SALLUSTIO:
1. La Vita e la Carriera Politica
Sallustio nacque ad Amiterno nell'86 a.C. La sua carriera fu segnata da forti contrasti:
Homo novus: Di origini non nobili, si legò alla fazione dei populares e a Cesare.
Contrasti e scandali: Nel 52 a.C., come tribuno della plebe, si oppose a Milone e Cicerone. Nel 50 a.C. fu
espulso dal Senato per "indegnità morale" (probabilmente un pretesto politico).
Il governatorato: Cesare lo reintegrò e gli affidò il governo dell'Africa Nova. Qui Sallustio si arricchì
enormemente attraverso la corruzione (concussione). Grazie a Cesare evitò il processo e si ritirò a vita
privata nei famosi horti Sallustiani a Roma.
Ritiro: Dopo la morte di Cesare (44 a.C.), abbandonò la politica per dedicarsi esclusivamente alla
storiografia.
2. Le Opere
Sallustio è il primo grande monografista romano (si concentra su singoli eventi isolati invece di scrivere
cronache anno per anno):
Bellum Catilinae: Sulla congiura di Catilina (63 a.C.).
Bellum Iugurthinum: Sulla guerra contro il re numida Giugurta (112-105 a.C.).
Historiae: Un'opera annalistica rimasta incompiuta (ne restano solo frammenti).
3. La Concezione della Storia e il Pensiero
Per Sallustio, scrivere storia è una continuazione dell'impegno politico con altri mezzi.
La Crisi della Res Publica
Sallustio vede la storia come una storia di vizi e virtù. La sua analisi è profondamente pessimistica: ritiene
che lo Stato romano sia in una crisi irreversibile causata dalla fine del timore dei nemici esterni, che ha
portato alla corruzione dei costumi (ambitio e avaritia).
I Modelli Storiografici
Il suo stile nasce dalla fusione di due influenze diverse:
Tucidide: Da cui riprende la ricerca delle cause, il realismo, il tono austero e l'uso di discorsi diretti dei
protagonisti.
Storiografia Ellenistica: Da cui trae il gusto per il dramma, il pathos, la psicologia dei personaggi e i ritratti
dei "nemici" visti come eroi negativi (es. Catilina e Giugurta).
Stile e Tecnica Narrativa
Brevitas e Inconcinnitas: Usa uno stile rapido, essenziale e volutamente asimmetrico per trasmettere la
drammaticità degli eventi.
Archaelogia ed Excursus: Inserisce digressioni storiche o filosofiche per inquadrare i fatti in un contesto
morale più ampio.
Moralismo: Al centro di tutto c'è la virtus (il valore morale e civile) ormai degradata dalle passioni.
IL BELLUM CATILINAE:
1. Titolo e Argomento
L'evento: L'opera narra il colpo di stato tentato da Lucio Sergio Catilina nel 63 a.C.
Il significato del titolo: Sallustio usa i termini coniuratio (per indicare il complotto oscuro) e bellum (per la
fase successiva della guerra aperta contro lo Stato). Il titolo tradizionale suggerisce un giudizio fortemente
negativo sull'episodio.
Scopo dell'opera: Oltre a voler difendere Cesare dalle accuse di complicità nel complotto, Sallustio usa la
congiura come caso studio per analizzare la degenerazione morale della società romana.
2. La Teoria della Decadenza: l'«Archeologia»
Sallustio inserisce una sezione storica (nota come archeologia) in cui divide la storia di Roma in due fasi
separate da una data spartiacque: il 146 a.C. (distruzione di Cartagine).
Prima del 146 a.C.: Prevalevano i buoni costumi, la concordia e il desiderio di gloria militare (virtus). Il
"timore del nemico" teneva uniti i romani.
Dopo il 146 a.C.: Venuta meno la minaccia esterna, si diffusero l'avaritia (avidità di denaro) e l'ambitio
(brama di potere), che portarono al lusso e alla corruzione. Il culmine di questa rovina fu l'età di Silla.
3. Sociologia della Congiura e i Protagonisti
Sallustio analizza i seguaci di Catilina non solo come criminali, ma come un gruppo sociale specifico:
aristocratici decaduti, giovani viziosi e debitori (spesso ex soldati di Silla) che speravano in una nuova guerra
civile per azzerare i propri debiti.
I Ritratti dei Personaggi:
Sallustio usa una tecnica di caratterizzazione psicologica molto forte:
Catilina: Descritto come un monstrum (un essere prodigioso e terribile). Il suo è un "ritratto paradossale":
possiede una grande forza fisica e intellettuale, ma la usa esclusivamente per il male. È l'emblema della
corruzione dei suoi tempi.
Cesare e Catone l'Uticense: Sallustio li mette a confronto attraverso la sýnkrisis (confronto diretto). Sebbene
politicamente opposti (Cesare più liberale e clemente, Catone rigoroso e severo), per lo storico sono gli
ultimi due esempi di vera virtus rimasti a Roma. Rappresentano due modi diversi ma ugualmente validi di
servire lo Stato.
Cicerone: Sorprendentemente, pur essendo il console che sventò la congiura, Cicerone viene messo in
secondo piano. Sallustio ridimensiona il suo ruolo politico, forse per vecchi rancori personali o perché
Cicerone non rientrava nel suo ideale di "eroe epico" dai tratti grandiosi.
4. Stile e Conclusione
L'opera ha un andamento epico-tragico. La narrazione culmina nella battaglia finale in cui Catilina, pur
sconfitto, muore combattendo con una "ferocia d'animo" che lo eleva quasi a grande eroe tragico. Sallustio
chiude l'opera con uno sguardo amaro: la vittoria dello Stato è macchiata dal sangue di cittadini romani,
segno di una ferita insanabile nella res publica.
IL BELLUM IUGURTHINUM: (112-105 a.C.)
In questa opera Sallustio narra la guerra di Roma contro Giugurta, usurpatore del regno di Numidia.
Motivazioni Politiche e Storiche:
Sallustio sceglie questo episodio per due ragioni principali:
-La ferocia del conflitto: Una guerra lunga e "ad alterne vicende".
-La lotta politica: Per la prima volta si manifestò la resistenza contro la "boria dei nobili". La guerra non è
solo un evento militare, ma lo scenario in cui emerge la corruzione della nobilitas romana, accusata di
essersi lasciata comprare dall'oro di Giugurta ("Roma est urbs venalis", Roma è una città in vendita).
Cause della Crisi: il Metus Hostilis
Sallustio approfondisce la sua analisi sulla decadenza di Roma introducendo il concetto di metus hostilis (o
metus punicus): finché Roma ha avuto un nemico temibile (Cartagine), la concordia interna è stata
preservata. Una volta distrutta Cartagine (146 a.C.), la fine del timore esterno ha lasciato spazio a l
l'ambizione e all'avidità, scatenando i conflitti civili.
I Protagonisti e la Sýnkrisis:
Mario: Presentato come l'homo novus che oppone la propria virtus (fondata sul merito e sulla fatica) alla
vuota nobiltà di stirpe dei suoi avversari. Tuttavia, Sallustio rimane critico: accusa Mario di eccessiva
ambizione, che lo porterà poi a una fine rovinosa.
Giugurta: A differenza di Catilina (che è un eroe negativo già formato), Giugurta è un personaggio che si
evolve. Inizia come giovane virtuoso e coraggioso, ma viene corrotto dai costumi romani incontrati a
Numanzia. La sua psicologia è complessa, oscillante tra calcolo, paura e impulsività.
2. Lo Stile di Sallustio
Sallustio rompe con la tradizione della prosa del suo tempo (rifiutando sia la fluidità di Cicerone che
l'essenzialità di Cesare) per creare uno stile arcaizzante e inquieto.
-Caratteristiche Fondamentali:
Inconcinnitas: Rifiuto della simmetria. Sallustio evita le strutture equilibrate, preferendo periodi spezzati,
bruschi e asimmetrici per riflettere la drammaticità dei fatti storici.
Brevitas (Concinnità): Uso di frasi troncate, ellissi (omissione di verbi come esse) e asindeti per dare velocità
e densità al racconto. Seneca la definirà una "concisione che sfiora l'oscurità".
Variatio: Cambia improvvisamente costruzione o termini all'interno della stessa frase per sorprendere il
lettore (es. usa pars... alii invece del classico alii... alii).
Uso dell'Infinito Narrativo: Utilizzato ben 452 volte per rendere l'azione più incalzante e dinamica.
Gli Arcaismi:
Per dare solennità e un tono "sacrale" e severo (sul modello di Catone il Censore), Sallustio recupera forme
linguistiche antiche:
Grafie arcaiche: volgus per vulgus, optumus per optimus, lubido per libido.
Morfologia: Desinenze in -ere invece di -erunt per la terza persona plurale del perfetto; accusativi plurali in -
is invece di -es.
Lessico poetico: Usa termini come mortalis al posto di homo o algor al posto di frigus.
Stile e Visione:
Lo stile di Sallustio non è solo una scelta estetica, ma lo specchio della sua visione del mondo: una realtà
storica oscura, ardua e dominata da conflitti insanabili, che non può essere descritta con una prosa
armoniosa o regolare.
Sallustio viene spesso paragonato allo storico greco Tucidide per la sua capacità di analisi politica e la sua
prosa densa.
Le Historiae:
Struttura e Argomento:
A differenza delle due monografie precedenti, le Historiae hanno un impianto annalistico (narrano gli eventi
anno per anno).
-Contenuto: L'opera doveva narrare in 5 libri il periodo che va dalla morte di Silla (78 a.C.) fino almeno al 67
a.C. (ma probabilmente Sallustio voleva arrivare fino al 63 o al 50 a.C.).
-Eventi trattati: La rivolta di Lepido, la guerra di Sertorio in Spagna, la rivolta di Spartaco, le guerre contro
Mitridate e contro i pirati.
-Frammenti superstiti: Ne restano circa 500 frammenti, tra cui spiccano quattro orazioni e due epistole
(lettere).
2. Un Pessimismo ancora più Cupo:
Nelle Historiae, la visione di Sallustio sulla storia di Roma diventa ancora più radicale e tragica:
Ricerca delle cause: Fedele al modello di Tucidide, Sallustio indaga i motivi della rovina della Repubblica.
La pace come eccezione: Contrariamente a quanto detto in precedenza, qui lo storico suggerisce che Roma
sia stata minata dalle lotte tra patrizi e plebei fin dalle sue origini. L'unico momento di vera stabilità e
concordia è individuato nel periodo tra la seconda e la terza guerra punica.
Conseguenze del 146 a.C.: Viene ribadita la teoria del metus hostilis (paura del nemico): scomparsa
Cartagine, Roma è caduta definitivamente in mano ad affaristi senza scrupoli.
3. Critica Politica e Figure Chiave.
Sallustio analizza i grandi protagonisti del decennio successivo alla morte di Silla:
Pompeo (Il bersaglio): Viene descritto in modo molto negativo come un uomo ambizioso, vanitoso e
ipocrita, capace di mascherare con la legalità istituzionale il suo desiderio di potere assoluto.
Sertorio (L'eroe ideale): È il personaggio più positivo dell'opera. Generale valoroso di parte mariana, viene
visto come un moderato che combatteva per i valori della pax e della libertas, ponendosi al di sopra delle
parti e della demagogia.
Licinio Macro: Un tribuno della parte "democratica" verso cui lo storico nutre simpatia per il suo impegno
nella restaurazione dei poteri tribunizi.
4. La Lettera di Mitridate:
Uno dei documenti più significativi è la lettera che Mitridate (re del Ponto) invia ad Arsace (re dei Parti).
I Romani "predoni dell'umanità": In questa lettera, Sallustio presta la voce al nemico per lanciare un'accusa
violentissima contro l'imperialismo romano.
Cupidigia di potere: I Romani vengono definiti latrones gentium (predoni delle genti), spinti da un'unica
causa antica: l'insaziabile desiderio di ricchezze e di dominio globale.