ges qui dice non sono cose da fare:
sono un autoritratto, quello che fa lui, quello che fa Dio, quello che
fa il Figlio di Dio. In tutti questi capitoli vedremo il ritratto del Figlio
che il volto di Cristo, il volto del Figlio dellUomo che il volto di
ogni uomo. ci che Ges venuto a donare con il suo spirito ad
ogni uomo. Quindi non sono da prendere come un obbligo, un
dovere, ma un modo di essere. Poi diventer il modo di agire.
pericoloso, appunto, intenderle come dovere. Non un dovere per
la pianta di mele fare le nespole: non ce la fa, ma le mele le fa
benissimo perch una pianta di mele. Cos noi, inseriti in Cristo
attraverso la Parola, la fede nella Parola, produciamo
progressivamente questo frutto. E la Parola e i miracoli, i miracoli
sono frutto della Parola, ci che cura, coltiva questa pianta e
questo frutto in noi. importante prendere il discorso insieme ai
miracoli perch, se no, sarebbe solo unimposizione a parole. Invece
non sono solo parole: un dono. Un dono di guarigione che Lui
opera in noi per renderci come Lui.
Come dire che una pagina di Evangelo, cio di buona notizia,
non di cattiva notizia, come sarebbe nel caso in cui fosse una legge o
un programma nobile, molto nobile, ma impossibile.
Matteo 5, 1-10
1
Viste le folle, Ges sal sulla montagna e, sedutosi, gli si
avvicinarono i suoi discepoli. 2 Aperta allora la bocca, li
ammaestrava dicendo: 3 Beati i poveri in spirito, perch di essi il
regno dei cieli. 4 Beati gli afflitti, perch saranno consolati. 5 Beati i
miti, perch erediteranno la terra. 6 Beati quelli che hanno fame e
sete della giustizia, perch saranno saziati. 7 Beati i misericordiosi,
perch troveranno misericordia. 8 Beati i puri di cuore, perch
vedranno Dio. 9 Beati i pacificatori, perch saranno chiamati figli di
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Dio. 10 Beati i perseguitati per causa della giustizia, perch di essi
il regno dei cieli.
Seguir nel testo, e lo faremo la volta prossima, unaltra
beatitudine rivolta ai discepoli e ci fermiamo qui perch il testo qui
ha gi una sua unit. E, come vedrete, il testo molto chiaro e,
ripetendo otto volte beati probabile che uno capisca cosa sono
le beatitudini, cosa vuol dire. Ges proclama beati tutti i maledetti,
come notate: poveri, affamati, assetati, perseguitati, disonorati,
miti, anche ai pacifici non va, in genere, per loro molto bene. Anzi,
subito dopo i pacifici ci sono i perseguitati perch, se uno vuole la
pace, perseguitato. Dicevo, in queste beatitudini, ed bello che
vengano prima di Natale, ci si fa il ritratto di Cristo. Sono il mistero
della sua vita, anzi lautoritratto. lui il povero, che il regno, lui
laffamato, il piangente, il perseguitato, il pacifico, il mite,
loperatore di pace e di giustizia, colui che fu perseguitato ed lui
che contemporaneamente sperimenta la beatitudine del regno,
della saziet, del riso, della gioia. E, quindi, come vedete, questo
testo ha come chiave di lettura la vita
di Ges, e,
contemporaneamente, dicevo, bello che si sia letto prima di
Natale perch Natale la nascita del Figlio, e Ges il Figlio, la
Parola fatta carne. E la Parola che Ges incarna dichiarata nelle
beatitudini. E questa Parola data a noi perch anche noi la
incarniamo. Il Natale questo: che la Parola scenda nel nostro
cuore, che laccogliamo e prenda carne in noi. E questo testo ,
direi, il breviario di vita di ogni credente e della chiesa. Indica il
cammino della vita di ogni uomo e di tutta la storia, che la
realizzazione di questa beatitudine che Ges venuto a portare.
Prima di entrare nel testo dettagliatamente dicevamo gi che
la prima chiave di lettura del testo cristologica: il volto del Figlio,
ci viene detto nelle beatitudini, Ges, e in Lui di ciascuno di noi. Una
seconda chiave teologica. Ges il Figlio uguale al Padre. Cos
Dio che Padre. Unaltra chiave soteriologica, si dice, di salvezza.
Cio questo lo spirito nuovo. Lo spirito nuovo lamore tra Padre
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e Figlio che ormai invade il mondo. E poi unaltra chiave di lettura
antropologica: qual luomo nuovo che Dio propone. E quando noi
annunciamo il Vangelo non che proponiamo delle norme ulteriori
o degli aggiustamenti o dei compromessi. Proponiamo questo uomo
nuovo che viene donato attraverso lo spirito nuovo. E poi ha un
valore ecclesiologico, appunto. La comunit cristiana il riflesso,
come ogni credente, del volto di Cristo. E queste beatitudini hanno
un valore escatologico: indicano il giudizio di Dio sul mondo che
certamente si opera. Indicano il senso della storia umana.
realizzare questo. Come gi si realizzato in Ges, si realizzer in
ogni uomo in tutta la storia. E poi, alla fine, hanno anche un
significato morale, che quello che in genere mettiamo per primo,
morale ci che dobbiamo fare: se siamo cos facciamo cos, sii quel
che sei lultimo significato. E, allora, queste beatitudini
rappresentano il manifesto del regno. Quel brano, dicevamo
allinizio, molto bello e anche sconvolgente perch sempre ci lascia
inquieti, ma non di uninquietudine angosciante ma di
quellinquietudine tipica che porta alla pace di Dio, che non ti
permette mai di dire basta finita perch se finito finito, non
vale la pena di andare avanti. Cos proprio questo testo ci apre
allinfinito e al mistero stesso di Dio nella storia. E, come vedrete,
anche il testo strutturato sia su un presente (vostro il regno) sia
su un futuro, in contraddizione con il presente. Ora vediamolo.
A differenza del Magnificat cio del Cantico di Maria dove si
canta ci che Dio ha fatto. Forse c la certezza che Dio fa cos. Una
certezza tale per cui senti come gi perfezionato da parte di Dio
questo tipo di azione.
Passiamo, allora, allanalisi dei singoli versetti. Primo versetto:
1
Viste le folle, Ges sal sulla montagna e, sedutosi, gli si
avvicinarono i suoi discepoli.
Queste folle di cui si parla sono quelle esattamente di cui si
parlava nei versetti precedenti, che vengono da tutte le parti della
terra e raffigurano un po il mondo intero che viene ad ascoltare la
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Parola. E nei versetti precedenti si presentava Ges che insegnava e
guariva dai demoni e dalle malattie. Ora questa parola che questa
sera abbiamo letto linsegnamento definitivo di Ges, del figlio
che ci guarisce dal demonio. Ci toglie il diabolico che c in noi, che
c nella storia, che c nel mondo e ci guarisce da tutti i mali che
derivano da questo. E questo discorso fatto sulla montagna non
su un monte. il monte. Anche alla fine del Vangelo uscir il monte
indicato da Ges dove lo vedranno risorto. Il monte questo. Il
monte il luogo vicino a Dio e tutto quanto qui detto si realizzer
sul monte del Golgota ove Ges dir: tutto finito, tutto
compiuto. Questo monte un monte teologico e Ges si siede. il
Maestro. Sta seduto e i discepoli si avvicinano a Lui. interessante il
rapporto nostro con Ges. quello del discepolo e Lui lunico
Maestro e non c altro maestro. Discepolo quello che ascolta la
Parola. Noi ascoltando la sua Parola diventiamo Figli. Cio nella
misura in cui siamo discepoli non diventiamo maestri, diventiamo
figli, che pi interessante, e Lui la Parola.
Di questi numerosi verbi del primo versetto sottolineo il primo.
Mi colpiva, ascoltandolo ancora, viste le folle. Non una semplice
constatazione. Ci vedeva, non poteva che vedere, quindi, le folle. No,
c un vedere che prende il Signore. un vedere che proprio
espressione della tenerezza viscerale, dellamore viscerale di Ges.
Sempre si parla del vedere: espressione di qualcosa diventa anche
fondamento di qualcosa che, nel caso, linsegnamento, questa
istruzione, questa Parola di vita. Secondo versetto:
2
Aperta la bocca li ammaestrava dicendo:
Come notate, lintroduzione molto solenne e lEvangelista ci
tiene: Ges si siede, si avvicina, apre la bocca, ammaestra e dice. E
adesso sentiamo la Parola che esce dalla bocca, dalla sua bocca che
Lui stesso.
3
Beati i poveri in spirito, perch di essi il regno dei cieli.
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Per prima cosa notiamo la parola beati" che ripetuta.
Beato te vuol dire son contento per te, hai una grande
fortuna. Evidentemente questa, se ci pensiamo bene, per noi una
presa in giro. Siamo cos abituati a sentirci che diciamo: ovvio, beati
i poveri sta scritto. Prova a dire a un povero beato te che sei
povero, mi congratulo con te: lo insulti. interessante per dire
che non bisogna prendere come ovvie le cose. esattamente il
contrario di quello che dicono tutti. Si dice sempre beati i ricchi.
Non ho mai visto che alla televisione uno si proponesse: io sono
povero, io sono in miseria, imitate me e vincerete.
Per dire, Luned o Domenica sera, quando si sa che della gente
ha vinto tot milardi di lire a qualche concorso, non che si dice: che
sfortuna, poveretto. Beato lui! si dice. Ci piacerebbe no?
Tanto per dire che queste beatitudini che riteniamo cos ovvie
sono la contraddizione esatta di quello che noi pensiamo. Noi
pensiamo beati i ricchi, beati i potenti, beati gli orgogliosi. Per
questo il mondo infelice. Perch siamo sbagliati nella testa, nel
cuore e nelle mani, nelle opere. Si opera lingiustizia, loppressione,
la divisione, lodio, la cattiveria, limbecillit dominante. Quindi
capite il grande valore di queste Parole. Capovolge radicalmente, in
una semplice parola, tutti i criteri mondani di ingiustizia, di
oppressione, non li santifica. Dice poveri voi ricchi, guai a voi vuol
dire questo. Mi dispiace per voi, siete sfortunati. Avete sbagliato
vita. Avete investito tutto sullavere, sul potere, sullapparire. Non vi
accorgete voi stessi e gli altri? Perch la nostra essenza essere figli.
E il figlio quello che tutto riceve dal padre e condivide con i fratelli.
Quello che fa Ges. Capite allora. Queste parole, siccome le
sentiamo troppo spesso, rischiamo di dire: le so gi, s le so gi.
Potremmo andar via adesso e stare qualche anno in pace dicendo:
chiediamo di capirle. Dico di capirle perch non un cosa da fare. Di
capire la bellezza di questo. La bellezza del povero. Tenendo
presente poi che Ges lo dice. Se lo dicesse oggi lo
comprenderemmo. Dopo duemila anni di cristianesimo, la povert
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anche bella: stoica, esser libero. Dire che me ne importa a me
della scempiaggine dellavere: io son libero. Detto a degli Ebrei,
dove la ricchezza benedizione, segno proprio della promessa di
Dio, dirti che sei povero dirti: sei fallito tu ed fallito il tuo Dio.
Quindi ancora pi scandaloso per gli ascoltatori di Ges.
Supponiamo poi che erano poveri: ancora pi scandaloso, magari lo
picchiavano. Questo ci tenevo a dirlo allinizio perch rischiamo di
dare sempre troppo per scontata questa cosa.
No, dicevo semplicemente che c una specie di
immunizzazione rispetto alla carica eversiva che c in questa prima
beatitudine, poi anche nelle altre. Si immunizzati perch si
sentito ... e allora sono sacre parole riposte in una religiosa
naftalina. Si conservano bene anche ...
... poi mi son premurato di leggere un libro in due volumi di
centocinquanta mila lire sulle beatitudini, quindi so tutto. ben
altra cosa ...
... ricchissimo discorso sulla povert
E adesso allora andiamo avanti. Era per cogliere il significato.
Ges realmente non prende in giro e dice beati, mi congratulo con
voi. E per poveri intende ... , in greco c tocos sarebbe il pitocco.
Non sono i poveri in senso di una che pena, che ha poco, il
pauper, che ha poco con tanta fatica, mentre il ricco ha molto con
poca fatica. Qui non il povero: il pitocco che non ha ...
Il nullatenente potrebbe essere, no?
S. Poi la parola pitocco da pitos, vuol dire nascondersi. Uno
che non ha volto, che si nasconde, non esiste. Non ha realt, non ha
consistenza. E che ha bisogno di tutto.
Non ha un titolo, non ha una faccia, niente.
E questi son proclamati beati. E chiediamo al Signore di
entrare nel mistero della povert. Che il pi grande mistero di Dio.
Dio non ha nulla. Neanche se stesso. Il suo essere essere dellaltro
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e per laltro e dallaltro: relazione. questa la ricchezza di Dio. E
questa la ricchezza delluomo, figlio di Dio. Tutto lavere ci toglie.
Ora con questo non voglio dire che non dobbiamo avere i mezzi per
vivere, che non bisogna lavorare. chiaro che tutto questo fa parte
della creazione, fa parte del nostro dovere. Siamo collaboratori alla
creazione. Il problema un altro. Qual il mio Dio, cio il senso
della mia vita?
E qui si dice poveri in spirito. unespressione che non si
capisce bene cosa voglia dire. Si discusso molto. Sembra che voglia
dire ..., una bella traduzione sarebbe o: poveri a causa dello
spirito, lo spirito di Dio ti rende povero come Dio e quindi ricco
della ricchezza di Dio, oppure: poveri in spirito. una categoria
che vuol dire poveri fin dentro allo spirito. Che hanno lo spirito del
povero. Il significato che, pi probabilmente, potevano udire ai
tempi di Ges era quello che si usava allora a Qumran anavim rua
poveri in spirito, che voleva dire gli umili. Il contrario di quelli che
hanno la dura cervice e, quindi, anche una categoria religiosa. Son
quei poveri che sono anche umili. Infatti il povero arrogante ha poco
da vivere, costretto ad essere umile. Di questi il regno dei cieli. ,
non sar. Se voi notate, allinizio e alla fine di queste beatitudini c
il presente. Cio il regno gi loro. E il regno di Dio ogni ricchezza.
il regno del Padre dove noi siamo fratelli perch, appunto, siamo
figli. il regno della libert perch viviamo la fraternit nel Padre.
la realizzazione del mondo nuovo. Gi ora. Come vedremo allora,
questa beatitudine non che consacra lingiustizia dicendo beati
voi poveri, restate poveri che .... No, ben diversa, capite? Non
consacrazione dellingiustizia. esattamente la proclamazione di un
valore nuovo che ci snebbia il cervello, ci fa capire qual la realt
delluomo. La realt delluomo che figlio. Tutto riceve, anche il
proprio essere, da Dio. E non possiedo. E dono. E tutto fluisce come
dono nella vita. Allora vivi. Se no soffochi, se lo trattieni il respiro.
Quindi la condizione per vivere. Capisco che queste parole son
difficili da capire: il Signore ce lo conceda. Vuol dire essere figli, in
fondo. Non ci siamo fatti da s. Fatto da s solo il nulla che non
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c. Siam tutti fatti da Dio, tutto ci che siamo. Quindi tutto dono,
quindi di tutto possiamo vivere come dono, nella bellezza del dono.
E chi si sente fatto da s fa per s anche tutti gli altri, cio distrugge
tutti come annulla lui. Purch il Signore ci conceda di capire la
bellezza delle beatitudini, cominciando dalla prima, perch le altre
tutte scaturiscono dalla prima.
Proseguo:
4
Beati gli afflitti, perche saranno consolati
Per afflitti si intende uno che triste, tristi con pianto: questi
avranno la consolazione. Interessante. Vedete c la beatitudine
presente: gi ora siete beati. Ma non perch siete afflitti. Cos anche
i poveri son beati non perche son poveri, ma perch il regno loro.
Non so se chiaro. Cos gli afflitti son beati non perch sono afflitti,
ma perch il Signore li consola. La consolazione il termine proprio
di Dio che non lascia solo chi afflitto ed sinonimo di tutte le
promesse di Dio. Se Dio non mi lascia solo, viene e raelizza ogni
promessa. Ed interessante che la beatitudine gi ora nel
presente e la consolazione nel futuro. E allora tra il presente e il
futuro cosa c? C il cammino verso la consolazione. Il senso
positivo della storia che passi dallafflizione alla consolazione.
E proseguo:
5
Beati i miti, perch erediteranno la terra.
I miti sono il contrario degli arroganti. Sono quelli che non
fanno valer i propri diritti. Non hanno la mentalit vincente! I miti
perdono sempre, grazie a Dio. Come Ges mite e umile di cuore.
Come Mos, uomo mite. E la mitezza la forza della verit e
dellamore. la forza di Dio. Questi erediteranno la terra. La terra
promessa non dei prepotenti, ma dei miti. I prepotenti sono quelli
che sottraggono agli altri la terra, lavere. Non a loro spetta le terra
e, per terra, si intende la terra promessa che la condizione per
vivere, la terra promessa che poi simbolo dello Spirito Santo, la
terra promessa perch la condizione per vivere da figli che cos?
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10
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lo spirito del Padre e del Figlio. Quindi la vera terra lo spirito
nuovo. Infatti le prime comunit cristiane negli Atti degli Apostoli,
dopo il dono dello spirito cosa fanno? Fanno la cosa proibita agli
Ebrei: vendono la terra perch hanno lo spirito. Perch la vera
condizione per vivere non il possesso delle cose, ma questo
spirito nuovo che la vera eredit che ci fa figli.
Su questa beatitudine due citazioni voglio fare. Mi sembran
belle, molto ricche.. DallAntico Testamento Zaccaria 9,9 dove
presentato lumile e mite re che entra in Gerusalemme. applicato
poi a Ges che, appunto, sullasino entra in Gerusalemme: Ecco a te
viene il tuo re giusto e vittorioso. Umile cavalca un asino, sopra un
puledro figlio dasina. E poi dal Salmo 37, 11 una citazione molto
bella, ancora pi bella per certi versi: I miti possederanno la terra e
godranno di una grande pace. Passiamo allaltra beatitudine:
6
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perch saranno
saziati.
C una fame e una sete materiale, c una fame e sete
profonda che ha luomo che della giustizia. Per giustizia, lo
vedremo megio andando avanti, un termine fondamentale in
Matteo, si intende non quella che intendiamo noi. La giustizia per
noi dare a ciascuno il suo. Questa giustizia interessante, ma
anche molto equivoca. Perch dare a ciascuno il suo cosa vuol
dire? Tu sei povero: resta povero, non ti spetta nulla, Io sono ricco:
mi spetta tutto, per esempio. Siccome poi la legge si fa dopo la
spartizione, sempre, e la fa chi ha diritti da tutelare allora, chiaro,
questa legge a poco a che fare con la legge di Dio. In ebraico far
giustizia vuol dire anche fare elemosina perche quello che tu hai
e laltro non ha non tuo: dellaltro, se siete fratelli e se Dio il
Padre. interessante il termine giustizia. In termini pi globali
luomo giusto luomo che fa la volont di Dio. Far giustizia far la
volont di Dio, che Padre. Questi saranno saziati, cio otterranno
la pienezza di vita.
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11
Vangelo di Matteo
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Cercavo anche qui una una citazione. Osea 6,6 dice non il
sacrificio voglio ma lamore, la conoscenza di Dio pi che gli
olocausti. Passiamo allaltra:
17
Beati i misericordiosi, perch troveranno misericordia.
Come quella dei miti adesso una beatitudine di qualit
positive. La qualit della misericordia, della compassione. Con la
compassione, il sentimento che proviamo davanti al male o,
almeno, che prova Dio davanti al male. Ed un sentimento
pericolosissimo perche la compassione uccide, diceva un tale. Cio
compassione vuol dire patire con. Vuol dire che il male dellaltro
non ti lascia indifferente. Non che il male ti fa arrabbiare, ti fa
fuggire. In genere il male o ci irrita o ci fa andar via. Invece no. Il
male loggetto della compassione: ti tocca il cuore, ti
compromette. la qualit pi alta di Dio, la compassione.
Stavo pensando che questa simpatia, questo patire con, che
di Dio, qualcosa di pi rispetto allempatia di cui il Corriere della
Salute di oggi dice che la condizione e la premessa per stare
bene. E s. No, la simpatia di Dio la condivisione. Si pu essere
simpatici, soffrire con altri sanamente se si sente la simpatia di Dio
nei nostri confronti. Diversamente credo che possa essere sospetta o
pericolosa, addirittura. Se invece abbiamo esperienza, conscenza ed
esperienza della simpatia di Dio nei nostri confronti, allora possiamo
anche esserlo con gli altri seriamente e fruttosamente.
Questi troveranno misericordia che Dio, chi ha compassione
trova compassione, cio Dio.
Dalla misericordia che Dio si passa attraverso gli altri alla
misericordia che ancora Dio.
8
Beati i puri di cuore, perch vedranno Dio.
Il cuore puro il cuore trasparente. interessante che nel
nostro cuore c Dio. Siamo suoi figli. Per il nostro cuore molto
torbido. Non puro. Ha tanti altri interessi, tante altre cose
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12
Vangelo di Matteo
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contrarie a Dio. Quindi non vede Dio. Un cuore puro vede Dio. Gi
anche in questa vita il Signore ci concede una certa purezza di
cuore, che quella di trovare Dio in tutte le cose, in tutti gli
avvenimenti, in tutte le persone e dentro di noi. molto bella
questa beatitudine. Anche le altre e ...
Anche le altre, tutte. Tu preferisci questa? S, s, ma anche le
altre. Era gi stata usata questa espressione, questo termine. In
fondo la volta scorsa si detto la trasparenza. Un cuore trasparente
che allora consente di vedere Dio. E si pu, sia concesso, usare
lespressione di Ignazio: vedere Dio in tutte le cose, vedere Dio in
tutte le situazioni, vedere Dio in tutte le persone: questa la
trasparenza del cuore.
E il punto di arrivo degli esercizi spirituali proprio questo. Si
consiglia solo a poche persone dai venti ai venticinque anni, che gli
altri son gi arrivati ....
S, s, no. Bisogna pensare se non sono arrivati ....
.... se no, arriveranno presto!
Saranno portati se non ci arrivano. La seguente:
9
Beati i pacificatori, perch saranno chiamati figli di Dio.
Pacificatore colui che fa pace. Far la pace tra i fratelli vuol
dire essere figlio di Dio. Quindi, facendo pace tra le persone, realizzi
il tuo nome di esser figlio, la tua realt di figlio. Quindi la grande
missione nel mondo quella di far pace fraterna con tutti. Nella
misura in cui pacifico, realizzo la mia realt di figlio perchemi faccio
fratello.
Sto pensando che il creare pace attorno, pi effetto di un
essere pacificati che di un mettere in moto chiss quali macchine e
marchingegni che creino pace. Penso a un Francesco dAssisi che,
indubbiamente, diffonde pace intorno a se. O Serafino di Sarov che
diceva appunto: cerca la pace del cuore, migliaia attorno a te si
salveranno, troveranno salvezza. qualcosa che si diffonde, si
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Vangelo di Matteo
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irraggia. Con questo non voglio dire che allora non si devono fare
manifestazioni per la pace. Per capite, un discorso che va pi in
radice, pi in profondit. Lultima:
10
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perch di essi il
regno dei cieli.
interessante che si opera la pace in un mondo in guerra e
colui che opera la pace subito dopo si dice sar perseguitato per
causa della giustizia perch fa la volont di Dio in questo mondo.
compreso nel prezzo, la persecuzione. Cio voglio dire che il male
finch lo fai non lo senti tanto, se lo assecondi non si oppone. Se tu
ti opponi senti lo scontro. Quindi non preoccupante il sentire lo
scontro. preoccupante non sentirlo. Vuole dire che lo stai facendo
o subendo supinamente, senza accorgerti. Quindi proprio anche la
persecuzione che non necessariamente un altro che mi
perseguita. Possono essere anche le mie difficolt interiori. Sono la
cartina di tornasole che sto andando bene. Ve lo dico perch, in
genere, noi ci scoraggiamo quando proviamo difficolt nel bene,
difficolt interne ed esterne. No. Se ci sono giusto. Se non ci sono,
preoccupati. Tuo il regno. Ecco interessante che non
semplicemente cos. cos! tuo il regno: cioe il Signore ti d
lesperienza della sua presenza proprio in quella situazione. Per cui
sperimenti la presenza del Signore, la forza e la vita proprio l, nella
situazione di contraddizione. Ecco allora possiamo lasciare qui.
Come vedete un brano natalizio molto interessante.
Su questo mi viene in mente una citazione. Giovanni 15, 18,
dove dice: se il mondo vi odia sappiate che, prima che voi, ha
odiato me. Cio la difficolt, lostilit, difficolt interna, ostilit
esterna, insomma degli ostacoli, magari anche grossi che arrecano
veramente sofferenza si trovano perch c dissonanza tra il bene e
il male, tra una scelta e lopposta.
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Vangelo di Matteo
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Allora, dicevo, questo un brano molto bello per il Natale
perche in queste beatitudini abbiamo la Parola, la Parola di Dio che
si fatta carne in Ges e cos nata su questa terra ed quella
Parola che, giorno dopo giorno, si fa carne in noi e ci fa nascere
come figli. E celebrare il Natale non solo celebrare una ricorrenza
o la memoria di qualcosa che stato, ma proprio il presente nel
quale il Signore nasce nella misura in cui accolto nella sua Parola. E
vorrei dire qualcosa di sintetiico su queste beatitudini. Forse
qualcuno di voi conosce, lavevo citato, gli esercizi spirituali di S.
Ignazio dove S. Ignazio fa una meditazione famosa, delle due
bandiere, e descrive la bandiera di satana e la bandiera di Cristo.
Vuol dire i colori delle due squadre.
Sono un po i programmi anche di due squadre, filosofie di
vita, non so, chiamiamole due sapienze contrapposte, due spot
diversi.
Satana, su uno scranno di fuoco e fumo, ma non si vede
questo, manda tutti i diavoli in giro per il mondo e, diceva, con reti,
allora si intendeva cose banali, oggi [reti televisive] ne abbiamo di
migliori e catene [non di distribuzione]. Andate presso tutti gli
uomini di tutti gli stati. Intendo dire dal Papa allultimo credente, dal
primo ateo, allultimo ateo. Son tutti uguali in questo.
Nessun luogo esente, neanche i religiosi sono esenti.
E dice: portateli a desiderare la ricchezza. A desiderare
lonore, la gloria, il potere. Poi basta, andate in pensione tranquilli:
avete fatto il vostro lavoro.
Il gioco fatto.
E Ges, dallaltra parte, in un luogo piano, dice Ignazio
seguendo Luca, dice ai suoi discepoli: andate in giro per tutto il
mondo a portare la sacra dottrina. Sacra dottrina un termine
tecnico: lessenza del cristianesimo. Insegnate agli uomini ad
amare la povert, ad amare lumilt e il servizio. Poi basta. E cos
lasciamo.
Trascrizione non rivista dagli autori
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