INTERVENTI SUI SOGGETTI CON DISAGIO PSICHICO
Introduzione storica
Esattamente come la disabilità, la malattia è stata affrontata nel sociale in modo diverso.
Vi sono periodi in cui il disagio psichico veniva deriso o giustificato per la paura con cui veniva
vissuto.
In ambito psichiatrico la “follia” viene medicalizzata e viene prescritta la cura del disagio psichico.
La psichiatria considera il disagio psichico una patologia da curare e verranno per questo
sperimentate diverse tecniche, alcune delle quali si trasformeranno in vere e proprie torture per i
pazienti.
Ciò accade nell’800, parallelamente alla nascita dei manicomi.
N.B.
Psichiatra: medico specializzato che, in quanto medico, prescrive farmaci.
Psicologo: laureato in psicologia
Psicoterapeuta: medico specializzato in una terapia psicologica (Gestalt, Comportamentale ecc).
Psicoanalista: psicologo specializzatosi in psicoanalisi.
I manicomi erano luoghi specifici per l’internamento delle persone con disagio psichico e le
emarginavano dal resto della società. La loro specificità era la cura del disagio psichico, trattando i
pazienti come malati veri e propri con terapie fisiche e psicologiche.
Tra le cure utilizzate: salassi, immersioni in acqua bollente e/o gelida, costrizioni, camicia di forza,
elettroshock.
La perdita di autonomia e di consapevolezza di sé erano due delle più importanti conseguenze sui
pazienti. Nel corso del tempo questi metodi sono stati sostituiti da terapia farmacologica e
trattamenti meno invasivi.
Una delle critiche più feroci a questi metodi proviene dall’interno della comunità degli psichiatri: il
movimento dell’antipsichiatria, con tre esponenti principali:
1. David Cooper
2. Thomas Szasz
3. Franco Basaglia
Movimento antipsichiatrico e Legge 180
Il movimento antipsichiatrico, nato proprio in seno alla comunità degli psichiatri, pensava che i
manicomi fossero un luogo di controllo sociale e violenza.
In Italia Franco Basaglia combatte per la loro chiusura totale.
Nel 1978 fu promulgata la Legge 180, che aveva lo scopo di chiudere i manicomi, migliorare la rete
sanitaria e dare alle famiglie un’alternativa.
Intervento psicoterapeutico
Consiste in una serie di interventi che prevedono la presenza di uno psicoterapeuta.
La tipologia di intervento dipende dall’orientamento del terapeuta, dal trattamento dei disturbi
mentali e dal cambiamento del soggetto attraverso tecniche di colloquio.
N.B.
La psicoterapia prevede un rapporto interpersonale tra terapeuta e paziente, richiede un setting
sicuro e una relazione reciproca particolare.
Essa Può essere utilizzata sia per intervenire in situazioni di emergenza sia per fronteggiare
condizioni patologiche e deve tener conto di alcune caratteristiche del soggetto:
1. Età del soggetto
2. Provenienza socio economica e culturale del soggetto
3. Disponibilità a collaborare
a. Psicoanalisi
Lavora sui meccanismi di difesa, analisi dei sogni, dei lapsus, degli atti mancati.
Il paziente è invitato a sdraiarsi sul lettino e parlare liberamente secondo la tecnica delle “libere
associazioni”.
Una terapia può durare fino a 15 anni con almeno 3 sedute a settimana, ma le forme moderne
prevedono durata minore e un minor numero di sedute.
b. Cognitivo-comportamentale
Presuppone che la psicopatologia derivi da un errato apprendimento o da un mancato
apprendimento, che possono sfociare nella nevrosi o nella psicosi. La nevrosi, che prevede
comunque un contatto meno distorto nei confronti del mondo circostante è meno grave della
psicosi, che presuppone un totale distacco dalla realtà (allucinazioni, deliri)
Il soggetto ha una parte attiva, poiché la terapia cognitivo-comportamentale funziona attraverso
compiti da svolgere tra una seduta e l’altra.
Tecniche utilizzate:
• Flooding: tecnica estremamente impattante che prevede l’immersione del soggetto nella situazione
che gli provoca ansia.
. Desensibilizzazione sistematica: Il paziente viene esposto gradualmente allo stimolo ansiogeno
attraverso step progressivi.
Es.: fobia dell’aereo
d. Psicoterapie umanistiche
Si basano sulle argomentazioni di Maslow e Rogers, ma introducono anche elementi della Gestalt.
Individuano la causa della psicopatologia in una mancata autorealizzazione e in un rapporto distorto
con il proprio sé: il soggetto si è creato un falso sé per non contravvenire alle richieste
dell’ambiente e alle convenzioni sociali, ma questo genera del tempo disagio profondo.
e. Terapia sistemico-relazionale
Si basa sulle teorie della scuola di Palo Alto.
Individua l’origine del problema non nel singolo, ma nel sistema relazionale in cui è inserito.
Nella pratica esso può prevedere la terapia familiare.
Si svolge con 2 o più terapeuti: un conduttore, che svolge la seduta assieme alla famiglia coinvolta e
un osservatore, che si trova in un’altra stanza e può vedere tutto attraverso un falso specchio o una
telecamera.
Si lavora sull’intero nucleo familiare per individuare modalità comunicative disfunzionali che
emergono attraverso un membro “portavoce”.
Strumenti:
ECOGRAMMA o Diagramma a cerchi: mostra le relazioni tra la famiglia e il mondo esterno.
GENOGRAMMA: è una rappresentazione simbolica delle famiglie, una specie di albero genealogico
che rappresenta tre generazioni (nonni, genitori, figli) e che prevede l’utilizzo di simboli particolari
per descrivere i rapporti tra i soggetti coinvolti (es: tra padre e figlio vi è un rapporto
eccessivamente simbiotico: esso sarà rappresentato da una linea estremamente marcata, se vi è un
rapporto difficile la linea sarà spezzata ecc)
Intervento farmacologico
Gli psicofarmaci sono un valido supporto alla psicoterapia.
Si differenziano in base ai sintomi da trattare.
Agiscono sul sistema nervoso modificando comportamento e umore.
Categorie:
• Ansiolitici
• Antidepressivi
• Regolatori dell’umore
• Antipsicotici
N.B.
Con l’introduzione dei neurolettici alla fine degli anni ’50, la ricerca farmacologica iniziò a
interrogarsi sulle possibili controindicazioni e sul rischio di dipendenza.
1. Ansiolitici
Riduzione dei sintomi dell’ansia, soprattutto ansia generalizzata.
Placano gli stati di agitazione.
Esempi: cipralex, xanax.
2. Antidepressivi
Curano la depressione maggiore e migliorano gli stati d’animo.
Esempio: zoloft.
3. Regolatori dell’umore
Prevengono le eccessive oscillazioni dell’umore nei disturbi bipolari.
Esempio: sali di litio.
4. Antipsicotici
Sedano il paziente nelle fasi acute di agitazione e negli stati allucinatori.
Utilizzati nei disturbi della personalità.
Divisi in neurolettici tipici e atipici.
Terapie alternative
Sono un valido sostegno alla psicoterapia e/o ai farmaci.
Permettono al paziente di esprimersi attraverso canali differenti: ritmo, arte, musica, rapporto con
gli animali
.
Arteterapia
Utilizza pittura, scultura, disegno, musica, canto e favorisce l’introspezione emotiva.
Musicoterapia
Attiva: canti, suoni.
Passiva/ricettiva: ascolto.
Pet-therapy
Attività che coinvolgono paziente e animale.
Si crea un rapporto empatico che migliora benessere fisico e psichico.
Animali più utilizzati: cani, asinelli, cavalli (ippoterapia). In particolare il cavallo è tra gli animali
più utilizzati poiché ha un carattere equilibrato, infonde sicurezza e instaura un rapporto stabile con
il cavaliere.
6. Servizi dopo la Legge 180/78
La 180/78 è una legge quadro: dà una cornice che deve essere riempita con la legislazione
regionale. Per questo la sua applicazione è stata lunga e faticosa e non sempre coerente in tutti i
territori.
Le misure strutturali hanno portato alla creazione dei Dipartimenti di Salute Mentale (DSM), un
insieme di servizi che comprendono CSM, Servizi semiresidenziali e residenziali, Servizi
ospedalieri
Centro Salute Mentale
Primo interfaccia con famiglie e malati
Aperti per 12 ore al giorno per 6 giorni a settimana
Presenza della équipe multidisciplinare (Psichiatra, Psicologo, Assistente sociale, Infermieri)
Servizi residenziali o semi-residenziali
Sono luoghi nei quali il soggetto con disagio psichico trascorre alcune ore (centro diurno) o risiede
stabilmente (comunità alloggio e simili; massimo 20 posti)
Servizi Ospedalieri
Ricovero
Terapia farmacologica
Valutazione psichiatrica
Diagnosi
Day hospital
REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza)
Strutture create per soggetti che hanno commesso un crimine e sono risultati incapaci di intendere e
di volere al momento della condanna.
Le REMS hanno nel tempo sostituito gli OPG, gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.
REMS
Dipendono dai DSM
Sono strutture socio-riabilitative
Sono strutture piccole e prive di celle
Prevedono laboratori di terapia occupazionale e di avviamento al lavoro
No ergastolo bianco
OPG
Dipendono dal sistema penitenziario, sono quindi a tutti gli effetti organizzate come un carcere
Strutture grandi, divise in celle, con regolamento carcerario
Nessun programma di riabilitazione
Ergastolo bianco → nonostante il periodo detentivo sia terminato, il soggetto continua a essere
recluso per un tempo non definito