SOCIOLOGIA
SOCIOLOGIA
MODULO 1
Cos’è la sociologia?
→ studio scientifico del comportamento umano nella società
→ utilizza vari metodi di ricerca empirica e approcci teorici specifici
→ sviluppa una conoscenza approfondita di azioni, della strutture e dei processi sociali
→ è il contrario delle costruzioni sociali, mette in dubbio tutto ciò che fa parte della realtà
quotidiana (mai messe in discussione normalmente)
→ qualsiasi bisogno è una costruzione sociale
→ l’amore e i sentimenti sono anche loro costruzioni sociali (cambiano con l’evolversi
della società)
→ studia la realtà sociale (ne siamo immersi tutti i giorni)
Cos’è la realtà sociale?
→ è la realtà quotidiana fatta di regole, norme di comportamento, rituali e interazioni
→ il senso comune e i saperi taciti (cose fatte in automatico) non fanno parte della realtà
quotidiana, come il decifrare fenomeni collettivi distanti da noi
→ la realtà è una costruzione sociale (Berger e Luckmann 1966)
Cosa sono i breaching experiments? (esperimenti di violazione o di rottura)
→ ideato da H. Garfinkel negli anni ‘60
→ violano la regole quotidiane per scoprire l’ordine sociale per trovare la costruzione
→ analizzano il modo in cui si rompe l’ordine e le strategie utilizzate dall’interlocutore per
ristabilire l’ordine
→ le persone cercano l’equilibrio e la normalità del loro mondo sociale
→ rivela le regole implicite e i modi utilizzati per ristabilire l’ordine
Cos’è la costruzione sociale dell’infanzia?
→ l'infanzia non è un dato biologico, ma cambia nel tempo (es. lavoro minorile,...)
→ nel 1989 viene firmata la Carta del dieci diritti dei bambini
→ espressa da Philippe Ariès in “L’enfant et la vie familiale sous l’Ancien Regime” (1960)
→ con il tempo l’infanzia cambia: una volta c’era il lavoro minorile e un alto tasso di mortalità
infantile, mentre oggi i bambini vengono tutelati
Cosa fanno gli scienziati sociali?
→ mettono costantemente in discussione il senso comune in maniera ricorrente attraverso
l’impiego di specifici metodi conoscitivi
→ sviluppano concetti, metodi di indagine, tecniche di rilevazione e analisi di dati, rendendo
fenomeni sociali comprensibili al di fuori del senso comune, evidenziando ragioni, cause,
motivazioni e possibili esiti con osservazioni “neutre” (senza giudicare)
Cos’è la società?
→ insieme organizzato di individui e gruppi umani e non umani (animali, virus,...), uniti da
relazioni di tipo morale, giuridico e culturale che presenta vari gradi di complessità e
dimensioni, non necessariamente coincidente con i confini statuali, e durevole nel tempo
ma sottoposta a vari cambiamenti
1
→ la società ha come caratteristica fondamentale quella di organizzare attraverso la sue
istituzioni, nel tempo e nello spazio, forme regolate di convivenza e di comunicazione fra
individui, di distribuire la risorse disponibili (istituzioni economiche), di strutturare la
gestione del potere e del consenso (istituzioni politiche), la trasmissione e la circolazione
dei modelli culturali (istituzionali culturali e della comunicazione)
Lezione 2.
Le origini della sociologia
→ lunga elaborazione intellettuale a cavallo tra XVII e XVIII secolo e connesso ai profondi
mutamenti della nostra società occidentale caratterizzata da una rottura con il passato
→ nasce in seguito alla:
→ Rivoluzione francese (1789 -1799), rompendo le modalità tradizionali degli anni
passati, con uguaglianza, trasformando il suddito il cittadino con lo stato di diritto e
i monarchi non vengono scelti per sangue ma dalla legge attraverso le elezioni
→ Rivoluzione Industriale (1760 -1840), cambiando la percezione della società,
con la costruzione di fabbriche, spopolamento delle campagne che portano
all’urbanizzazione eccessiva che causava conflitti sociali, disagio e marginalità (le
persone vivevano in spazi troppo stretti)
→ Il tempo è denaro
→ Taylorismo: filosofia basata sull’organizzazione efficace del lavoro
→ bisogna organizzare in modo scientifico il lavoro per risparmiare tempo e
denaro (Ford è stato uno dei primi ad utilizzarlo: gli operai facevano
piccoli movimenti come una macchina)
→ si passa da tempo orientato al compito a tempo come merce di scambio
→ emerge la “cultura dell’orologio” (fino a quel momento non esisteva
la teoria della puntualità)
→ il tempo moderno è disciplinato, frugale, controllato e accelerato
→ due esigenze conoscitive (primi problemi sociali):
→ comprendere le trasformazioni radicali di ordine politico e sociale come esse
modificano i rapporti tra individui e gruppi sociali
→ necessità pratica di porre rimedio ai nuovi problemi di convivenza sociale che
questi enormi trasformazioni hanno generato
I precursori della sociologia
→ Auguste Comte (Montpellier 1798 - Parigi 1857)
→ conia il termine “sociologia” come nuova scienza che ha il compito di spiegare le
leggi del mondo sociale
→ secondo lui la società può essere studiata con metodi scientifici, attraverso le
leggi universali, senza tenere in considerazione altri fenomeni
→ per lui non era questione di sapere a priori, ma a posteriori
→ secondo lui la sociologia è una scienza come tutte le altre e per questo deve
essere studiata come le altre scienze
→ secondo lui il sapere ha passato tre stadi:
→ Teologico: ha contraddistinto il medioevo, in cui la conoscenza e i saperi
erano guidati da idee religiose
→ Metafisico: dal rinascimento all’illuminismo le idee religiose vengono
superate e si fa ricorso a idee astratte basate su principi razionali
2
→ Positivo: applicazione del metodo scientifico allo studio e
all’organizzazione sociale così come era stato concepito dai primi
scienziati naturali, tipico della società industriale
→ Hubert Spencer (Derby 1820 - Brighton 1903)
→ padre del “darwinismo sociale”, applicando la teoria organicistica ed
evoluzionista (es. selezione naturale di Darwin) allo studio della società umana
→ secondo lui la società è come un organismo (teoria organicistica), è un
insieme di parti (non individui) tendenti all’equilibrio, dove ognuno ha la sua
funzione e per questo non bisogna interagire
→ la società non è un insieme di individui. L’individuo è visto come
parte della società ma le sue azioni non mutano l’equilibrio sociale
→ ha una visione strutturale della società
→ Secondo lui la società industriale è la più evoluta, in quanto più libera (libertà
individuale, di mercato ed economica) (stesso pensiero di Comte)
→ Karl Marx (Treviri 1818 - Londra 1883)
→ considera l’evoluzione sociale come esito dei “rapporti materiali” tra classi
→ concentra la sua analisi sul capitalismo inteso come modo di produzione
profondamente diverso dal passato
→ sostiene che esistono due classi che decidono l’ordine sociale:
→ capitalisti: hanno il capitale materiale per la produzione (industrie
materiali), ma cosa più importante era il possessorre del tempo (orologio)
→ proletari: uomini, forza lavoro
→ secondo Marx la relazione tra le due classi era caratterizzata dallo
sfruttamento: il lavoro che faceva il proletario dava ancora più profitto
(=ricavi-salario) ai capitalisti (plusvalore)
→ secondo Marx la società muta e si evolve grazie al conflitto tra queste due
classi (mutamento sociale)
→ Materialismo storico:
→ lo sviluppo storico e il suo mutamento si basa sulla contraddizione tra le
forze produttive (strumenti di produzione, beni prodotti e tecnologie) e i
rapporti di produzione (sistemi di produzione: bottega, manifattura,
industria; e relazioni di lavoro: schiavitù, artigiano, salario) che
caratterizzano delle epoche storiche (schiavismo, feudalesimo, capitalismo)
→ con la crescita economica, le forze produttive si espandono entrano in
contraddizione con i rapporti di produzione che tendono a cristallizzarsi
→ Alexis De Tocqueville (Parigi 1805 - Cannes 1859)
→ ministro degli esteri inglese, va negli USA per studiare il sistema delle carceri
→ qui scopre che la società è completamente diversa, la democrazia, esito
naturale di tutte le società occidentali, si è già affermata
→ analizza le condizioni e i possibili esiti della democrazia in America (1835), vista
come un processo che inesorabilmente attraverserà tutte le società moderne
→ vede la democrazia americana, un lato libera con un ordine
non-gerarchico, dall’altro il volere della maggioranza prevale sulla
minoranza, destinate ad essere ininfluenti nel dibattito pubblico
→ chiamata “Tirannia della maggioranza”
3
I paradigmi della sociologia classica
→ concetto introdotto da Thomas Kuhn ne “la struttura delle rivoluzioni scientifiche” (1962)
indica l’insieme di teorie e metodi che caratterizzano una specifica tradizione di ricerca
all’interno della quale esiste un consenso di tutti i membri di una comunità scientifica
→ afferma che la progressione non è dovuta ad un solo individuo (lo scienziato)
→ mette in luce il lavoro di un’intera comunità scientifica
→ tra fine ‘800 e primi del ‘900 coesistono due grandi paradigmi nella nascente sociologia
supportati dalle due grandi scuole sociologiche, quella francese e quella tedesca
→ paradigma oggettivista: i fenomeni sociali hanno un’esistenza propria e
indipendente dal senso che viene attribuito dagli individui che li vivono, dal
contesto (Comte, Spencer e Durkheim), i fenomeni sono visti come degli oggetti
→ paradigma soggettivista: i fenomeni vanno compresi e spiegati a partire dal
significato che le azioni rivestono per l’individuo che le compie, c’è un focus sulle
azioni sociali, dipendono dagli individui (Weber)
Oggettivismo Soggettivismo
ruolo dei valori il sistema di valori del il sistema dei valori del ricercatore
ricercatore non condiziona la influenza la ricerca e per questo va
ricerca esplicitato
4
→ generali: presenti in quasi tutta la società in analisi (es. la lingua)
→ coercitivi: data dalle stazioni legali o spontanee a cui l’individuo è
sottoposto (es. leggi e norme)
→ esterni: esistono e agiscono sull’individuo indipendentemente dalla sua
volontà
→ il suicidio (1897)
→ Durkheim riporta i risultati di un’analisi secondaria condotta su una serie di
statistiche raccolte nei principali paesi d’Europa tra 1841 e 1860 o su
materiale già pubblicato sull’argomento
→ le statistiche sulle frequenze del suicidio rivelano che il tasso di suicidi in
una determinata popolazione è relativamente costante nel tempo
nonostante vari notevolmente da paese a paese
→ per questo lui pensa che il suicidio è un fatto sociale
→ natura sociale del suicidio “ogni società è quindi predisposta a fornire un
contingente determinato di morti volontarie”
→ ovvero che ogni società, avendo un numero costante di suicidi,
tende ad un equilibrio proprio grazie a questi suicidi
→ il suicidio è connesso al livello di integrazione sociale (famiglia, amici)
→ tipi di suicidio:
→ suicidio altruistico: livello molto alti di integrazione sociale (es.
kamikaze), disposto ad uccidersi per un bene superiore, per la
patria o per un insieme di valori che fanno parte della società
→ suicidio anomico: (a-nomos=senza regole) avvengono in periodi di
forti sconvolgimenti sociali o nei periodi di transizione quando
vengono meno alle norme e i valori che solitamente regolano la vita
quotidiana (es. crisi del 29)
→ suicidio egoistico: l’individuo è completamente escluso dalla
società o marginalizzato dai propri gruppi di riferimento
→ ciò che garantisce agli individui di stare insieme in società sono le diverse forme di
solidarietà che storicamente si sono susseguite, ovvero:
→ solidarietà meccanica: società premoderne, gli individui erano simili e
con valori condivisi (es. contadini), si aderiva alle regole per consuetudine
→ solidarietà organica: tipica delle società industrializzate, gli individui
erano diversi tra loro (si per cultura che per professione) con alto livello di
specializzazione e differenziazione sociale dove i valori non sempre
coincidono e in cui è possibile affermare la propria individualità
→ Max Weber (1864-1920)
→ secondo lui i fenomeni sociali possono essere compresi e spiegati a partire dal
significato che le azioni rivestono per l’individuo che le compie
→ Weber propone la sociologia comprendente, comprendere l’aggressione
sociale attraverso un processo interpretativo, basato sullo studio del senso
che gli attori attribuiscono
→ il senso deve essere spiegato attraverso le azioni sociali??
→ l’individuo è sede delle azioni
→ per Weber il ricercatore conosce solo una sezione finita della realtà società,
perché la realtà sociale non ha senso, il punto di vista dell’uomo dà il senso
alla realtà
5
→ “ogni conoscenza della realtà culturale è sempre una conoscenza intersoggettiva”
→ agire sociale: riferito al comportamento di altri; può essere anche un “subire”; è
dotato di senso, soggettivo per chi lo compie e intersoggettivo per chi vi assiste
→ tipi di agire sociale:
→ agire razionale rispetto allo scopo: chi agisce sceglie i mezzi
migliori per il raggiungimento di un fine specifico
→ agire razionale rispetto al valore: chi agisce lo fa in maniera
coerente al proprio sistema di valori e credenze, senza pensare
alle conseguenze
→ agire tradizionale: agire consuetudinario sulla base di abitudini
tramandate dalla tradizione, non c’è consapevolezza rispetto ai fini,
né una scelta da comprendere
→ agire affettivo: agire sulla base degli impulsi senza una
valutazione dei mezzi e dei fini
→> le uniformità empiriche
→ comportamenti umani ripetuti nel tempo (costanti)
→ la sociologia di Weber si focalizza sul “senso intenzionato” delle azioni
sociali, ma risalire al significato attribuito da tutti gli uomini è impossibile
→ dobbiamo ricorrere ad una necessaria semplificazione: ogni azione
compiuta da un uomo si chiama “scambio”
→ se si riesce ad individuale per questi tipi di azioni sociali, chiamati
“scambi” le ragioni e le motivazioni prevalenti rispetto alle altre,
allora questi concetti possono essere impiegati nella teoria
economica o sociologica per spiegare i fenomeni indagati. Questo
concetto è indicato da Webber nella definizione del “tipo ideale”
→ il tipo ideale è una uniformità empirica
→ modello che rispecchia i tratti tipici di un dato fenomeno
→ non è una fedele rappresentazione della realtà sociale ma è utile
per comprenderla per mezzo di una comparazione continua che
accerti la maggiore o minore distanza del fenomeno (oggetto di
studio) e il suo tipo ideale
→ l’oggettività conoscitiva della scienza sociale della politica sociale (1904)
→ il ruolo dell’interesse conoscitivo del ricercatore si contrappone alla
positivistica idea di “neutralità” secondo la quale la conoscenza scientifica
sia il rispecchiamento della realtà
→ i fenomeni sociali hanno molteplici cause che non possono essere
spiegate da un solo studioso
→ lo studioso scegliere cosa analizzare secondo il suo punto di vista
→ l’oggettività della conoscenza sociologica sarà tale relativamente alla
correttezza tecnico-metodologica del processo esplicativo
→ avalutatività
→ Weber non nega che la scelta dell’oggetto di indagine da parte
dello scienziato si basi su preferenze soggettive
→ Weber distingue tra “giudizi di valore” e “riferimenti al valore
(=relazione del valore)” preoccupandosi quindi di effettuare una
netta e chiara distinzione tra valutazioni politiche, morali, religiose e
proposizioni scientifiche
6
→ Weber invoca la rigorosa esclusione dei giudizi di valore dall’ambito
della scienza storico-sociali distingue di la “relazione del valore”
ossia il criterio con cui il ricercatore individua l’oggetto della sua
indagine, dal “giudizio di valore” che è invece una presa di
posizione valutativa, ossia l’approvazione di valori, la prescrizione
di comportamenti, la difesa di scopi pratici, di posizioni politiche,...
→ la ricerca sociale deve accertare quel che è, non quel
che deve essere
→ l’avalutatività è quindi soprattutto la libertà delle valutazioni
Macrosociologia Microsociologia
Funzionalismo
→ la società è concepita come un insieme integrato di parti interdipendenti (organicismo)
→ l’interesse non è rivolti ai significati e le azioni (es. Weber) prodotte di membri bensì ai
fattori che rendono possibile l’ordine sociale
→ per comprendere l’ordine sociale è necessario studiare la funzione, ossia l’utilità
che un dato fenomeno ha per l'ordine sociale e la persistenza della società
→ l’analisi funzionale quindi, dinanzi ad un fenomeno sociale, si chiede: quale
funzione adempie all’interno della specifica cultura in esame?
→ le strutture di una società sono mutevoli nel tempo (es. scuola)
Bronislaw Malinowski e gli argonauti del pacifico (1922)
→ Bronislaw Malinowski (1884 - 1942) a partire dai suoi studi nelle isole Trobriand in Nuova
Guinea in cui studia gli Aborigeni e i Malìu, introduce il concetto di funzione per indicare
le attività svolte per il soddisfacimenti dei bisogni sulla base dei quali gli esseri umani
cooperano, usano prodotti e consumano beni
→ Sostiene che la soddisfazione dei bisogni sia una della funzioni principali che
garantiscono l’ordine sociale
→ i bisogni primari sono legati alla biologica
→ i bisogni derivati o culturali sono legati alle istituzioni sociali e culturali, quindi il bisogno
d’integrazione sociale, d’ordine e controllo
→ in quest’ottica la cultura è intesa come un apparato strumentale utile a risolvere i
bisogni specifici degli individui e delle collettività
7
Talcott Parsons (Colorado Springs 1902 - Monaco di Baviera 1979)
→ Cerca una mediazione tra la prospettiva dell'idealismo, secondo cui l'azione umana è
pura espressione della coscienza soggettiva, e quella del determinismo strutturale,
secondo cui l'azione risulta completamente condizionata dal sistema
→ La teoria dell'azione sociale sviluppata da Parsons è invece detta volontarista
→ Essa tiene conto simultaneamente delle condizioni ambientali oggettive che influenzano
l'azione, e delle componenti psicologiche e motivazionali che configurano la capacità di
scelta relativamente autonoma fondata non solo sul calcolo degli interessi, ma anche sui
valori di tipo morale ed estetico
→ La struttura dell’azione sociale (1937)
→ elementi dell’azione sociale:
→ il soggetto che agisce (individuo, gruppo o comunità)
→ le finalità delle azioni (risultati verso cui ci si orienta)
→ la situazione come insieme delle condizioni oggettive nelle quali svolge
l’azione (l’ambiente naturale e contesto sociale/culturale)
→ l’ordine simbolico-normativo (insieme di rappresentazioni, modelli e regole
che orientano l’agire)
→ ogni azione sociale è il risultato di tre componenti: psicologica (personalità),
antropologica (segni, simboli e modelli culturali) e sociale (relazione tra attori)
→ Il sistema sociale
→ la sociologia di Parsons è fondata sul sistema sociale
→ è un insieme di relazioni di interdipendenza tra gli elementi che consentono di
distinguere questo insieme o da un altro sistema
→ es. di sistema: una nazione (insieme di relazioni privilegiate tra individui
in base a: lingua e culture comuni, tradizioni, territorio e norme)
→ ogni sistema tende alla propria autoconservazione e al mantenimento della
propria coesione ed equilibrio in rapporto con l’ambiente esterno
→ il sistema sociale è definito come l’insieme di individui e delle loro interazioni, delle
funzioni e delle strutture, nonché delle risorse materiali e culturali che consentono
il funzionamento di quel sistema
→ la sociologia si occupa di studiare quest’ultimo
→ Il sistema per funzionare deve rispondere a 4 imperativi:
→ Adattamento
→ capacità del sistema di trarre dall’ambiente esterno le
risorse per la sua sopravvivenza
→ Conseguimento degli scopi (goal attainment)
→ Definire e indirizzare il sistema verso gli scopi specifici ed
ordinandoli in modo da non turbare la coerenza del sistema
→ Mantenimento delle strutture leganti
→ assicurare la stabilità dei valori, delle norme e dei modelli di
comportamento e dei ruoli che orientano l’azione in modo
coerente al sistema sociale
→ Integrazioni
→ dosare reciprocamente i versi elementi del sistema e dei
suoi sottoinsiemi, armonizzandoli attraverso meccanismi di
controllo e tutela
8
A (adattamento) G (goal attainment)
Istituzione: economia Istituzione: politica
Bisogno: reperire risorse Bisogno: prendere decisioni
9
→ per Merton questo meccanismo è ben espresso dal teorema di Thomas, “in una
serie di lavori raramente consultati fuori dal mondo accademico, W. I. Thomas, il
decano dei sociologi americani, ha esposto un teorema fondamentale per le
scienze sociali: “se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse sono
reali nelle loro conseguenze” (Merton, 1948a/2000, 765)
→ La parabola sociologica
→ Merton racconta del fallimento della banca Americana Last National Bank (1932)
→ Tra i risparmiatori si diffondono voci false secondo le quali la banca ha problemi di
insolvenza e che presto fallirà e i clienti preoccupati corrono agli sportelli per
ritirare i loro depositi. Essendo troppe richieste la banca non riesce a evadere le
ricette simultaneamente e quindi si avvererà l’infondata preoccupazione
dell’insolvenza della banca crea le condizioni affinché essa si avveri
→ su piano sociologico Merton nota che la “salda struttura della banca dipende da
una serie di definizioni della situazione: la fiducia nella validità del sistema di
promesse economiche reciproche nel quale gli uomini vivono. Una volta che i
clienti avevano definito la situazione in altro modo, una volta messa in dubbio la
possibilità che queste promesse fossero adempiute, le conseguenze di questa
definizione irreale furono anche troppo reali” (Merton, 1948a/2000, 767)
→ La teoria che si tuo adempie e l’indeterminatezza dell’azione
→ Le persone non sempre hanno il controllo sui possibili effetti dell loro azioni
→ oltre che sulla complessità dei sistemi sociali e sui limiti conoscitivi dei soggetti
che agiscono, Merton si sofferma su altre due cause di conseguenze inattese:
→ l’impazienza di ottenere subito i propri obiettivi (che impedisce di guardare
agli effetti di lungo periodo delle proprie azioni)
→ la propensione ad agire razionalmente rispetto a un valore, piuttosto che
ad un obiettivo
→ Effetto San Matteo
→ “Perché a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e chi non ha sarà tolto anche
quello che ha”
→ sottolinea come i vantaggi accumulati inizialmente possono generare ulteriori
opportunità e successi, mentre le disuguaglianze esistenti possono aumentare
→ fa comprendere le dinamiche di potere, delle disuguaglianze sociali e delle
differenze di opportunità in varie sfere della vita
→ enfatizza l’importanza di considerare le disuguaglianze iniziali e il ruolo
dell’accumulo di vantaggi o svantaggi nel accentuare le differenze sociali
→ svela quindi la natura cumulativa delle disuguaglianze sociali
→ In breve chi ha già una posizione avvantaggiata sarà più facile a mantenerla (es.
un ricco che studia privatamente e quindi si garantisce un lavoro più retributivo
rispetto ad un “povero” che studia in una scuola pubblica)
→ L’effetto San Matteo e la ricerca scientifica
→ L’effetto applicato alla ricerca scientifica crea una dinamica in cui i ricercatori di
successo tendono ad accumulare ulteriori successi e opportunità rispetto a
ricercatori meno noti o meno affermati
→ questa dinamica si basa sull’idea che la reputazione, il prestigio e i successi
precedenti possono portare ad ulteriori opportunità di ricerca, finanziamenti e
visibilità, creando così una sorta di ciclo di vantaggio (es. parentela)
10
Strutturalismo
→ le strutture stabili nel tempo sono l’oggetto privilegiato di osservazioni degli strutturalisti
→ le strutture includono elementi come norme culturali, ruoli sociali, classi sociali, istituzioni
politiche ed economiche e così via
→ l’individuo è vincolato dalle strutture sociali di cui non è pienamente consapevole
→ le azioni e le decisioni delle persone sono in gran parte determinate da fattori
sociali, culturali ed economici
→ il strutturalismo mira ad individuare in che modo le strutture sociali organizzano le
relazioni umane, le istituzioni e le pratiche sociali
→ I miti secondo Claude Lévi-Strauss
→ i miti sono storie che riguardano aspetti contraddittori e spesso non risolto della
storia umana (fine dell’umanità, morte, origine del mondo,…) con soluzioni
accessibili e problemi insolubili
→ non bisogna studiare l’uso dei miti, bensì la loro struttura
→ i miti sono la grammatica della società perché rivelano strutture profonde di cui gli
individui ne sono immediatamente consapevoli
→ i miti hanno bisogni dei narratori e del pubblico
→ sono prodotti attraverso il linguaggio e la comunicazione (es. cinema)
→ i narratori sono colori che detengono il potere all’interno della società
→ i miti non si limitano al racconto del mondo così com’è ma anche come la società
può essere, sono, quindi, “buoni di pensare”
→ i miti aiutano a capire il comportamento sociale
→ principi chiave dei miti:
→ Strutturalismo: considera i miti come un sistema di elementi interconnessi
e organizzati, simili a una grammatica o a una struttura sociale
→ ci sono regole nascoste che governano la costruzione dei miti
→ Opposizioni binarie: enfatizza l'importanza delle opposizioni binarie nei
miti (es. le relazioni tra il bene e il male, la natura è la cultura, il maschile e
il femminile sono spesso al centro dei miti)
→ Egli crede che queste opposizioni siano universali e che i miti le
utilizzi per risolvere conflitti culturali e psicologici
→ Trasformazioni: i miti sono costituiti da un insieme limitato di elementi
strutturali fondamentali che vengono ripetutamente combinati e trasformati
per creare nuove storie mitologiche
→ Mente umana: riflettono la struttura della mente umana e le modalità di
pensiero degli individui nelle società umane
→ I miti sono un modo per le persone di affrontare e risolvere
questioni universali attraverso narrazioni simboliche
→ Universali culturali: molte delle strutture e delle opposizioni trovate nei
miti sono comuni a diverse culture, il che implica l'esistenza di elementi
universali nella mente umana e nella creazione mitologica
11
Michel Foucault
→ le strutture Epistemiche
→ Le strutture epistemiche rappresentano i modi in cui il sapere e la conoscenza
sono organizzati, disciplinati e prodotti all'interno di specifiche epoche storiche
→ Le strutture epistemiche sono caratterizzate da regole, concetti, categorie e
metodologie specifiche che definiscono ciò che può essere considerato
conoscenza valida e accettabile in un dato contesto storico
→ Queste strutture influenzano la creazione del sapere, la produzione del discorso e
le pratiche intellettuali di un'epoca
→ Foucault sottolinea che le strutture epistemiche non sono universali, ma specifiche
a una determinata epoca storica
→ ciò che è considerato conoscenza legittima in un'epoca potrebbe non
esserlo in un'altra
→ (es. Galilei quando afferma che la terra gira intorno al sole viene condannato)
→ genealogia del sapere (e del potere)
→ Foucault collega le strutture epistemiche al potere
→ le strutture epistemiche stabiliscono norme sociali, gerarchie e forme di controllo
→ la conoscenza può essere usata come strumento di dominio e di controllo
→ es. il concetto di malattia nel rapporto tra medico e paziente nato con l’avvio di
luoghi chiusi come cliniche e manicomi e la comparsa di università di medicina,
studiando come lo sguardo medico viene prodotto ed esercitato
12
→ Il capitale di Bourdieu
→ Bourdieu ha identificato tre forme di "capitale" (più una bonus) che influenzano la
posizione sociale e l'accesso alle risorse:
→ Capitale economico: si riferisce alle risorse finanziarie, come denaro,
proprietà e investimenti
→ Capitale culturale: comprende le competenze culturali, l'istruzione, la
conoscenza e il gusto
→ Capitale sociale: riguarda le reti sociali e le connessioni che un individuo
ha nella società
→ Capitale simbolico (bonus): trasversale agli altri tipi di capitale, è il
prestigio, la reputazione e le risorse simboliche che un individuo o un
gruppo possiede all’interno di una data cultura o società
→ include conoscenza, competenze, stili di vita, linguaggi, simboli
culturali, titoli accademici, riconoscimenti professionali, opere d’arte
→ capitale e riproduzione delle disuguaglianze
→ Le persone con un capitale culturale e sociale elevato tendono a trasmetterlo alle
generazioni successive, trasmettendo così le disuguaglianze sociali
→ mette in evidenza il modo in cui le strutture sociali influenzano le
opportunità e le scelte individuali
→ Bourdieu non nega l'importanza dell'agency individuale, ma sottolinea che la
capacità di autodeterminarsi è influenzata e plasmata dall'habitus e dalle strutture
sociali circostanti
→ Gli individui agiscono all'interno dei limiti dei campi e delle risorse di cui
dispongono e quindi con habitus e pensieri che influenzano le azioni
→ la relazione tra capitale e habitus
→ Il capitale e l'habitus sono interconnessi e si influenzano reciprocamente
→ L'habitus di una persona può influenzare il tipo di capitale a cui ha accesso
e come lo utilizza
→ il capitale di una persona può influenzare il suo habitus, poiché può fornire
le risorse per acquisire conoscenze e competenze specifiche
→ In sintesi, l'habitus e il capitale sono concetti complementari nella teoria di
Bourdieu e aiutano a spiegare come le disuguaglianze sociali siano riprodotte
attraverso la distribuzione differenziata di risorse culturali, economiche e sociali
all'interno della società
→ la violenza simbolica
→ La violenza simbolica si riferisce a un tipo di controllo o dominio che opera
attraverso il potere dei simboli e delle rappresentazioni culturali e non richiede
l'uso diretto della forza fisica, ma contribuisce a mantenere le disuguaglianze e a
rafforzare il potere di determinati gruppi sociali
→ Queste strutture influenzano le percezioni e le azioni delle persone in modo che si
conformino alle aspettative sociali senza rendersene conto
→ Un esempio di violenza simbolica può essere trovato nelle rappresentazioni
mediatiche e culturali che rafforzano stereotipi di genere, razza o classe sociale,
influenzando le percezioni e le aspettative delle persone. Altri esempi includono
l'educazione, dove il sistema scolastico può favorire o sfavorire alcuni gruppi
sociali, o la lingua, che può essere utilizzata per escludere o discriminare
13
→ Il dominio maschile (1998)
→ forma di potere sostenuta dalle rappresentazioni culturali e delle strutture sociali
che favoriscono il ruolo dominante maschile che contribuiscono a stabilire le
norme di genere, le aspettative e le relazioni di potere tra uomini e donne
→ Tale dominio maschile può essere percepito come "naturale" o legittimo,
anche se è il risultato di costruzioni sociali e culturali
→ gli uomini possono utilizzare le norme di genere e le rappresentazioni culturali per
imporre un sistema di potere che sottopone o discrimina le donne
→ es. discriminazione salariale, limitazione delle opportunità di carriera,
promozione di stereotipi di genere o altre forme di controllo sociale
→ le istituzioni sociali e culturali, come la famiglia, la scuola e il mondo del lavoro,
spesso riflettono e perpetuano il dominio maschile
→ es. tetto di cristallo: le donne vedono la possibilità di avere una promozione ma
una volta arrivate trovano il “tetto di cristallo" che impedisce loro di salire di livello,
i posti di lavoro più prestigiosi vengono offerti più agli uomini rispetto alle donne
→ Il dominio maschile può contribuire alla riproduzione delle disuguaglianze di
genere attraverso le generazioni
Interazionismo storico
→ Per questa corrente di pensiero affermatasi negli Stati Uniti nella prima metà del
Novecento, l'ordine sociale non è il prodotto dell'interiorizzazione di valori e norme,
ma è frutto di una continua negoziazione costruita intersoggettivamente
→ L'oggetto di ricerca sono i rapporti interpersonali e come essi costruiscano la
realtà che giornalmente abitiamo attraverso una continua attività definitoria
→ i rapporti interpersonali tra individui costruiscono la nostra realtà
→ I simboli e le interazioni sociali sono quindi centrali nella costruzione del significato
→ secondo questa teoria, il significato si sviluppa attraverso il processo di
interazione sociale e l'attribuzione di significato ai simboli condivisi
→ uno dei padri fondatori di questo approccio è George Herbert Mead
14
Herbert Blumer (st. Louise 1900 - Denville 1987)
→ per Blumer è di fondamentale importanza il significato che i soggetti attribuiscono
alle cose e alle situazioni
→ egli, infatti, considera il significato come il motore dell'azione e tale significato deriva
dalle interazioni continue tra i membri della società, quindi tra gli individui
→ tali significati sono utilizzati, trattati e modificati dal soggetto nel corso del processo
interpretativo utilizzato dalla persona per affrontare le cose e le situazioni che incontra
→ i significati non sono assoluti, fissi ed immutabili, ma vengono processati
dall’individuo che li rielabora a suo piacimento
→ le azioni degli altri contribuiscono a formare l’individuo
→ l processo di interazione definisce il modo per gestire i significati, selezionandoli,
raggruppandoli e rielaborandoli a loro piacimento
→ l’individuo, rielaborando i significati, ha una continua interazione con se stesso
→ Una prospettiva radicata nei dati
→ Blumer era un sostenitore dell'importanza della ricerca empirica nella sociologia
→ Ha incoraggiato i ricercatori a condurre ricerche di campo e ad analizzare le
interazioni sociali reali per comprendere come le persone attribuiscano significato
agli eventi e alle situazioni
→ La sua enfasi sulla ricerca empirica ha contribuito a rendere l'interazionismo
simbolico una teoria ben radicata nella pratica sociologica
15
→ Il mondo della vita rappresenta la cornice generale in cui le province finite di
significato, sono inserite
→ ogni provincia è un elemento all'interno del mondo della vita
→ Il mondo della vita è la realtà nella quale veniamo catapultati quando nasciamo
→ per Schütz vi sono infatti molti mondi della vita poiché i significati attribuiti alla vita
quotidiana cambiano in base ai diversi contesti socio-culturali, dunque anche
l'interpretazione della realtà viene da noi elaborata in modi diversi in ogni momento
delle nostre vite individuali
→ egli chiama questi mondi della vita "province finite di significato”
→ Le province finite di significato di Schütz rappresentano contesti
specifici all'interno della vita sociale in cui le persone condividono
significati e regole
→ rappresentano contesti o settori specifici all'interno della vita
sociale che hanno significati chiaramente definiti e limitati da norme
e regole condivise che regolano il comportamento e
l'interpretazione delle situazioni
→ spesso legate a interazioni e contesti quotidiani
→ es. Riunione di lavoro, gruppo di amici, classe scolastica
→ Le tipizzazioni
→ tipizzare significa ridurre le complessità della realtà (cose, eventi, situazioni,
persone ed azioni) a “tipi” o “categorie”
→ queste tipizzazioni tramandate sono di origine sociale e ci appaiono
normali ma in realtà sono un insieme di significati correlati e tipizzati
→ tipizzazioni di tipo I
→ Sono significati codificati, ossia sono il prodotto di tutto quello che
sappiamo del mondo, sono l'insieme degli schemi interpretativi che
costituisce il bagaglio di esperienze riguardo al mondo generale
→ Sono vissuti tipici e intersoggettivamente condivisi, «dati per scontato»
→ gli individui partecipano al mondo di senso comune mediante tipizzazioni,
ciascuno a seconda della situazione biografica del patrimonio di
conoscenze che ha a disposizione e dall’inserimento spazio-temporale in
una rete di rapporti
→ consentono di orientarsi nella realtà sociale di riferimento
→ tipizzazioni di tipo II
→ Schütz ha evidenziato l'importanza della tipizzazione, cioè il processo
attraverso il quale le persone categorizzano e classificano gli oggetti,
eventi, le situazioni e le altre persone in base a caratteristiche condivise
→ Questo processo di tipizzazione è intrinseco a come diamo senso
del mondo che ci circonda
→ Le tipizzazioni emergono principalmente attraverso le interazioni sociali
durante le quali si categorizzano gli altri in base a segni e simboli, spesso
basati su apparenza, comportamento e altri segnali sociali
→ le tipizzazioni contribuiscono alla costruzione sociale della realtà
→ Le categorie reali e la tipizzazioni influenzano come interpretiamo e
interagiamo con il mondo (es. categorie come etnia, genere o
classe sociale influenzano le tipizzazioni e le interazioni sociali)
→ Schütz parla dello “scarto di tipizzazione”, ossia la discrepanza tra come
percepiamo e categorizziamo gli altri e come sono veramente
16
Erving Goffman (1922 -1982)
→ Fa un focus sulle dinamiche della vita quotidiana
→ la realtà è un insieme di aspettative
→ parla del concetto di “frame”
→ la realtà sociale si basa su cornici interpretative, ovvero strutture sociale secondo
le quali l’individuo percepisce e comprende la realtà sociale
→ sono “principi di organizzazione” che governano le attività
→ sono strutture cognitive che vengono proiettate su una specifica situazione
→ fortemente influenzati dal contesto sociale, culturale e dalle norme
→ rendono comprensibile il ruolo, al quale sono fortemente collegati, che un
individuo deve avere in una specifica situazione
→ la vita quotidiana come rappresentazione (1956)
→ drammaturgia sociale
→ realtà come opera teatrale nella quale i ruoli sono il frutto dell'interpretazione della
sceneggiatura da parte delle persone
→ sono i comportamenti che noi mettiamo in scena
→ i frame delimitano la messa in scena dell’opera
→ le persone cercano di controllare la percezione di sé, ovvero segnali, gesti,
abbigliamento e comportamenti che creano l’immagine, mantenendo la coerenza
tra azioni e impressioni (costruendo il personaggio)
→ gli ambienti sociali sono divisi tra:
→ frontstage (palco) dove le persone interpretano il loro ruolo in modo
formale e cercano di impressionare gli lui in modo positivo
→ backstage (dietro le quinte) sono più utenti che e rivela il vero sé lontano
dagli occhi del pubblico
→ le situazioni sociali sono dei drammi in cui gli attori interpretano i ruoli che cercano
di controllare le impressioni degli altri e influenzarle positivamente
→ sociologia critica
→ approccio allo studio della realtà sociale diverso da quelli pretendenti perché
vorrebbe occuparsi di promuovere il miglioramento di alcuni aspetti della realtà
→ gli studiosi non sono più oggettivi e neutrali rispetto ai fenomeni, ma rifiutano il
distacco emotivo
→ entrano nei contesti di vita quotidiana, analizzando le disuguaglianze e le
ingiustizie esistenti
→ maggiori esponenti: scuola di Chicago e Francoforte
17
→ White Collar: the American Middle Classes (1951)
→ analizza i “colletti bianchi”, ovvero la classe media Americana (anni 50)
→ osserva il processo di proletarizzazione del lavoro impiegatizio
→ la rigida dipendenza dagli schemi e dai vincoli organizzativi e l'impossibilità di
sviluppare la propria personalità in relazione al lavoro concorrono a sviluppare una
sorta di alienazione alla quale si cerca di compensare ricercando "gratificazioni
compensatorie" nel tempo libero (frattura tra lavoro e tempo libero)
→ discrepanza tra la promessa del prestigio sociale e quello assegnato
La scuola di Francoforte
→ Istituto per la ricerca sociale di Francoforte (fondata nel 1923, Max Horkheimer ne
assume la direzione a partire dal 1930)
→ Maggiori esponenti: Theodor W. Adorno; Erich Fromm; Jurgen Habermas; Herbert
Marcuse, Walter Benjamin
→ studiano la realtà a cavallo delle due guerre mondiali
→ Gli studiosi della Scuola di Francoforte sono noti per il loro impegno critico verso il
capitalismo, l'alienazione, le forme di oppressione
→ L'obiettivo esplicito è quello di liberare gli esseri umani dalle influenze delle
ideologie della società in cui essi vivono
→ Attenzione verso l’industria culturale e i processi di omologazione e conformismo
→ le questioni storico-sociali alla luce dei fenomeni storici dell'epoca sono:
→ La contraddizioni del capitalismo avanzato: Influenzata dalla crisi economica
del 29 e dagli effetti delle guerre mondiali
→ Ascesa del totalitarismo e dell'autoritarismo: I regimi totalitari in Europa, come
il nazismo in Germania e in seguito lo Stalinismo, hanno spinto i pensatori della
Scuola di Francoforte a riflettere sulla natura dell'autoritarismo, sulla
manipolazione dell'opinione pubblica da parte della propaganda politica e sulla
perdita di libertà individuale e assenza di pensiero crítico
→ La cultura di massa e i media di comunicazione di massa: I mezzi di
comunicazione di massa, come la radio e la televisione, hanno un impatto sui
processi di commercializzazione della cultura
→ Alienazione e razionalizzazione: I pensatori della Scuola di Francoforte hanno
esaminato l'alienazione e la razionalizzazione della vita quotidiana nelle società
industriali avanzate
→ La critica del positivismo e del pensiero scientifico: Critica al positivismo e al
pensiero scientifico "disincantato" come incapaci di catturare la complessità della
vita umana e sociale
→ hanno cercato di riconciliare una visione critica con la cultura e la
creatività, sottolineando la necessità di un approccio interdisciplinare e una
prospettiva dialettica
→ Il dibattito sul materialismo storico e il marxismo: La Scuola di Francoforte ha
cercato di sviluppare una critica al marxismo tradizionale, prendendo in
considerazione le modifiche del capitalismo nel mondo moderno
→ hanno riconsiderato il ruolo della cultura, dell'arte e della coscienza nella
lotta di classe
→ criticano il marxismo perché troppo fondato sullo studio delle classi senza
considerare l’arte e la cultura
18
→ Il trauma dell'Olocausto: L'Olocausto ha avuto un profondo impatto sui pensatori
della Scuola di Francoforte, portandoli a riflettere sulla barbarie umana, il potere e
l'autoritarismo, sviluppando la consapevolezza di come la razionalità, portata agli
estremi, comporti cose così gravi e irrazionali, giustificandole in virtù della ragione
→ la dialettica negativa e l’analisi razionale della razionalità strumentale
→ La dialettica negativa rappresenta una critica radicale della razionalità strumentale
e dell'approccio positivista alla conoscenza, concentrandosi sull'idea che la
comprensione della realtà e della verità non può essere ridotta a una semplice
formulazione razionale o logica
– la razionalità strumentale secondo Adorno è una semplificazione e/o
banalizzazione della realtà sociale
→Rifiuto di concetti e categorie fisse: la realtà è complessa e come tale va compresa
→ La dialettica negativa adotta un approccio dialettico alla conoscenza,
riconoscendo la presenza di contraddizioni nella realtà e nel pensiero umano, ma
invece di cercare di risolverle o di ridurle a una sintesi, la dialettica negativa le
espone e le conserva
→ Adorno ritiene che la comprensione della realtà debba tener conto delle
contraddizioni invece di eliminarle
→ Questo processo critico mostra le sfumature, le complessità e le
contraddizioni spesso nascoste da una razionalità troppo semplificante
→ Horkheimer e Adorno sostengono che la razionalità strumentale, invece di
essere uno strumento per il progresso e il benessere umano, può essere
manipolata per servire gli interessi di potere e del controllo utilizzata per scopi
autoritari e totalitari
→ La razionalità strutturale può comportare l’alienazione (es. catena di montaggio),
l’omogeneizzazione (es. cultura di massa), la colonizzazione della natura e
irrazionalità
→ l’industria culturale e la perdita dell’aura
→ L'idea di industria culturale è una teoria chiave sviluppata da Theodor Adorno e
Max Horkheimer che afferma che la cultura, in particolare i prodotti culturali di
massa come i film, la musica pop, la televisione e i media, è diventata omologata
e standardizzata, trasformandosi in un’industria capitalistica che mira al profitto
→ La cultura di massa è progettata per raggiungere il più ampio pubblico possibile, il
che spesso, significa che i prodotti culturali diventano semplici e poco impegnativi
riducendo lo spettatore a mero consumatore
→ L'”aura”, afferma W. Benjamin si riferisce all'unicità e all'autenticità di un'opera
d'arte in un dato contesto spazio-temporale. Secondo l'autore, in passato,
un'opera d'arte aveva un'aura unica e irripetibile a causa della sua esistenza in
uno spazio e in un tempo, specifici
→ Quest'aura dava all'opera un senso di autenticità e una connessione
speciale con la storia, la tradizione e i luoghi in cui era creata che
conferivano un valore culturale e storico all'opera d'arte
→ Il cinema e la fotografia rendono possibile la riproducibilità di un'opera d'arte,
possono essere facilmente diffuse in tutto il mondo
→ rendendo l'opera d'arte più accessibile è stata compromessa la sua
autenticità e la sua connessione con il contesto originale
→ con l’industria culturale l’aura, ovvero l’unicità di un’opera, si perde (le
canzoni e i film possono essere riprodotti da chiunque in qualsiasi momento)
19
→ la ricerca sociale e la dicotomia qualità - quantità
→ il paradigma oggettivista è più connesso alla ricerca quantitativa, preferendo i dati
statistici a ricerche più fondate
→ il paradigma soggettivista è connesso all’approccio qualitativo della realtà sociale,
preferendo un’indagine più approfondita su un numero minore di persone
Ricerche quantitative e qualitative
→ la differenza tra le due ricerche risiede nella diversità di tipo epistemologico, ovvero nei
diversi modi con i quali analizzare la realtà sociale
→ ricerche quantitative
→ approccio oggettivo nel quale le variabili (età, genere,…) che influenzano i
fenomeni sociali possano essere identificate e misurate e che sia possibile
determinare le relazioni tra le variabili
→ l'obiettivo è spiegare i fenomeni sociali analizzando le relazioni tra le variabili,
osservando le cause degli effetti attraverso delle ricerche campionarie
→ possibilità di fare grandi generalizzazioni, ma le analisi non sono molto
approfondite sugli individui singoli
→ ricerche qualitative
→ analizza fenomeni strettamente legati al contesto e al significato attribuito al tema
da parte dei soggetti
→ i risultati non possono essere generalizzati ad una popolazione ampia, ma la
ricerca è più ricca e dettagliata
→ Chicago vs Columbia
→ forte dibattito metodologico tra le due scuole (anni 20-30)
→ scuola di Chicago: studio qualitativo della realtà sociale, basati su studi di casi e
storie di vita
→ Columbia: studio quantitativo tramite indagini campionarie e questionari
N.B.: quandi si utilizzano sia ricerca quantitativa che qualitativa si parla di mixed-methods
20
→ esempi di ricerche:
→ qualitativa: W.I. Thomas eF. Znaniecki tra 1918 e 1920
→ vengono usate tecniche innovative per l’epoca
→ gli studiosi riflettono sulle storie di vita o sui documenti personali (lettere,
giornali) degli immigrati polacchi a Chicago
→ descrivono il processo di adattamenti dei migranti polacchi come
un'evoluzione graduale, ovvero le generazioni successive avevano più
possibilità di assimilarsi alla cultura
→ notano che la cultura diventa pluralistica, ovvero assimilano la cultura del
luogo pur mantenendo dei tratti della cultura di origine
→ quantitativa: The People’s Choice (1944) di Paul Lazarsfeld
→ analizza il comportamento degli elettori durante le elezioni presidenziali del
1940, cosa influenza la formazione delle loro opinioni politiche e delle
scelte elettorali
→ sottopone un questionario prima e dopo le elezioni per capire l’influenza
dei media sull’opinione degli elettori
→ fatta attraverso una ricerca longitudinale, ovvero notare come
cambia l’opinione nel tempo e in risposta a eventi politici e
messaggi mediatici
→ individua il “two-step flow of communication”
→ si pensava che i media fossero l’unica cosa che plasmava il
comportamento elettorale dei cittadini, ma si è notato che la figura
dell’“opinion leader” influenza molto di più rispetto ai media
→ gli opinion leaders sono persone molto più politicamente
informate e per questo sono loro i primi da “convincere”
→ un idealtipo di disegno di ricerca
→ pianificazione strutturata e metodologica che definisce come un ricercatore
intende condurre lo studio
→ bisogna scegliere i metodi, le strategie e le tecniche da usare per esplorare e
trovare le risposte migliori nel fenomeno di interesse
→ le prospettive metodologiche o gli approcci e le domande di ricerca possono
comportare variazioni delle tappe fondamentali del percorso di ricerca
→ tappe fondamentali del disegno di ricerca:
→ domanda di ricerca o identificazione del problema
→ revisione della letteratura (esame della letteratura esistente per
comprendere cosa è stato studiato, le teorie, i concetti chiave e le lacune)
→ definizione del campione (popolazione di riferimento)
→ raccolta dei dati (uso di tecniche specifiche in base al tipo di ricerca)
→ analisi dei dati (estrarre informazioni rilevanti e rispondere alle domande
di ricerca)
→ interpretazione dei risultati
→ presentazione dei risultati/disseminazione (articolo scientifico,
presentazione o rapporto all'interno della comunità scientifica)
21
→ la tecnica dell’intervista nella ricerca qualitativa
→ conversazione che avviene tra l'intervistatore, colui che conduce, e l’intervistato,
che risponde alle domande
→ le domande vengono chiamate anche stimoli
→ indaga i valori, le opinione, gli atteggiamenti e la cultura dell’ intervistato
→ l’intervistatore può essere direttivo o no, ovvero dirigere l’intervistatore con delle
domande o lasciarlo parlare
→ con un alto livello di direttività l’intervistatore è al centro e viceversa, con
un basso livello di direttività l’intervistatore è al centro
→ l’intervistatore deve evitare i bias (distorsioni del discorso)
→ tipi di interviste:
→ strutturate
→ domande specifiche obbligatorie, come un questionario
→ l’intervistatore gestisce l’intervista e pone le stesse domande a tutti gli
intervistati, mantenendo lo stesso tono
→ le domande non devono essere commentate
→ sarebbe meglio intervistare tutte le persone nello stesso luogo
→ le domande devono essere ben articolate in modo da non chiedere
chiarimenti e possono essere aperte, semi-aperte o chiuse
→ semi-strutturate
→ trama e domande prefissate e obbligatorie ma adattabili al contesto
→ maggiore autonomia dell’intervistatore e dell’Intervistato
→ l’intervistatore ha liberetà nel porre le domande, adattandole al contesto e
alla situazione
→ le risposte possono essere commentate
→ si ricerca la partecipazione dell’Intervistato
→ aperte (libera o non-strutturata)
→ trama prefissata ma senza domande fisse
→ privilegia indagini di piccoli contesti perchè richiede molto tempo e per
questo è consigliato avere pochi intervistati (campione piccolo)
→ le domande non sono prefissate ma sono formulate dalle risposte
dell’intervistato
→ posizione di ascolti dell’intervistatore con domande non strutturate e più
aperte, senza costringere
→ l’intervistatore limita le divagazioni ma senza costringere l’intervistato a
rispondere a temi che non vuole
→ ci sono vari rischi: silenzio, difficoltà di relazione da parte dell’intervistato,
divagazioni dell’intervistato
→ viene utilizzata per affrontare temi sensibili, ricerche esplorative o per
approfondimenti ex-post
→ di gruppo (focus group)
→ consegne o sollecitazioni in base ad un tema specifico
22
→ esempi di domande:
→ Per intervista:
→ aperte: “parlami della tua esperienza…”
→ semi-strutturate: “cosa ricordi della diagnosi?”
→ strutturate: “Pensi che l’essere risultata al test BRCA abbia influito sulla
tua decisione di sottoporti alla mastectomia preventiva?”
→ tipi di domande:
→ dirette: “quali problematiche ha comportato sottoporsi ad una mastectomia
preventiva?” (Diamo per scontato che ci sono state)
→ indirette: “ha comportato delle problematiche sottoporsi alla mastectomia
preventiva?” (Potrebbero non esserci stati problemi)
→ non riferito al soggetto: “secondo lei, le donne che si sottopongono alla
mastectomia preventiva riscontrano delle problematiche” (chiedono
un’opinione generale, non si riferisce all’esperienza diretta)
→ proiettive: “molte donne riscontrano svariate problematiche legate alla
scelta di sottoporsi alla mastectomia preventiva. Lei ne ha riscontrate?”
(Viene paragonata ad altre situazioni simili)
→ Criteri per la costruzione della scaletta
→ Brevità è e chiarezza
→ linguaggio sempre adeguato ai rispondenti
→ grammatica semplice
→ non affrontare in maniera diretta argomenti delicati
→ non formulare domande con doppia possibilità di risposta
→ non formulare una doppia domanda
→ delimitare i contesti spazio-temporali (le domande devono in specifici momenti e
non dire “quando eri bambino", “tre mesi fa”)
→ evitare l'uso di negazioni
→ non enfatizzare le domanda attraverso l’impiego di toni positivi o negativi
(possono essere influenzati e l'intervistato tenderà a conformarsi all’opinione
dell’intervistatore)
→ evitare le domande tendenziose o di impiegare concetti specialmente
indesiderate, come parole offensive
→ evitare le domande imbarazzanti
→ momenti preliminari alla conduzione delle domande
→ definire gli obiettivi dell’intervista strettamente legati alla domanda di ricerca
→ creare un elenco di domande (scaletta o traccia d’intervista)
→ reclutare i partecipanti, presentare gli obiettivi di ricerca e cosa ci si aspetta dal
partecipante
→ snowball (palla di neve): tipo di scelta del campione che si basa sul
passaparola = dopo aver intervistato una persona si chiede se conosce
qualcuno che sarebbe perfetto per la ricerca
→ creare un ambiente confortevole per i partecipanti (far scegliere all’intervistato
dove fare l‘intervista)
→ gestire l’ascolto attivo e la registrazione dei dati (es. registrare l’intervista)
(rispetto e tutela della privacy dell'intervistato)
23
→ Criteri per la conduzione dell’intervista
→ essere disponibili all’ascolto, essere interessati a ciò che dice l’intervistato
→ conoscere il background dell’intervistato e accettare le sue idee
incondizionatamente (non significa condividere le sue opinioni)
→ gestire la possibile diffidenza dell’intervistato a temi sensibili
→ imparare a rispettare i silenzi dell’intervistato e a gestire i vuoti comunicativi
aiutando l’intervistato ad esprimersi
→ non farsi carico dei problemi dell’intervistato, ma mantenere alto il livello di
connessione empatica
→ attenzione alla comunicazione verbale
→ superare momenti di imbarazzo
→ indirizzare l’intervistato verso le aree di interesse
→ cenni di analisi dell’intervista qualitativa in profondità
→ registrazione dell’interazione e trascrizione precisa (parola per parola)
→ è importante che la persona che ha fatto l’intervista riporti elementi che
hanno caratterizzato l’interazione che non sono stati registrati (impressioni,
emozioni, comunicazione non verbale)
→ codifica e analisi
→ individuare i temi (coding line by line): codificare frase per frase (trovare il tema
della frasi) analizzando l’uso di parole e metafore per descrivere il proprio vissuto
→ raggruppamento del tema (codifica focalizzata): individuare una correlazione tra
i temi trovati e unirli tra loro
→ commentare e comunicare i risultati: fornire un resoconto metodologico
(riassunto dei metodi utilizzati), spiegare il disegno della ricerca e come si è
risposto alle domande attraverso l’analisi dei testi
24
MODULO 2
I concetti della sociologia
→ L’azione sociale è un’azione dotata di senso intersoggettivo (ha senso sia per me che per
gli altri, senso comune) rivolti verso gli altri (secondo Weber) basato sulle
→ non è soltanto l’agire ma è anche un interazione sociale reciproca, queste reazioni
si basano sulla condivisione di un significato intersoggettivo e di aspettative
→ i “rituali” dell’intenzione quotidiana
→ Goffman studia i “micro rituali”, ovvero le routine fuggevoli (superflue) che
caratterizzano le interazioni sociali
→ sono aspetti apparentemente banali come il rispetto dei convenevoli, dell’etichetta
che garantiscono la nostra permanenza nella realtà sociale
→ ogni contesto e situazione ha i suoi micro rituali che definiscono il modello di
inclusione ed esclusione sociale
→ se smetto di compiere questi micro rituali potrei venire esclusa
→ Randall Collins (1992) definisce questi “micro rituali naturali” come naturali,
non sono istituzionalizzati o riconosciuti ufficialmente, vengono dati per scontato
→ Norbert Elias, fa uno studio sul processo di civilizzazione, ovvero le nuove
maniere o gli standard di comportamento per comprendere come le buone
maniere, come gli standard di comportamento, si sono evolute nel tempo
e li collega al processo di civilizzazione e dell’Occidente
→ nota che il disciplinamento delle buone maniere in realtà ha un’azione
disciplinante rispetto agli atteggiamenti impulsivi
→ il pudore diventa fondamentale nel disciplinamento dei comportamenti
standard (es. controllo emotivo, igiene)
→ la divisione tra la sfera pubblica e quella privata porta ad un maggior
equilibrio sociale (es. non si piange/arrabbia in pubblico, lo si fa in privato)
→ il concetto di Status
→ lo status è la posizione che una persona occupa all’interno della società e al gradi
di ricchezza e di prestigio che si attribuisce a questa posizione
→ sistema di tipo gerarchico organizzato attraverso un sistema di stratificazione
sociale che porta ad un accesso differenziato alle risorse
→ esistono due tipi di status:
→ ascritto: attribuito dalla nascita (es. genere)
→ acquisito: raggiunto attraverso l’impegno, il merito e le esperienze
personali (es. lavoro)
→ nel caso di caste e certi lo stato ascritto ha molto peso
→ caste: rigido ordinamento gerarchico che si basa sulla religione in base al
tipo di lavoro e al tipo di purezza e viene attribuita dalla nascita (ereditata)
→ c’è poca mobilità sociale, ovvero bisognava sposarsi solo con
persone della stessa casta
→ ceti: deriva dalla storia e dal prestigio della famiglia, costumi e modi di fare
→ c’è mobilità sociale limitata, ovvero ci si poteva sposare con
persone del proprio ceto
→ nella società moderna invece hanno molto più peso gli status acquisiti
→ guadagnato attraverso al lavoro e allo studio
→ guadagna più peso dallo scoppio della Rivoluzione Francese che proclama
l'uguaglianza tra i cittadini e lo stato di Diritto
→ la mobilità e l’ascesa sociale diventano caratteristiche fondamentali
25
→ il sistema di status symbol
→ è un sistema di segni che rendono visibile lo status (es. abbigliamento,
linguaggio, esibizione di beni, comportamenti,…)
→ utilizzati per esibire il più possibile il proprio status (es. vestirsi firmato, pur
non essendo di quello status)
→ questo porta a un’incongruenza di status, ovvero una
discrepanza tra lo status e un’altra dimensione (es. reddito,
cultura), lo status percepito differisce dal vero status
Il ruolo
→ comportamento che ci si aspetta in virtù di una certa posizione sociale (status)
→ le aspettativa hanno una funzione fondamentale per ridurre l’incertezza dell’interazione
per poter essere misurata in modo prevedibile
→ la presentazione o l’esecuzione di ruolo (come si risponde alle aspettative) viene
effettuato in maniera unica e irripetibile (ogni individuo lo esegue a modo suo)
→ l’individuo è consapevole della distanza dal ruolo e non si identifica completamente nel
ruolo che ricopre e questa consapevolezza si manifesta nella violazione intenzionale di
alcune norme di ruolo
→ molteplici prospettive sui ruoli
→ struttural-funzionalismo: studia la società in modo generale e distaccato
→ interazionismo: studia la società in modo più vicino, analizzando le azioni della
vita quotidiana, vivendo tra loro e osservandola
Struttural-funzionalismo Interazionismo (si interessa delle
(analizza la struttura oggettiva) azioni degli individui)
→ tipologie di ruoli
→ universalismo/particolarismo: richiedono di trattare le persone secondo regole
universali o particolari
→ le regole universali determinano il comportamento professionale (di lavoro)
(es. medico, operaio,…)
→ il ruolo che risponde a regole particolari si comporta in maniera diversa in
base alla persona con cui si interfaccia e possono cambiare in base alla
cultura (es. un padre con i figli)
→ diffusione/specificità: alcuni ruoli sono più circoscritti, ovvero riguardano compiti
e attività ben specifiche (specificità) oppure possono essere meno circoscritti,
avendo una diffusione (es. operaio/padre)
→ affettività/neutralità affettiva: certi ruoli richiedono la neutralità affettiva (es.
luogo di lavoro), mentre altri richiedono dell’affettività e dell’uso delle emozioni
(es. casa)
26
→ asserzione/acquisizione: alcuni ruoli si basano su status ascritti (es. età,
genere), mentre altri si basano su status acquisiti (es. professione)
→ orientamento all’io/orientamento alla collettività: i comportamenti hanno
motivazioni diverse che possono essere orientati verso l’io o la collettività (es.
commercialista (vuole solo arricchirsi) / impiegati pubblici (danno supporto alle
persone e non lo fanno per scopi personali))
→ le tipologie di ruolo si basano su idee diverse di società
→ nelle società tradizionali i ruoli sono particolari, poco numerosi, diffusi, connotati
affettivamente e ascritti
→ nelle società moderne e nelle città metropolitane i ruoli sono molteplici
(iperspecializzazione delle professione e dei ruoli), universalistici, specifici,
affettivamente neutri ed acquisiti
→ la moltiplicazione dei ruoli viene chiamata da Goffman “roll set”
→ conflitto di ruolo: situazione favorita dalla moltiplicazione dei ruoli in cui il soggetto è
investito da aspettative relative a più ruoli non coincidenti tra loro e incompatibili
→ i ruoli incongruenti (di Goffman)
→ ruoli ricoperti da persone che si presentano all’altro sotto false apparenza, non è
sempre un processo volontario, è dettato dal contesto
→ delatore: emerge in situazioni in cui una persona divulga informazioni
personali per ragioni strategiche o per adempiere un dovere sociale,
raccontando segreti di altre persone in modo scorretto o illegale
(es. spie, informatori)
→ compare: supportare o enfatizzare il ruolo principale della persona a cui è
associato (es. supportare un amico e fargli fare bella figura)
→ intermediario: figura di mediazione tra due parti/gruppi che non
comunicano direttamente tra loro e incaricata di riportare messaggi e
informazioni (es. mediatori culturali)
→ non persona: persone che vengono trattate come se non avessero una
presenza sociale rilevante, fanno da sfondo, non gli diamo importanza (es.
tassista, domestici)
→ il rischio è che il loro ruolo sociale e la loro dignità possono essere
negati (es. mendicant, clochard)
→ L’esperimento della Prigione di Stanford
→ ideato e condotto dallo psicologo sociale Philip Zimbardo nel 1971 presso
l’università di Stanford
→ l’obiettivo era studiare il comportamento umano in un contesto simile ad una
prigione, concentrandosi sulle aspettative sociali sul comportamento delle persone
→ vuole capire se le persone sono cattive perchè lo sono di natura (nella
psicologia) o se è perché si trovano in determinate situazioni
→ Zimbardo voleva capire se la brutalità manifestata in diversi ambienti fosse dovuta
a caratteristiche sadiche della personalità o se fosse situazionale
→ durato solo 6 giorni (doveva durare 2 settimane)
→ seleziona 24 studenti universitari maschi e li divide in guardie e detenuti
→ simula un vero e proprio arresto davanti alle persone, viene creata la loro cartella,
vengono vestiti, incatenati e li viene dato un numero (divieto assoluto di chiamare i
detenuti per il loro nome)
→ depersonificazione dei soggetti ⇒ togliere lentamente l’identità delle persone
27
→ le guardie dovevano mantenere l’ordine a qualunque costo (senza l’uso della
violenza), dovevano corrispondere delle punizioni e avevano i turni di guardia
→ i detenuti dovevano obbedire ai compiti delle guardie e adempiere ai loro doveri
→ viene interrotto dopo 6 giorni perchè le guardie iniziano ad avere atteggiamenti
vessatori verso i detenuti, alcuni detenuti iniziano ad obbedire agli ordini delle
guardie mentre altri decidono di organizzare piccole rivolte
→ molti detenuti manifestano sintomi di forte stress e disagio fisico (dovuti al
maltrattamento delle guardie)
→ alcuni soggetti mollano prima della fine dell’esperimento
→ finito l’esperimento c’è stato un briefing tra i partecipanti durante il quale le guardie
si sono scusate con i detenuti
→ il processo di de-individualizzazione
→ perdita graduale dell’identità
→ dopo poco i soggetti hanno aderito alle norme di comportamento del
gruppo di riferimenti perdendo il proprio senso di identità e di
responsabilità personale delle proprie azioni
→ il comportamento umano non è influenzato solo da dinamiche attinenti alla
personalità, ma è influenzato da dinamiche situazionali (ciò che li circonda)
e quindi dalle aspettative e dal ruolo ricoperto
→ si conformano al proprio ruolo, al costo di perdere la propria identità
→ L'esperimento nell'esperimento
→ Zimbardo ricopriva il direttore del carcere e non si è reso conto di essere
parte rilevante dell'esperimento
→ Zimbardo non ha posto fine all’esperimento prima perchè aveva un
conflitto di ruolo tra direttore del carcere e quello dello sperimentatore
→ L’esperimento venne interrotto su consiglio della moglie di
Zimbardo, la psicologa Cristina Maslach, che gli fa notare il fatto di
non dare importanza agli aspetti etici di quanto stava accadendo
Il gruppo
→ insieme di individui che interagiscono in relazione ad un fine comune, che provano
sentimento di apparenza e che si riconosca membro di un gruppo
→ tipi di gruppo:
→ primari: piccoli gruppi di persone che hanno relazioni faccia a faccia i cui membri
non sono sostituibili in cui la personalità di ognuno riveste la massima importanza,
caratterizzati da relazioni affettive di lunga durata e con funzione espressiva
(es. famiglia, amici)
→ secondari: persone che non hanno avvertito tra di loro, che hanno un fine
specifico, i membri sono importanti in tre alzi e alla funzione svolta nel
raggiungimento degli obiettivi e con funzione strumentale (es. spettatori allo
stadio, persone in fila)
→ effetto Hawthorne: l’importanza dei gruppi primari
→ ricerca svolta dal 1927 al 1932 da dei colleghi della Hawthorne della Wester
Electric Company di Chicago (azienda elettrica)
→ quali condizioni lavorative possono migliorare la produttività dei lavoratori?
→ gli operai vengono divisi in due gruppi: sperimentale (sotto esperimento) e di
controllo (non viene cambiato nulla)
→ vanno all’interno di una fabbrica elettrica e abbassano il livello di illuminazione,
verificano se il livello di produzione varia in base alla luce
28
→ aumenta la produttività in entrambi i gruppi, ma non variava in base alla
luminosità, ma piuttosto al sentirsi osservati
→ si sentivano gratificati, speciali, sentivano che la loro identità personale
aveva un valore
→ questo portò ad un aumento della produzione e l’instaurazione di
un bel rapporto anche tra i colleghi
→ l’effetto del gruppo sui singoli
→ i gruppi hanno un effetto molto forte sui singoli che lo compongono
→ anche la percezione visiva può essere alterata dal gruppo
→ in realtà cambia il giudizio/comportamento
→ lo studioso Solomon Asch mostra due immagini ad un gruppo di 6 persone
formato da 5 persone consapevoli di essere in un esperimento ed una persona
ignara di tutto
→ si è notato che anche davanti a risposte ovvie la persona ignara si conforma alle
risposte sbagliate del resto del gruppo ⇒ conformismo
→ in caso contrario, essere contro corrente poteva portare all’esclusione o a
delle sanzioni
→ la leadership
→ il leader è qualcuno che riesce ad influenzare il comportamento degli altri
→ tipi di leadership in piccoli gruppo:
→ strumentale: necessaria per organizzare il gruppo in vista del
perseguimento di scopi e obiettivi (es. lavori di gruppo)
→ espressivo: necessaria per creare armonia e solidarietà tra
membri (es. gruppo di amici)
→ a volte un leader può essere allo stesso tempo strumentale e espressivo
→ l’appartenenza al gruppo
→ bisogna avere sentimento di appartenenza e riconoscersi parte del gruppo
→ i membri tendono a distinguere il noi con gli altri (ingroup e outgroup)
→ l’obiettivo del gruppo è di definire i suoi confini in modo chiaro e formale
→ alcune volte i confini possono non essere chiari ed è compito dei membri
del gruppo a renderli evidenti
→ il conflitto tra gruppi diversi aumenta la coesione e la solidarietà tra i membri del
gruppo, polarizzandoli (es. conflitti tra paesi)
→ gruppi che si formano analizzando i loro comportamenti:
→ gruppo di riferimento: gruppo al quale le persone fanno riferimento
quando valutano se stesse e il loro comportamento pur non appartenendo
a quel gruppo
→ è quello a cui aspiro e a cui voglio appartenere, nei quali mi ci
rivedo, non deve essere per forza un gruppo fisico, ma può essere
un gruppo idealmente (es. comunità scientifica)
→ gruppo di appartenenza: gruppo al quale appartengo e con il quale
condivido norme e obiettivi
29
Le istituzioni
→ struttura relativamente stabile nel tempo che si compone di modelli di comportamento,
ruolo, rapporti sociali realizzati dagli individui in forma tipica e vincolante per la
soddisfazione dei bisogni sociali fondamentali
→ si basano sulla cristallizzazione e la manutenzione nel tempo di modelli di
comportamento che le persona mettono in atto
→ nascono per rispondere a dei bisogni:
→ bisogno di produrre beni e servizi necessari alla sopravvivenza materiale
→ bisogno di protezione dai pericoli della natura, della malattia e dai nemici umani
e non (es. ospedali)
→ bisogno di riproduzione naturale dei membri della collettività
→ bisogni di trasmissione alle generazioni successive delle strategie tecniche e
delle conoscenza elaborate per il soddisfacimento delle collettività (es. scuola)
→ bisogno di applicare le norme e controllare la conformità ad esse e di regolare e
ventrali conflitti
→ processo di istituzionalizzazione
→ può essere che movimenti spontanei, fluidi ed emotivi siano spesso destinati a
cristallizzarsi in istituzioni stabili, strutturate e impersonali (es. da movimento
sociale a partito politico)
→ si producono attraverso lo stabilizzarsi di comportamenti e rapporto di
interazioni tra individui che rafforzano l’istituzione
→ il livello di istituzionalizzazione dipende dalla formazione dei meccanismi di
controllo sociale di norme, sanzioni e pratiche di socializzazione
→ esistono modelli di comportamento che nel tempo possono essere più o
meno stabili, in realtà esistono modelli che non si consolidano
→ processo di de-istituzionalizzazione
→ alcune istituzioni sociali vengono giudicate obsolete in quanto non rispecchiano i
cambiamenti in atto nella società (es. matrimonio)
→ Le istituzioni totali
→ concetto introdotto da Goffman nel 1961 attraverso lo studio della salute mentale
e delle strutture di contenimento
→ sono istituzioni o ambienti sociali nelle quali le persone vivono e interagiscono in
un contesto altamente strutturato e controllato in cui le loro vite sono
completamente organizzate dalle regole e dai protocolli dell’istituzione stessa (es.
carcere, strutture per malati mentali,...)
→ le 4 caratteristiche delle istituzioni totali:
→ reclusione: insolazione dal mondo esterno
→ struttura rigida: caratterizzate da regole e norme rigorose applicate in
modo coercitivo che possono controllare ogni aspetto della vita
→ identità assegnata: le persone perdono una parte significativa del
controllo sulla propria identità e autonomia
→ supervisione costante: le persone sono costantemente controllate e
sorvegliate da figure di autorità ([Link], infermieri)
→ la caratteristica chiave è la mancanza di privacy e autonomia
→ Goffman nota che vivere in un ambiente di questo tipo porta al peggioramento della
salute mentale e a dinamiche disumanizzanti e opprimenti
30
Le organizzazioni
→ enti internamente strutturati in maniera complessa, formalmente riconosciuto e capaci di
agire come attori collettivi per il raggiungimento di obiettivi comuni
→ hanno una stratificazione gerarchica al proprio interno e sono esito di processi di
istituzionalizzazione di determinate funzioni o pratiche sociali
→ sono presenti in misura differente nelle diverse società
→ possono essere divise in organizzazioni burocratiche o associazioni volontarie
→ le associazioni volontarie
→ appartenenza volontaria
→ costituita per promuovere interessi comuni dei membri
→ non è dipendente da istituzioni governate
→ le organizzazioni burocratiche
→ rispetto a quelle volontarie, dipendono da istituzioni governative
→ ha un carattere durevole nel tempo e i fini non sono stabiliti dai membri
dell’organizzazione, bensì da un’autorità esterna (es. istituzioni governative)
→ es l’insegnamento a scuola è deciso dal ministero
→ strutture più piccole che discendono da un istituzionalizzazione
→ es. chiesa, scuola, polizia
→ la burocrazia
→ approfondita da Max Weber
→ forma principale di organizzazione della società moderna
→ inizialmente era un termine negativo che indicava il peso crescente dei
funzionari nella vita sociale e politica francese
→ il controllo ce l’hanno i funzionari, non il sovrano del paese
→ tratti distintivi:
→ divisione dei compiti
→ gerarchia degli uffici
→ ufficio pubblico, la condotta dei burocrati si basa su atti conservati
in una sede pubblica
→ specializzazione, ogni ufficio ha la sua preparazione specifica
→ remunerazione in denaro, è una professione a tempo pieno
remunerata a differenza di quanti accadeva nelle società
premoderne, ha un contratto a tempo indeterminato, viene assunto
e fa per te di quell’ufficio
→ regole generali sulle quali si basa la condotta come: riservatezza,
imparzialità, etica d’ufficio e fedeltà all’organizzazione (rispondo al
dovere d’ufficio, non alla figura superiore a me)
→ i rischi della burocrazia: la gabbia d’acciaio
→ la razionalizzazione diventa il tratto distintivo della moderna
economia capitalistica come ultima forma di progresso
→ può essere vantaggiosa se messa al servizio dell’organizzazione
umana, contribuendo anche alla sua distribuzione
→ Weber la vede come una gabbia caratterizzata da gerarchie chiare
e una divisione dettagliata del lavoro che offre efficienza e
affidabilità, ma che limita emozioni, sentimenti, creatività, etica e
ingegno individuale
→ la gabbia rappresenta la natura razionalizzata e disumanizzante
delle organizzazioni burocratiche
31
→ il funzionario
→ gode di una posizione di “ceto”, di privilegio
→ è nominato da un’istanza superiore impersonale (concorsi pubblici)
→ gode di un impiego stabile garantito a vita
→ è remunerato con un stipendio garantito
→ è inserito in una “carriera”
→ il comportamento del funzionario all’interno dell’organizzazione è
prevedibile e facilmente coordinabile, garantendo produttività ed efficienza
→ Stanley Milgram e l’obbedienza all’autorità
→ esperimento mirato a scoprire quanto le persone sono disposte a
rispondere all'autorità pur andando contro la propria morale
→ vengono reclutate persone che sapevano che l’esperimento era mirato
sull’utilizzo della forza sull’apprendimento
→ in una stanza l’insegnante (soggetto dell’esperimento) fa sedere l’allievo
(attore) su una sedia elettrica (finta)
→ l’insegnante viene portato in un'altra stanza e gli ordinano di scaricare una
carica elettrica all’allievo ad ogni risposta sbagliata
→ su 40 persone solo 5 soggetti si fermano a 300 volt, 26 persone arrivano
alla potenza massima
→ i soggetti dell’esperimento (insegnanti) iniziano ad avere problemi dovuti
allo stress (es. balbuzie)
→ Street-level bureaucracies (Michael Lipsky)
→ si interroga sulle burocrazie di strada, ovvero gli uffici più a contatto con il
pubblico (es. sportelli, piccoli uffici)
→ studia il carattere dinamico delle burocrazie
→ le burocrazie di strada si fondano sulla capacità dei funzionari di gestire
l'incertezza mettendo in atti dei processi di rinegoziazione e ridefinizione
delle norme da parte dei piccoli funzionari, non più dai dirigenti
→ i funzionari stabiliscono l'effettiva implementazione delle politiche che
comprende anche le azioni quotidiane che servono per gestire l’incertezza
→ hanno ruoli predefiniti, ma non così tanto rigidi quanto la burocrazia, che
gli permettono di adempiere compiti non appartenenti al loro ruolo
La socializzazione
→ non significa fare amicizia o parlare con altri individui
→ è un processo attraverso il quale vengono trasmesse le norme, i valori e le istituzioni alle
nuove generazioni, consente la società di sopravvivere e riprodursi nel tempo
→ attraverso la socializzazione l’individuo diventa pienamente sociale integrandosi in un
gruppo o il una comunità più ampia
→ attraverso le norme, l’individuo diventa parte del gruppo o comunità
→ ha un carattere complesso e graduale e si svolge in diverse fasi della vita dei membri di
una società
→ coinvolge 3 aspetti principali:
→ trasmissione intergenerazionale: le generazioni più adulte socializzano le
generazioni giovani su norme e valori, o viceversa (in forma minore)
→ le istituzioni specifiche che gestiscono la socializzazione (es. famiglia, scuola)
→ la formazione personale che trasforma l’individuo in un essere morale con una
propria identità specifica, impara ad essere se stesso
32
→ socializzazione come condizionamento (Durkheim)
→ gli individui si sentono moralmente obbligati ad aderire alle norme e i valori di una
società in quanto la loro trasgressione comporta una sanzione
→ le persone sono condizionati dalle norme
→ vede qualcosa di “sacrale”, una reverenza nei confronti della comunità di
riferimento, è un sentimento che le persone provano nei confronti della
società e che le fa socializzare
→ socializzazione come interiorizzazione (Parsons)
→ siamo portati ad interiorizzare gli oggetti sociali che si costruiscono intorno a
quelle norme e valori
→ insieme agli oggetti si interiorizzano anche i rapporti sociali intorno a quegli oggetti
stessi (norme e valori)
→ questi oggetti cambiano del tempo, col corso della vita
→ trasforma aspetti esterni all’individuo (la cultura) in disposizioni interne (la
personalità dei singoli)
→ l’ambiente sociale definisce la personalità dei singoli
→ la prospettiva interazionista
→ la socializzazione non è qualcosa di lineare ma è frutto di un processo continuo di
adattamento continuo e apprendimento attivo
→ l’individuo interagisce con gli altri e con l’ambiente sociale nel quale è inserito
→ di fronte a situazioni in nuove esso è portato ad arricchire la proprie risorse
cognitive modificando ad esempio attitudini normative
→ non tutti gli individui apprendono allo stesso modo uno stesso ambiente
→ il gioco: tra psicologia e sociologia
→ Jean Piaget analizza come il bambino sviluppa il giudizio morale rispetto a
comportamenti suoi e degli altri
→ nota che il giudizio morale cambia in base al sistema di interazione nel
quale il bambino entra a fare parte (es. giochi diversi)
→ il giudizio morale si orienta tra le norme e valori rilevanti in quel setting
→ il giudizio morale cambia in relazione alla fase di vita e alle situazioni in cui
si trova (setting di interazione)
→ studio sul passaggio dal gioco egoistico (giocano in solitaria, dettano loro
le regole) a quello cooperativo (necessità di stabilire delle regole di
comportamento, gli obiettivi, i ruoli)
→ G. H. Mead considera il gioco come tappa fondamentale dei processi di
socializzazione e individua 2 momenti importanti:
→ il gioco puro e semplice: il bambino interpreta e sperimenta i ruoli che
osserva nel mondo adulto, nei genitori (es. il loro lavoro, il panettiere)
→ il gioco organizzato: entra nel gioco collettivo il bambino deve conoscere
e imparare l’intera organizzazione del gioco, ovvero tutti i ruoli che
compongono il gioco, non solo il suo (l’altro generalizzato)
→ l'altro generalizzato: immagini mentali che abbiamo negli altri membri della
società e che utilizziamo nell’interagire con gli altri, conoscere e capire
cosa l’altro si aspetta da me, quale giudizio morale utilizzare
→ l‘interiorizzazione delle norme avviene in modo adeguato quando il
bambino estende i propri termini di riferimento dalle figure genitoriali al
contesto sociale extrafamiliare
33
→ le agenzie e gli agenti di socializzazione (oltre la famiglia):
→ scuola: organizzazione burocratica esterna alla famiglia che socializza i giovani a
particolari valori e abilità, fa diminuire la dipendenza dalla famiglia e produce
legami orizzontali più ampi
→ gruppo dei pari: gruppo di individui che hanno la stessa età, con cui si
condividono gli stessi interessi e che appartengo alla stessa realtà sociale, aiuta a
rompere la fase di dipendenza dalla famiglia d’origine
→ mass media (giornali, televisione, radio, film): esercitano una forte influenza
socializzante, svolgono un servizio di informazione, ma soprattutto, offrono modelli
di ruolo, di comportamento, di valori desiderabili e modelli di riferimento
→ altri agenti: associazioni volontarie, organizzazioni giovanili (es. scout)
→ tali influenze possono trovarsi in conflitto tra loro
→ socializzazione primaria
→ dalla nascita fino all'età scolare
→ insieme di processi per la formazione delle competenze di base (utilizzare un
linguaggio, norme di comportamento) per poter stare in società scambiando
affetto, prestazioni e risorse che consentono lo sviluppo di legami sociali e di
frame di cooperazione indispensabili all’esistenza stessa della società
→ socializzazione secondaria
→ dall’età scolare per tutto il corso della vita
→ non c’è solo un’agenzia di socializzazione (scuola, gruppo dei pari, media,…)
→ l’individuo apprendere l’esercizio dei ruoli sociali, competenze specifiche che
consentono all’individuo di svolgere ruoli particolari che portano la capacità di
utilizzare il linguaggio più specifico e di disporre conoscenze condivise soltanto da
coloro che sono coinvolti nell’esercizio di tali ruoli
→ la socializzazione e l’antropologia
→ tutte le società e culture coinvolgono la socializzazione, garantendo la continuità
del sistema di valori e la formazione dei singoli da una generazione all’altra
→ nelle società primitive si parla di inculturazione, ossia un processo che segue
regole definite che prevede l’intervento di attori sociali particolarmente importanti
in una data comunità (es. sciamani, anziani, parenti) con lo scopo di trasmettere in
maniera gerarchica e unidirezionale i valori della comunità e il patrimonio di
conoscenze del gruppo
→ il transito degli individui nel “mondo adulto” è sancito dai “riti di passaggio” altamente
istituzionalizzati e celebrati pubblicamente
→ i riti di passaggio (Van Gennep 1873 - 1957)
→ cerimonie pubbliche che celebrano il cambiamento di status di una persona
→ mutamento nella posizione che un individui occupa nella società e il
cambiamento dei compiti che egli svolge
→ si distinguono in 3 fasi di passaggio di status:
→ riti di separazione: l’abbandono del ragazzo/a del suo precedente status
(es. l’estrema unzione; i riti funebri; il diciottesimo)
→ riti di segregazione (o anche fase liminare): prevedono per un certo
tempo l’isolamento o la “sospensione” della vita “normale”, periodo di
attesa del passaggio da uno status all’altro (es. gravidanza, fidanzamento
prima del matrimonio)
→ riti di aggregazione: attraverso cui viene accettato e celebrato il soggetto
nel suo nuovo status (es. matrimonio)
34
→ socializzazione e società industriali
→ la nascita delle “agenzie di socializzazione", ossia le istituzioni dedicate al
management dei processi di socializzazione (es. famiglie e scuola) e ruolo
crescente del gruppo dei pari (es. subculture giovanili) nella mediazione tra il
mondo familiare e quello adulto, porta all’indebolimento dei riti di passaggio
→ socializzazione nella società contemporanea post-industriale
→ ruolo crescente dei processi di socializzazione dei media e nuovi media (es. social
media) così come il gruppo dei pari
→ i media offrono informazioni e modelli di comportamento e di stile di vita
→ spesso queste agenzie entrano in conflitto con i modelli proposti da agenzie più
tradizionali come la famiglia e la scuola, alimentando i “conflitti di socializzazione”
→ oggi l’adolescenza e la gioventù si sono estremamente ampliate in termini di
durata (es. l’età in cui si abbandona la casa dei genitori)
→ la socializzazione incompiuta
→ i profondi mutamenti sociali assistono ad una fase di post-adolescenza
→ la post-adolescenza è caratterizzata da profonda incertezza e dilatazione delle
scelte rispetto alla propria traiettoria biografica (es. Inserimento nel mondo del
lavoro, matrimonio, figli)
→ la socializzazione coinvolge tutta la fase della vita in maniera meno lineare
rispetto al passato, coinvolge anche la morte della società contemporanea
→ la socializzazione orizzontale
→ non è più esito di un processo gerarchico rigido, ma si basa su relazioni di
reciprocità orizzontale (es. si avvicinano i ruoli figlio-genitore, insegnante-studente)
→ si assiste all'erosione delle strutture gerarchiche e di autorità all’interno della
famiglia, così come nella scuola e al mutamento dei ruoli degli operatori della
socializzazione (es. insegnanti, genitori) che non operano più un controllo rigido
sulla conformità alle norme da parte delle nuove generazioni
→ l'identità
→ si forma durante i processi di socializzazione, noi in base all’altro impariamo ad
essere noi stessi
→ designa la capacità autoriflessiva di un individuo di essere al contempo soggetto e
oggetto di se stesso, di percepire la continuità e la coerenza spazio-temporale in
rapporto ad altri che lo riconoscono
→ l’esperienza dell’identità varia in base alla situazione ed è riconosciuta anche dagli
apparati giuridici
→ per lo Stato noi siamo persone giuridiche e pertanto dobbiamo essere
“riconoscibili” proprio in virtù della nostra specificità
→ esistono quindi procedure di registrazione formale che le istituzioni mettono in atto
sin dalla nascita
→ il soggetto ha un’identità sociale e personale, distinta da quella degli altri in virtù
del “condizionamento” del proprio ambiente sociale
→ l’identità si sviluppa quindi nel rapporto con gli altri, diventiamo noi stessi
guardandoci attraverso lo sguardo dell’altro
→le politiche dell’identità e le lotte per il riconoscimento (es. donne, lgbtq+)
→ possono verificarsi squilibri e incongruenze tra come gli individui vedono la
loro identità e come viene formalmente riconosciuta
→ riguarda soprattutto le minoranze o gruppi svantaggiati e discriminati che
lottano affinché la propria identità venga riconosciuta socialmente
35
La devianza
→ Neil Smelser definisce la devianza come un comportamento (un’azione, un fare) che si
discosta dalle norme (formali o informali) di un gruppo e a causa del quale l’individuo che
lo mette in atto può essere isolato o sottoposto a trattamenti correttivi, curativi o punitivi
→ norme altamente formalizzate comportano una sanzione maggiore
(es. rubare porta al carcere, ma copiare ad un compito porta ad un richiamo)
→ in ogni società è necessario si stabilisca un minimo di conformità dei suoi membri alle
norme in essa vigenti
→ è necessario che ogni attore sociale si comporti conformemente alle attese degli altri con
cui interagisce nella vita sociale (attese che si fondano su norme più o meno formalizzate)
→ i meccanismi attraverso i quali un gruppo o una comunità fanno in modo che le norme
siano rispettate può essere definito come controllo sociale
→ la relatività della devianza
→ i comportamenti definiti devianti per una società possono non esserlo per un’altra
→ variano in base al contesto e al tempo storico
→ un atto per essere definito deviante deve essere riferito al contesto
socioculturale in cui ha luogo
→ ogni crimine è definito come un comportamenti deviante, ma non tutti i
comportamenti devianti sono criminali
→ non è proprietà intrinseca di un atto, ma è attribuita da una collettività
→ criminalità e biologia umana
→ Cesare Lombroso, medico e criminologo, è conosciuto per la sua “teoria dell’uomo
delinquente” o “teoria del criminale nato”
→ studia il rapporto causale tra biologia umana e criminalità
→ le radici della devianza dovevano essere ricercate nella sua biologia, come la
forma del cranio, la lunghezza delle braccia, la sua postura,…
→ non studia il contesto o il gruppo di appartenenza, ma osserva solo l’individuo
→ La devianza come motore dell’innovazione (Galileo Galilei)
→ la devianza è stato lo strumento principale che ha permesso molteplici innovazioni
→ l’esempio più conosciuto è la teoria copernicana di Galileo Galilei, criticata
profondamente dalla chiesa, tanto da accusarlo di eresia
→ solo nel 1822 la chiesa accetta la teoria copernicana, riabilitando lo
scienziato e solo nel 1922 la condanna viene dichiarata ingiusta
Teorie funzionaliste sulle devianze
→ Durkheim considera la devianza come un fenomeno inevitabile e non patologico della
realtà sociale, come una funzione positiva utile al mantenimento dell'ordine sociale
→ la devianza rafforza la coscienza collettiva, la società si unisce in una condanna
comune al soggetto deviante
→ un altra funzione della devianza è quella di definire i confini morali, distinguendo la
definizione di ciò che è sbagliato da ciò che è giusto, ridefinendo i confini morali
→ il loro superamento porta al mutamento sociale
→ Teoria dell’anomia (1969)
→ Durkheim, nei suoi studi sul suicidio, nota che i comportamenti devianti tendono
ad essere più frequenti durante situazioni di forte cambiamento sociale
→ gli individui sono più disorientati e tendono a comportarsi in modo anomalo
→ la debolezza della regolamentazione morale della società moderne comporta un
aumento della devianza e di fenomeni suicidari
36
→ per anomia si intende una deregolamentazione che avviene nella società quando i
legami sociali si indeboliscono e la società stessa non è più in grado di regolare i
sentimenti e le attività degli individui
→ Teoria della tensione
→ ottica funzionalista di Robert Merton
→ devianza e criminalità sono il risultato di tensioni strutturali e della carenza di
regolazione morale all'interno della società
→ Merton considera l’anomalia come l’esito della tensione che si crea tra mete
sociali e i mezzi per raggiungerli
→ le mete sono gli obiettivi desiderabili da parte di ogni membro
→ ciascun individuo sente la pressione della società dietro al
raggiungimento di queste mete
→ i mezzi sono gli strumenti legittimi di cui i soggetti possono disporre per
soddisfare questi desideri (per raggiungere le mete)
→ Merton individua 5 tipi di atteggiamenti in seguito alle varie tensioni:
→ conformità: accettazione sia delle mete culturali che dei mezzi per
raggiungere le mete
→ es. studi accademici per avere accesso al lavoro
→ innovazione: accettazione delle mete culturali ma l’utilizzo di mezzi non
istituzionalmente consentiti
→ es. avviare una start-up utilizzano metodi innovativi
→ ritualismo: rifiuti delle mete culturali, ma accettazione dei mezzi per
raggiungerle
→ es. persona non soddisfatta della sua vita e del suo lavoro, rimane
solo per guadagnare, non ha nessuna ambizione
→ rinuncia: rifiuto totale, sia delle mete che dei mezzi
→ persona che perde fiducia nel sistema sociale e culturale
→ es. senzatetto
→ ribellione: rifiuto dei mezzi istituzionali e delle mete culturali, con l’obiettivo
di sostituirli entrambi con finalità e mezzi alternativi
→ es. attivisti che partecipano a proteste
Teorie interazioniste sulle devianze
→ si interessano a come la devianza e la conformità siano risultati di specifici processi di
contenimento che avvengono all’interno di contesti di interazione sociale specifici
→ Edwin H- Sutherland e l’associazione differenziale
→ la devianza non è un’inclinazione, ma si basa sui processi di socializzazione
secondaria che avvengono nei piccoli gruppi nei quali l’individuo fa parte
→ il comportamento criminale è appreso così come si apprende qualunque altro
comportamento che comporta l'adesione a valori e norme desiderabili della
collettività, conformandosi alla aspettative del proprio gruppo
→ deviante non è l’individuo che mette in atto il comportamento, ma è il gruppo ad
essere deviante
→ gli individui non violano le norme del suo gruppo, ma solo quelle della
società generale
→ la teoria dell'etichettamento (labeling theory - Howard Becker)
→ Becker parla di devianza come processo sociale
→ studia come la società si comporta di fronte al comportamento deviante,
assegnandogli una certa etichetta deviante
37
→ questa etichetta può cambiare anche la percezione che l’individuo deviante ha di
sé stesso e nei processi di definizione della sua identità
→ anche se la persona “guarisce” dalla devianza, rimarrà per sempre etichettato in
un certo modo, diventando parte integrante della sua identità
→ le relazioni sociali spesso contribuiscono a perpetuare il comportamento deviante
(es. esclusione sociale, aspettative negative,…)
→ I due stadi della devianza: primaria e secondaria (Edwin Lemert)
→ devianza primaria
→ comportamento iniziale che viola le norme sociali
→ l’individuo compie un atto deviante per la prima volta, ma questo atto di
devianza non è ancora associato ad un’identità deviante stabile
→ devianza secondaria
→ relazione sociale e etichettamento che seguono l’atto deviante iniziale
→ l’individuo inizia ad essere etichettato come deviante e internalizza questa
etichetta, influenzando il suo comportamento futuro
→ diventa parte dell'identità dell’individuo
→ può portare ad ulteriori comportamenti devianti come risposta
all’etichettamento sociale
La famiglia
→ insieme di persone legate da legami di sangue, matrimonio o adozione, di cura e di
sostegno economico, che vivono sotto lo stesso tetto
→ la parentela, invece, fa riferimento ad una rete più ampia che comprende tutte le persone
legate da consanguineità, matrimonio o adozione, anche se non coabitano
→ svolge diverse funzioni importanti, come la socializzazione
→ la famiglia in sociologia
→ non è solo un legame biologico giuridico, ma è anche un’istituzione sociale che ha
il compito di socializzare i nuovi membri di una società a valori e norme
→ nella famiglia vengono codificati una serie di diritti e doveri socialmente condivisi e
sanzionati che legano tra loro i coniugi
→ Durkheim afferma che non esiste un modo di essere e di vivere che sia il migliore
di tutti, la famiglia di oggi non è né più né meno perfetta di quella di una volta: è
diversa, perché le circostanza sono diverse
→ la famiglia è oggetto di grandi trasformazioni e quindi non si può più
parlare di famiglia intesa come entità stabile e definibile in termini assoluti
→ famiglia come “cerchia sociale”
→ George Simmel definisce la famiglia come una "cerchia sociale” indipendente,
dotata di regole, principi, ruoli e spazi al cui interno sono instaurate relazioni
sociali primarie ed è dotata di legami di reciprocità tra i membri
→ l’individuo partecipa alla “cerchia sociale” nel quale nasce, ma successivamente si
muoverà verso un’altra cerchia, quella acquisita
→ la famiglia è un piccolo gruppo, ma grazie ai legami così retti crea una tensione
nei confronti di altre cerchie sociali, avendo un’attenzione con tutto ciò che è fuori
→ le cerchie entrano in contraddizione
→ spesso all’interno della famiglia nascono conflitti sociali, è vista anche come
origine di conflitti interni ed esterni alla famiglia
38
→ Max Weber: famiglia come comunità
→ la famiglia è vista come comunità, ovvero una relazione sociale condivisa tra
individui fondata sul sentimento affettivo o su tradizioni
→ le comunità si basano sull’appartenenza comune dettata dalla prossimità e dalla
vicinanza di luoghi
→ la famiglia è vicina al concetto dalle pratiche di comunità, essendo la base minima
e regolata dalla riproduzione
→ con l’economia monetaria e di mercato le forme di scambio si moltiplicano
→ con lo sviluppo dell'industrializzazione e del capitalismo, la famiglia si trasforma e
assume una separazione contabile dei beni da ripartire tra i suoi membri in base a
esigenze, poteri e risorse differenti che contraddistinguono i ruoli di padre, madre,
marito, moglie, figlio, figlia
→ forme di famiglia ricorrenti
→ poligamica
→ una persona può essere sposata con più partner, il vincolo matrimoniale
presuppone la convivenza e il sostegno economico
→ diffusa soprattutto nei paesi non occidentali in alcune regioni dell’Africa e
nei paesi arabi
→ poliginica: il matrimonio è contratto da un uomo con più donne
→ poliandrica: il matrimonio è contratto da una donna con più uomini
→ poliandrica fraterna: una donna sposa un uomo di una famiglia e
diventa contemporaneamente anche moglie degli altri
→ diventa la moglie di tutti i maschi di quella famiglia
→ poliandrica libera: una donna sposa più uomini senza legami
parentali tra loro, che vanno a convivere a casa di lei
→ monogamica
→ tipica dei paesi occidentali in cui la persona sposa un solo partner e in
base alla residenza si distinguono in:
→ resistenza matrilocale: la coppia appena sposata va vivere con i
genitori della moglie
→ resistenza patrilocale: la coppia appena sposata va a vivere con i
genitori del marito
→ resistenza neolocale: la coppia va ad abitare in un luogo diverso
da quello dei genitori
→ modello dominante nei paesi occidentali
→ sorge la famiglia nucleare composta dai coniugi e dai figli
→ la resistenza matilocale e patrilocale danno origine alle famiglie multiple,
composta da più unità coniugali
→ la famiglia estesa sono quelle famiglie composte dai figli dei coniugi avuti
da precedenti o nuove relazioni
→ La famiglia patriarcale
→ forma di famiglia in cui l’autorità e il controllo sono concentrati soprattutto nella
mani del capofamiglia che di solito è il padre o il marito
→ caratteristiche principali:
→ autorità del capofamiglia: il capofamiglia detiene l'autorità finale, prende
decisioni importanti ed è associato ad una figura maschile
→ divisione del lavoro di genere: le responsabilità domestiche e la cura dei
figli sono affidate alle donne, gli uomini sono responsabili dell’economia
39
→ ereditarietà patrilineare: la trasmissione del patrimonio del nome di
famiglia e delle posizioni sociali avviene solo attraverso le linee di
discendenza maschile
→ contribuisce a mantenere il potere e il controllo all’interno della
stessa famiglia o di gruppi familiari allargati
→ rispetto delle tradizioni e dei ruoli stabiliti: tradizioni culturali e sociali
che rafforzano il ruolo di genere tradizionali
→ la deviazione da questi ruoli può essere vista come una minaccia al
sistema stabilito
→ limiti alle opportunità delle donne: le donne hanno limitate opportunità di
prender parte alla vita pubblica (Es. lavoro, politica,…)
→ la famiglie come centro del conflitto
→ sostenuto da Marx, Engels e Simone de Beauvoir
→ molto spesso proprio all'interno della famiglia si formano i più importanti conflitti
sociali e contribuisce a rafforzare le disuguaglianze di classe in relazione a:
→ ruoli di genere in luogo domestico: la divisione tradizionale dei ruoli di
genere contribuisce ad una distribuzione diseguale del lavoro e delle
risorse all’interno della famiglia
→ strutture di potere: le famiglie non è sono solo luoghi con relazioni
orizzontali, ma è anche il luogo dove si generano gerarchie di ruolo
profonde che dei noteranno anche nella società più l’ampia
→ disuguaglianze sociali e trasmissione di privilegi: la famiglia
contribuisce alla riproduzione e alla preservazione di diseguaglianze
sociali, privilegi, status e proprietà da una generazione all’altra
→ La famiglia occidentale moderna
→ i processi di urbanizzazione e l’industrializzazione hanno provocato una
progressiva contrazione della famiglia moderna
→ l’indebolimento dei legami biologici di sangue hanno comportato l’erosione della
struttura patriarcale familiare così come la convivenza di più nuclei familiari e la
progressiva affermazione della famiglia nucleare
→ la famiglia moderna ha mantenuto la sua funzione nel provvedere alla
socializzazione della prole, così come il suo sostegno affettivo, ma ha perso
notevolmente il suo peso sociale
→ Cambiamento delle relazioni al suo interno
→ dal matrimonio combinato si passa al matrimonio come scelta libera dei singoli,
basato sull’amore tra i partner
→ l’abolizione della dote e degli aspetti più tradizionali che tutelano la continuità della
vita biologica
→ mutano le relazioni all'interno della famiglia
→ si erode la profonda asimmetria di potere e differenziazione dei ruoli
→ cambiamento del rapporto tra genitori e figli
→ il numero di figli diminuisce e le relazioni tra loro e i genitori diventano
meno formali e gerarchiche
→ erosione del modello patriarcale: il capofamiglia detiene un’autorità assoluta
40
→ Cambiamenti demografici a partire dagli anni ‘30
→ calo progressivo dei matrimoni e dei riti religiosi in favore dei riti civili (60% - 40%)
→ a partire dagli anni ‘90 si assiste ad una crescita delle “unioni di fatto”, ovvero la
convivenza tra coniugi, con o senza figli, senza essere uniti dal matrimonio
→ del 2016 ciò coinvolge anche coppie dello stesso sesso
→ crescita dell'instabilità coniugale, ovvero l’aumento progressivo delle separazioni
legali e dei divorzi, possibilità che si è diffusa anche in Europa a partire degli anni
‘60 e che ha ridotto la durata media dei matrimoni
→ modelli emergenti di famiglia
→ famiglie ricostruite: almeno uno dei due coniugi è già stato sposato e i figli
avuti da una relazione precedente si muovono tra la famiglia originaria e la nuova
→ famiglie monogenitoriali: dovute a separazioni o a persone non coniugate che
adottano dei figli
→ famiglie allungate: tendenza da parte dei figli lasciare il nucleo familiare più tardi
La sociologia e gli studi di genere
→ tra anni ‘70 e ‘80 la sociologia studia i processi di costruzione di genere distinguendolo
in base al sesso biologico e ai comportamenti/atteggiamenti che riconosciamo di un
genere maschile o femminile
→ le differenze di genere influenzano sia le azioni che gli atteggiamenti, come aspirazioni,
desideri e valori (variano in base al genere)
→ gli aspetti che appartengono alla sfera simbolica possono essere nome, taglio di capelli,
abbigliamento, comportamenti che assumono all’interno della società e idee politiche
→ Simone de Beauvoir (“Il Secondo Sesso”)
→ parla di come si diventa donne nella società
→ sostiene il fatto che le donne debbano essere al pari degli uomini
→ fa notare che l’essere uomo e donna sia un combinato di tendenze specifiche che
dipendono in base alla società
→ la differenza di genere si basa su differenti costruzioni sociali e culturali della
sessualità che apprendiamo sin dalla nascita
→ uomini e donne sono il prodotto della società in cui si vive
→ La distinzione tra sesso e genere
→ “The Traffic in Women: Notes on the ‘Political Economy’ of Sex” Di Gayle Rubin
→ viene introdotto il termine “sistema di genere”
→ determina l’organizzazione sociale del sesso
→ società organizzata in base alle differenze di genere
→ nota che le donne sono trattate come “merce di scambio” tra due uomini
per stabilire alleanze nel patriarcato
→ il sesso è la distinzione biologica (nascere maschio e femmina)
→ il genere sono le aspettative culturali socialmente costruite e associate al genere
→ le persone intersessuate sono persone nate con un’anatomia sessuale o
riproduttiva ambigua
→ Il determinismo biologico
→ spiegare le differenze di genere facendo riferimento alle caratteristiche biologiche
→ spesso si ricorre al determinismo biologico per risolvere problemi complessi
attraverso una spiegazione molto semplice
→ esistono differenze biologiche tra uomo e donna che determinano atteggiamenti e
inclinazioni, ma che variano in base a diverse culture e momenti storici
41
→ aspetti essenziali riferiti alle differenze di genere
→ il sesso biologico: caratteristiche fisiche
→ l’identità di genere: la percezione di se stessi, ovvero il sentirsi maschi/femmine
→ l’ideale di genere: aspettative culturali relative ai comportamenti
maschili/femminili
→ il ruolo di genere: derivato dalla divisione del lavoro, dei diritti e della
responsabilità in base al sesso biologico
→ come si diventa uomini e donne?
→ maschi e femmine si nasce ma uomini e donne si diventa attraverso processi di
socializzazione, diverso in base al sesso
→ un bambini di sesso maschile verrà socializzato fin dalla nascita in modo
diversi rispetto alla bambina di sesso femminile
→ prima della nascita si viene già attribuiti al sesso maschio/femmina attraverso
l’ecografia, i genitori iniziano già a progettare il nome, gli spazi, i giocattoli,…
→ la socializzazione e l'identità di genere
→ le conoscenze sulle differenze di genere vengono trasmesse culturalmente e
diventano la base di ciò che sappiamo di noi stessi e degli altri
→ sin dall’infanzia e attraverso i nostri genitori impariamo quali sono i comportamenti
adatti al nostro sesso, più tardi interverranno il gruppo dei pari, gli insegnanti e gli
incontri con l'altro sesso
→ la famiglia, il gruppo dei pari ed altre istituzioni sociali nella distinzione di genere
→ la famiglia è fondamentale per la socializzazione primaria, dove si apprendono i
primi comportamenti di genere
→ nel gruppo dei pari i bambini acquisiscono modelli di interazione sociale, capacità
fisiche/cognitive e abilità analitiche, oltre a valori e atteggiamenti della loro cultura
→ altre istituzioni possono essere la religione o i media
→ l’identità di genere sviluppata attraverso 3 processi
→ imitazione: i bambini prendono gli adulti come modello di comportamento
→ rinforzo: dovuto a premi e punizioni rispetto a comportamenti ritenuto adeguato o
no in base al proprio genere
→ auto-socializzazione: processo che avviene attraverso l’interazione sociale, solo
parlando con altre persone si conosce se stessi
→ una rigida strutturazione dei ruoli e dei suoi rischi
→ l’adesione a stereotipi di genere portano conseguenze negative a entrambi i sessi
→ gli uomini aderiscono allo stereotipo della mascolinità che porta all violenza, al’uso
della droga, alla guida spericolata,...
→ gli uomini che mantengono maggiori equilibrio fra tratti culturalmente
maschili e femminili godono di maggior salute mentale e fisica
→ anche le donne subiscono conseguenze negative
→ le donne passive, acquiescenti e dipendenti, presentano tassi più alti di
depressione e altre forme di disturbi mentali e fisici
→ l’eccessivo conformismo ai valori tradizionali di genere comporta anche problemi
all’accesso alla sfera pubblica e a determinate carriere da parte delle donne o
accesso alla sfera intima e delle emozioni da parte degli uomini
42
→ Il funzionalismo e le differenze di genere per Parsons
→ le distinzioni di genere sono fondamentali per il funzionamento della famiglia
→ queste differenze sono funzionali all’ordine della società
→ distingue due figure:
→ il padre-marito che detiene la leadership strumentale, si incentra sui
rapporti tra famiglia e il mondo esterno
→ mantenimento economico e della buona reputazione
→ la moglie-madre che detiene la leadership espressiva, stabilisce gli
equilibri all’interno della famiglia, con conseguente rovesciamento dei valori
→ cura dei figli e organizzazione domestica
→ per i funzionalisti la differenza biologico-sessuale tra maschio e femmina
determina una differenza attitudinale
→ Teorie del conflitto
→ secondo la teoria marxista Marx e Engels sostengono che le donne siano vittime
dell’oppressione della società capitalistica e della famiglia borghese
→ nell’ “Origine della famiglia” Engels sostiene che nel passaggio dall’economia di
sussistenza a quella caratterizzata dalla proprietà ereditaria, l’uomo abbia perso il
controllo della casa e relegato ad una condizione di schiavitù la donna
→ gli uomini creano un meccanismo per controllare le donne in modo da
assicurare ai propri figli la trasmissione della proprietà privata
→ la relazione tra uomo e donna in ambito familiare è quindi una relazione di
sfruttamento e subordinazione delle donne all’uomo
→ L’interazionismo simbolico
→ si concentra sui processi attraverso i quali le persone assumono determinate
identità, attribuendo grande importanza all'interazione sociale nella formazione di
ruoli tradizionali come quelli di moglie e madre, marito e padre
→ La stratificazione sociale in base al genere a il diverso accesso al potere
→ la società è stratificata in base al genere, ovvero designa una diseguale
distribuzione del potere e delle risorse tra uomini e donne, derivati dalle differenti
possibilità di accesso la vita pubblica e a potere decisionale
→ il patriarcato ha avuto un ruolo importante nell’esclusione delle donne dalla vita
pubblica e politica
→ negli anni ‘70 si sono sviluppati molti movimenti femministi che chiedevano una
maggiore emancipazione delle donne (es. salario, diritto di voto,…), aiutando
anche l’emancipazione degli uomini da stereotipi di genere
→ Una “rivoluzione incompleta”
→ anche se oggi si sta cercano di avere pari diritti tra uomo e donna, sussistono
ancora situazione di svantaggio in diversi ambiti:
→ educazione, lauree e occupazione (discriminazione orizzontale)
→ partecipazione alla forza lavoro, ovvero, anche se le donne sono più
qualificate, è comunque difficile arrivare a posizioni di vertice rispetto agli
uomini (soffitto di cristallo)
→ la difficile conciliazione tra vita e lavoro
→ la donne hanno una vita attiva sia a lavoro che a casa e la difficoltà
di essere presenti in entrambi porta la donne a rinunciare al lavoro
→ il potere politico e di genere (es. probabilità avere un presidente donna)
→ genere e religioni (es. l’aborto secondo la religione, l’eutanasia,…)
→ la violenza contro le donne
43
→ I diversi generi tra istruzione e lavoro
→ secondo uno studio del 2019 si è notato che in Italia le donne sono più propense a
continuare gli studi (università) rispetto agli uomini
→ le donne, nonostante la loro maggiore istruzione, sono più disoccupate
rispetto agli uomini e il tasso di disoccupazione delle donne aumenta con
l’aumento di numero dei figli
→ uomini e donne non vengono retribuiti allo stesso modo (5,5% di differenza)
→ in Europa il 33% dei manager sono donne (posizioni dirigenziali)
→ la differenza maggiore nel reddito riguardano le figure dei manager
→ più la posizione è al vertice, più aumenta il divario
→ la percentuale di donne che partecipano all’educazione dei figli è maggiore
rispetto agli uomini
→ nei paesi nordici questo divario è minore, viceversa, negli paesi dell’est
questo divario è maggiore
→ divario maggiore rispetto alla percentuale dell’educazione dei figli, è quello della
cura della casa e della cucina
La scuola
→ istituzione che si occupa la socializzazione secondaria
→ viene definita agenzia della socializzazione
→ istituzione volta a istruire ed educare gli allievi secondo una struttura didattica organizzata
in base a regole condivise, guidate da specifiche figure professionali (insegnanti) e con
specifici obiettivi di apprendimento
→ trasmette anche saperi più impliciti e informali che non riguardano competenze di base,
ma che preparano i ragazzi ad affrontare il mondo adulto
→ dal 900 le scuole si affermano come istituzioni assumendo più importanza sociale
→ La sociologia e la scuola
→ teoria funzionaliste
→ la scuola viene considerata come una delle più grandi istituzioni della
società moderna, utile anche per stare in società, oltre ad imparare
competenze specifiche
→ la scuola nasce grazie alla richiesta di una manodopera più specializzata
→ la scuola svolge la funzione di far sì che gli individui interiorizzano norme e
valori funzionali della società moderna
→ teorie del conflitto
→ la scuola risponde agli interessi delle classi al potere riproducendo le
disuguaglianze sociali attraverso la trasmissione delle ideologie dominanti
→ scuola come “apparato ideologico dello Stato” (Louis Althusser)
→ la scuola trasmette l’apparato ideologico, ovvero valori, norme e
atteggiamenti conformi al sistema capitalistico
→ diffondono ideologie dominanti all’interno di una società
→ non permette lo sviluppo di un senso critico
→ scuola, competizione credenzialismo (Collins)
→ scuola come arena dove gli studenti si scontrano tra loro per
ottenere una posizione lavorativa più alta e successo accademico
→ evidenzia la “lotta per l'attenzione", ovvero il farsi notare tra tutti per
ottenere riconoscimenti
→ scuola come luogo in cui si sviluppano e si perpetuano dinamiche
competitive che influenzano la mobilità sociale
44
→ Il sistema scolastico
→ organizzazione complessa che costituisce una delle principali burocrazie che
contraddistinguono la società moderna
→ si organizzano in tre livelli:
→ scuola primaria (elementari): competenze cognitive di base
→ scuola secondaria (media inferiore e superiore): competenze cognitive
intermedie e professionali
→ istruzione terziaria (università): divisa in diversi indirizzi che forniscono
percorsi di alta formazione, è l’unica a non dipendere dallo Stato
→ La scuola nei diversi periodi storici
→ Antichità: accesso riservato all’élite, con la formazione dei cittadini per la
partecipazione alla vita pubblica
→ Medioevo: monopolio della Chiesa, fornisce l’istruzione a studenti ecclesiastici
→ Rinascimento: comparsa delle scuole pubbliche e l’istruzione non è più limitata
alla sfera religiosa
→ Età moderna: nuove idee sull’educazione e la stampa diffonde il sapere
→ XIX secolo e società industriale: richiesta di un’istruzione standardizzata,
l’educazione primaria diventa obbligatoria e quindi più accessibile
→ XX secolo: maggiore differenziazione dell’offerta formativa
→ L’obbligo scolastico in Italia
→ dagli anni 50, con l’estensione dell’obbligo scolastico fino ai 14 anni, si assiste al
dimezzamento della tasso di analfabetismo con una forte espansione della scuola
secondaria in corrispondenza del “boom economico” perdendo il suo carattere
elitario e diventando fenomeni di massa
→ dagli anni 80 l’istruzione universitaria cresce, diventando di massa
→ la continuazione dello studio anche dopo l’obbligo scolastico è da collegare al
progresso economico e tecnologico della società contemporanea che richiede
sempre più specializzazione
→ l’istruzione è diventata uno dei mezzi per raggiungere posizioni più alte all'interno
della stratificazione sociale, occupando posizioni lavorative più prestigiose
→ un altro fenomeno importante è quello dell’inflazione del titolo di studio, portando
alla disoccupazione intellettuale e al precariato
→ Il confronto con l’Europa
→ la quota di popolazione di età compresa tra i 25 e i 64 anni in possesso di almeno
un titolo di studio secondario superiore è il principale indicatore del livello di
istruzione di un paese
→ il diploma è considerato il livello di formazione indispensabile per una
partecipazione al mercato del lavoro con potenziale di crescita individuale
→ In Italia, nel 2020, tale quota è pari a 62,9%, mentre quello dell’UE è 79,0%
→ anche la quota dei 25-64enni con un titolo di studi terziario in Italia è molto bassa
(20,1% in Italia, 32,8% in UE)
→ Istruzione e diseguaglianze sociali
→ sebbene oggi gli studi superiori sembrino alla portata di tutti, permangono notevoli
differenze circa l’effettiva prosecuzione degli studi
→ è stato notato come non sia solo il capitale economico a determinare il futuro dei
giovani studenti, ma soprattutto il capitale culturale
→ il titolo di studio dei genitori diventa infatti una determinante importante
45
→ La scuola e la riproduzione sociale
→ Bourdieu sostiene che gli individui provenienti da contesti sociali più privilegiati
hanno un accesso diretto a risorse culturali, inclusi il linguaggio, i modi di fare e le
aspettative educative che li avvantaggiano nel sistema scolastico
→ crescere in una famiglia “talentuosa” rafforzerà l’idea che si abbiano doti
naturali, quando tali doti in realtà sono frutto di un continuo apprendimento
→ Il successo scolastico non è determinato soltanto dalle competenze, bensì
anche dall’adesione a comportamenti “acculturati”
RIASSUNTOOOOOOOOOOO
Se da un lato la scuola favorisce la mobilità sociale e la possibilità di affermarsi all’interno
della società svolgendo un ruolo importante nei processi di trasmissione dei saperi, dall’altra
può essere il luogo nel quale le diseguaglianze sociali (relative al genere, etnia o al
possesso di capitale) possono essere legittimate creando una spirale
dell’insuccesso/successo
La cultura
→ la concezione classica della cultura deriva dall’Umanesimo
→ sono le attività intellettuali che formano ed educano gli uomini e le donne, trasformandoli
da “selvaggi” in esseri educati, capaci di partecipare alla vita pubblica e associata
→ concezione antropologica
→ Edward Burnett Taylor afferma che la cultura è un insieme complesso di credenze,
valori e costumi posseduto da qualunque gruppo sociale
→ la cultura è un processo di trasmissione ed apprendimento
→ ogni uomo ha il proprio corredo istintuale innato che viene affrontato in modo
diverso in base alla cultura
→ l’approccio sociologico
→ la cultura è un insieme complesso di proposizioni descrittive (credenze),
normative (valori e norme) e di simboli espressivi che riguardano la natura, gli
esseri umani e la società
→ distinzione tra società e cultura
→ per la sociologia società e cultura sono due realtà distinte sul piano analitico
sebbene siano fortemente intrecciate
→ la società è un gruppo di persone che vivono insieme in un territorio specifico e
condividono una cultura
→ la cultura è l’insieme di valori, credenze, conoscenze, norme, linguaggio,
comportamenti e oggetti materiali condivisi da una collettività e trasmessi
socialmente da una generazione all’altra
→ la cultura per la sociologia non è omogenea, ma anzi esistono diverse
sub-culture al suo interno
→ i modelli teorici della cultura
→ modello funzionalista
→ la funzione della cultura è quella di stabilire e mantenere il sistema sociale
→ le credenze e i simboli di una cultura assicurano la sua coesione interna
→ Parsons ritiene che la cultura fornisca all’attore sociale la motivazione e il
senso dell’azione
46
→ modello causalista
→ raccoglie diversi approcci teorici che hanno in comune l’idea che la cultura
sia direttamente plasmata da fattori che sfuggono alla coscienza degli
individui, ovvero la struttura economica, giuridica, istituzionale,...
→ modello interazionista
→ norme, valori estetici e rappresentazioni culturali nascono quando attori
interdipendenti cercano di coordinare la loro interazione
→ Gli elementi della cultura
→ i valori, ovvero ciò che un società individua come desiderabile
→ possono variare sia storicamente che socialmente
→ sono prescrittivi, ovvero indicano ciò che dovremmo desiderare e volere
→ hanno tre dimensioni:
→ affettiva: i valori muovono affetti e sentimenti
→ cognitiva: enunciati che hanno un senso argomentabile da parte
degli attori sociali
→ selettiva: orientano l’agire sociale, fornendo motivazioni per
scegliere tra diversi corsi d’azione
→ l’efficacia sociale dei valori si basa sul suscitare colpa e vergogna in chi se
ne discosta
→ le norme indicano come ci si deve comportare per realizzare determinati valori
→ sono obblighi e divieti che possono avere sanzioni positive o negative
→ il base al grado di formalizzazione si distinguono in:
→ statuite: sono emanate da un'autorità istituzionale, vengono
trasmesse in forma scritta e sono vincolanti
→ consuetudinarie: si sviluppano spontaneamente
→ esistono tre tipi di norme:
→ norme dell’interazione sociale: riconosciute dai partecipanti
dell’interazione, il buon senso (es. l’etichetta)
→ norme deontologiche: regolano specifiche professioni
→ norme giuridiche: sancite dal sistema giudiziario
→ le credenze
→ sono proposizioni di tipo descrittivo attraverso cui gli esseri umani
rappresentano e classificano il mondo
→ sono degli elementi ordinatori della realtà sociale
→ si riferiscono a convinzioni o opinioni condivise tra gli individui
→ le credenze contribuiscono a plasmare il comportamento e a fornire
significato agli eventi nella vita di un individuo o di una collettività
→ ogni fenomeno culturale in sociologia è indipendente dal suo statuto di
verità scientifica
→ le persone sono coerenti con le loro credenze
→ es. la morte non fa paura perché si crede nella vita dopo la morte
→ gli individui non hanno bisogni di sanzioni per accettare diverse credenze
→ possono riguardare diversi ambiti:
→ credenze religiose
→ credenze politiche
→ credenze scientifiche
→ credenze sulla salute
47
→ rappresentazioni collettive
→ sono idee, valori e credenze condivisi da tutti i membri di un società
che contribuiscono a costruire il legame tra gli individui
→ secondo Durkheim, sono alla base della solidarietà sociale e
svolgono un ruolo cruciale nella creazione di un senso di
appartenenza e coesione all’interno di una comunità
→ queste rappresentazioni rimandano a nozioni di "immaginario
collettivo“ o “senso comune”
→ nelle società complesse hanno un ruolo fondamentale nel dare ai
soggetti degli strumenti comuni di classificazione della realtà
→ i simboli
→ elementi come gesti, segni e oggetti, che hanno la capacità di evocare
nella mente un’idea, un’entità struttura diversa da quella direttamente
riconducibile all'aspetto sensibile
→ per essere efficaci devono essere collettivamente condivisi
→ i simboli svolgono una funzione comunicativa complessa che può avere
molteplici livelli di significato
→ es. la pizza può significare Napoli o all'estero significa Italia
→ il repertorio simbolico di un società si arricchisce continuamente
→ bisogna distinguerli dai marchi che svolgono un'azione di riconoscimento
→ cultura come sistema di elementi interconnessi
→ norme, valori, credenze e simboli sono divisi tra loro soltanto sotto un profilo
balistico, ma nella realtà si presentano come elementi intrecciati che costituiscono
quello che noi definiamo come cultura o sue componenti (es. mito)
→ l’ideologia ad esempio è un sistema culturale che ha la funzione di giustificare i
rapporti di potere sulla base di presunte verità (es. nazismo)
→ pluralismo culturale
→ le società contemporanee sono complesse e differenziate e si presentano come
altamente eterogenee sul piano culturale
→ c’è moltiplicazione delle relazioni di interdipendenza e porta gli individui ad uscire
dal proprio mondo per migrare in un altro
→ le diverse culture hanno flussi continui di comunicazione ma il pluralismo porta
anche a conflitti culturali che fanno riflettere gli individui sulla propria identità
→ le subculture
→ gruppo di individui o segmento sociale che si differenzia da una più larga cultura
di cui fa parte per stili di vita, valori e abitudini
→ nel 1974 la Scuola di Chicago teorizza l’idea che i giovani emarginati e respinti
dalla società formino subculture devianti o “gang” (es. punk, mods)
→ cultura e classe sociale
→ valori e credenze variano anche in base a processi di divisione sociale come
quella per classi sociali
→ Marx distingue due tipi di posizioni sociali:
→ l’ideologia borghese, ovvero una falsa coscienza basata su una
rappresentazione destoicizzata della realtà
→ la coscienza operaia, ovvero una potenzialità inserita nei rapporti di
produzione esistenti
→ Bourdieu distingue le classi in base ai gusti (buone maniere, letteratura, arte,...)
48
→ cultura e generazione
→ gli individui che fanno parte della stessa generazione condividono le medesime
esperienze significative e si vivono le stesse influenze culturali
→ mutamenti principali della cultura
→ Razionalismo
→ con lo sviluppo del pensiero illuminista, nasce l’idea che tutti gli esseri
umani abbiamo la capacità di ragionare con il proprio intelletto
→ viene messa al centro la razionalità, ponendo in secondo piano credenze
magiche e superstizioni
→ Weber lo definisce “disincantamento del mondo”
→ Individualismo
→ viene messo al centro l’individuo in quanto dotato di autonomia e libertà
→ Durkheim individua un aumento di rilevanza sociale e libertà di scelta
→ Tocqueville sostiene che ciò porti ad un indebolimento del legame sociale
→ Disciplinamento e privatizzazione
→ Norbert Elias nota come alcuni atti che prima erano compiuti in pubblico
entrano a far parte di quella che si definisce come la “sfera privata”
→ Dalla società moderna alla società post-moderna
→ sul piano strutturale i cambiamenti fondano l’economia dell'informazione
→ sul piano culturale c’è la globalizzazione dei media e del modo in cui
percepiamo tempo, spazio, prossimità e lontananza
→ si passa dall’uomo libero di costruire il proprio destino all’individuo
riflessivo, auto-centrato, narcisista e interessato all’autorealizzazione
La religione come fenomeno sociale
→ la sociologia indaga il fenomeno religioso non per verificare la veridicità meno dei precetti
religiosi o delle credenze che essa veicola, ma si pone il problema di comprendere quale
significato abbiano le credenze religiose per i membri del gruppo sociale che a queste
aderiscono
→ indica come le religioni nascano, si trasformano, si sviluppano nel tempo e come e
perché??????????????????
→ cosa si intende per religione?
→ la religione è un insieme di credenze, valori, simboli e riti che collegano individui e
gruppi umani a entità e forze extraumane ritenute sacre
→ secondo Durkheim la religione è un sistema solidale di credenze e di pratiche
relative a cose sacre, ciò separate e interdette dalla società (separato dalla vita quotidiana),
le quali uniscono in un’unica comunità morale, chiamata chiesa, tutti coloro che vi
aderiscono
→ il fenomeno religioso è stato da sempre osservabile nelle società umane in tutte le
epoche storiche
→ la sociologia nasce con la società moderna (‘800, ‘900) e ne segue le vicende
→ i primi sociologi si chiedono come è possibile che una società basata sui valori dell’
individualismo, nel quale i legami sociali sembrano essere assieme senza che tutto ciò si
tramuti in una crisi permanente o il una conflittualità alla lunga disgregatrice dell’ordine
stesso
→ Durkheim e l’analisi funzionalista della religione
→ studia che funzione ha la religione nel mantenimento dell’ordine sociale
→ nell’opera “Le forme elementari della vita religiosa” si interroga sulle forme
elementari sulle religioni totemiche. ??????????????????????
49
→ distingue “materialmente” sacro e profano all’interno della società
→ studio su luoghi, oggetti e istituzioni
→ il sacro è separato dalla vita quotidiana ed è caratterizzato
dall’impossibilità di mescolarsi al profano semmai cessare di esserlo
→ la religione è il sentimento che la collettività ispira ai suoi membri e che viene
proiettato fuori dalle coscienze ce lo provano e viene oggettivato
→ per oggettivarlo l’individuo si fissa su un oggetto che diventa sacro
→ ogni oggetto può servire a questo scopo (crocifisso, ostia, roccia)
→ il sacro, quindi, riveste un oggetto delle sue proprietà intrinseche
→ è un valore aggiunto, non uno implicito
→ l’esperienza del sacro (es. pregare) è inseparabile dalla comunità sociale che lo
esperisce e la separazione tra sacro e profano lo rende ???
→ le società totemiche e i rituali
→ il modo attraverso il quale le azioni collettive orientano i sentimenti
individuali (oltre alla separazione tra sacro e profano) si esprime nei rituali collettivi
→ i rituali collettivi sono regole di condotta che stabiliscono come comportarsi
in certi momenti di “interruzione” delle attività legate alla vita quotidiana
→ nelle società i clan si ritrova creando un’interruzione temporanea per
svolgere attività condivise ad alta intensità emotiva
→ il passaggio dalla dimensione collettiva a quella individuale è il
cambiamento emotivo collettivo che consente alla ?????????
→ la società è sacra
→ una delle finzioni della religione è quella di risaldare i legami sociali
svolgendo l’azione fondamentale di dare ordini alla società
→ secondo Durkheim la gerarchie della religione ????
→ Altre funzioni della religione
→ Merton afferma che i rituali hanno funzioni latenti e funzioni manifeste
→ es. i rituali per far piovere richiama l'intervento delle forze soprannaturali,
ma la funzione l’utente è quella di aumentare la coesione del gruppo infondendo fiducia in
una situazione difficile e potenzialmente disgregante
→ Malinowski paragona la religione alla ”magia“, ovvero ad una forza evocata da
specifiche popolazioni per affrontare imprese pericolose e per darsi coraggio
→ la funzione della religione è quella di neutralizzare l’ansia individuale
creando sicurezza in situazioni di particolare tensione emotiva
→ approcci conflittualisti: Max Weber
→ nelle ricerche sulla religione Weber sostiene che essi forniscono agli individui una
spiegazione delle incongruenza tra destino e merito giustificando la stratificazione sociale
→ es. il protestantesimo si fonda sul concetto di “predestinazione”, ovvero il destino
umano è sempre frutto della volontà divina e non è influenzata dalle azioni umane
→ l’uomo può solo accettare il suo destino
→ nella dottrina indiana del Karman, invece, il destino è la conseguenza di un
meccanismo universale di redistribuzione delle azioni umane, buone o cattive, alle quali
conseguirà una rinascita onorevole o disonorevole nella prossima vitA
→ è utile nel legittimare il sistema delle caste
→ Il carisma e la sua portata rivoluzionaria: Max Weber
→ il carisma è un dono che viene riconosciuto ad una persona dotata di qualità
straordinarie e in base alle quali esercita un’autorità all’interno di un gruppo che lo riconosce
e ci si affida (es. Gesù)
50
→ il carisma è una qualità spesso posseduta da profeti, sacerdoti, demagoghi,
guerrieri o rappresentati politici
→ il carisma è fondamentale per ottenere seguaci e sovvertire l’ordine tradizionale
rompendo vecchie consuetudini
→ il carisma non può essere trasmesso e per questo, quando quando muore il
leader, si assiste una progressiva “routinizzazione del carisma”
→ il carisma viene oggettivato il simboli, luoghi e istituzioni (es. chiesa),
dando vita ad una serie di regole e una struttura formalizzata
→ si continua a profetizzare anche senza il leader
→ l’etica protestante e lo spirito del capitalismo (Weber)
→ teoria di Weber sul ruolo che la religione protestante, in particolare quella
professata nelle sette ascetiche calviniste, ha avuto nell’affermazione e nello sviluppo del
capitalismo moderno
→ secondo Weber la dottrina della predestinazione, che rende ogni individuo incerto
rispetto al proprio destino ultraterreno, ha stimolato la ricerca dei segni visibili li attraverso i
quali accertare la propria salvezza
→ il successo professionale è un segno tangibile della predestinazione alla
salvezza sprona gli individui ad impegnarsi nel lavoro
→ l’idea di “vocazione” viene traslata dall’ambito religioso a quello
professionale, forgiando il “spirito capitalistico” fatto di dedizione al lavoro razionalità,
inclinazione al risparmio e l'investimento ai fini di ottenere maggior profitto
→ l’approccio fenomenologico alla religione
→ si interessa del rapporto tra significato individuale e costruzione sociale, ovvero
quello tra individuo e società
→ per Berger le religioni hanno un ruolo fondamentale nel conferire senso al mondo
sociale, proteggendo così l’ordine società neutralizzando le altre forme disgregatrici
→ la religione assolve austro ruolo costruendo universi simbolici capaci di
includere e spiegare tutte le situazioni marginali e spiazzanti nella vita dell’individuo (es.
morte)
→ un tempo la religione forniva un universo simbolico unico capace di tenere
insieme tutte le spiegazioni, mentre a seguito dei processi di secolarizzazione, diversi settori
si sono sottratti all'influenza religiosa alimentando una progressiva moltiplicazione degli
universi simbolici
→ La religione come “sistema culturale”
→ tutte le religioni posseggono una dimensione culturale, strutture organizzative e
istituzioni stabili
→ gli elementi di un sistema culturale religioso sono:
→ credenze: la religione necessita di un complesso di idee e
rappresentazioni organizzate in un credo o in un dottrina
→ consistono in proposizioni teoriche, elaborate in maniera esplicita o
il forma dogmatica
→ es. verità assolute e indiscutibili
→ precetti: norme pratiche che forniscono delle indicazioni che ordinano
alcuni atti di tipo rituale
→ es. astinenza, preghiera, confessione
→ simboli: oggetti, eventi, gesti o parole fondamentali nell'universo religioso
→ es. croce
51
→ rituali: le religioni prevedono un insieme specifico di comportamenti
formalizzati e con una valenza simbolico
→ possono essere periodici o di passaggio
→ es. battesimo
→ ordine cosmico sacro: le religioni connettono la realtà umana in un
ordine universale che quindi trascende e al contempo include l'uomo
→ viene affrontato dall'uomo come una realtà «altra» immensamente
più potente e staccata dalla routine
→ carattere pubblico e comunitario: l'esperienza religiosa non è soltanto
personale, ma è vissuta, tramandata e sostenuta da comunità di credenti attraverso i
processi di socializzazione
La religione come organizzazione
→ non tutte le religioni posseggono una rigida organizzazione interna ed un apparato
gerarchico benché con la società moderna e la sua divisione del lavoro, che investe ogni
ambito della vita sociale, si assiste ad una maggiore strutturazione delle religioni al proprio
interno, soprattutto per quelle con una lunga tradizione storica
→ con il tempo nascono figure specializzate adatte a svolgere compiti religiosi,
mentre al suo intento la comunità religiosa originaria si struttura secondo un'autorità
gerarchica, con poteri, compiti e ruoli ben definiti dando vita ad una istituzione che dura nel
tempo
→ nella religione esistono 3 tipi di organizzazione:
→ chiesa
→ comunità di credenti stabilizzata, caratterizzata da un corpo di
professionisti (clero) ordinato in una gerarchia ecclesiastica che si dedica al mantenimento e
proseguimento delle finalità dell'organizzazione religiosa
→ cerca compromessi con la società
→ tende ad adattarsi a remare o promessi con la società, con i suoi
valori e istituzioni
→ setta
→ ha la tendenza a separarsi dalla società e. Esprimere il rifiuto per i
suoi valori e le sue istituzioni
→ non vi si appartiene per nascita, ma per atto di libera scelta che
presuppone un atto di conversione
→ la comunità di credenti/fedeli è molto più ristretta in quanto accoglie
soltanto le persone che si sentono “elette” ed esprime un maggiore rigore etico
→ denominazioni
→ sette che con il passare del tempo hanno perso il loro carattere
conflittuale e si sono trasformate in associazioni volontaristiche con criteri formali che ne
stabiliscono l’appartenenza, riconosce inoltre la legittimità di altri gruppi religiosi
52
→ stabiliscono un confine tra naturale e soprannaturale, affermano il
concetto di salvezza e di libera volontà e sono organizzate attraverso istituzioni separate
dalle altre società
→ religioni proto-moderne
→ stabiliscono un rapporto diretto tra individuo e il soprannaturale, la
salvezza si basa sulla condotta di vita e viene indotto il concetto di “fede” per cui
l’appartenenza diventa volontaria
→ religioni moderne
→ si fondano sull’importanza della coscienza della responsabilità
individuale e sullo sviluppo di un codice etico personale condiviso
→ La classificazione di Weber
→ riguarda le “religioni universali”, ossia estese ad ampie popolazioni a non praticate
soltanto localmente
→ prende in considerazione due aspetti:
→ l'immagine del mondo
→ può essere geocentrica, ovvero basata sulla concezione di un Dio
personale trascendente (es. islam, ebraismo, cristianesimo) oppure cosmo entri a che si
fonda sulla concezione di un potere divino impersonale, immanente e che opera nella
natura??????????
→ il modo di ottenere la salvezza
→ in base a questi due aspetti si ritrovano due tipi di religioni:
→ religioni ascetiche
→ tipiche della tradizione mediorientale e occidentale, l’uomo è visto
come "strumento" di Dio che agisce nel mondo per suo volere
→ tale condizione di “ascesi” comporta che gli individui sono portati a
ricercare l’approvazione di Dio confermandosi maggiormente ai suoi precetti
→ religioni mistiche
→ tipiche della tradizione asiatica
→l’individuo non è concepito come uno strumento della divinità, ma
come un “vaso del divino” ossa che contiene egli stesso la divinità
→ la salvezza viene ricercata nella comprensione profonda del divino
e nell’ accorgimento entro se stessi così da uscire dal ciclo morte-nascita
→ un ruolo importante in questo processo viene giocata dalla
meditazione e della contemplazione
→ ?????? Shema
→ Religione e società contemporanea
→ i sociologi della società industriale hanno già intuito che il processi tipici della
modernità come l’industrializzazione, l’urbanizzazione e il processo tecno-scientifico avrebbe
avuto delle conseguenze importanti sulla religione trasformandola tendenzialmente in un
“fatto privato”
→ sebbene si osservino importanti mutamenti nella religione e nelle sue pratiche e
nel ruolo che riveste nella nostra società, essa non ha cessato di essere un fenomeno
sociale rilevante
→ in 18 anni (2001-2019) i praticanti sono diminuiti di ⅓, mentre nel triennio
2019-2022 il loro numero è sceso al 25%
→ la diminuzione della pratica è diffusa soprattutto tra giovani e adolescenti
→ possiamo individuare tra processi di mutamento fondamentali:
→ la secolarizzazione
53
→ processo attraverso il quale alcuni settori della società e della
cultura vengono sottratti al dominio delle istituzioni e dei simboli religiosi
→ i simboli religiosi perdono la valenza religiosa
→ avviene su tre livelli:
→ culturale: valori e credenze sono meno permeate dei
significati religiosi
→ comportamentale: riguardano sia il declino delle pratiche
religiose e della partecipazione rituale che il distacco tra l’agire concreto degli
individui sul piano morale e quanto stabilito a livello dottrinale
→ es matrimonio prima della convivenza
→ istituzionale: separazione tra Stato e chiesa, ovvero tra
istituzioni politiche e religiose
→ il pluralismo religioso
→ la separazione tra Stato e Chiesa, venuta nei moderni contesti
democratici, ha creato un clima favorevole al pluralismo religioso
→ tale separazione ha posto le basi ed la libertà religiosa che
consente oggi a chiunque di seguire le proprie pratiche religiose purché non entrino in
conflitto con lo Stato
→ oggi convivono diverse organizzazioni religiose accentuante anche
dai flussi migratori che interessano sempre più i paesi occidentali, modificando così la
geografia socio-religiosa europea
→ l'individualizzazione delle credenze
→ la scelta religiosa è diventata, nelle società moderne, una scenata
individuale libera
→ oggi non è più un fatto consuetudinario e letto alla
tradizione delle comunità di riferimento, ma una decisione personale dei singoli
→ anche il cambiamento di fede o la rinuncia. qualunque fide religiose
diventano delle strategie peculiari della modernità in quanto non si incorre più in alcuna
”sanzione“ sociale
→ si assiste allo “sganciarsi” tra credenza religiosa e appartenenza
alla comunità per cui il credo religioso può essere praticato dal singolo non necessariamente
partecipando a rituali di comunità
→ un fenomeno estremo è il fondamentalismo religioso
→ spesso l’obiettivo del fondamentalismo è di ricercare la
“purezza” perduta della pratica religiosa, ma anche che può comportare invece una
interpretazione radicale dei testi sacri per scopi politico o come reazione ai processi di
modernizzazione al mutamento valoriale cui la nostra società è costantemente soggettiva
54