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LEIBNIZ

Gottfried Wilhelm Leibniz, filosofo e matematico, sviluppò il concetto di monade come sostanza indivisibile e immateriale, sostenendo che l'universo è governato da un ordine contingente creato da Dio. Le sue opere principali includono il Discorso di metafisica e la Monadologia, in cui espone la teoria dell'armonia prestabilita tra le monadi, che rappresentano la realtà attraverso percezioni e appetizioni. Leibniz critica il meccanicismo cartesiano, affermando che la forza viva è l'unico principio reale, trasformando la materia in un aggregato di monadi spirituali.

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LEIBNIZ

Gottfried Wilhelm Leibniz, filosofo e matematico, sviluppò il concetto di monade come sostanza indivisibile e immateriale, sostenendo che l'universo è governato da un ordine contingente creato da Dio. Le sue opere principali includono il Discorso di metafisica e la Monadologia, in cui espone la teoria dell'armonia prestabilita tra le monadi, che rappresentano la realtà attraverso percezioni e appetizioni. Leibniz critica il meccanicismo cartesiano, affermando che la forza viva è l'unico principio reale, trasformando la materia in un aggregato di monadi spirituali.

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La vita

Gottfried Wilhelm Leibniz nacque a Lipsia, si laureò in loso a e in giurisprudenza (1646-1716) si


distingue per i vasti interessi culturali; tra questi c'è il tentativo di elaborare una "caratteristica
universale", ossia una scrittura univocamente interpretabile, nella quale i segni coincidano con le
idee e i principi fondamentali, e le regole secondo cui combinarli corrispondano alle regole del
corretto [Link] matematica Leibniz scopre il calcolo in nitesimale in modo autonomo
rispetto a Newton.
Le sue opere principali sono: il Discorso di meta sica (1686), i Saggi di Teodicea (1710), la
Monadologia (1714) e i Nuovi saggi sull'intelletto umano, pubblicati postumi.
L'universo
Secondo Leibniz l'universo è retto da un ordine contingente, in quanto è il risultato di una libera
creazione di Dio, che ha scelto di realizzare il migliore dei mondi possibili. Le leggi che regolano il
mondo sono verità di fatto, cioè verità contingenti, che riguardano la realtà e ettiva e che
rispettano il principio di ragion su ciente, secondo cui ogni cosa esiste per un motivo (una causa
o ragione), che tuttavia non è necessitante. Opposte alle verità di fatto sono le verità di ragione,
necessarie e impossibili da contraddire, ma del tutto indi erenti rispetto alla realtà. Dovendo
spiegare come l'universo sia struttura.
to, Leibniz nega la costituzione atomica della materia, a ermando la legge della continuità, in
base alla quale «la natura non fa salti». Criticando inoltre il meccanicismo cartesiano, che
identi cava i costituenti originari del mondo sico nell'estensione e nel movimento, Leibniz
a erma che l'unico principio reale è la forza viva, ossia un'essenza dinamica e incorporea. In tal
modo egli risolve l'intera realtà sica in una realtà di natura spirituale: tutto è spirito e vita, poiché
tutto è forza.
Le monadi
Nel Discorsi di meta sica del 1686 Leibniz aveva elaborato il concetto di sostanza individuale,
intesa come soggetto che contiene in sé la ragion su ciente di tutti i suoi predicati, riferendosi
particolarmente all'individualità umana. Integrando questo concetto con la ri essione
sulla forza viva, a partire dal 1689 Leibniz introduce e sviluppa la nozione di "monade" come
elemento-base della realtà. La monade è un centro immateriale di forza, un atomo spirituale, una
sostanza semplice priva di estensione e, quindi, indivisibile. In virtù del principio dell'identità degli
indiscernibili, ogni monade è diversa da tutte le altre.
Le monadi sono prive di " nestre", mondi chiusi e autosu cienti, perciò possono cogliere
l'universo solo in maniera ideale, attraverso una "rappresentazione". Ogni monade, in altre parole,
è uno "specchio vivente" che rappresenta l'universo da un particolare punto di vista.
L'attività rappresentativa delle monadi si compone di due diverse funzioni: la percezione, ossia la
rappresentazione vera e propria, e l'appetizione, ossia il tendere da una percezione all'altra. La
percezione, a sua volta, si distinque in piccole percezioni, oscure e confuse, e nell'appercezione,
cioe nella consapevolezza di percepire. Quest'ultima è propria delle monadi più elevate: esiste
infatti una gerarchia delle monadi, fondata sulla maggiore o
minore chiarezza delle percezioni; al vertice di questa gerarchia vi è Dio. Poiché tutta la realtà è
formata da monadi, la materia è un aggregato di questi atomi spirituali. In particolare:
• la materia prima è la forza di inerzia e di resistenza, ossia la potenza passiva presente nelle
monadi, che nelle monadi-anima è costituita dall'insieme delle percezioni confuse;
• la materia seconda è la materia intesa come aggregato di monadi: sono materia seconda i corpi
degli uomini e degli animali, ciascuno dei quali è tenuto insieme e controllato da
una monade dominante, cioè l'anima.
per risolvere il problema del rapporto tra le Monadi, Leibniz a erma che il loro accordo, compreso
quello tra le monadi-anima e le monadi-corpo, è stato predisposto da Dio n
dall eternità. Si tratta della teoria dell'armonia prestabilita, che si oppone tanto alle teorie che
postulano l'in uenza reciproca di anima e corpo, quanto a quelle che ammettono un intervento
continuo dall'esterno da parte di un Dio
"orologiaio"
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