Relazione geologica Bardolino
Relazione geologica Bardolino
Via Sebenigo, 19/A – Grisignano di Zocco (VI) – Tel. 0444 415195; cell. 348 0424140; e-mail: [Link]@[Link]; pec: [Link]@[Link] Veneto Verona
Comune di Bardolino
Indice
1 PREMESSA
2 COROGRAFIA
3 RELAZIONE GEOLOGICA
3.1 GEOMORFOLOGIA
3.2 GEOLOGIA
3.3 IDROGEOLOGIA E RISCHIO IDRAULICO
3.4 SISMICITÀ STORICA E PERICOLOSITÀ SISMICA LOCALE
3.5 DESCRIZIONE DELL’AREA: LINEAMENTI GEOMORFOLOGICI, SUCCESSIONE LITOSTRATIGRAFICA
E IDROGEOLOGIA
3.6 CAMPAGNA GEOGNOSTICA – METODOLOGIA E RISULTATI
3.7 RISULTATI E CONSIDERAZIONI SUL MODELLO GEOLOGICO
4 RELAZIONE GEOTECNICA
4.1 DESCRIZIONE DELLE OPERE E DEGLI INTERVENTI
4.2 PROBLEMATICHE GEOTECNICHE
4.3 DESCRIZIONE DEL PROGRAMMA DELLE INDAGINI E DELLE PROVE GEOTECNICHE
4.4 CARATTERIZZAZIONE DEI TERRENI E DEFINIZIONE DEI VALORI DEI PARAMETRI GEOTECNICI
4.5 OPERE DI FONDAZIONE - FONDAZIONI SUPERFICIALI
4.6 PARAMETRI GEOTECNICI CARATTERISTICI
5 RELAZIONE SISMICA
5.1 CARATTERIZZAZIONE SISMICA DEL SITO
5.2 SINTESI DEI PARAMETRI DI CARATTERIZZAZIONE SISMICA
5.3 VERIFICHE DI SICUREZZA
5.4 CONSIDERAZIONI SULLA SUSCETTIBILITÀ A LIQUEFAZIONE
6 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
7 RACCOMANDAZIONI E PRESCRIZIONI
BIBLIOGRAFIA
ALLEGATO A: PARAMETRI SISMICI DEL SITO
ALLEGATO B: VERIFICHE DI SICUREZZA SLU
ALLEGATO C: INDAGINE GEOFISICA CON METODI [Link]. E H.V.S.R. PER LA CARATTERIZZAZIONE SISMICA
DEI TERRENI SECONDO LA NORMATIVA VIGENTE (N.T.C. – D.M. 17 GENNAIO 2018)
(A CURA DI STUDIOSIMA S.R.L.)
1 Premessa
Per conto del Signor Nicola Bresaola, in ottemperanza alle Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 17.01.2018)
viene redatta la presente relazione geologica, geotecnica e sismica riguardante il progetto per la demolizione e
ricostruzione di una unità immobiliare sita in via Montavoletta n. 60 nel comune di Bardolino (VR). Infatti, in
conformità a quanto previsto dalla norma, la progettazione geotecnica necessita sia di una specifica caratterizzazione e
modellazione geologica (§ 6.2.1 NTC) che geotecnica (§ 6.2.2 NTC); per quanto riguarda l’analisi di risposta sismica
locale semplificata, la velocità delle onde di taglio Vs è stata determinata tramite indagini geofisiche in sito.
2 Corografia
L’ambito interessato
dagli interventi di
progetto, individuato al
catasto al Foglio 7
mappale 1097 sub 1-2
del comune di Bardolino,
è situato in via
Montavoletta, all’interno
del Villaggio Bellavista,
in una zona intensamente
antropizzata ai fini
urbanistici; il fabbricato
esistente, come
evidenziato dallo stralcio
della Carta Tecnica
Regionale riportato in
fianco, è posto ad una
quota di circa 126 m
s.l.m.
La relazione geologica è redatta secondo quanto previsto nelle NTC 2018, ed in particolare lo studio è stato esteso ad
una zona significativa in relazione al tipo di opera e al contesto geologico in cui questa si colloca. I metodi e le
tecniche di studio, l’approfondimento e il dettaglio delle analisi e delle indagini sono stati commisurati alla
complessità geologica del sito, alle finalità progettuali e alle peculiarità dello scenario territoriale ed ambientale in cui
si opera.
3.1 Geomorfologia
L’ambito geomorfologico è da ricondursi all’imponente sistema glaciale del Garda, costituito da un esteso sistema
morenico frontale formato dalle diverse fasi glaciali e morfoclimatiche che hanno interessato l’area: nel Quaternario la
zona dell’attuale bacino lacustre si presentava come un’ampia vallata che venne occupata da ghiacciai che, avendo un
bacino molto esteso (comprendeva gran parte del bacino dell’Adige), modellarono profondamente il fondo e i versanti:
nella zona di Garda – San Vigilio, ad esempio, lo spessore del ghiaccio raggiungeva i 1100 m.
Le principali morfologie del comprensorio Garda – Baldo – Adige sono riportate nell’illustrazione schematica
riportata di seguito (da Rapporto Ambientale per la VAS del PAT del Comune di Bardolino del Gennaio 2013):
Il paesaggio è contraddistinto da alcune caratteristiche e tipiche forme glaciali: particolare rilevanza hanno i cordoni
morenici, inframmezzati da bassure inframoreniche da ricondursi all’azione di scaricatori fluvioglaciali ampi e spesso
tortuosi e meandreggianti che documentano la potenza erosiva delle acque di fusione glaciale, a loro volta modellati
dai corsi d’acqua nei periodi successivi, mentre in epoca attuale hanno modificato le forme originali gli interventi
antropici per la coltivazione del suolo e per l’urbanizzazione.
3.2 Geologia
Come accennato, in prossimità dell’area in esame si alternano depositi morenici e fluvioglaciali: nelle aree
intermoreniche le depressioni sono state parzialmente colmate dall’attività degli scaricatori fluvioglaciali con la
conseguente formazione di aree subpianeggianti, con locali accumuli di depositi torbosi nei siti più depressi. Presso il
Lago si rinvengono litologie a granulometria fine, costituite per lo più da limi di origine lacustre, ed anche da limi
argillosi e da limi sabbiosi. Tali alternanze sono dovute alle sequenze deposizionali glaciali ed alla interazione fra
l’eustatismo del Lago e gli apporti fluviali degli originari scaricatori glaciali.
Gli elementi morfoclimatici hanno anche condizionato la tipologia dei depositi che costituiscono il substrato dell’area:
i terreni presentano infatti un ampio spettro granulometrico, variabile dalle argille alle sabbie ed alle ghiaie, con
ciottoli di dimensioni spesso rilevanti, per arrivare anche a trovanti di alcuni metri cubi. Inoltre, essendo generati da
processi di trasporto glaciale e fluvioglaciale, i depositi dell’area in esame presentano una litologia eterogenea,
provenendo da bacini sedimentari che comprendono prodotti sedimentari, magmatici e metamorfici.
Di seguito è riportato lo
stralcio della Carta
Geologica d’Italia in
scala 1:100.000, foglio
48 Peschiera: sono
evidenti i cordoni
morenici rissiani e
würmiani, mentre in
prossimità del Lago
predominano i depositi
fluvioglaciali.
La litologia dei terreni nell’intorno dell’area in esame è rappresentata da depositi prevalentemente argilloso - limosi
con scheletro subordinato; a questi sono sovrapposti depositi rimaneggiati e/o riporti di origine antropica, legati alle
attività agricole, alle opere di urbanizzazione e di edificazione.
In definitiva, si può affermare che il principale agente modellatore dell’area è stato il ghiacciaio del Garda, che in
diversi periodi ha conformato il territorio sia attraverso l’azione diretta sia attraverso tutti i processi collegati. Infatti,
l’azione del ghiacciaio ha prodotto le forme che costituiscono l’aspetto morfologico principale, mentre i processi
morfogenetici hanno modellato fino a generare un aspetto del territorio solo in parte identificabile a tutt’oggi; infatti, il
massiccio intervento antropico legato all’agricoltura, alla creazione di infrastrutture e di attività produttive ha
profondamente modificato l’area; tuttavia, sono ancora evidenti alcuni terrazzi morfologici legati a processi
periglaciali, fluvioglaciali ed alluvionali, oltre al alcuni dossi e depressioni, peraltro poco marcati, legati ai processi
naturali.
Dal punto di vista strutturale, l’orientazione è prevalente secondo la direzione NNE – SSW e NE – SW
(Giudicariense) e subordinatamente E – W (Val Trompia). Gli affioramenti del substrato roccioso del basso Garda
sono da mettere in relazione ad un pronunciato sistema di thrust; l’attività tettonica lungo tali strutture è documentata
dalla sismicità storica e recente dell’area. Nella zona di interesse non esistono evidenze di elementi strutturali e/o
tettonici di importanza regionale, come evidenziato dallo stralcio di cartografia tettonica allegato di seguito: la faglia
Sirmione – Garda, ad andamento giudicariense, è posta in corrispondenza dell’allineamento Punta S. Vigilio - grotte di
Catullo a Sirmione.
Secondo il progetto ITHACA (ITaly HAzard from CApable faults) di ISPRA, un database creato per la raccolta e la
consultazione di tutte le informazioni disponibili riguardo le strutture tettoniche attive in Italia, in prossimità dell’area
di progetto non sono indicati elementi che hanno generato fagliazione superficiale negli ultimi 20.000 anni e ritenute
perciò potenzialmente in grado di produrre nuove deformazioni in superficie. Il sito di progetto ricade tra due strutture
grosso modo parallele: Sirmione Garda, ID 71000, della lunghezza di 18 Km, con ultima attività nell’Olocene e con
media possibilità di riattivazione, e Monte Pastello line, ID 71401, di circa 20 Km, anch’essa con ultima attività
nell’Olocene e con media possibilità di riattivazione.
3.3 Idrogeologia
I corsi d'acqua del comune di Bardolino sottendono un'area di circa 15.5 Km2; le pendenze longitudinali sono variabili
da poche unità percentuali al 15%, con valori medi dell'ordine del 5%; generalmente presentano un’estensione
limitata, pari a pochi chilometri (in particolare i compluvi che recapitano nel lago di Garda, quali il torrente San
Severo, con letto posto a 200 m a NE del fabbricato in esame, ed il Progno di Valsorda, di cui è tributaria l’incisione
sita a circa 100 m a SW dell’area in esame).
I materiali ed i processi erosivi hanno generato un situazione idrogeologica estremamente complessa ed articolata in
cui sono presenti livelli freatici delimitati da litotipi a differente granulometria, da blocchi d’alcuni metri cubi fino ad
argille.
Tali livelli freatici hanno una complessa geometria spaziale ed una variabilità temporale legata alle condizioni di
precipitazione, infiltrazione ed irrigazione dei siti; si tratta in generale di falde poco produttive: l’acquifero vero e
proprio si situa a circa 30 – 80 m da p.c., secondo le stratigrafie dei pozzi limitrofi fornite da ISPRA, di cui alla pagina
seguente si riporta la scheda dell’archivio nazionale indagini nel sottosuolo ex L. 464/84 relativa all’indagine più
prossima all’area di intervento (contornata in rosso), che dista circa 480 m in direzione Sud - Est.
Il distretto denominato Lessini – Schio si estende dai fronti esterni delle Giudicarie a Ovest, per arrivare alla flessura
pedemontana a Est, comprendendo i Lessini, la fascia della linea Schio – Vicenza ed i rilievi di Berici ed Euganei.
L’area è interessata da prevalenti faglie trascorrenti, con direzione NW – SE; vi sono elementi tettonici a direzione
ENE – WSW. Per quanto riguarda la neotettonica, è in atto un sollevamento articolato dell’area, con suddivisione in
blocchi soggetti a sollevamenti differenziali e basculamenti ad opera delle faglie sub verticali giudicarinesi, scledensi e
valsuganesi; la zona di Lessini orientali, Berici e Euganei è interessata da un inarcamento anticlinalico, mentre i
Lessini occidentali presentano basculamenti con abbassamento della porzione occidentale.
La sismicità storica individua nel distretto dei Lessini due forti eventi medievali ed alcuni eventi che hanno superato la
soglia del danno. In quest’area ricadono gli epicentri dedotti da informazioni macrosismiche del sisma del 1117 (Mw =
6.49), evento problematico per localizzazione e stima degli effetti, e del basso bresciano del 1222 (Mw = 6.05). Si
ricordano i sismi localizzati in val d’Illasi del 1891, 1892 (Mw = 5.17), 1894 (Mw = 5.17), 1908 (Mw = 5.01).
Il distretto denominato Giudicarie rappresenta una zona di cerniera tra le Alpi Meridionali centrali e le Alpi
Meridionali orientali; trasversalmente si estende dal Lineamento Periadriatico fino ad Est della faglia Ballino – Garda,
lungo il fronte di sovrascorrimenti più esterni del Monte Baldo, Monte Stivo e Monte Grattacul; il limite occidentale è
dal punto di vista della sismicità e dell’assetto strutturale mal vincolato, e viene esteso ad includere eventi localizzati
nelle Prealpi bresciane. L’area, soggetta ad un generale sollevamento, è caratterizzata da thrusts e faglie inverse nel
settore SE (Giudicarie meridionali ed area del Lago di Garda), con strutture orientate prevalentemente NNE – SSW,
trasversali rispetto alla direzione della catena Sudalpina, con pieghe e sovrascorrimenti SE – vergenti; procedendo
verso Ovest, i sovrascorrimenti subiscono una progressiva rotazione oraria, con evidenze di tettonica quaternaria nella
zona a SW del Lago di Garda e nella regione insubrica.
In merito alla sismicità storica, il distretto delle Giudicarie è stato interessato da diversi eventi che hanno superato la
soglia del danno, documentati dall’XI secolo: l’evento più forte è costituito dal terremoto del 30 Ottobre 1901,
localizzato nell’area di Salò, che ha raggiunto la soglia del danno grave (I0 = VIII MCS, MW = 5.67); forti analogie
presentano gli eventi del 1892 (I0 = VI - VII MCS, MW = 4.96; stesso epicentro del precedente sisma) ed il più forte
terremoto avvenuto in epoca strumentale, avvenuto in data 24 Novembre 2004 sempre nei pressi di Salò (I0 = VII -
VIII MCS, MAG = 5.20). Altri importanti terremoti storici sono ubicati nella zona del Lago di Garda e delle Prealpi
brescane, che, secondo alcuni autori, costituirebbe la fascia esterna del sistema giudicariense: si tratta degli eventi del
1222 (MW = 6.05) e 1802 (MW = 5.67); altri eventi (1932, 1882, 1866), caratterizzati da MW maggiore di 5, sono
collegati alla sismicità che si registra nella parte Nord del distretto e nel settore del Baldo; nei pressi di Riva del Garda
si segnala l’evento del 13 Dicembre 1976 (MW = 4.89).
Con riferimento ai cataloghi predisposti da INGV ed al Database Macrosismico Italiano 2015, DBMI15, che si
riferisce a terremoti con magnitudo stimata ≥ 5 avvenuti dall’anno 1000 al 2014, facendo una ricerca per singola
località si visualizzano le storie sismiche di sito, cioè gli effetti osservati e documentati per i terremoti che hanno
interessato un luogo.
La tabella sintetica riferita a Bardolino (PlaceID IT_22259) riferisce di 27 eventi, la cui sintesi è riportata alla pagina
seguente.
Per gli eventi più recenti, INGV – Centro Nazionale Terremoti propone una lista terremoti dal 1 Aprile 2005 alla data
odierna, di cui si riporta un estratto relativo ad eventi con magnitudo superiore a 3 accaduti ad una distanza di 30 Km
dall’area di progetto: si sono registrati 15 terremoti:
La zonazione sismica attualmente vigente è denominata ZS9 (INGV, 2004): il territorio comunale ricade entro la zona
sismogenetica 969, legata alla convergenza tra la placca tettonica “Adria” e la placca tettonica “Southern Alps” con
strutture a pieghe sud-vergenti e faglie inverse associate (thrusts prevalenti); i terremoti storici nella Zona 906 hanno
raggiunto valori superiori a M > 6; il valore massimo rilevato è pari a Md = 4,7; le zone ipocentrali si verificano
generalmente a profondità comprese tra 5 e 8 Km, con profondità efficace di 8 km; si prevedono, sulla base dei
meccanismi focali, valori di massima magnitudo pari a Mmax = 6,60.
Dal punto di vista morfologico, il fabbricato si pone presso uno spartiacque locale di direzione NE – SW.
In merito alla litologia, nel territorio comunale di Bardolino la differenziazione tra le diverse unità è limitata, ed è
basata più su processi sedimentologici che su nette distinzioni stratigrafiche e granulometriche. I depositi sono
sedimentari continentali, generalmente grossolani (ghiaie, ciottoli e massi), in abbondante matrice limo-sabbiosa o
limo-argillosa e derivano, in prevalenza, da materiali di trasporto glaciale e depositati in massa, senza alcuna
classazione granulometrica, al momento della fusione delle masse glaciali. Le morene sono costituite da accumuli di
rocce provenienti dal bacino di esarazione alto-atesino e trasportate dal flusso glaciale fino alla fossa padana, lungo il
percorso del ghiacciaio Adige-Sarca: si incontrano rocce di natura sia metamorfica (filladi, gneiss, scisti), che
vulcaniche (porfidi, basalti, graniti), che sedimentarie od organogene (calcari, dolomie), generalmente arrotondate,
talora striate.
Estratto legenda:
Sotto l’aspetto idrogeologico l’area indagata non presenta particolari peculiarità in quanto non sono presenti sorgenti o
venute d’acqua a carattere perenne, inoltre i terreni superficiali presentano una variazione sia verticale sia orizzontale
di permeabilità (che si attesta comunque generalmente su valori medio-bassi): la variazioni di granulometria dei terreni
e la geometria spaziale condizionano la geometria e le caratteristiche degli acquiferi sotterranei.
Per la circolazione superficiale, l’incisione più vicina è rappresentata dall’affluente del progno San Severo, posto ad
una distanza di circa 190 m dal fabbricato attuale, che scorre parte tra argini naturali, parte tra muri a secco.
Lo smaltimento dei deflussi superficiali risente sia delle pendenze e della tipologia di terreni, sia dell’urbanizzazione
dell’area, con conseguente impermeabilizzazione; il lotto in esame smaltisce i deflussi parte per assorbimento e parte
per scorrimento secondo le pendenze.
Nell’area non si riscontrano processi morfologici in atto e non vi sono dissesti in atto o potenziali.
Prof. da p.c.
Strato Descrizione litologica
(m)
Terreno di riporto eterogeneo
a tessitura sabbiosa con
subordinate ghiaie e piccoli
R
ciottoli poligenici. Presenti
elementi antropici: laterizi,
plastica, PVC, gomma, tela.
1.80 – 2.00
Sabbie medio – fini e
S
subordinate ghiaie
3.40 – 3.50
Oltre 4.40
E’ stata effettuata una prospezione sismica con tecnica passiva [Link]. (Refraction Microtremor) per la ricostruzione
sismostratigrafica del sottosuolo ed una registrazione di rumore sismico ambientale a stazione singola con
elaborazione H.V.S.R. (Horizontal to Vertical Spectral Ratio) per individuare le frequenze di risonanza del terreno. Le
risultanze di tali indagini, che saranno commentate nell’ambito della relazione sismica, sono riportate in Allegato C,
nella Relazione illustrativa a cura di Studiosisma S.r.l. In questa sede si anticipa solo che nella prova (che non ha
interessato, se non marginalmente, l’area fronte fabbricato interessata da riempimento) il passaggio dal primo al
secondo sismostrato avviene ad una profondità di 2.3 m da p.c., il che conferma che i depositi meno addensati si
spingono sino a tale profondità da piano campagna.
Nel corso delle indagini non è stato rilevato alcun livello freatico.
Nei depositi investigati non si evidenziano particolari stati di alterazione; relativamente ai caratteri geostrutturali, non
vi sono evidenze in prossimità dell’area di progetto; le faglie capaci più vicine distano almeno 3 Km dall’area di
progetto (Sirmione - Garda, codice 71000; Monte Pastello line, ID 71401).
La falda non è stata rinvenuta nel corso delle indagini (da dati bibliografici si situa a oltre 30 m da p.c.); possono
comunque sussistere venute d’acqua nei livelli a maggiore permeabilità in occasione con eventi meteorici intensi.
La circolazione superficiale delle acque meteoriche e di dilavamento avviene attualmente sfruttando le pendenze e le
opere antropiche (viabilità esistente, fabbricati ed aree impermeabili).
Nell’area di intervento non vi sono evidenze di dissesto idrogeologico; da bibliografia non sono indicate neppure aree
a criticità idraulica o a deflusso difficoltoso.
I risultati delle indagini effettuati possono essere considerati adeguati alla tipologia di intervento proposto; si
raccomanda la verifica delle assunzioni fatte mediante controlli geologici nelle fasi realizzative delle opere.
Di seguito si fornisce quindi la descrizione delle opere e degli interventi; delle problematiche geotecniche; la
descrizione del programma di indagini e prove geotecniche; la parametrizzazione dei terreni, a seguito dei dati ricavati
dalle indagini condotte e sulla base di notizie bibliografiche; gli approcci progettuali; i modelli geotecnici di
sottosuolo; i risultati delle analisi e loro commento.
E’ prevista anche una piscina di 5 x10 m, posta ad una quota inferiore di circa 1 m rispetto al piano di calpestio del
fabbricato.
Dai dati di campagna e bibliografici, la profondità della falda nelle fasi di piena è tale da non interferire con le opere in
progetto, anche se possono essere presenti locali venute d’acqua nei livelli a maggiore permeabilità.
In corso d’opera la stabilità dei fronti di scavo, data la natura dei terreni presenti, sarà garantita solo a breve termine ed
in assenza di eventi meteorici; la problematica riguarda essenzialmente l’area in cui sarà realizzata la piscina, dove,
date le caratteristiche geotecniche e le altezze dei fronti previste dal progetto, si prescrive di contenere gli scavi con
adeguate opere di sostegno per mantenerli in condizioni di sicurezza per il tempo necessario alla realizzazione dei
reinterri, come previsto dal paragrafo [Link] delle NTC. Si raccomanda inoltre di proteggere con teli plastificati le
scarpate in caso di eventi meteorici.
L’intervento comporterà un aumento impermeabilizzazione rispetto allo stato attuale: si suggerisce la raccolta delle
acque dei pluviali per il successivo riutilizzo in sito; per il troppo pieno si consiglia la dispersione tramite infiltrazione,
lontano dalle fondazioni, nei livelli a maggiore permeabilità.
4.4 Caratterizzazione dei terreni e definizione dei valori dei parametri geotecnici
L’analisi geotecnica è stata resa possibile dall’analisi dei dati relativi a scavi, sondaggi, affioramenti prossimi all’area
di progetto; il raffronto ha permesso di ottenere il modello geotecnico di riferimento per la progettazione, che è
riassunto nella tabella riportata di seguito; si ricorda che il livello freatico è profondo rispetto alle opere, e che
comunque sono possibili venute d’acqua nei livelli superficiali a maggiore permeabilità in caso di eventi meteorici.
Di seguito sono riportarti i valori dei coefficienti parziali per i parametri geotecnici del terreno e per le verifiche agli
stati limite ultimi di fondazioni superficiali.
Tabella [Link]– Coefficienti parziali per i parametri geotecnici del terreno
Tabella 6.4.I - Coefficienti parziali γR per le verifiche agli stati limite ultimi di fondazioni superficiali.
VERIFICA COEFFICIENTE PARZIALE
(R3)
Capacità portante γR = 2,3
Scorrimento γR = 1,1
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4.6 Parametri geotecnici caratteristici dei terreni
Per la valutazione della resistenza si devono considerare i coefficienti parziali precedentemente esposti per l’approccio
di calcolo indicato dalla norma. Il terreno di appoggio per le opere previste è rappresentato dallo strato Sr, cui si
attribuiscono cautelativamente i valori minori dei parametri geotecnici attribuiti al livello. I parametri geotecnici
caratteristici per i vari approcci valgono pertanto:
(A1+M1+R3)
Strato
Coesione
ϕ γ
DaN/cm2 KN/m3
Srappr.2 0,00 28,0° 17,5
Fabbricato:
Fondazione Base Lunghezza Altezza,
m m m
Platea 8,40 12,90 0,40
Piscina:
Fondazione Base Lunghezza Altezza,
m m m
Platea 5,00 10,00 0,20
I calcoli, essendo necessaria la caratterizzazione sismica del sito, sono riportati al paragrafo 5.3: si fa presente che al
momento non sono noti i carichi di progetto agenti sulla fondazione, per cui la relazione geotecnica dovrà essere
integrata una volta noti tali valori.
La caratterizzazione sismica viene riportata di seguito, ricordando che il sito è ubicato in Bardolino (VR), via
Montavoletta n. 60, ed è definito come segue:
Fabbricato: Longitudine: 10.736319; Latitudine: 45.553518 (ED50)
Piscina: Longitudine: 10.736376; Latitudine: 45.553411 (ED50)
Quota s.l.m. : 126 m
Inclinazione del pendio: <15°
Si caratterizzano sia il fabbricato residenziale che la piscina, in quanto sono attribuiti a diverse maglie di appartenenza
del reticolo.
Nel dettaglio, è stata effettuata una prospezione sismica con tecnica passiva [Link]. sviluppata in un array lineare con
16 geofoni a 4,5 Hz ad asse verticale per la ricostruzione sismo - stratigrafica del sottosuolo e per l’assegnazione della
Categoria del sottosuolo di fondazione (VS,30), come espressamente richiesto dalla normativa vigente (Aggiornamento
Norme Tecniche sulle Costruzioni – D.M. 17/01/2018), ed una registrazione di rumore sismico ambientale a stazione
singola con elaborazione H.V.S.R. (Horizontal to Vertical Spectral Ratio) per individuare le frequenze di risonanza del
terreno al fine di eseguire una corretta progettazione sismica delle strutture.
Le prove sono state seguite nel terreno oggetto di intervento (coordinate: latitudine 45,552547° N, longitudine
10,735409° E – WGS84).
Rimandando alla relazione allegata per i dettagli dell’indagine, dall’analisi dei risultati è possibile affermare che
l’utilizzo incrociato delle due tecniche sismiche ha permesso di ottenere un modello sismo - stratigrafico del sottosuolo
robusto e affidabile in corrispondenza della zona d’interesse: l’indagine [Link]. ha individuato le discontinuità
sismiche superficiali e stimato le velocità di propagazione delle onde S, mentre la prospezione passiva a stazione
singola (H.V.S.R.), tramite inversione congiunta, ha stimato il grado di rigidità della copertura profonda e determinato
le frequenze di risonanza di sito cioè i valori di frequenza attesi in superficie in occasione di evento sismico.
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L’attendibilità del modello sismo-stratigrafico desunto è da considerarsi elevata poiché la coerenza del segnale è
buona e lo spettro di velocità è ben definito nel modo fondamentale per quasi tutte le frequenze campionate. Il
programma di elaborazione utilizzato permette di considerare non solo il modo fondamentale ma, una volta
individuati, anche i modi superiori per una attendibile ricostruzione sismo – stratigrafica del sottosuolo.
Spettro di velocità da indagine [Link].: il modo fondamentale è presente in quasi tutte le frequenze campionate.
Il segnale si presenta con buona [Link] blu le curve sintetiche create da una modellazione diretta delle onde S.
La ricostruzione sismo - stratigrafica di sito ha evidenziato la presenza di un materiale moderatamente addensato fino
a circa 2.3 m dal p.c. locale, caratterizzato da una Vs = 230 m/s, mentre per valori di profondità maggiori il grado di
rigidità diventa più elevato (Vs = 370 m/s). Si segnalano a circa 6 m e a 28 m da p.c. ulteriori incrementi di velocità
(rispettivamente con Vs = 500 m/s e Vs = 700 m/s). Il modello sismo – stratigrafico interpretativo conseguito risulta
quindi il seguente:
Indagine sismica [Link].
Velocità onde di taglio
con inversione congiunta Spessori [m] Profondità [m]
[m/s]
H.V.S.R.
I SISMOSTRATO 230 2,3 0,0 – 2,3
II SISMOSTRATO 370 3,6 2,3 – 5,9
III SISMOSTRATO 500 22 5,9– ≈ 28
IV SISMOSTRATO 700 Semisp. ≈ 28 – Semisp
La frequenza caratteristica di risonanza di sito generata dalla discontinuità sismica a più elevato rapporto spettrale
(H/V ~3) nell’intervallo di interesse ingegneristico-strutturale (0.0 – 20.0 Hz), è di circa 18.3 Hz: si dovrà quindi porre
attenzione nell’edificare strutture con lo stesso periodo di vibrazione del terreno, poiché il rapporto H/V calcolato è
tale da ipotizzare un fattore di amplificazione del moto sismico in superficie.
Rapporto spettrale H/V misurato: in rosso il valore di H/V medio, in nero l’intervallo di confidenza al 95%.
Dalle informazioni sitospecifiche ottenute dalle indagini condotte, si passa a valutare l’azione sismica riferita
all’intervento di progetto.
Ai fini della definizione dell’azione sismica di progetto, con riferimento al paragrafo 3.2.2 delle NTC “Categorie di
sottosuolo e condizioni topografiche”, per quanto riguarda le categorie di sottosuolo, si rende necessario valutare
l’effetto della risposta sismica locale mediante specifiche analisi; in assenza di tali analisi, per la definizione
dell’azione sismica si può fare riferimento ad un approccio semplificato, che si basa sull’individuazione di categorie di
sottosuolo di riferimento (Tab [Link]). I valori di Vs possono essere ottenuti tramite specifiche prove, come nel caso in
esame, oppure con giustificata motivazione e limitatamente all’approccio semplificato, sono valutati tramite relazioni
empiriche di comprovata affidabilità con i risultati di altre prove in sito.
La classificazione del sottosuolo si effettua in base alle condizioni stratigrafiche ed ai valori di velocità equivalente di
propagazione delle onde di taglio VS, eq (in m/s), definita dall’espressione:
Dall’assetto sismostratigrafico desunto dalle indagini sismiche effettuate, è possibile constatare la presenza del
bedrock geofisico a profondità superiori a 30 m: pertanto si è calcolata la velocità media di propagazione delle onde di
taglio fino a 30 m dal piano di posa delle fondazioni (Vs,eq), come richiesto dalle N.T.C., che per le diverse profondità
di riferimento risulta:
Profondità piano di Vs,eq
posa fondazioni
0 m da p.c. Vs (0-30) ≈ 450 m/s
1 m da p.c. Vs (1-31) ≈ 470 m/s
2 m da p.c. Vs (2-32) ≈ 493 m/s
3 m da p.c. Vs (3-33) ≈ 507 m/s
Relativamente alle condizioni topografiche, data la configurazione semplice del sito, si può adottare la seguente
classificazione:
Tabella [Link] – Categorie topografiche
Categoria Caratteristiche della superficie topografica
T1 Superficie pianeggiante, pendii e rilievi isolati con inclinazione media i ≤ 15°
T2 Pendii con inclinazione media i > 15°
T3 Rilievi con larghezza in cresta molto minore che alla base e inclinazione media 15° ≤ i ≤ 30°
T4 Rilievi con larghezza in cresta molto minore che alla base e inclinazione media i > 30°
Il caso in esame rientra in categoria T1, essendo l’inclinazione media inferiore a 15°.
Per l’amplificazione topografica, per tener conto delle condizioni topografiche si utilizzano i valori del coefficiente
topografico St riportati in Tabella 3.2.V, in funzione delle categorie topografiche definite in precedenza.
Tabella 3.2.V (stralcio)
Categoria
topografica
Ubicazione dell’opera o dell’intervento St
T1 - 1.0
Per quanto riguarda le classi d’uso (§ 2.4.2 NTC) in presenza di azioni sismiche, con riferimento alle conseguenze di
interruzioni di operatività o di un eventuale collasso, le costruzioni sono suddivise in classi d’uso così definite:
Classe I Costruzioni con presenza solo occasionale di persone, edifici agricoli.
Costruzioni il cui uso preveda normali affollamenti, senza contenuti pericolosi per l’ambiente e senza
funzioni pubbliche e sociali essenziali. Industrie con attività non pericolose per l’ambiente. Ponti, opere
Classe II
infrastrutturali, reti viarie non ricadenti in Classe d’uso III o Classe d’uso IV, reti ferroviarie la cui
interruzione non provochi situazioni di emergenza. Dighe il cui collasso non provochi conseguenze rilevanti.
Costruzioni il cui uso preveda affollamenti significativi. Industrie con attività pericolose per l’ambiente. Reti
Classe III viarie extraurbane non ricadenti in Classe d’uso IV. Ponti e reti ferroviarie la cui interruzione provochi
situazioni di emergenza. Dighe rilevanti per le conseguenze di un loro eventuale collasso.
Costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti, anche con riferimento alla gestione della
protezione civile in caso di calamità. Industrie con attività particolarmente pericolose per l’ambiente. Reti
viarie di tipo A o B, di cui al D.M. 5 Novembre 2001, n. 6792 “Norme funzionali e geometriche per la
Classe IV costruzione delle strade” e di tipo C quando appartenenti ad itinerari di collegamento tra capoluoghi di
provincia non altresì serviti da strade di tipo A o B. Ponti e reti ferroviarie di importanza critica per il
mantenimento delle vie di comunicazione, particolarmente dopo un evento sismico. Dighe connesse al
funzionamento di acquedotti e a impianti di produzione di energia elettrica.
Le azioni sismiche su ciascuna costruzione vengono valutate in relazione ad un periodo di riferimento VR che si ricava,
per ciascun tipo di costruzione, moltiplicandone la vita nominale VN per il coefficiente d’uso CU:
VR = VN× CU
Il valore del coefficiente d’uso CU è definito, al variare della classe d’uso, dalla tabella [Link] delle NTC.
Tabella [Link] – Valori del coefficiente d’uso CU
Classe d’uso I II III IV
Coefficiente CU 0.7 1 1.5 2
Se VR ≤ 35 anni si pone comunque VR = 35 anni. Nel caso in esame CU = 1.0; VR risulta pertanto pari a 50.
Terreno: Opera:
Categoria di sottosuolo : B Classe d’uso: II
Categoria topografica: T1 Vita nominale VN ≥ 50 anni
SsSLV: 1,200; CcSLV: 1,423 Coefficiente d’uso: 1,0
St: 1,000 Periodo di riferimento VR: 50 anni
Mediante il software dedicato di Geostru PS ver. PRO si sono determinati i parametri sismici del sito, riportati in
Allegato A e riassunti di seguito. Come anticipato, vengono differenziati fabbricato e piscina, che ricadono in maglie
diverse.
Fabbricato Piscina
Stato limite ag (g) FO T*C (s) Stato limite ag (g) FO T*C (s)
SLO 0,044 2,496 0,233 SLO 0,044 2,500 0,233
SLD 0,058 2,537 0,240 SLD 0,058 2,540 0,241
SLV 0,164 2,431 0,276 SLV 0,164 2,430 0,276
SLC 0,212 2,472 0,280 SLC 0,211 2,436 0,280
q = c'×N c × s c × d c × ic × bc × g c + q × N q × s q × d q × i q × bq × g q + 1 × γ × B × N γ × sγ × iγ × bγ × g γ
2
che costituisce un’estensione dell’equazione di Terzaghi, in cui si tiene conto di alcuni casi particolari, attraverso i
seguenti fattori correttivi:
Nc , Nq , Nγ = fattori di capacità portante dipendenti dall’angolo di attrito;
sc , sq , sγ = fattori di forma della fondazione;
ic , iq , iγ = fattori correttivi che tengono conto dell'inclinazione del carico;
bc , bq , bγ = fattori correttivi che tengono conto dell'inclinazione della base della fondazione;
gc , gq , gγ = fattori correttivi che tengono conto dell'inclinazione del piano campagna;
dc , dq = fattori correttivi che dipendono dalla profondità del piano di posa.
Ai fini della verifica degli stati limite ultimi (SLU) le NTC prevedono, al paragrafo 2.3 “Valutazione della sicurezza”,
che sia rispettata la condizione Rd ≥ Ed, con Ed valore teorico di progetto dell’effetto delle azioni e Rd valore di
progetto della resistenza del terreno. Quest’ultima viene determinata in modo analitico con riferimento al valore
caratteristico dei parametri geotecnici del terreno, tramite la formula di Brinch – Hansen.
Sulla base dei dati precedentemente esposti, la resistenza del terreno è stata calcolata per una fondazione a platea sia
per il fabbricato residenziale che per la piscina, con appoggio su litologie da ricondursi a depositi sabbiosi fini con
inclusi elementi granulari, secondo le NTC 2018, in condizioni statiche e sismiche (queste ultime in accordo agli
Eurocodici 7/8); si fa presente che, data la granulometria sabbiosa dei depositi, è stata applicata la riduzione di
Terzaghi dei parametri geotecnici. I risultati sono riportati in Allegato B; si riporta di seguito una tabella riassuntiva.
Fabbricato residenziale
A1+M1+R3
Ipotesi fondazione Resistenza di
Q lim (KN/m2)
B (m) L (m) D (m) progetto (KN/m2)
8,40 12,90 0,40 284,20 123,56
Sisma
Ipotesi fondazione Resistenza di
Q lim (KN/m2)
B (m) L (m) D (m) progetto (KN/m2)
8,40 12,90 0,40 281,24 122,28
Piscina
A1+M1+R3
Ipotesi fondazione Resistenza di
Q lim (KN/m2)
B (m) L (m) D (m) progetto (KN/m2)
5,00 10,00 0,20 178,67 77,68
Sisma
Ipotesi fondazione Resistenza di
Q lim (KN/m2)
B (m) L (m) D (m) progetto (KN/m2)
5,00 10,00 0,20 176,81 76,87
Per quanto riguarda le verifiche degli stati limite di esercizio (SLE), vista la tipologia di terreni presenti non si
prevedono particolari problematiche: allo stato attuale non è possibile eseguire un calcolo preciso dei cedimenti,
poiché non sono noti i carichi indotti dagli interventi.
Si ricorda che la verifica a liquefazione non è dovuta in caso di falda freatica posta ad oltre 15 m da p.c.; pertanto,
sebbene le litologie presenti siano tali da poter determinare fenomeni di liquefazione, l’assenza di falda esclude tale
rischio.
In conclusione, i seguenti metodi storico – empirici per la stima del rischio di liquefazione:
• storico (nessun dato circa fenomeni pregressi)
• profondità della falda (superiore a 10 m da p.c. secondo il PAT; i pozzi contermini indicano oltre 30 m da p.c.)
• Il livello freatico, da dati bibliografici, non interferisce con le opere, essendo indicato a profondità superiori a 30
m da p.c.; sono possibili venute d’acqua nei livelli a maggiore permeabilità in occasione di eventi meteorici
prolungati e/o intensi.
• I parametri geotecnici caratteristici dei terreni di fondazione sono i seguenti:
Strato
Coesione
ϕ γ
DaN/cm2 KN/m3
Srappr.2 0,00 28° 17,5
• E’ stata condotta una indagine geofisica con prove [Link]. ed HVSR per la caratterizzazione sismica del
sottosuolo: dai valori delle Vs ottenuti, si riscontra la presenza di un materiale moderatamente addensato fino a
circa 2.3 m dal p.c. locale, caratterizzato da una Vs = 230 m/s, mentre per valori di profondità maggiori il grado di
rigidità diventa più elevato (Vs = 370 m/s). Si segnalano a circa 6 m e a 28 m da p.c. ulteriori incrementi di
velocità (rispettivamente con Vs = 500 m/s e Vs = 700 m/s).
• La frequenza caratteristica di risonanza di sito generata dalla discontinuità sismica a più elevato rapporto spettrale
(H/V ~3) nell’intervallo di interesse ingegneristico-strutturale (0.0 – 20.0 Hz), misurata con la prova HVSR, è di
circa 18.3 Hz: si dovrà porre attenzione nell’edificare strutture con lo stesso periodo di vibrazione del terreno,
poiché il rapporto H/V calcolato è tale da ipotizzare un fattore di amplificazione del moto sismico in superficie.
• La sintesi dei parametri sismici è riportata di seguito:
Ubicazione: Bardolino (VR), via Montavoletta n. 60
Fabbricato: Longitudine: 10.736319; Latitudine: 45.553518 (ED50)
Piscina: Longitudine: 10.736376; Latitudine: 45.553411 (ED50)
Quota s.l.m. : 126 m
Inclinazione del pendio: <15°
Terreno: Opera:
Categoria di sottosuolo : B Classe d’uso: II
Categoria topografica: T1 Vita nominale VN ≥ 50 anni
SsSLV: 1,200; CcSLV: 1,423 Coefficiente d’uso: 1,0
St: 1,000 Periodo di riferimento VR: 50
anni
• I valori di ag, F0, e T*c per ciascuno stato limite, differenziati fabbricato e piscina, che ricadono in maglie
diverse, sono i seguenti:
• Non essendo attualmente noti i carichi indotti dagli interventi edificatori previsti, si sono proposti le seguenti
ipotesi di dimensionamento delle strutture di fondazione (a platea), riassunti con i relativi valori di resistenza, in
condizioni statiche e sismiche, per il fabbricato e per la piscina:
Fabbricato residenziale
A1+M1+R3
Ipotesi fondazione Resistenza di
Q lim (KN/m2)
B (m) L (m) D (m) progetto (KN/m2)
8,40 12,90 0,40 284,20 123,56
Sisma
Ipotesi fondazione Resistenza di
Q lim (KN/m2)
B (m) L (m) D (m) progetto (KN/m2)
8,40 12,90 0,40 281,24 122,28
Piscina
A1+M1+R3
Ipotesi fondazione Resistenza di
Q lim (KN/m2)
B (m) L (m) D (m) progetto (KN/m2)
5,00 10,00 0,20 178,67 77,68
Sisma
Ipotesi fondazione Resistenza di
Q lim (KN/m2)
B (m) L (m) D (m) progetto (KN/m2)
5,00 10,00 0,20 176,81 76,87
• Le acque meteoriche dei tetti secondo quanto indicato dal progetto saranno conferite a pozzi drenanti: si consiglia
di non ubicare tali manufatti in vicinanza al muro lato monte, né alle fondazioni; il recettore dovrà essere
costituito dagli strati Sr ed S, in quanto il livello sottostante è pressoché impermeabile. Si prevede anche la
realizzazione di un pozzo di approvvigionamento idrico, per il quale dovrà essere prodotta la documentazione di
legge.
• La Carta delle Fragilità del PAT classifica l’area come idonea all’edificazione, per motivi geomorfologici o di
litologia: per evitare criticità derivanti dalla realizzazione dell’intervento proposto, dovranno essere seguite le
raccomandazioni riportate al paragrafo successivo.
7 Raccomandazioni e prescrizioni
In considerazione della tipologia di interventi previsti ed in ottemperanza alla normativa vigente, si raccomanda e
prescrive quanto segue:
Sulla base delle considerazioni effettuate, e stanti gli accorgimenti menzionati, non sussistono pertanto penalizzazioni
di carattere geologico – tecnico per l’intervento di progetto.
Bibliografia
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CESTELLI GUIDI C. Hoepli. (1987) Geotecnica e tecnica delle fondazioni
CHIESA G. Flaccovio Ed. (1994) Idraulica delle acque di falda
CHIESA G. A.N.I.P.A. Manuale di geoidrologia. Idraulica dei pozzi
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S.E.L.C.A. Padana Scala 1:250.000
MINISTERO UNIVERSITÀ E RICERCA Com. Cons. C.U.N. n.4 Carta Geomorfologica della Pianura Padana
SCIENTIFICA E TECNOLOGICA “Scienze della Terra” (1997)
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(2008)
INFRASTRUTTURE n. 29 del 4.2.2008 – Suppl. Ordinario n. 30)
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INFRASTRUTTURE del 20.2.2018 – Suppl. Ordinario)
SERVIZIO GEOLOGICO Autori Vari
Carta Geologica d’Italia – scala 1:100.000
NAZIONALE
SERVIZIO GEOLOGICO “Carta geologica del Veneto”
(1990)
NAZIONALE - REGIONE VENETO scala 1:250.000.
SERVIZIO GEOLOGICO “Carta geomorfologica del Veneto”
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NAZIONALE - REGIONE VENETO scala 1:250.000.
SORBINI L. Museo Civico Storia Nat.
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SORMANI MORETTI L. Museo Civ. Storia Nat.
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TERZAGHI K. UTET. (1992) Geotecnica.
VOLTOLINI I. [Link].
(1952) Storia geologica della valle dell’Adige.
Trentino
Piscina
Fabbricato residenziale
DATI GENERALI
Normativa NTC 2018
Zona via Montavoletta 60, Bardolino
Larghezza fondazione 8,4 m
Lunghezza fondazione 12,9 m
Profondità piano di posa 0,5 m
Altezza di incastro 0,5 m
Correzione parametri sì
SISMA
Accelerazione massima (ag/g) 0,053
Effetto sismico secondo EC7/8
Coefficiente sismico orizzontale 0,0105
STRATIGRAFIA TERRENO
Spessore Peso unità di Peso unità di Angolo di Coesione Coesione non Descrizione
strato volume volume saturo attrito [kN/m²] drenata
[m] [kN/m³] [kN/m³] [°] [kN/m²]
2,3 17,5 19,5 28,0 0,0 0,0 Strato Sr
1,1 18,0 20,0 30,0 0,0 0,0 Strato S
1,0 18,5 20,5 22,0 4,9 0,0 Strato Al
A1+M1+R3 SISMA
Autore: Brinch - Hansen 1970 (Condizione drenata) Autore: Brinch - Hansen 1970 (Condizione drenata)
Fattore [Nq] 6,16 Fattore [Nq] 6,16
Fattore [Nc] 14,47 Fattore [Nc] 14,47
Fattore [Ng] 3,67 Fattore [Ng] 3,67
Fattore forma [Sc] 1,26 Fattore forma [Sc] 1,26
Fattore profondità [Dc] 1,02 Fattore profondità [Dc] 1,02
Fattore inclinazione carichi [Ic] 1,0 Fattore inclinazione carichi [Ic] 1,0
Fattore inclinazione pendio [Gc] 1,0 Fattore inclinazione pendio [Gc] 1,0
Fattore inclinazione base [Bc] 1,0 Fattore inclinazione base [Bc] 1,0
Fattore forma [Sq] 1,22 Fattore forma [Sq] 1,22
Fattore profondità [Dq] 1,02 Fattore profondità [Dq] 1,02
Fattore inclinazione carichi [Iq] 1,0 Fattore inclinazione carichi [Iq] 1,0
Fattore inclinazione pendio [Gq] 1,0 Fattore inclinazione pendio [Gq] 1,0
Fattore inclinazione base [Bq] 1,0 Fattore inclinazione base [Bq] 1,0
Fattore forma [Sg] 0,8 Fattore forma [Sg] 0,8
Fattore profondità [Dg] 1,0 Fattore profondità [Dg] 1,0
Fattore inclinazione carichi [Ig] 1,0 Fattore inclinazione carichi [Ig] 1,0
Fattore inclinazione pendio [Gg] 1,0 Fattore inclinazione pendio [Gg] 1,0
Fattore inclinazione base [Bg] 1,0 Fattore inclinazione base [Bg] 1,0
Fattore correzione sismico inerziale [zq] 1,0 Fattore correzione sismico inerziale [zq] 0,99
Fattore correzione sismico inerziale [zg] 1,0 Fattore correzione sismico inerziale [zg] 0,99
Fattore correzione sismico inerziale [zc] 1,0 Fattore correzione sismico inerziale [zc] 1,0
Carico limite 284,2 kN/m² Carico limite 281,24 kN/m²
Resistenza di progetto 123,56 kN/m² Resistenza di progetto 122,28 kN/m²
Piscina
DATI GENERALI
Normativa NTC 2018
Zona via Montavoletta 60, Bardolino
Larghezza fondazione 5,0 m
Lunghezza fondazione 10,0 m
Profondità piano di posa 1,8 m
Altezza di incastro 0,3 m
Correzione parametri sì
SISMA
Accelerazione massima (ag/g) 0,053
Effetto sismico secondo EC7/8
Coefficiente sismico orizzontale 0,0105
STRATIGRAFIA TERRENO
Spessore Peso unità di Peso unità di Angolo di Coesione Coesione non Descrizione
strato volume volume saturo attrito [kN/m²] drenata
[m] [kN/m³] [kN/m³] [°] [kN/m²]
2,3 17,5 19,5 28,0 0,0 0,0 Strato Sr
1,1 18,0 20,0 30,0 0,0 0,0 Strato S
1,0 18,5 20,5 22,0 4,9 0,0 Strato Al
A1+M1+R3 SISMA
Autore: Brinch - Hansen 1970 (Condizione drenata) Autore: Brinch - Hansen 1970 (Condizione drenata)
Fattore [Nq] 6,16 Fattore [Nq] 6,16
Fattore [Nc] 14,47 Fattore [Nc] 14,47
Fattore [Ng] 3,67 Fattore [Ng] 3,67
Fattore forma [Sc] 1,2 Fattore forma [Sc] 1,2
Fattore profondità [Dc] 1,14 Fattore profondità [Dc] 1,14
Fattore inclinazione carichi [Ic] 1,0 Fattore inclinazione carichi [Ic] 1,0
Fattore inclinazione pendio [Gc] 1,0 Fattore inclinazione pendio [Gc] 1,0
Fattore inclinazione base [Bc] 1,0 Fattore inclinazione base [Bc] 1,0
Fattore forma [Sq] 1,17 Fattore forma [Sq] 1,17
Fattore profondità [Dq] 1,11 Fattore profondità [Dq] 1,11
Fattore inclinazione carichi [Iq] 1,0 Fattore inclinazione carichi [Iq] 1,0
Fattore inclinazione pendio [Gq] 1,0 Fattore inclinazione pendio [Gq] 1,0
Fattore inclinazione base [Bq] 1,0 Fattore inclinazione base [Bq] 1,0
Fattore forma [Sg] 0,85 Fattore forma [Sg] 0,85
Fattore profondità [Dg] 1,0 Fattore profondità [Dg] 1,0
Fattore inclinazione carichi [Ig] 1,0 Fattore inclinazione carichi [Ig] 1,0
Fattore inclinazione pendio [Gg] 1,0 Fattore inclinazione pendio [Gg] 1,0
Fattore inclinazione base [Bg] 1,0 Fattore inclinazione base [Bg] 1,0
Fattore correzione sismico inerziale [zq] 1,0 Fattore correzione sismico inerziale [zq] 0,99
Fattore correzione sismico inerziale [zg] 1,0 Fattore correzione sismico inerziale [zg] 0,99
Fattore correzione sismico inerziale [zc] 1,0 Fattore correzione sismico inerziale [zc] 1,0
Carico limite 178,67 kN/m² Carico limite 176,81 kN/m²
Resistenza di progetto 77,68 kN/m² Resistenza di progetto 76,87 kN/m²
Allegato C:
Indagine geofisica con metodi [Link]. e H.V.S.R.
per la caratterizzazione sismica dei terreni secondo la
normativa vigente (N.T.C. – D.M. 17 Gennaio 2018)
(a cura di Studiosisma S.r.l.)
Provincia di Verona
Via Mantavoletta
Comune di Bardolino (VR)
Committente:
[Link] Geol. Silvia Daleffe
La legge sui diritti d’autore (22/04/41 n° 633) vieta la riproduzione ed utilizzazione anche parziale di questo documento, senza
la preventiva autorizzazione degli autori.
2
INDICE
1. PREMESSE 3
4.4 Categoria di sottosuolo di fondazione secondo le Norme Tecniche sulle Costruzioni – D.M. 17
gennaio 2018 12
ALLEGATI
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
1. PREMESSE
Il giorno 6 novembre 2018 è stata condotta la presente campagna d’indagine geofisica in Via Mantavoletta,
nel Comune di Bardolino (VR), su incarico di [Link] Geol. Silvia Daleffe. Al fine di caratterizzare, dal
punto di vista sismico, il sottosuolo dell’area in esame sono state effettuati:
• n°1 prospezione sismica con tecnica passiva [Link]. (Refraction Microtremor) sviluppata in un
array lineare con n°16 geofoni a 4,5 Hz ad asse verticale per la ricostruzione sismo - stratigrafica
del sottosuolo e per l’assegnazione della Categoria del sottosuolo di fondazione (Vs,eq) come
espressamente richiesto dalla normativa vigente (Norme Tecniche sulle Costruzioni – D.M.
17/01/2018);
• n°1 registrazione di rumore sismico ambientale a stazione singola con elaborazione H.V.S.R.
(Horizontal to Vertical Spectral Ratio) per individuare le frequenze di risonanza del terreno al
fine di eseguire una corretta progettazione sismica delle strutture.
Nella figura a seguire viene evidenziata l’area in oggetto di studio (Fig. n°1 – Estratto da I.G.M. Veneto in
scala 1:25.000).
L’ubicazione dell’area è stata ottenuta, secondo i Datum WGS 84 ed ED50, utilizzando un posizionatore
GPS: le coordinate ottenute sono specificate nella tabella sottostante. Nella figura seguente (Fig. n°2 –
Ubicazione prove in sito) sono invece riportate, in dettaglio, le posizioni di ogni misura effettuata.
Latitudine Longitudine
45.552547° N (WGS 84) 10.735409° E (WGS 84)
45.553465° N (ED50) 10.736435° E (ED50)
Ubicazione indagini
Legenda:
Misura H.V.S.R.
È noto che la propagazione delle onde, nel caso di mezzi stratificati e trasversalmente isotropi, avviene in
maniera diversa rispetto al caso di mezzi omogenei; non esiste più un’unica velocità ma ogni frequenza è
caratterizzata da una diversa velocità di propagazione a sua volta legata alle varie lunghezze d’onda.
Queste interessano il terreno a diverse profondità e risultano influenzate dalle caratteristiche elastiche,
appunto variabili con la profondità. Questo comportamento viene definito dispersione in frequenza ed è
fondamentale nello sviluppo dei metodi sismici che utilizzano le onde di superficie. Ovviamente le
lunghezze d’onda più grandi corrispondono alle frequenze più basse e vanno ad interessare il terreno più
in profondità; al contrario, le lunghezze d’onda più piccole, poiché sono associate alle frequenze più alte,
rimangono nelle immediate vicinanze della superficie. I metodi di prospezione sismica che utilizzano le
onde di superficie si basano su modelli fisico – matematici nei quali il sottosuolo viene schematizzato
come una serie di strati con caratteristiche elastiche lineari.
La procedura [Link]. è un metodo di prospezione sismica sviluppato presso l’Università di Reno in Nevada
(Louie, 2001) e viene classificato come metodo passivo in quanto utilizza il rumore ambientale. I vantaggi
promossi da questo metodo sono molteplici: è molto veloce e semplice da usare in fase di acquisizione,
raggiunge una buona profondità e risoluzione d’indagine ma soprattutto permette di ottenere migliori
risultati in ambienti particolarmente urbanizzati.
La fase di acquisizione deve essere effettuata con una serie di accorgimenti e precauzioni da prendere in
sito e nella pianificazione della registrazione. Tutto è finalizzato alla registrazione di dati contenenti la
miglior informazione possibile riguardo alla propagazione delle onde di Rayleigh con buon rapporto segnale
- rumore.
Il rumore incoerente, cioè di tipo casuale, nel caso [Link]. rappresenta la fonte del segnale utile che si
vuole registrare. I microtremori generati dall’ambiente si propagano nel suolo e di questi si cerca di
distinguere il modo fondamentale di vibrazione dell’onda di Rayleigh da quelli superiori e dall’aliasing
spaziale. C’è, in questo caso, la necessità di soddisfare la condizione di “omnidirezionalità” delle sorgenti,
cioè si suppone che il rumore ambientale provenga sostanzialmente da tutte le direzioni.
I tempi di registrazione dei microtremori sono decisamente più elevati rispetto alle indagini di tipo attivo.
La registrazione sarà analizzata in finestre temporali che variano dai 10 ai 30 secondi.
Sono da considerare la lunghezza dello stendimento L e la distanza intergeofonica ∆x. Quest’ultima agisce
sul segnale come una specie di filtro in frequenza. Supponendo, infatti, che il segnale arrivi da tutte le
direzioni, maggiore è la spaziatura, minore sarà la frequenza del segnale utile campionabile e viceversa.
Se la frequenza è più bassa aumenta la profondità d’indagine.
La fase più delicata è quella del data processing, che consiste nel trattamento dei dati acquisiti con
l’obbiettivo di stimare la velocità di fase delle onde di Rayleigh (Vr) che sono correlabili con le velocità Vs
di propagazione delle onde S (Vs ≈ 1,1 Vr).
Le varie tecniche di processing trasformano l’informazione registrata nel dominio x - t (spazio tempo), in
un dominio dove l’energia associata all’evento è funzione della frequenza e di altre variabili. Tutto questo
allo scopo, attraverso lo spettro, di localizzare la densità di energia maggiore, alla quale sono di solito
associate le onde di Rayleigh. Con procedura manuale vengono selezionati dei punti sullo spettro, che
andranno a formare la curva di dispersione sperimentale. La scelta di questi valori, denominata picking, è
condizionata da alcune indicazioni ma è imprescindibile dall’abilità e dall’esperienza dell’interpretatore
anche in base ad altre conoscenze in merito al sito in esame.
Il sampling rate utilizzato è stato di 512 Hz in modo da ottenere un elevato dettaglio del segnale. La
durata (lunghezza temporale) del segnale registrato è stato di circa 6 minuti. Il software utilizzato per
l’analisi spettrale è Grilla v.7.0 release 2018.
Per una corretta ricostruzione sismica del sottosuolo e una buona stima delle onde Vs è necessario
adottare una modellizzazione numerica che può essere rappresentata dalla seguente equazione:
[2.1]
In via puramente indicativa, al fine di correlare le velocità delle onde di taglio ad un tipo di suolo, si
riportano i valori tabulati da Borcherdt (1992; 1994) assieme a quelli ottenuti sperimentalmente in diversi
ambienti sedimentari da altri autori (Budny, 1984; Ibs von Seht e Wohlenberg, 1999; Delgado et al., 2000
a, b; Parolai et al., 2002; Scherbaum et al., 2003; D’Amico et al., 2004, 2006; Hinzen et al., 2004).
La tecnica sismica passiva (tecnica dei rapporti spettrali o H.V.S.R., Horizontal to Vertical Spectral Ratio)
è totalmente non invasiva, molto rapida, si può applicare ovunque e non richiede nessun tipo di
perforazione, né di stendimenti di cavi, né di energizzazione esterne diverse dal rumore ambientale che in
natura esiste ovunque. I risultati che si possono ottenere da una registrazione di questo tipo sono:
• la frequenza caratteristica di risonanza del sito che rappresenta un parametro fondamentale per
il corretto dimensionamento degli edifici in termini di risposta sismica locale. Si dovranno
adottare adeguate precauzioni nel costruire edifici aventi la stessa frequenza di vibrazione del
terreno per evitare l’effetto di “doppia risonanza” estremamente pericolosi per la stabilità degli
stessi;
• la frequenza fondamentale di risonanza di un edificio, qualora la misura venga effettuata
all’interno dello stesso. In seguito sarà possibile confrontarla con quella caratteristica del sito
(free field) e capire se in caso di sisma la struttura potrà essere o meno a rischio;
• la velocità media delle onde di taglio Vs calcolata tramite un apposito codice di calcolo. È
necessario, per l’affidabilità del risultato, conoscere la profondità di un riflettore noto dalla
stratigrafia (prova penetrometrica, sondaggio, ecc.) e riconoscibile nella curva H/V. Sarà quindi
possibile calcolare la Vs,eq e la relativa categoria di sottosuolo come esplicitamente richiesto
dalle Norme Tecniche per le Costruzioni del 17 gennaio 2018;
• la stratigrafia del sottosuolo con un range di indagine compreso tra 0,5 e 700 m di profondità
anche se il dettaglio maggiore si ha nei primi 100 metri. Il principio su cui si basa la presente
tecnica, in termini di stratigrafia del sottosuolo, è rappresentato dalla definizione di strato inteso
come unità distinta da quelle sopra e sottostante per un contrasto d’impedenza, ossia per il
rapporto tra i prodotti di velocità delle onde sismiche nel mezzo e densità del mezzo stesso.
Le basi teoriche della tecnica HVSR si rifanno in parte alla sismica tradizionale (riflessione, rifrazione,
diffrazione) e in parte alla teoria dei microtremori. La forma di un’onda registrata in un sito x da uno
strumento dipende:
Il rumore sismico ambientale, presente ovunque sulla superficie terrestre, è generato dai fenomeni
atmosferici (onde oceaniche, vento) e dall’attività antropica oltre che, ovviamente, dall’attività dinamica
terrestre. Si chiama anche microtremore poiché riguarda oscillazioni molto piccole, molto più piccole di
quelle indotte dai terremoti. I metodi che si basano sulla sua acquisizione si dicono passivi poiché il
rumore non è generato ad hoc, come ad esempio le esplosioni della sismica attiva. Nel tragitto dalla
sorgente s al sito x le onde elastiche (sia di terremoto che microtremore) subiscono riflessioni, rifrazioni,
intrappolamenti per fenomeni di guida d’onda, attenuazioni che dipendono dalla natura del sottosuolo
attraversato. Questo significa che se da un lato l’informazione riguardante la sorgente è persa e non sono
più applicabili le tecniche della sismica classica, è presente comunque una parte debolmente correlata nel
segnale che può essere estratta e che contiene le informazioni concernenti il percorso del segnale e, in
particolare, relative alla struttura locale vicino al sensore. Dunque, anche il debole rumore sismico, che
tradizionalmente costituisce la parte di segnale scartata dalla sismologia classica, contiene informazioni.
Questa informazione è però “sepolta” all’interno del rumore casuale e può essere estratta attraverso
tecniche opportune. Una di queste tecniche è la teoria dei rapporti spettrali o, semplicemente, HVSR che
è in grado di fornire stime affidabili delle frequenze principali del sottosuolo; informazione di notevole
importanza nell’ingegneria sismica.
Per l’acquisizione dei dati è stato utilizzato un tromometro digitale della ditta Moho S.r.l. modello
“Tromino ENGY-PLUS” che rappresenta la
nuova generazione di strumenti ultra - leggeri
e ultra - compatti in alta risoluzione adatti a
tali misurazioni. Lo strumento racchiude al suo
interno una terna velocimetrica con i sensori
ortogonali tra loro e con intervallo di
frequenza compreso tra 0.1 e 256 Hz. Nella
figura a fianco si riporta la curva di rumore di
“Tromino” a confronto con i modelli standard
di rumore sismico massimo (in verde) e minimo
(in blu) per la Terra. Gli spettri di potenza
sono espressi in termini di accelerazione e sono
relativi alla componente verticale del moto.
Le attuali norme tecniche per le costruzioni (N.T.C. D.M. - 17 gennaio 2018) ereditano gran parte dei
contenuti dell’O.P.C.M. n°3274 in merito alla progettazione in zone sismiche; tuttavia rispetto a
quest’ultimo documento sono anche stati apportati importanti cambiamenti, di cui forse il più rilevante
riguarda la definizione dell’azione sismica.
Per comprendere pienamente il significato della nuova normativa è necessario rifarsi al concetto di
risposta sismica locale. Dal punto di vista strettamente fisico, per effetto di sito (risposta sismica locale)
s’intende l’insieme delle modifiche in ampiezza, durata e contenuto in frequenza che un moto sismico,
relativo ad una formazione rocciosa di base (R), subisce attraversando gli strati di terreno sovrastanti fino
alla superficie (S). Nel presente lavoro si sfrutterà la teoria di Nakamura che relaziona lo spettro di
risposta del substrato roccioso (rapporto spettrale H / V = 1) con quello effettivamente misurato in
superficie.
mentre risulta ridotto di amplificazione alle frequenze elevate a causa dello smorzamento del terreno. Di
particolare importanza è la prima frequenza naturale di vibrazione del deposito denominata frequenza
fondamentale di risonanza:
f1 = 1 / T1 = Vs / 4H [3.2]
E’ quindi necessario porre estrema attenzione a fenomeni di “doppia risonanza”, cioè la corrispondenza
tra le frequenze fondamentali del segnale sismico così come trasmesso in superficie e quelle dei manufatti
ivi edificati in quanto le azioni sismiche su di essi sarebbero gravose.
Dal punto di vista empirico, è noto che la frequenza di risonanza di un edificio è governata principalmente
dall’altezza e può essere pertanto calcolata, in prima approssimazione, secondo la formula (cfr. Es.
Pratt):
ad essere particolarmente pericolosa, poiché da luogo alla massima amplificazione e deve quindi essere
oggetto di studi approfonditi.
L’utilizzo incrociato delle due tecniche sismiche ha permesso di ottenere un modello sismo - stratigrafico
del sottosuolo robusto e affidabile in corrispondenza della zona d’interesse. L’indagine [Link]. ha
individuato le discontinuità sismiche superficiali e stimato le velocità di propagazione delle onde S mentre
la prospezione passiva a stazione singola (H.V.S.R.), tramite inversione congiunta, ha stimato il grado di
rigidità della copertura superficiale e di quella profonda. Inoltre, la misura H.V.S.R. ha determinato le
frequenze di risonanza di sito cioè i valori di frequenza attesi in superficie in occasione di evento sismico.
L’attendibilità del modello sismo-stratigrafico desunto è da considerarsi elevata poiché la coerenza del
segnale è buona e lo spettro di velocità è ben definito nel modo fondamentale per quasi tutte le
frequenze campionate. Il programma di elaborazione utilizzato permette di considerare non solo il modo
fondamentale ma, una volta individuati, anche i modi superiori per vincolare con maggior attendibilità la
ricostruzione sismo-stratigrafica del sottosuolo.
Spettro di velocità: il modo fondamentale è presente in quasi tutte le frequenze campionate. Il segnale
si presenta con una buona coerenza. In blu le curve sintetiche create da una modellizzazione diretta
delle onde S.
Nel caso specifico del sito in esame si è cercato di correlare i valori di picco, dello spettro di risposta
HVSR, con le frequenze fondamentali di risonanza di sito
Interpretando i minimi della componente verticale come risonanza del modo fondamentale dell’onda di
Rayleigh e i picchi delle componenti orizzontali come contributo delle onde SH, è possibile ricavare le
frequenze relative ad ogni discontinuità sismica.
La frequenza fondamentale di risonanza di sito, generata dalla discontinuità sismica a più elevato
rapporto spettrale (H/V ≈ 3) nell’intervallo di interesse ingegneristico-strutturale (0,0 – 20,0 Hz), è di
circa 18,3 Hz.
Frequenza fondamentale di risonanza
18,28 ± 0,46 Hz
È consolidata, sia a livello accademico sia professionale, l’ipotesi che le strutture subiscono le
sollecitazioni sismiche maggiori quando c’è coincidenza tra la frequenza di vibrazione naturale del terreno
investito da un’onda sismica e quella naturale dell’edificio.
Si dovrà quindi porre estrema attenzione nell’edificare strutture aventi lo stesso periodo di vibrazione
naturale del terreno poiché il rapporto H/V calcolato è tale da ipotizzare un fattore di amplificazione del
moto sismico in superficie.
Rapporto spettrale H/V misurato. In rosso è indicato l’HV medio mentre in nero l’intervallo di confidenza al 95%.
Nella tabella seguente, s’illustra la qualità del segnale acquisito in base al progetto SESAME (Linee guida
2005). Per l’affidabilità della curva HVSR devono essere positivi i primi tre parametri mentre per avere un
chiaro e pulito segnale del picco massimo devono essere soddisfatti almeno cinque dei sei criteri
successivi. Si osserva quindi che il picco 18,28 Hz soddisfa tutti i criteri e può pertanto essere assunto
come frequenza fondamentale di risonanza del sito.
Max. H/V at 18.28 ± 0.46 Hz (in the range 0.0 - 20.0 Hz).
Ai fini della definizione dell’azione sismica di progetto, si rende necessario valutare l’effetto della
risposta sismica locale mediante specifiche analisi o in rapporto ad un approccio semplificato che si basa
sull’individuazione di Categorie di Sottosuolo di riferimento.
Per definire le Categorie, il D.M. 17 gennaio 2018 prevede il calcolo del parametro Vs,eq, ovvero della
velocità equivalente di propagazione delle onde di taglio Vs dei terreni posti al di sopra del substrato di
riferimento (Vs,30 per depositi con profondità del substrato superiore a 30 m). La profondità del substrato
è riferita al piano di posa delle fondazioni superficiali, alla testa dei pali per fondazioni indirette, al piano
di imposta delle fondazioni per muri di sostegno di terrapieni o alla testa delle opere di sostegno di terreni
naturali.
Pertanto, come espressamente richiesto dalla normativa vigente (Norme Tecniche sulle Costruzioni – D.M.
17/01/2018), si è calcolata la velocità media di propagazione delle onde di taglio fino a 30 m dal piano di
posa delle fondazioni (Vs,30), a partire da varie profondità dal piano campagna:
Dalla ricostruzione del quadro geofisico emerso dal presente studio e dalle indicazioni normative si
prevede l’inserimento del sito d’indagine nella Categoria di Sottosuolo denominata B, così definita:
Categoria B – Rocce tenere e depositi di terreni a grana grossa molto addensati o terreni a
grana fina molto consistenti, caratterizzati da un miglioramento delle proprietà meccaniche con la
profondità e da valori di velocità equivalente compresi tra 360 m/s e 800 m/s.
Si ricorda che qualunque tecnica di geofisica applicata ha un margine di errore intrinseco variabile in
funzione del tipo di tecnica usata, di strumentazione utilizzata e di problematiche incontrate durante la
fase di acquisizione. Infine, i profili di Vs ricavati con questa metodologia, come tutti i metodi indiretti,
non presentano una soluzione univoca e quindi più modelli possono fornire curve sintetiche simili tra
loro.
ALLEGATO
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Spettro sismico a curva sintetica da misura a stazione singola (H.V.S.R.) Profilo verticale onde S (Vs)
INDAGINE GEOFISICA
Modello sismo-stratigrafico interpretativo
Ubi: Via Mantavoletta - Bardolino (VR)
Indagine sismica
[Link]. e H.V.S.R.
Novembre 2018