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Bitume e Catrame

Il documento descrive le differenze tra bitume e catrame, evidenziando i rischi associati all'inalazione di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e le classificazioni di cancerogenicità secondo l'Unione Europea e lo IARC. Vengono inoltre elencati i rischi per la salute dei lavoratori e le misure preventive da adottare per garantire la sicurezza durante l'uso di queste sostanze, inclusi i dispositivi di protezione individuale (DPI) necessari. Infine, il documento fornisce indicazioni su come gestire eventuali incidenti e la sorveglianza sanitaria.
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Bitume e Catrame

Il documento descrive le differenze tra bitume e catrame, evidenziando i rischi associati all'inalazione di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e le classificazioni di cancerogenicità secondo l'Unione Europea e lo IARC. Vengono inoltre elencati i rischi per la salute dei lavoratori e le misure preventive da adottare per garantire la sicurezza durante l'uso di queste sostanze, inclusi i dispositivi di protezione individuale (DPI) necessari. Infine, il documento fornisce indicazioni su come gestire eventuali incidenti e la sorveglianza sanitaria.
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SOSTANZA: BITUME E CATRAME

Bitume: sostanza derivata dal petrolio di colore nero o bruno scuro, solida o semi solida con
caratteristiche termoplastiche.
Catrame: sostanza di colore nero o scuro che si ottiene dalla distillazione distruttiva del carbon
fossile o dei materiali carboniosi.
In passato il catrame spesso veniva mescolato al bitume, da cui l’errata abitudine di utilizzare
indifferentemente i due termini catrame e bitume, dando luogo a conseguenze fastidiose
soprattutto nel caso di contatto con gli organi di controllo e sorveglianza. In realtà, dal punto di
vista della composizione, il catrame, rispetto al bitume, presenta un contenuto molto più
elevato di Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA). L’inalazione di queste sostanze denominate
IPA, che si liberano durante l'utilizzo a caldo di bitume e catrame, potrebbe evidenziare un
rischio cancerogeno, ma secondo i criteri previsti dall’Unione Europea, il bitume è classificato
“non pericoloso”, in quanto contiene quantità molto piccole di IPA a 4-6 anelli condensati.
Tuttavia ciò potrebbe non essere più vero nel caso in cui il bitume venga utilizzato in miscela
con altre sostanze quali i solventi.
La letteratura internazionale, infatti, indica come cancerogena per l’uomo l’esposizione a
sostanze, classificandola in vari gruppi:
o gruppo 1 (cancerogeni per l’uomo)
o gruppo 2B (possibili cancerogeni per l’uomo)
o gruppo 3 (non classificabili in relazione alla cancerogenicità per l’uomo)
Lo IARC classifica il bitume nel Gruppo 3 (Cat. 3 - agenti per i quali non è possibile esprimere
un giudizio sugli effetti cancerogeni negli esseri umani). In questo gruppo sono inseriti gli
agenti per i quali i dati disponibili negli esseri umani sono inadeguati per una valutazione,
mentre quelli per gli animali sono inadeguati o solo limitatamente significativi per una
valutazione di cancerogenicità.
Generalmente, tali prodotti vengono utilizzati per la pavimentazione stradale e per membrane,
guaine e sigillanti per l'impermeabilizzazione di coperture e fondamenta.

 Valutazione e Classificazione Dei Rischi


Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

o Irritazione delle vie respiratorie per


Probabile Significativo Notevole
inalazione dei fumi di bitume
o Irritazione per contatto con gli occhi e
Probabile Significativo Notevole
con la pelle
o Ustioni per schizzi di prodotto ad alte
Possibile Significativo Notevole
temperature

o Aerosol di fumi e vapori Possibile Significativo Notevole

o Esplosione ed incendio (per presenza di


Non probabile Significativo Accettabile
prodotti infiammabili)

 Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
 Attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nelle schede di sicurezza dei prodotti
impiegati
 Il datore di lavoro valuta i rischi per la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di
agenti chimici ed attua le misure necessarie per eliminare o ridurre tali rischi (Art. 223,
224, 225 del [Link]. n.81/08 come modificato dal [Link] n.106/09)
 Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate, nello specifico le concentrazioni, le
modalità d'uso ed i tempi di contatto (Art 227, comma 1 del [Link]. n.81/08 come
modificato dal [Link] n.106/09)
 Effettuare la formazione e l’informazione relativa all’uso corretto di tali sostanze (Art 227,
comma 1 del [Link]. n.81/08 come modificato dal [Link] n.106/09)
 Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di
esposizione (Allegato IV Punto 2.1 del [Link]. n.81/08 come modificato dal [Link] n.106/09)

1
 Aerare gli ambienti durante le operazioni di utilizzo di tali prodotti (Allegato IV Punto 2.1
del [Link]. n.81/08 come modificato dal [Link] n.106/09)
 Ogni sostanza del tipo in esame deve essere opportunamente conservata e tenuta in
ambienti adeguati (Allegato IV Punto 2.1 del [Link]. n.81/08 come modificato dal [Link]
n.106/09)
 Durante l’uso saranno presi gli accorgimenti per evitare contatti con la pelle e con gli occhi
 Nel caso di contatto cutaneo raffreddare la parte con acqua corrente fredda per almeno 10
minuti e fare attenzione a non provocare uno stato di ipotemia generale. Dopo il
raffreddamento, non tentare di togliere lo strato di bitume dalla pelle in quanto costituisce
una protezione sterile della parte ustionata. Lo strato si toglie spontaneamente al
momento della guarigione della pelle dopo qualche tempo. Se necessario, il bitume può
essere ammorbidito e poi rimosso con tamponi imbevuti di olio vegetale od olio di vaselina.
 In caso di ustioni consultare immediatamente un medico e trasportare il soggetto in
ospedale
 In caso di contatto con gli occhi, raffreddare la parte con abbondante acqua per almeno 5
minuti, non fare tentativo di rimuovere il bitume e trasportare il soggetto colpito
urgentemente in ospedale
 In caso di inalazione di fumi di bitume per esposizione ad elevata concentrazione,
trasportare il ferito in ambiente non inquinato e richiedere assistenza medica.
 In caso di ingestione consultare immediatamente il medico
 Durante l'uso di sostanze del tipo in esame, non devono essere consumati cibi e bevande
 Effettuare la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale o con periodicità diversa decisa
dal medico competente con adeguata motivazione (Art. 229 del [Link]. n. 81/08 come
modificato dal [Link] n.106/09)
 Fare uso di guanti idonei al processo lavorativo, fermo restando i limiti posseduti da questi
mezzi di protezione ivi compresi quelli di natura irritante od allergizzante in grado quindi di
causare dermatite
 Il prodotto non è infiammabile, ma è combustibile, perciò tenere lontano da possibili fonti
di ignizione e vietare di fumare (Allegato IV Punto 4 del [Link]. n.81/08 come modificato dal
[Link] n.106/09)
 Utilizzare misure antincendio e mezzi di estinzione idonei, quali CO2, schiuma, acqua
nebulizzata (Allegato IV Punto 4.1 del [Link]. n.81/08 come modificato dal [Link] n.106/09)
 Evitare l’impiego di getti d’acqua poiché possono provocare il ribollimento del bitume fuso
 Evitare lo spandimento del prodotto nel suolo e nelle acqua, tuttavia in caso di dispersione
accidentale, raccogliere il prodotto prima che solidifichi ed informare immediatamente le
autorità competenti
 Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente
l’integrità e/o lo stato di efficienza seguendo quanto specificato sul manuale d'uso e
manutenzione (Art. 75 - 78 del [Link]. n. 81/08 come modificato dal [Link] n.106/09)
 Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del [Link].
n.81/08 come modificato dal [Link] n.106/09)

 DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
DPI DESCRIZIONE [Link]
EVIDENZIATI
Art 75 – 77 – 78,
Allegato VIII-punti 3, 4
Guanti anticalore n.5 del [Link]. n.81/08
Ustioni per Guanti pesanti per
come modificato dal [Link]
contatto con manipolazione di
n.106/09
prodotto ad alte sostanze ad alta
UNI EN 407 (1994)
temperature temperatura
Guanti di protezione
contro i rischi termici
(Calore e/o fuoco)
Esposizione ad Maschera con filtri Semimascherina Art 75 – 77 – 78,
aerosol di gas, per vapori organici FFABE1P3 in gomma Allegato VIII-punto 3, 4
fumi e vapori ipoallergenica n.4 del [Link]. n.81/08
completa di due filtri come modificato dal [Link]
intercambiabili per n.106/09

2
UNI EN 149(2003)
Apparecchi di protezione
vapori organici, gas
delle vie respiratorie.
vapori inorganici, gas
Semimaschera filtrante
acidi e polveri, con
contro particelle.
valvola di espirazione.
Requisiti, prove,
marcatura
Art 75 – 77 – 78,
Allegato VIII-punto 3, 4
Occhiali di Con lente unica
n.2 del [Link]. n.81/08
protezione panoramica in
Schizzi di prodotti come modificato dal [Link]
policarbonato trattati
chimici n.106/09
anti graffio, con
UNI EN 166 (2004)
protezione laterale
Protezione personale
degli occhi - Specifiche.
Art 75 – 77 – 78,
Tuta di protezione Allegato VIII-punto 3, 4
Tuta da lavoro da
n.7 del [Link]. n.81/08
Contatto con il indossare per evitare
come modificato dal [Link]
corpo durante che il prodotto venga a
n.106/09
l’applicazione contatto con la pelle
UNI EN 340 (2004)
Indumenti di protezione.
Requisiti generali
Art 75 – 77 – 78,
Schizzi di prodotti Stivali di protezione Allegato VIII-punto 3, 4
chimici Stivali in PVC antiacido n.6 del [Link]. n.81/08
con suola antiscivolo come modificato dal [Link]
resistente agli agenti n.106/09
aggressivi UNI EN 13832-1(2007)
Calzature di protezione
contro agenti chimici -
Parte 1: Terminologia e
metodi di prova

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