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Saba

Umberto Saba, poeta italiano del Novecento, esplora la quotidianità e la psiche umana attraverso una poesia caratterizzata da chiarezza e semplicità. La sua vita, segnata da persecuzioni razziali e da una profonda introspezione, si riflette nella sua opera principale, 'Il Canzoniere', che affronta temi come l'amore, l'infanzia, e l'identità. Con uno stile diretto e una ricerca di autenticità, Saba indaga le contraddizioni dell'animo umano, utilizzando Trieste e le sue esperienze personali come sfondo per la sua poetica.

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Umberto Saba, poeta italiano del Novecento, esplora la quotidianità e la psiche umana attraverso una poesia caratterizzata da chiarezza e semplicità. La sua vita, segnata da persecuzioni razziali e da una profonda introspezione, si riflette nella sua opera principale, 'Il Canzoniere', che affronta temi come l'amore, l'infanzia, e l'identità. Con uno stile diretto e una ricerca di autenticità, Saba indaga le contraddizioni dell'animo umano, utilizzando Trieste e le sue esperienze personali come sfondo per la sua poetica.

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Umberto Saba: Il Poeta della Quotidianeità e della

Psiche
Umberto Saba, pseudonimo di Umberto Poli (Trieste, 1883 – Gorizia, 1957), è una delle
figure più significative della poesia italiana del Novecento. La sua vita fu segnata da una
complessa rete di eventi e relazioni che alimentarono profondamente la sua poetica.

Accenni sulla Vita e le Persecuzioni Razziali

Saba nacque a Trieste, città di confine e melting pot culturale, da madre ebrea e padre
cattolico convertito all'ebraismo per matrimonio, ma che abbandonò la famiglia prima
della sua nascita. Questa assenza paterna e il difficile rapporto con la madre, figura severa
e quasi materna, generarono in lui un profondo senso di mancanza e conflitto
interiore, un complesso edipico mai risolto che sarà un tema ricorrente nella sua poesia.

La sua condizione di ebreo in un'Italia che precipitava nel totalitarismo lo espose a gravi
persecuzioni razziali durante il Fascismo e la Seconda Guerra Mondiale. Costretto a
nascondersi e a vivere in clandestinità per sfuggire alle deportazioni (prima a Roma, poi a
Firenze), queste esperienze di paura e privazione acutizzarono il suo senso di fragilità e di
isolamento, rafforzando però anche la sua vocazione a indagare la condizione umana e
l'ombra dell'inconscio.

Saba fu anche un libraio antiquario, mestiere che gli permise un contatto diretto e viscerale
con i libri e con la gente comune di Trieste, fonte inesauribile di ispirazione. La sua vita fu
spesso caratterizzata da periodi di profonda depressione e nevrosi, che lo portarono a
intraprendere un percorso di analisi freudiana (con Edoardo Weiss, allievo di Freud)
negli anni '20, un'esperienza cruciale che influenzerà la sua autoanalisi poetica.

Lo Stile: La "Poesia Onesta" e la Chiarezza

Lo stile di Saba è spesso definito "anti-novecentesco" o "neo-classico" per la sua apparente


semplicità, in netto contrasto con le sperimentazioni ermetiche o le rotture sintattiche di
Ungaretti. Tuttavia, questa semplicità è il frutto di una profonda e sofferta ricerca di
chiarezza.

• Chiarezza e Linearità: Saba ricerca una lingua poetica chiara, diretta,


comprensibile, che possa parlare a tutti. La sua sintassi è generalmente lineare e
tradizionale, senza le ellissi o le frammentazioni tipiche dell'Ermetismo.
• Lessico Quotidiano: Il vocabolario attinge spesso alla quotidianità, a termini
semplici, umili, a volte prosastici, che riproducono il linguaggio parlato e le
sfumature della vita di tutti i giorni. Questa scelta è funzionale a rendere la sua
"poesia onesta", una poesia che non abbellisce ma che indaga la verità del cuore
umano.
• Metrica Tradizionale (ma non rigida): Saba riutilizza spesso forme metriche
tradizionali come il verso libero, l'endecasillabo, il settenario, la rima, ma lo fa con
una certa libertà e duttilità, senza schematismi rigidi, adattandole alla sua voce
intima e colloquiale.
• Tono Confidenziale e Malinconico: Il tono è spesso quello di una
conversazione intima con sé stesso o con il lettore, pervaso da una sottile
malinconia, tenerezza e autoironia.
• Funzione della Poesia: Per Saba, la poesia ha una funzione quasi "terapeutica" o
di autoanalisi. È un mezzo per esplorare l'inconscio, per svelare le verità nascoste
dietro le apparenze e per accettare le proprie contraddizioni.

"Il Canzoniere": Struttura e Temi Centrali

"Il Canzoniere" (edizione definitiva 1945, ma in continua rielaborazione lungo tutta la


vita) è l'opera omnia di Saba, una raccolta che aggrega tutta la sua produzione poetica in
un unico grande "libro". Il titolo evoca la tradizione lirica (Petrarca), ma Saba lo riempie di
un contenuto profondamente moderno e autobiografico.

• Struttura Autobiografica: Il Canzoniere è concepito come un diario in versi,


una vera e propria "autobiografia" poetica. Le poesie sono disposte in ordine
cronologico di composizione (e spesso per sezioni tematiche), permettendo al
lettore di seguire il percorso di vita, le esperienze, le riflessioni e le evoluzioni
psicologiche del poeta dal 1900 al 1957.

• Temi Dominanti:
◦ L'Amore e la Famiglia: Il rapporto con la moglie Lina, con la figlia
Linuccia, e la rielaborazione del suo complesso familiare d'origine (il padre
assente, la madre severa, la balia affettuosa).
◦ Trieste: La città natale non è solo uno sfondo, ma un vero e proprio
personaggio, un "luogo dell'anima" che riflette la sua identità complessa, il
suo isolamento e la sua vitalità. Saba ne canta i vicoli, i porti, i personaggi
umili, la sua anima "scontrosa e graziosa".
◦ L'Infanzia e l'Inconscio: Un'indagine costante dell'infanzia come periodo
formativo, e delle dinamiche dell'inconscio, con un'attenzione particolare ai
temi freudiani come il complesso di Edipo.
◦ Il Male di Vivere e la Nevrosi: La poesia è il luogo in cui Saba affronta le
sue nevrosi, le sue ansie, le sue depressioni, cercando di comprenderle e
accettarle.
◦ Gli Umili e la Vita Quotidiana: Una profonda empatia per i personaggi
semplici, per la vita quotidiana, per le piccole cose. Saba trova la bellezza e la
verità nella normalità, nel "canto della vita".
◦ L'Ebraismo e l'Alterità: La sua condizione di ebreo lo rende "diverso",
portandolo a una riflessione sull'identità, la persecuzione e l'integrazione.

Analisi di Poesie Chiave e Collegamento con le Macroaree


1. "A mia moglie" (da Canzoniere, 1909)
◦ Spiegazione: Questa poesia è una delle più celebri dedicate a Lina, la
moglie di Saba. In essa, il poeta compie un paragone sorprendente e
affettuoso tra la moglie e le femmine di animali domestici (gallina,
giovenca, cagna, coniglia, rondine, formica). Questa analogia,
apparentemente umile o persino "strana" per l'epoca, non è affatto
dispregiativa, ma esprime una profonda ammirazione e tenerezza. Saba vede
in Lina le qualità primordiali e autentiche della maternità, della fedeltà, della
laboriosità, della semplicità e della forza vitale che egli stesso brama e che gli
sono negate dalla sua nevrosi. La moglie è la "donna che ama", ma anche la
madre che protegge e la figura che incarna un'integrità che a lui manca.
◦ Macroarea Collegata: La Donna: In questa poesia, la donna (Lina) non è
idealizzata come una figura angelicata o sensuale, ma è vista nella sua
concretezza di vita, nella sua vitalità primordiale e nella sua funzione
di "custode" della famiglia e della vita stessa. È la figura femminile che ha
accesso a una saggezza e a una forza istintiva che l'uomo intellettuale e
nevrotico ha perso. La donna è colei che garantisce la continuità della vita e
incarna un ideale di pienezza e naturalezza.

2. "Città vecchia" (da Canzoniere, 1912)


◦ Spiegazione: In questa poesia, Saba descrive un momento di risveglio
spirituale e di profonda empatia con gli abitanti della "città vecchia" di
Trieste, in particolare gli umili. Passeggiando per le vie strette e caotiche, il
poeta osserva la vita semplice e laboriosa delle persone, sentendo di
appartenere a quella folla, di condividere con essa la stessa "vita" che pulsa
negli animali e nelle persone. È un momento di epifania, in cui Saba supera il
proprio isolamento per riconoscere una profonda unità con l'esistenza. Si
sente parte del "comune fratello" degli esseri viventi, ritrovando un senso di
pace.
◦ Macroarea Collegata: Essere ed Apparire: La poesia è un tentativo di
andare oltre l'apparire superficiale delle diverse esistenze (il marinaio, la
fanciulla, la vecchia) per cogliere l'essere comune, la stessa "vita" profonda
che anima tutti gli esseri viventi, animali e umani. Saba scopre che dietro le
molteplici maschere sociali e individuali (l'apparire) si cela un'unica,
pulsante essenza vitale (l'essere), in cui egli può finalmente riconoscersi e
sentirsi meno solo. È un'affermazione di un'unità vitale che trascende le
distinzioni superficiali.

3. "Ulisse" (da Mediterranee, 1946)


◦ Spiegazione: Composta dopo le dolorose esperienze della clandestinità e
della guerra, questa poesia riprende il mito classico di Ulisse, ma lo
reinterpreta in chiave esistenziale e autobiografica. Ulisse non è più l'eroe che
desidera tornare a casa, ma il marinaio che, giunto in tarda età, non desidera
più approdi sicuri. La sua "vita" è il viaggio stesso, la scoperta continua, il
desiderio di andare oltre i limiti conosciuti, di affrontare il mare aperto con i
suoi pericoli e le sue meraviglie. Non è una fuga dalla vita, ma una ricerca di
essa nella sua forma più pura e avventurosa. La poesia è una riflessione sulla
propria vecchiaia e sul persistere della pulsione vitale e conoscitiva.
◦ Macroarea Collegata: La Libertà: Questa poesia è un inno alla libertà
del viaggio, della conoscenza e dell'esperienza. La libertà per Saba, in
questo contesto, non è l'assenza di vincoli sociali (come per Pirandello), ma la
libertà interiore di continuare a esplorare, a interrogare l'esistenza, a non
accontentarsi di approdi sicuri. È la libertà di rimanere fedeli a se stessi e alla
propria natura più profonda, anche quando essa spinge verso l'ignoto. Il
mare aperto è la metafora di questa libertà esistenziale, che si manifesta nel
rifiuto della stasi e nella continua ricerca.

In sintesi, Umberto Saba, con la sua "poesia onesta" e il suo stile diretto, ci offre
un'indagine profonda dell'animo umano, delle sue contraddizioni e delle sue aspirazioni,
spesso legando la ricerca dell'autenticità e della libertà al confronto con la donna, con
l'identità e con il tempo vissuto. La sua Trieste, le sue donne, i suoi animali, diventano gli
specchi in cui si riflette e si rivela la complessa verità dell'essere.

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