Il
metodo
ABC
e
le
distorsioni
cognitive
Marco
Vicentini,
Psy.D.
Centro
Camilliano
di
Formazione
24
novembre
2012
dal
Cognitivismo
al
Cognitivismo
clinico
Il
modello
A-B-C
[-D-E]
Il
modello
di
Auto-Aiuto
Emotivo
I
livelli
cognitivi
Le
distorsioni
cognitive
Le
idee
irrazionali
Gli
schemi
di
personalit
Beck
A.T.
(1978).
La
depressione.
Bollati
Boringhieri.
Beck
A.T.
(1984).
Principi
di
terapia
cognitiva.
Un
approccio
nuovo
alla
cura
dei
disturbi
aettivi.
Astrolabio.
Ellis
A.
(1989).
Ragione
ed
emozione
in
psicoterapia.
Astrolabio,
Roma
Meichenbaum
D.
(1977).
Cognitive
Behaviour
Modication:
An
integrative
approach.
Plenum
Press.
Mancini
F.
&
Perdighe
C.
(2010).
Elementi
di
Psicoterapia
Cognitiva.
Giovanni
Fioriti
Editore.
Gli
psicologi
parlano
spesso
di
una
rivoluzione
cognitivista
avvenuta
dagli
anni
1960-1970
che
ha
visto
la
psicologia
cognitivista
assurgere
ad
indirizzo
dominante
sottraendo
il
primato
al
comportamentismo
(oltrech
alla
psicoanalisi).
La
psicologia
cognitiva,
pu
essere
denita,
come
lo
studio
dellabilit
delle
persone
ad
acquisire,
organizzare,
ricordare
le
conoscenze
e
ad
usarle
come
guida
del
loro
comportamento
nel
mondo.
1948:
Cognitive
Maps
in
Rats
and
Men
Il
concetto
di
mappa
cognitiva
il
precursore
dei
concetti
di
memoria
spaziale
e
ragionamento
spaziale
Introdusse
il
concetto
di
comportamento
motivato
da
uno
scopo
(anche
senza
ricompensa)
Watson
(e
Skinner):
linguaggio
=
forma
di
comportamento
vocalico
apprendimento
per
imitazione
e
rinforzo.
Critiche
di
Chomsky
(1959)
alla
teoria
di
Skinner
dellapprendimento
linguistico
:
Se
emigrati
entro
i
7
anni,
nessuna
dierenza
1. argomento
della
povert
dello
stimolo:
povert
dellesposizione
al
linguaggio
adulto:
es.
bambini
immigrati
2.
creativit
del
linguaggio
3.
tappe
costanti
dello
sviluppo
linguistico
nei
bambini
anche
se
esposizione
a
contesti
diversi
Chomsky:
I
bambini
sono
in
grado
di
acquisire
il
linguaggio
perch
hanno
delle
conoscenza
speciche
innate.
La
maggior
parte
dei
processi
psicologici
risultano
complessi
e
articolati
e
non
riconducibili
a
semplici
catene
associative
di
stimoli
e
risposte.
I
modelli
S-R
non
erano
soddisfacenti
e
si
faceva
sempre
pi
forte
lidea
che
lo
stimolo
viene
in
qualche
modo
trasformato
e
rielaborato
prima
di
produrre
una
risposta
comportamentale.
La
mente
divenne
di
nuovo
centrale
e
si
svilupparono
i
cosiddetti
modelli
S-O-R.
I
processi
interni
allorganismo
non
possono
essere
negati,
certo
non
sono
direttamente
osservabili,
ma
sono
inferibili
e
per
questo
possono
essere
oggetto
di
studio
della
psicologia.
Importante
la
diusione
della
teoria
di
Chomsky
sullo
sviluppo
linguistico
che
mostra
linadeguatezza
della
prospettiva
comportamentista.
Inoltre,
dagli
anni
50
si
sviluppano
una
serie
di
studi
sulle
funzioni
cognitive:
Memoria
Miller
e
il
magico
numero
7;
Atkinson
&
Shirin
e
i
tre
moduli
della
memoria
Tulvig
e
la
memoria
episodica
e
semantica
lattenzione
Broadbent
e
la
teoria
del
ltro
(cocktail
party
problem)
Si
sviluppa
linteresse
per
le
macchine
e
lanalogia
uomo-macchina.
A
Cambridge,
Craick
cominci
i
suoi
studi
sul
comportamento
di
tracking
(1934).
Studi
in
ambito
militare
In
questo
compito
vi
un
bersaglio
mobile
sul
quale
lindividuo
deve
allineare
un
segnale,
spostando
una
penna
scrivente
attraverso
due
manopole.
Nel
1960
esce
il
libro
Piani
e
strutture
del
comportamento
di
Miller,
Galanter
e
Pribram.
Ritengono
che
lazione
umana
sia
costituita
da
comportamenti
altamente
strutturati
non
riconducibili
a
semplici
associazioni
S-R.
Innanzitutto
bisogna
parlare
del
comportamento
molare,
denito
in
termini
di
scopi
pu
essere
portato
a
termine,
secondo
diverse
modalit,
attraverso
unit
comportamentali
pi
semplici
denite
molecolari.
Ogni
azione
diretta
ad
uno
scopo
e
per
raggiungere
tale
scopo
lindividuo
prepara
dei
piani
dazione.
Il
comportamento
pu
essere
organizzato
gerarchicamente
e
i
processi
che
regolano
i
comportamenti
dallalto
vengono
deniti
piani.
Gli
autori
descrivono
la
struttura
dei
piani
attraverso
una
unit
di
monitoraggio
che
viene
denita
TOTE
Test;
Operate;
Test;
Exit
Broadbent
(1958)
ritiene
che
sia
importante
studiare
il
sistema
cognitivo
nel
suo
complesso,
cio
in
rapporto
allelaborazione
delle
informazioni
in
ingresso
nel
sistema,
a
prescindere
che
riguardino
aspetti
percettivi,
attentivi
ecc.
Nonostante
questo
approccio
globale
iniziale,
il
movimento
si
svilupper
in
rapporto
a
micromodelli.
Nel
1967
Neisser
formalizzer
i
principi
del
nuovo
modello
psicologico
e
dar
vita
al
paradigma
dello
Human
Information
Processing
(HIP).
La
psicologia
cognitiva
non
si
occupa
pi
di
comportamenti
e
neppure
di
contenuti
o
vissuti,
ma
di
processi.
I
processi
di
elaborazione
delle
informazioni,
compiuti
dai
soggetti,
vengono
studiati
soprattutto
attraverso
i
tempi
di
reazione
ed
esecuzione
di
vari
compiti.
Prende
corpo
in
modo
sempre
pi
decisivo
la
metafora
delluomo
come
calcolatore
(cervello
e
mente
come
hardware
e
software).
Il
modello
cognitivo
in
psicologia
si
sviluppato
dagli
anni
60:
1.
2.
3.
4.
Segnato
dallo
studio
del
paradigma
HIP,
il
comportamento
umano
descritto
attraverso
i
modi
in
cui
il
soggetto
risponde
come
un
sistema
o
di
un'organizzazione
in
grado
di
operare
con
la
realt,
in
sequenza
di
elaborazione
delle
informazioni
ricevute;
Dal
contatto
con
le
neuroscienze
e
con
l'intelligenza
articiale,
ha
portato
allo
studio
di
modelli
simbolici
della
memoria
umana.
I
problemi
classici
della
percezione,
azione
o
attivit
sono
concentrate
sui
problemi
linguistici
di
"elaborazione
delle
informazioni.
Conosciuta
anche
come
la
seconda
rivoluzione
cognitiva,
si
focalizzato
sul
funzionamento
psicologico,
costruito
in
una
prospettiva
dinamica
e
attiva,
che
include
la
considerazione
delle
emozioni,
intenzioni,
e
del
contesto
ambientale
Attualmente
i
modelli
cognitivi
interagiscono
con
dimensioni
interpersonali,
simboliche,
meditative
e
religiose,
formulando
nuovi
modelli
di
azione
e
comprensione.
La
prospettiva
cognitiva
in
ambito
clinico
radicalmente
diversa
da
altri
approcci
in
due
linee
principali:
Accetta
il
metodo
scientico
e
riuta
l'introspezione
come
metodo
valido
di
indagine,
a
dierenza
di
metodi
fenomenologico
come
la
psicologia
analitica.
Aerma
l'esistenza
di
stati
mentali
interni
(come
le
credenze,
i
desideri,
gli
scopi,
e
le
motivazioni),
a
dierenza
della
prima
psicologia
del
comportamento.
Cognizione:
Unit
operativa
che
descrive
le
modalit
di
una
persona
di
interagire
in
maniera
organizzata
e
nalizzata
con
lambiente
(umano).
Tale
organizzazione
denita
al
medesimo
tempo
dalle
componenti
intellettive,
mnestiche
e
emozionali,
nel
loro
essere
diacroniche
e
sincroniche.
La
psicologia
cognitiva
studia
quindi
la
modalit
di
organizzazione
dellesperienza.
Il
comportamento
stato
cos
studiato
come
lo
studio
degli
eventi
attivati
internamente
al
soggetto,
di
natura
cognitiva
e
aettiva
Emozioni,
sentimenti,
aetti
Pensieri,
Immagini
mentali,
Credenze
Il
modello
S-R
stato
modicato
dallo
studio
minuzioso
delle
variabili
intervenienti,
alla
analisi
e
alle
strategie
per
modicare
come
il
usso
informativo
viene
strutturato
adattivamente
dal
singolo
individuo
STIMOLI
RISPOSTE
STIMOLI
RISPOSTE
Terapia
cognitiva
di
Beck
(1963,1967,1970,1976)
Correzione
con
laiuto
della
parola
e
del
ragionamento
dei
pensieri
disadattivi
Terapia
Razionale-Emotiva-
Comportamentale
(REBT)
di
Ellis
(1957,1962,1971)
Come
gestire
e
trattare
i
pensieri
irrazionali
Allenamento
basato
sulle
autoistruzioni
di
Meichenbaum
(1973,1974,1975)
Modalit
di
soluzione
dei
problemi
di
de
DZurilla
e
Golfried
(1971)
Come
apprendere
a
verbalizzare
certe
risposte
per
modicare
il
proprio
comportamento
anomalo
Insegnamento
su
come
reagire
con
modalit
corrette
di
fronte
ai
problemi
della
vita
Third
wave
(2000-)
Schema
Therapy
(Young)
Dialectic
Behavioral
Therapy
(Linehann)
Mindfulness
&
Acceptance
(Kabat-Zin
&
Hayes)
Lidea
centrale
della
psicoterapia
di
Beck
e
Ellis:
La
psicopatologia
e
il
disagio
psicologico
sono
caratterizzate
(o
almeno
costituite
anche)
in
termini
di
pensieri
erronei,
irrazionali,
disfunzionali,
i
cui
eetti
sono
modalit
di
risposte
emotive
e
comportamentali
inadeguate.
Obiettivo
psicoterapeutico:
Modicare
il
sistema
di
pensare,
e
conseguentemente
il
sistema
di
credenze
associato,
per
portare
ad
un
miglioramento
nelle
capacit
adattive
della
persona
che
sore
di
un
disagio
o
disturbo
psicologico.
Novit
metodologiche:
Psicoterapia
breve,
strategica,
focalizzata,
che
richiede
un
coinvolgimento
attivo
Risultati
migliori,
pi
rapidi
e
pi
a
lungo
termine,
confrontati
con
lapproccio
psicoanalitico
e
con
lutilizzo
di
psicofarmaci
(soprattutto
per
i
disturbi
codicati
su
Asse
I)
Depressione
Visione
negativa
di
s,
della
personale
esperienza
e
del
futuro
Stati
ipomaniacali
Ansia
Fobia
Esagerata
visione
di
se
e
del
futuro
Senso
sico
e
psicologico
di
pericolo
Senso
di
pericolo
in
una
specica,
preventivabile
situazione
Paranoia
Attribuzione
di
minaccia
agli
altri
Inferenza
arbitraria
Arrivare
a
conclusioni
senza
disporre
di
sucienze
evidenze
Astrazione
selettiva
Focus
posto
sui
dettagli
anzich
sul
contesto
Catastrozzazione
Arrivare
ad
una
conseguenza
drammatica
partendo
da
piccoli
eventi
negativi
Personalizzazione
Collegare
eventi
esterni
come
se
fossero
la
prova
certa
di
giudizi
su
se
stessi,
senza
basi
razionali
per
fare
ci
Pensiero
dicotomico
Sistema
di
credenze
con
i
quali
interpretiamo
in
maniera
consistente
le
situazioni
Sviluppate
nelle
esperienze
passate,
nello
sviluppo
personale
e
negli
eventi
traumatici
Diventano
patologici
quando
sono
rigidi,
assoluti,
non
modicabili,
e
creano
eccessivo
e
perdurante
disagio
psicologico.
Io
devo
sempre
essere
amato,
approvato,
stimalo
da
tulle
le
persone
per
me
signicative.
Devo
mostrarmi
sempre
competente
e
adeguato
in
tutto
ci
che
faccio.
Le
cose
devono
andare
in
modo
che
io
possa
ottenere
tutto
quello
che
voglio
subito
e
senza
fatica,
altrimenti
il
mondo
uno
schifo
e
la
vita
non
degna
di
essere
vissuta.
Se
temo
che
possa
accadere
qualcosa
di
pericoloso
o
dannoso,
allora
devo
pensarci
continuamente,
ed
giusto
che
io
sia
agitato
e
sconvolto
al
pensiero
delle
eventuali
conseguenze.
per
poterle
controllare
meglio.
Devo
trovare
soluzioni
perfette
ai
miei
problemi
o
a
quelli
altrui,
altrimenti
chiss
che
cosa
pu
succedere!
Il
mio
passato
la
vera
causa
dei
miei
attuali
problemi:
se
qualcosa
ha
inuito
pesantemente
sulla
mia
vita.
questo
ormai
condiziona
irrimediabilmente
tutti
i
miei
sentimenti
e
comportamenti
attuali.
Potrei
impazzire
e
questo
sarebbe
davvero
terribile.
Sviluppata
da
Aaron
T.
Beck
primi
anni
60
Riteneva
che
il
pensiero
fosse
sia
"il
problema
psicologico
fondamentale",
sia
"il
suo
rimedio
psicologico.
Applicazioni
psicopatologiche
Ecaci
e
rapide
per
aiutare
le
persone
a
risolvere
dicolt
di
adattamento
o
crisi
evolutive
(dicolt
nelle
relazioni
sociali
o
nel
lavoro,
ansia
da
esame,
reazioni
disadattive
al
lutto,
dicolt
nella
coppia
o
nella
gestione
dei
gli,
ecc.)
Utile
anche
ad
ognuno
di
noi.
Quando
si
ha
un
problema
clinico
?
Quando
le
emozioni
sono
troppo
intense
o
durature
rispetto
alla
situazione
nella
quale
ci
troviamo;
solo
allora
le
possiamo
considerare
un
problema
emotivo.
Il
modello
di
Beck
postula
una
complessa
relazione
tra
emozioni,
pensieri
e
comportamenti,
sottolinea
come
molti
dei
nostri
problemi
(tra
i
quali
quelli
emotivi)
siano
inuenzati
da
ci
che
facciamo
e
ci
che
pensiamo
nel
presente,
qui
ed
ora.
L'essenza
del
pensiero
cognitivista
pu
essere
riassunto
da
questa
frase
di
Epiteto:
le
persone
sono
disturbate
non
dalle
cose,
ma
dallinterpretazione
che
essi
ne
danno
Gli
uomini
non
sono
turbati
dalle
cose,
ma
dalle
opinioni
che
essi
hanno
delle
cose
Epiteto
Se
una
cosa
esterna
ti
tormenta,
non
sori
per
quella
cosa
in
s,
ma
per
il
giudizio
che
hai
su
di
essa.
Ed
in
tuo
potere
spazzar
via
subito
quel
giudizio
Marco
Aurelio
Non
c
niente
di
buono
o
di
cattivo,
il
pensiero
che
lo
rende
tale
William
Shakespeare
Non
la
situazione
di
per
s
a
determinare
ci
che
le
persone
sentono,
ma
il
modo
in
cui
interpretano
tale
situazione.
Sono
i
pensieri
della
persona,
la
sua
percezione
degli
eventi
che
inuenzano
le
emozioni
e
il
comportamento.
Pensiero
Esperienza
vissuta
Comportamento
Emozione
E
notte
e
due
persone
sono
a
letto
in
attesa
di
prendere
sonno,
quando
improvvisamente
sentono
un
rumore.
Che
reazione
(siologica)
avreste?
Voi
cosa
pensereste?
Uno
dei
due,
un
po'
seccato,
si
volta
dall'altra
parte
e
prova
a
riprendere
sonno;
l'altro,
invece,
si
preoccupa,
si
alza
dal
letto
e
si
dirige
allarmato
verso
il
luogo
di
provenienza
del
rumore.
"Al
Come
lo
spieghereste?
vicino
sar
caduto
qualcosa,
domani
gli
chieder
di
fare
pi
attenzione
a
quest'ora
della
notte
"Che
cosa
sar
successo?
Staranno
rubando
qualcosa?"
L
ipotesi
di
Beck
che
comune
a
tutti
i
disturbi
psicologici
sia
il
pensiero
distorto
o
disfunzionale
(che
inuenza
lumore
e
il
comportamento
del
paziente).
Il
modello
alla
base
dellapproccio
cognitivo-comportamentale
si
oppone
ad
una
visione
"deterministica"
delle
emozioni
e
dei
comportamenti
umani:
le
situazioni
che
ognuno
di
noi
vive,
cio,
non
determinano
direttamente
le
nostre
reazioni
(emotive
e/o
comportamentali).
Esiste
un
terzo
elemento
che
agisce
fortemente
sulle
nostre
reazioni
e
cio
il
pensiero.
Spesso
le
interpretazioni
che
diamo
agli
eventi
non
sono
solo
quelle
che
facciamo
a
livello
razionale.
Vi
mai
capitato
di
ripensare
ad
una
vostra
reazione
e
sentire
questa
discrepanza?
Ma
come
mai
questo?
Prima
ancora
di
dare
un
"giudizio"
positivo
o
negativo
di
un
evento,
nella
nostra
mente
scattano
dei
pensieri
cosiddetti
"automatici
che
sfuggono
alla
nostra
consapevolezza
poich
non
sappiamo
riconoscerli.
Sono
loro
la
vera
causa
delle
emozioni
negative
e
dei
comportamenti
disfunzionali
che
proviamo
e/
o
agiamo
in
risposta
ad
alcuni
eventi.
Una
valutazione
realistica
e
la
modicazione
del
modo
di
pensare
producono
un
miglioramento
dellumore
e
del
comportamento.
Miglioramenti
duraturi
si
ottengono
con
modicazione
a
livello
pi
profondo
(delle
credenze
disfunzionali
sottostanti
del
paziente).
Questo
vuol
dire
che
agendo
attivamente
ed
energicamente
sui
nostri
pensieri
e
sui
nostri
comportamenti
attuali,
possiamo
liberarci
da
molti
dei
problemi
che
ci
aiggono
da
tempo.
Una
grande
rivoluzione
nel
panorama
della
psicologia
stata
quella
ad
opera
di
due
psicologi,
Albert
Ellis
e
Aaron
Beck,
i
quali
con
modalit
dierenti
sono
giunti
alle
medesime
conclusioni
(della
losoa
greca):
il
nostro
modo
di
pensare
inuenza
la
nostre
emozioni.
Non
il
fatto
che
ci
sia
il
sole
o
che
sia
nuvoloso
a
fare
di
una
giornata
una
bella
giornata,
ma
il
signicato
che
il
sole
o
le
nuvole
hanno
per
noi.
In
particolare
questi
autori
hanno
messo
in
luce
come
nellindirizzare
i
nostri
pensieri
agiscano
veri
e
propri
errori
formali
di
ragionamento:
errori
logici,
utilizzo
improprio
di
euristiche.
Il
nostro
cervello
non
fatto
per
seguire
sempre
la
logica
nel
trarre
conclusioni,
anzi,
ma
questo
non
necessariamente
un
male.
Lagire
in
modo
impulsivo,
senza
troppi
ragionamenti
logici,
spesso
infatti
alla
base
di
meccanismi
importanti
di
ragionamento
Le
distorsioni
cognitive,
ossia
le
modalit
di
ragionamento
che
non
seguono
la
logica,
sono
per
tutti
noi
allordine
del
giorno:
senza
rendercene
conto,
le
usiamo
spessissimo.
A
volte
sono
utili,
molte
volte
per
ci
fanno
stare
peggio,
portandoci
ad
una
interpretazione
degli
eventi
negativa
e
a
conseguenti
emozioni
negative.
Perch
cerchiamo
di
dare
un
senso
a
ci
che
ci
circonda
e
ci
organizziamo
l'esperienza
per
non
essere
sopraatti
dalla
grande
quantit
di
stimoli
a
cui
sono
sottoposte
ogni
giorno.
Con
il
passare
del
tempo
le
varie
interpretazioni
portano
ad
alcuni
convincimenti
e
apprendimenti,
che
possono
essere
pi
o
meno
aderenti
alla
realt
e
pi
o
meno
funzionali
al
benessere
della
persona.
Ipotizza
che,
attraverso
le
esperienze
che
facciamo
a
partire
dallinfanzia
e
via
via
nel
corso
della
vita,
ci
formiamo
delle
convinzioni
soggettive
(cognizioni)
che
condizionano
il
nostro
modo
di
"percepire",
di
"capire"
gli
avvenimenti,
di
"interpretarli",
e
che
condizionano
di
conseguenza
le
nostre
azioni
ed
il
nostro
comportamento.
La
psicoterapia
cognitiva
interviene
sui
pensieri
automatici
negativi,
sulle
convinzioni
intermedie
e
sugli
schemi
cognitivi
disfunzionali
al
ne
di
regolare
le
emozioni
dolorose,
interrompere
i
circoli
viziosi
che
mantengono
la
soerenza
nel
tempo
e
creare
le
condizioni
per
la
soluzione
del
problema.
Gli
studi
scientici
sul
trattamento
dei
disturbi
emotivi
indicano
che
se
si
ottiene
una
modicazione
strutturale
delle
convinzioni
si
hanno
meno
probabilit
di
ricaduta
in
futuro.
LABC pu essere immaginato come uno schema a tre colonne
(A, B, e C appunto) dove ciascuna identifica uno specifico contenuto.
LABC
nel
contesto
cognitivo
pu
essere
immaginato
come
uno
schema
a
tre
colonne
(A,
B,
e
C
appunto)
dove
ciascuna
identica
uno
specico
contenuto.
A
=
evento
attivante
interno
o
esterno
allorganismo
(Activating
event)
B
=
sistema
di
convinzioni
(Belief
System)
C
=
eetti
dellelaborazione
cognitiva
sul
piano
emotivo
e
comportamentale
(Consequences)
Lindividuo
reagisce
principalmente
alla
rappresentazione
cognitiva
degli
eventi
pi
che
agli
eventi
di
per
s
Emozioni
disfunzionali
sono
inuenzate
da
modalit
di
pensiero
irrazionale
(non
funzionale)
possibile
identicare
e
codicare
le
principali
modalit
di
pensiero
irrazionale
Per
superare
emozioni
e
comportamenti
disfunzionali
possibile
ricorrere
a
modalit
di
pensiero
razionali
I
metodi
cognitivi
possono
essere
costruttivamente
integrati
con
metodi
comportamentali
Spiegazione
popolare
dellemozione
Evento
attivante
Conseguenza
Reazioni
emotive
e
comportamentali
situazione
mi
ha
fatto
arrabbiare
mi
ha
fatto
stare
in
ansia
Rabbia,
depressione,
colpa,
ansia
Evento
attivante
sistema
di
convinzioni
conseguenze
situazione
Mi
piacerebbe
quindi
Io
devo..
Tu
devi..
Il
mondo
deve..
Reazioni
emotive
e
comportamentali
Rabbia,
depressione,
colpa,
ansia
Interpretazione
e
valutazione
della
situazione
Situazione
scatenante
inadeguata
Reazione
emotiva
disfunzionale
adeguata
Reazione
emotiva
funzionale
Comportamento
ecace
collera
ansia
colpa
depressione
Decadimento
Comportamento
Perdita
Autocontrollo
Sono
rigidi
ed
estremi
Sono
in
contraddizione
con
la
realt
oggettiva
Sono
illogici
Sono
dannosi
per
il
conseguimento
del
proprio
benessere
e
dei
propri
scopi
Sono
essibili
e
non
estremi
Sono
congruenti
con
la
realt
oggettiva
Sono
logici
Facilitano
il
conseguimento
dei
propri
scopi
e
del
proprio
benessere
Tale schema guida la terapia cognitiva, ed in base a tale schema pu
essere concretamente attuata una valutazione, una formulazione, una pianificazione e
concettualizzazione del problema psicologico, ed un trattamento.
Tale
schema
guida
la
terapia
cognitiva,
ed
in
base
a
tale
schema
pu
essere
concretamente
attuata
una
valutazione,
una
formulazione,
una
pianicazione
e
concettualizzazione
del
problema
psicologico,
ed
un
trattamento.
Il
merito
del
modello
ABC
di
separare
in
modo
preciso
aspetti
diversi
della
nostra
esperienza
in
modo
utile
e
pratico,
ma
non
per
questo
superciale.
Non
sono
causate
dagli
eventi
Non
sono
causate
da
altre
persone
Il
passato
non
responsabile
delle
nostre
emozioni
Rappresentano
il
sistema
ottimale
di
risposta
individuale
agli
stimoli
ambientali
e
relazionali
Gli
individui
tendono
a
voler
cambiare
soprattutto
levento
attivante
(soluzione
pratica)
La
soluzione
emotiva
consiste
nel
trasformare
la
propria
reazione
emotiva
allevento,
piuttosto
che
cercare
di
fuggire
da
esso
o
eliminarlo
Il
modello
cognitivo
non
sostiene
che
bisogna
cambiare
solo
le
emozioni
senza
cercare
di
rendere
migliori
le
situazioni
di
vita
Il
modello
cognitivo
sostiene
che
meglio
mirare
prima
alla
soluzione
emotiva
Gli
individui
raggiungono
in
modo
pi
ecace
la
soluzione
pratica
se
sono
meno
disturbati
emotivamente
(legge
di
Yerkes-Dodson,
1908)
A
Evento
Attivante
B1
Pensieri
Razionali
C1
Reazioni
emotive
e
comportamentali
adattive
B2
Pensieri
Irrazionali
C2
Emozioni
e
Comportamenti
disfunzionali
D
Ristrutturazione
E
Nuove
razioni
funzionali
Trasformazione
della
convinzione
irrazionale
in
razionale.
Positivizzazione
del
pensiero.
Interiorizzazione
autoistruzionale
e
autoconvincimento
attraverso
il
dialogo
interno.
Denizione
di
obiettivi
realistici.
1.
Tutti
i
problemi
sono
C
2.
I
problemi
sono
determinati
da
B,
non
da
A
3.
Vi
sono
dei
legami
preferenziali
tra
B
e
C
4.
B
deriva
dalla
storia
di
vita
del
soggetto
5.
Indebolire
le
convinzioni
indebolisce
lo
stress
associato
e
il
disturbo
emotivo
Focus
sul
problema
Identicare
C
(reazioni
emotive
e
comportamentali)
Valutare
gli
A
Confermare
che
A-C
il
problema
Formulare
B
Collegare
B
con
C
Collegare
ABC
alla
storia
di
vita
Stabilire
lobiettivo
e
le
opzioni
alternative
Modicare
B,
le
convinzioni
e
le
credenze
A
-
2
Cosa
successo
(situazione
problematica)
B
-
3
Cosa
ho
pensato
C
-
1
Come
mi
sono
sentito
Metti
in
discussione
B
Posso
trasformare
i
miei
pensieri
?
Come
mi
sento
?
PRIMA
FASE:
RICONOSCERE
LEMOZIONE
NEGATIVA
Le
emozioni
sono
il
modo
in
cui
ci
sentiamo,
esse
ci
accompagnano
costantemente
durante
la
nostra
giornata.
Alcune
emozioni
sono
positive
come
la
gioia,
la
serenit,
la
soddisfazione,
altre
sono
nocive,
come
la
depressione,
lansia,
la
paura,
la
rabbia,
la
colpa
e
la
gelosia.
Ogni
emozione
,
inuenzata
dai
pensieri
e
non
solo
da
ci
che
accade.
ci
che
pensi
di
fronte
ad
una
situazione
a
determinare
le
tue
reazioni
emotive,
pi
che
la
situazione
in
se
stessa.
La
maggior
parte
delle
volte
in
cui
provi
unemozione
intensa
negativa
(come
una
forte
ansia)
perch
stai
pensando
in
modo
negativo.
Allora
prova
a
individuare
i
tuoi
pensieri
negativi
e
per
modicarli
al
pi
presto,
mettendoli
in
discussione,
attaccandoli
e
sostituendoli
con
pensieri
pi
utili.
Questo
inizialmente
richiede
esercizio
nch
non
diventa
unabitudine.
Per
esercitarti,
la
prima
fase
ti
chiede
di
compilare
una
scheda
come
quella
riportata
ogni
volta
che
hai
unemozione
negativa.
SECONDA
FASE
SCOPRIRE
I
PENSIERI
NOCIVI
I
pensieri
nocivi
non
descrivono
la
realt
cos
com',
ma
la
distorcono.
Non
ti
aiutano
a
superare
le
dicolt
e
ti
portano
a
provare
emozioni
spiacevoli,
talvolta
in
modo
particolarmente
intenso.
I
pensieri
utili
descrivono
invece
le
cose
cos
come
sono
veramente,
senza
ingigantire
i
fatti
n
svalutare
le
cose
e
le
persone.
Ti
aiutano
a
superare
le
dicolt
e
ti
permettono
di
provare
uno
stato
d'animo
adeguato
per
arontare
le
situazioni
della
vita.
Di
solito,
quando
pensiamo
in
modo
negativo
proviamo
subito
emozioni
spiacevoli
e
se
ci
fermiamo
a
leggere
i
nostri
pensieri
notiamo
che
contengono,
quasi
sempre,
frasi
di
questo
tipo:
1.
Pretese
assolute
(prendono
la
forma
di
doverizzazioni:
Io
devo
assolutamente,
Tu
devi
assolutamente,
Gli
altri,
le
cose
devono
assolutamente,
)
oppure
di
bisogni
assoluti:
bisogna
assolutamente,
Non
si
pu
vivere
senza)
2.
Bassa
tolleranza
verso
la
frustrazione
(prendono
la
forma
di
insopportabilit,
intolleranza
:Io
non
tollero,
non
sopporto)
3.
Catastrosmo
(E
tremendo,
Sarebbe
terribile)
4.
Giudizi
totali
su
di
s
o
sugli
altri
(Non
valgo
niente,
Sei
uno
stupido,
Sei
una
carogna)
Per
scoprire
il
pensiero
nocivo
di
base
pu
essere
utile
chiedersi:
Cosa
signica
questo
per
me?
o
Perch
mi
fa
stare
male?.
Ad
esempio,
se
un
amico
mi
incontra
per
la
strada
e
non
mi
saluta
io
potrei
pensare:
Ma
guarda,
non
mi
ha
neppure
salutato
e
sentirmi
molto
triste.
In
realt
questo
pensiero
non
ha
nulla
di
negativo,
solo
unosservazione,
ma
se
mi
sento
molto
triste
signica
che
c
un
pensiero
negativo
sottostante
di
cui
potrei
non
essermi
accorto.
Lo
posso
scoprire
chiedendomi:
cosa
signica
per
me
il
fatto
che
non
mi
ha
salutato?
e
mi
potr
rispondere
dicendomi
che
magari
gli
sono
antipatico.
Allora
mi
chieder
di
nuovo
Cosa
signica
questo
per
me?
e
potrei
rispondermi
che
sono
una
persona
antipatica
e
nessuno
mi
stimer
e
questo
insopportabile
(bassa
tolleranza
alla
frustrazione).
Rispondendo
a
questa
domanda
abbiamo
trovato
il
pensiero
negativo
di
base
(insopportabilit)
che
crea
sensazioni
TERZA
FASE:
MODIFICARE
I
PENSIERI
E
LE
EMOZIONI
NEGATIVE
Una
volta
individuato
i
pensieri
(interpretazioni
e
valutazioni)
negativi
che
hanno
prodotto
lemozione
o
la
sensazione
sgradevole,
puoi
cercare
di
cambiarli
e
sostituirli
con
pensieri
pi
adeguati.
Per
modicare
il
pensiero
necessario
metterlo
in
discussione.
Per
questo
ti
pu
essere
utile
rispondere
a
domande
di
questo
tipo:
Qual
la
dimostrazione
che
ci
che
penso
vero?
Questo
modo
di
pensare
mi
aiuta
a
sentirmi
bene
e
ad
ottenere
quello
che
desidero?
Non
sto
forse
esagerando
nel
pensare
in
questo
modo?
Ci
che
temo
veramente
terribile?
Qual
la
cosa
peggiore
che
potrebbe
accadere
in
questa
situazione?
Quanto
probabile
che
si
verichi
davvero?
Perch
le
cose
non
dovrebbero
mai
andare
cos?
sempre
possibile
ottenere
quello
che
si
vuole?
Come
posso
dimostrare
di
essere
assolutamente
un
buono
a
nulla?
Come
pu
uno
sbaglio
rendermi
una
persona
completamente
incapace?
In
quale
altro
modo
potrei
considerare
questa
faccenda?
Ora
scrivi
alcune
risposte
alle
domande
che
ti
sei
appena
posto
e
cerca
di
notare
se
la
tua
emozione
negativa
diminuita,
segnando,
come
prima,
lintensit
dellemozione
nella
scheda
LABC
DELLE
EMOZIONI.
Se
lemozione
ancora
forte
e
fastidiosa,
e
non
diminuita
di
intensit,
controlla
di
aver
scoperto
veramente
il
pensiero
che
ti
procura
emozioni
negative
e
continua
a
metterlo
in
discussione.
Se
sei
riuscito
a
cambiare
il
pensiero
e
a
sentirti
un
po
meglio
hai
fatto
un
buon
lavoro.
Pertanto
premiati,
riconoscendo
il
tuo
successo
concedendoti
qualcosa
di
piacevole.
1.
pensieri
automatici.
2.
convinzioni
intermedie;
3.
convinzioni
profonde
o
schemi
cognitivi;
Secondo
il
modello
cognitivo
i
livelli
di
pensiero
sono
come
le
parti
che
compongono
un
albero:
foglie
(i
pensieri
automatici)
piccole
e
caduche
tronco
(le
credenze)
pi
solido
e
strutturato
radici
(gli
schemi)
su
cui
tutto
lalbero
si
regge
Si
tratta
di
una
sorta
di
commento
interno
in
cui
la
persona
si
impegna
in
speciche
situazioni.
Possono
essere
coscienti
ma
possono
anche
non
esserlo.
Sono
pensieri
rapidi,
brevi,
telegraci
anche
se
tendono
a
giungere
alla
consapevolezza
della
persona
in
lunghe
catene.
Ad
un
pensiero
automatico
infatti
spesso
ne
seguono
altri,
sulla
stessa
scia
e
con
le
stesse
modalit.
I
pensieri
automatici
legano
un
evento
alla
reazione
emotiva
conseguente.
N.B.
Possono
anche
presentarsi
come
immagini
mentali
Situazione:
incontro
una
vecchia
amica
per
strada
che
non
mi
saluta.
Pensiero
automatico:
Le
sono
sempre
stata
antipatica.
Reazione
emotiva:
tristezza
Che
stronza
Reazione
emotiva:
rabbia
Le
credenze
rappresentano
il
livello
intermedio
del
pensiero.
Si
dividono
in
3
categorie:
1. REGOLE:
la
persona
si
da
delle
regole
di
comportamento
valide
per
s
o
per
gli
altri.
OPINIONI:
riguardano
le
opinioni
su
se
stessi,
su
gli
altri
e
sul
mondo.
2.
3.
(Es.
Devo
essere
sempre
la
persona
pi
competente
di
tutte.)
(Es.
terribile/sconveniente
essere
persone
superciali/incompetenti/etc.).
ASSUNZIONI:
assumono
la
forma
di
proposizioni
(Es.
Se
non
faccio
il
massimo,
allora
fallir.)
Lipotesi
di
Beck
che
le
credenze
abbiano
la
capacit
di
far
sorgere
i
pensieri
automatici.
Spesso
le
persone
non
sono
pienamente
consapevoli
delle
loro
credenze,
tanto
meno
degli
schemi,
al
contrario
dei
pensieri
automatici
che
sono
pi
accessibili
alla
consapevolezza.
Esse
sembrano
per
essere
la
base
di
molte
reazioni
delle
persone,
esprimendosi
nelle
loro
emozioni,
nei
loro
pensieri
automatici
e
nei
loro
comportamenti.
Sono
delle
strutture
interpretative
di
base
con
cui
la
persona
rappresenta
se
stesso
e
gli
altri
e
organizza
il
suo
pensiero.
Uno
schema
una
tendenza
stabile
ad
attribuire
un
certo
signicato
agli
eventi.
Se
patologici
sono
globali,
rigidi
e
ipergeneralizzati.
Essi
possono
riguardare
noi
stessi
(schema
di
s),
gli
altri
(schema
dell'altro)
e
la
relazione
di
s
con
l'altro
(schema
interpersonale).
Interazione
con
gli
altri
ed
esperienze
incontrate
(fa3ori
di
rischio)
Fa2ori
precipitan;
e
a<van;
SITUAZIONE
CONVINZIONI
CENTRALI
CONVINZIONI
INTERMEDIE
PENSIERI
AUTOMATICI
B
REAZIONE
Emozionale
Comportamentale
Fisiologica
Convinzione
centrale
(sono
inadeguato)
Convinzioni
intermedie
(
terribile
essere
incompetente;
devo
sempre
dare
il
massimo)
A
Situazione
(fare
un
esame)
B
Pensiero
automatico
(non
ce
la
far
mai)
C
Reazione
Emozionale
(tristezza)
Comportamentale
(smetto
di
studiare)
Fisiologica
(peso
alladdome)
Le
convinzioni
negative
su
di
s,
sul
mondo
e
sul
futuro
spesso
dipendono
da
modi
sbagliati
di
osservare
la
realt
e
di
ragionare
che
sono
detti
errori
di
ragionamento
o
distorsioni
cognitive.
Iniziano
spesso
nellinfanzia,anche
per
linuenza
del
comportamento
dei
genitori,e
sono
poi
attivati
da
eventi
e
situazioni
stressanti.
Sono
identicabili
partendo
dai
pensieri
automatici;
Sono
modalit
disfunzionali
di
interpretare
le
esperienze
Si
caratterizzano
per
il
processo,
non
per
il
contenuto
Pensare
in
bianco
e
nero
Generalizzare
Filtrare
mentalmente
la
realt
Personalizzare
Sopravvalutare
le
probabilit
di
un
evento
spiacevole
Minimizzare
il
positivo
Catastrozzare
Ragionare
in
base
alle
emozioni
Doverizzazione
Saltare
alle
conclusioni
Leggere
la
mente
Letichettamento
Fare
l'oracolo
o
predire
con
certezza
Dare
eccessiva
importanza
al
passato
Giudicare
globalmente
le
persone
e
non
i
loro
comportamenti
Pensare
che
ormai
troppo
tardi
per
cambiare
Vedere
la
realt
senza
sfumature,
in
termini
di
tutto
o
niente,
di
sempre
o
mai.
Le
cose
sono
tutte
buone
o
tutte
cattive,
sicure
o
pericolose,
senza
toni
di
grigio,
senza
vie
di
mezzo.
Chi
ragiona
cos,
se
subisce
un
furto
o
un
atto
sleale,
pu
concludere
che
il
mondo
un
posto
sempre
insicuro
o
che
non
ci
si
pu
dare
di
nessuno.
Oppure
portato
a
concludere
che
chi
ha
fatto
qualcosa
di
sbagliato
completamente
incompetente
o
totalmente
immorale.
un'altra
manifestazione
dello
stesso
modo
di
ragionare,
che
segue
la
logica
di
fare
di
tutta
lerba
un
fascio.
Un
evento
negativo
non
semplicemente
qualcosa
che
in
quella
circostanza
andata
male,
ma
la
prova
che
la
vita
fatta
solo
di
eventi
negativi.
Fai
attenzione
a
quanto
spesso
usi
parole
come
sempre,
mai,
tutti,
tutto,
nessuno,
niente.
Generalizzi
se,
per
il
fatto
di
non
essere
stato
brillante
in
una
riunione,
concludi
che
Non
sar
mai
capace
di
essere
all'altezza
in
una
riunione
o
se
pensi
che
Se
ora
ho
sbagliato,
continuer
a
sbagliare.
Generalizzi
se,
quando
sei
stato
lasciato
da
un
partner,
concludi
che
non
riuscirai
mai
a
piacere
a
nessun
altro.
Filtri
la
realt
quando
pensi
solo
ai
tuoi
punti
deboli
e
trascuri
i
tuoi
punti
di
forza,
ti
dimentichi
tutte
le
volte
in
cui
hai
avuto
dei
successi
o
neppure
noti
i
tuoi
piccoli
successi,
ignori
le
risorse
che
hai
e
le
cose
che
sai
fare.
Filtri
la
realt
anche
quando
ti
concentri
solo
su
un
dettaglio
e
ignori
gli
indizi
diversi,
per
esempio
quando
concludi,
se
non
ricevi
da
un
amico
la
telefonata
promessa:
A
lui
non
importa
pi
niente
di
me,
senza
pensare
a
tutte
le
altre
possibili
spiegazioni
e
a
tutte
le
gentilezze
che
ti
ha
fatto
anche
recentemente.
Cio
svalutare
o
squalicare
gli
aspetti
positivi.
Le
cose
positive
sono
in
contrasto
con
la
tua
visione
negative
e
vengono
perci
minimizzate,
attribuite
al
caso
o
a
cause
esterne.
Succede
quando
sottovaluti
i
tuoi
successi
e
per
esempio
sostieni
con
te
e
con
gli
altri
che
sono
poco
importanti
o
immeritati.
Sminuisci
se,
ad
esempio,
sei
riuscito
a
mantenere
un
impegno
ma
poi
ti
dici:
Era
troppo
facile,
ci
sarebbe
riuscito
anche
un
bambino.
Succede
quando
senza
ragione
attribuisci
a
te
stesso
tutta
la
colpa
di
qualcosa
che
andato
male,
ad
esempio
quando
pensi:
il
progetto
fallito
solo
per
colpa
mia
o
sono
io
che
gli
ho
rovinato
la
festa
o
infelice
o
arrabbiato
per
colpa
mia.
Per
quanto
riguarda
quest'ultimo
pensiero,
tieni
presente
che,
cos
come
tu
sei
responsabile
dei
tuoi
pensieri
e
dei
tuoi
sentimenti,
cos
gli
altri
lo
sono
dei
loro
e
che
sei
in
grado
di
inuenzare,
ma
non
di
determinare,
le
reazioni
altrui.
Personalizzi
anche
quando
ti
convinci
che
qualcuno
ti
guarda
male
mentre
invece
assorto
nei
suoi
problemi
o
ha
il
mal
di
testa.
vero
che
qualcosa
pu
andare
male
e
il
mondo
e
gli
uomini
possono
essere
pericolosi,
ma
i
rischi
sono
spesso
minori
di
quello
che
comunemente
si
pensa.
Chiediti
e
chiedi
agli
altri
quanto
davvero
probabile
che
ci
che
temi
avvenga
veramente.
Spesso
pensiamo
che
un
evento
avr
per
noi
conseguenze
pi
gravi
di
quelle
reali.
Chiediti:
Che
dierenza
far
fra
una
settimana?
E
fra
un
anno?
E
fra
dieci
anni?
Mi
importer
ancora?.
Spesso
esageriamo
l'importanza
dei
nostri
errori
e
insuccessi.
Succede
quando
ti
dici
che
le
cose
non
potrebbero
essere
peggio
di
cos,
che
terribile,
insopportabile,
irrimediabile.
Questo
errore
di
ragionamento
e
quello
precedente
assieme
portano
a
catastrozzare,
cio
a
dare
quasi
per
certo
che
si
vericher
la
peggiore
delle
conseguenze
possibili,
una
catastrofe,
e
a
pensarci
continuamente.
Succede
quando
dai
per
scontato
che
le
emozioni
che
provi
riettano
esattamente
e
univocamente
i
fatti:
consideri
cio
le
reazione
emotive
come
la
prova
certa
di
un
fatto.
Mi
sento
gi,
quindi
le
cose
vanno
sicuramente
male.
Sarebbe
meglio
non
decidere
solo
sulla
base
delle
emozioni,
ma
prestare
piuttosto
attenzione
anche
a
fatti
e
a
indizi
obiettivi.
quando
giudichi
te
stesso
e
gli
altri
sulla
sola
base
di
come
uno
dovrebbe
comportarsi
o
sentirsi.
Linferenza
arbitraria
si
ha
quando
da
un
particolare
o
da
un'impressione
arrivi
alle
conclusioni,
spesso
negative,
senza
fare
lo
sforzo
di
esaminare
il
problema
nella
sua
complessit.
Succede
quando
dai
per
scontato
di
sapere
cosa
pensa
un
altro
senza
chiederlo
a
lui
o
ad
altri,
ad
esempio
quando
ti
convinci
che
qualcuno
ha
una
cattiva
opinione
di
te
e
non
ti
accerti
se
vero:
Sono
certo
che
pensa
che
sono
noioso
e
che
non
vuole
invitarmi
pi.
Se
pensi
che
qualcuno
ti
giudica
male,
fai
in
modo
di
chiedere
a
lui
o
ad
altri
che
lo
conoscono
se
vero.
Se
per
caso
vero,
rietti
che
non
siamo
tenuti
a
dimostrare
agli
altri
di
valere
e
che
gli
altri
possono
s
esser
importanti
per
noi,
ma
non
dovrebbero
mai
essere
tanto
importanti
da
farci
perdere
il
rispetto
e
la
stima
per
noi
stessi.
il
denire
le
cose
con
unetichetta
globale
invece
che
facendo
riferimento
a
cose
speciche,
come
ritenersi
"un
fallimento"
piuttosto
che
ammettere
di
essere
incapaci
di
fare
una
cosa
specica.
Succede
ad
esempio
quando
pensi
a
un
discorso
che
devi
fare
in
pubblico
e
ti
dici:
Far
una
gura
orrenda
e
mi
rideranno
dietro.
Ritenere
che
se
si
sbagliato
in
passato,
si
destinati
comunque
a
sbagliare
anche
in
futuro.
Il
fatto
che
le
cose
siano
andate
in
un
certo
modo
in
passato
non
vuoi
dire
che
andranno
allo
stesso
modo
in
futuro.
Chi
d
eccessiva
importanza
al
passato
cambia
pi
dicilmente.
Pensa
a
quante
volte
ti
sei
detto
la
stessa
cosa
in
passato,
mentre
ora
ti
rendi
conto
che
allora
eri
ampiamente
in
tempo
per
cambiare.
Pi
a
lungo
dura
una
cattiva
abitudine
(ad
esempio
pi
a
lungo
eviti
di
fare
qualcosa
che
ti
sarebbe
utile
fare,
ma
che
ti
costa
fatica
o
ti
spaventa)
pi
dicile
cambiare,
ma
ci
non
signica
che
sia
impossibile.
Analogo
alla
generalizzazione.
Ognuno
di
noi
ha
caratteristiche
positive
e
negative,
che
oltretutto
spesso
cambiano
nel
tempo
o
rispetto
alle
situazioni.
Sono
queste
caratteristiche
che
vanno
valutate
e
non
la
persona.
In
altri
termini,
il
non
saper
fare
qualcosa
o
l'aver
fatto
uno
sbaglio
o
un
torto
a
qualcuno
non
signica
che
non
si
vale
nulla.
Puoi
vedere
i
tuoi
lati
negativi,
accettarti
lo
stesso
e
impegnarti
a
cambiare
le
cose
che
non
ti
piacciono
in
te
stesso.
Gli
errori
di
ragionamento
portano
spesso
a
un
eccessivo
pessimismo
che
causa
e
conseguenza
di
uno
scarso
senso
di
autoecacia,
cio
di
scarsa
convinzione
nella
propria
capacit
di
arontare
e
superare
i
problemi.
Pu
darsi
che
non
sia
possibile
modicare
niente,
ma
dicile
che
sia
proprio
cos
e
comunque
non
lo
saprai
mai
con
certezza
se
non
provi.
Bisogna
guardarsi
da
schemi
di
valutazione
della
realt
o
pretese
eccessive,
disfunzionali,
che
lo
psicologo
Albert
Ellis
chiama
irrazionali,
cio
controproducenti
rispetto
al
raggiungimento
dei
propri
scopi.
Possono
per
lo
pi
essere
sintetizzate
con
il
neologismo
doverizzazione
e
possono
portare
sia
agli
errori
di
ragionamento
sia
a
non
reagire
in
modo
costruttivo
alle
dicolt
del
mondo
e
ai
propri
difetti.
Stai
attento
a
quando
usi
l'espressione:
Devo
assolutamente
o
espressioni
analoghe
come:
necessario,
Bisogna
assolutamente,
Non
posso
tollerare.
Aiggersi
troppo
perch
le
cose
non
sono
come
dovrebbero
essere
o
perch
non
si
come
si
dovrebbe
essere,
ci
fa
stare
male
e
non
ci
aiuta
a
risolvere
i
problemi.
Metti
in
dubbio
i
Devo
e
i
Non
posso
tollerare
che.
Perch
le
cose
dovrebbero
proprio
essere
come
desideri
tu?
Pu
essere
spiacevole
che
le
cose
siano
diverse
da
come
desideri,
ma,
se
non
ingigantissi
il
problema,
ti
potresti
rendere
conto
che
probabilmente
non
una
catastrofe
e
che
forse
potresti
fare
qualcosa
per
cambiare
la
situazione.
Se
non
fosse
possibile,
staresti
comunque
meno
male.
Le
pretese
disfunzionali
non
aiutano
a
reagire
alle
dicolt.
Per
esempio,
chi
ha
la
pretesa
disfunzionale
Devo
essere
sempre
il
migliore
dicile
che
reagisca
costruttivamente
a
un
eventuale
insuccesso.
Se
non
ottiene
un
avanzamento
di
carriera,
o
viene
addirittura
licenziato,
sviluppa
pi
facilmente
convinzioni
negative
su
di
s,
sul
mondo
e
sul
futuro,
convinzioni
che
possono
innescare
il
circolo
vizioso
che
porta
alla
depressione.
La
competenza
e
il
successo.
Devo
assolutamente
riuscire,
altrimenti
non
mi
posso
accettare;
Devo
assolutamente
essere
il
migliore,
altrimenti
sono
un
fallito.
L'ambizione
ad
essere
bravi
e
ad
aver
successo
positiva,
ma
la
sua
esagerazione
pu
diventare
controproducente,
portare
a
sacricare
aspetti
importanti
della
vita,
a
reagire
male
di
fronte
a
eventuali
insuccessi,
a
fare
troppi
sforzi
e
a
dedicare
troppo
tempo
per
miglioramenti
poco
importanti.
L'atteggiamento
degli
altri.
Tutte
le
persone
importanti
per
me
devono
assolutamente
amarmi;
La
gente
deve
assolutamente
avere
una
buona
opinione
di
me.
Spesso
dietro
questa
pretesa
vi
una
eccessiva
dipendenza
dagli
altri,
come
se
il
nostro
valore
dipendesse
completamente
dal
loro
giudizio
Il
mondo.
Devo
assolutamente
avere
subito
tutto
ci
di
cui
mi
sembra
di
avere
bisogno;
Tutto
quello
che
mi
serve
deve
assolutamente
essere
disponibile;
Non
devo
in
nessun
modo
essere
costretto
a
fare
fatica,
a
superare
ostacoli;
ingiusto
e
inaccettabile
che
debba
rinunciare
a
questa
cosa
che
mi
piace.
Si
tratta
di
una
pretesa
che
porta
spesso
a
rimandare,
a
procrastinare
gli
impegni
e
che
alla
base
di
una
delle
sorgenti
maggiori
di
infelicit
a
lungo
termine,
cio
la
mancanza
di
autodisciplina,
l'incapacit
di
rinunciare
a
piaceri
immediati
o
di
fare
sacrici
nel
presente
per
avere
vantaggi
maggiori
in
futuro.
La
vita
piena
di
fastidi,
di
seccature,
di
compiti
faticosi
e
noiosi.
Accettarli,
se
necessario
per
raggiungere
i
nostri
obiettivi
o
evitare
grossi
guai,
aiuta
a
raggiungere
stati
di
vera
serenit,
di
legittimo
orgoglio
di
s,
di
vera
soddisfazione
per
la
propria
vita.
Il
controllo.
Devo
assolutamente
controllare
tutto
quello
che
pu
accadere;
Devo
assolutamente
evitare
ogni
rischio.
Niente
sar
mai
assolutamente
sicuro.
Si
tratta
ovviamente
di
una
pretesa
che
pu
essere
paralizzante
e
che
ci
impedisce
comunque
di
vivere
pienamente.
La
famiglia
e
la
societ
contribuiscono
a
plasmare
le
nostre
pretese
disfunzionali
poich
ci
mettono
in
contatto
solo
o
prevalentemente
con
alcuni
modi
di
interpretare
la
realt
e
ci
indirizzano
mediante
critiche,
sanzioni,
punizioni,
apprezzamenti,
premi.
Le
pretese
disfunzionali
di
solito
non
sono
consapevoli,
ma
non
nel
senso
freudiano
di
inconscio:
rimangono
per
cos
dire
assopite,
nch
un
particolare
evento
o
una
particolare
situazione
stressante
non
le
attivano.
Errori
di
ragionamento
e
pretese
disfunzionali
portano
a
vari
pensieri
disfunzionali,
come
gi
illustrato
in
precedenza.
A
monte
di
questi,
ci
possono
essere
pensieri
negativi
di
fondo,
detti
anche
centrali.
Io
non
valgo
nulla
e
non
posso
tollerarlo;
Gli
altri
sono
ingiusti
e
cattivi
e
non
posso
tollerarlo;
Il
mondo
un
posto
orribile
e
non
posso
tollerarlo;
Il
mondo
un
posto
pericoloso
e
incerto
e
io
non
posso
tollerarlo.
Si
pu
osservare
che
i
pensieri
negativi
centrali
rappresentano
ci
che
sta
al
fondo
del
pozzo
da
dove
emergono
i
pensieri
disfunzionali.
Modello
di
analisi
che
sviluppa
il
concetto
di
Modello
Operativo
Interno
della
teoria
dellattaccamento
di
Bowlby
Proposto
da
A.
Beck
e
approfondito
da
J.
Young
un
modello
onnicomprensivo
Formato
da
ricordi,
emozioni,
pensieri
e
sensazioni
somatiche
Sviluppato
nellinfanzia
e
nelladolescenza
Presente
in
tutte
le
fasi
della
vita
Diversamente
funzionale
Esplodono quando
sono attivati dagli
eventi della vita
relativi allo schema.
Non sono adatti
alle necessit
della vita adulta
Derivano
dalla
frustrazione
di
almeno
uno
dei
bisogni
primari
dellessere
umano:
Legami
stabili
con
gli
altri
(bisogno
di
protezione,
stabilit,
cura
e
accettazione)
Autonomia,
senso
di
competenza
e
didentit
Libert
di
esprimere
i
bisogni
e
le
emozioni
fondamentali
Spontaneit
e
gioco
Limiti
realistici
e
autocontrollo
J.
Young
indica
5
domini
entro
cui
si
collocano
i
principali
schemi
maladattivi
precoci:
1. Distacco
e
riuto
2. Mancanza
di
autonomia
e
abilit
3. Mancanza
di
regole
4. Eccessiva
attenzione
ai
bisogni
altrui
5. Ipercontrollo
e
inibizione