ORAZIO
VITA
Orazio nasce a Venosa nel 65 a.C., figlio di un ricco liberto, poté seguire un regolare corso di studi a Roma e ad Atene (scuola
filosofica). Nella guerra civile che oppose i Cesaricidi di Bruto e Cassio ad Antonio ed Ottaviano, Orazio si arruolò nell’esercito di
Bruto dove combatte a Filippi (42 a.C.) con il grado di tribuno militare.
Nel 38 a.C. Virgilio e Vario lo presentano a Mecenate ed entrò nel suo circolo. Nel 30 a.C. Mecenate gli diede in dono una villa in
Sabina. Anche Orazio diede il suo contributo alla propaganda augustea, componendo carmi celebrativi e politicamente impegnati→
“odi romane”. Nel 17 a.C. compone un inno per i Ludi Saeculares → Carmen saeculare.
Abbandona progressivamente l’attività politica e morì l’8 a.C.
OPERE
SATIRE (genere romano) → composte tra il 41 e il 30 a.C. → sono componenti di tipo soggettivo e di intento moralistico, in
cui il poeta rappresenta in modo ironico difetti e comportamenti propri e altrui, 18 componimenti in esametri, in 2 libri, con
impostazione:
1. Narrativa (racconto di fatti o aneddoti) o discorsiva (argomenti o riflessioni)
2. Monologica o dialogica: battute tra poeta e personaggio. Diversi modelli: le satire di Lucilio (consuetudine di
attaccare direttamente e personalmente gli avversari), la commedia greca (combattivo e aggressivo moralismo
nella mescolanza di serio e di faceto; nell’impostazione soggettiva), la diatriba. Applica la Labor Limae → della
necessità di un’accurata elaborazione stilistica.
3. Livello linguistico non elevato.
4. ADESIONE ALL’EPICUREISMO.
Satire che abbiamo fatto: Est modus in rebus; il topo di campagna e il topo di città e Mecenate e il padre.
EPODI→ composti tra il 41 e il 30 a.C., 17 componimenti in metri giambici. I modelli principali sono i poeti giambici greci:
Archiloco e Ipponatte.
1. Epodo→ sistema metrico (Archiloco) in cui ad un primo verso più lungo se ne aggiunge uno più breve.
2. Simposiaco: “simposio” dal greco “bevo insieme”
3. Gnomico: “sentenza” si riferisce al carattere moraleggiante, didascalico.
4. Diversi filoni: invettiva, magia, della poesia civile, erotico ed un elogio alla campagna.
ODI (lingua della poesia – lingua sempre aderente al genere) → composte tra il 30 e il 13 a.C., 103 componimenti in metri
lirici, raccolti in 4 libri, rivolti spesso ad un interlocutore reale o fittizio e collegati a situazioni.
1. Carmen saeculare
2. I modelli principali sono i poeti lirici greci, tra cui Alceo e Saffo
3. Tecniche dell’arte allusiva→ il poeta inserisce frequentemente nei suoi carmi spunti tratti da Alceo, da Pindaro, da
Anacreonte, da Saffo, rielaborandoli in modo autonomo.
4. Filone religioso, erotico, conviviale (o simposiaco), gnomico → centro delle Odi oraziane → tematica
fondamentale: la conoscenza dell’incertezza del futuro e della brevità della vita→ CARPE DIEM= consiglio di
cercare la felicità nel presente e non in un ipotetico futuro.
5. Filone della poesia civile→ esortare e ammonire gravemente i concittadini.
6. La sincera riconoscenza del poeta verso Augusto e Mecenate.
7. Odi romane, in cui la condanna dei vizi contemporanei e l’esaltazione delle virtù e degli eroi antichi.
8. Temi amorosi fino a temi politici.
Abbiamo fatto: Carpe Diem.
EPISTOLE→ composte tra il 23 e il 13 a.C., 22 componimenti in esametri in 2 libri; Ars poetica (epistula ad Pisonem); il
modello è Lucilio, già autore di epistole in versi, ma è originale la scelta di comporre un’intera raccolta. Si tratta di
componimenti d’occasione e di riflessioni personali su temi morali.
GENERI
SATIRA→ (registro medio) genere di origine latina caratterizzato dalla varietà dei temi e, a partire da Lucilio, dall’utilizzo
dell’esametro. Presenta:
1. Impostazione soggettiva
2. Molteplicità degli argomenti e degli atteggiamenti dell’io satirico
3. Moralismo, ora bonario ora risentito
4. Aggressività
5. Spirito
POESIA GIAMBICA→ poesia caratterizzata dal giambo, utilizzato in diverse combinazioni metriche. Presenta: realismo
degli argomenti e dei toni; aggressività, che sfocia nell’attacco personale; atteggiamenti di irrisione e derisione.
LIRICA→ Nell’antichità: poesia eseguita con l’accompagnamento della lira; in età moderna: poesia soggettiva. La lirica
presenta: brevità e impostazione soggettiva; esecuzione con l’accompagnamento musicale; poesia d’occasione, destinata
all’esecuzione in situazioni specifiche.
EPISTOLA ORAZIANA→ satira in forma epistolare. Presenta: moralismo e soggettività, già tipici delle satire; destinatari
ben definiti e specificità dei contenuti e delle situazioni; centralità della tematica letteraria.
ASPETTI CHIAVE
L’ARTE ALLUSIVA→ nella produzione lirica e giambica emulazione di modelli greci, rielaborati e variati in modo originale.
LA VARIETA’→ varietà dei generi poetici, dei toni e dei temi: rappresentazione della vita quotidiana, riflessione morale,
tematica erotica, religiosa, civile, letteraria.
IL SOGGETTIVISMO→ prevalente impostazione soggettiva dei componimenti, coerente con i generi poetici praticati.
LA POESIA→ concezione della poesia come valore supremo e scelta di vita; coscienza del proprio valore e definizione di sé
stesso come vates, poeta ispirato e protetto dagli dèi.
IL MORALISMO→ interesse per i temi morali e proposta di un ideale di vita razionale basato sul rifiuto degli eccessi e
sull’equilibrio interiore.
LA POLITICA→ adesione sincera ai temi della propaganda augustea: esaltazione della pace e dell’antica virtù.
LO STILE
SATIRE ED EPODI→ raffinatezza e apparente semplicità; lessico quotidiano e familiare, ma non volgare; sintassi agile e
caratterizzata dalla paratassi; cura nella disposizione delle parole per ottenere nessi originali (callida iunctura).
ODI→ molteplicità di registri, a seconda dei temi trattati; lessico più alto rispetto a quello delle Satire, ma lontano dalla
sublimità dell’Epos; sintassi in genere semplice; sobrietà nell’uso delle figure retoriche; Callidae iuncturae.
EPISTOLE→ linguaggio affine a quello delle Satire, ma più sobrio e urbano.
PERSONAGGI
MECENATE→ nasce nel 70 a.C. circa, da una nobile famiglia etrusca;
1. È tre i principali consiglieri di Ottaviano, pur non rivestendo alcuna carica;
2. Svolge una funzione essenziale nella politica culturale augustea, facendo da intermediario tra il princeps e alcuni grandi
poeti, come Virgilio, Orazio e Properzio;
3. Orienta i letterari verso forme di poesia impegnate nella celebrazione del principato augusteo;
4. Ha rapporti di profonda amicizia con Orazio, a cui dona una villa in Sabina e che gli dedica quasi tutte le sue opere;
5. Pratica personalmente l’attività letteraria, scrivendo opere in prosa e componimenti poetici, di cui restano pochi versi;
6. Muore nell’8 a.C. e lascia tutti i suoi beni ad Augusto.
CLEOPATRA→ Orazio ne celebra la morte nell’Ode I, 37.