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Kant, nella sua opera 'La Critica della ragion pura', analizza i limiti e le capacità della ragione umana, ponendo domande fondamentali sulla metafisica come l'esistenza di Dio, la libertà e l'immortalità. Propone una 'rivoluzione del modo di pensare', sostenendo che la conoscenza a priori deve regolare gli oggetti e non viceversa, introducendo il concetto di idealismo critico. La sua analisi si articola in estetica e logica trascendentale, esaminando le intuizioni sensibili e i concetti puri che rendono possibile la conoscenza.
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Kant, nella sua opera 'La Critica della ragion pura', analizza i limiti e le capacità della ragione umana, ponendo domande fondamentali sulla metafisica come l'esistenza di Dio, la libertà e l'immortalità. Propone una 'rivoluzione del modo di pensare', sostenendo che la conoscenza a priori deve regolare gli oggetti e non viceversa, introducendo il concetto di idealismo critico. La sua analisi si articola in estetica e logica trascendentale, esaminando le intuizioni sensibili e i concetti puri che rendono possibile la conoscenza.
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KANT

Kant ha scritto “LA CRITICA DELLA RAGION PURA” nel 1781.

IL PROCESSO ALLA METAFISICA


Nell’opera, Kant si preoccupa di stabilire ciò che la ragione può conoscere o non conoscere di diritto
nei vari campi del sapere, evitando che essa si
avventuri oltre i propri confini. La CRITICA è una scienza che si occupa di
Egli immagina che la ragione organizzi un “processo” ogni facoltà umana (ragione, volontà e
→ in pratica la ragione istituisce un tribunale per sentimento) e dei limiti di questi principi.
stabilire quali sono le sue giuste pretese nel Viene dal greco KRITICHE’= “arte
campo della conoscenza e quali sono prive di giudicatrice”.
fondamento. Lo scopo primario è l’esame delle Indaga i principi della conoscenza razionale
domande fondamentali della metafisica, che la per stabilire se hanno valore o no.
ragione per sua natura è portata a porsi.

LE DOMANDE FONDAMENTALI DELLA METAFISICA riguardano: l’esistenza di Dio,


la libertà del volere
e l’immortalità dell’anima.

Tutte le indagini del passato erano state condotte secondo due prospettive:

il DOGMATISMO, che consiste nell’elaborare lo SCETTICISMO (con Hume ha raggiunto la


teorie senza un esame preliminare delle sua formulazione più rigorosa), secondo cui
capacità e dei limiti della ragione. “qualsiasi conoscenza non ricavata dai sensi
è impossibile”.
Per “DOGMA” si intende la verità indiscutibile
che va creduta per fede.

In questa prospettiva, le questioni poste dalla


Secondo Kant, il dogmatismo è metafisica sono del tutto inspiegabili.
Secondo Kant, questo rappresenta un
insoddisfacente perché non spiega i principi in
metodo fondamentale per mettere in
base ai quali si possono stabilire affermazioni
discussione il dogmatismo: infatti lui
valide; mentre il processo della filosofia critica riconosce a Hume il merito di averlo svegliato
ha lo scopo di stabilire leggi valide per tutti. dal suo sonno dogmatico.

Kant mostra limiti di entrambe le posizioni: Scopo della Critica è stabilire le condizioni di verità della
conoscenza e i confini oltre i quali una tale conoscenza non è possibile.
La sentenza della ragione sarà una nuova metafisica come scienza dei principi universali e necessari
che regolano l’esperienza e forniscono i fondamenti della scienza della natura e della morale.
LA “RIVOLUZIONE DEL MODO DI PENSARE”
Kant si chiede com’è possibile la metafisica come scienza:
- La metafisica pretende di estendere la nostra conoscenza in base ai soli concetti ed
indipendentemente dai dati dell’esperienza (cioè a priori);
- Proprio per le obiezioni avanzate contro questa pretesa delle filosofie dell’empirismo e dello
scetticismo, è necessario domandarsi se e come è possibile stabilire una conoscenza a priori.
- Per rispondere a questa domanda, Kant decide di adottare un nuovo punto di vista. Lui parla
di RIVOLUZIONE DEL MODO DI PENSARE →

In pratica lui dice che: il problema della conoscenza a priori è irrisolto perché si sempre
detto che “la nostra conoscenza si deve regolare sugli oggetti”,
e perciò conosce le cose passivamente.

Allora lui propone: di abbandonare questo presupposto e ammettere che sono gli
oggetti a doversi regolare sulla nostra conoscenza, e così la
ragione ha un ruolo attivo nella conoscenza.
Questo non significa che la nostra conoscenza possa stabilire
liberamente le proprietà degli oggetti, perché gli oggetti devono
comunque essere sempre dati in qualche modo.

Non sono i corpi celesti a girare intorno


COPERNICANA all’osservatore, ma l’osservatore a muoversi
insieme alla Terra e le stelle restano ferme

RIVOLUZIONE Non è la nostra conoscenza a regolarsi sugli


oggetti ma questi ultimi a regolarsi sulla nostra
KANTIANA conoscenza: le proprietà generali che
appartengono necessariamente a tutti gli oggetti
della nostra conoscenza, dipendono dalle facoltà
conoscitive umane.

IDEALISMO CRITICO E CONOSCENZA TRASCENDENTALE

Quindi, come per noi abitanti della Terra non è percepibile il movimento del pianeta intorno al Sole,
allo stesso modo, poiché siamo soggetti in grado di conoscere, non siamo in grado di percepire che
le proprietà degli oggetti conosciuti dipendono dalle nostre facoltà conoscitive.
Per questo, gli uomini cercano le proprietà degli oggetti negli oggetti stessi→ questo è il REALISMO
DOGMATICO.
Per provare che le cose stanno diversamente, Kant adotta l’IDEALISMO CRITICO, secondo cui vi
devono essere delle condizioni a priori senza le quali nessuna conoscenza è possibile.
Per Kant ogni conoscenza comincia con l’esperienza, ma non è ricavata tutta dall’esperienza, perché
alle sensazioni si aggiunge sempre il contributo a priori delle facoltà conoscitive umane.

La metafisica come Quindi la “Critica” si occupa non di oggetti, ma del nostro modo di
conoscenza conoscerli che deve essere possibile a priori.
trascendentale Il risultato di questa indagine è una conoscenza trascendentale che
riguarda il modo in cui è possibile conoscere a priori gli oggetti.
La filosofia critica è anche chiamata da Kant FILOSOFIA TRASCENDENTALE.

GIUDIZI ANALITICI E GIUDIZI SINTETICI

Le conoscenze a priori sono universali (valide in tutti i casi senza


eccezioni) e necessarie (senza di esse l’esperienza non è possibile).
LA SCOPERTA DEI
GIUDIZI SINTETICI Il giudizio è la forma fondamentale
A PRIORI della conoscenza e può essere sintetico
o analitico
in base al rapporto che sussiste tra soggetto e predicato.

Per esaminare le conoscenze a priori Kant fa una classificazione logica dei giudizi.
Il GIUDIZIO è la forma fondamentale in cui si esprime la conoscenza.

I giudizi sono: ANALITICI sono a priori


Esprimono conoscenza indipendente dall’esperienza
Il predicato è contenuto nel concetto di soggetto
Non c’è nessun ampliamento della conoscenza.

Sono giudizi in cui il predicato è già contenuto nel soggetto: esso non aggiunge niente di nuovo al
soggetto, ma chiarisce e spiega meglio ciò che è già contenuto nel concetto del soggetto in modo
implicito.
ESEMPI:
"I fratelli sono maschi": Il termine "fratello" implica che sia un maschio.
"Un cerchio è rotondo": La rotondità è parte essenziale del concetto di cerchio.
"Tutti i corpi occupano spazio": Occupare spazio è parte del significato del termine "corpo".

e SINTETICI→ sono a posteriori


esprimono conoscenza ricavata dall’esperienza
il predicato non è contenuto nel concetto di soggetto
c’è un ampliamento della conoscenza.
Sono giudizi che ampliano la nostra conoscenza attraverso l'osservazione e l'esperienza. Sono
chiamati "a posteriori" perché derivano da ciò che è noto dopo (post) l'osservazione. Aggiungono
nuove informazioni non contenute nel soggetto e ampliano la nostra conoscenza, in quanto
possono essere confermati o smentiti attraverso esperimenti o osservazioni.
ESEMPI:
"L'acqua bolle a 100 gradi Celsius": Questo giudizio si fonda su esperimenti e misurazioni. Non
possiamo sapere la temperatura di ebollizione dell'acqua senza averla misurata.
"Il legno galleggia sull'acqua": Questo è un fatto di cui abbiamo conoscenza attraverso
l'osservazione e l'esperimento.
"Il sole sorge a est": Questa affermazione è basata sull'osservazione del movimento del sole nel
cielo.

Inoltre, secondo Kant ci sono anche GIUDIZI SINTETICI A PRIORI


Essi esprimono la conoscenza indipendentemente dall’esperienza;
il predicato non è contenuto nel concetto di soggetto
c’è un ampliamento della conoscenza.

Sono giudizi che ampliano la nostra conoscenza senza basarsi sull'esperienza, ma sono
conosciuti attraverso la ragione. Essi sono alla base di molte delle nostre cognizioni
matematiche e scientifiche e non hanno bisogno di esperienze specifiche.
ESEMPI:
"Ogni effetto ha una causa": Questo principio è universale e necessario, e non si basa su
osservazioni specifiche ma su un'intuizione razionale.
"8 + 4 = 12": Anche se riguarda una operazione matematica, il risultato è noto a priori e non
richiede esperienza per essere verificato.
"La linea retta è la distanza più breve tra due punti": Questo giudizio geometrico non ha bisogno
di esperimenti per essere validato, ma è conosciuto a priori attraverso la ragione.

LA STRUTTURA DELLA CRITICA DELLA RAGION PURA


Kant dice: “ogni nostra conoscenza comincia dai sensi, di qui muove verso l’intelletto e si conclude
con la ragione” → queste sono le 3 facoltà conoscitive fondamentali: i SENSI, l’INTELLETTO e la
RAGIONE. Ad esse corrispondono 3 generi distinti di rappresentazioni, che costituiscono gli elementi
della conoscenza: INTUIZIONI, CONCETTI e IDEE.

Ai SENSI corrispondono le INTUIZIONI L’intuizione è la rappresentazione singolare ed


immediata con cui un oggetto viene dato
attraverso i sensi (es. l’albero fuori dalla finestra).

All’ INTELLETTO corrispondono i CONCETTI il concetto è una rappresentazione discorsiva e


mediata, con cui è pensato un oggetto
dell’esperienza (es. l’albero ha le proprietà che
hanno gli altri alberi, ossia radici, rami,…).
Alla RAGIONE corrispondono le IDEE l’idea è un concetto formato a priori e riferito ad
un oggetto di cui non si potrà mai fare
esperienza e che quindi non si ricava dai sensi.
La Critica della Ragion pura dedica una sezione ad ogni elemento →
- Alle intuizioni dedica la 1° sezione detta “ESTETICA TRASCENDENTALE
- All’intelletto e alla ragione la 2° sezione detta LOGICA TRASCENDENTALE

ESTETICA TRASCENDENTALE: esamina le LOGICA TRASCENDENTALE riguarda i concetti


condizioni a priori della sensibilità (le intuizioni
formati a priori dall’intelletto e dalla ragione.
spazio e tempo), rappresentazioni immediate
e singolari con cui un oggetto dell’esperienza Si distingue in due parti:
viene percepito.

ANALITICA TRASCENDENTALE
non analizziamo più le condizioni
della percezione, ma i concetti DIALETTICA TRASCENDENTALE
trascendentali, cioè l’intelletto. Esamina i concetti a priori della
Quindi si esaminano i concetti a ragione (idee)
priori dell’intelletto (categorie)

L’ESTETICA TRASCENDENTALE

- È dedicata alla conoscenza sensibile


- Le rappresentazioni dei sensi sono dette INTUIZIONI

- Le forme dell’intuizione sono 2 lo SPAZIO (attraverso di esso le sensazioni


stanno l’una accanto all’altra e si riferiscono ad
Lo spazio rende possibile i giudizi oggetti che stanno fuori di noi)
sintetici a priori della geometria, il
tempo dell’aritmetica. E il TEMPO (attraverso esso le sensazioni stanno
l’una dopo l’altra oppure simultaneamente)
Spazio e tempo: non sono concetti empirici;
sono rappresentazioni necessarie
sono intuizioni e non concetti
sono grandezze infinite date
sono condizioni necessarie delle scienze esatte
si trovano a priori nell’animo.
Per tutto questo sono detti INTUIZIONI PURE.

**Lo spazio rende possibile i giudizi sintetici a priori della geometria, il tempo dell’aritmetica (un
esempio famoso è il 7+5=12-> questo giudizio sintetico a priori si fonda sull’intuizione pura del tempo,
che si raffigura come una linea di unità successive l’una all’altra.
L’ANALITICA TRASCENDENTALE
È l’indagine sulla conoscenza intellettuale, che ha lo scopo di trovare a priori i principi che la rendono
possibile (ossia i CONCETTI).
I concetti sono usati dall’intelletto per collegare tra loro i dati dei sensi e raccogliere insieme molte
rappresentazioni. Egli dice che “i pensieri, senza contenuto sono vuoti; le intuizioni senza concetti,
sono cieche”(i contenuti dei pensieri sono i dati dei sensi e senza questi, i nostri concetti non
corrisponderebbero a nessun oggetto): questo significa che ogni nostra conoscenza deve contenere
sia intuizioni sia concetti.

Tra i concetti ce ne sono alcuni che non derivano dall’esperienza e sono detti “concetti puri “ o
CATEGORIE (con riferimento ad Aristotele).
Secondo Kant, l’elenco delle categorie di Aristotele conteneva degli errori.
Lui, per fare un elenco delle categorie, si rifà all’origine della categoria stessa; quindi dice che ci sono
4 tipi di GIUDIZI e 4 tipi di categorie ->
GIUDIZI:
- della QUANTITA’: i giudizi sono universali, particolari o singolari;
- della QUALITA’: i giudizi sono affermativi, negativi o infiniti;
- della RELAZIONE: i giudizi sono categorici, ipotetici o disgiuntivi;
- e della MODALITA’: i giudizi sono problematici, assertori o o apodittici.

CATEGORIE:
-della QUANTITA’: unità, pluralità, totalità
- della QUALITA’: realtà, negazione, limitazione
- della RELAZIONE: sostanza, causalità e reciprocità;
- della MODALITA’: possibilità esistenza e necessità.

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