0 valutazioniIl 0% ha trovato utile questo documento (0 voti) 110 visualizzazioni68 pagineFronimo 072
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il “Fronimo”
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rivista trimestrale di
_ chitarra e liuto
di
a directa da
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PRESSO LE EDIZIONI SUVINI ZERBONI - MILANO
anno decimottavo n. 72 - luglio 1990 - L. 7.000SOMMARIO
Note di copertina di Ruggero Chiesa 3° Cover Notes by Ruggero Chiesa
Inconeri Encounters
Intervista al Trio chitarristico italiano di Adria- Interview with the Trio Chitarristico Italiano by
0 Sebastian’ 3 Adriano Sebastiani
La «Sonata para guitarra» di Antonio José Antonio Jose's «Sonata para Guitarra» by
di Angelo Gilardino 12 Angelo Gilardino
Chitarra € pianoforte. Breve storia della Guitar and Piano. A short History of Duo Li-
letteratura del duo dall’800 ai noseri terature from the XIX Century tothe present
giorni di Eugenio Becherucci 17 __ by Eugenio Becherucci
Trio di liuti e chicarre. Note per una lettu- Lute and Guitar Trios. Notes for am inserpre-
ra del repertorio originale di Carlo An- tation of the original repertoire by Carlo
drea Giorgetti 30 Andrea Giorgecti
Idee a confronto 53. Exchange of Ideas and Opinions
Recensioni 55) Reviews
Libri 55 Books
Musiche 57 Music
Dischi 60 Recordings
Corsi e concorsi 64 Courses and Competitions
La bottega della chitarra 68 Guitar Shop
DIRETTORE RESPONSABILE: RUGGERO CHIESA
REDATTORE CAPO: SILVIO CFRUTTI - SEGRETARIA DI REDAZIONE: PAOLA MAZZINI
DIREZIONE, AMMINISTRAZIONE E PUBBLICITA: EDIZIONI SUVINI ZERBONI
20138 MILANO - VIA M. F. QUINTILIANO 40 - TEL. 50.84.36
AUTORIZZAZIONE: TRIBUNALE DI MILANO N. 331 DEL 13 SETTEMBRE 1972
‘TUTTI DIRITTY RISERVATI - ALL RIGHTS RESERVED - PRINTED IN ITALY
UN NUMERO: ITALIA L. 7.000 - ESTERO I. 10,000 - ABBONAMENTO ANNUO: ITALIA L. 25.000 - ESTERO L. 35.000
MEDIANTE VERSAMENTO IN CONTO CORRENTE POSTALE CCP 37871209
‘NUMERI ARRETRATI DISPONIBILI: ITALIA L. 7.000 - ESTERO L, 10,000
MANOSCRITTI F FOTOGRAFIE ANCHE SE NON PUBBLICATI NON VERRANNO RESTITUITI
SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE GRUPPO IV
FINITO DI STAMPARE NEL MESE DI LUGLIO 1990 CON TIPE
DELLA MUSICOGRAFICA LOMBARDA DI BRUGHERIO
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NOTE DI COPERTINA
J ricotss chitaristici che si ascoleano de
alcuni anni — li conosciamo bene anche
tramite le riviste specializzate, italiane © stra-
rniere — continuano costantemente @ nuttitsi
di nuove composizioni del repertorio sia classi-
co che moderno. Non diciamo nulla di nuovo
nel constatare che gli autori dell’Ottocento
stanno ricevendo consensi sempre pitt ampi, ma
le novita di maggior rilievo le osserviamo so-
prattutto nei confronti dei lavori scritti nel
nostro cempo. Tanti musicisti continuano a ve-
dere nella chitarra un veicolo ideale per espri-
mere cid che sarebbe loro difficile realizzare con
altri strumenti, ormai senza pit segreti (pen-
siamo ad Henze, per esempio), mentre sono ti-
tomnati in primo piano i chitarristi-composito-
ri, i quali ci fanno conoscere senza posa i frutti
del loro impegno.
Tutto bene, si dira. B facile, infatti, valutare
la differenza con i ripetitivi programmi di un
tempo, poi non cosi distante, quando con mo-
noconia ci si doveva accontentare degli stessi
titoli, quasi sempre tratti dal repertorio sego-
viano, I rinnovamenti, se esistevano, erano
dovuti a timide escursioni nel settore della
musica antica, mentre ancor pit di rado si
norava la presenza di nuovi pezzi. Oggi, tutta
via, non bisogna soltanto fermarsi ad applaudi-
re le grandi varieta che ci vengono proposte,
ma necessario assicurarsi che quantita ¢ qualica
vadano perfettamente d’accordo.
Mi spiego. Quando gli esecutori di una cerca
generazione preparavano i loro concerti, erano
ben consci di dover presentare una precisa im-
magine della chitarra. A parte la bonta delle
loro interpretazioni, il valore oggettivo dei pro-
grammi non poteva scendere sotto un certo
livello. Negli anni "50 Alirio Diaz chiudeva i
suoi concerti con qualche brano della scuola
sudamericana — in genere si trattava della
Danza paraguaiana di Battios o del celebre Val-
zer di Lauro — soltanto per il desiderio di
compiere un piccolo omaggio ai musicisti del
suo continente. Per il resto, Diaz si atteneva a
una linea di scelte dove ricorrevano sempre i
nomi pit prestigiosi della nostra letteratura
originale, 0 trascrizioni di sicuro valore (Bach,
Albeniz, Granados). E ancora, quando Julian
Bream smise di seguite la routine basata sui
soliti pezzi, ci fece conoscere opere di autori
quali Berkeley, Britten, Walton, Henze,
riprese lavori di grande respiro di Sor ¢ Giulia
ni, pur con i discutibili tagli delle Rossiniane
Cosi si comporcarono altri famosi concertisti,
come Oscar Ghiglia, uno dei principali fautori
di una nuova ¢ intelligence lettura di Bach sul
nostro strumento, o Narciso Yepes, interprete
sul quale si pud molto discutere, ma che per
lungo tempo ha mantenuto i suoi programmi
sul piano di una seria dignita artistica. Insom-
ma, i chitarristi si atteggiavano come i loro
colleghi pianisti ¢ violinisti, eseguendo il
meglio della loro letteratura, o almeno di quella
che conoscevano.
Poi, a poco a poco, & avvenuto qualcosa che
hha curbato questo equilibrio. Ha cominciato
John Williams, attraverso scelte che sembrava~
‘no dettate dal desiderio di rompere gli schemi
tradizionali, e che in realta erano frutto di una
sua profonda crisi interiore. Questo interprete,
che aveva destato tante speranze ponendosi in
prima fila come uno dei pochi eredi della scuola
di Segovia, si allontand radicalmente dall'im-
postazione estetica del Maestro, ma invece di
esternare il suo contrasto attraverso un mag-
gior approfondimento del repertorio - e quante
belle novita ci poteva proporre! - si ® lasciato
atcrarre dagli aspetti pitt deteriori del consu-
mismo musicale. Ancor oggi, lo vediamo svol-
gere un ruolo di “chitarra obbligata”, con
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