B QCP
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Dossier tecnici
PIATTAFORME
DI LAVORO ELEVABILI
a cura di
Roberto Cianotti
2015 Wolters Kluwer Italia S.r.l. Strada 1, Palazzo F6 20090 Milanofiori Assago (MI)
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per eventuali errori o inesattezze.
Sommario
1. Definizionepag.4
2. Questioni interpretative 4
2.1 Uso e manutenzione .. 4
2.2 Requisiti tecnici 4
2.3 Lavori in prossimit di parti attive. 5
2.4 Precauzioni 5
2.5 Posto di manovra 6
2.6 Motori 6
2.7 Freni 7
2.8 Stabilit. 8
2.9 Controllo pendenza carro mobile 9
2.10 Funi o catene. 9
2.11 Fine corsa. 9
2.12 Organi di comando.. 10
2.13 Portata. 10
2.14 Dispositivo di controllo delle sollecitazioni 10
2.15 Piattaforme di lavoro elevabili a pantografo con piattaforma munita
di parte a sbalzo sfilabile con portata diversificata rispetto alla portata nominale 11
2.16 Piattaforme di lavoro elevabili dotate di dispositivo manuale di
livellamento piattaforma di lavoro 11
3. Adempimenti amministrativi. 11
3.1 Conformit CE 13
3.2 Verifiche periodiche . 14
3.3 Raccoglifrutta.. 16
3.4 Loader aeroportuali 16
16
4. Sanzioni.
4.1 Sanzioni a carico del datore di lavoro, del dirigente, del noleggiatore
e del concedente in uso
4.2 Sanzioni per i progettisti, i fabbricanti, i fornitori e gli installatori
4.3 Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente
4.5 Sanzioni amministrative
16
17
17
18
5. Illustrazione grafica
18
Appendice
Fonti normative
Approfondimenti
Le verifiche periodiche di apparecchi sollevamento persone
Formulario
Piattaforma di lavoro autosollevante su colonna - scheda tecnica
Ponteggio sospeso motorizzato - Scheda tecnica
Ponte mobile sollevabile - Scheda tecnica
Scale aeree ad inclinazione variabile - Scheda tecnica
Ponte mobile su carro - Modello denuncia di servizio-immatricolazione
Ponte mobile sviluppabile su carro - Modello di richiesta di prima verifica periodica
Ponti sospesi e relativi argani - modello di denuncia di messa in servizio- immatricolazione
Ponti sospesi e relativi argani - modello richiesta di prima verifica periodica
Modello di richiesta verifica periodica successiva alla prima
1. Definizione
Vengono definite "piattaforme di lavoro elevabili" le piattaforme atte a ricevere persone ed attrezzature
per un lavoro specifico, installato su proprio carro di base, aventi possibilit di essere variate in quota
rispetto a quella di riposo per l'intervento di apparecchiature di manovra comunque azionate e senza
necessit di ancoraggi a struttura esterna.
Tale attuale denominazione (MWEP) trova riferimento nella norma EN 280 per quelle piattaforme mobili
elevabili da cui viene eseguito un lavoro.
Allestimenti speciali (piattaforme con parapetto retrattile o piattaforme isolate per lavori in prossimit
di linee elettriche) trovano riferimenti nelle norme ISO 16653, parte 1 e 2.
2. Questioni interpretative
2.1 Uso e manutenzione
I mezzi di sollevamento e trasporto devono essere utilizzati in modo rispondente alle loro caratteristiche
secondo la classe indicata dal costruttore.
Gli apparecchi devono essere mantenuti in buono stato di conservazione e di efficienza e quindi
sottoposti a periodica manutenzione secondo le indicazioni del manuale tecnico della casa costruttrice
(art. 71, comma 4, [Link]. n. 81/2008). (Vedi le Schede tecniche nella sezione degli allegati)
Inoltre il datore di lavoro deve effettuare controlli sullapparecchio secondo le indicazioni del
costruttore ovvero in conformit alla normativa tecnica vigente (vedi ISO 9927) (art. 71, comma 8, [Link].
n. 81/2008).
Con circolare del Ministero del Lavoro n. 18 del 23 maggio 2013 stato chiarito che il regime delle
verifiche periodiche di cui allart. 71, comma 11 non trova applicazione per le attivit estrattive a cielo
aperto ed in sotterraneo, per le quali continua a valere il [Link]. n. 624/1996.
Per gli apparecchi mobili, trasferibili e PLE il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con D.M. 11
aprile 2011 ha definito lindagine supplementare come Attivit finalizzata ad individuare eventuali vizi,
difetti o anomalie, prodottisi nell'utilizzo dell'attrezzatura di lavoro messe in esercizio da oltre 20 anni.
nonch a stabilire la vita residua in cui la macchina potr ancora operare in condizioni di sicurezza con le
eventuali relative nuove portate nominali. Inoltre stabilito al punto 3.2.3 del punto 2 del D.M. 11 aprile
2011, che il datore di lavoro deve esibirne le risultanze nel corso della verifica periodica.
Sempre con la circolare del Ministero del lavoro n. 18/2013 sono indicati i contenuti minimi di tale
indagine supplementare.
I ponti sviluppabili devono essere usati esclusivamente per l'altezza per cui sono costruiti, senza
aggiunte di sovrastrutture.
I ponti, esclusi quelli usati nei lavori per le linee elettriche di contatto, non devono essere spostati
quando su di essi si trovano lavoratori o sovraccarichi.
<1
10
3,5
15
3,5
132
220
380
Quanto sopra tenuto conto anche delle norme CEI EN 50110-1:2005, Esercizio degli impianti elettrici,
CEI 11-27:2005, Lavori su impianti elettrici, CEI 11-4:1998 + CEI 11-4;Ec (1999).
In riferimento allart. 117 del [Link]. n. 81/2008 quando occorre effettuare lavori in prossimit di linee
elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanze particolari si debbano
ritenere non sufficientemente protette, ferme restando le norme di buona tecnica, si deve rispettare
almeno una delle seguenti precauzioni:
a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori;
b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano l'avvicinamento alle parti attive;
c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni
altra attrezzatura a distanza di sicurezza.
La distanza di sicurezza deve essere tale che non possano avvenire contatti diretti o scariche pericolose
per le persone tenendo conto del tipo di lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni presenti.
2.4 Precauzioni
Riguardo ad incidenti verificatesi per cedimenti nel sistema meccanico ad aste per il livellamento del
cestello, considerato che anche una manutenzione straordinaria con sostituzione di vite di registro, non
5
pu eliminare il rischio di rottura di tale elemento che sembrerebbe cedere per cricche di fatica indotte
nella barra filettata dalle vibrazioni in fase di trasporto, si invita a prendere provvedimenti di carattere
strutturale eliminando la collaborazione delle viti di registro alla livellazione del cestello (nota ISPESL n.
9752 del 5 agosto 1998). Tale provvedimento risulta indispensabile per i ponti in cui il livellamento del
cestello assicurato da un solo tirante.
2.6 Motori
Le parti accessibili dell'apparecchio che, in dipendenza del moto relativo, risultano pericolose devono
essere protette (es. cestello sollevabile tra guide fisse); ugualmente protette mediante carter devono
risultare eventuali ruote dentate, cinghie di trasmissione, pulegge, ecc., se sono a portata di mano
dell'operatore.
Per azionamento a mezzo funi o catene gli organi di trasmissione del moto devono soddisfare almeno
una delle seguenti condizioni:
1) essere calcolati per la coppia max del motore;
2) essere calcolati per la coppia trasmissibile dal motore al riduttore, attraverso un limitatore di coppia;
6
3) sia prevista l'applicazione sul tamburo di un freno a frizione atto a limitare la velocit di discesa ad un
valore prefissato, in caso di rottura di un elemento del meccanismo di trasmissione;
4) sia prevista l'applicazione di un dispositivo paracadute che intervenga entro il 40% di incremento della
velocit di esercizio.
L'azionamento oleodinamico consentito purch: su tutti gli attuatori oleodinamici siano previsti
dispositivi che garantiscano il fermo della piattaforma nella posizione di impiego, l'arresto in caso di
mancanza di f.m., l'arresto in caso di rottura delle tubazioni flessibili, la protezione contro le
sovrapressioni, uguali spostamenti degli steli quando l'azionamento ottenuto con pi attuatori in
parallelo e la discesa controllata della piattaforma.
La posizione di arresto dei vari movimenti non deve essere realizzata dal distributore ma da apposita
valvola.
In ogni caso i comandi devono essere tali da consentire la gradualit dei movimenti.
L'azionamento a cremagliera per il sollevamento ammesso, purch:
- le cremagliere ed i pignoni siano di acciaio ed il coefficiente di sicurezza dichiarato rispetto alla rottura
sia almeno 6, assumendo che l'intero carico sia sopportato da un solo dente;
- su ogni cremagliera vi siano due gruppi motoriduttore-pignone ciascuno dei quali sia in grado di
sollevare la piattaforma a pieno carico oppure un solo motoriduttore-pignone con un secondo pignone
di sicurezza di caratteristiche non inferiori al primo e che agisca nel caso di rottura del pignone motore.
L'azionamento a vite consentito purch:
- la vite e la madrevite siano di acciaio ed abbiano un coefficiente di sicurezza dichiarato rispetto alla
rottura almeno pari a 6;
- la trasmissione abbia una madrevite di carico ed un'altra di sicurezza, scarica, che agisca solo dopo la
rottura della prima.
I ponti sviluppabili devono essere dotati di dispositivi di recupero del personale a bordo della
piattaforma in caso di mancanza di alimentazione dei motori di sollevamento.
2.7 Freni
Le ruote del ponte in opera devono essere frenate e saldamente bloccate con cunei dalle due parti ove il
carro non sia stabilizzato.
L'argano di sollevamento della piattaforma dovr essere corredato di freno automatico se motorizzato o
di arpionismi e freno a frizioni se il sollevamento manuale (trabattelli) (fascicolo 2, istruzioni ENPI).
L'apparecchio dovr poi essere corredato di dispositivi per il blocco meccanico della piattaforma in
posizione di lavoro (fascicolo 2, istruzioni ENPI).
Taluni ponti sviluppabili, ove sia espressamente previsto sul libretto di immatricolazione, sono abilitati a
lavorare in pendenza sino a un massimo dell'8% (5 di inclinazione); si ricorda che in questi casi
necessario che esista e sia inserito un dispositivo di frenatura della eventuale struttura girevole.
Negli impianti idraulici la posizione di arresto dei vari movimenti non deve essere realizzata dal
distributore ma da apposita valvola. Nei ponti di tipo spaziale il dispositivo di blocco della piattaforma in
posizione di lavoro realizzato mediante valvole di blocco pilotate al piede dei cilindri; per quelli
sviluppabili in verticale si tollera la sola valvola limitatrice di flusso in difesa che consenta una velocit
controllata.
7
2.8 Stabilit
I ponti su ruote devono avere base ampia in modo da resistere ai carichi ed alle oscillazioni cui possono
essere sottoposti.
Il carico del ponte sul terreno deve essere opportunamente ripartito.
La verticalit dei ponti su ruote deve essere controllata con livella o pendolino.
Per ottemperare a quanto sopra nell'operare con i ponti sviluppabili su carro occorre prima piazzare gli
stabilizzatori (meccanici o idraulici) realizzando il massimo poligono di appoggio previsto e controllando
l'orizzontalit del carro mediante l'apposito dispositivo; se il carro privo di dispositivi di stabilizzazione,
in assenza di orizzontalit del carro per dislivello del terreno, non si potr operare col ponte.
I carri devono essere corredati di valvole e interruttori di sequenza che impediscano la manovra del
cestello se il carro non stabilizzato ed impediscano il rientro degli stabilizzatori se il braccio non in
posizione di riposo. Questo dispositivo non necessario per gli stabilizzatori a posizionamento manuale
applicati a piattaforme a sviluppo verticale all'interno del perimetro di appoggio.
Nel caso in cui le reazioni di tre stabilizzatori rigidi non allineati risultino sempre positive, consentita la
collaborazione dei pneumatici alla stabilit, senza blocco delle relative sospensioni, purch, durante i
movimenti orizzontali della piattaforma, non si determinino brusche variazioni di quota.
All'atto della stabilizzazione del carro, onde garantire l'orizzontalit del carro durante l'esercizio
necessario considerare la resistenza del terreno di appoggio. Nel caso in cui la pressione trasmessa dagli
appoggi del carro sia superiore alla resistenza del terreno dovranno interporsi piastre di ripartizione
adeguate.
I ponti sviluppabili montati su carro munito di sospensioni elastiche non operanti su stabilizzatori o
destinati ad operare, in relazione ai diagrammi di lavoro stabiliti dal costruttore, su appoggi misti
(sospensioni elastiche e stabilizzatori) devono essere dotati di dispositivi di scarico delle sospensioni,
oppure di bloccaggio delle stesse atti ad impedire:
a) l'elevazione della piattaforma prima dello scarico o del bloccaggio delle sospensioni;
b) lo sblocco del medesimo dispositivo mentre la piattaforma sollevata.
In questo caso deve essere indicato il tipo di sospensione e il relativo dispositivo di scarico o di
bloccaggio.
I ponti sviluppabili azionati a motore e previsti per operare solo su stabilizzatori a posizionamento
motorizzato previo ampliamento della base di appoggio devono essere dotati di dispositivo che
impedisca:
a) l'elevazione della piattaforma prima del posizionamento degli stabilizzatori e/o dell'ampliamento
della base di appoggio;
b) il rientro degli stessi e/o la riduzione della base di appoggio mentre la piattaforma sollevata.
Per gli stabilizzatori a posizionamento manuale il dispositivo di cui sopra non necessario, tuttavia
apposite istruzioni devono ricordare l'obbligo del posizionamento degli stessi prima della elevazione
della piattaforma o dell'ampliamento della base di appoggio.
Gli stabilizzatori in posizione di lavoro devono mantenere comunque la posizione di fermo. In particolare
per quelli ad abbassamento oleodinamico devono essere installate valvole di blocco pilotate.
2.13 Portata
La portata dichiarata per l'apparecchio deve esprimere il carico ammesso comprensivo del numero delle
persone previste, per le quali deve essere comunque garantita la superficie minima prevista.
La portata della piattaforma quella complessiva della massa delle persone e delle attrezzature (non
inferiore a 20 kg per persona).
Sono ammesse portate variabili e/o diagrammi di lavoro differenziati stabiliti dal costruttore, in
relazione a specifici assetti dell'apparecchio e/o della piattaforma, purch:
- sia provata la stabilit dell'apparecchio nelle diverse condizioni di esercizio pi gravoso;
- siano installati dispositivi automatici di sicurezza che non permettano l'utilizzo dell'apparecchio al di
fuori del diagramma di lavoro prescelto. Il diagramma, nelle diverse configurazioni, deve essere allegato
al certificato e ne far parte integrante.
10
E per esempio il caso delle PLE con piattaforma di lavoro di dimensioni ridotte per 2 persone e dotate di
dispositivo di controllo della posizione con portate diverse a seconda dello sbraccio tramite apposita
selezione (200 kg e 120 kg); in questo caso necessario che per ciascuna configurazione selezionata sia
adottata una delle combinazioni di soluzioni previste dalla tabella 3 della EN 280 per la riduzione del
rischio di ribaltamento e di sovraccarico (ad. esempio secondo quanto indicato nelle colonne 1 e 4 della
tab. 3: per la configurazione 120 kg: controllo della posizione + dispositivo di controllo del carico; per la
configurazione 200 kg controllo della posizione + criteri di stabilit e di sovraccarico rinforzati).
Qualora invece la PLE sia dotata di dispositivo di controllo continuo del momento che limita lo sbraccio
in relazione al carico sulla piattaforma determinando di fatto unarea di lavoro compresa tra la curva di
intervento del dispositivo di controllo del momento con il carico massimo e la curva di intervento dello
stesso dispositivo con il carico minimo, consentito, per le piattaforme di dimensioni ridotte per una o
due persone, avvalersi dei criteri di sovraccarico rinforzati in conformit al punto [Link] della norma,
secondo quanto indicato nella colonna 3 della tab. 3. In questo caso il fabbricante, al fine di fornire
allutilizzatore tutte le informazioni necessarie sulle effettive prestazioni della macchina, dovr indicare
in maniera esplicita nelle istruzioni per luso lintera area percorribile dalla piattaforma di lavoro sotto il
controllo del limitatore evidenziando al suo interno le curve limite rappresentative delle varie portate in
funzione del numero delle persone (pi gli accessori) compresa la curva limite che la piattaforma pu
percorrere con il carico minimo: tale carico minimo non pu comunque essere inferiore a 80 kg (vedi
Tabella 2 del prEN 280: ottobre 2006 di revisione della EN 280).
Resta comunque lobbligo da parte del fabbricante di fornire le opportune istruzioni sul manuale duso
che consentano allutilizzatore di verificare periodicamente la corretta taratura dei dispositivi di
sicurezza installati. (lettera circ ISPESL 1/010/07-A00-09/0003905/07).
2.15 Piattaforme di lavoro elevabili a pantografo con piattaforma munita di parte a sbalzo sfilabile con
portata diversificata rispetto alla portata nominale
Per le macchine attualmente sul mercato e messe in servizio prive di uno specifico dispositivo di
controllo del carico, necessario che sia comunque garantita la stabilit della piattaforma e la resistenza
del balconcino estraibile con il carico massimo che pu gravare sulla parte estensibile, equivalente al
carico determinato dal numero massimo di persone che, in relazione alle dimensioni dellestensione, ci
possono stazionare secondo la distribuzione dei carichi prevista al punto [Link] della EN 280 (ISPESL
lettera circolare 10 ottobre 2007, n. A00-09/0003905/07).
2.16 Piattaforme di lavoro elevabili dotate di dispositivo manuale di livellamento piattaforma di lavoro
Nelle more dellapprovazione della revisione della EN 280, per le macchine gi immesse sul mercato e
messe in servizio, si ritiene che il suddetto dispositivo possa essere accettato a condizione che il
fabbricante giustifichi la necessit della presenza di tale dispositivo e che dettagliate istruzioni per il suo
uso siano riportate sul manuale per lutilizzatore con levidenza dei pericoli conseguenti al suo cattivo
uso (ISPESL lettera circolare 10 ottobre 2007 n. A00-09/0003905/07).
3. Adempimenti amministrativi
In conformit all'art. 11, comma 3, D.P.R. n. 459/1996, l'utente deve fare denuncia all'ISPESL (ora INAIL)
del ponte mobile sviluppabile. Le procedure di intervento sono riportate nella circolare MICA del 25
giugno 1997, n. 162054.
In conformit alle raccomandazioni del Comitato 98/37/CE della Commissione Europea, i Ministeri delle
Attivit Produttive e del Lavoro hanno emanato una circolare per ladeguamento allo stato dellarte
della produzione di piattaforme di lavoro elevabili che evidenzia quanto segue:
11
Atteso che la norma EN 280-2001 rappresenta una evoluzione dello stato dellarte, per tutte le
macchine che hanno ottenuto la certificazione CE di tipo:
a) antecedentemente alla data del 14 giugno 2002 ed immesse sul mercato a partire da tale data, i
costruttori e gli Organismi Notificati debbono:
- riconsiderare, nei fascicoli tecnici rispettivamente presentati o esaminati, lanalisi dei rischi a suo
tempo effettuata;
- giudicare se risulti necessario un adeguamento ai livelli di protezione corrispondenti al nuovo stato
dellarte. In tal caso, procedere, previa nuova certificazione del tipo (ovvero dellesemplare singolo),
alladeguamento delle macchine ed allemissione di una nuova dichiarazione di conformit;
b) successivamente alla data del 14 giugno 2002, i costruttori e gli Organismi Notificati dimostrano di
aver soddisfatto i requisiti essenziali di sicurezza di cui allallegato I della direttiva 98/37/CE, mediante:
- lapplicazione delle pertinenti disposizioni della norma EN 280:2001;
- oppure ladozione di specifiche soluzioni tecniche che garantiscano lequivalente copertura del
rischio.
Secondo il documento WG-2005.46rev2 della EUROPEAN COMMISSION ENTERPRISE AND INDUSTRY
DIRECTORATE-GENERAL Mechanical and electrical equipment Directive 98/37/EC Machinery Working
Group rientrano in tale categoria anche le attrezzature assemblate alla macchina in modo permanente
per costituirne un insieme integrato. Lattrezzatura intercambiabile deve risultare conforme ai requisiti
essenziali di sicurezza ed alle disposizioni formali della direttiva macchine (CE direttiva n. 1998/37 D.P.R. n. 459/1996).
Secondo la norma armonizzata EN 280 le PLE sono divise in due gruppi principali:
A: PLE ove la proiezione verticale del centro di gravit del carico sempre interna alla linea di
ribaltamento;
B: PLE ove la proiezione verticale del centro di gravit del carico pu essere esterna alla linea di
ribaltamento.
Relativamente alla traslazione le PLE sono divise in tre tipi:
1. traslazione consentita con piattaforma in sola posizione di trasporto;
2. traslazione con piattaforma elevata comandata dal carro;
3. traslazione con piattaforma elevata comandata dalla piattaforma di lavoro.
NOTA: tipo 2 e 3 possono essere combinati.
A far data dall'entrata in vigore del D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459, chiunque immetta sul mercato o metta
a disposizione dei lavoratori dopo modifica o variazioni di uso, un ponte sviluppabile (art. 1, D.P.R. n.
459/1996) deve rispettare i requisiti di sicurezza previsti nell'allegato 1 del D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459
ed attestarne la conformit mediante dichiarazione CE e marcatura CE (art. 2, D.P.R. n. 459/1996); fino
al 31 dicembre 1996 potranno essere mantenute le disposizioni previgenti riguardo alla loro immissione
sul mercato e messa in servizio (art. 11, D.P.R. n. 459/1996).
In conformit all'art. 11, comma 3, D.P.R. n. 459/1996, l'utente deve fare denuncia all'ISPESL del ponte
mobile sviluppabile.
12
In conformit alla raccomandazione del Comitato 98/37/CE della Commissione Europea, i Ministeri delle
Attivit Produttive e del Lavoro hanno emanato (2004) una circolare per ladeguamento allo stato
dellarte della produzione di piattaforme di lavoro elevabili che evidenzia quanto segue:
Atteso che la norma EN 280-2001 rappresenta una evoluzione dello stato dellarte, per tutte le
macchine che hanno ottenuto la certificazione CE di tipo:
a) antecedentemente alla data del 14 giugno 2002 ed immesse sul mercato a partire da tale data, i
costruttori e gli Organismi Notificati debbono:
- riconsiderare, nei fascicoli tecnici rispettivamente presentati o esaminati, lanalisi dei rischi a suo
tempo effettuata;
- giudicare se risulti necessario un adeguamento ai livelli di protezione corrispondenti al nuovo stato
dellarte. In tal caso, procedere, previa nuova certificazione del tipo (ovvero dellesemplare singolo),
alladeguamento delle macchine ed allemissione di una nuova dichiarazione di conformit;
b) successivamente alla data del 14 giugno 2002, i costruttori e gli Organismi Notificati dimostrano di
aver soddisfatto i requisiti essenziali di sicurezza di cui allallegato I della direttiva 98/37/CE, mediante:
- lapplicazione delle pertinenti disposizioni della norma EN 280:2001;
- oppure ladozione di specifiche soluzioni tecniche che garantiscano lequivalente copertura del
rischio.
3.1 Conformit CE
Chiunque immetta sul mercato o metta a disposizione dei lavoratori dopo modifica o variazioni di uso,
una macchina o quasi macchina deve rispettare i requisiti di sicurezza previsti nell'allegato I della
direttiva 2006/42/CE ed attestarne la conformit mediante dichiarazione CE e marcatura CE (art. 3,
[Link]. n. 17/2010).
Ai fini dell'attestazione di conformit della macchina il fabbricante o il suo mandatario applica una delle
procedure di valutazione della conformit previste allart 9 del [Link]. n. 17/2010.
- Se la macchina non contemplata dall'allegato IV, il fabbricante o il suo mandatario applica la
procedura di valutazione della conformit con controllo interno sulla fabbricazione della macchina di cui
all'allegato VIII.
- Se la macchina contemplata dall'allegato IV ed fabbricata conformemente alle norme armonizzate,
e nella misura in cui tali norme coprono tutti i pertinenti requisiti di sicurezza e di tutela della salute, il
fabbricante o il suo mandatario applica una delle procedure seguenti:
a) la procedura di valutazione della conformit con controllo interno sulla fabbricazione della macchina
di cui all'allegato VIII;
b) la procedura di esame per la certificazione CE del tipo di cui all'allegato IX, pi controllo interno sulla
fabbricazione della macchina di cui all'allegato VIII, punto 3;
c) la procedura di garanzia qualit totale di cui all'allegato X.
- Se la macchina contemplata dall'allegato IV, ma stata fabbricata non rispettando o rispettando solo
parzialmente le norme armonizzate ovvero se le norme armonizzate non coprono tutti i pertinenti
requisiti di sicurezza e di tutela della salute o non esistono norme armonizzate per la macchina in
questione, il fabbricante o il suo mandatario applica una delle procedure seguenti:
13
a) la procedura di esame per la certificazione CE del tipo di cui all'allegato IX, nonch controllo interno
sulla fabbricazione della macchina di cui all'allegato VIII, punto 3;
b) la procedura di garanzia qualit totale di cui all'allegato X.
Per una quasi macchina (insieme che costituisce quasi una macchina, ma che, da solo, non in grado di
garantire un'applicazione ben determinata; un sistema di azionamento una quasi-macchina; le quasimacchine sono unicamente destinate ad essere incorporate o assemblate ad altre macchine o ad altre
quasi-macchine o apparecchi per costituire una macchina) dovranno essere seguite le procedure di
conformit di cui allart. 10 del [Link]. n. 17/2010 in particolare devono essere state predisposte le
istruzioni per lassemblaggio e la dichiarazione di incorporazione che accompagnano la quasi macchina
fino all'incorporazione.
Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o in locazione finanziaria macchine o componenti di sicurezza
gi immessi sul mercato o in servizio alla data del 21 settembre 1996, deve attestare, sotto la propria
responsabilit, che essi siano conformi al momento della consegna, ai requisiti di sicurezza previsti (art.
11, comma 1, D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459, art. 18 del [Link]. n. 17/2010 ed art. 72, comma 1, [Link]. n.
81/2008 cos come modificato dallart 45 del [Link]. n. 106/2009).
14
inutilmente il quale il datore di lavoro pu avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati, con le modalit
di cui al comma 13.
Per leffettuazione delle verifiche le ASL e lINAIL possono avvalersi, (D.M. 11 aprile 2011), del supporto
di soggetti pubblici o privati abilitati. I soggetti privati abilitati acquistano la qualifica di incaricati di
pubblico servizio e rispondono direttamente alla struttura pubblica titolare della funzione.
Secondo il D.M. 11 aprile 2011 (art. 2, comma 2) all'atto della richiesta di verifica, il datore di lavoro
indica il nominativo del soggetto abilitato, pubblico o privato, del quale il soggetto titolare della funzione
si avvale laddove non sia in grado di provvedere direttamente con la propria struttura entro i termini
temporali sopra citati. L'elenco messo a disposizione dei datori di lavoro, a cura del titolare della
funzione, per l'individuazione del soggetto di cui avvalersi.
Periodicit della verifica secondo l'Allegato VII del [Link]. n. 81/2008, cos come modificato dal [Link]. 3
agosto 2009, n. 106:
- Ponti mobili sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato: Verifica annuale
- Ponti mobili sviluppabili su carro a sviluppo verticale e azionati a mano: Verifica biennale.
I datori di lavoro devono tempestivamente comunicare all'organo territoriale competente per la verifica,
la cessazione dell'esercizio, il trasferimento in altro stabilimento o cantiere, o lo spostamento in altro
reparto dell'apparecchio.
Secondo il D.M. 11 aprile 2011 la prima di tali verifiche effettuata dall'INAIL che vi provvede nel
termine di sessanta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro pu avvalersi
delle ASL e o di soggetti pubblici o privati abilitati con le modalit di cui al comma 13. Le successive
verifiche sono effettuate dai soggetti di cui al precedente periodo, che vi provvedono nel termine di
trenta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro pu avvalersi di soggetti
pubblici o privati abilitati, con le modalit di cui al comma 13.
Secondo la modifica dellart 71 del [Link]. n. 81/2008 riportata dalla legge n. 98/2013 di conversione del
D.L. n. 69/2013, per la prima verifica il datore di lavoro si avvale dellINAIL, che vi provvede nel termine
di quarantacinque giorni dalla messa in servizio dellattrezzatura. Una volta decorso inutilmente il
termine di quarantacinque giorni sopra indicato, il datore di lavoro pu avvalersi, a propria scelta, di altri
soggetti pubblici o privati abilitati.
Le successive verifiche sono effettuate su libera scelta del datore di lavoro dalle ASL o, ove ci sia
previsto con legge regionale, dallARPA, o da soggetti pubblici o privati abilitati.
Per l'effettuazione delle verifiche le ASL o ARPA e l'INAIL possono avvalersi (D.M. 11 aprile 2011 e D.L. 21
giugno 2013, n. 69), del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. I soggetti privati abilitati
acquistano la qualifica di incaricati di pubblico servizio e rispondono direttamente alla struttura pubblica
titolare della funzione.
Il datore di lavoro deve farsi parte diligente della richiesta di verifica periodica con la frequenza indicata
nell'allegato VII del [Link]. 9 aprile 2008, n. 81.
Chiarimenti circa le modalit di:
- richiesta, da parte del datore di lavoro, delle verifiche periodiche ai soggetti interessati,
- scelta del soggetto abilitato,
- attivazione del soggetto abilitato da parte del soggetto titolare della funzione,
- modulistica,
15
- tariffazione;
sono indicati nella circolare Ministero del lavoro e previdenza sociale 25 maggio 2012, n. 11.
La circolare INAIL n. AOO-09 del 24 maggio 2012 fornisce le prime indicazioni operative sulle modalit di
gestione delle denunce di messa in servizio delle attrezzature del tipo SC e SP di cui al D.M. 11 aprile
2011, pervenute in data antecedente al 23 maggio 2012.
Le denunce delle attrezzature e le richieste di verifiche devono essere effettuate, da parte dei datori di
lavoro, on line sui siti delle istituzioni locali titolari del servizio.
Con circolare MLPS n. 23/2012 sono state dati ulteriori chiarimenti e semplificazioni circa le procedure di
verifica. In particolare per quanto di competenza del datore di lavoro si specifica che:
- il datore di lavoro autorizzato a fare richiesta cumulativa di pi verifiche di attrezzature con scadenze
differite nel tempo, lASL/ARPA dovranno comunicare entro 30 giorni dalla data della richiesta limpegno
a portare a compimento la verifica periodica direttamente o mediante intervento del Soggetto Abilitato;
- per le attrezzature concesse in uso o noleggiate senza operatore, la richiesta di verifica periodica pu
essere inoltrata dal concedente in uso o dal noleggiatore;
- la periodicit delle verifiche non interrotta dai periodi di inattivit;
- lo spostamento dellattrezzatura di lavoro soggetta a verifica comporta sempre comunicazione al
soggetto titolare del servizio competente per territorio in riferimento alla nuova ubicazione.
(Per lo schema esaustivo sulle verifiche periodiche si veda la sezione approfondimento)
3.3 Raccoglifrutta
In riferimento a questo tipo di attrezzature il Ministero del lavoro con circolare 5 marzo 2013, n. 9 ha
precisato che le macchine non marcate CE rimangono assoggettate al regime di collaudo del D.M. 4
marzo 1982, che potr essere condotto da INAIL o da tecnico e poi a successivo regime di verifica
periodica come da D.M. 11 aprile 2011.
3.4 Loader aeroportuali
In riferimento a questo tipo di attrezzature il Ministero del lavoro con circolare 5 marzo 2013 n. 9 ha
precisato che non rientrano nella tipologia di ponti mobili sviluppabili e quindi non assoggettati al
regime di verifica di cui allart. 71, comma 11 del [Link]. n. 81/2008.
4. Sanzioni
4.1 Sanzioni a carico del datore di lavoro, del dirigente, del noleggiatore e del concedente in uso (Art. 87,
[Link]. n. 81/2008 cos come modificato dal [Link]. n. 106/2009)
Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti con la pena dellarresto da tre a sei mesi o con lammenda da
2.500 a 6.400 euro per la violazione:
- dellarticolo 70, comma 1;
- dellarticolo 70, comma 2, limitatamente ai punti 3.2.1, 5.6.1, 5.6.6, 5.6.7, 5.9.1, 5.9.2, 5.13.8 e 5.13.9
dellallegato V, parte II;
- dellarticolo 71, commi 1, 2, 4, 7 e 8.
16
Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti con la pena dellarresto da due a quattro mesi o con
lammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione:
a) dellarticolo 70, comma 2, limitatamente ai punti 2.10, 3.1.8, 3.1.11, 3.3.1, 5.1.3, 5.1.4, 5.5.3, 5.5.7,
5.7.1, 5.7.3, 5.12.1, 5.15.2, 5.16.2, 5.16.4, dellallegato V, parte II;
b) dellarticolo 71, comma 3, limitatamente ai punti 3.1.3, 3.1.4, 3.1.5, 3.1.6, 3.1.7, 3.2.1 dellallegato VI.
Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro
1.800 per la violazione:
a) dellarticolo 70, comma 2, limitatamente ai punti dellallegato V, parte II, diversi da quelli indicati alla
lettera a) del comma 3 e alla lettera b) del comma 2;
b) dellarticolo 71, comma 3, limitatamente ai punti dellallegato VI diversi da quelli indicati alla lettera
b) del comma 2, e commi 6, 9, 10 e 11.
La violazione di pi precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai
luoghi di lavoro di cui allallegato V, parte II, punti 1, 2, 3.1, 3.2, 3.3, 3.4, 4.1, 4.2, 4.3, 4.4, 4.5, 5.1, 5.2,
5.3, 5.4, 5.5, 5.6, 5.7, 5.8, 5.9, 5.10, 5.11, 5.12, 5.13, 5.14, 5.15 e 5.16 considerata una unica violazione,
penale o amministrativa a seconda della natura dellillecito, ed punita con la pena o la sanzione
amministrativa pecuniaria rispettivamente previste dai precedenti commi. Lorgano di vigilanza tenuto
a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.
La violazione di pi precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai
luoghi di lavoro di cui allallegato VI, punti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 2, 3.1, 3.2, 4, 5, 6, 7, 8,
9 e 10 considerata una unica violazione ed punita con la pena prevista dal comma 2, lettera b).
Lorgano di vigilanza tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.
Il venditore, il noleggiatore o il concedente in uso punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da
750 a 2.700 euro per la violazione dellarticolo 72.
4.2 Sanzioni per i progettisti, i fabbricanti, i fornitori e gli installatori (Art. 57, [Link]. n. 81/2008 cos come
modificato dal [Link]. n. 106/2009)
I progettisti che violano il disposto dellarticolo 22 sono puniti con larresto fino a sei mesi o con
lammenda da 1.500 a 6.000 euro.
I fabbricanti e i fornitori che violano il disposto dellarticolo 23 sono puniti con larresto da tre a sei mesi
o con lammenda da 10.000 a 40.000 euro.
Gli installatori che violano il disposto dellarticolo 24 sono puniti con larresto fino a tre mesi o con
lammenda da 1.200 a 5.200 euro.
4.3 Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente (Art. 165 [Link]. n. 81/2008 cos come modificato
dal [Link]. n. 106/2009)
Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti:
a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell'articolo
163;
17
b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione
dell'articolo 164.
La violazione di pi precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi alla
segnaletica di sicurezza di cui ai relativi Allegati considerata una unica violazione ed punita con la
pena prevista dal comma 1, lettera a). L'Organo di vigilanza tenuto a precisare in ogni caso, in sede di
contestazione, i diversi precetti violati.
5. Illustrazione grafica
18
Appendice
Fonti normative
Norme giuridiche
20
D.M. 11 aprile 2011 concernente la "Disciplina delle modalit di effettuazione delle verifiche periodiche
di cui allAllegato VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. nonch i criteri per labilitazione dei
soggetti di cui allarticolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo" - Chiarimenti
-MINISTERO LAVORO circolare 5 marzo 2013, n. 9
D.M. 11 aprile 2011 concernente la Disciplina delle modalit di effettuazione delle verifiche periodiche di
cui all'Allegato VII del [Link]. 9 aprile 2008, n. 81, nonch i criteri per l'abilitazione dei soggetti di cui
all'articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo - Chiarimenti
-MINISTERO LAVORO circolare 23 maggio 2013, n. 18
D.M. 11 aprile 2011 concernente la "Disciplina delle modalit di effettuazione delle verifiche periodiche
di cui all'Allegato VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonch i criteri per l'abilitazione dei
soggetti di cui all'art. 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo" - Chiarimenti
Norme UNI
UNI EN 280:2009 - 15/10/2009 - (Piattaforme di lavoro mobili elevabili - Calcoli per la progettazione Criteri di stabilit - Costruzione - Sicurezza - Esami e prove)
ISO 16653-1: 2008 (Piattaforme di lavoro mobili elevabili - Calcoli per la progettazione - Criteri di stabilit
- Costruzione - Sicurezza - Esami e prove per allestimenti speciali - parte1: MEWP con sistema di
parapetto retrattile)
ISO 16653-2: 2009 (Piattaforme di lavoro mobili elevabili - Calcoli per la progettazione - Criteri di stabilit
- Costruzione - Sicurezza - Esami e prove per allestimenti speciali - parte2: MEWP con componenti isolati)
ISO 18878:2004 (Piattaforme di lavoro mobili elevabili - formazione del conduttore)
ISO 18893:2004 2008 (Piattaforme di lavoro mobili elevabili - principi di sicurezza, ispezione,
manutenzione ed utilizzazione
21
VERIFICHE DI ATTREZZATURE
relative al Gruppo SP
Sollevamento persone Allegato II, punto 1.1.2. D.M. 11 aprile 2011
(Allegato VII, [Link]. n. 81/2008)
22
Verifica
Annuale
Biennale
23
24
Obblighi
Denuncia messa
in servizio
(ad INAIL)
Richiesta prima
verifica
Obblighi
Richiesta verifica
periodica
La richiesta deve essere fatta preferibilmente 30 gg. prima della data di scadenza
della verifica precedente e secondo le periodicit previste (Allegato VII del [Link]. n.
81/2008).
Le verifiche successive alla prima sono effettuate dalle ASL o dai soggetti pubblici o
privati abilitati indicati negli Albi regionali, che vi provvedono nel termine di trenta
giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro pu avvalersi di
soggetti pubblici o privati abilitati.
Per l'effettuazione delle verifiche le ASL possono avvalersi, (D.M. 11 aprile 2011), del
supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. I soggetti privati abilitati acquistano la
qualifica di incaricati di pubblico servizio e rispondono direttamente alla struttura
pubblica titolare della funzione.
Secondo il D.M. 11 aprile 2011 (art. 2, comma 2) all'atto della richiesta di verifica, il
datore di lavoro indica il nominativo del soggetto abilitato, pubblico o privato, del
quale il soggetto titolare della funzione si avvale laddove non sia in grado di
provvedere direttamente con la propria struttura entro i termini temporali sopra
citati. L'elenco messo a disposizione dei datori di lavoro, a cura del titolare della
funzione, per l'individuazione del soggetto di cui avvalersi.
Si veda la sezione formulario
Modello di richiesta verifica periodica successiva alla prima
Obblighi
Tariffe
Il Decreto Tariffe del 23 novembre 2012, aggiornato al gennaio 2015 (Circ. MLPS
n. 5 del 03 marzo 2015) fissa la tariffa per ogni tipologia di attrezzatura e per
tipologia di verifica
Tabella n. 1A
Attrezzature di lavoro del gruppo
SP
Prima verifica
periodica
Verifica periodica
successiva alla prima
334,99
249,22
334,99
249,22
Carri raccoglifrutta
259,31
153,37
309,76
216,94
334,99
249,22
309,76
216,94
334,99
244,22
309,76
216,94
27
Marca
da bollo
[Link] INAIL
Settore Ricerca, Certificazione e Verifica
Dipartimento Territoriale di _____________
codice fiscale...
RICHIEDE
Costruttore: ..
Nazionalit: italiana
estera
In caso di nazionalit italiana compilare anche i seguenti campi:
partita IVA ..
codice fiscale..
indirizzo ..
numero civico ..
CAP ..
Comune ..
Provincia ..
Telefono ..
Descrizione:
Ponte mobile sviluppabile su carro ad azionamento motorizzato
Ponte mobile sviluppabile su carro a sviluppo verticale e azionato a mano
1
2
numero di fabbrica
data costruzione ...
macchina accompagnata da dichiarazione di conformit CE SI
NO
modello ..
inserire ragione sociale
inserire ragione sociale
indirizzo ..
numero civico ..
CAP ..
Comune ..
NOTE _________________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________________
Si allega:
Copia dichiarazione conformit CE
Il Legale Rappresentante
Data..
.
(Timbro e firma)
3
Solo per ponte mobile sviluppabile su carro costruito in assenza delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento
delle direttive comunitarie di prodotto rientranti nel regime di verifiche D.M. 12 settembre 1959. Nel caso non si sia in possesso di
omologazione ISPESL sul prodotto necessario contattare INAIL Settore Ricerca, Certificazione e Verifica - Dipartimento
Certificazione e Conformit di Prodotti ed Impianti.
Marca
da bollo
[Link] INAIL
Settore Ricerca, Certificazione e Verifica
Dipartimento Territoriale di _____________
codice fiscale...
RICHIEDE
LA PRIMA VERIFICA PERIODICA DELLA SEGUENTE ATTREZZATURA:
Matricola .
Costruttore: ..
Nazionalit: italiana
estera
In caso di nazionalit italiana compilare anche i seguenti campi:
partita IVA ..
codice fiscale..
indirizzo ..
numero civico ..
CAP ..
Comune ..
Provincia ..
Telefono ..
Descrizione:
ponte sospeso motorizzato
ponte sospeso ad azionamento manuale
1
2
numero di fabbrica
data costruzione ...
inserire ragione sociale
Inserire ragione sociale
NO
macchina accompagnata da dichiarazione di conformit CE SI
modello ..
portata massima in Kg .. comprese n. persone .
indirizzo ..
numero civico ..
CAP ..
Comune ..
NOTE _________________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________________
Il Legale Rappresentante
Data..
.
(Timbro e firma)
Solo per ponti sospesi e relativi argani costruiti in assenza delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle
direttive comunitarie di prodotto, rientranti nel regime di verifiche D.M. 12 settembre 1959. Nel caso non si sia in possesso di
omologazione ISPESL sul prodotto necessario contattare INAIL Settore Ricerca, Certificazione e Verifica - Dipartimento
Certificazione e Conformit di Prodotti ed Impianti.
4
Solo per ponti sospesi e relativi argani costruiti in assenza delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle
direttive comunitarie di prodotto, rientranti nel regime di verifiche D.M. 04/03/1982.
[Link].06 rev. 0 di maggio 2012
Marca
da bollo
[Link] INAIL
Settore Ricerca, Certificazione e Verifica
Dipartimento Territoriale di _____________
codice fiscale...
RICHIEDE
Costruttore: ..
Nazionalit: italiana
estera
In caso di nazionalit italiana compilare anche i seguenti campi:
partita IVA ..
codice fiscale..
indirizzo ..
numero civico ..
CAP ..
Comune ..
Provincia ..
Telefono ..
Descrizione:
ponte sospeso motorizzato
ponte sospeso ad azionamento manuale
1
2
numero di fabbrica
data costruzione ...
macchina accompagnata da dichiarazione di conformit CE SI
NO
modello ..
inserire ragione sociale
Inserire ragione sociale
indirizzo ..
numero civico ..
CAP ..
Comune ..
NOTE _________________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________________
Si allega:
Copia dichiarazione conformit CE
Il Legale Rappresentante
Data..
.
(Timbro e firma)
Solo per ponti sospesi e relativi argani costruiti in assenza delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle
direttive comunitarie di prodotto, rientranti nel regime di verifiche D.M. 12 settembre 1959. Nel caso non si sia in possesso di
omologazione ISPESL sul prodotto necessario contattare INAIL Settore Ricerca, Certificazione e Verifica - Dipartimento
Certificazione e Conformit di Prodotti ed Impianti.
4
Solo per ponti sospesi e relativi argani costruiti in assenza delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle
direttive comunitarie di prodotto, rientranti nel regime di verifiche D.M. 04/03/1982.
[Link].06 rev. 0 di maggio 2012
Fac-simile per la richiesta di verifica periodica successiva alla prima (art.71 comma 11 [Link] 81/2008)
PREDISPORRE SU CARTA INTESTATA DITTA RICHIEDENTE
[Link]
A.S.L.
REFERENTE DA CONTATTARE:TELEFONO:....E-MAIL....
CHIEDE:
LA VERIFICA PERIODICA SUCCESSIVA ALLA PRIMA (come da allegato elenco:
Mod. SC-SP)
Il sottoscritto dichiara di essere a conoscenza ed accettare le vigenti tariffe per leffettuazione delle verifiche su
indicate nonch gli eventuali successivi adeguamenti delle tariffe stesse secondo le disposizioni di legge e si
impegna a mettere a disposizione personale e mezzi idonei per lo svolgimento della/e verifica/che.
Data.
(firma e timbro legale rappresentante/datore di lavoro)
_____________________________________________
[Link]: Elenco attrezzature da sottoporre a verifica periodica successiva alla prima (Mod. SC-SP)
SIS mod. 056 rev. 01 ottobre 2013
Richiesta verifica periodica All. VII [Link] 81/08
NR
*MATRICOLA ISPESL
DATA MESSA IN
SERVIZIO
( DENUNCIA ISPESL)
SETTORE IMPIEGO1
*TIPOLOGIA
*COSTRUTTORE
*NR FABBRICA
PORTATA
*ANNO
Kg
COSTRUZIONE
PERIODICITA
ALL. VII
D. LGS 81/2008
*PRIMA VERIFICA O
* VERIFICHE
DATA ULTIMA
LIBRETTO VERIFICHE
PERIODICHE ASL
VERIFICA
ENPI/INAIL/ISPESL
PRECEDENTI
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
Ai sensi
dellart.2,
comma
del D.M.
11/04/2011,
si indica,
quale
Soggetto
Abilitato,
desunto
dallelenco
locale
pubblicato,
il seguente
organismo:
Allatto del sopralluogo, secondo quanto previsto dal D.M. 11 aprile 2011, sar resa disponibile la seguente documentazione:
Libretto delle verifiche/omologazione ISPESL/INAIL (in originale-copia conforme), ovvero, per le attrezzature provviste di marcatura CE, copia della dichiarazione di conformit;
Registro di controllo e/o registrazione degli interventi di controllo previsti dal costruttore cos come previsto dallart. 71, comma 9, D. Lgs 81/2008 e [Link].,
Documentazione concernente le eventuali indagini supplementari, per attrezzature mobili e/o trasferibili messe in esercizio da oltre 20 anni.
In caso di indisponibilit del numero di matricola, lo scrivente si impegna a richiedere il rilascio dello stesso al dipartimento INAIL ex ISPESL al quale stata comunicata la
prima messa in servizio, comunicando, successivamente, lo stesso numero di matricola a codesta ASL, nel pi breve tempo possibile.
NOTA: In assenza di precedente verbale di VERIFICA PERIODICA redatto da ASL (o ARPA), lo svolgimento della Verifica Periodica in oggetto subordinato alla presenza o del libretto
delle verifiche ENPI o INAIL (ex ISPESL) o del verbale di PRIMA VERIFICA effettuata da INAIL (ex ISPESL) o da Soggetto Abilitato.
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