SENECA
Vita
Nacque a Cordova alla ne del I secolo a.C., glio di Seneca il vecchio.
La sua formazione si svolse a Roma successivamente si stabilì in Egitto forse per ragioni di salute,
forse per sottrarsi al clima politico, decisamente ostile con Tiberio.
Qualche anno dopo tornò a Roma e si diede con impegno alla vita politica, diventò avvocato e
oratore, il successo gli aprì le porte della corte imperiale, ma allo stesso tempo gli risuscitò
gelosie, infatti Caligola decise di metterlo a morte, ma l’intervento di una favorita ne impedì la
condanna.
Quando salì al trono Claudio sua moglie Messalina accusò Giulia Livilla, nipote di Claudio di
essere amante di Seneca, perciò Seneca fu mandato in esilio in Corsica tentò in ogni modo di
avere il perdono.
Solo più tardi, Agrippina gli fece fornire la grazia e una posizione di grande responsabilità come
precettore di glio di Nerone.
Pochi anni dopo Claudio morì avvelenato da agrippina Seneca allora si vendicò pubblicando
un’opera in cui lo ridicolizzava “Apokolokyntosis”
Nei primi anni dell’impero di Nerone Seneca lo in uenzò positivamente insieme ad Afranio Burro.
Dopo una serie di omicidi in corte, Seneca si ritirò a vita privata successivamente fu costretto da
Nerone al suicidio che egli a rontò con grande dignità in seguito a una congiura.
Opere
-I dialoghi
-I trattati: De clementia, De bene ciis e Le naturales quaestiones
-Le lettere a Lucillio
-L’apokolokyntosis
-Le tragedie
I trattati
Le naturales quaestiones
Le naturales quaestiones sono composti da sette libri letteralmente il titolo si traduce con
l’espressione questioni naturali.
Dedicata a Lucilio.
Risalta l’interesse per le scienze naturali. Seneca si occupa essenzialmente di fenomeni
meteorologici umi, terremoti, neve e venti.
L’opera non si distingueva per particolare originalità poichè l’autore aveva attinto a piene mani da
manuali e repertori, ma quel che contava era il progetto che l’aveva spinto a scrivere in questo
caso un’esigenza morale, quella di liberare l’uomo dalla paura dei fenomeni naturali, spiegandone
i meccanismi e le corrette possibilità di sfruttamento. Fin dall’inizio Seneca non perde occasione
per esaltare la ricerca scienti ca, vista come strumento di conoscenza e di elevazione spirituale.
La scienza della natura apre la strada alla scienza del divino.
Nella conclusione manifesta una ducia incondizionata nee progresso scienti co con la frase:
“molte cose che noi ignoriamo saranno conosciute dalla gente dei tempi a venire”
Stile
Seneca a erma che l’eloquenza di un losofo non deve essere troppo ricercata, le sue parole
sono semplici e chiare ma ciò non signi ca che egli rinunci all’elaborazione formale .
La scrittura è coincisa, lo stile sempli ca la sintassi a esalta gure elementari come ripetizioni,
antitesi e conclusioni a e etto, vi sono una grande quantità di sentenze.
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